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Giudi iudicarie

il

iornale delle

DICEMBRE 2013 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 12- N. 12 DICEMBRE 2013 - Mensile

EDITORIALE

Un riflessione Natalizia di Don Walter Sommavilla Qualcuno ha detto che non si può aspettare Gesù Cristo, con l’indifferenza e quasi la noia con cui si attende l’arrivo del tram. L’evento dell’Incarnazione è sconvolgente. “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Il cielo si è curvato davvero sulla terra, l’uomo ha un valore divino. Dio davvero è amore. Allora il Natale non è la festa dei giocattoli e delle parole vuote. Un grande silenzio deve coprire tutto per fare spazio all’ascolto del coro degli angeli “Gloria a Dio che ama gli uomini, e gloria all’uomo che è totalmente apprezzato da Dio”. La nostra salvezza viene da Dio; questo è il senso del concepimento verginale. L’umanità non può darsi il salvatore. Lo abbiamo capito? Fino a quando ci illuderemo del contrario? Continua a pagina 4

Natale!

ARTE La pittura gentile di Felice Squeo A pag 18

SI RICEVE IN GIORNATA

PINZOLO

SPIAZZO

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Alle pagg. 4, 5, 6, 7

PER LE URGENZE

STREMBO

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Rossi si impone in valle col 54,3% di preferenze. Mario Tonina (Upt) unico giudicariese eletto

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Buon Natale Buon

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Opera di Amedeo Marchetti

Il punto, un mese dopo le elezioni di Adelino Amistadi

Dopo un mese in cui abbiamo letto di tutto e il contrario di tutto, mi permetto fare il punto della situazione, così come lo vedo io. Il centro sinistra ha vinto alla grande, senza se e senza ma, meglio di quanto si poteva prevedere. I trentini hanno votato la stabilità, che non vuol dire continuità, non tro-

vando alcuna credibile alternativa né al centro e ancora meno nella destra ormai alla deriva. Due comunque i dati da sottolineare: il primo riguarda in numero degli astenuti, schede bianche, schede annullate, quasi il 50% dei trentini hanno preferito disinteressarsi delle elezioni. A pag. 6


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Rassegna Stampa

DICEMBRE 2013

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA NOVEMBRE 2013

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA AVilla Rendena, la benedizione dei trattori Grande successo per la festa del ringraziamento contadino e della benedizione dei trattori. “Ogni anno nel nostro paese viene organizzata la festa di San Martino” ha detto l’assessore Mauro Collini “ma quest’anno volevamo dare un impronta legata al territorio, far partecipare chi si occupa e si cura della nostra terra durate tutto l’anno, ovvero i nostri agricoltori”. PINZOLO. Cecilia Maffei per la terza volta lle Olimpiadi. Coppa del Mondo di Short Track a Kolomna: Cecilia Maffei è bronzo nella staffetta. L’atleta della Rendena si è guadagnata un posto alle Olimpiadi di Sochi. TIONE. Blitz alle luci dell’alba. Abbattuto il faggio secolare di Parco Saletti. Maraner attacca: “Arrecato un danno gravissimo alla comunità e alla storia del paese”, inoltre “la pianta è di gran lunga antecedente alla casa dei genitori del sindaco”. La legna da ardere “sarà destinata agli anziani” ha ribattuto il vicesindaco Eugenio Antolini. TIONE. Consiglio unanime sulla pupù di Fido. Maggioranza e opposizione d’accordo: «Per passeggiare per le strade con il cane ci vuole il kit». Previste multe salate per i trasgressori. ESTERIORI. Fusione San Lorenzo in Banale e Dorsino. Incontro partecipato a San Lorenzo in Banale: Giorgio libero sindaco di Dorsino: «Dobbiamo essere protagonisti per non subire una decisione futura di altri. Rigotti sindaco di San Lorenzo: «Occorrerà tanta buona volontà e guardare al bene comune». Mario Tonina, unico consigliere giudicariese eletto in Provincia: «Sogno un comune delle Esteriori» FIAVÈ. Verso la chiusura del Caseificio. Stop alla produzione di mozzarella a Fiavè. La produzione sarà trasferita alla centrale Latte Trento di Spini di Gardolo. Previsto tra un paio di anni anche il trasferimento dei 24 lavoratori. GIUDICARIE. Don Bernardo da Cimego sarà proclamato “beato”. In cattedrale a Ve-

rona la chiusura del processo di beatificazione di Don Bernardo: missionario a Mosca svolse opera di evangelizzazione nell’ex Unione sovietica. L’ultima parola adesso spetta a Papa Francesco. ESTERIORI. C’è il teleriscaldamento nei progetti futuri del Ceis. Il presidente Massimo corradi: «Si potrebbe partire da Ponte Arche considerando la non metanizzabilità e la vocazione turistica». Prima di fare passi però bisogna verificare l’interesse della popolazione. RAGOLI. Elezioni Presidente della Comunità delle Regole Spinale Manez. Dopo una difficile trattativa che ha segnato la ruottura del paese di Ragoli, rieletto Zeffirino Castellani alla guida delle Regole. Il suo vice sarà l’ex sindaco di Preore Enzo Ballardini. MADONNA DI CAMPIGLIO. Trasporto infermi, lo shock. Paola Gottardi accusata dalla procura di aver sottratto indebitamente in cinque anni 280mila euro dalle casse dell’associazione Trasporto infermi di Madonna di Campiglio. PREORE: “Laurita” porta luce ai detenuti Messicani. La testimonianza di Laura Scalfi volontaria nel carcere messicano di Coatzacoalcos impegnata ad aiutare gli ultimi. «La preghiera e la meditazione sono le mie armi» confida Laurita, «voglio condividere con loro uno sguardo incondizionato, e poi mi lascio guidare dalla Provvidenza». Una scelta di vita che le è valso il riconoscimento del Premio della bontà Fiorenzo e Sofia Clauser.

Il Coro Cima Tosa in trasferta in Veneto Importante trasferta per il Coro Cima Tosa di Bolbeno in terra veneta. Il sodalizio, fondato nel 2011, ha partecipato a fine ottobre all’11ª edizione di “Cori corali: amici a casa nostra” ad Adria, in provincia di Rovigo, tradizionale festa musicale organizzata dal locale coro Soldanella. Il Coro Cima Tosa, diretto da Ugo Marchetti ha partecipato esibendosi dopo la compagine di casa e prima del coro “Marmolada” di Venezia, mettendo in campo un repertorio di montagna con melodie ed armonie soffuse e rarefatte, nella migliore tradizione corale. Alla fine del concerto esibizione congiunta dei

tre sodalizi con la celebre “Montanara” ed altri canti che hanno fatto la storia di questa forma artistica. In mattinata anche un fuori programma: il Coro Cima Tosa ha regalato un’esibizione a sorpresa davanti alle porte del municipio lungo corso Vittorio Emanuele II e i coristi sono stati accolti dal sindaco Massimo Barbujani.

I buoni pensieri di Eta Zeta A Storo è in progetto la rotonda della rotonda, della rotonda. Quattro rotatorie in meno di trecento metri. Un tentativo di record? Voglia di entrare nel guinness delle rotonde? No, semplice voglia di arrivare a due agri (90 e Tur), già serviti da una viabilità autonoma. Motivi di sicurezza stradale, dicono. Ma lo “scherzetto”, costerà non meno di 500 mila euro. Ahi, hai, cari sindaci! Come mai della spending review tenete a mente solo la “spending”?

TRENTO – Furti di biciclette, in città non c’è pace – Nel capoluogo continua la serie di furti di biciclette che non risparmia nessuna zona della città e che, secondo le statistiche delle forze dell’ordine, è un fenomeno in costante incremento. Il Comune sta provando a mettere un argine ai furti attraverso il sistema di targhe che rende possibile rintracciare la bicicletta dopo la manomissione, ma per ora il rimedio non sembra del tutto efficace, specie se poi vengono rivendute su un mercato esterno alla città. TRENTO – Muse, una scelta tutta al femminile – Sono soprattutto le donne le protagoniste dei primi trionfali mesi di attività del Museo delle Scienze di Trento, preso d’assalto specie nei fine settimana da centinaia di persone, tanto da causare code che durano anche alcune ore. Nei primi due weekend di novembre la media dei visitatori è stata superiore ai 3.000 al giorno di cui circa il 30% trentini. Pieni i parcheggi e pienone anche al Castello del Buonconsiglio per la mostra “Sangue di drago, squame di serpente”. PROVINCIA – In Trentino nel 2012 un vero boom di matrimoni falliti – È un dato molto negativo che fa riflettere quello relativo alle separazioni ed ai divorzi in Trentino nello scorso anno. Le statistiche parlano tristemente chiaro: in provincia ogni 1000 matrimoni vi sono 307 separazioni e 181 divorzi, un dato in incremento. TRENTO – A Trento il negozio per gli spioni faida-te – Alfaspy shop è il negozio che ha aperto i battenti a Trento e propone tutto il meglio per diventare un vero e proprio detective. L’idea del titolare è nata dalla crescente domanda dei trentini di monitorare situazioni relative a tradimenti, alcool e droga, dipendenza da video-poker, controllo su badanti e baby-sitter. Con l’ampia oggettistica presente, ciascuno può diventare per un momento Sherlock Holmes. ROMA – Universiadi be-

Il Papa accende la fiaccola delle Universiadi

nedette da Francesco I – È stato Papa Francesco I a due passi dal Colonnato di Piazza San Pietro ad accendere il 6 novembre la fiaccola delle Universiadi del Trentino 2013. È la prima volta che un Pontefice accende la fiaccola di un grande evento sportivo internazionale, il che costituisce certamente motivo di orgoglio per la manifestazione che si svolgerà nella nostra provincia dall’11 al 21 dicembre. TRENTO – Casa Pound, città blindata – La notizia dell’apertura di una sede di ragazzi di Casa Pound in via Marighetto a Trento ha suscitato il clamore e le polemiche da parte delle forze più a sinistra, delle associazioni di ex-partigiani e dei ragazzi del centro sociale Bruno, sollevando un vero e proprio vespaio. Ecco allora che, sabato 9 novembre all’apertura della sede la città era blindata per paura di scontri (solo sfiorati per merito delle forze dell’ordine) fra le apposite fazioni. La preoccupazione degli abitanti della zona è per la tanta attenzione suscitata e per il timore di scontri tra sostenitori di opposte fazioni politiche. TRENTO – Raffiche di vento a 80 Km/h – L’11 novembre sarà ricordato come una delle giornate maggiormente ventose nella città di Trento. Si dalle prime luci dell’alba, e già dalla notte precedente, erano stati diversi i danni causati dalle raffiche, ma nelle mattinata esse hanno raggiunto gli 80km/h causando danni ad alberi ed insegne, a tegole e tetti e facendo tremare addirittura un ascensore esterno di un palazzo in via Segantini, fatto

I buoni pensieri

di Eta Zeta

Eta Zeta, a Natale, sente il Natale. E, a riguardo dei contributi casa, a Rossi e Gilmozzi non tira le orecchie. Come meriterebbero. Dice solo: quando volete fare i Babbi Natale con i nostri soldi, fatelo ammodo. Babbo Natale è, sì, buono e generoso. Ma, prima di tutto, privilegia i meno ricchi. E lo fa senza lasciarsi annebbiare dalla polvere di cemento.

questo che ha richiesto la presenza dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza la struttura e causato la deviazione del traffico e conseguente congestione fino al pomeriggio. PROVINCIA – Ceol resta presidente dei maestri di sci – L’assemblea del 16 novembre per il rinnovo delle cariche ha dato un verdetto all’insegna della continuità per l’Associazione dei maestri di sci, riunitasi presso la sala convegni della cantina di Lavis. Fulvio Ceol è stato rieletto alla presidenza del sodalizio che conta 1.800 iscritti suddivisi in 48 scuole. Insieme a lui nel direttivo anche Maddalena Collini di Pinzolo e Andrea Sini di Madonna di Campiglio, neoeletti, assieme a Elio Pollam e Giacobbe Zortea. Confermati Silvano Schir, Ermes Bontempelli, Sergio Doliana e Luciano Fosco. PROVINCIA – La crisi si fa sentire sull’InterBrennero – La congiuntura economica si fa sentire anche sui trasporti su rotaia. Dal 20 dicembre quando avverrà il cambio stagionale di orario, è ufficialmente soppresso il Trento Trento-Colonia, l’ultimo Trento di intermodalità pura, di quelli che trasportano solo il bilico di un Tir ma senza motrice. Lo scambio è gestito da una Company Train tra due grosse aziende di trasporto trentine. La crisi dunque incide sul trasporto a rotaia. Solo due anni fa lo scalo dell’Interporto era il capolinea di di 18 coppie di treni giornalieri, oggi ne rimangono cinque, che diverranno 4 dopo il 20 dicembre. PROVINCIA – Meno incidenti, ma i morti salgono – Nel 2012 ci sono stati meno incidenti sulle strade del Trentino rispetto al 2011 ma i morti sono in aumento del 65%. Lo dicono i dati Ai-Istat sulla nostra provincia, che segnalano come nel 2012 i casi in cui automobili e moto sono rimasti coinvolti in scontri sono 1.491 contro i 1.524 del 1001. Il numero dei feriti si è ridotto passando dal 2.098 dek 2011 ai 2.022 dello scorso anno.


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Politica

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“Comunità, sei mesi per la riforma” Il neo assessore Daldoss punta su semplificazione e riassetto degli enti locali Nella sua prima uscita pubblica, simbolicamente davanti ai suoi prossimi interlocutori principali, ossia i sindaci, ha avuto modo di mettere in chiaro i suoi piani (e quelli della Giunta provinciale) in materia di enti locali. Chiaramente la tematica su cui tutti lo aspettano è quella del futuro assetto delle Comunità di valle che, dopo la prima fase di applicazione delle riforma ex legge provinciale 3 del 2006 ed il loro debutto ufficiale del 2010, hanno bisogno di alcune correzioni che l’attività amministrativa quotidiana ha fatto emergere come indispensabili ed indifferibili. Ecco allora che l’assessore solandro, ex-sindaco di Vermiglio, è uscito subito allo scoperto parlando apertamente della necessità di una riforma all’impostazione delle Comunità di valle, così come era stato promesso da Ugo Rossi nel programma di legislatura. Un punto infatti sembra chiaro. Le Comunità di Valle non spariranno affatto, ma è anzi considerato un cardine dell’assetto istituzionale del Trentino. “L’applicazione della L.p. 3/2006 – ha detto Daldoss nel corso del Consiglio delle Autonomie – ha creato delle situazioni di poca chiarezza sui ruoli dei singoli enti e sulla gestione delle competenze, dando

Era l’assessore più atteso della nuova giunta. Perché è un debuttante assoluto e perché il presidente Ugo Rossi lo ha scelto in qualità di assessore tecnico per occuparsi di alcune tra le materie più delicate, fra le quali l’urbanistica e soprattutto la riforma istituzionale, ovvero le comunità di Valle. E Carlo Daldoss, neoassessore provinciale a coesione sociale,urbanistica, enti locali ed edilizia pubblica non si è nascosto, presentandosi subito in quello che sarà il suo principale consesso di riferimento (non essendo eletto in Consiglio provinciale, ci andrà quando le sue materie saranno parte in causa) ossia il Consiglio delle Autonomie. luogo anche ad alcune difficoltà nel rapporto tra comuni e comunità”. Semplificazione. Uno dei problemi segnalati da Daldoss, abbastanza evidente anche nell’opinione pubblica, è la necessità di sfoltire le assemblee composte spesso di troppi membri (quella delle Giudicarie conta oltre 100 consiglieri) e dunque la direzione della riforma è quella dello snellimento, su diversi livelli. “Non si pensa certo a stravolgimenti – ha spiegato l’assessore – ma a riprendere il filo del discorso in modo più lineare”. Altra tematica molto sentita e di certo legata a doppio filo con gli assetti degli enti locali è quella urbanistica e Daldoss delinea la sua voglia di riforma con una frase dai significati ben noti ai sindaci: “Non possono passare 3 anni per approvare un Piano regolatore, altrimenti è già vecchio in partenza”. Sei mesi per la riforma. Su queste premesse Daldoss spinge per approntare in sei mesi un testo di riforma da

Carlo Daldoss

condividere con i comuni, per rivedere il sistema delle autonomie locali e passare alla cosiddetta “Fase-2” delle Comunità di Valle attraverso “scelte forti” e indivi-

duando gli investimenti da perseguire con maggiore selettività ed in ottica sovra-comunale. Ai comuni chiede di darsi da fare per utilizzare quei fondi già stanziati negli anni scorsi per opere pubbliche (circa 200 milioni) ancora non investiti dagli enti locali, cifra che potrebbe rappresentare un buon volano per le imprese. Finanza locale. Altro tasto molto delicato e sul quale si aprono delle nuove prospettive è quello della finanza locale. Il recente viaggio di Ugo Rossi a Roma per trattare con il ministro Graziano DelRio la delega ai tributi locali (la Provincia si accolla nuove competenze in cambio di maggiore autonomia sulla gestione dei tributi raccolti in loco) crea nuovi scenari importanti per le finanze locali. “Una svolta epocale” l’hanno definita in tanti, fra cui lo stesso Daldoss. Ora resta da capire i contorni attuativi di questa nuova normativa inserita nella Legge di Stabilità nazionale.

EDITORIALE

Una riflessione natalizia Continua dalla Prima. Non c’è filosofia, ideologia, progresso, non c’è scoperta che possa salvarci. Solo da Dio, la salvezza. Ma ne siamo davvero consapevoli? Non è che in questo tempo preferiamo concentrarci sulla superficialità invece di riconoscere la nostra fragilità e debolezza? Non è che preferiamo guardare le cose belle dei Mercatini di Natale e tralasciare di riflettere sul bisogno che abbiamo di essere capiti, sostenuti ed amati? Non è che ci fa paura oggi il nostro essere creature umane e che la vicinanza di un Dio che si fa carne come noi, ci fa venire il sospetto che non siamo solo una muffa di pianeta? E i credenti, in tutto questo stordimento, in questa fretta, in questa ansia… dove sono? Che cosa fanno? Viviamo in una società che sta cercando fondamenti al proprio vivere, per superare l’angoscia (palese o più spesso nascosta) che la attanaglia. Viviamo in una società che è ancora profondamente segnata dal cristianesimo, ma nella quale i cristiani attivi davvero, sono solo una minoranza; essi devono sostenere una maggioranza di battezzati che tuttavia rimane un po’ ai margini della vita ecclesiale. Per descrivere questa situazione, propongo l’immagine degli strati che compongono il tronco di una pianta. Ci sono i cristiani della linfa, che stanno al centro dell’albero e quindi ne ricevono il necessario nutrimento; sono coloro che frequentano la parrocchia abitualmente e attivamente, collaborando al cammino della comunità. Ci sono i cristiani del midollo, che stanno attorno; frequentano la chiesa, danno dei contributi economici per le sue necessità, però non collaborano in maniera stabile alle diverse organizzazioni. Noi li chiamiamo i semplici praticanti. In terzo luogo, i cristiani della corteccia, che vivono marginalmente rispetto alla comunità cristiana, pur professando di appartenervi. Costoro vanno in chiesa alcune volte l’anno, compiono i principali atti religiosi della vita parrocchiale (battesimi, matrimoni, funerali), ma non si impegnano più di tanto. Segue la categoria di quelli che nell’immagine botanica si potrebbero chiamare il muschio attorno alla corteccia; pur essendo stati battezzati e avendo ricevuto nei primi anni un’educazione cristiana, si sono allontanati, per loro scelta, dalla Chiesa. Sono i lontani di prima generazione. Infine, ci sono persone che non appartengono a nessun tipo di Chiesa, per educazione, non per scelta, dal momento che o non sono state battezzate o, se battezzate, non hanno avuto nessun altro segno o invito all’appartenenza. Sono i lontani di seconda generazione. Per tutte queste categorie di persone… il Natale che cosa dice? Dice la stessa cosa? Suggerisce le stesse emozioni, gli stessi sentimenti? La Chiesa oggi riconosce che il cammino del credere è difficile, spesso ostacolato e pieno di diffidenze e paure. Occorre ammettere che la non credenza è una dimensione insita in ciascun uomo: c’è spesso e volentieri una divisione del cuore dell’uomo e una lotta tra la parte credente e quella non credente, tra la parte pensante e quella non pensante. L’uomo deve diventare oggi più che mai un perseverante indagatore della propria esistenza e del proprio mistero, fino a scoprirsi desideroso di un Assoluto di cui ha davvero bisogno per trovare il senso alla sua vita. Ecco allora che il mistero del Natale viene a scaldare, a ricompattare il cuore degli uomini. Ecco allora che Natale vuole toccare tutti gli uomini, vicini e lontani e richiamarli ad una dimensione più grande, più profonda, più umana, una dimensione di apertura al Mistero. Il Natale dice che Dio sta bene nel mondo degli uomini. E se anche la tenebre dell’ora presente offuscano la sua luce, Lui vuole ancora farsi vicino, farsi uno di noi, nella povertà della nostra natura umana, con la discrezione della sua presenza. Ci ricorda il Vangelo: “Il Verbo si è fatto carne, ha posto la sua dimora in mezzo a noi. Venne tra i suoi e i suoi non lo hanno accolto. Ma a coloro che lo hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome”… e Tra questi che lo hanno riconosciuto, spero di esserci anch’io insieme a voi tutti. Don Walter Sommavilla


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Se a questi aggiungiamo i voti di protesta andato al Movimento cinque stelle, quasi il 60% dei nostri conterranei non ha più fiducia nella classe politica provinciale, delusi da quella di ieri, e non disponibili a concedere alcun credito a quella di oggi. La cosa è preoccupante in sé e deve preoccupare anche i vincitori, non che il fatto incrini la legittimità rappresentativa degli eletti, no di certo,ma sarà opportuno che i nuovi responsabili, tutti compresi, mettano al primo posto nell’agenda del loro lavoro il recupero della credibilità propria e della politica da parte dei cittadini che hanno inteso esprimere la loro totale sfiducia nelle istituzioni. Il secondo punto riguarda la legge elettorale della nostra Provincia che mai come in questa tornata ha palesato non poche lacune. Abbiamo assistito al solito teatrino di buontemponi alla ricerca della propria personale affermazione con la nascita di partitini e movimenti tutti tesi ad assicurarsi la rielezione, senza distinzione ideologica e senza programmi credibili, con una pletora di candidati presidenti al solo scopo di facilitare la loro affermazione. Questo soprattutto a destra dove è stato difficile capire certe sortite e certe presenze senza motivazioni e senza alcun interesse al bene comune, minimo comun denominatore per ogni forza politica. Salvo la Lega che comunque ha una storia e poco altro, per il resto la vicenda ha sfiorato il ridicolo a discapito del rispetto e della autorevolezza da cui, una chiamata alle urne, non dovrebbe prescindere. Una modifica legislativa che impedisca un cosi scandaloso assalto alla diligenza, magari con uno sbarramento più sostenuto, eliminerebbe che è sostenuto da esclusivi interessi personali, obbligherebbe ad associarsi in movimenti più sostenuti e più credibili, ed eviteremmo una dispersione di voti impropria che alla nostra terra non porta nessun beneficio, anzi, aumenta la litigiosità e la farraginosità della proposta complessiva. Questa evidentemente è la mia opinione, con cui si può non essere d’accordo, ma che nessuno venga a dirmi che un modo per soffocare la democrazia. Assolutamente no, chiedo solo che il funzionamento delle istituzioni sia

Ad un mese dalle elezioni provinciali Dopo il successo elettorale Rossi saprà trovare da subito la giusta marcia di governo?

PREMESSA di Adelino Dopo un mese in cui abbiamo letto di tutto e il contrario di tutto, mi permetto fare il punto della situazione, così come lo vedo io. Il centro sinistra ha vinto alla grande, senza se e senza ma, meglio di quanto si poteva prevedere. I trentini hanno votato la stabilità, che non vuol dire continuità,

non trovando alcuna credibile alternativa né al centro e ancora meno nella destra ormai alla deriva. Due comunque i dati da sottolineare: il primo riguarda in numero degli astenuti, schede bianche, schede annullate, quasi il 50% dei trentini hanno preferito disinteressarsi delle elezioni.

Amistadi

garantito da partiti e movimenti che abbiano a cuore la nostra comunità e non altro, e questo è ciò che chiede la vera democrazia partecipativa. La nostra Provincia non è una società sportiva dove è permesso a tutti di giocare furbescamente anche a discapito dei risultati. PARTITI Il partito che ne è uscito meglio è senz’ombra di dubbio il Patt del presidente Rossi. Ha avuto un notevole incremento di voti ed una buona presenza su tutto il territorio provinciale. Merito del cambio di rotta che il presidente Rossi ha saputo imprimere alle sue truppe, al salto di qualità che ha preteso che, seppur ancora non compiuto, ha permesso al partito di confermarsi e di guardare con grande prospettiva al futuro. Il PD è quello che in percentuale ha confermato di essere il primo partito del Trentino, ha pescato soprattutto nelle città confermando la sua vocazione elitaria e cittadina, supportato dall’occupazione di poltrone, quasi tutte d’oro, in ogni ambito culturale e sociale volutamente centralizzato a sfavore dei territori e delle valli dove non riescono a prevalere. L’UpT è sopravvissuto per la capacità di alcuni suoi uomini di essere vicini alla gente ed alle amministrazioni comunali, oltre alla scelta indovinata di alcuni nuovi personaggi che hanno saputo coinvolgere. Ma il suo rilancio, a livello di partito, non sarà facile, rimarrà, immagino, un co-

mitato elettorale come lo è stato in questi cinque anni, col rischio di scomparire alla prossima tornata. Hanno invece confermato la loro inconsistenza i Socialisti, un movimento ormai fatto di nostalgici, seppur coraggiosi e degni del massimo rispetto, così come i Verdi che ormai in Trentino hanno fatto il loro tempo. Sulla destra niente da segnalare di particolarmente interessante. Discreto il successo di Progetto Trentino, che cercava comunque di portare qualcosa di nuovo nel dibattito, ha tenuto la Lega Nord nonostante la trotaggine degli ultimi tempi, il resto miserie umane, con la Biancofiore che ha fatto ridere i polli anche se è riuscita ridare la poltrona al Bezzi in Consiglio Provinciale, il che è tutto dire. GIUNTA Nel formare la giunta il presidente Rossi ha seguito per bene il metodo Dellai. Furbo come una volpe, ha voluto favorire il suo partito con l’assegnazione di competenze tradizionalmente portatrici di consenso, tenendosi alcuni

incarichi non da poco come l’istruzione e personale ed elargendo al suo beniamino Michele Dallapiccola ogni ben di Dio: agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca. Ha rifilato al PD materie estremamente difficili da gestire e per niente gratificanti, con la sola eccezione di Alessandro Olivi, vicepresidente e confermato nelle sue competenze precedenti, per il resto la sanità è stata data a Donata Borgonovo Re, famosa per aver scoperto la mafia nei comuni trentini, chissà che adesso non scopra il malaffare anche negli ospedali, poi Sara Ferrari, una bella signora che dovrà dimostrare d’essere intelligente oltre che carina, con competenze su università, ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo, e, infine, ha concesso le briciole all’UpT, competenze di poca soddisfazione soprattutto in un momento di crisi come l’attuale, dove anche la competenza dei lavori pubblici obbligherà l’assessore Mauro Gilmozzi a dire più no che si alle richieste dei comuni con le prevedibili conseguenze, e

così a Tiziano Mellarini è rimasto ormai poco di solido, ma molto di rappresentanza: cultura ( saprà svincolarla dal giogo egemonico della sinistra?), cooperazione, sport e protezione civile. E infine un assessore esterno, Carlo Daldoss, uomo del territorio e di grande esperienza amministrativa, già sindaco, già presidente di Comprensorio, Apt ecc, a cui è stato affidata la revisione delle Comunità di valle quale compito immediato oltre alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa. CONCLUSIONE L’inizio dell’era Rossi sembra così iniziato con i tempi giusti e le scelte che solo il tempo ci dirà se più o meno indovinate. Quello che aspetta il nuovo governo provinciale è un quinquennio di difficoltà non da poco. Fortissima crisi con povertà che aumenta a vista d’occhio (è proprio il caso di dirlo!), calo delle risorse (sembra che la storiella del governo amico di dellaiana memoria non funzioni più!), disoccupazione giovanile e non, indebitamento, struttura della Provincia da rivedere, comunità di valle che fanno acqua da tutte le parti, bullismo politico da debellare, credibilità da recuperare, sistema amicale e cortigiano da riformare (occhio che dalla corte del Principe non si passi alla corte di Cecco Beppe!), sburocratizzazione e semplificazione delle regole (non siamo New York, ma una piccola città delle alpi!), bando agli sprechi, alle poltrone d’oro,

alle compartecipate senza senso, un lavoro non da poco, che non richiede chissà quale luminare, ma molto lavoro, onestà intellettuale, concretezza, umiltà, rigore, e soprattutto discontinuità tornando a governare con il buon senso del Trentino montanaro, senza montarsi la testa e coltivare sogni strampalati, solo così Rossi potrà guardare con fiducia all’immane compito che lo aspetta. POST SCRIPTUM Adesso siamo tutti in attesa delle ben remunerate nomine fuori Giunta (amministratori di società partecipate, fondazioni, musei, circoli culturali, Mack, Muse, Mart, e compagnia bella!) che Rossi (con i suoi) saprà fare, sono importanti tanto quelle fin’ora fatte. Userà anche qui il metodo Dellai? Speriamo proprio di no...nessuno dimentichi che oltre il cinquanta per cento dei Trentini è lì che controlla ogni mossa e l’altro quaranta per cento che non accetterà più di subire e tacere. In panchina, ansiosi, sembra essercene tanti: ex consiglieri, portaborse, amici degli amici, trombati e vecchie volpi. Pescare fra di loro sarebbe un suicidio per Rossi e per la sua Giunta: guardiamo finalmente avanti, puntiamo sul merito e sulle capacità. Abbiamo un sacco di gente competente ed esperta anche nelle valli, giovani e meno giovani, quelli rappresentano la garanzia del cambiamento di metodo e di stile, quelli rappresentano il nostro futuro, non si ricada nei patetici recuperi di personaggi che oltre all’incompetenza, garantiscono esclusivamente i loro interessi e basta. Non ricalchiamo le orme indegne del passato. Noi seguiremo ogni mossa e ne daremo notizia, Occhio!

Condino (TN) tel. 0465.621440 www.legnocase.com


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Politica

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Giovani, economia e sviluppo le tematiche su cui operare con forza

«Subito al lavoro perrafforzare l’autonomia» Il neo-presidente Rossi parla delle priorità dei primi mesi alla guida della provincia Dopo la netta vittoria nelle elezioni provinciali del 27 ottobre il neo -presidente Ugo Rossi ha varato la nuova Giunta e si è subito tuffato negli impegni istituzionali, da subito stringenti. Sul tavolo c’è la partita con Roma Presidente l’ampia vittoria elettorale le dà carta bianca per il governo del trentino e rappresenta anche una bella responsabilità. Quali sono le tematiche su cui si

sta impegnando in queste prime settimane? In questo scorcio di inizio legislatura siamo stati fin da subito impegnati nel ridefinire i rapporti con Roma. Siamo

sulle risorse e sulla delega fiscale, ma anche le misure per fare ripartire economia ed occupazione promesse in campagna elettorale, senza dimenticare la riforma delle Comunità di Valle. soddisfatti dell’emendamento adottato dal Governo che recepisce l’Accordo con le province di Trento e Bolzano in materia di rapporti finanziari. Le due Province auto-

nome saranno dunque titolari di nuove deleghe, nell’ambito del loro contributo al processo di risanamento dei conti pubblici, e in particolare potranno usare la leva fisca-

Ugo Rossi

le per rilanciare lo sviluppo. Resta aperto però il problema del rispetto delle nostre prerogative statutarie che l’impostazione data alla legge di stabilità non sembra ancora garantire. Sul piano sociale, invece, al centro del nostro pensiero ci sono i giovani: dobbiamo mettere in campo un impegno straordinario nei loro confronti, che coinvolga tutte le componenti dell’amministrazione ma più in generale tutta la società trentina, partendo dai temi della formazione e del lavoro, che sono strettamente legati. Quali sono le direttrici verso le quali indirizzerà la sua attività di presidente? Sento fortemente il bisogno di aprire nuovi canali di comunicazione fra la Provincia e la comunità, l’insieme dei cittadini. La Provincia è la casa dell’Autonomia e l’Autonomia appartiene a tutti e ha bisogno di tutti. Dobbiamo fare questo anche per guardare, con convinzione e fiducia, al futuro. Spesso la politica è accusata di non farlo abbastanza, di tenere lo sguardo fisso sul presente. Io non voglio certo trascurare l’oggi ma voglio pensare anche al domani, al Trentino in cui vivranno i nostri figli. Una delle sfide principali dovrà essere quella dell’innovazione, che deve attraversare trasversalmente tutti i campi dell’agire: innovazione tecnologica, ma anche delle prassi e delle procedure dell’amministrazione, dei servizi e della loro erogazione. La stessa Autonomia andrà rinnovata, per essere messa nella condizione di rispondere sempre meglio alle sfide della società globalizzata e della crisi economica che continua a perdurare. I temi che ritiene strategici per questi cinque anni di legislatura. La prima priorità è quella del rilancio dell’economia. Il nostro impegno non parte oggi visto che abbiamo varato il primo piano straordinario, per sostenere l’accesso al credito delle imprese, già nel 2009, ma dobbiamo continuare ad insistere, rafforzando la competitività del nostro sistema produttivo, accrescendo le sinergie fra ricerca e imprese, sostenendo l’internazionalizzazione e attirando anche imprese e “cervelli” dall’esterno. Determinante sarà poi l’impegno in favore della coesione

sociale. Vogliamo rilanciare un’idea di Trentino come di una terra solidale, aperta, che non lascia indietro nessuno. Sanità, politiche sociali, famiglie, cultura sono altrettante voci a cui dedicheremo una particolare attenzione. Diversificando se necessario le risposte a seconda delle esigenze dei singoli territori, perché non è detto che, ad esempio, le Giudicarie e il capoluogo abbiano le stesse priorità. Un altro aspetto centrale è quello del calo di risorse a disposizione. Come conciliarlo con la necessità di servizi pubblici specie nelle periferie e nelle valli? La sfida è quella di fare meglio con meno. Ma sono convinto che possiamo riuscirci, utilizzando meglio le risorse che abbiamo già a disposizione, razionalizzando e semplificando l’operato della pubblica amministrazione, e infine anche decentrando. Va detto che stiamo concludendo una serie di investimenti strategici che faciliteranno le sinergie e la messa in rete anche dei territori più lontani dalla città capoluogo e dall’asta dell’Adige, uno su tutti la posa di oltre mille chilometri di fibra ottica. A monte vi è però una questione più generale, ovvero la necessità di definire il modello finanziario sotteso alla nuova impostazione dell’Autonomia, che tenga conto delle nuove competenze progressivamente trasferite ai territori, ovvero a Comunità di valle e Comuni. Economia e occupazione sono al centro del dibattito, ma in Giudicarie si parla anche molto di riforma delle Comunità. Come procederà in questo senso il Governo provinciale? I principi-guida dell’azione della Giunta nella nuova legislatura in questo campo dovranno essere quelli della perequazione, della compartecipazione alla fiscalità locale, del controllo e razionalizzazione della spesa complessiva. Confermeremo alle Comunità di valle il loro ruolo strategico, sul piano della gestione delle competenze delegate e anche su quello politico, ma le renderemo più snelle e capaci di funzionare. I Comuni a loro volta saranno maggiormente protagonisti e saranno chiamati a condividere i meccanismi di governance. (r.b.)


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Speciale

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GENNAIO

Dellai, addio e nuova sfida

Si inizia l’anno con la prima pagina dedicata all’addio alla politica trentina del governatore Lorenzo Dellai. Dopo 14 anni di presidenza della Provincia autonoma di Trento, ecco le dimissioni per partecipare con Scelta Civica di Mario Monti alle elezioni politiche del 23 febbraio. Un’eredità politica senza dubbio importante, con molte luci ma anche controversa per alcuni aspetti. «Quando Dellai arrivò in Provincia da giovane sindaco di Trento, siamo nel 1998, si trovò davanti le “macerie” (politiche, si intende) di legislature ad alto tasso di litigiosità, zero governabilità e maggioranze fluttuanti e poco concludenti (..)». Un addio pieno di dolore. La morte di Tony Masè, popolare imprenditore della Val Rendena ha lasciato tanta gente attonita e in lutto. Personaggio eclettico e generoso, è stato il punto di riferimento per anni delle Funivie di Pinzolo e dell’imprenditoria giudicariese.

FEBBRAIO

Ospedale, un bene da difendere C’è apprensione nelle Giudicarie per il futuro dell’ospedale di Tione, interessato da ingenti lavori di ristrutturazione che proseguono e dalla richiesta di medici e primari dopo i tanti “scavalchi” e reggenze. Il timore è quello di un progressivo ridimensionamento della struttura fondata nel 1925 da Mons. Donato Perli ed inaugurata nel 1931. L’assessore alla Sanità Ugo Rossi, del resto, pur misurando le parole e cercando di far apparire la pillola meno indigesta, ha spiegato che i nuovi indirizzi della Sanità impongono strategie diverse dal passato. In sintesi: a Tione sarà potenziato il Pronto soccorso (non prima del 2014 però), mentre per le emergenze, anche di ostetricia e ginecologia, si farà molto più uso dell’elicottero. La chiamano week surgery. E’ un nuovo modo di interpretare assistenza e degenza ospedaliera, di cui l’ospedale tionese sarà una delle prime cavie a livello provinciale.

MARZO

La frana sulla SS 237 del Caffaro rilancia il tema della viabilità C’è voluto un masso precipitato sulla statale 237 del Caffaro, all’altezza della Rocca di Anfo, sul lago d’Idro, per ricordare alle Giudicarie uno dei temi più spinosi della nostra economia: la viabilità di accesso. Eppure, da quando se ne parla, il collegamento Brescia-Madonna di Campiglio dovrebbe far invidia alle più blasonate autostrade d’Italia. È dagli anni ‘60 che l’agenda dei nostri politici riporta periodicamente l’argomento. Ma i risultati dicono che, se volontà di risolvere il problema c’è stata, mai ci si è affannati per portarlo a compimento con la dovuta celerità. E che, soprattutto gli attori di casa nostra, non hanno mai creduto seriamente all’importanza dei collegamenti con la vicina Lombardia. In Giudicarie i problemi viari sono sempre stati all’ordine del giorno, il temporaneo stop al traffico verso ovest a causa del masso ha rilanciato con forza il problema.

Ciao 2013

Un anno attraverso le copertine del Gdg (Tra economia, elezioni, tribunali che chiudono, ospedale ecc...ecc..) Non è stato un anno semplice il 2013. Obiettivamente, con la crisi che continua i suoi effetti nefasti sull’economia non poteva neanche esserlo. Ecco allora che il Gdg ha parlato, in questi mesi, di occupazione, di lavoro che non c’è, del tribunale di Tione che chiude, delle preoccupazioni per il futuro dell’ospedale. E poi, le elezioni. A febbraio le politiche e a ottobre le provinciali che, giocoforza, hanno monopolizzato le attenzioni e le pagine di questo giornale, cercando sempre però di lasciare spazio al territorio. Ecco allora che, in mezzo a tante notizie che possono destare preoccupazioni, non sono mai mancati i fari puntati sulle realtà locali che creano cose positive, sulle attività

aziendali e imprenditoriali che resistono e creano lavoro, sul mondo dell’associazionismo che continua a fornire momenti positivi di aggregazione anche nei paesini più piccoli. Senza dimenticare le grandi questioni che riguardano la politica locale, a partire dalle delicate discussioni sul futuro urbanistico e turistico del territorio, con le polemiche per la previsione delle piste ai Serodoli, ma anche con le fusioni fra i comuni, sempre più argomento attuale sull’agenda degli amministratori locali. Attraverso queste copertine possiamo ripercorrere velocemente tutto il 2013. Per capire meglio cosa ci aspetta nel 2014.

APRILE

I giovani scelgono lingue e specializzazioni Nelle preiscrizioni al prossimo anno scolastico i giudicariesi in età scolare scelgono lo studio delle lingue, le conoscenze scientifiche ed economiche e quelle competenze tecnologiche e specializzazioni professionali più legate, per fattori storici e culturali, ai territori di provenienza. Questo l’identikit di una nuova leva di giovani che a settembre varcheranno la soglia degli istituti superiori e professionali italiani, sulla base delle statistiche raccolte dal ministero dell’istruzione. Dati rivelatori della percezione delle famiglie in merito agli scenari lavorativi di un futuro segnato dalla crisi economica: abilità spendibili subito sul mercato del lavoro, sia esso quello globalizzato dove sono imprescindibili le lingue straniere, o quello piccolissimo dell’economia regionale dove specializzazioni legate a economie territoriali possono ancora far sperare in un lavoro vicino casa.

MAGGIO

Artigianato ed industria al centro dell’attenzione

Negli anni della grande congiuntura economica le tematiche del lavoro e dello sviluppo sono al centro del dibattito, anche nel nostro Comprensorio. “L’Economia in Giudicarie” questo il tema dei due incontri che si sono tenuti presso la Casa della Comunità delle Giudicarie a fine aprile. Nel primo “Quale futuro per l’economia delle Giudicarie, il turismo dei pionieri e le nuove proposte”, oltre al discorso di apertura lavori della Presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini, con interventi del prof. Umberto Martini, dell’Università di Trento, di Luciano Malfer, Dirigente dell’Agenzia provinciale per la Famiglia, Natalità e Politiche Giovanili della P.A.T. e di Paolo Grigolli, Direttore di TSM, Trento School of Management che hanno proposto un percorso informativo e formativo per gli operatori del Turismo un approfondimento dedicato alla qualificazione della proposta turistica dedicata al target “Famiglia” in linea con le linee guida del Distretto Famiglia della Val Rendena. «Il turismo – ha detto Martini – è il settore determinante per la crescita delle Giudicarie».


Speciale

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GIUGNO

SETTEMBRE

Un sì convinto che rafforza il lavoro di questi ultimi anni delle amministrazioni nella direzione della fusione. I cittadini di Bersone, Daone e Praso hanno confermato, nel referendum consultivo di domenica 26 maggio, con l’85% dei “sì” il progetto di accorpamento dei tre paesi della Valle del Chiese in un unico comune. Un risultato importante per la consultazione indetta dalle tre amministrazioni, che negli ultimi mesi hanno accelerato un progetto di fusione di cui si parlava da tempo, attraverso una serie di serate informative che hanno riscosso attenzione e condivisione da parte della popolazione. Il risultato, del resto, è in linea con queste aspettative; con un’affluenza di 579 votanti che supera il 52% degli aventi diritto (1.097) i sì sono stati 490, contro 86 no e 3 bianche. A Bersone hanno votato in 147 su 259 (57%); a Daone, in 286 su 520 (55%); a Praso il voto è stato espresso da 146 aventi diritto su 318 (46%). A Bersone sono stati 128 i “sì” alla fusione e 19 i contrari; a Daone 233 sì, 50 no e 3 schede bianche, mentre a Praso i voti favorevoli sono stati 129 e 17 quelli contrari.

La decisione della Giunta del Comune di Pelugo di modificare la toponomastica è un atto formalmente legittimo e come tale va rispettato. Nulla toglie evidentemente a chiunque di esprimere riserve e osservazioni in merito al metodo ed alla sostanza dell’atto. Nelle motivazioni della deliberazione si richiamano opportunamente vari elementi e fattori che suggeriscono scelte di nomi di strade e piazze. Due considerazioni mi siano permesse. La prima riguarda il mancato, anche se giuridicamente non dovuto, coinvolgimento del Consiglio comunale e della popolazione. La seconda concerne la cancellazione del nome di Alcide De Gasperi per sostituirlo con altro nome. «Se, come giustamente si sottolinea nella deliberazione, la toponomastica “costituisce anche un modo di trasmettere nel tempo la memoria storica e le tradizioni di una Comunità…”, risulta quanto meno limitativo il fatto che sia solo la Giunta comunale ad interpretare le sensibilità della comunità locale in merito a decisioni destinate a segnare e caratterizzare nel tempo luoghi giornalmente frequentati dai cittadini del posto».

LUGLIO

OTTOBRE

Referendum, ok alla fusione

La Comunità cerca uno sviluppo sostenibile, c’è il nodo Serodoli Mentre l’attenzione della politica provinciale è tutta sulle primarie del centrosinistra autonomista, la Comunità di Valle approva con un sì convinto l’ampliamento delle aree sciabili da parte del Tavolo Territoriale della Comunità delle Giudicarie. Lo ha ribadito la presidente Patrizia Ballardini nella pre-assemblea del 19 giugno, convocata in vista dell’approvazione del documento preliminare del Ptc, in programma per il 9 luglio. Data in cui, nonostante il parere contrario di Italia Nostra, alcune perplessità sollevate dal Parco Adamello Brenta e i freni palesati all’interno del Pd, per l’ampliamento di alcune aree, l’esecutivo della Comunità si dice fermamente convinto della necessità di puntare in futuro, per lo sviluppo economico della Valle. “Il turismo locale – dice la presidente della Comunità ricalcando in tutto e per tutto il documento preliminare adottato dalla Giunta – è ancora un fattore di traino della nostra economia.

Degasperi è identità e merito per tutti i comuni del Trentino

Montagnoli, sì al maxi-bacino

La questione ha fatto discutere sin da quando il progetto fu reso pubblico e anche il suo epilogo continua ad essere al centro dell’attenzione: il laghetto di Montagnoli, sul territorio di proprietà delle Regole di Spinale e Manez diventerà il nuovo invaso a cielo aperto per lo stoccaggio di acqua da destinare all’innevamento delle piste da sci campigliane. Dopo mesi nei quali la Provincia e le parti hanno valutato e bocciato altri laghi, come Ritort e Nambino, l’assemblea delle Regole ha votato positivamente la concessione d’uso e l’autorizzazione a realizzare i lavori necessari per creare il bacino rispondendo alla richiesta presentata a gennaio dalla Funivie Madonna di Campiglio Spa. Fino al 2052 in località Montagnoli sorgerà quindi un laghetto, in estate, che in inverno diventerà il prezioso bacino d’acqua con il quale innevare le piste campigliane in soli 4 giorni (120 ore di freddo) a fronte degli oltre trenta attualmente necessari.

AGOSTO

NOVEMBRE

Dopo tanta attesa l’ospedale di Tione ha un nuovo coordinatore per l’unità di Ostetricia e Ginecologia. Dal 1 luglio, infatti, Francesco Capobianco è a capo del reparto dell’ospedale tionese: una laurea in medicina presso l’università La Sapienza di Roma, la specializzazione in chirurgia a Chieti e l’approdo a Trento nel 1998, al San Camillo, dove ha diretto il medesimo reparto. A pochi giorni dalla nomina Capobianco si è messo al lavoro all’ultimo piano del presidio tionese. Dalla finestra i rumori di un cantiere, si tratta dei lavori di ammodernamento dell’ospedale, in ufficio un reparto che ha bisogno di riconquistare la fiducia delle famiglie e delle donne giudicariesi perché la sanità è fatta anche di numeri e se le mamme giudicariesi preferiscono altri ospedali per far nascere i loro bambini, non si può tenere in piedi un servizio sotto-utilizzato. Mantra ripetuto più volte anche dai più strenui difensori dell’ospedale giudicariese

Mentre la biblioteca di Trento riempie le cronache con il caso “Botta”, la nuova biblioteca disegnata dal famoso architetto, in periferia ci si preoccupa per i tagli alla spesa che non risparmiano nemmeno il servizio prestiti tra biblioteche. Attività che, nelle casse provinciali, incide per soli 150 mila euro. Ma, che per le tasche di molte famiglie con studenti carico, potrebbe essere di ulteriore peso. Il problema si chiama “Tariffazione del prestito interbibliotecario”. A parlarne tra le prime è stata la biblioteca di Tione. Avrebbero potuto farlo, in ugual misura, le consorelle di Condino, Storo o Pinzolo. Piuttosto che le gemelle di Cles, Cavalese o Fiera di Primiero. Tutte, con un unico denominatore: strutture del circuito bibliotecario trentino. Dedite al “prestito” tra istituti. In pratica, abilitate a richiedere, ad altre biblioteche, i volumi non presenti nei propri scaffali. Servizio molto richiesto dagli studenti. Finora, gratuito. Di cui si sta valutando la possibilità di introdurre una tessera annua o il pagamento delle singole prestazioni. Un’idea per ora ventilata. Di cui la Provincia ha chiesto un parere al Consorzio dei comuni.

Ostetricia e ginecologia, Capobianco nuovo primario

Prestito interbibliotecario, arriva la spending review?


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Focus

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Avvocati, direttori di banca, professionisti, benestanti, proprietari di immobili in vetta alla classifica

Contributi casa a chi non ne aveva bisogno

La Comunità di Valle ha solo parte degli aventi didi Ettore Zini appena terminato di esaritto. Mancavano una trenminare le graduatorie dei contributi sull’edilizia agevola- tina di nominativi sulla categoria “ristrutturazione”, e la ta. Dopo due mesi, gli uffici dell’Edilizia Abitativa ne sono graduatoria definitiva per la categoria “acquisti”, di cui venuti a capo. Finalmente si conoscono tutti i nomi di chi oggi, si sa con certezza che i fortunati sono solo trentasetpotrà accedere ai finanziamenti, messi a disposizione dalla te. L’esposizione al pubblico dei nomi dei più fortunati ha Provincia sulla L.P. 9/2013. Finora erano stati pubblicati però sollevato un gran polverone. Lo scontento era già emerso alla notifica delle somme messe a disposizione: 8.300.000 per 984 domande complessive, per un intervento sbandierato, come un toccasana, per l’edilizia in forte crisi. Con quei fondi, solo una su sei, delle circa domande presentate, avrebbe potuto trovare accoglimento. Figuriamoci quando si è scoperto che, tra i primi in graduatoria, c’erano i nomi di personaggi che, a “rigor di patrimonio”, di quei soldi ne avrebbero potuto fare tranquillamente a meno. Gente danarosa. Appartenente a famiglie benestanti, per cui, il contributo era un surplus: manna che arrivava dal cielo. Un di più, da una legge, incapace di distinguere tra ricchi e poveri. E, tra quegli elenchi che, di norma dovrebbero favorire chi ne ha bisogno, ci sono finiti liberi professionisti, avvocati, commercianti, imprenditori, manager, commercialisti, direttori di banca, e via dicendo. Tutta gente caduta nel tritacarne dell’opinione pubblica. Che s’interroga come mai, Tizio o Caio, abbiano potuto accedere a contributo, nonostante le condizioni economiche tutt’altro che disagiate. Se poi, com’è accaduto, quelle persone, le ritrovi ai primissimi posti della graduatoria. Beh, allora è del tutto comprensibile che l’argomento diventi motivo di animate discussioni, e si alzino proteste parte degli esclusi. Nel nostro caso, tra quei fortunati c’è di tutto. E sembra impossibile che alcune domande siano rientrate nei parametri previsti dal bando. Come pare impossibile che, in un momento economico delicato come questo, la Provincia non abbia ravvisato l’opportunità di adottare criteri molto stringenti. Capaci non solo di rilanciare l’economia, ma di agevolare chi ne aveva davvero bisogno. Puntare su versamenti IMU, indicatori ICEF e miglioramento energetico, senza aggiungere paletti improntati sull’equità sociale (questa è la critica più ricorrente), ha generato storture che minano la credibilità dell’Ente Provincia e l’operato dei suoi assessori, che in questa occasione, hanno di-

I DATI Complessivamente, nel 2013, in Giudicarie, solo 166 sono le persone che hanno potuto accedere ai contributi dell’edilizia agevolata. 760 sono state le domande presentate agli Uffici dell’edilizia abitativa della Comunità di Valle di Tione, per la categoria “ristrutturazioni”, e 213 per “acquisti e nuove costruzioni”. Della prima ne sono state ammesse 129, della seconda 37. C’era anche la categoria “condomini”, di cui, su 11 richieste, ne è stata esaudita una. Su 984 pratiche presentate, dunque, solo una su sei, ha ottenuto il finanziamento. Solamente, una su sei, avrà la possibilità di accedere alle agevolazioni provinciali offerte dalla L.P. 9/2013. In questi giorni, stanno arrivando le lettere, sia ai fortunati aventi diritto, sia a chi è stato escluso. Sembra che qualche possibilità di ripescaggio possa far aumentare di qualche unità il numero degli ammessi. Ma, solo se dai conteggi degli stanziamenti erogati, avanzerà qualche disponibilità in fase di ricalcolo. I fondi messi a disposizione sono stati in totale 8.305.708,33 euro: 4.591.708,33 sulle misure per fronteggiare la crisi del settore edilizio, mediante la mostrato di aver preso un madornale granchio. Tanto più che tra i richiedenti c’erano moltissimi giovani e coppie in procinto di sposarsi, che su quelle agevolazioni facevano affidamento. Comprensibile, quindi, l’irritazione e la rabbia degli esclusi. Sorpassati oltretutto, da chi, nell’immaginario popolare, avrebbe dovuto avere, se non altro, il pudore di non mettersi in lista. In virtù di quali criteri e di quali logiche, l’ente pubblico ha adottato un provvedimento così poco equo? Da questa situazione la Comunità delle Giudicarie, che ha raccolto le domande, però, si chiama fuori. “Noi - dice la presidente Patrizia Ballardini – abbiamo

promozione di interventi sul patrimonio edilizio esistente, e 3.714.000 euro sulle misure per l’incentivazione dell’acquisto e della costruzione della prima casa di abitazione. Per ambedue le categorie, gli assessori erano stati chiari: obbiettivo era il rilancio dell’economia edilizia in forte crisi. Rossi e Gilmozzi, rispettivamente responsabili degli acquisti e delle ristrutturazioni, lo avevano detto nell’affollata assemblea informativa nella Sala delle Sette Pievi di Tione, per cui era stato necessario dirottare parte del pubblico in videoconferenza, nella sala riunioni del Centro Studi Judicaria. E l’hanno ripetuto più volte in dichiarazioni alla stampa. Nel settore “ristrutturazioni”, i parametri di accesso erano riconducibili

a dichiarazioni Imu e alla quantificazione delle opere di miglioramento energetico. Nel settore “acquisti” all’applicazione dei criteri Icef, anni di residenza e figli minori. Tali parametri, però - escludendo le reali condizioni economiche delle famiglie - e dovendo tener conto solo a paletti riconducibili al versamento Imu 2012 del nucleo familiare di immobili accatastati in categoria A, alla quantità delle opere riconducibili al miglioramento energetico, vale a dire le opere finanziabili ai sensi della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006, e all’ICEF (indicatore di condizione economica familiare) hanno spalancato le porte anche a chi effettivamente non ne avrebbe bisogno. (e.z.)

solo applicato con rigore, le misure indicate dagli organi provinciali. Fin dall’inizio, abbiamo tentato di introdurre dei correttivi. Ma, a Trento, non hanno sentito ragioni”. “Inizialmente – spiegano in giunta - forti dell’esperienza maturata dai nostri uffici, avevamo chiesto di poter gestire, in proprio, i finanziamenti. Ma, abbiamo avuto solo dei no. E, sia ben chiaro la nostra Comunità, assieme a quella di Riva e Alto Garda, è stata l’unica ad aver intuito la portata della vicenda, e ad aver tentato di rimediare”. Giustificazioni postume. E, semplice ruolo di passacarte da parte dell’ente intermedio. Di cui prendiamo atto. Anno-

tando però, una volta di più, la mancanza di competenze e poteri decisionali, da parte delle Comunità di Valle. Sul banco degli imputati, dunque, solo la Provincia. Colpevole di aver generato una legge ingiusta, non rispondente alle aspettative, di chi attendeva in grazia quegli aiuti. Del resto, senza tener in debito conto il quoziente familiare, si sono create le distorsioni, che stanno mortificando gli animi e le attese di chi, su quei contributi, faceva affidamento. Un ragionamento condiviso da moltissime persone, incapaci di comprendere la logica che ha guidato l’intervento provinciale.

Che pasticcio signora Provincia! Dire pasticcio, è dire poco! Doveva muovere l’economia edilizia in affanno. Ma, ha mosso , e anche molto vorticosamente, solo gli attributi di chi si aspettava di poter contare sul contributo pubblico. E, bisogna dire grazie alla scrupolosità e alla bravura dei responsabili dell’Ufficio Edilizia Abitativa della Comunità di Valle di Tione, se la vicenda - tanto era complicato vagliare la complessità dei parametri - non è degenerata in farsa. Con persone catapultate dai primi, al seicentesimo o settecentesimo posto. E viceversa. Con il rischio, per alcuni, di vedersi assegnare gli stanziamenti. E poi, a lavori iniziati, sentirsi magari dire: “Ci scusi, ci siamo sbagliati”. Per cortesia, ci restituisca i soldi”. Fantascienza? No. Pura e semplice realtà. L’argomento contributi-casa è talmente ricco di sfaccettature e di aneddoti interessanti, che non basterebbe un libro per raccontarlo. Come ci vorrebbero pagine, per descrivere le arrabbiature, le frustrazioni di chi era certo, grazie alla sua situazione economica e familiare di potervi accedere, rimanendone deluso. Il capitolo di cui stiamo parlando è uno dei più squinternati della politica trentina che, ha generato scontenti e malumori in tutta la provincia. Arrivando all’assurdo di dare migliaia di euro a chi, di quei finanziamenti, non ne avrebbe avuto bisogno. Persone che, sulla carta figurano d’essere dei poveri travet che faticano a sbarcare il lunario. Ma, che, in realtà, come ripetono alcuni esclusi, avrebbero dovuto vergognarsi dal mettersi in coda a quello sportello. Ammettiamolo, quando si tratta di soldi (in questo caso, per alcuni, si tratta di migliaia di euro piovuti dal cielo), siamo campioni di italiche virtù. Capita così che il rampollo di buona famiglia, che qualche minuto prima hai visto sfrecciare con un’auto da sessanta o settantamila euro, è uno dei pochi fortunati ad avere accesso all’Olimpo dei finanziamenti. Mentre, marito e moglie con due o tre figli che faticano ad arrivare alla fine mese, o la giovane coppia che sta tentando di metter su casa, sono rimasti con un palmo di naso. Da quando quelle graduatorie sono diventate di dominio pubblico, anche un cieco si sarebbe reso conto che, in quegli elenchi, c’era qualcosa che non andava. Che hanno da spartire, del resto, in bando per l’edilizia agevolata, direttori di banca, manager di imprese a respiro nazionale, liberi professionisti? Figli di famiglie benestanti, figli ex primari d’ospedale, figli di titolari d’aziende dai bilanci milionari che, tra l’altro, con il pubblico già ci campano? I così detti, figli di. Tutta gente che, per ristrutturare l’appartamento, non avrebbe certo avuto bisogno dell’ausilio della pubblica amministrazione. Come se, e questo è il punto, domani certe eredità, invece di finire nelle tasche dei loro rampolli, finissero per rimpinguare le casse della Provincia o della Comunità di Valle. L’assurdo è che il benestante ha soffiato il finanziamento al cittadino meno abbiente. E ancor più assurdo è che ciò sia stato codificato per legge. Colpa di quei parametri, sbandierati come toccasana dell’economia, dalla politica provinciale. Che, senza il “filtro” del quoziente familiare, si son trasformati in un’arma a doppio taglio che ha sovvertito i valori. Logica vuole che, chi ha i soldi, quegli interventi possa farli ugualmente. Mentre, chi non li ha, avrebbe potuto permetterseli solo in caso di aiuto. Una differenza non da poco. Soprattutto per agevolazioni mirate a muovere un’economia edilizia al palo. E’ anche per motivi come questi, che c’è da meravigliarsi come mai la Provincia si sia affidata a criteri così elastici, e poco rispondenti agli obbiettivi prefissati. Oltretutto, completamente avulsi dal tema dell’equità sociale. Lo abbiamo già detto, ma forse è il caso di ripeterlo: tutti quei signori agiati che sono entrati in graduatoria, non hanno fatto nulla che non potessero fare. Nulla che, in base alla legge, non spettasse loro di diritto. Ma, alla luce dei risultati, gli esclusi hanno, come minimo, il diritto di mostrare la loro indignazione. La morale l’hanno riassunta due cittadine giudicariesi, Catia Amistadi e Fulgida Ferrari, in una lettera inviata ai giornali. Di cui, proprio per l’efficacia e puntualità, ci piace riportare l’aneddoto più indicativo. “Mamma Provincia invita tutti a un banchetto. Arrivato il giorno della Festa, tutti siedono a tavola. Ma, al momento di mangiare, pochi vengono serviti con caviale e champagne, e molti rimangono a guardare con l’amaro in bocca e i crampi allo stomaco”. “Non era meglio – si chiedono le due interlocutrici - dare a tutti una fetta di polenta? A qualcuno più grande, a qualcuno più piccola. Così nessuno si sarebbe alzato da tavola, affamato e umiliato”. Ci permettano Katia e Fulgida di aggiungere una postilla: “E, proprio quelli che son stati serviti a caviale e champagne, a casa - di quelle leccornie - ne avevano già i frigoriferi e i freezer pieni!”.


Focus

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I meccanismi di una legge “sbagliata” “Mai più”, dice l’assessore Daldoss. Ma ormai la frittata è fatta

Affermando che la Pat non farà, mai più, interventi come quelli messi in campo quest’anno. Ormai la frittata è fatta. Ed è comunque utile comprendere il perché si siano creati i presupposti di tanto scontento e indignazione. Per prima cosa, bisogna mettere in conto che le domande sono prese in esame dal punto di vista “documentale”. Accade così che una persona, sulla carta squattrinata o comunque non ricca, in realtà versi in condizioni economiche ben diverse, da quelle evidenziate dallo stato patrimoniale. La differenza è dunque tra il “reale” e il “formale”. Che, non sempre in Italia, grazie agli strani meccanismi della nostra burocrazia e alla furberia insita nel nostro dna, è possibile discernere. Il secondo distinguo da fare è che la domanda di contributo prende in considerazione la persona “fisica”, non quella “giuridica”. Così, ad

di Ettore Zini L’inghippo. Per cercare di capire come sia stato possibile che persone, in realtà facoltose, siano finite facilmente in graduatoria, abbiamo cercato di entrare nei meandri del esempio, una persona proprietaria, tramite una società, di un palazzo di venti piani non paga un centesimo di Imu. Poichè, quel tributo è a carico della società, non del singolo individuo.

Agli effetti della richiesta di contributo egli entrerà in graduatoria a Imu zero. Potenzialmente, quindi, papabile al contributo. Com’è da tener presente che, tutte le “prime case” sono esentate

Perito Ottico

meccanismo che ha prodotto quest’anomalia. Anomalia, da cui oggi, il neo assessore provinciale agli enti locali e edilizia abitativa Carlo Daldoss prende le distanze. dall’Imu. Quindi, una persona che ha solo una casa è a Imu zero. In più, sempre in tema d’imposta immobiliare, c’è da tener presente che molte persone sono state escluse, anche per un sol

euro, in quanto non svincolate da un nucleo familiare originario. Meccanismo diverso, ma dagli effetti analoghi, quello che riguarda il miglioramento energetico. L’esempio più spicciolo è che chi produce il miglioramento energetico maggiore è avvantaggiato. Chi più spende, più sale in graduatoria. Quindi, una persona modesta, che ha una casa modesta, e che investe nella sua abitazione modesta è penalizzata rispetto a chi, per esempio, interviene su un attico o su una villa, il cui investimento è quantitativamente maggiore. Infine l’ICEF. Il caso esplicativo è quello del ragazzo di buona famiglia che decide di sposarsi, ed essendo svincolato dal nucleo familiare originario, il suo indicatore economico non supera

lo 0,45. Rientra, cioè, in quella forbice che va da 0 a 0,45, indicata nei criteri della L.P.9/2013 che il legislatore provinciale ha addirittura alzato da 0,39 a 0,45. E’ tra le coppie di nubendi, per cui la legge ha un occhio di riguardo (il 40% dei richiedenti doveva rientrare in questa categoria). Quindi, precede in graduatoria richiedenti privi di casa con uno, o più figli, e condizioni economiche difficili. Ma sulla carta, svantaggiati da una legge pessima, non rispettosa dei reali bisogni in campo. Se a ciò si aggiunge che non tutti i fabbricati in base alla classificazione rientrano correttamente nella categoria assegnate, e che i controlli della veridicità delle dichiarazioni sono fatti solo in base agli strumenti a disposizione dagli uffici: quali l’anagrafe comunale, tavolare e catasto Trentino, si comprende come sia stato possibile creare tanta rabbia e scontento. (e.z.) sector2011@libero.it

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Il Saltaro delle Giudicarie

DICEMBRE 2013

Ah...che sospiri! L’Orsolina era pronta ad ogni tipo di lifting pur di piacere al simpatico baffuto. “Impresa disperata!” osò pronunciarsi l’Abele, il solito, e fu la fine di una amicizia secolare. Cosi come l’Osvaldo Caccola guardò in cagnesco il dotto Archimede quando pronunciò parole sante sull’Italia e sugli Italiani, eh no! I Trentini sono Trentini e con gli Italiani hanno ben poco a che fare! La nostra patria è il Trentino, mettetevelo in testa anche voi, saputelli dei miei stivali!”. E sulla maestra Camilla che timidamente aveva preso le parti dell’italico pensiero dell’Archimede, l’Osvaldo esondò con parolacce indicibili, turpiloqui da lupanare, contrastati da dotti epiteti d’altri tempi, e la guerra ideologica si concluse col levarsi reciprocamente il saluto. L’Evaristo, che si era tenuto neutrale, dichiarò aspramente che a lui non gliene fregava niente né dell’Italia, né di Cecco Beppe, men che meno del bramato baffuto, a lui interessava l’arsura atavica che gli bruciava la gola e il suo portafoglio sempre lustro come una canna d’organo, che non gli permetteva di sistemare l’ugola sempre più esigente. Ma, notato lo scarso interesse degli amici per i suoi guai, mandò tutti alla malora, me compreso, con versacci inenarrabili e moccoli inventati per la bisogna, prese cappello e scomparì per qualche giorno. Ah maledetta Politica! Che corrode le anime candide e le fa uscire di senno! Rimetterle in sesto e riportarle all’ovile non è stata impresa da poco. M’è stato d’aiuto frà Gandino del Bleggio, vecchio frate da cerca, che conosceva a menadito l’indole dei nostri conterranei. “Venite, fratelli, disse, è tempo che la pace e la serenità torni nei vostri cuori!” e mai parole così profonde avevano solcato le nostre valli. Hanno aderito gli amici, mantenendosi a debita distanza, cosi disposti attorno ai massi di granito della Val Genova, ed alle mie parole d’esorto a ritornare fratelli come prima, a tornare al sorriso, a tornare a ragionare insieme sulle cose nostre per il bene delle Giudicarie, sono apparsi sui loro volti solo ghigni rassegnati e poco altro. E’ dicembre, un mese importante, si avvicina il Natale, dissi, prepariamoci alla nascita del Divin Bambino, che ha portato giustizia e felicità a tutti gli uomini, nei secoli dei secoli. Non l’avessi mai detto! L’Evaristo prese la parola, spavaldo e sfacciato: “Non mi raccontate storie su dicembre, su Santa Lucia e su Gesù Bambino, con loro ho ancora dei conti in sospeso fin da ragazzo! “Cosa dici? Sei matto?” Dissero in coro gli altri finalmente uniti contro le ignominie dell’Evaristo. “Quando ero bambino, ero povero, ancor più di adesso, eravamo tutti poveri allora, e in dicembre arrivava ogni anno Santa Lucia...

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Buon Natale dal Saltaro e dai suoi sodali Un brindisi di pacificazione e ritrovata amicizia dopo le polemiche pre e post elettorali Si avvicina il Natale ed è tornata l’armonia in cielo ed in terra come conviene a chi vuol godersi qualche giorno di intensa emotività e serenità dopo un anno tribolato da ogni punto di vista. Così come Saltaro delle Giudicarie ho convocato i miei sodali di sempre per un brindisi di pacificazione e di ritrovata amicizia. Le elezioni, la lotta politica fra le fazioni, la partigianeria lasciano strascichi non da poco, talvolta rompendo

guidata dagli angeli perchè era orba finca, a detta del mio Parroco, e ci portava i regali che meritavamo dopo mesi di fioretti, preghiere, e fiori portati nei vari capitelli del paese. A scuola la maestra ci aiutava a scrivere la letterina con le nostre richieste, senza problemi, in cielo c’era abbondanza di tutto. Solo la Graziella, la figlia del medico, scriveva la sua lettera a casa, era sempre più bella, più brava di noi, e mi faceva una rabbia da morire. La nostra letterina era di poche parole: Santa Lucia, portaci quello che vuoi, noi ti vogliamo bene...Io ero il solito furbo e chiedevo cose grandi che servivano più ai miei genitori che a me...portami un mulo con la sella, perchè sono stufo di avere un asino per andare al monte e portami un fucile da caccia per uccidere l’orso quando ammazza i nostri vitelli, e un paio di ciabatte nuove alla mamma... a me non portare scarpe, non mi servono, al mio posto portale al mio amico Giuseppe che ne ha più bisogno di me, va in giro con le pantofole di sua nonna anche nella neve....un giorno o l’altro gli si gelano i piedi...Tutte cose modeste, tutte cose necessarie. La maestra sorrideva nel leggere le mie esigenze, ma io insistevo quelle erano le cose che mi servivano. Nient’altro. “Poca roba, non c’è che dire!” disse l’Orsolina per canzonarlo. “Povero

sempliciotto! Come faceva a portarti tutta quella roba?” disse l’Abele. “I bambini amano sognare, una volta più di adesso!” sentenziò l’Archimede. E l’Evaristo continuava nel suo racconto: “La sera prima era tutta un’agitazione, con i miei fratelli preparavano i piatti ed io aprivo la porta della stalla, il mulo mica poteva portarmelo nel piatto in camera della mamma, poi tutti a nanna, sotto le coperte si cercava d’aspettare che arrivasse, per vederla in faccia questa Santa Lucia, che nessuno aveva mai vista. Al mattino, all’alba, eravamo già alzati e con il cuore in ebollizione entravamo nella camera della mamma, il piatto sembrava pieno, poi la solita delusione, quattro mandarini, qualche carruba, poche noci, qualche caramella, il solito paio di calze filate grosse e la solita scatolina di colori. Niente fucile, niente scarponi. Correvo nella stalla, niente mulo, andavo dalla mamma che aveva ancora le sue ciabatte malconce e dal papà che mi chiedeva se ero contento, dicevo di si e scappavo in cantina per poter piangere in pace. Il giorno dopo a scuola arrivavamo tutti un po’ delusi e tutti muniti dei nuovi colori, una scatolina uguale per tutti, con sei colori, e nient’altro, i più fortunati avevano un berretto di lana, filato dalla nonna e Giuseppe aveva ancora

amicizie, spaccando famiglie, e il restauro dei ruderi di un normale convivere civile non è per niente facile. Così è avvenuto anche nel gruppo che da sempre mi supporta, gli amici di sempre, che hanno perso il filo della ragione, per Dio, con l’Orsolina innamorata dei baffi del candidato Mosna, si sarebbe concessa mani e piedi, un uomo così bisognerebbe farlo scolpire in val Gardena per averne un altro simile.

le sue pantofole scalcinate, solo la Graziella arrivava vestita di nuovo: scarponi da sciatore, maglione colorato, braghe a lapis, tutta roba nuova, di Santa Lucia, diceva con un sorrisetto da str...tta. Porca vacca, l’avrei ammazzata! Le cose andavano così tutti gli anni e non riuscivo a farmene una ragione. Come poteva Santa Lucia, essere così ingiusta, alla Graziella sempre un sacco di cose, e a noi miserie ogni anno? E ce l’avevo con Gesù Bambino in particolare, che doveva essere in cielo e avrebbe dovuto controllarla che non facesse preferenze. Lui, il Bambino, era nato povero, come noi, in una stalla, come poteva permettere simili ingiustizie...” “Madonna, che filosofo, ma sai che dici cose giuste, non ci avevo mai pensato!” disse attonito l’Abele. “Almeno le scarpe al Giuseppe gliele poteva portare...” continuò confusa l’Orsolina. “Io avrei chiesto un cappello con le piume...” disse l’Osvaldo. “Con il mulo hai esagerato, ma sui principi concordo...!” concluse l’Archimede. “ E siccome avevo letto sui libri di scuola che invece Gesù bambino portava i regali sotto l’albero di Natale, bastava scrivergli una lettera, decisi di boicottare santa Lucia e di rivolgermi direttamente al Divin Bambino, sarei stato di certo compreso ed aiutato, continuava l’Evaristo, così

quando venne Natale aiutai mio padre a fare il presepio e volli che l’albero avesse un tronco spoglio e alto perchè sotto ci dovevano stare i regali, ci voleva posto, mio padre, pur non comprendendo, mi accontentò. Poi di nascosto scrissi una lettera in bella scrittura, era per Gesù, ci voleva attenzione, e di notte riuscii a metterla nella capanna ed era tanto grande che quasi la copriva per intero. Il giorno di Natale corsi in cucina, fuori dalla grazia, c’era di mezzo il Bambino, non erano cose da poco. Niente, un ‘altra delusione, peggio che con santa Lucia, non c’erano nemmeno le caramelle e i soliti mandarini. La lettera era scomparsa, ma i regali non erano comparsi per niente. Anche Gesù Bambino mi aveva tradito. Si, anche lui proprio lui...”. L’Evaristo sembrava commosso nei suoi ricordi, ma cominciarono a tossire e a soffiarsi il naso anche gli amici. “Mia madre, continuò l’Evaristo, comprese le mie passioni, mi prese da parte e mi spiego la storia come andava...era lei con quel po che aveva che riempiva i piatti di S. Lucia, e per quel Natale avevamo a stento di che mangiare e non aveva avuto possibilità di regalarmi niente. Era amareggiata e io mi misi a piangere abbracciandola...povera mamma! Mi resi conto che anche i piccoli doni di S. Lucia alla fine esprimevano tutto l’affetto di mia madre verso di noi, che era immenso, mi resi conto dei sacrifici che faceva ogni giorno, e quello era importante più dei doni, del mulo e del fucile...ma con santa Lucia e con Gesù Bambino, la pace, proprio del tutto non l’ho mai fatta.” Le lacrime ormai solcavano ogni viso degli astanti ridiventati amici quasi per miracolo. “Fu allora, continuò, che cominciai a covare rancore per le storture, per le ingiustizie, capii che quando sarei diventato adulto avrei dovuto affrontare un mondo balordo, fatto di soprusi, di torti, di

parzialità...di prepotenze, di disonestà...infatti, diventato grande non sono stato capace di resistere, di combattere e ho mollato e mi sono ridotto così come sono...un povero diavolo!” E l’Evaristo si mise a piangere come un bambino e si allontanò, vergognoso. “Orpo, mi sono commosso, povero Evaristo....” disse ormai lacrimante l’Abele di solito duro d’animo come un faggio. “Chi l’avrebbe detto, sarà anche quasi sempre ubriaco, ma oggi ha parlato un gran bene...” l’Orsolina raccolse il consenso di tutti. “Certo che ha ragione, siamo davvero in un mondo di m..., e se non hai le palle ci rimani sotto!” concluse con insolita saggezza l’Osvaldo Caccola. Fu allora che fra Gandino prese in mano la situazione: “Fratelli, oggi l’Evaristo ci ha dato una grande lezione di vita. Davvero un bravo uomo, nonostante le apparenze. Quante volte l’abbiamo giudicato male. Questo dovrebbe insegnare a tutti che nell’animo dell’uomo c’è sempre un cuore che batte, ci sono dei sentimenti, delle aspettative fallite, delle speranze disattese, ognuno ha i suoi problemi, le sue ansie, i suoi guai, e spesse volte si è soli a farne fronte, non c’è nessuno che ti porge la mano, se le cose vanno male. Il mondo sarebbe diverso se ci fosse più amore l’un l’altro, meno invidie, meno gelosie, meno rancori, e allora anche l’Evaristo avrebbe motivo di sorridere. Fratelli, sta arrivando il Natale, diamo l’esempio alle nostre valli, torniamo in armonia. Alla malora la perfida politica, la partigianeria, torniamo a stringerci la mano, a volerci bene. In ogni paese delle Giudicarie torni la concordia e l’amore. Questo è il vero Natale che auguriamo ai nostri conterranei...Con il Natale ognuno di noi è chiamato a rinascere dentro, a cambiare, ad amare sempre e comunque...Buon Natale fratelli, Buon Natale!” Scrosciarono le mani e si abbracciarono i sodali, la commozione era diffusa e dilagante come la Sarca in piena. Il vostro Saltaro, una volta tanto silente, s’aggiunge: “Buon Natale a tutti i Giudicariesi e a tutto il mondo! Che l’amore torni fra di noi!” Per sempre, nei secoli dei secoli, amen.


Attualità

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Con Despar e Famiglia Cooperativa salgono a tre i punti vendita a Comano Terme

La “guerra” dei Supermercati A Ponte Arche è in fase di realizzazione quello che sarà il nuovo complesso Poli di Denise Rocca

L

o scavo aveva subito fatto pensare ad un supermercato e il toto-marca era immediatamente diventato oggetto di discussione in bar e capannelli: in via Copère, in centro a Ponte Arche, sarà il gruppo F.lli Poli ad occupare lo spazio commerciale di circa 800 mq che sta prendendo Poche centinaia di metri in linea d’aria dal punto vendita della Famiglia Cooperativa Terme di Comano, stesso bacino di utenza e una superficie di vendita simile, a dividerli il fiume Duina e una concorrenza che, c’è da scommetterci considerando la politica dei prezzi notoriamente aggressiva del gruppo Poli, sarà spietata. A confermare la voce che insistentemente metteva il

colosso commerciale trentino da 65 punti vendita fra supermercati, Poli Regina e C+C (cash and carry) in pole position nel toto-marca innescato dalla concessione edilizia è il direttore affari generali del gruppo Mauro Poli: “il supermercato di Ponte Arche – spiega – è coerente con lo sviluppo della rete in Trentino. Abbiamo una copertura abbastanza diffusa, mancavano le Giu-

forma. Dopo l’insediamento a Storo e ad un anno dallo stop a Spiazzo Rendena, il gruppo Poli porta avanti la strategia di ampliamento in Giudicarie e conquista la piazza di Ponte Arche, cuore del turismo delle Esteriori e passaggio obbligato verso Trento. dicarie dove abbiamo aperto un punto vendita a Storo tre anni fa che ci sta dando belle soddisfazioni”. Il cantiere in via Copére, realizzato lo scavo per il parcheggio seminterrato da 60 posti auto, procede spedito. Luciano Azzolini, proprietario dell’immobile ipotizza un anno, salvo intoppi, per la conclusione dei lavori e mette le mani avanti, memore delle polemiche che

il tentativo di insediamento del gruppo Poli a Spiazzo causò con il mondo cooperativo: “L’attività è lecita e autorizzata, perché si deve sempre fare analisi in negativo? Potrebbe anche creare posti di lavoro, per esempio, essere un’opportunità per il territorio. Non diffondiamo paure infondate”. Certo è che con Poli i supermercati nella località turistica delle Esteriori salgono a tre: oltre

alla famiglia cooperativa anche Despar ha un punto vendita sulla centrale Via Cesare Battisti, a poche centinaia di metri dal futuro Poli, anch’esso come la coop rinnovato e ingrandito in anni recenti. Sopravviveranno tutti? “ognuno ha la sua strategia – nicchia Poli – il bacino di utenza non è solo Ponte Arche, ma anche l’aspetto turistico e il passaggio sono una componente importante

oltre all’attrattività per i paesi limitrofi. Contiamo su un cliente che già oggi sappiamo si sposta per fare acquisti in centri più grossi e confidiamo che possa in futuro rimanere in valle”. Come da politica aziendale applicata su tutta la rete, Poli manterrà un’unica linea di prezzo: cioè che il punto vendita sia piccolo o grande, a Trento o Ponte Arche, offerte e promozioni saranno identiche.

Caseificio Fiavè, chiude la produzione di mozzarelle

concessionario

Sarà spostata nei nuovi impianti di latte Trento: la produzione di formaggi rimane (per almeno due anni)

È

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arrivata inesorabile, fredda come sono a volte i piani confinati in una tabella dentro un dossier, la prima tappa del processo di chiusura del Caseificio di Fiavè: i macchinari li stanno smontando, la produzione di mozzarelle è già stata ridotta mentre scriviamo questo pezzo, probabilmente sarà già fermata mentre lo starete leggendo. Curioso rimpiangere una mozzarella, che parla di pizza, sud e sole e così poco ha in sé della lentezza della montagna, della tradizione casearia locale. Eppure si rimpiange a Fiavé, perchè è l’anticamera della chiusura definitiva: fra due anni il consorzio giudicariese chiuderà i battenti per sempre. Un destino già deciso dopo il crack e la conseguente fusione con Latte Trento, il cui direttore, Sergio Paoli, conferma che tutto procede secondo i piani di razionalizzazione dell’azienda: “ A Fiavé – conferma Paoli - la produzione degli altri formaggi sarà mantenuta normalmente fino all’apertura del nuovo stabilimento, non chiuderà prima di un paio di anni secondo i nostri programmi”. Una tabella di marcia incentrata sul nuovo stabilimento di Latte Trento che sorgerà nell’area immediatamente a sud dell’attuale sede dell’azienda di via Monaco, nella zona industriale di Spini di Gardolo, all’interno dell’edificio che fu della Tecnoplast: 5.500 mq destinati a sostituire i caseifici di Borgo, Rovereto e Fiavé. Un investimento da 22,7 milioni di euro che a partire dal 2011, anno della fusione con l’indebitato caseificio di Fiavè, ha decretato la chiusura della struttura delle Esteriori al pari delle

altre due sedi periferiche di Borgo e Rovereto. Cronoprogramma alla mano, i lavori al nuovo stabilimento di Spini, salvo intoppi, si concluderanno a fine 2014 e quando la chiusura di Fiavè si realizzerà gli attuali 24 dipendenti verranno trasferiti a Trento. Così in Giudciarie rimarrà solo il caseificio di Pinzolo anch’esso passato nel 2011 sotto il controllo di Latte Trento. Rispetto alla triste sorte di Fiavè, a Pinzolo si continuerà la produzione dei cosiddetti “crudi”, quei formaggi per i quali non è prevista la pastorizzazione del latte, come il grana e la Spressa delle Giudicarie. “Il latte è quasi esclusivamente quello delle stalle locali – spiega Paoli – ma la produzione e commercializzazione della Spressa, che è un prodotto unico e una grande risorsa, è ridotta rispetto alla capacità di produzione di latte. Vogliamo e speriamo di tenere aperto il caseificio di Pinzolo, la speranza è che aumentino i numeri”. Tradotto: le prestazioni della struttura in Val Rendena, con circa 7mila forme di Spressa prodotte annualmente, non sono brillanti. (d.r.)

Olivi, Borgo


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Cooperando

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Quella che si terrà, sarà la decima edizione italiana e vuole essere stimolo anche per una riflessione sull’ innovazione, intesa come capacità di selezionare le idee, valorizzare e produrre cambiamenti e ricadute economiche e sociali, per attivare un nuovo dialogo tra università, società e mondo del lavoro. Proprio per questo l’evento sportivo sarà preceduto dalla conferenza internazionale “Università & Sport: Ispirazione e Innovazione” (il 9-10 dicembre al MART di Rovereto). Con questo evento viene offerta la possibilità di riflettere su due aspetti, tra i più affascinanti, della vita sociale: Ispirazione ed Innovazione appunto. “L’ispirazione”, come sostengono grandi inventori del calibro di Edison (che inventò la lampadina) o grandi artisti come Picasso, viene dal lavoro e dalla dedizione. Dalle persone che sanno cosa stanno facendo e dove vogliono arrivare. Perché se l’obiettivo è quello di innovare, si deve conoscere lo stato dell’arte. Se si vuole cambiare le cose, si deve sapere cosa e come cambiarle. Cosi vale anche per lo sport, dove migliorare se stessi e la propria

Universiadi 2013: lo sport come volano di crescita economica, sociale ed educativa L

e Universiagiornali e televisiodi Alberto Carli di, inventate ni internazionali. I a Torino nel 1959 ritornano in Italia e si giorni di gara saranno 11 cosi come 11 i siti dove si terranno dall’11 al 21 Dicembre 2013 in Trenti- terranno le competizioni delle 13 discipline sporno. Parteciperanno 56 Nazioni (record storico), tive in gara. I volontari a supporto dell’iniziativa 3600 atleti (studenti universitari), 200 tra riviste, saranno 1500 . prestazione rispetto a quella degli altri rende il senso dell’impegno continuo e dove vincere è misura di successo ma prima di tutto è misura di valore. Poi “Innovazione” che caratterizza e valorizza il vivere lo sport e le sue quotidiane evoluzioni. Tecnologia e sport rendono possibile superare ogni barriera: le barriere

geografiche e nazionali in un mondo sempre più connesso e globalizzato, le barriere fisiche ( pensiamo ai Giochi Paraolimpici di Londra 2012), le barriere culturali. Superare le barriere vuol anche dire interdisciplinarietà e trasversalità e lo sport, in una visione aperta e multidisciplinare, può essere visto anche in una

prospettiva imprenditoriale come luogo dove applicare ed utilizzare conoscenze diverse che provengono dai più svariati ambiti, delle nuove tecnologie, dei materiali, ecc.. Come in una corsa a tappe, i lavori delle Universiadi sono già partiti: sono passati per Piazza San Pietro al cospetto di Papa Francesco, nei palaz-

zi istituzionali della Capitale, hanno toccato Bruxelles e la Commissione Europea su Innovazione e Sport. A Milano, Confindustria Lombardia ha valutato la cultura d’impresa applicata allo sport. Il 20 Novembre sono arrivati in Trentino dove il comitato organizzatore ha fatto tappa nella «casa» della Coopera-

I Bim “regalano” un asilo alle popolazioni terremotate L’Asilo Nido di Montorio al Vomano in provincia di Teramo, popolazione colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, è nato dalla sensibilità di tanti BIM Italiani che, coordinati dalla loro Federazione, hanno ritenuto importante e doveroso intervenire e portare il loro aiuto per alleviare i problemi che questa Comunità di Montagna si è dovuta sobbarcare dopo il tragico evento del terremoto che ha colpito questa terra 4 anni fa. La risposta della Federazione è stata immediata, con l’apertura di una sottoscrizione fra tutti i BIM per ricostruire un luogo dove la Comunità colpita potesse continuare a svolgere il suo servizio di aggregazione e coesione sociale. Una risposta solerte e generosa, arrivando a raccogliere la sensibile cifra di Euro 1.071.000. Dopo la raccolta fondi nell’agosto del 2010 la Federazione ha indetto una gara fra alcuni pro-

fessionisti per assegnare l’incarico di progettazione e direzione lavori, conclusasi il 9 settembre 2010 con l’assegnazione dell’incarico all’ing. Mauro Masè dello studio associato BMS di Trento. Da quella data si sono succedute in maniera rapida e puntuale le tre fasi del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, con la raccolta di tutti i pareri e le autorizzazioni. Terminata questa fase progettuale,concordate fra la FEDERBIM e il Comune di Montorio, la Federazione ha assegnato tramite gara d’appalto è i lavori alla Ditta Ille Prefabbricati S.p.a. di Pieve di Bono che ha offerto un ribasso del 12,27% sull’importo dei lavori a base d’asta, fissando il contratto in 737.381 Euro con un primo risparmio di 99.619,00. I lavori si sono conclusi il 13 dicembre 2012, realizzando l’opera in 199 giorni lavorativi. «Nei mesi successivi – spiega Gianfranco Pe-

derzolli, presidente del Bim del Sarca che ha partecipato attivamente all’iniziativa - la contabilizzazione ha dimostrato un risparmio netto di 83.781 euro. Assodato che le sistemazioni esterne erano assunte a totale carico del Bim locale,nella primavera di quest’anno la Federazione ha deciso di spendere l’intera somma rimasta per garantire la massima efficienza e celerità nell’utilizzo della Scuola, rendendola già funzionale all’inaugurazione avvenuta il 28 novembre». La somma è stata principalmente utilizzata per acquistare tutti gli arredi, più ulteriori spese per altri piccoli e le spese tecniche sostenute per ottenere il certificato di agibilità. La spesa complessiva è stata quindi contenuta all’interno dell’importo originariamente preventivato di €. 1.071.000 con il quale oltre ai lavori si è provveduto anche all’acquisto delle varie attrezzature.

zione a Trento, per presentare la collaborazione con la Cooperazione che sarà premier sponsor dell’evento. La Federazione della Cooperazione insieme alle Casse Rurali Trentine, Melinda, Medicredito, Cantina Rotari di Mezzocorona e le Famiglie Cooperative del Trentino saranno insieme in un unico progetto cooperativo. Accanto agli atleti e ai milioni di spettatori che seguiranno le gare direttamente o attraverso i mezzi di informazione, la Cooperazione farà sentire la vicinanza del territorio trentino, fatto di gente che lavora, che conserva l’ambiente straordinario delle nostre montagne, che dà valore alle attività economiche e alle relazioni tra le persone. Una collaborazione quella con le Universiadi e il Comitato organizzatore che va oltre il rapporto di sponsorizzazione, saranno infatti proposti anche significativi momenti di condivisione sociale e culturale con il territorio trentino. Un modo nuovo di mettere in rete il territorio e di far sì che i giovani possano guardare allo sport e all’educazione con fiducia, individuando anche qualche attività legata ai grandi eventi sportivi che possa fornire occasione di occupazione e lavoro. I lavori si sposteranno a Rovereto il 9 e 10 dicembre, con la Conferenza che si svolgerà nella sede del MART e infine per valli, montagne e cime durante le competizioni delle Universiadi dall’11 al 21 dicembre 2013 affinché, auspichiamo, lo sport ritorni ad essere volano di crescita economica, sociale ed educativa.


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Tribunale - La storica sede di Piazza Boni

Gli avvocati del foro di Tione


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Attualità

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Scuola musicale, bilancio ok nel trentennale

Sono 796 i ragazzi che praticano musica grazie a questo sodalizio, che il 14 dicembre propone un concerto benefico per l’Anfass Trent’anni di musica per la Scuola Musicale delle Giudicarie – SMG per chi la conosce bene – e un compleanno da festeggiare con la ciliegina sulla torta di un bilancio che torna in attivo, dopo qualche L’attivo presentato dalla presidente della scuola Patrizia Pizzini è di circa 17mila euro, poco più di 800mila euro i ricavi della Scuola nel conto economico approvato al 30 giugno di quest’anno, a fronte di 776mila euro circa di costi, dei quali poco più di 665mila per il personale e 66mila per i servizi. Numeri che sostanzialmente sono in linea con quelli del budget economico per il 2013/14 nel quale al momento si vede una leggera contrazione del valore della produzione che si riflette di conseguenza anche nei costi. I ringraziamenti di Patrizia Pizzini, al vertice della scuola da qualche anno diventata cooperativa, vanno agli insegnanti che hanno accettato qualche ora in più a fronte dello stesso salario e ai due Bim, quello del Chiese e del Sarca, che da un paio di anni supportano le attività della scuola controbilanciando almeno in parte la contrazione del supporto provinciale, oltre alla Comunità delle Giudicarie che ha istituito delle borse di studio per gli studenti. Sono 796 in questo anno scolastico i giovani giudicariesi che fra le mura di via Perli 2 a Tione si avvicinano alla musica, imparano uno strumento, cantano

o danzano guidati dai 31 membri del corpo insegnante. Scuola che come tutti gli istituti di educazione non è fatta solo di numeri da far quadrare: nel corso dell’assemblea annuale, quest’anno nella scuola, gli studenti hanno dato prova della loro abilità con una serie di saggi accompagnati anche dai loro maestri. Pezzi di mu-

sica classica e contemporanea, strumenti anche meno consueti fra le mani di un bambino come l’arpa, o tipici della tradizione folkloristica e popolare come la fisarmonica. I giovani studenti giudicariesi hanno dato vita ad una serata che oltre alle questioni amministrative dell’assemblea dei soci è diventata uno spettacolo, come nella tradizione della

scuola tionese. Lo spettro dei servizi della Scuola Musicale delle Giudicarie è ampio: oltre ai programmi provinciali di introduzione alla musica e i corsi di strumento, si trovano anche diverse offerte per la danza e corsi di strumento over 14 al di fuori degli ordinamenti didattici provinciali. Così, dietro le quinte dello spettacolo, impegnato ad incoraggiare

anno di affanno per il difficile equilibrio fra la riduzione dei trasferimenti provinciali e la necessità di mantenere tariffe di iscrizione accessibili alle famiglie. e dare le ultime indicazioni agli allievi, sorride il direttore della Scuola Peter Lanziner quando chiediamo se ci sono novità particolari nell’offerta per l’anno in corso: “facciamo già una varietà di iniziative davvero grande – spiega – per ora consolidiamo quello che abbiamo avviato e guardiamo ai prossimi appuntamenti”. Fra questi, da ricordare il prossi-

mo 14 dicembre il concerto di beneficenza per il Centro Educativo Anfass all’auditorium del Guetti di Tione, un classico dell’inverno giudicariese per una collaborazione fra le due realtà che prosegue tutto l’anno con il gruppo Bollicine, realtà musicale della scuola dove protagonisti sono i ragazzi dell’Anfass. Denise Rocca

Le musiche popolari rivivono con i “C’era una volta”

Natale è alle porte, e nei nostri paesi luci ed addobbi iniziano a comparire per portarci in calde atmosfere. Ma è anche il momento della musica, e quest’anno una interessante novità nel panorama musicale giudicariese farà parlare di sé e si farà ascoltare, senza dubbio con interesse... e in modo positivo! Stiamo parlando del Gruppo musicale “C’era una volta”, che come anticipa il nome si è specializzato in musica e canti popolari tipici della tradizione natalizia, proponendo brani provenienti da tutto l’arco alpino: si potranno così ascoltare le “pastorelle” (componimenti poetici musicati e cantati) della tradizione lombarda, pie-

montese e trentina, e in particolare i brani del compositore trentino Giacomo Sartori, molto apprezzato dal Gruppo. E tradizionali saranno anche gli strumenti con i quali queste musiche saranno eseguite: bassetti a tre corde, fisarmoniche e cornamuse sono solo alcuni degli strumenti, al giorno d’oggi insoliti e ormai rari da vedere ed ascoltare, che saranno utilizzati dai “C’era una volta”, composto da quattro elementi: Francesca Melzani (voce e violino), Marco Buccio (fisarmonica), Alessandro Franchini (baghet ovvero una cornamusa tradizionale bergamasca e violino), Pietro Fusi (bassetto a tre corde) e Alex Artini

(chitarra). Questo Gruppo, nato in Val Caffaro, raccoglie componenti di vari paesi che vanno dalle Giudicarie alla Val Sabbia i quali hanno alle spalle già diverse esperienze nell’ambito della cultura per quanto riguarda la musica popolare. Le esibizioni di questi ” Suonatori d’altri tempi” inizieranno con i primi di dicembre, e toccheranno vari paesi delle Giudicarie: 7 dicembre nel pomeriggio a Canale di Tenno 7 dicembre di sera a Giustino 8 dicembre nel pomeriggio a Cimego 14 dicembre nel pomeriggio al Borgo di Rango

di Ettore Zini

Il Tribunale di Tione

Augura alla Spettabile clientela Buon Natale e un Felice Anno Nuovo ...

24 dicembre nel pomeriggio a Riva del Garda 27 dicembre nel pomeriggio in Val di Ledro Saranno occasioni veramente imperdibili per ascoltare una musica che, se pur facente parte della nostra tradizione, ormai è persa dalla memoria, così come veder suonare strumenti che ad oggi ci sembrano esotici o sconosciuti. Ma solo grazie a gruppi canori come il “C’era una volta”, così appassionati della storia musicale delle valli e della loro tradizione orale, si può tornare ad apprezzare le atmosfere di un tempo. Aldo Gottardi


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L’artigianato tradizionale, i prodotti tipici, le specialità enogastronomiche e le idee regalo saranno protagonisti dei mercatini

ATione i commercianti fanno crescere il territorio L’associazione Tione Attività Economiche nasce tre anni fa per volontà degli operatori economici di ridare vita al centro, luogo storico del commercio di Tione, con iniziative che possano coinvolgere tutta la cittadinanNon va dimenticato infatti che sono esse a rappresentare il “cuore pulsante” della cittadina, a rappresentare un momento di aggregazione e svago oltre che un servizio per tutti i residenti ed i turisti di Tione e delle Giudicarie. Fondamentale inoltre il loro ruolo per l’economia locale. Sono molte, infatti, nel Comune di Tione le aziende operative, di cui oltre quaranta fanno già parte dell’Associazione Tione Attività Nei Borghi più belli d’Italia di Rango di Bleggio e Canale di Tenno, in Trentino, si accende l’atmosfera del Natale con sapori, suoni e tradizioni di ieri. È qui che rivive la suggestione dei Mercatini di Natale: bancarelle allestite nelle case contadine colme di prelibatezze enogastronomiche e piccole meraviglie di artigianato locale, musica e aria di festa. Specialità genuine e piatti tipici, i dolci che hanno il sapore di una volta, il caffè d’orzo e il vin brulè da gustare fra fisarmoniche e zampogne. Qui il Natale è pura magia, tra pittoresche case strette le une alle altre e collegate da portici, androni e corti interne. Luci, profumi, colori conquistano il cuore. Ormai ne esistono pochi di posti così, luoghi incredibili senza tempo, dove assaporare la vera essenza del Natale! Domenica 22 dicembre Natale dei Bambini a Rango Vieni a visitare l’ufficio postale dove scrivere e imbucare la letterina per Babbo Natale, l’officina degli elfi con tanti giochi in legno e il laboratorio per costruire il segnalibro di Natale. A tutti i bambini in regalo il cappello “fiocco di neve”. Sabato 21 dicembre Dalle ore 16.00, Spazio 1, Ponte Arche Benvenuto Natale a Comano A seguire, ore 16.30, piazzale del Municipio di Comano Terme L’arrivo di Babbo Natale Festa per l’arrivo di Babbo Natale a cura della Pro Loco di Ponte Arche con bevande calde e dolcetti per tutti i bambini Lunedì 23 dicembre Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Dalle ore 9.30 alle ore 19.00 Babbo Natale al Maso Babbo Natale incontra i

Economiche. In questi anni numerose sono le iniziative promosse dall’associazione, tra cui l’animazione estiva, la sfilata di moda, le lotterie di Natale e Pasqua che hanno riscosso un indubbio successo. Quest’anno i commercianti hanno deciso di fare un passo in più, organizzando l’ “Autunno Ecologico a Tione”: un importante Concorso a Premi e due giornate di animazione nei mesi di ottobre e novembre legati al tema eco-

logia, che rappresenta un filo conduttore con il noto evento dell’“Ecofiera”. Il concorso, infatti, è volutamente debuttato il quattro ottobre scorso nel contesto dell’Ecofiera ed ha subito ottenuto un buon riscontro. Il montepremi in palio è davvero ricco: lavatrici a basso consumo, una bicicletta elettrica e buoni acquisto del valore di € 200 l’uno. La premiazione si terrà il 28 dicembre presso il Teatro Comunale di Tione, nell’ambito di un

bellissimo evento a cui tutti i lettori sono fin da ora invitati. Al concorso sono stati abbinati degli eventi tematici; due giornate con manifestazioni dedicate ai bambini nei giorni 26 ottobre e 16 novembre: nella prima giornata l’Istituto Alberghiero di Tione ha realizzato alcune ricette “ecologiche” e salutari, oltre ad un percorso per la gimkana con la bicicletta, divertimento ed animazione; il 16 novembre invece una fattoria didattica

za come pure gli abitanti dei centri limitrofi, in grado di riportare l’attenzione sull’importanza delle attività economiche, quali parte integrante della storia locale ed “anime” della comunità tionese. della Val Rendena ha mostrato ai bambini presenti come viene prodotto il formaggio, coinvolgendoli anche nella preparazione. Divertimento sempre garantito da animazione dedicata, truccabimbi, oltre a lezioni ambientali abbinate. Per il nuovo anno, agli associati di Tione Attività Economiche sarà possibile partecipare con delle agevolazioni a dei corsi sulla sicurezza organizzati dalla Centiramo Con-

“I Mercatini di Natale nei Borghi più Belli d’Italia” bambini a Maso Limarò per ascoltare i loro desideri e regalare dolci sorprese. Possibilità di raggiungere il Maso in pullman, con partenza alle ore 16.00 dalla Stazione delle Autocorriere di Ponte Arche Info e prenotazione obbligatoria presso APT – (€) tel: 0465/702626 Martedì 24 dicembre Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Dalle ore 16.00, Spazio 1, Ponte Arche La Tombola di Natale Vivace tombola natalizia in compagnia dello Staff di Animazione Giovedì 26 dicembre Ore 14.30, ritrovo presso Stazione Autocorriere Ponte Arche Il presepe vivente nel borgo di Canale Visita al presepe vivente di Canale di Tenno, cornice incantata della Natività Prenotazione presso APT (€) - tel: 0465/702626 Ore 16.30, Spazio 1, Ponte Arche Proiezione del cartone animato “IL FIGLIO DI BABBO NATALE” Un pomeriggio con il cinema per i più piccoli in compagnia dello Staff di Animazione Ore 20.45, chiesa parrocchiale di Ponte Arche CONCERTO NATALIZIO PER VOCE E PIANOFORTE Con il soprano Claudia Garavini accompagnata dal pianista Walter Proni Ingresso libero

Venerdì 27 dicembre Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Ore 21.00, Sala Congressi Terme di Comano UN GIORNO DA PECORA Il famoso talk show di Radio 2 che ospita uomini politici, d’industria, star televisive e opinionisti, approda sul palco delle Terme di Comano con uno spettacolo che ospiterà personaggi d’eccezione. Ingresso libero Ore 16.30, Spazio 1 Le erbe in cucina Laboratorio di cucina per adulti e bambini per preparare gustosi biscotti alle erbe Sabato 28 dicembre Ore 21.30, Discoteca Angelo Blu, Ponte Arche Musica dal vivo con Gisella Ingresso libero Domenica 29 dicembre Ore 14.00, ritrovo Stazione Autocorriere Ponte Arche – spostamento con mezzi propri Una valle da camminare… sotto la neve Escursione con le ciaspole in compagnia degli Accompagnatori di Territorio alla scoperta della Val Lomasona. Info e prenotazione obbligatoria presso APT (€) Lunedì 30 dicembre Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1 Camminare per Star Bene Dalle ore 16.00, Spazio 1, Ponte Arche Profumi e Sapori d’Inverno Presentazione e Degustazione di prodotti tipici locali – ingresso libero

Martedì 31 dicembre Ore 17.00, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Fiaccolata di fine anno Fiaccolata in compagnia dello Staff di Animazione per salutare il 2013 Dalle ore 22.30, Capodanno in piazza con musica dal vivo Mercoledì 1 gennaio Ore 16.30, ritrovo presso Stazione Autocorriere Ponte Arche Vigo e Dasindo: un percorso tra i presepi Suggestiva visita ai presepi fatti a mano e degustazione di prodotti tipici Prenotazioni presso APT (€) – trasferimento in trenino Giovedì 2 gennaio Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Ore 16.30, Spazio 1, Ponte Arche LE ERBE IN CUCINA Laboratorio di cucina per adulti e bambini per prepara-

re gustosi biscotti alle erbe Venerdì 3 gennaio Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Ore 16.30, Spazio 1, Ponte Arche Proiezione del film per famiglie: I SUPERCUCCIOLI DI NATALE: Alla ricerca di ZampaNatale” Un pomeriggio con il cinema per i più piccoli in compagnia dello Staff di Animazione Ore 21.30, Disco American Bar Ten o’Clock Musica dal vivo con Gisella Ingresso libero Domenica 5 gennaio Ore 17.00, Passerella in legno Giardino Al Sarca Arriva la Befana In sella alla sua scopa la Befana regalerà dolci pensieri per l’anno nuovo. Grande falò a cura della Pro Loco di Ponte Arche. Martedì 7 gennaio Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1

sulting di Trento. Inoltre l’Associazione promette un ricco programma sempre più fitto di sorprese, iniziative e progetti, volti a rendere sempre più consapevoli residenti e turisti dell’importanza di sostenere ed “affezionarsi” alle proprie aziende locali che lavorano anche per il bene di tutta la comunità, alla quale, per l’appunto, vogliono dedicare e regalare iniziative, eventi ed ora… anche dei premi!!! Camminare per Star Bene Dalle ore 16.00, Spazio 1, Ponte Arche Rose di carta Laboratorio creativo con lo Staff di Animazione Mercoledì 8 gennaio Ore 14.00, ritrovo Stazione Autocorriere Ponte Arche – spostamento con mezzi propri Una valle da camminare… sotto la neve Escursione con le ciaspole in compagnia degli Accompagnatori di Territorio alla scoperta del Biotopo di Fiavè. Info e prenotazione obbligatoria presso APT (€) - tel: 0465/702626 Giovedì 9 gennaio Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Ore 16.30, Spazio 1, Ponte Arche Laboratorio sul bio-dentifricio Laboratorio per creare un dentifricio naturale Info e prenotazione obbligatoria presso APT (€) – tel: 0465/702626 A cura di Appa – Laboratorio Territoriale delle Giudicarie Venerdì 10 gennaio Ore 14.30, ritrovo presso Spazio 1, Ponte Arche Camminare per Star Bene Dalle ore 16.00, Spazio 1, Ponte Arche Arrivederci Natale!


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Tra cori e Presepi il Natale in Rendena Tante le iniziative che la Valle propone per le Feste

Natale è ormai alle porte e di Claudia la Val Rendena si prepara al meglio per affrontare questa festività nel rispetto delle tradizioni. Tutti i paesi della valle festeggeranno in piazza dopo la Santa Messa della vigilia di Natale, Durante le festività la musica è onnipresente ed anche quest’anno la magica atmosfera natalizia verrà ricreata grazie anche all’organizzazione di concerti a cui prenderanno parte diversi cori del territorio. Sabato 21 dicembre a Villa Rendena presso la Chiesa parrocchiale i cori Carè Alto, Compagnia del Canto e Croz da la Strìa intoneranno diverse canzoni natalizie. Nella serata del 28 dicembre a Darè sarà la manifestazione corale “Concertinsieme” a scaldare gli animi con la partecipazione del coro Carè Alto, il coro parrocchiale ed il corpo musicale di VigoDarè. Ben due gli appuntamenti musicali a Caderzone Terme: il 27 dicembre canti natalizi in chiesa mentre il 29 presso il Palazzo Lodron Bertelli si terrà un concerto con la Banda Comunale. La proposta musicale di Giustino non è da meno: il 20 dicembre concerto al pianofor-

te di Costanza Maestranzi ed i suoi allievi, la sera seguente concerto del Coro Presanella presso la Chiesa parrocchiale come inaugurazione della mostra “Lumi e Legno” ospitata presso il municipio. Il giorno di Santo Stefano si terrà alle ore 14.30 presso il Teatro comunale un concorso canoro con i bambini della scuola primaria. La sera stessa a Massimeno sarà il Coro Compagnia del Canto ad esibirsi presso la Chiesa parrocchiale. Per quanto riguarda Pinzolo, durante tutto il periodo natalizio, le vie saranno inondate di musica dalle 17.00 alle 19.00, mentre il 22 ed il 29 dicembre ci saranno rispettivamente il concerto di Natale a cura della Pro Loco del paese ed il concerto con il Coro Presanella e la Banda Comunale di Pinzolo. Altri eventi degni di nota sono il percorso enogastronomico “Na sera tra i purcei” del 28 dicembre a Strembo che

propone una passeggiata alla scoperta dei sapori e delle antiche corti del borgo. L’emozionante accensione dell’albero di Natale chiamerà in piazza abitanti e turisti il 7 dicembre a Giustino e Pinzolo ed il 21 a Massimeno. Il 6 dicembre a Carisolo si terrà invece la tradizionale sagra di S. Nicolò con messa, processione ed arrivo del Santo in piazza dove si mangerà e brinderà in allegria. Momenti di grande divertimento si prospettano grazie all’organizzazione di brillanti commedie come “Non tutti i ladri vengono per nuocere” che si terrà il 14 dicembre al Teatro comunale di Giustino con la Filodrammatica El Grotel di Condino. Presso il Paladolomiti di Pinzolo, invece, appuntamenti imperdibili saranno il 9 dicembre con la commedia “L’ex marito in busta paga”, il 13 con una commedia teatrale a cura del Filò de la Val Rendena ed

L’idea per il regalo di Natale

C

ome in un mercatino di Natale, dove rovistare alla ricerca di un regalo da donare alle persone a cui teniamo di più e farsi ispirare dalla fantasia delle mani esperte di artigiani e venditori per decorare la casa nel periodo più luccicoso e tenero dell’anno. Un mercatino che non è nelle piazze, ma sta dentro un negozio, al secondo piano di Fedrizzi casalinghi, a Ponte Arche, allestito con cura ed estro. Fiocchi rossi e alberi di Natale, il bianco della neve e i profumi delle candele e tante idee regalo preziose e semplici, per un pensiero agli amici più cari, o un regalo da fare a se stessi per rendere la casa accogliente e calorosa in un momento dell’anno davvero speciale, tutto da dedicare alla

famiglia e agli affetti. Un pensiero destinato ad accompagnare la persona a cui lo si dona ben oltre il momento delle feste, da usare nella quotidianità per ricordare in tanti piccoli gesti – sorseggiando una cioccolata calda, accendendo una candela, preparando una tavola per una cena in

compagnia - chi ha pensato di farne un regalo proprio per noi. E il mercatino da Fedrizzi è uno spazio dove trovare proprio quei pensieri originali eppure semplici che assieme a un dono portano con sé l’affetto sincero di un amico o un famigliare.

il 29 con lo spettacolo per le famiglie “Chi ha rapito Babbo Natale?” Anche in Val Rendena non mancheranno gli ormai celebri mercatini di Natale che a Caderzone Terme dal 26 dicembre al 6 gennaio prenderanno possesso del Rione Lodron Bertelli dalle 15.30 alle 19.30, mentre la gettonata Madonna di Campiglio li ospiterà in piazza Brenta Alta nelle giornate del 6, 7, 8, 13, 14, 15 dicembre e dal 20 dicembre al 6 gennaio. Sarà un’occasione per ammirare i lavori fatti a mano tipici dell’artigianato locale, oltre che un’opportunità per assaggiare ed acquistare i prodotti del territorio e trovare tante idee originali per i regali. Questo Natale i bambini non resteranno di certo delusi. L’amata S. Lucia, nonostante la sua agenda fitta di impegni, farà gli straordinari per poterli incontrare il 12 dicembre a Vigo alle 18.00, a Villa Rendena ed a Massimeno alle 20.00, a Giustino alle 20.30. Caratteristica irrinunciabile per un Natale nel rispetto delle tradizioni è il presepe

brindando con il vin brulè e intonando canti natalizi. Durante l’avvento inoltre saranno numerosi gli eventi proposti: concerti, rappresentazioni teatrali, mercatini e tante altre iniziative.

Brunelli

che di certo non mancherà in nessun paese della valle. Tutti i paesi, infatti, nei loro luoghi più suggestivi ed affascinanti, organizzeranno dei presepi che verranno segnalati da un apposito pannello riportante il logo dell’iniziativa, quest’anno giunta alla IX edizione, di “Abbraccio di luce – Presepi in Val Rendena”. Questo progetto ha lo scopo di ricordare il dono, fatto a Papa Giovanni Paolo II nel Natale del 2004, di un enorme abete della Val Rendena che fu portato in piazza San Pietro a Roma. In ogni chiesa della valle saranno predisposte delle rappresentazioni della natività del Signore. Degne di nota sono quelle di Darè ospitate nella Casa Cüs dove verranno esposti i presepi realizzati dagli abitanti del borgo che andranno ad integrarsi con il presepe vivente il 26 dicembre pomeriggio. A Vigo Rendena andranno in scena diverse raffigurazioni: una realizzata con statue vestite con abiti confezionati con iuta e stoffa alla “Cort dai Bernardon”, una inta-

gliata nel legno alla “Fontana dai Baltram”, e un’altra in stile nordico alla “Fontana dala Ragolina”. Nella chiesa parrocchiale di San Zeno a Pelugo ci sarà il tradizionale e sempre curioso presepe meccanico. Nella piazza centrale di Spiazzo, invece, verrà esposto nuovamente il presepe in legno scolpito dall’artista Nicola Cozzio, mentre gli abitanti delle frazioni di Fisto e Borzago esporranno presso i lavatoi frazionali le proprie creazioni. A Bocenago è la piazza centrale ad essere allestita con capanna e statue in legno mentre sotto il portico di via Nuova troverà posto il presepe tradizionale. A Caderzone Terme curiose sono le due rappresentazioni realizzate utilizzando materiali locali e di recupero presso il Museo della Malga e all’Ufficio Turistico, quest’ultimo realizzato dalle donne della Compagnia del Giglio. Al Paladolomiti di Pinzolo, dal 21 dicembre al 10 gennaio, saranno esposti dei presepi artistici per la III edizione della mostra “L’Arte della Natività”. A Carisolo, nella piazza 2 maggio, verrà esposta la Natività a grandezza naturale presso la Cort di Guglielmo, mentre per quanto riguarda quelli realizzati dalle famiglie sarà possibile votarli nell’ambito del concorso “Carisolo ed i suoi presepi”. Le numerose e diversificate iniziative messe in campo per queste festività invitano turisti e non a ritagliarsi momenti di gioia e serenità in Val Rendena per un Natale ricco di emozioni.


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A Condino il Presepe vivente più grande del Trentino. A Quartinago i mercatini di Natale

A Uno scorcio del Borgo di Quartinago

A Trento il Mercatino di Natale spegne 21 candeline e, per l’occasione, prolunga l’apertura di una settimana, cioè fino al 30 dicembre. Le casette accolgono i visitatori dal 23 novembre alla vigilia di Capodanno, con le medievali mura di Piazza Fiera a fare da suggestivo scenario alle molte proposte: dagli addobbi per il presepe e per l’albero fino agli oggetti dell’artigianato, ma anche specialità culinarie ed articoli regalo. Non mancherà un’intera sezione dedicata ai sapori, dove sarà possibile gustare i piatti della tradizione. La novità di quest’anno riguarda la partnership con Augusta, città nella quale il Mercatino ha radici antiche, risalenti addirittura al Rinascimento, epoca nella quale il Municipio della città bavarese venne trasformato in un enorme calendario dell’Avvento. Una collaborazione che si affianca a quella creata da qualche anno con Innsbruck, costituendo così un’ideale “asse del Natale” fra Germania,

Austria ed Italia. Anche quest’anno, poi, per agevolare l’afflusso dei visitatori provenienti da fuori provincia saranno organizzati treni speciali, che collegheranno direttamente la Città del Concilio con stazioni quali Milano Lambrate, Brescia e Bergamo. Spostandoci a Rovereto, il Mercatino tornerà protagonista nelle vie del centro storico fino all’Epifania. È il «Natale dei popoli», dove si incontrano l’arte del Sud Italia e quella del Nord Europa, dove i simboli e le tradizioni di queste Feste sono vissute come un unico, grande, coro di fratellanza. In omaggio alla propria qualifica di «Città della Pace» il capoluogo della Vallagarina ospiterà i ragazzi del gruppo Dabka, che porteranno le atmosfere mediorientali con presepi, manufatti in legno d’olivo e madreperla, ceramiche e tessuti, oltre ad esibirsi in canti popolari d’amore per il proprio paese. Accanto alla casette in legno sarà allestita anche quest’anno una tenda

La magia del Natale in Valle del Chiese

bbracciando gli aspetti più caratteristici del Natale mitteleuropeo, in una terra storicamente luogo di incontro fra le culture dell’Europa del nord e del sud, in Trentino le atmosfere della Natività del mondo germanico si fondono con quelle tipicamente della Terra Santa, mentre dalla Spagna arriveranno i «Villancicos», musicisti, che proporranno canti e balli. Sulle rive del lago di Garda, il Mercatino di Arco propone una quarantina di casette di artigianato locale e nazionale. Oltre all’apertura prevista ogni venerdì, sabato e domenica fino al 23 dicembre

(dalle 10 alle 19 con apertura straordinaria e spettacolo pirotecnico il 7 dicembre fino alle 21.30), il Mercatino resterà aperto anche nelle giornate del 26, 27, 30, 31 dicembre e 1, 2, 3 e 6 gennaio. Anche quest’anno i protagonisti, accanto a leccornie ed artigianato, saranno gli animali da cortile,

Angelo Roberto

mediterranee. Un territorio unito nel segno delle festività, che propone i principali Mercatini di Natale, unendo Trento, Rovereto, Arco e Levico in un “tour” fatto di leccornie, artigianato, decorazioni, prodotti tipici ed idee regalo. nonché caprette ed asinelli. In Valsugana il Natale è di casa a Levico Terme, dove tutti i venerdì, sabato e domenica fino al 22 dicembre e poi ogni giorno dal 26 dicembre al 6 gennaio, si potranno visitare una quarantina di casette dedicate all’artigianato ed ai prodotti enogastronomici. Sotto le stan-

Roberto Daniela

ze che ospitarono il soggiorno della principessa Sissi si potrà passeggiare all’ombra delle maestose piante dell’arboreto. Durante questo periodo la Valsugana sarà teatro anche di altre manifestazioni di richiamo come, ad esempio, la “Strozegada” di Santa Lucia e l’arrivo della Befana.

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Economia Il dominio della moneta sull’economia ha creato due sfere separate, una finanziaria in espansione virtuale fatta di carta e una reale produttiva agricola basata sul consumo e lo scambio in contrazione: Di fronte a questa crisi oggi anche i grandi economisti cominciano a proporre una fase meno teorica, in cui prevalga la riflessione rispetto alla legge della domanda e dell’offerta che domina i mercati. Ci si deve rendere conto che si può benissimo risvegliare in un mondo economico agricolo senza moneta, ma che può mantenere in vita decentemente centinaia di migliaia di persone senza collegare i loro destini alle pericolose evoluzioni dei mercati. La montagna che per secoli ha mantenuto la popolazione trentina deve pertanto tornare ad avere un ruolo economico e per fare questo dobbiamo forzatamente passare per il rapporto costruttivo tra proprietà pubblica e proprietà privata, riflettendo sui fondamenti del diritto in questo campo oggi cruciale. Pochi sanno ad esempio che in Giudicarie le comunità sono proprietarie dell’ottanta per cento del territorio e che lo sono dalla loro fondazione oltre dieci secoli fa. Il passaggio dalle Pievi alle Comunità aveva costretto i singoli paesi a definire i loro confini e le proprietà di pascoli, malghe e boschi, così vitali da avviare anche scontri legali e fisici tra alcune di loro, come quando una mandria di vacche, sui monti tra Tione e Villa, fu fatta cadere in un dirupo. Quando la comunità contraeva un debito vendeva il legname oppure vendeva i terreni ai privati. In questo modo la proprietà privata si è formata staccandosi progressivamente catastalmente da quella pubblica, o sarebbe meglio dire comunale. Viceversa quando un terreno era abbandonato questo poi ritornava della comunità. Non esisteva la proprietà privata assoluta, ma il proprietario aveva sì diritti di utilizzarlo e sfruttarlo ma aveva anche dei doveri nel mantenere i

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Asuc: proprietà comune ma privata

La montagna può tornare ad avere un ruolo economico attraverso il rapporto tra pubblico e privato

L

a forte carenza di lidi Marco quidità che si sta registrando a livello internazionale, sta mettendo in evidenza tutti i limiti di uno stato inefficiente, dell’esorbitante spesa pubblica attuata dalla classe politica, dei costi dei suoi servizi e del livello delle sue tasse. Le comunità schiacciate tra la crisi e la necessità di avere degli utili stanno ritornando così a

valorizzare i propri territori, boschi, pascoli, malghe, prativi e arativi e le proprie partecipazioni nei consorzi, nei BIM e nelle ASUC. Se dal centro amministrativo progressivamente arriveranno sempre meno contributi, le comunità sono costrette a ricercare antiche rendite nel valorizzare il vecchio mondo economico rurale.

Zulberti

Malga Cengledino

propri campi e le proprietà che vi erano edificate come case, stalle o fucine. Quando un fondo produttivo veniva abbandonato, veniva riassorbito dalla comunità, che lo affidava a qualche altro artigiano. Gli usi civici erano una tacita regola accettata da tutti con nello stesso modo si regolavano lo sfruttamento delle acque, dei boschi e delle miniere. Il passaggio della nostra regione trentina al diritto italiano ha provocato una specie di terremoto, perché il fascismo ha introdotto il concetto di proprietà dello stato, da cui la piccola proprietà comunale si doveva

difendere. La formazione delle ASUC era funzionale a questo stravolgimento nel diritto della gestione delle proprietà private collettive ora non più delle comunità, distinguendole da quelle dei singoli. Perché mentre oggi le comunità sono diventate comuni fondendo tra loro paesi diversi, le ASUC non hanno subito questo processo di fusione. Il regime fascista che si opponeva alla proprietà comunale, comunitaria, intendeva forzare lo scioglimento di tutte le proprietà private collettive delle comunità con il passaggio allo stato, al demanio. Di fatto il regime aveva una

idea di proprietà assoluta fatta solo di diritti, ma non di doveri, che obbli-

ga il proprietario anche ad aver cura dei propri fondi, lavorandoli e mettendoli a frutto. Ed è proprio questo concetto di proprietà assoluta che si colloca alle radici della decadenza agricola che oggi vive la montagna dove il bosco rappresenta una natura, che per quanto bella e sublime, rimane comunque matrigna, perché sta fagocitando i pascoli, gli antichi masi e le stalle. Lo statalismo, di cui anche il fascismo come il comunismo erano espressione complementari e ideologiche, ha di fatto contribuito a demolire il diritto economico della montagna ad auto-gestirsi tramite le comunità, e tramite gli usi civici, rappresentati dalle ASUC. Gli attuali scon-

tri tra i comuni sui diritti delle ASUC mostrano in pieno la perdita di conoscenza della propria storia che ha subito sia la popolazione trentina, che molti suoi amministratori locali, nei confronti della proprietà privata delle comunità. Immaginiamo solo se oggi si dicesse ai proprietari di tanti siti agricoli produttivi e di tante case di montagna abbandonate che se rimangono senza frutto tornerebbero alla comunità, come si darebbero da fare per almeno falciarle o tenere sano il tetto. Solo risvegliando questa coscienza che la proprietà non è solo un diritto ma anche un obbligo del proprietario a lavorarla e farla rendere, (per lo storico del ‘600 Mariani il nome “rendena” derivava proprio da rendita) sarà possibile riattivare quel secolare importante ciclo economico della nostra montagna che può aiutare la popolazione ancora una volta a superare la crisi.


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Attualità

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Due giovani giudicariesi ordinati Diaconi Daniele Armani e Lorenzo Iori sono stati ordinati da Mons. Luigi Bressan Infatti ultimamente è proprio alle Giudicarie che si guarda a questo proposito da quando il 24 novembre dei tre giudicariesi attualmente studenti nel seminario diocesano di Trento due, giunti al sesto e ultimo anno di teologia, hanno ricevuto l’ordine del diaconato. Si tratta di Daniele Armani, 30 anni, di Agrone in val del Chiese e Lorenzo Iori, 29 anni, della Quadra del Bleggio nelle Esteriori. Nella celebrazione presieduta in Cattedrale alle ore 15 dall’Arcivescovo Luigi Bressan hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione e pronunciato davanti alla Chiesa gli impegni del loro ministero. Daniele, dopo la scuola frequentata all’Istituto Agrario di San Michele ed una breve esperienza universitaria e

Seminario o vocazioni sono di Luca parole apparentemente quasi sconosciute negli ultimi tempi anche in valle se non che, si potrebbe dire, il seminario di Trento dista dalle Giudicarie minimo 30 chilometri o più. Certo, tutti sanno che esistono i parroci, di cui anche recentemente i paesi di Storo, Condino e il Banale hanno vissuto il cambio, ma si tratta di sacerdoti “già finiti”ossia

Monsignor Bressan

con un’esperienza pastorale Tomasi* alle spalle, giovani o vecchi che siano. Non è poi così quando si scopre e si conosce qualcuno che intraprende il percorso di formazione in vista del sacerdozio e si scopre, quasi cadendo dalle nuvole, che i preti non nascono già preti ma sono tutte persone che hanno vissuto un cammino che li ha portati a questo servizio. lavorativa al Parco Adamello Brenta è entrato in seminario nel 2008 spinto anche dalle esortazioni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI nelle giornate della gioventù. Oltre a seguire il corso di studi teologici, che ha concluso discutendo la tesi su padre Remo Armani anch’egli di Agrone e sacerdote missionario comboniano ucciso in Congo nel 1964, ha prestato servizio nelle parrocchie di Cristo Re in Trento e di Tione. Lorenzo, dopo le superiori frequentate a Tione ed una laurea in lettere ha vissuto importanti

Lorenzo Iori

Daniele Armani

esperienze missionarie in Perù come volontario dell’Operazione Mato Grosso, molto presente in valle, fino alla scelta del seminario frequentato per alcuni anni in Perù, poi a Fiesole e negli ultimi anni a Trento. Anch’egli ha prestato il suo servizio pastorale nella parrocchia di Mori. Il diaconato è il primo grado dell’ordine sacro che si concentra soprattutto sull’esercizio della carità e della predicazione nella liturgia e come noto è esercitato anche in forma permanente, come già da qualche anno accade nel-

le parrocchie giudicariesi con la presenza di Silvio Maier a Preore, Giuseppe Mazzocchi a Condino ed Ennio Bellavere a Lomaso. Ma nel nostro caso esso rappresenta una tappa transitoria in preparazione di un altro ministero: il presbiterato che don Daniele e don Lorenzo riceveranno a giugno 2014. In quell’occasione saranno ancora le Giudicarie, a distanza di sette anni dall’ordinazione di don Federico Andreolli di Santa Croce, a donare a tutta la diocesi due nuovi sacerdoti, gli unici dell’anno prossimo, pronti con la grazia di Dio ad operare nelle parrocchie dove saranno assegnati. Ma in attesa che il momento giunga, come ha sottolineato l’arcivescovo, è costantemente importante per i cristiani l’accompagnamento della preghiera. *seminarista di teologia

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I ragazzi gettano un ponte verso la Calabria

Associazioni

Il Piano Giovani delle Esteriori si occupa di legalità con un progetto di cittadinanza attiva contro le mafie

Che la mafia sia roba di altri luoghi, è una convinzione che in anni recenti ha cominciato ad incrinarsi. Ne hanno parlato giovani scrittori come Roberto Saviano, l’hanno ribadito più volte i vertici dell’antimafia, lo dimostrano i dati e le indagini delle tante associazioni e degli organi competenti che se ne occupano. In pochi lo sanno, per esempio, ma in Trentino ci sono 17 beni confiscati alle mafie. Di questo e del meccanismo criminale e mafioso, perverso ed infido, facilmente attraente per le giovani generazioni che ancora hanno da sperimentare che le strade facili spesso nascondono inganni e insidie, hanno discusso una trentina di giudicariesi in diversi incontri e infine in un viaggio di qualche giorno in Calabria. “La realtà calabrese è un po’ come un fico d’india – racconta uno dei partecipanti – le spine invisibili che lo

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i chiama “Un ponte promotori ( Libera Trentino, di Denise Rocca sino allo stretto” ed Associazione Noi San Luigi è uno dei progetti del Piano Giovani delle Bleggio, Associazione Don Lorenzo Guetti Ieri, Oggi Giudicarie Esteriori – Space for youth – che si e Domani, Amici di San Francesco e Santa Chiara) è occupato di cittadinanza attiva (non che quella vedono strettamente legati. “Non c’è ripristino della passiva sia prevista, ma meglio rinforzare con un legalità senza cooperazione – spiegano - senza un aggettivo) e legalità. Legalità e Cooperazione, per mettersi assieme per rispondere in maniera efficace essere precisi, grandi temi che in molti, certamente i ad un problema così grave”. circondano non ti permettono di assaporare e conoscere il buono della terra e delle persone calabresi”. E’ stato un gruppo di giovani di “Libera” di Reggio Cala-

bria ad accompagnare la delegazione giudicariese nella loro visita, ricambiando il loro soggiorno in Giudicarie in estate. Un programma fitto di incontri: dalla visita

Il “Laboratorio Sociale” ha una nuova sede In linea d’aria sono solo pochi metri. Ma, per il Laboratorio Sociale di Tione uno dei dieci centri della struttura che, a livello provinciale, gestisce i piccoli lavori di artigianato gestiti da disabili - il salto di qualità è stato enorme. Duecento venti metri quadrati di spazi disponibili, contro i nemmeno cento di via Nazario Sauro, per quel piccolo laboratorio che occupa sei ragazzi e due educatori, sono una vera manna. Che permetterà loro di ampliare la gamma di lavorazioni. E, soprattutto avere a disposizione, oltre ai locali dove occuparsi della piccola produzione di oggettistica artigianale in legno, vetrine espositive, cucina e servizi per l’attività quotidiana. “Ora possiamo dire, davvero, di avere un nido, dove i ragazzi possono lavorare ed esprimersi al meglio”, ha detto Franco Giovannelli, storese, papà di uno dei ragazzi e da tantissimi anni e socio referente dell’onlus tionese. Il 18 novembre, all’inaugurazione della nuova sede in viale Dante, con i genitori e familiari c’erano il direttore Fabrizio Cucchiaro, la presidente Maria Rosaria Boninsegna, l’ex presidente dell’Anfass Maria Grazia Bassi, la responsabile dell’ufficio delle politiche sociali della Comunità di Valle Anna Lisa Zambotti, autorità e rappresentanti del mondo della cooperazione. Prima della benedizione del nuovo decano don Fer-

alla sede della Polizia scientifica di Reggio Calabria per un excursus sui più sofisticati metodi di indagine ideati per contrastare la criminalità organizzata, fino alle testi-

monianze delle vittime di attentati di mafia e di chi si impegna ogni giorn ad opporsi alla cultura mafiosa in terre nelle quali è difficile e per nulla scontato schierarsi con la legalità. Testimonianze che arrivano dritte al cuore e al cervello, più di una lezione. “Mimmo Nasone, referente di Libera per la Calabria – racconta Andrea - ci ha fatto comprendere come la cultura mafiosa sia particolarmente radicata nel territorio anche tra i giovani. Con un sondaggio nell’istituto superiore in cui insegna ha rilevato che il 70% dei suoi studenti ritiene che “la mafia

dà soddisfazioni che lo stato non dà”. Suor Carolina, collaboratrice di Don Puglisi nel quartiere Brancaccio di Palermo: “Nelle nostre scelte – recita un passaggio del suo racconto che ha colpito Francesca ci troviamo sempre di fronte a tre strade, una strada nera (del male), una strada bianca (del bene), e una grigia (quella dell’indifferenza). La mafia cresce su quest’ultima via, dove regna l’omertà delle persone”. La scelta di Tiberio Bentivoglio che il pizzo non l’ha voluto pagare più, vittima di sette attentati alla sua persona e al suo esercizio commerciale. Lui dal suo paese non si muove e il suo motto è “resistere e ripartire”. Le parole di Paolo Borsellino, definizione vissuta del significato di “cittadinanza attiva”: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”.

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dinando Murari, i discorsi ufficiali che hanno posto l’accento sulle nuove opportunità di ampliare l’esperienza lavorativa dei ragazzi. E, ancor più, per dar loro la dignità di lavoratori. “Perché – ha detto il direttore Cucchiaro – all’interno dei nostri laboratori i ragazzi si sentono artigiani a tutti gli effetti”. Il Laboratorio Sociale di Tione è in attività dal 1998. Prima in sinergia con la locale Anfass. Ma, dal 2002, capace di produrre lavori di piccolo artigianato in piena autonomia. Fino a ieri gli spazi a disposizione erano davvero ristretti. Ora con i nuovi locali affittati dal comune di Tione anche la produzione potrà avere altri sbocchi . (e.z.)

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Si tratta di un’iniziativa rivolta a 15 ragazzi e ragazze di età inferiore ai 36 anni, diplomati o laureati ma disoccupati, provenienti da diverse zone della Provincia di Trento, selezionati attraverso test attitudinali e colloqui individuali. Il percorso formativo è stato progettato dall’Associazione culturale Zetaform, che ha sede a Milano e da una anno a Comano Terme, che si occupa di formazione e gestione del personale, e che cura l’organizzazione di tutte le attività ad esso correlate. Il corso si svolge in partnership con gli Istituti Scolastici delle Giudicarie e dell’Alto Garda, le Aziende per il Turismo, i Consorzi Turistici, la Comunità di Valle delle Giudicarie, il Parco Naturale Adamello Brenta, l’Accademia della Montagna, gli Ecomusei e i Consorzi locali delle Pro Loco. L’intervento di formazione è gratuito, e prevede un totale di 1000 ore strutturate suddivise in 700 ore tra lezioni in aula, laboratori e uscite didattiche e 300 ore di stage. Il percorso formativo si è aperto nel mese di luglio con un breve incontro di apertura a Trento e con due giornate introduttive a Villa Santi, la bellissima Casa Natura del Parco presso Montagne, dove Alida Scalfi, Massimo (responsabili di Zetaform) e Severino Papaleoni (coordinatore didattico) hanno condiviso con i partecipanti gli obiettivi dell’iniziativa e hanno attivato delle attività per favorire la conoscenza reciproca, e creare affiatamento e coesione nel gruppo. Nel week end di Villa Santi due operatori del Parco Naturale Adamello Brenta hanno mostrato ai ragazzi i caratteri costruttivi/architettonici ed ecosostenibili della struttura ed illustrato le caratteristiche del-

“Nuovi turismi montani” Un corso di formazione per creare professionalità innovative di Silvia Garbari Con la metà di settembre è iniziato a tempo pieno il corso “Nuovi turismi montani. L’integrazione dell’offerta turistica tra ambiente, storia e sfide innovative”, con sede a Tione e a Trento, che terminerà nel mese di aprile 2014. l’ambiente naturale circostante. Perché “Nuovi turismi montani”? Perché in questi anni il turismo nelle aree di montagna sta attraversando una fase di forte cambiamento e sono necessarie nuove sfide in un contesto socio-economico profondamente diverso da quello dei decenni precedenti. Nasce da qui il bisogno di nuove figure professionali che diano risposte all’esigenza di ridefinizione dell’ospitalità, orientandosi maggiormente verso i nuovi contenuti della vacanza: le nuove forme di turismo, infatti, cercano contenuti oltre che luoghi, emozioni oltre che sport, condivisioni oltre che eventi. I contenuti del corso spaziano dalla conoscenza del territorio dal punto di vista culturale e ambientale al sistema dei servizi turistici, dalle tecniche di marketing turistico all’uso del web 2.0 per la promozione turistica, dall’inglese per il turismo alla gestione dei clienti, dall’auto-imprenditorialità alle pari opportunità. Il calendario delle lezioni è molto vario negli argomenti proposti e ricco di stimoli, coinvolge profes-

sori degli istituti scolastici locali, studiosi della zona ed esperti in varie discipline. Sono in programma diverse uscite didattiche tra cui seminari, visite ai musei, escursioni naturalistiche, visite ai forti e ai monumenti di guerra per arricchire il percorso didattico dei ragazzi e far conoscere loro direttamente il territorio. Sono previsti due laboratori, uno sugli eventi legati alla Grande Guerra e uno sul turismo accessibile. Il primo Project Work si inserisce nel programma ampio e diversificato che ha l’obiettivo di celebrare nel 2014 il centenario della Grande Guerra. Il laboratorio intende favorire la conoscenza della storia della Grande Guerra e promuovere la conoscenza della storia del Trentino a quell’epoca anche tra le generazioni più giovani; mira quindi a rendere riconoscibili ai visitatori del Trentino i molti segni lasciati dalla prima guerra mondiale nel territorio ed a valorizzare l’impegno della società trentina e delle sue istituzioni nella conservazione di questo patrimonio storico. Il secondo Project Work rappre-

ORARI DI APERTURA

Questo percorso post-diploma è stato finanziato tra i progetti del Fondo Sociale Europeo volti a prevenire e combattere la disoccupazione (soprattutto giovanile), a sviluppare le risorse umane e a favorire l’integrazione nel mercato del lavoro. senta la nuova sfida dell’offerta turistica, che ha l’obiettivo di raggiungere anche coloro che vivono in una condizione di svantaggio: persone con mobilità ridotta, anziani, bambini, disabili. Pertanto tale laboratorio vuole favorire la conoscenza delle problematiche legate alla disabilità, incentivare la generazione di nuova domanda per un territorio accessibile, promuovere i concetti di turismo accessibile e di marchio open, valorizzare i servizi offerti dal territorio in un’ottica di superamento di tutte le barriere. Nel corso dell’attività e al termine del percorso formativo verranno organizzati gli stage, costruiti sulla base delle attitudini e degli interessi di ciascun partecipante, per dare ad ognuno di loro la possibilità di mettersi alla prova e di applicare le conoscenze acquisite durante il percorso formativo. L’esperienza sul campo vorrebbe costituire per questi ragazzi un’occasione di passaggio dal mondo scolastico al mondo del lavoro. Lo scopo finale del progetto, infatti, è formare figure profes-

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sionali che sappiano inserirsi nel settore del turismo montano con competenze e abilità innovative, in grado di comprendere più a fondo i tratti dei fenomeni turistici di oggi, di interpretarli e di proporre, avvalendosi delle conoscenze acquisite e delle esperienze dei tirocini, nuove ed efficaci proposte turistiche. Con l’obiettivo comune di valorizzare i nuovi profili professionali al fine di promuovere forme

Turismo di miglioramento nella proposta turistica trentina, è davvero importante che le aziende locali che operano nel settore turistico (alberghi, APT, Consorzi turistici, agenzie turistiche ecc.), si prestino ad ospitare per uno stage questi nuovi operatori in possesso di una più ampia conoscenza del territorio e di una formazione specialistica nel settore del marketing, del turismo, del web 2.0. In quest’ottica, chi fosse interessato a dare alle giovani leve in questione un’occasione di inserimento lavorativo attraverso l’esperienza di tirocinio può contattare la dott.ssa Alida Scalfi, responsabile di Zetaform e referente del progetto (tel. 0465/880966 Fax 0465/841006 trento@zetaform.it). Un bell’augurio caloroso a tutti i ragazzi coinvolti che possano trovare occasione di lavoro e contribuire a promuovere il territorio trentino, valorizzandone ricchezze ambientali e culturali.


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Sport

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A Madonna di Campiglio si sfideranno per due giorni alcune delle promesse più fulgide dello sci continentale, in attesa di guadagnarsi la chiamata della Coppa del Mondo. Una vetrina importante, per i Klammer di domani: chi si ritrova a esultare a Campiglio non sarà mai un atleta qualunque. Festa dello sci – Ciliegina sulla torta di una stagione invernale il cui via ufficiale è stato fissato al 29 novembre, l’evento di dicembre si svolgerà su quattro giornate: giovedì 19 e venerdì 20 dedicati alle prove, seguite dalle due discese libere del 21 e 22 dicembre. Madonna di Campiglio accoglierà gli appassionati di sci trentini, italiani e internazionali con i suoi panorami mozzafiato e con la sua grande propensione all’accoglienza, tradotta in calore, colore, note e sapori che vale sempre la pena riscoprire. Inoltre, sabato 21 e domenica 22, in zona Patascoss, gli appassionati dello sci saranno accolti da musica, animazione e degustazioni che accompagneranno lo svolgimento delle gare. Non solo: sempre nelle giornate di sabato 21 e domenica 22, grazie alla collaborazione con Funivie Campiglio, i tesserati FISI riceveranno uno sconto del 50% sullo skipass giornaliero. Una vera e propria festa per gli appassionati della montagna e delle nevi. Il tracciato - Inaugurata al pubblico nel dicembre 2012, la pista Pancugolo rappresenta un importante complemento dell’offerta sciistica dell’area, sia da un punto di vista turistico che sul piano più strettamente agonistico: con la partenza collocata a 2.050 metri di altitudine e una lunghezza totale di 1.700 metri per giungere al traguardo, posto sul mitico Canalone Miramonti, il nuovo tracciato potrebbe, negli anni a venire, vedere all’opera anche gli uomini-jet più quotati a livello mondiale. L’attesa – Il progetto velocità è stato il frutto di un percorso lungo, ma portato a termine con successo grazie alla perfetta cooperazione con Funivie Campiglio. “E’ una grossa soddisfazione – ha detto Lorenzo Conci, presidente della 3Tre – vedere concretizzarsi

La discesa libera torna a Madonna di Campiglio La Coppa Europa Maschile (21-22 Dicembre) riporta la velocità a Campiglio a quasi 40 anni dal trionfo di Klammer

La grande velocità dello sci alpino torna nella “Perla delle Dolomiti”. Dopo aver ritrovato nel 2012 lo splendido spettacolo dello slalom notturno di Coppa del Mondo, la 3Tre e Madonna di Campiglio riabbracciano quest’anno gli uomini-jet con una doppia discesa valida per la Coppa Europa Maschile, in programma il 21 e il 22 dicembre prossimi. Un’attesa lunga 38 anni: era infatti il 12 dicembre 1975 quando, a Madonna di Campiglio, “Kaiser” Franz Klam-

mer confermava il suo dominio nella discesa libera di Coppa del Mondo, nella stagione che lo vide conquistare anche il primo trofeo di specialità nella più classica delle discipline veloci. Assoluta protagonista della 60a edizione della 3Tre sarà la pista “Pancugolo”, omologata meno di due mesi fa al termine di un lungo percorso iniziato nel 2006, e a valle di quasi 4 anni di lavori che hanno ridisegnato l’intera area dei Cinque Laghi.

Pista Pancugolo - foto Fiunivie M. di Campiglio

Franz Klammer - Foto Bisti

IL PROGRAMMA GIOVEDI 19 DICEMBRE 2013 11.00: Prove discesa libera maschile – Pista Pancugolo – Canalone Miramonti VENERDI 20 DICEMBRE 2013 11.00: Prove discesa libera maschile – Pista Pancugolo – Canalone Miramonti SABATO 21 DICEMBRE 2013 11.00: Gara discesa libera maschile – Pista Pancugolo – Arrivo Canalone Miramonti A partire dalle ore 11.00: Festa in zona Patascoss con musica e intrattenimento DOMENICA 22 DICEMBRE 2013 11.00: Gara discesa libera maschile – Pista Pancugolo – Arrivo Canalone Miramonti A partire dalle ore 11.00: Festa in zona Patascoss con musica e intrattenimento Al termine della gara: Premiazioni in zona Patascoss

Canalone Miramonti

un progetto nato dalla volontà del compianto Ingegner Alessandro Bleggi, all’epoca presidente della Funivie Campiglio, e dall’intuizione di Egidio Bonapace, attuale Presidente della Accademia della Montagna e già Presidente del TrentoFimFestival. Dopo gli interventi concordati nel sopralluogo dello scorso giugno e già realizzati, il coordinatore della Coppa Europa Markus Waldner si è dichiarato molto soddisfatto, e adesso non vediamo l’ora di affrontare l’importante test di questa quattro giorni di Coppa Europa”. I sopralluoghi hanno inoltre fornito l’occasione per parlare dei futuri slalom di Coppa del Mondo: Campiglio è infatti presente ad anni alterni nei calendari delle prossime stagioni del massimo circuito mondiale. Le prospettive - “Siamo felicissimi di aver ulteriormente arricchito la splendida area dei 5 Laghi con questa pista, bella e impegnativa, che riporta la velocità a Madonna di Campiglio e che offre, fra l’altro, vedute spettacolari sul nostro territorio. Inoltre, grazie al nuovo impianto Pancugolo, abbiamo potuto creare nuove piste che permetteranno a sempre più praticanti di godersi lo sci sulle nevi di Campiglio” l’opinione del direttore di Funivie Campiglio, Francesco Bosco. “L’appuntamento di Coppa Europa sarà importante anche per capire le potenzialità di questo tracciato in ottica Coppa del Mondo, ma quello che è certo è che oggi Madonna di Campiglio può offrire un percorso di alto contenuto tecnico per le discipline veloci,” ha ribadito il Presidente della 3Tre Lorenzo Conci. La partnership – Lo scorso 18 ottobre, in una bella cerimonia tenutasi a Piazza Sissi a Madonna di Campiglio, la Perla delle Dolomiti ha celebrato una nuova e prestigiosa partnership, coordinata dalla locale Azienda per il Turismo, con Audi. Per inaugurare la nuova intesa, proprio a Madonna di Campiglio si è tenuta la consegna di 27 vetture Audi Quattro a Christoph Innerhofer, Nadia Fanchini, Dominik Paris e tutti gli atleti azzurri più rappresentativi delle varie discipline invernali.

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Sport

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FIS SKI EUROPEAN CUP

60th

Madonna di Campiglio 19-22 December 2013 Men’s Downhill Giovedì 19 dicembre 11.00

Prove discesa libera maschile sulla pista Pancugolo - Canalone Miramonti

Venerdì 20 dicembre

50% sconto

Skipass giornaliero (21 e 22 dicembre) ai tesserati FISI

11.00

Prove discesa libera maschile sulla pista Pancugolo - Canalone Miramonti

Sabato 21 dicembre 11.00

Gara discesa libera maschile sulla pista Pancugolo - Canalone Miramonti

dalle 11

Festa a Patascoss con musica e intrattenimento

Domenica 22 dicembre Info www.3trecampiglio.it Tourist Office - 0465 447501

11.00

Gara discesa libera maschile sulla pista Pancugolo - Canalone Miramonti

dalle 11

Festa a Patascoss con musica e intrattenimento Premiazioni a Patascoss al termine della gara

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Storia

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Tutto questo era possibile con la sola forza dell’acqua del fiume Sarca che dal canale della derivazione portava, poi convogliata su canali sopraelevati in legno, a tutte le unità operative il giusto quantitativo d’acqua per renderle funzionali. Se a quei tempi una persona, transitava lungo la via Piccola, che dal centro del paese porta a Mortaso, avrebbe potuto sentire il caratteristico rumore delle due seghe alla Veneziana in funzione e vedere il movimento dei carri, sui quali erano posizionati i tronchi, avanzare verso quella struttura in movimento al centro della quale era fissata la lama per segare la tavola. Naturalmente tutto questo sarebbe stato possibile vederlo anche di notte, dalla fioca luce posizionata al centro delle due seghe, in quanto il lavoro si svolgeva notte e giorno. Se quella persona incuriosita si fosse fermata un po avrebbe udito un particolare forte suono emesso da un oggetto che batteva su una piccola lama circolare, questo era il segnale che tra poco il taglio della tavola era finito. Nelle ore notturne avrebbe visto uscire da dietro a quella costruzione in muratura tra le due seghe un operaio che terminato il taglio della tavola impostava un nuovo taglio e rimetteva il tutto in movimento Due secoli dalla nascita del compositore italiano forse più celebre nel mondo: Giuseppe Verdi. In suo onore, visto che ne porta anche il nome, il Corpo Musicale G. Verdi di Condino ha organizzato una mostra iconografica curata dal Centro Studi Judicaria, un convegno ed un concerto davvero speciale nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Condino. Fra gli intervenuti al convegno, oltre a Gianni Caracristi e Franco Cesarini, anche il professor Antonio Carlini. Docente di Storia della Musica, autore di saggi, esperto di bande musicali in riferimento alla loro funzione educativa, le rela-

Un’attività che racconta la vera anima di questa terra

Le antiche segherie dei Cozzio a Spiazzo A

Spiazzo a lato del fiume Sarca, in località “Fracagnani”, sulla sponda orografica destra prima del ponte per Fisto c’era l’azienda dei Cozzio. Degli antichi manufatti di quella grande azienda purtroppo non c’è più niente, solo il ricordo di chi ha visto o vissuto in quei luoghi. per il taglio successivo. All’interno di quella costruzione c’era un locale, in pratica la loro cucina, ma nella notte e in particolare d’inverno un modo per riscaldarsi sulle due panchette a lato di un grande focolare, il suo nome era il “ Bait”.Per il riposo degli operai, una stanzetta era sopra quel locale mentre l’altra stanzetta era sopra il mulino. Naturalmente tutto quanto inerente al funzionamento di quelle strutture era compito degli operai come la manutenzione delle lame con tranciatura, stradatura, affilatura e la preparazione dei tronchi puliti privi di terriccio spe-

cialmente sulla teste perché le stesse venivano tagliate a una lunghezza precisa. Sono certo che pochi sanno come venivano tagliate le teste dei tronchi,

Il racconto lo limiterò alla segheria partendo da una data certa scolpita su una grande lastra di granito che Giovanni Battista Cozzio fecce posizionare a ricordo, “1848” anno in cui ci fu la ristrutturazione di quella azienda composta dal panificio, dai tre mulini, di cui uno serviva per pelare l’orzo, dalle due seghe e dalla circolare.

non con il “ rasagun”, come in montagna si tagliavano le piante, ma meccanicamente. Al telaio della sega Veneziana che ha un movimento vertica-

le, alto basso, veniva agganciato una particolare asta snodato alla partenza, mentre nella parte terminale vi era fissata una lama rigida supportata da un braccio mobile terminante con un supporto in legno fessurato per mantenere la lama diritta, prima di venir posizionata sopra i tronchi, ben fissati con le “cambre”, per il taglio. Nei tempi antichi una percentuale di tavole veniva venduta nel Mantovano e il trasporto fino a Riva era su carri per poi proseguire su battello per la sponda Bresciana. Molte persone delle nostre vallate, sono certo, avranno avuto con la ditta dei Cozzio dei

Mostra, convegno e concerto organizzati dal Corpo Musicale di Condino nel bicentenario della nascita del celeberrimo compositore

Duecento anni di Verdi

L’intervista al professor Antonio Carlini docente di Storia della Musica zioni con il mondo dell’opera, dell’editoria e dell’organologia, direttore artistico del Festival di Musica Sacra (Bolzano-Trento) e della Società Filarmonica di Trento, Carlini ha risposto a qualche nostra domanda. Cosa rappresentano le ban-

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 12 n° 12 - dicembre 2013 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Claudia Brunelli, Alberto Carli, Alessandro Togni, Andrea Tomasini, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 28 novembre 2013 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

de al momento della loro nascita e diffusione, all’interno del panorama musicale dell’epoca? Una rivoluzione! Prima potevano suonare soltanto i professionisti. Le bande aprono la strada ai dilettanti e portano la musica dappertutto. Erano organismi mobili e quindi (se pensiamo a quelle militari) arrivano in paesi dove mai nessuno aveva ascoltato prima una tromba o un clarinetto, Bellini o Verdi. Fecero, allora, quello che oggi fanno la radio o internet. Oggi Giuseppe Verdi richiama alla mente la musica classica e molti non sanno più che scrisse anche per le bande. Ci ricorda il suo ruolo e cosa la composizione per banda diede a lui come compositore? Dalla banda Verdi ha imparato a scrivere con una certa semplicità (pensiamo al famoso zum-pà-pà); ha preso la forza e la spettacolarità degli ottoni: si pensi alla marcia trionfale nell’Aida o ai terrificanti squilli nel Dies irae! Con essa ha poi anche avuto modo di arricchire la struttura scenografica, collocandola sul (o dietro) il palcoscenico. La sua musica ha poi offerto alle bande per un secolo almeno un buon 30% del loro repertorio in trascrizioni.

Verdi è un grande classico, cosa fece di lui il compositore famoso e reputato che conosciamo oggi? Ha saputo interpretare i tempi trascrivendo in musica prima le passioni politiche, poi quelle umane per scavare, infine, ancora più profondamente nell’animo. Il tutto con una cantabilità che possiamo definire ‘padana’ molto umana, quella che oggi ritroviamo nel successo di un Ligabue, un Guccini, Vasco Rossi, Lucio Dalla o Luca Carboni. E’ poi sempre stato concreto, lontano da ogni accademismo anche nella scrittura.

Qual è oggi il posto che i corpi bandistici occupano? Offrono la possibilità di fare musica praticamente. La musica è un’attività soprattutto collettiva ma spesso, ad esempio nelle orchestre ma anche in tanti piccoli complessi, sono richieste capacità professionali che tutti non hanno. Le partiture normalmente suonate dalle bande sono organizzate in modo da permettere livelli di preparazioni diverse: le prime parti devono essere più brave delle seconde o terze; certi strumenti sono più complicati, altri meno. Così nelle bande possono trovare soddisfazio-

rapporti di lavoro, lavoro non solo concentrato nelle segherie o nelle altre strutture, ma anche nei boschi con i “ burer” per il taglio del legname. Quando non c’erano le strade, come in alta valle di Daone, li, i Cozzio, avevano costruito una sega alla Veneziana, e il trasporto del legname a valle era con teleferica! Un giorno molto lontano, fui avvicinato da un vecchio signore il quale saputo chi ero mi comunicò che lui aveva lavorato lassù nella segheria dei Cozzio e mi mise al corrente di tanti particolari a me sconosciuti. E’ sempre interessante avere certezze del passato, l’unica cosa certa, in quanto il futuro ci è dato conoscere. Il lavoro dei tempi passati oggi è difficilmente comprensibile, certo sarà stato faticoso però a misura d’uomo e più sereno non con la corsa frenetica d’oggi. Il denaro serviva per “ mandare avanti la famiglia” oggi una importante somma serve per quelle cose, molte superflue, di qui oggi non possiamo farne a meno. I tempi moderni hanno portato il benessere un tempo insperato, però ci stanno condizionando e avvitando in un tunnel, di cui non percepiamo la fine, avendo dimenticato, forse, forse l’antica saggezza. Gian Carlo Cozzio ne un numero molto ampio di persone. Il concerto, le è piaciuto? Il risultato è stato davvero impressionante. La musica è sempre difficile da suonare, molto di più per compagini amatoriali. Bisogna riconoscere l’intelligenza del Maestro Rodoani che ha saputo scegliere pagine di grande impatto emotivo ma alla portata degli esecutori messi in campo. Ha saputo poi equilibrare ben voci e strumenti, e un plauso va naturalmente anche ai cori. Mi sono piaciute particolarmente le esecuzioni delle trascrizioni effettuate dal Maestro Cesarini. Credo sia stato felice anche lui! Certamente ha gradito il pubblico, accorso numeroso, e commovente è stato per tutti il finale: il “Va pensiero” dedicato a Basilio Mosca (1925 – 2013) scomparso proprio quando un grande evento musicale si svolgeva nelle sue terre. Denise Rocca


Musica Dolomiti’s Small Theatre, nello specifico una Scuola di formazione teatrale e una Compagnia di teatro professionistico, attiva sul territorio con lo spettacolo “Interrogatorio a Maria” di Giovanni Testori per la regia di Andrea Renzi e in programma con un nuovo spettacolo per il prossimo anno, Il Dolomiti’s Small Theatre nasce, quindi, come un’esperienza di pedagogia teatrale proiettata alla formazione attoriale, si presenta nuovi percorsi formativi. La risposta che l’Associazione vuole offrire, nella guida di Silvia Salvaterra, attrice e pedagoga, diplomatasi presso il Centro Internazionale d’Arte Drammatica La Cometa di Roma e dottoranda presso L’Università Pontifica Salesiana di Roma, è quella di un teatro formativo che possa ridare vita ad alcuni interrogativi costitutivi l’essere umano e che possa condurre alla ricerca di nuove forme autentiche di espressione, comunicazione e relazione con l’Altro. In una valle ricca a livello naturale, geografico, storico, commerciale, come quella in cui viviamo, nasce sempre più il bisogno di un radicamento anche a livello culturale e artistico che occupi una sfera sempre più di rilievo nella vita della comunità. Tione quale centro strategico geograficamente della nostra valle necessita di una spinta in più per poter divenire an-

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ATione una nuova realtà teatrale Corsi per adulti e giovani per imparare i segreti della recitazione

Che cos’è il teatro se non l’arte più antica e più completa, quella che ha da sempre parlato all’uomo dell’uomo attraverso l’uomo. L’associazione ArteGiovane, sulla linea di quei movimenti che da metà del Novecento ha smosso che luogo di raccolta e incontro di diverse attività mosse alla crescita culturale delle nostre valli. Ecco la scelta di far nascere proprio a Tione una nuova realtà teatrale, per far convergere in uno tutte quelle forme di teatro amatoriale e di espressione teatrale e artistica, presenti sul territorio, perché pur mantenendo la loro autonomia possano trovare una forza nella condivisione di nuovi progetti. Il potenziale umano e i talenti sono molti; per tanto la costituzione di un Teatro Stabile di ricerca potrebbe divenire luogo di approdo per tutti coloro che vogliano mettersi in gioco e/o necessitino di consigli o di punti di appoggio per le loro stesse realtà; un Teatro di formazione, pensando con tale termine non solo ad istanze pedagogiche atte ad

intellettuali, critici d’arte, studiosi ma soprattutto artisti, ha dato avvio e campo alla Dolomiti’s Small Theatre: quale espressione di un teatro tra tradizione e innovazione, tra formazione e ricerca.

Nadia Salvaterra in scena

educare un uomo a partire da un altro uomo, ma a qualcosa di più. Si parla di formatività in quanto attraverso un discorso sull’uomo e per l’uomo si giunga a coinvolgere la totalità dell’essere umano stesso e attraverso la formazione condurre non solo alla valorizzazione del singolo soggetto ma alla percezione di esso in una comunità. Sulla linea di grandi rivoluzionari del ‘900 teatrale, Stanislavskj, Jerzy Grotowski, Eugenio Barba, Peter Brook, la scuola teatrale Dolomiti’s Small Theatre si trova ad offrire nuovi percorsi di formazione. La proposta per l’anno corrente si dettaglia su due rami specifici: un corso per bambini e tre corsi per adulti. Attraverso docenti stabili e invitati, l’obiettivo è quello di condurre i soggetti coinvolti

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Nadia Salvaterra

ad apprendere gli strumenti caratterizzanti la professione dell’attore: lo studio del corpo e della voce (respiro, dizione, consapevolezza), dello spazio e del ritmo, lo studio sul personaggio e la drammaturgia, attraverso un lavoro d’analisi del testo, la messinscena. I corsi per adulti prevedono un incontro settimanale di tre ore nella fascia serale; nello specifico vengono proposti: un corso di avviamento al gioco teatrale, un corso avanzato per attori che abbiano già avuto frequenza di corsi o esperienze teatrali, un corso di voce. Il corso per bambini prevede un’incontro settimanale di due ore pomeridiane con la realizzazione di un breve spettacolo finale. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi presso la sede dell’Associazione ArteGiovane di Tione di trento, sita in via Roma 9, oppure chiamando al numero 3343421352.


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Non vi potrà mai essere nessuno che possa mettere in dubbio la sua proiezione verso il sociale, verso la vita comunitaria mediante un’instancabile e vulcanica intuizione di iniziative e di manifestazioni che hanno arricchito per decenni le nostre vallate coinvolgendo ogni volta numerosi convalligiani. Altre persone, su varie testate, hanno scritto ampiamente di lui, ma crediamo che specie su queste colonne sia giusto che resti la testimonianza di quanto è riuscito a fare ed a produrre nei suoi decenni di vita socializzata. Pur colpito negli affetti più cari con l’improvvisa scomparsa della sua compagna di vita, seppe superare una così dura prova proiettandosi verso gli altri, impostando la sua esistenza su una visione della società in cui inserirsi in maniera positiva e costruttiva in ogni campo possibile, cominciando dalla scuola in cui profuse il suo dinamismo nel sorgere del “pieno tempo” che seppe vivere in quell’insegnamento interdisciplinare in cui volle esaltare, nel

Basilio Mosca, un giudicariese a tutto campo

Cultura

di Mario Antolini Musòn Se vi è una persona che merita uno spazio speciale su queste pagine è certamente Basilio Mosca, che da poco si è staccato da noi lasciando un già percepibile vuoto in ogni angolo delle Giudicarie. Ancora non riusciamo a renderci conto del suo distacco tanto era ovunque pregante la sua presenza: possiamo giusto equilibrio, specialmente la musica, non certo tralasciando le altre discipline. Nelle scuole di Condino e di Rovereto ne restano certamente indelebili orme. La musica è stata una parte sostanziale della sua personalità e la visse, sull’orma delle sue amicizie col Coro della SAT di Trento, creando il Coro Azzurro di Strada che diresse per vari decenni e di cui rimase l’anima. Ma volle andare oltre: innamo-

rato delle armonie mozartiane ne sondò il contenuto fino a giungere a proporre iniziative e commemorazioni che sono rimaste nelle cronache per la loro alta valenza culturale. Poi anche l’amministrazione pubblica con l’assunzione dei doveri di Sindaco di Pieve di Bono. Di quell’impegnativo periodo rimane, forse nascosto e dimenticato, il suo impegno per la formazione di nuovi amministratori attraverso l’istituzione

dire che lo “sentivamo” quasi accanto a ciascuno di noi, poiché era un costante punto di riferimento per chiunque. E questo perché la sua disponibilità era diventata l’emblema della sua vita in quel suo “dono di sè agli altri” perseguito per tutta la vita con una intensità che aveva dell’incredibile. del “Gruppo d’Intesa”: cittadini giovani ed adulti, insieme per ore ed ore, a prepararsi a studiare il “bene comune” per riuscire a meglio amministrarlo; una vera scuola di formazione di cui Basilio ne fu veramente l’animatore. Inoltre, con il Sindaco Vigilio Nicolini, si adoperò perché nascesse uno dei primi Notiziari Comunali - Pieve di Bono Notizie - che dal 1981 ancora oggi si è affermato come una delle più complete, in-

teressanti e partecipate pubblicazioni dell’ente pubblico. E, per rimanere nell’ambito dell’amata Pieve di Bono - intesa nel suo ambito geografico e storico restano indimenticabili le varie edizioni della “Festa del Folclore” che animarono la vallata del Chiese con un richiamo eccezionale e con iniziative culturali e musicali veramente da prima pagina, la cui eco oltrepassò le Giudicarie. Senza poi dimenticare la sua vera “passione” per l’emigrazione della sua terra natale, di cui animò pubblicazioni interessantissime come “Cai che i è caminè da la nòsa Val”, “Quasi un romanzo”, “Le ciminiere di Solvay” e tante altre pagine interessantissime. Nel 1982 scatta per lui la determinate avventura del Centro Studi Judicaria. In quell’anno, infatti, alcuni dirigenti del Comprensorio C8 e dei due Bim del Sarca e del Chiese - fra cui Fiorindo Malfer, Carlo Bleggi, Vigilio Nicolini, Gianantonio Antolini ed Adelino Amistadi convinti che il dettato della legge istitutiva dei Bim circa l’impiego dei sovracanoni idroelettrici era da investire ad esclusivo favore del progresso economico e sociale delle popolazioni comprese nel Consorzio di Comuni di appartenenza e che, conseguentemente, doveva essere esteso specialmente anche alla “cultura”, concepiscono l’ideazione di un ente autonomo, finanziato in maniera continuativa dai due Bim, a favore dell’animazione culturale delle Giudicarie e ne affidano la realizzazione ad un Comitato di intellettuali del territorio i quali unanimemente individuano in Basilio Mosca l’uomo più adatto e meglio preparato ad un compito così nuovo: dare forma e contenuto ad un Centro Culturale tutto da inventare. E fu così che Basilio Mosca, eletto presidente - una presidenza sempre rinnovata per un ventennio - diede inizio a quel già lungo percorso che anche le Giudicarie hanno potuto e continuano a fare nel mondo della cultura attraverso incalcolabili iniziative di animazione, di ricerche, di pubblicazioni, di manifestazioni in un crescendo non ancora finito e da continuare a sviluppare data la certezza del convinto e convincente sostegno economico dei due Bim. Ciò, tuttavia, che ha contraddistinto in maniera speciale il nostro personaggio, è stato il suo costante entusiasmo proteso alla ricerca di quanto riteneva possibile ideare e creare di positivo e di migliorativo in ogni situazione che gli si affacciasse ed ovunque si trovasse, per cui i suoi itinerari si sono via via fissati a Bersone,

a Strada, a Creto, a Condino, a Rovereto, a Tione per portarsi inoltre sulle tracce dei Lodron a Castel Romano a Por, a Lodrone come in Vallagarina, a Strasburgo e in Austria. La sua rincorsa su tutte le tracce lasciate dalla famosa casata gentilizia giudicariese è stato un altro dei suoi punti di forza: grazie alla sua scelta ed alla sua costanza un apposito comitato di studiosi, coordinato da lui attraverso il CSJ, è riuscito a ricostruire vicende che erano ormai sepolte nella dimenticanza di tutti, anche dagli stessi Giudicariesi. In tutta la sua proiezione all’agire non aveva alcun pensiero per sè; guardava sempre attorno a sè soffermandosi dove scorgeva qualcosa da fare nel campo della ricerca, o dove individuava nuovi spazi per una iniziativa, o dove trovava un angolo nascosto in cui riuscire a scovare qualcosa di dimenticato del passato o qualcosa di nuovo da scoprire. E sempre con atteggiamenti e comportamento esemplari, per cui era riuscito a creare attorno a sè un afflato di amicizia e di umana condivisione attraverso piacevoli e condivisi rapporti umani. Io credo che, pur nell’ammirazione verso l’uomo che ha lasciato infinite tracce del suo operato, dobbiamo anche avere un pensiero a ciò che egli ha sofferto come una persona che non ha mai esternato le proprie difficoltà e la propria solitudine, così come il suo eventuale rammarico per le contrarietà e per quanto non riusciva a raggiungere. Ho lavorato anni ed anni accanto a lui, in vari settori della sua vulcanica attività, ma non seppi mai cosa covasse nel suo cuore generoso e chiuso in se stesso. Non seppi mai conoscere e intuire le sue fatiche e le sue sofferenze; nei nostri rapporti di vicendevole lavoro non è mai esistito altro che il “dover e poter fare”. Però io sono convinto che Basilio abbia anche vissuto momenti di solitudine e di innegabile sofferenza, senza mai che nessuno di noi abbia potuto essergli di aiuto. Perciò è giusto ricordare i suoi grandi e meritati successi; ma un pensiero anche a questa parte di un Basilio sconosciuto io sono convinto che lo si debba avere. Le numerose voci che si sono levate possano oltrepassare i limiti di queste settimane di doloroso distacco, per affidare ai prossimi anni ed all’avvenire una figura di Uomo che ha dato tanto alle Giudicarie, perché si sentiva giudicariese in tutti i sensi e le Giudicarie non solo le ha studiate e fatte studiare, ma soprattutto le ha tanto amate.


Cultura

In ricordo di Hermann Zontini

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Una mostra al Centro Studi Judicaria ricorda l’artista storese Specializzato in ceramica all’Istituto Statale d’Arte di Gargnano (Brescia) e laureato a pieni voti in Grafica Pubblicitaria all’ ISIA di Urbino, dal 1983 al 1994 svolge la professione di Grafico Pubblicitario in diversi studi in qualità di Art Director. Dal 1984 al 1989, presso la Castellano & Co. Associati di Milano, svolge importanti lavori di

Il Centro Studi Judicaria, in collaborazione con il Comune di Storo, attraverso la sezione Judicaria Arte presenta presso la sede di Viale Dante, 46 a Tione di Trento, sabato 14 dicembre 2013 - ore 17.00, la mostra retrospettiva dedicata a Hermann progettazione in Design ed allestimenti di Stand’s e Fiere; viene premiato al Concorso per lo Studio del Marchio della Fiera di Milano.

Zontini, artista storese (1958-2006) che si compone di numerose opere grafiche, pittoriche e scultoree che bene rappresentano le diverse stilistiche, particolarmente riferite agli ultimi anni della sua ricerca artistica.

Ritorna in paese, a Storo, dove apre l’Editel, poi DesignHermann e infine Artèx. Tra l’altro suo è il progetto del monumento all’emi-

grante di Via Garibaldi a Storo. Conduce anche corsi di aggiornamento per insegnanti e lavora direttamente con i bambini. A Storo era noto soprat-

Ciao Basilio ...

Ciao Basilio, no, non sulle tracce dei Lodron o perennemente alle prese con argomenti culturali. Mi piace ricordarti con un bicchiere di Manhattan in mano (che ricorda quell’America che ti ha tanto affascinato), o a tavola, in un incontro conviviale, con quel gusto del buono e del bello che ti contraddistingueva. Con quel piacere di vivere che ti ha permesso di amare la musica, il canto e di far apprezzare tante cose incantevoli, anche a chi ti stava vicino. Ecco: Basilio “maestro di vita”, di gusto, di stile, di giovialità. Oltre che di

cultura, di conoscenza, di sapienza. E’ così che ti ricorderò. E che, tanti come me, faranno. Perché credo siano in molti ad avere la consapevolezza che, con te, se n’è andato un personaggio unico per la terra giudicariese e per il Trentino. Ho trovato poche persone così attente e preoccupate per le sorti del patrimonio culturale delle Giudicarie. Così pervicacemente interessate a che nulla disturbasse gli equilibri della Valle. Così pronte a dispiacersi per le brutture che, inevitabilmente, turbavano le bellezze e l’armonia dei paesi che hai tanto

tutto come “anima del carnevale storese” grazie alle sue idee e alle sue realizzazioni, sempre geniali e con un pizzico di provocazione.

amato. Così capaci di attorniarsi di persone e coinvolgerle in progetti di grande interesse culturale. Così discrete e ironiche, da saper nascondere anche i punti spigolosi del proprio carattere. Così giovani, da non farti apparire quel “Grande vecchio” che sei sempre stato. Di tutto quello che hai saputo trasmettere, ti dico grazie. So di non essere il solo. E, anche a nome loro, ti ringrazio Ettore Zini

La mostra viene introdotta in sede di inaugurazione da Graziano Riccadonna, presidente del Centro Studi Judicaria, dal sindaco di Storo Cav. Vigilio Giovanelli, da Loretta Cavalli, assessore alla cultura del Comune di Storo, dal prof. Gianni Zontini e da Alessandro Togni coordinatore e critico delle mostre di Judicaria. La mostra viene accompagnata con il catalogo n° 8 della collana Judicaria Arte. ed è visitabile fino a domenica 5 gennaio 2014. Successivamente, dall’8 febbraio all’8 marzo 2014, la retrospettiva integrale “Hermann” verrà trasferita presso le sale espositive del Comune di Storo, in Via Europa, 5. Alessandro Togni


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Sport

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InValle del Chiese si apre la stagione dei raduni

Scialpinismo e ciaspole protagonisti della montagna: si parte il 27 dicembre in Val di Bondone, gennaio e febbraio i mesi clou. Ultima gara il 9 marzo

Quelli della notte” è il titolo di un programma cult di Renzo Arbore in onda sulla Rai negli anni ‘80: da lì uscirono tanti personaggi della Tv, da Marisa Laurito ad Andy luotto a Nino Frassica. Quest’anno è anche il titolo scherzoso della serie di raduni di scialpinismo in notturna, che la Valle del Chiese propone agli appassionati di cotesta disciplina, Un calendario che propone 10 uscite totali (cinque notturne e cinque di giorno) e che debutta venerdì 27 dicembre con la notturna in Val di Bondone “Frain in notturna”, organizzata dalla SkiAlp Roncone. Ritrovo alle ore 18.30 in località Danà sopra Roncone e partenza alle 19 con percorso di 8 km che tocca le località Danà Bondon –

Frain – Val d’Avez – loc. Danà per un dislivello complessivo di circa 600 metri ed un tempo di percorrenza medio stimato nelle 3 ore. Le iscrizioni si possono fare entro le ore 12.00 di giovedì 26 dicembre presso Consorzio Turistico Valle del Chiese, (tel. 0465 901217 email info@visitchiese.it). Scorrendo il resto del calen-

dario delle “notturne”, “Quelli della notte” propone sabato 4 gennaio 2014, la sesta “Ciaspolata notturna” a Boniprati, venerdì 10 gennaio la “Notturna in Trivena”, il 17 gennaio “Campantich de Not” e sabato 25 gennaio la “Notturna a Malga Nova”. Il calendario dei raduni alla luce del sole, denominato in vece

negli ultimi anni sempre più apprezzata. Quasi ogni fine settimana, in Valle del Chiese, vi saranno appuntamenti con lo scialpinismo e le ciaspole, da fine dicembre a marzo, ideali per provare l’emozione di “scivolare” o camminare sulla neve, lungo suggestivi itinerari attentamente verificati e monitorati dal punto di vista della sicurezza.

“Bianco candore” propone domenica 19 gennaio 2014 la “Boniprati Ski Adventure”, il 26 il “20° raduno scialpinistico “Tonolo” Lodrone Riccomassimo”, domenica 2 febbraio “Avalina Dos dei Morc”, il 9 febbraio “Cima Rive Malga Seriolo” e il fine settimana dell’8 ed il 9 marzo in Val di Bondone.

Tir per il Kossovo, la solidarietà viaggia su gomma ragazzi più grandi della casa di Massimo e Cristina. Tutto materiale donato gratuitamente da persone e ditte generose. Questo trafiletto serve anche per fare un errata corrige sull’articolo precedente dove si indicava il numero del referente inesatto, ecco il numero giusto: 3480132549 GIOACCHINO.

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Grazie di cuore ancora a tutti

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Anche lunedì 25 novembre è partito il secondo tir per Radullock –Kossovo come molti lettori hanno già visto nel numero precedente di Giudicarie. Un ringraziamento particolare a tutte le persone che hanno aiutato e collaborato nella creazione e poi spedizione di questo carico che comprendeva: vestiario, viveri, armadi e porte in legno, due gelatiere per avviare un laboratorio di pasticceria con i

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Sport

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Bolbeno: tutto pronto per la nuova stagione Nuovi sci al noleggio e novità per i più piccoli per l’inverno alle porte In attesa del freddo e della neve è già iniziata l’ennesima stagione per l’impianto sciistico più “miracoloso” d’Italia - che quest’anno ha raggiunto il mezzo secolo di vita - gestito sempre dalla Pro Loco locale, l’ormai celebre Pro Loco di Bolbeno. Da metà novembre è infatti aperto il Noleggio - Laboratorio Sci, da due stagioni collocato nella splendida strut-

La volontà è quella di offrire all’utente materiali di qualità a prezzi contenuti (basti pensare che con soli 85 € chi è in possesso di skipass stagionale dell’impianto, può portare a casa sci, scarponi, bastoncini e casco) e, a testimonianza della bontà di questa strategia, basti citare gli oltre cinquecento noleggi stagionali staccati nell’ultima stagione invernale. Anche quest’anno, grazie agli sforzi dello Sci Club Bolbeno, a partire dalla seconda settimana di gennaio

oltre trenta Scuole Materne, per un totale di oltre 2.000 bambini, hanno approfittato di questa promozione. Come anticipato tra le righe, l’Amministrazione Comunale di Bolbeno ha ulterior-

sarà riproposto il famoso corso di avviamento allo sci che per il dodicesimo anno consecutivo avrà il prezzo ancora bloccato a soli 60 €! Un vero e proprio miracolo reso possibile anche e soprattutto per merito dell’appoggio di numerosi sponsor privati – che i vertici di Sci Club Bolbeno e Pro Loco Bolbeno ringraziano sentitamente - che trovano spazio sia sul rinnovato sito internet dell’associazione (www.prolocobolbeno.it), sia sull’annuale giornalino di presentazione della stagione invernale 2013 – 2014 che avete trovato allegato a questo numero del Giornale delle Giudicarie. La Pro Loco di Bolbeno offrirà inoltre, per il quinto anno consecutivo, una straordinaria opportunità a tutte le scuole materne avente sede in uno dei 50 (!) Comuni convenzionati con l’impianto sciistico di Bolbeno, ossia la possibilità di poter usufruire gratuitamente, per un’intera giornata, del Campo Primi passi Bolbenolandia e delle relative attrezzature. Se aggiungiamo che anche il costo del trasporto con pullman è a carico della Pro loco di Bolbeno, è facile intuire la bontà dell’opportunità e infatti lo scorso anno

mente ampliato la famosa Convenzione Intercomunale con l’Impianto sciistico di Bolbeno; con l’ingresso la scorsa primavera da parte del Comune di Dro sono ben 50 i Comuni aderenti per una popolazione coinvolta che si aggira sulle 80.000 unità: non male se pensiamo che il Comune di Bolbeno conta poco più di trecento abitanti! E’ bene ricordare che la convenzione prevede una compartecipazione alle spese di gestione dell’impianto da parte dei Comuni aderenti direttamente proporzionale alla popolazione e inversamente proporzionale alla distanza da Bolbeno, ottenendo in cambio tariffe super scontate per i propri residenti (basti pensare al costo dello skipass stagionale che ammonta a soli 58 €). Una non-novità, ma che, come sempre, vale sempre la pena sottolineare, sarà infine lo straordinario lavoro dei tanti volontari della Pro loco di Bolbeno, dello Sci Club Bolbeno e delle tante altre associazioni che collaborano, sia per l’organizzazione “logistica” della ski area, sia per la riuscita delle numerose manifestazioni che si svolgeranno anche quest’anno: è solo grazie a loro se questo vero e pro-

tura alle spalle del Ristorante la Contea, che anche quest’anno vede decisamente rinnovato il proprio “parco mezzi”: quasi 200 paia di nuovi sci e scarponi marchiati Rossignol che rendono l’idea della politica perseguita dalla Pro Loco Bolbeno che intende mantenere altissimo lo standard qualitativo con materiali aventi al massimo tre stagioni alle spalle.

prio “miracolo” che non ha eguali lungo tutto l’arco alpino continua a rinnovarsi di anno in anno, migliorandosi sempre più e contribuendo a creare quello spirito di co-

munità che anche in futuro rappresenterà sicuramente l’arma vincente di questa piccola grande stazione sciistica. (s.c.)

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La posta

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LA POSTA

vilgiat@yahoo.it

Il partito ha tenuto alle provinciali, ma restano i punti di domanda sugli sviluppi futuri

Dopo le elezioni che ne è dell’Upt?

Egr. Amistadi, ho conosciuto il signor Tonina Mario, unico eletto dell’ormai ex comprensorio (tutti sembravano conoscerlo come avessero fatto la Scuola Materna assieme). So che è un buonissimo amministratore e persona seria, competente nel suo lavoro nel mondo agricolo. Però non mi sembra uno stratega di partito e nemmeno un volpone della politica odierna. Volevo chiederle, lei cosa ne pensa? L’UpT, a livello locale e provinciale crescerà o è finito con la partenza del Re Magnifico Dellai? A livello locale, lei che conosce molto bene gli iscritti dell’UpT, conosce giovani emergenti con futuro politico? E Dellai dirige il traffico anche da Roma o ha abbandonato la sua creatura? Cosa ne pensa del risultato elettorale dell’UpT? Nel ringraziarla per le sue risposte la saluto Rino da S.Lorenzo

Caro Rino, per rispondere a tutte le sue domande ci vorrebbe un giornale intero. Cercherò di essere breve e mi scuso in anticipo. Tutti stimiamo Mario Tonina e ne conosciamo le sue doti umane e le sue capacità amministrative, per le Giudicarie credo sia un ottimo rappresentante. Forse non sarà uno stratega di partito e un volpone della politica, ma è questo quello che fa di lui un rappresentante serio e credibile. In questi ultimi vent’anni ci sono stati troppi strateghi e volponi, in gran parte maneggioni, e abbiamo visto dove ci hanno portato: all’ indebitamento della Provincia, ad un sistema amicale, a dir poco, senza precedenti, ad una marea di sprechi in consulenze, progetti fasulli e cattedrali nel deserto ecc. ecc.

A questo punto e così come siamo conciati, non abbiamo affatto bisogno di volponi della politica, ma di personaggi onesti, capaci, umili, con i piedi per terra e con le palle di Letta (d’acciaio!), e Mario Tonina, glielo assicuro, le ha, per quel che lo conosco, e lo conosco bene, glielo garantisco. Per quanto riguarda l’UpT, l’Unione per il Territorio, credo non sia mai stato un partito fino in fondo, ma un qualcosa, inventato lì per lì, quando la Margherita fu sciolta a livello nazionale. Oggi è poco più di un comitato elettorale in attesa che il suo ideatore, come sembra abbia più volte dichiarato, torni da Roma trionfatore (?) per sostituirlo con qualcosa di diverso. Se, in queste ultime elezioni l’UpT ha tenuto più del previsto,

«Nessuno parla della statale della Rendena» Egr. Amistadi, durante la recente campagna elettorale s’è parlato di tutto. Di quel che manca in Giudicarie, e di quello che le Giudicarie chiedono per la prossima legislatura. Anche troppo, a dir il vero, tanto si sa che gran parte di quello promesso, non verrà poi mantenuto. Ma una cosa mi sta sul gozzo, nessuno, o quasi, ha parlato della strada statale della Rendena, una delle strade più trascurate del Trentino, basti pensare alla sua pericolosità nella parte bassa della Rendena (Javrè, Vigo e Darè). E’ possibile che quella strada non interessi a nessuno e che nessuno si dia da fare per proporre qualcosa di alternativo? Pietro della Bassa Rendena Caro Pietro, lei ha toccato un tasto fra i più delicati dell’intera viabilità giudicariese. In effetti, mentre si fa un gran parlare di circonvallazioni varie, tratti di strada pericolosi, galle-

rie da risistemare, nessuno, o quasi, parla della strada della Rendena che dovrebbe essere ripensata quasi tutta per poter garantire un minimo di scorrevolezza e di sicurezza agli automobilisti, ma ancor più agli abitanti dei paesi che lei ha citato e non solo. Il problema è vecchio, tanto vecchio che ormai sembra essere entrato nel dimenticatoio dei nostri amministratori. Ricordo, perchè direttamente interessato, che ci fu un periodo in cui sembrava che gli amministratori della Rendena fossero tutti concordi alla ricerca di una soluzione. Io ero presidente del Comprensorio (primi anni ‘90) e con l’ass. Ing. Maturi, un uomo lungimirante e caparbio, affrontammo la questione su continue e convinte sollecitazioni dei sindaci di valle. Prendemmo contatti con l’ing. Da Rios, responsabile governativo dell’Anas che ci garantì il sostegno finanziario purchè si trovasse una definizione del

tracciato, accettata e condivisa dalla comunità. Così iniziammo una serie infinita di riunioni in ogni paese, con la popolazione, con le associazioni e con i sindaci, per trovare il percorso che andasse bene a tutti. Fu un lavoro paziente e laborioso che l’ing. Riccardo Maturi svolse in modo encomiabile, c’era chi voleva solo parziali aggiustamenti, chi la voleva tutta nuova, chi la voleva al di là della Sarca, chi un po’ di qua e un po’ di là, alla fine si giunse ad un accordo e si stese, su carta, il nuovo tracciato che sembrava accontentare tutti. Sembrava cosa fatta, con la consapevolezza e la soddisfazione unanime di aver raggiunto un importante risultato. Al momento di firmare l’atto d’intesa fra i Sindaci da inviare all’Anas per il finanziamento, qualche amministratore cominciò a tergiversare...mah... non so...la mia giunta ha delle perplessità...bisognerebbe cambiare qualcosa.. la solita tiritera. In queste

cose basta uno che si tiri indietro per far cadere tutto il castello così pazientemente messo insieme. E si ricominciò da capo. Conclusione, il progetto non fu mai completato, l’accordo fra i Comuni saltò, nel frattempo le strade statali passarono per competenza alla Provincia, la quale, vista la nostra litigiosità, spostò i soldi su altre strade, in altre valli, e della Rendena non se ne parlò più, se non per inserirla nei soliti piani di viabilità comprensoriali che non servono a niente e a nessuno. Lustrini per gli occhi. E con la crisi in atto, non credo che la strada della Rendena ritornerà presto fra le priorità. Si è persa, allora, forse l’ultima opportunità. Questo succede quando fra gli amministratori non c’è lungimiranza, e si lasciano guidare dai piccoli egoismi, dagli interessi di parte e dalla politica del giorno per giorno. Peccato! Adelino Amistadi

va a merito di alcuni suoi uomini che hanno saputo essere vicini alla gente ed ai territori, senza spocchia e con grande disponibilità. Da loro dovrebbero ripartire, i nostalgici, come me, della mai dimenticata Margherita. In quanto ai giovani emergenti, non ne vedo molti, ma non è solo un problema dell’UpT, ma un dramma di tutti i partiti, i giovani sono sempre più distanti dalla politica, per mille motivi, in gran parte giustificati, e trovarne di capaci, appassionati e disinteressati che si occupano di politica, è sempre più difficile. Credo che questo sia motivo di riflessione per tutti i politici di ieri e di oggi, ed ognuno per la propria parte, me compreso, se ne assuma le responsabilità. (a.a.)

Non priviamoci dei simboli del Natale! Sig. Amistadi, da tempo ormai, anche in Trentino, si parla di gente sempre più povera, di comuni senza soldi, di tagli da fare. Si esortano i cittadini a tirare la cinghia e poi, fra qualche giorno vedremo, come al solito, addobbate e illuminate le città e anche i nostri paesi in vista del Natale con luminarie costose ed inutili. Se i comuni vogliono risparmiare comincino dalle spese superflue, non le pare? Giovanni G. Che dobbiamo tutti risparmiare non c’è dubbio, ma non credo che salveremo il Trentino ed i nostri comuni privandoci dei simboli del Natale che danno significato e valore ad una delle ricorrenze più care di tutto l’anno. Senza offesa, la sua proposta rasenta l’avarizia del senza cuore. Cosa vuole che le dica, soprattutto in tempo di crisi, a me piace ritrovarmi intorno alle cose semplici, a una luminaria, ad un presepe, ad un albero di Natale illuminato, ad un fuoco acceso come una volta. Mi si riaccende la speranza e mi regala tanta serenità. Non abbandoniamo anche la sacralità del Natale, che fa parte della nostra tradizione e della nostra storia. Lasciare i nostri paesi al buio non aiuta a riscoprire il vero significato della Natività, ma rende ancor più triste la vita che di tristezze ne sparge in abbondanza tutti i giorni. Abbiamo già rovinato quasi tutto il resto, lasciamoci almeno il Natale di una volta. (a.a.)

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La posta

DICEMBRE 2013 - pag.

Sulla questione Serodoli

Basta piste, si è già costruito troppo Buongiorno, mi chiamo Mirko Silva e sono di Milano. Mia moglie però è di Saone e, ora che siamo in pensione, trascorriamo parecchio tempo a Tione dove abbiamo la seconda casa. In passato ho avuto modo, ricevendone anche i ringraziamenti, di esprimere la mia solidarietà al Parco naturale Adamello-Brenta riguardo alla decisione di limitare gli accessi in Val Genova, messa in discussione anni fa anche con atti vandalici. E poi in difesa dell’orso. In entrambi i casi scrissi una lettera sostenendo il vostro operato sui quotidiani trentini. E, facendo parte di un circolo escursionistico dell’ARCI, quest’estate ho portato 30 soci in alta Val Genova per una tre giorni, terminata con un bel pranzo a La Trisa ed una visita guidata alla Danza Macabra di Pinzolo. E non è la prima volta. Insomma mi considero un vostro amico e sostenitore, ma non vorrei rivedere questa mia opinione. Mi riferisco alla questione Nambino-Seredoli e Montagnoli. Io in Trentino ci vengo proprio perchè riesco ancora a trovare zone dove non ci sono impianti di risalita, skilift e chiassosi sciatori. Molti dei quali non amano la montagna, ma la sfruttano come un Luna Park della neve.Che bisogno c’è di ampliare ulteriormente questo fenomeno che offende la bellezza dei vostri (e un po’ anche miei) monti? A mio parere, e non sono il solo a pensarla così, si è già costruito troppo. Non bastano centinaia di chilometri di piste ? Quando ci si deve fermare ? Quando la montagna sarà tutto un canalone irrorato di neve chimica? Seguo la vicenda e so che settimana prossima voterete in proposito. Ecco, io vorrei sinceramente continuare a sostenervi e a trovare in Trentino quello che finora ho trovato. Cordiali saluti Mirko Silva, Milano

Disservizi delle poste, ci va di mezzo anche il Gdg

Gentile redazione Il Giornale delle Giudicarie, sono un censito del Bleggio Superiore fraz. Larido. Vorrei segnalare quanto ho appurato negli ultimi mesi non solo nel mio piccolo ma in gran parte della zona, innanzitutto il vostro mensile arriva in largo ritardo rispetto alla Val Rendena (ho i genitori a Carisolo), questo forse dovuto anche alla realtà molto limitrofa del Bleggio, ma il lato dolente della questione è il fatto che il vostro mensile viene lasciato in un qualsivoglia “cantone” evitando la bussola delle lettere in più copie appiccicate tra di loro sotto la pioggia. Mi sento in dovere dopo alcuni mesi di questa condotta non etica di segnalare alla redazione sperando che possiate porre rimedio a questo disinteresse e spreco assurdi. Lettera firmata

Operatori dell’Anfass, esempio di umanità Giornalmente i quotidiani e la televisione ci tempestano di notizie inquietanti, dallo spread alla corruzione, dagli omicidi alla disoccupazione, e persino le previsioni del tempo sono diventate un incubo. Tutto questo ci convince che il futuro è un tormento, che siamo circondati da persone da cui diffidare, creandoci costantemente ansia. Poi, un giorno, per fortuna (o sfortuna) ci si imbatte negli operatori dell’Anffas di Tione che si occupano dei nostri conterranei diversamente abili. Ecco allora che si scopre l’umanità, la dedizione, la professionalità, l’amore profondo che trasmettono a coloro che dalla vita hanno ricevuto solo la necessità di cure particolari. Loro ti fanno capire quanto banali siano i giornali e le televisioni e le tue ansie spariscono e non hai più paura del futuro. Voi, cari amici dell’Anffas di Tione, non riuscite a dare gioia e tranquillità solo agli ospiti della vostra struttura, ma ridate un sorriso anche a coloro che hanno la fortuna di frequentarvi durante il vostro lavoro. Per questo ci sembra riduttivo dirvi solo grazie. Siete semplicemente fantastici! Con grande affetto. I famigliari di Tiziano

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Opera necessaria?

Ancora sulla ciclabile del Limarò Riprendendo e condividendo pienamente le considerazioni espresse dal sig. Bruno Parisi di Bleggio nel numero di novembre de ”Il giornale delle Giudicarie”, in merito al pista ciclabile del Limarò, mi permetto di riportare il testo integrale di una lettera che avevo spedito al Direttore del giornale L’Adige e che era stata pubblicata il 23 novembre 2012 . “Percorro quotidianamente la strada statale da Tione a Trento e mi sono sempre chiesto quanto poteva costare la creazione della pista ciclabile ottenuta con il recupero del percorso della vecchia strada sta-

tale. L’altra mattina in prossimità dei lavori c’era il semaforo rosso e casualmente mi sono fermato proprio sotto il cartello dove è riportato l’importo, il nome del progetto, il progettista, l’impresa appaltatrice, ecc. La mia curiosità è, quindi, stata premiata. I lavori costeranno 2.180.000 euro (duemilionicentottantamila euro!). Ora io mi chiedo: ma era proprio necessario spendere tutti quei soldi per un’opera inutile che sarà, forse utilizzata da qualche ciclista straniero? Quelli italiani, infatti, preferiscono percorrere le strade statali (loro confessione), non sono amanti delle piste ciclabili

in genere. E’ vero che l’utilizzo del denaro ha anche un risvolto sociale perché dà la possibilità al personale impiegato nei lavori di guadagnare il giusto salario, ma a mio avviso quei soldi potevano essere spesi in maniera più razionale, ragionata e a beneficio di più persone, magari facendo un po’ di manutenzione al manto stradale o sistemando le gallerie nel tratto fra Tione e Ponte Arche che presentano una situazione veramente indecente. Mah, misteri di scelte incomprensibili!” Cordiali saluti. Giuseppe Lorenzin

Chiuso il proce


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DICEMBRE 2013

Giornale delle giudicarie dicembre 2013  

Giornale delle giudicarie dicembre 2013