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Giudi iudicarie

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OTTOBRE 2017 - pag.

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Mensile di informazione e di approfondimento

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EDITORIALE

L’Italia non è il Giappone di Adelino Amistadi Il fine estate ha riportato nell’angoscia alcune zone dell’Italia con terremoti ed alluvioni che hanno causato danni per milioni di euro e numerosi morti. In Trentino, per fortuna, i terremoti ci sfiorano blandamente e le alluvioni sono ben contenute dal lavoro scrupoloso ed attento svolto dai servizi della Provincia, ma questo non ci esclude dalla solidarietà verso le zone colpite e siamo sempre stati in prima linea nel portare soccorso alle terre calamitate. Non così sembra succeda nel resto d’Italia. Ischia, la bella isola napoletana, è per gran parte franata a causa di una scossa neanche tanto forte con alcuni morti e non pochi feriti. Subito dopo a Livorno, un torrente reso turbinoso da piogge intensissime in poche ore ha devastato paesi e campagne con, anche qui, inevitabilmente alcune vittime. Ormai è risaputo, alcune zone d’Italia sono particolarmente a rischio e la Campania è una fra le più tartassate dai terremoti, così dice la storia. Così come la Liguria è sempre stata terra d’alluvioni. Il territorio ligure è spesso colpito da forti allagamenti, soprattutto a causa di pendii franosi e di grandi quantità di piogge che cadono nell’arco di poche ore. Spesso ci si chiede se mai potrà finire questa sequela di calamità che feriscono il nostro Paese, scosso da continui tragici eventi naturali che sembrano non finire mai. Nell’uno e nella altro caso il bilancio è tremendo, al di là di paesi distrutti, le vittime sono sempre numerose e la gente si sente impotente e disarmata, quasi rassegnata a ritrovarsi nei guai nel men che non si dica. Continua a pagina 4

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ANNO 15 - OTTOBRE 2017 - N. 10 - MENSILE

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

655 ragazzi senza le vaccinazioni obbligatorie Sono 78 i bimbi fra 0 e 6 anni, fascia di esclusione dalle scuole per l’infanzia A pag. 4

Val Rendena senza crisi, turismo estivo col segno più

Germania debole ed Europa instabile di Paolo Magagnotti

A pagina 12 Agricoltura

Chiese: anno d’oro per le castagne A PAGINA 8

Salute

Esteriori: focus bambini alle Terme A PAGINA 29

SALUTE Sole, I NOSTRI VIAGGI amico nemicoDI GRUPPO Pag. 24 PER IL 2017/2018… con partenza da Tione

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Se la Germania trema l’Europa diventa instabile, più instabile. Il terremoto elettorale che domenica scorsa ha spostato un po’ troppo l’asse della politica tedesca verso una pericolosa destra estremista, nazionalista, xenofoba e anti Unione Europea ha scosso non solo la più forte economia d’Europa e una della più potenti economia mondiali, ma le sue onde hanno impattato anche il resto del Continente. Chi lo nega ed ha magari plaudito al successo di AfD è in malafede o incosciente. A pagina 14

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Rassegna Stampa

OTTOBRE 2017

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA SETTEMBRE 2017

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA

Debora Andreolli

Un fungo di 2,5 kg in giardino. Il ritrovamento eccezionale a Carisolo - «Ritrovamento anomalo nel giardino di casa....finito in padella. ...brava Marica non era un pallone!». Questo il simpatico post di Monica la mamma di Marica per commentare l’eccezionale ritrovamento di un enorme fungo bianco a pochi passi da casa. Quella grossa palla bianca tra l’erba in giardino a Carisolo era una Calvatia maxima nota ai più come vescia gigante, un fungo rotondeggiante abbastanza regolare e di colore bianco che non ha gambo ed è ancorato al terreno per mezzo di minuscole e sottili radici che può raggiungere dimensioni enormi. Quello trovato da Marica pesava 2.5 kg. È stato cucinato e portato in tavola per la soddisfazione di tutti. Storo, ruba una e-bike alla Sav e si dà alla fuga. 55enne tedesco braccato a Tione dalla Polizia Locale - Un uomo si è impossessato di una bicicletta elettrica del valore di 2800 euro presso il negozio SAV di Storo. Un dipendente dell’esercizio accortosi del furto si è messo all’inseguimento del ladro che è riuscito comunque a dileguarsi. Sulle tracce dell’uomo si sono lanciate la Polizia Locale della Valle del Chiese e la Polizia Locale delle Giudicarie. dopo varie peripezie l’uomo è stato bloccato a Tione. Ammanettato e portato in Comando a Tione l’uomo, un 55enne tedesco, senza precedenti penali, è stato denunciato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. A suo carico sono state anche emesse sanzioni amministrative relative al Codice della Strada immediatamente oblate. La bicicletta è stata riconsegnata agli addetti del negozio di Storo. Stella d’Italia a Silvia Burrini per il suo impegno a favore dell’integrazione degli italiani in Germania - Silvia Burrini, originaria di Vigo Rendena, è stata premiata con la “Stella d’Italia”, uno degli ordini onorifici più alti dello

Stato italiano «per il suo impegno a favore dell’integrazione degli italiani a Ludwigshafen sul Reno», città industriale della Germania. A consegnarle l’attestato col decreto di nomina da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le spillette d’onorificenza dell’Ordine stella d’Italia, è stato il console generale italiano Maurizio Canfora, nel corso della cerimonia a Francoforte. Silvia Burrini vive a Ludwigshafen dal 1979, dove ha lavorato come operatore sociale al servizio della Charitas per i lavoratori italiani. Per molti anni ha parlato con le famiglie degli immigrati e ha poi lavorato per far inviare i loro figli agli asili nido e alle scuole tedesche, così da impedire ai ragazzi e alle ragazze di lasciare prematuramente la scuola e diventare degli emarginati. Bleggio superiore, fermato 45 enne senza patente, senza revisione e senza assicurazione. Multa di 5mila euro - Una pattuglia della Polizia Locale delle Giudicarie durante il normale servizio nel Comune di Bleggio Superiore ha controllato una Opel Vectra condotta da un cittadino albanese 45enne da tempo residente nelle Giudicarie Esteriori.

All’atto del controllo l’uomo è risultato sprovvisto di patente perché mai conseguita, il veicolo di sua proprietà non risultava inoltre né revisionato né assicurato. Al soggetto, peraltro già noto alle Forze dell’Ordine in quanto gravato da precedenti penali, sono state comminate sanzioni amministrative per oltre 5000 euro. Caderzone Terme - Val Rendena - Una valle attonita per la morte di Ivana Polla - È morta dopo il ricovero in rianimazione al Santa Chiara, Ivana Polla, la donna di 45 anni che era finita in auto fuori strada schiantandosi contro un albero nella piana di Caderzone Terme. La vittima, residente a Caderzone, era stata ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale di Trento, dove era giunta con l’elisoccorso. La donna nello schianto contro l’albero era stata sbalzata fuori dall’abitacolo della vettura. Ivana Polla gestiva l’agriturismo Maso Pan ed era la figlia di Gian Battista Polla, decano degli allevatori di vacche di razza Rendena e per decenni presidente dell’associazione che li riunisce. Ivana Polla lascia il papà e i fratelli Mauro, Wilma e Marta e una valle attonita.

Sfoglia il Giornale delle Giudicarie su www.giornaledellegiudicarie.it Si ricorda che è possibile sfogliare il Giornale delle Giudicarie sul sito www. giornaledellegiudicarie.it aggiornato ogni mese con le notizie più importanti che accadono in Giudicarie.

Un corso post laurea per assistere persone con demenza Il Polo universitario delle professioni sanitarie dell’Apss, per l’anno accademico 2017/2018, organizza a Trento, in convenzione con l’Università degli studi di Verona e la Provincia autonoma di Trento, la prima edizione di un corso di perfezionamento in «Management assistenziale e riabilitativo della persona con demenza». Il corso si propone di sviluppare nei partecipanti capacità avanzate di valutazione e decisione per assistere in modo efficace la persona con demenza in un’ottica multi-professionale. Le competenze acquisite durante la formazione sono spendibili nei contesti ospedalieri, in quelli residenziali, semiresidenziali e domiciliari e sono finalizzate a migliorare l’efficacia della presa in carico di questa tipologia di pazienti e dei loro familiari. Il corso è rivolto a 40 professionisti infermieri, fisioterapisti, tecnici della riabilitazione psichiatrica e terapisti occupazionali; 15 posti sono riservati al personale dipendente di strutture pubbliche o private convenzionato della provincia di Trento. Si terrà al Polo Universitario delle professioni sanitarie dell’Apss in via Briamasco 2 a Trento. La domanda di iscrizione dovrà essere presentata entro il 28 febbraio 2018. Bando e moduli in: https://www.apss. tn.it/-/formazione-post-basemaster-e-corsi-di-perfezionamento Stop alle nuove superfici di vendita sopra i 10.000 mq Piena condivisione da parte dei principali attori del territorio provinciale in merito allo stop all’insediamento di nuovi centri commerciali di grandi dimensioni in Trentino, in particolare di grandi piattaforme monofunzionali con superficie superiore ai 10.000 mq., già deliberato dalla Giunta in via preliminare lo scorso maggio. Al termine del confronto, dunque, la Provincia ha dato il suo definitivo via libera al provvedimento proposto dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi. “Raccogliamo con grande soddisfazione il sostegno espresso dalle categorie interessate - sottolinea Olivi - che suggella una riforma, prima in Italia, che si propone di rinnovare il metodo di programmazione degli insediamenti commerciali sul territorio, all’insegna della qualità e

alla valorizzazione delle nostre vocazioni di area alpina. A 50 anni dall’approvazione del primo Pup, e anche questa mi pare una coincidenza significativa, il Trentino si conferma un laboratorio di buone prassi. Questa decisione sottrae le dinamiche commerciali alle pressioni meramente immobiliari, permette una più razionale distribuzione delle superfici sul territorio e favorisce in prospettiva un consistente risparmio di suolo. Tre risultati importanti, che confermano anche la nostra attenzione ai centri storici, sorta di ‘centri commerciali naturali’, e alla rete dei piccoli e medi negozi che popolano le aree più periferiche. Il Trentino, insomma, respinge l’omologazione tout court ai grandi formati, salvaguardando e promuovendo un sistema commerciale integrato, diffuso in maniera capillare sul territorio, attento alla qualità”. Lupo, Dallapiccola scrive a Galletti Più flessibilità nell’applicare il regime di tutela del lupo e un’analisi più precisa della presenza dell’animale basata sui dati più recenti: è quanto chiede la Provincia autonoma di Trento, attraverso una nota che l’assessore alle foreste Michele Dallapiccola ha inviato al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, e per conoscenza anche alle Regioni, per esprimere la netta contrarietà del Trentino rispetto a quanto deciso il 14 settembre scorso dalla Commissione Ambiente ed Energia in merito alle deroghe al regime di protezione della specie. La Commissione ha di fatto escluso la possibilità, nei due anni successivi all’approvazione del Piano Lupo, di valutare eventuali deroghe al regime di protezione della specie. Trentino Trilingue: al via le azioni rivolte alla popolazione adulta Partito dalla scuola, il Piano Trentino Trilingue si estende anche alla cittadinanza per far crescere il livello delle competenze linguistiche della popolazione trentina nel suo complesso, a beneficio dell’economia e del mondo del lavoro. In tale prospettiva, la Giunta provinciale, su proposta del presidente Ugo Rossi, ha approvato una delibera con la quale vengono individuate le azioni rivolte alla popolazione trentina che hanno

come obiettivo quello di creare occasioni di sviluppo della conoscenza dell’inglese e del tedesco. Le iniziative riguardano gli ambiti delle politiche giovanili, del patrimonio culturale, della comunicazione, con il coinvolgimento dei media locali, e della formazione permanente per lo sviluppo delle competenze linguistiche. n particolare, le azioni già avviate e da avviare sono finalizzate alla diffusione dell’uso delle lingue straniere nella comunità trentina, favorendo la produzione di materiali e iniziative in lingua da veicolare nei luoghi culturali e negli spazi turistici, a sensibilizzare la popolazione all’apprendimento delle lingue lungo tutto l’arco della vita e ad accrescere le certificazioni linguistiche. Nello specifico, nell’ambito della formazione permanente, saranno attivate le seguenti azioni: percorsi di lingua inglese e tedesca con full immersion all’estero; tirocini formativi effettuati all’estero; visite di studio all’estero; percorsi professionalizzanti e di specializzazione per lo sviluppo congiunto di TIC+lingua. Per sostenere finanziariamente gli interventi di formazione permanente vengono destinati, sul prossimo biennio 2018-2019, 4 milioni di euro del Fondo sociale europeo, nell’ambito del Piano Operativo 2014-2020 della Provincia autonoma di Trento. Approvati due progetti europei per i giovani: automazione industriale e Neet La Giunta provinciale ha approvato due nuovi progetti finanziati al 100% con fondi europei, rivolti entrambi ai giovani. Si tratta di Plus Muse, acronimo per Plus Mechatronics Ultimate Skills in Europe, che si propone di migliorare le competenze di giovani diplomati o comunque qualificati in settori attinenti all’automazione industriale e meccatronica, e di No Neets, che sta per New opportunities for the Not in Employment education or Training, ed è orientato a offrire nuove opportunità formative a giovani inattivi, che non studiano e non lavorano. No Neets prevede un budget di euro 125.580,00. Gli obiettivi generali del progetto sono: individuare, testare e validare strategie e strumenti capaci di ridare fiducia ai giovani Neets verso le istituzioni, il mercato del lavoro e non da ultimo verso sé stessi. Plus Muse prevede un budget di euro 276.222,00.

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Da gennaio dello scorso anno il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


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Primo Piano

OTTOBRE 2017

Nella fascia 0-6 anni 78 bimbi devono mettersi in regola se vogliono frequentare la scuola d’infanzia

Vaccini: in Giudicarie 655 ragazzi “non conformi” C’è tempo fino al 21 ottobre per presentare la documentazione

Quest’ultima fascia ha regole diverse, non è previsto l’allontanamento ma solo una multa per i genitori che non rispettano l’obbligo vaccinale. Invece per i più piccoli è stata inviata la richiesta di mettersi in regola entro 30 giorni, a partire dal 21 settembre, pena la sospensione della possibilità di frequentare l’asilo fino al momento della messa in regola, in base alle nuove norme in materia. Le scuole all’inizio dell’anno scolastico hanno verificato con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari se i minori fossero conformi o non conformi all’obbligo vaccinale, e inviato comunicazione solo alle famiglie con bambini non conformi per spiegare cosa fare. Al

di Chiara Garroni Nelle Giudicarie la maggior parte degli alunni delle scuole e degli asili è in regola con le vaccinazioni, o per usare il linguaggio della Azienda sanitaria provinciale, è “conforme alle norme vaccinali”. Ovvero o la vaccinazione è già avvenuta, o è stata prenotata e verrà effettuata entro l’anno

scolastico. I dati dell’azienda sanitaria aggiornati al 22 settembre mostrano che su un totale di 6.102 bambini e ragazzi nelle fasce 0-3 anni, 3-6 anni e 6-16, sono 5.447 quelli “conformi”. I “non conformi” sono 53 nella fascia 0-3 anni, 25 dai 3 ai 6 anni, e 577 fra elementari, medie e superiori.

momento l’obbligo riguarda dieci vaccini: l’anti poliomielitica, anti difterica, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, anti Haemophilus influenzae tipo B, a cui si aggiungono anti morbillo, anti rosolia, anti parotite, anti varicella. I vaccini si somministrano con due iniezioni: l’ esavalente (anti-poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus Influenzae tipo b), e il quadrivalente (anti-morbillo, rosolia, parotite, varicella). L’obbligo di vacci-

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

L’Italia non è il Giappone Continua dalla Prima Le continue polemiche che seguono questi eventi trovano un sacco di imbonitori, ognuno con le proprie verità, ma, come al solito, senza costrutto. Terremoti ed alluvioni sono eventi di alta pericolosità, ma ovviamente di diversa natura. Mentre le alluvioni si possono evitare preventivamente con interventi intelligenti di governo delle acque (vedi il Trentino), arginature, ed altre opere che la moderna ingegneria ha già sperimentato, per il terremoto la cosa è molto più difficile, non è prevedibile, arriva all’improvviso, e non ha pietà alcuna. I danni si possono riparare, i morti no, quelli rimangono come ferite incurabili per l’intera comunità colpita. Allora occorre chiarezza, che può essere più franca e leale se espressa da noi che ne siamo lontani e non abbiamo interessi particolari se non quelli di condividere la tristezza di quelle popolazioni colpite con cui siamo solidali. Da noi i terremoti non hanno mai ucciso nessuno. Quando la terra trema, fa paura, ma non fa morti. I morti li fanno le case che crollano, i palazzi costruiti come castelli di sabbia, gli asili e le scuole tirati su un tanto al chilo. Ischia ne è l’esempio più negativo. Case fatiscenti, per gran parte abusive, fuori da ogni controllo, crollate come birilli, piani regolatori fatti su misura, o addirittura assenti, edifici che spuntano come funghi dove non dovrebbero, senza il rispetto di alcuna norma. Nemmeno quella del buon senso. Ho letto che per il comune di Ischia siano state presentate 7.235 domande di condono negli ultimi trent’anni e più della meta ancora inevase. Meglio così, si evitano i controlli e si va avan-

ti. Serve un terrazzo per l’albergo, nuove stanze? Serve alzare la casa di un piano? Prego accomodatevi. E le leggi vengono tranquillamente disattese, come le norme di sicurezza, come l’uso di materiali corretti, tanto non ci sono controlli. Fa comodo a tutti, va bene così. Salvo disperarsi quando tutto cade a terra e qualcuno ci rimane dentro. Il più delle volte sono state costruite case con materiale scadente, con tecniche approssimative e soprattutto senza alcun accorgimento antisismico. Noi, rispetto al Giappone che di terremoti ne subisce più di noi, non abbiamo alcuna cultura della prevenzione. In Giappone con scosse molto più dirompenti di quelle che colpiscono le nostre Regioni, è accertato che su-

biscono molti meno danni e i morti si contano sulle dita di una mano. Ma lì è Giappone, non è Italia. Seppur in modo diverso c’è da chiedersi come mai anche un’alluvione, seppur improvvisa, causi più o meno gli stessi problemi. Per le stesse motivazioni di cui sopra, ovvio. Rilento nei lavori di arginatura, sottovalutazione dei pericoli, case costruite dove non devono essere costruite, piani regolatori incivili, fatti ad hoc, occupazioni di spazi senza alcuna autorizzazione: è così che funziona quasi sempre ed è così che anche per le alluvioni contiamo i morti oltre agli ingenti danni che non mancano mai. Succede così perché conviene a tutti. Ma se ci pensiamo solo in po’, ci rendiamo conto che questo modo di comportarsi è puro suicidio: il danno morale, economico, sociale che facciamo a noi stessi e al nostro Paese è immenso e alla fine ogni magagna, ogni nostra furbata la pagheremo a caro prezzo. La sicurezza si ottiene con il rispetto delle regole, con la severità della pianificazione, niente deroghe, e punizioni per gli abusivi. L’abusivismo, l’abitudine di “fare un po’ come ci pare” è l’anti-sicurezza per eccellenza. Riusciremo mai a cambiare? Non lo so, ma se quando succedono queste catastrofi, invece di piangerci addosso, andassimo a colpire chi, fra Comuni, Province e Regioni, non ha fatto il suo dovere per controllare, intervenire e correggere, se trovassimo una volta tanto i responsabili, se venissero puniti come meritano, forse allora avremo qualche alluvione in meno e, seppur i terremoti non cesseranno, i danni e soprattutto i morti sarebbero molto meno.

nazione è previsto per i minori di età 0-16 anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati, in base alla legge n. 119 del 31 luglio 2017. Il problema maggiore riguarda il morbillo, dato che si parte da una copertura dell’86 per cento e bisogna arrivare al 95 per cento, livello considerato sicuro per tenere sotto controllo la malattia. Mentre per la poliomielite, il tetano e la difterite la percentuale è del 93 per cento. L’obiettivo della recente legislazione è stato quello di contrastare il calo delle vaccinazioni e l’insorgenza di epidemie, come quelle attualmente in corso in Italia (oltre 4.000 casi di morbillo con 3 decessi nel 2017). In Euorpa, sono 16 i Paesi europei nei quali non esiste l’obbligo vaccinale. Mai come in queste ultime settimane si sono visti titoli, articoli, lettere sui giornali, dibattiti in televisione e manifestazioni sulla questione vaccini. Al di là che ci sia o meno un obbligo, quello che conta sono le coperture, e ad esempio per il morbillo nel 1980 la quota di bambini vaccinati dove era obbligatorio farlo si è da subito avvicinata all’obiettivo, che è il 95%, la cosiddetta immunità di gregge; il dato più basso è l’85% registrato in Slovenia mentre a Cipro, dove non esisteva l’obbligo, si vaccinò meno di un bambino su tre. Con gli anni la copertura è salita anche nei Paesi dove non era previsto l’obbligo. Nel 2015, quando ancora non era obbligatorio, il dato di copertura più basso era quello italiano, pari all’85%. Poi ci sono casi come quelli dell’epatite B e dell’Hib: per queste malattie le coperture erano più alte dove c’è libertà di scelta. Ma poi in pochi anni quelle dei Paesi dove sono obbligatori hanno recuperato lo svantaggio, l’obiettivo dell’obbligatorietà introdotta nel nostro Paese è il modo più rapido per far risalire le coperture vaccinali italiane, in costante calo negli ultimi anni.


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Il nuovo numero unico per le emergenze è valido all’interno dei confini europei

Emergenze, tutte al 112 Attivo dal 6 giugno scorso, sostituisce tutti i numeri precedenti per chiamare soccorso


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Parco

OTTOBRE 2017

Attesa la nomina per il nuovo direttore

Del Parco non si butta nulla

I

di Enrico Gasperi

l Parco Naturale Adamello Brenta è la più vasta e importante area protetta della nostra regione, circa 600 chilometri quadrati che comprendono i gruppi montuosi dell’Adamello e del Brenta, le valli di Non, di Sole e Giudicarie, 48 laghi e uno dei ghiacciai più estesi d’Europa. L’ultimo anno non è stato molto fortunato. L’arInvece, fin da subito, le cose non sono andate per il verso giusto, il rapporto tra il neoarrivato e il consiglio, presidente in primis, si è incrinato fino a giungere alle dimissioni per i classici “motivi familiari”, non prima di un tentativo in extremis da parte dei vertici del Parco che, pur di salvare il salvabile, erano addirittura arrivati a concedere un impiego part-time. Passati un certo numero di mesi l’ex direttore se n’è uscito con uno sfogo su Facebook, clamoroso sia per la scelta del mezzo, che per quantità e qualità dei contenuti (“il parco è in decomposizione…” chiunque può leggere il suo post pubblico del 22 agosto), che svariano da osservazioni al bilancio a metodi di assunzione e gestione del personale non del tutto ortodossi, alle continue deroghe al Piano Parco. A questo pesante intervento, con accuse anche circostanziate, il parco e il suo presidente Joseph Masè si sono limitati a rispondere con toni pacati, affidati a una lettera comparsa sui principali quotidiani, riassumibile in un “se deve intervenire la magistratura, ci auguriamo intervenga quanto prima. Da parte nostra c’è serenità. Oltre all’intenzione di lavorare bene e con trasparenza”. Parole che paiono formule politiche trite e abusate; ma effettivamente, quando ci vengono ribadite, nel tono della voce e nella pacatezza dei gesti traspare la serenità di chi sembra non avere nulla da temere. L’intervista era partita con una richiesta, stile Litizzetto (“daaaai, è vietato rispondere no comment o replicherò nelle sedi competenti), ma effettivamente non siamo riusciti a cavare dalla bocca di Masè nulla di clamoroso, né promesse di querele, né tantomeno risentimenti (a parte un “forse ci siamo un po’ fatti ingannare da un curriculum presentato veramente bene, ci era sembrato la persona

giusta”), lasciandoci con una specie di “non ti curar di lor…” e il proponimento di proseguire, affrontando i tanti problemi (alcuni molto spinosi, su argomenti toccati anche dall’ex direttore Bartolomei, dall’orso alle deroghe al Piano Parco, alla caccia) Tutto qui, insomma. Nessuna primizia per il lettori del Gdg? Posso ribadire quanto detto nella lettera; oltre non vorremmo andare. Io e la Giunta abbiamo avviato un percorso non facile. Non mi interessano le polemiche, bensì seminare, lavorare e, mi auspico, raccogliere qualcosa di buono. Torno dalle Azzorre, dove abbiamo presenziato attivamente alla conferenza europea dei geoparchi Unesco… Interrompo subito. Che parola difficile: geoparchi… È composta, significa parco naturale ma non solo: un territorio dotato di patrimonio geologico rilevante (per qualità scientifica, rarità, rilevanza estetica e valore educativo) e allo stesso tempo di una strategia di sviluppo sostenibile, confini definiti e sufficiente estensione per consentire uno sviluppo economico efficace. Stava dicendo delle Azzorre Certo. A questa conferenza europea partecipavano 300 delegati di 45 nazioni. Siamo stato invitati dall’Unesco a portare due nostre testimonianze, una sulla gestione ormai collaudata del sistema di mobilità sostenibile, e una seconda sul tema “Coinvolgimento delle comunità locali e networking”, dove la nostra dottoressa Vajolet Masè (nessuna parentela NDA) ha presentato il “Progetto commercianti” con cui il Parco, da quasi un anno, sta intrecciando

rivo di un nuovo direttore “forèst”, il dottor Silvio Bartolomei, ufficialmente portatore sano di numerosissime e modernissime competenze, doveva dare una svolta decisiva, svecchiare metodi e progetti, motivare i dipendenti e far ulteriormente risplendere questa perla che buona parte del mondo ci invidia.

una rete distributiva dei propri gadget, attraverso la costruzione di partnership con i commercianti che operano nei comuni dell’area protetta. Niente di autoreferenziale quindi. Questi due progetti si sono distinti come casi decisamente fuori dal comune rispetto allo standard delle altre aree protette e, non a caso, i due interventi hanno suscitato particolare interesse nella platea. Prove generali per la conferenza di Madonna di Campiglio Beh, anche. Alla sessione plenaria di chiusura abbiamo presentato la conferenza mondiale dei geoparchi che proprio noi organizzeremo e ospiteremo il prossimo anno. A settembre 2018 a Campiglio saranno presenti oltre mille delegati provenienti da più di un centinaio di nazioni. Ho colto nei presenti molte aspettative e curiosità di venire a vedere direttamente le nostre “buone pratiche”. Un motivo di impegno ulteriore da parte nostra per migliorare, sistemare, eliminare problemi, andare

arriverà il 6 ottobre. Il direttore verrà nominato dal comitato di gestione sulla rosa dei tre candidati che la giunta del parco proporrà, individuandoli nell’apposito albo fissato dalla Provincia. Ebbene sì: confesso che a oggi, 22 settembre, non abbiamo ancora scelto questi nominativi.

avanti in modo positivo e costruttivo. Eravamo partiti però dall’uscita dell’ex direttore Sulla vicenda ex direttore la plovere sollevata ha oscurato menti e visuale, c’è stata anche una campagna di stampo politico, tanto lecita quanto potenzialmente lesiva per la tutela e l’economia del territorio. Accetto di buon grado ogni confronto e, entro una certa misura, anche attacchi alla mia persona. Ma non posso accettare, con il capo chino, attacchi strumentali all’Ente Parco e un “gioco al massacro” che,

in estrema sintesi, porta a danneggiare una struttura provinciale che deve essere intesa come bene collettivo. Ho fatto un errore di cui mi prendo piena responsabilità: l’individuazione di un Direttore che nei fatti ha smentito sotto gli occhi di tutti le caratteristiche riportate nel curriculum e che non è stato in grado di reggere le pressioni dell’impegno assunto. La battuta è troppo facile: arriverete alla conferenza di Campiglio con un direttore? A breve sarà tutto risolto. Il nuovo dirigente

Ma come? Giorni fa un quotidiano riportava già nome e cognome del vincitore Le notizie comparse i giorni scorsi sono prive di fondamento, anche perché il nominativo presentato come superfavorito numero uno non ha nemmeno risposto all’invito e manifestato interesse a partecipare alla selezione. Polvere. All’uscita del Giornale delle Giudicarie questo nome sarà, invece e probabilmente, già di dominio pubblico, siamo curiosi allora… Un ultima domanda: ma il Parco è in decomposizione? (Sorriso). Ci sentiamo alla prossima, dopo la nomina del direttore.


Parco

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Un luogo in cui il sempre più presente e diffuso sentimento che implica scelte etiche, rispetto per l’ambiente attenzione per il consumo delle materie prime del pianeta, comportamenti responsabili e sostenibili trovano sintesi e danno vita ad un “laboratorio” in cui si “sperimenta” un nuovo mondo possibile. Un luogo in cui il Parco diventa parte attiva di un progetto dove tutti sono coinvolti e sono attori. Un progetto che va nella direzione di migliorare la vita di chi abita nei territori del Parco e che allo stesso tempo rende più attrattivi i territori del parco perché visti come modello da imitare e da sviluppare. Un’esperienza unica da vivere e da far vivere a chi decide di raggiungere come ospite questi territori. Questi, in estrema sintesi, alcuni input lanciati da Corrado Ceschinelli e dal suo Team al Parco Naturale Adamello Brenta . Ma vediamo di scoprire qualcosa in più direttamente con l’ideatore del progetto. Perché proprio al Parco Naturale Adamello Brenta? Il Parco Naturale Adamello Brenta ha un territorio ben circoscritto che, per definizione, tutela, protegge e studia l’ecosistema. Ma l’Uomo, che di quell’ecosistema è totalmente responsabile e ne è parte integrante, ha il dovere morale e sociale di includere se stesso in quell’osservazione critica. E forse, per una volta, considerando se stesso come la specie più a rischio,

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Con Beepic, il primo parco (nel mondo) a misura d’uomo Il progetto presentato al Parco Naturale Adamello Brenta da un Team guidato da Corrado Ceschinelli Da un parco che propone un modello sostenibile di Turismo ad un Parco che propone un ambiente in cui è l’uomo ad essere tutelato, come elemento principe di un sistema armola più bisognosa di aiuto e probabilmente la più pericolosa per il suo stesso destino. Ma in cosa consiste il progetto Beepic? «Portare le persone, attraverso la “riflessione consapevole”, la conoscenza e l’esperienza, allo sviluppo delle potenzialità innate, favorendo una nuova cultura del vivere, del fare comunità e del fare economia». Il progetto BEEPIC (EPIC per: Educazione – Partecipazione – Innovazione - Cambiamento) è animato dall’intenzione di favorire una nuova cultura del vivere, in fede alle prerogative naturali e costituzionali dell’essere umano. E’ un progetto a sostegno della salute, del benessere, degli stili di vita e degli stili alimentari sostenibili, che stanno acquisendo una rile-

vanza sempre maggiore nella vita delle persone e nelle diverse discipline che se ne occupano. Per attivare il processo di cambiamento è necessario progettare e introdurre nelle istituzioni, non solo scolastiche, nuove modalità di educazione, nuovi contenuti e nuovi percorsi formativi e riflessivi, sia per i giovani che per gli adulti, tali da cambiare l’essere umano in quanto “unità minima attiva” nel processo di rieducazione al bene globale. Senza un cambiamento dell’individuo – che deve passare da una crescita personale, da una maggior consapevolezza di sé e del contesto in cui vive, produce e consuma – è difficile raggiungere le condizioni di libertà, autonomia, responsabilità e motivazione per

OGNI ESIGENZA VISIVA HA LA SOLUZIONE PIÙ ADATTA

nioso in cui gli animali e la bellezza dell’ambiente diventano un unico paesaggio antropizzato nel quale la qualità della vita raggiunge un livello ottimale. diventare attori proattivi, pionieri del cambiamento auspicato, che non può che essere partecipato dal basso. Affidare alla speranza, al desiderio o alla politica, la soddisfazione dei nostri bisogni di benessere e di felicità è ingenuo e inutile. Ognuno di noi deve cambiare se stesso per poter contribuire a cam- lasciando un segno non da attuali. biare il mondo, impegnandosi poco nella storia degli uomi- In aggiunta alle attività legapersonalmente perché ciò ac- ni; un onore, ma anche un te alla storia, alla tradizione e cada: il futuro che vogliamo dovere verso ogni essere che all’offerta culturale del terriva scritto insieme, riorientan- abita la terra. Inoltre, e non ul- torio, la vacanza in Trentino do la nostra mente verso un tima, riteniamo essere questa può diventare occasione di modo di pensare conforme una grande opportunità per il sensibilizzazione verso i temi alla nostra naturalità biologi- rilancio dell’economia e del ambientali, esperienza educaca e spirituale. turismo della Val Rendena e tiva di apprendimento e di apguida BEEPIC È solo così, agendoLinee su un di per tuttoloilsviluppo territorio.del Progettoprofondimento di alcuni temi, doppio livello – macro cul- In che modo? quali l’alimentazione e l’attiturale e micro coscienziale Dall’analisi e dallo studio del- vità fisica, a sostegno della – che il Parco Naturale Ada- le potenzialità del territorio, si qualità della vita e per una mello Brenta potrebbe diven- tratta di individuare, mappare diversa cultura della sostenitare un punto fermo nel mon- e valorizzare pacchetti turisti- bilità e sensibilità ecologica. do dell’educazione evolutiva, ci meno convenzionali degli m.c.

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Agricoltura

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“Un carico di ricci così importante tanto da spaccare alcuni rami”

Un anno d’oro perle castagne Solo tre anni fa la castanicoltura nel Chiese era quasi scomparsa, poi la svolta con l’associazione di tutela Basta che il tempo sia clemente, come sperano i più anziani castanicoltori, che a loro memoria non ricordano un carico di ricci così importante tanto da spaccare alcuni rami già a partire dalla fine del mese di agosto”. Oltre al bel tempo tuttavia ciò è conseguenza anche di tante operazioni messe a segno da quest’organizzazione nata tre anni fa con lo scopo di promuovere la castanicoltura in valle, allora pressoché in crisi. Una su tutte l’iniziale attività di potatura, attraverso una serie di aziende esperte nel campo, volta a stimolare lo sviluppo delle piante vecchie o ammalate presenti sul territorio. Luzzani assieme al segretario dell’associazione e referente di Agri ’90 Michele Faccini ricordano anche la collaborazione con la Fondazione Mach e l’Istituto di San Michele che ha permesso di arrivare ad una soluzione in positivo del problema del cinipide galligeno, un passo affrontato attraverso parecchi lanci di un insetto antagonista che andava a parasittizzare le galle, che ha portato ad un nuovo sviluppo dei castagneti locali: “Si sta realizzando un traguardo che sembrava impossibile; dopo qualche anno di lotta e fatiche da parte di molti soggetti fra i quali possiamo menzionare, oltre ai castanicoltori quali primi diretti interessati, gli organi istituzionali che ci hanno dato supporto tecnico ed economico, comei appunto la fondazione Edmund Mach con i tecnici Dott.sa Cristina Salvadori

di Mariachiara Rizzonelli Per le castagne è stata un’annata eccezionale. Ad affermarlo sono il presidente Massimiliano Luzzani assieme al centinaio di soci dell’Associazione Tutela Castagno Valle del Chiese con sede a Darzo: “Nonostante la pessima partenza causata dalla gelata primaverile che ha com-

promesso in parte la produzione delle nuove piantine innestate presso il nostro vivaio sito in località Sorino, le piante adulte ci stanno per regalare quella che potrà esser considerata una stagione storica per la produzione di marroni in Val del Chiese.

Il progetto del Comune di Borgo Chiese Il Comune di Borgo Chiese attraverso il Bando finanziato sul Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 ha presentato domanda di finanziamento, ottenendolo, su un progetto di risanamento del castagneto presente nella zona circostante il convento dei Frati Cappuccini di Condino (zona nei pressi della strada vecchia per Brione, conca del torrente Rio Cron e sponda opposta dove parte il sentiero che porta ai prati di Coldom). Una particella ad uso civico dove in passato, dietro l’impegno di mantenere la pianta e garantire la pulizia del sottobosco e la manutenzione dei muretti a secco in loco, ad ogni capofamiglia veniva assegnata una porzione di particella con marroni o castagni atti al sostentamento famigliare. Ora, con il contributo concesso della Provincia di Trento, attraverso un progetto pilota volto a richiamare l’attenzione della popolazione verso la tra-

e Dott. Giorgio Maresi, il BIM del Chiese, Agri90, l’Ufficio Distrettuale Forestale di Tione ed i Comuni

del Chiese”. Anche gli Uffici Forestali locali hanno infatti dato una grande mano, ché per esempio quest’in-

dizionale coltivazione del marrone a Condino, con la pulizia del sottobosco si ripristinerà il terreno su cui cresce il castagneto locale, rendendo anche più piacevole il paesaggio che caratterizza la zona.

verno l’Ufficio di Tione ha curato il recupero delle zone dedicate alla castanicoltura a monte dell’abitato di Lodrone con ottimi esiti finali. Attività tutte sostenute da contributi provenienti sia dalla Provincia che dal BIM del Chiese, con cui l’associazione è stata in grado di rispondere a tutte le esigenze dei soci. Ora

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finalmente sembra letteralmente giunto il momento di raccogliere tanti frutti da tutto questo lavoro congiunto. “Il vivaio che nel 2015, grazie alla disponibilità del Comune di Storo, abbiamo potuto realizzare in Località Sorino, sta dando i primi frutti; tante piante di marrone con innesti di varietà locali e di “podét”,

tipo di castagna innestata, che mettiamo a disposizione dei soci o dei privati che ne fanno richiesta”, ricorda il Michele Faccini. Tutto il versante in destra orografica della Valle del Chiese, da Pieve di Bono a Riccomassimo fino ai settecento metri è infatti zona da castagno e marroni. “Anche sopra” _ specifica Faccini _”a seguito dei cambiamenti climatici, che ci danno stagioni estive più calde e lunghe e fanno sì che anche ad altitudini più elevate il marrone possa svilupparsi”. Il buon raccolto che si prospetta quest’anno per l’Associazione Tutela del Castagno è un premio importante, ma il Presidente Luzzani si riserva comunque di raggiungere ulteriori obbiettivi: “Nell’ambito del nostro vivaio dobbiamo riuscire ad ottenere più risultati in termini di quantità e qualità di piantine prodotte ogni anno, passando dalle 150/200 attuali ad almeno 400. La necessità è dettata dalla richiesta di piantine da mettere a dimora che in questi ultimi anni infatti è aumentata vertiginosamente a seguito della politica agricola e ambientale che si è instaurata”. Luzzani conclude comunque ancora in positivo: “Vorrei augurare a tutti i lettori appassionati un buon raccolto, rispettando sempre l’ambiente e le persone che lo fruiscono, in modo che tutti possano beneficiare di quanto la natura offre. Frequentatelo con le vostre famiglie, facendovi accompagnare anche dai vostri bambini”.

La castagna al Festival della Polenta L’Associazione Tutela del Castagno della Valle del Chiese comunica che sarà presente al Festival della Polenta di Storo del 7 e 8 ottobre con un proprio stand presso cui fornirà informazioni sulle proprie attività, mettendo anche in mostra esempi degli innesti preparati nel vivaio in Località Sorino. “Per chi lo desiderasse cuoceremo anche le nostre castagne da offrire al pubblico. Il nostro stand sarà posizionato accanto a quello della Cooperativa agricola Agri90, che invece venderà contestualmente castagne fresche”, ricorda al pubblico il socio dell’Associazione Tutela Alan Pellizzari.


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La prima stagione di progetto Full Care: dal bagno alla crema e la cura idropinica

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Terme di Comano sempre piĂš a misura di bambino Il pediatra Ermanno Baldo nuovo direttore sanitario di Francesca Cristoforetti


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Scuola

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L’ente di formazione professionale festeggia con un concorso fra studenti, vince Tione

L’Upt compie settant’anni Inizia un nuovo percorso di Alta formazione: Tecnico superiore per il Marketing e il commercio internazionale

Blu e rosso, i colori originali che contraddistinguono l’università popolare trentina. Il primo premio per i ragazzi un viaggio a Milano per una visita istruttiva a studiare le vetrine di alcune importanti case di moda e vedere dal vivo come i professionisti applicano le tecniche che loro stanno imparando sui banchi si scuola. Si era appena usciti dalla seconda guerra mondiale quando Tullio Odorizzi e Luigi Dalvit , che saranno poi presidenti regionali, Nilo Piccoli che diventerà sindaco di Trento, i parlamentari Enrico Conci e Flaminio Piccoli, fra gli altri, fondarono l’Upt con l’obiettivo di mirare alla crescita culturale della popolazione in generale e della formazione professionale dei giovani in particolare. Oggi Upt è fatta di cinque sedi sul territorio provinciale, 800 studenti, fra i 3 e i 4mila adulti che frequentano i suoi corsi organizzati per diverse istituzioni – dall’Agenzia del Lavoro all’Unione Commercio e Turismo -, 150 lavoratori a tempo indeterminato e altrettanti che collaborano in forme varie. I numeri li snocciola il presidente provinciale dell’Upt, il senatore Ivo Tarolli: “Quattro classi in più anche quest’anno e quando un centinaio di famiglie sceglie quello che pensa sia la cosa migliore per il futuro dei loro figli ci

L’Università Popolare Trentina fa 70 anni e l’inizio delle celebrazioni è stata anche l’occasione per presentare il logo per l’Università Popolare Trentina ideato dagli studenti: lo scorso anno è stato infatti indetto un concorso nelle cinque sedi Upt provinciali al quale hanno partecipato 17 classi, ed è un gruppo di studenti tionesi ad aver meglio interpretato l’identità e l’immagine della scuola professionale. E’ stata la giovane Isabella Maturi, davanti a docenti e dirigenti, a presentare in nome del gruppo vincitore il significato della propria creazione: 70 anni, scritto in inglese a ricordare l’importanza dell’internazionalizzazione e delle lingue e la ricorrenza, a fianco un’ala stilizzata che richiama l’aquila di San Venceslao per ricordare il legame fra la scuola e la provincia nonché quello fra scuola e territorio.

fa dire che probabilmente siamo sulla strada giusta”. Upt che fra le novità propone anche un percorso di alta formazione, è Maurizio Cadonna, direttore provinciale di Cfp – Upt a ricordarlo: “Tecnico superiore per il Marketing e il commercio internazionale è una tematica molto moderna, stiamo cercando di dare ai ragazzi delle possibilità in più per stare al passo con i tempi”. Si è iniziato dalla scuola di Tione con i festeggiamenti perché sono gli studenti locali, la III Operatori ai Servizi di Vendita, ad aver vinto il bando indetto lo scorso anno per creare il logo per il settantesimo e tanti amministratori ed esponenti del mondo economico locale e provinciale hanno partecipato al momento organizzato nella scuola di Tione. “Le scuole vivono di istituzioni che vanno al di là dei rapporti istituzionali - ha salutato i tanti rappresentati del mondo politico locale e delle forze dell’ordine il dirigente di Cfp-Upt di Tione Claudio Nicolussi - vuol dire che ci siete vicini in un momento che non è facile per una scuola che fronteggia dei tagli importanti e che deve rivedersi e rivedere il suo operato in un territorio che è si periferia ma che ambisce a divenire uno snodo all’interno di un panorama più grande”. (D.R.)

Al via il nuovo biennio di Alta formazione dell’Enaip di Tione

Nuova specializzazione in cucina italiana e dell’arte bianca Sono 22 i posti disponibili, a fine ottobre il test di ingresso

Ricomincia il biennio di Alta Formazione di Tecnico Superiore di Cucina e della Ristorazione, fiore all’occhiello dell’offerta formativa dell’Cfp Enaip di Tione. Con una novità quest’anno: il nuovo indirizzo “Cucina italiana e dell’arte bianca” che si affianca a quello dell’Alta ristorazione già rodato e in funzione da tempo. Un nuovo biennio che valorizza la tradizione gastronomica del Bel Paese e si specializza nell’arte bianca, legata alla panificazione, alla pizzeria e alla pasticceria. Per l’occasione verranno anche inaugurati i nuovi laboratori della scuola, realizzati con finanziamento provinciale: rinnovati nei macchinari e nella disposizione degli spazi, permettono a ogni studente di avere ciascuno la propria postazione di lavoro, dotata di fornelli in-

dustriali e attrezzature adeguate allo svolgimento della didattica. Prestigiosi gli insegnanti – compaiono i migliori professionisti italiani nel corpo docente e nei seminari specifici che vengono offerti agli studenti – e altrettanto i ristoranti, spesso stellati e molti internazionali, dove i ragazzi svolgono gli stage curricolari. Rimane un percorso biennale – 24 mesi per entrambi gli indirizzi a disposizione è la durata dell’Alta formazione - che sa garantire un futuro lavorativo: lo testimoniano gli studenti usciti in questi anni che oggi lavorano senza difficoltà e con occupazioni coerenti con il proprio titolo di studio. “E’ una formazione a tutto tondo – spiega il dirigente dell’Enaip tionese Emilio Salvaterra - che offre competenze non solo negli aspetti tecnici più strettamente

legati alla preparazione di un piatto gourmet, ma anche competenze nella gestione dell’impresa ristorativa, nelle tecniche e tecnologie innovative, nelle

tradizioni gastronomiche italiane e internazionali, negli aspetti scientifici e storico-antropologici, fino alla comunicazione. Competenze che il mercato del-

la ristorazione, oggi sempre più attento e sensibile a gusti che sappiano raccontare un territorio, una storia e un valore, premia e apprezza”. Per riuscire a garantirsi uno dei posti disponibili nella scuola tionese, ambiti da tutta Italia, bisogna possedere un diploma di istruzione secondaria superiore quinquennale a indirizzo “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera” (o equipollenti) o un altro diploma di istruzione secondaria superiore quinquennale, aver maturato esperienza nel settore e non aver superato il ventinovesimo anno di età. L’ammissione al corso è subordinata al superamento della selezione di ingresso che si terrà dal 18 al 20 ottobre, mentre in aula si entrerà a partire a gennaio 2018. (D.R.)


Economia

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Lavoro: crescono le assunzioni, ma la maggiorparte sono a termine I dati del primo semestre 2017 forniti dall’Ispat

Donne e giovani sono le categorie che trovano più impiego I dati del trimestre, che si caratterizza per l’avvio della stagione turistica estiva e per la ripresa dell’attività nell’agricoltura e nelle costruzioni, confermano i segnali di ripresa che si stanno diffondendo e rafforzando nell’economia trentina e rilevano una crescita, su base annua, dell’occupazione dell’1,4%. “Sono dati molto positivi – ha commentato l’assessore alle attività economiche e lavoro Alessandro Olivi - che confermano come il miglioramento dei principali indicatori relativi all’occupazione sia ormai sostanzialmente stabile e non episodico. E’ molto importante poi che a costruire questo trend siano prevalentemente le donne, perché la partecipazione di queste al mercato del lavoro genera maggiore produttività ed efficienza nel sistema economico ed è un segnale positivo anche nella direzione di una riforma del welfare che deve investire sul ruolo delle lavoratrici e della famiglia. Ora bisogna insistere nell’attribuire priorità assoluta anche nella prossima manovra di bilancio al tema della crescita qualitativa delle nostre imprese e a nuovi incrementi dell’occupazione con misure coraggiosamente riformatrici capaci di rivolgersi soprattutto ai giovani”. I dati dell’Agenzia del Lavoro mostrano che le imprese trentine hanno fatto 63.715 nuove assunzioni, 8.331 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una differenza percentuale del 15%. Il rovescio della medaglia è che la gran parte di questo lavoro è a termine o stagionale: infatti solo il 7% delle nuove assunzioni è con un contratto a tempo indeterminato. Dettagliando i risultati Ispat del 2° trimestre 2017, si rileva che le forze di lavoro superano le 250mila unità e risultano in aumento, in confronto con lo stesso trimestre del 2016,

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resce l’occupazione, diminuisce la disoccupazione, aumenta la forza lavoro e diminuiscono gli inattivi. E’ quanto emerge dai dati diffusi sul mondo del lavoro relativi al secon-

di circa 1.100 unità, dovuto ad una crescita delle donne nel mercato del lavoro di circa 2.100 unità e una contrazione degli uomini di circa 1.000 unità. L’occupazione ha superato le 236mila unità e, in tendenza, aumenta dell’1,4%, pari a circa 3.150 unità, con un incremento del 3,5% (circa 3.700 unità) delle donne e una sostanziale tenuta degli uomini (-0,4%). 2 Circa il 73% degli occupati è impiegato nei servizi che aumentano del 2,3% sullo stesso trimestre del 2016. A determinare questo buon andamento è il settore del “commercio, alberghi e ristoranti” che cresce di circa il 16%, per effetto degli ottimi riscontri della stagione turistica estiva. L’altro settore in evidente crescita è quello delle costruzioni, mentre mostra una battuta d’arresto l’agricoltura, segnata da numerosi eventi negativi registrati nell’anno in corso, e l’industria in senso stretto. Si rileva un calo dell’occupazione alle dipendenze più che controbilanciato dalla crescita marcata degli indipendenti (+10,7%). L’analisi per macrosettore economico non rileva differen-

ze significative rispetto all’andamento dell’occupazione per posizione nella professione. Si contrae la disoccupazione, registrando una diminuzione del 12,7%. I disoccupati si riducono di oltre 2.000 unità, scendendo sotto la soglia dei 14mila. Il risultato positivo è frutto, in particolare, della compo-

do trimestre 2017 (da aprile a giugno 2017). La rilevazione, in provincia di Trento, è coordinata dall’ISPAT (Istituto di statistica della provincia di Trento).

nente femminile (-22%) e, in minor misura, della componente maschile (5%). Il confronto con il 2° trimestre 2016 evidenzia che il calo, su base annua, dei disoccupati è imputabile ai disoccupati ex-occupati, che incidono per circa il 50% del complesso, mentre si osserva una crescita dei disoccupati ex-inattivi e, in misura contenuta, dei disoccupati in cerca di prima occupazione. L’inattività registra una diminuzione dell’1,4%,

anche in questo caso dovuta alla componente femminile. I tassi rappresentativi del mercato del lavoro, su base annua, rilevano: − un tasso di attività pari al 71,5%, rispetto al 71,1% di un anno fa: in calo quello maschile (77,4% nel 2° trimestre 2017, 78,0% nel 2° trimestre 2016) e in chiaro aumento quello femminile (65,5% contro un 63,4%); − un tasso di occupazione pari al 67,4% e in aumento rispetto ad un anno prima (66,5%), dovuto ad un miglioramento di oltre

due punti percentuali per quello femminile (62,2% nel 2° trimestre 2017, 60,0% nel 2° trimestre 2016) e ad una contrazione contenuta di quello maschile (72,6% contro un 73,0%); 3 − un tasso di disoccupazione pari al 5,6%, in calo di 8 decimi di punto percentuale rispetto al 2° trimestre del 2016 (6,4%). Questo tasso è in miglioramento sia per gli uomini (6,0% nel 2° trimestre 2017, 6,3% nel 2° trimestre 2016) sia, in particolare, per le donne (5,0% nel 2° trimestre 2017, 6,6% nel 2° trimestre 2016); − un tasso di inattività in età lavorativa in calo di 4 decimi di punto percentuale (28,5%) dovuto alla crescita dell’inattività maschile (22,6% nel 2° trimestre 2017, 22% nel 2° trimestre 2016) e ad una marcata contrazione di quello femminile (34,5% contro un 35,7%). A livello nazionale cresce il tasso di occupazione (58,1%), cala il tasso di disoccupazione (10,9%) ed è stabile il tasso di inattività in età lavorativa (34,6%), con la tradizionale distanza dai valori provinciali. (D.R.)


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Turismo

OTTOBRE 2017 Molto buoni i dati sulle presenze di giugno, luglio e agosto

Val Rendena: estate con il segno più In attesa di chiudere settembre, un primo bilancio dei mesi estivi Arrivi e presenze negli alberghi. Dal primo giugno al 31 agosto hanno soggiornato negli hotel della Val Rendena 83.212 persone che hanno generato 391.409 presenze. Nel mese di giugno (che registra comunque numeri piccoli: 9.065 arrivi e 26.561 presenze totali in tutto l’ambito), gli arrivi sono cresciuti del 49,9% e le presenze del 27% rispetto all’estate 2016 (gli italiani sono aumentati del 56,3% negli arrivi e del 22,6% nelle presenze, gli straniere hanno invece registrato un trend positivo del 30,4% negli arrivi e del 49% nelle presenze). A luglio (34.626 arrivi, 154.130 presenze) gli arrivi sono complessivamente cresciuti del 7,6% e le presenze dell’11,4% con un deciso segno più per gli italiani (+10,3% negli arrivi, +14% nelle presenze) e una flessione tra i turisti stranieri (-3,9% negli arrivi e -4,9% nelle presenze). In particolare a Madonna di Campiglio gli arrivi sono aumentati del 14,3% e le presenze del 17,2%. In flessione (-0,6%) le presenze in alta Val Rendena (Pinzolo, Carisolo, Giustino) e in crescita in bassa Val Rendena (Caderzone Terme, Bocenago, Spiazzo, Vigo Rendena e Villa Rendena) + 21,6%. Segno positivo confermato anche ad agosto (39.521 arrivi e 210.718 presenze) con il 12,9% in più di arrivi e l’11,8% in più di presenze rispetto all’agosto 2016. Nel mese clou dell’estate sono aumentati sia gli italiani che gli stranieri (+12,7% e +11,8% rispettivamente negli arrivi e nelle presenze italiane; +14,3% e + 11,4% negli arrivi e nelle presenze dei turisti internazionali). Anche ad agosto, a crescere di più è stata Madonna di Campiglio con un +13,6% registrato negli arrivi e un + 15% segnato nelle presenze.

I dati su arrivi e presenze (i numeri sono riferiti alle strutture alberghiere) a giugno, luglio e agosto nell’ambito turistico Madonna di Campiglio-Pinzolo-Val Rendena parlano chiaro: l’estate 2017 è da ricordare come la migliore degli ultimi anni, con una crescita che non si

vedeva da tempo. Numeri positivi sono stati registrati in tutta la Val Rendena, in particolare a Madonna di Campiglio. Per analizzare l’andamento complessivo dell’estate bisogna comunque attendere l’inizio di ottobre con la chiusura dei dati di settembre. gione invernale collega le piste di Pinzolo a quelle di Madonna di Campiglio e in estate, aperta in due tronchi, porta da Plaza a Patascoss. Durante l’estate del 2017 la “Express” ha realizzato un incremento di passaggi del 40% superiore all’estate 2016. Questa performance

I numeri delle Funivie di Madonna di Campiglio e Pinzolo. Della buona estate, favorita dal bel tempo e dal caldo, hanno beneficiato anche gli impianti a fune, sempre più integrati nel sistema generale della mobilità estiva proposta sul territorio. Le funivie di Madonna di Campiglio hanno registrato il 14,5% di passaggi in più rispetto allo scorso anno e un +22% rispetto a due estati fa, nel 2015. Estate record anche per le Funivie di Pinzolo che hanno chiuso con un +15% di incassi e di passaggi sulla telecabina Pinzolo–Prà Rodont ed un +28% di passaggi sulla seggiovia Prà Rodont– Doss del Sabion. Merita attenzione anche l’andamento della telecabina Pinzolo–Campiglio Express che durante la sta-

invidiabile è anche frutto dell’apprezzatissimo “Panorama Tour” proposto in collaborazione con l’Azienda del Turismo di Campiglio Pinzolo Val Rendena e il Parco Naturale Adamello Brenta: un percorso ad anello che, alternando facili passeggiate a piedi o in bici all’utilizzo della mobilità alternativa (navette e impianti di risalita) permette di scoprire alcune delle bellezze paesaggistiche più suggestive delle Dolomiti di Brenta.

Campiglio: funivia Pradalago aperta! Prove di allungamento della stagione turista a Madonna di Campiglio. Ai piedi delle Dolomiti di Brenta, su iniziativa dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, si sta sperimentando l’apertura autunnale di un impianto di risalita: la Pradalago Express, che da Campiglio paese porta in quota, a Pradalago e all’omonimo rifugio Viviani-Pradalago. Quest’ultimo sarà aperto seguendo il calendario di apertura della telecabina in funzione tutti i sabati e le domeniche di ottobre e tutti i giorni dal 28 ottobre al 5 novembre.


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Dall’emigr di Chiara Garroni

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Europa

OTTOBRE 2017

Non riesci a vedere altre varianti. Certamente lo shock elettorale ha colpito, per non dure traumatizzato, quei milioni di tedeschi impegnati dal Secondo dopoguerra a consolidare la democrazia nel loro Paese e coscienti della responsabilità che hanno nel tenere unita un’Europa che non vogliono più distruggere. Lo hanno fatto una volta e ne portano ancora le conseguenze. Tutti, o comunque la maggioranza dei tedeschi che hanno sostenuto la cancelliera Angela Merkel anche dopo che ne 2015 ha deciso la storica apertura ai rifugiati, sono evidentemente amareggiati per un risultato elettorale penalizzato da tale decisione, ma non la condannano. Non condannano una domma che è l’unico vero leader dell’Unione europea. Gli altri capi di governo, salvo conferme che si potranno avere, s0ono solo capi, il che è molto diversi da essere leader. Personalmente sono certo che fra 25-30 anni, probabilmente anche prima, si dirà quanto lungimirante è stata la Merkel. Indro Montalelli diceva in riferimento ad Aldide De Gasperi “Un politico pensa alla prossime elezioni, uno statista alla prossime generazioni”. Si questa linea si è mossa la cancelliera tedesca. Al di là del preoccupante dato nazionale degli estremisti, un dato che inquieta

Germania debole ed Europa instabile di Paolo Magagnotti

Se la Germania trema l’Europa diventa instabile, più instabile. Il terremoto elettorale che domenica scorsa ha spostato un po’ troppo l’asse della politica tedesca verso una pericolosa destra estremista, nazionalista, xenofoba e anti Unione Europea ha scosulteriormente, e che sconforta maggiormente molti tedeschi, è l’eccezionale affermazione di SfD in Länder dell’ex Germania orientale. Terre e popolazioni che sono state unificate alla madrepatria dopo esser state decenni sotto la soffocante cappa comunista e che hanno potuto avere uno sviluppo socioeconomico con il forte supporto di lavoratori e pensionati tedeschi che ancora ora pagano mensilmente il “Solidaritätsbeitrag”, un contributo per le spese della riunificazione. Tuttavia, L’analisi del voto nazionalista nel Läner dell’Est va probabilmente condotto considerando anche il preoccupante nazionalismo che domina in altri Paesi dell’ex

blocco comunista, fra cui, e soprattutto, Ungheria e Polonia. Riprendere in mano il proprio destino dopo un periodo più o meno lungo di soggezione a capi decisi da altri può generare un orgoglio nazionale con deviazioni patologiche. Ritornando all’Europa, dopo l’afferma-

so non solo la più forte economia d’Europa e una della più potenti economia mondiali, ma le sue onde hanno impattato anche il resto del Continente. Chi lo nega ed ha magari plaudito al successo di AfD è in malafede o incosciente.

zione di Macron in Francia e la sua conferma nel voler continuare a far funzionare il pistone francese del motore franco-tedesco, ritenevo, o quantomeno speravo, che vi fossero rinnovate energie per la ripresa di un processo di integrazione europea affetto la molti acciacchi.

Una speranza che si era in me rafforzata quando Berlino e Parigi hanno incluso nel loro “club” Italia e Spagna. Quattro grandi Paesi, di cui tre fondatori dell’Unione europea, che secondo la teoria della “gravitazione” avrebbero potuto esercitare un forte traino nel portare avanti l’unico progetto di unità che può dare speranza alle future generazioni di europei e contribuire alla stabilità internazionale. Dopo i risultati elettorali di domenica scorsa non credo che in Germania si vada a elezioni anticipata ed una coalizione guidata dalla signora Merkel prima o poi vedrò la luce. Certo è che il pistone tedesco sarà più debole ed anche se un motore

a quattro cilindri con l’aggiunta di Roma e Madrid dovesse resistere – la crisi delle Catalogna in Spagna e le prossime elezioni nazionali in Italia lasciano forti interrogativi- la debolezza catalizzatrice tedesca si farebbe sentire. L’augurio è che le tre probabili forze politiche che formeranno la coalizione di governo a Berlino trovino la massima convergenza possibile sul fronte europea e siano fortemente unite nelle strategie per ridimensionare i nazionalisti anti-UE di AfD. Ognuno di noi che crede un’Europa democratica, libera, forte e solidale un contributo lo può dare nell’occuparsi di Europa, cercando ci conoscere capire che cosa realmente sia ed abbia fatto l’Unione europea, al di là delle cassandre che anche nel nostro Paese pensano alle prossime elezioni e non alla future generazioni.

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Comunità delle Giudicarie

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Ripreso il servizio per l’anno scolastico 2017-2018

Mense scolastiche in Giudicarie: attenzione per i prodotti biologici, dop e a “km 0” Con l’inizio dell’anno scolastico riaprono le 24 mense gestite dalla Comunità delle Giudicarie che erogano complessivamente circa 315.000 pasti l’anno ad alunni e studenti

Il prezzo massimo è stato confermato in 4,10 euro a carico delle famiglie, ridotto a seconda del calcolo dell’Icef e del numero dei figli frequentanti la mensa. La gestione sarà garantita dalla Cooperativa Risto 3 di Trento, che si è aggiudicata l’appalto concluso nell’autunno 2015, con la possibilità di proroga per altri tre anni. L’appalto è stato aggiudicato sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, tenendo conto in particolare della qualità delle prestazioni erogate. Il servizio è stato appaltato ad un prezzo di Euro 4,60 + IVA a pasto per gli alunni delle Scuole elementari e medie e di Euro 5,69 + IVA per gli studenti della Formazione professionali (Enaip e Upt), per un totale complessivo nel triennio di circa Euro 4.300.000,00. “La qualità del servizio è migliorata rispetto al pas-

Sono riprese le lezioni scolastiche per gli oltre 4.000 studenti iscritti agli Istituti giudicariesi. Gli alunni e gli studenti frequentanti le attività pomeridiane potranno accedere al servizio di mensa organizzato dalla Comunità; si tratta di un compito delicato ed importante per il supporto offerto alle famiglie nell’alimentazione equilibrata dei figli ed anche per i numeri di rilievo che caratterizzano le Giudicarie: oltre 315.000 pasti all’anno forniti nelle 24 mense gestite dalla Comunità per dare risposta a più di 2.700 famiglie. Particolare attenzione viene prestata alla qualità e alla salubrità del menù proposto che predilige l’utilizzo di prodotti biologici e del territorio trentino, così da garantire ai ragazzi giudicariesi un’alimentazione sana e rispettosa delle loro esigenze, rispondendo così alle legittime richieste delle famiglie. sato, – precisa l’Assessore all’Istruzione della Comunità Michela Simoni – sia per quanto riguarda i prodotti che le modalità di erogazione. La percentuale di prodotti biologici sarà mediamente del 3035% relativamente all’utilizzo di frutta, verdura, carne, pesce, pasta, riso, patate, formaggio, latte, uova, olio extravergine, ecc., mentre saranno del 40% i prodotti IGP e DOP. Inoltre, le carni bovine e le trote proverranno tutte da allevamenti trentini; così come di origine trentina sarà anche la maggior par-

te di frutta e verdura fresca, tutto il latte, i formaggi e lo yogurt. All’interno del progetto di educazione alimentare, che ha come obiettivo quello di sostenere stili di vita corretti mediante una sana alimentazione, la Cooperativa Risto3 si impegna ad effettuare un servizio particolarmente ricco e vario, assicurando la massima salubrità dei cibi, così da evitare soffritti, margarine, grassi e prodotti confezionati”. Durante l’anno scolastico medici, dietologi ed

esperti in alimentazione saranno a disposizione di alunni e genitori per corsi, incontri e serate informative riguardanti la corretta alimentazione e adeguati stili di vita nell’età evolutiva. E’ ormai entrato a regime il sistema di accesso al servizio mensa tramite i buoni pasto elettronici, che hanno sostituito gli ormai datati buoni cartacei. Pertanto, grazie all’informatizzazione, senza alcuna domanda o necessità di recarsi presso gli uffici della Comunità, si può accedere e pagare il servi-

Settimana dell’accoglienza 2017 Il tema della Settimana dell’accoglienza 2017, “Dalla Comunità alla comune umanità”, vuole essere un invito a fare delle nostre comunità dei luoghi dove le etichette, i muri fisici, mentali, culturali che pretendono di distinguere e separare gli esseri umani cadono di fronte alla consapevolezza della comune umanità che tutti ci unisce. Luoghi dove possiamo scoprire il senso profondo dell’accoglienza, il perché accogliere, proprio perché le relazioni umane e sociali più autentiche ci aiutano a scoprire che chi accoglie e chi è accolto si arricchiscono reciprocamente mettendo in comune quel frammento di umanità di cui ciascuno è portatore.

zio direttamente da casa utilizzando il computer, oppure presso gli sportelli bancomat. Per rendere operativo di tale sistema, tutte le famiglie sono state dotate di un codice con il quale si può effettuare la ricarica del credito, da cui viene detratto il costo per ogni pasto consumato. Novità di quest’anno, il trasferimento della mensa scolastica di Pieve di Bono nei nuovi locali ricavati a seguito della ristrutturazione complessiva dell’edificio scolastico e il rifacimento di quella

di Darè conseguente ai lavori di sistemazione della scuola. Sul sito web della Comunità – www.comunitadellegiudicarie.it – si può accedere allo sportello “Mensa online” che permette di verificare i propri dati e di interagire con la Comunità in modo veloce ed efficiente. Per ogni informazione si rendesse necessaria, l’Ufficio Istruzione della Comunità delle Giudicarie è a disposizione degli utenti ai seguenti recapiti: tel. 0465/33950912, e-mail istruzione@co munitadellegiudicarie.it.

Progetto “Accogliere. Una proposta, una famiglia, una vita” Cos’è? E’ un progetto costruito in collaborazione tra il Servizio Sociale della Comunità delle Giudicarie, Comunità Murialdo e cooperativa L’Ancora e ha l’obiettivo di promuovere sul territorio esperienze di accoglienza familiare, a favore di persone o nuclei familiari che si trovino in situazione di difficoltà dal punto di vista sociale e/o relazionale.

BIBLIOTECHE ACCOGLIENTI nità Murialdo e cooperativa sociale a una lettura per bambini e adulti, Per tutta la settimana nell’orario di Il tema L’Ancora a curaalla delcomune gruppo di riferimento del della Settimana dell’accoglienza 2017, “Dalla Comunità umanità”, vuole essere un apertura delle Biblioteche Allestimento di comunità “angoli lettura” invito a fare delle nostre dei luoghi dove leprogetto. etichette, i muri fisici, mentali, culturali che pretendono di distinguere e separare gli esseri Biblioteche comunali di: dedicati alle famiglie, con testiumani che cadono di fronte alla consapevolezza della comune umanità che tutti ci unisce. Luoghi dove possiamo scoprire il senso profondo dell’accoglienza, il perché Tione parlano di accoglienza, al fine di CONTATTI: accogliere, proprio perché le relazioni umane e sociali più autentiche ci aiutano a scoprire che chi accoglie e Pinzolo sensibilizzare su questa tematica e pianosociale@comunitadellegiudi chi è accolto si arricchiscono reciprocamente mettendo in comune quel frammento di umanità di cui Comano Terme promuovere il progetto “ Accoglie- carie.it ciascuno è portatore. Sella Giudicarie (Roncone) re, una proposta, una famiglia, una Comunità delle Giudicarie BIBLIOTECHE ACCOGLIENTI Storo vita”, in corso di realizzazione in 366.5851714 Giudicarie. Comunità Murialdo Per tutta la settimana nell’orario di apertura delle Biblioteche A cura della Comunità delle Giudi- Inoltre presso ogni biblioteca verrà 346.2852194 comunali di: carie in collaborazione con Comu- Biblioteche organizzato un momento dedicato Cooperativa L’Ancora Tione Pinzolo

Cos’è l’accoglienza familiare? E’ una forma di supporto volontario dato dalle famiglie che lo desiderano a chi è momentaneamente in difficoltà, per la durata concordata tra le parti. Si può trattare di un pomeriggio, di una festa, di una merenda … In una prima fase del progetto sono già state coinvolte 15 famiglie, che hanno riflettuto e si sono confrontate sul tema, ma l’intenzione è quella di coinvolgere le famiglie del territorio e la comunità intera per creare una rete di supporto e confronto. SE SEI INTERESSATO PUOI CONTATTARCI A: Comunità di Valle Tel. 366 5851714 Comunità Murialdo Tel. 346 2852194 L’Ancora S.c.s. Tel. 340 9689579


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Economia

OTTOBRE 2017

Risultato “storico” per le Funivie di Pinzolo che hanno presentato un bilancio ’16/’17 positivo

Funivie Pinzolo: bilancio con il segno più, società unica più vicina Il bilancio chiude con 360mila euro di utile Per quanto riguarda i dati, i proventi del traffico netti sono aumentati del 6,9% rispetto all’anno precedente (importo pari a 346.438 euro). Questo risultato è dato da un aumento dei proventi estivi (+42.947 euro) e invernali (+497.696 euro) oltre che da un incremento dei costi di interscambio (+194.204 euro). I primi ingressi sono aumentati del 1,4% e i passaggi totali del 2,2%. Nella stagione invernale 2016/2017 i proventi del traffico netti sono stati di 5 milioni e 370mila 930 euro, i passaggi totali 2 milioni e 102mila 562 (74.136 quelli estivi). Il saldo dell’interscambio è invece stato negativo per 37mila e 272 euro rispetto all’anno precedente. “Questo risultato – ha spiegato Serafini – risente dell’apertura ritardata del collegamento, dell’offerta parziale delle nostre piste per buona parte della stagione e del forte aumento (+20%) della vendita delle tessere Skiarea (sommate alle tessere Skirama rappresentano il 54% del venduto di Funivie Pinzolo)”. “Negli ultimi anni – ha voluto specificare il presidente della Spa – il fatturato nella prima parte della stagione ha subito forti contrazioni per la scarsità di neve e i tempi lunghi nell’approntamento delle piste principali. La tardiva apertura del collegamento

Il 16 settembre scorso, i soci delle Funivie Pinzolo Spa hanno approvato il bilancio 2016/2017, chiuso il 30 aprile con un utile d’esercizio pari a 386.475,47 euro. Registrato il risultato “storico” di una gestione economica annuale senza perdite, il presidente della società impianti Roberto Serafini ha fornito, nei dettagli, dati e numeri dell’estate 2016 e dell’inverno

scorso, passato in rassegna i lavori fatti per migliorare il sistema di innevamento programmato e presentato i nuovi investimenti, sempre rivolti al potenziamento della produzione di neve, messi a punto con la sottoscrizione del nuovo accordo firmato il 14 giugno 2017 tra Funivie Pinzolo, Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo e Comune di Pinzolo.

La priorità: potenziare l’innevamento programmato Il bacino di stoccaggio dell’acqua in progettazione alla Conca di Grual è stato indicato come prioritario. Realizzato su una superficie di 20 ettari, in grado di contenere poco meno di 100.000 metri cubi di acqua, con una profondità al centro di 12,5 metri, assicurerà, con il freddo necessario, l’innevamento di tutte le piste del Doss di Sabion in 90 ore. Su questo intervento, ha dichiarato Roberto Serafini, andranno indirizzate tutte le risorse disponibili nei prossimi anni, tanto che, se la pista di Plaza sarà autorizzata (si aspetta la conclusione della procedura di Via entro fine anno) non verrà costruita a breve. Sul bacino di raccolta acqua, è già stato sollecitato l’appoggio degli operatori economici locali chiamati a credere nell’iniziativa e a sostenerla. rende Pinzolo isolata dal resto della Skiarea, con effetti negativi sugli incassi della società. I crescenti risultati della seconda parte

della stagione testimoniano invece l’appetibilità del nostro prodotto, lasciando presagire incrementi significativi di fatturato qualora

si aprisse già a dicembre l’intero demanio e soprattutto il collegamento con Campiglio”. La prima fase di interventi all’impianto di innevamento, realizzati nel 2016 con il sostegno di Trentino Sviluppo e un aumento di capitale (600.000 euro), hanno comunque permesso di fronteggiare la carenza di neve naturale che la scorsa stagione si è fatta particolarmente sentire. La seconda fase di lavori per il potenziamento del sistema di innevamento è invece in corso e darà i suoi frutti dal prossimo inverno. Continua, inoltre, l’iter di progettazione delle due grandi opere: la pista Plaza, giunta alla fase finale della procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) che dovrebbe concludersi entro fine anno, e il bacino di stoccaggio dell’acqua che si vorrebbe realizzare a Grual. Quest’ultimo è in fase di progettazione esecu-

tiva che sarà presto depositata all’ufficio Via. Se il “laghetto” sarà realizzato, il tempo di innevamento delle piste di Pinzolo sarà ridotto a sole 90 ore (nel 2016 330, dopo gli interventi di quest’estate 220 ore). Da segnalare, inoltre, nell’estate 2016, l’apertura della Pinzolo-Campiglio Express anche nel mese di luglio grazie al contributo del Comune di Pinzolo e dell’Azienda per il Turismo nell’ottica di una integrazione con il prodotto “Bikeland”, con la nuova proposta del “Panorama Tour” e i servizi di mobilità estiva. In inverno, invece, la telecabina di collegamento ha trasportato 90.864 sciatori con una media di 1.000 passeggeri al giorno. Sempre in crescita il fatturato relativo all’attività commerciale di intermediazione diretta che ha raggiunto la cifra di 1 milione e 241mila 250 euro.

I commenti All’assemblea, che si è svolta in un clima positivo e di fiducia, hanno partecipato le massime autorità locali e provinciali con il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi. Il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini ha ringraziato per i risultati raggiunti sottolineando l’importanza di concludere gli investimenti strutturali programmati e auspicando anche ad una società unica con Campiglio e Folgarida Marilleva. Auspicio, quest’ultimo, caldeggiato anche nell’intervento di Luigi Olivieri. Il presidente della Comunità delle Giudicarie Giorgio Butterini ha evidenziato il coraggio di Funivie di Pinzolo nel fare investimenti mentre l’assessore provinciale Michele Dallapiccola ha detto che la Provincia ci sarà anche per il bacino di raccolta acqua e ha elogiato i progetti di sistema che arrivano dalla Val Rendena. Infine il governatore Ugo Rossi: “Sta tornando un clima di fiducia che è legato, a Pinzolo, ad un impegno che viene da lontano, a scelte fatte in precedenza. Oggi c’è l’appoggio della Provincia per concludere l’infrastrutturazione del Doss del Sabion. La società unica è invece la possibilità di trasformare l’impegno del passato e di oggi in qualcosa di più e ci lavoreremo insieme per trovare una visione di futuro condivisa”. (A.V)


Economia L’introduzione della patata nel 1600, che cresceva anche in altura, ha permesso anche alla montagna di allevare i maiali e avviare la produzione di salumi, soprattutto in Val Rendena. I maiali hanno così sostituito progressivamente le pecore e con i denari guadagnati con la vendita dei salumi si sono comperate le stoffe nei mercati. La fiscalità agevolata dalla dominazione veneziana ha permesso alla Val del Chiese, trattata come la Livigno di quei tempi, di godere di un benessere inatteso e costruire la maestosa Chiesa pievana di Santa Maria. L’apertura della strada di fondovalle nei primi decenni dell’Ottocento ha permesso ai fabbri di vendere i propri utensili fino nel mantovano e ai contadini le pelli conciate. La fluttuazione del legname ha sviluppato le segherie della zona di Condino. Nell’ottocento l’apertura di grandi fucine nella Pieve di Bono ha permesso la produzione d’attrezzi di ferro esportati in Lombardia. Dopo la grande introduzione delle prime fabbriche con la produzione di cassette in legno del Cis a Pieve di Bono e dopo la Seconda Guerra Mondiale i grandi lavori idroelettrici hanno ulteriormente dato slancio all’economia. Ma sono esistiti anche periodi molto difficili come la malattia bovina tra il 1550 e il 1600, che ha visto l’introduzione della Razza Rendena importata dalla Svizzera, la rigidità fiscale del governo tirolese che ha partire dalla fine del 1500 ha aumentato via via le tasse senza rendersi conto che stava rendendo impossibile la vita dei montanari. Solo in Giudicarie stazionavano cento guardie fiscali austriache, situazione che ha poi portato alla rivolta con la distruzione del dazio di Tempesta e

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Briciole di Storia economica giudicariese di Marco Zulberti Ogni crisi economica passata è soprattutto crisi di alcuni settori economici rispetto ad altri, dando così vita a dei cicli secolari che solo la moderna scienza economica è riuscita a rendere evidenti. Infatti, se non fosse così il mondo sarebbe finito più volte: invece in ogni crisi vi sono settori che crescono e

sono quelli sui quali si deve puntare. L’introduzione dei tessuti nel 1500 ha fatto regredire l’allevamento delle pecore da cui i contadini ricavavano la lana per costruirsi praticamente tutto il vestiario, compresi materassi, cuscini e coperte.

vagente fin dai tempi in cui i vescovi tedeschi nel ‘500, stimolavano la produzione di vino nella Piana Rotaliana per utilizzarlo non solo per celenbrare la Messa, oppure a fine ‘700 quando la stessa imperatrice Maria Teresa d’Austria inviava agronomi per avviare il ciclo agricolo stimolandolo con mercati, fiere e premi per i migliori allevatori. Oggi siamo ad un altro di questi “ritorni alla terra”. Cerchiamo di farlo insieme per il bene di tutte le Comunità, in modo che i campanili suonino insieme sulle Valli Giudicarie.

l’impiccagione di tre rappresentanti, o quando nel 1861 l’introduzione del confine con lo Stato italiano produsse una difficilissima crisi per tutto il Trentino e diede avvio al triste fenomeno dell’emigrazione che perdurò anche nel ventennio successivo alla Prima Guerra Mondiale. L’attuale Consiglio Provinciale di Trento nacque allora proprio come Consiglio Provinciale dell’Agricoltura su iniziativa delle autorità austriache per stimolare l’attività agricola e contrastare l’azione dei Consorzi Agrari che invece si ispiravano al modello padano e di conseguenza italiano e quindi nemico. Ad ogni crisi il Trentino ha trovato nel suo territorio agricolo il suo sal-

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Salute

OTTOBRE 2017 Partono i più forti, ma il loro “patrimonio di salute” si dilapida velocemente arrivati in Europa

Migrazioniemalattie,illegamechenonc’è Dal 2011 è attivo un protocollo del Ministero della Salute per le emergenze Uno dei luoghi comuni più gettonati è che i migranti portino le malattie. Ne è convinto il 64% degli Italiani. Ma non è cosi. Il messaggio che continua a passare è che il migrante rappresenti un pericolo sanitario, che porti con sé delle malattie da cui bisogna assolutamente difendersi. Analizziamo le varie patologie di cui tanto si parla e che hanno portato anche a delle prese di posizione da parte della stampa e di alcuni politici. Prendiamo in considerazione la Tubercolosi: il numero di nuovi casi è calato da 25,3 per centomila abitanti a 6% . Per ammalarsi occorre un contatto stretto e prolungato in un ambiente chiuso in modo che il bacillo di Koch possa passare da una persona all’altra. Ma la malattia non si manifesta se le condizione di salute della persona non sono compromesse da altre patologie o dalla malnutrizione o da condizioni di igiene scadente. Il 60% dei 3.153 casi verificatisi nel 2013 si sono manifestati in stranieri, ma questo non equivale a dire che “portano la malattia”. La maggior parte di quelli che arrivano partono in ottime condizioni di salute, altrimenti non riuscirebbero a tollerare viaggi così faticosi. Sui controlli effettuati nei Centri di accoglienza su quasi 9000 migranti non sono stai trovati casi di tubercolosi. Il problema è un altro, il loro “patrimonio di salute” si dilapida rapidamente per le condizioni igieniche scadenti in cui sono costretti a vivere. L’immigrato il più delle volte vive in una condizione di vulnerabilità e precarietà che rende difficoltoso l’accesso ai sevizi di diagnosi e cura. Chi vive in una condizione di benessere ha un rischio molto basso di ammalarsi. La popolazione residente è cresciuta del 4% mentre quella di origine straniera ha subito un aumento del 154% e di conseguenza il numero di casi di tubercolosi in persone nate all’estero è passato dal 37% al 58%. Se questo rapporto lo riportiamo alla popolazione straniera residente i valori si dimezzano. Cosa significa? Significa che il numero di casi è aumentato ma solo nei migranti, non nei residenti che hanno un tenore di vita simile al nostro. Quindi la prima arma da utilizzare è quella di garantire condizioni di vita

di Gianni Ambrosini - oncologo Ettore T. era alto e robusto e viscerale; per due anni avrei aveva un sorriso che il suo acrivolto spesso, magari casualcento veneto arricchiva di simpatia. “ Ti devo parlare, mente, il mio pensiero al mio amico lontano. Alla parhai un minuto? “ “Si, certo”. “ Allora ti aspetto nel mio tenza gli regalai un libro “Ebano” di R. Kapuscinski. E studio, diciamo dopo pranzo”. Appena entrato : “Sai ora, prima di accingermi a scrivere ne ho in mano una … vado per due anni in Africa, nello Swaziland come copia; sono bloccato dai ricordi. Ettore non c’è più e il volontario; non hanno ginecologi “. Rimasi senza pa- libro, che ho riletto, mi ha ridato sensazioni e cultura e role. Fu cosi che la mia conoscenza dell’Africa divenne voglia di documentarmi relativamente ai migranti. accettabili per tutti. C’è poi lo spettro dell’AIDS: il rischio che lo possano portare i migranti secondo l’OMS è molto basso per tutta una serie di considerazioni. Sono da tenere presenti le modalità di trasmissione ( non si trasmette per via aerea ma solo attraverso la via ematica o sessuale): quindi attenzione ai comportamenti a rischio, il mancato uso di guanti, rapporti sessuali non protetti, scambio di siringhe. Il 52,8% di chi si infetta è associato alla pratica dell’uso di sostanze stupefacenti per via iniettiva. Come pure sono in aumento i casi attribuibili alle pratiche eterosessuali. Da studi pubblicati di recente solo il 2,6% dei nuovi casi sono riconducibili a soggetti provenienti dall’area sub-sahariana, come pure le rilevazioni ultime del 2016 dimostrano un chiaro calo del numero assoluto di casi rispetto al 2006 ( 27,1% contro il 32,9%). Come non parlare anche dell’Ebola. Che il virus arrivi in Italia è molto improbabile per non dire impossibile. La malattia ha un periodo di incubazione molto breve e, se non curata, porta a morte nell’arco di pochi giorni. Teniamo presente che i viaggi degli immigrati durano mesi e che il massimo di incubazione di 21 giorni porta a conclusione l’iter della malattia o con la morte o con la guarigione della persona malata. I soli casi trattati in Italia sono stati quelli di operatori umanitari che si sono infettati nel corso delle loro missioni e che sono stai trasferiti nel nostro paese per essere curati e successivamente guariti. Non dimentichiamoci nemmeno della psicosi della Scabbia. Si tratta di un parassita diffuso in tutto il mondo che causa un’infezione della pelle abbastanza banale che porta a generare un’ intenso prurito con conseguenti lesioni da grattamento. E’ una malattia molto semplice da curare ed è favorita dalla scarsa igiene e dal sovraffollamento. Bastano una pomata e le comuni regole igieniche per risol-

vere il problema. Lo stesso dicasi per le Pediculosi sia del corpo che del capo. Le malattie di cui sicuramente soffrono i migranti sono le cosi dette “malattie visibili”: ferite accidentali, bruciature, malattie gastrointestinali, ipotermie e frequentemente presentano lesioni da quella che si chiama “malattia dei gommoni”. I maschi viaggiano sui tubulari dei gommoni, le donne in genere all’interno dei gommoni a contatto con taniche di carburante che mescolandosi

con l’acqua salata provocano ustioni profonde delle pelle che facendo corpo coi vestiti viene via a brandelli. Esistono poi le malattie che potremmo chiamare “invisibili” legate alla loro esperienza di vita e che sfociano invariabilmente nella depressione, nelle psicosi, nell’ansia, nei disturbi postraumatici da stress. Quello che chiamiamo “effetto migrante sano” dipende dal fatto che solo i soggetti più forti tendono a intraprendere un percorso di emigrazione

molto difficile. Quindi c’è già all’inizio un’autoselezione. Però nel corso del tempo questo effetto tende ad esaurirsi a causa di condizioni di lavoro e di vita molto precari e di difficoltà di accesso ai sevizi sanitari per problemi di lingua e di non conoscenza delle leggi. Quindi si presentano presso i pronto soccorsi solo in condizioni di emergenza. E’ ipotizzabile inoltre che questo effetto tenda ad esaurirsi perché le nuove ondate migratorie utilizzeranno percorsi già consolidati da parenti o conoscenti. In conclusione, il fenomeno migratorio ha impattato sul numero di alcune patologie ma non ha assolutamente generato situazioni di emergenza. Esiste il Protocollo del Ministero della Salute dal 2011 che nelle sue linee guida è strutturato in modo da bloccare situazioni di emergenza, se mai dovessero verificarsi. Si sono registrati 260 situazioni di allerta e 20 allarmi per situazioni patologiche che si sono esaurite nel giro di poche ore. Anche l’INMP

(Istituto Nazionale Migrazione e Poverta’) e Medici Senza Frontiere sconfessano l’esistenza di situazioni di emergenza e classificano queste supposte emergenze come “chiacchiere da bar” o dichiarazioni di qualche politico “particolarmente creativo”. “Dagli all’untore” è un atteggiamento ricorrente che può generare solo paura e molte volte allontana dai problemi reali. Secondo l’OMS i problemi di salute dei rifugiati e dei migranti sono “assolutamente simili” a quelli del resto della popolazione residente. Il pericolo di importazione di agenti infettivi è molto basso. Non bisogna dimenticare che questo rischio può sussistere anche per i cosiddetti viaggiatori regolari, turisti fai da te, viaggiatori in transito che per effetto della globalizzazione si muovono giornalmente con estrema facilità da una regione all’altra, da un continente all’altro. E questi nessuno li controlla. Sono del 28 febbraio di quest’anno le Linee Guida Ministeriali per la salute dei migranti altrimenti dette “Controlli alla frontiera: la “frontiera dei controlli” dove il presidente della repubblica Sergio Mattarella ribadisce che “è da come una società affronta i problemi di chi è più fragile che si misura la sua civiltà e anche la sua vera forza”.

Villa Santi, la gestione va a Artico scs

L’impresa sociale Artico s.c.s. di Trento, presieduta dal giudicarese Mariano Failoni (anche Consiliere di Lavori in corso, di COOPERFIDI S.C., di Federazione Trentina della Cooperazione, Presidente di Impresa solidale), si è aggiudicata la gara per la gestione della Casa Natura “Villa Santi” con sede a Montagne (Comune di Tre Ville) di proprietà del Parco Naturale Adamello Brenta.Read More Il 14 luglio, data di chiusura del bando, erano pervenute al Parco 3 offerte. Oltre ad Artico s.c.s., avevano elaborato una proposta anche Andrea Bologni di Sella Giudicarie e Nicola Cozzio di Spiazzo. Unitamente all’offerta economica e ad una certificata esperienza nel settore, il bando richiedeva l’elaborazione di un’offerta tecnica contenente gli indirizzi gestionali e promozionali da seguire per attrarre nuove forme di turismo ecosostenibile, mantenere un legame con

il territorio e valorizzare la cultura rurale, coinvolgendo il più possibile il Parco. Dalla somma del punteggio tra valutazione tecnica e valutazione economica, la graduatoria si è così assestata: Artico s.c.s. è risultato vincitore, a seguire Nicola Cozzio e, infine, Andrea Bologni. Partendo da una base di gara pari ad 8.000,00 euro più IVA, Artico avrà la gestione di Villa Santi con un canone annuo di 9.200,00 euro + IVA a partire dal 15 gennaio 2018. La struttura signorile, restaurata con cura e attrezzata con 30 posti letto, biblioteca, sala riunioni, laboratorio per la lavorazione del latte e del miele, collocata in un contesto naturale interessante, è classificata come “Casa per ferie”. In questi anni, ha ospitato vacanze-natura di famiglie e gite scolastiche da tutta Italia, meeting professionali, workshop fotografici, corsi di cucina a kilometri zero e moltissime ini-

ziative di animazione territoriale.Il Presidente del Parco, Joseph Masè, commenta così la scelta di esternalizzare: “Grazie all’impegno di tanti, ed in particolare dell’assessore Matteo Motter e dell’ing. Valentina Cunaccia che hanno elaborato il bando e seguito tutte le fasi dell’operazione, siamo riusciti a trovare una soluzione che ci permette di mantenere un forte legame con la struttura, che continuerà ad essere la meta privilegiata delle nostre attività didattiche e, al contempo, di esternalizzare la gestione diretta, che per un ente pubblico era diventata economicamente insostenibile. Sono molto soddisfatto per avere centrato con questa operazione sia l’obiettivo del contenimento della spesa sia quello dell’incremento dell’autofinanziamento e, ritengo, che si sia dato un esempio concreto di gestione della cosa pubblica secondo la diligenza del buon padre di famiglia”.


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Politica

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Sfide e criticità dell’identità trentina alla Giornata dell’Autonomia Ne abbiamo parlato con il Presidente della Provincia Ugo Rossi: “Non dobbiamo abbassare la guardia”

Presidente, come sta l’autonomia trentina in questo momento? L’autonomia sta attraversando una fase di profondo rinnovamento. In questi mesi, anche sulla base dell’esperienza maturata a livello euroregionale, stiamo discutendo, assieme all’Alto Adige, della revisione statutaria e delle necessarie e opportune modifiche da introdurre nella bozza di Terzo Statuto. Si tratta di un passaggio significativo ed importante volto ad ampliare, consolidare e meglio definire le nostre competenze e a rinnovare, in un’ottica di responsabilità e coinvolgimento delle comunità, il nostro impegno all’autogoverno. E’ noto che, dal punto di vista finanziario, veniamo da un periodo molto complesso e difficile: le risorse, in questi ultimi anni, sono infatti passate dai 9/10 delle entrate tributarie a circa i 7/10, soprattutto a causa dello straordinario sforzo che anche noi siamo stati chiamati a fare per risanare le finanze dello Stato. Nonostante ciò, abbiamo dimostrato di essere in grado di fare tutto quello che facevamo prima, e anche qualcosa di più. Sulle sfide più importanti – scuola, sanità e welfare, occupazione, solo per citarne alcune – non abbiamo ridotto di un euro il nostro impegno, anzi, abbiamo impostato percorsi innovativi, quali ad esempio il trilinguismo o l’assegno unico o il sostegno alle start up. Ora la crisi sembra alle spalle e, in base a quanto concordato con il Governo e grazie anche alle sinergie create in questi anni, sul piano finanziario possiamo, e dobbiamo, aspettarci per il futuro maggiori certezze e stabilità. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. Quali sono le criticità, regionali e nazionali, che la nostra autonomia deve affrontare nel prossimo futuro? Sul piano regionale abbiamo di fronte sfide strategiche. In primo luogo quella dei trasporti, con l’avanzare del tunnel del Brennero, che porta con sé ricadute importanti sul versante ambientale, visto che uno degli obiettivi principali del raddoppio della linea ferroviaria è il trasferimento di gran parte del traffico dalla gomma alla rotaia. Sempre in tema di ambiente, le proiezioni degli esperti riguardanti il cambiamento climatico richiedono una

Il 5 settembre di ogni anno, com’è ormai tradizione, il Trentino ricorda il giorno del 1946 in cui Alcide De Gasperi e Karl Gruber - rispettivamente ministri degli esteri di Italia e Austria (Degasperi era anche presidente del Consiglio) - firmarono l’accordo di Parigi, dal quale si origina l’Autonomia speciale nella forma che oggi conosciamo. La Giornata dell’Autonomia 2017 ha un significato ancora più attuale, mentre sono in corso particolare attenzione. Dobbiamo quindi anticipare le problematiche che si potranno generare – il continuo lavoro di cura e manutenzione a cui sottoponiamo il nostro territorio e l’eccellenza della nostra protezione civile ci inducono a qualche ottimismo – e al tempo stesso dobbiamo essere pronti a cogliere e sfruttare le eventuali opportunità che potrebbero venirsi a creare. In tema di immigrazione, dobbiamo proseguire lungo la strada intrapresa, rilanciando il “modello alpino di accoglienza”, basato, da un lato, sull’integrazione e, dall’altro, sul rispetto delle regole. Dobbiamo infine essere protagonisti del dibattito sul futuro assetto istituzionale del Paese, rilanciando le buone ragioni del regionalismo differenziato e declinando in modo corretto, anche all’esterno, il tema dell’autonomia. La grande sfida sarà infine quella di rinnovare la

nostra capacità di autogovernarci insieme agli altri livelli istituzionali (nazionale ed europeo), rafforzando il principio di sussidiarietà. Una provincia autonoma in Europa: un’utopia o un progetto realizzabile? Sarà realizzabile nella misura in cui sapremo stringere alleanze, fare rete, promuo-

i lavori per il rinnovo dello Statuto. Quest’anno per la prima volta gli eventi si sono distribuiti in un arco di tempo più lungo, dal 1° al 9 settembre, con la cerimonia principale lo scorso 5 settembre nella Sala Depero del palazzo della Provincia. Abbiamo parlato dell’Autonomia trentina con il presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi.

vere i valori della nostra autonomia anche al di fuori dei nostri confini e stare in maniera organica, aperta, innovativa e prospettica dentro ai processi sovranazionali, grazie alle politiche di cooperazione territoriali e all’impegno a livello euroregionale. L’Europa delle regioni, inutile nasconderlo, è un obiettivo che richiede

ancora molti sforzi, anche se in questi anni si sono fatti dei progressi. A livello di arco alpino, ad esempio, due anni fa è nata EUSALP, una grande alleanza pensata per far dialogare territori che hanno interessi e problematiche comuni, diverse da quelle delle pianure o delle grandi aree metropolitane. Al suo interno, il Trentino – ma anche l’Euregio Trentino, Alto Adige, Tirolo – hanno grande spazio e visibilità. Se uniamo le forze e facciamo fronte comune, avremo certamente più voce anche a Bruxelles. Tutto questo mantenendo e valorizzando, naturalmente, la nostra identità. L’autonomia oggi, concretamente, dove la vediamo fare la differenza nella vita dei trentini? Lo vediamo in ogni aspetto della vita sociale, nel benessere e nel livello di qualità della vita un tempo impen-

sabili, che ci collocano oggi tra le più avanzate regioni d’Europa. Qualche esempio? Un pil pro capite pari a oltre 33 mila euro, contro i 26 della media nazionale e i 27 di quella europea, una disoccupazione sempre molto inferiore, di nuovo, alla media sia italiana che europea (anche nei periodi peggiori della crisi), un welfare innovativo che fin dal 2009 prevede il reddito minimo di garanzia, strumento che in questa legislatura abbiamo ulteriormente rafforzato con l’introduzione dell’assegno unico. Ma anche in un tasso di scolarizzazione dell’87,5% contro una media nazionale del 79,4, o in una burocrazia con tempi di risposta molto veloci, che è impegnata a semplificare sempre di più le sue procedure. Ma lasciatemi dire anche un’altra cosa: la differenza principale l’autonomia la fa sul piano della vicinanza dei cittadini alle istituzioni. Questo alimenta il senso di responsabilità, ma anche la naturale inclinazione dei trentini alla dimensione del fare e del fare assieme. Ed il segreto è proprio questo: il fare, ognuno, la propria parte, per il bene della propria comunità.

150.000 euro messi a disposizione dalla Provincia

Piccoli prestiti per famiglie in temporanea difficoltà economica

La delibera sul tema dei piccoli prestiti nasce per sopperire all’esigenza di aiutare famiglie con momentanee difficoltà finanziarie. Lo strumento è l’elargizione di piccoli prestiti senza interessi: uno stanziamento di 150.790 euro nel triennio 2017-2019 a sostegno di nuclei familiari che si trovano in temporanea difficoltà economica e/o rischiano di cadere in situazioni di esclusione sociale. L’obiettivo è aiutare le famiglie che si trovano in momentanee necessità finanziarie con un aiuto concreto, ovvero attraverso prestiti che possono essere concessi per importi che oscillano fra i 500 e i 3.000 euro con l’obbligo di restituzione senza interessi nell’arco temporale massimo di 3

anni e con un servizio di accompagnamento alla gestione del reddito familiare. La delibera provinciale definisce in primo luogo i criteri per la concessione dei prestiti di modesta entità e, in secondo luogo, istituisce l’attivazione di percorsi formativi per l’accompagnamento alla gestione del bilancio e dell’indebitamento individuale e familiare in favore di persone e di nuclei familiari in situazione di possibile esclusione sociale e di temporanea difficoltà economica dipendente da eventi di carattere contingente e straordinario. Possono fare richiesta le persone in momentanea difficoltà economica con conseguente difficoltà a sostenere documentate spese riferite alla casa, alla salute,

all’educazione ovvero, in casi particolari, ad onorare alcune scadenze o impegni finanziari di modesta entità che possono incidere sull’equilibrio finanziario della famiglia in seguito a perdita del lavoro o a malattia. La gestione dell’attività sarà svolta da una Associazione, Ente o Fondazione senza scopo di lucro mediante affidamento diretto dopo la richiesta di tre offerte ad organizzazioni operanti sul territorio provinciale. Il soggetto gestore provvederà alla concessione dei prestiti e all’attivazione dei percorsi formativi nel rispetto dei criteri approvati con il provvedimento della Giunta. Il servizio sarà attivo entro la fine dell’anno.


Attualità E’ auspicabile che ancora più anziani aderiscano alla iniziativa, una bella occasione per uscire di casa, mantenersi attivi e imparare cose che non si sapevano. Di solito infatti il rapporto che si stabilisce tra conferenziere e studenti è assai gratificante. Gli adulti e gli anziani gradiscono molto la possibilità di sentire dalla viva voce degli insegnanti qualcosa di nuovo, di non scritto sui libri. Inoltre stare insieme ad altre persone che condividono la stessa voglia di imparare è una bella occasione di socializzazione, apprezzata soprattutto da chi vive solo, o da chi vuole evadere un po’ dalla noiosa routine degli impegni casalinghi e familiari. L’attività in Giudicarie prese l’avvio nel 1986, con l’inizio delle lezioni a Tione, poi nel 1990 partirono anche Pinzolo e Santa Croce, seguite immediatamente l’anno successivo da Condino e San Lorenzo. Infine Spiazzo nel ’98 e Roncone, la più giovane, nel 2008. La “missione” di questa istituzione è quella di informare, formare, suscitare curiosità e far riflettere i cittadini. Si possono iscrivere tutte le persone che hanno compiuto i 35 anni, ma di solito la gran parte degli iscritti ha un’età decisamente maggiore. L’offerta formativa è articolata su cinque percorsi: corpo e psiche, linguaggi ed immagini, pensiero e cultura, vocabolario della cittadinanza, tecnologia e scienza. Oltre a far conoscere cose nuove, si cerca di dare l’opportunità a

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Parte l’anno scolastico dell’Università della Terza Età e del Tempo Disponibile

Non si finisce mai di imparare Nel 2016, quasi 500 iscritti nelle 7 sedi giudicariesi

Con il mese di ottobre prendono il via anche in Giudicarie i corsi dell’Università della terza età e del tempo disponibile (Utetd) della fondazione Demarchi di Trento. Sono sette le sedi in cui si terranno le lezioni: Condino, Roncone, Tione, Spiazzo, Pinzolo, confrontarsi ed a dialogare con gli altri, maturare come cittadini e crescere per essere sempre più persone libere e partecipi del proprio tempo. Le sedi locali hanno, rispetto a quella di Trento, una offerta limitata, e meno ricca rispetto al passato (per ovvi motivi economici degli enti locali), ma si è cercato comunque di effettuare una programmazione personalizzata in base alla domanda formativa raccolta in ogni singola realtà. La quota di iscrizione per le sedi periferiche è di 49 euro per tutto il “pacchetto culturale”, altri 29 euro per iscriversi alle attività motorie. Le materie che saranno affrontate in quasi tutte le sedi sono arte, filosofia, letteratura, religioni, storia, geografia e medicina, con approfondimenti legati alle patologie più diffuse nella terza età. Ci sono poi

argomenti peculiari che differenziano le programmazioni. Ad esempio il cinema, visto come strumento di lettura dei fenomeni sociali, verrà trattato a Condino e Roncone, la guida all’ascolto della musica di opere e operette a Pinzolo e Condino. Il nuovo statuto di autonomia del Trentino Alto Adige e la nascita dell’Unio-

Santa Croce di Bleggio e San Lorenzo in Banale. L’anno scorso hanno coinvolto in totale 482 iscritti, così suddivisi: 113 a Pinzolo e altrettanti a Santa Croce di Bleggio, 76 a Tione, 58 a San Lorenzo, 53 a Condino, 46 a Roncone e 23 a Spiazzo.

ne Europea saranno affrontati solo a Pinzolo, astronomia a Santa Croce, così come il libro di Collodi “Pinocchio”. A Tione, fra le altre cose, si parlerà di Onu, dell’uso di smartphone e tablet, e di archeologia. A Condino lezioni di gemmologia, e la Cina nell’ambito dell’educazione alla mondialità. A Spiazzo la

civiltà cretese, ed i pellegrinaggi in Trentino. A Roncone si terrà anche una lezione su come migliorare la propria memoria. Solamente a Santa Croce e Pinzolo sono previsti alcuni incontri autogestiti. In totale gli incontri saranno 209, non equamente divisi: 44 a Pinzolo, 42 a Santa Croce di Bleggio, 32 a Condino, 26 a Tione, 25 a Spiazzo, 21 a San Lorenzo e 19 a Roncone. Parallelamente ai corsi culturali si effettuano, per chi lo desidera, e con l’eccezione di Spiazzo che non li prevede, corsi di ginnastica formativa e funzionale, nella consapevolezza che l’attività fisica, non meno di quella mentale, giova al benessere generale della persona. Nelle sedi di Condino e San Lorenzo si tengono anche corsi di ginnastica in acqua, presso le piscine dei rispettivi paesi. Lo scorso

MeTe da leggere

anno in totale hanno frequentato i corsi di ginnastica 173 persone, che corrisponde al 36% di quanti si sono iscritti ai percorsi culturali. Spicca il dato di Roncone, che col 63% di studenti di ginnastica si è dimostrato il corso più sportivo di tutta la valle. Le iscrizioni si fanno nei rispettivi Comuni, e le sedi dei corsi sono i municipi per Spiazzo, San Lorenzo e Santa Croce (Comighello), la biblioteca a Roncone e Condino, la casa della cultura a Pinzolo, e la sede della Comunità delle Giudicarie a Tione. La data di inizio corsi è il 4 ottobre a Spiazzo, il 10 a Pinzolo, il 12 a San Lorenzo, Santa Croce e Roncone, il 16 a Tione e il 23 a Condino. Nel basso Chiese non opera la Fondazione Demarchi, ma gli anni scorsi si sono tenuti corsi culturali per il tempo libero a Pieve di Bono e a Storo, grazie alla attività della Associazione culturale Il Chiese, con argomenti piuttosto simili a quelli della Utetd. Chiara Garroni

Rubrica mensile a cura di viale Dante, Tione

I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli Lo sport come strumento educativo e di crescita Si parla spesso di come lo sport sia uno strumento educativo e di come possa aiutare i bambini e i ragazzi a crescere, non solo come atleti, ma anche, e soprattutto, come persone. Affinché questo si realizzi è però indispensabile un progetto finalizzato a tale scopo e persone disposte a rendere l’attività sportiva un momento non solo di divertimento, ma anche di maturazione personale, delle proprie capacità e delle proprie risorse. Persone e territorio (inteso come società sportive, associazioni, luoghi di incontro) sono i primi responsabili di questo progetto ambizioso, che troppo spesso rischia di essere banalizzato. L’attività sportiva in sé non sempre trasmette un messaggio positivo e utile alla crescita dei ragazzi, basti pensare al fenomeno del doping (più vicino a noi di quanto si pensi), alle liti che si scatenano sui campi sportivi, alle racchette rotte nei match di tennis più stressanti. Ma possiamo anche rimanere più vicini al nostro territorio, pensando ai tifosi a bordo campo che insultano o urlano contro gli avversari, ai genitori che riversano tutte le

aspettative di quando anche loro facevano quello sport e agli allenatori che insegnano lo sport così come si faceva 30 anni fa. Sono solo alcuni esempi che ci permettono di capire come, affinché l’attività sportiva sia davvero uno strumento di crescita, è necessario sviluppare un progetto finalizzato. I protagonisti di questo progetto sono chiaramente i piccoli atleti delle varie realtà sportive, ma i registi sono tutte quelle persone che si interfacciano quotidianamente a vario titolo con il mondo sportivo: allenatori, genitori, dirigenti, volontari e accompagnatori. E si sa, se c’è una buona regia, anche gli attori danno il meglio di sé e lo spettacolo è garantito. Negli ultimi tempi i settori giovanili delle società sportive sono molto attenti a questi aspetti e gli allenatori non sono più solo insegnanti di tecniche e di tattiche, ma sono anche educatori e vere e proprie figure di riferimento per i giovani atleti. In che modo, allora, l’attività sportiva può diventare uno strumento altamente educativo?

Quando i “registi” si impegnano nel dare allo sport determinate caratteristiche. Lo sport, innanzitutto, deve essere vissuto come un divertimento, come un gioco. Infatti se l’atleta (bambino, ragazzo o adulto che sia) non trae piacere da ciò che fa non avrà nessun motivo per farlo e se non vi è partecipazione attiva non vi è nemmeno apprendimento, lo sportivo sarà semplicemente disinteressato e non coinvolto in quell’attività. Nei bambini e nei ragazzi l’attività motoria deve cercare, inoltre, di sviluppare un sentimento sociale e di cooperazione, deve riuscire a far nascere nell’atleta il desiderio di appartenenza sociale, la voglia di stare all’interno di un gruppo e di fare insieme qualcosa con uno scopo comune, qualcosa che magari da solo non si riesce a fare. Lo sport è educativo quando sprona a mettersi alla prova, ad essere coraggiosi, senza sentirsi giudicati e senza avere paura di essere sgridati. Uno dei compiti delle figure di riferimento sportive è proprio quello di spingere gli atleti ad essere creativi e

ad avere voglia di sperimentare, di fare errori e di riprovarci ancora e ancora. Come disse il grande Maradona:“I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”. Creare un ambiente accogliente e nel quale ogni piccolo atleta si senta libero di provare, sperimentare e, chiaramente, anche sbagliare è una sfida per tutti gli adulti, ma è sicuramente uno sforzo che viene ripagato in termini di autostima e di crescita psicofisica sana dell’atleta stesso. Infine ciò che distingue una semplice attività motoria da uno sport vero e proprio è l’esistenza di una regolamentazione. Ogni sport ha le sue regole e ogni ambiente sportivo, se vuole essere un luogo di crescita ed educazione, deve insegnare a condividerle e rispettarle. Rispetto che deve venire prima di tutto dagli adulti, che in questo caso sono dei veri e propri modelli da seguire e, per i più piccoli, da imitare. Persone che diventano esse stesse degli strumenti educativi potentissimi. di Paola Bertotti

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Arte

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L’incendio di Brevine, un salto a Campiglio e le montagne dell’Adamello

Passaggi in Giudicarie: Segantini, Giacometti e Richard Long Tre legami fra gli artisti e la vallata di Giacomo Bonazza Quando il 21 agosto 1895, il rione di Brevine, tra i più antichi di Tione, viene colpito da un devastante incendio, Segantini, quarantunenne, si è ritirato già da un anno nel minuscolo villaggio di Maloja (Canton Grigioni), presso il passo omonimo, a 1.800 metri, e non solo per ragioni artistiche, scappando da creditori sempre più incalzanti e vivendo l’angoscia del disertore, sempre in pericolo di essere braccato dalle autorità austriache. E’ l’anno di “Ritorno al paese natio” o “L’ultimo viaggio”, struggente capolavoro dove le stesse montagne s’inchinano silenti al lutto di una povera famigliuola alpina. Dall’ “Alto Adige”, di tendenze filo liberali, che gli spedisce l’amico Vittorio Zippel, editore trentino e convinto irredentista, il pittore viene a sapere della tragedia tionese. La sua risposta a Zippel è immediata: “... leggendo nell’ “Alto Adige” la sottoscrizione di offerte per gli sfollati di Tione volli spedire anch’io il mio obolo: non seppi se mandare qualche denaro, o un disegno; decisi per un disegno che spedii al giornale, Non credo che possa essere difficile cavarne un 400 franchi per il comitato di soccorso”. Si rivolge pure alla redazione del giornale: “Avendo letto della disgrazia toccata a Tione, mi sono permesso di inviare al vostro giornale un mio disegno. Mio desiderio sarebbe che il ricavo netto che si potrà ottenere, passi al Comitato di soccorso di Tione”. Quel disegno, matita su carta, gemello dell’olio su tela conservato ad Adelaide in Australia, è “All’ arcolaio”, in questo momento proprietà del MART, un’opera di straordinario effetto luministico che richiama la più famosa “Le due madri”. Arrivato a Trento ed ivi esposto, il disegno viene fatto premio speciale di una lotteria molto gettonata, che sortirà una bella somma a favore del Comitato di Tione. La fortunata vincitrice sarà Lucilla Fedrigolli di Villa Lagarina. Giovanni Segantini riceverà i ringraziamenti nel

Tre piccole storie che legano tre grandi artisti alla nostra valle, da recuperare alla memoria collettiva, se non altro per i tratti di umanità ad esse sottese: Giovanni Segantini e l’incendio di Brevine del 1895; Alberto Giacometti a Madonna di Campiglio nel suo ritiro di Maloja, trami- ha appena vent’anni. Il te le colonne del giornale motivo di tale approdo è trentino. Forse che oggi l’incontro con un vecchio non sia giunto il tempo di biblotecario olandese,

1921; Richard Long sulle montagne dell’Adamello nel 2000. Tre “passaggi” del tutto singolari, che bastano ad assicurare alle località interessate, un dignitoso posticino nel panorama della storia dell’arte moderna. sconvolto: sarà un trauma quest’estraneo in una cache lo accompagnerà tutta mera d’albergo e ricevela vita, condizionandone re il suo ultimo sguardo, profondamente la ricerca quand’egli era così poco

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to durante la stagione parigina, volgerà la sua arte a quel “male di vivere” e ai territori della solitudine esistenziale, frutti amari della mai sopita angoscia campigliana. “Adamello Walk” è il titolo dello splendido reportage fotografico/catalogo, a cura del MART, che documenta il “passaggio” lieve di Richard Long, sulle nostre montagne, lasciandone tracce effimere quanto poetiche. L’artista britannico, uno dei padri della Land art, contaminazione fra arte e natura, che produrrà anche dalle nostre parti le rassegne di Arte Sella e, più vicino, Bosco Arte Stenico, nell’anno 2000 intraprende il suo viaggio silenzioso

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3 1a- Incendio di Brevine del 1895 1b- Giovanni Segantini: “All’arcolaio”, matita su carta 2- Alberto Giacometti nel suo atelier parigino 3 - Alberto Giacometti: “ Tete sur tige” - testa su gambo 4 - Richard Long: Passaggio in Adamello

ricordare quell’episodio con l’intitolazione al genio arcense di una via nel capoluogo giudicariese? Magari proprio nella contrada di Brevine? Il “passaggio”di Giacometti, uno dei più grandi scultori europei del Novecento, a Madonna di Campiglio, si colloca nell’autunno del 1921, quando l’artista svizzero

Pieter van Meurs, che lo invita a fare un viaggio d’arte a Venezia, dopo che si erano conosciuti l’estate precedente. La partenza è fissata, appunto, dalla località rendenera. Nella notte tra i 4 e il 5 settembre Van Meurs muore improvvisamente in una camera del Grand Hotel des Alpes. Il giovane rimane

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4 artistica. L’episodio è così narrato da Yves Bonnefoy, tra i massimi poeti francesi contemporanei, in un saggio dedicato all’artista della Val Bregaglia: “Nell’autunno di quell’anno una strana serie di casualità l’aveva portato in un borgo sperduto dell’Alpe italiana con un anziano uomo a lui sconosciuto, e costui, un essere indubbiamente da molto tempo solitario, era stato colto da un male improvviso ed era morto, sotto i suoi occhi. Giovanissimo, aveva dovuto vegliare accanto a

preparato dalla sua felice vita familiare a sapere che cosa sono la solitudine e la morte. “Quel giorno, tutto di un colpo, la mia vita si è capovolta”, ha detto Alberto poco prima della sua morte. “Da quel momento non ho mai potuto dormire senza una lampada...E’ a causa di questo episodio drammatico che ho sempre vissuto nel provvisorio”. In quella circostanza egli aveva scoperto il niente, il niente radicale della condizione umana....”. Alberto Giacometti, fino alla sua morte nel 1966, soprattut-

dentro il grembo montano “ ...lasciando cumuli di pietra, altari alla memoria di passate vestigia…Non ferisce la coltre incontaminata di neve, ma la colora con il contrasto della pietra...Assemblare, riunire, allineare, comporre in un gioco infinito di forme, costruire, creare nella Natura al pari della Natura stessa...I segni del suo passaggio talvolta rimangono come tracce perenni. Talvolta il primo soffio di vento li disperde nel nulla...”(Gabriella Belli).


Attualità

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Una presenza costante a fianco dei prodotti del territorio

Corrono le Giudicarie slow La Condotta delle Giudicarie (che conta un centinaio di soci) in un certo senso viaggia proprio in sintonia con la filosofia centrale dell’Associazione: si dedica sì all’organizzazione di eventi conviviali, ma si spende nella valorizzazione dei prodotti della nostra terra, partecipa ad attività culturali e dibattiti, sempre con l’ago della bussola puntato sulla qualità: qualità dei cibi, qualità degli eventi, qualità della vita. Anno intenso, segnato (ed è il secondo anno consecutivo) dalla partecipazione attiva a “Trentino Food Festival”, la rassegna di manifestazioni che rientrano nel calendario della Comunità di Valle e comunque della comunità giudicariese. Va segnalata la partecipazione alla Mostra delle giovenche di razza Rendena, a Pinzolo, nel cuore dell’estate, articolata in due momenti: una cena in piazza (cui hanno aderito due-

Anno intenso il 2017 per la Condotta giudicariese di Slow Food, l’Associazione nata (come dice il nome) sulle ali del pensiero contrapposto al fast food (il mangiar lento, riflessivo e di qualità rispetto al mangiare veloce e a strangolone dei nostri giorni), ma con il passare del cento persone entusiaste) ed un convegno. Le vacche di razza Rendena, fra l’altro, diventeranno Presidio Slow Food, un marchio che viene dato a “testimonial” (siano cibi o specie animali) di particolare valore. Nel mese di settembre la Condotta ha partecipato anche a “Mondo Contadino”, la rassegna di Roncone legata alla mostra bovina. Slow Food ha voluto trattare un tema particolare: il formaggio di capra. Lo ha fatto invitando esperti ed allevatori non necessariamente trentini. Prossimamente altri appuntamenti attendono gli affezionati ai prodotti della terra ed all’economia sostenibile. In un’annata intensa il fine settimana fra il 7 e l’8 ottobre sarà il simbolo vero dell’intensità,

essendo in programma il Festival della polenta di Storo e l’Ecofiera di montagna di Tione. Sabato 7, alle 18, è in pro-

tempo andata molto oltre. Basti pensare alla valorizzazione del lavoro dei contadini di mezzo mondo, al salvataggio di cibi della storia e della tradizione, alla promozione della nascita di orti in Africa, all’attività culturale ed editoriale, alla formazione universitaria. gramma il convegno dal titolo “Oro rosso, oro bianco. Dal grano nostrano al frumento e... oltre. I prodotti dell’agricoltura di montagna della

piana di Storo, della valle del Chiese, del Trentino, del mondo”. Si tratta di un incontro per approfondire la conoscenza di ciò che acca-

de nel mondo, oltre che in Trentino. Non a caso a relazionare, fra gli altri, ci sarà Sergio Valentini, di ritorno dal congresso internazionale di Chengdu, in Cina, organizzato da slow Food. Accanto a lui i responsabili di Agri 90 e del Consorzio della val di Gresta, oltre a produttori locali. Domenica 8 ottobre, a Tione, si parlerà di vino naturale e di ortifrutticoltura resistente, temi di grande attualità verso cui Slow Food pone una speciale attenzione. In ultimo, l’11 e 12 novembre, ecco la partecipazione alla Festa della Noce, nel Bleggio, dove saranno sortati dolci “non solo zucchero”. Quest’anno la Condotta ha scelto di partecipare alla Festa della noce, saltando la Festa della ciuìga, per stare vicino ai produttori di noci in una stagione per nulla propizia. Un doveroso atto di solidarietà.


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Attualità

OTTOBRE 2017 Enrico Gasperi presenta il suo settimo sigillo editoriale

Marco D.C.: “Anche il peggiore tra gli uomini si può redimere” Un romanzo storico, un testamento (vero) ritrovato e svelato, due storie d’amore in epoche lontane che si intrecciano di Mariachiara Rizzonelli Marco da Lodron per inciso, ci ricorda Gasperi, è un personaggio storico realmente esistito. Figlio illegittimo e infame, come dice lui, di Giorgio Lodron, figlio a sua volta di Paride Lodron, viene semiriconosciuto dal padre che non dà mai ufficialità a questa situazione, ma alla sua morte gli lascia in eredità proprio Palazzo Lodron Bertelli di Caderzone. Molti storici hanno speso molte fatiche nel cercare di ricostruire la sua vita e il suo operato. “Da trent’anni per esempio - ricorda l’autore rendenese - si cercava il suo testamento”. Ad un certo punto lo aveva ritrovato Padre Frumenzio Ghetta, ma poi era andato nuovamente perso tra le molte carte dell’archivio di stato; tramite una ricerca certosina l’anno scorso Gasperi è però riuscito a riscoprirlo e da allora si è messo a lavorare al suo nuovo libro, dove in qualche modo ne svela i contenuti. In questo romanzo Gasperi, oltre al personaggio di Marco da Caderzone e al contesto storico della seconda metà del Quattrocento, in cui questo speciale Lodron ha vissuto, parallelamente, assieme alle figure del professor Vittori e della studentessa con cui fa nuove scoperte, ricostruisce anche l’atmosfera umana e civile del primo Dopoguerra successivo al secondo conflitto mondiale e il momento in cui la nostra l’autonomia fa i suoi primi passi. “Il professor Vittori e Nerella, assieme ad altri personaggi esistiti realmente, di cui ho fatto una caratterizzazione particolare, fanno tuttavia scoperte che permettono di manifestare una vita parallela di Marco da Caderzone che non si conosceva”, sottolinea l’autore per ribadire come, a volte, occorra andare oltre le cronache ufficiali per individuare la vera

Te lo aspetti già svezzato dall’ormai lunga carriera letteraria, tranquillo nell’attesa della presentazione di “Marco D. C”, settimo romanzo di questo attivissimo autore rendenese. E invece no, Enrico Gasperi parla del suo nuovo libro con quel trasporto, quell’affetto che in genere si porta ai propri figli: “Leggilo a balla perché è bello. Chi lo ha letto in anteprima se ne è già innamorato; è un romanzo storico in cui racconto la storia di due coppie, una composta da Marco da

Caderzone e dalla sua coetanea Bianca, tra il 1439 e il 1490, anno della loro morte, e l’altra, vivente nel 1954, composta da un professore trentino dell’Università di Venezia, tale Franco Vittori, che incarica una studentessa trentina, tale Nerella de Stefani, di fare una tesi proprio su Marco da Caderzone. La quale scopre una cosa molto importante e però anche inquietante. La storia delle due coppie si dipana continuamente attraverso flashback e ritorni ai tempi moderni”. sottilissime connessioni che si insinuano tra i fatti di ieri, dell’oggi e del domani: “Tant’è vero che questi due archeologi si ritrovano avvinghiati alla storia di questi altri due che è successa cinquecento anni prima”. In questa maniera i piani e le situazioni si intersecano continuamente su livelli diversi come solo avviene nei thriller più entusiasmanti.

UN ESTRATTO DEL NUOVO LIBRO Bianca fece un passo avanti. Gli occhi seguirono una prima piroetta. Una seconda. Un altro passo. Tirò indietro il collo per evitare che gli si appoggiasse sul naso. Si fermò. Ora galleggiava, senza peso, davanti alla sua bocca aperta. I fiocchi cadevano senza fretta. Erano larghi, fluttuavano divertiti nel vento e tracciavano traiettorie senza senso, nell’assoluta inconsapevolezza del destino di quell’ondeggiare. Bianca ne prendeva di mira uno alla volta, il più grande che riusciva a individuare, e lo seguiva fino a che non toccava terra. Allora si chinava, lo osservava, cercava di capirne la forma, la confrontava con gli altri. Era affascinata. Faceva freddo, ma non se n’era ancora resa conto. E non se ne sarebbe resa conto. L’euforia di quella nevicata solenne non gliene avrebbe lasciato il tempo e la possibilità. Le dita erano rosse, un po’ gonfie. I piedi ghiacciati. Gli zoccoli la alzavano e la isolavano soltanto dal primo pollice di neve. L’altra si attaccava alle calze di lana e pian piano le infiltrava di gelida umidità. Il fiocco riprese il suo moto bizzarro, fatto di curve stravaganti, di giravolte anarchiche, di pause ondivaghe. Bianca si spostò a lato di un passo. Si abbassò. Poi un passo indietro. Un altro e. Il respiro e i muscoli bloccati. L’urlo le uscì all’improvviso. Due mani si erano appoggiate sopra le sue spalle, da dietro. Decise. “Ma chi.” “Adesso ci spaventiamo per così poco?” chiese il nuovo arrivato. Bianca si girò. Arrossì. Prese fiato e, quasi balbettando, cercò di scusarsi. Si rassettò il fazzoletto in testa, dal quale continuavano a sfuggire alcune ciocche di capelli biondi chiarissimi. “Non volevo gridare, perdonami. Ero talmente concentrata su quel fiocco che quando mi hai toccata ho pensato a chissà quale pericolo.” “Beh, ma io sono un pericolo! Dovresti saperlo. Tutti i bambini del paese lo sanno. E mi evitano come fossi la peste.” Marco aveva una faccia divertita. Ma la sua fama nel piccolo borgo corrispondeva proprio a questo. I genitori preferivano che i loro figli maschi gli girassero alla larga. Le ragazzine addirittura, caso mai l’avessero incrociato, avevano l’ordine ferreo di salutarlo con deferenza chinando il capo e di allontanarsi il più in fretta possibile, indietreggiando senza voltargli le spalle. “Ma io ti sto vedendo e non mi sembri cattivo. Anzi. Io so che non sei cattivo. È facile capirlo. Basta guardarti negli occhi. E poi siamo alti uguali, non mi sconfiggeresti mai alla lotta.” Bianca si era rasserenata. Erano coetanei. Entrambi nati nel rigido inverno del ‘31, un gennaio che i vecchi ricordavano come il più gelido e nevoso del secolo corrente e anche di quello passato.

realtà delle figure che si indagano a livello storico. Da ex insegnante, si propone infatti di far imparare cose nuove, ché si considera infatti uno storico rigoroso; tuttavia Gasperi attraverso la sua scrittura vuole anche divertire perché “solo così – sottolinea - si impara davvero”. La seconda cosa che Gasperi attraverso questo romanzo storico vuole dimostrare è come la realtà vissuta da una persona, anche se in un tempo o un luogo lontano, possa incidere sul presente di un’altra. Dettato che ritorna spesso nei suoi prodotti letterari, ma che l’autore ha particolarmente rispettato nello stendere la trama di quest’ultimo libro. Ciò a suo avviso avviene non a causa del destino, in cui non crede, ma tramite

Quanto tempo ha impiegato Gasperi a scrivere questo bel romanzo di duecentosei pagine? “Il progetto era in ballo da prima. In realtà c’ho messo un mese di malattia a maggio dell’anno scorso; quindi ho approfondito gli argomenti trattati, mi mancava il testamento, che poi ho recuperato, iniziando poi a lavorare di lima e di cesello sul testo sistemandolo stilisticamente, inserendo per esempio anche la finta tesi di laurea di Nerella e addirittura un’opera teatrale sulla vicenda di Marco da lei scritta”. Il messaggio, di un libro tanto pieno di informazioni, dati, personaggi e anche generi letterari tanto differenti? “Con questo nuovo romanzo afferma Gasperi - voglio soprattutto dare, anche se può sembrare eccessivo, un segnale che anche il peggiore tra gli uomini si può redimere”. “Marco D.C.”, edito da Curcu e Genovese, sarà proposto al pubblico dall’autore in prima assoluta il prossimo 28 ottobre presso la scenografica Sala Lodron Bertelli di Caderzone Terme.


Attualità

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Ha aperto le serate informative il comandante Oxilia del nucleo investigativo dell’arma dei carabinieri di Trento

Sicuri in casa con la Pro loco di Fiavè Fra i volontari fiavetani spazio ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni per la progettazione creativa

“Sicuri in casa” è la tematica che accompagnerà le tre serate autunnali, organizzate dalla Pro loco di Fiavè, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri di Trento, la G&P Servizi S.a.s. e

Il ciclo di incontri è iniziato giovedì 28 settembre con “Pillole di sicurezza domestica”, con un ospite di eccezione come il Capitano Andrea Oxilia, comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento. Seguirà “Cenni di Primo Soccorso”, giovedì 5 ottobre, con Rodolfo Signoretti, formatore G&P Servizi per Sicurezza e BLS/ Defibrillatore, e si concluderà giovedì 12 ottobre con “Sicurezza antincendio”, un incontro con l’ingegnere Alberto Flaim e il Comandante dei Vigili del Fuoco di Fiavè Enzo Caresani. La Pro loco di Fiavè è attiva sul territorio da molti anni: grazie al nuovo direttivo e a tutti i suoi vo-lontari sono stati realizzati una varietà di eventi che hanno riscosso un grande successo, anche a livello turistico. La coesione e l’entusiasmo degli organizzatori, dei volontari, ma anche

i Vigili del Fuoco Fiavè. Le serate informative si svolgeranno tutte presso la Sala Conferenze della Caserma dei Vigili del Fuoco di Fiavè, sempre alle ore 20:45, ad ingresso gratuito.

della comunità stessa sono state le premesse per la riuscita di tutte le manifestazioni in programma. Tra quelli più sentiti, quest’estate si è svolta la VI edizione dell’evento “A lume di candela”, che è riuscito a coinvolgere un centinaio di volontari fra soci e non. Di altrettanta importanza è stata anche la IV edizione de “I Martedì al museo Arte Cultura Gusto”, 5 martedì a partire dal 4 luglio dedicati alla promozione dell’arte, della cultura e dei sapori locali. I martedì programmati si sono aperti con l’inaugurazione di una mostra di pittura o di scultura di un artista, diverso ogni settimana, a cui è seguita una degustazione enogastronomica di aziende agricole locali, per concludersi con uno spettacolo teatrale, musicale, cinematografico o artistico. Un programma ricco e intenso, con Loretta Tomasi, Gianfranco Donati, Piero Devilli e Amedeo Mar-

chetti che sono stati gli artisti protagonisti di quest’estate. Il tutto accompagnato dall’apertura straordinaria serale del Museo delle Palafitte di Fiavè. Immancabile poi la Tombolona, riproposta più volte, così come il concerto in piazza della Banda intercomunale del Bleggio. Nuova invece l’iniziativa della Pro loco Junior, che ha coinvolto finora un gruppo di una ventina di ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, introdotti nel mondo associazionistico e coinvolti nella progettazione creativa degli eventi, con idee spesso nuove ed innovative, concretizzate grazie all’aiuto dei coordinatori. La Pro loco fa quindi sentire costantemente la sua presenza sul territorio ed è un punto di riferi-mento sia per l’APT che per le altre associazioni, grazie anche al forte sostegno del comune di Fiavè. (F.C)

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Concluso il primo lotto di interventi per il centro di Tione

Al parco “Le Ville” una copertura a foglia per le manifestazioni Sono terminati nelle settimane scorse, con la posa della caratteristica “foglia”, i lavori del primo lotto d’interventi per la riorganizzazione e valorizzazione di un tratto di Viale Dante e di Piazza Battisti voluti dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Mattia Gottardi. Il progetto generale per i lavori di riorganizzazione di Viale Dante e Piazza Cesare Battisti, a differenza di quanto previsto inizialmente e a causa dei tagli economici, è stato suddiviso in due lotti funzionali. L’ammontare complessivo dei lavori, di cui parte finanziati dalla Provincia è di poco inferiore al milione e mezzo di euro. L’importante progetto, affidato all’Ing. Paolo Armani titolare della società Eng Group Srl di Pieve di Bono, modificherà certamente il modo di vivere questi luoghi dell’abitato, con l’ambizione dichiarata di migliorare la qualità dello spazio e con essa quella della vita dei cittadini di Tione e di quanti altri vi passeranno come visitatori o ospiti. Il primo lotto, che ha riguardato la riqualificazione del parco “Le Ville”, è da considerarsi terminato con la posa della “foglia” di copertura. “Si tratta – esordisce il Sindaco Gottardi - di un piccolo, ma importantissimo, passo per l’intera comunità di Tione. L’idea dell’amministrazione è sempre stata quella di poter offrire al paese un punto centra-

le dove si possano creare molte occasione di aggregazione. In questo contesto infatti, come successo per la recente Sagra di San Vittore, verranno proposti i principali eventi che nel corso dell’anno animano la nostra comunità tra cui, solo per citarne alcuni, l’ormai imminente Ecofiera e i mercatini di Natale”. Le tematiche progettuali considerate in questo primo lotto hanno riguardato tre aspetti principali, di fondamentale importanza per la comunità: la riqualificazione dell’area parco, con particolare attenzione allo spazio dedicato ai giochi per i bambini; la valorizzazione dell’area dedicata al monumento ai caduti, ricollocata in prossimità del Municipio; la realizzazione di una struttura fissa dedicata alle manifestazioni all’aperto. “Certamente – prosegue il Sindaco Gottardi – il fiore all’occhiello di questa prima parte dei lavori è la caratteristica copertura che, nel mese “festivo” di agosto, ha richiamato l’attenzione di tutti i passanti. Personalmente mi piace moltissimo e credo che sia un’opera che possa arricchire il patrimonio a disposizione della comunità»” Con il secondo lotto d’intervento, che prevede il recupero di Piazza Battisti e di parte di Viale Dante, si andrà a completare la riorganizzazione generale dell’intero ambito. (M.M.)

La Via dei Lavandin, nuovo itinerario nella storia locale

Con la Pro loco di Tione alla scoperta delle fontane

Forse non tutte le tracce del passato dei nostri paesi, delle tradizioni e delle antiche atmosfere sono ormai perse. Ci sono ancora attivi ed “arzilli” testimoni del tempo che fu, che continuano a “borbottare” nella loro immutata antichissima ma eterna lingua, facendo fare a chi voglia stare ad ascoltarli un reale tuffo nel passato. Questi “personaggi” sono le nostre antiche fontane. Per (re)imparare a conoscerle, nel paese di Tione la Pro

Loco ha approntato un interessante percorso dedicato alla scoperta degli antichi lavatoi, della loro storia e degli storici rioni nei quali sorgono. “La Via dei Lavandìn” (il nome dell’itinerario) è stato portato a compimento dall’erede della storica Società di Abbellimento Tionese che è la Pro Loco, con il fondamentale aiuto degli esperti di storia locale Mario Antolini Musòn, Gilberto Nabacino e Lorenzo Maffei, che hanno affiancato

il Direttivo nel lavoro di ricerca e realizzazione e che sarà presto inaugurato e presentato al grande pubblico. Si tratterà di un percorso ad anello di circa 3 km con partenza nei pressi dell’Ufficio del Consorzio Turistico, per poi risalire Viale Dante in direzione della storica Piazza Boni nel cuore di Brevine e da lì dirigersi verso la parte alta del paese per Via dei Monti. Scenderà poi da Via San Vigilio e dopo aver percorso Via Pinzolo si

concluderà con una passeggiata lungo il viale principale del paese, ritornando al punto di partenza. Ogni fontana incontrata lungo il cammino avrà un’apposita bacheca riportante la sua storia e quella del proprio rione, aneddoti e curiosità. In questi giorni sarà disponibile una brochure di presentazione per conoscere più da vicino questa nuova e coinvolgente iniziativa culturale “made in Pro Loco Tione”. (A.G.)


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Il Saltaro delle Giudicarie

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In effetti i nostri amici, sei in tutto, una bottiglia d’acquavite l’hanno quasi terminata e le loro rotelle girano che è un piacere, e più girano e più sputano sentenze, alcune davvero interessanti. La Maroca è soddisfatta, più discutono e più trincano per riprendere equilibrio e serenità di giudizio e più la vecchia strega incassa. Questa è da secoli la sua filosofia. Vecchia birbante! Ce l’hanno con i tribunali e la giustizia. Argomenti tabù per il resto del mondo, ma non per loro, uomini di montagna, liberi da sempre, schietti, sinceri, che dicono pane al pane e vino al vino da quando sono nati. “Non è possibile, dice l’Abele, il decano della ghenga, non è possibile che venga preso con le mani nel sacco il Poldo, noto spacciatore della zona, e il giorno dopo torni a passeggiare come niente fosse, e non è la prima volta che succede...” “Ormai non ci si capisce più, interviene il Fredo, e quello, in Friuli o giù di lì, che ha cercato di rapinare quell’artigiano che si è difeso, il ladro è stato subito rilasciato, è tornato a rubare e, non contento, ha chiesto i danni all’artigiano per essere stato colpito...cose da pazzi, e così l’artigiano è morto di crepacuore, e il malandrino, neanche per le palle, gira ancora libero come un fringuello”. “Ormai si sa, in Italia le cose vanno cosi, se non uccidi qualcuno, in prigione non ci vai...magari ti mettono dentro un povero diavolo perché ruba un barattolo di caffè in un supermercato, ma i ladri di mestiere la fanno sempre franca...” aggiunge l’Angelo Cagheta, esperto di diritto che continua “...non che i Carabinieri non li trovino, anzi loro fanno molto bene il loro mestiere, ma poi il giudice li lascia liberi, perché così vuole la legge!” “La legge, la legge, la legge sembra essere come il “chiungam”, s’arrabbia il Silvano Segafredo, viene sempre applicata a discrezione...non c’è certezza, porco boia, basta leggere i

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Quei ladri in libertà L

a seduta è come al solito burrascosa nell’osteria della Maroca. Non che siano cambiati i clienti, quelli sono puntuali e fedeli, ma il clima che si respira è particolarmente tempestoso. Cosa da prevedere. E’ un autunno precoce e freddo come da tempo non succedeva, la Maroca non si decide ad accendere la sua vetusta stufa a “ole”, è troppo presto, aspetterà come sempre il giorno dei Morti, quella è la data per iniziare il riscaldamento del suo locale, nel frattempo per chi ha freddo sono a disposizione bevande d’ogni tipo, la grappa sembra essere la preferita, quella scalda in fretta, scioglie la lingua, apre l’intelletto e fa ragionare alla grande. giornali e si rimane allibiti”. “Tutta quella razza brigantesca che gira non si preoccupa più di tanto, sanno come gira in Italia, lo ha detto anche il padre di uno dei due stupratori di Rimini a suo figlio, ...tranquillo, tanto fra due anni ti mollano...!- ed è uno che se ne intende, anche lui agli arresti domiciliari” dice Toni, la Volpe, furbo di nome e di fatto. “Il caso più bello l’ho letto in questi giorni, dice la sua l’Osvaldo Caccola, un dipendente delle poste è riuscito a rubare quindicimila euro dal suo ufficio, è stato scoperto, l’hanno sospeso e si è deciso di aspettare la sentenza del giudice per licenziarlo. La sentenza è arrivata, è un ladro patentato, ma non lo si può licenziare e continuerà a fare il postino o roba simile, e sapete perché? Il giudice ha detto che bisognava licenziarlo subito, appena scoperto, ora, dopo alcuni mesi, non lo si poteva più fare... magari in questi mesi si è pentito, fatto sta che l’ha fatta franca...se l’avessero arrestato subito probabilmente ci sarebbe stato qualcuno che sentenziava che bisognava attendere la sentenza...valli a capire!” “Ma la più bella ve la rac-

conto io, prende la parola l’Ernesto Fagot attirando attenzione e curiosità, un tizio viene arrestato alle cinque del mattino per una tentata rapina a mano armata di coltello lungo trenta centimetri, denunciato a piede libero e rilasciato. Poi alle sei e trenta dello stesso giorno, un’ora circa più tardi, arrestato nuovamente per furto aggravato di abiti per un valore di trentamila euro, denunciato a piede libero e rilasciato. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno, all’una e trenta, arrestato nuovamente per taccheggio all’Oviesse, denunciato a piede libero e rilasciato. Verso le sette di sera, il nostro torna a farsi arrestare per furto di vestiti, questa volta per soli settanta euro, ma bisogna capirlo, era tardi, la giornata era stata dura e ci voleva qualcosa di meno impegnativo...” “Eheheh...la madonna... roba da non credere!” dicono in coro gli amici. “Ma non è finita, continua l’Ernesto Fagot, c’è da dire inoltre che lo stesso bell’imbusto, solo dieci giorni prima era stato arrestato e poi rilasciato a piede libero, per aver ferito con coltello una persona, durante la spartizione

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del “bottino” di una rapina, consistente in cellulari e contanti che il nostro eroe aveva rubato poco prima con un complice ad un uomo. E la settimana dopo sempre quel tizio era stato arrestato perché in possesso di nove dosi di eroina. Ovviamente denunciato a piede libero per

spaccio e poi rilasciato…. voi direte che è una storia inventata, ma non è così... invece è successo davvero, e non nei sobborghi di criminali Napoli, ma nel centro storico di Trento, la nostra città capoluogo. Ve l’ho raccontata, più o meno, come l’ha presentata L’Adige nell’autunno

scorso (29-09-2016)...” “Eheheh... ma non è possibile...sarà stato un albanese...” dice qualcuno. “Non c’era scritta la provenienza, di certo proveniva dall’Africa, ma questo è solo un piccolo problema, fosse stato anche bresciano, o padovano, il comportamento della magistratura sarebbe stato uguale: la legge dice così...” “ Com’è andata a finire poi?” chiedono in coro. “Alla fine lo hanno arrestato con l’emissione di un decreto restrittivo della libertà personale di indubbia efficacia al fine di arginare fenomeni delittuosi che possono incidere nella fiducia dei cittadini….legge su un fogliettino per non sbagliare il nostro Ernesto, e aggiunge, ma ci scommetto che sarà tornato libero in poco tempo e chissà quante volte sarà stato ancora arrestato e rilasciato”. Silenzio assoluto. La Maroca s’è data subito da fare versando una buona dose di grappa trentina doc per ristorare corpi ed anima dei suoi clienti afflitti come non mai. Così è la legge, così è l’Italia.


Cooperando

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La bozza approvata l’8 settembre scorso andrà in approvazione a inizio anno

La nuova Federazione della Cooperazione: le principali novità nella revisione dello statuto di Alberto Carli Una revisione allo statuto che ha come obiettivo il rinnovamento della Federazione in cui possano trovare riconoscimento diverse sensibilità, nell’ottica che ognuno faccia un mezzo passo indietro per riuscire a farne uno in avanti tutti insieme. Lo statuto assegna alla Federazione un ruolo centrale per il “rafforzamento e la coesione” del movimento cooperativo, anche attraverso nuove attività in capo alla stessa. Essa, ad esempio, sarà chiamata a promuovere la valutazione del ritorno sociale dell’attività cooperativa, potrà attuare iniziative nell’ambito delle politiche del lavoro in accordo con istituzioni pubbliche e private e fungerà da centro di servizi, con priorità alle associate, per assicurare ogni forma di assistenza e supporto anche al sistema del credito cooperativo, e in considerazione di ciò prevedendo la possibilità di estendere i suoi servizi anche fuori dal Trentino. Al fine di favorire lo sviluppo democratico e la partecipazione alla gestione del sistema cooperativo, si prevede di limitare i cumuli di cariche a quelli solo

Dopo mesi di lavoro e confronto, il documento di revisione dello statuto della Federazione della Cooperazione è arrivato in consiglio di Amministrazione l’8 Settembre scorso e all’unanimità è stato approvato. Un grande esercizio di responsabilità, frutto di un confronto serrato ma sempre pacato, alla ricerca del giusto equilibrio sia in riferimento alle rappresentanze dei settori, sia per quanto attiene una prospettiva di governo del mogiustificati da esigenze del sistema e di rafforzare gli strumenti di autocontrollo del movimento cooperativo. La Federazione svolgerà un ruolo di assistenza e accompagnamento delle cooperative socie nella gestione della propria attività, attraverso strumenti di supporto strategico ed operativo, oltre che controlli e verifiche di bilancio, anche a carattere certificativo. L’attività di vigilanza sulle cooperative, sulla base della normativa regionale in materia, continua inoltre ad essere esercitata dalla Federazione assicurando la non ingerenza delle proprie cariche elettive, nonché l’indipendenza dei propri revisori rispetto all’ente oggetto di revisione. Il nuovo consiglio sarà composto dal presidente e da 22 consiglieri, individuati favorendo la presenza degli organismi di secondo grado, nonché la rappresen-

tanza di genere e i giovani cooperatori. Saranno riservati 18 rappresentanti ai settori; quattro per agricoltura, credito e consumo; tre rappresentanti al settore della produzione lavoro e servizi e tre a quello delle cooperative sociali e abitazione. Altri 4 consiglieri, trasversali ai settori e quindi che non risultano espressione degli stessi verranno eletti tra i soci delle società federate direttamente in Assemblea.

vimento che assume una connotazione più distribuita e meno concentrata nelle mani di pochi. La commissione di revisione dello statuto ha infatti lavorato con impegno per elaborare un testo di riforma tenuto conto delle direttive del documento programmatico del 14 ottobre 2016, documento quest’ultimo attraverso il quale fu ricomposta la frattura in seno al movimento e che vide designato alla Presidenza Mauro Fezzi.

I presidenti dell’associazione giovani cooperatori e associazione donne in cooperazione divengono uditori e saranno invitati permanenti alle sedute del cda. Alle due associazioni spettano anche di diritto due rappresentanti ciascuna nei comitati di settore. Sono inoltre stati rimodulati i voti spettanti ai settori che con la nuova formulazione vedono cresce leggermente il “peso” delle cooperative agricole, pres-

soché invariato i settori del consumo, lavoro, sociale e credito e viene rinforzato il ruolo strategico e di indirizzo dei comitati di settore e delle relative Assemblee. Per quanto attiene la governance del movimento altra novità è riferita alla cessazione dalla carica di amministratore della Federazione, laddove per qualsiasi motivo cessi la carica dello stesso come amministratore della società cooperativa di appartenenza. Il presidente e gli amministratori non potranno rimanere in carica nel medesimo ruolo (presidente o consigliere) per più di tre mandati pieni consecutivi e l’ammontare del compenso degli amministratori sarà deciso dall’assemblea. Qualora un consigliere assuma la carica di amministratore in società su nomina o designazione della Federazione, l’ammontare complessivo dei compensi percepiti per

questi incarichi non potrà risultare superiore al limite massimo fissato dall’assemblea. I componenti del consiglio non potranno mantenere più di tre incarichi remunerati in qualità di presidente o amministratore delegato di società federate e l’importo di tutti i compensi riconosciuti agli amministratori verrà pubblicato sul sito della Federazione. Dal testo emerge infine una forte sottolineatura all’ intercooperazione. Fin dall’art.3 (scopo mutualistico) si afferma la “centralità della collaborazione tra i settori quale strumento per la valorizzazione e per il rafforzamento della cooperazione in Trentino”. La bozza condivisa da tutta la commissione e dal consiglio sarà ora presentata ai soci per una ulteriore valutazione in specifici incontri sul territorio che saranno organizzati nei prossimi mesi. Infine, essa tornerà in assemblea riunita in sessione straordinaria per la definitiva approvazione, prevista entro l’anno o ad inizio 2018. Le nuove disposizioni statutarie avranno valore già dalla prossima assise ordinaria elettiva prevista nel giugno del prossimo anno.

L’opinione di Giuseppe Ciaghi

Cittadino-sanità pubblica, un rapporto difficile Uno degli aspetti più problematici dei nostri giorni è il rapporto tra cittadino e servizio sanitario pubblico. Fin che si sta bene non ce se ne accorge, ma quando capita di aver bisogno del medico, per non parlare di uno specialista, per una visita, per una diagnosi, una cura o un intervento il mondo sembra venirti addosso. Anzitutto per gli aspetti burocratici da affrontare. Stai male, sei ammalato hai bisogno di farti vedere e curare alla svelta. Dopo una serie di telefonate da Erode a Pilato ti fissano l’appuntamento col dottore alla distanza di settimane, per non parlare di mesi. E la malattia intanto va avanti… Però se

paghi (se sborsi qui 100, là 120, altrove 150, persino 200 euro) puoi ottenere la prestazione subito, nella struttura pubblica

e dal medico che opera nell’ospedale pubblico!!! Naturalmente a svantaggio dei cittadini comuni, quelli della mutua, quelli

che hanno pagato la tassa sulla sanità per una vita intera e che al momento del bisogno si vedono allungare le attese per far

posto a chi paga, trattati come cittadini di serie B, o peggio ancora; magari costretti a contrarre un mutuo per procurarsi il denaro necessario all’intervento immediato e alle terapie necessarie. Infatti non tutte le cure vengono messe a disposizione di chi ne ha bisogno con spese in armonia con le sue possibilità economiche. Se le può permettere solo chi può, gli altri devono accontentarsi delle briciole. Di queste cose, che sono un vero e proprio scandalo, non si sente mai parlare. Si disserta e si fanno campagne di stampa sui vaccini, sulle mancanza di informazioni corrette, si violenta la dignità e la libertà di scelta

dei cittadini, ci si gloria e ci si vanta dell’eccellenza e della qualità delle strutture (a favore di chi?!), ma delle cose più necessarie, più importanti, del diritto del cittadino ad un trattamento equo e rispettoso della sua dignità e della sua salute non si parla mai, o poco. Per questo ho ritenuto utile richiamare l’attenzione sul problema. Anche se so che la mia voce assomiglia a quella del Battista che predicava nel deserto, ho sempre la speranza di riuscire a smuovere qualcosa. Giuseppe Ciaghi Gentile cortesia Cooperazione tra Consumatori


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Attualità

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Tutela per i consumatori e i produttori attraverso il marchio Qualità Trentino

La promozione del pane fresco tradizionale trentino è realtà Approvato in Consiglio provinciale il disegno di legge proposto dal consigliere Tonina Prodotti di cui non si conosce il processo produttivo, con tracciabilità non molto chiare e che non possono e non devono competere con l’elevata qualità del prodotto alimentare che ogni giorno viene preparato in modo tipico, esclusivo, caratteristico e naturale e che solo le aziende di panificazione, attraverso l’abilità e la professionalità dei fornai, riescono a produrre». Negli ultimi anni le innovazioni tecnologiche, le mutate abitudini alimentari e l’entrata in vigore di nuove normative hanno inciso profondamente sulle modalità di produzione e di vendita dei prodotti panari. «Ho ritenuto opportuno – precisa Tonina – presentare questo disegno di legge anche per fornire agli operatori del settore le giuste garanzie a tutela della loro attività, Circa un centinaio di aziende di panificazione associate, mediamente 600 addetti, fra collaboratori familiari e dipendenti, a livello provinciale, l’Associazione panificatori è la realtà provinciale che raccoglie al suo interno oltre il 90% dei panifici trentini, ed esprime tutta la soddisfazione per una legge che tutela il pane fresco. “Con grande soddisfazione – spiega il presidente Emanuele Bonafini - riteniamo che sia uscita una legge che garantisce il consumatore definendo cosa può essere chiamato pane fresco e quello che invece è un’altra cosa. Altro aspetto di questa legge che è positivo è quello della valorizzazione del pane a chilometro zero, un prodotto più legato al territorio perché usa le materie prime locali. Fa piacere che partendo dalla Commissione legislativa al Consiglio delle autonomie locali abbiamo sempre avuto grandi apprezzamenti per la proposta, e anche a livello provinciale la legge è stata approvata da tutte le componenti politiche”. Facciamo un passo indietro, perchè la necessità di una legge provinciale? “Abbiamo constatato – spiega Bonafini - come sta succedendo con

Un iter partito nell’estate del 2016 e nell’arco di un anno diventato realtà. Il ddl «Promozione e tutela dell’attività di panificazione», che era stato proposto dal consigliere Mario Tonina, è stato approvato a settembre dal Consiglio provinciale. Obiettivi: tutelare sia i consumatori che le imprese tradizionali di panificazione trentine. «Attualmente, infatti – spiega Tonina – sono numerose le tecniche impiegate per produrre il pane: accanto al metodo più

tradizionale, vale a dire partire da un impasto di acqua, farina sale e lievito che prevede la cottura nell’apposito forno, è possibile acquistare in diversi esercizi commerciali sia pane ottenuto per completamento di cottura, effettuata direttamente nel punto vendita, sia pane ottenuto per cottura di impasti congelati o surgelati che vengono anch’essi cotti all’ultimo minuto e i cui ingredienti farinacei sono di incerta provenienza. offrendo nel contempo, al consumatore, la certezza di un prodotto sano, genuino e naturale. Molto spesso infatti il cittadino, al momento dell’acquisto, si trova in difficoltà nel comprendere se si tratta di pane fresco artigianale o se invece si tratta di pane ottenuto con tecniche di conservazione prolungata e cotto all’ultimo minuto». Gli articoli che costituiscono il ddl offrono una regolamentazione al comparto nei suoi aspetti professionali, artigianali

e, soprattutto, di corretta informazione al consumatore finale. «Sono convinto – aggiunge il consigliere – che anche i prodotti da forno che rispettano disciplinari e tradizione, debbano entrare a far parte della filiera dei prodotti tipici e tradizionali riconosciuti dalla Provincia autonoma di Trento con il marchio Qualità Trentino». Concludendo, Tonina tiene a sottolineare che “negli ultimi anni si è registrato un forte interesse per la coltivazione di antichi cereali, in

particolare in Val del Chiese, Giudicarie esteriori e in Val dei Laghi; la cooperativa Agri 90, ad esempio, sta riscoprendo la coltivazione del frumento e di altri cereali e alcuni panificatori hanno già dimostrato interesse per l’acquisto di queste farine, garantendo così prodotti panari trentini a tutti gli effetti”. Un disegno di legge che è il risultato di una stretta collaborazione e condivisione con l’Associazione panificatori presieduta da Emanuele Bonafini.

La soddisfazione di Emanuele Bonafini presidente dell’Associazione dei panificatori trentini

Definito per legge cosa può definirsi “pane fresco”

altri prodotti alimentari di origine locale, tradizionale o artigianale che le normative europee non sono sufficienti a tutelare questo tipo di prodotti di cui fa parte anche il pane perchè puntano a valorizzare più i prodotti più globalizzati e che fanno grandi numeri. Per quanto riguarda il pane, già altre regioni

italiane hanno cercato di legiferare al loro interno per cercare di tutelare il più possibile il prodotto fresco, quello cioè fatto giornalmente dai panifici tradizionali. Inoltre, con la crisi industriale che ha riguardato soprattutto i prodotti dolciari, molte industrie hanno cercato di spostare la

produzione sui prodotti surrogati del pane, perchè il pane è di largo consumo, è su tutte le tavole degli italiani e ha un grande mercato. Questi prodotti però, sono appunto dei surrogati, che non hanno nulla a che fare con quello che il fornaio produce giornalmente. Ma la con-

fusione per i consumatori ad un certo punto era tantissima, quindi la legge arriva a chiarire bene cosa è pane fresco e cosa non lo è, a tutela dei produttori e soprattutto dei consumatori che possano avere chiara informazione di cosa stanno comperando”. L’Associazione panifica-

tori oltre che ad occuparsi della salvaguardia e della tutela del prodotto fornisce assistenza tecnica e legale ai propri associati ed è soprattutto la fondatrice della Scuola dell’Arte Bianca che ha sede a Rovereto con la specializzazione di Tecnico dell’Arte Bianca, un quarto anno aggiuntivo per i giovani della scuola alberghiera di approfondimento in questo settore. “La media di circa 20 ragazzi che escono annualmente con questo diploma, – spiega il presidente Bonafini – per chi vuole continuare in questo campo, di fatto ha un lavoro assicurato”. Quest’anno, gli studenti trentini si sono laureati campioni d’Italia al più importante evento del settore a livello nazionale.


Attualità La cura diventa un percorso che coinvolge non solo il piccolo paziente, ma l’intera famiglia. Il cosiddetto progetto “Full Care” consiste infatti nel prendere a carico totalmente sia il bambino che la famiglia con un percorso di educazione terapeutica che prevede un protocollo non limitato soltanto alla balneoterapia, quindi l’immersione nella vasca con acqua termale, ma che comprende anche la terapia idropinica, quindi l’assunzione di acqua e l’applicazione finale della crema emolliente dopo il bagno. Durante la permanenza il bambino viene seguito da uno staff di medici ed infermieri che al termine del periodo di cura consegnano una lettera di dimissione con un rapporto per il pediatra di famiglia. Un progetto che si fonda sulla ricerca: uno studio condotto presso le Terme di Comano nel 2011 ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza della balneoterapia termale su pazienti pediatrici con dermatite atopica, in alternativa o in associazione alla terapia tradizionale con l’uso di emollienti e cortisonici topici. Successivamente, è stato condotto anche uno studio osservazionale su 867 bambini, sempre all’interno della struttura, prima e dopo il ciclo di bagni termali: si è registrata una diminuzione significativa della dermatite atopica tra pre e post-balneoterapia e un maggior beneficio nei bambini con malattia più grave e di età minore o uguale a 4 anni. L’arrivo di Baldo ha dato impulso alla specializza-

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La prima stagione di progetto Full Care: dal bagno alla crema e la cura idropinica

Terme di Comano sempre più a misura di bambino Il pediatra Ermanno Baldo nuovo direttore sanitario di Francesca Cristoforetti Le Terme di Comano hanno una lunga storia alle spalle: a disposizione della comunità come lascito del dottor Giovanni Battista Mattei nel 1826, le Terme sono diventate nel tempo uno dei più importanti centri dermatologici in Italia, assumendo un ruolo rilevante anche a livello europeo. E l’attenzione è sempre più focalizzata sull’ambito pediatrico, per il quale diverse novità sono state messe in zione sui bambini, anche per il curriculum dello specialista: iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna, ha conseguito la Specializzazione in Clinica Pediatrica nel 1983, per poi iniziare ad occuparsi di Patologia Immunologica ed Allergologica. Nel 1990 ha conseguito il Diploma di Specializzazione di Immunoematologia, e nel 1998 è diventato responsabile dell’ambulatorio di Allergologia e Broncopneumologia pediatrica presso l’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto. È autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali

e relatore in diversi convegni. Nell’ottica di una maggiore attenzione ai piccoli, alle Terme di Comano è stato aperto da poco anche un nuovo ambulatorio pediatrico di aller-

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gologia e broncopneumologia diretto dal dott. Ermanno Baldo. Presente al quarto piano della struttura, l’ambulatorio si occupa della prevenzione, diagnosi e trattamento delle

malattie allergiche e delle patologie polmonari croniche nel bambino e nell’adolescente, con visite specialistiche allergologiche, prick test e spirometria. E’ un servizio con accesso a pagamento quindi chiunque può usufruirne, con immediata consegna del referto dopo la visita. Negli ultimi anni, grazie anche all’espansione dell’equipe medica, sono continuate le ricerche in ambito pediatrico, in particolare per quanto riguarda la cura della dermatite atopica e della psoriasi, così come per le malattie delle prime vie respiratorie di origine allergica.

L’acqua oligominerale delle Terme, a base di bicarbonato, calcio e magnesiaca, con una temperatura costante a 27° offre diversi benefici, quali l’azione anti infiammatoria e lenitiva, il miglioramento dell’idratazione cutanea e il riequilibrio del film idrolipidico. Fra i servizi che favoriscono una cura a tutto tondo dei piccoli pazienti anche la Scuola dell’Atopia, servizio gratuito a sostegno delle famiglie. Composta da un team multidisciplinare di pediatri, allergologi, dermatologo, infermieri e psicologi, propone un percorso educazionale per imparare a gestirsi e rendere la famiglia autonoma nei confronti della malattia. Gli incontri prevedono la partecipazione attiva dei genitori che possono condividere le proprie esperienze, domande e dubbi.

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campo con l’arrivo, come direttore sanitario, del pediatra, ex primario dell’ospedale di Rovereto, Ermanno Baldo. L’ultima innovazione in questo ambito è il Progetto Full Care (ovvero, presa in carico completa), avviato in questa stagione estiva: rispetto al passato, dove il bambino veniva soltanto immerso nelle vasche termali, oggi sono state introdotte delle novità.

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La Giornata Provinciale Terme Aperte 2017, organizzata dalle Terme Val Rendena e Terme di Comano, grazie al sostegno della Comunità delle Giudicarie, del BIM Sarca Mincio Garda e del BIM del Chiese, ha riscontrato un ampio interesse da parte della popolazione. Più di 250, tra adulti e bambini, i check up del respiro effettuati nei due centri termali nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 settembre. Ai cittadini che hanno aderito all’iniziativa è stato somministrato un questionario di autovalutazione delle proprie abitudini e dello stile di vita, seguito dall’esecuzione della spirometria con l’assistenza di personale specializzato. Al termine dell’esame, ogni partecipante

ha ricevuto un referto medico con la valutazione dei risultati e riportante eventuali suggerimenti di approfondimenti specifici. A completare la proposta, un seminario con specialisti del respiro, organizzato presso i due centri termali. Molto alto il livello di soddisfazione generale degli aderenti all’iniziativa che hanno apprezzato particolarmente lo scopo di prevenzione e l’organizzazione della giornata. Visti i risultati, e con il supporto della Comunità delle Giudicarie, del BIM Sarca Mincio Garda e del BIM del Chiese, le Terme Val Rendena e le Terme di Comano stanno già lavorando all’organizzazione della prossima edizione che si terrà nel corso della primavera.


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Rubrica Legale

OTTOBRE 2017 L’avvocato risponde

Attenzione alle proposte di risarcimento danni Buongiorno, innanzitutto le voglio rappresentare che oltre alla sua lettera, ho ricevuto numerose segnalazioni di questo modus operandi da parte di altre persone residenti in Giudicarie e, purtroppo, colpite da altre vicende legate ad incidenti drammatici. Riassumendo, il comportamento posto in essere da queste agenzie è il seguente: una volta appreso da un referente locale o dalla stampa di un fatto di cronaca di particolare gravità, si attivano immediatamente per contattare i prossimi congiunti delle vittime che, comprensibilmente, nell’immediatezza sono molto preoccupati per le condizioni del proprio caro. Nei casi che mi sono stati posti all’attenzione è sempre una persona del luogo che si avvicina, dimostrandosi dispiaciuta e interessata a “dare una mano” segnalando il nominativo di un agenzia, lasciando intendere di averne verificato la professionalità ed i benefici direttamente. In realtà si tratta di una persona che più o meno formalmente è una dipendente e/o procacciatrice di affari per le agenzie, che riceve una provvigione per ogni nuovo cliente fornito.

Buongiorno Avv. Gottardi, scrivo perché mi trovo in una situazione delicata e sono molto confuso. Mia figlia ha subito un gravissimo incidente stradale ed attualmente è ancora in pericolo di vita in ospedale. Dal giorno dell’incidente ho ricevuto molta solidarietà umana da parte di tutta la Comunità ma sono stato anche oggetto di una serie di telefonate da parte di varie agenzie che mi propongono assistenza per la pratica di risarcimento del danno per mia figlia. La strategia è collaudata: oltre al fattore tempo, solitamente rappresentano la possibilità di definire velocemente e con un risultato economico importante il sinistro. In buona fede, gran parte delle persone è portato a fidarsi ed anche a riflettere poco, visto che, nell’immediato, ciò che più interessa sono le condizioni di chi non sta bene o il difficile rapportarsi con il lutto nei casi più gravi. In poche ore, l’incaricato locale o un rappresentante dell’agenzia si presenta con un vero e proprio contratto (il tipico contratto con scritte piccole e molto fitte, che non vengono mai lette, e con l’indicazione del “una firma qui, una qui ed una qui” per rendere il tutto rapido) nell’abitazione dei congiunti, chiedendo di formalizzare un mandato. Una volta firmato, rimane nella disponibilità delle persone soltanto una ricevuta e non una copia

integrale del contratto appena sottoscritto nella quale, per la prima volta, compare un importo a titolo di penale in caso di recesso (solitamente all’incirca 10.000,00 euro) senza che le persone nemmeno si rendano conto di aver delegato un agenzia alla propria rappresentanza nei confronti di più soggetti: Compagnie assicurative, Tribunali, Procure della Repubblica, Forze dell’Ordine, nomina di Avvocati e/o consulenti. Inoltre, nel medesimo contratto fatto sottoscrivere, le persone si impegnano, a corrispondere una percentuale molto elevata del proprio risarcimento all’agenzia, solitamente superiore al 15% del totale. Ebbene, tale comportamento è non solo censurabile umanamente (per le modalità di avvicinamento alle persone e per il messaggio subdolo che viene loro proposto) ma è stato oggetto di segnalazioni alle Autorità competenti che presto, si spera, prenderanno posizione ufficialmente su tale scorretta e biasimevole pratica commerciale. Si ricorda che per ottenere il giusto risarcimento, le Compagnie assicurative e gli Avvocati che si occupano di infortunistica e/o di sinistri stradali utilizzano come riferimen-

Queste telefonate mi hanno sia infastidito che insospettito sia per l’insistenza che per la velocità con cui mi hanno contattato attraverso una persona che conoscevo e che non se ne intende. La mia domanda è questa: ma possono queste persone proporre servizi di questo tipo chiedendo una percentuale sul risultato? E’ legale tutto questo? Scusi lo sfogo ma non so a chi rivolgermi, grazie. (lettera firmata) to delle Tabelle per la quantificazione del danno che sono state redatte dai Tribunali italiani (in particolare tra le più utilizzate vi sono quelle del Tribunale di Milano e Roma) e che gli Avvocati, qualora la procedura termini in via stragiudiziale, vengono sempre pagati, in aggiunta al risarcimento stabilito per la persona danneggiata (o i suoi prossimi congiunti), dalle Compagnie di assicurazione, fornendo di fatto un CURIOSITÀ DAL MONDO A Cleveland (Ohio), è illegale cacciare topi senza una regolare licenza di caccia.

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Attualità

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Spopola la nuova Torta Valle del Chiese dello chef Manuel Ferrari

Mondo Contadino: agricoltura e allevamento in mostra Sei vincitrici fra i 239 capi degli allevatori locali in concorso

Sono stati l’alzabandiera della Bandiera blu assegnata nelle scorse settimane al lago di Roncone (contestualmente alla sponda trentina del lago d’Idro) e la presentazione in anteprima della nuova Torta Valle del Chiese, realizzata dallo Chef Manuel Ferrari (Ristorante Mistral del Grand’Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, giudicato miglior Chef pasticcere d’Italia 2015) alcuni tra i momenti clou di Mondo Contadino, la manifestazione dedicata dal Consorzio Turistico alla ruralità della Valle del Chiese. Dopo la mostra bovina di sabato, che ha visto la presenza dell’assessore Michele Dallapiccola, anche la giornata conclusiva ha registrato un grande successo di pubblico nonostante la pioggia che per due

E’

stato coronato da un grande successo di pubblico l’evento Mondo Contadino, promosso per la settima volta al Lago di Roncone nell’intento di valorizzare la vocazione rurale della Valle del Chiese e a far conoscere al grande pubblico tradizioni e aspetti più caratteristici dell’attività agricola, dell’allevamento del bestiame di momenti ha cercato di rovinare la festa. Tra i presenti gli assessori Tiziano Mellarini e Carlo Daldoss, il sindaco Franco Bazzoli con la giunta di Sella Giudicarie e il presidente della Comunità Giorgio Butterini con il presidente del Consorzio Turistico Massimo Valenti a fare gli onori di casa. La mostra bovina (giunta alla ventunesima edizione in ambito lago di Roncone grazie all’attivo intervento dell’Unione Allevatori Valle del Chiese) ha visto la partecipazione di 239 capi

presentati da 32 allevatori dell’intera Valle del Chie-

eccellenza e delle produzioni alimentari di qualità. Prodotti tipici nella mostra mercato, buon cibo, degustazioni guidate sono stati ancora una volta l’asse portante della manifestazione che fin dalla prima edizione ha saputo catalizzare l’attenzione di un vasto pubblico, non solo locale, ma anche proveniente dall’intero Trentino, Lombardia e Veneto.

se animando la giornata di sabato. Le miss 2017, ov-

vero le mucche delle razze Bruna, Rendena, Frisona italiana, Pezzata Rossa italiana, Grigio alpina e jersey sono Riva di Marinella Andreolli di Borgo Chiese per la razza Bruna, Dorice di Adriano Fiorini di Sella Giudicarie per la razza Frisona Italiana; Fiore di Angelo Maestri di Pieve di Bono-Prezzo per la razza Pezzata Rossa Italiana e Zenzo Balì di Felice Valenti di Sella Giudicarie per la razza Rendena. Grande apprezzamento per il selfie con i vitellini. Nei due gior-

ni si sono alternati momenti di alta gastronomia con lo chef pasticcere Manuel Ferrari e le proposte culinarie a cura di Slowfood Giudicarie, i menu degustazione con la Spressa dop proposti dai ristoranti locali. E poi il ring “Caprette e pecore”, il divertimento per i bambini con il villaggio degli gnomi con le casette di legno e i laboratori. E il successo di questo disegno lo hanno decretato gli ospiti, provenienti da varie regioni del Nord Italia che nel fine settimana hanno animato la Piana del lago di Roncone apprezzando i contenuti di questa manifestazione che entra di diritto nel novero dei grandi appuntamenti del Trentino dedicati all’agricoltura e alla gastronomia.

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Sport

OTTOBRE 2017

Parziale rinnovamento anche per il Comano Terme Fiavè guidato dal confermatissimo Luca Celia. Diversi infatti i volti nuovi che quest’anno calcheranno il campo sintetico di località “Rotte”. Tra questi il talentuoso Federico Lorenzi (scuola Sudtirol) e il giovane Simone Nicolini, di proprietà dell’Us Pieve di Bono e reduce dall’esperienza in Serie D con il Dro. Entrambe le compagini giudicariesi hanno l’obiettivo comune di raggiungere la salvezza il prima possibile. In Promozione, il massimo campionato provinciale, quest’anno il calcio Giudicariese sarà rappresentato dalla sola Condinese. La società canarina, presieduta da Thomas Galante, ha affidato la guida tecnica della prima squadra a Mister Claudio Ischia che avrà l’arduo compito di confermare quanto di buono effettuato nell’ultimo campionato chiuso a ridosso del podio. In Prima categoria saranno molte le squadre giudicariesi che si sfideranno nel girone A che vede inserite anche le squadre cittadine di Trento. La regina del mercato estivo è stata senza dubbia la neopromossa Tione, guidata da Mister Marco Ballini, che si è aggiudicata le prestazioni sportive di del talentuoso Armando Finales e di altri giocatori di spessore. Punta quindi a disputare un campionato tranquillo la truppa tionese che dopo alcune stagioni torna in prima categoria. Il Pieve di Bono, guidato per la terza stagione da Mister Luca Codognato, ha rinnovato molto il proprio organico. Hanno terminato il proprio percorso infatti in maglia viola diversi giocatori, tra cui Omar Bazzoli e Dario Gualdi. Tra i diversi volti nuovi invece si registra il ritorno del veterano portiere Giovanni Esposito e l’arrivo di bomber Kamal Essoundousi che avrà il compito, assieme ai giocatori storici e ad alcuni nuovi innesti, di assicurare un campionato di medio-alta classifica. La Virtus Giudicariese, dopo l’ultima ottima annata disputata, riparte da Mister Armanini e da diversi giovani provenienti dallo scomparso Val Rendena. Primo storico campionato invece quello che disputerà la neonata società del Pinzolo Val Rendena, nata dalla fusione delle seguenti tre società: Pinzolo Campiglio, Val Rendena e Scuola Calcio Val

Molte le trattative estive dilettantistiche e i cambi di casacca

Riparte il calcio: le compagini giudicariesi alla prova del campo Il calcio provinciale e regionale, dopo la pausa estiva, è finalmente ripartito. Durante i due mesi di riposo, pur non essendo sotto gli ombrelloni della riviera romagnola, non sono mancate le trattative di mercato ed i conseguenti cambi di casacca. Nel campionato di eccellenza, massimo torneo regionale, punta a confermare quanto fatto di buono lo scorso anno il CalcioChiese guidato da Fabio Berardi, confermato alla guida dei biancazzurri dopo essere subentra-

to alla penultima giornata del torneo scorso all’esonerato Sergio Pellizzari. Pochi ma mirati cambiamenti nell’ormai collaudata rosa del presidente Moneghini. In uscita infatti si registrano, su tutte, le partenze del portiere Stagnoli, dell’attaccante Silvestri e del giovane centrocampista Gigli, mentre tra gli arrivi si registra quello del portiere Davide Angeli e il piacevole ritorno, dopo diversi anni alla Baone, di bomber Foued.

stagione, hanno l’obiettivo di migliorare quanto fatto. Appuntamento dunque per la domenica pomeriggio sui vari campi giudicariesi dove sicuramente si vivranno le emozioni che solo il calcio sa regalare. Marco Maestri

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Una crescita verticale

L’alpinismo come sviluppo interiore e rapporto privilegiato col territorio

Dialoghi e immagini

Rendena. La guida tecnica della prima squadra è stata affidata a Mister Corrado Bonazza che con l’ottimo organico a disposizione, bomber Masè e Polla solo per citarne alcuni, punta decisamente ad un ruolo da protagonista. Prosegue invece la linea giovane del Calcio Bleggio che punta a mantenere la categoria facendo crescere i giovani provenienti dal settore giovanile. Discorso diverso invece in casa Settaurense dove, dopo la scottante retrocessione maturato lo scorso anno, ha confermato in blocco la rosa a disposizione del Mister Nicola Giovanelli. In casa biancoverde si registra l’arrivo del difensore Ivan Bazzoli. Chiude il quadro la “bresciana” Caffarese che, con l’arrivo di Nicolini e il ritorno al calcio

giocato di Saverio Luciani, punta ad un campionato di vertice. In seconda categoria dovrà rialzare subito la china il Castelcimego che, dopo la deludente stagione dello scorso anno, ha rinnovato parecchio la rosa. Arrivano in arancionero diversi giocatori d’esperienza: Omar Bazzoli, Dario Gualdi, Riccardo Beltrami e Rudi Belli. Continuità invece per l’Alta Giudicarie di Mister Fabrizio Armani che, come l’anno scorso, punta alla zona playoff. Seconda stagione invece per squadra del Brenta Calcio che prosegue con il suo percorso di crescita. Chiudono il quadro le due squadre della Val Rendena, Tre P e Carisolo, che hanno chiuso nella parte bassa della classifica lo scorso campionato e che, con l’inizio della

con Elio Orlandi, uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale; Silvestro Franchini, Nicola Binelli e Luca Cornella, tre giovani alpinisti trentini che nel 2016 hanno raggiunto la vetta del Kishtwar Shivling. Modera dott.ssa Giovanna Binelli Ingresso libero

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Attualità

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Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella: Giornata Del Socio 2017 Grande partecipazione all’iniziativa organizzata a Stenico Domenica 24 settembre Sei gli itinerari che i soci ed i loro famigliari hanno percorso alla scoperta di Stenico, accompagnati dalle guide. La visita al Castello di Stenico, uno dei più importanti del Trentino; la passeggiata nell’area natura della cascata del Rio Bianco, una delle perle del Gruppo di Brenta; la camminata all’interno del Boscoartestenico, un suggestivo percorso ad anello nel bosco intervallato da opere d’arte realizzate unicamente con materiale naturale; il viaggio dell’emozione nel centro storico di Stenico con la guida di un coinvolgente cantastorie; la visita al Museo Etnografico Par Ieri, una mostra etnografica dedicata alla tradizione rurale e alla vita quotidiana delle famiglie contadine del passato con attrezzi e allestimenti a tema, e per i più pigri il giro in trenino alla scoperta delle chiese e dei piccolo borghi della zona del Banale. Dopo le varie passeggiate la giornata è proseguita con il pranzo tipico preparato dalla pro loco di Stenico.

S

i è tenuta domenica 24 settembre (rinviata la prima data del 10/09 per le avverse condizioni meteo) la giornata organizzata dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella per i soci e loro Nel pomeriggio la Santa Messa e gli interventi delle Autorità: i saluti del Sindaco di Stenico Monica Mattevi, padrona di Casa, i saluti del Vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione Cesare Cattani e del Consigliere provinciale di Zona Mario Tonina. E’ stata questa anche l’occasione per festeggiare tutti coloro che sono soci della Cassa Rurale da oltre 50 anni. 41 i soci premiati da Presidenza e Direzione, con un attestato di merito ed un omaggio. Toccante il momento della premiazione di Francesco Dellana, 96 anni compiuti e socio della Cassa Rurale da ben 74 anni (entrato nella compagine sociale nel 1943). Inoltre il Presidente Andrea Armanini nel suo intervento ha annunciato ai Soci il Protocol-

famigliari. Più di 700 i partecipanti che hanno potuto godere delle bellezze del paesaggio dei dintorni di Stenico, scoprendone storia e cultura e degustando i prodotti tipici locali.

lo d’intesa per la fusione con la Cassa Rurale di Saone che è stato firmato venerdì 22 settembre. Dalla fusione delle 2 casse nascerà un Istituto con 7.900 soci, 30.000 clienti, 25 sportelli con una raccolta complessiva di 1.080 milioni di euro, 642 milioni di prestiti e 140

dipendenti. La nuova Cassa manterrà il nome di Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. Il protocollo d’intesa prevede una governance di 10 amministratori di cui 2 scelti fra i soci della Cassa Rurale di Saone, nel cui territorio verrà costituito un nuovo GOL gruppo opera-

tivo locale in rappresentanza dei soci con 5 membri. La direzione della Cassa sarà affidata a Davide Donati, attuale direttore della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. Il direttore della Cassa Rurale di Saone Luigi Marchiori, che dal 1976 guida la piccola Rurale permettendole di superare le difficoltà poste dalla crescente complessità del settore, maturerà i requisiti pensionistici proprio nel corso del 2018. Nei prossimi mesi si procederà a predisporre il piano industriale da sottoporre all’approvazione degli Organi di Vigilanza. La fusione sarà sottoposta all’approvazione delle assemblee straordinarie che saranno convocate nella primavera 2018 insieme alle assemblee ordinarie. La decorrenza della fusione avrà data 01/07/2018. La notizia è stata accolta con soddisfazione dai numerosi soci presenti che vedono così una fase di crescita e sviluppo della Cassa Rurale.

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Attualità

OTTOBRE 2017

La cultura in formato famiglia Approvati dalla giunta i voucher culturali per usufruire di cinema, teatri e scuole musicali Le Organizzazioni che intendono aderire al progetto “Voucher culturale” devono presentare la loro adesione al Centro Servizi Culturali S.Chiara di Trento, ente gestore dell’attività, entro il 13 ottobre 2017. Le domande da parte delle famiglie per l’ottenimento del contributo devono essere presentate al Centro Servizi Culturali S.Chiara dal 14 ottobre 2017 fino al 30 novembre 2017, per il periodo 2017/2018, e dal 1° settembre 2018 fino al 31 ottobre 2018, per il periodo 2018/2019. Il contributo è assegnato in relazione alla condizione economica ICEF della famiglia pari od inferiore a 0,3529. Le domande sono ammesse in ordine decrescente rispetto all’ indicatore ICEF e, a parità di indicatore ICEF, si prende in considerazione l’ordine cronologico di presentazione. Il voucher culturale è rilasciato per ogni figlio minore, an-

La Provincia autonoma di Trento introduce il “Voucher culturale”, ovvero un progetto pilota che prevede l’assegnazione di un contributo a favore dei figli minorenni delle famiglie numerose e delle famiglie beneficiarie del reddito di garanzia, per la fruizione che affidatario, e per un solo percorso prescelto in fase di domanda. Inoltre, tra i requisiti richiesti alle famiglie, vi è anche essere in possesso della Family card, che offre agevolazioni e riduzioni per beni e servizi a famiglie in cui sono presenti figli minori di 18 anni e residenti in Provincia di Trento. La Family card è rilasciata dall’Agenzia per la famiglia (https://fcard. trentinofamiglia.it). Il “Voucher culturale” risulta differenziato in funzione della tipologia di offerta culturale proposta: per la frequenza di Scuole Musicali, offre il 70% della quota di iscrizione; per Teatri e Cinema offre ingressi/abbonamenti in un carnet di un valore comples-

annuale di servizi culturali (scuole musicali, teatri e cinema). Per la realizzazione dell’iniziativa è resa disponibile la somma complessiva di 610.000 euro, suddivisa in pari misura nei bienni 2017-2018 e 20182019.

sivo di 100 euro costituito da 25 tagliandi del valore unitario di 4,00 euro utilizzabili dal minore nel corso di un anno. Per quanto riguarda i teatri ed i cinema le famiglie possono ritirare il carnet presso il Centro Servizi Culturali S.Chiara dal giorno successivo all’approvazione della graduatoria di merito. Ciascun carnet avrà validità dal giorno del ritiro fino al 31 maggio dell’anno successivo. All’atto dell’acquisto con voucher dovrà sempre essere esibita la Family Card associata al carnet, versando all’Organizzazione la differenza tra il costo del biglietto/abbonamento ed il valore dei voucher utilizzati. L’acquisto di biglietti/abbonamenti con il “Voucher culturale” potrà avvenire esclusivamente presso la/le biglietteria/e accreditata/e da ciascuna Organizzazione ad accettare i voucher stessi.


Memoria

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La testimonianza di Romeo Dorna

Prigionieri di guerra in Giudicarie L’esercito russo, il più grande esercito del mondo, davanti alle forze congiunte dell’Austria-Ungheria e del più organizzato Impero tedesco, iniziò a registrare le prime pesanti sconfitte e a perdere l’iniziale slancio, ritirandosi e lasciando sul campo un numero immenso di morti e prigionieri. Con l’aprirsi per l’Impero asburgico del fronte italiano, questi prigionieri furono qui inviati in massa a svolgere i pesanti lavori di costruzione e approvvigionamento richiesti dalle prime linee. Raccolti lungo il fronte galiziano, i reduci dell’esercito zarista vennero velocemente caricati su treni militari e spediti nelle “nuove” zone di guerra: area friulana e tirolese. Zone che con tutta probabilità pochi o nessuno tra i prigionieri conosceva, eppure, da quel momento e per altri tre anni, vi avrebbero operato tra infinite sofferenze e fatiche al limite dell’umano. In Giudicarie, la penna di Donato Perli ci porta al 3 novembre 1915, quando per la prima volta furono visti marciare

S

crive Monsignor Donato Perli, parroco di Tione, nel suo Diario in data 23 settembre 1915: “Dal primo maggio prossimo passato a tutto agosto i Tedeschi e Austriaci fecero già 1 milione e 69 prigionieri russi con 2658 cannoni”. Dopo un inizio disastroso della campagna militare contro l’Impero diversi prigionieri russi diretti a Campiglio, “giovani robusti pieni di vita, avidi di frutta e di castagne”. Il 16 novembre ne arrivarono alcuni anche a Tione e al Perli non sfugge la profonda fede religiosa che li caratterizzava: “Incominciano ad arrivare anche qui prigionieri russi come operai. Ogni gruppo dei medesimi porta con sé un’immagine del Crocifisso inquadrato ed ornato di fiori e di foglie: vi professano grande rispetto e divozione, ed ogni sera vi si raccolgono dinanzi a recitare le loro orazioni”. Insieme ai russi, verso la fine di novembre, fecero la loro comparsa anche prigionieri di guerra serbi, catturati a seguito delle nuove vittorie asburgiche nei balcani. Questi si mostrano, agli occhi del Perli, assai diversi dai loro compagni di prigionia russi,

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tanto che il decano scrive “Se i russi hanno un aspetto bonario, i Serbi invece di furberia e di selvatichezza”. Sia russi che serbi continueranno fino alla fine della guerra ad affluire in massa in Giudicarie come in tutte le altre vallate per essere impiegati in pesanti lavori militari, condividendo spaventose condizioni di prigionia, specialmente dopo il 1916, anno di grande carestia per l’intera monarchia asburgica che si ripercuoterà sui civili e sull’esercito. Sistemati di solito in aree isolate rispetto ai paesi, i prigionieri vivevano spesso in vecchi fienili o baracche, costantemente sorvegliati e in situazioni di cronica denutrizione. Ancora oggi sopravvive a Tione il ricordo della “Casa dei Russi”, della quale restano

russo, che costò la vita a centinaia di migliaia di soldati austro-ungarici (tra i quali molti trentini), a partire dalla primavera/estate del 1915 con l’aiuto dell’alleato tedesco si cominciarono a frenare gli assalti zaristi e a recuperare il territorio perso, partendo dalla famosa città fortificata di Przemysl in Galizia.

dei ruderi vicino alla centrale elettrica del paese: in questa casa venivano tenute decine e decine di ex soldati, impiegati per varie mansioni di fatica; secondo testimonianze oculari, a causa della fame arrivavano a mangiare l’erba del prato o la corteccia degli

alberi. Significativa è anche la testimonianza di Romeo Dorna, tionese, che all’epoca della Grande Guerra era un ragazzo: “Se avesse vist, putei, quel che i pareva! I pareva, dalbò, spettri. I era magri empicchè, vestì de stracc, famè come i piocc, eel pu grass l’avrà pesà

quarantazinc chili. I sa fermà dinanc a mè cà e i ga datt el rancio: en cazott de acqua sporca, con giù qualche rava e na pagnocca ogni dess. Se avesse vist come i feve a spartirsela ve saria vegnù da pianger! I me pareva i Preti quant che i è dree a spaccar la particola: cossì i tegneva en mà sto tocchel de pagnocca come i fusse dree a comunicarsi”. Per questo, non furono pochi quelli che tentarono di fuggire da queste spaventose condizioni di vita, tentando di oltrepassare il fronte e consegnarsi agli italiani, che incoraggiavano queste azioni tramite il lancio di manifestini in russo o con altoparlanti. Eventuali prigionieri fuggiaschi sarebbero stati di enorme importanza per avere informazioni sulle prime linee e immediate retrovie del nemico. Tuttavia questi disperati tentativi di fuga erano molto rischiosi, soprattutto per il fatto che, se scoperti, ad attendere i prigionieri ci sarebbe stato il plotone di esecuzione. (segue nel prossimo numero) Aldo Gottardi

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Centenario Grande Guerra

OTTOBRE 2017

Guerra 1914-18 mese per mese - Ottobre 1017

Mese terrificante fra Caporetto e Rivoluzione d’ottobre Non solo per l’Italia e la Russia ma con ripercussioni nel mondo intero Ma un’altra vera guerra (con morti ed internati) scoppia in Russia; siccome è una lotta fratricida - detta guerra civile - la chiamano solo “Rivoluzione”. Anch’essa inciderà sull’Europa e sul Mondo molto di più che non le battaglie combattute su tuti i fronti. Alla luce di queste considerazioni, poche ma salienti le date dell’ottobre 1917 da tenere in serbo. 16 ottobre. - Fronte nordorientale. Inizia la battaglia dello stretto di Muhu, proseguita fino al 3 novembre: la flotta tedesca espelle le unità russe dal Golfo di Riga. 24 ottobre. - Fronte italiano. Inizia la battaglia di Caporetto, o dodicesima battaglia dell’Isonzo. Venne combattuta tra il Regio Esercito italiano e le forze austroungariche e tedesche; quest’ultime sfondarono il fronte italiano allo sbocco della Valle dell’Isonzo, fra Tolmino e Caporetto. Lo scontro, che cominciò alle ore 2 del 24 ottobre 1917, rappresenta la più grave disfatta nella

U

di Mario Antolini Musón

n mese di ottobre 1917 rimasto nella storia per la disfatta di Caporetto e per la Rivoluzione d’Ottobre russa. Con le rimembranze centenarie su queste colonne siamo già al 39° mese senza alcun segno d’una possibile fine. Anche l’appello del Papa per una pace immediata rimane inascoltato. storia dell’esercito italiano, tanto che, non solo nella lingua italiana, ancora oggi, il termine Caporetto viene utilizzato come sinonimo di sconfitta disastrosa. Con la crisi della Russia dovuta alla rivoluzione, Austria-Ungheria e Germania poterono trasferire consistenti truppe dal fronte orientale a quelli occidentale e italiano. Forti di questi rinforzi, gli Austroungarici, con l’apporto di reparti d’élite tedeschi, sfondarono le linee tenute dalle truppe italiane che, impreparate a una guerra difensiva e duramente provate dalle precedenti undici battaglie dell’Isonzo, non ressero all’urto e dovettero ritirarsi fino al fiume Piave. La sconfitta portò alla sostituzione del generale Luigi

Cadorna (che cercò di nascondere i suoi gravi errori tattici imputando le responsabilità alla presunta viltà di alcuni reparti) con Armando Diaz. Le unità italiane si riorganizzarono abbastanza velocemente e fermarono le truppe austroungariche e tedesche nella successiva prima battaglia del Piave riuscendo a difendere a oltranza la nuova linea difensiva su cui aveva fatto ripiegare Cadorna. 25-26 ottobre. - Mosca. La denominata “Rivoluzione d’ottobre” è la fase finale e decisiva della rivoluzione russa iniziata nel febbraio 1917 del calendario giuliano, che segnò, dapprima, il crollo dell’Impero russo e, poi, l’instaurazione della Repubblica sovietica. Dopo

Alle nazioni belligeranti non interessa il numero dei morti: tanto… uomini da far uccidere ne hanno a disposizione a iosa e non li stanno certo contando mentre scompaiono per sempre.! Il Ferguson si chiede: «Perché gli uomini continuano a combattere?». Ma la risposta non c’è. il rovesciamento della monarchia, per alcuni mesi la Russia fu sconvolta da forti

conflitti tra i partiti politici e dalla crescente disgregazione militare ed economica

nell’impero dello Zar, e il partito bolscevico, guidato da Lenin e da Lev Trockij, decise l’azione armata contro il debole governo provvisorio di Aleksander Fëdorovič Kerenskij per assumere tutto il potere a nome dei Soviet degli operai, dei soldati e dei contadini. L’insurrezione, avvenuta a Pietrogrado tra il 7 e l’8 novembre 1917 (25 e 26 ottobre del calendario giuliano), si concluse con pieno successo. I Bolscevichi formarono un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio impero zarista. La reazione armata delle forze controrivoluzionarie e l’intervento delle potenze straniere provocò l’inizio di una cruenta guerra civile che si concluse con la vittoria bolscevica tra il 1921 e il 1922. 26 ottobre. - Sud-America. Il Brasile dichiara guerra alla Germania.

Ritorna il viaggio didattico con gli scolari della Valle del Chiese Il via con le materne poi toccherà a elementari, medie e ai senior Articolato, interessante e certamente capace di incuriosire i piccoli protagonisti: Si presenta così il programma di attività e iniziative inserite nell’offerta didattica proposta dal Consorzio Turistico della Valle del Chiese alle scuole del proprio territorio per l’anno scolastico 2017/2018. Una attività resa possibile dalla sinergia con il Consorzio BIM del Chiese che ne garantisce la gratuità ai partecipanti. La prima proposta in ordine d’età è quella rivolta alle scuole materne grazie al progetto La

Valle del Tesori, da poco presentato a insegnanti e presidenti. A proseguire nell’attività, promossa negli ultimi due anni dall’Ecomuseo della Valle del Chiese, tocca ora al Consorzio Turistico dopo la decisione istituzionale d’inizio anno di far confluire tutta l’operatività in un’unica realtà territoriale. “Così fra i diversi progetti ora presi in carico ci sono anche le iniziative didattiche dedicate ai nostri bambini e ragazzi. Una novità significativa poiché crediamo nell’importanza di questo lavoro

di sensibilizzazione rivolto alle nuove generazioni, che potrà diventare una base importante anche sul piano più marcatamente turistico”, spiega il presidente Massimo Valenti. La prima proposta in ordine d’età è quella rivolta alle scuole materne grazie al progetto La Valle del Tesori, da poco presentato a insegnanti e presidenti. “È importante che sin dalla più tenera età i bambini conoscano il territorio che li circonda e siano consapevoli del ricco patrimonio storico e culturale custodito in Valle del Chiese

- chiarisce Maddalena Pellizzari, referente Culturale del Consorzio turistico -. L’iniziativa proseguirà poi con l’ormai consolidata attività nella scuola primaria e secondaria di primo grado. Quindi toccherà ai Senior”. Il ventaglio di proposte spazia dalla storia all’energia rinnovabile fino ai progetti di tutela e valorizzazione ambientale. Sono poi previste visite sul territorio, in maniera particolare ai poli culturali, per favorire una loro conoscenza diretta da parte dei piccoli protagonisti.

Sino alla prossima primavera la nuova offerta formativa permetterà ad un target scolastico molto ampio (i ragazzi dai 3 ai 13 anni) di conoscere da vicino la valle ed il suo patrimonio culturale. A breve la gamma delle proposte didattiche si arricchirà anche di un percorso interamente dedicato alla categoria senior, un target che ha già dato riscontri molto positivi in termini di adesione negli anni scorsi. “Questi progetti sono coerenti con la filosofia del Distretto Family Valle del

Chiese, un’iniziativa sovra comunale voluta dalla Provincia autonoma a cui ha aderito anche il nostro Consorzio in quanto rappresenta una significativa opportunità sia per la nostra valle sia per i nostri ospiti ”, conclude Valenti. Nel corso delle prossime settimane un opuscolo informativo raggiungerà le scuole, i circoli anziani e le sedi delle Università della Terza Età della Valle del Chiese. INFO: Consorzio Turistico della Valle del Chiese Tel. 0465/901217 Mail info@visitchiese.it.


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Ottobre 1917 - Ripercussioni in Trentino e in Giudicarie

Una grande stanchezza: ancora morti trentini... La fame spinge le mani e i denti di chiunque oltre la cornice della legge

Nella città di Palmanova un battaglione austriaco trova in una casa gli “atti” della V armata italiana, fra i quali una lista di trentini “regnicoli” [cioè favorevoli all’Italia] che nel 1915 avevano comunicato al “Servizio Informazioni” di Verona il passaggio di truppe nel Trentino. In seguito, vengono arrestate 41 persone tra cui l’Amministratore di Trento, Adolfo de Bertolini ed i deputati Bonfilio Paolazzi e Augusto Avancini. Il de Bertolini verrà trasferito alle carceri di Innsbruch». Nelle pagine del Perli… l’atrocità della fame nelle Giudicarie, i riferimenti dai fronti di guerra, più la notizia di un altro Tionese morto sul fronte russo. 5 ottobre. - I soldati germanici, dopo essersi sparsi sul fronte di Lardaro e Carè Alto, oggi furono scondotti via non si sa per dove. Fu una manovra per trarre in inganno l’Italia. / Il ministro degli esteri austriaco, conte Czernin, tenne a Budapest un discorso in cui, in sostanza, disse «che, sulla base della risposta data al Papa dall’Austria, egli è pronto a trattative di pace e, quindi, al disarmo progressivo e definitivo; e, per impedire ulteriori guerre simili all’attuale, riconosce la necessità di tribunali arbitrari internazionali per appianare le divergenze a base del diritto e non più eliminando con ciò la gara delle costruzioni costosissime delle navi da guerra; e che, finalmente, sia riconosciuta la libertà commerciale internazionale senza il pericolo di blocchi doganali…». / Gl’Inglesi, nelle Fiandre, continuano senza risultato, anzi con gravissime perdite, i loro arrabbiati assalti contro i Germanici. / La Francia sente il peso del proprio spossamento e, quindi, lascia nel ballo la sorella Inghilterra. / L’Italia, colla sua XI offensiva sull’Isonzo, subì una catastrofe fisica e morale. / La Russia è in preda all’anarchia e alla guerra civile. / Gli Stati

F

di Mario Antolini Musón

ra le pagine di storia trentina in mio possesso per il mese di ottobre 1917 trovo: «Fine ottobre. Gli Alpini italiani si ritirano dal Monte Cauriòl.

Uniti continuano a promettere grosse spedizioni di soldati e arma, in realtà, ma probabilmente non per far gli affari dell’Intesa col mettersi in un’avventura, ma per stendere il suo braccio sull’Oceano Pacifico contro il Giappone. / A Vienna la vitalità del Parlamento soffre di paralisi: nissuno si dice entusiasta per la patria: basta che il governo faccia una proposta, magari per le necessità urgenti della patria, ed i partiti eccoli fare il broncio e guardarsi in cagnesco. Perché ciò? Perché in tutte le proposte del governo vi scorgono, o vi temono, un’ingerenza diretta dei Tedeschi, i quali, ostinati nelle loro superbe e prepotenti pretese, vogliono ciò che vogliono in barba a tutti gli altri; e gli altri non s’inginocchiano. 17 ottobre. - Dopo un autunno d’oro incominciarono, oggi, le piogge autunnali. In cima ai monti comparve la prima neve. / Nelle Fiandre arde vivissima la lotta Anglo-germanica. / Nel parlamento germanico si svegliò una lotta accanitissima fra i pangermanisti, che vogliono una pace colla signoria della Germania su tutto il mondo e, quindi, una completa vittoria delle armi germaniche; ed i partiti che stanno per una pace di compromesso. / Il fronte italiano si va nuovamente caricando di soldati e di cannoni, anche inglesi e francesi, e d’altra parte di Austriaci e Tedeschi. / L’Intesa non ha dato ancora alcuna risposta alla “Nota di pace” del Pontefice. Volendo, quindi, ostinarsi nel sangue contro le Centrali disposte alla pace, cadrà su di essa tutta la responsabilità morale delle gravissime e irreparabili conseguenze. / Il nostro governo austroungarico ha prescritto, anche quest’anno, i due etti di

farina al giorno ad ogni individuo non soggetto a lavori pesanti, e i tre etti ai lavoratori qualificati. In quanto alle patate nissuno può consumarne più di mezzo chilo al giorno e per testa. Anche i produttori devono uniformarsi a questa disposizione. / La fame, però, spinge le mani e i denti di chiunque lo può oltre la cornice della legge. Le autorità alte e basse prendono tutte le possibili disposizioni per serrare la martinicca, ma l’appetito rompe qua e là le righe. / Quest’anno è ricco di castagne e noci; le si pagano due-tre corone al chilo, ma i produttori, più che alle lusinghe del denaro, cedono alla paura della fame, e se le mettono in salvo; e ciò tanto più perché la imperial regia farina arriva in ragione di appena un etto e mezzo per testa! 26 ottobre. - Il giorno 19 del mese corrente l’Imperatore Francesco Giuseppe fu a Bondo ad ispezionare quel comando militare. Il suo passaggio per qui [a Tione] fu privatissimo. / I Germanici occuparono l’isola di Ösel nel Baltico; la Russia sgombra Pietroburgo; Austria e Germania aprirono

/ 24 ottobre. Truppe austriache e tedesche travolgono quelle italiane a Caporetto, costringendole a ritirarsi sul fronte del Piave». Da altra fonte: «Ottobre.

una breccia nelle prime posizioni italiane presso il Rombòn verso Tolmino. / L’Intesa terrà, fra breve, una solenne conferenza a Parigi per trattare e concretare le sue finalità di guerra; la Russia vi manderà una deputazione incaricata di farvi le sue proposte di pace. / Mentre tutti i popoli invocano la pace, i circoli dirigenti dell’Intesa macchinano nuovi modi e mezzi per continuare la guerra. / Il socialismo, intanto, ne tira a pro suo tutte le conseguenze. 27 ottobre. - Il telegrafo ci annunzia come Austriaci e Germanici il 24 del mese corrente sfondarono il fronte italiano all’Isonzo per la larghezza di 50 chilometri, facendo 70 mila prigionieri e conquistando 700 cannoni. Che fulmine! Quali ne saranno le conseguenze? / Giorni fa il generalissimo Cadorna, chiamato

presso il regio ministero ad esporre le sue vedute sulla situazione militare italiana, seppe esporla così bene agguerrita e pronta alla vittoria che si ebbe, da tutti, strette di mano e baci di gioia! / Per domani Lord Georgy (capo del ministero inglese) promise di dare la sua risposta alla “Nota pontificia” con un suo discorso. / L’imperial regio Capitanato di Tione, con suo decreto dei 25 ottobre, regolarizzò l’uso del latte pel nostro distretto politico: ogni produttore dovrà portarlo tutto al caseificio, trattenendosi la sua quota che gli spetta per legge come ogni altro, cioè per una nutrice un litro, idem pro bambini sotto ai due anni, per altri bambini dai 2 agli 8 anni mezzo litro, per persone sopra gli 8 anni un ottavo. Il latte di capra viene computato nella quota di consumo per famiglia. Il

Capocomune fissa il contingente di latte pei caffè, trattorie, alberghi. Il latte di capra viene escluso dalle latterie pubbliche. Fino a nuova decisione della Luogotenenza il prezzo del latte resta fissato a centesimi 44 al litro. Una quota di latte deve venir consegnato ai Comandi militari. Il restante viene lavorato per estrarne il burro e il formaggio. In causa della diminuzione delle vacche, il burro vien ripartito in ragione di ¼ di chilo a testa e per mese. Al produttore del latte, consegnato al caseificio e lavorato al momento della sua ‘caserata’, riceverà il burro che supera il 2½ per cento litri di latte, che potrà disporne a piacimento. / Il prezzo del burro è già fissato coll’ultima tariffa. / È proibito nutrire i vitelli con latte oltre sei settimane. / Ad ogni vacca non si potrà somministrare più di 12 chili di fieno al giorno, o al massimo 14 ma previo assenso dell’autorità competente. / Le vacche, quest’anno, nel distretto politico di Tione, sono circa 5.000 (mille meno dell’anno ultimo scorso); fra le quali 4.000 filiano durante l’inverno. In media saranno, quindi, 6 litri di latte al dì. Occorrono 30.000 chili di latte al mese pel militare - per bibita e burro -; altri 120.000 ad uso bevanda per le persone civili, e 350.000 per la produzione del burro: quindi 500.000 litri di latte al mese. / Le vacche attuali sono le più scelte e, quindi, da riservare alla macellazione. Una capra lattifera vien pagata 200 corone. / Romano (Alfonso) Cazzolli, in data 17 agosto, da Tambowschi, ci annuncia la morte di Mario Battocchi di Andrea Granèlo avvenuta colà.


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Attualità

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Lungo il percorso della sfilata e nella grande piana circostante il grande parco giochi, apprezzato dai tanti bambini presenti, erano stati posizionati attrezzi agricoli, casette di legno con possibilità di degustazione e acquisto dei prodotti tipici preparati direttamente in malga. Il tutto è stato accompagnato dalle note musicali della Banda Musicale di Castel Condino, della Böhmische Judicarien e del gruppo Antichi Valori. Nel pomeriggio, oltre alla possibilità di qualche passeggiata a cavallo sotto la guida esperta del gruppo Equitrek e alcuni giochi e attrazioni legati al lavoro nei boschi, si sono date dimostrazioni della famosa “Casarada”, l’arte di lavorazione del latte per produrre formaggio e i suoi de-

A Boniprati il rito della Desmalgada

Terza edizione per “La Desmalgada” sull’altopiano di Boniprati. Oltre 3mila le persone che hanno presenziato ai vari momenti della giornata, iniziata al mattino con la solenne sfilata degli animali provenienti rivati, a beneficio soprattutto dei bambini che hanno potuto partecipare direttamente, realizzando in proprio un piccolo formaggio da portare a casa al termine della giorna-

ta. «Un riscontro così importante – afferma il promotore principale e presidente del comitato “La Desmalgada” Paolo Franceschetti – è l’ulteriore testimonianza di quanto

dalle circostanti malghe accompagnati da pastori e aiutanti in costumi tradizionali. Spazio fino a sera a tutte le iniziative di contorno che hanno valorizzato la manifestazione.

è apprezzata la manifestazione. La coreografia che si è venuta a creare domenica a Boniprati, con l’altopiano abbellito e preparato al meglio con alcune decorazioni

tipiche che hanno reso ancora più accogliente la zona, è stata magnifica. Un bel successo e molta soddisfazione per la terza edizione de “La Desmalgada”, una giornata

all’insegna dello stare insieme, godendo delle bellezze che tradizione e natura offrono e che, grazie alla passione di un gruppo di persone, è entrata come appuntamento fisso fra le manifestazioni estive organizzate in Valle del Chiese. (M.M)

Premio Solidarietà alpina di Pinzolo, la Targa d’Argento a Zarko Trusnovec La cerimonia di consegna della Targa d’argento del Premio Internazionale della Soldiarietà alpina, che si tiene nell’aula consiliare del municipio di Pinzolo ogni anno il terzo sabato di settembre, riesce sempre a suscitare in chi vi partecipa emozioni forti, a toccare il cuore nel profondo , a far riflettere sulla generosità di chi spende se stesso per il prossimo e a ragionare sul valore della vita. Da quando il cavalier Angiolino Binelli l’ideò, con una felice e geniale intuizione, sono trascorsi ben 46 anni, ma la manifestazione ha conservato l’ingenua freschezza della prima volta, aumentando anzi di interesse e di prestigio di edizione in edizione, allargando i propri orizzonti al mondo intero proprio in virtù di ciò che rappresenta , quello spirito di solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno, singole persone e società civile, e per lo spessore umano dei premiati. A Pinzolo, terra di montanari, dove nel 1952 nacque la prima stazione di Soccorso alpino, la Targa d’argento è riuscita a mettere insieme il Dalai Lama con un cinese, con papa Woytila e con una nepalese, un erede dei

vic capo della stazione di soccorso di Tolmin, ai discorsi delle numerose autorità intervenute a rappresentare istituzioni pubbliche, il popolo della montagna, le associazioni di volontariato, la forza pubblica e tanti altri settori. Toccante come capita poche volte la consegna delle medaglie d’oro alla memoria ai famigliari dei cinque soccorritori (Walter Bucci, Davide De Carolis, Mario Matrella, Giuseppe Serpetti, e Gianmarco Zavoli) caduti con l’elicottero durante un’operazione di soccorso in Abruzzo.

cowboy con un discendente di Toro seduto, un russo siberiano con un ranger Usa, e poi canadesi, tedeschi , francesi, svizzeri, spagnoli, polacchi, sloveni, rumeni, austriaci, uomini e donne, guide alpjne e speleologi, elicotteristi, vigili del fuoco, carabinieri soccorritori intervenuti nei campi più disparati, istruttori e formatori...A dimostrazione che con la buona volontà e con la conoscenza reciproca si possono superare barriere incredibili. E di volta in volta ogni personalità, col suo mondo alle spalle, con i suoi trascorsi, la sua de-

dizione. la sua condotta di vita, i suoi ideali e le sue imprese ha portato in Rendena qualcosa di diverso così così da rendere l’appuntamento della consegna sempre nuovo, emozionante, ricco di spunti e di motivazioni sulle quali orientare il futuro...Di qui l’incontro del premiato con i giovani delle scuole - quello di ieri l’altro al PalaDolomiti si è rivelato fuori dal comune per la capacità di Zarko Trusnovec di rapportarsi con loro e per le domande fattegli dai ragazzi –. Per non parlare delle conclusioni di quanti sono intervenuti sabato a

mezzogiorno in municipio (affollatissimo, con premiati degli anni precedenti, sindaci, delegazioni di Paesi stranieri, uomini dei media e tanti altri) durante la cerimonia della consegna della Targa d’argento, da Luciano Imperadori, preciso e puntuale nelle sue intelligenti sottolineature, al saluto del sindaco di Pinzolo Michele Cereghini, il “padrone di casa” , da Angiolino, che ha parlato come sempre a cuore aperto, partecipando ai presenti i suoi saldi princìpi e indicando a tutti la via da seguire, al premiato, lo psicologo sloveno Zarko Trusne-

“Che il loro ricordo, la loro volontà di aiutare gli altri venga fatta propria da quanti oggi stanno portando avanti gli ideali in cui hanno creduto”. Da tutti infine un grazie ai componenti del Comitato del Premio presenti in aula (Angiolino Binelli, la segretaria Fabrizia Caola – pilastro dell’organizzazione – Giuseppe Ciaghi, Luciano Imperadori Carmelo Genetin e Valter Vidi), insieme all’incoraggiamento a non lasciar venir meno una simile prestigiosa manifestazione. Il presidente cav. Angiolino Binelli, 83 anni compiuti!, ha assicurato la sua presenza fino alla 50ma edizione.


Opinioni a confronto BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Il mio volto è abbondantemente conosciuto in tutte le Giudicarie, un po’ per il mio trascorso politico-amministrativo, un po’per la mia presenza costante da 15 anni sul Giornale delle Giudicarie. Così mi capita che in numerose circostanze, ovunque mi trovi, ci sia sempre qualcuno che ne approfitta per scambiare quattro chiacchiere, che si preoccupa di come passi il tempo adesso che sono in pensione, e si congratula con me per la bella “cera”, nonostante l’età. Spesse volte mi coinvolgono nei loro pensieri sparsi, ma il più delle volte continuano nei loro ragionamenti senza curarsi granchè del sottoscritto. La cosa non mi dispiace, anzi, mi da l’opportunità di ascoltare quel che dicono i nostri conterranei, senza particolari condizionamenti da parte mia, sulle cose di tutti i giorni, della crisi che non finisce mai, dei figli senza lavoro, della politica confusa ed inane. Vedendomi assente, col pensiero rivolto chissà dove (tutta una finta…), ogni tanto, chiedono la mia opinione. A dir il vero non mi entusiasma lasciarmi coinvolgere in polemiche politiche, è passato il tempo anche per me, sono invece più interessato quando, magari maliziosamente sollecitati da qualche intruso, vanno a finire col parlare del Giornale delle Giudicarie. Accade spesso. Cosi come, durante il mio “giro” quotidiano (Roncone-Bondo

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Momenti gratificanti... e ritorno), o al solito bar, o in qualsiasi altra situazione, sono molte le persone che incontrandomi colgono l’occasione per complimentarsi per il GdG appena ricevuto, citandomi articoli particolarmente interessanti ed i loro autori. Da questi momenti gratificanti mi confermo sempre più di quanto sia amato ed atteso il nostro Giornale, di quale sia l’attaccamento della nostra comunità verso il Giornale che li accompagna da ormai 15 anni. Un affetto che sembra sfociare in un senso di proprietà, quasi il Giornale fosse loro, del popolo giudicariese, di ognuno di loro. Guai se un mese non viene loro consegnato, si fanno subito sentire. “Il nostro Giornale...” è una delle frasi più volte ripetute che mi riempiono d’orgoglio. Certo ci sono anche le critiche (certe volte anche cattive…), certo ci sono anche delle lamentele, ma arrivano anche stimoli, idee, sollecitazioni e richieste di cui prendo nota per discuterne in redazione. Il tutto mi stupisce, piacevolmente, lo confesso. Fino a ieri ci dicevano che prima o poi la stampa cartacea era destinata a scomparire per puntare tutto sull’informazione in Rete, ma io ho la netta sensazione che il Giornale cartaceo non sia per niente in fase calante, anzi, così come i libri, stanno avendo un recupero impensabile fino a qualche anno fa. Ma questo è un altro discorso. Per me, essere

partecipe del Giornale delle Giudicarie è una passione fra le più appaganti. E’ un hobby difficile, ma nobile, generoso, anche se pieno di insidie, difficoltà (se lo si vuole fare bene e con coscienza…), incertezze, errori (da perdonare se fatti in buona fede…) e soprattutto responsabilità verso tutti i Giudicariesi a cui viene consegnato gratuitamente ogni mese. Purtroppo, non tutto va bene, dopo che le Poste Italiane, prese da tutt’altro lavoro, non fanno più le consegne ad ogni indirizzo, il servizio di distribuzione fa qualche buco. Nonostante la buona volontà della Cooperativa “Lavoro” che si è accollata il servizio, i nuovi “postini” (si fa per dire!), non hanno l’esperienza di quelli tradizionali. Comunque a quelli, pochi, a cui non viene consegnato, consiglio sempre di farsi sentire dalla Cooperativa, il cui nr. telefonico è in bella vista sul GdG, e chiedere di non essere dimenticati. Ho voluto scrivere questi alcuni appunti anche perché con quest’anno il Giornale delle Giudicarie compie 15 anni. Sono quindici anni di storia. Sono quindici anni che entriamo in ogni casa, in ogni famiglia con più di 16.000 copie, e vi facciamo piacevole compagnia per tutto il mese. Come abbiamo fatto ad arrivare a tanto è un vero miracolo, grazie ai nostri collaboratori, in gran parte volontari, che si onorano di scrivere per il Gdg,

e grazie a un sacco di inserzionisti che ci hanno sostenuto. Tutti abbiamo lavorato con passione e tenacia, e passati i primi 2-3 anni davvero difficili, ora le cose vanno bene. Gli artigiani, i negozianti, le industrie giudicariesi hanno capito l’importanza e l’utilità d’essere presenti con la loro pubblicità su GdG. Il loro riscontro in termini commerciali è testimoniato dalla fedeltà degli inserzionisti di sempre, e dalle continue richieste di nuovi spazi. I nostri inserzionisti possono vantare, ed esserne orgogliosi, d’aver contribuito alla presenza costante di uno strenuo baluardo contro ogni ingiustizia o prevaricazione o sopruso da qualsiasi parte provenga contro la nostra terra, contro le Giudicarie. Noi viviamo grazie al nostro lavoro e al supporto pubblicitario, siamo aperti a tutti, non abbiamo mai avuto contributi pubblici da nessuno, e ne meniamo vanto, sia chiaro una volta per sempre. Ci sarà anche qualcuno che magari non ci vuole bene, ci mancherebbe!, ma non non ci preoccupano più di tanto. Noi andiamo avanti, la gente ci stima, ci attende, ha fiducia, vuole da noi la verità in questo mondo fatto di bugie, di postverità, vuole da noi attenzione e intransigenza, guai a chi tocca le Giudicarie, è il nostro motto. Tutti per uno, uno per tutti, insieme per le Giudicarie. (a.a.)

Lo stupro delle studentesse americane: i colpevoli paghino Sono molto dispiaciuto per vicenda delle due studentesse americane stuprate a Firenze. I due carabinieri, se colpevoli, devono pagare duramente. Hanno cancellato in molti quell’immagine di fedeltà, di rigore, di lealtà, mettendo a rischio quel senso di protezione e di sicurezza che da sempre ci garantiscono i carabinieri. Certo che se anche le forze dell’ordine ci abbandonano siamo in un mare di guai…. E’ ovvio, tutti noi siamo contro quei due scellerati carabinieri di Firenze, ma stiamo con l’Arma, una istituzione solida che gode della fiducia

dei cittadini. I Carabinieri restano un presidio fondamentale della nostra comunità e una grande risorsa per l’Italia. Essi, come le altre Forze dell’ordine, sono dislocati ovunque, dal mare, alla pianura all’ultimo paese sperduto di montagna. Sono quelli che accompagnano la vita degli italiani, di notte e di giorno. Sono i custodi della nostra sicurezza e della nostra serenità. E non basterà l’osceno comportamento di due mele marce a screditare l’Arma e la sua immagine. Speriamo che si vada fino in fondo alla triste vicenda e che, se colpevoli, vengano puniti severamente. Senza sconti. Non abbiamo dubbi. (a.a.)

SEGNALAZIONI. Diventa giornalista per quindici giorni. Segnala anche tu una notizia, raccontaci una storia, mandaci una vignetta su un fatto a te accaduto

Bella la nuova rubrica di arte del Giornale delle Giudicarie Vorrei fare i miei complimenti all’articolo di Giacomo Bonazza sugli altari trentini... argomento sconosciuto a tanti che però merita davvero un approfondimento... continui a scriverli perché mi fa davvero tanto piacere. Mariangela Bronzini - Fiavé

Il Giornale delle Giudicarie mensile di informazione e approfondimento

Anno 15 n° 10 ottobre2017 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Denise Rocca Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Matteo Ciaghi, Denise Rocca Hanno collaborato: Gianni Ambrosini, Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Giacomo Bonazza, Alberto Carli, Francesca Cristoforetti, Umberto Fedrizzi, Chiara Garroni, Enrico Gasperi, Marco Maestri, Mariachiara Rizzonelli, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 - 338 9357093 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3286821545) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 28 settembre 2017 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129


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OTTOBRE 2017

Giornale delle giudicarie otttobre 2017  

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