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2013

PORTFOLIO

Arch. Mattia Penazzi Lavori Accademici + Concorsi


9 3 5 7 8 12

2

4

11

Questioni Architettoniche & Teorie

6

I - Scala Urbana

01

Pensieri Personali

05

Living Through Art

09

Una Casa. Un Camino.

II - Scala Architettonica

III - Ex Tempore + Concorsi


00

TABELLA DEI CONTENUTI

Università degli Studi di Ferrara - Facoltà di Architettura Lavori Accademici + Concorsi | 2005-2013

Progetti Accademici

02

Rigenerazione Urbana

03

Arcipelago Urbano

04

Ricucitura Verde

06

[EX]Caserma delle Arti

07

Une Petite Maison

08

Nuova Luce a S.Michele

10

Il Sentiero e la Chiesa

11

Ospedale di Fermo

12

MEIS

13

Altri Lavori

14

Ispirazioni

CV

Curriculum Vitae Contenuti 02-03


Prefazione

01

PENSIERI PERSONALI

Università degli Studi di Ferrara - Facoltà di Architettura Lavori Accademici + Concorsi | 2005-2013

Che Cos’è l’Architettura? L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce - Le Corbusier

Così nel 1923 uno dei maestri dell movimento moderno rispondeva alla fatidica domanda: “che cos’è l’architettura?” Una domanda che non mi ero mai posto prima di iniziare i miei studi universitari e ad essere sincero nemmeno a studi iniziati, non subito perlomeno. Fu durante un seminario del terzo anno del corso di progettazione architettonica III che il professore di composizione ci fece la fatidica domanda. Ci furono diverse risposte, anzi più che risposte sembrarono essere tentativi, mi accorsi infatti che non ero l’unico a non essersi mai posto il quesito e a non conoscere la soluzione corretta, se ce ne fosse stata una. Capii solo in seguito che il professore non pretendeva da noi una risposta alla domanda, perchè UNA risposta univoca non esiste. Ciò che ci veniva chiesto era di trovare la nostra architettura, capire cosa vediamo in questo termine e quale architettura vogliamo fare. Ho cercato la mia risposta studiando il lavoro di uomini che hanno segnato profondamende il panorma architettonico internazionale, con le loro idee e le loro concezioni hanno lasciato una profonda impronta sul significato di fare architettura. Architetti come Le Corbusier, appunto, Mies Van Der Rohe, Louis Khan per citarne alcuni, ma anche professionisti contemporanei come Renzo Piano, Frank Gehry o Tadao Ando, ognuno di loro (come tantissimi altri che non starò qui ad elencare) mi hanno mostrato un punto di vista unico, il loro, sul concepire l’architettura. Spesso sono visioni contrastanti e antitetiche ma che riguardano lo stesso tema. Se la risposta, allora, dipende da ognuno di noi, l’architettura è soggettiva? La mia risposta è no. Credo che non sia l’architettura in senso lato ad essere soggettiva, quello che invece lo è, è il modo in cui ognuno di noi attraverso l’architettura cerca di risolvere una determinata problematica.

L’opinione che ho maturato fino ad ora riguardo all’architettura è che sia il modo di esprimere la propria visione della società e delle sue necessità. Per questo motivo penso che la ricerca sia qualcosa di più di una risposta ad una domanda, ma che diventi invece l’indagine sulla realtà a cui apparteniamo e sulla direzione che le vorremmo dare. Capire che ruolo vogliamo avere. Sono solo all’inizio della ricerca alla mia risposta ad un quesito che nemmeno mi ero posto quando ho scelto questa carriera. Una scelta che ha origini nell’infanzia, un po’ come in una favola, quando passavo ore a giocare con le costruzioni a disegnare su qualsiasi superficie, anche le più improbabili e di questo devo chiedere scusa ai miei genitori.

L’architetto è un muratore che ha studiato il latino - Adolf Loos

Pensieri Personali 04-05


Emilia-Romagna

Italia


Comacchio

02

RIGENERAZIONE URBANA

Polo Urbano della Darsena, Porta del Parco del Delta e Nuovo Tessuto Residenziale Sociale Tesi di Laurea | 2010-2011 Relatori: Arch. Marco Cenacchi, Arch. Gabriele Lelli

Provincia di Ferrara

Abstract - Influenze Culturali e Filosofia di Intervento

COMACCHIO: la piccola Venezia ma non solo. Oltre agli scorci pittoreschi del centro storico, all’atmosfera fiabesca offerta dalle

sue vie d’acqua e alle tradizioni secolari ancora vive, presenta però ulteriori potenzialità inespresse e alcune criticità come un’attrattività limitata, una socialità a volte complicata, un’economia precaria; senza dimenticare l’opportunità di vaste aree abbandonate o dismesse e di una rilevante presenza di tessuto residenziale pubblico degradato. In questo contesto la tesi si propone di affrontare il tema della RIGENERAZIONE urbana e ambientale, tema che assume il ruolo di strategia fondamentale per riportare qualità e identità alla città, un’occasione per rispondere alle sfide odierne delle trasformazioni socio-economiche e ambientali in atto. Altro elemento fondamentale, e troppo spesso dimenticato, è il Parco del Delta del Po, un’area di grande pregio naturalistico non conosciuto e valorizzato in modo adeguato. Comacchio “Capitale del Delta”, come suggerito dal Piano Territoriale della Stazione Centro Storico di Comacchio, vuole essere l’obiettivo generale. A questo fine sono state identificate cinque aree, che per le loro caratteristiche ben si prestano ad essere trasformate. Lo scopo è la RIQUALIFICAZIONE in chiave “sostenibile”, nella sua triplice accezione “ambientale”, “economica” e “sociale” mirata al raggiungimento della qualità dei luoghi. Il tutto ad una scala urbana. Interventi puntuali che hanno un effetto diretto sull’area, ma al tempo stesso, agiscono da volano per un rinnovamento più ampio del territorio. Lo zoom progettuale si è focalizzato sulla zona della darsena (nuovo polo urbano) e dell’edilizia popolare, con la convinzione che nei quartieri si possano costruire non solo edifici ma anche comunità, servizi e buon vivere sostenibile. Architetture a misura d’uomo, in grado di costruire un’IDENTITA’ del luogo, relazionandosi al contempo con un tessuto storico consolidato, integrando sostenibilità ambientale e risparmio energetico.

Scala Urbana 06-07


SUPERFICIE ABITANTI

DENSITA’

RESIDENTI/TURISTI

TREND POPOLAZIONE

ISTRUZIONE

(ULTIMI 50 ANNI)

Percezione del centro Centro storico Zona di abbandono Zona di degrado Poli di interesse Perdita di orientamento Muri Taglio di via Spina Percorso con qualità Percorso senza qualità

OCCUPAZIONE

Zona centro storico Zone corridoio

Zone a genesi eterogenea

Zone con generatrice a maglia regolare Zone con generatrice a maglia regolare

IMPIEGHI

N° NUOVE DOMANDE ALLOGGI ERP

N° A ERP

Strada Statale Strada Comunale Segue Numerazione Strade pedonali Parcheggi pubblici Zona ZTL Piste pedo-ciclabili

Analisi Percettiva | I luoghi dove l’attività e la presenza di Analisi Morfologica e Tipologica | La struttura di Analisi Viabilità | Comacchio è stretta a nord dalla Strada persone è più attiva e viva sono stati identificati come “poli di interesse”, cioè luoghi per i quali vi è una motivazione a raggiungerli oltre al semplice abitare e lavorare. È stata poi sottolineata la percezione del centro, sentito veramente come tale, ed è risultato nettamente più ristretto rispetto al perimetro naturale dell’edificato storico. Tale perimetro individua invece un cambio netto e repentino di “paesaggio” e di “atmosfera”; mentre nel tessuto storico si ha comunque un senso di identità, di ambiente a misura d’uomo, di luogo curato, accogliente e particolare al di fuori di questo limite tutto appare improvvisamente privo di identità, in stato di abbandono e degrado.

Comacchio è articolata in quattro diverse zone: _il tessuto storico costituito dalla tipica struttura a pettine; _le zone di margine, corridoi che sono stati edificati man mano che le terre venivano bonificate; _l’espansione edilizia degli anni ‘50-‘70 che presenta un disegno eterogeneo; _l’espansione recente verso sud-est con un tessuto a maglia regolare con prevalenza di edifici singoli posti al centro del lotto; _l’ulteriore espansione verso est degli ultimi anni con un tessuto regolare a trama ortogonale che presenta una prima fascia ancora non saturata, mentre la fascia più estrema presenta vari edifici a stecca e in linea organizzati intorno a giardinetti.

Provinciale 15 e a sud dal doppio margine costituito dalla Strada Provinciale 1 e dall’acqua. Il reticolo viario minore e interno è vario e ricalca il disegno dei differenti brani di città dalla eterogenea formazione. La strada Provinciale 1 costituisce una cesura tra la parte di tessuto urbano a nord e a sud di essa essendo un forte limite fisico per il facile attraversamento e per la vivibilità dei suoi margini. Caratteristica tipica sono i cosiddetti “segue numerazione”: passaggi e collegamenti ricavati in piccoli spazi dell’edificato dalla struttura a pettine.


ALLOGGI O ACER

a a e à e i o o i

DISTANZA MEDIA LAVORO-CASA DEI PENDOLARI

VENTI PREVALENTI

TEMPERATURE MEDIE

PRECIPITAZIONI

ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE

Obiettivi | Strategie | Azioni Valorizzazione del sito archeologico di Spina in collaborazione all’Università e come punto di riferimento dei percorsi del Parco del Delta

Verde pubblico Verde semipubblico Verde privato

Nuovo polo di formazione e ricerca naturalistica (utilizzo di edifici abbandonati)

Recupero della darsena, creazione di un polo per la navigazione e la fruizione del Parco del Delta, nuovi servizi sportivi e verde pubblico

Abitare sostenibile e sociale: ricostruzione di alloggi in prevalenza social housing con mix funzionale e sociale

Nuova navigabilità dei canali a fini turistici e hobbistici (con nuovi punti di approdo)

GRADI GIORNO

ZONA CLIMATICA

Polo ricettivo e del tempo libero (recupero edifici dismessi e riqualificazione del verde) Migliorare i collegamenti pedo-ciclabili tra Comacchio|Spina|Valli|Lidi

Polo attrattivo a fini ricreativi e di intrattenimento Previsione di spazi a laboratorio/bottega o commerciale nel nuovo edificato Riqualificazione percorsi per una migliore fruibilità

Aree sportive Aree di nuova edificazione

Analisi del Verde | Si classificano i differenti spazi verdi a

seconda dell’uso e della proprietà. Il verde pubblico non è molto presente nel centro cittadino, ma ciò non deve sorprendere poiché è decisamente coerente con la formazione storica di Comacchio stessa; città immersa in ampissimi spazi aperti che, per contrapposizione, cerca naturalmente al suo interno densità e ricchezza di relazioni. Non è difficile comprendere il più usuale e attuale processo inverso (ma pur sempre analogo), tipico delle nostre città in cui l’urbanizzato si allarga a macchia d’olio senza confini, di ricerca di spazi aperti pubblici e verdi in quanto immersi nell’opposto contesto di densità e caoticità.

Nuovi parcheggi ai margini per incentivare la fruizione del entro a piedi e in bicicletta

Nuove vie fluviali interne che completano quelle esistenti creando un circuito unito

Limitazione dell’accesso delle auto a zone marginali del centro specialmente per i non residenti

Pedonalizzazione di via Spina e limitazione dell’uso dell’auto a favore della mobilità lenta

Nuovi percorsi attrezzati pedo-ciclabili

Nuova area attrezzata per sosta camper in zona nuovo stadio

Navigabilità da Porto Garibaldi a Comacchio (progetto idrovia ferrarese)

Scala Urbana 08-09


Struttura | Il progetto si propone di fornire una struttura base di riferimento per lo sviluppo dell’area, gli elementi fondanti hanno relazione con il tessuto storico, prendendone i caratteri principali e reinterpretandoli per essere adeguati ad un intervento contemporaneo.

PORTICATO EDIFICI SPECIALISTICI

EDIFICI SPECIALISTICI STRUTTURA A PETTINE

_Riconnessione e coerenza con il tessuto storico _Tessuto a pettine _Eccezioni e specializzazioni nel tessuto a pettine _Riconnessione fluviale e ricostituzione del rapporto con l’acqua

Ricostruzione modulare

_Modulo secondo le misure sta riscontrate nel tessuto storico _Struttura residenziale replicab Modulo 10X5m


andard o bile

Approfondimento zona darsena

Il ridisegno e l’ampliamento della darsena vuole offrire la possibilità di restituire la scena urbana al portico dei Cappuccini. Gli spazi tornano ad essere ampi e si instaura uno stretto rapporto tra acqua, portico e le attività ad esso retrostanti grazie al ripristino dei varchi trasversali al portico e alla sottolineatura dei collegamenti pedonali. Viene risolta la situazione precedente creando un mix funzionale che tenda a “H 24”. I nuovi edifici, ospitano servizi rivolti sia ad

un nuovo bacino di utenza turistica sia ai residenti; in particolare un nuovo centro che faccia da riferimento per la fruizione e la scoperta delle Valli. Verso sud la darsena è racchiusa dalla testata del parco pubblico, mentre a nord un vasto spazio verde può accogliere grandi eventi all’aperto. L’insieme è comunque strettamente relazionato al tessuto residenziale adiacente di cui si propone come testata dell’edificato residenziale stesso.

_Walkable Community: area con un raggio di 400m in cui si svolgono le attività di routine quotidiana

Scala Urbana 10-11


Ecoquartiere

Il progetto propone una serie di sistemi di interventi a scala di quartiere al fine della sostenibilità ambientale ed energetica e del risparmio di risorse.

Produzione di energia Nell’ambito del progetto europeo “Sea-R” la Provincia di Ferrara ha in programma di avviare sul territorio progetti sperimentali per ricavare biogas dalle alghe spiaggiate sul litorale, altrimenti destinate allo scarto. Un intervento analogo può essere realizzato a Comacchio trasformando così in una opportunità energetica un classico problema delle coste adriatiche. L’energia necessaria al nuovo quartiere sarebbe così garantita da un impianto a biomasse. In questo modo il nuovo quartiere sarà servito da teleriscaldamento per il fabbisogno termico ottimizzando il rendimento generale del sistema.

Edifici a basso consumo energetico

Produzione di energia elettrica da fotovoltaico

Fitodepurazione

Il nuovo parco di edifici sarà vincolato ad essere almeno in classe B Casaclima in modo da ridurre in modo considerevole il fabbisogno energetico di energia termica ed elettrica per riscaldamento e raffrescamento.

Sono previsti pannelli fotovoltaici integrati alle coperture leggere dei posti auto all’aperto e in copertura ai corpi scale comuni. Essi sono posizionati in zone soleggiate e realizzati con silicio policristallino. L’orientamento dei pannelli è vincolato dal disegno del tessuto urbano e corrisponde a 38° verso ovest (rispetto al sud). Inoltre i pannelli fotovoltaici sono previsti integrati alle coperture leggere delle zone di sosta del parco. Essi sono posizionati in zone soleggiate e realizzati con silicio policristallino. L’orientamento (azimuth) dei pannelli corrisponde a 38° verso est (rispetto al sud) di azimuth e presentano una inclinazione (tilt) di 8°. Sono previste due zone di sosta, per una superficie totale di 73,6 m2 (pari a 9,2 kWp). Considerando le caratteristiche climatiche del territorio di Comacchio, i pannelli producono 9.490 kWh all’anno che contribuiranno a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica per l’illuminazione pubblica del parco e delle strade.

Raccolta e utilizzo di acqua meteorica

Ampi spazi pedonali

Orti urbani

Secondo recenti studi più del 50% dell’acqua potabile utilizzata quotidianamente nell’uso domestico viene impiegata per scopi che non richiedono esplicitamente acqua potabile, come l’irrigazione del giardino, il lavaggio della biancheria e l’acqua del WC. Il progetto prevede che ogni edificio o gruppo di edifici sia attrezzato per la raccolta dell’acqua piovana e per il suo riutilizzo quotidiano.

“Ecoquartiere” non consiste solo nell’utilizzo di pratiche salvaenergia o salvaambiente, ma anche nella qualità degli spazi pubblici dedicati a pedoni, bambini e ciclisti. Anche in questo caso la proposta progettuale prevede ampi spazi pubblici lungo il nuovo canale, una fitta rete di collegamenti pedonali interni al nuovo quartiere e collegati con il resto del paese, piccole zone verdi nel tessuto residenziale, un parco pubblico lineare lungo l’argine del canale Navigabile, un polo sportivo in testata al parco e molti km di pista ciclabile, un grande spazio per eventi in zona darsena, il lungo darsena, ecc...

Sono previsti spazi disponibili per essere utilizzati come orti urbani, sia nel tessuto residenziale, in corrispondenza delle cinque aree verdi con fitodepurazione; sia in testata al parco lineare dell’argine.

Un nuovo sistema di trattamento delle acque grigie e nere è proposto per l’area di progetto. La fitodepurazione consiste nel filtraggio naturale delle acque di scarico attraverso vasche in cui viene sfruttata la capacità di alcune piante in particolare e di microorganismi, di depurare le acque in m o d o totalmente naturale. Sulla linea delle acque nere è necessario inserire una fossa biologica e sulla linea delle acque grigie un degrassatore, prima dell’arrivo in vasca di fitodepurazione. Le vasche sono posizionate in cinque aree distribuite in modo equidistante nel tessuto residenziale, così che si vengano a formare piccoli parchi pubblici di vicinato. Il sistema di fitodepurazione può essere sia a flusso superficiale che a flusso sommerso.

Raccolta differenziata e compostaggio In tutto il quartiere saranno disponibili zone per una raccolta differenziata efficace. Un modo molto semplice per non incrementare il carico di rifiuti consiste nella predisposizione di punti per il compostaggio, che saranno in corrispondenza degli orti urbani. Il compostaggio prevede la raccolta differenziata degli scarti vegetali.


Scala Urbana 12-13


Approfondimento nuovo tessuto residenziale Partendo dal presupposto che non sia realistico pensare che tutta l’area venga edificata nell’arco di un solo intervento e secondo il disegno di un solo progettista, l’intenzione è di acquisire il master plan dell’area come raccolta di linee guida sulle quali verranno modellati i singoli interventi. Come proposta si è voluto esplicare uno dei possibili interventi puntuali prendendo in esame una piccola porzione del tessuto residenziale sociale. L’intervento tenta di reinterpretare gli elementi caratteristici del tessuto residenziale storico del luogo, dopo un attento lavoro di lettura, in una chiave attuale. In particolare sono state studiate e rielaborate le aperture dei prospetti come ingressi, finestre e “segue numerazione”, oltre alla tipologia delle coperture, alle finiture materiche e cromatiche dei prospetti e al rapporto con l’acqua. L’edificato risulta quindi articolato in 22 abitazioni che seguono uno

schema di 5 tipologie abitative che vengono riproposte più volte. Le tipologie abitative sono volutamente semplici e di tagli di alloggio molto più ridotte a quelle preesistenti per essere adeguati alle richieste del mercato odierno. La semplicità permette una flessibilità sia aggregativa sia in funzione ad eventuali trasformazioni interne secondo le necessità di nuclei familiari sempre più dinamici e variegati. L’edificato è organizzato in modo da formare semi-corti verdi o pavimentate a seconda dell’uso, che contribuiscono a facilitare la creazione di comunità di vicinato, oltre ai piccoli servizi di quartiere disseminati in tutto il tessuto, come lavanderie, depositi, “mamme di giorno” e laboratori fai da te. Il risultato vorrebbe essere un ambiente sicuro, piacevole e familiare. Gli alloggi sono destinati in parte ad edilizia popolare, in parte a canone sostenibile o agevolato e in parte a libero mercato.

TIPOLOGIA I (CIRCA IL 42% DEGLI A

2 PERSONE MASSIMO 1 PERSONA MINIMO COPPIE|ANZIANI|SINGLE TIPOLOGIA 2 (CIRCA IL 12% DEGLI A

3 CAMERE O 2 CAMERE+STUDIO 5 PERSONE MASSIMO 3 PERSONE MINIMO GIOVANI COPPIE|FAMIGLIE CON FIG TIPOLOGIA 3 (CIRCA IL 15% DEGLI A

2 CAMERE 3 PERSONE MASSIMO 2 PERSONE MINIMO GIOVANI COPPIE|FAMIGLIE CON FIG TIPOLOGIA 4 (CIRCA IL 19% DEGLI A 1 CAMERE 2 PERSONE MASSIMO 1 PERSONE MINIMO GIOVANI COPPIE|SINGLE

TIPOLOGIA 5 (CIRCA IL 9% DEGLI AL

2 CAMERE, DOPPIO VOLUME 3 PERSONE MASSIMO 2 PERSONE MINIMO GIOVANI COPPIE|FAMIGLIE CON FIG TIPOLOGIA 6 (CIRCA IL 3% DEGLI AL 1 CAMERE 2 PERSONE MASSIMO 1 PERSONE MINIMO GIOVANI COPPIE|SINGLE


ALLOGGI)

50MQ

ALLOGGI)

100MQ

GLI O ANZIANI A CARICO ALLOGGI) 75MQ

GLI O ANZIANI A CARICO ALLOGGI) 75MQ

LLOGGI) 75-100MQ

GLI O ANZIANI A CARICO LLOGGI) 75MQ

Scala Urbana 14-15


03

Rovigo

ARCIPELAGO URBANO

Progettazione di un Nuovo Quartiere a Scopo di Rifunzionalizzare un’Area Laboratorio di Progettazione Architettonica 4 | 2008-2009 Secondo Semestre Titolare del corso: Arch. Alessandro Massarente

Master Plan Il sito preso in esame presenta un tessuto molto frammentato e poco connesso. Situato nelle vicinanze della stazione ferroviaria e della sede storica dell’università, risulta un nodo strategico non sfruttato appieno nelle sue potenzialità. Il master plan è organizzato secondo il seguente programma:

1275mq

Residenze

alloggi per famiglie: n° 18 abitanti teorici: 57

13142mq

Residenze Speciali

alloggi per giovani coppie o single: n° 155 abitanti teorici 248 alloggi per anziani: n° 41 abitanti teorici: 62 orti urbani: 1483mq

7192mq

Studentato

alloggi per studenti: n° 50 abitanti teorici 106 alloggi per professori: n° 27 abitanti teorici 27 spazi comuni: 2848mq

928 mq

Attività Commerciali

2455mq

Attività Terziarie

15275mq 3908mq

negozi: n° 11

uffici e servizi

Spazi e attrezzature per lo sport e il tempo libero

campi sportivi: n° 3 | 5322mq parco pubblico: 9953mq

Attrezzature di interesse comune

parcheggi: n° 173 | 3908mq


Figure-ground

Percorsi pedociclabili

Ricucitura del tessuto verde e rispetto della preesistenza

I dieci edifici che compongono il master plan sono caratterizzati da corti a differente grado di apertura. La scelta di una corte aperta o chiusa o parzialmente chiusa rispecchia la funzione dell’edificio stesso. In questo modo si può ottenere una varietà di spazi aperti, a diversi gradi di privacy, ottimizzati per differenti funzioni. La distribuzione delle diverse funzioni in dieci edifici ha permesso la loro collocazione nella posizione più indicata. Particolare attenzione è stata posta alla relazione con la stazione ferroviaria, l’università e il centro storico.

E’ stata prevista una rete di collegamenti per connettere l’area a nord del lotto con quella a sud. Nella parte sud vi sono due direzioni privilegiate, una legata al verde, l’altra in direzione del centro storico. La parte nord collega i Giardini Marconi e il nuovo polo universitario, mentre la riqualificazione della piazza prospiciente la stazione ferroviaria è parte integrante del progetto connettendo funzionalmente, e architettonicamente, la stazione stessa all’edificio multifunzionale che si affaccia a nord.

Il verde che corre in direzione nord-sud risultava spezzato in corrispondenza del lotto in esame. E’ stato quindi creato il collegamento che permette di percorrere la lingua di parco urbano senza con continuità. Sono stati mantenuti l’edificio Don Bosco, la palazzina rossa, il residenziale est, le alberature preesistenti, il silos. Inoltre i nuovi edifici sono stati progettati per integrarsi e valorizzare quelli preesistenti, non solo nel lotto ma anche circostanti (come la stazione, l’università, ecc...).

Scala Urbana 16-17


Concept e Idee di Progetto Gli edifici presentano un fronte duro lungo il lato ovest che affaccia sulla ferrovia, nascondendosi in parte nel terreno, realizzando un elemento di bordo per attenuare i rumori e creare un collegamento tra la quota della strada circostante (+8 slm) e la quota dell’isolato (+4m slm). L’altezza dell’edificato degrada verso il centro del lotto, dove si apre per dare spazio ad un cuore verde. I volumi sono progettati in modo da avere un profilo non costante, lasciando spazio a numerose terrazze, rafforzando così lo stretto rapporto con il parco. La struttura portante degli edifici è una struttura intelaiata in cemento armato precompresso; a questa viene affiancata una facciata ventilata con rivestimenti differenti a seconda della funzione e dell’orientamento solare.


Scala Urbana 18-19


04

Rimini

RICUCITURA VERDE

Progetto di Riqualificazione Urbana dell’Area del Deviatore dell’Ausa Laboratorio di Progettazione Urbanistica C | 2008-2009 Primo Semestre Titolare del corso: Arch. Marco Zaoli

Zona A

Parco Continuo Eliminazione delle discontinuità del percorso verde attraverso la creazione di un percorso pedo-ciclabile continuo nel verde. Si agisce atttraverso la demolizione dei ruderi lungo le fasce verdi del deviatore e la creazione di percorsi lungo gli argini.

Rinaturalizzazione del Deviatore Valorizzazione della fascia finale del deviatore dell’Ausa come percorso, parco e facciata della città attraverso la decementificazione dell’invaso e la sua naturalizzazione.

Zona C

Ricucitura e Percorsi Ricucire la periferia ad ovest del deviatore con il resto della città attraverso l’organizzazione di percorsi trasversali al deviatore, legati al sistema dei parchi cittadini, modificando le attuali percorrenze. Costruzione di nuove piste ciclabili e attrezzature lungo i percorsi che seguono le rive del deviatore.

Orti e Polarità Valorizzare la fascia finale del deviatore e creare un percorso di infiltrazione nell’entroterra e nell’ambiente collinare attraverso la realizzazione di nodi di interesse utilizzabili durante tutto l’arco della giornata, delle stagioni e da un ampio bacino di utenza. Si prevede una riorganizzazione degli orti e la costruzione di spazi di pubblico utilizzo.

Ricucitura e Tessuti Urbani La periferia ad ovest del deviatore verrà riconnessa al resto della città attraverso la ricostruzione del tracciato viario e del tessuto edilizio, l’apertura di varchi lungo il perimetro del verde e la riorganizzazione dell’edificato. Il verde della fascia del deviatore deve penetrare nel tessuto circostante qualificandolo.

Master Plan Il progetto, in seguito ad una approfondita analisi, individua tre obiettivi che identificano altrettante problematiche riscontrate nell’area: _la valorizzazione della fascia finale del deviatore dell’Ausa come percorso, parco e facciata della città; _la ricucitura della periferia ad ovest del deviatore con il resto della città; _la creazione di un percorso di infiltrazione nell’entroterra e nell’ambiente collinare per il turismo e non. A tali obiettivi si è cercato di dare risposta attraverso delle azioni, degli interventi volti a ricreare quell’integrazione andata persa: _decementificazione dell’invaso del deviatore e naturalizzazione; _potenziamento dei percorsi, maggiore visibilità, percorribilità e organizzazione; _costruzione di spazi di pubblico utilizzo e riorganizzazione degli orti; _creazione di varchi lungo il perimetro del verde; _realizzazione di nuove piste ciclabili che attraversano il deviatore; _riprogettazione del tracciato viario e del tessuto edilizio; _inserimento di un percorso di punti di divulgazione storica e naturalistica e punti di informazione sull’entroterra e sulla relazione con la città.


Zona A

Zona B

Zona B

Zona C

Scala Urbana 20-21


05

Ferrara

LIVING THROUGH ART

Cultures of Living Laboratorio di Sintesi Finale | 2009-2010 Primo Semestre Titolare del corso: Arch. Gianluca Frediani

Concept & Context

Come un’opera d’arte, per definizione, è unica nel suo genere, allo stesso modo la casa dell’artista deve essere unica e distinguibile nel complesso edilizio. Il contesto di Ferrara è caratterizzato da edifici a corte provinciale o combinati in modo tale da generare spazi semi-pubblici di vario genere. L’edificio è identificato come una rielaborazione del tema in chiave moderna, la vicinanza al centro aumenta la possibilità e la quantità di interazione tra gli utenti.


Scala Architettonica 22-23


Il Verde

Nuovi Attraversamenti

Piazza

Un elemento di attrazione alla corte interna, il verde a Ferrara è un elemento che viene racchiuso all’interno dei giardini privati e nei parchi pubblici. Si è voluto unire questi due aspetti realizzando un verde semi-pubblico, un parco che fosse anche giardino per i residenti.

Il piano terra non è soltanto uno spazio pubblico, ma diventa un collegamento tra le piste pedociclabili ed il centro realizzando così un nuovo modo di fruire la zona, articolando lo spazio in modo più interessante.

Intesa non solo come il luogo interno alla corte ma come elemento che si espande contamina tando elemento di connessione tra le varie at affacciano sulla zona.


2-3 | Privato L’edificio si relaziona alle tipologie circostanti attraverso una forma di corte aperta. Il secondo e terzo piano sono riservati alle abitazioni, è un ambito più privato anche se le terrazze e gli spazi comuni non mancano e la socializzazione rimane comunque facilitata. Il corpo che fronteggia la strada (CUBE3) in cui sono collocati un ristorante e una palestra ha un accesso indipendente.

0-1 | Semi-Pubblico Il piano terra è stato liberato dalla chiusura della tipologia a corte attraverso un sistema di singoli volumi, lasciando lo spazio permeabile al pubblico. Le differenti posizioni dei cubi creano, dall’esterno, delle viste prospettiche che invitano ad entrare, le differenti colorazioni indicano la tipologia (privato-pubblico) per facilitarne la distinzione.

Ground | Pubblico E’ stata sviluppata una rielaborazione del tradizionale negozio di Ferrara, collocando lo spazio pubblico e di lavoro al piano terra e lo spazio residenziale al primo piano. L’esterno diventa una piazza (e un giardino) ad uso degli artisti, ma anche un luogo pubblico di attraversamento e di sosta, una vetrina per l’arte.

e, chiuso in se stesso, ando l’esterno e diventtività pubbliche che si

Scala Architettonica 24-25


Piano Terra

I째 Piano

II째 Piano


III° Piano

Idee Progettuali Dal plani-volumetrico alle piante, dalle sezioni alle prospettive, si è cercato di studiare le forme, le dimensioni, i volumi e gli spazi per ricreare un edificio che si collocasse all’interno di un contesto storico con precisi rapporti di scala, una scala basata sulla persona: a misura d’uomo. Chiaramente il progetto non può però essere decontestualizzato dall’epoca in cui viene pensato e in cui andrà a collocarsi, per tanto si è cercato di dare risposta ai bisogni dell’utenza che ne usufruirà e risposte ai problemi che l’area in oggetto presenta. L’obiettivo è quello di conferire un elevato grado di permeabilità al livello zero che deve funzionare da

nodo ai percorsi che lo attraversano, ma allo stesso tempo il target del progetto è la residenza (per artisti con le relative necessità) per cui si passa, di livello in livello, ad un maggiore grado di privatezza: dallo spazio pubblico esterno, e di bottega del piano zero, alle abitazioni per gli artisti del primo piano (collegate direttamente alle botteghe su modello storico ferrarese), alle residenze di varia metratura dei piani superiori. Il mix funzionale è un modo per vivacizzare un quartiere, l’edificio stesso presenta quindi una parte pubblica costituita da un ristorante ed una palestra con relativi accessi autonomi.

Scala Architettonica 26-27


Sezione Tecnologica

1. Pavimentazione parquet 10 mm. Massetto di posa 20 mm. Pannelli radianti 80mm. Pannello isolante 40 mm. Guaina fonoisolante. Solaio in calcestruzzo armato 200 mm. Rivestimento interno costituito da pannello in cartongesso 15 mm. 2. Pavimentazione galleggiante esterna in lastre di travertino 20 mm. Isolamento di 80+40 mm in polistirene espanso. Guaina impermeabile fonoisolante. Solaio in calcestruzzo armato 200 mm. Rivestimento interno costituito da pannello in cartongesso 15 mm. 3. Frangisole in lastre di corten pressopiegate 5 mm. 4. Pavimentazione in lamiera di corten. Lamiera grecata h 80 mm con calcestruzzo collaborante. HEA 100 mm. Isolameto

in pannelli 80 mm. Rivestimento esterno in lamiera di corten 5 mm. 5. IPE 140 mm 6. Rivestimento esterno in lamiera di corten 5 mm. Isolamento in pannelli battenti 80+40 mm. IPE 140 mm. Vano impiantistico 50 mm. Rivestimento interno a soffitto in lamiera di corten 5 mm. 7. Rivestimento esterno in TIM 20 mm (transparent isolation material) installato su telaio fisso. Intercapedine d’ aria 35 mm. Intonaco 15 mm. Isolamento in pannelli battenti 80 mm. Parete portante in cemento armato 300 mm. Intonaco interno 20 mm. 8. Finestra apribile ad anta-ribalta in alluminio con taglio termico, vetrocamera 6-12-10, oscuramento interno: tende oscuranti.

9. Rivestimento interno in lamiera di corten 5 mm. Pannelli in cartongesso 50 mm. Isolamento in pannelli battenti 140 mm (60+80). Tubolari di controventatura 80x60 mm. Rivestimento esterno in lamiera di corten. 10. Involucro esterno realizzato in tessuto di poliestere con finitura in pvc di colore nero, doppio telaio di profili in acciaio a sezione tubolare f 40 mm con profili tubolari di connessione. 11. Tiraffondi di ancoraggio tra struttura in acciaio e struttura in calcestruzzo. 12. Pavimentazione parquet 10 mm. Massetto di posa 20 mm. Pannelli radianti 80mm. Pannello fono-isolante 400 mm. Solaio in calcestruzzo armato 200 mm. Rivestimento interno costituito da pannello in cartongesso 15 mm. 13. Giunto.


Scala Architettonica 28-29


06

Bologna

[EX]CASERMA DELLE ARTI

Recupero e Rifunzionalizzazione dell’Ex Caserma Sani a Bologna nel Quartiere Navile Laboratorio di Progettazione Architettonica 3 | 2007-2008 Secondo Semestre Titolare del corso: Arch. Michele Molè

Tra Storia e Progetto La Caserma Sani è un’ampia area militare di circa 11 ettari all’interno della quale sono presenti 26 edifici diversi per dimensioni, epoca di costruzione, tipologia e stato di conservazione. Sono presenti magazzini, palazzine in linea e edifici specialistici produttivi, fra cui due silos e un fabbricato destinato ad ospitare le celle frigo. L’area è caratterizzata da vaste aree a verde con alberature di grandi dimensioni ed è attraversata da diversi percorsi asfaltati con piazzali destinati a parcheggio e da un binario che lo collegava direttamente alla rete ferroviaria nazionale. Lo stabilimento è circondato da un muro di cinta in muratura. Il compendio è ubicato in località Casaralta (quartiere Navile), fra via Ferrarese e via Stalingrado, a nord della

stazione ferroviaria e presso il quartiere fieristico. L’area fu ampliata durante il primo conflitto mondiale. Durante il secondo conflitto mondiale venne pesantemente bombardata.

alcuni degli edifici dismessi, tra cui il silos, in un polo per le arti e la cultura, accessibile a chiunque. Si è scelto di mantenere, a memoria storica, due grandi spine in mattoni e l’involucro del silos, andando a lavorare sui suggestivi spazi interni. Il forte impatto visivo geIn questo contesto si inserisce la pro- nerato dalle due cortine murarie è stato posta progettuale, che in particola- mantenuto ed enfatizzato creando uno re va ad occuparsi dell’edificio posto specchio d’acqua, che non consente di nella zona nord‐est del compendio e avvicinarsi e ne riflette l’imponenza. risalente all’ampliamento attua- Mantenendo la linearità e la schemato nel periodo della II Guerra Mondia- ticità degli spazi esterni, il progetto le. Si sviluppa su quattro piani fuo- si propone di creare una complessità ri terra articolati in più corpi di fabbrica: all’interno del fabbricato: lavorando su un primo corpo di fabbrica ad un piano  più livelli che si collegano, si scambiaospitava la sala macchine e l’officina, no, si avvicendano generando curiosità un secondo corpo a quattro piani ospita- e sorpresa, unendo tutti i corpi dedicati va le celle frigo ed un ulteriore corpo a alle varie arti. quattro piani ospitava gli uffici. L’intervento si propone di riconvertire

Ispirazioni

Suggestioni ed imponenti presen


nze storiche

Contesto

Scala Architettonica 30-31


Livello 2m | Piano terra

Spazi Complessi Il concept del progetto nasce dalla volontà di conservazione delle due spine murarie, che diventano il collegamento ed il percorso su cui si innestano una serie di singolarità che accolgono le diverse funzioni. Si è voluta mantenere la perfezione dei volumi creando i diversi blocchi come forme pure incontaminate, che si accostano alle due grandi spine. A questa “semplicità” di forme è stata contrapposta una complessità di spazi interni e di fruizione: _i due collegamenti murari, data l’elevata altezza, ben si prestano alla realizzazione di livelli strettamente connessi tra loro; _il foyer è collocato sotto lo specchio d’acqua e si compone di spazi articolati ed inusuali; _collegato al foyer il blocco del teatro si presenta come un solido irregolare, un’opera d’arte esso stesso, che però torna ad essere volume puro racchiuso da una grande teca vetrata che funziona da copertura per l’area verde posta al di sotto; _al capo estremo della spina principale è collocato il silos che lo compenetra collegandolo, mantenendo l’involucro esterno si è intervenuti sullo spazio interno che diventa una sala espositiva percorribile in altezza; _l’esterno è un patchwork di verde e pietra attraversato da un lungo percorso pavimentato.

Scala Architettonica 32-33


Pianta Interrato | -1,5m -2,5m

Pianta Livello 9,5m

Pianta Livello 12,5m

Scala Architettonica 34-35


Scala Architettonica 36-37


07

Ferrara

UNE PETITE MAISON

Progetto di una Piccola Abitazione ad Utenza Differenziata nel Tempo Laboratorio di Costruzione dell’Architettura 2 | 2008-2009 Secondo Semestre Titolare del corso: Arch. Roberto Di Giulio, Arch. Alberto Piancastelli, Arch. Giulio Felli

Il Parco e la Casa Una tipologia di utenza differenziata nel tempo è stata il punto di partenza per questo progetto. L’edificio è infatti studiato per ospitare una doppia utenza durante l’arco dell’anno. Per ogni unità abitativa è previsto l’utilizzo da parte di due/tre persone: per studenti universitari da ottobre a giugno con una necessità di spazi separati; per utenti occasionali durante gli eventi cittadini (Buskers Festival, Balloon Festival, Palio, ecc...) con l’esigenza di una facile raggiungibilità del Parco Urbano e del centro storico. Il lotto è collocato sulle rive del laghetto artificiale del Parco Urbano, il luogo garantisce un notevole comfort ambientale ed una vista panoramica sul lago e sul parco. Gli elementi progettuali principali sono: _la dinamicità degli spazi interni e il variabile grado di privacy che si può ottenere con piccole modifiche o addirittura solo tramite spostamenti. La struttura con due camere una sull’altra (la seconda nel soppalco che costituisce il primo piano) permette infatti di usufruire delle stanze da letto/luogo di studio in modo privato senza che i due utenti interferiscano tra loro. Allo stesso tempo è sufficiente spostarsi nella zona soggiorno per avere una grande intercomunicazione tra gli spazi grazie ai molteplici punti di vista permessi dal doppio volume. La camera a piano terra è poi provvista di pareti mobili in tessuto in modo da avere garantita la privacy in caso di necessità. Inoltre la scala ha una struttura autoportante che funge anche da parete attrezzata. _la scelta di avere una selezione visiva precisa. E’ stata infatti prevista una sola grande vetrata che sostituisce la parete sud, viceversa le altre pareti sono completamente opache. Altra eccezione è stata fatta per il lucernario che guida la luce per tutta la lunghezza dell’edificio. La forma a cannocchiale del volume, realizzata tramite l’inclinazione della falda e della parete est, proietta l’edificio verso il lago. _la struttura scatolare. L’abitazione è composta sia costruttivamente che formalmente da una scatola completamente cieca alla quale è stato tagliato un lato (il lato sud, sostituito da una vetrata) e un angolo (la parte d’ingresso), infatti la stessa parete del bagno che costeggia l’ingresso risulta formalmente “scortecciata”.


Scala Architettonica 38-39


Elementi Progettuali

L’edificio è composto dall’aggregazione di due unità abitative, ognuna delle quali presenta un piano terra con servizi, zona soggiorno (a doppio volume) e camera-studio per una persona, e da un soppalco dove trova luogo la seconda camera-studio, accessibile attraverso una scala utilizzata anche come elemento di filtro a piano terra. Una terrazza protetta dallo sporto della copertura si apre verso il lago. Il divano del soggiorno può all’occorrenza diventare il terzo letto, dal momento che il tavolo può scorrere orizzontalmente all’interno della struttura della scala. L’aggregazione dei due moduli in maniera leggermente sfalsata permette di non avere interferenza tra i vari utenti delle adiacenti terrazze.

La struttura portante è composta dalla parte inferiore, costituita dalle “palafitte” e dalla struttura del primo solaio, in carpenteria metallica; mentre la parte superiore è in pannelli portanti in legno. L’utilizzo di tale struttura permette una notevole efficienza energetica dell’involucro senza avere spessori eccessivi delle murature, inoltre il legno è il materiale che ha un processo di raffinamento meno energivoro tra i materiali da costruzione. Il collegamento tra le unità abitative è garantito da un percorso pedo-ciclabile e carrabile dai soli residenti, il percorso è riparato da una copertura leggera che ospita pannelli fotovoltaici e che protegge anche i posti auto per residenti.


Impianti ed Efficienza Energetica

Schema Impiantistico Per soddisfare la potenza dispersa dall’involucro è stato scelto un impianto di riscaldamento a pannelli radianti integrato a pavimento. L’impianto è alimentato da una pompa di calore scambiante con l’acqua del lago vicino. Si è deciso di utilizzare un sistema di riscaldamento a pavimento poiché l’utilizzo dell’abitazione è continua nel tempo e per ottimizzare le condizioni di comfort ambientale e non avere ingombri nei vari ambienti

L’acqua del lago ha una azione mitigante sia per il clima estivo che invernale; inoltre viene utilizzato come massa scambiante dalla pompa di calore. Avremo quindi uno scambiatore nel lago, una pompa di calore che serve tutte le abitazioni sotto la copertura della passerella esterna, pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino sulla copertura stessa e in silicio amorfo sulla vetrata dell’abitazione, inverter in ogni unità abitativa.

Funzionamento Estivo In regime estivo la pompa di calore sottrae calore dagli ambienti dell’edificio e lo sfrutta per la produzione di acqua calda sanitaria. In questo modo non è necessario un impianto di solare termico. Per il raffrescamento viene utilizzato l’impianto a pannelli radianti con acqua fredda e si utilizza un deumidificatore per controllare il tasso di umidità in modo da consentire un livello qualitativo di comfort elevato.

Funzionamento Invernale In regime invernale la pompa di calore sottrae calore all’acqua del lago e garantisce il salto termico per raggiungere i 35°C necessari al funzionamento dell’impianto a pannelli radianti e per servire l’impianto di acqua sanitaria. E’ stato scelto un impianto a pannelli radianti proprio per la bassa temperatura di esercizio e per l’utilizzo continuo nel tempo che si ha dell’abitazione.

Scala Architettonica 40-41


08

Ferrara

NUOVA LUCE A S.MICHELE

Progetto di Restauro e Rifunzionalizzazione della Chiesa Sconsacrata di S.Michele Laboratorio di Restauro C | 2008-2009 Primo Semestre Titolare del corso: Arch. Riccardo Dalla Negra

La Storia in Breve La chiesa di San Michele Arcangelo è una chiesa sconsacrata del centro di Ferrara, situata in angolo tra via del Turco e Piazzetta San Michele. Edificata nel X Secolo è una della chiese più antiche della città. Dipendente dal momento della costruzione dall’Abbazia di San Bartolo, fu poi affidata ai Cistercensi di Santa Maria in Aula Regia di Comacchio. Venne ricostruita nel 1479 nello stile architettonico quattrocentesco che presenta ancora oggi. Dal 1561 al 1767 fu concessa in iuspadronato della

Famiglia Canani, che operò ad abbellire il soffitto della chiesa con pitture raffiguranti San Michele e gli Evangelisti. Alla metà del XVII secolo fu dipinto il San Michele nella nicchia al di sopra dell’ingresso. Spogliata di ogni opera d’arte durante l’insediamento napoleonico a Ferrara, rimase tuttavia aperta al culto e nel 1806 divenne parrocchia. Nel 1843 fu restaurata nella facciata ed intonacata. Venne soppressa nel 1932 nonostante le proteste dei parrocchiani. Dal 1980 è sede di un laboratorio di restauro.


L’Architettura L’edificio, realizzato in mattoni di cotto a vista, presenta le linee architettoniche caratteristiche delle chiese cittadine quattrocentesche. La facciata a capanna è tripartita da tre archi ciechi, a tutto sesto quello centrale e rampanti i laterali. Il portale quadrangolare è incorniciato da una sobria decorazione in cotto. Il fronte laterale è scandito da otto archi ciechi a tutto sesto. L’abside semicircolare fu aggiunta nel XVI secolo mentre le finestre rettangolari in epoca ancora più tarda rispetto alla ricostruzione dell’edificio. All’interno è ancora presente sul soffitto il dipinto di Gregorio Gregori con la “Vittoria di San Michele sugli Angeli ribelli”.

Oculi aperti nel XVII sec.

Portone aperto nel 1930 in occasione della destinazione d’uso ad autolavaggio

Capochiave del 1960

Antiche aperture

Scala Architettonica 42-43


Schemi di Progetto

Espositivo Informazioni e vendita Vendita Multimediale Internet point Servizi Deposito

Nuove aggiunte

Demolizione e ricostruzione Demolizione


Interventi Interventi di Restauro e Progetto Gli interventi di restauro previsti sono principalmente di pulitura, consolidamento, reintegrazione e protezione. La parte più delicata della fase di restauro è quella relativa al soffitto in cannicciato su cui si è intervenuti con lo scopo di ridare all’insieme l’idea originaria della decorazione passata, il restauro ipotizzato prevede la reintegrazione dei dipinti sempre seguendo i principi del minimo intervento e della reversiblità. Per l’intero soffitto è prevista una pulitura superficiale molto leggera che non vada a rovinare i decori in tempera, è previsto anche l’inserimento di uno strato impermeabilizzante sotto lo strato di copertura per prevenire la formazione di altre macchi d’umidità. Il progetto di consolidamento del cannicciato è strutturato da profilati a T che vanno da centina a centina, su cui si fa srotolare del tessuto in carbonio multi assiale fatto aderire con delle resine epossidiche. Per quanto riguarda la ricoloritura si è deciso di usare colori a tempera che possono essere tolti, per l’intero soffitto si utilizza una tinta molto simile a quella originaria, rimasta in alcuni punti, con l’intento di lasciar riconoscibilità solo ad una certa distanza; le zone decorate si sono ricostruite sulla base di foto d’epoca da cui sono tratte le forme principali.

Il progetto prevede la rifunzionalizzazione della chiesa in urban center e centro informazioni turistiche per la città, di cui è al momento sprovvista. Gl interventi, dato il contesto, devono essere totalmente non invasivi e reversibili per cui tutte le strutture previste sono elementi leggeri, facilmente smontabili e removibili. Soltanto la pavimentazione, che allo stato attuale è in cemento realizzata per il laboratorio di restauro, è stata provondamente rivista. Si è progettato un solaio su igloo con riscaldamento a pavimento, la finitura invece è in lastre di travertino che ben si armonizza per il suo colore tenue; il collegamento tra l’ingresso principale e l’abside, e tra la collocazione storica sui lati dei due dipinti, è stata enfatizzata con una pavimentazione in marmo costeggiata da una linea di luce. La zona dell’abside è stata sopraelevata di 50 cm attraverso una struttura leggera con finitura in legno, così come le due basi poste sotto ai due quadri laterali (quadri andati persi e rappresentati come testimonianza da due pannelli di legno).

Scala Architettonica 44-45


09

Como

UNA CASA. UN CAMINO.

Ex Tempore di una Abitazione Monofamiliare Incentrata sul Focolare Laboratorio di Sintesi Finale | 2009-2010 Secondo Semestre Titolare del corso: Arch. Gianluca Frediani

A Song of Life and Fire Una casa costruita intorno a un camino. O un camino costruito intorno a una casa. Una casa che non può prescindere dal fuoco che le arde dentro. O forse un fuoco che è sempre stato lì. E qualcuno ha deciso di abitarci attorno. Perché emana calore. O per cucinare. O per raccogliersi intorno e raccontare storie. Le montagne. Il lago. Le stelle di notte. E di giorno (talvolta) il sole. Ignorando la statale, ignorando le villette, ignorando le serre e i pontili tutto intorno. Come se fosse la prima volta, gli uomini arrivano. E accendono un fuoco.


Ex Tempore + Concorsi 46-47


Il Camino ed il Contesto Il camino, il cuore della casa, il punto da cui l’idea nasce. Tutte le stanze si affacciano sul focolare che funziona come nodo, non solo distributivo, ma anche come soggiorno, come ingresso, come finestra. Ma non si può concepire un progetto chiuso in sè stesso, bisogna rapportarsi al contesto, per questo motivo è stata privilegiata l’apertura verso il lago, il lato Sud, attraverso grandi vetrate protette dallo sporto della copertura. Sul lato Nord corre invece la statale, perciò l’edificio è stato inserito nel terreno, sfruttando il naturale pendio che scende fino al lago, lasciando così invisibile dalla strada la visione della casa che appare come un giardino da cui spunta il focolare di pietra. L’ingresso si trova scendendo la scala che raccorda i dislivelli, portando direttamente davanti al camino vetrato che funziona anche da finestra.

Ex Tempore + Concorsi 48-49


Ex Tempore + Concorsi 50-51


10

Ideale

IL SENTIERO E LA CHIESA

Ex Tempore di un Edificio di Culto con Libertà di Collocazione Laboratorio di Sintesi Finale | 2009-2010 Secondo Semestre Titolare del corso: Arch. Gianluca Frediani

(in)Comprensione Il percorso di ognuno prima o poi si incontra, Si scontra con la Fede. Se ne percepisce prima il riflesso nelle cose, negli altri. Che abbaglia. Che intimorisce. Che ammalia. Che l’anima guarisce. Si sceglie di entrare, di provare a comprendere l’Incomprensibile. Spezzando quella coltre di pietra. Ammirando con il senno di poi il Creato. Si esce poi, oppure no e con occhi nuovi in ogni caso, Si coglie di più il buono nelle cose.


Carta Bianca L’incubo di ogni progettista, l’intera proposta nasce dalla visione del concetto di chiesa, e di fede. L’idea deriva dall’incomprensione che si ha della religione, concretizzata in volumi aspri e chiusi in calcestruzzo che non ci consentono di vedere la realtà all’interno, ma ci offrono degli spiragli, delle finestre da cui possiamo intravedere la luce. Il percorso che ci porta all’interno non si conclude lì, ma attraversa la chiesa ed esce in uno spazio verde, alberato, puro e luminoso a cui l’edificio si affaccia con grandi vetrate. Non penso alla fede totalmente chiusa in se stessa, ma che abbia un luogo di relazione con l’esterno. Con questo presupposto ho disegnato la copertura della navata come terrazza del primo piano, per celebrare le funzioni. Lo specchio d’acqua rappresenta ciò che vediamo superficialmente nella religione: il riflesso di qualcosa di più importante.

Ex Tempore + Concorsi 52-53


Ex Tempore + Concorsi 54-55


11

San Claudio di Campiglione

OSPEDALE DI FERMO

Concorso di idee per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera nel Comune di Fermo Concorso di Idee | Maggio-Giugno 2010 Collaboratori: SocietĂ  RISCO, SocietĂ  Acribia, Arch. Fabiana Aneghini


Orientamento dell’Edificio L’orientamento del complesso ospedaliero è fondamentale per sfruttare le strategie passive di riscaldamento e raffrescamento al fine di assicurare un elevato comfort abitativo. Si è tenuto in considerazione, non soltanto il percorso del sole, ma anche la direzione prevalente dei venti. Si è cercato di tenere i corpi edilizi con orientamento secondo l’asse eliotermico ottimale esponendo i fronti più lunghi verso i lati più soleggiati e caratterizzandoli con la maggior parte delle superfici vetrate. Per limitare il fabbisogno di energia nel periodo estivo ci si è avvalsi di sistemi di forte ombreggiamento della facciata per evitare guadagni passivi solari indesiderati.

Orientamenti Progettuali L’ospedale è sicuramente tra gli edifici più rappresentativi delle capacità e delle conoscenze di una società. L’edificio diviene motivo di orgoglio e di memoria collettiva di una comunità in quanto espressione dei progressi della ricerca scientifica, delle conoscenze mediche, della pratica clinica e dell’evoluzione delle tecnologie medico-chirurgiche e biologiche. Alla sua formazione e al suo funzionamento convergono diverse conoscenze multidisciplinari con forti competenze di specializzazione che insieme concorrono alla costruzione di un organismo edilizio tanto complesso. Coniugare le necessità tecniche, economiche, funzionali ed espressive di un edificio con quelle insediative è un compito estremamente difficile ma al tempo stesso elemento di forte arricchimento. E’ enormemente cresciuto nella coscienza collettiva il senso della responsabilità ambientale inteso come qualità della modificazione che un nuovo manufatto introduce in un ambiente specifico. L’ambiente che ci circonda non è solo percettivamente e funzionalmente importante, ma è soprattutto il modo di essere

fisico della sua storia, un modo in cui geografia e storia si sono incontrati e, nei secoli, hanno costruito l’identità di quel luogo specifico. Immaginando un progetto apriamo quindi innanzitutto un discorso con il sito, dobbiamo cercare di trasformare positivamente i caratteri senza tradirne l’identità. Questo discorso progettuale deve essere costruito mettendo in gioco da un lato la tradizione e l’esperienza ma dall’altro tutti i valori che riusciamo a riconoscere nel contesto specifico, compresi quelli del suo possibile miglioramento. Da alcuni anni si è inoltre consolidato il concetto di”umanizzazione” dell’ospedale: l’edificio è costruito intorno alle esigenze della persona non comprendendo solamente gli aspetti legati alla salute ma più in generale a tutti i bisogni del paziente. Queste considerazioni sono alla base del progetto per il nuovo Ospedale di Fermo che si presenta come proposta nel rispetto dei principi guida tecnici organizzativi e gestionali per la realizzazione e gestione di ospedali ad alta tecnologia e assistenza.

Ex Tempore + Concorsi 56-57


Organizzazione delle Funzioni Dal punto di vista tipologico l’ospedale si compone di diversi corpi organizzati per distinzione delle principali funzioni e con livelli diversificati che si adattano all’orografia del terreno caratterizzato da un forte dislivello. La spina centrale è l’elemento di connessione dei diversi corpi che si dispongono a raggiera all’interno di un disegno unitario che attraverso l’utilizzo di terrapieni, piazze, patii cerca di inserirsi in maniera naturale sul territorio. Il corpo delle degenze si sviluppa a semicerchio per consentire il maggior affaccio delle camere di degenze verso il mare e verso l’orientamento solare più favorevole. La soluzione adottata per la

degenza ordinaria è quella del corpo quintuplo: camera-corridoio-servizi di supporto-corridoio-camera, mentre per la degenza alberghiera è quella del corpo triplo: camera-corridoio-camera con presidio infermieristico in linea. L’organizzazione dei corpi centrali consente di posizionare strategicamente tutte le funzioni di diagnosi e cura facilitando i collegamenti prioritari tra le diverse aree funzionali. Il sistema distributivo è stato pensato con una differenziazione dei principali percorsi: visitatori e pazienti esterni, personale sanitario e pazienti interni, materiali sporchi e puliti, percorsi sterili.


Ex Tempore + Concorsi 58-59


Umanizzazione dell’Ospedale

I Giardini Interni

Al concetto di umanizzazione dell’ospedale è legata l’apertura dell’ospedale verso il territorio attraverso la creazione, al suo interno, dei luoghi tipici della città. Viene così proposta per l’accoglienza, l’immagine dell’agorà come spazio centrale di circolazione su tre livelli sulla quale si affacciano tutte le funzioni pubbliche ma anche le funzioni sanitarie. Dall’accoglienza si staccano le due gallerie principali di distribuzione articolate su tre livelli. L’ingresso dell’ospedale come primo punto di contatto con il paziente ha la funzione di rassicurare, orientare, accogliere e indirizzare. Acquista i connotati della hall di un grande albergo con scale mobili e ascensori. Chiarezza della distribuzione, facilità di orientamento e separazione rigorosa dei principali percorsi sono gli elementi che determinano la qualità organizzativa dell’ospedale.

Abbiamo immaginato una struttura ospedaliera con spazi esterni pensati esclusivamente ad uso del paziente e non della sua malattia. L’obiettivo è associare ad ogni reparto un giardino che, per le caratteristiche cromatiche delle specie vegetali e dei materiali utilizzati, influisca positivamente sullo stato d’animo del paziente e delle persone in visita. Per aiutarci nella progettazione di questi luoghi di attesa e degenza ci siamo avvalsi dei recenti studi sulla cromoterapia e sugli influssi benefici del colore rispetto a determinati stati d’animo e malattie. Ogni patio viene caratterizzato rispetto alla sua posizio-

ne specifica all’interno della struttura ospedaliera. Troviamo spazi dedicati all’attesa e alla conversazione, favorendo la socializzazione tra i parenti, altri dedicati all’intrattenimento dei bambini vicino a reparti che prevedono lunghe attese; piccoli giardini per la sosta e la lettura adiacenti alle camere dei lungo degenti e patii di carattere prevalentemente pubblico legati alle zone di accesso e caffetteria. Gli arredi urbani sono stati pensati nel dettaglio partendo dalla iconografia ospedaliera. L’obiettivo è generare spazi “su misura” per il paziente privi dell’anonimato che contraddistingue la maggior parte degli ospedali.

TIPOLOGIA A

TIPOLOGIA A

TIPOLOGIA A

TIPOLOGIA B

TIPOLOGIA D

TIPOLOGIA C

TIPOLOGIA C

TIPOLOGIA E

Ex Tempore + Concorsi 60-61


12

Ferrara

MEIS

Concorso di progettazione per il Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah Concorso di Idee | Agosto-Settembre 2010 Collaboratori: Cerri Associati, Ing. Gilberto Sarti, Ebner, Tre Architetti Associati, Arch. Fabiana Aneghini

Criteri di Progetto La nostra proposta progettuale si pone come risposta al difficile colloquio tra città antica e antiche strutture celate nella storia, da una parte, e nuovi utilizzi e prospettive future, dall’altra. In questo intreccio di domande e risposte, di questioni storico/teoriche e di esigenze pratiche, gli architetti sono chiamati a indicare una strada per giungere ad una soluzione. A nostro parere il criterio che sta alla base di una corretta proposta è la sostenibilità intesa nel suo senso più ampio e applicata a tutti gli aspetti: _Sostenibilità nel rapporto con l’architettura esistente. Le strutture del carcere vanno conservate per preservare la memoria storica e po-

terla tramandare ai posteri, ma una conservazione totale ed integrale dei manufatti porterebbe ad una sua impossibilità a “funzionare” nella nuova destinazione; _Sostenibilità nel rapporto con la città. La città ha un assetto storico, ma anche una visione futura. Il progetto accoglie questa visione e con convinzione “ribalta” l’orientamento del vecchio carcere per offrire un nuovo fronte a quella parte di città che si va disegnando in dialogo con il sistema delle mura e con il territorio circostante; _Sostenibilità del nuovo utilizzo. Un carcere non è un museo ed un mu-

seo non è, nella nostra visione, una ipologia architettonica e funzionale fissa e immutabile, ma un organismo in grado di dialogare con il proprio pubblico e di adattarsi, rispondendo in modo sorprendente e creativo, ai bisogni di conoscenza e cultura che potranno anche cambiare negli anni a venire. Il museo è sostenibile se riesce a garantirsi fin dalla sua costituzione, una vita futura; _Sostenibilità tecnico/economica. Il progetto deve dare l’indirizzo per risolvere tutte le problematiche tecniche ed economiche legate all’inserimento della nuova funzione nell’antica struttura.


Ex Tempore + Concorsi 62-63


Un Nuovo Ingresso Il segno forte che connota l’intervento è costituito dal nuovo volume a sbalzo, in acciaio corten, che si appoggia sul doppio sistema di muri di cinta del vecchio carcere. La facciata verso le mura viene incisa con il logotipo della fondazione e la stilizzazione della mappa geografica della prima diaspora (tefutzah) che evidenzia le aree principali dell’esilio ebraico. Il muro di cinta esterno in mattoni a vista, sul quale si apriva il vecchio ingresso secondario, viene ripulito dalle superfetazioni e dalle parti accessorie funzionali all’attività carceraria. Il muro viene tagliato da una grande apertura orizzontale che consente un facile accesso alle funzioni dell’accoglienza. La nuova connotazione architettonica consente di superare la consolidata immagine dell’edificio come luogo di detenzione e pena.


Il nuovo volume è realizzato con una struttura costituita da un graticcio di “lame” in acciaio corten, a diversa inclinazione che costituisce il sistema di copertura e consente anche il controllo dell’illuminazione zenitale delle aree destinate alle funzioni di accoglienza. Abbiamo immaginato il volume d’ingresso con un’architettura fortemente rappresentativa e caratterizzata dal sistema della copertura che ne articola lo spazio e ne regola l’illuminazione; un grande spazio destinato alle funzioni dell’accoglienza (orientamento, biglietteria, guardaroba, bookshop e servizi), e dotato di grandi aperture vetrate verso i nuovi giardini interni.

Ex Tempore + Concorsi 64-65


Spazi Relazionati alla Preesistenza

CORPO B Dopo un attento esame delle caratteristiche edilizie e storiche del volume esistente, e delle qualità architettoniche delle diverse parti in rapporto alla necessità di collocare le nuovi funzioni museali, si è scelto di mantenere le tre facciate esterne del corpo di fabbrica e di realizzare un nuovo volume interno completamente rivestito in acciaio corten per rendere unitari ed immediatamente

leggibili tutti i nuovi corpi edilizi rispetto all’esistente. I piani del nuovo edificio sono stati allineati alle quote del corpo carcerario maschile per facilitare la fruizione degli spazi museali anche alle persone disabili. Il nuovo corpo edilizio è costituito da un piano interrato, destinato alle funzioni di supporto al museo, da tre livelli destinati al museo permanente e da un ultimo piano organizzato per accogliere la zona ristorazione e la biblioteca-mediateca. I tre piani espositivi sono caratterizzati da un grande volume a tripla altezza che ruota attorno ad uno spazio centrale destinato ad accogliere i tre principali elementi espositivi: _la Sinagoga; _il Tribunale rabbinico; _la Bet hamidrash. Cinque grandi colonne portanti circolari, rivestite con fasce di diversa dimensione in pietra rosa di Verona e bianco d’Istria, evocano i cinque capitoli della Torha.

RISTORANTE

EX CARCERE I primi due piani delle carceri, caratterizzate dallo spazio con navata centrale a doppio volume e ballatoio laterale, vengono conservati come memoria storica e luogo di passaggio obbligato per l’accesso all’esposizione permanente vera e propria. Un sistema di esposizione multimediale consente un’anteprima suggestiva del percorso museale senza intervenire pesantemente in questo spazio ricco di patos.

CORPO B


ATRIO

INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI EX CARCERE

INGRESSO

Ex Tempore + Concorsi 66-67


02

Discoteca Underground | Detroit

03

Cen

01

Carcere di Santo Stefano | Ventotene

03

Cen

01


13

ALTRI LAVORI

Lavori di Grafica Extracurricolari Eseguiti per Terzi Agosto 2011 - Giugno 2012

ntro Velico | Asinara

ntro Velico | Asinara

04

Residenza Eiser | Salisburgo

Carcere di Santo Stefano | Ventotene Altri Lavori 68-69


14

ISPIRAZIONI

Alcune Cose che Sono State Fonte di Ispirazione nella Mia Vita Luglio 1986 - ???

Ispirazioni 70-71


CV Mattia Penazzi mattia.penazzi@hotmail.it Indirizzo: Via Donatori di Organi 25 44020, Ostellato (Ferrara), Italia Cell: +39 349 2510600

Istruzione Università degli Studi di Ferrara

Abilitazione alla professione di architetto

Esperienze Lavorative

Abilitato a Febbraio 2012

Progettazione architettonica, urbanistica, grafica, rendering Riconoscimenti: Primo premio e “Premio Speciale della Giuria” conferito dalla Giuria Internazionale

Laurea specialistica in Architettura Laureato a Luglio 2011

Nazionalità: Italiana

Titolo della tesi: Rigenerazione urbana a Comacchio Valutazione: 110 L

Rappresentazione grafica architettonica Realizzazione di modelli tridimensionali a scala urbana, architettonica e di dettaglio; realizzazione di rendering fotorealistici (materiali, luci e inquadrature); postproduzione dei rendering attraverso programmi di ritocco fotografico

Diploma di superamento dell’esame di stato conclusivo del corso di studio scientifico tecnologico sperimentale modello curricolare autonomia Diplomato a Luglio 2005

Valutazione: 100 centesimi

Renderista per Conto Terzi Da Settembre 2011 a Gennaio 2012

Liceo Classico Statale di Ferrara

Concorso di progettazione urbanistica “Urbanpromo Social Housing” Ottobre 2012

Università degli Studi di Ferrara

Urban-Promogiovani 4

Concorso di Progettazione MEIS Collaboratore Concorso Internazionale di Progettazione del MEIS Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah Da Agosto a Settembre 2010

Ideazione e preparazione degli elaborati grafici (rendering e post produzione)

Concorso di Idee Ospedale di Fermo Collaboratore Concorso di idee per la redazione di un progetto per la realizzazione del nuovo ospedale di Fermo, in località San Claudio di Campiglione Da Maggio a Giugno 2010

Partecipazione alla fase progettuale ed ideativa, ideazione e preparazione degli elaborati grafici (rendering e post produzione)


Lingue

Prima Lingua Italiano

Organizzazione & Relazione

Altre Lingue Inglese

• Capacità di lettura livello: buono • Capacità di scrittura livello: buono

• Capacità di espressione livello: buono

Capacità e Competenze Relazionali Ottima predisposizione al lavoro di gruppo sviluppata nel corso degli anni di studio ed affiancando gruppi di professionisti nella partecipazione a diversi concorsi nazionali ed internazionali; buone capacità relazionali, comunicative e di dialogo.

Capacità e Competenze Organizzative Buona capacità organizzativa del lavoro acquisita durante gli studi universitari e metodo maturato attraverso gli studi classici, impegno e serietà nel lavoro, rispetto del lavoro di gruppo, delle scadenze e precisione.

Altre Capacità e Competenze

Competenze Tecniche

Software Windows: ottima conoscenza

Pacchetto Office: ottima conoscenza

Internet e Posta Elettronica: ottima conoscenza Autocad Autodesk: ottima conoscenza

Allplan Nemtschek: ottima conoscenza Photoshop Adobe: ottima conoscenza Indesign Adobe: buona conoscenza

Cinema 4D Maxon: ottima conoscenza

V-ray Chaos Software, Maxwell Render Nextlimit: buona conoscenza Ecotec, Ecoabita, Docet, Casaclima, Design Builder: discreta conoscenza

Buona capacità di disegno a mano libera, interesse per la grafica ed il design.

Curriculum Vitae 72-73


Mattia Penazzi

mattia.penazzi@hotmail.it Indirizzo: Via Donatori di Organi 25 44020, Ostellato (Ferrara), Italia Mobile: +39 349 2510600


Portfolio | Arch. Mattia Penazzi | 2013