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Giudi iudicarie

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iornale delle

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 12- N. 6 GIUGNO 2013 - Mensile

EDITORIALE

Basta chiacchiere di Tiziano Salvaterra Non vi è dubbio: la principale emergenza di questa nuova fase che caratterizza la vita europea è rappresentata dal lavoro; o meglio dal lavoro che manca. Vent’anni di “bengodi” hanno fatto bruciare le prospettive per il nostro tempo, specie in alcuni settori come quello dell’edilizia, dove l’aver costruito a dismisura in passato porta oggi il settore ad essere in una grave crisi, la quale si risolverà soltanto quando si saranno recuperati gli eccessi degli egoismi dei decenni precedenti. Da questo punto di vista, come ha sottolineato in maniera rassegnata Gaber, “la mia generazione ha perso”. Forse è proprio così. La nostra generazione non è stata in grado di garantire un futuro; ha lavorato per se stessa e per il proprio benessere, convinta che il bengodi sarebbe durato all’infinito, che le tasse si potevano anche non pagare e che si poteva lavorare con minor intensità e con una produttiva più limitata. Continua a pag. 3

La Provincia vara il piano-casa Guida alle agevolazioni previste, fino al 50%. Spinta per gli investimenti dei privati

A pagina 6

Referendum, ok alla fusione Bersone-Praso-Daone, 85% di “sì” Un sì convinto che rafforza il lavoro di questi ultimi anni delle amministrazioni nella direzione della fusione. I cittadini di Bersone, Daone e Praso hanno confermato, nel referendum consultivo di domenica 26 maggio, con l’85% dei “sì” il progetto di accorpamento dei tre paesi della Valle del Chiese in un unico comune. A pagina 7

Chiese, tre storiche promozioni Foto Cavagna - A

pag. 28

Renovatio Thione, c’è il finanziamento

Approvato il restyling di Viale Dante A pagina 7

“Sentieri di Pace”, scolpiti nel legno: a Praso dal 25 al 30 giugno il 3° Simposio promosso da “La Büsier” A pagina 18

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Parla Ferrazza, neo-sottosegretario agli affari regionali

Un giudicariese a Roma A pagina 4

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Rassegna Stampa

GIUGNO 2013

RASSEGNA STAMPA MAGGIO 2013

A cura della REDAZIONE

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA GIUDICARIE ESTERIORI - Si rifà vivo l’orso nelle Giudicarie Esteriori e precisamente sulle falde del monte Casale. Questa volta ha colpito in pieno centro abitato a Comano aggredendo un piccolo gregge di pecore custodite in una stalla del paese. Due pecore sono state uccise ed altre sono state ferite con conseguente soppressione consigliata dal veterinario. Il plantigrado ha scavalcato la recinzione entrando nella stalla e trascinando fuori i due animali, le sue impronte sono state poi segnalate anche sul solaio dell’abitazione. I forestali, vista la gravità della situazione, hanno passato la notte di guardia, ma l’orso non si è più rifatto vivo. GIUDICARIE - Si è svolta l’assembla della Comunità delle Giudicarie per approvare alcune delibere riguardanti i servizi. Ed in particolare le convenzioni per i servizi di Mobilità vacanze delle Esteriori e della Val Rendena. Il servizio di Mobilità per le Esteriori avrà una durata indicative dal 20 giugno al 10 settembre e collegherà i centri delle esteriori, Andalo e Molveno. Quello invece per la Val Rendena si svilupperà lungo tutta la Valle compreso Tione sia in estate che in inverno. Il riparto della spesa verrà fatto sulla base della popolazione residente, mentre Tione contribuirà con 2.000 euro forfettari. TIONE - Lo “slot center” che era entrato in funzione da poco nel centro commerciale di Zuclo sembra abbia deciso di chiudere a pochi mesi della sua comparsa. L’apertura di questa gigantesca sala giochi all’inizio della scorsa estate aveva suscitato molte proteste e forti preoccupazioni. Ma, dopo un avvio discreto, c’è stato un totale calo della clientela, soprattutto dopo l’apertura ai piani superiori dello stabile di una discoteca. Nonostante l’orario prolungato ed altre attrazioni, i nostri ragazzi allo sballo del gioco, prediligono quello del ballo. E forse è meglio. VALLE DEL CHIESE - L’anno scorso fu inventato il weekend a dodici euro, si era infatti nel 1012; passato un anno lo stesso weekend promozionale è stato portato a 13 euro, pernottamento e prima colazione. All’iniziativa del Consorzio Turistico della valle hanno aderito 19 strutture alberghiere e non. Le intenzioni degli organizzatori vorrebbero andare oltre, agli ospiti verrà offerta una full immersion nella valle del Chiese con alcune interessanti iniziative collaterali come la visita ai luoghi della Grande Guerra, ai luoghi del passaggio di Fra Dolcino, Rio Caino, visita a troticolture, caccia la tesoro ed in conclusione un aperitivo sulle rive del Lago di Roncone. SPIAZZO - E’ giunta in questi giorni la notizia che il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha accolto per gran parte il ricorso della Famiglia Cooperativa di Pinzolo avverso all’approvazione da parte del comune di Spiazzo della variante al Prg che avrebbe permesso un grande insediamento commerciale dei Fratelli Poli. Il ricorso riguardava l’opposizione alla realizzazione del grande centro commerciale della catena Polo puntando su due pilastri: illegittimità e eccesso di potere. Il TAR sembra abbia dato parzialmente ragione ai ricorrenti.

PINZOLO - Si oppongono all’archiviazione e anzi chiedono nuove indagini i consiglieri comunali d’opposizione sull’affare della centrale elettrica di Cinglo, sul Sarca Nambrone, in cui è coinvolta l’azione amministrativa del Sindaco Bonomi. Se n’è tornato a discuterne in Tribunale a Trento in udienza di fronte al gip Claudia Miori. Il magistrato, come è prassi, si è riservato di decidere. Tre le ipotesi sul tappeto: l’archiviazione come chiesto dal PM, il proseguo delle indagini, come vuole l’opposizione, oppure che il giudice chieda alla procura di esercitare l’azione penale. GIUDICARIE - Enzo Caresani è il nuovo coordinatore dell’UpT delle Giudicarie sostituendo così Alessandra Sordo che è passata recentemente tra le fila del nuovo movimento “Progetto Trentino” di Silvano Grisenti. Lo ha deciso una specie di congressino (circa una ventina i convenuti), alla presenza della segretaria provinciale Flavia Fontana. Enzo Caresani, sui quaranta, uomo al di sopra le parti, comandante dei VVFF di Fiavè, avrà quindi l’ingrato compito di portare il partito di Dellai, in Giudicarie, alle prossime elezioni provinciali. CIMEGO - Grande successo per il giovanissimo cimeghese Luis Carlo Bertini, unico trentino al vertice del terzo concorso internazionale di musica nella scuola “Accordarsi è possibile” - Città di Trento, riservato a studenti delle scuole medie ad indirizzo musicale e di laboratori musicali, che si è svolto a meta del mese. Luis Carlo, studente di terza media della scuola di Pieve di Bono, ha ottenuto il primo premio con il Notturno di Chopin. Ad impressionare, non solo la sensibilità della suonata, ma anche il fatto che Luis Carlo abbia iniziato con il pianoforte solo un paio di anni fa. GIUDICARIE ESTERIORI - La signora Margherita Cisaro ha raggiunto il 20 maggio scorso il magnifico traguardo dei 100 anni. La signora, nata a Milano, si è trasferita da circa vent’anni a Fiavè per stare vicina al figlio Gianni ed alla nuora Agnese. Ora risiede nella Casa di Soggiorno di Santa Croce, casa in cui è stata festeggiata con l’intervento delle autorità civili e religiose. A titolo di cronaca la signora Margherita è la quinta ultracentenaria residente nella Casa di Santa Croce. MADONNA DI CAMPIGLIO - Marco Masè è stato riconfermato presidente dell’ApT di Campiglio, Pinzolo Val Rendena. Alla decisione si è giunti dopo un’animata discussione all’interno del nuovo consiglio di Amministrazione dell’Azienda turistica che rimarrà in carica nei prossimi tre anni. “Sono naturalmente soddisfatto della riconferma e per quanto scaturito dall’assemblea, con una maggior presenza degli albergatori e la volontà di lavorare insieme per uscire presto da una crisi economica che si fa sentire anche nel nostro settore.” ha detto a caldo Marco Masè che avrà a suo fianco la vicepresidente Cecilia Maffei.

I cattivi pensieri

GOVERNO - Prima uscita pubblica di Walter Ferrazza, sindaco di Bocenago, da poco Sottosegretario nel neo governo Letta, con le deleghe agli affari regionali ed alle autonomie. Era accompagnato dalla collega Biancofiore ed ambedue si sono dichiarati garanti dell’autonomia di Trento e di Bolzano. “Sono un sindaco per i sindaci, ha detto Ferrazza, il nostro sarà un governo di responsabilità che dovrà intercettare i veri problemi delle persone e del territorio. Voglio dire con chiarezza che questo governo si è già dimostrato molto aperto nei confronti dell’autonomia e nulla imporrà o chiederà al Trentino.” A patto, però, che gli enti locali si dimostrino utili alla comunità altrimenti verranno eliminati. Ferrazza infine non si esprime su quanto avverrà in autunno con le elezioni provinciali: “Sono qui per rappresentare il governo, su cosa farò alla provinciali di ottobre, vedremo più tardi, non ho ancora deciso!” TRENTO - Roberto De Laurentis è stato confermato quasi all’unanimità presidente dell’Associazione Artigiani del Trentino dal consiglio direttivo composto da quaranta “grandi elettori” provenienti dalla città e dalle valli. Subito dopo ha voluto accanto a se i suoi due vicepresidenti: Narciso Marini di Storo e Claudio Ropelato di Borgo. Nel suo intervento De Laurentis ha voluto rimarcare con passione lo spirito artigiano che proprio in questo periodo di crisi costituisce l’unica ancora di salvezza dell’intera economia provinciale. L’Associazione raggruppa più di 13 mila imprese con una occupazione complessiva di circa 40.000 persone a cui da assistenza tramite i suoi 250 dipendenti situati in ogni parte del Trentino. De Laurentis è intenzionato a guidare l’Associazione fino al 2016, anche corrono voci che sia sollecitato da più parti alla sua discesa in politica. TRENTO -Un bilancio positivo che, anche in tempi di crisi, evidenzia una gestione prudente ed attenta. Il con-

di Eta Zeta

Nel 2012 hanno chiuso dodici esercizi pubblici alle Terme di Comano. Dodici Partite Iva che hanno abbassato le serrande. La presidente dell’Apt Iva Berasi ha la soluzione in tasca. Nei loro spazi troveranno posto mostre di artisti locali. Non una riflessione sull’evidente stato di crisi che ha investito la località. La preoccupazione? Tappare i buchi per salvaguardare l’immagine. Le analisi di un quadro economico in deterioramento? Ferme alla facciata: al paravento. Forse, per Iva Berasi, già consigliere provinciale, la sigla P.I. (Partite Iva) è un’abbreviazione di Magmum P.I., il famoso detective dei telefilm americani. E non l’insieme di granelli che costituiscono il tessuto economico di una società. Compresa quella delle Terme. E se la morìa continua che facciamo? Trasformiamo Comano in Città d’Arte? ******* Dopo la nomina di Walter Ferrazza, sindaco di Bocenago, a sottosegretario del Governo Letta, c’è stato un crollo nelle scommesse del lotto. Ora si punta tutto sulle nipoti. La ricerca è spasmodica. Come nella corsa all’oro nel Klondike. Se trovi la nipote giusta, puoi veramente sistemarti per la vita. Auto blu, e scorta al seguito compresa.

sorzio della cooperazione di consumo SAIT chiude infatti l’esercizio 2012 con 325 milioni di vendite nette (+ 3% rispetto all’anno precedente). Particolarmente significativo il dato sui ristorni alle famiglie Cooperative che ammonterà a circa 4 milioni, pari allo 2,53% dell’acquistato. Così l’utile netto, tolti i ristorni, ammonta a 2 milioni e 350 mila euro, il 74% in più dell’anno precedente. I dipendenti Sait sono 692 e sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente. PROVINCIA - I trentini sembra non abbiano più fiducia nella politica nazionale, ma anche nel governo provinciale e comunale. I trentini non risparmiano dure critiche alla politica nel suo complesso, mantiene invece grande considerazione e stima per i pompieri e le forze dell’ordine. Lo ha reso noto l’Istat con una serie di dati interessanti. Alla domanda che riguardava il grado di fiducia verso la politica, in una scala da 0 (non si fida per niente) a 10 (si fida completamente), i trentini hanno dato 3,5 quale giudizio sul parlamento e 5 quale voto medio alla giunta provinciale e appena sotto la sufficienza (5,7) alle amministrazioni comunali. Di contro i pompieri ottengono un voto medio di 8,5 e 6,6 le forze dell’ordine. TRENTO - Ivo Tarolli si è fatto promotore della rottamazione a livello nazionale dei vertici del suo partito, l’UdC. L’ex senatore è stato uno degli organizzatori di un’assemblea nazionale a Roma in cui parlamentari, ex parlamentari, assessori regionali e provinciali, si sono autoconvocati per “dare vita ad un tavolo costituente per riaggregare cattolici popolari, liberal democratici e laici nel solco di Todi 1”. Tarolli parla di una rifondazione UdC che recuperi il tradizionale popolarismo europeo e degasperiano e valorizzi i territori nel processo decisionale, evitando una eccessiva centralizzazione del partito. Per fare questo hanno chiesto ai vertici dell’UdC, Casini, Buttiglione e Cesa, di fare un passo indietro: “il partito va rifondato in un progetto più ampio che riassorba la diaspora dei Cattolici...”. PROVINCIA - I trentini in auto sono davvero indisciplinati. Negli ultimi 12 mesi l’8,6% di chi ha la patente in Trentino, si è visto decurtare punti dalla patente, contro una media nazionale di 6,3. Ma sono i trentini più indisciplinati di altri o ppure il numero dei controlli delle forze dell’ordine i provincia è

significativamente più “pressante” che altrove? Interessante anche il ritiro dei punti in base all’età: con l’aumentare dell’età infatti il conducente sembra essere più prudente, così nei giovani (18-24 anni) la percentuale di chi ha perso punti patente è del 10,27%, fra l’età compresa fra i 25 e i 35 anni la percentuale si abbassa fino al 6,93%, poi scende a 5,90% nei cinquantenni per diminuire ulteriormente negli over 60, 4,8%. Più diligenti le donne di cui solo il 5,7% ha ha perso punti, più birichini gli uomini con il 6,7%. PROVINCIA - Intervistato da un giornalista, Silvano Grisenti, leader del movimento “progetto Trentino”, alla domanda “Ormai il potere in Provincia è stato accentrato nelle mani dei dirigenti. Non è il caso di dare più fiato alla politica?” Così risponde: “Si certo, ho visto dirigenti andare in pensione 30 secondi dopo che veniva spiegato loro che avrebbero avuto un altro incarico. In Provincia in questi anni si è prima derogato al limite massimo dei 40 anni di servizio fino ai 65 annoi d’età, poi sono stati assunti con contratto privatistico, infine si sono dati incarichi nei vari cda. Così si è creata la cupola che manda avanti la Provincia. Il Trentino era una terra competitiva, non lo è più. In Provincia non c’è più entusiasmo: i concorsi per dirigenti, anche pubblici, sono già scritti...”. Se lo dice lui, c’è da crederci. TRENTO - Un nuovo Statuto di autonomia, con una regione, che opera in nome delle due province nelle dimensioni sovra-provinciali. Un governatore meno potente, con un ruolo più forte del consiglio. No alle comunità di valle e no a Metroland, sì invece alla Valdastico. Questo è il sunto di un documento presentato a Trento da un gruppo di persone di cui fanno parte politici, professori, industriali e ex funzionari della Provincia. Tutti nomi della società civile di provenienza politica eterogenea, guidati dall’ex parlamentare Mario Raffaelli. “ La nostra vuole essere una riflessione che mettiamo a disposizione del dibattito pubblico, delle forze politiche e dei cittadini. La preoccupazione è che non ci sia consapevolezza della stagione non ordinaria che attende il Trentino, bisogna intervenire prima del 2017, l’anno shock in cui si azzereranno gli arretrati dello Stato verso la Provincia, ha spiegato Raffaelli, l’autonomia non si difende se non rinnovandola... dobbiamo darci da fare...”


Politica

GIUGNO 2013 - pag.

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Molta gente nell’incontro a Ponte Arche del movimento dell’ex-assessore Grisenti

Progetto Trentino scalda i motori

A introdurre la serata è stata Alessandra Sordo, già coordinatrice dell’Upt in Giudicarie ed ora punto di riferimento di Progetto Trentino, che ha dettato le linee strategiche di Progetto Trentino: grande partecipazione e condivisione delle scelte e delle strategie con tutti i cittadini, sull’estrema concretezza, serietà e professionalità delle azioni ed anche sul coraggio di scelte difficili ma necessarie. Ha quindi esplicitato alcune tra le problematiche più importanti e significative della realtà giudicariese (la viabilità, la sanità, la sofferenza delle

Prima uscita in Giudicarie con ottima partecipazione per Progetto Trentino ,che giovedì 9 maggio ha riunito i propri simpatizzanti a Ponte Arche presso l’Albergo Bel Sit. Alla presenza di Silvano Grisenti, Walter Viola e Gianfranco Zanon oltre 250 persone, hanno potuto sentire, direttamente dai leader del nuovo movimento, quelle che sono le prospettive future del neo nato partito oltre che alcuni passaggi del programma che, peraltro, è stato presentato anche sabato 25 maggio presso il Palacongressi di Riva del Garda.

imprese). Poi è stata la volta di Walter Viola. Il consigliere provinciale, ex-Pdl, ha ricordato come poco più di un anno fa nacque l’idea di dare una risposta diversa alle aspettative che il Trentino da troppo tempo sta attendendo, dando vita ad un movimento fondato da diverse anime provenienti da ambienti politici differenti, che si sono

La sala del Bel Sit

poste l’obiettivo di superare le vecchie logiche partitiche per cambiare radicalmente il modo di fare politica in Trentino. Nel suo intervento, invece, Zanon, anche lui consigliere provinciale dell’Upt oggi nel Gruppo Misto, ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato a lasciare il suo precedente schieramento politico, alla ricerca di un partito con maggiore partecipazione. Importante, da parte sua, la preziosa esperienza di Sindaco e Presidente di Comprensorio che «mi hanno permesso di valutare in autonomia determinate scelte politiche, sbagliate, del passato e volute dall’attuale maggioranza politica (su tutti le Comunità di Valle)». Ma il protagonista è indub-

biamente l’ex super-assessore ai lavori pubblici Silvano Grisenti, che ha rilanciato l’azione del movimento che ha definito, senza mezzi termini, “rivoluzionaria” in quanto finalizzata a sovvertire le vecchie dinamiche politiche (dinamiche delle quali, però, in molti lo ricordano come assoluto protagonista) «che hanno causato non pochi danni alla nostra terra trentina soprattutto in questi ultimi anni». Molto interessante, inoltre, il passaggio relativo alla visione di “Trentino di domani”, caratterizzata dalla presenza di una nuova giovane classe politica, preparata e capace, in grado di saperci traghettare verso un futuro meno ricco di quanto abbiamo sin’ora avuto.

Walter Viola e il tavolo dei relatori

A concludere la serata è intervenuto Massimo Caldera, altro nome di punta di Progetto Trentino in Giudicarie, che ha rivendicato l’importanza, nel futuro del Trentino, del contributo delle periferie sulle quali Progetto Trentino vuole investire molto. Ha ringraziato le persone presenti per la grande partecipazione nonostante il brutto spettacolo dato dalla politica negli ultimi tempi, segno questo che se si propone qualcosa non

solo di nuovo ma di concreto la gente risponde. Confessa, inoltre, che fino ad un anno fa pure lui era intenzionato ad abbandonare il mondo della politica dopo la brutta esperienza portata avanti in altro partito, ma Grisenti lo ha convinto a non demordere ed a riprendersi in mano il futuro. «Importante – ha detto - la presenza di molti giovani che hanno dimostrato interesse e partecipazione per questa nuova iniziativa politica».

concessionario

EDITORIALE

Basta chiacchiere

Continua dalla Prima Ora, per cercar di uscirne, si rischia di fare ancora del male. Tante chiacchiere, troppe chiacchiere, specie da parte di chi il lavoro ce l’ha. Analisi su analisi a livello nazionale, sulla stampa, a livello provinciale, nei bar davanti ad un bicchiere, sui tavoli del pranzo di Natale: tutti santoni della parola. Quasi che bastasse parlarne per poter trovare la soluzione al problema, che è ben altro. Per dare lavoro serve qualcuno che lo crea. Non servono parole ma fatti. Occorre farsi su le maniche, capire il mercato, avere il coraggio di osare e non fermarsi ad aspettare che qualcuno ti risolva il problema, perché il problema si risolve solo se c’è qualcuno, che rischiando, ti crea una opportunità di occupazione. Il mondo delle professioni sta cambiando velocemente; nascono nuove opportunità, quelle vecchie si consolidano in nicchie o in ambiti di alta qualità (penso ai falegnami, agli idraulici, agli elettricisti, ai manutentori ….). Per creare lavoro serve non solo coraggio ma anche competenza, conoscenza, una rete di relazioni significative, un tutor che ne sa più di te e ti può aiutare, una banca che crede in te, nel tuo progetto e rischia con te. Leggendo i bilanci degli istituti di credito, comprese le Casse Rurali, ci si accorge che non è sempre cosi. Da un paio di anni ogni bilancio-spesa dei crediti risulta non più esigibile, come previsto dalla normativa bancaria, e questo è giusto: il problema consiste nel fatto che questi crediti per lo più appartengono a società immobiliari, cioè alla speculazione edilizia dei decenni

precedenti. In altri termini, oggi le Banche sono costrette ad eliminare crediti, che non avranno più indietro, legati al settore che oggi è il più in crisi (quello edilizio). Abbiamo costruito troppo: chi ha costruito in passato, oggi, non è più in grado di restituire i soldi presi a prestito, ma nel contempo ha saturato un mercato oggi profondamente in crisi. Al contrario chi oggi presenta un progetto meditato, studiato, secondo i canoni più moderni della progettazione aziendale, si sente liquidato con un “si vedrà passi un’altra volta”. Chiacchiere, come quelle pronunciate in pompa magna alle assemblee annuali di grande interessamento verso “il nuovo che avanza”. Se si osserva il fenomeno dalla parte di chi il lavoro non ce l’ha e lo reclama, la situazione è piuttosto articolata. Capisco e condivido il comportamento di chi manifesta, poiché la politica, la società, qualcuno dovrebbe offrire un posto di lavoro, purché questo sia associato ad una vera ricerca e ad una reale preparazione, riconversione delle proprie competenze, disponibilità in nuovi spazi occupazionali anche a redditi inferiori. Non condivido, al contrario, chi vive la propria esperienza di disoccupato come un periodo di transizione protetto, specie in provincia di Trento, da interventi pubblici, tali da disincentivare la ricerca o anche l’accettazione di un posto. Più volte mi sono trovato a cercare di selezionare, su richiesta di qualche azienda trentina, dalle liste di mobilità o di coloro che erano in cassa integrazione, soggetti da assumere e sentirmi dire da tali soggetti di non essere

interessati “tanto vado al mont” o faccio qualche piccolo lavoretto e guadagno più di prima. Si rischia, così, che da un lato cresce la disoccupazione e dall’altra vi è ricerca di lavoratori; un vero controsenso. Anche qui, basta chiacchiere, basta lamentele facciamoci su le maniche e pedalare. Infine, un ragionamento va fatto verso le nuove generazioni. La tentazione di vivere le possibilità di lavoro in maniera fatalistica, senza un progetto di vita e di vita professionale, senza speranza per il futuro è alta specie negli adulti che, di conseguenza, la travasano sui giovani. Anche le attività di orientamento sono decisamente scarse ed, molto spesso poco qualificate, per offrire ai giovani le ragioni di una prospettiva. Eppure il lavoro non manca e non mancherà; solo che sarà diverso, avrà bisogno di una compartecipazione nel rischio, non sarà fisso, necessiterà di conoscenza e competenza, arriverà più avanti nell’età perché più tardi si andrà in pensione (o in riposo graduale...), avrà maggior intensità (perché la produttività è troppo bassa). Non è diffondendo negatività, paura, difendendo i propri privilegi, che si crea un futuro. Molti giovani lo hanno capito anche se è più di moda parlare di coloro che invece hanno ancora bisogno di maturare la scelta oppure spendono il loro tempo a lamentarsi o a imprecare. Ed allora non servono chiacchiere ma l’impegno di tutti, io, tu, noi per primi; per recuperare almeno un po’ dei danni che la mia generazione ha procurato ai suoi figli. Tiziano Salvaterra

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Politica

GIUGNO 2013

Un giudicariese a Roma Walter Ferrazza, sindaco di Bocenago, è sottosegretario del Governo Letta di Ettore Zini Nella lista di ministri e sottosegretari del nuovo Governo c’è anche un trentino, l’unico che, inaspettatamente, è riuscito ad entrare nella stanza dei bottoni. Non c’è l’ha fatta Lorenzo Dellai, ex presidente della provincia, ma Walter Ferrazza, sindaco di un piccolo centro della Rendena, si. Il primo a meravigliarsi è stato proprio lui. Non si aspettava, da neofita della politica nazionale, un balzo così importante. E soprattutto repentino. Che, dal suo Municipio, lo ha Si tratta di Michaela Biancofiore, “pasionaria” e fedelissima di Berlusconi, diventata prima sottosegretario alle Pari opportunità, e subito dopo spostata alla Pubblica Amministrazione, per una gaffe della prima ora. Ma, dalla provincia di Trento, quello di Ferrazza è l’unico nome uscito dal cilin-

catapultato a Palazzo Chigi, dove già la sera della nomina ha giurato sulla Costituzione. Walter Ferrazza, classe 1974, primo cittadino di Bocenago dal 2010, dove aveva candidato nella lista “Insieme per Bocenago”, è il nuovo sottosegretario agli Affari regionali e Autonomie Locali del Governo Letta. Del TrentinoAlto Adige c’è solo un altro nome entrata a far parte della squadra di sottosegretari del nuovo esecutivo.

dro dei neo eletti 40 sottosegretari. Aveva candidato per il Mir, i Moderati Italiani in Rivoluzione di Giampiero Samorì, che a livello nazionale hanno ottenuto lo 0,22% al senato (69.649 voti) e lo 0,24% alla Camera (81.982 voti). E tutto si aspettava, tranne di dover fare le valigie per la Capitale. Il racconto delle prime ore, conferma la sorpresa della nomina . “Una telefonata di un funzionario del Ministero mi ha comunicato che il mio nome era tra quello dei nuovi sottosegretari. Inutile dire che ho fatto fatica a realizzare. Poi è stato tutto un susseguirsi di telefonate, di complimenti, di congratulazioni”. Il giorno dopo, alle 7,30 ha incontrato i membri della sua amministrazione nel palazzo Municipale. Lì ha ricevuto le prime felicitazioni dai suoi più stretti collaboratori. Poi, nonostante l’emozione, ha voluto rispettare gli usuali impegni di lavoro, prima di prendere il

volo per Roma. Walter Ferrazza, ingegnere, laurea in Ambiente e Territorio conseguita all’Università di Trento è titolare di un ufficio di ingegneria a Bocenago (Ark Ingegno) che gestisce con alcuni giovani collaboratori. La sua carriera politica subisce una svolta due anni fa, quando grazie ad battuta di caccia in Emilia Romagna, conosce Benedetta Samorì, nipote dell’avvocato Samorì, promotore del Mir, il movimento di Centro Destra vicino a Berlusconi che presenterà, in lista alla politiche di quest’anno, anche Ferrazza. Il movimento non ottiene nessun deputato (solo lo 0,43% dei suffragi, in Trentino). Ma in sede di costituzione di Governo, spunta un sottosegretario, individuato nel giovane sindaco trentino.

L’intervista: a 20 giorni dalla nomina

Ferrazza: «Alle provinciali il Mir ci sarà» Da un piccolo paesino di montagna all’auto blu. Un cambiamento che però non gli ha dato alla testa. Nei fine settimana è quasi sempre a Bocenago, dove ha dovuto rimodulare le responsabilità di Giunta che, in sua assenza, deve essere in grado di supplirlo. La carica di sindaco non ha nessuna intenzione di lasciarla. Dunque per il neo-sottosegretario la spola tra Roma e le Giudicarie è una via obbligata. Però, tra i suoi compaesani, è il “Walter” di sempre. E, al bar di fronte al Municipio, dove lo incontriamo, è tutta una stretta di mano e pacche sulla spalla. Ferrazza, com’è andata? Beh, a parte l’emozione iniziale, poi tutto normale. Il peso della responsabilità si. Quello c’è. Devo dire che di notte dormo pochissimo. L’aver fatto il sindaco, però, mi ha giovato moltissimo. I problemi sono gli stessi, in scala molto maggiore. Ma quindici anni di amministrazione aiutano. Ed essere sbalzati nella giungla romana, che effetto fa? Pensavo peggio. I ritmi, ovviamente, sono cambiati. Ma mi sono subito sentito a mio agio. Stiamo ancora aspettando le deleghe che arriveranno fra una settimana. Ma per il resto sono subito entrato nella parte. Anche perché con il Ministro (Delrio, PD, da anni ospite fisso di Bocenago, dove possiede una casa e viene a villeggiare con tutta la famiglia ndr.) sono immediatamente entrato in sintonia. Apparteniamo a schieramenti diversi. Ma ci si capisce. E credo che potremo fare un buon lavoro. Le ha giovato il fatto che da sempre il ministro Delrio è ospite fisso del suo comune?

Non più di tanto. L’importante è capirsi. Se invece di venire in Rendena, fosse andato a Cortina, credo che sarebbe stata la stessa cosa. Le sue prime esperienze? Sto girando l’Italia in lungo e in largo. Da Lecce a Modena, dove ho incontrato sindaci e imprenditori dei paesi terremotati. C’è la necessità di dare fiducia e anche aiuti concreti. Di far sentire che lo Stato c’è. Ho visitato anche gli alluvionati del vicentino. Lì il discorso è diverso. I danni sono ingenti. Ma sono comuni che hanno disponibilità finanziarie. Bisogna solo svincolarli dal Patto di Stabilità. Veniamo al Trentino. Qui ho preso contatto con sindaci e responsabili di Enti Locali. Con Durnwalder sono in sintonia su molti punti. Devo ancora incontrare il presidente della Provincia di Trento. Ma è questione di giorni. E quanto c’è di vero sulla necessità di chiedere ulteriori sacrifici alla nostra regione? In fin dei conti il Trentino è una delle provincie più virtuose. La spesa corrente è attorno al 68%. Meglio dell’Alto Adige che ha il 74%. Non c’è dubbio che sia così. Ma, come ho già avuto modo di dire, chi è stato bravo va premiato. La virtuosità merita di essere gratificata. Anche se, di questi tempi, qualche rinuncia bisognerà chiederla a tutti. Al capitolo riforme istituzionali, non è stato molto tenero con gli Enti Intermedi. Parlo delle Comunità di Valle. Qui bisogna essere chiari. E nemmeno creare false aspettative. Se sono messe nella possibilità di funzionare appieno, bene. Altrimenti meglio eliminarle. La

strada è comunque quella dell’accorpamento dei comuni. Bisogna fare in modo che i piccoli comuni siano incentivati ad unirsi. Durerà questo Governo? Io sono convinto di si. Nonostante la percezione c’è tanta gente responsabile che ha voglia di impegnarsi per l’Italia. Determinanti però sono le riforme per ridare fiato all’economia. Come pure la riforma elettorale. Poi è possibile anche che si torni al voto. A proposito di voto: è vero che nei suoi progetti futuri c’è quello di diventare il leader della Destra trentina? Per ora ogni discorso è prematuro. Certo è che il Mir, già dalle prossime provinciali di novembre, cercherà di recitare un ruolo di primo piano. Sugli uomini ne possiamo discutere più avanti. E’ comunque un’opportunità che non possiamo lasciar perdere. E per le Giudicarie? Il mio impegno c’è. Ci sono ancora polemiche sulla mia nomina. Ma con la buona volontà si supera tutto. E poi perché fermarsi alla persona? Sono i progetti che contano. E, per quel che mi riguarda, sto dialogando anche con persone che sono agli antipodi del mio pensiero politico. Ma una cosa è certa: bisogna rimboccarsi le maniche. I problemi dell’ospedale di Tione, della Pretura, di certi uffici che dovrebbero fare le valigie, per esempio, sono vitali per la valle. Per quel che mi compete, farò di tutto perché si trovino delle soluzioni. (e.z.) sector2011@libero.it

C’è nipote e nipote… C’è nipote, e nipote, è vero. Ma forse pochi hanno metabolizzato quanto in Italia, nel bene o nel male, siano importanti le nipoti. C’è Ruby: la nipote di Mubarak più famosa nel mondo. Celebre soprattutto per lo scandalo sessuale e i guai giudiziari che ha procurato, o meglio, che si è procurato il nostro ex Presidente del Consiglio Berlusconi. E c’è Benedetta. La nipote di Samorì. Arrivata agli onori delle cronache per aver, per così dire, agevolato l’ascesa a sottosegretario dell’unico rappresentante Trentino nel Governo Letta. Ruby Rubacuori, “maledetta” dal nostro grande e, per certi aspetti ridicolo, mecenate del gentil sesso, per i problemi che tutti conoscono. E Benedetta Samorì, nipote del leader del piccolo - ma evidentemente influente partitino del Mir - strabenedetta dal sindaco di Bocenago Walter Ferrazza, per avergli propiziato un ingresso tanto repentino, quanto inaspettato, nella stanza dei bottoni del nuovo Governo. Due facce agli antipodi. Con Walter Ferrazza Benedetta, ragazza semplice e genuina che gestisce in proprio un agritur sulle colline modenesi. E si arrabatta tra i fornelli preparando specialità tipiche dell’Appennino emiliano. Dove -“galeotta fu una battuta di caccia”il neo sottosegretario l’ha conosciuta. Nessuno vuole sminuire capacità e bravura el neo-sottosegretario. Ma il balzo dai 51 voti, raggranellati per il Mir a Bocenago, all’Olimpo della politica italiana, si deve all’incontro di una nipote, e a un’uscita venatoria nelle boscaglie modenesi. Qui Ferrazza ha conosciuto lo zio di Benedetta. Il resto è cronaca. Il sindaco trentino che va a caccia di cervi e di daini nelle riserve di Montese, comune di 3.000 abitanti, sulla strada dell’Abetone. L’ospitalità nell’agritur, gestito dalla rampolla della famiglia Samorì (famosi sono i suoi piatti a base di prugnolo, delizioso fungo primaverile, e rosbif di daino). La candidatura passata quasi inosservata agli occhi dei commentatori trentini. La notizia, colta addirittura con molte ore di ritardo dalla stampa, e dalla politica trentina, che la Provincia di Trento, poteva disporre di un referente in quel di Roma, all’interno del neo costituito governo PD-PDL. Non c’era riuscito l’ex governatore Dellai, candidato eccellente della lista Monti. Ma un poco conosciuto sindaco dell’alta Rendena, sì. “Carneade chi è costui”, il refrain delle prime ore nelle stanze della Regione. Walter Ferrazza, uno dei 39 primi cittadini delle Giudicarie, in poche ore era stato catapultato dai banchi consiliari di Bocenago (piccolo borgo di 406 anime) ai ben più gravosi incarichi di responsabilità, all’interno di una compagine governativa che ha il difficile compito di portare fuori dalle secche una Nazione, gravata da debiti e da una recessione che non ha uguali nella storia della Repubblica. E ciò, solo grazie ai meriti di un giovane ingegnere esperto in ambiente e territorio? In parte certamente sì. Ma un ruolo determinante si deve alla nipote di Samorì: Benedetta. In questo caso, Benedetta di nome e di fatto. (e.z.)


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Primo piano

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La Provincia vara il piano-casa Per le Giudicarie disponibili 5 milioni. Domande da indirizzare alla Comunità di Valle fino al 31 luglio. Una spinta importante per gli investimenti dei privati

La spesa minima è fissata in 10.0000,00 €, la spesa massima in 100.000,00 €. Il contributo è pari al 50% per il miglioramento energetico ed il 45% negli altri casi. Se l’immobile è in centro storico la percentuale di contributo viene elevata rispettivamente al 60% e 50%. E’ possibile intervenire anche sulle parti comuni nel caso di immobili con meno di quattro appartamenti. E’ previsto come requisito per presentare la domanda di contributo quello di avere un patrimonio familiare, calcolato con il sistema dell’IMUP, che per l’anno 2012 preveda un versamen-

to di imposta non superiore a 1.200,00 €, escludendo la prima casa ed i beni strumentali utilizzati per l’attività imprenditoriale svolta. Condomini. Per chi ha un alloggio in condominio vi sono regole particolari per gli interventi sulle parti comuni che vengono ammesse se almeno il 50% degli alloggi è utilizzato come prima casa. Termini. Per presentare domanda è necessario che la comunicazione di inizio lavori sia stata presentata dopo il 1° marzo 2013, data anticipata al 1° gennaio per alcune fattispecie Le domande possono essere presentate presso le Comu-

vani coppie ed i nubendi. Per la formazione della graduatoria si terrà conto del coefficiente ICEF, del numero dei figli minori e dell’anzianità in Provincia di Trento. Fondi a disposizione. La Giunta provinciale ha stanziato complessivamente 55 milioni di €; alla Comunità delle Giudicarie è stato stanziato l’importo di 2.250.000 per gli interventi sul patrimonio esistente e 2.824.000 per le nuove costruzioni e gli acquisti. Un’occasione da non perdere da parte dei giovani per realizzare la propria abitazione principale e una boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare, per le imprese edili e per tutti gli artigiani legati alla filiera delle costruzioni, in attesa che la crisi economica si allenti ed gli investimenti riprendano.

proposta degli Assessori Mauro Gilmozzi e Ugo Rossi, ha approvato il regolamento attuativo e dal 3 giugno si potranno presentare le domande di contributo presso le Comunità di Valle. nità di Valle dal 3 giugno al 31 luglio. L’avvio dei lavori deve avvenire entro 12 mesi dall’ammissione a contributo (entro 4 mesi per i lavori sulla prima casa) e fine dei lavori coperti da contributo entro 24 mesi. Graduatoria. Le domande per l’abitazione principale sono inserite in una graduatoria predisposta tenendo conto del valore dell’IMUP dovuta, in ordine crescente. Nuove costruzioni ed acquisti. Parzialmente diverse le norme per l’acquisto e la costruzione della prima casa di abitazione. Possono essere concessi contributi fino ad un massimo di 100.000,00

€ erogati in dieci annualità e pari al 50/60% della spessa ammessa. Il richiedente e l’eventuale coniuge non devono essere proprietari di altre unità abitative con una rendita catastale superiore a 350,00 €., escludendo le quote da proprietà indivisa acquisite per successione ereditaria. E’ inoltre richiesta la residenza da almeno due anni in Provincia di Trento, ed un coefficiente ICEF superiore a 0,13 inferiore a 0,45. Le domande si potranno presentare dal 1 al 31 luglio prossimo. Le Comunità predisporranno due distinte graduatorie dando una particolare preferenza per le gio-

Ex-Ille, primo round alla Famiglia cooperativa

fettivamente condiviso dalla commissione urbanistica con il comune era quello della riqualificazione della zona, ma scrivono: “il perseguimento di tale fine richiedeva interventi coerenti, fra i quali non rientrava certo il mantenimento del capannone corrispondente alla p.ed 688 posto a ridosso del centro storico e sull’argine del fiume Sarca”. Al comune si imputa, con una serie di motivazioni dettagliate, l’elu-

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gran parte coperti dal capannone esistente e dalla nuova struttura che sarà costruirà in aderenza ad esso, per un totale di 16.500 mq”. Inoltre: “il comune non ha giustificato con dati tecnici l’utilizzo di quell’ampia superficie commerciale complessiva e […] si è del tutto sottratto dall’eseguire l’approfondimento richiesto dall’Organo consultivo”. I giudici del Tar hanno rilevato poi che l’obiettivo ef-

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struttura. In merito alla corretta individuazione e destinazione dell’area commerciale complessiva, la sentenza spiega: “non vi è chi non veda l’assoluta sproporzione esistente tra la previsione di una superficie destinata alla vendita pari a 1499 mq (dei quali dunque 1280 per la grande struttura e 219 per gli esercizi di vicinato) e una superficie territoriale complessiva pari a 5800 mq, in

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tivazioni addotte dal comune in risposta alle perplessità avanzate dalla commissione urbanistica: la sproporzione fra l’area commerciale e la superficie di vendita (4.300 mq); la dimensione e l’altezza del volume lungo l’argine del fiume e destinato ad attività commerciale; i parcheggi pertinenziali; lo squilibrio a sfavore degli esercizi commerciali di modeste dimensioni a causa dell’insediamento di una grande

del ricorso nel settembre scorso: l’amministrazione di Spiazzo, presieduta dal sindaco Michele Ongari, aveva concluso nel luglio 2011 un accordo con le due società alle quali fa capo Marcello Poli - la Fiori del Brenta S.r.l e la F.lli Poli Spa - proprietarie dell’area, per il suo recupero, implicando un cambio di destinazione da industriale a commerciale e residenziale.

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Il primo round sulla questione Ex-ille, va alla Famiglia cooperativa di Pinzolo. Il Tar di Trento, infatti, ha accolto il ricorso avanzato dalla Famiglia allora presieduta da Mauro Cominotti contro il comune di Spiazzo e la Provincia per l’annullamento degli atti riguardanti l’area Ex-Ille. La vicenda della riqualifica dell’area ha suscitato parecchio scompiglio in Rendena, fino al deposito

sione delle criticità messe in luce dalla commissione urbanistica il cui parere “pur non vincolante - scrivono i giudici – , tuttavia comporta un’adeguata motivazione ogniqualvolta si intenda disattenderlo”. Simile la valutazione sulla questione dei parcheggi pertinenziali: se la commissione urbanistica aveva parlato di una “riduzione non conferente con le potenzialità dell’area in esame”, i giudici considerano come nella controdeduzione del comune emergano “dati contrastanti” per le quali c’è un’”assoluta oscurità circa il numero dei parcheggi che dovranno essere realizzati dal privato”. Conclusione: ricorso accolto e le delibere provinciali e comunali, nonché l’accordo del luglio 2011 con i Poli, sono annullate. Denise Rocca

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Il Tar di Trento dà torto al comune di Spiazzo nella intricata vicenda dell’area commerciale dove dovrebbe sorgere il Poli

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Seguirono mesi di aspro dibattito fra i pro e i contro l’iniziativa, furono coinvolte la popolazione, le famiglie cooperative e gli amministratori della Rendena. L’iter burocratico fece comunque il suo corso, con il parere della commissione urbanistica provinciale e la prima adozione alla variante del Prg di Spiazzo che prevedeva, in particolare, l’insediamento di un’area commerciale della superficie di 5.800 mq, dei quali 1500 destinati all’attività commerciale al dettaglio. Il ricorso della coop di Pinzolo, chiedeva l’annullamento della delibera provinciale di approvazione della variante al Prg di Spiazzo, della successiva delibera adottiva del comune e di ogni altro atto connesso, compreso l’accordo di programmazione urbanistica siglato fra l’amministrazione di Spiazzo e le due società dei Poli. I giudici del Tar hanno accolto le ragioni della coop. Buona parte delle motivazioni della sentenza si basano sulle mancate o inconsistenti mo-

Solo ad inizio maggio il Consiglio provinciale ha approvato la legge n. 9 che riguarda interventi a sostegno del sistema economico e delle famiglie. Ora la Giunta provinciale, nella seduta del 24 maggio, su

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Sicuramente la crisi economica che sta colpendo la nostra economia e che si ripercuote sulla situazione delle famiglie ha costretto la Provincia ad intervenire con urgenza per cercare di aiutare soprattutto i giovani nella ricerca della prima casa e nel contempo di rilanciare il settore edile che è strategico per l’economia trentina e che nell’ultimo anno ha evidenziato una grave crisi. Ma vediamo quali interventi verranno finanziati. Abitazioni principali. Verranno finanziati interventi di miglioramento energetico, di manutenzione straordinaria, risanamento e ristrutturazione edilizia per l’alloggio già occupato o per alloggi destinati a diventare l’abitazione principale del nucleo familiare.

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Attualità

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“Renovatio Thione”, c’è il finanziamento La Giunta provinciale approva il restyling di Viale Dante. Ora via alla progettazione definitiva «Il fulcro di tutto il progetto – spiega il vicesindaco Eugenio Antolini – è quello di dare ai cittadini e al mondo del commercio locale l’opportunità di essere protagonisti della vita del paese, di riappropriarsi degli spazi urbani in senso aggregativo, come accadeva una volta nelle piazze. Un progetto che riteniamo molto importante, così come ha fatto l’assessore Gilmozzi che ne ha riconosciuto la validità e l’ha sostenuto in ambito provinciale”». Quello approvato dalla Giunta provinciale è parte di un progetto più ampio di riqualificazione del centro storico di Tione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, vuole riportare i tionesi a ripopolare il centro storico, con un impatto positivo sulle attività commerciali, motore dell’economia locale. Una riqualificazione che ha già avuto inizio nel tratto di viale tra Piazza Battisti e il Catasto e in piazza Steffanini, antistante alla sede della Comunità di Valle, attualmente in corso. Lavori che si saldano con quelli, recentemente termi-

La Giunta provinciale ha approdio Cuno Mayr, è stato di Roberto Bertolini vato nella seduta di venerdì 24 concesso un finanziamento maggio, su proposta dell’assessore Mauro Gilmozzi, sul Fondo per lo sviluppo locale del 95% per una cifra lo stanziamento per la riqualifica urbana del centro complessiva di 1 milione e 490 mila euro. Si tratta di storico di Tione. Al progetto preliminare, ideato dal- uno dei punti qualificanti del programma della coalil’architetto Lamberto Amistadi associato con lo Stu- zione che ha sostenuto il sindaco Mattia Gottardi. nati, di realizzazione delle fognature e dell’illuminazione pubblica come da Pric. Focus dei lavori sarà la zona di Piazza Battisti, il giardino-parco Le Ville, e il parco giochi, oltre che il tratto di viale Dante interessato, che verrà liberato dai parcheggi. In particolare nel parco, “polmone verde” di Tione, è stata prevista una struttura aperta sui due lati che nella parte verso il viale servirà per dei momenti di intrattenimento, mentre sul lato che guarda il caseggiato della Guardia di Finanza ci sarà un palco in grado di ospitare concerti. Una soluzione che offrirà opportunità e stimoli alle associazioni locali e costituirà una valida alternativa al tendone usualmente montato in piazza Battisti. Un progetto complessivo e di ampio respiro che rappre-

Un rendering del nuovo viale e del parco

senti un punto di riferimento non solo per i tionesi, ma anche per tutti i giudicariesi, inserito in quel processo di recupero della centralità di Tione che l’amministrazione sta perseguendo. «E’ un progetto che mi piace definire glocal – conferma Antolini - perché sposa un modo di vedere e vivere il paese che è globale, utilizzando però i materiali, il modo di pensare e il verde

locale, ma non fermandosi ad un progetto di arredo fine a sé stesso, essendo piuttosto una modalità diversa e nuova di concepire il paese al fine di creare aggregazione». Proprio per questo era stato scelto l’architetto Amistadi, per portare una visione nuova, un quid pluris anche a livello di immaginazione di scenari futuri. Le prossime tappe, ora, sono

quelli di mettere a gara le progettazioni definitive sia dal punto economico, sia da quello delle idee. Già, perché il progetto in questione rappresentava uno studio preliminare di stimolo e di raccolta di idee, che voleva introdurre innanzitutto un modo diverso di concepire il paese. Ovvio pensare che vi potranno essere delle modifiche e dei miglioramenti nelle parti che hanno suscitato riflessione e dibattito. «Quest’autunno – conferma Antolini - sarà dedicato alla parte progettuale e degli appalti, anche perché il progetto deve essere approfondito in alcuni passaggi. Teniamo presente che cambierà il volto del paese per molti anni e dunque le scelte vanno ponderate. Il 2014 deve essere l’anno fondamentale per la realizzazione dei lavori. Come amministrazione crediamo che

questa opera sia propedeutica per cambiare il modo di vivere la cittadinanza, ma è chiaro che andrà riempita di contenuti a partire da un modo diverso di fare aggregazione». Punto chiave del progetto, i parcheggi: verranno tolti quelli lungo il viale e in Piazza Battisti per crearne una quarantina attorno al parco; dei posti verranno recuperati con il nuovo parcheggio interrato sul retro della rurale Adamello Brenta, e con quello in via Nazario Sauro, già realizzato, nel quale è stata ultimata anche l’illuminazione pubblica, che accoglie una ventina di posti auto. Un ultima battuta sull’importante discorso della possibile pedonalizzazione del viale, una scelta che divide fra pro e contro. «L’eventuale pedonalizzazione e chiusura al traffico di un tratto di viale – conclude Antolini – è un discorso modulare, che dà l’opportunità sia di pedonalizzare anche in futuro, magari non mettendola subito in campo ma non precludendosi questa opportunità».

Referendum, sì convinto alla fusione A Daone-Praso-Bersone il sì all’accorpamento dei comuni vince nettamente con l’’85%. I sindaci: «Ora avanti con le prossime tappe»

Il risultato, del resto, è in linea con queste aspettative; con un’affluenza di 579 votanti che supera il 52% degli aventi diritto (1.097) i sì sono stati 490, contro 86 no e 3 bianche. A Bersone hanno votato in 147 su 259 (57%); a Daone, in 286 su 520 (55%); a Praso il voto è stato espresso da 146 aventi diritto su 318 (46%). A Bersone sono stati 128 i “sì” alla fusione e 19 i contrari; a Daone 233 sì, 50 no e 3 schede bianche, mentre a Praso i voti favorevoli sono stati 129 e 17 quelli contrari. Strada aperta dunque alla fusione. La consultazione di domenica 26, seppur sprovvista di valore legale, ha rappresentato nei piani delle amministrazioni comunali un passaggio fondamentale. Incassata la fiducia dei cittadini, ora il progetto può dispiegarsi nei suoi passaggi successivi. Oggi, sulla scorta di questo risultato, è lecito pensare di poter dar corso al referendum ufficiale a maggio del 2014, che con un “sì”

Un sì convinto che rafforza il lavoro di questi ultimi anni delle amministrazioni nella direzione della fusione. I cittadini di Bersone, Daone e Praso hanno confermato, nel referendum consultivo di domenica 26 maggio, con l’85% dei “sì” il progetto di accorpamento dei tre paesi della Valle del Chiese in un unico comune. Un risultato importante della popolazione porterebbe al comune unico. Infine, da gennaio 2015, vi sarebbe il commissariamento degli organi amministrativi del nuovo comune fino alle elezioni comunali del maggio 2015. Perché ciò sia fattibile in questi termini, però, occorre accelerare rispetto alle normali tempistiche, che prevedono una fase intermedia di “unione” che porti poi, nell’arco di alcuni anni, alla fusione vera e propria. In questo caso verrebbe saltato lo stato di “unione” secondo la procedura “velocizzata” prevista dalla normativa. Soddisfazione da parte dei sindaci, ma anche voglia di portare a termine la fusione nei tempi previsti. Così la pensa Lener Bugna, sindaco di Bersone: “Sono soddisfattissimo,

Roberto Panelatti

non pensavo nemmeno che per un semplice sondaggio si registrasse oltre il 50% dell’affluenza, con ben il 85% dei sì. C’è da ringraziare i cittadini per la partecipazione e per il sostegno che hanno espresso alle amministrazioni per dare seguito al progetto. Ora dobbiamo rispettare i tempi, che sono stretti perché facciamo subito la fusione senza tappe intermedie, ma

per la consultazione indetta dalle tre amministrazioni, che negli ultimi mesi hanno accelerato un progetto di fusione di cui si parlava da tempo, attraverso una serie di serate informative che – lo hanno confermato sindaci Lener Bugna, Ugo Pellizzari e Roberto Panelatti – hanno riscosso attenzione e condivisione da parte della popolazione.

Ugo Pellizzari

siamo fiduciosi. Spero che la Regione nel valutare il progetto non tenga conto solo degli abitanti ma anche la vastità del territorio amministrato (la normativa “richiede” 2000 abitanti, qui sarebbero 1300, ma con una superficie di ben 176 kmq, il comune più esteso del Trentino), tanti ettari di boschi, strade comunali, malghe che costituiscono un impegno importante per

Lener Bugna

l’amministrazione”. Anche Ugo Pellizzari, sindaco di Daone valuta positivamente il risultato del referendum: «Si tratta di un passaggio importantissimo - sottolinea - che ha registrato un’ottima partecipazione della popolazione, pur sapendo che non era una consultazione ufficiale, ma solo un sondaggio. Un risultato che ci dà fiducia. Le prossime tappe sono metterci attor-

no ad un tavolo e definire una scaletta delle cose da fare, una discussione sulle questioni “tecniche”, tipo il nome, la sede ecc. Entro il 30 settembre va presentato in Regione un progetto di fusione con tutti i dettagli organizzativi, sul quale ci dovrà essere dato l’ok, per poi sottoporlo ai cittadini l’anno prossimo, in vista del referendum ufficiale». Roberto Panelatti, sindaco di Praso:«La valutazione di questo voto è molto positiva, poiché con esso i cittadini hanno convalidato il lavoro delle amministrazioni messo in campo per la fusione, dandoci di fatto mandato per proseguire in questa direzione. Il percorso ora continua con le tappe che abbiamo già delineato, con l’obiettivo di arrivare al referendum entro giugno del 2014 completando l’iter di fusione per fine anno in modo da arrivare con il nuovo comune alle elezioni amministrative del maggio 2015». (r.b.)


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Economia

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Artigiani, De Laurentis promuove le Giudicarie Il neo-rieletto presidente dell’Associazione:«Un tessuto sano che tiene botta anche in questo periodo di crisi» Sessantun anni, carattere deciso, grande eloquenza: questi i tratti salienti di De Laurentis, patron della Sima Tech e Sima Software di Arco, azienda che opera nel campo della logistica software per il settore trasporti, oltre che grande appassionato di calcio (è presidente dello Stivo) e opinionista “filosofo” del football di una trasmissione su Rttr del tipo “bar sport”. Tornando all’artigianato, qual’è lo stato del settore in questo momento di sofferenza economica? Stiamo vivendo – spiega De Laurentis – una situazione che indubbiamente è di difficoltà per le nostre aziende, dovuta principalmente a due fattori, che sono la mancanza di fiducia, dunque riferita al settore del credito e i “cattivi” pagamenti, ossia la difficoltà, spesso, di riscuotere il dovuto. Va detto però che il mondo artigiano, se escludiamo l’edilizia che vive un periodo di Illazioni a parte, stanno i fatti. La defezione di Pedretti indebolisce fortemente la Giunta Bonomi, che già aveva perso strada facendo Carola Ferrari, anche lei personaggio di punta in questo caso però del Patt rendenese. Un’amministrazione attualmente alle prese con diversi passaggi difficili, con le minoranze consiliari che premono su alcune questioni, fra cui quella ormai nota della “centralina”. “D’ora in poi voterò secondo coscienza” – ha scritto Pedretti nella lettera – rassegnando con rammarico le dimissioni dalla Giunta. “Ritengo - scrive – che negli ultimi mesi il gruppo di maggioranza da te (Bonomi) guidato abbia superato ogni limite ed è emersa l’incapacità di ascoltare la gente del nostro paese e di dare risposte concrete”. Poi l’attacco frontale: “Tu, in particolare, nell’ultimo anno ritengo ti sia sempre dimostrato indifferente alle necessità dei cittadini, indisponibile ad ascoltare la richiesta di un paesano in difficoltà, incapace di dare risposte concrete, venendo meno agli impegni del nostro programma elettorale.”

Isidoro Pedretti e Carola Ferrari

di Roberto Bertolini «Le Giudicarie presentano un tessuto artigianale sano, con oltre 3.800 occupati e oltre 1.000 realtà; un settore che sta tenendo botta alla crisi rimboccandosi le maniche e che resiste grazie al forte senso di appartenenza». Così Roberto De Laurentis, vulcanico presiden-

Roberto De Laurentis

crisi vera, ha aumentato di 1.000 unità i propri addetti nell’ultimo anno e mezzo. Un dato che la dice lunga su come le imprese artigiane

te dell’Associazione artigiani della provincia di Trento, fresco di rielezione (secondo mandato), descrive la situazione delle aziende in Giudicarie, terra “premiata” anche con l’elezione a vicepresidente di Narciso Marini di Storo, assieme al valsuganotto Claudio Ropelato.

considerino la persona al centro del proprio capitale. Cosa occorre perché finisca questo periodo di congiuntura? Innanzitutto occorre che l’economia riprenda a correre a livello generale. Poi è necessario che ci sia più fiducia da parte del settore del credito, soprattutto delle “nostre” Casse Rurali che non hanno certo brillato più delle grandi banche nazionali o internazionali nel momento della crisi. Infine occorre che gli enti pubblici, paghino con maggiore regolarità. Mi riferisco in questo caso soprattutto ai comuni,

non alla Provincia. Ma, a livello di sistema economico, occorre un ripensamento generale. In che senso? Va rivoluzionato il sistema trentino che ha dato troppo all’industria ottenendo in cambio solo delocalizzazioni e perdita di posti di lavoro. L’artigianato, al contrario, non delocalizza, perché il suo capitale principale sono le persone ed il territorio. Ma non è un problema di Trentino, è il modello industriale che l’Italia ha portato avanti per tanti anni ad essere in crisi. Per questo, diciamo, non rincorriamo

più la grande industria e mettiamo invece il focus sulla piccola-media impresa. Il podio delle cose da fare per uscire dalla crisi? Un’azione di forte rilancio del credito; rivedere il modello economico di sviluppo ri-bilanciando le risorse a favore della pmi; riformare la macchina politico-amministrativa, soprattutto arginando lo strapotere della casta burocratica a favore del primato della politica. Un’ultima domanda. Da mesi si legge sui giornali che alle elezioni provinciali del 27 ottobre lei sarà presente, magari come candidato presidente. Che c’è di vero? A livello generale un buon imprenditore prima o dopo si impegna in politica. D’altra parte, se non lo fanno loro chi deve farlo? Magari i soliti professori universitari (e poi vediamo come è andata con Monti)?

C’eravamo tanto amati

Isidoro Pedretti lascia la giunta comunale di Pinzolo e accusa: «Indifferenti alle richieste dei cittadini». Il sindaco Bonomi: «Lo ringrazio per il lavoro svolto, ma si sbaglia» Uno sfogo sofferto, scritto in una lettera dai toni forti. Con questa missiva Isidoro Pedretti ha lasciato a metà maggio la Giunta comunale di Pinzolo, in dissenso con l’azione amministrativa di William Bonomi. Un fulmine a ciel sereno? Sembra di sì, se pensiamo che Pedretti, recordman di preferenze alle elezioni comunali del maggio 2010 è sempre stato uomo vicinissimo a Bonomi, pure nella legislatura precedente. Da allora però sembra che qualcosa si sia rotto, fino Parlando del rapporto personale con Bonomi e del lavoro fatto in giunta nella scorsa e in questa legislatura, Pedretti si dice dispiaciutissimo di questo epilogo: “Mi è costato tantissimo fare questo passo e a livello umano me ne dispiace; ma erano 8 mesi che ci pensavo e ho dovuto farlo. Trovavo difficoltà a capirmi col sindaco, a inte-

a dare corso allo sfogo, scritto nero su bianco, in una lettera datata 13 maggio. Si parla anche, tra chi vuol dare alle cose una lettura più “politica” che amministrativa, che Pedretti si sia sfilato dalla giunta guarda caso in coincidenza con la sua adesione al partito di Silvano Grisenti, Progetto Trentino, sulla scorta di altre dimissioni di amministratori da altri comuni del Trentino “suggerite” dall’ex-assessore provinciale ai lavori pubblici e ex-presidente dell’A22.

ressarlo alla soluzione dei tanti piccoli problemi che la gente mi incaricava di trasmettergli; mi sembrava di venir poco ascoltato, qualche volta eravamo addirittura su orientamenti diversi davanti ai provvedimenti da adottare, in particolare sulle priorità da dare a certe iniziative. Ora però non voglio alimentare polemiche, soltanto fare il mio lavoro di consigliere e votare provvedimento per provvedimento secondo coscienza (nell’ultimo consiglio ha votato 2 volte a favore, 2 contro e due astenuto, ndr.)” Dunque non è stata una decisione da collocare in area politica, dopo l’adesione di Pedretti a Progetto Trentino di Grisenti? “Assolutamente no – dice Pedretti – non c’entra davvero niente, un conto è la Provincia e le dinamiche politiche, un conto il comune di Pinzolo; si tratta di una decisione presa prima della mia adesione a Pt”.

William Bonomi, dal canto suo, replica con pacatezza alle dimissioni e alle accuse contenute nella lettera: “Sono stato sorpreso e sinceramente amareggiato dalle dimissioni di Isidoro” - spiega “Per dire la verità, quella lettera, che ho più volte riletto, non mi sembra scritta da lui, né nei toni,

William Bonomi

né tanto meno nella sostanza, che semplicemente non corrisponde a verità. Non corrisponde al suo stile. Di lui ho il ricordo di una persona che si impegna per la comunità. Per questo e per l’apporto che ha saputo dare in giunta in questi anni lo ringrazio davvero molto. La giunta va avanti con la

sua azione amministrativa per dare risposte ad imprese e cittadini”. A proposito di giunta, da segnalare – in sostituzione di Pedretti – un ritorno: Franco Luconi Bisti, apprezzato personaggio del mondo volontariato e di aggregazione di Campiglio.

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Reflui zootecnici, biogas in Rendena? L’Unione allevatori locale sta valutando questa ipotesi per abbattere gli odori e sviluppare energia elettrica Ad occuparsene la Fondazione Mach, che ne ha già realizzati una decina in Trentino, con la partecipazione di Andrea Bonapace, studente di Pinzolo che sul progetto di impianto della Rendena ci scriverà la tesi. Prima di accedere alle aziende a caccia di dati su capi e deiezioni, però, l’incontro di ieri che ha dato alcuni punti fermi su cos’è un impianto di biogas e a cosa serve. “Con il biogas non si risolve il problema di quantità delle deiezioni – ha chiarito Angelo Pacile, della Fondazione Mach

Agricoltura e turismo, le realizzazione di un impiandi Denise Rocca due anime economiche to di biogas che potrebbe delle Giudicarie Esteriori e della Rendena, un rapporto contribuire ad armonizzare i rapporti. Tutto ancora in dicomplicato, a volte, per due attività che si completano nella venire, ma la digestione anaerobica dei reflui zootecnici è salvaguardia e promozione dell’ambiente montano ma si stata il tema di un incontro che si è tenuto in maggio nella scontrano in materia di gestione dei reflui zootecnici e ap- Casa della Comunità di Pinzolo con l’intenzione, nei prosproccio all’attività agricola. simi mesi di procedere nella redazione di uno studio di fatL’Unione allevatori della Val Rendena sta considerando la tibilità. – poiché entra cento ed esce cento, e non cambia quindi il problema di stoccaggio delle aziende o la mancanza di superfici di spargimento sufficienti ad assorbire il prodotto”. Quindi, i vantaggi sono una migliore convivenza con un territorio a vocazione turistica, visto che

il digestato dell’impianto riduce drasticamente l’odore dei reflui, e l’integrazione di reddito per gli agricoltori che deriva dalla produzione di energia. Fatti salvi, però, gli sviluppi futuri: a relazionare agli allevatori, ieri, anche i tecnici della Eng.in group, azienda

Caccia al Cinghiale: ora si fa sul serio Provincia e cacciatori hanno iniziato abbattimenti su larga scala. In due mesi presi 39 capi

Cinghiali. Finalmente si fa sul serio. Dopo la pagina da noi dedicata al flagello dei cinghiali in val del Chiese, ecco la buona notizia che ne sono stati abbattuti un numero consistente. Quasi quaranta ad oggi, dal primo dell’anno. Mai, il carniere dei nostri cacciatori era stato più colmo. Da gennaio fino al 30 di aprile, diciotto. E ventuno nel mese di maggio. Lo ha comunicato l’assessore Tiziano Mellarini, che a quanto pare si è preso a cuore il problema. Da anni agricoltori e proprietari di terreni negli areali dell’alto e del basso Chiese lamentano le distruzioni ad opera di questo maiale selvatico, non autoctono. E’ stato importato abusivamente nella zona di Condino e Storo, sul finire degli anni settanta. Persone improvvide lo hanno trapiantato in un ambiente che non gli è congeniale. Da allora la prolificità della specie ha aumentato a dismisura la sua presenza, fino ad arrivare ad un numero decisamente elevato per la salute del territorio. Si parla di oltre un centinaio di esemplari. Animali in spasmodica ricerca di cibo che, non trovando di che sostentarsi, in pratica guastano terreni e colture con le affilate zanne. L’allarme scattato all’inizio dell’anno su segnalazione dei guardia caccia, dice che quest’anno la sua presenza potrebbe aumentare in modo esponenziale. Fino al 300%. I segnali perché ciò possa accadere ci sono tutti. Preoccupa soprattutto il numero di cuccioli che una mamma cinghiale può generare. Fino a dodici per cucciolata. E può andare in calore anche tre volte l’anno. Per anni erano stati denunciati danni alle colture e all’ambiente. Senza però che le autorità vi abbiano dato troppo peso. In un recente incontro a Storo, tra mondo contadino e l’assessore Mellarini, è arrivata la buona nuova. Una notizia che ha sollevato i proprietari di colture di mais sul fondovalle, ma anche i proprietari delle baite da monte sui territori di Castel

produttrice di impianti a biogas, che hanno ipotizzato scenari di trasformazione, per esempio, in biometano da usare come combustibile. Non domani, certo, ma non si tratta nemmeno di sogni visto che in Norvegia, per esempio, applicazioni simili si stanno già facendo. Il presidente dell’Unione Fabio Maffei spera di raccogliere le adesioni di un gruppo di allevatori per avviare il progetto: ci sarebbe già la proposta di un appezzamento di terreno dove edificare il biodigestore assieme ad un silos di stoccaggio per risolvere un deficit di spazio che interessa molte aziende agricole. Proprio nei primi giorni di maggio la Provincia ha approvato una serie di restrizioni in materia di

impianti a biogas, presentate agli allevatori rendeneri da Marco Galvan del servizio agricoltura della Provincia: si alza al 70% la percentuale di reflui rispetto ad altra biomassa vegetale da conferire nel biodigestore,

viene introdotto il limite del raggio dei 50 chilometri per consorzi di aziende che conferiscono ad uno stesso digestore, e il limite di produzione energetica di 250 kw. In divenire, il fronte finanziamenti. Il presidente Maffei assicura che c’è stato un primo contatto con l’amministrazione di Pinzolo e l’accoglienza è stata positiva, prossimamente ci sarà un nuovo incontro fra gli allevatori per discutere nello specifico del progetto per il territorio.

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Condino, Cimego, Prezzo. Fin su verso la valle di Daone. La lista l’ha comunicata l’assessore. Nel 2013 i cinghiali finiti nel mirino dei cacciatori sono stati 39. Di questi 13 nella zona di Storo, 3 a Castel Condino, 2 a Condino, altrettanti a Bondone e Cimego. E’ il risultato della recente decisione presa di comune accordo con le undici sezioni di cacciatori della zona. Che, a Condino, in sinergia con i vertici Provinciali della caccia, avevano deciso di incentivare i controlli e soprattutto le battute notturne all’animale. Più cacciatori (fino a cinque) nelle spedizioni dopo le 22 a caccia del cinghiale. E i risultati non si sono fatti attendere. L’attività venatoria extra calendario continuerà anche nei prossimi mesi. E chissà che non si riesca a mettere finalmente un ripiego ad una presenza scomoda, che non solo mette a repentaglio aree prative e colture, ma che mina anche la stessa incolumità della fauna stanziale. Non è infatti una novità, lo dicono le statistiche, che dove il cinghiale prolifera, calano le altre specie come cervi e caprioli. Ettore Zini

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Razza Rendena gioca la carta della carne “bio” Prove tecniche di produzione nella stalla di Rino Artini, inaugurata il 27 aprile a Zuclo

Per ora l’associazione ha acquistato una trentina di torelli. Magnifici esemplari che, a guardarli, dicono che la fiducia in loro è ben riposta. Li hanno affidati a Rino Artini di Zuclo. Allevatore di grande esperienza nel settore che, alla fine di aprile, ha inaugurato un altro blocco della stalla che possiede all’uscita nord del paese. Lungo la strada che porta al passo Durone. Un allevamento attivo dal lontano 1967. Nella nuova struttura, inaugurata in pompa magna alla presenza di autorità e allevatori della zona, l’allevatore - oltre al modernissimo magazzino per lo stoccaggio e essiccazione del fieno - ha ricavato uno spazio interamente dedicato all’allevamento, con prodotti tassativamente naturali. Da anni, Rino Artini, coadiuvato nell’attività da tutta la famiglia, è addentro nel ciclo della produzione biologica. Dal 1999 accudisce ad un centinaio di bestie da latte: una produzione collaudata, oggi totalmente assorbita da Latte Trento. I suoi

La Razza Rendena tenta anlivello locale, ed ora alla guidi Ettore Zini che la carta del biologico da da dell’Anare (Associazione carne. Dopo il successo nel latte e latticini, ora è la Nazionale Razza Rendena) è certo che gli esperivolta di verificare se anche la carne può puntare sul menti potranno dare ottimi risultati. “Però – spiega, bio. Prodotto che indubbiamente ha un futuro, per con la cautela che è tipica della gente di montagna il crescente interesse del mercato. Gian Battista Pol- – bisognerà attendere almeno un anno, per vedere se la, per trent’anni presidente della Razza Rendena a l’esperimento va in porto”.

Un momento dell’inaugurazione del fienile con l’assessore Mellarini

prodotti contribuiscono ad accrescere la filiera dei prodotti naturali, immessa sui mercati dal caseificio che ha assorbito le linee produttive dell’ex FiavèPinzolo. E, al tempo stesso, ha avviato un suo specifico allevamento, sempre a valenza biologica, di animali da carne Razza Blue Belga,

un tipo di bestiame che da sempre dà ottimi risultati per la produzione di tagli di carne di qualità. Molto gustosi e assorbiti da un mercato di intenditori. In massima parte macellerie e ristoranti locali che puntano a un prodotto “high”. Esempi significativi sono: la macelleria Ballardini di Tione e perle della ristora-

Un particolare della stalla-bio

zione campigliana, come il Rifugio Zeledria e il ristorante Artini. A Rino Artini, in virtù della sua grande esperienza maturata nel settore, si sono rivolti i responsabili della Razza Rendena. Alla sua stalla, e alla sua competenza, hanno affidato i capi di bestiame destinati all’incubatoio della carne biologica , con

la supervisione tecnica dell’Università di Udine. Ogni mese, gli esperti dell’associazione compiono prelievi per controllare le varie fasi della sperimentazione. “A gennaio - ha detto il presidente Polla - si tireranno le somme”. Solo allora si saprà se, oltre al latte, anche i filetti e i roast beef dei torelli di Razza Rende-

na potranno affrontare con tranquillità le tavole degli italiani. Il prodotto bio fa registrare un crescente interesse da parte dei consumatori. Il progetto, affidato alle mani esperte di Rino Artini, promette grandi soddisfazioni. Nel frattempo però è bene andare con i piedi di piombo. Non a caso, nella giornata inaugurale nei padiglioni della stalla alla periferia di Zuclo, i discorsi dei responsabili dell’Associazione e della Federazione allevatori, erano improntati all’ottimismo, ma anche alla cautela. Memorabile la giornata (27 aprile). Una pioggia battente non ha rovinato una grande festa che tagliava due nastri in un colpo solo: la nuova stalla Artini, e il bio da carne di provenienza rendenese. Per la cronaca va detto che attualmente le vacche di Razza Rendena possono contare su quasi 5.000 capi in Italia. Solo 1.300 dei quali nella valle di origine. Mentre le stalle più numerose sono oggi in provincia di Padova e di Vicenza.

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Attualità

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Allora che fare? C’è chi è convinto che sia opportuno continuare a studiare, ma ancora non sa bene a quale corso di studi affidarsi. C’è chi invece, non è del tutto convinto che andare all’Università sia, per lui, la soluzione migliore, ma allo stesso tempo non conosce a sufficienza il mondo del lavoro e non sa come muoversi, né ha una idea di dove trovarlo. E’ normale che il neo-diplomato passi il periodo estivo con un po’ di confusione in testa e, pur non riuscendo a chiarirsi del tutto la situazione, rimane consapevole che una scelta bisogna pur farla. Università o lavoro? Ovviamente non esiste una risposta giusta e una sbagliata a questa domanda. Tutto è soggettivo e dipende esclusivamente da se stessi, dalla voglia effettiva che si ha di continuare, dalle proprie attitudini e dalle proprie aspirazioni. Il mio primo consiglio è quello di non dare retta né a chi dice che senza una laurea ormai non si va nessuna parte, né a chi suggerisce di non andare all’Università perché, in fondo, laurearsi e studiare, con i tempi che corrono, tanto non serve a niente, che ci sono un sacco di laureati a spasso che fanno i commessi, o i centralinisti perché di lavoro non se ne trova più. E’ importante che i ragazzi pensino e decidano con la propria testa, è il loro futuro che alla fine ne andrà di mezzo, una scelta sbagliata potrebbe rendere la loro vita più dura di quanto già lo sia. Così sono due le opzioni che si impongono. La

Scuola, tempo d’esami. E poi? Tra mondo del lavoro ed università. Il tempo delle scelte difficili, da fare assieme alla famiglia di Adelino Amistadi Giugno e luglio sono mesi tremendi per i nostri ragazzi che affrontano la maturità. Ci sono gli esami da superare, gli scritti che fanno paura, il colloquio orale che spaventa più di ogni altra cosa. Eppure quando tutto sarà finito, il giovane diplomato è atteso da una prova altrettanto difficile: quella della scelta sul dopo, che fare? Continuare a studiare o iniziare subito a cercare un lavoro? Un dilemma non da poco, una scelta importante che coinvolge non solo gli studenti, ma la famiglia intera, e in un periodo di crisi come quello attuale, il problema si pone con tutta la complessità del caso. Dovrebbero esserci in ogni scuola dei facilitatori,

prima è quella del lavoro. Per scelta o per necessità. Il consiglio è quello di non scegliere subito un lavoro “per la vita”, ma di inserirsi con la convinzione di fare, almeno inizialmente, esperienze di vita, di abilità, di competenze, acquisire professionalità, alimentare il curriculum che servirà al momento giusto, accettando anche collaborazioni provvisorie, lavori a termine o a tempo determinato, tenendo comunque presente che di imparare non si finisce mai e, se anche capitasse un lavoro estremamente pratico, come spesso capita, è opportuno farne un’occasione per specializzarsi ed essere competitivi e soprattutto soddisfatti di se stessi. Bisogna considerare

degli orientatori professionali che siano in grado di consigliare con competenza e buon senso sul da farsi, ma la scelta definitiva, alla fine, viene presa in solitudine. C’è chi ascolta i genitori, che non sempre sono razionali nei loro consigli, chi invece segue le amicizie scegliendo quel che sceglie l’amico o la fidanzata. C’è chi cerca d’informarsi, ma non sempre trova appoggi credibili. Così i ragazzi senza bussola rischiano di perdersi nel labirinto del loro futuro. Ve lo dice uno che di esperienza ne ha parecchia avendo dovuto affrontare simili situazioni per ben quattro volte con esiti diversi, anche se, per fortuna, andati tutti a buon fine.

che molto spesso le aziende che devono assumere personale, più che al titolo di studio, sono interessate al bagaglio di esperienze pratiche che una persona ha accumulato nel corso degli anni. Così può accadere che persone in possesso di una formazione breve e relativamente facile raggiungano soddisfazioni economiche di non poco conto più elevate di coloro che, dopo la laurea, arrancano in cerca di lavoro. La seconda opzione è l’università. Ma quale? E quale facoltà? Meglio le scientifiche o le umanistiche? E anche qui la scelta deve essere ponderata. L’università non è un parcheggio, né un modo di rinviare le scelte, è un

grosso ed impegnativo investimento che ha dei costi per lo studente e per la sua famiglia, e va affrontato con grande oculatezza. Per evitare di dover cambiare corso dopo un paio d’anni, o magari abbandonare, o, dopo sette, otto anni, essere ancora lì a perder tempo. Quello che è certo è che possedere un titolo universitario potrebbe rivelarsi un’arma in più per riuscire a trovare un’occupazione. Il grado di cultura che si riesce ad ottenere frequentando un corso universitario garantisce, se non altro, la giusta mentalità per affrontare le sfide sempre più tecnologiche del futuro, con molta più consapevolezza e con un più facile adeguamento alle nuove esigenze che la società ed,

in particolare il mondo del lavoro, richiedono. Quindi chi è interessato a continuare a studiare è importante scelga una facoltà più vicina alle proprie attitudini, alle proprie inclinazioni, né la scelta deve essere guidata unicamente dalle opportunità lavorative che può offrire, non ha senso laurearsi in economia se la propria passione è la zootecnia, si rischierebbe di rimanere insoddisfatti per tutta la vita, oltre a rischiare di non riuscire a terminare gli studi. In quanto alle Università italiane credo siano tutte buone, le eccellenze sono poche, di certo l’Università di Trento è una delle poche, ma tutte comunque garantiscono serietà e ottimi docenti, c’è solo l’im-

barazzo della scelta. Credo di essere stato chiaro nell’affrontare un argomento così delicato che spesso angoscia, in questi mesi, studenti e genitori, e spero possa servire a rendere più semplice il loro compito. Quale che sia la scelta, è essenziale esserne convinti, non prendere niente sottogamba, ed affrontare il vostro futuro con coraggio e sfrontatezza, sempre utile nei momenti di crisi, purtroppo il futuro dei nostri ragazzi, sarà molto meno facile di quello che abbiamo vissuto noi. Più complicato, più competitivo, più cinico. Se non dotiamo i nostri figli della giusta armatura, qualunque essa sia, per andare avanti, col tempo, potrebbero trovarsi nei guai.

Il Ceis archivia il 2012 con bilancio positivo e bolletta meno cara Il Consorzio elettrico industriale di Stenico presenta una produzione di 20milioni di KW/h e un maxi sconto ai soci di 1milione e 300mila euro Nel bilancio 2012 figura una produzione totale di 20 milioni e 300.745 kilowattora, 18.917 Kw/h dalla centrale idroelettrica di Ponte Pià e 1.384.000 Kw/ h prodotti dai quattro impianti fotovoltaici (Sol de Ise, Caseificio Fiavé, Magazzino Dasindo, azienda a S.Giuliano di Duvredo), a fronte di un consumo totale delle utenze di 26.952.456 kw/h; una produzione che ha permesso di conseguire un utile netto di 1.125.842 euro con un patrimonio che è in crescita a 15.863.802 euro. Va da sé, dati alla mano, che l’obiettivo dichiarato del Ceis, ossia l’autosufficienza energetica

U

n sentito applauso ha chiuso presso la sala del Grand Hotel Terme la relazione del presidente Mario Tonina, sottolineando da una parte gli ottimi risultati conseguiti in questi anni dal Consorzio elettrico industriale di Stenico, dall’altro la riconoscenza per il suo operato. Tonina è infatti all’ultida fonti rinnovabili e pulite, è abbastanza vicino. Dati importanti, economici. A questi vanno aggiunti altri dati, di carattere maggiormente sociale, che ben sottolineano il ruolo del Ceis nella comunità delle Esteriori. Sono i 3.372 soci, ma anche 506mila euro per proventi in “conto energia” per gli impianti fotovoltaici, il ritorno economico per il territorio pari a 596mila

euro per i certificati verdi 2012 legati alla centrale di Ponte Pià. Senza dimenticare il numero più importante, che incide maggiormente nelle tasche dei soci: ossia quel 1.335.124 euro di sconto secco che consente di pagare bollette elettriche assai inferiori che in altre zone. “Infine – spiega Mario Tonina - la Società ha erogato la somma di euro 30.300 in borse di stu-

ma assemblea da presidente del Ceis; non potrà più candidarsi dopo aver svolto tre mandati, e ha portato davanti ai delegati il lavoro di anni, che consegna ai soci un Ceis in ottima salute che è diventato soggetto di riferimento per tutte le Esteriori, pur in un mercato molto competitivo come quello dell’energia elettrica . dio per Soci o figli di Soci. A livello occupazionale il Ceis conferma il suo organico di 17 addetti”. Ma, proprio conoscendo il settore energetico, in continua evoluzione, il Ceis prosegue la propria politica di ammodernamento di investimento in energia pulita. Continua il progetto del fotovoltaico “diffuso”, messo in campo a favore dei privati per l’installa-

zione di piccoli impianti di auto-produzione con significative agevolazioni in termini economici e sostegno per quanto riguarda le pratiche burocratiche da espletare. 776 sono le domande inoltrate al Ceis, 326 gli impianti già ultimati in esercizio. Infine la ristrutturazione del vecchio edificio Ceis di Ponte Arche, cominciata nel marzo di quest’anno a cura del-

l’ingegner Elio Bosetti di San Lorenzo in Banale, che consegnerà ai soci e ai clienti del Consorzio una nuova sede più moderna, fruibile e confortevole. Le prospettive per il futuro sono legate anche alla ripresa dei consumi: “Dopo la forte contrazione della richiesta di energia elettrica nel 2009 (- 6,7% rispetto al 2008), dopo una moderata ripresa nel 2010 (+ 3,2%) e 2011 (+ 1,3), il 2012 ha mostrato segni, pur lievi, di recessione (- 2,8%), dovuti principalmente allo sfavorevole andamento delle attività produttive” - spiega il direttore del Ceis Dario Ravagni. (r.b.)


Il Saltaro delle Giudicarie È giugno ed ancora si soffre per le intemperie continue, e forse ha ragione l’Orsolina, malefica, che avrebbe preferito la sua casa accogliente e riscaldata dalla vecchia stufa a legna che emana olezzi d’ogni genere, ma l’Abele avrebbe preferito la stalla dell’Abramo che se non altro avrebbe garantito tepore e puzza genuina, antica e salutare, che ha allevato generazioni intere di baldi giovani. Ma l’Archimede taglia corto: “... va bene così, il freddo ci terrà svegli e i nostri ragionamenti fileranno meglio...”. Ma un certo rancore nei miei confronti è palese, non averli coinvolti nel pubblico dibattito per mesi è stato un errore, lo ammetto, chissà quante cose interessanti abbiamo perso, ne sono convinto e chiedo venia. Non succederà più, fino alle elezioni saranno al mio fianco nel raccogliere voci, impressioni, pettegolezzi, rabbie e sconforti, al fine di comprendere al meglio quel che sta succedendo dentro e fuori il palazzo, ma sopratutto come la pensa la gente che s’aspetta da noi sprazzi di saggezza come da sempre e per sempre. L’Orsolina prende la parola, ormai rassegnata, avvolta nel suo scialle nero che mi sembra una strega, ce l’ha con Dellai che neanche lo conosce: “Ultimamente quello ha perso la testa, ma chi crede di essere, dopo che è andato a Roma, crede d’essere diventato il Papa, ma a me piace Papa Francesco, un papa Dellai mi starebbe sulle..., hai visto come ti sistema chi osa sparlare di lui?... vituperi, ingiurie, parolacce, ce n’è per tutti, soprattutto per quelli che non lo assecondano “...come osano parlare di discontinuità, cosa c’è che non andava nel mio modo di fare, tutti hanno riconosciuto che sono il migliore, l’illuminato, il progressista, il grande rifor-

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IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Teniamoceli tutti quanti!

In vista delle provinciali, ecco il “borsino” dei politici L’ho promesso, ed io quel che prometto mantengo, non sono un politico dalle mille chiacchiere e dai pochi fatti. Così ho riunito a consesso i miei più fidati collaboratori, ahimè!, dimenticati dalla mia presunzione, anche perché ne sento più che mai il bisogno, è tempo d’elezioni matore, il principe... Cosa credono di fare, meschini che non sono altro? Guarda, persino il Civico consigliere, vuol prendere le distanze da me...distorto sarà lui, non la mia politica...”. Purtroppo, ultimamente è così, scontroso, intrattabile, irascibile, non c’è niente da fare, o con lui, e allora va bene tutto, o altrimenti sono cazzi. Che tipo !” Così è se vi pare. E’ sempre stato così, condividono gli altri. “Forse è stanco, avanti e indietro da Roma, con i pensieri che si ritrova, laggiù che neanche lo considerano, lui che è stato il padre-padrone del Trentino per quindici anni, che si è fatto fregare il posto nel governo da un piccolo sindaco di un piccolo paese, che Ferrazza valga più di lui, che Bocenago conti più di Trento? Che succede?” comprensiva come sempre la Camilla che non sa spiegarsi dove l’Orsolina abbia imparato a parlare così a modo. Ma l’Abele sa quel che dice e sentenzia: “Bisogna capirlo il Dellai, mica è di ferro, può avere anche lui momenti i di rabbia e di sconforto, e allora tocca a chi tocca...poi ormai lo intervista-

no sempre verso sera, quando stanco torna alla sua città, e quando si è stanchi è facile che scappi qualcosa di troppo... Parla meglio la mattina, non c’è dubbio!” “Comunque lui è fuori, anche se vorrebbe ancora trescare con la politica trentina, ma la smetta, se ne stia a Roma e provi a fare anticamera com’è toccato a noi per quindici anni!” - dice l’Archimede, gli è andata male anche con Pacher, lui l’avrebbe voluto suo successore, macchè, Pacher se andrà a casa, e fa bene, che con quella congrega del suo partito avrebbe passato cinque anni di fuoco, “ma perchè il Dellai voleva Pacher,

provinciali e la cosa è così incasinata che più siamo a parlarne, più riusciremo a capirne qualcosa. Il che non è facile visto come si stanno mettendo le faccende. Seduti sui sassi di Val Genova, al freddo ed al gelo, che stagione malvagia!

questa non l’ho capita?” Allora interviene l’Osvaldo Caccola, contadino dal cervello fino, arguto e faceto: “Facile, con Pacher presidente, ognuno avrebbe potuto fare quello che voleva e le cose sarebbero andate avanti come prima...o no?” “E non è il caso, per Dio!, siamo in crisi, siamo pieni di debiti, e fra qualche anno la Provincia non avrà più neanche i soldi per pagare gli impiegati...dobbiamo cambiare, ma cambiare vuol dire cambiare, non vuol dire far finta di cambiare...” conclude la maestra Camilla che le cose le sa perchè le legge tutti i giorni sul giornale. “E allora

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cambiamo...cominciamo dai politici che ci sono, hanno passato cinque anni alzando la manina, obbedendo e tacendo come ai tempi antichi, con qualche meritevole eccezione, ma poca cosa...tutti a casa!” si esalta nei modi l’Abele che non conosce mezze misure. “Tutti a casa? Non esagerare!, interviene clemente l’Orsolina, come fai a mandare a casa il Pino Morandini, chi salverà la vita a tanti bambini...o il Savoi che lascerebbe orfana la Val di Cembra...o il Mauro Delladio che a stare in Consiglio ci ha preso gusto, chi costruirà le case sulle piante... come si fa mandare a casa tanta gente così utile alla nostra terra?” “Per non parlare della Caterina Dominici, la Rossa, azzurra, verde, e chi più ne ha più ne metta! A me piace la Caterina, un po’ balzana, ma come faremo ad andare avanti senza di lei? E’ un pilastro del Patt, un pilastrone perchè il pilastrino lo fa il Panizza da sempre, adesso che a Roma, c’è chi scommette che perderemo l’Autonomia...!” dice l’Osvaldo come al solito laido e veritiero.

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“E la Marta, che farà la Marta, che è protetta dal cielo, con la sua ghenga di anime nobili... teniamocela che è preziosa, e la Lia Beltrami, protetta dal Vescovo (ma non potrebbe pensare ai fatti suoi!), con tutta quella gente che prega perchè mantenga il suo posto, e teniamoci anche l’Eccher, il professore, suocero di Divina, almeno uno in famiglia ci deve essere, e il Leonardi, orologiaio di lusso, quello deve essere garantito, ma soprattutto guai a chi tocca il Lunelli, prediletto dal capo, che cambia idea politica ogni due giorni cercando di anticipare il Dellai, e manco una volta che ci riesca!” continua la maestra Camilla, ciarliera più che mai, poi passa la parola all’Archimede: “Io andrei a cercare anche il Pinter, un suo ritorno farebbe bene, anche perchè ci sarà pure il Malossini, così dicono, e allora due rappresentanti della vecchia guardia sono quel che ci vuole per cambiare... e la Cogo? Quella no, ha già fatto troppi guai, politici s’intende, quella si sta creando il posto per dopo, la governance dei musei, il Muse, il Mart, qualcosa dove la sua esperienza sia preziosa, sarebbe una grave perdita per la comunità la sua scomparsa, chi terrebbe i rapporti con la Cina, con il Canada, con il Portogallo... anche se adesso s’è fatta renziana e vorrebbe rottamare i suoi compagni per restare in auge (GULP!).” “E perchè no, ci sarebbero anche i Muraro, i Giovanazzi, Magnani, sono tutte persone esperte nel pensare ai cavoli propri, teniamoli, potrebbero migliorare...!” aggiunge a sua volta l’Abele. A questo punto la Camilla sembra illuminarsi: “Eh no! Tutto bene, ma io punterei anche su nuove entrate, potrebbero portare qualcosa di fresco...che ne dite di Ivo Tarolli, Aldo Duca, Raffaelli, Pietracci, Giorgio Grigolli, Angeli, la Froner e via dicendo?” Si guardano tutti sbigottiti, la Camilla ogni tanto perde il filo e allora il vostro Saltaro prende in mano la discussione che alla fine bisogna fare sintesi, come dicono i politici. “Amici miei, sante parole le vostre che dimostrano responsabilità e penetrante sensibilità politica e sociale. A quanto pare le cose rimarranno come sono, ad occhio e croce, cambierà ben poco e saranno cavoli nostri. C’è ancora qualche mese, e chissà cosa ancora potrà capitare, ma da quel che dite, dobbiamo mitigare le speranze, però richiedo il vostro impegno, state fra la gente, sentite le loro voci, fatene tesoro, che poi continueremo il consesso nei prossimi mesi, per la maggior gloria di Dio e delle Giudicarie che anche in questa tornata sembrano tagliate fuori da ogni opportunità, come sempre per colpa della nostra ignavia...per intanto non ci rimane che pregare e insieme diciamo: Proteggi o Signore la nostra Provincia, preservala dai ciarlatani, dai parassiti, dai lestofanti, dagli incapaci e dai pappamolle... nei secoli dei secoli, amen”.


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Attualità

GIUGNO 2013

“Ognuno ha il suo paesaggio nascosto, con i suoi colori” Dargli forma con dolcezza o rabbia è liberatorio”. Le emozioni e i pensieri dei ragazzi della cooperativa Bucaneve in una mostra organizzata a Condino

Il percorso è stato impegnativo, ma entusiasmante: armati di tanta voglia di colorare, per più mesi, i ragazzi hanno portato a termine una ventina di opere che, esposte alla mostra, hanno destato l’ammirazione di un vasto pubblico. Michela Lombardi, artista autodidatta conosciuta per le forti emozioni che con il colore sa trasmettere, ma ancor più per i ragazzi del Bucaneve, operatrice storica del Centro, è stata il motore del bel percorso intrapreso. Convinta che dipingere sia un modo per comunicare agli altri quello che piace, quello che si preferisce e quello che ancora fa soffrire, è riuscita a far sentire ai ragazzi come una tela bianca possa diventare spazio puro da trasformare e plasmare. Scrive Michela nei suoi appunti: “E’ bello vedere come i ragazzi iniziano un lavoro con cautela e poi con attenzione e fantasia lo portano a termine. Vedono

di Maura Pasi Il 26 marzo, presso la casa di Soggiorno per Anziani “Rosa dei Venti” di Condino, si è tenuta l’inaugurazione di una mostra di opere pittoriche, acrilico su pannello, realizzate da un gruppo di ragazzi, più o meno giovani, che frequentano il Centro di Storo della Cooperativa

il lavoro finito e colorato, si prendono cura della loro tela e la vedono trasformarsi e prendere forma attraverso il colore ed il pennello. Una tela custodita e ritoccata qualche volta anche minuziosamente come fanno Silvino e Fabio

fino alla firma. Una tela guardata con meraviglia e stupore per il lavoro svolto, come fanno Simone e Adriano o con disinvoltura e supponenza come Marco. Sempre però soddisfatti e contenti per i complimenti che ricevono. Ne sono convinta: ognuno ha il suo paesaggio nascosto, con i suoi colori. Dargli forma con dolcezza o rabbia è liberatorio” . Questo percorso non sarebbe stato possibile senza la guida esperta dell’artista Franca Condinelli, artista dinamica ed estroversa, sempre pronta a dosare sapientemente i colori dandogli geometrie diverse. Colori abbelliti con glitter colorati che i ragazzi hanno utilizzato

Sociale Il Bucaneve. Fabio, Marco, Silvino, Adriano e Simone, hanno aderito con entusiasmo a un percorso pensato per loro da Michela Lombardi e realizzato grazie alla presenza costante della nostra creativa volontaria Mara Buccio e alla guida dell’artista Franca Condinelli.

volentieri per impreziosire i loro lavori. Il tutto non sarebbe stato ugualmente prezioso, senza l’accoglienza e l’ospitalità della Struttura “Rosa dei Venti”. Ci piacerebbe ringraziare tutti per nome: dalle animatrici sempre disponibili a Denis sempre pronto a portare un buon caffè. Per tutti ringraziamo il Presidente Matteo Radoani, come sem-

pre capace di aprire la sua Struttura a progetti nuovi e sperimentali. Il suo discorso all’inaugurazione della mostra ci ha fatto capire come sia bello ospitare ed essere ospitati. Per questo siamo grati a lui, a tutti i dipendenti e ospiti della RSA di Condino. «Mi chiamo Simone Manzoni, sono un ragazzo invalido di 32 anni, e vado al Bucaneve, così sono con altra gente, e mi tengo impegnato, e attivo. Col centro, abbiamo fatto un progetto di pittura a Condino, con la signora Franca, che ci ha aiutato e insegnato

il da farsi. E’ stata proprio una bella esperienza, e non me l’aspettavo proprio d’esser così bravo a fare dei quadri. E’ un’esperienza che non vedo l’ora di rifare, perché anche tramite la pittura, ci si può esprimere. E poi è stato bello perché pure io mi sono sentito in grado di far qualcosa, e non essere sempre un peso per gli altri. Insomma per una volta sono stato io che donavo agli altri, e non sempre io che devo dipendere da loro. Per me è stato un segno di autonomia».

“Terre comuni” organizza un corso per giovani dai 18 ai 29 anni per prepararli al futuro

Prepararsi a diventare imprenditori “Imprenditori di se stessi: per non lasciarsi trascinare dall’onda” è il progetto che la Cooperativa di Solidarietà Sociale Terre Comuni di Tione di Trento ha presentato nell’ambito del Piano Giovani di Zona per la Val Rendena e la Busa per accompagnare i giovani in un percorso di riflessione su se stessi e di implementazione delle conoscenze che posso aiutare loro a fare scelte professionali consapevoli. Destinatari diretti dell’iniziativa sono i ragazzi residenti dai 18 ai 29 anni interessati a intraprendere un percorso di orientamento alla managerialità. Ad un giovane che ha completato il ciclo di studi superiori si presenta un periodo, indicativamente una decina di anni, durante il quale

è chiamato a fare delle scelte determinanti per il resto della sua vita, in particolare sul piano professionale, e più in generale sul piano della partecipazione alla vita della comunità in cui decide di risiedere. Non sempre l’interessato è in grado o ha tutte le conoscenze necessarie per scelte responsabili e in grado di soddisfare le attese e le aspirazioni personali. Proseguire nell’attività di famiglia, iscriversi ad un percorso universitario, oppure ad un corso di professionalizzazione, cercare un posto di lavoro, decidere di vivere nelle nostre valli o di spostarsi verso aree urbane, fare esperienze all’estero per poi semmai ritornare, sono scelte strategiche nella vita di una persona ma anche difficili ed impegnative rispetto alle quali non sempre un giovane si sente preparato. Il percorso si propone di offrire, ad un gruppo di giovani che desiderano vivere nelle nostre valli, una serie di spunti di riflessione e di supporto nell’affrontare il domani in uno spazio professionale e di partecipazione competente e motivato. Nell’intento di rendere i giovani più consapevoli delle proprie possibilità e prepararli al loro futuro è stato organizzato un percorso formativo esperienziale di 40 ore, coordinato dal Prof. Tiziano Salvaterra con la presenza di docenti e testimoni, che permetta ai partecipanti di acquisire utili strumenti per divenire imprenditori di se stessi. Gli appuntamenti saranno finalizzati: alla conoscenza di sé stessi per accrescere la propria motivazione, la propria sicurezza ed autostima; allo sviluppo delle proprie attitudini e competenze, sia personali che manageriali per alimentare la propria professionalità nel tem-

latori e giovani testimoni che hanno sperimentato un modello di successo da condividere. Per informazioni potete rivolgervi alla Cooperativa Terre Comuni in via Roma nr. 9, telefonando al numero 0465/326370 oppure scrivendo all’indirizzo email cultura@terrecomuni.it

po; alla comprensione del proprio stile di comunicazione e alla ricerca di un occupazione nonché alla gestione di un colloquio di lavoro. Inoltre durante gli incontri verranno analizzati alcuni case histories utili a conoscere il contesto territoriale del Trentino in una dimensione g-loca e presentato un confronto con attori, re-

IN SINTESI GLI ARGOMENIT DEL CORSO Conoscere sé stessi per poter scegliere L’analisi di un contesto Come si alimenta la professionalità Orientamento: istruzioni per l’uso Testimonianze di giovani che hanno intrapreso strade interessanti Come cerco lavoro mercato


Società

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di Alberto Carli Da sempre le cooperative, tutte le cooperative, del consumo, del credito, quelle agricole e quelle sociali, non solo hanno avuto un ruolo economico per la comunità ma soprattutto hanno avuto un ruolo sociale, essendo il movimento cooperativo nato proprio per affrontare i problemi della comunità. Nel documento redatto da Euricse (Istituto Europeo di Ricerca sulle cooperative e l’impresa sociale) “Il contributo delle cooperative per un mondo migliore” l’analisi storica sulla nascita delle cooperative evidenzia come la loro responsabilità nel prendersi cura della comunità nella quale operano, generi vantaggi competitivi tra cui quello di contribuire a far crescere il capitale sociale della comunità e di rafforzare le relazioni fiduciarie tra i soci, i beneficiari e i lavoratori, consentendo anche lo sviluppo di comportamenti civici. Le cooperative incoraggiano i propri soci a mantenere gli impegni presi, possono essere considerate delle istituzioni che traducono in uno specifico contratto l’accordo informale tra persone che mettono in comune proprie risorse, agendo quindi da “tutore” esterno dei comportamenti. Ma non solo, le cooperative tutelano redditi e posti di lavoro, salvaguardandoli nei momenti di crisi e si caratterizzano per la forte ricaduta in termini di miglioramento delle condizioni economiche dei propri soci. I bruschi cambiamenti che negli ultimi anni hanno caratterizzato la situazione

economica anche delle nostre valli, ci impongono di cambiare logiche, di essere efficienti ed efficaci, innovare ed essere evoluti nelle proposte e nelle idee. Un rinnovamento che se da una parte deve confrontarsi senza paura ma con determinazione verso il mercato globale, nell’ottica ad esempio di un’offerta turistica di alto livello in termini dei servizi offerti per attirare la clientela internazionale, dall’altra deve saper qualificare l’intera Comunità con riferimento alla tipologia specifica di offerta e di vocazione dei territori. Certo uno degli aspetti sostanziali cui tendere è quello della

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Cooperando

“Agricoltura e Sociale: una opportunità di sviluppo e di offerta turistica innovativa” Come le cooperative tutelano l’occupazione ed il reddito dei lavoratori

sostenibilità. Sviluppo sostenibile, lo possiamo leggere dal dizionario, significa raggiungere obiettivi di miglioramento ambientale, economico e sociale, legando indissolubilmente la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali con la dimensione economica, per soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, senza compromettere la capacità delle future di soddisfare i propri. In questo senso la sostenibilità dello sviluppo è incompatibile in primo luogo con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili) ma anche con la violazione della dignità

e della libertà umana, cioè con la povertà ed il declino economico. Dobbiamo quindi fare in primis uno sforzo di ricondurre al significato delle parole l’uso che si fa delle stesse, evitando che, o quantomeno sapendo comprendere quando talune attività o intenzioni sono proposte appropriandosi di terminologia (sociale, famigliare, sostenibile, ecc.) usata per finalità diverse. Conseguentemente valorizzare le vocazioni professionali che caratterizzano le nostre valli, siano esse artigianali, commerciali o agricole e incrociarle con le vocazioni del territorio, tra cui quella turistica, al fine

di generare nuove e innovative forme di sviluppo e di sostenibilità. Un’esperienza interessante è quella delle Marche, dove dall’incontro fra il mondo dell’agricoltura e quello della cooperazione sociale sono nate diciassette società nel comparto dell’agricoltura sociale. Dall’unione delle competenze delle cooperative agricole e quelle sociali, si possono, infatti, sviluppare occasioni di occupazione con la creazione di attività educative per i bambini, di sostegno a persone con disabilità e disagio sociale e di reinserimento lavorativo. Analizzare quali sono i comparti di possibile futuro

sviluppo dell’agricoltura, come quello biologico, i progetti di filiera produttiva, l’agricoltura sociale e favorire l’incontro con altri settori può aumentare il valore della coesione e della solidarietà come caratteristiche intrinseche della cooperazione e al contempo rappresentare un’opportunità di offerta turistica alternativa. La cooperazione, nella gestione della montagna in particolare quella agro-forestale, è un modello che può garantire la sostenibilità d’intervento, il rispetto per l’ambiente e lo sviluppo dell’occupazione sui territori.

Lavoro, ricchezza e salario Occorre decidere quale modello di sviluppo vogliamo puntando sui settori davvero produttivi di ricchezza

Questa distinzione appare necessaria per vedere quali sono i settori in crescita, quali in calo, valutando la curva dei salari fino al surplus di massa monetaria prodotta, distinguendola da quella raccolta dalla rete commerciale, dalle tariffe, dalle tasse, e calcolare quella che poi effettivamente si distribuisce sul territorio e va ad alimentare il ciclo economico. In un periodo di globalizzazione economica e d’internazionalizzazione della classe dei lavoratori è fondamentale avere almeno un’idea delle profonde trasformazioni che sta subendo anche l’economia trentina sotto la spinta dei mercati internazionali non solo per le esportazioni di vino o della produzione ortofrutticola, ma anche del turismo, che non sarà più un fenomeno di prossimità con le regioni vicine, ma si vedrà costretto a collegarsi con la rete dei distretti turistici internazionali. In questo contesto competitivo il mondo del lavoro sarà costretto a profonde trasformazioni, che per essere superate, dovranno essere analizzate e approfondite senza approssimazioni

di Marco Zulberti La recente festa del lavoro, in questo difficile maggio 2013, richiama il preoccupante rialzo della disoccupazione in Trentino che è arrivata al 6.1 per cento, livello che non veniva toccato dalla crisi della lira nel 1992, e prima dal 1981, alla fine recessione degli anni 70, quando era al 9.2 per cento. Ma quee censure, care alla propaganda politica, nel massimo della trasparenza. Pochi conoscono ad esempio il rapporto fondamentale tra la curva demografica in Trentino, la popolazione attiva nella fascia tra i 15 e 64 anni e il tasso di occupazione. Se il tasso di disoccupazione dal 2003 al 2013 è salito dal 2.9 al 6.1, sono però saliti anche il numero dei dipendenti, il tasso di attività e il tasso di occupazione. Inoltre sono saliti il numero dei dipendenti pubblici, da 42000 a 46000, e quello dei dipendenti nei servizi, da 92000 a 110000. Ma con questi dati dove si trova allora la crisi del lavoro? La crisi si trova nel lavoro produttivo dove il numero dei lavoratori autonomi è invece calato da 51000 a 48000 (nel 2000 erano 53000), e nel settore industriale che da 59000 oggi

si trova fermo ancora a 61.000. Ai minimi anche se in leggera crescita vi sono i lavoratori nel settore agricolo intorno alle 10.000 unità. Sono dati presi dai rapporti annuali dell’Agenzia del Lavoro provinciale, in parte ancora fermi al 2010, ma che indicano come nella nostra provincia il tasso di lavoro produttivo sia solo una piccola percentuale di quella complessiva. Se la popolazione ammon-

sto dato non offre un immagine approfondita dello stato del mondo del lavoro trentino, sia in rapporto ai singoli settori economici, che non sono più quelli della generica divisione tra agricoltura, industria e servizi, che alla tipologia del contratto di lavoro, se precari, stagionali o a tempo indeterminato.

ta a 530.000 abitanti in tutta la provincia, quelli in forza lavoro sono ben 340.000. Ma di questi lavorano solo 230.000. Vi sono 110.000 trentini in forza lavoro che non lavorano. Sono gli studenti, ma anche molte donne. In effetti il tasso di occupazione della provincia di Trento è al 66 per cento, che se superiore alla media nazionale, è comunque inferiore a quello dell’Alto Adige, che si fissa al

73 per cento, e a quello di molte zone industrializzate del nord Italia. Se da questi 230.000 togliamo i 110.000 dei servizi e quelli pubblici, ci si rende conto che uno su cinque lavora nella produzione diretta della ricchezza. In questo conteggio si devono distinguere i lavoratori autonomi che lavorano nel commercio da quelli che lavorano nell’industria. Che ricchezza producono questi 120.000 lavoratori?

Quale massa monetaria accumulano nei nostri istituti di credito? Quanta se ne va in tasse? Quanti redditi si spostano su altre regioni? Può continuare a reggere un sistema economico di questo tipo? Le domande sono legittime perché chi perde il lavoro tutti i giorni sono i dipendenti delle imprese produttive, mentre quelli dei servizi e quelli pubblici non hanno ancora subito l’onda della crisi se non nel contenimento dei salari. In questo studio manca inoltre la valutazione del contratto di lavoro che per i settori non-produttivi paradossalmente è a tempo indeterminato mentre per quelli che lavorano nei settori industriali molto spesso sono a tempo determinato. Il mondo del lavoro nella nostra provincia appare un gigante dai piedi d’argilla, una piramide rovesciata, dove il numero dei garantiti dovrà essere solidale con chi non lo è, un mondo del lavoro strumentalmente determinato come un bacino elettorale dalla politica, ma che ora dovrà essere forzatamente riformato.


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Pro loco in festa a Ponte Arche

Torna “Locus Locorum” festa dedicata al volontariato e ospitalità di Denise Rocca Il mondo delle Pro loco festeggia anche quest’anno in Giudicarie: Locus Locorum, il festival dedicato a tutti i volontari del turismo trentino, torna nel weekend del 15 giugno a Ponte Arche, nel parco termale. Tradizioni, usanze, mestieri, paesaggi, cibi, c’è tanto dietro all’universo delle pro loco trentine, molte Saranno una ventina gli stand dei diversi territori rappresentati, oltre alle proposte enogastronomiche anche una serie di stand che offrono attività di intrattenimento: il Consorzio Giudicarie Centrali allestirà per i ragazzi un angolo di Breg Adventure Park, la pro loco di Castelnuovo proporrà le opere di alcune artiste locali, i volontari di Pergine porteranno invece il Gruppo arcieri storici di Persen “Compagnia dell’Aspido

Sordo”, mentre allo stand della pro loco di Sagron Mis – sembra semplice, ma l’apparenza inganna - si costruirà una sedia in legno a partire da 16 pezzi; giochi di gruppo per ragazzi e adulti, che ruotano attorno al tema del bosco, quelli proposti dalla Pro loco di Zoreri, mentre i volontari di Calavino riprodurranno in loco una antica sega veneziana. L’inizio di Locus Locorum è previsto per sabato 15 giugno, alle 16, con il con-

piccole specialità che assieme danno vita all’identità di un territorio e quest’anno la Federazione, con la pro loco ospitante, quella giovanissima ed entusiasta di Ponte Arche, ha voluto ricordare questo grande puzzle di sfumature diverse scegliendo per la manifestazione il tema dei “colori delle pro loco”. certo inaugurale della Banda intercomunale del Bleggio e di quella di S. Lorenzo in Banale e Dorsino, cui segue l’apertura degli stand enogastronomici delle Pro loco e l’avvio delle attività di animazione. Alle 17.30 si svolgerà l’assemblea annuale della Federazione Trentina delle Pro Loco e Loro Consorzi con la proiezione del film “La montagna di Lucio Gardin”, promosso dall’Accademia della Montagna. Sempre nella

giornata di sabato, sono due gli appuntamenti musicali in programma per la serata: il concerto del Gruppo musicale Full Bromba (Sagron Mis) e, nella tarda serata, quello dei “7S8”. Alle 21 è previsto lo spettacolo del comico Lucio Gardin. Domenica 16 giugno gli stand riaprono a partire dalle 11.00: numerose le attività dedicate alle famiglie e ai bambini, un po’ di movimento con il Breg Adventure Park, ma anche attività di stampo artistico e culturale, dalla pittura ai segreti di una segheria veneziana. Sempre nella mattinata il Coro Castel Campo terrà un concerto (ore 11.30) e nel cuore del pomeriggio uno spettacolo di animazione intratterrà curiosi e visitatori del festival. Alle 16,30 la premiazione del concorso fotografico e la chiusura dell’edizione 2013 di Locus Locorum, che saluta con il concerto, in orario aperitivo, a partire dalle 17.30, dei popolari “Aperiquartet Acuostic Band”.

Attualità

English Summer Camp: si parte il 29 luglio Torna anche quest’estate a Zuclo e Ponte Arche il Summer Camp di inglese, nel periodo dal 29 luglio all’8 agosto, dopo l’ottimo riscontro in termini di gradimento dello scorso anno. Novità 2013, è attivato il gruppo di un’ulteriore fascia d’età – biennio della scuola secondaria di secondo grado, spaziando dunque dai bambini di 5 anni fino ai ragazzi di 16 - e si terranno presso la Scuola Primaria di Zuclo e presso l’oratorio di Ponte Arche. Su richiesta inoltre di molti adulti che vorrebbero praticare la lingua sono stati organizzati dei momenti ad hoc, “English And Pizza” e “English Excursion” in compagnia dei tutors, per fare conversazione in inglese4 in un ambiente informale. Il campo scuola è attivato in orario diurno (dalle 9 alle 16) durante il quale i bambini e ragazzi trascorreranno dieci giorni di immersione volte a favorire l’acquisizione naturale alla lingua inglese così come una certa apertura verso culture altre per mezzo di attività didattiche, ricreative e sportive facendo giochi, gare, piccoli lavori manuali, teatro, canzoni e sport. Ogni tutor madrelingua seguirà un gruppo ristretto (7-15 alunni) per età e livello di conoscenza della lingua. I ragazzi madrelingua selezionati provengono da USA, Canada e Regno Unito e hanno sia i titoli (exams TESOL-TEFL) che esperienza nell’insegnamento della loro madrelingua. I destinatari della proposta sono i bambini dell’ultimo anno scuola materna, gli alunni della scuola primaria, i ragazzi della scuola media e quelli del biennio delle superiori. La quota di partecipazione è di 375 € (pasti al ristorante, assicurazione e materiale didattico incluso ).Si può avere inoltre la possibilità di ospitare un tutor madrelingua (con riduzione di 120 euro sulla quota del camp). La scorsa estate il camp ha portato qui nella nostra valle ben 10 tutors delle provenienze più svariate che sono stati ospitati da altrettante famiglie, le quali hanno avuto modo di avere insieme ai loro figli un’ esperienza breve ma intensa di stretto contratto con un’altra cultura. Per informazioni: Lara e Roberta Collizzolli mail roberta_collizzolli@yahoo.it tel allo 320/0699851 o 0465.321934 (ore serali)

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Sport, divertimento, aggregazione... questi gli ingredienti della gara più lunga dell’anno

Il 22 e 23 giugno è SOLO MTB endurance Val Rendena Attesi i bikers amanti della fatica e della sfida con se stessi La 24 ore val Rendena dopo dieci edizioni lascia la sua formula classica che aveva portato nella verde valle migliaia di appassionati delle ruote grasse per trasformarsi nella SOLO MTB ENDURANCE, una 24 ore dedicata ai solitari. Una nuova scommessa per Sandro Ducoli, Sergio Mattiello e i fratelli Fabrizio e Marco Polla, che dopo aver vinto quella di essere riusciti a fare una grande manifestazione dedicata alla mountain bike e di essere stati un punto di riferimento dell’endurance nazionale per dieci anni, hanno deciso di rimetteresi in gioco per provare una nuova formula.

Così dopo dieci anni di duro lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni, i quattro amici hanno deciso di chiudere un ciclo per tuffarsi nell’avventura di organizzare una 24 ore di MTB per coloro che preferiscono fare fatica da soli, che si divertono a provare i propri limiti, che cercano di stare in sella della propria amata bike per percorrere nel corso delle 24 ore il maggior numero di chilometri possibili. Oltre alle classiche categorie, 4 maschili e 2 femminili suddivise in base all’età, ci sarà la possibilità di correre il Solo Mtb Endurance come Couple (coppia di solitari) ed Equipe (quartetto di solita-

ri): in tutti i casi la classifica finale verrà redatta in base alla somma dei giri effettuati da ciascun singolo componente del team. Nell’ambito della 24Cup la manifestazione sarà valida come prova unica di Campionato Tricolore Endurance Solo. Nuova la location. L’area ristoro e doccia sarà ricavata tra il Lago Mago e il centro sportivo di Caderzone Terme. Per le docce e i bagni si sfrutteranno, in collaborazione con la Asd 3P Val Rendena, gli spogliatoi del campo da calcio. Tracciato il percorso, completamente nuovo ricavato tra i prati della piana di Caderzone Terme e i sentieri che salgono verso il bosco a ridosso della strada per Diaga e Malga Campo. Come sempre, di rilievo il pacco gara, che riproporrà una borsa viaggio personalizzata SoloMTB Endurance. L’appuntamento per tutti gli amanti dello sport e delle ruote grasse è per sabato 22 e domenica 23 giugno 2013 con partenza alle ore 12.00 dalla piazza di Strembo. Informazioni, aggiornamenti e iscrizioni su www.24hvalrendena.it

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Nuova formula e nuovo percorso per la 24h MTB SOLO ENDURANCE val Rendena. Nuova la location che ha facilitato il tracciato di un nuovo anello, più “selvaggio” ricavato nella splendida piana verde di Caderzone Terme, gelosamente protetta negli anni dalla speculazione edilizia e disegnato con l’intento di non annoiare i bikers. Quindi spazio a stradine sterrate nei prati, sentieri nei boschi, dure salite e discese adrenaliniche. Dopo la partenza tradizionale dalla Piazza di Strembo alle 12.00 in punto si percorrerà il lungo rettilineo fino ad arrivare all’abitato di Caderzone Terme, si passerà davanti alla Chiesa, si svolterà a destra come impone la strada per poi girare a sinistra dopo circa un centinaio di metri per indirizzarsi verso la zona accampamento ricavata tra il Lagomago e il Centro Sportivo di Caderzone Terme. Quasi 6 chilometri a giro con un dislivello di circa 200 metri per una 24 ore che si preannuncia dura e massacrante. Infoline: 320 0872807 www.24hvalrendena.it


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7 Continua il gemellaggio tra la Val Rendena e Roma

Dalle Dolomiti al Colosseo Le 24 ore Val Rendena e Roma, sono gemellate con l’iniziativa “Dalle Dolomiti al Colosseo”, e premieranno chi percorrerà nelle due gare, la distanza che separa le Dolomiti dalla Capitale. Un riconoscimento dedicato ai solitari sia in campo maschile che femminile, un misto tra fatica e fortuna: solo nella serata di venerdì 13 settembre, a Roma, Claudio Vettorel (presidente del Comitato Organizzatore 24ore di Roma) e Sandro Ducoli stabiliranno

la distanza campione compresa tra i 600 ed i 700 km... questo sarà il valore a cui più ci si dovrà avvicinare sommando i chilometraggi realizzati in Val Rendena nel terzo week end di giugno e a Roma. Novità 2013 è l’inserimento della classifica agonistica, dove sarà verranno premiati, indipendentemente dall’età, i solitari che avranno percorso più chilometri nelle due tappe.www.24hvalrendena.it www.24hroma.it

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Il personaggio

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“Demolition Man”

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Corrado Maturi, da 25 anni demolisce grandi costruzioni in tutta Italia di Gianluca Leone

Ecomostri e rocce pericolose cadono in frantumi grazie a Corrado Maturi di Pinzolo che venticinque anni fa ha avviato “Sparomine” ditta specializzata in grandi deUna passione iniziata nel 1988 quando ha deciso di frequentare un corso provinciale al termine del quale ha conseguito il Patentino di fuochino. Dal 1996 ha acquisito le competenze per l’uso di esplosivi per demolizioni ed ora la Sparomine, ditta di cui è titolare, viene chiamata in tutta Italia. “A Cagliari abbiamo demolito un cementificio” racconta, e poi “a Torino siamo stati chiamati per un grande palazzo nella zona Mirafiori”. Ricordate quelle fatiscenti costruzioni spuntate sulla spiaggia dell’Isola Palmaria in provincia di La Spezia? Corrado fa presente che non ci sono più: “abbiamo abbattuto lo scheletro di quel grande edificio abusivo”. Ricorda poi: “In Emilia Romagna abbiamo demolito una cantina vinicola”. Non solo gli edifici ma anche le rocce rientrano nel suo campo d’azione. “A Napoli, sopra la cava di Terzigno abbiamo fatto brillare una grossa roccia pericolante, a Piancavallo in provincia di Pordenone abbiamo realizzato in un terre-

molizioni con l’esplosivo. Manovra candelotti e detonatori con attenzione e riconosciuta professionalità tanto da essere chiamato in tutta Italia.

Corrado Maturi di Pinzolo titolare ditta Sparomine - foto G.. Leone

Corrado Maturi di Pinzolo titolare ditta Sparomine - foto G. Leone

no roccioso un bacino per l’innevamento artificiale utilizzando 10 quintali di esplosivo al giorno per 15 giorni”. Sempre per quanto riguarda le rocce, fa presente: “Frequentemente ci chiamano per rocce sulle strade ad esempio quest’estate al Tonale e qualche tempo fa in Val Genova per allargare alcuni tornanti tra Ponte Maria e la località Ragada. In località La Vela a Trento abbiamo fatto saltare uno sperone di roccia di 17 metri ad un centinaio di metri d’altezza, dopo aver fatto 96 fori e posizionato l’esplosivo ca-

landoci dall’alto”. La neve instabile rappresenta un pericolo incombente sulle piste? Nessun problema: “Le società Funivie ci chiamano per opere varie durante l’estate ma anche per provocare il distacco artificiale di valanghe che incombono sulle piste nella stagione invernale”. Quali sono gli attrezzi del mestiere? “Utilizziamo esplosivi detonanti che consistono in candelotti di dinamite o slurri, detonatori con vari ritardi per far partire le cariche in tempi diversi. Il tutto è manovrato a distanza attraverso l’attivazio-

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Ciò che rimane del palazzo a Torino Mirafiori dopo l’esplosione -foto G. Leone

ne di un esploditore”. Quanto tempo impiegate per effettuare un intervento? “I tempi variano in base alle dimensioni. Ci sono voluti tre giorni lavorando in dieci persone per posizionare l’esplosivo nel palazzo di Torino. Poi in meno di un minuto era tutto a terra”. Si tratta di un lavoro pericoloso? “Direi che con le competenze il pericolo è limitato. La maggiore attenzione si deve prestare nel posizionare le cariche. Se si agisce entro un area abitata la zona viene recintata. Siamo comunque in grado di

prevedere dove cadrà l’edificio”. Quali sono i lavori che hanno richiesto maggior quantità di esplosivo? “A Torino abbiamo utilizzato 5600 cariche e 200 detonatori. A Scascoli, sull’Appennino bolognese, per uno sperone di roccia, sono stati necessari 15 quintali di esplosivo”. Come si comporta la popolazione nelle zone interessate? “Vengono allertati e si crea subito grande una curiosità. Molti vengono ad assistere allo sparo come ad uno spettacolo ed alla fine applaudo-

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no”. Come consideri questo lavoro? “Avventuroso e ricco di stimoli. Veniamo chiamati a risolvere situazioni difficili che costitiscono problemi difronte ai quali altri si fermano. Ricevo inoltre frequenti richieste di consulenza essendo la nostra una delle poche ditte specializzate in demolizioni con esplosivo. Interessante è anche la possibilità di viaggiare, conoscere persone e luoghi diversi”. C’è interesse per quest’attività? “Ricevo molti curriculum di giovani”. Un’attività particolare ma egli afferma: “Si tratta di un lavoro spettacolare ma che per me è divenuto normale”. I più stretti collaboratori sono della Val Rendena e Valle del Chiese. Lavora con una ditta di Modena ed una di Salisburgo per interventi in Italia”. Con maestria e professionalità, a Corrado Maturi basta un click ed anche edifici di grandi dimensioni si sgretolano in un istante come giganti dai piedi d’argilla.

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Attualità

GIUGNO 2013

“Sentieri di Pace”, scolpiti nel legno A Praso dal 25 al 30 giugno è di scena il 3° Simposio promosso dalla Filodrammatica “La Büsier”

N

el corso dell’ultima settimana di giugno, dal 25 al 30, il paese di Praso diventerà un laboratorio d’arte a cielo aperto che vedrà protagonisti numerosi artisti scultori del legno. L’occasione è il 3° Simposio di scultura del legno, intitolato “SenEra il 1992 quando la Filodrammatica La Busier mosse i primi passi, grazie alla partecipazione di un gruppo di persone di Praso appassionate di recitazione dialettale; un gruppo che non tarda a diventare punto di riferimento della comunità, promuovendo tante attività in diversi campi e settori, dalle iniziative di promozione del territorio, agli incontri culturali, ai corsi di formazione, alle mostre: tutto a livello di volontariato. Poi l’associazione allarga il suo campo d’azione promuovendo l’attività di scultura del legno, attraverso corsi e momenti formativi che riscuotono un ampio apprezzamento anche fuori dalla valle del Chiese e di cui si possono ammirare le “tracce” nelle opera sparse attorno alla piazza principale di Praso. Ecco

allora, accanto ai corsi di scultura, fiorire negli ultimi anni anche il Simposio, momento artistico attraverso il quale arrivano a Praso veri e propri artisti del legno, come Kestutis Bendikas, Andrea Berni, Antonella Grazzi, Feng Guoxiu, Aldo Pallaoro e Pepi Pescollderungg che per sei giorni, dal 25 al 30 giugno animeranno l’abitato di Praso realizzando le proprie composizioni. Un momento nel quale locali e turisti potranno vedere da vicino sul campo le fasi realizzazione delle opere e soprattutto un’occasione, da parte dei principianti e di chi frequenta i corsi, di vedere all’opera veri e propri maestri dello scalpello. Sabato 29 giugno è prevista la presentazione delle opere in compagnia dello scrittore Federico Pagliai, mentre domenica

Nell’ambito dell’iniziativa lanciata in primavera sul Giornale delle Giudicarie per dare visibilità e attenzione all’imprenditoria giovanile in questo momento di congiuntura economica sfavorevole, presentiamo su questo numero un’originale ed interessante attività, messa in campo da due giovani della Val Rendena. A fine 2012 a Giustino due giovani fratelli di Pinzolo, Claudio e Paolo Collini hanno fondato un nuovo birrificio, con produzione di quattro tipologie di birra. «L’idea – spiegano i due titolari - ha preso spunto dalla passione casalinga tramandata dai nonni materni e paterni di produrre la famosa bevanda ad uso domestico, che dava ottimi risultati in termini di gusto e di qualità». La base di partenza obbligata, in questi casi, è avere a disposizione materie prime elevatissima qualità: la più importante è l’acqua, che nella fattispecie è quella della rete idrica della frazione di Vadajone (Giustino) finissima, purissima e particolarmente adatta alla produzione di birra. Nasce così il Birrificio Val Rendena, che propone birre che seguono stili classici e sono prodotte con materie prime acquistate di “prima mano” e direttamente in Germania. Le quattro tipologie di birra prodotte sono: - Brenta Bräu Helles Tradition: la classica birra bionda secondo lo stile Hell bavarese; - Brenta Bräu Lager Vienna: birra lager ambrata;

tieri di pace”, messo in campo dalla passione e dalla competenza dei volontari dell’Associazione di promozione sociale La Busier, che da oltre 20 anni mette in campo iniziative di molti generi, che vanno dal teatro alla scultura.

30, in occasione della festa per la Sagra patronale di San Pietro le opere saranno esposte al pubblico in piazza. Parallelamente, sarà attiva presso Forte Larino di Lardaro la mostra “Il legno e oltre”, che sarà inaugurata sabato 22 giugno alle 18

con la rappresentazione “Racconti di guerra” con Bruno Vanzo e la Compagnia delle arti. La mostra rimarrà aperta fino al 30 giugno con orari dalle 14.30 alle 18.30 e dalle 20 alle 22. Tutte le info su www.busier.it.

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prende origine dalle antiche ricette locali. Lo stabilimento, con annesso spaccio per la vendita al dettaglio, si trova a Giustino in

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La storia

La speranza, nella povertà del Congo

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Padre Tosi, da 15 anni fra i ragazzi del paese centroafricano I giovani figli del continente nero di cui si occupa padre Tosi hanno in testa i miti del rock occidentale, le loro scivolate sui palchi di mezzo mondo stringendo il manico di una chitarra circondati dal boato della folla. Fra le mani tengono però i pezzi di legno grezzo da usare per costruirsi un futuro, anche se forse oggi non ne sono ancora pienamente consapevoli, impegnati come sono ad imparare come scolpire una cassa armonica, costruire un impianto elettrico e allineare uno strumento. Parliamo dei giovani del centro St. Laurent e Bakita di Kisangani, in Congo, dove sorgerà una scuola di liuteria e piccola falegnameria grazie al progetto presentato dall’Associazione “Don Lorenzo Guetti Ieri Oggi Domani” del Bleggio, in collabora-

di Denise Rocca La Repubblica democratica del Congo è un paese dalle risorse immense: oro, diamanti, petrolio, minerali. E anche a causa di questa ricchezza la sua popolazione è una delle più povere al mondo, sfiancata da continue guerre per il controllo delle risorse che hanno ridotto

zione con l’Ecomuseo della Judicaria, l’Acat tre Pievi e il gruppo giovanile di Balbi-

do, proprio per aiutare padre Tosi a realizzare il suo progetto di solidarietà.

il 70 per cento degli abitanti a vivere al di sotto della soglia di povertà. Sono molti i missionari trentini impegnati in queste aree, fra di loro padre Corrado Tosi, originario di Balbido, che da quindici anni è in Congo, fra i ragazzi. Padre Tosi, missionario comboniano, è da sei anni impegnato a portare avanti un laboratorio di fabbricazione di chitarre con i ragazzi di strada che trovano accoglienza al centro fondato da Padre Giovanni Pross, anch’egli trentino. Sono migliaia i ragazzi di strada in Congo, prime vittime delle guerre per lo sfruttamento delle risorse del ricco suolo africano. Oggi il centro ospita 150 adolescenti, giunti lì nei modi più diversi: alcuni di loro sono stati abbandonati dalle famiglie che non riuscivano più a sfamarli, altri scacciati per-

chè considerati portatori di sciagure e malefici sulla famiglia, i cosiddetti “enfants sorciers” - bambini stregati – condannati alla strada da credenze e superstizioni, altri ancora sono scappati da situazioni familiari violente. Al centro gestito dai padri comboniani e dehoniani hanno trovato un tetto e pasti caldi, una scuola e l’opportunità di immaginare un futuro diverso dai loro genitori quando, raggiunta la maggiore età, dovranno camminare da soli nel mondo. Padre Corrado per i ragazzi è un po’ psicologo, un po’ insegnante, un po’

liutaio. Nel giro di un anno, grazie al sostegno delle associazioni locali e della Provincia, a fianco del centro sorgerà un edificio attrezzato, in grado di formare una trentina di ragazzi e ragazze l’anno all’arte della liuteria: sarà un fabbricato in legno di 150 metri quadri, attrezzato, dove i giovani impareranno a fabbricare chitarre e piccoli oggetti di falegnameria. Per i figli dell’Eldorado mancato del continente nero anche una piccola liuteria è una grande speranza: per gioco i ragazzi di Kisangani posano come i divi del rock con le loro chitarre elettriche dai colori sgargianti, per sopravvivere si costruiscono il domani a colpi di scalpello su pezzi di legno destinati a diventare sinuose casse armoniche.


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Usucapione, i presupposti per rivendicarla

Rubrica legale

Una fattispecie importante per la regolazione della proprietà Ma andiamo per ordine. Quali sono i presupposti affinché la proprietà di un bene possa essere acquistata per usucapione? Innanzitutto è necessario che il possessore abbia posseduto quel bene per un determinato periodo di tempo; tempo la cui durata varia a seconda dell’oggetto da usucapire. La legge prevede un possesso di almeno: 20 anni per i beni immobili o le universalità di beni mobili; 10 anni (se il possesso è avvenuto in buone fede) ovvero 20 (se vi è stata mala fede) per i beni mobili; 3 anni dalla trascrizione per i beni mobili registrati (es. autovetture) se l’acquisto è avvenuto in buona fede e in base a un titolo astrattamente idoneo all’acquisto, in mancanza di questi elementi il termine viene aumentato a 10 anni. Il decorso del tempo ha inizio con l’acquisto del possesso. Inoltre, per potersi usucapire, è necessario che il possesso sia: continuo, ininterrotto, pacifico e pubblico. E dunque protratto in maniera continuata senza interruzione per il tempo prescritto dalla legge, ed esercitato alla luce del sole non in maniera

Un modo particolare di acquistare la proprietà dei beni è l’usucapione (art. 1158 c.c.). Si tratta di un istituto creato per rendere certa una situazione che altrimenti risulterebbe incerta e quindi, presumibilmente, fonte di dispute e liti che risulterebbero difficili da dirimere.

clandestina né violenta. Oltre al concreto possesso della cosa che si intende usucapire, è necessario che il in capo al possessore vi sia il c.d. animus possidendi (ossia l’intenzione di tenere la cosa come propria mediante l’esercizio di un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà). Tale intenzione è presunta in colui che esercita di fatto il possesso; sarà quindi onere del vero proprietario dimostrare l’insussistenza di tale elemento, comprovando che la disponibilità del bene era stata conseguita dal possessore mediante un titolo che gli conferiva solamente un diritto di carattere personale (ad esempio un contratto di comodato o di locazione). In via generale per poter usucapire non è necessario che il possessore sia in buona fede, egli può anche essere in mala fede (in quanto a conoscenza dell’altrui proprietà); il discrimine tra buona e mala fede inciderà, come predetto, solo sulla durata

del possesso necessaria per usucapire alcuni particolari tipi di beni. Di fondamentale importanza è la distinzione tra possesso (necessario per usucapire) e mera detenzione. In quest’ultima ipotesi, infatti, l’oggetto è tenuto nella propria disponibilità solo in custodia e ci si comporta come se il possesso vero e proprio fosse altrui, in questo caso non inizierà a decorrere il termine per usucapire. Esempio classico è quello del libro preso in prestito da un amico, anche se mai chiesto indietro, non darà mai inizio a un processo di usucapione, se non interverrà un fatto oggettivo con il quale si manifesti la volontà di trasformare la detenzione in possesso. Seguendo il citato esempio, solo quando colui

Con l’usucapione, quindi, un soggetto che possiede un bene per un determinato periodo di tempo può richiedere che il Giudice, accertata la sussistenza dei presupposti previsti per legge, dichiari in suo favore l’acquisto, per usucapione, della proprietà sulla cosa posseduta.

che ha preso in prestito il libro comunicherà al prestante la volontà di appropriarsi del libro (per esempio negandone la restituzione in seguito a una richiesta del prestante); solo al quel punto avrà inizio il calcolo del tempo di usucapione. Quanto ai diritti reali di godimento di cui è gravato il bene oggetto dell’usucapione (diritto di superficie, l’enfiteusi, l’usufrutto, l’uso, l’abitazione e le servitù prediali), va evidenziato come se colui che ha il possesso del bene lo ha posseduto libero da pesi e da diritti reali altrui, ne acquisterà la proprietà libera e piena e i diritti sulla cosa costituiti dall’antico proprietario non saranno a lui opponibili, nemmeno se trascritti. Diversamente, se la cosa viene posseduta

Il tuo quesito alla rubrica legale

Ricordiamo che è possibile a tutti rivolgere un quesito legale al Giornale delle Giudicarie, al quale risponderà l’avv. Zanoni. Basta scrivere una mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it

Cassa Rurale Saone, bilancio sano

come gravata da diritti reali, tali diritti sopravvivono all’usucapione. In sostanza, se il possessore di un terreno possiede il bene riconoscendo la servitù di passo di altro soggetto sul fondo, egli usucapirà la proprietà gravata da tale diritto. Un caso particolare riguarda l’usucapione abbreviata prevista dall’art. 1159 c.c. il quale prevede che colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà (contratto di compravendita) e che sia stato debitamente trascritto (nei registri immobiliari) potrà usucapire il bene con decorso di 10 anni dalla data della trascrizione (la stessa disposizione si applica nel caso di acquisto degli altri diritti reali di godimento su un immobile). In questo caso l’usucapione si realizza su beni immobili, ma invece di essere ventennale, è decennale. L’abbreviazione dei termini si spiega per le particolari

condizioni del possesso; per aversi usucapione abbreviata è infatti necessario: che il possesso sia iniziato in buona fede; che vi sia un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà, o altro diritto reale di godimento; che il titolo sia stato trascritto. In presenza di queste condizioni, l’usucapione si compie dopo soli dieci anni dalla data della trascrizione del titolo. Per impedire che il possessore possa acquistare un bene per usucapione è necessario che il vero proprietario interrompa il decorso dei termini necessari all’acquisto. Peraltro è importante sottolineare che per l’interruzione del possesso ad usucapionem non sarà in ogni caso sufficiente una mera diffida (con la classica lettera raccomandata); ma sarà necessaria la notifica dell’atto con il quale il proprietario agisce in giudizio contro il possessore per recuperare il possesso della cosa; ovvero dal riconoscimento da parte del possessore dell’altrui proprietà. Avv. Francesca Zanoni - Fiavé (http://avvocatofrancescazanoni.wordpress.com/)

72 milioni di euro gli impieghi, con 580 soci

I soci della Cassa rurale di Saone, nell’assemblea di maggio al teatro comunale di Tione, hanno riconfermato in toto il collegio sindacale – capo sindaco Sandro Diprè, i sindaci Innocente Paletti e Carlo Marchiori –, il vicepresidente Salvatore Artini per Zuclo e la consigliera Sandra Braghini in rappresentanza dell’area di Tione. Fra gli amministratori uscenti anche Fulgida Ferrari, in rappresentanza della Valle del Chiese, che non si è ricandidata e al cui posto è stato eletto nel direttivo Adriano Giovannini, di Roncone.

Dopo l’introduzione del presidente Guerrino Beccari, che ha sottolineato più volte il valore mutualistico delle casse rurali e i diversi obiettivi rispetto agli istituti di credito tradizionali, al direttore Luigi Marchiori l’onere di illustrare il bilancio della rurale che ha raggiunto un risultato sostanzialmente in linea rispetto a quanto registrato nell’anno passato, con un utile di esercizio di 183mila e 753 euro. In crescita la raccolta complessiva, che si è attestata a 90 milioni e 842mila euro con un au-

mento dell’1,34% rispetto al 2011, mentre ammontano a 72 milioni di euro gli impieghi per un rapporto in percentuale con la raccolta diretta dell’88% a fronte della media provinciale del 95% circa; le sofferenze sono una percentuale dello 0,72% e le partite incagliate del 2,03%. Nel 2012 i clienti della rurale saonese hanno avuto benefici per circa 280 mila euro, cifra che sale a 1 milione di euro considerando l’ultimo quinquennio di attività, somma che la cassa di fatto ha lasciato a soci e clienti a scapito della pro-

pria patrimonializzazione. Su questo fronte, il patrimonio netto della piccola realtà saonese – 580 soci al 31 dicembre 2012, 3 filiali (Saone, Tione, Roncone), un dirigente, due Quadri e dieci impiegati - ammonta a 6 milioni 348mila e 173 euro. Un bilancio positivo, alla luce anche della dimensione della rurale e della complessa congiuntura economica che pone una forte pressione sugli istituti di credito, capace di raccogliere la fiducia dei soci che l’hanno approvato all’unanimità.(d.r.)

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Attualità

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“Virtuosamente insieme” 2013: 350 piccoli sportivi “in pista”

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Record di partecipanti per l’iniziativa promossa da Virtus Giudicariese e L’Ancora Su iniziativa della Virtus Giudicariese di Preore e la cooperativa di solidarietà sociale L’Ancora, impegna i ragazzi della Busa di Tione e della Bassa Rendena per dieci settimane, con l’obbligo a partecipare per ogni iscritto ad almeno tre. E’ imperniata prevalentemente sull’attività sportiva. Ma non tralascia proposte ricreative che stimolano fantasia e manualità. I bambini e i ragazzi che vi partecipano ne sono entusiasti. Anche perché hanno modo di sbizzarrirsi nelle più svariate attività sportive e psicomotorie: dal calcio al volley. Dall’hokey al rugby. Dal nuoto al tiro con l’arco. Non c’è attività che non sia contemplata in questo campus estivo “ad altissimo tasso di pratiche sportive non agonistiche”, organizzate sotto l’occhio vigile di quindici istruttori Isef, che seguono i gruppi da mattina a sera. Quando, con i pulmini del trasporto pubblico, i giovani atleti vengono riaccompagnati nelle rispettive famiglie. Il raggio d’azione va da Caderzone a Ragoli, fino ai primi comuni dell’alta val del Chiese. I principali teatri dell’attività sportiva sono il Centro sportivo di Preore e la piscina di Spiazzo. Ma la giornata tipo non è stanziale, e le attività di gruppo abbracciano tutto il territorio, con escursioni, giochi e incontri tematici per vivere le risorse dell’ambiente. Oltre a corsi che stimolano la curiosità come “CreativaMente”, “Tutto da scoprire”, “EcoPillole” e “SensiAbilità, alla scoperta dei cinque sensi”, l’attività settimanale comprende “Il mercoledì del territorio”, con l’alternarsi di escursioni lungo i percorsi naturalistici del Parco Adamello Brenta. Naturalmente accompagnati dagli esperti del Parco. Un programma ludico-ricreativo a 360 gradi, che occupa tantissimi ragazzi della valle in giornate molto piene. E al tempo stesso, durante le vacanze, solleva i genitori nelle ore centrali della giornata. “Tra le novità di quest’anno – annuncia Emilio Fedrizzi ideatore e presidente dell’iniziativa dall’estate del 2000 - c’è anche l’acquisto di dieci mini go-kart, che completano l’offerta e la possibilità per i bam-

di Ettore Zini Mette d’accordo genitori e bambini. Trecentocinquanta, gli iscritti nell’edizione 2013. Con un boom di partecipanti record, al top dei 14 di attività. Nel 2000 gli aderenti erano stati solo 74. Ma anno dopo anno “Virtuosamente Insieme” ha preso slancio, fino al successo di questa ennesima edizione. Nella Busa di Tione e in val Rendena tutti la conoscono. E’ un’iniziativa che, come dice Pino Scalfi, uno dei collaboratori più assidui, non ha uguali in Trentino. E forse anche a livello nazionale. Consiste in un’attività ludico-culturale ad ampio raggio in cui possono iscriversi gruppi differenti di età: dal 3° anno di scuola dell’infanzia, alla quinta elementare. Si svolge d’estate. Nel periodo post scolastico. Quest’anno dal 17 giugno al 30 agosto. bini di cimentarsi con i primi rudimenti della guida”. I prezzi sono molto accessibile per le famiglie: tre settimane a 80 euro per i comuni

convenzionati, 200 per i non. Oltre alla Virtus Giudicariese di Preore, vi concorrono 14 comuni: 6 della “Busa” e 8 della Val Rendena fino a

Caderzone. Ne fanno parte: l’Asuc di Saone, le Regole Spinale-Manez di Ragoli, la Pro Loco di Preore e la Comunità delle Giudicarie. Al

termine dell’estate (il 30 agosto) Virtuosamente 2013 si accomiaterà con una festa di famiglie e bambini. “Insieme”.

YES per i giovani di tutte le Giudicarie Campus per orientamento post diploma

Da qualche settimana sono aperte le iscrizioni a YES, l’iniziativa di mutualità innovativa promossa dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella da quest’anno in collaborazione con la Comunità di Valle delle Giudicarie. Attraverso YES, acronimo di You, the Experience and the Skills, La Cassa Rurale e la Comunità delle Giudicarie offrono a 24 studenti residenti nelle Giudicarie che a giugno hanno ultimato il quarto o il quinto anno di scuola superiore la possibilità di partecipare ad un campus intensivo di formazione, motivazione ed orientamento nella scelta post diploma. Tre giorni di formazione esperienziale e outdoor per conoscere meglio se stessi, i propri limiti e le proprie potenzialità, e saper scegliere più consapevolmente cosa fare dopo la maturità. Un’occasione per fare un bilancio personale di competenze, potenzialità e sogni. Un’esperienza utile per conoscere meglio il mercato del lavoro locale e sperimentare l’approccio più efficace per affrontare un colloquio di selezione e, più in generale, l’ingresso nel mondo

del lavoro. Guidati da un team di esperti di formazione e orientamento i ragazzi parteciperanno ad un campus nel corso del quale verranno utilizzate metodologie formative innovative basate sull’esperienza vissuta in prima persona: simulazioni, lavori di gruppo, test di valutazione, testimonianze di esponenti di successo, esercitazioni outdoor. Grazie al sostegno della Comunità delle Giudicarie l’iniziativa da quest’anno viene aperta ai giovani di tutte le Giudicarie. Come per le passate edizioni, anche nel 2013 i partecipanti verranno ospitati in una struttura immersa nel Parco Naturale Adamello Brenta. Il campus si terrà nei giorni 1-2-3 settembre 2013. Per partecipare a Yes basta inviare la propria candidatura tramite il modulo elettronico pubblicato sul sito www.prendiilvolo. it o su www.comunitadellegiudicarie.it entro e non oltre il 28 giugno. Qualora le iscrizioni superassero i posti disponibili si procederà alla definizione dell’elenco dei partecipanti utilizzando i seguenti criteri di selezione: residenza nella Comuni-

tà delle Giudicarie o nella zona operativa della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella; grado di motivazione del candidato. La partecipazione a YES prevede il versamento di una quota di iscrizione di 60€. Per maggiori informazioni visitare il sito www.prendiilvolo.it oppure il sito www.comunitadellegiudicarie.it.


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Porto Franco

GIUGNO 2013 A proposito di trasparenza e nomine

Consigli di un nullafacente ad un presidente uscente Anche in Trentino bisogna combattere la cultura del clientelismo Tralascio una piccola provocazione, che sarebbe questa. Se il Letta a due piazze ( PDL/PD) ha abolito le indennità per i ministri che già sono parlamentari, perché non abolire le indennità degli assessori provinciali che già percepiscono un loro buon stipendio mensile come consiglieri ? Domanda cretina e me ne rendo conto. Ma restiamo alla trasparenza. Nei dibattiti e negli annunci a perdere delle nostre forze politiche ci sono temi ricorrenti : più meritocrazia, maggior trasparenza nell’assegnazione di incarichi e prebende, imparzialità dell’ente pubblico. Benissimo. Allora in ossequio a questi sacrosanti principi vediamo di essere concreti. Da qui ad ottobre sono in calendario rinnovi di consigli di amministrazione e di collegi dei revisori di una serie di società partecipate e/ o comitati e soggetti facenti capo alla Provincia, nei quali la Giunta dovrà effettuare delle nomine. Ci vorrebbero, caro Pacher, alcuni paletti : innanzitutto no ad incarichi per politici pregiudicati ovvero con sentenze passate in giudicato ( è il minimo da pretendere in un paese civile ); valutazione seria e non politica dei curricula presentati, evitando così che posti nelle varie queste società diventino i premi Margherita – una volta si chiamavano così – per politici trombati. E per

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onosco il preseppur in via d’uscita, di Ettore Zampiccoli sidente della io un nullafacente poProvincia Ale’ Pacher da quando era sindaco di liticamente parlando. E proprio per questo oserei a Trento. Era il mio sindaco. Io, consigliere inutilmente proposito di trasparenza – un tema che mi è caro e che all’opposizione, ogni tanto gli sparavo addosso. Era un mi fa sobbalzare ogni volta che leggo qualche deterdovere d’ufficio, così tanto per cantare un po’, quasi un minazione di qualche dirigente provinciale – proporgioco delle parti. Ma la stima che gli conservavo- e che gli alcuni interventi. Semplici, per i quali basterebbe gli conservo ancora - non mi permetteva certo di anda- forse una decisione della Giunta, ma che sicuramente re sopra le righe. Ora lui è presidente della Provincia, potrebbero lasciare un piccolo segno. rendere più stringente questa cruna prevedere che tali incarichi non possano essere assegnati a parlamentari ( ex o in carica ), a consiglieri provinciali ( compresi gli ex ) , a presidenti o assessori delle Comunità, a sindaci di Comuni sopra un tot di abitanti. Un po’ d’ordine poi il buon Ale’ Pacher potrebbe mettere nella sua dirigenza. Cominciando a porre una serie di divieti. Divieto per i dirigenti provinciali di essere nei cda delle società partecipate della Provincia; divieto di avere consulenze e/o altri incarichi al momento del loro pensionamento per lo meno per un periodo di cinque anni ( così come lo prevedevano le normative prima dell’arrivo del principe Dellai che della trasparenza ha fatto strame ). Il terzo consiglio potrebbe riguardare ancore le Società partecipate dalla Provincia, molte delle quali in tema di trasparenza potrebbero avere la maglia nera. Alla fin fine molte di queste società vivono ed operano con soldi pubblici, ma si compartano

Alberto Pacher

come se i loro affari fossero assolutamente privati, cioè inaccessibili ad un controllo pubblico. Tralascio lo scandaloso esempio dell’A22 che si rifiuta di consegnare l’elenco di chi fruisce gratuitamente delle tessere di circolazione sull’autostrada e per il quale mi sarei aspettato un energico intervento della Giunta provinciale e resto sul tema più generale della trasparenza. Penso che la Giunta provinciale dovrebbe pretendere e imporre con atto proprio che le Società partecipate pubblichino sui rispet-

tivi siti non solo i bilanci, ma anche le delibere di spesa, così come avviene in altre regioni italiane. Perché insistiamo su questi temi? Vendola quando parla dell’Italia dice che bisogna combattere la cultura berlusconiana. Qui in Trentino non c’è la cultura berlusconiana, ma in compenso c’è quella del clientelismo, che in questi anni ha toccato vertici impensabili. Il forma clientelare è un modo di pensare e di atteggiarsi verso l’ente pubblico e verso la politica che è entrato nelle isti-

tuzioni, nella mentalità, nel costume di molta gente che, anche in buonafede, pensa che il clientelismo, ovvero l’ossequio doveroso e referenziale al politico di turno sia una prassi “normale”, un modo per avere vantaggi a prescindere dai meriti e da quanto vorrebbe la buona ed oculata amministrazione. Il politico lo cavalca perché in genere porta consenso. Altro che diritti. Nell’era Dellai, che pure qualche merito l’ha avuto, abbiamo assistito alla distribuzione a piene mani di premi Margherita, al fenomeno della “magnadora”, così bene delineato dall’on. Marco Boato, abbiamo assistito a promozioni, incarichi, distribuzione di risorse che poco avevano a che fare con la meritocrazia e con le effettive esigenze di contesto. Gli esempi potrebbero essere molti : ne conosciamo a iosa. Ma senza dilungarci troppo potremmo consigliare di leggere il libro nero del consigliere provinciale Leonardi sulle spese folli della Pat.

Leonardi può essere simpatico o inviso, ma tutto quel che racconta nel suo libro non ha trovato finora uno straccio di smentita, il che è significativo. Si predica che l’Autonomia dovrebbe significare innanzitutto certezza dei diritti, meritocrazia, trasparenza e parità di opportunità offerte a tutti, imparzialità dell’ente pubblico rispetto alle aspettative dei cittadini. Invece dobbiamo purtroppo constatare che la cultura del clientelismo e della ricerca esasperata del consenso in questi anni ha portato a modelli di costume politico tutt’altro che eccelsi, in definitiva anche ad un impoverimento della coscienza politica dei trentini ed anche alla libertà di dire e pensare. In altre occasioni abbiamo annotato e detto chiaramente che in questi anni se c’è stato qualche sussulto di moralità politica all’interno dell’attuale maggioranza questo è venuto da qualche esponente del Pd ( Zeni, Civico ecc. ), mentre le altre forze politiche della maggioranza mai hanno osato dire una parola sul sistema Dellai. Noi pensiamo che ora Ale’ Pacher avrebbe la possibilità – proprio perché in via di uscita - di dare su questo delicato terreno qualche segno di discontinuità. Lo speriamo e comunque da qui ad ottobre staremo a vedere se ci sarà qualche ruggito.

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 12 n° 6 - giugno 2013 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Claudia Brunelli, Alberto Carli, Aldo Gottardi, Maura Pasi, Alessandro Togni, Andrea Tomasini, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 2 gennaio 2013 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129


Sport

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Una festa di sport che ha coinvolto tantissimi giovani

La Valle del Chiese di fronte a questo importante e prestigioso appuntamento ne è uscita promossa con lode. Una rete di collaborazioni si è unita alla Società Atletica Valchiese che ha organizzato l’appuntamento tricolore con il supporto del Comune di Roncone. Molte le associazioni locali di volontariato presenti e gli sponsor che hanno contribuito al successo sottolineato con soddisfazione dagli addetti ai lavori e dalle autorità presenti. Non sono mancati i risultati sportivi dei nostri atleti valligiani che si sono dimostrati all’altezza del confronto, in particolare il terzo posto tra gli allievi di Endale Masè che ha entusiasmato il numeroso pubblico. Le gare più avvincenti sono state quelle degli esordienti e dei ragazzi nelle quali anche i bambini e le bambine della Società Atletica Valchiese, dell’Atletica Tione e del G.S.Bondo hanno avuto modo di mettersi in eviden-

Entusiasmo a Roncone per i titoli tricolori di corsa in montagna

Il lago di Roncone che specchiava i colori della primavera ha fatto da cornice ad una giornata di autentico sport, quello giovanile, non ancora inquinato dalle devianze del doping. Entusiasmo, emozioni e sportività sono stati gli ingredienti che hanno caratterizzato la partecipazione corale za dimostrando di avere le attitudini per affrontare questa disciplina difficile che richiede tenacia e coraggio. Durante le premiazioni è dilagato l’entusiasmo giovanile con scroscianti applausi

per i “podi” individuali e di società. Ai vincitori del titolo nazionale allievi Daniele Magnini e Anna Lena Hofer tra le allieve, nel momento della premiazione sul podio, si è dedicato l’inno di Ma-

Foto by Sportograf.com

di oltre cinquecento ragazzi provenienti dalle più svariate regioni e vallate d’Italia che si sono cimentati nel loro campionato italiano di corsa in montagna. Una disciplina che coniuga sacrificio, fatica e sudore al cospetto “educativo” con la natura dove salite e discese sono insegnamenti utili per affrontare la vita con i suoi alti e bassi. meli accompagnato dalle voci intonate dei compagni. Momento culminante della giornata è stata la consegna del Trofeo intitolato a Marco Borsari, compito che la signora Franca, visibilmente emozionata, ha condiviso assieme a Cesare Maestri, campione italiano 2011 di corsa in montagna juniores, alla società vincitrice, i bellunesi del G.S. Quantin. Durante il pranzo di fine gara allestito con grande professionalità per oltre settecento commensali dai Nu.vol.a, seduto ad un tavolo, un ragazzino ha chiesto al suo allenatore informazioni su Marco Borsari. Abbiamo sentito la

risposta: “Ho avuto l’onore di conoscerlo, è stato un grande amico della corsa in montagna e soprattutto di voi giovani che la praticate”. Marco è stato questo, attento alle esigenze dei più bravi ma anche capace di dare un consiglio e attenzioni anche ai meno dotati, per questo i suoi ragazzi

lo ricordano come allenatore esemplare e con immenso affetto, da Alessandro, Luca, Paolo per dirne alcuni, alle maglie azzurre che nel tempo ha plasmato: Cesare, Nekka, Yeman e Federico. Al termine molti dirigenti hanno salutato nella speranza di poter tornare ancora a a Roncone per qualche altra corsa in montagna a carattere nazionale e i dirigenti della Valchiese hanno dirottato l’auspicio alle autorità federali romane come dire che se anche la Fidal ha apprezzato la cosa si può fare. Tutte le foto dell’evento su www.sportograf.com. (e.c.)

Gruppo di atleti con il Presidente Fontana


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Cultura

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“Gioco d’equilibrio. Cieco sulla cima del mondo” Nel libro di Andy Holzer la straordinaria storia di un non vedente che sa scalare le montagne

In modo molto naturale e spesso con un pizzico di ironia, Andy rivela come ha affrontato i grandi ostacoli che la vita gli ha posto davanti. La prima grande sfida si presenta a 6 anni al momento della scelta della scuola con la coraggiosa decisione dei genitori di iscriverlo ad una normale scuola pubblica. Con il senno di poi, è proprio a questo punto che sente di aver intrapreso la strada giusta che lo ha portato ad essere l’uomo che è adesso. Anche nella delicata fase dell’adolescenza non mancano numerosi ostacoli che mettono Andy a dura prova, come la scelta di un lavoro stimolante. Ben presto comincia l’avvicinamento alla montagna. Grazie ad un amico di famiglia, il sogno di una vita diventa realtà. Finalmente porta a termine una scalata vera e propria nella quale assapora tutto ciò che lo circonda: “ecco come ci si deve sentire quando si vola. Sotto di me non c’era il terreno a riflettere il suono della mia voce o a imporre al vento un cambio di direzione”. Da quel momento in poi, Andy non si è più fermato scalando molte cime del-

di Claudia Brunelli Recentemente pubblicato da Keller Editore, “Gioco d’equilibrio. Cieco sulla cima del mondo” è l’autobiografia di Andy Holzer. Nato nel 1966 a Lienz nel Tirolo Orientale, Andy racconta nei dettagli la sua vita da ragazzino fino alla scoperta della montagna e della roccia da scalare. Fin qui sembrerebbe nulla di particolarmente interessante, se non fosse che Andy è cieco dalla nascita. Nonostante il suo handicap, fin da piccolo Andy non ha limitato le sue esperienze praticando diversi sport, proprio come i suoi coetanei

vedenti. Come egli stesso afferma, grazie soprattutto a dei genitori meravigliosi che non hanno enfatizzato il problema, Andy ha imparato a pattinare, sciare e ad andare in bicicletta affidandosi esclusivamente al suo udito e all’olfatto. Nella sua autobiografia Andy ripercorre le tappe più significative della sua vita, dall’infanzia all’adolescenza, fino al suo “desiderio di roccia vera”, descrivendo minuziosamente quello che i suoi sensi acuiti dalla cecità gli fanno percepire, senza fargli mancar nulla di ciò che è visibile. Andy Holzer “Gioco d’equilibrio. Cieco sulla cima del mondo” Keller editore Traduzione dal tedesco di Fabio Cremonesi Brossura, pp. 272 + pp. 8 di fotografie Prezzo di copertina: € 16,50 le sue Dolomiti di Lienz, fino all’ultima grande sfida: la decisione di scalare le Seven Summits, le cime più alte dei sette continenti. Questa impresa, già di per sé impavida e non priva di rischi, assume una valenza ancor più profonda, una sfida con sé stessi oltre che con la tanto amata montagna. Ad affrontare le difficili scalate in condizioni

climatiche spesso al limite della sopravvivenza vi era infatti un uomo privo di uno dei sensi più importanti: la vista. Andy non considera il suo handicap un peso. È una situazione che ormai ha accettato e che, anzi, soprattutto in parete, predilige: “nessun altro organo genera nella coscienza tanti errori d’interpretazione quanto la vista. Ogni volta che ci penso, mi pare addirittura inquietante che il mondo dei vedenti faccia in primo luogo affidamento proprio sul senso che va soggetto agli errori più gravi. […] Perché ciò che un vedente crede di vedere, non sempre corrisponde alla realtà”. Conscio che ogni scalata è un’occasione in più per espandere i confini delle sue possibilità, Andy sa che nessun obiettivo è irraggiungibile. Lo dimostra

organizzando anche scalate “particolari” come quella che lui definisce “con due occhi, tre mani e quattro piedi” in occasione dell’ascesa sull’Aconcagua in compagnia di un suo amico con un solo braccio. È entusiasmante seguire le avventure di Andy attraverso le sue sensazioni e percezioni del mondo che lo circonda. Ogni pagina cattura il lettore e lo spinge ad andare avanti per scoprire come Andy affronterà la prossima parete. Con il suo linguaggio semplice e pulito ci prende per mano e ci guida sulla vetta africana del Kilimangiaro, sulla cima dell’Elbrus in Europa Orientale, sulla Piramide Carstensz in Oceania, sull’Aconcagua nelle Ande argentine e sul monte McKinley in Nord America. Ultime spedizioni mancanti ma in fase di preparazione sono quelle per la conquista dell’Everest e del massiccio Vinson in Antartide. Con il suo libro Andy Holzer ci dà una lezione di vita importante: trasformare i problemi e le difficoltà in opportunità, in occasioni speciali da vivere, senza mai arrendersi di fronte agli ostacoli.

DAL 22 AL 30 GIUGNO È DI SCENA LA PRIMA EDIZIONE DI BOSCO ARTE STENICO

La foresta si tinge di percorsi artistici Tutto pronto per la prima edizione di Bosco Arte Stenico; dal 22 al 30 giugno giugno, nella zona a monte del paese delle Esteriori, piante e sentieri saranno rimodellate da 25 artisti che – con la propria sensibilità e manualità – realizzeranno installazioni ed opere d’arte in legno e roccia, comunque con materiale reperito nello stesso bosco. Turisti e locali avranno dunque l’opportunità di vedere nascere “sul campo” sculture ed installazioni ispirate al tema “Rifugi”, collegando idealmente alcuni luoghi di importanza storica del territorio della valle come il castello di Stenico, il dosso di San Martino di Lundo e le palafitte di Fiavè. BAS, si inserisce nello stesso periodo della festa del Patrono del paese per quel che riguarda l’inizio del 23, mentre nel giorno di chiusura, dunque anche di presentazione delle opere eseguite nonché dei due vincitori (il 30 giugno alle 15), si svolgerà anche la seconda edizione della passeggiata enogastronomica “Degustenico”.

Una volta chiusi i riflettori sulla manifestazione vera e propria e partiti gli artisti, resterà patrimonio della gente di Stenico la serie di opere lasciate sul suggestivo percorso di BAS, lungo 1.300 metri. Una sentiero artistico che verrà segnalato in maniera discreta con cartelli, ceppi a terra ed indicazioni varie eseguite esclusivamente in legno lavorato al laser, senza l’ausilio di materiali artificiali di maggior impatto sull’ambiente, nel rispetto della filosofia di fondo di BoscoArteStenico che è sempre stata quella di valorizzare l’ambiente naturale, arricchirlo con artistiche proposte originali di comunicazione visiva, nella speranza che possa diventare un frequentato luogo per passeggiate sia di residenti che di turisti, come pure per persone portatrici di handicap purchè accompagnate. I componenti dell’Associazione Bas hanno provveduto a selezionare le proposte artistiche giunte. «Avremo per questa prima edizione 25 partecipanti distribuiti sulle due sezioni: scultura su legno

di tiglio, eseguita su tronchi riposizionati in verticale e fissati a terra e chi invece prenderà parte al concorso costruendo una installazione con materiale reperito nello stesso bosco» - spiega Maurizio Corradi, fotografo e presidente dell’Associazione Bas. Gli artisti selezionati ed invitati per questa edizione sono: Lombardini Eugenio di Rimini, Vezzoli Marta di Pavia, Nava Leonardo di Milano, Andreoli Gianfranco di Ostiglia (VR), Quarena Giovan Battista di Gavardo (BS), Piccarda Margherita di Varazze (SV), Pasini Massimo di Provaglio Valsabbia (BS), Martellotti Paolo di Roma, Piazza Roberto di Pranzo di Tenno, Zanta Luca di Montegrotto (PD), Coatti Gianpiero di Mori, Rigotti Umberto di Trento, Distinto Enzo di Napoli, Artini Marco di Tione, Vergari Francesca di Firenze, Vincenzi Nino di Rovigo, Bortolotti Sabine di Laghetti di Egna, Covi Annalisa di Sarnonico, Nicco Guido di Mezzocorona, Monelli Massimo di Cavaione, Danilo Merli

di Sclemo, Giongo Giuseppe di Ponte Arche, Zemanek Jan di Novy Jicin (Rep. Ceca), Sonia Zemankovà di Novy Jicin (Rep Ceca) Zabarella Luciana di Venezia. Questi artisti arriveranno il pomeriggio di domenica 23 giugno a Stenico e, dopo una semplice cerimonia di benvenuto,

saranno accompagnati sul percorso dove verranno loro assegnate le postazioni di lavoro. Il giorno dopo inizieranno ad eseguire le loro proposte sul tema di quest’anno che sarà “ Rifugi”. Sullo stesso tema si svolgeranno delle brevi relazioni, nella serata inaugurale di Bas il 22, alle ore 20 e 30 che

avrà luogo nella sala del Consiglio del castello di Stenico, con la testimonianza del Direttore del Catello del Buonconsiglio Franco Marzatico, del responsabile degli scavi sul dosso di San Martino di Lundo Enrico Cavada, mentre si sta trattando per una partecipazione del rappresentante UNESCO.


Società

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Il Bim del Sarca vara nuovi contributi sulla prima casa L’iniziativa “Mutui prima casa” permette di abbattere i tassi di interesse sulle somme prese a prestito fino a 100.000 euro

Arte della Natività 2012 - In primo piano l’istallazione di Marco Nones


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Cultura

GIUGNO 2013

Nel contempo si è a conoscenza che alcuni “storici” del Trentino stanno incontrandosi (facendo gruppo) per trovare, attraverso indagini sempre più approfondite, spunti comuni su quello che veramente hanno vissuto le popolazioni del Trentino nel tempo, e come la odierna società, attraverso le vicende secolari, è andata formandosi dotandosi di caratteristiche che sono conseguenti allo svolgersi delle situazioni ed al progredire di elementi culturali che anche oggi costituisco l’essenza stessa sia dei singoli che delle diverse comunità sul territorio. Mi sono chiesto se e come i movimenti politici in atto stiano agendo in stretto contatto con l’encomiabile gruppo degli storici per adeguare i loro programmi e le loro scelte fondati sulla “storia” e non già su programmi di “partito”, ossia di “parte”, per finalità o strettamente personali o di gruppo. Sono convinto che, purtroppo, molti trentini (molti dei quali sono in Trentino solo dal 1900 in poi), e numerose persone im-

“Politici” e “Storici”

Dalla storia occorre trarre lezioni importanti per i programmi elettorali di Mario Antolini

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aggio 2013: baraonda nel campo politico provinciale con un’infinità di iniziative encomiabili e di intrallazzi politici ad ogni livello in quel di Trento in preparazione alle elezioni del prossimo autunno nel Trentino. Un forte articolo su un quotidiano di Trento ha parlato di “polverizpegnate in politica, ben poco sanno delle “radici” del vero Trentino, molto spesso informati unicamente sull’antitesi Trentino asburgico e Trentino italiano; mentre, invece, il Trentino è diventato Trentino verace dal Mille al 1800. A mio avviso una motivata valutazione del Trentino di oggi va vista negli Statuti dei

Il paesaggio della politica trentina è avvolto nella nebbia. Ogni tanto echi giungono dalla piovosa Bruxelles o dal variabile cielo romano dove i nostri onorevoli cercano vie di fuga oppure palcoscenici per mantenere influenza anche in quel di Trento. I protagonisti sono sempre quelli, così come si ripetono, con l’approssimarsi delle scadenze elettorali, le battaglie interne alle singole forze politiche. Tutto questo confonde le acque e non fa capire la portata delle scosse telluriche in atto. Esse non possono essere rubricate semplicemente sotto le categorie del personalismo, della contrapposizione individuale, della conservazione del potere o del rinnovamento fine a se stesso. La partita politica invece è terribilmente concreta. Voler chiedere le ragioni politiche alla scelta del candidato naturale a succedere a Dellai, cioè Alberto Pacher, non è un capriccio di un commentatore. Tanto più che lo stesso Pacher va ripetendo che le sue sono

secoli medioevali: otto secoli di crescita e di organizzazione, centrale e periferica, con specifiche caratteristiche rimaste impregnate nelle popolazioni di ogni vallata e che ancor oggi hanno la loro ragion d’essere attraverso una capillare conoscenza ed una adeguata scelta consequenziale. Le odierne Comunità

zazione”, poiché, in effetti - almeno per quanto noi poveri mortali possiamo venir edotti solo attraverso la stampa - si sta assistendo ad un continuo accrescersi di proposte sempre più numerose, sempre più diverse per amministrare soltanto 533.394 abitanti (statistica 2011). di Valle - che il noto storico Fabio Giacomoni definisce “veri polmoni del principato vescovile (1027-1803)” - ancor oggi quanto mai necessarie, purtroppo rispondono solo in minima parte alla loro essenza e funzionalità perché non adeguatamente studiate e preparate ed attualmente quasi abbandonate a

se stesse senza quel supporto legislativo-giuridico e quella quotidiana presenza degli organi centrali che si rendono necessari per farle entrare nel pieno merito delle loro identità, così da renderle efficaci in una consistente ed attuabile autonomia di cui già hanno goduto nei secoli della loro pratica attuazione e del

loro affermarsi nel corso della storia. Mi auguro che tutti i movimenti in atto per accaparrarsi il “potere provinciale” alle prossime elezioni autunnali abbiano la saggezza di trovare modi e tempi di incontrarsi e di confrontarsi con gli storici per essere illuminati nello stendere dei programmi che rispondano a “chi sono i Trentini” e, conseguentemente, di quale“tipo di Enti locali territoriali” e di quali “norme amministrative” hanno bisogno per continuare in maniera strutturale il loro comune cammino verso l’avvenire.

I silenzi e le bugie del Pd Trentino

motivazioni politiche, ma non le esplicita a sufficienza. Ripetiamo: dire che non si accetta una nomination, implorata da tutti, perché parte del partito di Pacher non sarebbe sufficientemente schierata con lui è a dir poco puerile. E poi come si fa a rispondere a “questioni politiche” di cui non si conoscono i contorni precisi? Che grado di trasparenza si offre all’opinione pubblica? Il problema riguarda anche l’assetto istituzionale della nostra Provincia. Da dieci anni ci hanno spiegato che il Presidente della Giunta provinciale, eletto direttamente dai cittadini, deve rispondere ai cittadini prima che ai partiti. Si è detto che il candidato Presidente deve essere l’espressione della coalizione ma soprattutto deve essere capace di parlare ai trentini. Questo valeva solo

per Dellai? Adesso infatti siamo arrivati a prospettare soluzioni burocratiche o bizzarre: il candidato lo scelgono le segreterie dei partiti oppure si ragiona su primarie di coalizione nelle quali però possono partecipare solo esponenti con il timbro di un partito, negando così il senso della consultazione. Ancora una volta questi non sono ragionamenti di parte. Chi accusa i giornalisti di questo sa benissimo che tali questioni sono dirimenti e derivano dalla necessità di coinvolgere i cittadini nei processi decisionali altrimenti dove va la nostra democrazia? L’elezione diretta del Presidente presuppone questo; l’alternativa è finire in un regime carismatico stile Venezuela. Oppure in un sistema semiautoritario dove contano le nomenclature e le clientele. Di cerchi

e di tortelli magici, di dirigenti generali inamovibili “per grazia di Dio e volontà della nazione”, di circoli esclusivi dove si decide tutto non ne abbiamo proprio bisogno. La battaglia che lacera il Pd, al di là delle schermaglie, verte su aspetti vitali per il prossimo futuro. Sono i quindici anni di Dellai ad essere al centro della discussione (oltre, intendiamoci, alle ambizioni personali che albergano in chiunque faccia politica). Le stizzose reazioni dell’onorevole Dellai a chiunque faccia presente che in gioco c’è la continuità anche delle sue scelte amministrative dimostrano la difficoltà di intavolare un sereno confronto. Dietro l’angolo c’è sempre l’accusa di lesa maestà, oppure di danneggiare quella “cosa bella e fragile” che è la coalizione (tradotto: non

disturbate il manovratore, teniamoci stretti questo assetto di potere). Il rinnovamento di cui la Provincia ha bisogno non può essere soltanto una riverniciatura. Questo non significa gettare a mare gli anni trascorsi che oggettivamente hanno garantito un buon governo al Trentino. Oggi però sembra che a parlare di debito provinciale, di grandi opere (vedi Not), di cambiamento alla radice della struttura amministrativa e burocratica della PAT, di cooperazione (vedi caso LaVis), si comprometta “l’impegno generoso” di qualcuno, si offenda il buon nome del Trentino e non si lavori per il benessere della comunità. Ebbene, questo è inaccettabile. Piergiorgio Cattani* * cortesia giornale Trentino dell’11 maggio 2013

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Darzo, le miniere di barite tornano protagoniste LA SPAGHETTERIA!

Nel mese di maggio l’associazione “La Miniera” propone un calendario ricco di iniziative per fare rivivere quella che fu un’epopea socio-economica

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Sport

GIUGNO 2013

Nel Chiese squadre di calcio protagoniste Calciochiese, Pieve di Bone e Stettaurense autrici di una stagione super con tre promozioni di lusso

Tante promozioni tutte assieme da queste parti non si erano verificate nemmeno 60 anni fa, quando le coppe si accumulavano e i campionati duravamo meno di tre mesi, le domeniche d’estate c’era tanto calcio e dove si giocava solo in 11, senza panchina su campi di terra con scarpe “imbullonate”. Erano derby epici quelli che si disputavano alle Piane e all’Isola degli Azzurri di Condino, spartiacque dove adesso c’è la rotatoria davanti al deposito legnami della Società Abete. Da un comunicato stampa datato metà anni 50, a firma del reverendo frate Cappuccino padre Cristoforo Bettega, l’allora presidente della Condinese Silvio Butterini e i due vice pre-

Il Calciochiese pareggia (1-1) a Lavis e chiude di fatto eventuali dubbi circa una sua presenza (2013 – 2014) in ambito regionale. Non è da meno il Pieve di Bono, gestione Aricocchi e Foresti, che dopo aver vinto (4-3) ai supplementari la Coppa Provincia contro il Fassa al sidenti Franco Galante e il direttore didattico Silvio Rosa erano alle prese per rifondare in quel di Condino il calcio estivo domenicale che allora si chiamava campionato Giudicariese. Erano i tempi delle mitiche formazioni tuttora esistenti tra cui Settaurense, Pieve di Bono, Tione, Pinzolo, Fiavè, Malè, San Lorenzo e la stessa Condinese. La busa pievana aveva invece l’opportunità di usufruire di elementi spulciati tra il personale che in quelli anni (1950) lavorava alla costruzione degli impianti idroelettrici. Bravi, preparati ma

Dedica speciale dei giocatori del Pieve di Bono “direzione” Condino

Briamasco, vince la Prima Categoria e accede in Promozione. La stessa Settaurense, targata Gianni Armanini, stravince l’ultima partita al “Grilli” sulla Limonese ( 7 a 1) e dopo nove anni sulla scia della vecchia guardia torna ad essere protagonista tra gli “artisti” locali del pallone.

I giocatori del Calciochiese festeggiano – Foto Cavagna

che però rispetto ai “nostri” non sentivano forse l’attaccamento alla maglia. Ora l’affermazione del Calciochiese che ha vinto meritatamente la Promozione e conquistato l’Eccellenza, non solo qualifica e onora lo sport pallonaro ma va ricercata nella sua organizzazione , simile a quella di una realtà aziendale. Poi l’arrivo di Marco Zaninelli, giocatore di categorie superiori, è valso a migliorare ancora di più qualità e gioco anche se in Eccellenza

qualche ulteriore aggiustamento lo si dovrà praticare (si parla a questo proposito di Cristian Quarenghi, giocatore di lusso). “Una pro-

mozione sofferta ma meritata che arriva dopo dodici anni e che sicuramente ci onora” - ha detto nel dopo partita di Lavis il presidente

La rosa della Settaurense 2012/13

Ferruccio Moneghini. A Pieve di Bono c’è stato tutto l’entusiasmo della comunità per il ritorno dei viola in Promozione. La società dei Cinque comuni in promozione mira a restarci. “Lavoreremo per consolidare questa realtà che si è formata, ma nello stesso tempo garantire alla nostra gente un calcio di livello come ai tempi dell’era Nicolini, Rota e Maestri” - è quanto dice Christian Foresti, che nella società viola è il vice di Aricocchi. In casa Settaurense, dopo i festeggiamenti per la vittoria della Seconda Categoria, il clima è tornato ad essere quello delle storiche occasioni. Scalmazzini, presidente in pectore e conoscitore del calcio valligiano, fa sapere di voler lasciare ma aggiunge di essere disponibile ad assumere altri incarichi dentro il casato bianco verde. Grande soddisfazione per l’allenatore Gianni Armanini per un successo che era sfuggito di mano all’ultimo alla Settaurense nelle ultime stagioni. Ora la storica maglia biancoverde si riavvia ai piani alti del calcio provinciale. Aldo Pasquazzo

Le Funivie di Pinzolo puntano su sport e sui giovani Il 15 giugno parte la stagione estiva degli impianti: tariffe invariate e attenzione alle famiglie L’apertura proseguirà tutti i giorni fino al 15 settembre e con una finestra nel week end del 21/22 settembre. Tutto sarà poi pronto per la prossima stagione invernale, la terza che prenderà il via con il collegamento Pinzolo – Campiglio express e la prima che vedrà concretizzato il sogno di una

Archiviata con soddisfazione e record di passaggi la stagione invernale, le Funivie di Pinzolo si tuffano nella stagione estiva proponendo aperture per vivere la montagna con un occhio alle famiglie e al contenimento dei prezzi. Sabato 15 giugno aprirà la telecabina Pinzolo – Prà Rodont e inizierà ufficialmente la stagione estiva per skiarea unica: Campiglio Dolomiti di Brenta Val di Sole Val Rendena. Oltre 150 km di piste tra Pinzo-

lo e Folgarida/Marilleva con al centro la perla delle Dolomiti: Madonna di Campiglio. Gli investimenti degli ultimi anni - oltre al già citato collegamento tra Pinzolo e Campiglio è stata realizzata la telecabina Tulot e l’omonima pista - hanno reso il comprensorio sciistico di Pinzolo punto di riferimento per gli amanti dello sci delle Giudicarie. Da sempre vicina alle famiglie (ricordiamo che Funivie Pinzolo Spa ha ottenuto dalla Provincia il riconoscimento del marchio family) la società presieduta da Roberto Serafini ha deliberato per quanto riguarda le tariffe

gli impianti di Funivie Pinzolo. La settimana successiva aprirà anche la seggiovia Prà Rodont – Doss del Sabion per accedere alla cima del Doss del Sabion a quota 2.100 da dove è possibile ammirare uno tra i panorami più belli delle Alpi: a 360 gradi lo sguardo si perde tra le Dolomiti di Brenta, i ghiacciai dell’Adamello, la Presanella e la Val Rendena. riservate ai residenti nel Comprensorio delle Giudicarie di mantenere il prezzo invariato rispetto alla scorsa stagione per i bi–stagionali Pinzolo (estate 2013 e stagione invernale 2013/2014) a favore degli Adulti e dei Senior e di applicare una riduzione ancora maggiore per i Junior e i Bambini e di fatto diminuire per queste categorie il prezzo rispetto all’anno scorso. «Si è voluto – spiega il presidente di Funivie Pinzolo, Roberto Serafini - in questo modo agevolare le famiglie in un momento sicuramente non semplice e dare l’opportunità di continuare a praticare questo bellissimo sport

ai più giovani e cercare di avvicinare sempre più bambini e ragazzi al mondo dello sci. Funivie Pinzolo si proietta dunque sull’estate turistica dopo gli ottimi riscontri della stagione

invernale, che hanno fatto segnare, in quanto a incassi, un +15% rispetto allo scorso anno e un + 35% rispetto a due anni fa. Risultati ancora più significativi se inseriti nel contesto generale di crisi economica e di contrazione dei consumi. In questo modo le Funivie Pinzolo, fanno da volano all’economia della Val Rendena con importanti risvolti anche sotto il profilo occupazionale.


Sport

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Al 7° Memorial Flaviano Ciuffi

In campo: Sport, Amicizia e Solidarietà S

i è svolto, nel fine settimana dal 17 al 20 maggio, la settima edizione del Memorial Flaviano Ciuffi, manifestazione calcistica giovanile, dedicata quest’anno alla categoria Giovanissimi. L’US Alta Giudicarie ha voluto anche quest’anno ricordare così la memoria del suo dirigente prematuramente scomparso. Questa edizione è stata dedicata interamente all’amicizia e alla solidarietà come avrebbe voluto Flaviano Ciuffi. Quattro le squadre impegnate nel torneo: US Alta Giudicarie, US Chattoise (Alta Savoia, Francia), SV Neuhausen-Offenberg (Bassa Baviera, Germania) e USOD Giovanile Urago Mella (Brescia) per un totale di circa 65 atleti che hanno disputato 4 partite sull’ impeccabile campo di Roncone. Tutti ragazzi di quattordici e quindici anni. La giornata di sabato è stata dedicata all’amicizia fra i ragazzi francesi, tedeschi e del Chiese, con visita al “parco avventura” in Val di Breguzzo per poi proseguire con la

visita al Forte Larino di Lardaro. In serata tutti al capannone in zona Lago di Roncone, per la cena ufficiale, i saluti, lo scambio di doni in compagnia del duo musicale “Avanti en dre”. Domenica mattina, il torneo. Prima partita: US ChattoiseSV Neuhausen. Partita difficile per il brutto tempo e le condizioni del campo, in alcuni punti allagato. Ma si gioca ugualmente. Dopo due tempi regolamentari di 25 min. si impone per 5-4 la squadra di Neuhausen, e i tedeschi sono in finale. Seconda partita, US Alta Giudicarie-USOD Giovanile Urago Mella, terminata 0-3 per i bresciani. Ospiti di onore di questo torneo sono i

ragazzi della Comunità Handicap di Roncone che dopo il pranzo si cimentano in calci di rigore, capitanati dal Dottor Fabio Bazzoli e arbitrati da Fulvio. In porta Massimiliano Allegra, giocatore della

squadra Allievi. Questa bella sfida si è conclusa con la vittoria di Fabiano. Il torneo ricomincia con le finali per il 3° posto: US ChattoiseUS Alta Giudicarie. La partita termina 2-7. Finale: SV

Neuhausen-USOD Giovanile Urago Mella. La partita inizia subito bene per i tedeschi che si portano in vantaggio al 4°, la reazione dei ragazzi bresciani non si fa attendere e al 16° pervengono al pareggio e alla fine dilagano con il risultato finale di 5-1. Alla fine degli incontri le premiazioni, con coppe, targhe. Miglior giocatore del torneo, votato dagli allenatori delle squadre partecipanti, Vaitl Tobias del Neuhausen; miglior portiere,Di Quarto Giacomo, Urago Mella. Per tutti i giocatori le magliette del progetto di solidarietà Chievo-Perù, a cui l’US Alta Giudicarie aderisce. «L’US Alta Giudicarie – fanno

sapere i dirigenti del sodalizio – ci tiene a ringraziare tutti i volontari, le Amministrazioni dei Comuni di Roncone, Lardaro, Bondo e Breguzzo; La Famiglia Cooperativa Bondo-Roncone; La Cassa Rurarele Adamello Brenta; il Comitato Gemellaggi di Roncone; il Gruppo Alpini di Roncone e Breguzzo; le Pro-Loco di Roncone e Breguzzo; la Schützenkompanie di Roncone; la Bocciofila di Roncone; il Consorzio turistico Valle del Chiese; BIM del Chiese; il Breg Adventure Park; ma soprattutto i ragazzi della Comunità Handicap che con la loro spontaneità hanno contribuito alla realizzazione di questa manifestazione».

Memorial Flaviano Ciuffi, grazie a tutti! A volte, purtroppo, i momenti più dolorosi tendono ad offuscare i ricordi belli. Spesso pensiamo a nostro fratello e la mente torna inevitabilmente agli ultimi, tristi anni della sua vita. In occasione della giornata organizzata in sua memoria a Roncone, è accaduto esattamente il contrario. La presenza di tanti bambini gioiosi, il loro vociare, la grinta nel tirare il pallone alla ricerca di un gol, la tensione per raddrizzare un risultato negativo, l’esultanza di squadra per la vittoria, la passione e l’amicizia, ci hanno portato indietro nel tempo, a quando l’entusiasmo di Flaviano era al massimo sui campi da

“Dal Gps alla montagna” “Dal Gps alla montagna” è il titolo di un’iniziativa organizzata dalle sezioni Sat di Daone, Pieve di Bono e Storo e dalla commissione sentieri della Sat, con la collaborazione del Consorzio turistico della Valle del Chiese, che propone a tutti un mapping party con gps lungo i sentieri della Valle di Daone. Il progetto si sostanzia di due parti, una teorica e una pratica; la prima in due seminari, il primo il 7 giugno alle 20.30 presso la Sede della Sat a Trento, nella quale saranno introdotti i rudimenti dell’uso del Gps; la seconda sabato 29 giugno a Daone,con una parte di formazione teorica e introduzione all’utilizzo di Openstreetmap. Poi, domenica 30 giugno, la pratica sul campo con un’uscita in Valle di Daone, con escursione sui sentieri di montagna a gruppi per la mappatura dei sentieri. La partecipazione è aperta a tutti ed in particolare agli amanti della montagna, ai soci Cai e Sat e ai mappatori Osm. Info: www.visitchiese.it.

gioco per far sì che tanti giovani potessero trovare soddisfazione, potessero crescere con serenità. Era davvero appagato quando lavorava per i giovani, era contento. Gli atleti che hanno giocato domenica 19 maggio non sanno che Flaviano, da lassù, li ha incitati e ha gioito con e per loro, lo sanno invece gli organizzatori della manifestazione. A loro, a tutti loro, va il nostro grazie sincero perché sono riusciti, ancora una volta, a rendere più nitidi i ricordi belli di nostro fratello che portiamo nel cuore! Ida, Rita e Bortolo Ciuffi


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LA POSTA

La politica e le “consulenze” Oltre alla burocrazia, di cui abbiamo parlato il mese scorso, sono l’altra stortura amministrativa

Egr. Amistadi, ho apprezzato la sua risposta riguardante la burocrazia che sta inibendo ogni voglia di fare sia nel pubblico che nel privato. Ma altre storture mi sembra che vengano messe in risalto in questo inizio di campagna elettorale per le provinciali dell’autunno. Così ho scoperto che abbiamo non pochi dirigenti provinciali, di alto livello, che ricoprono diversi incarichi con stipendi da favola. Così come politici ed ex a cui sono stati attribuiti per il passato posti di potere senza particolare merito, ne abbiamo qualche esempio eclatante anche fra i nostri giudicariesi. C’è perfino chi sta tramando per la prossima legislatura, si preparano i po-

sti che andranno a ricoprire appena finite le elezioni. Per non dire delle consulenze. Sembra che la nostra Provincia sia gestita da imbecilli di cui non si possa assolutamente fidarsi e che ci sia necessità di continue consulenze per sapere cosa fare...e intanto ci indebitiamo e la nostra gente non arriva alla fine del mese ed ai nostri anziani viene assegnato quale contributo ai propri disagi la misera cifra di 80 euro al mese, così come ho letto in questi giorni. Se questa è l’eredità del passato, cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro se i politici che ci governeranno saranno ancora quelli? Francesco

In linea di principio non posso che essere d’accordo. Le consulenze, ad esempio, non sono un problema, bisogna solo capire se sono necessarie. E spesso non è così. Così come è legittimo pensare che qualche incarico sia stato attribuito e lo si attribuisca per amicizia o per scambio di favori. Ci sono

stati, per il passato sprechi evidenti sia a manca che a destra che gli stessi opposti schieramenti hanno fatto finta di non vedere. La Provincia continua tutt’ora a dispensare incarichi e consulenze di cui si potrebbe fare a meno e tiene in piedi società collegate di cui non se ne conosce l’utilità pubblica, ma

Caro Amistadi, ho letto in questi giorni una notizia che mi ha davvero impressionato: secondo studiosi americani fra una cinquantina d’anni scompariranno dalla terra un quarto delle piante e degli animali oggi esistenti...non mi interessano le piante, ma gli animali si, dato che anche l’uomo è un animale, seppur ragionevole. Stiamo davvero avviandoci verso la fine del mondo, io, per scaramanzia mi tocco ogni mattina nei posti giusti, che ne dice?

E io che ne so! Ma non mi agiterei più di tanto e lascerei in pace gli “zebedei”, da quando la terra esiste sono scomparse migliaia di specie vegetali e animali, sono avvenuti ciclopici sconvolgimenti di terra e di mare, la stessa umanità ha subito traversie di ogni genere, trasmigrazioni, epidemie, guerre d’ogni tipo, eppure il nostro pianeta continua nella sua corsa intorno al sole, e l’uomo continua la sua corsa verso il futuro, del tutto indifferente a gran parte dei guai che prevedono gli studiosi. Non so come la pensi lei, ma, per me, questi improvvidi visionari delle sventure del domani non sono affatto credibili. Qualche tempo fa leggevo che si sta chiudendo il buco dell’ozono con il conseguente surriscaldamento della terra, scioglimento dei ghiacciai, della calotta polare, rialzo degli oceani e sommersione di mezzo mondo

compresa gran parte dell’Italia, pochi giorni dopo, su altre riviste, dicevano che la terra si stava raffreddando, i ghiacciai avanzavano ovunque, e in pochi decenni saremmo tornati all’era glaciale. Creda a me, continui a vivere sereno, l’umanità si evolve continuamente e l’uomo troverà sempre il modo di sopravvivere ai cambiamenti, lo ha sempre fatto anche per il passato. Nel secolo scorso i malati in sala operatoria venivano anestetizzati con un pugno in testa, quando mi operarono di appendicite, nei primi anni sessanta, la suora quasi mi soffocò con il cotone intriso di cloroformio, oggi si usa la l’anestesia spinale che consente l’operazione da sveglio. Ma potrei farle altre mille esempi di come l’uomo abbia saputo far fronte ai sui problemi, così sarà anche per il futuro. Con la tecnologia d’oggi, è molto più facile scoprire cose nuove a beneficio dell’uomo e a suo salvamento, io mi aspetto che qualche scienziato riesca prima o poi a far andare le auto con la pipì, non sarebbe male. Il fatto è che non sappiamo niente del nostro futuro, ma è nostro dovere fare di tutto per consegnarlo ai nostri figli ancora in condizioni decenti. E’ ovvio che prima o poi anche il mondo dovrà finire ed saranno cavoli per quelli che allora abiteranno la terra, ma credo che la cosa non ci riguardi, né noi, ne le prossime cento generazioni. Stia tranquillo. Adelino Amistadi

«Sono nato a Tione!» La testimonianza:«Voglio dire a tutte le mamme in attesa che partorire a Tione è bello e sano; non andiamo lontano quando abbiamo un ospedale che funziona vicino a noi!» tata la possibilità, per essere maggiormente tutelata al momento del parto, nel caso fosse accaduto di notte o nel fine settimana, di essere inviata a partorire all’ospedale di Rovereto. Nonostante abbia accettato di fare tutti gli esami diagnostici pre-operatori presso l’ospedale di Rovereto, non potete sapere la tristezza e l’ansia che questa notizia mi ha dato: volevo partorire vicino a casa, con le ostetriche e i medici che mi avevano sempre seguito e di cui mi fidavo; la prospettiva di partorire in un ambiente professionalmente al top ma a me sconosciuto e lontano

che ci sta soffocando, ogni risparmio, seppur minimo, è tanto ossigeno, ma nei casi che lei ha citato si potrebbe risparmiare parecchio oltre che a dare ai nostri giovani la speranza di poter prima o poi sostituire l’attuale casta di privilegiati che, tutto sommato, han fatto poco per essere tali. (a.a.)

Se il mondo finisse tra 50 anni... Paolo

“Mi chiamo Francesco Giuseppe, sono all’ospedale di Tione e ne sono felice”; probabilmente sarebbero queste le parole del mio bambino, se potesse già parlare. Ma Francesco Giuseppe, un bel bimbo sano, quattro chili e quattrocento grammi di gioia alla nascita, ha solo una decina di giorni. Perciò parleremo noi genitori a suo nome. Mamma quarantenne con altre tre meravigliose figlie di cinque, otto anni e dieci anni, abito con mio marito a Bondo. Ho avuto una buona gravidanza durante la quale mi sono sentita seguita professionalmente e amorevolmente dai medici e dalle infermiere del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale di Tione. Giunta tuttavia quasi al termine delle canoniche quaranta settimane di gestazione, poiché ero una mamma non più giovanissima e che aveva subito un precedente taglio cesareo, mi è stato prospet-

che vanno bene per riciclare politici e dirigenti in pensione. Credo sia tempo di cambiare registro. In questo dovrebbe consistere la tanto conclamata discontinuità con il passato che invocano un po’ tutti: più trasparenza, scelte responsabili ed incarichi affidati per competenza e per merito. Con la crisi

dai miei, mi faceva veramente soffrire. La notte dello scorso sabato 4 maggio sono entrata velocemente in travaglio; verso la mezzanotte assieme a mio marito mi sono recata presso l’ospedale di Tione per vedere il da farsi. Qui sono stata accolta nel reparto dal ginecologo Palombi, già primario del reparto di ginecologia di Forlì, assieme alla giovane ma capace ostetrica Zanchi. Dopo un veloce consulto tra di loro e con l’ospedale di Rovereto, il dottor Palombi e l’ostetrica Zanchi hanno deciso che ormai il travaglio era troppo avanzato; in pochissimo tempo han-

no quindi allertato il medico chirurgo e l’anestesista di turno per un eventuale taglio cesareo. Contemporaneamente mi hanno rassicurato che avrebbero fatto tutto il possibile perché, se le condizioni l’avessero permesso, potessi avere un parto normale. Così è stato: con mia grande soddisfazione alle due e trenta del 5 maggio ho partorito il mio bellissimo bimbo a Tione. Niente mi ha mai dato una felicità simile. Di questo devo ringraziare sentitamente il dottor Palombi, l’ostetrica Zanchi e tutto il reparto di ostetricia e ginecologia di Tione per come sono stata sostenuta e curata durante i nove mesi della gravidanza e al momento del parto. Un’ultima precisazione: voglio dire a tutte le mamme in attesa che partorire a Tione è bello e sano; non andiamo lontano quando abbiamo un ospedale che funziona vicino a noi! Mara Bagattini e Luca Ghezzi


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La proposta per l’istruzione professionale

Una scuola per “Calzoni” e “Capricciose” “Pizza amore mio”. Che la pizza sia uno dei prodotti della nostra ristorazione più conosciuti nel mondo, non ci piove. Ormai non c’è angolo della terra che non sappia cos’è una Napoli o una Margherita. Un prodotto tutto italiano che vanta punti vendita da Boston a New York. Da Londra, a San Paolo del Brasile, quest’ultima in vetta delle classifiche, come città con il maggior numero di pizzerie al mondo. A casa nostra si consumano tre miliardi di pizze in un anno, con 9 miliardi di euro di fatturato. Ci sono

qualcosa come 50 mila pizzerie. Di cui la metà al taglio. Consumiamo 7,6 Kg. di pizza, pro capite. Non c’è ristorante che, soprattutto in momenti di crisi come questi, se ha voluto sopravvivere, non abbia dovuto inserire un forno a legna o elettrico per sfornare, accanto ai piatti tradizionali, fumanti focacce a base di farina, pomodoro e mozzarella. Ingredienti di cui, tra l’altro, siamo leader. Come lo siamo nella produzione di forni, macchine impastatrici e banchi refrigeranti. Siamo in grado di produrre tutto quan-

to serve per fare della pizza, una regina della ristorazione. Un tempo prodotto low cost. Ma ora in vetta al mercato. I dati sfornati nel recente Word Show dell’alimentazione di Parma, che organizza anche il campionato mondiale dei pizzaioli, lasciano di stucco. Al “Quo vadis, pizza?”, uno dei convegni organizzati all’interno della manifestazione emiliana, è emerso che il settore, non solo non è lambito dalla crisi, ma registra un salutare + 8%. Un successo stratosferico, in un periodo nero per quasi tutte le attivi-

Accordo in comunità: - 1 mese alle dimissioni Siamo giunti all’epilogo di quella che sembra, ormai, diventata una barzelletta riguardo all’accordo che la maggioranza che guida la Comunità di Valle (PD, UPT, PATT) aveva sottoscritto all’inizio di questa legislatura. E cioè la staffetta, tanto decantata dalla Presidente Patrizia Ballardini, che prevedeva le dimissioni dei due assessori d’esperienza (Piergiorgio Ferrari e Luigi Olivieri) a metà mandato per lasciare lo spazio al subentro di due giovani eletti (si dice Nicola Masè e Fabio Armanini). Vista l’indifferenza più totale da parte dei protagonisti di questa vicenda, la cosa che rattrista ulteriormente questa politica, ormai fatta solo di proclami, è che per l’ennesima volta si è persa l’occasione per dare un po’ di dignità ad un mondo che è sempre più lontano dalla gente. Sì perché è chiaro che ormai del nobile accordo firmato ad inizio del 2011 nulla si farà e quindi i due assessori in carica continueranno candidamente a sedere sulle loro poltrone comodamente. Tanto, infatti, come sempre i giovani possono aspettare e visto che ci saranno le elezioni provinciali ad ottobre l’incarico di assessore della Comunità di valle può garantire sicuramente una visibilità migliore. Perché questo è il vero motivo per il quale nessuno darà le dimissioni. Sono certo che tale aspetto la gente lo saprà cogliere in maniera chiara in quanto, a differenza di ciò che pensano coloro che siedono nella stanza dei bottoni, il cittadino normale si è abituato a “leggere” determinate situazione molto più di quanto si pensi.

Se a tutto ciò, poi, aggiungiamo l’evidente difficoltà dell’Ente Comunità di poter svolgere le proprie funzionie…bè credo che il quadro sia veramente completo. Pure il buon Vice Presidente della Comunità, Ferrari, ha stigmatizzato questi problemi in una recente intervista (Adige del 17 maggio u.s.) asserendo “...le competenze non sono molte, ma si lavora….piuttosto quando le competenze ci sono l’ultima parola la vuole mettere sempre la Provincia. Così non può funzionare….”. Sbaglio o chi ha voluto le Comunità di Valle è anche stato lo stesso partito (UPT) in cui milita Ferrari che, peraltro, ha ricoperto per quindici anni il ruolo non indifferente di segretario particolare dell’ex Presidente Dellai? Quando questa legge è stata pensata dov’era lui? Troppo comodo dirlo adesso quando di fatto i Comuni più che benefici sono stati spesso e volentieri schiacciati dal nuovo Ente. Ma si sa, a ottobre ci saranno le elezioni quindi è meglio sembrare critici come ormai la maggior parte degli amministratori, seppur consapevoli di essere stati complici in questi ultimi tre anni di una situazione quasi insostenibile. Va detto, comunque, che non c’è da disperarsi in quanto, come riportato dal Vice Presidente nella suddetta intervista: “… Quando c’era l’Adelino (Amistadi ndr) sapevi di avere un interlocutore. Oggi abbiamo tante prime donne: il gigante era Adelino, mentre questi sono nani…” . Siamo proprio una comunità di nani allora! Massimo Caldera

tà, con fatturati in flessione e aziende che chiudono (in media 40 aziende che ogni giorno abbassano le saracinesche o non aprono i cancelli degli stabilimenti). In questo contesto, c’è un dato che stupisce. Ma che al tempo stesso apre delle grandi opportunità. Soprattutto per i giovani. Secondo i numeri forniti dalla FipeConfcommercio, mancano 6 mila pizzaioli. In una parola, il mercato italiano sarebbe in grado di dar lavoro ad altri 6.000 addetti “referenziati”. Purtroppo però il mercato fatica a trovarli già formati. I ragazzi italiani snobbano questo lavoro. E mancano delle scuole specifiche di settore. Scuole in grado di preparare pizzaioli “finiti”.

Pronti ad essere impiegati, tanto nelle grosse catene della ristorazione (Spizzico gruppo Autogrill e Rossopomodoro gruppo Sebeto, due degli esempi), ma anche in piccole pizzerie o pizze al taglio take away, sempre più diffuse nelle pausa pranzo, di impiegati e studenti. Che c’entra questo con la nostra piccola valle, tra l’altro così distante dalla cultura napoletana e del meridione d’Italia, così incline alla preparazione di prodotti a base di acqua, farina e prodotti della tradizione mediterranea? Ragionando in termini di opportunità, però,un piccolo pensierino a questo settore potremmo anche farlo. Tione è diventata famosa per i suoi Istituti che guarda-

Juventini scatenati... Dopo la conquista dello Scudetto 2012/13 la gioia dei tifosi bianconeri si è scatenata, dando vita anche ad originali interpretazioni. È il caso del nostro lettore Ivan Galante, che da Condino ci manda questa immagine della sua casa addobbata tipo Juventus Stadium. Che dire? Forza Juve!

no a nuove professioni. Abbiamo “inventato” il Liceo della Montagna. Disponiamo di un’eccellente scuola professionale per cuochi e camerieri, specializzata nell’Alta Formazione, che ci invidiano tutte le regioni d’Italia. Una scuola che già organizza corsi per professionisti per la preparazione di lievitati e arti bianche, con cuochi di fama internazionale come Giorilli. E allora perché, dopo i corsi di gamma “high”, non possiamo pensare anche a una sezione “low”, con i piedi piantati per terra? O meglio con la paletta infilata in un forno? Capace di dare ai giovani valide opportunità di inserimento nei cicli lavorativi. Sissignori. Dei corsi scolastici dedicati alla pizza. Per il conseguimento della qualifica di pizzaiolo. Che si sappia, finora esistono dei corsi brevi, organizzati da Camere di Commercio e Scuole, ma solo per esercenti. Una specializzazione di settore, con tanto di attestato scolastico, non c’è. Il mercato chiede. E allora, perché il nostro Istituto professionale Enaip non potrebbe aprire una specializzazione di mastri pizzaioli? In fin dei conti basterebbe ricavare un forno, nelle già attrezzate cucine, e qualche docente capace di spiegare i segreti della lievitazione e della cottura! E voilà! Ma ci pensate? Studenti napoletani che sventolano un diploma di capricciosa o del mitico calzone, made in Trentino: by Tione! Ettore Zini

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GIUGNO 2013

Associazione di Promozione Sociale FILODRAMMATICA LA BUSIER Praso (TN) - Tel. 3463236193 www.busier.it

PRASO

DAL 25 AL 30 GIUGNO 2013

3° SIMPOSIO DI SCULTURA NEL LEGNO

grafica, fotografia, stampa: www.altochiese.it

SENTIERI PACE diDI pace Sentieri

SIMPOSIO: da martedì 25 giugno a sabato 29 giugno 2013 Gli artisti lavoreranno dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30. La manifestazione si svolgerà all’interno dell’abitato di Praso. Gli autori presenti saranno:

KESTUTIS BENEDIKAS, ANDREA BERNI, ANTONELLA GRAZZI, FENG GUOXIU, ALDO PALLARO, PEPI PESCOLLDERUNGG,

sabato 29 giugno 2013 ore 18.00 chiusura ufficiale della manifestazione con la presentazione delle opere con la partecipazione dello scrittore Federico Pagliai domenica 30 giugno 2013 ... in occasione della festa per la Sagra patronale di S. Pietro le opere rimarranno in piazza e saranno esposte al pubblico Mostra: “Il legno e oltre” sabato 22 giugno 2013 ore 18.00 inaugurazione della mostra a Forte Larino di Lardaro, con la rappresentazione “Racconti di guerra” con Bruno Vanzo e la Compagnia delle Arti Orari apertura mostra: dal 22 giugno al 30 giugno 2013 dalle ore 14.30 alle ore 18.30 e dalle ore 20.00 alle ore 22.00

VISITE: Venerdì 28 giugno e sabato 29 giugno 2013: Visite guidate a Forte Larino di Lardaro ore 14.30

CORSO DI SCULTURA BASE: Primi approcci alla scultura lignea con realizzazione della sfera, la foglia, natura morta. Le lezioni si svolgeranno: Venerdì 28 giugno 2013, dalle 14.00 alle 18.00; Sabato 29 giugno 2013, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00; Domenica 30 giugno 2013, dalle 9.00 alle 12.00. Quota di partecipazione € 200,00. Materiale e pranzo del sabato compresi.

www.busier.it Comune di Praso

Comune di Lardaro

Provincia Autonoma di Trento

Ecomuseo della Valle del Chiese


Giornale delle giudicarie giugno 2013