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AGOSTO 2017 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 15 - AGOSTO 2017 - N. 8 - MENSILE

per la crescita del nostro territorio Le buone azioni che danno valore ������� ����������� al tuo����������� futuro ������� ����������� ����� ������� �����������

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Droga: le vallate non sono immuni

EDITORIALE

Maledetto telefonino

Il Capitano Oxilia del Nucleo Investigativo dei Carabinieri: “Il primo approccio è l’incapacità di dire di no al gruppo di amici”

di Adelino Amistadi Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è quando i miei figli, credendo di fare cosa gradita, mi regalano un nuovo telefonino. “L’ultimo uscito, mi dicono, ci puoi fare di tutto...”, e pur apprezzando il loro atto di generosità, per me è una pugnalata che mi affliggerà per intere settimane. Abituato da poco al cellulare precedente, ecco che devo ricominciare l’avventura. Di una vera e propria avventura si tratta dato che devo prendere confidenza con nuovi congegni, con tasti sempre più piccoli e di difficile lettura, con WhatsApp, Wi-Fi, Google ed altre diavolerie che neanche riesco a scrivere. Mi capita spesso di telefonare a chi neanche più sapevo che esistesse, mandare messaggi ad altri e non a quelli desiderati, di chiamare qualcuno senza nemmeno accorgermi, costringendomi a pessime figure, a chiedere scusa, e comunque a dare l’impressione per i molti coinvolti involontariamente che il sottoscritto ormai sia in fase avanzata di rimbambimento. Cosa che non corrisponde al vero, e per convincere prima me stesso e poi i miei figli, la battaglia per il buon uso del nuovo marchingegno è per me una sfida da superare ad ogni costo. Sono sempre più convinto che il cellulare sia lo strumento tecnologico che più ha rivoluzionato la vita delle persone negli ultimi dieci anni cambiando abitudini, rapporti, e comportamenti di tutto il genere umano. Continua a pagina 6

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Giovani, non lasciamoli soli

Orsi sempre più controversi

Alle pagine 4 e 5 Edilizia

Allarme appalti bloccati

A PAGINA 10

Attualità

I giovani pompieri si distinguono alle olimpiadi

ORENZETTI OREN ORE ORENZETTI M a d o n n a d i MCaa dmopni ng al i od i C a m p i g l i o

S K I R E N T ISNKGI & R ESNKTI ISNEGR V &I C SK E I SERVICE

A PAGINA 35

A pagina 8

MUSICA Canti di montagna in versione Rock Pag. 31 SPORT Tricolore ciclismo, a Comano anche nel 2018. Pag. 21 INNOVAZIONE Universitari ingaggiati per valorizzare il Chiese. Pag. 28

di Tiziano Salvaterra Quando insegnavo in Albania un collega dell’Università dell’Aquila, docente di Anatomia, mi spiegò come l’essere umano per il 50% (le percentuali sono indicative del fenomeno non numeri certi) è fatto di eredità, per il 30% di contesto e per il 20% di libertà a sua volta condizionata dal contesto stesso. In altri termini il nostro modo di essere, di costruire un progetto di vita, di pensare e fare scelte, assumere comportamenti, sono espressioni di libertà ma fortemente condizionati dai contesti nei quali viviamo. A pagina 13

Giudicarie

Differenziata mal fatta

A PAGINA 14

Politica

“Civici” contesi per le elezioni A PAGINA 6

M a d o n n a d i CM a ma pd iognl ni oa d i C a m p i g l i o

E N J O Y Y O U RE L NUJ O XY U RYYO U R L U X U R Y

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Rassegna Stampa

AGOSTO 2017

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA LUGLIO 2017

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA

Debora Andreolli

Tione - Miss Miluna è Michela Ricca 22enne di Comano Terme - Decima tappa provinciale del Concorso Nazionale di Miss Italia a Tione dove le aspiranti si sono contese la corona sfidandosi prima in abito da sera e poi in body istituzionale. Sono state all’incirca venti le ragazze, tra i 18 e i 30 anni, curate nel look da Salone Hollywood Hair and Beauty di Stenico e dal Salone Vogue I Parrucchieri di Ala che con competenza e estro artistico hanno saputo valorizzare al meglio tutte le splendide aspiranti miss. La giuria, presieduta da Giorgo Butterini, Presidente della Comunità di Valle, ha decretato come vincitrice con il titolo di Miss Miluna Tione di Trento, la bionda Michela Ricca, 22enne di Comano Terme professione barista e con la passione per la moda e la cura del dettaglio. La reginetta della serata è stata incoronata dal sindaco Mattia Gottardi ed ha ricevuto tra i numerosi premi un prezioso gioiello offerto dalla gioielleria Gottardi di Tione e un coloratissimo costume da bagno di Giadamarina. Val Rendena - Motociclista incrocia un’orsa con due cuccioli, cade e finisce all’ospedale - Incidente stradale anomalo in bassa Val Rendena, tra Iavrè e Darè. Un motociclista ha perso il controllo del mezzo, incrociando un’orsa con due cuccioli che stavano attraversando la strada. L’uomo, che viaggiava in sella alla sua moto in direzione di Pinzolo, è stato soccorso dai Vigili del fuoco di Vigo-Darè ed è stato poi medicato all’ospedale di Tione e dimesso in serata. Il sopralluogo tempestivo della squadra di emergenza dei Forestali, col cane, ha verificato nella notte che non ci fossero orsi feriti vicino alla sede stradale. Non sono presenti tracce di sangue e con ogni probabilità l’orsa con i due cuccioli ha proseguito per la sua strada. Valle del Chiese - Riaperto il Forte Carriola con un ricco programma di visite guidate. - Il Forte è di proprietà privata e l’accesso avviene grazie all’accordo fra il proprietario, l’amministrazione comunale di Pieve di Bono-Prezzo e l’Associazione “La Bùsier”. Realizzato alle pendici del Monte Nozzolo, il Cariola era il più moderno nonché più meridionale dei forti dello sbarramento di Lardaro, collegamento con le difese austroungariche dell’Alto Garda. L’ingresso avviene esclusivamente tramite visita guidata,

in compagnia delle guide dell’Associazione “La Bùsier” di Praso, con prenotazione allo 0465-901217 (Consorzio turistico Valle del Chiese) secondo il calendario programmato, ossia nelle giornate di mercoledì e sabato dei mesi di luglio e agosto. Val Rendena - Nuovo accordo di programma per l’ambiente e la valorizzazione sostenibile in Valagola, Val Brenta e zone Cavradoss, Plaza, Fogaiart - Approvato dalla Giunta provinciale il nuovo accordo di programma per la valorizzazione sostenibile e la tutela dell’ambiente in Valagola, Val Brenta e zone Cavradoss, Plaza, Fogaiart, che integra e rinnova quello sottoscritto nel 2008. L’accordo dà continuità alle azioni già sviluppate in questi anni da tutti gli attori territoriali coinvolti, assieme alla Provincia, per la conservazione e la gestione delle risorse ambientali, in un’area di circa 3.100 ettari, collocata in posizione centrale nel massiccio del Brenta occidentale e nell’ambito del Parco Adamello Brenta. Fra le sfide più significative, l’incoraggiamento della mobilità alternativa a quella privata e la valorizzazione del collegamento via fune Pinzolo – Campiglio per l’accesso alle valli più interne. Esteriori - Al Castello di Stenico, Tribunali Giudica-

riesi. - Grande successo per la rappresentazione dell’opera di Giovanni Battista Sicheri. Un esperimento ambizioso e impegnativo ha visto protagonisti dodici attori di compagnie filodrammatiche trentine (Filobastia di Preore, Filo San Genesio di Calavino, Filo di Grumes, filò della Val Rendena, Gruppo T.N.T e GAD Citta di Trento) che, guidati dal regista Jacopo Roccabruna, hanno messo in scena il non facile testo ottocentesco “Tribunali Giudicariesi”. L’opera è stata scritta da Giovanni Battista Sicheri, uomo di cultura ma anche spirito rivoluzionario garibaldino di Stenico vissuto negli anni tra il 1825 e il 1879. L’idea nasce proprio dal circolo culturale G.B. Sicheri di Stenico che si occupa di valorizzare la figura del letterato e di divulgarne la cultura. Negli anni passati sono stati riediti quattro poemi e tre commedie del Sicheri: di queste ultime sono state messe in scena “L’usuraio” tradotta in dialetto trentino e rappresentata dalla compagnia “Quei de Vilazan” per la regia di Gianni Corradini e “La Garibaldina”, adattata da Antonia Dalpiaz e affidata alla regia di Mirko Corradini. Per completare la trilogia non potevano mancare i “Tribunali Giudicariesi”, il cui debutto è stato ospitato proprio in casa, a Stenico, nella splendida cornice del castello.

Sfoglia il Giornale delle Giudicarie su www.giornaledellegiudicarie.it Si ricorda che è possibile sfogliare il Giornale delle Giudicarie sul sito www. giornaledellegiudicarie.it aggiornato ogni mese con le notizie più importanti che accadono in Giudicarie.

Maggiore autonomia della Provincia sui contratti pubblici Dopo l’approvazione della Legge provinciale 2/2016, che è andata a costituire l’ordinamento provinciale in materia di appalti e contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, si conferma e si consolida la competenza della Provincia nel recepire direttamente all’interno del proprio sistema di leggi le direttive comunitarie, introducendo istituti che meglio si conformano alle specifiche peculiarità del territorio trentino e che semplificano la partecipazione delle piccole e delle medie imprese, in particolare per i contratti relativi all’acquisizione di beni e servizi. Si tratta di una norma che consentirà alla Provincia: •la possibilità di regolarizzare le carte in corso di gara, che la Provincia ha previsto fin dall’inizio in maniera gratuita e a cui adesso anche lo Stato si è adeguato, togliendo la sanzione originariamente prevista; •la previsione di regole e formule particolari per i contratti pubblici ad alta intensità di manodopera, dove si privilegia la qualità rispetto al prezzo che può essere fissato dall’amministrazione come non ribassabile; •l’introduzione di molti istituti di salvaguardia del sistema nel suo complesso, come le clausole sociali a difesa dei lavoratori nei casi del cambio di appalto, al pagamento diretto dall’amministrazione ai subappaltatori, e altri istituti innovativi. Con “Talìa”: sviluppo competenze digitali per donne laurete sotto i 36 anni Un’opportunità per venti donne con meno di 36 anni, disoccupate e laureate in discipline non scientifiche: un percorso formativo di sviluppo delle competenze digitali di 91 ore e un tirocinio in azienda di otto settimane. È l’edizione 2017 di “Talìa”, quest’anno dedicata alla memoria di Clara Fresca Fantoni, la direttrice generale di Informatica Trentina, recentemente scomparsa, che ha promosso e sostenuto fortemen-

te il progetto. Il bagaglio professionale delle partecipanti viene arricchito con conoscenze e competenze attinenti al social media marketing e un tirocinio in aziende trentine finalizzato ad attivare e gestire i canali social, per migliorare il posizionamento competitivo dell’azienda. Le aziende che ospiteranno le tirocinanti godranno potranno beneficiare di una risorsa formata sui temi del social media marketing in grado di offrire un servizio di consulenza A sostegno della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro arrivano i buoni servizio per i nidi aziendali Partirà a settembre la sperimentazione dei buoni di servizio aziendali, cofinanziati dalla Provincia - tramite l’Agenzia per la famiglia e con fondi europei - per la frequenza dei nidi aziendali. I nidi aziendali, lo ricordiamo, sono rivolti innanzitutto ai dipendenti dell’azienda per iniziativa della quale sono stati creati, ma sono aperti anche ad utenti esterni (tipicamente, le madri lavoratrici alle dipendenze di realtà vicine a quella dove sorge il nido). Turismo: stagione invernale 2016/17 da record in Trentino. I dati di Ispat Il numero di turisti che hanno soggiornato in Trentino nella stagione invernale 2016/2017 è in crescita, consolidando il trend positivo dell’ultimo triennio. L’incremento degli arrivi, evidenzia ISPAT, rispetto alla precedente stagione invernale è pari a 3,1%, mentre le presenze crescono dello 0,9% portando così il numero dei pernottamenti a sfiorare i 6,7 milioni, il miglior risultato di sempre. Il settore alberghiero evidenzia, in particolare, un aumento negli arrivi dell’1,8% ed una sostanziale tenuta nelle presenze (+0,2%), che superano i 5,5 milioni. Valori in evidente crescita anche per il comparto degli esercizi complementari con gli arrivi che fanno segnare un +9,9% e le presenze un +4,6%. La componente italiana mostra, in entrambi i comparti, la tendenza

ad accorciare la vacanza e, a fronte di un aumento dell’1,4% degli arrivi, registra una contrazione dei pernottamenti (-1,9%). Gli stranieri evidenziano una generale crescita che risulta più consistente nel settore complementare e chiudono la stagione con un aumento del 6,6% negli arrivi e del 4,8% nelle presenze. La regione italiana con più pernottamenti è sempre la Lombardia che registra una crescita negli arrivi, ma una contrazione in termini di presenze. Il mercato polacco si conferma come prima provenienza straniera invernale, seguito da Germania e Repubblica Ceca. Gli alberghi funzionanti nel periodo invernale sono stati 1.486 con una disponibilità di oltre 91.000 posti letto. Oltre la metà dei quali è relativa alla categoria 3 stelle. Il grado di utilizzo più alto si registra nella categorie 4 stelle superior e 5 stelle, mentre le performance migliori nel numero dei pernottamenti sono quelli negli alberghi a 4 stelle, dove le presenze crescono del 2,3%. Finanziate con 2 milioni di euro le opere pubbliche di 8 Comuni Due milioni deliberati dall’asessore Carlo Daldoss sul Fondo di riserva, destinato ad interventi di carattere urgente legati all’erogazione di servizi essenziali. La somma andrà infatti a finanziare, con percentuali che variano dal 75 al 90% dell’importo a progetto, interventi di messa in sicurezza di strade, rifacimento di tratti di acquedotti e fognature, messa a norma e in sicurezza di edifici scolastici, programmati dalle amministrazioni di Besenello, Bocenago, Calceranica al Lago, Commezzadura, Denno, Revò, Sarnonico e Stenico. Entro dieci mesi le amministrazioni beneficiarie dovranno avviare la procedura di affidamento dei lavori, salvo proroga motivata e con l’eccezione per gli interventi al di sotto dei 300 mila euro per i quali non è fissato il termine di avvio della procedura di affidamento dei lavori.

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Da gennaio dello scorso anno il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


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Primo Piano

AGOSTO 2017 di Enrico Gasperi

L’orso bruno. Marchio eccezionale, simbolo di un territorio, ma sempre di più presenza avvertita come minacciosa e preoccupante. E, dopo un 2016 incruento, sono successi di recente altri fatti che hanno diffuso ulteriormente l’allarme. Da quando è stato reintrodotto, tralasciando l’esercito di api, pecore capre, mucche e asini trasformati in pasti, l’impatto violento con l’uomo si è tradotto nei primi due ferimenti, nel corso del 2015, che hanno riguardato due persone adulte. Nel 2016 non è successo nulla. Ma è di questi giorni l’incidente tra un’orsa e una moto, a Porte di Rendena. Il 18 luglio, nella prima nottata, un uomo che stava rincasando si è trovato in mezzo alla sede stradale una mamma con due cuccioli; nel tentativo di schivarli è caduto rovinosamente procurandosi parecchie contusioni e abrasioni. L’assenza di traffico in quel momento ha evitato conseguenze più pesanti, l’animale pare esserne uscito senza gravi conseguenze, mentre i cuccioli sono rimasti in zona anche dopo l’arrivo dei vigili del fuoco. L’episodio potrebbe essere assimilato a un normale scontro con un animale selvatico: quanti tassi, volpi, cervi e caprioli finiscono sotto le ruote di un automezzo? Ma il dubbio è: se avesse colpito e magari ucciso un cucciolo, quale sarebbe stata la reazione della madre nei confronti del malcapitato? E il 22 luglio si è verificata una nuova aggressione: un’orsa ha assalito un uomo di 69 anni e un cane vicino a Terlago. Le conseguenze sono state una serie di ferite al braccio e morsi alle gambe subite dall’anziano nel tentativo di difendersi e di difendere il proprio animale. Un progetto, quello di “Life Ursus”, che ha assicurato notorietà alla zona, nel bene e anche nel male (basti vedere l’eco incredibile seguito alla vicenda della morte dell’orsa Daniza e che certamente si diffonderà ora intorno alle operazioni di cattura della nuova ricercata), ma anche preoccupazioni in una parte della popolazione locale, a causa di incontri terminati in tre frangenti ben oltre la sola minaccia di aggressione. Paura, a volte fobia, non del tutto ingiustificata quindi. Se non si registrano altri incontri spiacevoli con l’uomo, va comunque puntualizzato che non è certo per merito dello spray al peperoncino, che sta registrando grande successo nei negozi del Trentino, strumento totalmente inutile nei confronti dei plantigradi (il getto arriva a malapena a 3 metri; l’unico prodotto efficace, con un area d’azione di almeno dieci metri, è vietato in Italia nel timore che, viste le veloci abitudini del Belpaese, possa essere convertito in una vera e propria arma). Da aggiungere anche che l’orso (anzi, sempre un’orsa con cuccioli nei paraggi), una mascella d’acciaio da diversi megaton e una zampata che è potenzialmente un’arma letale, non ha forse mai cercato di uccidere le proprie vittime umane che, fino ad ora, sono uscite malconce, graffiate, morse, emotivamente provate, ma senza danni ir-

rimediabili. I timorosi che volessero addentrarsi nei boschi potrebbero, sia pure con le pinze, avvalersi della moderna tecnologia. Prima di un’escursione, una capatina su www. orso.provincia.tn.it/orsecon-piccoli segnala le aree dove sono state avvistate orse con cuccioli. Naturalmente l’orso è un animale in movimento, per cui questo strumento è solo un aiuto statistico e non dà certezze. In questi giorni, in seguito all’aggressione di Terlago, si è intensificata anche la presenza sul territorio di guardie e di materiale e cartelli informativi. Che cosa non ha funzionato di questo progetto? Lo chiediamo al dott. Andrea Mustoni, storico “padre” del programma di reinserimento del plantigrado quando in Trentino erano rimasti soltanto tre esemplari. Nello studio di fattibilità, realizzato prima dell’inizio delle liberazioni, era stata prevista in modo esplicito la possibilità che si verificassero delle aggressioni. Purtroppo il rischio zero non esiste; nostro compito è quello di minimizzare la possibilità che si verifichino eventi negativi. Dal mio punto di vista anche la sola minaccia da parte di un orso, senza contatto fisico, può essere considerata come un’aggressione considerando che può lasciare nella persona che vive questa esperienza un forte impatto emotivo. È peraltro importante ricordare che gli orsi, animali dotati di un’indiscutibile intelligenza, non aggrediscono mai i bimbi, le famiglie o i gruppi di persone. Non è mai accaduto a livello mondiale, probabilmente perché il plantigrado aggredisce solo in casi rarissimi e quando è spaventato, quando avverte la paura per la propria incolumità o per quella dei cuccioli. E così a essere più a rischio sono gli uomini adulti che, magari camminando da soli e in silenzio nei boschi, incontrano casualmente l’orso, lo sorprendono e ne suscitano una reazione. Le probabilità aumentano quando ci sono cani perché l’orso tende a innervosirsi in presenza del nostro migliore amico.

Simbolo di richiamo turistico e di conservazione del territorio

Quanto vale

Mustoni: “non aggrediscono mai i bimbi,

Ma ormai ci sono troppi orsi? In realtà lo sviluppo demografico attuale è in linea con le previsioni scritte nel progetto iniziale, quindi con quanto ipotizzato nel 1998. In questo momento la popolazione ursina conta poco più 50 esemplari ed è stabile o addirittura in leggero calo, nonostante la percezione opposta della gente: ci manca il numero dei cuccioli di quest’anno, i due che seguivano la madre nell’incidente di Darè sono sicuramente “nuovi”; l’anno scorso erano stati una decina Quindi abbiamo raggiunto il “carico” massimo che il territorio può sopportare? È probabile che tra le Dolomiti di Brenta, la Paganella e il Massiccio del Bondone si sia vicini alla cosiddetta capacità portante, ovvero la massima densità raggiungibile dalla popolazione. Certamente al di fuori di queste zone, sia in Trentino, sia nelle province limitrofe, ci sono ampi spazi di espansione. A livello naturalistico, a differenza dei maschi, le femmine non si spostano di molto, sono sempre concentrate nella roccaforte del Brenta e nelle immediate vicinanze. Anche questo limita l’estensione della popolazione, una specie di barriera geografica. Questo per quanto riguarda l’aspetto naturalistico. Poi bisogna considerare quello che noi ormai siamo abituati a chiamare “habitat politico” ovvero il grado di accettazione dell’orso nelle nuove zone di vita. Purtroppo ad oggi la mia sensazione è che l’habitat politico non sia della migliore qualità per i plantigradi e che questa situazione abbia portato ad un netto aumento del bracconaggio, fenomeno scellerato che sta incidendo in modo significativo sulla popolazione ursina del Trentino: due orsi sono stati avvelenati, alcuni sono stati uccisi a fucilate, altri sono proprio spariti Episodi di doppietta bianca… Quindi le femmine sono restie a muoversi, ma le notizie ci dicono di orsi anche in zone molto lontane dal Trentino. È vero. Esemplari maschi sono arrivati in Alto Adige, Svizzera, Austria, Baviera e

in Lombardia fin sul lago di Como Il numero dei perplessi è in continua crescita... Forse è mancata una corretta comunicazione. Come diceva Socrate, normalmente si ha paura di ciò che non si conosce; poi bisogna considerare che anche a livello politico qualcuno ha trovato opportuno diffondere e seminare paura. Non ultimo, nonostante le cifre che si favoleggiano, non sono state disponibili grande risorse economiche per una corretta comunicazione. Il piano di comunicazione, previsto nel 2002, è stato realizzato soltanto nel 2016 (NDR: da Parco Naturale Adamello Brenta, Muse e Servizio Foreste PAT). Anche questo ha influito. Dalle statistiche che possediamo delle varie zone del mondo, vi è una corre-

lazione inversa tra quantità di comunicazione e incontri spiacevoli o ferimenti da parte dell’orso. Comunque, fin dall’inizio sono state previste operazioni di controllo, di dissuasione, rimozione o abbattimento. Possiamo minimizzare, non annullare i rischi. L’orso, se avverte la presenza dell’uomo, scappa nel 95% dei casi. Ha più paura di noi. Sono rare le aggressioni, un po’ più frequenti le finte aggressioni (tipo il cane che abbaia per tenerti alla larga dal suo territorio, finge una carica e poi scarta o si ferma) Cosa fare se… L’orso è animale schivo. Teme l’uomo e cerca di evitarlo. Il pericolo può essere quello di incontrare una femmina con cuccioli o, peggio, trovarsi inconsa-

L’orso in cifre Nel 2016 è stato pubblicato dalla Provincia Autonoma di Trento il decimo “rapporto sull’orso”. La popolazione ursina conta da 48 a 54 esemplari, seguiti dalla Provincia che ne cura il monitoraggio in maniera continuativa fin dagli anni ’70 La conservazione e la gestione dell’orso si svolge, nel quadro di una normativa nazionale ed internazionale, sulla base degli indirizzi operativi delle deliberazioni della Giunta Provinciale. La densità: ci sono 3,2 ORSI per 100 KM2 35 risiedono stabilmente in Trentino, altri si muovono tra Lombardia, Veneto, Friuli, provincia di Bolzano. Famosi gli sconfinamenti in Svizzera e in Baviera Segnalazioni: 1217 (nessuna nel Trentino Orientale) Passaggio più “gettonato”: imbocco val d’Algone Incidenti (2016): nessuno con ferimento, si segnalano 3 falsi attacchi. Periodo di massima attività: dalle 3 alle 6 del mattino, picco secondario dalle 18 alle 23. I danni (nel 2016): 185 denunce di presunti danni, 136 richieste di indennizzo, 124 accolte (negli altri casi probabilmente il danno è stato provocato da altri animali), liquidati 73.394,23 euro (31.000 per api, 21.000 per danneggiamenti agricoli, 19.000 per uccisione o ferimento di patrimonio

zootecnico) In 52 casi si è risalti all’esatto colpevole, identificandolo con certezza. Il principale imputato, MJ5, da solo si è reso colpevole della morte di 6 asini e del ferimento di 1, l’altro “pericolo pubblico” M31 si è reso protagonista di 11 casi di predazione di api Spesa sulle recinzioni richieste: 60.000 euro Incontri/scontri: 3 falsi attacchi, cioè incontri ravvicinati, senza contatto fisico e conseguenze Dal 2003 a oggi gli orsi morti accertati sono stati 29. 14 di questi per cause umane: 7 per incidenti, 4 per uccisione, 3 per abbattimento autorizzato. 8 sono morti per cause naturali. Per gli altri 7 non si conosce la causa. Dall’appendice rapporto orso si può ricavare anche il dato relativo al lupo:


Primo Piano

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Fonte di apprensione per la popolazione locale, anche alla luce degli ultimi gravi incidenti

la pelle dell’orso? le famiglie o i gruppi di persone. Non è mai accaduto a livello mondiale” pevolmente tra la mamma e i cuccioli. Ogni animale protegge i suoi piccoli. È un animale selvatico, può avere comportamenti aggressivi soprattutto se viene colto di sorpresa. L’ideale è far sentire la propria presenza, a volte basta un po’ di rumore, parlare a bassa voce, canticchiare o toccare con la punta di un bastone alberi o pietre per far avvertire la nostra presenza e renderlo di fatto un animale inoffensivo. Ripeto, un orso che si accorge a distanza della nostra presenza è un animale dall’indole serena e pacifica. Anche nel caso in cui dovessimo incontrarlo a breve distanza, a pochi metri da noi, l’orso scappa nella quasi totalità dei casi. Solo quando non dovesse farlo, allora dobbiamo provare a metter in campo azioni volte al tentativo di fargli

comprendere che non siamo un pericolo per la sua incolumità. Parliamo a bassa voce, con calma, abbassiamo la testa, torniamo lentamente sui nostri passi. Se ci vede e si alza sulle gambe posteriori, non lo fa per minaccia ma solo per comprendere meglio la situazione . Mi rendo anche conto che non è facile perché quando abbiamo paura facciamo tutti fatica a controllare le nostre azioni ma, se l’orso ha più muscoli di noi, è vero che noi dovremmo avere più cervello e l’intelligenza è proprio l’arma che noi uomini dobbiamo utilizzare per agire nel modo più corretto Quindi perché dobbiamo avere l’orso nei nostri boschi? Perché senza saremmo più poveri. L’orso è un valore storico, culturale e ambien-

tale. Vent’anni fa di fatto era estinto, a causa soprattutto della caccia che è stata incentivata fino al 1918 e, seppure con limitazioni, tollerata fino al 1939 (da quell’anno iniziò la loro protezione). Non è un’attrazione per i turisti, ma un vantaggio ecologico, un riconoscimento all’ambiente naturale. Questo progetto è stato voluto dal Parco e dalla Provincia, avallato da quattro ministeri e finanziato dalla UE. Al di là della valenza scientifica, la presenza ormai consolidata dell’orso dimostra come il territorio sia un habitat ideale, ben conservato e preservato. Il Trentino è un’isola felice della conservazione. Senza dubbio l’orso ha anche contribuito a incrementare le presenze di un turismo che ama il contatto con la natura. Sulla pericolosità: esistono proto-

colli ben precisi nel caso di esemplari problematici che si rendessero protagonisti di azioni violente. Vengono segnalati, controllati e, nel caso, catturati o abbattuti. I problemi ci sono ma va anche ricordato che gli occhi del mondo ci guardano con ammirazione per quello che in Trentino siamo riusciti a fare e considerano la nostra provincia come un esempio virtuoso di tutela della natura. Di questo dovremmo essere tutti molto orgogliosi Il Presidente Ugo Rossi ha appena firmato l’ordinanza che prevede un intervento di monitoraggio, identificazione e cattura dell’orsa pericolosa per l’incolumità e la sicurezza. Forse, al momento dell’uscita del giornale, l’animale sarà già stato catturato e regalato all’arena mediatica.

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Politica

AGOSTO 2017

Presentato il manifesto, i primi cittadini ufficialmente né partito né movimento, ma tutti si chiedono come correranno alle provinciali

Il centro si ricompatta. Tutti si contendono i sindaci civici L’Upt ha aperto la stagione delle riforme al Muse

Se nelle stanze romane si va definendo un blocco di centro (con Tosi, Costa, Calenda e Parisi) che guarda al centrodestra e che potrebbe essere la quarta gamba della coalizione, a tenere banco a livello trentino è il movimentismo dei cosiddetti “civici”, il gruppo di sindaci che si sono ritrovati attorno al primo cittadino di Rovereto, Francesco Valduga, con l’intento primario di riavvicinare la politica ai cittadini, mettendo a disposizione della politica trentina la naturale vicinanza alla gente di chi amministra “in loco”. Il debutto ufficiale del gruppo – che per adesso non diventerà una lista, né un partito – è avvenuto all’Hotel America di Trento il 19 luglio scorso. Al tavolo dei relatori, assieme a Valduga, Roberto Oss Emer sindaco di Pergine Valsugana, il giudicariese Mattia Gottardi di Tione, Christian Girardi di Mezzolombardo, Bruno Groff di Frassilongo, che hanno presentato un documento di 7 pagine intitolato “Una ‘base civica’ per il Trentino”. Una sorta di messaggio alle istituzioni e ai partiti del Trentino per cercare una collabora-

Qualcosa si muove al centro. Anche in Trentino. La situazione politica nazionale, caratterizzata da un periodo di grande impasse e confusione, ha effetti anche nella nostra provincia e accelera inevitabilmente processi e ricomposizioni che già si stavano consumando. La vicenda sulla mancata legge elettorale, le polemizione che parta proprio dai principi contenuti nel testo: “C’è bisogno di un governo civico, uno come quelli delle tante esperienze comunali, anche per la Provincia”, è la proposta dei sindaci per superare quella che definiscono la “stagnazione politica”. Occorre però “coinvolgere persone libere, indipendenti, generose, capaci di assumersi responsabilità (…) superando “le barriere delle ideologie rimanendo ancorati a valori alti e non negoziabili quali libertà, giustizia, uguaglianza, legalità, pari opportunità, sobrietà, sussidiarietà”. Per farlo i sindaci prefigurano anche una nuova forma partecipativa, che vada oltre i partiti tradizionali, ecc. Anche se tutti vogliono sapere come si rapporteranno con l’attuale sistema dei partiti provinciali. Nella fattispecie, andranno con il centrosinistra-autonomista, con il

centrodestra o correranno da soli? Qui nessuno si sbilancia, e si tende a glissare: “Innanzitutto vogliamo lanciare una discussione attraverso questo documento e poi vedremo se ci saranno le condizioni. Prima ancora di parlare di programmi è bene soffermarsi sulla necessità di proporre un metodo”. Valduga sa però per primo che correre da soli, con l’attuale legge elettorale provinciale, significherebbe chiudere il progetto ancor prima di cominciare, rilegati ad essere impotente forza di opposizione, un ruolo che va per natura stretto ai sindaci. L’alternativa è l’alleanza con il centrodestra o il centrosinistra autonomista: fra i sindaci esistono sensibilità politiche diverse, ma Valduga ha ammesso di guardare con attenzione al processo costituente in atto nell’Unione per il Trentino. Il partito guidato da Tiziano

che e i rinvii creati dalla questione dello ius soli, le conseguenti dimissioni del ministro Costa, e, ricordiamolo, i risultati delle ultime elezioni amministrative - che hanno segnato un ritorno del centrodestra, con Lega e Berlusconi tornati protagonisti - stanno determinando movimenti importanti nella politica italiana, soprattutto “al centro”.

Mellarini, infatti, ha lanciato il proprio percorso innovativo l’11 febbraio scorso con una convention a Lavis, nella quale 10 giovani di belle speranze hanno presentato altrettanti spunti programmatici e visioni del Trentino. Da allora vi sono state varie tappe sul territorio, con incontri di dibattito e discussione su lavoro, economia, autonomia, am-

biente, finalizzate a raccogliere idee e aprire la partecipazione oltre i confini dei tesserati. Il 21 luglio, al Muse, la convention “Verso un nuovo partito”, punto di inizio della fase costituente vera e propria, che intende allargare i confini dell’Upt, aprendo alla società civile, ai giovani, a nuove idee. Non è sfuggito a nessuno che i primi destinatari di

questa apertura siano proprio i civici e gli ex amici di Progetto Trentino, che vengono visti come primi interlocutori per collocazione politica, comunanza di valori di riferimento ecc. Difficile sbilanciarsi ora su come andrà a finire questo movimento di mutamento della politica trentina. Due gli scenari più probabili. Il primo: i civici corrono con una propria lista all’interno del centrosinistra autonomista e allora avranno l’assessore provinciale agli enti locali e urbanistica nella prossima legislatura, qualora la coalizione risulti vincente. La seconda: il progetto di inclusione e allargamento dell’Upt risulta convincente e il partito cambia nome, aggregando i civici con componenti dei sindaci e di Progetto trentino. In questo caso, e qui parliamo dello scenario giudicariese, si potrebbero avere già due candidati forti per le prossime provinciali, Mario Tonina, attuale consigliere e Mattia Gottardi, sindaco di Tione. Nella stessa lista?

Maledetto telefonino L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima Questo apparecchietto poco più grande di un pacchetto di sigarette e altrettanto (sembra) nocivo se non di più, pare diventato assolutamente indispensabile per una vita normale. Solo una trentina d’anni fa neanche si sapeva che esistesse. La gente usava il telefono di casa o la cabina telefonica. Gli sms, gli mms e altre bizzarrie della nuova comunicazione non erano ancora state inventate e nessuno ne sentiva la mancanza. Se qualcuno ti rompeva le scatole lo si affrontava dicendo: ma si può sapere cosa vuoi? Non gli mandavi un messaggino con scritto: ke kazz vuoi? I “morosi” si mandavano bigliettini con disegnati cuoricini trafitti e fiorellini lacrimosi anziché sms a base di tvtb. Anche i ragazzi per strada si chiamavano e si salutavano da una parte all’altra anziché farsi uno squillo. Roba da non crederci, ma anche allora si viveva lo

stesso normalmente. Oggi otto ragazzi su dieci che incontri per strada camminano col telefonino attaccato all’orecchio o con gli occhi fissi sul display luminoso, non vedono altro e non salutano nessuno. Se siete al bar, o sulla corriera, o in una sala d’aspetto non è infrequente sentire uno, due, tre squilli da telefonini diversi che chiedono udienza, con tre o quatto persone che alzano contemporaneamente l’apparecchio all’orecchio per rispondere e non c’è riunione pubblica dove sul più bello non squilli un cellulare a cui nessuno risponde perché il proprietario vuole evitare di fare la figura del fesso per averlo lasciato acceso nonostante le raccomandazioni di spegnerlo. Talvolta capita

persino in Chiesa, nei momenti più sacrali, con i fedeli che si guardano l’un l’altro per scovare il colpevole. Quante volte è successo, magari nel bel mezzo di una piacevole conversazione, che il vostro interlocutore abbia dovuto troncare una frase a metà per rispondere ad una chiamata urgente? Il cellulare è il classico prodotto che appaga un bisogno indotto dalla ormai

dilagante società dei consumi: un prodotto non indispensabile, forse neanche necessario, che diventa ben presto qualcosa di cui più nessuno può fare a meno. Non per niente in Italia ci sono in circolazione più di sessanta milioni di telefonini. Uno ciascuno, compresi i neonati e i moribondi. Ovvio che qualcuno ne abbia due o tre, uno aziendale, uno privato, e

uno per le amanti. Il suo successo dipende soprattutto dal fatto che forse per la prima volta è stato messo sul mercato un apparecchio che accontenta sia i genitori che i figli. I ragazzi d’oggi sono nati praticamente con il cellulare in mano, al più tardi l’hanno avuto come regalo per la prima comunione. E’ ormai un’appendice in più che si è saldata al loro corpo e che cresce con loro, in sostituzione della coda che ancora non hanno. E a tenerli sempre aggiornati con l’ultimo modello ci pensano i genitori che si illudono così di poterli controllare e di conoscere in ogni momento, con un semplice squillo, dove si trovano, cosa fanno e con chi. In un mondo sempre più complesso e veloce, dove

le cose succedono con la scadenza di pochi secondi, ci si illude che il cellulare doni una sensazione di tranquillizzante di controllo. In verità il controllo vero, sulle nostre menti, ce l’hanno quelli che ogni giorno inventano e ci propongono un nuovo bisogno indotto. Oggi il telefono cellulare, domani sarà qualcosa d’altro. Tutto vero, direte, ma ormai l’uso del telefonino si è talmente radicato nella nostra quotidianità, nella nostra cultura, da diventare davvero insostituibile. Come se ne potrebbe fare a meno? E a quelli come me, di una certa età, dico di adeguarsi, mettiamocela tutta, che nessuno dubiti della nostra agilità mentale. E’ difficile, ma proviamoci…


Sanità

DA MARTEDÌ 8 A DOMENICA 20 AGOSTOAGOSTO 2017 2017 - pag. 7

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Primo Piano

AGOSTO 2017

Nel 2010 – 2012 indagati 70 giovanissimi giudicariesi nell’operazione Valle verde

Droga killer anche nelle valli Le vostre ultime due operazioni antidroga (Pinocchio e Tavoletta) hanno destato molta preoccupazione anche da noi. Non ci si rendeva conto che il consumo di droga si stesse estendendo anche nelle periferie e nelle valli in particolare. Capitano Oxilia, quali possono essere le ragioni di questo aumento di consumo? Innanzitutto mi sia permesso di ringraziare la redazione dello spazio che viene concesso all’Arma dei carabinieri del Trentino in questa testata così famosa nel vostro territorio. Le ultime due operazioni antidroga condotte dal mio reparto (Nucleo Investigativo dei carabinieri di Trento – ndr), conclusesi con l’arresto di più di quaranta indagati, altro non sono che un campanello d’allarme costante che noi Forze dell’Ordine rinnoviamo e r a v v i v i amo con costanza, portando alla luce un “sottobosco” vivissimo e florido che ferisce la nostra società. A dire il vero, durante il mio precedente periodo di comando dei carabinieri di Riva del Garda, più numerose di quelle odierne sono state le indagini antidroga condotte proprio nel territorio delle Giudicarie. Una su tutte l’operazione Valle Verde, che sotto la guida della dottoressa Licia Scagliarini, Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Trento, nel 2010-2012 ha indagato oltre 70 giovanissimi (tra minorenni e appena maggiorenni) di tutti i paesi compresi nella fascia territoriale tra Storo – Pinzolo e il Bleggio. Mi chiedete quali possano essere le ragioni dell’aumento del consumo o, preferirei dire, quale sia il motivo dell’incessante consumo. Ebbene, dare una risposta è assai difficile. Io penso che il non saper “dire di no” alla compagnia di amici, o al migliore amico che offre droga sia il vero elemento deleterio del primo approccio alle sostanze stupefacenti. Quando mi trovo a parlare ai ragazzi delle scuole medie e superiori (davvero sempre molto interessati agli aspetti legali – penali collegati all’uso e alla detenzione di sostanze stupefacenti) narro loro sempre

I media riportano dati allarmanti sul consumo di droghe da parte degli adolescenti, recenti operazioni delle forze dell’ordine hanno portato alla luce una fitta rete che coinvolge anche i giovani della città di Trento, Il fenomeno per il nostro giornale lo commenta il capitano Andrea Oxilia, un episodio che li vede partecipi e attenti. Ogniqualvolta io mi sia trovato in caserma, innanzi ad un giovane fermato per detenzione di droga, alla mia semplicissima e disarmante domanda: “perché l’hai fatto?”, ogni giovane pizzicato con lo stupefacente mi dà la medesima risposta, che riferisco in chiaro dialetto trentino alla platea, per rendere ancor più realistica la situazione che racconto: “I lo feva tuti, e no podevo no farlo anca mi”. E gli studenti si riconoscono sempre in tale risposta, perché “dire di no” ad un amico, o al compagno di classe o al ragazzo della compagnia che ha le redini del gruppo per simpatia o per leadership, significa rischiare di tagliarsi fuori, significa autoescludersi da quel micro-cosmo, con inevitabili ricadute sulla propria autostima e magari pure con l’esclusione dai “social”. La forza del “dire di no” va insegnata ai nostri ragazzi. Il beneficio derivante dal sapersi opporre a ciò che entro di se, per forza, si sa essere sbagliato, va fatto comprendere ai nostri ragazzi con pertinacia! La cosa riguarda anche le Giudicarie e in che modo? Ma certamente. Come detto non esistono zone franche, né in Trentino né altrove. E’ assolutamente sbagliato e rischioso convincersi che si vive in territori non interessati dallo smercio o dall’uso di droghe. Le droghe non sono presenti e facilmente reperibili solo in città, ma giungono sotto la porta di casa nostra con normalità. L’utilizzo di droghe leggere è più diffuso di quanto possa immaginarsi. Ecco perché l’Arma dei carabinieri con assiduità e costanza pone in essere operazioni preventive e repressive sui territori affidati alla propria vigilanza. E non soltanto nei centri più urbanizzati e popolosi ciò accade, ma pure nelle nostre frazioni. E premettetemi di dire “nostre” perché

da trentino e da Comandante dei carabinieri che opera in Trentino, mi sento di rasserenare i miei concittadini sulla rete di controllo che quotidianamente - anche nelle scuole e fuori dalle scuole - l’Arma pone in essere con discrezione e assoluta attenzione. Secondo il Suo parere e il Suo libero apprezzamento, i cittadini sono sensibili alla questione “spaccio di droghe”? Da responsabile delle investigazioni dell’Arma dei carabinieri su tutto il territorio provinciale [nell’ambito delle Procure di Trento e di Rovereto, ndr], posso sbilanciarmi e affermare che generalmente i cittadini non danno grande attenzione alle maxi-operazioni antidroga che le Forze dell’Ordine concludono sul territorio. Il cittadino pare come rassegnato e poi è certamente più preoccupato dalla grave piaga dei reati predatori (i furti in appartamento su tutti), che abbassa grandemente la percezione di sicurezza. Mi accorgo di contro che la questione spaccio di droga è logicamente molto più sentita da quella fascia di cittadini che hanno i figli in età scolare-adolescenziale. Ecco, in loro le Forze dell’Ordine trovano spesso un canale informativo assolutamente necessario per poter predisporre indagini a tutela dei nostri ragazzi

comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei carabinieri di Trento, già comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Riva del Garda dal settembre 2008 al settembre 2015.

CURRICULUM VITAE Andrea OXILIA è nato il 5 aprile 1980 a Verona, ed è residente a Riva del Garda (TN). Battezzato a Folgaria (TN), ivi ha trascorso tutte le estati e gli inverni della sua vita, nell’antica casa di famiglia, appartenuta ai suoi avi Schönsberg. STUDI Dopo gli studi classici, compiuti regolarmente presso il Liceo Classico “Scipione Maffei” di Verona, si è iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, ove nell’anno accademico 2004/2005, ha conseguito la laurea magistrale discutendo la tesi sperimentale e di ricerca nell’ambito del Diritto Pubblico e degli Enti Locali intitolata: “La tutela delle minoranze linguistiche: il caso dei Cimbri dei XIII Comuni Veronesi”. E’ laureato anche in Scienze della Sicurezza Interna presso l’Università di Roma 2 di Tor Vergata. INCARICHI DI COMANDO Andrea Oxilia riveste la carica di Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri (col grado di Capitano) ed è Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei carabinieri di Trento, dopo aver comandato un plotone presso la Compagnia Speciale di Pronto Intervento del Comando Generale dell’Arma dei carabinieri in Roma dal 2005 al 2007 e dopo essere stato Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile dei carabinieri di Riva del Garda dal settembre 2008 al settembre 2015. INCARICHI PREGRESSI A Folgaria dal 1999 al 2004 è stato impegnato come Volontario del Soccorso della Croce Rossa degli Altipiani. A Folgaria dal 2002 al 2004 ha ricoperto l’incarico di agente di Polizia Locale per il Comune della Magnifica Comunità. RICONOSCIMENTI Nello scorso novembre è stato premiato dai sindaci ed ex sindaci del Trentino per la sua vicinanza ai propri concittadini, per la disponibilità espressa nel compiere la sua professione alle autorità locali e per l’amore costantemente rivolto al territorio e alla storia della sua provincia di Trento.

in punto di assunzione e smercio di stupefacenti. E’ una collaborazione naturale, che non deve esaurirsi mai. Quali consigli si sente di dare ai genitori, alle scuole, alle autorità per tenere sotto controllo la situazione? Quali le azioni per contrastare il fenomeno? Io sono uno strenuo sostenitore del volontariato. Vede, in Trentino abbiamo miriadi di realtà volontaristiche alle quali i giovani dovrebbero fare riferimento, aderendovi e donando molto del loro tempo libero. Ritengo che esperienze irripetibili, i nostri giovani, potrebbero realizzarle indossando - tra le altre - la divisa della Croce Rossa o dei Vigli del Fuoco Volontari. L’aiuto agli altri e alla propria comunità è una palestra di vita che allontana i giovani da ciò che è futile (leggasi droghe) e li avvicina al vivere civico e impegnato. Queste attività non retribuite in termini economici (ma assolutamente remunerative sotto il profilo della maturità personale) altro non fanno che rafforzare la spina dorsale della nostra società, illuminando la mente dei nostri ragazzi su ciò che realmente conti nel vivere quotidiano e nel vivere futuro. Ai genitori dico di osservare, di verificare le condotte dei propri figli, di non dare per scontato nulla, pur riconoscendo la giusta dose di fiducia ai loro ragazzi. Alle scuole dico di non interrompere mai il flusso di notizie verso le Forze dell’Ordine e di pianificare quanti più incontri possibile con l’Arma dei carabinieri con genitori, insegnanti e studenti all’interno degli istituti, per colloquiare di tale spinosa tematica. Il fenomeno, prima ancora che con un contrasto dettato da pressante repressione, va - a mio avviso - combattuto con una incessante, metodica e certosina opera di formazione sui giovani, scardinando così una certa visione libertaria e “leggera” sull’uso di droghe “leggere” e demolendo il malsano convincimento che queste stesse non comportino alcuna dipendenza o alcun danno alla salute (in primis mentale) dei nostri ragazzi.


Economia Quante cartoline coglievano i turisti lombardi salendo con la corriera che non colgono in automobile? Quanti racconti generavano nelle famiglie milanesi una volta tornati a casa? Quanto importante era questo collegamento per mantenere vivo il rapporto tra la Lombardia e la nostra terra? A comprendere l’importanza di questo collegamento non erano solo i turisti diretti a Campiglio e in Val Rendena ma soprattutto gli abitanti e i turisti che si recavano in Valle del Chiese e in Val di Daone. Un turismo magari più povero ma ovunque presente che ravviva la vita di ogni piccola comunità da Bondone, a Castel Condino, da Praso a Por. Quel collegamento giornaliero ora è stato sostituito con rarissime corse dirette da Milano a Campiglio ma che non effettua alcun servizio alla popolazione e soprattutto impoverisce quel rapporto fondamentale tra le Giudicarie che rimane un’enclave comunque separata geograficamente ed economicamente dipendente più dalla Lombardia che dal Trentino. Sono state analizzate le perdite sul turismo in Valle del Chiese e la bassa Val Rendena e alla stessa Madonna di Campiglio di questa soppressione rispetto ad esempio alla dispendiosa politica turistica impostata sulle squadre di calcio? Il servizio prevedeva un percorso che da solo era una cartolina e rappresentava quasi un avventura. Si partiva da Piazza Castello, si entrava in autostrada fino a Brescia, per passare alla Stazione della Sia dove ci

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L’indotto della corriera Milano – Campiglio e le prospettive di una ferrovia

Un treno per le Giudicarie di Marco Zulberti Da qualche anno la corsa giornaliera del pullman che collegava Milano a Madonna di Campiglio attraverso Brescia, Idro, la Valle del Chiese, Tione e la Val Rendena è stato soppressa. Serviva la nutrita colonia trentina che vive, studia o lavora tra Milano e Brescia dove si è trasferita da anni e molti turisti che da quelle città potevano salire giornalmente in un breve viaggio nelle nostre località per fuggire alla calura estiva si divideva tra chi andava verso la Valle del Chiese e Campiglio e chi verso Riva del Garda. Una volta superati gli abitati industriali di Gavardo, Vobarno con le sue acciaierie tra cui quella della Falk, e Vestone, la corriera entrava nel paesaggio montano inerpicandosi prima verso Lavenone, poi sempre costeggiando le acque del fiume Chiese dove si avvertiva già il fresco delle cime si svoltava a Idro dove compariva un lago incastonato nella valle che apre la prospettiva diretta fino alle cime del Brenta sullo sfondo, perché la faglia delle Giudicarie è una linea retta. Costeggiato il lago, poi, a Sant’Antonio si apriva la vista della piana del Chiese e del Caffaro con il Castello di San Giovanni sotto Bondone. Un paesaggio maestoso e sublime in cui si presenta con tutta la sua impo-

MeTe segnala

nenza la prima roccia dolomitica della Rocca Pagana e poi via via la piana di Condino, la stretta imponente del Monte Melino a Cimego, la piana di Cologna con le rovine del Castel Romano, la nuova stretta di Clusone e poi su inerpicandosi verso Lardaro, Roncone e scendere a Tione da dove si inizia a intravedere la cima del Carè Alto. A Campiglio si arrivava poi attraversando la Val Rendena dove si vedevano le acque della Sar-

o per godere dei magnifici panorami innevati durante l’inverno. In tutti i paesi della Valle del Chiese fino a Tione e in Val Rendena si trovano ancora le vecchie scritte degli alberghi che, d’estate fino all’autunno inoltrato e in inverno, ospitavano quei turisti che in gran parte salivano con il collegamento della corriera tra Milano e Campiglio.

ca, che scendevano saltellando tra le rocce, per poi salire da Pinzolo a Mavignola e infine giungere in quella sorta di “paradiso” luminoso che è il panorama del Gruppo del Brenta. E’ su questo effetto visivo tra viaggiatore e panorama che puntano ad esempio il turismo svizzero e austriaco, sviluppando e progettando una rete di trasporti tra corriere e trenini, che permettono al turista di viaggiare non osservando la

lingua di asfalto e il traffico di fronte alla macchina ma i panorami. Quanti turisti attirano i trenini che si inerpicano sulle cime svizzere? Quanti turisti attirano gli impianti funiviari che salgono al Cervino sia dal lato Svizzero, dove ormai a Zermatt è proibita la circolazione con l’auto, che da quello italiano? A inizio Novecento era stato progettato un collegamento addirittura ferroviario tra Brescia e Campiglio, con la ferrovia che saliva fino a Idro. Immaginiamo oggi una ferrovia di questo tipo quanto turismo porterebbe alla nostra valle, quanto indotto creerebbe. Le altri valli che hanno un treno come la Val di Sole, la Val Senales e la Val Camonica oggi se lo tengono ben stretto. La Val di Fassa ne sta progettando uno. L’utilizzo dell’automobile con la green economy che sostituirà quella

industriale è orientato al declino e il futuro che prevede di eliminare le emissioni è destinato a riscoprire l’importanza dell’elettrico come energia per i trasporti, una energia di cui le Giudicarie sono ricchissime, grazie alle acque dei suoi fiumi come il Chiese e la Sarca. L’utilizzo dell’automobile con la green economy che sostituirà quella industriale è orientato al declino e il futuro che prevede di eliminare le emissioni è destinato a riscoprire l’importanza dell’elettrico come energia per i trasporti, e di quelli pubblici per ridurre le emissioni, una energia di cui le Giudicarie sono ricchissime, grazie alle acque dei suoi fiumi come il Chiese e la Sarca. Viviamo in un terra che appare un paradiso a due ore dalla Lombardia dove vivono nove milioni di persone immerse in un clima che nei prossimi decenni si farà sempre più opprimente, chiediamo alla politica e suoi piccoli interessi di pensare anche ai risvolti economici negativi di alcune decisioni prese a Trento dove non conoscono le esigenze della nostra amata terra montana.

Rubrica mensile a cura di viale Dante, Tione

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Economia

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Giulio Misconel, presidente dell’Associazione di categoria si scaglia contro la burocrazia

Appalti bloccati, l’allarme degli imprenditori edili di Enzo Ballardini Giulio Misconel, presidente di Ate -Ance, l’associazione che comprende una novantina delle principali aziende trentine del settore edile, ha lanciato un grido di allarme nel corso dell’assemblea dell’associazione che si è tenuta a Trento recentemente. “L’agenzia degli appalti della Provincia di Trento deve farsi un esame di coscienza - ha esordito Misconel - Perché al di fuori del Trentino ci sono meno ricorsi? Serve più coraggio, bisogna assegnarli questi lavori, altrimenti il settore sarà sempre più in crisi”.

SETTORE EDILE IN GIUDICARIE Il settore Edile delle Giudicarie fino al 2007 era un comparto economico forte che riusciva ad espandere la sua attività in tutto il Trentino ed anche fuori Regione con oltre 2.450 addetti.. Nel 2014, ultimi dati statistici disponibili, si conta la presenza di 581Il imprese, tradelle industriali 2.052 addetti, con una settore Edile Giudicariee artigianali fino al 2007 con era un comparto economico forteriduzione che riuscivadel ad 20”. la sua anni attivitàlainsituazione tutto il Trentino ed anche fuori peggiorata Regione con oltre addetti.. di Nelmolte Maespandere negli ultimi è ulteriormente con 2.450 la chiusura 2014, ultimi statistici conta di la presenza 581 imprese, tra industriali e artigianali imprese e la dati perdita di disponibili, numerosisiposti lavoro.diImprese importanti quali la Rossaro, con 2.052 addetti, con una riduzione del 20”. Ma negli ultimi anni la situazione è ulteriormente Paisoli, Giordani, ecc. hanno chiuso o hanno dovuto cedere l’attività. Imprese storiche peggiorata con la chiusura di molte imprese e la perdita di numerosi posti di lavoro. Imprese quali l’Ediltione Pretti &Paisoli, ScalfiGiordani, proseguono stoicamente la loro attività importanti quali lae Rossaro, ecc. hanno chiuso o hanno dovuto cederesperando l’attività. che in futuro glil’Ediltione investimenti crisiproseguono venga superata. Imprese ritornino storiche quali e Prettie&laScalfi stoicamente la loro attività sperando

E il grido di dolore di Misconel è che in futuro ritornino gli investimenti e la crisi venga superata. Appalti bloccati, l'allarmerimasti degli imprenditori edili proseguito: “Siamo in pochi, Giulio Misconel, di categoria si scaglia la burocrazia Addetti in unità locali di imprese attive eroi, presidente reducidell’Associazione di guerra, molti dicontro voi hanno messo in campo risorse privaCostruzioni in Giudicarie Giulio Misconel, presidente l’associazione che comprende una novantinaedelle principali te per fardi Ance, sopravvivere le aziende aziende trentine del settore edile, ha lanciato un grido di allarme nel corso dell’assemblea garantire lavoro ai collaboratori. Ma dell’associazione che si è tenuta a Trento recentemente. bisogna mollare, dobbiamo “L’agenzianon degli appalti della Provincia di Trento deve farsi un esame diguarcoscienza - ha esordito Misconel - Perché al di fuori del Trentino ci sono meno ricorsi? Serve più coraggio, bisogna darelavori, con fiducia al sempre futuro”. assegnarli questi altrimenti il settore sarà più in crisi”. Ecco le note dolenti, i lavori bloccati in Trentino: Manifattura di Rovereto, Trentino Trasporti, il nuovo ospedale trentino Not, l’ospedale di Cavalese, molte scuole, ecc. Le responsabilità sono da entrambe le parti, ma i bandi fatti male e le esclusioni assurde, si vedano i casi in cui le Aziende perdono appalti milionari per non aver dichiarato un ritiro della patente da parte di un tecnico, sono le motivazioni prevalenti per il blocco delle procedure di appalto. Secondo Misconel, l’Agenzia degli Appalti deve farsi un esame di coscienza perché ha molte colpe in questo senso. L’altra recriminazione lanciata nei confronti della Provincia è relativa all’allungamento dei tempi delle procedure di appalto che bloccano, di fatto, l’assegnazione degli appalti e l’avvio delle opere. In un periodo

nel settore delle

COS’È L’ATE Associazione Trentina Edilizia (ATE) CHE FA PARTE DI ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) All’Ate aderiscono una novantina di imprese, non solo edili in senso stretto ma anche aziende di carpenteria, del verde, liberi professionisti. Le aziende aderenti contano 1.770 dipendenti e hanno sviluppato nel 2016 un valore della produzione di 665 milioni, che è sceso in media del 7% rispetto all’anno precedente. Diminuisce significativamente, dall’82% al 65%, il valore della produzione realizzata in Trentino: un segnale preoccupante, sostiene Misconel, che certifica la diminuzione degli investimenti soprattutto pubblici nella nostra provincia. che comprensibilmente presenta una riduzione delle risorse, garantire tempi certi aiuterebbe ad avviare subito i lavori finanziati. “Abbiamo bisogno che i dirigenti e funzionari pubblici capiscano che il mondo è cambiato e che serve velocità nelle decisioni e nelle risposte. Siamo esasperati da questa sonnolente e pigra burocrazia”. E calcando ancora i toni: “Non ci sentiamo nè mafiosi nè corruttori, gli atteggiamenti di molti dipendenti pubblici sono vergognosi”. Misconel ha richiamato anche la politica al suo compito e rivolgendosi agli assessori Gilmozzi e Daldoss ha chiesto di rimuovere chi non fa il proprio dovere, chi non si assume responsabilità, chi invece di impegnarsi a risolvere i problemi ne crea degli altri. Rispetto alla legge sui lavori pubblici provinciali, Misconel ha riconosciuto gli aspetti positivi legati possibilità di limitare alle imprese del territorio le gare per i lavori fino a 2 milioni, ma ha anche sottolineato che molte volte ciò non accade proprio a causa della mancata assunzione di responsabilità nelle scelte da parte di alcuni funzionari che preferiscono il sorteggio alle decisioni personali. Aspetti positivi, al contrario secondo il presidente di Anci, derivano dall’approvazione della nuova legge urbanistica definita “moderna ed innovativa”. Da adesso ci saranno regolamenti edilizi uguali in tutti i Comuni e si potranno demolire e ricostruire volumi anche spostandoli. Sul fronte provinciale, l’assessore Gilmozzi ha annunciato che nel 2017 ci saranno 140 milioni destinati agli appalti e 153 nel 2018, cifre che dovrebbero permettere di arrestare la crisi. L’Assessore Daldoss ha ricordato i 70 milioni che i Comuni hanno a disposizione nei prossimi mesi da investire in opere pubbliche attraverso il fondo strategico, con opere che verranno scelte con il coinvolgimento degli operatori e dei cittadini.


Economia Si sa, quando vuoi trovare un punto debole lo trovi sempre. E’come quando arriva la Guardia di Finanza in un’azienda: qualcosa che non va lo trova. A dispetto delle critiche e delle diffidenze Giorgio Rossi ha scommesso, e ora può dire senza tema di smentita di avere vinto. L’Assemblea di giugno ha approvato il bilancio del Consorzio, chiuso con 800.000 euro di utile, dopo averne sottratti 400.000, investiti per i soci. Un’idea innovativa. Non solo sconti sul consumo di energia, com’è nel costume delle Cooperative elettriche, ma un ristorno da riconoscere ai soci. Precisazione necessaria: “Non daremo soldi liquidi ad ogni socio, ma riconosceremo un aumento della loro parte di capitale”, si è sgolato il presidente. Per spiegarla meglio, rispetto al patrimonio del Consorzio, di 13,7 milioni (accumulati nei decenni con gli utili), il capitale versato dai soci è poca roba (circa 30.000 euro), anche perché è figlio dei tempi in cui gli aspiranti soci pagavano poche lire per entrare nella base del CEdiS. Allora il Consiglio di Amministrazione ha proposto che 400.000 euro, invece di finire nell’utile

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Bilancio chiuso a 800mila euro di utile, 400mila investiti per i soci

La seconda vita del Cedis di Giuliano Beltrami

L’avreste detto tre anni fa? Miracoli e resurrezioni fanno parte di altre sfere, non del mondo economico. Eppure quella del Consorzio Elettrico di Storo appare proprio come una resurrezione. Tre anni fa (era il 2014 ed il CEdiS spegneva 110 candeline), quando all’Assemblea del post commissariamento si presentò un unico candidato alla presidenza, le diffidenze si avvertirono subito nei confronti di 2016, vengano versati ai soci sotto forma di capitale sociale. Ogni socio riceve una quantità pari allo sconto ottenuto sulle bollette 2016. In pratica, se un socio ha ricevuto l’anno scorso 100 euro di sconto si ritroverà con un capitale sociale aumentato di 100 euro. Insomma, per dirla con Giorgio Rossi, “il capitale è del socio e all’atto del trasferimento ai familiari in caso di decesso verrà passato a colui o colei che diventerà titolare della quota sociale. Invece, in caso di recesso, il ca-

pitale verrà restituito al socio”. Un cedimento al sistema delle società di capitali? Nemmeno per sogno. La scelta è in perfetta sintonia con la filosofia della cooperazione: infatti ogni socio (indipendentemente dal proprio reddito e dal consumo di energia) avrà un solo voto. L’Assemblea ha approvato, anche se qualche malumore (che non manca mai, ma si aggira sempre nei sotterranei, lontano dalla luce del sole) si è avuto. C’è chi avrebbe preferito ricevere sconti: in fondo

quell’ingegnere ultra settantenne dai modi signorili e dall’entusiasmo che pareva fuori posto. “Giorgio Rossi?”, sentivi mormorare, “è sì storese, ma da una vita abita fuori”. E ancora: “Rossi? E’ stato dipendente ed ora è collaboratore dell’Enel: non ci sarà conflitto di interessi?”. Infine: “E’ bene che appoggi i piedi per terra: i problemi non si risolvono semplicemente con l’entusiasmo!”. la moneta sonante piace di più al popolo. Ma, come detto, la linea Rossi è passata. La fine ingloriosa della prima vita Maggio 2012: la Giunta provinciale delibera il commissariamento del Consorzio Elettrico di Storo. Una durissima scoppola alla cooperazione del basso Chiese, che poco più di dieci anni prima aveva subito l’onta del crac della Cassa Rurale storese. Durissime anche le motivazioni addotte dalla

Una cordata trentina per Camp Zero, il nuovo resort di lusso della Val d’Ayas

Le imprese trentine lavorano in Val d’Aosta Un investimento da 15 milioni di euro

Un resort di lusso col nome di un campo base per alpinisti in odore di grande impresa: Camp Zero è il nome del nuovo lussuosissimo Hotel che sorgerà in Val d’Aosta, ai piedi del Breithorn. E sarà una cordata di imprese trentine ad occuparsi dei lavori: in testa al gruppo la Collini Lavori, ma ci sono anche Ediltione e la fiemmese Misconel per la parte edilizia. Sarà la sempre trentina Grisenti a realizzare gli impianti elettrici e la Termodolomiti quelli idraulici. Essepi Xxl di Cavedine si occuperà dei serramenti e di tutta la parte in legno, mentre la Starpool di Ziano di Fiemme costruirà il centro benessere. Un investimento da 15 milioni di euro di Silvio e Monica Scaglia – lui è l’ex patron di Fastweb – per un Active Luxury Resort delle meraviglie: si pensa soprattutto allo sport e al fitness, inseriti in una lussuosa struttura destinata ad attirare vip e nababbi in cerca di benessere montano. Una trentina di camere, un centinaio di posti letto, capaci di garantire privacy e tranquillità ai rinomati ospiti, realizzate in un mix di materiali che nel gusto moderno mescolano gli opposti – acciaio e legno,

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cemento e vetro – con piscine e centro benessere, c’è da scommettersi, con gli ultimi macchinari inventati in termini di “remise en forme”, ma anche pareti di ghiaccio da scalare, un grosso masso nella hall per chi volesse esibirsi in qualche posizione di arrampicata, spazi per yoga e meditazione, personal trainers e chi più ne ha più ne metta. Siamo nella piccola località di Villy, a pochi chilometri da Champoluc, a 1600 metri di altezza: da qui partono i sentieri verso le cime locali, e in questa zona è in progetto (contestata da più parti, ma l’iter è in corso) la realizzazione di una nuova funivia di collegamento fra la valle di Zermatt e il comprensorio sciistico del Monterosa Ski capace di dare vita al terzo carosello sciistico del mondo con 530 km di piste. L’investimento è di una cinquantina di milioni di euro: non si sa ancora se andrà in porto o meno, ma per il Camp Zero sarebbe tutto oro che cola. Un bel colpo l’aggiudicarsi di questo lavoro per la Collini Lavori che, dai dati d’azienda, fa balzare il portafoglio lavori dai 245 milioni di euro del 2015 a 347. Più

di una boccata d’ossigeno, vien da dire, ma anche per le altre aziende trentine coinvolte nella cordata che ci guadagnano materialmente e in immagine. Non è l’unico lavoro fuori regione: la Collini Lavori si è aggiudicata

anche il nuovo tratto della variante alla strada statale 219 Gubbio-Pian D’Assino, in Umbria, un’opera da 41 milioni e prosegue la realizzazione di strade in Romania e i alvori all’autostrada Torino-Milano.

delibera dell’assessore provinciale alla cooperazione Franco Panizza. Citando qua e là, troviamo “forte criticità finanziaria”, “investimenti non supportati dalle entrate”, “Consiglio impegnato nella strategia di espansione, ma senza redditività per i soci”, “anomalie che appaiono ancora più grandi se comparate con le altre Cooperative elettriche”. E’ il terremoto, con tsunami. Mauro Ferretti (carismatico presidente da una quindicina d’anni) gode di un vasto consenso, anche se proprio in quelle settimane qualche sgretolamento si avverte. Alla preassemblea di Storo, per esempio, Caterina Zocchi (membro del Comitato di controllo e fedelissima di Ferretti) rassegna le dimissioni, non accettando che al CEdiS si affianchi una società per azioni, l’E-CEdiS. Il giudizio della Provincia fa capire che la situazione è scappata di mano a Ferretti ed ai suoi. Sostanzialmente i conti non tornano, e lo spiegano i commissari straordinari all’Assemblea dei primi di giugno: 16 milioni di debiti, a fronte di un fatturato che si aggira attorno ai 5 milioni; un fabbisogno a lungo di 2,8 milioni, e via elencando. Cosa c’è dietro? Basti ripescare un paio di frasi di Panizza: “Investimenti non supportati dalle entrate”, “Consiglio impegnato nella strategia di

espansione, ma senza redditività per i soci”. C’è l’acquisto di un megawatt di impianto fotovoltaico a Remedello (Pianura Padana, lontano dagli occhi e dal cuore del CEdiS) e c’è il progetto di cablaggio del bacino di operatività del Consorzio, che al tempo (per la verità ancor oggi, sebbene con proporzioni diverse) gravava come un macigno sul bilancio del CEdiS. Tuttavia non si può gettare il bambino con l’acqua sporca. Una scelta innovativa Il 27 maggio del 2001 era una domenica e, com’era nella consuetudine, l’Assemblea del CEdiS si riuniva proprio nel pomeriggio di domenica. Quel giorno l’allora giovane ingegnere storese Mauro Ferretti, da un paio d’anni alla presidenza del CEdiS, lanciava il grande progetto di fibra ottica. “Arriviamo prima di Milano e primi in Italia”, scandì, a scaldare gli animi orgogliosi dei soci. “Il progetto di Milano è simile al nostro, ma - aggiunse - a Milano si presenteranno difficoltà che noi abbiamo superato: loro dovranno scavare, recando non pochi disagi alla popolazione, mentre noi abbiamo già le infrastrutture posate. Nell’ultimo decennio abbiamo preso tutte le linee aeree e le abbiamo trasferite sotto terra, con notevoli investimenti: il 70% dei nostri cavi è interrato”. Come dire? La fibra passerà di lì. Scelta innovativa, ma forse un passo più lungo della gamba. Sta di fatto che la presidenza Ferretti finì in mezzo alle polemiche. Tre anni fa la ripartenza.


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Società

AGOSTO 2017 Parte seconda/ Breve storia del Sistema Agro-Pastorale dell’alto Chiese

Pascoli, alpeggi e i primordi del futuro sistema cooperativo L’alpeggio è una pratica stagionale basata sulla utilizzazione diretta dell’erbatico da parte degli armenti. Una pratica colturale e zootecnica estensiva contraddistinta da una mobilità delle mandrie in senso altitudinale e orizzontale, che consente l’autoapprovvigionamento dell’alimento da parte della mandria , stabulazioni temporanee e comunque legate a condizioni climatiche avverse. Un’ alimentazione a verde che si riflette nelle caratteristiche del latte e conseguentemente nei prodotti da esso derivati. In particolare le caratteristiche di questo formaggio si differenziano rispetto a quelle del formaggio Spressa. Il formaggio di malga trentino non ha denominazioni particolari, esso è denominato semplicemente formaggio di malga o “ formai de mont”. La sua peculiarità rispetto alla pressa è allora quello di essere ottenuto da un latte prodotto da lattifere alimentate attraverso il pascolamento di pascoli posti in altura. Ma se la pratica del pascolamento rientra tra le tecniche agrozootecniche estensive , la gestione della malga ha da sempre imposto modelli organizzativi elevati che per la malga da latte pre-

di Giovanni Bazzoli Oltre il limite dei prati di monte e dei boschi di resinose si sviluppa l’area dei pascoli alpini e della prateria alpina . Qui si attenua la mobilità della comunità agricola che affida a forme organizzative particolari la gestione della grande risorsa dei pascoli alpini vedono un management composto da: un capo malga , un capo casaro , un addetto alla contabilità, uno o più addetti al controllo della mandria. Tre sono le circostanze che hanno determinato l’adozione di tale modello: la razionale gestione dell’area pascoliva attraverso efficienti turnazioni del pascolo , la trasformazione di considerevoli quantitativi di latte con una elevata variabilità delle caratteristiche intrinseche dello stesso legate alla turnazione del pascolo e alla variabilità delle condizioni climatiche, la tenuta di una efficiente registrazione delle produzioni di ogni singola azienda titolare di bestiame conferito. Con la gestione dei pascoli o degli alpeggi che dir si voglia , tutto il territorio, dalla valle alla vetta, viene colonizzato. Un vasto agrosistema integrato che nel tempo ha consentito il consolidarsi delle nostre comunità. Un agrosistema che si è andato strutturando senza invasive e impattanti

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 15 n° 8 agosto 2017 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Denise Rocca Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Matteo Ciaghi, Denise Rocca Hanno collaborato: Gianni Ambrosini, Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Giacomo Bonazza, Alberto Carli, Umberto Fedrizzi, Chiara Garroni, Enrico Gasperi, Marco Maestri, Mariachiara Rizzonelli, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 - 338 9357093 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3286821545) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato l’1 agosto 2017 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

artificialità, mantenendo, almeno sino agli anni ‘50, un discreto rapporto di mutualità con gli ecosistemi naturali. Con il rientro a valle delle mandrie nel tardo autunno, i paesi si rianimano, si riattivano le stalle. Comincia la stagione dei parti e si procede al foraggiamento del bestiame con il nuovo maggengo. Contestualmente ha inizio il

e pertanto dei territori ricompresi per la maggior parte nei piani altitudinali subalpino e alpino inferiore. Siamo nella fascia territoriale degli alpeggi dove fioriscono le malghe con il loro complesso strutturale e le relative aree pascolive di competenza.

periodo più favorevole per la produzione della spressa che si protrarrà fino a tarda primavera. La prevalenza di allevamenti con limitato carico di animali in produzione e la conseguente difficoltà per alcune aziende di avere quantitativi di latte fresco sufficienti a giustificare un processo di trasformazione ( na caserada ) ha accelerato l’attivazione

di alcune interessanti forme di mutualità tra allevatori. Esse costituiscono i primordi del futuro sistema cooperativo- Più concretamente si tratta del conferimento presso un’ azienda dotata di spazi e attrezzature adeguate al raffrescamento del latte, alla spannatura, alla produzione di burro e spressa , del latte prodotto da più aziende. A

turno ogni azienda procedeva alla caseificazione del latte conferito dalle aziende “associate” e all’ acquisizione in proprio dei prodotti ottenuti dal processo di trasformazione . Detta azienda o famiglia contadina non poteva beneficiare di una nuova caserada fintanto che non avesse saldato il suo debito e divenuta la maggior creditrice per la quantità di latte conferito. E’ da questa maniera di assegnare la lavorazione a turno tra le famiglie conferenti il latte che deriva il termine di “casello turnario”, non già perché, almeno nelle nostre zone, si usasse a turno della struttura, caseificio ed attrezzi che spesso non si sapevano adoperare. L’esigenza poi di assicurare un elevato grado di qualità dei prodotti e della spressa in particolare ha fatto emergere più recentemente l’esigenza di affidare la responsabilità del processo di trasformazione a personale specializzato. SI afferma così, anche in paese, come negli alpeggi, la figura del casaro.

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Società

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Non guardare dall’altra parte: giovani solitudini e comunità In una società complessa, dinamica, veloce, liquida (oggi si dice cosi) dove i modi di vivere, di pensare, di comportarsi sono tanti e diversificati, le scelte sono sempre più difficili tanto è il disorientamento in cui ognuno di noi si trova a vivere. Famiglia, scuola, media, social, propongono modelli, esempi, spesso in contrasto se non in contrapposizione fra di loro. I giovani sono i più esposti a tutte queste sollecitazioni che ambienti vicini (famiglia, amici,comunità) e remoti ( media internetì…) quotidianamente propongono. Non è facile trovare la propria strada anche perché talvolta lasciati soli, magari schermiti per qualche loro pensiero, comportamento. E cosi sempre più spesso i giovani decidono che questa terra non è per loro, che non li merita. Nell’ultimo mese tre giova-

Quando insegnavo in Albania di Tiziano un collega dell’Università dell’Aquila, docente di Anatomia, mi spiegò come l’essere umano per il 50% (le percentuali sono indicative del fenomeno non numeri certi) è fatto di eredità, per il 30% di contesto e per il 20% di libertà a sua volta condizioni giudicariesi hanno fatto questa scelta. Rappresentano la punta più drammatica di un fenomeno che mi sembra essere sottovalutato. Molti, troppi nostri giovani nel corso degli ultimi anni, hanno pensato di farla finita o non hanno avuto il coraggio dell’azione estrema fermandosi appena prima dell’atto finale. La comunità non li vede e/o li ignora anche perché loro non si fanno vedere, anzi, cercano di schivare il confronto, per cui risulta anche difficile supportarli nella loro sofferenza. Serve la tragedia per smuovere, almeno per un’ora, le nostre coscienze. Il celebrante di

una di queste esequie funebri in maniera precisa ed efficace ha invitato i presenti a pensare a come le comunità locali vivono i rapporti, le attenzioni verso giovani che fanno fatica a trovare il loro spazio nella comunità, verso famiglie lasciate sole nelle difficoltà di rapportarsi con un figlio che dentro soffre la solitudine, la mancanza di amici, l’assenza di relazioni significative. Nella maggior parte dei casi si tratta di giovani che cercano una comunità che li sa accogliere, perché la famiglia dopo i vent’anni (forse anche prima) sta stretta e da sola non riesce più ad esaurire l’inte-

nata dal contesto stesso. In altri termini il nostro modo di essere, di costruire un progetto di vita, di pensare e fare scelte, assumere comportamenti, sono espressioni di libertà ma fortemente condizionati dai contesti nei quali viviamo.

Salvaterra

resse di relazioni significative, di protagonismo, che ogni giovane ha in sé. Siamo molto attratti dai ragazzi bravi con i quali ci complimentiamo per i risultati raggiunti e da coloro che hanno disabilità manifeste per i quali abbiamo sempre una parola, un’attenzione. La comunità locale ha organizzato (giustamente) per loro servizi ed attenzioni importanti. Forse questo oggi non basta. Ci sono tanti giovani sul confine dell’essere che chiedono aiuto e noi non li capiamo. E’ una tematica che va affrontata con coraggio a livelli diversi: - quello personale: guardiamo i nostri giovani negli occhi,

parliamo con loro, ascoltiamoli, accettiamo le diversità di pensiero, opinione, comportamento, ma stiamo loro vicini. Non possiamo abbandonarli - quella sociale: attraverso una maggiore attenzione da parte dell’associazionismo sportivo, culturale, ricreativo, del mondo cattolico da sempre sensibile verso nuove e vecchie povertà. Anche la cooperazione sociale ha bisogno di rivisitare la propria mission, metodi e stili operativi, migliorare nelle competenze e nella professionalità senza adagiarsi sul pubblico (come talvolta accade) ma

diventando stimolo verso le istituzioni locali. - già la politica o meglio l’amministrazione della comunità (provincia, comunità di valle, comuni) luogo centrale ed indispensabile nell’affrontare a livello comunitario anche questa questione. Forse è necessario attivare iniziative nuove con l’aiuto di persone competenti, preparate che possano essere di supporto ed aiuto oltre che ai giovani anche ai contesti in cui vivono. Da questo punto di vista siamo rimasti indietro rispetto alle aree urbane, dove le esperienze, sia in Trentino che in altre realtà nazionali ed europee, si sono sviluppate da tempo. Si tratta solo di guardarsi intorno, di avere un po’ di coraggio e non voltarsi dall’altra parte.

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Attualità

AGOSTO 2017

Umido e plastica inquinati, abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti i problemi principali

La differenziata va male: per sbagli e negligenze Il 52% dei conferimenti nel cassonetto della plastica dovrebbe in realtà andare altrove

Se fosse usato correttamente, il servizio di raccolta dei rifiuti effettuato in Giudicarie sarebbe uno dei più efficienti, ma così non è, ci ha detto con rammarico l’ingegner Castellani dei Servizio igiene ambientale giudicariese. Infatti grandi delusioni stanno dando tanti valligiani riguardo la raccolta differenziata dei rifiuti, con una situazione che sta peggiorando di anno in anno. Naturalmente ciò si riflette negativamente sul costo, che aumenta inevitabilmente quando vengono contestati i carichi perché non conformi, da parte degli impianti che ricevono i materiali. La Comunità delle Giudicarie gestisce il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani su delega dei Comuni che la compongono. Le utenze domestiche coperte dal servizio sono circa 41.000, mentre le utenze non domestiche sono quasi 4.300. Ogni anno si raccolgono oltre 15.000 tonnellate di rifiuti delle quali circa l’81% è rappresentato da materiali oggetto di raccolta differenziata (imballaggi in plastica e metallo, carta, cartone, organico, imballaggi in vetro, ecc.), mentre il rimanente 19% è rappresentato da rifiuto residuo, attualmente destinato in parte alla discarica Ischia Podetti di Trento e in parte agli inceneritori presenti fuori regione, come Bolzano.

Chiara Garroni

Qualche giorno fa ho portato il mio sacchetto dell’umido nell’isola ecologica vicino casa, a Tione, ed aprendo il bidone ho trovato una gran quantità di erba e di rametti potati. Nell’altro c’erano scatole di cartone, e nel terzo un grande sacco di plastica pieno di finissima polvere scura, forse cenere, che certamente non doveva essere lì. Infine, abbandonati a terra, un bidone con residui di vernice, e stracci di stoffa posati nella struttura dei cartoni, che peraltro erano in gran parte non ripiegati correttamente. Purtroppo questa non è una eccezione,

Il costo del servizio è interamente coperto dal gettito della TARI (Tariffa Rifiuti), che è commisurata, in parte, sulla quantità di rifiuto residuo prodotto. L’obiettivo del sistema tariffario è l’incentivazione alla riduzione della produzione di rifiuti destinati allo smaltimento. Le tariffe prevedono la misurazione delle quantità prodotte (almeno per il residuo) e sono applicate nelle Giudicarie dal 2012; ciò ha permes-

so di raggiungere in breve tempo gli obiettivi minimi di raccolta differenziata previsti dalle norme (65%). La attuale percentuale di raccolta differenziata delle Giudicarie è sì dell’81%, ma questo dato non è così positivo come potrebbe sembrare, poiché manca la qualità dei materiali. Ad esempio, il 52% dei conferimenti nel cassonetto della plastica, non è plastica! I problemi sono fondamentalmente tre: frazione umida

ma quanto accade quasi sempre a quelli che vanno regolarmente a gettare il pattume nelle isole ecologiche. La situazione non degenera perché sia il numero di contenitori che la frequenza della raccolta è superiore a quanto avviene in realtà simili o limitrofe, ed il problema è infinitamente inferiore a quello di tante altre zone, ma in ogni caso un problema c’è nella notevole quantità di rifiuti non conformi, a causa della sbadataggine, o peggio per la colpevole negligenza di tante persone.

e verde, rifiuti abbandonati fuori dai contenitori, rifiuti vari nei contenitori per la plastica. Presso le isole ecologiche nei bidoni dell’organico si deve portare solo lo scarto della cucina, nei sacchetti appositi, biodegradabili. Purtroppo spesso vi si trova erba, potature di siepi ed alberi, e persino terra e pietre, cose che dovrebbero esser portate al CRM, il centro recupero materiali. Questa negligenza non è indiffe-

rente, ma ha una notevole rilevanza economica, in quanto la gestione dell’umido ha costi assai superiori a quella del verde. Sui rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti, non ci sono parole: è un comportamento incivile e vergognoso, e non c’è altro da aggiungere. Ma il problema forse peggiore è quello degli imballaggi in plastica. I materiali in plastica o metallo che non siano imballaggi vanno portati ai CRM e non all’isola ecologica. Sarà una seccatura per gli utenti, ma il consorzio di recupero degli imballaggi ha severi parametri di qualità, e bastano poche impurità per compromettere il valore economico della raccolta. C’è poi il deliberato conferimento di altri rifiuti nei contenitori della plastica: residuo, inerte da demolizione, scarti di ditte artigiane. Queste, per evitare di conferire a pagamento presso i CRZ o canali privati i loro rifiuti, li buttano nei contenitori della plastica delle isole ecologiche. Qualche tempo fa un intero seminterrato della plastica

di 5 metri cubi è stato riempito con materiale elettrico da cantiere, e quindi si è dovuto codificarlo come residuo misto indifferenziato, con un costo di smaltimento di 160 euro a tonnellata. Se fossero stati imballaggi in plastica ci potrebbe essere stato un introito. Questo conferimento illecito è un vero reato penale, che ha come conseguenza anche la confisca del mezzo di trasporto. E, ovviamente, gli utenti virtuosi pagano per i disonesti, o “furbi” come forse loro si riterranno. Infatti le entrate economiche dei consorzi di recupero consentirebbero di contenere i costi del servizio, ma così gli oneri sono a carico di tutti gli utenti. Le telecamere nelle isole ecologiche potrebbero essere un deterrente, e qualcuna già c’è, ma coprire tutto il territorio di telecamere avrebbe un prezzo non sostenibile, e al massimo si potrebbe intervenire su chi lascia rifiuti fuori dai cassonetti, ben difficilmente sulla qualità di quanto viene buttato dentro i vari contenitori. Qualcuno si chiede se la raccolta porta a porta non sarebbe un sistema più equo, ma in molte realtà dove viene effettuato questo tipo di intervento, ci si chiede se sia il sistema migliore. Insomma, problemi ce ne sono in ogni caso, ma la maleducazione e la disonestà di qualcuno, come sempre, danneggia tutti.


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A Sella Giudicarie bando da 100mila euro

Incentivi per il risparmio energetico ����������

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Europa

AGOSTO 2017

Purtroppo, da quando nel 2015 ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento il partito di estrema destra ed euroscettico Diritto e Giustizia (PiS) di cui Jaroslaw Kaczynski è il principale ispiratore, il sistema democratico del Paese è stato progressivamente indebolito. Già il sistema pubblico di informazione era stato messo sotto controllo governativo e nulla hanno valso le proteste di popolo e gli ammonimenti da parte delle Istituzioni europee per far cambiare rotta ad un governo e ad una maggioranza che sembra interessata all’Unione europea solamente per ottenere soldi. Personalmente, ho sempre avuto particolare attenzione nei confronti dei paesi dell’Europa centro-orientale in ragione della lunga storia di privazione della libertà e della democrazia di cui sono stati vittime. Ho sempre ritenuto giusta la loro adesione all’Unione europea. Ora ritengo tuttavia necessario esprimere riserve, anche forti, sui comportamenti che taluni di questi Stati stanno assumendo il merito ai basilari principi di democrazia e libertà. All’intollerabile comportamento polacco va aggiunto l’inaccettabile corso politico assunto dal governo ungherese guidato dall’estremista di destra Viktor Orban con gli illiberali interventi contro la libertà di espressione e la vergognosa chiusura nei

Preoccupazioni dal Visegrad: Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia

Nuovi inquietanti venti dall’EST di Paolo Magagnotti

Continuano a destare forti preoccupazioni iniziative politiche in Paesi dell’Europa centro-orientale per nulla rispettose dei diritti fondamentali che stanno alla base dell’Unione europea. La recente decisione del Parlamento polacco, con la quale vengono riservati al ministro della Giusticonfronti dell’emigrazione. L’ultimo indicibile atto è rappresentato dalla lettera che, sottoscritta anche dai capi di governo degli altri tre Paesi del Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia) ha inviato al presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni per chiedere la chiusura dei porti di mare nel nostro Paese dove giungono i migranti. A tale vergognosa richiesta dei governi del Visegrad si è aggiunta purtroppo analoga strumentale manovra elettorale del ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, il quale è stato peraltro opportunamente smentito dal suo cancelliere Christian Kern. Di fronte a questi inquietan-

ti venti illiberali provenienti dall’Est le Istituzioni europee, che fino ad ora si sono mosse con ammonimenti espressi con quei toni di pru-

zia poteri di nomina dei membri della Corte Suprema, rappresenta un forte colpo alla democrazia. Se il Presidente della Repubblica non fermerà l’iniziativa rifiutandosi di firmarla il già compromesso sistema giudiziario polacco subirebbe un colpo mortale.

denza che sempre servono prima di rompere i rapporti diplomatici ed istituzionali, non può andare oltre nel tollerare comportamenti asso-

lutamente incompatibili con il Progetto europeo. A questi signori deve essere chiaro che l’Unione europea non può essere utilizzata solo per avere soldi, che in abbondanza sono stati peraltro elargiti agli ex Paesi del blocco sovietico. Deve inoltre essere chiaro che solidarietà non significa solo ricevere, ma anche dare, e quando si hanno difficoltà nel dare bisogna quantomeno fare tutto il possibile per condividere; e se è difficile condividere beni materiali o sul piano finanziario è assolutamente necessario ed irrinunciabile condividere e sostenere valori fondamentali sui quali, fin dai tempi dei Padri fondatori, si basa e deve reggersi il processo

di integrazione europea. Le Istituzioni europee facciano tutti i passi necessari per far rivedere a taluni paesi comportamenti lesivi dei principi di democrazia, giustizia e libertà, ma qualora le risposte fossero negative è necessario, come primo passo, dare attuazione a precisi dettati del trattato europeo di Lisbona che prevedono la sospensione di taluni diritti ai governi illiberali, negando il voto nel Consiglio europeo e nel Consiglio dei ministri dell’Unione. In un’Europa da sempre caratterizzata da diversità di culture, lingue, tradizioni e sistemi giuridici è certamente necessario procedere verso l’unificazione con prudenza, pazienza e disponibilità al compromesso. Tuttavia, nessun margine di trattativa per raggiungere compromessi deve essere preso in considerazione quando si tratta di fondamentali principi democratici.


Porto Franco Appunto, il nodo è proprio questo: passati oltre settant’anni dal famoso Accordo Degasperi-Gruber, padre dell’Autonomia speciale, quali sono le ragioni che giustificano un trattamento diverso della Provincia e della Regione rispetto ad altre realtà italiane? Rispetto al dopoguerra la cornice storica e politica è profondamente cambiata. Allora c’era una situazione internazionale in ebollizione, che poteva giustificare la nascita di un presidio speciale alle porte dell’Italia ed il trattato DegasperiGruber era stata una buona assicurazione sia dei sudtirolesi sia dei trentini verso uno Stato - quello italiano - che non era ancora chiaro se sarebbe finito nell’orbita comunista o rimasto in quella occidentale. Adesso questo rischio non c’è. Semmai l’unico rischio ora è che questo Stato vada a rotoli uscendo dall’Europa. E in questa situazione nuova quali dovrebbero, dunque, essere le ragioni addotte dai trentini per pretendere un trattamento speciale? Nella tiritera di cui sopra se ne elencano alcune, assolutamente inconsistenti e non certo originali. Non può essere un buon motivo la seria e corretta amministrazione. Ci sono tante altre regioni, a cominciare da Veneto e Lombardia, che fanno le cose per bene senza avere le competenze speciali che ha il Trentino-Alto Adige. Non pare possano certo essere richiamati motivi di etica politica: anche il Trentino ha avuto la sua Tangentopoli ed ha avuto - e ha - lo scandalo dei vitalizi d’oro. Non può certo esser richiamata la necessità degli amici altoatesini di avere

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L’autonomia fra identità e autodeterminazione di Ettore Zampiccoli

Si sta discutendo, per la verità in maniera un po’ fiacca, di Autonomia e il Trentino cerca di portare il suo contributo a quello che dovrebbe essere il Nuovo Statuto di Autonomia della Provincia e della Regione. A questo scopo è stata creata una Consulta speciale, con i rappresentanti delle forze politiche e delle categorie economiche e sociali, che dovrebbe tracciare il solco del nuovo Statuto. Queun interlocutore italiano, in questo caso i trentini. Anche perché i tedeschi dell’Alto Adige hanno dimostrato che sanno cavarsela benissimo anche senza i trentini. Anzi, hanno una marcia in più. Né può essere, tra le ragioni portanti, qualche isola etnica presente in Trentino. Con tutto il rispetto, quella ladina, mochena o cimbra non è una lingua, come è il tedesco dell’Alto Adige. Sono dialetti e come diceva il grande glottologo Carlo Battisti ciò che distingue una lingua dal dialetto è che la prima si evolve, il secondo no. Ascoltando il ladino, sentirete che per farsi capire devono ricorrere a termini italiani, perché la cosiddetta lingua ladina è ferma a qualche secolo fa. Quindi lasciamo perdere le illusioni etniche. Anche la Puglia ha isole etniche albanesi e greche ma non per questo gode di un’Autonomia speciale. E allora che cosa possiamo

inventare? C’è un bel libretto scritto da Mauro Marcantoni una decina di anni fa che, debitamente attualizzato, qualche strada potrebbe indicarla. La principale è quella che riconduce all’identità della comunità e del territorio trentino. In sostanza solo una forte ed originale identità, intesa come bagaglio di cultura e valori potrebbe giustificare una posizione speciale nel panorama italiano. Non si tratta di avanzare complessi

sta Consulta ha prodotto anche una breve pubblicazione dove si indicano alcuni temi di discussione. A parte qualche clamoroso errore di ortografia non ci pare che quello prodotto sia qualcosa di innovativo o convincente. Sono le consuete tiritere, e se uno di Bari o Palermo le legge alla fine si chiederebbe: e per quale motivo questi trentini dovrebbero avere l’Autonomia speciale?

di superiorità o di aspirazioni nostalgiche, ma solo di chiedersi se la nostra storia e il bagaglio di tradizioni che l’accompagna siano tali da delineare un modo distintivo di fare comunità e di rapportarsi col proprio territorio e con le proprie responsabilità in modo leggermente diverso da quello italiano, pure rispettabile. Forse fino ad oggi in nome del cosiddetto pensiero unico, che non mette mai in discussione scelte del

passato, questo esame non è stato fatto, sicchè l’immagine del Trentino – parliamo del cittadino trentino – appare incerta e indefinita. Non c’è conoscenza delle radici, non c’è consapevolezza di ciò che vogliamo o potremo essere, non è mai stato tentato un bilanciamento tra il nostro passato ed il nostro presente. Cosa che, ad esempio, è stata fatta e consolidata in Alto Adige. La prima operazione, dunque, è di scandagliare il passato e chiedersi se esso giustifichi una posizione speciale. La si potrà giustificare questa posizione solo se si va alle radici mitteleuropee del Trentino, saltando di pari passo le infauste epoche battistiana e mussoliniana, ed attualizzando queste radici in un contesto di valori, di etica politica, di responsabilità personali, di modo di far politica e di convinzioni più europee e meno romane. Forse bi-

sognerebbe leggere un po’ meglio Alcide Degasperi. L’altro aspetto che vorremmo sottolineare è quello dell’autodeterminazione, strumento di difesa dei popoli previsto dai trattati internazionali. L’Alto Adige lo ha già inserito nel preambolo alle sua proposta di revisione dello Statuto. In Trentino pare sia proibito parlarne, sempre per via di quel pensiero unico, che considera populismo tutto ciò che mette in discussione la casta. Invece sarebbe opportuno prevederlo, ma non pensare di andare in un domani a chiedere asilo politico all’Austria ma per avere una difesa in più verso Roma e verso uno Stato che sembra sempre più difficile da gestire. Non solo: ma se in un domani l’Italia, con i grillini o alla Salvini, decidesse di uscire dall’Europa l’autodeterminazione potrebbe servire proprio per chiedere che il Trentino Alto Adige resti nell’orbita europea: l’unica che, nonostante tutto, ci potrebbe dare qualche sicurezza economica e civile in più rispetto ad un contesto nazionale sempre più scassato e corrotto.

A scuola di mountain bike DOMENICA 6 AGOSTO L’OPEN DAY, I CORSI FINO A SETTEMBRE

Una nuova iniziativa “didattico-sportiva” è nata a Storo, voluta e realizzata dalla Valchiese Bike. Si tratta di una scuola di mountain bike destinata a ragazzi e ragazze delle scuole elementari e medie che ha sede nella nuova struttura del Campo Scuola MTB che in questi mesi è stata realizzata in località Le Piane a Storo, a pochi metri dal campo tennis e dal parco giochi. I giovani di questa fascia di età potranno accedere al percorso, realizzato in parte naturale e in parte artificiale, creato sul posto da volontari della società grazie al contributo di enti locali. Nelle loro evoluzioni, saranno sempre accompagnati da istruttori riconosciuti SIMB, Scuola Italiana Mountain Bike. L’obiettivo è quello di imparare ad affrontare un’escursione in

sicurezza, acquisendo tecniche di equilibrio e controllo della mountain bike, provando in un ambiente protetto a superare quegli ostacoli che si possono presentare in un’escursione in bicicletta sulle strade sterrate di montagna. I ragazzi impareranno le migliori traiettorie da tenere in salita e, soprattutto, in discesa, gestendo la frenata e la bicicletta in sicurezza. Sarà possibile partecipare ai corsi

tutta l’estate, fino a settembre e per i curiosi che vogliono capire meglio di cosa si tratta, domenica 6 agosto è in programma un open day, ovvero una giornata aperta nella quale presentarsi al percorso gratuitamente per conoscere gli istruttori e avere un assaggio di cosa si potrà imparare al corso e testare la propria abilitò in sella. La raccomandazione per partecipare è di arrivare con la

propria bicicletta in ordine e, naturalmente, muniti di casco. raccomanda di presentarsi al campo scuola con la propria bicicletta in ordine e di mettere

il casco. Buona cosa è portarsi un comodo zainetto con acqua da bere e uno spuntino. Per informazioni ed iscrizioni ( che dovranno essere condivi-

se e confermate dai genitori) si possono contattare Claudio 3282913060 oppure Francesco 3478301720.


pag.

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Attualità

AGOSTO 2017

Tutta l’attività lavorativa si è intrecciata con avvenimenti familiari anche dolorosi e difficili. Piergiorgio morì giovanissimo, e Gianfranco venne a mancare quando i suoi figli erano ancora piccoli. Il maggiore, che porta il nome del nonno Giovanni, aveva solo 16 anni quando si trovò a dover portare avanti, con l’aiuto di mamma e zia, l’attività, e i suoi fratelli Roberto e Arrigo erano ancora bambini. Eppure la famiglia è riuscita non solo a tirare avanti, ma a trasformare l’antica macelleria in una struttura nuova e all’avanguardia, nella attuale sede a poche decine di metri dal primo piccolo negozio del nonno. Nel 2000 è stato aperto anche il nuovo stabilimento di Ragoli, per la moderna lavorazione e conservazione delle carni, mentre la macellazione viene fatta in un macello di fiducia a Roncone. La filosofia e la visione etica che guida i tre fratelli è “mangiare meno, ma con qualità superiore”. Prevalentemente le carni lavorate sono locali, ed in particolare c’è completa collaborazione con l’allevatore di Zuclo Rino Artini, che alleva vacche di razza Rendena, che pascolano in malga, dunque si nutrono di fieno trentino, cresciuto senza concime. Tutto biologico in tutte le fasi della produzione e successiva lavorazione. I tagli di carne sono certificati e affidabili anche in virtù della “tracciabilità” che si può rinvenire in tutte le sue fasi, che si trova sull’etichetta di legge, unitamente al riconoscimento comunitario CE IT 2420 S, dove sono osservabili anche le certificazioni facoltative contenute nella UNI EN ISO 9001: 2008 n° 9491. A breve arriverà anche il Marchio Qualità Trentino, che dipende dall’as-

La famiglia Ballardini di Tione racconta la sua storia

Macellai da quattro generazioni La specialità con mattonelle di sale di Cervia

L

di Chiara Garroni

a macelleria Ballardini di Tione è una delle botteghe storiche certificate delle Giudicarie. Nacque nel dicembre del 1929, quando il garzone di macelleria Giovanni Ballardini acquistò dalla signora Maria Sommadossi l’attività, situata in via del Foro, nell’edificio dove ora c’è la gioielleria Scaia.

sessorato della Provincia: una ulteriore garanzia di qualità. La catena del freddo è assicurata a partire dal trasporto realizzato con mezzi propri provvisti di impianti frigo adeguati, alla produzione in ambienti igienizzati a temperatura controllata e alla confezionatura realizzata integralmente nello stabilimento di Ragoli dotato di impianti all’avanguardia. Tutta la “materia prima” proviene da giovani animali di età media da 15 a 18 mesi, in particolare le scottone (vitelloni femmina che non hanno ancora partorito) in grado di garantire il meglio del sapore.

Oltre ai tagli classici e tradizionali, da qualche tempo si effettua una particolare lavorazione, con mattonelle di sale di Cervia, che asciuga la carne del 50%, la scurisce solo in superficie, ma la rende così succulenta e squisita che è diventata uno dei prodotti più richiesti, anche dai turisti. Altra specialità lavorata dai Ballardini è la costata Tomahawk, così chiamata per la sua somiglianza con un “tomahawk” (ascia) e prende il nome dai 30 centimetri di costola che viene lasciata sulla carne durante la cottura. Si tratta di un rarissimo taglio di manzo, det-

Gli spazi erano piccoli, ma l’impegno e la caparbietà del signor Giovanni diedero subito una impronta positiva, che continuò con i suoi figli, Gianfranco e Piergiorgio, che ampliarono il lavoro, e cominciarono con viaggi ed incontri ad espandere l’attività e ad aprire nuove prospettive.

to anche “del cowboy”, molto apprezzato dagli amanti delle grigliate di carne per il suo gusto speciale, oltre che per l’effetto scenografico. Altro prodotto locale richiestissimo è la carne salada, fesa lavorata con sale, pepe ed aromi per circa un mese, con “massaggiatura” ogni due giorni. La macelleria Ballardini ha ormai dato vita a consolidate collaborazioni con prestigiosi ristoranti che puntano anch’essi sull’alta qualità dei prodotti locali. Dal 2000 si è affiancato alla macelleria, a pochi metri da essa, sempre in via del Foro, l’Angolo Bio, negozio specia-

lizzato in prodotti biologici e biodinamici ottenuti nel rispetto del ciclo della natura, escludendo l’impiego di concimi chimici, insetticidi e pesticidi. Ciò grazie alla passione per l’alimentazione sana della moglie del signor Giovanni, Giulietta. Fra gli articoli si trovano innumerevoli specialità per una alimentazione vegetariana e vegana, prodotti per celiaci, pasta e riso, cereali integrali. Si trovano acque minerali con residuo bassissimo, birra e vino, alghe e prodotti macrobiotici. Succhi senza zucchero, senza latte, frutta e verdura rigorosamente contrassegnati da cer-

tificazione biologica. Ci sono anche prodotti per l’infanzia, la cosmesi e la pulizia della casa. Appena aperto, l’Angolo bio ottenne un buon successo anche per la novità dell’offerta, poi la crisi ha fatto un po’ rallentare, ed ora pian piano si è tornati a crescere. In autunno, presso la Contea di Bolbeno, sarà riproposto, come 4 anni fa, un corso di cucina per i clienti interessati ad una cucina sana, biologica e innovativa. Infine, una curiosità “artistica”. Presso gli uffici dello stabilimento di Ragoli, dove da poco ha iniziato a lavorare Mara, la quarta generazione della famiglia, oltre ai documenti ed ai cimeli storici, si trova una copia del grande dipinto Di Annibale Carracci “La Bottega del Macellaio” (1585), che fu commissionato da un ricco proprietario di un mercato di carne, conservato oggi alla “Christ Church Library” di Oxford. Annibale segnò con questo tema innovativo la nuova ispirazione della pittura che fu suggerita all’artista proprio dalla realtà. La famiglia Carracci aveva infatti, nei fratelli di Ludovico, dei macellai di professione. Un’opera simbolo del barocco di grande fedeltà realistica, che dà grande dignità alla professione del macellaio, ed un tocco davvero particolare agli uffici della famiglia Ballardini.

Birra artigianale: inizia l’avventura del diciottenne Rigacci Giovane il birrificio, così come il suo gestore. Nel mese di giugno è stato aperto il nuovo Birrificio Valle del Chiese a Storo in via Giuseppe Garibaldi 264, gestito dal titolare Moreno Rigacci, diciottenne originario di Bondone. Coltivata la sua passione già all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Moreno è uno dei più giovani nel suo settore: dopo il diploma infatti è riuscito non solo a realizzare il suo sogno, ma anche a dare una spinta all’imprenditoria giovanile in Trentino. Il Birrificio Valle del Chiese, nato nel 2017, offre non solo birra artigianale prodotta nel proprio laboratorio, ma è anche specializzato nella vendita di prodotti tipici trentini ALP, grazie anche alla stretta collaborazione con l’azienda agricola di

famiglia “La Contadina”: oltre alla bevanda alcolica della birra, si punta quindi anche alla valorizzazione della gastronomia locale. Per il momento la bionda Helles, birra a bassa fermentazione, è la protagonista del nuovo birrificio giudicariese. La realizzazione di altre tipologie di birra di produzione propria è però in corso d’opera, come sottolinea il titolare Rigacci, che ci anticipa l’arrivo di una

nuova birra rossa, attualmente in fase di maturazione, che sarà messa in vendita in autunno. Lo stabile di via Garibaldi, composto in gran parte dal laboratorio e dai macchinari, è provvisto di cisterne per la maturazione da 3000 litri e un impianto di produzione da 500 litri. La struttura per ora è destinata quasi esclusivamente all’attività commerciale, in quanto punto vendita, ma nonostante

l’assenza di posti a sedere, saranno comunque possibili in ogni momento le degustazioni. L’attività appena nata intende attirare una clientela varia ed eterogenea, grazie alla varietà delle sue produzioni. La nuova fabbrica della birra diventa quindi un punto importante per la zona delle Giudicarie, sia per una rivitalizzazione del territorio, che per una rivalorizzazione dei prodotti gastronomici locali. Per tutti coloro che volessero provare la birra fatta in casa o i prodotti artigianali, gli orari di apertura del birrificio sono dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il titolare Moreno Rigacci, al numero di telefono 3347700992, oppure via mail moreno. rigacci@libero.it.

Birrificio ����������������������� ����������������������� ����������������������

Punto Vendita STORO (TN) LOC. CA’ ROSSA

Via Garibaldi, 264

334-7700992

moreno.rigacci@libero.it


e di sopravvivere

ginata e persino Mattino dell’Alto 7 di cui cura la

film di Verdone molte fiction di iglior tradizione

Attualità

F

erruccio De Bortoli, Enrico Letta, Paolo Pagliaro, Veronica Pivetti, Silvia Avallone: sono solo alcuni dei nomi di prestigio per un’edizione davvero speciale di Trentino d’Autore, il salotto letterario delle Terme di Comano che quest’anno ha dato il meglio di sé nel proporre grandi nomi della letteratura e della società italiana per offrire al pubblico interessanti occasioni di incontro e scoperta. Organizza l’Apt Terme di Comano.

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Incontri con scrittori, politici, giornalisti e anche autori specializzati in letteratura per bambini. Quest’anno un parterre d’eccezione

Mai partire per le vacanze senza un libro nello zaino, nella borsa o nella valigia. Perché leggere un libro è iniziare un viaggio, è vivere più vite, è entrare in ogni storia. Da ormai tanti anni, alle Terme di Comano, si può fare di più: si può leggere, si può trovare un libro, ma si può soprattutto conoscere e ascoltare un autore, si può incontrare la letteratura, l’attualità. Insomma: si può entrare nello zaino dalla porta principale!

Altre storie, altri nomi vanno ad arricchire il già ricco palmares del Salotto di Coma-

Giovanni Spadolini, Dacia Maraini, Tomizza, Giuseppe AyaAutori molto no:diversi traDavid Grossman, Inoltre, due Fulvioappuntamenti la, Francesca Melandri, Lilli Gruber, Isabella Bossi Fedrigotti, Maria Rita Parsi, Marco loro e temi altrettanto vari speciali arricchiscono la proMalvaldi, Carmine Abate, Joumana Haddad, Gianantonio Stella, Marco Travaglio, Giulio animeranno laScarpati, rassegna di Lilian posta: reading “La Concita De Gregorio, Thuram,ilMarino Sinibaldi, teatrale Antonio Caprarica, Vito Trentino d’Autore 2017. Si vita prodigiosa di Isidoro Mancuso, Fabrizio Roncone, Gianna Schelotto, Sara Rattaro e moltissimi altri. Sifsuccederanno sul palcosce- flotin” dello scrittore e attore Hanno parlato, hanno risposto alle domande, hanno reso ancora una volta il libro un nico termale, intervistati da Enrico Ianniello, il commisbiglietto per un viaggio che val sempre la pena di intraprendere. Alberto Faustini, diretto- sario Nappi di “Un passo dal re del TrentinoAl termine e dell’Alto lo spettacolo “Tra il di ogni incontro una cielo”, copia del libroepresentato, messa cortesemente in palio dalla Libreria Riccadonna, verràcielo estratta aesorte il pubblico.con Pino PeAdige, giornalisti affermaletraselve” Ogni incontro conclude con l’Aperitivo d’Autoredel con loTeatro spumante Trentodoc Altemasi ti, come Ferruccio Desi Bortruzzelli Ipotesi di Millesimato edizione limitata di Cavit. toli, Paolo Pagliaro e Ales- Genova che interpreta il libro sandra Sardoni, personaggi di Mario Rigoni Stern “UoCONDUCE dello spettacolo come Ve- mini boschi e api” (11/08 ronica Pivetti e dello sport alle 21 nel parco termale). Al ALBERTO FAUSTINI, giornalista, direttore dell’Alto Adige come Antonella Bellutti e termine di ogni incontro vere del Trentino. In passato ha diretto il Corriere delle Alpi, della politica come Enrico ràdisorteggiata la Nuova Ferrara, la Comunicazione Invitalia, a Roma e tra il pubblico Letta. una del libro presental’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma copia di Trento. È stato

anche caporedattore centrale dell’Adige e ha lavorato al Gazzettino di Venezia e al Mattino dell’Alto Adige.

Venerdì 28 luglio Ore 17.00

dal 14 luglioRICCARDO all’8 settembre 2017 BERTOLDI PALAZZO DELLE TERME DI COMANO (TN) INGRESSO LIBERO Ci saranno ancora le –stelle www.visitacomano.it Cicorivolta

Giovane scrittore trentino, racconta l’amore tormentato, sfortunato, malinconico, visionario ma capace di sopravvivere a tutto di una giovane coppia i cui sogni sono precocemente interrotti dalla malattia. Conduce la giornalista Fausta Slanzi

Venerdì 14 4luglio Ore Ore 17.00 Venerdì agosto 17.00

SILVIA AVALLONE PAOLO PAGLIARO

Foto: Martino Lombezzi

DaPunto dove la vita è perfetta

Rizzoli Fermiamo il declino dell’informazione Il Mulino

È unaL’epidemia delle scrittrici piùinvestito amate del momento. Il suo successo Acciaio èmadiventato anche un film e è stato che ha l’intero sistema deiprecedente media sembra inarrestabile, invece può essere arginata e persino sconfitta. caporedattore di Repubblica, vicedirettore dell’Espresso, Mattino dell’Alto tradotto in tuttoGià il mondo. In quest’ultimo libro racconta sogni, vite e molto altro direttore di chi vivedell’Adige, all’estremadel periferia urbae della Cronaca di Paolo Pagliaro coni protagonisti, Lilli Gruber di Otto e mezzo, su una LA7famiglia. di cui cura la na diAdige un luogo immaginario, maVerona, fortissimamente reale. èA coautore tenere uniti il desiderio di avere rubrica Il Punto.

Venerdì 21 luglio Ore 17.00 Martedì 8 agosto Ore 17.00

Foto: Assunta Servello

MASSIMO DORIGONI VERONICA PIVETTI Montagne senza vetta Mai all’altezza Il coraggio di sentirsi liberi

Come sentirsi sempre inadeguata e felice New Book Mondadori

Una riflessione sul modo consapevole di andare in montagna, liberi anche di rinunciare. Interverranno Elio Orlandi, È attrice, doppiatrice, conduttrice televisiva e radiofonica. Conosciuta dal grande pubblico per il film di Verdone Roberto Rigotti, Luca Cornella e altri protagonisti del libro, acquistando il quale si partecipa al progetto “Rifugio Viaggi di nozze, la conduzione con Raimondo Vianello ed Eva Herzigova del Festival di Sanremo e per molte fiction di Cardioprotetto” per dotare i rifugi alpini di defibrillatore semiautomatico. successo, Veronica Pivetti si conferma con questo libro una scrittrice di razza, degna erede della miglior tradizione Conduce la giornalista Fausta Slanzi letteraria umoristica.

Venerdì25 11luglio agosto 21.00 - Parco Termale Martedì OreOre 17.00

PINO PETRUZZELLI ALESSANDRA SARDONI

Foto: La Presse

Spettacolo teatrale

Irresponsabili Con il cielo e le selve Il potere italiano e la pretesa dell’innocenza Rizzoli

Pino Pettruzzelli diventa testimone dell’amore di un uomo per la propria terra, interpretando i protagonisti del libro Volto noto del TG dieLA7, cronista conduttrice di Otto e Mezzo Estatesiepossono Omnibus,godere racconta attacchi Uomini, boschi api di Marioparlamentare, Rigoni Stern,già edito da Einaudi. Storie che ancora purchè si abbia strumentali assoluzioni tra politica, magistratura, desiderio die vita, volontàreciproche di camminare e pazienza di osservare.informazione.

Venerdì Ore 17.00 Venerdì2818luglio agosto Ore 21.00

RICCARDO BERTOLDI ENRICO LETTA

CiContro saranno ancora le stelle venti e maree Cicorivolta Idee sull’Europa e sull’Italia Il Mulino

Giovane scrittore trentino, racconta l’amore tormentato, sfortunato, visionario ma capace di sopravvivere L’ex presidente del consiglio e oggi preside della Scuola di Affarimalinconico, internazionali di Sciences Po, a Parigi, riflette da a tutto di unaconvinto giovane coppia i cui che sogni sono esplodendo precocemente interrotti dalladell’Unione malattia. europea: i nazionalismi, Brexit, i europeista sulle mine stanno sotto il terreno Conduce la giornalista Fausta Slanzi «scorciatoie che danno l’impressione artificiale di aiutare la democrazia, mentre la referendum (che l’autore considera indeboliscono»), l’euro, il ruolo del presidente della Bce Draghi e molto altro.

Venerdì 4 agosto Ore 17.00 Venerdì 25 agosto Ore 17.00

PAOLO PAGLIARO FILIPPO ZIBORDI

Punto Sulla ilvia dell’orso Fermiamo declino dell’informazione

racconto trentino di uomini e natura Il Un Mulino Idea Montagna

L’epidemia che ha investito l’intero sistema dei media sembra inarrestabile, ma invece può essere arginata e persino Tecnico faunistico, giornalista e autore di diversi libri, opuscoli e articoli, si occupa di conservazione fauna e sconfitta. Già caporedattore di Repubblica, vicedirettore dell’Espresso, direttore dell’Adige, del Mattinodella dell’Alto divulgazione ambientale. Per tredici anni ha lavorato nell’ambito del progetto reintroduzione dell’orso Adige e della Cronaca di Verona, Paolo Pagliaro è coautore con Lilli Gruber didi Otto e mezzo, su LA7 di“Life cui Ursus” cura la per il Parco Adamello Brenta. rubrica Il Punto. Conduce la giornalista Fausta Slanzi

Foto: Assunta Servello

Venerdì 11 agosto Ore 21.00 - Parco Termale

PINO PETRUZZELLI Spettacolo teatrale

Con il cielo e le selve Pino Pettruzzelli diventa testimone dell’amore di un uomo per la propria terra, interpretando i protagonisti del libro Uomini, boschi e api di Mario Rigoni Stern, edito da Einaudi. Storie che ancora si possono godere purchè si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare.

Venerdì 18 agosto Ore 21.00

ENRICO LETTA Contro venti e maree

to, messa in palio dalla libre- mattutini, alle 10.30, davanti ria Riccadonna di Ponte Ar- alla Sala di Animazione delle che, sempre presente in sala Terme di Comano: momenti Lunedì 28 agosto Ore 17.00 per la vendita dei libri. di sano divertimento e alleFERRUCCIO Gli incontri si tengono al DE griaBORTOLI per i piccoli perché ogni palazzo termale, con di un libro di Poteriinizio forti (o presentazione quasi) oltre quarant’anni di giornalismo alle ore 17.00 (soloMemorie il 18diagoletteratura infantile e per raLa nave di Teseo sto incontro serale alle 21) gazzi è accompagnata da letÈ autobiografia e saggio insieme il nuovo libro di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e del Sole e chiusura con da l’Aperitivo ture e laboratori a Paese. tema. 24 ore. Un libro che racconta uno speciale punto di osservazione quarant’anni di storia del nostro Al centro ci sono la finanzia e la politica, i media e la magistratura. d’Autore con Altemasi Tren- Anche per i piccoli, un apeto Doc di Cavit. Martedì 29 agosto ritivoOre 17.00 con Succo di Mela Trentino d’Autore è anche in della Cooperativa ProdutENRICO IANNIELLO versione Junior con incontri tori Agricolia Giudicariesi.

Trentino d’Autore Mai partire senza un libro nello zaino… 27

“La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin”

Idee sull’Europa e sull’Italia Il Mulino

L’ex presidente del consiglio e oggi preside della Scuola di Affari internazionali di Sciences Po, a Parigi, riflette da europeista convinto sulle mine che stanno esplodendo sotto il terreno dell’Unione europea: i nazionalismi, Brexit, i referendum (che l’autore considera «scorciatoie che danno l’impressione artificiale di aiutare la democrazia, mentre la indeboliscono»), l’euro, il ruolo del presidente della Bce Draghi e molto altro.

Feltrinelli

L’attore e scrittore sarà un po’ Sifflotin e un po’ Nappi nel reading teatrale tratto dall’omonimo romanzo dentro il quale c’è un mondo di emozioni: vissute direttamente dai protagonisti, raccontate, attese, immaginate, c’è l’arte intelligente di parlare al cuore delle persone.

Venerdì 25 agosto Ore 17.00

Venerdì 1 settembre Ore 17.00

FILIPPO ZIBORDI

MORELLI o che bambin Un UGO

Tecnico faunistico, giornalista e autore di diversi libri, opuscoli e articoli, si occupa di conservazione della fauna e divulgazione ambientale. Per tredici anni ha lavorato nell’ambito del progetto di reintroduzione dell’orso “Life Ursus” per il Parco Adamello Brenta. Conduce la giornalista Fausta Slanzi

Lunedì 28 agosto Ore 17.00

Meltemi

OSTO DAL 14 LUGLIO AL 25 AG

Saggista e psicologo, studioso di scienze cognitive, è professore di psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, in quest’ultimo libro cerca una via per elaborare un rapporto più efficace tra mondo interno ed esterno, che aumenti il senso del possibile. animazione “La Vasca” Conduce la giornalista Fausta Slanzi alle Terme presso la sala

DI TRENTO

PINO PETRUZZELLI ENRICO IANNIELLO Spettacolo Readingteatrale teatrale su

Con“La il cielo e le selve di Isidoro Sifflotin” vita prodigiosa Feltrinelli

Pino L’attore Pettruzzelli diventa sarà testimone unpo’ uomo pernel la propria interpretando i protagonisti del libro e scrittore un po’dell’amore Sifflotin ediun Nappi readingterra, teatrale tratto dall’omonimo romanzo dentro il Uomini, boschi di Mario Rigoni Stern, da Einaudi. che ancora si possonoattese, godereimmaginate, purchè si abbia quale c’è une api mondo di emozioni: vissuteedito direttamente daiStorie protagonisti, raccontate, c’è l’arte desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare. intelligente di parlare al cuore delle persone.

Venerdì 18 agosto Ore 21.00 Venerdì 1 settembre Ore 17.00

ENRICO LETTA UGO MORELLI

Contro venti e maree infanti planetari IdeeNoi sull’Europa e sull’Italia

Psicoantropologia del tempo presente Il Mulino Meltemi

L’ex presidente del consiglio e oggi preside della Scuola di Affari internazionali di Sciences Po, a Parigi, riflette da Saggista e psicologo, studioso di scienze cognitive,sotto è professore psicologia del lavoro ienazionalismi, delle organizzazioni europeista convinto sulle mine che stanno esplodendo il terrenodi dell’Unione europea: Brexit, ipresso l’Università degli Studi di Bergamo. Autoreche di numerose pubblicazioni scientifiche, in quest’ultimo libro cercalauna via referendum (che l’autore considera «scorciatoie danno l’impressione artificiale di aiutare la democrazia, mentre per elaborare un rapporto più efficace tra mondo interno ed esterno, che aumenti il senso del possibile. indeboliscono»), l’euro, il ruolo del presidente della Bce Draghi e molto altro.

sala di anim

LABORA

Tra piante

Silvia Oriana Colombo

Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo La nave di Teseo

PROVINCIA AUTONOMA

MAR 25

Venerdì 8 settembre Ore 17.00 La vita è come andare in bicicletta… GATTOBRUTTO Autobiografia di una vegatleta

Venerdì 11 29 agosto Ore 21.00 - Parco Termale Martedì agosto Ore 17.00

VEN 14

svolgeranno Tutti gli appuntamenti si

Poteri forti (o quasi)

w w w.v i s i t a c o m a n o . i t

Tren anch

GattoBrutt

Venerdì 14 luglio Ore 10.30 ANTONELLA BELLUTTI

T. 0465.702626 - F. 0465.702281 - info @visitacomano.it

Og Al

SILVIA O

FERRUCCIO DE BORTOLI

È autobiografia e saggio insieme il nuovo libro di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 ore. Un libro che racconta da uno speciale punto di osservazione quarant’anni di storia del nostro Paese. Al centro Via Cesare Battisti,i media 74 - 38077 Terme, TN ci sono la finanzia e la politica, e la Comano magistratura.

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sala di anim

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Sulla via dell’orso

Un racconto trentino di uomini e natura Idea Montagna

EDIZIONE

Reading teatrale su

Due volte c finalizzata proprio cor Conduce la

Trentino d’Autore

Mai partire senza un libro nello zaino… 27a EDIZIONE

Trentino d’Autore

Trentino d’Autore Trentino d’Autore per grandi e piccini

male

gonisti del libro purchè si abbia

AGOSTO 2017 - pag.

Sonda

dal 14 luglio all’8 settembre 2017 LABORATORIO

Due volte campionessa olimpica, fin da giovanissima si è trovata catapultata un ambiente dove ogni decisione era Martedì 25 luglio Orein10.30 finalizzata alla performance sul campo. Finché ha detto basta trasformandosi in matura donna vegana, rispettosa del A cura di Promolettura proprio corpo e di tutte le forme di vita. Giunti Editoriale Scienza Conduce la giornalista Fausta Slanzi – INGRESSO LIBERO

PALAZZO DELLE TERME DI COMANO (TN)

TRA PIANTEOreE 17.00 ANIMALI DI MONTAGNA Lunedì 28 agosto www.visitacomano.it L’APERITIVO D’AUTORE FERRUCCIO BORTOLI MartedìDE 1 agosto Ore 10.30 Ogni appuntamento si conclude con lo spumante Trentodoc Emanuela Nava Altemasi Millesimato limitata di Cavit Poteriedizione forti (o quasi) Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo IL GIROTONDO DELLE La nave di Teseo

EMOZIONI

È autobiografia e saggio insieme il nuovo libro di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 ore. Un libro che racconta da uno speciale punto di osservazione quarant’anni di storia del nostro Paese. Al centro ci sono la finanzia e la politica, i media eMartedì la magistratura. 8 agosto Ore 10.30

Trentino d’Autore è anche in versione Junior Francesca Gozzi

Martedì 29 agosto Ore 17.00 QUANDO LE FAVOLE TI DANZANO IN TESTA MAR 1 AGO Ore 10.30 VEN 18 AGO Ore 10.30

VEN 14 LUG Ore 10.30 sala di animazione la Vasca

ENRICO sala diIANNIELLO animazione la Vasca

sala di animazione la Vasca

SILVIA ORIANA COLOMBO EMANUELA NAVA ILARIA ANTONINI, Reading teatrale su delle 18emozioni agosto Ore 10.30 GattoBrutto Il Venerdì girotondo BARBARA BALDUZZI

Due volte campione finalizzata alla perf proprio corpo e di tu Conduce la giornali

L’APE

Ogni appu Altemas

Un sasso nella strada “La vitaIlaria prodigiosa Isidoro Sifflotin” Antolini,diBarbara Balduzzi

Feltrinelli

VEN 25 AGO Ore 10.30 UN SASSO NELLA STRADA

MAR 25 LUG 10.30 AGO Ore 10.30 L’attore e scrittore sarà Ore un po’ Sifflotin e un MAR po’ Nappi8 nel reading teatrale tratto dall’omonimo romanzo dentro il sala di animazione la Vasca sala di animazione la Vasca sala di animazione la Vasca quale c’è un mondo di emozioni: vissute direttamente dai protagonisti, attese, 2017 immaginate, c’è l’arte Finalista alGOZZI Premio raccontate, Luigi Malerba NICOLA GROSSI LABORATORIO FRANCESCA intelligente di parlare al cuore delle persone. Tra piante e animali di montagna

Conduce la giornalista Fausta Slanzi

Orso buco

Quando le favole ti girano in testa

Venerdì 25 agosto Ore 10.30

Trentino anche in

Lunedì828 agosto 17.00 Martedì agosto OreOre 17.00

Venerdì settembre Ore 17.00 Venerdì 258agosto Ore 17.00

FERRUCCIO DE BORTOLI VERONICA PIVETTI

ANTONELLA BELLUTTI FILIPPO ZIBORDI

Grossi Ore 17.00 VenerdìNicola 1 settembre ORSO BUCO

Poteri forti (o quasi) Mai all’altezza

La vita è come andare in bicicletta… Sulla via dell’orso

Noi infanti planetari

GattoBrutto

Meltemi

MAR 25 LUG

Memorie di sempre oltre quarant’anni giornalismo Come sentirsi inadeguatadie felice La nave di Teseo Mondadori

È autobiografia e saggio insieme il nuovo libro di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera e del Sole È attrice, doppiatrice, conduttrice televisiva e radiofonica. Conosciuta dal grande pubblico per il film di Verdone 24 ore. Un libro che racconta da uno speciale punto di osservazione quarant’anni di storia del nostro Paese. Al centro Viaggi di nozze, la conduzione con Raimondo Vianello ed Eva Herzigova del Festival di Sanremo e per molte fiction di ci sono la finanzia e la politica, i media e la magistratura. successo, Veronica Pivetti si conferma con questo libro una scrittrice di razza, degna erede della miglior tradizione letteraria umoristica.

Martedì 29 agosto Ore 17.00

Autobiografia di una vegatleta Un racconto trentino di uomini e natura IdeaSonda Montagna

Due volte campionessa olimpica, fin da giovanissima si è trovata catapultata in un ambiente dove ogni decisione era Tecnico faunistico, giornalista e autore di diversi libri, opuscoli e articoli, si occupa di conservazione della fauna e finalizzata alla performance sul campo. Finché ha detto basta trasformandosi in matura donna vegana, rispettosa del divulgazione ambientale. Per tredici anni ha lavorato nell’ambito del progetto di reintroduzione dell’orso “Life Ursus” per proprio corpo e di tutte le forme di vita. il Parco Adamello Brenta. Fausta Slanzi Conduce la giornalista Conduce la giornalista Fausta Slanzi

UGO MORELLI Premio Nati per Leggere

VEN 14 LUG O

sala di animazione la

SILVIA ORIANA

Ad ogni incontro sarà presente la Cartolibreria Psicoantropologia del tempoRiccadonna presentecon le copie dei libri presentati

Saggista e psicologo, studioso di scienze cognitive, è professore di psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università degli Studi di Bergamo. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, in quest’ultimo libro cerca una via Via Cesare Battisti, 74 - 38077 Comano Terme, TN 0465.702626 - F. 0465.702281 - info@visitacomano.it per elaborare un rapporto più efficaceT. tra mondo interno ed esterno, che aumenti il senso del possibile. Conduce la giornalista Fausta Slanzi w w w.v i s i t a c o m a n o . i t PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

sala di animazione la

LABORATORIO

Tra piante e anima


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AGOSTO 2017

Comunità Giudicarie

Promuoviamo insieme l’accoglienza familiare nella Comunità delle Giudicarie

“Accogliere. Una proposta, una famiglia, una vita” IL PROGETTO Nel corso del 2016 il servizio sociale della Comunità delle Giudicarie e le due realtà di privato-sociale presenti sul territorio giudicariese, Comunità Murialdo e Cooperativa L’Ancora, hanno attivato un progetto volto alla promozione di esperienze di accoglienza familiare, a favore soprattutto di famiglie con bambini e ragazzi ma anche, in generale, a favore di persone o nuclei familiari che si trovino in situazione di difficoltà dal punto di vista sociale o relazionale. L’accoglienza familiare è un intervento che risponde alla richiesta di una famiglia di essere aiutata nella cura del proprio figlio, impossibilitata a poter fare riferimento ad una rete familiare o amicale; l’accoglienza è temporanea e il bambino viene accolto da una famiglia o da una persona singola per alcune ore durante la settimana, in base alle esigenze espresse dalla sua famiglia. La famiglia accogliente vive nello stesso contesto territoriale della famiglia naturale, garantendo così la vicinanza e la prossimità tra le due famiglie. Il progetto di promozione di questa forma di aiuto, prevede il coinvolgimento non solo dei servizi e delle famiglie ma di tutte le comunità territoriali in cui servizi e famiglie sono inseriti. L’idea è quella di creare, intorno alle famiglie accoglienti, una rete comunitaria di sostegno, dove l’accoglienza non deve restare solo esperienza delle singole famiglie (quella accolta e quella accogliente) e dei servizi, ma diventare esperienza dell’intera rete comunitaria al fine di promuovere nel tessuto sociale una cultura dell’accoglienza in senso più ampio. La prima fase del progetto ha visto la costituzione di un gruppo di circa 15 famiglie e persone singole, anche in rappresentanza di associazioni e organizzazioni, che hanno partecipato ad un percorso di gruppo dove hanno potuto riflettere insieme sul tema dell’accoglienza. Queste persone hanno poi condiviso un breve percor-

Cresce il numero di famiglie in difficoltà nell’organizzare i tempi e i modi di cura della vita dei figli, per lo più perché sprovviste di una rete familiare e sociale di riferimento e di aiuto. Così come cresce il numero di genitori che per motivi quali le difficoltà della coppia o la separazione, i lunghi tempi di lavoro specie quando uniti a un basso reddito, o per la recente immigrazione o per alcune fragilità relazionali faticano a tenere dritta la rotta della relazione educativa con i propri figli. Da qui nasce, dentro il Servizio Sociale della Comunità, l’idea di promuovere la genitorialità anche nella dimensione sociale, attraverso un lavoro di comunità che valorizzi la capacità dei cittadini e delle famiglie di agire in modo solidale e partecipato per farsi carico, in una dimensione diffusa, delle difficoltà che vivono bambini e famiglie a cui non si è direttamente legati da vincoli di parentela. E’ l’idea di far crescere una comunità aperta e consapevole che contribuisce, insieme ai servizi già presenti sul territorio, ad incrementare un benessere condiviso; benessere che supera di gran lunga la somma di quello delle singole famiglie. È questa la prospettiva adottata dagli operatori che hanno avviato e seguito le prime fasi del progetto per arrivare alla formazione di un primo nucleo di famiglie accoglienti che possano dare supporto alle difficoltà di altre famiglie che vivono accanto a loro. Michela Simoni - Assessore alle Politiche sociali

so formativo per approfondire le proprie conoscenze e competenze in questo ambito. Nel tempo il gruppo è cresciuto in un clima di fiducia e scambio reciproco di pensieri ed esperienze ed ora prenderanno avvio le prime esperienze di accoglienza: le famiglie troveranno il sostegno costante

nelle figure professionali degli operatori coinvolti ed anche e soprattutto la forza, il sostegno e l’aiuto nella dimensione di gruppo, condividendo insieme ogni mese i vissuti, i pensieri, le gioie e le fatiche di queste nuove esperienze. Il Servizio sociale della Comunità delle Giudicarie UNA TESTIMONIANZA Mi presento, sono una nonna vedova da un anno, con due figlie ed una nipotina fantastica. Faccio parte da anni dei gruppi parrocchiali e decanali con interesse e soddisfazione. A giugno 2016 mi hanno proposto il percorso sull’accoglienza. Dopo aver messo in ordine i miei vari impegni, io ed altre due mamme abbiamo accettato di frequentare i corsi, aperti a tutti e frequentati da una ventina di persone molto diverse tra loro. C’erano giovani coppie che avevano già fatto esperienza di accoglienza con bambini bielorussi, altri che come me volevano mettersi

alla prova in questo campo. Eravamo tutti molto motivati. Gli incontri sono stati condotti da operatori in campo giovanile, sono stati molto interessanti e coinvolgenti, ci hanno resi sempre partecipi nell’esprimere il nostro pensiero lavorando in piccoli gruppi. E’ stata una esperienza per tutti molto positiva Ci ha dato anche l’occasione di conoscere le varie esperienze di ognuno arricchendoci a vicenda, sciogliendo man mano i dubbi che ognuno di noi si portava dentro. I corsi sono terminati in giugno con una festa aperta alle famiglie. A settembre partirà l’accoglienza vera e propria e speriamo con tutto il cuore di sapere mettere a frutto gli insegnamenti ricevuti e condivisi, per il bene di chi ci verrà accolto. Ringrazio tutti gli operatori che ci hanno seguito in questi due inverni di formazione e tutti i nuovi amici che abbiamo conosciuto, è stato veramente bello!!!! GRAZIE Maria Luisa Collini


Sport

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Tricolori delle Terme di Comano, un fantastico bis I Campionati Italiani giovanili di ciclismo hanno fatto registrare il tutto esaurito in Valle

Per le Giudicarie Esteriori è stato servito il bis, visto che già nel 2016 la conca termale aveva ospitato le circa 800 promesse (dai 13 ai 16 anni provenienti da tutta Italia) protagoniste dell’appuntamento clou del pedale giovanile nazionale. A bocce ferme, la sensazione del Comitato Organizzatore è quella che sia andato tutto nel migliore dei modi. «Il sentore è che quest’anno si sia compiuto un ulteriore salto di qualità - spiega Angelo Zambotti, sindaco di Fiavé e presidente del Comitato Organizzatore - Questo grazie all’esperienza maturata e soprattutto al vero spirito di squadra emerso tra vari attori. Sto parlando di Apt Terme di Comano Dolomiti di Brenta e Società Ciclistica Storo, un tandem oramai affiatato e comple-

La bergamasca classe 2004 Francesca Pellegrini (Lombardia), l’ossolana 2003 Francesca Barale (Piemonte), la padovana 2001 Camilla Alessio (Veneto), il trevigiano 2004 Vladimir Milosevic (Veneto), il novarese 2003 Manuel Oioli (Piemonte), il veronese 2001 Giovanni Vito (Veneto). Sei nomi che magari non diranno molto mentare, al quale si affiancano il Comitato Trentino Fci (indispensabile per l’individuazione di figure tecniche qualificate ed esperte), l’Associazione PromoSport Terme di Comano (responsabile del festoso Villaggio Tricolore) e tutti coloro che si sono occupati di viabilità in un contesto non semplicissimo: cito chi c’era, ovvero Polizia Locale Giudicarie, Vigili del Fuoco Volontari con i Corpi di Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Fiavé e Lomaso, Corpo Forestale Provincia Autonoma di Trento, Custodi Forestali, Carabinieri di Ponte Arche, Associazio-

ne Carabinieri in congedo, perché sono andati al di là del proprio compito, rivelandosi collaboratori fondamentali grazie ad un modus operandi propositi-

ai non appassionati, ma che in comune hanno una cosa: sono i ragazzi che tra sabato 8 e domenica 9 luglio hanno tagliato a braccia alzate il traguardo dei Campionati Italiani di ciclismo su strada Esordienti e Allievi delle Terme di Comano, vestendo quella maglia tricolore che è il sogno di ogni ragazzo che monta in sella.

vo e teso a migliorare ciò che in passato magari non è funzionato al meglio». Alla buona riuscita della manifestazione ha contribuito l’opera silenziosa

ma professionale e incessante di 200 volontari, un esercito di maglie azzurre, quelle che caratterizzavano i membri dello staff. «Duecento persone di tutte le età provenienti dalle intere Giudicarie e non solo – precisa Zambotti - che sotto la guida di Luca Riccadonna hanno curato ogni aspetto per fare in modo che chiunque sia passato da Fiavé, Comano Terme, Bleggio Superiore o Stenico si sia sentito veramente al centro di una grande festa dello sport. Tutto ciò grazie al sostegno dell’Assessorato allo Sport della Provincia di Trento, della Comunità delle Giudicarie

(l’evento ha infatti unito la Valle da Storo alle Esteriori), del Consorzio Bim del Sarca, delle amministrazioni locali e di altri importanti partner». Passando all’aspetto tecnico delle corse tricolori, i percorsi si sono confermati perfetti. «Dalla bella cornice della partenza di Fiavé al verde paradiso della Val Lomasone, dall’impegnativo circuito Don Guetti tra le Pievi di Lomaso e Bleggio al trampolino di lancio del Ponte dei Servi dopo l’adrenalinico suono della campanella, fino all’ultimo chilometro da togliere il respiro, gli apprezzamenti sono stati praticamente unanimi». E ora si parla di un possibile tris nel 2018. «Il presidente federale Renato Di Rocco, presente nel weekend, ci ha regalato più di una speranza, vedremo...».

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Arte

AGOSTO 2017

Incursioni & Illuminazioni Appunti sull’arte nelle Giudicarie

Altari “bresciani” in Giudicarie Modelli inarrivabili di tale cambiamento rimarranno la Chiesa del Gesù di Roma (dei padri gesuiti) e, più vicino a noi, la chiesa di Santa Maria Maggiore di Trento, promossa dallo stesso Bernardo Clesio, e la Pieve di Santa Croce del Bleggio. Tra seicento e settecento la grande riconversione: l’aula unica va a sostituire l’antica struttura a tre navate di impianto romanico-gotico; niente deve più frapporsi alla vista dell’altare maggiore, dove troneggia il vero fulcro di ogni devozione e adorazione, il tabernacolo con la presenza reale di Gesù nell’eucarestia. L’altare barocco diventa quindi, prima che mensa del sacrificio, magnifico e scenografico contenitore delle specie eucaristiche, in funzione palesemente anti luterana; il tabernacolo, a sua volta, una “piccola architettura” a cui tutto ruota intorno, nel segno del tripudio e dell’orgoglio cattolico. Sempre il santo vescovo milanese, nelle sue istruzioni, raccomanda: “...L’altare non sarà di legno ma di pietra o di laterizio, compatto in ogni sua parte”, quasi a voler solidificare una fede messa a dura prova dall’offensiva 1 - Andrea filippini: Altare Maggiore della chiesa di San Barnaba (1785) - Bondo 2 - Lorenzo e Carlo Puegnago: Altare maggiore della chiesa di San Giovanni Nepomuceno (1750) - Darzo 3 - Paolo e Francesco Ogna: Altare maggiore di Santa Maria Assunta (1766) - Tavodo

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di Giacomo Bonazza

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e Giudicarie sono tra le prime a seguire i dettami del Concilio di Trento (15451563) in materia di architetture, immagini ed arredi sacri. La contiguità con le diocesi lombarde, dove giganteggia la figura di Carlo Borromeo, illuminato arcivescovo di Milano, auprotestante. Pure per gli altari giudicariesi si scomodano, all’uopo, le pietre più belle e colorate (litotipi), dove è possibile di estrazione locale. Accanto al marmo Bianco di Carrara, al Rosso di Francia, all”Africano”, al Diaspro di Sicilia, al Rosso Verona, al Botticino, al Bianco e nero di Brescia, trovano

posto la Pietra di Arco, il Giallo Mori, il Mischio di Valcaregna (monte Giovo/ Castione) dalle incantevoli sfumature violacee e grigio cerulee, il Ziresol, il Verdello e il Rosso di Trento, il Nero di Ragoli,“un bel nero uniforme con rari fili bianchi” (Murari 1903). Il Trentino sud-occidentale è monopolio degli altaristi

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tore di quelle “Istruzioni intorno alla Fabbrica ed alla suppellettile ecclesiastica” che rivoluzioneranno il modo di costruire le chiese adeguandole alla riforma liturgica tridentina, diventerà un ulteriore stimolo per rinnovare radicalmente i nostri edifici sacri. bresciani, salvo qualche pregevole incursione delle botteghe “castionesi” (Benedetti e Sartori in primis) che dominano invece la scena tra Rovereto e Trento. Da Rezzato e Botticino, capitali del bacino marmifero bresciano, dove qualche secolo più tardi sarà ricavato il marmo per un altro altare, quello “della

Patria” (il Vittoriano), salgono nelle nostre vallate, fino a tutto il ‘700 e oltre, una folta schiera di artigiani/artisti – scalpellini, tagliapietre, lapicidi, marmorini, intagliatori, scultori – appartenenti alle dinastie familiari più collaudate in questo tipo di lavorazione: i Puegnago, i Bombastoni, gli Ogna, i Tagliani, gli Scalvi, i Filippini. Lorenzo e Carlo Puegnago sono gli autori dell’altare maggiore (1750) della chiesa di San Giovanni Nepomuceno di Darzo, con lo splendido paliotto (rivestimento decorativo del fronte dell’altare) a commesso, una sorta di “pittura di pietra” su fondo nero di paragone, raffigurante l’arcangelo Michele. Francesco Bombastoni, con i figli Alessandro e Carlo, ed il fratello Paolo, attivissimi nei cantieri bresciani, dopo aver collaborato con Vincenzo Baroncini, altra eccellenza artistica rezzatese, all’erezione dell’altare maggiore della parrocchiale di Riva del Garda (1753 ca.), sono presenti in Giudicarie a Vigo Lomaso - altare dell’Immacolata (1758) - e probabilmente a Breguzzo, presso l’antica chiesa di Sant’Andrea, con l’erezione dell’altare che verrà acquistato dalla comunità di Javrè nel 1875. Sobrietà e linearità sono la

cifra stilistica che connota questa bottega, seguendo una tendenza classicheggiante che caratterizza l’altaristica bresciana di metà settecento: i paliotti con pitture ad arabesco, di marmi colorati, vengono a sua volta sostituiti con pannelli marmorei più omogenei dove predominano ora il rosso di Francia, ora il diaspro o il verde antico, contornati generalmente da un elegante marmo di Carrara, con al centro dei quadrilobi in lapislazzuli o in pasta vitrea. Dentro questo schema si colloca pure l’opera di Paolo e Giovanni Francesco Ogna: ne sono esempio l’altare maggiore della Pieve di Tavodo (1766), di San Bartolomeo a Larzana, della chiesa dell’Annunciazine di Maria di Rango, della chiesa di Comano e di quella di San Stefano di Roncone. Domenico Tagliani (o Italiani) ed il figlio Antonio, dopo l’impresa legata alla decorazione dell’altare maggiore della basilica dei martiri anauniesi di Sanzeno (1770), sono i probabili autori degli altari di San Lorenzo di Daone, per dar lustro alla alla pala di Jacopo Palma il Giovane, dell’altare maggiore della chiesa di San Pietro di Praso, di due altari nella chiesa di San Martino di Zuclo, della mensa dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Assunta di Dasindo e di un altare presso la Pieve di Vigo Lomaso. Degli Scalvi è documentato un altare dedicato alla Vergine nella chiesa di San Zenone a Bolbeno. Andrea Filippini “di Rezzato”, trasferita la sua bottega a Trento, dove è segnalato in duomo con due altari marmorei e lavori di restauro alla pavimentazione della Cappella del Crocifisso, firma nel 1785 il bellissimo altare maggiore della chiesa di San Barnaba a Bondo, in marmo bianco di Trento e specchiature in “africano”, che rimanda all’altrettanto sontuoso altare della Parrocchiale di San Faustino di Ragoli, in mischio e bianco di Carrara. Fuori dall’ambito strettamente giudicariese sono da ascriversi al Filippini alcuni preziosi altari nelle chiese della Valle dei Laghi, da Fraveggio a Vezzano e Padergnone.


Attualità Il programma della Camminata di pace rientra tra le manifestazioni ufficiali di avvicinamento alla grande adunata degli Alpino Trento 2018 e per questo si può fregiare del logo dell’evento. Sabato il programma prevede la scoperta delle aree legate ai forti Corno e Larino mentre nella giornata di domenica 6 agosto riunirà sotto un unico cappello le manifestazioni promosse dalle varie associazioni Ana del Chiese con la messa dell’Arcivescovo di Trento mons. Lauro Tisi nella chiesetta di Limes, a Valdaone. Il programma prevede per la mattina di sabato 5 agosto una escursione accompagnata lungo il sentiero di collegamento tra Forte Larino e Forte Corno. Sarà un’occasione unica per immergersi nella natura e riscoprire scorci, paesaggi ed emozioni legate alla Prima Guerra Mondiali ma anche ricordare vicende e aneddoti legati al conflitto. Alle ore 10 partirà dal Lago di Roncone un’escursione in Mtb, anche in versione Ebike, verso Forte Corno. Il tragitto porterà i partecipanti a pedalare lungo la ciclabile della valle sino al Cimitero Monumentale di Bondo realizzato per onorare le spoglie di centinaia di soldati austro-ungarici caduti sul fronte del Chiese. Di qui la risalita sino a forte Corno sui monti di Praso, passando i boschi che sovrastano il fianco ovest della valle del Chiese. Un viaggio sulle due ruote lungo l’antica via di raccordo tra il forte e l’abitato di Roncone. E prevista la prenotazione obbligatoria entro venerdì 4 agosto ore 12.00 (0465/901217; info@visitchiese. it) possibilità di affittare una ebike (fino ad esaurimento posti; n° max 10 posti). A Forte Corno è poi previsto il Pranzo con polenta carbonera a cura dei Polentèr di Praso. Sarà in funzione un bus navetta Praso > Forte Corno dalle 11.30 alle 13.30 e da Forte Corno > Praso dalle ore 16.00 Alle 14:00 ci sarà il Concerto della Fanfara ANA di Pieve di Bono e del Coro Alpino Re di Castello. L’evento proseguirà poi alle 17.30 a Forte Larino con l’inaugurazione della mostra “Vita di Trincea”, con oggetti e cose risalenti alla Grande Guerra conservati nella collezione Scozzafava. Alle 18:00 è in programma la Conversazione a cura del Professore Gustavo Corni, Ordinario di Storia Contemporanea dell’Università di Trento. Saranno affrontati i temi della guerra e della Montagna con un sguardo a quanto avvenuto cento anni fa proprio nella Valle del Chiese una terra che ha pesantemente pagato la divisione tra le due potenze in Guerra, con la distruzione di tutti i centri abitati (unico a salvarsi il Borgo di Quartinago a Condino) e anche la pesante modifica dell’orografia

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I forti Larino e Corno teatro della Camminata di pace valle del Chiese Evento inserito pre-adunata Trento 2018, con molte feste degli alpini Una camminata di Pace per evocare e cancellare le tristi memorie legate al primo conflitto mondiale che cento anni fa sconvolse anche la pacifica Valle del Chiese. E’ quanto propone per il primo fine settimana di agosto (5-6/8) il Consorzio Turistico Valle del Chiese in sinergia con Trentino

Marketing, i vari Gruppi Ana e le amministrazioni Comunali di Sella Giudicarie e Valdaone. Punto focale dell’iniziativa saranno i forti Larino e Corno e lo splendido territorio del Chiese, oggi simbolo di naturalità, di condivisione, di relax e di memoria. res (Bolbeno, loc. Madonna del Lares) a cura del Gruppo Alpini di Zuclo e Bolbeno In serata a Forte Larino (ore20.45) è previsto lo spettacolo teatrale “Tribunali Giudicariesi, storia di ordinaria (in)giustizia”, una commedia scritta nel 1860 da Giovanni Battista Sicheri, a cura della Co.F.As. (Compagnie Filodrammatiche Associate) Durante le due giornate sono possibili le visite ai Forti dello

originaria. La serata propone un momento di relax con l’evento Bondo nella Tradizione, la cui dodicesima edizione proporrà una rassegna culinaria ricca di specialità gastronomiche confezionate con ingredienti del nostro territorio, come i formaggi di malga, i salumi, la farina gialla di Storo, il miele. Un percorso di sapori che si snoda tra i vicoli del centro storico, accompagnato dalle musiche dell’orchestra El Canfin. Domenica spazio alle iniziative promosse dalle varie associazioni Ana della zona. A Brione (loc. Casina delle Pere) a cura del Gruppo Alpini di Brione in collaborazione con la Pro Loco di Brione); a Pieve di Bono-Prezzo (loc. Cimitero e Malga Clef) (a cura del Gruppo Alpini di Pieve di Bono); a Sella Giudicarie (Roncone, loc. Pozza) a cura del Gruppo Alpini di Roncone; a Valdaone (loc. Pracul e Limes) - Madonna della Neve Festa del Ritorno a cura della Sezione Cai-Sat di Daone con la Messa celebrata nella Chiesetta di Limes (ore 11.00) da S.E. Mons. Lauro Tisi, Vescovo di Trento. Poi alle ore 13:00 in loc. Pracul pranzo presso la tensostruttura (gradita prenotazione presso infopoint Valdaone oppure Consorzio Turistico) a cura del gruppo Nu.vol.a (Nucleo Volontari Alpini di Trento); a Borgo La-

Sbarramento di Lardaro: ore 10:00 - 14:00 - 16:00 i Forti Larino e Forte Corno; solo sabato 6 agosto alle ore 15:00 il Forte Cariola (su prenotazione presso il Consorzio Turistico Valle del Chiese 0465/901217). A cura di Filodrammatica La Büsier Nello splendido scenario di Forte Corno saranno visibili anche le opere del Simposio 2017 di scultura in legno dedicato ai Rintocchi nel Legno che per l’intera settimana di fine giugno ha animato il piccolo centro di Praso. Per la quinta volta il borgo si è così nuovamente trasformato in un laboratorio d’arte a cielo aperto grazie al lavoro degli scultori italiani e stranieri.

Agonismo e furore, lo sport esorcismo della guerra Incontri d’arte nell’antica chiesetta di San Barnaba a Bondo

Ha un titolo decisamente intrigante la decima edizione degli Incontri di Arte nell’Antica Chiesetta di San Barnaba in Bondo: “Agonismo e furore. Lo sport esorcismo della guerra” propone sino al 17 settembre una declinazione insolita per una mostra d’arte, nel caso specifico una collettiva con le opere di sette artisti di caratura nazionale e internazionale, ma perfettamente in linea con quanto propone la Valle del Chiese. Un territorio che ancora riporta le lacerazioni della grande guerra e oggi divenuta una sorta di paradiso della pratica sportiva nella sue innumerevoli declinazioni outdoor, agonistiche e finalizzate semplicemente alla ricerca del benessere fisico. E proprio lo sport emerge prepotentemente dalle opere in mostra che parallelamente segnano lo sguardo con i lavori che richiamano la guerra e

le sue drammatiche condizioni di vita cui sono sottoposti civili e militari. La rassegna è curata da Roberto Mussapi, con il coordinamento di Mario e Marco Zanetti (dell’omonimo studio d’arte) , e propone lavori di Attilio Forgioli, Pierre Albert Leroux, Giuseppe Rivadossi, Aligi Sassu, Antonio Stagnoli, Giovanni Testori e del fiemme-

se Marco Nones. Dopo l’inaugurazione con la presenza del campione olimpico di marcia Maurizio Damilano e il successivo incontro con l’inviato dell’Avvenire Alessandro Zaccuri, sono ora in calendario gli appuntamenti di giovedì 10 agosto con lo storico Gianni Oliva, di venerdì 11 agosto con le corali San Barnaba e il Coro Cima Tosa, giovedì 17 agosto con l’incontro La Montagna Accessibile, la presenza di esponenti dalle Sat di valle e la proiezione del film Stelle e Ossa di Riccardo Tamburrini, venerdì 1 settembre con il direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio e venerdì 8 settembre con un monologo di Roberto Mussapi incentrato sui rapporti avuti con alcuni grandi campioni dello sport italiano: Giuseppe Abbagnale, Stefania Belmondo, Jury Chechi, Maurizio Damilano e Klaus Dibiasi.

I Comuni della Valle del Chiese, attraverso il Consorzio, mettono in condivisione le giuste risorse per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio attuato attraverso numerosi progetti: Sovracomunalità, Contributi, Piani di zonizzazione acustica, Certificazioni ambientali, P.R.I.C., P.A.E.S., Progetto Legno, Energie rinnovabili, E.S.C.O. BIM e Comuni del Chiese S.p.A., Centro Studi Judicaria, Consorzio Turistico ed Ecomuseo della Valle del Chiese, Case di riposo, Intervento 19, Fotovoltaici, Agricoltura, Filiera del legno, Piano giovani di zona, Borse di studio, Grest estivi, Sistema bibliotecario di valle, Lavagne LIM, Sport, SGM e Scuole materne.

CONTATTI: Via O. Baratieri, 11 - 38083 Borgo Chiese (TN) - tel. 0465/621048 - fax 0465/621720 segreteria@bimchiese.tn.it - bimchiese@bimchiese.tn.it - www.bimchiese.tn.it


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Salute

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Sa, dottore, lei non mi piace. Quindi, ho ragione io! ”Si. La scorsa settimana. Bravo, coscienzioso, professionale. Ma non mi ha convinto. Mi ha prescritto tutta una serie di esami, ha fatto ipotesi, non è stato molto chiaro. Credo che andrò da qualcun’altro. Magari fuori regione” Due situazioni quasi speculari ma abbastanza frequenti e spiegabili. I meccanismi che ne sono alla base possono essere fatti risalire a comportamenti mentali consolidati che sostanzialmente fanno riferimento alle nostre convinzioni, alle nostre verità e all’empatia. Nel primo caso le informazioni che il soggetto ha ricevuto corrispondevano alle sue convinzioni. Quando si decide di sottoporsi ad una verifica, ad un processo di analisi, qualsiasi esso sia, il più delle volte la decisione è il risultato di un percorso mentale maturato nel tempo. Siamo spinti da passaggi decisionali complessi, che se corrispondono alle nostre aspettative sono la ricerca della rassicurazione. “Il medico mi ha detto che non ci sono grossi problemi, bene, è quello che pensavo anch’io. Quindi il medico è sulla mia stessa lunghezza d’onda, quindi il medico è bravo.” La credibilità viene accettata perché è in sintonia con le nostre convinzioni. Non hanno modificato le nostre aspettative l’esperienza del medico e la scientificità dei suoi processi di analisi. Viene accettato come Ritorna l’appuntamento estivo dell’ASD Brenta Volley con la pallavolo giovanile. Come ogni anno, per il mese di agosto, l’A.S.D. Brenta Volley porta lo sport della pallavolo in piazza. Tutti i sabati, dal 5 agosto al 2 settembre, bambini e bambine delle Scuole Elementari e Medie sono invitati a giocare. Gli incontri si terranno ogni sabato dalle 10:00 alle 12:00 al piazzale delle Scuole Elementari di Tione (in caso di pioggia all’interno dell’adiacente palestra delle Scuole Medie). Si tratta di un percorso di avvicinamento alla pallavolo, in un contesto di gioco, movimento e sport, con la presenza costante di allenatori qualificati e degli atleti del Gruppo Giovani del Brenta Volley. Sarà anche occasione per avere informazioni sull’attività pallavolistica del Brenta Volley per la prossima stagione sportiva 2017/18 per quanto riguarda il minivolley e l’attività giovanile di base. Passata l’estate, da settembre torna anche l’attività del minivolley per bambini e bambine delle

Un colloquio casuale, rubato preoccuparmi. Col mio disturGianni Ambrosini - oncologo in treno, sentito più volte: bo posso conviverci e tenerme“ Sai, poi sono stato dal medico, si quello che mi avevi lo, basta un po’ di attenzione alla dieta e se proprio un consigliato. Si, quello che ha lo studio in quella via che po’ di terapia. Come pensavo.” non riesco proprio a memorizzare. Beh sono proprio “ E tu ? Come andata? Se poi stato a farti vedere da contento , si è fatto pagare ma è stato ad ascoltarmi, quello specialista che ti aveva indicato il tuo medico? mi ha visitato per bene e mi ha rassicurato, non devo Ti vedo un po’ preoccupato“ professionista esperto perché è stato consigliato da un amico, persona di cui lui certamente si fida. E’ valido il solo fatto che si sia trovato sulla “stessa lunghezza d’onda” e che abbia confermato quello che lui voleva sentirsi dire. Per accettare il tutto il paziente non ha dovuto compiere nessuno sforzo aggiuntivo. Il processo empatico si è attivato in modo spontaneo perché lineare e sullo stesso binario del medico. Il secondo caso è meritevole di una analisi molto più complessa. Il medico non ha potuto mettere in pratica da subito i canali dell’empatia ma ha dovuto fare riferimento alla sua intelligenza emotiva. Cosa vuol dire? Significa che ha dovuto governare non solo la comunicazione dei test di controllo che proponeva ma fare molta attenzione alla sua intelligenza astratta. Cioè tarare il linguaggio con l’autocontrollo, l’empatia e l’attenzione alla persona che aveva di fronte. Se avesse fatto prevalere una delle variabili, l’atteggiamento della persona sarebbe stato di fuga. In quel momento si stava svolgendo uno psico-

dramma, perché fra i due attori era scattata una situazione di sfiducia legata alla difficoltà del momento. Noi possediamo, inespressa, la tendenza a fuggire dalle situazioni che non corrispondono alle nostre convinzioni. Si tratta di tararsi su un livello inaspettato; un esame che non rientra nei parametri noti e non viene accettato o creduto e si sottopone subito a verifica: “ripetiamo l’esame la prossima settimana, magari si sono sbagliati” ci diciamo. E’ un’affermazione che se viene mediata dal medico, senza motivazione è oggetto di discredito. La persona in difficoltà “non accetta” quanto

viene ipotizzato, perché non ha a disposizione le informazioni che possono confortarla nella scelta. Quando il medico lo ha ricevuto nel suo studio era in una dimensione di convinzioni diversa. Ora non gestisce più quanto gli si va dicendo, perché è in difficoltà e non ha nessun mezzo per poter gestire quando gli viene proposto. L’unica certezza che possiede sono le sue convinzioni e vi si aggrappa con tutte le sue forze. Non è in grado di fare delle scelte. Non ha a disposizione fatti certi. Quando il medico insiste sulla scientificità delle sue affermazioni la comunicazione non viene recepita, la

si rifiuta, scatta la decisione di “sentire qualcun altro”. E’ normale che si cerchi di salvaguardare la propria situazione di appartenenza, la propria identità “sto abbastanza bene, solo per quel dolorino che ogni tanto mi viene, questo vuol farmi fare tutti questi esami, sta sbagliando…” le convinzioni personali hanno la precedenza su tutto. I ragionamenti citati ci possono aiutare anche a capire l’atteggiamento che alcuni assumono nei riguardi delle vaccinazioni. Non sempre il dato scientifico viene accettato come inconfutabile, soprattutto se porta a un conflitto con la propria identità ed appartenenza culturale. Scattano dei meccanismi di consociazione che rifiutano il dato proposto dalla comunità scientifica, perché il tutto viene visto come il risultato di un’elite o come la privazione della libertà decisionale. Questo dato di sfiducia viene vissuto come prioritario e conseguente a interessi che la comunicazione dei media non gestisce, qualche volta, in modo uniforme e coerente. Viene tutto complicato da un linguaggio esasperato che por-

in maniera diffusa sul territorio, nelle sedi di Caderzone, Porte di Rendena, Tione e Zuclo favorendo così la partecipazione anche a chi

non avesse la possibilità di spostarsi sul territorio. Per riproporre in modo ancora più efficace l’iniziativa, eventuali interessati alla prossi-

ma partecipazione possono contattare gli organizzatori a iscrizioni@brentavolley.it indicando i giorni e le sedi delle attività maggiormente

ta ad una esagerata emotività collettiva. Abbiamo invece bisogno di nuovi modelli di relazione che possano fare la differenza nella vita di tutti i giorni dando importanza alla cooperazione, alla responsabilità sociale e ambientale per una società più solidale. Diamo più importanza all’empatia lasciando da parte il conformismo emozionale e apriamoci alla comprensione. Io credo nell’empatia che può avere un ruolo se riesce a risolvere anche i conflitti, di ogni genere. Le differenze di opinioni e di convinzioni aiutate dai fatti certi e non dalle bufale permettono anche alle diversità culturali di confrontarsi. In ambito medico ci si muove , io credo sempre, secondo “scienza e coscienza” (vecchio adagio) e aggiungo anche “conoscenza”. Ma la conoscenza non è quella di Internet o della notizia appresa chi sa come e da chi sa chi. La conoscenza è alla base dell’agire umano e non va letta come il solo perseguimento dell’interesse individuale o di parte. La conoscenza, soprattutto quella scientifica, dovrebbe essere usata per “senso del dovere, per solidarietà, per fare qualcosa di ben fatto, per il desiderio di creare e per tutte le motivazioni etiche che nascono dall’uomo.” E per finire con Francesco : “… nessuna paura verso la verità e la tenerezza…”.

Con Brenta Volley, pallavolo in piazza

Scuole Elementari, propedeutica alla pallavolo agonistica. Grazie al sostegno della Comunità delle Giudicarie, l’attività è proposta

congeniali. O raggiungerli nei sabati mattina de “La Pallavolo Scende in piazza” a Tione.


Attualità

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I piani giovani aprono i bandi Nell’area delle Giudicarie sono presenti tre unità che si occupano della gestione di questi progetti culturali ed educativi grazie all’aiuto essenziale delle varie associazioni. Tutti e tre i Piani Giovani del territorio della Giudicarie, Piano Giovani Giudicarie Esteriori, Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione (Pigirenbu) e Piano Giovani Valle del Chiese, sono stati pensati per coinvolgere bambini e ragazzi sul territorio, tramite una partecipazione attiva. In collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia Automa di Trento, che offre il sostegno economico, questi gruppi organizzativi intendono incentivare sia il mondo associazionistico che quello dei giovani, in modo tale da poter rivitalizzare la società e valorizzare il territorio giudicariese. Le associazioni che si rivolgono ai Piani Giovani utilizzano innanzitutto come forza motrice le idee e la creatività delle nuove generazioni, riconoscendone la loro fragilità, ma allo stesso tempo valorizzandone anche tutte le loro potenzialità. Le attività proposte, che variano da escursioni in montagna fino ad incontri informativi sul mondo lavorativo e universitario, si rivolgono ad un pubblico vario ed eterogeneo, cercando di soddisfare esigenze diffe-

Progetti e attività per i ragazdi Francesca zi sono i punti fondamentali dell’iniziativa “Piano giovani di Zona”, che promuove programmi ludici e formativi sul territorio trentino, in particolare dedicati ai giovani, dai bambini ai giorenti, tenendo conto delle diversità di ogni persona e accostando quindi la parte istruttiva a quella ricreativa. Su un piano pratico, partiamo dal Piano Giovani Giudicarie Esteriori, che promuove attività culturali, artistiche e anche sportive, spesso anche in base all’età. Durante il corso del 2017 sono ad esempio stati proposti diversi concorsi, come quello fotografico “cartoline giudicariesi”, “Pesci fuor d’acqua” per la promozione delle escursioni sul territorio trentino, così come i corsi formativi di Video-Making e di fotografia digitale, e “Impara l’arte e mettila da parte” per incentivare l’autonomia dei giovani in alcune mansioni casalinghe fai-da-te. “Il tuo futuro è oggi: percorso di scelta universitaria”, promosso dal Centro MeTe, sempre in collaborazione con il Piano Giovani Giudicarie Esteriori, è un altro progetto che si terrà ad ottobre, rivolto a tutti gli studenti di quarta e quinta superiore: le iscrizioni rimarranno aperte fino al 7 ottobre 2017. I bandi relativi ai nuovi progetti e alle nuove iniziative usciranno in autunno, verso il mese di settembre. Il nuovo sito

promosso da Piano Giovani Giudicarie Esteriori, su cui sarà possibile non solo trovare informazioni inerenti alle associazioni presenti, ma anche poter tenere d’occhio gli eventi organizzati, non solo rivolti ai giovani, è www.eventigiudicarie.it. Per quanto riguarda il Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione (Pigirenbu), Tione è il comune di riferimento per i progetti del 2016-2017, promossi anche grazie al sostegno dello Sportello Informagiovani, che si occupa della parte informativa e pubblicitaria, così come della raccolta delle iscrizioni. I 10 progetti del 2017, per molti dei quali le iscrizioni sono ancora aperte, si rivolgono a ragazzi dagli 11 ai 29 anni. Le attività proposte quest’anno spaziano da iniziative artistiche “Street art e murales”, alle escursioni sul territorio come “La mia Sarca” o “Fauna Selvatica” per conoscere l’ambiente montano. Allo stesso tempo sono presenti anche progetti mirati all’orientamento universitario e professionale come “Opportunity Catchers” o di prevenzione come “Guida sicura”. Il nuovo bando

vani adulti. Organizzato dagli Cristoforetti enti locali, tra cui il Consorzio dei Comuni e l’assessorato provinciale competente, il Piano Giovani si divide sul territorio in “zone” contraddistinte dagli stessi aspetti culturali o geografici. per la presentazione progetti partirà invece da metà settembre fino a fine ottobre: tutte le informazioni e i contatti sono disponibili oltre che sul sito ufficiale, anche sulla pagina Facebook e Instagram. Infine, ma non per importanza, c’è il Piano Giovani Valle del Chiese che opera sempre nell’omonimo territorio. La Comunità Murialdo T.A.A., che si occupa degli aspetti tecnici-organizzativi, sostiene le politiche giovanili con gli enti locali in collaborazione con il Comune di Storo. Come ci ricorda la referente Sabrina Amistadi, inoltre, la partecipazione delle associazioni è vitale per il funzionamento del Piano Giovani. Anche se la burocrazia può sembrare complessa, il supporto che viene offerto alle associazioni può essere un incentivo per presentare progetti ed iniziative senza avere timore di rimanere senza un aiuto concreto. Accanto al mondo associazionistico opera sul territorio anche un’equipe tecnica educativa della Comunità Murialdo, generalmente con attività riguardanti la prevenzione, la formazione professionale o l’educazio-

ne civile e sociale. Essendo un valle periferica, il Piano Giovani Valle del Chiese si propone di coinvolgere e stimolare i più giovani, in particolare con programmi che comprendono sia la dimensione artistica, come musica e teatro, che quella del territorio montano. Le

nuove iniziative e i nuovi progetti verranno anche in questo caso presentati in autunno. Tutte e tre queste realtà adoperano la rete per pubblicizzare e promuovere le proprie attività: è possibile tenersi aggiornati sul loro sito ufficiale, come anche seguirli su Facebook, Twitter e Instagram. Inoltre sono raggiungibili anche telefonicamente o via mail per qualsiasi informazione.

Cos’è il Piano Giovani di Zona?

Un’iniziativa finanziata dalla Provincia Automa di Trento, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili. Promuove attività sia formative che ludiche ai giovani sul territorio trentino, in base alle “zone”. La realizzazione dei progetti è possibile grazie ad associazioni, istituzioni, società civile, enti locali, Consorzio dei Comuni e Assessorato. Contatti: - Piano Giovani Giudicarie Esteriori (pianogiovaniesteriori.blogspot.it) o Referente: Alessandro Caldera o E-mail: pianogiovaniesteriori@gmail.com - Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione (www.pigirenbu.it) o Referente: Layla Ravese o E-mail: pigirenbu@gmail.com - Piano Giovani Valle del Chiese (www.futuromigliore.it) o Referente: Sabrina Amistadi o E-mail: info@futuromigliore.it

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Il Saltaro delle Giudicarie

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Questo è quanto sembra abbiano deciso e così sarà. Almeno lo si spera. Anche perché non c’è comizio, non c’è intervista, non c’è congresso di partito, ove non si parli della necessità di cambiare, ma poi, passano gli anni, i decenni, i secoli e a comandare sono sempre quelli, uno peggio dell’altro, che non mollano neanche a morire. Ci aveva provato Matteo Renzi a voler rottamare, a cambiare rotta, a ricominciare daccapo, ma alla fine è stato lui ad essere rottamato, ed ora tossicchiando cerca un improbabile recupero. Il prossimo anno ci saranno le elezioni nazionali e ne vedremo delle belle. Gli unici giovani sul mercato sono i grillini, una torma di focosi imberbi che sanno solo urlare a più non posso, talvolta dicono anche cose giuste, ma per il resto ne combinano di tutti i colori. Il meglio, il toro d’assalto ( candidato premier) della compagnia è Luigi Di Maio, non male quando tace, ma purtroppo parla alla grande collezionando figuracce a non finire. Sono questi il futuro dell’Italia. Mah... perlomeno sono giovani, impareranno, peggio del passato non faranno. Sono le considerazioni dei santi Patroni d’ogni città e d’ogni paese. Di certo sono meglio dei giovani Leghisti, con il loro giovane capo, Matteo Salvini, che da quando aveva 16 anni fa politica, sempre nel Carroccio, e quindi è esperto della materia, si fa per dire, ma soprattutto esperto di economia, dato che ormai da vent’anni riesce a farsi stipendiare dalle nostre tasse, prima parlamentare italiano e adesso europeo, anche se sembra che al Parlamento Europeo non ci sia poi tanto, è sempre in giro per l’Italia a urlare e a sproloquiare, tanto paga Bruxelles. Beato lui! Nel Pd, che a parte Renzi, che le palle sembra averle, anzi, forse in abbondanza, i giovani che l’accompagnano hanno facce poco raccomandabili, non che siano cattivi soggetti, no, ma sembrano più votati alla sacrestia, alcuni, altri all’accattonaggio. Presuntuosetti ed inconcludenti. E per fortuna che i migliori, si fa per dire, se ne sono usciti. Speranza, Civati. Bersani e & Co., se ne sono andati. E nel Pd si respira un’aria diversa, di certo politicamente più salubre. Lassù sono consapevoli di come stanno le cose. E non sanno che pesci pigliare. Nessuno osa citare il partito del futuro, la sorpresa delle sorprese, Forza Italia che in quanto a giovani non è seconda a nessuno. Sarà ancora Berlusconi, il conquistador, che la porterà alla vittoria, lui è il più giovane di tutti, rifatto da capo a piedi, compresa la testa, la parte capelluta, non teme l’età, né le stagioni che verranno, sarà ancora lui il capo dei capi, non male visto che in Cielo è sorretto da una zia suora e da tante anime da sempre di lui innamorate. At-

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

I giovani vecchi per un incerto futuro L’Empireo è preoccupato per il suo popolo prediletto. Gli Italiani sono ormai coloro che creano più problemi nell’Alto dei Cieli di ogni Stato al mondo. Più ancora di quei mattoidi di Brasiliani, ancor più degli ardimentosi Polacchi, degli Americani menefreghisti di professione, dei Francesi fighetti e poco più e dei Tedeschi, tutte teste con tanto di paraocchi tutto d’ac-

torno lo sorreggono quattro catorci. Gente per bene, ma che in quanto a gioventù, con il loro capo non c’è confronto. Mica è finita. Lassù si spera che finalmente ritornino protagonisti i democristiani, che sono ancora molti, dispersi un po’ ovunque, ma perché ‘sti cristiani della malora non sanno finalmente ritrovarsi per tornare e riportare sulla retta via questa povera Italia? Sono gli unici che lo saprebbero fare. Sembra che sia stato incaricato l’On Ciriaco De Mita, grande saggio della vecchia DC, provaci tu, sembra gli abbiamo detto, tu sei l’unico che può farcela. E lui ci ha provato, ha raccolto dalle sue parti quanto di meglio dei Dc sopravvissuti ancora in attività, c’erano Raffaele Fitto, Bruno Tabaci e c’era anche il nostro Dellai, in cerca di gloria, ma visti i personaggi, dall’Alto s’è chiusa la vicenda. Basta, finiamola lì, questa è gente che ai grandi democristiani della storia non sono degni neanche d’allacciare loro le scarpe. Fine. Non c’è niente da fare. Rassegniamoci. D’altronde non è l’età che fa giovani, ma il pensiero, la passione, la capacità progettuale, la capacità di sognare, la lungimiranza, e per sognare bisogna dormire e per dormire, senza distrazioni, bisogna avere una certa età. Tutti d’accordo. Ripensiamoci e fidiamoci. E allora eccola pronta la nuova classe dirigente dell’Italia dei prossimi cinque anni. Protagonista

mettiamoci Giorgio Napolitano, oltre i novanta, gagliardo, tutti i giorni sui giornali, dichiara, influenza, interviene, fa da balia alla sinistra e garante in Europa del nostro ruolo di tappetino sgualcito europeo. E mettiamogli accanto il Romano Prodi, sbolognato da vent’anni, ma che ora è tornato all’attacco come un cardellino, non lo si capiva prima, oggi è ancora peggio. Mario Monti sembra, e dico sembra, disinteressato, ma è vigile e scaltro. Pronto anche lui. E con lui Giulio Tremonti, e chi non lo ricorda, ha ancora fiato per respirare e non molla, Pier Ferdinando Casini non può certo mancare, cattolico intransigente, si fa per dire, vorrebbe tornare in auge, ma non sa ancora con chi. D’Alema, che è il migliore, s’è proposto premier. Giovanile, di bell’aspetto, si trascina con lui il Bersani, che sembra un bassotto a fine carriera, il Pisapia, giovane e tremolante, quasi settantenne, pieno di idee, anche se confuse. Il Berlusca con cotanta elite ci fa un’ottima figura, è ancora il migliore, lo dice lui e se lo dice lui, ha mille ragioni. A tenerli insieme ci penserà Sergio Mattarella, imbalsamato nel suo ruolo, fu messo come soprammobile al Quirinale, e invece si dà da fare con la sua flemma, purtroppo anch’egli senza tanto costrutto. Questi, secondo i Sommi dell’Altissimo sono quanto offre di meglio il mercato politico italiano. Purtroppo sono gli

ciaio. Bisogna fare qualcosa. E’ la politica che va male, e se va male la politica, va male tutto il resto: l’economia, il sociale, il lavoro e le prospettive per il futuro. Facciamo piazza pulita, cambiamo le facce e le teste, fuori i vecchi caimani e dentro la nuova generazione, capace, preparata, che guarda al futuro con lungimiranza e passione.

stessi che hanno, chi più, chi meno ridotto l’Italia nel casino (è il caso di dirlo!) peggiore dal dopo guerra in poi. Ma

si sa che di solito i falliti sono quelli più motivati a riprendersi e a strabiliare l’universo intero. Speriamo in bene. Così è stato deciso in Cielo e in terra. D’altronde lassù, nell’Empireo, l’età media dei santi Protettori è secolare, eppure è quanto di meglio abbia espresso l’umanità nei secoli dei secoli. Sulla stessa linea S. Vigilio, protettore del nostro amato Trentino, sembra voler continuare anche in piazza Dante. I giovani vecchi della politica trentina hanno sempre fatto bene. Non tutti, è ovvio, di certo non hanno lasciato il segno se non nel bilancio provinciale, nè da consiglieri, né da assessori, il Delladio, il Morandini, il Divina, la Caterina ladina e

nonesa, il Boso, il Panizza, il Muraro, l’Andreotti, ecc.ecc., meglio stendere un velo più o meno pietoso. Qualche segno ambiguo l’ha lasciato la Margherita Cogo, con pochi altri. E allora continuiamo così, dice il Santo. Che poi si racconti che è ora di cambiare è più che giusto, ma si sa che sono bugie, e in politica le bugie non sono peccato. Lasciamo al loro posto i notabili di sempre, lasciamo pur che torni anche Dellai, che tanto non sa più dove andare, e le cose non cambieranno, ma pensando che potrebbero andare anche peggio, accontentiamoci. Chissà che prima o poi non arrivi un nuovo messia, allora forse...ci pensi il Cielo, pieno di gente caritatevole, occorrere un miracolo. San Vigilio, santi Martiri Anauniesi, san Romedio, santo Stefano Protomartire, pensateci voi. Siamo nelle vostre mani.

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Attualità

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Le Giudicarie modello positivo

Disabilità: Trentino all’avanguardia sul «dopo di noi» “Lo spunto” riferisce il consigliere De Godenz , “è la nuova legge nazionale varata l’anno scorso, la 112 del 22 giugno 2016”. Spiegano i tre consiglieri dell’UpT: «Il nostro testo punta a integrare e migliorare la normativa nazionale, adattandola alla nostra realtà. Un forte stimolo è arrivato dall’ultima assemblea dell’ANFFAS. In Consiglio si dovrebbe registrare una sensibilità trasversale su questo tema, e c’è dunque la concreta speranza di poter approvare la legge in aula entro la fine di questa legislatura». Molti genitori di persone con disabilità, invecchiando, manifestano forte preoccupazione per il futuro dei propri figli. «L’ente pubblico, a livello nazionale – rimarcano i consiglieri dell’UpT – fino a poco tempo fa sembrava ignorare che la disabilità grave continua anche oltre l’adolescenza».

Il Gruppo consiliare provinciale dell’Unione per il Trentino ha presentato un disegno di Legge che prevede nuove «Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare e connessa integrazione dell’art. Il ddl dell’UPT prevede interventi aggiuntivi e non sostitutivi a quanto previsto dalla Legge provinciale n. 8 del 2003, quali strumenti finanziari e logistici per la permanenza dei disabili in abitazioni private, garantendo indipendenza economica, inclusione sociale e inserimento in politiche attive del lavoro e tirocini destinati a persone in situazione di disagio psico-fisico, progetti sperimentali di residenzialità, co-housing, l’istituzione di fondi personalizzati di accumulo (a cura di familiari, enti, cittadini privati, associazioni), la stipula di polizze assicurative, il riutilizzo di patrimoni immobiliari resi disponibili dai familiari

delle persone con disabilità e da reti associative. «Una giusta attenzione a questi temi – ha sottolineato il consigliere giudicariese Mario Tonina – porta a in-

7 della Legge provinciale sull’handicap 2003». Primo firmatario il Cons. Pietro De Godenz; ddl condiviso con i colleghi Gianpiero Passamani e con il consigliere giudicariese Mario Tonina. Un disegno di legge strutturato in 11 articoli.

terpretare al meglio il valore della nostra autonomia. I territori si sono già mossi su questo tema, dimostrando molta sensibilità infatti nel corso del 2015” prosegue il

consigliere giudicariese, “a seguito di incontri dei Sindaci in Comunità di Valle, è stato presentato il progetto di ampliamento del Centro Leonia Piovanelli e Maria Roberta Pellegrini”. È stato poi ricordato dal consigliere che “le Amministrazioni comunali delle Giudicarie hanno giustamente ritenuto opportuno partecipare alla spesa mediante un importo concordato in dieci euro a residente per ogni Comune, concedendo all’Associazione Centro Leonia Piovanelli e Maria Roberta Pellegrini di Tione, dei contributi straordinari a parziale copertura delle spese previste per la realizzazione dell’ampliamento di un centro per por-

tatori di handicap con gravi disabilità. Sono convinto” ha aggiunto Tonina che “ la politica abbia la responsabilità e debba garantire un futuro sereno a quanti, meno fortunati, hanno bisogno di assistenza e che un ragionamento sulle persone disabili residenti in Giudicarie andava fatto per dare una risposta di tipo residenziale a quanti, data l’età propria e dei genitori o la presenza di elementi di difficoltà nella gestione del carico assistenziale, presentano o potranno avere in futuro bisogno di essere ospitati in una struttura adeguata. Ci tengo a ricordare che anche a Storo, a partire dall’autunno dell’anno scorso e gestito dalla Cooperativa Bucaneve, è stato aperto un centro residenziale per disabili lievi. Anche in questo caso sono convinto che sia importante dare questo tipo di servizi nelle valli”.

Al Centro Leonia Piovanelli e Maria Roberta Pellegrini il “Dopo di noi” a Tione Si prevede che la struttura sia completata fino al tetto entro il 2017, ora si sta lavorando nella parte interrata per realizzare un’area sotterranea dove potranno essere convogliate le carrozzine per l’accesso, attraverso un tunnel di collegamento, all’attuale centro socio-educativo e comunità-alloggio gestiti dall’ANFFAS o al nuovo centro residenziale.

Un importante progetto sul Dopo di Noi è quello di ampliamento del Centro Leonia Piovanelli di Tione, da anni impegnato su questi temi. L’opera prevede la realizzazione di uno centro residenziale per l’accoglienza di persone disabili gravi delle Giudicarie, per evitare il trasferimento fuori zona qualora non ci siano più familiari o parenti in grado di provvedere alla loro assistenza in loco. Sono previste al primo piano quattro stanze con otto posti letto e un locale cucina mentre al secondo piano gli spazi saranno

adibiti per attività e/o servizi integrativi”. Questo centro residenziale per persone disabili con gravi difficoltà mo-

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torie ed elevati fabbisogni assistenziali potrà completare l’offerta locale di servizi rivolti alle persone disabili presenti nelle Giudicarie, accanto all’attuale comunità-alloggio dell’ANFFAS e alla struttura a bassa protezione realizzata dalla Cooperativa il Bucaneve a Storo con il sostegno e la collaborazione della Comunità delle Giudicarie.


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Scuola

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Universitari in campo pervalorizzare le aree di mezza montagna Dodici studenti propongono idee per la Valle del Chiese di Elena Castellani

Cosa accade nel momento in cui piantiamo la picozza nelle pareti della nostra mente? Con forza e determinazione solleviamo il pensiero, con fatica ci innalziamo per scorgere sconfinati orizzonti, per conoscere i crepacci più insidiosi e cercare inesorabilmente nuove vie per raggiungere la vetta. A dare una mano c’è il progetto “LAMO” (Laboratorio di Partecipazione sul tema della valorizzazione delle aree di mezza Montagna). LAMO coinvolge 24 studenti dell’Università di Trento per sviluppare idee e progettualità innovative, secondo metodi partecipativi, volte a valorizzare due aree di montagna, l’una nella Comunità del Primiero, a Vederne, e l’altra nella Comunità delle Giudicarie, a Boniprati. Sono stati quattro giorni di intenso lavoro quelli che, dal 18 al 21 luglio, hanno visto 12 giovani universitari e 3 ragazzi dell’Istituto Guetti di Tione impegnati in attività di ricerca presso l’Altopiano della Val del Chiese. La loro missione: “Cogliere i luoghi di prossimità come luoghi dell’esotico” (Annibale Salsa), ovvero disvelare ogni ovvietà per far affiorare i tratti essenziali che contraddistinguono questo territorio. Il tentativo è stato quello di formulare dei progetti di sviluppo alternativo capaci di rendere que-

Si chiama “LAMO” il progetto provinciale che intende valorizzare le aree di mezza montagna e che lo scorso luglio ha avuto per protagonista

sta zona di passaggio, una destinazione unica nel suo genere. Tra i promotori del progetto LAMO, oltre alla Provincia, non sono mancati l’Università di Trento, la STEP (Scuola per il governo del Territorio E del Paesaggio) e le amministrazioni dei Comuni di Castel Condino, di Pieve di Bono – Prezzo e di Val Daone, che fin da subito hanno accolto questa iniziativa con entusiasmo e curiosità. Il progetto mira a avvicinare il mondo della formazione e il mondo dell’amministrazione del territorio nel segno dell’innovazione. “Un’occasione unica – afferma Monica Ronchini, funzionaria provinciale che ha seguito il progetto

LAMO – per portare innovazione nell’ambito della pubblica amministrazione. Coinvolgere i giovani significa avviare un percorso di sviluppo che vogliamo diventi poi una condizione normale di riflessione”. Perchè crede tanto in questo progetto? “Per i risultati che ha prodotto, cioè perché è molto concreto e perché ha una valenza di grande trasformazione sui diversi soggetti che sono coinvolti”. I giorni trascorsi a Boniprati hanno visto alternarsi momenti lavoro nel Municipio di Castel Condino, a momenti formativi mirati sul territorio: dal Rifugio “Lupi di Toscana” fino alle

l’Altopiano della Valle del Chiese. Quattro giorni di confronti e dibattiti per portare alla luce progetti di sviluppo alternativo. malghe Table, Clef e Cleabà. In tali occasioni sono intervenuti gli amministratori locali, le guardie forestali, i guardia pesca, lo storico del paese, Vittorino Tarolli, per poter presentare nel modo più esaustivo possibile le peculiarità e le debolezze dell’Altopiano. Stefano Bagozzi, sindaco di Castel Condino, ha parlato di “importanti momenti di socializzazione tra amministrazioni, che hanno dato modo di approfondire discorsi differenti”. Fin dal primo momento, gli accompagnatori locali (definiti in gergo tecnico “stakeholders”: portatori di interessi), hanno mostrato grande fiducia e alte aspettative nei confronti degli universitari e coraggio nel chiedere ai giovani “aiutateci a risolvere questi problemi”. Quattro giorni immersi in un fermento di idee, confronti e dibattiti che hanno dato i loro frutti venerdì 21 luglio quando, a Villa De Biasi a Daone, i ragazzi hanno esposto al pubblico i loro progetti. La prima proposta prevede l’installazione di tende sugli alberi, la messa a disposizione di carrozzine particolari per chi vuole andare in montagna ma non può camminare (anziani

e disabili) e l’adozione di mountain bike dalle ruote grasse che permettono di muoversi anche sulla neve. Le altre due iniziative progettuali intendono istituire il marchio “Altopiano di Boniprati”, un simbolo che rappresenti le peculiarità di questo territorio, a partire dai suoi prodotti come il burro giallo e il formaggio.

Si tratta di idee che ora lasciano spazio alla riflessione. LAMO rappresenta solo il primo passo di un lungo cammino che vedrà dialogare tra loro l’Università di Trento, la Provincia e gli amministratori comunali in un percorso di crescita comune. “Siamo solo all’inizio - afferma Stefano Bagozzi - ora diventa fondamentale non abbandonare il progetto. Io sono un uomo concreto, e adesso voglio vedere la concretezza”.


Attualità

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Sabato 12 agosto al via l’itinerario musicale tra le antiche mura

Torna la Notte di Note a Borgo Lares La Pro Loco di Bolbeno, organizzatrice della manifestazione, cercherà di far magicamente rivivere alcuni momenti significativi della vita di un tempo: un’occasione per far riflettere e, soprattutto, per non dimenticare le tradizioni più importanti dei nostri territori. Per questo tra le antiche mura, sotto i portici e nella storica piazza centrale, verranno riproposti decine e decine di antichi mestieri ormai del tutto scomparsi o profondamente cambiati rispetto al passato. Si va dall’arrotino al calzolaio, dal maniscalco all’impagliatore di sedie, passando per il casaro, le portatrici d’acqua, le lavandaie, le merlettaie, il tombolo…e tanti altri ancora. Altra componente insostituibile di Not(t)e di Note è la musica, perchè tra gli scorci più affascinanti del paese suoneranno diversi gruppi musicali, a disegnare un vero e proprio itinerario musicale tra le antiche

D

a oltre vent’anni, in agosto, nel comune di Borgo Lares, si svolge la manifestazione Not(t)e di Note, ormai diventata un appuntamento imperdibile delle estati delle Valli Giudicarie. Musica, vecchi mestieri, prodotti tipici e i celebri “Capùs da mura. Quest’anno si esibiranno, ancora una volta, gruppi davvero rinomati tra i quali spiccano i “Lou Tapage” che con Vincenzo Zitello chiuderanno la manifestazione con il concerto delle 21.30. Nel pomeriggio si esibiranno invece i Double Deal Duo, i Knodel Bergmusikanten del mitico

maestro Alberto Rodini, il coro del paese - il Coro Cima Tosa di Bolbeno diretto dal maestro Ugo Marchetti - ed il gruppo Aires Musica dal mondo. Non si può dimenticare infine l’importanza che l’aspetto culinario riveste all’interno di questa manifestazione. Difficile infatti re-

AZuclo torna la “Notte Fucsia”

Dopo il successo della prima edizione, venerdì 11 agosto grande festa nel centro storico della borgata L’anno scorso fu la novità dell’estate giudicariese, facendo registrare un ottimo successo di partecipazione e di presenze. Venerdì 11 agosto torna a Zuclo (Borgo Lares) la Festa Fucsia, serata (e nottata) di musica, enogastronomia e divertimento ambientata nelle vie del centro storico del borgo. Il tutto, con il trait d’union del colore fucsia (il colore ufficiale della pro Loco di Zuclo, che organizza l’evento), che andrà a ridipingere gli angoli più caratteristici del paese, attraverso allestimenti ed ambientazioni che coinvolgono le altre associazioni locali (Associazione cacciatori, Gruppo alpini, Coro Fiaschi, Coro della Chiesa di San Martino di Zuclo) e i cittadini che già nella prima edizione hanno risposto in maniera positiva. Location dell’evento sarà il centro storico della borgata di Zuclo, anzi meglio dire di due centri storici, ossia quello della parte bassa del paese e più precisamente Piazza Unità d’Italia e quello della frazione di Giugià in Piazza Martiri Trentini, con le storiche fontane in granito che per la serata si coloreranno di fucsia grazie ad un gioco di luci, creando un’atmosfera suggestiva, nella quale ascoltare musica e sorseggiare aperitivi. Tra le esibizioni, anche quelle del Coro Fiaschi, dei Rhendena Klänghe e del Coro Coro della Chiesa di

San Martino di Zuclo. A metà strada fra i due centri storici, nella la piazza nuova del municipio, sarà poi possibile cenare a base di grigliata e patatine fritte e ci sarà l’esibizione musicale del gruppo “Onda d’Urto”, una delle più apprezzate tribute band dei Nomadi a livello nazionale. A seguire dj set e musica da ballare per tutta la notte con Stefano Fedrizzi. Una festa corale, dunque, che vede la partecipazione attiva, a fianco della Pro loco di Zuclo, delle altre associazioni del paese, come la locale Sezione Cacciatori, il Coro della Chiesa Patronale di San Martino, il Coro Fiaschi, e il Gruppo Alpini di Zuclo e Bolbeno, oltre alla imprescindibile collaborazione dei Vigili del Fuoco nella gestione del traffico, con la viabilità ordinaria che sarà modificata per l’occasione.

Bolben”, rappresentano gli insostituibili ingredienti della giornata. Prendete quindi la vostra agenda e segnate la data di sabato 12 agosto: nel piccolo paese di Bolbeno, sarà possibile passare una giornata davvero particolare in un clima di amicizia e di allegria. sistere ai piatti tipici trentini che vengono proposti per la cena, preparati con cura dagli instancabili volontari della Pro loco di Bolbeno. Il menù, a base di polenta, cotechino, braciola, salamino, peverada, spressa, e funghi, sarà in grado di deliziare anche i palati più esigenti

che potranno gustare inoltre i tipici “Capùs da Bolben”: le gustosissime polpette a base di pane raffermo, formaggio grana, burro, uova, erbe, coste e uva sultanina, avvolte accuratamente in foglie di vite di uva fraga. La loro preparazione è abbastanza laboriosa e impe-

gnativa tant’è che qualche giorno prima della festa, le donne di Bolbeno si ritrovano tutte insieme e preparano centinaia e centinaia di Capùs per far apprezzare ai più questa specialità. Visto il successo della scorsa edizione, lo chef Zoanetti riproporrà anche quest’anno, a partire dalle ore 16.30, l’assaggio di polenta con farina di canapa trentina accompagnata da fonduta e da un buon bicchiere di vino.


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Rubrica Legale

AGOSTO 2017 L’avvocato risponde

Se i pacchetti “all inclusive” si rivelano diversi dalle promesse Buongiorno L., il danno da vacanza rovinata, è giuridicamente inteso come quel pregiudizio al benessere psichico materiale che il turista soffre per non aver potuto godere in tutto o in parte della vacanza quale occasione di piacere, svago e riposo, essendo la stessa intesa come periodo di rigenerazione delle proprie energie psico-fisiche. L’art. 47 del Codice del Turismo prevede la possibilità di accordare al turista un risarcimento del danno da vacanza rovinata a causa dell’inadempimento dell’organizzatore. Le prestazioni oggetto del contratto devono essere conformi alla proposta visionata dal consumatore e sulla base del quale ha effettuato la scelta. Ad esempio: la sistemazione presso una data strut-

Buongiorno Avv. Gottardi, sono veramente arrabbiato: ho prenotato per tempo le vacanze in un villaggio turistico con un pacchetto “all inclusive” e, al mio arrivo, ho scoperto che era completamente diverso tura alberghiera con determinate caratteristiche (distanza dal mare, spiaggia, climatizzazione) il volo di andata e ritorno con una determinata compagnia ed un piano voli predeterminato, attrezzature e/o servizi accessori, particolari condizioni di consumo di bibite o pasti, escursioni o guide turistiche. In sostanza, qualora uno dei servizi che contrattualmente il tour operator si era impegnato a prestare manca in tutto o in parte, se viene eseguito con modalità diverse (peggiorative) rispetto a quanto previsto nell’offerta e/o nel contratto, l’organizzatore è tenuto a risponderne ai

sensi dell’art. 43 del Codice del Turismo. Lo stesso principio si applica nel caso in cui si verificano danni alla persona, come nel caso purtroppo non isolato di sinistro stradale durante uno spostamento previsto nel programma di viaggio (a risponderne è sempre il tour operator). Il mancato godimento della vacanza si configura, dunque, come un danno strettamente legato all’inesatta ovvero alla mancata esecuzione delle obbligazioni derivanti dal contratto di vendita del pacchetto turistico, che legittima il turista a richiedere il risarcimento. A livello giurisprudenziale, si è stabilito che i danni

da quanto promesso: vecchio, sporco, con la maggior parte dei servizi inagibili e/o attrezzature rotte! Una vacanza disastrosa anche per il cibo, cosa posso fare per essere risarcito? Attento un suo consiglio, L. causati sono risarcibili ai sensi dell’art. 2059 del Codice Civile e, in particolare sono due le voci di danno da prendere in considerazione: il pregiudizio economico (gli esborsi ulteriori sostenuti dal viaggiatore per ovviare alle mancanze della vacanza) ed il danno morale dovuto alla delusione ed allo stress subiti a causa del disservizio. La Corte di Cassazione ha ricordato che il fondamento del diritto al risarcimento è proprio nella cosiddetta va-

canza rovinata. Dal punto di vista pratico, è importante fare un reclamo immediatamente già dal luogo di vacanza (se possibile a mezzo fax o posta elettronica certificata all’agenzia di viaggi o al tour operator) contestando quanto ritenuto non conforme a quanto previsto e/o non conforme al contratto, al fine di consentire di porre rimedio tempestivamente (e quindi eliminare o evitare il rischio di rovinarsi la vacanza).

CURIOSITÀ DAL MONDO In Oklahoma USA) è vietato fare le smorfie ai cani. Chi venisse sorpreso nel fare brutti gesti agli animali rischia una multa e, qualora recidivo o eccessivo, il carcere.

Qualora ciò non fosse possibile oppure, nonostante la segnalazione, non venisse risolto il problema, una volta rientrati si dovrà procedere con l’invio di un reclamo formale con richiesta di risarcimento del danno. È ovviamente opportuno rivolgersi ad un professionista per evitare di incorrere in decadenze formali e/o scadenze. Per approfondire o per fissare un colloquio su questo o su altri temi l’avv. Mattia Gottardi riceve presso il suo Studio in Tione di Trento, via N. Sauro n. 2, previo appuntamento, chiamando il numero 0465/324667 oppure 349/2213536 o scrivendo all’indirizzo mgottardi1@yahoo.it

Mamma, grazie per avermi portato alle Terme di Comano!

Sono Simone, ho quasi 8 anni e da grande voglio fare il fotografo. Abito a Macerata, con mamma Tiziana, papà Massimo e i miei due fratelli più grandi, Leonardo e Michele, i miei compagni di gioco preferiti. A casa con noi vive anche Peppino, un barboncino nano di tre anni, molto simpatico e sveglio. Io e lui siamo i piccoli di casa, i più coccolati! A scuola la mia materia preferita è l’inglese. Lo studio tanto perché un giorno mi piacerebbe andare a Londra. Con mamma però sono già stato in moltissime altre città: a Roma, a Milano e anche a Torino. Qui sono stato allo stadio, a vedere la partita della Juventus contro il Genova. La Juve ha vinto 4 a 0. È stato bellissimo, anche se mamma ha dormito tutto il tempo. Si vede proprio che il calcio non fa per lei! Del resto anch’io preferisco il basket. Lo scorso anno mi hanno regalato un viaggio a Parigi per vedere Disneyland. È stato super divertente,

La storia di Simone Storani, ospite delle Terme di Comano. Simone è un bambino molto coraggioso. Un incidente domestico ha cambiato completamente la sua vita e quella della sua famiglia. Ora

soprattutto il gioco con Nemo, il pesce pagliaccio che sa cavarsela benissimo da solo anche se ha una pinna malformata. Sono stato tante volte anche a Monaco in Germania e ora vado spesso a Parma. Ci vado perché devo curarmi. Qualche anno fa mi sono scottato con l’acqua bollente e per questo la mia pelle ha bisogno di essere curata. E proprio per questo sono diventato famoso! Con la mia mamma, che non mi lascia mai e mi sostiene sempre, sono stato intervistato da Filippo Roma, quello delle Iene, la trasmissione di Italia1. Hanno raccontato tutta la mia storia e, secondo me, la puntata è venuta pure bene, anche se mamma continuava a piangere. Quelli delle Iene mi hanno chiamato il bambino mascherato, perché sul viso

porto spesso una maschera che mi aiuta a guarire. Ora però, per fortuna, la mia mamma non piange più, perché le cose stanno andando meglio. Anche i capelli mi sono ricresciuti! Per curare ancora di più la mia pelle, sono andato alle Terme di Comano, dove mi sono fermato due settimane.

sta affrontando con il suo entusiasmo e la forza della sua famiglia il lungo percorso di riabilitazione. Alle Terme di Comano ha curato le ustioni con l’acqua termale, con ottimi risultati.

La mia mamma non conosceva le Terme di Comano. Ce le ha fatte conoscere la nostra amica Cristina, che è di Trento e sapeva che l’acqua di Comano era miracolosa per la pelle, soprattutto quella dei bambini. Qui ogni giorno facevo l’idromassaggio e bevevo l’acqua, davvero buonissi-

ma anche se tiepidina. Ho visto anche posti bellissimi e mi sono divertito a giocare nel parco termale. Sono stato anche al Muse, il Museo delle Scienze di Trento. Un posto fantastico, dove ho potuto incontrare e accarezzare un lupo, il mio animale preferito (dopo Peppino naturalmente). Alle fine delle cure alle Terme di Comano la mia pelle stava davvero molto meglio. Un vero miracolo! I medici hanno detto che era più morbida, più elastica, più idratata. Non so bene cosa vogliano dire queste parole. So sole che alle terme io mi sono sentito finalmente in forma. Anche perché alle Terme di Comano sono ingrassato di 4 chili. Così un altro desiderio si è avverato. Il primo ad avverarsi era di non vedere più la mamma piangere, il secondo di ingrassare. Tutti due avvera-

ti, fantastico! Ora ne rimane un altro, grandissimo. Io lo chiamo il “mio desidero a parte”. È il desiderio mio, della mia mamma, della mia nonna Maria (che era alle Terme insieme a me) e di tutta la mia famiglia. Non posso svelarlo fino a quando non si avvererà. Spero tanto possa essere prestissimo! Intanto però volevo ringraziare Cristina per avermi portato alle Terme di Comano. Grazie, grazie! Spero di tornarci ancora. La prossima volta con tutta la mia famiglia. Anzi voglio vendere tutti i giochi che non uso più per tornare presto alle Terme di Comano. Sono stato bene e soprattutto la mia pelle è migliorata moltissimo. Sono felice di aver trovato questo posto speciale e unico, con persone che mi hanno voluto bene. Grazie alle Terme di Comano e alle sue cure ora non sono più un bambino mascherato ma solo un bambino ingrassato e felice.


Eventi/Musica L’intera giornata è organizzata con grande cura anche dal punto di vista “scenografico”: infatti il paese viene letteralmente riportato indietro nel tempo coprendo i segnali stradali e le insegne commerciali, facendo spostare tutti gli autoveicoli e chiudendo l’intero paese al traffico, trasformandolo in un’unica grande area pedonale. Un evento di sicuro impatto verso i moltissimi turisti che ogni anno partecipano a questo tuffo nella storia. Senza dimenticare i figuranti che in abiti tipici rivivono i costumi: i filò casalinghi, la filatura e la cardatura della lana, la tostatura dei chicchi di orzo, il rito del bucato con la preparazione della lisciva a base di cenere ed altri lavori come fabbro, arrotino, ramaio, erborista, carbonaio. A precedere la manovra dei Vigili del Fuoco è consuetudine proporre la parata della Banda locale per il centro storico del paese. Da qualche anno la sfilata e i balli del Gruppo Asburgico di Arco rievocano storicamente il passaggio in Valle degli Asburgo, con la Principessa Sissi, salita poi a soggiornare a Madonna di Campiglio. E non solo storia: infatti altri intrattenimenti molto apprezzati e attesi sono i momenti di degustazione dei prodotti tipici, serviti nelle osterie locali e presso

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A Bocenago torna Vecchia Rendena, fra storia e prodotti tipici

A Ferragosto le lancette tornano indietro di un secolo

Ritorna, a Ferragosto, l’appuntamento con la rievocazione storica di Bocenago: “Vecchia Rendena, Come eravamo”. Una vera e propria full immersion nelle tradizioni e nei mestieri del nostro passato che per un giorno rivivono nella suggestiva cornice delle piazze e delle vie di Bocena-

go. La manifestazione nasce nel 1986 e, grazie alla collaborazione di circa 200 “figuranti” provenienti anche dai paesi limitrofi, ripropone una rassegna di vecchi mestieri ed usanze degli inizi del 1900 con costumi che sono sono autentici “pezzi” della nostra storia e tradizione.

le postazioni dislocate lungo il percorso nel centro storico del paese: vengono cucinate grosse polente con assaggi di salame nostrano, la rinomata Spressa delle Giudicarie, inoltre vengono distribuite fette di torta “fraguloc”, castagne e vino per far gustare agli ospiti i sapori dei tempi passati. Viene proposta la preparazione dei tipici canederli e a seguire la loro degustazione in brodo o al burro. L’evento, quest’anno alla sua 31° edizione, si svolgerà come di consuetudine nella fascia pomeridiana, a partire dalle ore 14.30 e fino alle ore 21.00 circa. La degna “chiusura” consiste nella tradizionale quanto suggestiva processione in costume tipico per le strade del paese. Comodi e facili per i visitatori gli spostamenti da e verso Bocenago, grazie ai numerosi parcheggi dislocati nei paesi limitrofi e pullmini noleggiati dal comitato organizzatore per il servizio di navetta. (A.G.)

I “Graffiti” stanno lavorando al secondo Cd del genere

Canti montani in versione rock

Da due anni a questa parte, i Graffiti stanno lavorando all’ambizioso progetto di reinterpretare i classici della tradizione corale trentina in chiave soft rock. Un connubio di tradizione e modernità che ha dato vita ad un genere musicale originale ed innovativo, ribattezzato da loro stessi rock acustico di montagna: “Tutto è nato – come confidano in una recente intervista a L’Adige – dalla passione per i canti di montagna, per noi trentini un patrimonio musicale unico ed eccezionale, che ha origine dalla tradizione popolare, valorizzato e a volte addirittura reinventato dai nostri cori in maniera straordinaria”. Una

Prendete un pizzico di rock, aggiungete un po’ di suono schietto e senza fronzoli, mescolate il tutto con alcuni brani della tradizione corale trentina e avrete la ricetta del successo dei Graffiti, storico gruppo rock, nato nei primi anni Novanta dalla passione di cinque ragazzi giudicariesi: Stefano Ongari di Pelugo al piano, Fabio Zorzi di Ponte Caffaro alla chitarra elettrica, Giorgio Perini di Tione alla tappa particolarmente significativa di questo percorso è stata senza alcun dubbio la registrazione del CD “Varda la luna”, contenente otto pezzi, tra i quali spiccano “Serenada a Castel Toblin”, “La pastora” e “Monti Scarpazi”. L’idea di incidere un album di questo tipo è nata dopo un concerto presso il rifugio Trivena in Val di Breguzzo, quando il gruppo, dato il brutto tempo, ha

batteria, Marco Pizzini di Roncone al basso e Loris Ghezzi di Bondo alla voce e alla chitarra acustica. Nel corso degli anni, il repertorio dei Graffiti ha conosciuto momenti diversi, passando dall’esecuzione di alcune classiche cover rock alla composizione di brani propri ed estremamente originali (a riscuotere parecchio successo è stato il pezzo “Sono una starrr”, che parla dell’orso).

improvvisato con i presenti alcuni canti di montagna, rendendosi immediatamente conto di quanto questi pezzi potessero essere emozionanti anche se suonati. Nella reinterpretazione dei Graffiti, i brani, la cui carica emotiva viene abilmente conservata, acquistano infatti una musicalità nuova e originale, capace di esaltarne le caratteristiche in maniera del tutto sorprendente. I tanti

apprezzamenti ricevuti hanno spinto i Graffiti ad investire le loro energie su questo progetto, lavorando ad un secondo CD, con dodici nuove reinterpretazioni, che dovrebbe uscire nel corso del prossimo autunno. Nel frattempo la band si esibirà in diverse occasioni durante l’estate giudicariese e non solo: a Caderzone Terme il 9 agosto, a Storo il 18 agosto e in Val di Rabbi nell’ambito della manifestazione “Latte in festa” il 16 settembre. Appuntamenti da non perdere per gli amanti della canzone tradizionale trentina e più in generale della buona musica! Umberto Fedrizzi


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Società

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Uno degli obiettivi dell’iniziativa è infatti quello di far sperimentare il maggior numero possibile di attività sportive, soprattutto quelle difficilmente praticabili nelle nostre valli, come ad esempio il tiro con l’arco, il baseball, l’orienteering. Da quest’anno è stato introdotto inoltre il progetto “Sportivando in inglese”, che prevede due settimane di attività guidate da istruttori con certificazione linguistica, per i bambini della seconda e della quarta elementare. Per i ragazzi più grandi è stato invece elaborato un programma ad hoc, “Sportivamente teen”, strutturato in settimane a tema. Quest’anno si è partiti il 26 giugno, presso la Bottega dei Mestieri di Tione, con la “Settimana del fare”, cercando di far provare ai ragazzi quelle attività artigianali e manuali che erano fulcro del lavoro delle nostre valli fino a 50 anni fa. Nella settimana dal 3 al 7 luglio, è toccato alla pesca a mosca: i ragazzi hanno imparato le tecniche base di questo sport e, dopo essersi auto costruiti le esche, si sono messi alla prova sul lago di Nambino e sul fiume Sarca, nei pressi di Comano Terme. La terza settimana ha invece visto gli iscritti impegnarsi in un lungo giro in montagna, dormendo in rifugi e scoprendo le bellezze e le possibilità offerte dal territorio: partiti il lunedì in bicicletta da Darè, hanno raggiunto dapprima San Lorenzo in Banale e da lì a piedi il rifugio Cacciatore, salendo il giorno successivo fino al rifugio Dodici Apostoli attraverso la ferrata Castiglioni. Il mercoledì, attraverso la via ferrata Brentari, hanno raggiunto l’attacco della via Mingotti che li

Inglese e attività specifiche per teenagers

Da 18 anni la Virtus fa amare lo sport ai ragazzi È da ormai 18 anni che la Virtus accompagna l’estate dei nostri bambini e ragazzi, avvicinandoli al mondo dello sport con giochi e attività, svolte principalmente al campo sportivo di Preore. Il bacino d’utenza comprende attualmente un vasto territorio che abbraccia quasi tutte le Giudicarie. Quest’anno si è superata la quota dei ha condotti alla vetta della cima Tosa, scendendo poi sull’altro versante fino al rifugio Pedrotti. L’indomani, attraverso la via ferrata delle Bocchette centrali e la via ferrata Sosat, sono arrivati infine al rifugio Casinei. Dal 17 al 21 luglio la proposta della Virtus ha cambiato nuovamente ambiente, tornando all’acqua: la settimana è partita con lezioni di salvataggio al lago di Roncone, passando poi allo snorkeling e alle immersioni con le bombole e concludendo con la discesa e il salvataggio fluviale. La settimana successiva ha riproposto lo stesso ambiente, l’acqua, ma da una prospettiva diversa: dal 24 al 28 luglio è stata offerta la possibilità di trascorrere cinque giorni di campeggio sul Lago d’Idro, partecipando ad un corso di vela. Per

le restanti due settimane le attività hanno fatto ritorno a Preore, con quattro giorni dedicati al divertimento con vari sport e altri cinque all’approfondimento dello

300 iscritti complessivi, molti dei quali parteciperanno a più di due settimane di attività. La mattina è dedicata ai bambini dal terzo anno della scuola dell’infanzia alla prima media, che vengono divisi per età e hanno l’opportunità di provare sport di diverso tipo.

sport della pallavolo, con tecnici titolati. “La Virtus - spiegano gli organizzatori - crede molto nei giovani e vuole appassionarli allo sport e al loro territorio, facendo

propri stili di vita sani, nel rispetto delle loro valli. Il progetto promuove inoltre l’avvicinamento dei ragazzi al mondo del lavoro: ogni anno sei ragazzi, dai 16 anni in su, vengono messi alla prova nell’attività di aiuto-istruttore, cominciando a capire le fatiche e le responsabilità che un lavoro comporta ma senza dimenticare quanto era bello divertirsi con gli amici e gli istruttori della Virtus”. Tutte le attività svolte quest’estate sono state rese possibili anche grazie alla collaborazione con L’Ancora di Tione che si fa carico della gestione e della raccolta delle iscrizioni, nonché di gran parte dell’aspetto amministrativo, offrendo inoltre la possibilità ai bambini, fino agli 11 anni, di pranzare tutti insieme dopo le attività della mattina e di pas-

sare il pomeriggio divertendosi con giochi che stimolano la loro creatività. Altre collaborazioni importanti sono quelle con Sarca FlyFishing Experience ASD e con Associazione Pescatori Alto Sarca, per la settimana di pesca; con Sat di Tione e Mountain Friends, per la settimana in montagna; con A.S.D Area 51, per la settimana al lago di Roncone; con Circolo Vela Eridio (Anfo), per la settimana di vela. Altri ringraziamenti sono da rivolgere a tutti i Comuni convenzionati, in primis al comune di Tre Ville che mette a disposizione la struttura, alla Pro Loco di Preore che si rende disponibile durante la festa finale con la sua fantastica cucina, alla Cassa Rurale Adamello Brenta, al BIM del Sarca, alla Comunità delle Regole di Spinale e Manez, alla Comunità delle Giudicarie e ai piccoli preziosissimi sponsor che da sempre la supportano. (Gi.Be e U.F.)


Attalità

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Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella: attivo il nuovo servizio “JIFFY” Lo scambio di denaro facile come un SMS In un mondo che cambia continuamente e velocemente la tecnologia sta svolgendo un ruolo determinante. Il fenomeno coinvolge sia il settore bancario ma anche il comportamento dei consumatori nelle scelte di acquisto così come il modo di interagire e comunicare con la banca da parte dei soci e dei clienti. La Cassa Rurale si interroga costantemente su impatti e prospettive dell’innovazione tecnologica e da sempre cerca di proporre soluzioni all’avanguardia e al passo con i tempi. Di recente è stato introdotto un nuovo servizio relativo ai servizi di pagamento settore molto interessato ai cambiamenti tecnologici - molto gradito da parte della clientela: Jiffy Che cos’è Jiffy? Jiffy è un circuito di pagamento a cui aderiscono

le maggiori banche italiane (conosciuto dai tecnici anche come P2P “Pear to pear”). È un servizio innovativo che offre la possibilità di scambiare denaro tra privati direttamente dal proprio cellulare, ed è attivo tutto il giorno ovunque ci si trovi. È un’alternativa alla comune formula dei contanti, nella massima sicurezza e in tempo reale. Sono già 4 milioni le persone in Italia che usufruiscono del servizio. Facciamo un esempio: “Ti è mai capitato nell’ultimo mese di saldare un piccolo debito con un tuo amico, parente o conoscente? Oppure di dover dividere il conto di una cena?” Ecco come funziona: 1. Attiva il servizio direttamente dal cellulare tramite App di Inbank. 2. Seleziona il contatto dalla tua rubrica tele-

fonica, senza conoscere l’IBAN. Jiffy individua tra i tuoi contatti chi ha attivo il

servizio indicando con chi puoi scambiare denaro. 3. Inserisci l’importo da in-

viare e un messaggio di testo. L’importo massimo per la singola transazione è di 150 €. 4. Denaro inviato e ricevuto immediatamente! Il cliente beneficiario può disporre immediatamente dell’importo trasferito poiché è reso subito disponibile dalla Cassa

Rurale mentre l’ordinante ha una prenotazione sul suo conto fino al giorno successivo in cui è seguito l’addebito. Il servizio attualmente è gestibile per smartphone con sistemi operativi IOS o Android. È attivo 24h su 24, tutto l’anno.

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Il generale Tullio Marchetti Traghettò le Giudicarie e Tione fuori dalla prima guerra mondiale di Mario Antolini Muson

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Attualità

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Rientrati da Villach (Austria) i giovani Allievi raccontano la loro esperienza

Olimpiadi da sogno peri vigili del fuoco Junior di Angelo Salvaterra I venti Allievi che compongono le due squadre sono stati preparati da Claudio Franchini (Vvf Pelugo) e Daniel Sansoni (Vvf Lomaso). Molti sono stati i Vigili che a vario titolo hanno collaborato al raggiungimento di un risultato bellissimo, che hanno dedicato tempo e pazienza nell’affiancamento dei giovani pieni di vita e voglia di fare. “Un elogio particolare – scrivono i vigili del fuoco locali - va anche alle famiglie dei ragazzi che hanno partecipato, è facile infatti sentire critiche e frasi fatte sulla “gioventù” moderna, ma veramente con il cuore possiamo affermare che oltre al risultato eccezionale dal punto di vista tecnico, questi 20 ragazzi hanno vinto una sfida ben più grande, quella del pregiudizio verso i giovani. Hanno dimostrato affiatamento, generosità, educazione e rispetto, valori fondamentali e pietre miliari non solo per un Vigile del Fuoco, ma anche per l’uomo di domani. Grazie ragazzi per aver portato alto il nome della nostra Provincia e della nostra Nazione, grazie per averci riempito il cuore di gioia con ogni vostro sorriso e grazie per averci permesso di condividere con voi un’esperienza indimenticabile, che rimarrà per sempre nella nostra anima”. Ecco le impressioni dei giovani vigili del fuoco, dopo un’esperienza emozionante. Luca Sansoni Questa è la seconda volta che svolgo i giochi internazionali CTIF. Devo davvero dire che sono state esperienze indimenticabili, che mi hanno segnato e sicuramente cambiato in meglio. Il merito é stato degli istrut-

Si è conclusa domenica 16 luglio l’esperienza delle Olimpiadi dei Vigili del Fuoco Allievi a Villach in Austria, che ha visto impegnati preparatori, ragazzi ed accompagnatori per mesi, fra allenamenti e prove tecniche. L’impegno, la passione, l’entusiasmo e la forza

tori che ci sono sempre stati vicino, ci hanno sostenuto e ci hanno fatto divertire insieme a loro e ringrazio anche i miei compagni di squadra che senza di loro la settimana non era sicuramente la stessa. Quest’anno è stato giusto dare occasione anche alle ragazze, creando un squadra femminile. Complimenti anche a loro che hanno fatto un ottima gara tenendo sempre alto l’onore dell’Italia ma soprattutto del Trentino. Il risultato è stato davvero ottimo, e nonostante puntassimo al podio, di un bel settimo posto su quasi sessanta squadre partecipanti ci si può accontentare ed essere più che soddisfatti. Con l’attuale squadra e anche con quella femminile si era creato un bel feeling, ed è proprio per questo che la settimana è passata in modo velocissimo. Valeria Salvaterra Quest’anno ho avuto l’occasione di partecipare alle gare internazionali tenutesi a Villach, in Austria. È stata un’avventura fantastica e indimenticabile, perché

di volontà dimostrati da ragazzi e ragazze sono stati encomiabili, ripagati da un ottimo risultato sul campo: la squadra maschile si è piazzata al 7°posto mentre la squadra femminile al 30° su un totale di 68 compagini provenienti da tutta Europa e dal Giappone.

istruttori che ci hanno accompagnato e sopportato per una settimana .

sono riuscita a capire quanto sia importante fare lavoro di squadra e quanto si ampio e vario il mondo dei vigili del fuoco! Ho conosciuto persone provenienti da tutta Europa e anche dal Giappone, che sono state in grado di insegnarmi che una sana competizione talvolta è quello che serve per riuscire a mettersi alla prova e fare nuove amicizie. Inoltre quest’anno era la prima volta che alle gare C.T.I.F. partecipava anche una squadra italiana femminile ed è stato un grande onore farne parte. Per i risultati raggiunti dobbiamo ringraziare i nostri istrutto-

ri che ci hanno supportato, accompagnato e insegnato tutto quello che potevano. Per concludere volevo consigliare a tutti i giovani allievi che se hanno la possibilità di oartecipare ai giochi internazionali di coglierla al volo, perché è un’esperienza che ti aiuta e ti cambia in meglio! Giorgia Armani E’ stata una bellissima esperienza dove ho imparato molte cose … mi sono divertita. Ci sono stati dei momenti in cui si poteva scherzare ed altri in cui bisognava essere più seri. Ringrazio tutti, anche gli

Mathias Olivieri Per me questa settimana e i mesi prima sono stato fantastici perché qualunque sia stato il risultato noi ce l’abbiamo messa tutta e ci siamo divertiti...ho conosciuto nuove persone molto simpatiche e spero di rifare quest’esperienza tra due anni ...gli auguroa tutti di avere un’esperienza come questa che ho vissuto io Riccardo Marchetti Ci sono voluti 6 mesi di allenamenti e selezioni e alla fine sono state nominate le squadre maschili e femminili che avrebbero partecipato alle olimpiadi a Villach in Austria. Ed io ce l’avevo fatta !!!!!! Nei mesi successivi gli allenamenti sono diventati più mirati e ad ognuno è stato dato un ruolo preciso. La trasferta un Austria e stata indimenticabile soprattutto grazie ai miei compagni e compagne di

avventura con i quali ho instaurato un bellissimo rapporto e ai nostri istruttori che ci hanno seguito durante tutto il periodo con molta pazienza. Unica pecca il cibo. Meno male che c’era Mc Donald. Un grazie a tutti quelli che ci hanno permesso di vivere questa esperienza straordinaria, e ricordatevi ... l’importante è esserci...!!! Giulia Viviani Secondo me questa esperienza è stata fantastica. Ho potuto conoscere molte persone. Ho imparato molto da questo avvenimento: Stare assieme ai miei amici mettendoci tanto impegno determinazione ed entusiasmo. Un grazie di cuore deve andare ai nostri accompagnatori e istruttori per la sopportazione e la pa Giorgia Corradi L’esperienza di Villach è stata indimenticabile, ho passato una settimana fantastica. Abbiamo lavorato tutti molto per riuscire ad arrivare lì e ce l’abbiamo fatta. Gli allenamenti sono stati duri, soprattutto durante il campeggio, ma ne è valsa la pena fare tanta fatica. Mi sono divertita molto. Sono davvero contenta di aver partecipato perché è un’ esperienze che capita una volta nella vita e se si ha la fortuna anche due e io spero di avere questa fortuna; di partecipare anche a quella del 2019 perché è stata la cosa più bella che abbia mai fatto. Ringrazio tutte le persone che hanno lavorato con noi perchè è grazie a loro che siamo arrivati a Villach.


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Centenario Grande Guerra

AGOSTO 2017

Guerra 1914-18 mese per mese - Agosto 1917

Si accentuano le cruenti disfide su tutti i campi di battaglia Una tenue, debolissima “Nota di pace bianca” del Papa non trova risposte Un mese di agosto 1917, pertanto, segnato da avvenimenti - bellici e storici - che hanno lasciato il segno, come se ne può evidenziare nella sequenza delle varie date di questo mese di “soli” cent’anni fa, che sembrano rivivere anche tra le ansie di un secolo dopo: in questo Duemila che si sta facendo un periodo altrettanto carico di incertezze e che deve far seriamente riflettere! In ogni data qualcosa di dimenticato e da “rinverdire”. 1° agosto 1917. - Roma. “Nota di pace”: appello di papa Benedetto XV alle parti belligeranti per una “Pace bianca”. Appello inascoltato. «Il sommo Pontefice Benedetto XV - scrive mons. Perli - presentò agli Stati belligeranti una “Nota” invitandoli a deporre le armi e a seguire la voce imperiosa della giustizia, dell’equità e dell’umanità per venire ad una pace generale e duratura. Ne propose anche le condizioni, vale a dire: ripristinazione del Belgio, della Serbia, della Rumenia e autonomia della Polonia. Né annessioni, né indennizzi fra i belligeranti. Ognuno porti e medichi le proprie piaghe valendosi del denaro che in passato era ingoiato dagli armamenti, i quali d’ora in poi dovranno essere smessi. Libertà dei mari per tutti. Istituzione di giudici arbitramentali per scongiurare ulteriori guerre. Restituzione alla Francia dell’Alsazia-Lorena e retrodazione alla Germania delle sue colonie. Affidare ad un arbitrato la questione del Trentino e di Trieste. E per appianare la via ad un reciproco accordo: sgombro delle armate germaniche dai territori francesi. Questo passo importantissimo del Papa è accolto con fiducia e con gioia della popolazione». 4 agosto. - Africa. La Liberia dichiara guerra alla Germania. 6 agosto. - Fronte occidentale. Inizia la battaglia di Marasesti, proseguita fino all’8 settembre; una controffensiva degli Austro-Tedeschi ai danni dei Romeni è efficacemente bloccata da questi ultimi. 13-19 agosto. - Portogallo. Le apparizioni della Beata Vergine a Fatima. Le vicende che si legano a questi eventi religiosi entrano prepotentemente anche nelle vicende storiche della prima guerra mondiale, non

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di Mario Antolini Musón

l 1917 risulta l’anno di avvenimenti che segnerà maggiormente la prima guerra mondiale. In Russia le enormi perdite subite avevano minato alle fondamenta la resistenza morale e fisica dell’esercito; nasce la “Rivoluzione”. Sul fronte occidentale - tra Francia e Germania l’offensiva Nivelle e la battaglia di Passchendaele cercano già come cronache di battaglie, ma come fenomeno umano che avrà le naturali conseguenze anche sulla vita sociale dei popoli. Infatti è a partire dall’avvenimento che Lucia definisce “Viaggio o prigione” che si sviluppa un suo discorso che intitola “Gemendo e piangendo” commemorando i conflitti bellici del ventesimo secolo: la prima guerra mondiale, la cui esposizione evoca anche il centenario dell’inizio, per riportarsi alla seconda guerra mondiale ed alla guerra coloniale. Un raggio di sole fra gli scoppi che portano desolazione e morte. 14 agosto. - Oriente. La repubblica di Cina dichiara guerra all’Austria-Ungheria e alla Germania. 17-18 agosto. - Fronte italiano. Inizia l’undicesima battaglia dell’Isonzo. Le forze italiane si impossessano di diverse posizioni sull’altopiano della Bainsizza, senza però riuscire a sfondare il fronte austro-ungarico. Con la più imponente offensiva lanciata dall’esercito italiano si svolge la undicesima battaglia dell’Isonzo per la conquista del Monte Santo e dell’altopiano della Bainsizza. Si concluderà il 15 settembre senza risultati decisivi, ma sul campo restano un numero elevatissimo di perdite: 165.000 fra morti e feriti. Visto il risultato e le grandi perdite degli Italiani, gli Austriaci mettono a punto un grande piano offensivo con 7 divisioni tedesche e 8 divisioni austriache da far piombare nel settore dell’Alto Isonzo. - La più vasta ed importante battaglia sino allora combattuta da parte italiana si concluse con un bilancio che, in qualche maniera decisa, aveva portato gli Austroungarici vicino ad una crisi. Sarà questa grave situazione che convincerà gli alleati tedeschi a concentrare i propri sforzi sul fronte italiano (dopo essersi liberati del fronte russo) e organizzare l’offensiva di Caporetto. - Dati essenziali: battaglia dal 17 al 31 agosto 1917. Presso il fiume

Isonzo, vicino a Monfalcone, altopiano della Bainsizza, oggi Italia/Slovenia. Esito: vittoria tattica italiana. Schieramenti: esercito italiano ed esercito austroungarico. Effettivi: 600 battaglioni e 5.200 pezzi d’artiglieria per l’Italia; 250 battaglioni e 2.200 pezzi d’artiglieria per l’AustriaUngheria. Perdite: 160.000 (30.000 morti e 110.000 feriti, 20.000 dispersi o prigionieri) da parte italiana; 120.000 (20.000 morti e 50.000 feriti, più 30.000 dispersi e 20.000 prigionieri) da parte austroungarica. 20-26 agosto. - Fronte occidentale. Serie di limitati contrattacchi francesi nella zona di Verdun (“seconda battaglia offensiva di Verdun”; sono riconquistate ai Tedeschi alcune alture strategiche. 21-25-28 agosto. - Italia. A Torino rivolta spontanea degli abitanti contro la guera e la fame. La repressione conta più di 50 morti. - A Torino l’opposizione alla grande guerra è vivissima sin dall’inizio, ossia dal 1914. Il 1917 è l’anno peggiore: tre anni di guerra hanno portato le condizioni di vita del proletariato urbano al limite, alle quali si aggiunse la costante penuria di pane. Scendono in agitazione e in sciopero decine di fabbriche. Il 21 agosto 1917 la situazione precipita. Il 23 lo sciopero è spontaneo e chiaramente preinsurrezionale in tutta la città. Il 24 è la giornata culminante dell’insurrezione: i quartieri operai periferici sono in mano al popolo insorto, mentre il centro della città è presiedato dall’esercito. Gli scontri spontanei sono ormai dilagati in tutta la città; ma gli insorti, male o per niente armati, si scontrano con la forza pubblica che utilizza mitragliatrici e tank. Nel pomeriggio gli scontri continuano e un gruppo di donne disarmate cerca di frenare l’avanzata dei carri armati in Corso Regina. Solo verso sera, con carri armati e mitragliatrici, le truppe riescono a fermare gli scontri nelle zone più agguerrite. Il bilancio al termine di questa giornata

disperatamente la soluzione critica di Verdun. Sul fronte meridionale si accanisce la Campagna del Sinai e della Palestina: in Mesopotamia le operazioni militari si intensificano alla disperata ricerca di trovare un’adeguata soluzione. Sul fronte italiano le battaglie dell’Isonzo e la disfatta di Caporetto segneranno per sempre la storia d’Italia. è pesante: ventun morti tra i manifestanti, tre tra le forze di polizia, un centinaio di feriti e

millecinquecento arresti. Sabato 25 si notano i primi segni del rifluire del moto operaio,

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ma gli scontri si susseguono ancora in tutta la città. La domenica l’insurrezione è praticamente battuta. Da altra fonte si apprende che “da martedì 28 agosto furono sedate le rivolte e le autorità poterono annunciare che l’ordine regnava a Torino. Il bilancio finale fu di cinquanta morti tra i rivoltosi, circa dieci fra le forze dell’ordine e circa duecento i feriti; vi furono un migliaio di arresti; di essi varie centinaia furono processati per direttissima e condannati alla reclusione in carcere”. - Durante i giorni della rivota la folla cantava il ritornello: «Prendi il fucile e gettalo, giù, per terra / vogliam la pace, vogliam la pace, mai vogliam la guerra!». Agosto-settembre. - Mosca. Lenin scrive l’opuscolo “Stato e rivoluzione”.


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Agosto 1917 - Ripercussioni in Trentino e in Giudicarie

Il razionamento “da fame” è sempre più opprimente Le popolazioni sono esasperate e si ribellano invocando la “Pace” «5 agosto. - In questi giorni i nostri [Austroungarici] occuparono la capitale della Bucovina. / I Russi continuano a ritirarsi. / Nelle Fiandre vi fu un combattimento di grave entità, ma i Germanici conservarono le loro posizioni. / Altrove nissun avvenimento. / L’Intesa si è raccolta a Parigi dove prese disposizioni per un quarto inverno: questa la risposta ai discorsi pacifisti dei nostri capiministeri. Povera Europa. / Da 15 giorni bivacca qui [a Tione] un battaglione di soldati: ungheresi, triestini, boemi eccetera. / Nelle campagne si moltiplicano le grassazioni in barba agli ordini draconiani stesi sulla carta dalle autorità politiche, militari e municipali! / Chi volesse farsi una esatta e veritiera idea del come siamo stati trattati sotto ogni aspetto dai nostri fratelli, i Tedeschi, durante la guerra, non ha che da leggere i discorsi dei nostri deputati trentini al Parlamento [di Vienna]. Tante altre belle cose, però non reperibili, in quei discorsi e non registrabili qui… saranno passate ai nipoti dalla tradizione popolare. 10 agosto. - In questi giorni, speciali delegati capitanali girano le campagne per rilevarne i prodotti e, precisamente, in quanto ai grani; esaminatene la qualità e la vegetazione più o meno perfetta e la estensione del campo seminato, conchiudono alla quantità di grano che realmente ne sortirà. In quanto alle patate, misurano la quadratura del campo, poi ne fanno scavare quelle contenute in un metro quadrato di terreno e da qui argomentano e notano l’approssimativo prodotto totale. / Fu proibito il commercio delle patate; nissuno può, per ora, cavarne più del quotidiano bisogno per la famiglia; sono, per intanto, tutte sequestrate per conto dello Stato, per conto del quale è pure sequestrato tutto il fieno. Ai possessori di vacche ne viene lasciata una quantità arbitrariamente necessaria. / I furti di patate continuano su larga scala; occorrerebbe una guardia ad ogni

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ra le pagine di storia trentina del mese di agosto 1917 nessuna particolare notizia. Invece le pagine di mons. Perli di questo stesso mese sono

campo. / I soldati, per pararsi la fame, rubano anche le spighe del frumento ed orzo, le sfregolano fra le mani per estrarne il grano, che poi macinano coi denti e mangiano. 14 agosto. - Ieri ed oggi il cannone lavorò dì e notte sul Carè Alto. 17 agosto. - Oggi, alle 10 antimeridiane, Messa solenne coll’intervento delle autorità locali civili-politiche e militari per il genetliaco del nostro Imperatore Francesco Giuseppe. Ieri sera il militare approntò una fiaccolata per le vie del paese e fuochi bengalici lungo la linea del fronte di guerra sui nostri monti. / Tariffa capitanale pel 1° agosto 1917: farina di frumento fina a corone 1,32; gries di frumento corone 1,04; farina segala corone 0,82; farina di mais corone 0,62; gries di mais cinquantino corone 0,90; orzo mondo corone 0,96; burro di malga corone 9,60, di casello corone 9; formaggio da gratuggiare corone 16; Ementhal 15; nostrano di casello produzione primaverile corone 6; di malga 8; produzione casalinga corone 3; carne peso vivo di manzo corone 3-2,70; di vacca corone 2,60-2.20; vitello corone 3; salame all’aglio corone 24; lucaniche di maiale fresche corone 18; vino da pasto corone 2 fino a 2,40; aceto di vino a corone 1,20; frutta: mele all’ingrosso al quintale corone 60-40; pesche corone 100; ciliegie corone 70; fagiuoli verdi a 60; piselli a 80; insalata a 60; fagiuoli secchi a 1,20; prugne secche a 1,64; mirtillo nero 1; fragole a 2,40; lamponi a 2; petrolio per chilogrammo corone 0,92, al litro 0,80; legna forte per metrocubo corone 22, per 100 chilogrammi corone 8, dolce per metrocubo 17, per quintale 7; patate per chilogrammo 0,30; uova per pezzo corone 0,50; sale per chilogrammo 0,40; finferli a corone 1,40. / Per trasporto merci il nolo

verrà pagato a centesimi 24 per quintale e chilometro se fuori del distretto politico, a centesimi 18 se entro il distretto; per liquidi il nolo viene aumentato di 30 centesimi in più per quintale e chilometro. / Le tariffe sono fatte, però, per la carta che le porta al pubblico, e il pubblico poi le modifica a piacimento secondo il tornaconto. Del resto per il formaggio, per le lucaniche, per il vino eccetera… a che una tariffa se manca affatto il genere? Il militare poi, pur di trovare generi, li paga a qualunque prezzo o scambia genere con generi senza badare tanto pel sottile. 18 agosto. - Oggi sono partiti da qui per [?...] i soldati che da un mese in qua bivaccavano qui [a Tione] e, dove non arrivava a parar loro la fame il managgio militare, vi sopperivano le patate ed i frutti campestri che sparivano or qua or là in abbondanza. 28 agosto. - Da 8 giorni l’Italia ritenta la XI prova sull’Isonzo per aprirsi la via a Trieste. Alla lieta novella del Papa “Pace agli uomini sulla terra” l’Intesa risponde con un attacco generale su tutti i fronti. / Dai campi insanguinati dell’Iser fino alla Mora, dalle alte montagne del Tirolo fino al mare Adriatico è scoppiata

ancora numerose e non possono che essere riportate nella loro tuttora suggestiva e storica attualità.

una lotta tale, quale l’immaginazione nostra non può ideare. I mezzi più crudeli, le armi più micidiali, gli apparati più mortiferi sono messi in opera per estendere e intensificare la carneficina umana, e seminare ovunque morte, dolori e miserie. / Allo scrivente [mons. Perli], in segno di riconoscenza per la sua benefica opera a pro degli ospitali e per le sue prestazioni per l’approvvigionamento del Distretto, è stata conferita la decorazione di Cavaliere dell’ordine di Francesco Giuseppe. / Il militare cerca disperatamente fieno in tutti i paesi per puntellare la vita a’ suoi cavalli e buoi estenuati dalla miseria. Requisisce tutti i fieni lasciandone soltanto 24 quintali per ogni capo di bestiame grosso ai proprietari del medesimo. Con ciò viene assegnata la tessera anche ai bestiami e dato l’ostracismo al latte. / Anche quest’anno tutti corrono a raccogliere i

‘grisoni’ [mirtillo nero] che in abbondanza crebbero sul monte, e vengono sfruttati per trarne il vino; ma ci manca lo zucchero, del quale ognuno riceve ¾ di chilo al mese. Pel caffè si fa uso di saccarina. Anche i funghi sono ricercatissimi. 31 agosto. - Da 11 giorni le battaglie sull’Isonzo, da Tolmino al mare, proseguono ininterrottamente e con una veemenza e tenacia mai viste. I giornali dicono che quest’offensiva sia la maggiore di quante finora ne furono attuate dall’Intesa. Vi concorrono Inghilterra e Francia con materiale da guerra. / Anche nelle Fiandre e a Verdun ardono feroci combattimenti. / In Russia il dittatore socialista Karenski lavora di capestri e di fucilazioni per frenare l’anarchismo e lo sfacelo. / Alla “Nota” del Papa “pro pace” non si ebbero ancora risposte ufficiali. I giornali ne fanno gli apprezzamenti secondo le loro tendenze politiche. / I Tedeschi del Tirolo protestano, supplicano e si arrabattono per impedire che il Trentino passi all’Italia mediante convenzioni o plebisciti; altrettanto fanno gli Slavi di Trieste e del Litorale per non essere aggiogati al regno d’Italia. Per quanto riguarda il Trentino i Tedeschi, anche durante questa guerra, non avrebbero potuto far di più di quanto han fatto e detto per incarnare nelle popolazioni nostre, e fin nelle rocce stesse, un odio incancellabile contro tutto ciò che sa di “italiano”. Questo il frutto acerbo dell’opera nefasta dell’energumenismo pantedesco! / I prigionieri italiani, che dal fronte di

Lardaro passano per qui, ci dicono che in Italia l’approvvigionamento è ancora in buone condizioni, i generi alimentari di prima necessità non sono non abbondanti, ma tuttavia sufficienti; vi è, invece, molta penuria di denaro e di carbone. Tutti, ad una voce, maledicono il loro governo [italiano] per essersi buttato a capo fitto nella guerra riversando sul paese torrenti di sangue, di dolori, di debiti e di miserie d’ogni fatta. / In questi giorni speciali commissioni capitanali [austroungariche] girano per le nostre campagne a misurare la quadratura dei campi messi a patate e a granoturco per computarne poi il rispettivo prodotto e rilevare quante patate e quanto granoturco produsse la tale e la tal’altra famiglia per commisurarvi la tessera delle farine. / Il granoturco, quest’anno, è molto e bello, ma le patate fallirono, perché specialmente le americane marciscono e quelle d’altro genere, in molti campi, gettarono bellissimi fusti e non tuberi, foglie e non frutti. Anche i referati portati dai giornali sui prodotti graniferi nell’Austria-Ungheria non sono punto consolanti. Le popolazioni, quindi, sia per la limitatissima produzione propria, sia per le sconfortanti notizie sulla produzione austro-ungarica, sia per la ferrea legge della tessera a due etti, sia per la generale mancanza dei grassi, per i prezzi altissimi dei generi di prima necessità, sia per la mancanza e la scarsezza della mano d’opera, sia per la difficoltà di procurarsi la legna da fuoco e per la mancanza assoluta di filati e di calzature eccetera… incontra forzosamente l’inverno con un senso terrificante come di chi deve salire il patibolo!».


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Vec Considerazioni sulla vecchiaia dal Circolo Ricreativo Pensionati Giulis di Condino

4-18

Campiglio Libri

Europa

Venerdì 4 agosto ore 17.00 Salone Hofer, Madonna di Campiglio Slanci giornalistici. Il coraggio delle domande. Riccardo Iacona, giornalista

Sabato 12 agosto ore 17.30 Salone Hofer, Madonna di Campiglio Lo slancio dell’arte. Storia di artisti e di bastardi Flavio Caroli, storico dell’arte

Meno

Lunedì 7 agosto ore 17.30 Sala della cultura, Madonna di Campiglio Slanci letterari. La scrittura come cammino. Enrico Brizzi, scrittore Presidente del Premio ITASMontagnavventura Martedì 8 agosto ore 21.00 Piazza Carera, Pinzolo Lo slancio della biodiversità. Trentino natura. Coro Presanella Seydi Rodriguez Gutierrez, ballerina Marco Apollonio, zoologo Conduce il giornalista Rosario Fichera

ore 21.00 Sala della cultura, Madonna di Campiglio Slanci alpinistici. Tutte le vie del Brenta. Cesare Maestri e Roberto Ciri Lunedì 14 agosto ore 11.00 Chiesa di Santa Maria Antica, Madonna di Campiglio Slanci spirituali. Pinnacoli della fede. Cardinale Grech Prosper

Mercoledì 9 agosto ore 17.30 Salone Hofer, Madonna di Campiglio Lo slancio della legalità. Una voce a favore degli ultimi Don Luigi Ciotti

ore 21.00 Chiesa di San Vigilio, Pinzolo Capolavori dell’arte. Il museo dei capricci Flavio Caroli, storico dell’arte

Giovedi 10 agosto ore 17.30 Sala della cultura, Madonna di Campiglio Slanci femminili. Milena Jesenska e la montagna di Kafka Laura Boella, filosofa

Mercoledì 16 agosto ore 17.30 Sala della cultura, Madonna di Campiglio Slanci cinematografici. Maurizio Nichetti. Maurizio Nichetti, regista

Venerdi 11 agosto ore 17.30 Salone Hofer, Madonna di Campiglio Patria, patrie, patrimonio. Lo slancio della bellezza. Gian Antonio Stella, giornalista

Giovedì 17 agosto ore 17.30 Galleria Orler, Madonna di Campiglio Pittorici slanci. Grattare il cielo: Fortunato Depero dalle Alpi a Manhattan Roberto Pancheri, storico dell’arte introduce Giacomo Bonazza

Informazioni: Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena ��������������������������������������������������������������������� ���������������������������������������������������������� ������������������������

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PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Post

Domenica 13 agosto ore 17.30 Sala della cultura, Madonna di Campiglio Lo slancio del prendersi cura. Invecchiare bene. Marco Trabucchi, professore Università Tor Vergata

Venerdì 18 agosto dalle ore 18.00 Piazza Lorenzetti, Madonna di Campiglio Lo slancio della storia. Storie Asburgiche in vetrina. Teatri Soffiati ���

COMUNE DI PINZOLO

Geopark


Opinioni a confronto BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Com’è mia abitudine, talvolta mi soffermo sulle cose che si discutono al bar. Cose sempre attuali e di molto interesse, anche se non sempre ragionate nel modo giusto. Spesse volte mi viene chiesto di interloquire, ma io evito perché, di solito, sai come inizi, ma è difficile prevedere quando e come la discussione può finire. In questi giorni il tema più gettonato è quello riguardante l’”invasione” incontrollata di migranti. E sull’argomento se ne sentono di tutti i colori: c’è chi vuole respingerli senza pietà, chi vuol chiudere i porti, chi, tutto sommato, li accetta purché l’Europa condivida con noi l’ospitalità. Ma la discussione che mi ha colpito, nei giorni scorsi, riguardava invece l’ultima uscita

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Aiutiamoli a casa loro, ma proviamo a farlo sul serio

di Renzi: “Aiutiamoli a casa loro….” Una frase di buon senso che non è solo di Renzi, una frase accettabile se non fosse che ormai è accertato che aiutarli a casa loro sia quasi impossibile. I migranti che sbarcano ogni giorno a centinaia nei nostri porti stanno scappando dalle guerre e dalla fame, guerre e fame che non si risolvono con gli aiuti. Dovessimo anche pagare ingenti somme agli Stati interessati all’esodo, non è difficile immaginare che gran parte di quei finanziamenti andrebbero nelle tasche dei dittatori sparsi in tutta l’Africa, la parte rimanente verrebbe spesa in acquisto d’armi per continuare le guerre, e alla povera gente resterebbe ben poco e sarebbero comunque obbligati a fuggire.

Ormai è noto a tutti che è l’Occidente, di cui fa parte anche l’Italia, che vende armi a tonnellate in Africa e nel Medioriente. D’altronde è anche vero che l’Occidente è il maggior responsabile di gran parte dei disastri che stanno provocando il più grande esodo di tutti i tempi. La Francia (con Sarkozy) ha distrutto la Libia che ora è terra di nessuno, in mano a nuovi schiavisti che organizzano gli imbarchi verso l’Italia. Gli Stati Uniti hanno distrutto l’Iraq e l’Afghanistan, in Siria stanno bombardando un po’ tutti, Russia e Usa in primis. Per non dire degli inglesi che hanno fatto la loro parte. Il bello è che tutti questi interventi sono stati presentati all’opinione pubblica come “esportazione di democrazia”, come se la

democrazia si potesse imporre con le bombe e con le armi. La verità è che tutte queste guerre sono state fatte per soddisfare enormi interessi economici. Così oggi ci troviamo in una situazione ingestibile. E così qualche Stato europeo è arrivato a costruire muri ai confini (Ungheria), a sparare sui barconi (in Spagna), o a minacciare l’invio di carri armati al confine (Austria). Quindi è giusto dire che l’Occidente se l’è cercata, che abbiamo tutti la coscienza sporca: e allora è difficile pensare di “aiutarli a casa loro” con le bombe e con il traffico d’armi. Ma premesso questo, la soluzione qual è? Continuare a sostenere le loro guerre, a vendere armi, e così, di conseguenza, continuare ad accogliere centinaia di profughi?

Non uccidete l’orsa

Caro Amistadi, siamo un po’ tutti preoccupati per la storia degli orsi, ma non mi piace che la Provincia abbia ordinato di catturare l’orso che ha aggredito l’anziano di Terlago “vivo o morto”, con il sottinteso che sarebbe meglio morto. Già lo hanno fatto con l’orsa Daniza, soppressa “involontariamente” con una dose eccessiva di sonnifero. Non vorrei succedesse ancora… Dario Caro amico, la storia degli orsi è stata impostata male fin dall’inizio. I nostri soloni e qualche “solonessa”provinciali sottovalutarono la situazione, forse perché con gli orsi non avevano mai avuto a che fare. Io, che da piccolo, son vissuto con il terrore che l’orso ci mangiasse i vitelli e le pecore in malga, ho provato,qualche tempo fa, a dire la mia. Anche con forza. In un dibattito televisivo feci presenti al Generale della Forestale d’allora che gli orsi erano scomparsi perchè le montagne non erano più popolate da greggi e da mandrie al pascolo, non trovando più di che alimentarsi, pian piano si erano estinti.

Normale prassi da che mondo è mondo. Il volerli riportare in montagne ancor più spopolate, non ne capivo le motivazioni, salvo le solite sciocchezze, di certo non potevano che creare pericoli. Gli orsi, affamati si sarebbero sempre più abbassati, sfiorando i paesi e rendendo poco sicuri anche i boschi frequentati dai turisti, dai cercatori di funghi e dai gitanti. Mi fu risposto da una esperta, tanto chic e altrettanto presuntuosa, che l’orso è fondamentalmente mite e non avrebbe creato pericoli, che l’ambiente e il turismo ne avrebbero trovato vantaggio, e il Generale aggiunse che li avrebbero tenuti controllati, e che poi dall’orso era anche facile difendersi: se ne incrociavi uno in un bosco, niente paura, bastava sdraiarsi a terra e stare immobili, l’orso si sarebbe allontanato. Adesso raccogliamo i frutti della dabbenaggine d’allora: ormai sono un numero fuori controllo (più di 100), le orse partoriscono come conigli(!), passeggiano in lungo ed in largo al limitare dei paesi, invadono pollai, orti, arnie, stalle e, sempre più spesso, minacciano anche le persone, quelle più

testarde, quelle che per salvarsi non si vogliono stendere per terra. Mi rendo conto che una equilibrata convivenza, ormai sia difficile da trovare. La gente è spaventata, nessuno più gira per i boschi, non si sa mai, e le cose in prospettiva non potranno che peggiorare. Se poi arriveranno anche i lupi, anch’essi introdotti dagli stessi soloni provinciali, avremo ricreato l’ambiente del tempo che fu, ma in quell’ambiente dovremo viverci noi e saranno cavoli nostri. Allora. Io resto dell’avviso che se un animale diventa pericoloso, bisogna intervenire. Con decisione, senza tante moine. Gli orsi sono troppi, bisogna contenerli al minimo, nessuno vuole ucciderli, ma spostati, rimandati a casa (in Serbia). O in casa di chi li ha voluti! Non sarà facile uscirne, purtroppo abbiamo a che fare con la presunzione saccente di politici e politicanti che è difficile da combattere, tanto in città è difficile che scenda e faccia danni, e noi, poveri montanari, ci dovremo armare di archi e frecce per essere in campana con l’ambientalismo moderno ed affidarsi alla clemenza divina….(a.a.)

SEGNALAZIONI. Diventa giornalista per quindici giorni. Segnala anche tu una notizia, raccontaci una storia, mandaci una vignetta su un fatto a te accaduto

Oppure “aiutarli a casa loro”davvero, smettendo con le guerre criminali, e smettendo pure di mettere i nostri aiuti economici nelle mani di despoti feroci? Lo stato che più paga per questa situazione è l’Italia che forse è quella che ha meno colpe, anche se in quanto a vendita d’armi non siamo secondi a nessuno. Se fossimo in un mondo normale, la soluzione sarebbe: basta guerre, basta commercio d’armi, e poi “aiutiamoli a casa loro” davvero: finanziando progetti che portino alla captazione dell’acqua disponibile, abbondante in tutta l’Africa a pochi metri di profondità, lavoro, scuole, ospedali, in poche parole aiutiamoli a raggiungere condizioni di vita accettabili per una popolazione ridotta alla fame. Bisogna evi-

tare che intere parti del mondo diventino sempre più povere e si spopolino, a scapito di nazioni come l’Europa che scoppieranno per sovrappopolazione. Solo un modo corretto di “aiutarli a casa loro” può risolvere alla lunga la situazione. L’alternativa – migrazione all’infinito – è sostenibile solo dall’ipocrisia di chi è bravissimo a riempirsi la bocca della parola”solidarietà”, tanto non gli costa nulla e lo fa sentire moralmente superiore. Ho così detto la mia e i miei amici del bar non hanno osato ribattere, ma dagli sguardi era evidente la loro commiserazione. I loro occhi mi dicevano all’unisono:”Povero illuso...”, lo so, sono un illuso e me ne vanto! Adelino Amistadi

La politica italiana è andata in fumo

Sig. Amistadi, il Parlamento, ammesso che ci arrivi, dovrà discutere del nuovo sistema elettorale per poter andare a votare. Ma ho forti dubbi che si combini qualcosa di buono, ormai la politica italiana è andata in fumo, ognuno pensa ai propri interessi, alla propria poltrona, Senatori e Onorevoli hanno l’unico scopo di riposizionarsi per tornare sui loro scranni, basta leggere quel che succede a Trento...La volontà sembra quella di creare una politica sempre più caotica per permettere così ai partiti di fare i propri interessi. Dario Caro amico ha mille ragioni. Ma è un po’ colpa nostra, anzi solo colpa nostra, provi a pensare, senza influenze ideologiche o amicali, come sarebbe ora la situazione politico-economica in Italia se all’ultimo referendum avesse vinto il SI: - Non avremmo più i 315 senatori a prendersi una pila di soldi per non servire a niente, come da decenni detto e ridetto da tutti i partiti. E invece ora stanno festeggiando a champagne. - non avremo più il CNEL e quindi tutti i dipendenti e i funzionari strapagati per fare poco o niente. Ora stanno festeggiando con i Senatori. -Sarebbero scomparse le Province, altro ente che serve solo per clientele elettorali. Escluse le Province a statuto speciale, ovvio. - Si sarebbero regolamentate le competenze fra Regioni, evitando sovrapposizioni con lo Stato e con snellimento della burocrazia. - Non avremmo subito le critiche e le preoccupazioni dall’Europa e dal mondo intero che da sempre ci chiedono riforme, mettendo a rischio la nostra credibilità polito-economica. - Avremmo avuto una legge elettorale, tanto attesa da anni, che avrebbe dato certezza di governabilità, il che non è poco. - Beh, si, avremmo avuto ancora Renzi… Con la vittoria del NO, tutto è rimasto uguale a prima, anzi, peggio! (a.a)


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AGOSTO 2017

Giornaledelel giudicarie agosto 2017  

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