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Fondi strutturali /Finanziamenti I Fondi strutturali comunitari sono i principali strumenti finanziari della politica regionale dell’Unione Europea che punta a equiparare i diversi livelli di sviluppo tra le regioni e tra gli Strati membri al fine di realizzare la “coesione economica e sociale”. I Fondi Strutturali sono organizzati per cicli di sette anni: la nuova programmazione inizierà a gennaio 2014 per concludersi alla fine del 2020. I finanziamenti previsti per l’Italia nei prossimi sette anni ammontano a quasi 30 miliardi di euro. Tipologie dei finanziamenti europei a) Fondi indiretti la cui gestione è demandata agli Stati membri attraverso le amministrazioni centrali e regionali. I fondi NON sono assegnati direttamente dalla Commissione europea.Le risorse finanziarie vengono trasferite dalla Commissione agli Stati membri ed in particolare alle regioni, le quali, sulla base di una programmazione approvata dalla Commissione stessa, ne dispongono l’utilizzazione. NB: Queste risorse sono rappresentate principalmente dai Fondi strutturali e dal Fondo di Coesione. In Italia la gestione dei FS viene affidata dai Ministeri nazionali alle Regioni, che identificano le necessità del proprio territorio e le priorità̀ d’azione, raccolte in documenti strategici regionali, definiti in coerenza con gli obiettivi di carattere generale fissati a livello nazionale e comunitario: il POR. b) Fondi diretti gestiti direttamente dalla Commissione europea. Nel caso di finanziamenti a gestione diretta è la Commissione europea che eroga i fondi e che stabilisce autonomamente i criteri e i principi di funzionamento dei vari programmi (i cosiddetti “bandi comunitari”). Queste risorse finanziarie sono dunque regolate da un rapporto diretto tra la Commissione europea e gli utilizzatori finali. La Commissione predispone dei programmi pluriennali. La DG competente gestisce direttamente gli stanziamenti previsti attraverso la pubblicazione periodica di bandi comunitari. I bandi pubblicati contengono la descrizione del programma, la sua dotazione finanziaria, la procedura e i termini di presentazione delle proposte, l’importo del contributo erogabile, i requisiti minimi per poter partecipare, i criteri di selezione e gli indirizzi utili. L’UE concede sovvenzioni in modo diretto a coloro (organizzazioni pubbliche o privati, Università, aziende, organizzazioni non governative e, in alcuni casi, persone fisiche) che presentano proposte di progetti atti a promuovere le politiche europee nelle varie aree (ricerca e sviluppo, educazione, formazione, ambiente, protezione del consumatore e informazione). Esistono innumerevoli tipi di finanziamento disponibili e ognuno ha la sua logica e la sua base giuridica. 1


Quasi tutti i progetti finanziabili sono individuabili in una delle politiche interne all’Unione Europea.La Commissione attraverso questi fondi cofinanzia dei progetti. Il finanziamento viene erogato in più tranche e solitamente è soggetto alla presentazione di rapporti sull’avanzamento delle attività. Tutti i bandi comunitari richiedono la creazione di partnership transnazionali. Questi sono i programmi comunitari 2014-2020:(alcuni sono già definitivi, altri in corso di approvazione. I contenuti di ogni programma lo si può conoscere “clikkando” (CTRL + clic) su ogni singolo programma, che rimanda alle specifiche pagine di Europa Formez)                          

Afis 2014-2020 Cosme 2014-2020 Diritti uguaglianza e cittadinanza 2014-2020 Dogana 2020 2014-2020 Erasmus + 2014-2020 Europa Creativa 2014-2020 Europa per i cittadini 2014-2020 Fiscalis 2020 (2014-2020) Fondo Asilo e Migrazione 2014-2020 Fondo per la sicurezza interna 2014-2020 Giustizia 2014-2020 Hercule III 2014-2020 Horizon 2014-2020 Meccanismo per collegare l'Europa 2014-2020 (MCE) Meccanismo Unionale di protezione civile Pericle 2014-2020 Programma Consumatori 2014-2020 Programma per l'ambiente e l'azione per il Clima (LIFE) 2014-2020 Programma per l'Occupazione e l'Innovazione sociale. (EaSI) 2014-2020 Programma salute per la crescita 2014-2020 Strumento a favore della Groenlandia 2014-2020 Strumento di partenariato con i Paesi Terzi - PI 2014-2020 Strumento europeo di vicinato - ENI 2014-2020 Strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti umani - EIDHR 2014-2020 Strumento per l'assistenza alla preadesione - IPA II 20142020 Strumento per la cooperazione allo sviluppo - DCI 2014-2020 2


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Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare - INSC 2014-2020 Strumento per la stabilità - IFS 2014-2020

Fondi strutturali I Fondi strutturali comunitari si suddividono in: Il Fondo Sociale Europeo (FSE), istituito nel 1958, che favorisce l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali più deboli, finanziando in particolare azioni di formazione. Lo scopo del Fondo sociale europeo è aumentare le opportunità occupazionali, promuovere l'istruzione e l'apprendimento permanente, potenziare l'inclusione sociale, contribuire alla lotta alla povertà e migliorare la capacità delle pubbliche amministrazioni di rispondere ai bisogni dei cittadini e dei disoccupati. Insieme agli altri strumenti, i programmi FSE presenteranno delle novità, quali: una quota minima del budget più alta rispetto a prima (almeno il 25% per le regioni meno sviluppate, il 40% per le regioni di transizione e il 52% per le regioni più sviluppate). Tale quota dei fondi della politica di coesione corrisponde a 84 miliardi di euro; Gli Stati Membri dovranno concentrare gli FSE su pochi obiettivi nazionali in linea con la strategia Europa 2020: una quota minima del 20% dell'FSE sarà destinata ad azioni di inclusione sociale; una maggiore enfasi sulla lotta alla disoccupazione giovanile, sulla promozione dell'invecchiamento attivo e sul sostegno alle comunità e ai gruppi più svantaggiati, come i Rom. L'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è mirata, in particolare ad aiutare i giovani N.E.E.T. (ovvero non occupati né iscritti a corsi di istruzione). Dovrà essere assicurato un maggior sostegno all'innovazione sociale, ovvero al collaudo e all'applicazione su vasta scala di soluzioni innovative per rispondere a esigenze sociali; I costi delle attrezzature collegate agli investimenti in capitale sociale e umano (ad esempio, i computer per le scuole) saranno ammissibili ai fini del finanziamento dell'FSE. L'FSE potrà inoltre essere utilizzato come garanzia per i prestiti assunti da organismi degli Stati membri per finanziare misure che rientrano nel suo campo di intervento.

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Il Fondo di Coesione, istituito nel 1994, finalizzato ad accelerare i tempi della convergenza economica, sociale e territoriale nei Paesi con un Pil medio pro capite inferiore al 90 per cento della media comunitaria. Tutte le regioni dell'UE continueranno a ricevere sostegno nell'ambito di tre categorie:   

le regioni meno sviluppate, con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE, che continueranno a essere la priorità fondamentale; le regioni di transizione, con un PIL pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media UE-27; le regioni più sviluppate, con un PIL pro capite superiore al 90% della media UE-27. La seconda categoria, che abbraccia 51 regioni e oltre 72 milioni di persone, favorisce la transizione delle regioni diventate più competitive negli ultimi anni, ma ancora bisognose di un sostegno mirato. Si prevede che, a partire dal 2014, 20 regioni emergeranno dall'attuale obiettivo "Convergenza" (regioni meno sviluppate), a testimonianza del successo della politica di coesione. Il fondo fornisce sostegno agli Stati membri il cui RNL/pro capite è inferiore al 90% della media dell'UE-27 per: -Investimenti nell'ambiente:  Adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi;  Servizi idrici e di smaltimento dei rifiuti;  Biodiversità incluso il ricorso a infrastrutture verdi;  Ambiente urbano;  Economia a basse emissioni di carbonio. -Investimenti nei trasporti:  Reti transeuropee dei trasporti (RTE-T);  Sistemi di trasporto a basse emissioni di carbonio e trasporto urbano.

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Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), istituito nel 1975, finanzia principalmente la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi che generano occupazione soprattutto nel mondo delle imprese. L'obiettivo è riequilibrare le principali disparità fra le regioni finanziando lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle economie regionali, compresa la conversione delle regioni industriali in declino e di quelle in ritardo di sviluppo. NOVITA’ PER IL 2014-2020  Rafforzare la concentrazione tematica: numero limitato di obiettivi corrispondenti alla strategia Europa 2020;  Concentrare le risorse su: efficienza energetica e fonti rinnovabili, innovazione e supporto alle PMI;  Un sostegno specifico sarà̀ riservato alle città e allo sviluppo urbano Non sono considerati strumenti della politica di coesione, pur operando in modo coordinato con essi: il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e il Fondo Europeo per la Pesca (FEP).

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Accordo di partenariato. L’Accordo di Partenariato è un documento che definisce la strategia e le priorità di intervento di ogni Stato Membro, nonché le modalità di impiego dei Fondi Strutturali del Quadro Strategico Comune (QSC) con l’obiettivo di perseguire la strategia dell’Unione Europea per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. I contratti di partenariato siglati tra la Commissione e gli Stati membri fissano gli impegni nazionali richiesti in relazione alla macro-strategia di Europa 2020. Gli investimenti dell'FSE dovranno essere totalmente allineati con gli obiettivi e le priorità di Europa 2020 nel campo dell'occupazione, dell'istruzione e della riduzione della povertà. Agli Stati membri sarà consentito di coniugare i finanziamenti di FESR, FSE e Fondo di coesione in programmi "multifondo" per migliorare il coordinamento sul campo e conseguire uno sviluppo integrato. E’ incoraggiata una maggiore partecipazione di parti sociali e società civile, in particolare delle organizzazioni non governative (ONG), all'attuazione delle attività dell’FSE tramite programmi di sviluppo delle capacità, la promozione di strategie di sviluppo locale attuate dalle collettività e la semplificazione dei meccanismi di intervento (vedi anche il Codice europeo di condotta per il partenariato). Le regole che disciplinano il rimborso dei progetti FSE saranno semplificate, in particolare per i piccoli beneficiari (ONG, piccole e medie imprese ecc.), che rappresentano almeno il 50% dei destinatari dei finanziamenti.

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La struttura normo-legislativa La struttura legislativa e regolamentare della Commissione comprende:  1 Regolamento generale che definisce le norme comuni e i principi generali dei Fondi;  3 Regolamenti specifici dedicati ai singoli fondi (FESR, FSE, FC),  2 Regolamenti relativi all’obiettivo di cooperazione territoriale europea e al Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT)  Il bilancio proposto dalla Commissione è pari a 376 miliardi di Euro (33% budget totale). Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (20 dicembre 2013), entra in vigore il nuovo pacchetto legislativo sulla politica di coesione per il periodo 2014-2020. Il pacchetto comprende una serie di norme comuni ai diversi fondi europei di investimento - Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), Fondo sociale europeo (Fse), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp) - e i regolamenti specifici relativi a ciascun fondo. Approvati anche due regolamenti concernenti l’obiettivo cooperazione territoriale europea e il gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect). Ecco alcuni riferimenti: 

Disposizioni comuni relative a Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca: 

Regolamento 1303 approvato il 17 dicembre 2013

Disposizioni specifiche concernenti il Fondo europeo di sviluppo regionale e l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" - Regolamento 1301/2013

Elementi di un quadro strategico comune 2014-2020 (parte I) per Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca

Elementi di un quadro strategico comune 2014-2020 (parte II) per Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 7


"Position Paper" dei Servizi della Commissione sulla preparazione dell’Accordo di Partenariato e dei Programmi in Italia per il periodo 20142020

Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020 (documento Barca)

Un progetto per le "Aree interne" dell'Italia

Forum Aree interne: nuove strategie per la programmazione 2014‐2020 della politica di coesione territoriale - Conclusioni del ministro Fabrizio Barca

Accordo di partenariato 2014-2020 - Versione 9 dicembre 2013

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La Cooperazione La Cooperazione territoriale europea è un obiettivo della politica di coesione e fornisce una struttura per gli scambi di esperienze tra attori nazionali, regionali e locali dei diversi Stati membri e azioni congiunte volte a individuare soluzioni comuni a problemi condivisi. Importante contributo alla promozione del nuovo obiettivo del Trattato di Lisbona in materia di coesione territoriale. Cooperazione Transfrontaliera (73,24% del budget). Prevede la realizzazione di attività economiche, sociali e ambientali transfrontaliere mediante strategie comuni di sviluppo territoriale sostenibile:  Programma Italia-Francia “Alcotra”  Programma Italia-Svizzera Cooperazione Transnazionale (20,78% del budget).Ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo equilibrato e alla competitività del territorio europeo:  Mediterraneo: miglioramento competitività al fine di assicurare la crescita e l’impiego per le generazioni future e promozione della coesione territoriale e tutela dell’ambiente  Spazio Alpino: aumentare competitività, incoraggiare l’innovazione e l’imprenditorialità, favorire lo sviluppo territoriale…  Europa Centrale: rafforzare la coesione territoriale, promuovere l'integrazione interna e stimolare la competitività nell'Europa centrale. Cooperazione Interregionale (5,98% del budget). La cooperazione interregionale europea interessa i 27 Stati membri UE, la Norvegia e la Svizzera. Nell’Europa a 27 le regioni sono 268. E’ perciò evidente che la cooperazione interregionale sia una condizione fondamentale per un ruolo forte degli enti locali in Europa e per un efficace processo di costruzione europea: -Programma Interreg IVC 2007-2013: migliorare l’efficacia della politica regionale e dei suoi strumenti. Le 2 priorità sono: innovazione ed economia della conoscenza e ambiente e prevenzione dei rischi.

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Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT) Dal 2006 i partner locali e regionali possono istituire Gruppi europei di cooperazione territoriale, con un quadro giuridico comune che consente di superare le complesse differenze tra norme e regolamenti nazionali. La Commissione propone modifiche sostanziali relative ai seguenti aspetti dell’attuale regolamento GECT:  Istituzione semplificata dei GECT;  Apertura dei GECT alle regioni non UE;  Cooperazione pratica nella fornitura di servizi pubblici e locali.

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Fondi strutturali