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TSSR / LA PASQUA DELLA CROCE Attraversare il paesaggio


PESAḤ un cammino, migliaia di stazioni, centinaia di corpi creati nell’istante dall’immaginazione. Parte femminile. tempo. stagioni. lavoro. (uomo contro Uomo). Esterno: Il fuoco chimico. È necessario partire con la luna ancora influente: il sangue deve ribollire nell’ovulazione della donna nel sonno. Gli amici ricevono parole concrete, l’atto. È pasqua, il primo momento dell’anno, il numero prende valenza al di fuori delle tradizioni. Centinaia.


Le cantine di diverse città contengono quello che è il sapere oggi, il sangue è il veicolo, l’Ego volge la sua luce, usa il serpente, ci fa ripercorrere la nostra storia, per passare il cancello. È festa e poi il calanco; il fondo di un nostro mare denso. Sulla cresta dell’onda ora rimbalza il tiro, il bersaglio sono le congetture. L’anima si desta rossa e prendendo il dominio nell’azione ci inebria in noi stessi.


Esterno: Il fuoco bianco. Luce: il cielo e il mare si fondono in unica fonte abbagliante, respiriamo l’odore sconosciuto che porta ora il vento, sulla scogliera siamo contenuti in forme granitiche in contemporanea mutazione. Millenni. L’arte‌ siamo oltre. E ora in balia di chimiche terrestri dipingiamo i nostri stessi succhi, i corpi possono essere vivi, le menti fluttuanti, antiche e sanguigne.


respirazione


Consapevolezza. La pelle è percorso senza stazioni. Esumazione dei 4: passaggio di stato. Intuitivamente lasciamo la vita immischiarsi. La materia marcia è rumore elettrico passante attraverso dolore e luce. Uscire dall’oblio. La pelle è organo di comunicazione.


pàsqua prov. pasca, pasqua (ted. Osterfest): lat. pàscha dall’ebr. pesàch (= aram. pascha) passaggio, liberazione, da pâsàsch passare oltre.

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