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progetto grafico di copertina/illustrazioni a cura di Anna Di Buono copyright 2009 by Ted Lee Perez/Matteo Cuccini *contatti: tedleeperez@libero.it/tedleeperez.com

Ted Lee Perez 5


ti tradirĂ l'amore (poesie)

free press edition

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vedrò i sogni che gli uomini fanno

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non dirò

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Non dirò che le notti volassero in fretta, nuda sul letto mi versi da bere, non dirò che il tuo canto fiorisse dal basso, pallido ventre profumato di mele, non dirò che i tuoi baci, carezze , sospiri e sollievi fossero baci e parole d’amore. Già, ma le notti, quelle notti, volavano in fretta e i tuoi baci e il tuo ventre … guardo il mattino e mi verso da bere.

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ecco che ti guardo Ecco che ti guardo, amore mio, quando il sole illumina la gioia del tuo volto, quando fuori la vita morde l’aria che respiri. Ecco che la notte, amore mio, si prenderà la tua bellezza, il succo delle tue mammelle, la bontà dei giusti, ma tu intanto continua a ballare perché un giorno anche gli dei moriranno e a noi non resterà che l’inferno, la gioia e il dolore di questa terra che brucia.

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goodnight Ho la notte nei miei occhi, i sogni di un profugo e le speranze. Ho l'amaro su le labbra, di dieci sigarette e un brandy consumato senza fretta insieme a te. Ho la solitudine addosso, l'amore di un cane e un doppiopetto appeso nell'armadio. Ho le promesse nel mio cuore di una donna che mi spegne l'abat-jour, sfiora le mie labbra e se ne va per sempre.

dormi 14


Ti guardo dormire, nel mio letto, nella mia stanza, fra le mie lenzuola, che respiri leggera come un sogno, che sogni nella leggerezza di un respiro. Ti guardo dormire, stanotte, mentre fuori non c’è piÚ niente di buono o di migliore che somigli a te, mentre la notte sferraglia un po’ e le mie labbra baciano il sole.

fresco era il mattino 15


Fresco era il mattino, fresche le tue labbra senza stile. Lentamente l'estate scivolava nel riverbero d'agosto. Certo il tempo se ne va anche lui e di noi non vuole innamorarsi, dal tempo illusi, innaturali come il nostro amore.

Alzai gli occhi e vidi l'inferno ... cosa ci facevo io lĂ ?

verrĂ la notte

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Verrà la notte e scenderai con lei, leggeri su le ali della sera i tuoi capelli sciolti, … terre che non conoscono il sole. Verrà la notte e scenderai con lei, ombra di rugiada, del vino l’acre odore porterai, ... ricordo di grano ormai mietuto. Verrà la notte, tacita ma senza veli, e porterà l’amore, dei cedri libanesi il frutto, fragole mature … profumo di cannella.

Verrà la notte e scenderai con lei, 17


lava di vulcano, onda senza pudore e tacerĂ ogni cosa nei cieli eburnei del mattino.

sul finire dell'anno Sul finire dell'anno 18


e di quest'amara sigaretta smarrito sorveglio il tuo sonno, l'inconfutabile teorema d'ogni tuo respiro. Nell'oblio di questa stanza, senza luce, passato nĂŠ forme, tremo ai margini del letto perchĂŠ certo non debba essere mai che quello che io sono sia quello che tu creda.

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e resto qui La festa sta finendo -l'ultimo bicchiere ... l'ultima sigarettae resto qui per vederti ballare, sola nella pista, nell'allegria del tuo vestito nuovo, mentre fuori spiove su le ultime luci di Natale.

ahimè! ... ohibò! Ho un bisogno carnale di amarti

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ma i tuoi sbadigli mi pietrificano, le tue sloggi, le tue risate a denti stretti e i tuoi capelli che non crescono. Ho un bisogno carnale di amarti -ahimè!freme la mia carne, le mie labbra spirano ma tu strilli che hai fame, mi chiedi che ore sono, se ho tirato il chiavistello o chiuso il gas di là in cucina. Ho un bisogno carnale di amarti ma mentre corri in bagno ad abbassar le tende

e maledici l'acqua che calpesti 21


-ohibò!so che il sole rimonta all’orizzonte ormai e quanto poco valga star qui a raccontarti balle ‌ buongiorno, amore mio!

ascolto la pioggia e tu che te ne vai Ascolto la pioggia, 22


fuori, sta arrivando la primavera sui suoi tacchi di vite leggera. Ascolto, come nel riverbero di oceani di notte parlano d'amore le tue labbra per me. Non piove pi첫 ma come il tempo cattivo, nella memoria di una stagione ormai trascorsa, te ne sei andata anche tu.

verranno Verranno

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e ci troveranno anche loro, nudi in silenzio fra le lenzuola sporche del nostro letto. Verranno e chiederanno il conto, i nostri nomi, la mano vincente dei nostri giorni migliori ma non avranno mai l'orgoglio del nostro amore, dei baci la freschezza, ... la nostra insalata di riso.

ogni cosa è illuminata Avrei voluto voluto vederti dormire, stanotte,

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star lÏ e guardarti soltanto nella fragile luce dell'alba, nel silenzio interrotto dall'eco di brevi rumori distanti, ‌ nell'aria fredda e pungente di questo mattino. Avrei voluto vederti dormire, stanotte, nel segreto prudente di tutte le cose che di te non so, e che di me non sai, nella pioggia leggera e improvvisa che profuma di neve, ... ignota e distante nei sogni che fai.

Avrei voluto vederti dormire, stanotte, 25


star lÏ e guardarti soltanto, eppure sfiorare le tue labbra bagnate di vino, le rose immaginate dei tuoi seni, il desiderio sconosciuto dei tuoi fianchi. Eppure star lÏ ad aspettare l'alba, ‌ dimenticando il sole e i cieli lividi di gennaio.

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non farò sul serio

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Non farò sul serio, non con te stanotte: crollano offrendoti le fessure dei tuoi occhi, i tuoi capelli ripiegano in boccoli castani. Non farò sul serio, non con te stanotte: mi baci, fremono le labbra, arido dell'inguine il gemito. Non farò sul serio, non con te stanotte, ma dimmi ... ti avrò prima del sole?

ti tradirà l'amore 29


Guarda nel mio amore, dentro il mio amore, e ci troverai un uomo, un inferno di menzogne, una giornata gonfia di pioggia. Guarda nel mio amore, dentro il mio amore, e ci troverai una donna, una tazza di caffè, una bolletta da pagare. Dentro il mio amore, certo, e non saprai quale sarà la destra e i tuoi occhi, di femmina e di avvoltoio, verseranno lacrime sui nostri giorni.

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Cos'è che non va? Non hai nulla di cui lamentarti, a parte me, i miei calzini bucati, il vaniloquio delle mie parole, una scatola di profilattici scaduti. Cos'è che non va? E' qualcosa di più o è la notte che non ci vuole, il soffitto scolpito di questa stanza, o è che hai guardato dentro il mio amore.

poesia della città Prendila questa città, 31


questa città è per te. Prenditi le stelle, il giorno, la notte, la luna e i sogni di chi dorme già. La senti questa città? Prendila ... è tua questa città. Tuo è il silenzio, le strade, … lavoratori stanchi e bar. Prendila e dormi, è tua questa città, prendila che presto l'alba arriverà e un altro giorno di rabbia e rancore, sul tuo pallido ventre a versare dolore. Prendila questa città, ... questa città è per te.

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tornando a nord Tornando a nord, in questa notte nera, il tuo respiro mi consola. Tornando a nord, sul finire dell’estate, e disponendo sogni sotto questo cielo di stelle che mai cadranno. Ma tu intanto continua ad amarmi, amore mio , che almeno questo sarà vero.

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il profumo del tuo entusiasmo Ascolto, fra lenzuola sudate di sconfitta, la marcia inconfondibile del mattino che verrà ad inondare di luce il dorso imbarazzante della tua bellezza. C'è qualche foglio sparso, qua e là, un posacenere che ospita inutili minuti della mia vita, ... il profumo del tuo entusiasmo. E mentre ti sbilanci, superando i miei confini, e una flebile luce al neon dilata la perfezione del tuo profilo, guardo il soffitto senza sorte perché non saprei proprio immaginarmi fuori di qui. 34


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nelle vuote domeniche di novembre Nelle vuote domeniche di novembre, quando il cielo trascolora all’orizzonte e gli ultimi stormi di uccelli piegano a sud, mi addormento fra le tue braccia sognando luoghi che non esistono.

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fructis di garnier Quattro gatti, adesso, vivono qua e sono venuti insieme a te a portare un po' di dolcezza nella mia vita, qualche pelo sul divano, fructis di garnier nel box della mia doccia ... vi amo.

viaggiando di te

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Portano gli occhi brezza calda e leggera, balsamo e schiuma di onde ruggenti fragranze e sapori i tuoi baci di mandorle e miele. Portano i fianchi chiari profili di dune serene, abissi e dolci declivi, freschi balconi di rose e frumento. Portano i giovani seni bruno colore d'uva matura, tuo ventre, puro e mortale, quiete di porto alla sera ... speranza di naufragio. Porta il profumo di indie profumo e di spezie, puro sussurro di rive lontane, ... foresta di mangrovie. In verità tu porti la rara bellezza di una città sull'oceano ‌ eleganza e artiglieria di un mar di coralli.

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no more Spengo la luce, ho solo voglia di dormire, una città brucia nel mio petto, e se penso che t’ho persa, dormirò per sempre.

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sola con il tuo cane Passeggi per la strada, sola con il tuo cane, nell'assolato pomeriggio di gennaio. Sei bella, mi sorridi, fantastico un pò ma vado avanti nelle campagne spoglie di questo inverno.

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tardi Mi alzo, tardi per qualcosa di buono, tardi la mattina, piove o c'è il sole cosa importa. Mi alzo, tardi ma ancora troppo presto, bacio il cane, sorrido alle tue foto, mi guardo intorno e ti ritrovo, sdraiata sul mio letto, come se la notte non se ne fosse mai andata.

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il parco, una light, una stronza Hey hey bambina, ti saluto al parco, la primavera si consuma nei tuoi occhi, mi domandi come va, la tua bellezza mi disgusta, e tiri fuori le tue lights per dirmi che in fondo sei cresciuta anche tu.

arreso 45


Arreso, i miei occhi sputano rabbia nel vuoto della stanza. Arreso, questa notte, al sorriso dei tuoi vent'anni, e ai baci. E allora concedimi ancora un po' del tuo amore che troverò il tempo di morire nell'innocenza della notte che non so se conti ancora su le stelle o sul buon gusto della luna ma di certo sul tuo giovane corpo di donna arreso al mio.

dimentica di essere una brava ragazza 46


E' notte, amore mio, sento il peso delle tue mammelle pendere su le mie labbra, avida degli occhi tuoi la luce bruciare sul mio petto. E' notte, amore mio, c'è una città, là fuori, di pazzi arrangiati, di birra e di vino, … di gente indurita da classici e bandiere. Soli, amore mio, nel cratere di questo inferno, nella colonia disumana di questa pallida città ... ultimo vessillo di una disperata umanità.

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E' notte, amore mio, ma non prendiamoci sul serio, spengi l'abatjour, e dimentica di essere una brava ragazza.

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ebbra la tua santa rimessa, del mio membro esausta, ‌ della tua gioia sessuale.

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il prezzo dell'amore Nudi, di nivea profumati, i tuoi seni mi consolano e i tuoi baci. Il tuo volgare accento francese, le tue mutande da mercato, il mite sorriso balinese. Forse la pena della morte stiamo già scontando o forse, a prendersi gioco di noi, è un evanescente sentimento soltanto.

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il tuo ventre profuma d'inverno, sui tuoi occhi brillano i sogni che fai: preparami un bicchiere che verrò a dirti ‌ ti amo.

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le mie donne Le mie donne, come gatte e il vento sfacciate, nude, certo amate, su divani abbandonate, isteriche e nevrotiche a far finta di comprendermi.

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mi rado un pò Mi rado un po', l'asfalto è rovente ... il mio amore no. Mi rado un po', e se c'è poesia, fiori fioriti e 38 gradi fuori mi faccio un drink, benedico un gatto, una zanzara e mi addormento, senza il tuo amore, ... senza le mie sigarette.

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tornando a casa, amore mio, mi aspetterai anche tu nella gloria di questa estate calda come i tuoi baci di scirocco.

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spegni l'abat-jour Non trovi? Trovo che la mia vita abbia bisogno di te e che continuando ad amarmi troverò soltanto un'altra ragione per odiarti, ma adesso ‌ spegni l'abat-jour.

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l'amore se ne è andato Ah ... l'amore se ne è andato su le dolci note di un piano e non avrò i tuoi baci, occhi ingenui su di me, una diana sporca di rossetto, il tuo profumo sui cuscini del divano

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soli verso il mattino Sparse per la stanza leggere le tue vesti parlano di te. Ma tu ... dove sei? Fra le mie braccia, nel mio letto, a consumare il tempo, sul piano delle mie labbra, soli verso il mattino.

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1998/1999 Le senti le mani sul tuo corpo e il rumore che fa l'anno che va? La senti questa solitudine addosso, il vuoto delle mie parole ... l'affanno dei miei baci? Sparano, lĂ fuori, passami una sigaretta, balleranno fino al mattino, baciami, ma non sapranno mai di noi e del sole che presto inonderĂ  di luce le finestre della nostra stanza.

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notte imbecille Bene ... battevo il mio piano ferro vecchio, la notte veniva dal giorno, ‌ sorriso da imbecille. Bene ... mi alzai, andai in bagno e ti dimenticai per sempre.

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la pioggia che bagna le strade Ascolto la pioggia che bagna le strade, ascolto l'aria che respiri -una marlboro scivola fra le mie ditae quando spioverà , amore mio, verrò a baciare il tuo ventre profumato di pioggia.

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l'incerta luce dell'alba, fuggendo, il tempo ci raccoglierĂ nella fragile rete di un mondo senza lacrime.

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c'è C'è un po' di polvere sul comodino, libri che non leggo, vuoti a perdere di là in cucina, un lavello di piatti sporchi. C'è la solitudine di qualche giorno, un posacenere di filtri, uno stereo che non suona, e ci sei tu ... e questo può bastare.

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nell'alveo silenzioso della notte accade che il vento pieghi e ceda al cuore mio il canto incontrastato del tuo amore

un'ora che non passa 63


Disteso sul letto a fumare guardo il soffitto senza sorte, solo verso le due del mattino. Suonano strano là fuori, litri di birra rinvengono nell'alito cattivo di grassi 50enni, utilitarie da ragazzi, … donne che fingono amore. C'è qualcosa di strano là fuori, lo sento, una città riposa in un letto di luci e chissà, se in tutto questo, un giorno ci rincontreremo.

e poi è la notte E poi è la notte 64


e resto accanto a te ad ascoltare l'estate che lentamente spiove. Sul letto disfatto il mio corpo si stringe al tuo, profumo di ieri, sfioro le tue natiche contratte aspetto che mi baci. Certo, so aspettare anch'io, ospite delle ferite che racconti con i tuoi occhi di donna. Certo, e poi è la notte che sfuma nelle livide luci dell'alba, nel tradimento quotidiano di un altro amore maledetto.

dove andremo, amore mio? Dove andremo, amore mio, 65


a sfogare l'impazienza di un bacio, a sfiorire come rose in un deserto di cemento? Non c'è nessuno in città , dormono le madri, dormono le puttane sognando abbracci e baci e brillanti che mai avranno. Dove andremo, amore mio? Non c'è nessuno in città, strade deserte e sogni feroci come il vento che sbatte gli infissi di questa povera gente seduta davanti alle TV. Dove andremo, amore mio, a farci l'ultimo giro, l'ultimo bicchiere e a guardare il mare, triste e solitario, nelle vuote domeniche d'autunno?

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comunque ti avrò Tu nel mio letto, riccioli castani, le tue labbra bagnate di baci. Certo, potrò fingere di amarti, e comunque ti avrò dimenticando il sole e tristi canzoni d'amore.

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si fa per dire Amore -si fa per direnon lasciarmi morire in questo mare di parole e di poesia, brutte carezze, viole e nostalgia. Amore, tentarmi tu puoi, se vuoi, fra le tue braccia, l'eresia della tua recita, del tuo seno di borgata la trappola.

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ho puntato su di te stamattina Ho puntato su di te stamattina -troppo tardima tu non c'eri, e non c'erano i tuoi occhi, il tuo seno, la tua voce ma soltanto il profumo della tua assenza. Ho puntato su di te stamattina -troppo tardie nelle strade, nella gente, ‌ nel cielo livido di questo giorno ho capito che avevo perso.

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vivo nella pena del giorno il sesso cerebrale al quale mi costringi, soffro nell'ansia dell'attesa di inutili tentazioni e sterili geometrie.

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ma la vita Nel mattino di pioggia bagnato mi sveglio vicino al tuo inguine profumato. Nel mattino che sa ancora di notte, dell'assenzio delle tue labbra, di vergini e nicotina, improvviso una fuga ma la vita mi ha bruciato sullo scatto.

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avvolgimi e travolgimi con l'illibatezza dei tuoi seni, la follia dei tuoi costumi, l'alito del tuo piacere, prima che io possa ritemprarmi e seppellirti fra le lumache di vigna e il coagulo del vento

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se non sarai tornata Amami e odiami, chiedimi se dormo, se t'amo, e se ti lascerò ancora perché la tua vita è inospitale e le tue labbra ... spine di rosa. Amami e odiami ma in fretta consuma il tuo amore e il tuo odio perché se non sarai tornata, dopo l'ultima sigaretta, io me ne andrò.

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dammi il tempo Un secondo per baciarti, ‌ un minuto, -fumiamoci una sigaretta, facciamoci un bicchieredue minuti, tre minuti ... un'ora di questa notte di meditazione e comuni desideri. Un giorno, amore mio, per non svegliarmi smarrito in un angolo di questo letto, per non sfumare il mio io in un linguaggio di dolore. Ascoltali, ti prego, come gridano ed esplodono

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per convenzionali libertà, un minuto, un'ora … un giorno di questi respiri innaturali … di queste notti vuote d'ansia.

tregua 79


Notte di solstizio, notte di stelle, notte di notte, notte di contemplazione, qui rinchiusi in questa stanza lontani dai bagliori, nudi nel silenzio e dai clamori. Qui a dire niente di niente, niente ma o perché, dubito, forse o per sempre mai più. Qui confusi ed abbracciati, qui senza politica, né padri né madri, qui materia noi del mondo, trottole furenti, pionieri della notte … nella notte fuochi ardenti. Qui con questa schiava di donna e questo schiavo di uomo che sono che non parla e fa domande mentre fuma e si balocca con il coso. Qui con questa schiava di donna 80


che vuole solo amarmi, senza sforzarsi di comprendermi, che beve brandy, fuma e fa l'amore e non si preoccupa del suo futuro. Notte di solstizio, notte impossibile, notte bruciata, notte d'amare, qui con questa donna e i suoi capelli di ciniglia, qui con il mio lexotan e glicerovalerovit, nel fondo dell'universo e della terra, nel fondo della notte e della stanza, nel fondo del mio letto e del mio io qui e non so come o perché solo con te e la gente che va ed io che resto, il treno delle una, il diritto, la pace, la libertà, l'amore … etc … etc … etc ...

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quando tu dormi e io no sembra quasi l'ora di morire, stanotte, ma i topi ballano gi첫 in cucina e nella follia di questo inferno e monologhi lancinanti ti vedo dormire sui tuoi fianchi, penso ai tuoi sogni migliori dei miei, ... invidio le tue certezze.

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la strada, io e te Continua a dormire -la notte si arrampica sul tuo senocontinua a dormire -l'estate è percorsa da un brivido di tenerezzacontinua a dormire che la vita è una ferita, il tuo profilo un tulipano, la strada libertà, le tue cosce di velluto … umidi declivi di disperata felicità.

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distonie 86


Ho delle martore nel mio cervello, lune nere, spine di rose e petali recisi. Ho delle febbri nel mio cervello, giungle di malaria, lingue di fuoco e cerchi di dolore. Ho delle gabbie nel mio cervello, lame di rasoio, foreste di mangrovie e catene di parole. Ho delle trappole nel mio cervello, futili tormenti, lampi di follia e stagni di dolore. Ho delle isole nel mio cervello, lapidi senza epitaffi, favole d'inchiostro e una lista della spesa.

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breve nota biografica

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‌ anno 1974: la disfatta dei colonnelli ... la rivoluzione dei garofani rossi. Iva Zanicchi trionfa al festival di Sanremo ... Happy Days dimostra ai giovani americani come la loro guerra, in fondo, non sia poi cosÏ ingombrante. Anno

1974:

Watergate

e

l'indipendenza

di

Grenada, i calci in culo a Solzenicyn ... la morte di Nick Drake per un indigestione di Tryptizol. Una brutta sbornia di monossido di carbonio si porta via Anne Sexton e la sua follia. Anno 1974: Saljut 4 nello spazio, il quarto governo Moro, la libertĂ di divorzio ... Pippo bislacco campeggia in copertina con il suo carretto di gelati. Anno 1974: settembre, presto ... molto presto di mattina, vengo al mondo nell'aria calda di un vecchio

ospedale

di

provincia 90

dove

adesso


albergano soltanto pazzi. Scivolo, mi danno un nome, mi pesano e mi vestono. Mi benedicono e mi portano via: mio padre, mia madre e la mia bella sorellina che non vedeva l'ora di vedermi. Ce ne andiamo, a bordo di una vecchia 500, verso sud ... non so se c'era il sole. Cresco bello e sano nella culla di un etrusca lucumonia. Mio padre scrive poesie come vinto da un insaziabile demone. Mia madre, matematica laureata, sogna i sogni delle giovani ragazze di provincia.

Mia sorella mi protegge

zampognari di dicembre. Arrivano

dai tristi gli

'80

e

rotoliamo giÚ anche noi, dall' umida acropoli, travolti dal sogno dell'edilizia condominiale. Un mutuo di vent'anni per un bell'appartamento di 120mq, tre balconi e un box per l'auto che non è piÚ la vecchia 500 ma una berlina marroncina ... 4 porte 132. Periferia, grige scatole di cemento. Piantagioni di condomini, stipati di allegre famigliole. Sottopassi ferroviari, snodi camionali e supermarket dove la gioia è di un fustino di dash in cambio di due. Giardinetti

da

sagre

democristiane, 91

bivacchi


domenicali ... eroinomani feriali. Cresco bello e sano nel miraggio di una culla catodica e della domenica sportiva. Ma non sono fatto per il calcio, non azzecco un canestro e non riuscirò mai a suonare la chitarra. Faccio merenda con spuntì al gusto di prosciutto cotto. Mio padre continua a scrivere:

professorino

ti

consola,

Dante

sottobraccio e il tuo latino. Mia madre continua a sognare: china sul bucato, guance di melograno, capelli arruffati. Mia sorella, scheggia di dolore e di bellezza, solitaria nella sua camera, solfeggia: è una bambina e già conosce l'arte di pochi versi, il vento confuso al sole come fra i suoi capelli fini gli occhi misteriosi. Cresco, bello e sano, anche se l'amore intorno a noi non è fatto per durare. Studio, ma non troppo, e mi diplomo. Continuo a studiare ma non sarò mai un dottore, un prete o un avvocato. E non avrò mai la mia 24h, il bello stetoscopio e del camice il colletto inamidato. Ma ho una vecchia macchina da scrivere, recuperata giù in cantina. Rossa, una bella Olivetti che di notte, a quanto pare, fa troppo rumore per quelli del piano 92


di sotto ... e di giorno, a quanto pare, anche per quelli del piano di sopra. Ma tutto sommato è una bella invenzione ed è là il mio demone ad attendermi paziente come una febbre, come una malaria ... come una follia improvvisa. Anno 2009, non è questo il futuro che ci avevano raccontato. Seduto, immobile, davanti ad una porta, aspetto in silenzio. Guardo fuori la luce di maggio che trapela come un incendio nell'ombra della stanza. Non so cosa farò ma di sicuro scapperò dalla finestra perché in fondo ... la ragione è sempre di chi fugge.

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ti tradirà l'amore  

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