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LA CRONACA di Piacenza

Spettacoli

VENERDI 23 DICEMBRE 2005 • 34

A Santo Stefano, Enzo Vassura riassumerà cent’anni di fatica, dignità e solidarietà

I burattini raccontano un secolo di lavoro “Lavorare stanca”, un secolo in quattro episodi: la fatica, l’ironia, la dignità, la solitudine, la solidarietà, la pesantezza e la leggerezza del lavoro saranno raccontate il 26 dicembre alle 17, nel salone Mandela della Camera del Lavoro, dai burattini di Enzo Vassura, su testi scritti da Marco Bosonetto, con scenografia e suoni di Daniele Signaroldi e musiche di Maddalena Scagnelli e Franco Guglielmetti. Nata da un’idea di Antonino Bussandri, l’inedita

produzione della Camera del Lavoro di Piacenza consiste in una commedia per burattini in quattro atti (l’ingresso allo spettacolo sarà gratuito) che abbraccia oltre un secolo di storia dei lavoratori e delle loro traversie. Nei quattro episodi, i burattini viaggeranno nel tempo con gli spettatori, passando dal 1898 (con i drammatici scontri di piazza di maggio a Piacenza) al 1944 (con i sabotaggi degli operai dell’Arsenale ai danni della macchina bellica nazi-fasci-

sta), dal 1970 (con l’intreccio tra rivendicazioni sindacali e movimento femminista) ai giorni nostri, segnati da una dilagante precarizzazione che pesa come un macigno sul futuro. L’appuntamento con i burattini aprirà una giornata di Santo Stefano che sarà poi chiusa, in serata, da Larry Ray and the Gospel’s Ladies, che alle 21,30 (ingresso 5 euro) regaleranno la magia dei gospel, ineludibili nei giorni di Natale. Andrea Dossena

Il noto musicista Hiram Bullock ospite al Daytona del quintetto fusion nostrano

«E’ lo show di Bertozzi, io accompagno» DI MARCO RAGONE Buona affluenza da parte degli appassionati, per l’ultimo concerto piacentino del Sandro Bertozzi quintet, che ha visto la prestigiosa partecipazione del virtuoso chitarrista afroamericano Hiram Bullock. Di fronte a un pubblico tempestato da musicisti locali e non solo (presente anche la bionda signora del liscio Giliana Gilian) il gruppo ha offerto settanta minuti del repertorio jazz rock del bravo ed esperto sassofonista Bertozzi, ad esclusione di qualche pezzo di Bullock, come Color me, e un paio di cover di Sanborn, tra cui la celebre Isn’t she lovely, più famosa nella versione originale di Stevie Wonder. Il repertorio del quintetto locale (per modo di dire visto che sia il “Nano” alla batteria, sia Pino Di Pietro alle tastiere, sia Lorenzino Poli al basso trascorrono maggior tempo in tournee con i big della musica italiana piuttosto che a casa) è principalmente basato sui due album Talkin’ back e Big city dreamer, il primo inciso quasi com-

Un momento del concerto di Hiram Bullock e Sandro Bertozzi al Daytona pletamente negli States. «Proprio in occasione di un viaggio in America – spiega Sandro – da solo, ho contattato Hiram per proporgli di collaborare al mio disco, e da li è nato il rapporto che ci ha portato

alle performance live». In Talkin’ back sono inoltre presenti personaggi del calibro di Bob James, Joe Vannelli e Alfredo Golino. Sia in studio sia dal vivo suonano molto bene, anche se, per una formazio-

ne che propone fusion, essere straprecisi, avere il suono e un pedigree di tutto rispetto non basta. Per distinguersi, bisogna fare qualche “numero” in più (come ha insegnato Chick Corea)!

Ieri in San Cristoforo (con replica oggi alle 21.30) la “prima” dello spettacolo degli Imperfect speakers

L’evento è stato promosso principalmente sul “nome” di Hiram Bullock, che tra l’altro ogni tanto passa in Italia e si fa una suonatine; in realtà questi si è semplicemente limitato a fare la spalla. Si vede che è “molto buono”, caldo, ispirato, e dal suono morbido e rotondo ma mercoledì sera non si è di sicuro impegnato particolarmente; ha fatto il mestierante in tutto: durante l’esibizione con il tradizionale giro per il locale mentre suonava, a fine concerto al bancone f irmando autograf i sui suoi cd e infine volendo farci credere che il musicista che l’ha maggiormente influenzato è stato Mozart (se Hendrix avesse sentito gli avrebbe di certo bruciato la chitarra). Insomma tutto secondo il classico copione che deve seguire il bravo session-man a stelle e strisce. E a domanda come mai si fosse ritagliato così poco spazio, tra i numerosi fraseggi del sassofonista nostrano, ha diplomaticamente risposto: «E’ lo show di Bertozzi, io accompagno solamente».

BRESCELLO

Cortometraggi da Festival

Brescello, uno dei Comuni più famosi della “Bassa padana”, assegna nuovamente con il cinema il “Peppone e il Don Camillo d’oro”. La Direzione Artistica del Festival ha licenziato la nuova edizione del Festival di corti che si terrà a Brescello nel prossimo mese di giugno. La Provincia italiana è rimasta il tema conduttore della rassegna, sia per quanto concerne i suoi aspetti più veritieri che, con il Premio “Accademia Barilla”, nella valorizzazione della cultura culinaria. Per scaricare il Regolamento e la Scheda di iscrizione il sito da consultare è www.comune.brescello.r e.it www.comune.brescello.re.it

L’artefice di Pinocchio Nero

The Summoning of Everyman, ottimo debutto Premio Ubu a Baliani Ha debuttato ieri mattina alle 10.30 all’oratorio della chiesa sconsacrata di San Cristoforo, via Genocchi angolo via Gregorio X, “The Summoning of Everyman” il dramma religioso con cui la compagnia teatrale in lingua The imperfect speakers apre la propria stagione di prosa. Lo spettacolo in replica alla sera alle 21.30 è andato in scena davanti alle studentesse del liceo linguistico dell’istituto privato Orsoline che hanno osservato con attenzione e curiosità quanto avveniva non solo davanti ai loro occhi, ma anche fra di loro e sopra di loro. Gli attori infatti hanno recitato partendo dal centro della chiesa circondati dalle sedie del pubblico, utilizzando quindi ogni possibilità spaziale offerto dal luogo. Questo ha reso possibile una partecipazione da parte del pubblico caratterizzata da un forte coinvolgimento emotivo. The summoning of Everyman è un dramma morale in media res, ossia l’azione prende avvio nel momento della morte del protagonista, quando si deve porre di fronte a Dio e fare i conti delle proprie azioni terrene. Bravissimi nel ruolo di Everyman Annalisa Scrivani e Paolo Stabellini, da diversi anni membri della compagnia. Ma chi ha sorpreso per la capacità dimostrata nell’entrare in sintonia con il pathos richiesto dal personaggio è stato Marco Solenghi, la Morte. Una interpretazione impeccabile che ha saputo far “rabbrividire” il pubblico che ha sussultato al momento della sua entrata in scena al suono di tre colpi di pistola, a salve. Tutto il cast tuttavia ha saputo intrepretare i ruoli, allegorie di vizi e virtù umani, con trasporto e con una buona capacità intrepativa. Questa infatti proprio perché il testo era in inglese ha richiesto una diversa flessione rispetto all’italiano, cosa non facile per chi non

è madrelingua. The Imperfecr Speakers infatti si caratterizzano all’interno delle numerose compagnie teatrali amatoriali piacentine per spettacoli recitati in lingua inglese, corredati naturalmente di sopratitoli in italiano proietti su un monitor per facilitare la comprensione dell’azione teatrale per chi non conoscesse la lingua. The summoning of Everyman è stato all’altezza delle performances precedenti allestite dalla compagnia che grazie alla guida del regista Ugo Bruzzi si sono sempre evidenziate per precisione e

cura maniacale dei dettagli tra cui rientrano anche i costumi. Quest’anno per la prima volta Bruschi ha cercato di dare un tocco di originalità alla scelta degli abiti di scena privilegiando non la coerenza complessiva ma la suggestione singola, che l’allegoria del personaggio poteva creare. Ecco perché se Beauty, bellezza, aveva indosso un abito da sera luccicante, coerentemente al personaggio, Discretion, giudizio, aveva un tailloro rosso fuoco, all’opposto di qaunto uno si può aspettare. Federica Pighi

J.C. Band in acustico al Boeri

A tre anni dal suo difficile inizio nelle baraccopoli di Nairobi, dopo due tournée applaudite da circa 30mila spettatori e l’unanime consenso della critica italiana, Marco Baliani, straordinario artefice del progetto Pinocchio Nero insieme ad Amref e al Teatro delle Briciole di Parma, ha ricevuto il premio Ubu, il più importante riconoscimento nel mondo del teatro. A Baliani è andato il Premio Speciale «per il lavoro con i ragazzi di Nairobi in Pinocchio Nero, un progetto che esalta un lungo percorso di narratore in perenne confronto con i temi della ribellione e dell'ingiustizia»

(a.d.) La J.C. Band in versione trio acustico: è l’eccellente proposta musicale di stasera del Boeri Club, sul cui palco il gruppo formato da Giuseppe J.C. Cinel, Davide Dabusti e Jacopo Delfini salirà alle 22,30. In scaletta, le atmosfere west-coast e country blues che hanno fatto apprezzare anche all’estero il gruppo, tra i brani di Byrds, Beach Boys, America e Eagles, e il rock di Bad Company, Oasis, Bon Jovi e Lynyrd Skynyrd.

BALLA CON NOI LA MUSICA LATINO-AMERICANA A... ...LE RUOTE MUSICA E ANIMAZIONE ROVELETO DI CADEO (PC) TEL. 0523/500427

Dalle 22,30 tra rock, West Coast e country-blues


la_cronaca_23-12-2005