Page 1

Report 1 Report 1 Analisi socio-economica delle province del Lazio Analisi socio-economica delle province del Lazio per una nuova Regione per una nuova Regione


Indice 1 Introduzione

3

2 Popolazione e territorio 2.1 Estensione territoriale e dimensione dei comuni 2.2 Popolazione residente . . . . . . . . . . . . . . . 2.3 Popolazione straniera residente . . . . . . . . . 2.4 Altre caratteristiche della popolazione . . . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

. . . .

4 4 5 6 8

3 Mercato del lavoro 10 3.1 Situazione occupazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 4 Tessuto imprenditoriale 15 4.1 Le imprese: caratterizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 5 Apertura dei mercati 21 5.1 Volume scambi commerciali con l’estero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 6 Tenore di vita 25 6.1 Reddito e consumi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 6.2 Indicatori sintetici del tenore di vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 7 Contesto sociale 30 7.1 Dotazione di strutture ed infrastrutture . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 7.2 Tempo libero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 7.3 Sicurezza e ordine pubblico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 8 Analisi comparativa su base regionale 8.1 Dati e strategia di analisi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.2 Analisi globale della condizione socio-economica delle province . . . . 8.3 Analisi per macro-aree della condizione socio-economica delle province 8.3.1 Tenore di vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.3.2 Affari e lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.3.3 Servizi socio-ambientali e sanit`a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.3.4 Popolazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.3.5 Ordine pubblico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.3.6 Tempo libero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8.3.7 Conclusioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . .

. . . . . . . . . .

. . . . . . . . . .

. . . . . . . . . .

37 37 39 48 48 56 63 70 77 84 91

9 Una ipotetica nuova regione Lazio 92 9.1 Regione Lazio senza Roma Capitale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105 10 Una ipotetica nuova regione Frosinone-Latina

2

113


1 Introduzione La Regione Lazio presenta, strutturalmente, una profonda sproporzione tra il capoluogo di Regione, Roma, e i restanti capoluoghi di Provincia. Il presente rapporto ha l’obiettivo di fornire una descrizione di tipo quantitativo delle caratteristiche socio-economiche e demografiche delle province laziali in modo da porre in evidenza la natura della sproporzione che le caratterizza. A tale scopo sono stati reperiti i dati a dettaglio provinciale resi disponibili dall’Istituto Tagliacarne (Atlante delle province italiane), dall’Istat e dallo studio annuale sulla vivibilit`a nelle province italiane commissionata dal Sole 24 Ore. In particolare, i dati considerati possono essere idealmente suddivisi nelle seguenti macro-aree, che corrispondo ad altrettanti capitoli nel rapporto: • popolazione e territorio: nel capitolo 2 sono riportate le informazioni riguardanti abitanti, famiglie, comuni; e` inoltre analizzata la presenza e la provenienza di stranieri, comunitari ed extra-comunitari; • mercato del lavoro: nel capitolo 3 sono riportate informazioni sui livelli occupazionali della popolazione delle province, sui settori produttivi di impiego e sulla natura dei rapporti lavorativi; • tessuto imprenditoriale: nel capitolo 4 viene analizzata la presenza di imprese sul territorio in termini assoluti e relativi, i settori produttive in cui le imprese agiscono; vengono inoltre riportati i tassi di natalit`a e di mortalit`a delle imprese e l’evoluzione della presenza del territorio dal 1980 ad oggi; viene infine riportata la presenza di imprese operanti nel settore turistico; • apertura dei mercati: nel capitolo 5 viene analizzata la bilancia commerciale delle diverse province; vengono inoltre riportati i flussi di scambi commerciali con le diverse aree geografiche estere; • tenore di vita: nel capitolo 6 vengono analizzati ricchezza e consumi delle famiglie nelle diverse province; • contesto sociale: nel capitolo 7 viene analizzata la dotazione di strutture ed infrastrutture sociali, culturali e sanitarie; vengono inoltre riportate informazioni relative all’ordine pubblico e sicurezza.

3


2 Popolazione e territorio

2.1

Estensione territoriale e dimensione dei comuni

Lâ&#x20AC;&#x2122;estensione della Provincia di Roma e` pari al 31% della superficie dellâ&#x20AC;&#x2122;intera Regione Lazio ed e` piu` che doppia rispetto a quelle di Latina (13%) e Rieti (15%), e comunque notevolmente superiore rispetto alle rimanenti province (Frosinone 19% e Viterbo 21%). Tot. sup. (kmq) n. comuni totale < 20000 abitanti > 20000 abitanti

Frosinone 3244 91 83 8

Latina 2250 33 25 8

Rieti 2749 73 72 1

Roma 5381 121 98 23

Viterbo 3612 60 59 1

Lazio 17236 378 337 41

Centro 58380 1003 897 106

Italia 301336 8100 7584 516

Tabella 2.1: Superficie territoriale e comuni

Dalla tabella 2.1 e dalla parte destra della figura 2.1 si evince come il numero di comuni della Provincia di Roma sia notevolmente superiore rispetto alle altre province, eccezion fatta per Frosinone che presenta 91 comuni contro i 121 di Roma. Tuttavia, analizzando la proporzione dei comuni di grandi dimensioni (con piu` di 20000 abitanti), visualizzata in figura 2.2, si nota come sia Latina la provincia con la maggior proporzione di comuni grandi sul totale (oltre il 20%); tale proporzione, nel caso di Rieti e Viterbo e` invece al di sotto del 5%.

Figura 2.1: Estensione e numero di comuni delle province laziali

4


Figura 2.2: Proporzione dei comuni di piccole (<20000 ab.) e grandi dimensioni

2.2

Popolazione residente

La popolazione residente nella Regione Lazio (tabella 2.2) risiede nella Provincia di Roma per il 73% del totale, solo una quantit`a residuale risiede nelle restanti province, nessuna delle quali raggiunge il 10% popolazione regionale. Lo stesso vale, evidentemente per il numero di famiglie.

n째famiglie pop. tot n째comp. per fam. Densit`a ab-kmq

Frosinone 198122 497849 (8.8%) 2.50 153.47

Latina 221912 551217 (9.7%) 2.48 244.94

Rieti 69220 159979 (2.8%) 2.30 58.19

Roma 1693124 4154684 (73.1%) 2.43 772.11

Viterbo 136384 318139 (5.6%) 2.32 88.09

Tabella 2.2: Popolazione e famiglie

5

Lazio 2318762 5681868

Centro 4932120 11890464

Italia 24905042 60340328

2.43 329.65

2.40 203.68

2.41 200.24


Figura 2.3: Abitanti e famiglie delle province laziali

Figura 2.4: Dimensione media del nucleo familiare e densit`a abitativa La densit`a abitativa e` molto elevata nella provincia di Roma, di piu` di tre volte superiore a quella della seconda provincia a piu` densamente abitata, che risulta essere Latina (figura 2.4). Le dimensioni del nucleo familiare non variano particolarmente in funzione della provincia di residenza, tuttavia risulta essere Frosinone la provincia caratterizzata da una dimensione media del nucleo familiare piu` elevata.

2.3

Popolazione straniera residente

La distribuzione della popolazione straniera (comunitaria o meno) residente nel Lazio rispecchia quella della popolazione italiana, dal momento che lâ&#x20AC;&#x2122;81% del totale degli stranieri sono residenti a Roma, mentre nelle altre province tale percentuale si attesta intorno al 5% (vedi tabella 2.3).

6


Tot Stranieri E.U. a 15 Paesi E.U. a 25 Paesi (â&#x20AC;&#x2122;05) E.U. a 27 Paesi (â&#x20AC;&#x2122;07) extracomunitari et`a 0-14 et`a 15-64 et`a >64

Frosinone 20823 (4%) 878 747 8573 10625 3801 16441 581

Latina 34306 (7%) 1163 1601 15806 15736 5959 27627 720

Rieti 10901 (2%) 406 695 4518 5282 1671 8990 240

Roma 405657 (81%) 23842 22559 145566 213690 63963 331339 10355

Viterbo 26253 (5%) 1123 966 12266 11898 4206 21476 571

Lazio 497940

Centro 1070386

Italia 4235059

27412 26568 186729 257231 79600 405873 12467

54658 48226 307438 660064 186200 855440 28746

169147 138412 933789 2993711 809665 3329436 95958

Tabella 2.3: Popolazione straniera residente: comunitari ed extra-comunitari

Figura 2.5: Popolazione straniera residente

7


Figura 2.6: Distribuzione degli stranieri per Paese di provenienza ed et`a Con riferimento alla figura 2.6 si nota come la distribuzione tra comunitari ed extra-comunitari non varia in modo considerevole al variare delle province e si attesta intorno al 50%. Si nota inoltre come una grandissima parte dei residenti stranieri comunitari provengono da Romania e Bulgaria che sono entrate a far parte dellâ&#x20AC;&#x2122;Unione Europea nel 2007. Pressocch`e identica la distribuzione in classi di et`a nelle diverse province, con lâ&#x20AC;&#x2122;80% circa di popolazione straniera in et`a lavorativa.

2.4

Altre caratteristiche della popolazione

E` interessante notare come il livello di istruzione accademica, espresso dal numero di laureati su popolazione di et`a compresa tra i 25 e i 30 anni (tabella 2.4 e figura 2.7), sia ben superiore alla media nazionale in tutte le province laziali, con il picco nella provincia di Roma, ma con le altre province distaccate di meno di 10 punti percentuali.

laureati su 1000 ab. 25-30 anni nati su 1000 ab. over 65 su ab. 15-64 an. divorzi e separazioni ogni 10mila famiglie

Frosinone 73.95

Latina 71.36

Rieti 77.20

Roma 82.55

Viterbo 75.72

Lazio 76.16

Italia 65.26

8.66 29.50 47.20

10 25.70 61.40

8.28 34.90 47.20

9.83 30.10 69.60

8.47 31.80 53.50

9.05 30.40 55.78

8.99 32.30 53.59

Tabella 2.4: Tasso di laureati, di nati su 1000, incidenza di anziani, divorzi e separazioni

8


Figura 2.7: Impatto sulla popolazione di giovani laureati, neonati, anziani e separati (figure da sx a dx e dallâ&#x20AC;&#x2122;alto in basso) Il tasso di natalit`a piu` elevato nella provincia di Latina, mentre risulta essere lievemente inferiore alla media nazionale a Frosinone, Rieti e Viterbo. Per quanto riguarda lâ&#x20AC;&#x2122;incidenza degli over 65 sulla popolazione si nota come, eccezion fatta per Rieti, questa sia piu` bassa della media nazionale, con Latina e Frosinone province piu` â&#x20AC;&#x2DC;giovaniâ&#x20AC;&#x2122;. Frosinone e Rieti sono inoltre le province caratterizzate dalla maggiore stabilit`a familiare, come testimoniata dalla minor tasso di separazioni e divorzi su 10mila famiglie.

9


3 Mercato del lavoro

3.1

Situazione occupazionale

La situazione occupazionale nelle province laziali rispecchia le grandi differenze che intercorrono tra Roma e le altre. La proporzione di occupati nellâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura piu` elevata si registra nella provincia di Latina, dove raggiunge i 10 punti percentuali, mentre la proporzione piu` elevata di occupati nellâ&#x20AC;&#x2122;industria caratterizza la provincia di Frosinone, con un valore superiore al 35%. La proporzione di lavoratori indipendenti si attesta intorno al 25% in tutte le province, nella sola provincia di Rieti scende intorno al 20%, come riportato nelle rappresentazioni grafiche in figura 3.2.

Totale in agricolt. in indust. in altro occ. dip. occ. indip.

Frosinone 171618 3396 57890 110333 134109 37509

Latina 200548 17862 50089 132596 148258 52290

Rieti 59578 2941 15243 41395 42522 17057

Roma 1695186 16995 279436 1398755 1330349 364837

Viterbo 114237 1479 23979 88780 86346 27892

Lazio 2241168 42673 426637 1771858 1741584 499585

Centro 4832338 128894 1261435 3442009 3598100 1234239

Tabella 3.1: Composizione della popolazione occupata (valori 2009)

Figura 3.1: Totale occupati (valori assoluti in migliaia)

10

Italia 23024992 874463 6714832 15435697 17276718 5748274


Figura 3.2: Distribuzione (dipendente/indipendente)

T. di attivit`a maschile femminile totale

Frosinone 55 66.50 35.22 50.90

Latina 60 67.20 39.86 53.40

occupati

Rieti 61.80 68.10 45.26 56.80

per

settori

e

natura

Roma 67.40 71.70 52.39 61.80

Viterbo 61.50 71.10 37.32 54.20

Lazio 65 70.67 48.60 59.40

occupazione

Centro 66.80 72.10 52 61.90

Italia 62.40 68.60 46.40 57.50

Tabella 3.2: Tasso di attivit`a e tasso di occupazione (valori 2009)

La situazione occupazionale rispecchia le differenze tra la provincia di Roma e le altre: se il tasso di attivit`a e di occupazione e` , nel caso del capoluogo di regione, superiore al valore nazionale, nel caso delle restanti province avviene lâ&#x20AC;&#x2122;esatto contrario. In questo senso, la piu` penalizzata e` la provincia di Frosinone, che presenta i valori piu` bassi (poco superiore al 50%) sia in termini di tasso di attivit`a che di occupazione (vedi tabella 3.2 e figura 3.3). E` tuttavia interessante notare come il distacco sul valore totale nel tasso di occupazione sia determinato soprattutto da valori bassi nel tasso di occupazione femminile, mentre lo stesso scarto non si verifica analizzando i dati occupazionali prettamente maschili. Queste differenze sono messe in evidenza nella figura 3.4. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, invece, il valore maggiore si riscontra nelle province di Viterbo e Latina, mentre il valore piu` basso si riscontra nella provincia di Frosinone.

11


Figura 3.3: Tasso di attivit`a e tasso di occupazione

Figura 3.4: Confronto tassi occupazione maschile, femminile e totale

maschile femminile totale

Frosinone 5.30 11.20 7.40

Latina 9.20 13.60 10.90

Rieti 5.90 11.10 8

Roma 6.40 10.30 8.10

Viterbo 10.90 13.30 11.70

Lazio 6.80 10.80 8.50

Tabella 3.3: Tasso di disoccupazione (valori 2009)

12

Centro 5.70 9.20 7.20

Italia 6.80 9.30 7.80


Figura 3.5: Tasso di disoccupazione e sua distribuzione per genere

totali imp. 1-9 dip. imp. 10-49 dip. imp. >50 dip.

Frosinone -2180 -1000 -830 -350

Latina -2390 -1560 -280 -550

Rieti -320 -310 0 -20

Roma -4500 30 -700 -3830

Viterbo -990 -640 -110 -240

Lazio -10380 -3470 -1920 -4990

Centro -32340 -17310 -7630 -7390

Italia -178390 -84840 -42020 -51540

Tabella 3.4: Saldo entrate/uscite dipendenti (valori 2010)

Il saldo tra entrate ed uscite dipendenti e` negativo in tutte le province, con la sola eccezione della provincia di Roma e solo limitatamente alle imprese di piccole dimensioni (con meno di 9 dipendenti). Tuttavia le fonti della fuoriuscita dei dipendenti riflettono la differenza tra Roma e le restanti province: mentre a Roma la quasi totalit`a delle uscite di dipendenti riguarda le imprese di grandi dimensioni, nelle restanti province le fuoriuscite riguardano quasi esclusivamente le imprese di piccole dimensioni. Solo a Frosinone le uscite di dipendenti sono state consistenti anche nelle medie imprese (con un numero di dipendenti tra 10 e 49); queste differenze sono ben rappresentate nella parte destra della figura 3.6.

13


Figura 3.6: Saldo entrate uscite dipendenti per imprese di diverse dimensioni, distribuzione proporzionale del saldo tra le tipologie

14


4 Tessuto imprenditoriale

4.1

Le imprese: caratterizzazione

Il 70% delle imprese operanti nel Lazio si trovano nella provincia di Roma, e la sola provincia di Latina supera il 10% delle imprese complessive (tabella 4.1). I settori produttivi maggiormente FROSINONE 38947 (8.5%)

LATINA 47907 (10.4%)

RIETI 13321 (2.9%)

ROMA 324775 (70.7%)

VITERBO 34384 (7.5%)

Lazio 459334

Centro 1068213

Italia 5283531

Tabella 4.1: Totale imprese attive (valori 2009) interessati sono, per tutte le province e con differente peso, l’agricoltura, le costruzioni, il commercio e le attivit`a turistiche. E` interessante notare come, osservando le corrispondenti colonne della tabella 4.2, i profili produttivi di Roma e Frosinone siano del tutto simili, se si eccettua l’agricoltura che nel caso della provincia frusinate ha un peso maggiore. Rieti e Viterbo presentano invece un profilo maggiormente caratterizzato dall’agricoltura, con una percentuale piu` bassa di imprese operanti nel commercio e nelle costruzioni. Latina puo` considerarsi intermedia tra i profili di Roma-Frosinone e quelli di Rieti-Viterbo. Questa informazione e` immediatamente visibile facendo riferimento alla parte destra di figura 4.1. di cui Agricoltura di cui Estrazione di cui Attivit`a manifatturiere di cui Forn. di en. elettrica di cui Fornitura di acqua di cui Costruzioni di cui Commercio di cui Trasporto e magazzinaggio di cui Attivit`a turistiche di cui Servizi di informazione di cui Attivit`a finanziarie di cui Attivit`a immobiliari di cui Attivit`a professionali scientifiche di cui Agenzie di viaggio di cui Istruzione di cui Sanita’ e assistenza sociale di cui Attivit`a artistiche e sportive di cui Altre attivit`a di cui Imprese non classificate

FROSINONE 16.34 0.16 10.12 0.05 0.24 15.97 30.64 3.33 7.08 1.36 2.41 1.81 1.91 1.96 0.39 0.62 0.88 4.63 0.13

LATINA 23.95 0.05 8.22 0.03 0.20 13.08 27.93 2.98 6.84 1.69 2.39 2.18 1.87 2.37 0.44 0.56 1.14 3.79 0.27

RIETI 29.28 0.08 7.57 0.04 0.14 19.05 21.70 2.54 6.14 1.28 1.72 0.98 1.30 2.02 0.20 0.50 0.76 3.90 0.83

ROMA 4.26 0.05 6.39 0.11 0.18 16.02 31.31 4.49 7.75 4.05 3.02 4.74 3.90 5.13 0.59 0.75 1.52 5.42 0.33

VITERBO 37.58 0.13 6 0.02 0.13 14.40 22.54 1.63 4.97 1.17 1.57 1.72 1.61 1.81 0.26 0.30 0.72 3.29 0.17

Lazio 10.56 0.07 6.90 0.09 0.18 15.67 29.97 3.96 7.35 3.28 2.75 3.89 3.27 4.23 0.52 0.67 1.34 4.98 0.31

Centro 13.55 0.08 10.48 0.07 0.18 16.29 27.02 3.32 6.70 2.42 2.32 4.59 2.93 3.14 0.41 0.49 1.24 4.50 0.27

Tabella 4.2: Caratterizzazione delle imprese operanti sul mercato (valori percentuali, 2009)

15

Italia 16.44 0.07 10.47 0.07 0.17 15.67 26.84 3.16 6.30 2.01 2.05 4.54 3.08 2.55 0.41 0.52 1.03 4.11 0.48


Figura 4.1: produttivo

Numero imprese per provincia, distribuzione proporzionale per settore

densit`a imp (100 ab.) imp. artigiane/ tot. imp. Peso ditte ind. Tasso di Natalit`a Tasso di Mortalit`a

Frosinone 7.82 25.58 67.30 7.03 7.22

Latina 8.69 20.69 67.13 7.98 6.59

Rieti 8.33 30.93 76.76 7.78 7.27

Roma 7.82 21.17 51.30 7.10 5.50

Viterbo 10.81 23.93 74.59 7.94 6.62

Lazio 8.08 21.98 56.79 7.23 5.81

Centro 8.98 27.64 59.76 7.18 6.44

Tabella 4.3: Densit`a imprenditoriale

Con riferimento al densit`a imprenditoriale, riportato in tabella 4.3 e rappresentato in figura 4.2, si nota come il valore piu` elevato si registri a Viterbo, laddove invece Roma e Frosinone presentano la densit`a minore. La figura 4.2 mostra come la provincia di Rieti sia quella a piu` alto tasso di imprese artigiane e ditte individuali, queste ultime caratterizzano fortemente anche la provincia di Viterbo; a Roma le ditte individuali superano appena il 50% delle imprese complessive.

16

Italia 8.76 27.74 63.18 6.90 6.82


Figura 4.2: Densit`a imprese

Figura 4.3: Tasso di imprese artigiane e ditte individuali sul totale

17


Figura 4.4: Tasso di natalit`a e di mortalit`a delle imprese Dall’analisi dei tassi di natalit`a e mortalit`a delle imprese si nota come il saldo sia passivo nella sola provincia di Frosinone che, in particolare, presenta il minor tasso di natalit`a tra le province ed il tasso di mortalit`a piu` elevato dopo Rieti; vale tuttavia la pena sottolineare come la dispersione dei valori dei tassi nelle diverse province sia comunque contenuta.

Figura 4.5: Imprese attive negli ultimi trent’anni: valori assoluti e tasso di incremento L’incremento del numero di imprese negli ultimi tre decenni segue una distribuzione inversa tra Roma e le altre province: mentre infatti nel capoluogo di regione c’`e stata una contrazione dell’incremento delle imprese negli anni 90 rispetto al decennio precedente e al successivo, nelle altre province gli incrementi maggiori si sono avuti negli anni 90 e, in parte, negli anni 80, mentre la contrazione maggiore si e` avuta proprio nell’ultimo decennio.

18


fallimenti su 1000 imp. iscrizioni-cancellazioni

FROSINONE 25.40 1.32

LATINA 27.30 1.22

RIETI 13.40 1.18

ROMA 33.10 1.44

VITERBO 13.40 1.07

Lazio 22.52 1.25

Italia 17.80 1.15

Tabella 4.4: Variazioni tra il 2009 e il 2010 di fallimenti e iscrizioni e cancellazioni

Figura 4.6: Variazioni tra il 2009 e il 2010 di fallimenti e iscrizioni e cancellazioni Dall’analisi della variazione dei fallimenti tra il 2009 e 2010 emerge come l’incremento maggiore abbia riguardato la provincia di Roma; dato confermato dall’incremento nel rapporto tra iscrizioni e cancellazioni nel registro delle imprese, sebbene un incremento importante riguarda anche la provincia di Frosinone.

Es. tur. n. posti letto Es. tur. (’08)

Frosinone 439 17619 436

Latina 560 41422 558

Rieti 311 5553 348

Roma 5909 198247 5757

Viterbo 737 30127 711

Lazio 7956 292968 7810

Centro 25882 1027741 25826

Italia 145358 4598682 140263

Tabella 4.5: Offerta turistica: esercizi turistici e n. posti letto (valori 2008-2009) Per quanto riguarda l’offerta turistica si nota come il numero di esercizi turistici sia incrementato dal 2008 al 2009 nella sola provincia di Roma, restando sostanzialmente invariato nel caso delle altre province e in leggera contrazione nel caso di Rieti.

19


Figura 4.7: Esercizi turistici complessivi e confronto tra valori 2008 e 2009

20


5 Apertura dei mercati

5.1

Volume scambi commerciali con l’estero

Dall’analisi della bilancia commerciale degli scambi con l’estero delle province laziali emerge una sostanziale similitudine, in termini relativi.In particolare, le importazioni sono in modo preponderante provenienti da altri Paesi europei: in proporzione, l’importazione dall’europa e` meno caratterizzante a Roma di quanto non sia nelle province.

Imp. Esp.

Frosinone 1629.3 2342.8

Latina 3078.56 3042.3

Rieti 166.63 160.45

Roma 20467.76 6165.36

Viterbo 211.68 235.42

Lazio 25553.93 11946.33

Centro 48640.66 45586.86

Italia 297608.66 291733.12

Tabella 5.1: Importazioni ed esportazioni (valori in mln. euro, 2009)

Europa U.E. a 15 Paesi U.E. a 25 (’05) U.E. a 27 (’07) Altri Paesi euro. Africa America America Nord America Centr-sud Asia Medio oriente(’09) altri paesi Asia Oceania

Frosinone 71.12 64.39 3.23 1.40 2.09 0.88 17.63 15.02 2.60 10.23 2.05 8.18 0

Latina 81.90 77.13 1.26 0.32 3.19 2.21 8.24 7.32 0.92 7.63 1.95 5.68 0

Rieti 80.44 76.36 2.92 0.11 1.06 1.03 2.49 1.21 1.28 15.53 0.09 15.44 1

Roma 75.18 58.26 4.97 1.88 10.08 6.51 7.75 4.47 3.28 10.52 2.80 7.72 0

Viterbo 73.02 53.64 5.32 2.78 11.28 2.30 1.94 1.18 0.76 22.66 5.64 17.02 0

Lazio 75.75 61.01 4.40 1.66 8.69 5.57 8.36 5.44 2.92 10.28 2.66 7.63 0

Centro 67.56 52.17 4.30 2.10 8.99 6.10 9.07 5.25 3.82 16.94 6.47 10.47 0

Italia 68.69 49.86 5.92 1.63 11.28 8.23 6.03 3.57 2.45 16.51 5.91 10.61 1

Centro 2.64 9.85 7.59 2.85 23.14 36.93 17

Italia 3.26 7.61 7.34 2.67 18.23 37.76 23.12

Tabella 5.2: Provenienza importazioni (valori percentuali, 2009)

Agricoltura e pesca Alimentare Sistema moda Legno/carta Chimica Metalmeccanico Altro

Frosinone 0.52 2.30 3.48 6.01 62.72 21.03 3.94

Latina 2.57 6.92 0.96 1.08 69.23 10.04 9.21

Rieti 0.24 8.93 1.42 0.63 48.07 35.26 5.46

Roma 3.12 13.32 2.44 1.15 18.98 43.01 17.97

Viterbo 21.94 15.30 8.84 5.90 11.07 19.22 17.74

Tabella 5.3: Importazioni per settore produttivo

21

Lazio 3.03 11.83 2.37 1.49 27.95 37.39 15.94


La rappresentazione grafica a sinistra della figura 5.1 mostra come l’Europa sia di gran lunga la sorgente principale delle importazioni, mentre esiste differenza riguardo la seconda maggior voce di provenienza: nel caso di Roma, Rieti e Viterbo, la provenienza non-europea principale e` l’Asia, mentre per Frosinone e, in misura minore, Latina, si tratta del continente americano. Il settore di appartenenza delle importazioni determinano un’ulteriore differenziazione (parte sinistra figura 5.1): mentre Frosinone, Latina e Rieti importano prevalentemente nel settore petrol-chimico, le importazioni nel caso di Roma e Viterbo riguardano prevalentemente il settore metalmeccanico.

Figura 5.1: Volume importazioni classificate per provenienza e per settore produttivo

Esport. vs Euro-% ’09 U.E. a 15 Paesi U.E. a 25 Paesi (’05) U.E. a 27 Paesi (’07) Altri Paesi euro. Africa America America nord America centro-sud Asia Medio oriente Altri paesi Asia Oceania

Frosinone 85.49 65.83 9.59 1.74 8.33 3 6.03 5 1.02 4.96 2.59 2.36 0.53

Latina 71.36 64.18 4.08 0.44 2.66 1.89 9.01 6.75 2.27 16.51 3.26 13.25 1.23

Rieti 86.31 80.96 2.14 0.34 2.88 4.54 3.15 1.20 1.95 4.62 1.60 3.02 1.38

Roma 57.29 40.63 4.93 0.97 10.76 8.03 14.26 11.90 2.36 16.26 8.08 8.18 4.16

Viterbo 69.55 50.45 5.94 1.51 11.65 6.24 9.86 8.46 1.40 12.01 8.67 3.35 2.33

Lazio 67.03 52.31 5.61 0.99 8.13 5.40 11.07 9.02 2.05 13.87 5.70 8.17 2.63

Tabella 5.4: Provenienza esportazioni (valori percentuali, 2009)

22

Centro 65.71 47.21 4.90 1.77 11.83 5.50 11.28 7.67 3.61 15.76 7.35 8.41 1.74

Italia 69.30 48.71 7.04 1.86 11.69 5.51 9.66 6.57 3.09 13.92 6.92 7 1.60


Alimentare Sistema moda Legno/carta Chimica Metalmeccanico Altro industria

Frosinone 1.69 5.47 3.89 46.52 38.18 4.18

Latina 4.67 0.36 2.03 71.19 16.19 1.92

Rieti 3.11 0.93 0.10 48.92 46.34 0.57

Roma 3.30 3.69 0.92 43.74 33.96 13.77

Viterbo 9.21 3.01 1.56 6.07 15.34 53.13

Lazio 3.45 3.14 1.79 50.60 30.06 9.47

Centro 4.59 18.86 2.97 21.51 40.24 10.63

Italia 6.87 11.34 2.11 17.08 49.26 11.76

Tabella 5.5: Esportazioni per settore produttivo (valori percentuali, 2009)

La struttura della esportazione rispecchia quella delle importazioni sia per quanto riguarda i paesi di destinazione, sia i settori interessati dagli scambi commerciali, come confermato dal grafico in figura 5.2.

Figura 5.2: Volume esportazioni classificate per provenienza e per settore produttivo Per quanto riguarda il saldo della bilancia commerciale emerge un elevato disavanzo che riguarda la provincia di Roma, laddove le province di Viterbo e soprattutto di Frosinone presentano un saldo positivo (figura 5.3). Dallâ&#x20AC;&#x2122;analisi del saldo per provenienza e settori (figura 5.4) emerge infatti un sostanziale equilibrio, se si eccettua Roma. Da notare come il saldo attivo della bilancia commerciale di Frosinone sia interamente ascrivibile al settore metalmeccanico.

23


Figura 5.3: Saldo bilancia commerciale

Figura 5.4: Saldo bilancia commerciale classificate per provenienza e per settore produttivo

24


6 Tenore di vita

6.1

Reddito e consumi

La differenza sostanziale tra la provincia di Roma e le restanti province laziali in termini di ricchezza emerge chiaramente andando a confrontare il reddito e consumi pro-capite (tabelle 6.1 e 6.2).

reddito disp. reddito disp. proc.

Frosinone 7469

Latina 8630

Rieti 2403

Roma 83516

Viterbo 5359

Lazio 107376

Centro 227620

Italia 1083317

15062.54

15944.71

15217.07

20440.58

17116.84

19195.38

19393.42

18105.92

Tabella 6.1: Reddito disponibile (in mln. di euro) e pro-capite (in euro) (valori 2008)

consumi totali procapite-euro â&#x20AC;&#x2122;09 cons. alimentari-% â&#x20AC;&#x2122;09 cons. non alimentari-% â&#x20AC;&#x2122;09 depositi bancari fam.

Frosinone 5597

Latina 6741

Rieti 2104

Roma 73209

Viterbo 4202

Lazio 91852

Centro 190291

Italia 918629

11253 20.46

12296 19.31

13188 18.17

17716 15.09

13262 17.94

16245 15.92

16066 16.34

15261 17.40

79.54

80.69

81.83

84.91

82.06

84.08

83.66

82.60

2953

3798

1138

57145

2452

67485

129916

591287

Tabella 6.2: Consumi complessivi (in mln. di euro), pro-capite e depositi bancari (valori 2009)

La figura 6.1 conferma la differenza nei consumi pro-capite, mentre mostra che la componente dei consumi alimentari resta costante al variare delle province, e si attesta tra il 15 ed il 20% dei consumi complessivi.

25


Figura 6.1: Consumi pro-capite e distribuzione di consumi alimentari e non alimentari Dai grafici contenuti nella figura 6.2 emerge, fatta eccezione per i depositi bancari (dato peraltro riferito a sportelli di banche aventi sede nelle diverse province), una certa omogeneit`a per quanto riguarda i consumi di carburante pro-capite e rispetto al parco veicolare, cos`覺 come il numero di vetture circolanti per 1000 abitanti. Risulta invece sostanziale la differenza tra il numero di vetture di nuova immatricolazione per mille abitanti: da questo dato emerge la maggiore ricchezza della provincia di Roma, in cui il numero delle immatricolazioni e` piu` che doppio rispetto alle altre province.

26


Figura 6.2: Depositi bancari, consumi energetici e parco autovetture

auto circ. per 1000 ab. % auto >2000 auto imm. per 1000 ab. % auto >2000 cc

Frosinone 669.90

Latina 626.10

Rieti 663.90

Roma 675.80

Viterbo 676.10

Lazio 670.20

Centro 651

Italia 602.80

6.95 27.11

7.04 27.54

7.28 28.25

7.62 67.65

7.29 31.47

7.48 57.07

7.44 50.42

7.36 36.08

4.26

3.60

3.38

6.58

4.17

6.22

5.83

6.15

Tabella 6.3: Autoveicoli circolanti e immatricolati (valori 2009)

27


La presenza di autoveicoli di grossa cilindrata non presenta variazioni delle diverse province e si attesta ad una proporzione inferiore al 10% del parco veicolare.

Figura 6.3: Distribuzione autovetture cilindrata inferiore/superiore a 2000 di cilindrata

6.2

Indicatori sintetici del tenore di vita

Dal confronto tra alcuni indicatori del tenore di vita con le medie nazionali (riportati nella tabella 6.4 e rappresentati nella figura 6.4) emergono alcune differenze marcate tra Roma e le altre province laziali, ma anche con il dato medio nazionale.

Risparmi assegno soc. inflazione trend reddito costo case mq spesa pro-cap.

FROSINONE 7498 607.86 0.77 1.09 1650 982.20

LATINA 9162 650.96 0.77 1.04 1750 1001.40

RIETI 8465 634.72 0.77 1.12 1650 1006.40

ROMA 28065 891.74 0.73 1.01 5050 1125

VITERBO 8989 604.38 0.82 1.10 1750 1059.30

Lazio 12435.80 677.93 0.77 1.07 2370 1034.86

Italia 12338.60 679.75 0.83 1.05 2170.09 1050.34

Tabella 6.4: Indicatori tenore di vita della popolazione

In particolare, il livello di risparmi, dei sussidi sociali e del costo delle case al mq. presentano valori di molto superiori, anche alla media nazionale; negli stessi casi, le restanti province laziali presentano tutte valori al di sotto della media nazionale. Rispetto a livello dellâ&#x20AC;&#x2122;inflazione, non si riscontrano grandi differenze tra le province laziali, tutte caratterizzate da valori inferiori rispetto alla media nazionale. Un dato interessante e` rappresentato dal trend del reddito, che in tutte le province presenta un miglioramento, fatta eccezione per Roma, dove invece risulta stabile.

28


Figura 6.4: Indicatori del tenore di vita: risparmi, sussidi, tasso inflazione, trend reddito, costo case e spesa pro-capite(da sx a dx e dallâ&#x20AC;&#x2122;alto in basso)

29


7 Contesto sociale

7.1

Dotazione di strutture ed infrastrutture

Per quanto riguarda la descrizione del contesto sociale che caratterizza le province laziali si considerano gli indici di dotazione di strutture ed infrastrutture a cura dell’Istituto Tagliacarne e la loro variazione tra il 2001 e il 2009, i cui valori sono riportati nella tabella 7.1.

cult. e ricr. (’09) cult. e ricr. (’01) istruzione (’09) istruzione (’01) sanitarie (’09) sanitarie (’01) sociali (’09) sociali (’01)

Frosinone 70.97 95.21 89.68 88.72 70.83 72.33 77.16 85.42

Latina 64.01 65.60 94.80 93.32 74.34 78.26 77.72 79.06

Rieti 45.92 73.14 41.75 46.71 26.92 24.21 38.20 48.02

Roma 369.41 335.27 181.45 167.20 217.61 219.25 256.15 240.57

Viterbo 61.31 91.54 78.49 66.58 52.23 63.66 64.01 73.93

Lazio 237.43 225.35 137.61 127.69 149.42 151.17 174.82 168.07

Centro 174.48 174.97 110.53 105.80 108.23 112.21 131.08 130.99

Italia 100 100 100 100 100 100 100 100

Tabella 7.1: Indicatori di dotazione di strutture rispetto al tessuto sociale (Italia=100) (valori 2001 e 2009)

Rispetto alle strutture culturali e ricreative, si registra un aumento nella sola provincia di Roma, mentre nelle altre province si registra un decremento, ad eccezione di Latina in cui l’indice resta invariato (figura 7.1). Nel caso di strutture dedicate all’istruzione, invece, si registrano dei, seppur lievi, incrementi in tutte le province, escludendo la sola provincia di Rieti. Situazione opposta a quanto accade nel caso della dotazione di strutture sanitarie: in questo caso l’unico incremento riguarda la provincia di Rieti, mentre nelle altre province si registrano contenute diminuzioni. Anche la dotazione di infrastrutture sociali risulta in diminuzione a Roma e Rieti, ed in leggera contrazione nelle altre province.

30


Figura 7.1: Indicatori di dotazione di strutture culturali, di istruzione, sanitarie e infrastrutture sociali Altri indicatori della qualit`a del contesto sociale e della qualit`a della vita nelle province sono riportate in tabella 7.2 e rappresentati graficamente in figura 8.2. In particolare, il tasso di

asili comunali su utenza emigrazione ospedaliera indice Legambiente cause evase su pendenti

Frosinone 10.10 9.30 35.02 27.29

Latina 2.10 6.70 29.98 16.06

Rieti 9.40 18.60 44.74 39.70

Roma 10.70 4.80 45.78 29.96

Viterbo 14.10 17.60 42.07 36.11

Lazio 9.28 11.40 39.52 29.82

Italia 10.18 9.21 49.54 36.29

Tabella 7.2: Indicatori sulla qualit`a del contesto sociale asili comunali calcolato su coloro che ne hanno bisogno vede Viterbo e Roma caratterizzate da valori superiori alla media nazionale, Frosinone in linea con il dato medio nazionale. E` invece negativo in questo contesto il dato relativo a Latina, molto inferiore alla media nazionale e ai valori nelle altre province.

31


Figura 7.2: Indicatori di contesto sociale: asili comunali, emigrazione ospedaliera, qualit`a ambiente e cause evase su totali L’emigrazione ospedaliera colpisce invece maggiormente le province di Rieti e Viterbo, che presentano valori superiori alla media, mentre nelle altre province il tasso di emigrazione ospedaliera e` ben al di sotto della media nazionale. Rispetto alla sostenibilit`a ambientale, i valori dell’indice di Legambiente risultano al di sotto della media nazionale, con Latina e Frosinone che risultano maggiormente penalizzate. Il rapporto di cause evase su pendenti penalizza tutte le province laziali, che a parte Rieti, presentano valori inferiori alla media nazionale.

7.2

Tempo libero

Nell’analisi del contesto sociale e` da considerasi anche la qualit`a dell’impiego del tempo libero da parte della popolazione. I valori degli indici considerati sono riportati in tabella 7.3. La presenza di strutture quali bar e ristoranti su 100mila abitanti si distribuisce in modo omogeneo tra le diverse province ed in linea con la media nazionale: se Frosinone e Rieti sono sotto la media, Roma e Latina sono al di sopra della dotazione media nazionale. Diversa e l’offerta di spettacoli teatrali su 100mila abitanti: offerta che si presenta molto ricca a Roma e nella media nazionale a Viterbo, mentre e` decisamente bassa a Frosinone e a Rieti.

32


bar e rist. su 100mila ab. (â&#x20AC;&#x2122;10) n. spettacoli (su 100mila ab.) indice di sportivit`a org. volontariato su 100mila ab. cinema su 100mila ab.

Frosinone 427.04

Latina 527.02

Rieti 466.31

Roma 507.60

Viterbo 468.98

Lazio 479.39

Italia 478.40

2010.40

4133

2459.10

7013.50

4617.80

4046.76

4661.70

319.10 31.30

389.48 25.90

327.95 30.60

413.25 22.40

287.31 30.80

347.42 28.20

370.92 56.74

1.61

2.36

1.25

3.73

4.40

2.67

2.89

Tabella 7.3: Indicatori di modalit`a di impiego del tempo libero

Figura 7.3: Indicatori della qualit`a del tempo libero Il tasso di persone che praticano sport e` invece elevato a Roma e a Latina, leggermente al di sotto della media nazionale nelle altre province. Un dato decisamente deficitario che accomuna tutte le province del Lazio e` la presenza di organizzazioni di volontariato calcolata su 100mila abitanti.

33


7.3

Sicurezza e ordine pubblico

Per concludere la descrizione del contesto sociale si riportano alcuni indicatori del livello di sicurezza e di ordine pubblico nelle diverse province. Dalla figura 7.4 si nota come, dopo Roma, la provincia con il piu` alto tasso di denunce di delitti e` Latina, mentre la provincia piu` â&#x20AC;&#x2DC;sicuraâ&#x20AC;&#x2122; sulla base di questo indicatore e` Frosinone. Roma e, in seconda battuta, Latina presentano anche la piu` alta incidenza di incidenti stradali (figura 7.5).

Figura 7.4: Tasso di delitti denunciati

Figura 7.5: Tasso di incidenti stradali e proporzione incidenti su parco autovetture Nella tabella 7.4 vengono infine riportate le incidenze dei diversi delitti (si veda anche la figura 7.6). Per quanto riguarda i furti in casa, Latina presenta il dato piu` rilevante, e insieme con Roma ha un tasso superiore alla media nazionale, mentre tutte le altre province sono al di sotto della media, valore piu` basso spetta a Frosinone. Il dato riguardante i furti di 34


auto vede e` estremamente rilevante se riferito a Roma, cinque volte superiore della media nazionale, il dato di Latina supera anchâ&#x20AC;&#x2122;esso la media nazionale, mentre risulta molto al di sotto della media a Rieti e Viterbo. Il dato relativo alle estorsioni e` invece ben al di sopra

furti in casa (su 100mila ab) furti auto (su 100mila ab) estorsioni (su 100mila ab) rapine (su 100mila ab) frodi (su 100mila ab) variazione trend delitti (2005-2010)

Frosinone 85.37

Latina 138.06

Rieti 99.39

Roma 112.04

Viterbo 91.78

Lazio 105.33

Italia 105.20

48

99.20

25

276.70

28.30

95.44

66.64

3

6.30

1.30

3.60

1.60

3.16

4.69

32.34

84.90

33.75

218.09

36.78

81.17

86.50

84.56

72.02

74.38

83.40

85.50

79.97

73.78

115.46

106.93

113.18

88.73

115.26

107.91

103.84

Tabella 7.4: Indicatori delitti (valori 2010) e variazione quinquennio 2005-2010 della media nazionale nella provincia di Latina, mentre risulta inferiore in tutte le altre province. Altro dato particolarmente elevato nella provincia di Roma e` quello relativo alle rapine, circa triplo rispetto alla media nazionale, mentre risulta essere basso a Frosinone, Rieti e Viterbo e comunque sotto la media nazionale a Latina. Il dato relativo alle frodi e` omogeneamente distribuito nelle province ed in linea con il dato nazionale, tuttavia Frosinone, Roma e Viterbo presentano valori leggermente superiori alla media. Il trend dei delitti commessi nel quinquennio 2005-10 vede una diminuzione dei delitti commessi a Roma ed un leggero aumento in tutte le altre province.

35


Figura 7.6: Tasso di delitti per tipologia: furti in casa, furti auto, estorsioni, rapine, frodi, variazione trend

36


8 Analisi comparativa su base regionale In questo capitolo sono riportati i risultati un’analisi statistica multivariata di tipo descrittivo effettuata per confrontare la struttura inter-provinciale che caratterizza la regione Lazio con quella delle altre regioni italiane. Si vuole verificare se le differenze sostanziali che si riscontrano a tutti livelli, dall’economia all’ordine pubblico, tra il capoluogo di regione e le altre province sia prerogativa della sola regione Lazio o se invece si tratti di una caratteristica comune a tutte le regioni. Verranno analizzati congiuntamente dati a dettaglio provinciale resi disponibili dall’Istituto Tagliacarne e dallo studio annuale sulla vivibilit`a nelle province italiane commissionata dal Sole 24 Ore e relativi al 2009-2010. Le tecniche impiegate per l’analisi congiunta delle variabili in questione si definiscono di analisi multidimensionale dei dati. In particolare si far`a ricorso all’analisi in componenti principali (principal components analysis, PCA1 ) per sintetizzare al meglio l’informazione contenuta nelle variabili di partenza e per identificare province che, per caratteristiche, risultino omogenee , in modo da contestualizzare le caratteristiche delle singole province laziali e confrontarle con le altre sul territorio nazionale.

8.1

Dati e strategia di analisi

Il data set oggetto di analisi consta di 36 variabili osservate su ciascuna delle 107 province italiane. Si tratta delle informazioni in base alle quali il Sole 24 Ore stila la classifica delle province rispetto alla qualit`a della vita. La qualit`a del contesto economico sociale delle province rappresenta un aspetto latente perch`e non direttamente misurabile. Si utilizzano pertanto una serie di variabili descrittive del fenomeno complesso oggetto di studio e appartenenti alle diverse macro-aree analizzare in precedenza e di seguito riportate.

1 Joliiffe I.T., 2002, Principal components analysis, 2nd edition

37


popolazione -

numero abitanti per km2 ; totale immigrati su popolazione; laureati su 1000 abitanti di et`a compresa tra 25 e 30 anni; nati su 1000 abitanti; over 65 su abitanti di et`a compresa tra 15 e 64 anni; divorzi e separazioni ogni diecimila famiglie.

affari e lavoro -

numero di fallimenti su 1000 imprese; numero di imprese su 100 abitanti; saldo tra iscrizioni e cancellazioni di imprese; numero di protesti pro-capite; tasso di occupazione della popolazione tra 25 e 34 anni. tasso di occupazione femminile.

servizi socio-ambientali e sanitari -

asili comunali su utenza; indice Tagliacarne infrastrutture; emigrazione ospedaliera; escursione termica; indice Legambiente; rapporto tra cause evase e pendenti.

ordine pubblico -

numero furti in casa su 100mila abitanti; numero dâ&#x20AC;&#x2122;auto su 100mila abitanti; numero di estorsioni su 100mila abitanti; numero di rapine su 100mila abitanti; numero di frodi su 100mila abitanti; variazione trend delitti tra il 2005 e il 2010.

tenore di vita -

valore dei risparmi; importo assegno sociale; tasso di inflazione; trend del reddito; costo case al m2 ; spesa pro-capite.

qualit`a del tempo libero -

indice libri su popolazione bar e ristoranti su 100mila abitanti; numero di spettacoli su 100mila abitanti; indice di sportivit`a; organizzazioni di volontariato su 100mila abitanti; numero di cinema su 100mila abitanti.

Attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo dellâ&#x20AC;&#x2122;analisi in componenti principali verranno definite delle variabili di sintesi che descrivano al meglio la struttura delle correlazioni che caratterizza le variabili di partenza. In particolare viene analizzato dapprima lâ&#x20AC;&#x2122;intero insieme delle variabili considerate, successivamente lâ&#x20AC;&#x2122;analisi viene ripetuta per ciascuna delle macro-aree.

38


A partire dalle variabili di sintesi ottenute si ottiene un diagramma di dispersione su cui rappresentate le diverse province: la prossimit`a di due punti-provincia e` proporzionale alla similarit`a delle province rispetto alle variabili considerate. Sulla base di tale chiave interpretativa, vengono considerate: • prossimit`a tra le province laziali e le altre province italiane; • per ciascuna regione, prossimit`a media tra le province e il rispettivo capoluogo di regione. I paragrafi che seguono sono dedicati all’analisi globale e alle differenti aree.

8.2

Analisi globale della condizione socio-economica delle province

Nella figura 8.1 e` rappresentata la struttura delle correlazioni che caratterizza le variabili. Ciascuna variabile corrisponde ad vettore orientato con origine corrispondente al centro della mappa, se due vettori sono ortogonali tra loro, le variabili corrispondenti non presentano alcun tipo di correlazione. Angoli tra vettori tendenti a zero o a 180 gradi indicano rispettivamente una forte correlazione positiva e negativa. In modo del tutto analogo e` possibile caratterizzare i due assi del diagramma di dispersione, per comprendere le ragioni delle diverse posizioni delle province sulle mappa. La lunghezza del vettore e` inoltre proporzionale all’importanza della variabile considerata nel determinare il risultato dell’analisi. L’elevato numero di variabili analizzato rende quest’operazione laboriosa, ma ad elevato contenuto informativo, perch`e completa l’informazione sulle province. Dall’analisi delle relazioni si nota come il lato destro della mappa sia caratterizzato da migliori condizioni economico-sociali che vanno dalla maggior ricchezza (come indicano i valori di risparmi e sussidi sociali) ad elevati tassi di occupazione femminile e giovanile. In particolare, il quadrante superiore del lato destro della mappa presenta caratteristiche tipiche di grandi centri urbani: maggiore densit`a abitativa, elevato costo della vita ed alta concentrazione di infrastrutture. Il quadrante inferiore del lato destro della mappa descrive caratteristiche di maggiore vivibilit`a delle province medio-piccole del centro-nord. La parte sinistra della mappa descrive condizioni socio-economiche di maggiore arretratezza, con maggiore instabilit`a economico-finanziaria, testimoniata da alto tasso di fallimenti e protesti, da minore assistenzialismo, come testimoniato dall’alto tasso di emigrazione ospedaliera.

39


Figura 8.1: Diagramma di dispersione: le relazioni tra variabili

I risultati dellâ&#x20AC;&#x2122;analisi condotta sullâ&#x20AC;&#x2122;insieme completo delle variabili considerate sono presentati in forma grafica, attraverso diagrammi di dispersione, che consentono di cogliere in maniera diretta la sintesi dellâ&#x20AC;&#x2122;informazione contenuta nei dati in questione. In particolare, viene riportato un grafico di dispersione sul quale sono rappresentate tutte le province italiane, la 40


prossimit`a tra le quali indica una similarit`a nei valori delle variabili considerate. La figura 8.2 mostra la struttura della lontananza logica tra tutte le province italiane: le province del Lazio sono evidenziate da diverso colore e carattere. Risulta evidente come, peraltro in modo prevedibile, Roma sia posizionata distante dalle altre province; si nota tuttavia che anche tra le altre province si creano due coppie, una formata da Rieti e Viterbo, lâ&#x20AC;&#x2122;altra da Frosinone e Latina. Se la posizione di Roma sulla mappa e` prossima a quella delle altre grandi metropoli italiane come Milano e Napoli (nella parte superiore della mappa), le due coppie di province presentano caratteristiche diverse: se Latina e Frosinone si avvicinano per caratteristiche a province della Campania, della Puglia e della Sicilia, dunque sono da considerarsi equiparate a province del centro-sud (collocate nel quadrante superiore sinistro della mappa), Viterbo e Rieti si trovano prossime a province del centro-Italia, di Umbria, Marche ed Abruzzo in particolare (quadrante inferiore sinistro della mappa). Dunque, pur caratterizzate dalla profonda diversit`a da Roma, le province laziali si differenziano, per caratteristiche, anche tra di loro.

41


Figura 8.2: Diagramma di dispersione: le province italiane

Analisi dell’eterogeneit`a tra le province all’interno delle diverse regioni italiane In questo paragrafo viene riportato il risultato relativo all’analisi di quello che puo` essere definito il grado di ‘equilibrio’ tra capoluogo di regione e le altre province: per fare questo 42


viene rappresentata graficamente e calcolata la distanza tra ciascuna provincia di una regione ed il corrispondente capoluogo: maggiore sar`a tale distanza, maggiore sar`a lo squilibrio tra le caratteristiche del capoluogo rispetto alle altre province. Da quest’analisi emerge chiaramente che laddove il capoluogo di regione sia una metropoli, e` inevitabile che si crei una profonda differenza con le altre province all’interno della regione. Questo risultato emerge chiaramente dalla figura 8.3: i valori rappresentati dalle barre sono la distanza media del capoluogo dalle restanti province; si nota come, nell’ordine, Lazio, Lombardia e Campania, presentino uno squilibrio decisamente superiore rispetto alle altre regioni. Ad esse segue un successivo blocco da cinque regioni, nell’ordine Emilia-Romagna, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Liguria.

Figura 8.3: Grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

43


Figura 8.4: Distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 1)

44


Figura 8.5: Distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 2)

45


Figura 8.6: Distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 3)

46


Figura 8.7: Distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 4)

47


Nelle figure da 8.4 a 8.7 sono riportate le distanze tra capoluogo e province delle prime dodici regioni a piu` alta eterogeneit`a, a conferma della grande differenza tra quanto accade in Lazio, Lombardia e Campania e le altre regioni.

8.3 8.3.1

Analisi per macro-aree della condizione socio-economica delle province Tenore di vita

Per descrivere il tenore di vita delle popolazioni delle diverse province italiane sono state analizzate le seguenti variabili: tenore di vita -

valore dei risparmi; importo assegno sociale; tasso di inflazione; trend del reddito; costo case al m2 ; spesa pro-capite.

La struttura delle relazioni che caratterizza le variabili in questione e` rappresentata in figura 9.2. Ci sono quattro variabili correlate tra loro che caratterizzano la parte sinistra della mappa di rappresentazione (semi-asse orizzontale negativo), tali variabili sono: risparmi, importo assegno sociale, costo delle case al metro quadro (nella parte inferiore destra) e il livello di spesa pro-capite. Lâ&#x20AC;&#x2122;asse verticale della mappa e` caratterizzato dalle restanti variabili considerate; in particolare, la parte superiore (e sinistra) della mappa e` caratterizzato dal trend del reddito (rapporto tra reddito pro-capite del 2010 sul reddito pro-capite del 2005); la parte inferiore (sinistra) e` caratterizzato dal tasso di inflazione.

48


Figura 8.8: Tenore di vita: le relazioni tra variabili

Lâ&#x20AC;&#x2122;analisi della struttura delle relazioni tra le variabili fornisce le chiavi di interpretazione della mappa delle province rappresentata in figura 9.1. La parte sinistra della mappa e` caratterizzata fortemente da citt`a ricche come Roma, Milano, contraddistinte da un elevato costo delle case al metro quadro, e Bologna. Le restanti province collocate nella parte sinistra della mappa sono province del centro-nord, cui si contrappongono le province del Mezzogiorno. Per quanto riguarda le province del Lazio, la contrapposizione tra Roma e le restanti province e` ancora piu` evidente rispetto allâ&#x20AC;&#x2122;analisi globale. Mentre Roma si colloca, come detto, nella parte inferiore sinistra, nellâ&#x20AC;&#x2122;area delle province ad alto tenore di vita, ma anche caratterizzate da un elevato costo della vita, Rieti Viterbo e Frosinone si collocano in posizione opposta rispetto al centro della mappa, e dunque presentano un tenore di vita inferiore alla media nazionale (collocato al centro della mappa); tuttavia e` da porre in evidenza che siano caratterizzate da un trend positivo del reddito. Latina invece si trova in posizione molto prossima al centro della mappa e dunque in linea con la media nazionale.

49


Figura 8.9: Tenore di vita: le province italiane

50


Figura 8.10: Tenore di vita: grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

51


Figura 8.11: Tenore di vita: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 1)

52


Figura 8.12: Tenore di vita: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 2)

53


Figura 8.13: Tenore di vita: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 3)

54


Figura 8.14: Tenore di vita: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 4)

55


Come anticipato nell’analisi della mappa delle province, il Lazio rappresenta la maggiore differenza in termini di tenore di vita, come riportato nel diagramma a barre in figura 9.3, con un valore nettamente superiore anche alla stessa Lombardia e piu` che doppio rispetto alla Campania, terza in graduatoria. A conferma di tale peculiarit`a del Lazio si veda anche nelle figure da 9.4 a 8.14 il confronto tra le mappe con le province delle diverse regioni in evidenza (si noti che l’ordine delle mappe riflette le posizioni nel diagramma a barre).

8.3.2

Affari e lavoro

L’analisi della macro-area affari e lavoro si basa sulle seguenti variabili: affari e lavoro - numero di fallimenti su 1000 imprese; - numero di imprese su 100 abitanti; - saldo tra iscrizioni e cancellazioni di imprese; - numero di protesti pro-capite; - tasso di occupazione della popolazione tra 25 e 34 anni. - tasso di occupazione femminile.

Dall’analisi della struttura delle relazioni tra le variabili in esame, rappresentata in figura 8.15 si nota come la prima dimensione (asse orizzontale) della mappa sia fortemente caratterizzata dalla situazione occupazionale, e dall’occupazione di giovani e donne in particolare: sul lato destro della mappa si troveranno dunque le province ad elevata occupazione. L’asse verticale della mappa e` invece fortemente caratterizzato dal tasso di presenza di imprese sul territorio; in particolare nella parte inferiore della mappa si trovano le province caratterizzate da un alto tasso di presenza di imprese. La parte inferiore sinistra della mappa e` invece caratterizzata da indicatori di instabilit`a occupazionale.

Figura 8.15: Affari e lavoro: le relazioni tra variabili

In questo caso , osservando la mappa in figura 8.16 si nota come non sussista una netta differenza tra i vari capoluoghi di regione e le rispettive province; questo vale anche per

56


le province laziali. In particolare, esiste una certa omogeneit`a di caratteristiche tra Roma, Frosinone e Latina: tali province sono caratterizzate da livello occupazionale inferiore rispetto alla media nazionale, e di un tasso di imprenditorialit`a nella media, con Roma leggermente superiore in questo senso. Rispetto alle variabili in questione, Rieti presenta una migliore situazione occupazionale, leggermente sopra la media, ma ha un tasso di imprenditorialit`a leggermente sotto la media nazionale. Viterbo, invece, presenta un tasso di imprenditorialit`a superiore alla media, ma una situazione occupazionale in linea con le altre province laziali.

Figura 8.16: Affari e lavoro: le province italiane

57


Figura 8.17: Affari e lavoro: grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

Dallâ&#x20AC;&#x2122;analisi per regione dellâ&#x20AC;&#x2122;eterogeneit`a tra capoluogo di regione e le altre province, emerge come in questo caso il Lazio risulta piuttosto omogeneo. Si consideri che Campania e Lombardia presentano il piu` elevato livello di eterogeneit`a mentre il Lazio presenta un valore di tale indicatore inferiore a quello di Sardegna e Marche. Una rappresentazione grafica di tale aspetto e` riportata dalle figure da 8.17 a 8.21.

58


Figura 8.18: Affari e lavoro: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

59


Figura 8.19: Affari e lavoro: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

60


Figura 8.20: Affari e lavoro: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

61


Figura 8.21: Affari e lavoro: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

62


8.3.3

Servizi socio-ambientali e sanit`a

In questa sezione vengono analizzate le variabili relative alle condizioni sociali, ambientali e sanitarie delle province italiane, in particolare: servizi socio-ambientali e sanitari -

asili comunali su utenza; indice Tagliacarne infrastrutture; emigrazione ospedaliera; escursione termica; indice Legambiente; rapporto tra cause evase e pendenti.

Rispetto alla struttura delle relazioni tra le variabili riportate in figura 8.22 si nota come la parte sinistra dellâ&#x20AC;&#x2122;asse orizzontale della mappa sia fortemente caratterizzata da variabili indicatrici di condizioni di vita favorevoli, sia da un punto di vista ambientale (elevati valori dellâ&#x20AC;&#x2122;indice di Legambiente) che da un punto di vista sociale (disponibilit`a di asili comunali ed efficienza della giustizia), mentre lâ&#x20AC;&#x2122;asse verticale e` caratterizzato, per quanto riguarda la parte superiore, da una elevata presenza di infrastrutture (elevati valori dellâ&#x20AC;&#x2122;indice Tagliacarne su infrastrutture), e nella parte inferiore dalla carenza di offerta di assistenza sanitaria testimoniata dalla elevata emigrazione ospedaliera.

Figura 8.22: Servizi, ambiente e sanit`a: le relazioni tra variabili

In questo caso, dallâ&#x20AC;&#x2122;analisi della mappa delle province in figura 8.23 , si nota che Roma presenta un livello di infrastrutture estremamente elevato rispetto alle altre province italiane, laddove invece Viterbo e Rieti presentano valori sotto la media nazionale, e sono caratterizzate da elevata emigrazione ospedaliera; presentano invece condizioni socio-ambientali nella media nazionale. Le province di Latina e Frosinone, invece, presentano un livello di infrastrutture superiore alla media, tuttavia sono carenti rispetto a condizioni socio-ambientali, essendo esse collocate nella parte destra della mappa di rappresentazione.

63


Figura 8.23: Servizi, ambiente e sanit`a: le province italiane

Anche per quanto riguarda i servizi, lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e la sanit`a si registrano differenze rilevanti tra Roma e le altre province laziali. Infatti la regione Lazio presenta il piu` elevato grado di eterogeneit`a rispetto alle altre regioni. In particolare, la quarta regione in tale graduatoria sono le Marche che presenta un valore dellâ&#x20AC;&#x2122;indice di quasi il 50% inferiore a quello del Lazio, come emerge dalla figura 8.24. Lâ&#x20AC;&#x2122;eterogeneit`a in questo caso e` ulteriormente accentuata dalla posizione di Roma rispetto alle altre province: mentre questâ&#x20AC;&#x2122;ultima si trova nel quadrante superiore sinistro (dove ritroviamo le province con condizioni migliori rispetto alle variabili analizzate), le altre province si trovano nel quadrante in basso a destra (Rieti e Viterbo)

64


e in alto a destra (Frosinone e Latina), che dunque presentano delle carenze. E questa osservazione e` tanto piu` interessante se la si confronta con quella del Friuli-Venezia Giulia, seconda regione per eterogeneit`a: pur essendoci distanza tra capoluogo e le altre province, in questo caso tutte le province si trovano comunque nel quadrante superiore sinistro della mappa. Questo vuol dire che il livello di servizi, ambiente e sanit`a e` molto elevato a Trieste, ma anche nelle altre province del Friuli-Venezia Giulia tale livello e` superiore alla media.

Figura 8.24: Servizi, ambiente e sanit`a: grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

65


Figura 8.25: Servizi, ambiente e sanit`a: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

66


Figura 8.26: Servizi, ambiente e sanit`a: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

67


Figura 8.27: Servizi, ambiente e sanit`a: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

68


Figura 8.28: Servizi, ambiente e sanit`a: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province

69


8.3.4

Popolazione

Lâ&#x20AC;&#x2122;analisi della struttura demografica delle province italiane e` basata sulle seguenti variabili: popolazione -

numero abitanti per km2 ; totale immigrati su popolazione; laureati su 1000 abitanti di et`a compresa tra 25 e 30 anni; nati su 1000 abitanti; over 65 su abitanti di et`a compresa tra 15 e 64 anni; divorzi e separazioni ogni diecimila famiglie.

Lâ&#x20AC;&#x2122;asse orizzontale della mappa, come da struttura delle relazioni tra le variabili in figura 8.29, e` caratterizzato da tasso di natalit`a e densit`a della popolazione (semi-asse sinistro) e tasso di giovani laureati (semi-asse destro). Lâ&#x20AC;&#x2122;asse verticale, ed il semi-asse inferiore in particolare, e` caratterizzato dal tasso di presenza di anziani, tasso di instabilit`a familiare e presenza di immigrati.

Figura 8.29: Popolazione: le relazioni tra variabili

In questo caso le province laziali presentano una certa omogeneit`a (vedi figura 8.30), essendo raggruppate non distanti dal centro della mappa, dunque con caratteristiche in linea con la media nazionale. Roma e Latina presentano un tasso di immigrati superiore rispetto alla media nazionale, mentre Frosinone, Rieti e Viterbo presentano un tasso superiore di persone anziane ed anche una proporzione di laureati lievemente superiore alla media.

70


Figura 8.30: Popolazione: le province italiane

Le variabili in questione non determinano un aspetto discriminante tra i capoluoghi di regione e le rispettive province, dunque esiste una certa omogeneit`a in questo senso nelle diverse regioni. Fa eccezione la sola Campania, in cui la distanza di Napoli dalle altre province e` piuttosto elevata ed e` dovuta al maggiore impatto degli immigrati sulla popolazione, dallâ&#x20AC;&#x2122;elevata instabilit`a familiare e dallâ&#x20AC;&#x2122;alto tasso di natalit`a.

71


Figura 8.31: Popolazione: grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

72


Figura 8.32: Popolazione: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 1)

73


Figura 8.33: Popolazione: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 2)

74


Figura 8.34: Popolazione: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 3)

75


Figura 8.35: Popolazione: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 4)

76


8.3.5

Ordine pubblico

Per quanto riguarda la sicurezza e il tasso di illegalit`a complessiva che caratterizza le province italiane, sono state considerate le seguenti variabili: ordine pubblico -

numero furti in casa su 100mila abitanti; numero d’auto su 100mila abitanti; numero di estorsioni su 100mila abitanti; numero di rapine su 100mila abitanti; numero di frodi su 100mila abitanti; variazione trend delitti tra il 2005 e il 2010.

Dall’analisi della struttura delle relazioni delle variabili in figura 8.36: il lato destro della mappa e` caratterizzato dalla elevata incidenza delle diverse tipologie di delitti. In particolare, la parte superiore destra risulta essere maggiormente caratterizzata da furti d’auto ed estorsioni, crimini che risultano peculiari delle grandi citt`a; la parte superiore sinistra, invece, si caratterizza per furti in casa, rapine e frodi. L’asse verticale e` caratterizzato, nella parte superiore, dall’aumento del tasso complessivo di delitti commessi.

Figura 8.36: Ordine pubblico: le relazioni tra variabili

La mappa delle province in figura 8.37 pone in evidenza la contrapposizione tra grandi citt`a come i capoluoghi di regione e le province piu` piccole: le grandi citt`a presentano in media un maggiore tasso di criminalit`a, come evidenziato dal fatto che le grandi province sono collocate nel lato destro della mappa. Da rilevare inoltre che mentre le grandi citt`a del centro nord sono caratterizzate da elevata incidenza di furti d’auto ed estorsioni, citt`a del sud come Napoli, presenta una distribuzione dei delitti perpetrati piu` omogenea. Roma, dunque, presenta un tasso di delitti commessi superiore alla media nazionale, anche se in linea con i tassi delle altre grandi citt`a, mentre le restanti province, fatta eccezione per Latina, presentano un tasso di illegalit`a complessiva inferiore alla media nazionale ed un trend dei delitti inferiore alla media nazionale. 77


Figura 8.37: Ordine pubblico: le province italiane

78


Figura 8.38: Ordine pubblico: grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

Il grado di eterogeneit`a, anche in questo caso, vede regioni quali Campania, Lombardia e Piemonte con differenze superiori tra capoluogo di regioni e le altre province: in tutti i casi, tuttavia, il livello di sicurezza e` sempre inferiore nei capoluoghi di regione che non nelle restanti province.

79


Figura 8.39: Ordine pubblico: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 1) 80


Figura 8.40: Ordine pubblico: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 2) 81


Figura 8.41: Ordine pubblico: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 3) 82


Figura 8.42: Ordine pubblico: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 4) 83


8.3.6

Tempo libero

Lâ&#x20AC;&#x2122;ultimo aspetto da considerare per descrivere la condizione socio-economico e demografica delle province italiane e` rappresentato dalla modalit`a di impiego del tempo libero. Dunque gli indicatori considerati per misurare tale aspetto latente sono: qualit`a del tempo libero -

indice libri su popolazione bar e ristoranti su 100mila abitanti; numero di spettacoli su 100mila abitanti; indice di sportivit`a; organizzazioni di volontariato su 100mila abitanti; numero di cinema su 100mila abitanti.

Appare chiaro dalla figura 8.43 che tutte le variabili considerate presentano una correlazione positiva, la parte inferiore sinistra della mappa e` caratterizzata da elevata presenza di associazioni di volontariato e da un elevato tasso di strutture quali bar e ristoranti; la parte superiore sinistra e` invece caratterizzato da province in cui il tempo libero viene impiegato in attivit`a â&#x20AC;&#x2DC;culturaliâ&#x20AC;&#x2122; quali la lettura e il teatro, ma anche in attivit`a sportive.

Figura 8.43: Tempo libero: le relazioni tra variabili

Le province laziali non presentano grandi differenze nelle modalit`a di impiego del tempo libero (8.44): lâ&#x20AC;&#x2122;unica a differenziarsi in questo senso e` Roma, e tale differenza e` principalmente dovuta al maggior numero di lettori di libri e alla piu` ampia offerta di spettacoli; le restanti province, tra di loro, presentano dei profili del tutto simili ed in linea con la media nazionale.

84


Figura 8.44: Tempo libero: le province italiane

Le figure da 8.45 a 8.49 confermano che il grado di eterogeneit`a tra capoluogo ed altre province non e` particolarmente caratterizzante la regione Lazio, mentre risulta piu` spiccata per Trentino-Alto Adige, Lombardia e Toscana.

85


Figura 8.45: Tempo libero: grado di eterogeneit`a tra il capoluogo di regione e le altre province

86


Figura 8.46: Tempo libero: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 1)

87


Figura 8.47: Tempo libero: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 2)

88


Figura 8.48: Tempo libero: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 3)

89


Figura 8.49: Tempo libero: distanza tra il capoluogo di regione e le altre province (parte 4)

90


8.3.7

Conclusioni

Alla luce delle diverse analisi effettuate si conclude che la eterogeneit`a tra capoluoghi di regione e le altre province non e` una peculiarit`a esclusiva della regione Lazio, ma in tale regione si registrano le differenze piu` marcate tra Roma e le altre province. E’ importante sottolineare che le province laziali presentano il maggior grado di eterogeneit`a tra le regioni italiane se si considera l’analisi globale basata su tutte le variabili considerate, tuttavia questo non si verifica rispetto a ciascuna delle macro-aree considerate; nelle analisi per macroarea, infatti, la regione Lazio risulta essere la piu` eterogenea solo in due delle sei macro-aree analizzate, che sono quelle denominate ‘tenore di vita’ e ‘servizi, ambiente e sanit`a’. Dunque la asimmetria della regione Lazio e` ascrivibile al piu` alto tenore di vita e alla maggiore presenza di infrastrutture e servizi di cui gode Roma rispetto alle altre province. Al di la di questi aspetti, peraltro importanti nel caratterizzare le condizioni socio-economico demografiche delle province, la differenza tra le province laziali non e` particolarmente marcata: la condizione di vita degli abitanti delle province laziali non capoluogo di regione potrebbe essere resa del tutto comparabile a quella degli abitanti di Roma attraverso una maggiore redistribuzione della ricchezza, che incrementerebbe il tenore di vita, e un incremento di infrastrutture socio-sanitarie; questi cambiamenti ridurrebbero in maniera sostanziale il divario tra le condizione di Roma e delle altre province. Gli addetti ai lavori imputano le differenze del tenore di vita alla non equa distribuzione della ricchezza. A tal proposito e` stata condotta, nella seconda parte della ricerca (cfr. Report 2), un’indagine empirica per rilevare l’incidenza delle risorse finanziarie destinate dalla Regione Lazio al territorio compreso nelle province di Latina e Frosinone, nel triennio 2007-09. L’indagine in questione e` volta a porre in evidenza gli eventuali disequilibri nella distribuzione delle risorse.

91


9 Una ipotetica nuova regione Lazio In questo capitolo si effettua un confronto tra le regioni italiane ed una ipotetica nuova regione Lazio (NRL) formata dalle sole Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e dai comuni ubicati nella provincia di Roma che formano il corridoio di collegamento delle province considerate. Alcune delle variabili analizzate in precedenza vengono aggregate su base regionale e fungono da base del confronto tra la NRL e le altre regioni italiane. In diversi casi la differenza tra la regione Lazio e la NRL e` , in termini relativi, molto bassa, cosa che indica una certa omogeit`a tra Roma e le altre province laziali. In altri casi, come rilevato in precedenza, tali differenze risultano di maggiore entit`a. Con riferimento agli indicatori di ricchezza della popolazione residente nella regione, ed in particolare per risparmi (figura 9.1), importo assegni sociali (figura 9.2) la NLR si colloca nella met`a inferiore della classifica e presenta valori lievemente inferiori a quelli della regione Lazio, e superiore ad altre regioni del centro-sud. Per quanto riguarda il tasso di inflazione (figura 9.3), la NRL presenta valori non elevati, e certamente inferiori a quelli di Calabria, Campania e Sicilia che guidano la classifica.

Figura 9.1: Confronto tra nuova regione Lazio e le altre: i risparmi

92


Figura 9.2: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: assegno sociale

Figura 9.3: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: tasso inflazione

93


Figura 9.4: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: variazione trend reddito

Per quanto riguarda invece la variazione del trend del reddito tra il 2005 e il 2010 (figura 9.4), il risultato della NRL e` positivo, e soltanto Molise e Basilicata presentano valori di poco superiori. Il costo delle case al metro quadro e` (figura 9.5), nel caso della NRL, molto competitivo, dal momento che soltanto Molise, Sicilia, Calabria e Sardegna presentano prezzi inferiori. Il dato relativo alla spesa pro-capite (figura 9.6) conferma la posizione di met`a classifica delle NRL, ma il valore che si registra e` solo lievemente inferiore a quello della regione Lazio, che occupa in classifica la posizione subito precedente.

94


Figura 9.5: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: costo case al m2

Figura 9.6: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: spesa pro-capite

In termini di densit`a abitativa, la NRL presenta un valore basso, in linea con regioni quali 95


Umbria, Calabria e Abruzzo (figura 9.7). Anche l’incidenza della popolazione immigrata (figura 9.8) e` di entit`a non elevata, pari a circa la met`a rispetto a quella dell’Emilia Romagna che guida la classifica. Le figure 9.9, 9.10 e 9.11 presentano rispettivamente il tasso di laureati, dell’incidenza sulla popolazione di nuovi nati e anziani, rispettivamente.

Figura 9.7: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Lazio e le altre: n. abitanti km2

96


Figura 9.8: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: numero immigrati

Figura 9.9: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: n. laureati su 1000 ab.

97


Figura 9.10: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Lazio e le altre: nati su 1000 ab.

Figura 9.11: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Lazio e le altre: over 65 su 100 ab.

Per quanto riguarda invece la variazione del trend delitti nell’ultimo quinquennio (figura 98


9.12), la NLR si assesta nella parte alta della classifica, anche se la dispersione di tali valori e` in generale, bassa. La dotazione di infrastrutture e` nel caso delle NRL, scarsa, come testimonia il valore basso dellâ&#x20AC;&#x2122;indice Tagliacarne di dotazione di infrastrutture (figura 9.13). Rispetto al livello di emigrazione ospedaliera, la NRL si colloca nella parte centrale della classifica, seppure spostata verso la parte superiore (figura 9.14).

Figura 9.12: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: trend delitti 2005-2010

99


Figura 9.13: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: indice Tagliacarne infrastrutture

Figura 9.14: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: emigrazione ospedaliera

100


Lâ&#x20AC;&#x2122;indice di Legambiente penalizza la NRL collocandola al penultimo posto della classifica, come mostrato in figura 9.15. Lâ&#x20AC;&#x2122;efficienza del sistema giudiziario, indicato dal rapporto tra cause evase su pendenti, e` un aspetto penalizzante la NRL, tuttavia il valore e` pressocch`e identico a quello della regione Lazio (figura 9.16). Il tessuto imprenditoriale, descritto dalla figura 9.17 alla figura 9.20, presenta, per quanto riguarda la NRL, una situazione di media classifica ed una differenza non eccessiva della regione Lazio. Lo stesso si puo` dire per quanto riguarda i tassi occupazionali di giovani e donne (figure 9.21 e 9.22).

Figura 9.15: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: indice Legambiente

101


Figura 9.16: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: cause evase su pendenti

Figura 9.17: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: tasso di fallimenti

102


Figura 9.18: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: n. imprese 100 ab.

Figura 9.19: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: rapporto iscrizioni e cancellazioni

103


Figura 9.20: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: protesti

Figura 9.21: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: tasso di occupazione giovani 25-34 anni

104


Figura 9.22: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Lazio e le altre: tasso occupazione donne

In conclusione, alla luce dell’analisi condotta in questo capitolo, escludendo quasi interamente1 la Provincia di Roma dalla Regione Lazio, darebbe origine ad una regione che, per caratteristiche, puo` essere equiparata a regioni dell’Italia centrale quali Abruzzo, Umbria. Per molti aspetti, l’esclusione di Roma non determina eccessivi cambiamenti nella condizione socio-economica e demografica degli abitanti delle altre province laziali.

9.1

Regione Lazio senza Roma Capitale

Un ulteriore ipotesi di nuova regione Lazio (NRL) prevede l’esclusione dall’attuale regione del solo comune di Roma che andrebbe a costituire un’area metropolitana indipendente. Una prima descrizione della NRL che in questo caso si andrebbe a costituire e` stata ottenuta analizzando le informazioni a dettaglio comunale contenute nell’atlante statistico dei comuni (a cura dell’ISTAT). In particolare, le informazioni relative ai comuni appartenenti ad altre regioni italiane sono stati aggregati, mentre ai valori assoluti della regione Lazio sono stati sottratti i valori assoluti del comune di Roma, al fine di ottenere la NRL ipotizzata. Le informazioni analizzate sono • superficie in Km2 ; • popolazione; • densit`a di popolazione; 1 vengono inclusi nell’analisi i comuni che garantiscono la contiguit`a territoriale

105


• tasso di anzianit`a: rapporto tra popolazione di et`a superiore ai 65 anni e quella di et`a compresa tra i 15 ed i 64 anni; • numero di istituti sanitari; • numero di degenze: rappresenta un indice della domanda di assistenza sanitaria; • numero di posti letto: rappresenta un indice dell’offerta di assistenza sanitaria; • depositi bancari: raccolta di soggetti non bancari sotto forma di: depositi a risparmio liberi e vincolati, buoni fruttiferi, Certificati di deposito, conti correnti liberi e vincolati; • impieghi bancari: finanziamenti erogati dalle banche a soggetti non bancari. L’aggregato ricomprende: rischio di portafoglio, scoperti di conto corrente, finanziamenti per anticipi (su effetti e altri documenti salvo buon fine, all’importazione e all’esportazione), mutui, anticipazioni non regolate in conto corrente, riporti, sovvenzioni diverse non regolate in conto corrente, prestiti su pegno, prestiti contro cessioni di stipendio, cessioni di credito, impieghi con fondi di terzi in amministrazione,altri investimenti finanziari (accettazioni bancarie negoziate, commercial papers, ecc.), sofferenze, effetti insoluti e al protesto di propriet`a. L’aggregato e` al netto degli interessi e delle operazioni pronti contro termine; • sportelli: punti operativi che svolgono direttamente con il pubblico, in tutto o in parte, l’attivit`a della banca; rientrano nella definizione gli sportelli a operativit`a particolari; sono esclusi gli uffici di rappresentanza. • tasso di raccolta differenziata: rapporto tra la quantit`a di raccolta differenziata e quantit`a di raccolta indifferenziata. Di seguito si riportano i risultati del confronto tra la NRL in esame e le altre regioni rispetto ai valori osservati delle variabili sopra riportate (da figura 9.23 a figura 9.33).

106


Figura 9.23: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: superficie

Figura 9.24: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: popolazione

107


Figura 9.25: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: densit`a abitativa

Figura 9.26: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: tasso di anzianit`a

108


Figura 9.27: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: istituti sanitari

Figura 9.28: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: degenze (domanda)

109


Figura 9.29: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: posti letto (offerta)

Figura 9.30: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: depositi

110


Figura 9.31: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: impieghi

Figura 9.32: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: sportelli

111


Figura 9.33: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Lazio e le altre: tasso di raccolta differenziata

112


10 Una ipotetica nuova regione Frosinone-Latina In questo capitolo si effettua un confronto tra le regioni italiane ed una ipotetica nuova regione formata dalle sole Frosinone e Latina (FrLt). Alcune delle variabili analizzate in precedenza vengono aggregate su base regionale e fungono da base del confronto tra la FrLt e le altre regioni italiane. In diversi casi la differenza tra la regione Lazio e la FrLt e` , in termini relativi, molto bassa, cosa che indica una certa omogeit`a con le restanti province laziali. In altri casi, come rilevato in precedenza, tali differenze risultano di maggiore entit`a. Con riferimento agli indicatori di ricchezza della popolazione residente nella regione, ed in particolare per risparmi (figura 10.1), importo assegni sociali (figura 10.2) la FrLt si colloca nella met`a inferiore della classifica e presenta valori inferiori o uguali a quelli della regione Lazio, superiore ad altre regioni del centro-sud. Per quanto riguarda il tasso di inflazione (figura 10.3), la FrLt presenta valori non elevati, e certamente inferiori a quelli di Calabria, Campania e Sicilia che guidano la classifica.

Figura 10.1: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: i risparmi

113


Figura 10.2: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: assegno sociale

Figura 10.3: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: tasso inflazione

114


Figura 10.4: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: variazione trend reddito Per quanto riguarda invece la variazione del trend del reddito tra il 2005 e il 2010 (figura 10.4), il risultato della FrLt e` positivo, analogo a quello del Lazio, soltanto Molise, Basilicata, Liguria e Trentino Alto-Adige presentano valori di poco superiori. Il costo delle case al metro quadro e` (figura 10.5), nel caso della FrLt, molto competitivo, dal momento che soltanto Molise, Sicilia, Calabria e Sardegna presentano prezzi inferiori. Il dato relativo alla spesa pro-capite (figura 10.6) conferma la posizione di met`a classifica delle FrLt, ma il valore che si registra e` solo lievemente inferiore a quello della regione Lazio, che occupa in classifica la posizione subito precedente: in termini di spesa pro-capite, la regione FrLt e` piu` simile al regioni del centro che a regioni del sud.

115


Figura 10.5: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: costo case al m2

Figura 10.6: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: spesa procapite

116


In termini di densit`a abitativa, la FrLt presenta un valore basso, in linea con regioni quali Umbria, Calabria e Abruzzo (figura 10.7), la densit`a abitativa e` meno di un terzo rispetto a quella della Campania. Anche l’incidenza della popolazione immigrata (figura 10.8) e` di entit`a non elevata, pari a circa la met`a rispetto a quella dell’Emilia Romagna che guida la classifica. Il tasso di laureati, figura 10.9, colloca la regione FrLt tra le prime otto posizioni tra le regioni italiane. Le figure 10.10 e 10.11 presentano rispettivamente dell’incidenza sulla popolazione di nuovi nati e anziani, rispettivamente.

Figura 10.7: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: n. abitanti km2

117


Figura 10.8: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: numero immigrati

Figura 10.9: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: n. laureati su 1000 ab.

118


Figura 10.10: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: nati su 1000 ab.

Figura 10.11: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: over 65 su 100 ab.

119


Per quanto riguarda invece la variazione del trend delitti nellâ&#x20AC;&#x2122;ultimo quinquennio (figura 10.12), la FrLt si assesta nella parte alta della classifica, anche se la dispersione di tali valori e` in generale, bassa. La dotazione di infrastrutture e` nel caso delle FrLt, scarsa, come testimonia il valore basso dellâ&#x20AC;&#x2122;indice Tagliacarne di dotazione di infrastrutture (figura 10.13). Rispetto al livello di emigrazione ospedaliera, la FrLt si colloca nella parte centrale della classifica, seppure spostata verso la parte inferiore (figura 10.14).

Figura 10.12: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: trend delitti 2005-2010

120


Figura 10.13: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: indice Tagliacarne infrastrutture

121


Figura 10.14: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: emigrazione ospedaliera

L’indice di Legambiente penalizza la FrLt collocandola all’ultimo posto della classifica, come mostrato in figura 10.15. L’efficienza del sistema giudiziario, indicato dal rapporto tra cause evase su pendenti, e` un ulteriore aspetto fortemente penalizzante la FrLt, che si colloca all’ultimo posto in classifica (figura 10.16). Il tessuto imprenditoriale, descritto dalla figura 10.17 alla figura 10.20, presenta, per quanto riguarda la FrLt, una situazione apparentemente contraddittoria: all’alto tasso di fallimenti, rispetto al quale FrLt occupa il primo posto, si contrappone l’elevato valore del rapporto tra iscrizioni e cancellazioni di imprese, a testimonianza del fatto che, a dispetto di un elevato rischio di fallimento, nella regione FrLt non si rinunci a fare impresa. Lo stesso si puo` dire per quanto riguarda i tassi occupazionali di giovani e donne (figure 10.21 e 10.22).

122


Figura 10.15: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: indice Legambiente

123


Figura 10.16: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: cause evase su pendenti

Figura 10.17: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: tasso di fallimenti

124


Figura 10.18: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: n. imprese 100 ab.

Figura 10.19: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: rapporto iscrizioni e cancellazioni

125


Figura 10.20: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: protesti

Figura 10.21: Confronto tra lâ&#x20AC;&#x2122;ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: tasso di occupazione giovani 25-34 anni

126


Figura 10.22: Confronto tra l’ipotetica nuova regione Frosinone-Latina e le altre: tasso occupazione donne

In conclusione, alla luce dell’analisi condotta in questo capitolo, l’ipotetica regione FrLt darebbe origine ad una regione che, per caratteristiche, puo` essere equiparata a regioni dell’Italia centrale e meridionali quali Abruzzo, Umbria e Basilicata. In particolare, FrLt presenta caratteristiche particolarmente positive in termini di composizione demografica, dal momento che la popolazione e` giovane, visto il contenuto tasso di over 65, e istruita, dal momento che la proporzione di laureati sulla popolazione e` rilevante. Presenta tuttavia delle carenze in termini di tessuto imprenditoriale, visto l’elevato tasso di fallimenti e di protesti; anche efficienza giuridica e ambiente costituiscono aspetti di arretratezza della regione. Tuttavia, viste le favorevoli caratteristiche socio-demografiche, una migliore distribuzione di risorse ai territori FrLt dovrebbe determinare miglioramenti nei settori di tale area attualmente in sofferenza.

127

Report 1 - Analisi socio-economica delle province del Lazio per una nuova Regione  

La Regione Lazio presenta, strutturalmente, una profonda sproporzione tra il capoluogo di Regione, Roma, e i restanti capoluoghi di Provinci...