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Giudi iudicarie

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SETTEMBRE 2016 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 14 - SETTEMBRE 2016 - N. 9 - MENSILE

EDITORIALE

Le ragioni del vivere in montagna

Continua a pag. 8

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Renzi-Boschi:siavvicinailreferendum Semplificazione e risparmi per i fautori del Sì. Centralizzazione, protagonismo e pressapochismo per i sostenitori del No. Incontro a Tione col politologo Paolo Pombeni

Il grande appuntamento sull’agenda politica dell’autunno che sta per cominciare sarà quello del referendum costituzionale, che si terrà a novembre (al momento di andare in stampa non è ancora certa la data). Oggetto del quesito referendario sarà la riforma costituzionale cosiddetta Renzi-Boschi, il disegno di legge 12 aprile 2016, che va a modificare il volto istituzionale della Repubblica, eliminando il bicameralismo perfetto, ridefinendo le competenze concorrenti tra Stato e regioni, riformando il Senato e abolendo definitivamente le Province (tranne quelle autonome) e il Cnel.

di Tiziano Salvaterra “Le aree montane rappresentano un peso negli itinerari di sviluppo e di modernizzazione del Paese? Sono territori incapaci di auto-sostenersi e privi di un loro futuro autonomo? Drenano le risorse generate da altri territori? I dati di una ricerca promossa e realizzata da Trentino School of Management e Censis recentemente presentata al Senato della Repubblica, dimostrano il contrario. La montagna presenta performance inaspettate e si caratterizza non come un territorio che tende a riprodurre i dati delle regioni di appartenenza, ma anche come uno “scrigno” di elementi di qualità e di differenziazione. La montagna non solo basta a se stessa quando le si concede di esprimere a pieno questi valori, ma è utile al Paese in una logica di distribuzione equilibrata dei pesi insediativi e di scambio reciproco di elementi differenziali con le grandi aree urbane.” Questa breve introduzione allo studio citato mi hanno fatto riflettere circa il modo con cui nelle nostre comunità si vive l’appartenenza alla vita di montagna ed alle contraddizioni o forse meglio alle diverse posizioni e comportamenti che si riscontrano a livello di generazioni ma anche all’interno delle stesse generazioni.

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Davanti alla chiesa una rotonda

Viabilità Ponte Arche, cambia lo snodo A PAGINA 10

Attualità

Un biodigestore privato in discarica?

A PAGINA 13

I NUOVI SINDACI Porte di Rendena: Pellegrini l’unificatore A pag 11 ATTUALITÀ Fabio e Federico, lieve sia il vostro viaggio A pag 14 ECOFIERA Focus ambiente e rinnovabili Pagg. 20-22

Sanità

Via le guardie mediche da Tione e Campiglio A PAGINA 8

Porto Franco

La vergogna dei ticket sanitari A PAGINA 16

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Rassegna Stampa

SETTEMBRE 2016

RASSEGNA STAMPA AGOSTO 2016

A cura della REDAZIONE

PROVINCIA DALLE GIUDICARIE DALLA E DALL’ITALIA

Debora Andreolli

A Madonna di Campiglio grandi applausi per Noemi e grande partecipazione per la Running In. - A Madonna di Campiglio si è svolta la seconda edizione della “Running In” con 500 partecipanti che, scegliendo tra i tre percorsi di trail running da 6.8 km (non competitivo), 10.7 km (competitivo e non competitivo) e 22.5 km, hanno sfidato il cronometro lungo i panoramici sentieri che si affacciano sulle Dolomiti di Brenta. Poi il concerto in Conca Verde di Noemi che a suon di successi canori ha entusiasmato 2.500 persone. Roncone, il sito freddo di Avalina è ancora uno dei più freddi d’Italia. Raggiunta la temperatura di 34,6° - Con un po’ di ritardo, o meglio “fuori stagione”, sono stati pubblicati alcuni dati dei monitoraggi delle temperature del sito freddo di Avalina, sui monti di Roncone. Il termometro è posizionato a 1964 metri di altitudine, vicino all’omonima malga e già nell’ottobre del 2015 aveva dimostrato di registrare temperature minime ben più basse di altri “siti freddi” posti a quote più elevate. Quest’anno la colonnina del termometro ad Avalina si è fermata a -34,6°C, rilevati il 19/01 alle 06.08 (il record per il sito è di -35,8°C, registrati nel 2013). Val Rendena- Funivie Pinzolo Spa, un ottimo bilan-

cio - Pubblicati i dati del bilancio di Funivie Pinzolo Spa in vista dell’assemblea dell’11 settembre: il miglior bilancio da 20 anni a questa parte, si sfiora finalmente il pareggio. Giudicarie - Grande Guerra, resti di soldato recuperati nel gruppo Adamello - Individuati e recuperati dai carabinieri di Carisolo i resti di un soldato della prima guerra mondiale. Il corpo ormai decomposto, ma con la divisa e parte degli equipaggiamenti ancora quasi integri, sono stati ritrovati al Passo di val di Fumo, a quota 2.920 metri, nel gruppo dell’Adamello, a causa del ritiro del ghiacciaio che per quasi cento anni ha custodito i resti del militare. Le operazione di recupero sono state effettuate sotto la direzione

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 14 n° 9 settembre 2016 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Denise Rocca Comitato di redazione: Matteo Ciaghi, Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Francesco Brunelli, Alberto Carli, Umberto Fedrizzi , Enrico Gasperi, Marco Maestri, Elisa Pasquazzo, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato l’1 settembre 2016 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

della Sovrintendenza dei beni archeologici della Provincia di Trento. Esteriori - Una vacanza speciale a Castel Campo Un «raggio di speranza» per un gruppo di ragazzi malati provenienti dalla Romania. A Castel Campo si sono salutati con un pizzico di emozione dopo una settimana intensa i ragazzi, tutti provenienti dalla Romania, affetti da emofilia, artrite giovanile e malattie oncologiche, oltre al personale medico e ai loro accompagnatori, che hanno trascorso un periodo ospiti nel maniero giudicariese. Tutti assieme hanno dato vita alla seconda edizione del progetto «Camp Ray of Hope: Italian Adventure» (Campo Raggio di Speranza: Avventura in Italia). Ventisei adolescenti e sette, tra medici, infermieri ed accompagnatori, hanno passato una settimana di vacanza e cura al Castello. Il progetto, ospitato a Castel Campo dalla famiglia Rasini, è sostenuto dalla «Fondazione Deutsche Post», dall’americana «Kleh Family Foundation» ma anche dal contributo di tante persone che hanno inviato piccole donazioni. Bolbeno - L’estremo saluto a Gianni Festi - La moglie Carmen, i figli, i famigliari e tutti coloro che gli hanno voluto bene, lo scorso 20 agosto a Bolbeno hanno dato l’estremo saluto a Gianni Festi, che si è spento serenamente nella propria abitazione circondato dall’amore dei suoi cari. Da una vita riferimento nel mondo della caccia, grazie anche alla sua passione e competenza per la disciplina che lo hanno accompagnato per tutta la vita e fatto conoscere ed apprezzare non solo a livello regionale ma anche nazionale e oltre.

Trema l’Italia - Nella notte fra il 23 e il 24 agosto un terremoto di magnitudo 6.0 ha devastato il centro Italia. Le vittime, dopo una settimana dal sisma quando ancora si verificano scosse di minore entità in tutta l’area, sono almeno 290. L’epicentro è nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti, nel Lazio - paese equidistante da Amatrice e Norcia - a soli 4 chilometri di profondità. Ad Accumoli e nella vicina Amatrice si registrano i danni più gravi: il centro di Amatrice è polverizzato, Accumoli è stato cancellato Si scava fra le macerie. Partono soccorsi da tutto il paese: pro loco, volontari, individui e collettivi, l’Italia risponde all’emergenza mettendo in campo iniziative di ogni sorta e raccolte fondi. La Provincia stanzia 242mila euro in formazione e percorsi lavorativi - I finanziamenti sono destinati agli enti formativi per la presentazione di progetti finalizzati a reinserire circa 50 giovani fra i 15 ed i 18 anni all’interno di percorsi scolastici e formativi. Lo scopo della formazione è sì il conseguimento del titolo di studio del secondo ciclo ma anche la creazione di competenze del giovane utili ad ottenere un lavoro. La scadenza per la presentazione dei progetti formativi è fissata alle ore 12.30 di martedì 27 settembre 2016

Orgoglio trentino ai Giochi Olimpici - L’argento conquistato dalla trentina Francesca Dallapè, nei tuffi sincro insieme a Tania Cagnotto, l’atleta altoatesina che ha portato a casa anche una medaglia di bronzo sono il picco più alto della partecipazione trentina alle Olimpiadi di Rio. Ma c’erano anche quattro giocatori della Trentino Volley nella nazionale maschile di pallavolo - Filippo Lanza, Massimo Colaci, Oleg Antonov e l’altoatesino Simone Giannelli - e altri quattro, infine, i trentini ai Giochi Olimpici: Giordano Benedetti negli 800 metri, Silvano Chesani per il salto in alto, Yuri Floriani per i 3.000 siepi e Ruggero Tita per la vela classe 49er. Incentivi energetici estesi a soffitte e abitazioni A/7 - La giunta provinciale ha allargato gli incentivi per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione saranno allargati non solo agli edifici ma anche ad interventi che riguarderanno soffitte e abitazioni classificate A/7. Ulteriori 5 milioni di euro erano già stati destinati per sostenere un’iniziativa che sta registrando un’ottima risposta da parte dei cittadini proprietari di case. A fine agosto sono 1099 le domande presentate agli uffici provinciali; ne sono state esaminate già quasi 800 e 667 di esse sono state ammesse a contributo. Il valore medio dei lavori am-

monta a 86.000 euro, che moltiplicati per 667 porta a stimare un indotto vicino ai 60 milioni di euro Il presidente Mattarella in Trentino - È stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a pronunciare la lectio degasperiana di quest’anno. A Pieve Tesino, su invito della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione De Gasperi, a settant’anni dall’Accordo de Gasperi-Gruber, il Presidente Mattarella ha voluto sottolineare che l’Autonomia non è un privilegio immeritato, quanto piuttosto un’esperienza preziosa che richiede responsabilità. Comuni: 34 diffidati dalla Provincia per la mancata o parziale attuazione delle Gestioni associate - I comuni che non hanno scelto la strada delle fusioni e che ancora non hanno firmato le convenzioni per almeno due delle funzioni per le quali è previsto l’obbligo di gestione associata - e che dovevano farlo entro il 31 luglio scorso - hanno ora 45 giorni di tempo per farlo. Qualora le amministrazioni non trovassero un accordo sulle gestioni associate, la giunta provvederà alla nomina di commissari che si sostituiranno ai consigli comunali nell’approvare i provvedimenti al posto delle amministrazioni inadempienti.

Sfoglia il Giornale delle Giudicarie su www.giornaledellegiudicarie.it Si ricorda che è possibile sfogliare il Giornale delle Giudicarie sul sito www. giornaledellegiudicarie.it aggiornato ogni mese con le notizie più importanti che accadono in Giudicarie.


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SETTEMBRE 2016 Semplificazione e risparmi per i fautori del Sì

Politica

Renzi – Boschi: una riforma costituzionale controversa Centralizzazione, protagonismo e pressapochismo per i fautori del No

Un percorso lungo, quello della riforma costituzionale, invocata e tentata da almeno da 20 anni (basti ricordare il fallimento della Bicamerale guidata da d’Alema nel 1996 o del referendum sulla riforma Berlusconi del 2006) e che ha richiesto due anni e quattro giorni di percorso parlamentare (il ddl fu presentato l’8 aprile 2014) e 173 sedute complessive del Parlamento. Con l’ok della Camera del 12 aprile vede dunque la luce una riforma attesa, approvata con 361 sì, 7 no e 2 astenuti, con i Deputati delle opposizioni rimasti fuori dall’Aula per protesta. Meno dei due terzi dei voti necessari per approvare una riforma costi-

Il grande appuntamento sull’agenda politica dell’autunno che sta per cominciare sarà quello del referendum costituzionale, che si terrà a novembre (al momento di andare in stampa non è ancora certa la data). Oggetto del quesito referendario sarà la riforma costituzionale cosiddetta Renzi-Boschi, il disegno tuzionale e dunque per questo il testo sarà oggetto di referendum costituzionale. Senato. Se il referendum confermasse la riforma, l’assetto istituzionale ne uscirebbe profondamente innovato. La Boschi-Renzi punta tanto sull’eliminare di fatto il bicameralismo perfetto, ossia il doppio passaggio che i disegni di legge debbono fare tra Camera e Senato causando

lungaggini e raddoppio della spesa. Il nuovo Senato, infatti, passerebbe da 315 a 100 senatori, che saranno non più elettivi, ma 74 consiglieri regionali individuati in ambito locale e 21 sindaci (più 5 di nomina presidenziale), tutti senza indennità di carica, ma solo con rimborso spese per le sedute alle quali parteciperanno. Si riducono drasticamente le competenze del Senato, che

di legge 12 aprile 2016, che va a modificare il volto istituzionale della Repubblica, eliminando il bicameralismo perfetto, ridefinendo le competenze concorrenti tra Stato e regioni, riformando il Senato e abolendo definitivamente le Province (tranne quelle autonome) e il Cnel. diventa organo a parere consultivo su materie che riguardano i rapporti Stato-Regioni (qui Palazzo Madama ha poteri più significativi, ma la Camera può comunque sovrastarlo, votando a maggioranza assoluta), di valutazione delle politiche pubbliche e sui rapporti tra Stato e Unione europea. La fiducia al Governo la voterà solo la Camera, eliminando i problemi di stabilità e di mag-

gioranze risicate al Senato che hanno contraddistinto la storia repubblicana; allo stesso modo sarà la sola Camera a votare la legge di Bilancio e il rendiconto consuntivo, divenendo così ancora più “blindata” in caso il Governo ponga la fiducia. Importante anche l’istituzione del “voto a data certa” per quei provvedimenti che il Governo ritiene urgenti, da sottoporre a votazione entro 70 giorni. Costi della politica. Detto del Senato e della cancellazione di 315 senatori e relative indennità, i tagli di maggiore spessore ipotizzati dalla riforma riguardano gli assetti locali. Il testo prevede infatti l’abolizione totale delle Province (tranne quelle autonome di Trento e Bolzano), completando la riforma avviata da Monti nel 2012 ed eliminandone anche il riferimento in Costituzione. Viene poi sancito in Costituzione il divieto di rimborso elettorale ai gruppi regionali. Infine, si prevede l’abolizione del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ente di rilievo costituzionale composto da 64 rappresentanti che già da tempo appare anacronistico e privo di reali competenze. Revisione dei rapporti Stato-Regioni. La riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, prevedendo le cosiddette competenze “concorrenti” tra Stato e Regioni, ha aperto la strada a numerosi contenziosi sulla titolarità delle stesse competenze, che hanno intasato la Corte Costituzionale sulla quale sono “piovute” impugnazioni, oltre a bloccare per anni leggi e provvedimenti. Con il nuovo assetto, lo Stato si riappropria delle materie considerate fondamentali e che debbono avere una trattazione unitaria, come infrastrutture strategiche, porti ed aeroporti civili, turismo e tutta la tematica di produzione, distribuzione e trasporto dell’energia. In più vengono precisate ed elencate le materie che saranno in capo alle Regioni, mentre prima la norma si limitava ad individuare quelle “non espressamente riservate alla legislazione dello Stato”. Infine, è prevista una clausola di supremazia a favore dello Stato nel caso sia in pericolo l’interesse nazionale. Critiche. Come dicevamo sopra, nonostante semplifica-

zione e tagli alla spesa siano temi di cui si discute da diversi anni (e peraltro raccomandati dai “saggi” nominati dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano e dal premier Enrico Letta nel 2013) è forte anche il fronte della critica verso la riforma, che mette in campo anche nomi autorevoli. Che, oltre alle opposizioni al governo Renzi, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, assomma anche alcuni componenti della minoranza del Pd, con Gianni Cuperlo e Massimo d’Alema in testa. Le critiche mosse alla riforma sono riferite non tanto agli obiettivi dichiarati, semplificazione e risparmi di spesa, ma piuttosto alle modalità previste dalla legge per attuarle: in particolare si rimprovera al testo di legge di re-introdurre una logica centralista, sottraendo importanti competenze alle regioni, quelle che la riforma del 2001 aveva individuato come “concorrenti”, tanto che alcuni costituzionalisti l’hanno definita “controriforma” rispetto al decentramento attuato invece con la modifica del Titolo V (ma un’altra scuola di pensiero critica la riforma perché ha lasciato troppe competenze alle regioni e avrebbe invece dovuto incidere maggiormente anche su quelle “esclusive”); un secondo passaggio riguarda la natura del nuovo Senato e qui le critiche si appuntano sulla sua natura “ibrida”, non essendo eletto dai cittadini e non potendosi definire correttamente Senato “delle regioni”. Altri analisti sottolineano invece come la cancellazione di fatto del Senato come è stato pensato dai costituenti e come è esistito in questi quasi 70 anni, rappresenti un passaggio pericoloso, in quanto esso rappresentava nelle idee dei Padri della Repubblica, una camera di “garanzia” della democrazia, con il bicameralismo perfetto che veniva veduto come una tutela contro possibili derive autoritarie, dopo l’esperienza del Fascismo. In questo senso, altre critiche sollevate dal fronte del “no”, riguardano poi il presunto troppo potere attribuito al Governo, dovendosi rapportare ad una sola Camera per ottenere la fiducia. Sul versante del “come” della riforma, alcuni criticano il troppo protagonismo del Governo nella realizzazione della riforma, mentre altre voci, infine, mettono nel mirino la qualità stessa del nuovo testo normativo, giudicata modesta, soprattutto in rapporto al tema particolarmente delicato di cui si occupa. (r.s.)


Primo Piano

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Gestione associate, ora si parte davvero Dal 1 agosto al via nei comuni non fusi i servizi gestiti in modo associato. Con alcune perplessità

Walter Ferrazza: «Garantire il front office»

Monica Mattevi: «Necessario ragionare in un’ottica intercomunale e sovracomunale»


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Politica

SETTEMBRE 2016

Paolo Pombeni, politologo, sarà a Tione il 12 settembre per presentare il suo libro “La questione costituzionale in Italia”

«Riformarelacostituzioneèunpassaggiostorico» Che momento è quello attuale in questa storia? E’ un momento di grande importanza, un passaggio a suo modo storico. In autunno i cittadini italiani saranno chiamati a scegliere attraverso il referendum se cambiare in modo significativo la Costituzione e – di riflesso – l’assetto istituzionale del nostro Paese. Quali sono a suo avviso i passaggi più significativi della riforma? Dal punto di vista storico/ politico, il passaggio più importante è quello di portare a compimento quello che è stato il processo costituente che in Italia evidenzia due grandi questioni: una riguarda la prima parte della costituzione, quella sui principi, i diritti civili ed i valori della democrazia, che rappresenta un punto alto della produzione legislativa e non viene toccata dalla riforma. La seconda parte della Costituzione, quella oggetto di riforma, riguarda invece gli strumenti per attuare questo tipo di democrazia repubblicana, che rappresentava qualcosa di nuovo nel Dopoguerra. Rispetto a questi aspetti tra i Costituenti non si riuscì a trovare un vero e proprio accordo (che invece si trovò sulla prima parte) perché c’erano diffidenze reciproche e si veniva dall’esperienza drammatica della dittatura: ecco allora che nacque una specie di compromesso, che si reggeva solo sull’allora influenza dei partiti di massa. Fin da subito fu però chiaro che si trattava di un accordo che si

Paolo Pombeni, storico e politologo, professore emerito dell’Università di Bologna e direttore dell’Istituto italo-germanico di Trento, è fra gli studiosi di Costituzione schierati per il sì alla riforma costituzionale. Nato a Bolzano, conosce bene la situazione della autonomia trentina e il 12 settembre prossimo, alle 20.30, sarà a Tione nella sala riunioni del

Paolo Pombeni

sarebbe dovuto rivedere in seguito. Ora che succede con la riforma? Oggi si prova a portare a compimento questa revisione. Due aspetti principali toccati dalla riforma sono il ruolo della seconda Camera e del rapporto tra potere centrale e poteri locali. Sul primo aspetto la soluzione di allora fu quella di individuare una composizione diversa per il Senato, che doveva operare su un livello diverso “di riflessione” e per differenziarlo dalla Camera si trovò il parametro astratto dell’età, stabilendo che per essere Senatori occorrevano i 40 anni (e 26 per essere elettori). Una soluzione molto modesta, che però fece accantonare il principio originario (la Costituente aveva all’inizio auspicato una composizione di consiglieri regionali e sindaci). Da questo punto di vista si è cercato con la riforma di trovare un sistema che ri-

spondesse a queste istanze di differenziazione di identità e di competenze delle Camere attraverso due principi: una rappresentanza diversa (i nuovi senatori saranno consiglieri regionali e sindaci) e il fatto di togliere al Senato il potere politico, ossia quello di dare la Fiducia al governo. Un passaggio importante che spinge la seconda camera a svolgere un ruolo di tipo legislativo, mentre finora aveva un ruolo solo politico, spesso pure in contrapposizione con la Camera. Poi c’è la questione del nuovo riparto di competenze fra Stato e Regioni, che fa parlare i critici di “centralizzazione”. Si tratta di una parte complessa della riforma. Si basa sostanzialmente sul presupposto che un Paese come il nostro non può permettersi di avere 21 politiche differenti (le 19 regioni e le 2 province autonome) in alcuni campi che sono invece di interesse

municipio per presentare il suo libro “La questione costituzionale in Italia”. Sarà ovviamente quella anche l’occasione di parlare di referendum. Anticipiamo la serata con questa intervista. Professor Pombeni, nel suo recente saggio, edito da Il Mulino, passa in rassegna la storia della questione costituzionale in Italia. generale, come i trasporti, il turismo, le politiche energetiche. Con l’attuale configurazione del federalismo, eredità della riforma costituzionale del 2001, vi sono in queste materie discipline molto disomogenee (anche fra regioni confinanti), duplicazioni di enti, controlli e burocrazia, e anche una certa dispersione di risorse economiche. Senza contare le centinaia di ricorsi sulle competenze concorrenti che – proprio perché materia che per sua natura si presta ad ambiguità – stanno bloccando il sistema di rapporti Stato-regioni. Per questo ritengo che non si tratti di togliere poteri alle regioni ma piuttosto di razionalizzare alcune materie di interesse generale, con la garanzia che comunque passeranno dal Senato delle Regioni che dunque vigilerà affinché non vi siano soprusi tra centro e periferie. Tra gli aspetti della nuova riforma che Lei ha avuto modo di evidenziare ci sta anche quello della velocizzazione della produzione legislativa Sì, mi sembra un aspetto molto qualificante della riforma, cioè quello di porre limiti temporali per l’approvazione delle leggi, specie quelle di maggiore interesse e strategiche. Questo fattore

dovrebbe avere la positiva ricaduta di diminuire sensibilmente il ricorso ai decreti legge, procedura in continua crescita negli ultimi 20 anni che crea evidentemente dei problemi al sistema democratico. Nel suo nuovo ruolo il Senato potrà fare osservazioni ma non tenere in scacco la Camera, poiché deve farle in un tempo determinato. E’ positivo poi il fatto che il Senato avrà comunque un importante potere di controllo della pubblica amministrazione, e ritengo questo aspetto molto significativo, nel senso che se saprà correttamente esercitarla potrà diventare una competenza strategica. Per il Trentino si parla molto del futuro dell’autonomia: come la vede nella prospettiva della nuova riforma? La premessa è che si parla di Trentino, ma anche delle altre specialità, molto diverse fra loro ed anche gestite in modo differente. La normativa, infatti, deve essere unica ed omogenea, ma i caratteri della riforma sottolineano innanzitutto che il Trentino Alto Adige avrà un’ampia rappresentanza in Senato, con 4 Senatori su 100 (2 sindaci e 2 consiglieri regionali, mentre oggi sono 7 su 315), dunque sovra-rappresentato in relazione alla popolazio-

ne; per questo, se saprà mandare a Roma persone valide, avrà buone carte in mano. Inoltre, il Trentino Alto Adige deve mostrare la sua “specialità” peculiare anche fra le regioni autonome, facendo una riforma completa e intelligente dello Statuto, grazie al lavoro delle due Consulte, con la grande opportunità di esprimere e fare emergere la volontà profonda della comunità regionale e dunque dare un segnale forte anche a livello politico. Alcuni critici sostengono che la riforma “si poteva fare meglio”. Cosa ne pensa? Beh, come sempre le leggi sono specchio dell’organo che le produce. Immaginarsi che questo Parlamento facesse un capolavoro di riforma era oggettivamente difficile. Però le leggi vanno contestualizzate, non vanno interpretate come nude lettere ma nel loro spirito. Per questo dico che occorre prendere il buono che pure c’è in questa riforma, che rappresenta di certo un passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Tenendo presente anche che se questa riforma non si fa ora, difficilmente si potrà fare prima di un decennio. In più l’ipotesi che agitano molti sostenitori del “no” di dare vita, dopo il referendum, ad una nuova assemblea costituente è certamente bislacca perché presuppone che la Costituzione non funzioni più e sia da rifare. Anche la prima parte, quella dei diritti, che è al contrario quella sempre agitata quale vessillo dal fronte del no. (r.s.)

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Primo Piano

SETTEMBRE 2016

Sforbiciata al servizio di continuità assistenziale trentino: da 33 presidi territoriali a 20

Stop alle guardie mediche di Tione e Madonna di Campiglio di Denise Rocca

La misura riduttiva era già stata annunciata dall’allora assessora Donata Borgonovo Re, oggi è passato del tempo – pillola amara solo rinviata - ma non è cambiato nulla nella sostanza dei fatti: la riduzione di presidi e organici per quello che è il servizio di assistenza continuativa sul territorio provinciale è del 30%. Sulle sedi periferiche si è sollevata la protesta dei sindaci interessati, che non è ancora placata, mentre in termini di risorse umane i medici “tagliati” sono perlopiù precari: niente di alternativo per loro, ma sul tema solo la promessa che le 108 guardie mediche rimanenti nel sistema sanitario trentino saranno stabilizzate. Le ragioni delle decisioni di piazza Dante sono tutte nei numeri: secondo una disposizione nazionale che la Provincia ha recepito il apporto ottimale tra medici e bacino di utenza è di uno ogni 5.000 residenti, quindi è arrivato il mandato all’Azienda sanitaria di procedere alle riduzioni dove questo

Continuano i tagli al settore sanitario per il Trentino: questa volta tocca alle guardie mediche le quali, sia in termini di organico che di presidi territoriali, subiscono una riduzione del 30% per un risparmio calcolato in 2,5 milioni di euro al-

l’anno. In termini numerici si passa da 33 presidi sparsi sul territorio a 20 con due sedi (Malè ed Andalo) che diventano operative durante la stagione turistica, e da circa 150 guardie mediche operanti in Trentino si passa ad un centinaio.

«Parlando di guardie mediche, spesso emerge un fraintendimento di fondo. Deve essere chiaro che queste figure non vanno consultate in caso di urgenza ed emergenza, ma semplicemente in assenza del medico di base. Per le urgenze esistono Pronto soccorso e 118». Luca Zeni Assessore provinciale alla Sanità rapporto non era rispettato e indicare chi chiude e chi rimane fra gli ambulatori di continuità assistenziale provinciali: il Distretto Centro Sud, al quale le Giudicarie fanno riferimento, ha avuto una

riduzione da 12 a 7 sedi, mentre i medici passano da 49 a 36. Due fra i presidi chiusi sono giudicariesi - Tione, contando sulla presenza dell’ospedale e del suo pronto soccorso, e quello stagionale

di Madonna di Campiglio – per una riduzione di 4 medici. A chiudere, oltre ai due giudicariesi, sono poi: Fiemme-Cavalese, Primiero-San Martino di Castrozza, Bassa Valsugana-Pieve Tesino, Alta

Valsugana-Levico, Alta Valsugana-Baselga di Pinè, Denno, Cles, Cembra-Segonzano, Lavarone, Mori, Arco e Bezzecca. L’assessore Zeni ha portato a supporto dei tagli

al servizio le cifre: in diciassette delle sedi distribuite sul territorio, nell’arco delle 12 ore di attività vengono registrati meno di 4 interventi – che comprendono la semplice telefonata, la visita ambulatoriale o a domicilio -, ma il costo connesso per il loro mantenimento è di 200mila euro annui, secondo i dati provinciali e dell’Azienda sanitaria. Un rapporto costo-beneficio non ritenuto più sostenibile in piazza Dante. Dall’assessorato tagliano, ma promettono: “La provincia punta ad ampliare la rete delle piazzole dedicate all’elisoccorso nelle valli- ha dichiarato Zeni affinché sia più facile intervenire in caso di emergenza anche di notte”. I dati relativi a quest’anno aggiornati a fine luglio 2016, parlano di 1.218 interventi per gli elicotteri di Trentino Emergenza e di 28 casi nelle quali non hanno potuto levarsi in volo a causa di condizioni meteo avverse. Dati che secondo l’assessorato sono di rassicurazione per i cittadini.

L’EDITORIALE di Tiziano Salvaterra

Continua dalla Prima E mi sono chiesto cosa si deve fare, cosa devo fare, per dare un contributo affinché queste nostre valli possano tenere il passo con quanto sta accadendo altrove. Per cercare di essere essenziale procedo per punti: 1. Molti giovani decidono di andar via; anzi il numero è crescente e non solo fra i laureati ma anche da parte di chi ha concluso le scuole superiori, convinti che la realizzazione personale passa nello spendersi in luoghi ampi, nelle aree urbane dove maggiori sono le opportunità. E cosi il sistema giudicariese cerca giovani laureati (specie in Economia ed Ingegneria) che non si trovano, forse perché non ci sono o forse perché non si riescono ad intercettare. 2. Vi sono invece decine di giovani giudicariesi che da soli hanno attivato iniziative imprenditoriali (molti senza alcun aiuto pubblico) e che hanno deciso di spendere la loro vita in queste valli ri-

Le ragioni del vivere in montagna tenendo che qui sia il luogo dove meglio possono valorizzare talenti, vocazioni e conoscenze. Molti di questi sono laureati in discipline che sembrano estranee alla loro attività ( ma forse non è vero perché la conoscenza comunque aiuta sempre). Sono iniziative che per lo più passano quasi inosservate, raramente prese in considerazione anche dalle istituzioni, eppure generano reddito, valore aggiunto, stimolano pensieri positivi verso il futuro. 3. Chi viene a visitare o a soggiornare nelle nostre borgate evidenzia in continuazione la bellezza del paesaggio, la pulizia del territorio, la qualità dei servizi offerti, mostrando un atteggiamento positivo verso il nostro territorio ed indicando come fortunati coloro che vivono

in queste comunità. 4. All’opposto non è raro il caso di adulti residenti che invece manifestano una posizione negativa rispetto alla vita ed al futuro delle nostre comunità prive, a loro modo di vedere, di opportunità significative per le nuove generazioni. Questa impostazione ha generato un sentimento pessimista che ostacola lo sviluppo e sembra talvolta contagiare le istitu-

zioni, il sistema produttivo i mondi vitali dell’associazionismo e del volontariato 5. Sistematicamente si sperimenta (specie le nuove generazioni) come la tecnologia, se adeguatamente utilizzata, accorcia le distanze con il resto del mondo senza far perdere l’identità del proprio ambiente di vita. Essa rappresenta quindi una importante opportunità per poter coniugare gli elementi

positivi del vivere in montagna con le debolezze dell’essere periferici rispetto alle grandi aree urbane e metropolitane Di fronte a queste considerazioni, ognuna delle quali presenta aspetti reali e degni di considerazione, è necessario interrogarsi sia sul piano personale che a livello di comunità (dai piccoli paesi all’intera comunità giudicariese) per capire quali comportamenti assumere, quali iniziative attivare, consapevoli che il dopo crisi non è un ritorno al passato ma la costruzione di un modo diverso di vivere le relazioni e di utilizzare le risorse disponibili. Per fare ciò bisogna avere il coraggio sul piano personale di acquisire gli strumenti per leggere in maniera serena ma concreta la realtà evitan-

do pregiudizi , i “si dice”, analisi approssimative ed emotive oppure basate solo sulla propria esperienza, mentre a livello comunitario diventa importante mettersi intorno ad un tavolo, con l’aiuto di persone che hanno conoscenze ed esperienze superiori o comunque diverse dalle nostre, per cercare di capire il nostro tempo e farsi delle idee sul futuro. E non si dica che sono le solite chiacchiere. Senza le idee i comportamenti diventano ripetitivi, sterili, incuranti del nuovo che avanza ed è solo dalle idee proprie o mutuate da terzi e adattate al proprio contesto che possono sgorgare nuove “cose” che aiutano le persone e le comunità a compiere un piccolo passo in avanti, evitando di rimanere indietro rispetto a quanto accade altrove.


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Apsp, l’accorpamento non convince LA CORRETTA GESTIONE

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Attualità

SETTEMBRE 2016

L’incrocio davanti alla chiesa diventerà una rotonda

Viabilità Ponte Arche, cambia lo snodo Prevista una spesa di 700mila euro. Gli appalti alle ditte arrivano a settembre La giunta di Comano Terme ha approvato il progetto dei lavori di arredo urbano della Piazza “Unione dei Comuni” a Ponte Arche, come l’ha definita il Master Plan per la località turistica delle Esteriori, quella cioè sulla quale si affacciano la chiesa, il comune, il Consorzio elettrico e la cassa rurale. Fu chiamata così per ricordare l’avvenuta fusione fra i comuni di Bleggio Inferiore e Lomaso: un momento storico per la località che le ha dato una gestione amministrativa unitaria e si è rivelata, alla luce delle tante fusioni che sono succedute, una scelta lungimirante. Da incrocio quale è attualmente diventerà una rotatoria. Al posto di quello che ora è infatti lo snodo davanti alla chiesa del paese verrà invece realizzata una rotonda, alla congiunzione della S.S. 421 dei laghi di Tenno e Molveno e la S.S. 237 del Caffaro, un punto chiave per

Il progetto per la nuova rotatoria di Ponte Arche, destinata a sostituire l’incrocio davanti alla chiesa del

la viabilità locale che potrebbe dare una mano anche nella risoluzione dei malumori e dei problemi legati alla deviazione temporanea dal paese che tante proteste ha suscitato in estate: con la

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rotonda, l’accesso fra la rurale e il Ceis potrebbe essere a doppio senso perché più agevole e non più pericoloso, permettendo un rientro in paese più veloce qualora la deviazione del traffico dal

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paese, dopo qualche difficoltà tecnica è arrivato al termine ed è tempo di appalti.

ponte dei servi fosse una soluzione anche per il futuro. La progettazione, fino all’esecutivo consegnato in comune, è stata curata dall’ingegnere Ignazio Fusari e l’opera ha un budget com-

plessivo di 700mila euro. Oltre alla viabilità, la nuova rotonda è funzionale ai lavori di sistemazione del sagrato della chiesa di Ponte Arche, al momento poco accogliente, che guadagnerà invece un po’ di spazio sia verso la statale che a monte con la sistemazione anche della collinetta che nell’insieme dovrebbe cambiare volto all’ingresso della chiesa. Nel progetto viene ridotto il verde di fronte al municipio per permettere il corretto scorrimento delle auto sulle statali che lì si incrociano, inoltre è previsto un allargamento della carreggiata necessario a sistemare l’uscita più vincolante tecnicamente che è quella fra la rurale e il Ceis dalla quale si accede alle scuole medie. Le criticità di quel punto sono una curva netta, poco

agevole per le corriere che transitano quotidianamente per portare gli studenti, e al contempo una visibilità al momento ridotta nell’uscita dai parcheggi a servizio della banca. Con la riduzione del giardino municipale si è ovviato a questi problemi salvaguardando i parcheggi della rurale. Approvato in linea tecnica il progetto e affidata all’ingegnere Fusari la direzione lavori, il comune spera in un’assegnazione dei lavori entro fine mese una partenza ideale dei lavori alla fine della stagione turistica, in ottobre. Tempi che come spesso accade nel pubblico possono subire ampie variazioni: questo progetto, avviato dalla passata amministrazione di Comano Terme, avrebbe dovuto secondo i tempi indicati allora, essere realizzato entro la fine del 2015. Attualmente, si guarda agli inizi del 2017 per l’operatività. Denise Rocca

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Attualità

Problemi? Mi sto allenando a gestire la burocrazia. I carichi di lavoro per i dipendenti sono notevoli, la fusione ha provocato quest’onere aggiuntivo; con il tempo senza dubbio la razionalizzazione dovrebbe portare a un miglioramento. Le lamentele dei cittadini sono legate alla scomodità di uffici non accentrati, ma che

Enrico Pellegrini, il sindaco alle Porte E

di Enrico Gasperi nrico Pellegrini è primo cittadino del comune di Porte di Rendena. È stato eletto l’8 maggio 2016.

lavorano nei diversi abitati e con competenze diverse. La segreteria sta portando avanti un lavoro encomiabile, paradossalmente siamo sottodimensionati come personale. Altri problemi li incontreremo sicuramente nell’unificazione delle tariffe: per trovare l’armonizzazione di queste dovremmo muoverci nel mezzo, per cui ci saranno casi di qualcuno che si vedrà aumentare le tasse, altri che se le vedranno diminuire… Com’è la situazione economica del nuovo comune? Decisamente buona, perché a livello ordinario siamo per-

Ci accoglie in municipio un giovedì sera. La sua era l’unica lista presente. Hanno votato il 64 % degli elettori.

LA SCHEDA Enrico Pellegrini Nascita: 02.01.1979 Famiglia: convivo con Sonia Studi: diploma geometra Lavoro: tecnico comunale a Tione di Trento Hobby: volontariato (vigili del fuoco, istruttore gruppo allievi) Piatto preferito: strangolapreti Musica: autori italiani e musica popolare Letture: purtroppo ora leggo solo normative, decreti e circolari, oltre a giornali quotidiani Vacanze: mi piace visitare l’Europa, prediligo le zone di mare. Stipendio da sindaco: 1701 euro lordi Uno sogno nel cassetto: riuscire a eliminare il campanilismo conservativo nelle nostre comunità Carriera politica: sono stato consigliere comunale di maggioranza dal 2000 al 2005. Dopo questa esperienza vedrò se è opportuno proseguire. Se il lavoro e i risultati saranno positivi ci sarà un dopo; altrimenti lascerò perdere fettamente allineati e nello straordinario c’è del margine dovuto a opere non realizzate negli scorsi anni. Diciamo che c’è un fondo cassa piuttosto consistente. E le nuove Asuc? C’erano tre Asuc storiche, a Villa, Javrè e Verdesina. Da gennaio c’è anche a Darè, a Vigo è in arrivo. Non è un peccato fondersi per dividersi di nuovo? Alcune già c’erano, sulle nuove vivo con serenità la cosa. Ammetto che è un peccato che si debbano sostenere costi di gestione ulteriori a carico della comunità per

tenere divise le cose. Fondamentale a questo punto è che ci sia una buona collaborazione tra Asuc e Comune. A Vigo, all’ultima riunione, i relatori hanno detto che l’Asuc nasce per gestire l’uso civico, una storia di secoli. Questo è giusto. Però si crea un ente intermedio che ha costi, ma non certo maggiori entrate. Dicevo degli ottimi rapporti: abbiamo iniziato con l’unificare i permessi per le strade da monte, anche se resta l’obbligo della marca da bollo. Ecco, questo è un aspetto positivo: quando saranno le 5 Asuc ad accordarsi per gestire la cosa non ci sarà

più l’obbligo della marca e si potrà raccogliere un contributo inferiore che andrà integralmente a favore della manutenzione delle strade della montagna. Un elemento di critica alle precedenti legislature A me non piace criticare il lavoro degli altri. Se posso muovere un appunto, una cosa che poteva essere curata meglio era quella del passaggio di consegne alla nuova comunità unitaria. Alle precedenti giunte, in generale, forse la mancanza di una visione più lunga: la costruzione di opere inutili o molto costose che immaginando una futura fusione si potevano magari evitare. Perché nessuno dei precedenti amministratori si è presentato alle elezioni, dopo aver tanto lottato per la fusione? Dovrebbe chiederlo a loro. È un peccato che le maggioranze dei tre paesi non siano riuscite a esprimere nemmeno una lista. Io personalmente ho costruito il mio gruppo puntando sulla novità e sul cambiamento, mantenendo comunque due elementi di esperienza. E invece cosa riconoscete di positivo? Certamente essere arrivati alla fusione. Potevano esserci dei dubbi sul referendum, ma la cosa è andata bene, c’è

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stato buon senso. Anche vedendo adesso i comuni rimasti “soli” e le difficoltà legate alle gestioni associate, veramente impegnative. Alcuni addirittura hanno “rinunciato”, le fanno fittizie, con il personale che è rimasto nei rispettivi comuni. Non c’è opposizione? Come le sembra? È stato un peccato non avere un’alternativa durante le votazioni, una sana competizione elettorale. Questo è vero. Ora però, avendo tutte queste problematiche legate alla fusione, mi chiedo spesso cosa sarebbe successo. In caso di minoranza collaborativa si sarebbe lavorato, ma altrimenti l’attività si sarebbe arenata su troppi argomenti. Così c’è facilità di comunicazione. Tutti sono al corrente di tutto, e conoscono argomenti e decisioni. Il periodico di Porte di Rendena è in fase di decollo? Va fatta la commissione con redattore e direttore. Dobbiamo anche personalizzare il sito web perché l’attuale non è soddisfacente. Non mi risulta che prima avesse tessere di partito. Ora? Non ho mai avuto tessere di partito, di regola valuto le persone. In questi 3 mesi devo però ammettere di aver conosciuto persone in ambito politico provinciale molto disponibili, la cosa mi ha piacevolmente e positivamente sorpreso.

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Ora come sta andando? Quali gli obiettivi primari? Ci siamo insediati. La priorità che ci siamo dati è quella di portare avanti e completare i lavori già avviati dalle precedenti amministrazioni (l’acquedotto dell’abitato di Darè, l’illuminazione pubblica tra Villa e Verdesina, il magazzino comunale accanto al CRM). Stiamo anche programmando nuove opere (la più importante è l’adeguamento normativo e finalizzato al risparmio energetico del centro scolastico di Darè). Ma il lavoro più impegnativo che ci aspetta è quello di unificazione dei regolamenti rifiuti, cimiteriali, Imis, pulizia e igiene urbana, statuto. Faremo inoltre a breve un concorso di idee aperto a tutti per lo stemma e il gonfalone, il nome ormai c’è e non verrà messo in discussione. L’altro obiettivo importante è quello di concentrare tutto in un’unica sede municipale, per garantire un servizio migliore, più efficiente e realizzare economie di scala e un più razionale utilizzo del personale. Vogliamo impegnarci infine per creare una comunità unica, nel rispetto delle tradizioni e della storia passata, ma senza pericolosi e rigidi campanilismi.

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Porte di Rendena, una fusione da collaudare

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Abbiamo raggiunto il quorum in tutti e tre gli ex comuni; il fatto che ci fosse una sola lista e che qualcuno avesse anche remato contro rappresentava un rischio. Ma è andata bene. Anzi, oltre le previsioni.

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Attualità

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Pisa, Hellas Verona e Bayern Monaco Under 14 sui campi di Storo e Roncone

La stagione dei ritiri calcistici in Valle del Chiese Paolo Maldini in visita per il Milan Allievi

Notevoli le ricadute del ritiro a Storo del Pisa di Rino Gattuso della seconda metà di luglio, che ha portato al seguito centinaia di tifosi che hanno affollato le strutture ricettive, alberghi, agritur e affittacamere della Valle del Chiese, ma anche ristoranti ed esercizi pubblici, con generale soddisfazione degli operatori turistici, segnalando come lo strumento dei ritiri rappresenti una risorsa importante nel turismo locale, con ricadute dirette in presenze e indirette, contribuendo a far conoscere la Valle. Positivo in questo senso anche il fatto che diversi fra i tifosi del Pisa siano ritornati sotto Ferragosto per un supplemento di vacanza, dimostrando così di aver gradito l’ospitalità locale.

Si è chiusa con un bilancio decisamente positivo la stagione dei ritiri calcistici nella Valle del Chiese che ha visto alternarsi sui campi di Storo e Roncone, Pisa, Hellas Più contenuto a livello di tempi e pure condizionato da maltempo è stato il ritiro dell’Hellas Verona, sempre al Grilli di Storo, che, comunque, grazie al forte seguito di cui da sempre gode la squadra, ha saputo essere importante volano di conoscenza della Valle del Chiese in un bacino, quello veneto, importante in termini turistici. Infine, il ritiro a Sella Giudicarie, con il campo da calcio di Roncone che ha ospitato la squadra Under 14 del Bayern Monaco, potenza mondiale del calcio ed uno dei club più

seguiti in assoluto in tutto il mondo: i giorni di preparazione dei ragazzi sono stati positivi, con reciproca sod-

Verona e Bayern Monaco Under 14 e della Primavera dell’Hellas Verona facendo segnalare presenze di pubblico e arrivi in valle a seguito delle squadre.

disfazione, il che sottolinea anche la qualità della struttura ospitante, visto che i bavaresi, anche per i loro

Italo Gilmozzi

giovani, cercano sempre il meglio. A testimoniare questa circostanza va segnalata la visita (inattesa) di una leggenda del calcio come Paolo Maldini che, in viaggio verso Pinzolo per il ritiro del Milan Allievi, dove gioca il figlio, nel vedere gli striscioni che segnalavano il ritiro del Bayern ha voluto visionare una parte di allenamento per verificare se la struttura potesse essere adeguata per ospitare il ritiro del Milan nel 2017. Il 28 agosto, puntuali, emissari del club rossonero hanno visionato campo e strutture, ricavandone

un’impressione positiva. Non solo il campo sportivo a disposizione dei ragazzi: i giovani del Bayern hanno potuto giovarsi della presenza del lago, con sedute di corsa nella ciclabile che lo costeggia, sfide di canoa e momenti di svago e divertimento nel vicino Breg Park in Val di Breguzzo (vedi foto), oltre a disputare un’amichevole con i pari età dell’Hellas Verona. Soddisfazione da parte del Consorzio Turistico della Valle del Chiese, che ha organizzato e curato i ritiri in sinergia con gli operatori della Valle, giudicandone positivi i risultati e puntando a riproporre questa formula anche nel 2017, magari con nuovi protagonisti. RS


Attualità

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Il progetto è stato presentato in Provincia dalla Escasa Srl di Tione

Un biodigestore per rifiuti organici e reflui zootecnici per la discarica La proposta arrivata all’ufficio ambientale provinciale è quella di posizionare l’impianto di biodigestione in un terreno adiacente al centro integrato della Comunità di Valle che ospita gli uffici del Servizio ambientale locale, sul lato ovest della discarica. Nel progetto, si leggono alcuni dati di funzionamento: sono due gli scenari proposti per il trattamento del biogas prodotto, la cogenerazione o la produzione di biometano. Si presenta un impianto dedicato in parte allo smaltimento dei rifiuti urbani, quindi l’ “umido”, si ipotizza di lavorarne 10.000 tonnellate annue, in parte ai reflui zootecnici nella misura di 36.500 tonnellate annue. Guardando al solo “umido” prodotto nella Valli Giudicarie e smaltito dall’apposito servizio in un impianto di Bergamo, si parla di cifre che sono circa la metà delle 10.000 tonnellate annue trattabili, quindi si intuisce che la Escasa fa riferimento ad un territorio più ampio di raccolta rispetto alla vallata, che potrebbe includere le limitrofe Valle dei Laghi e la Val di Sole. Per quanto riguarda i reflui zootecnici - l’altra novità rispetto alla proposta provinciale del 2012 che non li includeva - è alla concentrazione di aziende agricole delle Giudicarie Esteriori che probabilmente si guarda, territorio nel quale i liquami rappresentano una criticità mai risolta.

di Denise Rocca

E’ piombata sull’agosto giudicariese come un temporale estivo la notizia del progetto di realizzazione di un biodigestore da posizionare in un’area limitrofa alla discarica comprensoriale di Zuclo. E’ una notizia che ritorna – già nel 2012 si era sondato il terreno in valle per l’arrivo di un biodigestore, l’orientamento era sul territorio storense ma poi non se ne fece nulla Gli amministratori locali, dal comune di Zuclo, chiamato a dare il proprio parere, a quelli della Busa che almeno per vicinanza ne sono interessati, la Comunità di Valle ed enti che si occupano di territorio come i Bim non hanno ancora espresso alcun parere, né ufficiale e men che meno – la questione è delicata – ufficioso. A farsi avanti per primi inviando ai propri concittadini e in Provincia una lettera di osservazioni – la scadenza per l’invio di osservazioni in Provincia è il 12 settembre – gli amministratori dell’Asuc di Saone. “Riteniamo – scrivono – che la comunità di Saone abbia già dato tanto con la discarica comprensoriale di Zuclo e quindi riteniamo che non sia il caso di realizzare il progetto in questione, questo per tutelare la nostra frazione da possibili odori, ma soprattutto per salvaguardare i nostri beni e la nostra salute”. E proseguono: “Analizzando il progetto si notano degli schemi che riguardano la concentrazione dell’odore e la sua percezione, riteniamo che tali relazioni siano poco credibili, in quanto il fatto che l’odore sfiori i centri abitati di Zuclo,

– con due grandi differenze rispetto al 2012: allora era l’ente pubblico, la Provincia, titolare del progetto, oggi invece è una società privata, la Escasa Srl di Tione che vuole destinare ad esso i terreni che possiede proprio vicini alla discarica di Zuclo. Inoltre, al tempo si parlava solo di smaltimento dell’umido, ora c’è anche il trattamento dei reflui zootecnici.

PROCEDIMENTO DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' E LOCALIZZAZIONE IMPIANTO DI DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA F.O.R.S.U. E DEI LIQUAMI ZOOTECNICI - LOC. PINE - C.C. ZUCLO I

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Preore e Saone senza invaderli non corrisponda al vero. Sorprendente è come l’odore circondi la falegnameria Girardini e la stessa ne resti fuori, si vuole far notare che la stessa è una residenza permanente del proprietario la quale non è stata segnalata”. “Essendo cittadini di Saone dalla nascita – conclude il Comitato possiamo affermare con assoluta certezza, visto il recente passato con la discarica comprensoriale di Zuclo, che l’odore emanato dal possibile impianto di digestione anaerobica della Forsu e liquami zootecnici interesserà sicuramente l’intero abitato di Saone arrecando un danno notevole alla qualità della vita delle persone che ci abitano, le quali hanno già sopportato abbastanza”.

Località Acquaviva, 4 38060 Besenello (TN)

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Il Saltaro delle Giudicarie

SETTEMBRE 2016

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Sai nonna... in vino veritas Puro alito di vento, spirito solidale con le nostre valli, con le nostre montagne e con tutti quelli che le abitano con convinzione e passione genuina. I nostri cenacoli sono le poche vecchie osterie d’antica tradizione rimaste a rimembrare storie liete e misfatti d’ogni genere che hanno segnato le nostre generazioni e segneranno le generazioni future. I pochi avventori rimasti, secondo tradizione, si ritrovano il sabato sera a berne un goccio di quello rosso e buono che dà loro lucidità di pensiero e filosofica afflizione. Non ne sbagliano una, terra terra, semplificano, riassumono, esplicitano il loro pensiero sull’andamento della vita da veri esperti, gente di mondo! E la politica è la loro passione anche perché permette sfoghi d’indignazione e di rabbia dovuti al loro alcolico pessimismo. Ma con classe, con ironia, con eleganza impensabile data la loro vita pellegrina. Sentite questa storiella, che dicono sia verosimile, e con tutto quello

Frenato nella mia libertà, mi avvio alla pensione amara a cui sarò costretto con l’anno nuovo. Intanto cerco attività alternative, poco impegnative, ma pregne di sana cultura. Odio la cultura intellettualoide, quella dei cenacoli, quella con la puzza sotto il naso, di solito praticata da conformisti fighetti e altezzosi, sempre più imbonitori e sempre meno gente di testa. Ma si sa...vanno di moda! Ne hanno per che succede da certe parti lo può anche essere; tuttavia, raccontata da quelli del bar è una peperonata calda, riportata da me, poi, seppur con scrupolo, perderà di certo del pepe giusto, ma rimane ugualmente piacevole. Un parlamentare, gran volpone molto devoto, non dimentica mai d’andare a Messa la domenica, cresciuto con la nonna perché la mamma aveva altro da fare, quest’anno ha deciso di fare vacanze alternative. Purtroppo la sua vita è un inferno, sempre impegnato, super pagato per quello che fa. Solo riunioni di partito, congiure di palazzo, chiacchiere e ancora chiacchiere nelle aule parlamentari, ristoranti di lusso, privilegi, vizi e vitalizi… che faticaccia! Così,

un po’ per riposarsi, un po’ per sfuggire alle ultime proposte di legge sui “gender”, sulle quote rosa che aborrisce, ed altro ancora di cui si parla giù di lì, come la lunghezza delle banane in commercio, ha deciso di tornare dalla nonna, ancora intrepida conduttrice della sua azienda agricola, per tentare un minimo di recupero spirituale, da tempo totalmente dimenticato. La prima sera, con la nonna che ritorna dai campi, chiede: “Sai nonna, oggi mi sono annoiato parecchio, non sapevo cosa fare, vorrei potermi rendere utile con qualche lavoretto in modo da contraccambiare la tua ospitalità...cosa posso fare per aiutarti?” E la nonna: “Bene, senti, la settimana

tutti, conoscono (dicono!) il mondo, i loro pareri sono illuminati, le loro sentenze sono definitive, le loro pose sono arroganti, la loro vita è vacua, ma felice. Il vostro Saltaro è di tutt’altra pasta. Aspro, ribelle, indomito, severo, mai leccaculo, imbottito di valori antichi, vecchio di secoli e sempre all’erta, legato alla sua terra ed alla sua gente, pronto a morire per loro (senza esagerare!). scorsa abbiamo raccolto il fieno, domani dovresti controllare tutte le balle di fieno e contarle così saprò quante balle avrò da vendere…, io andrò alla fiera, ci vediamo domani sera!” Il giorno dopo il nostro Parlamentare lo passa a contare le balle di fieno. Alla sera quando arriva la nonna le dice: “Ehi nonna, le balle di fieno nel prato sono 138!” “Bravo, hai fatto un buon lavoro...” “Grazie nonna, ma per domani dammi un lavoro un po’ più impegnativo...” “Già...non saprei….ci sarebbe un lavoro un po’ più pesantino, ma non mi fido a chiedertelo...” “Non avere problemi nonna, ho bisogno di far movimento, devo calare...” Eh già, vedo che sei ingrassato….” “Ok nonna,

cosa devo fare?” “Dovresti spargere il letame sui campi, così io posso andare dal medico per i miei soliti malanni...” “Ottimo, così potrò stare tutta la giornata all’aperto...il letame non mi fa paura!” Detto, fatto, il giorno dopo lo passa a spandere letame sui campi della nonna. Alla sera, la nonna: “Bravo, ottimo lavoro...” “ E io mi sono divertito molto! La vita della montagna comincia davvero a piacermi. E domani cosa posso fare?” E la nonna: “Domani io andrò dal Bepi a farmi prestare il paiolo da “casera”, tu potresti impegnarti in un lavoretto di poco conto, semplice, semplice...ho raccolto le prime patate e per poterle vendere tu dovresti separami le patate grosse da quelle

piccole...” “Va bene, nonna!” Alla sera, quando rientra, la nonna trova ancora tutta la montagna di patate da dividere e il nipote sconcertato, con gli occhi perplessi, e con due patate per mano: “Ma come, te ne sei stato tutto il giorno con quelle due patate in mano? L’altro giorno mi hai contato tutte quelle balle di fieno, ieri hai avuto a che fare tutto il giorno con il letame, lavori perfetti, niente da dire. Oggi che dovevi semplicemente dividere le patate, non hai fatto nulla, com’è possibile?” E il nipote, a capo chino, quasi vergognandosene:“ Sai nonna, il fatto è che noi politici e parlamentari, finché si tratta di contar balle e spandere letame non abbiamo nessun problema; è quando dobbiamo prendere una decisione che non sappiamo mai cosa fare!” Bella questa, grazie amici miei, il vostro Saltaro è orgoglioso della vostra antica saggezza, non sprecatela... alla prossima!

Le Giudicarie ancora sotto shock per la tragedia dei due ragazzi valdaonesi

Con Fabio e Federico nel cuore “Il dolore è sordo, il dolore è muto. Il dolore è sordomuto. Sordo perché ascolta solo se stesso, muto perché non ci sono parole che possano parlarne”. Non ci sono parole per due ragazzi che, all’età di tredici anni, sono morti senza un motivo, senza un senso, probabilmente giocando. La morte, come scriveva Pessoa, è una curva della strada, ma è una curva quasi sempre inattesa, imprevedibile. A maggior ragione se la strada è quella di due ragazzini di 13 anni che davanti ad ogni passo, ad ogni gioco, ad ogni impresa, hanno un’intera vita da vivere. Fa davvero male ed è inspiegabile quanto accaduto ad inizio agosto nel cuore della Valle di Daone. Una normalissima giornata d’estate trascorsa con i familiari e gli amici in montagna, senza pensie-

Se ne sono andati insieme Fabio Battocchi e Federico Bugna, i due amici tredicenni morti tragicamente ad inizio agosto nel cuore della Valle di Daone, quando, dopo una giornata trascorsa in compagnia presso la baita del nonno di Fabio, a Staboletto, zona di malghe e pascolo che sovrasta la valle di Daone,

Fabio e Federico

ri e con tanta voglia di divertirsi. Fabio e Federico, invece se ne sono andati inghiottiti dalla montagna a pochi passi dalla baita del nonno, quel luogo magico ed incantevole, teatro di tante avventure. Chissà quante volte, tra giochi, sfide

ed avventure sono caduti a terra sbucciandosi le ginocchia per poi, in un baleno, rialzarsi e correre di nuovo. Questa volta no, la crudele montagna non ha lasciato scampo. Quella montagna che tanto amavano e giorno dopo giorno, grazie an-

ed in attesa che venisse l’ora di cena, si sono allontanati con l’intenzione di scattare alcune foto insieme. I loro corpi senza vita sono stati ritrovati dal papà di Fabio in fondo ad un dirupo, dopo ore di ricerche dei tantissimi volontari che si sono precipitati nei boschi valdaonesi. che alle uscite effettuate con il Cai Sat di Daone, scoprivano in tutta la sua bellezza. Un’intera Valle, quella del Chiese, si è fermata e fatica a ripartire. Ha assistito impotente ad una tragedia senza senso, quasi credendo di essere preda di un terribile incubo. Un pallone, un prato verde, la passione per il calcio, per la montagna e per le attività di aggregazione e divertimento alle quali partecipavano con il gruppo giovanile. Erano queste le fondamenta della grande amicizia che legava Fabio e Federico. Un’amicizia sana e vera, cresciuta giorno dopo giorno, nella condivisio-

ne della frequentazione scolastica e delle comuni passioni come quella per il calcio. Entrambi, fin dalla categoria dei piccoli amici, hanno vestito, con divertimento e impegno, la maglia biancoviola dell’Unione Sportiva Pieve di Bono. Fin dai primi calci a quel pallone hanno sempre condiviso entusiasmo e passione con i compagni di squadra nel settore giovanile del sodalizio viola. Il dolore dei compagni di squadra e dell’intera conca, nonostante sia passato un mese, è ancora misto all’incredulità per un destino inspiegabile e crudele. Pochi giorni fa i

compagni di squadra di Fabio e Federico hanno iniziato la preparazione in vista della nuova difficile stagione in cui, nel ricordo dei loro sfortunati compagni, avranno bisogno di una spinta in più quando scenderanno in campo. In cerca, magari, di quella vittoria da dedicare ai due campioni che ora immaginiamo correre lassù. Vogliamo immaginarli ancora insieme con un pallone, uno che tira e l’altro che para. Sempre con il sorriso sulle labbra e con la spensieratezza grazie alla quale, nella loro brevissima esistenza, hanno lasciato un segno indelebile nel cuore, oggi sgomento e ferito, dei familiari e di tutti coloro che li hanno conosciuti. Ciao Fabio, ciao Federico….buon viaggio. Marco Maestri


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La Provincia si vanta di aver incassato in cinque anni 4 milioni e mezzo di euro dai ticket, ma forse c’erano altre strade per risparmiare senza giocare sulla pelle di chi ha bisogno di cure

La vergogna dei ticket sanitari L’assessore Zeni ci è anche simpatico, anche perché probabilmente sarà il prossimo presidente della Provincia in sostituzione di Rossi (che andrà quasi certamente in Parlamento), ma francamente riesce difficile capire le sue logiche di intervento. Capiamo che c’è bisogno di razionalizzare, che bisogna risparmiare perché gli schei nei prossimi anni caleranno, ma è proprio necessario risparmiare sulla pelle e sulla salute dei cittadini? Capiamo ancora che fra chi paga i ticket ci sono anche i benestanti ai quali forse i 50 euro del Pronto soccorso o di una visita specialista non fanno un gran effetto, ma la maggior parte dei trentini che deve ricorrere alle cure in un ospedale forse qualche problema nel far quadrare i bilanci ce l’ha e sicuramente preferirebbe risparmiare due schei. Invece la Provincia diventa matrigna e impone i ticket. Quelli ad esempio del Pronto soccorso, dove uno va non per passare una serata piacevole, e che nel giro di un anno sono praticamente raddoppiati. Certo ci sarà anche gente che va al Pronto soccorso per inezie ma che colpa ha questa gente se in certe ore del giorno non trova la disponibilità del suo medico di base, che magari lavora, ovvero riceve, solo il mattino o solo il pomeriggio? Mettiamo qui di fila queste domande per dire che il tema è complesso e certamente non bisogna cadere nella demagogia. Ma se un povero cristo deve pagarsi un ticket per sapere come va la salute, tu va a spiegargli le logiche di razionalizzazione. Se una donna di Arco e Riva va in travaglio tu vai a spiegarle che i parametri, i criteri ecc. hanno imposto la chiusura del punto nascita. Una si incazza e basta. E forse non ha tutti i torti per alcune semplici ragioni. Se c’è un’autonomia questa dovrebbe valere anche per decidere politiche sanitarie indipendenti dalle direttive romane. Proprio in questi giorni un autorevole docente dell’università di Trento ha sentenziato che lo Stato, in applicazione di un decreto Monti, non può imporre alle autonomie speciali di Trento e Bolzano di tagliare le indennità dei presidenti delle Province. Indennità che a Bolzano è di circa 19 mila euro al mese ed a Trento di poco inferiore. Visto che i soldi per pagare le indennità – questo il succo del parere espresso – derivano da risorse finanziarie proprie delle

di Ettore Zampiccoli Nei giorni scorsi la stampa trentina ha fatto sapere che grazie ai ticket sanitari la Provincia negli ultimi cinque anni ha incassato 4 milioni e mezzo di euro. Stupendo! Questa notizia fa pendant con altre vicende che in questi Province lo Stato non può interferire. Lo stesso ragionamento dovrebbe valere a maggior ragione per la sanità. Visto che la sanità è a totale carico delle Province non si capisce perché quell’imbelle di ministro alla sanità, l’on. Lorenzin di NDC, si sia fatto sentire per chiedere di tagliare servizi ospedalieri. Qui sì che Rossi e Zeni dovevano far sentire la propria voce, in nome dell’autonomia. Invece hanno messo la coda fra le gambe e così, ad esempio, il punto nascite dell’Alto Garda ha sbaraccato. Ma c’è un altro argomento che grida vendetta al cielo. La salute è un bene primario e chi ha bisogno di cure dovrebbe trovare porte aperte. Invece le statistiche ci informano che un numero crescente di persone, soprattutto anziane, è costretto a rinunciare a percorsi sanitari (visite, controlli, medicine) per i costi elevati e per il progressivo venir meno dell’intervento pubblico. In Trentino non è da meno: parlare con la gente per credere. L’argomento sopra richiamato è semplicemente questo: se la Provincia ha bisogno di risparmiare perché non comincia a tagliare spese più o meno inutili, perché non comincia sforbiciare enti superflui ed autoreferenziali, che se in un domani venissero chiusi, nessuno se ne accorgerebbe tranne i questuanti e consulenti che oggi li frequentano. Ci dica il presidente Rossi perché si ostina a tener in vita l’Osservatorio dei Balcani, apparentemente pura esercitazione intellettuale camuffata da sedicenti necessità di monitorare i cambiamenti politici, sociali ed economici dell’area balcanica (Obama e Putin la prima cosa che fanno il mattino è collegarsi al sito dell’Osservatorio per capire come meglio decidere le loro politiche!); ci dica il presidente Rossi perché – come peraltro aveva a suo tempo promesso – non abbia ancora chiuso l’Accademia della Montagna, ente che si arrampica sui vetri per realizzare attività forse superflue per il progresso del Trentino; ci dica il presidente Rossi perché è così generoso con la Trentino School of Management che – brava peraltro – inventa mese sì, mese no corsi per dipendenti provinciali, sindacalisti et similia. Ora – udite, udite -

promuove anche i corsi per il benessere organizzativo dei dipendenti provinciali per capire “i rischi psico-sociali “ ai quali sono esposti i dipendenti pubblici e –tanto per dare un’idea – la Provincia nel 2012 ha staccato alla TSM un assegno di 3 milioni e mezzo; ci dica il presidente Rossi perché col suo amico

mesi hanno accompagnato i percorsi della sanità trentina, fra ridimensionamento di ospedali e chiusure di punti nascita (vedi ospedale di Arco) con elicotteri che vanno su e già dal Basso Sarca per portare a Trento le partorienti. Mauro Marcantoni vuole spendere 600mila euro per creare un Centro studi per l’Autonomia; ci dica il presidente Rossi, tanto per andare su temi più pesanti, perché in questi anni è stato così generoso con aziende come la Marangoni (40 milioni di contributi) che poi alla fin fine sbattono comunque

Nicole Marchi e Sonia Leonardi

gente sulla strada; ci dica il presidente Rossi….e il rosario potrebbe essere lungo da snocciolare. Con una sforbiciata a questi ed altri enti avrebbe già ricuperato i 4 milioni e mezzo di ticket imposti alla gente, quella benestante ma anche a quella povera. Ma forse Rossi e Zeni non sono stati

mai al Pronto soccorso ad attendere ore e ore per poi passare alla cassa. Eh no perché loro, come gli altri consiglieri provinciali del resto, hanno una bella polizza sugli infortuni, pagata dalla Regione e mica da loro, che permette, in caso di necessità – ma non glielo auguriamo – di ricorrere a percorsi di sanità senza attese, di avere visite rimborsate e soprattutto non mischiarsi alla povera gente che frequenta i vari pronto soccorsi ed ambulatori degli ospedali.


Giovani “Anche in questa nuova edizione siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati”, spiega Andrea Armanini, presidente della Cassa Rurale. “Incipit è un’opportunità per favorire la progettualità e l’innovazione delle aziende del territorio facendo leva sulla preparazione di giovani che intendono mettersi alla prova sugli argomenti promossi dal tessuto economico locale valorizzando la propria formazione e facendo conoscere le proprie competenze e abilità. Ed è anche un modo per stimolare le realtà locali a presentare ipotesi progettuali strettamente connesse con i propri bisogni ma anche con le proprie aspirazioni di crescita e sviluppo”, prosegue Armanini. Proprio per questo motivo nel corso degli ultimi anni la Cassa Rurale ha deciso di intraprendere un dialogo diverso e per certi aspetti coraggioso con il proprio territorio di riferimento; un dialogo che l’ha portata ad assumere un atteggiamento attivo, di ascolto e di lettura dei bisogni delle comunità, fino ad arrivare a definire e attivare interventi concreti in

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I giovani verso il mondo del lavoro con la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella

Al via il progetto Incipit Ha preso il via con 33 giovani ricercatori e 28 progetti di ricerca, innovazione e sviluppo, la sesta edizione di Incipit, l’iniziativa di mutualità innovativa promossa dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. Al termine della call dedicata alle aziende e agli enti locali del territorio chiamati a presentare progetti da rivolgere alla propria realtà e dopo aver presentato queste ipotesi agli studenti universitari o neo

laureati valutandone disponibilità e motivazione, la Cassa Rurale ha potuto definire e ufficializzare i progetti di ricerca che ora entreranno nel vivo e porteranno a sviluppare le tematiche proposte dalle aziende e dagli enti del territorio. Dieci i mesi di tempo previsti dal bando per giungere ai risultati definiti da partner e ricercatori che saranno monitorati nel corso del lavoro dai responsabili della Cassa. aree prioritarie su cui, molto spesso, sono i soggetti locali stessi ad esprimere progettualità. Una modalità innovativa di fare rete e coinvolgere gli attori più dinamici (giovani ed aziende). “La Cassa Rurale, in quanto banca di credito cooperativo della comunità e del territorio, intende realizzare il bene vicendevole con i soci ed i clienti, perseguendo l’innovazione e sviluppando le condizioni economiche e sociali,

mediante la fiducia, la responsabilità e la reciprocità. Per questo abbiamo investito nella qualità dei servizi, nella consulenza e nella efficienza gestionale, a sostegno di un cambiamento nel modello di sviluppo mediante la cultura, la conoscenza e la partecipazione attiva della comunità, in particolare delle nuove generazioni”, aggiunge Luca Martinelli, Vicepresidente della Cassa Rurale.

Ventotto i progetti, si diceva, per otto aree di intervento: marketing e comunicazione (6 progetti), sociale (6 progetti), ingegneria (5 progetti), valorizzazione del territorio (4 progetti), ma anche scienze agrarie (3 progetti), economia e ingegneria gestionale (2 progetti), ingegneria ambientale (1 progetto) e ricerca medica (1 progetto). A ciascuna indagine sarà assegnato un incentivo economico che potrà arrivare fino a 5.000 euro, supportando così l’impegno dei ricercatori che avranno, in ogni caso, l’occasione di conoscere più da vicino il mondo del lavoro, sperimentare quanto appreso e potenziare il proprio curriculum.

Comano Ursus Extreme Trail, per “vivere” la montagna trentina Il 30 e 31 luglio, l’”edizione 0” di una corsa in montagna da 9.000 metri di dislivello in due giorni


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Attualità

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Nato per iniziativa del Consorzio Turistico della Valle del Chiese, con l’intento di coniugare la bellezza del territorio con l‘economia agricola, Mondo Contadino fa conoscere al pubblico le tradizioni e gli aspetti più caratteristici e talvolta più nascosti dell’attività agricola e di allevamento del bestiame da secoli patrimonio della valle, oltre alle eccellenze delle produzioni locali, in un momento di incontro e confronto tra agricoltori, allevatori, artigiani e visitatori. Innestandosi sulla storica mostra bovina di Roncone, da sempre momento di valorizzazione della tradizione dell’alpeggio trentino. Oggi Mondo Contadino è un evento significativo, conosciuto in Trentino e anche nelle province limitrofe, come dimostrano le tante presenze extra-provincia; le due giornate saranno scandite da un ricco calendario di appuntamenti tra degustazioni guidate, laboratori, mostra bovina e la mostra mercato, confermando la crescita costante che ha contraddistinto questo evento, che da questa edizione si estende proponendo accanto alle casette espositive nuovi moderni stand, come sempre inserite nel suggestivo ambiente delle rive del lago di Roncone. Il cuore della manifestazione saranno come sempre i produttori locali che presenteranno al pubblico la propria

La Valle del Chiese mette in mostra il suo cuore rurale

Il 24 e 25 settembre ritorna a Sella Giudicarie “Mondo Contadino”, vetrina delle tradizioni agricole

N

el weekend del 24 e 25 settembre, quello che conclude l’estate, il lago di Roncone sarà ancora una volta teatro dell’evento che celebra il “cuo-

re rurale” della Valle del Chiese: è Mondo Contadino - Festival dell’enogastronomia rurale, giunto alla sua sesta edizione.

offerta di prodotti tipici. Oltre alle degustazioni guidate ci sarà la possibilità di acquistare direttamente formaggi, miele, confetture, salumi, funghi, pesce e numerose altre specialità locali. Mondo Contadino si aprirà nella mattinata di sabato 24 settembre con l’apertura della mostra bovina e della mostra mercato. Al termine della mattinata ci sarà il pranzo a cura dell’Unione Allevatori Valle del Chiese e nel primo pomeriggio la competizione “Conduttori Junior”. Nel pomeriggio poi la novità della fattoria didattica virtuale, un laboratorio dedicato ai bambini dove potranno cimentarsi per conquistare il “diploma del piccolo conta-

dino” cui seguirà il momento dedicato alla “Caserada”, la lavorazione del latte. In serata la finale con premiazione della Mostra Bovina dedicata

alla razza Bruna e alla razza Frisona e poi dalle ore 21.30 intrattenimento musicale con l’Orchestra Ornella Nicolini. Si riparte la domenica

mattina con la degustazione guidata “L’arte casearia della Valle del Chiese: incontro con i presidi e formaggi della tradizione” a cura del presi-

dio Slow Food Giudicarie; spazio al pranzo tipico con la polenta carbonera e, nel pomeriggio due speciali momenti riservati alla valorizzazione dei formaggi dei nostri alpeggi: “profumo e gusto di formaggio di malga: laboratorio di conoscenza delle specialità casearie dei pascoli della Valle del Chiese; lo showcooking live con Alfio Ghezzi, chef stellato della locanda Margon, che dedicherà tre portate (dall’antipasto al dessert) alla Spressa delle Giudicarie, accompagnate da vini trentini doc. Non mancheranno la fattoria virtuale, le passeggiate a cavallo e con pony. Testimonial d’eccezione, nell’intera giornata della domenica, Edoardo Raspelli, giornalista e gastronomo italiano che rafforza consolidandolo il rapporto d’amicizia con la nostra terra.

Pesca e turismo: un binomio vincente Parecchie le novità proposte dall’Associazione Pescatori Alto Sarca durante la stagione alieutica in corso Il progetto pesca nelle Valli Giudicarie e nella Valle del Chiese rappresenta ormai un vero e proprio punto di riferimento per i numerosi appassionati della disciplina. Il fiume Sarca, infatti, gode oggi del prestigio di veri e propri “paradisi della pesca” come la Slovenia, l’Austria e la Svezia. Fondamentale in questo senso il lavoro svolto dall’Associazione Pescatori Alto Sarca, guidata da Emilio Fedrizzi, che ormai da parecchi anni contribuisce alla tutela e all’esercizio della pesca sportiva e dilettante nelle acque in gestione. Nell’ultimo periodo, gli sforzi dell’Associazione si sono rivolti in particolare alla promozione turistica di quest’attività, valorizzando il territorio in funzione delle esigenze dei numerosi pescatori che frequentano le rive del Sarca. Da segnalare l’installazione di webcam e segnaletica specifica lungo gli argini dei fiumi Sarca e Chiese, nonché la realizzazione di aree attrezzate

per diversamente abili e di capanni per la sosta dei pescatori. Determinante poi il contributo di strumenti tecnologici, come il sito internet (tradotto anche in inglese) e il software gestionale che permettono un controllo informatizzato del sistema pesca, ma soprattutto la nuova app per smartphone e tablet che consente, tra le altre cose, di trovare e prenotare le riserve di pesca, localizzare i rivenditori di permessi, riconoscere i pesci presenti in loco, consultare i regolamenti e addirittura se-

gnare le catture in digitale. All’interno del progetto, un ruolo di primaria importanza spetta all’attività promozionale e didattica: uno dei principali obiettivi dell’Associazione è infatti quello di insegnare ad amare e rispettare l’ambiente fluviale e i suoi abitanti, veri e propri protagonisti della disciplina. A questo proposito, sono stati realizzati video e dépliant promozionali, brochure didattiche destinate ai più giovani ed una mostra sulla storia della pesca nelle nostre valli. Sicuramen-

te importante la collaborazione con l’associazione “Sarca Fly Fishing Experience”, che si dedica alla divulgazione della pesca a mosca, offrendo molteplici opportunità: dall’accompagnamento guidato sul fiume e il noleggio attrezzature, all’organizzazione di corsi base di lancio (rivolti in particolare a bambini e ragazzi)

e costruzione artificiali. Ma le sorprese non finiscono qui: nell’Alto Sarca infatti, per tutto il mese di ottobre, sarà possibile praticare eccezionalemente, in zone selezionate, la pesca a mosca “catch and release”. Inoltre, sempre ad ottobre, nei pressi di Ponte Arche e di Pelugo, avrà luogo l’ultima prova del campionato italiano a

squadre, a testimonianza di come il Sarca rappresenti un “palcoscenico” ambito a livello nazionale e non solo. Da ricordare infine l’appuntamento per sabato 15 e domenica 16 ottobre: una due giorni dedicata interamente alla pesca a mosca, con stage gratuiti di lancio, anche per signore e signorine.


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Speciale Ecofiera

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A Tione dal 30 settembre al 2 ottobre

Ecofiera: una riflessione a 360° sulla montagna Agricoltura, greening, risparmio energetico ed ecosostenibilità. La 17ª edizione della rassegna fieristica giudicariese propone uno sguardo più attento alle tematiche ambientali

Il viale di Tione affollato per l’Ecofiera

La macchina organizzativa è già al lavoro da settimane a pieno regime per assicurare, ancora una volta, un evento imperdibile e ricco di novità entusiasmanti. Un appuntamento giunto alla 17esima edizione che si è ritagliato uno spazio di primissimo piano tra gli eventi fieristici a livello regionale ed è divenuto imprescindibile momento di riferimento per le realtà produttive-imprenditoriali, non solo locali. Non a caso l’EcoFiera di Montagna nel corso degli anni ha evidenziato una crescita continua e nell’ultima edizione ha attratto la bellezza di oltre 33.000 visitatori, provenienti da tutto il nord Italia, invitati anche dagli spazi dedicati a musica, concerti, prelibatezze, animazioni, convegni, sport ed esibizioni dal vivo. Tante fiere in una, dunque, con un ricco programma di intrattenimenti. Con un format moderno e accattivante, che piace. Nell’edizione 2016 saranno 14 i settori tematici con 191 espositori ospitati nei quattro padiglioni coperti (per un totale di 3.000 metri quadrati) e negli 8.000 metri quadrati allestiti nel Centro Storico di Tione: Agricoltura di mon-

tagna, Sviluppo sostenibile, Fonti alternative, Risparmio energetico, Bioedilizia, Ecoarredo e design, Artigianato, Prodotti tipici, Produzioni biologiche, Ristorazione delle Giudicarie, Agriturismo, Attività tradizionali della montagna, SportNatura, Salute e benessere. Gli stand apriranno venerdì alle 14 mentre alle 17 è prevista la cerimonia ufficiale di inaugurazione. La chiusura domenica sera. Particolare attenzione è rivolta al mondo della Green Energy (Energia pulita), settore nel quale la Provincia Autonoma di Trento sta investendo con grande convinzione. Così il secondo e terzo Padiglione di Ecofiera 2016, e anche un’area dedicata esterna, ospiteranno il Salone della Bio-Edilizia, del Risparmio Energetico e dello Sviluppo Sostenibile con la presenza di molte aziende, anche locali. Focus sulle nuove opportunità nel risparmio energetico, con espositori specializzati nella realizzazione di edifici a basso consumo, della produzione di energia elettrica con gli impianti fotovoltaici; le caldaie ad alto rendimen-

Sarà ancora una volta una passerella delle produzioni della Montagna e per la Montagna. A Tione ritorna per tre giorni, dal 30 settembre al 2 ottobre, l’appuntamento con EcoFiera di Montagna ovvero il più importante evento fieristico d’autunno delle Giudicarie e del Trentino occidentale. La manifestazione, organizzata to, la cogenerazione, l’isolamento termico nonché tutti gli aspetti legati alle nuove fonti di energia alternativa. E in primo piano gli Impianti di Cogenerazione ovvero quella che dagli esperti viene considerata La nuova frontiera del risparmio energetico. Importante è poi la nuova partnership tra EcoFiera e l’ Associazione artigiani della provincia di Trento che ha portato alla partecipazione di ben 11espositori loro Associati e l’organizzazione di un importante convegno/dibattito sulla “sicurezza delle Canne Fumarie”. Presenti anche artigiani del ferro battuto, attività dalla lunga tradizione nell’area alpina. Altro settore destinato a incontrare il favore dei visitatori e quello della Gastronomia tipica e produzioni biologiche - Salone del gusto sia per la partecipazione di espositori con prodotti tipici delle varie regioni italiane, sia per la presenza di alcuni produttori locali che presenteranno le loro specialità a KmZero, proponendo assaggi e presentando piatti realizzati con ingredienti tipicamente giudicariesi. “Il Salone del Gusto – ha dichiarato Daniele

Bertolini - cercherà di creare un filo conduttore tra le varie risorse del territorio Trentino che, partendo dall’offerta di prodotti enogastronomici di eccellenza, valorizzi anche gli aspetti naturalistici, ambientali, culturali, storici ed artistici legati alla zona di produzione del prodotto tipico. In vetrina quindi le eccellenze enogastronomiche delle Giudicarie e del Trentino, oltre a 12 regioni italiane, che conservano e tramandano antiche tradizioni. Da segnalare poi gli appuntamenti di Alta Ristorazione in EcoFiera con le proposte della scuola alberghiera di Tione legate ai sapori del biologico e ai prodotti tipici a KmZero grazie a degustazioni ed assaggi di piatti preparati dagli allievi. In EcoFiera saranno inoltre presenti espositori-produttori, di diverse regioni italiane, che operano esclusivamente a conduzione familiare con produzioni biologiche difficilmente reperibili presso la grande distribuzione, produzioni: Dop, Doc, Presidi Slow Food, Prodotti Bio ed Ecocompatibili, accomunati tutti dalla filosofia del buono, pulito e giusto.

Rifugio San Giuliano

dal Comune di Tione, in collaborazione con il Comitato Fiere e il Consorzio turistico delle Giudicarie Centrali, avrà come orario di apertura al pubblico dalle 14 alle 20 venerdì, dalle 9 alle 20 sabato e dalle 9 alle 19 domenica, mantenendo, come da tradizione, l’ingresso gratuito per tutti e 3 i giorni della manifestazione. Come ogni anno al pranzo della domenica la protagonista assoluta sarà La Polenta Carbonera un piatto della antica tradizione trentina delle valli Giudicarie e del Chiese, nato dalla necessità dei contadini montani di consumare gli avanzi del formaggio, accompagnandoli appunto con della polenta. E anche quest’anno torna in il Mercato Contadino di campagna Amica. La filosofia del marchio Campagna Amica identifica sia quei luoghi in cui si possono trovare i prodotti degli agricoltori Coldiretti - prodotti di provenienza certa, italiana e garantita – sia i prodotti stessi. Si potrà assistere, quindi, ad una ricca esposizione di cibi tipici e biologici, dove il cibo incontra il territorio, con la possibilità di acquistare prodotti a km 0. Si potranno Porte interne e portoncini blindati

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altresì gustare prelibatezze gastronomiche difficilmente reperibili nei consueti circuiti di vendita. In calendario anche le mostre Micologica, La Casa nel Bosco per ragazzi, La Pesca in Alto Sarca e Chiese, d’arte figurativa L’acqua e Spazio Pittura. E momenti di animazione per piccoli e ragazzi E per finire in bellezza un giusto momento di relax con EcoFiera al Ristorante per conoscere le Giudicarie con i sapori e i profumi di questo fantastico territorio attraverso i suoi prodotti tipici e la cucina locale. I sapori della gastronomia giudicariese e dei prodotti tipici trentini si potranno gustare, in occasione dei tre giorni dell’EcoFiera, in alcuni qualificati ristoranti della zona. (r.s.)

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Speciale Ecofiera

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Ecofiera News: tutte le novità Inizia il countdown all’avvio dell’evento giudicariese dell’anno: l’Ecofiera di Montagna di Tione. L’evento, che si terrà tra il 30 settembre e il 2 ottobre 2016, presenterà ancora diverse novità, sempre con un occhio vigile puntato sul settore dell’ecologia. Da quest’anno Ecofiera può fregiarsi del marchio “Trentino Food Festival”, contenitore che aggrega i maggiori eventi autunnali, per creare un itinerario variegato che porta alla scoperta di un ricco paniere di prodotti caratteristici locali, della cultura gastronomica, dell’agricoltura e dell’allevamento di questi luoghi, frutto di un singolare incontro tra uomo e natura. Grandi novità anche per l’edizione 2016. La principale sarà la presenza, come ospite d’onore, del grande Edoardo Raspelli, il più celebre critico gastronomico italiano, che girerà tra gli Stand specializzati per la riqualificazione enogastronomica del territorio d’origine, delle varie eccellenze dei produttori slow food presenti, nonché tra gli espositori aderenti a Campagna amica con le produzioni agricole biologiche del territorio giudicariese. Inoltre, momento clou della sua visita sarà quello allo stand del Centro di Formazione Professionale Enaip attuatore di un percorso di Alta Formazione Professionale con il Corso di Tecnico Superiore di Cucina e della Ristorazione. Il rinomato critico interagirà coi ragazzi della scuola in uno scambio culturale enogastronomico di alto livello, presentando la ristorazione e l’artigianato alimentare locale di qualità con l’ausilio di ricette tipiche preparate dai ragazzi stessi. Altro momento di rilievo sarà la domenica, quando in fiera sarà presente una delegazione dei più grandi campioni italiani e mondiali di vertical, tipologia di corsa in montagna che consiste in 1.000 m dislivello in salita su terreno variabile con una sostanziale pendenza (sentieri molto ripidi, piste da sci o perfino funicolari dismesse) e una lunghezza inferiore ai 5 km. Tra i nomi spiccano: Urban Fenner, che detiene il record del mondo nella specialità Vertical Kilometer (29 minuti e 42 secondi), stabilito a Fully il 25 ottobre 2014, Patrick Facchini, vice campione italiano vertical, Luca Cagnati, capitano della squadra italiana di corsa in montagna, Cesare Maestri, atleta della nazionale italiana di vertical, Francesca Franchi, campionessa italiana di vertical. Sicuramente di grande interesse sarà la conferenza “Economia circolare e Green economy, verso il rifiuto zero. Benefici per cittadini e comunità”. Tra i cui relatori compaiono l’on. Riccardo Fraccaro, Alessandro Olivi, Vice Presidente Provincia Autonoma di Trento, l’ing. Italo Ricciardi, coordinatore territoriale CONOE - Consorzio Nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, il prof. Giuseppe Celano,

ricercatore e docente UNIBAS - Università degli Studi della Basilicata, il dott. Carlo Alberto Baesso , A.D. Eurven srl, la Società GreenEvo srl Tione di Trento ( Ing. Adriano Accili – arch. Alessandro Ceso - Dott. Salvatore Piccolo), ass. Mario Failoni, Assessore Bilancio e Commercio del Comune di Tione di Trento (TN); moderatore Dott. Michele Linardi. La conferenza tratterà il tema dell’economia circolare a sostegno di una crescita sostenibile.. Di grande prestigio sarà anche la presenza di Slow Food e la possibilità di partecipare a vari assaggi, laboratori del gusto, confrontarsi con esperti del settore, per conoscere e saper riconoscere il Pane con una tracciabilità degli ingredienti e condividere il ‘Progetto di una filiera corta del pane in Giudicarie’, proponendo momenti didattico educativi, che vanno dalla lavorazione del grano fino alla preparazione dell’impasto. Organizzeranno questi momenti insieme ad alcuni tra i più prestigiosi rappresentanti di esempi di filiere corte e pane insieme a rinomati panettieri locali delle Giudicarie. Da non dimenticare il Mercato Contadino e Campagna Amica che si ripresentano in Ecofiera con sempre più espositori. La filosofia del marchio “Campagna Amica” identifica sia quei luoghi in cui si possono trovare i prodotti degli agricoltori Coldiretti – prodotti di provenienza certa, italiana e garantita – sia i prodotti stessi. Si potrà assistere, quindi, ad una ricca esposizione di prodotti tipici e biologici, dove il cibo incontra il territorio, con la possibilità di acquistare prodotti a km 0. Si potrà altresì gustare delle prelibatezze gastronomiche difficilmente reperibili nei consueti circuiti di vendita. Tra le novità 2016 sono da annoverare le mostre: • la mostra Ambiente Castagno allestita al Centro Studi Judicaria. Nella mostra il castagno viene visto come: “albero habitat”, per la sua capacità di ospitare una miriade di organismi viventi, dentro e fuori, sopra e sotto; “albero cosmico”, asse di collegamento tra il mondo sotterraneo, la terra e il cielo, simbolo materno negli antichi culti pagani; “albero del pane”, fulcro su cui ruotava un tempo la vita delle comunità montane, soprattutto negli Appennini, dove cresceva rigoglioso. La mostra intende mettere in luce la sostenibilità di questa coltura tradizionale di alcune aree del Trentino. • la mostra dell’Associazione Artisti Giudicarie Esteriori, una mostra collettiva sulle tematiche di Ecofiera quali il territorio, l’ambiente, la cultura di montagna. • la tradizionale mostra micologica, sempre più richiesta e rinnovata. (r.s.)

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Attualità

SETTEMBRE 2016

Forza e respiro: prepararsi all’inverno Terme Aperte per Val Rendena e Comano il 17 e 18 settembre

Check up gratuiti allo scheletro e inalazioni per i residenti Il 17 e 18 settembre prossimi, infatti, Terme Val Rendena e Terme di Comano, i due centri dalle acque benefiche giudicariesi, ripropongono la felice iniziativa dalla Giornata Terme Aperte. Ogni anno l’evento è organizzato attorno ad un focus diverso sulla salute con una giornata in ognuno dei due centri di check up gratuiti dedicata ai residenti dei comuni della Comunità delle Giudicarie. “Un corretto stile di vita è il miglior alleato per muscoli e ossa” è il tema scelto per questa edizione che offre la possibilità di effettuare delle visite gratuite per la valutazione di movimento, postura e autonomia rivolte a tutte le fasce d’età, ognuna con le sue specificità e problematiche. Un’occasione, questa, anche per godere di una visita guidata ai centri termali e scoprire le novità in fatto di cure dolci e Spa che Terme di Comano e Terme Val Rendena mettono in campo per salute e benesse-

U

na due-giorni dedicata all’analisi di movimento, postura, ossa, muscolatura e sani stili di vita per bambini, adulti e anziani. Questa l’iniziativa che

re. Durante Terme Aperte, grande interesse riveste il convegno che sarà presentato sabato 17 in Val Rendena e domenica 18 a Comano e che avrà come momenti principali due importanti interventi: “Ortopedia pediatrica: dal normale al patologico” con il dott. Roberto Ghezzi, specialista in Chirurgia pediatrica e Chirurgia d’urgenza e di pronto soccorso; e “I disturbi osteo articolari: l’età fa la differenza” tenuto dal dott. Maurizio Loris Cau, specialista in Medicina fisiatrica e Ortopedia. Attenzione anche sulle attività più consolidate legate alle acque locali, in particolare i benefici che possono trarne le vie respiratorie. Per chi soffre di disturbi cronici all’apparato respiratorio e vive nella stagione fredda una recrudescenza della problematica l’inverno può essere fonte di stress e malesseri: pre-

pararsi all’arrivo del grande freddo con acque termali e cure naturali è una buona prevenzione per godersi una stagione sugli sci e i pattini da ghiaccio. The, tisane e in-

le due terme della vallata, Terme di Comano e Terme Val Rendena, hanno preparato per l’annuale incontro con i giudicariesi. fusi sono dolci palliativi che scaldano e fanno compagnia nelle fredde sere invernali, ma una cura dolce ed efficace si può iniziare prima che i raffreddori facciano

capolino e le acque termali giudicariesi, somministrate con cicli di inalazioni dalle proprietà specifiche, in occasione di Terme Aperte proposti in forma agevolata

ai residenti, aiutano a prevenire e prendersi cura di sè evitando il largo uso di farmaci per fermare starnuti persistenti e tornare a respirare e riposare bene ai quali i fastidiosi problemi alle vie aeree costringono nei momenti di infiammazione peggiore.


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UN CORRETTO STILE DI VITA… il miglior alleato per muscoli ed ossa

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Cooperando

SETTEMBRE 2016

WebValley incontra l’agricoltura Lamponi, uva, ricerca e innovazione si incontrano a San Lorenzo Dorsino Durante l’edizione di quest’anno di WebValley, progetto dedicato a scienza e tecnologia, a San Lorenzo Dorsino, un team internazionale di sette studentesse e otto studenti fra i 17 e i 18 anni, affiancato da ricercatori FBK, ha realizzato un dispositivo portatile e una piattaforma informatica per valutare direttamente sul campo il grado di maturazione dei frutti. A WebValley 2016 hanno infatti collaborato la CAVIT di Trento, la cooperativa Sant’ Orsola, la Fondazione Edmund Mach, il Comune di S. Lorenzo Dorsino, l’APT Terme Comano e la Comunità delle Giudicarie. L’iniziativa, nata nel 2001, è giunta quest’anno alla sedicesima edizione e in totale i partecipanti sono stati 315. Alcuni studenti delle scorse edizioni sono diventati ricercatori a livello internazionale, anche alla FBK, o hanno dato vita a start up. Tre ex par-

L

di Alberto Carli amponi, uva, ricerca e innovazione. Un palazzo del Settecento di uno dei borghi più belli d’Italia, quello di San Lorenzo – Dorsino, ha ospita-

tecipanti sono stati assunti da Google. La formula di WebValley prevede la scelta di un piccolo paese di

una valle del Trentino in cui realizzare il laboratorio delle attività, a dimostrazione del fatto che con una

to le ragazze e i ragazzi di WebValley, l’Internet-camp estivo organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento.

buona motivazione e con le risorse di Internet si può fare ricerca anche in località apparentemente più peri-

feriche. Altra caratteristica fondamentale di WebValley è che non si tratta di un momento scolastico ma di una vera e propria esperienza di ricerca condotta dai ragazzi e dalle ragazze insieme agli esperti del settore scientifico. Tutte le attività della scuola sono in inglese. Durante l’edizione di quest’anno a San Lorenzo Dorsino, c’erano un totale di 15 ragazzi, 2 americani, 1 irlandese, 1 indiano e 11 italiani (di cui 5 trentini)Si è lavorato ad un sistema composto da uno spettrometro miniaturizzato, costruito artigianalmente con una stampante 3D, collegato a un computer delle dimensioni di una carta di credito e un telefonino. Un prototipo che potrebbe avere interessanti sviluppo industriali per poter offrire

ai produttori strumenti di monitoraggio e indicazioni sullo stato di maturazione dei frutti o per i consumatori per consentire una selezione accurata dei prodotti offerti nei supermercati. Nel corso del progetto il laboratorio di WebValley è stato visitato dal presidente della Fondazione Bruno Kessler Francesco Profumo che ha sottolineato come il progetto rappresenti in chiave moderna la visone di Bruno Kessler che nel 1962 evidenziava come al trentino servisse “un processo di modernizzazione per uscire da una interpretazione riduttiva del proprio assetto autonomistico in termini di piccolo e solo, attraverso la cultura e la ricerca, quali strumenti per l’esercizio vero dell’autonomia provinciale e quali solidi alleati per un processo di modernizzazione e di apertura del trentino all’Europa e al mondo”.


Attualità

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Approvato l’accordo di programma nei consigli comunali del territorio premiato

La Biosfera Unesco prende forma Forte l’investimento promozionale con video plurilingue, mostre, sito internet e spot “Nei prossimi mesi seguirà il piano di gestione - spiega Gianfranco Pederzolli, presidente del Bim del Sarca - Parte delle azioni sono già programmate nel triennio, sul quale sono stati messi 840mila euro dalla Provincia e dal Bim, parte verranno finalizzate con il piano di gestione. Speriamo che a queste risorse se ne aggiungano altre da leggi statali, o finanziamenti europei, quale PSR o altre forme”. L’accordo va soprattutto a potenziare ed agire su servizi già esistenti: dal lavoro sui prodotti e sul turismo eno-gastronomico che

I consigli comunali dei territori coinvolti stanno finalizzando l’accordo di programma per la gestione del patrimonio ambientale, paesaggistico e umano riconosciuto dall’Unesco come “Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria – dalle Dolomiti al Garda”. E’ l’Ecomuseo della Judicaria porta avanti da diversi anni, per fare qualche esempio, ai servizi di mobilità alternativa come il bicibus. Significative le somme investite in comunicazione e promozione: 40mila euro per un video promozionale plurilingue con eventuali spot promozionali da usarsi anche a fini turistici; 16mila

euro per il materiale comunicativo e promozionale, e 10mila per la creazione di una mostra itinerante che racconti la Riserva della Biosfera; altri 19mila euro andranno nel sito internet; 20mila euro per la progettazione e realizzazione di un percorso espositivo trasversale a tutto il territorio della Biosfera che si svolge

l’accordo che mira a riempire di contenuti e azioni il prestigioso riconoscimento internazionale arrivato lo scorso anno a Parigi: capofila dell’operazione, il Bim del Sarca che si è accollato la gestione amministrativa e il coordinamento dell’operazione. idealmente in un andamento altimetrico: si inizia dal pascolo, l’ultima fascia abitabile della montagna con una relazione stretta fra uomo e ambiente, per scendere nelle piane coltivate delle Esteriori, comprendendo la biodiversità dei pendii confinanti con le Dolomiti di Brenta. Circa 13mila euro sono destinati alla realiz-

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zazione di una Mappa dei Prodotti locali della Biosfera Unesco, prendendo a modello quella realizzata dall’Ecomuseo della Judicaria. Infine, la formazione: sia per gli operatori turistici e commerciali del territorio che nelle scuole per un investimento complessivo di 88mila euro. “Uno degli scopi – dichiara Pe-

derzolli - è mettere in rete tante idee per garantire una miglior sostenibilità ed efficienza delle azioni, tante delle quali rivolte a mobilità sostenibile ed educazione ambientale. E’ un riconoscimento Unesco, dato a questo che è un piccolo territorio se confrontato con il mondo che è invece il bacino ideale di attenzione per un ente come l’Unesco. Vogliamo riempirlo di contenuti condivisibili con qualsiasi portatore di interesse che abbia a cuore l’ambiente”.

Match it now La prima edizione della “Settimana del donatore di midollo osseo”

NOW! Ora, adesso, in tre lettere è racchiuso il significato della settimana del donatore di midollo osseo che si terrà in tutta Italia dal 17 al 25 settembre 2016 ed è promossa dal ministero della salute, CNT, CNS, IBMDR, ADMO FEDERAZIONE ITALIANA e ADOCES . Sigle autorevoli che stanno a testimoniare quanto sarà importante esserci durante questi giorni (ma anche dopo) per promuovere la cultura della donazione e in particolare quella del midollo osseo. Admo Trentino parteciperà con i suoi volontari per reclutare quanti più donatori possibili tra i 18 e i 35 anni: basta un semplice prelievo di sangue per essere inseriti in una banca dati e avere la possibilità di salvare una vita. Nonostante il Trentino sia ricco di donatori ci sono delle zone dove le iscrizioni sono scarse. Le Valli Giudicarie e la Val Rendena sono tra queste: il centro prelievi di Tione rimane poco attivo da quando le liste d’attesa dei donatori sono state smaltite. Vogliamo ricordare che le malattie del sangue, come la leucemia e il linfoma, sono MOLTO democratiche e colpiscono soprattutto giovani e bambini. La compatibilità, inoltre, è rarissima: solo 1 su 100.000. Quindi l’appello, forte, è rivolto a tutti ma in particolare ai ragazzi delle Valli Giudicarie e Val Rendena: fatevi sotto, non abbiate paura! Admo Trentino, in collaborazione con Avis, vi aspetta venerdì 23 settembre a Tione, presso la Sala Comunale di Piazza Cesare Battisti n.1 alle ore 20,30 per una serata dedicata alla donazione di midollo osseo: avrete la possibilità di ascoltare la testimonianza di chi ha affrontato un tumore del sangue ed è sopravvissuto grazie ad un trapianto di midollo osseo e avere risposte alle domande sulla donazione. Info www.admotrentino.it tel. 0461.933675 info@admotrentino.it


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Rubrica Legale

SETTEMBRE 2016 L’AVVOCATO RISPONDE

Sfatiamo i luoghi comuni Risposte ai lettori: responsabilità autotrasportatori; l’affidamento dei figli in un divorzio e il mantenimento dei figli maggiorenni La responsabilità degli autotrasportatori Vi invio questa mail per avere un informazione sulla patente degli autotrasportatori. Il quesito è il seguente: un carissimo amico sta attraversando un periodo un po’ particolare. Tra le altre cose pesa l’aver frequentato un corso di aggiornamento sulla patente “C”. Lui sostiene che un autotrasportatore ha sempre torto in caso di incidente stradale , indipendentemente da chi lo ha causato. Possibile che sia vero? Questo fatto lo fa preoccupare al punto che sta meditando di cambiare mestiere. E’ possibile avere informazioni in merito? Potete darmi qualche

Questo mese, viste le numerose richieste, verrà data risposta ad alcune domande frequen-

ti, per sfatare alcuni luoghi comuni, piuttosto consolidati, ma privi di fondamento. “C” sono soltanto previste sanzioni aggravate in caso di violazioni del Codice della Strada, come, ad esempio la revoca della patente in caso di guida in stato di ebbrezza.

riferimento? Grazie, saluti. Giancarlo Caro Giancarlo, il tuo amico può stare tranquillo: in caso di inci-

dente stradale la colpa viene sempre attribuita al vero responsabile, a seguito degli accertamenti (se necessari) da

parte delle Forze dell’Ordine, indipendentemente dal tipo di patente dei conducenti e dei veicoli coinvolti nel sinistro. Quindi che lui sia un autotrasportatore non indice minimamente sulla responsabilità dell’incidente né sul risarcimento del danno a terzi, sempre coperto da assicurazione. Per particolari categorie di patenti, tra le quali la

Accordo tra coniugi per l’affidamento dei figli in caso di separazione Buongiorno Avvocato, ho fatto sottoscrivere alla mia futura moglie un documento che prevede alcune condizioni in caso di separazione, ho sentito che all’estero è cosa comune. Ha qualche validità in Italia? Grazie per la risposta. (lettera firmata) Buongiorno, purtroppo per lei, l’atto che avete sottoscritto non ha nessun valore perché la materia è indisponibile. Può costituire, al massimo un promemoria, ma se uno dei due non lo rispetterà nessuna autorità presterà la sua assistenza per farla rispettare.

CURIOSITÀ DAL MONDO Nel North Carolina (USA) ad Asheville è illegale starnutire nelle strade cittadine; a Tryon è vietato tenere in casa un uccello che canta o suonare l’ottavino tra le 23.00 e le 7.30.

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Mantenimento figli maggiorenni Buongiorno, mio figlio ha poca voglia sia di studiare che di lavorare e, quando lo riprendo, mi dice che tanto sono obbligato a mantenerlo fino a 30 anni, è vero? Grazie (lettera firmata) Il dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare la prole trova fondamento sia nella Costituzione, sia nelle disposizioni del Codice Civile in cui sono stabiliti anche i criteri per la ripartizione dei relativi costi. Fin quando, però, il genitore deve sentirsi gravato di questo onere? Quando il figlio, ormai adulto, può considerarsi autosufficiente? In una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha ritenuto che “…l’obbligo di mantenimento del figlio resta a carico dei genitori anche al raggiungimento della maggiore età, protraendosi fino a quando questi non diventi autosufficiente o sia accertato che la mancata autosufficienza economica sia da attribuirsi a sua colpa. Il rifiuto ingiustificato di attività lavorativa è idoneo ad estinguere il diritto al mantenimento…”. La Corte di Cassazione ha quindi stabilito che anche se l’obbligo di mantenimento dei figli non termina con il raggiungimento della maggiore età, se il mancato raggiungimento dell’autosufficienza economica può essere attribuito a colpa del figlio (che non termina gli studi o rifiutata di lavorare) l’obbligo di mantenimento da parte dei genitori cessa automaticamente. Per approfondire o per fissare un colloquio su questo o su altri temi l’avv. Mattia Gottardi riceve presso il suo Studio in Tione di Trento, via N. Sauro n. 2, previo appuntamento, chiamando il numero 0465/324667 oppure 349/2213536 o scrivendo all’indirizzo mgottardi1@yahoo.it


Cultura È con indicibile tristezza che a 96 anni mi trovo a ricordare amici più giovani di me e che mi hanno fatto tanta compagnia lungo il mio sentiero. Franco, proprio la settimana prima della sua improvvisa dipartita, era salito a trovarmi, con fatica col suo bastone lungo i 57 gradini che portano alla mia mansarda, sempre entusiasta del lavoro di “moleta” di suo padre e di lui e dei suoi famigliari, per portarmi con entusiasmo il CD di quella “coltelleria” di cui si sentiva giustamente orgoglioso. Ci eravamo conosciuti all’inaugurazione dell’associazione “La Trisa” a Mortaso tanti decenni fa, voluta da lui e dagli altri arrotini rendenesi per rendere imperitura la figura - e la dura vita - del “molèta”. Poi le tante occasioni per parlare della sua affermazione in via Montenapoleone a Milano dove suo padre, nel 1929, era arrivato ad insediarsi in uno scantinato di pochi metri quadrati, e dove i figli sono riusciti a raggiungere la maggiore impostazione del commercio nazionale internazionale di lame e rasoi, oggi firmata dal “Museo del rasoio” di fama ormai internazionale. Ogni incontro con lui una

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Franco Lorenzi Culinàč: un protagonista giudicariese Il molèta che dalla Val Rendena arrivò in via Montenapoleone a Milano festa; una rinnovata possibilità di portare il discorso centrato sull’arrotino esaltato dalle sue ormai famose pubblicazioni: “Coltelli in cucina e a tavola”, “L’arte di radersi da sé”, “Rasoi e lame… barbe e baffi”, “Quella bottega di via Montenapoleone”; volumi e volumi sempre portatimi in casa con la soddisfazione di aver aggiunto un qualcosa, d’aver illustrato un altro passo della sassosa strada percorsa dall’infinita schiera di molèti e caciài in ogni angolo del mondo; ed ora anche il suo ultimo cd “Coltelleria G. Lorenzi” con la sua affettuosa dedica dell’agosto 2016! Detto questo a suo dovuto ricordo e doveroso omaggio, credo di fargli

piacere nel prendere l’occasione di riconoscere nella sua entusiastica ed esaltante affermazione soprattutto le alte méte raggiunte dall’emigrazione giudicariese, specie nel campo della coltelleria, come ultimamente hanno magnificamente testimoniato le pellicole e le pagine di Patrick Grassi; nel suo volume

- “Sul filo dell’emigrazione- eloquenti le prime righe della presentazione di Graziano Riccadonna: «Quella del moleta o arrotino è una professione legata a un contesto ambientale ed economicosociale fatto di fame e di miseria, ma anche di fine capacità artigianale: verrebbe da dire una vocazione». E proprio Franco

Il professionista per ogni esigenza “L’azienda che ho voluto realizzare nasce dalla consapevolezza di dover rinnovare il mondo, ormai superato, dell’infortunistica e degli studi legali. Gruppo Mazzini vede un futuro in cui sono previsti zero sinistri, un mercato in cui il cliente è sempre più esigente, in balia di problematiche legali, finanziarie, patrimoniali spesso poco comprensibili, ma che deve affrontare e risolvere”. Così esordisce Davide Munaro, Presidente di Gruppo Mazzini, società nata oltre trent’anni fa dall’esperienza e conoscenza maturata nel mondo della consulenza e dei servizi in ambito risarcitorio, assicurativo e legale. Oggi è un’azienda leader nel settore dei servizi in tutti i casi di decesso e gravi lesioni causati da sciagure, incidenti stradali, infortuni sul lavoro e sportivi, responsabilità medica professionale, suicidi, malattie professionali. Gruppo Mazzini è presente su tutto il territorio nazionale con filiali ed una capillare rete commerciale, in questo modo il Cliente ha la garanzia di essere costantemente affiancato da un consulente personale pronto ad ascoltarlo per trovare insieme ad un team di professionisti la risposta alle proprie esigenze. Cosi, ad esempio, i professionisti dell’Area Legale forniscono una completa attività di consulenza e assistenza personalizzata nei settori sia del diritto civile che penale. La varietà delle situazioni possibili è testimonianza della complessità di una ma-

teria, qual è il diritto, ricca di sfaccettature che occorre conoscere in modo approfondito per poter consigliare e perseguire la strategia più adeguata. Le famiglie colpite da un grave lutto si trovano spesso a dover affrontare questioni di ordine patrimoniale e fiscale che richiedono competenze specifiche. Anche in questo caso Gruppo Mazzini grazie ai professionisti dell’Area Fiscale riesce ad offrire consulenze in ambito successorio, patrimoniale, societario e finanziario, curando altresì gli interessi delle famiglie in presenza di minorenni e soggetti sottoposti a tutela. “ Per fare scelte adeguate - prosegue il Presidente Davide Munaro - occorre avere al proprio fianco professionisti competenti ed esperti nelle varie materie, che diano quella sicurezza di cui il cliente ha bisogno per districarsi in un mondo fatto di molteplici e differenti opportunità e soluzioni, non tutte sempre adeguate alle proprie esigenze”. Scopri tutti i nostri servizi e visita il sito: www.gruppomazzini.it

Lorenzi dei Culinàč ne è il prototipo: suo padre a Milano a spingere la móla a piedi nel 1919 e ad insediarsi nel 1929 in un bugigattolo al centro della metropoli lombarda… e la generazione successiva già assurta ai vertici del settore. Forse l’esuberante carattere di Franco ha dato di lui un’impressione non debitamente corretta; ma io lo ho sempre visto e sentito come la felice affermazione dei pòri molèti che io ho visto negli anni Trenta passare a piedi da Tione e magari disprezzati dai primi benestanti della valle. Pensare a Franco senza accostarlo alla sacrificata sequenza dell’emigrazione dei nostri paesi è un errore: egli ha segnato l’arrivo

esaltante, fortunatamente felice ed ammirato, di una sofferta partenza di tanti (troppi) rimasti nel dimenticatoio e nell’indifferenza di una società - anche giudicariese - che ancora non ha compreso a fondo quale sia stato e sia l’apporto degli emigranti al nostro attuale benessere. A Franco il mio immutato ricordo anche a nome di chi non lo ha conosciuto, ed a nome, in particolare, dei Giudicariesi che si sentono compresi e partecipi della sofferta esistenza, ma anche dei meritati successi, di chiunque abbia dovuto affrontare l’emigrazione in tutti i suoi indicibili risvolti. Mario Antolini Musón


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Il Progetto Il progetto si propone di offrire al territorio giudicariese alcuni momenti di riflessione interna e di scambio con esperienze esterne nell’ambito della vita di montagna e delle potenzialità di sviluppo. L’esigenza nasce dalla costatazione che nelle Valli Giudicarie si sta assistendo a situazioni diversificate caratterizzate da: a) perdita di posti di lavoro b) l’uscita verso altre località di molti (troppi) giovani laureati con valutazioni importanti. d) la nascita di diverse micro realtà imprenditoriali nel campo agricolo, della trasformazione di prodotti della terra, dei servizi e dell’innovazione tecnologica, e) passaggi generazionali significativi nel settore del turismo, dell’industria e dell’artigianato c f) un pensiero dominante sostanzialmente negativo anche nelle istituzioni, che fa fatica a leggere e legittimare le nuove realtà che nascono dal basso. Dunque l’iniziativa si propone di: attivare una serie di eventi volti a favorire la riflessione sulla situazione attuale del territorio giudicariese, sulle sue potenzialità di sviluppo e sulle iniziative che si potrebbero attivare per offrire opportunità di crescita coinvolgere in questa azione tutti coloro che sono interessati generare dialogo e collaborazione con esperienze esterne e con altri territori inserire elementi di positività nel pensiero delle comunità locali coinvolgere nella programmazione ed a livello operativo un gruppo di giovani affinché possano fare un’esperienza di cittadinanza attiva e responsabile ed essere da stimolo presso i propri coetanei recuperare attenzione verso la conoscenza e le attività culturali legate alla lettura della realtà contemporanea Non sarà certo una sola esperienza a cambiare i contesti, ma può essere l’avvio di un processo continuo nel tempo dal quale potranno scaturire ricadute sul piano dell’atteggiamento della popolazione e dello sviluppo di iniziative di crescita. Informazioni: Associazione di Promozione Sociale Piazza Viva Via Nazario Sauro 1 ( a fianco del bar ‘900) Tione di Trento Tel 0465 326370 Mail: info@piazzaviva.it www.piazza.viva.it

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A Tione, dall’8 al 10 settembre, momenti di riflessione e di scambio

Vivere la montagna


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Ci troverete al PADIGLIONE C TO EN TR I D E N TIO A A N G TA N O M I D A dell’ECOFIER il 30 SETTEMBRE - 1 e 2 OTTOBRE 2016


Memoria Il valzer delle relazioni diplomatiche visibili ed invisibili con altre potenze europee tuttavia era già iniziato da mesi e, quasi inaspettatamente, andando anche oltre la maggioranza di spinte interne neutraliste, il Regno d’Italia scelse la via della guerra contro il confinante Impero austro-ungarico, già suo alleato nella Triplice Alleanza. Il cambiamento di politica italiana è tanto repentino quanto coerente nel suo principale proposito di poter finalmente accorpare al Regno i territori di lingua italiana austriaci, un progetto maturato durante tutto il periodo risorgimentale. Il 24 maggio 1915, ventiquattro giorni dopo il Patto di Londra stipulato tra Regno d’Italia e le Nazioni della Triplice Intesa e venti giorni dopo la consegna del telegramma del Ministro degli Esteri italiano Sidney Sonnino alla controparte austriaca nel quale comunicava la propria uscita dalla Triplice Alleanza e la fine delle precedenti relazioni diplomatiche, le truppe italiane iniziarono a varcare la frontiera austriaca. Ma l’Austria, che a partire dalla seconda metà dell’Ottocento aveva iniziato una massiccia fortificazione dei propri confini con l’Italia, non si trovò completamente impreparata e già alcuni giorni prima dello scoppio delle ostilità le varie pattuglie e battaglioni di frontiera arretrarono all’interno delle proprie cinture fortificate, per resistere all’assalto italiano e attendere l’arrivo di rinforzi delle truppe regolari che sarebbero arrivate dai contingenti già schierati sul fronte russo. Nelle Giudicarie la situazione non sfuggiva a questa regola: da un dispaccio sulla situazione dell’Esercito Imperiale redatto dall’Ufficio Informazioni italiano della I° Armata si legge che “Dal complesso delle informazioni si ha l’impressione, che, almeno in primo tempo l’Austria (nella zona assegnata a questo ufficio) abbia l’intenzione di mantenersi in difensiva, tenendo fermo sulla linea degli sbarramenti vallivi. In Giudicarie quindi rimane per ora libera di truppe una

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Le operazioni militari italiane in Giudicarie Il repentino passaggio di alleanze italiano cambia la sorte delle vallate di Aldo Gottardi Un inquietante gelo diplomatico avvolgeva l’Impero austro-ungarico e il Regno d’Italia all’inizio della primavera 1915. Una nube di mistero ed indecisione gravava sulla politica italiana circa l’entrata o meno in quella che

plaga abbastanza vasta di zona montana, la cui tempestiva occupazione può darci rilevanti vantaggi”. E in effetti, le truppe italiane varcata la deserta frontiera del Caffaro, iniziarono subito una occupazione dei territori abbandonati provvedendo allo sgombero dei civili ancora presenti nei paesi. Paesi che secondo varie fonti saranno soggetti a un capillare sciacallaggio da parte dei soldati italiani. L’avanzata dell’esercito del Regno fu assai difficoltosa perché nella ritirata i soldati imperiali fecero saltare i ponti (al Caffaro e a Cimego) e le strade (interrotta la strada che da Storo arriva in Val di Ledro), eliminarono le segnalazioni stradali e disseminarono trappole e mine ovunque lungo le vie, i sentieri e i campi in quel-

era diventata ormai una guerra di dimensioni continentali e mondiali. Nel frattempo, la Monarchia Asburgica da quasi un anno subiva ripetute quanto inaspettate sconfitte ed enormi perdite umane e materiali sui fronti serbi e galiziani.

Lavori di acquartieramento italiani a baite Mangio (vicino a Castel Condino)

Reparti alpini entrano a Storo (1915)

la che sarebbe poi diventata una martoriata terra di nessuno, da Condino fino a Pieve di Bono: sempre

secondo le informazioni raccolte dall’Ufficio Informazioni italiano, nei giorni precedenti alla dichiara-

zione di guerra “I posti di gendarmeria e finanza, che dovranno ritirarsi entro la zona fortificata, hanno ricevuto l’ordine di incendiare e distruggere quanto sarà a loro possibile. A tale scopo sono stati sequestrati tutti gli attrezzi atti a spegnere gli incendi di proprietà dei singoli Corpi dei Pompieri che si trovano in tutti i Comuni”. Le Giudicarie in quelle prime settimane e mesi di guerra, come in altri fronti trentini, erano pressoché sguarnite di reparti di fanteria regolare e potevano contare su alcuni battaglioni di Landsturm (truppe formate da riservisti e giovani dai 18 ai vent’anni, non ancora in età di leva) e compagnie di Standschützen (bersaglieri volontari tirolesi, di solito affiliati alle società di tiro al bersaglio; il nome si trova spesso italianizzato in scizzeri o sizzeri), che seppur di non numerosi effettivi e armati ed addestrati in modo non impeccabile, seppero fermare il primo impeto delle armate italiane specialmente in azioni di disturbo in alta montagna, dove si dimostrarono dei tiratori eccellenti (tanto che per loro nacque il termine

“cecchino”, storpiandolo dal nome dell’Imperatore d’Austria-Ungheria Francesco Giuseppe). Più efficaci a bloccare il nemico, che in effetti non seppe sfruttare l’iniziale disorganizzazione austriaca, furono le artiglierie campali disseminate sui rilievi montuosi delle Giudicarie e le batterie dei forti dello sbarramento di Lardaro (in particolare il recente e robustissimo forte Carriola e le installazioni ipogee di Peschiera), che disponevano di un campo di tiro vastissimo. Gli italiani stabilirono il proprio Comando principale a Storo, protetto dai tiri diretti austriaci dalla montagna, e da li iniziarono un’opera di massiccio trinceramento nella bassa Valle del Chiese per controllare le zone occupate ed impedire eventuali sortite del nemico. Infatti, i piani del Comandante in Capo dell’Esercito italiano Luigi Cadorna erano chiari: occupare subito posizioni strategiche in Trentino, presidiarlo per una strategia difensiva e concentrare il grosso dell’esercito nell’area isontina, per poi sfondare verso Lubiana e Vienna. Ma come ci si accorgerà presto, i piani di una guerra rapida e di movimento, ancora ottocentesca, dovranno essere completamente rivisti. (Segue nel prossimo numero)


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Centenario Grande Guerra

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Vivendo questo stato di cose oggi, nel 2016, di fronte a situazioni che prepotentemente rievocano un periodo che ha tuttora tanto da insegnare e da “allarmare”, viene da riproporre quanto troviamo in “Il Grido dei Morti” del Ferguson: «Porta d’accesso al “secolo breve”, guerra che avrebbe porre fine a tutte le guerre, “inutile strage”: il primo conflitto mondiale fu una tragedia che costò la vita a oltre nove milioni di persone e inferse all’Europa una ferita profonda che ne trasformò per sempre il ruolo sul palcoscenico della storia mondiale. La Grande Guerra fu lo sbocco finale della corsa agli armamenti perseguita dalle principali nazioni europee, il frutto avvelenato dell’imperialismo, l’esito dell’azione di forze storiche talmente potenti e vaste che nessun politico, diplomatico o militare fu in grado di contrastarla: una sorta di fatale e ineluttabile Apocalisse». Oggi ci si chiede ancora se ne valse la pena; la risposta è soltanto che fu il più grave errore della storia moderna; tuttavia un “errore” che sembra non incida per nulla sull’umanità del terzo Millennio! Intanto al cronista di que-

Guerra 1914-18 mese per mese -- Settembre 1916

Altra dichiarazione di guerra; ancora altre cruenti battaglie Alla Somme e sull’Isonzo i più terribili, efferati e massacranti scontri Settembre 1916: siamo solo di guerra: ora tocca alla di Mario Antolini Muson al 26° mese di guerra, il mese Bulgaria, mentre si susche (a posteriori) ne segna esattamente la metà seguono feroci e terribile le battaglie con vittidell’interminabile periodo bellico, che prose- me sempre in aumento e senza alcuna speranza gue senza dare alcun segno della sperata “fine” di vederne la conclusione con la pace: dovranno di quella che era partita come “guerra breve di passare ancora altri 26 mesi prima di giungere al pochi giorni”. Ci si trova a nuove dichiarazioni fatidico novembre 1918. ste amare pagine non resta che il malinconico compito di continuare a registrare le cronache di questo stesso mese di settembre ma di cento anni fa, tutto insanguinato da terribili e sanguinose battaglie, specie sui fronti franco-tedesco e italoaustroungarico.

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Dal 1° gennaio 2016 Poste Italiane ha sospeso la distribuzione tramite Postazone, la tariffa per la spedizione di posta non indirizzata con la quale veniva recapitato, fra gli altri, anche il Giornale delle Giudicarie in tutte le utenze del nostro territorio. Si tratta di un provvedimento che ha creato non pochi problemi per una realtà come la nostra, che basa proprio sulla capillarità e sulla copertura delle Giudicarie, uno dei motivi del suo successo, che dura da 12 anni. Questo non significa certo che il Giornale delle Giudicarie abdichi dal proprio ruolo di informazione locale porta a porta. Come avrete avuto già modo di apprezzare, cambiano, invece, le modalità di spedizione, che sono state affidate ad una cooperativa locale e che avranno comunque bisogno di un po’ di tempo per essere completamente rodate. In ogni caso il Giornale delle Giudicarie continuerà ad essere distribuito in 16.500 a tutte le utenze giudicariesi. Da gennaio il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.

«1º settembre - La Bulgaria dichiara guerra alla Romania. / Truppe coloniali tedesche (Schutztruppe) impegnate in Africa orientale. 4 settembre - Truppe britanniche occupano Dar es Salaam, capitale dell’Africa Orientale tedesca. Le truppe tedesche del generale Lettow-Vorbeck ripiegano nell’interno e proseguono con i loro attacchi di guerriglia. 6 settembre - Vittoria degli Imperi centrali nella battaglia di Turtucaia: un’armata tedesca, bulgara e ottomana sconfigge i Romeni e invade la Dobrugia (Europa centromeridionale) puntando su Costanza (Germania). 12 settembre - Inizia l’offensiva di Monastir (Balcani): grande attacco delle truppe alleate a Salonicco (Francesi, Britannici, Serbi, Italiani e Russi) contro il fronte bulgaro-tedesco in Macedonia; l’azione si esaurisce l’11 dicembre seguente con l’occupazione alleata di Monastir ma senza che il fronte venga rotto. 14 - 18 settembre - Settima battaglia dell’Isonzo, prima delle tre “spallate” autunnali lanciate dagli Italiani contro il fronte austro-ungarico, con scarsi risultati anche a causa del maltempo. / Il 14 settembre iniziò la battaglia. Una breve apparizione del sole aveva convinto l’Alto Commando italiano ad

iniziare il bombardamento con l’artiglieria, ma in poco tempo si scatenarono forti temporali e infine calò la nebbia. La sera dello stesso giorno, le truppe italiane, logorate dalla pioggia, si trovarono in difficoltà ovunque anche grazie alla dura reazione austro-ungariche. Il Comando della 3ª armata italiana ordinò alle truppe di interrompere l’attacco e mantenere le posizioni raggiunte, mentre l’artiglieria doveva continuare il tiro sulle postazioni nemiche. All’alba del 15 venne dato di nuovo l’ordine di attaccare. Le truppe italiane delle brigate Granatieri, Ferrara, Lombardia, Napoli e i bersaglieri, con in testa il 15º reggimento, attaccarono le posizioni austro-ungariche e, a sera, erano riusciti a conquistare altri 300 metri. Il 16 e 17 settembre la battaglia si concluse. La 3ª armata era stata bloccata da una difesa nemica ben più solida del previsto e, in parte, sconosciuta. Tra la prima e seconda linea, infatti, ve ne erano altre due, munite di reticolati e magazzini di materiale bellico pronto all’uso. Gli austro-ungarici, indietreggiando lentamente erano sempre al riparo, mentre le truppe italiane avanzanti subivano il fuoco delle mitragliatrici avversarie. Dal 14 al 17 settembre

si ebbero un numero di vittime pari a 20.333 soldati e 811 ufficiali. Fu durante la questa battaglia che Cadorna inaugurò la tattica delle “spallate”, ovvero urti energici ma di breve durata contro settori limitati. La battaglia durò solo quattro giorni, ma le perdite furono terribili su entrambi i lati. 15 settembre - Battaglia di Flers-Courcelette (Francia): momento culminante dell’offensiva anglo-francese sul fronte della Somme. I Britannici impiegano per la prima volta i carri armati, ma l’azione termina il 22 settembre con guadagni territoriali irrisori. / La battaglia di Flers-Courcelette venne combattuta tra il 15 e il 22 settembre 1916, nell’ambito degli eventi della più ampia battaglia della Somme della prima guerra mondiale: truppe dell’impero britannico, comprendenti reparti britannici, canadesi, neozelandesi, indiani, assalirono la linea tedesca nella zona compressa tra i villaggi di Flers e Courcelette, della Francia settentrionale; lo sperato sfondamento delle linee di difesa nemiche non fu raggiunto dai Britannici, che tuttavia guadagnarono un po’ di terreno ottenendo una penetrazione di 2,3-3,2 chilometri di profondità su un fronte di 11 chilometri. La battaglia è ricordata, oltre

che per il debutto operativo sul fronte occidentale dei reparti neozelandesi, anche per il primo impiego in battaglia del carro armato: una cinquantina di carri britannici appoggiarono l’attacco iniziale degli Alleati, anche se non ottennero grandi risultati. / L’eccezionalità dei “carri” la si trova sui quotidiani trentino-tirolesi: «Fanno la loro prima comparsa sul fronte orientale della Somme i cosiddetti “tanks” o carri armati utilizzati dagli Inglesi». 18 settembre – Sul fronte della Transilvania (Romania) inizia la controffensiva delle forze austro-tedesche; i Romeni sono sconfitti e progressivamente respinti oltre i confini prebellici. 19 settembre - Vittoria russo-romena nella prima battaglia di Cobadin; l’offensiva degli Imperi centrali verso Costanza è bloccata. / Un carro armato britannico “Mark” impegnato durante la battaglia della Somme. 29 settembre - Offensiva di Flămânda: un contrattacco romeno attraverso il Danubio è bloccato e respinto dalle forze bulgare e tedesche per il 5 ottobre seguente». È terribile e sconfortante leggere che tutto ciò era già stato previsto ancora verso la fine del secolo decimonono. Infatti nel 1909, Alfred von Tirpitz, ammiraglio germanico (1849-1930), temeva un attacco lampo della marina britannica contro la sua flotta, mentre s’affacciava l’incubo di un attacco concentrato contro le Potenze centrali da parte di Francia, Russia, Gran Bretagna e Italia; cosicché lo scrittore M. Gilbert profeticamente scriveva: «A un dato momento si abbasseranno i ponti levatoi, si apriranno le porte e si scateneranno eserciti di milioni di uomini, che infurieranno e distruggeranno tutto, attraverso i Vosgi, la Mosa, il Niemen, il Bug e persino l’Isonzo e le Alpi tirolesi. Il pericolo appare gigantesco». Considerazione profetica che non fu ascoltata sotto l’imperversare della travolgente “Belle Epoque”, come nel 2016 l’indifferenza e la noncuranza impedisce di scorgere i nuvoloni che si addensano sull’umanità nel primo secolo del terzo Millennio.


Centenario Grande Guerra Non bisogna attaccarsi alle cose del mondo, perché presto o tardi viene per tutti l’ora di lasciarlo». Mi è sembrato opportuno stralciarla a se stante perché storicamente ed umanamente davvero, almeno per me, in sè del tutto eccezionale. Dalle stesse pagine il susseguirsi delle giornate settembrine vissute sul fronte. «1 settembre 1916. È una giornata meravigliosa e si vedono bene i monti lontani fino all’Ortles. - 3 settembre. Tempo coperto e umore pessimo. Quando verrà la pallottola a mettere fine a questa situazione insopportabile? Certo non vorrei dare questo dolore alla mia famiglia… - 5 settembre. La notte scorsa c’è stato violento fuoco di mitraglia incessante sotto il tiro degli Italiani, che però non si sono mossi. - 7 settembre. Dopo nove mesi è portata qui dal basso l’illuminazione elettrica; bello veramente! I Bulgari hanno ottenuto una grande vittoria sugli Alleati; per l’Austria è un successo, seppur indiretto. - 9 settembre. Si vuole scavare la progettata galleria da cui diramare dei cunicoli sotto le postazioni nemiche (italiane); la solita idea grandiosa che però richiederebbe molto tempo per attuarla. - 12 settembre. Un reparto di mitraglieri e uno del genio vanno a Tione: cosa significa questo trasferimento? A sera esamino con il binocolo: gli Italiani hanno cementato e coperto le loro trincee e raddoppiati i reticolati; osservo degli ufficiali che scrutano le nostre posizioni gesticolando vi-

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Settembre 1916 - Ripercussioni in Trentino e in Giudicarie

In Giudicarie anche i morsi della fame… e già la prima neve Dal Nòzzolo un accorato presentimento di crollo dell’impero austriaco

Nelle cronache trentine relativamente al mese di agosto 1916 non trovo, fra i testi che ho sottomano, particolari annotazioni su quanto avvenuto in quel mese in Trentino. Mi riportano, invece, sui fronti militari giudicariesi le pagine del già citato diario del tenenvacemente. - 16 settembre. Le batterie italiane sparano contro la linea da Creto a Daone. Vicino a Prezzo c’è un grosso lanciabombe col quale gli Italiani hanno sparato incendiando Clusone. È probabile che gli Italiani abbiano fatto soltanto un’azione dimostrativa mentre sul Carso dovrebbe essere in corso una loro offensiva. - 17 settembre. Nel pomeriggio le batterie di Dalguen e di Malmarone battono Creto e Daone ma senza riuscire a incendiare altre case. - 18 settembre. L’amico Ladurner mi telefona dalla Miniera di val di Breguzzo dove se la passa bene dipingendo paesaggi. - 20 settembre. È disertato un kaiserjäger, correndo dal nemico italiano, con danno del buon nome della mia compagnia, a prescindere da quello peggiore che può causare col fare la spia. Bi-

sognerebbe scorticarlo se non fosse un cristiano! - 22 settembre. Su tutto il fronte alpino pare ci sia calma. Ogni giorno nuovi ordini da Bondo a cui non c’è più da credere; l’umore di quel comando è tornato nero». Queste annotazioni del militare trovano eco e confronto nelle amare pagine del Perli, il quale, giorno per giorno, annota le situazioni conseguenti alla guerra vissute dalle popolazioni lontane dai fronti di battaglia. «1 Settembre - Sui fronti quiete generale fuorché alla Somme dove i Francesi il giorno 7 agosto iniziarono una violentissima offensiva da fare di questa battaglia una delle più spaventose. Gl’Inglesi riempiono le lacune dei loro battaglioni con soldati di colore, che poveretti sono sempre nelle prime linee. / Il gene-

te Hecht dal Monte Nòzzolo, in Valle del Chiese. Al 1° settembre una annotazione piuttosto allarmante: «Per la prima volta dall’inizio della guerra comincio a temere il crollo dell’impero austriaco, visto che la guerra sembra prolungarsi all’infinito. rale germanico Makensen, uno dei più quotati, aperse un’offensiva al fronte greco contro il Sara francese. 4 Settembre - Oggi vidi per via caduti due buoi militari sfiniti dalla fame. Un tizio, présane compassione, vi portò dell’erba; la mangiarono e quindi si alzarono e continuarono stentatamente il cammino tirando il loro carro vuoto. Di questi casi se ne vedono di frequente. / Il militare ha prescritto 10 chili di fieno al dì per bue! / Molti vecchiotti del paese quest’anno sono assai deperiti più per la mancanza del conveniente nutrimento che per l’età. / Molti giovinetti del paese, visto che la lingua tedesca si fa ognor più utile, si raccolgono in canonica a prenderne lezioni ogni sera dal cooperatore don Augusto Pancherteiner. E le ragazze dalle loro maestre. 7 Settembre - Oggi giornata di pioggia; comparve la neve sulle cime dei monti a rendere più desolata la vita dei nostri soldati inchiodativi a difesa dei confini. Quest’anno la costante temperatura umida e rigida non ci lasciò gode-

re neppur una giornata di vera estate. In conseguenza anche la maturazione delle campagne è molto imperfetta. / Il Governo requisisce e tariffa tutto il graspato (vinacce) e tutto il corame disponibile e le pelli degli animali macellati e sorveglia la garberia (conciatura delle pelli; produzione del cuoio = allora a Tione, al Basso Arnò). / L’arte e il bisogno, l’avidità e la malizia si diedero la mano per approntare dei corami artificiali d’altro genere dei soliti e sono già in commercio a 14-17 corone al chilo, ma alla prova non reggono. 22 Settembre - Il governo ordinò la astinenza dalle carni nei lunedì, mercoledì e venerdì d’ogni settimana, per la straordinaria scarsezza del genere. / L’olio da pasto costa oggi corone 26 al litro. / Tutti, anche gli eleganti signorini, fanno uso di zoccoli: sgàlmere (o sgàlbere = scarpe con zoccolo di legno) et similia». Sergio Benvenuti, nel primo volume della sua “Storia del Trentino”, sotto il settembre 1916 fa riferimento ad un aspetto del-

la prima guerra mondiale - che si è ripetuto anche nella seconda - lasciando aperte discussioni, ed opposte visioni sociali, non ancora scemate né sul primo che sul secondo conflitto. Infatti la scelta di “stare da una parte o dall’altra” è tornato alla ribalta anche nelle più recenti (agosto 2016) commemorazioni di fatti relativi alla seconda guerra mondiale. Ecco il testo del Benvenuti: «In seguito all’esecuzione di Cesare Battisti il Comando Supremo dell’esercito italiano ordina il ritiro dei “volontari irridenti” dalla prima linea del fronte contro l’Austria. L’ordine determina per reazione il costituirsi della “Legione Trentina”. I volontari trentini sentono, infatti, in quei giorni la necessità di unirsi per chiedere compatti la revoca del provvedimento; ciò che avverrà qualche tempo dopo. I volontari della “Legione Trentina”, che combatterono sul fronte italiano, furono 859; di questi 103 caddero sul campo e 29 morirono per cause di guerra. Numerosi furono pure i mutilati. 183 vennero decorati con medaglie al valor militare italiano: 12 medaglie d’oro, 98 d’argento e 73 di bronzo». Mario Antolini Musón


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Cultura

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Laboratorio permanente di teatro e comunicazione della Cooperativa Dolomiti’s Small Theatre Otto corsi e percorsi formativi per soddisfare le possibili richieste dei giudicariesi che si vogliono avvicinare al teatro 1. CORSO DI AVVIAMENTO AL GIOCO TEATRALE “L’ATTORE SVELATO” Docente: Silvia Salvaterra: Attraverso nuove consapevolezze di sé e del proprio corpo, la scoperta degli strumenti teatrali come improvvisazioni, training corporeo e vocale, la lettura e l’interpretazione di testi drammaturgici si giungerà a prendere consapevolezza del teatro quale mezzo e arte per comunicare. 2 ore settimanali 20.00-22.00 per 18 incontri - Prima lezione di prova gratuita il 5 ottobre costo: 150 euro / numero minimo di partecipanti 6 2.CORSO DI TEATRO PER BAMBINI dai 6 ai 10 anni Docente: Paolo Vicentini: Il corso è incentrato sulla creatività, sull’invenzione di storie, di personaggi e di azioni sceniche per rendere efficace il racconto e la comunicazione. Lo spettacolo è il frutto del lavoro di invenzione. L’esplorazione e la sperimentazione è la strada offerta per facilitare la scoperta di una forma di comunicazione originale. 1,5 ore settimanali 16.00-17.30 per 22 incontri - Prima lezione di prova gratuita il 7 ottobre costo: 150 euro / numero minimo di partecipanti 8 3. CORSO DI TEATRO PER RAGAZZI dagli 11 ai 14 anni Docente: Paolo Vicentini : Questo laboratorio si focalizza sull’interpretazione di personaggi, attraverso la scelta di un testo del teatro classico (Shakespeare, Moliere, ecc) che permetta di confrontarsi con temi grandi che esulano dalla nostra condizione storica e ci aiuti a confrontarci per crescere. Lo spettacolo è il lavoro di messa in scena di un testo già scritto. 1,5 ore settimanali 17.30-19.00 per 20 incontri - Prima lezione di prova gratuita il 7 ottobre costo: 150 euro / numero minimo di partecipanti 6 4. CORSO DI DIZIONE, PUBLICK SPEAKING ED EDUCAZIONE DELLA VOCE “LA PAROLA CHE CONQUISTA” Docente: Silvia Salvaterra: Elementi di dizione, fonetica, respirazione, gestione di tono, volume e velocità e di tutte quelle tecniche necessarie ad ottenere una padronanza di sé e della parola. Questo Corso è aperto a chi desidera migliorare la propria capacità di interloquire, comunicare, parlare in pubblico ma anche di consapevolezza della propria voce in vista di un obiettivo artistico, personale o professionale. 2 ore settimanali 20.00-22.00 per 15 incontri - Prima lezione di prova gratuita il 3 ottobre costo: 180 euro/ numero minimo di partecipanti 6 E’ “Viale Dante/Viale D’Arte” l’evento che, fra i tanti organizzati quest’estate dalla pro loco di Tione, più ha suscitato unanime interesse ed approvazione per la perfetta riuscita ed organizzazione logistica. Andato in scena lo scorso sabato 6 agosto, gli organizzatori hanno già annunciato che si ripeterà il prossimo anno. Per questa manifestazione dal titolo evocativo, viale Dante, il viale principale del paese, si è trasformato per un giorno in una vera e propria galleria d’arte open air nella quale più di 75 artisti provenienti da tutto il Trentino hanno esposto le proprie opere: dai dipinti alle sculture, fotografie e le più varie espressioni artistiche. Un viale che, in una soleggiata giornata estiva, è diventato un “salotto” con tanto di tappeto rosso, cinque stand con presidi Slow Food delle Giudicarie che hanno arricchito la manifestazione

5. CORSO BREVE DI DIZIONE “L’ARTE DELLA PAROLA” Docente: Silvia Salvaterra : Un percorso breve per apprendere l’importanza della propria voce e della propria capacità comunicativa. Attraverso un lavoro sull’articolazione e sull’espressione si mirerà ad un miglioramento nella conoscenza della dizione italiana al fine di acquisire un maggior controllo del proprio parlare. Verrà prestata attenzione alle diversità che ogni singolo allievo porta con sé e alle sue specificità. 2 ore settimanali 20.00-22.00 per 6 incontri – I ciclo dal 7 ottobre/ II ciclo dal 20 gennaio costo 70 euro - numero minimo di partecipanti 6 6. PERCORSO DI 5 INCONTRI “COUSELING DEL SE’” Docente: Ignazio Punzi L’arte di essere in relazione, di comunicare e di aiutare per orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità della persona, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Il percorso si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, operano nell’ambito educativo o sanitario, ma anche a coloro che vogliono migliorare il proprio rapporto con se stessi, con gli altri, col mondo. 3 ore ad incontro Primo incontro Martedì 18 ottobre dalle 17.00 alle 20.00 costo 40 euro a incontro / numero minimo di partecipanti 10 7. Percorsi di Lezioni individuali di Comunicazione e Dizione con la possibilità di acquisire strumenti per migliorare la fiducia in se stessi e le proprie tecniche comunicative 8. Sostegno alla regia di gruppi o realtà che vogliono avviare una propria produzione teatrale e/o sostegno alla pedagogia teatrale e alla formazione di gruppi di lavoro. Gli incontri si svolgeranno in “Sala Prove” presso sede “L’Ancora” di Tione di Trento in via Roma, 9 o presso il Teatro Comunale di Tione di Trento Per informazioni e iscrizioni (ISCRIZIONI ENTRO IL 30 SETTEMBRE): Silvia Salvaterra 334-3421352/salvaterra.silvia@libero.it info@dolomitismalltheatre.it www.dolomitismalltheatre.it

DOCENTI Silvia Salvaterra laureata presso Scienze della Comunicazione Università Pontificia Salesiana, diplomata come attrice presso il Centro Internazionale La Cometa di Roma, docente presso Teatro Portland di Trento ha fondato la Cooperativa di servizi Culturali e Artistici Dolomiti’s Small Theatre. Si occupa di formazione attoriale e di pedagogia legata all’educazione della voce ed alla produzione di spettacoli teatrali. Paolo Vicentini collabora da quest’anno con Dolomiti’s Small Theatre. Docente presso Teatro Porland di Trento dice di se “Ho iniziato a fare teatro per passione e poi in seguito è diventato il mio lavoro, prima come attore e poi come insegnante. Oggi trovo che sia importante insegnarlo perché abitua ad indagare su noi stessi e sull’umanità. Offre la possibilità a bambini ed a ragazzi di imparare a lavorare insieme, vedere il frutto del loro lavoro, riflettere sulla realtà, inventare una storia e capire come raccontarla”. Ignazio Punzi è formatore, psicologo e psicoterapeuta familiare. Presidente dell’associazione L’Aratro e la Stella, ha progettato con Giuseppe Dardes il percorso di crescita umana e spirituale “In Viaggio verso l’Isola Sconosciuta” (www. isolasconosciuta.it). Professore di Psicologia generale alla Pontificia Università Antonianum di Roma (1994-2003). Supervisore di numerose équipe di educatori che si occupano di minori e disabilità.

Viale Dante/Viale D’Arte presentando alcuni produttori locali che con le loro eccellenze alimentari hanno fatto conoscere realtà territoriali a km 0, e una colonna sonora che ha allietato questo pomeriggio all’insegna dell’arte. A scaldare musicalmente l’atmosfera di “Viale Dante/Viale D’arte” ci hanno pensato le note jazz suonate rigorosamente dal vivo dal Sandy Swing Trio. L’Assessore Provinciale alla Cultura Tiziano Mellarini e il Consigliere Provinciale Mario Tonina hanno tenuto a battesimo questa prima edizione di un evento che ha portato lungo il viale oltre mille visitatori.

Soddisfatta anche la Presidente della Pro Loco Manuela Fer-

rari, organizzatrice dell’evento insieme all’artista e critico

d’arte Alessandro Togni, che nel pomeriggio ha esposto e commentato le opere presenti per il folto pubblico che ha partecipato all’iniziativa: “Siamo orgogliosi e soddisfatti di questa prima edizione di Viale Dante/Viale D’Arte. Abbiamo subito creduto nelle potenzialità di questo evento e i numeri ci hanno dato ragione. Adesso ci proponiamo di ampliare questa manifestazione grazie anche alla disponibilità dei molti artisti intervenuti e che hanno dimostrato grande entusiasmo. Vi aspettiamo tutti alla prossima edizione”. Aldo Gottardi


Sport

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Uno sport, lo sci d’erba, che di anno in anno vede aumentare sempre di più i suoi appassionati e atleti e che si sta imponendo come una disciplina autonoma dotata di propria dignità e seguito; non più quindi come un semplice “allenamento estivo” propedeutico per lo sci tradizionale, come molti tendono ancora a concepirlo. Lo Sci Club Bolbeno, da anni riferimento per lo sci invernale, si è consolidato come pioniere in zona dello sci d’erba, raggiungendo in breve tempo anche l’eccellenza nella specialità a livello nazionale e mondiale: il gruppo sci d’erba Bolbeno ha infatti vinto di misura il recente appuntamento nazionale Talento Verde (cioè per i più giovani) del 6 e 7 agosto a Tambre (Belluno), senza contare le ottime prestazioni del portacolori nel Campionato Mondiale Matteo Battocchi. Lo sci club giudicariese si prepara così nel secondo weekend di settembre a fare da padrone di casa per l’evento più importante della stagione agonistica, la chiusura del circuito nazionale junior/aspiranti e Assoluti e che sarà dedicato alla memoria di Francesco Battocchi, una

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Appuntamento alle Coste il 10 e 11 settembre

ABolbeno il Campionato Italiano TalentoVerde di sci d’erba Sabato 10 e domenica 11 settembre le Coste di Bolbeno ospiteranno i Campionati Italiani junior/aspi-

ranti e Assoluti di sci d’erba, evento conclusivo del calendario nazionale 2016 della specialità.

promessa dello sci d’erba di Tione, prematuramente scomparso dopo una grave malattia. Secondo le previsioni degli organizzatori l’evento radunerà alle Coste di Bolbeno circa settanta giovani atleti del Talento Verde, che si daranno sportiva battaglia sfrecciando sui loro speciali sci dotati di appositi cingoli e che al giorno d’oggi nelle mani, o meglio nei piedi adatti, riescono quasi ad eguagliare le prestazioni dei “classici” sci da neve. Ma non solo atleti: anche famiglie, allenatori, squadre e curiosi animeranno il settembre del paese di Bolbeno, per un evento che ci si aspetta indimenticabile, anche al di là del puro agonismo. Aldo Gottardi

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Sport

SETTEMBRE 2016

Nel campionato di eccellenza, massimo torneo regionale, punta a confermare quanto fatto di buono lo scorso anno il CalcioChiese guidato da Sergio “Pesce” Pellizzari, confermato alla guida dei biancazzurri. Diversi i cambiamenti nell’ormai collaudata rosa del presidente Moneghini. In uscita infatti si registrano le partenze di pedine fondamentali come quelle di Marco Fusi (in direzione Cafferese), Emilio Capelli, Armando Finales, Daniele Donati e Manuel Salvadori, mentre arrivano al Grilli l’ex Manuel Grassi, il difensore Dante Pizzini ed il trequartista Giorgio Franceschetti in uscita dal Pieve A Roma come a Trento ci sono di Bono, il portiere Stagnoli, striscianti, ma non troppo, fenoed una punta proveniente dal meni e processi evolutivi che bresciano. la guida portano a direCambia che tra qualche tecnica invece al quelli Comano mese i democristiani, di Terme oFiavè dopo due seconda terzadove, generazione, stagioni targate Ferrari, apavranno in mano le carte buone e potranno giocare una partita proda Luca Celia. I termali, impensabile a poco dopo averfino perso duetempo pezzi fa.da Il tutto deriva dal lento logonovanta come Capitan ramento della Premiata Ditta, Francescotti e Paolo Valenti, ovvero il PD del dopo Bersahanno rinnovato il proprio ni che – sia ben chiaro – non organico con l’arrivo di Matsta chiudendo ma sicuramente Bugna, gli Matteo Fusari, statiacambiando azionisti di Federico Lorenzi, Massimo maggioranza e forse anche la Giovanni, Davide Sceffer ragione sociale. Basterebbeal raggiungimento ro etrepunta nomi per far capire cosa una salvezza tranquilla. stadisuccedendo nel Pd: Enrico Letta, Franceschiniil emassimo Renzi. In Promozione, I primi due vengono di fatto campionato provinciale, dalquest’anno vecchio Partito popolare di il calcio giudiMartinazzoli ed il dna della cariese sarà rappresentato democristrianità ce l’hanno nel dalla Condinese e dalla neosangue e nel linguaggio. Renzi, promossa Settaurense. La pur essendo nato in terre rosse, canarina, presieduta hasocietà tanti risvolti ma non certo da Thomas Galante e guidata

Porto franco

Il calcio giudicariese torna in campo OTTOBRE 2013 - pag.

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contro la Democrazia Cristiana. Ora ha assorbito i toni, le forme, il linguaggio di un partito moderato che con garbo e furbizia mette un po’ in penombra i cappelli piumati e si inserisce delicatamente nelle pieghe di quelmeglio dello scorso anno l’intellighenzia democristiana, l’Alta Giudicarie diconsiglia Mister e che dietro le quinte Fabrizio Armani che, nonosuggerisce. stante la buona oggi rosacome per oggi, la Non sappiamo, se vincerànon Rossi Mosna, ma categoria, haorispettato uno o l’altro cosa è levinca aspettative della una vigilia. certa: la leadership politica Aria nuova anche a Tione e culturale delmolti Pd anche in Trendove, dopo anni, ha tino è ormai agli sgoccioli. Parlasciato la presidenza Carlo liamo naturalmente del Pd di Antolini. La guida tecnica una volta, non di quella Cosa della prima squadra è stata che verrà dopo l’innesto di penaffidata Mister siero deiall’esperto nuovi rampolli. Marco che ritorna MagariBallini nella prossima maggiocosì in panchina dopo anche qual- il ranza ci potrà essere che di pausa. Pd,anno peraltro con laChiudono generazione nonsquadre potrà pesare il nuova, quadroma le due dellapiù di tanto, né tantomeno seccare Val Rendena, Tre P e Carisopiù di tanto il manovratore perlo, che hanno chiuso nella ché altrimenti ci sarà sempre parte bassa della classifica lo la riserva del centro campo, quella scorso campionato e che, con di Grisenti e compagni. l’inizio della stagione, hanDemocristiani si nasce, non si nodiventa. l’obiettivo diche migliorare E’ quel non ha caquanto pito il fatto. Pd nelAppuntamento momento in cui dunque dalle domeha perso leprossime radici inseguendo niche sui campi giudicariesi, battaglie di retroguardia e percon il “sano agonismo” che dendo vent’anni a combattere Berlusconi, pensare deve animare ilanziché calcio cosida rinnovarsi. E così mentre detto “minore”, vera risorsa Bersani combatteva il Cavalieche rende questo sport il più re i giovani democristiani, popolare, evitando gli ecces-zitti zitti, piano piano, come novelli si e gli esempi non sempre cuculi, volavano nel nido del Pd positivi che quotidianamente deponendo le loro uova, che ora cisivengono proposti sui palsono schiuse.

Il vecchio detto torna puntualmente di moda Le conferme, i nuovi acquisti , le partenze... tutte le maggiori novità nelle rose delle squadre giudicariesi

I Moriremo democristiani l calcio provinciale e regionale, dopo la pausa estiva, è ai blocchi di partenza. Durante i due mesi di riposo, pur non essendo sotto gli om-

brelloni della riviera romagnola, non sono mancate le trattative di mercato ed i conseguenti cambi di casacca.

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dal confermato Mister Savediscorso di una futura fusiorio Luciani, ha salutato dopo ne, diversi giocatori, tra cui diversi anni bomber Essounl’esperto difensore Valenti. dusi e Di Belli. Si sono regiIl Pinzolo Campiglio invece di Ettore Zampiccoli strate inoltre le partenze di cambia la guida tecnica affiLuigi Pintor, già direttore del Manifesto una quindicina di sta rafforzando negli osservatori e nei politologi la convinzioGrassi (di ritorno al Calciodandola a Corrado Bonazza. anni fa scriveva con una certa soddisfazione “non moriremo ne che “moriremo democristiani”. Non che, tutto sommato, Chiese), del giovane portiere La squadra dei bomber Matdemocristiani”. Invece in questo autunno dorato e incerto si mi dispiaccia ma vediamo di capire il perché. Maestri, recentemente conteo Masè e Mirko Polla, visto vocato nazionale dilet- quali scenari nuovi si apriranno. Zeni un giovane promettente anche l’importante mercato quello di nella comunista doc, vetero tanto Mosna, il candidato presichesia. andrà al Certo non potranno ribattezza- che ha dimostrato di sopporta- estivo che ha arrivare o tanti neo che Anziail giocare suo modo dente delle listevisto civiche di cened appunto centrocamdiSüdtirol, proporsi,Bazzoli di argomentare, la re il PD Democrazia Cristiana re malamente le liturgie della anche tro, mal’esperto non pensiamo sia un nosua ricorda più il ma sicuramente vi metteranno sinistra, Alessandro Andreat- pista stalgico del pensiero e di di spavalderia Mattia Bugna. Arrivano Paolo Valenti unico e dopo ta di sicura fede cattolico/dedentro contenuti, modi di fare, berlusconismo che il bersanisinistra, del partito della spesa al Bettega il portiere Folli, la tribolata stagione scorsa, smo a perdere. E nonrendenese a caso lo atteggiamenti e ragionamen- mocristiana, senza parlare del punta pubblica, dell’idea la Proil centrocampista al ritorno nel che massimo parlamentare Tonini, tanto per ti che con la vecchia e ormai stesso Renzi ha detto che Bervincia deve essere ovunque Maturi e l’attaccante Finales. campionato provinciale. Pro-ed fare qualche nome. E’ una gespompata sinistra avranno ben sani è ormai “spompo”. Ebbene insinuarsi dappertutto La Settaurense invece si presegue invece la lineatogliendo verde nerazione che sta cambiando la spazio al cittadino, al privato, questi nuovi e giovani protago- poco a che fare. senterà ai nastri di partenza stagione da Mister Luca Co- miliano Gabbia, Alessandro del Calcio Bleggio guidato nisti stanno mettendo alle corde A ben guardare questo proces- pelle di quel che po’ che resta al professionista. Grisenti è di con la orosa dell’anno dognato, ha rinnovato molto Nabacino Capelli. Mister Manente subendel Pd. MaedleEmilio situazioni più in- da è in atto, silenziosamente, chi bene male ha tentatoscorso di in- so scuola democristiana e lo dipraticamente confermata il proprio organico. Hanno Virtus si Giudicariese, dopo trato al duo Rocca-Malacarteressanti ritrovano al centro, a Trento. Vediamo un La terpretare in questi anni la Pre-e anche mostra, tra l’altro, la caparbieintegrata con alcuni under. paio appeso le scarpette chiodo salvezza raggiunta quale avràèilrisorto compito quell’ampio bacino cheall’ulti– come ne, di situazioni. NelalPd della la miata Ditta: Bersani sta facendo tà ilcon la quale dalle l’arrivo casa vecchia il capitano e bandiera da mamma Mister disuecontinuare con l’ottimo una respiro, vecchiariparte e cara guardia - non Walter ci rife- mo laDa fineregistrare che farà, Barca si èinperso difficoltà. Viola pure con biancoverde dei centrocam- riamo “Scheggia” Armanini con diver- lavoro svoltodi negli – è sempre prontoead accoglieal datoArmani anagrafied coOmar - chi Gianni nelle nebbie dell’ideologismo l’aggravante essere ultimi fervido re volti tutti. E in questa area Pinter ormai appare di si vuoto un po’Scalvini snob, degli seguace Compagnia delle pisti eMirko e altri Ma- resta? Bazzoli mentre hanno camnuovi tra cui il che cen-si anni. In della seconda categoria giocheranno i destini futuri del fatto archiviato, il buon Pacher dinuel sicura matrice e pensiero coOpere. E Rossi? Ma vi pare che Salvadori, del difensore biato casacca Dante Pizzini, trocampista Luca Rubes, in dovrà rialzare subito la china Trentino e che potrebbero risercon stile e tempismo ha deciso munista o post comunista non il Patt sia di sinistra. Ai tempi Daniele Donati e dell’attac- Giorgio Franceschetti ed il uscita dall’Alta Giudicarie. Il il Castelcimego che, dopo ladi varciRendena inattesi scenari. abbandonare la barca, Nico- Val sicante parla nemmeno più. C’è da di quell’indomito combattente che Tiziano Maestranzi. portiere bresciano Giovanni ha rinnovato il bruciante retrocessione dello Infatti dicano i lettori che diffeletti si è già perso nelle nebbie giurarci ma, dopo il congresso, era Enrico Pruner il Patt In Prima categoria saranno Esposito. Arrivano in riva proprio organico con diver- scorso anno, ha rinnovatoera il trio Letta-Franceschini-Ren- romane. Poi ci sono i giovani renza fa tra un Grisenti e Viola capace di battaglie memorabili molte le squadre giudicariesi all’Adana diversi volti nuo- si giovani e ceduto ai cugini quasi interamente il direttivo zi prenderà definitivamente in rampanti. Olivi, più vicino a da una parte e un Rossi dal- sia contro la sinistra, in nome che siil sfideranno. Il Pieve di Marangoni vi tra cui ilche portiere Davide Pinzolo Campiglio,più condi ed presieduta dal gio-sia a Marx, Luca del mano partito e allora chissà di ora Dio èHeimat e Famiglia, l’altra. Non conosciamo Bono, guidato per la seconda Angeli, Ivan Bazzoli, Massi- il quale si sta abbozzando il vane Luca Festi. Dovrà fare coscenici “maggiori”.

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LA FORZA DELLA CONCRETEZZA

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Opinioni a confronto

SETTEMBRE 2016

BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Caro Adelino, mi rivolgo a te che sei stato un politico, io non riesco a capire le polemiche quotidiane all’interno dei vari partiti, l’un contro l’altro. Vedi il Pd con Renzi e la sua minoranza, vedi Forza Italia con i capi, capetti, l’un contro l’altro armati. Non dovrebbero andare d’accordo per perseguire il bene comune, o a loro interessa solo l’interesse proprio… Aldo

All’interno di un partito, l’un contro l’altro armati

L’interesse dei partiti Condivido. Il bello è che che quando se ne dicono di tutti i colori all’interno dei partiti normalmente si giustificano con la solita frase: “il nostro partito è democratico...la dialettica, la diversità nel nostro partito è una ricchezza...”. E’ una maniera stupida e vacua di raccontare le cose da parte dei politici. Vorrebbero convincere gli elettori di destra e di sinistra che tutto sommato litigare, tradirsi, oltraggiarsi a vicenda sia

normale anzi, quasi quasi, sia un valore aggiunto per una buona politica. Come a dire, per esempio, che alcuni bambini sono fortunati a stare in famiglie litigiose, dove madre e padre “begano” giorno e notte, potrebbe essere l’iniziazione alla democrazia: la moglie che dice democraticamente al marito “sei un porco” e il marito che risponde democraticamente “sei una donnaccia”. E se poi si sparano, è forse il tripudio

Infanzie felici Caro Amistadi, ti racconto quel che mi è capitato. Sono un pensionato di 68 anni e proprio nei giorni di ferragosto, durante una cordiale chiacchierata in famiglia, un mio nipote tredicenne mi ha detto: “Ma nonno, come facevate a vivere senza cellulari, senza Facebook, senza playstation, senza computer...senza Sky...dev’essere stata una vita da cani, una vita triste, senza sugo...” Preso alla sprovvista, lì per lì, non ho saputo rispondere, ma dopo aver preso fiato, gli ho spiegato quanto invece la nostra gioventù sia stata felice, piena di gioia e di divertimenti, anche senza tutte quelle robacce di cui oggi il mondo è innamorato Ettore Hai risposto bene, benissimo. Io ho più o meno la tua stessa età, e sono cresciuto anch’io senza tutte le diavolerie dei giorni nostri. Passavamo i nostri

pomeriggi impegnati in mille giochi che richiedevano impegno, ma anche furbizia, intelligenza, molta di più di quella richiesta per premere qualche tasto. Giocavamo al pallone senza aver mai visto una partita alla TV, a mosca cieca, a “punto mio”, e in un attimo arrivava sera, pronti per andare a letto soddisfatti. Poi, crescendo, ci siamo dati da fare con biciclette d’anteguerra, dure e robuste come muli, ma il mio paese non si prestava per niente all’uso della bici, troppo erto. Più tardi passammo alla motoretta, senza casco naturalmente, all’auto stop senza problemi di sicurezza, alla macchina senza cinture, andavamo nei bar pieni di fumo, mangiavamo di tutto, quel che c’era, telefonavamo a casa, a gettone, ogni tanto, e, quando arrivò la televisione, c’era un unico canale, e sbiadito pure quello,

ma era sufficiente per farci sognare. Abbiamo avuto un’infanzia fatta di stenti, di povertà, certamente diversa da quella dei ragazzi d’oggi, ma altrettanto felice, anzi, per certi versi, più costruttiva, dove l’uso delle nostre facoltà intellettive era quotidiano. E con noi c’erano un sacco di amici con cui condividevamo tutto. Amici in carne ed ossa e non solo amici virtuali. E quando era estate e arrivavano le villeggianti, le inseguivamo, e facevamo la nostra figura. Quella era vita...il mondo è cambiato e le nove generazioni si sono adeguate, com’è giusto, e ascoltare la nostre storie è per i nostri nipoti una noia infinita, rassegniamoci... i nostri ricordi non servono a nessuno, teniamoceli stretti, ci faranno compagnia e ci regaleranno, ogni tanto, qualche attimo di commozione. Adelino Amistadi

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della democrazia. Pertanto quando sento i D’Alema, i Bersani, i Cuperlo azzuffarsi con Renzi e compagnia, con i colonnelli che gettano acqua sul fuoco affermando che sputtanarsi a vicenda è normale dialettica democratica, mi viene qualche dubbio sulla democrazia italiana. Più o meno succede la stessa cosa a destra, magari con qualche volgarità in più, con meno self-control della sinistra, ma altrettanto dota-

ti di “dialettica costruttiva”. Insomma, per i nostri politici, l’andare d’accordo pare sia fuori moda, anzi, sparare bordate e volgarità d’ogni tipo pare sia, per loro, sintomo di vitalità. Credo sia ora che si diano una calmata, di qua e di là, è tempo di finirla per tutti, dovrebbe prevalere comunque, prima di tutto, l’occuparsi dei problemi della gente, che sono tanti e da troppo tempo irrisolti, fare il bene della nostra comuni-

tà al di là delle gelosie, delle invidie, e della dabbenaggine cosi diffusa nella nostra classe politica, ad ogni livello. Il bene comune dovrebbe essere il riferimento della politica, al bene privato già ci pensano i vitalizi e i mille privilegi di cui godono i nostri parlamentari. E questo vale anche per la politica trentina che sta imparando, piuttosto in fretta, tutte le pessime usanze della politica romana. (a.a.)

Onorevoli? Ciao Adelino. Vorrei che si abolisse il titolo di onorevole per i nostri Parlamentari. Credo che l’Italia sia l’unico paese che li chiama così, anche se gran parte di loro non lo meritano. Non prendiamoci in giro. Chiamiamoli con il loro titolo di studio, ingegnere, avvocato, dottore, geometra, professore, ragioniere….

Sono d’accordo, ma escluderei anche i titoli di studio. Non sempre sono garanzia di probità e di correttezza. Io li chiamerei “signore”. L’appellativo “signore” è elegante, rispettoso e sobrio ed è quello usato in quasi tutto il mondo. In Inghilterra Mister, in Francia Monsieur, in Germania Herr. “Onorevole” ha a che fare con l’onore e con l’onestà, e anche a me paiono aggettivi troppo impegnativi dopo i frequenti esempi di disonestà e poco onorevoli di molti nostri rappresentanti. I nostri politici hanno perduto da tempo i requisiti di buona fama per godere di tanta stima. Ma la legge già c’è, è del 1939, mai abrogata e da tutti dimenticata. Un motivo in più per giustificare l’abolizione di un titolo più che mai inappropriato. (a.a.)

Droghe leggere: non liberalizziamole Ciao Adelino, si torna a parlare di legalizzazione delle droghe leggere. Ho l’impressione che coloro che sono per la liberalizzazione siano essi stessi consumatori di quelle sostanze. Io sono fortemente contrario perché sono convinto che queste droghe, anche se leggere restano droghe: cioè sostanze che ti portano prima o poi all’uso di droghe pesanti ed al loro abuso. Una mamma preoccupata

Sono anch’io convinto che liberalizzare le droghe leggere sia onestamente una strada da non percorrere. E’ una questione di buon senso e con noi sono d’accordo migliaia e migliaia di cittadini che non si fidano, consapevoli che questa scelta è inutile e, nel tempo, fortemente dannosa. Più volte è arrivato il no secco anche dalle varie Comunità di recupero sparse in tutta Italia che di droghe se ne intendono avendo salvato la vita a centinaia di ragazzi. Le droghe leggere, checché se ne dica, sono, spesso, l’avvio del percorso che porta a sostanze sempre più pesanti. Per fortuna non è così per tutti, e questa è una ragione in più per dire di no. Nulla vieta che se ne faccia un uso terapeutico sotto controllo medico e solo in particolari circostanze. Ci mancherebbe! Ma non oltre...(a.a.)


Le Lettere I dati della Provincia ci dicono che il turismo della valle è praticamente fermo al 2009 – Ritiri di calcio: scarsa la capacità di attrazione secondo l’Osservatorio del turismo della Provincia – Meno facebook e più marketing sul territorio Attorno a Ferragosto sui giornali locali c’è stata una singolar tenzone: da una parte il presidente del Consorzio turistico, Massimo Valenti, che sosteneva che l’andamento turistico nel Chiese va a gonfie vele, dall’altra l’albergatore Nilo Bonenti che ribatteva e sottolineava come tanti alberghi fossero mezzi vuoti. Chi ha ragione? A fine stagione i dati diranno come effettivamente è lo stato di salute del turismo nella nostra valle. Tuttavia può essere significativo di un trend il raffronto con gli andamenti degli anni precedenti. I dati che riportiamo non sono “di parte” ma provengono dagli annuari statistici della Provincia. Quindi verba volant, scripta manent. Ebbene non ci pare, a leggere questi dati, che si debba esser allegri. Nel 2014 il turismo della valle del Chiese , rispetto al 2013, ha accusato un calo del 7,7 sugli arrivi e del 6,6 sulle presenze. Sono calati sia i turisti italiani che quelli stranieri. Soprattutto si è aperto un buco notevole sul mercati tradizionali della valle del Chiese: quelli della Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Nell’inverno 2014/15 la presenze complessive si attestano ad un meno 13 per cento sul 2009/2010. Rimanendo alle presenze, che sono poi quelle che contano, nel 2015 i dati non sono certo brillanti. Si registrano sul fronte italiano 34.652 presenze (nel 2014 erano state 40.543 e nel 2009 40.181). Su quello straniero 13.143 presenze sempre nel 2015 contro le 13.219 del 2014 e le 11.606 del 2009. Complessivamente – ci informa l’Annuario della Provincia – le presenze complessive dell’estate 2015 registrano un meno 11,1 per cento sull’anno precedente ed un meno 7,7 per cento se paragonate al 2009. Se i dati del Servizio statistico della Provincia sono esatti significa che la valle del Chiese è ferma, anzi sta peggio rispetto al 2009. Il che non è bel segnale. Però il presidente del Consorzio turistico è soddisfatto per aver ospitato il ritiro di due squadra di calcio, il Pisa e l’Hellas di Verona. Lasciamo perdere il ritiro della squadra ragazzi under 14 del Bayern, la cui capacità di attrazione e visibilità è praticamente pari a zero. Si può anche condividere la felicità per una foto su FB col capitano del Pisa, però, visto che parliamo di marketing, bisognerebbe chiedersi se questi ritiri portino un beneficio effettivo alla valle. E’ un discorso che vale anche per altre zone. Indubbiamente se

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Vale la pena puntare sui ritiri estivi di squadre di Serie B per promuovere il territorio?

Il turismo nel Chiese ed una singolar tenzone la squadra di calcio è di serie A la ricaduta può essere robusta. Ma se le squadre/ squadrette sono invece di serie B o C qualche dubbio è lecito. Possono compiacere le ambizioni calcistiche di un presidente o di un sindaco ma non fanno marketing. Il dubbio non è nostro ma sono sempre le ricerche della Provincia che lo attestano. E’ di qualche anno fa, infatti, un’accurata ricognizione dell’Osservatorio della Provincia su alcuni ritiri calcistici allora avvenuti in Trentino: l’Atalanta a Brentonico, il Siena a Dimaro, il Torino a Folgaria. Sull’Atalanta l’Osservatorio scriveva

che i pernottamenti trainati dalla presenza della squadra si riducevano ad un centinaio (al netto delle presenze dei giocatori e accompagnatori vari) con un indotto di poche migliaia di lire. Aumento di qualche decina di arrivi a Siena per il Dimaro – scriveva l’Osservatorio – annotando che nell’arco della stagione i turisti senesi e toscani addirittura erano diminuiti rispetto all’anno precedente. Qualche turista fiorentino – scriveva l’Osservatorio – ha rivisto la sua decisione di vacanza proprio a seguito dell’arrivo della squadra. Come dire: ci sono i casinari della curva B e allora preferisco la

tranquillità di un’altra zona. Per Folgaria l’andamento, al netto delle presenze della squadra, era stato negativo. E a conclusione di un’accurata analisi l’Osservatorio sosteneva che “non è ravvisabile una capacità di attrazione delle squadre sulla propria tifoseria”. Tradotto: la presenza di una squadra di questi gironi porta poco o nulla in termini di arrivi e presenze, fatta salva qualche escursione giornaliera di qualche gruppetto di tifosi hot dog cioè mordi e fuggi. E nel caso dei ritiri del Pisa e dell’Hellas Verona in valle del Chiese? Pensiamo

che la musica non cambi e comunque bisognerebbe fare un raffronto conoscendo quanto effettivamente sono costati. A naso, fra contributi diretti e servizi garantiti, è pensabile che il Consorzio ed annessi abbiano speso non meno di 25/30 mila euro per ciascuna squadra. E allora la domanda sorge spontanea: con quella somma non si poteva - non si può – pensare ad una promozione un po’ più intelligente e mirata capace di andare su target di turisti sicuramente più interessanti e con capacità di spesa superiore ai tifosi della curva B ? Certo è più facile la

caciara di qualche pallonata, amplificata da qualche foto su giornali locali che azioni di marketing ragionate ed innovative. Infatti i risultati si vedono: tirando le somme si può tranquillamente affermare – come certifica l’Osservatorio del turismo - che la valle del Chiese è praticamente ferma ed ha perso capacità attrattive nuove. Perché? Le motivazioni possono essere varie e non si possono certo approfondire in un articolo di giornale. Però meriterebbero un dibattito a 360 gradi. Lettera firmata

Organizziamo una colletta per i “poveri nonesi” In riferimento all’articolo apparso su un quotidiano locale in cui si evidenziavano i redditi di alcuni paesi della Valle di Non, che sono i più bassi a livello nazionale, non posso e non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tali e tante povertà diffuse, ai figli di queste famiglie che non arrivano alla fine del mese. Intere famiglie di agricoltori che lavorano tutto l’anno e poi si ritrovano senza sussistenza meritano la nostra solidarietà e il nostro aiuto concreto. Pertanto chiedo ai Trentini, che da sempre si prestano per qualsiasi forma di aiuto e solidarietà, a farsi attivi per sostenere in

forme concrete i bisogni immediati di tali famiglie. I più facoltosi, e parlo quindi degli operai delle fabbriche e degli impiegati precari, che saranno sicuramente i proprietari delle ville e case bellissime che ho visto nei paesi segnalati, dovrebbero quindi farsi segnalare dai Sindaci e Parroci le famiglie meno abbienti e aiutarle in qualsiasi modo; ad esempio proponendosi di aiutarli a raccogliere le mele che fra un mese saranno pronte, ovviamente senza nulla pretendere in cambio, non essendo in grado di pagare alcunchè. Facciamoci tutti parte attiva presso amici e conoscenti per

raccogliere indumenti e viveri di prima necessità da distribuire la domenica fuori dalla chiesa. Raccomando a tutte le persone di buon cuore di partecipare numerosi a tale iniziativa. M.C. Malè

Aderiamo con pietosa comprensione al pressante invito di accorrere in aiuto ai “poveri”nonesi, stretti nella morsa della crisi e dell’indigenza. Invitiamo anche noi i Giudicariesi a raccogliere viveri e vestiario da consegnare alla Comunità della Val di Non quale contributo di solidarietà e segno di vicinanza ai nonesi più “bisognosi”, soprattutto a quelli che, in questo periodo, sono tutti presi dal faticoso e infruttuoso lavoro della raccolta delle mele. A conferma che quando la gente soffre le Giudicarie sono sempre presenti.(a.a.)

Campiglio-Milano. Quando Cristo si fermava ad Eboli Ripensando al libro di Levi ci si rende conto di quanto siano vicini Nord e Sud per quanto riguarda i trasporti. Purtroppo questa vicinanza è dovuta al fatto che il Sud li ha potenziati e il Nord li ha peggiorati. Mi riferisco ai collegamenti dei mezzi di trasporto Milano-Madonna di Campiglio. Fino a pochi anni fa la linea Milano-Pinzolo e viceversa era servita con ben 20 corse settimanali: due al giorno con il servizio pullman della SIA, due corse il venerdì e la domenica e quattro corse del servizio Autostradale. Ora è rima-

sto il servizio dell’Autostradale per il weekend e solo nel periodo di stagione. I costi sono proibitivi (andata e ritorno MilanoPinzolo per una famiglia di tre persone costa circa 200 euro) e le alternative per chi non possiede una macchina sono due: la prima treno Milano-Brescia

al mattino alle ore 6.15 con due o tre cambi di pullman con i relativi tempi morti per le coincidenze (arrivo a Tione ore 12.00), la seconda treno Milano-Trento sperando nella coincidenza col pullman Trento-Tione impiegando lo stesso tempo con un costo di oltre 60 euro per andata e ritorno.

In tutti e due i casi circa 6 ore per percorrere 200 km quindi con una media oraria di 30 km/h, più o meno i tempi impiegati dalle vecchie diligenze, per fortuna non ci sono gli indiani. Pur considerando che sono diminuite le persone che utilizzano i mezzi pubblici e che le società di trasporti hanno bisogno di sovvenzioni per concedere un servizio e che la regione cerca di risparmiare, mi chiedo se due province come il Trentino e la Lombardia che sono all’avanguardia in Italia e in Europa per efficienza non siano in gra-

do di contribuire con un finanziamento di qualche migliaia di euro per mantenere attivo un servizio di pubblica utilità per tutti coloro che non possiedono mezzi di trasporto personali. Stiamo inoltre parlando di una linea di trasporto di importanza strategica per quanto riguarda il commercio ed il turismo. La mancanza di mezzi di trasporto in questo momento di crisi possono fare la differenza fra la scelta di una località o l’altra, optando per la più comoda e quindi la più facilmente raggiungibile. Piero Burrini


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Giornale delle giudicarie settembre 2016  

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