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Giudi iudicarie

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LUGLIO 2016 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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La società liquida

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

Dal 1 agosto al via in quelli non fusi i servizi gestiti in forma associata. Con alcune perplessità A pagina 5

di Adelino Amistadi Le elezioni amministrative di metà luglio in molte città d’ Italia hanno portato scompiglio e non poco nel mondo politico italiano. Una mezza rivoluzione. Gli Italiani hanno sfiduciato la politica come l’hanno conosciuta da settant’anni in qua. Il cinquanta per cento degli astenuti, la crisi del Pd, le due significative vittorie del M5S, a Roma e a Torino, quel “birbante” di De Magistris che sbaraglia tutti a Napoli sono tutti segnali di una innegabile sconfitta della politica come praticata finora. Forse non abbiamo prestato sufficiente attenzione, ma è quello che sta avvenendo da molto tempo in Trentino, in Italia, ma anche in quasi tutta Europa dove i partiti tradizionali sono in sofferenza e nascono continuamente nuove realtà che sconquassano il tradizionale sistema rappresentativo, nuovi movimenti e nuovi protagonisti. C’è un solo minimo comun denominatore: la voglia di cambiamento. In Italia, così come in Europa (vedi l’Austria, la Spagna, l’Inghilterra…), molti votano la novità a prescindere, votano contro il sistema ritenuto “vecchio”, anche a costo di fare un salto nel buio. Anche in Trentino ci sono tutti i presupposti che alle prossime elezioni provinciali, nel 2018, andremo incontro a sorprese neanche difficili da prevedere. E’ quanto è già avvenuto, a suo tempo, con Berlusconi prima e con Renzi, il rottamatore, poi. Fra la gente c’è un bisogno frenetico, quasi smanioso, di cambiare. Sia quel che sia. Continua a pag. 11

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Gestioni associate dei comuni al via

ANNO 14 - LUGLIO 2016 - N. 7 - MENSILE

EDITORIALE

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Brexit non è la fine dell’UE di Paolo Magagnotti La maggioranza dei cittadini del Regno Unito ha dunque deciso: il loro Paese deve uscire dall’Unione Europea. Seppur con grande rammarico e non poche preoccupazioni, tale scelta va, evidentemente, rispettata ed è da augurarsi che i negoziati fra le Istituzioni europee e il Governo di Londra procedano nella maniera più spedita possibile per evitare che ritardi possano influire negativamente sul normale processo richiesto per l’attuazione di obiettivi comunitari.

Continua a pagina 8

L’allenatore del Sassuolo in Ortopedia

Di Francesco operato a Tione

A PAGINA 7

Il servizio bici-bus turistico della Comunità

Dalle Dolomiti al Garda

A PAGINA 19

SCUOLA Pat, ecco la “buona scuola” A pag 4 ATTUALITÀ La montagna accessibile ai disabili A pag 22 SPORT Ritorna il Brenta Calcio A pag. 35

Nicole conquista Trento

Edilizia, maxi sgravi per chi ristruttura

Daldoss: “Opportunità da cogliere” A PAGINA 10

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Rassegna Stampa

LUGLIO 2016

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA GIUGNO 2016

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA

Debora Andreolli

Storo - Un veicolo polacco smarrito nelle campagne.. non sempre seguire il navigatore porta bene - «Un veicolo polacco si è smarrito nelle campagne di Storo... Seguire solo le indicazioni dei navigatori può essere problematico soprattutto se si guida un mezzo pesante»... Queste le poche parole apparse sul post della bacheca facebook della Polizia Locale della Valle del Chiese a commento della foto. Un autista poco pratico della zona di Storo seguendo il Tom tom ha imboccato una via di campagna e incurante dell’evidente difficoltà di percorrere una via così stretta con un Tir ha continuato la sua marcia dettata dal navigatore fino ad incagliarsi nella campagna storense... Valle del Chiese - Grande successo per la prima edizione di Borgo Vino, rassegna enogastronomica che valorizza le produzioni locali - Si è svolta nel comune di Borgo Chiese la prima edizione di “Borgo Vino”. Una rassegna enogastronomica organizzata dalla Pro Loco di Condino in collaborazione con la medesima associazione di Brione e il Gruppo Alpini di Condino volta ad esporre e valorizzare i prodotti agro alimentari locali, il tutto accompagnato dalla degustazione dei vini proposti da sei cantine presenti con il supporto tecnico del mâitre -sommelier Gianni Cassanelli. Storo e Bondone - Open Hardware for environmental health and food quality, il campus Webvalley 2016 - Si è tenuto a Storo e Bondone il campus Webvalley 2016, un progetto di ricerca che guarda all’agricoltura e ai prodotti locali di qualità organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento. Venti tra i più meritevoli studenti trentini e stranieri delle scuole superiori hanno raggiunto la Valle del Chiese ed hanno avuto modo, grazie alla presenza di alcuni docenti universitari e ricercatori, di cimentarsi con alcune innovative applicazioni web e di sviluppare un progetto di ricerca che possa trovare concreta applicazione nel settore dell’agricoltura e dei prodotti locali di qualità. Inoltre si è tenuta anche la conferenza internazionale denominata Hackday, per la prima volta ospitata in Italia, che unisce le tecniche della spettrometria alla produzione dei cosiddetti “big data”, elaborati poi a distanza proprio grazie alla potente rete in fibra ottica. Il progetto è infatti stato reso possibile grazie anche al supporto del Consorzio Elettrico di Storo e della sua potente rete di trasmissione dati ad alta velocità. Giudicarie - Arrivato il drug screen: giovane denunciato per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti. Patente sospesa per due anni - La Polizia Locale delle Giudicarie ha adottato dall’inizio del mese di giugno un innovativo test (drug screen) per individuare i conducenti sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in grado di analizzare la saliva, individuando la presenza dei narcotici più diffusi: cocaina, marijuana, amfetamine, oppiacei, ecc. Il dispositivo è già stato utilizzato nei controlli del territorio di competenza. Il primo a farne le spese, incappato nei controlli a Tione, un giovane residente in Val di Non di passaggio con amici. Le analisi a cui è stato sottoposto presso l’ospedale hanno rilevato oltre al recente consumo di sostanze stupefacenti anche che nel sangue aveva un tasso alcolico di 1,90 grammi per litro, quasi quattro volte oltre alla soglia. Per lui, di professione corriere, doppia denuncia per guida sotto l’effetto di stupefacenti e in stato di ebbrezza, la patente gli verrà sospesa per almeno due anni.

Tione - Ha ragione il comune di Tione, l’Asuc di Saone dovrà pagare 7530 euro per le spese di giudizio. Lo ha stabilito il tribunale di Trento in merito alla controversia per la proprietà di alcune particelle - «In relazione alla controversia tra comune di Tione e Asuc di Saone, ho il piacere di comunicare che il tribunale di Trento, accogliendo integralmente le articolate argomentazioni prospettate dal sottoscritto negli atti defensionali predisposti e ritenendo, prive di spessore giuridico le asserzioni della parte attrice, ha respinto, per contro, tutte le domande formulate dall’Asuc di Saone nei confronti dell’amministrazione comunale di Tione, gravando altresì, l’attrice stessa del rimborso delle spese di lite...». Con questa comunicazione l’avvocato Flavio Maria Bonazza ha fatto sapere all’amministrazione comunale di Tione il pronunciamento del Tribunale di Trento in merito alla causa intentata dall’Asuc di Saone contro il Comune di Tione, per la proprietà dei terreni rivendicati dagli Usi Civici. Pinzolo - Vecchio municipio addio - Sono terminati i lavori di demolizione del vecchio municipio che si affacciava su piazza Libertà e s’è aperto uno spazio nuovo nel cuore di Pinzolo a ridosso della chiesa parrocchiale. Levato il bel poggiolo in granito, dal quale il podestà o le autorità, secondo il costume in voga nel Ventennio, avrebbero parlato al popolo, recuperati i graniti che incorniciavano le finestre e i gradini delle scale, ammucchiate le grosse travi in legno adoperate per i voltimpiani e i pavimenti, il resto, un cumulo di macerie, sassi, terra e calcinacci, è stato trasportato in discarica dagli automezzi dell’impresa Cunaccia Srl, incaricata dei lavori. Pinzolo - Funivie, Trentino sviluppo acquista quote per 1 milione e 600 mila euro - È stata sottoscritta a Trento l’intesa fra Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo Spa, Funivie Pinzolo Spa e Comune di Pinzolo relativa all’acquisto da parte di Trentino Sviluppo Spa di alcuni asset societari di Funivie Pinzolo. Questo accordo prevede anche la ricapitalizzazione della società (grazie all’aumento di capitale deliberato dell’Assemblea Straordinaria degli azionisti dello scorso 26 settembre 2015) e l’impegno delle Amministrazioni Comunali di Valle a individuare le modalità per garantirà un risparmio di spesa da parte di Funivie Pinzolo. L’investimento di Trentino Sviluippo sarà di 1 milione e 600 mila euro a fronte di un aumento di caiptale dei soci privati di 600 mila euro.

Trentino - Servizio Bicibus Trento-Sarche: dal 22 giugno attivo da mercoledì a domenica - Attivato il primo maggio, nei fine settimana, il nuovo servizio BicibusTrento-Sarche, che collega il Capoluogo ai più bei paesaggi della Valle dei Laghi, per arrivare alle Dolomiti di Brenta e al Lago di Garda, a partire dal 22 giugno e per tutta l’estate (fino al 18 settembre), sarà attivo dal mercoledì alla domenica. La corsa, che si aggiunge a quelle di linea già previste da Trentino Trasporti esercizio, sarà prenotabile fino ad un’ora prima. Il pullman, fornito di un carrello che potrà trasportare 22 biciclette, partirà da Trento alle 9.00 e raggiungerà Sarche fermandosi a Terlago, Vezzano e Padergnone. Trento - Il contributo del Trentino ai Giardini Vaticani: dal censimento alla cura del verde nel cuore della Santa Sede - Giardini Vaticani: un patrimonio arboreo di straordinario valore, fatto di 2027 alberi appartenenti a 63 generi botanici e a 102 specie diverse. Il Trentino, forte delle sue competenze in materia – e non potrebbe essere altrimenti, considerato che la sua superficie è coperta per il 60% di boschi - si è messo al servizio anche di questa importante realtà. Il Servizio Foreste e Fauna della Provincia autonoma, fra il settembre e il novembre 2015, ha provveduto al rilievo dei dati necessari per creare, un catasto digitale di tutti gli alberi dei Giardini della Santa Sede Successivamente, nel febbraio e marzo 2016, i tecnici della Provincia hanno effettuato uno studio sistematico con metodologia V.T.A. (Visual tree assessment) integrata con prove strumentali su circa 600 piante dislocate in 8 diverse aree del parco, per valutarne lo “stato di salute”ma soprattutto il grado di sicurezza e pianificare eventuali interventi, come la potatura delle chiome, la legatura dinamica e in qualche caso la sostituzione degli alberi più compromessi. Trentino - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Pieve Tesino il 18 agosto - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, su invito della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, sarà il prossimo 18 agosto a Pieve Tesino dove terrà la Lectio degasperiana 2016 sul tema: 70 anni di una Re-

pubblica europea. La visione e il coraggio di Alcide De Gasperi. A settant’anni dal referendum tra Monarchia e Repubblica, che ha visto la partecipazione al voto delle donne italiane e a settant’anni dall’accordo De Gasperi-Gruber che è alla base anche dell’autonomia trentina, il Capo dello Stato Sergio Mattarella onorerà il coraggio e la visione dello statista trentino. Parlerà delle sfide che ci attendono, là dove De Gasperi nacque, nel cuore di una delle aree più significative dell’Italia, teatro della Prima guerra mondiale, ma anche terra di passaggio di uomini e di idee tra l’Europa al di là delle Alpi e il Mediterraneo. Trento - Ospedale del Trentino: a luglio il nuovo bando - Sarà pubblicato entro il mese di luglio il bando per il concorso di progettazione del Nuovo ospedale del Trentino. È l’obiettivo indicato dalla Giunta provinciale di Trento che ha ricevut conferma dal Dipartimento infrastrutture e mobilità della revoca del precedente bando. Il nuovo bando conterrà le esigenze del sistema sanitario emerse ad inizio anno nel corso delle analisi effettuate dalla Provincia in accordo, per quanto riguarda le aree, con il comune di Trento. Trentino - Ex Whirlpool, oltre la metà dei lavoratori ha trovato un nuovo lavoro - Oltre la metà dei 608 dipendenti dell’ex Whirlpool di Spini di Gardolo hanno trovato un nuovo posto di lavoro, grazie alla reindustrializzazione del sito e all’arrivo di una nuova società, la Vetri Speciali spa. Gli altri sono impegnati a tutt’oggi in progetti di formazione e riqualificazione cofinanziati dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Rovereto – Mariani, importante stabilimento a Rovereto - Sono partiti mercoledì 22 giugno i lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento Mariani a Rovereto. L’azienda, che fa capo al gruppo bresciano OMR, nel compendio “ex Gallox” produrrà componenti meccanici per il mercato automotive. Scongiurato il rischio di trasferimento a Brescia, grazie all’azione svolta dalla Provincia di Trento e formalizzata nell’intesa siglata il 13 novembre scorso. I lavori di adegua-

mento del sito produttivo saranno a carico di Trentino Sviluppo, per circa 3 milioni di euro, mentre l’azienda investirà 10 milioni di euro in macchinari ed impianti tecnologici, con l’impegno ad assumere altri 50 occupati rispetto agli addetti oggi presenti in Val di Ledro, arrivando quindi a 200 addetti complessivi. L’installazione dei nuovi macchinari acquistati da Mariani per lo stabilimento di Rovereto inizierà a novembre 2016, mentre entro giugno 2017 dovrebbe concludersi il trasferimento dall’attuale sede in Val di Ledro. Provincia - Fitch conferma per il 2016 il rating di lungo termine ‘A’ alla Provincia autonoma di Trento - L’agenzia Fitch Ratings ha confermato la valutazione di rating di lungo termine “A”, con prospettive stabili, per la Provincia autonoma di Trento. Il giudizio positivo sullo stato delle finanze provinciali, analogo a quello dello scorso anno e migliore rispetto a quello dell’Italia (BBB+) riflette lo status di Autonomia speciale del Trentino, supportata “da una gestione amministrativa sofisticata e da una ricca economia provinciale”, così come il basso indebitamento e i solidi indicatori socio-economici. Il rapporto sottolinea inoltre come il Pil pro capite in Trentino sia superiore alla media UE di quasi il 25%, il che fa della Provincia “uno dei più ricchi territori in Italia e in Europa.” Fitch si aspetta che il Pil provinciale cresca dell’’1% -1,2% nel 2016. Provincia - Patrimonio del Trentino: 128 milioni per investimenti immobiliari - 128 milioni di euro per investimenti immobiliari sul territorio nel triennio 2016-2018. E’ quanto prevede il programma di attività di Patrimonio del Trentino SpA, approvato dalla Giunta provinciale. Fra i numerosi investimenti di rilievo si segnalano: il piano attuativo per l’area ex Italcementi, già acquisita nel 2015, da presentare al Comune di Trento; il proseguimento dei lavori per il nuovo presidio ospedaliero di Mezzolombardo, che presenta un costo complessivo di 23 milioni di euro; l’ampliamento del polo fieristico e congressuale di Riva del Garda per un importo di circa 69,2 milioni di euro.


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Primo Piano

LUGLIO 2016

Approvata la riforma del sistema formativo: collegamento scuola-lavoro, ambiti, chiamata diretta e settimana corta le principali novità

Ecco la “buona scuola” alla trentina Tra le novità (la più discussa) la chiamata diretta di una quota di docenti da parte dei dirigenti, seppur bilanciata con l’emendamento delle minoranze che prevede che un dirigente non possa restare nello stesso istituto per più di 9 anni; insegnanti assegnati ad un ambito territoriale (e non ad una cattedra); introduzione di un anno di prova per i docenti neoassunti; alternanza scuola-lavoro e dall’anno scolastico 2018/2019 settimana corta da lunedì a venerdì, con la possibilità per le scuole di confermare sull’organizzazione scolastica su sei giorni. I voti a favore della riforma sono stati 22, compresi quelli di Walter Viola e Marino Simoni di Progetto Trentino, 8 i contrari ed un astenuto. Proprio Viola, nel corso dei lavori consigliari, ha dato una chiave di lettura interessante della vicenda dell’iter della legge, dicendosi: “stupito dalla grandissima attenzione dedicata in questo dibattito ai docenti, mentre la scuola dovrebbe avere a cuore innanzitutto i discenti, cioè gli studenti. Sembra quasi che il problema

Nella notte dell’11 giugno è stata approvata dal Consiglio provinciale la legge sulla “Buona scuola” trentina. Un iter non semplice per il ddl proposto dal governatore Ugo Rossi, che ha trovato il “muro” dei 13.000 emendamenti delle opposizioni consigliari, poi smussati grazie all’accordo trovato con i consiglieri di

minoranza (che ha comportato anche all’abbandono della legge sull’omofobia da parte del Pd); una riforma “necessaria per portare la scuola trentina ai migliori standard europei”, secondo il presidente Rossi, mentre le opposizioni e parte del mondo della scuola l’hanno contestata.

Il Presidente Ugo Rossi

della scuola sia l’organizzazione, siano i docenti, dirigenti, la Provincia, i ministeri quando invece occorre pensare all’impatto di tutto questo sui ragazzi, ai quali andrebbero rivolti tutti gli investimenti”. Quanto alla valutazione va sottolineato, per Viola, che Ocse Pisa e In-

valsi dimostrano come la scuola trentina sia in cima alle classifiche nazionali e anche rispetto al tanto citato Alto Adige. “Bisogna quindi partire da questo dato positivo”. Nel suo intervento Ugo Rossi ha sottolineato che: “il modello svedese è uno dei paradigmi cui

questa legge si ispira. Anche le procedure di reclutamento in Svezia e in Finlandia il reclutamento degli insegnanti avviene con la tanto vituperata chiamata diretta. E dove il sistema scuola-lavoro è ai massimi livelli: non è vero inoltre che il collegamento scuola-lavoro serva per soddisfare le esigenze degli imprenditori. I bisogni occupazionali delle aziende se non si incrociano con le aspettative delle persone è difficile che trovino risposta. Certo che l’alternanza scuola-lavoro introdurrà delle difficoltà, ma questo è normale e necessario se la scuola deve occuparsi di futuro e di ragazzi. Non può la scuola non essere orientata alla novità e al cambiamento”. Ecco allora le maggiori novità della legge: collegamento

scuola-lavoro: resta fermo il monte ore (200 sul triennio nei licei, 400 nei tecnici e professionali) ma lasciando molta autonomia agli istituti; settimana corta: c’è la settimana di 5 giorni scatterà dall’anno scolastico 2018-2019: le scuole potranno scegliere di restare all’organizzazione sui 6 giorni; precari: un emendamento del governatore ha anticipato a settembre una parte delle nuove stabilizzazioni previste, un centinaio di docenti e circa 100 bidelli. E ancora, la chiamata diretta, che tanto ha fatto discutere gli insegnanti, ossia la possibilità per i dirigenti scolastici di assumere con chiamata diretta (con un contratto di 3 anni, rinnovabili) una quota di docenti per specifici progetti di istituto; gli ambiti: la riforma prevede che gli insegnanti non siano più assegnati a una cattedra ma a degli ambiti territoriali, diversi per scuola primaria e secondaria e anno di prova, per i docenti neoassunti (previsto dalla legge nazionale), al termine del quale saranno valutati dal dirigente e da un comitato di valutazione.

Associazione Me.Te

Il ruolo educativo del gioco e delle attività ricreative “Si può scoprire di più di una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”. (Platone) Il tema del gioco, ai nostri giorni, rischia di essere oggetto di considerazioni banali o sbrigative: da una parte da chi lo considera un’attività futile e inutile credendo che non meriti attenzione; dall’altra dagli esperti del settore che sottolineano ormai da tempo le sue potenzialità educative e sociali. Riscoprire il gioco come leva dello sviluppo educativo risulta piuttosto essere un’emergenza e un bisogno a cui è necessario rispondere con consapevolezza e responsabilità. Numerosi studi condotti soprattutto negli ultimi 40 anni hanno dimostrato come il gioco rivesta un ruolo centrale nella sviluppo infantile. Esso rappresenta la forma di espressione privilegiata dal bambino e la sua importanza emerge in diversi ambiti della crescita: • MOTORIO: nel gioco, ed in particolare nei giochi di movimento, il bambino utilizza il proprio corpo conoscendone le potenzialità ma anche i limiti. Attraverso il gioco sperimenta nuove abilità e perfeziona capacità come l’equilibrio, la mira, la manualità fine ecc… • SOCIALE: grazie al gioco il bambino esce dalla dimensione famigliare per incontrare il mondo che lo circonda e piano piano conoscerne le regole di funzionamento. Attraverso il gioco sperimenta inoltre i ruoli e si allena alla società adulta.

• COGNITIVO: il gioco è per il bambino come un lavoro, è un attività attraverso la quale i suoi sensi, le sue emozioni e il suo cervello si sviluppano. I diversi tipi di gioco permettono di sperimentare conoscenze pregresse e anche di arricchire il proprio bagaglio di intuizioni ed esperienze nuove. Inoltre, in relazione all’apprendimento, il gioco, in quanto attività libera e gratificante, incide sulla motivazione sfruttando le naturali inclinazioni e spinte dei bambini. • AFFETTIVO: sul piano affettivo e relazionale, il gioco rappresenta da un lato un attività che aiuta la propria individuazione, la conferma di sé; dall’altro un campo in cui il singolo incontra gli altri secondo regole e obiettivi condivisi. Nel gioco il bambino sperimenta inoltre il disaccordo e la capacità di gestire anche la frustrazione che nasce da un litigio o da una perdita. Con una carta d’identità così ricca il gioco non dovrebbe avere nessun problema a penetrare la nostra vita quotidianamente eppure così non è. Addirittura l’adulto inibisce i bambini in quest’attività; bloccato dalla paura che si possano fare male; che non dedichino tempo a sufficienza ad altre attività ritenute “di serie A”. Eppure se ci fermiamo ad osservarli e li lasciamo liberi di scegliere, i nostri figli sanno che giocare è terapeutico per loro: scaricano

energie e liberano la testa da ogni pensiero perché “la palla deve entrare in porta”; perché “io guardia devo prendere te ladro” perché “se mi nascondo meglio non mi vedono e mi posso tanare”. Mentre giocano non c’è spazio nella loro testa per il compito andato male; per la mamma che ha litigato con il papà; per la verifica del giorno dopo. Il gioco porta tutti in una dimensione altra che ci eguaglia e che ci regala momenti di divertimento. E questo vale per tutti: “Cosa fai nonno? Giochiamo a carte?” Così alcuni nipoti si rivolgono ai nonni e questa è l’essenza del gioco che avvicina le generazioni e che ha bisogno di poco, solo della voglia di stare bene e di stare insieme. Sembra tutto così semplice, invece così non è perché, se è vero quanto detto sopra, è vero anche che per i bambini può essere altrettanto facile e spontaneo nei momenti liberi blindarsi dietro il computer o il telefonino entrando anche lì in una dimensione altra fatta però di relazioni ed emozioni virtuali. Una canzone che sta girando in questo periodo in radio dice (il momento)“è più importante condividerlo che viverlo”: la diffusione della tecnologia ci fa fare i conti con nuove modalità di divertimento che possono essere positive solo se integrate con le “modalità relazionali tradizionali”; il face to face, le mani sporche e le ginoc-

chia sbucciate. Giochi, musica, web sono aspetti border–line perché possono arricchire tanto ma possono allo stesso tempo creare dipendenza. Il diffondersi delle ludopatie evidenzia come bisogna essere attenti a questo equilibrio. I ragazzi e gli adulti, che hanno maggior accesso a forme di gioco elettroniche/digitali, sono maggiormente a rischio ma questo ci dice di come sia importante EDUCARE al gioco e saper fare apprezzare il significato che è intrinseco ad esso. Le attività ricreative per i bambini, così come quelle per gli adulti (a prevalenza sportiva) o per anziani rispondono allo stesso bisogno di aggregazione, di confronto, di condivisione, di divertimento. Di esse c’è bisogno tanto più quanto nella nostra quotidianità non riusciamo ad inserire autonomamente questi momenti. Nei bambini poi il bisogno è ancora maggiore anche alla luce delle valenze educative del gioco citate precedentemente. In conclusione; mi rivolgo ai bambini con l’invito a riscoprire senza paura la piazza e il gruppo; agli adulti; educatori, genitori, nonni con l’invito a diventare sentinelle attente del delicato equilibrio tra il virtuale ed il reale e ad essere dei buoni modelli cioè a lasciarsi andare al gioco ed al sano divertimento perché esiste un gioco per tutti.


Primo Piano

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Gestione associate, ora si parte davvero Dal 1 agosto al via nei comuni non fusi i servizi gestiti in modo associato. Con alcune perplessità

Entro fine anno infine i comuni devono sottoscrivere le convenzioni relative ai restanti servizi che devono essere avviati in forma associata entro il 1° gennaio 2017. Ma in cosa consiste la gestione associata dei servizi? Innanzitutto diciamo che è rivolta ai comuni (145) che non hanno dato corso alle fusioni degli ultimi due anni, per una popolazione complessiva

Con il 1 luglio le gestioni associate diventano realtà per i comuni trentini non fusi. Almeno sulla carta, visto che entro il 30 giugno di quest’anno i comuni dovevano presentare alla Provincia il progetto di di circa 288.000 abitanti (sono esclusi i comuni sopra i 5.000 abitanti, oltre ai 6 comuni che hanno beneficiato di specifiche deroghe Civezzano, Giovo, Tione, Nago Torbole, Avio e Cavedine). Essi dovranno gestire le funzioni tra-

dizionali dei comuni (es. segreteria, anagrafe, ufficio tecnico, ufficio tributi ecc.) in forma associata, sulla base di “ambiti” (38 in tutto il Trentino) individuati dalla Provincia. I risultati attesi sono quelli di migliorare i servizi ai

riorganizzazione intercomunale dei servizi, da tradursi in pratica poi entro il 1 agosto 2016, con l’avvio della gestione associata di almeno due dei servizi da gestire in forma associata (tra cui la segreteria). cittadini, garantendo per esempio la continuità del servizio, migliorare l’organizzazione attraverso la razionalizzazione delle funzioni e dei servizi, la specializzazione del personale dipendente e lo scambio di competenze e

di esperienze professionali tra i dipendenti, oltre a produrre risparmi di scala negli anni a venire. Ma a che punto sono i comuni giudicariesi impegnati in questo delicato passaggio istituzionale/ amministrativo?

Lo abbiamo chiesto a Walter Ferrazza, sindaco di Bocenago e a Monica Mattevi, sindaco di Stenico. Ferrazza, impegnato in una gestione associata con i comuni di Caderzone Terme, Strembo, Spiazzo, Pelugo e, appunto, Bocenago, non ha mai lesinato critiche alla Provincia sulla scelta delle gestioni associate, sul loro dimensionamento e sulle loro dinamiche.

Walter Ferrazza: «Garantire il front office»

Monica Mattevi: «Necessario ragionare in un’ottica intercomunale e sovracomunale»

Come procede l’avvio delle gestioni associate? Siamo a buon punto, avendo ampiamente condiviso tra amministrazioni il processo di gestione associate, trovandoci con sindaci e giunte, pensando a nuove geometrie per i nostri paesi. Quello però che temevo all’origine sulle gestioni associate si sta verificando: esse nascono per ridurre i costi dei comuni sui servizi, però non credo che questo avverrà, perché una gestione ottimale dovrebbe avere numeri diversi rispetto a quelli che adesso abbiamo. Adesso ragioniamo su un ambito di 3.500 cittadini, mentre vari studi ci dicono che la soglia sopra la quale i risultati delle gestioni associate si “appiattiscono” sono i 2000 abitanti. Come vi siete orientati in questo processo? Durante gli incontri la bussola era quella di agire perché non vi siano riduzioni dei servizi dei cittadini: l’altro cardine era quello di dare un servizio ulteriore al cittadino dal punto di vista qualitativo e continuativo. Bocenago, ad esempio, dispone oggi di 18 ore settimanali di ufficio tecnico ma domani, seppur in forma dislocata, i cittadini di Bocenago possono disporre di 36 ore settimanali, aumentando la fruibilità e la continuità del servizio. L’altro aspetto da tutelare e garantire è quello del front office, per non svuotare i comuni, a differenza del back office che può invece essere centralizzato senza problemi. Quali servizi gestirete in forma associata e con quali comuni? Stiamo finendo di redigere il progetto, condividendolo anche con i dipendenti. Con loro abbiamo scelto la strada della trasparenza, visto che poi la scelta li coinvolge direttamente. Li ho trovati propositivi, anche se non nascondo che ci saranno difficoltà perché comuni sono dimensionalmente simili (a parte Spiazzo che fa da capofila) dunque anche dislocare diventa difficile. Di certo serve un investimento della Provincia sotto il profilo dello sviluppo della banda larga, per collegare le pubbliche amministrazioni e mettere in rete i nuovi uffici dislocati, dando nuove opportunità ai cittadini, specie guardando al futuro. Come sta procedendo il percorso di condivisione delle scelte con gli altri comuni? Se c’è un pregio di questa gestione associata è che ha creato un clima di grande collaborazione fra i paesi della media Rendena, data dalla necessità di ragionare tutti insieme, facendo varie riunioni ed estendendo la condivisione anche ad altre problematiche. Valutazione attuale sulle gestioni associate? Che questa sia una operazione che la Provincia fa per indirizzarci verso una futura fusione mi pare ovvio. Però c’erano anche altre strade a parer mio: in sede di riflessione sugli ambiti, ad esempio, il comune di Bocenago aveva chiesto che – visto che ormai il tetto dei 2000 abitanti orami era “sforato” - ci fosse ambito più ampio che interessasse tutta l’alta Rendena, in modo da dare anche a livello turistico una prospettiva, tipo un comune unico di Madonna di Campiglio a partire da Spiazzo, anticipato anch’esso da una gestione associata, ma con un forte respiro a livello di “marketing”. A ragion veduta, è dispiaciuto dunque della mancata fusione di Bocenago che avrebbe evitato le gestioni associate? Già all’epoca parlavo ai cittadini di due scelte: o fusione o gestione associata. Loro hanno scelto e dunque mi rimetto a quella decisione; un po’ di rammarico c’è, perché potevamo diventare un comune importante. Ora va fatta di necessità virtù, bisogna fare funzionare le gestioni associate e far sì che diventino un’opportunità, migliorando i servizi e contenendo i costi. Da sempre penso come migliorare la vita di chi vive a Bocenago: ora bisogna pensare a chi vive da Pelugo in giù.

Sindaco, tutto pronto per l’inizio delle Gestioni associate? Sì, dopo tanto lavoro è tutto pronto, e lo è sia in quanto tra i Sindaci d’ambito c’è stata un’ampia collaborazione e condivisione di intenti nell’individuare un nuovo assetto organizzativo per i nostri Comuni, sia perché abbiamo cercato, nel limite del possibile, di prendere in considerazione i suggerimenti dei dipendenti che sappiamo essere il vero motore di questa riorganizzazione. Quali servizi gestirete in forma associata e con quali comuni? I Comuni del nostro ambito sono Bleggio Superiore, Comano Terme, Fiavè e Stenico e saranno in convenzione a partire dal 1 agosto 2016 per la Segreteria generale e per i servizi relativi al commercio. Questa scelta è frutto di una programmazione complessiva anche degli altri settori che invece saranno in Gestione Associata dal 2017. Nei prossimi mesi dovremo condividere ed elaborare l’ipotesi finale della riorganizzazione degli altri servizi (finanziario, tecnico, demografico e gestione tributi), per recuperare economie di spesa ed ottenere il miglioramento dei servizi offerti, con la consapevolezza però che nessun progetto di innovazione può essere esente dal monitoraggio e miglioramento continuo e che pertanto dovrà essere introdotto con gradualità. Come sta procedendo il percorso di condivisione delle scelte con gli altri comuni? Molto bene, dato che nessuno di noi ha voluto prevaricare sull’altro. L’obiettivo alla base di tutti i nostri ragionamenti è sempre stato quello di cercare di valorizzare l’esperienza di tutti i nostri dipendenti e di individuare attraverso una maggiore disponibilità di beni, servizi, attrezzature, mezzi e con le risorse umane ed economiche disponibili, il miglior assetto organizzativo possibile, al fine di garantire servizi più efficaci ed efficienti per gli abitanti della nostra valle. Concretamente, spieghi ai cittadini cosa significa fare le gestioni associate e che cosa cambierà (se qualcosa cambierà) per loro? Dal 1 gennaio del prossimo anno dovremo ricorrere alle Gestioni Associate dei servizi comunali, assetto organizzativo attraverso il quale restano tutti gli Enti coinvolti (i Comuni quindi rimangono), ma i servizi saranno erogati in modo unificato sulla base del progetto che stiamo predisponendo. Diventerà quindi necessario ragionare sempre di più in un’ottica intercomunale e sovracomunale, facendo sistema e definendo, in funzione degli obiettivi condivisi, tutti gli elementi necessari per ottimizzare la spesa e per avere servizi di maggior qualità. Il personale si specializzerà sempre di più al fine di dare risposte più precise e veloci, cosa attualmente difficile per il personale proveniente dai Comuni di dimensioni minori che ha competenze più ampie e perciò meno dettagliate. Ci impegneremo quindi per lavorare sempre più in sinergia oltre che per proseguire con i progetti già in essere in Giudicarie Esteriori ed è anche nostra intenzione condividere, un po’ alla volta, i diversi regolamenti comunali per uniformare le regole in tutto l’ambito di riferimento. Alcuni servizi continueranno a rimanere presenti in tutti i Comuni (come per esempio l’Anagrafe), mentre altri saranno dislocati nei diversi Comuni e gestiti in rete o tramite sportelli, cercando di ottimizzare tutte le risorse a nostra disposizione. L’impegno di tutti gli amministratori della Gestione Associata sarà quindi quello di riuscire a garantire maggiore efficienza dei servizi erogati evitando disagi. Siamo consci che questo passaggio non sarà sicuramente facile, né immediato, ma sono convinta che tutti insieme, amministratori e dipendenti, potremo riuscire a migliorare i servizi offerti all’utenza!


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Sanità

LUGLIO 2016 Butterini: “Noi abbiamo giocato d’anticipo, ma certe scelte lasciano perplessi”

Punto nascite, Roma boccia Tione Il Comitato percorso nascita del Ministero cancella anche Arco, mentre si “salvano” Cles e Cavalese Tornando all’iter ministeriale di chiusura dei punti nascite, ricordiamo che la Provincia autonoma di Trento, sulla base del decreto ministeriale dell’11 novembre 2015, aveva inoltrato richiesta di deroga al requisito della numerosità dei parti (almeno 500 l’anno) quale condizione al mantenimento in attività dei punti nascita negli ospedali periferici. Le deroghe prendono atto delle caratteristiche orografiche peculiari dei nostri territori di montagna e della valenza dei servizi d’eccellenza, quali quelli offerti dalla rete delle emergenze, voluti e sviluppati negli anni dall’amministrazione provinciale. “L’analisi sui documenti prodotti dalla Provincia – ha detto l’assessore Zeni - ha consentito al Comitato Nazionale Percorso Nascita di declinare con maggiore dettaglio e aderenza il concetto di sicurezza, dando torto nei fatti a coloro che in questi mesi, si sono strumentalmente posti come profeti della chiusura sulla base del solo paradigma numerico.”

Il Comitato percorso nascita nazionale ha concesso parere favorevole – con una nota del 22 giugno - al mantenimento dell’operatività dei punti nascita degli ospedali di Cles e Cavalese. Parere negativo è stato invece espresso nei confronti dei punti nascita di Arco e di Tione. Quest’ultimo, peraltro, è già di fatto inattivo dal 23 maggio scorso, in primis per “consunzione” a causa del progressivo depotenziamento che ha fatto crollare

il numero di nascite e, più ufficialmente ora, in forza dell’accordo sottoscritto tra Provincia e Comunità di valle per il rilancio dell’ospedale di Tione. Che oggi, alla prova dei fatti, si rivela una scelta lungimirante da parte del presidente della Comunità Giorgio Butterini e anche del consigliere provinciale Mario Tonina, che lo hanno fortemente voluto, proponendolo all’assessore provinciale alla sanità Luca Zeni.

L’ospedale di Cles

Ottenute le deroghe per Cles e Cavalese, la priorità per la Provincia sarà ora quella di ripristinare la piena operatività dei due punti nascita garantendo la presenza H24 in guardia

attiva di tutte le figure professionali necessarie. Per questo motivo la Provincia ha dato mandato all’Azienda provinciale per i servizi sanitari di attivarsi fin da subito in questo senso.

Per quanto riguarda Tione, la decisione del Ministero cambia poco. Nei fatti il punto nascite è andato spegnendosi negli ultimi mesi, in forza di numeri davvero esigui; l’ufficia-

lità è giunta il 23 maggio, giorno dal quale il punto nascite è chiuso ed è stato sostituito da un percorsonascita che prepara le future madri ad una corretta gestazione. Sulla decisione del Ministero della Sanità è intervenuto dunque Giorgio Butterini, presidente della Comunità delle Giudicarie, a cui va riconosciuto di aver lavorato a fondo attraverso il Protocollo firmato con l’Assessorato alla Sanità provinciale poche settimane fa, per superare lo stallo sull’ospedale di Tione, “barattando” di fatto un punto nascite ormai sostanzialmente giunto a consunzione con importanti obiettivi di rilancio dei reparti e dei servizi fondamentali del nosocomio tionese: “Mi limito a dire – ha detto Butterini - che quanto co-

municato nei giorni scorsi in merito chiusura di alcuni punti nascita trentini, in conseguenza delle disposizioni ministeriali, era chiaramente prevedibile. Per questo motivo abbiamo deciso di giocare d’anticipo e di non rincorrere, sottoscrivendo per primi un protocollo che tendesse a riqualificare le altre unità operative ospedaliere. Sul rispetto di quanto pattuito saremo molto vigili e rigorosi e a breve verrà convocato un incontro di puntuale verifica con l’Assessore Zeni, perché alcune azioni dovevano concretizzarsi entro tre mesi. A tal riguardo, desidero evidenziare il grande senso di responsabilità, coesione e consapevolezza degli amministratori e del popolo giudicariesi, che auspico possa diventare in prospettiva un elemento su cui fondare una maggiore capacità di incidere rispetto alle politiche provinciali. I criteri con cui si è decisa nel tempo la chiusura di alcuni punti nascite ed il mantenimento di altri, infatti, francamente mi lascia perplesso”.

Alla scoperta dell’arte di Don Carnessali In un volume, curato da Serena Morelli, si ripercorre il percorso artistico del Sacerdote di Seo e Sclemo Dopo il volume di don Vittorio Cristelli (Sculture di Carnessali, 1984), arriva oggi un nuovo libro sul Luciano Carnessali artista e scultore, con una ricerca avviata una decina di anni dopo la sua scomparsa avvenuta in un tragico incidente nel 2003. E’ stato presentato alla Collezione Etnografica giudicariese di Stenico lo scorso mese, si tratta di un lavoro partito nel 2012 con la curatela, da parte dell’allora studentessa Serena Morelli, della prima mostra retrospettiva sulle opere di Carnessali, a San Lorenzo in Banale. Quel lavoro è confluito poi nella tesi magistrale in Conservazione e Gestione dei Beni Culturali di Morelli, fra le pubblicazioni premiate all’interno del concorso letterario “Papaleoni” e oggi, infine, rivista e integrata, pubblicata da Curcu & Genovese e dal Centro Studi Judicaria.

Non è un catalogo dell’opera completa, perché molte delle opere di Carnessali non sono state ancora individuate: “La speranza – spiega l’autrice Serena Morelli - è proprio che diffondendo la conoscenza delle opere di don Luciano chi ne possiede si faccia vivo così da censire tute le sue opere”. Non un catalogo, si diceva, ma un excursus delle opere più rappresentative di don Luciano, sia in scultura che in pittura, per mostrare il suo modo di esprimersi e la sua capacità espressiva, ma soprattutto la relazione con artisti di fama internazionale con i quali si era incontrato. L’uomo, il religioso e Sacerdote Carnessali era molto amato dai giudicariesi, nativo di Poia, alla sua morte era stato per 43 anni parroco di Seo e Sclemo. Monsignor Sergio Nicolli lo aveva ricordato, in un convegno a lui dedicato

proprio in occasione della retrospettiva che ha dato il via alle ricerche per questo nuovo volume sulle sue opere, dicendo: “un prete atipico, fuori dai modelli e sincero nell’ammettere le proprie difficoltà in un’ottica di semplicità spontanea e coerente. La nostalgia è ancora viva come quando viene a mancare una persona cara”. E anche attraverso l’arte don Carnessali aveva voluto annunciare il vangelo: le sue opere in Italia e anche all’estro sono tantissime, in battisteri, vie Crucis, portali, monumenti ai caduti, tabernacoli e altari. “Pur avendo vissuto gran parte della sua vita a Seo, nelle Giudicarie Esteriori – spiega Serena Morelli – Don Luciano non era un artista marginale, ma nel corso della sua via entrò in contatto, e ricercò questo contatto, con artisti di fama internazionale, proprio alla ricerca di spunti, suggestioni e idee per

adeguare la sua scultura al momento. C’era un desiderio di inserirsi nel panorama artistico dell’epoca ed è un po’ questo legame che esploro guardando alle sue opere più rappresentative”. L’insieme dei documenti studiati, aggiunto alla testimonianza di chi lo aveva conosciuto, ha reso possibile ricostruire un profilo inedito dell’artista che ha saputo coniugare senza scarti la sua vita religiosa e l’estro creativo, sulla base della rete di relazioni che aveva costruito con il mondo artistico, anche internazionale. Una pubblicazione, questa, che mira a diffondere la conoscenza dell’opera di Carnessali per inserirla a pieno titolo nell’ampio panorama artistico contemporaneo. Denise Rocca


Sanità

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Il tecnico del Sassuolo Di Francesco operato dall’equipe del prof. Romano

Tione: Ortopedia da… SerieA Lo si è visto anche recentemente, quando a fine maggio l’allenatore del Sassuolo - squadra calcistica di Serie A che nello scorso campionato ha centrato la qualificazione all’Europa League – Eusebio di Francesco, ha scelto proprio l’Ospedale di Tione e l’equipe medica del Prof. Romano per sottoporsi ad un’operazione all’anca e alle successive visite di controllo. 47 anni, di Francesco è stato centrocampista della Roma, dove ha vinto da protagonista lo scudetto 2001 e titolare della Nazionale: dal 2012 – dopo aver allenato anche il Lecce ed il Pescara - è il tecnico del Sassuolo che ha portato a diventare da matricola della Serie A, una delle squadre più ammirate per il gioco e anche per risultati, grazie al sesto posto nell’ultimo campionato. Come è stato possibile dunque che il nome dell’ospedale di Tione arrivasse fino

N

ella rinascita dell’ospedale di Tione (auspicata nel recente protocollo sottoscritto dalla Comunità di valle e dall’assessore Zeni) un ruolo di

eccellenza e un punto imprescindibile dal quale ripartire è di certo il reparto di Ortopedia, diretto dal primario Luigi Umberto Romano.

alla Serie A, convincendo Di Francesco a scegliere l’ospedale giudicariese, al posto di note cliniche italiane o straniere, da sempre meta di calciatori e sportivi al top? Di certo attraverso il passaparola, la fama delle ottime performance del reparto di Ortopedia, il nome del primario Luigi Umberto Romano, molto conosciuto nell’ambiente a livello nazionale: un mix che ha proiettato il nosocomio di Tione alle cronache nazionali, considerando l’esposizione mediatica di cui il calcio gode in Italia. “Nello specifico – spiega Romano – Di Francesco si è sottoposto ad un intervento all’anca (una delle “specialità della casa” a Tione, ndr.) che si è concluso con un ottimo esito e che già il

Eusebio di Francesco

giorno seguente consentiva al mister di camminare con le proprie gambe, segnalando un confortante decorso

post-operatorio. Alla metà di giugno Di Francesco è tornato a Tione per una visita di controllo program-

mata, che ha confermato la riuscita dell’intervento e della riabilitazione”.

Un fiore all’occhiello dunque per l’ospedale di Tione, rafforzato anche dal recente convegno tenutosi nel nosocomio tionese il 4 giugno scorso dedicato al fast track (corsia veloce), un innovativo sistema che limita l’impatto dell’intervento chirurgico tanto da preservare l’efficienza del paziente operato tanto da favorire una netta riduzione del periodo di convalescenza è un decorso post operatorio più veloce e indolore rispetto alla tecnica classica. Un metodo all’avanguardia, già sperimentato con successo da dieci anni negli Stati Uniti e più di recente nei paesi del Nord Europa e che fonda le sue ragioni su una consolidata letteratura scientifica e sul quale ancora una volta il reparto di Ortopedia di Tione si segnala quale realtà avanzata e attenta alle evoluzioni della ricerca medica.


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Politica

LUGLIO 2016

Dopo la Brexit l’Europa deve trovare nuove motivazioni

Lo spirito di Francis Drake e la Costituzione europea di Marco Zulberti Il distacco così brutale dell’isola dal continente europeo, risveglia quest’immagine di una nave sulla quale viaggia una società fatta di corsari preoccupati più della rendita finanziaria diretta solo al proprio benessere che non di una società aperta come quella che è stata secolarmente quella europea. E se pensiamo ai business economici che l’Inghilterra ha mantenuto sono quelli a più alta redditività: la chimica, la farmaceutica ma soprattutto la finanza, al punto che Londra attira i capitali da tutto il mondo: non solo russi e arabi, ma anche americani dalla stessa Wall Street. Lo strappo dei risultati del referendum impone l’immagine di un disimpegno del popolo inglese dalle tutte le problematiche europee tra cui l’immigrazione che la loro stessa politica aveva contribuito a provocare. Senza le guerre per esportare la democrazia nei paesi del medio oriente non ci sarebbero oggi le masse d’immigrati che ora irritano il popolo inglese favorendo lo stacco dall’Euro-

Il risultato del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sembra aver risvegliato lo spirito popolare di Sir Francis Drake, il pirata inglese che nel XVI secolo solcando i mari permise all’Inghilterra di procurarsi immen-

pa. Ma dopo quarant’anni d’influenza da parte del Regno Unito sulla vita dei popoli mediterranei, con molti interventi, dopo aver imposto un modello economico liberista e finanziario a popoli in cui lo stato aveva un ruolo fondamentale, l’Inghilterra può smarcarsi

da questa relazione con un semplice referendum? Appare un disimpegno corsaro, alla Francis Drake. L’assenza di una Costituzione Europea rende troppo facile questo distacco, che dovrebbe invece seguire un iter parlamentare a Bruxel-

se fortune, al punto che la regina Elisabetta lo premiò con il titolo nobiliare. L’economista John Maynard Keynes negli anni venti del secolo scorso, valutava che il rendimento di quel bottino, pesasse ancora il 27% del reddito inglese.

les, condiviso anche dagli altri i popoli e non fornire ai piccoli politici locali una leva per poter utilizzare l’Europa come scusa e causa di problemi economici interni. Il Parlamento europeo dovrebbe immediatamente sospendere il risultato del

referendum e inserirlo in un percorso più responsabile nei confronti degli altri popoli europei. Troppo facile inoltre il secondo disimpegno con le dimissioni di David Cameron dopo un fallimento di questo tipo. Dopo averlo creato dovrebbe almeno gestirlo. La classe politica è, come scriveva Platone nella Repubblica, una classe di potenziali tiranni, non solo in Italia. Il paradosso di questa situazione si è poi colto nell’esaltazione dei politici italiani della Costituzione Italiana che non permette al popolo referendum su accordi internazionali. Una Costituzione che nata per combattere i virus del fascismo e delle derive politiche, proprio ora si vorrebbe cambiare in senso liberista. L’episodio economicamente drammatico di Brexit, che rischia di produrre ulteriore crisi economica in Europa, indica tutte le carenze

di una casa europea costruita in modo più romantico che istituzionale, più pensando al tetto che alle fondamenta. Non si possono chiedere anni di esami ai paesi che vogliono entrare in Europa e poi uscire con un referendum. Non si può avere un’Europa unita senza una Costituzione Europea seppur minima fondata su pochi principi, non si può avere un’Europa unita senza regole che siano rispettate in modo univoco da tutti pur nel rispetto delle autonomie locali, non si può avere una moneta unica senza una condivisione nei settori pubblici, delle infrastrutture, nei trasporti, nell’energia e nelle telecomunicazioni. Non si può avere un’Europa unita senza un esercito unico, un ministero degli esteri unito. Di fronte a queste carenze il terremoto introdotto dalla Brexit, va assolutamente fermato, per evitare una deflagrazione dell’Europa, che la storia è pronta a registrare come l’ennesimo ritorno al periodo dei corsari e di Francis Drake che rapinava il tesoro spagnolo.

L’EDITORIALE di Paolo Magagnotti Continua dalla Prima Il primo ministro britannico Davis Cameron avrà certamente tempo per pentirsi di una scelta promessa ai britannici nel 2013 per accaparrarsi più voti degli elettori. Il Regno Unito è un grande e potente paese europeo che, dopo aver snobbato negli anni ‘50 la costituzione della comunità europea, ha fatto di tutto per entrarvi, con l’interesse principale per un libero mercato dove collocare propri prodotti e servizi. La convivenza di Londra con le Istituzioni europee non è peraltro stata sempre molto facile, anzi sempre problematica e nella definizione di ogni trattato europeo era sempre necessario prevedere clausole particolari per Londra. Di fatto dobbiamo dire che, considerando il corpo giuridico dell’Unione Europea, con diritti e doveri, la Gran Bretagna è presente nell’Unione per circa la metà, od un terzo.

Brexit non è la fine dell’UE In questo scenario non dobbiamo farci prendere da risentimenti o dalla rabbia, ma è necessario essere realisti e pensare che sarà necessario creare le condizioni, nell’ambito dei negoziati, per consentire il procedimento di costruttive relazioni fra Unione Europea e Gran Bretagna. Certamente Londra dovrà scordarsi di utilizzare il mercato interno europeo per i suoi affari come ha potuto fare fino ad ora. È motivo di speranza per futuri buoni rapporti anche il fatto che la maggioranza dei giovani britannici si siano espressi a favore della permanenza nell’Unione Europea. Si tratta di giovani della “generazione Erasmus”, che hanno compreso il significato di muoversi liberamente nell’ambito dell’Europa per incontrare e conoscere altre

persone e stabilire rapporti utili per il loro futuro. Quando questi giovani saranno più adulti ed avranno posti di comando a livello politico, istituzionale, economico sociale potranno probabilmente imprimere un nuovo corso più collaborativo con l’Unione Europea, non escludendo la

possibilità di un ritorno. Tuttavia, anche senza il Regno Unito, che non si sa se dopo Brexit potrà continuare a essere sempre unito, l’Unione Europea non è morta e continuerà ad operare con l’ingresso di nuovi Stati. Di fondamentale importanza è ora che politici ad ogni

livello coscienti del fatto che l’Unione Europea non ha alternative per garantire ai popoli d’Europa un futuro di benessere e di sicurezza, si concentrino, più che su critiche spesso strumentali nei confronti di Bruxelles, nel promuovere le modifiche che servono all’architettura euro-

pea e si impegnino seriamente a rendere i cittadini più consapevoli di che cosa significhi per il futuro dei popoli europei l’Unione Europea, questo grande progetto politico su basi democratiche voluto con coraggio e lungimiranza dai padri fondatori, fra cui il nostro Alcide De Gasperi e che non ha pari nella storia dell’umanità. È necessario da parte di tutti un approccio positivo nei confronti dell’unità europea. Un approccio che richiede un maggiore impegno ed un atteggiamento più costruttivo anche da parte dei giornalisti. Se il Regno Unito ha deciso di ritirarsi dall’Unione Europea, la politica ed il mondo dell’informazione non possono ritirarsi dalla responsabilità nei confronti delle future generazioni.


Politica

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L’idea dell’assessore Zeni di centralizzare la gestione delle Case di riposo trova resistenze negli amministratori locali

Apsp, l’accorpamento non convince di Denise Rocca Ha lasciato freddi, in Giudicaerano le reazioni più diffuse rie, la proposta dell’assessore Luca Zeni di accorpare le fra gli amministratori locali dopo la lunga relazione di Apsp, modificandone il ruolo all’interno delle politiche Zeni, in occasione della conferenza dei sindaci delle Giudi welfare dedicate agli anziani. Perplessità e sconcerto dicarie.

Casa di Riposo di Strada

I NUMERI DELLA PROPOSTA DI RIFORMA La popolazione trentina, secondo i dati del 2015, è di 537.416 abitanti, di questi il 21% sono anziani, al cui servizio ci sono 41 case di riposo che rappresentano 3.827 dei posti letto complessivi (i totali sono 4473), per un bilancio complessivo di circa 208 milioni di euro. Le considerazioni in sintesi alla base della proposta provinciale: La dotazione di Posti letto della PAT è più elevata delle altre principali regioni italiane (Lombardia, Emilia Romagna) dove la copertura del bisogno da parte dei servizi per anziani non autosufficienti raggiunge il 25%. Il fabbisogno a copertura invariata sarà pari a: 7988 posti letto nel 2031 e 10.559 posti letto nel 2041 La spesa pubblica per servizi è stimabile in almeno 158 milioni di euro La spesa pubblica trasferita alle famiglie è stimabile in almeno 64 milioni di euro La spesa privata (compartecipazione – OOP – badanti) delle famiglie per servizi è stimabile in almeno 158 milioni di euro (90 milioni sono di badanti) E’ presente una frammentazione sia finanziaria, sia informativa, sia istituzionale I numeri della non autosufficienza (dalla relazione presentata dall’assessore Zeni): 8.743 over 75 hanno l’indennità di accompagnamento (2015) 12.000 stima degli ultrasessantacinquenni con almeno un codice di invalidità civile (2015) 13.544 è la stima degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti che deriva dalla somma della stima degli over 65 non istituzionalizzati (Passi d’argento) e il numero di persone istituzionalizzate 17.584 è la stima degli over 65 non autosufficienti che otteniamo applicando la percentuale di non autosufficienza clacolata da Istat per il 2013 per la Provincia di Trento (15,8%). 14.663 è invece la stima degli over 75 non autosufficienti utilizzando lo stesso metodo.

MEDENT ADRIATIC ROVIGNO / CROAZIA MEDENT ADRIATIC

politica nel momento in cui si crea un altro soggetto sul territorio con questa valenza. “Dal punto di vista politico l’idea di centralizzare in un Apsp, che è uno strumento attuativo, la regia del welfare, è un’aberrazione – ha detto l’assessore Simoni - se c’è qualcuno che deve coordinare le politiche di welfare sul territorio deve essere l’istituzione”. La proposta avanzata dalla Comunità? “Totale disponibilità – ha concluso Simoni - a ridiscutere anche il modello attuale, ma credo vada fatto in maniera diversa, con un’analisi non solo quantitativa ma anche qualitativa dei servizi, con uno sguardo innovativo che cerchi anche altre soluzioni che magari qualcuno nel mondo ha trovato e attraverso un tavolo di concertazione territoriale”. Il settore sociale dell’assistenza alle famiglie è particolarmente complesso e aggrovigliato, la proposta di ridisegno dell’assetto istituzionale delle APSP presentata dall’assessore provinciale alla sanità Luca Zeni, elaborata da un gruppo di studiosi dell’Università Bocconi, è un’analisi a livello macroscopico, vale a dire che non entra nel dettaglio delle cose. Propone una visione generale e ideale della riorganizzazione dell’assistenza agli anziani, ma la critica principale è proprio la generalità delle misure in essa contenute, unita alla mancanza di un’analisi anche qualitativa del servizio attuale ove invece l’analisi presentata è numerica e quantitativa.

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in capo. Una lunga relazione tecnica ha accompagnato la visione dell’assessore, fondata sui dati presentati dallo studio della Bocconi, ma considerazioni di tipo anche politico sono arrivate dagli interventi degli amministratori riuniti. “Stiamo progressivamente perdendo i servizi sul territorio – è intervenuto Attilio Maestri, sindaco di Pieve di Bono Prezzo - per questioni economiche tutto viene razionalizzato e centralizzato, dalle famiglie cooperative, alle casse rurali, agli ospedali e ora le case di riposo. Va bene l’economia, ma troppo spesso il passaggio successivo alla centralizzazione è quello di dire che non ci sono i numeri nelle periferie e si finisce per spostare il servizio a Trento nel giro di qualche anno. La vicenda dell’ospedale di Tione insegna. Spero non succeda anche per le case di riposo”. E’ entrata nel dettaglio durante l’incontro Michela Simoni, assessore della Comunità delle Giudicarie: “Serve un’analisi più puntuale di quella fatta che coinvolga tutti gli attori sul territorio, Apsp, Comunità, Azienda sanitaria, e anche gli attori del privato sociale. E si ragioni pure in linee di indirizzo strategiche ma la risposta non può essere puramente gestionale-organizzativa”. Perché, anche sociale e non solo sanitaria è la questione case di riposo, perfino

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Accompagnato da un professore della Bocconi, università che ha redatto uno studio specifico per il territorio provinciale, l’assessore ha presentato un disegno nel quale da un lato si punta a rafforzare l’efficienza organizzativa e amministrativa e dall’altro si tende a “migliorare la capacità di visione di insieme che consenta di programmare e operare in maniera equa ed efficace”. La necessità è quella di ridurre la spesa e soprattutto fronteggiare l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della spesa per il loro welfare. “La letteratura nazionale – argomenta lo studio provinciale – è concorde nell’affermare che l’integrazione di assistenza sociale e assistenza sanitaria sia una modalità per migliorare l’efficienza, la qualità delle cure e l’esperienza del paziente”. Si tratta quindi, in sintesi, di centralizzare i servizi per gli anziani in una sola “super” Apsp giudicariese, riversando su di essa anche una parte di quelle competenze in materia di assistenza che oggi sono in capo alle comunità di valle: una centralizzazione completa di tutti i servizi agli anziani. Che pare semplice detta così, ma invece i vari servizi, oggi frammentati, non si occupano solo di anziani non autosufficienti ma includono anche altre parti fragili della popolazione, quelli che fine fanno? Un buon 20% di coloro che usufruiscono del Sad – i servizi a domicilio – per fare un esempio, non sono anziani, e quindi se il servizio cambia va pensato a chi vanno

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Attualità

LUGLIO 2016

L’assessore Daldoss invoca la ripresa spronando i cittadini a lasciarsi alle spalle la parola crisi

«Gli incentivi all’edilizia privata, sono un’opportunità da non perdere» Lo hanno ribadito martedì 21 presso un affollato auditorium delle scuole superiori di Tione l’assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss in occasione del terzo incontro programmato sul territorio, organizzato in sinergia con l’Associazione artigiani della Provincia di Trento, per illustrare le opportunità e i vantaggi per i cittadini e le imprese derivanti dal pacchetto di misure approvate dalla Giunta provinciale il 20 maggio scorso. “E’ giunto il momento di lasciarci alle spalle la parola ‘crisi’ – ha affermato Daldoss – e di rimettere in circolo la fiducia. Ciò che vogliamo fare è essere al servizio dei cittadini e delle imprese, e stimolare i cittadini stessi a sentirsi corresponsabili del proprio futuro”. Un plauso all’iniziativa dell’Assessorato all’urbanistica ed edilizia abitativa è arrivato dal presidente dell’Associazione

Il “combinato disposto” delle detrazioni d’imposta statali per la ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’abitazione unite ai contributi provinciali per l’abbattimento degli interessi passivi derivanti Artigiani e Piccole imprese del Trentino, Roberto De Laurentis: “Forse per la prima volta si parla veramente e concretamente di sistema trentino, la Provincia ha fatto la sua parte, ora tocca ai cittadini”. L’iniziativa è annunciata da uno slogan che già spiega la straordinarietà dell’iniziativa: “Facciamolo adesso!” Sì, perché gli incentivi statali sulle ristrutturazioni (del 50% e del 65%, a seconda dell’entità dei lavori) sono un treno che passa ora, spinto dai bassi tassi d’interesse sui mutui praticati dalle banche, e che a fine anno terminerà la propria corsa. Si spera già in una proroga, ma il suggerimento è di non farci troppo conto. Il momento è buono anche perché le famiglie trentine, dice Daldoss ricordando che in Trentino sono in crescita i depositi bancari,

dall’anticipazione delle detrazioni fiscali statali rappresentano un’opportunità “da non perdere” per i cittadini che vogliono investire i propri risparmi sull’abitazione di proprietà.

Carlo Daldoss

“spendono oggi meno di quanto potrebbero”. Certo è, ha detto lo stesso assessore Daldoss sul palco di Tione, che la Provincia è pronta a mettere a disposizione nuove risorse, in aggiunta ai già stanziati 3 milioni di euro spalmati sui prossimi 10 anni, qualora le richieste dei cittadini dovessero superare il

numero atteso di domande (800-1000). L’interesse che sta riscuotendo questa iniziativa fa pensare che questa probabilità si possa verificare e anche che questa iniziativa possa rappresentare uno stimolo importante per la ripresa dell’edilizia. “Grazie alla sinergia con l’Associazione Artigiani e

con le banche del territorio – ha spiegato Daldoss – si è fatta rete attorno al progetto della Provincia di valorizzazione degli edifici esistenti che mette a disposizione dei cittadini e delle imprese strumenti agili per mettere mano, riqualificandolo, al patrimonio immobiliare del Trentino. Gli

effetti non si produrranno però solo sull’economia – ha aggiunto l’assessore – giacché questa è un’operazione che rappresenta anche un’occasione per una crescita culturale dei cittadini, perché migliorare gli aspetti energetici della propria abitazione ha un valore multiplo, che riguarda non solo il risparmio di denaro sulla bolletta energetica familiare ma anche l’aumento di valore dell’immobile, la qualità della vita e un significativo contributo all’ambiente.” Daldoss ha richiamato anche la legge urbanistica, approvata nel 2015, ed in particolare il regolamento di attuazione “che sarà presto approvato e che varrà per tutti i comuni trentini”. Dal regolamento, ha spiegato l’assessore, c’è da attendersi una uniformità e certezza delle norme per tutto il territorio provinciale e uno snellimento delle procedure di autorizzazione dei lavori.

L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Continua dalla Prima La politica si interroga su quanto sta succedendo, ma non trova risposte. Una cosa è certa, abbiamo assistito alla liquidazione definitiva di ogni approccio ideologico alla politica: la costruzione del progetto politico non si tingerà più di rosso, di azzurro o di verde, ma sarà il risultato di precise analisi dei fatti che porteranno a progetti basati sul pragmatismo e sulla concretezza sulle cose da fare. E’ finita l’era del politichese, dell’appartenenza partitica, delle colorazioni ideologiche, anche se non sono ancora definite le tendenze, l’orientamento e il traguardo finale del nuovo che si propone. Riflettiamo un attimo su questo sfrenato desiderio di cambiamento. Per prima cosa credo si tratti di una reazione al malgoverno degli anni passati. La corruzione diffusa, l’evasione fiscale incontenibile, la criminalità irrefrenabile,

La società liquida Virginia Raggi

gli sprechi e la cattiva gestione della pubblica amministrazione, la casta ed i suoi privilegi, gli scandali di ogni giorno, a Roma, Napoli, Palermo, ma anche Milano, Venezia, Trieste, sono fra le principali

cause del rivoltarsi dell’opinione pubblica contro chi non ha saputo o voluto dare risposte esaustive ed efficaci. Vero. Ma più ancora c’è stato in questi anni un cambiamento sociale, di partecipazione e

di coinvolgimento civico fino ad oggi sconosciuto. La società d’oggi non è più quella d’un tempo: forse i cittadini non sono più quelli di prima. Siamo ormai immersi in una “società liquida” che non ha e non vuol più avere riferimenti stabili. Snobba i valori storici, è fluttuante nel pensiero e rifiuta le cose troppo complesse e difficili. La stessa cultura ha abbandonato la sua profondità formativa limitandosi ad essere una pellicola superficiale di cose ovvie. Oggi tutto è veloce, mutevole, variegato. Vanno di moda le performances più che imprese durature. Le nuove tecnologie offrono infinite possibilità, ma anch’esse si basano sulla rapidità e sulle continue

evoluzioni. Se tutto scorre così, se non ci sono più punti di riferimento, ovvio che anche la politica sia sfasata. E quando si corre troppo senza avvedutezza, senza paletti di protezione, con la testa vagante negli spazi del menefreghismo e del qualunquismo, si rischiano capitomboli mortali. E su questo biso-

gnerebbe fermarsi un attimo a riflettere. Tutti noi, tutti i cittadini che hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli: la costruzione ed il futuro di una società richiede tempo e visione. Forse un po’ di pazienza per una cultura più solida e una politica più lungimirante potrebbe essere ancora utile.

Sfoglia il Giornale delle Giudicarie su www.giornaledellegiudicarie.it Si ricorda che è possibile sfogliare il Giornale delle Giudicarie sul sito www.giornaledellegiudicarie. it aggiornato ogni mese con le notizie più importanti che accadono in Giudicarie.


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Politica

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In secondo luogo la percentuale con la quale Italo Gilmozzi, vincitore annunciato, si è imposto sulla più acerba Elisabetta Bozzarelli: è finita 61% a 39%, ma è da notare che l’assessore ai lavori pubblici di Trento aveva dalla sua quasi tutta la nomenclatura del Pd trentino, i big, come Alessandro Olivi, Donata Borgonovo Re, Andrea Robol, Sara Ferrari, Mattia Civico, Lucia Maestri. Sottolineando così che anche nel partito di maggioranza relativa del Trentino e che è al governo con Matteo Renzi, ci sono distinguo e la voglia di “nuovo” conquista sempre nuovi sostenitori. Bozzarelli ha comunque portato a casa un buon risultato e la vittoria in alcuni dei seggi: Ledro, Lavis, Castello Tesino, Cembra, Levico Terme, Caldonazzo, Brentonico, Calliano, Isera, Nomi, Villa Lagarina, Aldeno, Vezzano e in alcuni seggi di Rovereto. Non sono mancate nemmeno polemiche sulle votazioni: al di là del calo dell’affluenza, notato da tutti i commentatori, alcuni hanno parlato di “truppe cammellate” (espressione solitamente dedicata dai giornalisti ad altri partiti con altre tradizioni politiche, sottolineando così una specie di eterogenesi dei fini del Pd), ad esempio in Val di Sole a Pellizzano (paese dell’ex-sindaco Michele Bontempelli, segretario di Olivi) dove la partita è finita 167 a 9 per Gilmozzi. Ma soprattutto in Val Rendena, dove è finita 329 a 7 sempre per Gilmozzi e dove di certo Gigi Olivieri ha avuto un peso determinante, lanciando anche un segnale al Pd in vista delle elezioni politiche del 2018 (o 2017?) che – se vincesse il sì al referendum costituzionale sulla riforma di Renzi – vedrebbe l’ex-deputato in corsa per un’eventuale candidatura

Pd, Italo Gilmozzi mette tutti (?) d’accordo

Il nuovo segretario vince ma non stravince. Nel Patt disorientamento per la vicenda Kaswalder-Ossanna

E’ arrivato infine il congresso del Partito Democratico del Trentino, Italo Gilmozzi è stato eletto segretario, succedendo a Giulia Robol; ma non è che il risultato abbia spazzato via tutti i dubbi sui Dem. Ad iniziare dalla affluenza, decisamente in calo ri-

spetto all’ultima chiamata alle urne: domenica 29 maggio, nonostante il maltempo, sono stati solo 4.493 i trentini che hanno partecipato alle primarie del Pd, in deciso calo rispetto al 2014 quando i votanti erano stati 7.733.

Italo Gilmozzi

nel collegio uninominale che ricalcherebbe proprio – corsi e ricorsi storici – quel collegio uninominale (Giudicarie-Val di Sole, Non e Lavis) che lo portò nel 1996 a Roma. Sempre parlando di Giudicarie, è significativo il raffronto con gli altri due seggi presenti sul territorio comprensoriale: sono stati infatti 62 i votanti a Ponte Arche, con 58 voti per Gilmozzi e 4 Bozzarelli, mentre a Tione (che aveva in sé aggregato anche la zona di Storo) c’è stato maggiore equilibrio con 126 votanti totali, 79

pro-Gilmozzi e 47 proBozzarelli. Disorientamento Patt. Nel panorama politico si registra anche il disorientamento nel Patt a livello provinciale: se più indizi fanno una prova, è certo

che il partito di Panizza non attraverso un buon periodo. Per citare solo le ultime, basti ricordare il caso Pedergnana (il presidente del partito restato in carica solo pochi giorni causa bacio a foto del Duce); la questione Ba-

ratter e il patto elettorale con gli Schutzen; la rottura con il gruppo degli Schuetzen e l’addio di Corona e Scotz che daranno vita al nuovo partito “Autonomia integrale”; l’addio del deputato Mauro Ottobre che si è visto messo in un angolo da Panizza e dunque se ne andrà per altri lidi (politici). Non bastasse tutto questo, ecco nella sessione di Consiglio Regionale di metà giugno arrivare la divisione sulla nomina del vicepresidente del Consiglio regionale. Come è noto a metà legislatura vi è un’inversione delle cariche della Regione (che tecnicamente è formata dagli stessi consiglieri della due province); la presidentessa Chiara Avanzo (Patt) avrebbe dunque (secondo logica) dovuto diventare vice del neo presidente Thomas Widmann, se non che un accordo interno al Patt ha indicato al suo posto Walter Kaswalder, già candidato segretario (poi

ritiratosi) al congresso. Il diniego di Upt e Pd sulla sua figura ha causato la virata su Lorenzo Ossanna, a fronte però di un Kaswalder irremovibile. Risultato: votazione a Bolzano tra due consiglieri del Patt e vittoria di misura di Ossanna, con consiglieri altoatesini esterrefatti. Urge che il presidente Rossi riporti il partito sui giusti binari. Novità politica. Nel frattempo il consigliere Claudio Cia ha lanciato un nuovo soggetto politico, sabato 18 giugno, presso la Sala Rosa del palazzo della regione: si chiamerà «Agire per il Trentino», e fra i suoi valori ci sarà la difesa dell’autonomia Trentina. Il partito si colloca nel centro destra, con l’obiettivo di diventare punto di riferimento degli elettori di area; con un occhio agli elettori che si sentono delusi dal Patt. Secondo Claudio Cia c’è infatti l’idea le alleanze strette dall’area autonomista con il Partito Democratico, abbiano lasciato - e lascino tutt’ora - l’amaro in bocca a non pochi suoi elettori, costretti a turarsi il naso nel segreto dell’urna.


Attualità

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Dal 7 luglio al via il senso di marcia alternato con “variante” sul Ponte dei Servi. Una soluzione anche per il futuro?

PonteArche,viabilitàasensounicoversoTrento Tale soluzione consentirebbe di transitare per il centro di Ponte Arche in direzione Trento, mentre per imboccare la strada in senso opposto sarebbe necessario, giungendo da Sarche, attraversare il Ponte dei Servi e poi scendere verso il paese attraverso la strada che, passando dal Pravert verso lo storico ponte triarcato, costeggia il Sarca e poi si incanala nuovamente sulla statale del Caffaro. Tale accorgimento decongestionerebbe il flusso di veicoli che normalmente invadono il paese, rendendo più fruibile l’attraversamento pedonale e la circolazione di abitanti e di villeggianti. L’idea, qualora il bimestre di nuova sperimentazione sortisse gli effetti sperati, potrebbe essere protratta anche nei restanti mesi dell’anno, visto che all’orizzonte non si intravedono novità riguardanti la fantomatica variante? A tal proposito Giorgio Butterini, presidente della Comunità di Valle delle Giudicarie confida di essere consapevole che non ci sono i fondi per realizzare altri tratti di strada, in questo momento. “La Comunità, in accordo con i Comuni - spiega- ha approntato uno studio, già inviato ai competenti Servizi provinciali, volto ad individuare interventi mirati, che consentano di introdurre maggiore sicurezza in alcuni tratti critici e più scorrevolezza nelle aree soggette a congestione, come ap-

di Francesco Brunelli Puntualmente e immancabilmente, come all’inizio di ogni estate, a Ponte Arche ci si interroga su come rendere la viabilità cittadina più scorrevole e meno fastidiosa per i numerosi turisti che affollano il paese delle Esteriori e per i residenti. E se negli ultimi anni si era provato a stabilire un bloc-

co totale del traffico in concomitanza con eventi di un certo rilievo, l’idea che circola presso l’amministrazione comunale e la comunità di valle è questa volta diversa: l’intenzione è quella di istituire un senso unico nei mesi di luglio e agosto, a partire dal 7 luglio.

L’abitato di Ponte Arche

punto quella di Comano Terme.” L’eventuale modifica del tratto urbano non dovrebbe vedere la luce, o comunque non a breve. “Per il momento ci si è orientati a migliorare la viabilità esistente - aggiunge Butterini - la Comunità di Valle ha manifestato alla Provincia la disponibilità a investire risorse proprie; è ora auspicabile che questo modello di progettualità innovativa, che, tra il resto, denota grande senso di responsabilità da parte degli amministratori giudicariesi, trovi tempestive risposte dall’Assessorato competente e

dal Servizio viabilità, perché il nostro obiettivo è quello di realizzare le opere in tempi rapidi.” Dello stesso avviso il consigliere provinciale giudicariese Mario Tonina (Unione per il Trentino): “Auspichiamo una soluzione definitiva al più presto, ma credo che le modifiche alla viabilità apportate in questi mesi siano sensate, è giusto che i turisti e villeggianti dispongano di maggiore tranquillità.” Anche gli esercenti e commercianti approvano tale scelta, oltre ovviamente agli albergatori, i quali possono offrire un maggiore agio alla propria clientela, com-

posta in gran numero da anziani. “Sicuramente sono contenti, anche se va detto che questo ac-

corgimento è stato preso senza voler penalizzare alcuna categoria, compresa quella degli auto-

trasportatori. Ricordo che alcuni anni fa il traffico sulla strada fu completamente bloccato (a causa dei lavori sul tratto che dallo stabilimento termale conduce al Ponte dei Servi, durati diversi mesi per l’allargamento della carreggiata, ndr) e non ci furono lamentele particolari, anzi vennero organizzate alcune manifestazioni ottimamente riuscite.” Il progetto di modifica temporanea ha messo d’accordo tutte le istituzioni politiche, dalla provincia al comune. “L’assessore competente Gilmozzi era favorevole, così come l’amministrazione comunale e la Comunità di valle. Ci si è mossi in sinergia. Non credo comunque che tale soluzione possa essere applicata per tutto l’anno, ritengo sia solo una situazione temporanea, anche perché, come detto, contiamo di trovare nei prossimi anni un metodo per risolvere definitivamente il problema.”


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Il Saltaro delle Giudicarie

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IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Se l’Unione Europa perde il filo del discorso “Io non capisco come potremo cavarcela…- dice l’Abele alla sua maniera - … gli Stati non sanno che fare, aspettano da un giorno all’altro nuovi attentati, sembra che anche Roma sia nel mirino, ma non muovono una foglia...niente, aspettano e basta...” “Ma no, sono tutti allertati, polizia, carabinieri, anche le guardie forestali, i guardia caccia, i guardia pesca, non si sa mai...” continua il Fortunato che si è aggregato da poco alla compagnia. “Già...gli Stati hanno tutti una loro strategia, l’importante è che funzioni!” commenta l’Aristide serioso. “Mah! A me sembrano strategie del cacchio! L’Italia, ad esempio... Renzi è un buono e vuole educare i mussulmani taglia teste e tutti gli immigrati. Per lui sembra basti una tiratina d’orecchi: ragazzacci, birichini, non dovete più tagliare le teste, mettere i petardi (si fa per dire!) negli aeroporti, nelle metropolitane, nelle stazioni. Venite da noi che abbiamo una “buona scuola” e vi insegniamo il galateo, la buona creanza, su, su, fate i bravi! Noi vi accogliamo a braccia aperte! E crede così di riportarli alla ragione e tenerseli buoni...” sorride l’Archimede che sa parlare bene. “La Germania funziona meglio, lì comanda una donna e che donna! Sembro io da giovane...” osa dire l’Orsolina che con le donne è solidale da sempre. “La Germania? Io la conosco la Germania, ho la mia croce che è crucca, ci ho lavorato...per me la Merkel è cotta, stracotta, bruciata arrosto, è impacciata, dopo un momento in cui voleva chiudere ogni porta, ora ha aperto a tutti. Ma lì la polizia non scherza e i terroristi stanno alla larga...alla fine è ancora la più furba, ha fatto dare dall’Europa miliardi di euro a quel bandito di Erdogan, il turco, perchè si tenga i migranti, e quello si prende i soldi, anche nostri, e i migranti li spedisce in Grecia e in Italia, filibustiere com’è. Ma gli affa-

L’Europa non la si capisce più. Gli Inglesi se ne vogliono andare. I Tedeschi vogliono comandarla senza pietà. I Francesi sono i soliti fighetti pieni di boria. Gli Italiani la subiscono e buona notte. Tutti gli altri se ne fregano e ci guadagnano. Basta guardare quello che stanno facendo contro l’invasione vera e propria degli islamici dell’Isis che sta incutendo terrore in ogni parte del vecchio continente. Sarebbe meglio dire che non stanno facendo niente, per non dire che se la stanno facendo nei pantaloni. Questo è il tema sul tavolo degli amici convenuti nelri li fa con la Germania! Brava la Merkel...e noi, ancora una volta, becchi e bastonati...paghiamo e ci riempiamo di nuovi arrivati.” così il Gilberto che ha sposato una tedesca di quelle “staife”. “Quando penso che tutto è cominciato quando Sarkozy, il francese, mandava armi ai ribelli libici per far fuori Gheddafi, che Berlusconi cercava di tenere buono, solo per subentrare negli affari all’Italia, beh, io quel francese lo condannerei alla ghigliottina, l’hanno inventata loro, che la usino talvolta contro i loro politici che sono i peggiori d’Europa...se Gheddafi fosse ancora vivo, tutto sarebbe rimasto come prima...” conclude il rude Gesualdo che se ne intende, lui legge il Giornale delle Giudicarie tutti i mesi e le cose le sa. “E i Belgi? - interrompe l’Abele - ...loro han sempre aperto porte e portoni a tutti facendosi invadere senza accorgersene... come i Francesi hanno sempre protetto banditi e terroristi. Ora sono nella cacca più di noi.” “E gli Americani, potevano darci una mano...nisba! Anche loro hanno contribuito a metterci nel casino... quell’Obama neanche si rende conto di quel che ha combinato con le sue manie di paladino della democrazia. I nostri cari amici(sempliciotti!) americani pretendono di portare la democrazia anche alle tribù dell’Amazzonia. Soprattutto quando ci sono di mezzo soldi, affari. Credevano di liberarsi del dittatore iracheno per poter mettere le mani sul suo petrolio e si son trovati nel pantano fino al collo. Il petrolio se lo sono preso quelli dell’Isis che così si sono riempiti

di soldi e hanno messo a soqquadro tutto il mondo arabo, e terrorizzato tutto il resto del mondo” drastico come sempre Filippo, caprone nei modi, ma di intelletto fino. “E il Vaticano che fa? Più l’Isis taglia teste a preti e suore, più crocefigge i cristiani, più fa saltare chiese, fedeli compresi, e più dice che bisogna aiutare quella povera gente. Quel papa Francesco deve essere proprio santo o ...mah!” dice quell’empio di Torquato. “Bestemmiatore, andrai all’inferno!” gli grida l’Orsolina che sulla religione non scherza, diventa furibonda.

l’osteria della Maroca per il consueto pomeriggio pregno come al solito di cultura, vivaci discussioni e congrue bevute. In effetti l’argomento è più arduo del solito, non è roba da poco, ne discutono tutti i luminari del mondo, finirà mai l’immigrazione selvaggia? Finirà mai questa storia del terrorismo islamico, riusciremo mai a liberarci dell’Isis e dei suoi sgozzatori di professione? La domanda è angosciante, riguarda la quotidianità e la sicurezza di tutti, anche la nostra, pur essendo sperduti fra valli e monti che neanche sanno che esistiamo.

Il premier inglese Cameron

anche l’Italia con le ultime amministrative, c’è da preoccuparsi!” la sintesi perfetta è dell’Agostino, gran mangiatore di fagioli con le debite conseguenze temute da tutti gli amici del bar della Maroca. “Già...a destra si vorrebbero buttare a mare tutti i migranti e espellere tutti gli islamici, a sinistra dicono che non tutti i mussulmani sono terroristi e che i migranti sono una risorsa...” commenta la maestra Camilla. Ma chi avrà ragione? I sodali del bar guardano verso l’alto aspettando una risposta dal loro Saltaro, ispirato dal cielo. Così li ho sistemati con un aneddoto imparato chissà dove: all’epoca di Napoleone si diceva che non tutti i Francesi sono ladri, Bonaparte si! Buona questa, mi piace! Che Dio ce la mandi buona. Viva l’Europa.

“Poi l’Europa, l’Unione Europea, presieduta da quel povero diavolo di Junker, che conta come il due di coppe, consulta mari e monti per capire come mai gli europei votano così fuori da tutti gli schemi...in gran parte hanno voltato pagina, votano a destra che più a destra non si può...o votano i populisti più sfrenati, l’Ungheria, la Polonia, le Repubbliche Baltiche, ma

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Turismo Nell’Esecutivo sono stati invece eletti: Cecilia Maffei, albergatrice di Pinzolo nel ruolo di vicepresidente, Anna Maturi (albergatrice e presidente Albergatori di Madonna di Campiglio), Francesco Bosco (Funivie Madonna di Campiglio) e Michele Cereghini (sindaco di Pinzolo). Il neopresidente Adriano Alimonta, guida alpina e maestro di sci, presidente del Soccorso alpino del Trentino, entrato in Cda in rappresentanza delle scuole di sci, succede a Marco Masè che ha guidato l’Azienda per il Turismo per sei anni, divisi in due mandati, caratterizzati dall’attuazione di progetti importanti quali lo sviluppo del prodotto Skiarea Campiglio, la compartecipazione organizzativa allo slalom di Coppa del Mondo di sci alpino, l’ideazione e lo sviluppo della Dolomeetcard quale strumento di marketing estivo e, per ultimo, la pubblicazione del magazine “CampiglIO”. “Adriano Alimonta ed io siamo coetanei – ha commentato al termine dell’Assemblea Marco Masè – cresciuti insieme nella piccola Madonna di Campiglio, quindi ci conosciamo bene. Sono sicuro che la passione e l’entusiasmo

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Adriano Alimonta nuovo presidente di Apt Campiglio

opo l’elezione dei 20 componenti del Consiglio di amministrazione (Cda) avvenuta lo scorso 16 maggio da parte dell’Assemblea dei soci, presso la Casa delle associazioni a Pinzolo, il neoeletto Cda dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiche lo hanno guidato nella sua vita e in particolare lo spirito di servizio che lo ha fatto emergere nel mondo del volontariato, gli daranno l’energia per fare bene anche in questa nuova esperienza. Per quanto mi riguarda, ho realizzato, in un percorso di sei anni, molte iniziative che hanno portato la nostra destinazione turistica nell’immaginario delle più ricercate mete di vacanza in montagna. Il mio impegno dei prossimi mesi sarà quello di aiutare le giovani colleghe Anna Maturi e Francesca Maffei nel compito di proseguire, attraverso il comune impegno nell’Azienda, il percorso che abbiamo condiviso in questi anni.

glio Pinzolo Val Rendena si è riunito per la prima volta procedendo alla nomina del nuovo Presidente e del nuovo Comitato esecutivo. A guidare Apt per i prossimi tre anni sarà Adriano Alimonta, unico candidato alla massima carica e votato all’unanimità. tante con tante risorse che permettono di valorizzare le tante specificità che in esso sono contenute”.

Adriano Alimonta

Ho vissuto un’esperienza personale e professionale unica, e ringrazio tutti quelli che con il loro appoggio l’hanno resa possibile”. “Ringrazio per la fiducia

e il pieno consenso che mi sono stati accordati – ha invece affermato il neopresidente Alimonta – accolgo con piacere la possibilità di poter lavorare per un ambito impor-

Pe Il Consorzio punt

Il CdA eletto il 16 maggio 2016. Marco Masè, Francesca Maffei e Anna Maturi (presidente dell’Associazione Albergatori di Madonna di Campiglio), in rappresentanza degli albergatori campigliani; Paolo Pollini, Maurizio Papa, Francesco Ballardini (Associazione Commercianti Campiglio); Adriano Alimonta (Associazione Scuole di Sci); Diego Durini (Associazione Extra-Alberghiero); Cecilia Maffei, Luca Bonapace, Daniele Maestri, Stefano Maturi e Mauro

Collini (Consorzio Operatori Pinzolo-Val Rendena), Francesco Bosco per le Funivie di Madonna di Campiglio e Roberto Serafini per quelle di Pinzolo. Poi i componenti di diritto: il Comune di Pinzolo nella persona del sindaco Michele Cereghini, il Comune di Tre Ville rappresentato da Tullio Serafini, i comuni della Val Rendena che hanno nominato il sindaco di Caderzone Terme Marcello Mosca, il Parco Naturale Adamello Brenta con il suo presidente Joseph Masé e Rodolfo Chesi in rappresentanza del Consorzio Pro loco Val Rendena. Il Collegio sindacale eletto il 16 maggio 2016. Giorgio Ferrari (presidente), Disma Pizzini ed Elisa Carli (effettivi), Severino Sartori e Roberto Simoni (supplenti).


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Società

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La giovane di Villa Rendena è fra i primi 60 giocatori in Italia

Elena Valentini nel gotha della dama nazionale Ventiquattro anni e tre titoli italiani femminili già conquistati – nel 2010, nel 2012 e nel 2014 – Elena Valentini compare fra i primi 60 giocatori italiani assoluti di dama internazionale e la sua specialità è la Dama a 100 caselle. In questi campionati mondiali però si è cimentata nella Dama inglese, non la sua preferita: la maggiore differenza rispetto alla versione italiana è significativa soprattutto in chiusura di partita, è infatti la possibilità da parte della pedina di mangiare anche la dama, cosa

E’

di Villa Rendena e si chiama Elena Valentini la campionessa che ha rappresentato l’Italia agli ultimi campionati mondiali femminili di Dama, a Roma dall’8 al 12 giugno scorsi. A giocare a Dama Elena ha iniziato nove anni fa, e

ElenaValentini campionessa di dama

a fare due chiacchiere con lei si scopre che di Dama non ce n’è una sola. In Italia se ne giocano tre versioni: la dama italiana che è quella che conosciamo tutti, poi la dama internazionale o a 100 caselle e infine la dama inglese. che non è prevista nella versione più diffusa nel Belpaese.

poi mi “alleno” sui libri, studio le finali e qualche posizione”.

“Il bello della mai avventura damistica è che ho incontrato tantissimi ragazzi e ragazze della mia età – racconta – ho girato l’Europa, visto e conosciuto tanto. Oggi lavoro quindi gioco meno, soprattutto gioco online con altri damisti e

Elena è figlia d’arte da un certo punto di vista, suo padre è Ezio Valentini prof nella vita e presidente del Circolo damistico Adamello di Villa Rendena – che l’ha accompagnata a Roma nella veste di arbitro per la categoria maschile del campionato

Nicole Marchi conquista Trento nella serata delle più belle La 21enne di Roncone eletta Miss Trento

Nella notte tra il 20 e il 21 giugno scorsi, durante la settimana vigiliana, la Città di Trento ha festosamente salutato la sua nuova reginetta di bellezza dopo una serata di musica, sfilate e balli. E la nuova Miss Trento arriva dalle Giudicarie, più precisamente da Roncone: è Nicole Marchi. 21 anni, alta, bionda e con bellissimi occhi azzurri, non è nuova a successi in concorsi di bellezza (nell’estate 2014 è stata eletta la Bella d’Italia), e a Trento ha ancora una volta conquistato i giudici e il pubblico assiepato attorno all’enorme palco approntato in Piazza Fiera nella selezione provinciale di bellezza più importante, magistralmente organizzata e condotta da Sonia Leonardi. A pochi giorni dalla grande vittoria, sentiamo le impressioni della neoeletta Miss. “Eravamo un bel gruppo di ragazze, tutte bellissime, e quindi per me questa vittoria è ancora più bella. L’anno scorso, grazie alla mia partecipazione a Miss Italia, ho potuto fare la giurata e quindi vedere da vicino e capire il lavoro della giuria, le sue difficoltà e i criteri su come valutare le Miss. Quest’anno sono tornata a sfilare, che è la cosa che mi piace di più: sulla passerella mi trovo a mio agio e mi diverto, assieme a tutte le altre ragazze.” Descrivici Nicole Marchi. Mi ritengo una ragazza solare ma al tempo stesso umile e con i piedi per terra: nonostante le sfilate, le trasferte e le vittorie, sono rimasta sempre la stessa Nicole. Adoro fare sport, ho fatto nuoto per otto anni e per un anno ho fatto pattinaggio artistico, amo la musica, leggere

Nicole Marchi e Sonia Leonardi

e imparare sempre di più. Per questo sto pensando di iniziare a studiare giornalismo all’Università di Verona... anche se non mi dispiacerebbe continuare con la carriera di modella. Qualcosa sul futuro di Nicole? Il mio sogno nel cassetto è diventare presentatrice di eventi, come Sonia Leo-

nardi che è diventata il mio modello e che ringrazio assieme alla sua agenzia e alla sua organizzazione per il concorso di Miss Italia. Al momento attuale sono segretaria nell’azienda di famiglia, la Lavanderia Scozzafava di Tione di Trento. Aldo Gottardi

mondiale. I segreti? “Si gioca con un insieme di strategia in base all’avversario che hai di fronte – prosegue Elena – e di preparazione tecnica. Va conosciuta anche la teoria quindi gli schemi, in particolare per i finali”. Diplomata a geometri, oggi Elena lavora e ha meno tempo per la dama, dal mese circa di competizioni che la impegnavano quando competeva con gli under 19, oggi il tempo dedicato e meno, ma non è diminuita la passione. (d.r.)

Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Dal 1° gennaio 2016 Poste Italiane ha sospeso la distribuzione tramite Postazone, la tariffa per la spedizione di posta non indirizzata con la quale veniva recapitato, fra gli altri, anche il Giornale delle Giudicarie in tutte le utenze del nostro territorio. Si tratta di un provvedimento che ha creato non pochi problemi per una realtà come la nostra, che basa proprio sulla capillarità e sulla copertura delle Giudicarie, uno dei motivi del suo successo, che dura da 12 anni. Questo non significa certo che il Giornale delle Giudicarie abdichi dal proprio ruolo di informazione locale porta a porta. Come avrete avuto già modo di apprezzare, cambiano, invece, le modalità di spedizione, che sono state affidate ad una cooperativa locale e che avranno comunque bisogno di un po’ di tempo per essere completamente rodate. In ogni caso il Giornale delle Giudicarie continuerà ad essere distribuito in 16.500 a tutte le utenze giudicariesi. Da gennaio il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


Attualità “L’intento era quello di essere ancora più vicini al territorio potenziando la nostra comunicazione interna e rafforzando la nostra capacità di raccogliere i bisogni e rispondere alle richieste delle comunità in cui operiamo”. Per questo ai GOL (formati dagli amministratori eletti in uno specifico ambito, membri di diritto, e da soci indicati nelle preassemblee e nominati poi dal Consiglio di Amministrazione) sono attribuite diverse funzioni. Esprimono il proprio parere consultivo sulle questioni proposte dal Consiglio di Amministrazione inerenti le relazioni con i soci (ammissione, gestione della relazione, esclusione), le attività sociali e alle iniziative verso la comunità (ideazione e pianificazione delle attività sociali, culturali e formative), la mutualità (avanzamento di proposte per migliorare le iniziative di mutualità tradizionale ed i progetti di mutualità innovativa attivati da La Cassa Rurale). In accordo con il Consiglio, partecipano alle attività con i soci e le associazioni e, in occasione della propria assemblea territoriale, illustrano le iniziative attivate nel corso dell’anno in merito alle quali sono intervenuti. Ed è proprio nel corso delle ultime assemblee d’ambito, come detto,

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Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella

L’esperienza dei GOL. Si rafforza il legame fra la Cassa e i soci Giunge al terzo mandato l’esperienza dei GOL, i Gruppi Operativi Locali della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella ideati sei anni fa per avvicinare maggiormente la Cassa al territorio e ai soci. Una scelta innovativa e per certi aspetti coraggiosa e controcorrente, presa per consolidare il collegamento e la comunicazione fra la base sociale e il Consiglio di Amministrazione e rinnovata anche in occasione delle ultime as-

semblee territoriali. “Tempo fa abbiamo voluto creare quattro comitati consultivi, uno per ciascuna zona di operatività, che potessero diventare una sorta di anello di congiunzione fra gli organi della Cassa definiti dallo statuto, in particolare il Consiglio di Amministrazione e i soci, ma anche fra la Cassa e l’esterno”, spiegano gli amministratori della banca di credito cooperativo.

I membri eletti dei quattro GOL Territorio Paganella Rotaliana Banal Saimon (Andalo), Bonetti Adriano (Molveno), Clementel Stefano (Fai), Failo Alessio (Andalo), Zeni Nicola (Cavedago) Territorio Giudicarie Esteriori Andreolli Elena (Comano Terme), Armanini Luca (Stenico), Bassetti Rosanna (Comano Terme), Carli Mario (Comano Terme), Cornella Alessandra (San Lorenzo Dorsino), Donati Ruben (San Lorenzo Dorsino), Orlandi Giuliano (San Lorenzo Dorsino)

che sono state espresse le indicazioni in merito ai soci che avrebbero potuto assumere questo ruolo. Indicazioni

raccolte dal Consiglio di Amministrazione che ha poi ufficialmente nominato i nuovi membri di questi comitati prima dell’assemblea generale dello scorso 20 maggio. Ancora una volta, dunque, i GOL tornano ad essere pienamente operativi per continuare a garantire una presenza costante e un capillare presidio del territorio.

Territorio Chiese e Bagolino Armani Emanuele (Darzo), Beltrami Tommaso (Darzo), Bonomini Mariella (Storo), Borsieri Laura (Lodrone), Gambato Paola (Bagolino), Lorenzi Ugo (Ponte Caffaro), Radoani Matteo (Borgo Chiese) Territorio Valsabbia Cappa Alex (Lavenone), Ceriotti Mara (Nozza), Gazzaroli Alberto (Sabbio Chiese), Giori Annamaria (Agnosine), Salvadori Alessandro (Villanuova), Simoni Davide (Preseglie), Tebaldini Matteo (Villanuova), Tononi Andrea (Odolo)

Comano Ursus Extreme Trail, per “vivere” la montagna trentina Il 30 e 31 luglio, l’”edizione 0” di una corsa in montagna da 9.000 metri di dislivello in due giorni

Prende il via il 30 e 31 luglio la prima edizione della Comano Ursus Extreme Trail, prima gara di Ultra Trail sui monti trentini organizzata dalla neonata associazione Comano Mountain Runners delle Esteriori. Due tappe, la prima di 58 chilometri, il giorno successivo di 62, con – dato che impressiona – circa 9.000 metri di dislivello totale. E tanti appassionati locali e nazionali di uno sport che sta vivendo un momento straordinario di popolarità, in particolare se si pensa all’impegno fisico che questa disciplina richiede. Eppure gli ultra runners sono tanti: è il connubio con lo

spirito calmante ed equilibrante della natura a fare della corsa fra i monti uno sport di appeal, l’adrenalina e la dinamicità del gesto atletico, l’incontro con il mondo animale e naturale. E le Valli Giudicarie hanno tanti scorci ideali per questo sport, poco contaminate dalla mano umana riservano spettacolari visioni da apprezzare camminando e balzando giù di corsa da una discesa. Si parte da Ponte Arche, per salire a Comano e su fino al don Zio, a Cima Quadre, poi la Cima del monte Brento e giù, per una discesa impegnativa verso Baita Cargoni, il tennese , passo Balli-

no e la Rocchetta, Malga Nardis e il Doss della Torta, infine Gavardina, Sella di Solvia e il Passo Durone da dove si parte per la seconda tappa il giorno successivo. La domenica, protagonista

al Val d’Ambiez, si scende fino a Sarche per risalire e chiudere l’anello della due giorni a Ponte Arche. Atleti o appassionati, c’è posto per tutti: le iscrizioni si sono chiuse il 26 giugno,

ma per questo battesimo, gli organizzatori cercano il coinvolgimento della popolazione, per una manifestazione che vuole essere gioiosa e allegra, e un’accoglienza agli atleti che sono

attesi da tutta Italia degna dell’ospitalità trentina. L’appuntamento quindi è a tifare per gli ultra-atleti sui sentieri delle Esteriori. “Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso” Citano Goethe gli organizzatori sul loro sito web, ed è proprio questo lo spirito dell’associazione, che al suo primo anno di attività propone due gare – questa in arrivo e la Valandro Vertical Race per ragazzi dai 13 ai 17 anni - ed è partita con una presentazione affollatissima a Ponte Arche solo qualche mese fa. (d.r.)


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Attualità

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Dal primo progetto di pace per la Palestina alle iniziative in Bielorussia

“Mani Unite”: solidarietà senza confini Oggi la storia dell’Associazione tionese è raccontata in un diario di Alberta Voltolini Da allora quasi dieci anni sono trascorsi, tutti improntati alla promozione dei diritti dei minori e della solidarietà: dall’impegno in Palestina alle raccolte di materiali per l’orfanotrofio di Grodno e altre strutture in Bielorussia, dal progetto sanitario “Camminiamo con Polina” all’iniziativa “Cime di pace”, organizzata insieme alla Sat Carè Alto, fino alla più recente “Leggiamo l’Italia nel mondo”. Tanti i volti che, via via, nel ruolo di presidente, come componenti del direttivo, in qualità di attivisti oppure amici dell’Associazione, in modi diversi, ma sempre ispirati ai valori della pace, dell’integrazione tra i popoli e dell’aiuto umanitario, hanno costruito, passo dopo passo, l’operatività di “Mani Unite”. Costante, tra questi volti e in questi anni, la presenza di Franco Paissan, grande cuore verso gli altri, perseveranza nell’affrontare imprese solidali vicine all’impossibile, capacità non comune nel costruire relazioni. Nessun clamore, ma tanto amore e altrettanto lavoro porta-

E

ra il 2006 quando, a Tione, l’incontro “La pace è possibile” sul conflitto israelo-palestinese, accompagnato dall’arrivo di un gruppo di ragazzi provenienti da

to avanti con entusiasmo e coraggio. Oggi, per chi non conosce ancora “Mani unite”, per chi la vuole conoscere meglio e per chi, lavorandoci, vuole ripercorrere quanto realizzato nel tempo, c’è “Anni di solidarietà, di lavori, di soddisfazioni”, un piccolo libro-diario che ne racconta fatti, storie, persone e risultati. “Mi sono avvicinato a “Mani Unite” e ai suoi progetti – spiega il presidente Arduino Leonardi – convinto che il valore della gratuità del gesto di aiuto verso chi ha bisogno sia un investimento con un grande ritorno nei confronti di noi stessi: è questa la vera ricompensa. Le storie di Polina e Katia (le due bambine bielorusse aiutate dall’Associazione attraverso un progetto sanitario complesso), ad esempio, ne sono una riprova. Mani Unite lavora nella concretezza e senza clamori, in direzione della

solidarietà più autentica: questo io condivido e il mio auspicio per il futuro è che questi principi continuino ad ispirare la nostra coraggiosa azione”. Polina, Katia e Nastia. Sono tre bambine bielorusse nate con gravissimi problemi fisici e conosciute in occasione delle periodiche consegne di generi di prima necessità ai vari orfa-

entrambe le parti per un’esperienza di condivisione umana sulle vette delle nostre montagne, propiziò la nascita, ufficializzata nel 2007, dell’associazione “Mani Unite”.

notrofi della Bielorussia. Grazie all’impegno e alla raccolta fondi di “Mani Unite”, presso il Centro Rtm Ortopedia di Budrio, dove è attiva l’associazione “Bimbingamba” creata da Alex Zanardi (l’associazione sfrutta tutte le conoscenze tecniche e umane acquisite dal pilota durante la sua riabilitazione), è stata realizzata una protesi che oggi

permette a Polina di camminare autonomamente. Inoltre, alcune complesse operazioni, svolte al reparto chirurgia della mano dell’ospedale “Pederzolli” di Peschiera del Garda, hanno permesso di ricostruire una parte delle dita della mano di Polina, consentedole di essere autonoma e di aspirare ad un futuro più sereno. Anche a Nastia è stata applicata una protesi, mentre per Katia sono stati realizzati due tutori per camminare e i “Lions” le hanno donato una carrozzina elettrica”. Ogni anno prosegue la consegna di materiale didattico per le scuole e di vestiti per bambini piccoli, mentre continua il progetto “Leggiamo l’Italia nel mondo” che prevede la realizzazione di una biblioteca in lingua italiana a Minsk, attivata in collaborazione con l’associazione bielorussa “Dante Alighieri” e

le biblioteche trentine. Attenzione e cura sono riservate anche alla formazione dei volontari attraverso il progetto “L’arte di aiutare” con la facilitatrice Bruna Rizzi. Da non dimenticare le varie edizioni di “Cime di pace”, testimonianze in quota con persone provenienti da territori di guerra, e dei campus estivi organizzati sui rifugi alpini in collaborazione con la Sat Carè Alto. In queste esperienze sono stati coinvolti giovani provenienti da diverse parti del mondo come l’Afghanistan, il Kosovo, l’Albania e il Bangladesh con l’obiettivo di sperimentare in prima persona come “la pace sia veramente possibile”; nell’estate 2014, protagonisti dell’esperienza residenziale in montagna, sono stati 8 ragazzi profughi provenienti dal Centro di accoglienza “Don Milani” di Mestre. Tanti progetti, dunque, racchiusi nella cornice di un agire solidale che guarda al prossimo senza giudicare, piuttosto pensando che “gli altri siamo noi”.

Laura Conottere Ermida Bonazza si preparano ai Campionati italiani di bocce Dopo essere salite sul gradino più alto del podio nei Campionati provinciali femminili a coppie a Riva del Garda il 10 e l’11 settembre saranno ad Albenga Grande soddisfazione tra le fila della società Bocciofila di Pinzolo per l’ottimo risultato delle atlete Laura Conotter e Ermida Bonazza che, lo scorso 15 maggio, hanno vinto i Campionati provinciali femminili a coppie svoltisi a Riva del Garda. Un traguardo che permetterà loro di partecipare, dal 10 all’11 settembre, ai Campionati Italiani che si disputeranno ad Albenga. Si tratta, come sottolinea il presidente, Claudio Maffei «di una vittoria importante che dimostra come questa associazione sia attiva e in forma». Certo le conferme in questi anni non sono mancate «le nostre e i nostri atleti – prosegue il presidente – hanno

sempre raggiunto risultati importanti. Dall’anno scorso, ad esempio, Ida Panizza è Vice campionessa italiana nella categoria femminile individuale». Ottimi risultati dunque per una delle società “storiche” del paese di Pinzolo, attiva dal ’62, «che ora – spiega Maffei – tra i suoi obiettivi ha quello di coinvolgere sempre più persone». Purtroppo infatti l’età media dei giocatori è alta e i giovani all’orizzonte sono pochi. Un problema questo cui la Bocciofila cerca di fare fronte proponendo diverse attività «durante la stagione estiva – commenta il presidente – c’è anche Spazio Bocce ovvero la possibilità, per tutti quelli che

Il direttivo della Bocciofila di Pinzolo

hanno voglia di giocare, di provare gratuitamente». Che l’interesse per questo sport comunque non manchi lo dimostra, come aggiunge Maffei «il fatto che il nostro bocciodromo nei mesi di apertura sia sempre molto frequentato dai turisti e dai residenti». L’associazione è inoltre impegnata nel coinvolgimento

dei giovani della zona «da alcuni anni collaboriamo con le Scuole partecipando alle Settimane dello sport. In queste occasioni proponiamo giochi alternativi per l’avviamento dei ragazzi». Le soddisfazioni non mancano nemmeno su questo fronte «lo sport delle bocce piace molto, - commenta Maffei – ma è difficile far-

li andare avanti perché non possiamo offrire il servizio durante l’inverno». Non manca poi un accenno a quella che è la cooperazione con le altre squadre che operano sul territorio cui l’associazione si appoggia sia per l’organizzazione di eventi che per gli allenamenti. Ad animare l’attività dell’associazione ci sono diversi tornei, tra cui il Trofeo Verde & Blu che si disputerà dal 6 all’8 luglio, il Trofeo Rifugi del Doss del Sabion dal 2 al 4 agosto, il 3° memorial Renato Ballabio, dal 9 all’11 agosto, e il Trofeo Cassa Rurale Pinzolo, il 20 agosto. «Infine l’associazione – prosegue il presidente – opera sia nel sociale che

nel turismo». Oltre ai tornei infatti l’associazione organizza gli appuntamenti con la Tombola gigante e la Polenta carbonera che quest’anno sono in calendario per sabato 16 luglio, sabato 6 agosto, venerdì 12 agosto e giovedì 18 agosto. A chiudere gli eventi della stagione sarà la Festa del Socio in programma per il 28 agosto a Prà Rodont seguita, dal 25 al 30 settembre, dalla gita sociale in Polonia, nei luoghi di Giovanni Paolo II. Per ulteriori informazioni sulle attività e le proposte dell’associazione gli interessati possono contattare il direttivo scrivendo a bocciofilapinzolo@yahoo. it.


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Comunità delle Giudicarie Un servizio a supporto del turismo locale molto importante ed atteso. Sabato 18 giugno è partito il servizio di bicibus che riguarda tutto il Trentino Occidentale con ben 6 linee tutte in coincidenza tra loro: Carisolo - M. di Campiglio Dimaro; Terme di Comano - Tione - Carisolo; Sarche Terme di Comano - Andalo; Terme di Comano - Torbole, alle quali si aggiungono quest’anno le linee Ampola - Storo - Pieve di Bono - Tione e Ampola - Pieve di Ledro - Riva del Garda. Nuova anche la linea Trento - Sarche che consente di superare le gallerie del Bus de Vela in sicurezza e di raggiungere Sarche per collegarsi ai servizi sopra descritti.

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Servizio bicibus 2016: dalle Dolomiti al Garda Ulteriormente rafforzato il servizio che consente a turisti e residenti di godere delle ciclabili e dei moltissimi percorsi del Trentino Occidentale. Dalla val di Sole alle Terme di Comano, dalla Paganella al Garda, da Ledro alla val del Chiese il BiciBus allunga il periodo e incrementa le tratte

BICIBUS - ORARI LINEa/timetable 4

ORARIO ESTATE 2016

DAL 1 8 GIUGNO AL 18 SETTEMBRE Giorni servizio bicibus: mer gio ven sab dom service days bicibus: wed thu fri sat sun

terme - PASSO BALLINO - RIVA DEL GARDA - TORBOLE Ilcomano servizio sarà in funzione

dimaro

con numerose corse gior-comano terme STAZIONE / station 9.00 11.10 16.20 9.00 11.10 18.30 naliere fino al 18 settem-- La ----- 18.20 bre. complessa organiz- bleggio (fermata a richiesta) zazione è stata possibile FIAVE` 9.15 11.25 16.35 8.45 10.55 18.05 attraverso la proficua colBALLINO 9.20 11.30 16.4tra 0 8.40 10.50 18.00 laborazione numerosi lago di tenno enti 8.30 10.35 17.55 9.30 pubblici, -- 16.50 Apt e ConmADONNA di campiglio sorzi turistici: la Comunità Ville del monte 8.27 10.32 17.52 9.33 -- 16.53 ed i Comuni delle Giudicatenno 8.22 10.27 17.47 9.38l’Apt -- Terme 16.58 di Comarie, FAI DELLA PAGANELLA no9.4-5 Dolomiti RIVA DEL GARDA LARGO MEDAGLIE D’ORO 8.15 10.20 17.40 -- 17.05 di Brenta, l’Apt Madonna di CampiTORBOLE sul garda PARCHEGGIO BUS / bus park VIA MaTTEOTTI CARISOLO 8.05 10.00 17.25 9.55 -- 17.20 glio Pinzolo Val Rendena, il andalo pinzolo Si consiglia la prenotazione presso gliVal uffici APT /Booking required the Tourism Board office. Consorzio Turistico del Chiese, l’Apt Valle di Sole, dimaro From Dolomites to Lake Garda! molveno il Consorzio Turistico Val di NEMBIA l’Apt Trento-Monte m. di campiglio mapLedro, FAI DELLA Bondone-Valle dei Laghi, PAGANELLA CARISOLO Richiedi la mappa MTB Trail Map della Comano ValleSalus presso spiazzo andalo pinzolo l’Apt Dolomiti di Brenta molveno i punti Info di Comano Terme, S. Lorenzo in Banale e la Bike Map TRENTO Paganella, il Parco s. lorenzo del-Garda Trentino presso gli ufficifluviainfo di Riva del Garda e Torbole. lorenzo TRENTO VIGO RENDENA s.STENICO le della Sarca e la Riserva sarche VEZZANO Transfer for both bikers and trekkers tione sarche comano della Biosfera Unesco “Alpi STENICO BLEGGIO terme VILLA RENDENA WWW TERLAGO fiavè Ledrensi e Judicaria”. Per itinerari e download tracce consulta la sezione PADERGNONE tione LEDROBALLINO LAGO DI tenno siamo riuscibike«Quest’anno del sito web www.gardatrentino.it/percorsi-mtb percorso BiciBus riva del garda STORO comano FIUME SARCA ti non solo a consolidare il fermate AMPOLA torbole sul garda servizio offerto nell’estate BLEGGIO terme scorsa ma a migliorarlo ed fiavè ad estenderlo anche ad alRONCONE tre tratte, grazie alla collaborazione degli enti turiballino stici interessati – sottolinea COLOGNA BiciBus linea 1 l’assessore competente LAGO DI tenno della Comunità delle GiuVILLE DEL MONTE BiciBus linea 2 PIEVE dicarie, Roberto Failoni. tenno DI LEDRO – In merito al servizio di BiciBus linea 3 riva del garda bicibus, che già la scorsa BiciBus linea 4 estate era stato apprezMOLINA STORO AMPOLA di lago torbole LEDRO DI LEDRO zato dai numerosi ospiti, il BiciBus linea 5 servizio quest’anno è stasul garda to ulteriormente allargato BiciBus linea 6 lago d'IDRO alla Val del Chiese, alla Val BiciBus linea 7 di Ledro, alla Valle dei Laghi e a Trento, così da amlago di garda pliare e completare i percorsi fruibili in sicurezza da famiglie e appassionati”. Il servizio è strutturato su tutti i giorni della settimana per la Val di Sole fino a Comano Terme, mentre per le altre tratte il servizio coprirà cinque giorni la settimana, dal mercoledì alla domenica, come evidenziato nel depliant informativo. Con meno di 15 euro si riesce a percorrere l’intera tratta da Dimaro a Torbole, anche se l’utilizzo del bici bus avviene normalmente solo per limitate tratte di collegamento tra le piste ciclabili. Inoltre, il servizio sarà gratuito per coloro che sono in possesso delle card turistiche emesse dalle Apt degli ambiti interessati. I biglietti per utilizzare il servizio saranno rilasciati a bordo del bici bus e sarà possibile effettuare la prenotazione del servizio

dolomiti di brenta

Max € 15 dalle Dolomiti al Garda

Servizio per biker e trekker

linee

Roberto Failoni Assessore al Turismo e Mobilità

tramite le Apt ed i Consorzi per il Turismo. Questo servizio si integra con il progetto “Turismo Giudicarie 2020” che in questi anni ha investito numerose risorse per il turismo outdoor e per l’utilizzo della bicicletta, non solo a beneficio dei turisti ma anche dei residenti delle varie zone, offrendo nuove e maggiori occasioni di muoversi all’interno del territorio della Comunità, sia per ragioni di lavoro ma anche per stimolare la visita ai luoghi di interesse turistico diffusi nelle Giudicarie e non sempre adeguatamente conosciuti da chi abita in altra zona del nostro ampio territorio. Informazioni su orari, costi e modalità di servizio si possono trovare sul sito della Comunità delle Giudicarie (www.comunitadellegiudicarie.it) e sui siti delle Apt e dei Consorzi i Turistici interessati.


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Attualità

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Il 20 giugno hanno riaperto i battenti 146 strutture in tutto il Trentino: un modo per vivere l’alta quota ed apprezzare l’ospitalità

La montagna vista dai… rifugi Ai piedi delle vette, i rifugi che più rimangono nel cuore si raccontano appena se ne varca la porta. Bastano delle vecchie foto in bianco nero, una corda di canapa, un mazzo di chiodi da roccia o una piccozza appesi al muro per suscitare curiosità e desiderio di saperne di più, di porre qualche domanda, naturalmente a chi il rifugio lo gestisce e trovarsi catapultati nelle storie delle montagne. Anche per questo, a partire dal 20 giugno, data di avvio della stagione in quota, raggiungere una delle 146 “case degli alpinisti” del Trentino sarà un’esperienza stimolante, unica, ma non riservata a pochi. Inizia già dai primi metri del sentiero. Un’emozione che si rinnova ad ogni passo verso quella che è sempre più spesso la meta dell’escursione, immersi nel silenzio, mentre l’orizzonte si dilata sempre più e si fanno più frequenti gli Per chi ama la montagna la possibilità di un trekking in quota che permette, con il pernotto in rifugio, di assaporare il gusto del camminare in luoghi incontaminati. Il Trekking in Adamello propone un itinerario in quattro tappe alla scoperta di una delle più affascinanti montagne dell’arco alpino nel Parco Naturale Adamello Brenta. Si parte dal: Rifugio Trivena (1.650 mslm). Per chi giunge autonomo o accompagnato dall’organizzazione al parcheggio di P.te Pianone in Val Breguzzo, due sono le possibilità per l’escursionista. Raggiungere direttamente il Rifugio lungo il sentiero 223 (1 ora), oppure da loc. Le Sole, M.ga Lodranega, M.ga Coel, Rif. Trivena, attraverso comodo sentiero in quota con vista su tutta la val Breguzzo. 4 ore.” Al Rifugio Trivena, accogliente struttura a conduzione famigliare, tutti gli essenziali servizi che consentono oltre al genuino vitto e comodo alloggio, abbondante acqua calda per la doccia. Il mattino seguente, mantenendo il sentiero 223 si giunge a Pian di Redònt a quota 1970. Si imbocca verso nord il 261, che a quota 2.200 m. verrà abbandonato per seguire verso nord-ovest il 261° fino a quota 2.800 m. A questo punto una breve deviazione verso nord alla Bocc.ta dei Cacciatori, in quindici minuti porterà ad

Il 20 giugno è ripartita la stagione rifugistica, con la maggior parte delle strutture alpinistiche del Trentino che hanno aperto i battenti; una meta per chi incontri inaspettati: con gli animali, i profumi, i colori, il rumore dell’acqua, del vento e degli echi che rimbalzano dalle pareti. Con un normale allenamento si possono raggiungere la maggior parte dei rifugi del Trentino e tra questi sono numerosi quelli facilmente accessibili alle famiglie con una breve e poco impegnativa camminata o grazie agli impianti di risalita aperti nei mesi estivi. Anche trascorrere una o più notti in un rifugio alpino, ai piedi delle grandi pareti delle Dolomiti trentine, Patrimonio mondiale Unesco, è un’esperienza che davvero vale la pena provare e che lascia dentro qualcosa di speciale: i ritmi diversi, i dialoghi serali, la visione delle albe e

vuole vivere le suggestioni dell’alta quota, la magia dell’alba o del tramonto, la socialità davvero unica che si riscopre in questi luoghi “speciali”.

Val di Fumo

dei tramonti, improvvisa e sempre nuova. In cammino nel gruppo del Catinaccio, gli escursionisti troveranno una delle novità: la riapertura dopo alcune stagioni di lavori del rifugio Antermoia. A pochi passi da un incantevole

laghetto e al crocevia di importanti percorsi escursionistici è stato completamente rinnovato nei locali e nei servizi, adottando soluzioni altamente ecosostenibili per l’approvvigionamento energetico, come pannelli fotovoltaici

abbinati ad un cogeneratore. Rimarrà invece chiuso per importanti lavori di ristrutturazione il rifugio Prospero Marchetti sotto la vetta del Monte Stivo, in posizione panoramica sul Lago di Garda e la conca tra Riva, Torbole e Arco.

Un’altra novità è costituita dalla nuova via ferrata che si affronta, equipaggiati di casco, set con dissipatore e imbragatura, sulla Paganella con partenza dal rifugio La Roda raggiungibile direttamente con gli impianti da Andalo e Fai. Si chiama “Ferrata delle Aquile” e si sviluppa sugli aerei torrioni a picco sopra la Valle dell’Adige incluso il passaggio su un adrenalinico “ponte tibetano” sospeso nel vuoto. Si appoggiano alla rete dei rifugi trentini anche i 40 trekking del progetto “Let’s Dolomites”, selezionati e consigliati dalle Guide Alpine del Trentino tra i gruppi montuosi del territorio, un’altra novità dell’estate. Suddivisi per tre grandi tematiche - Grande emozione, Dalla Guerra alla Pace, Grande adrenalina – prevedono tre giornate di attività con pernottamento in due diversi rifugi. Info: www.trentinorifugi.com

Trekking in Adamello

Una proposta per camminare in quota dalla Val di Breguzzo passando per la Val di Fumo, Val di Borzago, giungendo da Val Siniciaga ai Laghi di S. Giuliano

Rifugio San Giuliano

un balcone sulla Val di Fumo con straordinaria veduta delle montagne più alte dell’ Adamello. Qui si può ammirare un’eccezionale postazione di fucileria ottimamente conservata, del fronte AustroUngarico durante la Grande Guerra. Tornati sui propri passi al precedente bivio, si raggiunge in pochi minuti a p.so Breguzzo nuovamente

il sentiero 223 che, scendendo in Val di Fumo, condurrà nei pressi di M.ga Breguzzo al comodo sentiero 240. Da qui in 30 minuti si giungerà al Rif. Val di Fumo m.1.997. Rifugio Val di Fumo (1.997 mslm). Ora siete nel secondo rifugio del “Trekking dell’Adamello”. Costruito sul finire degli Anni ‘50, si trova sotto la cima Carè Alto

e dal quale si possono osservare sia lo specchio d’acqua del bacino formato dalla diga di Bissina, sia il fondovalle denominato “Levade” che porta verso i ghiacciai. Il percorso prosegue sul sentiero n° 240 verso nord; scendendo leggermente; in 10 minuti, si raggiunge un bivio che gira a destra per il sentiero n° 222, subito in

pendenza fra gli ontani nani. Di lì a poco si raggiunge una zona prativa che conduce al “panettone dei pastori” in quota 2500 m, per proseguire a zig zag su lastroni di granito che portano al Passo delle Vacche a m 2854. Scendendo trasversalmente e mantenendo la sinistra verso l’ampia sella detta “Bocca di Conca” a m 2674, si continua poi in leggera discesa verso il Rifugio Carè Alto, raggiungendolo in circa 5 ore di cammino nella natura più autentica. Rifugio Carè Alto (2.459 mslm). Terza tappa, a quota 2459 m. Lo spettacolo della Natura è sorprendente e maestoso, nella veduta dall’alto delle catene montuose vicine e lontane. Durante la permanenza si può effettuare una salita di circa 4 ore fino alla cima Carè Alto, oppure costeggiando la sua cresta est (in 45 min.) portarsi alla Bocchetta del Cannone austriaco. Dal Rifugio Carè Alto ora seguite il sentiero n° 215 che scende per la carat-

teristica scala di granito del “Bus dal Gat” e conduce in 2 ore e mezza al Passo Altar (m 2390). Da qui scendete verso NE lungo la Val Siniciaga, sempre seguendo il sentiero che tiene il fondo valle, fino a Malga Germenega bassa. Proseguendo lungo il sentiero n° 244 raggiungete Malga Germenega di mezzo (m 1.877) da dove, in testa allo stallone, si imbocca il sentiero n° 221 che risalendo l’alberato spartiacque, con una successiva discesa, porta in 1 ora e mezza al Rifugio San Giuliano. Rifugio San Giuliano (1.968 mslm). Seguendo la proposta del “Trekking dell’Adamello” avete raggiunto il quarto rifugio che vi accoglierà per questa ultima esperienza montana in un ambiente naturale suggestivo, nel verde delle foreste di abeti, nell’azzurro delle acque purissime dei laghi Garzonè e S. Giuliano, con il folgorante rosso ciclamino dei rododendri.


P Do di Marco Maestri

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Attualità

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Con l’evento “Brenta Open” il 6 e 7 agosto, che cerca di rendere accessibile a tutti la montagna

Cima Brenta si “apre” ai disabili L’accesso alle montagne, indipendentemente dal livello di abilità e stato psicofisico, è per tutti una conquista eccezionale. Certo, entrano in gioco le barriere architettoniche. Ma più ancora la forza morale, il carattere, le qualità umane: tutto ciò che spesso matura in modo direttamente proporzionale alle difficoltà affrontate nella vita. Ne sanno qualcosa le persone con disabilità. Che, non di rado, proprio in montagna indicano strade e soluzioni tecniche non convenzionali. Ed ecco le Dolomiti. L’Unesco le ha riconosciute nel 2009 patrimonio dell’umanità. Ma perchè lo siano in concreto – e non solo a livello di retorico annuncio - serve una condizione: che diventino davvero accessibili a tutti. Sta proprio in queste parole il senso della nostra iniziativa: un’occasione per ascendere quelle rocce tutti insieme (persone con disabilità e normodotati), nel segno di chi ci ha preceduto (verranno letti i diari dei pioneri del Brenta), immersi nella bellezza della natura e delle arti (attraverso l’esecuzione di brani musicali). Insomma: Cima Brenta Open sarà un inno alla bellezza, a quella vera bellezza che trova il suo maggior compimento nella vita umana. E attenzione: in ogni vita umana – dal concepimento alla morte naturale - nessuna esclusa. Della bontà di una simile prospettiva è fermamente convinta anche Tamara Lunger, che ha accettato di condividere con noi questa piccola, grande avventura sulle cime Brenta e Sella. Ma attenzione: “Con o senza vetta, sono l’azione e la fantasia che contano.

U

n suggestivo evento per gli amanti della montagna e della musica il prossimo 6 e 7 agosto coinvolgerà Cima Brenta, neo eletta vetta più alta del gruppo dolomitico, in seguito alle ultime misurazioni che l’hanno posizionata più in alto rispetto a Cima Tosa. Ed è un evento per tutti, proprio per tutti. Si chiama infatti “Brenta Open” e quell’open sta per

Non il mero risultato”. E se lo dice lei, che lo scorso febbraio è arrivata a un passo dalla prima conquista invernale del Nanga Parbat (8126 metri), non si puó nutrire al riguardo il minimo dubbio. Dunque niente paura: ognuno arriva dove riesce, e per tutti la sfida sarà vinta. Ecco allora due diverse cime. La Brenta, innanzitutto: una vetta non certo casuale. L’anno scorso, per la prima volta nella storia di questo gruppo dolomitico, un ragazzo autistico aveva calpestato le nevi perenni della Tosa. Era il 150esimo anno della sua prima conquista, ed era la regina del gruppo dolomitico. Oggi non lo è più. Un po’ per la neve sommitale, che gradatamente si è sciolta. Ma forse, più che altro, perché il primato era stato decretato da errori di misurazione. Fatto sta che i nuovi rilievi parlano chiaro: 3151 me-

tri cima Brenta, 3136 cima Tosa. Dunque, quale occasione migliore per incoronare la nuova regina, nella seconda edizione di questo evento “open”? Cima Sella, poi. Sta dirimpetto alla Brenta, e della “sovrana” offre uno scorcio da prima fila. Ma, differenza fondamentale, si lascia raggiungere un po’ più facilmente. Da qui l’idea: perchè non “regalarla” a chi diversamente dovrebbe accontentarsi di restare al rifugio? Beninteso: per molti, persone disabili e non, già il Tuckett sarà comunque la massima conquista. Ma l’abbiamo capito, non importa. E a unire tutti in un unico grande abbraccio, una volta giunti ognuno alla propria meta, sarà ancora la musica: in un momento di grande suggestione, L’“Inno alla gioia” di Beethoven risuonerà a frasi alterne dalle due vette. E le sue note vibreranno “open” fino al rifugio. Già, l’inno

aperto alla salita anche di disabili, accompagnati dalla guida alpina Simone Elmi che ha compiuto l’apposito percorso di formazione “Accedere al sublime”, il corso promosso dall’Accademia della Montagna - in collaborazione con l’associazione per lo sport “Silvia Rinaldi Onlus” - per formare guide alpine di persone con disabilità.

alla gioia, un inno alla vita. A ogni vita umana, che quotidianamente lotta per superare il proprio limite.

E proiettarsi così - dall’ebbrezza dolomitica - nell’infinito che l’ha generata. Il programma prevede due

eventi collaterali: lunedì 25 luglio (ore 21) in piazza San Carlo a Molveno con il racconto della salita a Cima Tosa, il film e i protagonisti dell’iniziativa; domenica 7 agosto, sempre a Molveno, il racconto video della salita a Cima Brenta. E due partenze, sabato 6 agosto, una da Molveno e una da Madonna di Campiglio, e nel pomeriggio ci si riposerà davanti a racconti e suoni dolomitici con l’alpinista Tamara Lunger, il giornalista di montagna Rosario Fichera e la Scuola musicale delle Giudicarie. Poi domenica 7 agosto si parte per cima Brenta e per cima Sella, e allo scoccare del mezzogiorno dalle due cime dolomitiche verrà intonato l’Inno alla Gioia a frasi alterne che con l’aiuto dell’eco e la calma del vento si udirà da entrambe le cime e al rifugio Tuckett.

monfredini

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Attualità

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Durante tutta l’estate

Trekking, bike, downhill, musica... tanto divertimento a Pinzolo La vera novità della stagione 2016 è l’apertura già nel mese di luglio della Pinzolo – Campiglio express che schiuderà i propri cancelli già sabato 02 luglio e resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 04 settembre dalle 09.00 alle 12.50 e dalle 14.00 alle 17.20. Anche quest’anno l’utilizzo della telecabina verrà inserito in un ampio programma di mobilità alternativa in collaborazione con il Parco Naturale Adamello Brenta: oltre all’accesso gratuito per tutti i possessori della DoloMeet card, la gratuità sarà riservata nella stessa giornata anche a coloro i quali utilizzeranno il bus-navetta verso Vallesinella (tratta arancio). A piedi, oppure in sella alla bici, si potranno vivere le Dolomiti di Brenta – ed ammirare i suoi panorami mozzafiato – per tutta l’estate! Dopo un primo anno ricco di soddisfazioni con l’apertura del Brenta Bike Park, Funivie Pinzolo non rimane ferma: oltre alla spettacolare pista “Sfulmini”, a disposizione anche quest’estate di tutti gli appassionati del gravity (quasi 4000 m di tracciato, che si snoda dalla sommità della cima del Doss a 2.100 m sino a Prà Rodont a 1.500 m, ricca di salti naturali e artificiali, drop e passerelle per tutti i livelli di abilità, nonché uno straordinario wall-ride), proseguiranno durante l’estate i lavori per realizzare tre nuovi emozionanti tracciati

L’apertura ufficiale degli impianti per la stagione estiva è prevista per sabato 25 giugno fino a domenica 11 settembre 2016. La telecabina Pinzolo - Prà Rodont sarà aperta tutti i giorni con orario continuato dalle

08.30 alle 17.30 e la seggiovia Prà Rodont - Doss del Sabion sarà aperta tutti i giorni dalle 08.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30 (dal 6 al 21 agosto apertura anticipata alle ore 08.00)

di vario livello a completamento dell’ “l’offerta”. Non solo velocità ed adrenalina sulle due ruote al Doss del Sabion, ma una vera e propria Bikearea sta nascendo ai piedi delle Dolomiti di Brenta – versione estiva della già collaudata Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta che durante l’inverno richiama appassionati sciatori da tutto il mondo. Un sistema di percorsi ed impianti (telecabine e seggiovie) interconnessi tra loro permettono di spostarsi da un versante all’altro della valle senza grande fatica. Come per lo sci, questi percorsi sono suddivisi in piste facili (blu), piste medie (rosse) e piste difficili (nere), per un totale di 23 tracciati che si snodano tra le zone di Campiglio – Pinzolo e Folgarida/ Marilleva. Dal 1995, l’estate in Trentino porta il nome di “Suoni delle Dolomiti” e il 14 luglio, nella splendida cornice di Malga Movlina, affacciata sulle dolomie del Gruppo di Brenta da un lato, ed aperta a ovest verso i sottili profili dei gruppi della Presanella e dell’Adamello, il festival farà tappa a Pinzolo. Il violinista classico Gilles Apap, ap-

prezzatissimo da un illustre collega di strumento quale Yehudi Menuhin, si unisce alla fisarmonica del serbo Srdjan Vukasinovic e al baglama (liuto anatolico) del turco Taylan Arikan, ovvero i Meduoteran. Una contaminazione di suoni e ritmi eterogenei che muo-

vono da antiche tradizioni e culture lontane tra loro, e che trovano qui una loro intima consonanza. Tutte le informazioni su eventi e iniziative si possono trovare direttamente sul sito www.funiviepinzolo.it e sulla pagina facebook dedicata. Sempre sul sito anche

le informazioni per l’acquisto degli abbonamenti stagionali in prevendita. Fino all’11 settembre 2016 vi sarà infatti la possibilità di acquistare, a prezzo scontato di prevendita, gli skipass bistagionali per l’utilizzo degli impianti di risalita durante l’estate 2016 e l’inver-

no 2016-2017. Una sola tessera, a prezzo agevolato, per l’estate e per tutta la prossima stagione invernale! Sono disponibili per l’acquisto sia gli skipass del tipo “Pinzolo” e “Pinzolo Combi”, che “Superskirama” (quest’ultimo in prevendita fino all’11 dicembre).


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Cooperando

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Un nuovo patto federativo per un grande progetto di comunità

Non c’è infatti scenario della cooperazione che non abbia come sfondo lo sviluppo della nostra comunità e del Trentino, cosi come è difficile pensare a uno sviluppo della comunità senza cooperazione; Ed è per questo motivo che va fatto lo sforzo di tornare ai fondamentali, sottoponendoli ad un intervento di manutenzione per renderli adatti ad affrontare il nostro tempo attraverso la definizione di nuove strategie e attraverso la capacità di fare emergere leadership. Un percorso non facile, sicuramente più impegnativo che nel passato e che solo una conversazione aperta e innovativa sul ruolo della cooperazione e sul futuro della nostra comunità e in generale del Trentino saprà indirizzare. Servirà uno sguardo ampio che riesca a far convergere tutti i soggetti presenti sul nostro territorio affinché l’apporto di energie, di risor-

di Alberto Carli Viviamo in un momento storico di transizione molto delicato, il recente esito del referendum in Gran Bretagna né è la conferma. I mutamenti in corso forse ci sembrano scontati perché li vediamo accadere uno dopo l’altro, in sequenza, e non riusciamo ad averne una percezione sistemica. Ma oggi, tutti i modelli economici, i sistemi istituzionali e persino i valori sociali e culturali sono afflitti se intellettuali e materiali sia il più ampio possibile dentro un progetto comune a favore delle Giudicarie e di chi le abita. Se da un lato viviamo la tentazione di una chiusura difensiva, che alza steccati, dall’altro è forte la esigenza di nuova socialità, cui si collega la domanda di nuovi modelli d’impresa, forme organizzative, regole di governo, schemi di funzionamento, procedure di apprendimento, in cui valga un paradigma produttivo per il quale le relazioni sociali contano. Sono infatti sempre più i settori in cui si cercano modelli di impresa in grado di coniugare efficienza

Marina Castaldo

economica e sostenibilità sociale e ambientale. Non basta però accontentarsi di constatare la sintonia del modello cooperativo alle richieste di cambiamento in atto, ma serve trarne conseguenze anche sul piano operativo, posizionando o ri-posizionando la

Hotel Europeo e Casa per Ferie Pra de la Casa hanno ottenuto il marchio di qualità del Parco NaturaleAdamello Brenta

Qualità Parco, due nuovi attestati La rosa di strutture ricettive che possono vantare il marchio Qualità Parco ha da poco due nuovi aderenti. Si tratta dell’Hotel Europeo di Pinzolo, quattro stelle gestito dalla famiglia Maestranzi, e della Casa per Ferie Pra de la Casa in Val Brenta, struttura tipica di proprietà delle Regole Spinale Manez curata dalla famiglia Ciaghi, le quali, proprio nei giorni scorsi presso la sede del Parco, hanno ricevuto ufficialmente l’attestazione per mano del Presidente, Joseph Masè, e dell’Assessore competente, Alex Bottamedi. Il progetto di marketing territoriale “Qualità Parco”, avviato dal Parco Naturale Adamello Brenta fin dal 2003, premia, infatti, con la concessione del marchio le aziende che dimostrano di rispettare una serie di criteri stabiliti dai protocolli di tipo ambientale, gestionale e comunicativo, tra cui il risparmio energetico, la raccolta differenziata, la scelta dei prodotti locali, la riduzione delle immissioni inquinanti e la sensibilizzazione della propria clientela verso queste accortezze. Hotel Europeo e Pra de la Casa hanno superato senza difficoltà l’incontro con la verificatrice esterna, della quale entrambi hanno elogiato la serietà, nonché il giudizio del Comitato tecnico, composto da rappresentanti del mondo turistico trentino. Nelle parole del Presidente Masè, rivolte ai due nuovi attestati, vi è tutto il significato del progetto: “Le aziende sono dei partner importanti del Parco, il quale vede nel Qualità Parco un patto di alleanza con il territorio. Potete considerare il Parco come “casa vostra”, un luogo dove poter trovare risposte e competenze tecniche per l’attuazione di nuove idee e suggerimenti, a vantaggio dell’intero territorio.”.

dalle necessità urgenti di dare risposte ai cambiamenti in corso, e la Cooperazione non è estranea a questo processo anzi, il modello economico e sociale che porta in dote sottolinea la responsabilità e il ruolo centrale, che essa deve avere nell’elaborare capacità di risposta non solo per il sistema cooperativo stesso, bensì per il modello di sostenibilità delle nostre comunità.

La partnership tra Parco e imprenditori privati risulta fondamentale per diffondere buone pratiche, creare una cultura di rispetto della fragilità dell’ambiente e instaurare un piano di marketing turistico univoco. In tal senso, il Qualità Parco è più che mai in linea con la strategia promozionale del Trentino, condotta da Trentino Marketing, che eleva la natura come suo asset principale. L’offerta turistica contenuta nelle nuove campagne pubblicitarie, infatti, mette in luce l’attenzione che il Trentino rivolge alla sostenibilità e alla protezione del proprio patrimonio naturalistico. In effetti, in una società sempre più sensibile ai cosiddetti “valori green”, anche le tendenze di scelta dei viaggiatori prediligono destinazioni turistiche che mostrano convinzione nella conservazione ambientale. Con queste premesse, le strutture ricettive che vantano il marchio Qualità Parco hanno tutte le caratteristiche per differenziarsi sul mercato e sono già pronte a rispondere alle nuove sfide poste dal sistema turistico, attento tanto alla crescita economica delle destinazioni quanto alla propria impronta ambientale. Con queste due nuove certificazioni sono 37 le aziende aderenti, di cui 25 alberghi, 4 garnì, 5 strutture tipiche e 3 campeggi.

cooperazione dentro questi nuovi scenari e facendola diventare un attore rilevante. Oggi non sono più le imprese, come nel passato a proporre e determinare le scelte di consumo, standardizzate, alle persone. Oggi è l’utente che comanda, che esprime una

domanda orientata a soddisfare i suoi specifici bisogni. La conseguenza è che le imprese, le organizzazioni in generale, sono nella difficile situazione di dover interpretare tali bisogni, fornendo risposte sempre più personalizzate. In questo quadro diventa chiaro come sia impossibile per un’impresa soddisfare da sola una domanda sempre più variegata e mutevole e come sarà sempre più necessario, valutare logiche di produzione che valorizzino la divisone dei compiti, le alleanze, l’organizzazione in rete. Agli aspetti di manutenzione dell’identità cooperativa quindi, la necessità di

tradurre tale identità in azioni e progetti operativi che favoriscano l’applicazione della visione generale e generino nuove risposte in termini di lavoro e di coesione sociale. Come ha scritto Franco De Battaglia nelle settimane scorse, ripreso anche nella relazione della Vice- Presidente Vicaria della Federazione Trentina della Cooperazione Marina Castaldo durante la 121° Assemblea tenutasi lo scorso 10 giugno: “i luoghi delle autonomie sono quelli di cui si riconosce la vocazione dentro un sistema sempre più interconnesso; sono i luoghi in cui si sperimenta e in cui si creano laboratori di innovazione; sono luoghi in cui l’innovazione non è solo tecnologica o scientifica, ma anche istituzionale, organizzativa, partecipativa”. E’ tempo di trovare il coraggio di essere protagonisti di questa nuova sfida.

Il Coro Fiaschi trionfa a Tione

Il Coro Fiaschi

Con il brano inedito “Cara mamma Gigetto mi ama, il coro Fiaschi di Borgo Lares, si è aggiudicato sabato 20 giugno a Tione il 2° Concorso corale della Comunità delle Giudicarie, organizzato in concomitanza con il 70° anniversario del locale Coro Brenta. Il sistema di votazione – come ha sottolineato Pino Stefenelli, padrone di casa e presidente del Coro Brenta da quasi 40 anni – ha coinvolto il folto pubblico presente all’Auditorium di Tione, che ha potuto votare il brano musicale preferito attraverso una scheda. Undici i cori partecipanti al concorso:

Sette Torri di Storo, Presanella di Pinzolo, Castelcampo di Ponte Arche, Croz della Stria di Spiazzo Rendena, Monte Iron di Ragoli, Fiaschi di Borgo Lares, Azzurro di Pieve di Bono, Carè Alto di Vigo Rendena, Cima Ucia di Roncone, Cima d’Ambiez oltre al Coro Brenta per un totale di circa 300 coristi. Alla fine l’hanno spuntata i ragazzi del Coro Fiaschi, formazione molto giovane, composta di 9 membri, diretta da Patrick Artini, che ha riscosso l’apprezzamento del pubblico presente.


Terme

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Alle Terme di Comano

Metti in pausa lo stress per ritrovare il benessere e migliorare la salute La proposta delle Terme di Comano è ampia e offre una risposta ad ogni necessità. Per i tradizionalisti sono a disposizione una serie di massaggi classici e sportivi mentre i più esigenti, troveranno ampia possibilità di scelta tra le proposte speciali, l’ayurveda, la fisioterapia e la naturopatia. Il pezzo forte del Centro Beauty delle Terme di Comano è certamente rappresentato da quest’ultima: l’acqua è il fulcro della vita e la naturopatia sfrutta questo elemento essenziale nei trattamenti speciali rappresentati da bagno di vapore con acqua termale, getto termale al viso o agli arti, massaggio in acqua e rotolo caldo con massaggio schiena. Ma la proposta benessere non si ferma qui: la Spa 5 Sensi del Grand Hotel Terme di Comano con il Percorso Benessere è una vera oasi nella quale ritrovare se stessi. 1000 mq di zona wellness con piscina interna, 5 saune, zone relax, docce emozionali e idromassaggio. Grande novità del 2016: la piscina nel parco con acqua di sorgente salata. La presenza di sale nell’acqua permette di eliminare completamente l’utilizzo di cloro garantendo il massimo dell’igiene, nel rispetto della pelle e dell’ambiente.

La frenesia della vita moderna rende sempre più difficile trovare dei momenti da dedicare a se stessi e lo stress spesso raggiunge livelli tali per cui, diventa difficile riuscire a ritrovare le energie necessarie per affrontare la quotidianità. E’ qui che le Terme di Comano offrono la soluzione. Conosciute per le proprietà uniche della loro acqua, le Terme di Comano sono diventate un punto di riferimento per tutti coloro che mirano al proprio benessere. Oltre alle cure, il centro termale di Comano dispone di un Centro Beauty altamente specializzato. Esperti operatori sono pronti ad accogliervi e a garantirvi il massimo del relax. Ogni massaggio o trattamento, diventa un’esperienza rilassante, rigenerante e indimenticabile. A completare la proposta e rendere il tutto un vero paradiso, ci pensa il Parco delle Terme di Comano: 14 ettari di natura, curati in ogni loro piccolo dettaglio, creano un ambiente unico, protetto da stress e frenesia, nel quale ritrovare sé stessi. Il contatto con il prato verde, le piante dai mille colori, il rumore dell’acqua e della natura, i laghetti decorativi e il senso di tranquillità diventano emozioni indimenticabili da custodire nella propria memoria. Le Terme di Comano vi aspettano tutti i giorni fino al 1 novembre. Per prenotazioni o informazioni chiamare il numero 0465 701277 o inviare una mail a terme@termecomano.it.


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Rubrica Legale

LUGLIO 2016 L’AVVOCATO RISPONDE

Che fare quando si trova un’arma? In questa ipotesi è opportuno informare i Carabinieri e richiederne l’intervento nel luogo del rinvenimento Buongiorno Umberto, il ritrovamento fatto è cosa abbastanza comune, soprattutto dalle nostre parti. E’ infatti molto frequente, e nel passato lo era ancora di più, che nel nucleo familiare ci sia almeno un cacciatore: da qui la presenza in quasi tutte le case di un’arma da fuoco. Morto il proprietario e passata talvolta una generazione, spesso di tali oggetti si perde anche il ricordo ed accade che vengano ritrovati con sorpresa, come nel tuo caso, in occasione di ristrutturazioni e pulizie. L’art. 20, comma 5 della legge 110/75, stabilisce che “chiunque rinvenga un’arma o parti di essa, è tenuto ad effettuarne immediatamente il deposito presso l’ufficio locale di Pubblica Sicurezza o, in mancanza, presso il più

Buongiorno Avvocato Gottardi, nello svuotare la soffitta di uno zio deceduto da poco, ho rinvenuto un vecchio fucile nascosto dietro ad alvicino comando dei Carabinieri che ne rilasciano apposita ricevuta”. Questo non significa letteralmente di raccogliere l’arma e portarla nella più vicina Caserma, ciò per non incorrere nell’illecito porto o trasporto di arma. La cosa più sensata e consigliabile è quindi quella di informare le Autorità e richiederne l’intervento nel luogo del rinvenimento. Innanzitutto i militari allertati effettueranno un

controllo dell’arma anche al fine di risalire al legittimo proprietario registrato (che se fosse rinvenuto verrebbe denunciato per omessa custodia dell’arma). Nel caso in cui non fosse possibile (come nel tuo caso per morte del proprietario) oppure qualora si trattasse di un’arma da guerra (attenzione alla detenzione anche di granate o armi della Prima Guerra mondiale – valgono le stesse regole) o comun-

CURIOSITÀ DAL MONDO In Ohio (USA), a Paulding, è vietato per legge sputare nelle insalatiere, i poliziotti possono, in caso di necessità, mordere un cane per calmarlo e l’ordinanza n. 233 del 09.09.1919 proibisce l’installazione e l’uso di slot machines nelle stalle.

cuni bauli. Cosa devo fare? Io non ho intenzione di tenerlo. Grazie per la disponibilità, Umberto, Borgo Chiese que tale da comportare la sua illecita detenzione (carenza di matricola o punzone, qualora successiva al 1920), oppure risultasse un’arma utilizzata per commettere un reato, questa sarà prima sottoposta a sequestro e, successivamente avviata alla distruzione previa verifica di una sua eventuale valenza storico-artistica. Verrà distrutta anche l’arma che, anche se lecitamente detenibile, venga abbandonata dal suo ritrovatore che dichiari che non intende tenerla e regolarizzarne il porto, come nel tuo caso. Se invece dovessi ripensarci e decidere di tenere, magari per ricordo, il fucile, dietro regolarizzazione, bisognerà distin-

guere se il ritrovamento è avvenuto nella propria abitazione o immediate pertinenze, da quello avvenuto in luogo pubblico. Nel primo caso possono trovare applicazione le norme in materia di possesso in buona fede, di cui agli articoli 1140 e ss. del Codice Civile, in forza dei quali il possesso, appunto, unito alla buona fede del possessore, legittimano l’acquisto, salvo naturalmente che il nuovo detentore (atteso il termine dei controlli dell’autorità) dovrà munirsi dei necessari titoli e licenze per potersi intestare l’arma ed effettuarne la rituale denunzia. Nella seconda ipotesi (ma non è il tuo caso), invece, bisognerebbe fare riferi-

mento agli articoli 927 e 930 del Codice Civile sulle cose ritrovate. L’arma resterebbe affidata all’autorità di Pubblica Sicurezza (salvo autorizzazioni provvisorie presso il ritrovatore) per tutto il tempo necessario alla pubblicazione all’Albo comunale del rinvenimento e, decorso l’anno previsto, la cosa diverrà a tutti gli effetti di chi l’ha trovata (sempre con gli obblighi di regolarizzazione). Per approfondire o per fissare un colloquio su questo o su altri temi l’avv. Mattia Gottardi riceve presso il suo Studio in Tione di Trento, via N. Sauro n. 2, previo appuntamento, chiamando il numero 0465/324667 oppure 349/2213536 o scrivendo all’indirizzo mgottardi1@yahoo.it

Nella struttura di Condino è possibile nuotare e fare tante altre attività nelle vasche coperte

InAquaclub c’è sempre il tempo migliore per andare in acqua Quasi prossimo al giro di boa dell’anno di apertura (è stato inaugurato a Ferragosto del 2015) il Centro acquatico di Condino conferma ottimi numeri e riscontri, incontrando l’interesse di un pubblico variegato, tanto nel target che nell’età. Nell’Aquaclub è infatti possibile non solo nuotare, ma anche fare sport, divertirsi, rilassarsi con qualunque tempo, essendo la struttura coperta. Ergo: se anche il meteo fa le “bizze”, le piscine dell’Aquaclub rappresentano sempre un porto sicuro, capace comunque di “garantire” l’estate. Certo, con il bel tempo, è possibile vivere anche la zona esterna alle piscine, con la possibilità di prendere il sole e stare in relax, grazie alle sdraio messe a disposizione gratuitamente dall’Acquaclub. Ecco allora che Aquaclub diventa punto di riferimento per

tutti gli appassionati di sport e attività acquatiche, grazie alle strutture e ai servizi che mette a disposizione, come la vasca da nuoto da 25 metri con 4 corsie, la vasca idromassaggio con getti d’acqua a 33 gradi, l’acquascivolo di 50 metri, le piscine baby con diverse altezze, i lettini Whirpool con fontane e pareti idromassaggio. Senza

dimenticare gli altri servizi, come le sdraio a bordo vasca, la zona relax nel soppalco, lo snack bar sempre aperto ad orario della piscina e la zona consumazioni. A fare la differenza, poi, le tante opportunità di attività. Da quella individuale, a seconda delle proprie preferenze e tempistiche, a quelle organizzate proposte

da Aquaclub, veri e propri “pacchetti” di cose “da fare”, come il “Summer young” dedicato a bambini da 6 ad 11 anni, che prevede giochi in acqua, orienteering, nordic walking, giochi della tradizione ed altro, oppure il “Summer baby”, per bambini dai 3 ai 6 anni, con giochi in acqua, piscina didattica, percorsi ludici in acqua, fia-

be, giochi di gruppo ed altro. Per entrambi pranzo al sacco compreso. Parallelamente, continuano le attività di acquagym e i corsi di nuoto, attività dedicate a diverse fasce di età per le quali è possibile avere info in reception o al telefono. Confermando la voglia di arricchire e migliorare costantemente la struttura, nelle

prossime settimane verranno eseguite opere di sistemazione del posteggio, dei percorsi e dell’illuminazione esterna. “Purtroppo non è stato possibile fare ciò durante nel periodo di chiusura dell’impianto – spiegano dalla direzione – si tratta comunque di opere finalizzate a rendere migliore la struttura e la sua fruizione. Ringraziamo sin d’ora gli utenti per la pazienza”. Infine, l’orario, anch’esso elemento importante, poiché con il “continuato” permette una fruizione dell’Aquaclub più versatile: il centro acquatico è aperto ogni giorno, con orario continuato, fino all’11 settembre, da lunedì a venerdì 09.30 – 20.30 e sabato, domenica e festivi 10 – 20. www.aquaclubcondino.com Telefono: 0465 622 076


Scuola Dai primi livelli di alfabetizzazione, per imparare i rudimenti dell’italiano, sino al diploma di maturità, il centro EdA di Tione accoglie persone adulte, italiane o straniere, che abbiano compiuto i 15 anni e desiderano completare o migliorare la propria formazione tornando a scuola anche quando la vita familiare e professionale impegna molto del loro tempo. Giunto al compimento dei tre anni, come gli altri otto presenti in Trentino, nell’attuale forma di offerta, l’EdA vede progressivamente aumentare l’interesse che lo circonda e la frequenza di una popolazione scolastica sempre più variegata composta di uomini e donne che vanno dai sedici ai sessant’anni. L’Istituto “Lorenzo Guetti” è fortemente conscio delle possibilità che questi percorsi possono aprire a tutti gli adulti, italiani e stranieri, che fossero interessati: ce ne parla Viviana Sbardella, Dirigente dell’Istituto di Istruzione “Lorenzo Guetti” di Tione. Dottoressa Sbardella quali sono le offerte formative proposte dal Centro EdA? Sono di tre livelli. Il primo è quello di alfabetizzazione, si rivolge a stranieri che possono anche partire da una conoscenza zero della lingua e giungere fino a una certificazione di A2. Il secondo livello porta gli allievi all’esame di terza media in un solo anno scolastico. Il terzo offre la possibilità di frequentare le classi del triennio delle scuole superiori nei due indirizzi: quello di Amministrazione, Finanza e Marketing e quello di Costruzioni, Ambiente e Territorio. Ci sono altri vantaggi di carattere sociale che

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Gli “altri” studenti del Guetti Tempo di esami anche per chi ha frequentato i corsi serali e le lezioni pomeridiane di Mariachiara Rizzonelli Giorni dell’Esame di Stato questi per centottanta studenti provenienti da tutte le valli Giudicarie, e in parte da fuori regione, delle classi quinte dell’Istituto “Lorenzo Guetti”. Tra loro anche un gruppo di adulti che ha frequentato le lezioni pomeridiane e serali dei corsi di Educazione degli Adulti (Eda), cioè una

serie di percorsi formativi a vario livello per adulti che portano a conseguire la conoscenza di cognizioni di italiano base fino ai diplomi del triennio delle scuole superiori nei due indirizzi di Amministrazione, Finanza e Marketing e di Costruzioni, Ambiente e Territorio.

i lavoratori stranieri possono avere nel frequentare questi corsi? Certo! Per esempio per adempiere agli obblighi di formazione legati al percepimento degli ammortizzatori sociali come l’indennità di disoccupazione o il reddito di garanzia. In oltre l’esame di livello A2 è valido per la domanda di rilascio del permesso di soggiorno di lunga durata. Come funziona il primo livello, quest’anno quanti sono stati gli iscritti e di quali nazionalità? Abbiamo avuto fino a più di quaranta iscrizioni, tutti stranieri e provenienti da tutto il mondo, anche da paesi che qui possono sembrare poco probabili come il Vietnam. Hanno tutti raggiunto il livello per accedere all’esame? Questo non è l’obiettivo primario del corso di alfabetizzazione. Per esempio, per le donne che vogliono imparare i termini legati a lavori manuali, come la maglia o il cucito, ci sono stati incontri dedicati che sono serviti anche a socializzare. Abbiamo poi avuto una grande risposta per un corso che insegna i vocaboli indispensabili per

poter ottenere la patente in Italia. Insomma, i corsi di primo livello hanno tra gli obiettivi anche quello di portare a scuola persone che altrimenti rimarrebbero chiuse in casa o nei bar e di iniziare un percorso di integrazione. Comunque i partecipanti al corso di terza media sono tutti stati promossi e qualcuno anche con ottimi voti. Trattandosi di persone che lavorano, e che talvolta hanno anche famiglia, come fanno con gli orari? Per il triennio le lezioni sono solo serali ma per la terza media abbiamo

adottato fasce orarie flessibili, la mattina, il pomeriggio e anche la sera in modo da soddisfare la maggior parte delle esigenze dell’utenza. Per esempio, per coloro che sono impegnati durante le stagioni turistiche è possibile prevedere un’intensificazione delle ore settimanali da settembre a novembre e poi a aprile/maggio in modo da compensare i periodi di minor frequenza. Quindi c’è una frequenza obbligatoria? Per chi vuole conseguire il diploma le ore da effettuare durante l’anno scolastico sono un minimo

di 300. Però, mettiamo il caso di un nostro allievo nigeriano che prima di migrare aveva frequentato l’università e parla correttamente l’inglese, ma è molto stentato in italiano, gli vengono riconosciuti dei crediti per l’inglese e implementate le lezioni della nostra lingua. Ma i corsi non si rivolgono solo agli stranieri. A tutti coloro che abbiano superato i 16 anni. Per il triennio che prepara alla maturità abbiamo una prevalenza di italiani abbastanza giovani ma anche in terza media si vedono degli italiani,

magari un po’ più avanti negli anni. C’è stata una signora di sessant’anni, una nonna, che aveva parecchio tempo libero e qui ha trovato stimoli per stare con gli altri, per confrontarsi, ripassare e aggiornarsi su nozioni ormai sopite da anni, come la geografia per esempio. Ora è tutta orgogliosa di poter competere con i nipotini sulle regioni d’Italia, con relativi capoluoghi e allargarsi anche negli altri continenti per indicare davanti a un planisfero da dove arrivano lo zucchero e il cioccolato. Se dovesse fare un bilancio quali sono i punti deboli e i punti forti di questa iniziativa? “Tra i punti di debolezza credo che ci siano da superare alcuni pregiudizi legati al fatto di tornare da adulti sui banchi di scuola. Tra i punti forti, la cosa che davvero sorprende di più è l’impegno e la voglia di imparare che questi allievi dimostrano. La maggior parte di loro lavora, ma si ritagliano il tempo per frequentare e studiare dimostrando una passione sorprendente.” Per chi volesse iscriversi o saperne di più? Si telefona al Guetti, si può parlare con la segreteria EdA e avere tutte le informazioni necessarie sui docu-menti che servono, gli orari e i tempi per le iscrizioni. Il numero di telefono è 0465 321735.


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Cultura

LUGLIO 2016 22-23 Luglio 2016

VI edizione Montagne racconta G

iunge alla VI edizione il festival Montagne Racconta, l’ambizioso progetto culturale e civile che rimette in circolo un’attitudine appartenente al nostro bagaglio culturale: il narrare e ascoltare storie. Organizzato dall’associazione culturale Le Ombrie, dal Comune di Tre Ville e dalla Pro loco Montagne, il festival si svolgerà nella frazione di Montagne venerdì 22 e sabato 23 luglio. Quest’anno il prestigioso appuntamento sarà anticipato da due eventi speciali, nell’ambito delle iniziative Maniflu 2016 del Parco Fluviale della Sarca: il 16 luglio a Preore e il 17 luglio a Riva del Garda, sul Monte Brione. L’idea del festival nasce dal desiderio di mettere storie in comune, di ritrovare contatti umani meno frammentari attraverso la forma del racconto, andando alla ricerca di cose semplici, profonde, patrimonio di tutti. Il rapporto uomo-narrazione ha caratterizzato il bisogno di evasione, la possibilità di trasmissione dei saperi, ha raggruppato persone per la circolazione delle idee, ha dato l’occasione di conoscere imprese e mondi sconosciuti. Tutti siamo stati rapiti dalle storie raccontateci da qualcun altro; siamo stati Ulisse sulla nave a lottare contro le sirene, oppure un cavaliere che voleva uccidere il drago per liberare la principessa; a nostra volta abbiamo affascinato qualcun altro con il racconto di una storia di famiglia. Riscoprire oggi questa pratica antica, creare un evento culturale, ospitare un festival di narrazione a Montagne, vuol dire immaginare questo paese come luogo di ricerca, come possibilità di recuperare la nostra dimensione umana più profonda; vuol dire risvegliare il patrimonio locale inconscio e farlo diventare, da eredità nostalgica, una risorsa attiva per il presente, proiettata verso il futuro anche in termini di sviluppo locale. Il festival è questo grande gomitolo di storie che si avvolge e con un unico filo lega assieme le persone che assistono e partecipano. E’ un impegno che coinvolge le associazioni di Montagne e tutto il paese, che per due giorni si riempie di storie e racconti, spettacoli e risate, musica. Si comincia il 16 luglio a Preore con un’anteprima speciale del festival che unisce teatro ed escursione. Luigi D’Elia ci racconterà la storia d’amore e di felicità di Andrè e Dorine. L’attore pugliese andrà in scena anche il 17 luglio a Riva del Garda, nella Riserva Provinciale del Monte Brione, dove ci narrerà La grande foresta, la storia dell’ultimo lupo di Puglia. A Montagne, venerdì 22 e sabato 23 luglio si aprirà la VI edizione del festival, in cui saranno proposti spettacoli teatrali e momenti musicali, intervallati alla danza e a incontri con l’autore. Ospiteremo l’autore-attore Giuseppe Cederna (premio Oscar con Mediterraneo di Gabriele Salvatores), con il racconto-incontro Di passi e di respiri, mentre il gruppo musicale dei Luf ci guiderà tra le note del loro folk rock camuno. Ancora di musica si narra e suona nello spettacolo Fissò Armonikos di e con Giorgio Felicetti e con Valentina Bonafoni e la Piccola Orchestra Armonikos. Tra gli eventi in programma, troveranno spazio anche quattro racconti elaborati nel laboratorio residenziale di Montagne Racconta a cura di Francesco Niccolini, tenutosi tra maggio

e luglio, con narratori provenienti da tutta Italia. Altra novità dell’edizione 2016 è lo spettacolo A so casa frutto del lavoro di Roberto Aldorasi con gli abitanti di Montagne, con i Cori Monte Iron e Cima Tosa e con la Banda di Ragoli che metteranno in scena la loro storia e le loro emozioni in una coinvolgente performance che mescola teatro, azione, musica e sentimenti. Lo spazio dedicato alla danza, altra novità 2016, prevede l’esibizione di Claire Lise Daucher e Anne Palomeres nella poetica pièce Corrispondenze. Di particolare rilievo è lo spettacolo Cammelli a Barbiana sulla vita di Don Milani, nella cornice insolita di una passeggiata tra il profumo dei boschi e lo spettacolo della natura di Montagne. Si rinnova lo spazio dedicato ai bambini nella sezione del Prato delle meraviglie, con momenti di animazione a cura di Luisa Ferrari e Nadia Simeonova e lo spettacolo di burattini L’amore delle tre melarance di Luciano Gottardi. Una straordinaria trasmissione Radio del festival a cura di Alessio Kogoj e Nicola Sordo andrà in onda nella due giorni di narrazione. La serata di venerdì si chiude con la rivisitazione comica dell’Orlando furioso con il sorprendente Orlando furiosamente solo rotolando di e con Enrico Messina. Sabato sarà la volta di Saverio La Ruina con lo spettacolo Italianesi in cui sarà raccontata la vicenda storica degli italiani d’Albania. Ritorna dunque il festival Montagne Racconta, diventato ormai un appuntamento atteso a livello locale e nazionale. Contestualizzato negli eventi del territorio, il festival promuove l’idea di un incontro tra parole che vengono da fuori e storie che Montagne stessa racconta.


Attualità

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i tratta del progetto di tirocinio formativo promosso dalla Comunità delle Giudicarie e dai Bim del Sarca e del Chiese, grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Lavoro e i Piani Giovani della Rendena&Busa e della Valle del Chiese e rivolto ai ragazzi delle Giudicarie che vogliono entrare nel mondo del lavoro cimentandosi con un’esperienza in azienda. Un intervento in linea con quanto fatto negli anni passati, ma diverso nei destinatari dato che gli iscritti alle scuole professionali e superiori – cui solitamente si rivolgeva l’iniziativa – saranno ora seguiti direttamente dagli istituti, come prevede la normativa. “È un’iniziativa per aiutare i giovani ad avere una prospettiva per il proprio futuro e avvicinarli al mondo del lavoro, aspetto prioritario per una Comunità che vuole puntare sul capitale umano quale elemento primario per lo sviluppo sostenibile”, precisano il Presidente della Comunità Giorgio Butterini e l’Assessore alle Politiche sociali e Istruzione Michela Simoni. “Anche il Bim del Chiese ha voluto essere della partita”, spiega il Presidente dell’ente chiesano Franco Bazzoli. “I giovani sono da sempre una nostra priorità così come l’attenzione alla loro istruzione e crescita ma anche al loro inserimento nel mer-

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Tirocini formativi per i giovani giudicariesi Un’occasione per entrare nel mondo del lavoro

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i rivolge ai giovani disoccupati neo-diplomati delle scuole superiori di secondo grado, ai ragazzi che hanno conseguito l’attestato di qualifica delle scuole professionali, ai cato del lavoro”, prosegue Bazzoli. Le iscrizioni si chiuderanno il 31 agosto. Gli interessati dovranno inviare la domanda di partecipazione utilizzando i moduli reperibili dal sito della Comunità via mail a tioneci@agenzialavoro.tn.it, tramite fax al numero 0461/493289 o a mano presso il Centro per l’Impiego di

neo-laureati che hanno terminato il loro percorso studi nell’anno scolastico 2014/15 o 2015/16 ma anche agli studenti fino ai 29 anni iscritti all’Università. Tione. I tirocini potranno partire dall’11 luglio e potranno avere una durata compresa fra le 4 e le 8 settimane (12 per gli universitari). Per tutti è prevista una “borsa di tirocinio”, pari a 100,00 euro settimanali o ad un importo rideterminato se le ore di tirocinio sono inferiori al 50% dell’orario di riferimento.

Qualora le richieste di adesione dovessero superare il numero delle opportunità individuate, sarà data precedenza ai tirocinanti che hanno presentato per primi la domanda o, a parità di data di presentazione, ai progetti di tirocinio maggiormente coerenti con il titolo di studio conseguito. Per informazioni è possibile rivolgersi al Servizio Segreteria e Istruzione ella Comunità al numero 0465/339509, email: istruzione@comunitadellegiudica rie.it e/o presso il Centro per l’impiego di Tione al numero 0461/493280 o via mail.

Un’estate tutta da vivere in Valle del Chiese Visite guidate, laboratori, escursioni e numerosi poli ecomuseali per assaporare il nostro territorio L’estate dell’Ecomuseo della Valle del Chiese si inaugura il 29 giugno, data di inizio delle attività di visita e scoperta dei tesori locali che interesseranno le dieci settimane estive. Il programma è ricco e rivolto a tutti: dai grandi ai piccini. Secondo un calendario settimanale, dal mercoledì al sabato, saranno tante le opportunità per trascorrere del tempo contatto con la natura, la storia e i prodotti della terra. Senza dimentica i poli ecomuseali che, in maniera continuativa, apriranno le porte per accogliere tutti i visitatori che vorranno cogliere il fascino del territorio chiesano. Le attività settimanali, che si ripeteranno regolarmente fino al 4 settembre, si aprono di mercoledì con “I PAESAGGI DEL GU-

delle Giudicarie centrali in collaborazione con il Parco naturale Adamello Brenta a rotazione in Val di Breguzzo o in Val di Fumo; nel tardo pomeriggio tornano LE VIE DEL SACRO”, le visite guidate alle preziose chiese e Pievi disseminate in Valle del Chiese, custodi di tesori artistici ed architettonici.

STO”, visite ai luoghi di produzione delle specialità gastronomiche della valle a cui segue una piccola degustazione. Tra farina gialla di Storo, Spressa Dop, salmerino, piante officinali, formaggi di malga e miele, un itinerario a tutto gusto, realizzato anche grazie alla collaborazione della Condotta Slow food delle Giudicarie,

della Strada del vino e dei sapori del Trentino, della rete di riserve Alpi Ledrensi e dei tanti produttori locali che aderiscono all’iniziativa. I giovedì a farla da padrone saranno i “POLI DA FAVOLA”, pomeriggi a misura di famiglia dove attraverso letture animate e laboratori manuali grandi e pic-

coli potranno scoprire leggende e antiche vicende locali, il tutto nella magica cornice di castelli e fortezze, musei e sentieri di volta in volta diversi. I venerdì doppio appuntamento: la mattina per gli amanti della natura c’è PAESAGGI D’INCANTO, escursioni organizzate dai Consorzi turistici della Valle del Chiese e

I sabati la mattina si apre con i laboratori per famiglie DI NECESSITÀ VIRTÙ, dove la manualità e l’estro artistico incontrano le tradizionali materie prime della valle tra legno, feltro e pietra. Il pomeriggio invece è dedicato ai CAMMINI DI GUERRA, passeggiate nei luoghi della storia: dal cimitero monumentale austro-ungarico, alle trincee di San Lorenzo, dal sentiero “a difesa del Chiese” a quello storico natura-

listico di Pracul. Dal primo fine settimana di luglio prenderanno il via anche le aperture dei poli ecomuseali della Valle, musei, forti, sentieri etnografici e luoghi della memoria dove scoprire, grazie al prezioso lavoro delle amministrazioni comunali e di tante associazioni coinvolte, il fascino della Valle. Per partecipare alle attività (gratuite per i bambini fino ai 12, oltre i 65 anni e con Trentino Guest card) è necessaria la prenotazione entro il giorno precedente la visita al Consorzio Turistico Valle del Chiese (0465901217). Per conoscere maggiori dettagli sulle iniziative e le aperture dei poli: www.visitchiese. it - www.ecomuseovalledelchiese.it.

I Comuni della Valle del Chiese, attraverso il Consorzio, mettono in condivisione le giuste risorse per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio attuato attraverso numerosi progetti: Sovracomunalità, Contributi, Piani di zonizzazione acustica, Certificazioni ambientali, P.R.I.C., P.A.E.S., Progetto Legno, Energie rinnovabili, E.S.C.O. BIM e Comuni del Chiese S.p.A., Centro Studi Judicaria, Consorzio Turistico ed Ecomuseo della Valle del Chiese, Case di riposo, Intervento 19, Fotovoltaici, Agricoltura, Filiera del legno, Piano giovani di zona, Borse di studio, Grest estivi, Sistema bibliotecario di valle, Lavagne LIM, Sport, SGM e Scuole materne.

CONTATTI: Via O. Baratieri, 11 - 38083 Borgo Chiese (TN) - tel. 0465/621048 - fax 0465/621720 segreteria@bimchiese.tn.it - bimchiese@bimchiese.tn.it - www.bimchiese.tn.it


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Eventi

LUGLIO 2016

A luglio ed agosto lo spettacolo itinerante in Val Genova mette al centro l’ambiente e il rapporto uomo-montagna

..“E uscimmo a riveder le stelle” “...E uscimmo a riveder le stelle...” si dipana in cinque diversi momenti e situazioni: Vivere in montagna; La fiaba: sulle tracce del bosco incantato; La Val Genova si racconta; Luci sulla cascata; Assaggio prodotti locali. “Il progetto si propone di offrire alla popolazione residente ed ai turisti una serata fra emozioni e pensiero lungo un itinerario che pone al centro le cascate del Nardis, ma che poi si snoda in altre location, ognuna delle quali è dedicata ad un tema coerente con questi luoghi e, più in generale, con la montagna. La natura del Trentino è già uno spettacolo di per sé; accompagnarla con l’arte e/o la letteratura permette di fare un altro passo verso il sublime. Godersi esibizioni o performance di artisti, musicisti, scrittori, nel palcoscenico naturale delle montagne più belle del mondo è un’esperienza che non si dimentica”, ricorda l’ideatore del progetto Tiziano Salvaterra. Uno spettacolo itinerante che si svolgerà in alcune scene individuate dalla direzione artistica, che possono essere così espresse: set dell’antropologia Vivere in montagna: “Sono gli uomini che rendono le terre vive e

La Cooperativa ArteGiovane, in collaborazione con il Parco Naturale Adamello Brenta e con il sostegno della pro Loco di Carisolo, organizza uno spettacolo itinerante “...E uscimmo a riveder le stelle...” nel magico ambiente naturale della Cascate Nardis della Val Genova. L’iniziativa “...E uscimmo a riveder

le stelle...” si inserisce all’interno del festival “L’arte dell’Incontro”, organizzato da ArteGiovane, e propone quattro eventi nelle serate del 21e 28 Luglio, 4 e 11 Agosto. Lo spettacolo si terrà alle 21 con partenza dal Parcheggio di Ponte Verde Val Genova Carisolo.

care” : perché vivere oggi in montagna? Quali sono i suoi vantaggi e i suoi punti critici? Un dialogo a più voci con esperti della vita di montagna e del Parco stesso.

luci, di giochi sull’acqua che attraverso l’ausilio dei docenti della Scuola Musicale delle Giudicarie Vanessa Corradi e Carlo Salvaterra e alcuni loro allievi coinvolgerà di

Ci sarà poi il set delle fiabe e leggende : itrovarsi insieme grandi e piccoli a tendere l’orecchio per ascoltare un oceano diversificato di suoni, insieme al fruscio del vento fra gli abeti e in mezzo agli alberi riscoprire gli abitanti del bosco che narrano storie di un mondo fatato ma reale. L’attore Paolo Vicentini, docente presso il teatro Portland di Trento, narrerà con suoni, melodie la ricerca di questo mondo magico e fantastico come è il bosco e la natura che lo pervade. Poi il set della storia: la val Genova si racconta Questa tappa vuole rievocare i grandi avvenimenti della Storia e le piccole vicende di antichi riti e vecchie tradizioni di luoghi e paesaggi forse dimenticati, ma sempre carichi di storia e di ricordi, sotto lo sguardo di diversi testimoni del loro

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 14 n° 7 luglio 2016 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Matteo Ciaghi, Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Francesco Brunelli, Alberto Carli, Umberto Fedrizzi , Enrico Gasperi, Marco Maestri, Elisa Pasquazzo, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 30 giugno 2016 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

tempo di un passato che continua a riaffiorare. Infine il set dell’acqua della magia e della natura: di fronte alle Cascate Nardis si giunge all’esplosione di suoni e di

danze e musiche lo spettatore nella bellezza e nel grande dono dell’acqua. Infine l’itinerario si concluderà dopo un’ora di percorso con l’assaggio di prodotti tipici delle no-

stre valli. Lo spettacolo a pagamento per un massimo di 200 persone a serata costa 10 euro intero e 5 euro ridotto (studenti). E’ possibile prenotarsi presso la sede del Parco Naturale Adamello Brenta, la Pro Loco di Carisolo, Info di Madonna di Campiglio, Geopark Carisolo, APT Pinzolo e sul luogo della partenza.


Memoria

Ezio Franzi

Ma fu con l’installazione del detto aeroporto nel Lomaso nell’autunno del 1917, per contrastare l’indisturbata attività aerea italiana nei cieli giudicariesi, che iniziarono a vedersi (e sentirsi) veri e propri duelli aerei: spettacoli senz’altro drammatici e cruenti, ma agli occhi dei civili potevano anche apparire come affascinanti letture in chiave futurista di duelli tra cavalieri (una lettura, questa, fatta spesso anche dagli stessi piloti). Tuttavia, se da un lato il nuovo campo di aviazione divenne fulcro di attività di intercettazione di aerei nemici, dall’altro divenne anche obiettivo primario di bombardamenti e mitragliamenti a bassa quota per neutralizzarlo: tra gli attacchi più intensi la notte del 4 maggio 1918, quando un dirigibile italiano sganciò sopra l’aeroporto una tonnellata di esplosivo, e la mattina del 5 una intera squadriglia di bombardieri ripeté l’operazione. Nonostante gli sforzi austro ungarici, la ricognizione aerea italiana non conobbe mai soste, anche se ora disturbata dal nuovo aeroporto e dall’aumento delle postazioni di artiglieria contraerea. Il 13 maggio 1918 alcuni caccia dell’aviazione italiana Hanriot HD.1 della 72° Squadriglia partirono dall’aeroporto di Castenedolo (vicino a Montichiari) per sorvolare la zona del Lomaso con compiti di scorta ad altri aerei da ricognizione. L’Hanriot, di produzione francese, era un agile biplano di costruzione mista metallo e legno, armato con una mitragliatrice e spinto da un motore rotativo capace di velocità fino a 180 km/h ed

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Quando in Rendena atterrò un’aereo da guerra Ezio Franzi planò in completa emergenza nella Piana di Caderzone, quando le Giudicarie erano teatro di guerra

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di Aldo Gottardi

ella guerra aerea in Giudicarie durante il primo conflitto mondiale ne avevamo parlato qualche mese fa. Un lato poco conosciuto oggi della Grande Guerra nella nostra valle anche se all’epoca di enorme importanza strategica in una guerra che si stava facendo via via sempre più tecnologica.

Come ricordato nello scorso articolo dedicato all’aeroporto di Campomaggiore (Campo Lomaso), le Giudicarie videro nei primi anni di guerra sempre più velivoli solcare i propri cieli, dalle prime esili macchine volanti fino agli ultimi potenti e bene armati caccia, bombardieri e ricognitori. so giorno, verso le ore 11, Franzi ritornò in zona per fotografare l’aereo nemico e confermare l’abbattimento, una prassi comune all’epoca.

era ritenuta una macchina abbastanza maneggevole e robusta. Partiti dalla loro base alle prime luci dell’alba, gli aerei sorvolarono il Lago d’Idro, la martoriata Valle di Ledro e Concei, evitarono i tiri delle batterie antiaeree del Tombio, del Monte Misone e delle mitragliatrici delle linee austriache sopra il passo del Ballino, per poi arrivare sopra l’obiettivo. Qui trovarono però ad attenderli alcuni aerei della Fliegerkompanie 54D che, avvertiti del loro arrivo, si erano alzati in volo da Campomaggiore. I caccia austriaci sembravano avere la meglio fin da subito sugli avversari che iniziarono a disperdersi. Sopra

L’aereo di Franzi atterrato alla Piana di Caderzone

il paese di Stenico uno dei piloti imperiali, dotato dei veloci e bene armati caccia Albatros, teneva sotto tiro uno dei lenti ricognitori italiani, ma in suo soccorso arrivò uno dei gregari: il soldato pilota Ezio Franzi, già distintosi in precedenti azioni di guerra. Il suo ar-

rivo prese alla sprovvista il pilota austriaco che non riuscì a rispondere al fuoco e venne abbattuto (sarà la terza vittoria in azione di Franzi). Riusciti a disimpegnarsi, i due aerei italiani velocemente ritornarono con i compagni alla base. Più tardi quello stes-

Da quel momento però non farà più ritorno a Castenedolo. Per giorni i commilitoni cercheranno di avere informazioni sul suo destino arrivando a lanciare messaggi in volo sopra la zona di Stenico, rivolti ai soldati nemici. Ma non avranno alcuna risposta. Solo qualche mese dopo, a guerra quasi finita, alla madre del pilota ormai rassegnata arrivò una lettera firmata dal figlio Ezio: questi, oltre a rassicurare sulle sue buone condizioni di salute, spiegherà finalmente cosa accadde quella mattina del 13 maggio. Tornato nei cieli di Stenico, dove aveva abbattuto l’aereo nemico, Franzi si ritrovò subito ingaggiato in un duello aereo con un altro caccia austriaco. Quest’ultimo dopo alcuni volteggi, manovre ed inseguimenti, riuscì a danneggiare in modo serio l’Hanriot all’elica, al motore e all’ala destra, costringendo l’italiano a tentare un atterraggio di fortuna in territorio nemico: disimpegnatosi dal combattimento, superò a fatica la Val d’Algone e iniziò una pericolosa discesa lungo la Val Rendena, finché riuscì in precarie

condizioni di manovrabilità a far atterrare il suo aereo nella piana tra Caderzone e Pinzolo senza riportare ferite. In questi casi, il pilota sarebbe tenuto a distruggere e rendere inservibile l’aereo perché non sia riutilizzabile dal nemico, ma il rapido sopraggiungere dei gendarmi austriaci rese impossibile l’operazione. Franzi fu portato al comando di settore ed interrogato, per poi essere avviato alla prigionia, dalla quale ritornerà alla fine della guerra. All’aereo invece spettò un destino differente e curioso: dopo averne accertato i danni, fu subito smontato dai meccanici dell’esercito imperial-regio, caricato su autocarri e trasportato a Trento dove si trovavano le officine militari per essere riparato, ricolorato e rimesso in funzione. Dopo alcuni giorni l’Hanriot, sulle cui fiancate la coccarda tricolore aveva lasciato il posto alla croce nera austriaca, fu inquadrato nella squadriglia da caccia imperiale di stanza all’aeroporto Gardolo, e qui rimase fino alla fine della guerra. Alcune curiosità: -Lo stemma della 72° Squadriglia, il Leone di San Marco dipinto in rosso, non fu cancellato e rimase sulle fiancate dell’aereo anche durante il suo servizio nell’arma aerea austriaca. -Un frammento dell’ala danneggiata dell’Hanriot di Franzi con il suo rivestimento in tela è attualmente conservato e visibile al Museo della Guerra Bianca Adamellina di Spiazzo. Storie della Grande Guerra, storie di una guerra antica e moderna.


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Centenario Grande Guerra

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Sabato 1 luglio 1916 Fronte italiano. Perdite crescenti per l’Italia in Trentino. Per quasi tutto il mese di luglio prosegue la cosiddetta controffensiva italiana in Trentino, non una grande battaglia organizzata con i mezzi necessari, ma una serie di attacchi condotti dai comandi settoriali senza la necessaria preparazione e soprattutto senza un adeguato supporto d’artiglieria media e pesante. In sostanza le truppe furono dissanguate in attacchi locali contro le posizioni austriache dominanti, in parte improvvisate, ma forti per natura. Guadagni territoriali minori, in complesso trascurabili, e perdite crescenti. Perdite durante la controffensiva italiana in Trentino: Italiani morti e feriti 57.400, Austriaci 27.900; dispersi italiani 14.200, Austriaci 25.000. Nel complesso la battaglia degli altipiani, dal 15 maggio al 31 luglio, costò 147.700 perdite italiane (di cui 15.400 morti) e 82.800 austriache (di cui 10.200 morti), senza contare gli ammalati. - Fronte occidentale. Inizia la battaglia della Somme. Si intensifica all’alba il bombardamento britannico, cominciato il 24 giugno, sulle postazioni tedesche a nord della Somme. In poco più di un’ora l’artiglieria scarica 250.000 granate sulle trincee nemiche, una media di 3.500 al minuto. Alle 7.30 le truppe anglo-francesi escono allo scoperto e attaccano su un fronte di 40 chilometri. È l’inizio della battaglia della Somme. Difese tedesche quasi impenetrabili. L’offensiva della Somme è stata concepita con l’obiettivo di sfondare le linee tedesche con un massiccio attacco di fanteria che crei le condizioni favorevoli per un’avanzata della cavalleria e, forse, per la vittoria finale. Nell’immediato, Sir Douglas Haig, comandante in capo del corpo di spedizione britannico, prevede una penetrazione fino a Bapaume, una piccola città all’interno dell’altipiano della Somme, a dieci chilometri dal punto di partenza. L’artiglieria deve preparare il terreno, con il fuoco dei cannoni di campagna sui reticolati di filo spinato che proteggono le linee nemiche e quello dei cannoni pesanti contro l’artiglieria e le trincee. Gli Inglesi fermati dal filo spinato e dalle mitragliatrici. I soldati inglesi che vanno all’assalto gravati di un peso di oltre 30 chili (fucile, munizioni, bombe a mano, razioni alimentari, due maschere antigas ecc.) e senza alcuna altra protezione avanzano in rigide formazioni, riescono a strappare ai Tedeschi due villaggi, Mametz e Montauban, e un caposaldo, la Ridotta Lipsia. Ma sono

Guerra 1914-18 mese per mese -- Luglio 1916

1° luglio 1916: «Mai così tanti morti in un solo giorno» Sul fronte italiano perdite crescenti per l’Italia in Trentino Luglio 1916: un mese anniagli occhi dei singoli e di Mario Antolini Muson versario di guerra “terribildella storia universale. mente insanguinato”, che mi obbliga a trascrive- Fra le righe “parole” tante di quelle parole che re soltanto le “cronache” di un mese macchiato fanno davvero ancora oggi rabbrividire ma che da un’impronta di sangue che nessuno potrà mai soprattutto dovrebbero portarci a motivata ricancellare, ma da perennemente avere davanti flessione. quasi ovunque fermati dal filo spinato ancora intatto e cadono colpiti dalle mitragliatrici tedesche o rimangono bloccati nella terra di nessuno. Solo cinque delle 17 divisioni mandate all’attacco riescono a penetrare nelle trincee tedesche. Mai così tanti morti in un solo giorno. In tutta la Prima guerra mondiale non ci fu un altro giorno di battaglia che richiese un tributo tanto alto di vite umane: morirono oltre 1.000 ufficiali e 20.000 soldati, i feriti gravi furono 25.000. È il giorno peggiore di tutta la storia militare britannica. Nel primo giorno della battaglia è forte anche la sproporzione tra le perdite degli attaccanti e quelle dei Tedeschi, ben trincerati. Il 180° reggimento tedesco perse solo 180 uomini su 3.000, la 4a divisione britannica che lo attaccò ne perse 5.121 su 12.000. Domenica 2 luglio – Fronte occidentale. I Tedeschi resistono sulla Somme. Prosegue la battaglia della Somme. I Tedeschi tentano di riconquistare Montauban ma vengono respinti. E difendono palmo a palmo le loro linee. Martedì 4 luglio - Fronte occidentale. I Francesi impegnati nell’offensiva della Somme hanno catturato 4.000 Tedeschi e sfondato le linee nemiche lungo un fronte di 10 chilometri. Il corrispondente di guerra britannico Philip Gibbs nelle trincee tedesche di Fricourt appena conquistate: «Alcuni dei Tedeschi morti erano ragazzi, troppo giovani per essere uccisi per le colpe dei padri, e altri avrebbero potuto essere giovani oppure vecchi: difficile dirlo. Non avevano faccia, erano solo un ammasso di carne sanguinolenta ricoperta di stracci. Gambe e braccia giacevano di qua e di là, senza un corpo nelle vicinanze». / Fronte ottomano.

Battaglia delle Somme

I ribelli arabi dell’Hegiaz ottengono la loro prima vittoria catturando la città di La Mecca agli Ottomani. Venerdì 7 luglio - Fronte occidentale. Sulla Somme si combatte per un bosco e per poche case. Aspri combattimenti nella zona della Somme. Gli Inglesi conquistano Contalmaison, che però perdono. Attaccano Bosco Mametz ma sono respinti. La battaglia della Somme si sta trasformando in un sanguinoso scontro per la conquista di un bosco o di un villaggio di poche case. Sabato 8 luglio - Fronte orientale. I Russi, che continuano ad avanzare verso ovest, sono arrivati a Delatyn, a circa 50 chilometri dalla frontiera ungherese. Nella prima settimana di luglio hanno fatto oltre 30.000 prigionieri. Lunedì 10 luglio - Fronte occidentale. Ancora un attacco tedesco per arrivare a Verdun. Tedeschi di nuovo all’attacco di Fort Souville, a tre chilometri da Verdun. È l’ultimo tentativo tedesco di sfondare le linee francesi e penetrare in città. L’attacco è stato preceduto da un lancio di fosgene, ma i Francesi

ora hanno maschere antigas efficaci. Un intero battaglione però è annientato dai lanciafiamme tedeschi. Alla fine della giornata la guarnigione del forte di Souville è fuori combattimento, i prigionieri francesi sono 2.400. All’interno del forte resta comunque un manipolo di uomini che riesce a mantenere il controllo dell’ultima roccaforte sulla strada di Verdun. Martedì 11 - Fronte occidentale. I Tedeschi sospendono i loro attacchi a Verdun e si attestano sulla difensiva per poter spostare truppe sul fronte della Somme. / Fronte italiano. Sul Castelletto delle Tofane gli Italiani fanno brillare una mina. Mercoledì 12 luglio – Trento. Gli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi vengono impiccati nel castello del Buonconsiglio a Trento. Combattevano nell’eserci-

to italiano. Sono stati catturati il 10 luglio durante una battaglia per la conquista del Monte Corno, massiccio del Pasubio. Riconosciuti e processati, sono stati condannati dagli Austriaci per alto tradimento. Venerdì 14 luglio - Fronte occidentale. Un violento attacco notturno delle truppe britanniche, su un fronte limitato di circa sei chilometri nella zona della Somme, sorprende la prima linea tedesca, che cede in diversi punti. Tattica nuova: protetti dall’oscurità, i soldati inglesi hanno attraversato un’ampia area scoperta, si sono attestati quasi a ridosso delle trincee nemiche e poco prima dell’alba, preceduti dal fuoco di sbarramento dell’artiglieria, sono andati all’assalto. Hanno conquistato Longueval, Bazentin e il bosco di Trône. Nel pomeriggio fanno la loro comparsa sul campo di battaglia le prime truppe a cavallo britanniche

dall’inizio della guerra. L’avanzata comunque non raggiunge tutti gli obiettivi previsti. Sabato 15 luglio - Fronte occidentale. Scontri all’arma bianca sulla Somme. Primi combattimenti al bosco Delville, zona della Somme, che proseguiranno per due settimane anche con scontri all’arma bianca e feroci bombardamenti. La brigata sudafricana, che conta 3.000 uomini, compirà qui il più alto sacrificio dell’intera guerra. Mercoledì 19 luglio Fronte occidentale. Prima offensiva delle truppe australiane sul fronte occidentale: con un’azione diversiva a Fromelles, a nord della Somme, devono impedire ai Tedeschi di inviare rinforzi sulla linea di combattimento. È un bagno di sangue: gli Australiani riescono a conquistare qualche posizione ma i morti sono 1.708 (la maggior parte “dispersi” tra il fango e i detriti del campo di battaglia), i feriti 4.000, 400 i prigionieri. Muoiono anche 400 Inglesi. Non più di 1.500, tra morti e feriti, le perdite tedesche. Martedì 25 luglio – Fronte orientale. Vittoria russa ai danni degli Ottomani nella battaglia di Erzincan sul fronte del Caucaso. Venerdì 28 luglio - Fronte occidentale. Sulla Somme un inferno inimmaginabile. La vita di trincea sulla Somme: un inferno inimmaginabile, in cui non si vedono che morti e agonizzanti e si sente parlare di interi reggimenti spazzati via dalle mitragliatrici. La macchina bellica tedesca deve essere tutt’altro che usurata, se riescono a combattere in questo modo».


Centenario Grande Guerra Ci riportano, invece, sui fronti militari giudicariesi le pagine del diario del tenente Hecht dal Monte Nòzzolo. «1 luglio 1916. Stamane presto osservo un aereo nemico [italiano] che ci sorvola inseguito da un nostro aereo a cui il nemico spara violentemente ma senza colpirlo. - 8 luglio. Ieri ho sparato per la prima volta; credo che il quinto colpo abbia centrata la trincea nemica: due Italiani sono fuggiti, uno dei quali ferito. Tristi spettacoli di guerra che non smettono di farmi compassione benché ci sia abituato! - 10 luglio. Il tempo è splendido; tappeti di rododendri invadono la brutalità dei reticolati con singolare effetto. Le prime stelle alpine si dischiudono al sole, tra ranuncoli, negritelle e tanti altri bellissimi fiori che si schiudono nella notte pregna di misterioso fascino. - 14 luglio. Di notte il nemico concentra ininterrottamente i proiettori, le mitraglie ed i cannoni contro la nostra posizione Grotta Bianca per molestare i nostri lavori d difesa, ma con scarso successo. Stamane ancora sparatoria contro gli aerei che osservano i lavori, inseguiti dai nostri aviatori. - 18 luglio. Mi assegnano un cadetto dei Kaiserschützen proveniente dalla quota 3400 m. dal Monte Gabbiòlo, nel gruppo della Presanella; là, a suo dire, è molto più bello di qui. - 21 luglio. Nel pomeriggio la batteria italiana di quota 1534 batte la nostra postazione; una granata esplode senza conseguenze. Poi altri colpi contro il nostro proiettore: centrato; un grosso buco squarcia il proiettore. Questi Italiani sparano benissimo! - 28 luglio. Ieri notte c’è stato un temporale; un fulmine ha colpito le valvole della corrente elettrica accendendo la miccia di una mina del campo minato. La civetta ch’è in gabbia con il camoscio è diventata alquanto malinconica; tuttavia mangia con appetito i topi che conserviamo nell’apposita cambusa; ne abbiamo per alimentare una compagnia intera di civette! - 30 luglio. Qui si sta progettando un attacco in forze contro il monte Vìes e la Cìngla. Il comando di un reggimento di fanteria speciale è arrivato a Tione e mortai da 305 sono in viaggio verso di no». Quanto differente questo “stare al fronte” - quasi giocando - in confronto di quanto riportato nella pagina precedente relativamente alle battaglie in corso sugli altri fronti; il tenente austriaco ha anche il tempo di godersi il “bello” e di osservare persino civette che mangiano topi! Ma ogni fronte di guerra ha avuto evidenti modalità di “essere e sentirsi in guerra”. Di ben altra visione del periodo bellico relativamente alle situazioni delle popolazioni nel diario del Perli.

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Luglio 1916 - Ripercussioni in Trentino e in Giudicarie

Il tragico e sofferto mese dell’impiccagione di Battisti e Filzi Anche in Giudicarie è imposta l’esosa consegna dei rami e delle campane

Indimenticabile anche in Trentino il luglio 191. Chiare, infatti, le cronache ed i testi storici: «Il 10 luglio, nel corso di un attacco italiano contro le posizioni austriache del Monte Corno in Vallarsa, gli Austriaci catturano Cesare Battisti e Fabio Filzi. Entrambi vengono trasfe«5 luglio 1916 - Il tempo continua a fare il matto: pioggia, sole e vento e viceversa ogni dì. / L’Inghilterra finalmente riversò i suoi milioni di soldati (tante volte promessi e decantati) nelle Fiandre e iniziò l’offensiva contro la Germania. Ne vedremo l’esito. In questo momento, dunque, le forze delle potenze centrali sono intente a difendersi da forti e violenti attacchi ad occidente e ad oriente e mezzodì. / Eppure da ogni parte si levano voti e voci di pace. Farebbero e direbbero di più se la paura del giudizio statario, o di essere internati, non soffocasse nel cuore lo sfogo delle sofferenze e dei lamenti. / Da notarsi ciò che osserva il critico militare Marath, che cioè la Russia, in mancanza di ufficiali propri, chiama istruttori francesi, inglesi e giapponesi. Le batterie giapponesi sono condotte dai gialli e gl’ingegneri francesi istruiscono nel modo di guerreggiare con granate a mano. L’Intesa che trova il suo più forte sostegno nell’inesauribile popolazione russa concorre volentieri ad addestrarla, e con essa allestire il materiale umano di guerra. Tanto è confermato anche dai prigionieri russi. 10 luglio – Questa mattina sopra la Busa di Tione si aggirarono tre aeroplani italiani; gettarono tre bombe sulle sponde del’Arnò per colpire i rispettivi ponti, ed una presso Bolbeno. Nissun danno. Sono le prime; saranno anche le ultime? / L’offensiva franco-inglese alle Somme, l’estensione degli attacchi russi, i ripetuti tentativi dell’offensiva italiana, e a chiudere in occidente il bagno di sangue a Verdun, assalto e contr’attacchi a riprese, la più potente artiglieria concentrata su tutti i fronti che di dì e di notte vomitano stragi e morti; tutto ciò è un dramma, che non ha riscontro nemmeno nel corso antecedente dell’attuale guerra mondiale. È senza dubbio lo sforzo supremo, il massimo degli orrori a cui assistemmo finora. Un cerchio di ferro e di fuoco, ardenti

riti ad Aldeno, sede del comando operativo austriaco del fronte lagarino, per poi essere condotti nelle carceri del castello del Buonconsiglio a Trento, dove saranno processati per alto tradimento. Il 12 luglio vengono impiccati nella fossa del castello» (Benvenuti).

Battisti viene portato verso il patibolo

e smaniose battaglie che divampano da ogni lato attorno all’Europa. 12 luglio. Una cartolina mandataci dalla Russia in data 23 maggio da certo Giacomo Radoani - un Condinese prigioniero a Tokolgavern di Samara, cittadina russa – ci annuncia la morte avvenuta colà di tre Tionesi: � � � Umberto Armani fu Camillo, Gaetano Salvaterra di Davide Rizzo e Agostino Tomasi di Pio Goso avvenuta nel dicembre ultimo scorso. / Questa sera ci arrivò la notizia che, la sera di domenica, i nostri bersaglieri provvisori, in un assalto dato sul Monte Corno in Vallarsa, contro un reparto di Alpini italiani, fecero 455 prigionieri, fra i quali trovarono il dottor Cesare Battiti quale tenente e Fabio Filzi di Rovereto. Al principio della guerra [Battisti] era fuggito in Italia a tenere conferenze popolari eccitando l’Italia a uscire dalla sua neutralità e mettersi contro le Centrali. Scoppiata che fu la guerra, brandì egli pure le armi contro l’aquila bicipite, che domenica l’afferrò e ne farà vendetta. Dotato di svegliato ingegno, colto, di parola affascinante, trascinò molti in braccio al socialismo, e molti più ne attossicò religiosamente colla sua penna astiosa contro il clero. Di convinzioni era liberale radicale sotto la veste del socialista. Fu condannato alla

morte del capestro e, questa sera alle 7,30, ne sarà eseguita la sentenza sulla piazza del castello del Buon Consiglio di Trento. Morì impenitente. Il Filzi ricevette i Santi Sacramenti. / Il Comitato d’approvvigionamento per il Distretto giudiziario di Tione ricevette finora dal Comitato regionale di Trento, succursale del provinciale di Innsbruck, quintali 5.345 di farine per l’importo complessivo di corone 410.752, e altri generi diversi per corone 58.000. Ma per quietare la fame generale ne sarebbero occorsi tre volte tanti. 15 luglio. La temperatura va di pari passo colla guerra nel congiurare ai nostri danni. Siamo alla metà di luglio senza aver goduto di una sola giornata estiva. Di meglio, però, non meritiamo, perché la fede religiosa e i costumi discendono verso il fondo. La gioventù femminile dà tutta la possibile libertà alla sua innata leggerezza, ambizione e sensualità; quella maschile non ancor matura per il fronte fa la spregiudicata contro tutto ciò che sa di religione, e maneggia ostentatamente le più sfacciate e orrende bestemmie. Poveri noi se la misericordia di Dio lasciasse libera mano alla divina giustizia! 17 luglio. Eccovi qui l’odierna tariffa capitale: cipolle a corone 1,20; il caffè a corone 11,40; il

sale a corone 0,32; il burro a 6,60; il formaggio a 12; il nostrano di malga a 8; la carne di vitello a 8; la carne di manzo a corone 5; il salame all’aglio a 15; il vino fio a 2,80; la legna di faggio a corone 13 al metro cubo; la legna dolce a 10; le ciliegie a 1,20; le patate nuove a 0,36; le brìse (porcini) a 1,20; il mirtillo nero a 0,72; un uovo a 0,30. / In questi giorni la Germania s’è messa in comunicazione commerciale cogli Stati Uniti mediante sottomarini. / L’amministrazione militare [in Giudicarie] iniziò una strada che partendo dallo stradone rendenese deve arrivare su fino a Campantìc [sui Monti di Tione] a grandi zig-zag per 17 chilometri. / La guerra, intanto, arde maledettamente nella Galizia e in Volinia ed attorno a Verdun. Vi stanno agglomerate masse di uomini e di tutti i mezzi tecnici di guerra moderna. Questo movimento d’insieme è di una grandiosità tale da far impallidire la memoria delle grandi imprese napoleoniche. Le nostre famiglie, a siffatte notizie, tremano e sospirano pei soldati loro famigliari sui fronti. 24 Luglio - Anche i pubblici esercenti, negozianti eccetera, ora devono consegnare i loro utensili di rame, ottone, nichelio all’amministrazione militare. Alla consegna ricevono non denaro, ma un obbligo o reversale

di pagamento. / Fu emanato l’ordine per la requisizione anche delle campane. / Nelle nostre sofferenze ci conforta il pensiero d’una Provvidenza, che tutto veglia e governa alla gloria di Dio e al bene nostro e in pari tempo al glorioso trionfo della Chiesa militante. 28 Luglio - In questi giorni è stato requisito il rame che ancor rimaneva nelle famiglie private di Tione a corone 4,50. Vi lasciassero almeno in qualche famiglia il paiolo per la polenta! Ne requisirono altri 39 quintali. Fu uno strappo oltremodo rincrescioso alle famiglie e specialmente nel privarsi delle caldaie per il bucato. 30 Luglio - Già due anni di guerra! Due anni di ansie, di apprensioni, di dolori e di speranze! Sembrano due giorni, sembrano due secoli! Il 28 luglio 1914 chi mai poteva immaginare che la guerra, ormai imposta ai popoli, sarebbe durata tanto? Quante vittime umane, quante catastrofi in questi due anni! Nissuna pietà, nissun riguardo pei popoli!... Alle grida di pace dei popoli martirizzati la plutocrazia risponde con inni di guerra! Sembra che in Europa siasi spento ogni sentimento di civiltà e umanità! E fin quando?... / Il Sommo Pontefice Benedetto XV invitò per domani tutta la gioventù cattolica del mondo alla santa Comunione per levare al cielo, insieme con lui, le mani supplichevoli per impetrare dal cielo quella pace quam mundos dare non potest. / Gl’Italiani sfruttano ora il caso Battisti decretandogli monumenti eccetera per stimolare nelle masse l’odio contro l’Austria. / Alla fine di due anni di guerra le centrali occupano 29.000 Klm2 nel Belgio, 21.000 in Francia, 280.000 in Russia, 87.000 in Serbia; 140.000 nel Montenero, in tutto Klm2 431.000. Mentre i nemici occupano nell’Alsazia circa 1.000 Klmq. e in Galizia e Bucovina 22.000. / I prigionieri di guerra in mano delle potenze centrali sono 2.658.283, fra i quali 1.981.631 Russi con un bottino di 11.000 cannoni con oltre 9.000 carri di munizioni, 1 milione e mezzo di fucili eccetera». Mario Antolini Musón


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Sport

LUGLIO 2016

La presenza delle due società è frutto di un importante lavoro di squadra, che nelle ultime settimane ha visto operare in sinergia il Consorzio Turistico Valle del Chiese con il presidente Massimo Valenti, l’ Amministrazione comunale di Storo con il sindaco Luca Turinelli e gli assessori Stefania Giacometti e Fabio Marini, e il Bim con il presidente Franco Bazzoli. E nella seconda metà di agosto sarà poi Roncone-Sella Giudicarie a ospitare la preparazione della formazione giovanile del Bayern Monaco Under 14, una delle realtà calcistiche su cui puntano Trentino Marketing e l’assessorato provinciale al Turismo per promuovere in Germania l’immagine turistica del Trentino tra i milioni di fans FCB, che rappresentano il 50% dei milioni di tifosi del calcio in Germania. Un numero stratosferico, ideale per ogni azione di promozione turistica. E per questo contatti sono in corso per cercare di realizzare un piccolo pool di aziende interessate ad avere visibilità durante il ritiro e a promuovere la propria produzione sul mercato veronese e toscano nel corso del Campionato, grazie agli accordi di partnership raggiunti9 con le due società. Per quanto riguarda il Pisa la squadra guidata da Rino Gattuso arriverà il 16 luglio e si allenerà in Valle del Chiese sino al 27 luglio. Come ha confermato il Ds Pietro Tomei nel sopralluogo fatto in settimana a Storo assieme al preparatore atletico, nel periodo del ritiro sono previste tre amichevoli. Il programma prevede due allenamenti al

Con Hellas Verona e Pisa grande calcio in Valle del Chiese A Storo anche la primavera del Verona e a Roncone l’Under 14 del Bayern Monaco

Sarà un’estate di grande calcio per la Valle del Chiese, che a luglio e agosto ospiterà a Storo la preparazione precampionato due squadre della storia del calcio italiano, entrambe al via del prossimo campionato nazionale di Serie B: l’Hellas Verona e l’Ac Pisa 1910 di Rino Gattuso. giorno. “La struttura di Storo è eccellente come pure l’Hotel Castel Lodron dove alloggeremo - ha commentato Tomei -. Spogliatoi e area servizi sono di livello superiore – ha aggiunto – e con delle piccole migliorie al secondo campo certamente lo Stadio Grilli può proporsi ad ospitare ritiri di livello superiore”. L’Hellas arriverà il 28 luglio per il Pre Season Training Camp Valle del Chiese, come lo ha definito il responsabile commerciale gialloblù, Marco Sorosina nella recente presentazione dei ritiri 2016 nella sede di trentino marketing, presenti l’assessore Michele Dallapiccola e il ceo Maurizio Rossini. La squadra allenata da Pecchia rimarrà a Storo sino a lunedì primo agosto. Lo stesso giorno sarà a Storo la formazione Primavera Gialloblù, che vi soggiornerà sino a venerdì 5. «Volevamo fortemente svolgere la seconda parte del ritiro più vicino a Verona rispetto alle preceden-

ti e recenti esperienze – spiega Sorosina - e certamente il Trentino, con la Valle del Chiese, è la meta ideale per soddisfare questa esigenza. La nostra tifoseria è molto vicina alla squadra e poter raggiungere Storo velocemente, anche in giornata, è un fattore importante». L’accordo tra il Consorzio Turistico del Chiese e Hellas Verona prevede la disputa di una amichevole domenica 31 luglio allo Stadio Grilli di Storo con la squadra greca del Panetolikos, che milita nella Football League (Serie B) e gioca ad Agrinio, città posta nella Grecia Occidentale quasi sul Mar Adriatico. Curiosamente la divisa sociale ha stessi colori dell’Hellas ovvero il gialloblù. Si tratta di un appuntamento importante perché rappresenta l’ultimo test prima dell’esordio in Coppa Italia e molto probabilmente Mister Pecchia dovrebbe testare in campo l’undici pronto a scendere in

campo una settimana dopo nella prima partita ufficiale della nuova stagione. Insomma, un appuntamento da non perdere per i tifosi veronesi che si affianca agli allenamenti quotidiani. Il Pre Season Training Camp dell’Hellas nella valle del Chiese prevede anche un appuntamento serale in piazza a Storo (le date potrebbero essere quelle di venerdì 28 o di sabato 29 luglio): un incontro con alcuni giocatori creato a favore di quei tifosi impossibilitati a raggiungere la squadra nella prima parte del ritiro. Per la Valle del Chiese è poi significativa la presenza della squadra Primavera dell’Hellas che permetterà a quest’area del Trentino Occidentale, posta tra il lago d’Idro e le Dolomiti di Brenta, di avere una grande visibilità durante le partite casalinghe della formazione gialloblù nel campionato nazionale di categoria.

La festa giovanile per pulcini e primi calci che sancisce la chiusura della stagione sportiva pievana

Il futuro del calcio giudicariese Giornata all’insegna del divertimento sportivo quella che si è svolta giovedì 2 giugno 2016 presso il centro sportivo di Pieve di Bono, dove bambini e adulti si sono trovati a vivere congiuntamente l’intera giornata festiva di inizio giugno partecipando con grande passione ed armonia alla quarta edizione della “Festa delle Scuole Calcio” riservata alle categorie primi calci e pulcini organizzata dall’U.S. Pieve di Bono, rappresentata dal Presidente Bruno Aricocchi, in collaborazione con il comitato FIGC di Trento, con il presidente Ettore Pellizzari, che ha presenziato alle prime sfide svolte nella mattinata. Alla manifestazione, oltre all’Unione Sportiva Pieve di Bono, società organizzatrice ed ospitante, erano presenti le squadre della società A.s.d. CalcioChiese, U.S. Condinese, U.S. Alta Giudicarie, U.s. Bagolino, U.s. Caffarese e U.s. Comano Terme Fiave, per un totale di circa 150 bambini impegnati fin dalla

prima mattina nei campetti realizzati per l’occasione sul sintetico del comunale di Pieve di Bono grazie anche al coordinamento e alla collaborazione del delegato all’attività giovanile del comitato di Trento, Bruno Zucchelli. L’ottima riuscita della manifestazione è dovuta anche all’impegno dei dirigenti dell’U.S. Pieve di Bono che come ogni anno hanno saputo preparare al meglio il torneo con entusiasmo e spirito di aggregazione, riuscendo a far passare l’aspetto agonistico in secondo piano. L’obiettivo dell’evento, dichiarato esplicitamente dagli organizzatori, è quello di dare l’occasione ai bambini di poter passare una giornata di divertimento giocando a pallone, tralasciando rivalità di ogni genere. Infatti, il regolamento del torneo, non prevedeva nessuna classifica e nessun “premio” a coloro che sul campo hanno ottenuto la vittoria, ma solamente una ricca merenda con dolci, preparati dai genitori, come riconoscimento dell’impegno profuso durante le partite. All’ora

di pranzo, grazie all’aiuto dei collaboratori che da sempre seguono con grande calore la società della conca Pievana, c’è stata inoltre l’occasione, per tutti di presenti, di poter mangiare un piatto di pasta in compagnia. Soddisfazione quindi per dirigenti, tecnici e atleti dell’Unione Sportiva Pieve di Bono, che anche dall’esito positivo di questa quarta edizione della “Festa delle Scuole Calcio” che, come ormai tradizione, rappresenta l’atto conclusivo di un’annata intensa, hanno la conferma dell’importanza e della bontà del lavoro svolto nel settore giovanile, garanzia di continuità per il futuro della società. Appuntamento quindi all’anno prossimo, con l’auspicio e la speranza che queste manifestazioni possano continuare a mantenere quello spirito “puro”, caratteristico dell’attività giovanile, e siano vissute come opportunità di aggregazione e per trascorrere alcuni momenti in compagnia all’insegna dei valori positivi che lo sport riesce ancora a dare, almeno a questi livelli. Marco Maestri

I migliori giovani calciatori in Val Rendena per tre giorni di sport

Trofeo Internazionale “Euregio – G.S. Javrè”

La selezione trentina

Si è conclusa tra l’entusiasmo del numeroso e divertito pubblico di Javrè la prima edizione del Trofeo Internazionale di calcio giovanile “Euregio – G.S. Javrè”: tre giorni di sport, divertimento e aggregazione, tra venerdì 17 e domenica 19 giugno, con il meraviglioso paesaggio locale quale perfetta cornice dell’evento. Alla manifestazione, riservata alla categoria Allievi classe 2000, hanno partecipato le Rappresentative del Comitato Provinciale di Trento, del Comitato Provinciale di Bolzano, della Federazione Tirolese e del Comitato Regionale Friulano, che si sono sfidate in un girone all’italiana. Un’occasione per porre la Val Rendena al centro del movimento calcistico giovanile e per attirare tutti gli appassionati di sport che hanno potuto deliziarsi con le giocate di alcuni tra i talenti più promettenti dell’arco alpino. Bilancio finale più che positivo per tutti gli organizzatori, con il Gruppo Sportivo Javrè in prima linea in veste di principale promotore dell’iniziativa: “L’obiettivo è riproporre questo avvenimento anche nei prossimi anni, trasformando questo torneo in un appuntamento importante e consolidato” precisa il giovane e attivissimo presidente Federico Dallavalle ribadendo quanto già affermato durante la cerimonia di apertura. Si mira dunque a favorire la crescita e l’attività sportiva dei giovani, ma anche a creare nuove opportunità in ambito economico. Tra le motivazioni che hanno portato a sostenere lo svolgimento del torneo non va collocato in secondo piano il desiderio di rendere omaggio a quanti negli oltre cinquant’anni di storia del Gs Javrè hanno fornito il loro instancabile contributo, ricordando in modo particolare i compianti Carlo Eligio Valentini, Italo Valentini, Lino Valentini e Sergio Gottardi. I presenti hanno altresì assistito ad una lieta sorpresa per Paolo Ghezzi, allenatore della Società Calcistica Val Rendena vincitrice del campionato Allievi provinciali, premiato per il suo operato nel calcio giovanile e per aver vinto con la squadra allievi della Scuola Calcio Valrendena il campionato provinciale. Passando al calcio giocato, nella gara d’esordio disputatasi a Caderzone l’attrezzata formazione tirolese ha sconfitto di misura i ragazzi trentini, puniti dalla magnifica rete di Bacher in chiusura di primo tempo. In attesa delle partite successive tutti i partecipanti si sono poi ritrovati alla Cooperativa sociale Casa Terre Comuni di Vigo Rendena. Momenti di convivialità, quelli trascorsi per i pranzi e le cene presso la struttura gestita da Tiziano Salvaterra, dove atleti e accompagnatori hanno potuto confrontarsi e conversare gustando prelibati piatti tipici. Nel pomeriggio si ritorna nel suggestivo panorama di Caderzone con la sfida tra CR Friuli e Federazione Tirolese, poi le partite successive confermano il Friuli vincitore del torneo a punteggio pieno, ma ci sono applausi sinceri per tutti.


Sport A questo punto, la domenica pomeriggio inizieranno le sfide ad eliminazione diretta per contendersi l’accesso a semifinali e finali. In questa maniera, nell’arco di sole 48 ore si disputano ben 37 partite ed è proprio questa la peculiarità del Torneo di calcetto di Borgo Lares: partite ravvicinatissime, senza un attimo di respiro, dove la tenuta psicologica rappresenta forse il segreto per la vittoria. Ma non è certo finita qui, visto che durante la due giorni sarà presente un fornito spaccio bar e sarà attiva una cucina che sfornerà panini, patatine fritte e crepes per tutto l’arco delle giornate; ci saranno poi ben quattro “pasta party” (alle 12.00 e alle 19.00 di entrambi i giorni) durante i quali sarà possibile per tutti gustarsi un bel piatto di maccheroni.

LUGLIO 2016 - pag. La X^ edizione del torneo di calcetto e la gara ciclistica gli eventi più attesi

9-10 luglio: Grande Sagra a Borgo Lares A Bolbeno fervono i preparativi per una delle manifestazioni più attese delle Giudicarie

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abato 9 luglio ad 11.00 prenderà inizio a Borgo Lares, presso il parco giochi di Bolbeno, una delle due giorni di festeggiamenti più divertenti e pazze delle Giudicarie, in occasione della Sagra di Bolbeno. In particolare si svolgerà la decima edizione di un torneo di calcetto che nel tempo

si è guadagnato l’apprezzamento di tanti addetti ai lavori, grazie ad una formula super consolidata: 12 squadre partecipanti - suddivise in due gironi da 6 – che si sfideranno in partite di sola andata con le prime quattro classificate di ogni raggruppamento che supereranno il turno. esibirà in fantastici giochi di prestigio. Torna inoltre anche quest’anno la “Costa en Gaton”, l’originalissima corsa in salita che si disputerà la domenica pomeriggio: la formula è semplicissima, con partenza in linea dal fondo del cosiddetto “Costone” del Parco Giochi e arrivo in cima al prato; vincitori saran-

Naturalmente ci sarà spazio anche per altri divertimenti, in primis grazie alla presenza del celebre Mago Dado, per la gioia dei più piccoli, che si

Riuscita giornata in Malga che dallo scorso anno dispone di acqua potabile, grazie alla “Pompa Ariete”

Festa ecologica a Malga Meda Da 6 anni a questa parte la Pro loco di Bolbeno, in collaborazione con l’Associazione Cacciatori di Bolbeno, organizza la Festa Ecologica a Malga Meda, luogo che 20 anni fa vedeva scrivere una delle pagine più belle del paese. Correva infatti l’anno 1995 quando la “Casina”, dopo tre anni di intenso lavoro di ripristino da parte dei volontari, veniva inaugurata ed una giornata di questo tipo vuole essere anche un modo per ricordare, rivivere e valorizzare quanto di buono è stato fatto in quegli anni. Gli obiettivi della giornata erano molteplici ed andavano dal miglioramento dei vari sentieri d’accesso al monitoraggio del funzionamento della cosiddetta “pompa ariete”, l’innovativa pompa idraulica che dallo scorso anno fornisce la malga di acqua potabile, “pompata” a monte da questo straordinario si-

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stema che sfrutta l’energia presente nella stessa tubazione dove scorre l’acqua . Il rimpinguamento delle ormai esigue scorte di legna da ardere costituiva un altro degli obiettivi della giornata, assieme al mantenimento delle radure esistenti con l’eliminazione di cespugli e vegetazione di invasione. Al di la delle più rosee aspettative, sono state veramente molte le persone che si sono incamminate lungo la “Val Larga”, nonostante condizioni meteo non proprio favorevoli. Così di buon mattino erano già in tanti ad essere operativi, felici di poter dare

il proprio contributo per mantenere inalterata la bellezza di un luogo particolarmente importante per la popolazione di Bolbeno. Vista la grande partecipazione non è stato difficile raggiungere tutti gli obiettivi, con grande soddisfazione di tutti i presenti che così ad ore 13.00 si sono potuti accomodare per gustarsi il meritato pranzetto preparato con cura dagli chef Sebastiano, Claudio e Gianni: un delizioso momento conviviale che ha chiuso nel migliore dei modi una giornata che sicuramente verrà riproposta anche la prossima estate.

no ovviamene il primo e la prima che toccheranno la staccionata in legno posta al termine della costa. Considerevoli le caratteristiche tecniche del “tracciato”: lunghezza 70mt; dislivello: 40mt e la pendenza…beh, la lasciamo ai vostri calcoli! Dulcis in fundo grazie alla preziosissima regia

della Società ciclistica Giudicariese del presidente Vito Franchini, ad ore 14.00 si disputerà il Trofeo Regionale di bici per Giovanissimi con oltre 200 piccoli campioncini, provenienti da ogni angolo del Trentino Alto Adige, che dietro l’incessante tifo dei propri genitori si sfideranno a suon di pedalate lungo il circuito pianeggiante collocato nei pressi della chiesa del Paese. Non c’è che dire, un programma che definire intenso sembra un eufemismo…Vi aspettiamo!

Il legno “vive” nella scultura di Mario Chemotti La prima “personale” dello scultore di Zuclo propone vivide suggestioni del nostro passato

Inaugurata sabato 25 giugno al Centro Studi Judicaria a Tione di Trento, la prima mostra personale di Mario Chemotti si compone di numerose opere scolpite in tuttotondo dedicate a personaggi di estrazione alpina e contadina, dove si riconoscono il tratto e la maniera realistica, pure se lo stile descrittivo sembra non trascurare elementi di carattere folk – naives. Mario Chemotti, 69 anni, originario di Zuclo (Borgo Lares) dove risiede, ha prestato servizio come carabiniere prima a Milano, successivamente a Brescia ed infine per 10 anni come Maresciallo capo a Vestone. E’ stato, fino al 31 dicembre 2015, assessore alle foreste nell’ultima legislatura del Comune di Zuclo. Per più di un decennio ha frequentato la Scuola del Legno di Praso perfezionando la sua tecnica nell’intaglio con il maestro Luigi Aldrighetti, la scultura con i maestri Romedio Leonardi e Abele Flocchini e il bassorilievo con il maestro ronconese Emanuele Mussi. Tratti e manualità che oggi si ritrovano nelle sue scultura, che riproducono e danno vita ad un mondo alpino ed agreste che richiama un filo continuo con la tradizione dei nostri paesi, con i racconti dei nostri nonni, con il ricordo di un passato che appare insieme così lontano e così vicino. Non mancano nella mostra le figure femminili e materne sobriamente rappresentate ed alle quali vengono applicate superiori raffinatezze estetiche e di dettaglio. Di sapore nostalgico i bassorilievi capaci di ripresentare con verosimiglianza i luoghi e i paesi di montagna, in una sorta di estasi campagnola del tempo passato, attrezzata

tecnicamente con abili e profonde prospettive “in scurto” di derivazione rinascimentale donatelliana. Non mancano le figurazioni romantiche dei ragazzi giocosi colti in atteggiamenti spontanei, del giovane carabiniere che abbevera il cavallo alla fontana, dell’uomo sorpreso che si aggiusta il cappello, quasi si trattasse di riaffermare forme e citazioni del Verismo di fine ‘800. Le opere sono intagliate prevalentemente in legno di pino cirmolo e tiglio. La mostra, presentata da Alessandro Togni è in cartellone fino a domenica 3 luglio 2016 con orario: tutti i giorni 19.00/21.00 – sabato e domenica 10.00/12.00 – 15.00/17.00 – 19.00/21.00. (r.s.)


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Sport

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In finale, la doppia sfida contro il Volano Pro Rovereto ha evidenziato un gruppo forte e in gran forma che ha vinto nettamente entrambe le partite per 3 – 0. Quindi promozione e ritorno in Serie C, massimo campionato regionale». Più che soddisfacenti anche i risultati del settore giovanile «l’ampia partecipazione a ben 7 campionati giovanili – aggiungono i responsabili – ha regalato ben 3 finali provinciali. Abbiamo quindi raggiunto l’ambito traguardo con i gruppi femminili dell’Under 14 e dell’Under 15 allenati da Cesare Agostini e da Alessandro La Placa. I due tecnici hanno impostato tutta la stagione con grande impegno ottenendo dalle atlete partecipazione e disponibilità al lavoro proposto». Presupposti questi che hanno permesso «di raggiungere il risultato finale: per entrambe le formazioni 4° posto assoluto, di prestigio viste le squadre incontrate nella fase finale». A raggiungere la finale pro-

Per la Brenta Volley la stagione 2015 – 2016 è ricca di successi

Una stagione ricca di soddisfazioni. Difficile definire altrimenti l’annata 2015-16 dell’ ASD Brenta Volley. Nei mesi scorsi l’associazione ha infatti raccolto i frutti di un anno di allenamenti e di grande impegno da parte dei suoi atleti. «Per noi questa – spiegano i dirigenti – è stata un’annata sportiva ampiamente positiva, ricca di iniziative, attività vinciale sono stati anche gli atleti dell’Under 13 maschile, allenata da Anna Salvaterra e Sara Festi «per tutta la stagione la squadra ha mantenuto un buon rendimento contro formazioni ben più attrezzate. Inoltre, il gruppo arrivava dalla vittoria del campionato Under 12 2014/15. Anche per loro 4° posto finale». In sostanza a confermare una sempre più ampia presenza dell’A.s.D. Brenta Volley nel panorama sportivo trentino stanno anche i numeri «nella stagione appena conclusa abbiamo presenziato in 11 campionati, disputando complessivamente 240 partite, 70 in più dell’anno scorso». Un trend in crescita quindi per l’associazione che «da tre anni a questa parte – con-

sportiva e con risultati finali importanti». La ciliegina sulla torta è arrivata grazie ai ragazzi della squadra allenata da Silvio Betta e Franco Zoanetti nel campionato di Serie D Maschile «la squadra – proseguono – giunta terza alla fine del Campionato, ha condotto tutti i play off in maniera incredibile, vincendo tutte le partite in modo esemplare.

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fermano – è aumentato  anche come volume di attività ed ora possiamo affermare di aver raggiunto un buon livello». Traguardi che nascono anche dall’impegno di molti tra allenatori, supporter e sponsor «per ogni partita casalinga – spiegano – servono almeno 3

La Festa Provinciale Minivolley

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figure tecniche (allenatore, segnapunti e arbitro) oltre ad un dirigente più gli atleti mentre per quelle in trasferta anche un autista e qualche accompagnatore. Questo significa che ogni weekend l’attività del Brenta Volley impegna circa 170 persone, senza contare le migliaia di ore passate dagli atleti in palestra, tra settembre e maggio, e le riunioni settimanali che hanno coinvolto il Direttivo». Non solo attività ordinaria però, l’impegno dell’associazione si è infatti concretizzato anche in numero si eventi come ad esempio il Torneo estivo di beach volley a Sesena, a cura del Gruppo Giovani Brenta Volley; la Pallavolo scende in Piazza e la collaborazione con l’amministrazione comunale nella gestione dei tornei di pallavolo per l’edizione 2015 di Sportione, collaborando nella realizzazione della Sagra di San Vittore, organizzando il terzo Memorial Stefano Armani e partecipando alla Festa dello Sport dell’Istituto Comprensivo Val Rendena con interventi mirati nelle Scuole per promuovere la pallavolo. A chiudere gli eventi della stagione sono stati poi due appuntamenti importanti tra cui la Festa provinciale Minivolley, svoltasi il 28 e il 29 maggio, in concomitanza alle finali provinciali del Campionato Under 12.

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Nemmeno il maltempo è riuscito a frenare l’entusiasmo di organizzatori e partecipanti all’edizione 2016 della Festa Provinciale Minivolley che quest’anno si è svolta a Tione di Trento. L’evento, organizzato dall’A.S.D. Brenta Volley il 28 e 29 maggio scorsi, ha infatti soddisfatto le attese dell’ASD Brenta Volley. «Purtroppo a causa delle condizioni metereologiche avverse – spiegano gli organizzatori – abbiamo dovuto svolgere la festa al chiuso, anziché all’aperto presso il Centro Sportivo di Sesena, come speravamo, ma questo non ci ha fermato». Sono stati infatti molti i piccoli atleti che, nel weekend, hanno animato il paese di Tione «c’erano bambini provenienti da varie società di volley della provincia di Trento e siamo contenti perché ci hanno confermato di aver passato un week-end all’insegna del divertimento e dello sport, proprio come auspicato dalla Federazione della Pallavolo Trentina che ha organizzato e promosso l’evento con noi». Certo il cattivo tempo ha messo a dura prova lo staff dell’associazione «abbiamo dovuto fare uno sforzo notevole, ma siamo riusciti a garantire lo svolgimento della manifestazione preparando 15 campi all’aperto ed altrettanti al chiuso montati in due diverse palestre e abbiamo predisposto una struttura per la somministrazione di circa 500 pasti ad atleti e genitori ed infine predisposta la palestra più grande a Tione, ove si sono svolte le finali dell’Under 12 e la premiazione finale». «Oltre ad un grazie a tutti i volontari (atleti, genitori, dirigenti) – concludono – che hanno collaborato vogliamo ringraziare gli sponsor, in particolare Provincia Autonoma di Trento assessorato allo Sport, la Cassa Rurale Adamello-Brenta, le Casse Rurali Trentine e ancora Acqua Maniva, Eurospar Tione, Itas Assicurazioni – Agenzia di Tione e gli Enti Territoriali. Per il supporto organizzativo e logistico sicuramente il nostro riconoscimento va al comune di Tione, al Consorzio Turistico Giudicarie Centrali, alla Bocciofila Giudicariese, all’US Tione, all’Istituto Lorenzo Guetti, alle Scuole Enaip Tione, alla Body Village - Gestore Palazzetto dello Sport di Spiazzo ed al comune di Porte di Rendena. Infine, un ringraziamento particolare alla Pallavolo C9 per averci fornito, in 24 ore, le attrezzature indoor usate per i campetti da minivolley».

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Opinioni a confronto

LUGLIO 2016

BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

Nella giornata della festa della Repubblica del mese scorso guardavo la televisione con un amico ch’era venuto a farmi visita. Il solito telegiornale, niente in tutto. Ad un certo punto un coro s’è messo a cantare “Bella

Da “Bella ciao” in giù: quanti stereotipi nella storia della sinistra italiana

Non esageriamo nella retorica partigiana!

ciao” e tutti ad applaudire e allora il mio amico mi ha confidato che ogni volta che sente quella canzone si commuove, si emoziona. La Resistenza dev’essere stata una grande cosa. E pensava che anch’io fossi dello stesso

parere. Purtroppo sulla Resistenza qualche dubbio ce l’ho, dopo aver letto alcuni libri in proposito, quello di Gianpaolo Pansa per esempio, ma la canzone non mi fa alcun effetto perché è certo che nessuno durante la Resi-

Razzista chi critica la gestione dell’immigrazione? Ciao, ogni volta che parlo con qualcuno della questione migratoria mi accaloro. Quando poi insisto nel dire che bisogna fare qualcosa e che c’è urgente la necessità di “regolamentare i flussi migratori”, in certi ambienti, mi danno subito del razzista, ma io non sono razzista, mi sento una persona ragionevole…

melodia di un improbabile canto ottocentesco delle mondine padane. Improbabile perché anche quel canto fu certamente inventato a tavolino da qualche demagogo di sinistra che le risaie non le

I soliti amici del bar

ghi che anche in questi giorni sbarcano sulle nostre coste stanno diventando insostenibili da ogni punto di vista, sociale ed economico. Si è visto quel che accade in Europa. Se l’onda migratoria si trasforma in uno tsumani scoppiano reazioni difficili da controllare. Così si alzano i muri, si erigono palizzate per bloccare l’entrata, si bloccano i treni, la gente è sempre più preoccupata e l’ostilità verso i migranti aumenta ogni giorno di più. Il disagio sociale è evi-

dente e, spesse volte, è giustificato. Come sempre, le soluzioni con poco o niente controllo generano guai. Probabilmente bisognerebbe essere più rigidi nel momento dello sbarco, nella selezione e nel rimpatrio. L’Italia, ma soprattutto l’Europa, hanno sottovalutato fin dall’inizio il problema parlando solo d’accoglienza. Ora trovare un rimedio è molto più difficile, quasi impossibile, purtroppo! (a.a.)

aveva mai viste, almeno nel ruolo di lavoratore. Così è scritto. Il mio amico c’è rimasto male e mi ha accusato d’essere un fascista o quasi. Purtroppo è proprio vero che la verità fa male. (a.a.)

Dopo l’intervento Berlusconi lascia la politica attiva? Caro Adelino, s’è parlato molto sui giornali di Berlusconi e del suo cuore “infranto” da rimettere a posto. Credi che questo sarà il colpo finale per il personaggio e per il suo partito?

Luigi Quello dei migranti è un tema sempre attuale. Anche noi ne abbiamo parlato più volte e ogni mese qualcuno mi ripropone il problema. Essere severi o seguire il buonismo imperante in certi ambienti? Creda a me, il buonismo è un abito per tutte le stagioni e spesso è quello che fa più presa sulla gente. I Politici lo usano come crema deodorante. Talvolta l’emozione prevale sul ragionamento. Ormai è chiaro: l’Italia non può accogliere tutto e tutti, le migliaia di profu-

stenza l’ha cantata. La vera storia della canzone risale a qualche anno dopo, le parole sono state inventate nel 1948 per un Congresso Comunista, a Praga, dei “Partigiani della Pace” (la pace di Stalin) e sono stati adattati alla

Credo che la malattia di Berlusconi, comunque andrà a finire, e sembra che tutto sia andato bene, avrà ripercussioni di non poco conto sulla politica italiana. Così accade sempre quando un leader politico ha seri problemi di salute. Noi, doverosamente, dobbiamo augurarci che il Cav si ristabilisca quanto prima e torni alla serenità della sua famiglia, ma è evidente che niente sarà più come prima. Di certo quest’ultimo intervento

lo indurrà ad un ritiro parziale dalla vita politica, così gli hanno consigliato i chirurghi che l’anno operato, il suo medico personale e i suoi amici più fidati che lo vorrebbero addirittura ritirato a vita privata, dedito a curare gli interessi di famiglia. Di sicuro c’è che la politica senza Berlusconi vivrà una fase nuova. Finora Berlusconi, leader incontrastato di Forza Italia, padre padrone, impediva l’evolversi del suo partito, tutto preso com’era a che nessuno gli rubasse la leadership e che nessuno prendesse il suo posto. Adesso, senza di lui in “campo” a tempo pieno, la “guerra” per sostituirlo potrà iniziare. E ne vedremo delle belle, ne sono certo. (a.a.)

Le solite differenze tra dipendenti privati e pubblici Ho letto che la Cassazione ha sentenziato che il licenziamento non vale per gli impiegati pubblici. Non ne ho capito il perché. Tu che ne dici? Un edile disoccupato

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La sentenza della Cassazione, a cui lei fa riferimento, secondo le mie fonti, è una questione tecnica di cui non so spiegarne le motivazioni. A questo proposito, però, al di là del merito della sentenza, credo fermamente che la disparità tra lavoro pubblico e lavoro privato abbia ormai fatto il suo tempo e non abbia più motivo di essere. La non licenziabilità del dipendente pubblico è la causa, per larga parte, dell’inefficienza

spesse volte denunciata della pubblica amministrazione. Spesso fannulloni ed assenteisti, tanto per capirci. Io sono dell’avviso che il lavoro è lavoro, e basta. Le regole devono essere le stesse, sia quelle inerenti la pensione che quelle riguardanti la tutela del posto di lavoro. Questo doppio binario non mi convince, lo trovo ingiusto, figlio di un’epoca che non c’è più e di cui non sento particolare nostalgia. (a.a.)


Le Lettere

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Il Mistero di Massimeno: La Madonna dalle sei dita

Continuando la ricerca sull’esadattilia nell’arte, dopo lo strano caso dell’affresco dell’Apostolo Giovanni nella chiesa di Santo Stefano in Carisolo segnalato quest’anno in occasione della Pasqua, ora, all’inizio della stagione estiva vorrei portare all’attenzione un nuovo caso. Da poco mi sono imbattuto in un quadro o meglio una pala o ancòna, forse del ‘600, dove la Madonna è rappresenta con sei dita al piede sinistro. In origine la pala era collocata nella chiesetta di San Giovanni Battista isolata in mezzo al bosco. Dopo il restauro del 2012 la pala è stata trasferita nella chiesa dedicata alla Madonna di Loreto nel paese di Massimeno, dove si trova tutt’ora. Anche in questa circostanza non ci sono dubbi sulle sei dita, che l’autore ha volutamente messo in evidenza al centro del dipinto, come chiaramente si può vedere nelle immagini qui allegate. L’opera non è attribuita ai Baschenis e non conosciamo quale possa essere il motivo per una tale raffigurazione. Secondo alcuni, come ha ricordato recentemente Giuseppe Ciaghi, chi aveva sei dita era destinato a compiere qualcosa di straordinario e possiamo supporre che questa fosse la motivazione che

Nuovo caso di Esadattilia nell’arte inVal Rendena ha portato l’artista a dipingere la Madonna di “Massimeno”. Rimane il fatto, quantomeno insolito, che a distanza di pochi chilometri, tra Carisolo e Massimeno, si trovino due esempi di esadattilia nell’arte. Questo potrebbe essere motivo sufficiente per continuare la ricerca nelle chiese della Val Rendena sia per gli appassionati di arte e di Misteri nell’arte, sia per le scuole del territorio allo scopo di documentare la realtà e le possibili motivazioni che hanno portato gli artisti a rappresentare santi e addirittura la Madonna con sei dita. Cordiali saluti Franco Manfredi

In ricordo di Ernesto Tavelli

Ciao Tino, per tutti noi eri… el Tino! E ci manchi, ci manca il tuo sorriso, la tua gentilezza, la tua bontà, la tua disponibilità e anche… quel tuo brontolare, che tanto eravamo abituati a sentire, ma ormai era un tuo piccolo vizio! Volerti bene è stato facile, dimenticarti impossibile. Eri una persona speciale, che profumava di semplicità, luccicavi nel cuore e brillavi nell’anima.

Grazie per tutti gli anni che abbiamo condiviso con te, perché ci hai fatto capire quanto è importante la vita.

PonteArche, e i lavori di ingrandimento della Chiesa? Ponte Arche, e i lavori di ingrandimento della Chiesa? Da tempo chiediamo ai nostri Sacerdoti e ai vari comitati (?) Pastorali notizie circa la nuova Chiesa di Ponte Arche. Risposte non ancora pervenute. La fotocopia di un articolo del Trentino (vedi sotto) inerente proprio possibili lavori di ingrandimento della Chiesa è del 22 ottobre 2011, era un sabato, lo scritto è di Graziano Riccadonna. Sono trascorsi quasi 5 anni… della serie: tanta fretta non c’è ma neppure dialogo ed informazione della Parrocchia. Per semplice informazione da alcuni paesani/ parrocchiani di Ponte Arche

Forte è colui che cadendo si rialza, tu ce l’hai messa tutta caro Tino, ma le cose sono andate diversamente. Il tuo ricordo resterà sempre in noi, ora riposa in pace insieme a tutte le persone che ti hanno voluto bene. Un abbraccio Lettera firmata

Berto, un piccolo grande uomo brontolone dal cuore d’oro Non ci sembra ancora vero, ci sembra impossibile non sentire più la sua voce e non vederlo più seduto sulla poltrona con la sua amata gatta. Nostro papà, o come tutti lo conoscono “ il Berto”, aveva pochi hobby, il suo hobby era lavorare, rendersi utile e non stare mai fermo. L’unico momento di pausa era dopo pranzo quando prendeva la gatta e assieme facevano il “pisolo” fino alle una e mezza, e poi si ripartiva. Saliva sulla sua ape verde e nostra mamma fino a sera

non lo vedeva più! Non sapremo mai quante persone conosceva e tutti i suoi giri, sappiamo solo che quando è stato il momento di dirgli addio la chiesa era piena, e tutti erano lì per lui. Giovani, anziani, donne, uomini perchè lui era amico di tutti. Poteva aiutare le persone anziane del paese come poteva presentarsi a una festa in taverna di ragazzi giovani: con il suo sorriso e il suo vocione era benvoluto da tutti. Ci mancherà, e tanto, perchè in molte cose era unico,

lui e la sua ape con gli adesivi delle ditte erano conosciuti ovunque. Vogliamo quindi ringraziare tutti voi di esserci stati vicini, sia quando era in ospedale sia dopo. Le telefonate

che abbiamo ricevuto sono state tantissime, eravate tutti preoccupati e dispiaciuti per quello che gli era successo, ma poi dopo 12 giorni di coma “il Berto” ha deciso che era arrivato il momento di andare. Ora ce lo immaginiamo su in Paradiso a guidare una nuvola avanti e indietro, a cercare di organizzare tutti gli angeli perchè per i suoi gusti sono troppo scansafatiche, a impilare cataste di legna anche lassù e a far divertire tutti. Grazie a tutti, grazie di aver voluto bene a nostro papà e

ricordatevelo sempre come ce lo ricorderemo noi: un piccolo grande uomo brontolone ma dal cuore d’oro che non si tirava mai indietro nell’aiutare qualcuno, una persona semplice ma che ha lasciato crediamo tanto dietro di se. Un ringraziamento particolare al personale del reparto di terapia intensiva di Trento che ci sono stati vicini dandoci forza e si sono presi cura del nostro papà fino alla fine. La famiglia di Alberto Bertolini “il Berto”


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