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L’IMPEGNO DI MMI PER LA SALUTE DELLE MAMME E DEI BAMBINI NEL DISTRETTO DI MORRUMBENE (MOZAMBICO) I progetti di MMI in Mozambico  Progetto integrato di sviluppo multisettoriale a Mocodoene e Mongue - Provincia di Inhambane con Fon.Tov (capofila), SCAIP, SVI e Fon.Sipec - co-finanziato da: CEI 8xmille / Comune di Brescia

 Formazione agro-zootecnica multilivello e promozione della salute comunitaria per lo sviluppo rurale del Distretto di Morrumbene - con SCAIP (capofila), co-finanziato da: Ministero degli Affari Esteri

Medicus Mundi Italia dal 2008 è presente nella Provincia di Inhambane, a Sud del Mozambico, all’interno del programma “Brescia per il Mozambico” realizzato in collaborazione fra le cinque ONG bresciane per promuovere lo sviluppo e migliorare le condizioni di vita della popolazione che vive nelle comunità rurali di una delle Province più arretrate del Paese, fra i più poveri al mondo. MMI collabora con la Direzione distrettuale della salute, per la donna e l’azione sociale di Morrumbene, al fine di rafforzare e migliorare la prevenzione e l’assistenza in ambito di salute famigliare e comunitaria. Nel Distretto la maggioranza della popolazione non ha accesso alle cure di base. La povertà, la mancanza di servizi sanitari e di farmaci, la mancata prevenzione sanitaria delle principali malattie killer (malaria, AIDS, diarrea, infezioni respiratorie, tubercolosi...) e la disinformazione, sono le principali cause di morbilità e mortalità, che colpiscono in particolare mamme e bambini. A ciò si aggiunge una carenza di personale sanitario qualificato e motivato. E’ per queste ragioni che MMI si impegna a sostenere interventi mirati al miglioramento dell’assistenza sanitaria nel Distretto di Morrumbene, attraverso il potenziamento dei programmi di salute comunitaria, con particolare attenzione alla salute materno infantile e alla prevenzione delle principali malattie infettive. Medicus Mundi ha siglato recentemente un accordo di cooperazione con la Direzione Provinciale della Salute di Inhambane, per il supporto ai Programmi di Salute Materno Infantile (SMI), al Programma esteso di Vaccinazione (PAV) e al Programma di Prevenzione della Trasmissione Verticale dell’HIV (PTV) focalizzandosi in particolare sulla formazione, la supervisione e la valutazione tecnico specifica per la corretta applicazione e il rafforzamento di ciascun programma. In particolare Mmi collabora con la “Direzione distrettuale della salute, per la donna e l’azione sociale” di Morrumbene per:  rafforzare i servizi di assistenza e supervisione del programma di salute materno-infantile (SMI) e prevenzione della trasmissione dell’HIV dalla mamma al bambino (PTV);  sostenere la formazione degli operatori sanitari sulle pratiche igienico-sanitarie e sulle principali tematiche di prevenzione, diagnostica e terapia delle principali malattie infettive endemiche;  incrementare il supporto alimentare e il controllo nutrizionale per bambini malnutriti e/o HIV+.  garantire la dotazione di piccole attrezzature e materiali per i centri di salute;

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Il bisogno Dal punto di vista sanitario, nella Provincia di Inhambane il peggioramento dello stato di salute ed epidemiologico della maggioranza della popolazione è assai preoccupante. Le principali malattie infettive come la malaria, la tubercolosi e soprattutto l’HIV/AIDS sono in forte aumento. Si registrano elevati tassi di mortalità materna e di malnutrizione infantile, oltre ad un incremento di malattie comuni come la diarrea, le infezioni respiratorie, etc. Come riferito nella descrizione del quadro sanitario nazionale, anche nella Provincia di Inhambane il basso livello di assistenza sanitaria per parte della popolazione locale, è legato principalmente alle difficoltà di accesso ai servizi di salute di base nelle aree periferiche. Nel distretto di Morrumbene esiste un solo piccolo ospedale rurale per un bacino di utenza di circa 125.000 abitanti; i pochi dispensari medici e centri di salute presenti sono scarsamente attrezzati; insufficiente è il numero di infermieri che prestano servizio e scarsa è la loro preparazione. Gli infermieri professionalmente qualificati sono assai pochi (diplomati alla scuola per infermieri di Inhambane, accessibile a chi ha un diploma di scuola superiore). In maggioranza sul territorio sono attivi i “tecnici de enfermagem” (tecnici in infermeria), qualifica ottenuta con un semplice corso di formazione di 18 mesi, accessibile a chi abbia completato il ciclo scolastico primario. Nell’intero Distretto è operativo un unico medico che ruota ogni due anni, in quanto neo-laureato in tirocinio rurale obbligatorio. A lui viene affidata anche la responsabilità sanitaria dell’Ospedale rurale. Nell’ospedale di Morrumbene è possibile fare il test HIV e per la malaria; nello stesso ospedale viene controllata periodicamente la crescita fisiologica dei neonati e vengono ricoverati i malati di malaria grave e tubercolosi nei pochi posti di degenza disponibili. Per il resto l’assistenza sanitaria è “fortuita”: a Morrumbene si tengono corsi di formazione sanitaria di base per le madri e vengono forniti alcuni farmaci basilari per la cura delle malattie più frequenti. Per cure e trattamenti specifici e complessi gli unici riferimenti possibili si trovano nei grandi centri urbani: a Maputo e, parzialmente, a Inhambane, con grosse difficoltà economiche e di spostamento da parte della popolazione più povera. Per quanto riguarda la trasmissione dell’HIV la donna è il soggetto più vulnerabile, e le donne gravide rischiano di trasmettere l’infezione ai propri figli. I bambini sono spesso orfani di genitori malati e frequentemente essi stessi sono infetti e destinati a morire senza possibilità di accedere al trattamento antiretrovirale. Oltre all’AIDS i bambini sono soggetti alle più comuni malattie, alcune delle quali prevenibili semplicemente con un ciclo vaccinale, altre prevenibili con delle corrette pratiche igienico-sanitarie ed alimentari, che però non fanno parte della cultura della popolazione locale, ed atre facilmente curabili se diagnosticate precocemente. La povertà, la mancanza di servizi sanitari e di farmaci, la mancata prevenzione socio-sanitaria e la disinformazione sono le principali cause di morbilità e mortalità nella popolazione. A ciò si aggiunge una carenza di personale sanitario qualificato e motivato, spesso sottoposto a continui turnover. La situazione evidenziata rende comprensibile l’urgenza e la priorità di sostenere e rafforzare interventi mirati al miglioramento dell’assistenza sanitaria nel Distretto attraverso il potenziamento dei programmi di salute comunitaria, con particolare attenzione alla salute materno infantile e alla prevenzione della trasmissione dell’HIV. In particolare le esigenze ed i bisogni espressi nel contesto di intervento riguardano:  il miglioramento dell’offerta dei servizi di base di salute famigliare  la dotazione di semplici apparecchiature alle unità sanitarie  il trasferimento di competenze e il rafforzamento delle capacità degli operatori sanitari locali (tecnici-infermieri e agenti socio-sanitari) nella prevenzione, assistenza e supervisione in ambito di salute materno infantile e la prevenzione dell'HIV  l’incremento del supporto nutrizionale per bambini malnutriti

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Una finestra sul Mozambico Dagli indicatori del Rapporto sullo Sviluppo Umano del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) 2013, emerge chiaramente come il Mozambico sia uno dei più poveri Paesi al mondo. I dati HDI1 (Indice di Sviluppo Umano) collocano il Paese alla 185° posizione su 186. I principali indicatori socio-sanitari rilevati da UNDP offrono un quadro chiaro della situazione sociale in cui si trova il Mozambico: larga parte della popolazione (60%) vive al di sotto della soglia di povertà (il 45%2 vive con meno di 1 dollaro al giorno), l’aspettativa di vita alla nascita è di soli 50,7 anni, il 43,9%3 della popolazione adulta è analfabeta (di cui circa il 57,2% è femminile), l’82%4 non ha accesso ai servizi sanitari (95% tra la popolazione rurale). Tali problemi si inseriscono in un sistema caratterizzato da una forte crescita demografica che conta oggi di una popolazione totale di 25,25 milioni di abitanti. La condizione di povertà assoluta e il peggioramento dello stato di salute di una larga parte della popolazione mozambicana sono conseguenza dell’attuale livello di sviluppo socio-economico e sono fattori che ne condizionano la crescita. Tale quadro è mantenuto ed esacerbato da fattori determinanti quali:  il basso livello di scolarità della popolazione in generale e della donna in particolare, nelle zone rurali  insufficienti livelli di nutrizione  condizioni sociali ed ambientali sfavorevoli, in particolare nelle grandi aree urbane  limitato accesso all’acqua potabile,  disparità regionali nell’accesso ai servizi sociali e di salute Ancora oggi l’80% della popolazione mozambicana vive di agricoltura, ed esiste un’elevata concentrazione di povertà nelle aree rurali (circa l’82%). Gran parte delle attività agricole permane a livelli di sussistenza e ciò è dovuto soprattutto alle tecniche rudimentali di coltivazione e conservazione dei prodotti.

Il governo del Mozambico lavora da tempo allo studio di modalità operative per la riduzione effettiva della povertà dei suoi cittadini. In questo senso si rileva per importanza il Piano d’Azione di Riduzione della Povertà Assoluta (“PARPA”)6, un piano programmatico pluriennale che approfondisce le possibilità di sviluppo partendo dalla priorità dello “sviluppo del capitale umano” e dirigendo l’attenzione su programmi per l’educazione, la salute ed i programmi per risanare le infrastrutture di base per l’agricoltura.

In ambito di salute, il PARPA si sofferma sulle carenze del sistema sanitario, sottolineando la necessità di rafforzare i servizi offerti soprattutto nei settori dell'assistenza sanitaria primaria e nutrizionale, nella lotta alle malattie killer, nel miglioramento della rete sanitaria periferica (in particolare nelle zone rurali) e della professionalità del personale sanitario.

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Lo Sviluppo Umano Rapporto 2013 - UNDP Country strategy paper UE – Mocambique (2008-2013) 3 CIA Factbook 4 World Bank (2011) 5 World Bank (2012) 2

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Plano de Accao para a reducao da pobreza absoluta” PARPA-20112014 4

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Anche lo sviluppo e il rafforzamento del sistema educativo rappresenta una delle priorità strategiche del PARPA, considerando l’educazione quale fattore fondamentale per lo sviluppo delle capacità umane, necessarie a sostenere le innovazioni sociali, politiche e economiche. Tuttavia la spesa pubblica in questo settore risulta ancora oggi del tutto insufficiente e la qualità del sistema di educazione mozambicano rimane fortemente deficitaria. Esistono segnali che alimentano speranze per un futuro più positivo, qualora si riescano ad implementare politiche sociali ed economiche virtuose. Il Paese gode di una situazione agro-climatica favorevole e dispone di notevoli risorse minerarie. Nel periodo più recente le politiche introdotte per la trasformazione economica hanno richiesto drastici tagli allo stato sociale (sanità e educazione in primis), la dismissione di tutti gli impianti industriali statali poco produttivi, la riconversione di tutte le imprese agricole precedentemente nazionalizzate. I risultati hanno prodotto devastanti squilibri sociali, l’aumento esponenziale della disoccupazione, un ristagno del tasso di analfabetismo e un generale deperimento delle già precarie condizioni di salute della popolazione. Sono state introdotte misure economiche tese a favorire l’espansione del settore privato, come l’incoraggiamento alla nascita di piccole imprese nel settore agricolo e agro-alimentare. Restano da affrontare i nodi del pesante apparato burocratico che rende inefficiente la pubblica amministrazione mozambicana e l’adeguamento della legislazione che non ha ancora recepito i cambiamenti in atto e non è in grado di affrontare le sfide della globalizzazione. Il Paese cresce economicamente ma è evidente come tale crescita non si traduca in una equa distribuzione della ricchezza a beneficio anche delle classi più povere ed emarginate.

La salute in Mozambico Il quadro epidemiologico del Mozambico è di pre-transizione, un quadro ancora dominato dalle malattie infettive e parassitarie, tra le quali sono particolarmente prevalenti la malaria, la diarrea, le infezioni respiratorie, la tubercolosi e l’infezione da HIV. La malaria è causa del 15% di tutte le malattie registrate in Mozambico; la tubercolosi è stata considerata la principale causa di ricovero negli ospedali rurali. L’indice di prevalenza dell’HIV nella popolazione 15-24 anni era del 8,2% tra le donne e del 2,8% tra gli uomini nel 20117, percentuale che sale ulteriormente tra la popolazione adulta tra i 15 e i 49 anni (11,3% della popolazione è colpita da HIV); il Paese registra ancora tassi di mortalità materna fra i più altri del mondo (490 ogni 100.000 nascite), con una mortalità infantile del 13,2%. Inoltre, il 43,7% dei bambini minori di 5 anni è malnutrito. Il Sistema Sanitario Nazionale (SNS – Serviço Nacional de Saúde) è articolato in quattro livelli di complessità. I livelli I e II sono responsabili dell’assistenza primaria e si occupano prevalentemente di iniziative di carattere preventivo. Le unità di livello primario (Posti e Centri di Salute) sono circa 1.100 e ogni unità è responsabile dell’assistenza sanitaria di circa 15.000 persone. I livelli di assistenza III e IV vengono eseguiti presso le cliniche e gli ospedali e hanno funzioni curative ed interventistiche più complesse. Con riferimento al Piano d’Azione di Riduzione della Povertà Assoluta 2011-2014 gli elementi primari per la riduzione della povertà legati al settore della sanità sono:  assistenza sanitaria primaria (beneficiari: donne, bambini, adolescenti) e nutrizione;  lotta alle malattie mortali (diarrea, malaria, tubercolosi, HIV/AIDS);  miglioramento della rete sanitaria periferica;  sviluppo delle risorse umane;  miglioramento della pianificazione e gestione del settore sanitario. Le “Brigadas Moveis” Uno degli ostacoli all’ampliamento dei programmi del Ministero della salute a beneficio della salute della mamma e del bambino (programma “SMI” Salute Materno Infantile e programma “PTV” Prevenzione della 7

World Bank (2011) 5

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Trasmissione Verticale dell’HIV dalla mamma al bambino) è la difficoltà di accesso ai servizi di salute di base nelle aree rurali. Con l’obiettivo di raggiungere le zone più remote della Provincia, sono state create le cosidette “Brigadas Moveis”, ovvero delle equipe mobili di operatori sanitari locali costituite, come minimo, da 2 tecnici infermieri in salute materno infantile, un tecnico infermiere in medicina di base e un autista. Queste equipe operano in area rurale, sia nei piccoli ospedali di primo livello o nei pochi dispensari disponibili, sia in strutture di fortuna adibite a centro di salute nelle zone più remote della provincia, con tutti i mezzi disponibili (auto, motocicli, biciclette) Il problema HIV/AIDS e l’impatto sulla popolazione materno - infantile La gravità della diffusione della infezione da HIV in Mozambico, fra i Paesi più colpiti al mondo, è ancor più evidente se si considera che il sistema di sorveglianza dell’infezione da HIV è deficiente e si stima che le strutture sanitarie riescano ad identificare soltanto il 9% del totale di casi di infezione da HIV del Paese. La prevalenza di infezione da HIV tra le donne gravide viene stimata tramite i risultati del test sierologico eseguito durante la prima visita prenatale presso le strutture sanitarie (“Posti Sentinella”) e tale tasso è considerato rappresentativo della situazione epidemiologica della popolazione adulta tra i 15 i 49 anni. La forma di trasmissione dell’HIV in Mozambico è prevalentemente di tipo sessuale. La donna è particolarmente vulnerabile all’infezione da HIV ed in caso di gravidanza rischia di trasmettere l’infezione ai propri figli (trasmissione verticale). In assenza di terapia antiretrovirale (terapia specifica contro il virus HIV) una percentuale dal 25% al 50% delle donne trasmetterà il virus al proprio figlio durante la gravidanza, durante il parto o tramite l’allattamento al seno. Un bambino infettato dal virus HIV per via verticale ha un alto rischio di evoluire all’AIDS; in Mozambico la maggioranza dei bambini che acquisiscono l’infezione HIV dalle loro madri muoiono prima di raggiungere i 5 anni di età. Ad aggravare la condizione di salute dei bambini HIV-sieropositivi è lo stato cronico di denutrizione proteico-calorica in cui si trovano un grande percentuale dei bambini. Il Programma di Prevenzione della Trasmissione Verticale (PTV) è costituito da un insieme di interventi integrati, implementati inizialmente nei servizi già esistenti del programma di Salute Materno Infantile (SMI). In tal modo il Ministero della Salute mira al miglioramento delle condizioni generali di funzionamento del programma SMI, incrementando la disponibilità e qualità del servizio di visita prenatale, di attenzione al parto, della visita post-parto ed del follow up del bambino sieropositivo, in modo da permettere l’effettiva implementazione delle misure di prevenzione della trasmissione verticale dell’HIV. L’intervento di base previsto dal PTV per le unità sanitarie periferiche (“Posti” e “Centri” di salute) prevede: la profilassi con antiretrovirali; la diagnosi e la terapia delle infezioni opportunistiche e delle malattie sessualmente trasmesse; l’educazione sanitaria e nutrizionale. Successivamente le donne inserite nel PTV hanno la possibilità di essere riferite all’Ospedale di Distretto per: l’ accesso al day-hospital; la terapia antiretrovirale (TARV) per se stesse e per le loro famiglie; gli esami di laboratorio; la profilassi delle infezioni opportuniste.

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La Provincia di Inhambane, localizzata nel sud del Paese, costituisce la settima provincia per estensione, ha una popolazione complessiva di 1.267.0358 di abitanti, di cui circa il 56% donne, con il 45%9 della popolazione totale compresa fra 0 e 15 anni. I residenti delle aree rurali rappresentano circa il 79%10 del totale. Alcuni dati evidenziano la precaria situazione sociosanitaria ed educativa della provincia:  36% di bambini in età compresa tra 0 e 5 anni che soffre di malnutrizione cronica;  12,8% di bambini tra i 0 e i 5 anni sottopeso;  42,6% della popolazione senza accesso ad acqua potabile;  34% della popolazione senza accesso ai servizi sanitari;  8,5% indice di prevalenza dell’HIV negli adulti  42% di analfabetismo;  49% di parti assistiti.

In tutta la Provincia l’accesso, la disponibilità, la conservazione e la gestione dell’acqua, sia potabile che a scopi irrigui, rappresentano i maggiori problemi che la popolazione rurale è costretta ad affrontare tutti i giorni. L’agricoltura rimane l’attività economicamente più importante, le attività sono eseguite per la maggior parte manualmente dai membri delle famiglie, che non dispongono di mezzi meccanici e utilizzano tecniche rudimentali; scarso è perfino l’apporto dato dalla trazione animale. Nell'area di intervento, il livello di povertà assoluta in cui vive la maggior parte delle famiglie contadine è dovuto anche alla carenza o alla assoluta mancanza di servizi di prevenzione e assistenza sanitaria di base e di cura delle principali malattie infettive, l’AIDS e la malaria in particolare. Il progetto interviene sul territorio del Distretto di Morrumbene, situato al centro della Provincia di Inhambane e confinante al nord con il Distretto di Amssinga, a sud con la città di Maxixe eil distretto di Homoine, a ovest con i distretti di Homoine e Funhaloro e ad est con l’Oceano Indiano. Con una superficie di 2.608 km2, il Distretto conta una popolazione di 124.471 abitanti11 ed una densità demografica di 47,7 abitanti per km2. La popolazione è giovane: il 42% è inferiore ai 15 anni di età, in maggioranza femminile (56%) e di matrice rurale (tasso di urbanizzazione del 12%). Il distretto è diviso in due “posti” amministrativi: Mocodoene e Morrumbene. Sono presenti 1 Ospedale rurale (a Morrumbene) e 9 centri di salute nelle località di: Mocodoene, Mahangue, Matacalane, Maizene, Magumo, Sitila, Gotite, Cambine, Barrane. Il Distretto presenta rilevanti problematiche in ambito di sicurezza alimentare e di salute materno-infantile. La situazione di vulnerabilità alimentare diffusa è collegata a povertà ed isolamento sociale, che penalizzano le popolazioni locali. La scarsa capacità della popolazione locale di sviluppare un’agricoltura sostenibile e altre forme di lavoro remunerativo, deriva principalmente dall’insufficiente livello di formazione tecnica. A ciò si associa la carenza di strumenti tecnici, anche elementari, oltre ad una scarsa partecipazione comunitaria nelle attività di produzione agricola e allevamento familiare nei villaggi.

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Piano strategico di sviluppo della Provincia di Inhambane (2011-2020) Piano strategico di sviluppo della Provincia di Inhambane (2011-2020) 10 Piano strategico di sviluppo della Provincia di Inhambane (2011-2020) 11 3° Censo Geral da População e Habitação 2007 9

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BENEFICIARI I beneficiari diretti del progetto saranno:  destinatari delle attività di formazione, prevenzione e assistenza in salute materno-infantile (“brigadas moveis”, equipe sanitarie mobili di base): circa 1.500 gestanti, mamme e bambini;  partecipanti alla formazione ostetrica: 30 persone;  partecipanti alla formazione per leaders comunitari, membri dei comitati di gestione e APE (agenti polivalenti elementari): 45 persone;  bambini malnutriti beneficiari del latte in polvere e nutrienti (“papinhas”): 150 bambini; Il totale dei beneficiari diretti del progetto risulta pari a circa 1.725 persone. Per quanto riguarda i beneficiari indiretti, il progetto si rivolge non solo alle mamme e ai bambini, ma alle loro famiglie e in generale alle comunità di riferimento con particolare attenzione alle aree rurali. Beneficiaria indiretta sarà l’intera popolazione del Distretto sanitario di Morrumbene (125.000 abitanti), che godrà dei benefici della formazione, prevenzione e assistenza sanitaria. Infine si segnala che dal positivo miglioramento delle condizioni del gruppo target si avrà un effetto di emulazione nelle zone limitrofe.

5.2 Obiettivi Obiettivo generale: contribuire al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità rurali della Provincia di Inhambane Obiettivo specifico: rafforzamento dell’assistenza in salute materno-infantile nel Distretto di Morrumbene 5.3 Risultati attesi e attività L’insieme dell’azione vuole conseguire i seguenti risultati, attraverso specifiche azioni previste per ciascun risultato: Risultato 1: migliorate capacità locali nella prevenzione e assistenza materno infantile e delle malattie infettive Attività 1.1 Dotazione di piccole attrezzature e materiali per i centri di salute in aree rurali Ai fini del miglioramento dell’assistenza sanitaria degli utenti che si servono dei servizi di salute del distretto, si prevede di rafforzare la dotazione di equipaggiamento di base: culle di legno per neonati, bilance per consulenze prenatali, kit per le brigadas moveis, armadietti per medicinali, bacheche, sfigmomanometro…. Tali apparecchiature saranno strumentali alla formazione e preparazione degli operatori sanitari coinvolti nel progetto (infermieri, assistenti al parto, praticanti di medicina tradizionale, agenti comunitari di salute e leader comunitari) e al programma di formazione ed assistenza in salute materno-infantile e di prevenzione della trasmissione dell'HIV, contribuendo in tal modo al miglioramento della qualità dell’assistenza e della formazione sanitaria. Attività 1.2 Prevenzione, assistenza e supervisione in ambito di salute materno-infantile e delle malattie infettive L’obiettivo è il miglioramento delle condizioni di funzionamento del programma di Salute Materno Infantile – SMI – e di Prevenzione della Trasmissione Verticale dell’HIV - PTV - nel Distretto di Morrumbene, puntando sul trasferimento di conoscenze e competenze al personale sanitario locale, scarsamente Medicus Mundi Italia Via Martinengo da Barco 6/a - 25121 Brescia - tel. +39 0303752517—Fax +39 030 43266 www.medicusmundi.it - progetti@medicusmundi.it

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preparato, qualificato e poco motivato. Le attività prevedono azioni che riguardano sia le donne (con un’attenzione particolare per le gestanti) che i neonati e bambini fino ai 5 anni. In particolare sono previste azioni che affrontano le principali norme igieniche a livello personale, familiare e comunitario e nozioni di corretta alimentazione durante la gravidanza e l’allattamento. Per le gestanti sono previste attività che controllino il buon andamento della gravidanza. Sono previste visite di controllo mensili, dove vengono verificati e registrati i seguenti parametri: - il peso della gestante; - l’età gestazionale; - la storia patologica pregressa; - l’accompagnamento e il couselling della donna per test HIV; - la misurazione della circonferenza addominale e del fundus uterino; - il controllo del battito fetale; - la diagnosi precoce di eclampsia (individuazione di edema e misurazione della pressione arteriosa). In caso di positività al test HIV le donne saranno indirizzate al trattamento preventivo della trasmissione verticale. Per i neonati e i bambini fino a 5 anni non sieropositivi (quelli HIV positivi entrano nel programma PTV) sono previste: - misurazione del peso e dell’altezza; - consiglio nell’uso di cibi idonei e nutrienti; - nozioni di base di igiene del bambino; - vaccinazioni secondo il programma nazionale; - cure delle principali parassitosi intestinali. Allo scopo di raggiungere le zone più remote della Provincia, sono state create le già citate Brigadas Moveis, le equipe mobili di tecnici infermieri in salute materno infantile, medicina di base, farmacia e prevenzione dell’HIV. Le Brigadas visiteranno i bambini e i neonati nei villaggi periferici, affronteranno con le famiglie i temi legati alle principali norme igieniche, alla corretta alimentazione pre e post parto, alle vaccinazioni dei bambini e delle gestanti, al monitoraggio della crescita dei bambini e alla diffusione di queste pratiche nei villaggi. Inoltre, nell’ambito del Programma Nazionale di Lotta contro l’AIDS, il Programma nazionale di Prevenzione della Trasmissione Verticale dell’HIV dalla mamma al bambino, prevede un insieme di interventi integrati, implementati nei servizi già esistenti del programma di Salute Materno Infantile (SMI). Con il presente progetto si prevedono incontri periodici da parte di due medici e quattro infermieri specializzati, con il compito di supervisione e valutare la corretta applicazione da parte del personale sanitario locale del programma “PTV”. Il target sono tutte le gestanti risultate HIV+ seguite dal programma “SMI” all’interno del Distretto di Morrumbene; l’intervento prevede visite pre-natali, assistenza al parto, visite post-parto, terapia antiretrovirale a madre e bambino e la pianificazione familiare in generale. Attività 1.3 Formazione di operatori sanitari locali Le formazioni saranno focalizzate all’apprendimento delle pratiche igienico-sanitarie e della prevenzione, diagnostica e terapia delle principali malattie infettive endemiche: AIDS, malaria, tubercolosi, con una particolare attenzione agli aspetti pediatrici delle stesse. In particolare, si prevede la formazione di diverse figure socio-sanitarie: - le ostetriche: uno dei principali problemi in ambito di salute familiare in Mozambico è il basso indice di parti assistiti, che nel 2012 era pari al 49%, il che indica che solo 5 bambini su 10 nascono all’interno di strutture sanitarie, mentre tutti gli altri parti avvengono in casa e sono assistiti dalle ostetriche tradizionali. Di fronte a questa evidenza si rende necessario in particolare incontrare e formare 30 ostetriche in pratiche igienico-sanitarie affinché sappiano occuparsi al meglio della mamma e del bambino durante il parto - gli operatori socio-sanitari (per un totale di 45 persone) distinti in: - APE (Agentes Polivalentes Elementares): agenti sanitari che svolgono attività di prevenzione e promozione della salute comunitaria e si occupano della cura e di interventi di primo soccorso Medicus Mundi Italia Via Martinengo da Barco 6/a - 25121 Brescia - tel. +39 0303752517—Fax +39 030 43266 www.medicusmundi.it - progetti@medicusmundi.it

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- leader comunitari: referenti comunitari che godono della fiducia del villaggio e che promuovono presso la comunità le norme igienico-sanitarie di base, la prevenzione di HIV/AIDS, malaria, tubercolosi e altre malattie endemiche - attivisti: lavorano a stretto contatto con le scuole svolgendo campagne di salute e di vaccinazione nelle strutture educative presenti nei vari distretti. In ogni scuola vengono creati dei “focal point”, referenti del servizio sanitario e che svolgono il ruolo di “sentinelle” per quanto riguarda l’individuazione di casi gravi di malnutrizione, malaria, tubercolosi e AIDS Si prevede un intervento di un medico volontario inviato da Medicus Mundi per circa 30 giorni, al fine di fornire consulenza, supervisione e una formazione tecnica short-term alle equipe sanitarie locali, composte esclusivamente da tecnici infermieri. L’assistenza e la formazione breve avverrà tramite incontri e visite alle diverse strutture in cui operano le “brigadas moveis”. In linea generale gli incontri verranno focalizzati sulle principali tematiche di salute materna e infantile, di prevenzione, diagnostica e terapia delle principali malattie infettive endemiche: AIDS, malaria, tubercolosi. I tempi, i modi e l’oggetto specifico dell’intervento direttod el medico di MMI verranno preventivamente concordati e programmati con la Direttrice del Servizio Distrettuale di Salute

Risultato 2: incrementato supporto nutrizionale per bambini malnutriti Attività 2.1 Supporto alimentare e controllo nutrizionale per bambini malnutriti e/o HIV+ Verrà fornito supporto nutrizionale a circa 150 bambini in situazione di malnutrizione acuta. Si darà priorità al supporto nutrizionale a beneficio di bimbi orfani o figli di madri HIV+, in funzione delle raccomandazioni del Ministero della Salute del Mozambico e come definito dalle buone pratiche del programma di salute materno-infantile “SMI”, per cui viene consigliato alle mamme HIV+, di sospendere l’allattamento materno esclusivo al raggiungimento del sesto mese del bambino. In particolare verrà curata la distribuzione di “papinhas” (sostanze ricche di micronutrienti) realizzate con farina arricchita preparata localmente, da integrare al naturale allattamento materno per neonati e bambini fino ai 24 mesi di vita, evitando che questo possa essere sospeso da parte di quelle madri che non sono HIV+. Alle madri HIV+ che opteranno per l’allattamento artificiale esclusivo nei primi 6 mesi di vita del bambino verranno distribuiti latte in polvere e altri nutrienti. La programmazione e la gestione del supporto nutrizionale verrà gestita in piena condivisione e collaborazione con la direzione del Distretto sanitario di Morrumbene, con particolare attenzione alla distribuzione del latte artificiale ai bambini a rischio di infezione verticale dall’HIV durante i primi 6 mesi di vita. a cura di Massimo Chiappa Direttore Generale di Medicus Mundi Italia

© L’impegno di MMI per la salute delle mamme e dei bambini nel Distretto di Morrumbene (Mozambico) è una pubblicazione a cura di Medicus Mundi Italia. Può essere liberamente distribuito, riprodotto e pubblicato, se la fonte (Medicus Mundi Italia http://www.medicusmundi.it/it/cerca-progetti-in-corso/106-mozambico-progettointegrato.html) è correttamente indicata. Non sono disponibili copie cartacee.

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L'impegno di MMI in Mozambico  

Cosa fa Medicus Mundi Italia dal 2008 nella Provincia di Inhambane, a Sud del Mozambico.

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