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Giudi iudicarie

il

iornale delle

MARZO 2016 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 14- MARZO 2016 - N. 2 - MENSILE

EDITORIALE

La Quaresima e la crisi

IL PERSONAGGIO Dal cantiere alla Cigl A pag 17 CULTURA Storie di emigrazione in America A pag. 14

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Un Vescovo delle Giudicarie

Mons. Lauro Tisi, originario di Giustino, succede a Bressan. È il 122° Episcopo di Trento

Alle pagine 4 e 5

di Adelino Amistadi Ho ricordi ancora nitidi della Quaresima di quand’ero ragazzo. La mamma che mi vietava il salame il venerdì, il parroco che ci invitava a fare fioretti, c’erano negate le caramelle, i biscotti, e quel poco di piacevole che allora girava in casa, mentre nel resto dell’anno erano di solito più tolleranti. Il venerdì sera, poi, tutti alla “Via Crucis”, e mi piaceva, mi sembrava di partecipare ad un film in cui, da chierichetto, ero anch’io protagonista accanto a Gesù Crocefisso. Per la nostra “redenzione”, dicevano, ma io questo non lo capivo, che ne poteva sapere Gesù di me e di miei problemi, e quando chiedevo spiegazioni alla mamma mi rispondeva: “E’ così e basta!”, e non andavo oltre per non subirmi una “trisata”. Così si viveva la Quaresima come tempo di rinunce e di sacrifici, liberi e volontari, s’intende, attraverso i quali il popolo credente ricercava, e ricerca tutt’ora, un momento di purificazione spirituale. La Quaresima era vissuta in attesa e in preparazione della grande festività pasquale, la festa della Resurrezione di Cristo. Continua a pag. 8

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Con o senza “Brexit” l’Unione Europea è il nostro

futuro

di Paolo Magagnotti Il recente compromesso raggiunto a Bruxelles sulle richieste del Regno Unito da parte del Consiglio europeo, ossia la riunione dei capi di governo o di Stato dei 28 Paesi dell’Unione europea, ha costituito un estremo tentativo per sperare che Londra eviti la “Brexit” e rimanga nell’Unione. Il costo per raggiungere l’intesa ha significato un cedimento su valori e principi fondanti il Progetto europeo così come era stato ideato e voluto dai Padri fondatori, fra cui il nostro Alcide De Gasperi. A pagina 16

Stanziati oltre 16 milioni per completare la rete

Comunità, maxi-piano perle ciclabili A pagina 8

Tra Dao e Sait

I nuovi sindaci/7 HYGAN SRL leader nella produzione e commercializzazione di detergenti professionali, seleziona per l‘ampiliamento del proprio settore commerciale nelle Giudicarie

Mondo cooperativo in fermento

Chio

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A PAGINA 25

Nei primi sei mesi di attività

Acquaclub Condino, numeri record

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Ai tempi della Prima Guerra mondiale

Quell’ “aeroporto” nelle Esteriori

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A cura della REDAZIONE

Rassegna Stampa

MARZO 2016

RASSEGNA STAMPA FEBBRAIO 2016

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA Val Rendena - Tiziana Bertini è il nuovo capo del Nucleo Volontari Alpini Adamello - Tiziana Bertini, 40 anni, di Darè, è il nuovo capo Nu.vol.a (Nucleo volontari Alpini) Adamello. Questo il risultato dell’elezione tenutasi a metà febbraio a Spiazzo con ampia maggioranza di voti ottenuti. Pochissimi gli astenuti e i contrari a questa candidatura, la prima femminile nella storia dei Nuvola Adamello. Da otto anni all’interno del nucleo che, insieme agli altri nuclei della Protezione civile Ana Trento, di fronte a calamità ed emergenze, è sempre pronto a partire per Tiziana Bertini Debora Andreolli portare aiuti quali tende, mense da campo e bagni per sostenere i calamitati nelle esigenze primarie all’indomani delle tragedie, ha svolto la sua prima esperienza sul campo in occasione del drammatico terremoto che colpì l’Abruzzo e l’Aquila nel 2009. Assistente educatrice, da sempre è impegnata nel volontariato: dalla Pro loco di Darè, della quale è stata anche presidente, all’Amministrazione comunale, sempre di Darè, dove ha svolto l’incarico di assessore alle attività sociali nel corso dell’ultimo quinquennio.Tiziana Bertini ha dunque assunto l’incarico di capo Nuvola per i prossimi tre anni, succedendo ad Italo Zulberti che non ha ricandidato, ma che rimane all’interno del direttivo così composto: Tiziana Bertini, Italo Zulberti, Giuseppina Serio, Osvaldo Bertini, Mario Panelatti, Ugo Pellizzari, Sebastiano Collini, Assunta Fania, Cristina Lorenzi e Vigilio Berti. Sergio Bertolini è stato invece delegato a rappresentare il Nucleo Adamello a Trento, mentre Rodolfo Chesi ha annunciato la sua candidatura a presidente della Protezione civile Ana Trento nell’ambito della quale ricopre attualmente la vicepresidenza. Al Parco Naturale Adamello Brenta l’Oscar dell’Ecoturismo di Legambiente - Ambiente, sostenibilità, sport come stile di vita, benessere, innovazione tecnologica, diving e cicloturismo: sono queste le principali parole chiave del nuovo turismo sostenibile. E in base a questi e ad altri parametri Legambiente ha assegnato gli Oscar dell’ecoturismo 2016 a 4 parchi nazionali, 4 parchi regionali, 1 area marina protetta e a 26 strutture ricettive affiliate all’etichetta Legambiente Turismo. Tra questi il Parco Naturale Adamello Brenta è stato premiato “per aver favorito un percorso di qualificazione delle strutture turistiche presenti nell’area parco con un processo di formazione basato sulla sostenibilità”. Comano Terme - Molestie ad una undicenne, denunciato trentenne giudicariese braccato dalla Polizia Locale - Denunciato un ragazzo giudicariese con l’accusa di aver molestato una ragazzina. La vicenda è partita da una segnalazione della madre della ragazzina che si è rivolta alla Polizia Locale Giudicarie. Le non facili indagini svolte dalla dott.ssa Rosalia Affinito, Sosti-

tuto Procuratore della Repubblica di Trento in collaborazione con le forze dell’ordine locali, hanno portato ad individuare un ragazzo di trent’anni che è stato denunciato. Valle del Chiese - Allevatori in assemblea. La zootecnia tiene anche se preoccupa il prezzo del latte - “Nell’ambito dell’unione allevatori del Chiese (Breguzzo – Lodrone) la situazione zootecnica, al di là della questione prezzo del latte che di certo grava su le aziende, si presenta ancora sostenibile”. A parlare è Mauro Fezzi da poco presidente della Federazione provinciale degli stessi allevatori che a Condino è intervenuto alla annuale pre assemblea provinciale di stagione nel dopo Rauzi. Presso la sala dell’auditorium dell’ente Bim di Via Barattieri una trentina e più i convenuti che praticano zootecnia. Fezzi, affiancato dal direttore lo stesso ente Claudio Valorz e dal responsabile della commercializzazione Fabio Stancher, ha riconusciuto che il prezzo del latte non è affatto remunerativo (50 centesimi al litro quando va bene) ma che la realtà contadina nel complesso ancora regge.

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA! La mimosa compie 70 anni. È infatti del 1946 l’introduzione del fiore giallo per celebrare la Giornata internazionale della donna, che in Italia si celebra dal 1945. Auguri a tutte le lettrici!!

Provincia – Significativo incontro su paesaggio e progettazione – A metà febbraio l’assessore provinciale all’urbanistica Carlo Daldoss, ha partecipato all’incontro, organizzato da Trentino School of Management sulle “Competenze per le Commissioni per la pianificazione territoriale il paesaggio nell’ordinamento urbanistico provinciale”. Rivolgendosi al centinaio di tecnici delle commissioni paesaggistiche, l’assessore ha ribadito il ruolo centrale del paesaggio, da intendere come valore trasversale, e la volontà di creare in Trentino un sistema virtuoso, che consenta a professionisti e cittadini di contribuire in prima persona a consolidare le buone pratiche presenti sul territorio. Secondo Daldoss, le commissioni paesaggistiche delle Comunità hanno quindi l’onore ma anche l’onere di interpretare al meglio questo ruolo. Ala - Due giorni in Lessinia sulle tracce del lupo - Con il primo appuntamento del progetto “Esplorando la biodiversità”, nella cornice dell’altipiano della Lessinia, il 13 e 14 febbraio scorsi un gruppo di appassionati è entrato con discrezione nel regno del lupo. La Società degli Alpinisti Tridentini ha organizzato l’evento in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il Parco Naturale regionale della Lessinia, il Corpo Forestale dello Stato e con il patrocinio del progetto Life ”Wolfalps”. Due escursioni sul campo hanno favorito la conoscenza diretta del mondo del lupo, la scoperta di paesaggi, percorsi, terreni di caccia e dei suoi molti abitanti. Accompagnati da esperti, i corsisti hanno vissuto l’emozione di mettersi sulle tracce del lupo: il successo ottenuto dall’iniziativa dimostra il crescente interesse del pubblico

per tematiche legate all’ambiente. Provincia – Dopo-Flor, ecco la commissione per la valutazione dei candidati a direttore generale dell’Apss - La Giunta provinciale ha nominato i componenti della commissione consultiva per la valutazione dei candidati alla nomina a direttore generale dell’Azienda provinciale per i Servizi sanitari. Fra i componenti esperti vi sono due personalità illustri: il professor Francesco Longo dell’Università Bocconi e Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, attualmente impegnata all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, dove si sta occupando del protocollo con l’Autorità nazionale anticorruzione. Ad oggi sono pervenute 93 candidature per il posto di direttore generale dell’Apss; la commissione dovrà scegliere il nuovo direttore entro marzo 2016. La commissione è composta da: Silvio Fedrigotti, dirigente generale del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia autonoma di Trento; Paolo Nicoletti, direttore generale della Provincia autonoma di Trento; Francesco Longo; Lucia Borsellino; Franca Bellotti, direttore dell’Ufficio formazione e sviluppo delle risorse umane della Provincia autonoma di Trento. Provincia - EmiControls si sposta da Bolzano al BIC di Trentino Sviluppo - Il gruppo TechnoAlpin apre una sede e un centro ricerche a Trento. Per ora sono una piccola unità operativa e un nuovo centro ricerche, ma il passo è significativo. TechnoAlpin, gruppo con sede a Bolzano conosciuto in tutto il mondo per i suoi impianti di innevamento, 450 dipendenti

ed un fatturato di 145 milioni di euro, trasferisce a Trento la società incaricata di studiare e realizzare applicazioni alternative ai “cannoni da neve”, utilizzati in questo caso nei cantieri per l’abbattimento delle polveri e dai vigili del fuoco negli interventi antincendio. Ad attirare il gruppo altoatesino sono state la vicinanza al Polo Meccatronica e la stretta collaborazione di Trentino Sviluppo con l’Università degli Studi di Trento e l’Istituto Tecnico Tecnologico Buonarroti. Provincia – Legge di stabilità nazionale 2016: la Giunta impugna alcuni articoli - La Giunta provinciale ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale alcune disposizioni della legge nazionale di stabilità 2016. Il ricorso alla Corte ha soprattutto una funzione cautelativa: a seconda dell’interpretazione, infatti, le norme statali in questione potrebbero causare conseguenze negative per le finanze provinciali e per gli ambiti di esercizio dell’Autonomia. La disposizione più impattante riguarda un meccanismo contabile che impone di rifinanziare con nuovi stanziamenti spese già impegnate sui bilanci degli anni passati e che trovavano copertura con le entrate di quegli anni. Altre norme impugnate della legge statale riguardano la loro immediata incidenza sull’organizzazione ed erogazione dei servizi sanitari, quali ad esempio la riduzione dei posti letto ospedalieri e la riorganizzazione dell’assetto del personale sanitario per rispettare l’orario di lavoro del personale sanitario previsto dalle norme europee. Sono queste infatti materie che il Trentino disciplina con normative provinciali.

Provincia – L’Austria ripristina le frontiere, Rossi e Kompatscher da Alfano – Dopo la decisione dell’Austria di ripristinare le frontiere del Brennero e la conseguente manifestazione che ha portato al confine diversi consiglieri provinciali di Patt, Svp, Pd e Upt, i due presidenti I presidenti dell’Euregio Rossi, Kompatscher e Platter con Alfano di Trentino e Alto Adige, Ugo Rossi e Arno Kompatscher, assieme a Günther Platter, presidente del Tirolo, si sono recati a Roma per un incontro con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Tra le richieste specifiche avanzate dai vertici dell’Euregio Trentino-Alto AdigeTirolo al Governo: la predisposizione di hot spot dove raccogliere i migranti fin dal loro ingresso in Italia; relativamente ai migranti che arrivano nel paese lungo la rotta balcanica, e che rischiano di rimanere bloccati nel Nord est e soprattutto a ridosso del Brennero, predisporre adeguate misure di riparto nazionale, analoghe a quelle in vigore per coloro che arrivano lungo la rotta mediterranea; mettere a disposizione della Provincia di Bolzano strutture come le ex-caserme per gestire situazioni di emergenza; assicurare un’ampia collaborazione sul versante della condivisione delle informazioni.


Politica Il 9 novembre scorso erano stati individuati i 38 ambiti associativi che ricomprendono 145 comuni per una popolazione complessiva di circa 288.000 abitanti. Ora si è tenuto un incontro più tecnico per accompagnare i comuni in questa fase di transizione. «Quello che state per intraprendere – ha sottolineato l’assessore Daldoss – è un percorso fondamentale nella realizzazione del nuovo disegno istituzionale che sta portando alla revisione dell’assetto organizzativo del Trentino. In questo quadro il ruolo dei singoli comuni è di particolare importanza nel perseguire e realizzare modelli più efficienti di gestione delle attività e dei servizi resi ai cittadini». Il processo di revisione delle attività coinvolgerà nel suo complesso la struttura comunale. Si tratta di un processo che per la prima volta mette le amministrazioni nelle condizioni di organizzare, operare e gestire insieme le cose per mirare al conseguimento della riduzione della spesa corrente. «Noi ci siamo – ha rimarcato oggi ai sindaci l’assessore Daldoss – per dare il massimo appoggio e aiuto per avviare questi processi di associazione di servizi. Il nostro obiettivo è quello di rendere il Trentino più a misura di cittadino, con comu-

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Il 22 maggio referendum per le fusioni in altri 33 comuni del Trentino

Gestioni associate, ecco il programma Entro il 31 luglio si parte con la gestione associata di almeno due dei servizi da gestire in comune

È

stato un incontro partecipato quello di fine gennaio tra l’assessore alla coesione territoriale ed enti locali Carlo Daldoss, il presidente del Consorzio dei Comuni Trentini Paride

Gianmoena, il dirigente del Servizio Autonomie locali della Provincia, Giovanni Gardelli i sindaci e i segretari dei comuni coinvolti nel processo di gestioni associate di servizi.

NUOVE FUSIONI IN VISTA I 17 nuovi Comuni nati in Trentino dalle fusioni del 2014 andranno al voto domenica 8 maggio: Altavalle, Altopiano della Vigolana, Amblar-Don, Borgo Chiese, Borgo Lares, Castel Ivano, Cembra, Lisignago, Contà, Dimaro Folgarida, Madruzzo, Pieve di Bono-Prezzo, Porte di Rendena, Primiero San Martino di Castrozza, Sella Giudicarie, Tre Ville, Vallelaghi, Ville d’Anaunia. Ma altri comuni stanno organizzando aggregazioni e il 22 maggio si voterà per i referendum per le nuove fusioni di 33 Comuni: Novella (fusione fra Brez, Cagnò, Cloz, Revò e Romallo); Malè Val di Sole (fusione fra Caldes, Cavizzana, Croviana, Malè e Terzolas); Maddalene (fusione fra Bresimo, Cis, Livo e Rumo); Alta Val di Non (fusione fra Castelfondo, Fondo, Malosco e Ruffrè-Mendola); Terre d’Adige (fusione fra Nave San Rocco e Zambana); Ville di Fiemme (fusione fra Carano, Daiano e Varena); Cavalese Castello Molina di Fiemme (fusione fra Castello Molina di Fiemme e Cavalese); Tesero Panchià (fusione fra Panchià e Tesero); Dro Drena (fusione fra Drena e Dro); Predaia (aggregazione di Sfruz); S.Michele (aggregazione di Faedo). Infine c’è Castel Ivano, aggregazione di Ivano Fracena e Samone, dove si andrà a referendum il 20 marzo. ni capaci di unire le forze e offrire servizi condivisi e di qualità». I risultati attesi sono quelli di migliorare i servizi ai cittadini, garantendo per esempio la continuità del servizio. Si punta a migliorare l’efficienza della gestione attraverso economie di scala e l’ottimizzazione dei costi. Tra i risultati atte-

si, infine, il miglioramento dell’organizzazione attraverso la razionalizzazione delle funzioni e dei servizi, la specializzazione del personale dipendente e lo scambio di competenze e di esperienze professionali tra i dipendenti. Il cronoprogramma prevede entro il 30 giugno di quest’anno i comuni devo-

no presentare il progetto di riorganizzazione intercomunale dei servizi. Entro il 31 luglio invece deve essere dato avvio alla gestione associata di almeno due dei servizi da gestire in forma associata (tra cui la segreteria). La gestione associata dei due servizi deve essere avviata entro il 1°agosto 2016. Entro fine anno infine

Dal 01/03/2016 al 31/03/2016

i comuni devono sottoscrivere le convenzioni relative ai restanti servizi che devono essere avviati in forma associata entro il 1° gennaio 2017. Gli ambiti associativi. I 38 ambiti associativi ricomprendono 145 comuni per una popolazione complessiva di circa 288.000 abitanti. Nei 145 comuni sono ri-

compresi anche gli 8 comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti che non sono tenuti all’obbligo di gestione associata ma che si sono prestati a supportare comuni limitrofi più piccoli: Cles, Riva del Garda, Predaia, Rovereto, Levico Terme, Pergine Valsugana, Baselga di Pinè, Mezzocorona. Non sono ricompresi negli ambiti associativi i 6 comuni che hanno beneficiato di specifiche deroghe (Civezzano, Giovo, Tione di Trento, Nago Torbole, Avio e Cavedine) e quelli che hanno avviato percorsi di fusione che si sono conclusi con esito favorevole del referendum e che hanno preso avvio come nuovo comune. Da eventuali percorsi di fusione avviati dai comuni entro la data di approvazione degli ambiti associativi e conclusi con esito favorevole del relativo referendum, potranno derivare ulteriori deroghe/esoneri dall’obbligo di gestione associata.


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Primo Piano

MARZO 2016

Don Lauro Tisi, il primo La notizia è arrivata nel Mercoledì delle Ceneri. A Pasqua il passaggio di consegne con Mons. Bressan

Monsignor Lauro Tisi prende dunque il posto dell’Arcivescovo Luigi Bressan, che ha retto la Diocesi per 17 anni e per raggiunti limiti di età (75 anni, come prescrive il Diritto Canonico) ha lasciato l’incarico, divenendo dal 10 febbraio scorso Arcivescovo Emerito. Bressan, nato a Sarche nel 1940 era stato prorogato lo scorso anno da Papa Francesco . Lauro Tisi si accinge dunque a questo nuovo importante incarico. Originario di Giustino in Val Rendena, 54 anni, due fratelli e una sorella: la mamma Irene ha settantanove anni, mentre papà Valerio scomparve nel 1968. Entrato nel Seminario Diocesano di Trento nel 1976, frequentando il Collegio Arcivescovile, ha poi svolto i sei anni della formazione Teologica. È stato ordinato sacerdote dall’Arcivescovo Alessandro Maria Gottardi il 26 giugno 1987, festa del patrono San Vigilio. Nel suo ministero pastorale, il nuovo Arcivescovo Tisi è stato per un anno vicario parrocchiale a Levico (1987-1988), prima di assumere l’incarico di vicerettore delle Medie inferiori del Seminario Diocesano di Trento dal 1988 al 1995, quindi direttore spirituale sempre in Seminario dal 1995 al 2007 con l’incarico (dal 2001 al 2007) di accompagnare i giovani sacerdoti. Negli ultimi 8 anni ha ricoperto la carica di Vicario generale, a stretto contatto con Bressan e dunque con una forte conoscenza delle dinamiche e dei ruoli legati all’ambiente della Curia e della Diocesi. In questo periodo, giocato dietro le quinte ma sempre ben presente, si è reso protagonista di un’ampia attività di riforma dell’organizzazione: basti pensare alla riorganizzazione generale della Diocesi con la costituzione, delle nuove Unità pastorali, oppure a iniziative di sensibilità sociale, come la costituzione del Gruppo diocesano per il disagio psichico è una sua creatura. Riforme energiche, fatte con autorevolezza. Il ritratto del religioso della Val Rendena è quello di chi ha dedicato una vita alla Cristianità intesa

Il 10 febbraio 2016 (molto simbolicamente nel Mercoledì delle Ceneri) rimarrà una data storica per le Giudicarie. Il giorno in cui per la prima volta un giudicariese è stato individuato quale Vescovo: Lau-

ro Tisi è il 122° Episcopo della Chiesa di Trento. Un precedente, in realtà c’era stato, negli anni ‘50 e ‘60 con Monsignor Carlo de’ Ferrari che aveva parenti giudicariesi, ma era originario di Prato allo Stelvio.

Mons. Tisi con Mons. Bressan

Il messaggio di Don Lauro Cari fratelli e sorelle della Chiesa di Trento Mai avrei immaginato di diventare Vescovo: chi mi conosce sa che il desiderio della mia vita è sempre stato quello di essere parroco. Di fatto, di volta in volta, mi sono stati affidati compiti che non avevo minimamente chiesto. Con questo stesso spirito, ho accettato la nomina del Santo Padre a guidare la nostra Chiesa, convinto che dall’obbedienza sgorgano pace e forza. Davanti alla sproporzione tra questo compito e le mie capacità, mi affido al Signore, che manifesta la sua forza nella debolezza. Conto su di voi, sulla vostra cordiale collaborazione e, fin d’ora, sulla vostra paziente comprensione. Sono fiducioso: in Trentino in questi anni ho incontrato persone buone e generose. La nostra terra, insieme e prima delle bellezze naturali, annovera quelle di uomini e donne che sanno piegarsi con tenerezza per soccorrere i tanti feriti dalla vita. Un grazie dal profondo del cuore all’Arcivescovo Luigi per la fiducia e la stima che mi ha sempre accornel suo significato più profondo ed intenso: un Prete dalla forte impronta spirituale, dal carattere sanguigno, sa coniugare la semplicità degli atteggiamenti

dato, come per la speranza con cui ha svolto il suo ministero, cercando di valorizzare e incoraggiare il positivo. L’augurio è che possa servire ancora per tanto tempo la Chiesa. Il mio sguardo ha davanti a sé tutto il Popolo di Dio che vive nella Chiesa di Trento. Insieme, io accanto ad ogni battezzato, siamo chiamati ad affrontare la sfida di un mondo che sembra disinteressato al Vangelo, ma in cui dobbiamo riconoscere tutti come figli dello stesso Dio. La mia vicinanza va poi ai sacerdoti anziani e ammalati; ai parroci, provati da un carico di lavoro sempre maggiore; ai giovani preti e ai seminaristi, così come ai religiosi e alle religiose, testimoni della radicalità evangelica; ai nostri missionari e ai Vescovi di origine trentina, segno eloquente di una Chiesa che ha come prospettiva il mondo; ai diaconi e agli operatori pastorali; a tutti coloro che, in modi diversi, si rivelano preziosi costruttori di Comunità. A quanti si occupano del bene pubblico, assicuro fin d’ora la mia

alla capacità di lettura e di predicazione, così come la conoscenza dell’animo umano. Ma, soprattutto, un’attenzione agli ultimi e ai più deboli che interpreta

disponibilità a condividere la responsabilità nel promuovere il bene comune. In questo orizzonte, mi impegno a camminare con quanti sono provati dal disagio e dalla malattia; con chi si sente privo di futuro, perché escluso dal mondo del lavoro; con le famiglie, soprattutto quelle ferite, anch’esse vitali per la società tutta, grazie alla loro capacità di educare, custodire e accompagnare. Il Padre, nell’umanità di Gesù Cristo, ci ha rivelato il volto di un Dio inedito e sorprendente, che nel Suo Figlio Gesù Cristo entra dalla “porta di servizio”, per indicarci la gioia di farsi ultimi, scomparendo, come unica e autentica via per amare. A Lui chiedo il dono dello Spirito Santo, perché io possa vivere il ministero episcopale nell’umiltà di chi sa che tutto gli è donato, di chi non vuole attirare l’attenzione su di sé, ma la orienta a Colui che è la fonte della Vita. Don Lauro Tisi Vescovo eletto

nella maniera più autentica il messaggio Evangelico e che soprattutto oggi, in tempi di crisi e difficoltà a livello sociale, diventa un fattore di grande valore a

livello etico e di coesione sociale. Un modo di porsi e di essere che va nella scia del messaggio di Papa Francesco. «La mia vocazione era

quella di fare il parroco ed è anche quella attuale. C’è una certa sproporzione fra questo compito e le mie capacità, però sono fiducioso perché nella nostra terra ci sono molte persone buone e generose, uomini e donne belli che sanno piegarsi con tenerezza per risollevare i tanti piegati dalla vita». Queste le prime parole di Lauro Tisi, che da subito ha condiviso questo suo nuovo incarico con la sua famiglia, specialmente alla mamma Irene, ottantenne, alla quale ha voluto comunicare subito la sua emozione, non appena saputo della nomina Cosa attendersi dunque da questo Episcopato? Innanzitutto, vista l’età di Tisi c’è la possibilità di un Vescovado molto lungo, 21 gli anni che lo separano dall’età pensionabile dei 75, all’insegna dunque della stabilità; di certo l’impronta del nuovo Vescovo si farà sentire. Così come Bressan era molto diplomatico e portato alla comunicazione, Tisi porterà invece le sue doti di predicatore molto diretto e di pastore di anime. Molte le sfide che lo attendono. In primis quello della crisi di Vocazioni e dunque di un Clero con un’età media molto alta, ed una riorganizzazione che ha affidato di conseguenza sempre più Parrocchie ai Parroci. Ma, soprattutto, la necessità di riavvicinare molte persone alla Chiesa, con attenzione in particolare ai giovani. Seguendo il Bergogliostyle, è dunque probabile immaginare per il nuovo Vescovo un impegno considerevole nella funzione Pastorale, forte della sua umiltà e del suo essere pastore “fra la gente”, del saper esprimere attraverso le sue omelie concetti alti con un linguaggio popolare e comprensibile a tutti. Dalla nomina ha ufficialmente inizio il periodo in cui l’Arcidiocesi di Trento entra nel regime di “sede vacante”, che durerà fino a quando il nuovo Arcivescovo prenderà possesso canonico della Diocesi. Questa avverrà il giorno stesso del suo ingresso ufficiale in Diocesi, la cui data non è ancora stata stabilita, presumibilmente subito dopo Pasqua. (r.s.)


Primo Piano

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Vescovo giudicariese

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Il nuovo Vescovo Don Lauro Tisi

La Val Rendena fiera del “suo” Vescovo

Le reazioni alla nomina di Tisi nel paese natale di Giustino: l’orgoglio di una intera comunità Si aspetta il 10 aprile con trepidazione a Giustino, ma in tutte le Giudicarie, quando Don Lauro Tisi tornerà nel suo paese natale per la sua prima messa da Arcivescovo in Giudicarie. Il paese prepara i festeggiamenti, come si fa nelle grandi occasioni, l’emozione della nomina di don Lauro a vescovo ancora viva. “Come amministratore - ha dichiarato a caldo il sindaco di Giustino Joseph Masè - posso dire che riempie di orgoglio tutta la comunità aver saputo esprimere una personalità di questo rilievo. Accanto a questo però c’è anche sentita e sincera la felicità per una persona che sappiamo vicina a tutti noi e che ha un affiatamento e un attaccamento particolare con la nostra comunità. Nonostante i tanti impegni “cittadini” don Lauro almeno una messa la mese è sempre riuscito a celebrarla qui con noi. Fra le doti che colpiscono di lui e lo contraddistinguono c’è proprio l’essere vicino alle persone, l’avere un lato

umano eccezionale che è fortemente sentito da tutti in paese”. Non si tratta solo dell’orgoglio per un compaesano al quale è stata affidata una responsabilità per la Comunità, ma è l’affetto per qualcuno che si conosce e apprezza dalla fanciullezza. Basta chiedere in paese e di ricordi passati e recenti di Don Tisi ne hanno tutti, perchè il legame che il religioso ha con il borgo della Rendena va molto oltre i semplici natali e le sue visite al paese sono frequenti nonostante i tanti impegni in Curia. Se lo ricorda bene anche la sua maestra delle elementari, Elisa Boroni: “Sono davvero contenta - commenta la notizia - è una persona davvero di cultura e di gran cuore, in gamba, e c’è bisogno di gente in gamba di questi tempi nella chiesa.Tutta la famiglia lo è a dire il vero, sono sempre stati molto impegnati nel paese, con una grande fede. Lauro era un bambino molto diligente, studioso e fin da piccolo piccolo diceva di

voler andare in seminario. E’ una bella, bella notizia che sia diventato vescovo, mi ha fatto tanto piacere”. Quando è a Giustino di domenica, don Tisi celebra la messa con don Flavio e il suo è un legame molto stretto anche con la gente, nonostante se ne sia andato via presto per frequentare le scuole medie in seminario, a Trento. Così ha portato una ventata di euforia la notizia della sua nomina a vescovo. C’è chi, come il macellaio Valerio e sua moglie Paola, ricordano di essere stata una delle prime coppie, nel 1987, sposate da un allora giovanissimo e fresco di voti don Lauro: “Speriamo continui a trovare il tempo di venire a Giustino - ha

commentato Valerio - a noi fa sempre piacere vederlo e trovarlo la domenica a celebrare la messa”. I suoi coetanei in particolare hanno conservato un rapporto stretto con Tisi: “Ogni tanto ci sentiamo racconta il suo compagno di scuola Marco - e lui mi dice sempre che ci tiene tanto ad esserci quando ci troviamo con i coetanei di Giustino. Mi ha chiamato per il mio compleanno e mi ha rimproverato di non essermi ricordato il suo!”. E’ un fiume di ricordi che si susseguono per un paese che è molto vicino, umanamente prima ancora che nella fede, al “suo” vescovo: “Della nostra infanzia - prosegue Marco - mi ricordo che già da piccolo

aveva capito la sua strada in maniera molto sicura, celebrava già le messe a casa. Io avevo perso la mamma negli stessi anni in cui a lui era morto il papà in un incidente di caccia e mi ricordo come fosse oggi che mi incitava ad andare con lui a studiare a Trento, che lui lo sapeva già sarebbe diventato prete ma io avrei almeno studiato e poi scelto la mia via. Si capiva anche da come faceva il chierichetto allora che lui aveva chiara la sua strada”. Don Flavio, parroco di Giustino, ha suonato le campane a festa il giorno dell’annuncio del Papa, e i cittadini hanno capito immediatamente che qualcosa di speciale era acca-

duto. I giornali e i social hanno dato la notizia in un baleno e in paese non si parlava d’altro, sono arrivati i complimenti ai famigliari del vescovo poi nel pomeriggio il breve annuncio anche in chiesa, durante la messa. Al bar del paese, dove dietro al bancone lavora una delle nipoti di Tisi, i paesani in quel modo un po’ buffo e burbero che hanno i trentini di fare un complimento, sempre sull’orlo della bonaria presa in giro, le fanno gli auguri da portare al nuovo vescovo. Il 10 aprile saranno in tanti a Giustino ad assistere all’arrivo del vescovo, c’è da scommetterci. Denise Rocca


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Politica

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Candidati sindaci verso l’8 maggio Definita la data delle elezioni comunali, nei sei paesi nati dalle fusioni fervono le manovre Sella Giudicarie. Lo sanno bene a Sella Giudicarie, il paese più popoloso fra quelli nati dalle fusioni e per di più distribuito su 4 ex-comuni (Roncone-Lardaro-Bondo-Breguzzo): non a caso la situazione è ancora lontana dall’essere definita. Da una parte vi è il giovane ingegnere Ivan Bazzoli di Fontanedo, sorretto da alcuni volti noti nella zona, come Celeste Bazzoli, Nilo Bonenti, Piergiorgio Ferrari e l’ex-sindaco di Bondo, Giuseppe Bonenti. Dall’altra la situazione nella lista di Erminio Rizzonelli, sindaco uscente di Roncone, sembra ancora lontana dall’essere chiarita: dopo un promettente inizio, orientato alla formazione di una lista civica, Rizzonelli ha virato su una lista più connotata “a sinistra”, sostenuta dalla presenza di esponenti del Partito Democratico, che ruotano attorno al circolo Pd di Ilaria Pedrini. Fatto, questo, che ha decisamente raffreddato l’entusiasmo di diversi fautori della sua candidatura, che hanno cercato candidati alternativi ritrovando un ampio consenso attorno alla candidatura di Raffaele Armani, già sindaco di Lardaro e Presidente del Comprensorio, con l’obiettivo di creare una lista civica rappresentativa dei moderati. Porte di Rendena. Da decifrare anche la situazione a Porte di Rendena: paese diviso in 5 agglomerati (Villa, Javrè, Verdesina, Darè e Vigo) che non a caso ha oggi ben 5 Asuc e su cui potrebbero confrontarsi due candidati: il primo è Enrico Pellegrini, che sta portando a termine la composizione di una lista nuova, che comprende persone delle maggioranze, delle minoranze e non schierate di tutte le realtà che compongono Porte di Rendena. Pellegrini incassa l’appoggio dell’ex-sindaco Emanuele Ber-

Prima notizia, le elezioni comunali per i comuni convolati a fusione sono fissate per domenica 8 maggio. Per questo nei paesi ferve l’attività di componimento delle liste, resa

quest’anno molto più delicata e impegnativa dal fatto che occorre organizzarle su più paesi, misurando col bilancino i candidati, al fine di preservare gli equilibri interni. gne e assessore in Comunità di valle che rappresenterebbero la continuità con il percorso di fusione intrapreso nel 2015. Dall’altra parte, per quanto riguarda la suggestione del ritorno di Vittorio Martini (o del gruppo che faceva capo a Martini e che nell’ultima tornata aveva sostenuto Davide Aldrighetti) c’erano stati ripetuti abboccamenti, mentre ora la situazione sembra essere più sopita.

nardi – ai quali in molti hanno chiesto di ricandidarsi, ma che ha cortesemente declinato, avendo già fatto 3 legislature che ha contribuito a formare la lista ponendo come unica condizione che non ne facessero parte coloro che hanno osteggiato il processo di fusione, ma soprattutto che la nuova lista lavori in senso di promuoverne la piena riuscita. Della lista potrebbe far parte anche Bruna Collini, sindaco uscente di Darè. Dall’altra parte c’è Jessica Pellegrino, che ha dalla sua la volontà di un gruppo che la sostiene, e – assieme a queste persone - sta cercando di formare una squadra nuova, valutando se ci sono le condizioni per proporre un progetto che consenta di superare le divisione di una comunità che deve ancora metabolizzare la fusione. A Vigo c’è Maura Gasperi, vicesindaco uscente che sta aggregando un gruppo per valutare una sua possibile candidatura a sindaco.

Borgo Chiese. Per ora sembra una corsa a tre: da una parte c’è Claudio Pucci, docente di Religione e vicepreside al Liceo Don Guetti, che sta cercando di coagulare attorno a lui il sostegno delle tre maggioranza che hanno dato vita alla fusione di Condino, Cimego e Brione. Poi c’è Remo Andreolli, ex- assessore provinciale e componente del direttivo del Bim della Valle del Chiese, appoggiato da una parte della giunta uscente di Condino, specialmente da Beppe Leotti. Infine Roberto Spada, imprenditore, uno dei titolari della Betonscavi e presidente del corpo musicale Giuseppe Verdi di Condino e figlio di Giulio Spada (sindaco di Condino negli anni ‘70). La possibilità, sullo sfondo, è che Spada e Andreolli possano trovare una convergenza. Tre Ville. Certa la candidatura di Matteo Leonardi, sindaco uscente di Ragoli che sta completando la lista, in un mix equilibrato tra vecchi componenti delle maggioranze di Ra-

goli, Preore e Montagne e nuove leve, oltre a due candidati di Campiglio per la frazione Palù. Quasi certa la presenza in lista di Paolo Paletti, ex-primo cittadino di Preore, e di Michela Simoni, ex-sindaco di Monta-

Borgo Lares. Abbastanza ufficiale la candidatura di Giorgio Marchetti, già sindaco di Bolbeno, appoggiato dalle due maggioranze che hanno dato vita alla fusione tra Bolbeno e Zuclo e che sembra stia riscuotendo la convergenza anche di alcuni componenti della minoranza. Probabile la presenza di una seconda lista, anche se all’attualità risulta ancora difficile capire chi sarà il candidato

sindaco: si parla di un attivismo da parte di uno storico oppositore di Marchetti, ossia Aldo Collizzolli, ma è ancora da vedere se si candiderà a primo cittadino o sarà ispiratore di una lista. Pieve di Bono Prezzo. In continuità con il percorso di fusione ci sarà quale candidato sindaco Attilio Maestri: con lui una lista realizzata assieme alla amministrazione di Prezzo, con la probabile presenza di Celestino Boldrini, primo cittadino, e con diversi nuovi innesti su un gruppo ormai collaudato. Presente in lista anche Michele Bazzoli, che alcuni davano anche per candidato sindaco. Dall’altra parte Umberto Facchi sta lavorando con un gruppo in gran parte rinnovato per proporre un’alternativa: non ci saranno più con lui personaggi importanti a livello di preferenze, già parte delle sue liste, come Gianni Tagliaferri e Francesco Armani. Ancora dubbi sul nome del possibile candidato sindaco. (r.s.)


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Economia

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Questo cambiamento non è dovuto ad una crisi del sistema ma piuttosto alle nuove normative europee di unione bancaria che prevedono un adeguamento della liquidità, della governance e della dotazione di capitale. Ma questa riforma, che poteva essere una buona riforma, ampiamente condivisa e in grado di rendere più forte l’intero sistema del credito cooperativo italiano senza togliere autonomia alle singole banche, manca di un punto di equilibrio convincente tra due diverse necessità: rendere il sistema più forte e coeso da una parte, evitare di ledere eccessivamente la libertà di impresa costringendo tutte le banche a far parte di un unico gruppo. Il Governo ha scelto una soluzione che sta scontentando praticamente tutti soprattutto con riferimento alla possibilità da parte delle BCC che hanno un patrimonio superiore ai 200 milioni di cedere l’attività bancaria ad una spa (del cui patrimonio comunque manterrebbero il controllo), oppure di fondersi con altra banca in forma di spa o addirittura di trasformarsi semplicemente in una Spa. Possibilità prevista previo versamento al fisco del 20% del valore delle riserve. I problemi che si presentano all’orizzonte non sono pochi. Intanto dobbiamo ricordare che è dal 1946 che vige la regola per cui in caso di fusione di cooperative con imprese di forma giuridica diversa, il patrimonio che resta dopo

Riformadelcreditocooperativo: cosaprevede? Preoccupazione per il futuro delle Casse rurali

di Alberto Carli

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 Febbraio scorso prevede la costituzione di una capogruppo che controllerà le oltre 360 Banche di Credito Cooperativo attraverso un patto di coesione, che si traduce in un vincolo giuridico che obbligherà le Casse Rurali a sottostare al coordinamento e alla vigilanza di questa nuova

capogruppo. Va detto con chiarezza che con questa riforma, l’Italia si allinea al resto dei maggiori Paesi europei che hanno già riformato il sistema cooperativo nazionale, in Olanda con Rabobank, in Francia con Credit Agricole e in Germania con la fusione tra Dz Bank e Wgz Bank per fare alcuni esempi. Presidente dell’ Istituto Europeo di Ricerca sull’Impresa Cooperativa e Sociale (Euricse) avvia, per la prima volta in Italia, un processo di sostanziale “demutualizzazione” un processo quindi di graduale abbandono del principio della mutualità, a favore di quello della gestione lucrativa che si traduce appunto nella trasformazione in società per azioni. La questione ora diventa fino a che punto il governo intenderà proseguire su questa strada oppure se, prendendo responsabilmente atto delle critiche mosse, deciderà di ripensare l’intera questione. L’auspicio è che si riesca da una parte a ridurre il capitale necessario alla formazione di un gruppo, consentendo così

La sede di Cassa centrale

la restituzione ai soci del capitale versato, non può essere diviso tra i soci, ma deve essere versato ai fon-

di mutualistici. Pensare di disperdere le riserve indivisibili accumulate negli anni dalle Casse Rurali fa

a dir poco venire i brividi e va detto che con questa decisione il Governo, ci spiega il Prof. Borzaga

la nascita di più gruppi nazionali e dall’altra all’eliminazione della clausola di “way out” cioè della possibilità, previo pagamento del 20% delle riserve di trasformare le cooperative in spa. Tutto il mondo cooperativo locale e nazionale è in fermento. Intanto in Trentino va continuato il percorso di rafforzamento della stabilità delle nostre Casse Rurali. Va fatto anche attraverso le fusioni se queste consentono una riorganizzazione strutturale e maggior stabilità economica, che è prerequisito fondamentale per continuare a garantire il presidio territoriale e preservare il ruolo di volano di crescita delle nostre valli… e questo indipendentemente dal decreto visto che lo stesso preveder maggior autonomia delle casse in funzione del loro grado di organizzazione, di risposta al rischio e di stabilità che la banca possiede.

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima Ma per me restava un periodo un po’ diverso, quello che, comunque, ci avrebbe portato fuori dall’inverno verso la primavera. Dopo l’entusiasmo iniziale, se non altro per qualche uscita dal tran tran quotidiano, alla fine della Quaresima ne avevo piene le scatole, per la tristezza del tempo, ancora freddo e volubile, per la tristezza della gente che sembrava vivere la Quaresina anche nei lineamenti del viso, smunti e depressi, per la nostalgia delle giornate gioiose del carnevale, appena terminato. Era un periodo troppo impegnativo, troppo lungo, con regole troppo severe, almeno così mi pareva. Niente divertimenti, niente focacce, niente capricci, ed ogni nostra proposta un po’ stravagante, seppur innocua, veniva inesorabilmente bocciata: “E’ Quaresima, per dio, state calmi, ragazzi!” Persino i nostri peccatucci che andavamo a confessare dal vecchio Parroco, in Quaresima, sembravano più pesanti e più pesanti erano le penitenze che ci venivano assegnate. Era un periodo

La Quaresima e la crisi dove gli uomini avevano un po’ di tempo per programmare l’annata e a pensare come portare avanti con dignità la propria vita e quella della propria famiglia, non sempre con grandi speranze, ma di certo con grande coraggio e determinazione. In questi primi giorni di Quaresima, meditando quel poco che mi basta per finire nella nostalgia, m’è venuto spontaneo pensare alla Quaresima quale metafora calzante della situazione economica di molti Paesi, fra i quali il nostro in particolare. Digiuni, astinenze, rinunce sacrifici. Potrebbero essere lette anche come austerità, stagnazione, recessione, disoccupazione, parole inquietanti che sono ormai usuali nel nostro gergo quotidiano. Anche se fra Quaresima e austerity ci sono alcune differenze. Al di la del sacro e del profano che potrebbero essere chiamati in ballo,

almeno la Quaresima dura quaranta giorni, solo quaranta. La nostra drammatica situazione economica dura ormai da anni e neanche si sa quando terminerà. Non so se mi spiego! Ogni tanto, per tenerci su il morale, ci fanno balenare qualche barlume di speranza, sembra che le cose si stiano sistemando, l’occu-

pazione, il Pil, il Pal, il Pul, lo spread, un piccolo lumicino nel buio della crisi, ma poi puntualmente il lumicino si spegne, le Borse impazziscono, i consumi non crescono, e tutto rimane come prima. Sacrifici, digiuni, astinenze. I credenti la Quaresima la fanno nella massima libertà e per convinzione religiosa,

la crisi in atto invece la subiamo tutti, credenti o non, ne siamo tutti tormentati e tartassati. Durante la Quaresima agli osservanti viene proibita la carne il venerdì... oggi, per tutti, la carne è diventata un lusso, più preziosa del caviale. Non la si mangia il venerdì, ma in molte case neanche la domenica,

né nelle feste comandate. Ci si astiene da ogni spesa che non sia strettamente necessaria. Purtroppo. Arrivare alla fine del mese è sempre più difficile, soprattutto per le famiglie numerose e per i pensionati più poveri. Per non parlare delle medicine. Curarsi è sempre più difficile e costoso. Una volta i nostri armadietti erano stracolmi di pastiglie e roba varia che spesso scadevano senza essere utilizzati. Sì, era di certo uno spreco. Oggi, persino una semplice purga è diventata merce rara. Quaresima. Tempo dignitoso, tempo forte. Tempo di sacrifici e di rinunce, ma poi viene la Pasqua. Sempre, puntualmente. Dopo questa lunga, difficile, estenuante, feroce, crisi socio-economica, quando si ricomincerà a vivere serenamente? Restiamo ottimisti...e che il buon Dio ce la mandi buona!


Economia

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Il credito cooperativo è di fronte ad un bivio: confluire verso un nuovo soggetto nazionale, andando a competere con i big europei, oppure confluire verso il modello delle Landsbank

Il tema del credito alla prova dell’Autonomia Se da una parte la sospensione di Shengen al valico del Brennero rialza un muro che era scomparso all’interno del Tirolo che vive dell’interscambio commerciale con l’Italia, dall’altra il silenzio di proposte di fronte all’incorporazione del credito cooperativo, che rappresenta la spina dorsale economica delle vallate montane sia trentine che altoatesine, mostra i limiti di un rapporto con la realtà tedesca che si è andato perdendo e che ora rischia di far franare lo stesso concetto di Autonomia. In questo passaggio epocale di crisi vissuta dal sistema creditizio europeo che deve necessariamente orientarsi a modelli commerciali più efficienti, sostenibili e trasparenti, il

L

di Marco Zulberti

a serie di domande che si è posto il direttore Alberto Faustini sulla situazione dell’Autonomia del Trentino Alto Adige, nei suoi rapporti interni tra le due province di Trento e Bolzano, ed esterni con il governo nazionale di Matteo Renzi e il palazzo dell’Hofburg di Innsbruck, sono alquanto importanti. Le recenti decisioni del go-

credito cooperativo si trova di fronte ad un bivio inevitabile: o confluire verso un nuovo soggetto nazionale, andando a competere con i big europei, oppure confluire verso il modello delle Landsbank, delle banche regionali tedesche, che con una struttura societaria moderna, rimangono però legate al loro territorio, alla loro regione. Solo intervenendo sull’attuale piano di ristrutturazione del credito con un modello di questo tipo, simile alle banche regionali tedesche, con limiti

territoriali chiari, che ha quale obbiettivo una sorta di seconda scelta all’aggregazione nazionale, saltando il concetto ambiguo d’autonomia delle banche di credito cooperativo medio grandi, si potrà avere un nuovo assetto sostenibile e competitivo per il credito legato al suo territorio. E’ particolarmente importante questo tema perché l’autonomia si è sviluppata da secoli anche con forme autonome finanziarie. Quanti ricordano che a Trento fino al 1540 v’era

verno Austriaco sul blocco delle frontiere e la sospensione di Schengen e nello stesso tempo la riforma nazionale del sistema bancario cooperativo a cui appartengono sia il sistema del credito cooperativo trentino che il sistema delle Raiffeisenkasse altoatesine, che prevede l’accorpamento unico a livello nazionale. una zecca che batteva la lira trentina? Quanti ricordano che la lira trentina qualche decennio dopo venne sostituita dal tallero tirolese, che provocò effetti recessivi molti simili a quelli attuali quando abbiamo cambiato la lira italiana con l’euro? Non è possibile immaginare l’autonomia senza un sistema del credito legato al territorio, radicato con le istituzioni locali, che trattenga e distribuisca sul territorio la raccolta e gli utili che questa produce,

anche se oggi non più nella forma cooperativistica, ma in quella di società per azioni. Il modello regionale tedesco delle Landsbank, dovrebbe pertanto servire come modello alla attuale ristrutturazione del credito cooperativo, evitando di andare a formare la quinta o sesta banca nazionale. In questa complessa fase per l’economia e del settore del credito e per i problemi di geopolitica imposti dalle masse di emigranti che ora si troveranno intrappolati al valico del Brennero, la

classe politica e quella amministrativa si vedono costrette a alzare lo sguardo oltre le alpi, per importare un modello del credito che superi l’attuale fragilità del sistema in una forma che sia coincidente con l’intero territorio regionale. Ricordiamoci che la nostra regione del Trentino Alto Adige, vista la presenza di tre isole linguistiche come quella tedesca, italiana e ladina, è molto più simile a quella svizzera che a quella molto più uniforme austriaca. E sulla base del modello svizzero che le vallate del Trentino Alto Adige possono veramente diventare nuovamente una unica comunità, mettendo da parte le illusioni e i diktat provenienti della decadente politica romana.

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Politica

MARZO 2016 Il 13 marzo al Palarotari il congresso delle Stelle alpine: in gioco gli equilibri interni e la tenuta della Giunta provinciale

I

I quattro candidati

Patt, in tre sfidano Panizza

l Palarotari di Mezzocorona ospiterà il 13 marzo prossimo il congresso ordinario del Patt. Un appuntamento che si annuncia vivace, stando alle 4 candidature depositate oltre un mese e mezzo fa, con le rispettive tesi congressuali già condivise con gli aderenti nelle varie serate sul territorio. A sfidare il segretario in carica, il Senatore Franco Panizza, che si presenta in ticket con il giudicariese Simone Marchiori con la tesi “Il coraggio di essere protagonisti”, ci sono: Mauro Ottobre, deputato che con Lorena Torresani presenta “Le radici nel futuro; Dario Chilovi con Linda Tama-

nini che portano la tesi di Walter Kaswalder “Rinnovamento nella tradizione” e infine Giuseppe Corona con Nicola Casagrande Scoz con la tesi Radici-Cultura-TradizioniIdentità. Il dibattito tra “filo-governativi” e “tradizionalisti” è stato forte nelle varie settimane; ne parliamo con Simone Marchiori, giudicariese di Saone e presidente dei giovani del Patt che, in caso di vittoria di Panizza sarà il vicesegretario; e con Walter Kaswalder, consigliere provinciale e “anima critica” delle Stelle alpine.

Walter Kaswalder

Simone Marchiori

«Riprendere le «Un Patt ragioni iniziali che guarda al futuro» Simone Marchiori, 26 anni, di Saone è Segretario dei Giovani del Patt e consigliere comunale a Tione. Parliamo della sua tesi “Il coraggio di essere protagonisti” Congresso PATT a quattro candidati: momento di arricchimento o eccessiva frammentazione? Il confronto interno, per un partito, è sempre un momento di arricchimento. Questo vale anche, e forse soprattutto, per il PATT che, esprimendo la guida della Provincia, deve trovare le strade migliori per proiettare il Trentino verso il futuro. Il fatto che in questo congresso si confrontino più idee e visioni è un fattore positivo, soprattutto perché durante i 15 incontri nei vari ambiti territoriali, il confronto si è sempre mantenuto nella dimensione di una dialettica costruttiva e mai sopra le righe, tanto che nessuno dei candidati ha mai messo in dubbio la riconferma di Ugo Rossi alla presidenza della PAT nel 2018 e la necessità di allargare la base del Partito. Va poi ricordato che il regolamento congressuale prevede che fino al giorno prima del Congresso possano esserci convergenze fra le varie tesi congressuali e, quindi, non deve preoccupare l’attuale situazione all’interno del PATT. “Il Coraggio di essere Protagonisti” è il titolo della tesi Panizza-Marchiori, cosa significa e quali sono i punti qualificanti? Il titolo già di per sé esprime l’idea di fondo di questa tesi: il PATT, ma soprattutto

può che arricchire il dibattito interno ed esterno alle Stelle Alpine.

Panizza e Marchiori

il Trentino, hanno bisogno del coraggio di tutti coloro che credono in questa terra e nel suo futuro. Quella presentata da me e da Panizza e sottoscritta in poche ore da più di 200 tesserati del Partito, non è una tesi programmatica. Gli appuntamenti elettorali sono ancora lontani e c’è la necessità di concentrarci più che sui programmi, sulla struttura e sull’apertura del Partito a tutti coloro che in questo momento vogliono dare il proprio contributo, essere protagonisti appunto, delle scelte politiche che da questo momento in avanti sarà necessario prendere nel vari livelli amministrativi. La velocità con cui si evolve la situazione politica, economica e, soprattutto, sociale impone nuovi modelli e nuovi approcci da parte dei partiti che devono ritrovare il contatto con la propria base e con tutti coloro che nella politica non credono più. Di fronte all’antipolitica noi riteniamo che si debba rispondere con più politica: il partito deve tornare ad essere la palestra in cui si formano i futuri amministratori, attraverso la condivisione di ideali

forti e di politiche concrete. Ovvio che, se come succede a livello nazionale, i partiti abbandonano ogni principio fondante e valoriale ed appaltano ad una non meglio precisata società civile (come se nei partiti non ci fossero rappresentanti dei diversi ceti sociali, delle categorie economiche, delle diverse aspirazioni della popolazione) il compito di esprimere le proprie azioni, la fiducia non potrà che continuare a calare. Massimo coinvolgimento, quindi, e la voglia di essere un punto di riferimento serio e credibile attraverso la nostra storia, i nostri valori e, soprattutto la concretezza delle politiche messe in campo dai nostri rappresentanti. Attenzione però, il fatto che questa non sia una tesi programmatica non significa che non abbiamo idee sul futuro: noi abbiamo posto alcuni spunti imprescindibili proponendo anche un metodo per svilupparli che prevede che siano i nostri tesserati e simpatizzanti, attraverso il confronto, a partecipare alla ricerca delle soluzioni migliori. Un processo partecipativo dal basso verso l’alto che, secondo noi, non

Più governativo o più “ruspante”: come dovrà essere secondo lei il PATT del futuro? Governativo o “ruspante”? Questi due aggettivi a mio modo di vedere sminuiscono l’immagine del PATT che noi abbiamo in mente. Qui non si tratta di attribuire etichette semplificative. Come già detto la sfida che vogliamo e dobbiamo vincere è quella di essere all’altezza delle aspettative che gli elettori hanno riposto nel nostro Partito e nel nostro Presidente Ugo Rossi, per diventare sempre più il Partito di riferimento dei trentini. Infine, quale deve essere il ruolo delle Stelle Alpine rispetto alla coalizione provinciale? Le Stelle Alpine fanno parte ormai da anni di una coalizione, il centro sinistra autonomista, che ha dimostrato di saper gestire l’Autonomia anche in anni difficili. Il ruolo del PATT anche in futuro dovrà essere quello di guida sempre più determinante del governo provinciale, ma anche quello di interlocutore privilegiato fra cittadini e istituzioni, fra le valli e il centro, fra la realtà locale e quella nazionale ed europea. In questa coalizione, quindi, il PATT deve giocare il ruolo di protagonista attivo, leale con gli alleati di governo, ma mosso dai sui ideali di sempre: autogoverno, territorialità (che non significa chiusura), spirito europeista e vicinanza alla popolazione trentina.

del Patt» Walter Kaswalder

Walter Kaswalder è un protagonista storico delle stelle alpine, essendo tesserato nel 1974: nella sua tesi “Rinnovamento nella tradizione”, vuole richiamare l’attenzione su alcune delle tematiche fondanti del Patt.

«La nostra tesi – spiega – dice esplicitamente che occorre ripartire dalle ragioni iniziali del Patt, l’autonomia, l’attenzione al territorio e l’ambiente, la precedenza ai residenti (basti pensare alla questione delle case Itea, o a quella dell’Icef, che penalizza la gente che ha lavorato). Riprendiamo questi principi e attualizziamoli ad un mondo che è cambiato». Il Patt “di governo” ha secondo lei scordato questi valori? Non dico questo, però è vero che – proprio perché siamo al governo e possiamo incidere – dobbiamo dare dei segnali più convinti rispetto ad alcune tematiche. Penso a cose concrete, di cui abbiamo parlato nella tesi, come la necessità di rendere il Trentino autosufficiente dal punto di vista energetico grazie alle sue risorse idroelettriche, di attuare una politica forte contro le slot machines, giusto per fare degli esempio su temi in cui l’autonomia ci può dare una marcia in più. Nella tesi si parla anche di forma-partito. Occorre secondo noi snellire l’organizzazione del Patt, di giunta a consiglio, per essere più dinamici e lavorare meglio, nel contempo rendendo più equa la rappresentanza dei territorio, con tre delegati per ciascuno dei 15 ambiti. Diamo poi più autonomia alle sezioni locali per discutere i problemi e poi portarli all’interno del partito, per creare quel dibattito che oggi un po’ manca. Cosa contesta alla segreteria Panizza? Non c’è contestazione, solo la necessità di ribadire alcuni valori, riprendendo le ragioni iniziali del Patt, ultimamente un po’ in secondo piano. 4 candidati alla segreteria: un bene o un male? Il Partito autonomista è di raccolta e ha varie anime: siamo in 4 con quattro tesi che propongono cose valide. Che sia una cosa positiva lo si è visto nelle riunioni di ambito che hanno proposto un confronto sereno e scambio di vedute sulle tematiche. Se siamo maturi dobbiamo trovare una sintesi con i punti migliori delle quattro tesi, recuperando l’unità di intenti.


Attualità

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Il nuovo presidente spiega il nuovo corso dell’Ente termale. “Orgoglioso di essere qui”

Terme, Bugoloni subito al lavoro Come mai ha accettato la patata bollente delle Terme di Comano? Da sindaco sono stato in assemblea parecchio tempo, all’epoca mi ero anche dimesso dall’assemblea termale non condividendo il progetto relativo al centro benessere. Ho contestato i dati di quel centro proprio dal punto di vista economico, sarebbe stato un investimento deleterio, una valutazione che allora feci anche basata sulla mia esperienza lavorativa. Oggi il centro benessere non si fa, forse avevo ragione. La mia presidenza è un cosa inaspettata, anche perché fino a fine novembre ho continuato la mia collaborazione con la cassa rurale. Libero da

di Denise Rocca Beniamino Bugoloni, nuovo presidente dell’Azienda Consorziale Terme di Comano - “A disposizione per quanto servirà” specifica – non ha perso certo tempo nel prendere in mano le redini dell’azienda: scrivania piena di carte, telefono in mano e un’agenda ricca di appuntamenti per il pomeriggio ci accoglie in ufficio. Al suo fianco, gennaio, inaspettatamente i sindaci mi hanno chiesto se ero disponibile. Ma una richiesta, non implica una riposta positiva. Le Terme sono davvero una patata bollente, chi gliel’ha fatto fare? Si è avverato forse un sogno giovanile: pensi che io sono stato il primo, con la signora Biotti, a fare il concorso per essere assunti qui. Lei aveva più

concessionario

il presidente dell’assemblea consorziale Alberto Iori. Perchè “fin troppi sono stati in passato i pettegolezzi e le chiacchiere incontrollate sulle Terme – spiega – che hanno solo danneggiato l’azienda, quindi se dobbiamo informare lo facciamo assieme o, ancora meglio, lo fa il presidente Iori”. Così l’intervista diventa doppia.

esperienza per la tenuta di contabilità e presero lei. Oggi, dopo tanti anni, entro qui con piacere. Ho ritenuto di avere anche il tempo adesso, perchè qui serve il tempo pieno e se non lo avessi avuto non avrei accettato il compito. Anzi, a pensarci è il primo impegno pubblico che assumo avendo tempo pieno a disposizione per occuparmene. Che azienda ha trovato? Un’azienda sana, con dipendenti motivati, seri, giovani e competenti. E’ davvero una cosa che tengo a sottolineare, a differenza dei fatterelli da bar che in questi anni sono diventati magari disquisizioni lunghe anni ma senza grande sostanza dietro. Qui c’è un azienda che è andata avanti anche in mezzo a traversie importanti come il cambio di tre direttori, e nonostante ciò si è in una fase positiva e qui dentro ci sono grandi professionalità perfettamente all’altezza della situazione. Chi mi ha preceduto in questo passaggio alla presidenza, a parte il lavoro di ordinaria amministrazione

Beniamino Bugoloni

con il rinnovo dell’accordo per il piano investimenti ha posto le basi per risolvere dei nodi di fondo per questa azienda ha, e le potenzialità ci sono tutte perché avere oggi a disposizione 20 milioni di euro da investire non è poca cosa. Si cerca un amministratore delegato per le Terme, quanto durerà la

sua presidenza? Mentre si sta cercando un amministratore delegato, finché sto qua credo sia giusto guardare alla prospettiva futura e avanzare, cercando di dare un impronta anche diversa alle cose, non importa quanto starò qui, si può benissimo lavorare. Alberto Iori conferma la scelta, ma i tempi non è

detto siano brevi: “L’assemblea consorziale si è espressa in questo senso come indicazione, poi ora la stagione andava iniziata e abbiamo un presidente che ha ottimamente avviato il suo lavoro e tutto è già pronto. Per l’amministratore delegato abbiamo deciso una linea per il futuro, non è detto si faccia in tempi brevissimi, ci sono anche altre priorità”. Altre priorità, come i lavori allo stabilimento e il destino della Sibilla Cumana... Il prossimo mese – a rispondere è Alberto Iori – iniziano i lavori di messa in sicurezza e ripristino della Sibilla Cumana dopo l’incendio al tetto. Il piano di investimenti approvato con la Provincia parla di riqualificazione totale del comparto termale, il risultato deve essere quello quindi capiremo cosa fare della Sibilla. Per lo stabilimento, a fine marzo aspettiamo il documento preliminare dallo studio di progettazione, in un mese ci aspettiamo di arrivare all’approvazione e poi ci sono tre mesi per avere un progetto preliminare ed entro fine anno la progettazione definitiva. Poi servirà un anno fra approvazioni di comitato tecnico e appalti, quindi se tutto va bene alla fine del prossimo anno dovremmo riuscire ad arrivare all’appalto dell’opera.

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L’opinione

MARZO 2016 Una lucida analisi del contesto politico trentino

Qualcuno forse propone ancora idee concrete, ma i protagonisti cercano solo di stare a galla. Il conflitto tra Dellai e Mellarini non è sui contenuti: i due schieramenti si distinguono per il rapporto con il Pd, ma in realtà dietro la collocazione “geometrica” (siano il centro che guarda a sinistra, il centro-centro, il centro che guarda alle civiche si celano cordate e interessi personali. Ormai si ragiona in vista delle elezioni politiche e di quelle provinciali del 2018. Come già ampiamente evidenziato, l’avvicinamento di Dellai al Pd è dovuto soltanto al completo fallimento dell’ex-governatore in quel di Roma. Dellai non credeva assolutamente al fenomeno Renzi (basta leggere le sue interviste quando il rampante segretario stava per fare le scarpe a Letta). Ma ora si è ricreduto: nessuno spazio oltre Renzi. La legge elettorale e le riforme costituzionali, se approvate dal referendum di autunno. Sanciranno una (provvisoria?) semplificazione del quadro politico e una corsa ai seggi della Camera. Quindi Dellai, sempre più debole e isolato, cerca disperatamente la strada per avere la certezza della ricandidatura: e lo fa tentando di riavvicinarsi al Partito Democraticorenziano, riproponendo l’ennesimo tristissimo progetto di una rete di partitini di centro, regionalisti che però spesso si riducono a congreghe di residuati in perenne ricerca di una casa politica e di un seggio. Sarebbe per lui più facile entrare nel Pd trentino, che però non si sa come lo accoglierebbe. Qualcuno sarebbe già pronto a spalancargli le porte, sognando il ritorno dell’amato “nostro leader”. Ma i tempi sembrano cambiati. Cosa ne farebbero i democratici di un Dellai perdente, visibilmente in affanno, incapace di portare un valore aggiunto qui come a Roma? A ciò si aggiunge la situazione interna al partito. Di

Per un posto (o uno strapuntino) * C

di Piergiorgio Cattani

on surreale congresso dell’Upt si è aperta la stagione della “resa dei conti” nei partiti. Come ovvio in questi casi, si parla solo si assetti, poltrone, burocrazia, nomenclatura... insomma tutto ciò che anima la vita di questi involucri sem-

pre più simili ad agenzie di promozione sociale degli aderenti. L’esito di questi feroci scontri (che giungono sovente a insulti e carte bollate) è però alquanto scontato e si gioca tutto, ancora una volta sui posti di potere in palio.

Fravezzi e Dellai

fronte alla concreta possibilità di perdere le vecchie poltrone o di poter raggiungerne di nuove, anche istinto autodistruttivo del Pd si muta nel desiderio collettivo di una “soluzione unitaria”. Tradotto: si riesce a ratificare tra le correnti un patto di spartizione dei posti. Di qui le ultime girandole che si faticano a seguire: una fra tutte, Olivi che farebbe il segretario (non si sa se rimanendo anche vicepresidente della giunta) con la garanzia di essere candidato alle politiche, rinunciando ad aspirare alla presidenza della Pat nel 2018, attraverso difficili primarie che oltretutto Rossi non sembra disposto a concedere. Nel Pd la discussione è questa, oltre alle solite grottesche diatribe sulle

“regole congressuali”. E già i funzionari del partito studiano l’Italicum per capire se il Pd conquisterà 2 o 3 seggi. Tonini potrebbe essere blindato in qualche altra regione; Nicoletti, presenza evanescente in Trentino ma stimato a livello nazionale, potrebbe restare qui (e la sua corrente sarebbe accontentata); Olivi sarebbe messo nel collegio della Vallagarina. Ambìto tuttavia anche da Mellarini.... Questo avvilente gioco dell’oca si consuma anche in casa Patt. La candidatura alla segreteria dell’on. Mauro Ottobre, altro fantasma romano, si comprende nella logica della sua riconferma alla camera (ormai del tutto improbabile). Vincerà Panizza, mentre l’attivismo – e gli

effettivi risultati concreti – dell’assessore Daldoss non sembrano orientati ad una messa in discussione di Rossi.

Tutti sembra muoversi in maniera convulsa, ma tutto in realtà è fermo. Cambiano (forse) le facce. Ma è come aprire una Matrioska. I comportamenti, le prassi, le aspirazioni, sono sempre quelle. Prima delle elezioni, gli alleati del Patt alzeranno la voce, metteranno in discussione Rossi, salvo poi applaudirlo e riconfermarlo per altri 5 anni, magari senza le primarie. Luca Zeni attenderà un altro giro. La coalizione di centro sinistra autonomista è un bene troppo prezioso. Ricordiamo ancora una volta che dietro a questo ossessivo richiamo alla coalizione c’è lo spasmodico desiderio di tenere in

vita il blocco di potere che bene o male ha governato bene (dicono loro) , garantendo a ciascuno almeno uno strapuntino. Eppure di contenuti su cui confrontarsi e anche dividersi, ce ne sarebbero. Mentre le differenze tra il Patt e l’Upt di Mellarini si vedono solo al microscopio (i primi sono autonomisti, gli altri territoriali, così si dice in linguaggio super politichese), il Pd arranca e i suoi assessori pure. Le questioni della contrazione delle risorse, del nuovo ospedale, del terzo statuto, della Valdastico, decisive per il futuro vengono affrontate in maniera caotica e dilettantesca. Noi non ci stancheremo mai di parlarne, sono le uniche cose importanti. * Intervento apparso su Questo Trentino di gennaio 2016


I nuovi sindaci/8 Non avevo previsioni. Si percepiva un graduale aumento dei dissidenti al progetto dovuto principalmente ad una confusione di informazioni. Più che una risposta convinta, mi pare una risposta “non convinta”, sicuramente una risposta fuori dal coro. Ma non sempre andare contro corrente, o non seguire il pensiero prevalente, vuol dire sbagliare. Nonostante viviamo in una Repubblica Democratica, non è semplice esprimere un pensiero diverso da quello generale e, ricoprendo la carica di Sindaco di Castel Condino, mi accorgo quotidianamente del trattamento riservatoci, quasi che il pensiero diverso dia fastidio. Non so se la mia comunità ha fatto la scelta giusta, certo è che le attuali riforme, se tali si possono chiamare, non stanno risolvendo qualcosa, anzi avvalorano il fallimento di un sistema, il fallimento di uno stile di vita. Con tale premessa siamo solo all’inizio, d’altronde l’intera Valle del Chiese non è più del 3% del Trentino e, eccetto Storo, non vi sono Comuni con più di 5.000 abitanti, quindi lo scenario futuro non è dei più rosei. Inoltre, se il problema è puramente economico, potrebbero tranquillamente crearci un quartiere tutto nostro lungo l’asse dell’Adige, d’altronde lo stanno già facendo con l’ospedale. Quali sono i rapporti con il neonato comune di Borgo Chiese, stante le molte attività in essere con le comunità di Condino, Cimego e Brione che hanno scelto di proseguire nel percorso di aggregazione? Per ora non abbiamo veri rapporti dato che il Comune è gestito da un Commissario che ha il compito di traghettare fino a nuove elezioni. Le indiscrezioni sui futuri amministratori fanno ben sperare considerati i buoni rapporti con i probabili candidati. Non abbiamo motivo per dubitare sulle sinergie tra i nostri comuni. Mi preme al proposito ricordare che il mio Comune crede nella collaborazione e nei progetti

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I nuovi sindaci/9 - In via di definizione la gestione associata con il Comune di Storo

Castel Condino, le “mura” (per il momento) reggono

S

indaco Bagozzi, che ha interessato numerodi Marco Maestri partiamo dai dati se amministrazioni nei mesi certi. Il Comune da Lei guidato è stato uno scorsi. Si aspettava una risposta così convinta e in dei pochi che ha “bocciato” la proposta di fusione controtendenza dalla sua comunità?

territoriali. Prova ne è che si è impegnato a conferire 500.000,00 Euro al fondo strategico di Comunità, circa un terzo di quanto ha conferito l’intera Valle del Chiese. Adesso come intendete procedere? Quale futuro vede per il Comune di Castel Condino? A che punto è l’attivazione della gestione associata dei servizi con il Comune di Storo, che pare ormai essere l’unica via percorribile, anche perché imposta dalla legge? Da inizio anno abbiamo intensificato i rapporti con il Comune di Storo e Bondone per pianificare la gestione associata. Con soddisfazione ho trovato grande professionalità e disponibilità degli Amministratori e Dirigenti. L’iter è tuttora in fase di definizione anche se possiamo anticipare che la conferenza con i Sindaci Turinelli e Cimarolli, e la Segretaria D.ssa Giovanelli ha confermato la volontà di non privare le piccole comunità dei servizi essenziali. A Castel Condino, sarà garantita la presenza quotidiana di un funzionario mezza giornata per relazionarsi con i cittadini e aiutarli nel disbrigo delle varie pratiche. Dopo quasi un anno da sindaco, quali sono le sue impressioni, quali i risultati e le eventuali difficoltà incontrate nell’amministrazione della sua comunità? Il primo anno è iniziato all’insegna di intensi impe-

LA SCHEDA

Stefano Bagozzi

gni istituzionali correlati da importanti manifestazioni tra cui il Raduno Interregionale dei Fanti con la partecipazione del Vice Presidente del Senato Maurizio Gasparri, il Cardinale Gian Battista Re oltre ad autorità civili, militari e politiche della nostra Provincia tenutosi lo scorso settembre. Le maggiori difficoltà, tuttora non risolte, derivano da cambiamenti radicali e non prevedibili di disposizioni Provinciali che in tempi stretti obbligano le amministrazioni a stravolgimenti di previsioni di bilancio, programmazioni e relativi finanziamenti, ma soprattutto nel rispetto di limiti di riduzione di spesa imposti, non giustificati, elaborati da menti diaboliche. Come riesce a conciliare l’attività amministrativa, sempre più complessa e

Stefano Bagozzi Data di nascita: 8 aprile 1971 Famiglia: Moglie Michela, Figli : Chiara 17 anni, Giorgia 12 anni, Davide 11 anni Studi: Perito Elettronica e Telecomunicazioni Professione: Imprenditore Hobby: Banda musicale Castel Condino Musica: Leggera Italiana Piatto preferito: Penne all’arrabbiata della zia Gemma Vacanze: Mare Motto: insieme, tutto è possibile Busta paga da Sindaco (con indicazione dell’importo lordo percepito): Euro 1.060,00

impegnativa, con la sua attività lavorativa e familiare? Con entusiasmo e spirito di sacrificio oltre ad essere coadiuvato da validi collaboratori che riescono a sostituirmi nei vari impegni. Il forte legame alle mie radici fa il resto. Periodicamente convoco riunioni con i miei consiglieri per confrontarmi trasparentemente sui vari problemi e condividere ogni importante strategia e progetto. Dal 1993 sono anche Bergamasco di adozione avendo rilevato la maggioranza di un’azienda di Servizi e socio di altre tre. E’ naturale che i molti impegni non mi consentono di presenziare costantemente l’amministrazione, ma l’organizzazione delle strutture mi permette di programmare le essenziali riunioni e rientrare quando necessario. Fondamentale

è il supporto della mia famiglia, in particolare mia moglie Michela che da 17 anni mi sostiene negli impegni lavorativi, sociali e politici. Uno sguardo sovraccomunale: quali prospettive vede per lo sviluppo economico, culturale e sociale della Valle del Chiese, duramente provata, anche in termini occupazionali, da questi ultimi anni di grave crisi economica? Cosa possono fare le amministrazioni comunali che, profondamente modificate negli assetti istituzionali, dopo la tornata elettorale del prossimo maggio si troveranno a condividere anche con il Vs. comune la pesante responsabilità rispetto alle scelte che possano garantire un futuro della zona? La nostra Valle ha necessi-

tà di investire in ambito turistico, riscoprendo il valore del nostro territorio oltre ai settori tradizionali quali artigianato ed agricoltura. Vivendo parte della settimana fuori provincia e confrontandomi con cittadini prevalentemente lombardi, posso garantire che molte persone traggono desiderio di poter trascorrere vacanze nelle nostre Valli. Secondo me abbiamo risorse naturalistiche che possono essere di notevole richiamo. Dobbiamo però tornare a crede in noi. Dobbiamo renderci conto che la qualità della vita che offrono i nostri paesi è impagabile. I nostri figli possono camminare per strada, possono respirare. Dobbiamo però farcela con le nostre forze, perché Trento è troppo lontana e più volte ci ha dimostrato il suo disinteresse. A Castello abbiamo assunto il motto “il mio paese nel cuore” semplicemente per ricordarci chi siamo e da dove veniamo. Con tale proposito la mia Amministrazione sta operando, e fondamentale è il rapporto con le Associazioni di volontariato: vogliamo una comunità viva, nel limite del possibile cerchiamo di eliminare criticità e disagi, vogliamo che nessuno si senta solo. Accanto a ciò abbiamo iniziato una serie di confronti per iniziative ad ampio respiro. I nostri interlocutori sono soggetti fuori provincia, disponibili ad investire risorse proprie sul nostro territorio in ambito di servizi sociali ed agricoltura. Non so se tali progetti andranno in porto, come Amministrazione ci crediamo, e ci daremo da fare per poterli portare avanti.


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Attualità

MARZO 2016

Quando, nel 1985, mi recai negli Stati Uniti unitamente ai francescani padre Bonifacio Bolognani e padre Efrem Trettel per realizzare il filmato “Il pane della miniera - speranza, sofferenze e morte nelle miniere d’America” venni a contatto con realtà che ancora ora al pensarci mi fanno rabbrividire. Non sarà mai terminato il tempo per rendere omaggio ed esprimere riconoscenza a questi “Old Timer”. Fra le robuste fila della “diaspora” trentina molti sono stati i giudicariesi. Ne abbiamo documentazione, fra l’altro, nella monumentale opera di padre Bonifacio Bolognani “A Courageous People from the Dolomites”, quel popolo coraggioso che lasciando le nostre montagne ha pure contribuito allo sviluppo americano. Utili informazioni si trovano anche nel volume dello stesso Autore “Il Clero Trentino in Nordamerica”. Interessanti testimonianze sono pure state raccolte nel “Centro Studi Judicaria”. Per quanto riguarda peraltro lo Stato della Pennsylvania, dove molti dei nostri andarono a lavorare nelle miniere di carbone, mentre vi è documentazione relativa la presenza trentina nella parte orientale, carenti sono ancora le notizie sulla parte occidentale, dove particolarmente forte è stata la presenza di giudicariesi. Si sa che nel 1888 un consistente gruppo di persone delle zone del Bleggio, del Banale e del Lomaso giunsero nella Pennsylvania occidentale, insediandosi principalmente a Pittsburgh e nelle contee di Brandy Camp, Yatesboro, Brockway, Jefferson e Armastrong, Elk e Force. Significativa è stata la presenza di reli-

James Zanella, americano oriundo di San Lorenzo in Banale, chiede ricordi, corrispondenze e documentazione a famiglie che ebbero emigranti a Pittsburgh e tutta la Pennsylvania occidentale: jmz1902@yahoo.com

Una ricerca sull’emigrazione dalle Giudicarie in America di Paolo Magagnotti Fra gli eventi che hanno segnato profondamente la storia del Trentino vi è l’emigrazione oltreoceano. È sempre motivo di emozione richiamare alla nostra mente quei tempi difficili quando la povertà della terra trentina costrinse tanta gente a lasciare il proprio paese per un’incerta avventu-

ra. Se il Trentino è diventato nel tempo una terra prosperosa lo dobbiamo in buona parte anche al sacrificio di questi nostri emigranti che sudarono, e troppo spesso morirono in giovane età nelle miniere d’America. Molti cimiteri americani ne sono la triste testimonianza.

Giudicariesi davanti alla chiesa di “Santa Croce” a Brandy Camp, Pennsylvania(1937)

I soci della Società di Mutuo Soccorso Guglielmo Marconi di Pittsburgh ai funerali di Giuseppe Zanella a Pittsburgh (1926)

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James Zanella con la nonna Anna Bosetti nella casa della Pennsylvania per il Natale 2005

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PULIZIA DI PANNELLI FOTOVOLTAICI Sapevi che la sola polvere ambientale depositata sui pannelli fotovoltaici è in grado di ridurne l’efficienza fino al 7%??? Se a ciò aggiungiamo foglie secche, pioggia, deiezioni di uccelli o altri materiali che possono depositarsi sulla superficie delle celle solari, si può raggiungere un calo di efficienza fino al 25%!!! Trascurare pulizia e manutenzione dei pannelli comporta una riduzione significativa dell’energia prodotta e aumenta il tempo necessario per rientrare dall’investimento. Un impianto soggetto a pulizie e manutenzioni periodiche, invece, ha una vita d’esercizio maggiore, con evidenti vantaggi in termini di costi. Lavori in Corso dispone di efficienti macchinari per la pulizia dei pannelli, ed ha perfezionato con l’esperienza le tecniche per eseguire al meglio questo genere di intervento. Contattaci per un preventivo!

giosi di origine trentina nella zona. Nel febbraio 1915 nacque da Ottone Pisoni di Cavrasto e Teresa Guernati di Malcesie Otto L. Pisoni; dopo essere stato ordinato sacerdote il 22 maggio 1941 nel 1955 venne inviato a Brandy Camp, parroco della Chiesa di “Santa

Croce”, eretta per volontà dei giudicariesi con l’attribuzione di un nome che ricordava le loro origini. Per estendere la conoscenza sull’emigrazione dalle valli Giudicarie nella Pennsylvania occidentale e Pittsburgh si sta impegnando un giovane americano di origine trentina i cui discendenti emigrarono da San Lorenzo in Banale. James Zanella è giunto qualche anno fa nel Trentino, ora è apprezzato docente di storia in lingua inglese presso il “Liceo linguistico S. Scholl” di Trento e presso la nostra Università sta preparando una tesi specifica sull’emigrazione dalle Giudicarie nella Pennsylvania occidentale. Per la sua ricerca sarebbe estremamente utile la collaborazione di quei giudicariesi che nella storia delle loro famiglie hanno avuto emigranti in Pensilvenia. Conosco da vicino l’importante lavoro che James sta compiendo e desidero rivolgerle a tutti l’invito a fornirgli ogni informazione possibili per arricchire al massimo la sua ricerca. Richiamare alla memoria racconti fatti da nonni e genitori, frugare magari in qualche cassetto per trovare delle lettere od altra documentazione. Chi ha notizie può segnalarle direttamente utilizzando l’mail dell’oriundo giudicariese James Zanella: jmz1902@yahoo.com. Se avere racconti, ricordi e documentazione per approfondire la storia egli verrà nelle Giudicarie per un incontro personale. Con il vostro aiuto il giovane studioso potrà ricostruire tasselli mancanti della storia di questa terra.


Il Saltaro delle Giudicarie Particolarmente preziosi per il vostro Saltaro che non manca mai di pedinarli per raccoglierne i pensieri e trasmetterli alle autorità competenti, perché ne prendano nota e ci meditino sopra, avrebbero tutto da imparare. Data lo sbiascicare dei due vecchi saggi, non è stato facile capire alla perfezione il dialetto, l’Archimede, mio aiutante, s’è impegnato a fondo, ma insieme chiediamo venia per qualche errore o mala pronuncia. PARIDE: Madona, Gesù, che fred...ghe anca en bel sol, ma su sta panchetta se more … ORESTE: L’è l’aria che ven zo dai cruchi, la ven zo dal Brenner e e te vedrai che vers sera ariva anca la neve… PARIDE: Che la vegna, per dio, ne gavem bisogno, se no en estate ne tocherà far la polenta col vin, no ghe sarà pu acqua… ORESTE: Meio, la sarà pu bona...i nosci fioi noi sa pu far gnanca la polenta… PARIDE: i nosci fioi noi sa pu far niente...i magna, i beve, i ga la morosa, e i gira con quele robe alle rece che nenche i se ne acorge di chi che passa… ORESTE: El mondo le cambià...mah...a proposito, hat enserà per ben la casa prima de andar via? PARIDE: Certo che l’ho enserada...ho fat tre colpi de ciave...en de me casa non va nessuni, tel digo mi… ORESTE: No, bisogna star atenti, chi a Trent gira pu ladri che preti ormai, na volta jera tute suore e preti e adess je tuti ladri... anca se i ladri i sa ben dove nar...en le nose case cossa vot che i trova...da mi sol qualche cicca de toscano… PARIDE: E da mi sol la dentiera quando la desmentego nel bicier sul comodin...I ladri, che je furbi, i va dove ghe i soldi...l’è la terza o la quarta volta che i va en la sede del PATT, chi, en zittà, là i ghe i soldi e tanti..pensa se i nessa nella sede del Pd, ghe en saria ancor pu tanti… ORESTE: Certo che se i nessa nella sede dell’UpT, pù che debiti noi trioveria… adess po’ che je en bega fra de lori… PARIDE: Ma hat vist che roba...che casim...quel Delai l’è proprio en brigante, el me simpatico, lu, se nol fa casi no l’è lu… ORESTE: Poreto, cerca de capirlo...no i lo vol pu nessuni...e non sa cossa far...e po’ el ga anca el so cavall da sfamar, i ga en un brut futuro davanti...ah si… PARIDE: L’è anca da rider, el Delai che dis “arroganti” a quei che l’ha fat fora...proprio lu che el na

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IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

«En rebalton de costumi e tante robe che no va» Il Paride e l’Oreste sono uomini saggi. L’uno giudicariese di nascita, ex usciere in Provincia ed esperto di politica e quant’altro, e l’Oreste oste d’antica taverna, in quel di Trento, archivio umano di mille vicende e fedele amico del Paride. Ambedue rottamafat fora domila...tuti quei che deva fastidio… ORESTE: E po el parla de regole, en meza giornada la cancelà la Margherita senza dirghe gnente a nessuni e la mess ensema l’UpT...sol perché ghe convegniva...chissà che acordi che l’aveva fat zo per Roma che po i ghe nadi tutti a monte...e adess l’è en braghe de tela...e allora fora a dir en mucio de stupidade che dite da lu, le fa ridere anca i sassi… PARIDE: Ah, si te gai resom...en Provincia el feva alt e bass come che el voleva...nessun che podeva dirghe qualcoss...el le feva fora in do minuti...el gheva entorno en cerchio magico fat de tinche che i ghe leccheva el culetto e i taseva... e i magnava...e adess el ven a dar lezion ai altri...ma l’è fat così l’om..poreto, adess el me fa pena...en fondo per el Trentin l’ha fat del ben… ORESTE: Cossa al fat de ben..ah lu l’è ben bon de contartela, ma po se te vai a fondo, el na sol lasà pieni de debiti...hat visto quanti soldi le ne costade le “società partecipate” che l’ha enventà a suo tempo: pu de do milioni sol per pagar il consigli de amministrazion.. tutte società piene de debiti, che fa debiti, e che ne farà ancor de pu per el futuro...a parte en paio, le altre non le serve a gnente, se non a far clientela… PARIDE: A qualcos le sarà servide, madona, se no l’era meio no farle… ORESTE: Quele società lì i ghe la suggeride i funzionari della provincia e qualche so socio politico, sol per prepararse en posto quando i neva en pensiom... Varda i nomi dei consigli de amministraziom...lezi i nomi...e te vedrai se no go resom… PARIDE; Si, l’è vera...ma alora perché non enseram su, via, fuori tuti, tuti fora dale scatole... ORESTE: A parole el Rossi, el presidente, l’ha dit che l’provedeva, che l’enserava su tut… envece le è ancora lì che le magna fora en sacc de soldi nossi..

PARIDE: Osta..anche ‘sto Rossi che el pareva che el fessa tut lu, l’è pu furbo che sant...el lassa nar le robe perché le serve anca a lu...nei posti che conta l’ha tot via quei del Delai el ga mess i soi...furbo.. en tant non fa gnente per gli ospedai dele valli... a parte quel de Trent, de Roveredo, e varda caso quel de Cles, tuti jaltri je nel caos...po dopo sucede casi come quei de Moena che na dona l’ha partorì en casa perché l’elicottero che doveva portarla a Trento no l’è partì… ORESTE: Per fortuna che ja garantì la sicurezza...ma se ghe nebbia, neve, burrasca, e qualche guasto j’elicotteri noi parte, che fin le farà le nose done...basteria tirar fora en po de soldi e rimetter tute le cose a posto...ma no...i soldi i ghe serve per pagarse i privilegi...te hai vist...ghe na settantina de ex consiglieri che non i vol darghe endrio i vitalizi...ghe dentro i meio, quei che ne feva per ani prediche de moralità... adess jè milionari e i se ne frega, i ten i so soldi e chi s’è visto s’è visto..birbe... che poi jè sempre quei... done comprese… PARIDE: Ah, ormai en quel de Trent sen vede de tuti i colori...el pu simpatico l’è el Bezzi, consiglier de Forza Italia, ex Patt, ex sindaco, ex...ex...ex...l’è stà condanà a sei mesi per question de firme alle ul-

ti dall’età e dai malanni, si ritrovano ogni tanto per ricordare i vecchi tempi, le vecchie morose (il Paride era uno sporcaccione) e con l’esperienza dell’età, a raccontarsi e commentare le vicende politiche e gli scoop dell’ultima ora della nostra quotidianità.

time elezion, ma se le firme no le era a posto, alora anca la soa elezion la dovria eser falsa...el dovria n’arsene a casa, el Grisenti l’ha dovù enserar botega per ben de mem...mah, l’Italia l’è fata cosita, eco perché sarem sempre en poro Stato… ORESTE: Te gai resom... ormai sem diventadi tuti taliani, e tutti stessi...da Palermo a Napoli a Roma a Milan, tutti eguali...varda ancan a Milan...el gheto che ja combinà nela sanità, i robeva tuti, e, varda caso, tuti leghisti de fama...el ga ben dal parlar el Salvini con quel mus da rinoceronte, i leghisti jè ancor pegio de quando ghera l’Umberto Bossi, alora i todeva le lauree en Albania, adesso i se tol i soldi in Region, quel che iera je, restadi... pora Italia…

PARIDE: No sa rider masa, amico mio, varda che prima o poi ne troverem anca noi nelle peste... la mafia la ven en su...a passi de caval...basta che te varda, tò en man l’elenco telefonico e varda su Trent, tre quarti dei cognomi je del sud, tuta brava zente, spero, entant, ja ciapà en man mezza zità, ancora en po’ de temp e noi trentini i ne relegherà sui croz..., tasi e basa manina...i ne dirà...madona se sen messi mal, el ga resom Kaswalder, quel l’è en trentin come dio comanda...ma l’è lu sol, el ga ben sul fianc el Panizot, ma quel l’è tut’altra pell… ORESTE: Ben adess, basta tristezze...pensa envece quel brigante de Berlusconi...l’è ancora en gamba, no capiso, con tuti i sforzi

che l’ha fat el ga ancora en coragio del fero...a vardarlo ben en television, el ga ben la faccia de na tartaruga mal patenada, ma l’è ancora pimpante… PARIDE: Ma dai...pimpante, cossa vot che el pimpa ormai, nol sta pu gnanca en pè...el va avanti a pastiglie...ma cossa al fat de novo? ORESTE: L’ha dit ieri che lu, adess, basta, non magnerà pu carne, l’è diventà vegetariano...me ven da rider… PARIDE: Con tut quel che l’ha fat nei ani passai, tanta roba dal bon saor...el sa stufa...adess el vol sol carote, capuci, verze e... carciofi… ORESTE: Eh si, nel vignir veci se cambia, va ben anca i carciofi…. PARIDE: En, no, no, mi sarò anca vecio ma preferiso le galine, anche se en po passade, ai carciofi... L’Oreste e il Paride sono uomini all’antica, come, me, vostro Saltaro, mi piace ascoltarli, dalla loro bocca sdentata escono gocce di sapienza, di verità e di tristezza. Il mondo è diventata una giostra che riserva sorprese ad ogni giro, da un po’ di tempo sono sorprese quasi sempre amare, dovunque cada il nostro sguardo troviamo porcherie: corruzione, ruberie, manigoldi, furfanti e ciarlatani: un po’ dovunque, ormai sono spesso vicini di casa e neanche lo sappiamo, ascoltiamo i saggi, compreso il vostro Saltaro che per animo buono, e per indole indulgente, quel che dice e fa, lo fa per il vostro bene com’è suo dovere. Alla prossima.


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Europa e dintorni

MARZO 2016

Il Brennero dei passaggi Nord-Sud nel corso dei secoli non può essere chiuso

Quella catena umana contro il muro Quella catena umana contro il muro!

Il Brennero dei passaggi Nord-Sud nel corso dei secoli no può essere chiuso

Sabato 20 Febbraio 2016, di Francesca Cristoforetti Il Brennero, da sempre luogo verso le ore 11, ora precato i suoi confini. Così come di Francesca Cristoforetti vista per l’inizio della di incontro tra due culture, il Brennero è stato presidiato Il Brennero, da sempre luogo di incontro tra due culture, negli ultimi tempi si è trasformato in un manifestazione, una folla negli ultimi tempi si è trasformato in un muro vero e il 18 Febbraio dalla Lega Nord per una manifestazione muro vero e proprio. Ormai nell’ultimo anno in Europa, le frontiere sono state chiuse e aperte di circa 300 persone (auproprio. Ormai nell’ultimo anno in Europa, le frontiere favorevole alla chiusura delle frontiere, due giorni dopo dagli Stati membri a proprio piacimento, secondo criteri sconosciuti: l’ultima decisione è stata sono state e aperte daglii Stati membri a proprio striaci e sudtirolesi e itaè stata presa dall’Austria, che chiuse ha nuovamente bloccato suoi confini. Così come il Brennero è statoinvece organizzata una manifestazione contraria, l’ultima decisioappoggiata da alcuni esponenti del PD, sindacati, moviliani altri di varie regioni), presidiatopiacimento, il 18 Febbraio secondo dalla Lega criteri Nord persconosciuti: una manifestazione favorevole alla chiusura delle si è radunata al Brennero statadopo presa dall’Austria, cheunahamanifestazione nuovamente bloc-appoggiata mentidaculturali e associativi ed i cittadini stessi. frontiere,ne dueègiorni è stata invece organizzata contraria, alcuni esponenti del PD, sindacati, movimenti culturali e associativi ed i cittadini stessi. per contestare la volonà di Vienna di innalzare un nifestazione, formata da soluzione giusta sia prennuovo “muro”. “Non si tutti i partecipanti tenen- dere decisioni proprie, e tratta di un’azione contro dosi per mano. Per quanto non mi riferisco soltanto possa apparire un gesto all’Austria. È comprensil’Austria alla quale va la nostra solidarietà visto scontato, il messaggio era bile il timore di un’accoil carico di migranti che chiaro: creare un legame glienza incontrollata, ma immaginario tra il terri- è anche vero che una sceldeve gestire. Semplicemente vogliamo dire no a torio austriaco e italiano, ta di questo tipo ricade tutti i muri e le divisioni non affrontare questa ca- soltanto sugli altri Paesi che sono il sintomo deltastrofe separatamente, con conseguenze negatima cercare una soluzio- ve. Se l’Austria respinge i l’assenza di una politica europea e che rappresenne comune, senza crea- migranti verso sud, come tano la morte di un’idea e re muri e barriere, senza già accade, l’Italia è codi una straordinaria occaagire secondo la propria stretta a gestire un numero volontà. Il problema che talmente elevato di persosione storica”: come dice la descrizione dell’evento sta a monte è ovviamen- ne, che nella maggior parinfatti, il motivo del radute l’organizzazione e la te dei casi, non trovando gestione del flusso mi- strutture di accoglienza no non era un attacco all’Austria, che bisogna rigratorio, mal gestito da adeguate, vengono laSabato 20 Febbraio 2016, verso le ore 11, ora prevista per l’inizio della manifestazione, una folla di un’Europa che non sem- sciate sole a loro stesla persone decisione presa dal suo cordare è una delle nazioni Sabato al valico Bren- al Brennero circa 300 (austriaci e sudtirolesi e italiani altri di varie regioni), del si è radunata europee con il numero più governo di porre un liminero, dopo gli “Non interventi bra ancora dare risposte se. Senza registrazione, per contestare la volonà di Vienna di innalzare un nuovo “muro”. si tratta di un’azione controtel’Austria quale va ladi nostra solidarietà visto il carico di migranti che devechiare. gestire. di alcuni politici ed espoquindi inesistenti per lo alto di richiedenti asilo (in di 80allarichieste asilo Semplicemente vogliamo dire no a tutti i muri e le divisioni che sono il sintomo dell’assenza di una al giorno a partire dal 19 rapporto alla popolazionenti delle diverse asso- Indipendentemente dalle Stato italiano, i richiedenpolitica europea e che rappresentano la morte di un’idea e di una straordinaria occasione storica”: febbraio, è stata dichiarata ciazioni, è stata creata una proprie opinioni politiche ti asilo iniziano a cercare ne). Nonostante l’effetticome dice la descrizione dell’evento infatti, il motivo del raduno non era un attacco all’Austria, che non conforme alla legisla- catena umana, simbolo sul tema dell’immigra- disperatamente un lavoro va efficienza austriaca in bisogna ricordare è una delle nazioni europee con il numero più alto di richiedenti asilo (in materia di immigrazione, vero e proprio zione europea. Nonostante l’effettiva zione, non credo che la immediato, che non prerapporto alla popolazione). efficienza austriaca indella materiamadi immigrazione,

tende registrazioni, documenti o un’identità: nella migliore delle ipotesi trovano un lavoro in nero, mentre nella peggiore essi vengono sfruttati da organizzazioni criminali, che vanno solo ad aumentare la criminalità già presente nel Paese. Non tutti gli Stati hanno confini che si possono chiudere facilmente, basti vedere come esempi la Grecia e l’Italia stessa, che circondate dal mare, non possono bloccare nulla: non per questo possono essere abbandonate. La nostra posizione geografica non ci permetterà mai di poter prendere decisioni simili all’Austria, il Mediterraneo non lo si può prosciugare. È per questo che qui dovrebbe partire un’organizzazione molto più efficiente, e soprattutto efficace, gestita non dai singoli Stati, ma da un’Europa, che deve cercare di mostrarsi molto più unita. Agendo individualmente non si otterrà mai nulla.

IL PUNTO di PAOLO MAGAGNOTTI

Con o senza “Brexit” l’Unione Europea è il nostro futuro

CONTINUA DALLA PRIMA Dai tempi della signora Thatcher, che si distingueva nel dire no ad ogni proposta che non fosse di diretto interesse per il suo Paese, la posizione britannica è sempre stata problematica verso l’unificazione europea; un po’ meno ai tempi del premier Tony Blair. Sappiamo che i primi trattati istitutivi delle Comunità europee non erano ben visti da Londra, il cui governo nel 1960 promosse, quasi come contromisura, l’” Associazione europea di libero scambio” per poter fare affari con altri Paesi esterni alla Comunità. Ben presto, tuttavia, anche oltre la Manica ci si accorse che per il commercio britannico lo spazio economico che si stava creando con il progetto di unificazione avviato nel secondo dopoguerra sarebbe stato più interessante. Per ben due volte le richieste di Londra per entrare nella comunità europea vennero respinte per la ferma opposizione del presidente francese Charles de Gaulle. Solo con l’uscita di scena di de Gaulle nel 1969 e l’assunzione della presidenza francese da parte di Georges Pompidou Parigi mutò atteggiamento ed il 1 gennaio 1973 il Regno Unito entrò a far parte della

Comunità europea unitamente a Irlanda e Danimarca. Il prossimo 23 giugno i britannici decideranno con referendum se rimanere o meno nell’Unione. Con tristezza dobbiamo costatare la realtà di un Paese europeo pensa di stare in compagnia di altri solo per interessi economici senza partecipare a progetti di interesse comune. L’eventuale uscita del Regno Unito non significherà certamente la fine del sogno europeo, anche se esso sarà meno sogno. Sarebbe semplice dire che piuttosto di accettare certi compromessi sarebbe meglio

che Londra se ne andasse per conto proprio. La realtà è sarà diversa. Se i britannici decideranno, come spero, di rimanere nella casa comune, si potrà tutti assieme ritrovare nuove energie per andare avanti ed altri Paesi dell’Unione non saranno maggiormente tentati di fare da soli. Probabilmente in questo frangente dobbiamo richiamare alla nostra mente quello che il grande filosofo francese Jacques Maritain pensava del Vecchio continente:” alti costi per piccoli mutamenti sono una caratteristica dell’Europa”. Vogliamo solo sperare che i costi registrino

una progressiva diminuzione. Personalmente non mi stancherò mai di ripetere che l’unificazione europea è il più grande ed affascinante progetto democratico mai visto nella storia dell’umanità. Il suo fallimento significherebbe portare i singoli Paesi europei verso un destino oscuro. Sì, perché anche la potente Germania nel futuro sarebbe troppo piccola da sola per affrontare le incertezze della globalizzazione e l’interdipendenza degli eventi mondiali. Voglio augurarmi che, qualunque sia in ogni caso l’esito del referendum britannico, i governi dell’Unione europea prendono maggiormente coscienza della responsabilità che hanno per il futuro dei propri popoli e rafforzino quell’unità tanto sperata dai Padri fondatori e fortemente indebolita di fronte ai drammi delle migrazioni dei nostri tempi. Certamente non è incoraggiante pensare che governi europei dell’area economica più forte del mondo “corteggino” la Turchia per trovare soluzioni al fenomeno migratorio. Ora, peraltro, credo che l’approccio costruttivo all’Europea debba prevalere sulle critiche che ad essa si rivolgono. Dobbiamo cercare di recuperare la fiducia dei cittadini in un ideale europeo che deve moti-

varci ad affrontare le sfide e non rinunciarvi. Certo, di fronte a governi che rimandano gendarmi e soldati a controllare quei confini che non conoscevamo più non è incoraggiante, soprattutto per i giovani. Pensiamo piuttosto alle molte cose utili positive che fino ad ora ci ha dato l’Unione europea, ad iniziare dalla pace in una parte della terra la cui storia è stata segnata da continue guerre. Non dimentichiamo, fra l’altro, l’arricchimento per i nostri giovani offerto dalla possibilità di muoversi e studiare in ogni parte d’Europa. “Parliamo, scriviamo, insistiamo, non lasciamo un istante di respiro: che l’Europa rimanda l’argomento del giorno». Con queste parole Alcide De Gasperi si rivolgeva agli italiani in un messaggio radiofonico. Ecco, è con questo spirito che tutti noi dovremmo accostarci anche all’Europa d’oggi. Quando ci incontriamo con amici per strada, al bar o sulla piazza della chiesa dopo la Santa Messa, accanto alle preoccupazioni per qualche servizio comunale che dovrebbe funzionare meglio, occupiamoci d’Europa, parliamo, discutiamo pensiamo a nuove idee per il futuro della “nostra cara patria Europa”.


Il personaggio

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La storia di positiva integrazione di Venko, venuto dalla Macedonia, oggi responsabile del settore edile della Cigl Trentino

Dal cantiere al sindacato

Ci vuoi raccontare come sei arrivato in Italia e come è stato il primo impatto con la realtà di Sella-Giudicarie? Sono arrivato nel 2002 dalla Macedonia, a 23 anni. Nel mio Paese avevo lavorato nel settore turistico e, nell’ultimo periodo, come croupier al casinò di Ohrid. Sono arrivato a Ravenna con un amico che doveva fare un provino per una squadra di calcio. Poi lui è tornato indietro, io sono rimasto. Ho contattato alcuni macedoni che vivevano in Italia: uno di loro mi ha proposto di venire in Trentino a lavorare. Non avevo idea di dove fosse il Trentino. Sono dunque arrivato a Tione e ho cominciato subito a lavorare nell’edilizia con la ditta Fidan Chavkoski, che mi ha permesso di ottenere il primo permesso di soggiorno. Le difficoltà all’inizio non sono mancate, ma ho avuto la fortuna di conoscere Carla Pedretti del Cinformi, che abitava di fronte casa mia. Lei mi ha aiutato tantissimo. Mi ha spinto ad imparare l’italiano e questo ha reso più facile la mia integrazione. Da lì a pochi mesi c’è stata la sanatoria per gli stranieri, grazie al sostegno di Carla ci ho creduto e sono stato regolarizzato. Il lavoro nel settore dell’edilizia, poi hai conosciuto il sindacato. Com’è successo? Dopo l’esperienza nell’impresa macedone, sono stato assunto dalla Valenti di Bondo, dove sono rimasto per 11 anni. I primi contatti con il sindacato li ho avuti sul posto di lavoro, partecipando alle assemblee. Mi sentivo molto coinvolto dalle questioni affrontate e un po’ alla volta mi sono

Quella di Venko Trpeski’ una storia positiva di integrazione. Arrivato 14 anni fa dalla Macedonia si è trovato un lavoro nel settore dell’edilizia, ha imparato in fretta la lingua e si è integrato nella comunità giudicariese, mantenendo comunque significativi

legami con la vasta comunità macedone presente in loco. Oggi è sindacalista della Cigl per il settore edile e del legno e segue in particolare le tante situazioni di difficoltà che questo comparto ha subito negli ultimi anni di congiuntura economica sfavorevole.

Venko e la moglie Vase

avvicinato a Fillea Cgil. Nel 2012 il segretario di categoria, Maurizio Zabbeni, ha chiesto il mio distacco. Sono grato a Fillea e Cgil che mi hanno dato questa opportunità. Perché proprio la Cgil e di cosa ti occupi principalmente? In valle circa il 50 per cento lavoratori dell’edilizia sono stranieri. Era così allora e lo è ancora adesso. Il sindacato aveva bisogno di figure che accorciassero la distanza con questi lavoratori, che parlassero la loro stessa lingua. Fillea ha individuato in me la persona che potesse facilitare il rapporto con i lavoratori stranieri e poco alla volta sono diventato un riferimento per le Giudicarie. Oggi seguo tutti i lavoratori del comparto edilizia e legno, il nostro è un lavoro di tutela sindacale, controllo del rispetto delle norme

e dei contratti, censimenti sui cantieri. Fillea affianca il lavoratore dalla A alla Z, anche sul piano dei servizi. Aiutiamo i lavoratori a conoscere i loro diritti, li sosteniamo nei momenti di difficoltà. Parliamo di integrazione. Come ti trovi nella comunità di Sella Giudicarie? Bene, anche se all’inizio non è stato facile. Comunque i ricordi, quelli belli ma anche quelli negativi sono per me una ricchezza. Da qualche giorno, inoltre, ho ottenuto la cittadinanza italiana, un traguardo per me molto importante. Ho superato le difficoltà iniziali dandomi da fare. La necessità, del resto, aguzza l’ingegno e un po’ alla volta ho trovato il mio spazio in questa comunità. Nel 2005 è arrivata mia moglie e insieme abbiamo deciso di costruire qui una famiglia. Abbiamo due figli.

Oggi questa è casa mia. Insieme ad altri miei connazionali ho creato un’associazione culturale per aiutare la nostra comunità. Inoltre partecipo in maniera attiva alla vita della comunità di Sella Giudicarie: sono nel direttivo associazione Amici del pedale di Roncone, ho partecipato ai gemellaggi con Offenberg in Germania e Chatte in Francia. Proprio a Sella Giudicarie poche settimane fa c’è stato un dibattito polemico sulla questione degli immigrati ospitati nella excolonia sordomuti. Cosa pensi di questa vicenda? Ho capito sulla mia pelle che l’accoglienza non è mai una cosa scontata, ma la solidarietà è un valore che va rispettato e messo in pratica. Purtroppo sempre più di frequente assistiamo a strumentalizzazioni che alimentano solo paura.

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Storie come la tua raccontano di un’integrazione positiva. Spesso però non accade così e l’immigrazione crea anche delle tensioni: cosa può fare un persona impegnata nel lavoro e nel sindacato come te per essere di esempio di integrazione e di coesione sociale? Parto dalla convinzione che senza lavoro non riesci ad integrare uno straniero. Ho impresse sulla mente le parole che mi disse un vecchietto nei primi tempi in cui vivevo a Tione: “tieniti stretto il lavoro perché oltre

allo stipendio a fine mese, ti assicura dignità”. E’ profondamente vero e per tale ragione ritengo che il lavoro sia un passaggio fondamentale per costruire integrazione e rafforzare la coesione sociale. Quello dell’integrazione, comunque, non è un percorso semplice, per nessuna delle due parti. Ci vuole tempo per costruire fiducia reciproca. Da straniero dico che gli stranieri devono imparare a rispettare le tradizioni e la cultura di chi li ospita. Il che non vuole dire cancellare la propria cultura, assolutamente, ma mettersi in gioco e non chiudersi a riccio. Il sindacato può sicuramente facilitare l’integrazione: sui posti di lavoro le regole e le tutele devono valere per tutti allo stesso modo.

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Dal 1° gennaio 2016 Poste Italiane ha sospeso la distribuzione tramite Postazone, la tariffa per la spedizione di posta non indirizzata con la quale veniva recapitato, fra gli altri, anche il Giornale delle Giudicarie in tutte le utenze del nostro territorio. Si tratta di un provvedimento che ha creato non pochi problemi per una realtà come la nostra, che basa proprio sulla capillarità e sulla copertura delle Giudicarie, uno dei motivi del suo successo, che dura da 12 anni. Questo non significa certo che il Giornale delle Giudicarie abdichi dal proprio ruolo di informazione locale porta a porta. Come avrete avuto già modo di apprezzare, cambiano, invece, le modalità di spedizione, che sono state affidate ad una cooperativa locale e che avranno comunque bisogno di un po’ di tempo per essere completamente rodate. In ogni caso il Giornale delle Giudicarie continuerà ad essere distribuito in 16.500 a tutte le utenze giudicariesi. Dal numero scorso il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo. it.


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Carnevale

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La rassegna ha confermato il proprio appeal richiamando anche quest’anno migliaia di persone

Carnevale Storese al top O

ttima anche quest’anno la partecipazione al Gran Carnevale di Storo, ormai momento clou fra le manifestazioni in maschera. Una infinità di maschere singole e a gruppi già di prima mattina (considerato che molti venivano dal

Anche stavolta a fare classifica tra i carri “interni” i condinesi con “La Foresta di Storwood” mentre tra gli “esterni” Chi ha chiamato Rogger Rabbit di Tione. Per quanto concerne i Gruppi interni Jazz Funeral The Chaneloo di Storo e per gli esterni Spiasce Unicarn di Tione. Il trofeo abbinato al compianto Hermann Zontini è andato al gruppo storese “Che Paca”. All’interno del teatro – tenda allestito in zona caserme alta affluenza e un andirivieni di polente: alle 18 erano oltre 1600 le porzioni sfornate. Alle Teatro tenda alle Piane, poi, la festa è andata avanti fino a notte inoltrata, con un tendone strapieno,

circondario di Tione e Rendena, dopo la giornata di martedì grasso dedicata solo ai carri storesi) erano sul posto per ritagliarsi uno spazio e anche qualche meritata soddisfazione, oltre ai tanti carri presenti.

nonostante l’ingresso fosse vietato a chi non avesse compiuto 16 anni. “Terris e Bontempis” in Fasernis sono piaciuti. Non da meno il gruppo “Jazz Funeral The Caneloo”, così come gli “Uomini Sessuali” di Rendena ( già al secondo posto a Tione martedi grasso).

CLASSIFICHE CLASSIFICA CARRI INTERNI 1. LA FORESTA DI STORWOOD - Condino - 1477 2. BULLI E PUPE - Storo - 1355 3. PACE IN TERRIS E BONTEMPIS IN FASERNIS Storo - 1304 4. CHE conFUSIONE - Storo - 1225 5. ALGA IN FUMO - Ledro - 1097 CLASSIFICA GRUPPI MASCHERATI INTERNI 1. JAZZ FUNERAL – THE CANELOO - Storo - 844 2. CHE PACA - Storo - 800 CLASSIFICA CARRI ESTERNI 1. CHI HA CHIAMATO ROGER RABBIT?? - Tione 1147 2. TASI E PEDALA - Roncone - 1080 3. 000 GALLI: MISSIONE INGREDIENTE SEGRETO - Bondo - 1070 4. GLI UOMINI SESSUALI - Rendena - 1039 5. LA CORRIDA DI BONDO - Bondo - 945 6. HAZZARDA LA PATATA STUFEFAFENTE - Bleggio - 929 CLASSIFICA GRUPPI MASCHERATI ESTERNI 1. SPACE UNICORN - Tione -540 “TROFEO HERMANN” CHE PACA

Il maltempo non ferma il Carnevale A Tione il nuovo comitato trova subito la chiave di una manifestazione di successo Hanno sfidato anche il maltempo che ha caratterizzato la giornata di martedì grasso gli animatori del Gran Carnevale di Tione intelligentemente anticipato di un’ora dal Comitato organizzatore in previsione del meteo sfavorevole. Così, gli otto carri allegorici e i gruppi mascherati hanno potuto completare la loro sfilata, seppure sotto una leggera pioggia, con temperature vicine allo zero. Il debutto del nuovo Comitato carnevale, guidato da Maurizio Iseppi, dunque è stato bagnato e si spera dunque fortunato per il proseguo, come da proverbio. Novità anche sul palco della giuria con il re del Carnevale sostituito da una Regina, la giovane Maddalena Bonomi, molto apprezzata, mentre la Giuria è stata in gran parte confermata, data anche l’esperienza dei suoi componenti. Il carro allegorico di ione si è confermato vincente, come nell’edizione 2015, Come nella passata edizione, il carro allegorico di Tione “Chi ha chiamato Roger Rabbit” - dedicato alla questione del piunto nascite del locale ospedale - si è aggiudicato il primo posto del Gran Carnevale Giudicariese con ben 385 punti per la realizzazione, la coreografia, i costumi e la recita della sce-

Il comitato carnevale con amici e volontari

netta. Staccato di poco il secondo classificato “Gli uomini sessuali”, carro della Val Rendena forte di un centinaio di figuranti, con 360 punti. Medaglia di bronzo, a 336

punti, “00galli Missione ingrediente segreto” uno dei due carri di Bondo in lizza, mentre al quarto posto si è classificato il carro del Bleggio con 320 punti, con “haz-

zard”. Poi a seguire, “La corrida” di Bondo, “Fuga da Alkatraz e ritorno” di Zuclo, “Tasi e pedala” di Roncone e “Osteria del taglio” di Villa Rendena. Fra i gruppi mascherati si conferma imbattibile quello di Tione, con “The true story of the inauspicious poor sheperd”, al quale è andato anche il premio “il Giullare” per la migliore satira, riconoscimento istituito quest’anno. «Siamo soddisfatti di questo primo anno alla guida del Comitato carnevale – spiega Maurizio Iseppi – anche se chiaramente il tempo ha condizionato tutto lo svolgimento; ma siamo riusciti, grazie all’impegno di tutti, a salvare la festa e questo è l’importante. Siamo contenti anche della riuscita del Carnevale del Popi del sabato con tante mascherine e ben 60 kg. di grostoi offerti, che testimoniano un’alta partecipazione, così come di aver “riportato” la festa della sera a Tione, grazie al capannone collocato al campo della Chiesa. Un grazie lo voglio dire a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo, i volontari che hanno collaborato assieme al Comitato, i polentèr che hanno realizzato, nonostante il maltempo, ben 20 polente col salam».


Attualità

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Giancarla Tognoni nuova presidente dell’ente di valorizzazione della cultura e della tradizione locale

Ecomuseo della Judicaria, nuovo direttivo Donati è stato fedele ai principi che predica da anni - “il ricambio è sano ad ogni livello” non ha mai mancato di sottolineare, e le sue dimissioni sono state, nonostante in diversi gli abbiano chiesto di continuare il mandato, irrevocabili– così pur rimanendo attivo in associazione ha lasciato il vertice dell’ente. La nuova presidente ha assicurato che la linea sarà quella della continuità, con l’impegno di “diventare ancora di più laboratorio di idee” e l’entrata di un gruppo di cinque nuovi membri è un altro segnale in questa direzione. Si tratta di Patrizia Gionghi, Lidia Brogliato, Mirta Franzoi, Stefano Zanoni e Luca Riccadonna, che sono andati ad aggiungersi al Tavolo di lavoro dell’ente che cambia sede e si trasferisce dal comune di Comano Terme all’edificio ex-canonica di Fiavè i cui lavori, avviati nell’amministrazione Aloisi, saranno terminati a breve. Nato nel 2001 l’ecomuseo con un’idea di turismo, territorio e valorizzazione che,

di Denise Rocca Novità in casa dell’Ecomuseo della Judicaria che rinnova direttivo e presidente, l’impegno economico dei comuni aderenti e trova una nuova sede. E’ Giancarla Tognoni, assessore alle attività culturali, dopo quindici anni, a ben guardare ha anticipato i tempi proponendo un valorizzazione del territorio che parte dai suoi abitanti e dalle radici storiche e culturali che li caratterizzano ed è la base di un’idea di turismo sostenibile e integrato. Negli anni quest’idea si è affermata a livello provinciale e ormai i concetti chiave degli ecomusei sono diventati i cardini dell’offerta turistica trentina, così anche con questa motivazione i comuni delle Esteriori hanno di recente sottoscritto l’impegno finanziario per il prossimo biennio di attività di un ente che ha il compito non facile di coordinare l’azione delle realtà associazionistiche e culturali del territorio. Se la missione è quella di creare un quadro armonioso all’interno del quale diano frutti le risorse culturali e paesaggistiche

del territorio delle Esteriori, gli elementi concreti con i quali si confronterà il tavolo vanno dal riconoscimento di Biosfera Unesco conferito proprio al suo territorio, alla

ecomuseo, certificazione Emas e Biosfera del comune di Tenno, la nuova presidente che proseguirà sul territorio il lavoro dell’associazione fino a poco tempo fa guidata da Guido Donati.

valorizzazione del Museo delle Palafitte di Fiavè e del Castello di Stenico, importanti realtà culturali in cerca di un salto di qualità nella capacità di attrazione di visita-

tori e turisti, oltre al nascituro Parco Fluviale della Sarca e il già insediato e attivo Parco Adamello Brenta, senza dimenticare le strutture sul territorio in cerca di valoriz-

zazione o riutilizzo, da Maso al Pont al convento e l’ex comune di Campo Lomaso per citarne solo alcuni. Enti e associazioni che si occupano di quelli che su un’ideale fotografia delle Giudicarie Esteriori sono i punti chiave per lo sviluppo turistico e culturale della zona, e l’Ecomuseo ha il complesso compito di convogliarne il lavoro verso un disegno di futuro armonioso e condiviso, nel quale per i giudicariesi e per i turisti la valorizzazione di queste potenzialità diventi fonte di qualità di vita e capacità attrattiva. L’ambizione rimane grande e complessa da raggiungere, in particolare per un ente creato da una legge provinciale che non gli ha però assegnato dei fondi, demandando la questione soldi ai comuni, decisione che inevitabilmente ne influenza pesantemente l’azione e la capacità di programmazione. Ma dall’Ecomuseo della Judicaria promettono che il Tavolo comincia un nuovo biennio con entusiasmo e determinazione.

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Attualità

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È Francesca Ghidini la prima al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento

È una lodronese la miglior laureata Francesca ha conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio il 27 marzo 2015, con la tesi dal titolo “Monitoraggio non convenzionale della qualità dell’aria: un caso di studio in Trentino”, con relatore il Prof. Marco Ragazzi. Questo lavoro di tesi le ha permesso, oltre che di ottenere il diploma di laurea con il massimo dei voti e la lode, di ricevere questo riconoscimento con la seguente motivazione: “Per la brillante carriera e l’elevata professionalità dimostrata durante il periodo della tesi, svolta tenendo conto non solo degli

In occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, tenutasi il 27 gennaio 2016, l’Università degli Studi di Trento ha premiato i migliori laureati dell’anno accademico 2013-2014 di tutti i aspetti tecnici ma anche delle implicazioni sociali dell’argomento”. L’oggetto della tesi è il problema dell’inquinamento atmosferico, affrontato mediante un monitoraggio della qualità dell’aria su scala locale, definito non convenzionale in quanto basato sull’utilizzo di strumenti semplici e di prezzo accessibile. E’ stata quindi condotta un’analisi dettagliata dei dati raccolti durante una campagna di monitorag-

Dipartimenti e Centri. Francesca Ghidini residente a Lodrone di Storo è stata premiata quale migliore laureata per il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica.

Francesca Ghidini con il rettore Collini

Aperto il Bando Progetti 2016 del Piano Giovani Val Rendena Busa di Tione Ultimo mese di tempo per presentare proposte progettuali per il bando emesso dal Piano Giovani Rendena e Busa di Tione. Per il nuovo anno la grande novità del Piano Giovani sarà proprio il bando di selezione per nuove idee, che potrebbero configurarsi come future attività culturali sovracomunali. Tali proposte saranno senza titolo, e quindi la partecipazione al

bando sarà libera, senza vincoli di tematica (pur restando dentro le linee guida del regolamento): sport, musica, arte, lavoro, fotografia, natura, viaggi, cultura, libri, storia, ecc... I referenti del Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione restano sempre disponibili ad aiutare nella stesura del progetto e nella compilazione del modulo, oltre che a rispondere ad ogni doman-

da o chiarimento. Come fare per vedere, scaricare e partecipare al bando, per restare sempre aggiornati sulle attività del Piano Giovani e per avere ulteriori informazioni? Semplice, al sito internet www. pigirenbu.it, alla pagina Facebook Piano Giovani Rendena Busa e all’indirizzo e-mail info@pigirenbu.it . (a.g.)

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 14 n° 3 marzo 2016 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Matteo Ciaghi, Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Francesco Brunelli, Alberto Carli, Umberto Fedrizzi , Enrico Gasperi, Marco Maestri, Elisa Pasquazzo, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato l’1 marzo 2016 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

gio in un comune trentino, durante la quale sono stati misurati quattro inquinanti: monossido e diossido di azoto, ozono e diossido di zolfo. L’analisi critica dei dati e della funzionalità dei sensori ha evidenziato alcune problematiche che devono essere risolte al fine di consentirne un loro utilizzo diffuso. «Il premio ricevuto è stato inaspettato ma credo molto meritato» ci confida la sorella Elisa. «Francesca si è impegnata molto in questi anni di studio superando anche momenti difficili per questo siamo tutti orgogliosi di lei!». (m.c.)

Soccorso alpino, Alimonta confermato presidente

Adriano Alimonta

Adriano Alimonta, 49 anni, di Madonna di Campiglio è stato confermato per il secondo mandato consecutivo presidente del Soccorso alpino trentino. L’elezione da parte dell’assemblea dei capostazione e dei vice capostazione è avvenuta martedì 23 febbraio, dopo che l’altro candidato, Gino Comelli, aveva annunciato il proprio ritiro al termine della prima votazione, con Alimonta che si era avvicinato già al quorum previsto dalla statuto per l’elezione. Si tratta del terzo incarico come presidente, avendo ricoperto questa funzione anche nel triennio 2001-2003. La montagna è sempre stata il suo mondo, nelle attività di guida alpina e di maestro di sci, sposando una passione ad una professione e approfondendo costantemente una conoscenza di queste tematiche davvero considerevole, che rappresenta oggi un patrimonio per settore del Soccorso alpino. Alimonta ha annunciato che uno dei suoi obiettivi per il prossimo mandato sarà di “stimolare ancora di più il ricambio generazionale a livello dei ruoli chiave e di responsabilità, processo già in atto e che ha dimostrato quanto sia importante unire l’esperienza di chi ha maturato tanti anni di servizio con l’entusiasmo e la vitalità dei giovani che rappresentano il futuro del sodalizio”. Nei suoi anni di gestione, infatti, il Soccorso alpino trentino ha proseguito quel suo importante percorso di crescita dal punto di vista delle professionalità e delle tecnologie e anche della capacità di risposta nei confronti delle nuove esigenze di sicurezza in montagna che la contemporaneità pone. Prima dell’assemblea, alla presenza dell’assessore provinciale alla Protezione civile Tiziano Mellarini, sono stati premiati i soci emeriti del sodalizio tra i quali, con una nomina speciale, Oskar Piazza. (r.s.)


Attualità Due le soluzioni a cui i soci potranno fare riferimento. Un appartamento per quattro persone, situato nella zona di Chelsea a pochi passi dalla stazione della metropolitana di Earls Court, da dove è possibile raggiungere facilmente tutte le principali attrazioni di Londra. Un secondo alloggio in grado di ospitare, invece, sei persone e ubicato nella zona di Knightsbridge, un esclusivo distretto residenziale e commerciale situato nella parte sud-occidentale della Central London, a pochi passi dalla stazione della metropolitana (LINEA Piccadilly). Un’occasione interessante, dunque, per scoprire e visitare una delle città più eclettiche e affascinanti del vecchio continente, che ospita alcune delle migliori vedute e attrazioni del mondo, molte delle quali a misura di bambino. A Londra è possibile godere di un panorama mozzafiato salendo sul London Eye, incontrare una celebrità al Madame Tussauds, esplorare i tesori più preziosi del mondo al British Museum o trovarsi faccia a faccia con i dinosauri del Natural History Museum. Si può fare shopping visitando i piccoli mercatini di antiquariato, i famosi magazzini Harrods o Selfridges o magari il più grande centro commerciale

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Iniziativa promossa dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella

Casa Londra Family. Oltre Manica con tutta la famiglia Dopo il successo di “Casa Londra”, il progetto di mutualità innovativa rivolto ai giovani del territorio che vogliono migliorare la propria conoscenza della lingua inglese, la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia apre le porte della capitale britannica anche ai propri soci e alle loro famiglie. Attraverso “Casa Londra Family”, infatti, sarà possibile soggiornare a Londra in appartamenti convenzionati e, per

questo, a costi agevolati. “Abbiamo pensato di offrire l’opportunità ai nostri soci e alle loro famiglie di programmare un viaggio in questa affascinante capitale europea mettendo loro a disposizione degli alloggi per quattro o sei persone, collocati in zone strategiche della città, che potranno essere occupati per soggiorni di 4 gironi in alcune date definite”, spiegano gli organizzatori.

d’Europa, il Westfield Stratford. Le famiglie potranno poi passeggiare nei grandi polmoni verdi di Londra che ospita otto bellissimi parchi reali, tra cui Hyde Park, St. James Park e Richmond Park, o scoprire i migliori musei e gallerie del mondo, molti dei quali gratuiti. Per aderire all’iniziativa è necessario inviare la richiesta compilando l’apposito form sul sito della Cassa Rurale (www.lacassarurale.it), con almeno 3 settimane di anticipo rispetto

Damiano Leonardi

alla data di soggiorno prescelta. Il socio riceverà poi la conferma del soggiorno e il contatto dell’agenzia di appoggio che lo seguirà in tutti gli aspetti logistici ed organizzativi. Alla conferma della partenza sarà richiesta una quota a titolo di acconto; il saldo dovrà essere versato entro 2 giorni dalla data di arrivo a Londra. Prima della partenza l’agenzia darà le indicazioni per lo spostamento dall’aeroporto all’alloggio e fornirà, inoltre, le informazioni utili rispetto ai trasporti a Londra, oltre che suggerimenti rispetto a cosa visitare, dove mangiare, che itinerario organizzare per rendere più piacevole la propria permanenza. A fronte di più richieste per la medesima data si terrà conto dell’ordine di arrivo delle domande.


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Attualità

MARZO 2016

«Si tratta di un bilancio particolarmente importante - ha commentato il Presidente Giorgio Butterini - sia perché contempla investimenti significativi tanto in parte corrente quanto in parte straordinaria, sia perché esemplifica in maniera tangibile e chiara gli obiettivi che la Comunità intende perseguire nel quinquennio, in stretta aderenza al programma elettorale. Nello specifico prevede azioni mirate a rendere sempre più efficienti i servizi di competenza della Comunità, dallo smaltimento dei rifiuti alla dimensione sociale; offrire supporti concreti ai Comuni giudicariesi, soggetti a un intenso processo di riforme istituzionali; pianificare gli investimenti in maniera razionale, in stretta sinergia decisionale e finanziaria con gli altri enti locali, a partire da quelli inerenti la mobilità stradale e ciclo pedonale; offrire sostegno a persone e famiglie colpite dalla crisi occupazionale, attraverso l’attivazione di progetti volti a promuovere i lavori socialmente utili, ma contestualmente elaborare soluzioni innovative per lo sviluppo e l’incentivo di nuove forme di economia; favorire attraverso iniziative culturali, eventi e progetti trasversali l’integrazione dei quattro ambiti giudicariesi, condizione fondamentale anche nell’ottica di valorizzare l’identità locale e salvaguardare diritti imprescindibili come quello alla salute e all’istruzione. Nel complesso sono previsti imponenti investimenti in parte straordinaria, resi possibili dall’utilizzo dei canoni

Bilancio 2016 approvato dal Consiglio della Comunità

Si è tenuto lunedì 29 febbraio il Consiglio della Comunità delle Giudicarie, con l’approvazione di diversi punti all’ordine del giorno: il bilancio preventivo per l’esercizio finanziario 2016, la convenzione per la gestione associata e coordinata del Servizio Tecnico tra la Comunità delle Giudicarie ed il Comune di idroelettrici, un autentico valore aggiunto per la popolazione ed il territorio giudicariesi. La Comunità incassa infatti circa due milioni di euro l’anno fino al 2020”. Il Bilancio di previsione pareggia a 39 milioni di euro, una cifra che scaturisce dalla gestione dei servizi a favore del territorio nei diversi settori di competenza della Comunità e dalla pianificazione di investimenti straordinari. Rilevanti sono gli interventi nel settore dei servizi sociali, dell’ambiente e gestione dei rifiuti, dell’istruzione, del lavoro ed occupazione, dello sviluppo economico, mobilità e piste ciclabili. Il documento prevede capitoli di spesa per circa 39 milioni di euro, di cui circa 19,5 milioni destinati alle spese correnti e quasi 14 per quelle in conto capitale. Le voci di maggior peso

riguardano la tutela ambientale (circa 7 milioni di euro, di cui 6.841.300 per la gestione del servizio rifiuti e la discarica di Zuclo) e l’attività socio assistenziale (oltre 7 milioni e 900mila euro, di cui 7.806.200 destinati agli interventi di assistenza a domicilio e residenziale e di prevenzione sociale). Per l’assistenza scolastica previsti 1milione 800mila euro, con mense ed assegni di studio. Nell’ambito del lavoro ed occupazione trovano spazio i progetti relativi all’Intervento 19 per l’occupazione di operai disoccupati in lavori socialmente utili, complessivamente per quasi 650mila euro ed il progetto denominato “Training for Job”, per i tirocini riservati agli studenti universitari e diplomati, con un importo di 30mila euro. Per quanto riguarda gli in-

Massimeno e quella relativa al supporto del Servizio Tecnico della Comunità da parte del Parco Naturale Adamello Brenta, nonché le modifiche al Regolamento per l’applicazione della Tariffa di Igiene Ambientale e le convenzioni per il servizio di mobilità turistica intercomunale. terventi di sviluppo economico-sociale-culturale, finanziati con i canoni aggiuntivi, è previsto uno stanziamento di Euro 200mila per il progetto “Turismo Giudicarie 2020” che prevede un’azione di marketing turistico per la valorizzazione di tutte le opportunità presenti in Giudicarie, in collaborazione con le ApT ed i Consorzi Turistici. Rilevanti anche gli interventi a disposizione della Rete delle Riserve del Chiese e del Sarca e della Biosfera Alpi Ledrensi (120mila euro annui) per il finanziamento di progetti di tutela e promozione dell’ambiente. Trovano quindi stanziamento 100mila euro nel settore culturale e sportivo per la valorizzazione di iniziative sovracomunali promosse dalle associazioni giudicariesi. Per gli interventi riferiti al progetto di completamento

dei percorsi ciclopedonali, il Bilancio contempla risorse ingenti e ammontanti nel triennio a circa 11 milioni di cui 4 finanziati dai Bim del Sarca e Chiese e 1 dalla Provincia. Sempre in tale settore, anche nel 2016 verrà attivato il servizio di mobilità turistica e bici-bus per la Val Rendena e le Giudicarie Esteriori per il quale è prevista una spesa di circa 100mila euro. Il Bilancio è stato approvato all’unanimità. Nel Bilancio finora non è stato inserito il Fondo strategico territoriale che verrà costituito con il trasferimento da parte dei Comuni degli avanzi non utilizzati al termine dell’anno 2016. I criteri per l’utilizzo ed il riparto di tale Fondo, che ammonterà ad oltre 3milioni di euro, e che sarà destinato a finanziare infrastrutture ed opere pubbliche sovracomunali, saranno definiti

a breve da parte della Provincia e del Consiglio delle Autonomie Locali. Approvate all’unanimità le modifiche al Regolamento per la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) necessarie per aggiornarlo anche in virtù di quanto emerso dalla gestione dei rifiuti con un metodo di rilievo puntuale del rifiuto residuo mediante calotte ad apertura controllata. Un passaggio importante che ha permesso – attraverso risparmi e razionalizzazione – di procedere ad un abbassamento della tariffa sui rifiuti nell’ordine dell’1%. Infine sono state approvate, sempre ad unanimità, le convenzioni per la gestione del servizio urbano turistico nei due ambiti delle Giudicarie Esteriori e della Val Rendena per i prossimi cinque anni. Il servizio prevede l’attivazione del bici-bus secondo un programma concordato con le ApT ed i Consorzi turistici, che consente il collegamento tra la Val di Sole, le Giudicarie, l’Altopiano della Paganella, la Valle dei Laghi, l’Alto Garda e la Valle di Ledro.


Attualità

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Festa dello studente con il BIM del Chiese Lo scorso sabato 20 febbraio presso la Sala Consiliare del Comune di Borgo Chiese si è tenuta la serata di pubblicizzazione del nuovo bando per le Borse di studio e i premi di laurea pubblicato per quest’anno dal Consorzio dei Comuni del Bim del Chiese. Grande la partecipazione di studenti, genitori e autorità, tra cui il commissario del comune di Borgo Chiese Severino Papaleoni. La presenza del Gruppo Musicale “Le Maitinade” e di un ricco buffet a fine serata ha contribuito a svolgere l’incontro in un’atmosfera di grande festa che ha coinvolto l’intero pubblico presente. Gli interventi dei relatori della serata si sono incentrati sui dettagli del bando, la storia delle borse di studio e dei premi di laurea erogate negli anni dal Bim del Chiese e le motivazioni che devono spingere i giovani chiesani ad impegnarsi nello studio. La Presidente della Commissione Borse di Studio e Premi di Laurea Mariachiara Rizzonelli ha così spiegato che il nuovo bando prevede una serie di borse di studio per studenti universitari da 700 a 2000 euro, due premi di laurea da 700 euro per studenti con tesi in laurea magistrale con votazione da 105 a 110 compresi, quattro da 1000 euro per tesi con votazione da 110 e lode, uno da 1500 euro per tesi di laurea magistrale o dottorato con votazione a partire da 101 con oggetto argomenti inerenti lo sviluppo socio-economico e culturale del territorio del Bim ed infine un premio da 2000 euro per l’ottenimento dell’ammissione ad un master di II livello in Italia o all’estero. Le borse di studio, ha spiegato ancora, sono erogabili in base alla residenza da parte degli studenti in uno dei comuni del Bim del Chiese a settembre 2014, alla condizione economica delle famiglie (Icef non superiore a 0,5882) e al numero di crediti acquisiti. I premi di laurea, che non dipendono dal coefficiente Icef, sono erogati invece dietro certificato di laurea, copia della tesi su supporto informatico e liberatoria per la consultazione della tesi da parte di altri studenti (per tesi di laurea a tema

sul territorio si richiede una piccola sintesi che spieghi l’applicazione pratica dell’argomento in tesi). Per il premio per master si richiede anche l’indicazione dell’esperienza lavorativa o di tirocinio praticata nel corso del master. Il consulente del Bim del Chiese Roberto Pallanch da parte propria ha ricordato ancora come funziona la graduatoria Icef e come dalle ventidue borse di studio erogate nel 2010 si sia passati negli anni fino alle attuali cinquantatré, e a sette premi di laurea, e come, analogamente, l’iniziale budget disponibile ammontante a 36,540 euro sia salito oggi a 82,300 euro per le borse di studio e 6. 900 per i premi di laurea. Il prof. Geremia Gios nel proprio intervento ha ribadito ancora quanto studiare, oltre che ampliare la visuale del mondo e irrobustire le capacità intellettuali, sia utile anche da un punto di vista prettamente economico: il “valore attuale netto” (VAN) infatti dei benefici derivanti da questo investimento, al netto dei relativi costi, è positivo. I tassi di occupazione per genere e titolo di studio posseduto lo confermano: avere la licenza elementare nel 2010, ma ha sottolineato Gios, ancora oggi, portava solo il 47% degli

uomini e il 15% delle donne ad avere un’occupazione. Il tasso saliva con titoli di studio superiori: trovano un’occupazione il 61% degli uomini e il 33% delle donne con licenza media, il 74% degli uomini e il 57% delle donne con diploma e l’82% degli uomini e il 72% delle donne con laurea o specializzazione post-laurea. Emozionante il momento delle testimonianze di alcuni studenti premiati con premi di laurea. Matteo Zanetti, laureato con una laurea magistrale in Ingegneria Meccatronica, partecipando poi con successo al concorso di dottorato in Materiali, Meccatronica e Ingegneria dei sistemi, e vincendo una borsa di studio legata allo sviluppo delle Tecnologie Assistive per persone con deficit motorio e/o cognitivo come ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale a Povo, ha chiarito di aver resistito alle più allettanti offerte provenienti dall’estero perché convinto di doversi piuttosto spendere sul territorio che tanto gli ha dato. Da parte propria Tecla Mezzi, attuale docente di inglese presso la scuola primaria di Varone, laureata in Scienza della Formazione con una tesi sul fiume Chiese intitolata “La motivazione come base della conoscenza geogra-

Duecentocinquanta senior... “in viaggio nell’ecomuseo”

Tutto esaurito per la proposta formativa dedicata a circoli e gruppi anziani Un titolo suggestivo, che evoca la scoperta, o in questo caso , la riscoperta del patrimonio locale della Valle del Chiese. L’invito giunge dall’Ecomuseo della Valle del Chiese, da sempre impegnato nella diffusione e promozione della cultura locale, che ha ideato una nuova, simpatica, opportunità per toccare con mano l’identità del territorio. Sono undici in Valle del Chiese i circoli pensionati, circoli anziani e università della terza età e del tempo disponibile, e sono undici i gruppi che hanno voluto cogliere questa opportunità. A loro disposizione la scelta fra tre differenti tipologie di “viaggi nel territorio” : alla scoperta dei segni del sacro, per scoprire attraverso le Pievi e le chiese cristiane che si ergono nel cuore di ogni singolo paese, le più alte espressioni dello spirito artistico e la secolare tradizione religiosa; uomo e biosfera, per

raccontare dei nuovi progetti di tutela ambientale Riserva della biosfera UNESCO e Rete di riserve Alpi Ledrensi che riguardano da vicino alcuni Comuni della Valle del Chiese; Valle del Chiese: terra di sapori, per non dimenticare le risorse primarie legate all’alimentazione ed allevamento, in passato fonti di sostentamento ed oggi veicoli per lo sviluppo e la promozione del territorio. Le varie proposte si compongono di una prima parte introduttiva, svolta presso le sedi dei gruppi, abbinata ad una visita guidata sul territorio. Un progetto per avvicinare la categoria Senior ai beni storici, al paesaggio tutelato ed alla gastronomia tipica, un’occasione per l’Ecomuseo di raccogliere i saperi tradizionali proprio da chi, prima di noi, ha profondamente amato e vissuto il territorio.

fica: un precorso didattico per la scuola primaria”, ha raccontato della sua esperienza di tesi sperimentale con uscite con gli alunni sul territorio per meglio conoscere e appropriarsi dell’ambiente attorno a sé. Tra i vari studenti premiati sono stati quindi ricordati anche Francesca Ghidini, laureata presso la Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio di Trento e attuale ricercatrice presso la stessa facoltà, premiata quale “migliore laureata per il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccani-

ca” dell’Università di Trento, e Mattia Cassanelli, assente perché di stanza a Birmingham (Regno Unito) in quanto dopo la laurea sta frequentando un dottorato in ingegneria chimica (settore alimentare) della durata di tre anni, che ha scritto una lettera in cui riferisce di “star trovando la sua dimensione. Valori aggiunti che potrebbe riportare in Italia al termine di questo percorso”. Di fatto una cosa è certa: tra i laureati premiati nessuno è disoccupato o non in formazione (Erica Armani è impegnata in

un Master in Criminologia Critica, Ambra Valenti lavora nel campo dell’informatica bancaria, mentre Antonella Pasi è praticante commercialista). In Valle del Chiese sembra insomma che siano in pochi a finire come “neet” (Not (enganged in) Education, Employment or Training, cioè non impegnati nello studio, né nel lavoro e né nella formazione). Ma il rischio è sempre alto; meglio quindi continuare a sostenere studio e lavoro. Il Bim del Chiese è ancora pronto a fare la sua parte.

Bim del Chiese: un impegno costante verso il territorio e verso i giovani E’ stata una bellissima festa quella che si è svolta sabato 20 febbraio presso la sala Consiliare di Borgo Chiese, una festa dedicata ai giovani studenti della Valle del Chiese premiati dal Consorzio B.I.M. per i loro meriti accademici , un momento di incontro per valorizzare il loro talento, l’impegno ed il risultato ottenuto. Dalla serata di premiazione del 20 febbraio scorso, le parole del Presidente del Consorzio B.I.M. del Chiese, Franco Bazzoli: “Non esistono successi facili da raggiungere: quelli più duraturi, belli e soddisfacenti, nascono dalla determinazione, dal sacrificio, dall’impegno costante e dalla voglia di centrare un obiettivo, perché è proprio in queste situazioni che emergono il carattere, la fiducia in sé stessi, le attitudini e che si coltivano i talenti. Credere nelle proprie capacità è un primo importante passo per arrivare un giorno a realizzare i propri progetti. Nella società della conoscenza l’investimento più importante è quello che voi fate su voi stessi e sul vostro valore che rappresenta la vostra vera ricchezza, il bagaglio che vi porterete appresso per tutta la vita. Un investimento che fate voi, che hanno fatto le vostre famiglie, ma che in qualche modo ha voluto fare anche il Consorzio B.I.M. del Chiese. Questo momento rappresenta infatti anche l’occasione per sottolineare il costante impegno del nostro ente verso la propria comunità, in particolare verso la formazione e la cultura, ma a favore di tutte quelle iniziative di particolare rilevanza per la crescita educativa e per lo sviluppo formativo dei nostri giovani. Siamo consapevoli del fatto che solo le società che investono sui giovani investono sul proprio territorio e possono guardare al futuro con un certo ottimismo. Per questo, ogni anno, il B.I.M. investe importanti risorse per sostenere la crescita del territorio, con un occhio di riguardo ai più giovani ed alla formazione a 360 gradi. Negli ultimi 4 anni abbiamo investito oltre 350mila euro in progetti formativi, laboratori informatici, aule multimediali, attrezzature, arredamenti ecc…, tutto il neces-

sario affinché i nostri giovani, nel loro percorso formativo, possano trovare sul nostro territorio le stesse opportunità che offre una città. Finanziamo annualmente progetti volti alla formazione e all’impiego – seppur stagionale – di giovani studenti che vengono coinvolti nelle iniziative estive promosse dall’Ecomuseo e dal Consorzio turistico; finanziamo le attività promosse dal Sistema bibliotecario di valle ed i progetti legati al Piano giovani della Valle del Chiese. Sempre in ambito scolastico, concorriamo con gli altri B.I.M. trentini alla copertura delle spese funzionamento e manutenzione dello studentato “La Collina” di Trento, dove 38 posti sono riservati ai nostri studenti. Inoltre, riserviamo ai nostri giovani studenti universitari un riconoscimento al merito attraverso un importante investimento annuo. Dal 2012, tra borse di studio e premi di laurea, abbiamo erogato oltre 300mila euro, premiando più di 200 studenti, un aiuto economico importante anche per le famiglie che, con non pochi sacrifici, sostengono il loro percorso. A conferma della grande attenzione alla formazione, sul capitolo del prossimo bando B.I.M. sono 90mila gli euro messi a disposizione dei nostri studenti. A tutti voi va il nostro grazie, perché con il vostro impegno rappresentate un sicuro riferimento, un esempio da seguire per tanti giovani e una speranza per il nostro territorio. L’impegno e i risultati da voi raggiunti devono essere uno stimolo a migliorare anche per noi adulti. Dobbiamo saper lavorare insieme, attuando una politica per la montagna che sappia valorizzare le nostre potenzialità, potenzialità che voi questa sera rappresentate appieno. Dobbiamo ricercare assieme quelle condizioni che ci permettano di avviare quelle azioni, che sappiano rispondere alle esigenze del territorio, e perché no, anche alle ambizioni delle nostre comunità e dei nostri giovani. Grazie a tutti coi e complimenti ancora per i vostri risultati.” Il Presidente del Consorzio B.I.M. del Chiese, Franco Bazzoli

I Comuni della Valle del Chiese, attraverso il Consorzio, mettono in condivisione le giuste risorse per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio attuato attraverso numerosi progetti: Sovracomunalità, Contributi, Piani di zonizzazione acustica, Certificazioni ambientali, P.R.I.C., P.A.E.S., Progetto Legno, Energie rinnovabili, E.S.C.O. BIM e Comuni del Chiese S.p.A., Centro Studi Judicaria, Consorzio Turistico ed Ecomuseo della Valle del Chiese, Case di riposo, Intervento 19, Fotovoltaici, Agricoltura, Filiera del legno, Piano giovani di zona, Borse di studio, Grest estivi, Sistema bibliotecario di valle, Lavagne LIM, Sport, SGM e Scuole materne.

CONTATTI: Via O. Baratieri, 11 - 38083 Borgo Chiese (TN) - tel. 0465/621048 - fax 0465/621720 segreteria@bimchiese.tn.it - bimchiese@bimchiese.tn.it - www.bimchiese.tn.it


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Cooperando

MARZO 2016 L’intervista al neo-presidente Fabio Berasi

Fabio, come nasce la Fondazione Don Lorenzo Guetti e quali sono gli obiettivi e le finalità? I primi ragionamenti si sono sviluppati da un’idea di Roberto Bombarda, allora consigliere provinciale ed oggi consigliere della Fondazione, che è riuscito ad aggregare il mondo politico e quello cooperativo attorno all’idea di intitolare una fondazione, e rendere il meritato onore, a Don Lorenzo Guetti che nel 1800 ha studiato, ideato ed agito con tenacia ed intelligenza con il fine di sollevare il popolo trentino da uno stato di povertà e conseguente forte emigrazione. Un curato di campagna che ha dato le fondamenta alla cooperazione trentina, dalle Casse Rurali e Famiglie cooperative agli entri di supporto e controllo, Cassa Centrale, magazzino centrale e la Federazione, con una chiara visione d’insieme, di inter-cooperazione e di solidarietà che è del tutto attuale ancora oggi. Un sacerdote che si è prestato come deputato al Consiglio dell’Impero, per dare supporto alla propria gente; di fatto un padre dell’autonomia del Trentino. A fine 2012 è avvenuta la costituzione della Fondazione. La sua prima finalità è proprio quella di riscoprire Don Guetti, la sua storia, l’attualità del suo pensiero e delle sue opere, attorno alle quali ricreare e mantenere nel tempo, a partire dalle nuove generazioni, l’idea trentina del darsi da fare da sé e di

Nuovi vertici perla Fondazione Don Lorenzo Guetti È

Fabio Berasi, di dato particolare attendi Alberto Carli Bleggio Superiozione all’equilibrio geore, il nuovo presidente della Fondazione Don grafico con un presidente residente e attivo nella zona Lorenzo Guetti. Sarà affiancato dalla vicepresidente delle Giudicarie, “culla della cooperazione”, dove la Alessandra Piccoli, di Trento. Le nomine sono venu- Fondazione ha sede e una vicepresidente della zona di te dal consiglio direttivo di questo organismo che ha Trento. innovare attraverso il metodo cooperativo. L’agire in prima persona per il bene della comunità, come volontario, socio, amministratore, politico o curato. Un DNA che abbiamo che è una ricchezza che Don Guetti ha fortemente contribuito a tramandarci. Don Lorenzo Guetti ha posto un comandamento nell’agire cooperativo: operare secondo statuto sociale, aggiungerei senza se e senza ma. La Fondazione ha uno statuto, voluto dai soci fondatori, Provincia, Federazione Trentina della Cooperazione, i Comuni delle Giudicarie Esteriori e la Comunità di valle delle Giudicarie, ed è un peccato che la Curia arcivescovile non sia al tempo entrata come tale perché avremmo avuto una co-

pertura uniforme rispetto alla figura di Don Guetti , che indica chiaramente quali sono le proprie finalità e come le stesse sono da conseguire, e questo deve essere la guida del nostro operato. IN particolare mi preme segnalare la valorizzazione del patrimonio storico, politico, socioculturale ed imprenditoriale costituito dalla figura di don Lorenzo Guetti, la promozione delle Giudicarie Esteriori, il contribuire a diffondere il modello cooperativo per la crescita delle persone e delle comunità locali, nel rispetto dei diritti umani e in favore di uno sviluppo equo, solidale ed ecologicamente sostenibile. Obbiettivi sono alti e per questo difficili da raggiungere. La volontà di fare, e fare

Don Lorenzo Guetti

bene, oggi c’è; Vedremo nel tempo se sarà fuoco di paglia o energia perpetua, solare e geotermica, che porti fantasia e concretezza. Quali sono i temi principali sui quali secondo te la fondazione si dovrà impegnare nei prossimi anni? La volontà del nuovo Consiglio di amministrazione è quella di riuscire quest’anno a concretizzare alcuni progetti iniziali, dai più pratici come un logo identificativo, un sito istituzionale e la nuova sede a Larido, alla Quadra, ai più ideologici come percorsi di ricerca sulla cooperazione di domani, fino a quelli didattici, come il far conoscere Don Guetti ai giovani tramite la “graphic novel”, a quelli storici legati a ripercorrere, tramite lo stesso, la nascita dell’autonomia del Trentino; si

vogliono organizzare giornate di festa e discussione e premiare tesi inerenti argomenti cari a Don Guetti. Ritengo che seguendo le caratteristiche di Don Lorenzo Guetti si dovrà agire nel ricercare, sollecitare e promuovere l’innovazione, nella cooperazione come nella struttura pubblica ed in ogni ambito legato ai reali bisogni di oggi della gente. La Fondazione potrà essere di stimolo e di supporto a momenti di riflessione e di aperta e libera discussione sui più importanti cambiamenti che interessano oggi il mondo cooperativo, ad esempio dalle fusioni locali alle unioni nazionali, e la società intera, dalla crisi ai fenomeni migratori di oggi. Il concetto stesso di inter-cooperazione è da riscoprire. Nelle Giudicarie sono presenti cooperative di quasi ogni settore. In

pratica in ogni famiglia c’è chi è socio di due, tre e fino a cinque di queste cooperative locali. Malgrado questo le stesse hanno quasi sempre agito senza sinergia. Eppure in ogni statuto ci sono parti del tutto simili, come l’azione verso la crescita morale ed economica del territorio e dei soci. La Fondazione, con il proprio tavolo inter-cooperativo permanente, può essere propulsore e coordinatore di progetti trasversali tra le cooperative, partendo dalle comuni necessità. Quanto è strategico il rapporto con le associazioni e le cooperative Giudicariesi? Come ogni associazione anche la Fondazione è composta dalle persone che nei vari periodi la vivono e dalle relazioni che si formano e si intrattengono con altre persone, istituzioni e cooperative. Le istituzioni e le cooperative Giudicariesi tutte, con le persone che le compongono, sono le prime interlocutrici della Fondazione. Qui è nata la cooperazione trentina e qui la stessa presenta ancora un forte radicamento nella gente. Qui è nata la prima scintilla che ha portato alla nascita della Fondazione e qui la stessa ha la propria sede. Ma il capitale, il patrimonio conferito, ed i principali mezzi a supporto dell’azione della Fondazione, derivano in primis dalla Provincia e sono pertanto frutto del lavoro, e di proprietà, di ogni trentino e per questo è giusto che la Fondazione sia considerata e operi in ambito provinciale.


Attualità La piccola Carisolo ha un valore simbolico, prima che economico, e quella del direttivo è stata una decisione sofferta: “La proposta vi viene presentata con preoccupazione e fatica – ha detto il presidente Modesto Povinelli ai soci riuniti in assemblea - ma riteniamo importante ottenere la vostra autorizzazione perché crediamo che questa azione aiuterà il Consorzio, ed il suo nuovo direttore che a breve verrà assunto, a percepire che non c’è più tempo da perdere e che è giunto il momento di rimodulare la visione e le strategie della società per ritornare ad essere competitivi […] Vi prego quindi di avvallare la decisione del consiglio d’amministrazione considerandola non tanto come un abbandono, ma come un’ultima chiamata per il nostro consorzio, che ha bisogno secondo noi, dopo più di 120 anni di attività di rigenerarsi per affrontare le sfide del futuro”. L’autorizzazione dei soci a procedere con la lettera di recesso da Sait è arrivata, ma il direttivo si riserva ancora qualche mese di trattativa con Sait per prendere una decisione, d’altronde i 3 anni che il recesso richiede hanno spinto il direttivo a procedere con la burocrazia. E’ un gesto forte da una piccola cooperativa, molto attenta ai principi fondanti della cooperazione, ma non deve stupire: anche in altri passaggi della relazio-

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Maretta e preoccupazione nella cooperazione giudicariese Dopo Tione anche Carisolo sta per lasciare Sait. Coop Giudicarie riconvoca i soci di Denise Rocca C’è malcontento a quanto pare fra le cooperative di consumo giudicariesi: dopo l’annuncio della Famiglia ne del presidente all’ultima assemblea soci si percepisce la voglia di tornare alle origini e lo scontento verso una gestione centrale che ha evidentemente deluso: “Una delle ipotesi che il Cda vuole porre in essere – ha detto Povinelli parlando del futuro della Famiglia - è quella di ritornare ad essere Bottega del Paese. Negli ultimi venti anni siamo stati spinti dal sistema ad inseguire le modalità di gestione e vendita del supermercato classico. Ma le nostre soddisfazioni sono venute da altro, da scelte fatte contro questa logica, ad esempio inserendo la macelleria con carne di qualità, oggi fiore all’occhiello del nostro negozio. Vogliamo riuscire nel tempo a diventare polo attrattivo su alcuni pro-

Cooperativa Giudicarie, anche Carisolo sta valutando l’uscita da Sait per passare a Dao.

L’assemblea dei soci della Famiglia Cooperativa di Carisolo

dotti acquistati direttamente dai produttori, favorendo in particolar modo quelli locali; stiamo valutando se inserire un compattatore per la raccolta di plastica e alluminio, stiamo ipotizzando addirittura di commissionare la realizzazione di un pane con in-

gredienti di qualità trentini. Abbiamo partecipato ad una riunione di un G.A.S, gruppo di acquisto solidale per capire quali siano le dinamiche che muovono queste nuove organizzazioni. Tutto questo per ricostruire un nuovo e moderno rapporto fra i Soci

che riporti alle motivazioni che spinsero i nostri avi a fondare la cooperativa”. E’ una valutazione economica, ma non sfugge che anche su come i valori e i principi della cooperazione vengono oggi portati avanti dal centro, non sia particolarmente

condiviso dalle piccole Famiglie di periferia. Sul fronte della Coop Giudicarie, intanto, il direttivo ha deciso di riconvocare i soci per dedicare una riunione unicamente al passaggio a Dao, il cui annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno sulla cooperazione ma soprattutto con i soci. Non sembra però apparire come un momento di incertezza sul da farsi, e men che meno come un passo indietro su una decisione che sembra invece avere il consenso e la convinzione dell’intero consiglio dietro. Piuttosto, quella con i soci è una condivisione: d’altronde, qualche legittima protesta era arrivata al consiglio dalla base sociale, perchè non a tutti era andata giù che una decisione così di peso venisse semplicemente comunicata in maniera stringata in conclusione di assemblea.


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Rubrica Legale

MARZO 2016 L’AVVOCATO RISPONDE

Se un padre esclude i figli dall’eredità Il Codice Civile tutela i congiunti più prossimi: i rimedi legali

Buongiorno, il Codice Civile in riferimento alla successione tutela la posizione dei congiunti più prossimi del defunto (coniuge, figli, genitori, ecc.), detti legittimari, ai quali la legge riserva alcune quote del patrimonio dello stesso. Ciò anche contro la sua volontà e quindi contro a quello che può essere stato scritto da vostro padre nel testamento. Queste quote corrispondono a quella parte di eredità della quale vostro padre non poteva disporre per nessun motivo e vengono dette comunemente “legittima” o “quote di riserva”. Nel vostro caso la complessiva quota di riserva è di tre quarti, di cui un quarto spettante al coniuge e un mezzo ai figli, da dividersi in parti uguali tra tutti. Vostro padre poteva quindi

Buongiorno Avvocato Gottardi, purtroppo da poco è morto nostro padre. Noi siamo due fratelli oltre a nostra mamma. Il papà qualche anno fa aveva fatto testamento e, con nostra amara sorpresa, abbiamo scoperto che ha deciso di lasciare tutti i suoi beni ad un nostro cugino, oltre ad disporre soltanto di un quarto del suo patrimonio. Il calcolo della quota di legittima, ai fini della quantificazione della lesione, avviene attraverso la riunione fittizia, ovvero una operazione matematico-contabile che imputa al patrimonio del defunto il valore dei beni residuati e tutte le donazioni compiute in vita. Qualora, come nel vostro caso, vi fosse una lesione della quota di legittima, il legislatore ha previsto una particolare azione a tutela dei vostri interessi: l’azione di riduzione, prevista dagli artt. 553 e ss. c.c., che serve a far dichiarare non validi gli

atti che hanno disposto il trasferimento di una quota che eccede quella che il defunto poteva disporre. Tale azione civile può essere proposta solo dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa. L’azione di riduzione si rivolge in un primo momento verso le disposizioni testamentarie e, quando queste siano insufficienti a ripristinare la quota di legittima lesa di un

una piccola rendita a nostra mamma. Peraltro papà aveva anche donato, da vivo, un appartamento a questo nostro cugino. Cosa possiamo fare per tutelare i nostri diritti? Grazie mille (lettera firmata) coerede, verso le donazioni effettuate in vita dal defunto. La legge n. 80 del 2005, modificata dall’art. 3 della legge 28 dicembre 2005, n. 263, entrata in vigore il 15 maggio 2005 ha introdotto una rilevante deroga al principio della retroattività dell’azione di riduzione (prima potevano essere aggrediti tutti gli atti effettuati in vita dal defunto). L’intervento del legislatore

CURIOSITÀ DAL MONDO Nel 2005 la Camera dei Delegati dello Stato della Virginia (USA) ha approvato una legge che prevede un’ammenda di 50 dollari nei confronti di chi, lasciando calare troppo i pantaloni, mette in mostra le mutande “in modo impudico e indecente”.

del 2005 ha modificato gli articoli 561 c.c. e 563 c.c. inserendo un termine di venti anni che decorre dalla trascrizione della donazione. Il coniuge ed i parenti in linea retta del defunto hanno la possibilità di sospendere il termine dei vent’anni e, quindi, di conservare la possibilità di proporre l’azione di restituzione, attraverso la notifica nei confronti del donatario e dei suoi eventuali aventi causa e la trascrizione di un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione che, se ritenuto necessario, andrà rinnovato prima che siano trascorsi i vent’anni, qualora il donante sia ancora in vita (art. 563,

comma 4 c.c.). Pur non essendo previsto con chiarezza un termine per proporre questa azione, la dottrina assolutamente prevalente e la giurisprudenza sono sostanzialmente concordi nell’applicazione dell’art. 2946 c.c. che ha come conseguenza il termine di prescrizione di dieci anni che decorre secondo due diversi orientamenti della dottrina dalla pubblicazione del testamento oppure dall’inizio della successione. Per approfondire o per fissare un colloquio su questo o su altri temi l’avv. Mattia Gottardi riceve presso il suo Studio in Tione di Trento, via N. Sauro n. 2, previo appuntamento, chiamando il numero 0465/324667 oppure 349/2213536 o scrivendo all’indirizzo mgottardi1@yahoo.it


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Attualità

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Dopo aver ottenuto lo scorso anno il marchio “Open” per il turismo accessibile – il percorso è infatti fruibile in autonomia anche da persone diversamente abili - l’organizzazione sta formando delle giovani guide che sappiano accompagnare i visitatori sia alle opere che alle bellezze naturali e paesaggistiche del luogo. “L’idea è quella di vedere il bosco animato da tutte le fasce di età – spiega Maurizio Corradi - dagli anziani ai bambini, che già tanto abbiamo portato sul percorso in questi anni facendo diversi laboratori con le scuole locali, primarie e secondarie. Con il Castello di Stenico, l’area natura Rio Bianco e il Giardino botanico tutti a breve distanza il pacchetto di visita diventa sicuramente un’offerta molto interessante”. Accanto alle novità sulla fruizione del percorso, nell’orizzonte del Bas c’è anche il nuovo tema dell’edizione 2016 del concorso artistico che si svolgerà da domenica 26 giugno per una settimana di scultura all’aperto, fino al 3 luglio. E’ l’acqua, tema forte per le Giudicarie in particolare le Esteriori: dal richiamo all’acqua delle Terme di Comano, attore economico

Al Bosco Arte Stenico parte un nuovo percorso di coinvolgimento sensoriale per i visitatori

B.a.s., via alle visite guidate di Denise Rocca A Bosco Arte Stenico arrivano le visite guidate. Il percorso di arte e natura nel bosco creato a Stenico dal fotografo Maurizio Corradi, l’artista Paolo Dalponte e la docente di Storia dell’Arte Elisabetta Doniselli, aggiunge un pezzo importante la suo sviluppo. Sono una trentina e turistico di rilievo per la zona, al Parco Fluviale del Sarca, la nuova proposta che il Bim locale sta costruendo lungo il fiume che promette di avere ricadute culturali ed una valorizzazione in chiave turistica oltre alla lunga storia dell’energia idroelettrica di cui un consorzio come il Ceis si occupa con tutte le ricadute sul territorio che vi sono. Un tema, quello dell’acqua, che porta con sè le suggestioni dell’attualità dei profughi che sbarcano sulle coste

le opere di scultura su ceppo presenti ad oggi sul percorso di Bosco Arte Stenico e una quarantina le opere di bio land art che gli artisti che si sono succeduti in questi anni fra i boschi di Stenico hanno lasciato a segno del loro passaggio. italiane, ma anche la rassicurazione della vita e della nascita, piena di suggestioni per la creatività degli artisti in gara: “L’acqua cambia la consistenza seguendo le leggi della fisica, cambia il suo valore seguendo quelle della politica e dell’economia – spiegano gli organizzatori – è fonte di energia, luogo di lavoro, di divertimento e di infinite suggestioni. Luogo di vita di creature reali e fantastiche; pesci e tritoni, meduse e sirene. Acqua liquida che scorre tra i sassi

nell’alveo. Acqua solida che copre la terra e i laghi d’inverno. Acqua leggera e imprendibile nel vapore e nelle nuvole. Acqua che pulisce, cura, purifica e rilassa. Che distrugge e uccide quando è offesa nei suoi percorsi, ma nutre e protegge quando è rispettata. Elemento sacro e indispensabile, che chiede di essere risparmiata e curata, metafora di vita e di futuro possibile”. Per la quarta edizione del Bas, infine, la grande sorpresa - in tutti i sensi -, ancora sotto stretto riserbo, è quella di un’opera fuori concorso che si distinguerà per tipologia e grandezza da tutte quelle finora presenti nel bosco di Stenico.

Dalla Val di Fumo al Lago d’Idro Domenica 28 febbraio 2016 ha ripreso la stagione della pesca in Valle del Chiese alla pesca, dove alla gioia della cattura si aggiunge la felicità del vedere l’animale appena catturato di nuovo libero.

È l’acqua l’elemento principe della Valle del Chiese. L’acqua che corre fra le rocce dei torrenti azzurri e dei rivoli d’alta quota; l’acqua che sosta riflessiva nell’abbraccio dei laghi, o che si raccoglie, brulicante di vita, nelle profondità opache e dense delle superfici palustri. Pescare in questo territorio, attendendo pazienti in compagnia della nostra canna da pesca, ci aiuta a stabilire un contatto diretto con la natura. Nel silenzio ci accorgiamo rapidamente che tutto attorno a noi è in movimento, fuori e dentro le limpide acque della Valle del Chiese, che ospitano trote, tèmoli, lucci e carpe. Gli appassionati possono scegliere fra innumerevoli laghi e laghetti d’alta quota e diversi chilometri di corsi d’acqua: dalla selvaggia Val di Fumo al lago d’Idro. Con queste riflessioni il 28 febbraio ha ripreso la stagione della pesca in Valle del Chiese. La gestione della pesca è affidata alle varie Associazioni pescatori territoriali, che curano la definizione dei calendari e delle disposizioni più opportune ad una corretta vita della fauna ittica, che va tutelata soprattutto nei periodi della riproduzione. E per questo ogni Associazione pescatori emana un proprio regolamento, che può differire rispetto a quelli di altre zone. Chi pratica la pesca sportiva nella sua autenticità non si pone come unico obiettivo quello di catturare pesce per nutrirsene, ma cerca la sfida nella cattura stessa; ne è la prova il recente diffondersi del NOKILL cioè (pesca) senza uccisione. Per molti pescatori sportivi, in effetti, gioca un ruolo fondamentale nella propria passione l’ambiente di pesca, a volte più della quantità di pescato. Il Catch & Release

Una veduta dalla val di Fumo

(dall’inglese catturare e rilasciare) è una pratica di pesca per la quale non si uccide il pesce pescato, qualsiasi sia la tecnica di pesca utilizzata, ma lo si rilascia in acqua. Non ci sono notizie certe sull’origine di questo comportamento, ma possiamo dare per certo che abbia avuto inizio negli Stati Uniti negli ambienti della pesca con la mosca e della pesca a spinning al black bass o persico trota. Queste due tecniche di pesca, la pesca a mosca e lo spinning, sono tuttora le discipline alieutiche che supportano maggiormente e praticano il Catch & Release. L’impatto ambientale dei pescatori che praticano questa tecnica è quasi nullo dato che la popolazione ittica di una determinata area non viene

in questo modo intaccata da un prelievo indiscriminato. Rilasciare il pesce pescato, per chi condivide, attua e diffonde la pratica del catch and release, non è solo segno di civiltà e rispetto ambientale, ma rappresenta una vera filosofia e approccio

Tre sono le zone in Valle del Chiese ove è possibile rilasciare il pesce pescato: la storica, nella zona di Condino, gestita dalla relativa sezione pescatori; poi, un secondo tratto di fiume, dal bacino di Cimego per i 2 chilometri a monte, la cui prenotazione è possibile - per un massimo di 10 persone al giorno – presso il bar Posta di Pieve di Bono. Ed infine, quella forse dall’ambientazione più incantevole, in Val di Fumo che si estende per circa 2 chilometri e dove è possibile praticare sia la pesca a mosca che spinning. La novità 2016 è rappresentata dalla realizzazione delle nuova brochure “Pescare in Valle del Chiese, una valle d’acqua”, realizzata in italiano e inglese, grazie alla partecipazione delle associazioni pescatori dell’Alto Chiese, di Storo, del Lago di Roncone con il coordinamento del Consorzio Turistico della Valle del Chiese ed il patrocinio della Comunità delle Giudicarie. Presenti anche nella prestigiosa rivista H2O, il magazine specializzato nell’arte della pesca, viaggi, collezionismo, storia della pesca e tutto ciò che interessa il pescatore.


Attualità In una lettera a firma del vicesindaco di Spiazzo Angelo Capelli e sottoscritta anche da alcuni sindaci e amministratori si contesta senza mezzi termini la scelta dell’Apss di spostare la Guardia medica a Pinzolo, nel merito e nel metodo. «Intendiamo manifestare in modo fermo e deciso il più autentico disappunto per l’inattesa quanto inopportuna decisione» - si legge nella missiva - «siamo a chiedere di assicurare inalterato il Servizio di continuità assistenziale (Guardia medica) a Spiazzo. Considerando la criticità della problematica e del conseguente disservizio che andrà inevitabilmente a causare, Le chiediamo un confronto aperto con il Territorio per approfondire e valutare in modo serio e condiviso i futuri sviluppi al riguardo». Fra gli altri, anche il sindaco di Bocenago Walter Ferrazza non ha usato giri di parole per descrivere l’insofferenza rispetto ai metodi dell’Apss. Altri sindaci, però, hanno usato parole di distinguo, scevrando fra metodo e merito e, riguardo a quest’ultimo, va detto che i primi Continuano con successo le serate di filò del Gruppo culturale “Le Castellane – La Cumpagnìa dal Castél” che da diversi anni si svolgono nei paesi delle Giudicarie portando un’atmosfera d’altri tempi. “Non si tratta di una delle solite commedie brillanti alle quali siamo abituati ad assistere - spiega Elisa Polla ideatrice e coordinatrice - ma di un vero e proprio filò come quelli che facevano tanti anni fa i nostri genitori e i nostri nonni nelle stalle o nelle stùe. Lo scopo delle nostre recite, è quello di far rivivere momenti di vita passata, per i più anziani, ma soprattutto far conoscere ai giovani la vita dei loro nonni –bisnonni, raccontando storie e aneddoti originali di vita vissuta nella semplicità, nel sacrificio,

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Sindaci divisi sullo spostamento della struttura da Spiazzo a Pinzolo, operativo dal primo marzo

La Guardia medica divide la Rendena

I

l giorno 9 febbraio è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia dello spostamento del “Servizio di continuità assistenziale”, la Guardia medica, da Fisto (Spiazzo) al nuovo presidio socio-sanitario di Pinzolo, a far data dal 1 marzo. Una decisione, da parte dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss), non cittadini dell’Alta Rendena sono favorevoli alla collocazione della Guardia Medica nel Centro della salute a Pinzolo che, secondo molti, avrebbe pure più senso, essendo la zona più distante dall’Ospedale di Tione rispetto a Spiazzo. Va detto che la Casa della Salute di Pinzolo – presentata dall’allora assessore alla Sanità Ugo Rossi nel 2012, appaltato nel 2014 e terminato a

annunciata e condivisa con i Comuni, che infatti si sono da subito scatenati: poco coinvolgimento e inutilità di questo provvedimento sono le due contestazioni principali che alcuni amministratori della Val Rendena hanno rivolto al nuovo direttore del Distretto sanitario Centro Sud Pier Luigi Gardini.

Angelo Capelli

luglio dello scorso anno, costo 1.950.000 di cui 1.550.000 in quota Pat – era stato proposto e presentato in una partecipata serata al Paladolomiti di Pinzolo organizzata dalle amministrazioni di Pinzolo, Carisolo, Giustino e Massimeno con l’ingegner Cortelletti della Pat e l’architetta Marzoli, introdotti da William Bonomi. Scartata l’idea di realizzarla presso il vecchio municipio si era virato sul

costruirla, completamente nuova, su un’area adiacente alla casa di riposo, tutta a pianoterra tra via Fucine e la facciata che guarda verso la “Abelardo Collini”. Già all’epoca del primo incontro di presentazione, il progetto era dunque quello di ristrutturare alcuni locali dell’adiacente Casa di riposo “Abelardo Collina” e destinarli ai prelievi, e ad ospitare la guardia medica. Nel nuovo Centro si intendevano ricavare dieci ambulatori da destinare ai medici di base, ai pediatri e ai servizi socio sanitari. In quell’incontro c’erano i prodromi dello spostamento di oggi. (r.s.)

Riscoprendo il dialetto

Atmosfere d’altri tempi nei filò riscostruiti dalla “Cumpagnia dal Castel” nella povertà, nell’umiltà e nella sottomissione, ogni volta rinnovati da argomenti diversi raccolti dai racconti di persone anziane, con l’aggiunta di tanto buonumore che nonostante tutto non mancava mai”. Da qualche anno in ogni paese dove si svolge la serata recitano anche i bambini del luogo. Simpatiche e avvincenti le scenette che vedono a confronto i dialetti dei paesi confinanti che cambiano seppur di poco, ma

Il Filò di San Biagio

confrontati con accortezza e gelosia da ogni bambino.

Dopo il filò di S.Biagio a Caderzone Terme che ha visto la partecipazio-

ne di un folto pubblico e dopo il successo ottenuto in altri paesi, in partico-

lare un anno fa a Ragoli con la recita dei bambini di Ragoli, Preore, Montagne “El l’à dit anca me nono”, un nuovo il filò viene proposto a Preore. Il Gruppo Le Castellane La Cumpagnìa dal Castél si esibirà in Ciàciari saurìdi da filò mentre i bambini di Preore, Ragoli e Montagne reciteranno Par na barèta, il Coro Le Sorgenti di Ragoli, in serata a entrata libera il 12 marzo, ore 20,30 a Preore presso il teatro di Casa Mondron


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Associazioni

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Il Cima Tosa e il Monte Iron hanno portato la musica corale trentina a Papa Francesco

Le note dei Cori Giudicariesi in Vaticano Quale occasione migliore di far accompagnare l’evento dell’inaugurazione dalle voci di un coro trentino, forti del fatto che ad allestire il Presepe è Tesero un paese della val di Fiemme? Qui infatti vive ed è riccamente conservata sin dal Settecento la tradizione, tramandata di generazione in generazione, di allestire la Natività nelle case. Ecco allora l’associazione Amici del Presepio di Tesero, raccogliendo questa eredità, dedicarsi con grande impegno ed abilità alla realizzazione del magnifico Presepe di Piazza San Pietro che tutti abbiamo potuto ammirate se non dal vivo, nelle immagini trasmesse dalla TV. La raffigurazione si compone di 24 personaggi a grandezza naturale in legno scolpito e dipinto con la centro la Natività ed i 3 Magi. Significativi sono alcuni personaggi di contorno, in abbigliamento tipico dei paesi dolomitici del Trentino, dei primi del Novecento. C’è stato inoltre un particolare molto evocativo: una figura maschile chinata nell’atto di assistere un anziano, una raffigurazione della “Misericordia”. La prima trasferta il 17, 18 e 19 dicembre 2015, date che sul calendario del Coro Cima Tosa rimarranno evidenziate per ricordare un importante appuntamento. Venerdì 18, all’altare della Cattedra, nella Basilica di S. Pietro, S. Messa celebrata da S.E Monsignor Bressan, durante la quale, il coro Cima Tosa ha eseguito brani celebri del repertorio natalizio dando

A cura di Antonio Bozza e Enzo Ballardini Cori Giudicariesi alla ribalta, si tratta del Coro Cima Tosa di Fiavè, che ha ottenuto recentemente il prestigioso primo posto al primo Concorso Nazionale ad Arco dedicato al famoso compositore Luigi Pigarelli, e del Coro Monte Iron di Ragoli che sono stati protagonisti dei pellegrinaggi trentini in Vaticano.

La Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Trento, rispondendo ad nuova richiesta della Santa Sede, ha allestito anche quest’anno il Presepe in piazza San Pietro, in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

solennità alla celebrazione, a cui hanno partecipato, oltre agli amici di Tesero, anche alcune autorità dell’amministrazione provinciale trentina. Alle 11,40, nell’aula Paolo VI, era prevista l’Udienza Speciale con Papa Francesco, nell’attesa il coro ha intrattenuto i numerosi altri gruppi presenti all’udienza con canti del repertorio, alternando brani di ispirazione religiosa a melodie della tradizione trentina.

Il Coro Cima Tosa

Il Santo Padre, giunto in sala Nervi con circa un’ora di ritardo, causa una lieve indisposizione, ha rivolto ai presenti un affettuoso saluto rinfrancando il cuore di tutti con parole di speranza e di gioia. Nel pomeriggio alle 16,30 l’atteso momento dell’inaugurazione del Presepe e l’accensione dell’albero in Piazza San

Simile anche il programma del Pellegrinaggio straordinario organizzato dall’Arcidiocesi di Trento, dalla Provincia e dagli Amici del Presepio di Tesero, per la cerimonia di commiato del Presepio prevista per i giorni 2, 3 e 4 febbraio scorso. Il Coro Monte Iron, la mattina del 3 febbraio ha partecipato all’Udienza Generale di Papa Francesco, svoltasi in Piazza San Pietro data la presenza di oltre 25.000 fedeli ed ha potuto vedere da vicino la straordinaria personalità del Papa che in ogni angolo del mondo ottiene stima e riconoscenza. Significativa la cerimonia di commiato del Presepio di Tesero, alla presenza del Cardinale Bertello, Presidente del Governatorato della Città del Vaticano, dell’Arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, alla sua ultima

Il Coro Monte Iron

Pietro. In una piazza gremita di gente proveniente da varie nazioni il Coro, disposto davanti al grande Presepe, ha riproposto magistralmente tutti i canti natalizi del repertorio, alternandosi al festoso suono delle due bande musicali convocate anch’esse per l‘occasione. Momento di grande emo-

zione, conclusosi con un ricco buffet nell’atrio dell’Aula Paolo VI, dove si son potuti ammirare numerosi presepi rappresentativi sia della produzione contemporanea trentina di sculture lignee sul tema della Natività, sia in particolare della tradizione storico-artistica della comunità di Tesero, unica nel suo genere.

missione ufficiale presso la Santa Sede, del Presidente della Provnica di Trento, Ugo Rossi, del Sindaco del Comune di Tesero Elena Ceschini e davanti ad oltre duecento pellegrini trentini. Il Coro Monte Iron si è esibito in alcuni canti della tradizione popolare trentina per ricordare le emozioni legate l’atmosfera natalizia. Subito dopo un altro momento particolarmente intenso, la messa celebrata dall’Arcivescovo Bressan nella Basilica di San Pietro arricchita dai Canti del Coro Monte Iron. L’organizzazione di tutte queste manifestazioni, perfetta ed impeccabile sotto ogni aspetto, si è svolta sotto la regia del dott. Dino Leonesi, “ambasciatore” del Trentino nei rapporti con la Santa Sede, il quale con grade maestria ha saputo gestire i numerosi e straordinari appuntamenti di queste trasferte romane. Al di là di quella che può sembrare la semplice cronaca di una qualsiasi gita nella città più ricca di storia al mondo, resta nel cuore di noi tutti il ricordo indelebile di momenti felici, fatti di condivisione e amicizia. Emozioni importanti, come lo è stata tutta la trasferta, impulso a progredire in quello che è lo spirito di gruppo, alimentando il proprio il senso di appartenenza, che può verificarsi solo attraverso a quella coralità che mediante il suo messaggio culturale riesce ad essere nel contempo momento di amicizia e insostituibile elemento di aggregazione sociale.

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Il ricordo

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Le Giudicarie salutano il dottor Stefano Paoli

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Medico dell’ospedale di Tione per oltre 30 anni, aveva partecipato anche alla vita amministrativa del comune

L’

“Una persona di una dolcezza e di una sensibilità straordinaria”. Così lo ricorda Egidio Dipede, primario del reparto di medicina. “Sensibilità che unità alle doti professionali facevano di Stefano un medico completo e speciale. Sì, - ricorda ancora Dipede - perché nella sua carriera aveva esercitato la professione nel laboratorio di medicina interna, di neurologia e in quello di oncologia, tanto da maturare un’esperienza e una conoscenza non comuni. La bravura e l’umanità che lo contraddistinguevano creavano fiducia e riconoscimento nei pazienti”.

ospedale mandamentale ha perso una persona importante, un medico che per oltre trent’anni ha vissuto per la sua gente, gli ammalati giudicariesi e non solo. Stefano Paoli, si è spento dopo una lunga e sofferta malattia che si è manifestata due anni or sono, che sembrava sopita nell’estate scorsa, ma che poi, purtroppo, ha avuto la meglio sulla sua forte fibra “Era una grande brava persona”, lo tratteggia così, con poche parole di affetto e di stima, la moglie Gabriella. Che aggiunge: “l’ospedale era la sua seconda casa; vi passava più tempo di quello richiesto dalla professione, con un’attenzione riservata e una parola per tutti”

Stefano Paoli

Stefano Paoli, non si è limitato alla professione medica. Per due legislature, dal ‘99 al 2010, è entrato a far parte del gruppo di maggioranza in consiglio comunale, con sindaco Vincenzo Zubani. Ed è stato anche rappresentante del Comune di Tione, in Comprensorio. Segno del suo interesse

per le problematiche della società civile e dei singoli cittadini. “Paoli era anche persona concreta, che mirava al risultato - osserva Vincenzo Zubani - forse per questo, anzi solo per questo Paoli ha probabilmente limitato l’attività amministrativa”. Enzo Carli, assieme a lui sui banchi del consiglio comunale, lo ricorda come un medico preparato, che riusciva ad ottenere la fiducia dei pazienti, fiducia che lui ripagava con attenzione e riservatezza. Fabio Simoni

MeTe da leggere

Libertà e regole Perché abbiamo ancora bisogno di Pippi Calzelunghe Pippi Calzelunghe è una bambina nata dalla penna di Astrid Lindgren, con le trecce rosse e le calze rattoppate che abita da sola a Villa Villacolle, sull’isola di Gotland, perché la sua mamma è morta e suo padre di lavoro fa il pirata. I suoi migliori amici sono una scimmia, un cavallo a pois, e Tommy e Annika, due bambini “normali” che fanno da sponda e pubblico alle sue stranezze. A renderla capace di compiere magie strabilianti o di mostrare una forza mostruosa quando serve, sembra essere la sua libertà, la sua propensione a ignorare regole e convenzioni del mondo in cui vive. Per Pippi Calzelunghe sogni, libertà e diritti devono essere uguali per tutti. Appartiene irrimediabilmente all’infanzia: il suo è un mondo dove tutto è possibile, dove la fantasia è sfrenata e giustifica ogni cosa. Vive in un mondo di giochi in libertà, senza paura dei rischi e ha una capacità unica di unire in sé dolcezza e sfrontatezza. Ma Pippi è anche adulta: è consapevole di doversela cavare sempre da sola e, in questo senso, è una metafora delle potenzialità che i bambini riescono a far emergere anche nei momenti più difficili, della loro capacità di resilienza. La sua forza è simbolo della libertà personale, il che non significa fare ciò che si vuole senza una logica, ma combattere per i valori in cui si crede. E sarà proprio lei la protagonista del laboratorio per bambini e genitori “Comunicare con il

Educleto, la simpatica mascotte del Festival Educa

cuore: scoprire le emozioni attraverso le storie e il gioco” che si svolgerà ad Educa il prossimo 16 aprile a cura del Centro MeTe di Tione. Lo sviluppo di una migliore consapevolezza del proprio vissuto emotivo e di un vocabolario delle emozioni – che si parli di adulti o bambini – migliora la qualità della relazione e contribuisce alla crescita del piccolo in una direzione di maggiore equilibrio e competenza relazionale. Il laboratorio, aperto a bambini tra i 3 e 6 anni con genitori, ha l’obiettivo di affrontare il tema della libertà e delle regole nel riconoscimento delle emozioni. Una proposta che va arricchire

il programma di Educa, il festival che – partendo dall’idea che l’educazione sia un’avventura quotidiana, appassionante e creativa – offre occasioni per condividere esperienze, dubbi e scoperte. L’edizione di quest’anno, la settima, si svolgerà a Rovereto dal 15 al 17 aprile sul tema “Libertà e Regole”. L’intento del Comitato promotore di Educa è quello di rimettere al centro della riflessione gli elementi costitutivi del processo educativo chiamando tutti al confronto. Il desiderio è di andare in profondità e nel contempo elevare ulteriormente lo sguardo ponendo al centro altri due elementi fondanti del-

l’educare e del vivere, quali sono appunto libertà e regole. La cultura occidentale si fonda sul valore della libertà inevitabilmente legata alla definizione di regole, concetti sui quali hanno riflettuto per secoli filosofi, letterati e religiosi. Idee fondanti del vivere comune che oggi rischiano di essere date per scontate o percepite come elementi astratti e distanti. Il significato che si dà a libertà e regole impatta invece sulla vita quotidiana, si manifesta nelle esperienze familiari, dentro la scuola, al lavoro, nei contesti associativi e nella comunità. Quante volte mamme e papà, insegnanti ed educatori si chiedono: come insegnare a rispettare le regole? E quali sono le regole giuste? Quale lo spazio di libertà da dare e darsi? Interrogativi che si pongono fin dai primi di anni di vita dei bambini per poi assumere altri toni e altre declinazioni nelle fasi successive della vita: dall’adolescenza alla giovinezza. Libertà e regole riguardano l’io e il noi, noi e il mondo; le relazioni tra uomini e donne, tra culture e religioni diverse, il rapporto con la natura, l’economia, la spiritualità, la giustizia e la democrazia. Il contesto divenuto globale richiede oggi di interrogarsi nuovamente sul loro significato e di farlo in chiave educativa perché queste parole esprimono la visione del mondo e dell’altro. Paola Pedergnana


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Centenario Grande Guerra

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È possibile leggere questa pagine nella “noncuranza/indifferenza” di una società del Duemila che è solo capace di “godere” i frutti di tanta sofferenza, senza rendersi conto che un altro così terribile massacro potrebbe essere alle porte, del tutto inaspettato, come è stato imprevedibile quello del luglio del 1914? Fare attenzione e riflettere non vuol dire soltanto “leggere”: leggere è un conto, ma il leggere “rendendosene responsabilmente conto” vuol dire, soprattutto, “fare” qualcosa affinché il “temuto” non avvenga. Comunque, ecco la prosecuzione del “terribile elenco”. Giovedì 2 marzo 1916. Russi e Armeni strappano Bitlis ai Turchi. Fronte del Caucaso: prosegue la campagna del Caucaso avviata dai Russi in gennaio: le truppe zariste, che continuano ad avanzare contro i Turchi, nella notte conquistano la città di Bitlis con un assalto all’arma bianca. Combatte con i Russi un nutrito contingente di volontari armeni. 6 marzo. - A Verdun i Tedeschi cadono al ritmo di uno ogni 45 secondi. Fronte occidentale: continua la battaglia di Verdun, con un numero di vittime impressionante da entrambe le parti. Mentre infuria una bufera di neve, i Tedeschi vanno all’assalto dell’altipiano di Mort-Homme, a nord-ovest della cittadina, sulla riva sinistra della Mosa. Gli scontri per MortHomme andranno avanti per più di un mese, con rapidi capovolgimenti di fronte. Moriranno migliaia di soldati da una parte e dall’altra, ma i tedeschi non riusciranno mai a prendere definitivamente l’altipiano. / Nelle prime cinque settimane di battaglia intorno a Verdun i Tedeschi caddero all’incredibile ritmo di un soldato ogni quarantacinque secondi. I morti francesi furono ancora più numerosi. 7 marzo. - Bagno di sangue per gli Inglesi a Kut. Fronte mesopotamico: nuovo tentativo inglese di sfondare le linee nemiche per portare aiuto agli assediati di Kut.

Guerra 1914-18 mese per mese -- Marzo 1916

AVerdun i soldati cadono al ritmo di 1 ogni 45 secondi Sul fronte italo-austroungarico la quinta battaglia dell’Isonzo Nelle pagine sulla Prima solo alla fine della “inutidi Mario Antolini Muson Grande Guerra, al 1916 non le strage”; una strage che vi è che un unico riferimento: “Si combatte su tutti nel marzo 1916 diventa esasperata ed esasperante. i fronti”. Anche questa pagina del GdG non può che È avvilente stendere mensilmente un solo elenco di limitarsi a riportare il tristissimo elenco di scontri fra battaglie e di morti; ma l’evidenza dei fatti e della “nemici” obbligati solo ad uccidersi a vicenda, senza storia, almeno ogni cento anni, è bene averla sotto magari conoscere il perché di chi stava manovran- gli occhi per le debite considerazioni e riflessioni doli per scopi inespressi, ma poi risultati evidenti personali e sociali.

La battaglia di Verdun

L’attacco, a pochi chilometri dalla fortezza, finisce in un bagno di sangue: 3.500 le perdite tra i soldati britannici. L’assedio di Kut continua. 8 marzo. – Vittoria ottomana nella battaglia di Dujaila in Mesopotamia; fallito un nuovo tentativo dei Britannici di rompere l’assedio di Kut. 9 marzo. - La Germania dichiara guerra al Portogallo. Berlino: la Germania dichiara guerra al Portogallo. Succede dopo che le autorità portoghesi hanno blocca-

to alcune navi tedesche nel porto di Lisbona. Londra ha blandito diplomaticamente il Portogallo, che vuole mantenere le sue colonie in Africa. 11 marzo. - Quinta battaglia dell’Isonzo. Fronte italiano: comincia la quinta battaglia dell’Isonzo; una serie di azioni settoriali senza risultati sferrate da Cadorna per venire incontro alle richieste dei Francesi, che temevano il trasferimento di truppe austriache sul fronte di Verdun. Ancora inattaccabile il

Calvario, qualche progresso sul Sabotino; conquistato solo per poche ore San Martino del Carso. La battaglia viene interrotta dopo cinque giorni, quando una nevicata improvvisa e la pioggia trasformano il terreno montuoso in un pantano. L’Italia perde 16.000 uomini. / Ennesima spallata delle truppe italiane bloccata dalle difese austroungariche. 14 marzo. - Dissenso col Kaiser; si dimette Tirpitz, ministro della Marina tede-

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sca. Berlino: si dimette il ministro della Marina, l’ammiraglio Alfred von Tirpitz, in carica dal 1897. Alla sua linea della guerra sottomarina indiscriminata il Kaiser ha preferito quella più moderata del cancelliere Bethmann Hollweg, che considera provocatoria nei confronti degli Stati Uniti una condotta della guerra sui mari troppo aggressiva. 15 marzo. - L’Austria dichiara guerra al Portogallo. Vienna anche l’Austria-Ungheria dichiara guerra al Portogallo. / Spedizione punitiva americana a caccia di Pancho Villa. El Paso (Stati Uniti): una colonna di 4.000 soldati americani varca il confine con il Messico con l’obiettivo di dare la caccia a Francisco «Pancho» Villa e ai suoi guerriglieri, che il 9 marzo hanno messo a ferro e fuoco la città di Columbus, nel Nuovo Messico. Capo della Spedizione punitiva è il generale John Pershing. 18 marzo. - Offensiva russa sulle sponde del lago Naroch. Fronte orientale: per rispondere all’appello francese di alleviare la pressione tedesca su Verdun, i Russi lanciano un attacco sulle sponde del lago Naroch con l’obiettivo di raggiungere Vilnius, la città più importante della Polonia orientale. Grazie alla mobilitazione dell’industria e al richiamo di nuove classi di coscritti, le armate russe, pesantemente sconfitte nel corso del 1915, si trovano ora in superiorità numerica rispetto ai loro nemici: 300.000 uomini contro 180.000 nella parte settentrionale del fronte (dove i Russi vantano per la prima volta anche un grande vantaggio in fatto di cannoni e munizioni) e 700.000 contro 360.000 al centro. Solo nel settore meridionale (affidato principalmente all’Austria-Ungheria nel campo degli imperi centrali) i numeri si equivalgono: circa mezzo milione di uomini. /

Oltre che per la superiorità numerica, viene scelto per l’attacco il settore settentrionale perché le posizioni avanzate tedesche a nord minacciano Pietrogrado, e hanno portato sotto il controllo del nemico le regioni produttive del Baltico, dove Ludendorff ha creato una vera economia d’occupazione: l’intenzione è di germanizzare i possedimenti dello zar sia nelle regioni baltiche sia in Polonia. 22 marzo. - Bomba di profondità distrugge un sottomarino. Oceano Atlantico: al largo della costa sudoccidentale dell’Irlanda gli Inglesi usano per la prima volta una bomba di profondità, che distrugge un sottomarino tedesco. 24 marzo. - Sul traghetto affondato il compositore spagnolo Granados. Canale della Manica: un sottomarino tedesco affonda con un siluro il traghetto Sussex, scambiandolo per una nave da trasporto truppe. Annegano 52 passeggeri, tra i quali tre cittadini americani e il compositore spagnolo Enrique Granados. / A causa delle forti proteste diplomatiche degli Stati Uniti, la Germania sospende la campagna sommergilistica indiscriminata contro il traffico mercantile diretto nelle isole britanniche. 26 marzo. - Battaglia sulle Alpi. Fronte italiano: battaglia sulle nevi delle Alpi Càrniche. Combattimenti intensi per tre giorni, anche nella notte e durante una tormenta di neve, tra Italiani e Austriaci intorno al passo di Monte Croce Càrnico. Alla fine gli Italiani riprendono le posizioni perdute nel primo assalto austriaco, ma hanno perso quasi mille uomini. 31 marzo. - Fallisce l’offensiva russa contro i Tedeschi. Fronte orientale: si conclude l’offensiva russa lanciata il 18 marzo. Ragioni dell’insuccesso: scarso coordinamento tra artiglieria e fanteria, attacco condotto su un fronte troppo stretto, risposta tedesca con bombardamenti su diversi fronti. I Russi hanno perso 100.000 uomini (12.000 sono morti per le durissime condizioni atmosferiche), i Tedeschi circa 20.000.


Centenario Grande Guerra

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Marzo 1916 – Ripercussioni in Trentino e nelle Giudicarie

NelleGiudicarieunaltromesedifameediassestamento Viene arrestato a Trento il principe vescovo Mons. Celestino Endrici Nelle Giudicarie i due anni del 1916 e del 1917 diventano teatro di operazioni quasi inenarrabili sia sul fronte meridionale verso la Val di Ledro e le Valli di Daone e di Fumo, che sul versante occidentale in Adamello e verso la Valcamonica. Su queste pagine già si sono lette le vicende sia dell’incendio di Cimego del gennaio 1916, a firma di Marco Zulberti, che l’installazione del campo d’aviazione nel Lomaso, nelle Giudicarie Esteriori a firma di Aldo Gottardi. Ma gli aspetti prettamente giudicariesi, di cui riproporre la conoscenza, sono ancora tanti e diversificati, per cui mi auguro che da oggi (marzo 2016) al novembre del 2018 vi siano ancora validi collaboratori che possano completare le mie pagine che, per forza di cose, sono assai limitate in confronto a ciò che è avvenuto nelle nostre vallate giudicariesi cento anni fa. L’analisi quotidiana del tempo del Perli continua a riferirsi sia alle notizie dai fronti, sia alla situazione locale, specialmente in merito all’assillante problema della alimentazione e del vestire. Sempre più precise ed estremamente attuali – allora – in merito a ciò che accadeva giorno per giorno, sia in Giudicarie che altrove: eccone i dettagli per il mese di marzo 1916. 1° marzo. - Nissuna novità importante fuorché la occupazione di Durazzo da parte dei nostri [austroungarici]. Nel dicembre-gennaio-feb-

Il 1° marzo 1916 si presenta con l’arresto del principe arcivescovo di Trento. Troviamo scritto in Benvenuti: «1 marzo: il vescovo Celestino Endrici viene arrestato per ordine dei comandi militari e deportato, internato, sottoposto a stretta sorveglianza della persona e della corrispondenza, per sospetto di italianità attiva e per aver tollerato che il clero trentino nutrisse sentimenti non lealisti verso la monarchia». Sempre come “segno braio ci arrivarono soltanto 900 quintali di farina invece che 2.600 come secondo le disposizioni di legge che ci spettavano pel distretto giudiziale. / I Turchi perdettero la fortezza di Erzerum. Pare che le imprese guerresche da Salonicco ad Erzerum rappresentino un audace tentativo dell’Intesa per togliere alle Centrali i loro allori conquistati finora. Lo sbarco a Salonicco doveva favorire il passaggio di un esercito russo dal Nord oltre il Danubio e trarre la Rumenia e la Grecia nel turbine della guerra, e dare il destro agli Italiani di occupare l’Albania, dividere la Bulgaria dalla Turchia e con questo sforzo ottenere ciò che non fu possibile coll’impresa di Gallipoli; quindi l’apertura del Bosforo fino al Golfo Persico. Non ci sono riusciti, perché per loro confessione non vanno tra loro d’accordo nei movimenti e per la loro pigrizia nei medesimi. / La neve caduta il 23 febbraio concorre a moltiplicare le vittime della guerra travolgendo colle sue slavine soldati e lavoratori stazionanti nelle baracche sui pendii dei monti. Nella valle di Breguzzo vi lasciarono a questo modo la vita 31 individui. / Più volte

dei tempi”, il 4 marzo 1916, il “Risveglio tridentino” pubblica alcune note storico-biografiche dal titolo «Andrea Hofer e il suo eroico spirito nella presente Guerra», scritte da Sebastiano Waldner e tradotte dal tedesco da don Lorenzo Felicetti. Il clima/atmosfera alternante fra i due opposti poli di attrazione – Austria e Italia – caratterizzeranno tutto il periodo della guerra in ogni parte ed angolo del Trentino.

Mons. Celestino Endrici

successe il caso di annunzi di morte giunti a questa o a quella famiglia rispetto ai loro soldati, poi i morti risuscitarono o sul campo o prigionieri in Russia. Il caso qui è toccato a Cesare Antolini Muson con suo figlio Giacomo ora prigioniero in Russia. 12 marzo. - Nel frattempo acqua e neve, neve ed acqua a iosa. / Vi fu una nuova leva dei cavalli, muli ed asini, ma, tolta qualche rara eccezione, non trovarono che gli avanzi dei cavalli dell’apocalisse. / Incominciò una nuova requisizione dei rami casalinghi. / Fu ripubblicato il giudizio statario. / Tre mesi or sono comperai a Trento la stoffa per una veste talare

pagandola 25 corone al metro dove prima della guerra costava, la stessa qualità, 10-12 corone al metro. I negozi di telerie e tessuti in genere vanno assottigliandosi di giorno in giorno per mancanza di materiale sul commercio. Anche il corame e la vacchetta furono requisiti dal militare; chi ne trova clandestinamente lo paga in media 18 corone al chilogrammo. / D’ora in poi lo zucchero verrà misurato e somministrato mensilmente in ragione di chilogrammi 1½ a testa. / I Tedeschi stringono tenacemente le fortezze di Verdun e con altrettanta tenacia sono difese dai Francesi. La Germania dichiara la guerra al Portogallo, che

violò la sua neutralità a favore dell’Inghilterra e a tutto danno della Germania. / Torna in campo la questione dei sottomarini fra gli Stati Uniti e la Germania, la quale per [molestarne] l’uso, preavvisò i neutrali che non viaggino su navi mercantili armate, contro le quali essa si crede in diritto di lanciare i suoi siluri. Gli Stati Uniti non la passano per buona neppur questa. Perché poi Gli Stati Uniti non fanno altrettanto contro l’ingiustissimo blocco dell’Inghilterra? Due pesi e due misure! / Interesso la Luogotenenza perché ci procuri i grassi e le patate per la semina, poiché la fame ha consumato nei nostri paesi anche questa. 26 marzo. - Nel frattempo acqua a catinelle tutti i giorni. Oggi bel tempo. / Finalmente arrivarono le farine da darne 240 grammi al dì e per testa agli sprovvigionati. Tanti che per darsi alla negoziatura e all’industria, o per vendere ad altri le proprie braccia e far denaro in fretta, hanno venduto la loro campagna; ora s’accorgono d’averla sbagliata. Ora, ed anche in seguito, starà bene chi avrà campagna. / La farina gialla oggi la si dà a corone 87 posta qui, e quella

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di frumento più fina a corone 126 al quintale; dovrebbe essere più cara se il Governo non ne avesse mitigato il prezzo coi fondi dello stato. / Multe gravi a chi occultasse farine. / D’oggi in poi lo zucchero viene ridotto ad un chilogrammo al mese e per testa. / Il caffè salì a corone 8, il latte a 0,30; il burro è tariffato a 5, ma pur di averne lo si paga anche 7-8 corone; il formaggio a 7 corone. / I militari disponibili dispersi nei paesi hanno l’ordine di aiutare i contadini nel lavoro delle campagne gratuitamente, e di fatto vi si prestano volentieri. Vengono messi a coltura molti prati e snudati dalle ramaglie i gelsi. Gocce di inchiostro rimaste fissate su grandi fogli di registro a ricordarci, fortunatamente, ciò che invece sarebbe andato perduto. Quanti ancora sanno fermare il presente che sfugge di fretta affinché resti qualcosa da prendere in considerazione, non solo come pura curiosità conoscitiva, ma come un patrimonio da godere e da sfruttare? Pagine forse ignorate del tutto nelle scuole, dove invece dovrebbero costituire l’essenza del passato “locale” - ogni luogo ed ogni popolazione ha il proprio passato - che può e diventarle “l’humus” dal quale ogni prodotto alimentare (e culturale) trae la sua possibilità di crescere e di maturare a favore dell’uomo. Mario Antolini Musón


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Attualità

MARZO 2016

Nei primi sei mesi quasi trentamila ingressi, con utenti dalla Valsabbia, da Riva e dalla Val di Ledro

L’AquaclubdiCondinoviaggiaavelespiegate Insomma l’obiettivo è quello di poter accogliere nel centro tutti coloro che per diverse ragioni cercano l’acqua. Per facilitare il compito di analisi e andamento dei primi mesi di attività abbiamo incontrato Egon Pardatscher, a cui è stata affidata la gestione di Aquaclub. Il centro acquatico era molto atteso in Valle del Chiese. Come valuta questi primi mesi e la risposta della gente? Mi preme ricordare che il centro acquatico realizzato a Condino è stato oggetto di accurate ricerche e confronti con altre piscine prima della sua realizzazione. Attraverso mirate valutazioni si è cercato di creare una struttura che potesse offrire un servizio di eccellenza ad una platea vasta e diversificata. Si è voluto realizzare un centro moderno e polifunzionale che potesse dare un qualcosa in più all’intera Valle del Chiese. Nei primi sei mesi (o poco più) di apertura del centro acquatico abbiamo superato i trentamila ingressi. Numeri che sono andati ben oltre le previsioni effettuate prima dell’apertura. La risposta della gente è stata importante e ha dato la confer-

di Marco Maestri Tempo di primi bilanci e prime valutazioni per il centro acquatico “Aquaclub” di Condino, nel neonato Comune di Borgo Chiese. Sono infatti passati poco più di sei mesi dalla tanto attesa apertura tenutasi lo scorso quindici agosto, proprio in occasione della Santa Patrona di Condino, ed un punto della situazione sull’andamento dei primi mesi è d’obbligo. Il centro acquatico è stato studiato e realizzato per soddisfare contemporaneamente età, ma di quanto fosse atteso un servizio che per molti anni, forse troppi, è mancato nella Valle del Chiese. Qual è il servizio che Aquaclub vuole mettere a disposizione di chi frequenta il centro? Ci sono novità nell’immediato per quanto riguarda la gestione? Come più volte detto l’obiettivo è quello di proporre un’offerta completa ed allo stesso tempo soddisfacente. Subito dopo l’apertura abbiamo ampliato gli orari eliminando il giorno di chiusura settimanale ed aprendo quindi sette giorni su sette. Il prossimo obiettivo, in fatto di orari, sarà quello di aprire anche nel periodo fuori stagione con orario continuato. Già oggi, in stagione e quando le scuole sono chiuse, apriamo tutti i giorni con orario conti-

nuato fin dal mattino. Nei primi mesi abbiamo avuto un ottimo riscontro relativamente ai corsi di nuoto ed alle attività di acquagym. A questo proposito nella prossima stagione amplieremo l’offerta dei corsi inserendo nuove specialità. Abbiamo anche bisogno di formare nuovi istruttori per supportare queste attività e quindi prossimamente proporremo nella nostra sede corsi per istruttori. Da poco più di

interessi ed esigenze diverse: dalle famiglie a coloro che praticano il nuoto in senso stretto, dai bambini che frequentano i corsi avviamento alle persone della terza età che trovano beneficio nell’attività acquatica e nella socializzazione. La struttura offre la possibilità a ciascuno di essi di trovare la vasca più adatta per forma, profondità e temperatura dell’acqua, nonché lo scivolo, altre attrazioni acquatiche e zone relax.

un mese è stato aperto lo snack bar all’interno del centro. Già precedentemente, per venire incontro alle famiglie ed agli utenti che si fermano in piscina per diverse ore, avevamo messo a disposizione una zona riservata al consumo di cibi e bevande. E’ ora possibile farsi servire direttamente dallo snack bar della struttura senza dover uscire oppure portarsi da casa un pranzo al sacco. Un servizio principalmente mira-

to alle famiglie che in questo modo hanno la possibilità di trascorrere all’interno del centro una giornata all’insegna del divertimento e del totale relax. Per le famiglie c’è anche un occhio di riguardo nelle tariffe. L’ingresso Family permette di pagare un importo agevolato rispetto ai prezzi di listino. Alle famiglie residenti nella Provincia di Trento e nella Val Sabbia la piscina offre un ulteriore sconto del 10%. Sono previste delle novità anche per quanto riguarda la struttura? Si parla spesso di un ampliamento del centro acquatico e della realizzazione di una zona wellness… Si, a breve verranno sistemate le pertinenze esterne con particolare attenzione alla zona ingresso ed al posteggio. Per la prossima stagione estiva sarà

realizzata, all’esterno del centro acquatico, una vasca ricreativa riscaldata che sarà accessibile direttamente dall’interno. Si tratta di una vasca che sarà utilizzabile durante tutto l’anno. Inoltre è allo studio la realizzazione di un centro wellness. Anche in questo caso, come già accaduto per progettazione e ratizzazione della parte acquatico, si punta ad un centro che dovrà diventare un riferimento per il Trentino. Abbiamo preso come riferimento centri Wellness pubblici come il Cron4 di Brunico, Aquarena di Bressanone, Balneum di Vipiteno e Aquaforum di Laces, strutture queste, che sono ottimi esempi di gestioni sinergiche tra piscina e wellness pubblici. Di questi centri abbiamo cercato di capire punti di forza e criticità e ovviamente provveduto ad adattare il tutto al bacino d’utenza ed alla cultura della Valle del Chiese Insomma, se il famoso detto “chi ben comincia è a metà dell’opera” è veritiero, i presupposti per un grande successo da parte del centro acquatico di Condino ci sono tutti, non resta che al tempo portare conferma.

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Attualità

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L’innevamento programmato ha salvato la stagione

Turismo, un buon gennaio Ma il dicembre fa segnare una flessione rispetto allo scorso anno quando si erano registrati numeri da record A onor del vero, occorre segnalare che quello della scorsa stagione è stato il miglior dicembre degli ultimi dieci anni, facendo segnare numeri record. Dopo anni di crescita delle presenze internazionali, la flessione ha riguardato soprattutto gli stranieri. Gennaio 2016 ha invece fatto segnare numeri in linea con i dati dell’anno precedente: +2% negli arrivi, -1,5% nelle presenze su tutto l’ambito, ma con Campiglio che fa registrare un +7% negli arrivi e un +3% nelle presenze. Se, inoltre, su tutto l’ambito, gli stranieri sono stabili negli arrivi, ma mostrano un calo nelle presenze (13%), mentre gli italiani aumentano sia negli arrivi (+3,4%) che nelle presenze (+8,5%). Con la chiusura dei dati alberghieri relativi a dicem-

La stagione invernale non è ancora finita, ma è possibile fare i primi bilanci ufficiosi rispetto ai due mesi “forti” delle vacanze bianche, dicembre e gennaio. I dati riferiti all’ambito di Madonna di

Campiglio-Val Rendena – indubbiamente condizionati dalle scarse precipitazioni – ci raccontano di un dicembre in flessione, con un -10% negli arrivi e -15% nelle presenze rispetto a dicembre 2014.

bre 2015, si è definito anche il “bilancio” complessivo di arrivi e presenze dello scorso anno con un +9% negli arrivi e un +5% nelle presenze. Queste ultime hanno sfiorato, in tutto l’ambito, la cifra complessiva del milione. Stretegico, per la riuscita di una stagione fra le più “secche” a livello di precipitazioni, si è rivelato il sistema di innevamento programmato, sostanziato ora dal bacino artificiale dei Montagnoli, che ha garantito un importante apporto logistico. Accolto dalle critiche degli ambienta-

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listi, il bacino si conferma invece fondamentale nelle stagioni, come questa, in cui le condizioni meteo non permettono l’avvio della stagione: 192mila mc di volume di bacino in località Pian dela Zedola, 340 m di lunghezza per 120 m di larghezza e 12 m di altezza massima, nato sulle ceneri di un antico lago scomparso a poche centinaia di metri dall’omonimo rifugio sullo Spinale per diventare un invaso a cielo aperto per lo stoccaggio di acqua da destinare all’innevamento programmato delle piste da sci campigliane. Il laghetto fornisce acqua per la produzione di 600mila metri cubi di neve, quelli necessari ad innevare tutti i 160 ettari di piste della perla delle Dolomiti in sole 120 ore di freddo.

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Sport

MARZO 2016

Grande attesa per la nuova stagione alla guida della Kawasaki del Team Motortech

Ghezzi, un “salto” tanto atteso «Il motocross – afferma Michael – è uno sport duro e che richiede molti sacrifici. Solamente grazie al sostegno della mia famiglia, sia morale che economico, posso raccontare quanto di buono ho fatto negli ultimi anni. L’unico rammarico è che, a causa degli impegni lavorativi (Michael lavora come muratore in un’azienda locale), ho veramente poco tempo per allenarmi.» Infatti, chi pratica lo sport del motocross, solitamente si allena quasi tutti i giorni, mentre Michael difficilmente riesce ad allenarsi con costanza. Ma questo, almeno per il momento e visti gli ottimi risultati ottenuti ultimamente, non sembra essere un ostacolo. «Mi preme innanzitutto ringraziare – prosegue Michael – la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto. Inoltre un ringraziamento speciale va alla mia attuale squadra MOTORTECH, guidata dal team manager e compaesano Luca Curti, il moto club di Storo, Silvio Bagattini del “Bar Snoopy” di Bondo e tutti colori che mi ha supportato durante le gare.»

di Marco Maestri Sta per ripartire l’avventura di Ghezzi Michael nel campionato regionale di motocross MX1 over 21. Il ragazzo di Bondo, classe 1989, nella scorsa stagione si è laureato in sella alla sua Kawasaki, per la prima volta campione regionale. La carriera di Michael parte da giovanissimo. Le sue prime gare infatti le

disputa all’età di quindici anni e con il passare degli anni, grazie al sostegno morale della famiglia, riesce ad ottenere buoni piazzamenti, fino ad arrivare a disputare nella scorsa stagione, alcune gare del campionato nazionale e vincendo la prima manche della gara di casa a Roncone.

Michael Ghezzi (al centro)

Michael, ora a motori spenti, quali sono i tuoi obiettivi per l’ormai imminente inizio della stagione? Innanzitutto cercherò di confermare quanto fanno di buono lo scorso anno nel campionato regionale, puntando alla vittoria. Dopodiché l’obiettivo prin-

cipale è quello di poter disputare qualche buona gara a livello nazionale, confrontandomi con chi si allena 7 giorni su 7. Come è nata la passione per il motocross? Fin da bambino ero appassionato dai motori e dalle due ruote. Con il passare degli anni ho potuto provare, grazie anche alla vicinanza delle piste di Roncone e di Storo, questo meraviglioso sport di cui mi sono appassionato subito. Poi grazie all’ottimo rapporto con l’attuale team manager di Motortech ho potuto entrare a far del team fino ad avere l’opportunità di poter correre alcune gare nazionali. Quante volte ti alleni a settimana? Purtroppo gli impegni di lavoro non mi permettono di allenarmi come dovrei. Attualmente vado quasi tutte le domeniche e appena ho un attimo di tempo accendo la moto e vado. Fortunatamente ho le piste di Roncone di Storo vicine a casa e quindi in pochi chilometri riesco a recarmi sulle piste. Non resta che augurare a Michael buona fortuna per l’inizio della stagione, con la speranza e la convinzione di poter presto festeggiare altre vittorie in uno degli sport più spettacolari che talvolta, seppur praticato in maniera minore rispetto ad altri sport, meriterebbe più spazio ed attenzione.

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Sport istituzioni e dei 53 comuni convenzionati. Grazie all’impegno dimostrato da tutti i volontari dello Sci Club Bolbeno, con la collaborazione delle altre associazioni locali (la Pro loco, il Gruppo Alpini e i Vigili del Fuoco), ancora una volta si è potuto organizzare e curare ogni aspetto dell’evento in maniera eccellente, che si è concluso con una splendida cerimonia di premiazione dove ogni partecipante è stato premiato con il diploma e l’ambita coppa, indipendentemente dalla posizione in classifica. Il segreto del successo di una manifestazione che non ha eguali in Italia, sta soprattutto “a monte”, e cioè nella tariffa di soli 60 € che si pratica da quattordici anni ormai a quanti si iscrivono ai corsi sci organizzati dalla Sci Club Bolbeno in collaborazione con la Scuola Italiana Sci Rainalter di Madonna di Campiglio; un modo che permette di avvicinare allo sport centinaia e centinaia di bambini ogni anno, possibile grazie all’impegno di tanti volontari e al sostegno finanziario di numerosi sponsor privati ed enti istituzionali. La gara ha rappresentato il penultimo di ben 10 appuntamenti sportivi di

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567 partecipanti al Trofeo Giovanissimi di domenica 21 febbraio, primato a livello italiano

Centro sci Borgo Lares: la stagione dei record

Un degno epilogo per la stagione dei record: così si può definire la gara di fine corso “Trofeo Giovanissimi” che ha avuto luogo domenica 21 febbraio alle “Coste” di Bolbeno, divenuta ormai un appuntamento imperdibile per tutti, e che si è conclusa ancora una volta con un successo pieno. Infatti 567 piccoli una stagione iniziata già il 5 dicembre e che è proseguita in maniera estre-

mamente positiva con un impressionante afflusso di sciatori tanto che è

sciatori provenienti da tutte le Valli Giudicarie e Rendena, dalla Valle dei Laghi, dall’Alto Garda, dalla Valle di Ledro e perfino dalla Valsabbia, si sono riuniti in una splendida giornata di festa alla quale non ha voluto mancare nemmeno l’assessore Provinciale Tiziano Mellarini e tanti altri rappresentanti delle stato segnato il record di passaggi sulla sciovia, superando quota 200.000.

I bambini alla gara di fine corso

Questo anche grazie alla aperture serali del mercoledì e del venerdì (que-

st’ultimo dedicato agli allenamenti dei cosiddetti sciatori “master”) che tanto gradimento hanno riscontrato, soprattutto da parte dei molti sci club locali che hanno trovato a Bolbeno un ambiente ideale per la loro preparazione.

I bambini premiati dall’assessore Mellarini

A Gubbio il ragazzo di Montagne vince il suoi primo titolo importante fra i Senior dopo i due ori europei junior

Cross,Crippasilaureacampioneitaliano Dopo i due ori europei junior e tante vittorie nei campi di tutta Europa, Yeman Crippa vince a Gubbio il suo primo titolo italiano di Cross tra i Senior e a 19 anni si conferma come uno dei prospetti continentali più importanti. Il ragazzo di Montagne, già da tempo sotto i riflettori per tante prestazioni sportive considerevoli, si pone oggi come il portabandiera della corsa campestre italiane, e guarda con fiducia alle prossime Olimpiadi che si disputeranno dal 5 al 21 agosto a Rio de Janeiro. Intanto Yeman si gode questo successo tricolore: la due giorni azzurra del 20 e 21 febbraio dedicata alla corsa campestre al Teatro Romano di Gubbio (Perugia) ha assegnato 23 titoli, con oltre 2000 atleti di 286 club provenienti da tutta Italia in gara. Yeman (Gs Fiamme Oro) è stato grande protagonista della gara assoluta insieme a Stefano La Rosa (Carabinieri). Dopo un appassionante duello lungo 10 chilometri, il giudicariese ha tagliato il traguardo a braccia alzate e si è laureato campione italiano di cross 2016, inaugurando così la cate-

Yeman Crippa

goria senior - dopo una carriera giovanile esemplare, che consta di due titoli europei under20 consecutivi e un bronzo sui 5000 in

pista - con la sua prima vittoria Tricolore fra i grandi. L’argento va a La Rosa, capace di rispondergli colpo su colpo, il bronzo

a Patrick Nasti (Fiamme Gialle), ma va menzionato anche Thomas Lokomwa (Alpi Apuane), in gara per il Campionato di Società e

oggi il più veloce fra i 390 uomini in campo.


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Opinioni a confronto

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BOTTA E RISPOSTA

Pro e contro di una tematica di cui si discute da tempo

Ospedale diTione, tra dubbi e inquietudini

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Egr. Sig. Amistadi, senta questa. Agli inizi di novembre ho prenotato presso l’ospedale di Tione un ciclo di Fisiokinesiterapia e di Elettroterapia Antalgica per una “cervicalgia acuta persistente”. Con tanto di ricetta medica. Stavo davvero male e sembrava che le cure prescritte-

mi fossero una delle poche soluzioni al mio problema. Dall’infermiera addetta alle prenotazioni ho avuto garanzia che mi avrebbero chiamato quanto prima, lasciai il numero di telefono e me ne andai speranzoso. Dopo quattro mesi, finalmente, a fine febbraio, ho avuto la te-

Torna la “tiritera” delle quote rosa Caro Adelino, abbiamo letto che anche a Trento torna in ballo la legge delle quote rosa, si vorrebbe addirittura che le due preferenze possibili per le elezioni provinciali fossero obbligatoriamente date una ad un uomo ed una a una donna, a scanso l’annullamento della scheda. A noi sembra una stupidata...lo stesso metro dovrebbe valere anche nelle scuole ove ormai gli insegnanti sono per gran parte donne, o negli ospedali ove le infermiere sono in netta maggioranza. Se va avanti così noi uomini dovremo batterci per le quote azzurre… Gli amici del bar Cari amici, avete pienamente ragione. In certi sistemi elettorali dove non esistono “preferenze” ma il tutto viene gestito dai partiti, si può anche pensare che i sessi debbano essere pariteticamente rappresentati. Ma nei sistemi elettorali democratici ove la scelta è lasciata al cittadino e non alle segreterie dei leader di partito, le quote non hanno senso. Facciamo un esempio: se gli elettori di Tione volessero eleggere tutte donne, perché non dar loro la possibilità di farlo? E se invece volessero eleggere tutti uomini, perché no? Sono scelte individuali che coinvolgono la coscienza di ognuno di noi, basilari per la democrazia. Già la trovata dei nostri politici che obbliga i Comuni ad inserire in Giunta obbligatoriamente le donne ha creato non pochi problemi. Io sono per la totale libertà di voto, ognuno voti secondo coscienza e soprattutto valuti i candidati in base al merito, il sesso non centra. E se le più meritevoli sono tutte donne ben vengano e prendano in mano la nostra vita. Abbiamo avuto nella storia del Trentino ottime donne che hanno svolto alla grande il loro mandato di certo con più merito di alcuni nostri rappresentanti di sesso maschile. Purtroppo negli ultimi anni ne abbiamo avute di così così, anzi, ad analizzare per bene la loro presenza politica in quel di Trento, beh, era meglio che non ci fossero state. Non è l’essere donna che ti fa migliore, così come non lo è essere uomini. Come in tutte le situazioni, dovrebbero prevalere la preparazione, l’onestà, la passione, la consapevolezza del proprio ruolo, l’orgoglio di rappresentare la propria gente. Tutte qualità non sempre limpide in chi ci rappresenta, indipendentemente dal sesso. Speriamo che in futuro vada meglio. (a.a.)

lefonata dall’ospedale in cui mi si dava l’appuntamento di li a qualche giorno. Nel frattempo comunque avevo seguito altre cure e da gennaio credo d’aver superato i miei guai, magari solo provvisoriamente, ma oggi sto bene. E’ una storiella che mi conferma dello scadente fun-

zionamento del nostro ospedale. Ci stanno togliendo ormai ogni sevizio importante, la ginecologia, l’ortopedia, l’anestesia, ecc., se quel poco che rimane da le risposte di cui ho parlato, poveri noi, lei che ne dice? Un lettore affezionato

Non so che dire, dell’Ospedale ho già detto molto in altri scritti, ma pensavo che almeno i servizi non di prima necessità, funzionassero. La vicenda ospedaliera, cosi come l’abbiamo vissuta in questi ultimi anni, è stata una gran presa in giro per i Giudicariesi e non è fi-

nita. Speriamo che i nostri amministratori siano all’altezza e che sappiano difenderci con la ragione e con la determinatezza necessaria. Anche se, detto fra noi, anche su questo mi rimane qualche dubbio….(a.a.)

I crucci dei ristoratori

Aquando una riforma delle “partecipate”?

Caro Adelino, ho un ristorante e non ti dico come oggi le cose per noi ristoratori si siano complicate. Abbiamo tutti i giorni a che fare con persone dai gusti più complicati. C’è chi è vegano, chi lamenta allergie d’ogni tipo, chi vuole garanzie sui prodotti che non siano geneticamente modificati, anche un minimo disturbo allo stomaco, come si possono avere ogni giorno, nel scegliere il menu ti fanno mille osservazioni. Ai miei tempi, con la fame che si aveva, chi aveva la fortuna di recarsi al ristorante mangiava alla grande senza tante storie. Se andiamo avanti così, che fine faremo, dovremo cambiare mestiere.

Egr. Amistadi, ho letto in questi giorni sui giornali locali che le società partecipate del Trentino sono ancora in attività nonostante i debiti accumulati per il passato e la quasi loro totale inutilità. Il giornale diceva che il loro costo solo per pagare il consiglio d’amministrazione nelle sue varie funzioni, supera i due milioni di euro. Ma siamo matti? Non dicevano che le avrebbero abolite? Mah! Giudicariese schifato

Rinaldo Ho l’impressione che ci siano persone che lottando scriteriatamente per essere sane finiscono per ammalarsi. A forza di studiare ogni uovo, ogni pomodoro, ogni patata, ogni tipo di carne, ogni boccone che si ingoia c’è chi cade in depressione e finisce anoressico. Gente che vede insidie dappertutto. Raramente mangiano in casa d’altri o nei ristoranti se non obbligati per lavoro o per lontananza da casa. Sono ossessionati che quel che viene loro servito sia in qualche modo contaminato o non sia genuino. Così si riempiono con quintali d’insalata, bicchieroni di frullati, succo di carote e mille altri intrugli attentamente preparati, privandosi di elementi nutritivi fondamentali. Io sono convinto che sia una questione di moda del momento, enfatizzata dalla pubblicità televisiva, che reclamizza cibi genuini ed incontaminati salvo poi scoprire che anche ditte famose vengono denunciate per indebita sofisticazione dei loro prodotti. Caro Rinaldo, tenga duro, passata la buriana, toccati con mano i danni alla salute che un’alimentazione troppo sofisticata produce al nostro organismo, torneranno in molti alle belle mangiate di qualche tempo fa: succulenti spiedi, polenta e “usei”, polenta carbonera, bistecche di manzo e costolette di maiale torneranno ad essere i nostri piatti preferiti, anche se un po’ di prudenza non dovrà mai mancare… Adelino Amistadi

Caro Giudicariese, io sono sempre stato contrario a questo tipo di società costituite dalla Provincia per gestire in autonomia branche dell’attività tecnico-amministrativa con efficienza e concretezza liberandole dall’ingombrante burocrazia provinciale. Così si diceva con l’atto costitutivo. Io non ne vedevo la ragione, la nostra Provincia aveva ed ha personale all’altezza per gestire gran parte delle attività delegate alle società partecipate, non ne capivo le motivazioni tecniche per cui era necessario separarle dall’ente Provincia e dar loro una parvenza privatistica seppur finanziate dalla Provincia stessa. Solo più tardi, con qualche scandalo e con la pubblicazione dei loro bilanci (quasi tutti in passivo…) si è cominciato a chiedersi a cosa potessero servire. Innanzi tutto permettevano di gestire gran parte del bilancio provinciale senza alcun controllo politico su materie di notevole interesse per l’intera comunità. Permettevano inoltre ai partiti di creare un serbatoio di posti per assicurare un lauto futuro ai tanti politici che dovevano in qualche modo riciclarsi, oltre all’opportunità di mettere le mani su tanti ambiti della vita civile ed economica della Provincia da parte del Governatore in carica. Non solo. Talvolta sembra si sia assunto il personale per chiamata diretta senza concorso o selezione adeguata, magari fidandosi del colore politico o di altro. Il risultato, dopo più di un decennio, è che queste società sono un debito continuo e salato per la Provincia che deve continuare ad intervenire per pareggiare i conti quasi sempre in rosso. Ma nonostante le dichiarazioni dei politici impegnati a metterci rimedio, le società partecipate del Trentino continuano a prosperare nella loro inanità e con i loro costi proibitivi. Che il solo costo dei consigli d’amministrazione superi i due milioni è uno scandalo, ma che nessuno riesca a mandare tutti a casa lo è di più. Probabilmente rimuovere personaggi importanti dalle loro poltrone ben remunerate non è facile. Potrebbero saltare un sacco di compromessi. E allora non cambierà niente per non so ancora per quanto tempo. E il popolo? Beh, il popolo fa il suo dovere: tace e paga le tasse. Anche per loro. (a.a.)

Verso le elezioni comunali: come votare? Caro Adelino, si è già entrati in periodo elettorale. I comuni che hanno scelto di fondersi sono ora impegnati nella ricerca di una amministrazione che li accompagni in questa prima legislatura particolarmente delicata e difficile. Vedendo le prime mosse degli aspiranti amministratori non ci vedo niente di buono: le solite “cosche”, i clan, le invidie e le gelosie di sempre, nessuno che pensi a quel che dovranno fare e al compito che li aspetta per armonizzare al meglio le varie comunità che ancora odorano di campanilismo e di sospetti reciproci. Allo stato delle

cose io non so proprio decidermi per chi parteggiare. E tu? Un rendenese in fusione Ha un sacco di ragioni, amico mio. Anch’io, al mio paese, ho forti dubbi sul cosa fare, nonostante i soliti giornali mi abbiano già posizionato per l’uno o per l’altro. Mi succede spesso ormai, ma ho raggiunto l’età del libero pensiero, anche se un po’ in ritardo, per cui prima di scegliere chi votare farò le dovute valutazioni. Premesso

che la scelta, in questo caso, va fatta pensando esclusivamente al bene della gente e al beneficio che ne trarranno le comunità che dovranno convivere, aspetterò la pubblicazione delle liste e dei candidati a sindaco. Ne valuterò le facce e la loro storia, la loro capacità, la loro esperienza e la loro buona fede. Eliminati i faccendieri, i ladri, i “pasradam” dei partiti e i poltronisti, voterò serenamente per chi mi garantirà intelligenza e lungimiranza, ma soprattutto nei sindaci esigo carattere, progettualità e imparzialità, palle di ferro, tanto per ca-

pirci, quelle di panna montata sono deleterie. Queste elezioni servono per avviare un nuovo capitolo di storia per i nostri paesi, e deve essere una storia che comincia bene, altrimenti saranno guai per tutti. Oltre ai non pochi problemi che la crisi economica sta riversando sulle nostre famiglie e sui nostri territori, sarebbe davvero drammatico che si aggiungessero anche i guai di amministrazioni balorde, ciarliere ed inconcludenti. Ma sull’argomento ritornerò il prossimo mese, quando si entrerà nel vivo della campagna elettorale. (a.a.)


Attualità

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Il comitato gemellaggi “senza frontiere” di Roncone a Chatte, in Francia, per le serate del cinema italiano

Un gemellaggio che cresce nel tempo

Se la cerchi sulla carta geografica, fai fatica a trovarla, la ville de Chatte, la città di Chatte, così come loro ufficialmente denominano questo piccolo paese, un po’ disperso nel Delfinato. Eppure a cavallo della Grande Guerra, nei primi decenni del secolo scorso, sono state numerose le famiglie che, partite da Roncone con il fagotto in spalla, hanno affrontato il viaggio verso ovest, offrendosi come contadini o boscaioli, per un piatto certo a pranzo e a cena. Chi si è fermato si è pian piano integrato e, pur non dimenticando le origini trentine, ha radicato nella vallata dell’Isére famiglia, casa e attività. Dopo cent’anni non si va a Chatte senza incontrare qua e là, per strada, nelle aziende, nelle scuole, al cimitero, i Bazzoli, i Bertoni, gli Amistadi, gli eredi dei pionieri, che, un paio di decenni fa, hanno fatto scattare negli amministratori comunali di Chatte e di Roncone la molla del gemellaggio, impegnando le due comunità a promuovere periodicamente iniziative per rinverdire la memoria e per sollecitare incontri, confronti e opportunità. Per la verità i comitati gemellaggi dei due paesi, costituiti da rappresentanti delle amministrazioni comunali e delle associazioni, nei loro statuti si sono posti obiettivi elevati, allargando lo sguardo all’Europa, al punto che Chatte si è proposto di passare “dall’idea di Europa alla costruzione dell’Europa”, mentre Roncone ha scritto addirittura nel proprio logo: “senza frontiere”. Con l’aria che tira di questi tempi nel vecchio continente sembrano quasi buoni proponimenti d’altri tempi, tuttavia il bisogno di incontrarsi e la voglia di riprovare sono spesso più forti dei dubbi e delle perplessità. E così, nell’intento di condire i seri obiettivi statutari con gli ingredienti dell’amicizia e della serenità, il Comité de Jumelage di Chatte ha organizzato “Le serate del cinema italiano”, invitando Roncone a presenziare e a parteciparvi attivamente. Tre film in italiano, sottotitolati in francese, scelti spaziando dal neorealismo postbellico alla recentissima commedia italiana, sono stati proposti alla comunità di

Un momento di aggregazione durante il gemellaggio

Chatte e agli ospiti di Roncone per riflettere insieme su costumi e stili di vita. Una scelta intelligente, nuova, per spingere “il gemellaggio” a guardare anche oltre il puro incontro di compaesani ronconesi e sollecitare, attraverso la lingua italiana e il costume, l’avvicinamento delle comunità. È in questo spirito che

sono state proposte alla nutrita delegazione di Roncone le tante iniziative promosse a corona delle serate del cinema: lo scambio delle reciproche presentazioni e dei disegni prodotti dai bambini delle classi delle scuole primarie dei due paesi; le gare di bocce fra i soci delle due associazioni bocciofile; la visita ad angoli significa-

tivi del territorio: dal mercato di St. Marcellin, dove sembra che il tempo si sia fermato, alla sorprendente basilica gotica dell’Abazia di St. Antoine, ricca di storia e di preziosi paramenti, dove nei secoli è stata forte la devozione per il santo protettore dei contadini. In una simile occasione, fra cultura e simpatia, non poteva mancare la regina

dell’incontro, sollecitata e attesa anche dai francesi, la polenta, la calda e gustosa polenta carbonera, cotta con legna e acqua francesi, con ingredienti della Valle del Chiese, ma con paiolo, trisa, braccia e ingegno “da Roncon”. Un successo, nessuno dei quasi duecento presenti si è tirato indietro, anzi, data la disponibilità, abbondanti sono stati i bis e le porzioni portate a casa per i parenti impossibilitati a presenziare. Fra un boccone e un canto ha trovato spazio anche un rapido confronto con il sindaco, André Roux, che è anche presidente della Comunità dei 16 comuni di St. Marcellin, sul momento amministrativo: noi abbiamo fuso i comuni, loro hanno fuso le regioni, riducendole da 22 a 13 e ritrovandosi, ora, nella nuova macro-regione Auvergne-Rhone-Alpes di quasi otto milioni di abitanti, con 4189 comuni. Modi diversi di intendere la semplificazione, che

inducono a riflettere su quanto bisogno di confronto sia ancora necessario per capirsi e organizzarsi, in Europa, almeno fra cugini. Ma se sull’organizzazione istituzionale le idee spesso differiscono, altrettanto non è, invece, nelle relazioni fra le persone, che danno senso al “gemellaggio”. E così, come per i giovani ciclisti di Offenberg, che, dopo il primo incontro con i coetanei, si sono impegnati a venire a Roncone, anche a Chatte non si è fatta attendere la simpatia fra i bocciofili, unita alla promessa dei Francesi di ricambiare la visita a Roncone. Piccoli gesti, significativi, di riferimento anche per i piccoli alunni delle due scuole primarie, che, seppure a distanza, hanno incominciato a muovere i primi passi di avvicinamento e che ora, dopo le reciproche presentazioni, possono conoscersi e comunicare, anche avvalendosi delle nuove tecnologie.

Le cipolle prevedono un 2016 bagnato Crederci o non crederci? La lettura delle cipolle per scopi di previsione meteorologica è una tradizione che affonda le sue radici nella notte dei tempi. E, a dispetto di una lettura razionale, continua ancora oggi e suscita curiosità ed attenzione, così come la questione meteorologica è tra le più dibattute e trattate anche in Tv. La lettura delle cipolle è una tradizione prevalentemente rurale e contadina che ha radici antichissime nell’Italia centrale quando, già dal Medioevo gli agricoltori usavano questa comunissima pianta da orto per prevedere il meteo. Nel diario del Duca di Montefeltro “I commentari della vita di Federico da Montefeltro” si parla di una guerra vinta dal duca proprio perché i suoi avversari non avevano interrogato le cipolle per le previsioni del tempo. Per la lettura delle cipolle servono soltanto due ingredienti: una cipolla dorata e del sale fino non iodato, così come era quello in uso a quei tempi. Con un coltello si dividono gli spicchi si appoggiano su un tagliere di legno appoggiarli, si versa un giusto quantitativo di sale e si posiziona il tagliere fuori per tutta la notte rivolto ad oriente. Non solo il luogo, ma anche il tempo è fondamentale: la tradizione vuole che il rito debba avvenire il 24

gennaio, data della conversione di San Paolo che i contadini chiamano “la notte di San Paolo dei segni”. Intorno alle 5.30 del mattino si ritirano dentro gli spicchi e nel giro di 15-20 minuti occorre procedere alla lettura perché il calore interno potrebbe modificare l’impatto del sale con i veli dell’ortaggio. La lettura avviene interpretando e analizzando come la cipolla ha interagito con il sale e con l’ambiente esterno. Sulla base di questo si possono prevedere precipitazioni o clima secco (a seconda che il sale si sia sciolto oppure no). Fatte tutte queste premesse, come sarà dunque il tempo nel 2016? Ci affidiamo al responso che hanno dato le cipolle la notte del 25 gennaio 2016 alla signora Nera Grassi de’Caretoni di Storo, gentilmente diffusi dal Pierdonè Group, di Piergiorgio Ferretti, noto appassionato e esperto di meteo di Storo. Il responso è quello di un anno molto bagnato, con tempo perturbato praticamente per tutto l’anno, ad eccezione di gennaio, febbraio e dicembre. I primi due mesi dell’anno ce li siamo già “giocati”, dunque. Va sottolineato, però, che nelle Marche, patria di elezione di questa pratica, gli esperti di cipolle sono concordi nel garantire che sarà un anno dal caldo torrido.


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