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GIORNALE DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI CASTELLO N. 04 - Dicembre 2017 www.parrocchiadicastello.it

A Lui sarà dato il nome di Emmanuele, Dio con noi. Mt.1,23


APPUNTAMENTI

ORARI DELLE CELEBRAZIONI DEL TEMPO DI NATALE 2017 VENERDI’ 22 DICEMBRE ore 17.00 - 18.30 Confessioni per tutti. SABATO 23 DICEMBRE ore 16.00 - 18.00 Confessioni per tutti. DOMENICA 24 DICEMBRE dalle 16.00 alle 18.00 Confessioni. ore 18.30 S. Messa vigiliare. ore 23.15 Veglia di preghiera. ore 24.00 S. Messa solenne nel Natale del Signore. LUNEDI’ 25 DICEMBRE - S. Natale ore 8.00 - 10.00 - 11.30 Ss. Messe. E’ sospesa la S. Messa delle ore 18.30. MARTEDI’ 26 DICEMBRE - Santo Stefano ore 10.30 - 18.30 Ss. Messe. DOMENICA 31 DICEMBRE Ss. Messe ore 8.00 - 10.30. Ore 18.30 S. Messa Vigiliare con preghiera di ringraziamento per la fine dell’anno. LUNEDI’ 1 GENNAIO - Ottava di Natale nella circoncisione del Signore (Giornata mondiale di preghiera per la pace) Ss. Messe ore 10.30 - 18.30. Sospese le altre S. Messe. VENERDI’ 5 GENNAIO ore 18.30 S. Messa Vigiliare solenne nell’Epifania del Signore. SABATO 6 GENNAIO - Epifania del Signore Ss. Messe ore 8.00 - 10.30 - 18.30. E’ sospesa la S. Messa delle 11.30. Dopo tutte le S. Messe bacio di Gesù Bambino.


SOMMARIO SOMMARIO EDITORIALE SOMMARIO SOMMARIO EDITORIALE

SCUOLA DELL’INFANZIA EDITORIALE CHIESA EDITORIALE CHIESA ORATORIO SOMMARIO EDITORIALE EDITORIALE CHIESA

Carissimi amici

CHIESA CHIESA VITA PARROCCHIALE CHIESA EDITORIALE Avvento rallegrati... vedrai che bello! VITA2017: PARROCCHIALE CHIERICHETTI VITA PARROCCHIALE Attenti! Il Messia è tra voi! Consiglio pastorale VITA PARROCCHIALE SOMMARIO CHIESA Insieme per ringraziare il Signore PALLADIUM VITA PARROCCHIALE SCUOLA DELL’INFANZIA VITA2017 PARROCCHIALE Cresima

SCUOLA DELL’INFANZIA SCUOLA DELL’INFANZIA MONDO ORATORIO

Suor EDITORIALE Victorine scrive SCUOLAciDELL’INFANZIA ORATORIO

SOMMARIO VITA PARROCCHIALE

BancoORATORIO vendita 2017 SCUOLA DELL’INFANZIA

SCUOLA DELL’INFANZIA ZANETTI ORATORIO CHIESA ORATORIO CHIERICHETTI Gruppo adolescenti ORATORIO EDITORIALE Appuntamenti catechesi 2018 TERRITORIO CHIERICHETTI SCUOLA DELL’INFANZIA Campeggio 2018 CHIERICHETTI PALLADIUM RICORDI CHIERICHETTI CHIESA ORATORIO PALLADIUM CHIERICHETTI “Angelo nel paese al contrario” VITA PARROCCHIALE CHIERICHETTI PALLADIUM Giornata mondiale dei poveri - 19 novembre 2017 MONDO PALLADIUM Il cammino di Santiago per i giovani MONDO PALLADIUM PALLADIUM MONDO VITA PARROCCHIALE CHIERICHETTI MONDO ZANETTI Un nuovo anno DELL’INFANZIA da servire con gioia SCUOLA MONDO MONDO ZANETTI Auguri alle tre new entry ZANETTI PALLADIUM TERRITORIO TERRITORIO ZANETTI DELL’INFANZIA ORATORIO SCUOLA

RICORDI TERRITORIO Brevetti per le vie di Castello ZANETTI ZANETTI

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MONDO RICORDI TERRITORIO ORATORIO RICORDI TERRITORIO TERRITORIO DI VITA N. 03 - Settembre 2014 - www.parrocchiadicastello.it pag. 21 Lo scoppio diPAROLE Castello RICORDI Giovannino 24 ZANETTI RICORDI CHIERICHETTI RICORDI Grazie Giovannino 25

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60 anni fa!

CHIERICHETTI TERRITORIO

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PALLADIUM

RICORDI Una prima in poltrona PALLADIUM Palladium: 50 anni portati con leggerezza

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MONDO

Anagrafe

MONDO PAROLE DI VITA N. 03 - Settembre 2014 - www.parrocchiadicastello.it PAROLE DI VITA N. 03 - Settembre 2014 - www.parrocchiadicastello.it ZANETTI

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TERRITORIO

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PAROLE DIVITA VITAN. N.03 03---Settembre Settembre2017 2014- -www.parrocchiadicastello.it www.parrocchiadicastello.it DI 2014 www.parrocchiadicastello.it • COPERTINA_OTTOBRE.2014.inddPAROLE 3 PAROLE DI VITA N. 04 Dicembre

RICORDI

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EDITORIALE

Carissimi amici in mezzo a tanta carta, foglietti, giornali e posta natalizia, eccoti anche il Giornale della Parrocchia; è il giornale della tua Comunità Cristiana che ti viene recapitato, perchè anche tu abiti e fai parte di questa piccola porzione di Popolo di Dio, che è qui a Castello. Non so se ti fa piacere riceverlo, ma a noi interessa, nell’occasione del Natale, entrare in casa tua, perchè ti sentiamo parte della nostra parrocchia; forse ne condividi il cammino, sei credente, hai ricevuto il battesimo, hai dei figli che crescono e desiderano sapere da te, perchè è importante conoscere la fede cristiana e soprattutto viverla, cercando di testimoniare il vangelo di Gesù. Certamente mi dirai: ma chi oggi conosce e soprattutto vive e testimonia il vangelo? Non lo so; tuttavia in mezzo a tanti mali della nostra società, dove la violenza, l’ingiustizia, l’egoismo e la cattiveria sono all’ordine del giorno e campeggiano sempre sulle prime pagine dei giornali, c’è un mondo di bene che è nascosto e che quasi mai trova spazio sul palcoscenico della nostra società. E’ vero il detto: fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce. Ormai siamo vicini al Natale, unica 1

festa cristiana di cui tutti vogliono impossessarsi a modo loro. Non c’è trasmissione televisiva, o pagina di giornali, o pubblicità o mondo dell’economia che non si appropri e che non monopolizzi un poco della festa di Natale e la sfrutti a proprio uso e consumo. La festa di Natale, invece, mette al centro un bambino, il figlio di Dio, Gesù di Nazareth. Un Dio che ti commuove, perchè bambino; ma poi aspetta che diventi grande, quando inizierà a parlare e allora ...la musica cambia. La sua parola ti contesterà e non saranno le nenie di Natale che ti accarezzeranno le orecchie; ma saranno Parole Divine; parole che diventeranno progetto di vita per ciascuno di noi, per la società intera e anche senza esagerare, progetto per un mondo nuovo. Mi piace molto celebrare la solenne S. Messa di mezzanotte; soprattutto l’osservare i molti visi sconosciuti che scrutano la chiesa come se fossero un gruppo di turisti in cerca di qualcosa da

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fotografare o qualche momento simpatico da immortalare, per poi condividerlo con altri amici. Altre persone non entrano nella chiesa solo per curiosità; ci entrano per nostalgia e alla fine con la segreta voglia di guardarci dentro bene al fatto della fede, se cioè sia roba vera e quanto c’entri questo Dio con la nostra vita! Carissimo amico, non te ne andrai deluso, anche se scoprirai un Dio tutto diverso da quel che pensi tu o che dicono i giornali. Il Dio vero - ben documentato nella sua storicità, non ipotizzato da miti o filosofi - è però un Dio “adagiato in una mangiatoia”, cioè inatteso e sconcertante! Consolati, non sei il primo. San Paolo dice che Cristo è “scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani” (1 Cor 1,23).

Per lo meno quindi non inventato dagli uomini! Ecco: è proprio il vero Dio quello che andremo a riconoscere e ad adorare, “posto in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio”. Questo Dio non lo puoi manipolare come il Natale del nostro mondo; è un Dio che entra nella nostra vita; e se lo accogli, te la cambia e te la trasforma in dignità; se lo rifiuti, rimani solo con le tue cose. Ma questo Dio continuerà a cercarti e quando meno te lo aspetti, lo troverai e lo incontrerai. Quello sarà il tuo vero Natale, la tua felicità e la tua salvezza. Cordialmente e Buon Natale!

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don Egidio

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VITA PARROCCHIALE

Avvento 2017: Rallegrati... vedrai che bello! Anche quest’anno la proposta per l’Avvento rivolta ai ragazzi dell’iniziazione cristiana è stata un invito alla gioia: gioia da condividere in famiglia, con gli amici, nella Comunità, nel proprio ambiente di vita, con uno sguardo di particolare attenzione a chi, anche in questo tempo di attesa, fatica ad aprirsi alla speranza. Ispirato alla proposta diocesana per gli oratori, ecco quindi l’invito: “RALLEGRATEVI” che, dalla prima domenica di Avvento, campeggia sull’altare in una scritta colorata, ben visibile a tutti; è un invito che esorta ad alleggerirci un po’ delle fatiche quotidiane, nell’attesa di qualcosa di bello, che non potrà deludere. Per vivere bene questo tempo, la Messa domenicale delle 10 è stata pensata come momento speciale per i ragazzi del Catechismo; è stata animata a turno da ciascuna classe, in un clima particolarmente gioioso, con il loro coinvolgimento diretto in alcuni gesti (processione all’ingresso, preparazio3

ne e lettura delle intenzioni, offertorio, Padre Nostro recitato sull’altare). L’omelia, in particolare, è stata dedicata a entrare un po’ dentro questo invito alla gioia, e a declinarlo nel quotidiano. Ogni domenica è stato proposto un tema di riflessione, che ha al centro Gesù e il suo messaggio, e traccia delle strade da seguire per vivere con gioia insieme agli altri. Per ogni settimana sono anche indicati dei destinatari, ai quali è particolarmente rivolto l’invito alla gioia. Per lasciare traccia ai ragazzi di quanto viene meditato nell’omelia è stato loro consegnato, al termine della celebrazione, un cuore in cartoncino rosso, con il messaggio per quella domenica. Il cuore può essere portato a casa per ricordare l’impegno della settimana, oppure donato a chi può avere bisogno in modo speciale di quelle parole; lo stesso cuore, più grande, viene posto ogni domenica a completare lo sfondo intorno alla scritta sull’altare.

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Così, nella prima settimana abbiamo ricordato a chi soffre ed è triste che “nella vita c’è sempre qualcosa di bello”; nella seconda abbiamo pensato alle persone che ci sono più vicine, con le parole “impariamo a vivere come fratelli”; nella terza abbiamo riscoperto che “Gesù ci vuole bene”, pensando specialmente a chi è nel bisogno; nella quarta l’invito “impariamo ad accogliere, non restiamo soli” ci ha esortato alla condivisione all’interno della nostra Comunità; nella quinta ricordare che “Gesù ci ama per primo”ci ha fatto riconoscere fratelli anche delle persone che non conosciamo, perché il suo amore è per tutti; il messaggio della sesta domenica, infine, è un invito a raccogliersi intorno al Presepe: “Cerchiamo Gesù per stare con Lui”; i piccoli cuori verranno deposti intorno alla culla, a indicare che i nostri ragazzi sono simbolicamente lì,

intorno al Bambino, a vivere la gioia della sua nascita. Oltre alla Messa domenicale e ai momenti del catechismo del giovedì, anche quest’anno viene infine proposta la Novena, momento di silenzio e raccoglimento all’inizio della giornata, prima della scuola, per entrare nel clima sacro dell’attesa del Natale. Costanza

Attenti! Il Messia è tra voi! In un antico monastero erano rimasti soltanto l’abate e quattro monaci ultra settantenni. L’abbazia era cadente, destinata ormai a scomparire. Nel bosco che la circondava c’era una capanna dove viveva da eremita un vecchio rabbino considerato un veggente. L’abate come ultima carta decise di chiedergli consiglio. Quando tornò col volto cupo e deluso, i monaci chiesero curiosi: “Cosa ti ha detto?”. “Nulla. Però mentre me ne stavo andando ha sussurrato qualcosa di oscuro: Attenti! Il Messia è tra di voi!”. Nei giorni successivi ognuno si domandava che cosa avesse voluto dire: il Messia è uno di noi mascherato? E se è così, chi? L’abate? Oppure fratel Thomas,

un sant’uomo, un illuminato. Certamente non è fratel Elred: a volte è irascibile e brontolone, anche se però spesso ha ragione lui. Chissà. Escludiamo fratel Phillip: è così passivo, però ha il dono di essere sempre presente quando c’è bisogno. Magari è lui. Non è proprio possibile che intendesse me. Io sono uno qualsiasi. E se fossi io il Messia e non l’ho capito e non mi sono realizzato come dovevo? Oh no, non io. Non potrei essere così importante per Dio. Immersi in questi pensieri, i vecchi monaci cominciarono a trattarsi con straordinario rispetto per quel remoto sospetto che il Messia fosse uno di loro. E per la possibilità, ancor più remota, che il Messia fosse ciascuno di loro, ognuno cominciò a trattare se stesso con più attenzione.

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C’era qualcosa di straordinariamente affascinante, persino di irresistibile in questo rapporto che veniva a crearsi. Un contagio di rispetto, premura, positività. I visitatori cominciarono a tornare e poi portarono amici. Qualcuno iniziò a intrattenersi con i monaci. Dopo qualche tem-

po uno chiese di potersi unire a loro. Poi un altro e un altro ancora. Così, nel giro di pochi anni, il monastero riprese a vivere e, grazie a quel “Attenti! il Messia è tra voi” tornò a essere un vivo centro di luce.

Consiglio Pastorale Verbale di mercoledì 18 ottobre Don Egidio dopo la preghiera ha tratto spunto dalla lettera dell’arcivescovo Delpini, per riflettere sulla Sinodalità, che è stile dell’agire pastorale. La Comunità Cristiana, che nasce dall’Eucaristia e che è chiamata a vivere in un clima di preghiera fedele e fiduciosa, cresce nella persuasione che senza il Signore non può intraprendere il giusto cammino. L’appuntamento con il Signore nella Messa domenicale deve essere desiderato, preparato e celebrato con 5

gioia, perchè non termini dopo la Messa, ma diventi parte integrante del nostro quotidiano. Purtroppo oggi molte persone sono lontane dalla Chiesa, prese da tutto ciò che ci sta intorno e che si avvicinano solo per appuntamenti importanti quali: Battesimi, Comunioni, Cresime, ecc. Per i credenti, mancare alla S. Messa è un fatto che tocca nel profondo, perchè è un appuntamento che li lega al Signore. A questo punto Don Egidio cita, e non

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senza una certa emozione, il viaggio intrapreso a Beirut, parlando dei giovani che combattono la violenza e che si allontanano da essa seguendo il Vangelo. Questo atteggiamento nasce dal fatto di sentirsi parte di una Comunità Cristiana attiva e con profondi valori cristiani. Noi, a volte e purtroppo, siamo fermi ai soli precetti della Chiesa che viviamo senza entusiasmo; è importante recuperare la passione per il Vangelo e vivere la sinodalità con tutti. Don Paolo poi ha approfondito e spiegato il senso della parola “Sinodalità” che vuol dire innanzitutto saper “camminare insieme” e lavorare insieme a tutti i livelli, capendo che tanti muri devono essere tolti. Noi come Consiglio Pastorale dobbiamo metterci in ascolto della Comunità Cristiana, ad esempio alla S. Messa, per dire “ci siamo ritrovati per voi, stiamo impegnandoci per la nostra Comunità“. OSSERVAZIONI - Giorgio ha preso la parola, dicendo che, essendo al suo secondo mandato e facendo un raffronto con gli anni scorsi, ha notato un cambiamento in positivo. Nelle prime riunioni era più un rendere conto al parroco di ciò che si faceva, quasi con distacco. Cambiamento reso evidente con la preparazione all’incontro con il Vicario per la visita pastorale feriale. Abbiamo lavorato attivamente, mettendoci in gioco, confrontandoci, sentendoci più protagonisti. E’ stata questa una occasione per riflettere su alcuni problemi che toccano la nostra comunità e non solo e relative soluzioni, facendolo responsabilmente. - Pensiero condiviso anche da Molteni che, venendo da una realtà come quella di Milano, trova che nella nostra Comunità ci siano tante cose che funzionano e che quindi vadano promosse e valorizzate. Ha

suggerito anche, tutte le volte che ci si incontra come Consiglio Pastorale, di fare un resoconto di ciò che avviene di positivo o di negativo, delle iniziative in atto. - Matteo ritiene che nel nostro Consiglio Pastorale ci sia tutto ciò che dice l’Arcivescovo, ma deve esserci una partecipazione più attiva. Oggi c’è più confronto e più unità di intenti. - Davide ha fatto presente che mentre l’anno scorso gli incontri con le famiglie si tenevano la prima domenica del mese, ora sono state proposte date diverse, per armonizzare anche tutte le altre attività. - Claudio ha espresso la sua soddisfazione, parlando del Cinema Palladium. Bene la rassegna. Quest’anno ospiterà sei eventi teatrali della città di Lecco. La “Compagnia del Domani” è molto attiva. Il 7 dicembre, in occasione della prima della Scala, proporremo al Palladium l’opera in diretta, con ingresso gratuito. - Elisabetta ha fatto presente che la Scuola di Musica è un successo, frequentata da trenta bambini, anche fuori Castello. E’ una realtà molto positiva. - Don Paolo ha espresso soddisfazione per aver risolto il problema catechiste, anche grazie all’arrivo di Suor Dina, che sta già aiutando la nostra comunità; collabora con lui e aiuta in oratorio. Ha menzionato i chierichetti, grande risorsa e tesoretto che la nostra comunità deve custodire. Bambini e ragazzi consapevoli di avere un ruolo importante e che prendono molto seriamente il loro impegno di servizio all’altare, felici di fare vita di comunità. Ha parlato anche del lavoro dei volontari, come esempio di Sinodalità e come laici che si impegnano per fare Chiesa, ricordando in particolare coloro che si adoperano per la Fiera. La Segretaria

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Insieme per ringraziare il Signore Domenica 29 ottobre abbiamo festeggiato il venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Domenico Sirtori. È nato a Carate Brianza ed è stato coadiutore nella nostra parrocchia dal 1992 al 1998. E’ stato coadiutore poi nelle parrocchie S. Cuore di Monza e S. Nicola in Dergano a Milano. È stato parroco nella parrocchia S. Maurizio a Solbiate Arno e attualmente è parroco nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Corsico (Mi).

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Foto ricordo 1992

Foto ricordo 1998 PAROLE DI VITA N. 04 - Dicembre 2017 - www.parrocchiadicastello.it

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Cresima 2017


MONDO

Suor Victorine ci scrive Carissima Misia, che piacere ricevere la tua mail. Io sto bene. La mia esperienza in Colombia si sta concludendo. Se tutto va bene e soprattutto se Dio lo vuole, il ritorno per l’Africa sarà per la primavera o inizio estate 2018. Dovevo andare il mese scorso però ho avuto il problema del visto. Adesso devo rinnovare il mio passaporto e dopo tutto sarà chiaro. In questo tempo di pausa e di attesa del grande ritorno, mi sto dedicando a imparare molte cose pratiche soprattutto in cucito. Approfitto perché una consorella ha una associazione e un laboratorio di cucito per cose varie. Penso e vorrei anch’io collaborare alla vostra opera mandandovi cose per le vostre esposizioni se siete d’accordo. Però ti manderò prima i modelli e cosi mi dirai ciò che va bene lì. I vostri ragazzi stanno progredendo molto bene con lo studio. E’ una bella soddisfazione. Ti confermo che il numero del conto postale sul quale far pervenire l’importo è giusto. Devo solo dirvi grazie di cuore del vostro aiuto per

i ragazzi. Dio saprà darvi la giusta ricompensa. Io vi prometto le mie povere orazioni. Vi abbraccio ad una a una e chiedo a Dio benedizioni per le vostre famiglie e le vostre necessità urgenti. Carissima, stammi bene. Buon tutto e un Avvento ricco per celebrare il Santo Natale di Pace, Gioia Rinnovazione. Pace e Bene!! Suor Victorine (Da alcuni anni abbiamo adottato a distanza tre ragazzi in Camerum e provvediamo a contribuire alle spese del vitto e dello studio)

Banco Vendita Pro Missioni anno 2017 Incasso Banco vendita Offerte per Missionari Adozione studenti in Camerum Padre Roberto Donghi - Guinea Bissau Suor Marcella Catozzo - Haiti Don Fernando Milani - Filippine In cassa per acquisti Totale

Entrate 1.782,50 232,00

Uscite

950,00 250,00 250,00 250,00

2.014,50

314,50 2.014,50

Il Gruppo Missionario ringrazia tutti coloro che hanno collaborato sia con il loro lavoro, sia acquistando i prodotti in esposizione alla riuscita del Banco Vendita. 10


ORATORIO

Gruppo adolescenti Un momento di riflessione e di crescita a casa di San Giovanni XXIII Il ritiro di Avvento del gruppo adolescenti, tenutosi sabato 18 novembre e domenica 19 novembre, ha avuto luogo presso la casa natale di San Giovanni XXIII a Sotto il Monte (BG). Hanno partecipato gli adolescenti del Decanato di Lecco. La tematica trattata con l’aiuto di don Filippo e degli educatori è stata quella dell’amore, un argomento già affrontato in parrocchia durante gli incontri di catechismo. Le ore di riflessione e di preghiera, in parte individuali ed in parte comunitarie, sono state intervallate da momenti di gioco e di tempo libero trascorsi in allegria. Appena arrivati a Sotto il Monte abbiamo effettuato una visita della casa natale di 11

San Giovanni XXIII, poi, dopo una breve riflessione e un po’ di tempo libero, abbiamo cenato ed in seguito abbiamo partecipato ad un gioco organizzato dagli educatori. Prima di andare a dormire, abbiamo recitato la preghiera della sera con una breve riflessione. La mattina seguente vi è stato un ulteriore approfondimento della tematica dell’amore e dell’egoismo. Dopo la S. Messa, il pranzo ed un’altra riflessione, siamo tornati a Lecco. Si è trattato di un’occasione molto importante per soffermarci sulla nostra esperienza e socializzare con ragazzi della nostra stessa età, appartenenti ad altre parrocchie.

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Appuntamenti catechesi 2018 PRIMA CONFESSIONE - Domenica 11 marzo 2018 ore 15.00 PRIMA COMUNIONE - Mercoledì 25 aprile 2018 ore 10.30 FIRMA PERGAMENA E PROFESSIONE DI FEDE - Sabato 05 maggio 2018 ore 18.30 CRESIMA - Sabato 12 maggio 2018 ore 15.30 RITIRO SPIRITUALE GENITORI E RAGAZZI DELLA PRIMA COMUNIONE Sabato 14 aprile 2018 ore 14.30 - 17.00 in Oratorio RITIRO SPIRITUALE GENITORI E RAGAZZI CRESIMA 2018 Sabato 05 maggio 2018 ore 14.30 - 17.30 in Oratorio QUARESIMA 2018 VIA CRUCIS E CONFESSIONI IN CHIESA PARROCCHIALE Giovedì 22 febbraio 2018 - (solo VIA CRUCIS) II e III elementare Giovedì 01 marzo 2018 - IV elementare Giovedì 08 marzo 2018 - V elementare Giovedì 15 marzo 2018 - I media Giovedì 22 marzo - (solo CONFESSIONI ore 17.45) II e III media GIOVEDI SANTO 29 marzo 2018 ore 16.00 - S. Messa con lavanda dei piedi Giovedì 10 maggio 2018 CHIUSURA ANNO CATECHISTICO (Olate-Suore Maria Bambina)

Campeggio 2018 A tutti i ragazzi e ai loro genitori Ciao ragazzi, quest’anno l’oratorio sta pensando di organizzare la vacanza estiva per fasce di età. Stiamo cercando di realizzare un piccolo sondaggio per capire l’interesse. Il periodo delle vacanze: • Turno elementari: da sabato 7 a sabato 14 luglio Auronzo di Cadore • Turno Medie: da sabato 14 a sabato 21 luglio • Turno adolescenti: da sabato 21 a sabato 28 luglio (CAMPEGGIO CITTADINO) Se la proposta ti può interessare e vuoi provare a vivere questa esperienza, restituisci il foglio che ti è stato consegnato al tuo catechista o a suor Dina. ATTENZIONE: questa non è una reale iscrizione, ma solo un sondaggio. 12


CHIESA

Angelo nel paese al contrario Una storia tratta dal volume “UN ANGELO IN PAESE”STORIE DI NATALE PER FAMIGLIE dell’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini “Nel suo vario viaggiare Angelo capitò persino in un paese che era il Paese al contrario. E’ uno strano paese dove tutto avviene al contrario. Per esempio i ragazzi, invece che giocare di giorno e dormire di notte, di giorno, dormono e non combinano niente, poi, quando scende la notte e fa anche freddo, si agitano e si eccitano per andare a divertirsi: sarà strano, ma è così che capita nel Paese al contrario. Per esempio, gli adulti, invece che decidere e chiedere ai figli di obbedire, chiedono ai figli che cosa vogliono e obbediscono: che si tratti del vestito da mettere o di che cosa mangiare a cena o di che cosa fare il mattino 13

della domenica non sono i figli a obbedire ai genitori, ma tutto al contrario, sono i genitori a obbedire ai figli. Fanno da autisti, da camerieri, da personale di pulizia: è un Paese al contrario. Da una parte del paese c’è gente magra, patita, affamata e al mercato non si può andare: non c’è niente e, se anche ci fosse qualche cosa, chi avrebbe i soldi? Dall’altra parte del paese c’è gente grassa, sazia e i mercati traboccano di mercanzia, tanto che finiscono per buttarne via una gran quantità. Una delle leggi del Paese al contrario infatti è: Chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane. L’Angelo si stupiva, ma che farci? E’ un Paese al contrario.

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La cosa più buffa è che invece di essere i ragazzi a divertirsi per insegnare al pappagallo a parlare, sono i pappagalli a insegnare a parlare ai bambini. I pappagalli sanno poche parole, parole brevi, dal suono ben chiaro. Le parole che i pappagalli insegnano ai bambini sono: Io! No! Uffa! Nel Paese al contrario i bambini non sanno canzoni, non imparano poesie, non raccontano storie. Dicono soltanto tre parole: Io! No! Uffa! Si alzano al mattino e prima ancora di vedere se c’è il sole o se piove, già seminano malumore per tutta la casa: Uffa! Incontrano la mamma o il papà o la sorella o il compagno di scuola o il cane. Ma non salutano, non ascoltano quello che hanno da dire, non si interessano di quello che capita. Piuttosto si rinchiudono nella solitudine come fosse una fortezza. Dicono sempre e solo: Io! Se qualcuno li invita, se ricevono una proposta, se una voce li chiama, la risposta è chiara e precisa: No! Forse è per questo che nel Paese al contrario non c’è mai un bel sole, ma sempre una foschia, come se nell’aria abitassero la noia, la rabbia, la solitudine. L’Angelo, che non aveva mai visto un Paese al contrario, si trovava a disagio, ma che poteva fare? L’avevano mandato lì apposta per invitare gli abitanti alla festa di Natale! La sua missione si rivelava un fallimento perché le risposte degli abitanti erano solo: Io! No! Uffa! L’Angelo allora inventò una stella mai vista, una stella che insieme con la luce lasciava una scia di stupore che incantava i bambini annoiati, ed ecco che, non si sa come, invece di ripetere le parole imparate dal pappagallo, gridarono evviva! La stella mai vista non solo irradiava luce e stupore, ma al suo passaggio c’era come un mormorio di un vento leggero, una voce amica, che era come un invito: volete venire con me? Ed ecco i bambini, non si sa come, invece di ripetere le parole imparate dal pappagallo, gridarono: Si!

La stella mai vista non solo irradiava luce e stupore e una voce amica, ma seminava nei cuori una specie di tenerezza, un desiderio di amicizia, un interesse commosso per i volti e le storie, per le lacrime e i sorrisi degli altri. Ed ecco che i bambini, non si sa come, invece di ripetere le parole imparate dal pappagallo cominciavano ogni frase con un pronome che non si usava nel Paese al contrario. Dicevano infatti: Noi! Fu così che il Paese al contrario cominciò a trasformarsi in un Paese come Dio comanda, proprio a partire dalle parole nuove. Invece di seminare noia e scontento dicendo: “Uffa!”, il mattino era accolto con un sorriso: “Evviva! Una giornata da vivere! Evviva, il bene da fare! Evviva, amici da incontrare!, cioè la gioia. Invece di provocare rabbia e disappunto, dicendo: “No!”, ogni invito al bene ascoltava la risposta incoraggiante: “Si, vengo. Si ci sto. Si, grazie”, cioè la vocazione. Invece di isolarsi in solitudini deprimenti, dicendo sempre: “Io”, anche le imprese più audaci diventavano possibili, anche le fatiche più aspre diventavano sopportabili, perché si diceva: “Noi. Noi insieme possiamo rimetter diritto anche il Paese al contrario”, cioè la fraternità. E’ per questo che l’Angelo inventò la stella cometa”. Ci sono state molte discussioni sulla stella cometa. Gli astronomi l’hanno cercata nel cielo; i pittori l’hanno immaginata nei quadri di Natale; i bambini l’hanno aspettata come fosse l’apparire di un angelo simpatico. A me sembra però che la stella sia come una gioia sorprendente che raggiunge le persone, anche quando non se l’aspettano e persino quando pensano di non meritarla. Una gioia sorprendente. E si lasciano convincere che il bene è meglio del male, che abitare in un Paese come Dio comanda è meglio che abitare in un Paese al contrario. Per dirla proprio in confidenza, io credo che la stella cometa sia la gioia che Gesù regala a Natale.

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Giornata mondiale dei Poveri 19 novembre 2017

Papa Francesco nel Messaggio di presentazione della Ia Giornata Mondiale dei Poveri - da lui istituita al termine del Giubileo della Misericordia e che è celebrata quest’anno il 19 novembre 2017 – ha proposto il tema “Non amiamo a parole ma con i fatti”, riprendendo, in filigrana, tutto il suo apostolato. In primo luogo il titolo, con il richiamo alla concretezza: «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18) che riecheggia quanto disse a Firenze ai vescovi e alla Chiesa italiana: “Non mettere in pratica, non condurre la Parola alla realtà, significa costruire sulla sabbia, rimanere nella pura idea e degenerare in intimismi che non danno frutto, che rendono sterile il suo dinamismo”. Il Papa richiama tutti i temi sensibili già trattati nei documenti del suo Magistero. I poveri sono persone da incontrare, accogliere, amare. La povertà non è un’entità astratta, ma “ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Davanti a questi scenari, il Papa ci chiede di non restare inerti e rassegnati, ma di “rispondere con una nuova visione della vita e della società”. È dunque un appello a contribuire in modo efficace al cambiamento della storia generando e promuovendo vero sviluppo, secondo quanto enunciato dalla Populorum Progressio, fino ad arrivare alle recenti 15

attenzioni tramite la costituzione del Dicastero “Per lo sviluppo umano integrale”. Un appello alla necessità di perseguire il bene comune, nella comunione e nella condivisione, altro termine fondamentale. È nella costruzione della comunione attraverso la condivisione infatti che la comunità si accorge di chi è ai margini e si adopera per accogliere, o riaccogliere chi non siede alla mensa del banchetto eucaristico. Nel Padre nostro, ci ricorda il Papa, “il pane che si chiede è “nostro”, e cioè da condividere, nella consapevolezza che l’amore verso il povero trova radice in Dio. I poveri, insieme all’Eucarestia, sono carne

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viva di Cristo. In quest’ottica i poveri e la povertà più che un problema, sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo, ripensando i nostri stili di vita, rimettendo al centro le relazioni fondate sul riconoscimento della dignità umana come codice assoluto. Al punto n.4 del Messaggio il Santo Padre sottolinea che “per i discepoli di Cristo la povertà è anzitutto una vocazione a seguire Gesù povero…che conduce alle Beatitudini”.

Quasi un manifesto per la buona riuscita della vita cristiana: “La povertà è un atteggiamento del cuore che impedisce di pensare al denaro, alla carriera, al lusso come obiettivo di vita e condizione per la felicità. È la povertà, piuttosto, che crea le condizioni per assumere liberamente le responsabilità personali e sociali, nonostante i propri limiti, confidando nella vicinanza di Dio e sostenuti dalla sua grazia”. Dal sito “Caritas italiana”

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CHIERICHETTI

Un nuovo anno da servire con gioia Dopo la pausa estiva, eccoci tornati pronti per un nuovo anno insieme ai nostri fantastici chierichetti a cui quest’anno si sono aggiunti 14 nuovi ragazzi! Sabato 30 settembre abbiamo festeggiato tutti insieme con il consueto incontro: giocone, pizzata in oratorio e presentazione dei nuovi gruppi e delle attività dell’anno (tante uscite e incontri previsti). Domenica 1 ottobre, invece, durante la

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Messa delle 10:00, si è svolta la vestizione dei nuovi chierichetti, emozionatissimi ed entusiasti all’idea di iniziare a far parte del nostro gruppo. Ci auguriamo che questo nuovo anno riservi tanta gioia ed emozioni, e che i nostri ragazzi non si stanchino mai di far parte del nostro gruppo, che con gioia e amore serve ogni domenica all’altare. Le Somme

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Auguri alle tre new entry È tradizione per il nostro gruppo festeggiare il giorno dell’Immacolata Concezione con il “confra day”. Questa mattina alle ore 10:00 tre nuove chierichette sono entrate a far parte della congregazione dei ministranti, un gruppo che comprende i ragazzi delle superiori che si occupano attivamente di organizzare eventi per i più piccoli e prendersi cura di loro. Responsabilità, impegno e dedizione. Queste le caratteristiche che lo contraddistinguono. Auguriamo a Chiara, Linda e Carola un felice percorso e tanta soddisfazione Sara

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TERRITORIO

Brevetti per le vie di Castello Molte volte, su queste pagine, abbiamo parlato di questa o quella via, raccontando soprattutto la storia di colui al quale essa è stata dedicata. Questa volta, invece, girovagheremo per le vie di Castello immaginando le diverse attività artigianali e industriali che ivi si svolgevano nella seconda metà dell’ottocento grazie ai “Brevetti di invenzione” registrati a nome di ditte e cittadini di Castello sopra Lecco e pubblicati su varie annate dell’“Annuario Scientifico ed Industriale”. Alcuni nomi saranno familiari, ma nella maggior parte dei casi essi sono ormai quasi dimenticati. In qualche caso, per saperne qualcosa di più, ci verrà in aiuto Francesco D’Alessio con informazioni tratte dal suo libro “Un industrioso cammino”. Del dottor Graziano Tubi, per esempio, già abbiamo parlato nell’articolo sulla via che porta il suo nome, ricordandone 19

l’eclettica attività. L’Annuario oltre al più familiare brevetto per un “Apparecchio di raddolcimento degli harmonium” (1891) ci ricorda anche la “Modificazione alle stecche e lamine mobili e fisse ed accessori per persiane, tettoie e serramenti” brevettata nel 1880. Molte invenzioni riguardano perfezionamenti relativi alle varie fasi di lavorazione della seta. Giuseppe Scacchi, con officina in via Mentana, brevetta un “Nuovo filatoio da seta” nel 1866, seguito da tanti altri lecchesi: Giovanni Scanagatti nel 1874 brevetta un nuovo sistema di filanda, i fratelli Bettini, poi premiati all’esposizione internazionale di Parigi del 1900, inventano nel 1885 delle “Stribbie inalterabili”, mentre Giulio Mattarelli, poi forse più famoso per i brevetti di perfezionamento degli “Estin-

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guitori del fuoco” e degli “Spegnifuoco” (1891, 1895 e 1900) inventa nel 1885 un “Regolo di ottone per impagliatura delle scopinatrici usate nella trattura della seta”. Tornando a Castello, la fiorente fabbrica di cera di Giovanni Manzoni perfeziona la fabbricazione delle candele “a strati cilindrici per immersione” (1889) e, qualche anno più tardi, inventa pure una “Macchina perfezionata per modellare e timbrare contemporaneamente candele ad uso di famiglia e di culto di varia lunghezza” (1895). Nel 1902 la ditta Rocco Bonaiti brevetta un “Nuovo tipo di trafiliera multipla”. Francesco D’Alessio scrive che il fondatore, nato a Rancio da famiglia di trafilieri, cominciò la propria attività industriale affittando un opificio di proprietà Cima situato in via Fiumicella. Morto nel 1895, ne continuò e ampliò l’attività il figlio Enrico che fece costruire nuovi stabilimenti tra cui, per restare a Castello, ricordiamo solo quello di via Castagnera. Alcune di queste invenzioni “made in Castello” sono, a leggerne i titoli, curiose e ci si chiede se davvero abbiano trovato applicazione pratica e sbocco commerciale.

Angelo Croci, nel 1873, brevetta il metodo di sua invenzione per la “Conservazione delle carni fresche senza acidi e senza sali” (e meno male!). Nel 1891 Lorenzo Sironi inventa e brevetta un “Turacciolo a doppia leva” (chissà come era fatto! Forse si tratta di un errore di trascrizione per “Cava-turacciolo”). Curioso in apparenza, ma di un’utilità pratica superiore rispetto a quello che può sembrare a prima vista doveva essere l’“apparecchio applicabile ai torni per la tornitura delle boccie ed in generale dei corpi sferici” inventato nel 1902 dalla ditta Corti Vitale e Figli. Tra tutte, però, secondo me l’invenzione che merita il posto d’onore è quella del 1902 di Francesco Gattini, che brevetta il suo “Cannone contro la grandine con mortaretto a retrocarica”. Sembra un’invenzione assai bizzarra, ma facendo una breve ricerca, si scopre che alla fine dell’ottocento questi cannoni erano stati inventati in Stiria (Austria) e da lì si erano diffusi in Italia e Francia, per la difesa dei vigneti: si credeva, infatti, che le detonazioni riuscissero ad interferire con il processo di formazione della grandine. Le cronache dell’epoca raccontano di campagne di sperimentazione per testarne l’efficacia ed anche di gare tra diversi tipi di cannoni. Una di queste competizioni, chissà, forse quella che ispirò il nostro inventore, si svolse a Monza nel 1899. I cannoni antigrandine si dividono in due tipi principali: il tipo a mortaio e quello a cannone vero e proprio. Il tipo Gattini sembra fondere le caratteristiche dei due. Tutti sono accomunati da una tromba conica, lunga anche parecchi metri, allo scopo di convogliare l’onda d’urto verso le nuvole minacciose. Ma vi immaginate che spavento per le vie di Castello e chissà quanti vetri rotti, quando il Gattini metteva a punto la sua invenzione?! Matteo

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RICORDI

Lo scoppio di Castello

Una ferita ancora aperta per la nostra Comunità Venerdì 18 dicembre 1987: penso che il ricordo di quel giorno sia ancora vivo in tanti parrocchiani di Castello, così come lo è in me, allora ragazzino quattordicenne. Alle 12.30 ero già a casa, perché le lezioni finivano a mezzogiorno e ci si stava preparando per il pranzo. All’improvviso l’esplosione, con le finestre aperte che sbattevano per l’onda d’urto, pur abitando alla estrema periferia di Castello! Sono corso sul balcone e ricordo chiaramente di aver visto la nuvola nera di polvere che in quel momento si alzava sopra i tetti delle case. Esterrefatto, il primo pensiero, ovviamente, è stato per un incidente alla Fiocchi Munizioni, ma i vicini dei piani di sopra, affacciatisi anch’essi per vedere, già avevano capito che era successo qual21

cosa di terribile e molto più vicino a noi: lo scoppio era stato senz’altro a Castello. Il crollo della bella casa settecentesca di Corso Matteotti, civico 55, causato dall’esplosione provocata da una fuga di gas, inghiottì in un attimo sette vite, alla ricerca delle quali si prodigarono da subito numerosi soccorritori: vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine e volontari, con l’ausilio di squadre cinofile. Sotto le macerie morirono Giancarlo Pizzardo, con i figli Fabio e Andrea, Alba Sandionigi, Serenella Bolognesi e Rosaria Michetti. Maria Bolis recuperata ancora viva, morì in ospedale il 30 dicembre a cause delle ferite riportate. Oltre a loro, vi furono diversi feriti e molte persone dovettero la-

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sciare le proprie case per diverso tempo, perché rese inagibili a causa dei danni subiti. Nella tragedia, sembrò un miracolo che l’esplosione per pochi minuti non coincise con il passaggio da Corso Matteotti dei bambini di ritorno a casa dalla scuola elementare Carducci. Non solo Castello, ma tutta la città si strinse intorno alle vittime: alcuni appartamenti e circa duecentoventi milioni di lire furono raccolti dalla parrocchia con il Comune di Lecco e con il contributo della Banca Popolare di Lecco, per le necessità abitative di tutte le persone rimaste senza casa. Indimenticabili, per chi c’era, furono anche i funerali del 21 dicembre: «C’è un’aria triste in giro, che non sembra neanche Na-

tale. Luminarie spente, negozi chiusi. Sulle vetrine hanno incollato un foglietto di carta listato di nero. C’è scritto: lutto cittadino. La gente, a migliaia, si è assiepata lungo la strada che dal quartiere Castello porta alla chiesa madre di San Nicolò,

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patrono di Lecco», scrisse un giornalista e davvero sia la Basilica che il sagrato, che le vie circostanti erano gremite di gente. Ai funerali davvero partecipò tutta la Città. Il Cardinale Carlo Maria Martini che solo tre mesi prima era stato a Castello per l’inaugurazione ufficiale della chiesa restaurata, durante l’omelia disse: «La certezza che ci tiene stretti in questo momento in silenzio, in preghiera davanti a queste bare, è che la morte non è l’ultima parola... che c’è una grande speranza, che la vita di Dio ha accolto i nostri fratelli e le nostre sorelle... La morte non è l’ultima parola e la nostra vita è nelle mani di Dio». Molto commosso il ricordo del nostro parroco Don Fernando: «Ci sembra ancora di vedere l’esuberanza e la voglia di giocare di Fabio. Ricordiamo i passi incerti e il sorriso innocente di Andrea. Ricordiamo papà Giancarlo, buono, dedito al bene della sua famiglia. Non possiamo dimenticare la generosità di Rosy, la sua opera preziosa nei nostri campeggi estivi, ricordiamo la sua paziente serenità nei momenti difficili che la vita le ha riservato. Regalo prezioso era per noi il sorriso di Serenella, che per svolgere il suo lavoro veniva ogni giorno nelle nostre case e così pure la disponibilità di Alba che, lavorando in mezzo a noi, era diventata una di noi.

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Signore, Tu li hai tolti tragicamente ai nostri occhi – Facciamo fatica a comprendere questa tua volontà – Per questo chiediamo il Tuo Spirito che illumina e consola. / Aiutaci a credere che Tu ci sei Padre anche in questo momento. / Ti affidiamo questi nostri cari, li deponiamo nelle Tue braccia: accoglili con tanta tenerezza e amore. Sostieni i nostri amici che piangono i loro cari; aiuta le persone, fa sentire loro, attraverso la nostra solidarietà, che tu non ci lasci soli.» E a distanza di tempo, don Fernando rifletteva: «È stata un’esperienza che mi ha segnato e porterò per tutta la vita. Domenica 20 dicembre c’erano sei bare allineate nella cappella dell’Oratorio maschile. C’era una fiumana di gente che veniva per vedere le salme e dire una preghiera e, in mezzo a loro, anche qualche uomo che sapevo non frequentare la Chiesa. Mi trovavano lì, in fondo alla cappella e venivano ad abbracciarmi e a piangere con me. Ho capito bene, in maniera luminosa, che cosa vuol dire essere il Parroco in certe situazioni.» A un anno di distanza restava ancora un grosso vuoto in Corso Matteotti, simbolo esso stesso della tragedia, «ferita profonda che tanto ha fatto piangere», nelle parole di don Fernando, e «grande, tragica lezione di umanità che mi auguro non venga dimenticata, ma soprattutto aiuti ciascuno di noi ad approfondire e riflettere sempre più sul senso ultimo della nostra esistenza», nel ricordo del sindaco Giulio Boscagli. Nel 1990, terzo anniversario dello scoppio, in un’edicola ricavata nella casa di fronte, concepita simbolicamente dall’architetto Anselmo Gallucci come una ferita nella muratura, venne posta una statua della Vergine Maria, scolpita dall’artista Paolo Dell’Oro nel legno di una delle travi della casa. Matteo

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Giovannino “Scrivi qualcosa su Giovanni Mauri” così mi è stato chiesto. Non mi va. Preferisco scrivere qualcosa su Giovannino. Perché così l’abbiamo chiamato tutti e così vorrei ricordarlo. “Giovannino”, un diminutivo. Perché non si dava nessuna importanza, sapeva esprimersi con chiarezza quando parlava in lingua italiana, ma era più espressivo quando parlava nel suo bel dialetto lecchese. “Giovannino”, un termine affettuoso. Quando lavorava nel suo ufficio in Comune a Lecco, sbrigava con competenza pratiche amministrative, sociali, politiche collaborando con Sindaco e assessori, ma con l’anziano e il pensionato che chiedevano spiegazioni su pensioni e invalidità diventava semplice, si metteva alla loro altezza, facilitava il discorso... e tutti erano soddisfatti della sua cortesia. “Giovannino”, uno di noi, perché dopo la Messa domenicale delle ore 10:00, si tratteneva fuori dalla chiesa in compagnia delle “donnette” prima di unirsi al gruppo degli amici e così l’esperto di problemi complessi

si interessava delle piccole cose di ogni giorno, affabile con tutti. “Giovannino”, perché quando veniva informato di malattie, problemi di salute, difficoltà di ogni tipo, dedicava attenzione come se non avesse altro da fare e ci metteva cuore e sentimento... in una parola: partecipava. Il mio primo incontro con lui: una domenica di fine maggio 1981, la prima volta che celebravo la Messa a Castello. Mi blocca sulla porta, all’uscita: “Lei così cosa ha da fare questa sera?”. Per la verità avevo intenzione di curiosare un po’ nell’archivio parrocchiale; ero arrivato a Castello da pochi giorni e non avevo ancora preso possesso della canonica. Ma non ho saputo dare prontamente una risposta e ha spiegato l’ordine: “Allora questa sera lei... anzi, facciamo più in fretta, ti do del tu, questa sera tu cosa hai da fare?” A sera, assieme a Mariangela, mi conduce in una famiglia presso la quale erano radunate alcune coppie di sposi, mi spiega: “Questa è la Lecco 1... ecc., ecc.” Aveva deciso lui, al mio posto... io dovevo essere consigliere d’equipe Notre Dame, precisamente il primo gruppo di sposi lecchesi che seguiva un cammino di spiritualità coniugale. La spiritualità coniugale, gli sposi e i loro problemi, la coppia, il sacra-

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mento del matrimonio e la spiritualità che nasce da esso e in esso si alimenta... e tutto ciò che tocca la vita sponsale e poi la preghiera della famiglia, la santità del focolare domestico, i figli e i problemi educativi da essi posti... a questi ambiti dell’esistenza il Giovannino ha dato il meglio di se stesso, le convinzioni dell’anima e la dedizione del cuore. L’END proponeva un ritiro spirituale? Non c’era nulla da discutere: i Mauri c’erano. L’END invitava a un impegno parecchio impegnativo, come un corso di esercizi spirituali? I Mauri studiavano la possibilità e trovavano il tempo per partecipare. C’era da fondare una nuova END, magari in una località non proprio vicina? I Mauri offrivano la disponibilità. La disponibilità... credo di poter affermare con verità che la disponibilità era la dote più luminosa della sua persona. Disponibilità... voglio dire presenza continua, attenta, collaborante nelle attività più importanti della parrocchia, quali la catechesi periodica, il Consiglio Pastorale e il Consiglio degli Affari Economici. Presente e puntuale agli incontri di catechesi, Giovannino arrivava preparato e io godevo nell’osservare la sua anima credente: approfondiva con letture, anche impegnative, la verità di fede e

sapeva discutere e sostenere le affermazioni del Magistero della Chiesa. Quando si dovevano decidere programmi pastorali nuovi o aggiornare quelli tradizionali, la sua presenza nel Consiglio Pastorale si rivelava particolarmente utile e costruttiva alzando la voce e litigando perfino. Anche le strutture parrocchiali come la Scuola Materna con l’abitazione delle suore, l’oratorio, con l’abitazione del coadiutore, e la casa del parroco sono stati oggetto della sua attenzione. In una parola era consigliere disponibile e fidato. E’ da pochi giorni che ci ha lasciato e il commento di qualche comune amico l’ho già ascoltato: ci manca. Ci manchi e ci mancherà... il suo tono allegro e scherzoso, il piglio serio quando partecipava alle vicende nostre e delle nostre famiglie, l’interessamento competente di fronte ai problemi della città, la vicinanza fraterna a chiunque fosse nella sofferenza, la puntualità alla Messa di ogni mattina, l’amore alla Chiesa e al suo Magistero... e quante, quante evenienze di fronte alle quali non si è risparmiato. Siamo vicini a Mariangela, Mariolina a Paolo e a Don Marco nel assicurargli una riconoscente ricordo nella preghiera e nell’affetto. Don Fernando

Grazie Giovannino Ero una bambina e lo vedevo serio sull’altare che dirigeva i chierichetti e per la verità io lo credevo un sacerdote. No, era “EL GIUANIN”. Ci vorrebbe la testimonianza di qualche chierichetto di allora per capire chi era, io vedevo solo qualche sguardo severo in certi momenti perché per lui il servizio alle funzioni religiose era un vero impegno. Crescendo nel gruppo della filodrammatica l’ho sentito nominare come bravo suggeritore con il suo in certi momenti proverbiale “Oh signur ho perdu el segn”. Un bel giorno si sente dire il Giovannino si sposa!! Forse visto il servizio da cerimoniere portato avanti per tanti anni aveva fatto pensare a molti che potesse esserci un’altra vocazione nella sua famiglia. Ora c’era la sua Mariange25

la, poi arriva Mariolina e gli altri due ragazzi. E’ stato bravo, ha formato una bella famiglia con dei bravi ragazzi ed il dono più bello che il Signore gli ha fatto penso sia stata la vocazione di Marco senza dimenticare Mariolina e Paolo e i tre nipoti. Giovannino ha lasciato un grande segno anche nel suo lavoro in Comune che lo ha portato ad essere di aiuto a molte persone. Un altro grande ricordo quale amico caro del mio papà (che è vissuto a lungo) è che Giovannino lo passava a salutare tutti i mesi dimostrando un’attenzione e una sensibilità particolari. Ci mancherai Giovannino, ci sembrerà di vederti ancora seduto e presente a tutte le celebrazioni feriali e festive alle quali non mancavi mai.

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Un ricordo di 60 anni fa! E’ un ricordo che risale a 60 anni fa. In quegli anni ero “maestro di catechismo” all’Oratorio (allora i catechisti erano chiamati così ed avevano anche un vice-maestro, che li aiutava e nel contempo si preparava per eventuali ricambi) e durante i mesi estivi ci si incontrava spesso con i chierici della Parrocchia. La prima domenica di luglio del 1957 arrivò la notizia che come Coadiutore dell’Oratorio maschile sarebbe arrivato il Parroco di Morterone Don Giannino Bergami. Appassionato di escursioni in montagna, proposi ai presenti di salire a Morterone a conoscere Don Giannino. E non per il percorso più breve, cioè Bonacina, Passo del Lupo, Ballabio e la Val Boazzo, percorso effettuato poi in discesa, ma salire in vetta al Resegone e scendere da lì a Morterone. Aderirono con entusiasmo alla proposta i due novelli Sacerdoti don Contardo Mauri e don Luigi Gilardi (avevano celebrato la prima Messa pochi giorni prima), i chierici Giovanni Brigatti (oggi in pensione dopo aver trascorso gli ultimi 18 anni degli oltre 50 di sacerdozio come prevosto parroco a Sesto San Giovanni), e Pierino Mozzanica (che lasciò poi il Seminario), e i maestri di catechismo Ambro-

gio Cesana e Sandro Dolci. Il 16 luglio di buonora partimmo a piedi dall’Oratorio di Castello (allora non c’era la funivia di Erna e neanche l’autobus per Versasio) e poco prima di mezzogiorno eravamo seduti sotto la Croce del Resegone. Una breve sosta per rifocillarci un poco e poi giù, quasi a rotta di collo, a Morterone con don Giannino piacevolmente sorpreso per la visita di questa “delegazione” della Parrocchia di Castello. Su un prato vicino alla Chiesa di Morterone feci una fotografia: si possono riconoscere i partecipanti e si può notare come in quegli anni, non solo i Sacerdoti, ma pure i chierici indossavano l’abito talare anche durante le gite in montagna. Concludo dicendo che don Contardo rimase talmente entusiasta dell’escursione, che mi chiese di accompagnarlo anche in cima alla Grignetta. E il 31 luglio, partendo alle sei del mattino e salendo ai Resinelli a piedi per la Val Calolden, arrivammo in vetta poco prima delle undici. Con noi anche il chierico Giovanni Brigatti. Gli altri della gita di Morterone per impegni vari non avevano potuto prendere parte alla nuova escursione. Annibale

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PALLADIUM

Una prima in poltrona Per la prima volta a Lecco il nostro Palladium ha consentito a tutti di assistere in diretta, comodamente seduti in poltrona, alla prima della Scala che cade il 7 dicembre di ogni anno, in occasione di Sant’Ambrogio. Ad arricchire ancor più la chicca, ha contribuito l’ingresso gratuito, quale piccolo omaggio alla città da parte dell’unica sala cinematografica sopravvissuta. Un centinaio di persone hanno

assistito alla proiezione dell’”Andrea Chénier”, accolti dai cioccolatini della ICAM distribuiti dai volontari della sala. Commenti positivi e talvolta entusiastici per i presenti che hanno potuto godere nel buio della sala con audio e video da cinema ad una rappresentazione di assoluta eccellenza. Claudio

Palladium: 50 anni portati con leggerezza Si gira la boa della rassegna autunnale, conclusasi il 30 novembre con il suo decimo e ultimo film (sessantacinquesimo da quando è stata varata la rassegna “I giovedì del Palladium”). Anche in quest’occasione buona la risposta del pubblico che ha affollato la sala, con una media di presenze pari a 305 persone e qualche problemino nelle prime tre serate, a seguito del notevole afflusso che ha determinato tre “sold out” e l’impossibilità di far accedere tutti alla proiezione. D’altro canto la rassegna era già partita con il piede giusto, dato che gli abbonati avevano esaurito la disponibilità delle tessere già in fase di prevendita, creando qualche malumore fra coloro i quali non avevano potuto “conquistare” l’abbonamento. Questo, probabilmente, ha creato una vera e propria corsa all’acquisto della tessera per la rassegna invernale che avrà inizio il prossimo 18 gennaio, tant’è che la prevendita ha registrato oltre 190 acquisti 27

già nell’ultima serata della rassegna autunnale e prima di prevendita. Un attestato di fiducia da parte del pubblico che sembra apprezzare l’idea e i titoli proposti ormai da quattro anni al giovedì. Il tutto grazie ai volontari del Palladium che proprio in questi giorni ha celebrato il suo mezzo secolo di vita, dato che il 25 novembre del 1967, con la proiezione de “La conquista del West”, iniziò la sua avventura. Come è stato detto nella serata finale, ringraziare i volontari uno per uno è impensabile (in particolare quelli che al di fuori del loro turno e negli oscuri ma importanti lavori di amministrazione non fanno mai mancare il loro sostegno). Per questo si è voluto citare solo il baldo 82enne, il nostro Romano, che già 50 anni fa era al lavoro in occasione della prima proiezione. Con gli auguri di Buone Feste e con un appuntamento al 18 gennaio si è conclusa la serata. Claudio


ANAGRAFE

BATTESIMI Penati Maria di Simone e Boscagli Elisabetta Brenna Giacomo Cesare di Luca e Rosato Ilenia Salice Enrico Faustino di Giuseppe e Ierreira Campos Maria Aparecida

MATRIMONI Bergna Gabriele e Santoro Elena Agnese

FUNERALI Tommasoni Parisio Maggi Gianluigi Bottigelli Antonietta Mauri Giovanni Cattaneo Giuseppina Sala Carla Mandelli Anna Maria Milani Mario Brivio Maria Stefanoni Costantino Consonni Giulio

di anni 90 di anni 74 di anni 95 di anni 79 di anni 98 di anni 75 di anni 87 di anni 90 di anni 85 di anni 80 di anni 78


Bollettino dicembre 2017 numero 4  
Bollettino dicembre 2017 numero 4  

Bollettino parrocchiale dicembre 2017 numero 4

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