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I sampietrini 2


«La longevità è un patrimonio. Qualunque sia la vostra convinzione su ciò che accade dopo la morte, è inutile e sciocco sottovalutare il periodo che trascorriamo in questa vita» (p. 68)

«Invecchiare ci mette di fronte a cambiamenti fisici, energetici, mentali [...]: gli anni portano esperienze e alterazioni che, se vogliamo invecchiare bene, vanno accettate e non combattute o addirittura negate e rimosse» (p. 48)


«Quante insicurezze si hanno da giovani e non ci sono più nella maturità? Quante passioni si vivono in pienezza solo dopo avere raggiunto l’età adulta? Chi di noi scambierebbe sul serio le certezze, la cultura accumulata, le relazioni e le gratificazioni intellettuali o gli hobby con il proprio sé ventenne, guadagnando prestanza fisica ma perdendo il tesoro prezioso costruito con pazienza e sacrifici? Rispettare la propria età significa onorarla» (pp. 49-50)


Umberto Veronesi

LongevitĂ  A cura di MariaGiovanna Luini Traduzione di Nome Cognome

Bollati Boringhieri


© 2012 Bollati Boringhieri editore Torino, corso Vittorio Emanuele II, 86 Gruppo editoriale Mauri Spagnol isbn 978-88-339-8123-9 Schema grafico della copertina: Bosio.Associati www.bollatiboringhieri.it

Quest’opera è protetta dalla Legge sul diritto d’autore. È vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata.


2. L’invecchiamento

Perché invecchiamo? La domanda evoca l’infanzia. Esistono dubbi che permettiamo ai bambini, ma con l’età adulta si dissimulano, si rimuovono in nome di ciò che è ovvio. Un bambino può chiedere perché si nasce e dopo un po’ si muore, quali siano i motivi per la pelle che accumula rughe e il passo che diventa meno elastico. Un adulto non dovrebbe porsi il problema, meglio accettare ciò che non possiamo cambiare. È vero, attualmente l’invecchiamento fa parte dell’esistenza, è un evento normale e progressivo e non siamo capaci di fermarlo anche se possiamo alleggerirne e migliorarne gli effetti. Succede e basta. Ciononostante, gli scienziati per riuscire nel loro lavoro devono mantenere in sé la curiosità tipica dei bambini, soprattutto non perdere il coraggio di porre domande che possono apparire ovvie. Perché si invecchia e si muore? Cosa è l’invecchiamento? 22


L’impegno della scienza e della medicina per chiarire i meccanismi dell’invecchiamento e della longevità è stato spesso frainteso: sembra che chi studia la longevità insegua il miraggio della vita eterna e, di conseguenza, impieghi risorse economiche ed energie nel nulla. Una nuova giovinezza per le cellule dei centenari. L’invecchiamento è reversibile, la scoperta di un’équipe francese è il titolo di un articolo, peraltro chiarissimo e preciso, che il «Corriere della Sera» ha pubblicato, a firma di Stefano Montefiori, mercoledì 2 novembre 2011: la scoperta rilanciata dal quotidiano è stata pubblicata sulla rivista scientifica «Genes & Development» e arriva dall’Università di Montpellier, dove gli scienziati guidati da Jean-Marc Lemaitre hanno riprogrammato in vitro alcune cellule prelevate da persone di età avanzata e molto avanzata restituendo loro (grazie all’inserimento di quattro geni nel nucleo cellulare) la capacità di riprodursi e proliferare. In pratica, sono state ottenute staminali a partire da cellule vecchie, non più capaci di riprodursi; e le staminali hanno la potenzialità di dare origine a tessuti nuovi e sani. Le possibili conseguenze future sono legate alla rigenerazione di tessuti danneggiati o morti, o gravemente incapaci di proliferare. 23


È ovvio che un’altra conseguenza potrebbe essere, ma siamo ancora molto lontani da questo, la «nuova giovinezza» urlata nel titolo dell’articolo. Scienziati che provano a rigenerare organi e tessuti per guarire le malattie, quindi, ma anche curiosi di comprendere cosa accada durante l’invecchiamento e se sia possibile contrastarlo. Domandarsi quali processi fisiologici oppure patologici portino ogni persona, ogni animale a invecchiare e morire significa anche ricercare le cause di ciò che mette in pericolo la salute e ciò che invece sembra utile a preservarla. Perché alcuni sono più fragili, si ammalano spesso e non vivono a lungo? Perché altri raggiungono i novanta, cento anni e non cadono mai o quasi mai nel trauma della malattia, non hanno mai avuto bisogno di cure e possono raccontare di non essere mai entrati in un ospedale? Rispondere a queste domande significa chiarire molto sui tumori, sull’aterosclerosi, sul Parkinson, sulla malattia di Alzheimer… Significa scovare i processi o le caratteristiche che proteggono i fortunati, per provare a estendere i vantaggi alla maggioranza della popolazione.

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Longevità