Page 1

GIORNALE LOCALE Domenica 15 gennaio 2012

SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE FONDATO NEL 1957

POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA

Liberalizzazioni

Scuola

Un coro di no alle aperture “selvagge” nel commercio A PAGINA 4

La scelta dell’insegnamento della religione cattolica nelle statali

Per il riposo nel giorno della festa

Il Punto

Nell’anno della fede

L

www.nostrotempo.it

• Marco Doldi

’Anno della fede vuol contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Gesù e alla riscoperta della fede, affinché tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la porta della fede”. Lo ricorda la Congregazione per la dottrina della fede, contenente le indicazioni pastorali per celebrare a livello universale e locale l’anno voluto da Benedetto XVI, in occasione degli anniversari dell’inizio del Concilio Vaticano II (1962) e della pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica (1992). Sia il Vaticano II, sia il Catechismo annunciano infatti la fede cristiana. Giovanni XXIII volle il Concilio per trasmettere pura e integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti, impegnando i Padri conciliari affinché l’insegnamento certo e immutabile, che doveva essere fedelmente rispettato, fosse approfondito e presentato così da corrispondere alle esigenze del mondo contemporaneo. E il Concilio, nel ripresentare la fede di sempre, la esprime in modo nuovo e nel confronto con le mutate condizioni. Nelle quattro Costituzioni è evidente la trasmissione della fede secondo la logica della riforma nella continuità; in questo senso non si può contrapporre un “prima” a un “dopo” Concilio, ma si deve cogliere una continuità nell’annuncio, nella celebrazione e nella testimonianza, seppure con modalità nuove. Dopo il Concilio la Chiesa ha continuato a riflettere a livello universale sui grandi temi della fede cristiana: dalla parola di Dio ai sacramenti, dall’evangelizzazione alla testimonianza. Frutto autentico del Concilio, il Catechismo della Chiesa cattolica ne favorisce la recezione perché ne ripropone l’insegnamento, insieme a quello della grande tradizione. Comprende cose nuove e cose antiche (cfr. Mt 13, 52), poiché la fede è sempre la stessa e insieme è sorgente di luci sempre nuove. Redatto in collaborazione con l’intero episcopato della Chiesa cattolica, in esso i contenuti della fede trovano la loro sintesi sistematica e organica. Qui, infatti, emerge la ricchezza d’insegnamento che la Chiesa ha accolto, custodito e offerto nei suoi duemila anni di storia. Dalla Sacra Scrittura ai Padri della Chiesa, dai maestri di teologia ai santi che hanno attraversato i secoli, il Catechismo offre una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede. L’Anno della fede comincerà l’11 ottobre 2012 e terminerà nella domenica di Cristo Re dell’anno successivo: c’è tempo a sufficienza per iniziare a programmare, anche a livello diocesano, iniziative e percorsi che aiutino a ritornare alla ricchezza del Vaticano II e agevolino un nuovo approccio al Catechismo della Chiesa cattolica.

Servizio Civile

Un’ora piena di valore

Anno LV n° 1 • euro 1.20

A PAGINA 9

I ragazzi, spazientiti, scrivono al ministro

Da Modena una lettera per sollecitare una decisione sul 2012 A PAGINA 11

In marcia per la Pace Le parrocchie di Pavullo e Monteobizzo hanno iniziato l’anno, nella Giornata mondiale per la pace, con un’iniziativa che ha coinvolto oltre un centinaio di persone. Una testimonianza lungo le vie del paese. A pagina 15


2

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Il magistero del vescovo Le riflessioni dell’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi proposte nelle omelie delle celebrazioni durante il tempo di Natale

N

atale, S.Silvestro (co-patrono dell’arcidiocesi), la Giornata mondiale della pace, l’Epifania: di seguito, una sintesi delle riflessioni proposte da mons. Antonio Lanfranchi nelle omelie del tempo di Natale appena concluso. I testi integrali sono consultabili on line su www.nostrotempo.it e sul sito dell’arcidiocesi www.modena. chiesacattolica.it Natale del Signore: messa di mezzanotte “Oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. Che cosa vuol dire: “Vi è nato un Salvatore”? Salvatore vuol dire uno capace di sciogliere i nodi complessi dell’esistenza personale e della società civile e politica, che portano spesso alla divisione, alla violenza, alla contrapposizione; vuol dire uno capace di portare alla vera libertà. Salvatore vuol dire uno che ci tira fuori dall’angoscia, dal male, dall’odio, dalla violenza, dalla morte; uno che ti dà la speranza che la vita abbia un senso. Non può non colpire il contrasto tra la grandezza del dono offerto all’umanità (la salvezza) e il segno sotto cui si presenta: un fragile bambino deposto in una mangiatoia. In questo bambino “è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini”. Il paradosso del Natale! Poiché l’essere divino nella sua profondità è amore, è grazia, è misericordia, Dio è venuto a dircelo col linguaggio più appropriato per l’uomo: non della grandiosità e della potenza, ma dell’umiltà e della semplicità. Alla luce di Betlemme si chiarisce definitivamente l’enigma della condizione umana. Egli viene liberato dalla sua tristezza più profonda, perché si rende conto che Dio si prende cura di lui. Non un Dio che è una lontana causa del mondo, indifferente alla sua sorte, ma un Dio che si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. A Betlemme è nato il Figlio di Dio come uomo, ma è nato anche ognuno di noi come figlio di Dio, è nata la nuova umanità. A Betlemme sono piantate le nostre radici. Natale 2011: messa del giorno Il motivo per cui la Chiesa celebra da più di duemila anni il Natale è per dare al mondo questo annuncio stupendo: il verbo di Dio “che è irradiazione della sua (di Dio) gloria e impronta della

Parole di vita sua (di Dio) sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua gloria” si è fatto carne. Questo è l’annuncio che la Chiesa oggi fa all’uomo. Il Natale non è un vago sentimento di bontà da consumare semplicemente nell’intimità familiare, ma è un evento che, accolto, cambia il senso della storia. Una domanda credo ci viene spontanea: l’uomo di oggi è interessato ad accogliere questo annuncio? Spesso ci verrebbe da

rispondere di no. Tanto è vero che da diverso tempo gli uomini in Occidente hanno cercato, e cercano anche oggi, di costruire un mondo ed una società “come se Dio non ci fosse”. È la presenza di Dio venuto ad abitare in mezzo a noi, che è rifiutata o comunque ritenuta non necessaria in ordine ad una buona vita umana. Saranno la scienza e la tecnica a risolvere i problemi umani. La crisi che stiamo attraversando ci deve rendere tutti più umili, più pensosi, interrogarci seriamente se l’uomo potrà salvare l’uomo, se l’uomo può darsi da solo una salvezza. Il Natale è l’offerta di Dio ad essere l’Emmanuele, il Dio-con–noi, per costruire una storia che sia salvezza per l’uomo. Questo Gesù che è nato nella storia e che nasce in me, diventa luce che orienta, forza che mi sospinge, certezza che mi rasserena e mi pacifica, profezia che in ogni presente mi annuncia un futuro che nessuna catastrofe fa naufragare, che anche nelle ore più disperate mi annuncia “la speranza che non delude”. S. Silvestro I: Nonantola, 31 dicembre 2011 Silvestro è il primo papa che viene proclamato santo senza avere subito il martirio e che è onorato come “confessore”. “Confessare” riguarda anzitutto la realtà di Dio. Noi siamo chiamati a confessare anzitutto

le meraviglie dell’amore di Dio nella nostra vita, lodandolo, ringraziandolo, corrispondendo con le scelte della nostra vita al suo amore per noi. Vorrei soffermarmi sul legame tra la confessione della fede e l’espressione del Siracide che ne esplicita la sorgente e la conseguenza: “fu amato da Dio e dagli uomini”. All’origine della santità non ci sta il nostro amore per Dio, ma il suo amore per noi. La santi-

ficazione è prima di tutto opera di Dio in noi. Ce lo ricorda il tempo di Natale che stiamo celebrando. La santità è non staccarsi mai dall’amore di Dio. La figura del santo anzitutto richiama ogni uomo alla responsabilità ma, anche alla bellezza di fare della propria vita un cammino verso la realizzazione della verità di sé. L’esercizio della santità non è racchiuso alla sfera privata, ma incide profondamente sulla società. “Amato da Dio e dagli uomini”: sarebbe bello che la nostra vita fosse racchiusa tutta in queste parole; detto in altri termini sarebbe bello che la nostra persona lasciasse trasparire il fascino suscitato dall’essere aperta all’amore di Dio e al dono di sé per dare un’anima vera alla società in cui viviamo. Sarebbe il primo contributo che offriremmo per uscire dalla crisi (…). Vogliamo ringraziare Dio per l’anno trascorso con il canto del Te Deum. Vogliamo ringraziare il Signore che ci ha tenuti nelle sue mani paterne, non ha ritirato da noi il suo amore, la sua misericordia. Nei motivi per cui ringraziamo il Signore è contenuto anche il segreto per disporci bene ad accogliere responsabilmente il tempo del nuovo anno. “Fare buon uso del tempo” significa portarlo, con l’aiuto del Signore verso la sua pienezza; da tempo di paura, farlo diventare tempo di fiducia; da tempo

di avidità, farlo diventare tempo di amore generoso; da tempo di presunzione nichilista, farlo diventare tempo di speranza umile, da tempo di critica disgregatrice a tempo di comunione, da tempo di contrapposizione a tempo di fraternità.

Giornata mondiale della pace: 1 gennaio 2012 Iniziamo come sempre l’anno nel nome della pace: pace come dono di Dio e pace come compito degli uomini. Tutto quello che Dio poteva darci come segno del suo amore, come bene per l’uomo, ce l’ha dato in Gesù, nel suo Figlio, fatto uomo. Forse qualcuno penserà che la pace di Dio sia solo una bella idea religiosa, incapace di agire efficacemente nella realtà della storia; che potrebbe addirittura apparire un annuncio alienante, perché distrae l’attenzione dai problemi veri della pace: pensiamo, ad esempio, a Israele e i Palestinesi, l’Iraq e la Siria, l’Afghanistan e la Nigeria, il Congo e la Somalia; per non parlare di finanza ed economia, di partiti, di ricchi e poveri, di immigrati e cittadini; di generazioni contrapposte… Qualcuno potrebbe obiettare che, se davvero Dio ha donato la pace al mondo attraverso Gesù Cristo, il mondo dovrebbe essere in pace da un pezzo, ma l’obiezione non è pertinente. I doni di Dio sono offerti ad un uomo libero, hanno bisogno di un cuore, di una volontà, di una intelligenza accoglienti per esprimere la loro efficacia. Non ci esonerano dalla necessità di essere responsabili. Se la pace che viene da Dio non è stata in grado di creare un mondo in pace, la colpa non ricade su Dio che non ci ha amati abbastanza, ma su di noi che non accettiamo il rischio insito nella pace di Dio. Quando la pace che Cristo dona trova un cuore accogliente, diventa qualcosa di molto concreto, che sostiene tutti gli sforzi che si possono e debbono fare per costruire una pace duratura. Autore della pace nel mondo diventa allora l’uomo, l’uomo con le sue scelte e i suoi comportamenti, con le istituzioni che crea e i rapporti che stabilisce con gli altri. Epifania del Signore La liturgia dell’Epifania vuole mostrarci il cammino degli uomini verso il Signore. Un cammino che riguarda gli uomini di tutti i tempi, e quindi anche noi. Nel cammino che ci porta a riconoscere Gesù come Salvatore possiamo riconoscerci nei Magi: i Magi sono il modello della nostra ricerca. Le tappe della ricerca. La prima tappa: alza il capo e guarda

Per camminare bene dentro questo mondo che pulsa e vibra e palpita di segni, dobbiamo alzare lo sguardo, non avere gli occhi a terra. C’è un cielo da ritrovare e un cuore da ascoltare. La seconda tappa: mettersi in cammino. Il cammino verso il vero è un’esperienza. Occorre mettersi in strada, cercare sempre, sapendo che cercare è già trovare. Dio ha desiderio che noi abbiamo desiderio di lui. Dio non è un dovere, è un desiderio. Terza tappa: interrogare la Parola. Ci sono i professionisti a Gerusalemme, ma non colgono la luce. L’idea che la Scrittura non dovesse soltanto essere conosciuta e discussa, ma anche essere vissuta non veniva loro più in mente. Dio non è una passione in grado di farli partire Non così per i Magi. Essi hanno poche conoscenze, ma potenti desideri. Quarta tappa: videro il bambino, si prostrarono e adorarono. Adorare significa umiltà profonda, silenzio pieno di stupore, ascolto attento e obbediente. I Magi si riconoscono più piccoli di quel bambino e si inginoc-

Riflessioni sulla

chiano. Riconoscono in lui la Verità che aveva costituito la ricerca della loro vita. Quinta tappa: per un’altra via ritornarono al loro paese. Quando si ha il Signore nel cuore non si può più percorrere la stessa strada di prima. Non tornano come prima, tornano con la ricchezza del Signore che hanno adorato, con la gioia della salvezza che hanno veduto. Chi ha incontrato il Signore è chiamato a manifestarlo nella sua vita concreta, ad essere lui stesso “epifania” del Signore.

Parola

Ecco l’Agnello di Dio (Gv 1,36)

D

G.G.

opo la celebrazione del battesimo di Gesù nel Giordano, in questa domenica, l’Evangelista Giovanni ci fa incontrare con il Signore prima di tutto attraverso una designazione…ufficiale da parte del Battista: “Ecco l’Agnello di Dio”. Parole che evocano l’immolazione dell’agnello pasquale, fonte di liberazione dalla schiavitù per il popolo ebraico e, insieme, annuncio del sacrificio sulla croce. Da quelle parole ha inizio la costruzione di un piccolo gruppo di gente disposta a seguire Gesù. E’ Lui che comincia a preparare le persone che dovranno continuare la sua missione; gente chiamata per nome: Andrea e Simone. E’ particolarmente significativo il modo in cui Gesù li coinvolge: un dialogo essenziale, “Cosa cercate?”, a cui i due replicano “Dove dimori?”. Segue la risposta del Messia: “Venite e vedrete”. Una risposta che i seguaci di Gesù di tutti i tempi devono saper dare ad ogni uomo che li incontri e che sia in una ricerca onesta. Non saranno tanto le parole a convincere, ma piuttosto la testimonianza della vita. La “vita buona del Vangelo”, per stare alle parole che innervano l’impegno pastorale di questi anni. Andrea e Simon Pietro seguirono l’indicazione di Gesù: andarono e videro. Rimasero sconvolti. Furono affascinati da quell’incontro, tanto che “rimasero con Lui in quel giorno“, tanto che l’ora in cui avvenne si scolpì nella loro esistenza e fu ricordata a distanza: “erano circa le quattro del pomeriggio”. Subito Andrea divenne un annunciatore: “abbiamo trovato il Messia” e un accompagnatore “lo condusse da Gesù”. Come non vedere in tutto questo una preziosa indicazione per il compito di evangelizzazione della Chiesa? L’annuncio coraggioso, la testimonianza, l’accompagnamento per sostenere il cammino di chi è in ricerca… C’è infine da cogliere lo sguardo che Gesù rivolge su Simone: uno sguardo intenso, colmo di amore, che cambia la vita: “Sarai chiamato Cefa, che significa Pietro”. L’incontro con la persona viva di Gesù cambia l’esistenza, la mentalità, gli atteggiamenti, i comportamenti… E’ per questo incontro che il cristiano diviene una persona nuova. Il brano della seconda lettura di questa domenica, dalla prima Lettera ai Corinzi, va accolto in questa luce: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?... Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!”.


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

3

Natale alla Casa di Lavoro

La consolazione del Natale tro per i delinquenti per tendenza. L’atipicità della situazione degli internati è data dal fatto che per uscire dalla Casa di Lavoro devono dimostrare di avere all’esterno un lavoro, una casa e degli affetti stabili, condizioni che difficilmente possono soddisfare, dal momento che sono appunto internati e che

Mons. Antonio Lanfranchi ha celebrato l’eucarestia natalizia nella struttura di Saliceta San Giuliano

L’angolo della

• Laura Solieri

I

l 22 dicembre presso la Casa di Lavoro Saliceta San Giuliano di Modena, in occasione del Santo Natale, mons. Antonio Lanfranchi ha celebrato una messa dedicata agli internati, alla quale hanno partecipato anche l’assessore ai servizi sociali del Comune di Modena, Francesca Maletti e il Prefetto di Modena, Benedetto Basile. “Il Natale ci porta una verità consolante: c’è almeno Uno a cui la mia vita interessa molto e per questo ha mandato Qualcuno sulla terra per condividere con me la mia esistenza, per dimostrare che l’uomo vale agli occhi di Dio. Dio facendosi uomo, diventando carne, ha impreziosito tutta la nostra umanità, portandoci la dignità della vita divina. Voi sapete meglio di me cosa vuol dire aiutare la piccola speranza a camminare e a crescere – ha detto l’arcivescovo –. Ed è questo il desiderio che vorrei portare in questa Eucarestia”. Il buon numero di cittadini che hanno presenziato alla celebrazione rappresenta un segnale importante, che fa ben sperare sul fatto che una realtà come questa della Casa di Lavoro, erroneamente confusa dall’opinione comune con quella del carcere, non è sconosciuta alla cittadinanza. “Si tratta di una misura di sicurezza volta a rieducare e reinserire queste persone nella società – ha spiegato la volontaria di Carcere&Città Roberta Elmi –. Non mi piace chiamare questi ragazzi internati, anche se lo sono a tutti gli effetti. Come volontaria, mi limito a fare il possibile e penso che sia estremamente importante per noi modenesi sapere che delle quattro case di lavoro presenti in Italia, due sono a Modena e di questo dovremmo essere consapevoli. Mi chiedo spesso perché nessuno parli mai delle case di la-

lavoro da svolgere per loro c’è n’è poco, sia all’esterno che all’interno della struttura perché sono in troppi (ed è per questo che questa misura di sicurezza è anche definita ergastolo bianco). Il pomeriggio del 22, dopo la Messa, è proseguito con uno spettacolo e un rinfresco a cura dei ragazzi.

Spiritualità

In perdita o in attivo?

N

• don nardo masetti

on so con quale voglia gli economisti si accingono a fare il bilancio dell’anno trascorso: è sempre doloroso e poco simpatico dover registrare tanti fallimenti della borsa, dei titoli di Stato e di cose del genere. Eppure è doveroso e necessario farlo e lo faranno. I giornali della prima settimana del nuovo anno sono stati prodighi di notizie a tale riguardo. E noi? Sentiamo la necessità di fare un bilancio consuntivo, scrivere l’ultima pagina del 2011 nel nostro diario di bordo? Può darsi che sia sgradevole anche per noi il constatare fallimenti spirituali, mancanze di coerenza con quanto tante volte promesso e progettato… ma è indispensabile farlo. Prima di tutto mettiamoci ben davanti anche il positivo che non può essere mancato nel corso dell’anno passato. Per quanto riguarda gli aspetti da migliorare, non limitiamoci ad un elenco quasi inutile dei singoli aspetti deficitari. Piuttosto stiliamo una chiara e puntuale situazione complessiva della nostra spiritualità. Domanda di fondo: che posto do a Dio nella vita concreta di ogni giorno? Forse nella mia vita ho poco tempo per Lui e poco anche per me, perché tutto preso dalla mia attività da mattino a sera, scanso persino me stesso. Infatti non sono io che conduco le mie attività quotidiane, ma sono queste che portano me al guinzaglio. Nel vangelo di Luca era proprio questo che Gesù rimproverava a Marta: “Marta, ti lasci portare in giro dalle molte cose da fare”. E cosi quasi insensibilmente mi lascio imbarbarire dalle preoccupazioni continue, giornata dopo giornata. Ma, se voglio, Dio mi tira fuori da questa situazione. Tutto sta nel concedergli tutti i giorni con una fedeltà testarda una decina di minuti e di mettermi in sintonia con Lui, con meno parole possibili, in silenzio lasciandomi trasportare dove mi porta il cuore. Dio mi aspetta proprio in questo silenzio. E la potrò smettere di possedere tante cose, senza possedere me stesso. voro... Ho frequentato e frequento queste persone e in loro vedo e sento ogni giorno un’immensa angoscia, data dal non avere un fine pena ed è solo partecipando dall’esterno che si riesce a capire una realtà come questa, che deve essere conosciuta”. In Italia oltre a questa Casa di Lavoro a Modena introdotta da una legge del 1930, vi sono tre sezioni di Casa di Lavoro a Sulmona (Aq), Castelfranco Emilia (Mo) e Favignana (Tp) e una Colonia Agrico-

la ad Isili (Ca). Come già rammentato precedentemente sul nostro giornale, in Casa di Lavoro arrivano dalle carceri di tutta Italia ex detenuti che hanno già scontato gli anni di pena loro assegnati perché ritenuti ancora socialmente pericolosi. Il codice penale recita che l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro ha una durata minima di un anno, che divengono due per i delinquenti abituali, tre per i delinquenti professionali e fino a quat-


4

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Liberalizzazioni: i nodi Associazioni di categoria ed enti locali contro la liberalizzazione selvaggia degli orari degli esercizi commerciali. E mons. Lanfranchi lo ha scritto chiaramente nella Lettera Pastorale

• P.S.

L

’assessore comunale Graziano Pini si è molto impegnato per far rispettare il ‘patto tra gentiluomini’ che, grazie all’impegno di sindacati, associazioni di categoria, Comune e sigle della grande distribuzione, era stato raggiunto per il territorio del Comune di Modena. Anche la Regione Emilia-Romagna non è d’accordo con la liberalizzazione selvaggia. L’impegno, per ora, non sembra però aver portato a grandi risultati. Unes ed Esselunga hanno già aperto una domenica ‘extra’; stessa cosa faranno Coop e Panorama. Solo Conad, tra le principali sigle della grande distribuzione, per ora ‘tiene’ sulle linee dell’accordo che, lo ricordiamo, prevedeva 8 domeniche aperte oltre a quelle del periodo natalizio. Le associazioni di categoria, sia pure con sfumature diverse, attaccano: “Agevolerà solamente la grande distribuzione – spiega Fulgenzio Brevini di Confesercenti - a discapito delle piccole attività commerciali. Bastasse allungare gli orari per rilanciare i consumi, saremmo anche favorevoli, ma non è così. In nessun paese europeo e nemmeno negli Stati Uniti, esiste in tema di orari una deregulation come si va prospettando in Italia”. Licom rincara: “Il legislatore dovrebbe usare una prudenza simile a quella che sta usando nell’introdurre novità rispetto ad altri settori

Per il riposo nel giorno della festa (ordini professionali, multiutility, sistema bancario...). La rapidità e la determinazione con cui si procede nei cambiamenti del sistema commerciale non possono non indurre qualcuno a pensare di essere ‘figlio di un dio minore’. Spesso, presentando innovazioni di questo tipo, si sottolinea che sono facoltative e che i commercianti possono mantenere gli orari precedenti in rispetto ai loro interessi familiari, affettivi o religiosi. L’annotazione è falsa: infatti in un mercato concorrenziale gli atteggiamenti non sono indifferenti per chi non voglia trovarsi indietro rispetto alle iniziative della concorrenza”. Le due associazioni, ma anche Confcommercio molto dura in proposito, sono per salvare l’accordo di Modena come virtuoso. Quello che risulta strano è il tirare in ballo l’arcivescovo, che non avrebbe parlato su questo tema, così ha detto Pini a un quotidiano locale. In realtà mons. Lanfranchi si è espresso chiaramente nel-

la Lettera Pastorale e Nostro Tempo già a dicembre 2011 sul numero 45 aveva proposto un ampio servizio sul tema in cui aveva richiamato le parole di mons. Lanfranchi. Qui una breve sintesi delle parole del vescovo nella Lettera ‘Sei giorni lavorerai… ma il settimo giorno è per il Signore tuo Dio’. “La domenica oltre che essere celebrata come giorno del Signore, in Italia, come in tante nazioni, è giorno festivo per tutti. Come giorno di riposo, libero dal lavoro, non è tanto destinata a moltiplicare la vita attraverso la produzione ma ad elevarla, a curarne la qualità, facendola diventare tempo per la famiglia, tempo per la coltivazione degli affetti, per rinnovati incontri con parenti e amici e per nuove opportunità di partecipazione alla vita sociale e civile. La domenica, così intesa, è giorno dell’uomo, un fatto di civiltà da valorizzare sul piano delle tradizioni e da promuovere sul piano legislativo”. Più

O F F E R TA

SCONTO

10% SU TUTTA LA SPESA

oltre il vescovo entra ancor più nel merito della questione: “Oltre a quella religiosa, anche questa dimensione della domenica, questo valore culturale e sociale è sottoposto a rischi da più parti, che si concretizza no nella proposta di estendere il tempo lavorativo a tutti i giorni della settimana per reggere alla concorrenza sfrenata del mercato o per superare la grave crisi che stiamo attraversando. Difendendo la domenica come giorno di riposo – argomenta mons. Lanfranchi -, non si mettono certo in discussione quei lavori che sono necessari allo svolgimento della vita sociale dei cittadini. Altri lavori, oltre a quelli consentiti oggi, potranno essere aggiunti in base alle necessità legate all’evolversi dell’organizzazione della vita sociale. Occorre tuttavia operare un continuo discernimento perché non si allarghi indiscriminatamente l’ambito lavorativo a discapito dei valori richiamati”. Parole chiarissime.

esclusiva

E i commercianti dicono no R

oberta e la sua socia hanno un negozio di calzature a Formigine: “Non siamo d’accordo col decreto che liberalizza aperture e orari, perchè gli esercizi commerciali a gestione familiare avranno difficoltà, non avendo la possibilità di applicare un ricambio di personale in grado di garantire un’apertura del negozio così ampia. Questo a vantaggio dei grossi centri commerciali, perchè hanno un numero maggiore di dipendenti, che si possono turnare. Per quanto riguarda inoltre il nostro settore, quello delle calzature per bambini, non trovo che un aumento delle ore di lavoro o delle aperture corrisponda ad un aumento delle vendite. Le scarpe vengono comprate per necessità, perciò una volta che ne ha acquistato un paio, il cliente non è intenzionato a comprarne un altro non necessario, anche se gli vengono proposti orari e aperture più flessibili. Chiaro che la liberalizzazione degli orari va a beneficio dei consumatori che possono acquistare con maggiore comodità. Occorre poi distinguere tra località turistiche e non: una paese o una città ad alto afflusso di turisti può permettersi di pagare un dipendente in più per coprire nuovi orari e nuove aperture, mentre un paese come Formigine non può godere di questa possibilità. Non trovo inoltre giusto che non sia rispettato il diritto al riposo domenicale, diritto di altre categorie di lavoratori. Anche noi piccoli commercianti dobbiamo poter godere del nostro tempo libero e stare con le nostre famiglie. Noi vogliamo lavorare per vivere, non vivere per lavorare! Rita, articoli da regalo, spiega: “Occorre puntare innanzitutto sulla qualità, ma gli orari più lunghi non favoriranno il cassetto delle entrate, si sa infatti che queste dipendono da quanto denaro hanno in tasca, e sono disposti a spendere, i clienti. Andare incontro alle esigenze della clientela è giusto, ma tenere aperto a mezzanotte onestamente non so a chi vada realmente incontro”. Infine Mirella, che lavora in Appennino, a Zocca: “Credo che gli orari attuali siano più che sufficienti a coprire l’esigenza e le richieste dei clienti. Allungare gli orari d’apertura farebbe lievitare le spese di gestione (più luce, più riscaldamento, più personale..), ma non farebbe lievitare gli incassi. Spese senza un ritorno, che il piccolo commercio non si può permettere. Forse la grande distribuzione sarebbe avvantaggiata da questa opportunità, sferrando quindi un ulteriore schiaffo al piccolo commercio che sta lottando per la sua sopravvivenza. Penso infatti che, liberalizzando gli orari d’apertura 24 ore su 24, non si creeranno posti di lavoro, ma si distruggeranno tanti piccoli esercizi commerciali. Il piccolo negozio è una vera ricchezza: quando si abbassano le serrande i paesi e le città ‘muoiono’. Lavorare alla domenica e nei festivi è certamente un sacrificio, ma un sacrificio necessario perchè Zocca è una località ‘turistica’ quindi buona parte delle vendite commerciali sono basate sul turismo del weekend (o di passaggio). Ma, contemplare l’apertura notturna… per chi dovrei farlo?”.

PER I LETTORI DI “NOSTRO TEMPO”

BUONO SCONTO UTILIZZABILE DAL 16 AL 31 GENNAIO 2012 Buono utilizzabile presso l’ipermercato E.Leclerc-Conad di Modena - Strada Morane 500 • I buoni non sono cumulabili tra di loro nè con altri buoni sconto in percentuale sulla spesa, su singoli reparti o su singoli prodotti. • Il buono è applicabile su un massimo di 300 euro ad esclusione di quotidiani, riviste, libri, ricariche telefoniche, farmaci, ottico o altre categorie merceologiche previste da legge. • Il Buono è utilizzabile solo con Carta Insieme. Se non possiedi Carta Insieme, puoi richiederla al box informazioni,è gratuita ed è utilizzabile subito! • Nel periodo di validità ogni possessore di CARTA INSIEME potrà utilizzare un solo buono sconto.

esclusi i prodotti in promozione

L’IPERMERCATO CHE DIFENDE LA TUA SPESA

Strada Morane, 500 - MODENA


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

5

Diocesi

Dialogo con gli ebrei e tra le fedi cristiane Gli appuntamenti in diocesi per la giornata del dialogo e per l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani

L

a Sesta Parola - Non uccidere”: questa giornata dedicata all’ebraismo, voluta dai vescovi italiani, è intrinsecamente collegata alla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, «per indicare che il mondo ebraico è la nostra “santa radice”, come dice san Paolo, dalla quale dobbiamo partire per aprirci alla fede». Lo spirito della giornata è l’approfondimento del dialogo religioso ebraico-cristiano attraverso una maggiore conoscenza reciproca, il superamento dei pregiudizi, la riscoperta dei comuni valori biblici. Martedì 17 gennaio alle ore 18 la diocesi propone una lezione sul comandamento “Non uccidere”, tenuta dal Rabbino di

Modena Beniamino Goldstein, alla presenza dell’arcivescovo Antonio Lanfranchi, del rev Sagovsky e della rappresentanza della comunità ebraica di Modena, nel Seminario Metropolitano. Dal 18 al 25 gennaio si svolgerà poi la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: “Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore” (cfr. 1 Cor 15, 51-58) è il tema per il 2012. La chiamata all’unità quest’anno giunge alle chiese di tutto il mondo dai cristiani di Polonia che hanno offerto alla nostra meditazione la loro esperienza di trasformazione e di preghiera. La trasformazione a cui si riferiscono è compresa nella sua profondità solo nella resurrezione di Gesù. Ogni cristiano battezzato

Migrantes

La Messa dei Popoli

D

omenica 15 gennaio torna la celebrazione della Messa dei Popoli: mons. Lanfranchi presiede la celebrazione eucaristica insieme a tutte le comunità cattoliche straniere che vivono nella nostra città. Si incontrano e si formano regolarmente, celebrando l’eucarestia nella lingua madre, numerose comunità straniere: africana anglofona, africana francofona, polacca, singalese, filippina, ghanese ed ucraina. L’appuntamento, aperto a tutta la comunità diocesana, è alle ore 15 nella chiesa di Sant’Agostino.

Ufficio Famiglia

Credo la vita eterna

I

l prossimo appuntamento di Credo la vita eterna, il percorso della Diocesi che si rivolge a chi sta vivendo un lutto, sarà martedì 17 gennaio alle 18 con l’incontro di approfondimento della Parola di Dio, guidato da d. Michele Zecchin. Alle 19 il sacerdote, del Seminario di Ferrara e parroco di Lido degli Estensi, celebrerà poi l’Eucaristia durante la quale saranno ricordati i defunti dei presenti. La sede è il Centro Famiglia di Nazareth.

Apostolato della Preghiera

Le intenzioni di gennaio

C

uore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. Queste le intenzioni affidate all’AdP dal Papa e dai vescovi. Perché le vittime dei disastri naturali ricevano il conforto spirituale e materiale necessario per ricostruire la loro vita. Perché l’impegno dei cristiani in favore della pace sia occasione per testimoniare il nome di Cristo a tutti gli uomini di buona volontà. Perché il dialogo ecumenico accresca la comunione tra i battezzati delle diverse confessioni, offrendo una testimonianza più credibile a un mondo lacerato da discordie. Pregare per il clero dicendo: Cuore di Gesù, fa’ che l’Eucaristia diventi sempre più il centro della vita dei tuoi sacerdoti.

nella morte e resurrezione di Cristo comincia un cammino di trasformazione. Morendo al peccato e alle forze del male, i battezzati cominciano a vivere una vita di grazia. Questa vita di grazia permette loro di sperimentare concretamente la potenza della resurrezione di Gesù, e l’apostolo Paolo li esorta: “... siate saldi, incrollabili. Impegnatevi sempre più

nell’opera del Signore, sapendo che, grazie al Signore, il vostro lavoro non va perduto” (l Cor 15,58). Gli appuntamenti diocesani di rilievo. Mercoledì 18 gennaio alle ore 18 nel Seminario Metropolitano, Vespro Anglicano e incontro pubblico con il rev. Nicholas Sagovsky teologo anglicano canonico dell’Abbazia di Westminster nella Chiesa d’Inghilterra: “Esperienze ecumeniche in Inghilterra”. È un’occasione, per i catechisti e per tutte le persone interessate, di potersi confrontare con un personaggio che è membro della Commissione mista tra la Comunione Anglicana e la Chiesa Cattolica Romana, Arcic III (Anglican – Roman Catholic International Commission). Ha appena terminato il suo incarico di Teologo canonico dell’Abbazia di Westminster

nella Chiesa d’Inghilterra, è esperto di ecclesiologia, ha lavorato in ARCIC II e attualmente è visiting theology professor presso la Liverpool Hope University. Il rev Sagovsky è stato coinvolto grazie ai rapporti tra l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Contardo Ferrini” e la Liverpool Hope University. Giovedì 19 gennaio, alle ore 21, veglia di preghiera organizzata congiuntamente dalla Pastorale giovanile e dal Consiglio delle Chiese, nella chiesa di San Benedetto abate. La celebrazione avrà carattere ecumenico e sarà presieduta dal nostro arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi, dal rev. Nicholas Sagovsky, dal pastore Michel Charbonnier, da padre Giorgio Arletti della chiesa ortodossa russa e da padre Constantin Totolici della chiesa ortodossa romena. Durante l’ottavario ci saranno altri momenti di spiritualità e di preghiera: sabato 21 gennaio alle ore 18 la comunità del movimento dei Focolari di Modena animerà la s. messa festiva anticipata, che si terrà nella chiesa del monastero della Visitazione di Baggiovara. Domenica 22 gennaio alle ore 17 nella chiesa di S. Bartolomeo vespro ortodosso (patriarcato romeno); ore 21 nella

Musica e liturgia in un percorso unitario Dal 18 gennaio un corso per chi anima le celebrazioni in parrocchia

I

l 18 gennaio prossimo riparte – presso l’Istituto Diocesano di Musica Sacra – un nuovo ciclo di incontri sulla liturgia. Don Alberto Zironi, responsabile diocesano per la Musica sacra, sarà ancora il docente responsabile, c o a d i u v a t o, anche questa volta, dal prof. Giorgio Merli, insegnante presso l’Istituto di Modena. Q uest ’anno il corso si avvarrà della prestigiosa presenza di mons. Luigi Biagini, cerimoniere del Duomo, che affiancherà la docenza già sperimentata con una serie di propri incontri. Undici ap-

puntamenti, il mercoledì, ogni settimana, tra il 18 gennaio ed il 3 aprile (martedì), presso l’auditorium dell’Istituto modenese, sito in viale Caduti in Guerra 196, a Modena. Inizio ore 18.30, termine ore 20. Si può ben dire - guardando il programma dettagliato - che saranno trattati tutti gli argomenti che ogni buon operatore musicale in ambito liturgico dovrebbe conoscere. Animatori della liturgia senza distin-

zione di sesso e di età: tutti vediamo (e purtroppo qualche volta sentiamo!) quanto bisogno ci sia di competenza e sensibilità alla liturgia, anche fra i pur preziosi giovani che

animano le assemblee liturgiche domenicali ed i momenti di incontro. Ma, per la molteplicità degli argomenti trattati, e per una loro pertinenza relativa non solo alla musica, si può altresì dire che la conoscenza dei fondamenti della liturgia dovrebbe appartenere ad ogni buon fedele, che voglia partecipare ancor più consapevolmente alle liturgie della Chiesa Universale. Le date esatte e gli argomenti delle lezioni si possono trovare in curia arcivescovile, presso l’Istituto Diocesano e sul sito internet dell’Istituto stesso. La frequenza alle lezioni è libera e gratuita, previa iscrizione (possibile anche il giorno del primo incontro), oltre che per gli allievi del Diocesano, che hanno il corso nel proprio piano di studi, anche per tutti coloro che desiderino partecipare agli incontri.

chiesa del Corpus Domini (via Tamburini) preghiera animata dal gruppo di Taize. Mercoledì 25 gennaio alle ore 20.45 vespro ortodosso (patriarcato russo) nella chiesa ortodossa “Tutti i Santi” a conclusione della Settimana ecumenica.

Agenda della

Diocesi

Domenica 15 gennaio ore 15 in S. Agostimo messa dei Popoli Martedì 17 gennaio ore 18 in Seminario Giornata del dialogo con gli ebrei ore 18 al Cfn Credo la vita eterna Mercoledì 18 gennaio ore 18 in Seminario Incontro col pastore anglicano Giovedì 19 gennaio ore 21 a San Benedetto Veglia ecumenica ore 21 al Cfn Sulla misura del cuore del Signore Sabato 21 gennaio ore 9.30 al Cfn Consiglio Pastorale diocesano

Agenda del

Vescovo

Domenica 15 gennaio ore 15 in S. Agostimo messa dei Popoli Martedì 17 gennaio ore 18 in Seminario Giornata del dialogo con gli ebrei Giovedì 19 gennaio ore 10 al Cfn Incontra i collaboratori del Centro di Consulenza ore 21 a San Benedetto Veglia ecumenica Venerdì 20 gennaio ore 11 in cattedrale messa per i Vigili Urbani Sabato 21 gennaio ore 9.30 al Cfn Consiglio Pastorale diocesano Domenica 22 gennaio ore 7.45 in Cittadella messa con gli Scout ore 11.15 a S. Agnese Celebrazione eucaristica ore 15.30 a Imola Ordinazione episcopale di mons. Cavina, nuovo vescovo di Carpi


6

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Riflessioni sul lavoro

Tra lavoro e bene comune

Riprendiamo da Note Modenesi, periodico del centro culturale Ferrari, un’intervista con don Matteo Cavani, docente di Teologia Morale Fondamentale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Beato Contardo Ferrini di Modena

O

qualcosa di positivo, come un’elasticità che va necessariamente applicata tanto alla famiglia quanto al lavoro, perché oggi la vita della famiglia, per poter resistere, deve essere molto flessibile, e questa caratteristica sarebbe interessante applicarla di più sul lavoro: è un ragionamento che non si

rando un circolo vizioso, invece di generare un possibile circolo virtuoso che necessita di una riorganizzazione dei tempi. A mio parere le famiglie hanno dentro di loro la forza per fare questa riorganizzazione, ma serve più attenzione dall’esterno sui modi in cui oggi esse vivono. In questi discorsi si devono

troppo della mancanza di prospettive. E anche della mancanza del lavorare insieme… Il lavorare insieme è già una prospettiva: il problema è che ti senti lanciato in corsa ma gli altri sul lavoro sono avversari e non compagni, e questa è una cosa distruttiva.

Don Matteo Cavani

• Laura Solieri

ccorre indagare su quanto l’attuale organizzazione del lavoro nel nostro Paese sia attenta ai tempi della famiglia per capire se le sfide lanciate ad essa dalla flessibilità siano troppo pesanti da sopportare oppure no, e stabilire in che misura esse incidano sul futuro delle famiglie italiane. Ne parliamo con don Matteo Cavani, docente di Teologia Morale Fondamentale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Beato Contardo Ferrini di Modena. Come coniugare la flessibilità con la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro? “Leggo la flessibilità come

rifà solamente a una questione tecnico-numerica, ma è un modo di pensare. Ho l’impressione che oggi, spesso, la flessibilità si traduca in precarietà, gene-

investire soprattutto energie mentali perché quando si cerca di lavorare insieme io noto che le prospettive ci sono. Oggi il nostro Paese soffre

Parlando di etica del lavoro e di etica del tempo libero, Angela Padrone nel libro “La sfida degli outsider”, considerando le due categorie di giovani e donne, afferma che per entrambi il “tempo per sé” è un concetto chiave e qualsiasi tempo di lavoro, per essere accettabile, deve poter convivere con il tempo per sé. Entrambi i gruppi avvertono fortemente un bisogno di flessibilità, di senso e di innovazione nel rapporto vita e lavoro…

Una calda primavera spagnola

Pasqua con il Centro Turistico Acli

primo giorno si prevede trasfe-

pomeriggio, visite individuali, e cena in hotel. Il rientro è previsto per il quarto giorno sempre con volo Alitalia. Per info e prenotazioni: tel. 331 3511454, cta@aclimodena.it, www.aclimodena.it/cta.

Mercoledì 18 conferenza col professor Sagovsky rimento in pullman da Nicholas Modena shopping, escursioni

S

Un commento a questa affermazione. Innanzitutto ci si deve chiedere cosa si può fare affinché il tempo per sé sia anche il tempo per gli altri, e se esista una dimensione di interiorità che unifichi questi due aspetti che spesso si credono erroneamente contrapposti. Questo discorso vale sia

i parte il 6 aprile e si torna il 9 per una calda Pasqua spagnola con il Cta, destinazione: Barcellona. Una metropoli latina dalla storia millenaria, in cui spostandosi a piedi avvolti dall’accogliente clima mediterraneo si possono scoprire rovine romane, resti della città medievale o quartieri del modernismo catalano. Ma, a rendere la capitale della catalogna meta ambita dai turisti di tutto il mondo, non è soltanto la sua cultura e nemmeno la sua arte, è soprattutto la sua atmosfera. Quello che si respira per le sue strade è infatti una vitalità e un multiculturalismo senza eguali. Il programma proposto dal Cta intende condurre i propri viaggiatori dentro a tale atmosfera, lasciando pertanto loro una grande libertà di movimento ed esperienza. Per il

all’aeroporto di Milano Linate, volo per Barcellona con Alitalia e sistemazione in hotel. Nei giorni successivi la giornata inizia con colazione a buffet e visita guidata di Barcellona e, nel

Le proposte 2012

I

l nuovo anno inizia alla grande con il Cta e tutte le sue nuove proposte. Alcuni viaggi sono già stati presentati nei numeri passati, forniremo nelle prossime settimane tutte le altre informazioni. 15 gennaio: Firenze 19 febbraio: Genova 17 marzo: Milano Dal 6 al 9 aprile: Barcellona 22 aprile: Rimini Dal 28 aprile all’1 maggio: Vienna A maggio: Peschiera-Mantova in bicicletta Dal 2 al 3 giugno: Le Grotte di Frasassi Dal 23 al 30 giugno: Olanda in bicicletta e barca

in un’economia di mercato che in un’economia familiare: il marito e la moglie, ad esempio, non fanno tutte le cose insieme ma esiste un modo di fare le cose da soli in cui però senti che l’altro è con te e questo fa la differenza. In secondo luogo, il lavoro non deve essere lo scopo della vita e contemporaneamente uno non può nemmeno vivere il lavoro come un’alienazione della vita. Qui mi collego al discorso del tempo libero o del tempo per sé che non deve diventare il tem-

po per recuperare ciò che “ho perso” perché sono stato male mentre ero al lavoro e allora quando esco voglio fare quello che mi pare. In questa dinamica, la chiave di volta sta nell’interiorità della persona che deve essere sempre presente, nell’attività lavorativa come nel tempo libero, che a sua volta non deve essere più considerato come un tempo di ripiegamento su se stessi, guidato dal costrutto mentale “se sono stato alienato allora recupero l’alienazione”: questa scissione diventa molto pericolosa anche economicamente, perché succede che uno tutto quello che guadagna dopo lo spende e questo genera una dinamica terribile. Occorre una sintesi interiore. Il tempo per sé deve essere un tempo per coltivare una dimensione interiore, e in questo processo è fondamentale un collegamento con la dimensione culturale, e cioè con una dimensione di istanza formativa che uno deve avere sempre presente a sé stesso. È l’educazione alla cultura che vince l’alienazione perché va a risvegliare una dimensione che è propria dell’uomo, quella della dignità. Tempo per sé quindi non in senso individualistico ma personale.

Mercoledì 18 conferenza col professor Nicholas Sagovsky

Gennaio al Ferrini

L

’Istituto di Scienze Religiose Ferrini, nel mese di gennaio, diviene sede e promotore di iniziative di dialogo e di approfondimento. Per alcuni giorni sarà ospite dell’Istituto, presso il Seminario, il professor Nicholas Sagovsky, sacerdote anglicano e teologo dell’Abbazia di Westminster. È membro dell’Arcic (la Commissione Internazionale Anglicana e Cattolica romana) e docente presso la Hope University. L’esperienza del dialogo ecumenico in Inghilterra sarà oggetto di un suo approfondimento presso l’aula magna

dell’Istituto il giorno 18 gennaio, alle ore 18. Questo appuntamento segnerà l’inizio dell’ottavario di preghiera per l’Unità dei cristiani. Il giorno precedente, il prof. Sagovsky parteciperà alla conferenza del rabbino di Modena, in occasione della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che si svolge ogni anno il 17 gennaio. Alla fine del mese di gennaio inizieranno le iscrizioni al nuovo semestre dell’Istituto. È possibile iscriversi a tutti i corsi che inizieranno con il nuovo semestre.


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

7

Missioni, l’esperienza

Incontrare Gesù in Albania

Il Natale nella ‘terra delle Aquile’ di una ragazza di Zocca, volontaria a Gomsiqe, nella diocesi di Sapa

I

• Chiara Tonioni

l 26 dicembre io con Silvia, Valentina, Caterina (volontarie della Casa della Carità), la famiglia Guccini con papà Davide, mamma Morena e due dei loro cinque figli, Beatrice e Giovanni Paolo, e il superiore delle Case della Carità, don Romano, siamo partiti per un campo in Albania, più precisamente presso il villaggio di Gomsiqe. Ad accoglierci abbiamo trovato don Stefano e Maurizia che vivono stabilmente alla missione, don Giordano, che era andato solo qualche giorno per aiutare in occasione delle festività e tre ragazzi del servizio civile: Daniele, Enrico e Leo. La missione della diocesi di Reggio Emilia è stata aperta stabilmente nel 2002, ma già dal 1992 alcuni sacerdoti reggiani portavano con i tir generi alimentari e vestiario per sopperire ad alcune necessità della popolazione, ma soprattutto per ascoltare il dolore di un popolo che ha subito dominazioni da sempre e che per 50 anni (fino circa al 1990) è stato vittima di una dittatura che ha tolto loro ogni libertà

umana e religiosa, tanto che cattolici, ortodossi e islamici venivano imprigionati e torturati per il semplice fatto di professare una religione. Forse è stato proprio il racconto di questa storia di sofferenza che mi ha fatto decidere di partire per l’AlbaAl centro Chiara Tonioni nia? Ero stata due anni fa un mese in Tanzania e per la mia forma del Pane Eucaristico e del Pane mentis la classica missione era dei Poveri con tutte le persone in Africa, in Brasile o in India. che ho incontrato e con quelle E allora come mai mi si era con cui ho condiviso la casa nelaperta proprio questa strada per la missione. un campo in Albania? Ma co- Tutto questo mi ha permesso di me sappiamo a volte il Signore vivere più profondamente il miprepara delle belle sorprese nel stero del Natale, di quel Bamnostro cammino… bino che nasce al freddo, viene La sorpresa più bella è stata l’a- deposto in una mangiatoia e ver trovato Gesù nelle persone che proprio attraverso questa che ho incontrato, nella loro semplicità, povertà e sofferenza ospitalità, nella loro semplicità, mostra l’amore di Dio per noi. nel freddo che c’era nelle case e L’apertura della Casa della nelle chiese, nello sguardo pro- Carità nella diocesi di Sapa fondo dei bambini, nel volto se- nel prossimo settembre segna gnato dal passato degli anziani, un’altra tappa importante per nella condivisione del pane sul- la missione e questi giorni trala tavola, del Pane della Parola, scorsi in Albania avevano lo

che incontriamo. I primi tre giorni sono stati belli e intensi, trascorsi anche a contatto con i giovani della parrocchia che già da diverso tempo hanno iniziato con il loro parroco don Simon e con i missionari reggiani un cammino per scoprire sempre più l’amore di Dio che si rivela nei tre pani: della Parola, dell’Eucaristia e dei Poveri, ciò che nella Casa della Carità si può toccare con mano ogni momento. Tutto questo in fondo è mettere in pratica il Vangelo, è quanto possiamo “vedere e toccare” prima di tutto dentro di noi se accettiamo di vedere la nostra povertà interiore, se ci lasciamo guarire e riempire dell’amore di Dio per guardare poi ogni persona sempre più con gli occhi della Carità, così

scopo di continuare a “preparare il terreno” affinché fosse compreso più profondamente il dono racchiuso nel povero

come è stato per noi. Mi è piaciuta molto anche questa provocazione che è emersa da questi incontri e cioè: “le no-

stre parrocchie vivono questo? Perché se manca il Pane della Carità dei Poveri non celebriamo veramente fino in fondo l’Eucaristia”. Questo mi ha aiutato a pormi qualche domanda in più sia a livello personale che a livello di Chiesa. Gli altri giorni siamo andati nei vari villaggi della missione per la celebrazione delle messe e per incontrare i parrocchiani, ed anche questo è stato un bel momento di condivisione. Sono consapevole del fatto che la missione è anche in Italia, nelle nostre parrocchie, ma credo che una esperienza di missione, seppur breve, possa far allargare gli orizzonti e portare un fermento nuovo nel vivere il Vangelo anche nelle nostre realtà quotidiane. Ringrazio il Signore per questo dono che mi ha fatto con questo campo e sicuramente d’ora innanzi l’Albania, con la sua storia e la sua gente, sarà nel mio cuore e nelle mie preghiere. Grazie anche a chi mi ha accompagnato nel vivere questa esperienza importante, a Francesco del centro missionario modenese, alla diocesi e all’ufficio missionario di Reggio Emilia che mi hanno permesso di partecipare a questo campo, a don Romano, a suor Cristiana e suor Katia e a tutti coloro con cui ho condiviso questo piccolo pezzo della mia vita.

Notizie in breve Fondazione Gorrieri

Modena

Bper, il successore di Viola

Crisi economica e welfare Sla, nuovo spazio a Modena • Laura Solieri

P

rimo intervento pubblico in città del Sottosegretario modenese al Ministero del lavoro e politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, Giovedì 12 gennaio, alle ore 18, al Palazzo Europa, intervistata dal direttore di TRC, Ettore Tazzioli, su «Crisi economica e futuro del welfare». L’iniziativa avviene nell’ambito del ciclo di incontri «Discorsi sulla disuguaglianza 2011-2012», realizzato - con largo seguito di partecipanti - dalla Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali.

S

abato 14 gennaio l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, sezione di Modena, inaugura un nuovo spazio di cura e di riabilitazione. L’iniziativa, che avrà inizio alle 10.30 e sarà patrocinata dal Comune di Modena e realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Gli ambulatori sono alla Casa della Solidarietà (in via Santa Caterina 120/3), scelta che aggiunge coerenza al progetto di un luogo dedicato al lavoro e all’incontro di associazioni operanti nell’ambito della disabilità. Le attività aggiuntive sono incentrate sulla fisioterapia per attività motoria e occupazionale, allo scopo di migliorare e rendere più consapevole e proattiva la vita degli ammalati e dei famigliari coinvolti. Interverranno all’evento l’Assessore alle Politiche Sociali, Sanitarie e Abitative Francesca Maletti, Andrea Landi, Presidente della Fondazione Crmo, Giuseppe Caroli e Cinzia Zanoli per l’Azienda Usl di Modena e il presidente nazionale dell’Aisla, il primario Mario Melazzini.

Odorici amministratore delegato

I

l Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha deliberato all’unanimità la cooptazione in Consiglio del dott. Luigi Odorici e la sua nomina ad Amministratore delegato. Odorici, che mantiene la carica di Direttore Generale, è modenese; laureato in Economia e Commercio, è entrato nel 1973 nell’allora Banca Popolare di Modena; ha quindi assunto incarichi di crescente responsabilità prima in Banca popolare dell’Emilia Romagna e poi in una Banca dell’omonimo Gruppo bancario; siede inoltre, in rappresentanza della Banca, nei Consigli di Amministrazione di diverse società, controllate e partecipate. Nell’occasione il CdA ha inoltre deliberato la costituzione di un Comitato Strategie, alla cui Presidenza è stato designato Giuseppe Lusignani. “La nomina di Luigi Odorici” – dichiara il Presidente Ettore Caselli – “si pone in linea di continuità con il lavoro sviluppato negli ultimi anni dall’Amministrazione della Banca e valorizza una risorsa che gode di ampia considerazione per le sue indiscusse competenze professionali e per la sua profonda conoscenza del nostro Gruppo bancario”. “Ringrazio il Consiglio di Amministrazione per la fiducia che mi ha accordato – dichiara Odorici –. Lavoro da oltre 35 anni in questa Banca e ho partecipato al processo di costruzione e di consolidamento del nostro Gruppo bancario che rappresenta oggi una delle realtà più affermate a livello nazionale”.


8

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Lo spettacolo al Monzani L’appuntamento con la festa dei presepi e degli alberi di Natale delle Piccole sorelle di Gesù Lavoratore, ospite d’onore mons. Lanfranchi • Paolo Seghedoni

I

l grande presepio disegnato dalla superiora suor Maria Grazia che campeggia alle spalle del palco, i clown, i cantastorie e le danzatrici, la ‘Strana coppia’ di Radio Bruno a tenere le fila dello spettacolo e ad animare la platea, le suore felici per la straordinaria riuscita del pomeriggio, i bambini (tantissimi e sorridenti) e, ciliegina sulla torta, la presenza calda e affettuosa del vescovo. Ingredienti per una festa davvero gioiosa, la sessantesima edizione della ‘Festa dei presepi e degli alberi di Natale’ proposta dalle Piccole sorelle di Gesù Lavoratore per le famiglie delle persone visitate dalle suore ‘di don Galasso’ sui posti di lavoro. Tradizionale la festa post natalizia, che si è svolta al Forum Monzani di Modena, come tradizionali sono i campi estivi a Sant’Andrea Pelago che hanno coinvolto, e continuano a coinvolge-

Gli ingredienti della gioia re, generazioni di ragazzi. “Il festeggiato è Gesù e ci teniamo a far sì che i bambini siano sempre più suoi amici – spiega suor Maria Grazia – e per questo rinnoviamo questo appuntamento rivolto

ai genitori che avviciniamo negli ambienti di lavoro: qui ci sono il direttore di azien-

da e chi fa le pulizie, tutti uniti in un grande abbraccio di amore. E c’è anche, come sempre, il vescovo: è importante perché lui è il Pastore della nostra Chiesa e noi gli vogliamo molto bene. La sua presenza è davvero preziosa”. I bambini e i ragazzi, davvero numerosi come tanti erano genitori, nonni e parenti, sono stati intrattenuti appunto dalla Strana coppia, ma anche da narratori, dai pagliacci, da ragazze che hanno ballato e cantato. E al vescovo sono

state riservate alcune sorprese. Mons. Lanfranchi ha parlato della gioia del Natale e ha salutato i bambini in modo particolare, oltre a ringraziare le suore per il lavoro che svolgono. E al vescovo è stata donata una stola viola (“da portare ai Martedì del Vescovo di Quaresima e Avvento” ha detto la giovane Cecilia), oltre a un grande pacco pieno di regali per bambini che non hanno ricevuto doni e che proprio mons. Lanfranchi provvederà a destinare. Un regalo è stato fatto anche alla cugina del vescovo, Angela, presente alla festa e definita un vero “angelo custode per il nostro vescovo”. In definitiva un pomeriggio molto bello, con una festa ricca di musica, di gioia e di doni. Perché l’atmosfera e la serenità del Natale non si perda una volta tornati al lavoro.

LA SERENITÀ SI COSTRUISCE GIORNO PER GIORNO con MODENASSISTENZA

MODENASSISTENZA SERVIZI PRIVATI DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CASA E IN STRUTTURE OSPEDALIERE PER ANZIANI, HANDICAPPATI, MALATI, DISABILI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI

MODENA - VIALE V. REITER 38 - 059.221122 - CARPI - 059.654688


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

9

Scuola /ora di religione

La scelta dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali: per famiglie e studenti tempo di decisioni

N

el periodo in cui, entro il prossimo febbraio, le famiglie e gli studenti modenesi devono compiere l’iscrizione alle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) è chiesto loro di scegliere anche in ordine alla facoltà di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali. Una scelta che, al di là delle iscrizioni nelle scuole di ordine superiore, interessa anche gli alunni che frequentano le scuole primarie (elementari) e quelle dell’infanzia. L’insegnamento dell’ ora di religione nella Scuola italiana è una preziosa opportunità culturale ed educativa perché guida i ragazzi a scoprire le radici della storia, dell’arte e della cultura; li aiuta a rispondere alle domande di senso che tutti - appartenenti ad ogni popolo, cultura e religione - portiamo nel cuore: “Chi sono io? Da dove veniamo? Che senso ha la vita? Perché esiste la morte? Cosa c’è dopo la morte? Come affrontare la vita? Cosa c’entrano gli altri con me?”. Una ragazza o un ragazzo che impara ad affrontare le grandi domande della vita, vivrà in modo molto più sereno i momenti della crescita. Non solo: se scopre il perché di quello che fa e di quello che vuole essere, se impara ad avere uno scopo nella vita, se ha capito che tutta l’esistenza è un cammino di ricerca, allora

Un’ora di pieno valore la vita appare nella sua bellezza e lo studio, la cultura sono l’occasione per compiere questo itinerario. Inoltre in una realtà sempre più multi-culturale e multi-religiosa è importante che i ragazzi e i bambini conoscano bene le tradizioni, la cultura e la religione che ha segnato le radici dell’Italia dove vivono per essere capaci di dialogo con tutti. Per

sona. Nell’invito a optare per la scelta dell’ora di religione, la presidenza della Conferenza episcopale italiana, rivolgendosi direttamente agli studenti e alle loro famiglie ricorda che “si tratta di un appuntamento di grande responsabilità perché consente, a voi studenti, di riflettere sulla validità di tale proposta e di decidere

questo durante l’ora di religione si conoscono anche le altre culture e religioni per educare i nostri ragazzi a confrontarsi, dialogare e rispettare ogni per-

personalmente se farne risorsa per la vostra formazione e, a voi genitori, di ponderare le possibilità educative offerte ai vostri figli.

La Chiesa è dalla vostra parte, si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell’uomo e delle sue più profonde aspirazioni, vuole aiutare voi studenti, attraverso l’opera di insegnanti professionalmente competenti e spiritualmente motivati, a leggere e interpretare la cultura letteraria, artistica e storica in cui siete nati e cresciuti, o dove siete approdati in seguito a scelte di vita o a esodi forzati. L’insegnamento della religione cattolica è una disciplina che tiene viva la ricerca di Dio, aiuta a trovare risposte di senso ai “perché” della vita, educa a una condotta ispirata ai valori etici e, facendo conoscere il cristianesimo nella tradizione cattolica, presenta il Vangelo di Gesù Cristo in un confronto sereno e ragionato con le altre religioni”. Il testo della segreteria della Cei conclide affermando che “nel cuore di una formazione istituzionalizzata come quella della scuola, in continuità con la famiglia e in preparazione alla vita sociale e professionale, l’insegnamento della religione cattolica è un valore aggiunto a cui vi invitiamo a guardare con fiducia, qualunque sia il vostro credo e la vostra estrazione culturale. In forza delle sue ragioni storiche e della sua valenza educativa, esso è di fatto capace di proporsi come significativa risorsa di orientamento per tutti e di intercettare il radicale bisogno di apertura a dimensioni che vanno oltre i limiti dell’esperienza puramente materiale”.

Così nelle scuole modenesi D

urante l’anno scolastico 2010-2011, nelle scuole presenti nel territorio della diocesi di ModenaNonantola (esclusi quindi gli istituti scolastici del territorio della diocesi di Carpi, di Sassuolo e Prignano che sono in diocesi di Reggio e di Castelfranco Emilia che appartiene alla diocesi bolognese) l’insegnamento della religione cattolica è scelto dalla maggioranza delle famiglie e degli studenti. Le percentuali più alte si registrano nella scuola primaria di primo grado (elementari) con l’85,75 per cento di alunni che seguono l’ora di religione; vengono poi le scuole secondarie di primo grado (medie) con una percentuale dell’83,90 per cento, le scuole dell’infanzia con l’82,90 per cento e le scuole secondarie di secondo grado (superiori) con una percentuale del 67,51 per cento di studenti che hanno scelto l’ora di religione. Qualche curiosità ulteriore: la percentuale più elevata per le elementari si registra nel circolo Formigine 1, con il 92,84 per cento, mentre quella più bassa appartiene all’ottavo circolo di Modena. Le medie in cui l’ora di religione è stata scelta da più famiglie e studenti sono quelle di Pievepelago, con il 97,10 per cento (valore in assoluto più alto tra le scuole di tutta la provincia) mentre la percentuale più bassa di adesione è quella delle Cavour/Calvino di Modena. Nelle scuole dell’infanzia il picco si raggiunge a Castelvetro con il 94,09 per cento, mentre la percentuale più bassa è quella che si registra nel 6° circolo di Modena con il 70,31 per cento. Infine, le scuole superiori, quelle forse più significative in quanto la scelta di avvalersi dell’ora di religione è compiuta in un’età scolare particolarmente significativa, nell’età che intercetta il non facile periodo dell’adolescenza: qui la percentuale più alta, il 90,20, si registra al liceo Morandi di Finale Emilia, mentre quella più bassa tocca all’istituto Selmi di Modena con il 70,03 per cento. La scuola in cui, in provincia di Modena, l’ora di religione è scelta dalla minoranza degli studenti è l’istituto Vallauri di Carpi, con il solo 32,27 per cento.


10

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Cultura della legalità

Una Casa per fare comunità

Nascerà entro l’anno questa struttura per dare concretezza alla cultura della legalità e della formazione. Parla il sindaco di Bomporto

N

• mariapia cavani

ascerà, quasi certamente entro il 2012, a Sorbara di Bomporto la Casa della legalità, con un finanziamento al 50% della regione Emilia Romagna, nell’ambito delle azioni per la diffusione della cultura della legalità. Il progetto è uno dei 14 finanziati attraverso la legge regionale (3/2011) contro il crimine organizzato. Il progetto di Bomporto assume un significato particolare: lo scorso 30 aprile infatti, in un appuntamento pubblico, sindaco

Alberto Borghi

e cittadinanza avevano chiesto conto della presenza sul territorio di Luigi “Brutos” Coppola. La risposta non è ancora arrivata, né dal Parlamento né tantomeno dal Tribunale di Santa

Maria Capua Vetere, chiamato ad esprimesi sulla questione. “In quell’occasione – ci racconta il sindaco Alberto Borghi - Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione, mi ha spinto a dare concretezza all’idea di una Casa della legalità, uno spazio fisico, luogo di diffusione della cultura del rispetto delle regole e della convivenza, per tutta la comunità: giovani, sia nella scuola che nel tempo libero, adulti, anziani, operatori economici. Il progetto è stato elaborato insieme alla cooperativa Laser, con cui avevamo già collaborato per altri servizi educativi, che ha collegamenti col Gruppo Abele. Il finanziamento permetterà sia di acquistare il prefabbricato che di svolgere i primi due anni di attività. Siamo alla ricerca del restante 50% dei fondi, per realizzare entro l’anno il progetto”. La Casa è un progetto sperimentale, per la nostra regione. “Nel nostro territorio – prosegue Borghi – la cultura di comunità si costruiva fino a 30 anni fa con la condivisione della vita, della formazione e degli spazi. Adesso la maggior parte dei residenti è nata altrove e risiede qui da poco: per questa ragione servono nuovi modi per creare coesione sociale, aggregazione, cultura della comunità, per non dare manodopera alla criminalità. Il paese ha bisogno anche di un luogo simbolico, dedicato alla legalità, che sia spazio di incontro e condivisione. So che non possiamo bloccare, con questo solo strumento, i grandi flussi di denaro, il riciclaggio, ma possiamo contrastare il crescere ed il diffondersi dell’indifferenza, stimolare il rifiuto della mentalità mafiosa che abbiamo conosciuto fino ad ora. Gli strumenti di contrasto, quelli che

Alla tenda, schiaffo alla mafia

A

lla Tenda di viale Molza nel mese di gennaio, sono protagoniste la condanna della presunzione e dell’arroganza, anche di stampo mafioso e il dovere della memoria. Venerdì 27 gennaio la Tenda celebra infatti la Giornata della Memoria con lo spettacolo “Progetto memoria: andata e ritorno” del regista di Antonio Capasso. Poi la rassegna su racconti di uomini e di mafia registra un appuntamento di punta che vede Gaetano Alessi presentare il report “Le mafie in Emilia Romagna”, dossier a cura degli studenti delle Facoltà di Scienze politiche e Giurisprudenza a conclusione del primo Laboratorio di giornalismo antimafia. Dal 12 lo spazio espositivo ospitala mostra fotografica “Giocando un sogno” di Andrea Damiano. Diverse anche le novità in programma. Il 19 gennaio prende il via il ciclo di aperitivi a cura del gruppo Albachiara per informarsi e conoscere in vista della Giornata della Memoria. Il primo incontro propone un aperitivo a base di prodotti enogastronomici delle cooperative Libera Terra e a seguire la proiezione del documentario “Schiaffo alla mafia” di Stefania Casini. Venerdì 13 gennaio alle 21.30 gli incontri con l’autore a cura dell’associazione L’Asino che vola propongono “Nella città di cemento” di e con Roberto Valentini che conversa con Stefano Ascari. Il racconto criminale ambientato nella provincia modenese, solo in apparenza tranquilla, si sviluppa come in un flash back dove il giornalista Carlo Castelli, indagando sulla morte di un muratore romeno, si trova a dover decifrare connivenze fra il mondo dell’edilizia locale e la malavita organizzata.

hanno evitato fino a qui il radicamento, fanno parte del nostro Dna ed è necessario condividerli con chi vive qui da meno tempo. Vogliamo continuare ad essere comunità solidale, chi è nato qui, insieme a chi ci vive da poco. Vogliamo che tutti i residenti partecipino alla vita del paese, lo sentano proprio, indipendentemente dal luogo in cui sono nati. La Casa ci serve per scommettere sulla nostra comunità; vogliamo acquisire gli strumenti per capire le mafie oggi, più subdole e sofisticate, per rispondere, anche attraverso nuovi strumenti, alle sfide che la criminalità lancia oggi”.


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

11

Giovani

Da Modena una lettera al ministro Andrea Riccardi per sollecitare la programmazione del calendario 2012

V

ista la situazione di crisi diffusa nel Paese non pretendiamo che le modalità del Servizio civile non siano oggetto di discussione, ma vogliamo chiarezza, subito. Non vogliamo credere che lo Stato non sia in grado di stabilire un calendario chiaro e preciso, non possiamo accettare che il

I ragazzi, spazientiti, scrivono al ministro “

zione internazionale Andrea Riccardi, a seguito dei tagli agli stanziamenti nella manovra finanziaria del Governo. I ragazzi e le ragazze selezionati che non lo hanno ancora fatto potranno firmare la lettera recandosi all’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Modena in piazza Grande (dal lunedì al venerdì 9-13, lu-

Ministero non sia in grado di programmare il 2012 e di guardare più avanti di qualche mese”. Sono le parole che i giovani selezionati per il Servizio civile 2012 in provincia di Modena hanno scritto in una lettera per il ministro alla Coopera-

nedì, martedì, giovedì, venerdì 15-18.30, sabato 9.30-12.30), dove ha sede anche il Copresc. Le firme raccolte verranno consegnate al ministro nelle prossime settimane. “Dal momento che siamo i diretti interessati della decisione da parte dell’Ufficio statale di

dilazionare l’avvio del servizio a seguito del minore finanziamento del Fondo nazionale, riteniamo necessario far sentire anche la nostra voce sulla

questione”, scrivono i ragazzi. “Non è accettabile non sapere quando si inizierà, con un lasso di tempo di 10 mesi da gennaio a ottobre, perché la-

sciarci in questa condizione di precarietà è irrispettoso nei nostri confronti, come lo sarebbe in qualsiasi contesto lavorativo e non. Non è

accettabile – recita ancora la lettera – perché significa considerarci cittadini di seconda classe e calpestare la nostra scelta di metterci al servizio dello Stato”. I giovani del Servizio civile dichiarano di non poterselo permettere, “perché la nostra è una generazione cresciuta in una giungla, in un mondo veloce in cui le occasioni sono poche e vanno prese al volo. Perché alla nostra età 10 mesi possono e devono fare la differenza; ogni scelta può condizionare in maniera irreparabile il nostro futuro e noi dobbiamo essere messi in condizione di poter scegliere in coscienza e libertà, di programmare questo nostro 2012. Chiediamo forse molto?”, proseguono. “La nostra condizione è lo specchio di una situazione di precarietà in cui si trova la grande maggioranza dei giovani del nostro Paese, anche quelli che non hanno nulla a che fare con il Servizio civile, e crediamo che un segnale da parte vostra sarebbe dovuto e necessario: perché il nostro è solo un caso, ma dopo tante parole spese sull’importanza di noi giovani è giunto il momento di vedere anche dei fatti”, conclude la lettera.

Cooperativa articolo 41: bilancio del secondo anno di attività al Parco Amendola

derato pienamente raggiunti soprattutto gli obiettivi etici ed educativi alla base del nostro lavoro, come la legalità e la regolarità delle prestazioni d’opera. Insieme a questo, la soddisfazione di frequentatori del parco ed istituzioni del territorio, la bella atmosfera che si respirava, sono stati segnali che ci hanno incoraggiato a proseguire. Nel 2010 l’obiettivo del pareggio di bilancio era più lontano. Per questo abbiamo chiesto aiuto a un bravo consulente il quale ci ha indirizzato a una migliore gestione del personale, della politica degli acquisti e di analisi dei costi delle animazioni. Quindi, oltre agli obiettivi etici, il 2011 ci ha permesso di raggiungere anche quelli economici”. Tutto questo senza dimenticare che gli artisti lavorano, non sono puri volontari, e meritano, come gli operatori del bar, un giusto compenso per il loro impegno. “La stagione – prosegue

Alessandro – è stata lunga e soddisfacente: 5 mesi e mezzo di serate, incontri e spettacoli, con un controllo attento e costante, una mentalità imprenditoriale sana, grazie alla quale una parte considerevole dell’utile di gestione ha finanziato l’animazione. E’ davvero importante uscire dalla logica per cui chi opera in un’attività artistica o sociale debba ricevere compensi di serie B. L’operatore va distinto dal volontario, anche se sono entrambi necessari. Il lungo periodo ci ha permesso di caratterizzare sempre più il parco come luogo di incontro per la città: la Settimana dell’educazione, Fraternamente, anteprima del Festival francescano, e il Busker festival hanno mostrato un parco fruibile davvero da tutte le realtà del nostro territorio. Forse è per questo che Circoscrizione 3, che ringraziamo, è tra i nostri più convinti partner e sostenitori. Questo ci fa considerare raggiunto anche l’ul-

teriore obiettivo iniziale di una buona relazione con le istituzioni”. Grande novità, rispetto al 2010 è stato il Busker festival, non solo per Loving Amendola, ma per tutta la città. “Una sfida grande - sorride Alessandro - forse più di quel-

lo che avremmo immaginato all’inizio. Oltre duecento volontari e 400 artisti che hanno contribuito, dai più celebri italiani e stranieri, ai più giovani locali, al successo dell’evento. Una sfida che osiamo definire vinta. Modena ha apprezzato

la manifestazione e siamo alla ricerca di nuovi partner per una migliore organizzazione della prossima edizione”. Insomma, la sfida è stata superata sotto ogni aspetto: attendiamo il programma per la stagione 2012.

“Non ci sono soldi”: è vero?

S

ono 139 i giovani modenesi che il bando nazionale per la selezione di giovani dai 18 ai 28 anni prevedeva di impiegare nei 28 progetti di servizio civile proposti da 21 enti accreditati di Modena e provincia. Sono questi i ragazzi che hanno visto slittare in avanti l’avvio del servizio a data ancora da definire. Intanto, dal Centro servizi per il volontariato di Modena si apprende che “ancora nessuna notizia ufficiale arriva dal Copresc (il Coordinamento provinciale degli enti di servizio civile di Modena) ma, purtroppo, la voce ormai inizia a circolare con sempre maggiore insistenza: nel 2012 il servizio civile sarà costretto a prendersi un anno sabbatico, per poi tornare, forse, in tempi migliori. I fondi del 2012, infatti, serviranno quasi tutti a permettere l’avvio dei volontari del bando 2011, la cui partenza è stata posticipata (forse) a gennaio”. Il taglio al bando 2011 arriva dopo che già il Fondo nazionale era stato ridotto da 113 milioni di euro a 68, un calo del 39 per cento inspiegabile, dato l’aumento costante di richieste, da parte dei giovani, di prendere parte al servizio civile volontario: solo nel modenese nel 2011 sono stati 613 i giovani che si sono candidati - per appena 139 posti disponibili - a fronte delle 526 candidature dell’anno scorso (per 145 posti disponibili). “E’ una mancanza di rispetto nei confronti dei giovani - commenta il presidente del Coordinamento provinciale degli enti di servizio civile di Modena, Fabio Poggi - lo slittamento degli avvii comporterà infatti quasi di certo un aumento del tasso di rinunce. Il Governo, con questo taglio a bando aperto, non solo ha cambiato le carte in tavola portando malcontento tra i giovani e tra gli enti accreditati, ma ha anche creato i presupposti per numerosi disagi che ci saranno nel dover ricontattare tutti i ragazzi per chiedere nuove disponibilità di tempo o una nuova riapertura del bando nel caso si liberino posti”. A queste considerazioni si aggiungono, ancor più amare, quelle espresse dal centro Servizi per il volontariato: “Si dice spesso che i giovani non hanno più valori, che sono allo sbando, superficiali e poco propensi ad impegnarsi... certo è che quando decidono di farlo non gli si dovrebbero tarpare le ali”. E tutto questo accade mentre per le spese militari (vedi anche la recente polemica sull’acquisto dei 131 caccia F35 da parte dello Stato italiano per un valore che si aggira sui 15 miliardi di euro…) non sono previste riduzioni dei capitoli di spesa. E’ vero che non ci sono soldi?

Aspettando già la prossima estate • mariapia cavani

L

a Cooperativa Articolo 41, una creazione di Animatamente e Modena Terzo Mondo, ha concluso la sua seconda stagione di attività al parco Amendola, per la gestione dell’animazione e del ristoro. Alessandro Farina, il referente, condivide con Nostro Tempo considerazioni e riflessioni sull’attività di questo soggetto “nuovo” nel panorama dell’animazione modenese. “Nella prima stagione – dice Alessandro – avevamo consi-


12

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Città

Case di Dio, Modena e la crisi ospedali degli uomini A Gesù Redentore un’incontro proposto da Azione Cattolica e Caritas parrocchiale

Come e perchè gli ospedali sono nati in occidente: incontro con Francesco Agnoli

V

A

gli ospedali siamo tutti abituati. Diamo per scontato che ogni città ne abbia almeno uno, ma difficilmente ci si chiede in quale cultura hanno visto la luce, prima di diffondersi in tutto il mondo. Venerdì 13 gennaio alle ore 21 a Modena, presso la sala Bassoli del Forum Monzani, Francesco Agnoli, insegnante e collaboratore di Avvenire, che sull’argomento ha scritto un libro con prefazione di Giancarlo Cesana, risponderà a questa e ad altre domande per chiarire – alla luce della storia, della filosofia e della teologia – perché l’ospedale sia stato, come le università, un fiore splendido sbocciato dalla civiltà cristiana.

Azione Cattolica Giovani

enerdì 13 gennaio, alle ore 21 presso le opere parrocchiali della parrocchia

Seminario sull’acqua di Modena

di Gesù Redentore, Azione Cattolica e Caritas parrocchiale propongono un incontro di approfondimento sui temi della crisi economica. ‘Modena e la crisi’ è il titolo scelto per un appuntamento che vedrà la presenza di due relatori: Claudio Arlati, direttore del centro studi regionale della Cisl che presenterà uno scenario della situazione

e Mauro Rebecchi, del Progetto Insieme, che presenterà questa proposta della Caritas diocesana in risposta alla crisi. L’incontro è, senza dubbio, molto attuale e interessante ed è proposto a tutti. Introdurranno la serata i responsabili dell’Azione Cattolica e della Caritas, in chiusura sarà proposta la preghiera di affidamento dell’Italia a Maria.

Comune: tirocini formativi contro la crisi

Torna ‘Incontrocorrente’ L’acqua che beviamo Stop al disagio economico

G

iovedì 19 gennaio alle ore 21 al Centro Famiglia di Nazareth, terzultimo appuntamento con ‘Incontrocorrente’ promosso dal settore giovani di Azione Cattolica. Il tema di questo incontro è molto delicato, il titolo è ‘Di chi posso fidarmi?’ e si parlerà infatti degli scandali nella Chiesa a cominciare da quello della pedofilia. Naturalmente questa serie di incontri proposti dai giovani di Azione Cattolica vogliono cercare di fare unione tra la quotidianità di tanti giovani e la strada indicata dalla Chiesa. Il tentativo è di far dialogare e di dare strumenti per rendere ragione della propria fede e dell’adesione al Vangelo anche di fronte alle domande scomode che i giovani si sentono di presentare, il tutto per provocarsi reciprocamente e per una crescita comune nella sequela di Cristo. Seguirà il 9 febbraio l’incontro ‘Ma tu da quale prete vai?’ e il primo marzo l’ultimo appuntamento che sarà un botta e risposta con mons. Antonio Lanfranchi.

I Giovani delle Acli a Sant’Agostino

Testimoni cristiani del lavoro

L

U

n seminario di approfondimento sulla qualità dell’acqua di Modena è fissato per il 12 gennaio dalle 16 alle 19 presso l’Aula Magna dell’Istituto E. Fermi. Il seminario è coordinato dall’Assessore Arletti e vede in qualità di relatori: Paola Borella, professore ordinario di Igiene, direttore del dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Anna Maria Manzieri, di Arpa sezione provinciale di Modena, Roberto Menozzi e Francesca Romani, della gestione impianti Ciclo Idrico Hera Sot Modena, Armando Franceschelli, del Servizio Igiene degli alimenti e Nutrizione, dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Modena Per info e conferma di partecipazione: tel.: 0592034338/2390, asolis@comune.modena.it

a parrocchia di Sant’Agostino, in collaborazione con i Giovani delle Acli, propone un percorso formativo per i giovani grandi. Il tema sarà il lavoro vissuto cristianamente come pietra miliare per una società giusta nella quale l’uomo trovi il suo posto e si senta parte della società. L’obiettivo sarà un’importante riflessione che, a partire dai principi della Chiesa, riesca a fornire alle giovani generazioni gli strumenti per cogliere ’ proposto per il quinto anno consecutivo nel salone sottol’importanza sociale del lavoro per il miglioramento della società. stante la chiesa di via Fratelli Rosselli 160 a Modena un Il prossimo appuntamento fissato in parrocchia sarà martedì 17 corso di apologetica.Il primo appuntamento è fissato per sagennaio dalle 21 alle 22.30. bato 21 gennaio dalle 16 alle 18 con il teologo e filosofo Giuseppe Per info: www.talita-kum.net Barzaghi O.P. che affronterà il tema “Il mistero dell’unità e trinità di Dio: perché, come e quando dobbiamo parlarne a coloro che sono parte del nostro vivere quotidiano”. Sabato 4 febbraio dalle 15.45 alle 17.45 il vicario episcopale e direttore dell’Ufficio diocesano per il Servizio Biblico mons. Giacomo Morandi interverrà sul tema “Il “dio cattivo” dell’antico testamento: tra brani “impossibili” delle scritture e la nostra visione della sua giustizia e bontà. Una risposta n ciclo di incontri di riflessione e approfondimento sui temi a credenti e non credenti”. Sabato 18 febbraio, dalle 16 alle 18, Madella vita dal titolo “Credere nell’Uomo, sperare nel Futuro” rio Palmaro, filosofo del diritto, presidente del Comitato Verità e prende inizio su iniziativa della Circoscrizione 1 del Centro Vita tratterà dei “fondamenti catechetici della moralità delle azioni Storico, giovedì 19 gennaio alle 21 presso piazza Redecocca. Il tema umane: condizioni, limiti, razionalità e riferimenti non discutibili della serata sarà “Il lavoro di domani. Quale evoluzione del lavoro” affinché ogni agire del cristiano sia certamente retto”. Per partecicon Alessandro Monzani dell’Ufficio diocesano Pastorale Sociale e pare agli incontri è richiesto un contributo di iscrizione di 15 euro Confcooperative, e William Ballotta, segretario provinciale Cisl. per copertura spese.

Riflessioni sul futuro: ciclo di incontri

Il lavoro di domani

U

Parrocchia Spirito Santo

Apologetica: un corso

E

I

n tempo di crisi dall’amministrazione e dalle aziende cittadine arrivano spiragli di speranza: un percorso a sostegno delle famiglie con figli appartenenti alle fasce delle nuove povertà e ai titolari di family card disoccupati, che non percepiscono alcun sostegno al reddito derivante dalla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro (per esempio indennità di mobilità o di disoccupazione) e che si trovano in uno stato di bisogno socio-economico documentato dall’attestazione Isee, è stato promosso e coordinato dagli assessori alle Politiche sociali e alle Politiche economiche del Comune di Modena. Si tratta di 57 tirocini attivati nel 2011 da 35 aziende modenesi. Le persone assunte durante il progetto e con promessa di assunzione per il 2012 al termine del percorso sono 16, pari a più del 25%. I tirocini, della durata di tre mesi e rinnovabili una sola volta, hanno visto corrispondere un’indennità a carico dell’Amministrazione dai 350 ai 750 euro al mese a seconda del numero di ore settimanali e un intervento di sostegno da parte di educatori del servizio di inserimento lavorativo.

Circoscrizione 2 per la pulizia della città

Sert: tirocinio in quartiere

I

giovani del Sert, il Servizio dipendenze patologiche dell’Azienda Usl, in base a una convenzione tra Circoscrizione 2 e Azienda Usl, svolgeranno un tirocinio a servizio del territorio circoscrizionale. Nel concreto si occuperanno di tenere pulite dai rifiuti ingombranti le zone più degradate del quartiere e di distribuire materiale informativo. In base all’accordo il Sert metterà a disposizione della Circoscrizione 2 l’attività di tirocinio formativo offerto agli utenti del laboratorio di osservazione e orientamento al lavoro. I tirocinanti, le cui mansioni saranno individuate dal presidente della Circoscrizione, si occuperanno della manutenzione straordinaria di zone “sofferenti” del territorio, in particolare recupereranno i rifiuti ingombranti abbandonati e li porteranno alle isole ecologiche della città. Inoltre, ai ragazzi sarà affidata anche la distribuzione di materiale promozionale in occasione di iniziative o assemblee organizzate dalla Circoscrizione.


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

13

Pianura

Presepe riciclato, il Natale verde di Sorbara Originale iniziativa dei bambini del catechismo: un presepe costruito da loro con materiali di scarto

N

atale nel rispetto dell’ambiente per la parrocchia di Sorbara. Nel periodo di Avvento i bambini del catechismo, aiutati da catechisti e genitori, hanno costruito un presepe con materiali riciclati e di scarto, ottenendo un ottimo risultato finale. Un presepe povero, in linea con la crisi economica con cui tante famiglie si confrontano quotidianamente, ma nello stesso tempo ricco di valori e significati. Ai bambini è stato chiesto di portare i materiali riciclati (contenitori di plastica, ritagli di stoffa, avanzi di bottoni, vecchie passamanerie, etc.) per il confezionamento delle

statuine, poi sono stati creati tanti gruppi quante sono le classi di catechismo ed ognuna ha sviluppato i vari atteggiamenti verso il Signore. Tra questi, alcuni avevano carattere negativo (il rifiuto o la sfiducia), altri positivo (la ricerca, la riconoscenza, l’accoglienza, la fiducia, la lode, la testimonianza, l’amore). Per ogni tipo di atteggiamento, la classe con l’aiuto delle catechiste, ha cercato nell’Antico e nel Nuovo Testamento un personaggio principale, più altri personaggi che hanno espresso un atteggiamento simile. I ragazzi hanno fatto una ricerca sulle Scritture e sintetizzato il significato del personaggio. Solo dopo questa prima fase teorica, i ragazzi sono passati alla pratica, confezionando le statuine con i materiali riciclati restando fedeli a quello che dice la Bibbia nell’aspetto fisico, nell’abbigliamento e negli accessori. Il 18 dicembre, quarta e ultima domenica di Avvento, c’è stata la presentazione del presepe,

Villafranca

riconoscono il Signore, con le immagini dei due anziani sacerdoti Simeone e Anna, la samaritana, Simon Pietro, il cieco di Gerico, la folla dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il buon ladrone, il centurione romano ai piedi della croce, i discepoli in viag-

Nonantola

Pranzo di solidarietà per Sant’Antonio

• Iago Fregni

D

alla presenza di tutti i bambini del catechismo e dei genitori. I bambini hanno sfilato a coppie portando all’altare il loro personaggio e recitando una formula, per poi posarlo sul tavolino davanti all’altare. Questi i gruppi che si sono avvicendati all’altare. Quelli che

omenica 15 gennaio alle ore 12.30 presso i locali della parrocchia di Villafranca di Medolla si terrà il rituale pranzo di sant’Antonio Abate, aperto a tutti, in onore dei tanti allevatori che ancora operano nella frazione medollese. Il menu, come vuole la tradizione, sarà a base di specialità locali preparate con cura e amore dai nostri maestri maialai e dalle nostre “super-razdore”. Come sempre, in queste occasioni, il ricavato sarà in parte devoluto a progetti di solidarietà in favore delle “nuove povertà” ed in parte al recupero dei beni artistici della parrocchia stessa. Per prenotare, è possibile contattare Nadia e Paolo al numero 0535/650067, don Davide 0535/53132 (davidesighinolfi@yahoo.it) o Iago al 348/8893588 (fregni.iago@alice.it).

Il senso del sacro

È

stata inaugurata lo scorso venerdì 6 gennaio la mostra “Il Senso del Sacro”, con alcune opere della pittrice nonantolana Liviana Morselli. Per la prima volta la sagrestia dell’Abbazia di Nonantola ospita le opere dell’artista nonantolana e permette ai visitatori di ammirare le suppellettili liturgiche ancora usate durante le solenni celebrazioni in basilica. L’allestimento ha l’intento di condurre il visitatore a sperimentare quello che Benedetto XVI sintetizza così nella Sacramentum Caritatis: “Il rapporto tra mistero creduto e celebrato si manifesta in modo peculiare nel valore teologico e liturgico della bellezza. La liturgia, infatti, come del resto la Rivelazione cristiana, ha un intrinseco legame con la bellezza: è veritatis splendor”. A tal proposito, Liviana Morselli aggiunge: “Desidero che la mia opera guidi ogni osservatore in quella nobile abitudine dell’esplorazione artistica che anche quando non soddisfa pienamente la ragione, ne appaga spesso gli spazi della contemplazione”. La mostra, ad ingresso gratuito, sarà aperta ogni sabato e domenica del mese di gennaio, il 4 e 5 febbraio, l’11 e il 12 febbraio, il 3 e il 4 marzo, il 10 e l’11 marzo, rispettando questi orari di apertura: dalle 15 alle 18. Per le aperture straordinarie della sagrestia della basilica abbaziale è consultabile la pagina dedicata del sito: www.ufficioliturgicononantola.135.it

Bastiglia

Chierichetti a raccolta

D

opo le prime due tappe prenatalizie, prosegue il tour di don Simone Bellisi, responsabile della Pastorale Vocazionale, nei vicariati della diocesi per incontrare i chierichetti. Domenica 15 gennaio è la volta della bassa e del Vicariato di Nonantola, Campogalliano e Soliera. L’incontro quest’anno sarà attorno alla figura di Rolando Rivi, seminarista martire scelto come patrono dei chierichetti della diocesi modenese. Inizio previsto per le ore 15 presso l’oratorio di Bastiglia (via don Minzoni 3), con l’accoglienza, un filmato su Rolando Rivi e lavori di gruppo. L’incontro si concluderà attorno alle 17, con un momento di merenda e festa insieme.

gio verso Emmaus. Quelli che si fidano del Signore, come Noè, Abramo, Mosè, Nicodemo, il capo della Sinagoga Giairo, la peccatrice che lava i piedi di Gesù con le lacrime, il centurione romano, i discepoli, Levi, le sorelle di Lazzaro Marta e Maria, la donna

cananea, papa Giovanni Paolo II. Quelli che testimoniano il Signore, come hanno fatto nel corso dei secoli san Paolo, gli apostoli Pietro e Giovanni, sant’Agata, san Geminiano, san Martino, don Bosco, Madre Teresa di Calcutta e il parroco di Casal di Principe don Peppino Diana. Nel gruppo “Quelli che lodano il Signore” i ragazzi hanno inserito il re Davide, i pastori davanti alla grotta di Betlemme, il lebbroso guarito da Gesù, Elisabetta, san Francesco d’Assisi, mentre nel gruppo “Quelli che accolgono il Signore” spiccano Maria, san Giuseppe, Gesù, e tra “Quelli che annunciano il Signore” ci sono gli angeli a Betlemme. Nel gruppo “Quelli che rifiutano il Signore” ecco il re Erode, Adamo ed Eva, Caino, il Faraone d’Egitto, Giuda, gli scribi e i farisei, il giovane ricco, Barabba. L’ultimo gruppo è di “Quelli che cercano il Signore” come i Magi e come i bambini di seconda elementare di Sorbara, che si sono messi loro stessi nel presepe.

San Felice sul Panaro

La lezione di Giorgio La Pira

P

roposto dall’associazione “Giorgio La Pira” con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di San Felice sul Panaro, si svolge domenica 29 gennaio nella sala “Tosatti”della Rocca Estense di S.Felice un incontro dibattito su un tema di grande attualità: “L’Italia ha bisogno di una buona amministrazione”. Relatore è Mario Primicerio, presidente della “Fondazione Giorgio La Pira” di Firenze, membro dell’Accademia dei Lincei e già sindaco di Firenze dal 1995 al 1999. L’iniziativa proposta a San Felice intende indagare il rapporto tra etica e politica alla luce degli insegnamenti di Giorgio La Pira, analizzato dall’ associazione sanfeliciana nel 30° della sua fondazione. Al termine dell’incontro verrà offerto un aperitivo nella ristrutturata sede dell’associazione “Giorgio La Pira” in via Mazzini 4.

Bomporto

Cena di Sant’Antonio • L.s.

S

abato 21 gennaio presso la palestra parrocchiale di Bomporto alle ore 20 tradizionale cena di sant’Antonio. Menù: antipasto all’emiliana, tortelloni di ricotta burro e salvia, trofie all’anatra, polenta e baccalà, filetto di maiale in salsa grana, patatine fritte, dolci della casa, frutta, liquori e caffè. Chi intende partecipare alla cena deve prenotarsi entro il 19 gennaio presso la “Profumeria Simona” in piazza Roma.


14

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Pedemontana

Ha preso il via l’11 gennaio presso la Casa Frate Leone il cammino di catechesi a cadenza settimanale sulla legge di Sion • Marcella Caluzzi

E

’ partito lo scorso mercoledì, 11 gennaio alle 21, presso il convento dei Frati Cappuccini di Vignola, il percorso di catechesi sui Dieci Comandamenti che proseguirà, a cadenza settimana, per un anno e mezzo, tenuto da padre Francesco Pugliese. Il cammino di fede trae ispirazione dal percorso ideato ormai vent’anni fa da un sacerdote della diocesi di Roma, don Fabio Rosini, che, nello scritto che vi proponiamo, esprime la necessità, oggi più che mai, di annunciare, in particolar modo ai giovani, i comandamenti, che sono “lo stile di vita di Dio”. Queste le parole di presentazione del percorso di don Rosini. “Ultimamente stanno tornando di moda i Dieci Comandamenti. Articoli sulla stampa, libri, riflessioni e quant’altro, danno spazio a questa tematica. È un fenomeno sorprendente, se si pensa a quanto forte sia stato l’impulso, nella storia del pensiero occidentale recente, a liberarsi di ogni imposizione, di ogni legge. Arriviamo a chiederci se non sia perfino opportuno rispolverare i Dieci Comandamenti ed usarli come mezzo di annuncio a riguardo di quel destinatario specifico che sono i giovani. Esistono dei crocevia storici che rendono questo o quell’altro argomento puntuale o fuor di proposito. È questo il tempo per “tenere a mente la legge data sul monte Oreb al servo di Dio, Mosè”? (cf Mal 3,22). Dobbia-

I 40 di attività del gruppo Scout formiginese: quasi mezzo secolo di avventura e servizio

Lo stile di vita di Dio

mo prendere coscienza di alcune cose. La storia dell’ultimo secolo è la prima storia fruita in modo globale; ormai da vario tempo ciò che di rilevante accade, che ne so, in Messico, è universalmente noto in poche ore. […] A latere c’è un altro fenomeno strettamente collegato: la scomparsa, nelle società sviluppate, come la nostra, dell’analfabetismo. […] Quindi la gente “sa” di più, i giovani in primis. Ma cosa sanno? Sapere poco può significare sapere bene, sapere molto (nel campo divulgativo di cui stiamo parlando) è spesso sapere male, superficialmente. Qualità e quantità hanno i loro contrasti. Le persone di questo inizio millennio sanno molto e male. Esiste poi un ulteriore effetto “forchetta” fra due fenomeni culturali non piccoli. Da una parte il lungo processo di distruzione della figura paterna-autorevole, iniziato nell’Illuminismo ed arrivato ad oggi. L’antipatia per l’autorità si sviluppa e cresce, via via, fino agli slogan del 1968 e alla odierna cultura individualista, antipaterna, e quindi, non-fraterna. Dall’altra parte abbiamo l’evoluzione della scienza, che mentre è epidermicamente ancora letta positivisticamente come “certezza”, ha avuto nei principi di relatività, di indeterminazione

e di indecidibilità (rispettivamente di Einstein, Heisemberg e Goedel) un momento devastante di ristruttu-razione ed approfondimento. Tiriamo le somme: io, giovane di oggi, so

molte cose, assai contraddittorie e ricevute da molte fonti contrapposte. Sociologicamente non accetto le autorità, non credo nei padri, di qualsiasi genere. A livello culturale professo un relativismo evanescente, una visione del mondo a livello gassoso, tutto è vero e tutto è falso, niente è certo […]. Il risultato è una disperata mancanza di certezze. Questa mancanza non è quasi mai consapevole, è uno spiffero di angoscia nel fondo del cuore delle persone di oggi […]. E i Dieci Comandamenti? Dopo 200 anni di devastazioni abbiamo un uomo che per saper tanto, non sa proprio niente. Abbiamo un analfabetismo esi-

stenziale, ogni scelta è incerta, e si vive a casaccio. Abbiamo perso le istruzioni per l’uso. Adoperiamo la vita, il corpo, l’affettività, l’amicizia, il tempo, come un elettrodomestico sconosciuto, spingiamo i bottoni a caso. La felicità sembra un incidente fortuito, e l’alchimia della vita pare ineffabile. Pecore senza pastore, che hanno rifiutato il pastore culturalmente, esistenzialmente, scientificamente. “In quel tempo non c’era un re in Israele; ognuno faceva quel che gli pareva meglio” (Gdc 21,25). La storia, però, è provvidenziale. Tutto questo non è pura perdizione, ma occasione, questo è un ottimo punto di partenza. Anche perché la verità non è così lontana ed inarrivabile, è un uomo: il Figlio Unigenito del Padre. Il Re che ci manca. Possiamo rifiutarlo, dimenticarlo, ma ci manca, senza di Lui non sappiamo che fare; proviamo e sbagliamo, ci sembra all’inizio di stare meglio e poi scopriamo di vivere al buio. Arriva il benefico momento in cui siamo ridimensionati, ci siamo fatti male, siamo finalmente delusi dalle menzogne. E iniziamo ad essere destinatari idonei di una parola, quella di Chi diceva che sono beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Il regno dei cieli si an-

Ancora in cammino!

tore di rimandi ai “doveri”? Un paladino dell’etica? Per amor di Dio, no! […] Il rischio è che ci si metta a suonare con un nuovo strumento la solita vecchia musica. La gente prima di ascoltare il contenuto di quello che si dice, ascolta la musica delle parole. E se la musica è noiosa, o, peggio, esigente, moralista, non ascolta. [..] Per essere ascoltati bisogna prima ascoltare quello spiffero di angoscia dentro di noi, saper parlare ai poveri da poveri e non da teoreti. E, magari, parlare da innamorati. Non perché lo si sappia fare. Perché lo si è. Un progetto pastorale formulato teoricamente diventa facilmente una sterile operazione di algebra ecclesiale. Dobbiamo temere un neo-moralismo. Il Cristianesimo non è un’etica. Il Cristianesimo è una persona, Cristo. I Dieci Comandamenti sono stati applicati da Dio Padre, in primis, a se stesso, e lo abbiamo visto nel corpo crocifisso del suo Figlio Unigenito. I Dieci comandamenti sono lo stile di vita di Dio”.

Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena tel. e fax. 059/344885 - redazione@nostrotempo.it Curia: tel. 059/2133866 - fax. 059/347326 - 059/2133805 Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Elena Cristoni, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Massimo Nardello, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, mons. Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Marco Costanzini, Marco Doldi, Iago Fregni, Franco Mantovi, Giuliana Rebottini, Laura Solieri, Chiara Tonioni, don Gabriele Semprebon Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Luigi Esposito, Dante Farricella, Francesco Marzani

Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 1956 copie

•Giuliana Rebottini*

S

ul selciato battuto, sconnesso e usurato di un’antica strada osservi chino, sasso dopo sasso, pietra dopo pietra, e ti chiedi quante mani, quanto gelo, quanto sole, quanta stanchezza, quanta felicità... Così è delle antiche strade, raccolgono tutto quello che è passato, riecheggiano di antichi racconti, ma ancora insegnano a camminare, ferme, risolute a condurre verso mete future. Così è di tutto ciò che è tradizione… storia e ponte verso il futuro. Così è del gruppo Scout di Formigine, da 40 anni presente nella nostra comunità. Ogni pietra di questo cammino ha un nome: quello di tutti coloro che hanno vissuto questa meravigliosa avventura fatta di gioco, natura, esperienze for-

nuncia ai poveri. La vita ha le sue istruzioni per l’uso, ha la sua filigrana di autenticità. Noi, annunciatori, sappiamo (se lo sappiamo) che nella santa volontà del Padre c’è la nostra pace, la nostra certezza, e che esiste un uso buono delle cose. Proprio questo sono i 10 comandamenti: la via della pace, la via della sapienza. Se è vero che bisogna passare dalla Legge alla Grazia, è pur vero che l’uomo che non conosce neanche la Legge è un cieco senza punti di riferimento. Il buon gioco dell’annuncio dei Dieci Comandamenti (soprattutto come radiografia di Cristo, del suo modo di pensare, della sua obbedienza al Padre e del suo amore per noi) trova la sua forza proprio nel dolore sordo di questa generazione. C’è un “ma”. Iddio ci salvi dai toni clericali. […] Se il messaggio è la Sapienza del Padre, rivelata al Sinai e destinata ad ogni persona di ogni epoca, e il destinatario è questa pecora dolorante del terzo millennio, chi è l’emittente? Un moralizzatore? Un emetti-

Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

ti, quotidianità, volti, incontri, giovani e ragazzi, capi e assistenti, genitori e amici. Ognuno ha sistemato la sua pietra, ognuno ha fatto sì che tradizione, profonde radici nell’associazione, desiderio di essere sale per la propria comunità parrocchiale e buoni cittadini per il paese, segnassero la propria vita e quella di coloro che hanno incontrato. In questi 40 anni le tre scelte fondamentali del patto asso-

ciativo, la scelta cristiana, la scelta politica e la scelta scout hanno permeato la vita di tantissime persone che, ancora oggi, nei sorrisi degli incontri e nell’animosità appassionata dei racconti ci fanno capire quanto questa esperienza sia stata ricca, importante e coinvolgente. Buon compleanno, allora, e grazie a tutte queste preziose pietre, usurate o nuove, una di seguito all’altra e una accanto all’altra, verso nuovi orizzonti,

fedeli alla promessa e “pronti a servire”. I festeggiamenti sono già iniziati con le due serate avventura del 16 e del 25 novembre incentrate sull’importanza della strada e del servizio; altre iniziative ci accompagneranno lungo tutto l’arco del 2012 e... il botto finale sarà il “campone” di gruppo nella prima decade del prossimo agosto. Buona strada a tutti! *Gruppo Scout Formigine 1

Abbonamento 45 € per tutto il 2012 e i numeri rimanenti del 2011 Modalità di pagamento: - Conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena - Conto corrente postale n. 14614416 - Nostro Tempo - casella postale 357 Modena 3 - Presso gli Uffici pastorali: via Sant’Eufemia, 13 Modena (Ufficio Stampa) - Presso la Galleria Incontro Dehoniana: c.so Canalchiaro, 159 Modena Per informazioni: tel. 059 2133867 il lunedì e il giovedì ore 9-12 abbonamenti@nostrotempo.it Pubblicità Contattare MediaMo tel 059/350269 - info@mediamo.net


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

15

Appennino

1° gennaio la Giornata mondiale della pace a Monteobizzo e Pavullo

U

na bella testimonianza collettiva a favore di un impegno comune per un valore universale, quello della pace. Lo scorso 1 gennaio, in occasione della 45ª Giornata Mondiale della pace che quest’anno ha avuto come tema “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”, le parrocchie di Pavullo e di Monteobizzo, con il patrocinio del comune del capoluogo del Frignano, hanno organizzato la marcia della pace tra i due centri. Partita nel pomeriggio da piazzale Don Gemello di Montebizzo con un gruppo

Pensare e marciare per la pace

dapprima non molto nutrito, la marcia ha raccolto lungo il tragitto altri partecipanti: al termine del percorso, che ha toccato le vie Corsini e Giardini prima di raggiungere la chiesa di S. Bartolomeo a Pavullo, si sono contate oltre un centinaio di persone, mentre per la celebrazione eucaristica conclusiva era piena la chiesa parrocchiale pavullese. Significativa, dato anche il tema del messaggio del Papa che chiamava in causa direttamente i giovani, la presenza del gruppo dei ragazzi delle scuole superiori e del dopo cresima che hanno animato la marcia. Durante il percorso, cinque soste con letture di scritti di don Tonino Bello e

di Madre Teresa di Calcutta, ma anche testimonianze legate a persone di altre fedi e religioni, come Ghandi e Martin Luter King. Alla fine della marcia, la distribuzione ai partecipanti di bigliettini che richiamavano concetti legati al tema della pace. A fare da sottofondo a questa manifestazione incentrata sul valore più universale che si possa immaginare, una frase di Cesare Zavattini “Pensare… è faticoso. Tutti cercano le scorciatoie per non pensare. La violenza è proprio questo cercare le scorciatoie. Tutti i conflitti sono l’effetto delle nostre pigrizie. Pensare… è già la pace”.

Cisl: “No all’aumento dell’addizionale Irpef” Il pressante invito rivolto dal sindacato ai sindaci del comuni del Frignano

I

l Comune di Pavullo non aumenti l’addizionale Irpef nel 2012 per compensare i minori trasferimenti di risorse dallo Stato. Lo chiede la Cisl del Frignano, preoccupata per gli effetti che un incremento della tassazione locale potrebbe produrre su un territorio già penalizzato per le sue peculiarità geografiche e demografiche. «Insieme alla Cgil e ai nostri sindacati dei pensionati, abbiamo chiesto di incontrare i sindaci dei dieci Comuni del Frignano per costruire insieme i bilanci preventivi 2012 – afferma Carlo Balestri, responsabile di zona della Cisl -. A oggi ci ha convocati solo il Comune di Pavullo, il quale ha annun-

ciato l’intenzione di aumentare l’addizionale Irpef per far fronte ai tagli dei trasferimenti. La Cisl è contraria anche alla luce dei rincari previsti dal decreto “Salva Italia” del governo Monti, contro il quale abbiamo scioperato lunedì scorso 12 dicembre e manifestato davanti alla Prefettura di Modena». Balestri si riferisce, in particolare, alla reintroduzione dell’Ici (che si chiamerà Imu, imposta municipale unica) e al blocco della rivalutazione delle pensioni. Misure che, nonostante qualche modifica migliorativa (dalle detrazioni per la prima casa alla rivalutazione delle pensioni fino a 1.400 euro), restano pesanti, soprattutto per un territorio come il Frignano, già debole per le caratteristiche geografiche e per l’età media della popolazione. «Per noi esistono soluzioni alternative al semplice aumento dell’addizionale Irpef che, tra l’altro, - sottolinea il responsabile Cisl del Frignano - andrebbe a

sommarsi agli altri rincari, dai carburanti e rc auto, alle rette e tariffe. Per reperire risorse e poter mantenere i servizi sul territorio occorre innanzitutto riorganizzare le “macchine comunali” e ridurre le consulenze valorizzando le professionalità interne, tagliare i costi della politica e sostenere solo gli eventi culturali davvero necessari. Pertanto – conclude Balestri - esortiamo gli amministratori del Frignano a non applicare la semplicistica equazione “meno trasferimenti dallo Stato = più tassazione locale».

La magia continua

Montecreto e i suoi presepi, quarto anno dell’iniziativa • GIANCARLO CAPPELLINI

Carlo Balestri

Alto Frignano

“Alla ricerca di Amore” con i Pi.A.Se.Mo E

’ ormai diventato un piacevole classico, durante le più importanti festività cristiane, Pasqua e Natale, lo spettacolo teatrale dei Pi.A.Se.Mo, il gruppo giovanile inter parrocchiale dei paesi del Cimone. La sera di Santo Stefano, così, la sala dell’ex cinema di Montecreto era, come sempre, piena di gente, per assistere alla performance “Alla ricerca di Amore”. Uno spettacolo fra canto e recitazione, interamente scritto e interpretato dai ragazzi stessi, basato su mito di Amore e Psiche, sviluppato sulla ricerca e sull’importanza che l’amore, quello vero e disinteressato, ha in tutte le vicende umane. La piece era già stata proposta durante le festività pasquali, ma è stata ulteriormente migliorata e arricchita, ottenendo un meritato successo, reso tangibile dai numerosi applausi e dal ricco rinfresco a base di prodotti tipici offerto dalla locale Pro Loco. Lo spettacolo, poi, è stato replicato, con identici riconoscimenti, il 7 gennaio nel teatro Cabri di Pievepelago. Il gruppo Pi.A.Se.Mo. unisce i giovani delle parrocchie di Pievepelago, Acquaria, Sestola e Montecreto, dalle iniziali dei quali è stato tratto l’acronimo. Ora all’esperienza si sono uniti i giovani di Fanano, quindi diventerà indispensabile un ritocco del nome, mantenendo però ben saldi i principi che caratterizzano questa bella esperienza.

P

er il quarto anno consecutivo, il Natale di Montecreto è stato arricchito dalla mostra itinerante dei presepi, un appuntamento che è diventato nel corso di poco

tempo, la principale attrattiva del paese durante il periodo natalizio. Come sempre, tantissimi i presepi allestiti, sia nel capoluogo, sia nella frazione di Acquaria, con tanta inventiva, ma sempre nel solco della più schietta tradizione della rappresentazione della Natività. Tanti anche i turisti che hanno percorso le caratteristiche vie del paese, in una specie di suggestiva e singolare caccia al tesoro, immortalata in decine di scatti e di richieste di

informazione. Una manifestazione, quella dei presepi, che vuole andare alla ricerca della vera essenza del Natale, spesso, o quasi sempre, mortificata da troppi significati inutili e superflui, che ne nascondono il vero messaggio: la nascita di Gesù. Per una volta, insomma, invece di ammirare lo splendore della confezione, c’è l’invito a guardare più in profondità, alla grandezza di un evento che, piaccia o no, ha cambiato il corso della storia.


16

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012 Pianura

Pedemontana

Appen nino

Una visita al presepe che si trova all’interno della chiesa parrocchiale di Castelvetro fa nascere riflessioni sul sogno di Dio per gli uomini

I

l presepe di Castelvetro, allestito dai ragazzi della parrocchia all’interno della chiesa parrocchiale, sarà visitabile fino alla fine del mese. Di seguito pubblichiamo le suggestioni che il presepe ha regalato a Simone Maretti, attore e scrittore modenese che ha visitato la natività di Castelvetro nei giorni scorsi. “Ho avuto occasione di entrare nella chiesa di Castelvetro di Modena, qualche sera prima di Natale. Un gruppo di giovani e giovanissimi parrocchiani sta ultimando la preparazione del presepio che – per tradizione ormai consolidata – verrà inaugurato e quindi mostrato ai fedeli e alla cittadinanza dopo la messa di mezzanotte del 24 dicembre.

Città

Varie dalle zone

Suggestioni natalizie La mia attenzione è subito catturata dal frenetico rincorrersi di voci, dal generoso tentativo di fornire soluzioni ai problemi tecnici che il presepio – realizzato in forma interattiva – inevitabilmente pone: programmazione di un elaboratore che dovrà gestirne tempi e movimenti, illuminazione, arredo sistemazione e chiusura di ogni singola teca... Il tema scelto per il Natale 2011 è quello degli ‘esempi di fede’: la

creazione, il diluvio universale e l’arca di Noè, la nascita di Gesù, la conversione e la predicazione di san Francesco, l’elezione e il pontificato di Giovanni Paolo II. Alcuni effetti sono realmente

degni di ammirazione: in particolare la pioggia improvvisa che ‘allaga’ la seconda teca e provoca il galleggiamento dell’arca – sulla quale, sia detto per inciso, sono ben visibili Noè e alcune delle coppie di animali destinate a mantenere in vita le rispettive specie; o ancora la fumata bianca dal camino che – nell’ultima delle cinque teche – formalmente annuncia l’elezione del papa. Ma ecco che d’un tratto – mentre osservo i particolari di ogni singola rappresentazione – mi s’affaccia alla mente il ricordo di una piacevole e preziosa conversazione, risalente a pochi giorni fa, con un caro amico studente in teologia... Disse qualcosa che – sulle prime, almeno – mi parve ‘solo’ bello e poetico, ma che in un secondo momento inquadrai come un’affermazione assolutamente logica e condivisibile. Commentando un gesto da me compiuto – in modo disinteressato e inattuale, per dirla con un

illustre pensatore della modernità – a favore di una persona cara, egli pronunciò queste parole: ‘É bello sapere che c’è chi crede e si impegna nell’amicizia, nella gentilezza e in quella buona umanità che assomiglia così tanto a come dicono sia il sogno di Dio per noi’... Ed è come se le immagini che ho davanti agli occhi... improvvisamente si illuminassero di una luce nuova e rivelatrice! Ecco cosa stanno a significare – al di là del livello puramente narrativo – le scene del presepio di Castelvetro: situazioni in cui uomini – per il tramite di Dio, o traendo semplicemente ispirazione da Dio e dai suoi insegnamenti – hanno realizzato e dato concretezza a un ideale di vita qualitativamente alto. Ed è evidente che in questo caso la qualità cui si fa riferimento non ha nulla a che vedere con il benessere, la felicità fine a se stessa, il potere e il suo esercizio: piuttosto, è intesa come massima espressione delle facoltà e peculiarità di cui l’uomo – per volontà di Dio – dispone, a differenza di altre creature. Come avrebbe detto un altro grande pensatore, Giovanni Pico della Mirandola,

Le donne dell’accoglienza Fnp di Carpi e altro...

S

ono una delle nove componenti femminili del team dell’accoglienza Cisl di Carpi. Vorrei scrivere, per una volta, della vita delle donne all’interno e all’esterno della struttura del sindacato. Solitamente lo spazio di questo giornale riservato alla Cisl è da tempo gestito dalla sola parte maschile della segreteria. Questo, devo ammettere, sempre con il consenso di noi donne. Rispettiamo il ruolo dei maschi ma, al confronto, la capacità di empatia, di ascolto attivo di noi donne è sensibilmente maggiore perché le donne sono capaci di reciprocare. Che cosa significa? Siamo capaci di rispondere alle richieste del cliente/ socio Cisl creando una sintonia tecnica ed emotiva che un maschio non riuscirebbe mai ad ottenere. Assumiamo lo stesso atteggiamento mentale non solo verso l’esterno, ma anche tra di noi. Ascoltandoci l’un l’altra, mettendo insieme le nostre competenze riusciamo quasi sempre a raggiungere un’efficace risoluzione dei problemi. Tutte le volontarie associate all’Anteas (Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la solidarietà) che fanno accoglienza alla Cisl sono donne in pensione. Siamo arrivate a questo traguardo dopo un lungo e faticoso percorso lavorativo. Nonostante questo per molte persone la nostra esperienza sembra quasi non avere valore. Le persone ancora in forza lavoro ci identificano solo con il nostro status di pensionate dimenticando la nostra identità, la nostra dignità di persone e la nostra unicità di essere umani, come se avessimo tutte lo stesso nome. Anche dopo una vita intera spesa a lavorare , molti ci fanno sentire ancora in debito con la società. Come l’irritazione che si prova nelle risposte dolciastre agli

sportelli pubblici, quando capita di rifare un documento o compilare una domanda. Basta la parola “pensionata” alla voce professione per far scattare il nastro della solita canzone che troppo spesso siamo costrette ad ascoltare. “ Beata lei che non ha nulla da fare”. “Lei signora ha tutto il tempo, venga a ritirare le carte quando vuole”. Non è vero che per il solo fatto di essere in pensione si ha tempo da perdere. La pensione è solo un’altra fase della vita, parte integrante e finale del ciclo dell’esistenza. Come siamo stati prima bambini, poi adolescenti, infine donne e uomini, si matura fino a raggiungere l’età della piena consapevolezza della nostra persona. Alla conclusione della nostra carriera lavorativa, e dopo il tempo occupato ad allevare i figli possiamo dedicarci a tutto quello che abbiamo mai avuto il tempo di fare. Noi donne, con l’energia che ci ha sempre contraddistinto, riusciamo a fare, anche da pensionate, molto di più degli uomini. Oltre a prenderci cura di mariti e della casa, riusciamo a dedicare il nostro tempo alle associazioni di volontariato come, per citarne alcune, Anteas, Unitalsi, Avo, Avis, Banca del tempo e Vivere Donna di Carpi. Quest’ultima associazione è formata da un gruppo di donne molto determinato. Dispone di un Centro d’Ascolto gratuito che offre aiuto a tutte quelle donne che intendono uscire dai circuiti apparentemente chiusi delle violenze domestiche. Ho conosciuto da vicino le qualità che queste donne riescono a mettere in campo. La loro tenacia mi ha sorpreso e ho da subito sinceramente ammirato il loro credo speciale in quello che fanno. Non si lasciano abbattere da nessuna avversità e sono sempre attente alle aperture, alle occasioni di evoluzione, di contatti con la rete Terre d’Argine. Al Castello dei Pio , nel cortile d’onore, è presente in questi

l’uomo è il solo fra tutti gli esseri ad avere la possibilità di scegliere – in base a come si comporta, a come ‘sente’ e a come vive la propria fede – è il solo, si diceva, ad avere la possibilità di scegliere se innalzarsi fino alle creature angeliche prossime a Dio o se, viceversa, precipitare sino al livello dei bruti. Mi chiedo se i volenterosi parrocchiani di Castelvetro siano stati e siano consapevoli della sottile intui-

zione che così saldamente lega le rappresentazioni contenute nelle cinque teche... A dir vero, mi vien fatto di pensare che nella generosità, nella premura e nella dedizione che mettono in questi ultimi decisivi interventi tecnici al presepio sia già percepibile un apprezzabile tentativo di realizzare concretamente quella ‘qualità della vita’ che dicono sia il sogno di Dio per noi’... E questo chiude il discorso”.

Villanova domenica 15 gennaio

Visita al museo dei presepi • Franco MAntovi

D

omenica 15 gennaio è l’ultimo pomeriggio utile, dalle 15 fino alle 18.30, per visitare liberamente il museo dei presepi d’arte fruendo del supporto di guida illustrativa e accoglienza organizzata dai volontari. Il parroco don Geraldo Gomes sottolinea l’importanza della raccolta delle “Natività” che arriva da ogni parte del mondo, voluta da don Sesto Serri nei suoi sei lustri di impegno pastorale a Villanova. “Del resto – aggiunge don Geraldo - per Santo Stefano abbiamo avuto l’onore di un visitatore qualificato: monsignor Antonino Leonelli, docente-scrittore, già preside di liceo e senior dei Canonici della cattedrale di Modena, che per la prima volta (novantenne) ha vistato la mostra. Mons. Leonelli accompagnato da una delle sorelle, ha manifestato il suo stupore per la scoperta”.

A cura di

Federazione Nazionale Pensionati Sindacato Territoriale di Modena 41124 Modena - via Emilia Ovest, 101 Tel 059/890846 - Fax 059/828456

giorni una mostra fotografica sul tema della violenza domestica dal titolo, ovviamente ironico, “ Home sweet Home”. Diciassette foto per rappresentare simbolicamente momenti di disagio nella vita della coppia, tra le mura di casa che spesso nascondono quelle situazioni di violenza da cui la donna con il nostro sostegno può uscire. Un grazie particolare a Roberto Righi, segretario organizzativo FNP della nostra Lega di Carpi, per avermi offerto la possibilità di esprimermi in questo spazio. Ringrazio inoltre a nome di tutta l’Accoglienza il nostro Segretario Fnp Gianni Gandolfi che, dopo tanto tempo dedicato al Sindacato lascia la segreteria a Gianni Maestri. Entrambe persone di poche parole, ma dall’agire concreto e consapevole. Ringrazio infine tutti i miei colleghi dell’Accoglienza. Per la Lega di Carpi Angela Ronchin

In ricordo di Umberto

E

ra sempre presente a tutte le nostre iniziative Umberto Sinaldi, nonostante i suoi 94 anni, il più vecchio dei nostri iscritti. Ci ha lasciato nel periodo del Natale, forse per ricordare a noi il ciclo della vita e come questa debba essere vissuta sempre con dignità, onestà, rispetto e amore per il prossimo. Alla famiglia l’affettuosa vicinanza e il cordoglio di tutta la Fnp Cisl carpigiani.


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

17

Chiesa e mondo

Una comune Evangelizzare responsabilità nella mobilità In Vaticano l’incontro del Papa con il corpo diplomatico

I

l momento attuale è segnato purtroppo da un profondo malessere e le diverse crisi: economiche, politiche e sociali, ne sono una drammatica espressione”. È l’analisi tracciata dal Papa nel tradizionale discorso d’inizio anno al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. “Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il nostro cammino, con nuove forme d’impegno”, l’invito del Papa, secondo il quale “la crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull’esistenza umana e sull’importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell’intera comunità”. “Il rispetto della persona – ha ammonito il Santo Padre – dev’essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza e prevenire il rischio che la doverosa attenzione alle richieste dei cittadini e la necessaria solidarietà sociale si trasformino in semplici strumenti per conservare o conquistare il potere”. Il riferimento

Il messaggio di Benedetto XVI per la 98° Giornata mondiale delle migrazioni

è al “malessere” da cui “sono nati i fermenti” che, nei mesi scorsi, hanno investito diverse Regioni del Nord Africa e del Medio Oriente. “L’ottimismo iniziale – l’analisi del Papa – ha ceduto il passo al riconoscimento delle difficoltà di questo momento di transizione e di cambiamento”. Di qui l’invito alla comunità internazionale a “dialogare con gli attori dei processi in atto, nel rispetto dei popoli e nella consapevolezza che la costruzione di società stabili e riconciliate, aliene da ogni ingiusta discriminazione, in particolare di ordine

che che lo valorizzino e aiutino così la coesione sociale e il dialogo”.L’educazione, infatti, “è un tema cruciale per ogni generazione, poiché da essa dipende tanto il sano sviluppo di ogni persona, quanto il futuro di tutta la società”, e “costituisce un compito di primaria importanza in un tempo difficile e delicato”. La libertà religiosa è il “primo dei diritti umani, perché esprime ’ora presente chiama la realtà più fondamentale della “ la Chiesa a compiere persona”, eppure “troppo spesso, una nuova evangelizper diversi motivi, tale diritto è zazione anche nel vaancora limitato e schernito”. È’ la denuncia del Papa, che ha salu- sto e complesso fenomeno della mobilità umana, intensificando l’azione missionaria sia nelle regioni di primo annuncio, sia nei Paesi di tradizione cristiana”. Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio per la 98ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (15 gennaio 2012: la celebrazione nazionale è quest’anno a Perugia) su “Migrazioni e nuova

religioso, costituisce un orizzonte più vasto e più lontano di quello delle scadenze elettorali”. La famiglia “non è una semplice convenzione sociale, bensì la cellula fondamentale di ogni società”, e dunque “le politiche lesive della famiglia minacciano la dignità umana e il futuro stesso dell’umanità”. Secondo il Papa, “il contesto familiare è fondamentale nel percorso educativo e per lo sviluppo stesso degli individui e degli Stati; di conseguenza occorrono politi-

tato la memoria del ministro pachistano Shahbaz Bhatti, “la cui infaticabile lotta per i diritti delle minoranze si è conclusa con una morte tragica”. “La religione non può essere usata come pretesto per accantonare le regole della giustizia e del diritto a vantaggio del ‘bene’ che essa persegue”, ha osservato il Papa stigmatizzando ogni forma di terrorismo e ricordando “la visione cristiana dell’uomo è stata la vera forza ispiratrice” per i Padri fondatori dell’Europa unita.

L

evangelizzazione”. Il testo evidenzia “l’urgenza di promuovere, con nuova forza e rinnovate modalità, l’opera di evangelizzazione in un mondo in cui l’abbattimento delle frontiere e i nuovi processi di globalizzazione rendono ancora più vicine le

persone e i popoli”. Il Papa formula in apertura del messaggio un invito diretto ai fedeli: “In questa nuova situazione dobbiamo risvegliare in ognuno di noi l’entusiasmo e il coraggio che mossero le prime comunità cristiane a essere intrepide annunciatrici della novità evangelica”. Opportunità per l’annuncio. Benedetto XVI non nasconde che la prospettiva dell’evangelizzazione oggi è alquanto problematica: “Le attuali ed evidenti conseguenze della secolarizzazione, l’emergere di nuovi movimenti settari, una diffusa insensibilità nei confronti della fede cristiana, una marcata tendenza alla frammentarietà, rendono difficile focalizzare un riferimento unificante che incoraggi la formazione di ‘una sola famiglia di fratelli e sorelle in società che si fanno sempre più multietniche e interculturali, dove anche le persone di varie religioni sono spinte al d i a l o g o, perché si possa trovare una serena e fruttuosa convivenza nel rispetto delle legittime differenze’, come scrivevo nel messaggio dello scorso anno per questa Giornata mondiale”. Il Papa aggiunge che “il nostro tempo è segnato da tentativi di cancellare Dio e l’insegnamento della Chiesa dall’orizzonte della vita, mentre si fanno strada il

dubbio, lo scetticismo e l’indifferenza, che vorrebbero eliminare persino ogni visibilità sociale e simbolica della fede cristiana”. Gli stessi migranti cristiani rischiano di “perdere il senso della fede”. Tuttavia, secondo Benedetto XVI, “l’odierno fenomeno migratorio è anche un’opportunità provvidenziale per l’annuncio del Vangelo”. Famiglia e giovani. Nel messaggio per questa Giornata Benedetto XVI incoraggia gli operatori pastorali ad “aggiornare le tradizionali strutture di attenzione ai migranti e ai rifugiati” e invita stampa e media a “far conoscere, con correttezza, oggettività e onestà, la situazione di chi ha dovuto forzatamente lasciare la propria patria”. Alle comunità cristiane chiede di aprirsi alle nuove situazioni, sostenendo la “promozione di nuove progettualità” che favoriscano “il rispetto della dignità di ogni persona umana, la tutela della famiglia, l’accesso a una dignitosa sistemazione, al lavoro e all’assistenza”. Un pensiero anche ai “numerosi studenti internazionali che affrontano problemi d’inserimento” e “difficoltà burocratiche”. Il Papa chiede di essere “sensibili verso tanti ragazzi e ragazze che, proprio per la loro giovane età, oltre alla crescita culturale, hanno bisogno di punti di riferimento e coltivano nel loro cuore una profonda sete di verità e il desiderio d’incontrare Dio”. Di qui l’invito alle università d’ispirazione cristiana affinché siano “luogo di testimonianza e d’irradiazione della nuova evangelizzazione” e contribuiscano “al progresso sociale, culturale e umano”.

Etica della vita

Alcuni principi della bioetica personalista/1 • don Gabriele Semprebon*

P

rincipio della difesa della vita fisica: La vita corporea rappresenta il valore fondamentale della persona stessa, fondamentale in quanto è fondamento della persona; l’essere si manifesta ed entra nel tempo e nello spazio ed esprime i valori attraverso il corpo. Nonostante questo, il corpo non esaurisce la persona. Al di sopra di tale valore fondamentale esiste solo il bene totale e spirituale

della persona, che potrebbe richiedere il sacrificio della vita corporea soltanto quando esso non può essere raggiunto se non attraverso il sacrificio della vita. Trattandosi di un bene spirituale, non dovrebbe essere imposto a nessun’altra persona: è dono libero. Il martire dona legittimamente la vita quando non c’è altra strada per realizzare il bene morale suo e della società. Per migliorare le condizioni politico-sociali di altri o della persona stessa, non è possibile pensare all’ipotesi della soppressione diretta e deliberata della vita di qualcuno

in quanto la persona è una totalità di valore e non una parte della società. Nell’ambito della promozione della vita umana si inserisce il tema della difesa della salute dell’uomo. Il diritto alla vita precede il diritto alla salute; d’altra parte c’è l’obbligo morale di difendere e promuovere la salute per tutti gli esseri umani e in proporzione alle loro necessità. L’O.M.S. dichiara: “Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario,

all’abitazione, alle cure mediche…”. La difesa e promozione della vita ha il limite nella morte che fa parte della vita e la promozione della salute ha il limite nella malattia che va curata e guarita e in ogni caso considerata con atteggiamento attivo anche quando fosse inguaribile (ma mai incurabile). Principio di libertà e responsabilità Il diritto alla difesa della vita viene prima rispetto al diritto della libertà: per essere liberi bisogna essere vivi. Non si ha il diritto di disporre, in nome della libertà, della vita o, in am-

bito sanitario, del rifiuto delle terapie salvavita per motivi religiosi (ovviamente quando c’è una certa garanzia di efficacia delle cure in ordine alla prognosi). Esiste un obbligo morale del paziente a collaborare, accettando anche le cure ordinarie e necessarie a favore della salvaguardia della vita (alleanza terapeutica). Lo stesso principio di libertà-responsabilità del paziente, se viene delimitato dal principio di difesa della vita fisica, limita a sua volta la libertà e responsabilità del medico: è il problema del consenso. Questo consenso è sempre

implicito tutte le volte che un paziente si affida alle cure di un medico, però questo non esonera il medico dall’informare il paziente della dinamica della terapia. Il medico non ha sul paziente altri diritti superiori a quelli che ha il paziente stesso nei propri riguardi. Qualora il medico ritenesse inaccettabili le pretese o la volontà del paziente può, e a volte deve, orientare il paziente verso un altro medico o un’altra struttura di cura. * In collaborazione con il Centro di Bioetica Moscati


18

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Csi sport e sociale Con il nuovo anno arrivano i corsi per animatori e coordinatori a marchio CSi • marco costanzini

U

no stile formativo autentico e uniforme che porti all’impegno dei ragazzi e degli adulti che vi partecipano non solo nelle attività estive, ma anche nelle iniziative oratoriali, messe in campo dalle parrocchie durante tutto l’anno pastorale. E’ questo l’obiettivo della collaborazione tra il Centro Sportivo Italiano e il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile nella creazione di corsi di formazione per coordinatori di attività ricreative e animatori impegnati in attività espressive, ludiche e sportive. Come ormai da tradizione, quelli che vengono attivati dal Csi di Modena sono percorsi di riferimento per tutti i giovani e le parrocchie della città. I primi a partire, tra gennaio e febbraio, saranno intanto due. Quello per animatori di secondo livello, rivolto agli animatori esperti, inizierà a gennaio e continuerà fino a maggio. Il 25 gennaio e l’1febbraio si inizia con il laboratorio teatrale e musicale “Su il sipario e… suoniamocele!!”, il 9 febbraio incontro

Una stagione di formazione

sul tema “Progetto di Pastorale giovanile” con relatore don Riccardo Tonelli, presso il Centro Famiglia di Nazareth. Il 15 e il 22 febbraio laboratorio graficopittorico “Colora.. ti!!”. L’11 e il 18 aprile prende il via il secondo modulo con il laboratorio di clownerie “Come si diventa Nasi rossi”. Il 26 aprile incontro sul tema “La squadra degli

S

Dopocena all’Oplà

D

omenica 15 gennaio alle 15 si terrà una grande tombolata, organizzata dal Csi di Modena, con tutti i detenuti della Casa di Lavoro Saliceta San Giuliano.

L

alla collaborazione con l’Alma Mater Studiorum di Bologna, il Csi quest’anno ha attivato un progetto di particolare interesse per tutti gli universitari del nostro territorio: la possibilità di effettuare un tirocinio con il Centro Sportivo Italiano di Modena. Si tratta di un percorso di inserimento diretto nel mondo del lavoro, attraverso la collaborazione con una realtà dinamica e variegata come quella del Csi. Un’opportunità imperdibile, rivolta in particolare a tutti gli studenti di Scienze della Formazione. Per info: tel. 338 9957134, segreteria@csimodena.it.

ono aperte fino al 21 gennaio le iscrizioni al corso gratuito per diventare arbitri di pallavolo organizzato dal Csi di Modena. Il corso comprende materiale didattico e divisa gratuiti, rimborso spese e gettone gara, crediti formativi riconosciuti agli studenti. Se condividi agli ideali del Csi di uno sport pulito, leale e divertenti, cosa aspetti? Iscriviti! Per info: tel. 338 9957134, pallavolo@csimodena.it.

Tombolata con i detenuti

a data era già stata fissata sul calendario del Csi come una delle più importanti delle prossime settimane, ora si è deciso anche il luogo e la convocazione è davvero definitiva: il 25 febbraio, presso l’Auditorium Marco

Tirocinio al Csi D

Corso arbitri di pallavolo

Progetto carcere

Elezioni del consiglio e della presidenza il 25 febbraio

Con l’Università di Bologna

animatori”, il 2 e il 9 maggio laboratorio su “Ragazzi diversamente abili: paure e aspettative dell’animatore”. Coloro che sono interessati a questo corso potranno decidere se frequentare entrambi i moduli o soltanto uno dei due. Il corso per coordinatori di centri estivi e attività ricreative prende inizio invece il 2 febbraio sul tema “Il profilo motivazionale e spirituale del coordinatore”, il secondo incontro sarà il 9 febbraio, presso il Centro Famiglia di Nazareth, sul Progetto di Pastorale Giovanile. A seguire il 6 febbraio su “Struttura organizzativa e tecnica del centro estivo: tempi, attività

di gestione del personale”, il 23 febbraio su “Le relazioni: staff con genitori e bambini”, l’1 marzo “Aspetti amministrativi, assicurative gestionali del centro estivo. Norme di primo soccorso”, l’8 marzo “Organizzazione e gestione di eventi speciali: gita, giornata diocesana ecc…”, il 15 marzo “La comunicazione: aspetti strategici sulla promozione pre-centro e comunicazione interna (coordinatore/animatori e coordinatore/famiglie)”. Tutti gli incontri, salvo diversa indicazione, si terranno presso la sede del Csi di Modena dalle 20 alle 22.30. Per info e prenotazioni: tel. 059.395357, parrocchie@csimodena.it.

R

iprendono con sempre maggiore carica ed energia gli appuntamenti serali al centro ludico motorio Oplà del Csi di Modena. Si tratta di iniziative rivolte alla famiglie che offrono a tutti i cittadini momenti inediti e divertenti da trascorrere con i propri cari. Si parte il 21 gennaio con lo spettacolo “TEN” della scuola di danza “Officina Danza Studio”, si prosegue il 28 gennaio con lo spettacolo di magia “Mago Serenello e la sua magia”. Il 4 febbraio sarà la volta dello spettacolo “Danzando insieme” con la scuola di danza Coreutica, l’11 febbraio Spettacolo di giocoleria con Enrico e Luca. Il 18 febbraio ad animare l’Oplà arrivano le Storie dell’albero Omumbo Rombonga, voci e suoni dall’Africa, a cura di SalaLaboratorio La Capriola. Infine il 25 febbraio lo spettacolo di danze, ritmi e acrobazie La danza a colori, a cura della scuola di danza La Capriola. Per info: tel. 059 285215, info@oplamodena.it, www.oplamodena.it.

Carnevale all’Oplà

Parola d’ordine: rinnovamento Biagi, si terrà l’elezione del nuovo consiglio provinciale del Centro Sportivo Italiano, comitato di Modena. Il 10 gennaio è stata ufficialmente convocata la nuova assemblea ed entro il 25 gennaio ci sarà tempo per candidarsi al ruolo di presidente provinciale e consigliere provinciale secondo le modalità che sono

previste dallo statuto. Oltre al presidente saranno eletti i 14 membri del nuovo consiglio provinciale, l’organo di governo del Csi all’interno del quale sarà poi nominata la nuova presidenza, l’organo più ristretto formato su proposta del nuovo presidente eletto. Quella del Csi, come ha sottolineato l’attuale pre-

sidente, Stefano Gobbi, non vorrà essere soltanto una semplice assemblea elettiva chiusa all’esterno e rivolta soltanto agli addetti ai lavori. Sarà invece un momento di confronto con tutte le istituzioni e con tutti gli attori del territorio che, a vario titolo, si confrontano anche col Csi nella promozione sociale.

F

esteggia il tuo carnevale all’Oplà: divertimento, scherzi, giochi e tanti travestimenti! Il 16 febbraio, giovedì grasso, e il 21 febbraio, martedì grasso, grandi feste in maschera dalle 16 alle 19.30. Per info: tel. O59 285215, info@oplamodena.it, www.oplamodena.it.


NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

19

Cultura

Grandi talenti per il nuovo anno I concerti della Gioventù Musicale modenese

e descriverà la sua personale interpretazione che eseguirà in apertura e in chiusura dell’incontro. Su questa composizione Mario Brunello spiega: “Con la Quinta Suite in Do minore

sul bianco e nero, variazioni di grigi, intensità e contrasti”. In questa Suite, così come nella Sesta che concluderà il viaggio del pubblico modenese l’11 febbraio, Bach introduce una

I

l cartellone della Gioventù Musicale modenese prosegue nel 2012 con appuntamenti che continuano ad incontrare i più differenti gusti musicali: dalla classica, al jazz, alla musica contemporanea. L’Auditorium Marco Biagi, il 15 gennaio alle 17.30, ospiterà nuovamente Mario Brunello per il quinto capitolo del viaggio che ha portato la platea modenese all’interno delle Suite di Bach. Il celebre violoncellista è alla sua settima presenza assoluta nelle stagioni della Gmi modenese e continua il suo progetto di

Yuja Wang danza nuova per la sua epoca, la Gavotte. Gli spettatori che desiderano condividere più tempo con il violoncellista e conoscerlo da vicino possono inoltre prenotarsi presso l’ufficio della Gmi per partecipare alla Cena con Brunello che si svolgerà subito dopo il concerto. Venerdì 20 gennaio sarà invece la volta

di Yuja Wang. La straordinaria pianista cinese sarà per la prima volta ospite del Teatro Comunale di Modena all’interno della stagione della Gmi, durante il suo tour mondiale che toccherà prestigiosi luoghi come Queen Elisabeth Hall a Londra, Teatro alla Scala di Milano, Schiller Theater di Berlino, Avery Fisher Hall a New York. Avviata alla grande carriera internazionale da collaborazioni con Claudio Abbado, Lorin Maazel, Juraj Valchua, e come solista nelle sale concertistiche più importanti del mondo, la pianista ventiquattrenne aprirà il programma con l’esecuzione delle Fantasie per pianoforte di Johannes Brahms poi esplorererà le diverse vie della decostruzione della tonalità nella musica pianistica nel passaggio di secolo: nella musica russa, con Alexander Scriabin e con alcuni degli Études Tableaux di Sergej Rachmaninov vertici assoluti del virtuosismo musicale. Nella parte centrale del concerto, con musiche spagnole e di ispirazione andalusa: La soirée dans grenade da Estampes di Claude Debussy, Triana, da Iberia, deuxième cahier di Isaac, Alborada del gracioso,

da Miroirs, di Maurice Ravel. Il programma, impressionante per varietà e difficoltà virtuosistiche, ma anche di grande acutezza e suggestione intellettuale nella scelta dei brani, si chiuderà con un brano di pianismo lirico e raffinato: la Ballata di Gabriel Fauré, com-

posta nel 1879 come risposta, volutamente polemica, all’estetica wagneriana. La Ballata è totalmente “francese” e presenta un’articolazione particolare: un Allegro centrale posto tra due movimenti Moderati. Per info e prenotazioni: tel. 059 9781690.

Concorso di racconti brevissimi

Parole digitali

I

racconti da inviare sono brevissimi e la scadenza è il 22 gennaio per il concorso “Parole digitali” giunto alla seconda edizione e dedicato quest’anno al tema “L’ho letto su Wikipedia”. Si tratta di un concorso aperto ai giovani tra i 15 e i 25 anni che comporta la creazione e l’invio di un testo di 140 caratteri (della lunghezza di un messaggio del cellulare o un “tweet”) all’indirizzo paroledigitali@comune.modena.it. Tutti messaggi entreranno in un e-book (che sarà pubblicato su www.comune.modena.it/ netgarage), mentre ai migliori sei andranno in premio prodotti tecnologici e buoni acquisti da spendere in libri all’interno del Festival della piccola e media editoria Buk. La premiazione si svolgerà sabato 4 febbraio alle 14.30 al Foro boario di Modena proprio durante Buk. Per info e regolamento: www.comune.modena.it/netgarage/

Teatro Alberione

La parola di un pazzo

T

Mario Brunello

“traghettatore” del pubblico alla scoperta dei sei capolavori bachiani. Nel suo consueto concerto-conferenza, questa volta intitolato “Bach nella lettura di Brunello”, eseguirà la Suite n°5 in do minore per violoncello solo di Johann Sebastian Bach

si va a fondo, dentro il suono, alla forma. Subito dopo il primo Do grave in ottava, seguito dalle quartine che percorrono tutta la distanza fino all’accordo successivo, carico di tensione, si capisce che si fa sul serio. Qui non si tratta di colori, siamo

In gennaio alla Pomposa

Tra arredi sacri e indumenti liturgici

D

agli arredi sacri agli indumenti liturgici. La ritualità religiosa con i suoi colori, i suoi tessuti e i suoi paramenti sarà al centro di una serie di incontri che si svolgono in gennaio nella sala riunioni della chiesa della Pomposa, nell’omonima piazza. Gli appuntamenti sono organizzati dall’Università per gli adulti “Salotto magico” con il patrocinio del Comune di Modena e in collaborazione con la Circoscrizione 1 Centro Storico, San Cataldo. Il ciclo “Arredi e paramenti sacri” è curato da Marzio Ardovini; la partecipazione è gratuita e le iscrizioni sono già aperte (“Salotto magico”, via del Carmine 15, tel. 3319069870, email: salottomagico@alice.it). Dopo un primo incontro lo scorso 11 gennaio in cui si è parlato di colori, tessuti e paramenti sacri, il secondo appuntamento è mercoledì 18 gennaio alle ore 17 per parlare di arredi sacri, mentre l’ultimo incontro, mercoledì 25 gennaio è sugli indumenti liturgici.

utto si svolge nell’arco di 24 ore, nella camera da pranzo di una casa qualunque. Il Sig. Borgen ha due figli: Mikkel e Johannes. Il primo, sposato con Inger, non crede più in niente, mentre Johannes è in preda ormai da tempo a turbe mistiche che lo portano a predicare come fosse una reincarnazione del Messia e a compiere sinistre profezie. Il gelo di casa Borgen è attenuato solo dalla dolcezza di Inger. Ma il freddo della notte non risparmierà neanche lei, chiamata ad affrontare una prova inspiegabile. La riduzione, liberamente adattata del dramma di Kay Munk “Ordet” nella versione cinematografica di C.T. Dreyer, celebra il “mistero” nascosto dietro ogni apparenza e andrà in scena sabato 14 gennaio alle 21 presso il Teatro Alberione. In scena saranno Vincenzo Barbieri, Domenico Federico, Alberto Fidani, Francesco Sani, Giuseppe Savastano, Cecilia Vecchi, con la partecipazione straordinaria di Andreina Paolillo e la regia di Francesco Terrano Per info: tel: 059 236853, info@centro-alberione.it

Storie di duchi e patrioti al Museo Civico

Eroiche visioni

E

’ l’ultima iniziativa che chiude le celebrazioni legate al 150° dell’Unità d’Italia e, con il titolo “Eroiche visioni”, intende valorizzare il patrimonio legato al Museo del Risorgimento di Modena fino al 3 giugno. Non si tratta di una successione di eventi in sequenza cronologica, ma di una s u g ge s t i v a ricostruzione d’ambiente che ricrea, attraverso un allestimento ispirato alle “period rooms” di tanti grandi musei europei, il clima gravitante intorno alla corte dei due duchi austro-estensi, Francesco IV e Francesco V. Ciò è reso possibile anche dalla disponibilità di opere e materiali appartenenti propriamente alle raccolte del Museo Civico d’Arte, costituitesi nel fervido clima culturale che caratterizzò la vita modenese degli ultimi decenni dell’Ottocento. Sullo sfondo dell’ambiente di corte, improntato ad una raffinata eleganza Mitteleuropea ma incapace di farsi interprete delle istanze più progredite provenienti dalla società civile, si stagliano i personaggi che hanno “fatto” il Risorgimento modenese e italiano: don Giuseppe Andreoli, Ciro Menotti, Nicola Fabrizi e Enrico Cialdini. Il Museo Civico d’Arte è aperto dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.


20

NostroTempo

Domenica 15 gennaio 2012

Per crescere nel Nostro Tempo

SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE FONDATO NEL 1957

La bussola da portare sempre con te

Nostro Tempo, come la storia dei periodici cattolici locali dimostra, costituisce un luogo privilegiato in cui esercitare quel discernimento comunitario cui tante volte anche noi vescovi ci richiamiamo + Antonio Lanfranchi

Abbonamenti 2012: il costo è ancora 45 euro.

Come versare: • Versamento su conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a “Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena” • Versamento su c/c postale numero 14614416 intestato a “Nostro Tempo settimanale cattolico modenese” C.P. 357 succ. 3 • Presso la Diocesi in via Sant’Eufemia 13 a Modena • Presso la Galleria Incontro Dehoniana in corso Canalchiaro 159 a Modena Hai già rinnovato l’abbonamento? Regala per Natale un anno di Nostro Tempo a un amico a soli 35 euro

Nostro Tempo 15 Gennaio 2012  

Ecco il primo numero di Nostro Tempo 2012 con la nuova veste grafica.