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STORIA DELL’ARTE PREROMANTICISMO (pag 4 e6) -Si prediligono come elementi formali: scarso uso di linea, composizioni in prevalenza simmetriche, chiaroscuro abbastanza contrastato. -La dialettica fra classico e romantico non è propriamente un'antitesi, ma quasi visto che l'Illuminismo è alla base del Neoclassicismo e la ricerca stessa è fata su basi scientifiche. -Si parla sempre di idealizzazione: la natura non è da accettare e ricopiare, ma la ricerca porta a idealizzazione. Il neoclassicismo accentua gli aspetti oggettivi mentre il preromanticismo i soggettivi (natura non come la immagino ma come la immagino o vorrei) -Dalla metà del 700 fino alla fine del secolo abbiamo la fase preromantica, fase che si intreccia col Neoclassicismo e arriva fino ai primi decenni dell'ottocento -Il Neoclassicismo si intreccia poi con il romanticismo storico che va dai primi dell'ottocento fino a metà ottocento. -Cambiano gli elementi formali -dialettica tra pittoresco e sublime (vedremo opere con una natura opprimente, sublime con burroni, incendi, …) -Le figure umane quando ci sono, sono piccole e sono in balia della natura nemica (natura in cui l'uomo si trova male). Questo si può riferire anche all'introspezione; il dramma umano in ambito introspettivo. (la visione del pittoresco si contrappone e ci fa vedere una natura amica in cui l’uomo si sente a sua agio. -Il pittoresco invece mostra una natura serena in cui l'uomo si trova bene, con colori enfatizzati e scene campestri. Gainsborough pag 8-9 -Appartiene al pittoresco -Si sentiva un paesaggista con una natura bellissima, idealizzata, e con colori che danno effetti romantici. -Per vivere faceva il ritrattista e inserisce questi ritratti nella natura idealizzata come per esempio nel quadro Mr. And Mrs Andrews nel quale troviamo anche l'asimmetria. Nel pittoresco il chiaroscuro non è cosi contrastato ma ci sono i cieli romantici e le espressioni sognanti. -Ritroviamo l'asimmetria, il chiaroscuro ma non accentuato come nel sublime, nuvole romantiche (nuvole particolari un po' scure e un po' bianche) ed espressioni sognanti con sguardi persi nel vuoto. (nel sublime si accentuava invece il chiaroscuro e la simmetria). Fussli pag 10 -E' svizzero ma lavora in Inghilterra -Come Blake è anche poeta e letterato (infatti si ispirano a personaggi letterari) Lady Macbeth afferra i pugnali (pag 63 e 65) -i personaggi sembrano fantasmi -Espressioni drammatiche -composizione Diagonale e chiaroscuro contrastato -sublime non nel paesaggio ma nella natura umana (ispirato a shakespeare). Il giuramento dei tre confederati sul rutli (pag 65) -operaq simile ad un neoclassico (aveva infatti studiato Michelangelo e l’arte del 900 e ne viene influenzato: si vede infatti una muscolatura evidente tipica del manierismo). -Aveva studiato la deformazione verso l'alto -Ci sono due elementi manieristi: figure allungate e muscolatura evidente -La composizione è in diagonale -Chiaroscuro contrastato L'incubo (pag 26) -Sublime non della natura paesaggistica ma è un sublime della natura ostile, è il dramma interno della natura umana, psicanalitica. -Siamo nella 2° metà del 700 e quindi esistono varie rappresentazioni dell'incubo - l’incubo è quando l’inconscio ci fa sognare scene paurose e vuole rappresentare la paura umana. -L'incubo è il mostro sulla donna e il cavallo l'ha trasportato. Questa visione dell'incubo è legata a favole nordiche (spirito romantico: cultura nordica mentre spirito classico:cultura mediterranea). -Gli elementi formali sono: la linea diagonale, chiaroscuro contrastato. C'è poi una contaminazione classica perchè il repertorio formale della donna è di tipo classico (soprattutto nelle donne) Per fussli il sublime è nell’incubo. Blake


-Ha avuto più fama di Fussli La scala di Giacobbe (pag 10) -Si ispira alla Bibbia (blake si ispira a storie letterarie come fussli ) -anche qua ritroviamo le figure prese del mondo classico (ricorda Fidia) anche se sono più idealizzate; sono figure leggere delicate e con panneggi classici, alcune anche stilizzate come la figura della ragazza a metà scala. -Il sublime è mistero divino, l’imponderabile. Newton pag 26 -stessi elementi formali -Si ispira a Michelangelo: molto muscoloso, corpo in tensione, e muscolatura inutilmente sottolineata (sottolinea il concetto di interiorità in quanto il corpo possente che si ripiega è metafora della mente razionale). Francisco Goya (pag 30-31) -E' l'ultimo artista preromantico (anticipa il romanticismo ma non ne fa parte perché ha temi storici). -Anticipa il romanticismo storico ma non ne fa parte perchè il romanticismo inizia 10 anni dopo -Lavora in tutta l'Europa in un momento di regresso: la Spagna per esempio sta perdendo potere -E' un illuminista: avrebbe voluto che la società si evolvesse (invece il popolo spagnolo era superstizioso e di mentalità ristretta) -E' una personalità contraddittoria perchè diventa pittore della corte, alle dipendenze del re, nonostante sia un illuminista -Alla fine diventa matto e sordo e si chiude quindi in se stesso: abbiamo quindi una serie di opere visionarie -Nelle sue opere più importanti lo cataloghiamo pittore del sublime nonostante inizialmente avesse un atteggiamento tiepolesco (bei colori, espressioni dolci, …) -Le pitture nere o quinta del sordo sono gli affreschi di casa Goya tra le quali abbiamo il pellegrinaggio a Sant'Isidro. La religiosità è popolare ed è vista con visi grotteschi, mostruosi (Sangue di San Gennaro) Serie dei Capricios: Il sonno della ragione pag 30 (non te escapar!) -”Sonno” sta per “sogno” ed indica il popolo che non si ribella e rimaneva soggiogato e sottomesso dai ricchi . -E' il più famoso dei Caprichos -C'è una concretizzazione degli incubi in pipistrelli, e altri mostri . -Qui si vede il Goya illuminista: c’è una concretizzazione delle cose negative che si possono scacciare con la ragione. -La tecnica di incisione è l'acquaforte (viene in bianco e nero e se ne possono fare molte copie). Ciclo dei disastri della guerra pag 32 e La fucilazione pag 31 (seconda metà 800) -La Spagna è invasa dalla Francia e ciò è accettato dal Governo spagnolo. -I francesi hanno ucciso chi si ribellava; è un opera drammatica che rappresenta il popolo schiacciato. -Elementi formali: abbiamo in particolare la asimmetria infatti il centro dell'azione è il condannato a braccia aperte, il realismo crudo, non c'è linea di contorno e le pennellate sono veloci -C'è poi il contrasto tra la camicia bianca, la lanterna (fonte di luce: camicia e lanterna, simbolo dell'Illuminismo) che viene soffocato dal resto del buio -Goya è anticlassico (va in controtendenza rispetto all'Europa) ed è precursore dell'espressionismo i visi sono quasi deformati dall'angoscia, c'è il realismo crudo e la pennellata veloce senza linea di contorno. Famiglia di Carlo IV -nel periodo in cui dipinse a corte fece molto ritratti della famiglia reale. -Il re sembra ubriaco (è rosso) e l'espressione della moglie la fa sembrare tonta (dipinge con ironia per mostrare come la presenza dei nobili sia solo esteriorità e nessun valor morale). -Non ha enfatizzato la bellezza dei sovrani -I vestiti sono bellissimi Ciclo delle pitture nere o della 5^del soro “pellegrinaggio a san isidro” pag 30 -appartiene al ciclo che goya elaborò quando divenne mezzo sordo e si isolò per questo dalla comunità. Dipinse le pareti di casa sua in maniera ossessiva. È chiamato ciclo delle pitture nere perché veniva accentuato il chiaroscuro. -i popolari nel dipinto sembrano mostri ; con quest’opera goya vuole andare contro le credenze religiose e le superstizioni. -i personaggi sono tutti aggruppati e dipinti con forte chiaroscuro contrastato, - la composizione è asimmetrica e fatta di linee diagonali. NEOCLASSICISMO


La corrente Neoclassica va da metà del Settecento fino ai primi decenni dell’Ottocento. Vuole contrapporsi alle bizzarrie del Rococò e alla visione Preromantica. All’ impeto del sentimento vuole contrapporre la razionalità e l’equilibrio. Dal punto di vista ideologico si rifà all’arte greco-romana, rivive la grandezza classica e pone alle sue fondamenta la misura e la proporzione. In questo periodo nasce anche l’estetica, la filosofia dell’arte acquisisce una sua autonomia e diventa come una scienza. Il massimo teorico di questa nuova corrente è Winckelmann, un archeologo tedesco. A contribuire alla nascente passione per i Classici furono anche le scoperte delle rovine di Ercolano e di Pompei avvenute nel 1735. Dal punto di vista formale le opere Neoclassiche si contrappongono al Romanticismo Storico per una composizione più ordinata e simmetrica, per un punto di fuga centrale e per colori meno cupi, più luminosi. L’architettura è sicuramente il campo dell’arte in cui il Neoclassicismo da il peggio, non crea nulla di nuovo ma si limita a copiare gli stilemi caratteristici dell’epoca classica. Il più importante architetto è Giuseppe Piermarini che costruisce la Scala di Milano (che era la città più neoclassica d'Italia). Sempre a Milano lavora anche Luigi Cagnola che progetta l’Arco del Sempione (poi della pace), un’opera che si rifà agli Archi di Trionfo romani. Presenta tre fornici, uno per ogni arcata, a differenza dell’originale di Augusto a Rimini con un solo fornice. Teatro alla Scala pag 292 Piermarini fu allievo di Vanvitelli ed è il più rigoroso interprete del Neoclassicismo. Egli riesce a produrre un’originalità attraverso la rielaborazione dei motivi classici. Facciata dinamica, rielabora il frontone, le lesene e le colonne abbinate sono tipiche di Michelangelo e le avevamo già trovate nella Basilica di Superga. Da notare è la ripetizione continua di varie facciate che degradano fino al portico. La Milano dell’epoca seguiva questa corrente perché lo voleva Maria Teresa, neoclassica nel periodo Napoleonico. “Walhalla” Leo VON KLENZE -opera priva di originalità perché è uguale a un tempio greco. -si ispira al partenone e ricorda anche l’acropoli. -il frontone è decorato e ha colonne doriche. Canova Egli è il massimo esponente in Italia del Neoclassicismo per quanto riguarda la scultura. E’ contraddistinto da una ricerca del bello ideale attraverso l’antico. Il bello ideale diventa quindi un valore universale in contrasto con l'individualismo del Romanticismo storico. Egli voleva che le sue opere fossero eterne, di una bellezza universale. Nel Neoclassicismo ci sono due ideali: quello estetico e quello etico; Canova interpreta maggiormente quello estetico. Molto famoso è un suo saggio (scritto allora dagli artisti per giustificare le loro opere) intitolato la Sublime Esecuzione in cui descrive il processo tecnico che utilizzava per le sue sculture. All'inizio realizzava un modello in terracotta (idealità e creatività vedi pag 38) con cui esprimeva la sua creatività individuale, poi la statua veniva levigata e ricoperta di una patina ambrata dai suoi allievi che la sbozzavano in modo da rendere il marmo un colore più caldo, eliminando perciò l’individualità e rendendo l’opera esempio di bellezza universale per l’umanità. Amore e Psiche rifacendosi al mito rappresenta l'attimo precedente al risveglio di Psiche. Non c'è nulla di sensuale, è tutto sublimato in una bellezza ideale. Possiamo notare l'eleganza della composizione nelle diagonali congiunte nel punto centrale tra i piedi e le ali. Le braccia dei due corpi formano due anelli intrecciati. La superficie è lisciata e armoniosa, ma un po' troppo finita per questo ricorda la Pietà di Michelangelo; con questo tecnica il marmo diventa leggero. La composizione è stata studiata profondamente da tutti i punti: da qualsiasi punto di vista la si guardi l’opera è armoniosa. Paolina Borghese come Venere vincitrice (scheda) Si vede particolarmente la patina ambrata. Fa riferimento ai triclini etruschi. Il materasso sembra veramente morbido. L'ispirazione è classica: Paolina sembra la dea che ha vinto il concorso di bellezza infatti tiene in mano il pomo della vittoria consegnato da Paride. Ella era sorella di Napoleone che aveva sposato il conte Camillo Borghese Pittura Neoclassica - Jacques Luis David (massimo pittore neoclassico) pag. 34 Il giuramento degli Orazi E' realizzato a Roma nel 1784, e quindi prenda ispirazione diretta dal mondo classico, in occasione di un viaggio a Roma. Questo è il periodo in cui in Francia c'è ancora il re infatti è commissionato dal re ma diventerà il simbolo della rivoluzione perchè viene sottolineato l'eroismo degli Orazi, giovani che si sacrificano in onore del popolo. L’opera incarna il mito epico e rappresenta l'ideale etico, morale vs l'ideale estetico (come Canova).


C’è una simmetria centrale con punto di fuga centrale all’altezza delle spade. L'architettura è romana (classica) con colonne doriche e sotto ogni arcata c'è almeno una figura (tre Orazi, padre con le spade e poi le donne). Il primo piano rappresenta l’etico con la bellezza dei corpi, mentre in secondo piano l’estetico. I corpi sono ben fatti, l’opera è simbolo dell’arte Neoclassica per la prospettiva e il punto di fuga (nel padre) centrali. Nonostante ci siano punti scuri e altri punti di luce il quadro è luminoso -Si usano le linee rette (gambe, braccia, spade che danno staticità: altro elemento neoclassico) per sottolineare il vigore e la determinazione dei tre giovani, mentre la linea curva è usata nelle donne per sottolineare il pianto e il dolore del sacrificio che gli Orazi stanno per compiere, sfidano la morte, ideale etico. Napoleone (Passaggio del San Gottardo) pag. 82 Napoleone è idealizzato (nella posa e nel gesto) così come il cavallo. Sottolinea il valore del condottiero (notare il nome scritto a sinistra). Le proporzioni non rispecchiano la realtà.Ci sono sia l'ideale estetico per la figura che etico per il valore. Nella posa in diagonale e nell’impeto della scena ci sono una contaminazione romantica Morte di Marat Il contrasto del chiaroscuro e la diagonale sono da intendersi come ispirate da Caravaggio (Sepoltura di Cristo) e non dal romanticismo. Quella di Caravaggio si ispirava a sua volta alla pietà di Michelangelo. Altri elementi caravaggeschi sono: chiaroscuro contrastato (fondo scuro), la ferita sul costato (ricorda la Crocifissione di San Pietro e Paolo), c'è il coltello in primo piano e il realismo crudo (c'è molto sangue). Tutta l’opera è schiacciata in primo piano per aumentare l’impatto emotivo. Marat era giacobino e fece una legge che mise in difficoltà i girondini, così Charlotte Codday lo distrasse mentre scriveva la risposta ad una lettera e venne pugnalato. L'opera è neoclassica perchè incarna un ideale etico (Marat è un martire della Rivoluzione, riprende la morte di Cristo). L'ambientazione è spoglia, il banchetto rovinato e il lenzuolo rattoppato, quindi si può intuire che Marat fosse umile, nonostante la sua carica politica. Da notare il rigore delle ortogonali (occhi, naso, tavola) che rende oggettiva la composizione. Lo sfondo vuoto vuol significare il passaggio dall'essere, al nulla. Il vuoto in alto sta a significare la sua morte appena avvenuta. Passa dall’oggettività al nulla. Vuole fare delle sue opere delle icone, Marat diventa un grande personaggio, un esempio di etica. Il quadro diventa così un monumento al personaggio infatti David scrive un epitaffio sul quadro e il panchetto diventa come una lastra tombale (David ammira Marat) C'è poi una staticità particolare che si vede maggiormente in queste opere. Non bisogna far vedere l'azione nel suo divenire, ma un attimo prima o dopo Jacques Auguste Dominique Ingres (tra neoclassicismo e preromanticismo) -Non si può classificare né come Neoclassico né come romantico -Ingres cerca l'equlibrio degli elementi formali e questo equilibrio lo ritrova nel gusto sia romantico sia neoclassico -Fa riferimento maggiormente ai neoclassici perchè era allievo di David -Il ritratto di Napoleone è per esempio di gusto neoclassico vista la staticità e il rigore della composizione. -Verbalmente si schiera coi neoclassici -Si ispira anche a Raffaello e fu un eccezionale disegnatore. La bagnante di Valpincon pag 41 -opera neoclassica con gli equilibri formali -Le linee sono sia orizzontali sia verticali (gusto neoclassico), c'è quindi equilibrio delle ortogonali riprendendo un po' la morte di Marat. -Il lenzuolo, l'asciugamano e il turbante hanno linea morbida -C'è equilibrio nei colori: i freddi (bianco e grigio) sono mediati dai caldi (verde oliva, color pelle ambrato) -La schiena è un po grande, ma le gambe sottili (si giustificò dicendo di aver cercato l'equilibrio) i volumi quindi erano equlibrati -Il chiaroscuro è studiato e modulato perchè andiamo dal massimo del chiaro (turbante sulla spalla) al punto più scuro (gambe) -E' spoglia come la morte di Marat e buia perchè sta per fare il bagno -Questa modella fu presa anche per il quadro del bagno turco Il bagno turco pag 104 -E' un'opera di gusto romantico, infatti si vede il gusto per l'esotico -E' affollata, la composizione è complessa ed affolata. -Prevalgono le diagonali -C'è un contrasto chiaroscurale tra corpi e sfondo


-La bagnate di Valpincon è ripresa uguale -Le espressioni sono sognanti La Grande Odalisca pag 41 -E' ispirata alla Fornarina di Raffaello -è chiaramentE un’opera romantica per le linee diagonali e il forte chiaroscuro e il gusto per l’esotico e l’orientle. -Ingres era un disegnatore di pari abilità e con una bellezza dei colori pari a quella di Raffaello -Si vede il gusto orientale nel turbante e nel ventaglio -Gli elementi orientaleggianti li ha solo intuiti perchè la contrario di Delacroix non è mai stato in Oriente ROMANTICISMO STORICO (1815-1850) pag 6 e 20 -E' collegato ai nazionalismi (sorti conseguentemente alla caduta di napoleone), alle radici religiose e anche cristiane -C'è poi il sentimento drammatico dell'esistenza perchè molti avevano visto Napoleone come un liberatore ma quando cade non ci sono punti di riferimento -C'e poi l'universalismo neoclassico dell'impero in contrasto con l'individualismo romantico che porta al nazionalismo (autonomia delle nazioni), la ragione in contrasto con il sentimento individuale, e la concezione astratta della società in contrasto con la realtà dei popoli -Ci si interessa anche di popoli e tradizioni lontane ed è per questo che si riscontra il gusto per l’esotico. -Il punto di riferimento artistico è il Gotico (legato al Medioevo a sua volta legato a Dio) In architettura abbiamo il Duomo di Colonia (pag 21) che a causa di un incendio (bombardato durante la seconda guerra mondiale) è stato rifatti in neogotico nel quale possiamo vedere il verticalismo, lo slancio e il tipico esterno gotico. Abbiamo poi anche il Big Ben, ovvero la sede della Camera dei Comuni del Regno Unito. Viollet le Duc aveva compiuto una ricerca storica sulle tecniche costruttive del tempo dando così vita al concetto del restauro in stile. Sostenne poi anche la necessità di nuovi materiali come il ferro. Era ingegnere, teorico e scrittore. In Italia di Neogotico abbiamo la facciata di Santa Maria del Fiore e Santa Croce. Lo stile di tutto il resto della chiesa è uguale ma la facciata non è del 1200 ma della seconda metà del 1800 e quindi è un falso. In Pittura (pag 22) abbiamo il dibattito sull'arte in Francia: il problema del sociale. Ingres si sente Neoclassico e il suo antagonista è Delacroix. Bodlaire diceva che il pittore doveva partecipare attivamente alle vcnde storiche del momento ed è per questo che questo romanticismo venne chiamato storico: doveva rifarsi ad avvenimenti storici contemporanei ( Goya anticipa le tematiche del romanticismo storico con la fucilazione ma non ne fa parte). Rimane la preoccupazione per il fatto che l’artista rimane isolato e Si esalta così il genio individuale. Il classico come il romantico sono idealizzazioni della realtà e rappresentano i due modi divedere e rappresentare la realtà. Gericault Teste di giustiziati (pag 23) -riferimento alla realtà storica -Accentua le espressioni e quindi il sentimento anche facendo esperimenti dal vero per accentuare la drammaticità. -Si ispira a Ingres -Pittura veloce e non definita -Vuole essere un po' realista -Studio psicologico Zattera della Medusa (pag 43) -Viene ispirata da un fatto vero; intervistò anche vari superstiti del naufragio per essere più realista -Opera estremamente drammatica nelle espressioni -Non ebbe successo subito dato il realismo perché il realismo viene considerato eccessivo -Chiaroscuro molto contrastato, diagonali che fanno una composizione quasi piramidale, affollamento, dinamismo tutto tipico del romanticismo storico. -Il Sublime di Fussli e Blake viene rievocata da questo mare in tempesta che si abbatte sull'uomo -C'è poi una contaminazione classica nella figura del bel ragazzo che viene sorretto dal padre inespressivo (non ha più dolore) e che ha un corpo molto bello e proporzionato. -L'opera è idealizzata perché la zattera è troppo piccola rispetto alle tante figure. -C'è una gerarchia: in basso i morti, al centro i feriti che sono ancora vivi e in alto la speranza in quei due che stanno sventolando il fazzoletto Delacroix La libertà che guida il popolo 1830


-La donna è la libertà ma anche la Francia; simboleggerebbe la Marianne , simbolo della riv francese. -stessa composizione diagonale della zattera della medusa per la struttura piramidale con i morti in basso e la speranza e libertà in alto. -Il seno è ripreso dalla Venere di Milo -E' il primo quadro politico nella storia della pittura moderna ed E' un omaggio ai moti del 30 ma richiama i valori della Rivoluzione -Dal punto di vista politico è conservatore perché partecipava ai salotti borghesi ma al contempo rivoluzionario a livello storico -Abbiamo i morti in basso con solo i calzini e quindi è come una citazione da Gericault -Tutti gli strati della popolazione sono rappresentati: si rappresenta infatti anche la classe borghese di Delacroix, del quale si vede anche l'autoritratto (è una allegoria perché non si andava di certo a combattere in smoking) -Abbiamo un realismo macabro -Nelle parti più lontane è abbozzata mentre in quelle vicine è molto rifinita. Questo è tipico dell'Impressionismo di Manet -in alto a dx c’è notre dame , simbolo di parigi Il massacro di Scio -C'è il nazionalismo: c'è un interesse per i paesi lontani (indipendenza greca dai turchi come i Profughi di Praga di Hayez) -A livello pittorico è un'opera romantica: affollamento, diagonali compositive asimmetriche, il corpo della donna e del cavallo è tagliato in modo fotografico. La realtà quindi continua come per l'Impressionismo -Il cavallo è idealizzato e il turco sta per sguainare la spada contro la madre che voleva riparare la figlia che sta per essere trascinata via -L'opera è estremamente drammatica: personaggi in primo piano sono atterriti mentre sulla sinistra hanno sguardi atterriti -Il paesaggio è abbozzato via via che si procede verso il fondo mentre gli oggetti primo piano come la borsetta, i coltelli sono ben rifiniti; partecipiamo dunque ad uno studio fotografico che ci fa percepire la profondità dell’opera -Abbiamo poi un chiaroscuro accentuato dalla figura molto nera che spicca in controluce. Gericault e Delacroix sono pittori romantici che dipingevano la realtà, si occupavano di fatti realmente accaduti. La pittura romantica vuole essere espressione del sentimento; questo è una disposizione dell’animo nei confronti della realtà. Essendo individuale è il solo raccordo possibile tra l’individuo e la natura. Tra i pittori romantici ne troviamo alcuni che si occupano prevalentemente di paesaggi, tra questi ricordiamo gli inglesi Constable e Turner. Da un lato ci sono i pittori neoclassici persi nei ricordi del passato, dall’altro ci sono i pittori romantici che rappresentano il loro periodo storico. Questi ultimi vedono la natura come qualcosa di idealizzato; alcuni la rappresentano seguendo elementi del sublime, altri seguendo elementi del pittoresco. Constable pag. 24-28 Si ricollega direttamente alla poetica del pittoresco di cui si vale per notare gli infiniti toni di colore. La natura è un universo mutevole, ma costante nel suo variare, che la rende interessante e riposante per chi riesce ad allontanarsi dal grigiore della città. Nonostante ciò opera sia nel campo del sublime che del pittoresco. Constable studiava molti paesaggi dal vero. Il golfo di Weymouth all’avvicinarsi di un temporale pag. 24 Quest’opera appartiene alla sfera sublime in quanto Constable comincia a dipingere quadri secondo questa interpretazione della natura, anche se poi passa al pittoresco. Rappresenta un paesaggio nel momento precedente a un temporale. Il chiaro-scuro del cielo è ben contrastato. Da notare lo studio estremamente realistico, di Constable sulle nuvole che sono idealizzate e sembrano riprese dalla realtà, infatti non bisogna dimenticarsi che lui aveva svolto vari studi sulle nuvole dal vero. La chiusa e il mulino di Flatford pag.28 Quest’opera appartiene sicuramente all’ambito del pittoresco. La natura è idealizzata, gli alberi sono tondeggianti, le ombre lunghe, i colori realistici e la composizione è ben studiata. Egli rappresenta questi paesaggi idealmente, cosi come sono rappresentati nei suoi ricordi di infanzia. La tecnica è bozzettistica e usa il metodo del poco rifinito(tecnica bozzettistica). Come nell’altra opera lo studio delle nuvole è molto realistico, moderno e rivoluzionario. Egli lavora molto dal vero. Studio di marina con nuvole di pioggia pag.28


Quest’opera presenta senz’altro molti aspetti del sublime. La natura fa paura, la tecnica pittorica è veloce. Anche in questo caso lo studio delle nuvole dal vero è ben evidenziato. Nel 1824 a Parigi si tiene una mostra pittorica di artisti inglesi. La pittura inglese, soprattutto quella di Constable e Turner, molto all’avanguardia al tempo, influenza molto quella francese. Turner pag. 28 Il contrasto tra i due pittori è dovuto da una diversa concezione. Per Constable il pittore deve studiare la realtà e cercare di dare una valenza affettiva all’ambiente e ai particolari della natura; per questo in molte sue opere segue il filone del pittoresco, egli è legato ai valori della sua infanzia. Turner concepiva a priori uno spazio universale e cosmico, una veduta emozionante legata al sublime, è meno oggettivo, e quindi meno legato alla realtà, di Constable. Egli coinvolge lo spettatore maggiormente, lo scuote, la sua natura va intesa in senso cosmico, in cui gli uomini si dibattono per sopravvivere. Le opere di Turner fanno tutte parte del filone del sublime. Naufragio pag. 29 Ricorda in parte la Zattera di Medusa, l’umanità è in balia delle onde, lo stile compositivo segue le diagonali e il cielo e le onde sono dipinti con colori scuri, cupi (qui si chiude il periodo del Romanticismo storico, anche i paesaggisti sentivano molto i problemi del loro tempo). Mare in tempesta In quest’opera utilizza prevalentemente colori caldi, vivi, dorati e brillanti, rifacendosi in parte alle teorie di Goethe (pag. 243). I colori caldi infatti avrebbero dovuto esprimere meglio le emozioni anche quando queste non sono propriamente positive. È n quadro sperimentale per l’uso dei colori. La Germania pag. 183 In contrasto al razionalismo illuministico si era formata la poetica dello Sturm und Drang, per cui l’arte è espressione dell’irrazionale e quindi dei sentimenti e degli impulsi con cui la spiritualità reagisce alla realtà naturale, affrontandola o evadendo dal sogno. Parallelo alla poetica inglese del sublime lo Sturm und Drang riflette la lotta millenaria dell’uomo del Nord contro la natura nemica, accentuandone il carattere mitico e spiritualistico e ricercandone le testimonianze nelle saghe popolari. L’influenza del mondo nordico si oppone a quella classica del mondo mediterraneo. Friedrich pag. 184 Nella sua pittura esprime l’alta sublime malinconia, la solitudine, l’angoscia esistenziale dell’uomo di fronte a una natura più arcana e simbolica che avversa. Il viandante nella nebbia (fotocopia) -Guardandola viene in mente il concetto di infinito tipico di Leopardi -La mente è come persa, annebbiata. La nebbia è dovuta all'altitudine e si fonde con il paesaggio; è la rappresentazione dell’uomo piccolo ed insignificante rispetto alla natura. -L'opera è in controluce, quindi è scura e il chiaro-scuro è contrastato -La composizione è piramidale Naufragio della speranza pag. 184 -Sembra una foto In quest’opera rappresenta una nave naufragata fra i ghiacci; troviamo gli stessi elementi formali di tutte le sue opere: le diagonali, dovute ai ghiacci appuntiti, il contrasto fa il cielo chiaro e le scure fessure del ghiaccio ecc. L’opera rappresenta un fatto realmente accaduto e la nave affondata è simbolo della caduta di Napoleone e dei suoi ideali che aveva messo in giovani un sentimento di rivoluzione. IL ROMANTICISMO IN ITALIA pag. 168 La corrente romantica non arriva in Italia essendo più arretrata rispetto alle altre nazioni. Il dibattito si svolge soprattutto tra Francia ed Inghilterra. Il nostro paese ritornerà di importanza europea nel campo dell’arte solo con il Futurismo. L’artista che si mette più in evidenza è veneto, Francesco Hayez. Nel periodo in cui lavora l’Italia si trova in una situazione di grande crisi e, nonostante il paese sia già unito, ci sono ancora molte contese. Le sue opere riflettono i moti rivoluzionari e privilegiano l’aspetto teatrale. Egli aveva infatti molto successo come scenografo. Il popolo lo apprezza proprio per il senso teatrale dei suoi quadri che coltivavano comunque lo spirito della rivoluzione. I Vespri siciliani pag. 168


In quest’opera tratta la sommossa avvenuta a Palermo contro la famiglia degli Angiò. Un giovane (quello con la spada) aveva ucciso un francese (quello in ginocchio) ritenuto colpevole di avere oltraggiato una fanciulla (quella svenuta); in seguito a quest’episodio il popolo si rivoltò contro i loro dominatori. Il gusto teatrale è molto ben evidente: l’opera ricorda una recita e non si percepisce la drammaticità, non si evince il patos visto nel Romanticismo. A livello formale il chiaro-scuro non è contrastato e l’asimmetria non è ben evidente. Tra la folla si nota un personaggio che assomiglia a Dante. Il Bacio Questa è la sua opera più famosa esposta alla Pinacoteca di Brera. Raffigura una scena di ambito medievale in quanto in questo periodo ritorna in auge la passione per il Medioevo. La scena è ambientata in un castello, una dama sta baciando un cavaliere che forse non rivedrà mai più. Il pittore privilegia l’aspetto realistico (si noti il tessuto della giovane). L’opera è caratterizzata da una simbologia molto evidente, rappresenta l’alleanza stilata da Cavour tra l’Italia e la Francia (la donna incarna la Francia ed il cavaliere l’Italia). I PRERAFFAELLITI pag. 188 Questa corrente di artisti si sviluppa in Inghilterra oltre la metà dell’Ottocento e rappresenta l’ultima propaggine romantica oltre il periodo di Turner e Constable. In seguito alla sconfitta di Napoleone il Paese si era arricchito e quindi si assiste ad un decadimento a livello morale. Gli artisti preraffaeliti vivevano assieme in una comunità e volevano riportare valori di comportamento ideali nella vita quotidiana. Essi avevano l’obbiettivo di cambiare la società ed in loro era presente anche un aspetto religioso, attraverso il quale era appunto possibile il cambiamento. John Ruskin era il maggior critico d’arte europeo del secolo e aveva già determinato il successo di Constable e Turner per lui gli unici degni dei “primitivi”. Egli vede come moderni i pittori preraffaelliti in quanto secondo lui l’arte doveva diventare una missione per cambiare la società e rifarsi alle epoche precedenti Raffaello e Michelangelo, quando essa non era ancora un’attività intellettuale. Questi artisti si ispiravano infatti all’arte toscana precedente a Raffaello intesa in senso puro, vicina alle poetiche del Botticelli. Il rifiuto nell’arte di Raffaello sta nel fatto che essa era più intellettualista in quanto vincolava il messaggio cristiano. I Preraffaeliti si configurano quasi come un ordine monastico. Questi artisti spesso rappresentavano immagini di fanciulle angeliche ma anche sottilmente sensuali, un po’ ambigue, nonostante professassero il rinnovamento dei costumi. I rappresentanti più famosi sono John Everett Millais (di origine francese) e Dante Gabriel Rossetti (figlio di un poeta esule mazziniano). Nelle loro opere si trova evidente richiamo alla letteratura soprattutto a quella stilnovista e cavalleresca. L’ispirazione a Botticelli è anche a livello formale le linee sono dolci, i visi angelici e la decorazione armoniosa (vedi le radici di Ofelia). Dante Gabriel Rossetti Ecce ancilla domini pag. 189 Il tema di quest’opera è iconografico, egli rappresenta l’Annunciazione. L’arcangelo Gabriele non ha le ali ma sotto i suoi piedi brucia il fuoco dello Spirito Santo e il giglio che ha in mano è simbolo di purezza. Iconograficamente si distingue dalle altre Annunciazioni in quanto la Madonna è in un atteggiamento dormiente tale da far scandalo all’epoca. Ai moralisti vittoriani non piaceva la scena intima di Maria vista nel suo letto, poiché il modello religioso (personaggi compresi) è stato trasposto in ambito quotidiano, l’opera fu accusata di ipocrisia. La prospettiva è frontale, il letto è scorciato e la figura della Madonna nonostante sia attonita sembra quella di un angelo. I colori sono smaltati, l’ambito è quello naturalistico e realistico con una forte attenzione per la natura. Le tonalità sono fredde ma luminose. Adolescenza di Maria Vergine (fotocopia) Mai nessun pittore aveva deciso di rappresentare questo tema, l’opera è descritta secondo un’iconografia nuova. Maria è al tavolo con Sant’Anna che le insegna le Sacre Scritture. Il quadro è fortemente simbolico, i libri rappresentano la religione, l’Arcangelo Gabriele è piccolo col giglio, simbolo della purezza e dalla finestra entra una vite rampicante simbolo di Cristo. La colomba che si intravede rappresenta lo spirito santo. Everett Millais Ofelia pag. 189 In quest’opera non è presente l’aspetto religioso, ma è chiaro il riferimento ai pittori toscani dal punto di vista formale (la donna sembra morta, vedi Botticelli). La donna è vista sotto ad un aspetto angelico e la bellezza e l’amore per la natura sono dati dai colori smaltati e dal realismo.


Cristo in casa dei genitori (fotocopia) Cristo è visto in un ambito domestico familiare e l’opera, come le altre di questo periodo, è fortemente simbolica. La scena è ambientata nel laboratorio di falegnameria di Giuseppe (notare il realismo della sega, della morsa e della scala). La Madonna, preoccupata, è in ginocchio davanti a Cristo che le fa vedere le stigmate, un modo per anticipare la Passione. A destra c’è Giovanni Battista riconoscibile perché vestito di pelli rappresentato mentre sta portando l’acqua che serve per lavare le ferite, simbolo del Battesimo. Dal punto di vista formale l’opera è molto realistica: si possono notare le venature del legno, la precisione con cui vengono disegnati gli strumenti ed il realismo del vestito di San Giovanni. I colori sono luminosi e il chiaro scuro ben contrastato. SCUOLA DI BARBIZON pag. 50 Nasce a metà dell’Ottocento in Francia in ambito paesaggistico ed è contemporaneo ai Preraffaelliti. Si sviluppa ai margini della foresta di Fontainebleau. I pittori di questa scuola erano famosi per uno studio dal vero, la pittura plein air. Essi cominciavano i loro quadri immersi nella natura, all’aria aperta e poi li finivano nello studio. Questa corrente influenzerà molto gli impressionisti. Essi intendevano divulgare un concetto teso a valorizzare la natura in un periodo in cui la rivoluzione industriale stava avanzando. Rappresentano gli aspetti migliori della natura, quelli più affascianti (tramonti, crepuscoli, paesaggi con specchi d’acqua che riflettono, bestie al pascolo, cielo prima e dopo il temporale ecc.). Questa corrente si pone tra Romanticismo e Realismo, i suoi artisti infatti scelgono gli aspetti più romantici della natura e cercano di rappresentarli in modo realistico. Questa corrente è contraddistinta da un sentimento della natura che il pittore deve provare (come negli Impressionisti). Le luci sono meravigliose, da lontano i loro dipinti sembrano delle fotografie da vicino sembrano abbozzati. Theodore Rousseau pag.50 Temporale: veduta della piana di Montmartre pag. 51 Quest’opera è di Rousseau, il capo della scuola. I colori sono molto belli e realistici, le nuvole presentano un chiaro-scuro ben accentuato e la luminosità del cielo si riflette sulle campagna. Egli sentiva molto la natura e cercava di esprimerne i sentimenti. La parte romantic del quadro sta infatti nel fatto che lui cercasse un preciso momento della giornata, magari con una luce diversa. Gruppo di querce ad Apremont nella foresta di Fointebleau pag. 25 L’inquadratura è tipicamente romantica, la luce viene dal fondo e quindi le querce sono in controluce, quasi in contrasto col sole del crepuscolo. Gli animali al pascolo hanno il profilo superiore luminoso. L’opera nel complesso sembra una scena bucolica, pastorale. La natura non è idealizzata come nelle opere di Constable, ma è realista. Francois Daubigny: Mulino a Optevoz (riprende gli stilemi di Rousseau). Si può parlare di capriccio in quanto rappresenta un rudere. La natura è selezionata : le case si rispecchiano nell’acqua e la luce è molto suggestiva. Francois Millet pag. 50 Era un componente della scuola di Barbizon e amico di Courbet. Egli voleva preservare la natura dalla società industrializzata, infatti in lui vigeva ancora il sentimento romantico di “sentire” la natura. Gli ideali degli altri pittori della scuola si riflettono nelle sue tematiche sociali e influenzano Van Gogh, amico anche egli di Courbet, il fondatore del realismo. Il seminatore Van Gogh sarà molto attratto da quest’opera di Millet, tanto da rappresentarla più volte. Un contadino dall’aspetto eroico, con la giubba rossa, sta andando a seminare all’alba. L’opera fu vista come una sovvenzione alla sommossa da parte dei contadini in quanto l’impeto e la giubba del bracciante erano provocatori. Per quanto l’autore cercasse di discolparsi l’opera è molto simbolica e vuole riscattare una classe molto sfruttata mostrandone i valori positivi, la dignità e la moralità. Le Spigolatrici (fotocopia) Come nell’opera precedente anche in questa è presente il concetto di denuncia spirituale. Le spigolatrici rappresentano una classe molto povera, raffigurate mentre raccolgono le spighe rimaste dopo la mietitura. Questa scena e il fazzoletto che copre i volti vogliono essere simbolo della loro classe sociale. Da notare dal punto di vista formale sono la bellezza dei colori, il chiaro scuro ben accentuato, approfondito per gradienti di colore, in modo da far risaltare la luce. La bellezza del paesaggio riprende i canoni della scuola di Barbizon. Il contadino è ben integrato nella natura e tra i due si forma un legame forte, probabilmente dovuto all’origine contadina del pittore. L’Angelus pag. 57


Quest’opera la dipinge in onore di sua madre, una donna molto religiosa. Si vedono i contadini che si fermano per occuparsi della preghiera serale. L’ambito è romantico e l’opera è in controluce. Il paesaggio è molto bello e la pittura sintetica, non rifinita; ci sono solo dei tocchi di colore. Questo tipo di pittura influenzerà gli Impressionisti. Le figure si stagliano nel paesaggio e l’immagine dei contadini sottomessi piacque molto all’epoca perciò fu molto riprodotta e arriverà fino a Van Gogh. Regredisce dal realismo al naturalismo romantico, la critica lo accusa di essere troppo Romantico e sdolcinato nel suo Realismo. Honore Daumier pag. 52 Per quanto riguarda la sua politica sociale si avvicina alla Scuola di Barbizon ed è vicino anche alle tendenze di Millet. Corot invece è più per rappresentare la bellezza della natura, infatti egli è uno dei più grandi paesaggisti dell’Ottocento. Quella di Daumier è un’aspra politica sociale, simile a quella di Baudelaire; famose sono anche le sue caricature di personaggi politici (satira). Vagone di terza classe pag. 56 Questa è un’opera molto rivoluzionaria. La tecnica bozzettistica qui utilizzata influenzerà Van Gogh, la linea è deformata e i visi sono espressivi, segnati dalla fatica del lavoro e rovinati dalla povertà. Di quest’opera furono fatte varie versioni, la tecnica è moderna (studio della quadrettatura); la tematica sociale (fatica per il viaggio) anticipa Courbet ed è vicina a Millet. Vogliamo Barabba pag. 53 In quest’opera moderna e simbolica c’è un messaggio politico: il popolo agisce senza pensare; gli stessi bambini vogliono gridare la liberazione di Barabba e la condanna di Cristo. Per quanto riguarda gli elementi formali la linea è deformata, simbolo della deformazione morale e gli unici colori, bianco e nero, sono tesi a evidenziare queste due caratteristiche. Questo di Daumier è un modo di esprimersi moderno, Cristo si profila in controluce e le macchie chiare e scure non sono contenute nei cantoni ben definiti. Quest’opera si inserisce fra ambito romantico e realistico: il primo è dato dall’impeto del momento (risultato della pittura di getto), il secondo dal rappresentare la realtà del tempo tramite figure simboliche. Camille Corot pag. 48-24 Egli è uno dei più grandi paesaggisti dell’Ottocento, ma considera la pittura più realistica che sentimentale; viaggiò in Italia e quindi studiò anche i paesaggi italiani. Si inserisce tra Romanticismo e Naturalismo, i suoi paesaggi nonostante l’equilibrio fra il mondo naturale e il sentimento sono abbastanza romantici. Il Colosseo pag.48 Questi è visto da un punto di vista nuovo e originale. Infatti non è in primo piano, ma visto attraverso gli archi della basilica di Costantino, il monumento sembra scoperto casualmente. La pennellata è moderna, non ci sono i contorni e il chiaro scuro è dato da ombre senza disegno. Il paesaggio è rappresentato con una tecnica nuova, vi è un’intesa profonda della natura al di fuori dei monumenti. L’abilità pittorica è simile a quella degli Impressionisti. La cattedrale di Chartres pag.49 Qui quello che per Corot ha più importanza è il mucchio di pietre davanti alla cattedrale. Il punto di vista è molto originale, la collina devia la visione sulla chiesa, dipinta solo in parte. L’opera è più rifinita de “Il Colosseo”; la presenza di diagonali e il cielo sono romantici. Gustave Courbet pag.100 Con Courbet (amico di Millet) scompare qualsiasi forma di idealizzazione assieme alle componenti romantiche. Per questo pittore si parla di realismo integrale (pag.25), ovvero che deve prescindere da qualsiasi pregiudizio. Courbet era socialista e rivoluzionario, si ribella all’epoca industriale in cui il lavoratore era imbruttito e non considerato. Il lavoro è al centro della sua ricerca: le tematiche legate a esso vogliono essere una denuncia sociale del modo in cui la borghesia approfittava della classe operaia. Con la nascita della fotografia, mera rappresentazione del realistico, il quadro secondo Courbet acquista più valore in quanto solo in esso la personalità del pittore può affiorare (pag.88-90). Dal momento che tutta la realtà può essere rappresentata, la sua intenzione è quella di aprire finestre sul mondo reale così come lo cattura l’occhio. Courbet ha due fasi: 1. la prima che va dalla metà agli anni sessanta dell’Ottocento in cui è presente la denuncia sociale, ne fanno parte: Lo Spaccapietre pag.100 Il realismo fu fondato nel 1855. All’esposizione universale di Parigi, nel settore dedicato all’arte, tre sue opere furono rifiutate dalla giuria perché tra queste lo Spaccapietre non era ritenuta idonea dal momento che si vedevano le condizioni disagiate del lavoratore, la sua fatica e la sua povertà. Egli era infatti vestito con abiti laceri e a sinistra si intravede la pentola con la misera colazione. L’originale è andato distrutto, quella che ci è rimasta è


una copia (nell’originale uomo a destra). La pietre e la figura umana sono realizzate con la stessa tecnica perché tutti gli oggetti hanno la stessa importanza dell’uomo.ogni cosa è vista con la stessa intensità. Funerale ad Ornan pag 102 Courbet era ad Ornan e questo quadro infatti rappresenta una finestra sulla realtà. Il tema è quello del funerale con la fossa del morto in 1 piano. È un’opera di denuncia sociale : il quadro si scaglia contro i sacerdoti(quelli in abito rosso) e infatti li rappresenta come due ubriaconi. Fa un po lo stesso della famiglia reale di a Goya. Ragazze in riva alla Senna pag 101 Quest’opera è contraddistinta da un realismo non idealizzato. A livello compositivo, come nello spaccapietre c’è una novità: le due ragazze sono immerse in un’atmosfera soffocante che ben da il senso del caldo e per mantenere lo spettatore concentrato su questa scena non c’è il cielo. Ogni elemento ha la stessa importanza, le foglie e le donne sono allo stesso livello. La composizione non è studiata, ma egli si limita ad aprire una finestra sulla realtà e a fare una denuncia sociale: le due fanciulle in atteggiamento sconveniente potrebbero essere due borghesi o due prostitute in libera uscita. Courbet non fa satira politica come Daumier nella sua arte, ma si concentra su gli aspetti sociali e sulla critica del moralismo e dell’ipocrisia della classe borghese. Il problema sociale è centro della sua ricerca. Non da giudizi morali ma focalizza l’attenzione su determinati aspetti ; punto di vista oggettivo. Courbet voleva fare un’arte visiva, che però non fosse diretta manifestazione politica. Si limita a porre l’attenzione oggettivamente su certi aspetti ponendo le basi per una critica dello spettatore, ma non propria. Il suo punto di vista rimane comunque oggettivo e qualsiasi idealizzazione è spezzata. Sono queste analizzate le tre opere rifiutate all’esposizione universale di Parigi del 1855 (la terza è quella qui sotto). Egli creò quindi un padiglione alternativo (del realismo) nel quale a pagamento era possibile vederle. Tra i visitatori ci fu anche Delacroix che si complimentò con lui e collaborò con dei commenti, stilando un manifesto del realismo. nella seconda fase di Courbet predilige la pittura di natura, una pittura pure in cui non viene rappresentato l’uomo. La prima fase di Courbet influenzò i macchiaioli per la visione oggettiva e la denuncia sociale mentre la seconda, influenzerà gli impressionisti per la pittura pura, di paesaggio piena di natura unita alla visione oggettiva. MACCHIAIOLI PAG.176 I macchiaioli sono un gruppo di artisti italiani che lavora tra gli anni 50 e gli anni 60 in Italia. Influenzati dalla prima fase di Courbet, i macchiaioli concepiscono l’arte come strumento di denuncia sociale e come un qualcosa di oggettivo: sono un movimento di rinnovazione culturale in questa italia post unificazione. Purtroppo non escono dall’ambito regionale( i primi si avranno a Torino, e ad esempio al sud si occuperanno principalmente della questione meridionale). Caratteristiche e stilemi: - Elaborano una “teoria di macchia” per cui ogni macchia di colore ha due valori: uno di luce e l’altro di ombra; - Essendo nata a torino, ogni quadro presenterà una prospettiva; - Le opere non presentano linea di contorno e le ombre sono tutte fato mischiando al colore il nero; - I macchiaioli fanno come delle microstorie; - I personaggi e i soggetti sono in ombra o in controluce; i maggiori esponenti dei macchiaioli sono Giovanni Fattori, Signorini e Silvestro Lega. giovanni fattori Egli è il capogruppo dei macchiaioli, quello che arriva ad approfondire i principi del gruppo La rotonda di Palmieri pag. 176 Il quadro è un’opera sperimentale dal momento che la sintesi è assoluta. La rotonda (il tendone) era un centro balneare per malati all’apparato, tra i quali soggiornavano anche donne ( la moglie di Fattori). A livello pittorico vediamo dei pazienti che respirano l’aria in riva al mare; il pittore ci da la sensazione di essere sotto il tendone, assieme a loro; rende inoltre l’aria del mattino, con il colore chiaro tipico delle giornate limpide e il sommarsi della luce, resa in questo caso con delle sottili lamelle e fasce. L’opera è sintetica (personaggi) e si basa su un sovrapporsi di macchie di ombre e luce. La macchia è costruttiva, non si disgrega le masse sono robuste , costruite senza linea di contorno perché la realtà non ce l’ha, in quanto si passa direttamente da un colore all’altro (Signorini); nonostante ciò ogni tanto troviamo una traccia leggera di contorno (soprattutto in Fattori) perché dobbiamo pensare che il disegno e la prospettiva erano nate a Firenze, e quindi era difficile abbandonare una base prospettica e il senso di profondità.


I soggetti sono raffigurati in ombra e controluce: qui sono in ombra, altra differenza dall’Impressionismo che rappresenta i personaggi in piena luce. Il chiaroscuro, ottenuto con il nero, crea ombre (profondità), stendendo un velo sul quadro e sulla realtà (Signoroni). Gli Impressionisti invece colorano le ombre (Renoir), che non sono scure come quelle dei Macchiaioli, per dare l’effetto della profondità e rifacendosi a Courbet. E’ un’opera sicuramente sperimentale degli anni 60, dove abbiamo un perfezionamento della tecnica. Lo stesso decennio corrisponde alla formazione dell’Impressionismo In vedetta (il muro bianco) pag.179 Il quadro è paradigmatico: lo spazio è ridotto all’essenzialità di un piano verticale e uno orizzontale. C’è una corrispondenza tra spazio essenziale e luce essenziale che si interrompe al comparire delle due pattuglie: in questo momento si interrompe il tempo e la profondità si elimina nella sua funzione scenografica. La visione è meno sintetica della Rotonda di Palmieri, le macchie di colore e di ombre che si equilibrano, rese con l’utilizzo del nero e a livello compositivo la composizione è ridotta al minimo (deserto, muro, sterpi e soldati che vengono verso di noi). Fattori crea microstorie: qui si interessa ai soldati, una categoria di persone particolari, paurose, che non avevano ben chiaro per cosa combattere. I soldati combattevano per la guerra d’indipendenza, ma nemmeno loro sapevano esattamente quello che li aspettava, potevano subire un attacco da un momento all’altro. Fattori vuole quindi far vedere l’isolamento del soldato (come in Soldati Francesi del 1859 che assomiglia alla Rotonda di Palmieri, soldati stilizzati, no espressione e preferenza verso opere piccole e allungate) e il loro disagio (paura di quello che si celava dietro al muro). Attraverso gli elementi formali (macchie di luce/ombra, prospettiva e la desolazione dell’ambiente che rispecchia la paura dei soldati) vuole esprimere la solitudine, il senso dell’afa e del caldo. il carro rosso La categoria degli emarginati rappresentata è quella dei contadini. Il contadino rappresentato è minimizzato dalle dimensioni molto maggiori dei buoi che simboleggiano quanto il contadino sia schiacciato dalla vita nei campi. Come solito ritroviamo il personaggio in ombra e dipinto a macchie, attorniato da un paesaggio in rigorosa prospettiva. Il contrasto ombra-luce, le macchie, la prospettiva allungata e l’uso dei colori, ricordano molto la rotonda palmieri. Quest’opera è molto sintetica. Telemaco (Alfonso) Signorini E’ un grande paesaggista ed un ideologo del movimento, infatti redige anche scritti di teorica. Incarna tutte le caratteristiche dei Macchiaioli, le figure sono in ombra o controluce, non ci sono linee di contorno e rappresenta categorie di emarginati. Ha cambiato spesso stile: macchiaiolo, impressionista (L’osteria dello Scheggi e vedi Sisley) e di nuovo macchiaiolo. La sala delle agitate al San Bonifazio pag.180 Le figure (che rappresentano i malati di mente) sono in ombra o in controluce e risaltano molto sulla parete chiara. Tutti gli elementi formali sono di denuncia sociale, volti a evidenziare la disperazione, l’emancipazione e la drammaticità. I colori sono ridotti: troviamo quasi solo il chiaro e lo scuro e non c’è linea di contorno. Il vuoto soprastante le figure è simbolico della loro esistenza (Marat). Come “In vedetta” c’è la prospettiva in comune: deformata che accentua l’effetto di solitudine, vuoto, distanza e il punto di fuga è esterno. Quest’opera venne vista da Degas quando si stava formando e fu influenzato per l’Assenzio (mostra due poveracci in un caffè parigino, riprende la tavolata.) Toilette del mattino (fotocopia) E’ un’opera tarda (1898), considerando che il movimento è del ‘60, dieci anni prima dell’Impressionismo. Riguarda un bordello: esprime quindi il degrado ben visibile nell’ambientazione e negli atteggiamenti, nel controluce suggestivo e nella prospettiva lunga. È mattino e le donne si stanno rimettendo dopo una notte di lavoro. L’ambientazione, come ne “La sala delle agitate” rispecchia la situazione di degrado: il muro è corroso ed è una finestra quasi in rilievo resa tale grazie alla pittura. Il pavimento è sconnesso e ritroviamo tutti gli elementi formali degli Impressionisti (prospettiva allungata, controluce ecc.). Il degrado è presente anche negli atteggiamenti, il taglio è fotografico (c’è una figura tagliata) e ciò è alla base dell’Impressionismo. Non c’è linea di contorno e ci sono le chiazze di luce e ombra come nell’opera precedente. Silvestro Lega (Nord) pag.181 Silvestro Lega è stato sfortunato perché in vita non ha avuto successo: andava quindi a casa di mecenati per farsi finanziare. Il pergolato detto anche “Un dopo pranzo”


Ci sono macchie di luce e ombra in contrasto (a sinistra), infatti le figure sono in ombra nell’angolo del pergolato. La scena è di vita quotidiana: la cameriera sta arrivando per servire il te e le signore stanno per prenderlo. Molto bello il contrasto col selciato (simile come la prospettiva a la “Toilette del mattino”) così come la vegetazione è molto bella. L’opera viene paragonata a “Donne in giardino” di Monet perchè il bosco assomiglia molto a quello di Silvestro Lega. Il periodo di formazione degli impressionisti corrisponde al periodo clou dei macchiaioli (1860): la macchia è quindi sintetica ma corposa. Lo stile di Lega somiglia molto a quello di formazione di Monet, quando la sua pittura non era ancora accostata. Il canto dello stornello (fotocopia) L’opera mostra la fidanzata in compagnia di un’amica e la sorella, entrambe in ombra. L’immagine è molto poetica, si può vedere la delicatezza dei lineamenti e la bellezza dei colori e del paesaggio. Il pavimento ha uno studio prospettico particolare ed esagerato e l’opera è abbozzata e non rifinita. Il quadro è aneddotico e al tempo stesso piacevole al contrario di Signorini con le sue denunce sociali, qui c’è un realismo quotidiano, lame di luce. MACCHIAIOLI PARIGINI PAG.182 Vengono chiamati così alcuni artisti, formatisi in ambito macchiaiolo, ma che si sono trasferiti e lavorano nella capitale francese. Giuseppe De Nittis Fu un artista importante che venne chiamato ad esporre le sue opere chiamato alla prima mostra ufficiale degli Impressionisti del 1874 che si teneva nell’atelier del fotografo Nadar. Corse al Bois de Boulogne Lo stile è diverso da quello visto fino ad ora per i Macchiaioli: non c’è contrasto tra luce ombra, ma comunque c’è un grande realismo e attenzione (sguardi, la donna è seduta sulla sedia, scena di vita quotidiana alle corse) infatti il quadro è come un’istantanea. C’è un salto prospettico tra il primo piano e lo sfondo. Federico Zandomeneghi - Moulin de la Galette Egli è sicuramente l’artista di questo movimento che più influenza gli Impressionisti. In riferimento ai Macchiaioli la prospettiva è inclinata ed evidente, il punto di fuga è esterno. La pennellata è rapida, a tocchi, non c’è il nero, le ombre sono colorate e la macchia non è più quella corposa già vista nelle altre opere. Rivedremo questo locale in Renoir ma il suo quadro è del 1878. Giovanni Boldini e il “Ritratto di James McNeil” E’ un artista ferrarese, ma lavorava a Parigi, famoso specialmente come ritrattista, ma anche come paesaggista. Faceva figure allungate e abbellite, come andavano di moda. La pennellata è veloce: si perdono alcune caratteristiche macchiaiole per cedere alle mode impressioniste del tempo. Prospettiva abbozzata, viso ben rifinito e poi pennellata a tratti veloci. EDOUARD MANET pag.103 E’ il precursore più diretto dell’Impressionismo. Aderisce all’impressionismo solo nella seconda fase della sua produzione (nella prima abbastanza lontano come tecnica) e non partecipa a nessuna delle otto mostre autogestite degli impressionisti: per questo motivo non può essere considerato impressionista pur simpatizzando per il gruppo. Nell’età dell’impressionismo si potevano fare esposizioni al Salon o all’esposizione universale, luoghi in cui venivano esposti i lavori degli artisti più in voga. Courbet e Manet furono però rifiutati alla seconda. La prima fase di Manet coincidono col periodo di formazione impressionista (anni 60). Le déjeneur sur l’herbe Il quadro fu presentato al Salon de refusè (dove fece scandalo), istituito da Napoleone III, per opere rifiutate come queste, in modo da dare una seconda possibilità agli artisti rifiutati. I colori sono vivaci. L’opera non è scandalosa per il nudo in se, ma per il nudo moderno (non classico o in ambito mitologico), che favorisce in quella posa la bruttezza, in un’ambientazione non classica, un pic-nic, in mezzo a degli uomini vestiti. L’opera fa scandalo anche per la tecnica: è più rifinita in primo piano e poi meno rifinita ad ogni piano spaziale più lontano, verso lo sfondo; al tempo invece la pittura era accademica e molto rifinita. L’opera è di rottura per quel periodo, molto all’avanguardia, lo studio realistico è impressionistico. Dal punto di vista degli elementi formali importante è la presenza della natura morta in primo piano e una giustapposizione in equilibrio tra campiture (zone stesso tono) chiare e scure (i colori sono uniformi, le tinte piatte, chiare sono la natura morta e la donna, scura la natura). Le campiture hanno lo stesso tono infatti c’è quasi assenza di passaggi di chiaroscuro: anche questo è tipico della prima fase e fece scandalo. La campitura compatta le zone di ombra e luce. Pur avendo una tecnica innovativa a livello compositivo, il quadro ha come precedente il “Concerto campestre” di Tiziano (la donna è però spogliata in ambito classico, e non in mezzo a uomini con vestiti di moda a quel tempo) e la posizione dei personaggi è presa dal “Giudizio di Paride” di Raffaello (Manet passava molto tempo a studiare i classici al Louvre). Olympia pag.105


Fece scandalo perché rappresenta una prostituta. Assomiglia alla Maya desnuda di Goya. Non ci sono passaggi di chiaroscuro, il corpo della donna è chiaro e fa contrasto con lo sfondo e non ci sono sfumature (tecnicamente è come l’opera di prima). Il letto, il corpo, ecc. sono a campitura unica. C’è una giustapposizione di campiture chiare e scure (sfondo) e il primo piano è più rifinito dello sfondo. Bert Moriseau era una delle allieve più famose di Manet, ritratta ne “Il balcone” (fanciulla con vestaglia), aderente agli Impressionisti, una delle poche donne pittrici famose. Nella sua seconda fase Manet diventa amico di Monet, il più grande pittore sperimentale dell’Impressionismo che prevede la pennellata sintetica e veloce fin dal primo piano. Monet convince Manet ad aderire all’Impressionismo. Tra i quadri di Monet ricordiamo “Regate ad Argenteuil” e di Manet “In barca ad Argenteuil” (non più campiture, tutto luminoso, pennellata sintetica ma conserva l’equilibrio tra le parti e il senso della costruzione); Argenteuil infatti è un luogo tipico dell’Impressionismo Il bar alle Folies-Bergeres (fotocopia) Esposto al Salon del 1882, l’anno prima della morte dell’autore. Nel quadro viene ritratta la realtà del suo tempo, qui in particolare un locale alla moda della borghesia parigina, frequentato anche da scrittori (Maupassant) . Nonostante sembra esserci un’apparente immediatezza, ma la composizione è molto studiata e la costruzione pittorica complicata. Lo specchio è funzionale alla rappresentazione del salone dietro la ragazza e lo sguardo grazie ad esso rimbalza da un piano vicino ad uno lontano. C’è sfumato ma non chiaroscuro (II fase). Tutta l’opera è riflessa. Sempre di Manet ricordiamo anche: “Nana” e “In barca ad Argenteuil” (fotocopia) IMPRESSIONISMO Caratteri dell’Impressionismo e Monet da pag. 86 e fotocopia “Manet e i maestri dell’Impressionismo” È il superamento del neoclassicismo e del romanticismo: l’artista ritorna a relazionarsi con la realtà. L’impressionismo venne influenzato dalla seconda fase di courbet per la pennellata e la visione oggettiva, mentre dalla scuola di barbizon per il paesaggio, da constable e turner per la pittura in plen air. Sentendo il sentimento di innovazione tecnologica e scientifica portata dal positivismo, questo gruppo di artisti attuano no studio scientifico nell’ambito dell’ottica. Studiarono che l’immagine rappresentata alla maniera impressionista con la pennellata a costate si sarebbe poi definita sulla retina. Questo gruppo di artisti si basavano su determinati principi: 1.la rappresentazione rigorosamente in plen air 2.opposizione verso l’arte classica accademica 3.disinteressamento per il soggetto ma più attenzione per il paesaggio 4.no uso di prospettiva e ombre colorate 5. rappresentazione della realtà senza idealizzazioni. Erano contro alle esposizioni al Salon che li aveva scacciati e così nel 1874 venne inaugurata nello studio del pittore nadar la prima mostra impressionista. Si distinguono però due gruppi tra gli impressionisti: 1 GRUPPO: MONET RENOIR E SISLEY che compiono uno studio sperimentale diretto e dal vero; compiono l’intera opera in plen air per catturare senza alcun ritocco l’impressione. Non presentano radazioni chiaroscurali e non usano il nero per le ombre. 2 GRUPPO: DEGAS,CEZANNE: dopo la prima impressione rielaborano attraverso la memoria. I due gruppi convergono allo stesso fine ovvero che la pittura è una esperienza legittima e la tecnica pittorica è una tecnica di conoscenza. Monet è sicuramente colui che più incarna lo spirito dell’Impressionismo, ma anche lui, come quasi tutti gli altri pittori della corrente, durante la sua carriera ha un’evoluzione che si manifesta nel periodo di crisi. Per questo movimento la fase calante comincia alla fine degli anni 70 quando Zola critica la pennellata accostata dicendo che con essa si perdevano la forma e il volume delle figure. In aggiunta molti pittori entrarono in contrasto in quanto alcuni volevano iniziare a esporre al Saloon, mentre altri erano ancora per le esposizioni private e più personali (Degas). Nel periodo di formazione di questa corrente il Giapponismo va molto di moda. Le stampe giapponesi con le loro composizioni dall’alto, rese dinamiche dai tagli diagonali, influenzano molto l’Impressionismo e il Postimpressionismo (Van Gogh). Un chiaro esempio di questa contaminazione è “Il terrazzo di Sainte-Adresse”, chiaramente ispirato ad un’opera di Hokusai. In questo periodo la pittura di Monet non è ancora accostata (“Donne in giardino”), ma più corposa, vicina a quella dei Macchiaioli (Silvestro Lega).


È nel periodo clou che la sua pittura diventa propriamente impressionista con la tipica pennellata a costate e rapida poiché tutto doveva essere realizzato in plen air (gli impressionisti vogliono cogliere l’attimo fuggente). In questa fase Monet rappresenta i temi dell’acqua della neve e delle foglie. Graie alla tecnica impressionista si riescono a cogliere le vibrazioni luminose. Manet non rientra nell’impressionismo perché non espose alla mostra autogestita ma fu il primo a studiare la visione secondo gli studi dell’ottica del tempo. per gli impressionisti infatti lo spettatore doveva vedere l’opera lontana perché l’immagine si potesse definire nella retina . gli impressionisti inoltre non usavano il nero e per le ombre in scurivano il colore. “Regate ad Argenteuil” pag 107 quadro sperimentale come altri in questo momento, senza prospettiva e con la tipica pennellata a costate. Manca la linea di contorno e Monet usa i colori complementari per dare luminosità e dare l’effetti di vibrazioni del colore. Non c’è il chiaroscuro. riflesso barca importante come l’oggetto reale ; l’acqua è come uno specchio. “Impression soleil levant” (che da anche il nome al movimento, fu un critico che definì questi quadri “impressioni” per via della pennellata a costate che toglieva consistenza e volume). Pag 86 Nel periodo di crisi Monet evolve il suo stile. È il momento delle serie, l’artista si ammalò alla vista e accentua ancora più le pennellate accostate per cogliere anche le minime vibrazioni di luce da un’ora all’altra del giorno. Della Cattedrale di Rouen conosciamo più di 50 riproduzioni tutte fatte in momenti diversi, anche di una stessa giornata (pag.108). Gli Impressionisti, oltre che essere stati vicini a Manet e alcuni di loro ai Macchiaioli (Degas), che però in Francia non erano conosciuti, furono particolarmente influenzati da Courbet, dalla sua pennellata sintetica e dalle sue tematiche sociali. Infatti, come scritto precedentemente, Courbet è definito come maestro di riferimento del movimento, egli aveva spazzato via ogni forma di idealizzazione, professava un realismo integrale (pag.25) e aveva una visione oggettiva della realtà, quasi legata alla scienza. Per questo gli Impressionisti sono molto legati allo studio dal vero, dalla prima impressione che ci da la realtà. Come se non bastasse anche la tecnica è vicina a quella di Courbet e della sua seconda fase (“L’onda” studio colore e bozzettistica). Ritornando a Monet, egli collegandosi direttamente a Bergson, durante il suo periodo di crisi sostiene di dipingere il ricordo della percezione visiva; la visione da oggettiva diventa soggettiva, nel suo intento vuole ribadire la validità della sua tecnica pittorica. Le sue opere tarde (di inizio Novecento, pag.150-151) sono quasi astratte. Esse sono le serie dei covoni (ombre colorate) e dello stagno delle ninfee, quello della villa che si era fatto costruire sulla Senna (ponticello giapponese). Egli era infatti diventato ricco e di successo (espose anche al Salon), dopo le fredde accoglienze iniziali. Alfred Sisley pag.107 Egli è conosciuto, un po’come per Monet, quasi esclusivamente per i suoi paesaggi. È quello del gruppo che meglio incarna lo spirito della scuola di Barbizon, conosciuta dagli Impressionisti per la pittura plein-air, completata però nel laboratorio. Lo studio di Sisley è quindi sistematico della natura, al punto che arriva anche a ritrarre la foresta di Fointembleau, famosa per Barbizon. Le sue opere dovevano dare una visione completa del paesaggio allo spettatore, le inquadrature di uno stesso luogo erano perciò molto varie, in modo da dipingerlo quasi a 360 gradi. Il suo stile non subisce alcuna modificazione, dopo il periodo di formazione, differentemente da Monet che diventa più interiore; Sisley rimane legato all’Impressionismo del periodo clou, fedele fino alla fine alla tecnica del movimento. Egli non riuscì mai ad esporre al Salon, anche quando le mostre autogestite del gruppo vennero interrotte. è “L’isola della Grand Jatte” (nella Senna, luogo di ritrovo anche grazie ad un famoso ristorante lì collocato, venne usato come fonte di ispirazione anche dai puointilliste). In questo quasdro riscontriamo una visione un po romantica per l’acqua: il riflesso infatti è diverso da quello che riflette e le pennellate sono fitte e minute. Per le ombre usa anche il nero come i macchiaioli. Inevitabile è il confronto con Monet: questi è innovativo, il riflesso ha la stessa importanza del riflettuto, la pittura è accostata, la tecnica abbozzata e le ombre colorate; Sisley è invece ancora legato alla visione romantica, il riflesso è ben differente dalla realtà, il nero per l’ombra è evidente nelle case. Egli poeta dell’Impressionismo per il suo amore per la natura denota un’emotività puramente romantica, lontana dalla sperimentazioni di Monet (no prospettiva, colori, ecc.). In seguito alla precedente opera, giovanile, la sua tecnica matura e si avvicina a Monet. Basti vedere “La neve a Louvcliennes” In questo quadro è ben evidente la pittura abbozzata e la tecnica pittorica ad accostamento che ben traccia i fiocchi di neve, creando un senso di ovattamento generale. Uso di molti colori, ma non più il nero, visione oggettiva.


Sisley era anche molto interessato agli studi sull’acqua: “Inondazione a Port Marly” dove ogni anno andava a dipingere il paese inondato dal fiume. Lo stile è vicino a Manet e accurata è la rappresentazione dell’acqua (trasparente). Pierre-Auguste Renoir pag.87 - 109 Renoir aveva un passato come decoratore su ceramiche e rimane quindi fedele all’ordine e alla ricercatezza, a pennellate piccole, accostate, più accurate e precise di quelle di Monet. La fase clou è quella degli anni 70 mentre quella della crisi è quella degli anni 90. Renoir si ammala di artrite reumatoide ma continua a dipingere fino alla sua morte facendosi legare i pennelli ai polsi, pur non riuscendo a camminare continua a dipingere, per lui l’arte era tutto. La pittura è gioia, per questo i suoi personaggi sono tutti gioiosi, egli non è un grande paesaggista, gli piaceva rappresentare le persone parigine in luoghi di divertimento e atteggiamenti felici: “La colazione dei canottieri” e “Moulin de la Galette”, che ritraggono momenti di vita reale particolarmente gioiosa. Le Moulin de la Galette pag.109 Ritroviamo qui tutte le caratteristiche principali di Renoir: l’en plein air di una scena corale e gioiosa, senza linea di contorno, non ci sono vere e proprie costruzioni prospettiche, è tutto abbozzato fin dal primo piano. I personaggi a sinistra che ballano sono ballerini professionisti reali ritratti anche da Tolouse-Lutrec; l’uomo si chiamava Valentine, soprannominato “il disossato” e la donna una ballerina del Mouliné Rouge. Le pennellate sono rapide e accostate, ma ordinate (si vede ciò molto bene nei visi) e le ombre colorate. Gli impressionisti si ritrovavano al Caffe de Gerbois dove decidevano le varie regole e facevano le loro discussioni: una di questa fortemente voluta da Renoir è l’introduzione delle ombre colorate. Renoir inoltre era particolarmente interessato all’effetto della luce del sole che passa attraverso le foglie mosse dal vento; si vedono quindi chiazze di luce e ombra (vedi schiena uomo in primo piano). Gli occhi ridenti e vivaci ben evidenziati sono tipici di Renoir. Il taglio fotografico come a dire “al di fuori la realtà continua” discende dall’idea della finestra sulla realtà e dalla visione oggettiva di Courbet. Canottieri a Chatou pag.111 Il quadro è degli anni 70. I canottieri sono un tema ricorrente in Renoir. Le pennellate sono accostate, c’è molto paesaggio ed è molto luminoso. Effetto cangiante dell’acqua, pennellate accostate, ombre colorate e studio colori. “Canottieri a Chatou” è antecedente a “La colazione dei canottieri” dove i personaggi sono più rifiniti (c’è quindi un’evoluzione). Quest’ultima opera è di fine anni 70. Ritroviamo anche il taglio fotografico. Nudo al Sole o Gusto di donna al sole (fotocopia) Eseguito nel 1875. Quando Renoir ha presentato questo quadro al Salon, la critica ha detto che il viso della donna sembrava in putrefazione considerando che le pennellate sono molto accostate . Ci sono chiazze di luce, pennellate rapide, e nel complesso è tutto molto abbozzato, ombre colorate. L’effetto di luce è reso attraverso le fronde degli alberi. L’opera è del periodo clou, un anno dopo la mostra ufficiale. Le Bagnanti pag.157 La “Bagnante seduta” è più rifinita nel corpo, c’è già più consistenza rispetto al “nudo al sole”, ma il vero cambiamento è nella linea di contorno delle Bagnanti. In questo periodo Renoir è in crisi (siamo nell’84-87), come gli altri impressionisti, perché sta subendo la critica anche dei loro sostenitori (Zola). Egli fa un viaggio in Italia dove ha visto le opere del Rinascimento italiano. I corpi infatti sembrano rinascimentali, ben rifiniti, con una linea marcata, ma la natura è impressionista. La scena è gioiosa. Edgar Degas pag.112 Egli faceva parte del secondo gruppo di Impressionisti assieme a Cezanne. Riteneva necessaria una prima impressione dal vero, ma poi questa andava fissata nella memoria per poter dipingere in seguito solo il meglio (filtrare il ricordo). Egli si aiuta anche con del materiale fotografico, faceva posare i personaggi come nelle fotografie; altre volte restava dietro le quinte, gli piaceva ritrarre lo stupore delle persone e le loro sensazioni reali (come stupore del pubblico durante uno spettacolo). Una dei mondi da lui privilegiati era quello delle ballerine; spesso le dipingeva mentre si preparavano o durante le prove. È stato il più grande organizzatore delle mostre autogestite ed era contrario ad esporre al Salon perché sarebbe significato tradire lo spirito dell’Impressionismo. La sua formazione è accademica (copia le grandi opere dai musei), poi conosce Monet. PERIODO DELLA FORMAZIONE La classe di Danza pag.112 della serie delle ballerine Egli era interessato ad una sintesi di moto e spazio: allo studio spaziale si aggiunge l’interesse di fissare gli attimi di movimento. Spesso faceva prima la fotografia e da lì traeva lo spunto per il suo quadro, fissava l’impressione e ricavava il bozzetto. Studiava molto il punto di vista, in quest’opera la prospettiva è molto accentuata, si viene a creare un imbuto prospettico. Si può notare il maestro in piedi nel salone e attorno le ballerine che provano. Ben studiati sono gli effetti di luce e controluce. I raggi del sole entrano dalla finestre e illuminano i vestiti di alcune


allieve, lasciandone altre in ombra. Le pennellate sono rapide anche se si vede meno la pennellata accostata, non sperimentale come quella di Monet e Renoir. Le ombre sono colorate e non c’è linea di contorno. L’absinthe pag.112 Opera del 1876, ispirata alla “Sala delle agitate” e alla tavolata che là troviamo in un particolare scorcio prospettico. I due personaggi rappresentano due persone perse, emarginate: una prostituta e il suo protettore (pappone) entrambe alcolizzati. In realtà essi sono due attori che recitano una situazione tipica dei caffè parigini dell’epoca. Egli vuole mostrare il degrado fisico dovuto agli sguardi persi nel vuoto e accentuato dal degrado ambientale. Grande attenzione è data anche alla composizione, in diagonale come nell’opera di Signorini; l’occhio corre verso i tavoli, viene guidato sulla bottiglia e poi passa sulle persone. Molto particolare è il taglio fotografico: lo spettatore sembra trovarsi sul tavolino di fronte alla coppia (egli è realmente nel quadro), infatti vediamo un angolo del tavolino (in basso), l’unica parte che potremmo vedere se fossimo lì, solo una parte della scena. C’è anche un rapporto coloristico: il colore della prima bottiglia è lo stesso del colletto della donna mentre il liquido rosso della seconda bottiglia è lo stesso dela gonna della donna. Degas vedeva l’arte e la fotografia come un modo per entrare in contatto con il prossimo in quanto non riusciva a relazionarsi in modo normale. Gli anni 80 sono quelli della sua ultima fase. In questo periodo si dedica esclusivamente a ritrarre le donne (da modelle a prostitute) mentre lavorano o si vestono. Serie ricorrenti sono quelle delle “Stiratrici”: la tecnica è ancora rapida, studio luce e particolari composizioni, si vede la fatica del lavoro. La sua principale intenzione era quella di fissare i momenti della vita quotidiana per entrare in contatto con il mondo femminile; con questo intento era solito fare anche delle fotografie degli atteggiamenti e dei gesti della vita femminile di ogni giorno, da qui appunto la serie delle “Stiratrici” e delle “Lavandaie”. Spesso conservava le foto nello studio e poi ne faceva i quadri (rimaneva così anche il taglio fotografico). “donna cha si spugna nella vasca” pag 113 Tecnica con pennellata rapida e giochi di luce. la composizione ha ancora una volta il taglio fotografico, si serve delle lastre fotografiche come fece tolouse lautrec. Le ombre sono colorate. Il rappresentare questo tema delle donne era un modo per entrare in ontatto col mondo femminile, per la sua angoscia esistenziale. La vasca da bagno (fotocopia) Per quest’opera ha usato il pastello (con questa tecnica lavorava anche sulle lastre fotografiche pag.90). Lo scorcio è prospettico, riesce a creare particolari effetti di luce ben sfumati. Il segno del pastello è rapido e quasi accostato. La donna è curva sulla tinozza. Le donne che fanno il bagno come le “Stiratrici” e le “Lavandaie” sono quasi una serie. Paul Cezanne pag.87 e da 114 Faceva parte del secondo gruppo di Impressionisti, la sua formazione come quella di Degas è accademica, studia infatti le opere dei grandi maestri del passato. È considerato come l’artista di confine tra Impressionismo e Postimpressionismo, infatti con lui cambia la visione artistica. Fino ad ora, in un’epoca dominata dal Positivismo e dalle grandi scoperte scientifiche (studi sull’ottica), la visione artistica del gruppo era basata sulla scienza, basti pensare allo studio delle pennellate accostate. Cezanne non fa tutte le opere en plein air, un po’ come Degas che filtrava la realtà col ricordo e la memoria e si aiutava con materiale fotografico. Ma in più dei compagni egli ha il fatto di essere anche filosofo, infatti in lui è molto viva la discussione sul senso della pittura e dell’essere; l’impressione doveva essere rielaborata e interiorizzata. La poetica dell’Impressionismo si basava sulla rappresentazione di una realtà oggettiva anche attraverso basi scientifiche; nella sua seconda fase Cezanne rielabora queste teorie su basi filosofiche: l’impressione ricevuta dalla realtà deve penetrare nella coscienza dell’uomo ed essere integrata con le sue conoscenze. La seconda fase di questo pittore anticipa la visione della realtà che aveva il Cubismo. La visione ritorna soggettiva e lo rimane anche in seguito escludendo i Divisionisti e il pointillisme. La prima fase di Cezanne è invece romantica, infatti rielabora la visione in senso di impeto, anche ideologico. La particolarità di Cezanne (quelle di Degas erano le costruzioni, punti di vista particolari e foto) è quella di rielaborare teoricamente la sua ricerca. La sua non è una pittura d’impulso, ma ragionata e curata a priori. La nuova immagine della realtà non doveva essere ricercata nell’esterno, ma nella coscienza. La visione viene interiorizzata ed elaborata proprio a questo livello. Secondo l’Impressionismo la pittura doveva rendere sulla tela l’impressione del pittore; per Cezanne si parla invece di sensazione, è sicuramente più soggettivo, la sua è una ricerca della realtà in chiave filosofica. Approfondisce quindi i contenuti e scrive anche testi per elaborare le sue teorie.


Cezanne attraversa una fase di tipo romantico. In questa prima fase usa grossi contorni e gli effetti di luce di Doumier. Tutto è più ricercato per Cezanne: la nuova immagine della realtà non deve essere cercata nell’esterno (oggettivo) ma nella coscienza (soggettivo). La sua è una ricerca di tipo ontologico, filosofico. La seconda fase è quella propriamente impressionista nella quale fa un uso particolare del colore. La casa dell’impiccato ad Auvers pag.116 Quest’opera appartiene alla fase più propriamente Impressionista. Ritrae il paesaggio con le case, in particolare a sinistra si vede quella dell’Impiccato, in cui lui stesso aveva abitato. Seppure la tecnica è impressionista, le masse e i volumi sono molto evidenti, tipica caratteristica delle sue opere. La forma della casa con il pendio del terreno della collina forma un triangolo. La stessa forma geometrica è evidente nello spaccato del paesaggio e nella roccia in primo piano. A livello compositivo quindi viene privilegiata una forma triangolare, ottenuta dall’accostamento di tali figure. Le pennellate sono meno frammentarie di quelle di Monet, più compatte e meno accostate. Le ombre sono colorate e la pittura en plein air. Quest’opera partecipò alla prima mostra storica del gruppo. Il monte tagliato dalla ferrovia pag.154 Come la precedente anche questa opera è degli anni 70. Le masse sono molto evidenti e le forme piuttosto semplificate evidenziano il volume. Il profilo della montagna a destra è quello del Monte S. Vittoria, riprodotto più volte dall’artista, quasi come un’ossessione perché secondo lui non veniva mai bene. La pennellata accostata si distingue bene, ma è meno accostata rispetto a quella di Monet. Per Cezanne la realtà è parallela a quella creata nella sua mente. In una lettera scritta ai suoi amici Impressionisti è ben spiegata la sua ricerca filosofica, la sua interpretazione della realtà attraverso la filosofia. Seppur il Cubismo è più razionale e riflettuto, trae sicuramente spunto da queste tematiche. Le masse volumetriche che egli vuole dipingere sono sia parte del paesaggio che delle forme geometriche. Esse fanno parte della nostra cultura, sono strumenti che noi abbiamo in mente, che derivano dai Greci. Nel momento in cui guardiamo la realtà la riconduciamo necessariamente alle sue forme volumetriche, presenti nella nostra mente. Ogni oggetto viene associato alla sua forma e quindi anche alle mostre conoscenze, infatti lo inseriamo nella nostra matrice cognitiva e poi lo riproduciamo su tela. Un po’ come la classicità da un lato, fa riferimento a conoscenze del passato, quindi acquisite a priori. Le forme geometriche sono strumenti mentali con cui si vive l’esperienza reale, forme con cui l’uomo ha passato lo spazio. Ed è proprio a questi strumenti mentali geometrici che lui fa riferimento per rappresentare la realtà. La terza fase di Cezanne coincide con la ricerca filosofica e della geometrizzazione: Natura morta: mele e biscotti pag.118 Questa è la prima opera di questa seconda fase, anni 80. La rotondità delle mele è accentuata, sono sfere, il taglio è fotografico ed è ancora visibile una leggera tecnica Impressionista nonostante sia accentuata la filosofia e la geometrizzazione. Ci sono due punti di vista diversi: le mele sono viste frontalmente, mentre il tavolo e il piatto sono visti dall’alto. Come i Cubisti guarda la realtà da punti di vista diversi e la rappresenta nell’opera. A livello coloristico intorno alle mele ci sono toni azzurro-violetto, ripresi anche nel tavolo e sullo s fondo. Questo perché gli oggetti sono in rapporto con lo spazio circostante e non a sé stanti. L’azzurro è la presenza dell’atmosfera: ogni oggetto a livello della conoscenza è percepito come inserito nello spazio; non bisogna avere uno schema prospettico nella mente , non ci deve essere la prospettiva a priori ma la mia coscienza agisce nel momento in cui guardo la realtà. Spesso nelle sue opere troviamo uno stretto rapporto coloristico terra-cielo, cielo-terra perché ogni oggetto è percepito nello spazio a livello della coscienza. A livello dei colori esprime i toni dello spazio per dare una visione globale, l’oggetto è in rapporto con lo spazio circostante. Cezanne parla di sensazioni, non è oggettivo, la sua è una ricerca sull’essere e sul rapporto della globalità con lo spazio. La pennellata nelle sue fasi è sempre simile, (abbastanza pesante) quello che realmente cambia è la composizione. Giocatori di carte pag.119 Questo quadro è uno dei pochi interni di Cezanne con anche una tematica sociale, egli infatti privilegiava i paesaggi. Egli era un pittore alienato, chiuso in sé stesso, isolato e ossessionato dalla ricerca filosofica. Qui l’analisi formale corrisponde all’introspezione psicologica. Il giocatore a sinistra è in attesa, mentre quello a destra sta scegliendo la carta. Per far capire le differenze tra i due, quello a sinistra viene più geometrizzato, è in attesa, vuole sottolineare la fissità psicologica. Quello a destra è più vivace, mosso, meno statico e non rilassato, quindi è meno geometrizzato, i colori sono più vivaci e la tovaglia è più ondulata dal suo lato(= mobilità psicologica ->no geometrizzazione). Le grandi bagnanti pag.120 La composizione è molto geometrizzata. La composizione è piramidale, vi è infatti un grande triangolo formato dagli alberi, con all’interno altri due formati dai due gruppi delle donne. A livello compositivo i corpi e le masse


sono semplificati e queste ultime sono volumetriche. Le ombre sono colorate, i colori delle donne sono nel cielo e viceversa, sempre perché vuole esprimere la sensazione a livello della coscienza e dare una visione interiorizzata della realtà. Lo spazio è visione della coscienza, è unico ed ingloba tutto e quindi anche a livello coloristico i colori sono mischiati. La montagna Sainte-Victorie vista da Louves pag.121 Il concetto è lo stesso espresso per l’opera precedente. I colori sono mischiati e lo studio della luce volto a raccogliere ogni vibrazione luminosa è vicino agli Impressionisti. Dal punto di vista coloristico le pennellate sono dei tasselli, come in un mosaico appoggiate e alternate di diversi colori; un modo per esprimere la sua concezione dello spazio. Questa è sempre la montagna della ferrovia, ma da un altro punto di vista. MOVIMENTO DEI POINTILLISTE Si chiameranno anche neoimpressionisti in quanto approfondiranno l'oggettività: portano all'estremo lo studio scientifico (la pennellata staccata era giustificata dall'ottica perché sulla retina l'immagine si completa). Avevano letto poi le scoperte di Chevreul (pag 143). Chevreul diceva che ogni colore influenza quello vicino, rispetto al colore complementare; i pittori pointillisti facevano puntini accostati di colori tra loro complementari, perchè il contrasto da più luminosità. George Seurat Bagno ad Asnieres pag 121 -Ci si orienta nel rilancio del programma impressionista -Si pone la questione del rapporto arte-scienza tipico del Neoimpressionismo, analizzato da Seurat attraverso i puntini -Tecnica molto precisa determinata dal progredire dei mezzi meccanico scientifici -Le figure sono particolari: mentre i puntini sono presenti nel paesaggio non sono presenti nelle figure. Le figure sono semplificate e geometrizzate . -C'è molta luminosità dovuta al contrasto dei colori. C'è il chiaroscuro, le figure non sono dinamiche ma ci danno un'idea di fissità -Alla fine l'effetto è surreale perchè questo seguire la scienza in modo esasperato significa non essere realistici Una domenica d'estate alla Grande Jatte -Seconda grande tela di Seurat è dimostrativa e dichiarativa del rilancio del programma impressionista -La tematica è impressionista: giornata di sole e di vacanza sulle rive della Senna -Lo spazio è un piano; la composizione è formata da verticali e orizzontali e le ombre formano angoli retti. C'è quindi geometrizzazione; -La luce non è naturale, ma innaturale perchè irregolare e perfettamente regolare anche la forma che prende -Nella gonna i puntini sono blu e arancioni. Questi colori sono complementari -E' tutta fatta di puntini (al contrario del Bagno di Asnieres) -Le figure sembrano ritagliate, semplificate e incollate sul piano prospettico (sembrano manichini). -Si vede molto la luminosità dovuta al contrasto di colori complementari. L'opera non è dinamica: anche la bambina che corre col cane non ci da impressione di dinamicità. -E' stato preceduto da diversi studi (prima l'aveva fatta a tasselli ma non era stato contento). -La bambina e il cane anche se stanno correndo sembrano bloccati a causa della troppa geometrizzazione. Come in Piero della Francesca l'opera è realizzata in sezione aurea: dove la donna con l'ombrello divide in due parti l'opera e inoltre è media proporzionale tra essa e l'altezza complessiva. Il bordo della giacca divide il dipinto in sezioni aureee. Non solo le figure ma anche il quadro segue la proporzione della composizione aurea c'è quindi troppo costruito quindi surreale. Signac Ingresso del porto di Marsiglia -Fa dei tasselli più grandi di Seurat. Assomiglia quindi ad un mosaico (ogni pennellata è un tassello) -Accostamento dei colori complementari (giallo-viola nelle vele, rosso-verde in basso). -Effetto di luminosità molto bello reso dai colori complementari -Vibrazione della luce -Le forme sono geometrizzate -Lo stimolo visivo sarà preso come spunto dai Fauves -Invece dei punti piccoli usa tasselli grandi La sala da pranzo (Internet) -Taglio fotografico (c'è un tavolo al quale sembra di essere seduti) -Effetti di luce e ombra -Completamente realizzata in arancione e viola


-Sembra surreale DIVISIONISMO -Alla fine dell'800 con lo sviluppo dell'economia industriale si spiega questo lo slancio progressista anche in campo artistico -Secondo alcuni critici i divisionisti avevano visto i puntinisti mentre altri che erano arrivati alle stesse conclusioni indipendentemente -è una ricerca autonoma -I principali pittori divisionisti sono: Previati, Segantini, Da Volpedo -E' una ripercussione del Neoclassicismo per la ricerca scientifica (o puntini o filamenti di colore) ma non hanno comunanza di intenti, non hanno gli stessi obiettivi. -L'arte non è una ricerca come in Seurat e Signac e non hanno compiuto “l'esperienza”. -Segantini usa filamenti di colore, Pellizza macchie di colore come Seurat -Le cattive madri di Segantini (era stato in orfanotrofio) vengono trasformate in alberi -Nel “terzo stato” ideologia romantica e sociale -Non hanno obiettivi comuni e quindi sono un po disgregati. Segantini usa istanze più simboliste e si interessa di paesaggi agresti, molto belli dal punto di vista dei colori (Ave Maria e Le due madri). Pellizza da volpedo Il quarto stato È un’opera molto grande tutta fatta a puntini. La prese dal vero e alcuni modelli sono ancora in vita. L’ideologia di questo quadro è di tipo romantica e sociale. Panni al sole -Si vedono i colori complementari (giallo-viola), tecnica già usata dai puntillisti. Segantini Predilige i filamenti di colore ma fa opere più simboliste. Si interessa molto anche di paesaggi Ave Maria in trasbordo C'è la simbologia, discorso della maternità (tema ricorrente) e a livello formale l'ovale dell'imbarcazione richiama l'uovo che da la vita. La luce e il gioco di riflessi sono fatti con filamenti di luce; anche i riflessi dell’acqua sono fatti a filamenti. Presenza del controluce. Nell'ambito del divisionismo si formano Balla e Boccioni. GAUGUIN Si forma in ambito impressionista infatti partecipò a una delle loro ultime mostre. Ebbe una crisi esistenziale per via del suo lavoro di impiegato e decide così di darsi all’arte. Sente che la metropoli non fa per lui e decide di evadere e mollare tutto per partire per dei pellegrinaggi: ovviamente il matrimonio va a rotoli. Dell’impressionismo rimane il fatto che l’ambiente e la realtà sono importanti per l’ispirazione ma essendo nel post impressionismo, la realtà viene vista con gli occhi della mente, con l’immaginazione e la memoria. Mescola spunti presi dalla realtà, li filtra con la memoria, li rielabora e li esprime sulla tela. Il processo artistico di Gauguin è così riassumibile: 1- Vedo la realtà 2- Devo filtrare la realtà con la memoria e la rielaboro con l’immaginazione. Gauguin sviluppa dei “periodi” di produzione così suddivisibili: 1.PERIODO BRETONE 1886 - periodo della formazione; - fascino per cultura arcaica - miscuglio tra cristianesimo e superstizione e diverse etnie - tecnica del cloisonnisme - influenza arte giapponese - colori come simboli Gauguin compì una prima fuga in Bretagna e in questa fase formerà il suo stile principale. Si recò a Pont-Avene e qui entrò in contatto con un altro artista Emile Bernard e con questo creò un nuovo stile detto “CLOISONNISME” ispirato dalle grandi vetrate delle cattedrali gotiche (cloison era il contorno metallico di queste vetrate) e basato sull’uso di campiture piatte di colori uniformi e ampie delimitate da contorni marcati. In Bretagna vi era una cultura ancora rurale ed arretrata perfetta per la ricerca di Gauguin di luoghi non contaminati dalla modernità e dalle metropoli dove secondo l’artista veniva impedita l’immaginazione ed il suo agire. Gauguin infatti sosteneva che l’espressività si manifestava meglio dove non vi era il colonialismo ovvero una imposizione della modernità forzata. “Visione dopo il sermone : Giacobbe e l’angelo” pag 214


Deriva da un episodio della Bibbia. Vediamo le contadine vestite in modo tipico Bretone che dopo al sermone hanno una visione (in mezzo alle contadine ritroviamo anche il prete che coincide con l’autoritratto del pittore che vi ci si identifica) . Alle contadine sembra concretizzarsi ciò che hanno sentito durante al sermone e vedono dunque l’angelo che lotta con giacobbe. Nella visione di questo dipinto osserviamo un certo salto prospettico assieme ad un chiaro riferimento alle stampe giapponesi per via dell’albero in diagonale e la visione dall’alto. Non vi è dunque una profondità di spazio e nemmeno di tempo poiché tutto è rielaborato dalla memoria. Non mancano le campiture piatte ed i contorni marcati. Ritroviamo numerosi elementi che rimandano alla rielaborazione della realtà attraverso la memoria: la contadina a sx sembra una indigena con tratti somatici esotici ( infatti questo è un ricordo di un viaggio in Martinica). “Cristo Giallo” pag 127 Ai piedi del crocifisso ritroviamo le contadine Bretoni al posto delle 3 marie. Ritroviamo le campiture piatte di colore attornate da evidenti linee di contorno. Il colori sono simbolici: il giallo rimanda alla sofferenza, il rosso degli alberi rimanda alla passione e gli altri colori irreali sono dati dall’immaginazione. Le forme sono sempre semplificate poiché si ispirò ad un crocifisso arcaico romanico antico dove anche li le figure erano semplificate. Questo rifarsi alle forme semplificate delle opere d’arte antiche è detto PRIMITIVISMO. “Cristo verde” pag 161 Sembra riprendere una pietà da opere arcaiche. Tutto è in stile cloisonniste e stavolta Cristo è rappresentato con tonalità verdognole, sempre con campiture piatte e linee di contorno. 2. PERIODO THAITHIANO 1891-93 - luoghi sempre più incontaminati e vergini - ispirazione arti primitive: mescolanza sacro-profano - tecnica basata su colori più realistici, linea più armonica, composizione più armoniosa,forme semplificate e leggero chiaroscuro. “Natività” pag 126 Siamo in ambito thaithiano e questo quadro è la rappresentazione della famiglia sacra in chiave indigena. È un quadro alle pareti di una casupola ma diventa il sogno di questa ragazza: Gauguin si identifica con i sogni di questa ragazza esaltandone l’innocenza. La ragazza sta sognando dei pensieri propri dell’adolescenza e il totem è infatti il simbolo dei turbamenti della pubertà. Il sogno al tempo stesso è mischiato alla realtà di questa scena di natività: la realtà fisica è rappresentata dalla ragazza ce dorme mentre la realtà spirituale è data dal sogno. Dal punto di vista formale ritroviamo un cloisonnisme più dolce con linnee di contorno presenti ma meno evidenti, i colori complementari con un accenno di chiaroscuro. Attorno alla testa della ragazza vi è come un alone luminoso giallo simbolo della purezza e che è anche colore complementare del viola a cui è abbinato nel dipinto. “ ta matete(noi andiamo al mercato oggi)” pag 128 Scompare qui la linea di contorno ma vi è una ricchezza di colori impressionante e più vivace rispetto al periodo bretone. Come in natività le figure sono più realistiche . Questo periodo per Gauguin è uno dei più felici anche se non riesce a sfondare e rimane in miseria. Per via della difficoltà economiche e la morte della figlia andrà in depressione. “Da dove veniamo? Chi siamo?Dove andiamo?” pag 160 È quasi come un testamento prima del suicidio. Scrisse su di una lettera che su questo cartone (non è una tela) era stato fatto il disegno preparatorio e successivamente su di una tela grezza, aveva dato sfogo ai suoi pensieri . è dunque un’opera simbolica che vuole percorrere come una arco della vita che va da dx a sx. a dx infatti ritroviamo un bambino in fasce, al centro un ragazzo che raccoglie i frutti della vita e che rappresenta la gioventù, mentre a sx c’è una vedova che è in atteggiamento depresso (aspetto negativo e di rassegnazione) e rappresenta la vecchiaia . La composizione è molto complessa e fitta e comprende simboli pagani e molte altre figure misteriose. Le due donne che parlano e passano sullo sfondo a dx rappresentano il disinteressamento per il prossimo . Gauguin era malato di sifilide, soffriva di alcolismo e altre malattie cardiache, ingerì dell’arsenico che non riuscì a provocargli la morte. Il pittore morì infatti poco dopo nelle isole Marchesi e dopo qualche anno dalla sua morte cominciò ad avere successo.


Gauguin introduce i Fauves e sfruttando l’immaginazione e la rielaborazione di sensazioni provate precedentemente. VAN GOGH Fu un autodidatta: inizialmente lavorava, poi seguì una scuola di evangelizzazione a Bruxelle dove andava a predicare a dei muratori, ma venne respinto perché si era troppo immedesimato con loro. Per questo motivo van gogh si sentì sempre più alienato e per questo cominciò a dipingere, e grazie alla pittura riuscì a buttare fuori le sue ansie e problemi fino però ad arrivare al suicidio (con una rivoltella in un campo di letame). Per Van gogh l’arte è spettacolo della sua vita: siamo nel post impressionismo e quindi ritroviamo una visione soggettiva ; la realtà che van gogh rappresenta è una realtà interiorizzata e quindi molto deformata caratterizzata da una linea tormentata. C’è molta morale nelle opere i van gogh perché aveva bisogno di buttare fuori i sentimenti e le emozioni. Nelle sue opere vediamo quello che sente . la linea di contorno è il confine tra lui e gli altri ed è il segno della sua estraneità dal mondo esterno. La produzione amplissima di van gogh si suddivide in 3 fasi: 1.FASE OLANDESE - ispirazione da Doumier e Millet - quadri monotoni e cupi (poca luce) - tematica del lavoro legata alla sua origine di predicatore (ispirandosi a Millet eseguì numerose rappresentazioni del seminatore) “mangiatori di patate” pag131 Ritroviamo subito uno degli stilemi principali di Van Gogh, ovvero la linea deformante. I volti dei personaggi sono infatti deformati e le mani nodose per il troppo lavoro. È un’opera di denuncia sociale come molti altri quadri di questo periodo e che rappresentano personaggi di ceti meno abbienti (Da notare che al tempo era scandaloso rappresentare cibi ed alimenti poveri). La prospettiva è traballante e ritroviamo i classici colori cupi di questa fase e la linea tormentata. 2.PERIODO PARIGINO (1886-1887) Van gogh lascia l’olanda perché come Gauguin si sentiva escluso e si sposta a Parigi dove il fratello era già inserito nel commercio d’arte. Qui cambia il suo stile poiché influenzato dagli impressionisti , dai loro colori vivaci ed espressivi e anche violenti; qui maturerà il divisionismo a pennellate a costate (perché ha visto le opere dei pointillisme). -non più opere di impegno sociale -cambio dei soggetti delle opere: passa a rappresentare -tecnica pittorica vicina all’impressionismo con colori accesi e accostati per contrasto e pennellate a costate 3.PERIODO DI ARLES (1888-1889) Conosce gauguin e fonda con lui una scuola di pittura ad arles. La collaborazione tra i due pittori è resa evidente nel “vaso con girasoli” (pag 130) dove ritroviamo una linea ondulata, una linea di contorno e le campiture piatte. Nell’87 van gogh aveva maturato la tecnica divisionista molto marcata: nell’anno successivo a questo divisionismo aggiunse la campitura piatta e una linea di contorno presa da Gauguin. I due artisti però litigano per una prostituta ed è in questa occasione che van gogh si tagliò l’orecchio . si evidenziano dunque le principali differenze tra questi due pittori: Gauguin era una persona molto più meditativa e riflessiva mentre Van gogh decideva di getto, era impulsivo e con l’abbandono del progetto della scuola peggiora perché ci credeva davvero. “ritratto del postino roulin” pag 129 Ritroviamo la solita linea di contorno : van gogh vuole rifare la realtà attraverso questi disegni marcati, attraverso l’arte vuole ricreare la realtà perché lui non riesce a viverla: vuole riappropriarsi della realtà. Ecco il perché della barba così ispida e la linea di contorno. Il ritratto non ha alcuna valenza di interesse sociale bensì è un pura e semplice rappresentazione della realtà. La linea è molto tormentata e i colori molto marcati . “camera da letto” fotocopia È la camera della sua residenza ad arles. Ritroviamo solo colori fondamentali e complementari. La prospettiva non è definita. Si può fare anche una analisi psicoanalitica: la finestra socchiusa è simbolo dell’attesa del ritorno di Gauguin. Dopo il periodo di arles van gogh peggiora e si fa ricoverare ma continua a lavorare. Ecco alcune delle opere di questo periodo: “strada con cipresso” PAG 130 e “cielo stellato” dove è evidente la tecnica divisionista; le pennellate si organizzano come dei vortici e i colori sono accesi e carichi.


Nella fase dopo arles van gogh dipinge diversi autoritratti per via della sua crisi di identità e la ricerca di se stesso. Tra questi abbiamo (a pag 163) quello del 1889 in cui ritroviamo la tecnica divisionista con pennellate circolari e a costate che assomigliano alle opere del neoimpressionismo, assieme ai colori complementari. Van Gogh muore nel 1890 ed era partito dall'Olanda nel 1886, in soli 4 anni produce più di 400 opere perchè sentiva il bisogno di lavorare. Nella sua ultima fase le pennellate vorticose prefigurano la fine che si vede ancora meglio nel quadro “I corvi”. Da li a poco infatti Van Gogh si sarebbe sparato un colpo di pistola, morendo in un campo di letame. I NUOVI MATERIALI Le costruzioni in ferro e in conglomerati plastici non è una invenzione moderna, infatti , per esempio, i primi ponti in ferro battuto si ebbero già a fine 700. Le condizioni che portarono all’impiego di ferro e del cemento come materiali di costruzione sono: 1.la loro produzione in grandi quantità e a basso costo; 2.il loro facile trasporto; 3.la loro qualità di essere materiali portanti; 4.l’economia nel tempo e nel costo delle costruzioni; 5.il progresso della scienza delle costruzioni e del calcolo matematico dei carichi e delle spinte; 6.la formazione di scuole specializzate per ingegneri. PAXTON “Il palazzo di cristallo” pag 93 (Inghilterra) Fu il primo edificio che sfruttava il ferro e il vetro come prefabbricati e fu costruita per una esposizione universale. Era possibile smontarlo e ricostruirlo(infatti fu smontato e ricostruito diverse vole). Aveva ancora forme tradizionali come le volte a botte e le colonne classiche, etc.. LABROUSTE “Biblioteca nazionale” pag 93 (Francia) L’intera costruzione è in ghisa, la lega più economica del ferro (dall’altoforno esce la ghisa e per riprodurre il ferro ci vuole un procedimento ulteriore che alzava i costi; per costruire l’acciaio basta togliere il carbonio). Questa sala era dunque innovativa nei materiali ma aveva ancora forme tradizionali (es colonna con capitelli ma fatti in ghisa). GIUSEPPE MENGONI “Galleria Vittorio Emanuele” pag 93 (Italia) Costruita con prefabbricati di ferro e vetro con forme eclettiche, ovvero con stili tradizionali mescolati tra loro (es lesene e frontoni). MURATURA TRADIZIONALI + NUOVI MATERIALI EIFFEL “La tour Eiffel” Parigi Eiffel inventò una forma nuova: è una specie di dardo che si lancia verso l’alto e vero il futuro. Costruita in acciaio dolce, con poco carbonio, ha una forma slanciata, dovuta ad una forte spinta ascensionale. La torre Eiffel non celebra un passato, non ha nulla di monumentale e non aspira alcuna ideologia: annuncia il futuro. IL CALCESTRUZZO: deriva da quello romano ed è una pietra artificiale di malta di cemento (=cemento, acqua e sabbia) aggiunta a pietrisco e ghiaia. Utilizzare questo materiale significava non più sovrapporre elementi solidi, ma colare materia liquida dentro forme cave. Le prime strutture in cemento armato erano nascoste da elementi classici o altro e ci vorrà tempo prima che vengano scoperti questi nuovi materiali (diventa un problema stilistico). A questo materiale di costruzione deve corrispondere una morfologia appropriata: la forma architettonica nasce in negativo e si presenta con una forma compatta e continua. Questa forma si prestò benissimo a realizzare i nuovi formali tipici dell’art nouveau (nell’art nouveau è la funzione che determina la forma). Successivamente si cominciò a fare esperimenti come inserire aste di ferro dentro al calcestruzzo . il binomio acciaio-calcestruzzo è perfetto perché hanno entrambe i materiali, uguale coefficiente di dilatazione termica. Il calce strutto si abbina ai tondini di acciaio che col caldo si dilatano allo stesso modo evitando la formazione di crepe. Il primo ad aver fatto degli esperimenti e realizzazioni in cemento armato fu HENNEBIQUE che ideò una tecnica che permetteva di collegare monoliticamente (cioè in una colata di cemento) pilastri, pareti e solai. L’altro architetto ed ingegnere che lavora in questo modo fu Perret. MODERNISMO La prima fase del Modernismo è legata all’inghilterra con MOrris. Per Morris l’arte doveva diventare un qualcosa di politico: anche le persone meno abbienti dovevano poter usufruire delle opere d’arte. Forma una società per privilegiare il lavoro artigianale poiché voleva creare un mercato in grande scala di prodotti di valore e di raffinatezza. Fallisce però questo progetto perché i prodotti vennero acquistati solo da una elite. Il modernismo in italia prende il nome di Stile Liberty. Nel modernismo venne privilegiato lo stile floreale e il giapponismo. Morris era un pittore dilettante ed era un sostenitore dei preraffaelliti.


Come elemento formale il modernismo prediligeva la linea sinuosa ed asimmetrica. Ma l’Art nouveau coinvolge tutta l’architettura ma anche l’arredamento , gioielli, abiti ed oggettistica. Gli architetti dell’art nouveau vogliono usare tutti i nuovi materiali come ferro, cemento armato,il vetro, in modo proprio, non per nasconderli. Questi materiali sono usati a scopo strutturale e non vengono nascosti da decorazioni. P.WEBB “la red house” ha una composizione elementare con una assenza di decorazioni. -continuità con la tradizione locale. BARONE HAUSSMANN e il “piano di riforma di Parigi” Fu il prefetto di Napoleone III che dovette intervenire a livello urbanistico per ristrutturare la città( fu il tipico intervento di potere sulla figura e funzionalità urbana). È in questa occasione che si aprirono le grandi arterie del traffico francesi: i boulevard. Per fare i boulevard il barone aveva sventrato i quartieri popolari in modo da reprimere le rivolte popolari più facilmente che costruendo delle barricate, e per facilitare lo scorrimento del traffico. I poveri quindi continuavano a vivere intasati nei vecchi quartieri che i Boulevard isolavano ma non risanavano. C’è uno scontro tra la tendenza progressista che va verso i popoli meno abbienti, contro la tendenza conservatrice che era a favore delle classi più ricche. VICTOR HORTA (architettura in Belgio) Predilige il ferro e usa linee molto sinuose e spesso si ispira al mondo vegetale. “Hotel Tassel “ pag 204 Tutto l’edificio è in stile art nouveau: ringhiere, scale, pavimenti, decorazioni pareti,arredi e oggetti di uso comune. rimane però un’arte d’elite SECESSIONE VIENNESE In Austria negli ultimi anni del 1800 abbiamo la secessione viennese ovvero uno staccarsi dall'arte accademica. Questo gruppo è formato da pittori come Gustav Klimt assieme ad architetti importanti come Otto Wagner e l'allievo Olbrich. OTTO WAGNER Era legato alle forme neoclassiche. Stazione della metropolitana pagina 197 Assomiglia molto ad una volta a botte con piastrelle e capitelli è tutto abbellito da decorazioni dorate. Quest'opera ispirerà Holbrich per la sua "casa della secessione". Sia nelle stazioni e nelle opere successive vediamo come le parti strutturali sono in parte tradizionali e in parte in cemento. Casa della maiolica E' una casa residenziale con facciate tutte fatte di piastrelle che componendosi danno vita a un motivo floreale HOLBRICH Palazzo della secessione pagina 194 Holbrich rinuncia ad ogni tipologia e morfologia tradizionale e porta in architettura la scioltezza lineare e coloristica della pittura della secessione. Nel palazzo della secessione ritroviamo una struttura portante ma è possibile muovere i muri che non sono importanti e possono essere spostati ad esempio per le mostre che si svolgono all'interno. È caratterizzata da strutture squadrate semplici e sobrie tranne le decorazioni dorate in alto e la famosa sfera di foglie di alloro dorate che alludevano ad Apollo Dio delle arti perchè alle mostre partecipavano anche letterati. Ritroviamo sulle pareti il fregio di Beethoven che percorre tutte le pareti interne e che alludono ad un percorso che porta alla spiritualità. Fatto da Klimt GAUDì Contemporaneo alla secessione viennese è Antonio Gaudì che modella la forma architettonica con estrema libertà e fantasia. Gaudì è un capitolo a sé un personaggio particolarissimo. Appartiene al modernismo e nelle sue opere la decorazione diviene elemento portante della struttura. Gaudì fa riferimento ad arti antiche ad esempio nella Sagrada familia si ispira al gotico ma crea delle forme nuove. Sagrada familia Gaudì crea le strutture col calcestruzzo in modo da farle sembrare sculture. La Chiesa è concepita come un qualcosa in divenire come se la costruzione non dovesse mai essere finita. Doveva esprimere il sentimento del sacro del popolo spagnolo e doveva essere pagata con le offerte dei credenti. Fino ad oggi sono state realizzate due facciate e stanno costruendo la terza. Nella facciata della Natività le figure delle sculture si integrano nella struttura. Casa mila pagina 218


Questa casa, adibita oggi a museo è unica con il suo stile unico e creativo. Gaudì nel realizzarla fonde la scultura con l'architettura. I balconi hanno ringhiere modellate in ferro battuto, sono caratterizzati da pareti ondulate costruite con cassaforma in legno in cui viene colato il cemento armato. Sul tetto ritroviamo comignoli antropomorfi uno diverso dall'altro è come un terrazzo di sali e scendi e sembra quasi un luogo ludico. La facciata ondulata è stata ottenuta con un'ossatura di cemento armato, ma ricoperta di una pietra calcarea in superficie. Per casa Mila si fa più riferimento all'espressionismo: ricorda Miro e Klimt in alcune parti. Viene infatti accostata all'espressionismo per gli elementi ridondanti e strani; si può accostare in particolare a Klimt per alcuni particolari a mosaico colorati. Parco Guell pagina 221 Il tema di questo parco è l'integrazione reciproca tra forme artistiche e forme naturali. Il parco ha un carattere ludico. Le costruzioni sono volutamente pencolanti e sbilenche, sembrano sul punto di crollare come ad esempio nella Sala delle colonne. Sopra queste colonne oblique, frutto di calcoli statici pazzeschi uniti ad effetti avvenieristici, c'è un'enorme piazza contornata da un "serpentone" coloratissimo tutto fatto a mosaico. Gaudì ha però dei caratteri contraddittori, infatti anche se era contro l'industrializzazione, usa il cemento armato. PERRET Fu il pioniere del cemento armato. Perret sperimenta queste strutture con forme nuove che precorrono l'architettura moderna. Edificio residenziale in Rue Franklin 1902-1903 pag 197 Perret era contro l'eclettismo degli stili e usa materiali da usare per nuove forme adatte anche a mostrare questi materiali. col cemento armato crea delle sporgenze per aggiungere delle finestre. Gli appartamenti erano molto diversi e resi possibili dall'uso del cemento armato che faceva in modo che non ci fossero pareti portanti fisse. SCUOLA DI CHICAGO pag 200 Gli architetti sono educati in Europa e portano queste forme in America, dove vengono poi rielaborate. L'architettura americana dipende dall'europea fin dopo la metà del XIX secolo. L'occasionee che determina l'impegno degli architetti, quasi tutti educati in Europa, su una problematica americana è la necessità della ricostruzione di Chicago dopo il grande incendio del 1871. Tra i principali archietti abbiamo Richardson e Sullivan. RICHARDSON Fu il primo a rendersi conto che nel tessuto della città americana il fattore dimensionale aveva una importanza decisiva e che una grande massa aveva bisogno di un certo tipo di struttura Magazzini Marshall (pag 201), imponente edificio che sembra una fabbrica con delle arcate; sono proprio questi archi a tutto sesto che fanno ricondurre l'edificio al romanico. SULLIVAN riprende le arcate di Richardson e crea le prime forme che portano al grattacielo. Elaborò una struttura in cui i muri portanti fossero quelli interni grazie alquale fu possibile realizzare il primo grattacielo. L'Auditorium di Chicago ricorda l'opera di Richardson con arcate che sembrano lesene piatte una dietro l'altra. Il Guaranty Building a Buffalo (pag 233) presenta arcate ridotte (ce ne sono un pò in cima). Ha strutture di acciaio dentro che costituiscono l'ossatura portante, i muri dunque non sono più portanti, è per questo motivo che le pareti esterne sono rivestite di vetri (la funzione portante è interna). La nascita dei grattacieli è stata permessa dall'invenzione dell'ascensore, del telefono,che avevano reso più veloci e quindi economici gli spostameni e le comunicazioni. WRIGHT si forma nello studio di Sullivan però non va a studiare in Europa e crea tipologie prettamente americane. Rifiutò il grattacielo perchè si riallaccia di più al discorso di Morris e Ruskin per il concetto (neoromantico) del cottage, della casa nel bosco. Il tutto è studiato per avere un'integrazione tra casa e natura che deve essere salvata dall'industriallizazzione, l'architettura è organica e si parla quindi di razionalismo organico. Casa Robie pag 202 e pag 225 e pag 237 Siamo nel 1906-1908 e sembra una casa fatta oggi, infatti Wright è il primo a creare forme del tutto nuove. La novità è che le forme sporgono e rientrano e sono squadrate. Abbiamo delle pareti a mattoni a vista e altre col cemento a vista. All'interno non è floreale ma geometrica, ma sono comunque decorazioni. Wright usava il più possibile i materiali che trovava sul luogo, quindi al posto del cemento armato usava la sabbia del luogo (= RAZIONALISMO ORGANICO: perché usava forme che sembravano organiche e perché usava materiali del luogo). PITTURA DEL MODERNISMO KLIMT pag 210-211 Klimt era il capogruppo della secessione viennese. Klimt è consapevole della decadenza della società in cui si trova e sente profondamente il fascino di questo tramonto storico. Klimt associa l’idea dell’arte e del bello alla decadenza e del precario sopravvivere. Il suo pensiero va anche all’arte bizantina in cui si era presentata una


situazione analoga e dal quale riprende alcuni stilemi come il linearismo, colori spenti su cui prevalgono decorativismi dorati. Le tre età della donna pag 211 Si vede una mamma che tiene in braccio una bambina e una anziana. Le figure sono deformate. Sono viste in chiave angosciante: soprattutto l'anziana che si ricopre il viso . Il colore si ispira ai mosaici (uso dell'oro). Le linee deformate sia per Munch sia per Klimt preludono all'espressionismo. Fregio di Beethoven Era dentro la palazzina di Holbrich. Rappresenta un'allegoria del potere salvifico dell'arte. L'opera è quindi mirata alla spiritualità. Klimt è il cantore di una società austriaca che sta scomparendo. Si ispira anche all'arte bizantina. Fece fortuna anche come ritrattista, i visi infatti sono abbastanza somiglianti mentre il resto lo abbelliva con decorazioni floreali e per i ritratti usava una pittura tradizionale. Bacio Le teste sono abbastanza realistiche mentre il resto è tutto confuso. Prevalenza del linearismo, la linea infatti annulla le personalità e fonde la coppia. Si vede l'uso del mosaico e dell'oro. MUNCH (introduzione pag 213) Ebbe una vita travagliatissima con vita familiare tristissima. E' norvegese. Sperimenta tutte le tendenze e porta con se il sentimento tragico della vita. Munch ha collegamenti anche con il simbolismo ma per lui il simbolo è dentro la realtà, è nelle radici stesse dell’essere dell’esistenza e dell’amore che diventa ossessione sessuale: si parla quindi di realismo simbolico. Rifacendosi al pensiero di Kirchegard dell’esistenzialismo secondo la quale ciascun individuo è originale e unico ma per questo è allo stesso tempo fragile e continuamente sotto al rischio dell’annientamento, le sue riflessioni lo portano all'espressionismo che nasce in Germania. Xilografia Angoscia pag 213 Per questo quadro Munch prende spunto da Gauguin per la tendenza a servirsi dell’incisione però in questo caso alla pittura è stato sottratto con il colore, il senso della vita. La xilografia "Angoscia" fa parte di una serie di stampe con matrice in legno. I personaggi sembrano mostruosi, degli zombie vestiti anche elegantemente che vengono verso di noi. C'è un assoluto linearismo, la liena dura è dovutaa anche al dover segnare il legno. Intende esprimere la solitudine dell'individuo nella società. Urlo pag 25 Il personaggio sembra un teschio. Ne fece diversi variando i colori. La prospettiva è in diagonale. Dal punto di vista formale prevale il linearismo. Le linee delle teste sotto invadono l'ambiente circostante come quando un sasso cade nell'acqua. La disperazione pervade tutto il mondo.Nulla nella realtà ha stabilità, chiarezza il significato certo della forma , tutto ha la precarietà e l’instabilità, l’inconsistenza dell’evento o dell’immagine. Si potrebbe dire che è un cielo al tramonto, in realtà rappresenta il sangue. I due personaggi in lontananza non si accorgono dell'angoscia dell'individuo quindi c'è la solitudine dell'individuo. E' presente inoltre l'idea dell'inarrestabilità del destino. Pubertà pag 24 C'è una fanciulla giovanissima nuda che si copre con le braccia. E' un corpo acerbo che vuole esprimere la paura di crescere, del futuro, dei cambiamenti del corpo. Si mette in luce il rapporto con l'impressionismo, infatti si deve superare la visività dell'impressionismo perchè qui si scava dentro (è il periodo in cui si ha l'introspezione e la psicoanalisi). Accanto a lei c'è un'ombra gigantesca sulla parete che sembra voler fagocitare la fanciulla, incombe infatti come un fantasma ed è l'anticipazione della vita futura. Espressionismo Abbiamo due tipi di espressionismo: quello francese dei Fauves (belve) che sfocerà nel cubismo e quello tedesco che si manifesta nel movimento del Die Brucke (il ponte) che sfocerà poi nel Blauer Reiter (cavaliere azzurro). Si formano quasi contemporaneamente nel 1905. L'origine comune è l'antiimpressionismo. L'impressionismo è importante anche perchè ogni movimento successivo si è dovuto confrontare con questa rivoluzione. L'impressionismo è la realtà che colpisce, mentre l'espressionismo è la mia realtà interiore che viene buttata fuori (un po come i post-impressionisti che modificavano la realtà per la personalità dell'artista). I collegamenti filosofici dei due gruppi sono diversi, infatti i Fauves si rifanno a Bergson mentre Die Brucke si rifà a Nietsche con il discroso di essere in lotta contro la rigidità degli schemi e contro il passato. Altre radici comuni dei due movimenti (pag 12-13) è il riferirsi al primitivismo. In entrambi i movimenti le forme sono semplificate e alludono e si ispirano alle forme dei primitivi e quindi agli indigeni, all'arte vera e alle forme arcaiche (come Gauguin, infatti i Fauves vogliono rimpatriare Gauguin.Gli stessi concetti di Gauguin, li vogliono rappresentare nella loro società che deve essere libera). Anche "Il ponte" si vuole ricollegare ad una creatività più pura e meno contaminata. C'è però una differenza sostanziale: nei Fauves la spinta è positiva (l'ideale è positivo), invece il ponte ha una negatività insita infatti vivono in promisquià e usano sostanze.


Le avanguardie erano gruppi più o meno strutturati di movimenti artistici che si pongono al di fuori della tradizione. Vogliono rompere col passato e provare dei cambiamenti. Le avanguardie storiche sono quelle prima della seconda guerra mondiale: espressionismo, cubismo e fututismo. Brucke e futurismo avevano un manifesto mentre i fauves erano più spontanei e avevano solo una poetica comune. Altre avanguardie storiche sono: la metafisica, il dadaismo, il surrealismo e il Cavaliere azzurro. Per le avanguardie si parla poi di integrazione tra le arti visto che gli artisti delle diverse discipline collaborano a cose in comune. FAUVES C'è il riferimento a Bergson (pag 6) per quanto riguarda lo slancio vitale (= evoluzione creativa della realtà che di continuo si crea e si arricchisce) che rivedremo nelle opere di Matisse. Differenza strutturale dai Die Brucke: il gruppo dei Fauves non è omogeneo, è un gruppo non definito e senza manifesto, gli artisti dei Fauves sono accomunati solo da una poetica comune. Il capogruppo dei Fauves è Matisse, ma abbiamo anche Derain e Jorge Braque (allievo di Matisse) che inventerà il cubismo. Il porto di Anversa pag 6 C'è la preminenza di due elementi formali: il colore e la linea (elementi comuni a tutto l'espressionismo tedesco e francese). L'etichetta belve è stata data da un critico in senso dispregiativo. I colori sono violenti, molto intensi e non reali, infatti i riflessi sono troppo accentuati. Il linearismo è insistente ed è addirittura fatto col nero. Il periodo dei Fauves è molto breve, infatti ogni artista superata la fase fauve di 5-7 anni passa ad altre correnti. MATISSE Gioia di vivere pag 10 E' stata preceduta da numerosi bozzetti (pag 36). Si può notare l'influsso di diversi artisti come Cezanne a Gauguin, per il tema delle grandi bagnanti, tema mediterraneo. Il tema è quindi la libertà e l'armonia tra l’essere umano e la natura, evidente dalle linee sinuose è ondulate: vuole infatti esprimere l'amore libero, universale, infatti il quadro sembra un paradiso terrestre. Le forme sono semplificate e geometrizzate (come nelle grandi bagnanti di Cezanne dove però sono evidenti i volumi, qui invece ci sono tinte piatte prese da Gauguin). Le forme sono semplificate anche per il concetto di primitivismo. Le tinte sono molto intense (collegamento a Van Gogh). I colori, inoltre, sono molto vivaci, accesi e irreali anche se non danno senso di disgusto bensi una sensazione piacevole. I Fauves volevano cambiare la società, promuovevano quindi un'armonia e una libertà universale. Ci sono salti prospettici, la realtà è deformata anche dal punto di vista prospettico, considerata anche l'assenza di chiaroscuro. In fondo ci sono persone che fanno un girotondo che simboleggia una società e una compagnia piacevole, questo è il momento di gioia comune. Lusso, calma e voluttà pag 34 Il tema è lo stesso delle bagnanti. Si avverte la presenza del nudismo e dell'amore libero, la libertà quindi è espressa in tutti i sensi. Qua la tecnica è più pointilliste perchè si ispirano a Seurat e Signac (uso dei colori complementari anche per sottolineare maggiormente la lumnosità). I colori sono sempre irreali. Qui si vedono meglio le linee. La danza pag 29 Il quadro consiste in figure probabilmente femminili che ballano sul mondo c'è quindi l'idea di gioia e armonia universale come per coinvolgere l’universo. Prevalgono il colore e la linea ondulata in ogni figura. La composizione è importante perchè le figure sono connesse da una linea e ci danno il senso di allacciamento e di moto ondulatorio. Le figure sono semplificate secondo il concetto di primitivismo. Slancio vitale di Bergson (pag 7): Secondo i Fauves era possibile salvare la società attraverso l'arte, portando la società all'armonia e alla socializzzazione, sappiamo invece che siamo alla vigilia della 1° guerra mondiale (quindi il momento storico non lo consente). Il problema di Gauguin: morto nelle isole Marchesi ne rivendicavano il rimpatrio per riprodurre la stessa idea del prezzo della creatività. Le forme sono semplificate per simboleggiare le sculture e pitture africane e il fatto di partire dal nulla, dalla creatività pura non contaminata dal progresso. DERAIN Derain ebbe diverse fasi e fece diverse ricerche. Nel periodo successivo alla 1° guerra mondiale c'è un ritorno all'ordine, una regressione e fa un'opera che semba fatta da Caravaggio. L'Estaque, tre alberi pag 8 L'Estaque era un posto dove era stato anche Cezanne. Gli alberi sono fatti con colori inventati. La linea è sinuosa e ondulata. Si percepisce un po di prospettiva, Derain infatti è il Fauves più vicino all'impressionismo anche per il taglio fotografico. Derain inoltre pensava che l'espressionismo fosse un impressionismo più forzato. Ponte di Westmister pag 39 I colori sono sballati, la prospettiva è strana, la linea è curva e le forme sono deformate. Le chiatte pag 28


Si vede benissimo il taglio fotografico, c'è linearismo e colori accentuati. La visione è dall'alto e ciò è un influsso dell’uso impressionista delle stampe giapponesi. Donna in camicia pag 26 Il tema è ripreso da Lutrec, rappresenta probabilmente una modella-ballerina-prostituta. Si può fare un confronto con Marcela di Kirchner. Il tema della donna è analogo ma Marcella è più giovane, assomiglia a Pubertà di Munch, mentre quella di Derain è più matura e lo capiamo anche da alcuni tratti del viso. Le due figure sono protese in avanti con corpi appena accennati, si ha quindi la semplificazione che allude al primitivismo. Le linee sono piuttosto marcate ma nella donna in camicia sono più ondulate mentre in Marcela più spigolose e spezzate, possiamo quindi concludere che quelle del Die Brucke ci danno un senso di angoscia. Nell'opera di Derain c'è una violenza dei colori diversa, ovvero di tipo impressionista per giustapposizione di colori caldi e freddi. La mano in basso è deformata, è molto pi grande quindi le figure non sono proporzionate. La donna è consapevole della dura vita che fa; vediamo infatti le occhiaie ed un trucco molto pesante. LA BRUKE Gli artisti del Die Brucke movimento nato a Dresda (introduzione pag 11-12-13) esprimono il disagio del singolo nella società e l'abbruttimento della vita moderna. Abbiamo quindi la volontà di rifare ex novo questa società, analizzano quindi il rapporto uomo-donna su cui la società si fonda, oltre a numerosi discorsi sul sesso. Marcella è rappresentata bruta con il capo acerbo, c'è quindi il senso di una gioventù buttata via. Il brutto che rappresentano loro è il bello decaduto. Volevano una libertà più tranquilla senza sottostare al taboo della società, forze negative che imprigionavano l'uomo (come sostiene Nietsche a cui si ispirano). Il discorso del primitivismo è presente anche nel gruppo del Die Brucke ma qui le forme semplificate sono diverse dai Fauves, infatti loro primitivizzavano il discorso del lavoro. Fanno riferimento al lavoro artigianale infatti vedono nei neri la creatività pura non contaminata dalla società. Il nome Brucke era un collegamento, un ponte tra passato e futuro; volevano infatti ritrovare nel lavoro artigianale (xilografia pag 22 la fecero anche per il mafesto) un qualcosa per un futuro migliore, non il progresso che deteriora. La xilografia era un modo di comunicare con le immagini diffuso in Germania, molto popolare e radicata nella tradizione illustrativa tedesca. Nella xilografila l’immagine prodotta implicava un atto di violenza sulla materia, non è un’immagine che si libera da essa ma che vi si imprime con un atto di forza. Questo carattere è stato ripreso dall’uso del colore nella Brucke. KIRCHNER Fa anche la copertina del manifesto Marcella pag 27 Giovanissima modella, seguace del gruppo e con stile di vita alternativo. Linee aguzze e colori non reali. Ballerine pag 16 Siamo nel periodo londinese, quando l'abbattimento cresce per l'accrescimento della metropoli. Degli elementi formali notiamo che i colori sono particolarmente irreali e la linea è molto deformata e spigolosa. L'analisi spaziale ci suggerisce che non c'è idea del tridimensionale sullo sfondo, ma c'è una prospettiva deformata. Autoritratto Si fa molti auritratti. C'è un collegamento con la psicoanalisi di Freud infatti viene chiamato in guerra e mentre aspetta di recarsi al fronte fa questo quadro. Ha la paura di rimanere mutilato e non riuscire a dipingere. Si rappresenta infatti senza mano destra e ciò mostra chiaramente la sua disperazione. Le linee sono assolutamente deformanti, aguzze. La donna sullo sfondo nuda è all'atelier. Si vede il concetto di primitivismo: lui si ritrae come se fosse un indigeno con le labbra carnose e i lineamenti esotici. 5 donne per la strada pag 45 La linea è spezzata e aguzza. I colori sono irreali il verde è marcio, acido. Vediamo le mode del tempo addosso a prostitute probabilmente. La luce così marcata evidenzia l'incomunicabilità (le donne guardano tutte in direzioni diverse) e l'alienazione e la solitudine (simile a Scena di strada berlinese). EMIL NOLDE pag 30 scheda E' uno dei più impegnati ed ha anche interessi religiosi. Rose rosse e gialle C'è un modo di esprimersi con questi colori che diventano come una forzatura, un voler andare oltre all'impressione (omaggio a Monet). Qui non c'è nulla di poetico ma ogni timbro è forzato come se volesse prevalere quell'altro. C'è un collegamento con Van Gogh che voleva ricreare la realtà attraverso le sue opere (questo concetto rimanda a questo dipinto). Perfino nel tema dei fiori ci può essere un abbruttimento. La leggenda di Maria Egiziaca pag 13


Fa riferimento ad un vangelo apocrifo, in cui la Madalena fugge in Egitto secondo alcuni incinta di Cristo. Lui la vede come una prostituta perchè al tempo non si poteva dare importanza a una donna che superasse Pietro. Luce deformante e marcate, e colori accesi, espressioni orribili dei volti. L'Abbruttimento consiste nel considerare la religione e l'insieme delle sue regole come qualcosa che impediva di vivere. La religione, come diceva Nietsche, castra. La crocifissione pag 46 Ritroviamo un primitivismo e abbruttimento delle figure e linee spigolose. In questo quadro si vuole mettere in luce il max senso di angoscia. Non c’è poesia né speranza ma solo disperazione. PICASSO Ebbe diverse fasi artistiche e cominciò quasi come macchiaiolo. Successivamente ebbe da superare il lutto per la perdita di un caro amico, cadendo in una forte depressione. PERIODO BLU: è la fase che si sviluppò durante la depressione ed è caratterizzata dall’uso di colori freddi che danno tristezza. POVERI IN RIVA AL MARE:(P7) ritroviamo una pittura ancora tradizionale ad eccezione dei colori, tutti tendenti a tonalità azzurre. I personaggi rappresentati sono tristi ed in un atteggiamento di chiusura. PERIODO ROSA: è la fase caratterizzata dalla rappresentazione del mondo del circo, un altro mondo di emarginati; i soggetti rappresentati sono meno tristi e con espressione neutra. I colori vanno verso una tonalità più rosata. SALTIMBANCHI (P172) ritroviamo i visi neutri ma realistici e segnati da una linea di contorno: anche qui riscontriamo una pittura ancora tradizionale ma con un colore tendente al roseo. PICASSO E IL CUBISMO: fu picasso che pose fine al movimento dei fauves per via della sua visione completamente diversa: Picasso sosteneva che la poetica dei fauves non fosse abbastanza rivoluzionaria; matisse era troppo contemplativo più che rivoluzionario e attivo. I fauves con i loro colori aggressivi trasmettevano però un messaggio di felicità, mentre picasso era convinto fosse necessario rompere i ponti col passato(trasformismo stilistico). LES DEMOISELLE D’AVIGNON (P 173) Picasso arrivò a parigi e vide le opere di Cezanne, una delle radici del cubismo per via della sua seconda fase in cui attuava una geometrizzazione delle forme e una prospettiva particolare per cui lo stesso oggetto era visto da più punti di vista contemporaneamente. Un altro fattore che influenzò picasso in questa opera rivoluzionaria fu il suo interesse nelle arti indigene e nella cultura primitiva. In queste arti lui riconosceva ed ammirava una creatività non contaminata che permetteva una espressività e una stilizzazione molto forti. Les demoiselle d’avignon fu un’opera dirompente considerata la genesi del cubismo ed è anche molto complessa: les demoiselle rappresenterebbero delle prostitute in un bordello (atto provocatorio) e ciascuna di esse è diversa dalle altre poiché picasso dipinse ciascuna di esse in un momento diverso; ritroviamo quindi una idea di evoluzione del quadro. Le fanciulle centrali sono quelle che furono dipinte per prime, però ritroviamo già dei particolari strani: abbiamo infatti la geometrizzazione estrema e i punti di vista sfasati (naso visto di profilo e occhi frontali). Successivamente venne dipinta la fanciulla in alto e a sinistra: il corpo assomiglia a quelli delle due centrali ma il viso ricorda le sculture primitive assieme a una componente di sfaccettatura per cui tutto è fatto a piani geometrici. Questi ultimi sono ancora più evidenziati nelle fanciulle a destra; in particolare quella in basso è totalmente stravolta. In questo quadro ritroviamo quindi una rielaborazione mentale. In basso al centro è possibile notare anche un omaggio a cezanne rappresentato dalla natura morta che riprende il dipinto delle mele e biscotti. Una dele cose sconvolgenti e che ruppe i canoni, fu il fatto che anche lo spazio attorno alle figure è sfaccettato, sembra quasi un vetro rotto; è come se lo spazio prendesse anch’esso una consistenza geometrica. Immagini e sfondo dunque interagiscono tra loro e si verifica una sorta di compenetrazione. CUBISMO Il cubismo si sviluppò in contemporanea al FUNZIONALISMO e possiamo dire che rientra in questa corrente poiché l’opera d’arte non è più un qualcosa che RAPPRESENTA, bensì che deve avere un suo FUNZIONAMENTO. L’opera non ha più un valore in se ma è come una macchina che deve funzionare. L’arte rientra dunque nella tendenza generale della società, ormai totalmente coinvolta nel ciclo economico di produzione e consumo. A realizzare la massima funzionalità. Con il lavoro di industria e l’avvento della catena di montaggio, la massa va incontro all’alienazione; anche Gauguin e i fauves consideravano l’arte come movimento di contrasto al lavoro alienante dell’industria , ma le davano come sfondo e ambiente una società immaginaria, primitiva diversa da quella reale. Affinchè il “modello “potesse funzionare, bisognava inserirlo in un contesto reale della società. Si cerca dunque di ricreare il processo, l’operazione artistica in modo da poterla porre come modello di funzione: all’opera d’arte non si riconosce un valore in se, bensì solo di dimostrazione di un processo operativo che implica e rinnova l’esperienza della realtà.


È possibile definire il cubismo come una operazione mentale, razionale in cui si vuole rappresentare la realtà non come la si vede ma come la si immagina e conosce (per questo viene rappresentato un oggetto visto da diversi punti di vista, concetto che verrà ripreso dai futuristi ma inteso come simultaneità). Il processo cubista, al contrario di quello che si può pensare, è un processo realista nel senso che da luogo a un oggetto a sé, irriferibile a qualsiasi altro , dotato di una propria struttura e funzionamento. Si lavora su di un materiale mentale acquisito che non richiede verifiche di una visione diretta. Non essendo più un oggetto della rappresentazione ma possedendo una realtà oggettiva, anche il colore e la sua funzione cambiano: il colore viene deposto sul quadro come se fosse intonaco, eliminando tutte le possibilità di virtuosismo. Il colore, soprattutto nella seconda fase non è importante e viene recuperato solo nella terza fase, quella sintetica (questo perché la cosa più importante è la composizione). Il cubismo si sviluppa in tre fasi: 1) PROTOCUBISTA (tra 1907 e 1909) caratterizzata dalla semplificazione formale geometrica delle forme. 2) ANALITICA (tra 1909 al 1911) caratterizzata da forme che vengono analizzate con una spezzettatura, una sfaccettatura geometrica più accentuata. Evidenziata anche dala mancanza di colore; nel cubismo analitico infatti ritroviamo solo tonalità di bianco nero e terra. 3) SINTETICA (tra 1911 al 1914) in cui i pittori cubisti è come se ricostruissero le forme facendone una sintesi; non c’è più una ricostruzione oggettiva naturalistica ma filtrata attraverso un processo mentale. Sempre nella fase sintetica i cubisti sfruttano la tecnica del collage, incollando sulla tela piccoli frammenti di realtà in modo da poter ricostruire la realtà selezionando gli oggetti che sono per loro importanti. L’uso della tecnica del collage deriva dalla concezione del quadro come oggetto della realtà, come spazio reale. FASI CUBISTE DI PICASSO: 1) CISTERNA HORTA DE EBRO: (P244) ritroviamo la semplificazione delle forme geometriche tipiche del proto cubismo. La cisterna è anche rappresentata da diversi punti di vista: la cisterna è vista frontalmente mentre l’apertura della stessa è come se fosse rappresentata dall’alto ->no prospettiva. 2) RITRATTO DI AMBROISE VOLLARD (P174) in questo quadro picasso rappresentò il suo mercante di fiducia. L’ impressione è quella di una immagine vista attraverso uno specchio rotto, poiché è tutto sfaccettato. Durante la fase analitica picasso dipinse molti ritratti mentre nella fase successiva, quella sintetica, prevalgono le figure morte. 3) NATURA MORTA CON SEDIA IMPAGLIATA (fotocopia) evidente è l’appartenenza del quadro alla fase sintetica per via della natura morta e dell’uso della tecnica del collage. Picasso ha ristretto in uno spazio condensato e ristretto dell’’ovale cinto da una corda parti di oggetti di uso comune. Abbiamo un effetto di illusionismo; gli oggetti sono però ancora riconoscibili: a parte la corda vera usata come cornice, ritroviamo l’impagliatura di una seria a cui sono sovrapposti la testata di un quotidiano( riconoscibile dalle lettere), una pipa e un bicchiere. PICASSO E BRAQUE: una stretta collaborazione. I due artisti hanno lavorato a stretto contatto e in parallelo nelle loro fasi proto cubiste e analitiche con lo scopo di creare un quadro che avesse una propria e specifica funzione. I due hanno molto in comune: la non distinzione dello sfondo dalle figure,la scomposizione dell’oggetto e dello sfondo(tutto spianato),la sovrapposizione di diverse prospettive e diversi punti di vista basandosi sul concetto per il quale io devo rappresentare le cose per come le conosco e non come le vedo(processo mentale),l’inserimento della 4 dimensione ovvero, faccio vedere le diverse vedute però anche contemporaneamente in più punti dello spazio. La 4 dimensine fu inventata da Apollinaire per spiegare la dimensione del tempo. Questo concetto si collega anche a un altro filosofo: berson, per la diversa concezione del tempo da individuo a individuo. BRAQUE Braque era allievo di Matisse e apparteneva in principio ai fauves come possiamo ben notare dai colori aggressivi del PORTO DI ANVERSA (P8). Ripercorriamo ora le diverse fasi del cubismo in Braque: 1) CASA A L’ESTAQUE (P244) questo quadro fu dipinto 2 anni dopo il porto di anversa e la differenza di stile è più che evidente. È considerata una opera fondamentale poiché da qui deriva il nome cubismo; concluso il quadro, Braque spedì il suo dipinto al suo maestro Matisse che parlando con un critico affermò che Braque gli aveva spedito un quadro con dei “cubi”.(infatti le case sembrano dei cubi). La prospettiva non si percepisce perché la casa centrale è vista frontalmtne mentre le altre laterali sembrano viste dall’alto. Non si capisce nemmeno il rapporto della casa con lo sfondo che non è distinto da esse. 2) IL PORTOGHESE (P79) è un ritratto in cui si riconosce poco e niente(è simile al ritratto di Ambrois di picasso). Tutto è sminuzzato e sfaccettato come se l’immagine fosse su di un vetro rotto. Si riescono a


intravedere lettere e numeri, simboli di cui non è possibile assicurare che abbiano dei veri significati. Sono simboli grafici che rimandano alla realtà. 3) LE QUOTIDIENNE (fotocopia) in questo quadro ritroviamo la tecnica del collage che sembra essere stat inventata dallo stesso Braque: qui l’artista incolla veri e propri fogli di giornale e sfrutta l’illusionismo per rappresentare la cassa lignea del violino. I cubisti per ottenere una rappresentazione più stretta della realtà, mostrano gli oggetti non come li vedono ma come sappiamo che sono incollando sulle loro tele brandelli di materia vissuta. NATURA MORTA CON L’ASSO DI FIORI (P177) è un quadro dipinto con colore a olio misto a collage. Rappresenta una natura morta di cui si vede solo un tavolino nero con degli oggetti sopra visto da almeno due punti di vista: dall’alto per la parte tonda e da di fronte per la gamba , il supporto. Anche gli oggetti sono visti di diversi punti di vista e collocati spazialmente in altrettanti diversi punti del dipinto, anche fuori dal tavolino. In questo quadro Braque ritrova il colore in memoria della fase fauves: pittura più coloristica rispetto a picasso. Il colore non è più considerato qualcosa di sensoriale bensì di intellettuale: non è più una realtà visiva, ma diventa concetto. Anche in questa natura morta possiamo trovare delle lettere:attraverso queste e altri simboli si vuole evocare la realtà. CUBISMO ORFICO Vi sono altre forme di cubismo, una di queste è il cubismo orfico(da orfeo, P178), nome datogli da Apollinaire per rappresentare la pittura i Robert Delaunay. È definito orfico perché non è ne analitico ne sintetico, ne geometrico ne cartesiano. Il cubismo di delaunay è un qualcosa di non così razionale o cartesiano: è un linguaggio di tipo cubista ma diverso. LA TOUR EIFFEL (P179) notiamo come sono stati utilizzati colori molto più accesi e la figura della torre è tale da dare un senso di dinamismo. Questi due elementi li ritroveremo nel futurismo poiché questi due movimenti furono paralleli ma non hanno interagito tra loro. Durante la giovinezza, delaunay fece esperienza di Gauguin, neoimpressionismo e di cezanne e fin dagli esordi è dunque chiara la sua tendenza a un ritorno all’impressionismo, al definire lo spazio pittorico a partire dalla sensazione visiva e non dal piano intellettuale. Nella scomposizione cubista però delaunay vede la possibilità di scatenare nel quadro il dinamismo; proprio per questo nei suoi quadri ritrviamo una scomposizione di tipo cubista. Nella torre eiffel, oltre alla geometrizzazione e ai colori dinamici, c’è anche una propagazione dell’immagine: delaunay vorrebbe esprimere la confusione e il dinamismo della metropoli che rischia di travolgere un monumento simbolico come la torre. (tutto ciò è dimostrazione di vivacità ma anche di un qualcosa di non positivo della città). FUTURISMO pag 85 E' un movimento culturale non solo artistico con dietro un'idea comune. Volevano tagliare col passato, quinid volevano chiudere im usei e avevano idee estremiste. Nel 1910 abbiamo il manifesto della pittura futurista. I maggiori esponenti del futurismo sono Balla, Boccioni, Carrà, Russolo e Santelia (quest'ultimo pubblicò il manifesto dell'architettura futurista). In questo ambito abbiamo anche Morandi che prende però altre strade. Con lo scoppio della guerra si esaurisce anche il movimento. Si formano nell'ambito del divisionismo, sperimentalismo e vibrazione luminose, filamenti di colore e passano poi alla rappresentazione del moto, accentuando le caratteristiche formali divisioniste. GIACOMO BALLA Non muore in guerra e può procedere nelle sue ricerche verso l'astrattismo. Vuole conservare le sperimentazioni e l'avanguardia nelle sue opere (scheda a pag 185-186). Cane al guinzaglio Il movimento italiano futurista è stato l'unico che si pone a livello europeo ma si esaurisce per il loro estremismo. Ci sono alcuni spunti del futurismo che rimangono nel modernismo per esempio le gambette del cane che si muovono e il moto del guinzaglio è ripreso oggi nei fumetti. E' come se fossero tanti fotogrammi successivi sovrapposti (le linee delle sculture di Boccioni). Le forme aerodinamiche hanno ispirato i caschi di oggi. Questa immagine ci da anche l'immagine visiva dell'aspetto psicologico del moto. Automobile in corsa Elimina quasi totalmente l'immagine. L'automobile è costruita per la velocità perchè ha forme dinamiche. Vuole rappresentare l'idea della velocità. I colori si unificano nella velocità quindi non li vediamo più, bensi vediamo le ruote sdoppiate (girandole) per suggerire che simultanemamente abbiamo la percezione della stessa ruota perchè per via della velocità l'immagine della ruota dove era prima rimane impressa sulla retina e le vediamo insieme a quella successiva. Le girandole simboleggiano la forza generatrice del moto e sono funzioanli a dare il senso di progressione. Le forme triangolari sotto le ruote suggeriscono il terreno che sfugge dalla ruote.


I Futuristi si occupavano dell'impatto dell'oggetto con l'aria. Si creano come delle onde di moto che sono rappresentazione dell'aria. Ci sono anche delle verticali che fungono da elementi di contasto. Sono segmentati che si contrappongono alla linea curva del moto. BOCCIONI La città che sale Impressione del movimento, della città in fermento, ne fa diverse. C'è un cavallo in movimento che viene coinvolto in una spirale di un vortice che sale. Sullo sfondo abbiamo un cantiere, simbolo del progresso, del futuro. Abbiamo un cavallo e degli uomini che ne tengono le redini ma sono portati verso l'alto da questo vortice. Si vede quindi la tensione che da energia e la presenza di moti convulsi. E' ancora divisionista. Segue colori caldi per accentuare l'energia e l'emozione (per i futuristi la velocità era emozione). Successivamente Boccioni si incontra col cubismo (pag 184), si hanno quindi delle sperimentazioni sugli stati d'animo. La ricerca di Boccioni è di sintesi degli stati d'animo in contrasto con la staticità del cubismo però Boccioni sperimenta aggiungendo la sintesi di moto. Gli addii pag 63 Gli elementi formali sono diversi rispetto alla città che sale infatti non si vede più il divisionismo bensì c'è una forte geometrizzazione, sfaccettature simili a quelle cubiste. Gli addii raprresentano persone che salutano in stazione. Vediamo il nero della locomotiva e il fumo con attorno persone stilizzate che si abbracciano. Le onde rosse e gialle rappresentano le ondate delle emozioni. Nelle persone prevalgono i toni freddi. Assieme agli Addii ci sono altre due opere appartenenti alla trilogia degli stati d'animo: Quelli che vanno e Quelli che restano. Scultura Forme uniche nella continuità dello spazio Vuole rappresentare ed esprimere assieme come viene deformato il corpo dell'uomo che si inserisce nell'aria, ma nello stesso tempo ci vuole dare l'idea della deformazione delle particelle dell'aria. La forma unifica corpo e spazio. Non vuole dare la sensazione che si muove ma l'idea. E' una figura simbolo dell'uomo veloce, del progresso, del futuro. Con quest'opera Boccioni ha inventato la forma aerodinamica ripresa dai designer industriali. Si può fare poi un paragone col nudo che scende le scale di Duchamps (dadaismo) a pag 183. E' uno studio fotografico. E' in contrasto con Boccioni perchè qui la forma non è unica, ma divisa, si sdoppia. In Boccioni la deformazione è permanente.

ESPRESSIONISMO ASTRATTO: IL CAVALIERE AZZURRO Il nome cavaliere azzurro deriva da un quadro omonimo fatto nel 1910, del massimo esponente e fondatore di questa correte:Kandinskij. Il nome della corrente ha un significato simbolico: -cavaliere: è colui con cui si identifica l’artista e che può salvare la società per portarla a valori positivi. -azzurro è il simbolo della spiritualità Il movimento del cavaliere azzurro va a contrapporsi al cubismo per l’aspetto razionale che ha quest’ultimo mentre il primo ha più una tendenza spiritualistica e anche psicologica. Questo movimento si basa sull’idea che la sfera della realtà è nettamente separata da quella artistica e per questo motivo le determinazioni delle forme artistiche dipendono esclusivamente dagli impulsi interiori del soggetto. Arte astratta= è un’arte non figurativa in cui non si riproducono immagini riconoscibili. L’arte astratta è espressione dei sentimenti che deformano le forme ed è un’esteriorizzazione di ciò che è interiore e non sempre visibile. L’arte astratta si basa sulla comunicazione dello stato d’animo di un soggetto(artista) all’oggetto (lettore) senza il passaggio dal naturale (oggetto). L’arte astratta è una comunicazione intrasoggettiva (ovvero di linguaggi puri che esprimono qualsiasi cosa) di una realtà più vera di quella apparente. (collegamento con il filosofo Worringer che aveva individuato nell’astrazione una delle due categorie dell’arte. KANDINSKIJ È russo ma si trasferisce a Monaco durante la secessione. Kandinskij spiegò come ogni forma ha un proprio intrinseco contenuto, ma non un contenuto oggettivo di conoscenza, bensì una capacità di agire come stimolo psicologico. (ogni cosa: forme e colori). “Il cavaliere azzurro” pag 251 (1903) L’opera è precedente alla fondazione del movimento e fu molto influenzata dalla vita del pittore; kandinskij è russo e vide a Mosca una mostra sui covoni di Monet cosa che lo influenzò moltissimo nella realizzazione di quest’opera: ritroviamo infatti la pittura rapida tipica dell’impressionismo. Il cavaliere azzurro ha un significato simbolico, ovvero che l’uomo attraverso le sue doti spirituali deve controllare le pulsioni naturali.


Successivamente Kandinskij si trasferì a Monaco dove frequentò dei corsi di pittura accademica ma da cui si ribellò tramite una sorta di scissione e una fase simbolista. “ casa a Murnau” 1909 pag 251 In questo periodo Kandinskij si trovava Parigi e ha appena visto un’opera di Matisse che lo influenzò molto per via della libertà espressiva dei Fauves. Infatti ritroviamo dei colori irreali (ad esempio la terra è gialla). Dal 1910 comincia per Kandinskij il periodo non figurativo. Ritroviamo un netto rifiuto del simbolismo, poiché anche il simbolo è una forma a cui corrisponde un significato e va quindi contro allo spirituale del pittore, ovvero il non razionale. Nel primo periodo figurativo Kandinskij si rifà al grafismo infantile e si ricollega anche al primitivismo; la condizione di primitivismo si identifica con la condizione di “tabula rasa” della prima infanzia, la tabula rasa del bambino grazie al quale l’artista riesce a riportarsi ad uno stadio di libertà espressiva primordiale, ad una comunicazione pura senza condizionamenti. Questa fase che si rifà al grafismo infantile è una sorta di fase “degli scarabocchi” che non vogliono propriamente simboleggiare qualcosa, ma sono immagini che vogliono semplicemente rappresentare l’emotività dell’artista in quel momento ( anche più tardi disegnerà linee a zig zag che si possono ricollegare ad un cavallo ma non servono a quello). “primo acquarello astratto” pag 187 1910 appartiene al primo periodo non figurativo. È veramente un’opera astratta e non si sa cosa volesse veramente rappresentare (sembra quasi una cellula). I colori sono svincolati dai dintorni e non riempiono più segni. Con questi “scarabocchi” kandinskij cerca di riproporre sperimentalmente il primo contatto umano con un mondo di cui non sa nulla. È la rappresentazione di qualcosa che non ha ancora forma, preso uno spazio e non ha un nome; gli psicologi chiamano questa fase “estetica” ed è una prima fase di conoscenza della realtà. Kandinkij non si propone un’analisi psicologica ma dipinge come un bambino perché in quel momento ha una creatività libera e quindi non è influenzato. Crescendo solo pochi sviluppano certe esperienze e le collegano a tecniche organizzate e ovviamente sono gli artisti. Anche il chiaro dello sfondo del foglio di carta ha un significato non fisso e si tratta del significante (la carta è per convenzione un’estensione illimitata che viene interrotta qua e la da segni e che diventa così, anch’essa significante). La dialettica tra significato e significante ha un ruolo fondamentale nell’arte di kandinskij. I segni che lui traccia non hanno un significato(quello della natura che lui vuole eliminare) ma un significante che può avere più spiegazioni. La carta può essere può essere la visione di uno spazio su cui lui interviene e i segni sono dovuti alle sensazioni che lui percepisce dalla realtà esterna. La carta è uno spazio geometrico infinito ed è importante il gesto del braccio del pittore perché deriva dall’emozione del momento. Per quanto riguarda i colori notiamo che hanno una valenza molto diversa tra loro; ad esempio le macchie di colore rosso, colore caldo, tendono a ad espandersi mentre quelle di colore blu, colore freddo, a contrarsi. Le macchie non sono forme ma forze e i segni ne suggeriscono la direzione e ritmo: i segni sulla tela diventano come un campo di forze perché lui considera il quadro come un sistema dinamico e anche un modo per mettere in contatto la sua interiorità con quella del fruitore(?). L’arte è comunicazione e deve dunque esserci un ricevente; (diverso dal cubismo dove invece l’arte ha un suo funzionamento in se. Il quadro per Kandinskij è una soglia di contatto tra l’esistenza dell’artista e la coscienza del fruitore; l’opera d’arte è quindi uno stimolo. Il significato di quest’opera d’arte è un puro test psicologico privo di valore estetico e l’arte per Kandinskij diventa la coscienza di qualcosa di cui non si può avere altrimenti coscienza. Quando nel 1911 Kandinskij fonda il “cavaliere azzurro” venne realizzato: “L’almanacco del cavaliere” pag 94 È una composizione tutta in azzurro e si riesce a percepire la forma di un cavaliere e di un cavallo. Nelle opere successive, succede che l’immagine si fa sempre più complessa e l’interesse per lo scarabocchio infantile sparisce. Nelle impressioni si comincia a intravedere qualcosa: “impressione II” pag 251


Si intravedono le costruzioni di Mosca che vengono rappresentate in un momento preciso della giornata: col sole basso e ombre lunghe. Kandinskij sente la natura e la medita; vede come Mosca si fonde con questo sole in una macchia enorme che fa vibrare il nostro interno. Kandinskij spiegò quali fossero i tre generi delle sue opere: 1. Impressioni dirette della “natura esteriore” sotto forma di disegni e pittura. Io chiamo questo quadri impressioni. 2. Espressioni in gran parte incoscienti e sorte improvvisamente in seguito ad avvenimenti di carattere interiore, dunque impressioni della “natura interiore”. Le chiamo improvvisazioni. 3. Espressioni che si formano in maniera simile ma che, lentamente elaborate , sono state riprese, esaminate e lungamente studiate a partire da primi abbozzi in un modo quasi pedante e le chiamo espressioni. Kandinskij passò dal primo al secondo periodo astratto. Il primo periodo che coincide con le improvvisazioni, fu quello più libero e felicemente creativo; successivamente scoppiò la guerra e lui venne chiamato ad insegnare alla Bauhaus (momento molto importante dal punto di vista artistico). In questo periodo l’artista ricorre a forme riconoscibili come circoli, triangoli, curve e spirali; forme geometriche e quindi non più astratte. Molti riconoscono questo come il periodo del ritorno all’ordine di Kandinskij, causato dalla ricerca di punti fermi dopo la prima guerra mondiale. Ritroviamo sempre il discorso del significante con forme più riconoscibili. Triangoli cerche e rette sono “immagini concettuali” che si rifanno a fenomeni in quanto vengono disegnate con quella grandezza, quel colore e in quel punto del quadro e in quel rapporto con gli altri segni. “alcuni cerchi” pag 96 ”punte dell’arco” pag 189 I colori sono delle forme, ogni colore ha un suo significato. C’è quindi uno studio sui colori e le forme ad essi associati; possibilità infinite si combinazione, ad esempio associa a colori pungenti come il rosso, forme acute come il triangolo mentre per colori più profondi come il blu, associa forme tondeggianti. Così facendo ci mettiamo in contatto con l’interiorità dell’artista poiché ciascuna forma e ciascun colore hanno la capacità di agire come stimolo psicologico: ad esempio un triangolo da l’idea di qualcosa che tende verso l’altro mentre il circolo qualcosa di concluso. Ma il contenuto semantico di una forma cambia se associata a un colore e come abbiamo detto prima, i colori pungenti risuonano meglio se associati a forme acute e quelli profondi se associati a circoli. KLEE Lo svizzero-tedesco aderì’ al cavaliere azzurro nel 1912 ed è come un alter-ego di Kandinskij. Si aggrega più tardi e quindi non è tra i fondatori; hanno però in comune il valore dei segni grafici, del significante ( a ciascun segno do un significato attraverso la comunicazione tra l’artista e il fruitore; i segni prendono significato quando lo spettatore li vede) e una categoria molto più estesa dei significati( parte razionale). Anche per Klee ritroviamo un ricorso all’attività grafica dell’infanzia però aveva un atteggiamento diverso: mentre per Kandinskij lo considerava una condizione di tabula rasa, per Klee, quando il bambino nasce, non ha una primitività assoluta ma ne ha già una impronta dei suoi antenati(è come se avesse del vissuto di esperienze precedenti). In Klee diventa più importante il rapporto con la psicoanalisi, il subconscio . Questo artista va più nell’inconscio e le sue opere sono come diari della sua vita interiore. Come per Kandinckij l’arte è comunicazione intersoggettiva, cioè non mediata dal riferimento alla natura, intea come codice o linguaggio comune all’artista che emette il messaggio e il fruitore.per Klee non esiste una ifferenza tra comunicazioni intersoggettiva e estetica:ogni comunicazione intersoggettiva che sia tale , è una comunicazione per immagini e quindi estetica. Il problema che Klee si pone è quello di rappresentare senza però distruggere la assoluta soggettività dell’immagine d comunicare. “funambolo” pag 97 È un’opera filiforme: non c’è una costruzione tridimensionale, ne chiaroscuro e ne colore a parte lo sfondo. L’unico elemento formale è la linea. Tutto ciò simboleggia la linearità della vita ma anche i pericoli che possono accadere e interrompere questa linearità (è per questo che rappresenta un uomo in equilibrio: sempre a rischio di cadere).


Klee era una persona molto colta e come Kandinskij era molto interessato alla musica (nelle sue opere infatti si possono riscontrare delle note musicali), ma anche alla botanica e infatti prende molto spunto e ispirazione dalle fore e dalle venature delle foglie, ad esempio. Inizialmente (come abbiamo visto nel funambolo) ha solo una attività di grafica, poi fece un viaggio nel Magreb e viene affascinato dai colori mediterranei. “Hammamet e la sua moschea” pag 97 È una visione molto semplificata del paesaggio e con un prospettiva sbagliata e ricorda un disegno infantile. Klee è più attratto dai colori più che dalle linee di contorno. Qui ritroviamo ancora un’arte vagamente figurativa come nel funambolo e successivamente cominceranno le opere più astratte. “Monumento in un paese fertile” pag 98 Ci sono ancora campi decorati come nell’opera precedente ma qui fungono da elemento decorativo. Anche Klee andò a lavorare alla Bauhaus e per le sue lezioni preparò numerosi studi di grafica a penna come quelli di pag 98. Ma mentre Kandinskij è più spirituale e morale, Klee è più rivolto verso la psicoanalisi e l’introspezione; il suo è uno studio più scientifico e infatti cercherà un parallelo tra l’aspetto fisico e morale delle cose(passaggio all’astrattismo). “Strada principale e strade laterali” pag 191 Il tema principale dell’opera è sicuramente la prospettiva e la struttura logica e geometrica dello spazio. La prospettiva diventa immagine non più forma e quindi non definisce lo spazio e perde il suo essere univoca e diventa ambigua. C’è l’idea di qualcosa simbolicamente legato alla vita. Ritroviamo molte direttrici tra le quali sei distingue quella centrale dalla quale si distinguono le altre molto ambigue e che danno l’idea dell infinite possibilità, delle diverse strade da poter intraprendere. BAUHAUS Era una scuola democratica creata dalla repubblica di Weimar dove studenti ed insegnati collaboravano e usavano metodi diversi. Questa scuola fu diretta da Grophius . In questa scuola come abbiamo precedentemente detto, vi insegnarono Kandinskij e Klee ma mentre il primo rimase a livello teorico , il secondo artista insegnò a livello pratico e vennero infatti creati oggetti, case e mobili: produzione pratica. Gli imprenditori più furbi pagavano i progetti e li mettevano in produzione ma altri produttori sentivano la concorrenza di queste opere nuove e innovati che ad un certo punto fecero chiudere la scuola. La Bauhaus rientra nel razionalismo che si divide in 3 tipi: 1.RAZIONALIDMO METODOLOGICO DIDATTICO (con centro in Germania e fa capo nella Bauhaus a GROPHIUS) Alla fine della 1 guerra mondiale nasce la repubblica di Weimar e il popolo sente il peso della disfatta provocando una rivalsa da parte degli intellettuali. Siamo nell’epoca del razionalismo e si stanno portando avanti le idee razionaliste. Grophius si mise a capo del razionalismo tedesco ed erge la prima scuola democratica: la Bauhaus. Coordinò il progetto con la social democrazia ma a scuola non parlava mai di politica. Il suo scopo era quello di creare progetti per il popolo attraverso linee semplici e usando materiali semplici. È da qui che comincia la produzione di materiali a prezzo contenuto e in serie sfruttando la modularità. Ma la Bauhaus non era solo progettazione di immobili ma anche di urbanistica. Perdono ad un certo punto i finanziamenti e furono costretti a trasferirsi a Dessain: la sede di questa scuola fu costruita dallo stesso Grophius ed è talmente moderno da sembrare una costruzione dei nostri giorni. “esterno della Bauhaus” pag 153 La costruzione sembravano come due L che si intersecavano con un fulcro nella quale fu collocata l’aula magna e le altre zone comuni. Nelle L erano invece collocati i laboratori tutti caratterizzati dalle pareti a vetrate che permetteva che entrasse una grande quantità di luce naturale. Grophius la progetto in modo da creare anche una parte i sovrappasso sulla strada simbolo del fatto che la scuola si inseriva nel paesaggio urbano. Per quanto riguarda le forme si parla di razionalismo per via delle forme ortogonali pure e geometriche e con niente di decorativo (contemporaneamente altri architetti sfruttavano ancora i capitelli corinzi). La Bauhaus era articolata su due livelli: uno poteva ottenere un diploma più pratico (tipo bravo artigiano) o un altro più teorico(tipo desiner o architetti). Grophius fu allievo di un certo Berhens ,altro architetto modernista e insieme progettarono precedentemente alla fondazione della Bauhaus, queste officine: “officine Fagus o la fabbrica di scarpe” pag 62 Ritroviamo dei montanti verticali con diversi piani aventi le pareti a vetrate che facevano entrare la luce naturale(cosa che beneficiava gli operai). C’è una geometrizzazione delle forme.


I due artisti Berhen e Grophius hanno rivoluzionato l’architettura industriale creando questo modo di costruire fabbriche più razionali e funzionali. (da qui parte anche l’idea di costruire le parti e assemblarle successivamente). 2.RAZIONALISMO FORMALE (che ha centro in Francia e che ha a capo LE COMBUSTIER) Il nome di Le combustier è uno pseudonimo per distinguere le sue opere pittoriche da quelle architettoniche. È un’uomo dalla progettazione geniale: ebbe moltissime idee ma non le realizzò tute ma alle quali tutti gli altri architetti attingono. È un grande teorico e ha contribuito a impostare una maniera nuova nell’urbanistica. Venne accusato poichè cambiò molto spesso stile come Picasso; ma la sua coerenza sta nella condotta dettata dalla politica dell’urbanistica e dell’architettura; cercava di realizzare le sue idee nei suoi progetti (non tutti realizzati). Ma le combustier è considerato maggiormente importante come teorico più che come architett. Lui si ricollega all’irrazionalità: secondo le combustier, l’uomo è misura di tutte le cose e per questo motivo lui ha dato le dimensioni di tutti i suoi progetti, fatto le dimensioni ergonomiche di tutti gli oggetti domestici in modo tale che fossero adatte all’uomo e che fossero funzionali. Per le combustier lo spazio è continuo e anche la natura quindi entrerà nella casa ( lui infatti inventò i giardini pensili e le case sopra le strade): la sua idea di spazio continuo deriva dal cubismo. “casa di Marsiglia” pag 57 È una vera e propria città-casa:è come una città in verticale in cui c’è tutto. Le combustier concepisce l’architettura del futuro, una città con appartamenti a vari livelli, una costruzione nel quale entra anche la natura. Questo artista progettò a più scale: 1)scala urbanistica: “abbozzo di San Paolo in Brasile” pag 56 (una delle tante città che elabora o solo abbozza), 2)scala città-casa come nella casa di marsiglia e 3) scala edilizia come singoli musei, appartamenti e villette come ad esempio “ville Savoye” pag 148 È un corpo squadrato sollevato da terra tramite le colonnine, con nuove forme semplici che seguono le funzioni. Fu progettata come una successione di livelli paralleli con anche un giardino pensile e un solarium. Si nota l’influenza cubista per via della compenetrazione dell’interno con l’esterno. Negli anni 60 un movimento a Bologna richiedette un rinnovamento delle chiese moderne e le combustier fu un modello. “Chiesa di notre-dame-de-haut pag 150 L’edificio è un nucleo plastico duro e compatto e sembra quasi una scultura: le combustier infatti vuole rifarsi a una condizione di primitivismo e la fa sembrare come una scultura nera. La costruzione è fatta a tenda per simboleggiare la strada da percorrere del cristiano. È un oggetto plastico e drammaticamente espressivo: ritroviamo una regressione perché rappresenta un rifiuto della società moderna , in particolare quella europea(da qui comincerà a pensare a un’edilizia a basso costo). Ritroviamo ancora una volta il discorso della compenetrazione e dell’integrazione della forma nello spazio. 3.RAZIONALISMO ORGANICO (americano e che ha a capo WRIGHT) Mentre in europa il problema dell’urbanistica era quello di conciliare ed integrare il proletariato industriale nella comunità urbana, in America non si presentava affatto lo stesso problema. In america infatti non c’era una stratificazione di classi e l’individuo aveva possibilità illimitate. La cultura americana volva eliminare qualsiasi rimasuglio del colonialismo e creare un’arte con i valori del nuovo mondo. Il giovanissimo Wright vuole dare all’america un’architettura allo stesso livello di quella europea ma totalmente diversa. Si ricollega a ruskin e morris per l’idea di armonia tra uomo e natura e affermò che l’architettura è+ pura creazione e per questo non dipende dalla storia, ne è completamente indipendente. Così dicendo Wright voleva sottolineare come il popolo americano, che di storia ne aveva ben poca, poteva creare una architettura e un’arte pienamente creativa. “casa sulla cacata” pag 169 È tutta integrata nella natura e dal punto di vista formale è una meraviglia perché non deturpa il paesaggio. Per la costruzione usa il cemento armato sfruttando la sabbia del luogo che intervalla con due torrette costituite dalle rocce del luogo (per wright si tratta di razionalismo organico poiché crea forme che sembrano organiche e perché usa i materiali che trova sul posto). Ritroviamo delle forme squadrate che sporgono e rientrano. L’interno è sempre geometrico e non floreale ma vi sono comunque delle decorazioni. A lungo andare diventa scomodo vivere in una villa del genere ma lo spettacolo della natura circostante è unica.


“Museo Guggenhein” a New York pag 76 Ha come una forma a conchiglia ed anche all’interno è a spirale. Ha forma organica e lo spazio è comcepito come da Kandinskij come un campo di forze. È un organismo plastico e dinamico in netto contrasto con la regolarità uniforme della città: Wright riesce a rompere quel tessuto uniforme cittadino con la straordinaria bellezza plastica della sua forma cilindrica e a spirale. È una invenzione di Wright il pensare all’architettura come un modo in cui io mi inserisco nella realtà creando qualcosa . A questo architetto non piacevano i grattaceli e reagisce alla società americana, alle strutture ortogonali delle strade con questa forma circolare. RAZIONALISMO IN ITALIA In Italia abbiamo una situazione compromessa dal regime fascista: dopo il manifesto dell’architettura futurista rimangono poche idee e progetti e poche realizzazioni. Poiché l’iniziativa edilizia era in mano ai pubblici poteri si vengono a formare due “fazioni” artistiche: il primo è in compromesso e l’altro in lotta. MARCELLO PIACENTINI è l’architetto ufficiale del regime e secondo la sua opinione, quest’ultimo non sarebbe stato ostile all’architettura moderna. È attirato dai nuovi materiali moderni. Il regime affermò che a livello ideologico, che bisogna avere un’arte di progresso ma alla fine appoggiò solo gli architetti tradizionali. Piacentini mescolava forme tradizionali con quelle nuove usando il cemento armato ,il tutto però con alla base una struttura tradizionale; proprio per questo il fascio lo appoggiava. “rettorato dell’università” pag 105 Piacentini organizza tutto il complesso dell’università “la sapienza” di Roma. Le forme sono squadrate e sul piano formale segue i nuovi criteri di rigore ma riprende un ordine gigante, caratterizzato da colonne gigantesche e una forte monumentalità. In questo modo vuole dare un senso retorico del linguaggio del regime;sono simboli del regime fascista e in più sono anche modi con cui ridare restauro all’antica roma. L’area dell’opera è quadrangolare e simmetrica. La piazza ha come una pianta basilicale con una struttura simile alle agorà greche (impianto ancora legato al classico). Davanti a tutto c’è la statua di Minerva dea della sapienza. Dalla parte in lotta invece ritroviamo MICHELUCCI: “stazione di Santa maria novella a firenze” pag 104 Sono tutti volumi squadrati caratterizzati da una grande funzionalità e costituiti da materiali nuovi. Un altro architetto che si distingue fu TERRAGNI che si era formato in ambito futurista, amico di vittorio sant’Elia, morto in guerra. “la casa del fascio” pag 199 È il simbolo del fascio: terragni cerca di risolvere in chiave razionalista il tema della casa del fascio.(ha ancora l’illusione che della bontà delle idee fasciste). Con questa opera vuole dare un senso di purezza solidità e vigore, simboli apparenti dell’ideologia fascista. Terragni punta alle forme pure e squadrate come lo specchio della bontà fascista. Lo concepisce come un prisma perfetto a base quadrata, tutto scandito da una modularità di quadrati. È tutto costruito mantenendo un equilibrio tra vuoti e pieni ma ogni facciata è diversa dall’altra per cui è un equilibrio mosso quello che vi è tra vuoti e pieni. Si può riallacciare ad un discorso di tipo medioevale perché all’interno vi è un salone ricoperto da vetrate e spazi di cemento che assomiglia ad una piazza coperta. Dentro questo salone si svolgevano le riunioni del partito ed era come una corte medioevale ricoperta che richiamava la tipologia del palazzo rinascimentale in cui vi entrava la corte. METAFISICA Si inserisce nel discorso del ritorno all’ordine successivo alla 1 guerra mondiale : c’è come un riflusso e un ritorno alle origini. La guerra disperse la carica rivoluzionaria del cubismo e del futurismo e porta questo ritorno all’ordine. La metafisica dunque si propone come un guardare all’indietro e come opposizione al futurismo. Questa arte vsi rifà ad Aristotele ed è un qualcosa fuori dal tempo. DE CHIRICO Si oppone al futurismo per una diversa poetica e non per paura del nuovo. È una negazione del futurismo poiché non vuole ne collegamenti con la natura e nemmeno con la realtà storica. L’arte per De chirico e per i metafisici è un qualcosa che non ha funzione, ma che ha funzione ambigua inquietante e contradditoria. De chirico denunciò l’incongruità della storia con l’arte e quindi non ha più un funzionalismo come il cubismo.


La Metafisica venne fondata nel 1916; De chirico si era arruolato col fratello ( che poi divenne surrealista) e si trovava a Ferrara in ospedale dove incontrerà Carrà , un ex futurista. È da questo incontro che nasce la metafisica , la scuola di metafisica a Ferrara, luogo scelto non a caso per il silenzio e la calma delle sue piazze. Ferrara si riscontra anche nell’opera simbolo della metafisica che sono : “le muse inquietanti” pag 227 Ritroviamo un po tutti gli stilemi metafisici . c’è innanzi tutto un retaggio classico : figure col corpo di statue greche e teste di manichini. Nello spazio si materializzano i simboli della geometria e delle proporzioni dell’arte classica (squadre, regoli e telai); questi sono accostamenti casuali, de chirico li rimescola senza un reale senso. Sullo sfondo è però riconoscibile il castello estense di Ferrara. Sembra quasi che i principi logici si siano ribaltati , sembra di essere nel campo dell’assurdo; l’opera sembra anche una rappresentazione teatrale con una piattaforma , una prospettiva lunga e la luce bassa che produce lunghe ombre. Si presenta dunque l’immagine di una piazza inquietante deserta e senza vita. Si riescono a trovare anche oggetti che assomigliano a giocattoli. Nelle opere metafisiche come in questa c’è proprio un senso di immobilità e staticità, come una realtà priva di vita, un presente fermo, riflesso della condizione dell’uomo contemporaneo: immobilizzato in preda all’inquietudine per via della situazione storica. Attenzione però: nella Metafisica non si va a sfondare nell’inconscio, è solo la rappresentazione della malinconia e dell’angoscia. Le piazze deserte indicano appunto la condizione di solitudine e disagio dell’uomo contemporaneo come vediamo anche in “Piazze d’italia” pag 227 . In questo quadro ritroviamo i due uomini che si allontanano e che avevamo già visto nell’urlo di Munch. In lontananza si vede un treno, simbolo del progresso che però è lontano, qualcosa di estraneo. “Ettore e Andromaca” pag 227 Abbiamo due figure che sembrano abbracciarsi; sono come dei manichini e dovrebbero impersonare Ettore e Andromaca. Attorno a wueste figure si materializzano degli strumenti da disegno come squadre e regoli. Il periodo che va dal 16 al 10 è quello più produttivo poer de chirico che successivamente si darà a una involuzione stilistica che lo porterà a fare dei falsi di se stesso per guadagnare qualche soldo. DADAISMO È una avanguardia negativa , ovvero di negazione. Il dadaismo nasce quasi in contemporanea alla metafisica negli anni 16 a Zurigo e quasi contemporaneamente a New York. Il dadaismo nasca in questi due luoghi poiché non toccati ancora dalla guerra. Il Dada consiste in una contestazione di tutti i valori a partire dall’arte: contestavano l’antefatto, il mondo dei critice e e delle mostre. Si chiedevano cosa avesse creato quella società, ovvero la guerra e per questo motivo era meglio rifiutare tutto e ripartire da zero. Era meglio creare seguendo le leggi del caso e del non senso; l’arte viene dunque de finalizzata e de valorizzata. DUCHAMP È il protagonista del Dada (abbiamo già visto il suo “uomo che scende le scale”) e fonda questa avanguardia a New York dove scappa per la guerra. Il processo dada è duplice: 1)prendono un mito dell’arte e lo dissacrano come fa ad esempio Duchamp nella “gioconda” pag 124 L’opera famosissima viene deturpata con l’aggiunta di barba e baffi e sotto vi sono iscritte delle iniziali che intenderebbero dire: “lei ha caldo al culo” 2) vogliono affermare che qualsiasi oggetto possa diventare arte come fanno ne la “ruota di bicicletta” pag 125 e nell’”urinatoio” che diventa una fontana. In pratica fanno un READY MADE, ovvero prendono un oggetto già fatto e ne fanno arte. MAN RAY È un altro artista dadaista americano ma che a differenza di Duchamp passa successivamente al surrealismo. SURREALISMO Il surrealismo è una corrente organizzata ma anche il prodotto della mentalità del tempo; deriva infatti dalle teorie di Breton e Froid che caratterizzarono i primi anni del 900. Questa corrente si basa sul fatto che nell’inconscio si pensa attraverso le immagini, per immagini e, poiché l’arte era formula immagini,è il mezzo più adatto per portare in superficie i contenuti più profondi dell’inconscio. L’arte


si presenta dunque come mezzo ideale per l’inconscio. Secondo le teorie di Breton l’inconscio e quindi il sogno è il luogo in cui si sommano tutte queste immagini (infatti il sogno è alla base del surrealismo). Viene attribuita quindi molta importanza all’esperienza onirica. I surrealisti vogliono opporsi all’immagine che vuole essere rappresentazione della realtà e vogliono rappresentare solo quello che è rimasto impresso nell’inconscio dopo il rapporto con la realtà. L’arte dunque non è più rappresentazione bensì comunicazione vitale dell’individuo attraverso simboli. Attenzione però: con questa nuova visione non si voleva rinnegare la precedente storia dell’arte, bensì vederla in una nuova prospettiva; in questo modo si capisce la relazione con il cubismo che poteva essere considerato il linguaggio comune a tutta l’arte moderna in quanto si basava anch’esso sulla scomposizione di relazioni su cui si fondava la conoscenza della realtà però per presentarsi come mezzo della trascrizione dell’inconscio doveva rinunciare a porsi come processo formativo della conoscenza. Questa corrente si pone infatti in forte opposizione con il razionalismo ed il cubismo proprio per via del suo funzionalismo e perché aveva alla base una razionalità che in una teoria basata sull’inconscio come il surrealismo non poteva esistere. l’arte surrealista non può dipendere da alcuna ideologia ed è un movimento eversivo, di non controllo degli istinti. Questo movimento aveva un tono molto estremista, ha come scopo primario quello di provocare e di creare scandalo; gli artisti surrealisti costruivano e dipingevano oggetti molto provocatori come nel dada ma soprattutto per provocare e denunciare la società borghese che disprezzavano per via del loro “indossare una maschera” in pubblico e nascondendo una vita segreta a dir poco disdicevole. Si parla di ironia nei confronti della società che gli artisti surrealisti volevano provocare attraverso una operazione mentale: l’arte non può essere produttiva ma deve essere controproducente per la societò, evidenziandone il cattivo funzionamento. Gli artisti surrealisti hanno un po tutti stili diversi: ERNST aveva una pittura molto definita ma i soggetti rappresentati non erano riconoscibili DALì e MAGRITTE usavano una pittura tradizionale e dipingevano soggetti riconoscibili ma accostamenti insensati. MAN RAY Lo ritroviamo ancora una volta sotto vesti surrealiste. In questo ambito fece una serie di esperimenti di fotografia in cui metteva il soggetto da rappresentare sulla carta da stampa e successivamente lo colpiva con la luce: impressionava la carta fotografica. Altre opere sono: “cadeau” pag 127 ovvero un ferro da stiro con delle punte al centro della piastra, cosa che non ha senso e “Motivo perpetuo” pag 216 che consiste in un metronomo con incollato sull’asta un occhio fatto in modo che muovendosi si aprisse e chiudesse la palpebra. Questo assieme ad altri sono oggetti a funzionamento psichico per via del collegamento con l’inconscio e contiene un meccanismo automatico (automatismo altra caratteristica tipica del surrealismo: i letterati di questo movimento facevano degli esperimenti di automatismo gettando delle lettere su di un tavolo e componendo le poesie in base a come le lettere si fossero disposte). MAX ERNST Fu il maggiore pittore surrealista e inventò delle tecniche di sperimentazione surrealiste (il surrealismo di Ernst è di tipo sperimentale) come il frottage che consiste nel prendere una superficie sottile e collocarla sopra un’altra ruvida e successivamente strofinare a matita morbida o con il colore sulla prima. In questo modo si riprodurrà la tessitura della superficie ruvida sulla carta; è un qualcosa di casuale e si basa proprio sulla casualità. Il concetto infatti è quello di attivare l’immaginazione e in base al risultato dell’operazione , continuare a finire il disegno in base a quello che vi si riconosceva. Questo è ciò che fa nell’ “animale” pag 128. “Euclide” pag 128 Ritroviamo in quest’opera degli elementi cubisti. Il disegno rievoca una donna con il cappello tutta fatta attraverso forme geometriche (rimando a cezanne) ma che stravolgono l’immagine con lo scopo di provocare e prendere in giro le donne borghesi. “Giardino per aerei” pag 128 Nell’opera ritroviamo come una specie di scenario desertico contenente delle concrezioni organiche. C’è una metafora dietro questa scena desolante ,e vuole esprimere i retaggi della sottocultura borghese; Ernst voleva rappresentare la morte interiore, il marciume della società borghese nascosta sotto il perbenismo. Gli aerei di carta stanno a simboleggiare l’inconsistenza del mondo del potere e il risultato assomiglia molto ad un cimitero.


MIRò È il pittore dal carattere ludico e usa molto i colori vivaci; è quello con una maggior tendenza all’astrazione. Il mondo dell’inconscio rappresentato da Mirò è un mondo chiaro, solare senza implicazioni morbose. “il carnevale di Arlecchino” pag 129 È una stanza surrealista per via dei giochi dei bambini che sembravo volare, vibrarsi per aria e prendere vita. Ritroviamo minuscole forme collocate in un grande spazio vuoto: è una atmosfera fatta per stuzzicare e liberare l’immaginazione. Le immagini rappresentate a Mirò non hanno alcun significato al di là dell’evidenza e respingono dunque qualunque interpretazione a livello simbolico. DALì Fu espulso dal movimento per via del suo eccedere, dei suoi eccessi; fu infatti il più irrazionale e ambiguo del movimento. Era un pittore che indubbiamente aveva una grande fantasia ma le sue opere erano così portate all’eccesso che anche per il pubblico erano come un pugno nell’occhio; successivamente ebbero successo. “La venere a cassetti” pag 131 Il concetto dei cassetti è stato sviluppato e ha un risvolto nell’inconscio; i cassetti sono come le nostre paure e fobie che teniamo dentro di noi e che in qualche occasione saltano fuori. Nella venere di Milo c’è una ripresa del Dada per il fatto di riprendere un’opera classica famosa e successivamente ridicolizzarla e dissacrarla. “mercato degli schiavi” fotocopia La scena è quella di un mercato di schiavi nella quale Dalì inserisce e crea un gioco visivo poiché dalle figure centrali si materializza il busto di Voltaire. In questo modo l’artista cattura l’attenzione con suggestioni visive. “La persistenza della memoria” fotocopia È una rappresentazione simbolica del tempo; Dalì rappresenta gli orologi come se si sciogliessero e questo sta a simboleggiare come il tempo sia qualcosa di fluido ed imprendibile e che sfugge a qualsiasi strumento della razionalità. Vuole esasperare questo concetto di fluidità ed imprendibilità: gli orologi si sciolgono perché non si possono squadrare. Sullo sfondo ritroviamo una luce quasi metafisica e in basso a dx c’è come un brandello di faccia con delle ciglia che doveva essere un qualcosa legato ai suoi incubi. MAGRITTE È il più originale dei Surrealisti ed è belga come Breton. È colui che approfondisce il problema della ambiguità alogica anche nei confronti della parola. Il suo è uno stile tradizionale con una pittura banale ed accademica . Magritte gioca con i titoli e le immagini facendo accostamenti illogici che vogliono far sorridere ma che come sfondo hanno sempre una critica rivolta verso la società borghese. Attraverso questi suoi legami illogici tra oggetti riconoscibilissimi, provoca stupore ed angoscia ed evoca il mistero nella quotidianità. “il doppio segreto” pag 131 Abbiamo la rappresentazione di un volto umano che viene come strappato dalla testa e che scopre all’interno come tanti sonagli (che ricorrono in Magritte). Non sempre le opere e gli accostamenti di Magritte hanno una logica, anzi, la maggior parte non ce l’ha, ma in questo caso c’è: il significato di quest’opera è che ciascuno di noi fa vedere solo una facciata che nasconde ciò che abbiamo dentro e ciò che siamo veramente. “la condizione umana” pag 216 Rappresenta una parte aperta di muro ad arco su di un paesaggio marittimo con affianco un cavalletto in cui è riprodotto come il conseguimento del paesaggio, il completamento. C’è quindi un gioco, una illusine ottica che assieme alla palla rappresentata in basso a sx ci porta ad uno dei soggetti principali delle opere di Magritte: il mistero della soglia tra realtà e pittura. (la palla infatti, potrebbe rimbalzare tra la realtà e la parte illusoria. Il quadro viene dunque denaturalizzato e la rappresentazione non è meno reale ma diversa dalla realtà. Il discorso dell’ambiguità tra parola ed immagine è ripreso nella famosissima “c’est ne pas un pipe” pag 215 che è una sorta di gioco di parole perché quella che vediamo non è una pipa ma solo una rapresentazione della pipa. C’è quindi una sfaldatura tra oggetto-immagine e oggetto reale e c’è quindi una divisione tra oggetto pipa e la sua rappresentazione. PICASSO NEL SURREALISMO


Anche picasso ha avuto un ritorno all’ordine negli anni 20 successivamente alla 1 guerra mondiale e alla sua fase sintetica (come nel “flauto di pan” pag 113). Verso gli anno 30 aderì al surrealismo come vediamo nelle “bagnanti” pag 133 in cui ritroviamo ancora un cubismo analitico con una evidenziazione dei volumi e queste forme mostruose e monumentali. È un’opera surrealista perché va a ripescare nell’inconscio che nel caso di Picasso è un inconscio più collettivo. Rappresenterebbe una mamma e un figlio sulla spiaggia on un’altra forma mostruosa che spunta dall’orizzonte. “GUERNICA” pag 212 Picasso la finì nel 1937 e gli era stata commissionata per una esposizione internazionale a Parigi. Non è l’opera che inizialmente voleva mandare alla mostra ma durante il suo lavoro ci fu il bombardamento della cittadina di Guernica da parte del comandante Franco e così decise di fare un’opera che trattasse di questo dramma. La sua fu come una risposta a quella azione brutale e viene considerato l’unico quadro storico del secolo perché rappresenta un fatto storico ed è il primo intervento artistico che entra nella vita politica. Lo stile usato da Picasso in Guernica è una sintesi tra cubismo, surrealismo e con anche qualcosa di espressionistico per via del fatto che tutti i personaggi sono rappresentati con la bocca aperta durante un grido che ricorda molto quello di Munch. L’opera è piena di simbologie: il toro è il simbolo della violenza fascista, il cavallo, simbolo del popolo spagnolo viene rappresentato con la lingua appuntita che è simbolo di valore, la luce dall’alto rappresenta la ragione che giunge dall’alto nel caos,la dona che tiene in mano la lampada a petrolio è simbolo della regressione a ci porta la guerra, etc.. il morto a sx con la mano spezzata è invece simbolo della vita finita che da un senso di drammaticità assieme alle linee tese delle mani che chiedono un aiuto che non arriverà. Sul piano formale Guernica è una struttura simmetrica in cui non c’è gioco di illusione tra interno ed esterno. Il chiaroscuro è assente ed è scomparso assieme al volume. Anche il colore è assente e si possono solo riscontrare le tonalità del nero e del bianco; tutto ciò è significativo perché il colore e il rilievo sono simboli di vita in quanto sono i mezzi con cui si può fare esperienza della natura, ma nel dipinto la vita è svanita lasciando spazio alla morte e al non colore. Guernica è un dipinto molto diverso rispetto alla produzione cubista perché mentre nel cubismo, Picasso voleva fare uno studio oggettivo della realtà senza simboli, qui è invece tutta introspezione e simbologia.

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