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PA R R O C C H I A D I C A S T E L L O S O P R A L E C C O

11 ANNI DI CAMMINO Grazie, Don Egidio INSIEME 2009 2019


Carissimo don Egidio, dopo undici anni, è ormai giunto per Lei il momento di lasciare la guida della nostra Parrocchia. Come Consiglio Pastorale, a nome anche delle Suore e dell’intera comunità cristiana, desideriamo esprimere tutta la nostra gratitudine per il dono della Sua vocazione e dell’esercizio del Suo ministero sacerdotale nella Parrocchia di Castello. E per fare questo, quale occasione migliore della celebrazione eucaristica, che è rendimento di grazie per eccellenza, memoriale del dono di sé da parte di Gesù e centro della vita ecclesiale! Nella sua prima lettera, San Pietro esorta i presbiteri a pascere il gregge di Dio volentieri, di buon animo e facendosi modelli del gregge. Ebbene, volgendo indietro lo sguardo e considerando quanto Lei ha fatto in questi anni nella nostra comunità, non ci è difficile riconoscere in ciò l’adempimento della Parola sopra citata. Il primo aspetto dell’opera del pastore, come affermato da San Pietro, è la testimonianza dell’amore di Cristo, e ciò sia mediante l’annuncio, sia, soprattutto, con l’esempio dei propri gesti, della propria vita. A tale proposito, vogliamo ricordare le numerose occasioni in cui Lei ha avuto modo di annunciare alla nostra comunità parrocchiale la Parola di Dio, ed in particolare le omelie, tenute con atteggiamento sempre propositivo, ponendo in evidenza tanti spunti utili per il rinnovamento della nostra vita personale e comunitaria, perché, sempre citando San Pietro, siamo “rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna”. Vogliamo ricordare, la Sua totale dedizione alla vita parrocchiale, con un’agenda sempre fitta di impegni finalizzati all’ascolto delle esigenze dei singoli e dei gruppi nonché al confronto, affinché a nessuno mancasse mai il Suo personale sostegno. Ci pare che molto importante, sotto questo aspetto, sia stata la Sua attenzione al ruolo dei laici, che Lei ha voluto, in conformità alle indicazioni anche del Concilio Vaticano II, quali protagonisti e responsabili in prima persona dell’attività pastorale nei suoi vari ambiti. Un ulteriore aspetto sottolineato da San Pietro nella lettera è quello della gioia “Esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime”. La gioia dell’annuncio e dello stare insieme è stata da Lei costantemente perseguita. Ci piace ricordare, a tale proposito, l’attenzione per l’animazione liturgica, finalizzata a rendere la celebrazione il più possibile gioiosa e partecipata, la costante attenzione ai tempi ed alle modalità degli incontri, affinché essi non fossero percepiti come un peso e perché nel corso del loro svolgimento emergesse palese la gioia dello stare insieme; pensiamo anche ai momenti conviviali organizzati in Parrocchia in tante occasioni, alla Fiera di Castello, e così via. Sempre nella medesima lettera, l’Apostolo cita il fine ed il frutto della rigenerazione della nostra vita, l’amore vicendevole: “Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli

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altri”. Già in precedenza sono stati citati diversi aspetti della Sua attività pastorale che riguardano l’amore e l’attenzione agli altri; qui vogliamo menzionare, in aggiunta, l’ospitalità concessa a persone che ne avevano bisogno e la costituzione del Fondo Castello Solidale, avvenuta proprio al fine di dare una risposta concreta alle situazioni di necessità. Vogliamo sottolineare, in proposito, la Sua sensibilità verso gli altri, la lungimiranza, il coraggio di effettuare scelte profetiche, a volte anche controcorrente (si pensi, ad esempio, alla cura pastorale, ormai da vari anni, delle coppie in difficoltà e delle coppie conviventi). Ai nostri giorni, nella conduzione di una comunità parrocchiale occorre anche una speciale attenzione a vari aspetti di carattere organizzativo. In questa Parrocchia l’aspetto organizzativo è particolarmente gravoso, in quanto, oltre alle consuete realtà pastorali, ve ne sono altre, come la Scuola Materna, il Cinema Palladium e l’ASD Osvaldo Zanetti, che richiedono un impegno del tutto speciale, impegno che Lei ha assolto in modo costante ed efficace, e ciò a servizio non solo della comunità di Castello, ma, per certi aspetti, anche dell’intera città di Lecco (si noti, ad esempio, che il Palladium è l’unico cinema oggi attivo in città). Vogliamo ricordare, infine, l’attenzione, sotto l’aspetto ecumenico, alle esigenze di culto della comunità ortodossa, che da alcuni anni utilizza la Chiesa del Seminario. Per molto altro ci sarebbe da esprimere la nostra gratitudine, ma esigenze di sintesi ci obbligano a fermarci qui, non senza sottolineare come i gesti che abbiamo citato non possano essere considerati casuali ovvero semplice espressione di doti umane; essi, al contrario, sono certamente frutto di un’intima unione con Cristo buon pastore: “Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo”. La Parola, l’Eucaristia e la vita intera. Santa Teresa di Calcutta, in proposito, così si esprimeva: “Sì, ho molte debolezze umane, molte miserie umane. […] Ma Lui si abbassa e si serve di noi, di te e di me, per essere suo amore e sua compassione nel mondo, nonostante i nostri peccati, nonostante le nostre miserie e i nostri difetti. Lui dipende da noi per amare il mondo e dimostrargli quanto lo ama”. Carissimo don Egidio, i doni che oggi Le porgiamo (un i-pad, una targhetta per la porta ed un album con i disegni fatti dai bambini) come segno della nostra gratitudine, sono ben poca cosa dinanzi a quello, molto più grande, che il Signore ha voluto farci mediante la Sua presenza fra noi. Le auguriamo di continuare proficuamente ed ancora a lungo la Sua attività pastorale, sia pure in altra comunità e con diversi compiti e responsabilità, ed auspichiamo che nulla di ciò che Lei ci ha trasmesso di buono vada perduto, a lode e gloria del Signore, per la salvezza nostra e del mondo in cui viviamo.

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Il Consiglio Pastorale


Seduto, in giardino, guardo la piccola edicola della Madonnina illuminata portata da Lourdes: i pensieri di questa sera vanno al mio caro parroco don Egidio… e nell’affollarsi dei pensieri si fanno strada le parole di un aforisma attribuito a Eraclito: panta rei, tutto passa. Attraversato da un po’ di malinconia, mi domando se questa volta sarà davvero così perché, se da una parte il tempo “cancella” i ricordi, è anche vero che, come afferma S.Paolo in uno dei suoi scritti alla comunità di Corinto, l’amore resta! Se cominciassi a ricordare e ringraziare don Egidio per le attività che ci hanno visto lavorare insieme in tutti questi anni rischierei davvero di perdermi nel mondo delle “cose da fare”, delle cose che passano... Allora voglio partire da quello che di lui mi ha colpito fin dagli inizi del suo ministero sacerdotale nella comunità di Castello e che per me è stato il “sale” che ha dato sapore a tutto il resto delle “cose da fare”, attraversate da momenti di gioie e di fatiche, ossia comincio con il ricordare l’ “amore” per la sua gente caratterizzato dalle ore passate nel

BARCHE IN RADA… Seguitemi, vi farò pescatori di uomini (Mc. 1,17)

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confessionale. Oltre ai momenti forti in cui proporre le “confessioni” è d’obbligo, non c’è stata una S.Messa alla quale io abbia partecipato, non celebrata da lui, che non lo vedesse seduto nel confessionale per dare l’opportunità alla “sua gente” di riconciliarsi con Dio, l’opportunità cioè di poter di nuovo sentirsi abbracciati da quella “Grazia” (Chàris) di cui S.Paolo scrive e che ci dice andare “oltre il tempo”. Questo, caro don Egidio, è il ricordo che porterò sempre nel cuore e che per me è stata la chiave di lettura alla quale ho accostato tanti altri momenti di attività in parrocchia che mi hanno visto, anche con Emanuela, collaborare al suo fianco: dal Consiglio Parrocchiale alla Commissione Famiglia, dagli incontri dei Ministri Straordinari per la Comunione Eucaristica, ai percorsi in preparazione al matrimonio cristiano. E anche durante questi incontri non è mai, dico mai, mancato un momento di preghiera e di affidamento al Signore e alla Madonna. Per questo le dico grazie! E su queste fondamenta apprezzo molto il cammino fatto insieme nel condurre gli incontri fidanzati, cammino in cui - nel corso del tempo - abbiamo cercato modi diversi per “gridare” alle coppie presenti - noi coniugi e lei sacerdote - di quanto è bello amarsi con lo stesso amore col quale Dio ci guarda e ci ama. Ho apprezzato molto anche gli intensi momenti di riflessione sui testi da lei proposti negli incontri dei Ministri Straordinari per la Comunione Eucaristia, testi formativi e al contempo meditativi, quasi a volerci ricordare dell’importanza, in questo servizio, di tenere unite le due nature: quella del pane e vino, simbolo della terra e del lavoro dell’uomo, offerte e “trasformate” da Dio in sacramento (segno) di salvezza e dell’amore di Dio. Per non parlare poi della “sfida” lanciata fin agli inizi alla Commissione Famiglia nel voler rafforzare i momenti di incontro e di attenzione verso le famiglie della comunità di Castello, una commissione che nel tempo ha visto il susseguirsi di volti, di idee e di 4

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proposte, ma che alla fine ha formato un gruppo di “irriducibili”. Le mie origini non sono di Castello: ho lasciato due comunità prima di stabilirmi qui e so quanto sia difficile dover ricominciare ogni volta, e anche questa volta per lei si apre una nuova pagina, una nuova avventura… ma credo sia per lei - ancora giovane - un dono che il Signore le concede per dedicarsi al “cuore” del suo ministero, senza altre preoccupazioni. “Una nave in un porto è al sicuro, ma le navi non sono fatte per questo.” (John A. Shedd) Coraggio, quindi, non in “rada”, ma di nuovo a “prendere il largo, e gettare le reti” (Lc. 5,4) L’augurio che faccio a don Egidio è quello di potersi adesso dedicare, alleggerito dalle faccende economiche, burocratiche e amministrative, alla sua vera vocazione che è quella di far conoscere e diffondere sempre di più il volto del Dio Amore al popolo che gli è stato affidato. Marco Colombo

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cammino di imparare a ringraziare. Dopo quasi quaranta anni che svolgo il mio impegno all’interno della Chiesa, mi trovo così con il quarto “principale” e ogni volta che arriva il momento dei saluti mi dispiace tanto, in particolare con lei, don Egidio perchè quando le chiedevo qualche consiglio era sempre pronto ad ascoltare e da lì traspariva tutto il suo cuore. Auguro a Don Egidio un buon ministero anche a Valmadrera e non dimentichi mai Castello, e se qualche volta volesse ritornare, la porta qui è sempre aperta. Saremo un po’ particolari, noi di Castello, ma se facciamo qualcosa è sempre con il cuore. Don Egidio la ringrazio di cuore, con affetto e... arrivederci. Piera

IL QUARTO PRINCIPALE Carissimo Don Egidio, il mio pensiero corre a undici anni fa, quando Mons. Molinari dall’ambone annuncia il nome del nuovo parroco di Castello: don Egidio Casalone. Subito il mio ricordo va alla zia Maria che coordinava i chierichetti e alla frase che spesso mi ripeteva: “El me Egidio”. Con Lui, all’inizio molto serio, si è via via creato un rapporto di amicizia che, adagio adagio, ha portato buoni frutti, come dovrebbe essere in tutte le cose di questo mondo. Conoscersi, volersi bene, lavorare insieme, solo in questo modo si può creare qualcosa di buono e di bello nella vita. Di novità ne ha portate tante in questi anni, ma soprattutto ricordo con piacere le sue riflessioni sulla “Parola di Dio”, che alla fin fine sono la cosa più importante per una Comunità Cristiana. Il Signore ci chiede ogni giorno nel nostro

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INSIEME NELLA GIOIA DELL’EUCARESTIA Caro Don Egidio, tutto il gruppo chierichetti, dal più piccolo bambino delle elementari al più grande adolescente delle superiori, vuole ringraziarla per questi anni trascorsi insieme nella gioia dell’eucarestia. Puntuale e disponibile, ha sempre rallegrato ogni celebrazione distribuendo al termine di queste caramelle e cioccolatini a ogni chierichetto, per la gioia dei più piccoli. Nonostante i numerosi impegni, lei ci ha sempre supportato in tutte le nostre attività, sia dal punto di vista spirituale che organizzativo. Il suo appoggio nelle nostre iniziative e il suo entusiasmo quando raccontava di esse, ci hanno permesso di andare sempre avanti e ci hanno motivato sempre di più come gruppo. Ed è proprio insieme che abbiamo condiviso molti anni di bei ricordi e lavorato affinché il gruppo chierichetti potesse crescere sempre di più. Ringraziandola di tutto questo e di molto altro, le auguriamo il meglio nel suo nuovo percorso. Resterà sempre nei nostri ricordi e sarà parte indelebile della storia di questo gruppo. Con grande affetto I chierichetti

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LA CATECHESI LUOGO PRIVILEGIATO DELL’AMORE DI DIO I bambini dell’Iniziazione Cristiana sono sempre stati nel cuore di Don Egidio. Quante volte l’abbiamo visto chiacchierare e intrattenersi con loro durante la Santa Messa delle ore 10:00, chiamarli per nome, a volte interrogarli anche ricevendo così simpatiche e genuine risposte. Oppure, ancora, tutti lo ricordiamo dar loro il segno della pace con un sorriso e una parola buona alla consegna delle offerte o chiamarli intorno a sé sull’altare a recitare il Padre Nostro tenendosi per mano. Sono sempre stati nel suo cuore, tanto che, nonostante le ultime indicazioni della Diocesi, don Egidio ha sempre insistito affinché il percorso di catechesi si concludesse in 1ª media con il sacramento della Confermazione e potesse così continuare anche negli anni successivi come un “continuum” spontaneo e naturale. Don Egidio ha desiderato infatti che quei bambini diventassero adolescenti e giovani all’interno della nostra Parrocchia in un clima famigliare. E come i bambini, gli stavano a cuore anche le famiglie! Quante volte durante le riunioni sottolineava l’importanza di avvicinarne i genitori, di accogliere le famiglie presentando loro una Parrocchia aperta e disponibile a camminare insieme sulle strade del Signore. Ripeteva spesso che i bambini che frequentavano il catechismo per accostarsi ai Sacramenti, potevano essere il mezzo con cui i genitori riscoprivano Dio, lasciandosi catturare dal loro entusiasmo. Lo sguardo curioso e limpido degli occhi dei loro figli poteva servire ai genitori per ritrovare in se stessi quel seme, magari sopito, di una fede che doveva diventare adulta e responsabile. Con il suo modo simpatico, a volte ironico, sicuramente divertente, don Egidio ha sempre saputo parlare ai bambini con un linguaggio chiaro che catturava la loro attenzione, e al contempo, proprio tramite loro, è riuscito a dialogare con le giovani famiglie per far cogliere loro la bellezza di un Dio che nella famiglia si compiace in quanto luogo privilegiato dell’Amore, ricevuto e donato! Le catechiste

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Non siamo mai stati un gruppo facile: numerosi, caotici, di origini diverse. Ma questo non è costato alcuna mancanza di fiducia da parte sua. Anzi, credo che i recenti lavori alla sala durante l’estate siano la più bella eredità e il più bel regalo che lei possa lasciare a noi e a tutta la Comunità. Non solo un ricordo dunque, ma anche qualcosa di tangibile che ha permesso di rinnovare un gioiello quale il Palladium. In undici anni di Compagnia siamo tutti cresciuti, lei e noi. Ci ha trovati nel 2008 che eravamo un piccolo gruppo di ragazzi che muoveva i primi passi nel magico mondo del teatro e da quel momento ha potuto vederci crescere in numero, composizione e natura, fino ad arrivare ad oggi, quindici anni dopo la nostra nascita. Allora avanti per questo bel cammino, nella consapevolezza che niente è dato per scontato e che come ci ha sostenuti tante volte fino ad ora, continuerà a tifare per noi anche dalla vicina Valmadrera. Buon riposo e grazie di tutto!

DAL GRUPPO CHIERICHETTI ALLA “COMPAGNIA DEL DOMANI”

Giovanni Bonaiti

Caro don Egidio, oggi è un momento particolare perchè dopo esattamente undici anni di cammino insieme, la nostra strada si divide. Ce ne sarebbero di cose da raccontare viste le numerose attività che abbiamo condiviso e portato avanti in questi oltre due lustri, a partire dal gruppo chierichetti fino al Palladium e alla Compagnia del Domani. Non posso dire che non ci siano stati momenti di difficoltà e di confronto perchè sarebbe falso, ma senza dubbio non posso dimenticare il continuo sostegno al nostro gruppo teatrale attraverso la preziosa disponibilità degli spazi parrocchiali, dal teatro all’oratorio, dalla costumeria al magazzino, tante volte data per scontata.

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DALLA COMUNITÀ ALLA CITTÀ: UN CINEMA PER TUTTI Ho iniziato a collaborare con il gruppo dei volontari del Palladium dieci anni fa e, quindi, caro don Egidio lei era arrivato alla Parrocchia di Castello da non molto tempo. Molte cose sono cambiate in tutti questi anni, in un mondo che corre a mille all’ora e con una tecnologia che si rinnova a ritmi vertiginosi. Una svolta decisiva per il Palladium avvenne nel luglio del 2012, quando lei, insieme al gruppo allora capitanato dal non dimenticato Marco Rigamonti, prese la coraggiosa decisione di digitalizzare la sala, con un investimento finanziario importante, ma assolutamente necessario perché il cinema potesse continuare ad esistere, evitando così di fare la mesta fine degli altri cinema in città. Era passato appena un anno dalla riunione avvenuta presso la sala del Palazzo arcivescovile di Milano dove operatori del settore,

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avuto coraggio, non ha avuto paura di confrontarsi anche con le realtà sgradevoli e che è finito il tempo di nasconderle sotto il tappeto. Un coraggio che spesso è mancato ad altri, forse anche a chi definiva il Palladium una saletta parrocchiale, ma che da quattro anni è l’unica esistente in città e che si è allargata fino ad ospitare eventi quali la rassegna teatrale organizzata dal Comune di Lecco, stante l’inagibilità del Teatro della Società. Caro don Egidio, in mezzo a qualche difficoltà, a qualche limite, credo che possiamo essere fieri del cammino percorso in questo significativo arco di tempo, condotto nel rispetto reciproco e nell’autonomia consapevole e adulta. Di tutto ciò la dobbiamo ringraziare, unendo ai nostro ringraziamenti i migliori auguri di una buona e serena vita. Claudio Santoro

esercenti e volontari delle sale della comunità lombarde avevano appreso che a breve la distribuzione dei film in prima visione sarebbe avvenuta solo per via digitale, mettendo in soffitta la vecchia e cara “pizza”. Non si perse del tempo e il Palladium, unica sala cittadina e seconda in provincia, venne dotata di un moderno sistema di proiezione in digitale. Questa svolta ha consentito alla nostra sala non solo di sopravvivere, ma anche di crescere, fino a celebrare il suo mezzo secolo di vita nel novembre del 2017. Le cose fatte e ospitate sono tantissime e non si vuole annoiare chi legge con elenchi e ci limitiamo ad enumerare le numerosissime prime visioni, i pienoni con il “Quo Vado” di Checco Zalone, la sorpresa del successo della rassegna del giovedì, la serata con Carlo Verdone e i tanti eventi ospitati. In tutto questo contesto le diamo atto che lei non ha mai interferito con le scelte dei titoli da proiettare. Una sala della comunità che negli anni ha proiettato titoli “scomodi” quali “La bella addormentata” di Marco Bellocchio, “Magdalena”, “Philomena”, “Calvario” o “Il caso Spotlight”, lavori dove preti e suore non ne escono benissimo, vuol dire che ha 2009/2019 10 ANNI DI CAMMINO INSIEME

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SCUOLA DELL’INFANZIA 18

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TUTTI PER UNO, UN CAMPO PER TUTTI!

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ALLA FIERA DE CASTEL...

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UN CAMMINO SEGNATO DA EVENTI STRAORDINARI

Apertura della teca con la veste di San Carlo Borromeo

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S. Messa con la statua della Madonna di Fatima

Posa della targa in ricordo della Cresima di Alessandro Manzoni a Castello

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Visita pastorale dell’Arcivescovo di Milano Card. Tettamanzi

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Benedizione degli animali

Coro gospel

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Festa dei SS Martiri Gervaso e Protaso

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Concorso logo Palladium, selezione proposte


IN PELLEGRINAGGIO LUNGO LE VIE DELLA FEDE

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CHE LA FESTA ABBIA INIZIO

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Anche la redazione si unisce ai ringraziamenti e al saluto riconoscente a don Egidio Santo Caruso, Mariolina Mauri, Chiara Pizzi, Matteo Possenti, Umberto Riva, Claudio Santoro. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla stesura dei testi e alla distribuzione di questo numero speciale. Il Consiglio pastorale ringrazia tutta la comunitĂ per la generositĂ  e la partecipazione ai momenti di festa.

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