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L’EVENTO

decreto del Papa di riconoscimento delle sue virtù eroiche, potremo parlare della venerabilità della mistica. Prima non è consentito alcun segno di pubblica venerabilità. Il farlo potrebbe essere rischioso per l’esito stesso della causa. Oggi quindi non dichiariamo Natuzza beata, ma poniamo i primi passi verso il traguardo». Il vescovo, nella sua omelia, ha comunque concentrato l’attenzione sul concetto di santità sottolineando come Natuzza sia vissuta con uno «stile di distacco e di umile abbandono nelle mani del Signore. «La sua vita – ha detto - è stata una lettera scritta nella sofferenza e nell’amore obbediente al Signore dentro la Chiesa». Renzo ha poi raccontato ai fedeli una personale testimonianza di fede. «Vi assicuro - ha spiegato - che oggi non sarei stato qui e non avremmo potuto aprire la causa senza il suo concreto ed avvertito aiuto. Stava per saltare tutto per alcune complicazioni che si erano frapposte a causa dell’intervento chirurgico che nei giorni scorsi ho dovuto sostenere a Bologna. Mi son visto quasi perduto quando alla fine di febbraio da Bologna mi chiesero nuovi esami clinici che comportavano tempi lunghi. Il tempo stringeva e non sapevo come fare. Ho chiesto a lei di aiutarmi a risolvere il problema, se non voleva che saltasse tutto. Devo ricono-

scere – ha aggiunto, interrotto dagli applausi - che non si è fatta pregare perché ho trovato tutte le porte aperte e la massima collaborazione. Ed eccomi qui, grazie al Signore ed a Mamma Natuzza». Il presule miletese si è poi soffermato sulla straordinarietà del momento, «che coinvolge tutta la Chiesa in quanto la santità è prerogativa della Chiesa e non è mai un fatto privato. E noi siamo qui come Chiesa una, santa, cattolica e apostolica a rendere onore a Natuzza». Lo stesso ha poi spiegato di aver avviato «con tutti i buoni auspici il processo e, conclusa la fase diocesana si passerà alla fase romana. Solo allora, quando arriverà il decreto del Papa di riconoscimento delle sue virtù eroiche – ha chiarito monsignor Renzo – potremo parlare della venerabilità della nostra mistica». Al termine della cerimonia religiosa si è formalmente insediato il tribunale che dovrà valutare la vita e le opere di Natuzza con il giuramento dei suoi componenti: lo stesso vescovo Renzo che, però, non presenzierà ma sarà rappresentato da un suo delegato, il postulatore della causa don Francesco Vardé, don Enzo Gabrieli, don Francesco Sicari (con l’incarico di notaio), don Saverio Di Bella (nella sua qualità di promotore di giustizia) e Francesco Reda (assistente notaio laico). medinbus@gmail.com Medinbus | Numero 12 | Marzo/Aprile/Magio 2019 11

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Medinbus Marzo Aprile Maggio 2019  

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