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Indice

01. Tree Houses Un nuovo segno per la cittĂ di Torino

02. Il Kilometro verde 3

03. Il padiglione del sale Un centro velico per la cittĂ di Cagliari

04. ph7 Progettazione di una passivhouse itirenante


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Tree houses Un nuovo segno urbano per la cittĂ di Torino


The tree houses Un nuovo segno urbano per la città di Torinoari La zona d’intervento è situata nella città di Torino,attualmente occupata dal sedime ferroviario relativo alla stazione di Porta Nuova e ai suoi collegamenti con le stazioni di Porta Susa e Lingotto. Nell’intento di creare un ambiente che unisse i due quartieri di San Salvario e Crocetta, il concetto che ci ha guidati nella realizzazione del Masterplan era la voglia di tutelare l’assetto della città senza mantenere la densità edilizia delle zone circostanti quella d’intervento. Come ricucire il tessuto urbano? Come riavvicinare i due quartieri con così tanto spazio vuoto? Fare un parco era la scelta più sensata e intelligente, ma dovevamo anche rapportarci all’edicato e all’interramento dei binari, lavorare quindi su tre livelli. Nella zona sono presenti numerosi edici e bassi fabbricati che servivano alle ferrovie, ora perlopiù dismessi o riadattati ad altri usi. Non tutti potevano rimanere, non tutti dovevano per forza essere abbattuti, abbiamo mantenuto solo quelli che riuscivano a mantenere un ruolo nel nostro progetto. Una volta deciso cosa sarebbe rimasto erano due le alternative per procedere: seguire la maglia storica di Torino o produrre un nuova maglia, un nuovo linguaggio coerente al suo interno con pochi rapporti con l’esterno. La seconda alternativa ci piaceva di più ma il dover progettare in una zona così inserita nella città ci ha portati a una unione dei due approcci. Abbiamo perciò disegnato una nuova maglia con scopi e funzioni diverse dal contesto ma, al perimetro, connessa con la maglia circostante. In questa nuova maglia abbiamo inserito delle nuove polarità. All’interno del parco il viale pedonale che lo attraversa per tutta la lunghezza non è lineare, è stato frammentato in maniera che ogni segmento funga da vettore per lo sguardo dei passanti, in modo che l’attenzione sia focalizzata sui punti forti del progetto: la piazza con la fontana attorno alla vecchia torre dell’acqua creata all’angolo tra corso Sommeiller e via Sacchi, il polo universitario e sportivo e il mercato coperto. Il proposito di dare un segno forte alla città, espresso nel masterplan, si è manifestato con Tree Houses. Fisse e mutevoli allo stesso tempo, grazie al cambiamento di colore del fogliame degli alberi, le torri si inseriscono nel neonato sistema dei landmark della città, dando nuova vitalità ad una zona da tempo abbandonata in fase di degrado. Gli abitanti vivono in ampi ambienti lumonosi e hanno vasta offerta di attività a loro disposizione nelle immediate vicinanze del complesso.

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Tree Houses

Polo sportivo

Polo universitario


problema

solutione

preesistenze

percorsi

+

Polo residenziale

nuovi edifici

+

Porta Nuova

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conceptliari

pianta piano terra

p attico pt 6 pt 5 residenziale

x4

pianta piano tipo 1

pt 4 pt 3 pt 2

commerciale

pt 1 p terra

pianta piano tipo 2

sezione territoriale A-A’

pianta attico

8

A’

A

VISTA 2


VISTA 1

9

VISTA 3


Prospetto frontale

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Sezione trasversale


Prospetto posteriore

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Il kilometro verde Un nuova vita per il boschetto di Nichelino


Il kilometro verde Un nuova vita per il boschetto di Nichelinoi L’area di progetto si trova nella città di Nichelino, un Comune situato nella prima cintura della città di Torino. Nonostante la città sia a contatto con il confine Sud del capoluogo piemontese, ancora oggi Nichelino vive una condizione si separazione con esso a causa di forti barriere naturalistiche, tra cui in primis il fiume Sangone che separa fisicamente le due città. Lungo questo limite si vive attualmente una condizione di spazio slegato dall’organizzazione urbana, caratterizzato da numerose criticità sociologiche. Per tale motivo il progetto coglie l’occasione di riqualificare il waterfront e le aree prospicienti ad esso, con lo scopo di raggiungere due obiettivi: ripristinare il legame tra Nichelino e il Sangone e farsì che quest’ultimo da barriera possa diventare elemento di ricucitura con la città di Torino. Data la grande estensione dell’area, si sono configurati due macro-progetti: - per la prima parte si è scelto un approccio sostenibile dal punto di vista economico, con interventi puntuali volti a sfruttare le potenzialità inespresse del ampia area verde della città. Nello specifico vediamo l’inserimento di un mini idroelettrico, che garantisce energia verde per i nuovi interventi del masterplan, affiancato da un centro per energie rinnovabili. L’area del boschetto sara riorganizzata con nuovi percorsi, ma conservere il suo carattere originale; - nella seconda area vediamo un approccio differente, con il recupero delle preesistenze inutilizzate; qui si dà valore ai prodotti coltivati a chilometro zero, dove se da un lato si possono apprendere i metodi di coltivazion, dall’altro si ha la possibilità di acquistarli.

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Centro energie rinnovabili (nuova costruzione)

Elementi di partenza

Mini idroelettrico (nuova costruzione)

Prodotto

Poli attrattivi

1

3

boschetto

corso d’acqua

edificio in disuso

Filtri

Fruitori

7

9

8

10

4

2

5

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1. Mini idroelettrico 2. Urban Farming 3. Local food system 4. Centro didattico 5. Polo sportivo 6. Mausoleo Bela Rosin 7. Museo 8. Piazza lineare 9. Residenti 10. Outsider


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56789

4

10

1. didattica 2. sala conferenze 3. padiglioni educativi 4. scale 5. parcheggi 6. uffici 7. laboratori 8. area ristoro 9. pista ciclabile 10. mini idroelettrico

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11. ingresso boschetto 12. social housing 13. Sangone 14. strutture per la sosta 15. punti ristoro 16. piazza lineare 17. spogliatoio 18. area stalle 19. caseificio 20. agriturismo

21. coltivazione idroponica 22. deposito mezzi 23. campo da calcetto 24. ingresso area sport 25. campi da bocce 26. laboratori cucina 27. ristorante 28. residenze urban farming 29. area ristoro 30. punto vendita 31. vivaio

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Piazza lineare

Mausoleo Bela Rosin (preesistenza)

Social Housing (autocostruzione)

Polo sportivo

Local food system (recupero)

Urban farming (recupero)


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Il padiglione del sale Un centro velico per la cittĂ di Cagliari


Il padiglione del sale Un centro velico per la città di Cagliariliari In un periodo che va approssimativamente dagli anni 30’ agli anni 70’ del Novecento l’economia italiana subisce un continuo sviluppo, fatto salvo per il periodo della “grande guerra”. In questo frangente, quale fenomeno tutto italiano, si erigono da Nord a Sud magazzini a volta parabolica, frutto di uno straordinario equilibrio tra estetica e funzionalismo, attivi portatori di principi che affondano le radici nell’architettura industriale del Movimento Moderno. Sul territorio italiano sono stati censiti 85 esemplari, frutto dell’ingegno di grandi nomi dell’architettura moderna come Nervi e Morandi. Al presente gli interventi di recupero eseguiti su questi manufatti sono ancora pochi; tra i più interessanti si possono citare i due paraboloidi della Montecatini di Assisi. Il progetto per la riqualificazione del Padiglione del Sale di Cagliari tratta il tema del recupero di vecchi magazzini industriali, ponendo tra i suoi obiettivi principali quello della valorizzazione urbana, attraverso il recupero di un manufatto che sino al secolo scorso rappresentava un elemento identitario della stessa città. Il recupero di questa porzione di territorio antropizzato è parte fondante del processo di ricucitura urbana messa in atto dall’amministrazione comunale per avviare azioni di riscatto sociale ed economico in particolare nel quartiere di Sant’Elia. Il Padiglione, realizzato tra il 1956-58 per le Saline di Stato, sebbene non ne sia ancora nota la paternità progettuale, contiene tutti i principi tecnico-costruttivi dei paraboloidi “nerviani”. Questo manufatto, di straordinaria bellezza, nel periodo recente è stato oggetto di un rinnovato interesse da parte degli enti pubblici proprietari, oltreché dei cittadini. Riconosciuta la sua collocazione strategica, il Comune di Cagliari ha messo il Padiglione del Sale al centro del proprio programma di rivitalizzazione e riqualificazione dei fronte mare, con la volontà di ergere la città ad un ruolo cardine nel circuito turistico del Mediterraneo. Il presente progetto di riqualificazione del Padiglione ambisce alla creazione di un nuovo polo attrattivo all’interno del waterfront cittadino, eleggibile a “porta di accesso privilegiata” al sistema naturalistico delle saline, attraverso la trasformazione di un ex spazio del lavoro, oramai abbandonato e degradato, in luogo dove la città torni ad identificarsi.

spazio pubblico (fronte)

padiglione del sale

spazio pubblico (retro)

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area relax sul mare

centro per canoisti


padiglione del sale

centro città

canale San Bartolomeo

percorso lungo il porto

quartiere Sant’Elia

percorso da Sant’Elia

i tre ambiti insistono sull’area del padiglione del sale

area organizza verde e specchi d’acqua

percorso lungo il canale

stadio di Sant’Elia

potenzialità dell’area di progetto come ricucitura urbana

area organizza verde e specchi d’acqua 19

ponte ciclopedonale

ingresso lato canale

via Salvatore Ferrara

MASTERPLAN


È importante evidenziare che il Padiglione del Sale rientra in un’area di contatto tra due realtà cittadine da sempre separate: il centro storico della città ed il quartiere di Sant’Elia, relegato in una condizione di isolamento per la mancanza di un tessuto di connessione con il resto della città, esigente una necessaria riqualificazione urbanistica per il miglioramento delle vivibilità nel quartiere e nella sua linea di costa. L’intervento di riqualificazione del vecchio magazzino del sale ha tenuto conto, di forza, di questa sua condizione di possibile mediazione tra due realtà territoriali al contempo tanto vicine ma altrettanto lontane dal punto di vista sociale ed economico. Questo progetto è stato pensato e steso promuovendone la costante relazione con la realtà portuale di Cagliari alla quale appartiene, con l’obiettivo di portare benefici al fronte mare cittadino, ristabilire il naturale contatto tra città e area portuale, andato perso negli ultimi anni a causa dei sistemi di chiusura doganali previsti. Pertanto, ragionando su scala urbana, il Padiglione dovrà essere lambito da una rete di percorsi pensati per valorizzare e dare continuità a sistemi territoriali diversi, puntndo sul fronte mare come elemento di riqualificazione e recupero urbano. Questi “giganti” oramai svuotati completamente dei materiali inerti che un tempo ospitavano, offrono ampi spazi coperti capaci di ospitare attività aperte a nuove forme di reddito nei settori del turismo, terziario e servizi. Questo progetto di riqualificazione parte proprio dall’idea di innestare una nuova centralità all’interno del waterfront, con attività legate al mondo degli sport d’acqua in grado di accogliere anche grandi eventi legati al mondo del mare e della vela. Una “casa del mare” inserita in un nodo strategico cittadino per assecondare la costruzione futura di una ricucitura di tre porzioni di città e paesaggio, separati da quelle stesse linee d’acqua che hanno spinto, nei secoli, lo sviluppo della città di Cagliari.

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marina di Sant’Elmo

sponde del canale strada padiglione di accesso del sale

waterfront cittadino

studio delle aree

marina di Sant’Elmo

sponde del canale strada padiglione di accesso del sale

percorso saline

waterfront Sant’Elia

studio dei percorsi

waterfront cittadino

percorso percorso ciclabile saline

waterfront Sant’Elia

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riorganizzazione degli spazi

riorganizzazione dei percorsi

VISTA ESTERNA


1 elevazione scatola

2 sottrazione facciata lunga e inserimento supporti

3 estrusione facciate corte 22

4 cannochiali

5 sovrapposizione scatole d’ingresso

6 soluzione finale


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VISTA INTERNA 1


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accoglienza palestra e aula didattica accesso uffici sala conferenze spazio pubblico per eventi accoglienza ristorante

spaccato assonometrico del piano terra


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palestra per canoisti uffici e incubatore d’imprese tribuna per assistere agli eventi velici ristorante

spaccato assonometrico del piano primo


1 scatola piena

2 sottrazione + addizione

3 sottrazione 26

4 sottrazione + sottrazione

5 sottrazione + sottrazione

6 sottrazione + addizione


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0

2

10

m 1

4

SEZIONE PADIGLIONE


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VISTA INTERNA 2


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VISTA ESTERNA SU MIRADOR


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0

2

10

m 1

4 SEZIONE CORPO SCALA


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ph7 Progettazione di una passivhouse itinerante


ph7 Progettazione di una Passivhouse itinerante Il progetto Ph7 nasce dalla partecipazione a un concorso/workshop lanciato dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino e dalla start up Be-eco sviluppando 15 concept. Si tratta di un abitazione di 25 mq provvista di tutti i normali servizi per vivere: illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, suddivisa in zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica. Realizzata facendo ricorso a tecnologie e materiali di ultima generazione, è costruita mettendo al centro l’uomo e i suoi parametri vitali, studiando le reazioni del nostro organismo al variare delle condizioni climatiche esterne. Il modulo è in grado di garantire, in diverse situazioni ambientali, autonomamente e senza ricorso a una rete di energia esterna, una temperatura confortevole dell’aria e delle superfici compresa tra i 21 °C in inverno e i 25 °C in estate.

+ wood container

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= new skin

passivehouse

modulo itinerante


pianta

sezione longitudinale

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Stefano Melis | Architecture Portfolio  
Stefano Melis | Architecture Portfolio  
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