Issuu on Google+

LUCE&LUCI

68

LA LUCE CHE EMOZIONA di Michela Bonzi

Il Salone del Mobile 2011 ha ospitato quest’anno il biennale appuntamento con Euroluce, mentre numerose sono state le installazioni del FuoriSalone presenti in città che hanno visto come protagonista assoluta la luce. In occasione del Salone del Mobile che si svolge ogni anno nel mese di aprile a Milano, la Fiera di Rho ha ospitato quest’anno Euroluce, manifestazione di riferimento a livello internazionale del settore luce che permette ad operatori, designer ed architetti di toccare con mano le nuove proposte illuminotecniche, l’ oggetto luminoso nei suoi dettagli e materiali. E’ qui che espongono i principali nomi del made in italy e del design internazionale ed è qui che si fiutano le future tendenze. Quest’anno, protagonista nell’ illuminazione sia d’ interni che d’esterni è stato il led. Piccolissima dimensione, adattabilità, elevata efficienza luminosa e disponibilità di gamme cromatiche ormai diversificate, il led prosegue la propria avanzata nel mondo della luce con passi decisi. E così, mentre la tecnologia avanza incessantemente in questa direzione, il design classico, per stare al passo con i tempi, si adatta e si “veste di luce nuova“. Se la fiera diventa il luogo in cui toccare con mano la luce, gli spazi urbani del Fuori Salone diventano invece quelli scelti per vederne l’ applicazione. In questa settimana il design contamina la città di Milano: luoghi tradizionali o spazi insoliti vengono ‘occupati’ da installazioni temporanee e vengono tra-

sformati in luoghi atipici, contenitori di progetti contemporanei. Spazi diversificati accolgono allestimenti che sono sperimentazioni, scenografie, temporanei esercizi di architettura. Uno di questi è l’ Università degli studi di Milano che ospita da qualche anno ormai, installazioni sperimentali che miscelano diverse scale di riferimento, micro architetture e macro oggetti, proposte da una serie di architetti internazionali. In uno dei cortili dell’ università, quello della Farmacia, Ingo Maurer è intervenuto con un’ installazione luminosa capace di iscriversi in maniera appropriata e suggestiva all’ interno dello spazio geometrico che l’ospitava. Ablaze - sentimento (s) travolgente riprende la trasformazione degli edifici e il potere emotivo della luce e del fuoco in maniera astratta: una capanna, l’archetipo dell’edificio. Tra interno ed esterno il contrasto è eclatante: esternamente grezza e nera, all’interno illuminata di un intenso color rosso, con il contrasto di un’apertura color verde vivace nel pavimento. Dal soffitto pende un oggetto sferico che, muovendosi lentamente, galleggia nello spazio e riflette l’intorno. Il fuoco è una modalità di cambiamento radicale e suscita stupore ed emozione per la sua luce mobile. La luce rossa che irradia dalla capanna, investe gli ordini di arcate del cortile e conduce il visitatore in una sorta di girone dantesco, uno spazio sospeso e fortemente emozionale. Tutt’altra atmosfera nel cortile adiacente dove Gwena El Nicolas ha invece creato Suspended Colors. Una grande “medusa” luminosa di venticinque metri di dia-


69 La luce che emoziona

CORTILE DELLA FARMACIA Ablaze - Sentimento (s)travolgente di INGO MAURER per ENEL

metro e composta da fibre lunghe quattordici metri ed illuminate da led con cambio di colore, galleggia nello spazio del cortile e si muove cambiando colore nell’aria e sulle note di una gran cassa che richiama un battito di cuore animale, arenatosi nel Cortile dei Bagni. Un’installazione studiata per dare l’impressione di essere viva, in moto perpetuo e che prende vita quando viene sfiorata da un alito di vento o da un visitatore, restituendoci una forma leggiadra che sembra sfidare la forza di gravità. Forme e suggestioni quindi ma anche la forza emozionale della luce. In Luce Tempo Luogo, l’ installazione pensata dallo studio di progettazione DGT Architects per Toshiba, tre spazi in sequenza accolgono tre diversi trat-


LUCE & LUCI 70

CORTILE DEI BAGNO Suspended Colors di GWENAEL NICOLAS con DEBORAH MILANO

tamenti di luce che suscitano stati d’ animo alternanti. La luce non si limita solo ad illuminare, ma porta con sé una forza coinvolgente capace di creare atmosfere ed arricchire la vita. Ecco allora che il concetto giapponese di Akari, che esprime l’ abilità di illuminare al fine di attrarre profondamente i nostri sensi e le nostre emozioni, si insidia negli spazi di via Savona. Inside, il terzo dei tre spazi in sequenza, è un involucro nero e pressoché buio che fa incontrare due elementi primordiali come acqua e luce: gocce che cadono dal soffitto a formare tende d’ acqua, mutano costantemente sostanza e forma, sotto le variazioni d’illuminazione di numerosi led. Il visitatore viene proiettato in uno spazio surreale in cui galleggiano infinite particelle di luce. La luce la si “tocca con mano“, quasi fosse un oggetto

palpabile. Light loom, dello studio giapponese Torafu architects per Canon, spinge ancora più la ricerca in questa direzione. La luce prende forma e dimensione mentre corre su fili di nylon che seguono i fasci luminosi d’ immagini. L’intento dei designers è stato quello di andare oltre la consueta bi dimensione, alla ricerca della terza. Un grande schermo su cui sono proiettate sei lettere a scrivere la parola wonder ed una parete alle spalle da cui fuoriescono, da punti prestabiliti, sia immagini che fili di capaci di raccogliere la luce e di condurla fino alla parete principale. Quello che si viene a creare è un meraviglioso ricamo, uno “schermo di fasci luminosi” in cui la luce viene dissezionata in una molteplicità di linee di luce che hanno la stessa consistenza dell’aria.


71 LUCE TEMPO E SPAZIO per Toshiba di DORREL. GHOTMEH. TANE ARCHITECS + IZUMI OKAYASU installazione nello spazio 3/ Inside installazione nello spazio 1/ Entrance

LIGHT LOOM per Canon di TORAFU ARCHITECTS fotografie di Daisuke Ohki

La luce che emoziona


TALEA 27/11