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GIORNALE DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE DI CASTELLO N. 01 - Marzo 2018 - www.parrocchiadicastello.it

Il Signore è risorto! Alleluja!


APPUNTAMENTI

ORARI DELLE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA E DEL TRIDUO PASQUALE LUNEDÌ 26 MARZO - Lunedì Santo ore 8.30 Lodi e S. Messa. ore 18.30 S. Messa. MARTEDÌ 27 MARZO - Martedì Santo ore 8.30 Lodi e S. Messa. ore 18.30 S. Messa. MERCOLEDÌ 28 MARZO - Mercoledì Santo ore 8.30 Lodi e S. Messa. ore 18.30 S. Messa.

TRIDUO PASQUALE GIOVEDÌ 29 MARZO - Giovedì Santo ore 16.00 Accoglienza dei Sacri Olii, Lavanda dei piedi e S. Messa “in Coena Domini” in particolare per bambini e ragazzi. ore 21.00 S. Messa “in Coena Domini” con il “Mandato” ai Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica. VENERDÌ 30 MARZO - Venerdì Santo ore 15.00 Celebrazione della Passione del Signore. ore 16.30-18.30 Confessioni per tutti. ore 21.00 Via Crucis solenne in chiesa. SABATO 31 MARZO - Sabato Santo ore 15.00-18.30 Confessioni per tutti. ore 21.00 Solenne Veglia Pasquale. DOMENICA 1 APRILE - S. Pasqua S. Messe nell’orario festivo. ore 10.00 S. Messa solenne. LUNEDÌ 2 APRILE - Dell’Angelo Ss. Messe ore 10.00 e 18.30.


SOMMARIO SOMMARIO SOMMARIO SOMMARIO EDITORIALE EDITORIALE SOMMARIO EDITORIALE EDITORIALE CHIESA CHIESA EDITORIALE EDITORIALE Carissimi amici SOMMARIO EDITORIALE CHIESA CHIESA Istantanee dal sepolcro (vuoto) SOMMARIO CHIESA CHIESA SOMMARIO VITA PARROCCHIALE PARROCCHIALE VITA CHIESA Ministri straordinari EDITORIALE della Comunione Eucaristica Quaresima 2018: Vedrai che bello... donare se stessi VITA PARROCCHIALE EDITORIALE VITA PARROCCHIALE Testimoni della fede del nostro tempo: Madeleine Delbrel VITA PARROCCHIALE EDITORIALE VITA PARROCCHIALE Consiglio Pastorale CHIESA SOMMARIO SCUOLA DELL’INFANZIA SCUOLA DELL’INFANZIA Famiglie insieme VITA PARROCCHIALE CHIESA Sposarsi in tre CHIESA Fiera ORATORIO di Castello 2017 SCUOLA ORATORIO SCUOLA DELL’INFANZIA DELL’INFANZIA Intermezzo musicale

SCUOLADELL’INFANZIA DELL’INFANZIA EDITORIALE SCUOLA VITA PARROCCHIALE ORATORIO SCUOLA DELL’INFANZIA VITA PARROCCHIALE ORATORIO Carnevale ORATORIO ORATORIO VITA PARROCCHIALE TerzaCHIESA media: ritiro nel mondo salesiano e del cottolengo CHIERICHETTI CHIERICHETTI ORATORIO Temptation week, ossia... settimana comunitaria adolescenti SCUOLA DELL’INFANZIA CHIERICHETTI CHIERICHETTI SCUOLA DELL’INFANZIA PALLADIUM PALLADIUM CHIERICHETTI Festa del chierichetto 2018 CHIERICHETTI SCUOLA DELL’INFANZIA VITA PARROCCHIALE ORATORIO CHIERICHETTI PALLADIUM ORATORIO PALLADIUM MONDO MONDO PALLADIUM ORATORIO PALLADIUM Carissima...

PALLADIUM MONDO MONDO CHIERICHETTI SCUOLA DELL’INFANZIA MONDO ZANETTI ZANETTI MONDO Un tuffo nella scuola dell’infanzia don G. Pozzi della parrocchia di Castello CHIERICHETTI MONDO CHIERICHETTI ORATORIO TERRITORIO TERRITORIO PALLADIUM ZANETTI ZANETTI Rifacciamo il look al logo del Palladium PALLADIUM ZANETTI ZANETTI RICORDI Una sala polivalente RICORDI TERRITORIO PALLADIUM TERRITORIO ZANETTI MONDO Nonno, mi racconti una favola? TERRITORIO TERRITORIO MONDO RICORDI CHIERICHETTI RICORDI TERRITORIO MONDO RICORDI RICORDI Come erano le nostre vie, immagini e ricordi ZANETTI Dibattito sul testamento biologico RICORDI PALLADIUM ZANETTI TERRITORIO ZANETTI TERRITORIO Zanetti: 70 anni di sport MONDO RICORDI TERRITORIO RICORDI Don Franco RICORDI

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ZANETTI

Anagrafe

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EDITORIALE

Carissimi amici questo numero di “Parole di Vita” giunge nelle vostre case, per portarvi l’augurio più importante della nostra fede: “Buona Pasqua “. E’ l’augurio che per noi credenti esprime il cuore della nostra fede; è l’augurio per eccellenza, perchè senza la Resurrezione di Gesù la nostra vita si ferma a tutti “venerdì santi“ che purtroppo entrano nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nella nostra stessa esistenza. Ma il cristiano non si ferma sull’uscio di casa del suo credere, vi entra certamente con la fede, ma si tuffa nel cuore della gloriosa vicenda che ha segnato la vita terrena di Gesù: la sua Pasqua. Se la sua Croce è un messaggio di amore totale e di salvezza per ciascuno di noi, la sua risurrezione è un annuncio di speranza e di vita per l’umanità intera. Quante volte siamo colpiti nel profondo dalle tremende vicende di violenza e di morte che attraversano il nostro mondo. Alcune poi ti tolgono il respiro e ti fanno morire nel profondo dell’anima. Eppure ce ne sono altre, tante altre 1

di segno contrario e positivo, colme di bene e di speranza che a volte non fanno notizia, ma che costruiscono ed edificano una società più umana, più giusta, più bella che dobbiamo mettere in luce, dobbiamo valorizzare, perchè sono queste il motore del mondo. Il cristiano è uno che non si arrende di fronte al male; è uno che crede fortemente che la vita avrà l’ultima parola e che, come la primavera vince sempre il gelo dell’inverno, così anche la Pasqua di Gesù sarà per tutti noi la vittoria definitiva sul regno della morte. Vivere così, per tutti e non solo per il cristiano, non è facile; non basta denigrare tutto ciò che è male; è necessario essere dentro questa società come seme e germe di verità e di giustizia. Dove troviamo la forza e il coraggio di vivere con questi orizzonti? La troviamo in una fede grande nel Signore e nella

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forza di incarnare la Parola di Dio nel vissuto quotidiano. Questa è la Pasqua del Signore. L’augurio più vero e più intenso che vorrei far giungere a tutti voi è proprio questo: che la Pasqua del Signore non si fermi al giorno della Pasqua, ma che

innervi e sostenga tutti i germi di bene che vengono seminati nel mondo e nella società intera. Buona Pasqua a tutti voi nel Signore Risorto. don Egidio

Istantanee dal sepolcro (vuoto) Pubblichiamo una riflessione di don Cristiano Mauri sulla Pasqua tratto dal suo blog “La Bottega del Vasaio” Mi accomodo sul gradino del sepolcro aperto, perché da quella porta spalancata esce la Luce del mondo, quella che illumina ogni cosa nella sua autenticità. Mi siedo e attendo. Mi metto sulla porta di quel sepolcro vuoto e guardo indietro ai giorni del Compimento pasquale. L’inerzia del mio cuore, della mia mente e del mio corpo rende lunga la digestione del Mistero. Ci vuole pazienza. Ho bisogno di tempo. È necessario ruminare con lenta costanza. Parole, gesti, situazioni del dramma crocifisso e risorto devono scorrere nuovamente dentro di me a distanza di

giorni. Tornare nel cenacolo e scendere ancora nell’orto. Seguire Gesù nel cortile del Sommo Sacerdote e udire di nuovo gli scherni dei soldati. Avvertire lo sforzo dell’agonia e respirare il soffio che spira dal sepolcro ormai inutile. So che è così che la fede cresce e si nutre. Ho imparato che facendo decantare la memoria dell’Incontro cresce l’istinto della Sua Presenza. Mi accomodo sul gradino del sepolcro aperto, perché da quella porta spalancata esce la Luce del mondo, quella che illumina ogni cosa nella sua autenticità. Mi siedo e attendo. 2


VITA PARROCCHIALE

Ministri straordinari della Comunione Eucaristica … dal «fare» i ministri all’ «essere» ministri … L’invito a scrivere alcune righe per il nostro giornale parrocchiale è un’occasione per fermarsi e ripensare a quanta ricchezza e quanta bellezza ho ricevuto nel prestare questo servizio nelle comunità che mi hanno accolto. E il mio primo pensiero va a tutte quelle persone che ho incontrato in questi ventiquattro anni di cammino, persone che mi sono divenute care e che ancora porto nel cuore. Sono doni talmente grandi che per dirli non bastano le parole, così come non bastano le parole per dire tutta la mia pochezza quando porto “Cristo” a chi lo desidera e non può recarsi in chiesa. E’ per questo motivo che voglio piuttosto fermarmi a riflettere su come poter “coltivare” e “far crescere” questa dimensione del servizio, facendo miei anche i pensieri di amici che come me vivono questa missione all’interno della nostra parrocchia, pensieri molti dei quali nascono dalla condivisione e dalle confidenze raccolte: tutte persone preziose e che ringrazio. E “ringraziare” è il pri3

mo atteggiamento che ci aiuta a “crescere” in questo servizio. E’ la parola per eccellenza che esprime il senso dell’eucaristia che, dal greco, significa appunto “rendere grazie”. Quando per anni si vive un appuntamento ricorrente si può correre il rischio di “perdere il sapore” delle cose e di svuotare di significato ogni nostro gesto, che diventa solo abitudinario… Ma per noi “ministri” non può e non deve essere così, perché con le persone ammalate e sofferenti - immagine di Cristo - si viene a creare un legame che va ben oltre il “semplice” gesto del “portare la Comunione”. Si crea un’intimità nella quale ci si fida e si confida, mettendo in comune gioie e preoccupazioni, affidando il tutto nelle mani del Signore. Ci si attende… ci si telefona… ci si cerca. Si prega l’uno con l’altro e l’uno per l’altro. Ci si racconta, si scambiano sguardi ricchi di complicità che parlano di noi; si vivono silenzi, si condividono momenti carichi di si-

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gnificato. Talvolta ci si scambia dei semplici regali per dimostrarci affetto e amicizia. Si trascorre del tempo condividendo le riflessioni sul senso della vita e dell’eternità, di quella che è la nostra Fede e del chiedersi “chi è per noi Gesù”. Ci si scopre diversi, ma uguali cercatori del Regno: ci si arricchisce a vicenda vivendo esperienze di fede in modo più tradizionale – come può essere la recita di un’Ave Maria - o meno, come ascoltare un discorso del Papa, un canto, scorrendo insieme “La Voce” che la parrocchia puntualmente ci consegna ogni settimana. Ci si sente “un cuor solo e un’anima sola“ perché parte della stessa comunità. E di questo si deve sempre e solo “Ringraziare”. Un altro atteggiamento che ci può aiutare a crescere è quello di vivere il servizio con “Tenerezza”. Lo scorso sabato 10 febbraio i “ministri della Comunione” sono stati invitati a partecipare ad un ritiro di decanato per approfondire e riflettere insieme sul senso di questo servizio. Le parole regalateci da don Francesco Scanziani e le indicazioni che ci hanno dato i coniugi Penna in merito a questo “servizio” sono state molto apprezzate, utili e arricchenti. Innanzitutto don Francesco - riferendosi al brano di Vangelo di Mc 1, 29-31 (La guarigione della suocera di Pietro) - ci ha invitati ad essere “messaggeri della tenerezza di Dio”, osservando la “tenerezza” nei gesti di Gesù, affinché possa diventare quella stessa tenerezza che ci permette di entrare in relazione con chi andiamo a visitare. Gesù entra, vede, si avvicina, tocca la mano, guarisce… Quindi avvicinarsi con discrezione, saper osservare, ascoltare, prendere per mano, accompagnare, attendere… tutti gesti che ci dicono di quanto sia importante prestare attenzione alla “tenerezza” che dovremmo mettere quando si entra in una casa e si incontrano situazioni che spesso sono di sofferenza o di dolore. Serve entrare nel “mistero” dell’altro in punta di piedi, con discrezione; sapere accogliere e sapere ascoltare; sapere “abitare” quel tempo come “il tempo necessario” senza fretta e senza

noia; sapere “avvicinarsi”, pregare insieme per poi condividere Gesù nell’Eucarestia. Riferendosi ai ministri presenti, don Francesco ha usato/osato un’espressione apparentemente forte, ma che - ha precisato - è l’essenza di tutti i Cristiani. Citando S. Agostino infatti ci ha detto che non solo dobbiamo portare Cristo, ma dobbiamo essere Cristo! “Rallegriamoci e rendiamo grazie a Dio: non solo siamo diventati cristiani, ma Cristo stesso. Capite, fratelli? Vi rendete conto della grazia che Dio ha profuso su di noi? Stupite, gioite: siamo diventati Cristo” (S. Agostino). E quanta tenerezza c’è in Cristo! I coniugi Elisabetta e Fabrizio Penna ci hanno poi regalato dei suggerimenti concreti circa alcuni atteggiamenti, modi di fare e di dire per vivere in pienezza la gioia dell’incontro, per “essere con” ed “essere per”. Suggerimenti per entrare e per costruire la relazione soprattutto laddove si ha a che fare con una malattia, la sofferenza, la morte, la solitudine… Ecco l’importanza del sapere attendere e guardare ai tempi dell’altro; abbandonare “noi stessi”, dimenticare l’«io» e mettere al centro l’altro; prestare importanza alle parole dell’altro. Ecco che allora l’essere “ministri” non è solamente un compito da vivere nella prospettiva “del fare”, ma è una chiamata (vocazione) che nella nostra comunità ci invita ad “essere nel servizio” (questo è il significato della parola “ministro”) con uno stile caratterizzato da quella “Tenerezza di Dio” che dà “sapore” ad ogni cosa. Marco

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Quaresima 2018: Vedrai che bello... donare se stessi Per la Quaresima, come per l’Avvento, il cammino dell’Iniziazione cristiana, in particolare quello della Messa domenicale, si ispira alla proposta diocesana. Il tema su cui riflettiamo, attraverso il Vangelo di Giovanni, è quello del Signore Gesù come il Dono di Dio Padre per tutta l’umanità e per chiunque crede in Lui. Ogni domenica il protagonista è Gesù che ci viene incontro donando se stesso. Gesù è un dono speciale perché è un dono di Vita e per la Vita, un dono che si svela pian piano, si scopre camminando, si impara ad apprezzare percorrendo la sua stessa strada. La preparazione alla Pasqua, “apice del dono”, diventa perciò un cammino ispirato al Vangelo attraverso il quale Gesù si racconta ogni domenica e ci invita a diventare un dono a nostra volta, facendo come Lui; così - Lui ci promette - potremo essere davvero felici. VEDRAI CHE BELLO DONARE SE STESSI sono le parole di questa promessa, che leggiamo sul pannello dell’altare della nostra chiesa dalla prima domenica di Quaresima. A partire dai Vangeli e dagli incontri di Gesù, ci viene ricordato che Gesù è dono di Dio (domenica della Samaritana), Gesù è la Parola che dona libertà 5

(domenica di Abramo), Gesù è dono che illumina la vita (domenica del Cieco), Gesù è dono di vita nuova (domenica di Lazzaro), Gesù è pronto a donarsi sino alla fine (domenica delle Palme). Ogni settimana il pannello sull’altare è stato arricchito con l’immagine e la frase riferite al Vangelo, riprodotte anche in piccole figure da incollare sulle facce di un cubo (simbolicamente “il dono”) distribuite alla fine di ogni celebrazione e il giovedì a Catechismo. Il giovedì santo, in cui il dono di Gesù diventa mettersi al servizio degli uomini, i ragazzi porteranno il loro cubo alla celebrazione della Lavanda dei piedi come segno di impegno a donarsi come Gesù. Per rendere questo cammino festoso e partecipato, una particolare attenzione è stata data alla preparazione della Messa, animata a turno da ciascuna classe del Catechismo e da un piccolo gruppo di genitori e catechisti che ha accompagnato i canti. La Quaresima come tempo di preparazione alla Pasqua è stata vissuta anche con la proposta della Via Crucis e con la celebrazione della Riconciliazione (a turno, il giovedì, per ogni classe). Un tempo davvero intenso, quindi, nel quale anche noi catechiste, riproponendo ai nostri ragazzi la grandezza del dono di Gesù, vogliamo dire a ciascuno di loro, in cammino con noi per conoscerlo sempre meglio: «Vedrai che bello!». Costanza

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Testimoni della fede del nostro tempo: Madeleine Delbrel Madeleine, mistica della strada, femminista cattolica. Madeleine (1904 – 1964) è una donna francese, nata in una famiglia borghese e poco praticante. Dopo la sua fanciullezza abbandona la pratica religiosa e dichiara apertamente di essere atea. In quel periodo professa un forte anticlericalismo che la conduce a scrivere “Dio è morto!”. L’incontro con dei giovani cristiani rimette in discussione le sue convinzioni e a vent’anni – il 29 marzo 1924 – l’incontro “abbagliante” con Dio determina una svolta radicale nella sua vita che la conduce, pur restando laica, alla consacrazione. Va a vivere con un piccolo gruppo di laiche in una cittadina alla periferia Sud di Parigi, in un quartiere

operaio e dichiaratamente marxista. Lì esercita la sua missione, diventando assistente sociale e dedicando la sua vita agli ultimi, ai poveri, agli emarginati. Il 26 gennaio 2018 Papa Francesco la dichiara venerabile. Di lei vorremmo ricordare un suo scritto, tratto da “Noi delle strade”.

C’è gente che Dio prende e mette da parte. Ma ce n’è altra che egli lascia nella moltitudine, che non “ritira dal mondo”. È gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive un’ordinaria vita da celibe. Gente che ha malattie ordinarie e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria, e vestiti ordinari. È la gente della vita ordinaria. Gente che s’incontra in una qualsiasi strada. Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via, come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta che si è rinchiusa definitivamente sopra di essi. Noialtri, gente della strada, crediamo con tutte le nostre forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità. Noi crediamo che niente di necessario ci manca. Perché se questo necessario ci mancasse Dio ce lo avrebbe già dato. […] Non pensiamo che l’amore sia una cosa che brilla, ma una cosa che consuma; pensiamo che fare tutte le piccole cose per Dio ce lo fa

a altrettanto che il compiere grandi azioni. [...] Non sappiamo che due cose: la prima, che tutto quello che facciamo non può essere che piccolo; la seconda, che tutto ciò che fa Dio è grande. Questo ci rende tranquilli di fronte all’azione. [...] Allora la vita è una festa. Ogni piccola azione è un avvenimento immenso nel quale ci viene dato il paradiso, nel quale possiamo dare il paradiso. Non importa che cosa dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una penna stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l’incontro dell’anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio. Suonano. Presto, andiamo ad aprire: è Dio che viene ad amarci. Un’informazione? ...eccola: è Dio che viene ad amarci. E l’ora di metterci a tavola? Andiamoci: è Dio che viene ad amarci. Lasciamolo fare. 6


Consiglio Pastorale Verbale di martedì 23 gennaio Ordine del giorno: 1. Preparazione del programma quaresimale 2018, che inizierà domenica 18 febbraio. Alcuni membri del Consiglio si sono già incontrati per dare a tutti noi indicazioni utili per approfondire il tema di quest’anno: “Scopriamo la forza della fede in alcuni testimoni del nostro tempo”. 2. Comunicazione e riflessione sull’apertura del Sinodo avvenuta domenica 14 gennaio nella Basilica di S. Ambrogio a Milano alla presenza di S. E. Mons. Mario Delpini arcivescovo. Lo strumento di riflessione è la prima pagina della “Voce” di domenica. 1. Preparazione del programma quaresimale 2018 I TESTIMONI DELLA FEDE A. Don Egidio, dopo la preghiera, ha introdotto Gerolamo che ci ha parlato della mistica francese Madeleine Delbrel, nata nel 1904 e morta nel 1964. Atea convinta da giovane, avrà una conversione molto forte. Prima assistente sociale, dedica la sua vita ai poveri e a tutti coloro che avevano bisogno di aiuto, operando in un contesto ostile, contro militanti comunisti, anti cristiani e quindi lontani dalla Chiesa. Ma forte della sua fede in Dio non si è mai tirata indietro. Leggendo della sua figura, si ricavano molti spunti di riflessione per un cambiamento ed una conversione che molti giovani in modo particolare sentono. B. Matteo, seguendo il tema della conver7

sione, ci ha parlato di Eliseo Rusconi. Uomo colto e di grande fede cristiana ha vissuto un’esperienza di particolare intensità spirituale che gli ha dato una nuova consapevolezza del disegno di Dio su di lui (non gli bastava più essere un “buon cristiano”) quando si è recato a Medjugorije, luogo ricco di pace e di spiritualità. Entra in una Chiesa, si inginocchia a pregare e si sente toccato dal Signore e prova un senso di serenità che cambierà la sua vita. Eliseo era molto ricco di spiritualità, coltivava valori grandi che tutti abbiamo potuto apprezzare. Matteo ha poi proposto di prendere alcune testimonianze raccolte nel libro scritto da Gerolamo. Il convertito non è sempre colui che arriva alla fede, lasciandosi alle spalle una vita di peccato o di male; ma ce ne sono anche di altro tipo. Don Egidio ha contattato Sara, la figlia, disposta a proporci, durante la preghiera, la sua testimonianza. C. Claudio. Sono state ricordate storie di conversione molto profonde, senza scomodare personaggi molto noti come S. Paolo, S. Agostino o altre, come quelle nei campi di concentramento. Ci sono storie di tutto rispetto però anche nella quotidianità. Ho visto due film, tra cui “L’amore inatteso”, che qualche anno fa abbiamo proiettato al Palladium. Racconta la vita di Thierry Bizot, storia piaciuta per la straordinaria ordinarietà. Thierry, manager di grande successo, ottima famiglia borghese, vive una vita da radical chic. In seguito ad un colloquio con un docente del figlio tredicenne, inizia a fre-

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quentare dei corsi di catechesi, ne diventa assiduo. Comincia a sentire il richiamo irresistibile della fede. Frequenta i corsi, tenendo all’oscuro la moglie e gli amici, perchè si vergogna e non è alla moda. Coltiva questo amore, impossibile da spiegare, per farne un punto di forza e per superare le difficoltà della vita. Questa storia potrebbe toccare noi tutti, forse più di altre.

Via Crucis del Venerdì santo: disappunto di Suor Dina, Don Paolo, Renata ed Anna in riferimento alla Via Crucis. Si è fatto presente che l’anno scorso è mancata e che si potrebbe fare in Chiesa. Don Egidio ha ricordato che siamo stati al Palladium per seguire quella di Papa Francesco. Matteo ha suggerito di rifarla nel giardino di Villa Brini come nel 2009; Don Egidio ha ricordato che la proprietà non sembra ben disposta a concedere ancora l’utilizzo della villa.

a riflettere su un tema importante e tanto caro a Papa Francesco: LE MIGRAZIONI E LA PASTORALE MIGRATORIA. L’Arcivescovo Mons. Mario Delpini, segue la linea del Card. Scola, che aveva già favorito e si era aperto all’accoglienza di persone di diversa cultura, per formare un popolo in cammino. Mons. Mario è partito con il Sinodo Minore, riproponendo lo stile del Card. Colombo. Minore, perchè si ragiona su un argomento solo per un tempo limitato. Verrà rivisitato il cap. 14 del Sinodo diocesano 47°. Rileggendo quella Costituzione, ci si rende conto che il mondo è tutto cambiato, alla luce del mutato contesto migratorio ed ecclesiale. Il Sinodo è suddiviso in alcune tappe. Importante è il tempo dell’ascolto, durante il quale tutte le realtà civili e religiose sono invitate a discutere ed a confrontarsi sulle tematiche del Sinodo. Il simbolo del Sinodo Minore è una Croce che per misura e forma riprende quella di S. Carlo, creata utilizzando legni diversi. - Don Egidio - Non è solo lo sguardo sulla società che cambia, ma è anche sulla Chiesa. Ci sono già anche nella nostra Comunità cristiana alcuni battesimi di stranieri: americani, peruviani, albanesi. Nella nostra parrocchia proprio in queste settimane due donne musulmane adulte stanno facendo catechismo e si stanno preparando a ricevere il S. Battesimo. Sono molto motivate e hanno due figlie che frequentano la scuola elementare. Si avvicinano alla Chiesa con uno spirito gioioso e scoprono la bellezza del Vangelo e della fede cristiana. Poichè vengono da paesi lontani, la scelta della fede cristiana ci stupisce e ci riempie di meraviglia. - Don Paolo - Alla scuola primaria De Amicis gli italiani sono la minoranza.

2. Comunicazione e riflessione sull’appertura del Sinodo - Don Paolo ci aiuta a capire in cosa consiste il Sinodo minore. Il Sinodo si è aperto il 14 gennaio 2018 e vedrà la Chiesa Ambrosiana impegnata

È interessante vedere quante congregazioni religiose e sacerdoti vengano da noi e si sentano inseriti nelle nostre comunità. A Rancio un sacerdote Keniota a Natale ha celebrato la Messa ed è una ulteriore prova che il volto della Chiesa sta mutando. La segretaria

D. Stefano voleva portare qualcosa di diverso, proponendo tra le altre cose, di incontrare il rapper Shoek, nato a Rimini e che vive in una famiglia problematica. La sua è una storia di abbandono e redenzione: una vita trascorsa per strada e nella tossicodipendenza. Storia disperata che ad un certo punto grazie ad un’amica, coniuga rap e amore verso Cristo. Le scelte fatte sono condivise da tutti, l’unica cosa che dispiace è che siano in concomitanza con le date del Decanato. Don Paolo ha asserito che non era necessario fare due incontri sul Sinodo Minore; Don Egidio ha risposto che verranno proposte tutte le iniziative, poi ciascuno sceglierà. Secondo Don Paolo in alcune proposte non c’è un cammino spirituale, ma sono solo conferenze.

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Famiglie insieme La nostra comunità, ormai da diversi anni, invita le famiglie a partecipare ad una giornata conviviale, una domenica al mese. Il programma è semplice: messa delle ore 10 (preferita per chi ha i bambini iscritti al catechismo), ritrovo in oratorio alle ore 12.30 circa per il pranzo insieme e dopo, verso le 14.30, un momento di riflessione per gli adulti e tanti giochi per i bambini. Segue merenda. Come spesso accade, la semplicità del gesto e dell’organizzazione è la modalità con cui gli avvenimenti più belli scelgono di accadere: non c’è bisogno di fuochi d’artificio per stupire, né di grandi preparativi per interessare, basta un cuore aperto al desiderio di essere comunità, di condividere del tempo di svago e di aiutarsi nel cammino quotidiano e di fede, e subito la sala si riempie. Ed è esattamente questo che è successo in questi anni, di cui gli ultimi mesi sono una testimonianza recente. Ogni domenica delle famiglie conta una numerosa e calorosa partecipazione: merito sarà anche, ne sono certa, della grande disponibilità dei nostri cuochi (dei veri Masterchef!) che hanno deciso di rendere ancora più gustoso il gesto del pranzo offrendo primi piatti sempre diversi, con richiami stagionali e della nostra tradizione, preparati con grande passione e dal successo sempre conclamato da grandi e piccini.

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Sarà merito anche del carismatico Don Cristiano che, in alcune domeniche particolari del tempo liturgico, ci accompagna rileggendo e riflettendo su alcuni episodi del Vangelo per mostrare, una volta in più e con una sensibilità particolare (lui che con le famiglie ci lavora, essendo il rettore del Collegio Arcivescovile Volta di Lecco), che Gesù è ora più che mai nostro compagno nelle nostre giornate, nelle nostre difficoltà, nelle nostre gioie, e ci chiama alla vera felicità. Sarà merito anche delle meravigliose ragazze e di suor Dina che organizzano i giochi per i bimbi e per i ragazzi durante il momento di riflessione degli adulti; sarà merito delle tante mamme (e non solo) che preparano squisite torte per la merenda, per chi offre il suo tempo per servire il the al pomeriggio, o il caffè dopo pranzo (sempre offerto da don Egidio). Sono numerosi i piccoli momenti che fanno di queste domeniche insieme un appuntamento al quale, personalmente, non voglio rinunciare, ma non è solo questo che richiama così tante famiglie in oratorio: è la nostra comunità, fatta di volti lieti, di mani operose, di cuori disponibili, che messi al servizio dello Spirito Santo sono davvero testimonianza di una Chiesa viva e vivace, che da Madre accoglie tutti i suoi figli al pranzo della domenica! Monica

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Sposarsi in tre “Sono nove le coppie che hanno deciso di partecipare al corso fidanzati, organizzato anche quest’anno dalla Parrocchia di Castello. In un periodo in cui i matrimoni, specie quelli religiosi, sono sempre meno frequenti, ci sono coppie ancora desiderose di unirsi davanti al Signore e di consegnare a Lui il progetto di Vita che intendono realizzare. È proprio così; perché, quando ci si sposa nel Signore, non ci si sposa in due, ma in tre: ci sono la moglie e il marito e c’è Dio. Con il matrimonio religioso, il Signore si dona alla coppia e fa crescere, con il suo amore, l’amore della coppia. Mediante il matrimonio, i coniugi sono chiamati a farsi imitatori di Cristo. In questo senso possiamo dire che il matrimonio è vocazione, è la risposta alla chiamata di Dio che, con la sua misericordia, ci insegna

a perdonare e ad amare incondizionatamente. I coniugi sono quindi chiamati a vivere il mistero di Cristo, che ci ama incondizionatamente, all’interno della coppia. Sposarsi in Cristo significa quindi donarsi totalmente all’altro, respirare all’unisono sui principi della vita. Sposarsi nel Signore è un identico sentire, un identico gioire, un identico aiutarsi. Unirsi in matrimonio significa anche chiedere a Dio di aiutarci, in particolare quando tutto sembra prendere una piega diversa da quella desiderata, quando gli ostacoli che la vita ci mette davanti, ci sembrano insuperabili. Occorre, pertanto, pregare, affinché la grazia del Signore ci sostenga sempre nel cammino dell’amore”. Federica e Alessio

FiEra di CasTeLlo www.fieradicastello.it

dal 18 al 27 Maggio 2018 Periodo di apertura:

Lunedì - Martedì - Mercoledì - Venerdì: dalle ore 19,00 alle ore 23,00 Giovedì e Sabato: dalle ore 17,30 alle ore 23,00 Domenica: dalle ore 11,00 alle ore 23,00

PESCA DI BENEFICENZA

Gli oggetti premio potranno essere consegnati presso i locali dell’ ORATORIO da GIOVEDI’ 5 APRILE a GIOVEDI’ 3 MAGGIO ore: 9.30-11.00 - 15.00-16.30 - Verranno ritirati solo oggetti puliti e in buono stato. - Non saranno accettati oggetti con immagini sacre.

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Intermezzo musicale Un pianoforte a coda, una tastiera, un’insegnante piena di passione e una quindicina di ragazzi dai 7 ai 17 anni felici di esibirsi ad una platea di genitori, nonni e amici: questi gli ingredienti che hanno reso speciale il pomeriggio del 22 dicembre presso l’oratorio di Castello. Gli allievi di Elisabetta Zamboni e Letizia Callao hanno allietato con musiche natalizie i presenti, suonando brani a due e quattro mani sia da soli che accompagnati dalle stesse maestre. Sulle note di “Jingle Bells” o “Angels We have Heard On High” hanno emozionato i convenuti, vincendo la loro stessa emozione di affrontare un pubblico e dando un breve saggio di quanto appreso di settimana in settimana durante le lezioni, tutti comunque alle prime esperienze di esibizioni dal vivo. 11

L’iniziativa si è collocata all’interno di quanto promosso dalla “Castèl Music school”, la scuola di musica della parrocchia di Castello, dove i giovanissimi, e non solo, possono apprendere i segreti del pentagramma, guidati da insegnanti qualificati scegliendo tra i vari strumenti: dai fiati (flauto traverso, sassofono, clarinetto, oboe, tromba...) al violino alla chitarra, al pianoforte. Per informazioni sulla scuola: castelmusicgroup@mail.com. Gli Insegnanti

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ORATORIO

Carnevale è passato e noi abbiamo giocato! Con le maschere sul fogliettino abbiamo giocato al postino!! Corri di qua corri di là e la maschera dove sta? Maschere Italiane abbiamo imbucato e con fraternità abbiamo mangiato. Il pomeriggio se ne va trallallero trallallà.

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Terza media: ritiro nel mondo salesiano e del Cottolengo Domenica 11 marzo, siamo andati a Valdocco, quartiere di Torino, per visitare la basilica di Santa Maria Ausiliatrice nella casa generale dei Salesiani di Don Bosco e il Cottolengo. Al ritiro hanno preso parte i ragazzi di terza media che si stanno preparando alla Professione di Fede, alcuni dei loro genitori e noi educatori. Nella prima parte della mattinata, mentre i genitori visitavano il santuario, i ragazzi han-

no fatto un momento di riflessione a partire dalla lettura del Vangelo di Marco. Successivamente ci siamo riuniti tutti per partecipare alla Santa Messa e poi abbiamo pranzato insieme. Nel pomeriggio, invece, ci siamo recati al Cottolengo, un centro in cui vengono accolte persone bisognose, povere e malate, che ricevono le cure e l’affetto delle suore presenti. Gli educatori

Ecco alcuni pensieri dei ragazzi... È stato bello e molto istruttivo, ma soprattutto ho imparato ad apprezzare le qualità che uno ha senza soffermarsi sui suoi difetti.

cole cose e che non bisogna mai fermarsi all’apparenza perché la vera bellezza è nell’animo.

Ho imparato cose nuove da questa esperienza come quella che non tutti hanno la fortuna di avere tutti gli arti o che alcuni hanno difficoltà visive o uditive; mi hanno colpito moltissimo anche le loro testimonianze che mi hanno fato capire che tutti ce la possono fare anche se hanno difficoltá. Grazie dell’occasione.

Mi è piaciuto molto il Cottolengo, perchè mi ha fatto apprezzare le cose che ho già senza pensare a quelle che non ho. Che non bisogna soffermarsi sull’aspetto delle persone, ma sulla persona in sè come ci hanno fatto capire le testimonianze ascoltate. Grazie mille.

Mi è piaciuto visitare persone che non hanno le stesse nostre possibilità di movimento, di udito e di vista perché anche se non hanno capacità uguali alle nostre vanno apprezzate. È stata una bella esperienza che mi ha permesso di capire che la felicità sta nelle pic13

È stata molto educativa la visita al Cottolengo perché anche se quelle persone hanno molte difficoltà sono sempre felici!!! Questa esperienza mi é piaciuta particolarmente e ho avuto modo di riflettere sulle cose veramente importanti nella vita. Penso che Angela sia una donna fantastica e che

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tutti dovremmo prendere ispirazione da lei ringraziando tutti i giorni per ciò che ci è stato donato, senza pensare a quello che ci manca. Mi ricorderò sempre di questa giornata!

ha vissuto comunque molto bene anche con tutti questi problemi; questo insegna che si può vivere bene anche non avendo mai visto il mondo e le persone come sono veramente.

É stato molto bello e istruttivo. Mi sono divertita molto con i miei amici, ma soprattutto é stata molto bella la testimonianza di Angela, una persona sorda, muta e cieca che

La Giornata è stata emozionante e allo stesso tempo istruttiva, con gli amici è stata ancora più divertente. Mi è piaciuta molto la storia di don Bosco e incontrare Angela al Cottolengo.

... e dei genitori Davide, guida giovane, ma preparata ci ha presentato il grande sogno di san Giovanni Bosco: dedicare la sua vita ai giovani. Con determinazione e cieca fiducia nella Provvidenza, il fondatore salesiano ha saputo riconoscere e valorizzare il Bene che ogni ragazzo, anche il più scapestrato o vivace, ha in sé, creando gli Oratori, luoghi privilegiati per l’accoglienza e la crescita umana e spirituale. Abbiamo ripercorso la vita di san Giovanni Bosco visitando la Casa generale dei Salesiani e la basilica dedicata a Maria Ausiliatrice. Suor Maria Teresa, voce squillante e parlantina sciolta, ci ha lasciato a bocca aperta quando con il sorriso ha asserito che “la disabilità può diventare un trampolino di lancio per andare più in alto”. Dietro di lei le immagini di un video scorrevano raccontando una realtà di amore e accoglienza dei disabili e degli ultimi che, dalla prima metà dell’800 ad oggi è cresciuta fino a diventare una vera città nella grande Torino grazie prima all’idea caritatevole di san Giuseppe Benedetto Cottolengo proseguita poi dall’opera instancabile delle congregazioni religiose da lui fonda-

te. Con lei abbiamo visitato La Piccola Casa della Divina Provvidenza e abbiamo toccato con mano che “non può esistere un mondo di deboli e uno di forti” ma esiste un mondo in cui ognuno di noi ha un valore grande ed unico perché ha in sé un pezzo di Dio. Angela: ospite del Cottolengo da quasi 70 anni, vive da sempre in un mondo senza immagini e suoni. Comunica, nonostante la sordo-cecità, attraverso una sensibilità speciale, il tatto e i gesti tradotti in parole dalla vivacità e simpatia di suor Giancarla. La sua gioia grande traspare nell’espressione serena di chi ha saputo accettare la sua situazione partendo dai doni che il Signore ci dà senza fermare lo sguardo solo su ciò che non si ha! Noi genitori, carichi di questa esperienza e con una rinnovata fiducia nelle potenzialità e nella bellezza dei nostri ragazzi, facciamo tesoro dei tre ingredienti suggeriti da don Bosco per raggiungere la santità: fare il bene, pregare sempre, scegliere di essere felici, perché in questa giornata abbiamo sperimentato che una vita dedicata agli altri regala la vera Gioia.

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Temptation week, ossia… settimana comunitaria adolescenti Anche quest’anno e con grande piacere abbiamo accolto la richiesta-proposta dei nostri adolescenti, che durante tutto l’anno sono impegnati nelle varie attività della parrocchia tra catechismo, oratorio, gruppo sportivo, musical, chierichetti, di vivere una settimana di vita comunitaria in oratorio durante la quaresima. Abbiamo pensato di dare alla settimana il titolo “Temptation week”, ossia “Settimana delle tentazioni” per riflettere su ciò che li mette a dura prova nel loro percorso di crescita verso l’età adulta. Lo schema dei singoli giorni (dal 5 al 9 marzo, terza settimana di quaresima) ha messo a dura prova la loro resistenza e la loro disponibilità alla fatica: alle 7 lodi e colazione insieme (preparata dalle nostre magiche mamme), poi via a scuola e ritrovo gioioso alle 19 per la cena, infine serata organizzata, ogni sera con un tema diverso. Ogni mattina parlavamo di vangelo: i ragazzi, durante le lodi, scoprivano ogni volta una diversa tentazione celata nei vari brani di Vangelo: le tentazioni di Gesù nel deser15

to, sulla croce, quelle del giovane ricco e dei discepoli. Ciascuno è stato invitato a prendersi un piccolo impegno contro una tentazione presente nella propria quotidianità, che poi verificava la sera durante il momento di adorazione eucaristica in cappellina, prima di andare a dormire. Dopo le splendide e gustose cene preparateci da un team sempre più compatto e affiatato di mamme a cui va il nostro più affettuoso grazie, abbiamo affrontato temi forti: alcol, fumo, droga, sballo, divertimento sfrenato. Ci siamo fatti aiutare da Giorgio Mazzoleni, nostro comparrocchiano, che lavora all’ASL e ha dato grande disponibilità a passare due serate con noi per discutere di questi argomenti. E allora ecco il senso, il significato e l’esito della nostra “Temptation week”: provare a dare ai ragazzi degli strumenti che li possano aiutare a costruirsi una coscienza viva e autonoma che li aiuti a riflettere sulle scelte che fanno; dare regole o imposizioni negative “non fare questo, non fare quello…” ci sembrava ovvio e inutile (tutti sanno già

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quanto queste cose possano essere delicate e dannose) ed è per questo che abbiamo impostato questa settimana con l’ottica del dialogo, dell’ascolto, della riflessione insieme, perché avessero loro la capacità di scegliere di quali regole darsi per la loro crescita e il loro futuro. E per dare maggior completezza al nostro dire, lasciamo ai ragazzi la parola, perché anche loro possano esprimere i loro pareri e i loro pensieri su questa settimana… Noi educatori rinnoviamo il nostro grande

grazie al don per averci concesso la possibilità di abitare l’oratorio una settimana come fosse casa nostra; alle tante mamme che la mattina e la sera si sono alternate nel prepararci delle colazioni e dei pasti sempre deliziosi e squisiti; a Giorgio per la disponibilità e il supporto nella conoscenza delle tematiche. Ma il più grande dei nostri grazie va ai nostri ragazzi che hanno messo un impegno incredibile nel venire con costanza ai vari momenti proposti loro. Massimiliano, Giulia e Suor Dina come alcol e droghe, che tendono a colpire molti adolescenti di oggi. Mi sono piaciuti molto gli incontri con l’esperto (Giorgio) e passare il tempo con i miei amici”. “Questa settimana è stata occasione per stare tutti insieme per condividere le nostre esperienze quotidiane e le nostre ansie. Grazie a tutti. Da rifare sicuramente”.

Ecco alcuni pensieri dei ragazzi... “Questa settimana comunitaria mi è piaciuta molto, soprattutto per i temi trattati che considero molto interessanti. Gli incontri con Giorgio mi sono piaciuti perché ha soddisfatto tutte le nostre curiosità. È stato molto bello consumare i pasti in compagnia, anche perché così ho potuto conoscere meglio gli altri”. “È stata una settimana passata con la mia seconda famiglia, dove mi sono divertita e ho imparato tante cose”.

“Nonostante non l’abbia vissuta a pieno, mi sono molto piaciuti i due incontri con l’esperto e penso che siano stati motivo di crescita per tutti, e mi è piaciuto molto anche fare il dibattito con gli altri su quelle tematiche, anche se personalmente l’argomento droga non mi tocca molto”. “Secondo me è stato un bel periodo di condivisione e riflessione, anche se è stato un po’ stancante per gli orari, ma ovviamente erano quelli e non si potevano trovare altri momenti… è stato un bel periodo in cui mi sono riavvicinato un po’ di più alla chiesa e alla preghiera in se stessa”.

“È stata una settimana molto intensa in cui abbiamo discusso di temi importanti e attuali. La cosa che mi è piaciuta di più è stato trascorrere insieme i due momenti della giornata: la colazione con la preghiera e la cena con la serata in cui ci siamo divertiti molto”. “Mi è piaciuta molto questa settimana, e soprattutto le serate, perché sono stati affrontati temi piuttosto forti PAROLE DI VITA N. 01 - Marzo 2018 - www.parrocchiadicastello.it

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CHIERICHETTI

Festa del Chierichetto 2018 I giorni 10 e 11 febbraio il nostro fantastico gruppo ha festeggiato la 17esima edizione della FESTA DEL CHIERICHETTO che è stata istituita nel 2001. Durante questi due giorni ci siamo ritrovati a fare festa insieme e a riflettere sul significato del nostro servizio all’altare. Il tema di quest’anno è stato “Ognuno di noi vale”. Sabato sera, partendo proprio dalla parabola dei talenti, abbiamo riflettuto sulle nostre capacità e suoi nostri sogni.

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Al termine abbiamo lasciato l’impronta della nostra mano su un pannello che ora si trova nella sede dei Chierichetti. La festa è poi proseguita domenica, con la S. Messa, il pranzo e il giocone organizzato dai confratelli. Mi sono divertita molto e mi è piaciuto tanto il momento di riflessione guidato dalle Somme, che ci ha aiutato a capire che ognuno di noi vale! Chiara

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MONDO

Carissima... Carissima Artemisia, ho letto il tuo scritto. Dal mese di marzo, mi trovo di nuovo al Nord e precisamente nella Missione di Kaele. Mi è stato chiesto da P. Ambati Xaviour Babu, indiano, che è il parroco, di aiutarlo a ripristinare la Missione in decadenza. Così, in tutto questo tempo, ho costruito delle sale parrocchiali nuove e altre messe di nuovo in uso. Una parte della chiesa è stata allungata e ampliata e i miei superiori maggiori vorrebbero portarla a termine. La difficoltà maggiore sono le fondamenta, non costruite a norma per sostenere l’intero carico. Quello che potrò fare sarà di mettere dei rinforzi laterali (tipo puntoni) per tener chiusi i muri ormai pieni di fessure da ogni parte. Da quando sono qui in Cameroun, ho visto sei chiese cadute. Alcune sono cadute durante l’esecuzione, altre dopo aver finito i lavori. Non ho mai potuto intervenire a tempo, perchè sono sempre arrivato dopo il disastro. Lo spostamento con queste strade è difficile, non mi permette di raggiungere il cantiere in tempo. In questo periodo ho anche iniziato quattro pozzi. Due li ho abbandonati per insufficienza d’acqua, gli altri due sono quasi finiti. Qui al Nord, in poco tempo ho preso cinque volte la malaria, una dietro l’altra. Avevo perso parecchi chili che ho ricuperato in questi due ultimi mesi. Questo luogo è molto sporco, sia sulle strade che nei luoghi pubblici, portando con sè varie malattie. Mi è venuto spesso il desiderio di tornare a Jaounde nella capitale, ma poi, per dare una mano al parroco che mi aveva chiamato più volte, sono ancora sul posto. Qui al Nord le temperature sono sempre elevate. Arrivato nel mese di marzo, sono caduto nel

braciere, nel momento più caldo dell’anno. Da un mese sono finite le piogge e il caldo non manca. Ben presto ci sarà la nebbia e le temperature si abbasseranno di molto, senza più superare i 30°. Mi è stato chiesto inoltre di costruire all’interno della missione una sorta di farmacia, che verrà seguita dal parroco, senza più far venire i medicinali dalla Nigeria, contraffatti e insufficienti. Per ciò che mi hai chiesto, non ho un conto in banca, però, P. Xaviour ne ha uno aperto e dovrà mettere a puntino il conto. Te lo manderò al più presto. Lavoriamo insieme da più di sei anni, da quando eravamo a Moutourwa e ora qui a Kaele, ancora insieme. Vi ringrazio in anticipo per il gesto di generosità, non sono mai escluso dai vostri pensieri e anch’io vi ricordo nelle mie preghiere. Ecco, saluto tutto il gruppo missionario e a risentirci a presto. fr Domenico

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SCUOLA DELL’INFANZIA

Un tuffo nella scuola dell’infanzia don G. Pozzi della Parrocchia di Castello

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UN PO’ DI STORIA La Scuola dell’Infanzia “Don G. Pozzi” è stata fondata nel 1893 nei locali di proprietà della Parrocchia. Inizialmente svolgeva unicamente opera assistenziale ai bambini poveri, ma nel 1924, grazie all’interessamento dell’Ing. Badoni e dell’allora Parroco Don Giuseppe Pozzi è stata trasformata in Asilo Infantile. Da allora sono cambiate molte cose. L’Asilo Infantile si è trasformato, adeguandosi ai cambiamenti sociali e accogliendo molte generazioni di bambini, in Scuola dell’Infanzia. Scuola capace di rispondere alle esigenze del territorio e ai bisogni educativi dei bambini da 3 a 6 anni.

Nell’anno 2000, per rispondere alle esigenze delle famiglie si è arricchita del servizio alla prima infanzia “nido dei passeri”. L’ente gestore del servizio è la Parrocchia SS. MM. Gervaso e Protaso e il Presidente della struttura è il parroco. La scuola fa parte, insieme alle altre scuole dell’infanzia della città, dell’Associazione Scuole d’Infanzia Paritarie di Lecco associata F.I.S.M., che si fa carico della distribuzione dei contributi comunali, dell’aggiornamento delle insegnanti e della pianificazione di altri problemi legati alla gestione delle scuole. Il 28/02/2001 la scuola ha ottenuto la parità scolastica.

IN COSA CREDIAMO… In tale contesto, si esplicano alcuni valori umani e cristiani cui ci si ispira: • il valore della famiglia; • il valore della comunità; • il valore della fede.

Concretamente significa concepire una scuola che accolga tutti, adulti e bambini senza distinzione di razza, di genere, di religione e condizione sociale. In particolare la Scuola dell’Infanzia “Don G.

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Pozzi” promuove: • un servizio educativo che accoglie i bambini e le famiglie, cercando di rispondere alle esigenze di tutti, valorizzando le peculiarità di ciascuno; • le relazioni tra bambini, insegnanti e genitori; • la condivisione dei giochi, degli affetti, delle scoperte, delle fatiche; • uno spazio a misura di bambino, pensato

in quest’ottica negli arredi, nella gestione ed organizzazione dei tempi della giornata; • occasione di confronto e di crescita per i bambini, ma anche per i loro genitori, che possono confrontarsi e condividere con altri adulti le problematiche dell’educazione; • un’esperienza di vita di gruppo che aiuta a relazionarsi in modo solidale e di mutuoaiuto. • la partecipazione attiva dei genitori.

ECCOCI QUI…

IMPORTANZA DELLA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI: CENTRALITA’ DELLA FAMIGLIA “Le famiglie sono il contesto più influen- più importante per il bambino. te per lo sviluppo affettivo e cognitivo dei Scuola e famiglia devono realizzare un’alleanza educativa, fatta di confronto e scambi bambini. Nella diversità degli stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose, esse sono costanti nel rispetto dei ruoli reciproci. portatrici di risorse che devono essere valo- Concretamente vuol dire organizzare morizzate nella scuola, per far crescere una so- menti e spazi di partecipazione e corresponlida rete di scambi comunicativi e di respon- sabilità con le famiglie: rappresentanti dei genitori; consiglio di intersezione; assemblee; sabilità condivise.” La famiglia è il contesto di vita più influente e colloqui individuali; feste. PAROLE DI VITA N. 01 - Marzo 2018 - www.parrocchiadicastello.it

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LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA Partiamo dalla scelta di un argomento, (sfondo integratore) un tema di grande interesse per il bambino (molto vicino alla sua vita, alla sua esperienza quotidiana o alle sfere più profonde del suo vissuto) che motivi e che leghi fra di loro tutti i linguaggi possibili riferiti ai “campi dell’esperienza educativa” citati negli Orientamenti Ministeriali per la scuola dell’infanzia. La scelta del tema è condizionata dall’analisi delle caratteristiche e dei bisogni emergenti dal gruppo dei bambini ed è giustificata dall’esplicitazione degli obiettivi prioritari in connessione con le finalità educative. Ogni percorso promuove la maturazione di traguardi di sviluppo delle competenze in modo globale ed unitario e ne descrive le modalità nell’ipotesi di lavoro che è presentata ai genitori all’inizio di ottobre. Attraverso la valorizzazione delle curiosità dei bambini, della loro naturale predisposizione

LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA I bambini che compiono i tre anni entro e non oltre il 30 aprile dell’anno scolastico in corso possono frequentare la nostra struttura dall’inizio del medesimo anno scolastico (settembre) e per meglio rispondere ai loro bisogni è stato steso per loro un progetto educativo specifico. 21

all’esplorazione, alla voglia di sperimentazione, fare, giocare, giocarsi, allo scambio, alla discussione e alla negoziazione con gli altri, si creano occasioni di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che il bambino va scoprendo. L’ipotesi di lavoro è adeguata costantemente sulla base delle reazioni, delle proposte e delle esigenze dei bambini. Il lavoro collegiale fra le insegnanti permette di raccordare la programmazione con modalità differenziate per le tre fasce d’età. Le attività nei laboratori d’intersezione permettono il lavoro per fasce d’età separate. Le attività di laboratorio sono organizzate per piccoli gruppi di bambini e per fasce omogenee di età. Permettono di ampliare la possibilità di espressione personale dei singoli e facilitano la messa in comune di scoperte, abilità e competenze del singolo accrescendo e stimolando la forza creativa del gruppo.

ATTIVITÀ ESTIVE La scuola fa parte delle strutture dell’Associazione Scuole dell’Infanzia Paritarie di Lecco che si offrono all’apertura come servizio CRD nel mese di luglio. Le insegnanti

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PALLADIUM

Rifacciamo il look al logo del Palladium L’attuale logo del cineteatro Palladium venne disegnato nel 1994 in occasione di una rassegna teatrale e, successivamente, divenne quello della nostra sala. Non tutti sanno che si tratta di una maschera della commedia dell’arte stilizzata, frutto della creatività di Simona, una nostra volontaria di allora e di oggi. Ventiquattro anni sono tanti, soprattutto in questa epoca dove tutto corre in fretta; ecco quindi la necessità di un rinnovamento e di creare un nuovo logo che rappresenti il Palladium oggi, da quasi quattro anni l’unica sala cinematografica cittadina che continua ad operare grazie all’impegno dei volontari. Perché non scatenare la fantasia e la creatività ricorrendo ad un concorso aperto a tutti? Per questo motivo, la Parrocchia di Castello bandisce un Concorso grafico pubblico allo scopo di creare il nuovo logo del “CINETEATRO PALLADIUM”. Il logo dovrà identificare e rappresentare il “Palladium” in tutte le attività, garantendone visibilità e riconoscibilità. Per il vincitore in palio 40 INGRESSI GRATUITI per la stagione 2018/2019.

Regolamento completo e modulo di adesione presso la biglietteria del Palladium, i principali negozi del rione e scaricabile da www.cinemapalladium.com. Tutte le proposte inviate saranno esposte durante la Fiera di Castello. Partecipate numerosi!

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Una sala polivalente Messa da parte la festa per il mezzo secolo compiuto e di cui vi abbiamo riferito nel precedente numero, il Palladium continua nel suo lavoro di offrire film di prima visione, rassegna del giovedì, spettacoli teatrali ed eventi vari. In questi primi mesi dell’anno da segnalare la proiezione di alcuni titoli che hanno riscosso un notevole successo, quali “Wonder” oppure alcuni film in nomination all’Oscar, quali “La forma dell’acqua”, “Chiamami con il tuo nome”, “The Post” che hanno raccolto una buona risposta di pubblico. La rassegna invernale del giovedì, iniziata il 18 gennaio, su cifre ridotte rispetto all’edizione autunnale, continua a macinare presenze, con una confortante media di 280 persone che hanno in buona parte ap-

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prezzato la scelta dei titoli. La “Compagnia del Domani” ha iniziato ad offrire teatro per famiglie con il ciclo “Nonno mi racconti una favola?” e quattro classici di fiabe per bambini. Nel frattempo, nei due giorni di chiusura settimanale, grazie in particolare al contributo di Silvano, la sala viene utilizzata per incontri (due serate con le ACLI), spettacoli teatrali (“I fratelli Karamazov” della compagnia Aleph ed inserito nei quaresimali), oltre ad ospitare una parte della stagione teatrale organizzata dal Comune di Lecco. Una sala viva, polivalente ed eclettica che è tale per il lavoro dei volontari che in varia misura e competenza le consentono di continuare a vivere ed operare. Claudio

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Dopo qualche mese di pausa, utile per riordinare le idee, la Compagnia del Domani è pronta a tornare sulla scena con una nuova iniziativa. Nasce così “Nonno, mi racconti una favola?”, la prima rassegna dedicata ai racconti per i più piccoli. Un progetto che si sviluppa a 360 gradi, andando a coinvolgere oltre 40 ragazzi della nostra Parrocchia. Una nuova scommessa sotto forma di una nuova forma di spettacolo: il musical lascia spazio al teatro, permettendo così lo sviluppo della dote della recitazione. Queste le date e gli apuntamenti da segnare: - Sabato 7.4.18, ore 16.00 - Gli Aristogatti - Sabato 21.4.18, ore 16.00 - La Bella Addormentata. Sul sito della Compagnia del Domani (www.compagniadeldomani.com) è possibile acquistare già i biglietti per ogni spettacolo. Il costo dell’ingresso è di 5 € per ogni spettacolo, ma la Compagnia offre anche la possibilità di un abbonamento per l’intera durata della rassegna (quattro spettacoli) dal costo di 14 €.

La rassegna “Nonno, mi racconti una favola?” dunque, raccoglie in sé quattro racconti in una forma diversa rispetto all’abituale, con la narrazione e la recitazione che prevalgono sullo spettacolo teatrale. Sorprendente il successo del primo spettacolo: “Cappuccetto Rosso” con un Palladium tutto esaurito e, purtroppo, l’impossibilità di accogliere tutti in sala, a cui è seguita la fiaba del “Mago di Oz”.

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Giovanni

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TERRITORIO

Come erano le nostre vie, immagini e ricordi Il consueto articolo storico di “Parole di Vita” quest’anno parlerà ancora di vie di Castello, ma per immagini. Molto è cambiato nell’ultimo secolo e, soprattutto, negli ultimi decenni, nel tessuto urbano del territorio della nostra parrocchia. Grazie alle immagini provenienti dall’Archivio parrocchiale, dall’Archivio del giornale “Resegone” (foto Mazzoni e Cardini, soprattutto) e dall’Archivio Possenti vogliamo mostrare quanto sia cambiato, anche rievocando alcuni eventi e fatti che fanno parte della memoria comune. Esempi classici sono, per esempio, le trasformazioni dovute al passaggio dei lavori dell’attraversamento di Lecco attraverso le vie XI febbraio, Papa Giovanni XXIII, Montanara, Col di Lana e Pasubio oppure la deindustrializzazione che ha trasformato alcune grandi aree. In questa prima puntata, parliamo di via Papa Giovanni XXIII. La via non esisteva prima della riforma urbanistica che portò alla demolizione di alcuni complessi che si trovavano da una parte, verso l’attuale Corso Matteotti (un esempio per tutti, la casa con l’officina di “Piero il ciclista”, a lato della quale sbucava la via Fiumicella) e dall’altro verso la via Palestro. 25

La trasformazione fu realizzata di pari passo con la costruzione del Condominio Elisabetta sull’area Fossati negli anni sessanta.

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Le foto qui accanto ci mostrano questi cambiamenti, fino al nuovo stravolgimento dovuto all’attraversamento della fine degli anni ottanta, con gli scavi fedeli compagni delle sveglie di tanti abitanti di quelle case. In aggiunta, due foto simbolo della vita del quartiere, con il Museo di Scienze Naturali; due animali imbalsamati fanno il loro ingresso al museo: l’elefantino (morto di broncopolmonite) il 24 luglio 1970, mentre il leone è salutato da una classe di bambini della scuola Carducci il 27 ottobre 1972. Qualcuno si riconosce? Matteo

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Dibattito sul testamento biologico “Lo scopo della serata è fornire un’informazione oggettiva e che consenta di esprimere scelte libere e informate” è l’esordio di Anna Maria Delitala, per anni magistrato a Lecco ed esponente del MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) che lunedì 19 febbraio ha organizzato un incontro presso la Sala Papa Giovanni XXIII di Lecco. La serata ha avuto una buona risposta di pubblico, attento e interessato, ed è iniziata con una breve introduzione di Gian Luigi Daccò, Presidente del MEIC lecchese e ha visto come relatori, oltre alla dottoressa Delitala, il dott. Mario Tavola (Primario di Rianimazione ed Anestesia presso il 27

“Manzoni” di Lecco) e il dottor Manetto Fabroni, per lunghi anni Notaio. La legge, meglio conosciuta come “Biotestamento”, è stata approvata lo scorso dicembre, dopo che nell’arco di tre legislature, a partire dal 2009, erano stati presentati ben 15 disegni di legge. L’attuale breve testo è il frutto di un lungo lavoro di sintesi e armonizzazione in Commissione dove sono stati sentiti medici, associazioni, il Comitato di Bio Etica, e, come ha illustrato la relatrice, costituisce una naturale prosecuzione della normativa già esistente nel campo del “consenso informato” che permette al paziente di essere coprotagonista delle scelte mediche e dei trattamenti sanitari che lo riguardano, spezzando la secolare cultura del medico che, in quanto dotato delle conoscenze, era l’unico e totale arbitro delle decisioni da assumere. La legge, peraltro, recepisce, seppure tardivamente, le sollecitazioni scaturite sin dal 1997 dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’Uomo e sulla Bioetica di Oviedo, nonché la Carta dei Diritti Fondamentali approvata dalla UE nel 2000.

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Il MEIC, di chiara ispirazione ecclesiale, ha anche citato le indicazioni della Chiesa Cattolica in materia, a partire dai richiami di Pio XII del 1957, di Giovanni Paolo II del 1982 ai medici cattolici fino alla recente indicazione di Papa Francesco alla Pontificia Accademia per la Vita (novembre 2017). “Si può dunque affermare” sostiene Delitala “che questa legge sia venuta a colmare un vuoto legislativo con un lavoro da parte del legislatore che non ha trattato il tema con superficialità e improvvisazione”. E’ seguito un attento esame degli articoli che formano la legge entrata in vigore a fine gennaio e che mette al centro il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e alla autodeterminazione della persona con un processo decisionale che propone un’alleanza fra medico curante, familiari e paziente che ha il diritto di essere informato su diagnosi, trattamenti terapeutici, proporzionalità fra le cure e le possibilità di guarigione. Fra i suoi diritti, come già stabilito con il “consenso informato”, la possibilità di rifiutare/revocare dei trattamenti, di cambiare medico curante. Il tutto in armonia con il dettato costituzionale che agli articoli 2, 13 e 32 norma questo delicatissimo argomento. Il dottor Tavola ha intervallato la spiegazione di tipo legale con degli esempi tratti dalla sua vita professionale e dalla necessità di agire nel rispetto del paziente che è innanzi tutto una persona, e nel delicato terreno di curare con scienza e coscienza evitando altresì un inutile accanimento terapeutico. E’ stato anche affrontato il delicatissimo argomento delle NIA (Nutrizione e Idratazione Artificiale) che devono essere considerate alla stregua di trattamenti sanitari regolati dal consenso informato e da utilizzare laddove siano utili per migliorare i processi di cura, evitando argomentazio-

ni semplicistiche o che facciano leva sulla emotività. Su questa materia è capitato di assistere ad approfondimenti basati su slogan o argomentazioni di carattere etico che, in ogni caso, con l’approvazione della legge non vengono minimamente inibite o cancellate, lasciando ad ogni persona il diritto di decidere e, come è stato ribadito, mettendo – seppure tardivamente – ordine in un terreno dove già altri Paesi europei erano già intervenuti. Nel corso della serata sono stati anche evidenziati i limiti stabiliti dalla nuova legge che con chiarezza sgombrano il campo da interpretazioni che la vedrebbero come una deriva verso l’eutanasia o il suicidio assistito, in particolare facendo diventare normativa il codice deontologico del medico. In chiusura è stato il Notaio Fabroni a illustrare le modalità operative di espressione delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) che altro non sono che uno sviluppo ed un’applicazione del consenso informato riferito al caso del paziente che, originariamente capace, non sia più in grado di esprimere la propria volontà. Per questo particolare attenzione è stata dedicata al cruciale terreno che riguarda i minori e gli incapaci, sottolineando anche la possibilità garantita dalla legge di rinnovare, revocare, modificare le disposizioni alla luce di eventi che possono essere accaduti dopo averle sottoscritte (basti pensare ai progressi medici che potrebbero aprire spiragli di guarigione in patologie prima considerate infauste). Anche qui la legge, sostenuta da decisioni giurisprudenziali (sentenze della Corte di Cassazione) ha messo ordine. A conferma dell’interesse suscitato dalla illustrazione, la serata si è conclusa con diverse domande poste ai relatori dalle persone presenti in sala. Claudio

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ZANETTI

Zanetti: 70 anni di sport La Zanetti, nata nel 1948 quest’anno festeggia i suoi primi 70 anni e si conferma una delle più importanti realtà sportive presenti sul territorio lecchese. A dicembre al Palladium di Castello si è tenuta la grande festa Zanetti per festeggiare il Natale! Circa 600 le festanti persone intervenute nel corso del pomeriggio e della serata, tutti in divisa e pronte a divertirsi insieme. Don Egidio ha aperto l’appuntamento con un momento di preghiera; a seguire il presidente Giancarlo Barindelli ha ricordato come “la Zanetti è ad un passo dai nostri primi 70 anni ed ha un chiaro messaggio educativo. Il vero pilastro della società sono i nostri 400 tesserati, dai 3 anni ai grandi della prima squadra, gli oltre 60 tra dirigenti e allenatori che dedicano tempo, capacità e cercano di trasmettere i valori sani della nostra società, i genitori e gli sponsor; insomma ci possiamo considerare a pieno titolo una grande famiglia. Oltre ai risultati sportivi per noi ha valore la solidarietà e la voglia di aiutare il prossimo; il regalo distribuito ai ragazzi non è tangibile ma abbiamo destinato i fondi a sostegno dello sportello psicologico di Lecco dell’AISLA. Con piacere abbiamo accolto una nuova realtà, la squadra femminile che partecipa al campionato CSI a 7”. Antonio Rossi ha tenuto a “battesimo” la serata, durante la quale si sono alternate sul pal29

co istituzioni comunali e del mondo sportivo: Airoldi presidente del CSI e Colombo della FIGC oltre a tutte le squadre delle tre sezioni che compongono l’associazione, i settori calcio, pallavolo e ginnastica ritmica che avrà in programma il saggio di fine anno il 27 maggio al Palazzetto dello Sport di Malgrate. La crescita dell’associazione è evidente ed eventi come la serata di Natale sono il riconoscimento agli sforzi fatti dai tanti volontari che sono i veri attori protagonisti della realtà Zanetti. L’aria è frizzante e il vento spinge forte, ma le novità per il 2018 si preannunciano spumeggianti! Un paio di appuntamenti su tutti riguardano i tornei di calcio che vedranno impegnate le squadre del settore giovanile. Il primo riguarda il torneo di Cesenatico in programma dal 28 aprile al 1 maggio a cui parteciperanno i ragazzi del 2008; il bus è già stato completamente riempito. Organizzato in collaborazione con la fiera di Castello è un altro appuntamento fisso, il 5° torneo di calcio “Giochiamo insieme” dedicato al compianto Luigi Caielli in programma per il 19 e 20 maggio con partecipazione dei Primi Calci 2009 e Pulcini 2008 oltre a diverse squadre provenienti anche da fuori provincia. Vi ricordiamo il 5x1000 fondamentale per dare un contributo concreto e tangibile CF 92050550133 Luca

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ORGANIZZA

5° Torneo “Giochiamo insieme” c.m. LUIGI CAIELLI

19 maggio 2018 - primi calci 2009 20 maggio 2018 - pulcini 2008 Omolato F.I.G.C.

presso oratorio di Castello Via Fogazzaro 36 Il Torneo si svolgerà in 1 giornata dalle ore 14,00 alle ore 20,00 circa. Parteciperanno al torneo 6 squadre per categoria. Le gare si disputeranno sul campo in erba sintetica. VI ASPETTIAMO NUMEROSI Per iscrizioni e informazioni: cell. 328.6765909 o WHATSAPP o mail bartesaghipier@tiscali.it

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RICORDI

Don Franco Lunedì 5 Marzo è morto don Franco Donzelli. Nato a Caronno Pertusella (VA) il 13/5/1921 e ordinato sacerdote il 26/5/1945, dal 1945 al 1959 è stato coadiutore nella nostra parrocchia.

Parlare di don Franco Donzelli non è cosa semplice; ci riporta agli anni della nostra giovinezza: fra Oratorio, gare di catechismo, gite, spettacoli teatrali, diffusione di giornali cattolici, cori e canti vari... ma soprattutto il suo impegno educativo per farci crescere nella vita spirituale. Assistente per ben 15 anni all’Oratorio femminile ma anche aperto al maschile... Bravissimo e appassionato Maestro di

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Schola Cantorum. Quante volte abbiamo visto, nella sua foga, far volare gli spartiti.... per aver perso qualche nota! Adesso che siamo mamme, nonne e forse anche bisnonne... il nostro cuore si sente di ringraziarlo. Il suo ricordo rimarrà sempre vivo in noi. Oggi vive in una realtà diversa ma più perfetta e felice. Grazie, don Franco! Le ragazze di settanta anni fa

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ANAGRAFE

BATTESIMI Panaligan Gianna di Delbert e Panaligan Joan Yaki Alessio di Manoel e Stepanovic Merita Yaki Samuel di Giuseppe e Ierreira Campos Maria Aparecida Rigamonti Federico di Roberto e Ravasi Silvia D’Ettore Iris di Mauro e Rusconi Silvia Morleo Filippo di Andrea e Acquistapace Valentina Ripamonti Cristian di Roberto e Maloku Klodyana Maloku Klodyana di Gezim e Shpresa Maloku Maloku Doriana di Gezim e Shpresa Maloku

FUNERALI Aldeghi Angelo Castelnuovo Ernesto

di anni 87 di anni 78

Villa Franca Bigiolli Vincenza

di anni 87 di anni 86

Colombo Lucia

di anni 94

Taschetti Gianfranco

di anni 84

Cereda Enrico

di anni 78

Murelli Silvana

di anni 90

Corti Carlo

di anni 83

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ORARI P RROCCHIA PA

S. MESSE FERIALI da Lunedì a Venerdì: h. 8.30 - 18.30

S. MESSE FESTIVE Sabato: h. 18.30 (vigiliare) Domenica: h. 8.00 - 10.00 - 11.30 - 18.30 (Normalmente, prima delle S. Messe i Sacerdoti sono disponibili per le confessioni)

BUONA STA T MPA Sabato: dalle 19.00 alle 19.30 Domenica: dalle 8.30 alle 12.30

SEGRETERIA PARROCCHIALE da Lunedì a Venerdì: h. 16.00 - 17.00

SERVIZIO SEGRETA T RIAT A O SOCIALE Per problematiche familiari, assistenza alimentare, richieste di lavoro, patronato sociale Martedì: h. 9.30 - 10.00 e Giovedì: h. 14.30 - 15.30 in casa parrocchiale servizio medico, consulenza giuridica solo su prenotazione

SAN VINCENZO Mercoledì: h. 9.30 - 10.30 in oratorio CINETEAT A RO PALLADIUM T l. e Fax 0341.361533 www.cinemapalladium.com Te NUMERI UTILI Don Egidio (Parroco) Don Mario Don Paolo Scuola Materna Abitazione Suore

Tel. e Fax T T l. Te T l. Te T l. e Fax Te T l. Te

0341.364138 0341.368921 339.5629229 0341.369337 0341.283724

E-mail: segreteria@parrocchiadicastello.it - donegidio@parrocchiadicastello.it Sito internet: www.parrocchiadicastello.it

La redazione Don Egidio Casalone, Santo Caruso, Stefano Ghislanzoni, Mariolina Mauri, Chiara Pizzi, Matteo Possenti, Umberto Riva, Claudio Santoro. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla stesura dei testi e alla distribuzione del Giornale della Comunità Parrocchiale.

Bollettino aprile 2018 numero 1  
Bollettino aprile 2018 numero 1  

Bollettino parrocchiale aprile 2018 numero 1

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