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SOMMARIO

M@TTEI NEWS

Periodico d'informazione e cultura dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Enrico Mattei" - Avola Pubblicazione del Progetto "Giornale d'Istituto" REDAZIONE Allievi partecipanti Arena Jessica, Barone Maria Cristina, Basile Veronica, Caruso Virginia, Di Maria Vanessa, Genovesi Jessica, Guarino Mara,Izzo Salvatore, Liistro Martina, Lombardo Giovanni, Mangiafico Santino, Morale Gessica, Passarello Maria Grazia, Pintaldi valentina, Presti Vera, Rinauro Giovannella, Rizza Chiara, Scifo Simone, Spataro Santa Docenti coordinatori Cancemi Ninfa, Raniolo Rosa, Sarcià Celeste, Sarcià Rosetta Sessa Maria Concetta, Rossitto Venera Esperto Giornalista esterno Dott. Giuseppe Cascio Personale tecnico dell'Istituto Garante Salvatore Realizzazione tecnica e impaginazione grafica presso il laboratorio d'informatica multimediale dell'Istituto Avola - via Antonio Labriola tel. 0931831970 sito web http://www.enricomatteiavola.it e-mail info@enricomatteiavola.it srtd03000p@istruzione.it Annualità 2007/2008 Dirigente Scolastico Prof.re Antonino Sortino

- Il saluto del nuovo Dirigente Scolastico Prof. Antonino Sortino - Un augurio alla nostra Professoressa Santino Mangiafico e Salvatore Izzo - Operatore del verde pubblico Veronica Basile e Virginia Caruso - Futuri imprenditori Giovannella Rinauro - Esami di maturità... Passarello Maria Grazia - Progetto Natale 2007 Prof. Giovanni Lentini - Malpelo, carusu in miniera Salvatore Izzo - Ecuba di Euripide Giovannella Rinauro - ...e non finisce qui..!!... Giovannella Rinauro - Il bullismo è urgente un patto... Denise Belfiore e Carmen Scirpa - L'uso del casco "ieri e oggi" Gessica Morale - Murales si, murales no Giovanni Lombardo e Simone Scifo - Pensa: messaggio-tormentone Santino Mangiafico - Speciale Sanremo La redazione - Ridare dignità ai malati M.C. Barone, C. Ballatore e F. Rametta - Tutti contro il fumo Santino Mangiafico - Eutanasia Valentina Pintaldi - La poesia per aggrapparci alla vita Jessica Genovesi - La poesia rifugio dei pensieri più intimi Antonino Stella - Il quotidiano: una finestra sul mondo Angelina Cancemi (S.M. "L.Capuana") - La crisi economica S. Spataro, M. Guarino e V. Di Maria - La vita si evolve Clarissa Suma - Il vulcano più attivo d'Italia La redazione - Il ciclismo lo sport che amo Salvatore Guastella - Scontri fra Ultras e agenti in divisa Santino Mangiafico - Brillanti risultati del “Mattei” ai giochi ..... Maria Artale - Intervista allo studente Basile Salvatore Maria Artale - La plastica è quotidianità Santino Mangiafico - La plastica, una scoperta superlativa Virginia Caruso e Veronica Basile - Informa famiglie e progetti 2007/08 La redazione

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Il saluto del nuovo Dirigente Scolastico al personale della scuola e ai neopensionati In occasione della pubblicazione della nuova edizione del Giornalino d’Istituto, desidero ringraziare tutto il personale Docente, ATA e soprattutto gli Alunni per la calorosa accoglienza e per la continua e proficua collaborazione che è stata riservata alla mia persona dal 1° settembre 2007, giorno della mia nomina quale Dirigente Scolastico dell’Istituto “E. Mattei” di Avola. Tutto quello che si leggerà nelle pagine seguenti non è altro che il risultato dell’attento lavoro della classe Docente dell’Istituto che fa di tutto per fare acquisire agli Alunni, oltre alle discipline curriculari, competenze che sono di completamento per la formazione culturale e sociale.

Conoscendo l’Istituto dall’interno, ho potuto apprezzare la professionalità e il lavoro continuo di tutto il personale che pensa al "sodo e non all’apparenza". Colgo l’occasione, per rivolgere un affettuoso saluto di buona pensione ai docenti: Cataudella Ritemilia, Sirugo Michelina, Restuccia Maria, Raniolo Rosa e Lutri Pietro, che, dall’anno scolastico in corso, per sopraggiunti limiti di anzianità di servizio, possono dedicarsi, adesso, a tempo pieno alle rispettive famiglie. Tutta la collettività scolastica è grata a loro per l'impegno profuso, durante la permanenza nel nostro Istituto. Prof. Antonino Sortino

Un augurio alla nostra professoressa di una buona pensione! Il nuovo anno scolastico della scuola “E. Mattei” di Avola è iniziato un po’ a malincuore per l’addio all’insegnamento da parte della Prof.ssa Rosa Raniolo punto fermo, per anni, di molti alunni che hanno avuto la possibilità di conoscerla e averla come insegnante di italiano e di storia. Questo articolo è un modo per ringraziarLa per tutto quello che ha fatto, per tutti gli anni dedicati alla scuola, e per la consapevolezza trasmessaci che la scuola è un'occasione importante per la nostra vita da sfruttare al meglio. La ringraziamo per essere stata presente quando c’era bisogno del suo aiuto, quando ci permetteva di recuperare le varie lezioni che studiavamo sempre all’ultimo momento, per l’insegnamento impartito che non riguardava solamente la lezione del giorno, ma soprattutto un insegnamento della vita al di fuori dell’ambiente scolastico. Non dimenticheremo le sue lezioni che erano

diverse da quelle degli altri professori. Bastava un esempio e delle semplici parole per farci comprendere un argomento. Non aveva bisogno di gridare per riprendere la classe, perché ci riusciva con un’occhiata, ma quando c’era da gridare non si tirava mai indietro e allora erano guai seri per i nostri timpani. Desideravamo sinceramente continuare quest’avventura scolastica con la Prof.ssa al nostro fianco, ma purtroppo non sarà possibile e un po’ ci rattrista pensare che avremmo avuto ancora molto da imparare da Lei. Dicono che le persone non sono migliori le une dalle altre, soltanto diverse ed è questo che le distingue, ma per noi invece Lei è e resterà per sempre la migliore fra tutti i professori. La classe IV° C, i ragazzi del giornale per cui Lei ha lavorato attivamente e tutte le classi che hanno avuto la possibilità di conoscerLa, La ringraziano dal profondo del cuore per

tutto quello che ci ha dato e un arrivederci perchè non si dimentichi di noi. Santino Mangiafico Salvatore Izzo


Una nuova figura professionale all’IPAA di Avola

OPERATORE DEL VERDE PUBBLICO Stage in Romagna e in Toscana per gli alunni di IV° e V° anno

I nostri ragazzi all'opera presso il comune di Cesenatico Da qualche anno a questa parte, all’IPAA di Avola vengono organizzati dei corsi che permettono agli studenti di fare esperienze pratiche per conseguire una qualifica che consenta loro un inserimento più facile nel mondo del lavoro. I tirocini, inoltre, danno l'opportunità di accumulare dei crediti utili ai fini degli esami di stato. I corsi prevedono degli stage professionalizzanti, svolti in agriturismi e in aziende del settore presenti nella nostra Italia. Uno degli stage realizzato quest’anno scolastico, 2007-08, ha avuto l’obiettivo di formare la figura di “OPERATORE DEL VERDE PUBBLICO”. Esso ha a a coinvolto le classi 4 e 5 sez. A dell’IPAA ed ha avuto luogo nella cittadina di Cesenatico, in provincia di Forlì. Lo stage è durato 15 giorni. “Abbiamo alloggiato in un albergo a 3 stelle, Hotel delle Nazioni, dalle camere pulite ed accoglienti, con personale molto disponibile e cortese” - dichiara Veronica. E aggiunge: “Siamo stati impegnati ad effettuare dei lavori nel parco vicino all’albergo e nelle varie zone della città.” I lavori, assegnati agli studenti

dall’azienda GESTURIST, consistevano nella potatura delle siepi nei giardini della città e nell’inserimento di pastiglie disinfettanti contro la zanzara "Tigre" nei tombini dei condomini e delle strade. Tutti gli alunni, accompagnati dagli insegnanti, Paolo Tiralongo e Gaetano Fuccella, sono stati impegnati in una serie di lavori eseguiti in collaborazione con i tecnici e gli operatori della GESTURIST. - “Per svolgere questo

lavoro - dice Virginia, alunna partecipante, - siamo stati divisi in due gruppi e guidati da tutor aziendali, persone disponibili e cordiali con le quali abbiamo instaurato un rapporto amichevole e confidenziale." Questo progetto, oltre a fare acquisire agli studenti nuove competenze, ha dato loro l’opportunità di visitare posti dove non erano mai stati. “Abbiamo visitato la Repubblica di San Marino, Urbino, Ravenna, Bologna.aggiunge Veronica, - Abbiamo potuto vedere da vicino la tomba di Dante Alighieri, la Torre degli Asinelli e il famoso Viale Carducci di Riccione.” Questa esperienza non è stata l’unica, infatti, lo scorso anno scolastico 200607, per la formazione degli studenti dell’IPAA, sono stati realizzati altri stage, di cui uno in Toscana, in un’azienda agrituristica della provincia di Pisa. “Gli stage ci hanno fatto sentire più grandi e responsabili. Durante i lavori ci siamo impegnati con entusiasmo, abbiamo acquisito nuove conoscenze e competenze che sicuramente hanno arricchito ciascuno di noi.” Caruso Virginia Basile Veronica


Futuri imprenditori Uno dei tanti mestieri per i ragionieri di domani

NI MA DO RI TO DI EN PR , IM GI OG TI EN UD ST

Spostare il tempo in avanti di un anno, azzardare e farsi venire più idee possibili e immaginabili. Questo è ciò che hanno ideato e realizzato i ragazzi della classe V C, anno scolastico 2006/2007 dell’ITC E. Mattei, per partecipare al concorso “CREA l’IMPRESA” bandito dalla Provincia Regionale di Siracusa. Dopo aver seguito alcune lezioni di imprenditoria, tenute dal Dottor Davide Faraci, i giovani si sono riuniti per creare la loro impresa. Difficile concordare le diverse opinioni dei componenti del gruppo per la compilazione di un business plan. Che cos’è un business plan? E’ la principale fonte di informazioni finalizzata a descrivere in modo puntuale e preciso la futura attività di un’impresa. Il business plan può essere utilizzato per proporre un progetto sia per la costituzione di una nuova impresa, sia per la diversificazione di imprese già avviate. Lo scopo del business plan è quello di far conoscere la propria idea e, in alcuni casi, di convincere i terzi al finanziamento. Nello stilare il progetto, bisogna essere chiari, concisi, diretti. I punti principali da trattare sono: l’impresa, l’idea imprenditoriale, il management, il mercato e i clienti, la

concorrenza, la strategia aziendale, la tecnologia, l’organizzazione, le sinergie con gli altri business e le previsioni economiche. Oltre a dimostrare la fattibilità del progetto, è necessario che il documento sia corretto, leggibile e che l’aspetto dei grafici sia curato. Il concorso prevede per i vincitori una borsa di studio ammontante ad euro 2.000,00 da suddividere fra i componenti del gruppo di lavoro. All’interno del concorso “Crea l’impresa”, saranno premiati gli studenti che, partecipando al concorso “A scuola si fa spot”, riusciranno a creare il miglior spot pubblicitario in grado di far conoscere il prodotto, colpendo l’immaginario collettivo. Una bella esperienza per tutti i partecipanti, che è riuscita a dare imput alla creatività e a sviluppare lo spirito d’iniziativa nei giovani. Che aspettate anche voi a creare un’impresa? Nessuna idea è sciocca, specialmente se “partorita” da una mente giovane. Rinauro Giovannella


Esami di maturità… Non bastavano paura ed ansia, ora anche nuove norme Giugno 2007, siamo arrivati alla fine di cinque lunghi e faticosi anni di studio, durante i quali sono stati conseguiti dei risultati, più o meno soddisfacenti. Quest’anno, noi studenti di quinto anno, abbiamo l’obbligo di affrontare gli esami di maturità, ma in maniera diversa rispetto agli anni precedenti. L’ansia e un pizzico di paura si fanno sentire giorno dopo giorno. In classe non si parla d’altro, non solo per capire lo svolgimento dell’esame di stato, ma anche per le innovazioni sulle quali non tutti siamo d’accordo. Fino all’anno scorso la commissione che esaminava lo studente era composta da tutti i professori di quell’anno scolastico e da un presidente esterno. Ora la situazione, per quanto ci riguarda, è cambiata in peggio: oltre al presidente esterno, la commissione è, infatti, composta da tre commissari esterni e da altri tre professori interni.

Vi domanderete quale sia la cosa che in particolar modo ci preoccupa…. Eccovi la risposta: mentre prima era tutto molto più semplice, visto che la commissione era formata dai professori interni, che gli alunni conoscevano e da cui erano conosciuti bene, questo non esiste più, perché metà della commissione non conosce noi, come noi non conosciamo loro. Un altro mutamento riguarda i punti di credito, che da 20 passeranno a 25. Come se non bastasse, i debiti formativi non sufficientemente colmati per due anni di seguito porteranno automaticamente alla non ammissione agli esami. Per fortuna questi due ultimi punti non ci riguardano, la situazione muta per gli alunni di terzo anno. Il nuovo esame di stato fa aumentare lo stato di paura in noi e particolarmente in chi non ha studiato in maniera adeguata.

Questa nuova legge è più severa, ma è in grado di far capire a noi giovani l’importanza e la serietà dello studio. Un modo per far riflettere tutti gli studenti ad impegnarsi maggiormente durante il corso degli studi. Un grosso in bocca al lupo a tutti i ragazzi che dovranno affrontare gli esami, sperando di riuscire a superarli nel miglior dei modi e soprattutto un augurio a tutti per continuare al meglio il cammino di vita. Passarello Maria Grazia

Progetto Natale 2007 della scuola, il presepe artistico utilizzando statue in ceramica di Caltagirone. Il successo dell’iniziativa ha posto le basi per nuove e interessanti iniziative per l’anno prossimo. Prof. Lentini Giovanni

Quest’anno il progetto Natale 2007 ha registrato una partecipazione attiva da parte degli alunni diversamente abili presenti nell'Istituto. Il progetto, presentato dai professori C. Formosa e G. Lentini, ha avuto una finalità benefica, destinata all’Associazione Sicilia Donna (ONLUS) di Avola. I ragazzi delle varie classi, seguiti dai rispettivi insegnanti e dagli assistenti

hanno imparato le tecniche per la realizzazione dei decori natalizi, hanno sperimentato altresì il lavoro di gruppo e l’importanza della cooperazione come strumento di arricchimento personale e professionale. I lavori realizzati sono stati utilizzati come decori per l’albero di natale della scuola e successivamente donati a fronte di un'offerta. E' stato allestito, inoltre, presso l’atrio


Malpelo, carusu in miniera Fenomeno passato, protratto nel presente

Massiccia la partecipazione degli alunni dell’Istituto “E. Mattei” di Avola alla visione del film di Pasquale Scimeca “Rosso Malpelo”, tratto dall’omonimo capolavoro di Giovanni Verga. La proiezione ha avuto luogo giorno 30/10/2007, presso il cine-teatro Odeon. Sensibili alla tematica, gli alunni hanno aderito all’iniziativa promossa dal “Movimento laici America Latina”, nell’ambito del Progetto “Cento Scuole adottano mille bambini”. Il ricavato andrà a costituire un fondo presso la Banca Etica che servirà ad adottare i ragazzini di due comuni boliviani, Athoca e Cotagaita, nella regione mineraria del Potosi. In queste zone molti minori vivono ancora oggi la

stessa esperienza tanti “carusi solfatari” che trovano l’esponente più conosciuto in un ragazzo senza nome, chiamato “Malupilu” per i capelli rossi e per questo considerato malvagio e scellerato. Vittima della violenza psicologica di quanti ruotano intorno a lui, abbandonato anche dalla madre e costretto all’emarginazione, vive rassegnato a un destino di morte nella miniera, al pari del padre. Questi, Mastro Misciu, era l’unica persona che lo aveva voluto bene e che sfortunatamente trova la morte schiacciato

sotto la frana di una galleria. Nella sua breve vita, Malpelo non ha amici o persone che si prendono cura di lui. Trova l’amicizia di Ranocchio, un ragazzo zoppo e malato che, come lui, lavora nella miniera. Egli cerca di proteggerlo, aiutandolo a trasportare le pesanti gerle e gli insegna a difendersi con i soli modi che lui conosce: calci e spintoni. La proiezione richiama alla mente la storia di tanti “carusi”; ragazzi tra i sei e i quattordici anni che, dalla fine dell’Ottocento fino alla metà del Novecento, spinti dalla miseria, venivano sfruttati e obbligati a lavorare nelle miniere di zolfo dell’entroterra siciliano. Molti erano i ragazzi che trasportavano pesanti gerle, dalle profondità della terra fino in superficie, nelle miniere che si trovavano presso Aragona, Lercara, Recalmuto, Enna, Caltanissetta, Catania. I ragazzi di oggi, per fortuna, non vivono più quella brutta esperienza che comprometteva la salute. Sembra un fenomeno ormai superato. Purtroppo non è così per tutti! Ancora oggi, il maltrattamento e lo sfruttamento minorile riguarda 218 milioni di bambini e di questi, circa un milione trascorre la propria infanzia in miniera. Salvatore Izzo


Ecuba di Euripide Anche questa volta tanto impegno e volontà per i nostri attori Troia, ormai anziana, viene fatta prigioniera dai Greci. Durante la guerra, è colpita dal dolore e dalla disperazione per aver perso parecchi figli e il marito Priamo. Circa il suo destino nacquero varie leggende, narrate da autori classici, tra cui Euripide. Secondo questi, Ecuba assistette all'assassinio della figlia Polissena e scoprì che, durante l'assedio di Troia, il più giovane dei suoi figli, Polidoro, affidato al re del Chersoneso, Polinestore, era stato ucciso sulla costa della Troade. Per vendicarlo, Ecuba, accecata dal dolore, strappò gli occhi al re e uccise i suoi figli. La tragedia non vuole esaltare la Ecuba, donna sventurata, simbolo di forza e di coraggio, è stata rappresentata al Teatro Greco di Palazzolo dal gruppo teatrale dell’Istituto “Enrico Mattei”di Avola. La sceneggiatura è stata curata dal professore Antonino Muccio in collaborazione con le prof.sse Michelina Cravè e Nuccia Amato e con il prof. Gaetano Fuccella, addetto alla scenografia, e la prof.ssa Giampaola Campisi, alle coreografie. Grande è stato l’impegno sia dei docenti che degli alunni per portare sulla scena Ecuba, sposa di Priamo, re di Troia, e madre di Ettore, Paride, Cassandra e di altri eroi troiani. Ecuba, dopo la caduta della città di vendetta, bensì, come dicono i ragazzi, lo sfogo di una donna alla quale, rimasta da sola, dopo aver tanto sofferto, non resta che vivere senza alcun conforto. Durante i lavori, all’entusiasmo per i nuovi “acquisti”, ai quali è stato dato un caloroso benvenuto, si è aggiunta la nostalgia per chi ha fatto parte dell’attività negli anni precedenti e per chi presto andrà via per aver completato il corso di studi. Nonostante ciò, ogni giorno, tutti hanno cercato di migliorare le proprie capacità interpretative, dando il meglio di sé. Alla fine di questa avventura, non ci resta che congratularci con tutto lo staff per i risultati ottenuti, augurando al teatro dell’ E.Mattei, di ottenere nuovi successi e mete sempre più alte Giovannella Rinauro


…e non finisce qui..!!… Gli alunni del Mattei impegnati sul fronte del cinema “dolore” non fisico, ma psicologico del genitore. Successivamente allo sfogo, che ha cancellato i segni dell’avversione, la ragazza è pronta a riprendere la gestione della propria vita, accettando l’aiuto della figura paterna che, ormai, non si rinnega più. Dopo questo lavoro, è stato realizzato un altro cortometraggio,“CIAULA SCOPRE LA LUNA”, per partecipare al “concorso Pirandelliano” che ha visto come attori i componenti del gruppo teatrale, guidati immancabilmente dai docenti. E come si dice in queste situazioni “IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZI!” Giovannella Rinauro Con grande soddisfazione è giunta la notizia che, per la seconda volta consecutiva, la sceneggiatura dei ragazzi dell’Istituto “E.Mattei” ha vinto il premio del Giffoni Film Festival per la realizzazione di un cortometraggio. Verso la fine dell’anno scolastico 2006/2007 è venuto nuovamente a

trovarci il regista Dottor Castagna e i suoi collaboratori, per iniziare le riprese di “Ad occhi chiusi”, titolo della sceneggiatura vincitrice. Partendo dall’argomento droga, i ragazzi hanno sviluppato il sentimento contrastante dell’odio-amore che i giovani ancora oggi provano verso i padri. Nel corto, il rancore tra i due protagonisti si appiana solo dopo il


I L B U L L I S M O E' urgente un patto per sconfiggerlo Il termine bullismo deriva dalla parola “bullo”, di etimologia incerta, e significa teppista, giovane prepotente, che vuole apparire sicuro di sé. L’identikit dei bulli, cioè dei trasgressivi che non vogliono sottostare alle regole, mostra che questi ragazzi sono leader di piccoli gruppi sociali. Il bullismo si manifesta con la trasgressività di un ragazzo o di un gruppo che non sottostà alle regole. Si esprime con ricatti, minacce verbali o prevaricazioni fisiche, e, in alcuni casi, si arriva fino alla violenza grave. E’ un fenomeno emergente che rende corresponsabile famiglia, scuola e società. Il rendimento scolastico del bullo può essere anche buono e la provenienza familiare è di tutti i livelli sociali. Il fenomeno del bullismo è sempre esistito, anche se prima era mascherato dalla “società della disciplina”. Infatti, attorno al 1920, la lettura diffusa fra i ragazzi era “Il giornalino di Gian Burrasca" di Vamba. Protagonista era un adolescente furbo e vivacissimo, sciagurato senza cervello che organizzava monellerie contro l’ autoritarismo e il perbenismo della società dei primi del ‘900. Un tale comportamento poteva essere definito “bullismo casereccio”. Oggi, in un clima più tollerante e disponibile, spesso scambiato per libertà, i giovani oscillano da un eccesso di emozioni, determinato anche dall’uso

di alcol e di droga a un disinteresse per tutto. "Secondo noi ragazzi, anche la mancata cultura della legalità, diffusa in molti ambiti della nostra società

contemporanea è concausa sia delle difficoltà della famiglia che della scuola a formare noi giovani." Per arginare questo fenomeno dilagante, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento, che modifica quella parte dello Statuto degli studenti riguardante proprio le punizioni. E’ certo che, però, atti di bullismo all’interno delle mura scolastiche contro compagni più deboli oppure scherzi un po’ troppo pesanti verso insegnanti non saranno più tollerati e potranno essere sanzionati con la sospensione dalle lezioni per più di 15 giorni previsti fin ora. La soluzione di tale problema diviene guarigione sociale. Denise Belfiore Carmen Scirpa


L'uso del casco "ieri e oggi" Anche il casco aiuta ad avere la testa a posto

Nel concetto di legalità rientrano delle regole che si dovrebbero rispettare, per vivere meglio. Non si tratta di norme complicate o incomprensibili, ma spesso sono piccole azioni che contribuiscono al benessere sociale. L'uso del casco rientra in questo contesto e rappresenta una norma importantissima per la salvaguardia dell'individuo, chiunque esso sia. Noi giovani pensiamo che il casco sia

un'imposizione determinata dagli interessi economici delle aziende produttrici. Non ci rendiamo conto, invece, che indossarlo protegge la nostra vita, e nonostante ciò non lo usiamo. Le cose sono cambiate tra "ieri e oggi". Fino a qualche tempo fa, infatti, siccome i controlli da parte delle forze dell’ordine erano saltuari, i giovani facevano i furbi. In questi giorni, dal momento che la sorveglianza è aumentata, si nota un uso quasi costante del casco, anche grazie al sindaco di Avola, Dottore A. Barbagallo, che con gli interventi, assidui ha saputo sensibilizzarci. C’è da aggiungere che, da un punto di vista estetico, il casco serve a tenere ben curata la piega dei capelli di molti ragazzi che amano portare i capelli lisci o non scompigliati; quindi, potrebbe giovare al look di molti ragazzi. Non voglio dire che il rispetto delle leggi debba essere legato solo ad

un fatto esteriore, ma se ciò contribuisce al rispetto della norma e serve a proteggere la nostra vita, ben venga! Morale Gessica

Murales sì, murales no

Forma d’arte o scempio paesaggistico? In questi ultimi tempi, i murales sono al centro dell’attenzione sociale. Su di essi l’opinione pubblica, come fa di solito, si divide. Alcuni approvano e condividono l’idea di dipingere i muri con soggetti astratti o con immagini, che cercano di rallegrare con i colori uno spazio cittadino. Altri ritengono che i murales servono solo a sporcare i muri del paese e per questo chiedono interventi legislativi punitivi nei confronti degli autori. In verità, l’arte dei murales è antica quanto l' uomo e non può essere limitata. Forse si possono delimitare le zone dove agli artisti è consentito esprimersi. Già l'uomo delle caverne adoperava il linguaggio dei segni sulle pareti della sua dimora. Disegnava, scalfiva immagini a lui care ed essenziali, simboli naturali o scene di caccia. Gli archeologi hanno trovato nelle grotte, soprattutto, disegni e pitture di animali: cavalli, pesci, bisonti, mammut. Tale linguaggio, che precede la scrittura, rivelava una esigenza profonda che si

manifestava con l’espressione artistica. La parola murales indica quelle pitture eseguite sulle pareti di edifici pubblici o privati, alla cui composizione partecipano, nella maggior parte dei casi, più persone. Il fenomeno muralistico è nato in Italia nel 1975, quando il professor Francesco Del Casino, iniziò la sua opera di abbellimento di alcune pareti spoglie. In questo venne aiutato da alcuni alunni di scuola media. Negli anni 80 diversi artisti hanno dipinto, nelle maggiori città, scene di vita quotidiana: uomini a cavallo, donne con in grembo i propri figli, pastori con

pecore e contadini con in mano la falce. Ancora prima, i murales hanno rappresentato fatti legati al periodo del nazi-fascismo. Negli ultimi decenni, nonostante il giudizio negativo di molte persone, il dipinto murales ha assunto una maggiore importanza artistica e viene affidato a pittori che si immedesimano nello spirito locale, nelle abitudini, nella tradizione, nella storia, nella problematica degli abitanti del luogo. Essi dipingono tra la gente che li osserva, che partecipa emotivamente e che spesso suggerisce il soggetto. I murales divengono così la forma d'arte più pura, scevra da speculazione, che va direttamente dall'esecutore al fruitore. E’ indirizzata a tutte le persone senza distinguerne il livello economico o sociale. L’opera resterà come testimonianza del sentimento o di un modo di sentire popolare. Giovanni Lombardo Simone Scifo


PENSA: messaggio-tormentone

Una canzone che spinge a reagire e a superare gli ostacoli meraviglie fra limoni e fra conchiglie… massacra figli e figlie”. Potremmo pensare che questa canzone sia stata scritta solo per vincere un premio musicale? Pensa…e rifletti! Santino Mangiafico

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Purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia. Se la mafia è un'istituzione antistato che attiva consensi perchè ritenuta più efficiente dello stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando giovani alla cultura dello stato e delle istituzioni .

La canzone PENSA di Fabrizio Moro, che ha partecipato lo scorso anno alla 57° edizione del festival di Sanremo, è divenuto un messaggio-tormentone per i giovani di oggi. Una ballata ricca di significati, che ci invita a riflettere su una problematica che affligge la Sicilia e non solo: la “mafia”. Passa nelle radio e non puoi fare a meno di ascoltarla. Ti rimane nella testa e ripensi a quelle parole che racchiudono in sè la storia di un paese, di uomini-eroi morti, per donare tranquillità e pace a persone soffocate. Uomini costretti a chiudere gli occhi per paura di ciò che potrebbero vedere, a bisbigliare sottovoce quello che pensano veramente di un sistema corrotto. Alcuni preoccupati a proteggere solo i propri interessi e portati a disinteressarsi di tutto e di tutti; altri, invece, morti per portare in alto ideali genuini, ricchi di speranza e sostegno; per non farci dimenticare che non siamo soli e per renderci partecipi di una lotta da combattere e vincere insieme. Ascoltando la canzone, non puoi non pensare e dire: “E’ ora di fare qualcosa!”. La mafia si comporta da padrone nei confronti di uomini che ha reso schiavi, di uomini costretti a sottostare ad altri

uomini, privandoli addirittura della loro stessa dignità, impotenti davanti a un essere che strappa ogni loro sogno. Una canzone che ci spinge a reagire e a non abbatterci davanti ai primi ostacoli, ad emulare personaggi come Borsellino e Falcone, angeli, scesi in terra, per combattere una guerra di faide tra famiglie “sparse come biglie su un’isola di sangue che, circondata di tante

"

Paolo Borsellino


Pensa

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine Appunti di una vita dal valore inestimabile Insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce a commentare in pace ogni pallottola nell'aria ogni cadavere in un fosso Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno con dedizione contro un'istituzione organizzata cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro? è nostra... la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare La bocca per parlare le orecchie ascoltano... Non solo musica non solo musica La testa si gira e aggiusta la mira ragiona A volte condanna a volte perdona Semplicemente Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che sono morti giovani Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che hanno continuato Nonostante intorno fosse [tutto bruciato Perché in fondo questa vita non ha significato Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato Gli uomini passano e passa una canzone Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione Che la giustizia no... non è solo un'illusione Pensa prima di sparare Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Pensa.


Un matto ci ha toccato il cuore Ricordando la 57° edizione del Festival di Sanremo Simone Cristicchi, il poeta dei matti, il cantastorie audace, ha conquistato il regno delle canzonette con il tema della malattia mentale. Lo scorso Sanremo, con la canzone ti regalerò una rosa, da subito, ha commosso tutti: è la lettera di un folle, Antonio, scritta alla sua amata Margherita che ormai l’ha dimenticato. Il finale è da brivido, il cantautore, salendo su una sedia, mima il volo finale del protagonista, cioè la sua morte. La canzone è nata da un’esperienza personale di Simone, che andava, spesso, a trovare un amico in una clinica psichiatrica. La frequentazione di quell’ambiente e delle persone ricoverate ha fatto maturare in lui l’idea

che “i malati sono diretti, disperati, mai banali”. Il concetto richiama Pirandello, secondo cui, la realtà ha un carattere fittizio e inconsistente, perché costruita dalla nostra illusione. In essa si può, infatti, scorgere un nucleo profondo e autentico della visione dello scrittore, il suo rifiuto anarchico per ogni forma di organizzazione sociale, sentita come costrittiva e soffocante e la sua disperata nostalgia di una immediatezza spontanea, originaria del vivere, che nella realtà moderna appare impossibile. In ogni caso, questa “canzonetta sanremese”, fa riflettere anche sul concetto di solidarietà e sulla necessità di soffermarci ad ascoltare gli altri. la redazione

" Ti r e g a l e r ò u n a r o s a " Ti regalerò' una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò' una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase Migliaia di astronavi che non tornano alla base Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole Mi fabbrico la neve col polistirolo La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio… misurate le distanze E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Mi chiamo Antonio e sono matto Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino Credevo di parlare col demonio Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio Ti scrivo questa lettera perché non so parlare Perdona la calligrafia da prima elementare E mi stupisco se provo ancora un’emozione Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare Eri come un angelo legato ad un termosifone Nonostante tutto io ti aspetto ancora E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi E giorno e notte si assomigliano Nella poca luce che trafigge i vetri opachi Me la faccio ancora sotto perché ho paura Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura Puzza di piscio e segatura Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore

Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto I matti siamo noi quando nessuno ci capisce Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce Ti lascio questa lettera, adesso devo andare Perdona la calligrafia da prima elementare E ti stupisci che io provi ancora un’emozione? Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.


Il malato non è solo un malato ma un uomo

RIDARE DIGNITA’A CHI SOFFRE

“Il malato non è solo un malato ma un uomo”. Questo è il pensiero di Franco Basaglia, psichiatra scomparso

venticinque anni fa. Il suo pensiero ha ispirato, nel 1978, la legge 180 che porta il suo nome. Ancora oggi questa legge, con la quale si è arrivati al superamento degli ospedali psichiatrici, è considerata un cardine per l’assistenza degli ammalati di mente. Tuttavia, da una parte della società viene messa in discussione e gli ultimi anni, in particolare, hanno visto un fioccare di proposte per modificarla. Basaglia ha dato dignità ai malati, rendendo la disciplina psichiatrica non più una pseudoscienza ma una vera e propria scienza medica. Ha capito che il manicomio non era un posto dove si potevano curare le persone. La legge 180 si basa su due principi di orientamento. Il primo prevede il ricovero del paziente presso ospedali pubblici, come avviene per tutte le malattie. Il secondo punto regolamenta il trattamento sanitario obbligatorio, in base al quale, il paziente, che rifiuta di farsi curare, può essere costretto al

ricovero, non per un atto di ordine pubblico, ma per salvaguardare la sua salute. Il ricovero avviene presso strutture pubbliche dove può cominciare un percorso di riabilitazione. Grazie alla legge 180 tutte le aziende sanitarie hanno un dipartimento di salute mentale con personale specializzato. Nei riguardi della psichiatria si hanno grosse aspettative, addirittura magiche. Se viene diagnosticato un cancro in qualche modo ci si rassegna alla possibilità che si possa non guarire. Non è così per le malattie psichiatriche; in quanto, non sempre il paziente risponde al trattamento. Il medico non va colpevolizzato, perché esiste un 30% di casi in cui non si hanno risposte, anche se grazie al progresso della medicina molte patologie vengono risolte brillantemente. Barone M .Cristina Ballatore Caroline Rametta Federica

TUTTI CONTRO IL FUMO

Oggi sempre di più è aumentata la percentuale del consumo di sigarette fra adolescenti e adulti. Questo dato di fatto è stato comunicato durante la giornata mondiale contro il fumo che ha avuto luogo il 31 maggio 2007 in cui è risultato che gli italiani hanno ripreso a fumare più di prima. Non è bastata la prima proposta di legge promossa dal ministro Sirchia sul divieto di fumo nei locali pubblici. Infatti, sia nel 2005, ma ancora di più nel 2007 il consumo di sigarette è aumentato. Il ministro della salute Livia Turco, di fronte a questi preoccupanti dati, ha ipotizzato alcuni provvedimenti. Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha espresso il suo parere, affermando che la lotta al fumo è una priorità assoluta da parte delle politiche della salute. Preoccupano soprattutto i dati sui giovani. Questi, infatti, iniziano ad "abbracciare" il fumo prima dei 15 anni, comportando una variazione dei costumi sociali. In

passato, erano soprattutto i giovani a criticare coloro che fumavano; oggi, invece, sono sempre più gli adolescenti che accendono una sigaretta. La questione diviene problema di salute,

in quanto molte malattie polmonari sono collegate al consumo eccessivo di tabacco e provocano ogni anno 80 mila morti, più della droga, dell’alcool e dell’Aids. A fronte di queste conseguenze, il ministro Turco propone di vietare la vendita ai minori e di accompagnare questo provvedimento con l’emissione di una tessera, capace di identificare l’età del compratore. Ma, mentre l’Italia discute su questi provvedimenti, le grande industrie tracciano nuove strategie, allo scopo di trovare nuove forme per vendere tabacco. In alternativa alla tradizionale sigaretta è stata lanciata sul mercato la “sigaretta da masticare ”. Si tratta di una presa di polvere da tabacco, racchiusa in una bustina come quella del tè da succhiare e masticare. Si ritorna dunque al passato, quando i cow-boys masticavano la “cicca” per poi sputarla in modo poco elegante. Santino Mangiafico


Eutanasia Morte misericordiosa o accanimento terapeutico?

L’eutanasia, dal greco eu = bene e thànatos = morte, è l’azione tesa a provocare una morte pietosa e non dolorosa. Negli ultimi anni questo termine ha finito per significare l’interruzione volontaria di una vita, per evitare al paziente sofferenze insopportabili e inevitabili. Dopo aver già da tempo abbandonato il legame con l’etimo greco di buona morte, il termine eutanasia viene usato nell’attuale dibattito in senso spesso molto diverso. Frequentemente, si distingue fra eutanasia attiva o positiva o diretta, laddove il medico o chi per lui interviene direttamente per procurare la morte di un paziente ed eutanasia passiva o negativa o indiretta, dove si ha invece l'astensione da interventi che manterrebbero la persona in vita. Si distingue, inoltre, fra eutanasia volontaria, quella esplicitamente richiesta dal paziente ed eutanasia non volontaria, quando la volontà del paziente non può essere espressa, in quanto persona incapace. Eutanasia si oppone talora a distanasia o accanimento terapeutico, che indica invece il ricorso a interventi medici di prolungamento della vita, non rispettosi della dignità del paziente. Concetto collegato è il suicidio medicalmente assistito, in cui la morte è conseguenza diretta di un atto suicida del paziente,

ma consigliato e/o aiutato da un medico. A mio avviso, una definizione completa e precisa del termine eutanasia, abitualmente citata anche da autori che non ne condividono le valutazioni etiche concomitanti, si trova nella Dichiarazione sull’eutanasia “ Iura et bona”, pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: “Per eutanasia s’intende un’azione o un’omissione che di natura sua o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore.” L’eutanasia ha dunque l’obiettivo di porre fine alla sofferenza. A questo proposito, possiamo far riferimento al tanto discusso caso Welby. Piergiorgio Welby, ammalato di distrofia muscolare progressiva, ha aperto un dibattito politico chiedendo al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e alle alte istituzioni di applicare l’eutanasia per risolvere il suo caso. In base all’art.32 della Costituzione Italiana “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. E' Welby, prendendo alla lettera l'art. 32, assistito da un medico, ha interrotto il trattamento sanitario a cui

era sottoposto. L’eutanasia rappresenta una delle grandi questioni che fa discutere tutti e che divide l’opinione pubblica in favorevoli e contrari. L’eutanasia, allo stato attuale, è difficile da legalizzare. Diversi sono i motivi: è condannata legalmente perché considerata omicidio volontario; è condannata moralmente perché non si può “sopprimere” un uomo; è condannata fortemente dalla Chiesa e dai cattolici perché “…la vita è dono di Dio…” e “solo Dio può darci e toglierci la vita”. Secondo me, la pratica dell’eutanasia dovrebbe essere regolata da norme molto precise che considerino la gravità della malattia, la quantità e l’insopportabilità dei dolori e l’inevitabilità della morte. Si dovrebbe garantire, inoltre, che la volontà del malato sia rispettata. Ed infine riflettiamo sulle ultime parole che Bob Dent ci ha lasciato in eredità: “Se voi non siete d’accordo sull’applicazione dell’eutanasia, allora non consentite che la pratichino su di voi, ma per favore, non mi negate il diritto di farlo sulla mia persona.” Valentina Pintaldi


La poesia per aggrapparci alla vita Una strategia per evitare scelte sbagliate Tante sono le volte in cui ci sentiamo tristi, depressi, vulnerabili e tentiamo di far capire a chi ci circonda i nostri sentimenti e il nostro stato d'animo. In alcuni momenti della nostra vita avvertiamo il bisogno di essere diversi da ciò che siamo e cerchiamo di superare le nostre debolezze dimostrando agli altri che possiamo farcela da soli. E' in questi momenti che, in mancanza di un interlocutore disposto a sostenerci, affidiamo i pensieri ad una penna. Ecco che cominciamo a scrivere tutto ciò che ci passa per la testa, le nostre opinioni, ciò che amiamo e ciò che non condividiamo, senza paura del giudizio degli altri, senza timore di sbagliare in qualche cosa. In questi momenti ci

sentiamo liberi! Aggrappandoci alla poesia possiamo superare momenti di pesante solitudine. La poesia ci rende più forti, ci rende capaci di mettere a nudo la nostra anima e scriviamo, scriviamo, scriviamo fino a quando ne sentiamo il bisogno. La nostra fantasia, stimolata dalla realtà, fa uscir fuori la verità. Poesia è anche guardare un quadro che ci ispira gioia o un paesaggio che ci trasmette tranquillità. I pensieri, che, simili all'infinito mare, vagano nella nostra mente senza fermarsi mai, trovano nella poesia il loro rifugio.

A volte... A volte bisogna fare una scelta, una scelta che ti cambierà la vita, a volte bisogna decidere in fretta perchè la vita non ti aspetta. A volte non sai cosa fare e cerchi di respirare, a volte ti senti diversa e capisci che la morte ti ha prescelta. A volte prima di agire dovremmo riflettere e prima di morire dovremmo vivere. Quando sei stanco....

Spesso.... Spesso non riesco a spiegarmi il mio comportamento e credo sia un difetto. Spesso mi capita di pensare a ciò che vorrei fare e che non riesco mai a realizzare spesso mi ritrovo da sola con una manciata di pensieri leggeri che mi sfiorano la mente come la neve a dicembre spesso vorrei essere qualcun'altro ma credo sia uno sbaglio spesso vorrei morire ma è proprio tutto questo che mi fa continuare a vivere.

Quando sai cosa dire non ti fermare quando sai dove andare inizia a correre ma prima impara a camminare perchè la vita è un percorso da attraversare ma fai attenzione tanti ostacoli davanti ti ridurranno i passi e allora non bloccarti vivi ogni istante e capirai che niente è impossibile. quando farai tutto questo niente e nessuno ostacolerà il tuo cammino e la vita ti sembrerà un gioco dove ad ogni angolo c'e un nemico e dietro di lui un caro amico che ti aiuterà e ti proteggerà quando ne avrai bisogno quando di correre sei stanco Jessica Genovesi


di Antonio Stella

Venerazione dei sogni

Collaboratore scolastico

Le nuvole si agitano di notte spezzano gli sguardi della luna catturano la venerazione dei sogni dove si addormentano le lacrime.

Sole splendente Libera o sole il tuo mantello splendente i tuoi raggi, riscaldano i nostri sguardi che morbidi, si piegano tra ali di farfalla e fiori fantasiosi.

Perchè la notte

perchè la notte, cattura i miei misteriosi silenzi? perchè agita le mie timide ombre e bagna i miei cristallini incanti? forse è il plasmare del mio essere fra voli poetici e ceneri di baci nei germogli dei sogni.

Poesia del mare Gemma imbalsamata Sciogli i tuoi colori, gemma imbalsamata posa le tue trasparenze, fra le onde mi meraviglia la tua cristallina parvenza come una scultura delicata ti fermi tra il mar ed i cieli.

Incanto nella notte Questa notte volerò tra i tramonti mi vestirò nei silenzi addormentati seguirò le curiose sacre forme delle stelle mi trasformerò nell'ombra delle nude foglie libererò il canto che svela le cicale.

Mi sciolgo nel mormorio del mare scruto i suoi piccoli ondeggiamenti che cullano i miei sguardi per poi divenire amante dei suoi silenzi.

Misterioso scrigno Chiudo le mie palpebre m'immergo tra le oscillazioni di un delizioso incantesimo che mi conduce in un misterioso scrigno dove trascino le mie foglie poetiche.

Il quotidiano: una “finestra sul mondo” Uno strumento per la formazione dei giovani I media in assoluto più apprezzati dai giovani sono: televisione, cellulare e radio, perché tutti e tre dotati di un modello di comunicazione diretto, fluido, personale. Lo stesso non si può dire di libri, quotidiani, periodici essendo visti come noiosi, pesanti e impegnativi. L’attività del quotidiano in classe, invece, mi porta ad affermare che il giornale è veramente una “finestra sul mondo” e può affascinare molti giovani. La sua lettura, infatti, ci dà l’opportunità di conoscere notizie locali, nazionali e internazionali su avvenimenti positivi e negativi che interessano il mondo sociale, politico e culturale. Permette

sicuramente di sviluppare un pensiero critico personale e la capacità di selezionare opportunamente le informazioni che ci arrivano ogni giorno da ogni parte. Il giornale permette ad ogni giovane di migliorare la sua formazione, lo aiuta ad acquisire un lessico più completo e corretto e, inoltre, offre l’occasione per approfondire e riflettere su temi di attualità. Cancemi Angelina IID S.M. "Luigi Capuana"


LA CRISI ECONOMICA La Società Italiana dei "due terzi"

Gli ultimi dati sull’economia del nostro Paese sono a dir poco sconfortanti. Purtroppo non è una notizia “nuova”, lo sapevamo benissimo che eravamo in crisi. La società italiana, per usare una dizione sociologica in voga negli anni Ottanta, è una “società dei due terzi”, ma con una sola differenza rispetto a venti anni fa: mentre allora era un terzo della società che era esclusa dal benessere oggi è soltanto un terzo della popolazione che continua ad essere ricca. Infatti e soprattutto la classe media, o se volete piccolo borghese, che è in gravi difficoltà (i poveri, poi, sono completamente alla deriva). Personalmente sono d’accordo, e lo vado dicendo da tempo, con chi sostiene che la nostra crisi economica è lo specchio di una crisi culturale, sociale e politica del nostro Paese. Insomma, non c’è da stare allegri. È assolutamente certo che il governo in carica ha sprecato ben quattro anni in cui abbiamo visto la situazione progressivamente peggiorare, mentre si continua a non mettere mano alle riforme strutturali di cui abbiamo bisogno. Nel nostro piccolo, anche noi possiamo vedere come lo Stato Italiano sia inadempiente persino con i poveri e i miseri della terra, nonostante tutto, continuano a portare avanti progetti di sviluppo nei Paesi più poveri del mondo. È urgente un cambio non solo nella politica economica ma soprattutto nella

“Politica” sia a destra che a sinistra. E’ urgente una presa di coscienza di chi ha responsabilità sulla collettività di lavorare per il bene comune evitando di strumentalizzare la politica per fini personali. È tempo di analisi serie e di provvedimenti concreti lasciando stare le cose futili. In 12 mesi il costo della vita ha subito un’accelerazione sempre più difficile arrivare a fine mese soprattutto per stipendi e pensioni medio-bassi, ma ormai non se ne parla più. La venuta della moneta europea, primo atto di aggregazione dei popoli, ha portato con se anche un dono sgradito: quello del rincaro spesso

indiscriminato del costo della vita. In poco più di un anno, la nuova moneta ha fatto lievitare il costo della spesa alimentare e dei servizi di prima necessità. La colpa non è certo da addebitare alla moneta in quanto tale, ma a qualche aggiustamento e ai tempi di rodaggio per passare alla nuova divisa che ogni cittadino ha dovuto similare. Verificando le cifre dell’inflazione, sembra che tutto sia sotto controllo. Guardando i prezzi, sembra invece che il passaggio dalla lira all’euro sia avvenuta con il cambio di mille lire per un euro. Il cittadino intanto paga e non si è reso ancora conto pienamente di quanto sta avvenendo per una questione psicologica. Con la lira eravamo abituati a prezzi con tante cifre e adesso con l’euro, vedere degli importi con numeretti piccoli ci preoccupa meno. I salari però sono rimasti invariati e di conseguenza l’affanno di ogni cittadino per affrontare nuovi prezzi è fuori discussione. Comunque la si giri, rimane il fatto che i prezzi dello scomparto alimentare, dell’abbigliamento e dei servizi primari hanno corso con la velocità di un centometrista ed il consumatore non può che rispondere con un calo obbligato dei consumi, dovuto ovviamente ad una minore disponibilità di soldi.

Spataro Santa Guarino Mara Di Maria Vanessa

Giocare a monopoli aiuta


La vita si evolve Tecnologia, sviluppo sociale…..e l’ambiente?

La tecnologia incide profondamente nella nostra vita. A scuola, in famiglia, nel mondo del lavoro è sempre protagonista del divenire quotidiano. E’ il caso, quindi, di conoscerla più da vicino. Il processo tecnologico si sviluppa in tre periodi. Il primo è caratterizzato dalla scoperta e dall’invenzione di semplici strumenti tecnologici. Nel secondo, sono state acquisite competenze tecnologiche, non supportate, tuttavia, da un sufficiente bagaglio di conoscenze.

all’inquinamento ambientale, allo smaltimento dei rifiuti e alla riduzione del divario tecnologico tra il nord e il sud del mondo. In questa nuova fase, ancora in atto, qualsiasi processo tecnologico sarebbe incompleto se non si prendesse in considerazione anche l’impatto sociale e ambientale. Da allora le cose non sono migliorate. Nel dicembre 1997 i rappresentanti di quasi tutti i paesi del mondo e delle maggiori associazioni ambientaliste riunitisi a Kyoto, hanno constatato che

Nel terzo periodo, tali conoscenze, associate alle graduali scoperte della scienza, hanno messo l’uomo in condizione di raggiungere obiettivi sempre più elevati, rispetto ai periodi precedenti. La conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo, meglio conosciuta come Summit della terra, svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992 , ha portato alla ribalta problematiche varie, tra queste il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e una gestione più responsabile delle risorse globali. Particolare attenzione è stata rivolta

i problemi di protezione del patrimonio ambientale sono sempre più gravi. L’umanità, infatti, sta esponendosi volontariamente al grave rischio di lasciare in eredità alle future generazioni una terra “non abitabile”. La valutazione di quanto la tecnologia sia realmente sotto il controllo umano, costituisce argomento di un acceso dibattito attuale. Alcuni esperti del settore ritengono che la tecnologia produca strumenti foggiati secondo i desideri di chi li ha creati o, in generale, che siano i gruppi sociali a definire e dare un senso ai prodotti

tecnologici. Altri sostengono che la tecnologia esiste come agente autonomo, in grado di pilotare la storia. Secondo questi ultimi, la tecnologia non è al servizio della società, ma ne è “padrona” e imprime ai nostri destini, in misura sempre più profonda, forme che sembrano essere inevitabili e irreversibili. Tra le due opposte concezioni, del costruttivismo sociale e del determinismo tecnologico, si collocano varie posizioni intermedie, in qualche modo, sostenute dell’evidenza storica. Le tecnologie, infatti, possono, talvolta, predisporre le persone a sviluppare determinati stili di vita piuttosto che altri. La scelta tecnologica dovrebbe coinvolgere le istituzioni politiche e culturali per valutare gli effetti che l’evoluzione potrebbe produrre sui singoli e sull’organizzazione sociale. La cultura, infatti, viene spesso chiamata in causa per spiegare il significato dei cambiamenti delle norme, dei valori, delle credenze e delle convinzioni di un gruppo. Nella nostra epoca Kenji Ekuan, progettista delle moto e degli strumenti musicali Yamaha, sostiene che il design giapponese è caratterizzato dalla “semplicità complessa”. I prodotti sono piccoli e precisi, leggeri e robusti, poco dispendiosi in termini energetici e miniaturizzati, senza perdere in qualità: tutti attributi che, a suo dire, sono espressione della cultura giapponese. È chiaro che l’impatto della tecnologia sulla società non è mai stato profondo e importante come ai nostri giorni. Sono molti, governi compresi, a ritenere che l’incentivazione dello sviluppo tecnologico debba essere una priorità nazionale, visto il suo ruolo fondamentale nella costruzione della ricchezza e nello sviluppo economico e sociale di un Paese. Proprio per questo i responsabili dovrebbero ben vigilare! La tecnologia accresce la competitività mondiale, ma non sempre, con il conseguente miglioramento della qualità della vita di una nazione. Clarissa Suma


Il vulcano più attivo d’Italia? Lo Stromboli fa sentire la sua voce può scorrere all’interno del condotto e, quando la sua pressione supera certi livelli, produce un’esplosione con la fuoriuscita del magma. Ben diverso il comportamento dell’ Etna e del Vesuvio, dove nel condotto si forma un “tappo” che assicura periodi di riposo, di mesi o anni nel caso dell’Etna, anni o secoli nel caso del Vesuvio. Anche Vulcano, così vicino a Stromboli, ha un’attività meno frequente. Cosa ci si deve aspettare a questo punto? Cinque anni fa la lava eruttiva si accumulò in una valle laterale prima di franare in mare, creando una specie di “effetto tsunami”. L’attività anomala si protrasse, non dimentichiamolo, per oltre tre mesi, prima di tornare alla normalità. Stavolta… staremo a vedere. Ma a differenza del 2002, oggi i nostri sistemi di monitoraggio sono molto più efficaci. Nuove bocche si sono aperte sul fianco del vulcano Stromboli da cui esce la lava che scende al mare. Lo Stromboli torna a far sentire la sua voce. E mentre i pescatori dell’isola assicurano che “stavolta iddu fa menu paura”, resta da capire per quale motivo è il più attivo d’Italia. Lo Stromboli è il vulcano d’Italia che ha il maggior numero di esplosioni, anche se, generalmente, di modesta portata. Una simile frequenza in vulcanologia viene definita, appunto, di tipo “stromboliano”. L’attività eruttiva è caratterizzata da esplosioni singole a condotto aperto, separate da intervalli che vanno da pochi decimi di secondo ad ore e possono generare anche piccole colonne eruttive. La lava è piuttosto

pastosa e quindi si solidifica con una certa facilità ostruendo il camino. Essa

La redazione


Il ciclismo, lo sport che amo Fatica e privazioni, ma tante soddisfazioni

Qualsiasi sport è importante nella vita. Indipendentemente dal fatto che una persona sia magra o robusta, serve a ristabilire l'equilibrio del metabolismo. Le persone che non fanno sport, infatti, con il passare del tempo possono avere più problemi di salute. Esistono tanti tipi di sport: ciclismo, calcio, basket, tennis e tantissimi altri. Io ho scelto il ciclismo, perchè è uno sport che mi ha affascinato da sempre e lo pratico agonisticamente.

Sia in allenamento, sia durante le gare si deve dare sempre il massimo. Soprattutto nelle salite, ci si deve concentrare solo su se stessi e sulla strada per poter aumentare la soglia di resistenza e rendere di più. Quando si vince una gara, l'emozione è indescrivibile: essere davanti a tutti e averli battuti, ti fa piangere. Purtroppo anche il mondo sportivo è “inquinato”, sempre più spesso sentiamo parlare di doping. Nel ciclismo, che è uno sport di resistenza, il doping è un fenomeno molto frequente, in particolare dai 18 anni in su. Le cause che possono spingere un atleta a doparsi sono tante, ma quella più

frequente è la voglia di fare risultato per poter passare al professionismo: il sogno di tanti ragazzi. Io sono salito per la prima volta su una bici da corsa a sei anni, soltanto per gioco. La mia prima corsa andò male perchè, essendo poco esperiente, sbagliai strada, ma la seconda volta vinsi e a quella vittoria ne seguirono tante altre. Andando avanti, le cose sono diventate più complicate, perchè l'allenamento cominciava ad essere più lungo, dovevo privarmi di andare al mare, giocare a calcio con i ragazzi, non mangiare alcuni alimenti, ecc... All'età di dodici anni ancora non si è maturi e quindi, davanti alla scelta di fermarmi o proseguire, ho avuto dei dubbi. Ho cominciato ad allenarmi poco, conseguendo scarsi risultati. E’ stata la stagione peggiore della mia carriera! Riflettendo, capii che senza la bicicletta non mi sarei sentito soddisfatto, non sarei stato me stesso, tanto che oggi correre fa parte della mia vita. Mi sto impegnando, dedicando quasi tutto il mio tempo agli allenamenti ed ho già ottenuto molti risultati positivi. Ora sono convinto di continuare questo sport finchè posso, sperando di diventare un professionista. Salvatore Guastella


Lo stadio, campo di battaglia per tifosi violenti

Scontri tra Ultras e agenti in divisa

Sembra normalità vedere, durante le partite di calcio, lo stadio che si trasforma in un campo di battaglia, dove tifosi e, talvolta, gli stessi giocatori danno vita a scontri soltanto per difendere la loro fede calcistica. Questo fenomeno, ormai da tempo, sta marchiando il gioco del pallone, mettendo in secondo piano le caratteristiche positive di questo sport. Il luogo d’incontro domenicale, dove migliaia di persone si danno appuntamento per assistere a novanta minuti di divertimento, diventa palcoscenico di odio e violenza. Protagonisti di questi episodi sono i tifosi di entrambe le squadre, i cosiddetti “ultras”, coloro che frequentano lo stadio solo per creare disordini. E’ a

causa del tifo violento, che oggi gli stadi italiani non sono frequentati dalle famiglie e soprattutto dai bambini e dalle donne. Spesso, soltanto un errore arbitrale può dare inizio ad una battaglia

vera e propria fra tifosi con lanci di fumogeni e petardi, mettendo in pericolo coloro che si recano allo stadio per trascorrere una giornata di felicità e divertimento. Nella maggior parte dei casi, negli scontri sono coinvolti soprattutto i poliziotti, che hanno l’obbligo di mantenere l’ordine e il controllo sugli spalti. Gli ultras riversano il loro odio sugli agenti in divisa, mandandoli talvolta all’ospedale, colpiti da spranghe o catene che misteriosamente penetrano nello stadio: l’unica loro colpa è di aver svolto il proprio dovere. In questo periodo si sta parlando molto di tale fenomeno. Anche negli anni passati si sono verificati episodi simili, ma sembra che non siano state prese nè precauzioni, nè applicate norme di prevenzione. La giustizia sportiva, oggi, si vede costretta a sollecitare delle leggi per fronteggiare il tifo violento, per far sì

che negli stadi si riescano ad eliminare quei tifosi che fanno il male del calcio, mettendo in ridicolo il nostro Paese e le nostre tradizioni. Sembra che siano passati dei decenni da quella notte del 9 luglio 2006, quando assistevamo a immagini di gioia, con tutti i tifosi italiani che si abbracciavano ed esultavano perché l’Italia aveva vinto il mondiale! Purtroppo ci sono ancora persone che non hanno capito che il calcio è solo uno sport e che tale deve rimanere. Dopotutto, nessuno di noi ci guadagna qualcosa, a parte il sistema economico che sta dietro il calcio e i giocatori sempre più VIP e meno SPORTIVI. Santino Mangiafico


Brillanti risultati del “ Mattei” ai giochi sportivi studenteschi Ottime probabilità di qualificazione per le finali provinciali Anche quest’anno l’“E.Mattei” ha aderito con grande entusiasmo ai giochi sportivi studenteschi, promossi ed organizzati dal Ministero della Pubblica Istruzione. Possono partecipano ai giochi sportivi tutti gli studenti senza esclusione alcuna, per tale motivo nel nostro Istituto viene dato massimo spazio ai tornei di interclasse che costituiscono una parte importante del processo di preparazione al movimento di ciascun alunno. L’usufruire delle strutture scolastiche nelle ore pomeridiane dà la possibilità ai giovani di impegnare positivamente il loro tempo libero; conferisce, inoltre, serenità alle famiglie, sapere che i loro figli sono occupati attivamente a scuola. Gli alunni aderiscono sempre più numerosi, manifestando con fayr play il rispetto delle regole e dell’avversario. Oggi la scuola è impegnata

quotidianamente ad affermare la cultura della legalità e la pratica motoria costituisce uno degli strumenti più efficaci per la formazione di una personalità integra, di un carattere forte ed educato e di un sano equilibrio psico-fisico. La prof.ssa Aglianò Concetta ha coordinato le attività sportive pomeridiane che hanno avuto inizio nel mese di dicembre 2007. L'impegno degli alunni e degli insegnanti di educazione fisica dell'istituto ha permesso di raggiungere brillanti risultati nelle varie discipline: campestre, calcio e calcetto. In quest’ultima le squadre si sono piazzate

per le semifinali, con ottime probabilità di qualificazione per le finali provinciali. Da martedì 19 febbraio 2008 sono iniziati i tornei di interclasse di pallavolo, dove i ragazzi delle varie classi si sfidano tra schiacciate e battute. Tutti gli alunni s’impegnano nelle gare con entusiasmo e accettano le sconfitte senza recriminazione o atteggiamenti scorretti, anche se a malincuore. Ci auguriamo che questa grande passione permanga anche negli anni a venire, affinché il nostro Istituto possa acquisire sempre maggiore credibilità e il prestigio che merita. Maria Artale

Intervista allo studente Basile Salvatore della classe II B ITC

Salvatore Basile è un alunno di spicco del nostro Istituto; si è distinto in tutte le attività sportive scolastiche e

vogliamo dedicare a lui questo spazio intervistandolo. - Perché ti piace lo sport? - Perché lo praticavo sin da piccolo. Mi piace il confronto con gli altri e conoscere persone che amano lo sport come me. - A quali discipline hai partecipato? - Ho partecipato alle attività di calcetto e corsa campestre, qualificandomi undicesimo nella prima e quindicesimo nella seconda. - Cosa ti stimola a partecipare anche nel pomeriggio alle attività

extrascolastiche? - L’interesse e la voglia di imparare nuovi sport, il divertimento sano e sicuro, ma anche il fatto di trascorrere il tempo libero in modo costruttivo. - Perché è importante l’attività sportiva scolastica? - Perchè la scuola non sia fatta solo di studio, ma anche di momenti ludici che permettano la socializzazione e la sana crescita fisica e mentale di ognuno di noi. Maria Artale


La plastica è quotidianità Le plastiche sono sostanze che hanno la capacità di ammorbidirsi con il calore, adattandosi perfettamente a degli stampi dai quali prendono la forma. Queste vengono prodotte dall’industria, utilizzando soprattutto petrolio, ma anche gas naturale e carbone. Esistono molti tipi di plastiche, tutte utilizzate perché resistenti, leggere e lavabili, ma soprattutto adatte alla conservazione dei cibi. La caratteristica più importante della plastica è la sua riciclabilità, che permette di mantenere l’ambiente sano e pulito. La raccolta differenziata di imballaggi, attivata in un primo momento solo per le bottiglie e i flaconi, si sta allargando

al riciclaggio di sacchetti, scatole, vaschette e pellicole per imballaggi. Prima di essere riciclati, i prodotti in plastica devono essere selezionati e suddivisi in diverse tipologie in modo omogeneo. Dal riciclo si ottiene la “materia prima seconda”, così chiamata perché conserva caratteristiche tecniche e chimiche molto simili a quelle iniziali. Dalla materia plastica riciclata è possibile ottenere prodotti che si possono trovare tra i muri di casa, come le porte, le piastrelle, le finestre e, addirittura, nelle vesti di carte di credito, prodotti che scandiscono ogni giorno la nostra vita, rendendo semplice ogni nostra esigenza. Santino Mangiafico

La plastica, una scoperta superlativa La plastica è diventata insostituibile. Come fare senza? Essa è una sostanza organica come il legno, la carta, la lana. Nasce da risorse naturali, prevalentemente carbone, gas e, soprattutto, petrolio di cui la produzione mondiale di materie plastiche assorbe circa il 4% l’anno. Senza di essa l’esplorazione dello spazio non sarebbe stata possibile. Incredibilmente termo-resistente, robusta e duratura, ha permesso ai tecnici spaziali di sviluppare strumentazioni alquanto sofisticate. La plastica ed i viaggi nello spazio, infatti, hanno percorso strade parallele. Nessuno oggi può fare a meno di pentole antiaderenti, vestiti, impermeabili, contenitori per cibi o bevande, ecc. Componenti strutturali ed elettrici, impiantistica di isolamento, parti resistenti alle temperature elevate, apparecchi elettrici e di comunicazione, sistemi di supporto vitali e infine indumenti e strumentazioni spaziali sono applicazioni tecnologiche della plastica nell’uso quotidiano. La plastica è un prodotto senza fine.

Gli oggetti plastici, infatti, al termine del loro ciclo non divengono inutili, ma possono essere riutilizzati secondo tre modalità fondamentali: con riciclo meccanico, con riciclo chimico, oppure con il recupero dell’energia in essa contenuta. Virginia Caruso Veronica Basile


L’'Istituto “'Enrico Mattei”' rappresenta un preciso punto di riferimento nel contesto culturale e morale della provincia di Siracusa. Offre un corso di studi diurni (ITC-IPAA) ed uno serale (ITC) della durata di cinque anni, che permettono di conseguire il diploma di Ragioniere Perito Commerciale e di Operatore Agroindustriale. Unica nel territorio di Avola, la Scuola è un Test Center

autorizzato A.I.C.A. (Associazione Italiana per l'Informatica e il Calcolo Automatico) che permette, anche a persone esterne alla scuola, di sostenere gli esami ECDL Core (European Computer Driving Licence) per ottenere la Certificazione Informatica Europea (Patente Europea del Computer).

Il percorso formativo si articola in 5 anni, al termine dei quali, lo studente conseguirà il titolo di ragioniere con competenze nel settore turistico-alberghiero. Le competenze polivalenti e flessibili scaturiranno da interventi formativi finalizzati all'acquisizione di un'ampia cultura di base storico-geografica, giuridica, economica, artistica e della gestione economica di imprese turistico-alberghiere. Le abilità acquisite gli consentiranno di: – realizzare prodotti turistici; – comunicare correttamente in diverse lingue; – utilizzare gli strumenti dell'office-automation. Competenze di marketing turistico: – conoscere gli elementi-base della legislazione turistico-alberghiera, elaborare programmi di rilevazione della domanda e delle aspettative dell’utenza attuale o potenziale Competenze di progettazione e di consulenza: – Progettare e organizzare itinerari turistici, valorizzare i beni culturali, interpretare i flussi della domanda/offerta turistica. Competenze di comunicazione: – Utilizzare le lingue straniere, sia in rapporto diretto con l’utenza, sia a fini di studio, documentazione ed aggiornamento professionale. Competenze di documentazione: – Conoscere e analizzare il contenuto di un bilancio d'esercizio; predisporre il budget di una semplice struttura aziendale del settore; utilizzare Internet, utilizzare il computer a fini di produzione anche di tipo multimediale, di ricerca ed elaborazione dati.


Il Diploma di Agrotecnico consente di: – dirigere e amministrare aziende agrarie e zootecniche; – trasformare e commercializzare prodotti agricoli; – eseguire analisi nei settori lattiero-caseario, enologico e oleario; – effettuare assistenza tecnica per programmi e interventi fitosanitari e di lotta integrata; – prevedere interventi per la difesa dell’'92ambiente nei territori rurali. Il Diploma, oltre alla libera professione di Agrotecnico, consente: – l’insegnamento di Esercitazioni Agrarie negli Istituti Professionali e Tecnici Agrari e nel settore della formazione professionale; – l’inserimento a livello tecnico nelle Aziende agricole private, negli Enti Pubblici, negli Ispettorati Agrari e presso la ripartizione Giardini e Foreste dei Comuni. Il titolo consente l’accesso a tutte le Facoltà Universitarie con particolare riferimento alla Facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie, Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Forestali e Ambientali, Biotecnologie Agrarie e Vegetali, Agroecologia, Veterinaria. L'Operatore Agro-Industriale: – conosce i prodotti agricoli destinati alla trasformazione industriale; – conosce i cicli di produzione agricola; – usa attrezzature produttive ed esegue operazioni di preparazione per analisi chimiche e microbiologiche su latte e suoi derivati, olio e vino; – collabora con Enti, Organizzazioni ed Organismi associativi per la tutela di tipicità e qualità dei prodotti; – predispone ambienti e condizioni atte alle conservazione dei prodotti. L’Operatore Agrituristico: - organizza processi di ospitalità rurale; - gestisce servizi di ristorazione, ricezione e ricreazione; - valorizza pacchetti agricoli locali e attività ricreative nei territori rurali; - gestisce gli aspetti di marketing con particolare riguardo alla promozione dell’azienda; - riconosce le qualità organolettiche e nutrizionali dei prodotti alimentari; - utilizza, valorizzandole, le risorse ambientali, culturali e le tradizioni del territorio.

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PROGETTI FINANZIATI CON IL FONDO D’ISTITUTO Giornale d’Istituto Portfolio Linguistico Trinity Portfolio Linguistico Cambridge Rassegna Nazionale del Teatro e del Cinema Manifestazioni Pirandelliane Festival Internazionale Classico Giovani (Teatro Greco di Palazzolo Acreide) I giochi di Archimede e le Olimpiadi di matematica Conoscere l’Ente Comune Educazione fisica complementare Giochi sportivi studenteschi

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PROGETTI P.O.N. E P.O.R. P.O.N. - Fondo Sociale Europeo - "Competenze per lo sviluppo" - Obiettivo B: migliorare le competenze del personale della scuola e dei docenti - Obiettivo C: migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani - Obiettivo D: accrescere la diffusione, l'accesso e l'uso delle tecnologie informatiche nella scuola Progetto ECDL (Corso modulare di 50 ore per la formazione di allievi nelle nuove tecnologie dell'informazione) P.O.R. Sicilia - Esperto nella produzione/trasformazione dei prodotti del mandorlo P.O.R. Sicilia - TAGESMUTTER/Assistente per bambini


M@TTEI NEWS quinta edizione  

Giornale dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Enrico Mattei" - Avola. Quinta edizione anno scolastico 2007/2008