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Buon viaggio, Riccardo Ci sono alcuni eventi che ci permettono di ritornare a una condizione di umano sentire e spesso in questi momenti i sentimenti vengono a galla. Le nostre incertezze ci proiettano troppo spesso in una situazione futura e non ci permettono di vivere la quotidianità. È proprio in tali istanti che un avvenimento inaspettato ti riporta dove realmente sei. Inaspettato solamente perché non colto, colui con il quale hai condiviso un percorso e un progetto oggi non c’è più. Il suo corpo, la sua figura, la sua fisionomia, il suo modo di leggere alcuni aspetti della vita non posso più condividerli. E quando, scorrendo alcune immagini nella mia memoria, avverto che il viso si bagna di un tiepido calore allora capisco che quel che univa era amicizia. Sei stato direttore di Celeste, il nostro progetto editoriale, giornalista attento con la capacità di mantenere la giusta distanza dai fatti e la vivacità di apportare il nuovo. Hai sempre cercato di non esprimere una elevata cultura per non coprire gli altri ma di crearla “la cultura” anche dalle cose più piccole e con esperienza ci hai accompagnato. Avevi la capacità di chi le idee le sa rendere leggibili, ritraendo i fatti di ogni giorno esattamente come un fotografo che coglie le angolature e le zone d’ombra. Interessanti sono stati i tuoi scritti, le tue analisi sociali, gli articoli sulle amare contraddizioni della politica, le pungenti osservazioni sui vizi della collettività. A leggerli si percepisce chiaramente la profonda umanità e il senso di giustizia che animano la cultura di uno spirito libero. È nelle emozioni che hai lasciato a chi hai amato come figlie e nell’amore maturo riprovato che riscopro il tuo essere padre e uomo, aspetti che non ho colto. Ma dalla tranquillità del tuo silenzioso ultimo saluto leggo la mia serenità di un tuo evoluto star bene. Felice Paolo Larosa


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Viviamo in un’area dove la qualità della vita è buona, ma che continua a patire da tempi lontani il quasi isolamento dai grandi assi viari.

Valdastico sud: senza pace. Anche se l’autostrada PD-BO è sufficientemente vicina per l’accesso, a tutti sono note le difficoltà di circolazione nei pressi del casello di Monselice, mentre il sogno di tutti è quello di vedere realizzate e completate le strade che dovrebbero garantire al nostro territorio collegamenti agevoli. L’immagine che si prospetta è quella di un incrocio, tra la nuova regionale 10 e la Valdastico sud, con la possibilità di interscambio fra le due arterie. Tutto risolto, o quasi? Purtroppo no, viene da dire in forma retorica, in quanto la situazione è sempre quella di stallo, nel senso che per il nuovo percorso della regionale si continua ad attendere, nella speranza di vedere presto il completamento, mentre d’altra parte il partito della velocità, o della comunicazione era riuscito a gioire qualche mese fa dopo l’inaugurazione del tratto meridionale autostradale da Vicenza sino a Longare. In fin dei conti 7 Km sono stati aperti, anche se rimangono i problemi di sempre, dalla grossa domanda sulla salvaguardia di un territorio, quello berico e della bassa padovana, ma estremamente delicato, e ancora sulla vera necessità di una bretella autostradale che praticamente finisce a Badia Polesine, da dove è necessario, per collegarsi all’Auto Brennero, percorrere un tratto della Transpolesana.

di Michele Santi

Come appena detto, rimangono aperte le domande su come sia possibile conciliare la salvaguardia e la promozione turistica di un’area dove si va a presentare, a chi arriva per ammirare e visitare le armoniche architetture delle ville palladiane, un nastro d’asfalto che corre a qualche km dagli stessi monumenti. Nel frattempo non mancano altre questioni aperte, come hanno già segnalato altri mezzi di informazione e come qualche comitato continua a ribadire. È infatti quasi sotto silenzio il fatto che vi sia un’indagine della magistratura per il rischio che sotto il cantiere della stessa Valdastico siano stati sepolti dei rifiuti di fonderia, mentre qualche altro osservatore insiste nel segnalare che le ruspe hanno rovesciato in mezzo alle coltivazioni degli scarti di lavorazione industriale. Difficile conoscere tutta la verità, e le accuse, è ben noto, devono essere dimostrate, ma la sensazione è quella che la costruzione del tratto autostradale sia diventata un’occasione per avviare un progetto di lottizzazione molto impegnativo, in un territorio che non era stato toccato più di tanto. Un solo esempio è quello nei pressi dell’abitato di Santa Margherita d’Adige, con il Parco Fiumicello, ossia 250


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mila kmq di nuove aree artigianali ed espandibili sino a un milione di metri quadri. Per finire, rimane ancora aperta un’incognita, e cioè sulla continuazione del tratto sino nelle terre trentine, da Piovene Rocchette, dove attualmente si conclude la Valdastico, sino all’intersezione con la A22 del Brennero in comune di Besenello. È chiaro che la possibilità di intersezione fra i due tratti consentirebbe di dare sfogo al traffico, non solo locale, ma pure consentire di dare risposta ai problemi di traffico che emergono da numerose realtà artigianali e commerciali della zona. Ma se da parte della Regione Veneto non si riscontrano problemi di compatibilità ambientale uno stop deciso arriva dall’amministrazione trentina. Il proseguimento della A31 in direzione nord è stato già approvato nel programma

delle infrastrutture strategiche dal Ministero competente già da un paio d’anni, con un tracciato che prevede circa 39 km, 24 dei quali ricadenti in territorio veneto, con tratti in galleria per circa 28 km. Ma non vi è stata la richiesta all’amministrazione provinciale autonoma di Trento, che continua a ribadire il suo “no” deciso all’ipotesi. Un’altra possibilità per ovviare alla situazione di empasse potrebbe essere realizzare il prolungamento del tratto solo vicentino, per poi innestare il nuovo tratto sulla nuova Valsugana. Ma per quale motivo c’è il rifiuto quasi categorico di collegare la A31 con la zona trentina. I motivi conosciuti sono quelli della poca utilità di un nuovo nastro autostradale, unitamente alle problematiche ambientali, molto sentite a ridosso delle Alpi. Ma da qualche parte si insinua che il motivo possa essere anche un altro, meno ricco di valori ma ben più concreto, e cioè quello che la provincia di Trento ricava degli introiti non disprezzabili dal pedaggio sull’autostrada del Brennero, che verrebbero a ridursi in caso di flussi di traffico deviati su un tronco autostradale di competenza della Autostrada Brescia-Padova. D’altro canto la protezione delle Alpi, con la conseguente riduzione del traffico merci su gomma a favore della rotaia è stata approvata dall’assemblea del Senato a larga maggioranza, e questo fatto fa pensare, almeno sulla carta, a un “no” definitivo ad altre opere stradali come la tanto discussa e contestata Valdastico.

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Esiti degli esami online Meno file, più files. Giocando con lo storico odio italiano per le attese in colonna e con l’inglese informatico, l’Ulss17 ha varato un nuovo modo di consegnare i referti ai pazienti.

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a qualche tempo è infatti possibile scaricare gli esiti degli esami di laboratorio direttamente dal sito internet dell’azienda sanitaria della bassa padovana. E tanti saluti alle file al centro unico di prenotazione. Di recente l’Ulss di Este e Monselice aveva avviato il Cup online, che permette di prenotare visite ed esami via web. Ora anche il “feedback” dell’utente approda nella rete, con grandi risparmi di tempo, carta e denaro. Il sistema, ormai rodato alla perfezione, è stato implementato dall’azienda nell’ambito del servizio veneto Escape, promosso dalla Regione del Veneto e dal Ministero per la pubblica amministrazione. Scaricare il referto da internet è molto semplice e l’operazione può essere effettuata anche da chi non mastica granché di informatica. Ogni paziente riceve dall’operatore del laboratorio analisi un foglio che riporta il codice fiscale del richiedente e una cifra d’accesso. Una volta pagata la prestazione è sufficiente collegarsi al

sito www.ulss17.it e digitare le proprie credenziali per accedere al documento, che può essere scaricato o visualizzato. “Come azienda siamo sempre stati convinti - sottolinea il direttore generale, Giovanni Pavesi - che il miglioramento dei servizi del Cup passasse anche e soprattutto attraverso l’adozione delle nuove tecnologie, mettendo il più possibile i cittadini nelle condizioni di non doversi recare fisicamente agli sportelli. Dopo il completo rinnovamento del call center e l’introduzione delle prenotazioni degli esami e delle visite specialistiche via web, lo scarico dei referti dal sito internet aziendale è un ulteriore, importante passo in questa direzione - prosegue Pavesi - questo è stato un processo complesso, che abbiamo necessariamente affrontato per gradi, ma oggi possiamo dire di avere un Cup efficiente e tecnologicamente avanzato, che consente di effettuare quasi tutte le operazioni telefonicamente o via Internet”. Ferdinando Garavello


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A Este tecnologia all’avanguardia

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L’Ulss17 è all’avanguardia a livello nazionale nell’ambito, tuttora ultra specialistico, del trattamento dei tumori mediante termoablazione con frequenza o microonde. specialisti, in un clima di stretta collaborazione tra diverse unità operative. A queste professionalità si affianca naturalmente l’impegno dell’azienda nel mettere a disposizione dei nostri medici le più moderne tecnologie, continuando così a investire nel futuro della sanità in questo territorio”. Il trattamento dei piccoli tumori renali mediante questa nuova metodica è stato possibile grazie anche a un importante investimento tecnologico: lo staff estense è stato dotato di una nuova apparecchiatura di diagnostica per immagini. L’equipe di epatologia dell’ospedale di Este

Nell’ospedale di Este viene infatti adottata con successo una metodologia assolutamente innovativa, che consente di rimuovere tumori del fegato e del rene in modo non invasivo. La pratica è frutto della collaborazione fra l’unità operativa di epatologia diagnostica e interventistica del dottor Mauro Mazzucco, l’unità operativa complessa di urologia del dottor Antonino Calabrò e l’unità operativa complessa di radiologia diretta dal dottor Bortolo Perin. Negli ultimi mesi sono stati curati più di 70 pazienti nel plesso ospedaliero atestino, con una percentuale record del 98,5 per cento di successi. Il trattamento prevede che la massa tumorale venga letteralmente “bruciata” con l’inserimento nel corpo del paziente di una sonda dalle dimensioni molto ridotte. In questo modo non servono tagli e suture, e vengono annullati i lunghi periodi di degenza post operatoria. La metodologia e le conclusioni sono state riconosciute anche fuori dai confini nazionali dalla comunità scientifica e uno studio degli specialisti della bassa padovana è stato accettato al congresso mondiale di oncologia interventistica, tenutosi negli Stati Uniti a giugno. “Queste evidenze scientifiche – fanno sapere dall’Ulss17 – sono il risultato di anni di impegno da parte dei nostri

Ferdinando Garavello


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Brevi notizie dal territorio: appuntamenti, mostre, manifestazioni, novità. Tutti i colori del nostro quotidiano e le ultime curiosità.

Le brevi, le news

a cura di Michele Santi

Colli Euganei - Contributi nel settore agrituristico Opportunità per coloro che hanno deciso di investire e diversificare le risorse all’interno di un’azienda agricola e di puntare anche sulla ristorazione e sull’ospitalità. Prorogato sino a dicembre un bando per accedere a contributi erogati per interventi strutturali e misti da realizzare nell’ambito del settore agrituristico nell’area dei Colli Euganei. Se l’offerta dell’ospitalità nell’ambito agricolo viene gestita in maniera appropriata, è certamente un’occasione valida sia per garantire un maggior reddito alle aziende ma pure un’occasione da non perdere per la promozione del territorio.

Noventa Vic. - Artisti in mostra

Monselice - Corso per genitori

Ultimo quadrimestre dell’anno che diventa contenitore artistico a Noventa. Nella sala esposizione all’interno di villa Barbarigo si sono succedute quattro mostre di artisti, con tematiche diverse a fare da filo conduttore per le proposte d’arte. La prima rassegna è stata dedicata ai “Viaggi”, con l’artista Feliciano Dal Prà, mentre “Universi Diversi” ha visto i lavori di Florio Pozza e Simone Squaiella. “Moving Landscapes” ha dato spazio a Moreno Pozza, mentre Claudio Cenci e Francesco Guerra hanno dato vita a “Colore e forma”. All’interno del percorso sono state inserite anche delle occasioni di approfondimento culturale, come la presentazione di lavori letterari e intrattenimenti musicali, e la presentazione delle stesse esposizioni.

Che cos’è c’è di più bello, ma anche di più impegnativo che diventare e dover essere genitori? Un tempo poteva trattarsi di un’esperienza sicura e consolidata, ma la vita di oggi, con i suoi ritmi frenetici, richiede pure i corsi per genitori. Partito agli inizi di novembre il corso organizzato dall’associazione “L’isola del tesoro”, con il patrocinio dell’Assessorato all’istruzione del comune di Monselice. Tra gli argomenti in programma, il momento dell’attesa e della nascita, l’inserimento al nido, la vita sociale del bambino e della coppia, il periodo dell’età della ragione. Temi importanti e complessi che sono trattati in moduli da 3 incontri ai quali è possibile partecipare anche separatamente.

Monselice - Alchimia fra le arti

Noventa Vic. - Arte solidale

Avviato per quest’anno, a Monselice, nell’ambito del Progetto Giovani, il corso di teatro “Alchimia fra le arti”, rivolto a giovani dai 16 ai 29 anni, che desiderano conoscere e avvicinarsi al mondo della quinta parte, per imparare a trasmettere agli altri, calcando il palcoscenico, emozioni vissute nella lettura e nella recita di lavori artistici. Il corso è gratuito, anche se le lezioni sono già iniziate, ed è stato finanziato con il bando “Abbiamo idee frizzanti” dell’Assessorato comunale alle politiche giovanili.

Spettacolo di danza che mette sul palcoscenico l’energia e la voglia di presentare suoni e culture diverse dai vari angoli del mondo. Balli e danze uniti con diapositive, filmati e musiche proposti dal gruppo Mixto in una serata a Noventa Vicentina, per mostrare la voglia e la curiosità di far conoscere varie forme di arte espressiva e dare un segnale a favore della solidarietà. L’incasso della serata è stato infatti devoluto all’associazione “Pianeta Bimbo” di Este, attiva da anni nel settore del volontariato per l’infanzia e la preadolescenza in difficoltà.

Monselice - Occhio Cuore Cervello Qual è il segreto della fotografia? Ci vuole di certo l’occhio, quel pizzico di intuizione umana che la macchina più moderna non sostituisce, ma anche un po’ di cuore, e naturalmente il cervello per saper comprendere e utilizzare al meglio lo strumento che si ha a disposizione. Ha preso il via a Monselice, presso la sede del Progetto Giovani, il breve corso di fotografia dal titolo “Occhio Cuore Cervello”, curato da Carlo Alberto Paris. In programma cinque lezioni teoriche più un’uscita per fare pratica dal vivo fra panorami e luci del territorio.


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Montagnana - Camminiamo!

Monselice - Patto antievasione fiscale Il tempo per “coloro che si credono furbi” si riduce sempre più. Anche il comune di Monselice ha aderito, da qualche tempo, al progetto patto antievasione fiscale, che era già stato sottoscritto da diversi comuni nell’area della bassa padovana, fra cui Este e Montagnana. In dettaglio le amministrazioni comunali si impegnano a fornire all’Agenzia delle Entrate informazioni sui soggetti che si qualificano come enti non-profit ma esercitano attività commerciale, su violazioni di abusivismo edilizio nel territorio, su residenze fittizie all’estero e su immobili posseduti, ed infine sulla disponibilità di beni indicativi di capacità economica. A nessuno piace pagare le tasse, ma almeno si spera che questo strumento serva per garantire che tutti versino quanto è dovuto, nella speranza che i conti possano migliorare.

Ospedaletto E. - Rassegna teatrale “Ospedaletto ci prova” Undici primavere per una rassegna che è partita quasi per scherzo, ma che si conferma come un’occasione per ridere, grazie al teatro dialettale, ma pure per riflettere su temi ben forti e legati alle vicende della vita di ogni giorno. Si inizia da sabato 5 gennaio, alle ore 21, con la commedia “Mejo che ghe tasa!”, messa in scena dal gruppo locale Ospedaletto ci prova per la regia di Francesco Chiodin, anima della manifestazione. Nella serata di venerdì 11 gennaio si discute invece di un tema delicato ma sentito, come quello della donazione di organi e tessuti, soffermandosi in

Occasione per fare sport ma all’aria aperta, offerta a Montagnana sotto il patrocinio del comune, dell’Ussl 17 e dell’Uisp, Unione Italiana sport per tutti. La proposta è quella dei Gruppi di cammino per adulti, per invogliare chi ha qualche annetto sulle spalle, e si rende conto, con bravura, della bellezza e della necessità di fare dello sport o del movimento, per salvaguardare la propria salute. Per chi non ha voglia di chiudersi all’interno di una palestra, ma ama l’aria aperta, l’occasione è allora quella giusta! La partecipazione è libera e gratuita, tre pomeriggi a settimana, con partenza dall’ufficio turistico di Montagnana presso Castel san Zeno.

particolare sulla seconda possibilità. La sera dopo, sabato 12, si ride invece con “El paracarro dell’amore”, messo in scena da I Ruscoletti di Canda. Il divertimento continua nel pomeriggio della domenica seguente con il teatro per bambini e ragazzi, con “Giuffà e altre storie” per la compagnia Il libro con gli stivali di Mestre. Medesimo schema per il fine settimana da venerdì 18 a domenica 20, con rispettivamente un incontro sul tema “La donna usata nella pubblicità”, con l’intervento di Paola Panarese, ricercatrice universitaria di sociologia dei processi culturali. Sabato invece all’insegna della risata con “Il diamante del profeta”, con la Compagnia della

Este - Fateci spazio‼ compiti ma non solo Appena partita, alla metà del mese di novembre, la proposta di un luogo dove bambini e ragazzi possano svolgere i compiti scolastici con l’assistenza di operatori qualificati e usufruire di attività di laboratorio. L’iniziativa parte dal comune di Este, in particolare dall’assessorato ai Servizi Sociali, dove ci si può rivolgere per informazioni, e si svolge presso il Centro Servizi Imprese situato in via Brunelli, in zona ex Zuccherificio. È prevista una quota di iscrizione per il servizio, che è attivo dal mese di novembre sino a maggio del prossimo anno. L’iniziativa è stata denominata “Fateci spazio‼ compiti ma non solo”.

‘nguria. Il giorno dopo è invece il turno di Maga Camaja con “C’era una volta il cantastorie”. Altro argomento da forte discussione per il fine settimana che conclude il mese di gennaio, con la presentazione del libro “La camera vuota”, con la presenza dell’autrice Maria Elena Sacchini, sul tema dell’aborto e delle conseguenze per la vita della persona. Sabato 26 torna invece la risata con “I balconi sul Pra’ de la Vae”, con la compagnia di prosa Montebello da Bresseo Treponti. La serata è in collaborazione con l’Avis locale. Conclusione nel pomeriggio di domenica con lo spettacolo per i piccoli “Il ringraziabosco”.


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È importante parlare ai giovani dei tumori perché la lotta contro i tumori si vince con la cultura.

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Progetto Martina

artina era una giovane donna entusiasta della vita. Un giorno sentì un piccolo nodulo nella mammella, ma a tale rilievo non fu dato peso. Come è noto le probabilità di ammalarsi di cancro alla mammella al di sotto dei venticinque anni di età sono bassissime, “evento raro” però non significa “evento assente”. Poi Martina sentì il suo nodulo crescere e si sottopose ad esami diagnostici che evidenziarono la presenza di un tumore in stadio avanzato. Martina non ce l’ha fatta ma ha lasciato un testamento: espressamente ha chiesto “che i giovani siano accuratamente informati ed educati ad avere maggior cura della propria salute e maggior attenzione al proprio corpo; certe malattie sono rare nei giovani ma purtroppo proprio nei giovani hanno conseguenze molto pesanti”. L’iniziativa di informare i giovani sui tumori, voluta e coordinata dall’associazione “Noi e il cancro - Volontà di Vivere”, è già in atto dal 2000 in molte scuole di Padova. La richiesta di Martina di maggior impegno da parte di tutti a informare i giovani in modo corretto ha fatto comprendere ai medici Lions che l’iniziativa locale meritava di diventare un progetto con coordinamento nazionale. È necessario non fare gli struzzi e non persistere in

atteggiamenti di negazione del problema. Bisogna prendere coscienza che mettere in atto piccoli ma indispensabili accorgimenti per evitare un tumore o sottoporsi a test diagnostici preventivi, quando ci si sente sani, non si ottiene con gli slogan né con il proibizionismo o con il terrorismo ma richiede conoscenza e impegno personale. Tutto ciò significa cultura e la scuola è il luogo ideale essendo la culla della cultura. Il grande numero di persone già affette da un tumore ma in vita dimostra chiaramente che in moltissimi casi questa malattia può essere controllata e vinta. La conoscenza che ci si può difendere dai tumori e che si può vincerli permette a tutti, anche a coloro che non si ammaleranno mai di tumore ma che vivono con la paura di ammalarsi, di vivere con maggior serenità la propria vita. Il Lions Club Este “Colli Euganei” ha fatto proprio il progetto contattando tutte le Scuole Superiori del nostro territorio (dalla classe quarta) e nei mesi di Febbraio e Marzo 2013 si terranno delle lezioni di informazione in merito. Per info: www.progettomartina.it


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Festeggiati i 40 anni del Consorzio vini doc dei Colli Euganei: sommelier e professionisti del settore hanno premiato i migliori.

Bollicine e brindisi Q

uarant’anni di bianchi e rossi. Il Consorzio dei vini doc dei Colli Euganei ha festeggiato con una grande festa le quattro decadi di vita, “soffiando” sulle candeline la prima domenica di novembre nella splendida cornice di villa dei Vescovi. A Luvigliano, frazione di Torreglia, sono giunti i produttori del comprensorio collinare e le autorità padovane per una serie di appuntamenti dedicati ai vini delle colline nostrane. L’occasione è servita inoltre per scegliere i migliori prodotti enologici del territorio, selezionati da sommelier e professionisti del mondo enologico nazionale. La medaglia d’oro per i bianchi è andata al Colli Euganei doc bianco “Olivetani” 2011 di Ca’ Lustra, confermando che la bacchetta magica di Franco Zanovello, patròn dell’azienda di Cinto Euganeo, è ancora piena di sorprese. La giuria ha premiato inoltre il Colli Euganei doc Manzoni bianco “Corte Borin” 2010 di Borin di Monselice. Per quanto concerne invece i rossi, la medaglia d’oro è stata assegnata al Colli Euganei doc “Rosso

fenice” 2007 della Tenuta San Basilio di Vo. Gli esperti hanno inoltre consegnato una menzione d’onore al Colli Euganei doc “Tre frazioni” 2009 di Francesca Callegaro di Rovolon e ai Colli Euganei doc Riserva “Vegro” 2009 di Sengiari, di Tramonte di Teolo. La menzione è stata assegnata anche all’ormai celebre “Gemola” 2007 di Vignalta: l’azienda di Arquà Petrarca ha ricevuto per lo stesso vino i Tre bicchieri del Gambero rosso. Per i rossi nelle ultime due annate e nelle annate precedenti il primo premio è stato dato al Colli Euganei doc Merlot 2010 dell’azienda Colle Mattara di Rovolon, mentre al Colli Euganei Doc Merlot 2010 della San Nazario di Vo è stata riservata la menzione. Nella categoria destinata alla Docg del Fior d’Arancio, battezzata ufficialmente lo scorso anno, la giuria ha scelto il “Fiore di Gaia” 2011 di Borin di Monselice e lo spumante della Chiesetta, prodotto da Veronese di Rovolon.

Ferdinando Garavello


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Neurostimolazione Interattiva

Da oggi InterX5002, un macchinario di ultima generazione utilizzato per il trattamento di patologie dolorose sia acute che croniche a carico del sistema muscolo-scheletrico, è disponibile presso il Poliambulatorio Medico e di Fisioterapia Fisiomed Este. La terapia InterX® trova applicazione in una vasta gamma di sindromi cliniche che vanno dalla traumatologia acuta alla riabilitazione postoperatoria, al trattamento delle patologie croniche. Studi clinici internazionali hanno dimostrato che durante la fase della riabilitazione dona sollievo dal dolore già dalle prime sedute senza l’uso di farmaci, velocizzando il recupero funzionale. Questa breve testimonianza lo conferma. Pamela per molti anni è stata un’appassionata di golf e di corsa finché un trauma acuto al piede sinistro non le ha reso impossibile continuare ad allenarsi in modo costante. Le diagnosticarono una fascite plantare e altre complicazioni al piede, che le causarono dolore acuto anche a livello lombare. Per circa un anno, senza risultati, provò diversi trattamenti per migliorare il dolore inclusi antinfiammatori, ausili ortopedici, ginnastica a basso impatto e stivaletti speciali per agevolare la posizione del tendine ma la difficoltà di appoggiare il piede sinistro rendeva difficile anche le attività più banali.

Riusciva a malapena a camminare da una stanza all’altra. Passò dal correre una media di 30 chilometri alla settimana a un programma leggero di esercizio a basso impatto. Difficile da accettare come definitiva una situazione del genere. L’amore della donna per il golf e la sua dedizione alla forma fisica erano state interrotte da un trauma irritante e doloroso. Provò a cambiare il suo allenamento, rimpiazzando la corsa con esercizi ai pesi e adattando la pratica di yoga e Pilates, ma sette mesi di andatura zoppicante alla fine iniziarono a indebolire i suoi addominali e i muscoli dorsali. Non si diede per vinta e continuò a cercare un rimedio al dolore, e fu così che venne a conoscenza dell’InterX® da un amico. “Ero scettica sull’efficacia di InterX®, ma fin dal primo trattamento ebbi un tal miglioramento che lo scetticismo passò”. Sulla base dei consigli del proprio terapista, Pamela si sottopose a una serie di tre trattamenti in una quindicina di giorni. Ora non prova più dolore e la patologia non è più stata riscontrata. Non ha più avuto bisogno di trattamenti e ha assaporato il ritorno alla vita normale.

La terapia InterX® trova applicazione in una vasta gamma di sindromi cliniche che vanno dalla traumatologia acuta alla riabilitazione post-operatoria, al trattamento delle patologie croniche, tra cui: emicrania, cervicalgia e dolore cervicale, mal di collo, mal di spalla e spalla congelata, mal di schiena, epicondilite (gomito del tennista), epitrocleite, sindrome del tunnel carpale, cuffia dei rotatori, artrosi, artrosi cervicale e del ginocchio, artrite, osteoartrite, sindromi del sovraspinoso, gonoartrosi, spondilosi e rizoartrosi, rottura dei legamenti (ginocchio, caviglia e legamenti crociati), tendinite, lombalgia acuta e cronica, sciatalgia e lombosciatalgia, frattura del femore, protesi, fascite plantare, ernia del disco, cervicale e toracica, scoliosi, fibromialgia, dolore dell’arto fantasma, trattamento post ictus, reumatismi, acuzie di varia natura e dolore acuto e cronico, algie e algia pelvica , borsite, crampi e spasmi, dolore dell’anca, del braccio e del ginocchio, dolore muscolare, lombare, neurologico e del piede e, in generale, sciatica, sinovite, strappi e stiramenti muscolari, lesioni parziali tendino-legamentose, dorsalgie, patologie muscolo-scheletriche, ematomi e contusioni, blocco della spalla, neuropatie, discopatie, problemi della colonna vertebrale, problemi di contrazione.


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di Mariagrazia Parigi

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ggi incontro una signora e il suo passato; i suoi occhi così chiari mi fanno pensare a tutta la storia che hanno visto, e a quel grande amore che ha attraversato la sua vita, l’amore per suo marito. L’aveva incontrato all’inizio della seconda guerra mondiale, a un ballo organizzato in casa di un’amica; e da quel momento avevano iniziato a frequentarsi, innamorati l’uno dell’altra e sorvegliati dai famigliari, com’era d’uso una volta. Ma per sposarsi e vivere insieme avrebbero dovuto attendere la fine della guerra e sopravvivere ai suoi pericoli; la signora, infatti, mi racconta come il suo futuro marito, un giorno venne catturato dai tedeschi e mentre stava per essere fucilato contro un muro, fortunatamente, questo improvvisamente crollò, facendo scappare tutti dalla spavento, e salvando così la vita a lui e ad altri sfortunati malcapitati. Vivere quegli anni era davvero impresa non facile, soprattutto per la precarietà del futuro, per la mancanza di ogni genere di prima necessità, per la possibilità di perdere la vita in qualsiasi momento; significava vivere nel terrore. Questo era ed è tuttora la guerra: un groviglio di azioni assurde, spietate e crudeli, una sequenza di orribili atti che, nell’uomo, non sono altro che espressione di un’aggressività interiore rivolta proprio contro gli esseri della sua stessa specie. Comunque gli anni passarono e finalmente la guerra finì. La signora e il suo amore, sopravvissuti a quegli eventi terribili, poterono quindi sposarsi e iniziare il loro cammino insieme, sempre uniti nelle decisioni da prendere, cercando un accordo per non trovarsi mai a fare i conti con i tranelli del risentimento e dell’aggressività,

e costruendo pian piano tutto quello che un tempo avevano sognato e ci riuscirono. In seguito ebbero dei figli che crebbero nell’affetto e nel rispetto degli altri; e quando questi ultimi se ne andarono per realizzare le loro vite, lei e suo marito invecchiarono insieme, sempre uniti da quell’amore che li aveva ammaliati per quasi settant’anni. Vissero ancora come due fidanzati, come due persone, che nonostante l’età, vivevano i sentimenti e le emozioni di un tempo. Poi lui iniziò a non sentirsi bene e a fare i conti con la crudeltà della malattia. Così, giorno dopo giorno, le sue condizioni peggiorarono e la sera prima di mancare, forse avvertendo la sua imminente dipartita, la chiamò e le disse: “Di te mi piace tutto, il tuo modo di parlare, il tuo modo di camminare, di muoverti e la tua bocca da baci. Sai, ti devo dire una cosa: più invecchi e più bella diventi. Amore, ho amato solo te. Che destino: io e te, che provenivamo da due regioni diverse, esserci incontrati, averti conosciuta! Sei il mio amore.” Il giorno seguente lui morì; ma il loro amore tutt’oggi vive ancora negli occhi chiari di questa bella signora e nel suo cuore. Ed è così dolce pensare come sia proprio vero che l’amore non ha età, che è anche possibile vivere una vita insieme, ma soprattutto che i sentimenti vanno al di là delle cose materiali. In questa “era” fatta di “lifting e chirurgia plastica”, di “giovinezza ad ogni costo”, l’amore non invecchia mai. Non c’è bellezza che eguagli questo sentimento o che lo conquisti, perché va oltre tutti i confini, oltre l’età, oltre l’aspetto fisico, oltre ogni cosa.


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Materia e colore

di Chiara Scavazza

Quando l’espressionismo astratto viene interpretato in una prospettiva contemporanea. Giancarlo Sarvese, artista autodidatta e introspettivo, con successo riesce a trasferire sulla tela emozioni in movimento. Eclettico interprete della sintesi di pittura e scultura intese come un tutt’uno, la sua è una continua ricerca di perfezionamento tra astrattismo e realismo abbinata a un’ottima capacità di sperimentare soluzioni innovative sia nei materiali usati sia nelle forme essenziali in cui dà voce alla sua arte. Con le mani forgia la materia creando tridimensionalità e volumi, a lui molto cari, ma è il colore che cattura lo sguardo attento. L’insieme accoglie una metafora del vivere lasciando poi a ogni singolo dettaglio il sondare emozioni e misteri dell’animo umano. Grazie alla presenza di linee sottili che raffigurano un commovente punto di fuga ottiene il vuoto. Ogni tela racconta un passaggio intimo, simile a una zona d’ombra, che esplode nella genialità dei punti luce. Vivace è la gamma cromatica che cristallizza, di volta in volta, i più svariati materiali per farli rinascere, con un’insolita lavorazione, in un nuovo universo. Ed è proprio qui, grazie all’avvicendarsi di diverse tecniche, che si apre il cuore dell’artista, animato da una curiosa felicità. Creata nella mente, l’opera prende L’urlo - Tecnica mista - dim. 230x110 cm

Anima - Tecnica mista - dim. 80x120 cm

forma concreta in breve tempo per poi venire stravolta, con viva lucidità, fino a quando egli non raggiunge l’entusiasmo di aver dato vita a qualcosa che prima non esisteva. Allora l’opera inizia a respirare accendendo un’emozione inusuale in colui che la osserva, una piccola fessura attraverso cui è dato di percepire la vertigine di un istante. Dopo aver partecipato ad Affordable Art Fair a Roma, evento frizzante e dinamico per l’arte contemporanea, e al 1° Festival delle Arti di Ferrara organizzato e curato da Francesca Mariotti e Silvia Greggio, evento concomitante alla manifestazione “L’Arte contro la violenza e il dolore” in occasione della giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Giancarlo Sarvese sarà nuovamente presente e protagonista con alcune delle sue opere allo Spazio d’Arte l’Altrove di Ferrara di Francesca Mariotti (in via De’ Romei 38 - www.artelaltrove.it) dal 16 dicembre al 13 gennaio 2013. Si preannuncia una personale carica di emozioni e originalità dove colore e materia bene si integrano al vivere quotidiano, entrambi accomunati dalla volontà di esprimere il lato emotivo della realtà.


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Raffaello verso Picasso

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La mostra inaugurata il 6 ottobre 2012 resterà aperta fino al 20 gennaio 2013 in Basilica Palladiana a Vicenza.

Antoon van Dyck, Ritratto di coniugi

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a Basilica Palladiana dopo un imponente restauro durato cinque anni ha riaperto il 6 ottobre con una grande mostra curata da Marco Goldin, direttore generale di Linea d’ombra, sul ritratto e la figura, grazie al contributo della Fondazione Cariverona. “Raffaello verso Picasso - Storie di sguardi, volti e figure” raccoglie un centinaio di dipinti e sculture straordinari provenienti dai musei dei vari continenti e da alcune collezioni private sia europee che americane. Sviluppata in quattro sezioni tematiche (Il sentimento religioso; La nobiltà del ritratto; Il ritratto quotidiano; Il Novecento. Lo sguardo inquieto) dedicate al ritratto e alla figura. Un lungo excursus che parte dal Quattrocento, con il senso della perfezione delle forme, per giungere al Novecento, con la ricerca cubista e l’inquietudine della forma stessa, attraverso le opere di celebri artisti: Fra’ Angelico, Botticelli, Mantegna, Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Veronese, Dürer, Cranach, Pontormo, Rubens, Caravaggio, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, El Greco, Goya, Tiepolo fino ad arrivare agli Impressionisti

Giovanni Bellini, Madonna con il Bambino

Manet, Van Gogh, Renoir, Gauguin, Cézanne, Monet e ai grandi pittori del XX secolo Munch, Picasso, Matisse, Modigliani, Bonnard, Giacometti, Balthus, Bacon e Freud.

Orario di apertura: dal 6 ottobre 2012 al 20 gennaio 2013 da Lunedì a Giovedì dalle 9.00 alle 19.00 Venerdì e Domenica dalle 9.00 alle 20.00 Sabato dalle 9.00 alle 21.00 Per info: Tel. 0422 429999

Francis Bacon, Figura distesa nello specchio


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L’affidabilità di chi ha esperienza

La Lavanderia e Pulisecco Ferro opera dal 1990 nel settore specializzando le proprie prestazioni per privati e aziende. Da luglio 2011 si è trasferita nella nuova sede di via Prà, un edificio di 1.000 mq. con apparecchiature e attrezzature all’avanguardia grazie alle quali, operando in modo rapido ed efficiente, riesce ad abbattere i tempi e i costi di esercizio. La Lavanderia Ferro è a disposizione per effettuare il servizio lavaggio per punti di raccolta già esistenti e collabora per l’apertura di nuovi punti anche in centri commerciali. Le attività della Lavanderia e Pulisecco Ferro soddisfano oltre 10.000 clienti a Este e in tutto il Basso Padovano, tra cui più di 1.000 aziende.

Il primo Hcpoint specializzato nell’eliminazione di: cattivi odori, acari e batteri Sanitizzazioni all’ozono

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Novità 2013 Da oggi la Lavanderia e Pulisecco Ferro diventa anche Hcpoint. Hc è un’azienda nata nel 2011 grazie ad un team qualificato con competenze ingegneristiche che opera nel settore della sanificazione e igienizzazione all’ozono. Hc project, è l’unico sistema al mondo in grado di eliminare acari, virus, batteri, spore e muffe permettendo così un miglioramento significativo della qualità della vita delle persone allergiche ad acari e parassiti in genere. È possibile quindi igenizzare ed eliminare i cattivi odori generati da batteri e rifiuti organici degli acari su tendaggi, tappeti, cuscini, scarpe, stivali, borse, caschi e accessori per motociclisti.


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Viaggi brevi, escursioni, scoperte per week-end e tempo libero

Magica Urbino

Questa volta proponiamo una gita fuori porta che merita un intero weekend: Urbino, uno dei più importanti centri dell’intero Rinascimento italiano. Definita “città dello spirito”, Urbino è un centro di rara bellezza, dalle suggestive atmosfere. Immersa nel verde delle colline marchigiane, conserva intatto il suo antico splendore che ben s’inserisce nel paesaggio circostante. Da lontano spiccano le guglie delle torri slanciate, i palazzi rinascimentali, i campanili delle innumerevoli chiese mentre all’interno si alternano stradine strette e tortuose con quelle di più ampio respiro, crocicchi che sfociano in piazze eleganti e terrazze da cui si possono ammirare scorci e paesaggi mozzafiato. Per questo motivo perdersi nei suoi vicoli e scoprire le sue piole è forse il modo migliore per vivere la sua unicità. Città ricca di angoli e luoghi suggestivi dove frammenti di storia si uniscono agli stimoli culturali odierni. Il quattrocentesco Palazzo Ducale  rappresenta il vero tesoro della città, simbolo dello stato rinascimentale aperto a uomini e idee, non più fortezza, ma residenza voluta dal duca Federico da Montefeltro, signore di Urbino e grande umanista “uomo d’arme e di governo”. Tre gli architetti che, in fasi successive, si sono succeduti nella realizzazione dell’edificio: il fiorentino Maso di Bartolomeo, il dalmata Luciano Laurana e il senese Francesco di Giorgio Martini. Il risultato è una costruzione di straordinario pregio decorativo e di singolare splendore. Oggi il palazzo ospita la Galleria Nazionale delle Marche, sede di una preziosa collezione di opere d’arte, che comprende quelle di artisti importantissimi: tra gli altri, Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello.

di Ornella Todaro

Nelle vicinanze del Palazzo Ducale, si può visitare il  Duomo,  una sostituzione neo-classica della chiesa rinascimentale opera di Giorgio Martini distrutta da un terremoto nel 1789. All’interno si può ammirare l’Ultima Cena del Barocci. Una puntatina poi alla Fortezza Albornoz, dalla quella ammirare uno splendido panorama della pianura sottostante, l’Oratorio di San Giovanni, la cui facciata è decorata con splendidi affreschi del XIV secolo, raffiguranti la vita di San Giovanni Battista e la crocefissione di Cristo, la casa natale di Raffaello dove si possono vedere le tavolozze e gli strumenti che l’artista usava per mischiare i colori per dipingere. Peccato che l’unico lavoro di Raffaello presente nella casa-museo sia una rappresentazione della Madonna con Bambino. Altri luoghi di interesse sono la Chiesa di San Bernardino un po’ fuori Urbino, con le tombe dei Montefeltro e il Giardino Botanico contenente svariate piante rare.


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Una tazza di tè In gioco tra i fornelli alla ricerca del meglio del gusto di O.T.

I primi a scoprire la pianta del tè, la Camellia Sinensis, un arbusto sempreverde che può raggiungere un’altezza di due metri al massimo e produce piccoli fiori bianchi e frutti simili alla noce moscata, e le sue proprietà furono i cinesi più di 5000 anni fa. Grazie allo stretto contatto tra i monaci buddisti cinesi e quelli giapponesi, il Giappone fu il primo paese al di fuori della Cina ad adottare il tè come bevanda, usata durante la meditazione. In Europa il tè arrivò all’inizio del XVII secolo e si diffuse grazie alle sue proprietà terapeutiche, ma fu l’Inghilterra a creare la moda di bere il tè. Infatti, in seguito al matrimonio di Re Carlo II d’Inghilterra con la principessa portoghese Caterina di Braganza, il tè divenne la bevanda preferita a corte e ben presto si diffuse tra la popolazione fino a diventare una vera e propria icona della tradizione inglese. Era considerata principalmente la bevanda dei “ricchi” che la servivano in preziose tazze di porcellana e “rigorosamente” alle 5 di pomeriggio. Inizialmente l’Inghilterra importava il tè dalla Cina, ma in seguito alla guerra dell’Oppio e all’incrinarsi dei rapporti

commerciali tra i due paesi, gli inglesi dovettero cercare nuove vie per soddisfare la grande richiesta di questa bevanda. La casuale scoperta della pianta del tè in India consentì alle colonie britanniche di diventare nel giro di pochi anni le maggiori produttrici di tè del mondo. Con l’aumento della domanda fu necessario impiantare nuove coltivazioni anche in Sri Lanka e in Africa. Oggi si contano più di quaranta paesi produttori delle diverse varietà di tè. Le principali varietà di tè sono: il tè bianco, il tè giallo (molto raro, prodotto solamente con germogli giovanissimi raccolti in primavera), il tè verde, il tè nero, il tè oolong, il tè profumato o aromatizzato. Senza tralasciare che molte ricerche mediche attribuiscono al tè diverse proprietà medicinali e terapeutiche, infatti le piccole foglie della Camellia Sinensis contengono una gran quantità di vitamine e sali minerali, indispensabili all’equilibrio del nostro organismo. La teina e i tannini presenti nel tè hanno effetto sul cervello e sul sistema nervoso centrale, stimolando l’attività intellettuale e alleviando la fatica. Proponiamo una torta al tè che si può realizzare con qualsiasi infuso (il gusto cambierà a seconda dell’aroma utilizzato). Prendiamo 200 gr. di farina, 200 gr. di zucchero, 200 gr. di panna montata a neve, una bustina di lievito, 3 uova e 3 o 4 cucchiaini di tè al gelsomino. Mettiamo sul fuoco 150 ml di acqua a scaldare ma non deve bollire. Versiamo poi i cucchiaini di tè e lasciamo in infusione cinque minuti. Scoliamo la miscela togliendo tutte le foglioline di té. Per l’impasto procediamo così: mescoliamo lo zucchero, le uova, la farina setacciata con il lievito, infine aggiungiamo la panna. Per ultimo mettiamo l’infuso e mescoliamo bene. Se fosse troppo liquido aggiungiamo un pò di farina. Mettiamo in uno stampo imburrato e infarinato e cuociamo a 180° per 45 minuti circa.


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Torta glassata di carote e pistacchi Ingredienti per 8 persone: 300 gr. di carote pelate, 150 gr. di zucchero, 150 gr. di pistacchi non salati, 40 gr. di farina bianca, 4 uova, 1 bustina di lievito in polvere, 1 limone non trattato, sale q.b. Per la glassa: 100 gr. di cioccolato bianco, 20 gr. di burro, 1 limone/ 1 cucchiaio di Limoncello. Pelate i pistacchi, tritateli nel mixer con lo zucchero e la scorza di limone, poi versateli in una terrina. Tagliate le carote a rondelle e frullatele al mixer con le uova e un pizzico di sale. Unite i due composti e incorporate la farina e il lievito setacciati. Mettete in uno stampo da 22 cm e infornate per circa 10 minuti a 160°, poi aumentate per 35 minuti a 180°. Intanto sciogliete il cioccolato a bagnomaria con il burro e profumate con la scorza di limone grattugiata appena la torta sarà sfornata e raffreddata unite il Limoncello al cioccolato e spalmate subito la crema sulla torta. Lasciate rapprendere in frigorifero e servite decorando a piacere con violette glassate. Vino consigliato: Albana di Romagna Spumante dolce.

Montblanc Ingredienti per 6 persone: 1,5 kg. di castagne, 400 gr. di zucchero, 50 gr. di cacao, 1 bicchiere di latte, 1 bicchierino di rum, ½ litro di panna, zucchero a velo. Lavate le castagne e lessatele in acqua bollente per circa 45 minuti, scolatele e pelatele eliminando anche la pellicina interna. Passatele al passaverdure o schiacciapatate e tenetele da parte. Scaldate il latte fino al raggiungimento del bollore. Sciogliete lo zucchero, il cacao, unite il rum. Poi amalgamate bene il composto di castagne. Ripassate l’impasto ottenuto al passaverdure e fatelo cadere sofficemente sul piatto da portata, in modo da creare la tipica forma di monte. Servite il dolce con panna montata addolcita con zucchero a velo. Vino consigliato: Moscato dolce dei colli Euganei. Ricette a cura di Marina Gallo


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Sullo scaffale: novità in libreria, titoli e trame. A cura di Chiara Scavazza in collaborazione con Libreria Gregoriana - Este Finché le stelle saranno in cielo La memoria di Rose sta svanendo e, prima che sia troppo tardi, vuole esaudire un ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia a Parigi. Rose affida questo compito alla giovane nipote Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta di dolci che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose. Ma prima di affidarle la sua memoria, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: è ebrea ed è sopravvissuta all’Olocausto. Per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. (“Finché le stelle saranno in cielo” di Kristin Harmel, Garzanti, 363 pagg., 16,40 euro) Per sempre tuo Hannes Bergtaler, architetto di successo, entra nella vita di Judith, single fra i trenta e i quarant’anni. Le regala fiori, organizza cene romantiche e in breve i due iniziano a frequentarsi assiduamente. All’inizio è tutto perfetto. A poco a poco, però, Judith comincia a sentirsi sempre più oppressa dalle continue prove d’amore di Hannes, sempre più soffocata dalle sue attenzioni. Si sente chiusa in gabbia, sotto controllo. Lui la perseguita persino nei sogni. È Judith che non riesce a riconoscere l’uomo perfetto o Hannes ha davvero un lato oscuro? Una storia d’amore e ossessione. (“Per sempre tuo” di Daniel Glattauer, Feltrinelli, 184 pagg., 15,00 euro) Di tutte le ricchezze Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. (“Di tutte le ricchezze” di Stefano Benni, 207 pagg., 16,00 euro) Follia profonda Un’ammiratrice sconosciuta. L’inizio di una storia romantica o uno stalking mentalmente pericoloso? Un mazzo di rose rosse senza biglietto. Regali sulla porta di casa. Lettere sotto il tergicristallo. Lo psichiatra Jan Forstner è l’oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All’inizio pensa si tratti dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano, viene trovato barbaramente ucciso, Forster capisce di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. (“Follia profonda” di Wulf Dorn, Corbaccio, 428 pagg., 17,60 euro) La lettrice di fiori Corte di Scozia, 1560. Rinette pratica la floromanzia, l’antica arte di predire il futuro leggendo i fiori. La regina, in punto di morte, le consegna uno scrigno che contiene alcune lettere cifrate con i più oscuri segreti della casa reale e la prova degli intrighi dei nobili di corte. Nel cofanetto si trova anche una pergamena con una profezia firmata da Nostradamus che minaccia il destino della monarchia. La giovane Rinette ha il compito di consegnarlo a Maria Stuarda, la futura regina, ma commetterà un errore fatale: si confiderà con il proprio amato, mettendolo in pericolo. Rinette allora si affiderà ai fiori e al loro magico potere. (“La lettrice di fiori” di Elizabeth Loupas, Newton Compton, 472 pagg., 9,90 euro)


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Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo “Nessuno trova una soluzione a questa crisi, ma molti sembrano d’accordo nell’individuarne la causa: il problema siamo noi, i baby boomer, nati nell’ultima Età dell’Oro, quel periodo (1945-1965) che coincise con un boom economico in tutto l’Occidente ed ebbe come effetto collaterale l’esplosione delle nascite. Come se non bastasse, l’allungamento della speranza di vita ci ha resi una delle generazioni più longeve. La sfida, è quella di inventarci una nuova vita e un nuovo ruolo, per i prossimi venti o trent’anni.” (“Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo” di Federico Rampini, Mondadori, 169 pagg., 16,00 euro) Alle radici del male Tripoli, anni Sessanta. Quella dell’irrequieto Mike Balistreri è un’adolescenza tumultuosa segnata da due atroci morti irrisolte, da due amori impossibili, dal coinvolgimento in un complotto contro Gheddafi e da un patto di sangue che inciderà a fondo sia la pelle che l’anima a lui e ai suoi tre migliori amici. Roma, settembre 1982. Il giovane commissario Balistreri di notte si stordisce con il sesso, l’alcol e il poker e di giorno indaga svogliatamente sulla morte di Anita, una studentessa sudamericana assassinata al suo arrivo nella Capitale. Ma le morti di oggi e quelle di ieri sono legate da un filo invisibile. (“Alle radici del male” di Roberto Costantini, Marsilio, 702 pagg., 19,50 euro) Italiani di domani Un libro per i nostri figli, quindi anche per noi. Un libro pratico, perciò pieno di sogni. Un libro emozionante e per chi vuole guardare avanti. Beppe Severgnini ci spinge a ‘pensare in avanti’ e offre agli italiani di domani otto suggerimenti: semplici, pratici, onesti perché sostiene che ragazzi hanno il dovere di sognare. E noi dobbiamo spingerli su questa strada, con buon senso ed entusiasmo. Incoraggiarli non vuole dire illuderli. Vuol dire credere in loro. Otto chiavi per altrettante porte. Porte che aprono molte opportunità. (“Italiani di domani” di Beppe Severgnini, Rizzoli, 178 pagg., 15,00 euro) L’imprevedibile viaggio di Harold Fry Harold Fry, tranquillo pensionato inglese, viene a sapere che una sua vecchia amica sta morendo e decide di intraprendere un imprevedibile viaggio dal sud al nord dell’Inghilterra ma anche dentro se stesso: mille chilometri di cammino segnati da molti incontri con persone che illuminerà col suo ottimismo. Un uomo speciale capace di credere che tutto è possibile se lo si vuole veramente. Finché camminerà la sua amica continuerà a vivere. (“L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” di Rachel Joyce, Sperling & Kupfer, 310 pagg., 17,90 euro) Young Sherlock Holmes Fuoco ribelle Il giovane Sherlock ha il sospetto che il suo istitutore, l’ex cacciatore di taglie Amycus Crowe, nasconda un oscuro passato; e quando scopre che il famoso assassino John Wilkes Booth, creduto morto da tempo, vive in realtà in Inghilterra e che Crowe è in qualche modo coinvolto con lui, il ragazzo decide di indagare. Ha inizio così la seconda avventura del più grande investigatore di tutti i tempi, che lo porterà dall’altra parte dell’Atlantico per salvare un amico. (“Young Sherlock Holmes Fuoco ribelle” di Andrew Lane, De Agostini, 315 pagg., 9,90 euro) Il profumo delle bugie La famiglia D’Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica e accresciuta grazie all’attività immobiliare e a solide relazioni. Su tutti domina il nonno Edoardo. Visti i pessimi rapporti con i figli, decide di puntare tutto sul giovane nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, a cui viene affidato il risanamento di un vecchio quartiere. Le tensioni non mancano: tra Edoardo e i figli. Sarà la leggerezza di Dolores, fidanzata di Francesco, a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo. (“Il profumo delle bugie” di Bruno Morchio, Garzanti, 207 pagg., 16,40 euro)


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La redazione informa

Un corso salvavita e una sensibilità che cresce In Italia ogni anno sono 73.000 i casi di arresto cardiaco, di questi la maggioranza causa la morte della persona colpita a causa di un mancato intervento di defibrillazione. Per questo è sempre più fondamentale la dotazione nelle società sportive e nelle scuole di un defibrillatore e, soprattutto, la presenza di persone abilitate ad usarlo. Ecco perché il Poliambulatorio Medico e di Fisioterapia Fisiomed Este, spinto dalla consapevolezza che un gesto può davvero salvare la vita, ha offerto il primo dicembre un corso rivolto agli allenatori e dirigenti delle società sportive Estensi. Un corso di primo soccorso utile e necessario a impartire le nozioni essenziali per mantenere o ripristinare le funzioni vitali di ragazzi colpiti da arresto cardiaco e una dimostrazione pratica per illustrare la facilità d’uso del defibrillatore. L’iniziativa offerta da Fisiomed Este ha sicuramente contribuito a sensibilizzare le associazioni sportive della comunità estense in merito al problema della sicurezza e della divulgazione dei gesti salvavita.

Cenacolo della Poesia e della Letteratura Alcune persone amanti della Poesia e della Letteratura hanno fondato un Cenacolo della Poesia e della Letteratura presso la bella location dell’Abbazia di Carceri. Si trovano una volta al mese per parlare di Poesia, leggere e commentare brani proposti dai componenti il Cenacolo o opere scritte da poeti e scrittori più o meno noti. Maria Grazia Todesco, ideatrice e co-fondatrice dell’iniziativa, sostiene: “Ciò che più conta per noi è stare tutti insieme per amore di queste due forme d’arte, nell’intento di elevare lo spirito in nome di una cultura che desideriamo aperta a più persone, senza preclusioni o pregiudizi ideologici o di ceto sociale. Infatti, tutti possono accedere al Cenacolo. Unico categorico prerequisito richiesto ai suoi componenti è il desiderio di elevare lo spirito attraverso la parola scritta, letta e parlata, che conduce alla scoperta dell’essere umano visto in tutte le sue sfaccettature, nonché l’approccio alla natura, all’arte a tutto ciò che esse hanno da raccontarci tramite gli autori (poeti e scrittori) che le hanno descritte nel tempo nelle loro opere”. Per info: todesco.mariagrazia@alice.it

Sfumature del tempo “Qualsiasi informazione mentale che noi diamo alla materia, va a collocarsi aldilà della sostanza fisica. Dobbiamo trovare un contatto con la sua più intima struttura. Farla vibrare.” Questo diceva il dottor De Made (pseudonimo di Nostradamus) durante un particolare incontro nel castello di Triesen a sud della contea di Vaduz. Ambientato nel XVI secolo questo libro di narrativa fantastica ci porta a ponderare sulle interazioni tra spirito e materia. Tra riflessioni alchimistiche ed esoteriche, i personaggi principali, cercando di capire i segreti di uno strano tubo metallico comprato in una bottega di Siviglia, si spingono oltre la realtà in un viaggio su una nave mercantile verso le Canarie, verso l’avventura e nuove conoscenze sui misteriosi territori del tempo. (“Sfumature del tempo” di Giampaolo Puggina, editoriale L’espresso, 145 pagg., 12,00 euro)


“Oscar”, lavoro proposta dalla compagnia d’arti performative “La Beffa” di Noventa Vicentina. Qui si intrecciano le diverse situazioni che si trova a vivere un magnate delle saponette, in difficoltà fra le esigenze e le pressioni dei familiari. Lo spettacolo è in omaggio per gli abbonati alla stagione teatrale.

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Stagione di prosa a Noventa Vicentina Stagione di prosa che gioca giustamente sui diversi generi teatrali per il Teatro Modernissimo a Noventa Vicentina. L’inizio della stagione di prosa è stato con un cast comico di tutto rispetto, con il capolavoro di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”, nell’adattamento di Gioele Dix, che ne firma anche la regia. Sul palcoscenico alcuni artisti dalla fortunata trasmissione Zelig. Proseguendo, agli inizi di dicembre la proposta è invece di un adattamento da un film dell’americano Billy Wilder, “Prima pagina”, dove si intrecciano le vicende di un condannato e quelle di un reporter. Dopo la pausa natalizia, si torna a veder calcare le scene con il lavoro “A piedi nudi nel parco”, di Neil Simon, dove il commediografo mette in gioco una serie di battute a cui è difficile resistere per fare una lucida analisi delle nevrosi che sono proprie dell’uomo contemporaneo. Dal mondo americano a quello della provincia italiana, con “Balera paradiso”, dove la compagnia Estravagario Teatro porta, agli inizi del mese di febbraio, a ripercorrere le vicende appunto di una balera di provincia dalla sua inaugurazione sino agli anni ’70. Altro appuntamento con invece un classico legato al mondo della commedia dell’arte, con un canovaccio messo in palcoscenico da “Pantakin Commedia”. Qui infatti è Arlecchino che intreccia le sue vicende con un altro grande protagonista del teatro, Don Giovanni, al quale al maschera italiana fa da servo e vive da vicino le avventure. Domenica 24 febbraio è invece la volta di un grande comico contemporaneo, e cioè Giobbe Covatta, che si mette in gioco con un nuovo spettacolo “6 Gradi”, ispirato alle vicende del nostro pianeta, la cui temperatura è appunto aumentata di sei gradi centigradi. Intorno alla metà del mese di marzo giunge invece un classico del repertorio goldoniano, “Sior Todero Brontolon”, ovvero il vecchio fastidioso e un poco avaro, che in pochi sanno prendere per il verso giusto, nell’allestimento che ne fa la compagnia “Tremilioni”. Il 24 marzo è l’occasione per vedere all’opera due interpreti di tanti lavori sia televisivi che teatrali, ossia Paolo Ferrari e Valeria Valeri, che si cimentano in “Gin Game”, dove il gioco di carte è lo pecchio per mostrare la vita di due persone anziane chiuse forse troppo nel loro mondo. Conclusione della ricca rassegna domenica 14 aprile con

Adozioni del cuore Stella È una cagnolina paraplegica agli arti posteriori. Si muove agevolmente sul carrellino; è abbastanza autonoma per i bisogni, ma comunque deve essere aiutata e pulita. Cesira e Asia Sono due simil pinscher di 3 e 6 anni circa, mamma e figlia. Hanno sempre vissuto con il loro proprietario, un signore che, circa un mese fa, è morto in casa. Le piccole lo hanno vegliato per due giorni, fino a quando qualcuno s’è accorto del fatto. Gli eredi dopo aver messo in vendita la casa volevano sopprimerle. Grazie all’intervento dell’Associazione Canili Veneto le piccole sono state raccolte da una volontaria. Da adottare in coppia. Jacky La sua storia è comune a migliaia di altri cani. Preso da cucciolo, amato e coccolato ma poi arriva il cucciolo d’uomo e non c’è più spazio per lui. Jacky ha 3 anni in regola con vaccini e chip, coccolone e buonissimo. Tommy È un bellissimo e simpaticissimo cucciolo di taglia medio contenuta. È stato abbandonato con la mamma e i fratellini, è sano e vaccinato. Tristano e Rosa Ce ne siamo già occupati, ma al momento non sono ancora stati adottati. Per info Mirna 3356927661 - Raffaella 377 1734245 mirna@associazionecaniliveneto.it raffaella@associazionecaniliveneto.it presidente@ associazionecaniliveneto.it



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