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MONTAGNA DA SCOPRIRE

Risalire l’Amendolea e tornare indietro nel tempo

Il silenzio naturale è rotto da richiami dei pastori che echeggiano dalle cime delle rocche. E’ facile incontrare qualche contadino, un puntino in lontananza che viene incontro e, avvicinandosi, diventa una figura umana.

R

Di Alessandro Ape

isalire una fiumara è come tornare indietro nel tempo, lasciarsi la civiltà alle spalle, recuperare ciò che sembra abbandonato. Andare con lo stesso spirito di un cercatore d’oro alla ricerca della bellezza della nostra terra. L’Amendolea è la più importante fiumara che solca il territorio reggino, ed è la più suggestiva. Sfocia sulla costa jonica, tra Condofuri e Melito in un paesaggio particolarissimo che richiama i classici scenari da film western, paesaggi brulli, rocciosi, canyon che la fiumara sembra scavare, pazientemente, da un’eternità. L’Amendolea, che prende probabilmente il 36 | Medinbus | Numero 12 | Marzo/Aprile/Maggio 2019

nome dai numerosi alberi di mandorlo che costellano i suoi fianchi (nel dialetto locale le mandorle vengono chiamate ‘mmenduli) è un fiume antichissimo. Per molti storici è il vecchio Alex Flumen che descrivono come il confine naturale e fisico che separa le antiche e importantissime colonie Rhegion(l’attuale Reggio Calabria) e Locri Epizefiri (l’attuale Locri). L’Amendolea nasce a 1700 metri d’altezza, nel cuore del Parco Nazionale d’Aspromonte, si può dire che già appena nata esplode in tutta la sua magnificenza, creando delle meravigliose cascate, le cascate dell’Amendolea o del Maesano. Quattro

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Medinbus Marzo Aprile Maggio 2019  

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