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mattia cocozza architecture portfolio selected projects


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mattiacocozza@gmail.com +39 3384811966 mattia cocozza mat.tiac


biography

curriculum vitae et studiorum

thesis

01 02 03

rovine contemporanee

academic projects shadow blades library chiesa di san giuseppe a cerreto sannita

workshop + competitions il parco fluviale e le stanze a cielo aperto il castello di palazzolo acreide

04 4.1 4.2

05 5.1 5.2


01

biography

Mattia Cocozza nasce a Roma il 2/6/1993 ma da sempre vive a Napoli, città ove affronta l’intero percorso di studi, compreso quello universitario presso la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Consegue il 31/01/2019 la laurea magistrale in Ingegneria Edile - Architettura con 110 e lode e dignità di pubblicazione (voto di base 109 + 17 lodi), discutendo una tesi in architettura e composizione architettonica dal titolo “rovine contemporanee”. Dapprima tutor accademico presso il Dipartimento di Architettura, attualmente collabora alla didattica in seno al corso di Architettura e Composizione Architettonica IV presso il DICEA. Coltiva da sempre una grande passione per l’architettura ed è assiduo frequentatore di teatro e cinema. Numerosi sono i viaggi compiuti negli anni, volti ad approfondire la cultura architettonica europea, così come molteplici sono le esperienze di progettazione affrontate nell’ambito di workshop internazionali, in veste di studente e tutor.

curriculum vitae et studiorum

02

formazione a.s. 2010-2011 diploma di maturità liceo scientifico mercalli di napoli 100 e lode (albo nazionale delle eccellenze miur) a.a. 2017-2018 laurea magistrale in ingegneria edile - architettura università degli studi di napoli “federico II” 110 e lode con dignità di pubblicazione

inglese livello C1 - advanced diploma lingua straniera edinburgh school of english

technical skills

autocad - photoshop - illustrator - indesgin - sketchup - kerkythea suite office - suite iwork - macOS - windowsOS


esperienze accademiche a.a. 2016-2017

tutor accademico diarc - università degli studi di napoli “federico II”

a.a. 2017-2018 tutor workshop “archeologia e progetto urbano. l’anfiteatro laterizio di nola” dicea - università degli studi di napoli “federico II” tirocinio intra-moenia ssd icar/14 prof. f. bruni - dicea - università degli studi di napoli “federico II” a.a. 2018-2019

collaboratore alla didattica corso di architettura e composizione architettonica IV (icar/14) prof. f. bruni - dicea - università degli studi di napoli “federico II”

esperienze progettuali a.a. 2014-2015 workshop internazionale urbanpromogiovani-6 istituto nazionale di urbanistica a.a. 2015-2016 best architecture and design competition diarc “federico II” + best terzo premio

workshop “conformare gli spazi aperti. piazza santa resituta e il mare” dicea “federico II” + comune di lacco ameno

a.a. 2016-2017

workshop “riprogettazione urbana di piazza bagni a casamicciola” università: napoli “federico II” + romatre + palermo

concorso di idee per la riqualificazione del lungofiume tanagro comune di polla (sa) terzo premio a.a. 2017-2018 workshop internazionale “architecture, archaeology and tourism” international network designing heritage tourism landscapes primo premio

pubblicazioni in itinere m. cocozza, l’architettura im/possibile, in ‘ANANKE, n.87, maggio 2019 m.cocozza, archeologia urbana e città contemporanea, in a.marata, m. galdini (a cura di), DIVERSEcity, CNAPPC, 2019

convegni e seminari 2019

relatore al convegno internazionale di zamosc “synergy in architecture” promosso da rotary international ed unesco


thesis relatore prof. arch. f. bruni - correlatore ing. c. barbieri

03

rovine contemporanee un progetto urbano per caminiello ai mannesi La condizione di isolamento delle aree archeologiche nei cuori pulsanti delle nostre città è il triste esito di una incapacità evidente del tempo presente di confrontarsi con le tracce della storia. E’ il caso del complesso archeologico di Carminiello ai Mannesi, localizzato nel nucleo antico di Napoli, in un’insula delimitata ad ovest da via Duomo e a nord da via dei Tribunali. Si tratta di un sito di straordinario fascino, un unicum nel palinsesto napoletano, ricco di stratificazioni che spaziano dall’età repubblicana (I sec a.C.) sino al Settecento, oggi negato alla città ed affogato in un contesto edilizio fortemente compromesso. L’intento del progetto è quello di ricucire il rapporto tra la città antica e la città contemporanea, avvicinando quest’ultima alle rovine, in un dialogo armonico che non teme confronti. Il progetto si articola, pertanto, su due piani di intervento differenti ma tra loro strettamente interrelati. Da un lato si opera sui bordi con un progetto di trasformazione che risolva il rapporto di continuità dell’archeologia con il contesto, mediante l’innesto di un nuovo volume destinato ad accogliere altresì le nuove funzioni (il bar e la galleria espositiva); dall’altro si interviene sulle rovine, al fine di rendere leggibile la ricchissima stratificazione che contraddistingue il complesso archeologico, guidando il visitatore in un percorso tra gli strati del tempo. L’obiettivo, quindi, non è solo quello di consentire una fruizione di natura museale del sito, bensì restituire alla città uno spazio pubblico di qualità, con un intervento minimale ma che possa incidere con vigore sul destino di questo straordinario spazio urbano.


sezione B-B


sezione A-A


shadow blades library corso di architettura e composizione architettonica III - prof. F. Viola - a.a. 2014-2015

4.1

ll progetto di una nuova biblioteca per il quartiere di Fuorigrotta mira ad arricchire lo spazio urbano di una nuova centralità, attraverso il recupero dell’involucro dello sferisterio, edificio di epoca fascista oggi dimesso. Il “fil rouge” che anima l’intera composizione è rappresentato da una serie di setti, “lame”, che si innestano nella struttura preesistente ridisegnandone gli spazi interni. Tali dispositivi progettuali definiscono, al contempo, una trama di percorsi che, non solo consente all’utente di raggiungere i diversi spazi funzionali della biblioteca, ma altresì costituisce un’occasione per fare esperienza dell’architettura. Le “lame”, che presentano differenti giaciture, intersecano trasversalmente il recinto dello sferisterio proprio in corrispondenza delle originarie fenditure verticali che disegnano il prospetto principale, caratterizzato dalla scansione ritmica regolare propria delle architetture razionali di epoca fascista. La dimensione delle citate fenditure, confrontandosi con le diverse giaciture delle lame, da luogo a setti con spessori tra loro inevitabilmente molto differenti. Il dinamismo che ne deriva contribuisce ad animare il prospetto principale mediante uno scenografico gioco di luci ed ombre; di qui il concept che ha ispirato l’intero progetto dal titolo “shadow blades library”.


A

B

A

B

A

B

A

B

A

B

A

B


sezione A-A

sezione B-B

0 10


4.2

la chiesa di s.giuseppe a cerreto sannita corso di restauro architettonico - prof. a. aveta - a.a. 2015-2016

c

B

Il progetto concerne il restauro della chiesa di San Giuseppe a Cerreto Sannita, il cui pregio dal punto di vista storico, artistico e, più in generale, testimoniale, deriva anche dal particolare contesto entro il quale si inserisce. All’analisi storica del singolo manufatto è stata affiancata, pertanto, una attenta indagine dell’evoluzione storicourbanistica dell’intero comune. La lettura degli aspetti geometrici, costruttivi e storici del manufatto ha consentito di individuare le linee metodologiche da seguire per un progetto di restauro tecnicamente valido e culturalmente consapevole. In particolare, alla fase di rilievo morfologico è seguita l’indagine dei materiali e delle tecniche costruttive caratterizzanti il corpo di fabbrica. Ad arricchire la fase della conoscenza ha contribuito altresì la lettura dei dissesti strutturali e del degrado superficiale inerenti il manufatto. La massima attenzione, poi, è stata attribuita all’interpretazione dei valori e delle criticità caratterizzanti la chiesa, propedeutica alle scelte da compiersi in virtù di un possibile equilibrio tra conservazione e futura fruizione del bene. Sulla base della sintesi critica compiuta, ed intrapresa la scelta di convertire la chiesa sconsacrata in “falegnameria d’autore”, si sono definiti nel dettaglio gli interventi tecnici da mettere in atto, nel rispetto dei principi di distinguibilità, reversibilità, minimo intervento, osservanza dell’istanza storica ed estetica, nonché della compatibilità chimico-fisica e meccanica dei material da adoperarsi.

A

B

A

c

rilievo geometrico - morfologico


materiali e tecniche costruttive degrado e dissesti


interventi

configurazione ex-ante configurazione ex-post

strutture portanti RCA rimozione catene in acciaio con capochiave a piastra e conseguente sarcitura della muratura con malta di calce strutture non portanti SOL sostituzione

degli

elementi

costituenti

l’orditura

lombarda della copertura della navata e del tavolato lignei con arcarecci in cerro e tavolato in abete, avendo cura di interporre tra il tavolato ed i coppi uno strato di impermeabilizzazione finiture IM integrazione malta di calce / sarcitura RDS rimozione deposito superficiale di polveri di legno RME rimozione materiale estraneo RSL rimozione struttura lignea SCF sostituzione cerniere in ferro battuto SIL sostituzione infissi lignei e rimozione grate in ferro SPL sostituzione porta lignea di accesso all’area esterna con equivalente in legno di cerro TPL trattamento del portone ligneo mediante applicazione per impregnazione di consolidante e trattamento di disinfestazione e prevenzione del supporto ligneo da attacchi xilofagi TSD trattamento stucchi decorativi mediante pulizia delle superfici, consolidamento e protezione finale con resina acrilica

sezione A-A


vista prospettica / progetto del nuovo cassettonato ligneo


sezione B-B

configurazione ex-ante ed ex-post

sezione C-C


il parco fluviale e le stanze a cielo aperto concorso di idee per la riqualificazione del lungofiume tanagro - polla (sa) / team work ● terzo premio -

5.1

team coordinato dai proff. arch. f. bruni - f. viola

Il progetto nasce in occasione del concorso di idee bandito dal comune di polla (sa) per la riqualificazione del lungofiume tanagro. L’area di intervento si presenta come una lunga fascia verde, articolata sue due differenti quote: la prima a stretto contatto con il fiume e la seconda, sopraelevata, più prossima alla città moderna. L’idea alla base del progetto è quella di articolare il parco attraverso una sequenza di setti trasversali che rompano la prevalente longitudinalità dell’area in esame, disegnando una serie di spazi limitati su due fronti. Si configurano, in questo modo, delle “stanze a cielo aperto”, che si aprono sul fiume, inquadrando di volta in volta punti prospettici differenti del centro antico della città. Solo lì dove i setti mantengono una giacitura perfettamente trasversale alla linea ideale di sponda del fiume, si definiscono degli spazi concepiti per offrire ai fruitori del parco dei luoghi di sosta all’ombra. Le due pareti opache parallele fungono, infatti, da sostegno ad un doppio sistema di lamelle in calcestruzzo dallo spessore estremamente esiguo. Ne consegue un’orditura sì fitta, ma leggerissima in termini percettivi, capace di filtrare i raggi solari, così da dar luogo ad una luce diffusa ed omogenea. L’antico mulino presente nel parco, inoltre, conosce una nuova vita, convertendosi in un affascinante e suggestivo “museo dell’acqua”.

pesca - pista ciclo-pedonale - riqualificazione del mulino - spazi pubblici - orti urbani - sport acquatici


riqualificazione ex mulino > il museo dell’acqua

sezione A-A

il parco fluviale e le stanze a cielo aperto


sezione B-B


gli ombracoli

A

A

B

B

sezione E-E

C

sezione C-C

E

C

E


gli ombracoli / un omaggio a sverre fehn


il castello di palazzolo acreide dhtl / ‘architecture, archaeology and tourism’ international workshop - siracusa - team work ● primo premio -

5.2

team coordinato dai proff. arch. b. messina - m. marzo - l. franciosini - m. ferrari - c. pirina - e. sorbo

Il progetto si fonda sull’idea di mettere in risalto la dimensione materica del sito che accoglie i resti dell’antico castello di palazzolo acreide, oggi quasi completamente perduto. Le tracce dei banchi di roccia affioranti suggeriscono, infatti, la presenza di una antica cava su cui nel tempo deve essere sorto il castello. Di qui la suggestione di rimuovere gli strati superficiali ed i detriti accumulatisi nei secoli per mettere in luce l’essenza materica del sito. Una serie di macro-aree su quote diverse, corrispondenti ai diversi ambienti caratterizzanti l’antico castello, divengono fruibili mediante un sistema di rampe e cordonate scavate nella pietra. Lì dove sorgeva il chiostro del castello, invece, il posizionamento di alcune vasche in corten consente di riconfigurare virtualmente l’originario colonnato, del quale sopravvivono oggi solo esigui frammenti. Tali vasche rappresentano dispositivi progettuali multiformi, perchè costituiscono delle sedute capaci, al contempo, di contenere arbusteti ed essenze officinali autoctone. Si è lavorato, infine, sul tema della soglia di ingresso al castello, oggi non fortemente caratterizzata, progettando un nuovo accesso al sito. L’idea è quella di dar vita, attraverso una serie di leggere lamelle in corten, ad una sorta di cannocchiale ottico che inviti il visitatore ad accedere al castello. Anche in questo caso ritorna il tema della dimensione materica, derivante dall’impiego della pietra locale, trattata però alla maniera contemporanea. Infine una serie di manufatti dismessi, localizzati nell’area limitrofa al castello, sono stati convertiti in servizi o ‘luoghi dello stare’, concependoli come dei giardini segreti da scoprire lungo il percorso di risalita al castello.


1 accesso/uscita 2 sistemi di infografica 3 ‘giardini di pietra’ 4 arbusteti ed essenze officinali autoctone 5 ambiti per rappresentazioni


il ‘giardino di pietra’ ed il sistema di infografica


5

1 baglio piccolo 2 laboratorio artigianale 3 infopoint/bookshop 4 sede associazione culturale 5 ambiti per rappresentazioni 6 area esterna alle mura 7 botteghe artigianali 8 la piazza 9 il belvedere 10 le terrazze


il nuovo accesso all’area del castello ed il giardino segreto


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mattia cocozza architecture portfolio  

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