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Anno 44, numero 159

Qui Ticino...

...a voi missionari

settembre 2012 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org


Notizie ed avvisi CALENDARIO MARIANO MISSIONARIO prossimi appuntamenti Giovedì, 27 settembre 2012 In occasione del 100° di fondazione del Gruppo Volontarie Vincenziane di Locarno, siamo invitati a partecipare all’annuale giornata cantonale di preghiera per San Vincenzo de’ Paoli che avrà luogo a Locarno-Orselina, nel Santuario della Madonna del Sasso. Ore 15.00 celebrazione della Santa Messa. Seguirà la visita al complesso del Sacro Monte e l’incontro terminerà con un rinfresco. Domenica, 21 ottobre 2012 Giornata Missionaria Mondiale. Incontro a Sant’Antonino dalle ore 13.45 alle 17.30. (vedi pagina 14) Sabato, 27 ottobre 2012 Nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio: ore 20.00 Adorazione.

Vita dell’Associazione...

Martedì, 27 novembre 2012 ANNIVERSARIO DELL’APPARIZIONE Nella Chiesa dei Cappuccini di Mendrisio: ore 19.30 Santo Rosario meditato. Ore 20.00 Santa Messa.

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Sabato, 15 dicembre 2012 Mercatino di Natale a Mendrisio, dalle ore 10.00 alle 18.00, la nostra Associazione sarà presente con una bancarella in Piazza del Ponte. Sabato, 22 dicembre 2012 Giornata dedicata alla PREGHIERA PERENNE. L’invito è quello di unirsi in preghiera in famiglia o nella propria comunità parrocchiale. Giovedì, 27 dicembre 2012 Celebrazione del “27” in famiglia. GRAZIE DI CUORE Il Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio può realizzare progetti e portare aiuto ai più bisognosi grazie alla vostra costante generosità: grazie perciò di vero cuore a tutti e continuate a sostenerci con la vostra solidarietà!

“Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa”. (Marco 9, 41) Ricordiamo ai nostri benefattori che si può contribuire alla realizzazione di pozzi nelle missioni con un’offerta che va da 1’500 a 3’000 franchi. Per donare una casetta a chi ancora vive in misere capanne occorrono dai 2’500 ai 3’500 franchi. I missionari (a causa anche dell’età avanzata) ci chiedono di poter realizzate le opere senza la targa ricordo in quanto non possono garantirne la durata a causa delle intemperie o a rinnovamenti delle costruzioni. I missionari assicurano il ricordo continuo nelle preghiere e che le offerte saranno destinate allo scopo desiderato dal benefattore. Un grazie di cuore a tutti coloro che vorranno continuare a collaborare alla realizzazione di queste importanti costruzioni. Il Comitato

Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Angelo Crivelli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Angelo Crivelli, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: Fratelli Roda SA, zona Industriale 2, 6807 Taverne Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, fr. 4.— danno diritto all’abbonamento.


Mentre scrivo, è appena trascorsa la festa dell’Assunta che si presta meravigliosamente a parlare della preziosità del nostro corpo: ciò che è assunta in cielo non è solo l’anima, ma tutta la persona, l’umanità di Maria e – così afferma la Chiesa – anche il suo corpo che ha portato e donato al mondo il Figlio di Dio. Nel giorno d’estate in cui la Chiesa ci ha invitato a guardare alla “donna vestita di sole”, a Maria di Nazareth che fa il suo ingresso in cielo bella come il sole, non è fuori luogo riflettere sulla dignità della persona umana, della donna, di ogni creatura chiamata allo stesso destino di gloria e di luce. Maria doveva essere “bella” non solo nell’anima la quale, senza neppure l’ombra del peccato, era così limpida da rispecchiare Dio come le montagne si riflettono nella limpida trasparenza dei nostri laghetti alpini. La bellezza interiore di Maria si rifletteva anche nel suo corpo, volto, sguardo gesti e parole. La teologia ha sempre sorvolato sulla bellezza esteriore di Maria e ha lasciato piuttosto agli artisti di tutti i tempi restituirci la sua bellezza. La bellezza di Maria consiste nell’aver lasciato, liberamente e consapevolmente, che il suo corpo si piegasse alla Grazia e alla Parola di Dio. E poiché la vita e lo spirito si esprimono nella carne, possiamo dire che il corpo di Maria fosse trasparenza del mondo di Dio, della sua bellezza. Lo dirà anche san Paolo che il nostro corpo può essere tempio dello Spirito Santo, strumento del bene e votato al dono; oppure piegato e votato all’egoismo, al male; grondante di luce come quello di Maria, oppure opaco e asservito alla volgarità, alla violenza, all’egoismo. Tutto quello che facciamo è “nel corpo”, attraverso il corpo e la materia: l’uso che facciamo del corpo ci dice chi siamo, per che cosa viviamo. Negli scorsi giorni, trovandomi con alcuni preti in Olanda, siamo approdati alla capitale con le sue contraddizioni. Amsterdam, per molti, vuol dire soprattutto il quartiere a luci rosse: lungo il canale dietro la Oude Kerk alla sera le vie sono gremite di giovani e meno giovani che passeggiano avanti e indietro. Nel quartiere equivoco, l’amore che dura alcuni minuti accende le vetrine del desiderio: duecento vetrine mettono in mostra, come le scatole di plastica della Barbie, una merce che è il corpo

umano, di ragazze, di donne seminude di ogni razza. Qualcuno entra, contratta e una tendina per alcuni minuti nasconde ciò che avviene nello sgabuzzino; poi si riapre e il corpo torna ad ammiccare. Non pensavamo che ci fosse un posto così sfacciato e degradato, anche se si sa che pure in Ticino la prostituzione e lo sfruttamento della donna va alla grande, anche se più nascosta. E tuttavia, cinquecento metri più in là, lungo un altro canale di Amsterdam, al N. 267 di Prinsengracht di giorno c’è un’altra fila, un pellegrinaggio ininterrotto: per chi vengono tutte queste persone da ogni nazione? Per una piccola donna, di nome Anna Frank, che per due anni ha dovuto nascondersi con la sua famiglia e amici in questa casa, lassù nel nascondiglio segreto perché ebrea, fino a quel 4 agosto 1944 quando il suo diario si interrompe: le SS irrompono e viene deportata dai tedeschi ad Auschwitz. Anna e la sorella Margot sono trasferite nel campo di Bergen Belsen dove moriranno di stenti, tifo e freddo. Attraverso quel piccolo, fragile corpo di adolescente, Anna esprime nel suo diario (ricuperato da papà Otto, l’unico sopravvissuto), sentimenti profondi, una grande bellezza, desiderio di vita, di libertà, di ideali. Amsterdam è anche questo: miseria e splendore, dignità e degrado. Il corpo della donna, di Maria di Nazareth come quello di Anna Frank, gronda luce nella gloria di Dio. Due settimane prima della sua deportazione Anna scrive queste parole che rimangono messaggio di vita e speranza per il nostro mondo: “Noi giovani facciamo il doppio della fatica ad avere le nostre opinioni in un’epoca in cui ogni idealismo viene annientato, in cui la gente fa vedere il suo lato peggiore, in cui dubita della verità, della giustizia e di Dio… Nonostante tutto io mi tengo stretti i miei sogni, perché credo all’intima bontà dell’uomo. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone; eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà e che nel mondo torneranno tranquillità e pace”. Don Angelo Crivelli, Assistente

Lettera dell’Assistente...

Maria, dignità della donna

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Un salone per la parrocchia di Santa Luzia in Piquiá

Progetti per le missioni...

Uno spazio polivalente per le assemblee e gli incontri parrocchiali e per i progetti sociali che già funzionano nel quartiere è ciò che occorre alla Parrocchia Santa Luzia di Piquiá nel nord-est del Brasile, dove opera il missionario Comboniano Padre Dario Bossi. Possiamo dargli una mano per realizzare quest’opera?

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Carissimi amici, la città di Açailândia, con più di 104mila abitanti, è la terza cittá piú ricca dello stato del Maranhão (Nord-Est del Brasile). Si tratta però di una ricchezza mal distribuita, che favorisce poche famiglie a scapito della maggioranza della popolazione che vive in condizioni precarie o sotto la soglia della povertà. Le cause di questa iniqua distribuzione della richezza sono molte: un processo di sviluppo rapido e senza pianificazione, corruzione, un sistema educativo di scarsa qualità, formazione professionale senza qualificazione.. Questa disugualianza si rende visibile, in modo tutto particolare, a Piquiá, il quartiere industriale della città sorto agli inizi degli anni ’70. Attualmente nel quartiere abitano più di 10’000 persone, in grande maggioranza giovani. Le prospettive di futuro non sono delle migliori, per la mancanza di un’educazione di qualità e la difficoltà di accesso al mondo universitario. I Missionari Comboniani sono presenti in Açailandia dal 1992 e specificamente nel quartire di Piquiá a partire dall’anno 2002, accompagnando le comunità del distretto industriale. Le attività pastorali e sociali svolte in questi anni già cominciano a dare i primi frutti: l’associazione comunitaria “Frei Tito”, i progetti culturali e di formazione professionale realizzati con il Consiglio Municipale dei Diritti dei Bambini e Adolescenti, i gruppi di giovani, la creazione e l’accompagnamento della nuova comunità “Nossa Senhora do Rosario”, l’organizzazione della XI Romaria dei Diritti alla Terra e all’Acqua nel Maranhão, ecc. Il nuovo anno 2012 offre grandi sfide, tanto alla comunità comboniana quanto alle comunità cattoliche del quartiere. A inizio 2013 il vescovo della nostra diocesi creerà una nuova parrocchia nel nostro territorio di Piquiá. Si realizza il sogno di molti, ma ci sarà tanto da lavorare nel 2012 per garantire le condizioni di questa apertura. La nuova parrocchia deve iniziare con strutture

sufficienti per ospitare l’incontro delle diciannove comunità di base che la compongono. Il Consiglio delle comunità di Santa Luzia e di Nossa Senhora do Rosario ha scelto, in questo senso, di ristrutturare un salone già esistente, ampliandolo. Creeremo uno spazio polivalente che permetterà la realizzazione delle assemblee e degli incontri parrocchiali, ma che, nello stesso tempo, ospiterà i progetti sociali che già funzionano nel quartiere (corsi di informatica basica e avanzata, formazione professionale, danza, teatro, musica,...) Attualmente esiste solo una sala grande e due piccoli spazi annessi; vorremmo costruire una struttura con un salone, una segreteria parrocchiale, una sala per la catechesi, una per i progetti di informatica e una per i corsi di danza, teatro e musica, una sala per dialogo personale, una cucina e una dispensa.

Una riforma di questo tipo prevede costi ingenti, di cui la parrocchia non dispone. Stiamo già organizzando una campagna di solidarietà tra tutte le comunità cristiane, perché i membri contribuiscano alla formazione di un fondo per la nuova parrocchia. Abbiamo però molto bisogno di aiuto esterno e vi chiediamo un contributo nella misura di quello che le vostre condizioni vi permettono. Daremo notizia, naturalmente, dell’evoluzione dei lavori ed avremo grande piacere nel dedicare questa nuova struttura a chi contribuisse per la sua costruzione. Padre Dario Bossi


C’è chi semina speranza anche in Cina Dalla Cina centrale, provincia di Shaanxi, fra’ Luigino Belloli ci informa del successo ottenuto con il microcredito, progetto che abbiamo sostenuto nel 2009, e ci chiede aiuto per la realizzazione di alcuni progetti in atto (replica del programma microcredito, gestione del lebbrosario di Moxi, costruzione di un’aula scolastica con i servizi igienici per la comunità di etnia Miao e di una cappella in un villaggio vicino alla città di Kaiyuan nel sud della provincia della Yunnan).

Il mese scorso ho fatto una visita a una comunità di etnia Miao in un piccolo villaggio fuori dalla città di Kaiyuan, a sud della provincia dello Yunnan nel sud della Cina. Un amico mi aveva detto che un gruppo di Miao aveva appena ricevuto il battesimo e che stavano cercando aiuto per trovare materiale liturgico e catechistico, tradotti nella propria lingua Miao. Ho quindi visitato il loro villaggio e incontrando il responsabile della comunità ho ascoltato le loro esigenze, ma in particolare ho visto la miseria in

cui vivono. La situazione dell’acqua è veramente critica in questa zona, perché qui spesso non piove per sette o otto mesi di fila. Il problema lo hanno affrontato con la creazione di un paio di vasche in cui possono raccogliere l’acqua piovana. Ora con i miei fratelli vorrei trovare una soluzione migliore, ma non sarà facile. Una cappella multiuso è un’altra cosa di cui hanno veramente bisogno per il raduno e per la preghiera. In questo momento per queste necessità non hanno alcun luogo abbastanza grande da contenere una settantina di famiglie di etnia Miao. Spero di essere in grado di aiutarli, perché sono veramente bisognosi di aiuto. Questo gruppo Miao ha aderito alla fede cristiana cattolica con tutto il cuore e in vera semplicità, senza alcuna condizione o aspettative. Qui ho veramente incontrato e visto Sorella povertà e semplicità. Potete darmi una mano a realizzare questi progetti? Un abbraccio e un anticipato grazie per la vostra vicinanza. Fraternamente. Fra’ Luigino Belloli

Progetti per le missioni...

Carissimi amici, il progetto di microcredito iniziato nel 2009 in ben quattro diocesi nella provincia di Shaanxi, ha avuto un enorme successo, non solo perché tutti i debitori hanno restituito il denaro preso in prestito, ma soprattutto perché ora queste famiglie si sono create un piccolo fondo che permetterà loro di fare un nuovo investimento senza dipendere dal microcredito. Fino ad ora abbiamo aiutato 200 famiglie che sono uscite così dalla miseria e si sono rese economicamente indipendenti. L’obiettivo principale è quello di far sì che la comunità cattolica conosca l’idea del microcredito e poi la possa avviare in autonomia al proprio interno e creare una rete solidale tra e dentro la Chiesa cattolica.

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L’attuale chiesa di Boueit non basta più

Progetti per le missioni...

Padre Elia Francis, parroco della parrocchia Santa Maria del Rosario a Boueit (Egitto) ci chiede un aiuto per costruire una nuova chiesa e la canonica nel suo paese di 10’000 abitanti. La parrocchia dista una trentina di chilometri a sud est di Assiut, città situata a circa 400 km a sud del Cairo e bagnata dal fiume Nilo. Il progetto è stato approvato da Monsignor Kyrillos Willam, vescovo della diocesi di Assiut. Cari amici, sono Padre Elia Francis, parroco della Parrocchia di Santa Maria del Rosario a Boueit, un grande paese di 10’000 abitanti, situato sul ciglio destro del Nilo, a 30 chilometri a sud est di Assiut. Da tanto tempo abbiamo una parrocchia a Boueit dove sono seguiti, attualmente, 3000 cattolici. Il resto della popolazione è costituito da 2500 copti ortodossi, 500 protestanti e 4000 musulmani.

fu sostituita, verso fine della seconda guerra mondiale, dall’attuale edificio. I mezzi erano scarsi e potete immaginare come possa essere il suo stato attuale. Ora, in seguito alla crescita del numero dei fedeli e all’aumento delle attività pastorali, siamo costretti a demolire l’attuale edificio e a costruire degli spazi più ampi per poter ospitare un numero maggiore di cattolici.

A tre chilometri da Boueit c’è Sohrob, una frazione, dove la parrocchia di Boueit ha in cura altre 500 anime: una località in espansione che è destinata a diventare una parrocchia autonoma. Attualmente è seguita dal sottoscritto, ma presto sarà seguita da un vicario. La prima chiesa di Boueit è stata costruita nel 1899. Divenuta troppo piccola e poco stabile,

Sua Eccellenza, l’arcivescovo di Granada, in occasione della sua visita dell’anno scorso, ha potuto rendere visita alla parrocchia e ad avere interessanti incontri con i giovani. Egli ha potuto constatare lo zelo e il dinamismo con cui la comunità è condotta. Parecchi sono gli scambi con i giovani delle città di Alessandria e del Cairo. Soggiornano per un corso di preparazione e sono spesso sorpresi dalla qualità e dal buon livello di formazione dei giovani di Boueit. Il nostro vescovo, Monsignor Kyrillos William, ben volentieri raccomanda il vostro appoggio per l’edificazione della nuova chiesa e del centro pastorale, il cui preventivo è calcolato in circa 430’000 franchi. Il contributo della nostra diocesi sarà dell’equivalente di 120’000 franchi. Ora abbiamo il permesso per edificare la chiesa e il centro pastorale che servirà per i bambini, i catechisti, gli ammalati, ecc. e anche da casa per il parroco! Per realizzare questo grande lavoro occorrono tanti soldi e la nostra parrocchia è povera. Per questo chiediamo il vostro aiuto e vi diciamo il nostro grazie anticipato. Chiedo a Dio che vi benedica sempre e, assicurandovi le mie preghiere e quelle dei miei fedeli, vi saluto fraternamente. Padre Elia Francis

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Preghiera missionaria Dio, Padre di tutti gli uomini, da ogni angolo della terra si leva il desiderio di conoscerTi ed amarTi.

Infondi nel nostro cuore l’ansia del tuo regno e donaci di vivere la nostra fede aperta alle necessità dei fratelli del mondo intero. Suscita numerose vocazioni missionarie perché tutti gli uomini conoscano Te, unico vero Dio e Colui che hai mandato, il tuo figlio Gesù. Amen.

Preghiamo e meditiamo insieme...

Popoli e nazioni aspirano alla pace, alla giustizia, alla riconciliazione; fa’ che, attraverso i missionari del Vangelo, la tua Chiesa testimoni il tuo amore infinito per ogni uomo.

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Romania, molto più della patria di Dracula La mia esperienza in questo paese è iniziata un anno fa a Targoviste, città che si trova a 79 km da Bucarest, nonché famosa per la torre di Dracula. E mi dispiace deludervi, ma non ci sono leggende riguardo a nessun vampiro: Vladimir non era altro che un re sanguinario e crudele, attorno al quale lo scrittore Bram Stoker ha poi costruito il personaggio del famoso Conte. Ma sicuramente non è questa la cosa che mi ha più segnato del mio viaggio in Romania.

La pagina dei giovani...

Dovete sapere che ci sono stata ben due volte, trascinata da due amiche che ne avevano parlato con un entusiasmo che mi aveva semplicemente contagiata. E quest’anno abbiamo convinto altri due ragazzi ad aggiungersi al gruppo, ed è inutile dire che abbiamo tutti l’intenzione di tornare. Laggiù eravamo ospiti in una casa di accoglienza per ragazzi rumeni gestita dai padri Somaschi, uno dei quali ex insegnante di una delle mie amiche. Era stato lui a proporle di fare quest’esperienza, perché vedesse com’era la realtà del paese.

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Mi sono trovata subito benissimo: i preti, i volontari e i ragazzi della casa sono come una grande famiglia, che ci ha accolto a braccia aperte. Nella stessa casa alloggiava un gruppo di scout italiani, ai quali ci aggregavamo per svolgere le attività della giornata, che si dividevano in due momenti. La mattina ci si divideva in gruppi, a ognuno dei quali era affidata una zona della città. Lì sapevamo di trovare bambini e adolescenti a cui proporre le nostre attività, una specie di “colonia diurna”, anche se costruita dal nulla, visto che usavamo solo il materiale portato dalla

casa. Ho davvero ammirato la capacità degli scout di sapere creare qualcosa con poco, come dei giochi, dei bracciali... E, cosa ancora più sorprendente, a questi bambini non solo bastava, ne erano entusiasti. E ogni volta ci chiedevano “tornate domani?”, con la speranza negli occhi. Questo è sicuramente una delle soddisfazioni più grandi di un’esperienza del genere.

Nel pomeriggio invece si andava alle Romlux, ossia nella zona più povera della città. Il “bronx” di Targoviste, se così si può dire. L’attività si svolgeva tutti insieme, in cerchio, con balletti e canzoni, un po’ come l’animazione serale nei villaggi turistici. Quando vedi le condizioni in cui vive quella gente, una stretta allo stomaco la senti: case composte da quattro pezzi di lamiera, sporcizia, con un piccolo pozzo come unica fonte d’acqua… Eppure hanno la televisione (anche se non si tratta di certo dell’ultimo modello a cristalli liquidi) e alcuni addirittura il cellulare; strane priorità! Nonostante il sorriso si spegnesse nel vedere tutto ciò, esso ti veniva subito restituito dai bambini. Sono bellissimi, ma alcuni mi hanno colpito per dei tratti del viso molto forti, sembrano quasi vecchi. Ed è vero che devono averne già passate tante; i Rom costituiscono solo il 2,5% della popolazione totale del paese, ma sono spesso vittima di discriminazione. Questi bimbi crescono imparando che bisogna lottare per sopravvivere, per se stessi, perché non c’è nessuno che lo fa per loro. E allora credo di capire un po’ meglio il perché di tanti loro comportamenti. Come il fatto che non appena arriviamo alle Romlux, si accapigliano per prenderci per mano, perché purtroppo non siamo abbastanza per tutti, e ognuno vuole la sua


I bambini Rom non hanno nemmeno un’istruzione, ciò che a loro manca, non è altro che un’opportunità. E non solo a loro: degli studenti del posto mi hanno raccontato come in Romania sia molto difficile trovare un posto di lavoro dopo l’università, non ci sono possibilità per i giovani talenti. Ecco perché in molti lasciano il paese, e loro stessi mi dicevano che una volta terminati gli studi, sarebbero venuti in Italia. Proprio nel bel Paese i rumeni costituiscono la parte più corposa degli immigrati non temporanei. I rapporti fra la Romania e la vicina Italia sono molto stretti, anche se le solite voci potrebbero gridare agli “immigrati ruba lavoro”. Forse non capiscono che dovrebbero essere fieri di essere considerati un paese in cui si vuole andare a vivere, a lavorare, perché ci si sta bene. Inoltre dimenticano che si tratta di un rapporto reciproco, poiché molte imprese italiane si

sono trasferite laggiù, e allora più che i rumeni che vengono a rubare i posti di lavoro sono gli italiani che scappano a cercare fortuna altrove, dove è più proficuo. La Romania ha ancora tanta strada da fare, ma ha molto potenziale, ciò che manca è la volontà di sfruttarlo. Per esempio quest’anno siamo stati in Transilvania, e abbiamo visto delle montagne, che mi hanno ricordato tanto la mia Svizzera, sulle quali si potrebbe puntare per il turismo. La Romania è bella, al di fuori delle città è piena di verde, e si nota molto la differenza fra zone rurali e non. Nella cittadina in cui stavo le auto non erano così diffuse, ho visto molti girare con un carretto, perché costa meno mantenere un cavallo che comprare la benzina.

Insomma questo paese, pur con tutti i suoi difetti, è riuscito a conquistarmi. Spero solo di avere fatto innamorare un poco anche voi. Letizia Bernaschina

La Casa dei Padri Somaschi di Targoviste si occupa dell’accoglienza e condivisione di vita con minori orfani affidati dai servizi sociali e di bambini che si trovano in situazioni di grave disagio o che provengono da famiglie disgregate. In questa casa vivono dodici bambini a cui viene offerta la possibilità di vivere in un ambiente familiare, dove sono aiutati e consigliati fino alla loro formazione professionale. L’obiettivo è quello di fornire loro l’opportunità di sviluppare l’autonomia e poi tornare alla famiglia, se possibile, forti mentalmente e emotivamente. I bambini vanno a scuola come tutti i bambini e le altre attività si svolgono in questa casa (fare i compiti, studiare, imparare l’italiano, fare attività educative di tempo libero e sportive). Qui i bambini si sentono meglio e sono felici! “Casa Miani” è pure un luogo di lavoro di supporto per circa 130 bambini esterni con situazioni difficili e bisognosi di essere tutelati e aiutati.

La pagina dei giovani...

parte. Bambini dai visi vecchi, ma carichi di pesi troppo grandi per le loro piccole spalle.

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Nampula (Mozambico), 2 giugno 2012 Cari amici, ho ricevuto la vostra generosa offerta di 3’000 franchi per la nostra missione e per la celebrazione di 166 Sante Messe secondo le intenzioni degli offerenti. Vi ringrazio per la vostra carità, gentilezza e anche memoria, perché vi siete ricordati di me e della mia gente. Dividerò le intenzioni delle Sante Messe con il confratello sacerdote di questa mia comunità e cominceremo a celebrarle al più presto. Ne avevamo davvero bisogno! Devo confidarvi che il 10 marzo scorso è morto (è andato in Paradiso, certo!) mio fratello Padre Felice, di 93 anni, missionario Comboniano in Uganda. Aveva insistentemente chiesto al Signore di morire in missione e il Signore gli ha detto di sì! Nel mio dolore, gioisco con lui, Felice in eterno, e do gloria a Dio. Un abbraccio fraterno nel Signore. Padre Gino Centis Cusco (Perù), 14 giugno 2012

Notizie dalle missioni...

Carissimi amici, con il cuore di ognuna delle mie Sorelle, vi ringrazio per l’attenzione che avete avuto per la mia Comunità, con l’invio della generosa offerta di 3’000 franchi tramite il nostro caro Padre

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Giovanni Salerno, che è il fondatore dei Servi dei Poveri del Terzo Mondo. Il Signore vi ricompensi e vi benedica per il bene che ci avete fatto! Vi invio alcune foto del nostro Monastero e delle religiose della mia Comunità intente nelle loro attività quotidiane. Esse vi salutano cordialmente e vi ringraziano di vero cuore. Vi ricordiamo al Signore, a Maria e a San Giuseppe con le nostre povere preghiere. Suor Josepina del Espiritu Santo Lilongwe (Malawi), 20 giugno 2012 Cari amici, non potete immaginare la sorpresa e la gioia con cui ho ricevuto la vostra lettera del 22 maggio scorso e poi la gratitudine per l’offerta di 3’000 franchi che mi sono stati trasmessi dalla nostra procura di Verona ai primi di giugno. È davvero da lungo tempo che non mi faccio né sentire né vedere a Mendrisio. In passato era per me un dovere durante ogni vacanza dalla missione fare una capatina al vostro ufficio e prendere anche un caffè con il Signor Bazzurri nel vicino ristorante. E poi si continuava fino a Lugano, dove avevo diverse cugine che vi lavoravano. Forse perché ora alcune sono tornate al paese, Caspoggio in Valmalenco, non c’è più stata quella combinazione di poter unire le due visite. Speriamo di avere ancora un’occasione nelle vacanze del prossimo anno. Vedo che sapete già che sono a Lilongwe, la capitale del Malawi dove abbiamo la casa provinciale e la cura della parrocchia di Msamba, per metà in città e l’altra metà in campagna dove ci sono quattro succursali. Io aiuto in parrocchia il padre incaricato, che è un nostro Comboniano malawiano che ha già lavorato per sei anni in Ecuador, e inoltre sono incaricato dell’amministrazione finanziaria di tutta la nostra provincia che ha cinque comunità in Malawi e sei in Zambia con una quarantina di padri e fratelli coadiutori. Vi ringrazio quindi per la generosa offerta che include anche sante messe da celebrare e battesimi da officiare. Domenica scorsa ne abbiamo celebrati 73 al centro e ci rimangono quelli delle quattro succursali; la notte di Pasqua invece furono battezzati 63 catecumeni adulti che avevano terminato i due anni di catecumenato. Qui ora è il tempo del raccolto, mais, tabacco, patate dolci, arachidi e perciò quasi ogni


gli anni aumentano e il lavoro rende meno, mi affido al buon Dio… Vi ricordo e prego per voi e conto sulle vostre preghiere. Tanti saluti da tutte le consorelle, dai bambini, dai poveri e da tutti i collaboratori della nostra missione. Con affetto e riconoscenza. Suor Maddalena Lazzarini

Padre Raimondo Negrini Ranohira (Madagascar), 22 giugno 2012 Carissimi amici, ho ricevuto la vostra lettera e la vostra generosa offerta. Tutto è arrivato bene e solo il Signore sa quanto ci sia prezioso… Grazie per il vostro ricordo, la vostra amicizia e l’aiuto concreto che ci danno coraggio per tenere duro e ci permettono di aiutare i nostri Amici in difficoltà…che aumentano ogni giorno. Che il Signore vi benedica e vi ricompensi! Come sicuramente già sapete il nostro Paese, politicamente, si trova in brutte acque. Noi speriamo sempre in un domani migliore, ma c’è davvero da scoraggiarsi… Per fortuna che Ranohira è lontana dalla capitale, anche se a causa della situazione abbiamo gravissime difficoltà, possiamo continuare il nostro servizio a favore dei poveri. Il nostro lavoro di educazione ed evangelizzazione avanza pianino; la scuola è strapiena: 954 alunni dalla scuola materna alla scuola media. Molti sono ricevuti gratuitamente o quasi, perché vengono da famiglie in difficoltà. Grazie alla vostra generosità un pasto completo è servito tutti i giorni a settantacinque bambini (ai più poveri). Ai piccoli di Scuola Materna diamo la merenda. Io cerco di tenere duro, ma sono un po’ stanca,

Chicago (USA), 25 giugno 2012 Carissimi, a voi tutti i miei più cari saluti e auguri di gioia e pace! Questo è un anno speciale per me perché sto celebrando il 50° anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale. Vi prego di unirvi a me nel ringraziare i Signore per questi 50 anni di servizio sacerdotale e missionario. Sono stato fortunato di aver potuto celebrare la Santa Messa nella Chiesa dell’Immacolata a San Diego (California), proprio nel giorno che fui ordinato 50 anni fa, sabato 17 marzo, festa di San Patrizio. Considero anche questo una grazia speciale del Signore. Spero di poter celebrare il 50° anniversario anche in Italia, a Spirano, probabilmente la prima domenica di luglio. La mia missione del Karamoja mi manca, ma sono disposto e felice di continuare la mia missione di servizio dove il Signore, per mezzo dei miei Superiori, mi vuole. Attualmente sto facendo animazione missionaria qui, a La Grange Park, un sobborgo di Chicago, dove abbiamo un Centro Missionario. Con la promessa del ricordo nella preghiera e Santa Messa, auguro a tutti ogni bene e le più abbondanti benedizioni del Signore Risorto e vivo in mezzo a noi! Padre Pietro Premarini Khartoum (Sudan), 27 giugno 2012 Cari amici, questa mattina ho ricevuto i primi Rosari e le medaglie. Altre sono ancora in Italia in attesa dei “portatori”. GRAZIE! Vi ringrazio anche per la generosissima offerta di 3’000 franchi per la missione e per la celebrazione di Battesimi (adesso abbiamo anche le medagliette) che ho ricevuto la scorsa settimana, tramite la Procura dei Comboniani di Verona.

Notizie dalle missioni...

giorno andiamo in una delle 43 frazioni in cui è suddivisa tutta la parrocchia a celebrare una messa di ringraziamento e la gente, all’offertorio, offre soprattutto mais che poi un po’ lo si vende e un po’ lo si usa per fare la polenta per chi viene ai vari incontri parrocchiali. Di nuovo vi ringrazio di cuore e che il Signore e la Madonna vi ricompensino per il lavoro che svolgete oramai da tanti anni per le missioni. Un caro saluto a collaboratori e collaboratrici e a tutti i sostenitori di questa Associazione della Medaglia Miracolosa.

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Come ringraziarvi? Io so che la Madonna lo farà per me e meglio di me. Tra circa una settimana riapriamo la scuola di Izba. Come già sapete, sono stato incaricato di seguire la Pastorale presso il Centro di Izba, situato a circa dieci chilometri dalla Sede della Parrocchia. Izba è una specie di bidonville, dove vivono decine di migliaia di persone in case veramente povere oppure in baracche fatte di cartoni e sacchi. Le stradicciole sono sempre piene di rifiuti, anche umani, e di acqua stagnante e puzzolente. Quando arrivo, vedo sempre un nugolo di bambini che cerca tra i rifiuti. Sono questi bambini che si cerca di aiutare… Il vostro contributo è quindi provvidenziale e molto importante. Vi ringrazio di tutto cuore. Padre Eugenio Caligari

Notizie dalle missioni...

Navotas City (Filippine), 1 luglio 2012

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Cari amici, saluti a tutti voi e infinite grazie per l’aiuto che avete dato a noi e alla nostra comunità. Abbiamo ricevuto la vostra generosa offerta e siamo veramente grati per questo dono. Dopo la crisi politica che ha investito per lungo tempo il nostro paese, a causa dell’incriminazione del ministro della giustizia, siamo sprofondati, nel periodo della Quaresima e durante il tempo di Pasqua, in una recessione economica dovuta principalmente all’aumento del prezzo del petrolio. Poi è arrivata l’estate con un caldo torrido che non abbiamo mai sperimentato. Da parecchio tempo non avevamo avvertito il cambiamento climatico in atto e ora ne sentiamo le conseguenze. Piogge torrenziali fuori stagione, scombussolamento dei periodi stagionali, inondazioni dappertutto. Nonostante tutti questi eventi, i fiori estivi della devozione alla Vergine Maria sono nuovamente spuntati. Questa è una delle devozioni che non

può essere tolta al popolo filippino: non c’è crisi che tenga; la celebrazione della devozione mariana non si ferma. Le foto che vi invio ve lo mostrano: la celebrazione della Santa Eucaristia con il vescovo in una chiesetta; processione per le strade in prima serata e alcune immagini della casa degli sguatteri; non la vogliono lasciare nonostante il pericolo che venga spazzata via dalle prossime esondazioni del fiume. Questo è tutto per il momento. Che Dio vi benedica. Grazie ancora! Padre Silverio R. Mutia Cusco (Perù), 7 luglio 2012 Carissimi amici dell’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio, da questa lontana Cordigliera delle Ande vi giunga il mio augurio di ogni bene nel Signore Gesù. Per mezzo del nostro centro di Arbon abbiamo ricevuto l’offerta di 3’000 franchi da voi destinata alle nostre missioni qui sulla Cordigliera delle Ande.


Vi invito di vero cuore a diffondere tra le persone che vi conoscono questa realtà andina, soprattutto fra i giovani e le giovani affinché si sentano interpellati ad andare incontro al fratello povero che soffre. Anche qui sulla Cordigliera ci rendiamo conto che c’è bisogno di persone che si dedichino totalmente al servizio dei più poveri. Nel nostro centro di Sordio, dalla fine del mese di agosto, lavorerà il nostro caro Padre Walter Corsini, msp. Vi potete mettere in contatto con lui per qualsiasi informazione ed anche eventualmente per organizzare qualche incontro informativo.

Allego alla presente alcune foto di Cusibamba. Vi assicuro la mia preghiera per tutte le vostre intenzioni e per quelle delle vostre famiglie e chiedo la vostra affinché possiamo essere autentici Servi dei Poveri secondo la volontà di Dio. Che Santa Maria Madre dei Poveri protegga e guidi sempre tutti voi cari benefattori unitamente alle vostre famiglie. Un fraterno saluto. Padre Giovanni Salerno Gulu (Uganda), 12 agosto 2012 Carissimi, grazie del vostro scritto che ho letto con un gran piacere, soprattutto perché ho di voi una grande stima per l’Amore che avete per la Madonna. È LEI che vi accompagna nella vostra

missione nel mondo con tantissimi missionari! A fine agosto verrò in Italia per un mesetto circa, per fare dei controlli medici... Sono ormai poco più di un rottame... nel mio povero corpo... ma il mio spirito, guidato da due mie devozioni particolari: lo Spirito Santo e Maria, e anche San Giuseppe, è sempre attento e pronto. Grazie per la vostra generosa offerta che userò per finire di pagare una ditta che ci ha fatto in credito un pozzo, alla fine del mondo dove la gente beveva dell’acqua marcia e si riempiva di malattie. Per me siete stati “la Provvidenza”! Oh quanto è buono il Signore. Mi sta dando tantissime croci... perché mi vuole purificare e con Lui pagare il prezzo per la salvezza di tante Anime. Ricordo molto volentieri il compianto Rino Bazzurri. Fu lui che, in un viaggio in Canton Ticino, mi insegnò la coroncina della Divina Misericordia... che recito volentieri. Spero di poter vedervi e edificarmi del vostro fervore per Maria e per la Missione! Vi benedico tutti di vero cuore. Padre Clerici Giuseppe chiamato dagli Acholi Padre Larem (Amico)

Le girate bancarie e postali sono gratuite! Se avete un conto corrente postale o bancario vi invitiamo a fare le vostre offerte tramite una girata piuttosto che tramite cedola allo sportello. In questo modo tutto l’importo giunge a destinazione. Dai versamenti allo sportello, infatti, sono trattenuti franchi 1.50 per versamenti fino a 50 franchi; 1.80 per versamenti fino a 100 e 2.35 per versamenti superiori. Utilizzate quindi, di preferenza, le girate postali o bancarie! Grazie!

Notizie dalle missioni...

Vi ringrazio di vero cuore per questo, è un ringraziamento che vi giunge anche e soprattutto a nome dei numerosi Indios che serviamo sull’Alta Cordigliera. In effetti, la vostra offerta servirà in modo speciale per aiutare le nostre due missioni di “Punacancha” e di “Cusibamba” dove le nostre Missionarie portano avanti un servizio di assistenza medica, scolastica e, chiaramente, catechetica davvero importante.

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Aperti alla Parola Per vivere concretamente il motto dell’Opera Pontificia Missionaria: “essere assieme chiesa nel mondo” Missio propone ogni anno di conoscere un po’ più da vicino la realtà della Chiesa di un Paese che idealmente diventa l’ospite dell’ottobre missionario. Con la sua diversa situazione socio-politica, culturale e religiosa quest’anno è la Tanzania il paese che durante l’ottobre missionario ci interroga e ci permette di fare delle riflessioni sulla nostra -diversa- situazione, soprattutto di vita ecclesiale. Per esempio: la realtà più importante è quella delle Piccole Comunità Cristiane che sono presenti in tutti i villaggi e quartieri. Nate nel 1966 e ufficializzate nel 1976 dalla Conferenza episcopale, sono ora una grande realtà non solo per la Chiesa tanzaniana, ma in molte nazioni africane e America Latina. Nel 1998 si sono dotate di uno statuto ufficiale e dal 2002 nei seminari e centri di formazione è divenuto obbligatorio lo studio sul valore teologico e pastorale delle Piccole Comunità Cristiane, che oggi rappresentano la spina dorsale della Chiesa tanzaniana. «Aperti alla Parola» è lo slogan proposto per l’ottobre missionario. «In Tanzania -ci dice il cappuccino fra’ William Ngowi- la parola è

molto importante perché le persone vivono una tradizione orale. Ancora oggi. Non c’è cultura scritta, di conseguenza le persone da noi comprendono le cose molto di più dall’ascolto che dallo scritto. La parola non è quella scritta, ma quella detta.» Gesù non ha scritto nulla. Era lui la Parola. Lui già in principio era il Verbo, era presso Dio ed era Dio; ma per venire in mezzo a noi il Verbo si fece carne. Dunque il Verbo di Dio è il nostro Signore Gesù Cristo. Della voce e delle parole Gesù si è servito come veicolo per giungere a noi. E ancora oggi, affinché la Parola sia annunciata a tutte le genti, ha bisogno di parole scritte e parole dette, ha bisogno di annunciatori ma ancor più ha bisogno di testimoni e di cuori «aperti alla Parola».

Ottobre missionario...

“Chiamati a far risplendere la Parola di verità”

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...“Gli uomini che attendono Cristo sono ancora in numero immenso”, affermava il beato Giovanni Paolo II nell’Enciclica Redemptoris missio sulla permanente validità del mandato missionario, e aggiungeva: “Non possiamo restarcene tranquilli, pensando ai milioni di nostri fratelli e sorelle, anch’essi redenti dal sangue di Cristo, che vivono ignari dell’amore di Dio” (n. 86). Anch’io, nell’indire l’Anno della fede, ho scritto che Cristo “oggi come allora, ci invia per le strade del mondo per proclamare il suo Vangelo a tutti i popoli della terra” (Lett. ap. Porta fidei, 7); proclamazione che, come si esprimeva anche il Servo di Dio Paolo VI nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, “non è per la Chiesa un contributo facoltativo: è il dovere che le incombe per mandato del Signore Gesù, affinché gli uomini possano credere ed essere salvati. Sì, questo messaggio è necessario. È unico. È insostituibile” (n. 5). Abbiamo bisogno quindi di riprendere lo stesso slancio apostolico

delle prime comunità cristiane, che, piccole e indifese, furono capaci, con l’annuncio e la testimonianza, di diffondere il Vangelo in tutto il mondo allora conosciuto… Papa Benedetto XVI

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE Domenica, 21 ottobre 2012 incontro missionario della Svizzera Italiana presso il Centro scolastico di S. Antonino. Ore 13.45-17.30: proposte di animazione con rappresentazione teatrale e filmato su Padre Luigi Geranio. Liturgia della Parola animata. In preparazione alla giornata missionaria mondiale è prevista una Veglia Missionaria Diocesana di preghiera, con il tema “La Parola di Dio vissuta”, la sera di venerdì, 12 ottobre 2012, con ritrovo nella Chiesa Parrocchiale di Dongio, alle ore 20.00.


Le visite dei missionari presso il nostro segretariato... 7 giugno 2012

Ho avuto la gioia di visitare il centro dell’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio. Ho potuto apprezzare il lavoro che qui si svolge e dono la benedizione apostolica a tutti i suoi membri e benefattori. Monsignor Servilien Nzakamwita Vescovo di Byumba (Rwanda) 12 giugno 2012 Per la seconda volta eccomi al Segretariato della Medaglia Miracolosa; il pensiero corre a Cana di Galilea, ove il vino degli uomini era finito. “Fate quello che vi dirà!” disse la Madre ai servi. Riparto anch’io confortato e con il coraggio per il cammino. Grazie, Maria, grazie per tutti coloro che continuano a operare per quest’opera, prodigandosi a favore di tanti fratelli e sorelle bisognosi di aiuto.

3 luglio 2012 Sono in Italia, in vacanza per tre mesi, e ho approfittato per venire a trovare i membri della vostra Associazione per ringraziare per tutto il bene che elargite e che ci permette di fare del bene a tanti poveri e anche per essere uniti nella preghiera per la diffusione del Regno di Dio. A tutti il mio grazie e sempre nel Signore con affetto. In Cristo. Suor Rita Colombo Missionaria Comboniana in Egitto 8 agosto 2012 Riconoscente a Dio per i 50 anni di Sacerdozio e per i 49 anni passati in missione in Paraguay, Argentina e Cile, come Religioso Guanelliano, mi piace esprimere il mio vivo “grazie” al Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio che compie un forte lavoro di preziosa collaborazione alle Missioni nei distinti continenti. Chiedo alla Madonna la Sua Materna protezione per tutte le persone che fanno parte di questa benemerita Associazione e che la sostengono

materialmente e spiritualmente. Continuiamo in unione di fraterna preghiera per l’estensione del Regno di Cristo. Grazie di cuore! Padre Leonardo Terzaghi Missionario Guanelliano in Cile 17 agosto 2012 Ben felice di aver ritrovato la compagnia gioiosa della Medaglia Miracolosa, confido nelle benedizioni di Maria e, da parte mia, benedico tutti di gran cuore. Con gratitudine e affetto. Padre Luigi Speziale Missionario Betharramita in Israele

Vita dell’Associazione...

Padre Mario Frigerio Missionario del PIME in Cameroun

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[Indirizzo]

GAB

Le intenzioni principali sono per la pace nel mondo e per l’annuncio del Vangelo. La preghiera di un cristiano dovrebbe essere sempre universale, poiché nessuno può vivere solamente per se stesso. È questa istanza di universalità che vogliamo destare nel cuore con l’invito a pregare il “Rosario missionario”.

Nell’Anno della Fede... ...preghiamo il Rosario missionario

Nel Febbraio del 1951 Monsignor Fulton John Sheen (arcivescovo statunitense, 1895–1979) ha lanciato, tramite la radio “The Catholic Hour”, il “World Mission Rosary” (Rosario missionario). Il Rosario è formato da cinque decine di colore diverso. Ciascun colore rappresenta un continente dal punto di vista missionario e i popoli che vi vivono. La decina verde è per l’Africa, ci ricorda le verdi foreste e il colore sacro dei musulmani; quella rossa è il continente americano che ebbe, come primi abitanti, i Pellerossa; la decina bianca è per l’Europa e per il sommo Pontefice, il Vicario di Cristo che continuamente veglia sui destini del mondo; quella azzurra richiama l’Oceania con le innumerevoli isole sparse nelle azzurre acque del Pacifico ed infine, la decina gialla è per l’Asia, la terra del Sol levante, la culla delle civiltà. Le tre Ave Maria finali (sui grani vicino alla croce) si pregano per i missionari sparsi in tutto il mondo.

6850 Mendrisio

Chi dà al povero presta a Dio! Vuoi renderti utile alle missioni? Fai conoscere

Qui Ticino...

...a voi missionari

via Carlo Croci 6 – 6850 Mendrisio Tel. 091 646 28 20 – Fax 091 646 28 15 CCP 69-853-6

Che cosa è il Rosario missionario?

Anno 44, numero 159  

Periodico trimestrale dell'Associazione "Gruppo Medaglia Miracolosa" di Mendrisio, Svizzera

Anno 44, numero 159  

Periodico trimestrale dell'Associazione "Gruppo Medaglia Miracolosa" di Mendrisio, Svizzera

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