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Livorno

10 aprile 1991 — 2011

a cura di — Matteo Lucchetti

con — Federico Cavallini CCH Michelangelo Consani

A vent’anni dalla tragedia Moby Prince


Livorno

10 aprile 1991 — 2011

140 Una pubblicazione e una mostra a vent’anni dalla tragedia Moby Prince è un progetto di — REACT / Ricerca Esperienze Arte ConTemporanea Associazione 140 / Familiari delle vittime Moby Prince sostenuto da — Banca Cras Fondazione della Cassa di Risparmio di Livorno La mostra con i lavori di — CCH Federico Cavallini visitabile presso — Chiesa del Luogo Pio Piazza del Luogo Pio Quartiere “La Venezia” Livorno 10 — 30 Aprile 2011

pubblicazione a cura di — Matteo Lucchetti con contributi di — Federico Cavallini, CCH, Michelangelo Consani Gli artisti e il curatore desiderano ringraziare — L’associazione “140” per aver messo a disposizione della pubblicazione i propri materiali, la propria disponibilità e la propria storia. Federico Bocci, Lara Conte, Giacomo Favilla, Giordano Fumagalli, Dario Gentili, Nando, Michela Nosiglia, Alessandra Poggianti, Filippo Quochi, Marrico Quochi, Daniela Tazzi.


Introduzione

a cura di — Associazione REACT

L’Associazione REACT dedica la sua quarta edizione del progetto culturale CoCoCo alla celebrazione, in chiave contemporanea, del ventennale della tragedia del Moby Prince. Il progetto CoCoCo (Conoscere e Comprendere il Contemporaneo) che prevede, tra le altre cose, il profondo coinvolgimento dei ragazzi delle scuole superiori, affronta in quest’edizione il tema tragico, ancora ricco di ferite per la nostra città e per la nazione intera, dell’incredibile incidente del traghetto Moby Prince, avvenuto, 20 anni fa, nella rada del Porto di Livorno, in cui 140 persone hanno trovato un’orribile morte. La chiave di lettura di questo sentito ricordo, data dagli artisti invitati, di spessore nazionale ed internazionale e legati in qualche modo al nostro territorio, percorre una strada nuova, coinvolgente e anche provocatoria come viene dettagliato ed illustrato, perfettamente, in questo catalogo. L’Arte contemporanea non è quindi né un lusso né una componente culturale effimera, ma è ancora una volta una fonte di grande stimolo per noi tutti e in special modo per le nuove generazioni, alle quali parla con linguaggi compatibili. Raffaele Rossi Presidente Associazione REACT www.react.it

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Introduzione

a cura di — “140” Associazione familiari vittime Moby Prince

Vent’anni sono passati da quella tragica notte che ha cambiato le nostre vite, venti anni in cui non abbiamo mai smesso di chiedere perché e per colpa di chi, domande che sono rimaste lì eluse da chi sapeva o poteva rispondere. Uno degli impegni che ci siamo presi anche dopo l’intervento dell’ allora Presidente della Repubblica Cossiga è stato quello di far si che altre alla Lapide al porto ci fosse un monumento, un monito affinchè una tragedia come questa non abbia piu’ a ripetersi. Troppo dolore, troppi silenzi, volevamo che a Livorno ci fosse qualcosa che ricordasse la tragedia e le sue 140 Vittime. Non è facile scegliere, volevo qualcosa che colpisse l’immaginario collettivo, qualcosa che ricordasse e che rendesse omaggio alle 140 Vittime della tragedia, volevo che fosse qualcosa che in ogni caso fosse il frutto del contributo dei familiari delle Vittime, dei cittadini di Livorno e delle collettività che hanno avuto Vittime. Cosi è stato, singoli cittadini, aziende, enti, associazioni hanno contribuito a questo fondo, il ricavato di spettacoli, vendite di libri, cartoline filateliche etc. hanno fatto si che noi dobbiamo essere grati a moltissime persone, ultimo in ordine di tempo un cantautore Pietro Coccioli. Che ha scritto una bellissima canzone dedicata alla tragedia e ha voluto donarci una parte dell’incasso delle vendite. Un monumento quindi che nasce dalla comune volonta di tutti di non dimenticare, è lo scopo che ci eravamo prefissi e di questo possiamo solo essere grati a tutti coloro che in questa e in tante altre occasioni ci sono stati vicini. Loris Rispoli Presidente Associazione “140”

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140 vittime ed un monumento. Sulle pratiche artistiche e la memoria.

a cura di — Matteo Lucchetti

Nel suo “Il Teatro della memoria” Leonardo Sciascia istituisce una relazione, in un breve ma cruciale passaggio, tra i sistemi di memoria utilizzati da Giordano Bruno per fuggire l’Inquisizione e la possibilità di utilizzare la memoria come strumento di escapismo culturale individuale, in un’epoca in cui il presente è l’unico tempo entro cui qualsiasi discorso storico viene incasellato. Sciascia descrive come un presente destinato a diventare “totalitario e totalizzante”, quello in cui la memoria non è più praticata, facendo costante riferimento al ventennio fascista e alle sue manipolazioni strumentali della storia. Forse l’ombra che quelle due decadi hanno proiettato su questo Paese e sul suo rapporto con il proprio tempo storico risulta ancora leggibile, soltanto sotto altre forme. I vent’anni a cui fa riferimento questa pubblicazione sono invece quelli passati da quel 10 Aprile 1991 che ha visto accadere, nella rada del porto di Livorno, la più grande strage di civili della Marina mercantile italiana. “140 morti e nessun colpevole”, come recita uno degli slogan dell’Associazione dei familiari delle vittime, sottolineando l’insensatezza della relazione tra una tragedia di tale portata e l’impunità che tutt’oggi appare come unico risultato tangibile di un’interminabile sequenza di processi. Anche da questa situazione nasce l’urgenza del ricordo, il bisogno di riarticolare annualmente l’evento nello spazio pubblico, per non perdere mai di vista l’insostenibilità degli esiti giudiziari raggiunti, nel contesto di un’Italia liberale e oscurantista ad un tempo solo. Sembra a tratti di trovarsi, come afferma il filosofo russo Boris Groys nel suo saggio “Comrades of Time”, in un tempo storico in cui “il presente ha cessato di essere un punto di transizione dal passato al futuro”. “È diventato piuttosto un luogo di riscrittura permanente di questi due momenti e della storia in generale, di proliferazione costante di narrative storiche che vanno aldilà del controllo e della comprensione individuale”. In questa lettura diventa interessante provare ad articolare lo specifico di una tragedia come quella della Moby Prince, nella quale l’elemento della commemorazione e quello della memoria collettiva di un Paese si intrecciano costantemente, dimostrando come l’evento appaia intrappolato in un presente costante, tra un passato impossibile da scrivere ed un futuro che ne riflette l’attuale condizione. L’escapismo individuale, a cui si accennava prima, passa per formalizzazioni della memoria che fanno delle immagini, e del loro contesto di produzione e veicolazione, il soggetto principale delle proprie elaborazioni. Le pratiche artistiche hanno in questo senso da sempre rappresentato un interlocutore preferenziale: basti pensare all’elemento del monumento, tra l’altro più volte emerso come ipotesi commemorativa permanente della tragedia in oggetto. Il monumento è stato un prodotto chiave delle ideologie nazionali e della propaganda, ma anche strumento di tutte quelle politiche di commemorazione che secondo Gérard Namer “hanno successo soltanto quando confermano il piacere che la società prova ad abbreviare il ricordo delle sue indegnità e a 140

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a cura di — Matteo Lucchetti

eternare i suoi brevi istanti di gloria”. I monumenti non aiutano quasi mai a conoscere il passato o a riformularlo nella contemporaneità, quanto piuttosto ad isolarne un aspetto, ad eternarne una corrente storica a discapito di un’altra. Quale valore può assumere quindi l’intervento da parte degli artisti sulle dinamiche che corrono tra oblio e memoria? A questa domanda prova a rispondere il progetto “140”, pensato per portare l’occasione della commemorazione ad un diverso grado di riflessione, allontanandosi dall’emotività dell’evento, per provare a problematizzarne, da un punto di vista artistico, i molteplici tratti salienti della vicenda. La pubblicazione che state sfogliando, oltre a documentare il progetto di mostra correlato, tenta di indagare ulteriormente il potenziale di analisi legato ad una ricerca visiva attorno alla Moby Prince e alla sua collocazione in una storia contemporanea italiana. In questo senso trovano un approfondimento i lavori degli artisti in mostra, presso la Chiesa del Luogo Pio, e si inserisce la riflessione di Michelangelo Consani, dal titolo Amoco Milford Haven. Nata appositamente per lo spazio cartaceo, si tratta di un parallelo tra la tragedia livornese ed il più grande disastro petrolifero del mediterraneo, avvenuto a soltanto dieci ore di distanza, a largo di Genova. L’11 Aprile 1991 comincia ad affondare la Amoco Milford Haven, riversando una quantità di oltre novantamila tonnellate di petrolio nel Mar Ligure, per diventare poi, negli anni, uno dei relitti più visitati al mondo per la sua integrità. Due parabole tragiche sembrano incrociare, nel visual essay di Consani, la loro traiettoria, proiettandosi su di una narrazione squisitamente italiana, dove stragi, petrolio e mistero, che sia questo di fede o di procura, si addensano verso un nero amaramente indissipabile. La parabola visiva si chiude infatti con l’ombra della scultura votiva collocata a suggello della catastrofe, quasi si potesse far fronte alla compromissione dell’ecosistema mediterraneo con un atto di fede. Il parallelo suggerito da Consani sposta proprio l’attenzione su un altro aspetto dell’incidente di Livorno, che coinvolse la petroliera Agip Abruzzo e che significò un disastro ambientale secondo soltanto al caso genovese. Infine, la sequenza di screenshot, tratti da un video di un’immersione nel relitto a largo di Arenzano, crea significativamente l’illusione di una potenziale immersione nello scafo della nave da crociera italiana, distrutto definitivamente nel 1998. Federico Cavallini elabora una proposta attorno all’idea di monumento, proprio a partire dalla sparizione del relitto: si tratta di Koningin Juliana, un’installazione che prende in prestito il primo nome della nave da crociera, che divenne Moby Prince soltanto quando fu acquistata dalla Nav.Ar.Ma S.p.A. nel 1985. Una scultura cubica ottenuta con ferro da imbarcazione e battuta simbolicamente sui lati, con strumenti da demolizione, centoquaranta volte. Un’azione documentata da una traccia audio con la registrazione dei colpi inferti, incorporata all’interno dell’oggetto stesso, che riflette su di sé non soltanto un numero chiave della vicenda, ma anche il gesto di distruzione seguito alla formatura della scultura, parallelamente alla negazione stessa di poter avere ancora qualcosa di materialmente tangibile, legato alla nave e alla sua storia. Quel relitto, affondato e poi scomparso, torna qui idealmente in 140

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questa forma ordinata e portatrice dei segni di cancellazione del ricordo, che sono stati compiuti fin dai primi momenti dell’incidente. Koningin Juliana fugge l’idea della scultura come monumento e incarna l’idea di contenitore, come fosse una scatola nera in grado di assorbire non soltanto dei potenziali ultimi suoni apparsi sul mezzo, ma anche i segni di una corruzione forzata e volta a rendere impossibile la scrittura di una storia condivisa. Moby and Prince. A tragedy and its mediascape è invece il titolo del lavoro di CCH che provocatoriamente prova a parlare della tragedia senza nominarla, né mostrarla. Il campo di indagine è lo spazio mediatico in cui oggi la vicenda si colloca, immersa in un’indicizzazione dei contenuti in rete, variabile a seconda di fattori prevalentemente commerciali. Le grandi immagini dei due cantanti internazionali, Moby e Prince, scompongono paradossalmente il caso in due parole chiave e aprono lo sguardo verso quel paesaggio, fatto di immagini e informazioni, che è stato costruito attorno alla strage. È in queste ricostruzioni mediatiche che, spesso, l’oggetto della ricerca si è perduto allo sguardo, proprio come avviene didascalicamente nell’opera di CCH. Nella ricerca visiva presente nelle pagine successive emergono, sullo sfondo delle rotte seguite quella notte nella rada di Livorno, alcuni degli elementi che hanno dominato lo spazio mediatico attorno ai processi. Dalla famosa partita di semifinale tra Juventus e Barcellona, fino al volto di Ilaria Alpi, con il quale si vuole intendere la pista, seguita a lungo, del traffico illegale di armi verso il continente africano. L’incidente sembra perdersi in un riverbero di fonti, ipotesi e supposizioni, che se da un lato testimoniano l’intreccio esistente alla base della vicenda, dall’altro esprimono la frammentarietà mediatica contemporanea, costitutiva dell’attuale paradigma della scrittura della storia. Di fronte a possibili perdite pianificate della storia, appare chiaro come ogni pratica della memoria necessiti di una condivisione collettiva, concepita in termini di acquisizione di responsabilità rispetto al nostro tempo e alle sue molteplici rappresentazioni.

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La notte del 10 Aprile 1991

Mercoledi 10 Aprile 1991 Ore 21.45 Azione. Il Moropeschereccio Mauro I lascia il porto di Livorno e si dirige verso Vada. Visibilità buonissima. Ore 21:55 Accosto n.55 della calata Carrara, area imbarchi bacino Firenze. Moby Prince inizia le manovre di chiusura del portellone. A bordo 76 passeggeri e 65 membri equipaggio. Ore 22:03 Moby Prince molla gli ormeggi. Nei registri dell’avvisatore marino e della Capitaneria non risultano esservi altre imbarcazioni in uscita nell’area del Porto. Ore 22.14 Azione. L’avvisatore vede il Moby Prince uscire dall’imboccatura del porto. Ore 22.14.33 Comunicazione. Moby Prince: “Compamare Livorno, Compamare Livorno Moby Prince”. Ore 22.14.46 Comunicazione. Moby Prince: “Compamare Livorno, Compamare Livorno Moby Prince”. Ore 22:15 Il motopeschereccio Delfino mentre si trova ad una distanza di circa 7 miglia da terra, nota la presenza della nebbia che progressivamente va ad aumentare sino a ridurre la visibilità ad una decina di metri circa. Riferisce la circostanza via radio al peschereccio Mauro I, che navigava più a sud. Da detta barca rispondono che ove si trovano loro la visibilità è ancora buona e che se la nebbia li avesse interessati sarebbero rientrati in porto. Ore 22.15.13 Comunicazione. Moby Prince: “Compamare Livorno, Compamare Livorno, Moby Prince, Moby Prince” Ore 22.15.30 Comunicazione. Compamare Livorno: “Chi chiama Compamare Livorno?” Moby Prince: “Buonasera, Moby Prince, Moby Prince” Compamare Livorno: “Avanti Moby Prince, canale 13” Moby Prince: “13?” Ore 22:15 poco dopo L’aspirante guardiamarina Paolo Thermes vede una nube bianca circondare improvvisamente l’Agip Abruzzo e pensa che siano getti d’acqua per spegnere un incendio. Le luci della petroliera rimangono visibili Ore 22:20 Azione. L’avvisatore Romeo Ricci segue l’arrivo in

a cura di “140” Associazione familiari vittime Moby Prince porto della motonave Car Express a 3 miglia circa dal porto. Vede anche il Moby Prince, illuminato, grossomodo a nord della Capraia con una rotta più o meno di 220-225 gradi, un pochino più a nord dell’abituale rotta che in genere fanno le navi dirette in Sardegna che invece è 180-190 gradi. Ha superato praticamente la EFIM Port di Lyon, e l’Esperius, le navi che sono nella zona di ponente. Per quanto riguarda invece le navi nella zona di sud è più o meno in linea con l’Agip Napoli e il Gallant 2 Il suo radar (dell’avvisatore) è spento, visibilità a vista 3-4 miglia. L’Agip Abruzzo ha la prua rivolta a nord verso la Meloria, ancorata nella posizione rilevata subito dopo la collisione, che è di 208 gradi per 3.64 miglia dalla torretta. Vede anche un peschereccio (Mauro I?) più a sud delle navi alla fonda. Ore 22:22,20 Comunicazione. Moby Prince: “Livorno Radio da Moby Prince, Moby Prince” Ore 22:23.15 Comunicazione. Moby Prince: “Livorno radio, Livorno radio da Moby Prince, Moby Prince.” Livorno radio: “Oh, Moby Prince da Livorno proviamo canale 61 ma ti sento debolissimo, eh!” Moby Prince: “Sei uno vado.” Ore 22.25 Azione. Il motopeschereccio Mauro I riceve la comunicazione dal Delfino di cui alle ore 22.15 e dopo circa 5-10 minuti vede l’Agip Abruzzo, a circa 1,5-2 miglia, coprirsi di nebbia. Il Sottufficiale d’Ispezione Fuggetti è nella cameretta dei sottufficiali che si sta preparando il letto. Ore 22:25.30 Comunicazione. Moby Prince: “May Day...(si interrompe la comunicazione per il sovrapporsi della precedente trasmittente inglese) May Day. Moby Prince, Moby Prince, May Day, May Day, (interferenze radio) May Day, Moby Prince, siamo in collisione, siamo in fiamme, occorrono... i vigili del fuoco, Conpamare se ci aiuti prendiamo fuoco! May Day, May Day...” Ore 22.26.09 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Capitaneria di Porto! Capitaneria, Capitaneria! Capitaneria!” Compamare Livorno: “Capitaneria di Porto di Livorno, avanti pure... canale 13.” Agip Abruzzo: “Qui è l’Agip Abruzzo” Ore 22.27.24 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Siamo incendiati! Siamo incendiati! Ci è venuta una nave addosso! Presto, presto, elicotteri, qualcheduno?” Non id.: “La posizione, la posizione!” Agip Abruzzo: “Siamo a due miglia e mezzo fuori, siamo pieni di nafta che brucia in mare!” Compamare Livorno: “Qui


Compamare Livorno, Agip Abruzzo...” Oneglia: “Qui è la sezione di Oneglia, purtroppo qua siamo solo ma...” Agip Abruzzo: “Siamo incendiati!” Non id.: “Date la posizione, cambio.” Agip Abruzzo: Siamo a due miglia e mezzo dalla diga, siamo a due miglia e mezzo dalla diga!” Ore 22.28.20 Comunicazione. Compamare Livorno: “Un attimo, un attimo che stiamo chiamando il nostro capo e vi dirà...” Non id.: “Ci sono feriti a bordo? Cambio.” Non id.: Chiama i pompieri, pirlone!” Non id.: “Ci sono feriti?” Agip Abruzzo: “Eh... Capitaneria Agip Abruzzo!” Non id.: “Avanti, avanti... ci sono feriti?” Agip Abruzzo: “Siamo incendiati, siamo incendiati, ci è venuta addosso una nave, siamo qui all’ancora.” Compamare Livorno: “Agip Abruzzo da Compamare Livorno, cambio.” Agip Abruzzo: “Sì, siamo incendiati, siamo incendiati, venite subito con gli elicotteri, fate qualcosa!!!” Non id.: “Sì, Compamare...” Non id.: “Vuole specificare quale Capitaneria chiamate? Cambio.” Non id.: “Identificate quale Capitaneria chiamate, cambio.” Compamare Livorno: “Agip Abruzzo da Compamare Livorno, cambio.” Agip Abruzzo: Avanti Compamare Livorno.” Ore 22.29.25 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Compamare Livorno, siamo incendiati, siamo incendiati! Compamare, Compamare Livorno, Compamare Livorno da Agip Abruzzo, incendio a bordo, incendio a bordo!” Compamare Livorno: “Agip Abruzzo da Compamare Livorno, cambio.” Agip Abruzzo: “Incendio a bordo! Agip Abruzzo, incendio a bordo... chiediamo subito assistenza!” Compamare Viareggio: “Dove vi trovate? Qui è Compamare Viareggio, cambio.” Agip Abruzzo: “Una nave probabilmente ci è venuta addosso, una nave probabilmente ci è venuta addosso, incendio a bordo!” Compamare Viareggio: “Dove vi trovate voi che chiamate incendio a bordo, qui è Compamare Viareggio, cambio.” Ore 22.30.16 Comunicazione. Agip Abruzzo: “In rada, in rada a Livorno, in rada a Livorno, in rada a Livorno. Livorno ci vede e ci vede con gli occhi! Incendio a bordo! Che fai Livorno, dormi? Compamare Livorno, Compamare Livorno!!!” Compamare Livorno: “Avanti per Compamanre Livorno.” Agip Abruzzo: “Agip Abruzzo, incendio a bordo! Basta che uscite fuori e vedete le fiamme, incendio a bordo!” Compamare Livorno: “Ricevuto Agip Abruzzo, siamo già informati e stiamo provvedendo.” Agip Abruzzo: “Bene!” Ore 22.31 Azione. Seconda chiamata telefonica dell’avvisatore alla Capitaneria, interrotta dalla comunicazione dell’Agip Napoli. In Capitaneria quasi contemporaneamente entra in Sala Operativa

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il Sottufficiale Fuggetti; questione di attimi e arriva anche il Comandante Checcacci che dalla sua camera aveva già dato disposizioni di avvertire i Vigili del Fuoco, e ordina a Spartano di andare a mettere in moto la vedetta e Berlino prende il suo posto (secondo Berlino). Ore 22.31.23 Comunicazione. Compamare Livorno: “Agip Abruzzo, Agip Abruzzo da Compamare Livorno, cambio.” Agip Napoli: “Compamare Livorno da Agip Napoli, la Abruzzo si è incendiata, probabilmente ha una nave in collisione che gli è andata addosso ed è in rada a Livorno, bisogna fare uscire immediatamente i mezzi antincendio.” Ore 22.32 Azione. La Capitaneria chiede all’avvisatore la situazione delle navi in rada a sud del porto. Ore 22:35.42 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Compamare, Compamare, Compamare Agip Abruzzo!” Compamare Agip Abruzzo.” Compamare Livorno: “Avanti Abruzzo.” Agip Abruzzo: “Allora noi... la nave che ci è venuta addosso non vediamo né il nome né niente... voi a che punto siete?” Compamare Livorno: “Ho fatto uscire i vigili del fuoco e sto cercando di far uscire i pompieri... i rimorchiatori di assistenza sto cercando di far uscire.” Agip Abruzzo: “Eh... guardi che l’incendio è grosso, eh!” Compamare Livorno: “Ricevuto... ma chi è la nave incendiata?” Agip Abruzzo: “Eh! E qua adesso... è un macello!” Compamare Livorno: “Bene, ho capito Abruzzi, d’accordo.” Agip Abruzzo: “Sembra una bettolina quella che ci è venuta addosso!” Ore 22:36 Salpa la motonave dei Vigili del Fuoco. Capo equipaggio Ivo Lera, a bordo il Comandante dei VdF Fabrizio Ceccherini. Ore 22.37.57 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Capitaneria, Capitaneria, Agip Abruzzo! Agip Abruzzo, Capitaneria!” Compamare Livorno: “Avanti!” Agip Abruzzo: “Abbiamo tutta la poppa incendiata... a mare, se venite, se vengono fuori i rimorchiatori forse riescono a spegnere!” Compamare Livorno: “Affermativo, stanno arrivando due antincendio... due rimorchiatori antincendio stanno arrivando.” Agip Abruzzo: “Che dirigano direttamente sulla poppa! Sulla poppa!” Compamare Livorno: “Affermativo.” Ore 22.38.43 Comunicazione. VdF446: “Compamare Livorno, Compamare Livorno da nautica vigili del fuoco 446, cambio.” Compamare Livorno: “446 Compamare , avanti!” VdF446: “Sappiamo mica per caso che materiali ci sono a bordo della nave che s’è, che è incendiata? Cambio.” Compamare

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Livorno: “Solo mate... mate...riali...ince...eh... infiammabili, solo infiammabili, cambio.” Agip Abruzzo: “Vigili del Fuoco Agip Abruzzo!” VdF446: “Infiammabili...” Agip Abruzzo: “Vigili del Fuoco Agip Abruzzo, noi abbiamo Iranian Light, Iranian Light, Crude Oil... però non sappiamo la bettolina che c’è venuta addosso cosa ha a bordo.” VdF446: “Avete idrocarburi e sapete se la bettolina ha idrocarburi, cambio.” Agip Abruzzo: “Non sappiamo cosa avesse la bettolina, da quello che ci risulta c’è tutta la superficie in fiamme quindi deve essere pieno di fiamme.” VdF446: “O Kappa, o kappa, va bene, o kappa ricevuto, arriviamo immediatamente, cambio.” Ore 22.40.14 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Allora, Vigili del Fuoco da Agip Abruzzo è la poppa noi che abbiamo... l’incendio a poppa, al traverso della nave siamo riusciti a allontanarlo, è a poppa che abbiamo bisogno di spegnere l’incendio, a poppa!” VdF446: “Va bene, da parte dei Vigili del Fuoco, appena arriviamo ci dirigiamo verso la vostra poppa!” Ore 22.44.41 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Capitaneria Agip Abruzzo!” Compamare Livorno: “Avanti per Capitaneria.” Agip Abruzzo: “Se vengono i rimorchiatori forse ce la facciamo, però dovrebbero venire subito!” Compamare Livorno: “Sono già partiti Agip Abruzzo.” Non id.: “Superina, sono a 5 minuti, sono da lei, stanno venendo, 5 minuti e sono là.” Ore 22.49.52 Comunicazione. Agip Abruzzo: ”Capitaneria, capitaneria Agip Abruzzo...” Compamare Livorno: “Avanti Agip Abruzzo...” Agip Abruzzo: “Se venite fuori in tempo forse ci salviamo! Perché, c’è la nafta incendiata in mare, non so quanto può durare!” Compamare Livorno: ”Cos’è? Cosa è incendiato in mare? La nafta?” Agip Abruzzo: “Sì, una nave c’è venuta addosso, la nafta è andata a mare e sta pre... e ha preso fuoco, se fate presto ci salvate!” Compamare Livorno: “Kappa, ricevuto!” Agip Abruzzo: “Allora, a sud, a sud... due miglia e mezza a sud della Vegliaia!” Q: “(inglese) Imbarcazione americana cargo, qui Gallant two” Ore 22.50.53 Comunicazione. Compamare Livorno: “Agip Abruzzo da Capitaneria...” Agip Abruzzo: “Avanti Capitaneria da Agip Abruzzo!” Compamare Livorno: “Ripeta le coordinate per favore.” Agip Abruzzo: “Siamo a due miglia e sette, per 45 gradi a sud della Vegliaia, i piloti hanno la posizione esatta, fate presto... io sono impegnato.” Compamare Livorno: “Vigili del Fuoco dalla Capitaneria.” Ore 22.55.14 Comunicazione.

a cura di “140” Associazione familiari vittime Moby Prince Agip Abruzzo: “Rimorchiatori, rimorchiatori, Agip Abruzzo.” Tito Neri VII: “Agip Abruzzo da Rimorchiatori.” Agip Abruzzo: “Per cortesia veloci, veloci che forse ce la fate a spegnere... per cortesia veloci, è questione di tempo!” Tito Neri VII: “Suoni per favore così la sentiamo, perché, siamo in mezzo al fumo e non riusciamo né a vedere fiammme, niente...” Agip Abruzzo: “Sì, va bene.” Ore 22.55.45 Azione. Rimorchiatori. Il Tito Neri VII sente il suono dell’Agip Abruzzo a 90° a dritta. Comunicazione. Rimorchiatori: “Agip Abruzzo. Agip Abruzzo da Rimorchiatori.” Agip Abruzzo: “Mi dica... mi dica.... Rimorchiatori...” Rimorchiatori: “.... Rimorchiatori.” Agip Abruzzo: “Avanti! Avanti, qui è la Abruzzo, Rimorchiatori...” Tito Neri VII: “Noi stiamo arrivando Agip eh... purtroppo si vede e non si vede.” Agip Abruzzo: “Bene, io suono... continuo a suonare... se ce la fate forse ci salviamo.” Ore 23:00 Azione. Salpa il rimorchiatore Tito Neri II con a bordo il Comandante Sergio Mazzoni, il marinaio Giovanni Veneruso, il Sottufficiale CdP Felice Manganiello, gli armatori dei rimorchiatori Tito Neri e Tito Neri 56. L’avvisatore ha dalla torretta visivilità di 10 metri circa, apre le finestre e sente odore di bruciato e gli lacrimano gli occhi. Ore 23.00.03 Comunicazione. VdF446: “O kappa, però noi vediamo solo fumo per ora... siamo vicinissimi...” Rimorchiatori: “Agip Abruzzo, Rimorchiatori.” Agip Abruzzo: “Avanti.” Rimorchiatori: “Suona ancora per favore, suona anco...” Agip Abruzzo: “Sì, suo...” Rimorchiatori: “Suona ancora.” Agip Abruzzo: “Ci vedete Rimorchiatori?” Non id.: “Sì, sì.” Agip Abruzzo: “Ci vedete?” Rimorchiatori: “No, non la vediamo, non la vediamo, cerchi di.... cerchi di fischiare come prima. Cambio.” Ore 23.01.13 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Va bene... ora spariamo i razzi.” VdF446:”Agip Abruzzo da Vigili del Fuoco.” Ore 23.01.56 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Avete visto il primo razzo?” VdF446: “Rifischia ancora per favore Comandante, rifischia ancora.” Agip Abruzzo: “Abbiamo lanciato anche un razzo.” VdF446: Il razzo non si... Non riusciamo a vedere assolutamente nulla!” Ore 23:10 Azione. Salpa la motonave CP250 della Capitaneria con a bordo il comandante della Capitaneria Sergio Albanese.


Ore 23.26.52 Comunicazione. Rimorchiatori: “Comandante scusi, una informazione... ma sta uscendo nafta da voi o dalla nave che è venuta a collo a voi?” Agip Abruzzo: “No, da noi, è venuta addosso a noi qui in rada, era... è venuta addosso a noi.” Rimorchiatori: “Sì, ma la nafta chi è che la sta buttando fuori... voi o la nave quell’altra?” Agip Abruzzo: “Noi, noi, noi, noi, noi... poi l’altra non so che fine abbia fatto... dov’è andata... non so niente!” Tito Neri VII: “Quell’altra sta laggiù a dritta, eh! Quell’altra a dritta che è già in fuoco... in fiamme Ore 23.30.56 Comunicazione. Agip Abruzzo: “Capitaneria da Agip Abruzzo!” Compamare Livorno: “Sì, avanti.” Agip Abruzzo: “Non è abbandono nave, non è abbandono nave, ci stiamo solo allontanando per sicurezza.” Compamare Livorno: “Affermativo, avevo capito.” Agip Abruzzo: “Non è abbandono nave, ci allontaniamo dalla nave per sicurezza della gente, perché, noi con i nostri mezzi non riusciamo più a farcela, cambio.” Compamare Livorno: “Affermativo, affermativo... vi allontanate dalla nave perché, non riuscite con i vostri mezzi, cambio... per sicurezza del personale.” Agip Abruzzo: “Esatto, per sicurezza del personale... andiamo nella lancia.” Compamare Livorno: “Va bene, ricevuto... non è abbandono nave.” Ore 23.32.26 Comunicazione. Rimorchiatori: “Tito... Agip Abruzzo, Agip Abruzzo, Tito Neri.” Piloti porto: “Compamare, Compamare, Compamare Piloti.” Tito Neri VI: “Umberto, Umberto.” Tito Neri IX: “Sì, sì, dimmi.” Agip Abruzzo: “Sì, avanti da Agip Abruzzo.” Tito Neri VII: “Allora ci dirigiamo verso l’altra nave che è completamente in fuoco e c’è ge... c’è gente in mare eh! Andiamo a vedere di salvà qualcuno.” Agip Abruzzo: “Vedete voi, comunque noi siamo carichi di 82.000 tonnellate di crude oil... tenete presente anche questo! Comunque vedete voi.” Tito Neri VII: “E lì stanno morendo delle persone comandante, d’altronde... comunque ci rimane l’altro rimorchiatore... da lei e sta arrivando anche il Tito Neri II beh! Un altro rimorchiatore.” Agip Abruzzo: “Va bene, va bene, va bene, va bene... va bene.” Tito Neri VII: “Tito rimanete sotto, voi... noi sulla barca degli ormeggiatori andiamo lì alla nave che è bruciata, dai!” Ore 23.42.45 Comunicazione. Rimorchiatori: “Agip Abruzzo da Rimorchiatori siamo qui....” Lancia Agip Abruzzo: “Siamo qui... siamo nelle vicinanze, ora porto la gente sul rimorchiatore... porto la gente sul rimorchiatore in maniera... da essere...” Ormeggiatori: “CP siamo alla tua sinistra... punta sulla nave per favore... che c’è ancora gente che ci dice questo naufrago che abbiamo raccolto!” Lancia Agip Abruzzo: “Come?” Ormeggiatori:

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“Abbiamo raccolto un naufrago... dice che c’è ancora persone sulla nave.” Lancia Agip Abruzzo: “Non c’è nessuno sulla nave... l’abbiamo... ci stiamo allontanando per sicurezza, cambio.” Ormeggiatori: “Sto parlando della nave che ha fatto collinare... in collisione.” Lancia Agip Abruzzo: “Non l’ho vista, non so dov’è... non so dove si trova. Non...” Tito Neri VII: “La nave che è andata in collisione è pressappoco due trecento metri a poppavia dell’Agip... due o trecento metri a poppavia dell’Agip... ha i naufraghi in mare! Persone in mare!” Ore 23.43.40 Comunicazione. Ormeggiatori: “Lascia un attimo libero il canale. Un naufrago l’abbiamo già raccolto, adesso c’abbiamo la CP di fianco a noi che indugia! Andate a poppa della nave, il naufrago ci dice che ci sono anche dei naufraghi da salvare!” Lancia Agip Abruzzo: “Rimorchiatore, rimorchiatore... Vi è... della gente sopra! Rimorchiatore Agip Abruzzo. Rimorchiatore, siamo qui, rimorchiatore.” Tito Neri IX: “Veniamo a prendervi, veniamo a prendervi... ....poppa.” Ore 23.44.53 Comunicazione. Ormeggiatori: “Avvisatore, avvisatore.” Avvisatore: “Mauro... mi rispondi sul 10, un attimo?” Ormeggiatori: “Guardate, che sono, sono... sono attaccato alla nave che è giù... in rada, ma sta andando? Quella è una bomba vagante!” Avvisatore: “Sta andando?” Ormeggiatori: “Eh... dietro... non c’è più nessuno uno l’abbiamo raccolto, la nave sta andando... ... noi la stiamo seguendo, aspettando che qualcuno si butto. E’ una bomba!” Avvisatore: “Sai mica dirmi il nome della nave?” Ormeggiatori: “Dalla struttura, mi pare un traghetto, mi pare però non ti so dire di più.” CP232: “Compamare Livorno da CP232, cambio.” Compamare Livorno: “232, primario.” CP232: “Primario.” Ore 23.45.33 Comunicazione. Ormeggiatori: “La nave è la Moby Prince, la Moby Prince!” Rimorchiatori: “Attenzone Compamare, gli Ormeggiatori riferiscono che è la Moby Prince.” Ormeggiatori: “E’la Moby Prince, per cui ha fatto operazioni commerciali, c’è un sacco di gente sopra!” Ormeggiatori: “Ci sono 50 passeggeri mi dicono. CP mi stai ascoltando?” Ore 23.46.34 Comunicazione. Ormeggiatori: “Compamare, Compamare. Avvisatore, avvisatore qualcuno mi deve rispondere oh! Che t’è successo?” Stessa ora La CP 250 riceve la comunicazione di Mattei ma la motovedetta invece di accelerare inizia a rallentare. Fino ad ora Albanese non ha reso nota la presenza di un’altra nave oltre all’Agip Abruzzo.

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visual essay

Moby Prince  10 Aprile 1991


Amoco Milford Haven 11 Aprile 1991

di Michelangelo Consani


CCH

Moby and Prince. A tragedy and its mediascape visual research, 2011


CCH

Moby and Prince. A tragedy and its mediascape visual research, 2011


CCH

Moby and Prince. A tragedy and its mediascape installazione, 2011


Federico Cavallini

Koningin Juliana mixed media, 2011


CCH

Moby and Prince. A tragedy and its mediascape installazione, 2011


Federico Cavallini

Koningin Juliana mixed media, 2011


CCH

Moby and Prince. A tragedy and its mediascape installazione, 2011


Federico Cavallini

Koningin Juliana mixed media, 2011


Federico Cavallini

ricerca per Koningin Juliana


pagine tratte da

Enrico Fedrighini Moby Prince. Un caso ancora aperto Paoline Editoriale Libri, 2005


Federico Cavallini

ricerca per Koningin Juliana


Abbattista Giovanni

45

Congiu Giuseppe 23

Allegrini Stefano 23

Crupi

Francesco 34

Alves Sandrine 24

Dal Tezzon

Antonietta

47

Amato Natale 52

Dal Zotto

Pasquale

32

Ambrosio Francesco 22

D’Antonio Giovanni

22

Ambrosio Vittorio

30

De Barba

Mauro

30

Andreazzoli Marco

28

De Caritat

Beatrice

31

Averta Rocco 36

Defendenti Anna

Avolio Antonio 45

Degennaro Giuseppe

29

Baffa

De Montis

Angelita

23

Baldauf Gernard 27

De Pretto

Tatiana

18

Barbaro Luciano 24

Esposito Francesco 43

Barsuglia Luca

24

Falanga Nicola

Bartolozzi Umberto

48

Farnesi Cristina 22

Belintende Sergio

31

Ferraro Sabrina 20

Nicodemo 52

24

19

Bianco Gavino 40

Ferrini Carlo

32

Bisbocci Alberto

20

Filigheddu Maria

40

Bommarito Giuseppe

43

Filippeddu Giovanni

46

Botturi Adriana 60

Fondacaro Mario

57

Brandano Raimondo 60

Formica

51

Campo Antonino 26

Fratini Bruno 34

Campus

Frulio Ciro

18

Campus Gianfranco 21

Fumagalli Alfredo

23

Canu Angelo 28

Furcas Daniele 33

Canu Sara 5

Fusinato Angelo

Canu Ilenia 1

Gabelli Antonino 72

Caprari Alessia 19

Gasparini Giuseppe 62

Cassano Antonello 25

Ghezzani

Maria G.

57

Castorini Rosario

Giacomelli Piera

55

Cervini Domenico 21

Giampedroni Lido

29

Cesari Diego 14

Gianoli Giorgio 29

Chessa Ugo

Giardini Priscilla 23

Giovanni B.

53

39

54

Maria G.

58

Cinapro Graziano 45

Giglio

Cirillo Ciro

25

Gnerre Erminio 29

Alessandra 26

Ciriotti Tiziana 22

Granatelli Giuseppina 27


Guida Gerardo 23

Rizzi

Umberto 47

Guizzo Gino

Rizzo

Salvatore 29

52

Ilari

Salvatore 31

Rodi Antonio 41

La Vespa

Gaspare

Romano Rosario

24

Lazzarini Giuseppe 32

31

Romdoni Cesare

56

Lazzarini Romana 22

Roncalbati Amelio

54

Lipparelli Raffaela

50

Rosetti Sergio 52

Manca Giuseppe 48

Rota Vania 22

Marcon Maria

Saccaro Ernesto 50

83

Martignago Giuseppina 46

Saccaro Ivan

Massa Angelo 30

Salsi Giuliano 41

Mazzitelli Francesco 56

Salvemini Nicola

Mela Maria 44

Sansone Massimo

Minutti

Santini Roberto 53

Giovanni V.

50

17 35

Molaro Gabriele 35

Sari

Mori Aldo 52

Scano Salvatore 73

Mura Paolo 34

Sciacca Giuseppe 53

Padovan Giovanna 54

Scuotto Mario

31

Padula Aniella 44

Serra

54

Pagnini Vladimiro 59

Sicignano Gerardo

34

Paino Vincenzo 34

Simoncini

Maria Rosa

25

Parrela Maurizio 15

Sini

Antonio 42

Pasqualini Ignazio

36

Soro

Gabriella 29

Paternico Rosana

43

Stellati Mara

44

Perazzoni Arnaldo

28

Tagliamonte Giovanni

38

Perez De Vere Luigi

24

Timpano Giulio

29

Pernice Rocco

41

Trevisan Ranieri

30

Picone Arcangelo 34

Trevisan Rino

58

Piu

Tumeo Francesco 58

Pasqualino 28

Gianfranco 39

Maria A.

Porciello Pasquale 23

Vacca

Alessandro 37

Primi Silavana 38

Vidili

Raimonde 22

Prola Mauro 27

Vigerello Giuliano 44

Regnier Bernardo 53

Vigliani Carlo

31

Rispoli Liana

Vinattieri Roberto

44

Vitiello Ciro

31

29

Rizzi Monica 27


T +39 3392273987 www.react.it info@react.it

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Livorno

10 aprile 1991 — 2011

140.  Una pubblicazione a vent’anni dalla tragedia Moby Prince a cura di — Matteo Lucchetti con i contributi di — CCH Federico Cavallini Michelangelo Consani progetto grafico di — Tommaso Garner

edito da — SCARTI edizioni La Spezia

con il generoso sostegno di — Fondazione della Cassa di Risparmio di Livorno

Banca Cras

tiratura — 500 copie stampato presso — Debatte Otello Srl / Livorno

ISBN 978 - 88 - 903801 - 0 - 5

© 2011 - Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo, elettronico, chimico o meccanico, tramite copie fotostatiche e fotocopie o con altri sistemi, né con sistemi di archiviazione e ricerca delle informazioni, senza l’autorizzazione scritta dell’editore. L’editore si scusa per eventuali errori e omissioni, rendendosi disponibile per le integrazioni e per corrispondere quanto dovuto, se informato dagli aventi diritto.



140 - Una pubblicazione a vent'anni dalla tragedia Moby Prince