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Il giornalino del Liceo Scientifico Statale Guglielmo Marconi

Wit Goodbye Steve

Pinardi a Pagina 5

Pubblicazione bimestrale www.witmarconi.blogspot.com Anno IV numero II

DICEMBRE 2011

Cinema e videogiochi Ward a Pagina 6

Codardi d’ Italia


Wit PAGINA 3 ,DOSSIER- PER CAPIRE MEGLIO MANOVRA ECONOMICA

PENSIONI Per andare in pensione bisognerà aver versato 41 anni (donne) e 42 anni (gli uomini) di contributi. I requisiti per la vecchiaia sono di 66 anni per gli uomini e 62 anni per le donne. IVA L’ IVA aumenterà di 2 punti percentuali a decorrere dal secondo semestre 2012. I 4 miliardi previsti saranno destinati principalmente ai giovani e alle famiglie. PROVINCE Il governo ha previsto il taglio dei consigli provinciali che potranno avere al massimo 10 consiglieri. Vengono abolite le giunte provinciali. IRAP Le imprese potranno dedurre l’ Irap pagato per i dipendenti. Gravi sull’ Irap per chi assumerà donne o giovani .

CASA L’ ici sulla prima casa torna al 4 per mille sul valore catastale dell’ immobile maa i comuni potranno elevarlo di un ulteriore 2 per mille. Il valore catastale degli immobili verrà rivalutato del 60 %. AUTOMOBILI E BARCHE Le auto di grossa cilindrata pagheranno 20€ ogni kw per auto sopra i 170 kw. Per le barche da 10 a 12 metri 7 euro al giorno, per barche più grandi fino a 150 euro. SCUDO FISCALE Intervento fiscale una tantum con un’ aliquota dell’ 1,5 % a carico dei capitali rientranti in Italia con lo scudo fiscale. CONTANTE Pacchetto antievasione che prevede il divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro, la soglia è a 500€ per le pubbliche amministrazioni.

Ci avete promesso mari e monti, e ora? Primo atto: circondata dal buio della sera ed illuminata dalla giallognola luce dei lampioni, una folla festante che intona all’unisono l’ Alleluja di Hendel, saluta le dimissioni dell’ex premier Silvio Berlusconi, richieste a furor di popolo, con un governo allo sbando, un paese allo sfascio e l’Europa che guarda al Paese come si fa con i malati e gli indifesi, mentre l’attuale Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni apostrofa la folla con il dito medio alzato. Poi la svolta: cambio di scena, governo tecnico, basta politici corrotti, basta scontro tra “opposizione” e Berlusconi & Co, ora si fa sul serio, Mario Monti viene designato come successore del ventennio berlusconiano. Un pezzo grosso nel mondo dell’economia europea e il popolo italiano ringrazia. Paradossalmente la gente è più contenta quando a governare c’è qualcuno che non è stato scelto seguendo la volontà popolare, sintomo (forse) di una scarsa fiducia in sè stessi e verso il prossimo, ma lo spread tra Btp e Bund, ormai tormentone del 2011, cala e l’Europa ci riguarda fiduciosa. Nelle settimane che seguono, si spargono le voci di vari miracoli: “ Monti ha fatto tornare la vista al cieco nato”-“ ha resuscitato Lazzaro che seccato per l’ennesima sveglia è tornato a dormire”-“ ha moltiplicato le entrate ed Il dito medio di Formigoni esorcizzato gli evasori”-“ forma un governo di discepoli e moltiplica anche i conflitti d’interessi” e poi? Poi mette in atto la manovra economica tanto attesa, finalmente la redenzione tanto aspettata in questo paese, ma alla popolazione non va bene, Monti ruba ai poveri e lascia in pace i ricchi. Chi è meglio tra Barabba e Monti? Chi televotare? Barabba! E sembra strano che qualcuno non abbia ancora detto: “Si stava meglio prima”. In Sicilia si alzano i forconi e per stemperare i bollori scende la neve, l’umore generale sembra lo stesso dopo l’introduzione della tassa sul macinato nella seconda metà dell’800, mentre alcuni politici, serafici, dicono che è vergognoso togliere i vitalizzi alla loro classe... Così si conclude il riassunto dei primi mesi abbastanza strani, iniziati gioendo, cantando e continuati tra le lacrime della Prof.ssa Fornero e di molti altri: il costo delle benzina in ascesa vertiginosa, il ritorno dall’Ade dell’ICI, le pensioni posticipate, l’aumento degli anni di contributi da versare, mentre i ceti più abbienti se ne stanno tranquilli. E ora? Ed ora, staremo a vedere quanto quest’ opera teatrale andrà avanti e mentre attendiamo almeno l’intervallo, meglio domandarsi se stiamo vivendo una commedia o una tragedia.

Scott Ward


Wit PAGINA 3 , VIDEOGIOCHI, A CURA DI SCOTT WARD PS 4 vs XBOX 720 vs Wii U Chiunque abbia letto gli articoli sui siti di videogiochi degli ultimi tempi, ha notato il moltiplicarsi di rumors e notizie a proposito delle console di “nuova generazione”. Ma sono davvero così nuove queste console? È possibile che Sony sia già pronta per un’altra PlayStation? Andiamo con ordine, la prima ad aver annunciato una nuova piattaforma è stata Nintendo, che forte del successo della prima Wii aveva annunciato a metà 2011 il suo nuovo progetto, che in verità a livello hardware non aveva e non ha alcuna novità, se non un sostanzioso potenziamento e che stupì tutti per il controller enorme, che nulla ha che fare con quelli stracomodi attualmente in uso. Sul fronte Microsoft, invece, l’uscita di una nuova Xbox è più che motivato data l’anzianità (piena di onori) della 360, che anche dopo il flop del Kinect non accenna a perdere vendite. E Sony? Tra tutte è quella che non dovrebbe fare discorsi di questo genere, con un prodotto che non è mai veramente decollato, dopo le perdite ingenti sul fronte PSP e pseudo esperimenti ( vedi Xperia Play), dato che le innovazioni di questo decennio (3d e Move) sono già montate sulla Playstation già esistente e oltre al fatto che la PS 3 non ha ancora raggiunto i canonici 10 anni di vita, la ditta nipponica dovrebbe limitarsi a migliorare ciò che già ha, senza rimandare quelle sostanziose esclusive (Uncharted, God of War, Killzone etc...) al futuro cassone da centinaia di euro con il 4 stampato, marchiato o fotoinciso sopra. Le voci prevedono l’uscita del Wii U per fine 2012, un annuncio del Xbox 720 è atteso per l’E3 di quest’ anno e l’uscita della PlayStation 4 è rumoreggiata per un ipotetico fine 2013/2014. Non resta che chiedersi quali “novità” tecniche potranno mai montare queste console: hardware più potenti già esistenti da anni per pc? 3D? Lettori blu-ray? Move? Kinect 2.0? A questo punto, nulla di nuovo sul fronte occidentale e anche orientale.

Staff Wit, il giornalino del Marconi, anno IVnumero II

Correzione bozze a cura del professor Pierpaolo Arcangioli

Coordinatore Matteo Sacchi Caporedattore Scott Ward

Stampa Centro stampa De Angeli Via dei Martinitt, 3 Milano

Redazione Giulia Manin Roberto Pinardi Lorenzo Bregant

Tiratura del numero :300 copie Prossimo numero in uscita a metà marzo


Colata a Picco GROSSETO - Ci sono stati altri inchini a «Capri, a Sorrento, in tutto il mondo». Le «pianificava la Compagnia, ad agosto per le feste patronali» e in questo modo «ci facciamo pubblicità». Così, durante il lungo interrogatorio di martedì scorso davanti al giudice, il comandante Francesco Schettino ha smentito l'amministratore delegato di Costa Pier Luigi Foschi che aveva detto di aver autorizzato una simile manovra «soltanto una volta». Poi il «capitano» della Concordia è stato costretto a riconoscere di aver ritardato l'allarme, un errore che ha avuto conseguenze tragiche provocando la morte di numerosi passeggeri e membri dell'equipaggio. E così ha provato a giustificarsi: «Prima di dare l'emergenza dobbiamo essere sicuri, perché non voglio rimanere con i passeggeri in acqua, né creare panico che la gente mi muore per nulla». Possibile che quanto stava accadendo non fosse sufficiente per ordinare l'evacuazione? Schettino assicura di no e subito dopo fa un'altra clamorosa ammissione che potrebbe segnare l'esito dell'inchiesta: «Il sistema di registro dei dati era rotto».

«Dovrò convivere con i morti». I magistrati lo incalzano per avere una ricostruzione degli orari, per sapere come mai ordinò l'abbandono della nave più di un'ora dopo l'urto. E così Schettino tenta di difendersi: «Le operazioni sono avvenute dopo che io ho avuto le informazioni che la nave non avesse più ossequiato la caratteristica nautica che è la galleggiabilità. Perché non è che io posso avere un blackout e dico andiamocene tutti. Dove li mando questi qua? Un comandante deve stabilire i tempi. Perché se c'è un comandante che mette tutti i passeggeri in mare e la nave poi rimane a galla che facciamo?». Gli contestano come in realtà i suoi sottufficiali lo avessero informato che «i sei generatori erano allagati». Lui spiega di aver chiesto «di vedere sul piano di ordinate quanto è questo benedetto squarcio», ma evidentemente neanche questo è stato sufficiente per ordinare l'evacuazione. «Ho dato l'allarme di emergenza quando ero convinto di non dovere più tornare indietro e che lo dovevo dare per forza. Perché questa è la verità». In quel momento alcuni passeggeri avevano

già indossato i giubbotti salvagente, «l'ufficiale in seconda mi aveva detto che alcuni stavano già andando sulle lance». Schettino continuava a minimizzare la portata di quanto stava accadendo con la Capitaneria di porto, che nel frattempo era stata allertata dai carabinieri contattati da alcuni clienti che erano a bordo. La difesa di Schettino su questo appare a tratti inverosimile: «Io ho detto abbiamo un blackout, ma ho anche avvisato che avevamo avuto un contatto col fondo». Il pubblico ministero lo smentisce. Lui prova a insistere: «Nel momento in cui ho il blackout la nave non è più governabile, la cosa va da sé. Il fatto del discorso del contatto col fondo io l'ho detto! Non so, se non risulta per favore ditemelo!». Non risulta e alla fine è costretto ad ammettere di non aver neanche avvisato la Capitaneria «perché nel momento in cui succede qualcosa e una persona sta lavorando...». Era troppo impegnato, dunque. Ma poi in un altro passaggio dell'interrogatorio capisce che la sua posizione si può aggravare ulteriormente e afferma: «Dovrò convivere tutta la vita con questi morti, come si fa?».


Wit PAGINA 5 , DOSSIER- PER CAPIRE MEGLIO Segue dalla pagina precedente Schettino afferma che il «saluto» era dedicato al maître e all'ex comandante Mario Palombo. Sostiene che fu proprio lui a «dirmi di passare fino a 10 metri dalla costa». I pubblici ministeri gli contestano che lo stesso Palombo, interrogato il giorno precedente, «ha definito l'accostamento privo di senso, nel senso che non era navigazione turistica a gennaio con il Giglio praticamente semideserto anche da un punto di vista delle luminarie, mentre tutte le altre accostate erano state fatte ad agosto, in occasione delle feste patronali e quando era fatto con fini schiettamente turistici era addirittura stampato e inserito nel programma». A questo punto Schettino non può negare «che non c'è un senso commerciale nel farlo di notte» e poi aggiunge: «Sul programma, sì sì. Ma noi lo facciamo anche quando facciamo la penisola sorrentina, Capri, in tutto il mondo lo facciamo. Questo sì».

Le telefonate al manager. Durante l'interrogatorio Schettino spiega di aver informato Costa di quanto stava avvenendo e di aver avuto sempre via libera rispetto alle proprie scelte. E rivela che, mentre era sullo scoglio, fu proprio il responsabile dell'Unità di crisi Roberto Ferrarini a contattare il capitano Gregorio De Falco che gli aveva intimato di risalire a bordo. «Quando gli dissi che avevo fatto un guaio e che lo avrei informato di tutto, Ferrarini mi rispose: "Sì, fai così". Poi dopo gli ho detto "mandami gli elicotteri" e lui ha risposto. "Sì, ok, mo' ti mando gli elicotteri"». Dunque Costa era consapevole della gravità della situazione e della necessità di evacuare la nave. Però l'ordine non arrivò. I magistrati insistono per sapere che cosa diceva Ferrarini. «Nel primo colloquio mi disse che da me non se lo aspettava... Ci siamo sentiti più volte e anche quando stavo sullo scoglio l'ho richiamato. Dico: "Guarda, vedi così e così, mandami gli elicotteri". "Ma quante persone hai?". Gli ho detto: "Guarda, c'ho circa 100, 150 persone, ora non ti so quantificare, mi servono gli elicotteri. Poi gli ho anche detto del comandante della Capitaneria. Ho detto: "Guarda, digli che io non è che non ci voglio tornare sulla nave perché a questo signore credo che non sono stato chiaro a spiegargli la situazione. Chiamalo tu per favore e diglielo che non è che mi sto rifiutando di eseguire un ordine della Capitaneria, che non voglio salire sulla nave". Ha detto: "Ok Francesco, non ti preoccupare, lo chiamo io"». In tilt il sistema di backup dati. Quando viene

affrontato il problema delle apparecchiature di bordo, Schettino appare confuso e la premessa alimenta il sospetto degli inquirenti: «Io mi auguro che voi, non ci conosciamo, però io sono una persona fondamentalmente onesta, cioè voglio avere la massima onestà». E poi dichiara: «Avevo chiesto al comandante in seconda di scaricare i Vdr (Voice data recorder, ndr ). Quando c'è un incidente, è un bottone e scarica. È manuale, noi abbiamo un sistema di registro dati. Cioè se io voglio andare a vedere cosa è successo prima, anche se la legge non lo prevede, a trenta giorni prima, ho la possibilità di vedere... Dato che questo computer di backup si era rotto e avevamo fatto la richiesta all'ispettore di aggiustarlo, per far analizzare la cause dell'incidente, la legge dice che devi avere il bottone, che schiaccia il bottone e lo scarico dei dati va fatto in automatico per le 24 ore. Dal momento in cui è successo più bastano dodici ore prima, in modo che lei c'ha chiaro... Per dare tutti i dati scarica quel bottone lì. E lui (il comandante in seconda, ndr ) mi ha detto: "Sono andato sulla consolle e l'ho trovato tutto spento sto coso qui. Poi non so se con il blackout si era spento pure questo qua". Questo però me l'ha detto quando eravamo in banchina e io mi sono sincerato: "Hai schiacciato il bottone?". Dice: "Comandante l'ho schiacciato, però il pannello del Vdr era tutto spento". Ho detto: "Va bene"».

Con la collaborazione di Corriere.it, archivio Matteo Sacchi


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Wit PAGINA 7, TEMPI MODERNI, ATTUALITÀ E AFFINI GOODBYE STEVE!

Noi siamo affamati e siamo pazzi: tu riposa in pace. E così se n’è andato anche Steve Jobs. Si è spento a Palo Alto (CA) il 5 ottobre scorso. La rara forma di tumore al pancreas che gli era stata diagnosticata nel 2004 alla fin fine l’ha spuntata: e ci ha tolto chi ha inventato l’I-Pod. Ma è veramente così? Su internet circolano frasi, post, e pagine in suo nome che dicono tutt’altro. E ci tiene a ribadire il concetto niente meno che il nuovo chief executive officer(CEO) della Apple nonché amico di Steve, Tim Cook. “L’eredità che Steve ci ha lasciato è immensa. Pensiamo solo a chi ci ha tenuto a dargli un ultimo saluto: il presidente Barack Obama, Bill Gates, Mark Zuckerberg,, i CEO della Samsung, di Google, di HP e moltissimi altri. E pensiamo a cosa ci ha lasciato anche una volta tolta la Apple dall'elenco. L’eredità morale che ci ha trasmesso ha un significato importantissimo e speciale. Oggi particolarmente.” Si riferisce a quel discorso alla Stanford University tenuto nel 2005. Le due battute recitate quel giorno, ora stanno diventando massime citatissime e circolano dappertutto: <stay hungry, stay foolish>. L’intero discorso, se può essere tentato il paragone, è visto su Youtube quanto quello di Gandhi o di Martin Luter King. In due parole si esprime tutto Steve e tutto ciò che è importante per Steve: essere un Leonardo del XX secolo e un eterno precario allo stesso tempo. Certo, oggi la Apple è quotata in borsa e ha più liquidità del governo statunitense, quindi può sembrare incomprensibile come Steve sia mai stato un precario: ma è proprio così. La sua vita lo dice da sola. Quando fondò la Apple in un garage assieme a Wozniak, quando acquistò la Pixar dalla LucasFilms l’indomani della sua dipartita dalla Apple, fino al suo ritorno alla Apple e la sua rivoluzione informatica: Steve Jobs è sempre stato un mattatore. Ce l’aveva nel sangue e non poteva farne a meno: stay hungry, stay foolish. Sempre sulla cresta dell’onda e non per fama o per soldi. Se fosse stato così, si sarebbe potuto fermare molto tempo fa. E’ sempre stato Steve Jobs perché il suo motto è sempre stato stay hungry, stay foolish. Fino alla fine. Roberto Pinardi Riproduzione riservata

Editoriale- Sacchi Matteo (Coordinatore) Penso che la frase “scusate il ritardo” calzerebbe a pennello anche sulla prima pagina di questo numero, ma abbiamo preferito lasciare spazio alla critica a un personaggio che non sarà dimenticato tanto presto, Francesco Schettino, eroico comandante della nave Concordia di Costa Crociere. Ma il nostro giornalino non si ferma ai grandi fatti di cronaca (che hanno confermato a mezza Europa quello che pensava degli italiani), e tratta anche di

Piacevoli temi come il cinema, i videogiochi e gli eventi principali a Milano. Quest’ anno usciranno almeno 3 altri numeri di Wit, che saranno disponibili anche in copia elettronica ciccando sui link postati nel gruppo su Facebook del liceo. Non resta altro da fare che augurarvi buona lettura! Il coordinatore Matteo Sacchi


Wit PAGINA 8, CINEMATOGRAFO, A CURA DI SCOTT WARD Diaz - Non pulire questo sangue Film italiano dalle prospettive interessanti che cerca di narrare i fatti accaduti nel 2000 durante il G8 di Genova. Il film, in uscita nelle sale italiane per il 2 marzo, prende il nome da una frase comparsa sui muri della scuola dove si consumarono gli atti di violenza da parte della polizia sui manifestanti di alcuni movimenti pacifici. Un lungometraggio di 116 minuti che può dire la sua su una ferita ancora aperta del nostro Paese.

Cesare deve morire Docu-fiction dei fratelli Taviani che racconta la messa in scena del “ Giulio Cesare” di Shakespeare dietro le sbarre del carcere di Rebibbia (RO). Con questo lavoro i due registi italiani tentano di raccontare la realtà delle carceri dietro la finzione della recitazione, aggiungendo anche un tocco di originalità mostrando il loro lavoro in bianco e nero. In uscita per il 2 marzo, una pellicola non semplice e che non si presta ad una visione spensierata, ma che si farà apprezzare a tutti coloro che saranno pronti a rifletterci sopra.

Ghost Rider: Spirito di vendetta Seguito del primo film ispirato al motociclista supereroe della Marvel. Un film che vedrà protagonista un eroico centauro infernale dal cranio e catene infuocate (interpretato ancora da Nicolas Cage), unito ad Harley fiammeggianti e nemici biblici. I fan del fumetto non se lo perderanno e anche i meno avvezzi ai comics avranno un nuovo lungometraggio dal produzione milionaria targato Marvel. Visibile nelle sale nostrane a partire dal 23 marzo.

Il defaticante Di Matteo Sacchi

Livello facile

Livello medio


Wit PAGINA 9, CRONACANDO “Sete” di informazione: saziabile o no? La televisione e i giornali sono alcune tra le più importanti fonti di informazione, insieme ad internet, che si è aggiunto alla lista da poco più di un decennio. Ma fino a che punto la stampa può occuparsi dei casi di cronaca? Qual è il limite tra il semplice “informare la popolazione di ciò che accade” e il più complesso “fare di un caso di cronaca una fonte di guadagno infinito”? Proprio negli ultimi mesi, dopo aver seguito con interesse e attenzione casi come quelli di Sara Scazzi, Yara Gambirasio e Melania Rea, mi sono accorta che troppo spesso veniva dimenticata la figura della vittima e il reato era troppo spesso trattato come se si approfondisse un caso di finzione, quasi si parlasse di un film. Da non dimenticare il fatto che i luoghi del delitto o, generalizzando, del reato, diventavano presto meta di turisti e ciò si è concluso solo in seguito a decisioni comunali. La privacy delle famiglie, sia quelle delle vittime sia quelle del carnefice, totalmente dimenticata. Spesso le notizie, anche parte integrante delle indagini, sono state rese note dalla stampa, prima ancora che dalla procura. Famosa è infatti la dichiarazione in diretta, nel programma “Chi l’ha visto?”, del ritrovamento del corpo di Sara Scazzi. E allora mi domando fino a che punto la nostra “sete” di informazione ci porterà a spingerci. Se prima o poi la nostra voglia di sapere “cosa è realmente successo” si sazierà. E se ricominceremo a vedere queste tragedie come tali, e non come si trattasse di reality Giulia Manin


Wit PAGINA 10


Wit PAGINA 11, MONDO MARCONI- CRONACANDO Lettera aperta dei rappresentanti di istituto a studenti, genitori e docenti. Come è noto a tutti, nelle giornate dal 19 al 21 dicembre, una parte degli studenti ha tentato più volte di occupare la scuola. Prima di tutto i rappresentanti di istituto, constatati i danni all’ edificio e agli studenti, si dichiarano estranei all’ organizzazione della protesta. Non comprendiamo infatti il motivo che ha portato gli studenti a portare avanti un’ occupazione, azione molto forte, nella settimana prima di natale, in cui gli alunni dovrebbero pensare a recuperare le insufficienze. Siamo inoltre rimasti esterrefatti constatando che: • l’ edificio è stato danneggiato ed è stato reso inagibile il terzo piano dell’ ala nuova; • il distributore automatico di snack del secondo piano è stato sfondato e razziato • sono stati rubati molti libri e dizionari, specialmente questi ultimi che possono costare sino a 100 €, dalle classi Noi non ci proclamiamo contrari ad eventi di protesta che abbiano motivazioni serie ma per portare avanti un’ occupazione servono senso della responsabilità e volontà di discutere e riflettere, cose che sono mancate nelle giornate di protesta. Infine è inutile dire che, per il corrente anno scolastico, non verranno ulteriormente richieste alla presidenza giornate di autogestione e le giornate di didattica alternativa già programmate verranno annullate. I rappresentanti degli studenti Al Consiglio di Istituto

Dal prossimo numero Wit cambia formato !!! A partire dal numero di Marzo 2012 verranno stampate solo 100 copie di Wit in formato originale, ne verranno invece stampate 300 di formato pocket. Questo cambiamento ci consentirà di aumentare la tiratura a 400 copie, raggiungendo quasi la metà degli studenti del nostro liceo. Le copie pocket saranno di 16 pagine, mentre quelle normali di 12. Verranno distribuite 10 copie per classe (2 normali e 8 pocket).

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Il giornalino del Marconi


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dulcis in fundo

Wit fa parte dell’ APSS Associazione Provinciale di Stampa Studentesca

L’ angolo della battuta scadente

La ricetta

a cura di Scott Ward

Della redazione

Rousseau e mi svegliò

FARFALLE AL PESTO DI ZUCCHINE

Perchè i pinguini non sentono il freddo? Perchè non hanno le orecchie Joule dovette rinunciare... ...per problemi di lavoro Maestra ubriaca in classe... ...correggeva i caffè. Che tipo di medico può sistemare un sito web rotto? L'URLologo Cosa dice una scimmia maschio pensando alla sua morosa? Mi monkey Tea Rex Dio disse "kung"... ...e kung fu

Ingredienti: 5 zucchine chiare di dimensioni medio/piccole 300 gr. di ricotta fresca - 100 gr. di parmigiano 320 gr. di farfalle - Menta q.b. - Olio extravergine q.b. - Sale q.b. Preparazione: Innanzitutto portate a ebollizione una pentola colma d’acqua, versatevi le farfalle e scolatele dopo 8 minuti. Nel frattempo, lavate le zucchine, tagliatele a pezzi grossolani e ponetele nel mixer, assieme alla ricotta, al parmigiano, alla menta, all’olio e al sale; frullate il tutto per circa 5 minuti. Quando le farfalle saranno cotte, conditele con il pesto ottenuto e servite in tavola. Idee e varianti: Se vi piace l’abbinamento “mari e monti”, potete aggiungere alla pasta col pesto di zucchine anche qualche gamberetto cotto al vapore.

Grazie ai nostri sponsor

CONT@TTI INDIRIZZO MAIL wit.redazione@hotmail.it SITO WEB www.witmarconi.blogspot.com REDAZIONE L.S. Marconi, via dei Narcisi, 5 Milano AULA S1 primo piano Riunione ogni Venerdì dalle 14.30 alle 15.40


Wit, Gennaio-febbraio 2012