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LINFODRENAGGIO come quadro clinico secondario è sorto invece dopo tumori nella regione toracica (9), al fegato (1), intestino (2), reni (4), organi riproduttivi femminili (5), tiroide (2) e alle ossa (3). 10 domande riguardo al grado di soddisfazione: il 68% degli intervistati ha visitato uno specialista in ospedale dopo la comparsa dei primi sintomi, il 47% di loro però solo dopo diverse settimane. Si raccomanda invece di iniziare la terapia il più presto possibile, poiché la progressione della malattia - stadio 0-III - può portare alla cronicizzazione dei disturbi e comporta un ulteriore stress fisico e mentale. Nel 6% dei pazienti la diagnosi di base è stata sufficiente, al 30% è stato effettuato un esame ecografico, solo il 13% è stato sottoposto ad una scintigrafia, che sarebbe considerata come parametro di riferimento per la diagnosi di linfedema dell'arto. Il 51% degli intervistati ha confermato un buono stato di salute generale e il 75,5% ha dichiarato di essere regolarmente sottoposto a visite specialistiche. Il 47% degli intervistati si è dichiarato molto soddisfatto dei medici cu-

SONDAGGIO

ranti, l'80% dei fisioterapisti curanti. Il 59,5% degli intervistati ha dichiarato di indossare una calza a compressione su misura, il 4% una calza standard. Gli intervistati hanno anche dichiarato che lo scambio con altri pazienti e il contatto sociale con persone nella stessa situazione si concretizza grazie all’Assistenza Tumori. Cosa manca? L'indagine ha mostrato con chiarezza che mancano medici con competenze sufficienti per una diagnosi approfondita. I tempi di attesa negli ospedali sono sproporzionatamente lunghi e dopo la terapia di base (i due cicli di otto sedute) non sono previsti altri interventi. Continuare da soli con il linfodrenaggio e la fisioterapia però è un costo che la maggior parte dei pazienti non può affrontare da sola. Inoltre da più parti si è lamentato che mancano sia fisioterapisti specializzati sia strutture dedicate per terapie in regime di ricovero. Conclusione: La situazione in Alto Adige è generalmente migliore che in molte altre regioni, in quanto le persone malate

di linfedema hanno diritto a due calze di compressione su misura all’anno e possono avvalersi del ticket per i trattamenti effettuati nell’ambito del sistema sanitario provinciale. In più possono avvalersi dell’offerta ATAA per i soci: due serie di linfodrenaggio (2 cicli di otto sedute a settimana). Tuttavia, secondo l'autrice della tesi di master, proprio perché si tratta di una patologia cronica, questi servizi spesso non sono sufficienti. Pazienti con linfedema necessitano di una continuità terapeutica a vita. Per il futuro: Alexandra Mittich auspica una maggiore considerazione della linfologia nei programmi dei corsi di laurea in medicina, scienze infermieristiche e fisioterapia. Questo faciliterebbe una migliore connessione tra altre patologie con le malattie linfatiche. In molti casi, la progressione e la cronicizzazione del linfedema secondario potrebbero essere evitate se le diagnosi fossero immediate e le terapie potessero essere prescritte e iniziate in tempo utile.

L'aspetto estetico è il problema minore dei pazienti con linfedema

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AGOSTO 2019 | NR. 2

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