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Nota dell’Editore

Le Costituzioni si possono cambiare. Anche quelle più avanzate. Anche quelle che ci piacciono di più. Dunque, anche la Costituzione italiana. Che in effetti avrebbe bisogno di qualche innovazione. E non solo nella seconda parte. Ma anche nella prima, che si continua (chissà perché) a definire “intoccabile”. E perfino nei princìpi generali. Basta rifletterci. Quando i padri costituenti ci regalarono la loro bellissima Carta non potevano avere cognizione di alcuni dei maggiori e talora drammatici problemi che la storia ci ha presentato con irruenza. Essi non conoscevano, ad esempio, la scatola magica della televisione, che sarebbe comparsa in Italia seisette anni dopo e che avrebbe progressivamente sconvolto le forme della comunicazione, dell’informazione e della costruzione del senso comune; e certo non potevano immaginare i giganteschi problemi che essa avrebbe posto circa la libertà d’informazione e i rapporti tra stampa e potere economico e politico. Né avevano sentore di quello che alcuni decenni dopo è diventato per noi un tema cruciale, forse il più cruciale di tutti, la sopravvivenza del pianeta, per garantire la quale occorre ben più che la “semplice” prescrizione della tutela del paesaggio. Ma un conto è cambiare la Costituzione per realizzarne meglio i valori, per dare loro una vitalità e profondità aggiornata. Per estendere i diritti. Per allargare la democrazia o per renderla più efficiente. Oppure per rendere più stringenti i pubblici doveri e rafforzare le norme di garanzia o di incompatibilità, a tutela dei cittadini e della qualità dello spirito pubblico. Diverso è cambiare la Costituzione fino a metterne in discussione l’ispirazione di fondo, a trasformarla in “altro da sé”.

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Ma è proprio questo che sta accadendo con la nuova Costituzione già approvata in due letture dall’attuale parlamento. La quale, stando agli impegni assunti dalla maggioranza di governo, dovrebbe essere approvata nelle altre due letture entro la legislatura per andare infine al referendum confermativo nel 2006. Ed è di fronte a questo che, come casa editrice, abbiamo sentito il dovere di offrire il nostro contributo di informazione e di analisi realizzando un’iniziativa editoriale di largo e facile consumo: una guida alla lettura comparata della Costituzione “come è” e “come la vorrebbero”. Un libro semplice. I testi a fronte delle due Costituzioni; una serie di agili, piccoli box introduttivi; e cinque sintetici contributi di studiosi o commentatori di diversa impronta e cultura per indicare con chiarezza il nucleo delle questioni e dei valori in gioco. E il celebre discorso di Calamandrei agli studenti milanesi per riscoprire una volta di più le radici storiche e morali della Costituzione del ’48. È quanto serve per capire, per esercitare responsabilmente il proprio ruolo di cittadini.

Melampo Editore maggio 2005

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di sana e robusta COSTITUZIONE