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Non è uno scherzo, sempre più turisti scelgono per le loro vacanze i luoghi delle grandi catastrofi: perché?

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Vacanze funebri

on l’estate alle spalle è lecito guardarsi indietro con un pizzico di nostalgia e pensare a quello che si è fatto e a dove si sarebbe potuto andare e a dove si andrà nel futuro più prossimo; crisi a parte è così che funziona nelle società evolute, si lavora,ci si impegna, ma appena possibile si lascia tutto e si scappa per qualche tempo dalla cadenza inesorabile degli impegni quotidiani. Milano, città europea da sempre, comincia a rallentare dal giovedì sera, le grandi metropoli occidentali di qua e di là dell’Atlantico hanno sempre fatto altrettanto. Ma nel libro delle vacanze appare un ultimo capitolo che ha dell’insospettabile e dà un po’ da pensare: sempre più gente programma le le vacanze, brevi o lunghe che siano, per andare a visitare i luoghi delle grandi tragedie più recenti. Secondo le stime degli operatori del settore si tratta di una fetta piuttosto consistente, che varia dal 12 al 15% del movimento totale dei popoli che viaggiano. In cima alla classifica sta Ground Zero, l’immane cratere (ma i lavori sono ricominciati subito dopo il crollo) lasciato dall’attentato alle Torri gemelle di New York l’11 settembre 2001; è più facile saltare le cascate del Niagara o il Gran Canyon piut...anche Auschwitz- tosto che una Birkenau richiama puntata veloce a vedere grandi numeri... il luogo dove sono crollate le certezze della più grande potenza mondiale. Ma perfino chi si è spinto nella lontana Cina non si è fatto mancare una scappata nella provincia dell’ultima immane alluvione, e anche il nostro recente Abruzzo raccoglie significativi consensi, magari da parte di un turismo più casereccio, improntato all’organizzazione del fai-da-te. Il fatto è che le catastrofi attirano, i grandi incidenti soggiogano, i luoghi delle stragi richiamano. Si dirà, anche Auschwitz-Birkenau richiama grandi numeri, il muro di Berlino (letteralmente

scomparso, esattamente come la Bastiglia a Parigi), pur non essendoci, è visitatissimo, a Chernobyl non ci va nessuno perché ancora fortemente radioattivo e perché non ci sono strutture alberghiere adatte, ma volete mettere le coste asiatiche dello tsunami o le contrade tenebrose del conte Vlad Dracul in Romania? (A proposito, tracce inesistenti, i vampirofili lo sappiano, a Castel Bran il sanguinario padrone della Valacchia forse c’è stato due o tre giorni in tutta la sua vita pericolosa.) Credo che sia necessario fare delle opportune distinzioni fra luogo e luogo. Ci sono posti dove si va perché ci è passata la storia e per raccogliere quel tanto di significato che essa ci lascia, ci sono posti dove si va per curiosità, per sovraesposizione mediatica, perché tutti i mezzi ne parlano e perché non andarci sarebbe un po’ come essere tagliati fuori dall’attualità dei giorni correnti. Un fenomeno che mi fa pensare a quei fans che, pur non potendo permetterselo, corrono in Costa Smeralda e aspettano fuori dai locali alla moda pur di “paparazzare” vipponi e bellone all’uscita all’alba da una notte di balli e sballi. Sarà anche questa una motivazione turistica di tendenza? Sarà utile sentir dire che una bottiglia del migliore champagne francese potrebbe essere stata pagata anche trentamila euro? Vai a sapere, magari è questa la nuova frontiera, altro che la pensione fronte mare e l’ombrellone in terza fila, altro che le vacanze intelligenti a sfondo naturalistico o culturale, forse in attesa delle vacanze nello spazio su navicelle sparate in orbita, questo sarà il nuovo che avanza. Ma penso che anche nel caso dei voli interplanetari commerciali, ci saranno quelli che andranno in vacanza a vedere ciò che resta dei silos di lancio dei razzi vettori, terra bruciata e ponteggi mezzi fusi dal calore. Vabbè, quando si parte? Riccardo Monaco


A tutta radio

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Sempre più lanciata la radio, prima fra i mezzi di comunicazione nel gradimento del pubblico A cura della Redazione

Del variegato mondo della comunicazione spesso si fa un tutt’uno confondendo un mezzo con un altro mentre invece dovremmo tenere ben distinte le caratteristiche di ciascuno e il modo migliore di utilizzarlo. La radio, ad esempio, nonostante l’invadenza della televisione e la sua influenza sul costume della società, in un confronto ravvicinato risulta ancora largamente vincente. Le analisi Audiradio e Auditel incrociate mostrano molto bene che l’ascolto (si dice così anche per il piccolo schermo!) della radio, lungo un arco orario dalle 7.00 di mattina alle 2.00 di notte è nettamente superiore per quasi tutta la giornata e cede il primato alla televisione solo a partire dalla prima serata, dalle 20.30 in poi. Dopo due ore la TV registra il suo picco massimo, mentre in serata la radio diventa un fatto per appassionati e intenditori. Ma si tratta solo del primo livello di confronto, un testa a testa fra radio e TV; se scendiamo nello specifico dei mezzi locali, le stesse indagini ci dicono che la radio locale, nello stesso arco

orario 7.00-2.00 batte sempre la TV locale, anche quando questa registra il suo picco massimo serale. Non basta, il fenomeno-radio non smette mai di crescere, il trend nel cosiddetto “giorno medio” degli ultimi anni chiaramente in aumento, e si attesta al primo posto anche nel confronto con gli altri mezzi di comunicazione di massa (ad es. la stampa) sia da solo che nelle campagne comunicative miste. I motivi di tale successo sono piuttosto evidenti: la radio fidelizza i suoi ascoltatori ma non li condiziona nella loro libertà di movimento. Infatti ad eccezione delle primissime ore del mattino, l’ascolto fuori casa batte sempre quello in casa. Il radioascolatore si muove e il seguito è altissimo in auto e anche in questo caso il picco radiofonico è legato strettamente agli orari di punta del traffico automobilistico, con la radiofonia locale che si attesta ben oltre il 40% del totale e con poco scarto rispetto alle radio nazionali. In più gli studi di settore rilevano che le radio locali servono meglio un pubblico femminile piuttosto che maschile. Altro dato interessante è il 4° posto del Veneto su scala nazionale nelle percentuali di ascolto radio giornaliero regione per regione. Tutto e molto altro ancora fa della radio il mezzo migliore per il rapporto azienda-consumatore. La radio evidenzia una sua filosofia di servizio, il messaggio radiofonico arriva vicino (fisicamente) al punto-azienda, la sua forza sta nella possibilità di campagne di comunicazione prolungate nel tempo a costi contenuti. Vogliamo aggiungere anche che molte radio locali sono seguite da un pubblico specifico per fasce di età che può essere facilmente raggiunto con campagne mirate per settori merceologici? Aggiungiamolo, il messaggio destinato ad un target generico cede il passo ad un messaggio fortemente indirizzato, su un prodotto preciso, rivolto al “suo” pubblico. Il costo? E’ sempre nettamente inferiore a quello di altri mezzi di comunicazione: la radio locale raggiunge più punti-contatto (più ascoltatori) dei lettori di un quotidiano locale, ma un pacchetto di spot radiofonici giornaliero costa un terzo di una pagina di quotidiano e gira, gira, gira molto di più.


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Este sulle ruote

di Michele Santi

Parcheggi, traffico e viabilità in centro città e dintorni. Inizio d’autunno che mostra ancora diverse difficoltà per la viabilità nel centro di Este. Se infatti la situazione dei parcheggi si avvia a trovare una soluzione, con la riapertura dello spazio nell’ex stadio comunale di via Principe Umberto, rimangono ancora aperte alcune questioni sulla viabilità nei dintorni del centro e nella stessa zona centrale cittadina. Rinnovato e inaugurato in silenzio o quasi, il parcheggio permette però di accogliere circa 250 auto, con in più uno spazio per le moto e le biciclette. Assicurata la sorveglianza sia per evitare effrazioni, come pure per evitare assembramenti molesti nella zona. Chiarita pure la situazione della viabilità, con entrata prevista solamente dalla centrale via Principe Umberto, e uscita solamente su via Vallesina, con un percorso a senso obbligato che conduce a sfociare accanto alla basilica delle Grazie. Eccezioni per i residenti con garage nel passaggio di accesso, ora lastricato, al parcheggio, quindi con la necessità, per chi entra di prestare molta attenzione. Zona sorvegliata e per il momento gratuita. Passerà a pagamento solo dal primo gennaio 2010, con tempo di tolleranza per chi entra e non trova spazio di 15 minuti, durante i quali non sarà richiesto il pagamento della tassa. Nel frattempo, e sino al Natale 2010, una parte del parcheggio è invece adibita ad ospitare il container che ospita gli uffici centrali delle poste di Este. Nel frattempo prendono avvio i lavori di restauro per tutto il fabbricato che tornerà a ospitare la sede degli uffici, che resteranno al piano terreno. Ai piani superiori saranno invece realizzati uffici ed appartamenti in edilizia pubblica. Sistemazione quindi provvisoria per le poste, con la possibilità però per gli utenti di usufruire dei servizi in uno spazio comodo per il parcheggio e utilizzabile con minori difficoltà dai disabili. Un’altra novità nell’area ex campo sportivo, con l’installazione, nei pressi del distributore di latte crudo verrà pure posto in funzione un erogatore di acqua gasata, da dove sarà possibile attingere il prezioso liquido con un contributo che viene assicurato ridotto in confronto al costo dell’acqua in bottiglia. Per quanto riguarda invece la viabilità, si conferma la situazione difficile. Mentre si avvia a conclu-

sione il cantiere in una delle piazzette, e via Cavour è stata liberata da lavori, i problemi si sono spostati in via Massimo d’Azeglio e via Pescheria Vecchia. Il blocco della prima di queste due arterie ha portato fra l’altro alla necessità di riaprire al traffico, anche nelle ore serali, via Matteotti, per consentire a chi risiede nel centro vero e proprio di potersi muovere con l’auto. Ancora bloccata pure via Santo Stefano, mentre rimane l’impianto semaforico all’incrocio tra piazza Santa Tecla e la regionale 247. In attesa di poter muoversi in centro in via agevole, nella speranza di vedere presto la conclusione delle opere per la posa delle fognature, è migliorata la situazione nelle vie di comunicazione più esterne. Ormai assodato il buon funzionamento della rotonda nei pressi del supermercato Billa, rimane qualche perplessità per il funzionamento del sistema di rondò che sono stati creati nei pressi dell’entrata degli stabilimenti Komatsu, e della stessa creazione all’incrocio fra la regionale 10 e la deviazione nell’area ex Zuccherificio. Le dimensioni delle rotatorie, che riescono pure nell’intento di rallentare il traffico e ridurre il rischio di pericolose collisioni, lasciano molto perplessi, visto che i mezzi di grandi dimensioni faticano nel percorrere le curve. Rimane quindi non del tutto risolto il problema del traffico sulla regionale 10, che nel tratto di competenza comunale, attorno al centro cittadino, nelle ore di punta si trasforma in una specie di raccordo, con le conseguenti e fastidiose lunghe code. Sembra accettato positivamente, dopo qualche protesta, il sistema di rotatoria creato in località Pozzetto, per gestire il movimento da via Settabile, via Pilastro e via Salute. Per concludere una buona notizia: l’amministrazione comunale assicura che sono ormai concluse le trattative per l’acquisizione di un’area vicina all’attuale parcheggio di via Isidoro Alessi, che verrà ampliato per giungere a una capienza totale di circa 460 posti auto. L’area di sosta rimarrà gratuita, per dare sfogo a chi necessita quotidianamente di un luogo dove fermarsi con le quattro ruote.


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Brevi notizie dal territorio: appuntamenti, mostre, manifestazioni, novità. Tutti i colori del nostro quotidiano e le ultime curiosità.

Le brevi, le news a cura di Michele Santi

Este - Premio alla carriera del pane

Un premio per una vita all’insegna della voglia di provare il gusto di vivere e sentire l’impasto fra le sue mani. Ha ricevuto nel giugno di quest’anno il premio “Maestro del commercio”, con la cosiddetta aquila d’oro, dopo 40 anni di attività Bruno Parolo di Este, un panificatore che ha dedicato quasi tutto il suo lavoro all’arte dell’impasto. La sua vocazione al mestiere è nata quasi per caso, intorno alla conclusione del secondo conflitto mondiale, quando inizia a lavorare come ragazzo di bottega dal fornaio Papa, nella nativa Palugana nei pressi di Ospedaletto Euganeo, attratto dalla magia dell’unione sapiente di acqua, farina e lievito che permette di far nascere il nutrimento più comune e più gustoso. Da qui una carriera semplice e in crescita che lo porta al lavoro in vari forni, sino a quando, a 22 anni, realizza il sogno di un negozio tutto suo in località Pozzetto a Este. Nel tempo poi usciva tutti i giorni, con la bicicletta tipica della sua professione, con la grande cesta metallica di fronte al manubrio. La sua carriera come panificatore si è conclusa nel 1980 a Montagnana, dove ha tenuto in funzione un negozio nei pressi di Porta Padova, per 9 anni,

mentre grazie all’interessamento di alcuni clienti ha ottenuto nel giugno del 1985 il Premio lavoro e progresso della regione Veneto, naturalmente nella categoria della panificazione. Un totale di lavoro di 44 anni, nei quali ha saputo scoprire la sua specialità, e cioè il pane soffiato, leggero senza mollica, ma pure provare nelle sperimentazioni con ingredienti diversi dal classico, come il mais e le farine biologiche.

Noventa – Festa delle associazioni Terza edizione della festa delle associazioni per Noventa Vicentina. Occasioni di incontro su tre serate nella metà del mese di settembre, mentre nel pomeriggio di sabato 12 settembre si è svolto pure un convegno, all’interno di villa Barbarigo, sul tema “Disabilità, sport e volontariato”. Nella giornata di domenica 13 settembre stand rappresentativi del volontariato in piazza e manifestazioni sia sportive che musicali.

Montagnana - Fiera Agricola

Noventa - Corsi di musica Ormai in partenza le iscrizioni per la scuola comunale di musica a Noventa Vicentina. Sono previsti corsi collettivi di avviamento alla musica e agli strumenti, con possibilità di solfeggio, musica classica e moderna di insieme e arrangiamento. A richiesta sono avviati corsi per diversi strumenti sia nell’ambito classico che in quello moderno, tra i quali pianoforte e violoncello, canto lirico e flauto traverso. Nel settore più moderno, pianoforte appunto moderno, chitarra elettrica e jazz, basso elettrico, batteria, e ancora canto moderno e percussioni latin-afro-jazz.

Sono otto le candeline per l’ormai collaudata “Montagnanese in Fiera”. La rassegna, che coinvolge buona parte del centro della città murata, nonché gli spazi all’esterno della cinta medievale, a ridosso di Porta Vicenza, come ogni edizione passata prevede occasioni di incontro e discussione sulla situazione del mondo agricolo e occasioni diverse di intrattenimento. Da venerdì 2 ottobre sino a domenica 4 ottobre possibilità quindi di ammirare da vicino attrezzi agricoli d’epoca, come pure animali da cortile, e perché no, soffermarsi a degustare i prodotti tipici.


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Bassa Padovana - Impara il teatro

Monselice - Falchi e piccioni Volatili che sporcano e che creano difficoltà in tutte le città storiche. Polemica aperta a Monselice sui metodi di contrasto per i piccioni. L’amministrazione comunale difende la scelta del progetto di allontanare i pennuti attraverso la presenza di falchi. Da parte delle opposizioni contestazione sulla scelta che sarebbe parecchio costosa. Il tempo certamente darà ragione sulla bontà o meno dell’idea, pur tenendo in considerazione che non è facile individuare un metodo drastico per allontanare i piccioni, problema eterno per case e monumenti nei centri storici.

Proposta concreta e attenta alla situazione del territorio che parte dai soci del Rotary Club della Bassa padovana. La scelta dei soci del sodalizio è quella di promuovere uno strumento culturale che risponda a una valenza sia artistica che sociale, con la volontà di far nascere nell’area compresa tra i comuni di Este, Monselice e Montagnana un progetto di corso di teatro per i giovani. Il laboratorio prende avvio dal mese di ottobre e viene strutturato in 2 momenti, con la prima parte che comprende un percorso di espressione corporea e vocale, propedeutica per chi desidera poi calcare le tavole di un palcoscenico. A questo segue un percorso di apprendimento del linguaggio teatrale, che prevede di migliorare la conoscenza di se stessi e serve nello stesso momento da strumento di confronto e incontro con gli altri. La seconda parte del percorso prevede invece la realizzazione di una pièce teatrale. Linguaggio del teatro che vuole essere quindi uno strumento vicino ai giovani, e che permetta loro di trovare forme giuste e corrette nel rapportarsi con se stessi e con gli altri. Le iscrizioni all’iniziativa sono gratuite, anche in considerazione del momento difficile che le famiglie stanno vivendo a causa della crisi economica. La sede è prevista presso l’ex collegio vescovile “Atestino” in via Garibaldi a Este, mentre la docente è Viviana Larcati, persona di ricca esperienza nel mondo teatrale, che oltre a guidare una propria compagnia ha al suo attivo varie esperienze di regia. Oltre al Rotary, ideatore e capofila dell’iniziativa, hanno dato collaborazione il Gabinetto di Lettura di Este e l’associazione culturale “Dolfin - Boldù”, gruppo che si è costituito da oltre 15 anni e che ha promosso nel tempo diverse attività culturali, fra cui, di recente, una rassegna estiva di cinema d’essai presso la nuova sede della biblioteca comunale.

Monselice - Registrazione EMAS Primo passo per la città di Monselice verso la registrazione Emas. Si tratta dello strumento di eccellenza per la gestione e la comunicazione ambientale sostenibile, che porterà a definire obiettivi comuni e condivisi per il rispetto, la salvaguardia e la tutela dell’ambiente, e inoltre a prevenire l’inquinamento e in prospettiva a migliorare la qualità della vita nel settore. Se ne è discusso in un incontro indetto alla presenza delle autorità cittadine e di esperti del Centri studi Qualità e ambiente presso l’Università degli Studi di Padova.

Monselice - Finanza e furbetti Caccia ai furbetti del quartierino che diventa ormai argomento sulla bocca di tutti, e che si presenta con prepotenza anche nell’area meridionale della provincia di Padova. Dopo Este e Montagnana, anche la città di Monselice ha firmato un protocollo con la Guardia di Finanza per il controllo dei redditi di coloro che chiedono di usufruire di prestazione agevolate a livello di servizi comunali. Non si tratta di una sorta di “Grande Fratello” nella Bassa padovana, ma solamente di uno strumento moderno di tutela per tutti coloro, la stragrande maggioranza, che versano in forme diverse quanto dovuto di imposta e che pagano in base al reddito per la scuola materna o per altre richieste rivolte al proprio comune.

Monselice - Porte aperte La città di Monselice ha ospitato, in occasione della Giostra della Rocca, 50 persone residenti nel comune abruzzese di Rocca di Cambio, in provincia de L’Aquila, uno dei luoghi colpiti dal sisma il 6 aprile scorso. Oltre a essere presenti alla manifestazione medievale, con il suo ricco corteo storico in costume, gli ospiti sono stati accompagnati in visita presso alcune delle mete turistiche del nostro territorio. La scelta di compiere questo gesto di solidarietà e di amicizia ha preso il via dopo il lavoro compiuto dai volontari monselicensi in occasione del terremoto in Abruzzo.


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Facciamo questo, facciamo quello, ma... facciamo come?

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Quesiti a schema libero

ultimo controesodo si è concluso, l’articolo sui rincari dei libri di testo e degli zainetti è ricomparso puntuale come tutti gli anni, quindi possiamo cominciare a tirare qualche somma di questa estate. Anzi, a proposito di libri e zainetti, la scuola ci fornisce ampi spunti: già, perché alla fine degli esami di terza media a tutti gli alunni d’Italia è stato “somministrato” (in didattichese si dice così) il test INVALSI, vale a dire una serie di prove “oggettive” (altra fissazione della didattica contemporanea), volte a valutare, in modo, va da sé, “oggettivo”, il grado di profitto della gioventù studiosa. Orbene pare che alcune scuole del Nord, temendo la tradizionale larghezza di valutazioni propria delle scuole del Sud, dovuta forse ad una più spensierata bonomia dei caratteri, abbiano alterato preventivamente i risultati arrotondandoli in eccesso; nel Sud invece, per non penalizzare gli alunni con ufficiali attestazioni di ritardi e arretratezze rispetto ai colleghi “polentoni”, si è potuto copiare allegramente - si spera dai bravi - con la tolleranza o l’incoraggiamento degli addetti alla sorveglianza. Ora proporrei come rimedio di emergenza di stampigliare su tutti i fogli protocollo delle prove d’esame la vecchia dicitura delle rimpiante lire “la legge punisce i fabbricatori e gli spacciatori di compiti falsi”: potrebbe servire? Compiti falsi, il dialetto A n c o r a a scuola, i telegiornali s c u o l a : scuola e locali in lingua locale dialetto. Gli insegnanti devono conoscere la lingua locale; se si trattasse di sostituire ad un compassato “perbacco” uno schietto boja can la cosa sarebbe abbastanza semplice. Ma riusciamo ad immaginare un teorema di matematica in dialetto: “no ghe xe un triango’o al mondo ch’el g’abia una lato più grando de st’altri do”? Poi si fa presto a dire dialetto veneto: quale veneto? Putei (Padova), cei (Treviso), fioi (con la – o – bene aperta, terraferma veneziana)? Magnemo o magnone (Belluno)? Gheto messo el sae ne l’aqua o astu metù el sal inte l’aqua? Problemi grossi, come ognun vede. Non dovremo per caso creare prima un “esperanto” veneto? Ancora dialetto: inni regionali in dialetto? Decisi da una ponderosa commissione di dotti dialettologi e studiosi del folklore locale o scelti mediante suffragio universale? Ci immaginiamo in questo caso l’appassionante testa a testa

fra “me compare Jacometo” e “do gobeti a do boti de note” (possibile outsider “gobo so pare, goba so mare”)? Dialetto e telegiornali: telegiornali locali in dialetto o sottotitolati in lingua locale. Giusto, ma un problema si pone: asettico notiziario tradotto dall’italiano o vivace cronaca direttamente pensata e pronunciata secondo il sentire locale? Proviamo a ipotizzare qualche “scenario”. Cronaca nera: impazzito, uccide la moglie e si uccide… “fora de testa, copa so mojere e ‘l se copa anca eo”. Sottotitolo “ea femena, quea sasinafameje, ea g’ aveva un amante…”. Cronaca politica : vivace dibattito alla Camera … “ben tosi…. Queo che no i se ga dito a ‘a Camara… par poco no i se magnava”. Cronaca istituzionale: durante una visita-lampo nel Veneto il Presidente della Repubblica lancia un severo monito… “ciò, el Presidente de a Repubblica el ga fato un scampon dae nostre parti... Ben, ghe ne ga dito straje”. C’è qualcuno disposto a dirigere un telegiornale del genere? Fabio Orpianesi


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Amori sbagliati, amori sani: saperli riconoscere migliora la vita.

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La competizione

n giorno venne a trovarmi una ragazza per raccontarmi la sua storia. Mi disse che di lì a pochi mesi si sarebbe sposata. E le sembrava incredibile quella immensa gioia dopo tanto dolore. Qualche anno prima, infatti, durante le scuole superiori, aveva conosciuto un ragazzo molto attraente e corteggiatissimo. Affascinata da lui, era stata invasa da un’irrefrenabile competizione. Si era impegnata così a fondo, che dopo poco tempo aveva sbaragliato tutta la concorrenza. Era diventata la sua ragazza! Il primo periodo era stato felice, ma in seguito lui aveva iniziato a tradirla, senza preoccuparsi dei suoi sentimenti. E più la tradiva, più lei si attaccava a lui. Le sembrava di amarlo tanto, nonostante tutto, ma allo stesso tempo sentiva un malessere profondo crescerle dentro. Trascorsero così quasi due anni: lui sempre più infedele, lei sempre più innamorata e triste. Ad un certo punto comprese di non essere più la sua ragazza, o meglio ”l’unica” preferita, ma una delle tante. Il colpo fu terribile: al culmine della disperazione, si riempì lo stomaco di pillole e chiuse gli occhi, forse per dormire un po’, o forse per non svegliarsi più. La trovarono i genitori, da tempo preoccupati per lei, e le salvarono la vita. Quindi fu ricoverata in una clinica. All’inizio scorreva il tempo pensando a lui, ma in seguito conobbe un infermiere che le offrì la sua amicizia. Lui la ascoltava, le poneva delle alternative e le chiedeva il

senso di tutta quella sofferenza. Così nacque un bel rapporto che le permise di scoprire una felicità che non aveva mai assaporato. Le sembrava incredibile aver trascorso anni nel dolore, nell’ ansia; ed era solo colpa sua, perché sarebbe bastato dire “basta” a tutta quella sofferenza e posare gli occhi altrove. Quella continua competizione le aveva logorato la vita e la gioia di amare, soprattutto perché aveva voluto essere l’unica donna di quell’uomo ingrato che non la meritava. Incredibilmente un giorno se lo ritrovò di fronte: egli reclamava il suo amore, stendendo ai suoi piedi il suo. Sosteneva che tra loro nulla era finito e che senza di lei non poteva stare. Le giurava amore eterno, con gli occhi pieni di lacrime. La ragazza vide tutto il suo passato scorrere in un attimo e si sentì rabbrividire. Comprese che quell’uomo non sapeva amare e le fece pena. Così gli disse di cercare altrove e di non fermare il tempo su di lei. Gli disse che era un bel ragazzo e che avrebbe trovato mille ragazze come lei. Gli disse che la sofferenza che lei gli dava l’avrebbe aiutato a crescere, ad essere migliore, per poter davvero apprezzare la donna che un giorno l’avrebbe amato. Ora lei è serena e vive una vita tranquilla. Ama ed è riamata dall’uomo che ha scelto e che l’ha scelta per la vita, senza alcuna competizione; e non desidera nulla di più. Maria Grazia Parigi


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Un sorriso “smagliante” non sempre è un dono di natura. Quanto è importante nella nostra vita avere un bel sorriso?

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Lo sbiancamento dentale

a diversi anni si può ricorrere allo sbiancamento, per arrivare ad avere un sorriso bianco, gradevole ed attraente. Si tratta di un processo chimico attivato dal Perossido di Idrogeno, che ridona allo smalto la lucentezza perduta. Quali possono essere le cause del deterioramento del bianco della dentatura? Il problema si può manifestare sin dalla nascita per fattori ereditari, altre volte la discromia (il colore brutto) può essere causato da sostanze, come gli antibiotici della famiglia delle tetracicline, che possono provocare l’annerimento del dente già durante la vita intrauterina. Ma il problema potrebbe sorgere anche in seguito ad una devitalizzazione: un singolo dente può diventare scuro perché è stato devitalizzato e polpa e dentina non sono più nutrite dal nervo e dai vasi sanguigni. Anche un’otturazione, realizzata con materiale che nel tempo si è ossidato, può contribuire a scurire il dente interessato. Infine le cattive abitudini: abuso di tè, caffé, vino rosso, cibi arricchiti con coloranti. E anche il il fumo! Quali tecniche si possono utilizzare per effettuare lo sbiancamento dentale? Esistono oggi trattamenti molto efficaci, applicabili sia in studio dentistico sia a domicilio. In studio: la pasta abrasiva, ad esempio è un efficace trattamento sbiancante eseguito dallo specialista che, con uno spazzolino montato su un trapano, spalma sulla superficie esterna e interna dei denti una pasta che pulisce lo smalto, anche negli interstizi. Un’altra tecnica diffusa è il cosiddetto bleaching, utilizzata sia a casa che in studio. Consiste in applicazioni di pasta al perossido di idrogeno o di carbammide, che il dentista utilizza ad una concentrazione del 30% e oltre; dopo

averla applicata sulle arcate si espone la dentatura a lampade specifiche che accelerano le reazioni chimiche dell’agente sbiancante.

A casa: la stessa tecnica, con modalità diverse, può essere applicata anche autonomamente. In questo caso è necessario che il dentista preliminarmente rilevi l’impronta della dentatura per poi mettere appunto delle mascherine porta-gel individuali. La pasta sbiancante viene fornita con una concentrazione minore rispetto a quella utilizzata in studio (10, 15 o 20% di principio attivo). Il prodotto, grazie a queste mascherine, si porta a stretto contatto con tutta la superficie del dente, senza debordare sulle gengive. Il contatto del perossido sbiancante con le gengive, infatti, può provocare l’irritazione. È importante comunque il controllo settimanale dell’odontoiatria (lo sbiancamento in questo caso è graduale e richiede 2-4 settimane).


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Mentite spoglie Un genio si traveste e torna uno sconosciuto Un mattino di gennaio di qualche anno fa un uomo vestito con jeans, tshirt e un cappello di una squadra di baseball inizia a suonare in una stazione della metro di Washington. La performance viene registrata da un gruppo di cronisti del WashingPost Siamo in grado di riconoscere ton che voil talento in un luogo normale, g l i o n o in una giornata come tante? verificare se in un contesto anomalo la gente riconosce il famoso artista Joshua Bell, uno dei più grandi violinisti al mondo. Joshua accetta di prestarsi all’esperimento e arriva con il suo Stradivari del 1710, del valore di 3,5 milioni di dollari. Suona sei pezzi di Johann Sebastian Bach. La gente gli passa accanto senza accorgersi del suo genio musicale, qualcuno ogni tanto rallenta il passo e getta qualche monetina nella cassettina, ma purtroppo tutti corrono da qualche parte. Un bambino di tre anni si ferma ad ascoltarlo, ma la madre lo strattona via. Dopo 43 minuti appena sei persone si sono fermate un momento e solo una donna l’ha riconosciuto, una funzionaria del Ministero del Commercio che l’aveva ascoltato tre settimane prima in un concerto. Alla fine dell’esperimento guarda nella cassettina e conta 32,17 dollari! Joshua Bell ha raggiunto la fama all’età di 14 anni debuttando nell’orchestra di Philadelphia. Ha calcato molti teatri e rivestito le pagine delle riviste più popolari al mondo. Eppure la gente non solo non l’ha riconosciuto, che potrebbe anche starci, ma non ha compreso la valenza della musica che suonava. Pensare che un biglietto per ascoltarlo costa in media sui 100 dollari ci si domanda se siamo in grado di percepire la bellezza quando è alla portata di tutti senza dover sborsare nulla. Siamo in grado di riconoscere il talento in un luogo normale, in una giornata come tante? Lui, abituato ad esibirsi davanti a un pubblico attento e incantato, non si capacitava di tutta questa indifferenza. Allora viene da pensare che probabilmente non siamo più in grado di apprezzare la bellezza in sé, in tutte le sue svariate forme. C’è sempre la scusa del tempo che non basta mai, della frenesia di fare qualcosa per cui non riusciamo più ad avere i sensi attenti e vigili. Così ci ritroviamo a vivere frettolosamente che poi equivale a vivere senza vivere pienamente. Un controsenso.

Quante cose in una giornata o in un’ora ci sfuggono? Ma è sempre colpa dell’impellenza di impegnarci in qualcosa o non siamo più capaci di fermarci perché potrebbe anche essere che il tempo abbia assunto un ritmo diverso, una frequenza alla quale non riusciamo più a sintonizzarci? E capita che ogni attimo sia riempito di cose ma non di sé. Il vuoto e il silenzio interiore per placare l’attività frenetica della mente fanno ancora parte della nostra cultura? Si fa un gran parlare della presunta fine del mondo che stando ai più dovrebbe cadere il 21 dicembre 2012, ma non è il caso di aspettare l’inversione dei poli per cambiare rotta. Azar Nafisi ci rammenta che ogni fiaba offre la possibilità di trascendere i limiti del presente e dunque ci permette alcune libertà che la vita ci nega. È forse questo il nocciolo del problema: non siamo più in grado di riconoscere la poesia che non necessariamente deve avere un significato compiuto, ma è parte della comunicazione emotiva. Un tuffo verso l’ignoto che non è certo un computer super tecnologico la cui funzione primaria è quella di privarci di senso critico, ma un tuffo verso un sé che vibra a una frequenza che coincide con il respiro dell’universo. Il battito del cuore. Chiara Scavazza


Gold news

Pietre preziose dallo spazio: il diamante nero Recenti studi sull’origine del carbonado (diamante nero) sembrano escludere che le condizioni terrestri possano essere compatibili con la sua formazione. L’ipotesi è semplice: un enorme asteroide contenente diamanti avrebbe colpito la Terra miliardi di anni fa quando il nostro pianeta e la Luna venivano bombardate da rocce provenienti dallo spazio. Frantumandosi, avrebbe lasciato il carbonado nel punto di collisione. I diamanti neri, infatti, si trovano solamente in due aree del pianeta, Brasile e Repubblica Centrafricana, un tempo parte dello stesso continente. Secondo gli studiosi questo enorme serbatoio di diamanti si sarebbe formato attorno a una stella. Un sistema a infrarossi messo a disposizione dal Brookhaven National Laboratory di New York ha permesso di identificare tracce di idrogeno all’interno dei diamanti neri, una prova della loro provenienza da aree di spazio ricche di idrogeno. Se fino a pochi anni fa il diamante nero era usato prevalentemente nell’industria, ora, lo si trova a valorizzare intere collezioni di gioielli di artisti e case più rinomate al mondo. Per il suo colore particolare e per la brillantezza, unito ad un costo relativamente meno importante del diamante incolore, sta riscuotendo consensi soprattutto tra il pubblico maschile. Emissioni di CO2... brillanti Pare che un gruppo di scienziati cinesi, dopo anni di studi, prove e lavoro sia riuscito a produrre dei diamanti molto piccoli, del diametro di alcuni millimetri, incolori e trasparenti (non lattiginosi) impiegando come nutriente anidride carbonica. Il metodo di produzione dovrebbe essere assai più economico di qualsiasi altro correntemente in uso, non è una novità che il diamante sia già in produzione a livello sintetico anche se i costi di produzione sono ancora ingenti. Naturalmente ai tester di prova diamanti, usati dai negozianti meno accorti, i valori daranno come risultato, che si tratta di diamante, quindi la valutazione alla vendita sarà uguale a quella data al materiale naturale. Tutto questo per

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A cura di Fabrizio Ferro

dire che il canale di maggior sicurezza per l’acquisto del materiale naturale è e rimane ancora il proprio gioielliere di fiducia, meglio se gemmologo. Estrazione da Guinnes Si tratta a tutt’oggi della più grande ametista mai estratta in Uruguay: 15 tonnellate tutt’intere di materiale grezzo di prim’ordine del valore di alcune centinaia di migliaia di dollari. Venti giorni di lavoro per estrarla senza usare esplosivo, a martello, picchetti di legno e ferro dolce e, dove lo consentiva, utilizzando piccoli martelli pneumatici. Il quarzo venuto alla luce ha certamente aperto il cuore al proprietario della miniera il sig. Riani , miniera che si trova in località La Soberana nella zona del Catalan, nei dintorni di Artigas, città di 30.000 anime che ha strade intitolate a Giuseppe Garibaldi e Dante Alighieri. Non c’è dato di sapere dove è finito il magnifico esemplare ma si suppone sia stato già tagliato dopo le doverose foto rituali. Cura delle perle Le perle sono più vulnerabili di molte altre gemme. Il calore, il profumo, l’eccessiva traspirazione del corpo, la cipria, le lacche per capelli, le creme o il costante contatto con fibre ruvide degli indumenti possono danneggiare la delicata superficie esterna delle perle. Questo perché sono formate da acqua, conchiolina, calcite e aragonite che, l’animale della valva, usa per difendersi dagli agenti esterni che penetrano all’interno, rivestendolo continuamente tutt’attorno, isolandolo. Non si pensi però che la perla sia fragile, se trattate con cura molte perle mantengono per secoli la loro piena bellezza. Una volta all’anno i perlai consigliano di immergerle in una leggera soluzione saponata non detergente dopo averle sfilate con cura dalla loro sede, lavarle accuratamente e pulirle, se avete una collana, infilarle per gradazione crescente su un filo di seta distanziandole una dalle altre con un nodino. Se non si usano spesso sarà buona norma conservarle avvolte in un fazzoletto di seta e, possibilmente in un luogo asciutto ed aerato.


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Arte nell’arte alla Villa Reale di Strà con la mostra di pittura e scultura dell’artista vicentina.

MEDITAZIONI - 2009

Cornice sontuosa per la pittrice e scultrice vicentina Bruna Lanza questa estate nelle settecentesche sale della Villa Pisani di Strà, la reggia dei Dogi che ha ospitato Napoleone sotto gli affreschi del Tiepolo: una trentina le opere esposte, di grande impatto, stimolanti, preziose. Bruna Lanza, bassanese che vive e lavora a Quinto Vicentino, vanta una formazione rigorosa; a Venezia la Scuola Internazionale di Grafica, a Salisburgo la Sommerakademie fuer Kunste, mostre e presenze significative in Italia e nel mondo, in collezioni private e pubbliche. La mostra ha avuto il patrocinio delle Province di Vicenza e Venezia, dei Comuni di Strà e di Quinto Vicentino e del Fondo Ambiente Italia. L’artistasi si divide equamente fra pittura e scultura, realizzata con una tecnica mista di raku e pittura a freddo, ma la linea di confine fra le due arti è sottile, la pittura spesso abbonda di concrezioni materiche o esce dalle due dimensioni canoniche del quadro con un dislocamento della tela che si decentra rispetto alla cornice, e la scultura si veste di vernice per completare il suo significato. Alla mostra di Villa Reale Bruna Lanza ha portato opere significative della sua produzione e del suo stile, ma anche una serie di quadri in cui si intuisce una verità nuova; sono pezzi in cui l’artista, riproducendo scorci, vedute, paesaggi, mette insieme dei fondi dorati con mezzi DOPO IL GRIGIO - 2009

Bruna Lanza a Villa Pisani

toni sfumati, vapori sparsi fino a confondersi con la tela. L’impressione che se ne ricava e che resta nella memoria è che questi quadri (visti i soggetti che sembrano quasi casuali e comunque non “nobili”, non deputati a soddisfare un vedutismo di elezione) accumulino l’uno sull’altro i secoli della laguna-madre o della terra antica, di come è oggi questo ambiente terracqueo attraversato dal tempo e contenente la perfezione del gioiello urbano e lo “scarto” della civiltà del progresso, il marmo trafilato e la bitta arrugginita, con un limite di rottura sempre più prossimo. L’impressione è che Bruna Lanza abbia voluto mettere nei suoi coni visuali l’oro di Bisanzio e le atmosfere del petrolchimico, un passato sognante e un presente inquietante (e inquinante). Ma non sembra che l’operazione sia condotta sul filo della nostalgia secondo uno schema ormai vieto, passato-antico, buono, presente-moderno, cattivo. No, par di capire, se così è, che si tratta di una sovrapposizione di secoli, di ere storiche, un riconoscere in un angolo di mondo i momenti del suo divenire, senza il bisogno di stabilire se questo o quello sia peggio o meglio. Ieri e oggi, dal Bucintoro al Mose, questo il sincretismo dei tempi, questo il lavoro di un’artista. L’arte ci aiuta a leggere il mondo e a stupircene e questo ci offre anche Bruna Lanza, la sua camera con vista sul mondo in cui stiamo e che poco conosciamo. A questo rimedia l’arte, rivelatrice quanto la scienza. Riccardo Monaco


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I Comuni di Este, Ospedaletto Euganeo e Montagnana organizzano in collaborazione con la Provincia di Padova corsi di autodifesa per le donne che si trovano a subire maltrattamenti.

Ora c’è chi ti insegna a difenderti

A cura della Redazione

hanno messo a disposizione dei luoghi d’incontro, organizza corsi di autodifesa per le donne a rischio. Si cerca anche così, certamente non è l’unico modo, di risolvere il problema dell’insicurezza delle donne che per diversi motivi si trovano a subire maltrattamenti. Un corso di autodifesa e prevenzione riservato alle donne a rischio dei comuni sopra menzionati tenuto dall’istruttore di arti marziali Paolo Amato. Sono previsti 10 incontri per ogni comune. Si parte col piede giusto quando si impara a prevenire ma se ciò non è possibile l’importante è gestire il pericolo in modo responsabile. Non solo per individuare le potenziali situazioni di rischio ma cercando di limitare i danni nel caso la donna si veda costretta ad agire per difendersi da un’aggressione violenta e ingiustificata offrendole uno strumento valido ed efficace per far fronte alle aggressioni sia fisiche che psicologiche.

Mai come in questi giorni il tema della violenza contro le donne, fuori e dentro  le mura di casa,  riempie le pagine dei quotidiani  e i dati parlano chiaro: una donna su quattro subisce maltrattamenti di vario tipo. Basta quindi aggressioni, violenze, brutte avventure per le donne della Bassa Padovana. Ora la Provincia di Padova Assessorato alle Pari opportunità grazie alla collaborazione dei Comuni di Este, Montagnana e Ospedaletto Euganeo, che

Lo scopo finale del corso è quello di far acquisire alle praticanti una maggiore consapevolezza di se stesse e delle proprie potenzialità, gestendo tramite determinate tecniche di autodifesa la paura, la rabbia e l’ansia che si sviluppa in condizioni di stress da difesa o da attacco. Presupposto di partenza, senza ombra di dubbio, è sviluppare l’autocontrollo, condizione necessaria al fine di poter agire  efficacemente in situazioni di pericolo accrescendo la resistenza fisica con esercizi mirati a fortificare il fisico. Per info: Comune di Montagnana - Ass. Servizi Sociali e Scolastici - tel. 0429 81247 Comune di Este - Ass. ai Servizi Sociali - tel. 0429 617503 Comune di Ospedaletto E. - Biblioteca - tel. 0429 90746


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Una serata dedicata a Giorgio Trevisan presso il Gabinetto di Lettura a Este.

Matita d’autore

Il Gabinetto di Lettura di Este mercoledì 11 novembre dedica una serata al pittore, autore di fumetti e illustratore, Giorgio Trevisan. Nato a Merano (Bolzano) nel 1943, dopo la maturità classica, nel 1957 entra nello studio D’Ami a Milano ed esordisce disegnando un episodio della serie “Cherry Brandy”. Nel 1959 inizia a collaborare con “Il Corriere dei piccoli”; in seguito lavora per l’editoria inglese, disegnando storie di guerra per la Amalgamated Press. Negli anni Sessanta si trasferisce a Este (Padova), e ben presto avvia la sua collaborazione con il “Messaggero dei ragazzi”, sul quale pubblica numerose biografie di santi a fumetti (da don Gnocchi a san Filippo Neri). In seguito lavorerà con case editrici estere, sempre per realizzare biografie di santi. All’ attività di fumettista - produce classici della lette-

Tratto da “Sherlock Holmes, elementare Watson” di Bernardi e Trevisan

ratura inglese per ragazzi - affianca quelle di pittore e illustratore per varie riviste. Trevisan si dimostra abilissimo nel disegnare, sia a sfondo storico sia a scopo didattico, fumetti e illustrazioni. Tra il 1970 e il 1975 ha realizzato la biografia a fumetti di santa Teresa di Calcutta, apparsa anche sul “Messaggero di S.Antonio”, con la quale ha vinto il Primo Premio della Stampa Cristiana d’ Europa. Alla fine degli anni Settanta entra nel team di disegnatori di Ken Parker e di Julia. A Padova, alla mostra permanente presso la basilica di Sant’Antonio, le sue pitture illustrano la biografia del Santo e i suoi miracoli.

Tratto da “I casi di Sherlock Holmes” di Bernardi e Trevisan

Per info: 11 novembre ore 20.45 presso il Gabinetto di Lettura, p.zza Maggiore - Este, ingresso gratuito, aperto a tutti.


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Viaggi brevi, escursioni, scoperte per week-end e tempo libero

Il giro del Tovel

di Lamberto Cicognani

L’autunno, salvo clamorose smentite, è capace di regalare totale e richiede giornate più lunghe di quelle autunnali). giornate magari corte ma terse e frizzanti. Nel qual caso un Il luogo è maestoso e bellissimo, da questi boschi arrivavano bel giro è quello del lago di Tovel in Trentino, famoso fino alla i legnami per ferrovie e cantieri navali nei secoli scorsi e tutto metà degli anni ’60 del secolo scorso per una caratteristica questo ecosistema è un vero e proprio giardino botanico che era considerata unica al mondo: d’estate e in particolari dato che si va dai 600 ai 2900 metri di altitudine con una condizioni climatiche l’acqua del lago si tingeva di rosso e conseguente grandissima varietà di specie arboree e floreali. creava uno spettacolo veramente unico, un anfiteatro di Quanto alla fauna c’è solo da scegliere: nel parco naturale cime, quelle del gruppo Adamello-Brenta, con in mezzo uno dell’Adamello recentemente è stato reintrodotto l’orso bruspecchio d’acqua di un rosso intenso che si stemperava solo no alpino a far compagnia a camosci, caprioli, galli forcelli, vicino alle rive coperte di boschi. Studi approfonditi avrebbero cedroni, pernici, coturnici, lepri e volpi e via zampettando. Al spiegato che la colorazione era dovuta ad un microrganismo lago e nei pressi trovate piccoli alberghi e agriturismi che vi algale la cui formazione sarebbe stata facilitata dal fatto che offrono la saporita cucina locale, le grigliate, i funghi (finferli, le acque confluenti nel lago scorrevano vicine a malghe e alporcini) per dei favolosi primi piatti, stinchi di maiale al forno, levamenti di bestiame, trasportando giù rifiuti organici ricchi i salumi e i formaggi regionali, le crostate di fragole e i dolci di fosforo e azoto, alla base del ciclo vitale della microalga; fatti in casa, da accompagnare con un buon Teroldego (la cui scomparso o quasi il bestiame, il fenomeno si sarebbe interzona di produzione non è lontana, sui pendii che si bagnano rotto e fior di studiosi stanno discutendo se sia scomparso nel lago di Caldaro), e con i vini spumantizzati trentini, ormai del tutto o se sia possibile, almeno in via teorica, ripristinarlo. ben conosciuti un po’ su tutti mercati enogastronomici. Il A Tovel si arriva da Andalo, via Cavedago, al bivio Rocchetta Trentino (con l’Alto Adige) è fonte continua di scoperte e per Duenno e Tenno, da qui a sinistra sarebbe sbagliato ricordarsene solo per Tovel. Il nome del lago deriverebbe D’estate in particolari per andare a sciare quando la neve dal latino tubulus, dato che la valle che condizioni climatiche è alta; in realtà questa regione offre porta allo specchio d’acqua si incunea molto e in tutte le stagioni, itinerari da l’acqua del lago si come un tunnel scoperto in mezzo alle percorrere a piedi, piste ciclabili fino a tingeva di rosso montagne per circa 17 chilometri. Il 2000 metri, grandi panorami e piccoli lago è a poco meno di 1200 m. sul livello del mare e, oltre scorci di incontestabile valore e di grande godibilità in un allo spettacolo dato dal colpo d’occhio, offre un’agevole fazzoletto di territorio relativamente piccolo. A guardare bene passeggiata su un sentiero tutto attorno sotto pini, larici e la carta ci si rende conto ad esempio che Tovel è vicino al faggi (d’estate ci sarebbe anche un giro delle malghe da fare, santuario di San Romedio e a Castel Thun, due siti di cui ci ma sono almeno sei ore di marcia con 700 metri di dislivello siamo già occupati su queste pagine. Alla prossima!


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In gioco tra i fornelli alla ricerca del meglio del gusto di Lamberto Cicognani

Boccone da papi Per le sue strane abitudini migratorie qualcuno è arrivato perfino a ipotizzare una teoria per individuare il luogo perduto di Atlantide, il continente scomparso. Parliamo delle anguille, che nascono in mare, risalgono i fiumi in giovane età e poi ritornano al mare per riprodursi. Apprezzate fin dall’antichità (i Romani ne erano convinti estimatori al pari delle murene e del garrum, la salsa di pesce fermentato) le anguille hanno solleticato palati di ogni tipo, da quelli più altolocati a quelli del popolino, e anche oggi si trovano in tanti ricettari regionali vicini e lontani; pensate a Comacchio o al festoso capitone che a Napoli vuol dire vigilia di Natale. Lo sa bene anche Dante che nel canto XXIV del Purgatorio ricorda papa Martino IV, ghiotto di anguille del lago di Bolsena e di vernaccia toscana, quasi una ufficializzazione della ricetta dell’anguilla alla cacciatora: tocchetti di pesce spellati e puliti soffritti in olio, aglio, rosmarino, salvia, un po’ di sale, portati a doratura, bagnati con della vernaccia fino a sfumare e serviti ben caldi. Curioso, un piatto di pesce definito alla cacciatora, ma tant’è, la caccia in valle è sempre stata praticata e nelle valli e barene l’anguilla è sempre stata di casa. Per l’anguilla ai peperoni il procedimento iniziale è lo stesso. In questo caso con il vino si aggiungono pezzettoni di pomodoro e strisce di peperoni già sbollentati in acqua acidulata. Quindi minuti sotto coperchio e l’anguilla è servita! Le sue carni grasse e con un leggero retrogusto di terra vanno bene allo spiedo, sulla gratella, in teglia (la tegamaccia toscana), stufate, alla bretone (con champignons e pancetta), con le verze, una densa promessa di ricca tavola nelle prime sere fredde. Scottate le verze in acqua salata, a parte fate andare dell’olio con dello scalogno, delle carote a rondelle e della pancetta a cubetti; una volta portato a colore spruzzate con mezzo bicchiere di vino bianco e un altro mezzo d’aceto, aromatizzate con una foglia d’alloro, aggiungete sale, pepe, la verza sgocciolata e fate andare per mezz’ora.Infine unite i tocchetti di anguilla ben puliti e spellati e procedete per altri venti minuti. Servite ben caldo; nell’attesa potrete aver assaggiato dei crostini con del baccalà mantecato spalmato e stappato una bottiglia ben fredda di un bianco molto secco, da terre magre e salmastre per “asciugare” il palato. Perdiana! E perbacco! E per nettuno! Anguilla alla veneta

Anguilla arrosto

Ingredienti per 4 persone: 1 anguilla di 1 kg., aceto, prezzemolo, cipolla, aglio, pepe e sale q.b. Pulite l’anguilla, tagliatela a tronchetti piuttosto grossi. Bagnatela e copritela con aceto a cui avrete aggiunto qualche foglia di alloro. Lasciatela marinare per qualche ora. In poco olio fate un soffritto con un battuto di cipolla, aglio e prezzemolo; quando è rosolato aggiungete l’anguilla, lasciatela insaporire e rosolare, bagnatela con un cucchiaio di aceto o vino bianco. Regolate di sale e pepe, portatela lentamente a cottura per 40 minuti a tegame coperto. Vino consigliato: bianco dei colli Maceratesi.

Ingredienti per 4 persone: 1 anguilla di 1 kg., sale. Pulite e spellate l’anguilla, incidetela nel dorso per poterla facilmente arrotolare. Mettetela al forno arrotolata senza alcun condimento perché la carne è molto grassa e durante la cottura perde molta parte del grasso diventando di più facile digestione, salatela. Tempo di cottura circa 40 minuti. L’anguilla da cuocere arrosto deve essere grassa, ottima anche sulla griglia e allo spiedo. Vino consigliato: Bianco Velletri. Ricette a cura di Marina Gallo


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Sullo scaffale: novità in libreria, titoli e trame. Alcantara Eléazard von Wogau viene mandato dal suo giornale come corrispondente ad Alcantara, nel Brasile. Qui riceve un manoscritto che contiene la biografia di un gesuita del Seicento. Inizia così un’affascinante ricerca della verità. Entreranno in gioco Elaine, archeologa, Moéma, studentessa alla deriva, Nelson, ragazzino prigioniero delle favelas e altri personaggi indimenticabili. (“Alcantara” di Jean-Marie Blas De Roblés, Frassinlli, 723 pagg., 22,00 euro)

Il vincitore è solo Igor Malev vuole riconquistare sua moglie Ewa che lo ha lasciato per uno stilista di grande successo. Nella cornice del Festival di Cannes, tra lusso ed eccessi, inizia la sua battaglia lunga ventiquattro ore. Il suo compito sarà distruggere tutto ciò che si interpone tra lui e l’amata. Ma non sempre le cose sono come sembrano. (“Il vincitore è solo” di Paulo Coelho, Bompiani, 445 pagg., 19,00 euro)

Quello era l’anno Due mondi s’incontrano: Luther Laurence, nero, in fuga dall’Oklahoma perché ha ucciso un uomo, e Danny Coughlin, bianco, agente di polizia. È il 1918, al termine della prima guerra mondiale, un contesto in fermento e questa insolita amicizia che riuscirà a salvare entrambi dall’incombere degli eventi. (“Quello era l’anno” di Dennis Lehane, Piemme, 621 pagg., 22,00 euro)

L’ombra di quel che eravamo Tre amici sì incontrano in un magazzino di Santiago del Cile. Convocati dall’anarchico Pedro Nolasco devono compiere un’ultima azione rivoluzionaria. Ma il destino cambierà i loro piani. Un romanzo ironico ricco di personaggi che nonostante le tante delusioni sono ancora capaci di sperare. (“L’ombra di quel che eravamo” di Luis Sepùlveda, Guanda, 148 pagg., 14,50 euro)

Il lamento del bradipo Perché partire? Questa è la domanda che si pone il protagonista e tra domande e risposte pensa che forse non partirà, forse l’aprire la porta e sentire una folata d’aria fredda basterà per farlo desistere dal piano di partire, per non lasciarsi tentare da un altro viaggio. (“Il lamento del bradipo” di Sam Savage, Einaudi, 246 pagg., 17,50 euro)

L’ultima estate È la storia di settant’anni di Zeta, una vita vissuta intensamente, tra Venezia e Roma, tra le bombe e il femminismo, l’esperienza della psicanalisi e il cammino della malattia. E la famiglia ridotta all’essenziale senza mai rappresentare un rifugio riconciliante. Sullo sfondo una grande sofferenza. (“L’ultima estate” di Cesarina Vighy, 190 pagg., 18,00 euro)


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L’età indecente Un viaggio nel mondo dei ragazzi tra genitori che litigano e ragazzi che sballano. Attraverso la narrazione incrociata di una madre e di un figlio si dipanano i percorsi che separano la gioventù dagli adulti. (“L’età indecente” di Marida Lombardo Pijola, Bompiani, 393 pagg., 18,00 euro) Stabat mater Cecilia ha sedici anni, è orfana e suona il violino. Di notte scrive lettere alla madre che l’ha abbandonata. Passa la vita all’Ospedale della Pietà di Venezia dove le giovani orfane imparano le possibilità dell’arte ma al contempo vivono rinchiuse. Ma un giorno arriva un giovane sacerdote. Compositore e insegnante di violino che la aiuterà a trovare la sua strada. (“Stabat mater” di Tiziano Scarpa, Einaudi, 144 pagg., 17,00 euro)

Il quaderno azzurro Batuk ha quindici anni e da sei è prigioniera nella strada delle prostitute bambine. La bellezza le garantisce un trattamento migliore ma non la preserva dall’orrore quotidiano. Sarà un piccolo quaderno azzurro a permetterle di ribellarsi a quella violenza, quaderno dove scrive storie vere o di fantasia che però danno un senso alla sua esistenza. (“Il quaderno azzurro” di James A. Levine, Piemme, 293 pagg., 18,00 euro)

Censura Una storia d’amore a Teheran. Sara e Dara sì innamorano ma per aggirare le rigide norme di comportamento islamiche questa storia verrà raccontata con puntini sospensivi e metafore. I due innamorati si parleranno attraverso le pagine dei libri che amano. Fa da sfondo un Paese dove la censura è sempre attiva. (“Censura” di Shahriar Mandanipour, Rizzoli, 369 pagg., 19,50 euro)

Tesi sull’esistenza dell’amore Un romanzo che indaga sulla natura dell’amore scavando nell’anima dell’Europa. Storie diverse ma significative dove l’amore si manifesta nel canto di un’orfana, nella vita dedicata alla pittura, si trasfigura in filosofia o in merce. A seconda delle varie epoche storiche. (“Tesi sull’esistenza dell’amore” di Torben Guldberg, Longanesi, 427 pagg., 18,60 euro)

La setta dei vampiri - Il segreto I vampiri vivono tra gli umani e hanno regole ferree: non ci si può innamorare di un umano. Ma che accade se ciò succede? James sa che per salvare la vita di Poppy deve trasformarla in vampiro ma sa pure che tale gesto ha le sue conseguenze. (“La setta dei vampiri – Il segreto” di Lisa Jame Smith, Vertigo, 238 pagg., 14,90 euro) A cura di Chiara Scavazza in collaborazione con Libreria Gregoriana - Este


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La redazione informa

Teatro dei filodrammatici - Este Stagione 2009-2010 Domenica 25 ottobre 2009 - ore 16.30, L’anatra all’arancia di William D. Home e Marc G. Sauvajon, Compagnia Theama teatro di Vicenza, regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. Domenica 15 novembre - ore 16.30, La betia di Ruzante, Compagnia Benvenuto Cellini di Padova, regia di Virgilio Mattiello. Domenica 29 novembre - ore 16.30, Quando il marito va a caccia di Georges Feydeau, Compagnia Amici del teatro “Dino Marchesini” di Noventa Vicentina, regia di Franco Bellin. Domenica 13 dicembre - ore 16.30 La zia di Carlo di Brandon Thomas, Compagnia Trentamicidellarte di Villatora di Saonara (Pd), regia di Gianni Rossi. Sabato 23 gennaio 2010 - ore 21.15 e domenica 24 gennaio - ore 16.30 Buso libero! di Jean Dell e Gérald Sibleyras, Compagnia Gli alberi Teatro di Este, regia di Viviana Larcati. Domenica 7 febbraio - ore 16.30 Quel “si’” famoso di Enzo Duse (100^ replica), Compagnia Teatro Veneto “Città di Este”, regia di Stefano Baccini Domenica 21 febbraio - ore 16.30 Rumori fuori scena di Michael Frayn, Compagnia proposta per un teatro collettivo di Arquà Polesine (Ro), regia di Giorgio Libanore Sabato 13 marzo - ore 21.15 e domenica 14 marzo ore 16.30 Sior tita paron di Gino Rocca, Compagnia Teatro Veneto “Città di Este”, regia di Stefano Baccini Ingresso: interi euro 8,00 - ridotti giovani e anziani euro 6,00, prevendita: Pro loco Este, P.zza Maggiore, 9 - tel. 0429.3635.

Usate Rarità Nel cuore della città di Este all’ombra del campanile del Duomo di Santa Tecla in via Zanchi 6 vi attende una realtà nuova nel panorama del collezionismo, delle rarità, dell’antiquariato e del modernariato. La ventennale esperienza di collezionismo di Moira Facciolo

permette d’incontrare pezzi rari e talvolta unici sia appartenenti al mondo del ferro (vecchie ed antiche serrature, maniglie, chiavi, battenti), dell’orologeria (polso, taschino, sveglie), del libro, della musica (vinili, CD, vhs, dvd), della TV e della radio a valvole, del mobile, della cornice, della ceramica. È presente pure una rappresentanza del mondo dell’arte con alcuni lavori tra cui: disegni, sculture serigrafie. In un ambiente splendidamente riportato alla sua antica bellezza fatta di un’esplosione di archi e pareti in mattoni e pietre a vista, la vocazione artistico artigianale continua perché Usate Rarità presenta ai suoi visitatori una gran quantità di materiale da collezionismo, capace sempre di far tornare con la mente e con il cuore ad epoche molto distanti nel tempo ma pure a quei bellissimi anni ’70 che con il loro design si contraddistinsero. Il tutto sempre accompagnati in sottofondo da musiche rigorosamente riprodotte da un giradischi a valvole Geloso e ovviamente su supporto in vinile 33-45-78 giri piuttosto che con dischi da grammofono. All’inaugurazione avvenuta il 1 agosto, oltre 600 persone hanno premiato con la loro presenza l’iniziativa di Moira Facciolo, titolare di questo nuovo concetto di pratica del collezionismo e di ricerca della rarità proposta indistintamente sia a cultori del settore che a neofiti e a semplici curiosi.


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Associazione Naturalistica Culturale Solesinese. Anche a Solesino è nata una nuova Associazione Culturale, precisamente l’A.N.C.S.: Associazione Naturalistica Culturale Solesinese. Già da tempo alcuni appassionati della natura locali desideravano dar vita ad un “Gruppo” che si interessasse soprattutto dell’aspetto naturalistico dei nostri luoghi. Gli incontri settimanali hanno luogo il lunedì sera nella sede della Biblioteca Comunale in via Rizzo a Solesino alle ore 21.00. L’Associazione organizza anche delle escursioni guidate sui Colli Euganei e Colli Berici di sabato pomeriggio o domenica mattina. L’Associazione si rivolge a tutti coloro che amano la natura e ne vogliono approfondire la conoscenza in tutti i suoi molteplici aspetti: funghi, fiori, alberi, e arbusti, piante medicinali, commestibili e velenose, fauna ecc. Per info: Biblioteca Comunale di Solesino tel 0429 770104

MontagnanaFilmForum - Dedicato a Lei Anche quest’anno il circolo MontagnanaFilmForum propone una rassegna che si svolgerà nel mese di Ottobre al Cinema Bellini di Montagnana. È un appuntamento importante che dà allo spettatore la possibilità di arricchirsi con approfondimenti prendendo lo spunto dai film proposti. Con il titolo “Dedicato a Lei” non sarà soltanto una rassegna cinematografica, ma una serie di manifestazioni tutte imperniate sul tema della figura femminile in tutte le modalità artistiche. I film programmati : Giovedì 1 ottobre presso Cinema Bellini ore 21.00 Due Partite: madri e figlie, due generazioni a confronto con la presenza in sala del regista Enzo Monteleone.

Giovedì 15 ottobre presso Cinema Bellini ore 21.00 Il giardino dei limoni: una donna palestinese e una israeliana tra il muro e un giardino. Il tragico conflitto israelo/palestinese viene osservato in questo copione da un punto di vista certamente insolito. Mercoledì 28 ottobre presso Cinema Bellini ore 21.00 Mar Nero: l’amicizia e l’affetto tra due donne di cultura diversa con la presenza in sala del regista Federico Bondi. Questi saranno intervallati da uno spettacolo musicale tutto al femminile le Foxy Ladies (giovedì 22 ottobre Cinema Bellini ore 21.00) e da una commedia di un importante gruppo teatrale Il Teatro dei pazzi con Le donne curiose di Carlo Goldoni (giovedì 8 ottobre presso Cinema Teatro Bellini ore 21.00). Domenica 11 ottobre ore 10.00 ANTEAS nella sala Austriaca del Castello di San Zeno una mostra di arti varie come pittura, fotografia scultura e domenica 18 ottobre ore 17.00 presso la Sala Veneziana del Castello di San Zeno, a conclusione, in collaborazione con Italia Nostra ci sarà la presentazione di un racconto breve di una giovane cittadina montagnanese, Domiziana Francescon selezionata al premio Campiello Giovani 2009.

Abilmente, mostra del bricolage e delle arti manuali Alla Fiera di Vicenza dal 22 al 25 ottobre 2009 sarà di scena la creatività di Abilmente, la mostra del bricolage e delle arti manuali: 4 giorni intensi in cui scoprire novità e tendenze dell’hobbistica creativa. Oltre 30.000 i visitatori registrati nella scorsa edizione, più di 140 gli espositori presenti in fiera con un’enorme varietà di prodotti: feltro, tessuti, perline, colori, carte, lana, pizzi, timbri, editoria specializzata. E poi tantissimi corsi, dimostrazioni su bijoux, cucito creativo, ricamo, patchwork, decoupage, scrapbooking, countrypainting e molto altro ancora. Abilmente è il posto giusto per liberare la propria fantasia e per immergersi nella coinvolgente atmosfera della più importante manifestazione sulla manualità creativa in Italia. Per info: Abilmente: 22 - 25 ottobre 2009, tutti i giorni orario continuato: 9.30 -19.00, (biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro) c/o Fiera di Vicenza, Viale dell’Oreficeria, 16 - 36100 Vicenza, tel. 0444 969111, abilmente@vicenzafiera.it



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