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Periodico | Anno III | N. 01-2017 |

BIO - ECO RIVISTA INDIPENDENTE

Edito da MediaMo S.r.l.

INVERNO 2017

Attenti al lupo, attenti all'uomo Editoriale • “Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate”. Queste parole della psicoanalista junghiana, Clarissa Pinkola Estés, autrice del libro ‘Donne che corrono con i lupi’, ci riportano a una questione eterna, mai risolta, quella del rapporto dell’uomo con il selvaggio, della

convivenza pacifica tra essere umano, animale e natura. Ne è un esempio la recente discussione sugli abbattimenti regolari dei lupi prevista dal “Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia”, piano che è stato rinviato con voto unanime lo scorso 2 febbraio grazie anche alla mobilitazione di associazioni animaliste e parte della società civile. Chi meglio del lupo può rappresentare ai nostri occhi la forza della natura selvaggia? Una natura che da un lato ci attira, la sentiamo un po’ nostra, e dall’altro ci spaventa, ci turba, ci sgomenta. “La donna sana assomiglia molto al lupo: robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, erran-

te. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa sì che la personalità della donna diventi povera, sottile, pallida, spettrale”. Ancora la Estès ci ricorda come il progressivo soffocamento della nostra anima selvaggia ci porti a vivere “affogati nella routine domestica, nell’intellettualismo, nel lavoro o nell’inerzia”. Società e selvaggio, uomo e lupo… una convivenza a tratti difficile ma possibile, che non può risolversi con una eliminazione a prescindere di ciò che ci spaventa. “Il lupo, senza dimenticare il sacrosanto diritto-dovere dei pastori a tutelarsi e ad avere rimborsi per i danni – così riporta lo scrittore Carlo Grande sulle pagine de La Stampa -, richiede un dibattito aperto, senza

isterie, che consideri le esigenze di umani, habitat e animali. Il ‘figlio della notte’ è un simbolo di natura selvaggia che va gestito senza allarmismi […]. Basta con ‘al lupo, al lupo’, la convivenza è possibile senza scomuniche o santificazioni. Il lupo deve rimanere nelle nostre valli, non è un malvagio assetato di sangue; uccidendo i lupi, uccidiamo una parte indispensabile di noi stessi. Lo sanno le Donne che corrono coi lupi, non si può ridurre tutto a un brutale conteggio di capi, a un calcolo economico. Se Cappuccetto Rosso si riconcilia con il lupo, lo può fare anche il cacciatore. Perché il lupo, dice il libro, con il suo ululato pone la domanda più importante. Dal folto della foresta chiede: ‘Dov’è l’anima?’”.


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Animali, stili di vita

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INVERNO 2017

Ti sei mai chiesto cosa indossi? Animal Free Fashion, un progetto per salvaguardare animali e ambiente

Tempo di lettura 4 min.

• Ci siamo mai chiesti cos’è davvero che stiamo comprando? Si può avere uno stile moderno ma etico? Certamente sì. Ci sono due tipi di abbigliamento: quello che uccide perché è fatto di animali e quello cruelty-free, naturale e senza colpe. Dovremmo abituarci a leggere le etichette per fare una scelta consapevole, privilegiando capi di velluto o flanella piuttosto che lana, capi in poliestere piuttosto che imbottiti di piume, capi in microfibra piuttosto che di pelle o cuoio. L’obiettivo del progetto Animal Free Fashion è proprio quello di indirizzare gli interessati verso i brand che non utilizzano più pellicce, piume, pelle, seta e lana ma materiali innovativi rispettosi verso gli animali, l’ambiente e la salute umana. Sebbene la moda abbia rivelato come tendenza un ritorno alle pellicce per la stagione fredda, paradossalmente, cresce il numero dei consumatori consapevoli e responsabili che chiedono, invece, una moda 100% Animal Free. Numerose aziende han-

no deciso di adeguarsi alla nuova tendenza, aderendo al progetto Animal Free Fashion, lanciato dalla Lega Antivivisezione (LAV). L’iniziativa mira a difendere tutti gli animali sfruttati nell’industria dell’abbigliamento per abiti e accessori, spesso creati anche con scarti di macellazione, avorio e madreperla. L’industria della moda, avvalendosi di nuove tecnologie, si aggiorna, lanciando ogni anno materiali innovativi a bassissimo impatto ambientale. L’iniziativa Animal Free nasce per far conoscere tutte quelle re-

altà che si impegnano a utilizzare questi prodotti alternativi, proponendo una moda etica e rispettosa degli animali, dell’ambiente e della salute. E’ ormai noto che la produzione delle pellicce ha anche un notevole impatto ambientale e dei rischi per la salute umana non indifferenti. E’ dimostrato che alcune sostanze chimiche tossiche e cancerogene, utilizzate nella fase di lavorazione delle pellicce, possono essere presenti in forma residua nel prodotto finito. Per permettere al consumatore di riconoscere con

facilità quali siano le politiche commerciali delle aziende aderenti al progetto, è stato istituito un sistema di valutazione etico dei marchi basato sul non utilizzo di materiali di origine animale. Rinunciando all’uso di pelliccia, piume, seta, pelle e lana, l’azienda raggiunge la corrispondente valutazione. Diversi brand sono già stati valutati e inseriti nella lista: Asos, Zalando, COS, Zarache e Elisabetta Franchi, la quale, oltre ad aver ‘rinunciato’ alle pellicce e alla lana d’angora, ha eliminato anche le piume d’oca. Sono inseriti nella lista anche le realtà imprenditoriali cruelty-free dalla nascita, come per esempio ODD, azienda italiana che ha eliminato la pelle sostituendola con un materiale sostenibile derivante dal legno.

I benefici dell’alimentazione bio

Anche per cani e gatti esistono prodotti naturali certificati

Tempo di lettura 3 min.

• Amare profondamente i propri animali domestici non significa soltanto concedere loro coccole e cure quotidiane ma anche porre grande attenzione alla loro alimentazione. Una parte importante della loro salute dipende infatti da ciò che essi mangiano ogni giorno. Sul mercato esistono tantissimi tipi di cibi naturali eppure ciò che diversifica un semplice cibo naturale da uno che sia anche sicuro e salutare per i nostri amici a quattro zampe è la provenienza biologica dei suoi ingredienti. Trovare cibi naturali completi dal punto di vista nutrizionale non è affatto difficile, lo è invece di più trovare alimenti che siano stati prodotti attraverso severi e ripetuti controlli lungo tutta la filiera. Un mangime biologico ha il pregio di essere privo di sostanze inutili o addirittura dannose per l’organismo dei nostri fedeli compagni e di essere oltretutto creato con ingredienti garantiti e di origine naturale. Il cibo biolo-

gico per cani e per gatti non può contenere OGM, sostanze di derivazione chimica o di sintesi né essere stato creato con vegetali coltivati con fertilizzati non naturali. Chi produce alimenti per animali con ingredienti di origine biologica ci tiene molto a differenziarsi da

tutti gli altri produttori e lo fa contrassegnando i propri prodotti con alcuni specifici marchi che ne garantiscono la tracciabilità e ne assicurano inoltre l’origine biologica: Agricoltura Biologica, Bio Siegel, CCPB, AB France, Austria Bio Garantie. In commercio esistono cibi

bio per qualsiasi tipo di necessità: da quelli altamente digeribili a base di cereali integrali, verdure e fiocchi di pastinaca, a quelli privi di glutine per cani e gatti, fino addirittura alle crocchette vegane. Tra le formulazioni più innovative ci sono inoltre le crocchette alle alghe brune, ideali per diminuire l’assorbimento dei grassi nell’organismo, il cibo secco per gatti alla farina di pesce, ottimo per incrementare l’apporto di grassi buoni come omega 3 ed omega 6 e i patè arricchiti con estratti di aloe vera utili soprattutto per i gatti che soffrono di disturbi legati al fegato e all’intestino. Per completare al meglio il benessere del proprio cane e del proprio gatto ci sono anche tanti altri prodotti naturali che permettono di prendersi cura di lui avendo sempre un occhio di riguardo nei confronti della eco-sostenibilità ambientale: shampoo, detergenti e rimedi naturali biologici per animali.

PUNTI DI DISTRIBUZIONE MODENA Natura sì via Giardini, 638 Natura sì via Lamborghini, 144 Centro sportivo italiano via del Caravaggio, 71 Coccole di sale Via Ermanno Gerosa, 22 Un angolo di te via Pisano, 5 La grotta di Sale viale Muratori, 109 Inlinea centro estetico via Giardini, 456 Bioteca viale Amendola, 235 Cucina Verde viale Buon Pastore, 105 Star bene senza glutine via Vignolese, 870 Io Veg via Giardini, 632 Titto strada Morane, 500 (presso centro commerciale ‘La Rotonda’) Zazie via Francesco Selmi, 49 Fusi Orari Piazzale Torti, 5 Loma via Canalino, 61 Pjmenta largo Sant’Eufemia, 34 Gelatiamo viale Amendola, 150 Mia via Paganelli, 22 Impronta verde via Scarpa, 18 Sano e Italiano via Berengario, 54 Erboristeria Buon Pastore viale della Pace, 176 Centro servizi volontariato viale della Cittadella, 30 Piscina Città dei Ragazzi via Sassi, 114 NaturHouse via Tagliazucchi, 65 Energia e Benessere strada Albareto, 353 L’arca di Noè piazzale Romualdi, 18 (San Damaso) Anima Bestiale via Provinciale Ovest, 98 (Nonantola) Bottega Bio Pura Vida via Di Mezzo, 40 (Nonantola) Erboristeria Scandellari via Vittorio Veneto, 127 (Nonantola) L’impronta di Mimina via Ravarino Carpi, 45 (Bomporto) Tecnoagricola via Europa, 20 REGGIO EMILIA Natura sì via Edison, 6 Natura sì via Montefiorino, 13 Natura sì via Teggi, 38 Mamey viale dei Mille Mangiamorebio via Ponte Besolario, 2 Associazione Aura Blu via Ferretti, 8 Piccoli amici via G.B. Vico, 32 Pet Discount via Agnoletti, 6/B Curcuma India via G. Deledda, 8 Pasticceria Strada Alta via Cugini, 3/A Naturalmente via Martiri di Cervarolo, 42/A La cuccia di Rio via XXV Aprile, 27 (Rio Saliceto) Happy pet via al Forte, 4 (Montecchio Emilia) Il giardino di Poldo via Sacco e Vanzetti, 3 (Guastalla) Greenpet via Curiel, 7 (Castelnovo di Sotto) Agrienza Tuttanatura via Val d’Enza, 167/B (Canossa) Pet Discount via Alighieri, 5/B (Castelnovo ne Monti) Elly Pet wash via Marco Polo, 38 (Novellara) La Cassetta Verde corsoVallisneri 17/w (Scandiano) Associazione La Risata via De Chirico, 1 (Chiozza di Scandiano) Erboristeria Cambio Vita via Mazzini, 19/d (Scandiano) Estetica Salotto Regina via della Rocca, 9 (Scandiano) Coccinella via Statale 467, 37 (Casalgrande) Erboristeria Cambio Vita via Terraglio, 1 (Rubiera) Pasticceria Nufi viale della Resistenza, 17/b (Rubiera) CAMPOGALLIANO Palla di pelo via di Vittorio, 24 CARPI Natura sì via Losi, 16/A Naturalhouse corso Fanti, 95 Aromatizzata piazzale Ramazzini, 16B Aquariumlab via Papa Giovanni XXIII, 136 FIORANO MODENESE Natura sì via San Giovanni Evangelista, 7 Mamey via Circondariale San Francesco, 131 FORMIGINE Alimenta il benessere piazza Roma, 42 Vagamondi bottega via per Sassuolo, 1 Om Shanti via Mazzini 49/a Mangianatura via Carso, 2 (Casinalbo) MIRANDOLA Natura sì viale Gramsci, 241/A SAVIGNANO SUL PANARO Natura sì via Tavoni, 699 PAVULLO Negozio biologico Centro Frutta via Serra di Porto, 1 SASSUOLO Green-go Kitchen via Radici in Piano, 246 SPILAMBERTO Naturalmente Bio via Berlinguer, 15 VIGNOLA Zanasi Lino via per Spilamberto, 1079 CASTELFRANCO EMILIA Erboristerie il Fauno piazza Giuseppe Garibaldi, 30 Erboristeria il Fauno via Loda MARANELLO Shanti Vegan via Veneto, 5 ZOCCA Ma che fata parrucchiera via Montombraro 479 Gas (Gruppi di acquisto solidale)

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Animali, le cure

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INVERNO 2017

Alda Grossi ci guida nel mondo dell’omeopatia, dell’immunisopatia, della floriterapia e dell’agopuntura per gli amici a 4 zampe di Milena Savani

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Veterinario Green, non solo medicina tradizionale Tempo di lettura 6 min.

sempre l’esempio del mio gatto Nero, un bel maschietto trovatello di 6-7 mesi, che aveva ricevuto un piccolo morso al piede. Essendo io in partenza, lasciai da fargli il classico protocollo antibiotico per Gram positivi e Gram negativi. Quando, dopo 10 giorni tornai, Nero era fermo immobile non poggiava minimamente l'arto. Ai Rx si vedeva benissimo che mi trovavo di fronte ad un'osteomielite (infezione dell'osso) che era arrivata a coinvolgere tutta la tibia ed il perone. La situazione era disperata: si doveva amputare l'intera zampa posteriore! Avevo dei campioncini che mi avevano dato al corso di immunisopatia e iniziai così la somministrazione: gliene detti 2 gocce per bocca ogni ora dalla mattina al pomeriggio. Alle 16 camminava poggiando il piedino, passai ad una somministrazione ogni 2 ore fino a sera e al matti-

Vivere Sostenibile MediaMo S.r.l. via Giardini, 456 - Direzionale 70 - 41124 Modena Vivere Sostenibile Modena e Reggio Emilia

DIRETTORE RESPONSABILE Andrea Cavallini - sostenibilita@mediamo.net IN REDAZIONE Andrea Cavallini, Marcella Caluzzi, Milena Savani, Laura Solieri HANNO COLLABORATO Elisa Semeghini, Cristina Crivellari, Atimati Alessandra Checchi, Silvia Della Casa, Manuela Persico REDAZIONE Via Giardini, 456 - 41124 Modena Tel. 059/350269 GRAFICA E IMPAGINAZIONE mediamo.net STAMPA CSQ - Erbusco Vivere Sostenibile a Modena è una testata registrata al numero 22 del Registro stampa del Tribunale di Modena in data 16 novembre 2015 Informativa ai sensi dell’Art. 13 del D.lgs. 196/2003 sul trattamento dei dati personali MediaMo S.r.l. – Titolare del trattamento – ha estratto i Suoi dati personali dall’archivio abbonati elenchi telefonici e da altre banche dati proprie e acquistate da terzi. I dati, di cui non è prevista la diffusione, sono trattati con procedure automatizzate e manuali solo dai dipendenti incaricati del trattamento, per fini promozionali e commerciali. Tali dati possono essere comunicati, in Italia e all’estero, ad aziende o professionisti che li richiedono a MediaMo S.r.l. per le stesse finalità. Potrà rivolgersi a MediaMo S.r.l. Via Giardini 456, Direzionale 70, Modena per avere piena informazione di quanto dichiarato, per esercitare i diritti dell’Art. 7 del D.lgs. 196/2003, e perciò consultare, modificare e cancellare i dati od opporsi al loro utilizzo nonché per conoscere l’elenco dei Responsabili del trattamento.

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no del giorno dopo saltava! Nero è stato il primo caso "disperato" di una lunga serie! L'immunoisopatia si può applicare su tutti i vertebrati, ossia dai pesci ai mammiferi, uomo compreso. Si basa su presupposti che potremmo definire "competitivi", nei confronti dei patogeni, visto che si somministrano dei precursori di flora saprofitica. Pertanto a mio avviso rappresenta una valida risposta al dilagante problema dell'antimicrobico resistenza”. “L'Omeopatia è una dottrina terapeutica basata sulla somministrazione di sostanze diluite e dinamizzate, scelte dal medico secondo la legge di similitudine. E' testata esclusivamente sull'uomo sano, non sul malato o sugli animali, quindi la trovo molto etica e coerente con la scelta di essere un medico veterinario. Inoltre è ad impatto ambientale zero, non ha controindicazioni nè effetti da sovradosaggio, ed è olistica: considera il paziente nella sua totalità somato-emozionale, e nelle sue peculiarità individuali. Viceversa le terapie chimiche è noto che abbiano residui ambientali (alcune molecole restano attive nell'ambiente anche anni!), che hanno spiacevoli effetti secondari e rischi da sovradosaggio. L’omeopatia, in medicina veterinaria, è molto efficace e permette di trattare il paziente animale considerando anche la sua sfera comportamentale e relazionale, di disintossicarlo dagli antiparassitari e dai metalli pesanti. Personalmente la uso sia nel cronico

che nell'acuto, coadiuvandomi quando necessario con la farmacologia. Quest'ultima, venendo ottimizzata dagli omeopatici stessi, può essere usata secondo dosaggi minimi che, alla ripresa del paziente, possono facilmente essere smessi. L'Omeopatia è un validissimo mezzo terapeutico che il medico dovrebbe saper usare nelle prime fasi di malattia, quando le capacità di reazione del paziente sono ancora buone, per rifugiarsi solo in un secondo tempo, qualora gli effetti terapeutici non lo abbiano soddisfatto, nella farmacologia classica”. “L'agopuntura si può usare per molti problemi, i più noti sono quelli di ordine osteo-articolare, ma è molto indicata anche per problemi dermatologici, comportamentali e di sterilità. Ci sono colleghi che la usano regolarmente come adiuvante nelle anestesie generali. L'animale non ha bisogno di alcuna sedazione, visto che ci sono dei punti che se vengono punti lo "sedano". Il problema degli animali è il fatto che, dopo essersi rilassati, si sentono meglio e si alzano scrollandosi via tutto! Ciò è frequente, poichè gli aghi letteralmente sfiammano i siti d'infiammazione, quindi non sentendosi più indolenziti, si alzano a giocare o a stiracchiarsi!”. “Uso invece la floriterapia australiana per i problemi endocrini. Non tutti sanno che madre natura ci ha dato 10 fiori per le 10 principali ghiandole endocrine che abbiamo a partire dall'ipotalamo, l'ipofisi, l'epifi-

si, fino alle note surrenali, ovaie e testicoli, bypassando tiroide e pancreas endocrino. Questi fiori vanno a riequilibrare la ghiandola in questione, sia se è in iper che in ipo funzionamento. La floriterapia di Bach e quella Italiana le uso per

i cambiamenti, i traumi, o le conseguenze da trauma, insomma per problematiche comportamentali, diciamo. Ma, soprattutto, me ne avvalgo per supportare i proprietari quando ci sono situazioni difficili da gestire”.

Per saperne di più Animo Veterinario Dr.ssa Alda Grossi Medico Veterinario esperto in: Omeopatia • Floriterapia • Agopuntura • Immunoisopatia Per appuntamento telefonare al 333 500 82 45 o contattare info@animoveterinario.it

Sommario Animali, stili di vita

p. 2

Animali, le cure

p. 3

Animali, il volontariato

p. 4

Animali, le storie

p. 5-6

Animali, i progetti

p. 7-8

Imprese sostenibili

p. 9

Benessere

p.10

FEB/MARZO 2016

• La Dottoressa Alda Grossi, medico veterinario, è esperta in varie discipline di medicina integrata quali omeopatia, immunoisopatia, agopuntura e floriterapia. “La mia missione è quella di proporre un approccio terapeutico eco-sostenibile, che non produca metaboliti inquinanti né incentivi la sperimentazione animale – spiega Alda - e che contempli il paziente non solo dal punto di vista fisico, ma anche sotto l’aspetto psico-emozionale e relazionale, fino ad arrivare, ove possibile, a lavorare in maniera sistemica, relazionando l’animale al sistema umano in cui vive”. “Alcune delle tecniche che utilizzo per curare i nostri amici a quattro zampe sono quasi del tutto sconosciute ai più. L'immunoisopatia, per esempio, è una terapia basata sugli studi di materiale biologico osservato al microscopio in campo oscuro. Cito

Buone pratiche, belle idee e buona amministrazione

p.11-14

Benessere

p. 15

Erbe e alimentazione

p.16-17

Tempo libero

p. 18

Consapevolezza

p. 19

Ecoabitare

p. 20

Essere vegani

p. 21

Solidarietà

p. 22

Sport

p. 23

MODENA

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Animali, il volontariato

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INVERNO 2017

Tutti i progetti del gruppo Argo, i volontari del canile di Modena

Un weekend a quattro zampe

• La domenica è solitamente il giorno del riposo, quello in cui si sta sdraiati sul divano a guardare film o, al massimo, un giro in centro o una gita fuori porta: in ogni caso un giorno da dedicare a se stessi e al proprio relax. Ma non per tutti. C’è anche chi, dopo una settimana di lavoro, la domenica la dedica ad aiutare gli altri: in

questo caso specifico non parliamo di altre persone ma degli amici a 4 zampe. E’ questo che ogni settimana fanno Chiara e i ragazzi del Gruppo Argo di Modena, una associazione nata ufficialmente nel 2009 ma che già da molti anni operava nel settore. I membri sono tutti volontari che hanno scelto di dedicare un po’ del

di Milena Savani

Tempo di lettura 4 min.

loro tempo libero ad aiutare gli amici pelosi all’interno del canile di Modena. “Abbiamo in comune un amore spassionato per gli animali – racconta Chiara – e cerchiamo di lavorare in maniera coordinata e unita per avere il miglior risultato possibile. Ci dividiamo le ore serali settimanali in cui veniamo a fare il giro pap-

pe e il weekend, due giorni durante i quali aiutiamo gli operatori nell’accudimento dei cani, nelle pulizie e nella distribuzione del cibo. Ma non solo: oltre a rispondere alla richiesta di informazioni svolgiamo molte attività con i cani per conoscerli meglio in tutti i loro aspetti e aiutarli a superare piccoli problemi e lo stress della

vita in canile”. “Curiamo moltissimi progetti all’interno del canile – continua Chiara – come ad esempio le adozioni a distanza, dedicato a chi non ha la possibilità di portare a casa uno dei nostri cani ma ha comunque il desiderio di intraprendere un percorso di conoscenza con uno di loro. Con questo tipo di adozione il cane continuerà a vivere in canile e l’adottante potrà fargli visita e trascorrere un po’ di tempo in sua compagnia, insieme al volontario di riferimento. Curiamo le adozioni

definitive, seguendo i percorsi pre e post adozione in modo che ognuno dei nostri cani possa trovare una casa e una famiglia adatte a lui. Anche al di fuori del canile facciamo attività di sensibilizzazione alla cittadinanza in varie manifestazioni e raccogliamo fondi dedicati ai nostri progetti speciali: il controllo e la cura della filariosi polmonare, le operazioni veterinarie di casi particolari e l’acquisto di materiali specifici necessari a migliorare il benessere dei cani presenti in struttura”.

Come potete aiutare? Se hai qualche ora da dedicare e vuoi entrare a far parte del gruppo di volontari scrivi a gruppoargo@libero.it Sono sempre graditi: lenzuola, coperte, asciugamani, cuscini tappeti e tappetini. Cibo specifico per cani (soprattutto cibo per intolleranze alimentari, patè, biscotti, bastoncini e ossetti), cucce lavabili in plastica, brandine e lettini, giochi per cuccioli e kong per adulti.

Guardie zoofile Oipa: gli angeli blu

Ogni vita ha un valore inestimabile, per l'associazione internazionale, nessun animale è invisibile

Tempo di lettura 4 min.

• L’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) è stata fondata nel 1981 a Lugano ed è la prima confederazione internazionale di associazioni animaliste e protezioniste. E’ presente sui 5 continenti con oltre 200 leghe membro sparse in 61 nazioni. In Italia è attiva con 150 sezioni locali e oltre 60 nuclei di guardie zoofile distribuiti

su tutto il territorio italiano. A Modena è presente un nucleo di 15 Guardie ecozoofile coordinate da Sara Ferrarini e una fitta rete di volontari coordinati da Francesca Leonardi. L’importante ruolo delle guardie ecozoofile permette una vigilanza costante che favorisce il rispetto delle Leggi, dei Regolamenti locali, nazionali ed interna-

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zionali in difesa degli animali, della fauna selvatica, dell’ambiente e del patrimonio naturale. Oltre a intervenire in caso di maltrattamento di animali, le guardie ecozoofile OIPA Modena svolgono anche un importante ruolo preventivo, informando i cittadini riguardo alle norme vigenti in termini di benessere animale e sensibilizzando su tematiche protezioniste. “Per salvare delle vite devi essere presente e attivo, devi conoscere punti di forza e punti deboli del territorio nel quale operi – spiega Sara - devi avvalerti di un network di volontari ed esperti che, collaborando, possano aiutarti a portare a compimento quel salvataggio. La presenza capillare sul territorio ha permesso

di arrivare dove la voce dei più deboli non è ascoltata, distribuendo cibo a rifugi, canili e gattili in tutta Italia, ma anche intervenendo in occasione di gravi catastrofi naturali come terremoti ed alluvioni”. “Ci impegniamo quotidianamente per organizzare raccolte fondi e cibo per animali, eventi, conferenze, convegni e dibattiti sulle tematiche animaliste. Gli ultimi tre decenni hanno visto l’OIPA impegnata in molteplici battaglie per perseguire i suoi obiettivi principali: l’abolizione della vivisezione nei vari paesi del mondo e la difesa degli animali da qualsiasi forma di maltrattamento, oltre che la diffusione di una corretta cultura di rispetto per tut-

te le specie animali”. “Se hai visto una situazione di maltrattamento o mancato benessere ai danni di un animale a Modena o provincia – continua Sara - inviaci una segnalazione specificando il luogo dove è avvenuto il fatto (città, via e numero civico), animali coinvolti, descrizione di quanto ac-

caduto e qualsiasi altra informazione utile ai fini del sopralluogo. Viene sempre tutelata la privacy del segnalante e non ne viene mai comunicata l'identità". Grazie al monitoraggio costante delle guardie ecozoofile, l’OIPA Modena è intervenuta, solo nell’ultimo anno, in quasi 200 casi di maltrattamento.

Hai un po' di tempo libero? Scendi in campo con noi volontari che quotidianamente scrivono un finale diverso per la vita degli animali in difficoltà, fai sentire la tua voce ed unisciti al coro di protesta per le tante ingiustizie che gli animali subiscono continuamente. Contattaci al 349 7706339 oppure alla mail guardiemodena@oipa.org Seguici su Facebook "Oipa Modena e provincia" e sul sito www.oipamodena.org


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Animali, le storie

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INVERNO 2017

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La felicità a portata di zampa con About Dog Marco e Valentina, compagni di vita e sul lavoro, educatori ed istruttori cinofili a 360°

di Laura Solieri

• Marco Baracchi, classe 1979, e Valentina Berretta, classe 1978, entrambi di San Polo d’Enza (Re), compagni di vita e di professione, entrambi cultori di cinofilia a 360 gradi 365 giorni all’anno, hanno fatto dell’educazione ed istruzione cinofila la loro ragione di vita e la loro professione. Dopo 15 anni di esperienze cinofile varie individuali, Marco Baracchi, autore del libro “Insegnandogli rispettandolo” (Miraviglia editore) e Valentina Berretta, docente e tutor ai corsi di formazione per educatori cinofili SIUA, dopo anni di formazione e studi questi due ragazzi hanno deciso di unire le forze e fondare l’associazione cinofila “About Dog” con sede a San Polo d’Enza, che da tempo lavora sul territorio rispondendo alle esigenze e alle richieste di proprietari di cani delle province di Modena, Reggio Emilia e Parma. “Noi ci occupiamo di cani di proprietà di tutte le taglie e razze, in età di sviluppo (dai 2 mesi in poi) e anche di cani adulti,

Tempo di lettura 5 min.

sia normo-comportamentali che non, ossia con problemi di aggressività, paure o quant’altro - spiegano Marco e Valentina - La nostra mission è creare o rinsaldare una relazione profonda stabile ed equilibrata tra cane e proprietario, per facilitare la convivenza del cane con le persone, con altri cani e nel contesto in cui si trova. Per ottenere questi obiettivi lavoriamo seguendo un approccio Cognitivo Zooantropologico, studiamo un per-

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(invece di 260 + iva). Per aderire, invia ORA una mail a sostenibile@mediamo.net con il tuo nome, il nome della tua associazione o cooperativa e il tuo recapito telefonico. Ti richiameremo per definire la tua adesione.

I vantaggi per chi aderisce 1. Promuovere i tuoi eventi, corsi, offerte, nuovi prodotti e/o servizi, iniziative ecc, con la pubblicazione di 4 articoli redazionali da consumarsin nell’arco di 12 mesi dalla sottoscrizione. Requisiti degli articoli: 2000 battute spazi inclusi, foto a colori, titolo, autore e contatti. 2. Pubblicare 4 annunci economici all’anno, nella pagina annunci di Vivere Sostenibile. Per vendere/ acquistare, collaborare, proporre, ecc. 3. Diventare punto di distribuzione di Vivere Sostenibile cartaceo per 1 anno (con un numero di copie mensili da definire), avere gratis il link diretto al proprio sito web, fidelizzando così i propri soci e clienti e incrementando le visite al proprio negozio e/o sede ed al proprio sito web. 4. Avere la possibilità di distribuire i tuoi depliants, brochure e materiale promo-commerciale in genere, nelle iniziative, feste, fiere organizzate o partecipate da Vivere Sostenibile e dal club della Coccinella. 5. Prezzi convenzionati e particolarmente vantaggiosi per l’eventuale acquisto di spazi pubblicitari e degli altri servizi di Vivere Sostenibile.

corso ad hoc per quel cane in quella famiglia, seguendo l’animale individualmente e/o inserendolo in un gruppo, a seconda dell’età e degli obiettivi preposti, coinvolgendolo in attività varie tra cui la Mobility Dog, la Ricerca di persone, Giochi di Obbedienza, Classi di socializzazione per cuccioli adolescenti e adulti. Per favorire la convivenza tra esseri umani e non promuoviamo attività di svago quali passeggiate didattiche, in montagna, vacanze in compagnia dei propri e di altri cani. Offriamo inoltre servizio di dog sitteraggio per aiutare le famiglie

che per motivi lavorativi si assentano molte ore da casa e ci occupiamo dell’animale in loro assenza portandolo in passeggiata; infine facciamo attività di asilo – casa vacanze presso la nostra struttura se dovesse essere impossibile portare il cane in ferie. Ci prendiamo cura del pet ospite come se fosse il nostro, garantendogli la possibilità di socializzare coi conspecifici, correre in ampi spazi verdi recintati, di interagire con le persone e non essere solo”. Per promuovere il rispetto verso l’altro, Marco e Valentina sostengono si debba partire dall’infondere una cultura nei giovani “quindi, di non secondaria importanza è il nostro impegno nelle scuole primarie della provincia dove veniamo coinvolti in progetti di Zooantopologia Didattica. Crediamo nel cane come portatore di cambiamenti beneficiali e quindi facciamo progetti di Pet Theraphy (in passato abbiamo lavorato con bambini, anziani e in OPG). Pensiamo anche ai cani che una famiglia ancora non ce l’hanno, infatti collaboriamo con un canile della provincia di Reggio Emilia

– proseguono i due ragazzi - offriamo servizio di consulenza per i cani presenti in struttura disegnando il profilo comportamentale di ogni singolo soggetto e fornendo indicazione ai volontari sulla gestione quotidiana del cane in canile. Nel caso di adozioni aiutiamo nell’inserimento nella nuova famiglia”. Da due anni Marco e Valentina fanno anche parte di Progetto Serena che li vede impegnati come istruttori, per il quale preparano cani allerta per crisi ipo ed iper glicemiche: il cane impara a segnalare una variazione di glucosio nel sangue, essendo in grado di capire lo stato di malessere del paziente se ne prende cura avvisandolo. “Noi condividiamo la nostra vita con i cani perché è naturale che sia così e non esiste per noi altro modo di vivere – affermano Marco e Valentina -. Essi accompagnano l’uomo da millenni nel percorso evolutivo e questa co-evoluzione ha reso le nostre due specie dipendenti le une dalle altre. I cani sono animali sociali e come tali stanno bene se il gruppo affiliativo è in armonia ed è felice, per questo riescono a

donare loro stessi come nessun altro, ad essere empatici e a capirci, questa è la loro dote più grande. L’orgoglio più grande per un istruttore cinofilo è vedere una relazione spiccare il volo, vedere che la famiglia riesce a convivere in modo sereno e in armonia con il proprio animale – concludono i due istruttori -. Anche una volta ottenuti gli obiettivi con il cane, le persone che si rivolgono ad About Dog continuano a partecipare alle nostre attività per il piacere di condividere con noi il tempo libero. Tra i partecipanti alle iniziative si instaurano legami, si tessono nuove amicizie. Possiamo affermare con sicurezza che ai nostri eventi non solo i cani traggono benefici dall’incontro con gli altri ma anche i proprietari. Siamo un gruppo numeroso e sempre in crescita, ogni nuovo membro è accolto con entusiasmo da tutti, la nostra forza è imparare dai nostri amici cani a collaborare, ad accettare l’altro e a comprenderlo, ad essere più sereni e in armonia con l’ambiente e le sue forme di vita, in una parola: ad essere felici”.

Una storia vera (anche se non sembra) Toby, il meticcio trovato sul Camino di Santiago, arrivato in Italia in aereo Tempo di lettura 3 min.

di P.S. Una doverosa premessa. Questa è una storia vera, anche se non sembra. È la storia di un cagnolino meticcio, con una coda a fontana e lo sguardo un po' perso, col pelo nero con inserti bianchi e una irrefrenabile voglia di scappare, per poi farsi regolarmente riprendere. È la storia di Toby, il nome 'italiano', perchè il suo nome originario, presumibilmente spagnolo, non lo conosciamo. Spagnolo, perchè Toby è un cagnolino trovato sul Camino di Santiago. O, meglio, portato negli ultimi 100 chilometri e passa da alcuni ragazzi a Santiago, per poi decidere che in effetti portarlo in Italia non era possibile. Sì, perchè dovete sapere che sul percorso del Camino che porta alla tomba dell'apostolo Giacomo e che è meta di pellegrinaggio fin dal Medioevo, si trovano tanti perros, tanti cani liberi che, con ogni probabilità sono di proprietà di contadini locali. Toby, però, per un paio di giorni segue un gruppo di pellegrini e l'idea (forse non proprio opportuna) di un paio di questi è

di fargli un guinzaglio e di portarlo fino alla meta. Senonchè, all'arrivo, questi ragazzi cambiano idea, tanto che Toby (ai tempi ancora non ribattezzato così) finisce in canile non prima di essere visitato da un veterinario per vedere se avesse un chip, e la decisione di lasciarlo in canile che pare inevitabile. Niente chip, niente Italia... solo una perrera probabilmente migliore della media di quelle iberiche, ma comunque non proprio un posto bello dove passare la vita. Allora interviene una coppia di matti, che stavano andando a Santiago in parallelo e in parte insieme a questi ragazzi. I due vanno a trovare Toby prima di ripartire e... inevitabilmente prendono la decisione di arricchire il parco cani di casa, ai tempi già composto dalla Molly, un pastore australiano di rara intelligenza, mentre oggi c'è Misty, una cucciolona meticcia combinaguai. Ma... c'è un ma. Toby deve rimanere almeno un mese in canile, nel caso in cui qualcuno lo rivendichi. Allora... un mese e un paio di giorni dopo il

volo Bologna-Santiago (con scalo a Madrid) riporta in terra galiziana il sottoscritto e al ritorno un trasportino con dentro 6 kg e mezzo di cagnolino. Tralasciando i bisogni all'aeroporto di Madrid (uno scalo di 4 ore... non c'era molto margine) e le conseguenti pulizie, e passando sopra al fatto che una volta arrivato nella nuova casa Toby ha eletto il

lettone come luogo del suo riposo senza sentire ragioni, a distanza di oltre sette anni si può dire che quel viaggio così strano ha avuto un esito positivo. Per Toby e per la famiglia, nel frattempo raddoppiata, che lo ha accolto. E pazienza se adesso la nuova cucciolona di casa lo tormenta e lo sballotta di qua e di là. Meglio lui che noi, non trovate?


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Animali, le storie

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INVERNO 2017

Cosa cercano gli animali?

Dalla comunicazione intuitiva al fine vita dei nostri amici a quattro zampe: sei esperti a confronto Tempo di lettura 4 min.

di Roberto Ferrari* • Quando un animale diventa un’importante presenza nella nostra vita, tutto quello che vogliamo è proteggerlo, anche alla fine della sua vita. Per questo, sempre più spesso, si ricorre all’eutanasia. Eppure, secondo Daniela Muggia, autrice del libro “Tenersi per Zampa fino alla Fine”, esiste un’altra soluzione. L’accompagnamento empatico agli animali in fine vita, che questa tanatologa ha elaborato in 24 anni di esperienza con umani e animali, ha due radici: una è molto recente e occidentale e si basa sulle neuroscienze, l’altra è molto antica ed è legata alle pratiche meditative e alla tanatologia tibetana. Entrambe sostengono che grazie all’empatia, cioè la possibilità di sentire l’altro “da dentro di lui”,

possiamo seguire il morente senza turbare la delicata esperienza che sta vivendo. Quello che possiamo fare, spiega Muggia, è smettere di fare proiezioni su cosa sia bene per l’animale morente. Se impariamo ad ascoltarlo, l’animale può guidarci per farci capire ciò di cui ha bisogno, che cosa vuole ancora e cosa non vuole più. Con una mente turbata questo non è possibile, perché le nostre ansie coprono le esigenze dell’animale. Ma l’animale non ha conti in sospeso, quando muore, muore quieto, e se noi non lo agitiamo con le nostre ansie, in questo stato tranquillo esso soffre meno anche di dolori fisici. Si arriva così a scoprire che molte volte l’eutanasia può non essere necessaria, e che nel momento della

morte gli animali possono insegnarci qualcosa su noi stessi. Un altro aspetto del rapporto con gli animali è che essi ci riportano ad un contatto più genuino con lo stupore, così come spiega lo zoo-antropologo Angelo Vaira, secondo cui i nostri amici animali sono preziosi perché possono ricondurci a noi stessi. Purtroppo oggi il rapporto dell’umanità con gli animali è fra i peggiori possibili, secondo il filosofo Gianni Vattimo: essi sono al meglio animali da compagnia, ma perlopiù vengono utilizzati per lavorare o come cibo, e purtroppo gli allevamenti intensivi – oggi così sviluppati grazie alla tecnologia – sono completamente disumani, mentre la tecnologia dovrebbe aiutarci a creare più momenti di spiritualità.

Dai numeri alle quattro zampe

La storia di Talìa Manini che ha perso il lavoro a causa della crisi ed è diventata Pet sitter Tempo di lettura 4 min.

di Laura Solieri • Talìa Manini, 41 anni, di Reggio Emilia, dopo aver perso il lavoro a causa della crisi non si è data per vinta, ha aperto il cassetto e ha ripescato un vecchio sogno di quando era bambina e sperava per il suo futuro un lavoro a stretto contatto con gli animali. E così è diventata Dog sitter. “Nasco come ragioniera, anche se fin da bambina volevo fare un lavoro che mi permettesse di stare a contatto con gli animali, ma che non fosse il veterinario perché gli animali li volevo vedere stare bene e non me la sentivo – racconta Talìa -. Ho lavorato come ragioniera fin da subito dopo il diploma, cambiando diverse aziende, l'ultima delle quali, a causa della crisi, ha chiuso e così mi sono ritrovata senza lavoro. E così mi sono reinventata come Dog o meglio Pet sitter. Ho iniziato a fare pensione a casa, ma era troppo stressante per me e per i miei animali, per cui ho deciso di andare io a casa del cane/gatto e prendermene cura a domicilio”. Questo lavoro per Talìa rappresenta una passione, perché le permette di stare all'aria aperta a contat-

to con gli animali e di non annoiarsi mai, “perché non è mai monotono, è sempre diverso. Lavoro a Reggio e provincia, vado direttamente a casa dell'animale, se sono gatti vado a pulire lettiere e a dare loro da mangiare e fargli compagnia, se sono cani di solito gli faccio fare la passeggiata e somministro la pappa. Sono in grado anche di fare iniezioni e faccio flebo sottocutanee, per cui posso seguire anche animali diabetici”. Le persone che usufruiscono di questo servizio sono le più diverse: “Ci sono persone che per motivi di tempo o salute non sono più in grado di portare il cane a fare le passeggiate e quindi vado da loro ogni giorno, oppure persone che hanno problemi

fisici momentanei, oppure c'è chi (la maggioranza) deve andare in vacanza e non può portarsi l'animale e quindi mi contatta per un determinato periodo. Il rapporto con gli animali è bellissimo – prosegue Talìa - riesco ad entrare in sintonia con loro quasi subito e comunque cerco sempre di non forzarli a fare quello che non vogliono, essendo io una persona che si deve occupare del loro benessere in assenza dei padroni. Loro ti amano incondizionatamente, non pretendono mai nulla, e hanno da insegnarti tanto su come vivere la vita, stando sempre nel qui ed ora, senza pensieri, senza problemi, lo scopo è giocare, mangiare e prendere le coccole. Sono la mia vita!”.

Foto vincitrice del concorso fotografico "Lo sguardo animale"

Anche per il filosofo Felice Cimatti, dovremmo imparare ad apprezzare dagli animali il loro stare in quiete, atteggiamento che sempre di più manca all’uomo contemporaneo. Perennemente in agitazione, l’uomo si riempie di oggetti e usa la terra e gli animali come schiavi. Un modo per entrare in contatto con il mondo animale è quello di Andrea Contri, specialista nella comunicazione con gli animali e fondatore di Animal Talk Italia. Il metodo affinato da Contri, la comunicazione intuitiva, è basato sul rispetto e l’amore incondizionato. Permette di capire quanto gli animali sono attenti, presenti e sensibili alle nostre

emozioni. Cosa cercano gli animali? Vogliono essere felici, stare con chi amano. E testimoniare la bellezza e la luce che hanno dentro. Un altro modo per capire gli animali è una linea di ricerca che mi impegna, da biologo, da qualche anno: che esperienza fanno veramente gli animali? Ponendomi in un atteggiamento fenomenologico mi chiedo come gli animali vivano il loro mondo, a partire da loro stessi; vorrei così capovolgere la prospettiva documentaristica a cui perlopiù siamo abituati e che ci fa vedere l’animale da fuori, e invitare a sentire il suo vissuto “dall’interno”. La fenomenologia animale ha anche impli-

cazioni etiche, perché vedere il mondo dalla parte dell’animale gli dona un valore speciale. E ci aiuta a riflettere anche sul mondo umano, a proteggerlo e ad amarlo: perché ci sta offrendo una grande, preziosa opportunità di consapevolezza. Il mio intervento, e quello degli altri studiosi del mondo animale, sono stati al centro del ciclo di conferenze “Lo sguardo animale” promosso dall’associazione Asia Modena e ora sono disponibili integralmente, con brevi interviste e podcast estesi, sul sito www.asiamodena.it * Biologo Associazione Asia Modena

Zanasi Lino, una certezza da più di 60 anni

A Vignola oltre 20.000 articoli delle migliori marche per animali e giardinaggio

Zanasi Lino srl, a Vignola è il negozio di riferimento della zona per gli amanti degli animali, da compagnia o da allevamento, la cura del verde, sia ornamentale che ortofrutticolo, hobbistico e professionale. Una storia lunga ormai più di 60 anni: nel 1955 in via Montanara 590, Zanasi Lino inizia la sua attività di commercio (e produzione) di alimenti per animali da reddito. Contemporaneamente (avendo ottenuto il diploma di frutticoltore), si adopera nell’altra sua grande passione: la cura delle piante da frutto. Nel 1992, entrano in società anche la moglie Luisa e i figli, Lorella e Marco. L’azienda inizia così a prestare maggiore attenzione ai nuovi settori commerciali che nel frattempo si sono proposti: il giardino, l’orto ma soprattutto gli animali domestici e da compagnia, seguendoli in tutte le loro esigenze. A ottobre 2013, il trasferimento nella nuova attuale sede, in via per Spilamberto 1079: una struttura che copre 500 mq con il negozio, 300 mq per la vendita all’ingrosso e oltre 1000 mq di magazzini. L’ampio parcheggio su una delle vie più comode della città, fa di questa realtà un vero e proprio "supermarket", con una vasta scelta di oltre 20.000 articoli delle migliori marche per animali e giardinaggio. Da Zanasi Lino si possono trovare prodotti come: alimentazione per piccoli animali, gamme dietetiche, integratori e parafarmaci, abbigliamento per cani, accessori cani, gatti, acquari, rettili, volatili, cassette igieniche, cucce e trasportini per cani, distributori di cibo, voliere, tiragraffi, attrezzature e alimenti per allevamenti professionali, terricci, concimi, attrezzi per giardinaggio e ortofrutticoltura, piantine da orto e fiori (solo in primavera), prodotti naturali “bio” e classici per la protezione dagli insetti, pellet da riscaldamento e legna da ardere, sali per depurazione acque e da disgelo, farine, cereali e legumi alimentari. Il negozio fornisce anche servizio di consegna a domicilio per i prodotti più pesanti e voluminosi. Il punto di forza del negozio è sicuramente lo staff (attualmente 12 persone): personale appassionato e competente, con diversi attestati nel settore (tra cui 3 periti agrari). Il servizio proposto alla clientela è quindi frutto di un gruppo formatosi negli anni che collabora con sintonia e massima intesa. Troverete quindi figure specializzate per i vari settori commercializzati dall’impianto d’ irrigazione alla farina alimentare! L'esperienza rende la ditta Zanasi Lino srl garanzia di prezzi al pubblico altamente vantaggiosi, con promozioni applicate continuamente sui prodotti ad alta rotazione.


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Animali, i progetti

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INVERNO 2017

Equitazione per i più piccoli: il metodo dei Pony games di Marcella Caluzzi • Come avvicinare i bimbi all’equitazione? Ce ne parla Elisabetta Pinzello, istruttrice federale di 1° livello presso la scuderia HorseDeck di Magreta con qualifica Tal (tecnico attività ludica) con i pony, insegnante di equitazione a bambini dai 4 ai 16 anni, a cavallo da quando aveva 8 anni. “Al metodo tradizionale di insegnamento – ci spiega - affianco quello dei Pony games, che permette al bambino, una volta in sella, di imparare giocando e divertendosi, dimentican-

In sella a un amico dosi così delle sue paure”. Il Pony Games è un approccio didattico alternativo dalla forte valenza psicopedagogica che permette ai bambini di apprendere i fondamenti dell’equitazione all’interno di una dimensione ludica di squadra, con tutti i benefici che questo comporta. “Oltre ad andare a cavallo – prosegue Elisabetta – i bambini imparano il significato del giocare in squadra, il rispetto per le regole, il dialogo e aumentano la loro autostima. E spesso i bimbi che fanno

dei passi avanti qui li fanno anche nella loro vita, diventando più determinati e sicuri di sé”. Di origine inglese, i Pony Games sono sbarcati in Francia nel 1990 e hanno poi preso piede anche in Italia: si tratta di 30 giochi codificati nei quali i giocatori testano la loro agilità e velocità e precisione in squadre di 5 cavalieri, lungo corsie di gioco delimitate da picchetti. “Il rapporto uomo-cavallo – conclude Elisabetta – è diverso da quello che si instaura con gli altri animali,

penso ad esempio ai cani. Sul cavallo ci stai in sella, per cui ne senti il calore, ne percepisci le sensazioni così come lui le tue. Ai bambini insegno anche a leggere i segnali che l’animale può dare, attraverso il movimento delle orecchie e le espressioni del muso e a interpretare gli eventuali segnali di paura. Una carezza, ad esempio, lo aiuta a tranquillizzarsi e a capire che non è in pericolo, che si può fidare. E se si rilassa l’animale anche il bimbo lo fa di conseguenza”.

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Elisabetta e la figlia Anna a cavallo di Bella

Alla scoperta di Potere allo Sciame La Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile racconta un progetto per un’apicoltura naturale di Milena Savani • Immaginate di poter mangiare il miele così come è prodotto in natura dalle api, non in vasetto, ma direttamente dal favo che le api quotidianamente costruiscono: questo è Potere allo Sciame, il progetto della Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile per un’apicoltura naturale e semplificata. Un’apicoltura integrata nel modello di agricoltura biologica, capace cioè di riconoscere le funzioni delle api per il benessere del pianeta, per l’importante apporto all’impollinazione e quindi al cibo che arriva sulle nostre tavole. Immaginate una “casa” abitata da un alveare, dove le api ceraiole possono costruire liberamente, creando celle geometriche di dimensioni diverse per dar vita ad un favo di cera trapezoidale in cui andranno a custodire il miele. Immaginatevi che questa libertà di costruire comprenda anche l’orientamento dei favi di cera verso il sole; eh sì, perchè le api in natura costruiscono i loro favi, non a quadrati e a rettangoli come le costringono a fare, ma a semicerchio e perpendicolarmente al sole, diventando più docili e più socievoli. Questa è la top bar, una casa per le api a sviluppo orizzontale, un’arnia che riconosce i comportamenti naturali delle api, e promuove un’apicoltura dove non si utilizzano fogli di cera prestampati, filo di ferro, smielatori e vasetti di vetro. Tutte queste attenzioni vengono ricompensate da un prodotto di qualità superiore, perché ogni favo di miele che viene estrat-

Tempo di lettura 5 min.

to è unico per colori, per profumi, per composizione di nettari e quindi per sapori. Eh sì perché il miele prodotto da quest’arnia lo gusterete direttamente dal

favo, assaporandolo con la cera prodotta interamente dalle api, come si è sempre fatto nella storia dell’alimentazione umana. Ma tutto questo si traduce anche

in un costo per l’apicoltore che adotta un’arnia top bar, perché per fare un kilo di cera ci vogliono dai 10 ai 15 kg di miele. Immaginatevi infine un

apiario collocato sull’Appennino modenese, un luogo immerso nella natura, popolato da insetti e fiori, questo è l’ambiente in cui le api della Scuola Ambulante

di Agricoltura Sostenibile nascono, crescono, si riproducono e producono il miele in favo, un miele che troverete dalla prossima stagione apistica a Modena.

oprietà intellettuale e neanche uno statuto di roma. tuttavia anche se oggi fosse ieri e i suddetti codici esistessero non imped

lla, devo dire che ero un pò restio nel pubblicarlo, ma ho pensato che tentar non nuoceva...vabbuò..mi rassegnerò...notte ser

La biocosmesi a 4 zampe

BioeRiBio propone una linea dedicata agli animali

di Silvia di BioeRiBio • Si parla spesso di biocosmesi e dei possibili effetti nocivi dei cosmetici tradizionali sulla nostra pelle e sulla nostra salute oltre che sul nostro pianeta, ma ancora poco interesse suscita il mondo dei nostri amici animali. Consapevole delle sostanze presenti in certi prodotti sto molto attenta a quello che scelgo per il mio fedele amico, proprio per questo abbiamo voluto proporre su BioeiRiBio una sezione dedicata agli amici a quattro zampe, nella quale potete trovare una linea di prodotti naturale ed ecologica, dedicata all’igiene e alla cura dei nostri amici animali, sono tutti prodotti certificati Vegan OK e grazie alla presenza di acqua ossigenata e tensioattivi di origine vegetale si ottiene un’azione sanificante e detergente e non contengono SLS, SLES, parabeni, petrolati, siliconi e ingredienti di origine petrolchimica I prodotti sono formulati con materie prime di origine vegetale, con principi attivi vegetali italiano ad azione repellente altamente funzionali e non pericolosi per la loro salute, adatti alla pelle ed al pelo di cani, gatti ed animali da compagnia. Un’ovvietà: non sono testati sugli animali!! Oltre a diversi shampoo e balsamo, troverete il Fluido Repellente, un innovativo fluido protettivo ricco di oli vegetali, tra cui la Nepeta Cataria, le cui capacità insetto-repellenti sono superiori ad un equivalente prodotto di sintesi. Ulteriormente arricchito con oli essenziali di Tea Tree, Malaleuca, Apium e Lavanda che ne potenziano l’effetto contro gli ospiti indesiderati. Basterà vaporizzare uniformemente il fluido su tutto il pelo, nel caso di pelo lungo distribuire il prodotto massaggiando contropelo, ripetere l’operazione un paio di volte a settimana durante l’estate e una volta alla settimana d’inverno. Questo prodotto è adatto anche per animali come cavalli, furetti, conigli…insomma a ogni sorta di amico peloso! Scegliere consapevolmente anche per loro è un modo in più per amare chi ci ama incondizionatamente!


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Animali, i progetti

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Ogni coda è una storia da raccontare

Emy, il Golden Retriever, e i tre gattini da allattare del rifugio Ris_pet di Campogalliano di Laura Solieri • Nel rifugio per animali Ris_pet di Panzano di Campogalliano passano tante storie, storie di cani e gatti che hanno lasciato per sempre un segno indelebile nel cuore dei volontari. Storie di vite maltrattate, abbandonate, rinunciate, ma anche storie di speranza, come quella di Emy, una bellissima cucciola di Golden Retriever, che viveva in un bel appartamento e faceva lunghe passeggiate con il suo padrone. Una sera d’estate, Emy ed il suo padrone escono per la consueta passeggiata; dopo aver fatto un po’ di strada, Emy inizia a dare segni di impazienza, comincia a tirare il guinzaglio verso i cassonetti dei rifiuti e l'uomo, esasperato, la sgrida pensando che voglia andare a scovare qualcosa

Tempo di lettura 5 min.

da mangiare tra il pattume. Emy dal canto suo comincia a guaire, vuole a tutti i costi avvicinarsi ai cassonetti e il suo padrone, a quel punto incuriosito, lascia il guinzaglio e lei come un fulmine si precipita verso il cassonetto e con il muso scoperchia una scatola da scarpe dove dentro ci sono tre gattini di pochi giorni di vita. Emy e il suo padrone tornano a casa con questi gattini piccolissimi, da allattare con il biberon ogni tre ore. Emy osserva e studia le poppate dei tre piccoli e vedendo il suo interesse, l'uomo decide di metterle vicino la cucciolata. I gattini le cercano subito le mammelle ed Emy è felice, tanto che, dopo pochi giorni, ci raccontano i volontari di Ris_pet, le sue mammelle si riempiono di latte e i gattini

hanno una vera mamma. Gli anni passano, i gattini vengono adottati e il padrone di Emy per problemi di salute non riesce più a portarla in passeggiata, così lei ingrassa e si intristisce. Per il suo bene, Emy viene portata in stallo da una volontaria che poi contatta Ris_pet: le volontarie del rifugio le fanno foto e postano gli appelli, ma otto anni sono tanti per un cane. Nonostante l'età, sono invece molte le persone che chiamano il centro e si interessano della cagnolina. Un giorno chiama Francesco: “Pronto, sono Francesco, vorrei adottare Emy, ho tre bambini e sono di Monza”. Viene fatto il controllo “preaffido” a casa di Francesco con esito positivo. Poi arriva il grande giorno dell’incontro, perché la famiglia aveva

visto Emy solo in foto. Emy si presenta tutta pulita e profumata all’appuntamento, dove i tre bambini le corrono incontro per abbracciarla e le si stendono accanto, come tanti anni prima fecero i tre gattini. Emy ora vive felice, la famiglia ha fatto i conti con la sua fobia dei temporali (una porta distrutta e una sedia a sdraio “rimodellata”), e tutto procede per il meglio. Questa è solamente una delle tantissime storie che passano tra le mure del rifugio: se la storia di Emy e dei gattini vi è piaciuta, potete andare a visitare Ris_ pet dove vi racconteranno anche la storia di Martina, la spinoncina “trottolina“, e tante altre storie. Per informazioni: rispet.rifugioanimali@gmail.com o chiamare il 342/8081133.

La carta eco-friendly che non ti aspetti

Da Vagamondi a Formigine una carta speciale prodotta con le feci degli elefanti dello Sri Lanka di L.S. • Lavorare sia nel rispetto delle persone che dell'ambiente. È questo che da sempre cerca di fare la cooperativa sociale Vagamondi di Formigine che si occupa di commercio equo attraverso la vendita di alimentari e artigianato, sia a livello locale che nazionale. Tra i suoi prodotti, un’innovativa carta prodotta con le feci degli elefanti. “Vagamondi importa direttamente artigianato da

Tempo di lettura 5 min.

produttori dello Sri Lanka e della Thailandia – spiega Erica Ceffa, socia di questa cooperativa dove lavora dal 2002, anno della sua costituzione – In entrambi i paesi ha relazioni con gruppi che lavorano le feci degli elefanti per produrre carta. Il metodo di lavorazione è sostanzialmente identico e antico, a rendere particolari i due progetti è ciò che viene aggiunto alla cacca per amal-

gamarla e renderla lavorabile: da una parte si utilizza la carta di riciclo e dall'altra le fibre che naturalmente sono presenti in natura. Da sottolineare poi che il progetto thailandese utilizza colori alimentari per tingere la polpa che diventerà carta e inchiostri a base di soia per le stampe, per cui si tratta di un prodotto eco-friendly al 100%. "Da sempre la nostra cooperativa ha cercato di lavorare sia nel rispetto delle persone che dell'ambiente – sottolinea Erica - cerchiamo di offrire opportunità di lavoro ad artigiani nei paesi di origine perché possano rimanere nel loro paese, vicini alle loro famiglie e alle loro tradizioni. Siamo una goccia nel mondo ma cerchiamo di fare la nostra parte”. Per maggiori informazioni: www.vagamondi.net.

Foto di Francesco Boni

Foto di Francesco Boni


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Imprese sostenibili

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L'economista protagonista dell'incontro per i 17 anni di MediaMo

Zamagni e l'impresa "civile"

• E tu cosa fai? Questo lo slogan impresso sul biglietto di invito per il compleanno dell’agenzia di comunicazione Mediamo di Modena, diretta da Andrea Cavallini e Paolo Seghedoni, che ha festeggiato i suoi 17 anni con un evento pubblico organizzato alla Casa Ecologica. Non è la prima volta che la ricorrenza diventa occasione pubblica per riflettere su temi importanti che riguardano la responsabilità sociale d’impresa e quest’anno si è fatto il punto sul Welfare Aziendale. Ospiti della serata sono stati il professor Zamagni, economista dell’Università di Bologna e la dottoressa Giuliana Urbelli, assessore alle politiche di Welfare del Comune di Modena. Zamagni nel suo discorso, ha spostato l’attenzione sulla necessità di fare un passo avanti riguardo a quanto si sta

facendo in quest’ambito introducendo il concetto di responsabilità civile dove l’impresa non può più limitarsi a seguire ciò che la legge prescrive ma deve concorrere a realizzare regole del gioco migliori che non possono guardare solo all’interno di sé stessa ma devono rivolgersi alla civitas, la città delle persone e delle anime. L’intervento del professore si è chiuso con una frase del poeta e filosofo indiano Tagore, “Quando tramonta il sole non piangere, perché le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle”, volendo così sottolineare che oggi ci troviamo in questa situazione ma che un gruppo di imprenditori illuminati può avviare un discorso diverso e innescare un welfare generativo. Partendo da questa nuova visione anche l’assessore Urbelli ha rimarcato

Portare il proprio bambino: questione di contatto

La coccola che fa la differenza

di Laura Solieri • “Perché portare? Per ritrovare uno spazio intimo tra mamma e bambino, per instaurare una relazione basata sull’ascolto e l’attenzione, per sentirsi nuovamente un corpo solo con due cuori che battono e perché…è comodo! Soprattutto quando si ha più di un figlio, avere il più piccolo nella fascia è veramente un modo per avere le mani libere e dedicarsi al più grande in modo quasi esclusivo, mentre il più piccolo dorme beatamente in fascia”. Parola di Carlotta Casacci, di Medolla, mamma di due bambini di 2 e 4 anni che nella vita si occupa di organizzazione corsi nel campo sanitario e per mamme e bambini. “Sono consulente in via di certificazione della Scuola del Portare®, significa che ho già frequentato due moduli del corso e mi manca la certificazione che si terrà nella prossima estate – ci spiega Carlotta - La mia attività consiste nell’aiutare i genitori a trovare il modo migliore per portare i propri bambini con la fascia portabebè o con il marsupio ergonomico. Attraverso consulenze individuali o di gruppo insegno specifi-

di Paola Ducci

Tempo di lettura 4 min.

che non è più possibile contare su politiche di welfare basate quasi esclusivamente su uno stato che raccoglie e distribuisce risorse tramite il sistema fiscale e i trasferimenti monetari, ma serve un welfare che sia in grado di rigenerare le risorse (già) disponibili, responsabilizzando sia le imprese, che possono fornire un importante aiuto non solo ai propri diretti dipendenti ma anche all’intera comunità, sia le persone che ricevono questo aiuto, al fine di aumentare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell’intera collettività. Ben vengano allora le cooperazioni tra imprese che, come sottolineava ancora Zamagni, inneschino quella triangolazione tra pubblico, privato e terzo settore dove tutti devono mettere qualcosa.

Tempo di lettura 5 min.

che legature per portare il proprio figlio dalla nascita fino a quando genitori e bambino lo desiderano”. La Scuola del Portare®, con sede a Roma, è una realtà formativa che nasce per iniziativa e dall’esperienza pluriennale della dott.ssa Antonella Gennatiempo. Nel corso degli anni ha formato tante professioniste, le cosiddette “Consulenti del Portare®” che hanno accolto e condiviso lo spirito ed i metodi praticati dalla scuola. “Il contatto tra bambino e genitori è sicuramente favorito dall’attenzione nel mettersi in ascolto dei bisogni del bambino – prosegue Carlotta - Se un bambino ha bisogno di stare in braccio, lì deve

stare, se ha bisogno di tranquillità occorre favorirla in tutti i modi poiché solo soddisfando i bisogni di un bambino piccolo formeremo, in modo sano e solido, la sua identità”. Molto importante è, in primis, il contatto visivo: un neonato si riconosce nel volto della mamma che lo allatta, si ritrova nei suoi occhi, poi il contatto fisico, il tocco gentile della mano della mamma e del papà che accarezza il proprio figlio è la coccola più dolce che ci sia. “Attraverso il contatto si stabilisce un legame che non si potrà più sciogliere – spiega Carlotta - contatto che non deve mai smettere di esserci anche quando i bambini sono cresciuti, poiché avranno sempre bisogno del calore e del contenimento fisico ed emotivo di mamma e papà. I bambini cresciuti ad alto contatto, dapprima certamente con la fascia, col pelle a pelle poi con l’ascolto, saranno bambini che sapranno gestire al meglio le proprie emozioni poiché le avranno sperimentate positivamente”. Se le mamme che ci leggono vogliono saperne di più possono scrivere a carlotta@espritsrl.com.

La ‘Coccinella’ il negozio che mancava

Cosmesi biologica per tutta la famiglia e pulizia ecologica della casa • A Casalgrande di Reggio Emilia puoi trovare cosmesi naturale per tutta la famiglia e detergenza per la tua casa grazie alla ‘Coccinella’, una bottega completamente bio e a chilometri zero. La qualità dei prodotti e la serietà di chi li fa, vengono testati e valutati prima di trovarsi sugli scaffali della Coccinella, perchè le scelte dei consumatori consapevoli che sostengono la natura devono essere premiate. “Ormai sono davvero molte le persone consapevoli dei danni che i prodotti di cosmesi non naturali portano a pelle e capelli – racconta Emanuela, titolare della ‘Coccinella’ – ma sono ancora poche quelle che si sono abituate a usare detergenti naturali per la pulizia della casa. Quando ho deciso di aprire questo locale avevo l’obiettivo di dare assistenza ai miei clienti, fornendo tutte le informazioni necessarie a scegliere i prodotti più adatti alle loro esigenze nel rispetto dell’ambiente. I detergenti che ho scelto per la casa sono ecologici e provengono da materie prime vegetali. Sostengo la vendita sfusa dei detergenti per evitare il dannoso consumo di plastica usa e getta”. “Pongo particolare attenzione alla cosmesi adatta a persone allergiche e con pelle sensibile – spiega Emanuela - dalle maschere agli henné per capelli, dalle creme ai detergenti passando per qualche prodotto di make up. Scelgo ditte come Olfattiva profumeria botanica e Erbe di Janas perché lavorano con serietà per fornire prodotti di altissima qualità. Ho allestito uno spazio dedicato agli olii essenziali e particolare attenzione è riservata ai più piccoli e a chi vuole crescerli utilizzando prodotti 100% naturali”. “Per far sì che il mio negozio non fosse solo un locale in cui comprare qualcosa ma un luogo dove ricevere consigli e scoprire nuovi modi di prendersi cura di sé ho organizzato ogni terzo lunedì del mese incontri con Sara Prandi, operatrice olistica, (associazione culturale olistica Jara di Viano). Ogni Martedì i clienti possono ritirare la propria BioCassetta di ortofrutta, iscrivendosi alla mailing list della Coccinella. La frutta e la verdura provengono dal negozio di alimentari biologico Cassetta Verde di Scandiano. Una volta al mese inoltre è possibile prenotare una seduta di BioMake Up personalizzata con Arianna. Organizzo anche serate di aromaterapia con Sara Campani (www.saracampani.it)e promuovo incontri divulgativi su tecniche olistiche e naturali per il sostegno del benessere generale della persona”. “A parte la qualità dei prodotti che sono in vendita – conclude Emanuela - ho voluto creare un punto di ritrovo anche per attività che non sono strettamente collegate al negozio ma agli stili di vita sostenibili e alle esigenze di chi cerca una alternativa ai meccanismi imposti di consumo acritico”.


Benessere

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viveresostenibilemodena.net

INVERNO 2017

C’è rolfing e rolfing®: facciamo chiarezza

Un approfondimento per andare oltre ai luoghi comuni su questo metodo olistico poco conosciuto di Cristina Crivellari* • Mi è capitato ultimamente di sentire parlare del rolfing in maniera distorta e spiacevole: “fa male”, “è un massaggio decontratturante”, “se devo sentire male non lo faccio”, fino a “è un metodo anacronistico”. Per rispetto verso me stessa e l’impegno che dedico al mio lavoro, riconoscendo l’impegno e la serietà dei miei colleghi in Italia (Associazione Italiana Rolfing, www.rolfing. it) e all’estero (E.R.A. European Rolfing Association), oltre alla considerazione del monte ore necessario alla pratica professionale, partendo dal corso base alla continuing education, mi sento in dovere di chiarire alcuni aspetti. Il Rolfing® non è un massaggio decontratturante, da applicare alla parte del corpo che fa male o più compatta e in difficoltà ma un metodo di lavoro che prevede l’osservazione della persona nell’insieme delle sue strutture (fisica, percettiva, psicologica, coordinativa) quindi un metodo olistico, termine tanto di moda ai nostri giorni. I Rolfer ® “leggono” il corpo in movimento, toccano le fasce

Tempo di lettura 4 min.

(tessuto connettivo) con l’intenzione di ripristinare il loro scorrimento secondo quanto ‘letto’ in precedenza e secondo l’obiettivo della seduta. Sì, perché nel percorso individuale le sedute sono dieci, ma

ognuna ha un “tema” specifico e tocca parti differenti del corpo, e passo passo formano un percorso di liberazione (dalle restrizioni fasciali) e integrazione, riconoscimento del proprio corpo e delle pro-

prie risorse. “Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è”. Questa frase di Buddha ci fa riflettere sulla diversa percezione individuale del dolore, che è anche biochimica e sulla necessità di qualsiasi operatore di dialogare verbalmente o no, con la disponibilità dell’altra persona ad accogliere un’opzione di cambiamento. Esercitando quindi un tocco sensibile e di “ascolto”, accettando e supportando il processo in atto, educando (dal latino educere, portare fuori) nel movimento. Oltre al percorso individuale, propongo a piccoli gruppi esplorazioni ed esercizi sui principi del Rolfing® che permettono di allenare la fascia, percepire le connessioni del nostro corpo, e modificare in maniera autonoma e consapevole la propria postura con elasticità e resilienza. Le nostre abitudini, anche posturali, la nostra percezione, il nostro coordinamento e la nostra psicologia, oltre al nostro bagaglio genetico, formano dalla nascita in poi quel “posto sicuro” in cui rifugiar-

ci. La vita invece è movimento e mutamento continuo e la forza di gravità ci tiene alla Terra, richiedendo al nostro corpo, e non solo, adattabilità e resilienza. Il Rolfing® può essere un buon propulsore per “allinearci” e tenere il passo rilassati. Se ne vuoi saperne di più partecipa ad una delle mie presentazioni gratuite, pre-

nota un colloquio informativo oppure partecipa ad uno dei miei corsi. Il Rolfing ®è un marchio registrato e potete trovare l’elenco degli operatori italiani abilitati divisi per regione nel sito di A.I.R. - www.rolfing.it. Per l’Associazione Europea www.rolfing.org. * Rolfer – Studio Rolfing®

I corsi

Ogni lunedì alle 19: • “Le braccia, messaggeri del cuore” 20 e 27 febbraio • “Il cammino, la colonna vertebrale ed i suoi movimenti” 6-13-20-27 marzo • “Affrontare il mondo: il viso e gli organi di senso” 3 e 10 aprile • “Allineamento ed integrazione senza sforzo” 8-15-2229 maggio e 5 giugno Presentazioni gratuite del percorso Rolfing® individuale e di gruppo il 15 febbraio e il 12 aprile alle 19.

Per saperne di più Cristina Crivellari - Studio Rolfing® via Tiziano 74, Modena 368/470485 - crist.al@libero.it

Primavera… tempo di depurazione Cereali integrali, verdure e legumi: la dieta corretta per disintossicare il nostro organismo di Elisa Semeghini* • Ormai è primavera, la giornata si allunga e le temperature sono più miti. È il momento in cui la forza sotterranea dell’inverno germina e esce dal terreno. La medicina tradizionale cinese individua questo momento come quello dell’energia del legno: è un energia ascendente che esprime una grande potenzialità e che dà origine ad un nuovo ciclo. Nella medicina tradizionale cinese l’energia è vista come una forza in continuo movimento tra due opposti yin e yang e che esprime qualità diverse secondo il periodo in cui viene considerata. In primavera la qualità predominante è quella dell’organizzazione, del controllo, dell’alternanza tra rabbia e imperturbabilità, della scelta. Gli organi di riferimento sono il fegato e la vescicola biliare. Il fegato svolge la funzione di depurare il sangue ricco di nutrienti proveniente dal nostro intestino tenue; esso inoltre sceglie di trattenere le sostanze utili alla vita e di scartare quelle dannose, sceglie inoltre quali sostanze nutritive impiegare subito e quali stoccare come riserva. Il fegato secerne inoltre i succhi

Tempo di lettura 4 min.

biliari che vengono immagazzinati nella vescicola biliare e da qui riversati all’occorrenza nel duodeno dove partecipano alla digestione dei grassi. L’alimentazione primaverile ottimale è quindi finalizzata a donare al corpo leggerezza tramite la depurazione; in

particolare è importante effettuare una buona pulizia del fegato e della vescicola biliare già all’inizio della primavera così da depurare questi organi degli eccessi del periodo natalizio e consentire loro di essere efficienti proprio nel periodo dell’anno in cui

esprimono la maggiore vitalità. La base della depurazione del corpo e dello spirito è l’adozione di una alimentazione semplice priva di derivati di origine animale ed alcol. Per chi è onnivoro privarsi di questi alimenti è difficile e viene percepito come un sacrificio; si tratta in realtà di una pratica facile nel momento in cui abbiamo chiaro il nostro obiettivo e mettiamo in campo le risorse necessarie ad attuarlo. Stabiliamo un periodo definito in cui seguiremo una dieta vegetale, da 10 a 30 giorni ad esempio se il consumo di carne, latte e latticini è consueto. Stiliamo un piano alimentare alternativo che preveda l’assunzione regolare di cereali integrali, verdure cotte e crude, piccole porzioni di legumi. Acquistiamo alimenti prodotti vicino a noi e con metodi che prevedano la riduzione o l’assenza di pesticidi che abbassano la qualità dell’alimento. Evitiamo di assumere alcol; il fegato viene infatti caricato di lavoro in quanto è proprio l’organo deputato alla metabolizzazione di questo composto. Eliminiamo o riduciamo drasticamente i prodotti da forno salati e dolci; essi infatti sono

contraddistinti da una energia molto forte che determina l’indurimento del fegato e di conseguenza gli conferiscono rigidità e schematicità… qualità che ritroveremo poi anche a livello più sottile di emozione e pensiero. Quando il nostro intestino ci chiederà i farinacei possiamo calmarlo con alcune gallette oppure scegliamo pane prodotto da farine integrale di pasta madre e variamo i cereali di origine. Evitiamo lo zucchero nelle sue varie forme: caramelle, chewingum, bevande zuccherate, edulcoranti per bevande calde, dolci di pasticceria e merendine confezionate. Quando il nostro pancreas ci chiederà il dolce possiamo gratificarlo con ottime gelatine di frutta naturali e succo di mela naturale tiepido. Assumiamo verdura di stagione verde, fresca e che punta verso il cielo: germogli, foglie di tarassaco, ortica, carciofi, radicchi. Stimoliamo

il fegato con il sapore acidulo in piccole quantità bevendo ogni mattina mezzo bicchiere di acqua a temperatura ambiente con un poco di succo di limone. Se possediamo un estrattore possiamo preparare succhi di carota o spinacio con l’aggiunta di limone. Facciamo attenzione ai grassi assumendoli solo se di ottima qualità: olio extravergine di oliva spremuto a freddo da produzioni tracciabili e nazionali, semi di lino ben triturati, noci, nocciole e mandorle. Facciamo movimento fisico camminando all’aperto e aumentiamo la nostra sudorazione con alcune sedute di sauna. La depurazione del fegato è un lavoro preparatorio molto utile per riordinare l’intestino, lasciare andare il muco invernale, riacquistare energia, contrastare le allergie primaverili e perdere peso. *biologa nutrizionista

Per saperne di più

Elisa Semeghini - biologa nutrizionista www.elisasemeghini.it info@elisasemeghini.it


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Intervista al prof. Vincenzo Balzani A cura di Giovanni Santandrea, Transition Italia

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E’ un’intervista molto particolare questa che mi appresto a realizzare. Ho l’onore di incontrare il prof. Vincenzo Balzani. La sua gentilezza e affabilità sono tali che è facile per me scordare che questa è un’intervista ad un “quasi” premio Nobel per la Chimica. Non è una cosa che capita tutti i giorni. Balzani è un ricercatore italiano che ha svolto attività didattica e di ricerca ai massimi livelli italiani e mondiali. Dopo essersi laureato in Chimica all’Università di Bologna, vi ha poi svolto l’attività di docente fino al 2010. La fotochimica e le nano tecnologie rappresentano alcuni dei campi di ricerca che ha sviluppato con più successo. La lista dei riconoscimenti accademici internazionali è così vasta che nello spazio di questo articolo non li possiamo riportare. Ma è anche persona con un forte interesse per le questioni sociali. Nel 2008, sempre presso l’Università di Bologna, ha fondato il corso interdisciplinare Scienza e Società. Buongiorno prof. Balzani, perdoni la prevedibilità della mia prima domanda. Vorrei iniziare questa intervista proprio parlando del mancato riconoscimento del Premio Nobel per la Chimica che nello scorso Ottobre lei avrebbe potuto ricevere insieme ai suoi colleghi ricercatori Sauvage, Fraser Stoddart e Feringa per gli studi sulle macchine molecolari. A distanza di qualche mese dono alla logica binaria (si/no; destra/sinistra; ecc) e quinle chiedo di raccontarci cosa ha provato nel momento in di possono essere utili per miniaturizzazioni estreme di cui ha appreso la notizia. E cosa prova ora, a distanza di sistemi informatici, oppure come sensori anche in mediqualche mese? A novembre quando il suo amico, e neo cina. Difficile prevedere tempi per applicazioni industriali, premio Nobel, James Fraser Stoddart è venuto a sorpresa come sempre accade per le ricerche di frontiera. a Bologna per festeggiare il suo ottantesimo compleanno, cosa vi siete detti? Nell’introduzione ho citato la sua passione civile che Il premio Nobel per la Chimica da qualche anno veniva l’ha portata a fondare il corso interdisciplinare Scienza dato a studi riguardanti aspetti biologici. Eravamo tutti ben e società. Certamente lei non incarna il modello del riconsapevoli che le macchine molecolari sono un argomen- cercatore chiuso nel suo laboratorio, avulso dai probleto di punta della ricerca chimica, ma nessuno si aspettava mi del mondo. E’ noto inoltre il suo impegno pubblico in varie campagne referendarie che riguardavano questioni che il premio Nobel fosse assegnato a queste ricerche. Quando la mattina del 5 ottobre la telefonata di un giovane energetiche. Intendo il referendum del 2011 per l’abrocollega mi annunciava che il premio Nobel era andato alle gazione delle norme che consentivano nuovamente la macchine molecolari sono stato piacevolmente sorpreso, produzione nel territorio nazionale di  energia elettrica poi amareggiato perché non ero fra i tre scienziati scelti. nucleare, e il referendum dell’Aprile di quest’anno per Subito sono incominciati ad arrivare messaggi di solida- l’abrogazione  della norma che estendeva la durata delHerborea Srl -Via Viara 9221 -Castel S.Pietro Terme-www.lynphavitale.com rietà da tutto il mondo che giudicavano la scelta ingiusta le concessioni per estrarre idrocarburi in zone di mare, perché il nostro gruppo è stato il primo a far muovere le impropriamente denominato “referendum contro le trimacchine molecolari. Voglio sottolineare, però, che i tre velle”. Mi piacerebbe capire quali sono le origini di questa premiati sono bravissimi colleghi e anche miei amici. Qual- forte passione civile che la contraddistingue? cuno ha subito avanzato l’ipotesi che, siccome eravamo in E’ un dono che ho ricevuto e poi coltivato anche per alcune quattro, ma solo tre potevano essere premiati, fattori non vicende familiari. Mi piace stare dalla parte dei più deboli scientifici avessero giocato un qualche ruolo. Due giorni e della natura. Non posso sopportare quelli che pensano dopo è anche apparsa su tutti i giornali una lettera dei ver- di sapere tutto e di poter risolvere da soli tutti i problemi. tici della Chimica italiana nella quale si sottolineava che l’Italia non è capace di fare squadra e di appoggiare i suoi scienziati. Sia come sia, mi sono subito tranquillizzato. Ho capito che le manifestazioni di stima e di affetto che stavo ricevendo valevano molto più del premio. Quando pochi giorni dopo, alla festa del mio compleanno organizzata dai miei giovani colleghi, è comparso Fraser Stoddart, uno dei tre premiati, e abbracciandomi mi ha detto “Lo meritavi anche tu”, ho sperimentato la vera amicizia.

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Le macchine molecolari possono essere descritte come particolari aggregati di molecole che, esposte a particolari fasci di luce, eseguono movimenti non casuali e prevedibili. E’ una definizione accettabile? In modo semplice, ci può raccontare quali scenari si possono aprire con questa scoperta? In quali campi applicativi possono trovare un utilizzo? Quanto tempo sarà necessario perché queste tecnologie possano trovare spazio in prodotti industriali? Le macchine molecolari sono aggregati molto ben progettati di componenti molecolari aventi proprietà specifiche e i loro movimenti possono essere “alimentati” da stimoli luminosi, elettrici o chimici. Sono sistemi nanometrici (il nanometro è la miliardesima parte del metro) che rispon-

Credo che anche la scienza, da sola, non potrà mai portarci là dove dovremmo andare: verso una società più giusta, verso la pace. Come ricercatore e come divulgatore ha scritto molti libri che hanno come filo conduttore il tema energetico. Dalla produzione di energia attraverso processi fotochimici alla spiegazione di come le energie rinnovabili rappresentino l’unica seria scelta su cui orientarsi. Quale è il suo parere sulle politiche energetiche che si fanno in Italia? Quali sono gli aspetti positivi? e quali le criticità maggiori? In Italia chi ci governa, anche a livello regionale, non ha capito o non vuole capire che la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili è inevitabile ed irreversibile e che bisogna accelerare, non ostacolare questa transizione. La transizione energetica è il fondamento per passare dall’economia lineare dell’usa e getta all’economia circolare dell’efficienza, del risparmio, del riuso e del riciclo, l’unica via per costruire un futuro sostenibile, l’unico futuro possibile. Cercare di estrarre le ultime gocce di petrolio dall’Adriatico, col rischio di fare danni ecologici, oppure promuovere la costruzione dei nuovi SUV Lamborghini, emblema del consumismo e delle disuguaglianze, sono azioni che vanno in direzione opposta a quella di un futuro sostenibile e di una società più equa. Penso sia molto importante far sentire ai politici la voce degli scienziati e proprio per questo coordino il gruppo energiaperlitalia.it. Purtroppo non ci ascoltano. Il 2015 ha visto Papa Francesco scrivere l’enciclica “Laudato sì” rivolta a tutti gli esseri umani, per richiamare la loro attenzione alla gravità dei problemi ambientali che minacciano l’umanità, specie i più poveri del pianeta. Ma non solo. Sul fronte laico, COP21 di Parigi ha prodotto un accordo internazionale sottoscritto da tutti i paesi presenti al summit. Pur con evidenti limiti, tale successo


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12 diplomatico era impensabile solo qualche anno prima. Rispetto allo scenario globale del pianeta, con un’umanità che deve dare rapide risposte ai problemi energetici e alle minacce, più che incombenti, dei cambiamenti climatici, quale è il suo stato d’animo? Cosa prevede? In altre parole, dentro di lei prevale un motivato pessimismo per il futuro, o ritiene che c’è ancora spazio per un cambiamento radicale dei nostri comportamenti sociali ed economici? Secondo me i due eventi da lei citati, l’enciclica di papa Francesco e la COP21 di Parigi, hanno fatto girare il vento, hanno causato una svolta. Economia e politica sono rimaste spiazzate da due prese di posizione così autorevoli. L’economia ha presto capito che la transizione energetica è inevitabile e che quindi, come ha detto un grande manager, è inutile andare contro corrente. Meglio assecondare la transizione e cercare di coglierne i vantaggi. Questo mi fa essere ottimista sul fatto che potremo evitare la degradazione del pianeta, l’unico luogo in cui possiamo vivere. Sono meno ottimista sul fatto che la gente, specialmente i politici, capiscano che, poiché siamo tutti sulla stessa “barca” (o astronave, come diciamo noi), potremo vivere in pace solo se riduciamo le disuguaglianze che sono le cause di guerre, rivoluzioni e migrazioni. E’ anche vero che non possiamo aspettare che sia la politica a fare tutto. Ciascuno di noi, nel campo in cui opera, con le competenze di cui dispone, nella situazione in cui si trova, deve sentirsi coinvolto in questa sfida mettendo in gioco le preziose energie spirituali che caratterizzano l’uomo: responsabilità, sobrietà, collaborazione, solidarietà, amicizia, creatività. Negli Stati Uniti tra pochi giorni si insedia il nuovo Presidente Donald Trump. Nelle sue dichiarazioni in campagna elettorale ha più volte negato la minaccia climatica e ha preannunciato il rilancio delle attività estrattive legate al carbone e agli idrocarburi. Lei che opinione ha? Ritiene che siano effettivamente posizioni politiche che andranno ad incidere in modo determinante sui processi di decarbonizzazione che ti-

midamente si cerca di progettare? Ho letto recentemente un articolo di Obama su Science. Dice, molto giustamente, che non saranno le eventuali scelte politiche sbagliate a breve termine e in un solo paese ad impedire l’inevitabile transizione energetica. Potranno solo ritardarla. Più probabile che presto Trump ed i suoi consiglieri si rendano conto che non si può tornare indietro, pena bloccare l’economia americana, che ha ormai preso un’altra strada. La sua attività di docente universitario le ha dato l’occasione di avere uno stretto contatto con il mondo degli studenti. Che rapporto ha con il mondo giovanile? Alla luce delle oggettive difficoltà che pesano sul futuro delle giovani generazioni, ha qualche suggerimento o indicazione che vorrebbe rivolgere loro? Sono tempi duri per un insieme di ragioni e per molti sbagli che ha fatto la mia generazione. Il suggerimento è di vivere con passione, scegliere il campo di studi nel quale si sentono più portati e di non temere di sviluppare e proporre idee nuove. Vorrei chiudere questa nostra piacevole chiacchierata con una domanda particolare. Nelle sue conferenze pubbliche ogni tanto le capita di

citare frasi tratte dalle Sacre Scritture. Mi piacerebbe che ci parlasse di come vive la dimensione spirituale della vita. Come riesce a coniugare dentro di lei il rigore del metodo scientifico e la dimensione soprannaturale della fede? Per la sua personale visione della vita, l’umanità avrà un futuro grazie alle tecnologie, oppure perché sarà capace di fare un salto evolutivo verso una maggiore maturità? Non trovo contraddizione fra scienza e fede. Sono su due piani diversi, ma non scollegati. Per quanto posso dire io, scienza e fede non solo non si escludono, ma si rafforzano a vicenda. La scienza risponde alle domande “come avviene che …”. Ci sono domande alle quali la scienza, invece, non potrà mai rispondere e che mi interessano ancor di più: che senso ha la mia vita? cos’è l’amore? perché c’é il male? cosa c’era prima del Big Bang? che significato ha l’evoluzione, dall’energia primordiale alla materia cosmica, alla vita, all’uomo, essere che ama, che pensa, che prevede, che ha sete di conoscere e che non è mai soddisfatto? In generale, la scienza non può rispondere a tutte quelle domande che iniziano con “perché?”. Pensando alle meraviglie dell’universo immenso o a quelle delle nostre nanometriche macchine molecolari, non posso che concludere che c’è “qualcosa” molto più grande di noi e di tutta la nostra scienza. Questo “qualcosa” penso sia “qualcuno”: Dio. Sapere che è tanto più grande di noi e che è sceso fino a noi in Gesù per accoglierci con misericordia ed insegnarci ad amare mi consola molto e mi dà fiducia. Io credo nella Divina Provvidenza che mi ha fatto incontrare al liceo una ragazza di nome Carla, ora mia moglie, e una scienza di nome Chimica che mi ha dato tante soddisfazioni, compreso il premio Nobel mancato; e che, quando non ero più giovanissimo, mi ha fatto incontrare una persona, un sacerdote, che ha aperto molte finestre nella torre d’avorio nella quale andavo rinchiudendomi. Grazie di cuore prof. Balzani del tempo che hai voluto dedicare ai lettori di Vivere Sostenibile!

Fermati, vivi... macrobiotica che passione!

La casa editrice Macro festeggia quest’anno i suoi 30 anni di editoria. Da sempre sostenitrice del benessere olistico della persona, Macro diffonde una cultura naturale e sana, rispettosa dei tempi biologici propri dell’essere umano e dell’ambiente. In onore dei festeggiamenti per i suoi 30 anni Macro lancia un’iniziativa originale e controcorrente, finalizzata al risveglio delle coscienze moderne, sempre di corsa, di fretta, in ritardo. Abbiamo invitato alcuni nostri autori a sedersi sulla panchina gialla, simbolo e monito della campagna, per sentirli parlare del momento in cui si osno fermati a prendere consapevolezza dei loro veri bisogni. Questa volta è il turno di Dealma Franceschetti, autrice per macro del libro L’apprendista macrobiotico. Cuoca e Foodblogger macrobioti-

ca, Dealma ha fatto della sua scelta alimentare una vera passione, che è poi diventata un lavoro.

C’è mai stato un momento nella vita in cui hai deciso di fermarti? Il momento in cui mi sono un po’ fermata a riflettere è stato quando nel 2005 ho incontrato la macrobiotica che mi ha sicuramente aperto tutto un mondo, un universo nuovo da studiare e da scoprire e una prospettiva di guarigione dai miei problemi di salute. Ma anche la possibilità di iniziare ad aiutare le persone a stare meglio. Però quello che davvero mi ha fatto pensare è stato rendermi conto che la macrobiotica poteva essere uno strumento per portare le persone ad abbandonare il cibo animale pensando alla propria salute. Questo perché io fin da rag-

Perché hai condiviso con la casa editrice macro il tuo progetto editoriale? Macro per me è un nome interessante perché si abbina alla Macrobiotica e come casa editrice credo che sia un po’ un modello da seguire perché raccoglie tante persone diverse e tante idee diverse e credo che possa quindi aiutare le persone ad aumentare la propria consapevolezza circa le innumerevoli strade che possiamo seguire per migliorare la nostra salute.

nostro presente? Il termine “macrobiotica” deriva dal greco makros (grande, lungo, esteso) e biotikós (vitale, della vita). Possiamo quindi considerarla come “l’arte della lunga vita”, ma non solo. Il termine makros può essere inteso anche come felicità, pienezza e realizzazione di sé. Personalmente mi piace intendere questo termine come un invito a sentirsi parte di un insieme più grande che unisce ogni creatura vivente. Da millenni l’essere umano è consapevole che tutto è Uno, ma in Occidente l’abbiamo dimenticato. La macrobiotica può servire a rammentarcelo e ad aiutarci a ritrovare l’armonia perduta, con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Quale contributo può apportare la macrobiotcia al

Segui la campagna su fermativivi.it

que allo stesso obbiettivo quindi prendere due piccioni con una fava: aiutare le persone a stare bene e perseguire nella mia piccola missione personale di far smettere alle persone di mangiare gli animali.

azzina, 14/15 anni tenevo molto a questo aspetto della scelta vegana/vegetariana per smettere di allevare gli animali soprattutto in modo intensivo, non mi piacevano questo mondo e questo modo di trattare gli animali. Come e perché la macrobiotica è diventata anche il tuo lavoro, oltre che la tua passione?

Un po’ per tutta la mia vita ho sempre cercato di portare le persone verso questa scelta; però facevo leva sulla motivazione etica e mi sono resa conto che non tutti sviluppavano già questa sensibilità e prendevo un sacco di porte in faccia. Con la Macrobiotica mi sono resa conto che posso passare dalla porta di servizio, usare la leva della salute per arrivare comun-

Al Sana di Bologna abbiamo presentato i nuovi prodotti della linea EcoNano Green. Sei una farmacia, erborista o negozio bio? Richiedici la campionatura gratuita di tutti i prodotti nel fantastico formato show product!


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Buone pratiche, belle idee e buona amministrazione

14 Libri&C. VALUTAZIONE DI VIVERE SOSTENIBILE:

OTTIMO

SCARSO

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Cambio pelle in 7 passi

I regali della natura

Manuale di Fiori ed Erbe

Autore: Lucia Cuffaro Editore: Arianna editrice Pagine: 296 – prezzo di Copertina: 12,90 €

Autore: Helena Arendt Editore: Terre di mezzo Editore Pagine: 192 – prezzo di Copertina: 18,90 €

Autore: Hubert Bosch, Lucilla Satanassi Editore: Età dell’Acquario Edizioni Pagine: 306 – prezzo di Copertina: 21 €

Ma quanto è grande il mondo della biocosmesi soprattutto se legato all’auto produzione! Lucia Cuffaro non sbaglia una mossa e ci motiva a scegliere i passi essenziali da fare per rispettare la nostra pelle, con semplicità e leggerezza come sempre. Il tutto in questi 7 semplici passi: • la consapevolezza: pelle libera dal petrolio • la conoscenza: gli ingredienti naturali amici della pelle • la detersione: i gesti quotidiani per la pulizia del corpo • il nutrimento: idratare e illuminare la pelle • la cura: alleviare i disturbi, rafforzare e proteggere il corpo • il piacere: profumarsi, sedurre e rilassarsi • il cambiamento: abbracciare uno stile di vita improntato al benessere e alla decre-scita. Semplici gesti di benessere per rivoluzionare la routine quotidiana. Un libro immancabile nella casa di ognuno di noi ricco di consigli di stimoli di notte e di spunti presi anche dalla tradizione per una scelta davvero sostenibile della nostra bellezza.

Il libro che mancava! Non mi è capitato spesso di avere questo pensiero ma appena ho visto que-sto nuovo bel volume questo pensiero mi è uscito dal cuore. Creare attraverso la natura tornando un po’ bambini e connessi è una delle cose che più possono dare gioia alle persone. Erbe e frutti sono ingredienti speciali per oli, succhi e inchiostri colorati; ciottoli, bacche e cortecce danno vita a sculture e disegni unici e irripetibili; fiori e petali decorano e profumano una saponetta, ma di-ventano anche un portalume o una ghirlanda... I fagioli possono diventare collane, le arachidi scul-ture, i semi decori su scatole da regalare, rami piccole cornici. Il tutto presentato con foto di am-pio respiro e dividendo i vari elementi della natura a seconda delle stagioni e degli elementi. Gra-zie a questo libero avrete tante possibilità di contatto, di gioia e di creatività con la natura, facen-do sbocciare bellissimi sorrisi tra grandi e bambini. Torniamo così a dedicarci tempo di qualità e a dare libero sfogo alla fantasia, nella condivisione.

Hubert e Lucilla hanno scritto questo manuale 15 anni fa e per anni lo hanno editato e incarnato, portando avanti la bellissima realtà di Remedia, sulle colline di Cesena. Ora lo hanno arricchito, grazie al frutto dell’esperienza acquista nei campi e con le persone proprio in quel luogo magico in cui le erbe vengono prima di tutto amate, poi conosciute, cresciute, raccolte, rispettate e trasformate. Così potremo fare tutti noi leggendo questo manuale, che ci guida passo passo: dalle informazioni generali sul mondo delle erbe, alla loro raccolta e trasformazione, per poi passare alle varie tipologie dei prodotti erboristici e alle svariate possibilità di preparazione di cosmesi vegetale e totalmente naturale. Il viaggio termina con l’illustrazione dei disturbi frequenti che possiamo affrontare grazie all’aiuto delle erbe, che dopo la lettura di questo manuale, così completo e puntuale, ci saranno sempre più amiche.

Nascere Sano, Sicuro e Naturale in Emilia Romagna

NO TAV - Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni

Autori Vari Editore: Macro Edizioni Pagine: 176 – prezzo di Copertina: 14,50 €

Autore: Mario Cavargna Editore: Intra Moenia Pagine: 320 – prezzo di Copertina: offerta minima consigliata 11,50 €

Una ricerca completa e approfondita sulle possibilità di scelta della madre su come e dove partorire in modo sano, sicuro e soprattutto naturale, in particolare in Emilia Romagna. Rivolto alle future mamme, ai futuri papà, alla sanità locale e a tutti gli operatori del settore, questa guida propone molti consigli pratici: dal movimento all’uso di farmaci in gravidanza; dalle alternative alla nascita in ospedale, fino alla ripresa dopo il parto. Si parla della nuova legge regionale e la modalità di accesso al parto naturale, dando informazioni sulle modalità di accesso a tutti i servizi per la mamma in dolce attesa prima e per il suo bebè poi, con tanto di indirizzi di associazioni di ostetriche, consultori, case Maternità e associazioni di mamme e papà suddivisi per provincia. Non manca l’elenco di tutte le aziende ospedaliere con reparto di ostetricia, completo di tutti i servizi offerti da ogni punto nascita. Nascere in maniera naturale, riducendo al minimo indispensabile le visite, gli esami invasivi e gli interventi sanitari, è la scelta scientificamente più sicura e umanamente più appagante.

La storia del Movimento NO TAV dalla nascita nel 1990 per giungere, in questo primo volume, a raccontare le principali vicende sino al 2008: una ricostruzione basata su 13.000 articoli di giornali, ma soprattutto sulla testimonianza diretta di fatti vissuti sempre in prima persona. “Questo lavoro (ed uso proprio la parola lavoro) - ha dichiarato l’autore - non è nato dal desiderio di scrivere un libro, ma dal timore che ci rubassero la nostra storia con una ricostruzione falsa di quanto è accaduto, perché noi abbiamo contro tutti i documenti ufficiali e gli articoli della grande stampa”. Ed ecco quindi il racconto puntuale di un confronto tecnico e umano che dura da 26 anni, ora pieno di speranza, ora sconfortato ma incrollabile, che svela le decisioni camuffate, i dati falsi, gli inganni mediatici che sono necessari per far costruire una grande opera inutile a scapito degli investimenti veramente utili per i cittadini. Ora l’attesa va alla pubblicazione del secondo volume, con le cronache dal 2009 al 2016.

Viaggio camminato in Portogallo Avete mai pensato di farvi coinvolgere in un sogno? Ecco, di questo stiamo parlando. Di farsi avvolgere da un sogno, di farsi travolgere dalla natura incontaminata e ancora selvaggia del Portogallo, di farsi catturare dalla voglia di contattare Sé stessi e vivere con intensità passo dopo passo, di farsi prendere dal desiderio di sperimentarsi in un’esperienza ecologica e sensoriale. Perché il tuo corpo, la tua mente, i tuoi sensi verranno chiamati dagli scenari, dagli odori e dai sapori di questa terra, verranno amplificati dal corpo che sente e trasforma durante il cammino. “SEGUENDO I PROPRI PASSI. CAMMINO E SURF” è un’esperienza alternativa, in consapevolezza, dove movimento e stanzialità s’intrecciano in un’onda sinuosa. Dove natura, cammino, yoga, meditazione, surf e internazionalità infondono una carica di energia per l’anima e per il corpo. Un modo diverso di viaggiare che ti prende per mano e ti porta più vicino a te. Fatti avvolgere da un sogno, lungo le prime 4 tappe del cammino portoghese, da Lisbona fino ad Arneiro das Milharicas. Un viaggio alternativo al solito cammino, con destinazione la Surfness Lodge Peniche. GODIAMO DELLA TERRA... GODIAMO DELL’OCEANO... Walkinglife vuole diffondere un modo di vivere conscio e sostenibile attraverso progetti di benessere in movimento. Surfness Lodge Peniche è una struttura recettiva, scuola di surf, yoga, sport e terapia sull’oceano. Insieme, Walkinglife e Surfness Lodge, ti invitano ad un’esperienza differente dal solito viaggio. 5 giorni sul Camino Portogues da Lisbona ad Arneiro das Milharicas e 3 giorni di relax a Baleal di surf, yoga e meditazione sull’Oceano. Date viaggio: 27 maggio -5 giugno 2017 Per saperne di più: Annalisa Nicolucci (walkinglife) 347.9751094, nicolucci73@hotmail.com


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Benessere

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Quando la depurazione è… eubiotica Dalle terme romane ai fanghi marini per detossinare e purificare corpo, viso e cuoio capelluto • Se, guardandoci allo specchio, notiamo che il nostro viso è spento, segnato e irritato, e il nostro corpo gonfio e contratto questi sono segnali evidenti che il nostro organismo ci sta chiedendo di essere depurato e disintossicato. La primavera è uno dei momenti più indicati per dedicarci alla purificazione del nostro organismo e prepararci all’estate. Infatti, il trattamento di depurazione renderà la nostra pelle pronta e recettiva per assorbire eventuali cosmetici e trattamenti in grado di rimetterci in forma, migliorare il nostro aspetto e sostenere senza ansie ‘la prova costume’. Il trattamento di depurazione eubiotico SICE affonda le sue radici nell’antichità, perché rievoca nel centro benessere quello che i nostri antenati facevano nelle terme romane. “Gli antichi romani – ci spiegano da SICE Eubiotica - conoscevano molto bene le qualità dell’acqua e, per poter usufruire dei suoi benefici, diedero vita a numerosi

centri termali sfruttando sorgenti naturali dotate di particolari proprietà curative. La stessa concezione architettonica di questi edifici si strutturava in relazione al percorso termale da svolgere e alle diverse fasi in cui era suddiviso. Esisteva infatti una sala chiamata calidarium adibita ai bagni ad alte temperature, dove i vapori sprigionati provocavano un’intensa sudorazione. Per i bagni in acqua fredda, poi, ci si immergeva nelle vasche del frigidarium dove rinfrescarsi e ritemprare il corpo. A collegare le due sale, c’era un ulteriore ambiente, il tiepidarium, dove una temperatura tiepida delle acque consentiva un passaggio moderato e riequilibrante tra le due precedenti e antitetiche zone delle terme. Questa concezione incentrata sulla dinamica caldo/freddo produceva chiari effetti disintossicanti e depuranti sia per l’organismo che per la pelle. Il corretto funzionamento del nostro corpo,

infatti, dipende fortemente dal rapporto tra la quantità di tossine introdotte, o che si producono, e la quantità che riusciamo ad eliminare. Per questo motivo, se nel nostro organismo si verifica un accumulo di sostanze nocive, tale situazione di criticità può generare problemi e inestetismi che si riflettono inevitabilmente sul tessuto cutaneo, evidenziando un chiaro stato di ‘intossicazione’. La nostra pelle, quindi, va depurata in modo corretto attraverso l’utilizzo di prodotti specifici in grado di dare vita a un’efficace azione ‘detossinante’”. Il trattamento di depurazione eubiotico SICE, che si estende a corpo, viso e cuoio capelluto, fa tesoro degli insegnamenti degli antichi e si basa sull’applicazione di tre fanghi gelatinosi di origine marina che permettono di rivivere il percorso calidarium/tiepidarium/frigidarium dei centri termali romani anche nei centri benessere in città. I fanghi

riscaldante, equilibrante e rinfrescante liberano i tessuti dalle sostanze nocive che col tempo si sono accumulate e depositate nella pelle, le riportano in superficie e le

eliminano attraverso la sudorazione. In questo modo si favorisce il riassorbimento e il recupero del tono della pelle e si migliorano in modo evidente il colorito e il turgo-

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re cutaneo. Sul nostro corpo la depurazione interviene per eliminare il sovraccarico di tossine dovuto al cambio di stagione e allo stile di vita errato (stress, alimentazione, sforzo fisico…), per migliorare la circolazione e per riequilibrare i tessuti. Inoltre, il trattamento può essere fatto ‘a mosaico’ in modo da poter riscaldare, ad esempio, le spalle se sono contratte e contemporaneamente rinfrescare gambe gonfie e pesanti. Sul viso, i fanghi permettono di ossigenare e meglio nutrire il derma, migliorando il microcircolo, quindi favorendo l’eliminazione di tossine e l’allentamento delle contratture muscolari. Il risultato che si avrà è quello di un viso drenato, disteso, luminoso e con un notevole miglioramento del colorito. È possibile prenotare o saperne di più sul trattamento di depurazione contattando Inlinea Centro estetico (via Giardini 456, Modena - 059 340422).

Gli step della beauty routine corretta Tutto quello che devi sapere per avere una pelle ogni giorno più bella e sana con i prodotti giusti di Sara di Aromatizzata Bio • La pelle è un vero e proprio organo ed è il più esteso di tutto il nostro corpo. Ha diverse funzioni, una delle quali è proteggerci dalle aggressioni del mondo esterno, ecco perché è così importante che ce ne prendiamo cura nel modo corretto, rispettandola senza aggredirla. Ognuno di noi dovrebbe dedicare un po’ di cura e attenzione alla propria

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pelle e avere una cosiddetta Skin Care Routine. Per molte persone questo momento può anche diventare una vera e propria occasione di relax e benessere. Ci sono alcuni passaggi fondamentali che non dovrebbero mai mancare quando si parla di una Routine di Bellezza: - Detersione: è il primo passaggio ed il più importante. Andrebbe fatta

mattina e sera. Anche se non ci si trucca sulla pelle si depositano smog e sporcizia che la sera vanno sempre rimosse (fai la prova con il dischetto bianco di cotone!). Al mattino si rimuove ciò che è stato applicato sul viso la sera prima e l’eventuale eccesso di sebo che la pelle ha prodotto durante la notte. E’ molto importante scegliere il detergente

in base al proprio tipo di pelle, e che rispetti i criteri di ecodermocompatibilità (cioè che sia privo di derivati petrolchimici e ingredienti troppo aggressivi). - Tonificazione: è il passaggio che ristabilisce il ph della pelle dopo la detersione, ridà idratazione al viso e lo prepara ai trattamenti successivi. Si possono usare idrolati oppure

tonici con ingredienti attivi per pelli più esigenti o mature. - Idratazione e protezione: in questo step la pelle è pronta per accogliere una buona crema ecodermocompatibile che contenga i princìpi attivi di cui necessita. E’ importante non “soffocarla” con prodotti occlusivi. Quello che facciamo ogni giorno è più importante di

quello che facciamo una volta ogni tanto e in ambito cosmetico una buona “manutenzione” quotidiana della nostra bellezza ci accompagnerà certamente verso un invecchiamento migliore. Il make-up in sé non fa miracoli, in alcuni casi rischia anzi di evidenziare le imperfezioni sottostanti, perciò l’ideale è sempre avere una buona base di partenza.


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Erbe e alimentazione

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Le erbe selvatiche: un mondo da esplorare

La chef Alessia Morabito e la sua passione per “il selvatico” scoperta grazie alle nonne di Laura Solieri • “Ho iniziato a studiare le erbe selvatiche e a usarle in cucina quando nel 2006 mi trasferii in Maremma e a Semproniano conobbi la chef Maria Giuseppina Baldazzi che come dessert mi offrì della ricotta freschissima con uno sciroppo di iperico fatto da lei: mi si aprì un mondo. Quel mondo faceva leva su una mia sensibilità culturale legata agli scritti di Michelet, al potere sapienziale femminile dell’uso di erbe e piante a scopo curativo: cercavo le “streghe”, le conoscevo e mi sentivo una di loro”. Chef, cuoca e cuciniera, nel 2015 Alessia Morabito si è trasferita a Modena dalla Maremma e racconta di aver ereditato dalle sue nonne la passione per “il selvatico”. “Sono stata una bambina fortunata, sono nata e cresciuta in un piccolo paese sul mar Tirreno, dal quale prende il nome: Tirrenia. Erano tempi in cui i bambini si muovevano abbastanza liberi e il vicinato ti controllava per garantirti sicurezza. Avevamo tutti una casa con giardino, poi c’era-

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no la pineta e le dune. Credo siano state le mie nonne, involontariamente, ad avermi insegnato “il selvatico”: con una raccoglievo pinoli che aprivamo e mangiavamo (a volte mangiavamo anche il seme appena germogliato, è un sapore che non dimenticherò mai), con l’altra assaggiavo gli asparagi selvatici e i germogli di rovo, pelati della pelle amara esterna e le tenere spine, avrò avuto 5 o 6 anni… D’estate, tutti i giorni si andava al mare: profumo di resina e di elicriso”. Il resto per Alessia lo han-

no fatto i libri di botanica, “gli anziani che interpellavo (questa disciplina si tramanda esclusivamente per via orale) e il meraviglioso agriturismo a Montemerano dove lavoravo e tutti i posti dove ho lavorato in seguito: corbezzoli, asparagini, bietole, crespine, piantaggine, tarassaco, rovi, silene, borragine, ortica, malva, calendula, camomilla, farinaccio, cicoria, vitalba, aglietti, lampascioni, papaveri,sambuco, ginestra, acetosella ginestra, porcellaneta, tartufi, funghi, castagne, nocciole, noci e tutte le aromatiche, fior di finocchio, nepitella, liquirizia, ginepro, menta di mille tipi, timo, ruta… E l’iperico che è il mio primo amore”. Le erbe possono essere sia gastronomiche che curative che estetiche. “Una signora mi raccontò di come, con le sorelle, facevano il rossetto usando i grappoli di uva colorino o ciliegiolo (in Emilia avranno usato l’ancellotta!) – prosegue Alessia - Le giovani spose “debuttavano” ai lavatoi comuni come se andassero al

Pura Vida, la bottega 100% veg A Nonantola è nato un negozio completamente bio Tempo di lettura 3 min.

• Se un negozio con prodotti alimentari e non, biologici adatti a vegani e intolleranti, per la casa e la persona con reparto di frutta e verdura ti è sempre sembrato un sogno, ora non lo è più! A Nonantola infatti da due mesi è nata la bio bottega Pura Vida che ha il sogno di diffondere la cultura del biologico e del vivere in un mondo migliore, più sano e pulito. L’idea è di far riscoprire il cibo genuino e tutelare il benessere delle persone e del territorio: proprio per questo, i prodotti della bottega seguono un’esigenza di bontà etica, oltre che salutare e di gusto. “All’interno della nostra bottega – raccontano Alessandro ed Engi, titolari del negozio bio Pura Vida – tutti i prodotti sono biologici e vegani. Una scelta che forse non tutti condividono ma abbiamo deciso di creare il locale ad immagine e somiglianza della nostra filosofia e del nostro stile di vita. Essendo entrambi vegani non ci sembrava giusto vendere latticini, per quanto bio o a km zero noi preferiamo offrire dei sostituti del latte”.

ballo di corte, si doveva essere forti e fresche: si levava il raspo ad alcuni grappoli d’uva, si schiacciavano dentro ad un pentolino, si facevano bollire finché si ritirava quasi tutto il succo, si levavano dal fuoco e si spremevano bene con un canovaccio. Il succo così ottenuto si rimetteva sul fuoco e si faceva ritirare finché fosse cremoso. A questo punto si aggiungeva della cera vergine d’api fino ad avere la consistenza voluta e si travasava il tutto in un vasetto di vetro”. Per l’uso terapeutico delle erbe selvatiche Alessia dice che si appella sempre ai professionisti, “ne conosco alcune proprietà ma i dosaggi vanno somministrati con cognizione di causa, l’uso improprio può essere molto pericoloso, non vado oltre un decotto di semi di finocchio per la digestione, di tiglio per dormire, di liquirizia per

la mia pressione bassa. Ho ricette di ogni tipo: liquori, sciroppi, sott’olio, sott’aceto, marmellate, zuppe, ripieni per tortelli, le uso spesso come ingrediente segreto, per rafforzare la personalità di un piatto, come mio esercizio segreto di strega. Da quando mi sono trasferita in Emilia - conclude la chef - ho ridotto le mie uscite perché devo mettere a punto luoghi e variabili stagionali ma le

IDEE IN TAVOLA Una ricetta della chef Alessia Morabito: “Gnudi” di ricotta ed ortica al forno con ragù finto Il termine “gnudo” in Toscana, significa nudo, non vestito. In gastronomia indica una specie di gnocco, dall’impasto molto simile al ripieno dei ravioli dosi per 4 persone per gli gnudi 100 gr ortica lessata e strizzata 500 gr ricotta di mucca di ottima qualità 50gr parmigiano 24mesi grattugiato 50gr pangrattato 1 uovo per il finto ragù 150gr sedano rapa pulito 150 gr carota 150 gr porro poco prezzemolo 150ml vino bianco profumato 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro olio, sale, pepe bianco

“Oltre al reparto frutta e verdura, che mettiamo in sconto ogni martedì con la promozione ‘Svuota frutto’ (-15%) – continuano Alessandro ed Engi – abbiamo cereali, legumi, semi e frutta secca sfusi, come anche pasta e riso, spezie e vini tutto rigorosamente sfuso. Abbiamo un angolo dedicato alla cosmesi bio e un altro piccolo spazio per le linee casa bio. Cerchiamo per quanto ci è possibile di fornirci da produttori locali: abbiamo per esempio farine sottovuoto che vengono da Serramazzioni. Essendo sottovuoto mantengono i principi nutritivi che altrimenti, a contatto con l’aria, si ossiderebbero e perderebbero le proprietà. Tutti i prodotti da frigo vengono messi in scon-

to del 15% tutti i venerdì con la promozione che abbiamo chiamato ‘Veg Friday’”. “Abbiamo appena aperto ma abbiamo avuto un ottimo riscontro dal territorio – concludono i titolari della bio bottega Pura Vida – per questo con l’arrivo della primavera stiamo organizzando una serie di incontri legati al mondo del benessere e della salute, degustazioni e appuntamenti culturali che speriamo possano coinvolgere tutta la comunità. Un negozio 100% bio e vegano che vogliamo diventi un luogo di incontro per informarsi e capire quali pratiche siano necessarie per migliorare la propria salute ma soprattutto quella del nostro pianeta”.

erbe in comune sono davvero tante: ortica ed iperico le uso regolarmente quando è stagione. Ho tentato più volte di coltivarne in casa ma è più verde la mia pentola che il mio pollice. Il film “Wild” non mi rappresenta ma dopo averlo visto ho preso un’abitudine: avviso sempre qualcuno quando parto per la raccolta e tengo in tasca sempre l’ultima erba selvatica che ho assaggiato...”.

per la finitura: 100gr parmigiano 24 mesi grattugiato qualche fiocchetto di burro Preparazione: Tritare finemente l’ortica precedentemente lessata e strizzata, amalgamarla bene con gli altri ingredienti e riporre, almeno un ora, in frigorifero, ben coperto.

porro e il prezzemolo e tagliare le altre verdure a dadini di circa mezzo centimetro. In un tegame, scaldare 4 cucchiai d’olio, soffriggere porro e prezzemolo, aggiungere le altre verdure e farle appassire leggermenNel frattempo tritare il te.

Sfumare col vino bianco. aggiungere il concentrato, mescolare bene e, quando riprende lo sfrigolio, allungare con acqua tiepida e portare a cottura. Aggiustare di sale e pepe. Quando la carota risulterà tenera e il sugo sul fondo sarà cremoso, il ragù sarà pronto. Accendere 180gradi

il

forno

a

Prendere dal frigo l’impasto. con l’aiuto di due cucchiai formate delle quenelle di circa 5o grammi ognuna (andranno bene anche delle polpette dello stesso peso) e posarle, in gruppi di tre, su una teglia antiaderente o coperta da carta forno. spolverare col restante parmigiano, mettere qualche ciuffetto di burro e infornare per circa 10 minuti


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Erbe e alimentazione

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Alimentarsi con consapevolezza e armonia I benefici di scegliere una dieta vegetariana: dalla salute all'etica

di Debora ed Eleonora*

• È sempre più diffusa la consapevolezza che stare bene significhi prima di tutto star bene con se stessi nell’interezza del corpo e della mente. Stare bene, però, significa anche essere e stare in armonia con l’ambiente che ci circonda, da quello a noi più vicino a quello più lontano e vasto; dalla famiglia, all’ambiente di lavoro, alla natura. Tutti elementi da armonizzare in vite e giornate intense, talvolta frenetiche ed in cui è faticoso trovare spazi per sé. La soluzione è vicina a noi, è nelle nostre mani: prenderci cura di noi stessi e dell’ambiente in cui viviamo e da cui siamo circondati. La parola cura evoca numerosi significati tra cui responsabilità, sensibilità e scelta. Scelte alimentari “diverse”, per esempio. Scelta di consumi più consapevoli e rispettosi dei diritti degli animali, della salvaguardia della propria salute, della tutela dell’ambiente. La maggior parte delle persone che decide di scegliere una dieta vegana è motiva-

Ecco i rimedi naturali per combattere stanchezza e nervosismo e recuperare energie di Manuela Persico • Stanchi del clima freddo e in attesa della bella stagione spesso in questo periodo siamo soggetti a fiacchezza e nervosismo: scopriamo insieme le erbe che ci aiutano ad avere equilibrio a stemperare le tensioni e a recuperare forza, energia e buonumore. Rhodiola: è ideale quando hai l’impressione di non riuscire a fare tutto ciò che dovresti, il suo straordinario mix di polifenoli e glucosidi racchiuso nelle radici ha effetti positivi sul sistema nervoso centrale e su quello cardiovascolare migliorando il rendimento fisico e mentale. Diventa quindi un ottimo suggerimento anche per i ragazzi che tendono a perdere concentrazione nello studio. Maca: questa pianta della tradizione andina aiuta a combattere la tipica sonnolenza mattutina di questo periodo. La sua as-

ta dall’amore e dal rispetto verso gli animali, che non vengono più visti come fonte di cibo, ma come esseri viventi con pari diritti e dignità. Meno o niente carne, quindi, meno prodotti di origine animale, meno zuccheri e prodotti raffinati, lontanissimi dai ritmi naturali e stagionali di produzione, lontani dai ritmi

naturali del corpo stesso. Anche questo nell’ottica del rispetto degli esseri viventi che condividono il nostro ambiente di vita. Non secondario è l’aspetto salute, inteso come pratica di stili di vita e alimentari volti al benessere ed alla prevenzione. Ormai da tempo, anche la scienza ufficiale ha eviden-

ziato la stretta correlazione tra l’eccesso di consumo di prodotti di origine animale e raffinati e l’insorgere di infiammazioni e malattie, a diversi livelli di gravità. In questa progressiva transizione verso la consapevolezza alimentare, tanti scelgono la dieta vegetariana: verdure, frutta, cereali, legumi, ma anche uova e

pochi latticini. In piena sintonia con i suoi obiettivi costitutivi (realizzare progetti destinati alla comunità, volti al miglioramento della vita e alla conservazione della salute attraverso l’applicazione delle attività bionaturali e olistiche), l’associazione Energia e Benessere (associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale) avvia lo Spazio Oasi, un’area ristoro in cui poter gustare una cucina vegetariana e vegana fatta di piatti semplici ma genuini, cucina italiana basata su legumi, cereali verdure cotte e crude, nel rispetto del bilanciamento degli apporti alimentari e con un’ attenzione particolare nella scelta di ingredienti e prodotti, prevalentemente biologici e a km 0. Presso lo Spazio Oasi si può fare colazione, pranzare e cenare in un’atmosfera accogliente, accompagnati da buona

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musica e immersi nell’armonia di colori, forme, sapori e odori. Un nutrimento equilibrato per il corpo e lo spirito, in uno spazio fatto di tranquillità e di piacere, in cui scambiare opinioni, cultura e momenti di vita, anche conviviali. Uno spazio in cui esprimere la cura per noi stessi e crescere in consapevolezza, spiritualità e armonia. * Associazione Energia e Benessere

Per saperne di più Energia e Benessere a.s.d. a.p.s., Spazio Oasi: Tecniche naturali ed alimentazione vegetariana e vegana Str, Albareto 351/353355 Modena. Tel. 338 9323645

Affrontiamo il cambio di stagione con le erbe adattogene Tempo di lettura 5 min.

sunzione permette all’organismo di essere più resistente alla fatica e allo stress psicofisico, spazzando via apatia e torpore. La Maca risulta essere un ottimo alleato per gli uomini che vogliono avere un supporto naturale nei momenti in cui stress e stanchezza influiscono sulla loro vita sessuale. Eleuterococco: per prevenire i crolli psicofisici dati da ansia e irritabilità, questa pianta si rivela estre-

mamente utile, complice anche il suo effetto più moderato e la sua azione più equilibrata rispetto ad altre piante adattogene. Contrasta efficacemente l’insonnia data da agitazione. Guaranà: con effetto simile a quello del caffè ma più delicato, il guaranà è un ottimo stimolante dell’energia fisica e mentale. Inoltre migliorando l’assorbimento degli zuccheri, e agendo sul riattivamento

del metabolismo, favorisce lo smaltimento del grasso sottocutaneo accumulato durante l’inverno. Ideale per gli sportivi che desiderano un aiuto naturale per migliorare le loro prestazioni fisiche. Lavanda: non solo il fisico ha bisogno di maggiori cure in questo periodo, ma anche la nostra pelle. Questa pianta dai mille usi risulta particolarmente indicata per ridare luminosità e idratazione a una pelle particolarmente provata dalle temperature rigide. Unire qualche goccia di olio essenziale di lavanda in un cucchiaio di olio di mandorle e poi praticare un massaggio su tutto il corpo è tanto pratico quanto efficace nel contrastare pelle secca, arrossamenti, e per aiutare il corpo a ripulirsi dalle tossine accumulate. Il suo profumo inoltre contrasterà stress e insonnia. Curcuma: estremamente

nota per le sue proprietà benefiche a favore del nostro organismo, è anche un’ottima alleata per combattere i segni del tempo sulla nostra pelle. Dall’in-

credibile effetto antiossidante, può essere utilizzata per preparare maschere viso dall’ effetto ringiovanente, scrub anticellulite e un oleolito dai mille usi.

Maschera per il viso

Miscelare in una ciotola due cucchiai di farina di ceci, una punta di cucchiaino di curcuma e acqua tiepida, q.b. per creare un composto cremoso ma non troppo liquido. Applicare sul viso evitando contorno occhi e labbra, tenere per 5-10 minuti e risciacquare delicatamente. Scrub: unire 5 cucchiai di sale marino integrale (o sale rosa dell’Himalaya) fino, un cucchiaino di curcuma e un cucchiaio di olio di mandorle. Inumidire la pelle e massaggiare il composto su gambe, cosce e glutei con movimenti circolari ed energici, poi risciacquare con acqua tiepida. Oleolito: in un barattolo di vetro a chiusura ermetica versare 500 ml di Olio di sesamo e due cucchiai di curcuma in polvere. Far macerare per una settimana, agitando una volta al giorno. L’ultimo giorno, senza agitare, filtrare l’olio e travasarlo in una bottiglia di vetro scuro sterilizzata. Questo olio potrà essere usato per massaggi antismagliature, per rivitalizzare la pelle del viso, per impacchi nutrienti ai capelli.


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Mandala Therapy, un’attività semplice dai tanti benefici

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Quando colorare è meditare

di Marcella Caluzzi • Rilassarsi, ridurre lo stress, allentare respiro e battito cardiaco e dare sfogo alla propria creatività: questi sono solo alcuni dei benefici di un’attività semplice e alla portata di tutti come quella di colorare mandala. Non serve avere alcuna dote artistica, basta munirsi di colori (pastelli, pennarelli, colori a tempera, pastelli a cera, non importa!), scegliere il mandala che più ci piace (edicole e librerie ormai sono tutte provviste di album e libri con disegni da colorare) e il gioco è fatto! Che cos’è il mandala e quali sono le sue origini? Mandala in sanscrito significa “cerchio”, simbolo che rappresenta l’unità, la completezza e la totalità, da sempre molto ricorrente in natura come nelle diverse culture e tradizioni religiose. Celebri sono i meravigliosi mandala realizzati con centinaia di migliaia di granelli di sabbia colorata dai monaci tibetani, distrutti non appena conclusi. Nel secolo scorso anche Jung aveva esplorato l’utilizzo dei mandala in psicologia e nella psicoanalisi; lo studioso annoverò il colorare tra le tecniche di rilassamento e lo fece a partire dai mandala,

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come potenti simboli in grado di avere effetti benefici sulla mente. Queste rappresentazioni, disegni circolari composti da diverse figure geometriche che fluiscono da un centro, vengono utilizzate nei riti sacri delle religioni indiane e tibetane per facilitare la meditazione e favorire i processi di guarigione, rappresentano una sorta di viaggio in cui si comincia dai bordi esterni fino ad arrivare al centro, una sorta di esplorazione del proprio intimo che conduce a una maggiore consapevolezza di sé. Come si colorano? Scegli il disegno che più ti ispira, procurati tutto l’occorrente e sistemati in un luogo tranquillo e rilassato. Inizia a colorare il tuo mandala senza preoccuparti di abbinamenti di colore e lasciati guidare dal tuo istinto. Di solito, comunque, si inizia a colorare dall’esterno verso l’interno e non si utilizzano bianchi. Concentrati su quello che stai facendo e non lasciare che i pensieri e le preoccupazioni della giornata distolgano la tua attenzione, dedicati completamente a questa esperienza. Una volta concluso il tuo mandala puoi decidere se

imitare i monaci tibetani e distruggere la tua creazione facendola a pezzi o bruciandola oppure puoi appenderla in casa e osservarla ogni tanto, cercando di capire cosa ha da dirti, magari annotando su un quaderno i tuoi pensieri. Che colori hai usato? Scuri o chiari? Hai

colorato con tratto deciso e netto o morbido e sfumato? Che sensazioni hai provato mentre ti ci dedicavi? I benefici Colorando il nostro mandala attiviamo l’emisfero destro del nostro cervello, quello legato alla creatività, spesso trascurato nel resto

della nostra giornata, alleggeriamo la nostra mente e facciamo spazio per nuove idee, stimoli e soluzioni alle difficoltà. Mentre coloriamo anche il nostro corpo ne trae giovamento: il respiro si regolarizza, il cuore rallenta il suo battito e le tensioni muscolari si allentano. In un

certo modo con la Mandala Therapy ci si avvicina alla mindfulness, alla capacità di ritrovare la consapevolezza del momento presente, abbandonare le preoccupazioni sul passato e sul futuro concentrandosi su un momento semplice, appagante, distensivo e… inutile!

Sere, cosa andiamo a vedere stasera?

Una passione chiamata cinema: Serena Fregni e un blog per raccontare il grande schermo di Laura Solieri • “La curiosità e la passione sono quelle che ogni giorno mi fanno scoprire sempre cose nuove e che mi fanno amare il mio lavoro, che non riguarda solamente riportare fatti ma conoscere e raccontare storie, quelle di altre persone, di altre vite. Un po’ come scrivere di cinema”. Serena Fregni, 31 anni, di San Prospero, nella vita lavora come giornalista freelance, è blogger e da qualche mese anche Youtuber. Sul suo blog, Serenamente.org, troviamo interessanti articoli di approfondimento cinematografico, tante serie tv e tanti consigli su cosa guardare. “Avevo quattro anni e mi incantavo davanti ai film di Charlie Chaplin. Per me era un eroe, quasi come i personaggi dei cartoni animati, mi faceva ridere poi con il passare degli anni ho scoperto molto di più su questo grande artista. La passione per il cinema mi è stata

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tramandata da mio padre, grande amante del cinema, in particolare di quello del passato che profuma di vecchia Hollywood ma non solo. Amava molto anche il neorealismo e Fellini, altro mio grande amore. Ecco, con il suo cinema ho capito che volevo fare questo mestiere, raccontare agli altri i film, invogliare le persone a guardare lo schermo con occhi diversi dal solito. Più in profondità, più da vicino”. Per Serena il cinema rappresenta uno stato d’animo, un modo di vedere la vita. “L’ho studiato e guardato per anni – racconta - adesso sta diventando un lavoro e spero di farlo per tutta la vita. Il cinema ti racconta storie, ti fa provare sentimenti, amare ma anche disprezzare, provare rabbia, ti apre una finestra sul mondo, a volte mi stupisco di quanta attualità ci sia nei film. Precorre i tempi ma allo stesso tempo ti racconta storie lontane, di

secoli passati, ti fa rivivere il passato e incuriosire su vicende realmente accadute di cui neanche sapevi l’esistenza. Per non parlare del cinema odierno, tra effetti speciali, racconti sofisticati, musiche, fotografie da Oscar. Ecco, godersi un bel film: è anche questo per me il cinema, poter apprezzare tutte queste componenti che oggi possiamo trovare in molte pellicole moderne. Fare di questa passione un lavoro è il mio prossimo obiettivo che sto perseguendo da qualche anno – conclude Serena Sta diventando un lavoro e ne sono molto contenta ma la soddisfazione più grande per me è quando mi chiedono consigli e pareri. A volte mi scrivono il venerdì sera: “Sere, cosa andiamo a vedere stasera?”. Ecco, in quel momento sono la persona più felice del mondo perché vuol dire che sto facendo bene il mio lavoro”.


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Consapevolezza

INVERNO 2017

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Emozioni, educazione e responsabilità

L’importanza di lavorare su se stessi con il metodo di guarigione hawaiano Ho’Oponopono di Alessandra Antimati Checchi • “Nessuno può farti sentire infelice se tu non glielo consenti” diceva Franklin Delano Roosvelt! Eppure, tante volte riusciamo a non assumerci la responsabilità delle nostre emozioni. Siamo stati educati così! Viviamo in una società così! Siamo abituati a guardare fuori da noi, senza neanche sapere che, in realtà tutto quello che fuori osserviamo è uno specchio del nostro interiore. Come mai? Come mai, se siamo arrabbiati, diciamo che qualcun altro ci ha fatto arrabbiare? E se siamo tristi? Diciamo che la tristezza ci viene da una persona o da un evento! E questo succede anche quando siamo felici! Ma davvero è così? E noi, dove stiamo? Dove stanno le nostre intenzioni (i nostri pensieri), la nostra sensibilità emotiva? Si tratta forse di un fardello che ci viene dato da qualcosa o qualcun altro

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esterno a noi che ci cambia emozioni e pensieri? Quando ho cominciato a riflettere su questa cosa, lavorando con le persone e osservando i miei ed altrui meccanismi, ho capito che in realtà siamo noi gli unici responsabili di tutte le nostre emozioni. E se crediamo che qualcuno lo sia al nostro posto, allora diamo a quel soggetto il potere su di noi ma, cosa ancora più importante, inconsciamente stiamo dicendo a noi stessi che non possiamo cambiare il nostro “destino” e che tutto diventa automatico in base all’ambiente o a scelte esterne a noi Nel tempo questa convinzione ci depotenzia e fa abbassare la capacità di reagire, come un programma inconscio che dice ”se non dipende da me, non farò niente per cambiare!”. In sociologia anni fa incontrai questa cosa che viene definita “la profezia auto av-

verante” in virtù della quale se si crede a qualcosa come veramente reale, il nostro inconscio si organizzerà perché questa si verifichi sicuramente! Certo è molto facile credere che noi non abbiamo alcuna responsabilità in merito, poiché questo non ci fa fare quello scatto interiore che precede il cambiamento personale! E tutti, incluso l’inconscio, temiamo il cambiamento. Allora, ben venga quel caro senso di colpa che, pur facendoci soffrire, comunque non ci autorizza alcuna correzione evolutiva. Quindi, la prossima volta che ci scappa la solita frase “Quella persona mi fa arrabbiare” sappiamo che possiamo fermarci e domandarci: “Posso scegliere ora come sentirmi?”. Se questo diventa un allenamento costante, alla fine siamo noi che decidiamo come vogliamo sentirci e anche i nostri pensieri diventeranno

positivi. Piano, piano ci sentiremo potenti e liberi. Esistono diverse tecniche per allenarci a ciò e l’Ho’Oponopono credo sia una tra le più semplici possibilità di lavoro su di sé, accessibile a tutti.

Il corso

Uno dei suoi più importanti promotori, Riccardo Sardonè, sarà a Reggio Emilia, presso AURA BLU, il giorno 21 febbraio dalle 19:30 alle 23:30 e terrà un corso su questa potentissima disciplina hawaiana. Per informazioni 335 8000337 - associazioneaurablu@gmail.com

Il riequilibrio energetico tramite il metodo Acmos

Le proposte dell'associazione Benessere senza frontiere per migliorare le proprie prestazioni di Alessandra Antimati Checchi • Già nell’antico Egitto le onde di vita erano menzionate all’ingresso dei templi: “Nulla è inerte, tutto è vibrazione, tutto vibra!”. Grazie alle nuove correnti scientifiche, noi oggi sappiamo, che tutti i meccanismi della vita sono gestiti dalle onde elettromagnetiche, e che l’evoluzione della specie umana è influenzata da tali meccanismi. Storicamente tutte le scuole di medicina (Ayurvedica, Cinese, la scuola di Ippocrate), hanno considerato l’energia indi-viduale e l’ambiente come i più importanti fattori determinanti la salute dell’essere umano. Il Metodo Acmos permette di misurare questa emissione di onde e questi campi con l’aiuto di appa-

Tempo di lettura 4 min.

recchi scientifici. Se questi campi sono perfettamente simmetrici il nostro corpo è in grado di gestire stress e aggressioni della vita cor-rente. Il metodo combina la saggezza della Medicina Tradizionale Cinese con le più recenti scoperte della moderna biologia molecolare. Come funziona Si tratta di un metodo di diagnosi basato anche sulla misura bioelettrica dei punti terminali dei circuiti energetici, (i meridiani di medicina cinese). Esso presenta una semplificazione del metodo del fisico tedesco Völl che è molto usato in Germania (diversi medici e dentisti lo usano). Una persona in buona salute fisica e mentale ha i suoi campi perfettamen-te simmetrici.

Ogni spostamento indica uno o più squilibri della circolazione energetica che bisogna identificare, localizzare e risolvere. Tali spostamenti saranno interpretati in modo preciso col Metodo Acmos e riordinati seduta stante. Uno degli utilizzi del Metodo Acmos è l’analisi di compatibilità dei prodotti utilizzati sul corpo e su tutti gli organi dello stesso. A cosa serve Il metodo Acmos permette al corpo della persona di ristabilire la circolazione energetica potenziando le relative risorse per riavere la perfetta capacità di gestione. Il dettagliato protocollo Acmos durante ogni seduta, realizzerà nel modo migliore e personalizzato un equilibrio

stabile e duraturo con il ripetersi dei trattamenti. A chi è rivolto Il Metodo Acmos è rivolto ad ogni persona che desidera mantenere il proprio equilibrio psicofisico a titolo preventivo, per meglio affrontare le tensioni della vita quotidiana, i traumi o shock, eventuali disfunzioni o cadute. E’ utile inoltre a coloro che vogliono migliorare le proprie prestazioni: nello sport, nello studio, nel lavoro e nella vita di relazione. Presso Benessere senza frontiere il metodo viene utilizzato da Marco Zaniboni - Operatore Bioenergetico Acmos dal 2012, iscritto a Anba (Associazione Nazionale Bioenergetica Acmos) e Sinape Felsa Cisl.

Appuntamenti • Febbraio 2017 Domenica 12 ore 09:30 “Il sesto Chakra e la Floriterapia” a cura di Silvia Malagoli Domenica 26 ore 09:30 “Il settimo Chakra e la Floriterapia” a cura di Silvia Malagoli • Marzo 2017 Venerdì 10 ore 20:30 Presentazione gratuita corso: Riflessologia facciale Vietnamita a cura di Monica Stiz Sabato 11 e domenica 12 Corso di Riflessologia Facciale Vietnamita Dien Chan a cura di Monica Stiz

Per saperne di più Maria 347 9671772 - info@benesseresenzafrontiere.it www.benesseresenzafrontiere.it www.facebook.com/benesseresenzafrontiere


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Ecoabitare

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Ecovillaggio è l’investimento di oggi per il futuro

INVERNO 2017

Perchè scegliere una casa green Tempo di lettura 6 min.

• E’ questo il momento storico più favorevole all‘acquisto di una casa. Come per le giovani coppie così per le famiglie con rinnovate necessità, la scelta e l’acquisto di un’immobile costituiscono uno dei passi fondamentali della vita. Il mercato immobiliare, a seguito della crisi economica dell’ultimo decennio, vive oggi un momento davvero particolare. Rispetto ai valori delle proprietà (mercato dell’usato), i prezzi di vendita sono calati del 20-30%. Da gennaio 2014 a gennaio 2015, il costo a metro quadro è diminuito del 5,99% e questo trend ci ha accompagnato per tutto il 2016. Per il 2017 le previsioni per il mercato dell’usato non sono differenti in quanto trattasi di immobili definibili “obsoleti” e che le normative renderanno sempre meno appetibili. Di contro i prezzi degli affitti, dopo una iniziale contrazione si sono stabilizzati o in certi casi sono aumentati con la crescita della domanda di questi anni. Investire in Ecovillaggio di Montale, nella tranquilla provincia modenese, significa fare un investimento intelligente scegliendo per se e per i propri affetti una casa energeticamente efficiente all’interno di un quartiere a impatto zero progettato per migliorare la relazione tra uomo e natura e il benessere fuori e dentro casa. La geografia della ripresa delle compravendite di abitazioni è visibile in Emilia Romagna e in particolare a Modena. Secondo le statistiche provinciali dell’Agenzia delle Entrate sulle transazioni dell’ultimo anno (2016) a Modena sono 5.152 i mutui stipulati nel 2016. Assistiamo all’allentamento della stretta creditizia: il numero dei nuovi mutui, concessi a tassi bassissimi, per l’acquisto di

abitazioni è raddoppiato negli ultimi tre anni. Una volta presa la decisione di investire sul mattone, occorre fare la scelta giusta tenendo a mente che dal 1° Gennaio 2019, secondo la recente DGR 1715 del 26/10/16 in Emilia Romagna tutte le

nuove costruzioni residenziali dovranno essere NZEB (Nearly Zero Energy Building) ovvero a energia quasi zero. Caratteristica d’avanguardia delle residenze di Ecovillaggio è quella di aver già recepito le prescrizioni dell’Unione Europea per il

2019 presentando la massima certificazione energetica in classe A4. Il fatto che tali case siano a energia quasi zero e non necessitano di gas per la climatizzazione rendono Ecovillaggio esempio dell’abitare del futuro oggi. Spese per consumi energetici annui quasi nulli sono prerogative di case in classe A4. L’esiguo fabbisogno di energia primaria, grazie alla efficienza energetica delle residenze, viene prodotto in maggior parte tramite l’impiego di fonti rinnovabili quali il solare fotovoltaico e pompa di calore ad aria che aumentano la dotazione tecnologica dell’immobile in chiave ecosostenibile ed in sintonia con le normative della Unione Europea. Scegliere di comprare una casa nuova con la massima certificazione energetica

- come quelle disponibili in Ecovillaggio - significa risparmiare sulle manutenzioni: nulle e gestite centralmente dall’amministratore condominiale in quanto l’impiantistica è centralizzata e di ultima generazione. Per chi, come i giovani, si appresta ad acquistare casa è importante non solo che sia nuova ma che sia in classe A4. Quindi un bene durevole nel tempo contro ogni obsolescenza. Le residenze di Ecovillaggio sorgono in un contesto urbanistico in cui tutto - il verde del Parco, le piste ciclabili, gli alberi e le siepi fiorite, la viabilità lenta e la mobilità elettrica – riconduce al piacere del vivere e dell’abitare. Le case presentano involucri non energivori, sono edifici con tenuta all’aria, ventilazio-

ne meccanica controllata dell’aria, isolamento termico, acustico e le sicurezze dell’ultima antisismica. In definitiva qual è il plus di chi sceglie Ecovillaggio? Vivere in una posizione baricentrica a Modena, all’interno di un quartiere ecosostenibile dove la bioclimatica, l’utilizzo di materiali naturali, l’attenzione per la salubrità degli ambienti, sono il motore della nuova cultura dell’innovazione dell’abitare. Elemento importantissimo è il verde che non ha un fine puramente estetico ma svolge funzioni di: disinquinamento, assorbimento CO2 e mitigazione del microclima. Ecovillaggio dal 2013 ad oggi ha evitato l’emissione di 396 tonnellate di Co2, contribuendo nel suo piccolo alla salute del Pianeta.


ESSERE VEGANI Essere vegani

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INVERNO 20172017 febbraio

La rubrica di Renata

di Renata Balducci, Presidente di Associazione Vegani Italiani Onlus

Vita di coppia… vegan

Vivere insieme a un’altra persona porta con sé una serie di compromessi da condividere e rispettare al fine di poter rendere una convivenza la migliore possibile. Decidendo di passare la propria vita con un altro essere umano che, sappiamo, condividerà i nostri spazi e le nostre abitudini, si può andare incontro a situazioni a prima vista insormontabili. Sono molte le persone che, dopo aver scelto, ad esempio, di diventare vegane, si chiedono come sia possibile continuare a vivere con una persona che non ha nessuna intenzione di cambiare le sue abitudini, soprattutto dal punto di vista dell’alimentazione. Può sembrare impossibile, ma, alla fine, comprendendo le ragioni di entrambe le parti, far apprezzare al proprio partner una cucina diversa da quella a cui è abituato può convincerlo e fargli capire che non c’è bisogno di portare in tavola la sofferenza di nessuno per vivere felici. Le alternative ormai sono realtà. Esistono ormai molte coppie conosciutesi proprio grazie al grande interesse e alla curiosità che questo mondo in continua crescita porta con sé. Gli eventi vegan ai quali partecipare sono sempre più numerosi e la possibilità di incontrare persone, anche online, con le stesse passioni è diventata maggiore. Le difficoltà possono affacciarsi nella nostra vita di coppia quando uno dei due decide di diventare vegano e abbandonare qualsiasi prodotto o comportamento che implichi la sofferenza di Come in ogni altro aspetto della vita, bisogna capire e far capire quanto sia importante, altre creature. In questo caso se una relazione è forte, stabile e affonda le sue radici nell’amore argomentando, ciò per cui avete deciso di cambiare stile di vita. Per cambiare si deve cae nel rispetto non sarà complicatissimo condividere anche questo aspetto della nostra vita. pire e il dialogo può essere molto costruttivo. Molto sta nel modo in cui si esprimono le proprie conoscenze e le proprie idee, perché, se Chi prende di mira i vegani per il loro essere arroganti, lo fa per attirare l’attenzione, prosi sa di poter vivere in pace amando le altre creature, è fondamentale che si rispetti anche prio perché esiste, come per tutte le categorie di persone, una grande maggioranza che, le altre persone che fanno parte della nostra vita. sottovoce e senza urlare contro a nessuno, diffonde le ragioni di questa scelta etica, anche solo con l’esempio concreto, riuscendo a dimostrare come sia possibile vivere una vita sana Un atteggiamento saccente e scontroso, probabilmente, porterà il vostro partner a chiudersi nei confronti dell’argomento e a rifiutare di provare anche solo ad assaggiare ciò che gli senza portare sofferenza a nessuno. proporrete.


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Solidarietà

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Avis entra al McDonald’s di Vignola

A dicembre un'iniziativa per sensibilizzare al dono del sangue che ha coinvolto 56 nuovi aspiranti volontari

Tempo di lettura 3 min.

• Cinquantasei nuovi aspiranti donatori è il risultato del progetto pilota di sensibilizzazione al dono del sangue avviato nel ristorante di via per Spilamberto. Prima esperienza di collaborazione fra il ristorante McDonald’s di Vignola e Avis, per informare e invitare alla donazione del sangue. Lo scorso dicembre, insieme ai classici menù, centinaia di ragazzi e famiglie hanno trovato anche una “carta d’ im-

barco” per un viaggio nella solidarietà, un invito cioè a percorrere la strada della donazione con tutte le tappe necessarie. E in più tanti menù e colazioni in omaggio per chi inizierà a donare. Fondamentale è stata l’entusiastica collaborazione del personale e delle hostess del ristorante che hanno “fatto squadra” insieme ad Avis (alcuni di loro per primi hanno richiesto di donare), ma in più i clienti hanno potuto incontrare direttamente i

volontari e i medici dell’associazione per ogni quesito di carattere sanitario. Risultato: 56 adesioni, di cui 9 già iscritti che hanno iniziato l’iter per l’idoneità. Ma non finisce qui. Al McDonald’s di Vignola rimane l’urna in cui inserire le schede di adesione che le hostess continueranno a consegnare ai clienti. E già ci sono in provincia altri ristoranti della catena McDonald’s pronti ad entrare insieme ad Avis in un’altra grande catena, quella della solidarietà.

Sisma in Centro Italia: l’Emilia-Romagna invia altri mezzi e volontari Dopo la prima immediata risposta, proseguono gli aiuti alle zone terremotate provenienti dalla nostra regione

Tempo di lettura 2 min.

• Dopo le nuove scosse e le forti nevicate la nostra regione ha inviato a Caldarola (Mc), dove ha base la Protezione civile regionale, squadre di volontari attrezzate con mezzi fuoristrada e tur-

bine spalaneve. E’ stata questa la prima, immediata risposta della Regione Emilia-Romagna e del suo sistema di volontariato alla domanda di aiuto giunta direttamente dal Dipartimento nazio-

nale di Protezione civile, che ha chiesto alle Regioni la propria disponibilità a fronteggiare la nuova situazione di emergenza.

lo scorso 24 agosto dalla Regione Emilia-Romagna per raccogliere fondi finalizzati ad aiutare i territori dell’Italia centrale colpiti dal sisma è ancora attivo Come aiutare per far fronte alle nuove Il conto corrente aperto emergenze sul posto.

Queste le coordinate per chi volesse donare: IBAN IT 69 G 0200802435000104428964 (dall’estero BIC UNCRITM1BA2) intestazione e causale: ‘Emilia-Romagna per sisma Centro Italia’

Numero verde Urp Regione Emilia-Romagna 800407407 per informazioni sul sisma in Italia centrale, è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e il lunedì e giovedì anche dalle 14,30 alle 16,30.

Lettura a Modena: volontari cercasi

Un programma del Servizio Biblioteche del Comune per diffondere e promuovere la lettura tra i ragazzi Tempo di lettura 3 min.

• Gli otto diversi Punti di lettura delle biblioteche comunali nei quartieri e nel territorio modenese, sono affidati a volontari e ad associazioni di volontariato che hanno sviluppato esperienza in questo tipo di attività e garantiscono l’apertura, il buon funzionamento, la creatività e la vicinanza agli utenti di questi poli decentrati destinati a incentivare la lettura. I volontari, infatti, garantiscono l’apertura del Punto di lettura e il servizio di prestito/restituzione libri, secondo le indicazioni del Servizio Biblioteche del Comune di Modena e negli orari stabiliti; propongono annualmente alla direzione del Servizio Biblioteche, un programma di attivi-

tà finalizzato a promuovere la lettura, in particolare del pubblico dei ragazzi; forniscono annualmente al Servizio Biblioteche una relazione sugli esiti dell’attività svolta, corredata dall’ultimo bilancio approvato e dall’elenco dei volontari coinvolti nelle attività. I volontari sono parte attiva dei punti di lettura e delle biblioteche, contribuendo alla loro gestione e alle attività culturali rivolte a bambini e genitori. Gli interessati a partecipare devono prima informarsi alla biblioteca Delfini di corso Canalgrande 103 (tel. 059 2032938), quindi segnalare la loro disponibilità all’associazione che ha in carico la gestione del rispettivo punto di lettura rivolgendosi ad associazione Nonsoloscuola, via Amundsen 80 (e-mail

Per saperne di più www.comune.modena.it/biblioteche

info@associazione-nonsoloscuola.it - tel. 059 826242); oppure a associazione Il Segnalibro, via di Villanova 470

(e-mail: biblioteca.villanova@comune.modena.it - tel. 059 849955 o 377 2293068) o, infine, a associazione Stre-

galibro, via Jori 61 (tel. 059 514492 - e-mail: biblioteca. baggiovara@comune.modena.it). Per le Polisportive oc-

corre contattare per San Damaso lo 059 469446 , mentre per Modena Est il numero è 059 283449.


Sport INVERNO 2017

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in collaborazione con

Raccogli, dona, fai la differenza!

Una raccolta di materiale per valorizzare e incentivare le attività sportive della popolazione carceraria Tempo di lettura 1 min.

• Lo sport è di tutti e per tutti, e il Centro sportivo italiano – nel comitato provinciale di Modena – da oltre settant’anni sul nostro territorio promuove lo sport come momento di crescita, di educazione, di impegno e di aggregazione sociale. Insieme all’associazione di volontari di Csi Modena Volontariato, inoltre, il comitato modenese propone attività e progetti concreti per aiutare la popolazione carceraria di Modena e provincia a fare sport. L’ultima delle iniziative lanciata a inizio anno si chiama “Raccogli, dona, fai la differenza’ ed è una raccolta di materiale sportivo – nuovo o usa-

to – che chiunque può mettere a disposizione di queste persone, in modo che all’interno di questi luoghi detentivi possano trovare uno spazio sportivo, educativo e formativo e trascorrere così qualche momento della loro giornata facendo sport e socializzando, nell’ottica del rispetto reciproco e della solidarietà. La raccolta di materiale sportivo si inserisce all’interno del progetto Made in Csi “Liberiamo

Energie Positive”, dal 2003 attivo all’interno degli istituti penitenziari di Modena e Castelfranco Emilia con l’obiettivo di proporre attività sportive e percorsi formativi realizzati ad hoc per la popolazione carceraria. La raccolta di materiale sportivo non ha alcuna scadenza. Che cosa è possibile portare? Palloni, scarpe, tute da ginnastica, magliette, K-Way, felpe, pantaloncini, calze, qualunque materiale sportivo nuovo o usato. Il materiale verrà raccolto per tutto l’anno pressi i seguenti punti vendita: Lupo Sport e Top Level a Modena, Run Shot a Casinalbo. Per info: atletica@csimodena.it • www.csimodena.it.

Malattie rare: una corsa per raccogliere fondi

Un progetto per rendere accessibile ai disabili l’area verde di Modena Est

Tempo di lettura 1 min.

• L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per riqualificare l’area verde Polisportiva Modena Est, situata nella zona est di Modena, rendendola nuovamente accessibile alle persone disabili in modo che possano anche svolgere attività ludico sportive. Stiamo parlando di un’iniziativa che a Modena giunge alla sua terza edizione, grazie alla collaborazione tra Csi Modena e Genzyme a Sanofi Company: è la corsa per le malattie rare “Modena Run4Rare”, in programma il 26 febbraio 2017 al Parco Novi Sad in occasione della Giornata delle Malattie Rare. Lo scorso anno la raccolta fondi servì a riqualificare l’Oasi “La Piantata” di viale Marconi a Modena, con l’acquisto di una speciale carrozzina “Joelette” adatta anche ai percorsi più accidentati, per far vivere l’area verde anche a bambini e adulti con disabilità motoria. La corsa Modena Run4Rare, di carattere non competitivo,

prevede due percorsi (10km per chi corre e 6km per chi cammina o pratica Nordic Walking) ed ha il patrocinio del Comune di Modena: la raccolta fondi sarà attivata attraverso la vendita delle magliette (per info e iscrizioni: Csi Modena, atletica@ csimodena.it, tel. 059 395357, 340 3149223. In occasione di questa terza edizione Csi Modena insieme allo staff di animatori Oplà proporrà anche sport, laboratori e attività ricreative per tutti i bambini dai 4 ai 12 anni in occasione di Kid’s4Rare, in collaborazio-

ne con Decathlon Modena e con la presenza della Signora Margherita che nell’ambito del progetto “Mangiando S’Impara” di Conad terrà un laboratorio di educazione alimentare. Ospite d’onore del Kid’s4Rare sarà Enzino, mascotte di Parmareggio. Partner dell’evento, sono: Conad, Le Conserve della Nonna, Selezione Modena, Mangianatura, Parmareggio, Mondo Nordic Walking asd, Oplà, Decathlon Modena, Radio Bruno, Equilibra. Hashtag ufficiale dell’evento: #ModenaRun4Rare.

ModenaInSport: su Instagram una gallery fotografica del migliore sport modenese Igers e Csi Modena uniti per creare una community di modenesi che amano lo sport, perché lo sport fa bene e fa stare bene. E perché si vuole raccontare lo sport, a Modena, attraverso gli scatti fotografici degli utenti catturando i momenti e gli attimi di attività fisica e di una vita dinamica: un selfie nello spogliatoio, un allenamento, una partita, una corsa, un salto, una competizione sportiva o semplicemente una camminata nel parco assieme ai proprio bambini, l’importante è che l’oggetto sia sempre e solo uno: lo sport, in azione, in città. Con questo obiettivo nasce il progetto fotografico #ModenaInSport che per tutto il 2017 arricchirà il social network con una galleria fotografica arricchita dagli scatti dei singoli utenti e delle società sportive presenti sul territorio. Partecipare è semplicissimo: è sufficiente postare una foto sul proprio profilo instagram (o su quello della propria società sportiva) con #ModenaInSport e tag @CsiModena. Tutti i partecipanti diventeranno così protagonisti di questo nuovissimo progetto promuovendo al tempo stesso uno stile di vita attivo e salutare.



Vivere Sostenibile Modena Reggio Emilia INVERNO 2017