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#Zero novembre/dicembre07

Kula shaker premio tenco canadians uochi toki/eterea 21 dischi squaz

All’interno

i concerti del MEI!


ALL’ INTERNO TUTTI I CONCERTI DEL DIEGO PAURA

Si impara necessità da una ne La virtù d butta in u nuova str sconsigli l’esperien migliori w dirlo, sia interessa

SABATO 24 E DOMENICA 25 NOVEMBRE MUSICBOOM #ZERO distribuzione gratuita CAPOREDATTORE: Luca D’Alessandro REDATTORI: Diego OX4 Ballani, Luca Barachetti, Stefano Barto Bartolotta, Andrea Burden Benedetti, Tommaso Tommy Benzi, Mattia Bergamini, Alex Bert, Paolo The Punisher Bianco, Marco Bos Boscolo, Giulio Cisamolo, Andrea Erra, Ilario Galati, Franz Gemelli,

Due

Francesco Imperato, Vittorio Lo Conte, Diego The Mold Moledda, Thomas Paulo Odry, Onofrio Palomba, Daniele Suardi, Sara Zanon COLLABORATORI: Alessandro Sfasciotti, Francesca Cavallo, Simone Varriale, Massimiliano Arena, Nicola Cupperi, Andrea Zoli GRAFICA & IMPAGINAZIONE: Mattia Bergamini mattia.bergamini@email.it

ILLUSTRAZIONI DI: Squaz, Andrea Zoli, Zoomind, Diego Paura FOTO DI: Giulio Cisamolo, Roberto Coggiola, Roberto Molteni, Giovanni Celsi, Mattia Bergamini, Francesco Negri IN COPERTINA un cartonato di DIEGO PAURA diegomiedo@hotmail.it WEB: Luigi Faragalli Tiratura: 3000 copie

Q

CO


O I RTI

Luca D’Alessandro

EDITORIALE

MBRE

Si impara spesso a creare una virtù da una situazione di necessità. Ciò che stringete tra le mani al momento nasce da una necessità, ma è innegabile che sia anche una virtù. La virtù di una redazione, quella di MusicbOOm.it, che si butta in una nuova avventura, facendosi largo verso una nuova strada. Una strada di carta, non priva di ostacoli, sconsigliata da molti. Ma che, ne siamo certi, con l’esperienza di chi per dieci anni ha sostenuto uno dei migliori webmagazine musicali italiani – e non siamo noi a dirlo, sia chiaro – risulterà senz’altro un percorso interessante. Affinché a sopravvivere sia solo la virtù.

I DI: Squaz, omind, Diego

io Cisamolo, ola, Roberto ni Celsi, Mattia cesco Negri

un cartonato PAURA otmail.it

galli

opie

QUI POTREBBE ESSERCI LA TUA PUBBLICITa’ CONTATTACI PER CONOSCERE I NOSTRI PREZZI! dalessandro.luca@tin.it

t.: 338.5911221 - 320.8408264

TRE


KULA SHAKER Massimiliano Arena ha fatto due chiacchiere con Alonza Bevan Abbiamo incontrato Alonza Bevan, il bassista dei Kula Shaker, il 19 ottobre a Milano in occasione del concerto della band inglese tenutosi al Rainbow. Sono passati 10 anni dall'uscita di K. Come avete trascorso questo tempo? Abbiamo vissuto la confusione derivata dal successo di K, che forse ci ha preso un po' alla sprovvista. Nel 1999 abbiamo pubblicato il nostro secondo disco Peasants, Pigs And Astronauts. Se non ricordo male, non ha ricevuto la stessa accoglienza di K… In effetti, non era facile bissare! Dopo, ognuno di noi si è dedicato a progetti individuali ed ha continuato a suonare. Crispian, per esempio, ha lavorato con i Jeevas.

QUATTRO

BEATMAKE Rico e GiGi di due de interessan sottobosc italiano, r celebrati U esordienti Band. Hann stampe un per la Walla titolo è La C foto di GIOVANNI CELSI

Tra i temi di Strange Folk, oltre ai riferimenti alle visioni del mondo interiore, all'amore, alla spiritualità, è presente anche un coinvolgimento nella politica, nella critica sociale. Non parlerei proprio di politica! Indubbiamente ci piace comunicare che non sempre siamo d'accordo con chi ha il compito di fare scelte importanti e che c'è qualcuno che potrebbe dichiarare di essere disposto a morire per amore e non per altre ragioni … come in Die For Love.

Che genere di musica ascoltate in questo periodo? Devo dire, stiamo ascoltando molta musica classica. Inoltre Elvis Presley: in particolare, prima di venire qui, ho ascoltato le musiche del film King Creole. Cosa ti aspetti dagli italiani che verranno ai vostri live? Mi aspetto molto calore, visto che avete il sangue latino!

Spiegateci a RICO> Il disc Conosciuti RICO> Sì, d tutta Italia. R [Dorella, Nd andavamo n Quant'era il RICO> Dai, RICO> Un ca Torniamo al GG> Ci siam c'erano già s metterlo in d trama insiem numero vent ch'era un tito Un omaggio un testo mu GG> Max P Uochi Toki, N sono diversi RICO> Alm comunque.

DICEMBRE0


BEATMAKERS

Rico e GiGi sono i beatmakers di due delle formazioni più interessanti e oblique del sottobosco indipendente italiano, rispettivamente i celebrati Uochi Toki e gli esordienti Eterea PostBong Band. Hanno appena dato alle stampe uno stortissimo split per la Wallace, il cui enigmatico titolo è La Chiave Del 20.

lk, oltre ai del mondo piritualità, è volgimento ciale. i politica! unicare che con chi ha il nti e che c'è chiarare di amore e non For Love.

scoltate in

ando molta s Presley: in re qui, ho ng Creole.

aliani che che avete il

Di mattia bergamini

Spiegateci a grandi linee com'è nato questo split appena uscito. RICO> Il disco è nato perché siamo ottimi amici, noi e gli Eterea. Conosciuti per caso a un concerto, mi diceva GiGi. RICO> Sì, dovevano suonare gli OvO a Feltre... GG> Il posto più freddo di tutta Italia. RICO> …però il cachet era troppo basso, allora ho detto a Bruno [Dorella, NdR] ch'è un mio grandissimo amico che per quel cachet ci andavamo noi con gli Uochi Toki. Quant'era il cachet? RICO> Dai, non si dice. GG> Dì mille! RICO> Sì, mille. GG> Un cachettino. RICO> Un cachet per il quale di solito non facciamo neanche uno showcase. Torniamo allo split. GG> Ci siamo trovati a Bologna a casa del grafico degli Uochi Toki, ma c'erano già stati diversi rimpalli d'idee: la proposta è venuta da loro, quella di metterlo in discoteca da noi, la proposta di usare la chiave inglese da loro, la trama insieme e infine anche il titolo. Da noi in Veneto si dice “la chiave numero venti”, mentre da loro si dice “del venti”, quindi tutti da noi ci dicevano ch'era un titolo strano, insomma risultava molto evocativo. Un omaggio a Max Pezzali che fu il primo a mettere la parola “brugola” in un testo musicale? GG> Max Pezzali è un grande idolo per Napo [la voce declamatoria degli Uochi Toki, NdR], infatti uno dei titoli del disco è Rotta Per Causa Di Egon. Ci sono diversi riferimenti a Max Pezzali, il che lo rende già un album di culto. RICO> Almeno per i fan di Max Pezzali. GG> Ai quali noi aspiriamo, comunque.

DICEMBRE07

QUESTION TIME

OVANNI CELSI

UoChi toki/eterea

CINQUE


lo rubo e lo u parte gli sche anche per la

Leggendo l spontaneo musica a ch Massimo> U Michele> Un

Canadians

HA PARLATO CON LORO stefano bartolotta I CANADIANS, cinque ragazzi con la passione per l'indie del Nordamerica. Il nome è un omaggio alla qualità di quanto ci ha regalato il Canada negli ultimi anni, la musica richiama artisti a stelle e strisce.

SEI

Qual è la vo Massimo> Vittorio> A L Michele> Go Duccio> Lov

FOTO di Francesco Negri

Quattro chiacchiere con i Canadians quasi al completo. Rispondono alle nostre domande Michele Nicoli (chitarra), Vittorio Pozzato (tastiere, seconde voci), Massimo Fiorio (basso) e Duccio Simbeni (voce, chitarra). Nessuno di voi è alla prima esperienze, ed alcuni hanno ancora adesso altri progetti attivi. Secondo voi questo che contributo da alla band? Michele> Le esperienze passate ci hanno insegnato che per far andar bene le cose bisogna farsi un culo così. Noi sono anni che ce lo facciamo e abbiamo iniziato coi Canadians ben consapevoli di quanto fosse importante questo aspetto. Vittorio> Per me il fatto di suonare anche nei Fake P serve perché quando in sala prove con loro c'è un mandolino, io

Il fatto di su più diverten Massimo> uguale a pri stanchezza diverte perc sicuramente critiche, che e continui a s

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DICEMBRE0


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segnato che ulo così. Noi iniziato coi e importante

Leggendo le vostre recensioni ho notato che a noi recensori è venuto spontaneo associare la vostra musica ad un'immagine. Voi la vostra musica a che immagine l'associereste? Massimo> Una cartolina di una spiaggia in inverno con la neve Michele> Una pista da sci con gli ombrelloni, o un surf in mezzo alla neve Qual è la vostra canzone preferita? Massimo> Last Revenge Of The Nerds e Ode To The Season Vittorio> A Long Lethargy Michele> Good News Duccio> Love Story On The Moon Il fatto di suonare dal vivo più spesso rispetto a prima è più stancante, più divertente o più utile a migliorare? Massimo> Sicuramente più stancante, mentre a livello di divertimento è uguale a prima perché anche se potremmo divertirci di più ora, la maggior stanchezza inevitabilmente porta via parte del divertimento; solo Vittorio si diverte perché si ubriaca sempre… Per quanto riguarda il migliorarsi, sicuramente può aiutare, anche perché più vai in giro più sei esposto anche a critiche, che sono sicuramente uno stimolo a migliorare. Se invece vai in giro e continui a sentirti dire che sei un figo, ti accontenti e non migliori.

QUESTION TIME

esco Negri

lo rubo e lo uso anche coi Canadians, oltre che per i miei trastulli personali. A parte gli scherzi, ciò che impari al di fuori di una band può sempre venire utile anche per la band stessa.

Quindi trovate questo lato positivo nelle critiche. Massimo> Certo, naturalmente se sono critiche mirate, se mi dicono che faccio schifo da quel punto di vista, allora lì posso impegnarmi per migliorare, se invece ci dicono che facciamo schifo perché siamo brutti, pelat, grassi e abbiamo le gambette corte, così a noi non serve. Già abbiamo cambiato batterista perché quello di prima aveva le gambe troppo lunghe, questo invece le ha troppo corte, speriamo che il prossimo le abbia medie.

Fake P serve ndolino, io

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SETTE


In vetrina Radiohead – In Rainbows Delle modalità con cui questo disco è stato rilasciato, si è già parlato abbastanza, quindi utilizzeremo le poche battute a disposizione per inquadrarlo dal punto di vista musicale. Cosa che non sarebbe facile nemmeno con uno spazio moltiplicato per dieci. Quel che è certo, è che In Rainbows è un disco di canzoni. Qualche sperimentazione in meno ed un pizzico di pop in più, con la voce di Thom Yorke adoperata sempre più come uno strumento musicale e qualche schitarrata in stile The Bends che torna a fare capolino. Un buon disco con brani che commuovono ed altri che spaccano l’anima in due. La sensazione subliminale, però, è che i Radiohead abbiano conservato i pezzi pregiati per il già imminente seguito. [Luca D’Alessandro] Babyshambles - Shotter's Nation (Parlophone) Doherty, genio o cialtrone? Probabilmente nè uno nè l'altro. A dispetto di una vita privata che non accenna a pacificarsi il suo songwriting ha trovato nella tradizione britannica il proprio codice di condotta. Shotter's Nation amplia la tavolozza dei Babyshambles, che per la prima volta suonano come una vera band anzichè come espressione della scombiccherata vita del loro cantante. Merito di uno Stephen Street che spoglia la band di ogni velleità punk e di un pugno di canzoni capaci di passare dallo swing di There She Goes al freakbeat di Crumb Begging Bahed. Siamo già alle soglie della maturità? [Diego Ballani]

Amari - Scimmie D'Amore (Riotmaker/Warner) Sulla scia di quell'eclettismo sonoro a base di pop, electro-rock e hiphop che ha fatto di Grand Master Mogol uno dei casi discografici del 2005, gli Amari fanno un passo in avanti e con Scimmie D'Amore portano a pieno compimento il loro concetto di pop sbagliato, diventato il vero e proprio cavallo di battaglia del gruppo di casa Riotmaker. Le liriche si ritrovano ancora una volta a tracciare un ritratto del mondo giovanile eternamente in bilico tra sentimenti e devastazione, tra voglia di crescere in fretta e sindrome di Peter Pan; l'amore è il fulcro attorno a cui ruotano storie disilluse (Arpegginlove) e giocose (30 Anni Che Non Ci Vediamo). Un gruppo in splendida forma, l'hype nonostante. [Francesca Cavallo]

OTTO

Robert Comicopera

Sembra un ta raccolta di ep accennat Comicopera, ritorno del distanza di qu Cuckooland e ormai da Shl ritenuto il migliore della “adulta”. In l’ex-leader Machine – co solita comune amici, da B Manzanera p Paul Well l’inseparabi raccoglie mat non, brani pr dando vita a questa volta f poco ispirato. passaggi (la c A Beautiful P nota Del Mon arrangiamen “collosi”, la fragile e unica manca la sost [Ilario Galati]

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Pop

trina

o nè l'altro. A cificarsi il suo oprio codice di abyshambles, anzichè come ante. Merito di à punk e di un eat di Crumb

tro-rock e hipiscografici del mmie D'Amore op sbagliato, ruppo di casa a tracciare un a sentimenti e ulcro attorno a . Un gruppo in

R o b e r t W y a t t - Marlene Kuntz - Uno N.A.N.O. - Mondo|Madre (Virgin) (Fosbury) Comicopera (Domino) Sembra un taccuino, una raccolta di episodi appena accennati questo Comicopera, che segna il ritorno del barbuto a distanza di quattro anni da Cuckooland e a dieci anni ormai da Shleep, dai più ritenuto il momento migliore della sua carriera “adulta”. In Comicopera, l’ex-leader dei Soft Machine – con intorno la solita comune di musicistiamici, da Brian Eno a Manzanera passando per Paul Weller e per l’inseparabile Alfie – raccoglie materiale edito e non, brani propri e altrui, dando vita ad un lavoro questa volta farraginoso e poco ispirato. Ci sono bei passaggi (la confidenziale A Beautiful Peace, la già nota Del Mondo dei Csi), arrangiamenti soffici e “collosi”, la solita voce fragile e unica, ma stavolta manca la sostanza. [Ilario Galati]

DICEMBRE07

Bastano Paolo Conte, Greg Cohen, Maroccolo e via dicendo per fare un buon disco? No, servono anche le canzoni. E Uno ne ha, ma non troppe, frutto di un'ispirazione che cercando sempre di più una forma pop leggera in senso marleniano (vedi i due dischi precedenti) alla fine si trova ad altalenare fra qualche episodio di gran classe (le prime tre tracce) e due o tre tonfi pesanti (Sapore di miele, Stato d'animo). Dove andranno i Marlene Kuntz in futuro è già scritto tra le righe di questo disco, senza che la destinazione qui si realizzi completamente. Insomma: lavoro transitorio. Coi fan più sfegatati a girarsi tra le mani l'oggetto rimpiangendo i tempi che furono.

Per Emanuele Lapiana è arrivato “l'inizio di qualcos'altro” dopo i magnifici c|o|d. Le nuove melodie segnano una certa continuità con il passato, ma in questa ripartenza troviamo più varietà, un maggior uso dell'elettronica, un mood mediamente più inquieto e la voglia da parte dell'autore di raccontare anche quello che gli succede intorno, e non solo dentro di sé. L'impressione è che Lapiana si sia tenuto dentro tantissime idee in questi anni, e che le abbia finalmente lasciate sfogare in un'opera coinvolgente e di grande spessore.

21 DISCHI

sciato, si è già che battute a usicale. Cosa io moltiplicato è un disco di un pizzico di ta sempre più fare capolino. La sensazione già imminente

[Stefano Bartolotta]

[Luca Barachetti]

NOVE


poP Canadians - A Sky With Paolo Benvegnù – 14:19 Vic Chesnutt - North Star No Stars ( G h o s t (La Pioggia Dischi / Deserter (Constellation) Venus) Records)

Spoon - Ga G (Merge)

Le fragili chitarre e la voce spezzata di Vic Chesnutt, massimo troubadour a m e r i c a n o contemporaneo, sono un distillato di dolore e coraggio. Disegnano fantasmi buoni, stupiti e spaventati, che si muovono per la prima volta su di una terra quasi deserta. In studio di registrazione danno luce e profondità allo scenario gente come i Thee Silver Mt.Zion e Guy Picciotto dei Fugazi, membri di Frankie Sparo, Godspeed You! Black Emperor e Hangedup: un'ensamble di ben 16 elementi (quasi tutti di casa Constellation) ad accompagnare Chesnutt c o n p o t e n z a perfettamente controllata per un album più essenziale che minimale. Essenziale in tutti i sensi che l'aggettivo reclama.

Un ascolto delizioso ques Ga Ga ma purtroppo, n allo stomaco. Tra i brani p sexy Rhthm catchy The l'esotica Japanes contornata d chitarre da f finale. The Ghost Of è il pezzo discosta dell'album, co piano sperim richiama alla di All My Frien Soundsystem frasi “fantasm incrocia sovrapp pennellando d'angosce d'a

La band veronese prende ispirazione quasi solo da Oltreoceano: Weezer, Death Cab For Cutie, qualcosa dei Grandaddy, dei Pavement e dei Beach Boys, in un quadro che richiama chiome scompigliate dal vento mentre sfrecciano su fiammanti cabriolet lungo i viali di Palm Beach al tramonto. Il disco ha comunque due importanti punti di forza: è poliedrico mantenendo comunque un forte filo logico tra i suoi episodi, e cresce con gli ascolti. Non aspettatevi quindi un dischetto usa e getta, perché questo cielo senza stelle è molto lontano da un'idea del genere. [Stefano Bartolotta]

14:19 è un’anteprima – Le Labbra, il secondo disco solista di Benvegnù, uscirà a febbraio – ma è anche uno scrigno prezioso. Non solo per la bellezza dei cinque brani contenuti – di essi, solo uno ricomparirà nell’album – ma perché intorno ad essi c’è tutto un micromondo di sensazioni, commozioni e trepidazioni. Un micromondo alla Benvegnù, per farla breve. U n b i g n a m i dell’ipersensibilismo, per utilizzare una espressione ormai nota. Una canzone per ora, dalle 14.00 alle 19.00 – si salta solo la ben nota ora del tè, alle 17.00 – e un turbinio di emozionalità che si poggia sui binari sicuri di La Distanza, sulla poetica stralunata di Hungry, sull’amore a nervi scoperti di Nel Silenzio.

[Sara “Ribeiro

[Luca D’Alessandro] [Daniele Suardi]

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Spoon - Ga Ga Ga Ga Ga Iron & Wine - The Fink - Distance and Time (Merge) Shepherd's Dog (Sub (Ninjatune/Family Affair) Pop)

arre e la voce Vic Chesnutt, troubadour i c a n o neo, sono un di dolore e Disegnano oni, stupiti e ti, che si la prima volta terra quasi n studio di danno luce e allo scenario i Thee Silver y Picciotto dei mbri di Frankie dspeed You! mperor e n'ensamble di enti (quasi tutti nstellation) ad are Chesnutt o t e n z a e controllata album più he minimale. n tutti i sensi o reclama.

Un ascolto sicuramente delizioso questo Ga Ga Ga Ga Ga ma che ancora, purtroppo, non colpisce allo stomaco. Tra i brani più riusciti la sexy Rhthm and Soul, la catchy The Underdog e l'esotica My Little Japanese Case, contornata da kotos e chitarre da flamenco nel finale. The Ghost Of You Lingers è il pezzo che più si discosta dal resto dell'album, costruito su un piano sperimentale (che richiama alla mente quello di All My Friends degli LCD Soundsystem), con voci e frasi “fantasmatiche” che si incrociano e si sovrappongono, pennellando un quadro d'angosce d'amore. [Sara “Ribeiro” Zanon]

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DICEMBRE07

Terzo lavoro di lunga durata per la creatura forgiata di Sam Beam, eclettico cantautoremusicista, texano di adozione. The Shepherd’s Dogs è un disco profondo e cangiante, ricchissimo di suoni e capace di sembrare antico e contemporaneo allo stesso tempo. Ad aprire le danze la magnifica Pagan Angel…, sospesa tra la west-coast e l’oriente, per proseguire con tante percussioni (che si intrecciano alle corde dell’acustica dando un effetto molto “afro” ad alcuni arrangiamenti), chitarre taglienti che si sovrappongono a slide all’orizzonte, piccole elegie acustiche che cedono il passo a qualcosa di sulfureo che ha a che fare con Tom Waits… insomma The Shepherd’s Dog è ad ora il miglior disco di Iron & Wine. [Ilario Galati]

È passato lo stupore per Biscuits For Breakfast di Fink. Dopo una vita passata dietro i piatti da dj, l'artista inglese aveva imbracciato la chitarra per dare vita a un disco di folk blues intimista. Nuova vita, quindi, che si conferma perfetta per le corde vocali “negre” e intense di Finian Greenall. Ma le pacche di incoraggiamento qui devono lasciare lo spazio ai complimenti. Distance And Time è un album pensato, sentito e fortemente personale. Sebbene la mano di Andy Barlow (Lamb) sia ben presente lungo le nove tracce, anche le rifiniture più raffinate sono il frutto di strumenti “veri”. Le nostre gemme, tra questi trentasette eleganti e colti minuti, sono Under The Same Stars e Blueberry Pancakes, che per certi versi ricorda i primi Arcade Fire. [Marco Boscolo]

21 DISCHI

t - North Star onstellation)

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BEYOND The Marigold Erotomania (Dischi del Minollo / Deambula Records) Prodotti da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator e coadiuvati dall'amico Umberto Palazzo alla chitarra, gli abruzzesi Marigold centrano il bersaglio al loro secondo appuntamento discografico. Erotomania è un album altamente suggestivo, diviso fra la fisicità del noise e l'evanescenza della new wave più eterea e sperimentale. Una sofisticata fusione di romanticismo gotico e rumorismo sonico che culmina negli spunti tribali della strumentale 9% e nei nove minuti della claustrofobica title tack, un monolite dall'impatto devastante. Dentro ci sono almeno due decenni di decadentismo sonoro.

B i a n c o n i g l i o - L o La Chiave Del 20 - Uochi s c a t o l i n o s p o r c o Toki & Eterea PostBong (CNI/Tomato) Band (Wallace Records)

Lara Martelli (Midfinger/Ve

I Bianconiglio sono una di quelle band che con il loro repertorio (dal NU metal al funk, dal fusion all'ambient) sono costrette a lottare per imporsi in un mercato che non riserva sufficiente considerazione per certi talenti. Lo Scatolino Sporco suona immediato e innovativo nonostante si rifaccia ad una tradizione già assodata e le note del gruppo possano risalire a Ratm, Korn e System of a Down. Certe influenze devono essere interpretate, tuttavia, come genuini apprezzamenti; ridurre l'ascolto del gruppo ad un “già fatto, già sentito” equivarrebbe ad attribuire solamente un giudizio approssimativo e del tutto immeritato.

Lara Martelli, le carte in tav atteso ritorno Dell’orchide rimane solo piegato ma m dal vent suggestioni. P Cerridwen peculiarità ri non vi è tracci sceglie la lin ripone in distorsioni e d tra atmosfere piccoli e delic dolorose defla lucidi tintinni acustiche in plettro. E Bris latitudine pr Impecca produzione, regala attimi intensità (D Siren, Stupid interpretazi magistrali.

Napo dice cose rimando geniale con abusi feticisti di metafore e osservazioni acute. Rico cola basi minando il campo di piccole cluster rumorose e indocili. La Chiave Del 20 porta gli Uochi Toki su Wallace con gli Eterea PostBong Band, che trapuntano i racconti del duo di gustosi impasti rock, funky, dance e “ m u s i c a z z e ” badalamentiane. Bravi gli Uochi a fare le pulci all'antropologia da discoteca di provincia («vado in bagno perché l'odore di merda mi ricorda che qui la gente è umana»), ma più bravi un tempo quando evitavano le vocine alla Elio. Comunque li perdoniamo. [Luca Barachetti]

[Diego Ballani] [Giulio Cisamolo]

[Luca D’Aless

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Lara Martelli – Cerridwen A A . V V . - L a v o r i L n R i p l e y - S . T . (Midfinger/Venus) Domestici (Homework (Casasonica) Records Netlabel)

cose rimando abusi feticisti e osservazioni o cola basi campo di er rumorose e Chiave Del 20 ochi Toki su n gli Eterea Band, che racconti del i impasti rock, dance e c a z z e ” ane. Bravi gli are le pulci ologia da di provincia agno perché rda mi ricorda a gente è a più bravi un do evitavano alla Elio. perdoniamo.

Lara Martelli, cambia tutte le carte in tavola per il suo atteso ritorno discografico. Dell’orchidea porpora rimane solo lo stelo, piegato ma mai spezzato dal vento delle suggestioni. Per il resto, in Cerridwen di altre peculiarità riconoscibilità non vi è traccia. La Martelli sceglie la lingua inglese, ripone in soffitta le distorsioni e danza stranita tra atmosfere fatte di suoni piccoli e delicati. Non più dolorose deflagrazioni, ma lucidi tintinnii e chitarre acustiche in punta di plettro. E Bristol diventa la latitudine preferenziale. Impeccabile la produzione, Cerridwen regala attimi di grande intensità (Death Of A Siren, Stupid Desires) ed interpretazioni vocali magistrali.

hetti]

[Luca D’Alessandro]

DICEMBRE07

Da quando anche Deep Also è volato in Germania per raggiungere il compare di vecchia data Touane alla Persona Records, Homework potrebbe benissimo passare per una enclave elettronica italiana in quel di Berlino. Tanto più che ad alzare la posta in gioco per questa compilation che celebra i suoi due anni di vita, viene chiamato il Morr-Music Populous (anche se la sua Dub Driver è poco più di un intro). Insieme agli emigranti del verbo digitale, tutta la cricca di autori elettronici con base a Bologna dimostra d'essere in ottima forma: Micamat, che mischia istanze avant con colori d'un Giappone sintetico visto al Luna Park, l'IDM spigolosa di Minidischi, le progressioni cibernetiche di Shaduz, il collage dadaista di Day2K. [Mattia Bergamini]

Il suono di questo lavoro è un frullato, dosato con sapienza, di spasmi ritmici e graffi elettronici, bpm ad alta velocità e brevi intervalli di sospensione in cui riprendere fiato. Tra le tracce segnaliamo la cover di Killing In My Name ( R AT M ) , t r a d u z i o n e drum'n'bass della originale potenza rock; inquietante l'atmosfera di Nausea che trova il giusto contrappeso nella più elegante Alley Cat. Musica da ballare lasciandosi andare alla sua energia, con la giusta attenzione per i particolari che caratterizzano e distinguono una traccia dall'altra: una produzione che aiuterà la scena drum'n'bass italiana a ottenere l'attenzione che si merita.

21 DISCHI

el 20 - Uochi ea PostBong ce Records)

[Andrea Erra]

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ERICA

M

A

White Stripes - Icky Thump (Beggar Banquet/XL Records) Gli White Stripes sono un gruppo a-storico, che prende a piene mani dalla tradizione musicale a stelle e strisce senza però compiere un'operazione di mero revival. I due se ne fottono bellamente delle mode, finendo per essere poi i più cool del mucchio. In questo senso Icky Thump non cambia di una virgola quanto fatto in passato, perché semplicemente non ne ha bisogno. La personalità, l'originalità e la chiarezza delle idee del maschio di casa permettono al gruppo di suonare una musica fuori dal tempo e di essere tutt'altro che vecchi. Qui quello che cambia è solo il grado di maturità, in crescita. Per il resto un disco profondamente americano, con tutto ciò che di buono l'aggettivo si porta dietro. [Alessandro Sfasciotti]

21 DISCHI

Sharon Jones & The Dap-Kings - 100 Days, 100 Nights (Daptone Records) Sharon Jones & The Dap-Kings hanno reso omaggio a James Brown nel loro primo album e a Fela Kuti nel secondo, e continuano a scavare tra i solchi del R&B nel terzo capitolo, 100 Days, 100 Nights. Stavolta la band si cimenta con il gospel più viscerale e benché 100 Days, 100 Nights non trasudi la stessa passione dei dischi precedenti, è carico in maniera impressionante di vibrazioni strappate al passato. Canzoni come la title track, Tell Me e Something's Changed suonano come se fossero state dimenticate per 40 anni nei polverosi archivi della Stax, ma questa sorta di “invecchiamento” ha permesso loro di sviluppare sapori e fragranze che nel 1967 non esistevano. [Tommaso Benzi] AA. VV. - I'm Not There OST (Sony BMG) Il Bob Dylan pubblico è un personaggio bigger than life. Meglio dargli tanti volti, uno per ogni aspetto pubblico della sua vita (e delle sue canzoni). Deve averlo pensato Todd Haynes, quando ha immaginato I'm Not There e scelto sei attori diversi per sei diverse interpretazioni di Dylan. E proprio mentre esce un'ennesima tripla raccolta delle sue canzoni, la Sony licenzia la colonna sonora del film, due cd, 33 brani. Nessun riempitivo. Todd Haynes ha radunato uno stuolo di grandi musicisti per reinterpretare le canzoni del menestrello di Duluth, come Sonic Youth, Stephen Malkmus, Eddie Vedder, Sufjan Stevens. Ad ogni viaggio nella colonna sonora si possono scoprire le proprie interpretazioni preferite (oggi è Just Like A Woman via Charlotte Gainsbourg & Calexico), rapiti dal ricordo del film. [Marco Boscolo]

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TU

TEN

SABATO 11.00 11.15 11.30 11.45 12.00 12.15 12.30 12.45 13.00 13.15 13.30 13.45 14.00 14.15 14.30 14.45 15.00 15.15

G G R G M S S P C M S J J D U D R P M P F

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Banquet/XL

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so omaggio a Fela Kuti nel i del R&B nel lta la band si 100 Days, 100 hi precedenti, ni strappate al nano come se questa sorta di nel 1967 non

gger than life. pubblico della pensato Todd e e scelto sei i di Dylan. E olta delle sue el film, due cd, radunato uno Duluth, come viaggio nella i è Just Like A el film. scolo]

TUTTI I CONCERTI!

TENDA E

SABATO 11.00 11.15 11.30 11.45 12.00 12.15 12.30 12.45 13.00 13.15 13.30 13.45 14.00 14.15 14.30 14.45 15.00 15.15

GLOW GWEN RIFLE SCHOT GIOVANNI A. SECHI MEDITERRANEAN SOUND SYSTEM STASI PEA CIAUDÀ MADRE PERLA SHAKA JANG SENATO JOY CAT DIVA SCARLET U'MANACIDDE DEDICATION HC ROGGIU DE MUSSA PIN-A MEN OF PROJECTION PASQUALE DELLE FOGLIE

DICEMBRE07

15.30 15.45 16.00 16.15 16.30 16.45 17.00 17.15 17.30 17.45 18.00 18.15 18.30 18.45 19.00 19.15 19.30 19.45 20.00 20.15 20.30 20.45 21.00

IL RUMORE DEL FIORE DI CARTA AIORESIS IL DIARIO DI IRENE THE THIES AND THE LIES ZHEPHIRO VICENZA LIVE ZERO DECIBEL BOX 15 DIABOLICO COUPE' ORANGE LEM LAMIA ZIBBA E ALMALIBRE DUE MINUTI E MEZZO DOMENICO PROTINO PARK AVENUE FUN KEY VEGA'S UNDERDOG PHONIKA HEIKE HAS THE GIGGLES FAVONIA MAGENTA FATA

TUTTI I CONCERTI DEL MEI

che prende a strisce senza l. I due se ne ssere poi i più non cambia di emplicemente del maschio di ssere tutt'altro Per il resto un orta dietro.

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21.15

STIKKEREBALLA LAMPASCIUNAZZ NOISE ROOM PAZIENTE ZERO TARICK SURSUM RITMO CIRCOLARE LA FAME DI CAMILLA

21.30 21.45 22.00 22.15 22.30 22.45 23.00

16.30 17.00 17.30 18.00 18.30 19.00 19.30

DOMENICA

20.30 20.45 21.00 21.15

11.00

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THE PROVINCIALS ESMEN MADRELENA GARDENYA HOMESPUN THE MOONFISH VIOLAVENERE NOTIZIE EROICHE ERASSA CONTINTAS SWEET INSANITY SAMIGO TOP 100 CHOREARUM MISS FRAULEN ADRIANO MODICA AMORE ANATROFOBIA BEATRICE ANTOLINI

11.15 11.30 11.45 12.00 12.15 12.30 12.45 13.00 13.15 13.30 14.00 14.15 14.30 15.00 15.30 16.00

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BOLOGNA VIOLENTA DENTE EXISTENTIAL MATRON MONSTER EX-OTAGO LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA MICECARS MY AWESOME MIXTAPE NATICOSI' 61 CIGNI ORACLE KING JOHNNY LA ROSA E KGB THE OSCAR ABELLI QUARTET MAX PRANDI CHATU KINGS FEAT MAX LUGLI THE GROOVE YARD FONTA & I BLACKBERRY

TENDA I SABATO 12.20 12.40 13.00

MISS GABRY MEDI' THE 7JAY

13.20 13.40 14.00 14.40 15.00 15.20 15.40 16.00 16.20 16.40 17.00

17.20 17.40

18.00 18.30 19.00 19.20 19.40 20.00 20.20 21.20 21.40 22.00 22.20 22.40

MARIAN TRAPASSI STEFANO FERRARI DEMO RAI OPENING DON PLEMO DJ SET DON DIEGO ITALIANOS INTOCABLES METROSTARS FRANCONEGRÈ WORD PREMIO HIP HOP MEI PREMIO BASEMENT GHEMON SCIENZ PREMIO XL NESLI PREMIO GROOVE COLLE DER FORMENTO CO'SANG SKIZO + GUEST Q IMAIE GABRIEL STERNBERG ELTON JUNK LAM MOODRAMA DIODATO GRONGE ALEX STORNELLO SANS PAPIER

DOMENICA

12.00 C.A.T. 12.20 MARM 12.40 THE LEGE KID C 13.00 MARC CORS THE R SOCIE 13.20 AMOT 13.40 ARIA 14.00 CANE 14.20 JACK JUGG 14.40 INSOL 15.00 DJ KU 15.20 SPIKO 15.40 MIDIH 16.00 CIAPP 16.20 REDR 16.40 VIDAU 17.00 ANDR 17.20 PAOL BRAG 17.40 ANDR 18.00 DJ ME LES F 18.20 4PIEC 18.40 DJ FL 19.00 MAST 19.20 PIPPO PINGU POLA 19.40 B- BL 20.00 THE O 20.20 SKAR 20.40 IRES 21.00 KILT 21.20 BACIA MANI 21.40 EVOÈ 22.00 RADA

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E BRIEL RNBERG ON JUNK M ODRAMA DATO ONGE X RNELLO S PAPIER

TENDA M

12.00 C.A.T.T.U.R.A. 12.20 MARMAJA 12.40 THE LEGENDARY KID COMBO 13.00 MARCELLO CORSO AND THE ROCK SOCIETY 13.20 AMOTIVO 13.40 ARIA LUCE 14.00 CANEBIANCO 14.20 JACKNIFED JUGGERNAUT 14.40 INSOLITO CLAN 15.00 DJ KUZAM 15.20 SPIKO 15.40 MIDIHANDS 16.00 CIAPPY DJ 16.20 REDRUM ALONE 16.40 VIDAUXS 17.00 ANDREA LAI 17.20 PAOLO F. BRAGAGLIA 17.40 ANDREA RUCCI 18.00 DJ MENA & VJ LES FABUME' 18.20 4PIECES 18.40 DJ FLUTTER 19.00 MASTER T 19.20 PIPPO E I SUOI PINGUINI POLARI 19.40 B- BLAST 20.00 THE ORANGES 20.20 SKARAMANZIA 20.40 IRES 21.00 KILT 21.20 BACIAMO LE MANI 21.40 EVOÈ 22.00 RADADUMM

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SABATO 11.50 MUSAMELICA + PREMIAZIONE 12.15 SCARLET 12.30 CLAMIDIA 12.45 DENISE 13.00 U' PAPUN 13.15 NICODEMO 13.30 SOLECISMI PEDESTRI 13.45 DISFUNZIONE 14.00 NADIÈ 14.15 THE JUNE 14.30 I TRENI IN CORSA 14.45 CORDE PAZZE 15.00 PURA UTOPIA 15.15 MARCOSBANDA 15.30 TECNOSOSPIRI 15.45 CHIAZZETTA 16.00 ULTIMAVERA 16.15 JACINTO CANEK 16.30 PIA 16.45 CARPACHO 17.00 GIONATA CON I Q TRIO 17.15 LELE BATTISTA 17.30 MACNO 17.45 4 FIORI PER ZOE + SYRIA 18.00 ROBERTO ANGELINI E MARCO FABI 18.15 VALLANZASKA E C. BATTA

18.30 POZZO DI SAN PATRIZIO E OSANNA 18.45 MURMUR 19.00 THE ART OF ZAPPING 19.15 LEHDGRAVITY 19.30 FROST 19.45 ULIVIERI 20.00 THRANGH 20.15 ROCKSTEADY BEAT ORCHESTRA 20.30 ENRY 20.45 JOLEBALALLA 21.00 REDSKA 21.10 MAKAKO JUMP 21.20 CALIFFO DELUXE 21.30 LE BRAGHE CORTE 21.45 HARDDISKAUNT 22.00 GLI STILITI 22.15 MATRIOSKA 22.30 STRIKE 22.45 ARPIONI 23.00 VALLANZASKA 23.15 STATUTO 23.30 ESTERINA 23.45 KARMA

TUTTI I CONCERTI DEL MEI

RIAN PASSI FANO RARI MO RAI ENING DON MO DJ SET N DIEGO LIANOS OCABLES ROSTARS NCOGRÈ RD MIO HIP P MEI MIO EMENT EMON ENZ MIO XL LI MIO OOVE LE DER MENTO SANG ZO + GUEST

DOMENICA 11.45 12.00 12.15 12.30 12.45 13.00 13.15

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13.30 13.45 14.00 14.15 14.30 14.45 15.00 15.15 15.30 15.45 16.00 16.45

TUTTI I CONCERTI DEL MEI

17.00 18.00 18.30 20.45 21.00 21.15 21.30

21.45 22.00

ANTHERA GIULIA MISFATTO PLANETANON WAINES THE SECOND GRACE LEO PARI IO? DRAMA JOLAURLO GERSON PORNO RIVSTE PRODOTTO NON CONFORME PREMIO PUNKADEKA SKIANTOS PREMIO PUNKADEKA GIANLUCA LO PRESTI LIVE SET ADDAMANERA L.S.P. SO LONG COCK'S NAME HATTORIHANZO VIVIENNE VIVEUR

NOTTE LIGHT Se sabato 24 avete ancora spazio nelle orecchie per altra musica, sappiate che a Faenza si svolgerĂ  la Notte Light, ovvero una notte bianca dedicata alla scena indipendente. Tra gli eventi in programma: RIONE ROSSO/EXES DIGICOMICS2007 CACO LIGHT-NIGHT DO AIR GUITAR CONTEST PIAZZA DEL POPOLO KARMICA* + CONVERGENCE

Deep Purpl novembre 2

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www.indiemeno.it 18

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RGENCE

Erano oltre seimila le teste pronte ad annuire di fronte alla messa cantata dei Deep Purple. Un mare di piccoli puntini bruni, in verità: ben poche le chiome grigie, abbastanza da far pensare che forse quello dei Viola non è un mito che sta scomparendo. Un mito che non scompare nonostante gli ultimi album diano poca soddisfazione ad un pubblico abituato ad ascoltarli per i successi registrati nei '70, continuamente invocati e con incrollabile stacanovismo riproposti dalla band. Un mito che non scompare con l'uscita dalla band di preziosi componenti nei numerosi cambi di formazione (uno su tutti, Blackmore), un mito che non scompare con i chili di troppo di Paice o la bandana a salvare da una probabile calvizie il sempiterno Roger Glover. Un mito che ripropone indefesso vecchi cavalli di battaglia come Higway Star, Lazy, Black Night o l'immarcescibile Smoke On The Water seguiti dai brani del più recente Rapture of the Deep, che lasciano però il pubblico decisamente freddo. Maestro di cerimonia della serata il duo Gillian-Morse, efficacemente sostenuto dagli assoli di Glover, Paice e Airey, dimostratosi in grado di saper tessere trame complesse e voli pindarici sempre nuovi e più alti.

Articolo e foto di giulio cisamolo

.it DICEMBRE07

DEEP PURPLE

LIVE REPORT

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Deep Purple live @ Palabam, Mantova, 10 novembre 2007


PREMIO TENCO

Premio Ten

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Di luca barachetti

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Per la prima volta il Premio Tenco omaggia Luigi Tenco e lo fa con una formula nuova. Più artisti nelle tre serate e meno canzoni eseguite da ciascun invitato (due, di cui almeno una a tributare il cantautore di Ricaldone). Solo agli ospiti più importanti uno spazio maggiore, e per il resto una proposta che cerca di aprirsi sempre di più alle novità, anche se con qualche fatica. Giovedì 8 novembre La serata degli ospiti stranieri diventa alla fine quella degli italiani. Jacques Higelin esagera col vino e si incarta in una vena comica che già al secondo pezzo deprime un po'; Marianne Faithfull (As Tears Go By e Crazy Love) fa il suo compitino e nulla più. Bravo Cristicchi con la sigla Lontano, Lontano nonostante l'influenza e la Turci che rilegge E Se Ci Diranno con piglio rockeggiante. Le emozioni però arrivano nel finale: prima Massimo Ranieri con Rita Marcotulli su Vedrai, Vedrai, poi Elena Ledda con De Bentu (da Rosa Resolza, Targa per il miglior disco dialettale insieme ad Andrea Parodi). Infine ancora Ranieri che omaggia Andrea Parodi con un duetto virtuale su Piscatore 'E Pusilleco. Bello, ma delle tre serate la prima è la meno convincente. Venerdì 9 novembre La seconda invece è quella con i nomi meno importanti, eppure batte la prima, nonostante il mezzo flop di una Carmen Consoli sottotono. Max Manfredi (Un Giorno Dopo L'Altro e lo splendido inedito Il Regno Delle Fate) si prende la giusta dose di applausi così come Mauro Ermanno Giovanardi con una Vedrai, Vedrai che stacca sulla distanza la versione di Ranieri; bravo anche Peppe Voltarelli (Ragazzo Mio). Edoardo Bennato energico ma evanescente, Ardecore (Targa miglior esordio) un po' fuori posto, Ricky Gianco sale sul palco con Fariselli e Camardi, fa ancora una volta Il Vento Dell'Est ma convince. Ginevra Di Marco chiude in bellezza: Io Sì di Tenco, Les Tziganes di Ferrè, Malarazza di Modugno. Grande voce, arrangiamenti un po' grossolani ma funzionali allo spirito popolare del tutto.

LIVE REPORT

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Premio Tenco 2007 @ Teatro Ariston di Sanremo, 8-9-10 novembre

Sabato 10 novembre Ultima sera. Apre Paoli col suo progetto jazz che coinvolge gente del calibro di Bonaccorso-Gatto-Rava-Rea: Mi Sono Innamorato Di Te, Quando e Senza Fine si perdono in mezzo a tanto bendiddio improvvisativo. Nulla di speciale da Balestrieri, Bonaveri e Montellanico-Pierannunzi (interessante ma fredda la loro rilettura jazz di Tenco). Arriva Morgan (Il Mio Regno e Contro Me Stesso) e tira su le sorti di una serata che poi decolla: Irene Grandi (È Solo Un Sogno, Se Sapessi Come Fai con Morgan), Testa (Targa per il miglior disco) che fa ancora Lontano, Lontano, Teresa De Sio (per lei Ah L'Amore anche in malgascio) e i Têtes dei Bois (con Angela, per loro Targa come migliori interpreti) che chiudono dopo Li Vidi Tornare di Massimo Priviero (versione originaria di Ciao, Amore Ciao), facendo anche da backing-band ad una corale Yeeeeh di Tenco-Bardotti. Tirate le somme, una buona edizione. Arrivederci all'anno prossimo.

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Giardini di miro’

Vs. Il fuoco

Di simone varriale

Il 27 ottobre, in una rigida e nebbiosa

Torino, i Giardini di Mirò hanno “sonorizzato” un film muto del 1916: Il Fuoco di Giovanni Pastrone. Dopo le spore dei Marlene Kuntz abbinate al nordico La Signorina Else (Paul Czinner, 1928), e dopo il traffico di Berlin (Walter Ruttmann, 1927) accompagnato dal caos sperimentale degli Zu, è toccato al gruppo reggiano sonorizzare le immagini di un vecchio film muto. Una storia intrisa di umori liberty, sull'amore tra un pittore squattrinato e un'oscura femme fatale. Decadentismo e atmosfere dannunziane: un mondo irrimediabilmente altro rispetto alle nostre percezioni di

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spettatori (post)moderni. Per colmare questa distanza, il Museo del Cinema di Torino si è rivolto alla musica rock. “Generalmente proponiamo un film in particolare; chiediamo al gruppo di vederlo e di pensare alla possibilità di sonorizzarlo, sperando che rimanga fedele al proprio sound”, dice Stefano Boni, responsabile del progetto. Il primo esperimento risale al 2003 con il film Maciste all'Inferno (Guido Brignone, 1926) musicato dagli Yo Yo Mundi. Nel corso di questi anni, seppure in modo episodico, le sonorizzazioni hanno continuato ad arricchire la programmazione audiovisiva del Cinema Massimo, coinvolgendo gruppi come Perturbazione, Larsen e Gatto Ciliegia

Contro Il Gran sono stati ins Free Festiva Giardini di Mir Fuoco, film te conservato d cerchiamo di che è stato u italiano; dall' importanti del nulla noti (…) nei limiti della tempo hanno riesci a intrav che potrebbe continua Boni un'arte prom studiosi, ritrov presso un pu nasce dalle su il progetto coi abituati a lavo

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Per i Giardini di Mirò la prossima tappa sarà al Duel Beat di Napoli, il 20 dicembre: una ex multi sala che oggi ospita concerti e dj set. Nel frattempo il Museo sta lavorando a una collana di dvd che uscirà per Fandango nel 2008. “Vogliamo far si che questi appuntamenti non rimangano un unicum. Per i musicisti si tratta di un lavoro che dura diversi mesi, per eventi destinati ad un circuito ristretto di luoghi o di festival. Poi c'è l'aspetto strettamente cinematografico: rendere disponibili dei film muti, che difficilmente verrebbero pubblicati, sfruttando l'abbinamento con la musica rock”. Alla Signorina Else e ai Marlene Kuntz l'onore della prima uscita, sperando che i dvd richiamino ulteriormente l'attenzione sulle sperimentazioni torinesi.

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INTERFERENZE

rriale

Contro Il Grande Freddo; ed alcuni di questi eventi sono stati inseriti nei programmi del Traffic Torino Free Festival. Le drammatiche atmosfere dei Giardini di Mirò hanno suggestionato la scelta de Il Fuoco, film testimone di un più ampio patrimonio conservato dal Museo di Torino. “Da un lato cerchiamo di valorizzare il cinema muto torinese, che è stato un po' il laboratorio del cinema muto italiano; dall'altra vogliamo mostrare dei film importanti del cinema muto che sono poco o per nulla noti (…) abbiamo scelto gruppi che lavorano nei limiti della forma canzone, ma che allo stesso tempo hanno un suono che suggerisce altro, in cui riesci a intravedere la possibilità di un'espansione che potrebbe accompagnare un determinato film”, continua Boni. Succede così che il cinema muto, un'arte promossa entro un ristretto circuito di studiosi, ritrovi l'ossigeno della contemporaneità presso un pubblico più giovane e “fresco”. L'idea nasce dalle suggestioni “filmiche” del post-rock, ma il progetto coinvolge principalmente gruppi italiani abituati a lavorare sulle canzoni.

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L’ETICHETTA? ME LA FACCIO IN CASA RUBRICA

UN CORSO FAI-DA-TE DELLA canebagnato records

L’etichetta la faccio in casa Ok, adesso avete un logo, un nome, uno o due gruppi di cui pubblicare l'album, il vostro spazio myspace, un sito, ne avete parlato con amici e parenti.

E adesso che vi arriva il primo demo, ce l'avete fatta!

qualcosa da p vostre cose. scaricherete le che sia giovan talento ma mo disposto a far giro, cercate tr corrisponda a Ma la cosa fo contro ogni ev facendo ha un e riflettere su q Altra cosa m diventare un'o vanno le co guadagnarci.

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www.canebagnato.org Per mettere in piedi un'etichetta servono molti soldi, molte conoscenze, molta esperienza, servono anche molto tempo libero, molta buona volontà e una buona dose di follia.Con le prime tre cose può venire fuori una gran bella etichetta, con le ultime tre una gran bella etichetta fatta in casa. Se avete molti soldi ed intendete aprire un 'e ti chetta c'è qualcosa che non va. Avere un buon gusto musicale non è fondamentale. Se si hanno soldi, conoscenze e contatti è del tutto superfluo. Cose non necessarie ma molto utili: un amico grafico, un amico fonico, un amico che gestisce un locale, uno che scrive su un giornale, uno che ha un programma in radio, qualcuno che lavora in un negozio di dischi. Molti amici insomma. Se vi devono un favore o dei soldi meglio, sarà più facile vendere loro i dischi. A dire la verità noi avevamo (ed abbiamo) pochi soldi, pochissime conoscenze, zero esperienza, poco tempo libero, un po' di buona volontà e tanta follia per cui tutto quello che ho detto finora non ha senso. Quindi ripartiamo da zero. Per mettere in piedi un'etichetta basta volerlo. Ed esserne convinti. Trovatevi un nome e un logo molto “cool” o molto stupido. Avete già quanto basta per iniziare. Ora, per giustificare l'esistenza dell'etichetta e lo spazio su myspace sarete obbligati a cercare

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a il primo vete fatta!

[in collaborazione con PuntoGif Magazine]

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LABELSBOOM

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nome, uno o re l'album, il to, ne avete ci e parenti.

qualcosa da produrre. Usanza abituale anche se sconsigliata è iniziare col produrre le vostre cose. All'inizio è un grave errore: quando verranno fuori i problemi su chi scaricherete le prime frustrazioni? Meglio cercare un gruppo/artista esterno. L'ideale è che sia giovane ma esperto, emergente ma con un suo suono personale e definito, di talento ma modesto, tranquillo ma con molti contatti importanti, senza troppe pretese e disposto a fare qualsiasi cosa voi gli chiediate di fare. Andate ai concerti, chiedete in giro, cercate tra gli amici e gli amici degli amici; i musicisti sono tantissimi, qualcuno che corrisponda a queste caratteristiche ci sarà pure. Se lo trovate tenetevelo strettissimo! Ma la cosa fondamentale è esserne davvero, davvero convinti, contro ogni logica e contro ogni evidenza. Se riesci a far finta con tutti che sei convinto che quello che stai facendo ha un senso la cosa ha un senso. Per riuscire in questo conviene non fermarsi e riflettere su quello che si sta facendo, riempirsi il tempo, parlarne, parlarne, parlarne... Altra cosa molto utile è non essere in Italia. Se siete in Italia invece il fatto può diventare un'ottima scusa, per gli altri e per se stessi “d'altronde si sa come vanno le cose qui in Italia”. E assolutamente non pensare di guadagnarci. Mai.

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LA LEGGENDA DI BEOWULF di Robert Zemeckis

AS SEEN ON TV

ACROSS THE UNIVERSE di Julie

Taymor

Pensate a un qualsiasi nome entrato dalla porta principale della storia della musica E state certi che imperversava nel panorama musicale americano degli anni '60. Strana quindi la visione del nuovo film di Julie Taymor (Frida). La peculiarità del lavoro della regista sta nella scelta di basarsi sui testi di 33 canzoni dei Beatles, costruendo una vera e propria opera rock ispirata alla musica dei quattro di Liverpool per raccontare proprio quegli anni '60. La trama si liquida in fretta. Un giovane ragazzo inglese sbarca in America alla ricerca del padre, si innamora della bella Lucy, pacifista attiva dal momento che il fratello è stato spedito in Vietnam. Storia già vista, certo. Ma la confezione psichedelica e arty della Taymor merita, così come gli arrangiamenti musicali del premio oscar Elliot Goldenthal. Buone prestazioni degli attori, dal giovane inglese Jim Sturgess a Miss Manson, Evan Rachel Wood. Ghiotti cammei di Bono, Joe Cocker e Salma Hayek.

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Zemeckis mette in scena la più antica epopea della letteratura inglese, la storia dell'eroe invincibile Beowulf e della sua lotta contro il mostruoso Grendel nella Danimarca governata dal re Hrothgar. Ed è interessante notare come il regista scelga questa antichissima storia come terreno in cui affondare le radici della rivoluzione tecnologica che sta apportando al cinema. Il suo film, infatti, è un ibrido tra live action e animazione, in cui attori in carne e ossa prestano le loro fattezze e i loro movimenti a personaggi digitali (in Polar Express era Tom Hanks, in questo caso, tra gli altri, Anthony Hopkins e Angelina Jolie). Il regista si avvale di importanti collaborazioni: lo scrittore Neil Gaiman e lo sceneggiatore Robert Avary sono gli autori del copione (il cui adattamento è costato 10 anni di lavoro), Alan Silvestri (Ritorno Al Futuro) l'autore della bella colonna sonora. Un film adulto e dai toni forti, che fa dimenticare il precedente mal riuscito esperimento di Polar Express.

Di Nicola Cupperi

potrebbe pens è ricondotta a una raccolta d dove risieda i logico ravvisa grandi narrato

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BEOWULF s

Giulio cisamolo

Rick Moody - Zappa, Dylan E Il Timor Di Dio, The James Dean Garage Band (Minimum Fax, 2005) Rick Moody è uno fra i più apprezzati scrittori contemporanei USA. Qui ci occupiamo di due suoi racconti che trattano di musica. Nel primo Zappa, Dylan E Il Timor Di Dio Moody mette a confronto gli inconciliabili mondi musicali e personali di Zappa e Dylan; da questo scontro nasce una session (con i musicisti di Trout Mask Replica) che, interrotta da Captain Beefheart, si conclude con una rissa in cortile. The James Dean Garage Band vede invece un redivivo James Dean (scampato all'incidente d'auto in cui tutti lo credono morto) dare il suo contributo alla formazione di una garage band, sviluppando uno stile rock innovativo. Ma quando i nostri tenteranno di sfondare fallendo miseramente - Dean li abbandonerà per tornare tra le stars di Hollywod. Due racconti che riportano tra i comuni mortali, svelandone i tratti caratteriali meno nobili, tre stelle indiscusse del mondo dello spettacolo.

IL RUMORE DI UNA PAGINA

scena la più a letteratura a dell'eroe e della sua uoso Grendel ernata dal re nteressante gista scelga storia come dare le radici nologica che nema. Il suo brido tra live , in cui attori stano le loro movimenti a i (in Polar ks, in questo i, Anthony na Jolie). Il di importanti crittore Neil eneggiatore gli autori del attamento è avoro), Alan Al Futuro) la colonna lto e dai toni menticare il l riuscito Express.

Leonardo Colombati - BRUCE SPRINGSTEEN Come Un Killer Sotto Il Sole (Ed. Sironi, 620 pp, 24€) Di agiografie sono pieni gli scaffali. Si contano sulle dita di una mano, invece, i tentativi genuini di scrivere una biografia mettendo insieme qualcosa di nuovo: Leonardo Colombati scrive una di quelle biografie che non si accontenta. Non si accontenta di fotografie di artisti sudati, osannati dalla folla. Non si accontenta e scava, indefesso, nella cultura, non soltanto nella musica, del grande ventre del continente, tesse trame e ricollega ogni effetto alla propria causa. Nel caso in cui non bastasse la prefazione redatta da Ennio Morricone, a farvi capire che quello di cui stiamo parlando è qualcosa di insolitamente magnifico potrebbe pensarci lo splendido saggio introduttivo di Colombati: la produzione del Boss è ricondotta a padri del calibro di Whitman e Steinbeck, Doss Passos e DeLillo. Segue una raccolta di brani che non si prefigge di ricoprire l'intera produzione ma di mostrare dove risieda il genio narrativo di Springsteen, nel corso degli anni, seguendo un filo logico ravvisabile molto spesso solamente a posteriori, ma che fa di Bruce uno dei grandi narratori contemporanei.

Andrea erra

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Squaz, un so l'anatroccolo Ci sei andato qualcosa che fumetti. Dal m ecco qua: SQU

Sei ormai un Inguine MA semplicemen La carta vince Quando hai p caratteristiche semplicement ecco.

C'è chi sostie Bé, non é poi autori, disegn Penso che il v muoversi. Ma perdono per la

SQUAZ INTERVISTATO dA andrea zoli

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Esiste realme La parola und le autoproduz Personalment di loro. È un le pubblicare su proposito di XL si auto-definis spazio di fume gruppi editoria Ma penso ch dall'esterno o La prima carta Pasquale Todisco meglio noto come Squaz nasce a Taranto nel ‘70. Nel 2005 firma il proprio capitolo della serie 25 Disegni (Inguine Press/Donna Bavosa/Modo Infoshop) e nel 2006 Pandemonio (Ed.Fernandel), con testi di Gianluca Morozzi. È uno degli autori del progetto “IUK” su XL di Repubblica.

Qual è l'ultim L'ultimo fumet lontanissimo Quello che in Caccia: un libr

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Sei ormai uno dei fumettisti/illustratori più richiesti delle riviste: Rolling Stones, Inguine MAH!gazine, Frigidaire, Urban, giusto per citare quelle cult o semplicemente più diffuse. Qual è la tua carta vincente? La carta vincente? Gli amici giusti nei posti giusti, ovvio. Poi la rapidità e l'inventiva. Quando hai poco tempo perché la rivista aspetta solo te per andare in stampa, sono caratteristiche che vengono giustamente apprezzate. In altri casi, suppongo semplicemente che i miei disegni si prestino a utilizzi diversi. Che siano "spendibili", ecco. C'è chi sostiene che il panorama fumettistico italiano versi in stato catatonico. Bé, non é poi così catatonico. Secondo me ha passato momenti peggiori. A livello di autori, disegnatori e talenti mi pare anzi che ci sia una fioritura che fa ben sperare. Penso che il vero problema sia di spazi. Tanta gente, tante idee e poco spazio in cui muoversi. Ma si lavora anche per quello, no? Per trovare nuove aperture... (chiedo perdono per la disgustosa metafora). Esiste realmente il fumetto underground in Italia? La parola underground racchiude troppi significati, preferisco evitarla. Esistono invece le autoproduzioni, i fumetti indipendenti. Personalmente, conosco molte delle persone che li fanno e sono in contatto con alcuni di loro. È un legame che non si é mai realmente interrotto, anche se adesso mi capita di pubblicare su riviste di massa come XL ad esempio (che non avevamo citato prima). A proposito di XL, é interessante il fatto di far parte di un gruppo di autori (dieci in tutto) che si auto-definiscono appunto Italian Underground. L'idea sarebbe di autogestirsi uno spazio di fumetti "altri" all'interno di una rivista che invece fa capo ad uno dei maggiori gruppi editoriali italiani. Praticamente una pazzia. Ma penso che sia un po' il vecchio dilemma: meglio cercare di cambiare le cose dall'esterno o dall'interno? La prima carta l'abbiamo già giocata, adesso proviamo con la seconda.

COMICS

o come Squaz 2005 firma il 25 Disegni avosa/Modo Pandemonio di Gianluca del progetto

Squaz, un soprannome che ti porti dietro dalle medie quando sei caduto sopra l'anatroccolo che la maestra teneva nel cortile? Ci sei andato vicino. Mi serviva un nome che rimanesse impresso ed ho pensato a qualcosa che potesse assomigliare ad un suono onomatopeico, di quelli tipici dei fumetti. Dal momento che mi chiamo PaSQUAle, ho giocato col mio stesso nome ed ecco qua: SQUAz!

Qual è l'ultimo fumetto che hai comprato? L'ultimo fumetto che ho comprato é "Come un Cane" di Crippa e Ponticelli, che però é lontanissimo dal mio modo di fare i fumetti. Un buon lavoro, indubbiamente. Quello che invece mi é piaciuto di più negli ultimi tempi é "Deep Sleep" di Massimo Caccia: un libro strano e poco classificabile. Come piace a me.

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SQUAZ

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