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MC M C I L

M O T O R E

F R E E

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D E L L ’ E D I L I Z I A

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MACCHINE CANTIERI novembre/dicembre 2017, n. 47

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Gli ass ali e freni Merito equipa r ggiano i veico medi e li pesant i Costru ttori tr di molti a cui DA Iveco, F, MAN, P Renau lt Truck accar, s, Scan ia e Volvo

COVERSTORY

Assi(st) d’autore


La CUBE+ NEXT è una nuova torre d’illuminazione a batteria progettata per raggiungere i massimi livelli di prestazioni e sicurezza con un totale rispetto per l'ambiente. Abbiamo definito il nuovo standard di durata per torri d’illuminazione a batteria. La nuova CUBE+ NEXT garantisce fino a 200 ore di funzionamento con una singola carica, definendo così il nuovo standard di riferimento del settore. Nessun rumore! Nessun inquinamento! Semplicemente Generac!

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ESCAVATORI VOLVO: L’EVOLUZIONE DELLA PRODUTTIVITà Gli escavatori Volvo sono stati progettati per ottenere la massima efficienza nelle diverse applicazioni poichè vantano una forza e una potenza rinnovate e, allo stesso tempo, tempi di ciclo più brevi per prestazioni più elevate. L’esclusiva modalità ECO, unita al migliore sistema elettro-idraulico, assicura un risparmio di carburante tra il 7 e il 10 per cento. Le ultime innovazioni garantiscono, inoltre, una maggiore flessibilità ideale per una serie di applicazioni come il lavoro in cava, edilizia e le costruzioni stradali. Escavatori Volvo: l’evoluzione della produttività. www.volvoce.it


Al recente Solutrans è avvenuto il lancio europeo dei pneumatici autocarro dell’americana BFGoodrich. Nata nel 1870 ad Akron, in Ohio (USA), BFGoodrich è sul mercato dei pneumatici autocarro da più di 80 anni. Fino a oggi presente in tutto il mondo in questo settore, tranne che in Europa, vende 1,6 milioni di pneumatici l’anno. La nuova gamma, che comprende ben 53 pneumatici per assale motore, sterzante e trainato, è fabbricata in Europa. Disponibile per quattro diametri di ruota: 15, 17.5, 19.5 e 22.5, copre tutti i principali segmenti del mercato autocarro. Tutti i pneumatici della gamma hanno la marcatura M+S e/o 3PMSF. La nuova gamma di pneumatici autocarro BFGoodrich è ricostruibile e riscolpibile, e la carcassa sarà ricostruibile al 100% per i pneumatici 22.5.

PNEUS

dalle aziende

USA

AGENDA DEL MESE

PER IL MONDO

FIERE

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MACCHINE CANTIERI 5.0

Las Vegas 23 - 26 gennaio

BETONTAGE Ulm 20 - 22 febbraio

THE BIG 5 HEAVY Dubai 26 - 28 marzo

INTERMAT Parigi 23 - 28 aprile

IAA 2018 Hannover 20 - 27 settembre

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2018

WORLD OF CONCRETE


GONFIE vele

COMPONENTI

7 LITRI

Per Scania un anno anche di motori

A

nno d’oro per Scania che dopo aver dato alla luce i nuovi V8 lancia i nuovi propulsori da 7 litri, quarta gamma rinnovata per la New Generation dopo rispettivamente i 9, 13 e 16 litri, tutti Euro 6 con potenze comprese tra 280 e 730 CV. I nuovi motori a 6 cilindri in linea presentano ottime prestazioni a basso regime, sono equipaggiati con un turbocompressore a geometria fissa e utilizzano unicamente la riduzione catalitica selettiva (SCR) per il post-trattamento dei gas di scarico, in conformità alla normativa Euro6. FONTE: SCANIA

FORTE O DELICATA. VARIOCONTROL – COMPATTAZIONE DEL SUOLO ADATTIVA.

Anche per il 2017 il Gruppo Paccar chiude con risultati economici sempre con un bel segno + davanti. Il Gruppo ha infatti dichiarato un dividendo in contanti di più di un dollaro e venti centesimi per azione, da pagare al 4 gennaio 2018, agli azionisti registrati alla chiusura della Borsa del 14 dicembre 2017. Dichiarato inoltre un regolare dividendo trimestrale in contanti per un importo di venticinque centesimi per azione.

Sono più efficienti (Utensili manuali)

Specializzata nei rivestimenti civili e industriali Kennew srl ha recentemente lavorato al CityLife Shopping District. Durante tutta la durata dei lavori, la squadra si è avvalsa di diversi elettroutensili Bosch Professional, tra cui alcune ultime novità testate grazie al progetto #builtwithBosch: il programma che permette ad artigiani e professionisti di candidarsi per provare in anteprima le più recenti innovazioni blu, condividendo poi la propria esperienza sui social network. In particolare sono stati utilizzati: la sega universale a batteria GSA 18V-32 Professional per il taglio della struttura di sostegno del rivestimento esterno. I tagli delle lastre di controsoffitto sono state affrontate con la smerigliatrice GWS 18V-125 SC Professional, mentre i trapani-avvitatori GSR 18V-60 C e GSR 18V-85 C sono stati usati per fissare i pannelli del manto di copertura. Dal 2013 la squadra Kennew si affida agli elettroutensili Bosch Professional.

SE IL TERRENO LO RICHIEDE, IL RULLO DEVE SAPER CAMBIARE CARATTERE. VARIOCONTROL ha rivoluzionato la compattazione del suolo. Il tamburo ha una vibrazione diretta che viene adattata in continuo alle esigenze del cantiere – in automatico. Lavora alla massima potenza sui terreni più ostici e con delicatezza in prossimità degli edifici. Sempre la massima qualità con il minimo sforzo.

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MAN premiata (Veicoli industriali)

Un riconoscimento importante quello ricevuto dal concept eMobility di MAN. Si tratta del premio European Transport Award for Sustainability 2018 che da quattro anni ormai la rivista tedesca Transport assegna alle aziende del trasporto commerciale per il loro impegno nel combinare successo economico, responsabilità sociale e protezione ambientale. 16 categorie per 16 vincitori. MAN ha vinto nella categoria Truck Star con il suo eMobility concept per lo sviluppo di camion completamente elettrici.

PARTNERSHIP

IN SELLA

Mobilità elettrica anche in mountain bike

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QUALITA’. Alcuni sono più economici. Nessuno è migliore.

artnership tra Mercedes-Benz Vans e THOK, innovativo produttore di mountain bike elettriche ad alte prestazioni. Mercedes-BenzVans è sinonimo diVito, eVito, Sprinter, ClasseV, Classe X, mezzi che rappresentano la soluzione ideale per il trasporto di merci e persone e offrono una valida alternativa per il tempo libero e le attività outdoor. Il tutto all’insegna della mobilità intelligente e sempre più sostenibile. Da questi presupposti è nata la collaborazione con THOK, innovativo produttore di mountain bike elettriche ad alte prestazioni, in grado di fondere l’unicità del design made in Italy con un progetto innovativo e all’avanguardia. La rotta per un futuro a zero emissioni passa anche attraverso partnership basate su strategie e obiettivi comuni, che puntano ad una mobilità sempre più intelligente e sostenibile. FONTE: DAIMLER

SOCIETÀ

© Martin Hahn / Fotolia.com

Fassi ha acquisito il 100% delle quote Cranab. Dopo esserne entrato in comproprietà nel 2013, la società bergamasca ha via via incrementato la sua partecipazione nell’azienda e ora, con l’acquisizione delle quote di www.webermt.de Weber MT Italia - A.L.Consulting sas, Udine · Tel: 0432-689275 · Email: info@al-importagency.it

Hans Eliasson, è diventato l’unico titolare del Gruppo. “Il nostro obiettivo è favorire la crescita di Cranab, ampliandone la gamma prodotto con l’introduzione delle nuove gru per autocarro destinate al settore forestale e del riciclo

legato ai servizi ambientali. Il costante sviluppo di modelli di gru fuori strada per macchinari per la silvicoltura consoliderà ulteriormente il già forte posizionamento di Cranab sul mercato”. Giovanni Fassi, CEO del Gruppo Fassi.


IL VOSTRO NUOVO INSTANCABILE COMPAGNO DI LAVORO A UN PREZZO ACCESSIBILE

SOLLEVAMENTO

DUALTECH

JCB presenta i nuovi sollevatori telescopici DualTech VT

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nuovi sollevatori telescopici JCB si fondano sull’inedita trasmissione a variazione continua JCB DualTech VT che combina le migliori caratteristiche degli azionamenti powershift con quelli idrostatici. I movimentatori telescopici JCB 531-70 Industrial DualTech VT, 535-95 Industrial DualTech VT e 54170 Industrial DualTech VT sono equipaggiati con un sistema di trasmissione avanzato che unisce le comprovate caratteristiche di potenza, coppia e risparmio di carburante del motore JCB EcoMAX da 4,8 litri con la nuova trasmissione DualTech VT. Le loro capacità di sollevamento vanno da 3,1 a 4,1 t. Notevole l’impatto sulla produttività, in particolare per cicli di carico ripetuti con un aumento fino al 13 percento rispetto agli attuali movimentatori telescopici JCB. FONTE: JCB

SPORT JLFO, con l’aiuto delle macchine Bobcat, ha creato il più grande circuito di Supercross europeo mai realizzato in uno stadio. Per la creazione della pista per le gare SX, che si sono svolte a Parigi il 18 e 19 novembre, i team JLFO

hanno utilizzato una flotta di macchine che comprendeva tre pale compatte Bobcat (due pale Bobcat T870 e una Bobcat T650); un escavatore compatto Bobcat E62 e un escavatore gommato Doosan DX165W-5. L’operazione di

smantellamento ha richiesto l’utilizzo di cinque macchine movimento terra, e precisamente un escavatore compatto Bobcat E62, due pale Bobcat T870, una pala Bobcat T650 e un escavatore gommato Doosan DX165W-5.

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Nella foto: I nuovi camion DAF CF e XF sono International Truck of the Year 2018. La motivazione: “Con l’introduzione delle nuove serie CF e XF, DAF mette a disposizione dei clienti una gamma di veicoli medi e pesanti che definisce un nuovo standard di efficienza della trasmissione e delle prestazioni generali”.

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(Movimento terra) Il sollevatore telescopico T467 e le pale gommate XPower L 550 – L 586 di Liebherr si aggiudicano il German Design Award.

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(Veicoli commerciali) La nuova gamma Iveco Daily Blue Power è stata incoronata vincitrice del titolo International Van of the Year 2018.

Un Daily a noleggio

(Noleggio)

Renty srl, titolare del Brand “Rentytobuy” ha siglato un ordine per un totale di 16 nuovi Daily Hi-Matic. Il veicolo Iveco Daily HiMatic è il partner perfetto

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MACCHINE CANTIERI 5.0

per una società come Renty, che incentra il proprio business attorno al noleggio a breve, medio e lungo termine, offrendo al cliente anche la possibilità di acquistare il veicolo che ha noleggiato, e che deve quindi potersi avvalere di mezzi robusti, sicuri e insieme confortevoli.

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MC M C I L

M O T O R E

F R E E

P R E S S

Sommario

D E L L ’ E D I L I Z I A

5.0

MACCHINE CANTIERI

MC 5.0 • NOVEMBRE-DICEMBRE 2017 • NUMERO 47

novembre/dicembre 2017, n. 47

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NO/NOVARA

Gli assali e freni equipaggia Meritor no i veico medi e li pesan Costruttori ti di molti tra cui Iveco, DAF, MAN, Paccar, Renau lt Truck s, Scani a e Volvo

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COVERSTORY

Assi(st) d’autore

COVER Gli assali Meritor sono veri assi(st) per i veicoli industriali

26 ATTUALITÀ

04 NOVITÀ DAL

SETTORE E MOLTO DI PIÙ

23

EDITORIALI

14 Editoriale on DEFERITI!

(DI EMANUELA PIROLA)

66 Editoriale off

61

QUANDO L'ALFA DIVENTA OMEGA

42 ESTATE FUORI

(MAURIZIO GUSSONI)

STAGIONE

COVER STORY

18 Cover story

(ECOMONDO)

ASSI(ST) D'AUTORE

(MERITOR)

INTERVISTA

REPORT TECNICO

32 IL MAGNETE

48 L'ARTE DI ESSERE SEMPLICI

12

40 UN CAPOLAVORO

(MEWA)

51 IL GENIO

DELLA CAVA

(SSAB)

(MECALAC)

45 A TUTTO GAS

CONSTRUCTION

63 UN NUOVO

PROTAGONISTA

(DOOSAN)

(MAN)

(HELLA)

INNOVAZIONI

61 QUESTA O QUELLA

DELL'EDILIZIA

PER ME PARI SONO (HAULOTTE)

MACCHINE CANTIERI 5.0

DI PAROLE

(KOHLER)

IN PIÙ

(INTERMAT)

Direttore Responsabile Emanuela Pirola Art Director Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com Collaboratori Renata Bernardini, Rachele Donati De Conti, Maurizio Gussoni, Laura Mole Piane, Cristiano Pinotti Fotografia Archivio Macchine Cantieri 5.0

23 AMMIRAGLIA VOLVO

34 GIOCHI

(VOLVO CE)

16 DI BENE IN MEGLIO 56 OBIETTIVO (BÖCKER ITALIA)

TESTIMONIANZE

26 IL GIUSTO MIX DELL'X-WAY

TEST

58 LUSSO A 44 T

(IVECO)

(SCANIA)

Ufficio traffico Lucia Gatti adv@macchinecantieri.com

Fax 039 2020976 commerciale@ macchinecantieri.com

Registro operatori di comunicazione N.O 17890 del 02/01/2009

Direzione e redazione Via Carlo Amati 12, 20900 Monza, MB Tel. 039 2020976 Fax 039 2020976 www.macchinecantieri.com mc@macchinecantieri.com

Pre-stampa e stampa Press grafica, Gravellona Toce (VB)

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Registrazioni Tribunale di Sondrio, N° 337 del 12/11/2003. Camera Commercio di Milano, R.I. N.O 06405990968 del 16/03/2009

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Pubblicità e marketing Tel. 039 2020976

editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2013


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EditorialeOn EMANUELA PIROLA

Deferiti! L

CHI ROMPE, NON PAGA E SIEDE AL GOVERNO. (LEO LONGANESI)

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a Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE a causa del sistematico ritardo con cui le Amministrazioni Pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali, in violazione delle norme dell’UE in materia di pagamenti (direttiva sui ritardi di pagamento, direttiva 2011/7/UE). Secondo la direttiva sui ritardi di pagamento le amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le merci e i servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni dal ricevimento della fattura. La Commissione attribuisce grande importanza alla questione dei ritardi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, constatata in diversi Stati membri, e persegue una rigorosa politica di applicazione della direttiva in materia. La puntualità dei pagamenti è particolarmente importante per le piccole e medie imprese (PMI), che confidano in un flusso di cassa positivo per assicurare la propria gestione finanziaria, la propria competitività e, in molti casi, la propria sopravvivenza. La Commissione riconosce gli sforzi compiuti dal governo italiano per migliorare la situazione in seguito all’avvio della procedura di infrazione con lettera di costituzione in mora nel giugno 2014 e il successivo invio del parere motivato nel febbraio 2017. A più di tre anni dall’avvio della procedura di infrazione, tuttavia, le amministrazioni pubbliche italiane necessitano ancora in media di 100 giorni per saldare le loro fatture, con picchi che possono essere nettamente superiori. La Commissione ha pertanto deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE. Quindi siamo alle solite: ma inutile continuare a girare il coltello nella piaga parlando male dello Stato e/o delle pubbliche Amministrazioni. Fa rabbia che dopo tre anni la situazione non si sia normalizzata e quindi al danno dei pagamenti ritardati si aggiungerà la beffa della multa che sicuramente (o quasi) l’UE ci farà pagare. Ma fa ancora più rabbia, a mio avviso, che in tutto questo vociferare di ripresa, aumento del lavoro e del PIL sembri che la catastrofica situazione dei pagamenti pubblici sia passata in sordina in qualunque programma elettorale. Povera Italia. Poveri noi. ❑


DA OGGI LA PUBBLICITÀ NON È SOLO INFORMAZIONE E IMMAGINE

Con l’entrata in vigore dell’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017 imprese e lavoratori autonomi possono beneficiare degli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su giornali e riviste. Se hai fatto investimenti pubblicitari anche nel 2016 e a partire dal 24 giugno 2017 hai incrementato o incrementerai anche solo dell’1% tale importo, potrai beneficiare di un credito d’imposta che potrà arrivare fino al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% per le microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative. Tale credito d’imposta potrà essere utilizzato anche per saldare contributi erariali e Inps. © 123rf.com


INTERVISTA

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La parola a Daniele Tommasin

DI BENE

in meglio

W

Daniele Tommasin, Responsabile Commerciale di Böcker Italia, conferma la crescita di un mercato che, da nord a sud, cerca soluzioni tecnologiche avanzate DI EMANUELA PIROLA

GLI ELEVATORI PER EDILIZIA E TRASLOCHI SARANNO OGGETTO di importanti aggiornamenti tra il 2018 e il 2019. In primavera saranno presentati nuovi modelli di gru multifunzione e continueremo la nostra politica di presenza diretta sul territorio, in maniera tale da fornire ai nostri clienti la certezza di trovarsi davanti a persone molto preparate sui prodotti oggetto del loro interesse

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anto ottimismo frutto di una continua crescita e di un rinnovato slancio del mercato che vuole prodotti “diversi”, in grado di rispondere alle nuove esigenze di cantiere con la massima flessibilità operativa. Le parole di Daniele Tommasin sono uno sprone per l’intero mercato dell’edilizia.

T

MC: Prima di tutto tracciamo il bilancio del 2016 e un secondo, parziale, del 2017 di Böcker in Italia... DANIELE TOMMASIN: Il 2016 è stato un anno incredibile,

abbiamo avuto un incremento del fatturato veramente importante. Alla luce di ciò la sfida per il 2017 era quella di, quantomeno, confermare questo risultato se non addirittura migliorarlo e, secondo gli ultimi dati in mio possesso, ci stiamo riuscendo.

MC: Quali sono stati i prodotti che hanno dato maggiori soddisfazioni nel comparto edile? DANIELE TOMMASIN: Nel comparto edile le cosiddette gru

multifunzione sia trainate che allestite stanno avendo il successo previsto. Sono attrezzature molto avanzate dal punto di vista tecnologico e hanno prestazioni veramente eccezionali, frutto dei materiali di nuova generazione Il mercato utilizzati come le leghe speciali di alluminio. ha definitivamente MC: Attualmente, a livello geografico e di Le cosiddette “scale”, sia in versione edilizia tipologia di prodotto, com’è posizionata che in versione traslochi, continuano a reagito, la fiducia delle Böcker sul territorio nazionale? Vedete mantenerci leader in questo settore e imprese è sempre più delle differenze in termini di vivacità di saranno oggetto di un importante upgrade evidente e questo fatto è mercato tra Nord, Centro e Sud Italia? tecnico tra il 2018 e il 2019. confermato da parecchie DANIELE TOMMASIN: Il fattore importante In genere, per quanto concerne il comparto che ha sempre differenziato Böcker dai edile, i nostri clienti sono decisamente realtà presenti nel settore suoi competitor è proprio il fatto che orientati verso le ristrutturazioni e per edile con le quali Böcker siamo sempre stati presenti nella totalità del questo richiedono macchine più veloci e collabora. territorio nazionale, isole comprese. Il nostro flessibili dal punto di vista del posizionamento campo di azione non è mai stato limitato a due o tre rispetto ad attrezzature fisse e più limitate. regioni principali, bensì a tutta Italia. E non c’è differenza MC: Quali i motivi del successo dei prodotti Böcker? nemmeno nella tipologia di prodotto: siamo strutturati per il DANIELE TOMMASIN: Il cliente Böcker è un cliente molto settore edilizia da Bolzano a Bari, per il settore traslochi da Torino orientato alle soluzioni flessibili e originali che possiamo a Palermo. È innegabile che il Nord Italia reagisca meglio agli offrire con i nostri prodotti; non trascura il fattore prezzo, stimoli commerciali, soprattutto nel settore edile, ma anche il come è giusto che sia ma è sicuramente un professionista Sud sta facendo la sua parte, anzi! Proprio in questi giorni stiamo che pretende il massimo dal punto di vista tecnologico. ricevendo importanti ordinativi da queste zone d’ Italia. Noi siamo in grado di fornire un perfetto mix di questi tre importanti fattori. MC: Il noleggio per Böcker è un’opzione interessante? DANIELE TOMMASIN: Siamo strutturati per offrire

anche la formula di noleggio a lungo termine per molteplici macchine, una soluzione che negli ultimi anni sta riscuotendo un notevole interesse. MC: Come valutate la vostra partecipazione all’ultimo GIS di Piacenza? DANIELE TOMMASIN: L’ultima esposizione

GIS di Piacenza ha confermato le nostre aspettative. La fiera è ormai una realtà importante: il mercato interno ha risposto accorrendo in massa e anche il feedback ricevuto dai visitatori esteri è stato positivo. Abbiamo ricevuto clienti provenienti da diversi settori, in maniera omogenea. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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CoverStory MERITOR

ASSI(ST) D’AUTORE Spesso gli utenti distratti non ci pensano, ma elementi del proprio veicolo come pneumatici o assali sono fondamentali: lavorano nell’ombra, ignorati fintanto che va tutto bene. Poi le cose si complicano. Per questo è indispensabile sceglierli bene DI MAURIZIO GUSSONI • FOTO DI MERITOR PHOTO GALLERY

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“Non fare mai del bene se non sei preparato all’ingratitudine”, sosteneva Enzo Ferrari, ricalcando il pensiero di Sant’Agostino. E questo, in fondo, nel mondo dei truck è il destino di tante parti tecnologiche, fondamentali ma non sotto gli occhi di chi usa il veicolo. Quindi importanti... ma invisibili. E al centro del destino di cui sopra non possiamo non collocare gli assali di un camion. Nientedimeno che il componente meccanico che lega il veicolo a terra e che, se fa bene il suo mestiere, lo tiene in strada e sopporta con stoico silenzio le angherie del terreno. Ma se, questo mestiere lo fa male, provoca rischiosi sbandamenti o insopportabili guasti e fermi del mezzo. Un’azienda leader mondiale nella costruzione di questi componenti è la Meritor che, forse per contrastare la “solitudine degli assali”, ha deciso di informare non solo i grandi costruttori, ma anche chi usa e beneficia dei suoi prodotti: gli utilizzatori.

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CoverStory MERITOR

L’AZIENDA Meritor è una multinazionale con sede a Detroit (USA), con in Italia un importante sito produttivo forte di 500 dipendenti. La storica specializzazione di questa azienda è quella di progettare, sviluppare e produrre ponti per veicoli, medi e pesanti, e impianti frenanti. In più ha sviluppato un’importante organizzazione di aftermarket per la ricambistica dei propri prodotti. Non manca una parte strategica dell’azienda dedicata alle applicazioni militari, cioè quei veicoli che per propria natura non si possono limitare a superare brillantemente gli ostacoli del fuoristrada di una cava, ma che devono affrontare situazioni di straordinaria difficoltà su terreni spesso inesplorati e sempre inaspettati. L’azienda ha dimensioni importanti, infatti fattura 3,2 miliardi di dollari/anno, per tre quarti

NON SOLO PER CAMION Meritor è fra i produttori leader a livello mondiale anche di assali per rimorchi ed è rinomato per le proprie soluzioni di prodotto integrate comprendenti assale per rimorchio, sospensione per rimorchio e freni, tutti progettati per operare come

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una sola unità. I vantaggi di mettere a disposizione un pacchetto integrato interessano non solo il Costruttore del rimorchio in primo equipaggiamento, ma anche gli operatori e i clienti aftermarket che vogliono rifornirsi di tutti i pezzi di

ricambio da un unico fornitore. Questi pezzi di ricambio a marchio Meritor si riferiscono ad assali e sospensioni prodotte in Europa, e comprendono guarnizioni, cuscinetti, parti del sistema frenante, camere d’aria e tutte le parti di una sospensione

come le molle pneumatiche e gli ammortizzatori. Inoltre completa l’offerta prodotti una gamma di attrezzature come regolatori automatici dei freni, camere dei freni a molla, componenti dell’assale dello sterzo e valvole pneumatiche per le sospensioni.


resi dalla parte truck. Ma è una multinazionale a tutto tondo, infatti il mercato europeo per questa azienda a stelle e strisce rappresenta addirittura il 21% del fatturato, tanto è vero che il primo cliente è Volvo. Insomma, vera azienda produttiva in un mondo che va sempre di più sul finanziario, si permette la presenza di ben 8.200 dipendenti, sparsi in 19 paesi, dei quali 2.200 in Europa.

e il secondo in Europa di freni a disco. Anche se la vera specialità della Casa sono, appunto, i ponti, offerti in una gamma vastissima che va da 10 a 100 t di portata. Ma se è facile dire ponte, molto più difficile è realizzare un prodotto di qualità, tanto è vero che Meritor, ogni anno, investe la bellezza di 95 milioni di dollari per la ricerca e lo sviluppo.

I CLIENTI? Nomi grossi: Volvo, DAF, Iveco, Scania, Renault, MAN, Isuzu, Paccar,Toyota tra i tanti. Un pacchetto che consente a Meritor di essere il primo produttore al mondo di freni per veicoli industriali

IL SITO ITALIANO Abbiamo visitato il sito produttivo italiano a Cameri, in provincia di Novara. E qui si è scoperto un mondo, come già detto, invisibile ma estremamente tecnologico. E molto teso alla ricerca. Infatti, MACCHINE CANTIERI 5.0

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CoverStory MERITOR

nello stabilimento lavorano numerosissime camere di collaudo con macchinari specifici i quali, mimando le situazioni più drammatiche di una marcia in fuoristrada, con braccia e leve meccaniche di particolare ferocia, strapazzano a dovere, sia in senso longitudinale che verticale, le fusioni nelle quali lavorano le parti meccaniche. Rulli che fanno percorrere decine di migliaia di chilometri agli ingranaggi, sottoponendoli a violente variazioni di coppia, tipiche degli stop e riavvii in condizioni difficili. Il settore della ricerca, è una delle costole di Meritor, tanto è vero che, proprio a Cameri, abbiamo assistito all’inaugurazione di un nuovo banco prova Vecto alla presenza del presidente dell’azienda, venuto da Oltreoceano. E questo dimostra quanto l’azienda punti sull’Italia e sul nostro personale per sviluppare e rendere sempre migliori i suoi prodotti. Prodotti che, secondo un dogma Meritor, vengono progettati e costruiti per durare oltre la vita del veicolo. Ma un assale o un impianto freni, non sono nella disponibilità delle scelte dell’acquirente, quindi quando il Costruttore decide di rivolgersi a un determinato fornitore per acquisire questi particolari non mette in gioco solo l’immagine del produttore degli assali, ma il suo stesso marchio e

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NON SOLO ASSALI Meritor ha un freno adatto a ogni esigenza operativa, il che ne fa un importante fornitore di primo equipaggiamento nel campo dei freni a tamburo e a disco per i principali produttori di camion, autobus e pullman. I freni a tamburo e a disco Meritor si giovano dell’esperienza pluriennale nei freni per veicoli commerciali, maturata dai precedenti marchi di sistemi frenanti per mezzi pesanti Rockwell e Lucas. Il portafoglio Meritor include anche un’ampia gamma di prodotti aftermarket come pastiglie per freni, dischi del freno, pinze freno,

tamburi del freno, kit di ganasce freno con guarnizioni per rimorchi e pastiglie e dischi del freno per veicoli commerciali pesanti. Complementare ai prodotti di attrito approvati come primo equipaggiamento, la serie MAX pads delle pastiglie per freni conformi alla normativa UNECE R90 è il fiore all’occhiello di questi prodotti e sta dettando nuovi standard nelle prestazioni delle pastiglie per freni in ambito aftermarket. Questa serie è un ricambio complementare per oltre il 95% delle applicazioni per camion, autobus e rimorchi.

la fiducia che la clientela pone in esso. Per questo Meritor, oltre a garantire una qualità sempre di altissimo livello, ha creato un’importante rete aftermarket che provvede in tempi rapidissimi agli interventi e all’assistenza degli utilizzatori i quali, pur non avendo un contatto diretto con Meritor ma con il produttore del veicolo, sono poi la linfa vitale per entrambe le aziende. ❑


TESTIMONIANZE

(VOLVO CE)

AMMIRAGLIA VOLVO Il Tour europeo di Volvo ha fatto tappa in Italia presso la Cava Calcestruzzi Danese di Verona; sugli scudi le ultime novità: l’escavatore gommato EWR170E e l’escavatore compatto EC27D

UN OCCHIO AL portafoglio Volvo CE non è famosa solo per la qualità delle sue macchine, ma anche per l’attenzione che pone alle necessità economiche delle imprese. Tra le iniziative più interessanti di Volvo CE Italia spicca il Finanziamento a Tasso 0% sull’intera gamma Volvo Compact, cioè sugli escavatori

compatti sotto le 9 t e le pale gommate compatte sotto i 100 hp. L’importo massimo finanziabile è pari al 70% del valore della macchina. Fino al 31 dicembre è invece possibile approfittare della promozione dedicata all’EC18D Super proposto a 19.900 euro. La macchina è coperta da

Garanzia Volvo di 3 anni o 3.000 ore, allestimento standard con tettuccio, carro variabile, bilancere lungo da 1.150 mm, impianto martello, attacco rapido Volvo, benne scavo da 300 e 600 mm Volvo. Volvo, inoltre, ha

spiti del Volvo On Tour 2017 - una serie di eventi organizzati in sette paesi europei, che in Italia è concretizzato nelle giornate di venerdì 27 e sabato 28 ottobre – non abbiamo saputo resistere alla metafora ciclistica. Se la denominazione dell’evento è di per sé evocativa (chi non conosce il Tour de France alzi la mano) l’incredibile schieramento di forze messo in campo (o meglio in cava) da Volvo CE, ci ha portati verso un nuovo parallelismo a due ruote. La grande presenza Volvo per tutti i settori: dai responsabili di prodotto ai referenti per l’assistenza tecnica, dai professionisti di fabbrica agli esperti in ricambistica, dai servizi finanziari al marketing, ci ha infatti fatto pensare a una vera e propria ammiraglia, l’auto che segue i ciclisti e li supporta per qualsiasi necessità, dalla tattica di gara alla manutenzione tecnica. Il team Volvo CE è come una squadra unita, coesa, completamente dedicata ai propri clienti, seguiti in tutte le più disparate necessità. L’evento, che si è svolto presso la Cava Calcestruzzi Danese, ha visto come protagonisti gli escavatori Volvo cingolati e gommati da 2,5 a 25 t di peso operativo, le pale gommate, le attrezzature, i truck ed è stato impreziosito da due novità assolute: l’escavatore compatto EC27D e l’escavatore gommato a corto raggio di rotazione EWR170E, accompagnato dal recente EWR150E. Il Tour ha anche per-

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preparato una fondamentale “certificazione” all’idoneità per accedere ai benefici dell’iperammortamento in cui si evidenziano le conformità Volvo ai sette punti previsti dalla norma.

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TESTIMONIANZE

ANCHE i

Truck

L’evento di Verona ha messo in mostra anche le qualità e la gamma degli autocarri Volvo pensati per i lavori in cantiere, cava e miniera A supporto dei mezzi d’opera Volvo, a Verona abbiamo avuto modo di vedere molteplici combinazioni a livello truck: quattro assi 8x4, 8x6, 8x4 Tridem, un trattore 6x4 agganciato a un semirimorchio, per concludere con un veicolo speciale da miniera, ribassato. In particolare Luca Cantarelli, del supporto allestitori per Volvo Trucks Italia, si è soffermato sul modello FMX500 in versione 8x4 destinato al cava cantiere. Tra le particolarità del veicolo da segnalare l’asse tandem sollevabile: l’ultimo asse, si può infatti sollevare per assicurare una maggiore efficienza dei consumi di carburante e in un’ottica di prevenzione dell’usura dei pneumatici. Un’opzione, solo in caso di sospensioni pneumatiche, disponibile sia su carri sia su trattori. Il veicolo esposto era un 13 litri da 500 CV con carico dell’asse anteriore da 20 t (10 t per asse), mentre i due posteriori, che in teoria possono fare 13 +

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13 t, in Italia sono limitati a 10+10 t. Il telaio, extra-alto, presenta un elemento di rinforzo che parte dalla traversa del camion sino alla fine del tandem e va ad aumentare l’inerzia sopportabile dal telaio in caso di utilizzi molto gravosi, quali betoniere o betonpompe. Da segnalare anche il Volvo Dynamic Stearing (VDS) che prevede un servomotore elettrico che controlla costantemente la posizione di pneumatici e sterzo permettendo, in sostanza, una guida facile anche sui terreni più disagevoli. Il cambio è il classico robotizzato Volvo I-Shift, da 12 rapporti. L’FMX è disponibile in versione 4x2, 4x4, 6x4, 6x6, 8x4, 8x6, 10x4, o 10x6.

messo di fare il punto sull’andamento del mercato, argomento che ha visto emergere un dato su tutti: le quote di vendita di Volvo CE in Italia stanno aumentando all’interno di un mercato che vede un incremento di circa il 20%. In questo contesto notevole l’apporto offerto dall’escavatore EC220E, il numero uno nella sua categoria in termini di quote di mercato Italia; e della pala gommata L120H, un autentico best seller. Mentre a nostro avviso meriterebbe più attenzione da parte degli operatori la pala gommata compatta L35G. Lasciamo le questioni di mercato per focalizzarci sulle due novità di Verona, partendo dall’escavatore compatto EC27D che beneficia di tutte le caratteristiche tipiche della serie D. Con un intervallo di ingrassaggio ogni 50 ore, il nuovo escavatore vede tutti i punti di manutenzione giornalieri raggruppati nel vano motore e facilmente accessibili. Sotto il cofano spicca il circuito idraulico brevettato, dove la filtrazione avviene in occasione dei rifornimenti e prima che l’olio ritorni al serbatoio attraverso le tubazioni di scarico. Da segnalare il contenitore/filtro trasparente che facilita il controllo dell’eventuale contaminazione dell’olio e “colletta” tutti i drenaggi della macchina. La cabina è ergonomica, spaziosa, con ampia visibilità, comandi intuitivi ed ergonomici “finger tip”. La macchina, da 2.730 kg di peso operativo, è alimentata da un tre cilindri Volvo


si assesta sui 1.790 mm, una differenza davvero esigua a fronte di 2 t di peso operativo in più. Da segnalare, inoltre, la possibilità di sterzo tramite joy-stick. Mentre a livello di braccio il classico triplice può essere sostituito con una versione con deportè. In cabina largo a uno schermo da 8 pollici e a pochissimi interruttori concentrati in un’unica tastiera. Anche la lama, che ha un movimento parallelo, viene gestita dal nuovo joy-stick L8, o in alternativa, al pari dei piedi stabilizzatori, dal tastierino. ❑ da 15,6 kW di potenza massima e 71,4 Nm di coppia massima, con ritorno automatico al minimo in caso di inattività oltre i cinque secondi. L’impianto idraulico Load Sensing beneficia di un controllo della portata sofisticato e di una soluzione a singola pompa a portata variabile con rilevamento del carico. Saliamo di categoria con l’escavatore gommato a corto raggio di rotazione EWR170E, una macchina Stage IV, progettata specificatamente per i lavori nei centri urbani, che assicura la massima visibilità in virtù di una precisa progettazione, ma anche grazie a precise scelte come la possibilità di installare un sistema di tre telecamere che vanno a comporre un’immagine a 360° a disposizione dell’operatore. Per il mercato italiano il gommato presenta come standard l’impianto pinza/martello e l’impianto per l’attacco rapido. In opzione il sistema idraulico può be-

neficiare del boom suspension: due cilindri finalizzati ad ammortizzare il movimento del braccio per minimizzare le perdite di carico durante le traslazioni. Il raggio di rotazione (che nell’EWR150E è di 1.720 mm)

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TILTROTATOR Steelwrist Il sistema Tiltrotator Steelwrist, che può ruotare di 360° in entrambi i sensi, consente di ottenere elevata produttività, sicurezza, precisione e controllo. Se da una parte questo sistema offre un angolo di inclinazione superiore, dall’altra il design compatto, con altezza ridotta, assicura migliori prestazioni di scavo e

minori consumi di carburante. In pratica il Tiltrotator incrementa la produttività della macchina, senza cambiare continuamente l’attrezzatura o la posizione del mezzo. Al Tiltrotator Steelwrist si possono collegare, benne, ma anche forche o pinze. In Svezia, e nel nord Europa in genere, questo equipaggiamento è presente su

quasi la totalità delle macchine che escono dalla fabbrica Volvo. Invece in Italia questo sistema non è ancora entrato a far parte delle abitudini delle imprese nazionali che troppo spesso si fermano al prezzo senza prestare la dovuta attenzione a tutti i vantaggi che si possono avere utilizzando un simile equipaggiamento.

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Innovazioni IVECO

IL GIUSTO MIX DELL’

X-WAY Il nuovo X-Way di Iveco è la soluzione giusta per chi affronta mission miste, un po’ su strada e un po’ fuoristrada. Telaio, cinematica e comfort i veri punti forti DI MAURIZIO GUSSONI • FOTO DI IVECO PHOTO GALLERY

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e i vostri percorsi non prevedono sempre dei tratti in fuoristrada o sempre dei tratti nel traffico di tutti i giorni, il nuovo Stralis X-WAY, nato per i servizi urbani e la logistica edilizia, è il mezzo per voi. La stessa Iveco lo definisce “un perfetto equilibrio per le applicazioni su strada”, infatti vanta pure una notevole capacità fuoristradistica, specialmente per la presenza di un telaio ad altissima resistenza. Ma non è da trascurare il primato della tara del veicolo, di soli 8.845 kg, che consente di trasportare ben 355 kg in più rispetto al miglior veicolo certificato UTAC. E, fatti i calcoli, Iveco sostiene che questa importante caratteristica permette un aumento di redditività che può arrivare fino a 23.500 euro all’anno! In più è un veicolo personalizzabile in base alle esigenze specifiche del cliente con una modularità che non soffre di alcun limite, ed è pure possibile averlo anche in versione NP, ovvero con il propulsore alimentato con l’innovativa tecnologia

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a gas naturale che consente sia dei notevoli risparmi economici che l’utilizzo del veicolo senza i limiti imposti per motivi ambientali. Limiti quasi sempre a macchia di leopardo e di difficile identificazione. LA VERSIONE SUPER LOADER Lo Stralis X-WAY in versione Super Loader, specificatamente sviluppata per l’applicazione con betoniera, consente il miglior carico utile del settore, un particolare non certamente trascurabile per questo tipo di attività. Gli studi che hanno riguardato la peculiarità della tara (particolarmente ridotta) derivano da un lavoro certosino applicato a soluzioni di design innovative, ma anche da importanti modifiche meccaniche, come la riprogettazione delle sospensioni posteriori e l’architettura del telaio con profonde modifiche delle stesse traverse. Il che ha consentito la diminuzione di peso del veicolo a favore del carico utile e, naturalmente, la diminuzione del consumo di carburante che oggi viene indicato con un meno davanti all’11,2%.


Innovazioni IVECO

CHE COPPIA! Gli pneumatici X Works di Michelin che il nuovo X-Way monterà da inizio 2018 offrono bassa resistenza al rotolamento Bassa resistenza al rotolamento significa risparmio sui consumi durante le consegne ai cantieri. Gli pneumatici con dimensione 315/80 R 22.5 e 13 R 22.5 per assali sterzanti offrono una bassa resistenza al rotolamento (ECE/ R117 con etichetta C di resistenza al rotolamento). Rispetto al precedente Michelin X Works XZY (ECE/R117 con etichetta D per resistenza al rotolamento) gli pneumatici Michelin X Works consentono agli operatori del settore dei trasporti di ridurre il consumo di carburante, senza rinunciare ad altri aspetti delle loro prestazioni, quali durata, sicurezza e possibilità di rigenerazione.

Lo Stralis X-WAY integra le tecnologie più avanzate di Iveco per le missioni su strada con quelle per la riduzione dei consumi, che hanno già dimostrato un consumo di carburante ridotto dell’11,2% nel nuovo Stralis XP, come validato da TÜV SÜD, una delle più importanti organizzazioni di assistenza tecnica a livello mondiale.

LA CINEMATICA AL CENTRO Lo Stralis X-WAY sfoggia una catena cinematica del tutto nuova e il sistema Hi-SCR permette la riduzione del NOx fino al 97%, attualmente il dato più favorevole disponibile sul mercato. Comunque, per non smentire nessuna delle caratteristiche di base, X-WAY propone varie versioni di cambio di velocità: manuale, automatico Allison e automatizzato ZF Hi-Tronix. Quest’ultimo disponibile a 12 o a 16 marce e in grado di lavorare in perfetta sintonia sia con il sistema HI-MUX che prevede numerose funzionalità per il risparmio

di carburante e per la sicurezza di marcia, che con HI-CRUISE che dispone di varie assistenze alla guida oltre al Cruise Control di tipo predittivo.A questo si aggiunge il nuovo sistema di trazione idrostatica HI-TRACTION che fornisce uno spunto in più di trazione sull’anteriore e migliora la stabilità del veicolo sui terreni... un po’ complicati. LE CONFIGURAZIONI DELL’X-WAY L’X-WAY è ordinabile a due o a quattro assi e in versione 8×4, può essere articolato o


L’ANIMA ECO DELLO STRALIS Lo Stralis NP 460 è indicato come il camion più sostenibile di sempre. Alimentato esclusivamente a gas naturale, sia compresso che liquefatto, questo veicolo può essere allestito con vari tipi di combinazione di serbatoi di gas che, combinati fra loro, possono dare all’NP la mostruosa autonomia di 1.600 km e di permettere il rifornimento, per quanto riguarda il prodotto compresso, presso numerosi punti di erogazione. In più l’NP 460 è il veicolo a gas munito del motore più potente sul mercato, ben 460 hp. Insomma la soluzione perfetta per le grandi missioni internazionali, che permette di ridurre i consumi sino al 15%, con una diminuzione del costo di esercizio fino al 9% se confrontato con un veicolo diesel. Oltre alla riduzione del 99% delle emissioni di particolato.

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Innovazioni IVECO

LA DICHIARAZIONE Pierre Lahutte, Iveco Brand President, ha affermato: “Lo Stralis X-WAY è il camion perfetto per i clienti che operano nei settori della logistica edilizia e dei servizi urbani. Si distingue sul mercato per essere specificamente progettato per questo settore, con una modularità da record che ci consente di soddisfare le esigenze di missione di ogni cliente, senza compromessi. L’eccezionale carico utile della versione Super Loader è la dimostrazione della capacità di questo veicolo di rispondere ai requisiti specifici di tutti i tipi di applicazione. Questa assoluta flessibilità è unita all’eccezionale TCO che deriva dalla tecnologia all’avanguardia che abbiamo integrato nel nostro TCO2 Champion, lo STRALIS XP, insieme a caratteristiche vincenti come il sistema Hi-Traction per applicazioni off-road.”

rigido e la scelta dei motori (Iveco Cursor) è vastissima. In più è allestibile con varie prese di forza, compresa l’esclusiva PTO, con valore di coppia fino a 2.450 Nm. Completissima anche la scelta delle cabine, tipicamente Stralis, compreso un setup intermedio per equilibrare le due diverse anime del veicolo e la cabina Hi-Way, vincitrice del premio Truck of theYear 2013. Dal primo trimestre 2018, inoltre, X-WAY potrà essere equipaggiato con i nuovi Michelin Multi Energy, gli pneumatici innovativi che abbattono i

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consumi e le emissioni: fino a 0,9 l ogni 100 km e 2,4 t di CO2 per 100.000 km. Ed anche in questo caso i valori sono i più bassi del mercato. L’X-WAY ALL’OPERA Abbiamo provato l’X-WAY in una cava in Germania, percorrendo un tratto di fuoristrada. Dal punto di vista dell’abitabilità e del comfort, come ormai è prassi, nulla da dire. Si sta comodissimi e la cabina è anche ben silenziata. Molto buone, poi, le prestazioni

sul terreno difficile. Che la trazione sia notevole appare subito evidente, infatti il veicolo non ha presentato alcun tipo di difficoltà, sia quando le ruote erano posizionate su piani diversi a causa del dislivello che in presenza di terreno sdrucciolevole. D’altra parte, pensare a percorsi più duri per un veicolo che, invece, deve essere multiruolo appare poco realistico. Insomma alla fine, e ancora una volta, un ottimo prodotto compare sul mercato. Ma, come sempre, sarà quest’ultimo il vero dittatore! ❑


ESSERE I P R I M I

UN’AZIENDA, OLTRE 300 MACCHINE.

JCB Hydradig è il primo e innovativo escavatore gommato “porta attrezzi” che, grazie al rivoluzionario design e le conseguenti ineguagliabili caratteristiche di stabilità, visibilità, manovrabilità e velocità su strada, sta rivoluzionando il lavoro in cantiere. Dotato di motore JCB EcoMax conforme allo Stage IV che non richiede filtro DPF, JCB Hydradig offre il massimo della flessibilità operativa assieme al massimo delle prestazioni e della sicurezza. JCB Hydradig, l’innovazione in cantiere. JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16 – 20090 Assago (MI) +39 02 48866401 marketing.italia@jcb.com

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FIERE

INTERMAT

IL MAGNETE DELL'EDILIZIA Stiamo parlando della prossima edizione di Intermat, che si svolgerà a Parigi dal 23 al 28 aprile 2018

l fascino di Parigi è unico, quasi magico. Nella capitale francese l'arte si intreccia alla storia, la musica rincorre il divertimento e anche l'edilizia non è immune allo charme della ville lumiere. Teatro di uno dei più grandi cantieri attualmente presenti in Europa, Parigi ospiterà, dal 23 al 28 aprile, l'edizione 2018 di Intermat che si svolgerà presso il Quartiere delle Esposizioni di Paris Nord Villepinte. Quattro le maxi aree previste dall'esposizione: Earthmoving and Demolition; Lifting, Handling & Trabsportation; Roads, Minerals & Foundations; Buildings & Concrete. Ma le novità non finiscono certo qui. L'evento vuole proporre un nuovo

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Isabelle Alfano, direttore di Intermat e WOC Europe.

Durante Intermat si svolgerà anche la seconda edizione del WOC Europe che comprenderà un'importante area espositiva, unita a uno spazio dedicato

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sguardo sul mercato francese e internazionale che si sta concretizzando in numerose attività di promozione per aumentare il numero di visitatori provenienti da tutte le regioni francesi, dal sud Europa, dai paesi del Mediterraneo e del Nord Africa. Da segnalare anche nuovi strumenti di business con parecchi Top buyer invitati da Intermat e un servizio gratuito di matchmaking fra espositori e visitatori. Allo stesso tempo il

alla formazione, senza dimenticare la fondamentale Demo Area. Sotto il motto "Connecting the Concrete Sector", il WOC Europe intende riunire i principali

salone ha voluto valorizzare l'innovazione e le nuove tecnologie attraverso la creazione di quattro villaggi tematici: Demolizione & Riciclaggio, Building Smart, Smart Road e Start-up by Eurovia. Particolarmente importante il nuovo Osservatorio economico del settore edilizio per il 2025-2030. L’Osservatorio Intermat è in sostanza un monitoraggio dei progetti edili da oggi al 2025-2030: sono stati ana-

attori europei del settore e offrire un importante contributo di relazione e di business. Del resto, come afferma Isabelle Alfano,

direttore di Intermat e WOC Europe, “il calcestruzzo è il materiale più utilizzato al mondo, con applicazioni nella costruzione di edifici, ristrutturazioni,


Gli Awards L'innovazione è una leva chiave per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture. In questo contesto giocano un ruolo fondamentale gli Intermat Innovation Awards che intendono premiare le più innovative attrezzature, tecnologie, servizi e prodotti sviluppati nell'ambito construction. L'edizione 2018 sarà presieduta da una nuova giuria di esperti, sarà suddivisa nelle quattro categorie corrispondenti alla nuova organizzazione dell'evento e prevede anche quattro premi speciali (Transizione Digitale; Transizione Energetica; World of Concrete Europe; Start-Up by Eurovia). I premi saranno assegnati in base a cinque criteri specifici: efficienza dei costi, miglioramento tecnico e tecnologico, facilità di utilizzo, miglioramento funzionale e protezione ambientale. I vincitori saranno annunciati durante il Pre-Intermat: la cerimonia di premiazione è prevista per il 18 gennaio 2018.

lizzati 150 progetti in 12 paesi della zona EMEA con l’obiettivo di individuare i mercati con un forte potenziale; offrire nuove opportunità di sviluppo; valorizzare le sinergie tra gli espositori e i decision maker internazionali; stabilire una relazione forte con i settori d’applicazione. L'Osservatorio si è focalizzato su sei paesi europei: Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Regno Unito; su quattro paesi africani: Al-

lavori pubblici e decorazione. Attraverso un'offerta ampia sia in termini di contenuti che di formato, WOC Europe soddisferà

geria, Marocco, Costa d'Avorio e Kenya; e su due realtà mediorientali: Emirati Arabi Uniti e Qatar. Per ogni paese l'Osservatorio presenta un'analisi quantitativa e qualitativa documentata su quattro specifici punti: Indicatori paese (dati geografici, indicatori macroeconomici, dati commerciali, analisi della crescita economica a breve e medio termine); Potenziale del mercato, piani di

investimento, grado di innovazione e necessità in termini di attrezzature/ macchinari nei settori infrastrutture aeroportuali, infrastrutture portuali, reti stradali, ferroviarie, opere d’ingegneria, miniere e cave, edifici residenziali ed edifici funzionali; Analisi dettagliata delle principali importazioni di macchine e strumenti e del loro utilizzo; Elenco dei principali progetti edili: dimensione, importo dell’investimento, committente, appaltatore, investitori, architetti, costruttori, fornitori di attrezzature. In questa sede possiamo anticipare come l'Osservatorio metta in evidenza un'Europa a due velocità. Il continente che sviluppa è rappresentato da Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito; mentre Italia e Belgio sono tipici rappresentanti di un'Europa che ristruttura. Al contrario l'Africa e il Medio Oriente presentano una solida dinamica di crescita in tutti i settori: i paesi analizzati investono massicciamente nelle infrastrutture per far fronte alla crescente urbanizzazione, all’incremento demografico, alle necessità degli abitanti e per rendere più dinamica la produttività delle proprie economie. Ovviamente anche il noleggio sarà un tema di assoluta rilevanza che vedrà il suo appuntamento principe giovedì 26 aprile con la tavola rotonda internazionale incentrata sul tema: “Essere noleggiatore tra 10 anni”. ❑

le esigenze del mercato Concrete in Europa e offrirà una visione globale dell'intero settore con un focus sulle ultime tendenze della tecnologia”. MACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni KOHLER

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Giochi di PaRoLe

Be unstoppable. In italiano “inarrestabile”. L’attributo con cui Kohler ha contrassegnato i suoi motori serie KDI per sintetizzare in un unico termine le loro due più importanti peculiarità. L’affidabilità funzionale per gli operatori, la versatilità commerciale per i costruttori di macchine DI TEA GIUSTI • FOTO DI KOHLER PHOTO GALLERY

L

o hanno chiamato “Unstoppable”, “inarrestabile” e tale termine alle orecchie degli operatori suona certamente quale sinonimo di affidabilità e robustezza. A maggior ragione se si pensa che è riferito a un diesel costruito e progettato da un marchio americano, Kohler, ma sulla base di esperienze maturatesi nel settore motoristico a partire dal 1922, quando Adelmo Lombardini produsse assieme a Pietro Slanzi il suo primo diesel. In realtà dietro al termine anglosassone si cela anche un secondo attributo cui però sono più interessati i Costruttori di macchine, la possibilità di adattare gli standard di emissionamento dei motori alle norme vigenti nei più diversi Paesi del Mondo senza dover attuare modifiche sostanziali ai motori e limitandosi ad agire sui loro MACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni KOHLER sistemi di post o pre trattamento dei gas, di scarico e di aspirazione. L’intera gamma KDI, oggi giunta al termine della propria evoluzione e quindi offerta in una gamma di potenze che va da 57 a 143 cavalli erogate da blocchi a tre o quattro cilindri, risulta in effetti accessoriabile con sistemi EGR refrigerati, catalizzatori, filtri DPF e sistemi SCR inseribili o meno sulle unità senza che queste vedano variare le proprie connotazioni a livello di ingombri e masse. Un unico blocco per tutto il Mondo quindi, con la possibilità, sempre per i Costruttori, anche di rimotorizzare le proprie macchine nel momento in cui dovessero cambiare le norme in un Paese senza doversela vedere con problemi tecnici complessi o condizionanti. Una possibilità che ovviamente non nasce per caso ma deriva da studi progettuali di base orientati in tal senso e quindi dalla messa a punto di motori che anche nelle versioni non emissionate inquinano comunque poco pur garantendo prestazioni allineate con i propri standard di categoria. Con la soluzione Stage V, quindi, Kohler è ancora un volta “the game changer” per tutti i Costruttori di macchine, riaffermando quegli elementi che hanno decretato il successo dei KDI fin dal loro lancio nel 2011: compattezza, performance elevate, consumi ridotti, semplicità di installazione e soluzioni ottimizzate per tutte le norme in materia di emissioni. LA SOLUZIONE KOHLER FLEX. I motori KDI Stage V sono caratterizzati da una combustione estremamente pulita e ora, con l’introduzione del DPF, sfruttano appieno l’efficienza del processo e offrono contemporaneamente la tecnologia più avanzata e il sistema di aftertreatment più compatto sul mercato. Una strategia intelligente di rigenerazione che Kohler ha sviluppato grazie all’uso estensivo di strumenti informatici di simulazione e test avanzati. Kohler Flex è la gamma di soluzioni per il filtraggio delle emissioni progettata per permettere a ciascuna configurazione dei KDI di essere conforme agli standard e alle norme in materia di emissioni, in tutto il Mondo. Il

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Con l’introduzione del DPF, i nuovi KDI sfruttano appieno l’efficienza del processo di combustione e offrono sia la tecnologia più avanzata che il sistema di aftertreatment più compatto sul mercato


Giochi di PaRoLe fulcro di Kohler Flex è la combustione pulita che, in ottica StageV, permette l’adozione di un DPF compatto e all’avanguardia. Il basso livello di emissioni del processo di combustione è reso possibile dal sistema di iniezione common rail ad alta pressione (2.000 bar), quattro valvole per cilindro, turbocompressore e cooled-EGR, che necessita quindi solo di dispositivi di post-trattamento (DOC, DPF, SCR) estremamente compatti per rispettare tutti i requisiti sulle emissioni. Ciascuna combinazione di Kohler Flex è stata studiata nel rispetto della filosofia allin-one, con l’obiettivo di ridurre al minimo le modifiche per l’installazione del motore su vani preesistenti. Questi sistemi efficienti e affidabili possono essere combinati in sva-

riati modi per ottenere soluzioni efficaci sul filtraggio delle emissioni nei diversi mercati. LA GAMMA. Come abbiamo detto all’inizio, la versione Stage V di Kohler Flex è la soluzione più funzionale sia per i costruttori sia per gli utilizzatori finali, dato che la strategia di rigenerazione è stata studiata per ottimizzare l’operatività della macchina, anche a bassi carichi e basse temperature, prevenendo così i fermi macchina causati dalla rigenerazione forzata. Il sistema di post-trattamento, dunque, è il fattore chiave per aumentare la produttività e diventare inarrestabile. Kohler ha lanciato due versioni di DPF. La prima raggiunge un massimo di intervallo di manutenzione di 10.000 ore, mentre la seconda MACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni KOHLER SOLUZIONI KOHLER FLEX EA

EB

E4

E5

U3

Europa

Normativa Emissioni <56kW Iniezione meccanica Highpressure common rail C-EGR DOC DPF >56 kW Highpressure common rail C-EGR DOC DPF SCR

Stage 3A x

Stage 3B

Stage IV

U4

UF

C3

USA e Canada

Stage V

Tier 3

Tier 4 Interim

Tier 4 Final/Carb

C4 Cina

China 3

NE Mondo

China 4s x

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è la più compatta sul mercato e assicura un intervallo di manutenzione di 6.000 ore. Kohler propone il sistema di post-trattamento già montato sul motore o separato, e grazie alla rotazione assiale e radiale a 360° dei manicotti garantisce il massimo livello di adattabilità per ogni applicazione. Oltre a rispettare la normativa Stage V, i motori KDI sono ottimizzati grazie a un aumento della risposta al carico e delle performance specifiche. Il KDI 3404 raggiunge una coppia massima pari a 640 Nm a 1.400 giri e una potenza di 105 kW. Questi nuovi valori permettono un aumento di produttività e di efficienza della macchina e offrono agli OEM la grande opportunità di adottare motori di cilindrata minore. Per le applicazioni che richiedono soluzioni semplici e compatte, la nuova versione dei KDI senza Charge Air Cooling (CAC) offre agli OEM

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una soluzione estremamente concorrenziale. Questa versione semplificata è caratterizzata da una strategia di iniezione del carburante ottimizzata che garantisce la coppia e la potenza necessaria e, contemporaneamente, riduce gli ingombri sulla macchina, oltre a snellire l’installazione del motore. LE SOLUZIONI STAGE V. I modelli Stage V di Kohler Flex rafforzano le qualità dei KDI, quali efficienza, compattezza, performance, semplicità di installazione, bassi costi operativi e facilità di manutenzione, offrendo ai Costruttori e agli utilizzatori finali una piattaforma di motori completa, versatile, e competitiva, qualità essenziali e apprezzate in tutte le aree geografiche. Essa offre agli utilizzatori finali una tecnologia DPF che elimina i fermi macchina grazie all’azione combinata di

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strategia di rigenerazione e combustione pulita dei KDI, con positive ricadute in termini di consumi di carburante e di olio. Per facilitare la transizione allo Stage V, i motori KDI sono già disponibili per i test di sviluppo e validazione. LA CHICCA. Da segnalare che per l’Europa i motori Kohler KDI sono già emissionati sulla base delle normative stage 5 che entreranno in vigore a inizio 2019 per le potenze inferiori ai 75 cavalli e nel 2020 per quelle superiori. ❑

Giochi di PaRoLe

Il basso livello di emissioni è reso possibile dal sistema di iniezione common rail ad alta pressione (2.000 bar), quattro valvole per cilindro, turbocompressore e cooled-EGR, che necessita quindi solo di dispositivi di post-trattamento (DOC, DPF, SCR) estremamente compatti.

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TESTIMONIANZE

(MECALAC)

UN CAPOLAVORO IN PIÙ Nel pieno centro di Firenze abbiamo visto all’opera una Mecalac 6MCR. Un cantiere stretto, difficile, trafficato, chiuso tra auto, passanti e la bellezza di una città unica irenze, anche in una giornata bigia e piovigginosa, è di una bellezza quasi sconvolgente. Autentica culla del Rinascimento italiano, nel mese di novembre la città dei Medici ha ospitato tra le sue strette vie un capolavoro inedito. Stiamo parlando

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di una Mecalac 6MCR utilizzata dall’impresa De Domenico Giovanni srl per le opere di urbanizzazione che hanno interessato via Pellicceria, a poche centinaia di metri dal Duomo di Santa Maria in Fiore. Vedendo la macchina in azione, ancora una volta abbiamo potuto apprezzare l’unicità del progetto Mecalac, figlio di una

filosofia aziendale ben interpretata dalle parole di Alessandro Mazzei, entusiasta concessionario e appassionato delle macchine francesi. “Mecalac”, afferma al nostro microfono il socio di Aerotecnica, “in tutti questi anni non si è mai tirata indietro, ha operato investimenti, convinta della bontà del suo prodotto. Nei periodi più difficili ha investito, non ha tirato i remi in barca, mentre altri produttori, specialmente nel settore compatto, sono arretrati di anni. In una parola tutto questo è innovazione e il mercato lo


riconosce. Certo si tratta di macchine che vanno capite, vanno soprattutto provate e noi offriamo proprio questa possibilità. È quello che ha fatto De Domenico e oggi siamo qui a valutarne i risultati”. Il cantiere di Firenze – stretto, circondato da pedoni curiosi e da auto sempre di fretta – è un classico intervento di urbanizzazione e prevede la posa delle nuove tuba-

ture per l’approvvigionamento idrico in Via Pellicceria. Dopo la posa dei tubi, l’impresa De Domenico Giovanni, di Sesto Fiorentino (FI), provvederà a un’asfaltatura provvisoria. La pavimentazione originale sarà infatti spostata in Piazza della Repubblica, mentre inVia Pellicceria si provvederà, successivamente, alla posa di pietra serena. Le parole di Giovanni De Do-

Il concessionario

Fedelissimo al marchio Mecalac, Aerotecnica svolge l’attività di vendita, noleggio e assistenza nel nord della Toscana Aerotecnica è nata nella metà degli anni Settanta dedicandosi al settore aria compressa. Negli anni Ottanta, con la crisi del settore, la società ha cercato nuovi sbocchi e, dopo un viaggio in Francia per comprendere i segreti del noleggio, ha iniziato a introdurre le macchine per l’edilizia. In pochi anni l’attività di vendita e noleggio si espande e attualmente il parco nolo è composto da circa 600 unità, comprese le attrezzature.

Le 25 persone impiegate sono dislocate su tre sedi: Calenzano, in provincia di Firenze, Pistoia e Lucca. In particolare per Mecalac l’attività di vendita si riferisce alle provincie di Firenze, Pistoia e Prato, mentre Lucca è seguita a livello di noleggio. Il parco macchine comprende escavatori da 10 a 240 q, minipale, piattaforme aeree, attrezzature da cantiere e macchine per l’agricoltura. Noleggio e vendita si dividono pressoché

equamente il fatturato, ma non va sottovalutato il peso dell’assistenza tecnica. Quest’ultimo è il vero punto di forza di Aerotecnica. “Abbiamo sei officine mobili distribuite sulle tre sedi”, ci spiega Alessandro Mazzei, uno dei soci della società, “tra i nostri uomini del service c’è un’autentica punta di diamante, un tecnico superspecializzato sull’idraulica e sull’elettronica che si occupa esclusivamente di interventi esterni, supportato al

50% da un altro professionista altamente preparato. Per l’assistenza la nostra politica è molto semplice: per prima cosa facciamo ripartire la macchina in cantiere entro le 24 ore, poi ci si confronta con il cliente. Questo approccio, che mira a risolvere i problemi, ci ha portato a essere molto apprezzati e a non avere insoluti per quanto concerne gli interventi di officina.” Il service è inoltre supportato da un fornitissimo magazzino ricambi.

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TESTIMONIANZE

menico, fondatore e titolare dell’omonima società, non lasciano dubbi in merito alle qualità della 6MCR Mecalac.“La macchina è bellissima. È perfetta nei movimenti e adoperando il triplice diventa anche meglio. I punti di forza sono la forza di strappo, le elevate capacità di sollevamento e una bella precisione. Ma la cosa che fa la differenza è la produzione, in tutti i sensi: con la lama, con la benna, con le forche. Questa mattina, prima di iniziare la posa dei tubi, ho spostato tutte le pietre della pavimentazione con le forche e le ho trasportate in altri piccoli cantieri nelle vicinanze senza alcun problema”. La Mecalac

è infatti targata e omologata per la circolazione stradale (con i movieri) e si segnala per un’ottima velocità di traslazione, fondamentale quando ci si trova in strade decisamente trafficate, benché nell’area storica.“La nuova 6MCR”, continua De Domenico, che sta utilizzando personalmente la macchina, “è inserita nella nostra flotta da settembre. In precedenza avevo provato una 8MCR che già mi aveva molto convinto, ma la 6MCR per il lavoro che facciamo è proprio la macchina giusta. Senza la Mecalac, che tra l’altro si sposta con le rampe, ci sarebbero stati non pochi problemi: per sollevare serve un escavatore

adatto, inoltre se non è targato non si possono superare le transenne, in più su un escavatore tradizionale non si possono montare le forche. Mentre questa è una macchina a tutto raggio che fa da escavatore, da minipala, da muletto e poi è un piacere guidarla”. La società di Sesto Fiorentino, specializzata nelle lavorazioni edili stradali e nelle urbanizzazioni, è nata nella metà degli anni Settanta e attualmente occupa 24 persone con un parco macchine di circa 30 unità tra mezzi d’opera e attrezzature. Con così tanti operatori appare strano che sia il titolare a manovrare la 6MCR. Il motivo è presto detto. “Si tratta di una

Il mercato Il cantiere di Firenze ha offerto l’opportunità di scambiare alcune opinioni con Robert Fagiolino, Italy Sales Manager, che ha fatto il punto sul mercato domestico. “Il mercato Italia”, ci spiega il manager Mecalac,

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“anche grazie agli incentivi fiscali sta andando molto bene, si vedono cantieri e per il prossimo anno siamo ottimisti. Nel 2017 pensiamo di ripetere le medesime performance del 2016, cioè +20%, e per il 2018

prevediamo un +15%. Questi incrementi, che a livello globale sono superiori al 30%, ci stanno costringendo a un ripensamento dell’intera produzione. Del resto è l’intera Mecalac che sta cambiando attraverso

una profonda ristrutturazione interna, logica evoluzione di un’impresa familiare che oggi conta oltre 800 persone”. Il podio del mercato Mecalac a livello mondiale vede sul gradino più alto la Francia,


NEL SEGNO DELLA

continuità

Il rapporto tra Aerotecnica e Mecalac è decisamente solido. “Siamo legati a Mecalac”, interviene Alessandro Mazzei di Aerotecnica, “da 25/30 anni, non abbiamo mai cambiato direzione e non abbiamo mai prestato l’orecchio alle varie sirene che negli anni si sono fatte sentire. Ci fidiamo di Mecalac prima di tutto per la qualità del prodotto, ma anche per la serietà dell’azienda che ci dà un supporto continuo e ci ha stimolato a continuare anche nei momenti difficili del mercato. Questa continuità, questa fedeltà al prodotto abbiamo visto che paga: il cliente percepisce queste cose e le apprezza. Mecalac ci dà un grande supporto anche a livello formativo: i corsi Mecalac non sono una perdita di tempo, danno una reale e concreta formazione, danno quel qualcosa in più che sul campo è fondamentale”.

Da sinistra Robert Fagiolino, Italy Sales Manager Mecalac; Giovanni De Domenico, titolare dell’omonima impresa; Alessandro Mazzei, socio di Aerotecnica.

seguita dagli Stati Uniti e dall’Italia. Il nostro paese è quindi uno sbocco di assoluta importanza e in quest’ottica è facile comprendere come il costruttore francese abbia sviluppato la gamma MCR quasi appositamente per l’Italia. Questa

gamma ha inoltre permesso a Mecalc di entrare più facilmente nei mercati USA e Australia. “Come sempre”, conclude Fagiolino, “in Italia i modelli più apprezzati rientrano nella gamma MCR, anche se le nuove macchine gommate MWR piacciono molto”.

macchina nuova”, riprende De Domenico, “per ora l’ho utilizzata solo io, ma nei prossimi mesi trasferirò la mia esperienza agli altri operatori. Ovviamente oltre l’aspetto formativo c’è anche il piacere di utilizzare una macchina unica: a mio avviso sul mercato, in questo momento, non c’è un’altra macchina in grado di eguagliarla. Il nostro concessionario,Aerotecnica, lo sa benissimo: tutte le macchine nuove passano da me”. Tra Aerotecnica e De Domenico il feeling è assoluto ed è frutto di una fiducia maturata in 30 anni di lavoro e cementato da un’assistenza tecnica di prim’ordine che trasmette tranquillità all’impresa. ❑ AEROTECNICA SPA Via del Colle 66 50041 Calenzano (Fi) tel. 0558876431 www.aerotecnica.it info@aerotecnica.it MACCHINE CANTIERI 5.0

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FIERE

I NUMERI I numeri di Ecomondo sono quelli di una grande manifestazione internazionale. Eccoli in sintesi. • 116.131 presenze (+10%) • 12.000 presenze internazionali • 120 fermate straordinarie di Trenitalia • 520 giornalisti accreditati • circa 162 milioni di contatti media • 16.885.000 impressions sui social network per le manifestazioni e i relativi account • 113.000 mq di superficie espositiva • 1.200 imprese partecipanti • oltre 200 eventi • 11.000 professionisti ed esperti per gli Stati Generali della Green Economy

(ECOMONDO)

ESTATE FUORI STAGIONE Ecomondo si è conclusa con 116.131 presenze (+10% rispetto alla passata edizione), delle quali oltre 12.000 internazionali imini è sinonimo di vacanze, di estate, ma anche (ormai da parecchi anni) di Ecomondo, di Key Energy, di Green e Circular Economy. Quest'anno la seconda settimana di novembre ha regalato un'estate fuori stagione, un pressoché tutto esaurito che non ha riguardato uno dei lungomare più conosciuti d'Italia, bensì il quartiere fieristico della città romagnola che ha saputo attrarre oltre 116 mila visitatori. Dal 7 al 10 novembre sono andate in scena quattro giornate vissute nella condivisione di conoscenze, tecnologie e strategie per garantire alle imprese un ruolo da protagoniste nel disegno europeo che mira a ridurre la produzione dei rifiuti incentivando il loro riutilizzo, anche grazie a finanziamenti rilevanti a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Riprogettare i prodotti e i processi industriali adottando i principi dell’economia circolare è quindi il tema per la moderna manifattura, così come le città verdi ed efficienti, la riqualificazione

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dei siti inquinati e la gestione delle risorse idriche. Da Rimini sono arrivati interessanti segnali di crescita per quanto concerne il settore eolico e del fotovoltaico. La Strategia Energetica Nazionale appena presentata, prevede infatti la fuoriuscita dal carl'attenzione per la cosiddetta mbiente Gian Il Ministro dell’A della giornata rso co l bone entro il 2025 città sostenibile che necessita Luca Galletti ne e ontrato imprese e la copertura del di un importante ripensamendi apertura ha inc o nd ri incontri, detta 55% dei consumi to a livello di trasporto e di partecipato a va vento. Queste le il filo rosso dell'e a elettrici al 2030 gestione del bene acqua. Dal nic lla green è l’u sue parole. “Que o am gli con le fonti rinnostro punto di vista ottima la vo e se economia possibil ondo om Ec ed novabili. Allo stesso presenza del mondo dei veicoli o, ur guardare al fut mente”. na pie ta en tempo si è rinnovata pesanti e leggeri, un po' meno sodes pr la rap disfacente quella dei costruttori di macchine movimento terra che, con le debite eccezioni, hanno pressoché disertato la fiera. Peccato. ❑

Il Ministro

2018 Nel 2018 le esposizioni dedicate alla green economy saranno alla fiera di Rimini da martedì 6 a venerdì 9 novembre.


TESTIMONIANZE

(DOOSAN)

A TUTTO GAS Sono 52 gli escavatori Doosan al lavoro per la realizzazione del TAP (Trans Adriatic Pipeline), il più grande gasdotto d’Europa

P

arte europea del cosiddetto Corridoio Meridionale del Gas, che intende collegare i mercati europei ai nuovi giacimenti di gas naturale del Caspio, il TAP è una joint venture tra diverse società dell’energia ed è uno dei progetti strategici di infrastrutture energetiche più importanti in Europa. Con un investimento di 4,5 miliardi di euro e oltre 5.500 persone impegnate nei lavori, il progetto TAP attraverserà Grecia e Albania, partendo dal confine greco-turco per arrivare alla provincia di Lecce. Consentirà il trasporto del gas naturale dai

giacimenti dell’Azerbaigian fino a mercati importanti quali Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Austria. Per quanto concerne la Grecia, il gasdotto Trans-Adriatico prevede la costruzione di circa 360 km di condotte. A tale proposito, una nuova società formata in joint venture dall’italiana Bonatti Spa e la greca J&P-Avax Group si è aggiudicata il contratto EPC (Engineering, Procurement, Construction) per questa sezione del TAP nel marzo 2016. Dopo aver condotto un confronto comparativo tra otto dei maggiori produttori di escavatori, Bonatti-J&P Avax ha

LA PAROLA A

Franck Adam

Le parole di Franck Adam, Key Accounts Director di Doosan Bobcat EMEA, lasciano trasparire l’orgoglio e la soddisfazione di chi crede nei propri prodotti e nella propria rete di vendita. “Questo successo”, afferma il manager, “è un’ulteriore conferma della qualità dei prodotti Doosan e del supporto assicurato dalla nostra rete di concessionarie, che in questo caso vede in prima linea Ergon Tzanidakis Ltd, nostro rivenditore greco, cui è affidata la responsabilità per la manutenzione di tutte le macchine Doosan impegnate nel progetto. Questo contratto è il risultato della stretta collaborazione tra i diversi attori che, da giugno a novembre dello scorso anno, sono riusciti a organizzare le procedure necessarie per completare quest’importante contratto in un arco temporale molto stretto. La rapida disponibilità delle macchine e la corrispondenza delle loro prestazioni e specifiche con quanto richiesto dai lavori del progetto sono stati tra i fattori chiave che hanno portato Doosan a vincere l’assegnazione del contratto”.

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TESTIMONIANZE

DoosanConnect

DoosanConnect, il sistema di gestione flotte basato sul web, consente il monitoraggio in remoto delle macchine Doosan e ne promuove la manutenzione preventiva Di serie su tutti gli escavatori dalle 14 t in su, sulle pale gommate e sui dumper articolati Doosan di nuova generazione, il sistema telematico DoosanConnect permette di comunicare con le macchine e generare una serie di report analitici, tra cui stato della flotta, dettagli macchina, ore di esercizio, utilizzo del carburante, tempo di permanenza del motore al minimo rispetto al tempo operativo, codici errore macchina, sistema di allarme motore, cronologia della manutenzione e report di utilizzo. Inoltre i clienti possono monitorare la posizione geografica delle proprie macchine, per prevenirne il furto. “I dati operativi consentono di monitorare l’efficienza dei consumi e le modalità di erogazione della potenza utilizzata nelle diverse applicazioni. È possibile determinare se gli operatori possono affinare il loro uso delle macchine per riuscire a eseguire lo stesso lavoro con meno carburante”, conferma Yannis Panayiotopolos, Site Plant Manager di Bonatti-J&P Avax. “Report accurati, come il numero di ore di utilizzo di un escavatore per un particolare lavoro, mi aiutano nella pianificazione, inoltre il sistema permette di accedere alla cronologia della manutenzione e aiuta nella programmazione degli interventi di assistenza di routine”.

acquistato 52 nuovi escavatori cingolati Doosan da utilizzare nei lavori di scavo e di posa dei tubi da 1,2 m di diametro previsti nel progetto. Si tratta di macchine da 30 a 55 t – nello specifico 10 DX300LC-5, 20 DX340LC-5, 10 DX380LC-5 e 12 DX530LC-5 – scelte principalmente per le loro caratteristiche di produttività, facilità d’utilizzo e affidabilità. Del resto Bonatti conosce bene le macchine Doosan, in quanto storico cliente di DMO, concessionaria Doosan per l’Emilia Romagna, il Veneto e parte della Lombardia. “Il processo decisionale che ci ha portato a scegliere gli escavatori è iniziato con un’analisi di otto costruttori leader e abbiamo infine scelto Doosan dopo un’accurata valutazione delle caratteristiche tecniche e del pacchetto post vendita offerto”, ha dichiarato John Joannou, Procurement Manager J&PAvax Group. “Le macchine Doosan offrono un ottimo rapporto qualità/ prezzo, in particolare quando si analizzano le prestazioni e il consumo di carburante che, dopo diversi mesi di utilizzo, possiamo confermare essere in linea con gli impressionanti valori riportati nelle schede tecniche.

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Ad esempio, per la movimentazione dei tubi con i sollevatori a vuoto, Doosan è stata l’unica a soddisfare i requisiti indicati con macchine da 53 t, rispetto ai modelli da 60/70 t della concorrenza, consentendoci così di risparmiare prima sul prezzo

di acquisto e ora anche sui consumi di carburante”. Nello specifico il Doosan DX530LC-5 da 53 t offre un carro da 3,9 m di larghezza in configurazione estesa e capacità di sollevamento ai vertici della sua categoria. I 12 escavatori DX530LC-5 acquistati da Bonatti-J&P Avax, sono equipaggiati con un gruppo di lavoro per “escavazione massiva” (braccio da 6,3 m e bilanciere corto da 2,4 m) che assicura le prestazioni idrauliche superiori necessarie per movimentare tubi in acciaio da 14 t e lunghi 18 m allo sbraccio massimo e su 360°, alle altezze e alle distanze richieste con l’ausilio di vacuum lifter.“Confrontare le macchine in base al peso si è rivelato poco utile; per esempio, abbiamo scoperto che gli escavatori Doosan DX340LC-5 da 34 t sono equivalenti ai modelli da 38 t degli altri marchi”, ha aggiunto Joannou. “Utile si è invece rivelato


il poter contare su una gamma di escavatori che, come quella Doosan, offre sei diversi modelli tra le 30 e le 55 t, cosa che ci ha consentito di non sovradimensionare la nostra flotta. Doosan è stata anche in grado di soddisfare le nostre esigenze di consegna urgente delle macchine. Una volta confermato l’accordo, gli escavatori sono arrivati entro un mese, tra ottobre e novembre dello scorso anno”. Impressioni favorevoli arrivano anche dagli operatori che

stanno particolarmente apprezzando la semplicità dei comandi e il comfort della cabina. Gli escavatori Doosan sono impegnati in una serie di applicazioni che vanno dai lavori preparatori di livellamento, di rimozione alberi e di pulizia del sito al sollevamento dei tubi da collocare o sistemare in stringa, dallo scavo di trincee al carico delle macchine da frantumazione e vagliatura utilizzate per produrre materiali di riempimento dopo la posa dei tubi. ❑

Da sinistra: John Joannou, Corporate Procurement Manager di Bonatti-J&P Avax; Sandro Lombardo, Site Logistics Manager di Bonatti-J&P Avax; Franck Adam, Key Accounts Director di Doosan Bobcat EMEA; Mathieu Verdeyen, Service Manager di Doosan; Dimitris Tzanidakis, Project Manager di Ergon Tzanidakis; Yiannis Panayiotopolos, Site Plant Manager di Bonatti-J&P Avax.; Akis Asvestopoulos, Sales Manager di Ergon Tzanidakis.

Il service Il contratto Doosan include un pacchetto assistenza che prevede due anni di garanzia con possibilità di estensione per un ulteriore anno e un team assistenza dedicato disponibile 24 ore su 24. Il servizio è gestito direttamente da Ergon

Tzanidakis, concessionaria Doosan per la Grecia. “Per questo contratto”, ha dichiarato Dimitris Tzanidakis, Project Manager di Ergon Tzanidakis, “abbiamo acquistato due nuovi furgoni completamente attrezzati e abbiamo assunto

quattro nuovi tecnici di assistenza che, insieme a me, sono completamente dedicati a questo progetto”. In questo contesto la disponibilità dei pezzi di ricambio è fondamentale. Il progetto può contare su un magazzino

ricambi situato direttamente nel cantiere principale, sul magazzino di Ergon Tzanidakis ad Atene e sul centro logistico Doosan di Lipsia, in Germania, da dove i ricambi possono essere consegnati in meno di 24 ore.

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REPORTTECNICO MEWA

L'ARTE DI ESSERE SEMPLICI

Il tappeto assorbiolio

Le perdite d'olio, di lubrificanti e di liquidi in genere sono un

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problema quotidiano per ogni officina. Per eliminare alla radice questo inconveniente, che compromette la pulizia e la sicurezza in azienda, Mewa mette a disposizione del mercato il tappeto Multitex capace di assorbire ogni genere di liquido. Autentica arma universale

contro l’olio e le perdite, il tappeto tessile assorbente Mewa Multitex funge da supporto protettivo in tutti i lavori di riparazione e di manutenzione ed è in grado di assorbire fino a tre litri di liquidi. È ideale per molte applicazioni: per il cambio di olio motore, liquido dei freni e liquidi

refrigeranti; per assorbire emulsioni e solventi in caso di perdite; nello smontaggio di cambi e di componenti del motore; o anche solo per appoggiare utensili imbrattati d’olio. Rispetto ai metodi più “caserecci” il tappeto Mewa presenta numerosi vantaggi: le vasche in


a semplicità è la forma della vera grandezza”. Abbiamo rubato questa frase a Francesco De Sanctis, uno dei più grandi storici della letteratura italiana, per sintetizzare l'approccio di Mewa per quanto concerne i tessili (abbigliamento o panni) legati al mondo del lavoro e delle officine sempre alle prese con olio, lubrificanti e liquidi di ogni genere. Il sistema Mewa, infatti, semplifica tutto. Attraverso il FullService qualsiasi società, anche delle più piccole dimensioni, può

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plastica sono ingombranti e non si adattano a ogni situazione; sabbia e granulati sono più difficili da aspirare e si distribuiscono rapidamente nell’intero ambiente con un conseguente rischio di scivolamento; i panni monouso sono meno

efficienti in caso di grosse perdite, ne occorrono molti e dopo l’uso rimangono sparsi in giro imbrattati. Anche i tappeti assorbiolio rientrano nel

programma FullService di Mewa: i tappeti vengono ritirati presso il cliente, sottoposti a lavaggio ecologico (e a norma) e riconsegnati puliti.

noleggiare in modo molto semplice l'abbigliamento da lavoro professionale, i lavapezzi, i tappeti assorbiolio, i panni e Mewa si occupa di tutto. Mewa infatti ritira, lava, consegna e sostituisce tutti i tessuti industriali a una precisa cadenza concordata, finalizzata a ottenere la migliore pulizia con zero pensieri. Autentico partner per le officine, Mewa assicura inoltre un'assistenza clienti personalizzata per la scelta dei capi di abbigliamento e per la loro eventuale riparazione e sostituzione in caso di usura. Inoltre mette a disposizione un ampio assortimento di articoli di protezione sul lavoro che comprende scarpe antinfortunistiche, guanti, occhiali di protezione, lozioni per la cura delle mani e molto altro ancora. Per le attività artigianali (anche svolte da personale femminile) spicca l'abbigliamento da lavoro Mewa Dynamic Construct pensato per reggere alle più elevate sollecitazioni pur garantendo la massima flessibilità, comodità, resistenza e funzionalità. I capi di abbigliamento messi a punto da Mewa si caratterizzano per le tasche e le zone intorno al ginocchio rinforzate con Cordura, mentre i pratici dettagli della linea consentono di tenere sempre a portata di mano un gran numero di utensili. Se MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

la vestibilità ergonomica lascia estrema libertà di movimento, il taglio moderno si presenta decisamente gradevole non solo per fare bella figura davanti ai clienti, ma per offrire un aspetto gradevole anche dopo il lavoro. Ovviamente anche la linea Dynamic Construct beneficia del FullService Mewa. All'interno della linea Dynamic ci piace particolarmente la nuova salopette che è andata a integrare un'ampia gamma di capi da abbigliamento che comprende pantaloni, giacche e shorts. La nuova salopette offre il massimo comfort anche nelle situazioni lavorative “estreme”, indipendentemente che ci si debba stendere, chinare o inginocchiare, adattandosi perfettamente ai movimenti. La salopette beneficia di inserti elasticizzati, di rinforzi in Cordura e di numerose tasche per gli utensili. Senza dimenticare le strisce Reflex che, oltre a regalare maggiore visibilità, accentuano il look sportivo,

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Bio-Circle Si chiama Bio-Circle ed è la soluzione più ecologica per lo sgrassaggio manuale. Le aziende che usano i panni Mewatex possono infatti adottare, con la formula del FullService, anche la lavapezzi Mewa Bio-Circle, ideale per lavare singoli componenti di macchine o apparecchiature sporchi di oli di lavorazione, di lubrorefrigeranti, o di grassi. In pratica stiamo parlando di una vasca di lavaggio che, invece di utilizzare i detergenti tradizionali a freddo potenzialmente tossici, elimina lo sporco in modo biologico, grazie a un liquido privo di solventi a base di microrganismi e che ha anche un gradevole profumo alla mela verde. Non contenendo solventi, il liquido, oltre a garantire la sicurezza della lavorazione, non arriva mai a saturazione e quindi conserva inalterate nel tempo le proprie capacità detergenti. Bio-Circle agisce in modo rapido su qualsiasi materiale metallico: acciaio (anche inox), alluminio e metalli non ferrosi. Per il trattamento delle superfici in alluminio particolarmente delicate è stata studiata la versione Mewa BioCircle Alu Pro-tect. Mewa Bio-Circle, che risponde ai requisiti della direttiva VOC, è disponibile in due versioni: su carrello e da tavolo.

per un capo da lavoro che è anche gradevole sotto il profilo estetico. Da questo punto di vista si deve poi sottolineare come anche la salopette sia disponibile in un'ampia gamma di varianti cromatiche. Oltre a un abbigliamento da lavoro adeguato, in officina per mantenere elevato il livello di pulizia occorre affidarsi anche a panni tecnici di elevato valore e, a questo proposito, Mewa mette a disposizione molteplici varianti di panni riutilizzabili, adatti per ogni settore ed esigenza e in ogni caso assorbenti, resistenti e inalterabili nella forma.A seconda delle necessità e della destinazione d'uso Mewa offre panni nella quantità e nel tipo di tessuto di cui ogni specifica attività ha bisogno per pulire sempre a regola d'arte. I

panni tecnici Mewa sono disponibili in quattro diverse versioni: Mewatex è il robusto panno tecnico universale per olio, vernice, solventi e grasso; Mewatex Plus è il panno dolce per tutte le superfici più delicate; Mewatex Ultra è il panno tecnico delicato per tutte le superfici sensibili; mentre Protex risponde alle esigenze più elevate. Come accade per tutti i prodotti Mewa, anche i panni tecnici sono disponibili esclusivamente a noleggio. Con puntualità e affidabilità Mewa si occupa di ritirare, consegnare e lavare i panni, sostituendo automaticamente i prodotti usurati. Attraverso questo sistema ogni officina riceverà sempre l'esatta quantità di panni tecnici freschi di cui ha bisogno. In questo modo, rispetto all'utilizzo di materiali monouso, ogni singola attività è in grado di risparmiare in modo considerevole in termini di quantità di merce programmata e sui costi di stoccaggio e smaltimento. Infine ricorrendo ai panni riutilizzabili si dà anche una mano all'ambiente. ❑


Innovazioni SSAB

Visto da fuori sembra un normale semirimorchio con vasca ribaltabile posteriore. Ma il nome dovrebbe far intuire che c’è più di quel che sembra. Lo Stratosphere di Mantella cela infatti un’anima eccezionale DI EMANUELA PIROLA• FOTO DI EMANUELA PIROLA E SSAB PHOTO GALLERY

Il genio della cava

P

orta un nome importante. E non a caso. A Las Vegas Stratosphere è il grattacielo più alto e, slanciato nello skyline della città a stelle e strisce, ospita sulla sommità una giostra panoramica mozzafiato che permette di vedere la città da un punto d’osservazione unico ed eccezionale.A questo si sono ispirati i progettisti di Mantella quando hanno progettato il nuovo semirimorchio ribaltabile posteriore: volevano

realizzare un allestimento unico ed eccezionale. Per farlo sono partiti letteralmente dalla base, ossia dal telaio. E da lì hanno rivisto tutte le singole componenti. Obiettivo: offrire ai clienti un semirimorchio che fosse al top sotto tutti i punti di vista. Sotto la lente d’ingrandimento in primis come ridurre la tara mantenendo al contempo la qualità e la robustezza tipiche dei prodotti Mantella. La risposta non è stata facile da trovare, ma grazie alla stretta collaborazione con SSAB

l’obiettivo è stato, possiamo dirlo, raggiunto in pieno. Il nuovo Stratosphere è un vero concentrato di tutti i vantaggi tecnologici e tecnici che l’uso sapiente di acciai altoresistenziali può far ottenere. NEL TELAIO LO STRENX La prima peculiarità del nuovo Stratosphere è l’uso dello Strenx 960 Plus nella realizzazione del telaio. Questa scelta, unita al cambio del profilo a longheroni, che dalla MACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni SSAB

STRATOSPHERE • Caratteristiche: semirimorchio ribaltabile posteriore a vasca autoportante a un cilindro idraulico di sollevamento frontale • Telaio: realizzato con una struttura a Z con croce di irrigidimento posteriore, cerniere di ribaltamento con bronzine autolubrificanti, guida cassone anteriore • Impianto idraulico: a bassa pressione • Impianto freni: ad aria compressa, 2 condotte, sistema EBS-RSP a controllo elettronico munito di 4 sensori • Kit assali ruote singole: I° asse da 9 t con autosterzante e sollevatore

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gestiti elettronicamente II° e III° asse da 9 t fissi (III° asse autosterzante opzionale) • Kit assali ruote gemellate: I° asse da 7,5 t con autosterzante e sollevatore gestiti elettronicamente II° e III° asse da 12 t fissi • Sospensioni: Pneumatiche con valvola di regolazione altezza manuale e dispositivo di scarico rapido in fase di ribaltamento MATERIALI IMPIEGATI • Telaio: acciaio Strenx 960 Plus • Vasca: Hardox 500 TUF • Struttura: acciaio Strenx 960 Plus SPESSORI • Fondo: 4-5-7-9 mm

Da sinistra Federica e Gregorio Mantella • Pareti laterali: 3-4-5-7 mm • Sponda anteriore e posteriore: 3-4-5-7 mm • Peso: 5.200 kg • Cubatura vasca: 25/38 mc • Accessori di serie: sgancio idraulico sponda posteriore; bloccaggio automatico pneumatico della sponda posteriore durante la marcia del veicolo; protezione salva cabina predisposto per copricarico; prolunga posteriore per scarico in finitrice; parafanghi termoplastici; cassetta porta attrezzi in acciaio inox fiorettato; protezioni paraciclisti laterali; portaruota di scorta.

precedente versione a doppia T è passato a un profilo a Z, ha permesso ai progettisti di Mantella di ottenere subito dei vantaggi: elevata elasticità e resistenza anche impiegando spessori di lamiera più contenuti, da cui un primo contenimento della tara. Inoltre l’utilizzo di questo tipo di acciaio permette un abbassamento del baricentro del semirimorchio, conferendogli così maggiore stabilità su strada. Il telaio presenta anche una croce di irrigidimento posteriore che assicura la perfetta stabilità in fase di ribaltamento. E POI L’HARDOX 500 TUF La vasca del nuovo Stratosphere è realizzata interamente con l’Hardox 500 TUF, la nuova generazione dedicata espressamente alle applicazioni in assoluto più abrasive e usuranti. L’Hardox 500 TUF garantisce elevata resistenza, estrema durezza e tenacità


CHI È MANTELLA TRAILERS Professionalità, esperienza e qualità sono i valori attraverso i quali l’azienda Mantella garantisce ai propri clienti prodotti di alta qualità per tutte le esigenze del settore dei trasporti. Valori che Mantella ricerca anche nelle Aziende con cui collabora per i

componenti dei propri rimorchi che non produce direttamente. In Mantella la ricerca della perfezione e la determinazione a migliorare ogni dettaglio si rinnovano costantemente. I prodotti in gamma sono frutto di questo approccio e rispecchiano quello

con un’energia di impatto garantita di 27 J a-20°C e un valore tipico di 45 J a -40°C. La durezza Brinell è insolitamente ristretta, compresa tra 475 e 505 HBW, mentre la vita utile stimata è dell’85-100% più lunga di quella di Hardox 400 (dati WearCalc e TippCalc). Insomma, una vera “bestia”, inarrestabile e in grado di garantire una lunga durata a cassoni, container e benne impiegati nel carico e scarico di materiale abrasivo, movimentazione di rottami ferrosi, demolizione di cemento armato e altri analoghi contesti operativi. Ma perché mai i progettisti di Mantella hanno deciso di passare all’Hardox 500 TUF? In fondo già l’Hardox 450 e 500 sapevano il fatto loro in tema di antiusura.“Oggi la cosa più importante per i nostri clienti cava-cantiere è la tara” afferma deciso Gregorio Mantella, responsabile di produzione di Mantella Trailers.“L’adozione

che è l’obiettivo principale di Mantella, ossia offrire ai propri clienti rimorchi e semirimorchi di alta qualità, estremamente personalizzati e utili a garantire la massima profittabilità in ogni applicazione operativa. Un solido studio progettuale interno all’azienda,

affiancato da uno staff di tecnici progetta e ottimizza ogni singola fase del processo produttivo. I materiali utilizzati sono tutti certificati, e alla base si trovano acciai fra i migliori disponibili sul mercato, Strenx e Hardox in primis. La sede di recente costruzione si estende

su una superficie di 35.000 mq di cui 11.000 circa coperti. La linea di produzione comprende diversi impianti automatizzati, tra cui due isole di saldatura, una cabina di verniciatura e una di granigliatura. Attualmente in Mantella lavorano 50 persone.

LA GAMMA MANTELLA Decisamente vasta e articolata la produzione di rimorchi, semirimorchi e allestimenti per autocarro proposti da Mantella. Ogni modello è stato progettato per rispondere alle esigenze di specifiche applicazioni. L’offerta Mantella spazia dai semirimorchi ribaltabili posteriori ai ribaltabili bilaterali, dagli allestimenti ribaltabili su motrici ai cassoni fissi e con centina per arrivare sino ai semirimorchi frigoriferi, le furgonature isotermiche su motrici e furgoni patente B. Nello specifico per il settore del mezzo d’opera, la gamma Mantella si declina in diversi modelli: oltre al protagonista del nostro

articolo, il semirimorchio ribaltabile posteriore Stratosphere (disponibile anche con cassa in alluminio), vi è il semirimorchio ribaltabile posteriore Monster, il ribaltabile posteriore o trilaterale su motrice Dominator e il semirimorchio per il trasporto di macchine operatrici Intrepid. A questi si affianca il sistema intercambiabile “Mezzo d’opera”, un brevetto Mantella che attraverso un sistema completamente automatizzato permette un interscambio rapido e veloce dell’allestimento che può comprendere ribaltabile, betoniera, betonpompa e pianale con rampe per trasporto macchine operatrici.

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Innovazioni SSAB

L’ECOUPGRADE DI SSAB Insieme ai propri clienti, SSAB aggiorna continuamente il materiale e il design per le molteplici applicazioni nelle quali sono impiegati i suoi acciai. I vantaggi derivanti dal continuo aggiornamento tecnologico degli acciai altoresistenziali si traducono, per i Costruttori, in una notevole riduzione del peso delle proprie macchine, in un maggiore risparmio di carburante per i clienti finali e in una lunga durata del prodotto: tutti fattori che contribuiscono in modo significativo non solo alla produttività di una macchina, ma anche alla riduzione dell’impatto ambientale che l’uso di tale macchina comporta. Il concetto EcoUpgrade elaborato da SSAB mira a identificare i corretti usi degli acciai altoresistenziali al fine di ridurre le emissioni di CO2. Ma c’è di più. Guardando ad ogni specifica applicazione, SSAB può confrontare i potenziali risparmi di CO2 nella fase di utilizzo di una macchina con la CO2 emessa durante la sua produzione, identificando così i prodotti che potrebbero trarre il massimo vantaggio dall’adozione di acciai altoresistenziali fin dalla loro produzione.

dello Strenx 960 Plus nel telaio e dell’Hardox 500 TUF per la vasca ci ha permesso di ridurre i pesi del semirimorchio, e non di poco: 2 mm in meno di spessore su una lamiera Hardox 500 TUF di 8 m per 2,5 equivalgono a circa 300 kg in meno rispetto all’equivalente lamiera in Hardox 450. E questi 300 kg rappresentano tutti una maggiore portata per il nostro Stratosphere. Ora, se si calcolano 2 viaggi al giorno per cinque giorni alla settimana, in un mese il nostro veicolo è in grado di trasportare qualcosa come 12.000 kg di materiale in più a parità di numero di viaggi”. I numeri non mentono e in effetti un’azienda che acquista il nuovo Stratosphere di Mantella acquisisce un semirimorchio in grado di aumentare fin da subito la produttività, diminuendo nel contempo anche i consumi in carburante.

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Nei viaggi a vuoto perché è più leggero; nei viaggi a pieno carico perché o trasporta più materiale a parità di peso complessivo del veicolo o perché consente di fare… molti meno viaggi. “E non dimentichiamoci la straordinaria resistenza all’usura” prosegue poi Mantella. “Grazie ai nuovi acciai SSAB siamo in grado di offrire al cliente un semirimorchio con una vita utile più lunga perché più resistente all’usura, ma anche perché capace di sopportare stress torsionali e sovraccarichi”.

Da sinistra David Diaz Blanco di SSAB, Gregorio, Giovanni e Andrea Mantella e Gianluca Guidotti di SSAB


IL SITO L’azienda che ha ospitato in prova il veicolo Scania con semirimorchio Stratosphere protagonista di queste pagine è la Inerti Potame di Domenico (CS), cliente storico e utente affezionato dei semirimorchi e degli allestimenti Mantella. Nel sito si estrae inerte destinato alla produzione di calcestruzzo, a base di calcare dolomitico, pietra estremamente abrasiva e dura con la quale si realizzano anche gli scogli per le barriere frangiflutti artificiali. L’azienda fa parte del gruppo Coccimiglio, alla cui guida vi sono Cesare Coccimiglio e i figli Antonio, Franco e Umbertino; il gruppo è attivo sia nell’estrazione

di inerti che nella produzione di calcestruzzo e bitume in quattro differenti siti. Complessivamente la flotta di veicoli del gruppo si compone di circa 30 unità tra autocarri e autoarticolati per un range di potenze da 450 a 500 CV e cubature di trasporto comprese tra i 22 e i 26 mc. Inutile dirlo: avendo a che fare con calcare dolomitico, scelgono solo gli allestimenti Mantella perché realizzati in Hardox, l’unico acciaio in grado di resistere all’usura di questa materia prima. La redazione ringrazia la famiglia Coccimiglio e Luigi Curcio, responsabile di cantiere del sito di Amantea, per la squisita ospitalità.

sario manovrare spesso o percorrere strade tortuose e poco pianeggianti. I solleciti torsionali sono all’ordine del giorno e aver utilizzato lo Strenx nel telaio e nella struttura ha automaticamente conferito maggiore resistenza a quelli che sono i punti critici di ogni semirimorchio ribaltabile, ossia il collo di cigno e l’asse posteriore” ha confermato Gregorio Mantella. IL GRAN FINALE Il rapporto tra Mantella e SSAB si è consolidato ulteriormente quando l’azienda di Lamezia Terme è entrata a far parte del programma “Hardox in my Body”. Ora, con l’adozione dello Strenx per telaio e cassone, Gregorio Mantella non ha certo nascosto la sua intenzione di avviare le pratiche per entrare a far parte anche del programma “My Inner Strenx”. Chissà, magari già nei primi mesi del 2018 a fianco di piattaforme aeree e autogrù, in “My Inner Strenx” farà bella mostra di sé anche lo Stratosphere! ❑

L’ULTERIORE VANTAGGIO Grazie all’adozione dello Strenx sia nel telaio che nella struttura, il nuovo Stratosphere si è dimostrato molto più resistente agli stress torsionali che generalmente impattano sul collo del semirimorchio e sull’assale posteriore in fase di sterzata.“Un semirimorchio come lo Stratosphere è generalmente chiamato a lavorare in ambienti difficili dove, o per muoversi, o per raggiungerli, è necesMACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

HELLA

OBIETTIVO CONSTRUCTION hiunque ami le automobili conosce Hella: sinonimo di illuminazione, ma anche di soluzioni elettroniche, sistemi di filtraggio e impianti frenanti. Se il marchio è quindi un “must” del mondo automotive, forse non tutti sanno che Hella è decisamente impegnata anche nel settore delle macchine per le costruzioni e l'edilizia. Ospiti di uno splendido incontro svoltosi a Milano il 14 novembre, abbiamo potuto toccare con mano non solo l'interesse dell'azienda per l'area edile, ma anche l'estrema dinamicità di una società attenta a tutti gli aspetti

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Claudio Barbieri, Direttore Generale di Hella Spa, durante l'incontro con la stampa dello scorso novembre.

La Logistica

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Hella Spa ha recentemente portato a termine i lavori relativi a un importante ampliamento della capacità di magazzino presso la sede di Caleppio di Settala. La superficie

totale coperta dal magazzino è ora di 3.400 m2, e prevede un’area picking da 1.300 m2 in aggiunta all’area grandi scorte da 2.300 posti pallet. Il tutto finalizzato a un livello di disponibilità

ancora migliore per le consegne dirette dall’Italia, senza dimenticare l'efficiente servizio di consegna diretta dal magazzino centrale tedesco situato ad Erwitte, in Westfalia.

La logistica di Hella Spa si contraddistingue per alcune tecnologie particolarmente avanzate quali il Pickby-Voice, sistema che permette di velocizzare l’intero processo


La formazione

che compongono il mercato: dalle alleanze strategiche alla formazione, alla logistica. Andiamo con ordine. L'evento milanese ha posto l'accento sul rafforzamento dell'alleanza strategica tra Hella ed Hengst per la distribuzione in Italia della gamma filtri Hella Hengst. In ordine cronologico l’Italia è la terza sales company del Gruppo ad avviare la distribuzione della gamma filtri Hella Hengst, dopo Regno Unito e Spagna/Portogallo. A partire da gennaio 2018 il programma di filtri Hella Hengst per auto e veicoli commerciali leggeri nelle gamme aria, olio, carburante e abitacolo, sarà quindi disponibile esclusivamente tramite Hella Spa. La gamma comprende più di 1.600 codici, incrociando più di 90.000 cross references, per una copertura di oltre il 95% del parco circolante. Le novità per il mercato Italia continuano con la distribuzione, da parte di Hella Spa,

order to delivery, ottimizzandone i tempi e diminuendo le possibilità di errore in fase di preparazione dell’ordine. Un sistema che si unisce a strumenti informatici come il Webshop che permette di ordinare

anche della gamma frenante Hella Pagid Brake System (HPBS) che è composta da oltre 4.500 codici, tra pastiglie freno, dischi freno ganasce posteriori e accessori. Ma non è finita. A partire dal prossimo gennaio Hella Spa distribuirà anche i prodotti frenanti (pastiglie freno, dischi freno, rivestimenti per ganasce e accessori) Don per i veicoli industriali. Una raffica di novità che non ha certo permesso di scordare il significato di Hella nel comparto propriamente Construction, benché anche i truck e i veicoli commerciali rientrino appieno nell'area delle costruzioni e dell'edilizia. La società – la cui principale sede italiana si trova a Caleppio di Settala in provincia di Milano – segue il comparto Construction con gli specialisti del primo impianto che hanno sede ad Avigliana in Provincia di Torino. Oltre all’elevata professionalità, Hella è in grado di offrire una

prodotti in modo veloce ed efficiente, ed Hella Partner World, il portale dedicato a distributori e ricambisti, che consente, fra l’altro, di tracciare gli ordini in modo preciso e immediato.

Il cerchio si chiude con l'importanza che Hella riserva alla formazione concretizzatasi nel Centro Tecnico “Hella Academy”, una vera e propria Officina del Sapere. Il centro, che è dotato anche di una sala training, è costituito da un ambiente che riproduce gli spazi di una moderna officina indipendente, allestita con le attrezzature di ultima generazione quali un CSC-Tool per la calibrazione di telecamere e radar, componenti cardine dei Sistemi di Assistenza alla Guida (ADAS) e un Centrafari SEG V per la regolazione dei proiettori LED di ultima generazione.

gamma sempre aggiornata di prodotti di illuminazione e di elettronica, all’avanguardia della tecnologia disponibile. All'interno della gamma pensata per le macchine d'opera ecco ad esempio la serie Hella Shapeline, una vasta scelta di luci monofunzione e multifunzione pensate per illuminare la parte anteriore, laterale e posteriore del veicolo. Modulare, multiforme e tecnicamente innovativa, la Shapeline comprende numerose forme e funzioni luminose conformi alla normativa EMC classe 5 e omologate SAE e ECE. I prodotti Hella sono inoltre resistenti alla polvere e ai lavaggi ad alta pressione, come previsto dalle classi di protezione IP6K7 e IPX9K. A seconda della loro funzione, presentano un diverso tipo di fissaggio e permettono l'installazione anche negli ambienti più difficili.Tra le luci di lavoro meritano un accenno anche la Power Beam 1800 compact a LED da 1.850 lumen; e la serie Eco 18 & 26 con due versioni da quattro (1.350 lumen) o sei led (2.000 lumen). Come accennato la gamma Hella per i mezzi d'opera non si limita agli impianti di illuminazione ma si allarga ai prodotti elettrici ed elettronici quali sensori, attuatori, interruttori, trasduttori, sistemi di radiocomando, avvisatori acustici e intermittenze. ❑


ProvasuStrada SCANIA S500

Lusso a 44 t

La serie S introduce un nuovo livello di lusso nei viaggi a lungo raggio. Questa nuova generazione di veicoli è stata sviluppata per fornire il massimo comfort e stile, prestando massima attenzione ad aspetti quali ambiente di guida, spazio interno, sicurezza e affidabilità DI MAURIZIO GUSSONI • FOTO DI MAURIZIO GUSSONI

I numeri della prova • 335 km percorsi • 27,5 litri/100 km • 3,66 km/litro

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T

rerecentotrentacinque chilometri, tra strada stradale ed autostrada, e non sentirli. Con uno Scania S500 abbiamo effettuato un percorso da Milano a Settimo Torinese, via Borgomanero, per testare il comportamento del veicolo, sia dal punto di vista del comfort che da quello dei consumi. Un veicolo, però, in autentico assetto da lavoro, infatti trasportavamo un carico di 44 t. Il propulsore che ci ha assistito è quello da 500 CV erogante coppia di 2.559 Nm a 1.000/1.300 giri abbinato in questo

caso a un cambio automatizzato Opticruise di quinta generazione. L'intero tragitto è stato percorso con il programma Economy e si è sviluppato su un totale di 335 km, 50 dei quali, da Borgomanero all'Autostrada A4, su una stretta statale, piena di rotonde, incroci e attraversamenti. COM’È IL COMFORT? I risultati del test sono stati soddisfacenti da ogni punto di vista. Infatti, iniziando con il capitolo comfort, abbiamo particolarmente apprezzato la silenziosità


che a questi mezzi ormai l'unica opzione che manca veramente è… la toilette con doccia. E LA MARCIA? Recentemente, poi, l’S500 ha subito ulteriori miglioramenti e modifiche. Prima di tutto il cambio, che ora dispone di un pistone e di un cilindro pressurizzato che agiscono su un freno multidisco comandato dall'albero del cambio. Il tutto, facilitato dal nuovo software di gestione denominato Scania Active Powertrain Control, provvede a ridurre la velocità di rotazione dell'asse secondario del cambio e, quindi, consente dei passaggi di marcia molto più rapidi. Un processo che porta, quasi, a dimezzare i tempi di cambiata. Il tutto poi si traduce pure in un limitato calo di giri del propulsore, quindi della pressione del turbocompressore. In pratica la velocissima cambiata permette di continuare l'andatura impostata con il nuovo rapporto, ma con il motore perfettamente “sotto tiro” e in piena risposta di potenza. Un particolare non da poco se si vuole favorire un'andatura fluida di un mezzo che pesa decine di tonnellate e che si deve districare in mezzo al traffico di oggi. Anche il sistema Scania Active Prediction è stato NIENTE PIÙ AFFATICAMENTO ALLA GUIDA CON LA NUOVA CABINA SUPER CONFORTEVOLE DEI VEICOLI SCANIA

all'interno della cabina e l'andamento dolce e progressivo del sistema che la molleggia. Insomma, l'autista dovrà anche stare attento alla guida, come è ovvio, ma l'eventuale secondo autista si troverà per davvero in un salotto ultra-accogliente, fino al punto che il suo eventuale riposo, sonno profondo compreso non soffrirà certamente di alcun tipo di limite. Se poi si aggiungono tutte le piccole comodità, anche istallate nei pressi della cuccetta, il viaggio prenderà le sembianze di un soggiorno in un hotel... a più stelle. Non per nulla, da tempo siamo convinti

L’S500 alla prova altrove Al suo primo importante test comparativo, il veicolo di nuova generazione Scania S500 è risultato vincente nel test dei 1.000 punti. Si tratta di uno dei test comparativi più autorevoli d’Europa e, secondo molti, il più duro. La giuria è composta da un team

internazionale di giornalisti esperti di veicoli industriali, chiamati ad assegnare dei punteggi secondo parametri dei mezzi soggettivi e rilevazioni oggettive. In termini generali, lo Scania S500 ha trionfato per l’attenzione rivolta all’autista. In particolare per l’accesso in

cabina, il comfort, la capacità di frenata, la visibilità e lo sterzo. Inoltre, sia la catena cinematica che le prestazioni del veicolo della nuova generazione Scania hanno primeggiato sugli altri. Al termine della valutazione dei 1.000 punti, Scania ha totalizzato un punteggio di 943.

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ProvasuStrada SCANIA S500

oggetto di miglioramenti. Il software di riduzione della velocità può variare l’andatura dal 6 al 12%, in funzione della pendenza, della lunghezza della discesa e, naturalmente, del programma di marcia impostato. Poi controlla anche la velocità in discesa ed evita il superamento dei limiti sfruttando anche le mappe del navigatore che suggeriscono al sistema l’orografia del percorso davanti al veicolo. In più l’Active Prediction provvede a imprimere una leggera accelerazione che garantisce risparmi di carburante sfruttando l'inerzia del veicolo. QUANTO AL RESTO? Ma ora veniamo alla vera spina dorsale della nostra prova: i consumi. Ebbene, sul tema il nostro Scania si è difeso come un leone. E questo nonostante il pieno carico, l'intero percorso martoriato da un intensissimo traffico e, in particolare, i chilometri percorsi su strada statale, tutti ricchi di stop and go, di un'infinità di semafori e di rotonde dal raggio talmente ridotto da costringere l'autista a veri virtuosismi per poter girare. I consumi dei tratti autostradali, percorsi a medie tra i 70 e gli 80 km/h, hanno marcato circa 33 litri per cento chilometri. Quelli sulla statale, invece, nonostante il percorso ben più complesso dal punto di vista dello stile di guida, hanno segnato circa 42 litri per cento chilometri. In pratica un incremento di circa il 30% sulla statale, assolutamente accettabile vista la disparità delle percorrenze e tenendo conto che ogni partenza da fermo, con 44 t da portarsi appresso, aumenta in modo esponenziale l'assorbimento di carburante. E tutto questo è anche dimostrato dalle medie complessive di questo tour che simulava un vero viaggio di lavoro, seppur a corto raggio. Per concludere: lo Scania S500 ha brillantemente superato la prova, sia dal punto di vista del comfort che nella

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LO SCANIA IN PROVA ERA IN ASSETTO DA LAVORO: 44 T DI MASSA COMPLESSIVA

Il design esterno influisce non solo sull’ estetica Oltre a conferire al veicolo un aspetto più elegante, il nuovo design della parte anteriore della cabina, i miglioramenti apportati al tetto e gli spoiler laterali sono stati progettati in maniera aerodinamica per ridurre il consumo di carburante. Le minigonne sono inoltre posizionate più in alto e ottimizzate per abbinarsi alle classiche linee Scania.

dolcezza di guida. Ma, specialmente, da quello dei consumi. Il vero atout che può convincere, o meno, un acquirente a sottoscrivere il contratto di acquisto di un pesante di questa portata. ❑


REPORTTECNICO

HAULOTTE

QUESTA O QUELLA PER ME PARI SONO bbiamo rubato al Duca di Mantova, l'impenitente seduttore del Rigoletto verdiano, una celeberrima frase che ben tratteggia le due piattaforme Haulotte presentate in queste pagine. Che si tratti dell'articolata da 26 metri HA26RTJ PRO, o della telescopica da 28 m HT28RTJ PRO, la qualità delle due macchine è sempre ai massimi livelli, così come le dotazioni di sicurezza, la manovrabilità e i bassi costi di gestione.A noi, quindi, il compito di presentarle, agli operatori

A

del settore quello di sceglierle in base alle proprie specifiche necessità. Partiamo dall'articolata. La nuova piattaforma HA26RTJ PRO, che si fonda sui medesimi, innovativi, accorgimenti costruttivi introdotti con i recenti e apprezzati modelli da 16 e 20 m, è stata progettata attraverso un design particolarmente compatto che consente agli operatori di muoversi in un'area di lavoro ottimizzata. Tale peculiarità si traduce in una produttività di alto livello che si concretizza in una notevole ampiezza dello spazio di MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

DATI TECNICI Modello HA26RTJ PRO Altezza lavoro 26,4 m Altezza piano calpestio 24,4 m Sbraccio laterale massimo 17,5 m Punto d'articolazione 9,3 m Lavoro in negativo Portata massima cesta 250 kg Escursione Jib 133° (-65°/+68°) Rotazione cesta 180° Rotazione torretta 360° continui Altezza da terra 48 cm Inclinazione massima 4° Velocità di traslazione 5 km/h Pendenza massima 45% Angolo est. di sterzata 4,35 m Motore Kubota Tier 3 (36,5 kW) Peso totale 15,5 t

manovra senza la necessità di spostare la piattaforma. Con un peso di 15,5 t e alimentata da un motore Kubota Tier 3 in grado di erogare 36,5 kW, il nuovo modello si caratterizza per un'altezza di lavoro di 26,4 m; un'escursione verticale del jib di 9,3 m in grado di superare facilmente qualsiasi ostacolo; e uno sbraccio orizzontale di 17,5 m sufficiente a raggiungere anche le zone più inaccessibili. Le eccellenti capacità fuoristrada si abbinano a un carico massimo in cesta di 250 kg senza alcuna limitazione dell'area di lavoro. Da segnalare, inoltre, la doppia portata (250/350 kg) disponibile in via opzionale. Tanti i dispositivi intelligenti proposti sulla nuova articolata e che contraddistinguono la più recente produzione del

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HT28RTJ PRO 27,9 m 25,9 m 23,85 m 3m 230 kg 133° (-66°/+67°) 360° continui 48 cm 4° 5 km/h 45% 4,35 m Kubota Tier 3 (49,3kW) e Tier 4f (53 kW) 18,1 t

costruttore. Tra questi lo strumento diagnostico Haulotte Activ' Screen; l'Haulotte Stop Emission System, e lo Start&Stop automatico che entra in funzione quando la piattaforma non deve compiere movimenti.Tutti dispositivi evidentemente finalizzati a un contenimento dei costi operativi e di manutenzione. In linea con la filosofia Haulotte finalizzata alla massima sicurezza, largo anche a specifici dispositivi quali l'Haulotte Activ' Shield Bar 2.0, che tutela dagli schiacciamenti, e l'Activ' Lighting System-Sale Load, al quale dedichiamo l'apposito box di approfondimento. Come accennato ritroviamo la medesima qualità progettuale e costruttiva anche nella telescopica HT28RTJ PRO, una piattaforma

LA LUCE Con il modello HT28 RTJ PRO (ma presente anche sulla HA26 RTJ PRO) Haulotte ha introdotto il sistema Activ’Lighting System-Safe Load. Basato su diversi punti luce collocati intorno alla macchina, questo sistema illumina perfettamente i comandi e l'intera area del braccio, consentendo agli utilizzatori di operare sempre nella massima tranquillità, anche nei cantieri o in tutte le situazioni che presentano scarsa illuminazione.

a tutto comfort, facilità d'utilizzo e flessibilità, pensata per molteplici applicazioni quali: opere edili, rifiniture, lavori di manutenzione e di ispezione, ristrutturazione di edifici, demolizioni, costruzioni navali, industria estrattiva e manutenzione del verde. E questi, lo ammettiamo, sono solo alcuni dei possibili campi di utilizzo di una macchina in grado di fare la felicità di qualsiasi noleggiatore in virtù della sua massima affidabilità ed estrema facilità manutentiva. Sul fronte delle prestazioni siamo davanti a una piattaforma da 28 m di altezza e uno sbraccio massimo di quasi 24 m, che beneficia di movimenti perfettamente simultanei e di un'invidiabile velocità di estensione. Anche in questo caso la portata massima in cesta (di 230 kg) può essere incrementata in via opzionale a 230-350 kg; mentre la flessibilità operativa può ampliarsi in virtù di molteplici allestimenti ad hoc. Tra questi: kit per vetrai, kit per impiantisti idraulici, pneumatici anti-impronta, prese di forza, kit per ambienti ostili e presa aria compressa sulla piattaforma. Equipaggiata con un assale oscillante per i terreni più impervi (l'altezza da terra sfiora i 50 cm), prevede il bloccaggio idraulico del differenziale per distribuire in modo più efficace la potenza alle ruote. La macchina è in grado di superare pendenze fino al 45%. ❑


Innovazioni MAN

Un nuovo protagonista Messo alla frusta il nuovo TGE non ha deluso le aspettative. E si conferma come uno dei protagonisti del mercato dei veicoli commerciali tra le 3 e le 5,5 t DI MAURIZIO GUSSONI • FOTO DI MAN PHOTO GALLERY

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on l’introduzione del TGE, MAN è diventato un costruttore a 360°, in grado di fornire veicoli con classi di peso da 3 a 44 t. Il TGE, proposto sia in versione furgone chiuso che vetrato e con massa totale a terra da 3 a 5,5 t, ora si può avere anche con cabina doppia o singola e con gli alleMACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni MAN

stimenti effettuati direttamente in fabbrica. Insomma un prodotto, da subito, aggressivo. D’altra parte, in Europa le immatricolazioni sono in crescita e, per il triennio prossimo, si ipotizza un +10% delle vendite dei commerciali leggeri. Oltretutto il furgone di grosse dimensioni oggi è favorito sia dallo stile di guida assimilabile a quello di un’auto che dalle prestazioni, non più penalizzate dalle dimensioni e dal peso. Per questo MAN curerà il territorio con punti vendita specializzati per il TGE e con un servizio di assistenza, senza appuntamento, capace di

gestire i problemi anche nei fine settimana e con orari particolarmente estesi. IL TGE NEL DETTAGLIO Il nuovo TGE è disponibile con trazione anteriore, posteriore o integrale, con il cambio manuale o automatico, con un nuovo sterzo elettromeccanico e con motori diesel di ultima generazione. Le potenze disponibili, del 2 litri a quattro cilindri turbocompresso, sono comprese tra i 102 e i 177 Cv, secondo il tipo di trazione scelta. Naturalmente la grande attenzione dei

progettisti si è rivolta sia verso la robustezza del propulsore (la vita sarà di parecchie centinaia di migliaia di chilometri) che a una certosina riduzione dei consumi. Buoni i valori di coppia, dai 280 ai 400 Nm e quelli dei consumi, compresi tra i 6,7 e i 7 Lt/100 Km. Per l’ecologia è previsto il sistema SCR con un serbatoio di AdBlue di 18 l e con valori di emissioni di 175 e 184 g/km. Il cambio manuale è a sei marce e l’automatico a otto, con la marcia più alta demoltiplicata che crea una sorta di effetto overdrive. Per la trazione posteriore è anche

LE NUOVE CABINE Grande attenzione è stata posta sulle cabine, in particolare su quelle dei TGX e TGS. Il frigorifero è installato sotto la cuccetta ed è stato ulteriormente curato il sistema di vani

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porta oggetti e di luci per aumentare l’abitabilità. In più un pacchetto acustico di nuova concezione è in grado di ridurre sensibilmente il rumore nell’abitacolo e favorire il riposo e un

nuovo sistema di comando integrato gestisce tutte le principali funzioni inerenti al comfort. Per i momenti di traffico congestionato, poi è presente il Tempomat con regolazione automatica

della distanza che governa, anche alle velocità ridotte, la distanza verso il veicolo che precede e frena automaticamente, fino a fermarlo, senza l’intervento del conducente.


I PESANTI DI MAN A Barcellona si è parlato anche di autocarri. I Man TGL e TGM sono stati equipaggiati con nuovi propulsori a quattro cilindri (4,6 litri con potenze di 160, 190 e 220 CV e coppia da 600 a 850 Nm) o a sei cilindri (6,9 litri con potenze 250, 290 e 320 CV, coppia da 1.150 a 1.250 Nm) con il sistema SCR e che possono vantare un’ulteriore riduzione dei consumi del 5,5% circa. Inoltre nuove funzioni per il cambio TipMatic consentono un aumentato comfort di marcia e di efficienza energetica.

disponibile il bloccaggio del differenziale. Per quanto riguarda le portate i modelli a trazione anteriore ed integrale arrivano a 4 t, quello a trazione posteriore, con pneumatici posteriori gemellati, vanta 5,5 t di massa totale a terra. Lo sterzo elettromeccanico, poi, è integrato con numerosi sistemi di assistenza alla guida, come l’entrata e l’uscita automatizzata dal parcheggio. IL COMFORT A BORDO In più TGE offre due diversi impianti radio e un sistema integrato con navigatore GPS.

Lo schermo, da otto pollici touchscreen, ha un software che permette di governare il sistema con un semplice tocco di dita. Non mancano i collegamenti USB e quelli per lo smartphone con la possibilità di gestire le app compatibili direttamente sullo schermo del veicolo. IL TGE SU STRADA Abbiamo provato il TGE, con motore da 130 CV e allestimento a pianale su un percorso particolarmente tortuoso (e con pendenze di tutto rispetto) nei pressi di

Montserrat, in Spagna. Il comfort di questi veicoli ci ha ormai abituato alla guida automobilistica, infatti l’abitacolo è ben allestito con tante piccole cose che alleviano la fatica del lavoro quotidiano. Buona anche l’insonorizzazione e la sensibilità dello sterzo il quale, però, sui percorsi particolarmente tortuosi ci è sembrato un po’ troppo demoltiplicato obbligando, a volte, a eccessivi “giri di valzer” delle braccia per compiere le curve più strette. Molto pronto il motore, con la potenza facilmente disponibile sia ai medi che agli alti regimi, qualche piccola incertezza, invece, ai regimi più bassi dove l’effetto del turbo è meno presente. Ma niente paura, con la classica scalata si riprende con il necessario vigore. Ottima la tenuta di strada: neanche provando “con cattiveria” nelle difficili curve montagnose del nostro percorso siamo riusciti a fare sbandare il posteriore. Insomma, nel complesso un ottimo veicolo che certamente darà del filo da torcere alla concorrenza. ❑

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EditorialeOff DI MAURIZIO GUSSONI

Quando l’Alfa diventa omega

L’ LA DIGNITÀ NON CONSISTE NEL POSSEDERE ONORI, MA NELLA COSCIENZA DI MERITARLI. (ARISTOTELE)

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Alfa Romeo torna in Formula 1. Un annuncio ad effetto che ha messo in agitazione gli appassionati, infatti la Casa milanese nel mondo dello sport motoristico ha detto tanto. Anzi tantissimo. Dalle mitiche Alfetta con compressore, campioni del mondo, alle fantastiche GTA, imbattibili in pista, fino alla - ancor oggi - splendida Alfa 33 del 1967 che, nelle sue varie versioni, ha sempre detto la sua sui circuiti di tutto il Mondo e che, in versione stradale, opera del grande Franco Scaglione, ha fatto sognare una generazione, mettendo in ombra le blasonate Ferrari dell’epoca. Ma è vera gloria questo “ritorno”? Crediamo di no; ci pare invece una operazione commerciale e basta. Persino un po’ troppo furbetta. Infatti, alla Sauber F1, anche dopo l’accordo con l’Alfa, continueranno a venire forniti motori, cambi ed elementi delle sospensioni di progettazione e produzione Ferrari. Gli unici elementi genuinamente Alfa che equipaggeranno la futura F1, saranno... gli adesivi da apporre sulla carrozzeria. Troppo poco per un marchio che correva, vincendo, quando la Ferrari era solo una scuderia da corsa. Che poi gestì le vetture... Alfa Romeo. Un’inezia per uno scudetto che fece dichiarare ad Henry Ford: “quando vedo passare un’Alfa mi tolgo il cappello”. L’accordo con Sauber sembra quasi un’offesa per quel Biscione che, corse a parte, fu talmente geniale da inventare le berline sportive più ambite dalle classi agiate degli Anni ‘60 e ‘70: la Giulia, la 1750 e l’Alfetta. La pubblicità della Giulia del 1962 diceva: “L’ha disegnata il vento”. Oggi il vento del dio denaro, vera power-unit del comandante Marchionne, ha deciso che la storia conta poco. Che basta cambiare un logo a un prodotto già esistente per fare fessi gli appassionati. Che è sufficiente il fumo negli occhi per incassare meglio e di più. Ma, si sa, quando un popolo svende il proprio passato per i classici trenta denari, è destinato pure a perdere la propria dignità. Insomma, la solita vicenda all’italiana. ❑


MC5.0-Macchine Cantieri - n. 47 novembre-dicembre 2017  

Magazine specializzata dedicata all'edilizia. Macchine, attrezzature, tecniche, materiali, progetti, economia, leggi e novità. Magazine ab...

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