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610 STRALIS Lannutti sceglie gli Iveco Stralis

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annutti, società di autotrasporto e logistica piemontese,ha siglato un contratto con Iveco per la fornitura in quattro anni di 610 Stralis, alcuni dei quali avranno alimentazione a gas naturale liquefatto. Lannutti, storico cliente Iveco, ha rinnovato la propria fiducia al Costruttore italiano scegliendo i suoi veicoli per rinnovare la propria flotta: l’8 febbraio 2017, il presidente della società di trasporto, Valter Lannutti, e il brand president del costruttore, Pierre Lahutte, hanno firmato un contratto per una fornitura complessiva di 610 Stralis, distribuita in quattro anni. FONTE: IVECO

Il Nuovo Centro Polifunzionale di Milano, che sta sorgendo tra il capoluogo e i comuni di Corsico e Cesano Boscone, comprenderà spazi per la prevenzione del disagio giovanile, l’accoglienza familiare, la formazione professionale, la tutela e la promozione dell’ambiente, la residenza temporanea universitaria. Alla sua costruzione ha contribuito Soluzione Massetti.

Allora, chi inquina di più? (Analisi)

Gli impianti termici per il riscaldamento degli edifici hanno un’incidenza sul totale delle emissioni di CO2 in ambito urbano che è fino a 6 volte superiore rispetto a quella del traffico veicolare. È quanto emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec (la struttura di ricerca di Autopromotec) sulla base di uno studio del Politecnico di Milano sull’impatto sulla qualità dell’aria urbana da parte delle principali fonti di inquinamento. In base ai dati dello studio, effettuato su un campione rappresentativo di cinque città italiane medie e grandi (Milano, Genova, Firenze, Parma e Perugia), il contributo fornito dal settore del riscaldamento all’inquinamento atmosferico in termini di emissioni di CO2 è pari in media al 64,2% del totale delle emissioni stimate per le città considerate, contro il 10,2% che proviene dal settore della mobilità e dei trasporti motorizzati. La restante quota di CO2 (25,6%) è invece generata dal settore delle attività industriali.

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AZIENDE

Premiati a Transpotec (Premi)

Paolo Altieri tra i giornalisti, Paolo Lanzoni tra gli uomini comunicazione, Antonio (Tonino) Mollica tra gli autisti e la BRA Servizi del Gruppo Piumatti tra le aziende, sono i quattro vincitori del primo Fabio Montanaro Award, ideato e organizzato da Transpotec Logitec e da Trasportare Oggi in Europa, intitolato al noto giornalista scomparso recentemente. I quattro vincitori sono stati premiati per la loro professionalità, per la loro carriera o per il loro operato in rapporto al mondo del trasporto. Il premio, un’esclusiva creazione in acciaio inox, disegnato da Anna Acito, mente e cuore artistico di Acitoinox e realizzato per l’occasione dall’Azienda campana, verrà consegnato in occasione di Transpotec Logitec 2017, nel corso di una cerimonia presso il Workshop Lounge (pad.10 stand E3.1) giovedì 23 febbraio alle ore 14.00. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione di FieraMilano, Acitoinox, Freight Leaders Council , Lamberet, Transpobank e Transportonline come media partner.

FASSI CRESCE

La società di Albino acquisisce la maggioranza di CTELM

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o scorso gennaio Fassi ha siglato un accordo con cui raggiunge la quota di maggioranza di CTELM, società finanziaria a cui fanno riferimento le società francesi Fassi France, Miltra e Marrel. Con questo accordo il gruppo italiano si prepara ad affrontare il nuovo anno sviluppando nuove sinergie di mercato. Il nuovo importante ruolo del gruppo Fassi in CTELM è un ulteriore tappa di consolidamento nel mercato francese. “Questa è un’ottima opportunità per sviluppare nuove sinergie commerciali per i marchi Cranab e Jekko, già appartenenti al nostro gruppo”, ha dichiarato Giovanni Fassi, amministratore delegato dell’omonima azienda. fonte: fassi

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TRUCKS

QUOTA 5.000 Daf Trucks cresce a Taiwan

M

omento di crescita incredibile per DAF Trucks a Taiwan. In meno di 10 anni, il costruttore ha prodotto 5.000 camion e ora vanta una quota di mercato di quasi il 30% nel segmento oltre le 12 t. Tutti i veicoli assemblati a Dadu (le serie LF, CF e XF105) sono alimentati da motori Euro 5 PACCAR e “la qualità dei veicoli DAF assemblati a Taiwan è allo stesso livello dei camion che escono dalle linee di produzione nei Paesi Bassi e nel Regno Unito”. Parola di Geert van Genugten, Responsabile per le vendite del sud-est asiatico di DAF Trucks. fonte: Daf tRUCKs DOPO AVER CONSOLIDATO LA PROPRIA PRESENZA NEL NORD, CON 17 DEALER E NEL CENTRO ITALIA CON 14, BAOLI SI ESTENDE IN MERIDIONE INAUGURANDO 8 NUOVI CONCESSIONARI IN CAMPANIA, PUGLIA E BASILICATA.

IN FIERA In occasione della 30ma edizione di Samoter a Verona, Oil&Steel sarà presente presso lo stand IPAF con la Snake 2413 Plus. La macchina sarà a disposizione dei corsisti per le prove pratiche del corso per operatori PLE, corsisti che

avranno in precedenza superato la parte teorica del corso con l’elearning di IPAF. Il modello esposto sarà una autocarrata Snake 2413 Plus, che può raggiungere un’altezza di lavoro pari a circa 23,5 m, con uno sbraccio pari a 12,6 m

(con 80 kg). L’uso di acciai altoresistenziali, unito all’individuazione di geometrie particolari, ha consentito ai progettisti Oil&Steel di ridurre i pesi della struttura estendibile assicurando comunque rigidezza e resistenza.

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Mecalac si espande con l’acquisizione di Femec e Benford (Aziende)

Lo scorso dicembre il Gruppo Mecalac S.A. ha annunciato di aver concluso un accordo con la società Terex Corporation per l’acquisizione della sua filiale dedicata a terne, dumper e compattatori, conosciuti anche con i marchi Fermec e Benford. Il Gruppo Mecalac è specializzato nella progettazione, produzione e commercializzazione di macchine per lavori pubblici destinate in particolare ai cantieri urbani. Si tratta di escavatori dalla particolare configurazione che ne ha decretato il successo proprio in ambito urbano. L’acquisizione di Fermec e Benford permette a Mecalac di ampliare ulteriormente la propria offerta con dei prodotti complementari, nonché di entrare commecialmente in nuove zone geografiche e di estendere il knowhow industriale delle Società del Gruppo. L’acquisizione sarà finalizzata durante il primo semestre del 2017. Henri Marchetta, PresidenteDirettore Generale del Gruppo Mecalac, ha dichiarato in occasione della firma dell’accordo: “Questa acquisizione si inscrive nel quadro della nostra strategia di crescita, basata sull’eccellenza, sull’ampliamento della gamma di macchine per i cantieri urbani e sull’espansione commerciale internazionale. Il know-how, lo sviluppo delle sinergie industriali e commerciali così come gli scambi di culture saranno largamente condivisi tra gli staff, unitamente ai nostri valori fondamentali”.

CASE HISTORY

CAPPOTTO AD HOC

Il sistema Rockwool REDArt fornito letteralmente su misura

A

Fossano, (CN) è stato avviato un progetto di Social Housing in bioedilizia. Il nuovo complesso, costituito da 3 palazzine in legno in CLT (Cross Laminated Timber), é il risultato della collaborazione tra la Cooperativa Flavia di Cuneo, che promuove programmi mirati di Housing sociale, Casattiva+ e della Mozzone Building System, impresa specializzata nella realizzazione di strutture in legno. Il cantiere presenta alcune interessanti specificità, per le modalità di esecuzione del cappotto in facciata. Per l’isolamento delle facciate si è infatti scelto di suddividere l’applicazione del sistema a cappotto Rockwool REDArt in due diverse fasi: una prima di preassemblaggio, da svolgersi presso la sede della Mozzone Building System, e una seconda di armatura e finitura, direttamente in cantiere. Grazie

ad appositi software le pareti in legno vengono disegnate e poi tagliate su misura e sagomate. A questo punto su di esse vengono applicati i pannelli in lana di roccia Rockwool Frontrock Max Plus di spessore 180 mm, che costituiscono il cuore isolante del sistema a cappotto REDArt che a sua volta comprende tutti i prodotti necessari a realizzare un pacchetto completo: in particolare, collante e tasselli specifici, appositamente studiati per il l’incollaggio e il fissaggio meccanico su supporti in legno. Così costituiti, gli elementi preassemblati, sono trasportati in cantiere. Le pareti vengono posate con una gru sulla platea di fondazione precedentemente realizzata, pronte per essere definitivamente sottoposte alle successive lavorazioni, con i cicli finali di rasatura, armatura e finitura ai siliconi. fonte: RoCKWooL

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MC MC I L

M O T O R E

F R E E

P R E S S

Sommario

D E L L ’ E D I L I Z I A

5.0

MACCHINE CANTIERI

MC 5.0 • GENNAIO-FEBBRAIO 2017 • NUMERO 40

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NO/NOVARA

gennaio-febbraio 2017, n.40

di ViO25 CEE. Yanmar agilità e Versatilità eri per i canti urbani

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COVERSTORY

I tuttofare dei cantieri

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MC5.0-Macchine Cantieri e Yellow Motori portano l’edilizia in televisione. Da marzo, su Telelombardia. Per informazioni: www.macchinecantieri.com

COVER I tuttofare di Yanmar CEE ATTUALITÀ

04 NOVITÀ DAL

SETTORE E MOLTO DI PIÙ

64

EDITORIALI

12 Editoriale on

ALLA FACCIA DELLA SICUREZZA

(DI EMANUELA PIROLA)

66 Editoriale off

58 FOR ITALY

AHI, AHI... LE FS

(DOOSAN&BOBCAT)

(DI MAURIZIO GUSSONI)

59 NON SI

INTERVISTA

14 Intervista

LA MACCHINA ALLO SPECCHIO

24 BÖCKER CHIAMA, 44 UN TRASPORTO

ITALIA RISPONDE PULITO (IVECO)

(BÖCKER)

28 SULLA STRADA DEL 46 NUMERI CHE PROGRESSO

CONTANO

(BOMAG)

(JLG)

31 DOVE IL GIOCO

52 LA SECONDA

(BRIGADE)

(MANITOU)

38 UN SAMOTER

54 DOMINANTE

(CIFA)

(MESSERSI)

22 LA TERRA

42 PRESENZA

57 TRA MOTORI

(BKT)

(DAF)

(MERLO)

(MECALAC)

COVER STORY

16 Cover story

I TUTTOFARE DEI CANTIERI

(YANMAR CEE)

REPORT TECNICO

NEL CUORE

Direttore Responsabile Emanuela Pirola Art Director Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com Collaboratori Renata Bernardini, Carlo Otto Brambilla, Rachele Donati De Conti, Maurizio Gussoni, Laura Mole Piane, Cristiano Pinotti Fotografia Archivio Macchine Cantieri 5.0

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MACCHINE CANTIERI 5.0

SI FA DURO

ALLA GRANDE

LETTURA

FERMA MAI

(TREVI BENNE)

62 IN UNA BOTTE

DI FERRO

(VOLVO CE)

64 VPR 700: OLTRE

L'ASFALTO (WEBER)

TESTIMONIANZE

48 RITORNO AL NORD

BLU

E CABINE CONNESSA

(LIEBHERR)

INNOVAZIONI

32 SONO ARRIVATI (CASE)

Ufficio traffico Lucia Gatti adv@macchinecantieri.com

Fax 039 2020976 commerciale@ macchinecantieri.com

Registro operatori di comunicazione N.O 17890 del 02/01/2009

Direzione e redazione Via Carlo Amati 12, 20900 Monza, MB Tel. 039 2020976 Fax 039 2020976 www.macchinecantieri.com mc@macchinecantieri.com

Pre-stampa e stampa Press grafica, Gravellona Toce (VB)

Sede legale Via Marconi 4/b, 20062 Vaprio d’Adda

Registrazioni Tribunale di Sondrio, N° 337 del 12/11/2003. Camera Commercio di Milano, R.I. N.O 06405990968 del 16/03/2009

Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice “Orsa Maggiore International” sono utilizzati solo dalla casa

Pubblicità e marketing Tel. 039 2020976

editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2013


EditorialeOn EMANUELA PIROLA

Alla faccia della sicurezza

D

opo il crollo del cavalcavia in provincia di Lecco i trasporti eccezionali lombardi sono praticamente bloccati dalla burocrazia. Una vera follia che rischia di mettere in ginocchio una buona fetta dell’economia regionale perché nessun ente vuole più assumersi il rischio di rilasciare le autorizzazioni al transito su ponti e cavalcavia dei convogli oversize e overload. Due considerazioni al volo che sovvengono riflettendo sulla spiegazione data dagli enti che si rifiutano di rilasciare le autorizzazioni, ossia che la maggior parte delle infrastrutture viarie non ha l’attestazione di portata massima di carico. La prima è facile: la situazione delle infrastrutture viarie è, se tale affermazione corrisponde a verità, al collasso. C’è da aver paura a passare sotto o sopra qualunque cavalcavia o viadotto. Inutile quindi parlare di nuove infrastrutture; sarebbe forse più opportuno (e urgente?) rendere di nuovo moderne e sicure quelle già esistenti, anche a costo di rifarle ex novo. La seconda considerazione è invece rivolta a chi lavora negli enti pubblici: cade un ponte, ci scappa il morto e allora tutti vi ricordate improvvisamente di avere una coscienza e dei doveri? Ma allora significa che fino a quel giorno le autorizzazioni sono state date “alla carlona”, senza nessuna valutazione o analisi tecnica del percorso. Complimenti! Un buon avvocato potrebbe denunciare tutti per tentato omicidio plurimo con aggravanti. Ma tanto chi lavora per lo Stato resta il più delle volte impunito! Andiamo avanti. La situazione di “blocco” ai trasporti eccezionali è talmente critica che il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, ha chiesto un incontro sia con il ministro dei Trasporti Delrio, sia con il sottosegretario Simona Vicari, che con il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani. Alla richiesta di incontro NON È SOLO PER inoltrata il 4 gennaio scorso, Uggé ha allegato una serie di documenti a riprova di quanto asserito, ossia copia di alcune corrispondenze tra QUELLO CHE FACCIAMO Comuni (lombardi) e aziende di autotrasporto. Da Baranzate (Milano), per esempio, la polizia locale ha fatto sapere che il Comune non può CHE SIAMO RITENUTI rilasciare autorizzazioni perché non dispone delle attestazioni di portata RESPONSABILI, MA ANCHE massima di carico delle infrastrutture viarie che si trovano lungo strade comunali, in quanto si tratta di opere realizzate da Autostrade per l’Italia PER QUELLO CHE NON che non ha prodotto tale documentazione. Ma la cosa più clamorosa è quella raccontata in una missiva di un’azienda associata a Conftrasporto FACCIAMO. che riferisce di come, in mancanza di un accordo tra Regione Lombardia e le diverse Province, queste ultime arrivano addirittura a chiedere alle aziende di (MOLIÈRE) autotrasporto stesse una relazione a loro spese effettuata da ingegneri iscritti all’Albo in cui sia certificata la tenuta dei ponti interessati al transito. Follia! Una relazione di questo tipo, redatta senza disporre di calcoli strutturali o dello stato manutentivo dell’opera, ma fatta solo sulla base di una valutazione visiva è come tirare i dadi delle probabilità o chiedere ai petali di una margherita “cadrà, non cadrà”! Con buona pace anche del concetto dell’ingegneria quale scienza applicata esatta. ❑

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INTERVISTA

LA MACCHINA Due punti di vista, quello del Costruttore e quello dell’operatore, La parola a Robert Fagiolino versioni, tutti equipaggiati con il braccio polivalente Mecalac e con la possibilità di allestire la macchina secondo le specifiche necessità del cliente. L’arrivo sul mercato di queste nuove macchine è previsto per il mese di giugno. MC: Com’è organizzata Mecalac a livello distributivo e

assistenziale? Robert Fagiolino: Come abbiamo sempre fatto, lavoriamo

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obert Fagiolino, Responsabile Commerciale per l’Italia, è in Mecalac dal 2000.

MC: Come si è evoluta la gamma Mecalac in relazione alla

domanda del mercato? Robert Fagiolino: La storia Mecalac è legata soprattutto alle

macchine gommate, molto utilizzate nel mercato francese. Quando abbiamo iniziato la nostra “conquista” dell’Italia, nel 2000, avevamo solo tre modelli di gommate, inadeguate per affrontare un mercato qual è quello italiano. Abbiamo iniziato a proporre alcune macchine cingolate, ma questo non bastava. Una macchina polivalente per essere efficace dev’essere veloce, nel 2005 abbiamo quindi pensato a macchine costruite ad hoc, appetibili per il mercato italiano. Da lì il lancio della gamma MCR: escavatori cingolati veloci, fino a 10 km/h, che hanno però mantenuto il braccio polivalente tipico di Mecalac. Questo lavoro ha pagato e oggi questa gamma è la macchina Mecalac più venduta in Italia. Tra l’altro, sotto il profilo delle vendite, il 2016 è stato un anno di grandi soddisfazioni con un +30%. MC: Cosa dobbiamo attenderci per il 2017? Robert Fagiolino: Per quanto concerne gli escavatori, a maggio

presenteremo alla nostra rete di concessionari a livello mondiale una nuova generazione di macchine gommate: un modello da 65 q, un 85 q e un 105-110 q. Escavatori previsti in varie

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esclusivamente tramite i concessionari. Noi sappiamo fare le macchine, mentre la distribuzione è affidata a chi sa fare la distribuzione. Oggi in Italia ci sono 13 concessionari Mecalac e per la maggior parte si tratta di realtà con le quali lavoriamo da una vita. Anche l’assistenza tecnica è affidata ai nostri concessionari, i cui tecnici, una settantina sull’intero territorio italiano, sono debitamente formati attraverso quattro/cinque corsi all’anno. Ogni giorno, come Mecalac abbiamo la possibilità di valutare il livello di competenza dei nostri concessionari. Del resto l’assistenza si è evoluta: anni fa qualsiasi meccanico poteva intervenire su qualsiasi macchina, oggi con l’elettronica e le nuove motorizzazioni l’assistenza va continuamente curata e sviluppata. ❑


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per conoscere più da vicino la realtà e le macchine Mecalac La parola a Giacomo Virdis

G

iacomo Virdis, operatore professionista, ha iniziato a lavorare sulle macchine Mecalac nel 1997.

MC: Per quali ragioni gli operatori apprezzano le

macchine Mecalac? Giacomo Virdis: La multifunzionalità delle macchine e la

capacità di adattarsi a qualsiasi tipologia ed esigenza di cantiere sono aspetti fondamentali. Senza cambiare macchina sono in grado di soddisfare qualsiasi richiesta da parte del capo cantiere o del capo squadra. Le Mecalac sono in grado di assolvere le funzioni di escavatore, muletto, pala caricatrice, benna miscelatrice, eccetera. Tranne per l’attacco di tubi idraulici, l’operatore non scende mai dalla cabina, che tra l’altro è decisamente confortevole, e può soddisfare qualsiasi richiesta. Una vera comodità. Inoltre le macchine Mecalac danno tanto anche dal punto di vista idraulico se paragonate a macchine di identica categoria di peso.

MC: Cosa ne pensa della manutenzione ordinaria e del

MC: Se avesse modo di parlare a un progettista Mecalac,

Giacomo Virdis: Sulle ultime macchine, e sulla serie MCR

cosa chiederebbe in più?

in particolare, aprendo i cofani è tutto veramente a portata di mano: filtro olio, filtri e prefiltro gasolio, filtro aria, e via dicendo, così come sono facili da controllare tutti i livelli. Più in generale, a livello di assistenza tecnica da parte dei concessionari, fatte le dovute differenze a seconda della struttura chiamata a intervenire in cantiere, in media si tratta di officine ben preparate sia a livello informatico sia idraulico. Secondo la mia esperienza sono anche decisamente rapidi, gli interventi entro le quattro ore rappresentano la normalità. ❑

servizio di assistenza tecnica Mecalac?

Giacomo Virdis: Se potessi fare una richiesta in vista delle

prossime macchine Mecalac gradirei solo un’escursione più ampia del braccio penetratore. In sostanza questo è l’unico limite che vedo nelle macchine del costruttore francese. Questa maggiore escursione implicherebbe una maggiore velocità di scavo, minor utilizzo del posizionatore e quindi del pedale. Nella 12 MTX l’escursione è stata incrementata e i benefici si sentono.

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CoverStory YANMAR CEE

I TUTTOFARE

L’SV26 all’opera a Dresda e impegnato nelle operazioni di livellamento della ghiaia

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MACCHINE CANTIERI 5.0


DEI CANTIERI SV26 e ViO25: due miniescavatori Yanmar CEE che sono stati protagonisti di due cantieri particolari, nei quali le loro caratteristiche tecniche sono state sfruttate al meglio

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DI EMANUELA PIROLA FOTO YANMAR CEE PHOTO GALLERY

Due prove sul campo. Niente di meglio per stabilire con assoluta certezza la qualità di una macchina movimento terra. Meglio ancora se a provare la macchina sul campo sono gli stessi clienti in un vero cantiere. LA PRIMA PROVA È quello che è successo a Reims, nei dintorni di Dresda, dove la Rovak GmbH, azienda che opera nel settore del sottovuoto, sta costruendo il nuovo polo produttivo. Il sito è destinato a ospitare enormi camere per il sottovuoto ma anche aree dove verranno eseguiti processi di saldatura. A realizzare il sito è stata chiamata la Carsten Jehmlich e, con lei, il miniescavatore short tail SV26 di Yanmar CEE, macchina da 2,6 t di peso operativo che in questo cantiere si è dimostrata non solo affidabile, ma anche estremamente

DATI TECNICI SV26 Peso operativo 2.485 kg (cingoli gomma / tettuccio) 2.595 kg (cingoli acciaio / tettuccio) 2.675 kg (cingoli gomma / cabina) 2.785 kg (cingoli acciaio / cabina) Dimensioni di trasporto 4.250 x 1.500 x 2.435 mm Profondità di scavo 2.735 mm 2.805 mm (avambraccio lungo) Altezza di scarico 2.835 mm 2.995 mm (avambraccio lungo) Raggio di rotazione posteriore 1.160 mm Forza di scavo (avambraccio/benna) 14,71 / 24,52 kN Velocità di traslazione 2,9 – 4,8 km/o Motore diesel Yanmar 3 cilindri, 1.331 cc Potenza 23,9 cv (17,6 kw) @ 2.400 rpm MACCHINE CANTIERI 5.0

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CoverStory YANMAR CEE

DATI TECNICI VIO25 Peso operativo Dimensioni di trasporto Profondità di scavo Altezza di scarico Raggio di rotazione posteriore Velocità di traslazione Motore diesel Potenza

2.740 kg (cingoli gomma / tettuccio) 2.860 kg (cingoli acciaio / tettuccio) 2.850 kg (cingoli gomma / cabina) 2.895 kg (cingoli acciaio / cabina) 4.100 x 1.450 x 2.530 mm 2.600 mm 2.820 mm (avambraccio lungo) 2.775 mm 2.930 mm (avambraccio lungo) 725 mm 2,6 – 3,8 km/o Yanmar 3 cilindri, 1.115 cc 20,7 cv (15,2 kw) @ 2.500 rpm

Le macchine Yanmar CEE sono efficienti, confortevoli e si adattano a ogni cantiere. Oltre alle ottime prestazioni, i principali vantaggi del ViO25 sono la sua facilità d’uso e la spaziosa cabina di cui dispone. Detlef Giese, Foreman a Osbahr versatile grazie al fatto di poter lavorare con numerose attrezzature, tra cui benne da scavo da 20 e 30 cm, pinze e benne pulisci fossi. Proprio grazie a quest’ultima caratteristica, l’SV26 ha partecipato a quasi tutte le fasi del cantiere. In prima battuta allo scavo delle fondazioni, grazie a una benna da 50 cm e poi a una pulisci fossi con la quale ha livellato vari strati di ghiaia: l’uso di questo tipo di benna inclinabile, che consente la regolazione e posizionamento perfetti, è ideale proprio per appiattire terreni sconnessi. Una volta terminati i lavori di livellamento è stato sufficiente cambiare benna, passando a un modello da 30 cm, ed ecco l’SV26 nuovamente impegnato a scavare, in questo caso trincee destinate a ospitare l’intero sistema di valvole di chiusura delle camere per il vuoto. Dal momento che i tubi di scarico dovevano essere posizionati a

solo mezzo metro di profondità la benna da 30 cm si è rivelata da subito la scelta migliore. In questo frangente l’SV26 ha dimostrato la sua elevata stabilità derivante da un sottocarro allungato che gli ha consentito di operare sul bordo delle trincee senza alcun problema. Oltre alla stabilità, a rendere l’SV26 ideale per queste operazioni da cantiere che necessitano di precisione vi è sicuramente l’ampio raggio di lavoro, la buona visibilità di cui si gode dalla cabina e un funzionamento decisamente intuitivo. Una squadra vincente: da sinistra Frank Thoss, Area Sales Manager di Yanmar per Germania e Polonia, Udo Reichmann, Managing Director di Rovak, Carsten Jehmlich, titolare dell’omonima impresa, e Ralf Nestler di SK Baumaschinen

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UNA RETE AFFIDABILE Ma come ha fatto l’SV26 a essere stato scelto per questo cantiere? Questione di esperienza. Affidarsi ai marchi storici, quale è Yan-


Equipaggiato con una benna da scavo il ViO25 ha rimosso la pavimentazione esistente, eseguendo anche alcuni scavi di manutenzione

mar CEE, significa anche poter contare su una rete di dealer che non solo forniscono assistenza di qualità, ma anche consigli su quale sia la macchina migliore per ogni lavoro. Ed è proprio grazie all’esperienza del dealer Yanmar CEE SK Baumaschinen che segue i prodotti giapponesi da diversi anni, che Carsten Jehmlich ha scelto l’SV26 e non smentisce la propria scelta: “Siamo molto soddisfatti delle prestazioni dell’SV26” ha infatti affermato Carsten. “Questo mini è in grado di scavare fino a 3 m di profondità e di caricare materiale su camion di taglia media, fino a 7,5 t. Senza dimenticare che la personalizzazione eseguita da SK Baumaschinen mi ha permesso di disporre di una macchina di fatto creata su misura per le nostre esigenze”. SK Baumaschinen è dealer

Yanmar CEE dal 2014 e fa parte di una rete di concessionari e importatori composta da 160 realtà sul territorio europeo che seguono l’intero portafoglio prodotti di Yanmar CEE, dai mini e midiescavatori fino alle pale gommate. Come ogni costruttore Yanmar CEE offre servizi a supporto delle proprie macchine, quali soluzioni finanziarie, estensioni di garanzia, accessori e optional e servizi di manutenzione programmata. LA SECONDA PROVA Protagonista della seconda prova un miniescavatore Zero Tail ViO25 da 2,5 t che si aggirava in un cantiere del quartiere Nikolai, nel centro storico di Amburgo, impegnato in alcuni lavori MACCHINE CANTIERI 5.0

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CoverStory YANMAR CEE

ViO25: il tuttofare del cantiere

di ristrutturazione. Aggirarsi è un termine usato appositamente: le dimensioni compatte del ViO25 sono talmente compatte che questo miniescavatore può muoversi indisturbato nei cantieri più piccoli, tipici dei centri storici, senza problemi e senza dare troppo nell’occhio se non quando lo si vede in azione. La Osbahr, azienda incaricata dei lavori, ha impiegato infatti il ViO25 per lavori di pavimentazione, per i quali ha dimostrato versatilità e il giusto grado di prestazioni. Ma la scelta del ViO25 non era casuale: da anni la Osbahr si rivolge a Yanmar CEE per il proprio parco mezzi.

salire e scendere se si usano macchine più grosse. Grazie poi alla gamma di attrezzature, il ViO25 diventa il tuttofare del cantiere: prima ha rotto la precedente pavimentazione con una benna da scavo per poi posizionare il nuovo sottofondo con una benna da fossi, attrezzatura versatile che si presta a eseguire operazioni di livellamento molto precise. Al termine è stata posizionata la nuova pavimentazione. I lavori sono iniziati nell’ottobre 2015 e stanno proseguendo tuttora, via dopo via, per donare un nuovo look alle Straße di Amburgo. ❑

IL CANTIERE A due passi dal municipio di Amburgo, dove le strade sono tra le più strette del centro, il ViO25 è stato chiamato a rifare i marciapiedi di molte strade allo scopo di renderli più sicuri e migliorare l’aspetto cittadino conferendo alle strade interessate un tocco di “boulevard” più che di via di centro storico in stile europeo. I lavori comprendevano anche la realizzazione di una piccola area destinata a parcheggio e carico/scarico merci. I lavori sono stati eseguiti senza interrompere il flusso di traffico: la strada infatti è stata solo trasformata in un senso unico, ma era ancora percorribile, mentre sul lato chiuso il ViO25 si affaccendava al lavoro, senza tema di urti o incidenti grazie al fatto di essere uno Zero Tail Swing con un raggio di rotazione estremamente piccolo e un raggio di lavoro di 2,5 m. Poco direte voi, ma noi diciamo adeguato al tipo di lavoro che stava eseguendo, dove scavare a filo muro è all’ordine del giorno e dove spesso non si ha quasi lo spazio per

Da sinistra Detlef Giese,Foreman di Osbahr, e Werner Herzog, Construction Manager di Osbahr: due fedeli acquirenti di macchine Yanmar CEE

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REPORTTECNICO

BKT

GLI EARTHMAX E LE MISURE DISPONIBILI

LA TERRA NEL CUORE bbiamo ceduto alla tentazione di giocare con il nome della gamma principe di BKT per le applicazioni off road: la parola “earth”, che in inglese significa terra, pronunciata ha un suono molto simile alla parola “heart”, cuore. Da qui il gioco. Assonanza che risulta in effetti perfetta perché davvero la gamma Earthmax racchiude la soluzione per ogni applicazione possibile e immaginabile nelle cave o nei cantieri. Partita da un nucleo di pochi modelli, nel corso degli anni la famiglia dei pneus Earthmax è cresciuta e ora comprende ben 22 modelli, disponibili a loro volta in numerose misure in grado di disimpegnarsi con agilità sui terreni più difficili. Si tratta ovviamente di pneumatici radiali studiati appositamente per favorire una migliore distribuzione dei carichi a terra. Vale la pena iniziare l'excursus tra questi pneus partendo da quei modelli che la stessa BKT indica come di punta, ossia l'Earthmax SR 22 per pale e macchine grader che operano sui terreni nevosi, o Earthmax SR 30 per dumper articolati e pale gommate; o ancora l'Earthmax SR 31 per pale gommate e dumper rigidi, l'Earthmax SR 41 per dumper articolati, l'Earthmax SR 44 per i veicoli multiuso in ambito minerario e forestale. Tutti i pneus Earthmax sono accomunati dalla struttura in acciaio All Steel che conferisce una

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maggiore resistenza alla carcassa e, di conseguenza, ai danni quali forature e penetrazione di corpi estranei. La struttura All Steel garantisce peraltro una migliore distribuzione dei carichi a terra. Ma andiamo nel dettaglio dei singoli pneus, iniziando dall'SR 22. Questo pneus è stato creato per equipaggiare pale e macchine grader che operano sui terreni nevosi. L’ampia impronta consente ottime performance durante le operazioni di rimozione della neve, mentre l’azione combinata della mescola, del

MODELLO Earthmax SR 22 Earthmax SR 30 Earthmax SR 31 Earthmax SR 41 Earthmax SR 44 Earthmax SR 45 Earthmax SR 45 Plus Earthmax SR 47 Earthmax SR 49 Earthmax SR 50 Earthmax SR 51 Earthmax SR 53

MISURE 14.00 R 24 17.5 R 25 20.5 R 25 15.5 R 25 17.5 R 25 20.5 R 25 23.5 R 25 26.5 R 25 29.5 R 25 23.5 R 25 26.5 R 25 29.5 R 25 10.00 R 20 11.00 R 20 12.00 R 24 325/95 R 24 18.00 R 33 27.00 R 49 18.00 R 33 24.00 R 35 33/65 R 33 26.5 R 25 29.5 R 25 17.5 R 25 20.5 R 25 23.5 R 25 29.5 R 29 17.5 R 25 20.5 R 25 23.5 R 25 26.5 R 25 29.5 R 25

disegno aggressivo del battistrada e delle scanalature conferiscono una trazione e una tenuta di strada eccellenti. Passando all'Earthmax SR 30, questo è ideato appositamente per dumper articolati e pale gommate ed è dotato di una speciale mescola che gli consente di resistere a tagli e abrasioni nonché di dissipare velocemente il calore sviluppato durante il lavoro dei mezzi. Earthmax SR 31, invece, è tra gli ultimi arrivi in gamma ed è progettato per dumper rigidi e pale gommate. Si distingue per trazione e manovrabilità superiori, offrendo un ottimo comfort di guida. La speciale mescola del battistrada, resistente a tagli e alte temperature, assicura un lungo ciclo di vita, caratteristica che deriva anche dalla presenza di cinture in acciaio multistrato, mentre il disegno rigido a blocchi del battistrada ga-


rantisce trazione e stabilità eccellenti anche su terreno fangoso. Sempre per dumper articolati è anche l'Earthmax SR 41, connotato da un nuovo battistrada più profondo e con ponti di collegamento rafforzati che garantiscono una migliore rigidità ai tasselli e quindi una maggiore stabilità. La geometria dei tasselli è stata disegnata per assicurare una maggiore trazione, caratteristica fondamentale per i dumper articolati che operano su terreni spesso difficili. Inoltre Earthmax SR 41 è realizzato con mescole di ultima generazione che assicurano migliori prestazioni e durata, ed è disponibile in due differenti versioni, con mescola particolarmente resistente ai tagli (“cut resistant”), per utilizzi su terreni impervi con presenza di detriti, e con mescola “standard”, per un uso in applicazioni miste che richiedono un buon equilibrio di performance. L'Earthmax SR 44 si propone invece come pneus poliedrico che può essere utilizzato sui veicoli multiuso in ambito minerario, forestale e di trasporto. È caratterizzato da una mescola speciale resistente sia al calore che ai tagli e consente di operare sui terreni più difficili e nelle condizioni più estreme. Altre caratteristiche distintive sono il disegno del battistrada che è specifico per l’uso misto in miniera o in ambito forestale e la carcassa estremamente resistente a danni e forature. A questi primi modelli si affiancano poi l'Earthmax SR 45 per dumper rigidi e l'Earthmax SR 45 Plus nella versione giant, l'Earthmax SR 47 per dumper rigidi che operano nelle cave, l'Earthmax SR 49 e l'Earthmax SR 50 per pale gommate e dozer, per chiudere, infine, con l'Earthmax SR 51 e l'Earthmax SR 53 per le pale caricatrici impegnate nelle cave. Ideale sui dumper rigidi grazie alla geometria dei ramponi che assicura un’ottima trazione in ogni condizione è l'Earthmax SR 45 con battistrada più profondo che ne allunga la vita utile senza compromettere l’efficacia produttiva nel tempo. La

speciale mescola garantisce resistenza ai tagli, alle abrasioni e agli impatti. Earthmax SR 45 Plus è senza dubbio il prodotto più spettacolare della gamma e con le sue dimensioni incredibili (27.00 R 49) sfoggia un diametro di 2,70 m. Progettato per dumper rigidi, è ideale per operazioni a lungo raggio. La forte struttura della carcassa in acciaio è sinonimo di una stabilità straordinaria e contrasta ogni possibile attacco esterno, come tagli, strappi e abrasioni, dimostrando una grande resistenza in ogni condizione d’utilizzo. Oltre all’elevata trazione, questo nuovo pneumatico radiale è caratterizzato dallo speciale disegno del battistrada che gli conferisce ottime proprietà di autopulitura, ottimizza la vibrazione su strada e minimizza il rumore. L'Earthmax SR 47 è stato creato per i dumper rigidi impegnati su terreni difficili, come ad esempio le cave di roccia. Ha lunga durata grazie alla maggiore profondità del battistrada contrassegnata dalla dicitura E4. Inoltre, la geometria dei ramponi è stata disegnata in modo da garantire un consumo regolare del battistrada e un’eccellente trazione. Earthmax SR 47 è disponibile anche con mescola “cut resistant” che ne aumenta la resistenza ai tagli. L'Earthmax SR 49 è stato specificamente progettato per loader e dozer impiegati in miniera, un ambito in cui è richiesta una trazione eccezionale. Grazie al battistrada profondo di categoria L4 questo pneus gode di un ciclo di vita più esteso

e assicura lunga resistenza all’usura e ai tagli. Gli ultimi tre modelli sono l'Earthmax 50, l'Earthmax 51 e l'Earthmax 53. Il primo è studiato per l’applicazione su loader e dozer. La sua particolarità consiste nel battistrada molto profondo e aggressivo che è stato classificato L5, ovvero con il 150% di aumento della profondità rispetto un battistrada standard. Questa caratteristica gli conferisce una resistenza che resta costante durante tutto il suo ciclo di vita, oltre a una lunga durata. Inoltre questo pneumatico è stato progettato con una geometria innovativa dei ramponi che garantisce un’eccellente trazione e robustezza. Anche il disegno della spalla è stato ottimizzato con l’obiettivo di aumentare la stabilità laterale. Per i loader impiegati in siti difficili come le cave e le miniere c’è Earthmax SR 51, uno pneumatico non direzionale che offre ottime prestazioni in entrambe le direzioni di marcia, l’ideale per operazioni di scavo e carico. Questo pneus offre una vita utile molto lunga, grazie allo speciale battistrada classificato L5, alla mescola cut resistant e alla forma quadrata della spalla che espelle il pietrame lateralmente e riduce il rischio di perforazioni. Infine Earthmax SR 53, di classe L-5, progettato per lo stesso tipo di veicoli dell'Earthmax SR 51, ma per operazioni su terreni con fondo roccioso, propone una mescola speciale resistente ai tagli e non si surriscalda, mentre il battistrada autopulente espelle i sassi e i corpi estranei. Due soluzioni ottimali per consentire anche a questo pneumatico di avere una vita lunga e molto produttiva. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

BÖCKER

BÖCKER CHIAMA, ITALIA RISPONDE

er capire come vanno le cose si devono guardare i numeri. Il 2016 di Böcker Italia ha registrato un incremento di fatturato a due cifre, ben al di là della crescita fisiologica di un mercato ancora alla ricerca di una propria identità dopo gli anni più difficili. Una rinascita del sollevamento a cui Böcker sta dando un notevole contributo con prodotti pensati e costruiti sulle esigenze delle nostre imprese. Uno dei motivi del successo della società tedesca va ricercato nella diversità dei prodotti che compongono la gamma Böcker. “Abbiamo modelli in grado di soddisfare qualsiasi tipologia di impresa”, spiega Daniele Tomma-

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sin, Responsabile Commerciale di Böcker Italia, “dal piccolo artigiano che lavora nel mondo del cartongesso o del fotovoltaico alla grande impresa di noleggio di livello nazionale. Inoltre ogni modello può

essere personalizzato in base alle modalità operative che spesso non sono uguali per imprese che operano comunque nello stesso settore”. L'attuale gamma comprende elevatori inclinati componibili, trainati o allestiti; sollevatori di persone e materiali; gru trainate e allestite; montacarichi a cremagliera; e accessori per l’edilizia. Tra i cavalli di battaglia di Böcker spiccano gli elevatori per il settore traslochi, che in virtù delle loro caratteristiche trovano largo impiego anche nel settore edile, soprattutto nel noleggio. La varietà della gamma si riflette anche a livello di applicazioni spaziando dalle imprese edili in generale alle tipologie più specifiche come i lattonieri e gli


IN ITALIA

addetti alle coperture, i ponteggisti, i serramentisti, gli installatori di impianti, i manutentori industriali e i noleggiatori. Senza dimenticare la costruzione degli edifici in legno e il posizionamento/manutenzione di vetrate. “Il mercato italiano”, riprende Tommasin,“sta rispondendo in maniera incredibile. Il motivo è presto detto: il range di lavoro delle nostre macchine, che possiamo definire speciali, si evolve con l’esperienza e attraverso le richieste dei clienti. Spesso la professionalità delle imprese italiane è eccellente e ci dà nuovi stimoli e suggerimenti per migliorare i nostri prodotti”.

La presenza in fiera “Puntiamo molto sul Samoter”, afferma Daniele Tommasin,

Böcker è attiva sul mercato italiano da oltre 30 anni e dal 2010 è presente con una filiale diretta. Nel 2012, la ristrutturazione aziendale voluta per affrontare in modo adeguato il mercato italiano ha visto il trasferimento di Böcker Italia nell’attuale sede operativa di Nogarole Rocca (VR). La società è affiancata dalla Levo srl, alla quale è stata affidata la gestione della ricambistica per tutta Italia, l’assistenza nelle regioni del Nord del paese, il supporto alle officine autorizzate e la distribuzione in esclusiva di alcuni prodotti (la serie ALP Lift e le gru multifunzione trainate, cingolate e autocarrate).

“la concomitanza con Transpotec ci permette di far conoscere le ultime novità sui nostri prodotti sia nel comparto dell’edilizia, sia in quello della logistica/traslochi. Esporremo una gru autocarrata AK 37/4000, macchina di successo già in

Fattore fondamentale è anche il livello tecnologico che parte dai materiali utilizzati, quali alluminio e acciai ultraleggeri. “Grazie all’utilizzo di materiali leggeri”, riprende Tommasin, “otteniamo performance eccezionali con riferimento alla portata e ai diagrammi di carico, mantenendo possibile operare su superfici delicate e con portanza limitata. Il peso contenuto ci consente

uso presso alcuni noleggiatori in Lombardia; una gru cingolata RK36/2400, prototipo sviluppato inizialmente per l’Italia che l’anno scorso ha visto la consegna di circa 20 esemplari in tutta Europa; oltre a elevatori componibili e trainati per l’edilizia, i ponteggi

di allestire i nostri prodotti su telai trainati o motrici tra i più compatti e leggeri sul mercato, con evidenti benefici dal punto di vista della circolazione stradale e dell’accesso in aree limitate”. Da segnalare anche l'idraulica Böcker: la particolare costruzione dell’impianto di distribuzione dell’olio permette movimenti dolci e progressivi, anche sotto carico. Il

e i traslochi. Visti i risultati di due anni fa, saremo sicuramente presenti anche al GIS di Piacenza a ottobre, inoltre stiamo valutando la partecipazione anche a eventi nel centro/ sud Italia”. Böcker sarà presente al Samoter nell'Area B, stand 21-22. MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

I MATERIALI Punto di forza dei prodotti Böcker sono i materiali utilizzati, frutto di una costante ricerca che permette una vera e propria convivenza tra diversi tipi di alluminio e di acciai ultraleggeri a grana fine. L’estrusione, utilizzata per ottenere profili privi di saldature, viene eseguita rispettando processi produttivi di elevato livello, che consentono a Böcker di offrire una garanzia di 10 anni sui profili del braccio telescopico delle gru trainate e allestite.

tutto associato a comandi elettronici radiocomandati a distanza (studiati e personalizzati in esclusiva per Böcker da HBC) che consentono l’utilizzo di microcamere per fornire immagini in tempo reale direttamente sul display del radiocomando, garantendo la massima sicurezza in cantiere. Per il 2017 la società concentrerà i propri sforzi sulle gru trainate e

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allestite. “La gru multifunzione di ultima generazione” prosegue il responsabile commerciale “è una tipologia di macchina che sta prendendo sempre più piede nel nostro mercato. Il passaggio da gru a piattaforma di lavoro aereo si è enormemente affinato e velocizzato; e le prestazioni hanno avuto un incremento notevole. Inoltre l’allestimento in sagoma

e il nuovo disegno della torretta di rotazione permettono di avere un mezzo veramente compatto per la circolazione stradale e per l’impiego in cantieri che necessitano di elevate prestazioni in termini di sbraccio e altezza, ma che non consentono l’accesso a mezzi più pesanti e ingombranti”. Senza dimenticare gli elevatori inclinati per il settore edile, soprattutto nella versione trainata, offerti come alternativa ad altri sistemi di sollevamento. Una soluzione agile, economica, pratica e di facile impiego in ogni cantiere, ma anche altamente customizzabile. Una delle personalizzazioni più riuscite è quella dedicata agli installatori di ponteggi. Nel 2016 sono arrivati in Italia i primi modelli di Junior 24 G, elevatore trainato da 24 m con una gabbia studiata per l’elevazione dei singoli elementi del ponteggio. ❑


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REPORTTECNICO

BOMAG

SULLA STRADA DEL PROGRESSO a strada ha un non so che di magico. Ha ispirato letterati (su tutti il Jack Kerouac di “On the road”), registi - come non ricordare “La Strada” in cui Federico Fellini ha diretto attori del calibro di Giulietta Masina e Antony Queen - e poeti della canzone come Giorgio Gaber. La strada è l'amica di chi pedala, è la compagna di viaggio dei pellegrini e dei podisti. La strada collega il mondo, la vita delle persone,

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Dagli albori al Dream Team

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La vicenda industriale della Boppard MaschinenbauGesellschaft mbH, conosciuta in tutto il mondo come Bomag, è una storia speciale nata in un'azienda di legname e creata su un'idea,

regola gli scambi, sostiene l'economia. Dalla strada, il fondatore di Bomag (affidiamo al box il compito di raccontare velocemente la storia della società) ha tratto un'idea, divenuta innovazione, tecnologia e visione imprenditoriale. Bomag negli anni è divenuta un tassello dello sviluppo del mondo industriale e oggi le sue innovazioni e il suo know-how continuano a "spianare la strada" del progresso. Quando si parla di Bomag, la

su uno spirito imprenditoriale fatto di visione internazionale, innovazione tecnica e qualità. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, nel pieno del miracolo economico tedesco e

cui filiale italiana si trova ad Alfonsine in provincia di Ravenna, ci si trova davanti a un campione della compattazione con una gamma tanto vasta quanto completa. La famiglia Light si apre con i vibrocostipatori a colonna tutti equipaggiati con motori a quattro tempi protetti da una cofanatura integrale in materiale composito (lo stesso utilizzato per il rulli tandem). I modelli a benzina – il leggero BT60 e il top di gamma BT65 – benefi-

a Boppard sul Reno, una tranquilla città termale, Karl Heinz Schwamborn, figlio di un commerciante di legname, fonda, con l'ingegnere meccanico Benno Kaltenegger, la Boppard

MaschinenbauGesellschaft. In soli 13 anni, grazie all'introduzione della doppia vibrazione su tutto il tamburo, la società diviene leader mondiale nei rulli vibranti. Negli anni a seguire


Il BMP Il compattatore multiuso Bomag BMP 8500 con sterzo articolato è particolarmente indicato per la compattazione di terreni coesivi nella costruzione di trincee, nelle operazioni di rinterro, nelle opere di canalizzazione e tubature, in lavori di sottofondi e di fondazioni. In ogni caso ovunque si debba intervenire in aree strette e pericolose. Con motore Kubota e sistema Ecomode, cofano ultraresistente in composito e sterzo articolato idrostatico, prevede il radiocomando con antenna (e non a infrarossi) e quindi permette di lavorare in qualunque posizione rispetto alla macchina. Tra le sue funzioni il Bomag IVC (Intelligent Vibration Control), che adegua automaticamente la velocità in funzione delle vibrazioni, e il BOSS (Bomag Operator Safety System) che prevede il bloccaggio automatico della macchina in caso l’operatore si trovi nel raggio d’azione (1,5 m) del BMP.

Massima cura dei dettagli: la protezione del motore del vibrocostipatore BT65.

Bomag diventa un autentico faro tecnologico, famoso per il suo controllo della compattazione, la sua continua innovazione. E all'atto dell'acquisizione da parte del gruppo

francese Fayat, Bomag ha ricevuto un nuovo slancio ampliando la propria produzione anche alle frese a freddo e alle finitrici. Oggi il Gruppo Fayat Marini forma un vero e proprio Dream Team.

ciano del doppio sistema di filtraggio aria a 2 stadi e, per i lavori negli spazi chiusi, sono disponibili nella versione G, a gas propano. Chi invece volesse più forza può optare per la versione diesel BT80 D. Tutte complete di capiente serbatoio dell’acqua ottimizzato per una facile rimozione, con indicatore di livello e ruote per il trasporto, le piastre vibranti unidirezionali della serie BP e BVP offrono la soluzione corretta per molteplici

lavori su terra e asfalto. L'intera gamma prevede la protezione integrale della cinghia e un design ad hoc che evita danneggiamenti durante il lavoro e il trasporto. La barra di guida è stata recentemente ottimizzata e garantisce vibrazioni mano-braccio ridotte di oltre il 70%. Chi volesse ancora di più può orientarsi verso le piastre vibranti reversibili. Con una gamma che va da 135 a 700 kg, le BPR si caratterizzano per il telaio di protezione del motore integrale e ribaltabile, per il timone di guida regolabile in altezza, per il comando di controllo TipControl e per il dispositivo di protezione retromarcia. Gli incontentabili possono impreziosire la piastra con optional del calibro dell'Economizer: sistema di controllo della compattazione composto da un display a led luminosi che si illuminano con il progredire della comMACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

pattazione; o lo Stoneguard: tappeto appositamente progettato per la compattazione di pietre e selciati, che evita le rotture e incrementa la velocità di lavoro. Autentiche pietre miliari della compattazione, i rulli vibranti monotamburo (BW55 E e BW71 E-2) e i rulli con guida a mano a doppia vibrazione (BW65 H e BW75 H) rappresentano un vero e proprio “must” per molte realtà che operano nel settore stradale. Con pesi e larghezze differenti possono coprire molteplici utilizzi e assicurare diversi raggi d'azione. Tutti i modelli dispongono, di serie, del serbatoio per l'acqua e del timone ribaltabile per contenere gli ingombri e facilitare le operazioni di trasporto. I rulli a doppia vibrazione offrono inoltre la possibilità di gestire direttamente dal timone, e con un solo gesto, il numero di giri e il modo di vibrazione. Da segnalare l'Easy Service Concept, modulo diagnostico per la ricerca e risoluzione dei guasti. Per quanto riguarda i rulli tandem Bomag è un riferimento sicuro a livello mondiale. La gamma di peso compresa tra 1,8 e 5 t mette a disposizione del mercato numerose varianti di tamburo:AD / ADM, con doppio tamburo; SC, con tamburo filo muro e AC, combinati con tamburo anteriore e gomme posteriori.

Tutti i modelli si fanno apprezzare per l'ampia visuale in tutte le direzioni, per la comoda postazione dell'operatore con volante compatto e per lo snodo articolato saldamente avvitato al telaio anteriore e posteriore e facilmente accessibile in caso di emergenza; senza dimenticare il disassamento di serie. Da notare non poche chicche costruttive quali gli ugelli di spruzzatura protetti dal vento e la manutenzione semplificata: le macchine non presentano alcun punto di ingrassaggio, nemmeno per quanto riguarda lo snodo articolato. La gamma comprende 14 modelli dal BW 80 AD fino al BW 138 AC, per larghezze di lavoro da 800 a 1.380 mm e potenze da 15,1 a 33,6 kW.Tra gli optional da segnalare l'Economizer, il tagliabordi e lo spandigraniglia. La gamma dei tandem si completa con i pesi massimi con sterzo articolato BW141, BW151, BW154, BW161, BW190, BW191, BW202, BW174 e BW206 che si esaltano in ben tre tipologie di sistemi vibranti: Doppia vibrazione,Asphalt Manager e TanGo. Se la Doppia vibrazione, con due ampiezze e tamburi azionabili singolarmente rappresenta lo standard Bomag; TanGo è l'oscillazione per i lavori delicati; mentre Da sinistra: Luciano Pasquali, Asphalt Manager è la totale autoResponsabile Assistenza Tecnica Bomag mazione: basta impostare lo spessore Italia specializzato in stabilizzazione e e partire. Asphalt Manager rileva e riciclaggio; Luca Guerra, Tecnico Bomag gestisce tutto: il sottofondo, il grado Italia specializzato in frese e finitrici e di compattazione, la temperatura. I Paolo Piroddi, Tecnico Bomag Italia specializzato in rulli e compattazione. BW154 e BW174 sono anche di-

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I rulli tandem Bomag possono adottare tre sistemi vibranti: Doppia vibrazione, Asphalt Manager e TanGo.

sponibili con il sistema di sterzo a ralla che, con i due tamburi sterzanti singolarmente, regala grande manovrabilità e precisione di guida anche in spazi ristretti. Concludiamo con i rulli monotamburo, anch'essi contraddistinti dalla sigla BW che spazia dalle 4,5 alle 26 t, per larghezze di lavoro da 1.426 a 2.130 mm e potenze da 55,4 a 150 kW. Cabina ergonomica, spaziosa e confortevole; motori con Ecomode per il massimo risparmio e grandi capacità in salita si abbinano a tre tecnologie di compattazione: Terrameter, BCM05 e Variocontrol. ❑

E SE NON BASTA... La gamma firmata Bomag si completa con le stabilizzatrici/riciclatrici, tra le quali spiccano le nuove RS460 ed RS500; le frese a freddo (BM1000/35, BM1200/35, BM1300/35 con meccanismo di orientamento modificato) e le vibrofinitrici della serie BF. Per quanto riguarda queste ultime, vanno segnalati i banchi ad alte prestazioni MAGMALIFE che presentano un innovativo, affidabile e veloce sistema di riscaldamento elettrico.


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Innovazioni CASE

Sono arrivati La Serie C di miniescavatori Case Construction Equipment è qui DI EMANUELA PIROLA FOTO DI CASE PHOTO GALLERY ED EMANUELA PIROLA

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pochi mesi dall’annuncio della strategica alleanza con Hyundai Heavy Industries fa il proprio esordio la nuova Serie C di miniescavatori di Case Construction Equipment, nata proprio dall’unione del know how tecno-

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logico tra Hyundai e Case. Da 1,7 a 6 t di peso operativo, stiamo parlando però solo dei primi sei modelli, perché il Costruttore ha già annunciato un ampliamento della gamma fin dai prossimi mesi. Ma si sentiva davvero la necessità di una nuova famiglia di miniescavatori? In effetti il panorama è

fitto di Costruttori di ogni nazionalità e dimensione, che costruiscono queste macchine più o meno customizzate. Ma non dobbiamo dimenticare che Case è un brand internazionale, che punta al mercato globale e deve avere un portafoglio prodotti non solo completo, ma al top in termini di qualità, prestazioni, affidabilità e costi di gestione. La sinergia con Hyundai è stata una mossa intelligente, giustamente sfruttata con una gamma di nuove macchine pronte non solo per l’Italia, ma per l’intero Mondo. Mondo nel quale, a detta di Gaston Le Chevalier de la Sauzaye, Product Manager Case per i miniescavatori:“I miniescavatori sono essenziali per il settore delle costruzioni:


Il sito di San Mauro Entrato in produzione nel 1986, l’anno scorso San Mauro ha festeggiato vent’anni di attività e oggi si prepara ad accogliere la nuova linea di produzione dei mini della Serie C che andranno ad aggiungersi ai più di 50.000 escavatori prodotti sino ad ora, sia gommati che cingolati. San Mauro ha una capacità produttiva di 5.150 macchine all’anno, ci lavorano 375 persone e copre una superficie totale di 202.000 m2 di cui 60.000 coperti. Al suo interno vi sono le aree di taglio, saldatura, verniciatura e assemblaggio, nonché la produzione cilindri. Nel 2016 è stato insignito del Bronse Award WCM (World Class Manufacturing). CASE ha effettuato importanti investimenti nei poli produttivi di San Mauro (escavatori) e Lecce (macchine gommate) che sono stati sottoposti ad un intenso processo di riqualificazione. Il polo di San Mauro ha concluso l’integrazione nel suo processo produttivo degli escavatori cingolati con tecnologia Sumitomo.

con oltre 53.000 unità vendute in Europa, rappresentano i volumi di vendita maggiori del settore. E il mercato aumenta di anno in anno. Con la nuova gamma C abbiamo voluto dare ai clienti quello che maggiormente chiedono: produttività eccezionale, comfort e sicurezza.” LA NUOVA SERIE C I modelli da 5,7 e 6 t sono prodotti in uno degli stabilimenti Hyundai, mentre i quattro

modelli sotto le 5 t vengono assemblati nel polo degli escavatori Case di San Mauro, per il mercato internazionale. La nuova gamma ha rappresentato quindi una sfida non solo in termini di progettazione delle macchine, ma anche di investimenti presso il polo di San Mauro (vedi box). Ma andiamo alle macchine. La nuova Serie C è sicuramente a un livello superiore rispetto alla gamma precedente: basta guardare alle funzionalità, disponibili in numero maggiore, alle prestazioni, anch’esse superiori, nonché al comfort e alla sicurezza. AFFIDABILITÀ, PRODUTTIVITÀ E SICUREZZA Nell’ottica Case i nuovi miniescavatori della Serie C devono (si, proprio devono) offrire prestazioni e affidabilità al top: per questo utilizzano componenti dei migliori fornitori giapponesi. I motori collaudati e il sistema idraulico forniscono maggiore potenza, aumentando le prestazioni delle macchine, e ben cinque dei sei nuovi modelli adempiono alla normativa sulle emissioni Tier 4 Final. La cabina della nuova Serie C offre funzionalità che renderanno il lavoro dell’operatore semplice, confortevole e produttivo: il nuovo cruscotto con spie luminose è di facile lettura e fornisce tutte le informazioni utili; il sistema antifurto ESL (Engine Start Limitation) che impedisce l’avvio del motore sono solo alcuni esempi di questa affermazione. Anche a livello di sicurezza MACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni CASE e presentano cingoli retrattili con tubazioni idrauliche interne: quando i cingoli vengono retratti, queste macchine hanno una larghezza inferiore al metro. Il CX17C ha un design a raggio di rotazione zero (girosagoma). Entrambi i modelli sono equipaggiati con una potente portata idraulica che consente un’efficienza di scavo maggiore del 5% rispetto ai modelli precedenti e tempi di ciclo molto più rapidi. Sul CX17C è presente la funzione di scalamento automatico delle marce che ottimizza trazione e velocità, e l’idraulica ausiliare controllata dai joystick permette all’operatore di terminare il lavoro in tempi ancora più veloci.

la cabina non solo risponde alle normative vigenti ROPS,TOPS e FOPS ma vi è anche un interruttore per l’arresto di emergenza, l’allarme di traslazione al kit per la manipolazione di oggetti e molte altre features dedicate proprio alla sicurezza. Scendendo dalla cabina si vedono subito altri plus: dall’attacco rapido idraulico per veloci cambi di attrezzature, alla pompa elettrica per il rifornimento carburante, alle valvole di sicurezza del braccio che impediscono al carico di scivolare in caso di rottura di un tubo. Inoltre, nell’eventualità che il tubo si rompa quando la macchina è appoggiata sulla lama, le valvole di sicurezza della stessa ne garantiscono la stabilità. E non è tutto. Il sistema pilota con accumulatore consente di abbassare il braccio in tutta sicurezza anche a motore spento. I rulli a doppia flangia, invece, minimizza-

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no il rischio di fuoriuscita del cingolo, aumentando la stabilità. L’eccellente visibilità a 360° e la telecamera per visione posteriore rendono il lavoro in cantiere ancor più sicuro. CX17C E CX18C: AGILI Questi modelli sono la soluzione per i clienti che cercano macchine più adatte a lavorare in spazi ristretti. Il CX17C garantisce produttività, comfort e sicurezza senza pari nella sua categoria di peso, mentre il CX18C eccelle a livello di prestazioni, gamma di applicazioni e funzionalità che offre nel suo segmento altamente competitivo. I due modelli si distinguono per le dimensioni compatte, che consentono di lavorare negli spazi più angusti con la massima agilità

CX26C E CX37C: VERSATILI I modelli da 2,6 e 3,7 t si distinguono per versatilità di impiego, grazie a una portata e a una profondità di scavo ai vertici della categoria e agli ampi angoli di rotazione braccio. Sono disponibili con un’ampia offerta di bracci lunghi e corti, che consentono una profondità massima di scavo di 2.645 mm e 2.420 mm per il CX26C, e di 3.440 mm e 3.135 mm per il CX37C.


Nuovo look

Case ha rinnovato l’immagine dei propri prodotti per riflettere i valori del brand Il nuovo design fa parte della strategia mirata al rafforzamento della marca, le cui tappe fondamentali sono i nuovi accordi con Sumitomo e Hyundai Heavy Industries e la riqualificazione degli stabilimenti di San Mauro e Lecce per creare i poli produttivi europei Case per gli escavatori e le macchine gommate. Il nuovo design è stato sviluppato in collaborazione con il CNH Industrial Design Centre. Gli elementi essenziali sono la scritta Case in 2D utilizzata per coerenza con gli stessi caratteri del logo, mentre il bianco riflettente rende il nome del marchio e del modello più facili da leggere da lontano. Questo, oltre ad aumentare la visibilità del marchio sulle macchine, è in linea con l’approccio diretto e “dritto al punto” del costruttore. Il nuovo distintivo metallico con l’aquila Case “Old Abe” è mostrato con orgoglio su ogni macchina e coniuga la ricca tradizione Case con i traguardi futuri. Il nuovo grigio scuro della parte inferiore delle macchine conferisce inoltre un senso di maggiore solidità e forza. Grande attenzione è stata dedicata agli interni delle macchine che sono stati rinnovati per creare uno stile distintivo, condiviso su tutti i modelli: dalla concezione del sedile al cruscotto, passando per i colori degli interni.

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Innovazioni CASE

Ampia anche la gamma di dotazioni: oltre alla scelta della lunghezza del braccio, sono disponibili ulteriori contrappesi e cingoli in gomma, mentre quelli in acciaio sono disponibili sulla CX37C. L’allestimento di serie comprende un interruttore per l’arresto di emergenza, un sistema pilota con accumulatore, doppia velocità con sistema di scalamento marce automatico, un pedale di rotazione braccio che può essere ripiegato, il sistema antifurto ESL di serie, l’ingresso per l’ingrassaggio centralizzato e un cruscotto digitale impermeabile. Il primo e il secondo impianto idraulico ausiliario comandato dai joystick rendono possibile utilizzare la vasta serie di attrezzature disponibile per questi modelli altamente versatili. CX57C E CX60C: CONFORTEVOLI E PRESTAZIONALI I due modelli di maggior peso operativo si distinguono per la potenza del motore, la capacità di sollevamento e un comfort

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ai vertici della categoria. Tutto concorre a migliorare la comodità dell’operatore che si può così concentrare sul lavoro. La cabina offre ampio spazio per le gambe, una disposizione dei comandi ergonomici, un sedile completamente regolabile e riscaldato, nonché numerosi vani portaoggetti. La silenziosità e il basso livello di vibrazioni della cabina, ottenuti mediante l’installazione su supporti viscoelastici, riducono la stanchezza dell’operatore, mentre il ritorno al minimo automatico di serie abbassa ulteriormente il rumore quando la macchina non sta lavorando. I modelli da 5,7 e 6 t presentano i migliori cruscotti della categoria con uno schermo LCD touch a colori da 5,7 pollici. Il pratico sistema vivavoce “hands-free” che consente il collegamento via Bluetooth del proprio cellulare e include anche porte USB e AUX, lettore SD e presa da 12V rendono semplice l’integrazione con i più moderni dispositivi mobili. ❑

175 candeline Nel 2017 Case celebra 175 anni di attività. In questo lungo periodo si è impegnata a offrire soluzioni pratiche ed efficaci per le sfide del settore delle costruzioni, è cresciuta e si è evoluta insieme ai suoi partner, ha condiviso le loro sfide e, anticipando le loro necessità, ha fornito loro le soluzioni. In questo importante anniversario, Case è pronta ad accogliere le sfide del 2017. Ha assicurato il futuro nel lungo termine della sua ampia gamma di escavatori rafforzando l’alleanza strategica col suo partner storico e ora si prepara al lancio di nuovi prodotti, a partire dalla nuova gamma di miniescavatori e dall’aggiornamento delle fortunate terne della Serie T di cui diremo in un futuro articolo. Ma non mancheranno ulteriori sorprese.


REPORTTECNICO

CIFA

UN SAMOTER ALLA GRANDE quello che promette Cifa, nel solco di una tradizione fatta di attenzione per il mercato e per l'innovazione tecnologica. La manifestazione veronese di fine febbraio ancora una volta vedrà quindi la società di Senago sugli scudi con una presenza in due aree: uno stand interno di oltre 500 mq (Hall

È

C'è anche al WOC

Lo scorso gennaio Cifa ha partecipato anche al World

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4, stand E2-G3) e un secondo spazio nell'area esterna A (stand 9-10). Regina dell'area Cifa sarà la nuova pompa autocarrata K40H Carbotech, una macchina che presenta il braccio più lungo disponibile sul mercato nel segmento delle pompe montabili su 3 assi con 26.000 kg di limite di massa a terra totale. Grazie

Of Concrete di Las Vegas. In questa occasione il costruttore italiano ha esposto due pompe autocarrate: una K60H della serie Carbotech e una K42L della famiglia Steeltech. La prima è una pompa con braccio a sei sezioni (le ultime tre in fibra di carbonio)

con geometria RRZ, allestita su un veicolo a 5 assi. Il gruppo pompante è un HP1808ECX a circuito chiuso con una capacità massima di 180m3/h a 83 bar di pressione massima. La K42L esposta nella città del Nevada ha invece rappresentato

all’uso della fibra di carbonio, questa pompa monta un braccio a 5 sezioni con configurazione RZ di 40 m di lunghezza. L’equipaggiamento viene completato con il sistema di gestione macchina Smartronic Gold, che include l'esclusivo sistema di controllo stabilità attivo ASC, e con il gruppo pompante 1608 EC a gestione eletl'esordio di questa pompa Steeltech nel mercato americano, dopo il lancio europeo avvenuto lo scorso

anno. Decisamente apprezzata per la sua versatilità, questa macchina prevede un braccio a cinque sezioni da 42 metri.


tronica con 160 m3 di portata e 80 bar di pressione massima. Rimaniamo tra le pompe autocarrate con la K45H, il modello Carbotech di maggior successo sul mercato nazionale. Al Samoter sarà esposta con gli ultimi miglioramenti che riguardano i sistemi elettronici Smartronic Gold con dispositivo ASC (Advanced Stability Control) e gestione elettronica del gruppo pompante. Si tratta di una macchina con un braccio da 45 m di lunghezza a 5 sezioni e che rispetta ampiamente il limite di massa a terra per i 4 assi di 32.000 kg. Sul fronte delle autobetoniere, com'è inevitabile aspettarsi dal leader del mercato italiano, Cifa è andata a rinnovare la gamma espressamente dedicata al mercato domestico. RY1300 e RY1100 prevedono un nuovo sistema elettronico di gestione CSD 2.0 (Constant Speed Drive) che introduce nuove funzionalità per velocizzare e ottimizzare le principali fasi di lavoro. Il nuovo, testato sistema, che evidenzia un risparmio di carburante compreso tra il 7% e il 9%, prevede

(durante le condizioni di sicurezza, quindi con cambio in folle e freno a mano tirato). Il Memory è una memoria della rotazione in senso di carico impostata dalla pulsantiera in cabina, mentre il Fast-Mixing regola l'omogeneizzazione del calcestruzzo

molteplici funzioni quali: eCSD, Memory, Fast-Mixing e Washing. Nello specifico, l'eCSD sovrintende la rotazione tamburo carico/scarico con adeguamento automatico dei giri del diesel dell’automezzo

comandata dalla pulsantiera esterna. Ovviamente il Washing prevede il lavaggio comandato dalla pulsantiera esterna. E se ancora non bastasse, largo alla revisione delle pulsantiere per migliorarne la resistenza agli agenti esterni e l’affidabilità. Presente al Samoter anche la serie Magnum, la mitica autobetonpompa Cifa, che vedrà in esposizione un MK32L ulteriormente migliorato con le ultime evoluzioni in fatto di design e tecnica derivate dall'utiliz-

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REPORTTECNICO

TRE Serie

LE MACCHINE • Cifa esporrà al Samoter le seguenti macchine: • Una pompa autocarrata Serie Carbotech K45H (Area esterna) • Una nuova pompa autocarrata Serie Carbotech K40H • Un'autobetoniera RY1300 con nuovo sistema di gestione elettronico CSD 2.0 • Un'autobetonpompa MK32L con nuovo sistema di gestione elettronico Easytronic con LSC e portatubi in alluminio • Un mescolatore per impianto di betonaggio DNA3.0 Inoltre, presso lo stand di Scania, ci sarà un'ulteriore autobetonpompa MK32L

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Per quanto riguarda le pompe autocarrate, Cifa ha implementato una strategia che punta sulla diversificazione dell’offerta basata sulle tre linee: Carbotech, il top di gamma, Steeltech, ampiamente configurabile con accessori e optional e Classic, un prodotto affidabile, semplice e molto standardizzato. Tre diversi allestimenti pensati per soddisfare al meglio le esigenze di ogni area e di ogni azienda.

zo nei cantieri di tutta Europa. Il modello esposto monterà il sistema di controllo easytronic e il sistema di stabilità LSC (Light stability control), soluzione efficace per lavorare in sicurezza con la macchina non completamente stabilizzata. Da segnalare anche il sistema portatubi laterale in alluminio, particolarmente utile per alloggiare tubazioni ed altri accessori in modo ordinato e sicuro per il trasporto. Un ulteriore modello MK32 verrà esposto presso lo stand Scania. Il Samoter Cifa si conclude con un excursus nel settore degli impianti di betonaggio, applicazione che è parte integrante della storia della società lombarda che realizza impianti (mobili e stazionari) da oltre 60 anni con produzioni orarie dai 30m3/h ai 120m3/h. Per quanto riguarda il mercato italiano Cifa, anche in accordo con Unacea, intende rinnovare l’attenzione verso gli impianti di betonaggio dotati di mescolatore. Settore in cui i mescolatori a doppio asse orizzontale elicoidali della serie DNA rappresentano la soluzione ottimale per quanto riguarda le caratteristiche di omogeneizzazione e il contenimento dei costi di esercizio. ❑


REPORTTECNICO

DAF

PRESENZA CONNESSA

A

l Transpotec DAF Trucks presenterà l'intera gamma di prodotti e servizi che oggi compone l'universo del Costruttore olandese. Una delle star della manifestazione sarà l'innovativo sistema di gestione delle flotte DAF Connect che ottimizza le prestazioni di conducente e flotta migliorandone l'efficienza logistica e si inserisce nel più ampio progetto DAF Transport Efficiency che

DAF Driver Training

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È la parte di DAF Academy che si occupa di erogare corsi di guida economica e di guida sicura per operatori del settore. I training sono erogati da istruttori esperti

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dimostra l’impegno del Costruttore nel realizzare veicoli con costi di gestione quanto più bassi possibile e al contempo elevati risparmi di carburante. Cuore dello stand sarà la Limited Edition “Prestige”, destinata a pochi eletti, che si presenta nelle due nuove colorazioni “Deep Black” e “Steel Silver” insieme a un’elegante livrea con i colori della bandiera italiana che ne caratterizzano l’unicità per il mercato Italia.

formati presso il centro di Driver Training a Eindhoven presso la casa madre di DAF. In Italia invece, DAF si avvale della collaborazione con la scuola di guida

I veicoli saranno equipaggiati tra l’altro con interni in pelle, sistema di guida predittivo (Predictive Cruise Control), sistemi di sicurezza in linea con la normativa 2018 e, anteprima assoluta per l’Italia, anche del nuovo sistema telematico DAF Connect. Non a caso all’interno dello stand vi sarà un’area dedicata alla DAF Transport Efficiency dove saranno rappresentati tutti i servizi tra i quali Paccar Financial, Paccar

GuidarePilotare di Sigfried Sthore. DAF Veicoli Industriali ha formato un pool di istruttori in grado di erogare queste tipologie di corsi in linea con la filosofia

DAF Transport Efficiency. Durante le giornate del Transpotec Logitec e Samoter 2017, i visitatori potranno testare i veicoli DAF sia su strada, insieme


DOVE E COSA

Parts, TRP e DAF MultiSupport. Una posizione di assoluto rilievo sarà poi riservata al DAF Connect e al DAF Driver Training. DAF Connect, come detto, sarà il cuore della presenza di DAF al Transpotec. Si tratta di un sistema di gestione delle flotte che fornisce all'operatore informazioni in tempo reale sulle prestazioni dei propri veicoli e dei conducenti. Le informazioni relative a posizione del veicolo, consumo di

agli istruttori di GuidarePilotare, sia attraverso un’esperienza di Realtà Virtuale. Per la prima volta, infatti, DAF vuole far vivere, attraverso

Lo stand DAF al Transpotec sarà nel Padiglione 9. Su una superficie di circa 700 m2 saranno esposti parte dei veicoli della gamma DAF che definiscono lo standard in termini di elevata qualità e prestazioni unitamente a bassi costi di esercizio. Il CF 460 FAD 8x4 Mezzo d’Opera, il CF 440 FT e due nuovissimi XF 510 FT SSC Limited Edition “Prestige” saranno i veicoli di punta. DAF metterà a disposizione, per i visitatori che lo desidereranno, due trattori stradali XF 510 e 440 CV per prove su strada, anch’essi equipaggiati con il DAF Connect. La partenza avverrà dall’area esterna E, dove, previa iscrizione, gli interessati potranno guidare i veicoli seguendo un percorso extraurbano predefinito.

questo strumento virtuale innovativo, l’esperienza di un vero corso di Guida Sicura per veicoli industriali che viene normalmente erogato sulla

carburante, chilometraggio, utilizzo della flotta e tempi di inattività vengono visualizzate in modo chiaro su un cruscotto online, configurabile in base alle richieste e alle esigenze dei clienti. Questo cruscotto, di lettura intuitiva, può essere configurato per fornire report completi sul consumo di carburante con dati vecchi e nuovi e consente perfino di eseguire il confronto tra veicoli e conducenti. La funzione Live Fleet View forni-

pista di Handling presso il circuito Simoncelli di Misano Adriatico. Grazie a degli speciali visori, presenti nella postazione “DAF around you”

nello stand DAF, chiunque potrà vivere l’esperienza emozionante delle diverse condizioni d’utilizzo quali scarto dell’ostacolo, frenata o controsterzo.

sce tutte le informazioni necessarie sull'ubicazione della flotta per consentire una pianificazione ottimale, includendo distanze, percorsi e tempi di guida relativi a veicolo e conducente. Gli operatori ricevono un avviso in caso di variazioni di velocità, percorso, ubicazione e consumo di carburante, in modo da poter migliorare immediatamente le prestazioni della flotta. DAF Connect ottimizza la disponibilità

del veicolo, riduce i costi di esercizio e migliora l'efficienza logistica: l'obiettivo del suo utilizzo è quello di arrivare entro breve tempo alla pianificazione ottimale degli interventi di riparazione e manutenzione, traendo così ulteriori vantaggi dai consigli personalizzati di DAF per l'uso di DAF Connect. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

veicoli alimentati a LNG (gas naturale liquefatto), apparsi timidamente da alcuni anni sul mercato, stanno cominciando a diventare... prepotenti. A riprova di questa affermazione di primo acchito magari un po' forte, portiamo l'esempio di un'azienda umbra specializzata in trasporti container e frigo, la LC3, che tra breve tempo sarà il primo trasportatore in Italia a operare con quasi la metà della flotta composta proprio da veicoli di questo genere. Attualmente LC3 possiede e utilizza quotidianamente già 40 veicoli Stralis NP con alimentazione LNG, altri 10 sono stati consegnati nel corso del mese di gennaio 2017 e altri 20 sono in ordine per i prossimi mesi. I motivi che spingono ad avventurarsi su questa strada, per ora non affollata di utenti ma comunque percorsa da

I

IVECO

UN TRASPORTO PULITO diversi, derivano principalmente dalla possibilità di ottenere dei risparmi economici sul costo del carburante, risparmi vicini al 40%. Ma anche la possibilità di utilizzare veicoli pesanti con un impatto ambientale estremamente ridotto. Il Tallone d'Achille? Sicuramente i rifornimenti, vista l'attuale scarsità di distributori in grado

di riempire le bombole di gas naturale liquido. Il tutto, però, si risolve quando il lavoro di un'azienda prevede un circuito che rende possibile effettuare le consegne in un determinato raggio d’azione, per poi rientrare al distributore e rifornirsi. E, tenendo presente che l'autonomia di uno Stralis a LNG arriva a 1.500 chilometri di percor-

La parola agli utilizzatori

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“L'idea di utilizzare questo carburante per il nostro lavoro” sostiene Mario Ambrogi, direttore generale LC3 “mi gira per la testa dal 2005. Ma solo nel 2011 siamo arrivati a ottenere i primi veicoli da Iveco. Che,

per la verità, è stata molto sollecitata proprio da noi a intraprendere questa sperimentazione. I motivi che mi hanno spinto a fare questa scelta sono sostanzialmente due: il ridotto impatto ambientale e il


RICONOSCIMENTO importante L’IVECO Stralis NP, il primo camion a gas naturale per le missioni sulle lunghe distanze, è stato votato “Project of the Year” agli European Gas Awards of Excellence 2017, durante la European Gas Conference, il meeting annuale dell’industria europea del gas tenutosi a Vienna dal 23 al 25 gennaio 2017. “Siamo molto orgogliosi che Iveco sia stata premiata ancora per il suo impegno nella sostenibilità” ha dichiarato Pierre Lahutte, Iveco Brand President. “Iveco ha capito molto presto che il futuro del trasporto si basava su soluzioni alternative sostenibili”.

renza senza rifornirsi, ottimizzare i percorsi non appare poi così fantascientifico. Ma c'è da dire che anche a Iveco non è mancato il coraggio, lanciando il nuovo Stralis a LNG, primo veicolo a gas naturale per le lunghe distanze. Il nuovo stradale è mosso da un motore Iveco Kursal 9 da 400 CV, accoppiato a un cambio Eurotronic, ed è fornito di un doppio serbatoio di LNG per un totale di 1.080 litri di gas. Questo tipo di alimentazione consente di ridurre le emissioni di CO2 dal

notevole risparmio economico che l’LNG consente. Oggi abbiamo già 40 veicoli che ci hanno reso un ottimo servizio, non abbiamo mai perso una commessa, complice l'affidabilità ai

massimi livelli. Alla fine anche il problema del rifornimento di carburante è stato risolto. Noi operiamo in Lazio, nelle Marche e in Umbria e abbiamo valutato che, seguendo la

traccia del nostro lavoro, con un rifornimento riusciamo a coprire un circuito che va da Piacenza al Lazio, per poi tornare a Pontedera (PI) per il rifornimento. Alla fine dei conti sono stato talmente

soddisfatto da ordinare altri veicoli dello stesso tipo. In questo modo saremo l’unica azienda di autotrasporto che vede una flotta composta al 40% da camion a trazione LNG!”.

15 al 95% (in caso di impiego di biometano) e una riduzione media del rumore di circa 3 Db se confrontato con un normale propulsore diesel. Dati che fanno comprendere che in un mondo sempre più sensibile ai problemi energetici ed ambientali questo tipo di alimentazione, specialmente se sarà implementata la rete dei distributori, già oggi appare proiettata verso il futuro. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

JLG

NUMERI CHE CONTANO numeri sono sempre importanti. Ancor di più quando si trasformano in diagrammi di lavoro, in altezza, in sbraccio e raccontano prestazioni

I

importanti. Siamo poi al massimo quanto due numeri, 600 e 800, vanno a identificare altrettante serie di piattaforme aeree, capaci di imporsi nei cantieri di tutto il mondo. Ov-

LE ARTICOLATE Modello Altezza Portata Altezza scavalcamento Larghezza Peso Motore Deutz

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600A 18,42 m 230 kg 8,1 m 2,45 m (2,13 stretto) 10.330 kg 36,4 kW

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600AJ 18,46 m 230 kg 8,1 m 2,45 m (2,13 stretto) 10.830 kg 36,4 kW

800A 24,38 m 227 kg 9,78 m 2,43 m 15.600 kg 46 kW

800AJ 24,46 m 227 kg 9,78 m 2,43 m 15.600 kg 46 kW

viamente stiamo parlando delle articolate e delle telescopiche JLG delle Serie 600 e 800. Motorizzate Deutz, entrambe le serie beneficiano del sistema di comando ADE, acronimo di Advanced Design Electronics, che permette di adattare la velocità, di muoversi con maggiore maneggevolezza e di giovarsi di un funzionamento regolare della macchina. Il tutto finalizzato a più produttività, minori consumi, manutenzione ottimizzata ed emissioni ridotte. Nella versione articolata, la Serie 600 comprende i modelli 600A e 600AJ che sono in grado di raggiungere un'altezza di piano di calpestio di 18,42 e 18,46 m, una quota di scavalcamento di 8,1 m e uno sbraccio massimo orizzontale di 12,12 m. Se i 230 kg di portata sono garantiti senza limitazioni, la versione “stretta”, con telaio da 2,13 m di larghezza, è ideale per tutti i cantieri più ostici, unitamente all’asse oscillante di serie e alle quattro ruote motrici ster-


LE TELESCOPICHEE Modello 600S Altezza 18,36 m Portata 230 kg Larghezza 2,49 m Peso 10.800 kg Motore Deutz 36,4 kW

600SJ 20,32 m 230 kg 2,49 m 13.150 kg 36,4 kW

zanti con commutatore opzionale a tre posizioni. Le telescopiche: 600S, 660SJ, 600SC e 660SJC vedono invece un'altezza della piattaforma compresa tra i 18,36 e i 20,32 m. Anche in questo caso non ci sono cantieri che fanno paura: fango, sabbia e terreni accidentati con pendenze del 45% non rappresentano un problema. Ancor meno se si opta per la versione cingolata, la cui mobilità è ormai proverbiale. Quattro i modelli della serie 800: le articolate 800A e 800AJ (con altezza del piano calpestio di 24,38 e 24,46 m e altezza di scavalcamento di 9,78 m) e le telescopiche 800S e 860SJ, con altezza della piattaforma posta a 24,38 e 26,21 m. In questo caso è la

600SC 18,36 m 230 kg 2,49 m 10.230 kg 46 kW

660SJC 20,32 m 230 kg 2,49 m 12.300 kg 46 kW

800S 24,38 m 230 kg 2,49 m 15.800 kg 46 kW

800SJ 26,21 m 230 kg 2,49 m 17.200 kg 46 kW

continua di 7.500 W, un cavo d'alimentazione e una tubatura di aria/ acqua installata nel condotto d'alimentazione; il Nite Bright, con lampade da 40 W, è ideale per illuminare l'area di lavoro e, quindi, è perfetto in caso di lavori notturni o in tutte le condizioni di scarsa illuminazione; il pacchetto Skywelder prevede un saldatore Miller CST 280 da 280 A ed elimina i cavi pendenti dalla piattaforma; mentre il pacchetto “ambienti ostili” è la risposta protettiva per chi lavora in aree con tanta polvere, sabbia o detriti. ❑

velocità di salita in quota a offrire i numeri più interessanti: meno di 50 secondi, grazie all’esclusivo braccio QuickStik, per le articolate e sotto i 67 secondi per i bracci telescopici che, per una migliore capacità di accesso, possono essere equipaggiati con un jib articolato di 1,83 m. Da segnalare anche il peso contenuto, il telaio stretto e la trazione con l’asse oscillante, tutte caratteristiche che assicurano il rapido posizionamento del mezzo in ogni cantiere, anche a fronte di pendenze del 45%. Concludiamo la nostra breve analisi della tecnologia JLG applicata alle Serie 600 e 800 con gli accessori Workstation in the Sky, in grado di trasformare le piattaforme in strumenti di lavoro integrati e polifunzionali. Ogni singolo pacchetto è una vera e propria chicca. Il pacchetto Skypower comprende un generatore con potenza di uscita MACCHINE CANTIERI 5.0

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TESTIMONIANZE

(LIEBHERR)

RITORNO AL NORD Liebherr EMtec Italia ha ufficialmente inaugurato la sua nuova filiale di vendita e assistenza clienti a Bolzano, in Via Giuseppe di Vittorio

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n realtà l’inaugurazione giunge al termine di un processo iniziato nel 2013 che ha portato all’apertura della filiale diretta nel 2014. Con l’inaugurazione del 2016 Liebherr EMtec ha voluto celebrare la nuova (e definitiva) sede della filiale, nonché il consolidato rapporto tra Liebherr e il territorio del Trentino Alto Adige che ha premiato gli sforzi del Costruttore tedesco con una quota di mercato addirittura superiore a quella che detiene sul resto del mercato italiano. Ma vediamo

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che Liebherr abbandoni la distribuzione tramite dealer; quelli sopravvissuti alla crisi non hanno da temere per il futuro, perché Liebherr non vuole sostituirli con una presenza diretta. Il Costruttore, però, non intende cercare nuovi dealer per le aree scoperte, bensì coprirle con filiali dirette. “Questo si spiega con una semplice considerazione: la crisi ha portato a una metamorfosi del mercato” ha proseguito Sanchez “che ha imposto l’adozione di una nuova strategia, quella diretta. Oggi il mercato è davvero complicato e i dettagli scoprendoli direttamente dalle parole di Christophe Sanchez, amministratore delegato di Liebherr EMtec Italia (settore commerciale) insieme a Claudia Binder (settore amministrativo), e a Roberto Simoni, responsabile della nuova filiale altoatesina. Il perché di una filiale diretta è presto detto. Anche se la spiegazione nasconde profonde analisi da parte del management di Liebherr. “Gli eventi degli ultimi anni” ci spiega Christophe Sanchez “hanno portato a un profondo cambio di strategia commerciale sul mercato italiano, con l’adozione della formula della presenza diretta del Gruppo per garantire continuità del servizio e dell’assistenza ai clienti del Trentino Alto Adige”. Questo non significa

Da destra Christophe Sanchez, amministratore delegato di Liebherr EMtec Italia (settore commerciale) insieme a Claudia Binder (settore amministrativo), e a Roberto Simoni, responsabile della nuova filiale altoatesina

I NUMERI DELLA FILIALE LIEBHERR DI Bolzano

• 2.000 metri quadri di superficie complessiva; • 500 metri quadri di officina attrezzata con carro ponte per assistere i vari mezzi, reparto carpenteria, e speciali macchine utensili per affrontare qualsiasi problema tecnico con la massima flessibilità e con servizio di lavaggio mezzi; • 1 magazzino ricambi; • uffici commerciali e amministrativi; • 10 collaboratori complessivi di cui: • 1 responsabile commerciale; • 1 responsabile tecnico; • 6 tecnici specializzati con 6 officine mobili; • 1 responsabile di back office; • 1 responsabile amministrativo; • 80% degli interventi manutentivi avvengono in esterna, presso i cantieri o il cliente se dispone di un’officina propria.

a questo va aggiunta la complessità tecnologica delle macchine e gli standard di servizio e assistenza che Liebherr vuole offrire. Aprire una nuova concessionaria oggi, considerando tutti questi parametri, significa affrontare un grosso investimento, che oggi solo un OEM può fare con una certa serenità. Da qui la nostra decisione di confermare i dealer con cui già lavoriamo ma coprire direttamente le zone scoperte”. “La filiale di Bolzano gode poi di alcuni vantaggi dovuti in parte alla storia di Liebherr in Trentino Alto Adige, e in parte alla particolarità geografica” sottolinea Simoni. “SiMACCHINE CANTIERI 5.0

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TESTIMONIANZE

tuata a Bolzano, nel mezzo dell’area fieristica e a due passi dal casello di Bolzano Sud dell’autostrada A22 Modena-Brennero, siamo nel cuore dell’intera regione. Da qui possiamo raggiungere in breve ogni nostro cliente, cosa che ci consente la massima tempestività di intervento; ma siamo anche vicini ai centri di produzione Liebherr nel sud della Germania e in Austria, nonché a uno dei magazzini ricambi centrali. Inoltre tutto il personale che lavora in filiale è bilingua (italiano e tedesco), anche i tecnici: questo permette di parlare direttamente e velocemente con gli stabilimenti di Casa madre per risolvere in tempi brevi qualunque tipo di problema. Quando nel 2014 abbiamo aperto abbiamo inoltre ereditato una presenza di Liebherr nella regione che si può definire storica: le imprese del territorio ci conoscono e ci cercano. Questo ci ha permesso di raggiungere in breve tempo dei risultati più

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che soddisfacenti, ma che intendiamo ovviamente incrementare”. E ovviamente la filiale Liebherr non si occupa solo delle macchine movimento terra, ma di tutti i prodotti Liebherr tra cui anche sollevatori telescopici e caricatori speciali. A livello di investimenti per il futuro Liebherr EMtec intende perseguire la politica poc’anzi descritta da Sanchez, e rappresentata in maniera eccellente dalla realtà bolzanina, in tutta Italia. “Pensiamo che gli investimenti in nuove filiali siano un segnale concreto e inequivocabile che Liebherr crede ancora nel mercato italiano, al punto di investire notevoli risorse per avvicinarsi quanto più possibile al cliente. Investimenti, crediamo, meglio spesi che non il partecipare a una manifestazione, per esempio”. In effetti entrare in una filiale Liebherr significa parlare direttamente con il Costruttore, quindi come dare torto a questa strategia. Se

scegliete una filiale diretta Liebherr incontrerete un partner in grado di guidarvi nella scelta della macchina più adatta alle vostre esigenze, nella vendita e capace di fornire tutto il supporto postvendita e di assistenza quando e dove necessario. Chiudiamo con una preview di Liebherr per la chiusura del 2016 e sul 2017. Il 2016 è stato molto soddisfacente per Liebherr EMtec che ha chiuso con un aumento del 20% rispetto al 2015. “Questa crescita conferma che la ripresa c’è, a passi lenti e regolari” sottolinea Sanchez “cosa che avvalora la nostra idea che quello italiano continuerà a restare un mercato importante per il Gruppo. Per il 2017 ci spettiamo una conferma di questo trend positivo, se non una leggera ulteriore crescita. Difficilmente si potrà mai arrivare a un picco di crescita, ma una situazione di incrementi regolari significa un mercato in fase di consolidamento e sicuramente più reale e sostenibile”. Chiudiamo la visita alla nuova filiale ammirando il “peso massimo” delle macchine esposte per l’occasione, ossia la pala gommata XPower di nuova generazione, presentata giusto nel 2016 al mercato. La filosofia XPower è un concetto globale e innovativo che vuole riunire in un’unica macchina efficienza, risparmio di carburante, rispetto dell’ambiente (sono unità con propulsori Tier IV), potenza, robustezza e comfort. Per raggiungere tale scopo al centro del progetto di questa pala è stata posta la nuova catena cinematica che vanta una doppia trasmissione: idrostatica per i cicli di lavoro più brevi o dove serve precisione; e quella meccanica, che offre le migliori prestazioni sui lunghi tragitti o su percorsi in salita o accidentati. ❑ LIEBHERR EMTEC ITALIA Filiale di Bolzano Via Giuseppe di Vittorio, 8 39100 Bolzano (BZ) Tel. +39 035 6969122 Fax + 39 035 6969129 www.liebherr.com


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REPORTTECNICO

MANITOU

LA SECONDA LETTURA capolavori della letteratura, i libri che lasciano un segno, quelli che cambiano qualcosa nella nostra vita, spesso richiedono una seconda lettura. Il primo passaggio affascina, coinvolge, rapisce, mentre il secondo consente una maggior meditazione, permette di pesare le parole, di assaporare le raffinatezze stilistiche. Allo stesso modo, quando si approccia una macchina innovativa si viene conquistati da alcuni particolari, di solito i più eclatanti; mentre altri, seppur importanti, restano nell'ombra. Per sviscerare appieno le qualità costruttive dei nuovi sollevatori telescopici Manitou della serie Privilege, eccoci quindi alla “seconda lettura” dei modelli MRT 2150+ ST4 S2 e MRT 2550+ ST4 S2. Lasciamo quindi al box tecnico la descrizione dei parametri prestazionali (davvero notevoli in termini di portata, sbraccio e altezza) delle due macchine e addentriamoci in questo progetto che, ancora una volta, ribadisce

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l'estrema attenzione che Manitou riserva a ogni sollevatore telescopico. Entriamo in cabina. Da sempre sinonimo di qualità ed ergonomia, la nuova postazione per l'operatore ha beneficiato di alcuni importanti evoluzioni. Su tutte l'adozione del nuovo display da sette pollici LCD

con collocazione e grafica migliorata e a cinque modalità di lettura, con area messaggi circa eventuali allarmi e anomalie su ogni modalità. Nuovo anche il supporto per il telefono e la porta USB, per sfruttare al meglio le innovazioni in fatto di IT. Completamente rinnovati i pulsanti di comando con illuminazione a LED. I due joystick montati sui braccioli permettono di pilotare il sollevatore alla perfezione e prevedono l'invertitore di marcia integrato. Per la massima comodità di utilizzo è possibile memorizzare i parametri di velocità di tutti i movimenti

Il nuovo display da sette pollici LCD offre ben cinque modalità di lettura.


LA manutenzione In cabina, un vero salotto, i joystick ad elevata ergonomia assicurano un controllo ottimale.

idraulici del braccio e della torretta. Le operazioni sono rese più comode e veloci attraverso il sistema di estensione rapida degli stabilizzatori (singola o simultanea); il dispositivo di riconoscimento automatico per la sostituzione degli accessori (tra i quali spicca il cestello portapersone da 365 kg/3 persone, orientabile ed estensibile); il correttore di livello che mantiene il carico orizzontale; e il dispositivo automatico di blocco dell'oscillazione dell'assale posteriore. E non è finita. In cabina c'è tanta ergonomia e tanto comfort anche grazie al cruscotto digitale, ai vetri elettrici, al sedile al volante regolabili per adattarsi alle fisicità e alle

abitudini di ogni singolo operatore. Anche il radiocomando dispone del doppio joystick per replicare i comandi della cabina a tutto vantaggio dell’intuitività e della sicurezza. Quest'ultimo aspetto è assicurato dal sistema MSS che limita l'area operativa in funzione dell’accessorio e del carico, analizzando costantemente la sua posizione nello spazio; dalla possibilità di definire la zona di lavoro in caso di cantieri ristretti o con ostacoli; dall'autodiagnostica che, in caso di

Nei nuovi MRT 2150+ e MRT 2550+ ogni stabilizzatore è dotato della lettura estensimetrica che assicura una capacità di carico sempre massima e ottimale qualunque sia l’apertura.

Il motore trasversale degli MRT 2150+ e MRT2550+ (un Mercedes Stage 4/Tier 4 Final da 115 kW di potenza e 675 Nm di coppia) assicura notevoli vantaggi anche in termini manutentivi. Nuova la collocazione dei radiatori, inoltre è stata migliorata l'accessibilità a tutti i componenti che richiedono una frequente ispezione.

anomalia, blocca i movimenti della macchina e mostra sullo schermo l’elemento guasto; e dal freno di stazionamento automatico. L’impianto elettrico lavora con tensione di alimentazione a 24 V, invece che 12 V e prevede due batterie da 12 V – 120 Ah – 850 A. In

DATI TECNICI Modello Altezza di sollevamento Capacità di sollevamento Sbraccio massimo Velocità di traslazione Dimensioni al tallone forche Peso Raggio di sterzo Altezza dal suolo Motore diesel Emissioni Potenza massima Coppia massima Trasmissione Portata idraulica Pressione

MRT 2150 Privilege+ MRT 2550 Privilege+ 20,9 m 24.7 m 4.999 kg 4.999 kg 17,9 m 21.4 m 40 km/h 40 km/h 6,87x2,49x3,05 m 7,84x2,49x3,05 m 17.930 kg 18.900 kg 4,88 m 4,88 m 0,35 m 0,35 m Mercedes OM 934 E4-5 Mercedes OM 934 E4-5 Stage 4/Tier 4 Final Stage 4/Tier 4 Final 115 kW (156 HP) 115 kW (156 HP) 675 Nm a 1.500 rpm 675 Nm a 1.500 rpm idrostatica idrostatica 115 l/min 115 l/min 275 bar 275 bar

questo modo l’operatore dispone delle massime prestazioni per alimentazione ottimale dell’impiantistica e delle attrezzature con connessioni elettriche. L’impianto elettrico è in grado IP67 contro la penetrazione di polvere e acqua, mentre la logica elettronica, le scatole portafusibili e relé e i connettori circolari con innesto a baionetta sono a tenuta stagna. Una garanzia di affidabilità in qualsiasi condizione operativa. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

MESSERSI

DOMINANTE BLU S

arà una presenza in grande spolvero quella di Messersì al Samoter di Verona. La manifestazione scaligera sarà infatti l'occasione, per il Costruttore marchigiano, per presentare una novità nonché restyling di modelli che il mercato ha già avuto modo di apprezzare nel corso di questi ultimi anni.Andiamo quindi a vedere qual'è, innanzitutto, la novità. Si chiama TCH-2200 ed è un nuovissimo dumper cingolato che arriva ad ampliare la gamma di minidumper

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Messersi, macchine che offrono prestazioni di livello in dimensioni lillipuziane. Ricordiamo che la gamma Messersì da 1.5 a 2.5 t si compone dei due modelli TCH-1500 e TCH2500 e quindi il nuovo TCH-2200 si posiziona proprio a metà per caratteristiche e portata, con i suoi 2.200 kg di capacità di carico. Ma il nuovo TCH si distingue dalla concorrenza in particolare per il fatto di adottare soluzioni tecnologiche tipiche di modelli di gamma superiore, quale la benna girevole con capacità di 1


metro cubo e possibilità di scarico sui 180° di rotazione e i joystick elettroidraulici. Nota a parte la merita il motore, un'unità Kubota già pronta per le regolamentazioni Tier 4, che eroga una potenza di 18,5 kW massimizzata poi dalla presenza di una trasmissione idrostatica a due velocità e un impianto idraulico con pompe a portata variabile. Il tutto mantenendo delle dimensioni davvero, davvero compatte. Se il TCH-2200 rappresenta la novità assoluta, non si può dire che il reparto tecnico di Messersì non abbia lavorato ad altro.Arrivano, infatti, numerosi upgrade anche a macchine già in commercio, sia sul fronte minidumper che escavatori. Rimanendo ancora sui primi, la gamma TCH vede un'evoluzione dei modelli TCH-2500 Crane (vedi box),TCHR800FED (elettrico) e TCH-1000C. Tutti i modelli sono di tipo cingolato e ognuno presenta caratteristiche peculiari che possono farne dei mezzi davvero su misura per svariate appli-

cazioni. Partiamo dal modello elettrico TCH-R800FED, dove FED sta proprio per Full Electric Dumper.Va da se che, come ogni macchina elettrica, anche questo minitrasportatore debba il proprio successo al fatto di adattarsi molto bene all'esecuzione di lavori in ambienti e contesti dove l'uso di macchine a propulsione termica potrebbe creare inconvenienti sia a

livello di emissioni inquinanti che rumorose. Cosa cambia sulla nuova versione del piccolo elettrico? Una cosa fondamentale: la durata delle batterie che, grazie agli ultimi aggiornamenti, ora riesce a coprire l'intero ciclo di lavoro giornaliero senza più bisogno di ricariche parziali a metà giornata. Piccolo, silenzioso, ecologico e anche parsimonioso: l'esperienza d'uso delle prime unità del TCH-R800FED ha infatti dimostrato che questo minidumper costa, in termini di gestione, fino a 10 volte meno rispetto a un equivalente modello ad alimentazione tradizionale. Invariata la portata, sempre di 800 kg. Passando allo step successivo, troviamo il TCH-1000C: portata da 1.000 kg, al Samoter sarà in versione con cassone piatto a scarico trilaterale. La macchina monta, anche in questo caso, un motore Kubota ma da 15,3 kW, potenza trasmessa ai cingoli da una trasmissione idrostatica con due pompe a portata variabile da 33 l/min e due motori orbitali. Il sottocarro è equipaggiato con rulli basculanti e cingoli in gomma, caratteristiche che fanno si che questa macchina si muova in scioltezza su qualunque terreno. Passiamo ora agli escavatori. Qui le novità riguardano i due modelli M-25U e M-70W. Il primo è un modello girosagoma da 2,5 t di peso operativo che in dimensioni ridotte veramente all'osso riesce a proporre comandi idraulici e traslazione enMACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

gliatori e molte altre. La macchina è stata progettata con particolare riguardo alla distribuzione dei pesi, e di conseguenza presenta capacità di carico e sollevamento davvero al top della categoria. Ma quello che ancora di più rende l'M-70W un escavatore versatile e agile al massimo è il fatto di disporre di quattro ruote sterzanti che facilitano tutte le operazioni di manovra, anche negli spazi più ristretti. Motore Kubota da 47,5

trambi servoassistiti. Questa caratteristica garantisce non solo movimenti delicati e controllo millimetrico, ma anche un comfort di guida unico per questa categoria di miniescavatori. Per di più i comandi dei pedali possono essere trasferiti ai joystick, cosa che rende la manovrabilità dell'M-25U ancora più ergonomica e comoda. Comandi del brandeggio, della presa di forza e delle attrezzature supplementari fanno tutti capo ai joystick stessi mediante roller proporzionali elettroidraulici: un plus notevole che mostra tutti i vantaggi durante l'uso delle attrezzature, soprattutto di quelle particolari come rotatori, benne particolari, martelli o trivelle. Chiudiamo questa ricca panoramica sulle macchine Messersì a Samoter con l'escavatore M-70W, modello da 6,5 t gommato che oltre alle caratteristiche standard offerte da modelli di pari segmento, offre diver-

Il TCH2500 Crane Al Samoter 2017 il TCH-2500 Crane farà il proprio debutto in una nuova versione con braccio gru e piedi stabilizzatori (l'anteprima di questo

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se peculiarità degne di nota. In primis il fatto di disporre di molteplici linee idrauliche supplementari sul braccio che ne fanno una macchina di fatto multifunzione capace di lavorare con svariate attrezzature tra cui benne mordenti, benne polipo, decespu-

modello è stata in occasione di Bauma 2016). La macchina presenta tutte le caratteristiche già ampiamente apprezzate dai clienti sulle altre versioni, quali per esempio i servocomandi elettroidraulici con joystick, ma con il nuovo allestimento offre maggiore velocità e agilità. Si tratta infatti di un trasportatore cingolato da 2.500 kg di

capacità di carico mosso da un propulsore da 36 kW (sempre Kubota) che offre prestazioni davvero interessanti per le applicazioni in cantieri edili che esulano dalla pura portata: la gru, infatti, ha una capacità massima di 3 t e uno sbraccio massimo che supera i 7 m. Montata dietro il posto guida, la gru riesce a servire ottimamente il pianale di carico e, grazie alla

kW, trasmissione idrostatica, quattro ruote motrici, cambio meccanico a due velocità e ponti differenziali con riduttori epicicloidali completano il quadro delle caratteristiche tecniche di questo piccolo, grande gioiello di Messersì. ❑

versatilità intrinseca legata al fatto di essere un dumper, il TCH-2500 Crane si sostituisce egregiamente ai sollevatori in tutti quei cantieri dove queste macchine non possono accedere o si troverebbero in serie difficoltà. Chicca nella chicca: l'allestimento gru con pianale

è rimovibile e sostituibile senza particolari interventi con altri tipi di allestimento (benna girevole o cassone frontale).


REPORTTECNICO

MCDC

MERLO

DALLE CABINE AI MOTORI n Merlo l’aggiornamento dei propulsori allo Stage IV è stato l’occasione per rivedere tutta una serie di aspetti delle macchine, anche non strettamente vincolati ai nuovi propulsori. In concomitanza con l’arrivo dello Stage IV i tecnici piemontesi hanno fatto qualche intervento principalmente anche a carico delle cabine, e oggi la famiglia Turbofarmer si presenta ancora più versatile e prestazionale.Vediamo i dettagli. Le parole d’ordine sono state, ovviamente, sicurezza, semplicità d’uso e praticità. Questo ha portato, parlando dei nuovi motori, all’adozione del sistema SCR+DOC che rispetto ai sistemi con DPF offre una gestione molto più semplice e smart, pur garantendo l’ottemperanza allo Stage IV. Questa scelta vede quindi, a livello operativo, l’equipaggiamento dei

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Premiato al Samoter

nuovi sollevatori telescopici con unità Deutz TCD 3,6 da 136 CV con DOC/SCR. Le versioni precedentemente motorizzate con unità da 120 CV passano quindi a 136 CV (100 kW) con un aumento di potenza che sarà sicuramente una gradita sorpresa per la clientela. Il Deutz equipaggerà non solo i Turbofarmer II, cioè i modelli TF 38.10 e TF 42.7, ma anche la famiglia Turbofarmer MD,

La commissione del Premio Innovazione Samoter ha assegnato la menzione speciale al Controllo di Stabilità ASCS (Adaptive Stability Control System) presentato da Merlo, evoluzione del

sistema odierno e che sarà una delle grandi novità introdotte nella gamma di macchine a torretta rotante di ultima generazione. Con l’introduzione dell’ASCS Merlo innalza lo standard di sicurezza

Per chi opta per avere l’MCDC ci sarà una nuova versione del software implementata con il riconoscimento automatico delle attrezzature di serie e con l’abilitazione automatica della zona franca di lavoro quando si installa, per esempio, una benna da scavo, procedura che semplifica e rende più dinamiche le operazioni. In opzione sarà sempre comunque disponibile lo schermo di controllo del MCDC.

con i modelli TF 35.7 e TF 33.9, e la nuovissima gamma Turbofarmer Compact, in produzione da gennaio 2017, e composta dai modelli TF33.7 e TF30.9. In queste due ultime famiglie, però, il motore Deutz sarà caratterizzato da una potenza limitata a 115 CV (85 kW) per un contenimento dei consumi e, sui modelli Compact, spiccano ovviamente le dimensioni, decisamente più contenute. Passando alla cabina, al modello finora adottato su tutti i nuovi telescopici modulari Merlo sarà affiancata una versione Eco, semplificata e pensata per quegli utilizzatori che non hanno necessità di avere il monitor per il controllo del MCDC (Merlo Controllo Dinamico del Carico) e cercano interni pulibili più facilmente, appropriati nelle applicazioni più impegnative. La struttura di base della cabina rimane ovviamente sempre la stessa, con le omologazioni ROPS-FOPS Livello II di serie e una superficie vetrata, un volume interno e uno spazio a disposizione che si pongono oggi tra i migliori del mercato. Sui modelli delle famiglie Medium Duty e Turbofarmer II è disponibile anche la cabina sospesa CS (caratteristica unica delle macchine Merlo) che offre livelli di comfort per l’operatore davvero elevati. Per la gamma Compact c’è invece la possibilità di avere la versione L (Low Profile) ossia la stessa cabina (salvaguardando quindi il comfort) montata semplicemente più in basso, riducendo l’altezza massima della macchina a 2.020 mm. ❑

dell’ambiente di lavoro rendendo i Roto più intelligenti e molto più intuitivi nel loro utilizzo. La velocità dei movimenti, l’area di lavoro del braccio telescopico e le altre informazioni sono

sempre visualizzabili sull’ampio display, dando la possibilità al sistema di calcolare in tempo reale e garantire, in tutte le condizioni operative, il massimo livello di sicurezza abbinato alle migliori performance.

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DOOSAN&BOBCAT

FOR ITALY

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arà all’insegna del mercato italiano il Samoter di Doosan Bobcat, presenti nel Padiglione 5, stand A6-C8. Doosan sarà orientata soprattutto verso la linea pesante con cui, negli ultimi cinque anni, il marchio ha fatto passi da gigante in termini di quota di mercato e fidelizzazione dei clienti in tutta Europa. A Verona ci saranno vari modelli di escavatori, cingolati e gommati, e le pale gommate. Il marchio della lince sarà rappresentato dai micro e miniescavatori (con un nuovo modello), dalle pale compatte, dalle pale compatte cingolate e, soprattutto, dai sollevatori telescopici, che vedranno il lancio della nuova gamma a telaio rigido: 11 modelli

Gestione intelligente

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con capacità di sollevamento da 2,6 a 4,1 t e altezze di sollevamento da 6 a 18 m. Costruiti negli stabilimenti francesi di Pontchâteau, i telescopici sono equipaggiati con il nuovo motore D34 Stage IV/Tier 4 Final sviluppato internamente da Bobcat e, per agevolare l’identificazione delle macchine, prevedono nuove sigle in grado di evidenziare, a colpo

I telescopici Bobcat si avvalgono di vari sistemi di gestione intelligente offerti di serie. In sintesi: SMS (Speed Management System): regola la velocità di traslazione

indipendentemente da quella del motore. SHS (Smart Handling System): permette la regolazione della velocità di movimento del braccio telescopico (sollevamento, sfilo, inclinazione) in

d’occhio, le prestazioni in termini di capacità e altezza di sollevamento. La gamma si compone dei seguenti modelli: i sollevatori telescopici compatti TL26.60 e TL30.60; le versioni a media capacità TL35.70, T35.105, T35.105L e T36.120SL; i T35.130S e T35.140S, ottimizzati per il mercato del noleggio; e i telehandler di grande capacità T35.130SLP, T41.140SLP e T40.180SLP. Come accennato, la più rilevante novità risiede nel motore disponibile, per lo Stage IV, in due versioni. Il modello da 55,2 kW (75 HP) offre prestazioni efficienti ed economicità di servizio, non r ichiede additivo per emissioni diesel (DEF) e utilizza un semplice sistema di posttrattamento limitato al solo catalizzatore di ossidazione diesel (DOC); il 74,5 kW (100 HP) prevede invece un sistema di post-trattamento con catalizzatore DOC, sistema di riduzione catalitica selettiva (SCR) e DEF. Disponibile di serie anche la modalità di ottimizzazione dei consumi Bobcat ECO che, attivata tramite la semplice pressione di un pulsante sul cruscotto, consente prestazioni idrauliche ottimali senza utilizzare la massima potenza del motore e regolando i parametri operativi della macchina in funzione del carico. ❑

funzione del lavoro da svolgere. AFM (Auxiliary Flow Management): regola l’erogazione della potenza idraulica in funzione delle esigenze dell’accessorio e consente

l’impostazione della portata continua. FCS (Fast Connect System): permette il cambio semplice e veloce degli accessori idraulici per mezzo di un sistema integrato a rilascio di pressione.


REPORTTECNICO

TREVI BENNE

NON SI FERMA MAI “L

a stampa resterà definitivamente senza inchiostro”. Alla fine della chiacchierata con Christian Tadiotto, marketing manager di Trevi Benne, è stata proprio questa battuta del film Ironman 2 (che, chissà come, ricorda molto anche i personaggi protagonisti delle pubblicità di Trevi Benne dal 2015) a venirci in mente. Effettivamente queste due pagine sono solo una preview di quanto accadrà nel 2017 in quel di Noventa Vicentina,

e avremo sicuramente di che scrivere durante tutto l'anno riguardo questa Azienda che nel corso degli ultimi anni ha guadagnato una posizione di leader nel segmento delle attrezzature per macchine movimento terra nei mercati di tutto il Mondo. Non c'è stata Nazione, nel 2016, che non abbia portato risultati positivi a Trevi Benne, che per di più si è espansa ulteriormente, raggiungendo nuovi mercati in Africa, con la gamma mining, e Australia. Così il 2016 si ascri-

ve agli annali vicentini come un anno profondamente positivo, che ha visto due grossi avvenimenti. Citiamo per primo, con orgoglio nazionalistico, la ripresa del mercato italiano che ha fatto registrare +24% in termini di crescita per Trevi Benne sul 2015: il noleggio ha dato buoni frutti, la gamma construction si è difesa più che bene, anche se è stata quella delle attrezzature per il recycling a fare la parte del leone. Il secondo avvenimento fondamentale del 2016 è MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

stato l'avvio dei lavori per il nuovo capannone produttivo che avrà una superficie di 1.500 metri quadri coperti, un carroponte da 40 t e ospiterà 10 postazioni di lavoro destinate prevalentemente alla costruzione delle attrezzature heavy duty delle gamme demolition e mining, per le quali la domanda ha visto una crescita, oseremmo dire, esponenziale. Il nuovo capannone porterà ovviamente a una rivisitazione di tutto il layout dell'a-

Anniversario nell' anniversario

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zienda, che si prepara così ad affrontare organizzatissima il 2017. Quest'anno infatti, come abbiamo anticipato all'inizio dell'articolo, non sarà meno ricco del 2016. “L'inizio d'anno è a dir poco intenso per noi” dichiara Christian Tadiotto “perché in poco più di due settimane prenderemo parte direttamente a due manifestazioni fieristiche internazionali, ossia Samoter a Verona e ConExpo a Las Vegas. Per noi si tratta di uno sforzo

2017: per Trevi Benne saranno 25 anni di attività. Ma qualcun altro festeggia in azienda un traguardo altrettanto importante. Christian Tadiotto, marketing manager dell'azienda vicentina, festeggia infatti 20 anni in Trevi Benne. Tanti Auguri, Christian! Tanti Auguri Trevi Benne! La Redazione di MC5.0-Macchine Cantieri

notevole, perché non ci appoggiamo a dealer o distributori, ma riteniamo di doverci presentare direttamente come Costruttore a entrambe le manifestazioni”. E se ai primi di marzo le fiere saranno passate, ci sarà subito da lavorare agli impegni successivi: primo tra tutti l'anniversario. Trevi Benne nel 2017 compie i 25 anni di attività, che saranno degnamente festeggiati con clienti e fornitori. “Come accaduto anche 5 anni fa,

Da sinistra, Christian Tadiotto con alcuni clienti in visita allo stand di Trevi Benne durante Bauma 2016.


L'EREDE DEL premiato nel 1993 A Samoter 1993 Trevi benne vinceva il premio innovazione con il proprio attacco rapido. Da allora molte cose sono cambiate, ma non la validità dell'idea. Da quel progetto originario sono nati via via attacchi rapidi sempre più perfetti e performanti e oggi Trevi Benne propone l'attacco rapido universale idraulico B-Lock, progettato e sviluppato al fine di rispettare appieno la Normativa Europea EN474. Con il B-Lock l'operatore può lavorare in sicurezza evitando la caduta verso il basso e/o l'oscillazione dell’attrezzatura agganciata qualora si verificasse un malfunzionamento al sistema di aggancio principale sui perni. L’unicità di questo attacco rapido sta nei perni anteriori e posteriori, agganciati meccanicamente ed indipendentemente; nei bloccaggi, entrambi visibili dalla cabina dell’escavatore e nel rilascio degli stessi, su questa versione completamente automatico.

intendiamo ospitare quanti hanno condiviso con noi questa avventura imprenditoriale e sostenuto i nostri risultati per una festa che sarà l'occasione per mostrare a tutti le nuove linee produttive e celebrare l'ottimo lavoro di tutti i protagonisti Trevi Benne” spiega Tadiotto. “ I risultati che abbiamo ottenuto sono lo sforzo congiunto dei nostri reparti di progettazione e produzione, ma anche di quanti di noi e dei nostri dealer si occupano della commercializzazione e dell'assistenza post vendita”. Ma facciamo un momento un passo indietro e torniamo al Samoter. Perché parteciparvi? “Abbiamo diversi motivi per farlo” ci spiega Christian.

“Samoter è stata la prima fiera cui Trevi Benne ha partecipato, nel 1993, anno in cui abbiamo vinto il premio innovazioni con il nostro attacco rapido. L'unica edizione cui non abbiamo preso parte è stata quella del 2014, per motivi contingenti all'edizione stessa, ma quest'anno la situazione del mercato e le prospettive sono decisamente diverse e promettenti. A Verona ci saranno molti OEM, fra i quali anche nostri competitor. E poi è giusto partecipare a questa manifestazione perché il mercato italiano ha bisogno di un evento che diventi luogo e momento di ritrovo e incontro con i clienti, gli altri OEM e i dealer, per fare il punto e gettare le basi delle attività del futuro. Senza dimenticare che è ora di tornare ad avere fiducia nel mercato italiano: e per farlo le Aziende devono dimostrare di crederci”. Così ecco cosa vedremo allo stand Trevi Benne alla manifestazione scaligera (Pad. 6, Stand E6): una parata di attrezzature rappresentativa di ognuna delle gamme di attrezzature prodotte in Veneto per tutto il Mondo. Ci saranno una cesoia Marilyn CS 40RS, una benna HDV T.75 e una benna vagliatrice BVR 14e; tra le pinze saranno esposte una pinza primaria HC 18P Premium con Booster e una pinza per deforestazione WT 010, ma anche una pinza demolitrice/selezionatrice PMG 10G. A completamento del portafoglio prodotti vi saranno anche un attacco rapido universale B-Lock e un Multi Kit MK 23P Premium con Booster, kit frantumatore e kit cesoia. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

VOLVO CE

IN UNA BOTTE DI FERRO ffidare il proprio lavoro a una pala compatta Volvo CE significa andare sul sicuro, aver a che fare con un partner di cantiere affidabile ed efficiente, in pratica, vuol dire essere “in una botte di ferro”. Perché le compatte L30G e L35G diVolvo Construction Equipment sono le compagne ideali per il lavoro negli spazi limitati, ma allo stesso tempo offrono la versatilità e le forze di strappo e di sollevamento caratteristiche delle macchine più grandi. Entrambi i modelli sono equipaggiati con un motore Volvo Tier 4 Final/Stage IIIB da 55,4 kW (75 CV) a controllo elettronico per un minore consumo di carburante e ottimizzato sulle esigenze della catena cinematica. I sistemi di ar-

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ticolazione e benna sono robusti e affidabili, con quest'ultima che vede un eccellente angolo di inclinazione all'indietro finalizzato a evitare il rischio di caduta del materiale durante il trasporto o il sollevamento. L'articolazione con barra a Z, di serie, è ampiamente collaudata sul campo,

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MACCHINE CANTIERI 5.0

offre una forza di strappo elevata e tempi di manovra veloci, oltre a un movimento parallelo eccellente con le forche per pallet. Inoltre, per una maggiore possibilità di personalizzazione, il modello L35G è disponibile anche con un'articolazione a coppia parallela (TP) che combina i vantaggi

1) Bassa rumorosità, grande visibilità e massimo comfort caratterizzano la Volvo Car Cab. 2) I filtri idraulici, del carburante, dell'olio e dell'aria, la batteria, il radiatore, l'astina dell'olio e gli indicatori di livello dell'olio idraulico sono tutti facilmente. accessibili.


di sistemi di articolazione differenti per una forza di strappo elevata e un ottimo movimento parallelo. Per la massima versatilità l'attacco rapido idraulico completamente incorporato nell'avambraccio permette di sostituire gli attrezzi, come forche o benne, in modo facile e veloce. Tanti gli spunti tecnici degni di menzione.Tra questi, la protezione specifica che preserva l'albero di trasmissione e gli assali da eventuali danni dovuti a sassi e detriti. Esclusiva di Volvo, questa protezione è sinonimo di una maggiore tranquillità per l'operatore in quanto protegge la catena cinematica della macchina. Da segnalare il giunto oscillante di articolazione che assicura il massimo comfort anche sui terreni più dissestati. Allo stesso tempo anche le grandi boccole, gli ammortizzatori in gomma e i perni temprati in superficie, oltre ad aumentare l'affidabilità e la durata della macchina, contribuiscono ad attenuare le vibrazioni trasmesse all'operatore. In caso di terreni morbidi o scivolosi, o quando un lavoro ri-

Doppio Impianto

DATI TECNICI Modello Motore Potenza Forza di strappo Carico di ribaltamento Benne Pneumatici Peso operativo

Grazie al doppio impianto idraulico separato, con la serie G non è necessario scendere a compromessi tra potenza di sollevamento e capacità di sterzo.

L30G Volvo D3.3D 55,4 kW (75 CV) 61 kN 3.840 kg

L35G Volvo D3.3D 55,4 kW - (75 CV) 60,5 kN 4.350 kg

1,0-1,5 m3 365/80 R20 5,5 - 5,7 t

1,2-1,5 m3 405/70 R20 6,3 - 6,4 t

chiede la massima trazione, premendo un semplice pulsante in cabina, si attiva il bloccaggio del differenziale Volvo per distribuire il 100% della potenza a ogni ruota. Vita facile per l'operatore anche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria. Grazie ai punti di assistenza principali (filtri idraulici, del carburante, dell'olio e dell'aria, batteria, radiatore, astina di livello dell'olio e indicatori di livello dell'olio idraulico) facilmente accessibili, la manutenzione è semplice e veloce. Infine un accenno alla cabina Volvo Car Cab che, con il suo interno spazioso, offre livelli di rumore e vibrazioni ridotti, per un ambiente di lavoro più comodo e sicuro. I comandi sono ergonomici, intuitivi e facilmente accessibili, mentre il sedile completamente regolabile assicura il massimo comfort. Tanta la visibilità grazie al grande parabrezza curvo e al cofano motore compatto. ❑

I due impianti idraulici pressoché indipendenti funzionano simultaneamente, le manovre di sollevamento possono quindi essere effettuate anche con la macchina in movimento. MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

WEBER

VPR700: OLTRE L'ASFALTO a pavimentazione non si limita al solo asfalto. Soprattutto dove c'è attenzione all'urbanistica e alla bellezza, ecco che si fanno largo strade, vialetti, piazze e centri storici pavimentati diversamente. Molteplici progetti architettonici, ma anche molte opere di ristrutturazione, per la pavimentazione esterna spesso vedono l'utilizzo di lastre e masselli in pietra naturale e calcestruzzo. Soluzioni gradevoli sotto il profilo estetico, in grado di impreziosire i più diversi interventi edili, ma che, per essere veramente efficaci, necessitano di una compattazione professionale. Del resto, come ben sanno gli operatori del settore, la posa di questi elementi comporta un notevole dispendio in termini di risorse umane e di tempo. Allo stesso tempo, la delicatezza di alcune superfici im-

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Mettetela alla prova 64

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Per far comprendere l'efficacia di questa macchina, Weber MT ed A.L. Consulting (http://www.alimportagency.it/), che rappresenta il braccio operativo del costruttore in Italia,

mettono a disposizione del mercato la VPR 700 per prove e test gratuiti: il modo migliore per avvicinarsi a un'attrezzatura tanto semplice quanto efficace. In questi ultimi mesi, molti

rivenditori Weber MT sul territorio nazionale hanno sfruttato questa occasione con eccellenti risultati, sia in termini di consenso da parte dei posatori che di procurate vendite. La facilità

di utilizzo ha inoltre indotto parecchi distributori a inserire nelle proprie flotte noleggio la VPR 700, una macchina che è risultata perfetta anche per questa tipologia di mercato.


Tutto ok! DATI TECNICI Modello Peso operativo CECE Forza centrifuga Frequenza Larghezza di lavoro Rulli Motore Alimentazione Potenza massima Potenza in opera Velocità di lavoro

Weber VPR 700 175 kg 14 kN 100 Hz a 6.000 rpm 670 mm 4 in puliuretano onda GX 160 4 tempi benzina 3,6 kW 2,8 kW a 3.200 rpm a spinta manuale

pone un'estrema attenzione per non danneggiare i materiali utilizzati. Per risolvere tutte queste problematiche e assicurare una compattazione professionale ai massimi livelli, Weber MT ha trovato la soluzione ideale nella piastra rullante VPR 700.

Presentata in anteprima allo scorso Bauma e rivista al Galabau di Norimberga, la piastra rullante VPR 700 è uno dei prodotti Weber MT con una più elevata carica innovativa che si abbina a un'invidiabile concretezza ed efficacia. Una soluzione intelligente, che oltre ad alleviare la fatica fisica, incrementa in modo esponenziale la produttività. Inoltre, per la semplicità del suo utilizzo, si tratta di un prodotto appetibile anche per il mercato del noleggio. Sotto il profilo tecnico la VPR 700, che ha un peso di 175 kg e una larghezza di lavoro pari a 670 mm, consente di agire in modo estremamente delicato e di distribuire il peso in modo uniforme

La VPR 700 sta convincendo molte imprese che hanno toccato con mano la bontà di questa soluzione rispetto ad altri metodi di posa più onerosi e meno efficaci. Tra le imprese conquistate dalla Weber VPR 700 la Record Bagattini, produttrice di pavimentazioni per esterni, che ha fatto testare ai posatori l'efficacia di questa macchina nell'allettamento e livellamento dei masselli.

lungo i quattro rulli in poliuretano, che scorrono sulle lastre e sui masselli con sorprendente facilità e leggerezza. La compattazione risulta così omogenea e ogni elemento si incastra perfettamente prevenendo eventuali dislocamenti, scheggiamenti e crepature. I rulli consentono di spingere delicatamente anche lastre e piastrelle relativamente sottili all'interno del fondamento.Allo stesso tempo l'attrezzatura messa a punto da Weber MT è ugualmente efficiente quando si tratta di far vibrare la sabbia tra le giunture. La macchina è alimentata da un motore Honda GX 160 quattro tempi alimentato a benzina, che assicura potenza (2,8 kW in opera) e massima affidabilità. La forza centrifuga si assesta sui 14 kN, mentre la frequenza è di 100 Hz a 6.000 giri. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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EditorialeOff DI MAURIZIO GUSSONI

Ahi, Ahi... le FS E

SE HAI UN PROBLEMA

CHE DEVE ESSERE RISOLTO DA UNA BUROCRAZIA, TI CONVIENE

CAMBIARE PROBLEMA. (ARTHUR BLOCH, LEGGE DI GOOD, LA LEGGE DI MURPHY)

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cco un’altra vicenda di stupidità ferroviaria di Trenitalia. Da sempre, il giorno del compleanno, ci si sente un po’ più vecchi, ma per i titolari della Carta Freccia c’è una consolazione: un buono sconto di 10 euro in regalo. Nel mese di novembre prenotiamo un Frecciarossa, inserendo il codice. Ma il sistema lo rifiuta. Il che ci obbliga all’acquisto a prezzo pieno, con gran piacere del baraccone ferroviario. Telefonare a Trenitalia è sconsigliabile, visto il folle addebito, perciò optiamo per la chat on-line: tempo perso. Con un cervellotico meccanismo prenotiamo una telefonata da parte di Trenitalia, e il momento del confronto arriva. Una signorina, appreso il tutto, annuncia che i computer soffrono dello stesso problema delle porte di molti loro treni: non funzionano. Ma promette che presto sarà tutto messo a posto. Due mesi dopo prenotiamo un altro viaggio ma, ancora una volta, non funziona. Ormai esperti di strade ferrate come un capostazione, interroghiamo la chat on-line. Per tutta risposta riceviamo l’inutile regolamento dei buoni sconto. Prenotiamo una nuova telefonata e, allo squillo, esterniamo i nostri dispiaceri. La signorina, gentile per la verità, ribadisce che i computer hanno dei problemi. Convincendoci che se Trenitalia utilizzasse il sistema a vapore certo funzionerebbero meglio. Comunque, la giovane ferroviaria tenta di prenotarci il biglietto scontato. E, dopo l’insuccesso, candidamente afferma che non ha mezzo per contrastare l’informatica FS in preda a crisi di follia. La ringraziamo, ed elaborando il lutto che era già nell’aria, rinunciamo allo sconto, visto che il buono è in scadenza. Privatizzino pure questi carrozzoni, aumentino i già miliardari stipendi dei supermanager del nulla. Ma se non sconfiggeranno la mentalità statale, indifferente ai problemi dell’utenza, tutto rimarrà come sempre. Il buono-patacca di Trenitalia è poca cosa, ma questi logori caporioni statali e parastatali, con il loro menefreghismo, troppo spesso provocano autentiche tragedie a carico dei cittadini. Che però sono anche elettori. Ne tengano conto! ❑


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MC5.0-Macchine Cantieri - n. 40 gennaio-febbraio 2017