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SOMMARIO • •

Speciale concorso Avola Antica • Fra storia e leggenda Salvatore Izzo • Avola Antica C. Campisi, S. Di Rosa….

M@TTEI NEWS Periodico d’informazione e cultura dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Enrico Mattei” - Avola

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Pubblicazione del Progetto “Giornale d’Istituto”

REDAZIONE

SOMMARIO

Dona il sangue e sarai felice! Mery Artale Falso lavoro agli immigrati Salvatore Izzo

Allievi partecipanti Mery Artale, Francesco Barlotta, Sebastiano Bordieri, Salvatore Izzo Santino Mangiafico, Paolo Mazzone Gessica Morale, Roberta Morale, Vera Presti

Legalità IV C e V C Il senso del dovere Angelina Cancemi Arancino o arancina .... Salvatore Izzo Chili di troppo, cosa fare? Sebastiano Bordieri

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Speciale concorso “Acqua bene prezioso” • Acqua risorsa limitata pag. 9 Salvatore Izzo, Santino Mangiafico • Acqua, fonte e matrice di vita pag.10 Paolo Mazzone • Acqua: 5 lettere che portano la ... pag.10 Benedetta Lorefice • Emergenza acqua pag.11 Santino Mangiafico, Salvatore Izzo • Acqua e salute pag.11 Vera Presti

Docenti coordinatori Ninfa Cancemi, Venera Rossitto Celeste Sarcià, Rosetta Sarcià Esperto giornalista esterno Dott. Giuseppe Cascio

Personale tecnico dell’Istituto Salvatore Garante

Realizzazione tecnica e impaginazione grafica presso il laboratorio di Informatica Multimediale dell’Istituto - Avola via Antonio Labriola tel. 0931831970 sito web www.enricomatteiavola.it e-mail info@enricomatteiavola.it sris008008@istruzione.it

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Supplemento Agenzia Giornalistica Siciliana registrata al Tribunale di Siracusa n. 2/82 Direttore Responsabile Dott. Cascio Giuseppe

Sesta edizione

Annualità 2008 - 2009

Dirigenti Scolastici Prof.re Alfonso Randazzo Dott.ssa Gabriella D’Ambrosio

I

Il piacere di ballare Paolo Mazzone Lo sport è benessere Mary Artale The music we love/ La musica che... Jessica Morale, Roberta Morale Ke noia la skuola Francesca Mancuso Giochi di Archimede Loredana Accolla I ragazzi del Mattei alla Fattoria ... Mery Artale Studio o lavoro La redazione Education in the USA and in Italy.. Jessica Morale, Roberta Morale Riforma Gelmini La redazione L’angolo delle posie. Barlotta Francesco, Mery Artale

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Anche i giova ni ne l mondo della so lidarietà

Dona il sangue e sarai felice! Faccio parte dell’Avis, Associazione Volontari Italiani Sangue. Ogni sei mesi donare il mio sangue mi dà

Il donatore offre un primario servizio sociale e per questo lo Stato gli riconosce il diritto di una giornata di riposo e quindi la normale retribuzione della medesima giornata. Bob Dilan diceva che noi giovani siamo l’oblò della speranza, noi che oggi viviamo nel vuoto ideologico, nella crisi dei valori e nei falsi miti, noi che pensiamo ad un domani migliore, ma non pensiamo a chi ha bisogno del nostro aiuto. I bambini affetti da malattie legate al sangue ne hanno costantemente bisogno. Riempiamo allora il vuoto ideologico con il loro sorriso. Per donare il sangue basta essere in buona salute, di età non inferiore ai 18 anni e pesare almeno 50 chili. La trasfusione si svolge presso il centro trasfusioni dell’ospedale di Avola, tutti i giorni feriali dalle 8,30 alle12,00. Fate come me, diventate donatori anche voi. Mery Artale

FALSO LAVORO AGLI IMMIGRATI Meccanismo perverso per una nuova tratta degli schiavi Ancora oggi assistiamo allo sbarco di numerosi clandestini. Una moltitudine di immigrati, soprattutto del Nord Africa, sognano una vita migliore lontano dai loro paesi d’origine e vanno a lavorare in terra straniera, ma spesso vengono raggirati dalle persone alle quali si affidano: connazionali, imprenditori, consulenti del lavoro e persino responsabili di ufficio. Gli immigrati pagano per avere un contratto come lavoratori stagionali nelle zone dove giungono e per procurarsi quel denaro, spesso, hanno dovuto vedere tutto ciò che posseggono, lasciando le loro famiglie in una miseria ancora più nera. Ma questa illusione dura pochi giorni, il tempo di arrivare in Italia o in qualche altra nazione e si accorgono che non c’è niente di tutto ciò che era stato loro promesso: niente la-

voro, niente alloggio, niente di niente! Chi raggira questa povera gente intasca tanti soldi, senza farsi troppi scrupoli, senza rimorsi di nessun tipo. Dovrebbe rispondere, invece, alla propria coscienza per aver speculato su quei poveri, per avere tolto persino la speranza a persone alle quali non era rimasta che quella. Questa è una trappola nella quale rimane imbrigliata tanta povera gente, che arriva, anche in Italia, con la certezza di un lavoro sicuro e resta invece con il classico pugno di mosche in mano. Un meccanismo perverso che ha dato vita ad una moderna tratta degli

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schiavi, messa in moto da chi è pronto ad approfittare del bisogno di tanti disperati che, pur di ottenere

un lavoro, accettano di pagare somme di denaro per loro impressionanti, vista la povertà dei paesi da cui provengono. Salvatore Izzo

ATTUALITA’

l’opportunità di verificare il mio stato di salute, mi aiuta a sentirmi umanamente migliore, ma soprattutto mi aiuta ad amare e sentirmi felice. Il pensiero che grazie a me, anche se per poche ore, un bambino talassemico, leucemico o anemico starà bene e potrà ancora regalare il

suo sorriso all’amore dei suoi cari, mi dà tanta felicità! Tutto questo grazie ad un piccolo gesto che non ha tolto niente alla mia vita. Il sangue donato infatti si riforma in poche ore, senza causare danni all’organismo. Questo tipo di solidarietà ha avuto il suo riconoscimento solamente dopo il periodo fascista, infatti l’AVIS è stata riconosciuta dallo Stato con la legge n. 49 del 20/2/50. L’AVIS fonda i suoi principi sulla partecipazione sociale e sul volontariato. Il dono del sangue costituisce infatti un atto di umana solidarietà e dovere civico. Non vi è alcun rischio infettivo per il donatore, essendo i dispositivi di prelievo esclusivamente sterili e usa e getta.


M@ttei News Con i lavori “Fra storia e leggenda” e “ Avola Antica” alcuni alunni dell’Istituto “E.Mattei”, IPAA e ITC, hanno partecipato alla Prima edizione del Concorso indetto dall’Associazione Culturale Avola Antica , Storia di Avola Antica, classificandosi entrambi al primo posto. Ancora una volta questo evento rappresenta un punto di orgoglio per la nostra scuola, spesso in prima fila nelle varie attività culturali, sociali e sportive che si realizzano nel nostro Paese.

Fra storia e leggenda

SPECIALE STORIA

Avola Antica: un luogo da conoscere Avola Antica, con la forma di un serpente alato, è situata sul Monte Aquilone, nella parte terminale degli Iblei, a 427 m. d'altezza. Distante otto chilometri dalla nuova città, si trova tra Siracusa e Noto sulla costa chiamata “Riviera Barocca”, poiché su questa parte del mare Ionio si affacciano le città più rappresentative dello stile Barocco. Viene comunemente chiamata “a muntagna”, nonostante la relativa altitudine, e riveste un’importanza storica per la città di Avola. I resti dell’antica città testimoniano la preesistenza di una città medievale e fanno supporre la preistorica presenza umana nel sito. Molti storici ipotizzano in questo luogo la mitica Hybla Major citata da Tucidide. Percorrendo una strada a serpentina e guardando lungo le pareti del monte, si possono ammirare decine di cavità di varie grandezza, scavate nella roccia, simili ai favi di un'arnia. Sono grotte, scavate nel calcare, che costituivano parte delle abitazioni e delle cisterne dell'antico borgo di Avola, distrutto dal terremoto del 9 e 11 dicembre 1693, e sono ciò che rimane dopo la realizzazione della strada carrabile, costruita verso la fine dell'800

e che ha impedito una visione chiara e leggibile della località medievale. Il sito del monte Aquilone è limitato da due profonde vallate ed è unito all'altopiano da uno stretto istmo. Fu abitato sin dai tempi più remoti dai Sicani e in seguito dai Siculi e fu una fortezza naturale. Numerose, infatti, sono le necropoli di origine sicula con le tipiche tombe sicule a forno, collocate sui fianchi delle colline avolesi e sulle pareti di Cozzo Tirone, di fronte all'attuale area urbana. Sembra che la città medievale si estendesse nella parte sottostante il castello-fortezza, “u castidduzzu”, che ne costituiva la parte più alta. Erroneamente, invece, si crede che la vecchia città fosse ubicata

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sull’altopiano Ibleo, nella zona vicina all’Eremo. Questo non faceva parte del vecchio sito, ma fu costruito dopo il 1700 mentre fervevano i lavori per la ricostruzione della nuova città, per volere di Don Sebastiano Li Gioi, appartenente ad una famiglia da cui erano venuti alla luce ecclesiastici colti e persone generose. Lo volle proprio nel sito dove prima c’era il Convento dei Padri Cappuccini di Avola Antica, per incentivare l’eremitaggio e per dare la possibilità agli agricoltori e ai pastori della zona di partecipare alle celebrazioni religiose. Una volta si raggiungeva l’eremo attraversando un ponte aereo che è stato distrutto non molto tempo addietro. Contigua ad esso, c’è una chiesetta intitolata alla Madonna delle Grazie, per l’immagine ritrovata dall’eremita fra Salvatore Lu Presti. Il fatto è stato trasmesso da racconti popolari che oggi i ragazzi disconoscono. Due sono le versioni che raccontano il ritrovamento. Un pastorello era solito far pascolare il suo gregge ai piedi dell’eremo. Un mattino venne richiamato dal suono insistente di una campanella. Incuriosito e titubante si diresse verso il luogo da dove proveniva segue..


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que e per la selvaggia bellezza della natura. In questi luoghi trovarono approdo San Corrado Confalonieri, l’anacoreta piacentino, e il beato Antonio detto l’Etiope. Ancora poco noto alle persone, il Beato Antonio, detto l’Etiope o di Categerò (per la sua origine africana) nacque a Barce di Cirene (Libia) verso il 1490. Fu rapito dai pirati e dopo varie peripezie, giunse ad Avola. Fu te nuto in le gge ra sc hiavitù dall’agricoltore avolese Giovanni Iandanula per lo spirito di santità che esprimeva, presto la gente del posto sperimentò l’ardente carità di Antonio. Dopo la morte di Iandanula, passò ai suoi eredi, i Giamblundo di Noto, e fu destinato alla custodia degli armenti. Ben presto i suoi padroni lo resero libero perché non volevano avere per schiavo colui che Dio aveva per amico. Un’altra storia che spiega il detto popolare “chi semu e tempi re canonici ri lignu?” è legata ai monaci cappuccini e in particolare a Frà Sarivaturi. Si narra che ci fu un momento in cui la vocazione cristiana andava disperdendosi e i monaci del convento erano diminuiti perché morti o trasferiti. Fra Sarivaturi trovatosi da solo, per difendersi ed evitare le incursioni da parte della gente poco credente, aveva dislocato attorno al convento, e soprattutto nell’orto, dei pupazzi di legno vestiti con le tonache dei monaci. Per tanto tempo la finzione resse, fino a che Fra Sarivaturi non fu scoperto e con lui la messa in scena.

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Salvatore Izzo

SPECIALE STORIA

il suono. Si accorse che esso partiva da sotto un grosso macigno e subito cercò di sollevarlo, ma appena lo toccò, miracolosamente, si capovolse facendo apparire l’immagine della Madonna con il Bambino, illuminata dalla fiammella di una lampada. L’altra versione vuole che il ritrovamento avvenga per opera di un frate che, mentre zappava l’orticello del convento, sentì il suono di una campanella provenire da sotto un grosso macigno, che si sollevò agevolmente facendo scorgere il bassorilievo di una Madonna con il Bambino e una campanella. I due reperti furono collocati all’interno della chiesa che, da quel giorno, venne dedicata e chiamata “Madonna delle Grazie”. L’immagine è dipinta su un bassorilievo calcareo ed è della seconda metà del XVI secolo. La campanella è di bronzo ed ha il diametro inferiore di circa 8 c m. Su quest’ultima, interessanti sono i motivi decorativi e le scene allegoriche tra cui scene di maternità ed di animali in movimento. Oggi la campanella non è più dentro la chiesa, si dice che sia stata rubata qualche anno fa, quando la chiesa fu visitata dai ladri. Il tempietto votivo sulla strada provinciale, indica il luogo del ritrovamento dell’icona. “A muntagna” di Avola Antica è stata meta di numerosi eremiti, particolarmente nella zona di Cava Grande, per la ricchezza delle ac-

Oggi Avola Antica cerca di diventare un centro turistico, numerose sono le abitazioni che ospitano persone straniere per le vacanze estive. Le bellezze del posto e l’unicità dell’ambiente di Cava Grande attirano anche tanti giovani pronti a esplorare, soprattutto in estate, il canyon con i bellissimi laghetti formati dal limpido fiume Cassibile, il Kakyparis dei greci. Anche questa zona è ricca di testimonianze preistoriche e storiche. Abitata dai Sicani, era una fortezza naturale; gli abitanti crearono nella roccia centinaia di abitazioni collegate tra di loro da corridoi e scalinate, alcune ancora esistenti e percorribili, essi, infatti, permettono di visitare le tracce lasciate dalle antiche civiltà. Alcune zone sono famose anche perché avvolte da memorie leggendarie, esempio ne è la “grotta dei briganti” e le “tre pedate”, frequentate dai briganti che vi trovarono rifugio nel periodo del Brigandaggio siciliano. Il “salto di Maruzza”, è un posto molto ripido il cui nome è legato a una certa Maruzza che il marito geloso buttò dalla rupe corrispondente a quel luogo. Le notizie di Avola Antica non finiscono qui, ma anche descrivendole tutte in maniera minuziosa, non potrebbero suscitare le emozioni che provano le persone quando visitandola ne contemplano le bellezze.


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AV O L A A N T I C A

SPECIALE STORIA

da Hybla Mayor ai nostri giorni La senix Hybla Mayor fu una città Sicana non fortificata, che secondo Tucidite e Pausania era situata tra Centuripe e Catana, vicino Paternò.

lonizzazione dei Greci che trovarono una civiltà già influenzata dal contatto con i Fenici. Nel III secolo a.C. a seguito della

Nell’immigrazione dall’Italia, i Sicani vennero cacciati da nord verso sud, abbandonarono tutta la costa orientale e trasmigrarono sul Monte di Avola Antica, cioè sul margine meridionale dell’altopiano Iblense. Qui diedero vita alla città di Avola che venne scavata interamente nella roccia, formando il monte e il costruendo castello. Il termine “Hybla” non è greco, ma preellenico, probabilmente sicano, forse il nome di una dea adorata dalle popolazioni. Nel nuovo sito, il suo nome Hibla, con una serie di mutamenti fonetici, cambia in Ibla, Abola, Abula, Abbola, Abolla, Avula, Auola, Aula e Avola. Si può ben capire che questi nomi non sono che il medesimo nome foneticamente corrotto. I Siculi combatterono gli indigini e si insediarono definitivamente nel territorio a cavallo fra XIII e il XII secolo a.c. Dell’epoca dei Siculi sono testimonianza i numerosi reperti, soprattutto vasellame e stoviglie, rivenuti in alcune tombe in quella che è oggi la Riserva naturale di Cavagrande del Cassibile. Successivamente Avola subì la co-

Prima guerra punica, il predominio greco-cartaginese passò ai Romani che costituirono la provincia di Sicilia (227 a.C.), pur lasciando un’autonomia a Siracusa e ai possedimenti di questa città nella parte sud orientale dell’isola, fra cui anche la zona di Hybla Mayor. La soppressione delle istituzioni statuali siracusane nel corso della seconda guerra punica, vide l’occupazione militare romana di tutta la Sicilia sudorientale attorno alla metà del penultimo decennio

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del III secolo a.C. A seguito delle devastazioni e dei saccheggi operati dai Vandali che occuparono l’intera Sicilia, attorno alla metà del V secolo, venne cancellato il ricordo di Hybla Mayor e la zona si tramutò in una landa semideserta. L’invasione degli Arabi riguardò la Sicilia e nel primo cinquantennio dell’ottavo secolo riuscirono a conquistare e a tenere per breve tempo Siracusa. L’invasione riguardò anche Avola Antica che fu occupata. All’inizio il territorio fu devastato completamente, gli edifici furono ridotti in cattive condizioni, le chiese distrutte, le immagini sacre incendiate. I Normanni, popolo di guerrieri e di navigatori vichinghi, vennero in Sicilia perchè chiamati da Ibm at Tumnah, signore musulmano in lotta con gli altri capi Arabi. Avendo colto questa occasione vennero in Sicilia e occuparono nel 1060 Messina. Man mano guadagnarono terreno, ma ci volle un trentennio per impadronirsi dell’intera isola. L’antica Avola, allora detta Abla, fu espugnata nel 1075, durante la marcia verso la conquista di Noto, che poi si ottenne nel 1091, Avola fu infine conquistata da un abile guerriero Ruggero Diengot figlio del valoroso Goffredo. Segue...


M@ttei News città. Ben presto si accorsero che la turba sottostante era formata da siciliani che andavano in escandescenza contro i francesi. Al grido di “viva il

menti e nel 1270 fini la dominazione Sveva in Sicilia e incominciò quella Angioina, che dodici anni dopo sarebbe stata scacciata dalla insurrezione del Vespro. Dopo la morte per decapitazione di Corradino a Tagliacozzo, nel 1268, volge alla fine la dominazione Sveva in Sicilia. Il re Carlo, nel 1269, riuscì a mettere l’intera isola sotto la sua ubbidienza e quindi incominciò l’età Angioina malamente gestita. Abola, in questo periodo subì un cambiamento in “Avola”. In questo periodo il “castello di Avola”, posto in una posizione strategica, fu particolarmente fortificato, la stessa cosa fu fatta per le mura della città, perché re Carlo aveva saputo che il re Pietro d’Aragona si apprestava a conquistare la Sicilia, pertanto anche ad Avola furono rafforzate le difese. Nel frattempo un malessere generale nasce nei confronti dei francesi che ben presto si trasforma in una insurrezione, che diventa famosa con il nome di “Vespri siciliani”. Il moto del vespro, iniziato a Palermo, si propagò in tutta la Sicilia e arrivò anche ad Avola. Verso la metà del mese di aprile del 1282, di domenica, mentre la gente si recava in Chiesa Madre, la sottostante pianura, apparve invasa da persone armate in vari modi. Gli Avolesi, pensando al nemico, chiusero le porte della

Papa”, “ viva il Comune” gli Avolesi conquistarono il Castello ritenuto dai francesi inespugnabile e li snidarono da ogni luogo, spingendoli fuori dal sito avolese. Avola partecipò a un momento storico importante assecondando ciò che l’intero popolo siciliano aveva sentito. Finito il periodo Angioino, si passò al dominio Aragonese, che fu più umano, ma impose moltissime tasse con l’inasprimento fiscale che Avola mal sopporto come tutto il resto della Sicilia. Nell’età tardo medievale, sotto gli Aragonesi, si ebbe un certo risveglio demografico ed economico del paese che si verificò nel XVI e nel XVII secolo. Alla vigilia dei grandi sconvolgimenti tellurici del 1693, Avola, ancora aggrappata sulle colline iblee, che si trovano alle spalle dell’attuale abitato, doveva avere una popolazione non inferiore ai 6000 abitanti. Esattamente il 9 e l’11 gennaio, il terremoto distrusse la cittadina e numerosi centri urbani della Sicilia orientale (fra cui anche Siracusa e Catania) e costrinse la popolazione superstite a spostarsi e a rifondare Avola nella vicina costa a

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circa otto chilometri di distanza . I lavori di ricostruzione iniziarono negli anni successivi per volere del P r i nc ip e N ic ol ò Pi gna t e l l i d’Aragona che affidò la progettazione del nuovo abitato a padre Angelo Italia. La città fu edificata a pianta centrica e secondo una struttura geometrica razionale che le conferì quel nobile aspetto che ancora oggi la caratterizza. Nel corso del XVIII e XIX secolo, Avola fu abbellita da alcune pregevoli costruzione civili e religiose. Nei primi decenni del XX secolo vennero eretti alcuni eleganti villini liberty, che dettero ulteriori lustro al centro cittadino. Il due dicembre 1968, a causa di un’ondata di scioperi, organizzati dai lavoratori di Avola e provincia per l’eliminazione del “capolarato” e la istituzione della Commissione Sindacale per il Controllo del Collocamento della mano d’opera, fu attuato un blocco stradale che provocò l’intervento delle forze dell’ordine. La polizia uccise 2 persone e ne ferì 48, di cui 5 in modo grave. Dopo questi fatti la trattativa venne conclusa. I tragici avvenimenti di quei giorni provocarono la scintilla di alcune rivolte studentesche ed operaie sfociate nelle settimane successive su tutto il territorio nazionale. Campisi Corrado Salvatore Di Rosa Alina Leopoli Roberta Morale Gessica Morale Gabriele Orlando

SPECIALE STORIA

Morto Guglielmo II, fu eletto re di Sicilia Tancredi, per volontà del parlamento Siciliano. Il periodo Svevo in Sicilia portò molti cambia-


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“LEGALITA’,,

ATTUALITA’

Nella nostra Sicilia non regna solo l'omertà, ma anche il coraggio di combattere contro il più corrotto dei sistemi: "la mafia". Essa ha visto molti uomini lottare, mettendo a repentaglio la propria vita. E’ per questi uomini che noi dobbiamo lottare, perchè un giorno la Sicilia sia completamente libera da ogni forma di omertà.

Lottiamo perché la Sicilia sia un'isola felice dove regnano sovrani lo splendore del mare, del sole che riscalda il cuore degli uomini capaci di azioni eroiche come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. • Cos’é la legalità? Lo strumento dell'uomo per difendersi dalla criminalità. • Chi è l'uomo? Colui che si serve della legalità per battersi contro i problemi della società. • Cos’è la società? La convivenza tra uomini che vanno avanti spinti dalla forza di volontà. • Cos’é la volontà? La forza che porta l'uomo a raggiungere il suo scopo. • Cos'è lo scopo? E’ l’impegno che ci porta a combattere la criminalità • Cos'è la criminalità? Basta far finta che tutto ciò che abbiamo scritto non esista! Classi 4 C e V C

IL SENSO DEL DOVERE Un comportamento da emulare, per educare noi stessi e chi ci sta attorno Quante volte mi è capitato di sentirmi dire “Angelina, fai il tuo dovere!” … Il mio dovere in casa, a scuola, con mia sorella, con i miei genitori e con la realtà che mi circonda. “Che noia!” Non sono la sola a sentirmelo dire, anche altri ragazzi, come me, sono obbligati dai genitori al “dovere”. Guardandomi in giro, infatti, vedo che molti adulti fanno il proprio dovere e vogliono educare bene i propri figlioli, ma quando si è ancora giovani spesso si pensa di essere sottoposti ad una costrizione. Meno male che con il passare del tempo, con la spiegazione e l’esempio che ci viene dalle persone che ci stanno intorno, si acquisisce il vero significato di ogni buon comportamento e nasce in noi il “senso del dovere”. Con l’aiuto della mia famiglia, io ho capito che il senso del dovere è fare ciò che le circostanze ci impongono di fare: “comportarsi come si deve”.

A dirlo è facile, ma non sempre siamo in grado di assolvere a questo compito, anche perché la società in cui viviamo, la tv e i mass- media in genere, non sempre ci propongono modelli di vita validi e degni di essere copiati, molte volte è meglio non farlo! Noi giovani veniamo disorientati, condizionati, confusi e tale stato, spesso, ci porta a scontrarci con i genitori, con gli insegnanti e con gli adulti, perché l’adempimento del proprio dovere richiede spesso rinuncia, generosità, altruismo e sacrificio. E mentre nella nostra società, fond a t a s u l c o ns u mi s mo e sull’esasperata ricerca del benessere materiale, prevalgono l’egoismo, l’individualismo, l’odio, la vendetta, ci sono persone che continuano ad avere il senso del dovere, occupandosi di chi sta male, di disabili, di bambini privati dell’infanzia, di chi,

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in un’altra parte della terra, vive ne lla paura della gue rra e ne l l ’e ma r gi na zi o ne tra l’indifferenza generale. Qualcuno, spesso, trova la morte in Paesi lontani per migliorare la vita della popolazione del luogo, per portare le strade, la luce elettrica, dare l’acqua. Queste persone non hanno paura per la loro vita, l’esperienza che vivono nell’aiutare i più deboli li gratifica. Anche se sono consapevoli dei gravi rischi ai quali vanno incontro, svolgono l’impegno preso con un grande senso del dovere ed altissimo spirito di sacrificio. Un comportamento che dobbiamo emulare, nel nostro piccolo, per educare noi stessi e chi ci sta attorno. È difficile, ma dobbiamo farcela, solo così riusciremo a rispettare i doveri che anche la Costituzione Italiana ci impone.


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Arancino o arancina… questo è il dilemma! Due forme diverse per indicare la gustosa specialità siciliana

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ste a conca, si forma una mezza pallina di riso ben compatta e vi s’introduce il ragù ben freddato. Si chiude la pallina con la metà mancante di riso e si compatta bene con le mani. Successivamente, si passa nell'uovo sbattuto e nel pangrattato e dopo si frigge in abbondante olio caldo. Quando è dorata si poggia sulla carta da cucina e si serve ben calda. Nella farcia si possono aggiungere: mozzarella, piselli, uovo sodo. Come per il nome, una differenza risulta anche nell’uso dello zafferano che viene molto usato nella zona di Palermo, per dare un colorito dorato al riso, mentre nella zona di Messina, Catania, Siracusa si utilizza il sugo al posto del più costoso zafferano. Comunque si chiamino, in qualsiasi modo vengano fatte, sono certamente una prelibatezza. Provare per credere e buon appetito!!! Salvatore Izzo

ATTUALITA’

Il nome arancina è declinato al femminile non solo ad Avola, ma anche nelle zone di Palermo, Trapani, Gela, Ragusa e Agrigento, nel resto della Sicilia invece è arancino. Per il palato questa differenza non esiste: è sempre una delizia. Quando le arancine si vedono in rosticceria è un piacere unico! L'odorato e la vista stuzzicano l'appetito, nel giro di pochi secondi, una serie di reazioni aumentano la salivazione nella nostra bocca e preparano il nostro organismo a "divorare" la prelibata pietanza. Si inizia a mangiarle con gli occhi, l’acquolina viene alla bocca, il desiderio di mangiarne qualcuna si fa strada, ma se si ha fame, chiunque mangerebbe tutto il vassoio. Quando questa voglia prende, non si pensa che è fritta, che è ipercalorica, che fa ingrassare. Facciamo finta di niente! Con il libro Gli arancini di Montalbano, il commissario Montalbano, personaggio dei romanzi di Camilleri, noto buongustaio, ha contribuito a far conoscere questo semplice “piatto” fuori dall'Italia. Non è un cibo complicato, non è altro che una palla di riso, che per la sua forma e il suo colore rimanda all’arancia, frutto tipico della Sicilia. L’arancina più diffusa è quella al ragù, ma saporite sono anche quelle al burro e agli spinaci. I grandi chef l’hanno rielaborata utilizzando funghi, salsiccia e anche pesci come: salmone, pescespada, frutti di mare e nero di seppia.

Sono stati gli Arabi che l’hanno fatta entrare nella cucina siciliana. Essi erano soliti mangiare piatti a base di riso con aggiunta di carne e di ortaggi e tanto zafferano. Con molta probabilità, all’origine, l'arancina era un cibo nato per essere trasportato, possibilmente anche per il lavoro in campagna. La croccante panatura, forse, fu inventata alla corte di Federico II di Svevia per permettere di trasportare la pietanza nei viaggi e nelle battute di caccia. Essa fu aggiunta per assicurare un'ottima conservazione del riso e del condimento. Per la preparazione si fa cuocere il riso al dente, quando è pronto si aggiunge lo zafferano e il caciocavallo grattugiato. Si mescola il tutto con un cucchiaio e si lasciare riposare, mentre si prepara un ristretto ragù di carne. All'interno delle mani, dispo-


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Chili di troppo, cosa fare?

ATTUALITA’

Obesità? Cambia le tue abitudini Un grave problema, che preoccupa la nostra società da un paio di decenni, è l’obesità. Questo fenomeno è determinato dalla cattiva alimentazione e dalla sedentarietà. Un soggetto normale per vivere sano ha bisogno di una razione alimentare giornaliera di circa 2000 Kcal, suddivise in 75gr di proteine, 290gr di carboidrati e 65gr di lipidi. Ci sono, inoltre, dei fattori che determinano un accumulo maggiore di calorie nel nostro corpo. In generale bisognerebbe masticare lentamente è molto importante per la fase digestiva , bere lentamente in quantità moderate, mangiare carne massimo quattro volte alla settimana, evitare gli insaccati e i cibi in scatola. Limitare il consumo di formaggi e latticini, che devono essere assunti non più di tre volte a settimana, e evitare a fine

pasto frutta e dolci perché provocano gonfiore allo stomaco. Questi ultimi alimenti si possono utilizzare per fare uno spuntino o al posto del-

la cena. Un problema da non sottovalutare, perché diffuso tra i giovani, è quello delle diete temporanee che sono in grado di fare perdere molti chili in poco tempo, ma sono troppo dannose e inutili. E’ molto importante per essere in forma e soprattutto per la salute, ricorrere ad un nutrizionista, per farsi prescrivere un’alimentazione bilanciata e soprattutto è necessario svolgere un’attività fisica moderata, ma costante. In ogni caso sarebbe opportuno dare uno sguardo alla piramide alimentare e seguire i suggerimenti per evitare comportamenti alimentari sbagliati. Sebastiano Bordieri

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M@ttei News Le edizioni del giornalino“Mattei News” riportano articoli sull’acqua. Su questo importante argomento, alcuni studenti hanno lavorato e redatto testi che hanno permesso di partecipare più volte al concorso “Acqua bene prezioso”, indetto dalla Sogeas. Alla nostra prima partecipazione ci siamo classificati primi assoluti e abbiamo ricevuto come premio un computer portabile. Quell’anno siamo stati premiati dall’allora presidente della Sogeas, Franca Gianni, venuta a mancare prematuramente. Negli anni successivi non c’è stata una classifica, ma i premi si. Abbiamo ricevuto, infatti, un buono in denaro che è servito per la stampa del nostro giornalino. Al Concorso hanno partecipato anche scuole elementari, medie e superiori presenti nel territorio della provincia e alcune associazioni. E’ stato naturale per noi anche questa volta, impegnarci sull’argomento che ci fa ricordare quanto importante sia l’acqua e ci fa riflettere sulle difficoltà di tante persone, meno fortunate, che abitano in luoghi dove la presenza di questo prezioso e vitale elemento è molto scarsa.

Acqua risorsa limitata Butembo-Beni e la diocesi di Noto, un progetto per la vita A questo proposito bisogna ricordare il gemellaggio tra la Diocesi di Noto e la diocesi di Butembo –Beni, in Congo. La regione africana del Nord Kivu, dove si trova Butembo – Beni, dal 1998 viene martoriata dalla guerriglia, che costringe la popolazione ad abbandonare le campagne per rifugiarsi nei centri più popolati. Tale situazione insieme all’arretratezza dell’agricoltura e ad una inadeguata cultura alimentare è fonte di malnutrizione, soprattutto nei bambini. Fra i tanti interventi sociali a favore del Paese, la Diocesi di Noto, in venti anni di gemellaggio, ha realizzato un progetto per la fornitura di acqua in alcuni villaggi ed ora sta realizzando altri "otto punti per lo sviluppo del Gemellaggio". Esso è stato promosso, nel 1990, dal Vescovo emerito Mons. Salvatore Nicolosi e continuato dai successivi Vescovi della diocesi, collaborati dai fedeli delle varie parrocchie, che con i loro contributi aiutano tanti bambini, ma anche adulti a vivere meglio e più a lungo. Salvatore Izzo - Santino Mangiafico

BUTEMBO: Superficie: 950 Km2 Densità: 209 ab/Km2 Coord. 0°09’N 29°17’E Moneta: franco congolese Lingue: francese, flingala, kingwana

BENI: Superficie: 2273 Km2 Densità: 110 ab/Km2 Coord. 0°30’N 29°28’E Moneta: franco congolese 9

SPECIALE ACQUA

L’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra, in quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, ma sta correndo il pericolo di essere causa di conflitti. Anche se il nostro pianeta è formato per la maggior parte di acqua, quella dolce, presente nei ghiacciai e nelle nevi perenni, nel sottosuolo, nei fiumi e laghi, non è tutta disponibile; solo una minima parte dell’acqua totale del pianeta è utilizzabile. Si tratta di un quantitativo irrisorio, spesso compromesso da agenti inquinanti e distribuito in modo ineguale sulla superficie terrestre. Un tempo l’acqua era considerata una risorsa illimitata, e proprio per questo senza valore. Oggi è diventata così preziosa da essere importante perché risorsa strategica, quanto il petrolio e certe ricchezze minerali. Numerosi Paesi, presto, si troveranno a dover fronteggiare delle gravi crisi idriche e per questo non mancheranno dei conflitti per il predominio dell’ “oro azzurro”. Paesi dell’Africa e dell’Asia, già a rischio acqua, lo saranno ancora di più, ma non dimentichiamo che il problema esiste anche in alcuni Paesi europei. Il sud dell’Italia, ad esempio, e in particolare la Sicilia, fa i conti da tempo con il fenomeno. In estate quando il caldo rende più necessaria l’acqua, ecco che essa o gocciola o non esce completamente dai rubinetti. La soluzione al problema è difficile e ancor oggi poco si fa per risolverlo o limitarlo. E’ una vera tragedia! Ma cosa dovrebbero dire i bambini del terzo mondo che a causa della scarsità dell’acqua è a rischio anche la loro esistenza? E mentre gli Stati sono assenti, associazioni umanitarie o gruppi religiosi tentano di soccorrere queste popolazioni intervenendo con aiuti o gemellaggi.


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“Ginevra ospita il convegno dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale”

L’Acqua è fonte e matrice di vita A Ginevra, non molto tempo fa, durante il convegno dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, è stato riaffermato l’interesse per un nuovo sistema che riproduce il processo di formazione delle precipitazioni, già presentato nella conferenza di Rio de Janeiro, per mostrare la scarsità delle precipitazioni. A questo scopo vengono utilizzati piccoli aerei che volano alla base dei sistemi nuvolosi rilasciando particelle di ioduro d’argento in grado di trasformare il vapore in pioggia. E’ proprio grazie a questa innovazione che l’agricoltura può adesso, sempre più, contare sulle piogge che in questi ultimi anni sono state scarse e hanno provocato pesanti ripercussioni sull’economia dei paesi.

L’acqua, H2O, è l’elemento fondamentale per l’agricoltura, ma paradossalmente viene sprecata, sporcata, dimenticata più di qualunque altra risorsa naturale. L’acqua, elemento indispensabile per la vita umana, è una delle sostanze più diffuse al mondo; è simbolo di purezza, di vita, ma spesso mette la scienza di fronte a sfide difficili. Abituati ormai a ritenere l’acqua come una risorsa inesauribile, a portata di mano, non consideriamo invece le situazioni in cui questo elemento fondamentale scarseggia. Per un futuro ricco d’acqua? Consumo disattento, inquinamento, sprechi, sono le cose da evitare per far sì che l’acqua non sia fattore d’incertezza.

SPECIALE ACQUA

Acqua: 5 lettere che portano la vita La sopravvivenza del nostro pianeta e di quella dell’uomo dipendono dai nostri piccoli gesti

Da piccoli, erroneamente, pensavamo all’acqua come un bene di consumo illimitato e sempre a nostra disposizione. Bastava un semplice gesto e dai rubinetti delle nostre case usciva acqua a volontà. Solo crescendo, ma non sempre, cominciamo a renderci conto che l’acqua è un bene insostituibile e cambia di valore di Paese in Paese. Pensiamo, a questo proposito, a tutti quei Paesi in via di sviluppo, in cui l’acqua è rara e diventa preziosa come e più dell’oro. Da tempo ecologisti ed ambientalisti di tutto il mondo hanno lanciato l’allarme per una possibile diminuzione delle risorse idriche mondiali, già a partire dai prossimi decenni. Lo sfruttamento dei pozzi e delle sorgenti, l’inquinamento e lo spreco rischiano di ridurne in futuro la disponibilità. Inoltre, c’è la diminuzione delle riserve d’acqua più grandi del nostro pianeta: Polo Nord e Polo

Sud. Lo scioglimento dei ghiacciai, causato dal surriscaldamento della terra, sarebbe, secondo gli studi più recenti, tra le cause della diminuzione della quantità d’acqua potabile. In Africa, l’acqua e la sua scarsità sono tra le questioni più urgenti, ma allo stesso tempo più difficili da risolvere. Il problema della siccità, legato a vari motivi, non riguarda solo l’Africa ma tanti altri paesi, che si trovano in Asia, in Sud America e anche in Europa. Anche noi, pur essendo l’Italia tra i paesi più industrializzati, in alcune zone, quali la Sicilia, la Sardegna, la Calabria, la Basilicata, la Puglia, d’estate ci ritroviamo a combattere la siccità, causata non solo dal caldo, che arriva a toccare picchi di 40-45 gradi, ma anche dal cattivo utilizzo che si fa dell’acqua sia a livello individuale, sia collettivo. Infatti, puntualmente, in alcuni periodi dell’anno, cominciano i disagi per la popolazione e soprattutto per i contadini che sono i primi a rimetterci. In questi casi e di fronte ai conseguenti disagi, ci ritroviamo a vivere una realtà che nei Paesi in via di sviluppo rappresenta la normalità. Da moltissimi anni, la Sicilia è testimone di come possa diventare critica la situazione per i propri abitanti, e proprio per questo dovremmo adottare dei semplici accorgimenti per evitare di sprecare l’acqua corrente nelle nostre azioni quotidiane. Un piccolo gesto assieme a migliaia di altri piccoli gesti, può rivelarsi fondamentale per la salute e la sopravvivenza del nostro pianeta e di quella dell’uomo.

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Benedetta Lorefice


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E ME RGE NZA ACQUA U n bene prezi oso da usare con dili genza Oggi nel nostro pianeta, circa un miliardo e duecento milioni di persone vivono senza acqua potabile. Spesso sono costrette a ricavarla da acque saline, putride o inquinate e non sempre ci riescono. Le conseguenze di questa emergenza sono e saranno nel futuro ancora più drammatiche: ogni anno muoiono tantissime persone e le prossime guerre, secondo l’ONU, saranno combattute per conquistare il predominio delle risorse idriche. Gli studi, condotti dai vari organi competenti, confermano che oggi solo il 2,5% dell’acqua presente sul pianeta è dolce e potenzialmente potabile. Chi ne ha in abbondanza non la prende in considerazione, chi non ce l’ha fa di tutto per averla, anche pagandola più del suo

Santino Mangiafico - Salvatore Izzo

ACQUA E SALUTE La lotta al degrado ambientale passa attraverso la tutela delle acque Per molto tempo l’acqua è stata considerata come una risorsa di scarsissimo valore, perché disponibile in quantità pressoché illimitata. Oggi non è più così. Le quantità di acqua potabile cominciano a scarseggiare in molte zone del pianeta e spesso risulta essere inquinata. Una delle principali responsabili di questo tipo di inquinamento è l’agricoltura, oggi praticata con l’uso massiccio e, talora decisamente insensato, di prodotti chimici. Tali sostanze penetrano nel sottosuolo e, spinti dalle piogge, si immettono nelle falde acquifere che alimentano gli acquedotti. La situazione è di gran lunga peggiore nei Paesi del Terzo Mondo, dove l’inquinamento è determinato dall’impiego di enormi quantitativi di sostanze analoghe nelle sterminate piantagioni, di cui sono

proprietarie le multinazionali. Si calcola che a causa dell’acqua, in condizioni inquinanti, quando non sono in atto gravi epidemie, muoiono ogni giorno moltissime persone. Oltre il 40% dell’umanità vive in cattive condizioni di igiene a causa della mancanza di acqua. Solo a causa di infezioni dovute a contaminazioni batteriche dell’acqua, come quelle provocate dal batterio Shigella, muoiono 2,2 milioni di bambini ogni anno. Nel mondo, la lotta al degrado ambientale passa anche e soprattutto attraverso la tutela delle acque, un problema che in molte nazioni sta avendo drammatiche conseguenze umane, sociali e politiche. Vera Presti

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SPECIALE ACQUA

valore reale. E’stato stimato che nel nostro Paese si consumano circa 380 litri di acqua al giorno pro capite, ma cosa avverrà nel futuro visto che il Sud è a rischio desertificazione? Intanto si continua a sprecare! Se la scarsità idrica è emergenza per molti Paesi sviluppati, come l’Italia, lo è ancora di più per i Paesi del Terzo Mondo, messi in ginocchio da questa terribile realtà. Qui le scarse riserve idriche sono sottoposte alle conti-

nue contaminazioni batteriche diventando causa di infezioni e di morte, soprattutto tra i bambini. Le cause che hanno condotto il pianeta in questo processo irreversibile sono diverse. Innanzitutto la crescita della popolazione mondiale, oggi 6 miliardi di abitanti, 8 miliardi nel 2025, il degrado e l’incuria delle poche risorse idriche potabili disponibili. A questo proposito, basti pensare alle falde idriche presenti sotto i centri urbani in rapido sviluppo e che vengono raggiunte da sostanze inquinanti. Oppure quelle che si trovano sotto i terreni agricoli avvelenate dai pesticidi. Anche i corsi d’acqua sono spesso presi di mira dallo scarico dei rifiuti inquinanti, il più delle volte illegali. Chi è il responsabile di questa situazione? Come si è potuto giungere a questo punto? Spesso rispondiamo accusando la politica, gli organi competenti, gli alti funzionari dello Stato, ma la risposta è ancora più semplice: ognuno di noi è responsabile del massacro idrico. Siamo noi, che ogni giorno per pigrizia, lasciamo sgocciolare i rubinetti e scorrere litri e litri di acqua mentre ci sbarbiamo, ci laviamo i denti, ci facciamo la doccia; per non parlare dei pesticidi usati in agricoltura senza discriminazione, degli scarichi delle industrie e così via. Di questo passo, quale patrimonio lasceremo alle nostre generazioni future? Sicuramente le previsioni non sono rosee, ma comunque c’è ancora la possibilità di capovolgere un destino che sembra segnato. Non ci sono grossi sacrifici da compiere, basterebbe che ognuno di noi, nel suo piccolo, cominciasse a trattare l’acqua per quello che è, un bene prezioso da attenzionare, da utilizzare nel modo più giusto, da proteggere, da razionalizzare, da conservare e non sciupare e mai scialacquare.


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L a d a nz a, un a d ell e p ri m e fo r m e d’ ar t e

IL PIACERE DI BALLARE

CREATIVITA’

Classica, moderna, latino-americano, hip-hop, funky jazz Mi reputo un ballerino. Danzo da nove anni e ho iniziato a sette con il latino americano; con l’andar del tempo ho cambiato stile, avvicinandomi sempre più a ciò che oggi è la mia passione: l’hip-hop. Il termine italiano “danza” è associata al concetto di “gioia”. Nelle civiltà antiche la danza voleva raffigurare il corso armonioso degli astri ed era una delle tre arti sceniche insieme al teatro e alla musica. Essa si esprime con il movimento del corpo umano, secondo una coreografia prestabilita o improvvisata (danza libera). Accompagnata da musiche o composizioni sonore, nel linguaggio e nella tradizione della danza popolare può essere chiamata anche ballo. La danza è la prima espressione artistica del genere umano perché ha come strumento il corpo, che si esprime nelle coordinate spazio e tempo. La storia della danza è vastissima, perché esistono molte forme di danz a . La d a nz a c la s s i c a o “accademica” è una delle espressioni teatrali più conosciute e sicuramente la più antica. La danza moderna si è sviluppata all’inizio del Novecento, quella contemporanea prosegue la rivoluzione della precedente a favore di

nuove espressioni corporee, che talvolta comprendono anche la recitazione di testi. All’inizio del 1900 ha preso forma la danza da competizione, divenuta sport ufficiale in Italia nel 1997,

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con la nascita della Federazione Italiana Danza Sportiva. La danza sportiva, che ha una lunga storia nel campo delle “danze di coppia”, comprende i principali balli delle diverse parti del mondo. Recentemente l’ideale di danza, quale sport olimpico, ha coinvolto ed entusiasmato anche le “danze artistiche”. La danza è in continua evoluzione proprio perché legata alla vita dell’uomo e ai cambiamenti della cultura: dalla danza classica, fino ad arrivare ad oggi con l’hip-hop e il Funky jazz. Paolo Mazzone


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Lo sport è benessere Intervista a Sebastiano Bordierie e ad Alessia Franzella, alunni dell’E. Mattei

Ecco le testimonianze di Sebastiano Bordieri, campione regionale di atletica leggera, e di Alessia Franzella, campionessa Italiana per sei anni, e seconda classificata nei campionati del Mondo di kick boxing Sebastiano da quanto tempo fai Sport? Da quando avevo otto anni. Hai praticato sempre questo sport? No, per circa sei anni ho fatto ciclismo a livello agonistico, poi mi so-

no appassionato alla corsa e ultimamente mi sto riavvicinando al ciclismo. Perché ti piace correre? Perché oltre ad essere uno sfogo mi fa star bene e penso anche che sia un lavoro. Cosa pensi di chi fa uso di sostanze dopanti? Sono delle persone, che non avendo particolari doti naturali, ricorrono a queste sostanze che sono molto distruttive a livello cardiocircolatorio. Ti aspetti un futuro da atleta? Si, però ancora la strada è lunga per il grande traguardo. Alessia da quanto tempo fai sport? Quando avevo nove anni, mi sono avvicinata al mondo della kick boxing e pugilato. Come mai hai scelto proprio questo sport? Perché un giorno, mio padre mi portò a vedere un incontro di pugilato

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Alessia Franzella in occasione di una premiazione

SPORT

I giovani esprimono pienamente il valore formativo della pratica sportiva. E’ proprio nell'età della crescita che l'attività motoria produce i maggiori benefici, in quanto favorisce uno sviluppo equilibrato dell'organismo e previene le malformazioni. Già da bambini l’esercizio di una regolare attività fisica è importante per lo sviluppo psico-fisico e, probabilmente, lo stile di vita attivo sarà più facilmente mantenuto anche nel futuro. La pratica sportiva, inoltre, è utile perchè diverte, aiuta a scaricare la tensione accumulata durante le ore di studio ed è un ottimo impiego del tempo libero. Fare con regolarità esercizio fisico aiuta, poi, a ma nte ne re un buon tono dell’umore contrastando eventuali tendenze depressive ed è uno strumento efficace nella prevenzione delle problematiche di tipo ansioso. Riuscire ad affermarsi in uno sport o comunque parteciparvi fa crescere la fiducia in se stessi

e da lì iniziai quest’avventura. Che cosa provi quando combatti? Affrontare una gara è una soddisfazione immensa, dopo tanto allenamento, e vincerla è sicuramente una grande gioia. Nella tua disciplina c’è chi fa uso di sostanze dopanti? Penso di sì, ma chi fa parte di una squadra è soggetto a continui esami e chi viene trovato dopato, viene espulso per due anni. E tu che ne pensi di queste persone? Penso che siano delle persone che non riescono a dare il meglio di sé, poiché insoddisfatte, fanno uso di queste sostanze. Mery Artale


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ATTUALITA’

The Music We Love / La musica che amiamo Today in Italy most of the young listen to music. English and American songs are certainly the favourite ones, and the same are also listened by adult people at the radio at home or in the car during the day. These songs are sung by everyone, but no one really knows their words or meaning. English songs are sometimes banal and stereotyped because they donʼt have a real meaning, or because some sentences in the text are repeated lots of times. Despite this, they are having a great success among boys and girls. In the discos we dance one of the most famous American songs of the moment: “Rise up” by Yves Larock band. This song is surely loved by all, but only few people know its meaning. In italian the text is interesting but colourless because the same sentence is repeated hundreds of times : “My dream is to fly over the rainbow so high”. Foreign songs are not all like that, on the contrary there are also many meaningful. Most of them tell about love. At the moment one of the hits is “No One”, a love song by Alicia Keys. The text tells about the love of a girl for her boyfriend; it talks about relationships, and the way that many things are around you all the time to try to distract you; and even though people may talk and say whatever they want to say, then no one can affect this. Meaningful or not, at the end we could say that English songs are nice to listen to and to sing, but it would be better if people knew their meaning.

Oggi in Italia molti giovani ascoltano musica. Le canzoni inglesi ed americane sono certamente le preferite e le stesse sono anche ascoltate dagli adulti alla radio in casa o in macchina durante il giorno. Queste canzoni vengono cantate da tutti, ma nessuno davvero ne conosce le parole o il significato. Le canzoni inglesi sono a volte banali e stereotipate, perché non hanno un vero significato o perché alcune frasi nel testo sono ripetute tante volte. Nonostante ciò esse riscuotono un grande successo fra i ragazzi e le ragazze. Nelle discoteche balliamo una delle più famose canzoni americane del momento: “Rise up” della Yves Larock band. Questa canzone è sicuramente amata da tutti, ma soltanto alcuni ne conoscono il significato. In italiano il testo e’ interessante ma banale perché la stessa frase viene ripetuta centinaia di volte : “Il mio sogno é volare in alto oltre l’arcobaleno”. Non tutte le canzoni straniere sono come questa, al contrario ce ne sono molte significative. La maggior parte parla d’amore. Attualmente una delle più famose è “Nessuno” di Alicia Keys. Il testo racconta dell’amore di una ragazza per il suo fidanzato; parla dei rapporti personali e del modo in cui le cose che ti circondano cercano di allontanarti; e anche se la gente può parlare e dire ciò che vuole, in realtà nessuno può intromettersi. Significative o non, si può affermare che le canzoni inglesi sono belle da ascoltare e da cantare, ma sarebbe il caso che la gente ne conoscesse il significato. Gessica e Roberta Morale III B IPAA

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KE NOIA LA SKUOLA!

mollare quegli addormentati alunni amorfi (mi perdoneranno mai?): nessuno immagina che la testa degli insegnanti è sempre piena di avvenire e futuro. Poi, però, c’è l’energia di una nuova giornata, una passeggiata lungo il mare pieno di sole o cupo e nero (è la strada che percorro tutte le mattine, mio malgrado), il cancello della scuola, un buongiorno e un sorriso e tutto inizia con forza, serietà e un po’ di allegria. Da questo e da altre innumerevoli considerazioni che tengono conto delle richieste dei ragazzi, dei genitori, degli insegnanti e della società in cui viviamo, trae forza la nostra scuola “E. Mattei”. Una realtà attiva che ha fatto tesoro della tecnologia e che ha saputo rivoluzionare in positivo il modo di stare a scuola. Un edificio dove sono presenti ben due laboratori di Informatica, un laboratorio linguistico di ultima generazione, tre laboratori di chimica, laboratori di scienze agrarie, di micropropagazione, due enormi palestre e campi da gioco esterni, una serra in costruzione. Difficile riassumere

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MONDO SCUOLA

Se, nascosti alla loro vista, stessimo ad origliare i discorsi dei ragazzi sulla scuola, sentiremmo un unico e martellante aggettivo: “noiosa!”. Sì! Noiosa, insensata, demotivante, inutile. Da anni, ormai, il dibattito aperto sulla tediante e abulica quotidianità della scuola coinvolge alunni, genitori, insegnanti, giornalisti, gente comune. La società è certamente molto cambiata e con essa i valori fondamentali di riferimento per le coscienze degli uomini. La fretta del vivere, il disimpegno del pensiero, il desiderio del possedere, tutti elementi ormai imprescindibili. Non si leggono più libri, non si cerca più il sapere, non importa più l’interiorità: ci piace di più l’apparire. E la scuola? La scuola procede con difficoltà, arranca dietro alunni disinteressati e dallo sguardo stanco, cerca cambiamenti forti. Ma nessuno, fino ad oggi, almeno, si è posto il problema dal punto di vista dei docenti. Si annoiano i docenti a scuola? Nessuno sa e pochi hanno il coraggio di dirlo che anche i docenti, a volte, si annoiano a scuola. Nessuno sa che anche un insegnante può provare la stessa sensazione di “prigionia” a vita che prova un alunno. Immaginate una vita intera con le stesse lezioni, l’oppressione dei compiti da correggere, la ripetitività delle giornate scolastiche. Lo sapete che anche gli insegnanti pensano ad un fu turo diverso? Il dottorato di ricerca all’università, prendere un’altra laurea, prendere un’altra specializzazione, andare a studiare all’estero,

tutto in poche righe! Il nostro Istituto, negli ultimi anni, ha avviato un processo di profondo cambiamento, orientando la sua politica verso una scuola del sapere, del saper fare e del saper essere, in modo da rispondere alle esigenze di una società in sempre più rapida trasformazione. Tutti insieme crediamo fermamente nel primato dell'educazione, basata sui valori, sui principi e nel contempo in una scuola più moderna che possa fornire a tutti gli strumenti necessari per realizzarsi nel proprio futuro. La quotidianità della nostra scuola è ancora sempre attenta alle grandi tematiche del mondo contemporaneo, che vanno dal progresso creato dalla tecnologia alle nuove sfide quali il multiculturalismo e la globalizzazione, fino alle emergenze come il disagio giovanile. E i docenti? I docenti sono consapevoli di avere il compito di trasmettere conoscenze in grado di preparare buoni professionisti, ma anche di formare persone capaci di vivere con coscienza i valori umani e civili e di affrontare responsabilmente e positivamente i piccoli e grandi problemi che il mondo pone. E non si annoiano poi così tanto! E gli alunni? Gli alunni si rinnovano, si affannano, si annoiano, partecipano, non partecipano, gestiscono, a volte si “autogestiscono”, chiedono, imparano con serietà e allegria, coinvolti finalmente nel complicato processo educativo. Finalmente più vivi. Yes, we can! Parola di prof.!


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“GIOCHI DI ARCHIMEDE”

MONDO SCUOLA

Gli alunni dell’ “E. Mattei” a Siracusa per la fase provinciale delle Olimpiadi di Matematica

Puntualmente, ogni anno, nel mese di novembre, nella nostra scuola si svolgono "I giochi di Archimede" rivolti a tutte le classi del biennio e del triennio. I giochi di Archimede rappresentano la prima fase delle “Olimpiadi di Matematica”, a cui segue una seconda fase, organizzata a livello provinciale, che si svolge a Siracusa ed infine, la terza fase organizzata a livello nazionale, la cui sede di svolgimento è Cesenatico. La scelta degli alunni partecipanti avviene seguendo questo criterio: nelle classi prime, sono scelti gli allievi che hanno riportato un giudizio di buono, distinto o ottimo nella scuola media, nelle classi successive tutti quelli che hanno avuto in matematica, allo scrutinio finale dell’anno precedente, un voto dal sette al dieci. Quest' anno il nostro Istituto ha partecipato con 44 alunni del biennio e 37 del triennio. La prova è durata 1h e 30m, durante la quale non si poteva usare la calcolatrice e consultare alcun libro. Per il biennio sono state proposte

dieci domande e per il triennio tredici a risposta multipla, comprendenti diversi argomenti: algebra, geometria, calcolo combinatorio, calcolo delle probabilità, logica, ecc. Come da regolamento, ad ogni risposta esatta sono stati assegnati 5 punti, ad ogni risposta errata zero e ad ogni risposta non data un punto. Gli alunni hanno partecipato con entusiasmo e curiosità, anche se hanno incontrato difficoltà, soprattutto gli allievi del biennio, i quali si sono ritrovati a dover rispondere a delle domande proposte anche nella prova del triennio. Pertanto, sarebbe opportuno calibrare la scelta delle domande per ogni gruppo, biennio e triennio, tenendo conto delle conoscenze degli allievi in base alla loro età scolastica. In ogni caso è una gara che ha lo scopo di suscitare negli alunni amore e interesse per la matematica e di sviluppare capacità di riflessione, di analisi e critiche. Per la seconda fase, svoltasi a Siracusa, sono stati scelti cinque dei nostri alunni: Garofalo Pasqualina, classe II B- IPAA; Caruso Cristian IA- ITC; Scaglione Maurizio IVAIPAA; Liistro Martina IIIB- ITC;

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Lombardo Giovanni IVA- IPAA. L'alunno Scaglione Maurizio si è posizionato al nono posto su 182 partecipanti, provenienti da tutte le scuole della provincia. Anche se non è stato scelto per la terza fase di Cesenatico, è una bellissima soddisfazione per la nostra scuola e per l'alunno. L'importante è partecipare.....! Prof. ssa Loredana Accolla


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I ragazzi del Mattei alla Fattoria Fagioli Cesenatico: nuova esperienza progettuale

tima, San Marino e trascorrendo un’indimenticabile giornata a Mirabilandia. La scuola mancherà a tutti soprattutto per queste bellissime esperienze che hanno regalato divertimento e cultura. Mery Artale

scuola - lavoro sono delle belle esperienze professionali che arricchiscono sia sul piano conoscitivo, sia sulla crescita personale. Hanno permesso, infatti, di conoscere la complessità e la problematicità della realtà produttiva di un azienda agrituristica. Ma Cesenatico non era solo lavoro! Gli studenti, seguiti dal prof. Pennavaria, si sono divertiti, nel fine settimana, visitando Milano Marit-

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MONDO SCUOLA

Anche quest'anno, grazie ad un nuovo progetto finanziato dall’ UE, venti ragazzi del “Mattei” hanno potuto vivere una nuova esperienza di alternanza scuola – lavoro presso la Fattoria Fagioli in provincia di Cesenatico. I ragazzi, accompagnati dal Prof. Pennavaria, dopo un corso di formazione, hanno dato il meglio in ogni attività proposta dalla fattoria Fagioli. Si sono dilettati in varie attività, dall'equitazione alla cucina, dal tiro con l'arco alla realizzazione di un pieghevole che racconta la nostra terra. Hanno partecipato ad una trasmissione televisiva locale, presentando i prodotti tipici siciliani, quali la mandorla, il limone e il Nero d'Avola. Sicuramente gli stage di alternanza


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Om br e e d u bbi s ul f u tu r o d ei gi ov a ni

STUDIO O LAVORO

ATTUALITA’

dopo il diploma…cosa farà lo studente?

Sembra facile rispondere, ma non lo è. Personalmente ho rimandato la risposta per molto tempo, ora però è arrivato il momento di scegliere. Alcuni avranno già deciso di andare all’Università, altri invece dopo il diploma cercheranno lavoro per essere finalmente autonomi. Ci sono dei ragazzi che vorrebbero continuare gli studi, ma diventa quasi impossibile mantenersi all’Università. I costi sono lievitati enormemente; oltre alle tasse, gli studenti devono sostenere una retta mensile alquanto salata per l’affitto, ci vorrebbe uno stipendio da sceicco! In effetti non c’è molto da scegliere: lavoro o laurea! Nel primo caso, sarà molto, molto difficile trovare un lavoro conforme alle capacità acquisite, in molti casi si farà un lavoro non in grado di soddisfare le proprie ambizioni. Quando si trova il lavoro, sarà a tempo determinato. Anche nel secondo caso, dopo anni di sacrifici, nonostante una laurea in mano, conseguita per garantirsi un futuro più roseo, si dovrà sudare per trovare lavoro. In Italia, purtroppo, molto spesso non si valorizzano quei giovani che hanno creduto nello studio. Molti dovranno lasciare l’Italia, perché all’estero c’è chi apprezza i nostri cervelli, mettendo a loro disposizione risorse e attrezzature che qui si sognano. Si finisce, comunque, col perdere qualcosa di importante, persino i

sogni che facevano fantasticare, che davano la forza di andare avanti anche a scuola, per riuscire da grandi a fare la professione che più si amava. Questo porta a considerare la scuola una perdita di tempo, qualcosa che non avrà un fine né uno scopo. Di chi è la colpa? A volte dei giovani, ma spesso delle istituzioni che non mantengono fede alle promesse fatte. Ma è meglio lasciare stare la politica e andare avanti con l’argomento. C’è un altro punto importante da considerare: il divario tra gli stu-

denti del Sud e quelli del Nord. I primi hanno aspettative lavorative praticamente basse. La disoccupazione al Sud è molto alta e non ci sono speranze nemmeno al Nord. Per quanto riguarda gli studenti del Nord, non navigano certamente nell’oro, ma in buona parte riescono ad emergere e a trovare qualcosa…forse. Per tutti il futuro si presenta pieno di ombre e i dubbi aumentano di giorno in giorno, man mano che si avvicinano gli esami. Ciò può far paura, ma, nonostante tutto, bisogna guardare il domani con ottimismo. Affinché nulla sia stato inutile e un giorno l’impegno profuso farà raggiungere gli obiettivi sognati. Comunque, gli studenti che si avvicinano agli Esami di Stato hanno ancora dei dubbi: continuare o fermarsi al diploma? E’ proprio vero, è molto difficile rispondere! La redazione

Loghi diUniversità Italiane

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Education in the USA and in Italy : a comparison L’Istruzione in USA e in Italia: un confronto

Jessica e Roberta Morale III B IPAA

Negli Stati Uniti i bambini vanno all’Asilo Nido all’età di tre o quattro anni, a cinque anni, molti iniziano la scuola Materna. Tutti i bambini devono iniziare la scuola Elementare quando hanno compiuto sei anni, La scuola Elementare dura di solito sei anni. Quando hanno dodici anni i bambini vanno alla Junior High School per tre anni. In seguito, frequentano la Senior High School fino ai diciassette anni. Dopo la High School (Scuola superiore) gli studenti possono frequentare una università o un college dove possono specializzarsi in un particolare settore. Anche negli USA ci sono scuole statali che sono gratuite e scuole private, dove i genitori pagano per l’istruzione dei loro figli. Le lezioni, nella maggior parte delle scuole, iniziano alle otto del mattino e finiscono alle tre o quattro del pomeriggio. Ciò significa che gli studenti possomo pranzare a scuola o, se abitano vicino, possono andare a casa per pranzare. La settimana scolastica va dal lunedì al venerdì per nove mesi da settembre a giugno. La maggior parte dei ragazzi americani studiano materie come inglese, studi sociali che includono storia, geografia e convivenza civile, matematica, scienze, lingua straniera, educazione fisica, arte, ecc… In molte scuole si svolgono attività dopo le lezioni, che possono essere teatro e gruppi di recitazione, club di lingua straniera, gruppi di volontari di servizio pubblico, ecc… Sono possibili molti sport poichè molte scuole hanno le loro piscine, campi da tennis, piste da corsa e stadi. La Scuola Elementare in Italia è preceduta da tre anni di Scuola Materna. La Scuola Elementare dura cinque anni. L’Istruzione Secondaria è suddivisa ulteriormente, in due livelli: le Medie Inferiori che corrispondono alla Scuola Media e le Medie Superiori che corrispondono alla Scuola Secondaria. La Scuola Media dura tre anni e prevede un esame alla fine del terzo anno; le Scuole Superiori durano da tre a cinque anni. Fino alla Scuola Media il curriculum educativo è uguale per tutti. La situazione della Scuola Secondaria varia, poichè ci sono diversi tipi di scuole differenziate per materie e attività. La suddivisione principale è tra i Licei, gli Istituti Tecnici e gli Istituti Professionali. Qualsiasi tipo di Scuola Secondaria, che dura cinque anni, garantisce l’accesso all’esame finale, chiamato Esame di Stato o Esame di Maturità. Questo esame ha luogo ogni anno in giugno e luglio e garantisce l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria. Uno studente italiano tipico ha 19 anni quando entra all’università, mentre negli USA e in altri paesi 18 anni è l’età più commune.

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MONDO SCUOLA

In the United States children can go to Nursery School at the age of three or four and, at five, many start Kindergarten. All children must start elementary school when they are six. Elementary school usually lasts six years. When they are twelve children go to Junior High School for three years. After that they attend Senior High School until they are seventeen. After High School students may attend a university or a college where they can specialize in a particular area. Also in the USA there are state schools which are free and private schools where parents pay for their children's education. Most schools start at eight o’ clock in the morning and and finish at three or four in the afternoon. This means that children can have lunch at school or, if they live near the school, they can go home to eat. The school week goes from Monday to Friday for 9 months from September to June. Most American children study subjects like English, social studies, which includes history, geography and citizenship, mathematics, science, foreign language, physical education, art, etc... Many schools have activities after the lessons, these may be theatre and drama groups, foreign language clubs, volunteer public service group, etc. Many sports are also available as most schools have their own swimming pools, tennis courts, tracks and stadiums. Primary school in Italy is commonly preceded by three years of nursery school. Primary school lasts five years. Secondary education (Scuole medie) is further divided in two stages: "Medie Inferiori", which correspond to the Middle School grades, and "Medie Superiori", which correspond to the Secondary School level. Middle School lasts 3 years and involves an exam at the end of the third year; "Scuole Superiori" lasts from three to five years. Until middle school, the educational curriculum is uniform for all. The secondary school situation varies, since there are several types of schools differentiated by subjects and activities. The main division is between the "Liceo", the "Istituto Tecnico" and the "Istituto Professionale". Any kind of secondary school that lasts five years grants access to the final exam, called Esame di Stato or Esame di Maturità. This exam takes place every year in June and July and grants access to any faculty at any University. A typical Italian student is 19 when he or she enters university, while in the USA and other countries, 18 is the more common age.


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“RIFORMA GELMINI”:

ATTUALITA’

NON SARẦ UN RITORNO AL PASSATO?

Picconate, picconate, mio padre avrebbe ben da lavorare, da quanto tempo cercano di distruggere la Scuola!!! Appena cambia il governo, giù subito la scuola; eppure, nella classifica internazionale per i buoni risultati degli alunni, la scuola elementare italiana si trova al quinto posto. Quindi, molti pensano che del mondo della politica e della cultura si chiedono: Perché cambiarla? Perché distruggerla? Recentemente il responsabile Europeo Figel ha dichiarato che la scuola italiana ha bisogno di aiuti. L'esatto contrario di quello che da tempo si fa nella scuola italiana, tagliando risorse alla scuola Italiana. Chiamasi riforma scolastica ma in realtà sono 7,8 miliardi di Euro tagliati alla scuola pubblica. A bloccare questo “scempio” entra in campo la contestazione studentesca. Pertanto, si organizzano cortei e occupazioni, per affermare che le aule delle scuole e delle università sono state e devono essere il terreno di formazione della società. Anche noi ci siamo uniti a questa protesta e, noi alunni del Mattei, ci

siamo riuniti nel cortile in Assemblea straordinaria. Abbiamo messo a confronto le riforme Fioroni e Moratti con la riforma Gelmini che propone la reintroduzione dei voti in decimi, il ridimensionamento del tempo pieno, l'eliminazione dell'educazione civica, il ritorno al maestro unico, la rivalutazione del voto in condotta, che, se inferiore a sei decimi determinerà la bocciatura

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dello studente. Il voto in condotta dipenderà sia dalla disciplina che l'alunno terrà sia dalla media scolastica. Questa nuova proposta di una scuola, dove regna la beata ignoranza, ha acceso il fuoco contro la Gelmini. In segno di protesta, noi abbiamo autogestito la nostra scuola per una settimana. Nei giorni dell'autogestione ci siamo dedicati a diverse attività, come la realizzazione di slogans e striscioni, che abbiamo affisso alle finestre del nostro Istituto. Ci siamo dedicati anche allo sport, organizzando tornei di calcetto, pallavolo e ping-pong. Abbiamo dedicato una giornata alla legalità invitando la presidente dell'ACASIA Katia Nigro alla quale i ragazzi hanno posto delle domande. In tale occasione abbiamo programmato la visione de " I cento passi " la coraggiosa storia di Peppino Impastato. Infine, abbiamo partecipato allo sciopero generale, scendendo in piazza a manifestare. La nostra è stata una protesta pacifica, tutti gli studenti hanno avuto un comportamento ammirevole. La redazione


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SGUARDO ASSENTE

PIU’ NIENTE DI ME

Guardavo le luci lontane Mi hai lasciato cadere nella fossa. E guardavo già la dissolvenza, Mi hai lasciato bruciare sulla pira funeraria. la fine di un film. Hai lasciato che drappi neri mi cingessero. Guardavo il luccichio dei tuoi occhi La lapide è stata tolta. E tremavo dalla paura di capirti Il mio corpo è stato rimosso. Per la loro eloquente vivacità. La mia anima è stata strappata. Ma sbiadivano… nella notte, le luci Niente di me ti appartiene più. Quando il tuo colore mi distraeva. Barlotta Francesco E vedevo solo un paesaggio di periferia. Ora ti vedo, da quell’orizzonte, da sotto quel lampione, come se fossi uscita dal tuo film. Barlotta Francesco

LA SICILIA VALE

CREATIVITA’

Terra dei vespri e degli aranci, Terra di sangue e di omertà, Terra di un lutto troppo grande per le sue dignità. Terra di stragi e di oppressori, Terra d’incanto e di sapori, Terra di un silenzio che si può ascoltare perché la verità non potrà mai cambiare. Terra di violenze, Terra di ricatti, Terra che soffre ancora per le sue morti, Terra di forti giovani che vogliono lottare per chi la vita ha dovuto sacrificare. Terra di ideali che portano alla morte, che fanno soffrire ancora sempre più forte. Terra in cui qualcuno ha ancora voce per gridare al mondo che la Sicilia vale ed è terra da amare Mery Artale

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M@TTEI NEWS sesta edizione  

Giornale scolastico dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Enrico Mattei" - Avola. Sesta edizione anno scolastico 2008/2009.

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