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nomica”, ha chiarito Gallo appena sbarcato in città, immaginando una Reggina “che sia presuntuosa, superba e arrogante, odiata da tutte le tifoserie, ma amata visceralmente dalla sua”. Non deve, quindi, stupire se a Santa Caterina sia già stato inaugurato anche il primo fan club amaranto a lui intitolato. Roba quasi da culto della personalità. “Quello della Reggina deve essere un tifoso che deve pretendere. Deve essere viziato, bisogna dargli tutto quello che non ha avuto finora” ama ripetere il patron di Primavalle. Lui dice che è la gente di Reggio a trasmettergli entusiasmo, ma in realtà è l’esatto opposto. La sua impronta ha rivitalizzato una tifoseria avvilita, un ambiente distratto, un popolo annoiato (in casa col Catania c’erano 9mila persone, ne è uscita fuori la partita più spettacolare della stagione). “Tutto ciò che sto realizzando è per loro. Prima di chiudere la trattativa per acquisire la società non ero mai stato a Reggio Calabria. Non appena ho messo piede, me ne sono letteralmente innamorato – ha detto Gallo ai microfoni di RaiSport - Non vi dico cosa sarei disposto a fare pur di salire

in Serie B. Per me esiste solo Reggio e la Reggina”. Parole al miele. Sogni di gloria. Profumo di ritorno al futuro. “I tempi belli sono tornati” canta Raffaello nell’inno ufficiale. Poi all’improvviso il campo e la giustizia sportiva. Le difficoltà, qualche delusione e i primi fischi che inchiodano alla realtà. E l’obiettivo resta sempre quello d’inizio stagione, quello dei tempi della vecchia società, di Praticò e Cevoli: il decimo posto. Ridimensionamento. Ma con qualche speranza in più, legata al tasso tecnico di una rosa che adesso vanta stelle del calibro di Bellomo, Doumbia, Baclet, un lusso per la Serie C. Perchè lo sa pure l’uomo della provvidenza, titolare di una società di servizi per le imprese con 20 filiali in tutta Italia, 10.000 dipendenti e oltre 3.000 clienti, autodefinitosi “l’anticalcio”, ma letteralmente innamorato della città e la sua gente, che “io posso fare tutto, ma se la squadra non porta i risultati sportivi non si va da nessuna parte. Io in campo non ci posso andare”. Eppure al momento sembra proprio lui il bomber. Medinbus | Numero 12 | Marzo/Aprile/Magio 2019 57

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