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vucciria

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Satira & rumori di fondo - supplemento gratuito di SICILIAINFORMAZIONI - anno uno - numero 22 - 27 novembre 2010

vuccistrip intervista a barabba telex istantanee mondello bestiario di nza calia e simie d the city strafal- arie arn storie preca ie 101 domande a... oroscopo

della domenica


A

ncora una volta ci tocca essere d'accordo (e quindi rubare) con l'editoriale di Giovanni De Mauro, direttore del settimanale Internazionale. Con un piccola chiosa - però - che leggerete alla fine...

Calcolare il numero di anni in cui è stato alleato di Silvio Berlusconi (sedici). Memorizzare almeno un paio di sue frasi famose (“Mussolini è stato il più grande statista del secolo”, La Stampa, 1 aprile 1994; “Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti”, La Stampa, 3 giugno 1994). Elencare i nomi dei deputati per cui ha negato l’autorizzazione a procedere o all’arresto (Cesare Previti; Marcello Dell’Utri; Gaspare Giudice; Amedeo Matacena; Umberto Bossi, accusato per la frase “Col tricolore io mi pulisco il culo”). Trascrivere i numeri di due delle leggi di cui è stato promotore (189/02, primo firmatario con Umberto Bossi della legge sull’immigrazione clandestina; 49/06 primo firmatario con Carlo Giovanardi della legge che elimina la distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere, e tra consumo e spaccio di droga). Tradurre la frase del Guardian a proposito della sua presenza nella questura di Genova durante il G8 del luglio 2001 (”He has never been required to explain what orders he gave”). Esercizi da fare per resistere alla tentazione di non trovare poi così male Gianfranco Fini. Giovanni De Mauro

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Una striscia vi seppellirà! O, male che vada, vi dirà la verità... info@lavucciria.net V!

SBIECAMENTE di Eber

ITALIETTA di Mauro Biani

IN DISPENZA di Sebino

Ci permettiamo di chiosare, caro direttore, invitando comunque i nostri lettori (se possibile e soprattutto se ne hanno voglia) a resistere. Meglio un po' di sana vucciria delle solite, facili, tentazioni... V!

DE VENEXIA di Gava

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della domenica


di MASSIMO PULEO

BARABBA Ovvero: non sempre il voto popolare ti dà ragione... di Mauro Patorno

uno che ti segue, che ti crea le situazioni, la massa è con te. Ero un personaggio e ho sfondato, tutto qui. Ed ho fatto tutto da solo. V: Si mormora, però, che quelli del Sinedrio abbiano dato il loro appoggio, abbiano pilotato il voto. Le risulta? B: Guardi, non li conoscevo nemmeno io, mai avuto contatti. Se poi mi hanno appoggiato per motivi loro non lo so, ma io non sono andato certo a cercarli. Si è voluto mettere in dubbio il mio successo, è questo? E’ l’invidia che fa parlare, dia retta a me. Io ero un poveraccio qualunque ed ho vinto sul figlio di un re, uno con appoggi molto in alto. E la cosa non è andata giù a parecchi. V: Sa che dopo è stata avviata un’inchiesta? B: Una bolla di sapone, come al solito. Qualche domanda in giro, due righi di verbale, tanto per fare contenti tutti. E poi a gara finita si dimentica presto e si fa qualcosa di nuovo. Da allora la gente ci ha preso gusto e vuole votare, votare, votare… finita una gara bisogna prepararne subito un’altra. V: Di cosa si occupa adesso? B: Che domande! Di televoto, e di cosa altrimenti? Ho messo su un gruppo che vota su commissione: reality, gare canore, facciamo di tutto. Chi vuol vincere qualcosa ci dà l’incarico e noi spariamo voti a raffica. V: Ma, e la volontà popolare?... B: Beh, alla fine, ai miei tempi, hanno preso una cantonata! Loro votano ma decidere chi deve vincere è un’altra cosa! Non sono ancora maturi per queste cose, meglio teleguidarli, non crede? V!

UTILE

ALLARMISMO

E’

giusto festeggiare i cinquant’anni dell’aeroporto di Palermo-Cinisi, “Falcone Borsellino”? Forse no, e credo che infatti nessuno lo farà. Ricordarlo è invece molto opportuno, per non dire doveroso. Quello palermitano a mio avviso non è lo scalo più sbagliato d’Italia, perché almeno un paio (tra quelli più importanti) ci tolgono il primato (o “ultimato”), ed è quasi un peccato. Certo, costruirlo tra il mare e la montagna (Longa) non fu molto assennato, ma la mafia – pare accertato – i terreni su cui speculare lì ce li aveva, e pazienza. Ma per non fare dell’inutile allarmismo facciamo quello utile. La pericolosità della collocazione geografica è sotto gli occhi di tutti, inoltre c’è il fenomeno del wind shear come in nessun altro aeroporto dello Stivale. In compenso le condizioni di visibilità sono le migliori auspicabili e la pista principale è soddisfacentemente lunga. Capitolo a parte per quella cosiddetta “dello scirocco”. In ogni caso, ormai questo scalo abbiamo, questo ci dobbiamo tenere e questo dobbiamo cercare di migliorare. Tipo installando i dispositivi sperimentali anti wind shear. Il problema è che questa sarebbe una scelta assennata, quindi non nel solco delle tradizioni di Punta Raisi. E infatti è tutto bloccato da anni per disaccordi fra enti diversi: il comune di Isola delle Femmine contro Enac, Enav e Gesap. Assurdo. Vergognoso. Tutto quello che volete voi, ma così è. Rispetto a questo, tutti gli altri problemi risultano bazzecole. Eppure un breve elenco non vorrei risparmiarvelo: i parcheggi, la raggiungibilità dell’area, la scarsissima dotazione di banchi check-in e l’imbuto dei controlli sono i primi che mi vengono in mente. Poi mi verrebbe in mente anche la gestione prettamente politica dello scalo, ma magari dicono che questi di diPalermo vogliono polemizzare a tutti i costi… Ricordiamo, dunque, i primi cinquant’anni di un luogo importante che ha contribuito a mitigare l’isolamento di un’isola. Però… se qualche volta, atterrando o decollando da lì, ci ritroviamo il cuore vicino alle tonsille ricordiamoci che non è il caso di prendersela col destino ma cogli uomini, e un po’ anche con noi stessi. V!

(C)DIPALERMO.IT

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bbiamo incontrato mister Barabba in un centro di rieducazione per il recupero dei prigionieri politici deviati, durante una pausa di lavoro. La Vucciria: Mister Barabba, lei è stato il primo miracolato da un voto popolare. Ricorda quei momenti? Barabba: Certo! Grandi emozioni, davvero! Tutti lì, solo per te, ad urlare il tuo nome…bello, bello. V: Lei era stato già condannato, vero? B: Sì, da un giudice monocratico, che decideva da solo: “pollice su” o “pollice verso”. Ma poi venne fuori l’idea della giuria popolare, per rispetto ad una grande festa cui tutti dovevano partecipare. E quando è la gente che vota è tutta un’altra cosa! V: Era sicuro del risultato? B: No, non si è mai sicuri fino all’ultimo. Li vedevo ondeggiare, litigare, fare il tifo ora per me ora per quell’altro. Avevo degli amici, giù in piazza, che cercavano di raccogliere voti a mio favore ed anch’io facevo la mia parte dal palco. Una gara veramente emozionante, giocata fino in fondo. V: Però qualcuno successivamente ha sollevato dei dubbi sul voto. Come mai ha vinto lei che, mi scusi, era il “cattivo” mentre il suo avversario, il “buono”, è andato giù? B: Mah, evidentemente ho avuto successo. Ero “l’assassino maledetto”, il “ribelle” che piace tanto ai giovani ed alle donne, che viveva fuori dagli schemi, dalle ipocrisie di quella società stretta nelle convenzioni, ero il nuovo che avanza… V: Ehm, mi scusi mister Barabba, lei era un brigante; forse si è ritrovato per caso in mezzo ad una sommossa e c’è scappato il morto, ma insomma, non mi dica che fosse un eroe… B: Che c’entra! E’ l’immagine collettiva che hanno di te che conta, mica quello che sei realmente! Io sono stato un precursore! Ma lei dove vive? Se hai un buon manager,

TELEX

www.

Oasi di libertà vucciria3

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della domenica

.com


di: Totò CalÏ, Marco Careddu, Dario Di Simone, Sebino Dispenza, Giulio Laurenzi, Paolo Lombardi, Massimo Ottavi, Massimo Palazzo, Mauro Patorno, Tiziano Riverso, Umberto Romaniello, Lamberto Tomassini, Gianfranco Uber.


satiraretro’

diit to punt ta a to su u


CALIA&SIMIENZA di Gabriele Pomar

LO SCU DETTO! .................................

BELLO di Albo

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assiamo ora ad esaminare la categoria degli esercenti di imprese commerciali nell’ambito ristretto della spiaggia. Anche in questo caso, si può dire che il litorale non sia altro che una proiezione in piccolo della società in cui viviamo, e dunque, anche in questo caso, avremo riportate tutte le caratteristiche proprie dell’economia mondiale in piccolo, nella spiaggia di Mondello. Il primo valoroso elemento della sempre solerte e operosa categoria degli esercenti è senza dubbio il venditore di cocco. Voi vi chiederete perché mai in ogni spiaggia che si rispetti vi debba essere un venditore di cocco. Se lo chiedono anche gli studiosi, non riuscendo a dare una risposta. Sarà forse la volontà di fare di ogni spiaggia una spiaggia caraibica? Sarà il fatto che questi poveri lavoratori dovranno pure portare la pagnotta a casa, ogni sera? Sarà che volevano trovare un prodotto originale da vendere? Questa terza ipotesi la possiamo accantonare, vedremo nei prossimi capitoli il perché. Il venditore di cocco presenta delle caratteristiche fisiche interessanti. In figura potete notare come non si allontani mai dalla sua scodellona, carica all’inverosimile di cocco e ghiaccio. Per portarla agevolmente, tutti i venditori di cocco, tipica professione che si tramanda di padre in figlio, vengono soggetti ad una pratica durissima, ad un tirocinio che comincia in tenera età: Come in passato le donne cinesi avevano fasciati i piedi in tenerissima età per non avere i piedi troppo grandi, come le donne di alcune tribù africane allungano il proprio collo attraverso grossi anelli che indossano fin dalla più giovane età, così i venditori di cocco padri, fanno crescere a dismisura una mano dei figli(non si sa con che tecnica. È un mistero che gelosamente si tramandano), per controllare agevolmente la loro scodellona. Così, dopo anni e anni di apprendimento, dopo anni e anni di deformazione, la mano diventa una manona, con il palmo rigorosamente rivolto verso l’alto. Per rendere l’idea, le dimensioni della mano possono raggiungere quelle di un guantone da baseball. Per quanto riguarda le deformazioni, possiamo citarne altre due: innanzitutto, gli arti inferiori, perennemente sul bagnasciuga, hanno sviluppato dei piedi palmati che consentono loro di spostarsi più agevolmente sul bagnato, ma ciò ha reso loro impossibile la stabilità su un terreno asciutto. Ogni tanto, per svolgere le loro

VOGLIO

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funzioni commerciali, essi si addentrano nelle zone più asciutte e calde della spiaggia, ma solitamente il loro soggiorno è di breve durata per via delle ustioni che potrebbero riportare. Infine abbiamo l’ultima deformazione, questa interna e più psichica che corporale: il venditore di cocco conosce infatti solo due o tre parole in tutto: “cocco”, “coccobellooooo” e “uneuro”(tutte rigorosamente unite!). Non sentirete mai il venditore di cocco parlare di altro o usare termini più complessi. Nella dotazione del venditore di cocco provetto rientra anche un fondamentale marsupio, fondamentale in quanto è la cassa del venditore di cocco. E anche in questo caso, possiamo dire che Mondello è un mondo in piccolo(del resto è lo stesso nome a dirlo): prima dell’euro i marsupi erano leggeri per via delle banconote da millelire accumulate in esso; oggi, non solo vige la conversione 1000 lire = 1 euro, ma il venditore di cocco sente aumentare il peso del suo marsupio a dismisura, per via del gran numero di monete. Ma il marsupio ha anche un’altra grande funzione: la cinghia che lo lega ai fianchi del venditore di cocco funge da utilis-simo appiglio per le pinze(quelle per gli spaghetti, riciclate per il suo scopo commerciale), con cui l’esercente preleva il pezzo di cocco per porgerlo al cliente(credevate che usasse le mani?). E’ un vero spettacolo della natura assistere alla perizia con cui il venditore, prima di consegnare il pezzo di cocco, inclini il palmo della sua manona, in modo da far fuoriuscire dalla scodella un filo di acqua gelata per rinfrescare il cocco, dopo che si è cotto al sole per giorni e giorni. A questo proposito si narrano inquietanti leggende metropolitane su questa categoria: si dice che alcuni venditori inesperti ogni tanto si lascino sfuggire pezzi di cocco per la spiaggia: ebbene, alcuni raccontano che il venditore, dopo essersi attentamente guardato intorno, abbia raccolto il pezzo di cocco sporco di sabbia e l’abbia sciacquato con acqua di mare. Non sappiamo quanto siano attendibili queste voci, ma noi ne diamo atto, sperando di non dover mai assistere con i nostri occhi a cotali scene.

(10- continua)

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ulla maniglia della porta della suite 131 dell'Hotel Gallia di Milano era appeso l'avviso "Non disturbare". Gipo Viani, al quale l'addetto alla reception aveva dato il permesso di salire, bussò ed entrò non appena sentì l'invito ad accomodarsi. - "Entri pure Viani, prego sieda pure dove vuole", disse Raimondo Lanza di Trabia distogliendo lo sguardo da uno dei tanti giornali ai quali stava dando una rapida scorsa mentre, immerso nella comoda vasca da bagno della suite, sorseggiava un Martini ghiacciato. - "Desidera qualcosa da bere?", chiese il principe, "So che fuori c'è l'inferno … Sarà certamente accaldato!", esclamò. Poi, senza attendere la risposta dell'imbarazzato interlocutore, ordinò un Biancosarti al telefono. Viani, che si era seduto, non solo non aveva proferito parola, ma aveva anche dimenticato di togliersi dal capo la paglietta, troppo intimidito per l'inusuale modo di ricevere del suo blasonato interlocutore. - "Bene, Viani", riprese il principe guardando intensamente il suo interlocutore, "il campionato è appena finito e dobbiamo programmare per tempo il prossimo", disse. - "Ha pensato al suo futuro?", chiese a bruciapelo dopo una breve pausa. L'allenatore, palesemente frastornato, non abbozzò neppure un tentativo di risposta. - "Guardi, Viani, che se decide di restare con noi anche quest'anno, voglio una squadra fortissima", disse, "in grado di tenere testa a Milan, Inter e Juventus", aggiunse deciso. Viani, però, continuava a tacere. - "Guardi che non scherzo", riprese con aria seria il principe, "voglio il Palermo in testa alla classifica. Mi chieda pure la luna, l'avrà!", esclamò con trasporto. - "Ma …", balbettò il trainer rosanero senza riuscire ad aggiungere altro mentre spostava lo sguardo in giro senza avere il coraggio di indirizzarlo alla volta del principe. - "Viani, mi sta ascoltando?", chiese spazientito Raimondo Lanza, "Stamane, davvero, non mi sembra in palla …", ironizzò mentre un sorrisetto beffardo gli faceva capolino tra le labbra. - "Forse non sono stato sufficientemente chiaro?", domandò sporgendosi lievemente dalla vasca, "Viani, voglio lo scudetto", sillabò. L'allenatore del Palermo ingollò in un fiato il Biancosarti che, nel frattempo, un cameriere addetto ai servizi in camera gli aveva servito. - "Principe", disse un po' risollevato, "Mi scusi l'imbarazzo, ma il conte Vaselli mi ha fatto una proposta allettante", soggiunse. - "Più della mia?", chiese il nobiluomo siciliano senza nascondere un moto di disappunto. - "Certo, principe, il suo programma è ambizioso e a Palermo ho trascorso anni meravigliosi …", continuò. - "Lasci perdere, Viani", tagliò corto Raimondo Lanza bruscamente, "Capisco perfettamente … Roma e il conte Vaselli, forse, le potranno offrire quelle opportunità che noi non siamo in grado di soddisfare", concluse tornando a sfogliare i giornali che aveva temporaneamente messo da parte. Viani, che conosceva bene il principe, comprese che il colloquio era terminato e, con esso - molto verosimilmente anche il suo rapporto professionale con il Palermo. Si alzò, salutò e uscì dalla suite 131. Non era certo di avere fatto la scelta migliore e, in cuor suo per un attimo, rimpianse di avere accennato all'offerta fattagli dal presidente della Roma. Forse, avrebbe avuto bisogno di più tempo per riflettere e decidere. Nella vasca da bagno della sua suite milanese, Raimondo Lanza posò stancamente i giornali, sorseggiò quel che restava del suo Martini, socchiuse gli occhi e pensò che il giovane Gianni Agnelli era un uomo fortunato. Con Viani, ne era certo, i rosanero sarebbero stati in grado di spegnere il sorriso pieno di sussiego che raramente abbandonava il suo amico torinese… V!

(C)MANIEROSANERO.IT

10)COCCO

fig. 10 Coccobello


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eri le strafy si sono date alla scoperta dell'arte e dell'architettura, sono state al Guggenhaim (hai visto capa clan che siamo state brave?), ovviamente mi sono spacciata per studentessa per avere lo sconto. Mentre a Curtulidda si compiaceva della struttura architettonica e faceva foto quando non si poteva, facendosi anche rimproverare, io mi emozionavo davanti quadri di Picasso, Toulouse Lautrec, Cezane e Manet. Ho ricordato il periodo in cui all'universita' studiavo con Carmela storia dell'arte, e di come questa materia ci sia piaciuta, dei discorsi che facevamo, da ubriachi e non, con Rosita (collega) e con Bafri. E adesso tutto quello che avevo studiato ce lo avevo davanti agli occhi. La "donna che stira" di Picasso del periodo blu, quando la sua attezione era rivolta agli ultimi della societa', e' quello che in assoluto mi e' piaciuto di piu'. Dopo a Curtulidda mi ha anche spiegato un po' della struttura del museo e devo dire che in effetti e' stupefacente e molto particolare. Tutto il percorso si snoda in un'unica spirale dove su diversi piani ci sono le varie sale. All'uscita abbiamo pensato di andare a visitare Central Park, previa sosta per il pranzo. Nella parte sud ovest di Central Park c'e' Whole Food e siamo andate li', si prende il cibo cotto e si paga a peso, ovvimente meta' del pasto lo abbiamo consumato prima di arrivare alle casse con la famosa non chalance che ci contraddistingue. A Curtulidda avvistando delle deliziose patate ha esclamato "cu mancia patati un muori mai!" e se n'e' presa una lauta porzione, io notando che erano nello scompartimento delle cose fredde ho desistito. Paghiamo, e ci sediamo per mangiare, a Curtulidda si mette in bocca le patate tutta priata e mi guarda sconcertata. Le patate non erano patate bensi' mele cotte con la cannella, entrambe le cose non

STRA(PHALE)NGERS

PASSEGGERE

di Alessia Rotolo

DELLA METRO

piacciono a Rosa e allora ha esordito con "botta ri sali pi quantu custaru un minni putieva pigghiari chiu' picca!!". Alla fine tutto quello che abbiamo preso da mangiare non era esattamente quello che credevamo. Per niente soddisfatte del pranzo ci siamo dirette a Central park e tra scoiattoli e foglie di vario colore in perfetto stile autunno a New York siamo arrivate allo strawberry field, un luogo dedicato alla memoria di John Lennon. Un posto molto spirituale, dove la gente mette sempre fiori e dove c'e' sempre qualcuno che canta le canzoni piu' famose dei Beatles. Oggi a New York e' calata di botto la temperatura, c'erano 5 gradi, pioggia e vento. Io e a Curtulidda eravamo un po' prese dalla botta, ma alla fine in uno slancio di operativita'

storieprecarie di Albo

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della domenica

siamo scese da casa e abbiamo preso un treno consigliato dalla guida che attraversa il Queens e tutti i vari quartieri degli immigrati. La metro e' un posto affascinante qui, le persone si addormentano tutte, e anche Rosa appena salita s'addummisciu. Io guardavo fuori i vari paesaggi, i murales, le case, ma poi mi affascinano sempre le persone, mi blocco a guardarle, e quando sono nel meglio dei miei pensieri a Curtulidda si sveglia e comincia a buttare voci e a commentare ogni essere vivente nel raggio di 10 metri, e' spietata e fa satari 'ntallaria mezzo vagone della metro che dorme e me che sono assorta. Oggi con la Corta ci siamo messe a fare discorsi della serie "ma se tu guadagnassi 5mila euro al mese cosa faresti?", reduci dei discorsi con Valerio, e da li' cominciano discussioni surreali, suddivisione del budget per i diversi impirugghi e cose da comprare, poi tornando alla realta' pensiamo che tanto e' impossibile guadagnare tanto a Palermo, e automaticamente si infila l'altro discorso che oramai e' nella "top ten dei discorsi dei 30enni palermitani", e cioe', "ma tu vuoi rimanere a Palermo?", "perche' a trent'anni si fanno scelte che sono per tutta la vita e quindi se te ne vai non torni piu'", etc etc. Al rientro dalla gita siamo scese a Times Squere ed erano le ore 18.30, piena ora di punta, una fiumana di gente che andava velocissima ci ha travolto. Noi che non abbiamo mai premura andavamo lente e guardandoci intorno a Curtulidda ha esclamato "c'e' cu va i primura e c'e' cu scaccia uova!". (11 - continua)


a cura del Mago Presbiopia ariete

toro

gemelli

cancro

Occuperete anche voi una posizione dominante ma attenti ai colpi di testa e a quelli alla testa.

Accettate la sfida tirando fuori i vostri punti migliori: dalle elementari in poi tutto fa brodo.

Non siete certo un rifiuto della società e se lo foste fareste comunque parte della maggioranza.

Esigete il diritto di replica anche se si dice bene di voi: si sa che quando ci vuole ci vuole.

leone

vergine

bilancia

scorpione

Pensate al matrimonio con fiducia per poi ripensarci con rinnovata fiducia. L'attesa premia.

Siete stati impulsivi ed avventati: il vostro capo capirà e sarà comprensivo, per questa volta.

Arriva l'inverno ed il freddo ma non allarmatevi: succede praticamente tutti gli anni, di questi tempi.

I vostri segreti saranno violati e tutti sapranno finalmente chi siete: chiedete e lo saprete anche voi.

sagittario

capricorno

acquario

pesci

I vostri figli minori vi guardano: fate un grande piano per loro ed illustratelo nel salotto di casa.

La vostra parabola si sta ormai concludendo: non vi resta che ripiegare sul digitale terrestre.

Il vostro carattere instabile verrà presto normalizzato da un bel provvedimento, ad hoc.

Avete ordinato un vescovo senza autorizzazione: leggete bene il menù la prossima volta.

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vu cci ria

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della domenica Anno 1 - numero 22 - 28 novembre 2010 Settimanale gratuito allegato al numero odierno di SiciliaInformazioni.com Hanno collaborato: Stefano Antonucci, Mauro Biani, Totò Calì, Marco Careddu, Filippo Cucinotta, Dario Di Simone, Sebino Dispenza, Mario Gaudio, Marco Gavagnin, Giulio Laurenzi, Massimo Ottavi, Massimo Palazzo, Mauro Patorno, Fabio Pecorari, Massimo Puleo, Tiziano Riverso, Umberto Romaniello, Alessia Rotolo, Lamberto Tomassini, Alberto Turturici, Gianfranco Uber. Copertina: Stefano Antonucci. Grafica: Max & co. Testi, disegni e illustrazioni sono copyright dei rispettivi autori. Potete riprodurli liberamente, basta solo che citiate la fonte. I nostri indirizzi: www.lavucciria.net www.siciliainformazioni/giornale/lavucciria

Mail: info@lavucciria.net ERRATA CORRIGE: nel numero scorso, fra i collaboratori, è saltato il nome di Paolo Lombardi. Ce ne scusiamo col diretto interessato (brioche gelato e panna assicurata appena passi da queste parti...). Finito di impaginare il 27 novembre 2010. Direttore responsabile: Salvatore Parlagreco

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La Vucciria della Domenica no. 22  

VENITE VIA CON NOI! O, in alternativa, statevene comodamente seduti davanti al vostro pc a sfogliare un numero che annovera mostri sacri del...

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