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UniversitĂ  IUAV di Venezia FacoltĂ  di Architettura Corso di Laurea Magistrale in Architettura Indirizzo Conservazione Anno Accademico 2011-2012

Strutture antiche e strumenti nuovi:

il rilievo e la rappresentazione digitale della sovracupola dei SS. Giovanni e Paolo a Venezia

Laureandi Matteo Berto matr. 270153 Caterina Gottardi matr. 270154 Relatore Prof. Francesco Guerra Correlatore Prof. Mario Piana


Indice

Introduzione

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La fase di acquisizione dei dati

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La fase di elaborazione e registrazione

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La costruzione del modello tridimensionale

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Conclusione

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Bibliografia

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Introduzione

Il sistema ligneo della cupola dei SS. Giovanni e Paolo era caratterizzato da una carente documentazione grafica e bibliografica. Il nostro lavoro di ricerca si è indirizzato verso una parte “nascosta” della basilica domenicana, basilica che spesso incanta per la grande mole muraria, per i monumenti funebri dogali all’interno, per la rappresentazione pittorica e scultorea, ma che cela una sorprendente tradizione costruttiva del legno. Possiamo affermare di conoscere la realtà che ci circonda solo quando riusciamo a trovare un metodo per descriverla; creando il modello conoscitivo della sovracupola ci siamo posti proprio questa finalità, arrivare a un risultato dove conoscenze di ambiti diversi possano riuscire a convergere in un’unica rappresentazione. Concepire un modello conoscitivo di una fabbrica o di un manufatto architettonico significa raggruppare assieme tutti i rilievi eseguiti e continuare ad aggiungere sempre più informazioni, in una visione lungimirante, senza creare ogni volta dei nuovi modelli più precisi e dettagliati; solo il continuo confronto con i lavori del passato può arricchire le conoscenze di un oggetto. Per quanto riguarda le ricerche storico-archivistiche, abbiamo cercato di raccogliere ed elaborare la maggior parte del materiale su questo manufatto; proporre un processo evolutivo delle lavorazioni e dei cambiamenti di questa fabbrica è stato un procedimento decisamente complesso, tuttavia tutto ciò si è rivelato fonte di informazioni fondamentali per la conoscenza della costruzione della struttura lignea. Il rilievo ci ha permesso una conoscenza corretta dell’intero complesso, permettendoci anche di sviluppare un maggior senso critico, rispetto all’inizio di questa ricerca, nei confronti delle rappresentazioni storiche. Ad esempio, non solo gli elementi lignei sono spesso diversi, ma anche la curvatura delle 4


costolature è rappresentata regolare, mentre dal modello possiamo notare come non siano assolutamente riconducibili a una geometria perfetta. La sovracupola non si sviluppa lungo un’asse verticale ortogonale rispetto all’altezza del piano di calpestio; è bensì caratterizzata da un’eccentricità visibile, seppure non eccessivamente marcata. Infine possiamo notare che anche la cupola in muratura, che è sempre stata rappresentata a base circolare, non è affatto riconducibile a una forma geometrica nota; così come il piano di imposta della sovracupola, che non è per nulla assimilabile a una circonferenza, né tantomeno a un’ellisse regolare.

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La fase di acquisizione dei dati

Già dai primi sopralluoghi ci si è resi conto delle problematiche di rilevamento in un ambiente così particolare come quello della sovracupola. La scarsa visibilità, dovuta all’assenza totale di illuminazione elettrica, il piano di calpestio molto ristretto e l’elevato numero di elementi lignei dalle forme irregolari la rendono una struttura tanto affascinante quanto complessa. La base è caratterizzata da un’ampiezza che varia attorno ai 14,5 metri, l’altezza dal piano di calpestio alla costolatura è di 9,8 metri, e con il cupolino e la croce si raggiungono i 23 metri circa. Il piano di calpestio, su cui poggiano le punte e gli elementi lignei della struttura, si estende con un’ampiezza di circa 60 cm. Ci si è resi quindi conto della difficoltà di applicare dei metodi di rilevamento tradizionali come, ad esempio, il rilievo diretto; si è deciso perciò di realizzare un rilievo metrico tramite la tecnologia del laser scanning. L’utilizzo di questa tecnologia ha risolto la maggior parte delle problematiche sopra descritte: l’indifferenza del laser scanner all’illuminazione ha consentito di risolvere il problema della luminosità quasi assente, la sua capacità di acquisire un gran numero di punti ha permesso di individuare la geometria delle strutture in maniera definita, il tempo relativamente breve di scansione ha reso possibile una veloce fase di rilevamento in situ. Le dimensioni e il peso contenuti del laser scanner utilizzato, notevolmente più maneggevole rispetto a quelli di qualche anno fa, hanno permesso di portare lo strumento lungo il percorso fino alla cupola senza troppi sforzi. Le strutture lignee della cupola si articolano secondo uno schema principale ottagonale, ma, in seguito alle aggiunte ottocentesche, è percepibile all’osservatore una diversa suddivisione, scandita dai dodici sistemi di ritti e sbadagli, che sorreggono le centine e che si appoggiano o al piano di 8


calpestio o alla controcentina costruita sulla cupola muraria. Si è deciso perciò di posizionare il laser scanner in ognuna delle dodici campate individuate. Le altre scansioni sono state effettuate dal pianerottolo intermedio della scala, dal pianerottolo superiore e dalla scaletta che conduce all’esterno, riuscendo così a scansionare un’ampia parte del cupolino. In fase di processamento, il programma di elaborazione delle scansioni riconosce facilmente alcuni sistemi di segnalizzazione; per questo motivo sono stati posizionati target bidimensionali e sferici, di diametro di 12 cm. È necessario che almeno tre di essi siano in comune con le scansioni adiacenti. La condizione è necessaria e sufficiente per stimare i parametri di registrazione di una scansione nel sistema di riferimento di un’altra. Nel nostro caso siamo riusciti ad avere una media di cinque target riconoscibili anche dalle scansioni vicine. L’acquisizione delle scansioni con il laser scanner è stata affiancata dalla registrazione di coordinate rilevate topograficamente; associando ai target topografici le coordinate, la prima scansione diventa di riferimento globale per tutte le successive. Per l’acquisizione dei punti topografici si è utilizzata la stazione totale Leica TCR 1103; questa garantisce la verticalità del sistema di riferimento e diventa di fondamentale importanza anche nell’eventualità di nuove scansioni da collegare alle precedenti. L’acquisizione dei dati è stata divisa in due giornate. Durante la prima giornata sono stati registrati i punti con la stazione totale, sono state eseguite le scansioni sul pianerottolo intermedio, su quello superiore, e infine tre scansioni sul piano di calpestio. Durante la seconda giornata invece, è stato terminato il giro di tutte le campate alla base.

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La fase di elaborazione e registrazione

Le venti scansioni sono state concatenate e georeferenziate, tramite il riconoscimento dei target sferici e bidimensionali, posizionati sugli elementi lignei. La fase di elaborazione delle nuvole, utilizzando il software Scene, è stata particolarmente laboriosa. La configurazione dello spazio non ha permesso di avere un’ottimale distribuzione dei punti delle nuvole, lasciando alcuni buchi, causati da zone d’ombra e dalla difficoltà di scansionare alcune porzioni della struttura. Inoltre la notevole dimensione del vano e la complessità geometrica degli oggetti presenti hanno contribuito alla produzione di un insieme di dati dalla gestione abbastanza complicata. All’interno del software, una volta creato un nuovo progetto, si inseriscono tutte le scansioni, scaricate dalla memoria del laser scanner. Una volta caricata la prima delle venti scansioni, devono essere riconosciute e registrate entrambe le tipologie di target utilizzati, dopodiché la scansione viene scaricata. Questo procedimento si esegue per tutte le scansioni. Dopo aver eseguito la georeferenziazione, ossia l’orientamento delle nuvole nel sistema di riferimento utilizzato nel rilievo topografico, caricando le coordinate, le scansioni andranno salvate in un formato *.xyz. Il passaggio successivo è l’importazione delle nuvole separate, ma orientate, all’interno del software Pointools, che gestisce in modo più ottimale, fluido e veloce tutti le informazioni di tali dati; tramite questo programma è possibile unire e salvare tutte le nuvole in un’unica totale, in formato *.pod. In questo specifico caso, non è stato dato un valore RGB alle scansioni, poiché la raffigurazione con solo l’intensity ci permetteva una maggior chiarezza degli elementi scansionati. Una volta salvato il file in formato *.xyz da Scene, e importato in Pointools, la conversione dei valori dell’intensity ha creato però 12


alcuni problemi; i colori visualizzati erano solo il bianco e il nero, senza tutte le sfumature di grigio, che permettono di leggere gli elementi con assoluta chiarezza. Per ovviare questo problema, è stato creato un programma ad hoc, dal Laboratorio di Cartografia e Gis dell’Università IUAV di Venezia. I file *.xyz, usciti da Scene, sono stati quindi elaborati da questo programma, che ha riscalato i valori dell’intensity, permettendo la visualizzazione delle nuvole con la giusta intensità di tonalità; i file uscenti sono sempre in formato *.xyz. In seguito è stato creato il file unico con estensione *.pod, da Pointools, della nuvola di punti. Sono stati scansionati, elaborati e registrati un totale di 863.665.301 punti. Prima di salvare le venti scansioni in un’unica nuvola però, quest’ultima è stata pulita e sono stati eliminati alcuni punti scansionati dal laser scanner, che non erano oggetto di studio, come ad esempio alcuni coppi del tetto, che si intravedevano dai fori alla base della cupola. Una volta pulita, la nuvola contava un totale di 861.912.073 punti. Il medesimo lavoro di elaborazione e registrazione in Scene è stato fatto anche con le due scansioni all’interno della basilica. Sono stati posizionati dei target di formato A4 nella parte absidale e sulle colonne prima dell’incrocio tra la navata e il transetto.

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La costruzione del modello tridimensionale

Una volta creati i file *.pod delle nuvole di punti, dell’estradosso e dell’intradosso, si è passati alla modellazione tridimensionale, in ambiente Cad. Tramite un plug-in di Pointools per Autocad è stata possibile, sezionando la nuvola, l’estrazione dei profili degli elementi lignei e della cupola muraria. Ognuna delle punte, dei ritti e degli sbadagli, verticali e obliqui, sono stati modellati a partire dal profilo ricavato da sezioni orizzontali della nuvola a differenti altezze. Altri elementi, come alcuni fettoni o i telai dei pianerottoli, sono stati costruiti tramite l’estrusione di più sezioni verticali. Per altri ancora, quali le centine, che si sviluppano non linearmente, ma con un andamento curvo, le sezioni sono state estratte radialmente, rispetto un centro comune. La modellazione della cupola muraria è stata, invece, più complessa di molti altri elementi. Dalla nuvola della sovracupola, sono stati ricavati i profili dell’andamento superficiale all’estradosso e, a partire da questi ultimi, è stato modellato il solido pieno. Dalla nuvola dell’interno della basilica, sono stati ricavati gli altri profili curvi all’intradosso, utilizzati per generarne la superficie. Tramite operazioni booleane, i due elementi sono stati uniti, ricavando il profilo reale solido della cupola. Lo spessore murario è stato, invece, ricavato dalle sezioni storiche. Per unire, infatti, le scansioni all’estradosso e all’intradosso sarebbe stata necessaria una rete topografica troppo complessa, che si sarebbe articolata lungo tutto il percorso della scala a chiocciola, con difficoltà pratiche durante la campagna di rilevamento, ma anche poi durante l’elaborazione dei dati. Poiché la cupola muraria non era il principale oggetto della nostra tesi, si è preferito utilizzare, in questo caso, una sezione storica, realizzata dall’ingegnere civile G. Sanfermo, nell’Ottocento. Tutte le rappresentazioni tridimensionali sono state realizzate con Autocad 2010 e 3DStudioMax 2012, 16


software entrambi della Autodesk. Tutti i dati per la restituzione grafica della sovracupola derivano dall’elaborazione delle venti scansioni all’estradosso e delle due all’interno della basilica. Solo per la realizzazione della croce all’estremità della cupola, sono stati utilizzati i dati Lidar aerei; una volta convertiti in *.pod, tramite Pointools siamo riusciti a leggere alcune misure tra i punti sommitali, nonostante fossero radi, ricavandone le dimensioni della croce sul cupolino. Il fine della costruzione di questo modello digitale è la conoscenza di una struttura così complessa eppure così diffusa nella tradizione veneziana del XIV e XV secolo. Grazie alla rappresentazione tridimensionale e alle animazioni che da questa si possono ottenere si riesce a cogliere appieno la distribuzione spaziale di tutti gli elementi che compongono la sovracupola dei SS. Giovanni e Paolo.

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Conclusione

Durante lo svolgimento della nostra tesi, abbiamo approfondito l’aspetto tecnico e metodologico del rilievo, nelle sue successive fasi e, contemporaneamente, l’aspetto storico-evolutivo della costruzione della sovracupola dei SS. Giovanni e Paolo. Nel processo di conoscenza di un manufatto architettonico, bisogna partire dalla base necessaria e inscindibile di tutte le indagini, ossia il rilievo geometrico. Molto spesso questo viene visto solo come tema ancillare di supporto al progetto di restauro, mentre dovrebbe essere interpretato come un elemento per nulla in secondo piano: il rilievo è prima di tutto analisi della forma e, contemporaneamente, il supporto alle altre analisi in ambito architettonico. Il modello tridimensionale è stato ideato anche affinché possa tornare utile in futuro. I campi in cui potrebbe essere utilizzato sono, infatti, molteplici: ad esempio, si potrebbe utilizzare come vero e proprio abaco di catalogazione delle singole parti che compongono la struttura della cupola; sono stati modellati tutti gli elementi tra la parte muraria e il manto plumbeo, con i relativi incastri e i tiranti metallici. La sua costruzione digitale ne permette un versatile utilizzo; il modello si presta anche agli studi strutturali e il suo utilizzo in ambito conservativo risulta evidente quale supporto spaziale per ogni possibile od opportuna analisi. Prima di intervenire su un manufatto di tale importanza storica e tecnologica, bisogna conoscere innanzitutto come è stato costruito, con quale logica sono stati posizionati i singoli elementi. È necessario impostare il criterio da utilizzare nell’intervento, e ciò si può capire solo tramite la conoscenza storicocostruttiva della fabbrica della sua interezza. Speriamo poi che quest’analisi vada ad aggiungersi agli studi e alle ricerche 20


passate sulle strutture cupoliformi, in modo da fornire una sempre più vasta documentazione e conoscenza dell’argomento. Al momento, tramite la tecnologia laser scanning, è stato analizzato un limitato numero di cupole a Venezia: il Politecnico di Milano ha realizzato, all’interno di un lavoro molto ampio di conoscenza del complesso monumentale della basilica di San Marco, il rilievo dei sottotetti e la restituzione delle strutture portanti e delle travature lignee della cupola dei Profeti e della cupola di Pentecoste. Alla fine del lavoro svolto non ci sembra inopportuno proporre quanto fatto come l’individuazione di un protocollo operativo per il rilievo delle coperture lagunari e, in particolar modo, per le sovracupole lignee a Venezia.

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Bibliografia

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«Contributi», n. 5 (1998), atti della giornata di studi “Metrologia e Tecniche Costruttive”, Pescara, 3 marzo 1998, pp. 37–44. 22. Antonio Quadri, Tempio de’ SS. Giovanni e Paolo in Venezia: descitto ed illustrato dall’autore degli Otto giorni a Venezia, Venezia, Andreola 1835. 23. Pier Liberale Rambaldi, La chiesa dei SS. Giovanni e Paolo e la cappella del Rosario in Venezia, Venezia, il comitato per il restauro della cappella del Rosario 1913. 24. Franca Zava Boccazzi, La basilica dei santi Giovanni e Paolo in Venezia, prefazione di Rodolfo Pallucchini, Venezia, Ferdinando Ongania 1965. Tesi dell’Università IUAV di Venezia 1. Andrea Carpanese, Rilievi strumentali e modelli digitali per lo studio di facciate incompiute, relatore Francesco Guerra, correlatori Caterina Balletti, Andrea Adami, a.a. 2010-2011. 2. Francesco Gerbaudi, Il rilievo delle strutture lignee: il caso della copertura della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale di Venezia, relatore Eugenio Vassallo, correlatori Claudio Menichelli, Francesco Guerra, a.a. 2001-2002. 3. Micol Pillon, Luisa Sartorelli, L’arena di Grumentum: misura, geometria, forma, relatore Francesco Guerra, correlatori Agostino De Rosa, Luigi Sperti, Caterina Balletti, a.a. 2005-2006.

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Abbreviazioni archivistiche ASVe: Archivio di stato di Venezia Ar. Sopr. BAPVL: Archivio storico della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna. AMV: Archivio Municipale di Venezia. ASP: Archivio storico del Patriarcato di Venezia. Fonti di Archivio 1. ASVe, Culto e clero veneto, b. 147, fasc. 8, S. Giovanni e Paolo. 2. ASVe, Culto e clero veneto, b. 244, fasc. 36. 3. ASVe, Culto e clero veneto, b. 160, fasc. 201, Lavori alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo. 4. ASVe, Culto e clero veneto, b. 161, fasc. 223, Lavori ai soffitti della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo. 5. Ar. Sopr. BAPVL, Venezia, Sestiere di Castello, Chiesa SS. Gio e Paolo, b. 21. 6. Biblioteca Museo Correr, Cod. Cicogna, ms. 3235, III. 32, SS. Giovanni e Paolo. Chiesa. Notizie. 7. AMV, 1911-1915, Chiesa SS. Giovanni e Paolo, Contributo del comune per l’impianto della luce elettrica nelle chiese di San Raffaele, SS. Giovanni e Paolo, b. V, 3, 5. 8. AMV, 1915-1920, Danni prodotti da bombardamenti di areoplani, b. VIII, 4, 3. 34


9. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, fabbriche e restauri, b. 2, Fotografie in chiesa, 1898-1935. 10. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, fabbriche e restauri, b. 3, Lavori in chiesa, metĂ  XIX sec. - XX sec. 11. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, Atti generali, b. 61, Campane, 1863 - 1914. 12. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, Atti generali, b. 78, Ristauri e riparazioni, XIX sec. - 1935. 13. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, Atti generali, b. 79, Restauri o riparazioni, fine XIX sec. 14. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, Atti generali, b. 80, Restauri o riparazioni, 1850 - 1935. 15. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, Atti generali, b. 152, Dipinti e restauri, 1882 - 1914. 16. ASP, Fabbriceria dei SS. Giovanni e Paolo, Atti generali, b. 168, Cella campanaria. Pratiche ricostruzione, 1890 - 1904.

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Tesi di laurea