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Giudi iudicarie

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AGOSTO 2014 - pag.

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 13- N. 8 AGOSTO 2014 - Mensile

Punto nascite, Giudicarie in trincea

REGIONE

Vitalizi, una riforma farsa

Mobilitazione contro la chiusura di ostetricia, parte una petizione popolare

di Ettore Zini E alla fine la montagna partorì il topolino. La montagna è la politica trentina. Che, seppur lievemente meglio di quella di altre regioni, fatica a tagliare i propri privilegi. Il topolino è una riforma “farsa” che, contrariamente ai proclami, non colma il divario tra politici e cittadini in materia di età pensionabile. “Loro”, i politici, potranno beneficiare del vitalizio a partire da 60 anni. I comuni mortali dovranno invece attendere i 66 anni e tre mesi, come prevede la riforma Fornero. Solo quattro consiglieri (Lunelli, Depaoli, Chiocchetti e Bombarda) restano fuori dai privilegi. Per tutti gli altri la riforma prevede dei tagli, ma in misura molto minore di quanto previsto inizialmente sull’onda dell’indignazione popolare. Dopo mesi di annunci, discussioni, promesse, contestazioni, e dietrofront immotivati è stato varato un “compromesso al ribasso”, che evidenzia la siderale distanza tra il Palazzo e la gente comune. La foglia di fico utilizzata dai consiglieri provinciali che non hanno inteso ragioni per una riforma dignitosa che puntasse al recupero di credibilità di tutta la classe politica, lo spettro di possibili ricorsi intentati dagli ex. Agitando questo spauracchio, sono stati edulcorati gli emendamenti che avrebbero permesso un correttivo dignitoso, capace di recuperare la voragine scavata tra i consiglieri ed ex consiglieri provinciali e i loro elettori. Risultato? La possibilità di avere il vitalizio al compimento del sessantesimo anno di età, e non più tagli del 18%, ma del solo 10% per chi ha quattro legislature, e del 12% per chi ne ha tre. A pag. 36

Alle pagg. 4,5,6,7,8

In 3.000 alpini a Tione Pieve di Bono, si parte A pag. 9 Consegnati i lavori il 30 luglio

con la circonvallazione

Circonvallazione di Pieve di Bono, ci siamo. Dopo diversi ritardi e qualche falsa partenza sono stati consegnati mercoledì 30 luglio i lavori di progettazione esecutiva e realizzazione della variante sulla strada statale 237 del Caffaro, nel tratto

Secondo ai campionati di ciclismo Under 23

Iuri Filosi va veloce A pagina 34 Dopo essere stato fin da giovanissimo una speranza del ciclismo trentino, oggi è una certezza del ciclismo nazionale. Iuri Filosi di Praso, 22 anni, si è classificato 2° agli europei “under 23” di Nyon in Svizzera, battuto allo sprint da uno dei migliori giovani ciclisti a livello europeo Stefan Kung. È una bella favola quella

del nostro conterraneo che vale la pena raccontare.

Europa: crescita e occupazione

Nel semestre italiano Renzi dovrà essere capace di imprimere un cambio di passo A PAGINA 20

SALUTE Cancro e alimentazione, i consigli dell’esperta A pag. 16 PARCO Carisolo, inaugurato il “Geopark A pagina 17 CULTURA Il Mistero dei Monti “Sui passi dei grandi pionieri”. A pag. 17

Un’oasi nella val Brenta

A pag. 31

tra il chilometro 71.100 (Cologna) e il chilometro 75.000 (bivio per Daone). La soluzione progettuale individuata si sviluppa principalmente sulla sinistra orografica del torrente Adanà. A pag. 10

Fra tecnologia e inquinamento elettromagnetico

Antenne e territorio A pagina 16

L’ultima in ordine di tempo è la richiesta della compagnia telefonica Wind di realizzare un’antenna di telefonia di 18 m a Comano Terme, da localizzare nei pressi del cimitero di Cares e Ponte Arche; a Stenico la Tim voleva costruire una struttura di 13 metri di altezza, in località Tof, nei pressi di quello che ora è diventato il percorso artisticonaturalistico di BoscoArteSte-

nico; a Condino, ormai mesi fa, il dibattito è stato lungo e a tratti aspro su una richiesta simile.

Grande Guerra, pernon dimenticare

Le Giudicarie e i giudicariesi in quell’agosto 1914 A LLE PAGINE 22 E 23

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Rassegna Stampa

AGOSTO 2014

RASSEGNA STAMPA LUGLIO 2014

A cura della REDAZIONE

DALLE GIUDICARIE DALLAPROVINCIA Giustino - Al via i lavori di somma urgenza nell’ex cava Maffei. L’intervento per mitigare il rischio legato al movimento franoso che interessa il versante dell’ex miniera a cielo aperto - Sono stati consegnati lunedì 21 luglio i lavori di somma urgenza per la mitigazione del rischio legato al movimento franoso che interessa il versante dell’ex cava Maffei nel Comune di Giustino. L’ex miniera a cielo aperto, conosciuta come Cava Maffei, è infatti da lungo tempo interessata da un importante e complesso movimento gravitativo che ne coinvolge il versante Est. “Si tratta di un intervento di mitigazione del rischio in una situazione molto delicata e che richiede dunque attenzioni e precauzioni – spiega l’assessore alla protezione civile, Tiziano Mellarini - dando finalmente risposta a una legittima richiesta di sicurezza del territorio di Giustino e dintorni, che ha già subito in passato l’impatto ambientale dell’operatività della cava”. Tione - La Coop rilancia e amplia i Supermercati Trentini. Un passo obbligato per stare su un mercato con competitori sempre più aggressivi - A Tione, nella guerra dello scaffale, la Coop risponde con un pezzo da novanta. Un anno e mezzo fa, era stata la Despar a mettere a segno un colpo da ko. A stretto giro di posta, gli “ex” Supermercati Trentini hanno replicato con una struttura in grado di creare qualche grattacapo agli unici concorrenti rimasti sulla piazza. Nell’economia di mercato, in genere, sono i prezzi a dettare legge. Ma, anche i contenitori hanno la loro importanza. Così, in meno di sei mesi,

la Coop ha portato a termine una ristrutturazione davvero importante. Un ampliamento del proprio punto vendita che darà sicuramente filo da torcere agli agguerriti competitori del gruppo tedesco. Esteriori - Da quattro anni circolava senza patente, fermato a Ponte Arche dalla Polizia Locale mentre portava a spasso la famiglia - A Ponte Arche una pattuglia della Polizia Locale delle Giudicari ha fermato durante normali controlli di polizia stradale un cittadino marocchino pluripregiudicato classe 1968 residente in valle del Chiese che circolava con la patente di guida revocata nel 2010. Il nord africano se ne girava tranquillamente portando a spasso la famiglia e i figli al parco giochi. oltre a questo all’atto del controllo forniva false generalità per evitare ripercussioni. Una volta compiutamente identificato è stato denunciato per il reato di guida senza patente e per il reato di avere fornito false generalità ad un pubblico ufficiale. Valle del Chiese - Un bagno di folla a Storo per Graziano Scalmazzini, sindaco di Bondone e Baitoni, deceduto dopo una lunga malattia - Nonostante la pioggia e l’orario lavorativo, chiesa e sagrato traboccavano di gente, in un grande silenzio che pochi spezzavano, tanti con le lacrime. Persone di ogni età e molte associazioni hanno voluto salutare Graziano Scalmazzini, prematuramente scomparso. Anche al cimitero molta gente per accompagnarlo, tanto da occupare buona parte del gradone superiore per l’ultimo saluto con un applauso spontaneo.

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Trentino – San Colombano conquista la rete – L’eremo di San Colombano, in Vallagarina, conquista una visibilità mediatica a livello europeo, entrando nella speciale chart degli edifici più “isolati” del mondo. Almeno stando a quello che propone il siti web di viaggi inglese earthporm.com, che raccoglie immagini interessanti, belle e singolari provenienti da tutto il mondo. L’eremo, arrampicato sulla roccia a strapiombo su Rovereto, è stato costruito nel 1319 e rappresenta una meraviglia per perizia architettonica, ma soprattutto per la sua collocazione davvero singolare. Trentino – Irpef, sgravi alle fasce più deboli – La Giunta provinciale ha dato il via libera alla rimodulazione degli sgravi Irpef, orientando le risorse nella direzione delle fasce sociali maggiormente svantaggiate, con la platea di soggetti economicamente più fragili che viene circoscritta sotto i 15.000 euro annui di reddito (circa 90.000 trentini) ai quali verrà applicata una riduzione dello 0,73%, applicandosi così un’aliquota dello 0,50% al posto di quella nazionale dell’1,23%. Trento – Vola la differenziata, sfiora l’80% - Va a gonfie vele la raccolta differenziata dei rifiuti nella città di Trento. Dal maggio del 2013 allo stesso periodo del 2014 si è registrata un crescita di ben 4 punti percentuali, portando il totale della differenziata all’attuale 78,3%, che hanno portato una crescita dei ricavi da differenziata con la lancetta che segna + 800.000 euro. Un aumento sostanzioso, di un 15,4% rispetto all’anno precedente. Trentino-Veneto – Valdastico, intervenga il ministro – Non ha usato mezzi termini il governatore del Veneto Luca Zaia per appellarsi al Governo al fine di costringere la Provinca autonoma di Trento ad accettare la realizzazione della Valdastico, tormen-

tone ultratrentennale che sembra non avere mai fine. Alle pressioni di Zaia l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi ha risposto sostenendo l’inutilità dell’opera (prolungamento dell’A31 da Rovigo a Trento) e il sostanziale no del Trentino. Provincia – Riforma istituzionale all’orizzonte – Comunità con assemblee molto ridotte rispetto ad ora e comuni assieme per obbligo. Sono queste le due direttrici sulle quali si sta muovendo il progetto di riforma istituzionale che dovrebbe ridisegnare gli assetti locali del Trentino per i prossimi anni. Un taglio netto dei componenti delle assemblee delle comunità di valle (non più eletti, dunque, ma nominati dai comuni), delle giunte (massimo 3 assessori) e, per quanto riguarda i comuni, obbligo di gestione associata dei servizi sotto i 3.000 abitanti. Queste le linee della riforma licenziate dalla maggioranza provinciale, sotto la regia dell’assessore provinciale agli enti locali Carlo Daldoss. Trentino – Lavoro dati in chiaroscuro - Nonostante i dati lievemente incoraggianti sulla possibile ripresa economica degli ultimi mesi l’occupazione continua a dare preoccupazioni. Il Servizio statistica della Provincia ha certificato, per il primo trimestre del 2014, dati in chiaroscuro. Se da una parte gli occupati totali hanno fatto segnare un + 6.000 unità (dai 229.324 del 2013 ai 235.112 di quest’anno) rispetto allo stesso periodo 2013, quando il paragone si fa rispetto a fine 2013 il saldo è negativo di 900 unità. Da Confcommercio arriva il dato sull’occupazione: il Trentino nel primo trimestre 2014 è cresciuto più di tutte le altre regioni, con un +2,6%. Provincia – Nuovi aiuti casa – Si annuncia un autunno significativo per chi vuole acquistare o ristrutturare una prima casa. Tra settembre ed ottobre, infatti, dovrebbe essere varato il

I cattivi pensieri

regolamento per l’assegnazione dei contributi, mentre dal prossimo gennaio sarà aperto il bando per i primi 10 milioni di euro che andranno a sostenere le giovani coppie che vogliono comprare casa. Tra il 2015 ed il 2018 saranno 40 i milioni di sostegno in questo settore e serviranno a soddisfare le richieste di almeno 600 persone. Provincia – Ripartono i mutui casa, su del 15% Il mondo del credito dà dei timidi segnali di movimento, dopo vari mesi di calma piatta. Nel primo trimestre del 2014 le banche hanno erogato alle famglie trentine mutui casa per un valore di 63 milioni di euro, con un + 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2013, fermo a 55 milioni, uno dei dati più bassi di sempre. Il totale dei mutui in corso sale a 2.345 milioni, + 20 milioni rispetto al 2013. Provincia – Crescono i trentini, 536.237 residenti – La popolazione del Trentino cresce di più che le altre regioni. Lo dicono i dati che segnalano un aumento, per il 2013, di 5.929 residenti che oggi sono 536.237. Il tasso di natalità è superiore di oltre un punto rispetto alla media italiana, 9,6% contro l’8,5%, mentre il tasso di mortalità è minore, 9,1% contro 10%. Le Giudicarie passano da 37.450 a 37.635 abitanti. Cala l’afflusso di immigrati, -566 unità rispetto a quelli giunti nel 2012. Provincia – Dipendenti, via alla staffetta generazionale – La Giunta provinciale ha deliberato la cosiddetta staffetta generazionale, ossia un’azione di progressivo ricambio dei dipendenti con la possibilità per i dipendenti più in là con l’età di ridurre il proprio orario di lavoro (sarebbero 300-400 quelli ricadenti in queste caratteristiche) o pensare al prepensionamento a favore di nuovi giovani da introdurre nella macchina provinciale.

di Eta Zeta

I BUOI SONO FUORI DALLA STALLA. E sindaci e Comunità s’impuntano. Sono preoccupati per il punto nascite. Per cui tifano contro, anche di alcune frange del Pd. Vuoi vedere che anche la chiusura del nostro reparto di maternità rientra nel Patto del Nazareno! VITALIZI. Pur di incamerare più soldi hanno raccontato che la vita media di un politico è 16 anni più lunga di un comune mortale. E chi non camperebbe di più con tutti quei milioni! C’È CHI S’ADDORMENTA CONTANDO LE PECORE. E chi, come la Borgonovo Re, non riesce a dormire contando i parti di Tione.


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Primo Piano

AGOSTO 2014

Ilpuntonascitedinuovoarischio

L’assessore Borgonovo Re punta a chiuderlo per «mancanza di sicurezza». Parte una raccolta di firme sul territorio Il quadro non è ancora ben definito, visto che in pochi giorni il Comitato della Salute di Tione, i vertici della Comunità e i sindaci della valle hanno dovuto ascoltare messaggi contrastanti. Prima è arrivata la responsabile della sanità trentina a dire che il punto nascite del capoluogo giudicariese non avrebbe avuto futuro. Sarebbe rimasto attivo fino a dicembre. Poi, sui locali del terzo piano dell’ospedale di Tione sarebbe calato il sipario. “Al suo posto – aveva spiegato Donata Borgonovo Re – sarebbe stato istituito un servizio di ostetriche sul territorio in grado di accompagnare le gestanti fino al parto”. Che, comunque, sarebbe dovuto avvenire in altre strutture. Arco la meta privilegiata, senza tralasciare Trento e Rovereto. Per il punto nascite di Tione, dunque, stando a quanto enunciato dai vertici della Sanità, era arrivato il momento di scrivere la parola fine. Troppo poche le nascite in un anno. E troppo insicuro il reparto, con un numero di nati così esiguo. Meno di 200 nel 2012 e addirittura 178 nel 2013. Con un 2014 che si profila ancor più povero di vagiti: 140 sono le nascite previste dell’assessorato provinciale. Nessuna remora, quindi, a dichiarare finita l’esperienza di ostetricia e ginecologia di Tione, nonostante sia l’ospedale, e quindi il punto nascite, più periferico della Provincia. Inutile ogni lamentela e

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vevano garantito alle Giudicarie. L’anno di Ettore Zini due anni di tempo scorso, negli stessi giorni per verificarne la sostenibilità. Ma, per il eravamo alle prese con la chiusura del Tribunareparto di ostetricia e ginecologia di Tione è ar- le. In questi giorni c’è il fondato timore, diventato rivata la doccia fredda. Anzi freddissima. Portata quasi certezza, che d’ora in poi le donne della valle senza preavviso dall’assessore alla Sanità Donata dovranno partorire i loro bambini fuori dai confini Borgonovo Re. Luglio e agosto non portano bene comprensoriali. richiesta di ripensamenti da parte dei sindaci e dei responsabili della Comunità di Valle. Donata Borgonovo Re si è dimostrata irremovibile. Così era stato deciso. E così sarebbe stato. Tanto più che la decisione – ha spiegato - non è stata presa a cuor leggero. Ma, dopo meticolose indagini e riscontri con il personale medico e dell’apparato locale. Comprese le ostetriche. Con cui si stava ragionando su un nuovo tipo di organizzazione territoriale, capace di sopperire alla mancanza di un reparto dove mettere al mondo i bambini. Dopo decenni, in sostanza, l’ostetricia di Tione avrebbe cessato di esistere. Questo è quanto è emerso mercoledì 9 luglio, a Tione, nella sede comprensoriale di via Gnesotti. Il film del mese però è solo all’inizio. Il giorno successivo i vertici della Comunità rispondono con un consiglio urgente. Esteso a tutti i sindaci della valle. C’era da contrastare quella scelta inattesa. E c’era soprattutto da difendere il proprio reparto di maternità da un esproprio inaspettato. Che, tra l’altro, poteva rappresentare anche un precedente pericoloso per tutti gli altri re-

parti dell’ospedale. Chi potrà garantire in futuro, se, adducendo lo stesso tipo di motivazioni, si deciderà di privare la Valle anche di altri reparti? In tempi di spending review, si sa, tutto è possibile. E anche se il paragone si regge su parametri e campi completamente diversi (Giustizia e Salute sono cose difficili da mettere sullo stesso piano), si è potuto toccare con mano quanto sia stato facile privare la periferia delle sedi staccate dei Tribunali, nonostante i fortissimi disagi patiti dall’utenza locale e i risparmi nulli per la pubblica amministrazione. Anche per tale ragione, un fronte compatto con il coinvolgimento di tutti i responsabili dei comuni e del consigliere provinciale Mario Tonina, ha interpellato il presidente della giunta Provinciale Ugo Rossi, per verificare se anche la Giunta era sulla stessa lunghezza d’onda dell’assessorato alla sanità. E, se tutti i responsabili della Provincia condividevano le scelte annunciate in sede locale dall’assessore alle politiche sanitarie. Un documento sottoscritto da tutti gli amministratori ha rivendicato il mantenimento del punto nascite definendo lo smantel-

lamento della struttura “scelta scellerata e immotivata”, in quanto, anche altri reparti dei nosocomi periferici (tutti eccetto Trento e Rovereto) non raggiungevano gli standard minimi (500 parti) previsti dai protocolli della Sanità. Ed ecco dunque un terzo capitolo. Che all’apparenza (ma solo in apparenza) ha ribaltato le decisioni della prima ora, in quello che il presidente della Giunta Provinciale Ugo Rossi aveva definito “una fuga in avanti” della responsabile ai servizi sanitari. Rossi si è, sì, catapultato a Tione tre giorni dopo (lunedì 13 luglio), dove ha incontrato i sindaci e i vertici della Comunità. A loro ha dato rassicurazioni che l’argomento non era una partita chiusa. Ma, che esistevano

ampi margini di trattativa. In quanto, pur dovendo tenere conto degli standard, la discussione era ancora aperta. All’incontro era presente pure la responsabile della Sanità che non ha proferito parola. Salvo però, all’indomani, in risposta a una “question time”, presentata dal leghista Fugatti, ribadire punto per punto quali erano le sue intenzioni. Tione non dispone dei numeri. Il reparto – a detta dell’assessore – non da garanzie sufficienti alle mamme e ai nascituri. Quindi, l’unica cosa da fare è chiuderlo. La protesta e i malumori. Capeggiata dall’assessore Olivieri, la risposta della Comunità giudicariese non si è fatta attendere. L’assessore alle politiche sociali ha smon-

tato, punto per punto, la tesi dell’assessore alla Sanità Borgonovo Re, sostenendo che nel caso di Tione si è “scientemente e pervicacemente voluto depotenziare il punto nascite per giustificarne la chiusura”. Il motivo di questo taglio è solo economico. Anche perché, se così non fosse, anche gli altri reparti periferici andrebbero chiusi, alla stregua di quello giudicariese. La tesi sostenuta anche in sede del coordinamento provinciale del PD, ha avuto consensi da almeno metà dei membri del Partito Democratico trentino, producendo una spaccatura al suo interno. Irremovibile però la posizione della Borgonovo, che ha ribadito la necessità di chiudere il punto nascite di Tione. Gli sviluppi. L’ultimo capitolo l’ha scritto il Tavolo di Concertazione per l’ospedale di Tione, nato per volontà dell’Assemblea della Comunità delle Giudicarie, a supporto del Consiglio della Salute. Con un documento, l’0spedale è definito “patrimonio irrinunciabile delle Giudicarie”. Allo stesso tempo, l’assessorato alle politiche sociali della Comunità ha annunciato una serie di iniziative a difesa del punto nascite. Compresa una raccolta di firme sul territorio. Dove, con la collaborazione del nostro giornale, s’invitano i cittadini a sostenere la propria unità ospedaliera. La strada si preannuncia, comunque, tutta in salita.

Questo, secondo l’assessore alla Sanità Borgonovo Re, il motivo della chiusura

«Ilrepartononènésicuronésostenibile» “Il reparto maternità di Tione non ha i requisiti minimi per poter garantire la sicurezza alle donne che partoriscono” ha detto il dott. Marco Ioppi, responsabile del dipartimento materno infantile dell’Unità sanitaria, dopo l’annuncio da parte dell’assessore alla sanità Borgonovo che il punto nascite di Tione verrà chiuso. Una dichiarazione da far accapponar la pelle. Che contrasta con quanto aveva sempre sostenuto il direttore dell’Apss trentina Luciano Flor, negli incontri sul territorio che si sono susseguiti durante il 2013 assieme ai medici del nosocomio giudicariese. “Il reparto di Tione è alla stregua di Trento e Rovereto” – aveva sempre asserito il direttore dell’Azienda Sanitaria, invitando le donne giudicariesi ad aver fiducia della propria ostetricia e ginecologia. A distanza di un anno, sono gli stessi dirigenti della sanità trentina ad affermare il contrario, a sostegno

della decisione, peraltro inattesa, di chiudere definitivamente il reparto. Basta – ha detto l’assessore alla Sanità Borgonovo Re – a Tione non nasceranno più bambini. Le mamme saranno accompagnate al parto dai servizi di ostetricia potenziati sul territorio. Mentre al momento della nascita saranno indirizzate in strutture più sicure. Questo però dalla fine del 2014. Fino ad allora, il reparto rimarrà in funzione. La notizia, peraltro non ancora certa, visto i timidi spiragli lasciati aperti dal presidente della Giunta Provinciale Ugo Rossi che ha detto che la partita non è ancora chiusa, non ha però creato solo sconcerto politico. E mentre sulle pagine dei giornali sono medici, uomini politici, rappresentanze sindacali e responsabili dell’azienda sanitaria a tenere banco, le più disorientate sono le future mamme giudicariesi che non si aspettavano che il marchio dell’in-

sicurezza del reparto venisse proprio da coloro che sono deputati a garantirne il buon funzionamento. “Io dice – Giovanna B., una giovane mamma in attesa di partorire (mancano solo due mesi al lieto evento) – ho sempre avuto fiducia dell’ospedale di Tione. Ma, ora dopo i recenti annunci, sono davvero indecisa se rivolgermi ancora a quel reparto. Anche mio marito è molto scettico. E, credo proprio che andrò a Trento o a Rovereto”. La donna, che per motivi di riservatezza chiede l’anonimato, tre anni or sono proprio a Tione aveva dato alla luce il primo figlio. Un bel maschietto di oltre tre chili, partorito senza complicazioni. Ora però le brutte notizie provenienti ai piani alti della Sanità, le hanno inculcato il tarlo del dubbio. E, come altre future mamme della zona è molto esplicita:”I casi sono due: o il reparto di maternità è sicuro e quindi non c’è quindi mo-

tivo di chiuderlo. O non lo è. E, allora, va chiuso immediatamente”. Anzi, vien da chiedersi cosa si sia aspettato a prendere una decisione così importante a salvaguardia dell’incolumità delle mamme e dei bambini”. D’altronde, dice, dopo dichiarazioni del genere, qual è la donna che deciderà, a cuor leggero, di dare alla luce il suo bambino ai piani alti dell’ospedale di Tione? Quante saranno, aggiungiamo noi, ancora i parti registrati negli ultimi sei mesi del 2014? Borgonovo Re ne ha messi in conto 140, contro i 178 del 2013. Con questa pubblicità negativa, però, c’è poco da stare allegri. Un’ultima battuta, la giovane mamma la riserva ai politici locali, invitandoli a difendere con le unghie e con i denti la maternità di Tione. Piuttosto rinuncino ad altri reparti. Ma, non al punto nascite, che è assolutamente indispensabile”. Ipse dixit, una

Donata Borgonovo Re

giovane mamma della zona, completamente avulsa da ogni coinvolgimento politico. Ma, l’opinione tra la gente - a parte qualche voce fuori dal coro che dice che con questi numeri è meglio “chiudere” nell’interesse dei nascituri e delle partorienti - va quasi tutta in questa direzione. (e.z.)


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Punto nascite, in valle c’è sconcerto. Si pretendono garanzie

Dalla Comunità Ballardini e Olivieri: «Vanno garantiti i servizi essenziali» “Il problema è solo politico” – dice l’ex deputato – “e non ci vengano a raccontare che è tutta una questione di sicurezza. Se così fosse andrebbero chiuse, ispo facto, anche tutte le altre unità periferiche. Cavalese, Cles. Ma, anche Arco, non ha i numeri come Tione”. “A Tione, la sala parto entra in funzione ogni due giorni. Ma, credo che, con il giorno e mezzo di Cavalese e il giorno di Cles, non passi molta differenza”. “Purtroppo, anche se non lo vogliono ammettere, è tutta una questione di costi e di sostenibilità economica. L’ospedale di Tione costa

circa 18 milioni l’anno. E togliendo la maternità se ne risparmieranno circa tre. A scapito, però, della sicurezza delle mamme e dei bambini. Che correranno il rischio, in caso di emergenza, di nascere per strada”. “Il progetto è chiaro – dice Olivieri – oggi, i Consultori sono a carico della sanità territoriale. Si vogliono inglobare nella struttura ospedaliera. Non c’è mai stata una vera volontà di far decollare il punto nascite di Tione. La mancata nomina di un primario di ostetricia e ginecologia lo dice chiaramente. Ioppi non è stato mandato qui, a

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Maternità Tione. Un boccone amaro da digerire. In Giudicarie si fa fatica ad accettare una decisione calata dall’alto. Senza un confronto con il territorio. Luigi Olivieri, l’assessore alle politiche sociali ha un diavolo per capello. Nei giorni scorsi non ha avuto remore a dire ciò che pensava di fronte all’assessore alla sanità scavalco da Rovereto, per rivitalizzare il reparto. Ma per traghettarlo in altri centri”. “Nel caso di Tione – spiega Olivieri – sono convinto che si sia voluto deliberatamente arrivare a depotenziare il punto nascite, per poi giustificarne la chiusura. Da quattro anni manca il primario del reparto e i ginecologi sono due, quando la pianta organica ne prevede sei. Diciamo piuttosto che qui, finora, non sono mai stati messi nelle condizioni di operare al meglio. Ed anche la mancanza di una rappresentanza politica forte come in val di Fiemme e di Fassa ha i suoi riflessi”. Di progetto non convincente invece parla la presidente della Comunità Ballardini. Anche lei è molto perplessa verso i vertici provinciali. La chiusura di un reparto come

questo – spiega – dovrebbe sottendere un disegno già ben definito. “Invece – dice, la responsabile della Comunità – alla domanda che cosa ci si prospetta in alternativa, l’assessora alla sanità non ha saputo rispondere. “I nostri uffici – ci stanno lavorando. Stiamo studiando la cosa, con le ostetriche”. Così, dice Patrizia Ballardini, ha risposto Borgonovo Re. “E ciò, è inaccettabile. Prima si prendono decisioni gravi. Poi si studia come organizzarsi sul territorio”. “Conosciamo quali sono i bisogni di salute del nostro territorio. Crediamo che l’Ospedale di Tione abbia risposto positivamente fino ad ora. Siamo convinti che sia un Patrimonio delle Giudicarie irrinunciabile”. “Se la sicurezza può essere garantita anche sotto lo standard dei 500 par-

Donata Borgonovo Re. Ed è stato molto chiaro anche in occasione del summit urgente con tutti i sindaci e nella sede provinciale del PD. “Qui ci vogliono scippare un servizio indispensabile per la comunità!”. La voglia è di erigere barricate a oltranza. Anche se c’è la consapevolezza che ora la strada è irta e tutta in salita. ti/anno (come sarebbe emerso nell’incontro con l’Assessore Borgonovo a Cavalese, lunedì sera) – ha detto la presidente Patrizia Ballardini, in seno al Tavolo di concertazione per l’ospedale, a cui sono stati invitati sindaci, dirigenti del Servizio Ospedaliero oltre al direttore generale dell’Apss trentina Luciano Flor - allora può essere garantita anche a Tione, con un’organizzazione adeguata. Vogliamo parità di trattamento, quale territorio di periferia, con difficoltà e tempi rilevanti per raggiungere il capoluogo”. “Crediamo che il nostro ospedale non possa funzionare unicamente per prestazioni altamente specializzate. Ma debba mantenere i servizi essenziali. Primo fra tutti, il servizio di pronto soccorso anche pediatrico. E, con esso, i servizi erogati dai

reparti di medicina, ginecologia, chirurgia e ortopedia e di diagnostica. Senza dimenticare le risposte a nuovi bisogni di salute attraverso la creazione di posti letto per la riabilitazione e la lungo degenza di pazienti con patologie croniche”. Una strenua difesa di tutta la struttura, dunque. Di cui il punto nascite potrebbe essere un primo granello di smottamenti allargati anche ad altri reparti. Lo sconcerto è palpabile, anche tra i sindaci, finora molto tiepidi sull’argomento. Molti di loro ritenevano assolutamente impercorribile la chiusura del punto nascite. Ora però accusano di comportamento scorretto la Provincia che tratta la periferia come feudo. “Prima decidono – dicono – poi vengono a comunicare le loro scelte”. (e.z.)

E le Giudicarie lanciano una petizione popolare “Pacta sunt servanda”. Per la Comunità delle Giudicarie l’annunciata chiusura del punto nascite è un rospo difficile da digerire. Per questo, dopo l’incontro con il presidente della Giunta Provinciale Rossi che in sostanza smentiva gli enunciati dell’assessore Borgonovo Re, ora la Comunità di Valle ha predisposto una delibera “tipo” che sarà approvata da tutti i 39 comuni. Vi si chiede “una programmazione seria e condivisa nel medio e lungo periodo del Presidio ospedaliero di Tione”. “Il quale – dice il documento in approvazione - non può essere privato della presenza di un’Unità Operativa di ostetricia e ginecologia, anche alla luce dell’inconfutabile situazione orografica del territorio giudicariese e dello stato strutturale della viabilità che lo raccorda con Trento”. S’invita la Giunta Provinciale e all’assessorato alla sanità a rispettare gli accordi intervenuti con il potenziamento dell’Ospedale di Tione e il mantenimento del Punto nascita, procedendo con la nomina a brevissimo termine del Direttore dell’U.O. di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Tione e del personale medico e paramedico oggi mancante, e a raccordare l’Unità Operativa con il Consultorio familiare. A organizzare presso l’Ospedale di Tione un servizio di Pronto Soccorso pediatrico o, in alternativa, di guardia medica pediatrica; a predisporre un dettagliato piano sanitario provinciale nel quale sia ripensata l’attuale articolazione del sistema sanitario (il riferimento è all’allocazione del N.O.T); a orga-

nizzare un sistema di gestione del personale medico e paramedico che permetta la costituzione di piante organiche di Dipartimento, o in alternativa, una mobilità del personale tra le diverse sedi del Sistema Ospedaliero Provinciale. Si chiede, inoltre, che ogni decisione in merito ai servizi ospedalieri e territoriali delle Giudicarie sia prima concertata e condivisa con la comunità giudicariese, attraverso i suoi organismi di rappresentanza. Tutte richieste già note. Avanzate anche prima d’ora. Per cui la Provincia ha sempre fatto le orecchie da mercante. L’annuncio improvviso delle intenzioni dell’Azienda sanitaria di chiudere la maternità tionese ha generato una corale levata di scudi che, per ora, si sostanzia in un documento unitario approvato da tutte le giunte della valle. Sono allo studio, però, anche altre iniziative che dicano chiaramente a Trento le intenzioni della periferia. “Un presidio ospedaliero efficiente, con servizi che rispondano alla domanda di sanità della Comunità delle Giudicarie – dice in premessa il documento - risulta non solo essenziale, ma insostituibile per garantire una qualità della vita a chi vive e intraprende nelle Giudicarie”. Ampiezza del territorio (un quinto del territorio provinciale) e una mobilità difficoltosa sono i gli ostacoli. In più c’è il turismo: i 38.000 abitanti diventano anche 100.000 nella stagione turistica. E il turismo è un settore trainante dell’economia delle Giudicarie, rispetto al quale la risposta sanitaria, anche ospedaliera, è uno degli ele-

menti di qualità che permette al territorio di essere competitivo sul mercato nazionale e internazionale. Durante il Consiglio per la salute del 5 marzo 2013 l’allora assessore alla sanità, ora Presidente, Ugo Rossi aveva convenuto che, “pur nel mancato rispetto degli standard, i servizi offerti dai Punti nascita periferici sarebbero stati mantenuti”. In quell’occasione si era condiviso un periodo di due anni per la sperimentazione di una piena attività da parte del reparto. Hanno pertanto creato sconcerto le parole dell’assessore Borgonovo Re la quale, nella seduta del Consiglio per la salute del 9 luglio, ha annunciato la prossima chiusura del Punto nascita di Tione, motivandola con il mancato rispetto dello standard previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 1000 parti all’anno per ogni Unità Operativa, standard ritenuto accettabile anche in forma dimezzata (500 parti) in relazione alle condizioni geografiche e antropologiche dei territori di montagna. E’ evidente che l’ospedale di Tione, con i suoi 178 parti nel 2013 non è in grado di rispettare tale standard, né lo sarà in futuro, in considerazione dei dati complessivi demografici e di natalità. Ma, siccome appare evidente che uno dei criteri utilizzati dall’Assessorato è riferito alla sostenibilità del servizio, se la scelta di centralizzare i parti sui grandi ospedali permette un risparmio finanziario, vanno chiusi tutti gli altri Punti nascita. (e.z.)


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Punto nascite – le reazioni

AGOSTO 2014

Il parere tecnico della dottoressa Nicoletta Gottardi, ginecologo

«Sbagliatochiuderlo,lecondizioni di sicurezza ci sono» di Ettore Zini

“S

i fa presto a dire si chiude, e poi?” La dottoressa Nicoletta Gottardi non ci sta. Lei di parti, anche difficili, è una che se ne intende. Per sedici anni ha prestato servizio come ginecologa presso il reparto di maternità di Tione. “A volte – dice la dottoressa Gottardi – hai solo quattro o cinque minuti per tirar fuori il bambino, se non vuoi che ne patisca le conseguenze. E poi, ci sono casi, pochi a dir la verità, come il distacco di placenta che abbisognano di intervento immediato per scongiurare la morte della mamma e del bambino”. Quindi? “Quindi, la decisione di chiudere un reparto di maternità come quello di Tione non sta ne in cielo ne in terra”. Usa termini forti la ginecologa Gottardi. Che di solito non rientrano nel suo vocabolario. Ma, la notizia apparsa sui giornali sul punto nascite di Tione che chiude, l’ha lasciata perplessa. E non ne ha accettato modi, e motivazioni. E poi, un primario come Ioppi rimasto primario a scavalco dell’ostetricia del l’ospedale di Tione fino a marzo 2013 che dice: “Il mio reparto non è sicuro”. Suvvia, sono cose incredibili! Ai limiti dell’inverosimile.

Altri Tempi. Allora c’erano solo tre medici, in grado però di sopperire a ogni emergenza. E, in ostetricia, si sa, l’emergenza di solito non lascia spazio a tentennamenti. Né a improponibili trasporti in autoambulanza e in elicottero.

La dottoressa Gottardi

“In primo luogo – dice – non si annuncia una decisione così importante, senza prima averne discusso con i diretti interessati, e senza soprattutto dire che cosa si intende fare in alternativa. In questo modo si è screditato inutilmente un reparto che, comunque funziona. E che ora difficilmente riuscirà a recuperare credibilità”.

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento Anno 12 n° 8agosto 2014 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Caporedattore: Roberto Bertolini Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Matteo Ciaghi, Aldo Gottardi, Denise Rocca Hanno collaborato: Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Claudia Brunelli, Alberto Carli, Arianna Foglio, Elisa Pasquazzo, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Ettore Zini, Marco Zulberti Per la pubblicità 3356628973 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3335988772) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 31 luglio 2014 da Sie Spa - Trento Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

Io – spiega la dottoressa dal 1999 libera professionista in quel di Tione, con un avviato ambulatorio di ginecologia – di pazienti ne seguo moltissime. Da quando è apparsa la notizia che il reparto di maternità non è affidabile, non ho una donna disposta a partorire tra quelle mura. Tutte, anche i mariti sono della partita, dicono che porteranno a termine la gravidanza fuori zona”. A gennaio, quando si conteranno le nascite, ci si renderà conto che sono crollate dell’80%. E allora sarà facile dire: si chiude. E’ un fiume in piena Nicoletta Gottardi. Mai avrebbe pensato di dover prendere le difese del suo ex reparto di maternità. Lasciato, tra l’altro, anche con qualche strascico polemico. Ma, di cui ha un buon ricordo. E’ lì che ha appreso i rudimenti di una professione che le ha riservato tante apprensioni. E anche tantissime gioie e soddisfazioni. La donna che sta per partorire, spiega la dottoressa, vuole sicurezza. Vuole la certezza che tutto andrà bene, per se e per il suo bambino. E qui a Tione, purtroppo da anni si è fatto di tutto perché non ci fosse la fiducia nel reparto. E’ stata messa in atto la politica del massacro. E’ stato lasciato morire. Senza competenze. Con medici turnisti. Che arrivano alle otto del

mattino e se ne vanno alle otto del giorno dopo. Senza avere cuore le sorti del reparto. E poi, anche la storia dei 500 parti, non regge. Il 60% dei bambini italiani, sostiene la dottoressa, nascono in ospedali che non rispettano gli standard. Chiedersi perché tante donne giudicariesi vanno a partorire in altri ospedali, non ha senso. “Le mamme in attesa cercano soprattutto un’equipe medica conosciuta, e figure stabili che le diano fiducia”. “E qui, non da oggi, queste certezze non ci sono. Ovvio che vadano a cercarla via”. “Il pronto soccorso pediatrico, per esempio, lo stiamo aspettando al 1983”. “L’emergenza in ostetricia richiede una sala operatoria attiva, e un medico che sappia fare un cesareo. Se i medici non sono autonomi, o la sala operatoria non è sempre attiva, la donna non si sente sicura. E si rivolge altrove”. Quindi, addossare tutte le colpe a chi emigra è sbagliato. Anzi il reparto è efficiente e dotato. E potrebbe essere valorizzato nell’ambito dell’ospedale unico trentino. L’utilizzo? Il parto in acqua, per esempio, per cui il reparto dispone dell’apposita vasca. Modi per tenere in vita la maternità locale ce ne sono: i parti in analgesia, o con donazione del sangue cordonale. Le interruzioni di gravidanza…. La lista è lunga. E proprio non si comprende, dice l’ex ginecologa dell’ospedale di Tione, perché invece di esperire altre strade, si fa l’unica cosa che non si dovrebbe fare. Chiuderlo.

La ristrutturazione dell’Ospedale? Una strategia O fa parte di una precisa strategia per far risparmiare la nostra Azienda Sanitaria, o qualcosa non torna. Otto anni, non per costruire, ma per ristrutturare una fetta d’ospedale, francamente sono un po’ troppi! Ma vi rendete conto? Come se le nostre aziende di costruzioni non fossero in grado di tirar su, a tempo di record, quattro pareti e di rimettere in sesto una manciata di ambulatori. Senza scomodare esempi come quelli del Colosseo, costruito in soli otto anni, dal 72 all’80 dopo Cristo (quando,non le gru, ma le carriole erano un miraggio), o della diga di Bissina, tirata su in soli 24 mesi (1954- 1956), basta guardare la recente ristrutturazione della Coop di Tione. In 180 giorni ha fatto spuntare come i funghi un supermercato da far invidia. Non una botteguccia da quattro soldi. Ma, un edificio da sei miliardi del vecchio conio, tutto cemento armato e tecnologia d’alta qualità. Vuoi che le stesse aziende non sarebbero state in grado di mettere mano all’ospedale senza le vergognose lungaggini patite dalla ristrutturazione dall’ala nord ? E’ pur vero che quelli della Coop si sono avvalsi di un mastino come l’ingegner Alfredo Massimo Dalbon. Uno che, in fatto di progetti e ristrutturazioni, sa il fatto suo. Un professionista che s’aggira nei cantieri, non con la clessidra, ma con il cronometro in mano. E quando ti dice domani è domani. E, a volte, anche ieri. Ma anni, non mesi, per metter mano a dei muri già esistenti, obiettivamente sono un’enormità. Quasi un insulto al raziocinio. E soprattutto a medici, pazienti che hanno dovuto assistere a quello sconcio. Sembra quasi che a dettare i tempi della ristrutturazione siano state le ditte che hanno affittato i container adibiti ad ambulatori. Roba da non crederci! E’ brutto fare i conti nelle tasche altrui. Ma c’è da scommettere che con gli utili realizzati, come minimo si siano fatte un paio di appartamenti a Montecarlo, e forse anche un attico all’Empire State Building di New York! Eppure, in tutto questo tempo, nessuno s’è permesso di fiatare. Di dire, che sò: “Non è che qualcuno ci sta marciando?” “ Ma che è: un business edilizio, o ospedaliero?” La tempestività, quando si tratta di ospedali che non servono a vendere fette di mortadella o fustini di detersivi, ma a garantire la salute dei cittadini, dovrebbe essere uno dei requisiti principali della check list. Perciò la ristrutturazione del un nosocomio di Tione avrebbe dovuto essere un esempio di funzionalità: uno spot alla professionalità e all’efficienza aziendale. Non un inno al cazzeggio. “Si aprirà nel 2012”. Avevano detto. E, per un anno e mezzo nel cantiere non s’è più visto volare una mosca. Poi hanno dichiarato: “Ad agosto si apre”. E a novembre si era ancora al punto di partenza. “Basta: adesso si fa sul serio”- proclamarono i capoccioni dell’Apss, quando qualche cronistuncolo locale ebbe l’ardire di fare loro pulci - “Il 31 dicembre i lavori saranno consegnati”. E’ arrivato gennaio, e financo febbraio: ma il cantiere dell’ospedale era una nave in mezzo alla procella. Ed ecco dunque che giunge il colpo di genio: per dimostrare che si fa sul serio, per nostra disgrazia, si invitano i sindaci a visionare lo stato di avanzamento dei lavori. Su 39 primi cittadini, a metter il caschetto tra le impalcature, se ne presentano si e no quattro. Ed è lì che dai piani alti dell’Azienda comprendono che possono procedere con calma. Ormai che ci sono, però, promettono solennemente che, entro aprile il nastro sarà tagliato. Incrociano pure le dita. Le baciano, e fanno pure giurin giurello. Ma, in cuor loro, sanno che a nessuno in Valle metterà loro il sale sulla la coda. Quindi a rifinir quei muri si va a passo di lumaca. E poco importa se all’inizio dei lavori si son tagliati anche dei posti letto. Tanto qui non c’è nessuno che ti rincorre. Quei pochi che potrebbero farlo sono distratti, o come si suol dire, non sono dei cuor di leone . Nessuno osserva che l’approntamento di un ospedale è una cosa seria. Così tra un muretto di cartongesso e la posa di un pavimento è arrivato pure luglio. Si comincia a spostare qualche arredo. Ma dei lavori, avviati nel 2006, non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. In un paese della Busa raccontano di quel tale che aveva un’appendicite. Ma voleva essere operato a Tione, nel nuovo reparto. E’ morto a forza di rimandare l’operazione. I prossimi lavori riguarderanno il Pronto Soccorso. Si dice siano stati stanziati altri 2 milioni e mezzo di euro, dopo i 18,5 già spesi. E altri sei, ha detto l’assessore alla sanità Borgonovo Re sono belle e pronti per ristrutturare l’ala sud. Il cantiere, per il Pronto Soccorso, dovrebbe aprire i battenti entro gennaio. Se tra qualche anno avrete l’avventura di incrociare delle persone in carrozzina, o con le stampelle, camminare lungo la ciclabile del Limarò, non fateci caso. Sono i pazienti dell’ospedale di Tione che, stanchi di aspettare, si sono incamminati verso il Santa Chiara di Trento. (e.z.)


Punto nascite – le reazioni

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Il sindaco di Tione Mattia Gottardi

«Decisione grave, sarà “guerra” se il territorio non verrà ascoltato» «La decisione dell’assessore Borgonovo Re ci lascia molto amareggiati - spiega Gottardi - soprattutto perché ha detto che il punto nascita verrà chiuso senza portare alcun argomento condivisibile a favore di questa scelta. Non ne ha fatto nemmeno una questione economica,

Mattia Gottardi

di Roberto Bertolini

Fra i più preoccupati della decisione di chiudere il punto nascite e fra i più decisi ad opporvisi c’è chiaramente il sindaco di Tione, Mattia Gottardi. Il nosocomio è una risorsa per tutte le Giudicarie l’unica ragione – seppur deprecabile - che poteva portare a una minimamente condivisa decisione di chiusura».

Sindaco, allora non è una questione di numeri? Abbiamo chiesto conto dei numeri delle nascite, ma se li leggiamo attraverso

Ermanno Sartori: «Si era capito già tre anni fa con la nomina di Ioppi»

«Epilogo triste, voluto dalla politica»

Ermanno Sartori, assessore comunale a Condino e componente del Consiglio per la Salute della Comunità delle Giudicarie – e uomo di fiducia di Remo Andreolli nel corso della sua esperienza politica da assessore provinciale - aveva da tempo intuito i pericoli che correva il punto nascita. Nel gennaio del 2011, a pochi giorni dalla nomina del dottor Marco Ioppi quale primario di ostetricia a scavalco per l’ospedale di Tione, convocò una conferenza stampa per richiamare l’attenzione su un fatto. Quale? «Nel corso di quella conferenza stampa – ricorda Sartori – che si tenne il 20 gennaio 2011, dunque ben 3 anni e mezzo fa, paventai la possibile chiusura del punto nascite di Tione, intravedendo nella nomina di Ioppi una strategia di indebolimento della struttura, voluta dalla politica». Per quale motivo? Non certo per la figura di Ioppi, stimato e inattaccabile professionista, quanto piuttosto per le sue idee e strategie in materia. Proprio lui, ai tempi di Mario Magnani assessore provinciale alla Salute, stilò infatti un piano di riordino delle strutture ospedaliere del Trentino, che prevedeva la concentrazione dei punti nascita nelle due strutture di Trento e Rovereto. Con queste premesse si poteva ben immaginare avrebbe impostato la sua azione nel dirigere il reparto di Tione. Ossia? Beh, dirottando le donne giudicariesi verso Rovereto, fino ad arrivare ai numeri molto striminziti dell’ultimo anno, delle 170 nascite. Per capire di cosa stiamo parlando, basti dire che con il compianto primario Andrea Mari, che impostò un lavoro straordinario di attenzione ed assistenza alle donne partorienti, si arrivò nel 2006 alla cifra di oltre 300 nascite. Lo sa perché? Perché lui riuscì a creare, anche attraverso la sinergia con il personale, un clima di fiducia cosicché le donne giudicariesi si sentivano sicure ad andare a partorire a Tione.

e per Tione in particolare e assomma alla indubbia centralità dal punto di vista sanitario, anche valenze economiche per la Busa di Tione, grazie al suo indotto. gli stessi criteri per tutti i punti nascita non se ne salvano molti; con le deroghe provinciali (dai 1000 parti previsti dalla normativa nazionale la deroga trentina è a 500) si salvano solo Trento e Rovereto. Pochi giorni fa, tra l’altro, l’assessore ha detto che Cavalese rimarrà aperto, quindi è chiaro che non è una questione di numeri. E la questione “sicurezza”? Visto che la questione numerica non stava in piedi si è pensato di virare su quella della sicurezza, alimentata dalle quantomeno avventurose dichiarazioni del dottor Ioppi che hanno ingenerato paura nelle future mamme e non solo,

dando corso ad ulteriore sfiducia verso il punto nascite. Ai tempi del dottor Mari (solo qualche anno fa) le condizioni di lavoro erano le stesse ma nella sua analisi non c’è mai stato accenno alla mancanza di sicurezza ed i parti erano più del doppio. Cosa la colpisce di più di questa vicenda? In negativo sicuramente il fatto che il territorio non è stato minimamente coinvolto: una totale mancanza di rispetto. Una terra come le Giudicarie, 39 comuni, Tione in testa che all’epoca si costruirono “da sole” il proprio ospedale, con importati donazioni da cittadini benemeriti, si vedono ora attaccate da un

tentativo di esproprio di un servizio centrale, dopo che nel 2013 ci era stato detto di stare tranquilli. Non pretendiamo certo un ospedale di livello mondiale, ma servizi di base e urgenza con adeguati standard di qualità. Con un investimento in professionalità e rinforzando il team medico, si può e si deve salvare il reparto di ostetricia e ginecologia. La preoccupazione è che la chiusura del punto nascita sia l’inizio della desertificazione di questo centro ospedaliero; sarebbe un atto gravissimo e su questo penso siamo tutti pronti a dare battaglia anche dura, se servirà. Siamo sempre stati all’erta, senza cercare i titoli di giornale, e abbiamo sempre difeso il nostro ospedale, di certo non ci lasceremo intimidire.

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L’assessore Borgonovo Re dice però che il reparto di Tione è poco sicuro. Ha ragione? Mi sembra un falso problema, messo lì per giustificare questa scelta. Parlando sempre dell’epoca del primario Mari, possiamo dire che le condizioni di lavoro erano pressoché uguali a quelle odierne. Eppure si gestivano senza problemi le emergenze, le gravidanze difficili, dirottandole a Trento, mentre i parti fisiologici venivano assolti a Tione. Basti citare l’esperienza della mia famiglia; ho tre figli e ho avuto ottima assistenza a Tione. Come vede il futuro del punto nascite? Vorrei essere ottimista ma non posso esserlo. Ora è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, così come è difficile ridare fiducia e la sensazione di sicurezza alle donne giudicariesi rispetto alla affidabilità di questo reparto. Ora è inutile che l’assessore Gigi Olivieri dica che bisogna ricostruire la fiducia, perché è quasi impossibile. Occorrerà puntare su una contropartita, come un’adeguata assistenza pre e post partum attraverso consultori. Il futuro dunque è assai fosco e, devo dire, non solo per il punto nascite ma per l’ospedale in generale, dato anche il generale calo di risorse. Spero ovviamente di essere smentito.

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Punto nascite – le reazioni

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«Manca alla base un disegno politico credibile» Il consigliere Mario Tonina contesta metodo e merito della proposta dell’assessore alla sanità Lei ha contestato il metodo dell’assessore Borgonovo Re nel prendere questa decisione. Sì, decisamente, e sotto due profili. Il primo è che di fatto non c’è stato il giusto coinvolgimento preventivo del territorio, calando questa decisione dall’alto senza la condivisione che andava ricercata; il secondo, forse ancora più grave, riguarda il fatto che, appena nominata l’assessora Borgonovo Re ha assicurato che qualunque decisione sugli ospedali di valle sarebbe stata presa al termine di un accurato monitoraggio, sarebbe poi stata condivisa con il territorio e ciò sarebbe avvenuto dopo aver stilato un piano complessivo di riassetto, che valorizzasse anche le esperienze locali. Tutto questo percorso manca e dunque la paventata chiusura si presenta come immotivata e irricevibile. Cosa avrebbe dovuto contenere il “piano”?

T

di Roberto ra i più preoccupati ed attivi sulla questione punto nascite c’è Mario Tonina, consigliere provinciale giudicariese che ben sa che cosa significhi questo servizio per le Giudicarie. «Questa vicenda – spiega - desta indubbiamente preoccupazione, ma vedo che le Giudicarie si sono da subito mobilitate Penso a quanto si è detto più volte, ossia che è comprensibile che a Tione, Cavalese, Cles o Borgo non si possa pretendere di avere un ospedale che fa “tutto”, ma, proprio su queste basi e di fronte ad una contrazione della spesa, va immaginato un sistema a rete, dove nelle valli si trovano strutture capaci di dare una prima assistenza qualificata in pronto soccorso e poi, secondo le vocazioni territoriali, sviluppare delle eccellenze, che a Tione, si è già detto, potrebbe essere per esempio ortopedia che già garantisce prestazioni di qualità. Tutto ciò è mancato. Cosa manca, secondo Lei? Un disegno politico, in primis. Un’idea forte e chiara

Parti all’ospedale di Tione negli ultimi 17 anni ANNO PARTI 1997 199 1998 212 1990 210 2000 251 2001 263 2002 225 2003 220 2004 239 2005 244 2006 243 2007 289 2008 303 2009 273 2010 236 2011 222 2012 198 2013 178

Bertolini

con i propri amministratori e questo è un fatto certamente positivo. Tengo a ricordare che il mio primo atto politico è stata proprio una mozione sulla Riorganizzazione della rete ospedaliera e salvaguardia degli ospedali territoriali con particolare riguardo a quello di Tione”.

Mario Tonina

di riorganizzazione globale e studiata a livello provinciale, che tenga presente le esigenze di budget ma che punti a dare servizi sanitari di qualità al cittadino. Non si deve pensare solo all’immediato, ma ad un assetto solido e duraturo per i pros-

simi anni. Per farlo però, occorre un confronto maggiore con i territori, evitando “sparate” come quella della chiusura del punto nascite che fanno solo del terrorismo e creano una perdita di fiducia che fa ancora più male al nostro ospeda-

le. Con queste premesse mi domando se è indispensabile la realizzazione del NOT (Nuovo Ospedale Trento) senza considerare invece la valorizzazione degli ospedali territoriali viste anche le ingenti risorse investite in queste strutture negli ultimi anni. Non sarebbe meglio garantire la mobilità del personale medico all’interno della rete ospedaliera? Ora come evolverà la situazione? Ora aspettiamo che venga presentato il piano di riorganizzazione territoriale della sanità trentina che l’assessora Borgonovo Re avrebbe dovuto portare in giunta a fine luglio, ma che è stato posticipato. Nel frattempo è auspicabile che il territorio faccia sentire la propria voce; io mi impegnerò a difendere le istanze delle Giudicarie al fine di garantire maggiore Autonomia.

Attilio Maestri, presidente della Conferenza dei sindaci, critica con forza la scelta della Provincia

«Metodo sbagliato, occorre lottare per questo servizio»

Attilio Maestri, sindaco di Pieve di Bono, e’ presidente della conferenza dei sindaci delle Giudicarie e si è trovato a coordinare i 38 colleghi nel difficile momento della soppressione del punto nascite.

«Quello che ho detto rapportandomi con gli altri sindaci giudicariesi è che mi sembra evidente che il discorso della sicurezza addotto dall’assessore Borgonovo Re sia poco sostenibile e non fa altro che ingenerare insicurezza nella gente. In questo senso ho scritto una lettera polemica rivolta all’assessore (che peraltro l’Adige non ha pubblicato, ritengo senza motivo) nella quale sostanzialmente faccio capire come il reparto stia scontando una politica progressiva di delegittimazione che penso sia quantomeno sconsiderata». Cosa intende per politica di delegittimazione? Negli ultimi anni, sistema-

ticamente, si è cercato di indebolire il reparto nascite, attraverso il depontenziamento della dotazione di personale e poi scaricando l “colpa” sulle donne giudicariesi che emigrano a Trento o Rovereto a partorire. In realtà esempi come i primari Mari e Mariotti hanno dimostrato cosa significa lavorare sul territorio e per il territorio e i numeri ed i risultati nei loro anni sono stati importanti. Cosa contesta maggiormente della scelta della Borgonovo Re? Le modalità innanzitutto, che delegittimano e deprimono la rappresentatività del territorio. Poi, nel merito, mi sembra che l’impostazione dell’assessore non tenga minimamente conto della conformazione morfologica ed orografica delle Giudicarie che spesso pone forti problemi per raggiungere Trento in tempi accettabili. Sappiamo inoltre che le “porte” di ac-

Attilio Maestri

cesso alle nostra valle (Val di Ledro, Val Sabbia, Ponte Pia’, Val di Sole) sono tutt’altro che agevoli e non di rado vi sono problemi d’inverno (vedi la slavina dello scorso anno a Ponte Pia’). Questa, vorrei dire, è la vera questione sicurezza per le donne giudicariesi che dovrebbero fare molti km di strada tutt’altro che agevole per raggiungere Trento in situazioni difficili. Come ha trovato la reazione dei suoi collegi sindaci?

I Sindaci delle Giudicarie sono stati e sono tutt’ora molto presenti sulla questione e in questo ultimo anno di attività abbiamo partecipato attivamente a tante riunioni con il Consiglio del salute, incontri con la popolazione e con i dirigenti della sanità, facendo affidamento alle loro parole e rassicurazioni in un clima di correttezza e fiducia, anche a fronte degli investimenti previsti

per l’ospedale. La nostra richiesta e’ stata sempre quella di promuovere e valorizzare il servizio attraverso le professionalità del personale. Adesso stiamo lavorando su un petizione/mozione che verrà approvata dalle giunte comunali nei prossimi giorni a conferma di quanto il territorio sente come un servizio indispensabile il punto nascite. (r.b.)

“Salviamo l’ospedale di Tione e il nostro punto nascite”

Promossa dalla Comunità e dalla Conferenza dei Sindaci delle Giudicarie la petizione popolare “Salviamo l’ospedale di Tione e il nostro punto nascite” può essere sottoscritta presso la segreteria dei 39 comuni nell’orario di ufficio, presso gli ambulatori dei medici di medicina generale, le Rsa delle Giudicarie e verranno predisposte raccolte firme anche presso l’ospedale di Tione. Chi volesse collaborare o avere informazioni per il buon fine della petizione può inviare una mail a pianosociale@co munitadellegiudicarie.it o telefonare allo 0465 339505


Attualità

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Da Tione un importante messaggio di Pace Il 51° Pellegrinaggio in Adamello ha portato nel centro giudicariese centinaia di alpini che hanno parlato di fratellanza nel nome di Papa Giovanni Paolo II di Aldo Gottardi Si è concluso domenica 27 luglio, dopo la Santa Messa e il pranzo per tutti i pellegrini e le autorità, il 51° Pellegrinaggio in Adamello tenutosi a Tione.L’evento per il quale le Sezioni Alpini di Trento, della Valle Camonica e la Sezione di Tio-

Tione in questi giorni è stato vivacemente animato da centinaia di alpini che sono arrivati già da metà settimana, in attesa del pellegrinaggio sui luoghi della Grande Guerra e dei soggiorni del Santo papa Giovanni Paolo II. Pellegrinaggio che purtroppo è stato penalizzato da un’acqua scrosciante, che ha accompagnato tutte le colonne partite all’alba alla volta del ghiacciaio, costringendone molte al dietrofront. Solo alcuni più coraggiosi o tenaci sono riusciti a completare il percorso, arrivando alle Lobbie dove hanno potuto assistere alla Santa Messa celebrata dal Vescovo di Trento Luigi Bressan. Le colonne in partenza dalla Val Genova e coloro che attendevano di esser trasportati in elicottero in Adamello si sono dovuti fermare al Rifugio Bedole a causa delle proibitive condizioni meteo in quota. Condizioni meteo che hanno però risparmiato il tardo pomeriggio e la serata nella borgata di Tione, consentendo una emozionante e suggestiva celebrazione all’altare dei Caduti nei giardini del Parco Ville in centro al paese. Qui, alla presenza delle delegazioni estere di Germania, Polonia, USA e Romania, dei rappresentanti delle Associazioni Nazionali Alpini e delle autorità politiche locali e militari (erano presenti anche elementi del corpo militare di montagna tedesco) si sono resi gli

ne e delle Giudcarie (senza contare tutte le Associazioni della zona) hanno lavorato a lungo e con impegno, è stato portato a termine con successo, lasciando all’inclemenza del tempo nella giornata di sabato la parte di unico neo.

Le alte cariche diplomatiche soggiornano all’“Emigrante” La due giorni di Pellegrinaggio degli alpini in Adamello ha portato in Busa anche alte cariche dell’amministrazione degli Stati Uniti, oltre a diplomatici della Ambasciata di Romania, che hanno soggiornato presso il Garnì l’ “Emigrante” di Zuclo, pernottando nelle notti del 25 e 26 luglio, ospitati dalla famiglia Artini che lo gestisce da due anni. Nella foto, troviamo il Col. Phillip Cuccia, Addetto Militare dell’Ambasciata USA, Mr. Paul Berg, Ministro Consigliere per gli Af-

fari Politici dell’Ambasciata USA, il professor Rudolf Dinu, Ministro Consigliere dell’Ambasciata di Roma-

Le autorità in testa al corteo

Il saluto alla bandiera

nia ed il sig. Walter Cappelletto, Console Onorario di Polonia, assieme a Miriam, del Garnì l’Emigrante.

Un momento della sfilata nel viale di Tione

onori alle bandiere, ai labari e ai gagliardetti delle sezioni, il tutto accompagnato dalla fanfara militare della Sezione Taurinense. Fanfara che ha allietato tutti i presenti anche durante la serata, esibendosi in un bellissimo carosello in piazza Cesare Battisti, che ha coinvolto proprio tutti con il suo ordine, la bravura e il ricco repertorio musicale, realmente suggestivo. Veniamo ora a domenica, ovvero il gran finale. E gran finale è stato: il maltempo del sabato è sparito lasciando sopra Tione un cielo che lasciava trasparire di tanto in tanto un caldo sole che ha accompagnato tutta la mattinata e la tanto attesa sfilata. Una sfilata immensa, centinaia e centinaia di Alpini hanno attraversato Tione in tutta la sua lunghezza con quattro bande, compresa la fanfara militare. Grandissima partecipazione e coinvolgimento della popolazione e degli Ospiti che hanno seguito la sfilata fino al luogo di assembramento, il campo sportivo prospiciente la chiesa parrocchiale. Qui su un apposito palco si sono avvicendati il sindaco di Tione Mattia Gottardi, l’Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile Tiziano Mellarini, le ambascerie tedesche, polacche, americane e rumene, il Comandante delle Truppe Alpine Giuseppe Primiceri, il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Trento Maurizio Pinamonti, il presidente ANA Sebastiano Favero, tutti con parole di gratitudine per il lavoro svolto dalle Sezioni Alpini e ricordando la doppia commemorazione della visita di papa Giovanni Paolo II e del

centenario dello scoppio della Grande Guerra, esprimendo poi il desiderio che il passato possa guidarci verso un futuro di pace e cooperazione tra i popoli. Poi, spazio alla Funzione Sacra celebrata da Sua Eminenza Cardinale Giovanni Battista Re. Nell’omelia, il Cardinale ha espresso amicizia e ammirazione verso il lavoro degli Alpini, sia come impegno di solidarietà e di intervento a favore dei bisognosi, sia per l’esempio di unità e di fratellanza che da sempre li contraddistingue: “Gli Alpini fanno parte di quella categoria di persone che non tramontano mai”, così ha esordito il Cardinale, continuando poi nel ricordo della inutile strage della Grande Guerra, che dovrà servire per sempre da monito, in un mondo dove finalmente l’unione e la pace si stanno sempre più a gran voce invocando. Continua poi con un affettuoso ricordo del Santo papa Wojtila, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista spirituale un “gigante della storia” e un esempio di umanità, “che possa ancora benedire il mondo e le genti, per un futuro più umano e giusto”. Con la benedizione e la consegna della simbolica Candela della Pace da parte di Maurizio Pinamonti al Cardinale, che provvederà poi a collocarla sulla tomba di papa Giovanni Paolo II a Roma, la manifestazione definitivamente si conclude. I pellegrini e le autorità invitate al pranzo nella struttura predisposta dal Nu.Vol.A. nel pomeriggio prenderanno la via di casa, con un arrivederci alla prossima edizione.

La platea durante la Santa Messa


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Economia

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3.760 i metri totali dell’opera, i lavori cominceranno in autunno. L’amministrazione comunale chiede sicurezza per gli svincoli

Pieve di Bono, consegnati i lavori della circonvallazione

Ad approvazione del progetto si procederà con i lavori per i quali è previsto il termine di 787 giorni. La spesa complessiva prevista è di 41.000.000 di euro (di cui per lavori a base d’asta € 32.383.094,08 e € 8.616.905,92 per somme a disposizione dell’Amministrazione). Direttore dei lavori sarà l’ingegner Paolo Nicolussi Paolaz, mentre l’impresa appaltatrice è un’Associazione temporanea di imprese che comprende Collini Lavori Spa con sede in Trento (capogruppo), Costruzioni Casarotto Srl. con sede in Villa Agnedo, Misconel Srl con sede legale in Cavalese, e la giudicariese Ediltione Spa con sede in Tione. L’intervento ha inizio ai Forti di Lardaro, subito dopo il nuovo svincolo per la strada provinciale 27 di Val Daone, si abbassa quasi subito in affiancamento alla statale 237 esistente

di Roberto Bertolini

Circonvallazione di Pieve di Bono, ci siamo. Dopo diversi ritardi e qualche falsa partenza sono stati consegnati mercoledì 30 luglio i lavori di progettazione esecutiva e realizzazione della variante sulla strada statale 237 del Caffaro, nel tratto tra il chilometro 71.100 (Cologna) e il chilometro 75.000 (bivio per

fino a raggiungere l’alveo del torrente Adanà che è scavalcato con un viadot-

to della lunghezza di 162 metri. Il tracciato prosegue poi su un terrazzamento

Daone). La soluzione progettuale individuata si sviluppa principalmente sulla sinistra orografica del torrente Adanà. Gli appaltatori procederanno alle operazioni di cantierizzazione e di indagine, in vista della progettazione esecutiva dell’intervento la cui durata è prevista in 120 giorni.

naturale esteso, in sinistra idrografica del torrente fino al nuovo svincolo per la

zona industriale di Creto e per l’abitato di Por. Successivamente si trova l’imbocco nord (lato Trento) della galleria naturale Castel Romano, che si sviluppa per mille metri circa e termina in direzione Brescia, in una rotatoria di svincolo, innestandosi nuovamente nella Statale 237 prima dell’abitato di Cologna. Lo sviluppo totale del tracciato risulta così di 3760 metri. I lavori saranno realizzati senza interruzione del traffico lungo la strada statale con la creazione di deviazioni provvisorie. Il progetto definitivo posto a base di gara è stato firmato dall’ingegner Stefano De Vigili.

Le richieste del Comune di Pieve di Bono. Il sindaco di Pieve di Bono Attilio Maestri, dopo lunga attesa vede concretizzarsi un progetto di un’opera importante, che la Valle del Chiese attendeva da un po’. Sul tavolo, comunque, restano ancora alcune questioni: «Già in sede di progettazione – spiega Maestri – il Comune di Pieve di Bono aveva posto il problema relativo alle condizioni di sicurezza dei tre svincoli, quello della zona del Bic, quello di Por e quello dei Forti che sono stati sistemati, ma soprattutto quello che desta più preoccupazione, ossia quello di Cologna, dove negli anni si sono verificati diversi incidenti anche gravi e ritengo sia opportuno trovare una soluzione condivisa e convincente in sede di lavori, magari con una variante in corso d’opera, come abbiamo richiesto alla Provincia».

È quello che dovrebbe proporre il premier Renzi quale piatto forte del semestre europeo italiano

Unpianoeuropeoperillavoro,itrasportiel’ediliziapubblica dei parlamentari europei del partito popolare sulla nuova elasticità nella spesa. L’impossibilità italiana di utilizzare ulteriore debito per stimolare l’economia obbligherà quindi la presidenza europea di Renzi in questi sei mesi a percorre una strada nuova, cercando di sbloccare l’impasse in cui è caduta la congiuntura economica italiana con un grande piano di respiro europeo per il lavoro, non solo per l’Italia, ma per tutti i paesi in crisi, finanziato da tutti i paesi europei insieme senza intaccare ulteriormente i bilanci soprattutto di Grecia e Italia. Solo con un sguardo europeo Matteo Renzi potrà risolvere anche i problemi italiani, conquistando quelle aree del parlamento europeo che fanno riferimento agli altri paesi in difficoltà come Spagna, Portogallo, Francia, Grecia e Irlanda. Una sorta di grande proget-

L

di Marco Zulberti

e recenti riflessioni sulla crescita inarrestabile del debito italiano e i segnali negativi della crescita economica hanno messo in primo pia-

to di lavori pubblici europeo, come lo fu quello della Tennessee Valley voluta da Roosvelt nel 1933, pensato proprio per i paesi più deboli che fondi la sua azione sulla complementarietà delle politiche economiche, espansiva per i paesi del nord e restrittiva per quella del sud, e riportando al

lavoro milioni di lavoratori proprio nei paesi più deboli. Per un progetto di questo tipo si può pensare di emettere i tanto avversati dai tedeschi “eurobond” finalizzati al finanziamento della ripresa del ciclo economico europeo, senza gravare il debito dei paesi già gravati

ni gli ostacoli insuperabili che ha di fronte il governo italiano di Matteo Renzi, che proprio pochi giorni fa a Strasburgo, ha dovuto ascoltare gli avvertimenti come l’Italia e la Grecia. Ai paesi del nord e alle loro società la possibilità di governare e partecipare alla realizzazione di questi progetti, visto che finanziano i progetti e l’esecuzione dei lavori. Un piano per il lavoro per permettere a milioni di disoccupati del sud Europa di tornare a lavorare sulla scia di progetti utili come i trasporti, l’edilizia pubblica per abbattere i costi delle abitazioni e smantellare una volta per tutta la speculazione immobiliare all’origine di questa crisi di liquidità sulla scia di quanto di era fatto nel primo dopoguerra con i piani di edilizia pubblica nelle grandi città. Pochi conoscono infatti la stretta relazione tra una rete di trasporti efficiente e i

prezzi delle abitazioni: più la rete è efficiente nei collegamenti tra centro e periferia, più i prezzi delle case si abbassano. Sono concezioni sorte ancora negli anni venti, nel primo dopo Guerra, grazie al movimento del Bauhaus, costituito da urbanisti, economisti e sociologi tedeschi e grazie al quale la Germania non soffre della bolla immobiliare da sempre. La crisi energetica di quest’ultimo decennio con il petrolio passato da 20 agli attuali 100 dollari al barile ha messo a nudo l’inefficienza della rete dei trasporti e fatto esplodere la bolla immobiliare. Ecco perché il discorso al parlamento europeo di Matteo Renzi, ha in parte deluso gli stessi parlamen-

tari, perché troppo orientato ai fasti del passato, atteggiamento tipico delle ideologie, ma poco orientato ad un respiro comune, dopo la miope e silenziosa guerra finanziaria interna europea sui debiti avvenuta tra il 2011 e 2012. Non s’intravedono molte altre strade per il presidente del consiglio italiano che proporre sfruttando il semestre europeo a guida italiana possa alimentare iniziative articolate, intelligenti, pensate e progettate, di ampio respiro, abbandonando quegli atteggiamenti costituito da promesse e accelerazioni impossibili, troppo frequenti nella scena politica italiana, ma che non convince gli altri parlamentari europei. Rifarsi troppo alla storia può risultare anacronistico e ingenuo, simile a quelle incisioni di Piranesi che riportava alla luce i ruderi dei fasti del passato ne metteva in risalto la decadenza.


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5ª liceo scient., sez. A: Alberto Bagozzi 71, Virginia Beltrami 77, Sara Bonomi 68, Robertapia Calce 81, Massimo Candioli 76, Federico Cunaccia 71, Mattia Deicas 78, Alberto Giovanelli 98, Alessandro Maturi 100, Andrea Maturi 65, Alessandro Pesenti 70, Cristiancamilo Quinterovilla 73, Lorenzo Romani, 80, Fatimazahra Saghier 95, Gabriele Salvaterra 68. 5ª liceo scientifico, sez B: Lorenzo Azzolini, 76, Angelo Bonazza 85, Arianna Bonenti 60, Greta Brunori 81, Federico Donati 85, Samuele Ducoli 86, Mirella Eccli 89, Umberto Fedrizzi 100, Patrich Ferretti 73, Caterina Franchini 78, Andrea Galante 60, Alessandro Gnutti 72, Cecilia Oreggio 70, Ilaria Lorenzi 80, Isabella Paletti 77, Fe-

Anno scolastico 2013/14, tutti i “maturi” delle scuole tionesi Al “Guetti” otto 100, addirittura una lode al Liceo per le professioni del turismo e della montagna

E

cco i risultati degli esami di maturità svoltisi a fine giugno negli istituti scolastici superiori tionesi. Al “Guetti” otto sono coloro che hanno

derica Paoli 66, Elia Paris 80, Thomas Pizzini 61, Alessandro Polla 77, Michele Tomasini 76. 5ª liceo linguistico: Nicole Bazzoli 93, Jessica Beltra-

mi 77, Alessia Brunello 70, Chiara Cattoni 71, Ilaria Cimarolli 70, Alessia Crosina 74, Lucrezia Fustini 80, Elisa Hekenblaikner 82, Nadia Lavezzari 94,

conseguito il voto di 100, con Nicola Castagna, del liceo per le professioni della montagna che ha conseguito un 100 con lode. Sara Oss 82, Serena Perego 61, Alessia Plazer 70, Gaia Sansoni 74, Debora Serafini 82, Isabel Turri 74, Gaia Valenti 80, Alessia Viviani 67, Veronica Zulberti 88.

5ª liceo socio-psico-pedagogico: Katia Artini 72, Andrea Bazzanella 83, Valentina Butchiwietz 73, Marta Carli 76, Elena Castellani 88, Giada Crosina

vello provinciale. Altro capitolo molto attuale è quello della fusione dei comuni. «Negli ultimi tempi – spiega Tonina - abbiamo assistito alla fusione di diversi comuni del Trentino; basti pensare al recente ottimo risultato dei referendum diretti alla fusione che daranno origine, il 1 gennaio 2015 ai nuovi comuni di Predaia, Valdaone e San Lorenzo Dorsino. In alcune zone del Trentino inoltre, come è stato riportato anche di recente dalla stampa, è la popolazione stessa che si sta muovendo per indiriz-

zare gli amministratori in questa direzione». Visto che nella primavera del 2015 si terranno le elezioni comunali per quasi tutti i comuni della provincia e che il tema delle aggregazioni costituirà uno dei argomenti cardine da sottoporre ai nuovi consigli comunali, Tonina ha chiesto dunque all’Assessore competente se e quali azioni intenda promuovere al fine di favorire ulteriori percorsi di fusione. La risposta dell’assessore Daldoss è stata la seguente: «Le fusioni tra Comuni devono partire dal basso e devono essere favorite da una corretta informazione sui loro effetti. Intendiamo favorire l’effettuazione di sondaggi demoscopici o di consultazioni popolari, che offrano dati preziosi per decidere». L’idea della Giunta è quella di favorire questi processi andando nella direzione della razionalizzazione delle amministrazioni locali.

Apicoltori e fusioni dei comuni, Tonina interroga la Giunta

L’apicoltura riveste un ruolo chiave dell’agricoltura trentina, fornisce lavoro a centinaia di famiglie e produce indotti economici importanti. Purtroppo però negli ultimi anni il settore sta vivendo una crisi di dimensioni preoccupanti, legato soprattutto a causa delle mutate condizioni climatiche e ambientali, le quali hanno provocato un progressivo peggioramento della situazione dell’apicoltura - non solo a livello trentino ma a livello mondiale - con una morìa degli insetti e un deperimento produttivo che non ha eguali nella storia. Pertanto, nell’ultima seduta del Consiglio provinciale prima dell’estate, il consigliere Mario Tonina, è intervenuto presentando una circostanziata mozione che impegna la Giunta su questo tema. Come prima azione, Tonina sollecita la costituzione di un tavolo di lavoro permanente – la Commissione apistica

– finalizzato alla programmazione sistematica degli interventi con il pieno coinvolgimento delle associazioni degli apicoltori del Trentino. Tonina ha sottolineato quindi l’importanza della formazione continua a tutti i livelli dell’apicoltura, la quale deve interessare sia gli allevatori professionisti che gli hobbisti e deve concentrarsi in modo particolare sul ripristino dello stato nutrizionale degli alveari allo scopo di ottenere colonie svernanti adeguate, avvalendosi della competenza della Fondazione Mach. La formazione risulta inoltre determinante per tutto il sistema di coltivazioni nella provincia, in quanto analisi e rilevazioni su api e pollini effettuate nel corso di aprile 2014 hanno evidenziato come l’utilizzo di potenti insetticidi ed acaricidi già nei primi mesi dell’anno vada ad incidere fortemente ed in

modo negativo sui cicli degli alveari. In terza battuta il Consigliere Upt ha sottolineato la necessità di stanziare un contributo per tutti gli apicoltori – professionisti e hobbisti – al fine di permettere l’acquisto di nutrimento attingendo anche alle risorse previste dal programma operativo dell’OCM miele. L’Assessore competente Michele Dallapiccola ha definito senz’altro recepibili le istanze presentate sottolineando come esse andassero a proporre un potenziamento di quanto già in fase di sviluppo a li-

Attualità 78, Elena Iori 65, Arianna Ladini 68, Francesca Luzzi 70, Barbara Rossaro 76, Ashar Scorta 74, Lia Serafini 73, Monica Tonezzer 100, Valentina Tonini 81. 5ª geometri, sezione A: Daniela Alicanti 69, Federica Amistadi 73, Patrik Bosetti 82, Davide Botteri 86, Viktor Boychuk 61, Alberto Buselli 74, Alessandro Buselli 62, Attilio Iseppi 73, Jacopo Leonardi 72, Michele Leonardi 72, Mirko Melzani 72, Gabriele Merli 82, Martino Olivieri 87. 5° liceo per le professioni del turismo della montagna: Elia Bernardi 70, Zeno Bosetti 73, Adriano Buccella 80, Matteo Caola 68, Valentina Caola 65, Nicola Castagna 100 e lode, Mattia Fedrizzi 69, Michela Foresti 72, Federico Gottardi 83, Marco Longo 73, Amanda Lorenzetti 62, Daniel Morandini 75, Enrico Morelli 60, Elisa Parisi 100, Stefano Pellegrini 96, Anselmo Prestini 72, Tommaso Prestini 72, Chiara Villotti 69, Federicapia Zanrosso 71. 5ª geometri, sezione B: Filippo Bertolini 74, Jessica Caola 77, Luana Clinaz 78, Alessandro Ferrari 80, Marco Filosi 98, Anna Maturi 75, Samuele Riccadonna 87, Francesco Rosa 63, Qualde Rouhaim 66, Nicola Scuri 76, Simone Valcanover 62, Paolo Valenti 71, Alberto Vultaggio 62. 5ª ragionieri e periti commerciali: Leonardo Bellagamba 81, Giulio Bonazza 72, Marika Bosetti 73, Eleonora Cominotti 72, Jasmine Cozzio 100, Jessica Digiovanni 71, Evelyn Ferrari 90, Serena Isoppi 98, Oscar Kliment 67, Silvia Lombardi 98, Edoardo Lorenzi 75, Daniele Lucchini 84, Alessandro Mosca 78, Monica Oliana 72, Monica Onorati 67, Michela Ricca 66, Chiara Santorum 84, Giorgio Spada 86, Matteo Tomasina 77. 5ª ragioneria e perito commerciale, serale: Valentina Berti 67, Giacomo Bonazza 80, Matilde Faccini 73, Ilaria Franceschetti 70, Giuliano Maestranzi 100, Michele Maffei 63, Daris Poletti 66, Michel Rodigari 77, Jessica Serafini 88, e Alessandro Sommario 66.


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Il Saltaro delle Giudicarie

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E così mi son trovato immerso immerso in mille rivoli di scontento e di protesta. Non c’è osteria ove non se parli, se ne parla sui sagrati delle chiese, nelle sacrestie prima di Messa, in Cooperativa mentre si attende il proprio turno, in Farmacia, perfino dentro e fuori i Cimiteri: le Giudicarie sono state offese, vilipese, imbrogliate che più grande imbroglio non si poteva fare alla nostra terra, alla nostra gente, e alle nostre mamme di oggi e di domani. Quanto è sporca la politica! Falsa come Giuda! Politici saccenti e presuntuosi! Ma i più assennati perchè studiati e pratici del mestiere, si sono ritrovati presso l’osteria della Gisella a commentare l’accaduto e a decidere cosa fare. Su tavoli diversi per non guardarsi in cagnesco, come d’uso, c’era l’elite del popolo giudicariese, da sempre miei amici e consigliori, l’Abele, petera, l’Orsolina , la pettegola, l’Osvaldo Caccola, l’uomo con le palle, la Camilla, pia e frustrata, l’Evaristo debole di vista e di cervello, l’Archimede, il saggio, l’Arcadio, lavativo e perditempo e Fra Gandino del Bleggio, il che è tutto dire. Ospite d’onore dell’onorata combricola l’ex sindaco Filippo, gran bevitore e storico delle nostre valli. Un gran bel gruppo, gente di popolo, gente con la testa sulle spalle, gente di buon senso, gente legata alla propria terra, gente giudicariese fino in fondo, gente che sa quello che dice. Sono ore che stanno discutendo fra di loro, il problema è grave e tocca tutti i giudicariesi: un’assessora provinciale, piena di spocchia, classica maestrina cipigliosa ed arrogante, che neanche sapevano che esistesse, è venuta qualche giorno fa a Tione per annunciare, con stupida protervia, che il reparto di ostetricia, la maternità insomma, del nostro ospedale verrà chiusa entro la fine dell’anno. Tre sono i motivi a supporto della decisione: lo scarso numero di parti effettuati a Tione, circa 170 l’anno scorso, la poca sicurezza del reparto, e la necessità di risparmiare a livello provinciale. Questo è tutto, in poche parole. Ma su queste poche righe s’è scatenato giustamente l’inferno.

IL SALTARO DELLE GIUDICARIE

Il grande imbroglio

La questione Punto nascite segna la rottura decisiva della fiducia verso la nostra classe politica Burrasca in paradiso, tuoni, fulmini e saette. Sono stati precettati tutti gli uomini (e le donne) probi della storia giudicariese. I Conti Lodron, nostri padri putativi, i Conti d’Arco, il Marco da Caderzone, l’Imperatore della Val Genova, il Giovanni Prati, patriota delle Esteriori e il Giovanni Segantini che le vacche le dipingeva in quel del Lomaso, uomini d’epoca e uomini d’oggi, lassù, nell’empireo che conta più d’ogni Consiglio Provinciale o di Co“E’ una truffa, un vergognoso imbroglio alle spalle della nostra gente, proclama l’ex sindaco Filippo che sa come vanno queste cose in provincia, sono anni che la cosa va, una tiritera infinita, e adesso l’hanno studiata per bene: da tempo il reparto è in balia di se stesso, con un primario a scavalco, che a Tione viene malvolentieri, solo quando non può farne a meno, così il servizio latita...” “Cosa vuol dire ,poi, latita, madonna, come parla bene il Filippo!” chiede perplessa l’Orsolina. “Taci, ignoranta e ascolta, latita vuol dire...latita...” la rimprovera severo l’Arcadio. “Così viene diffusa ad arte la voce che il reparto di Tione è poco sicuro e le nostre mamme vengono indirizzate verso Trento e Rovereto, e allora ecco il “dictat” della “podestà” Borgonovo Re, partorire a Tione è pericoloso e non ci stiamo con le spese, lo chiuderemo! Traditora! E questo è solo il primo atto della farsa, è l’ospedale intero che vogliono chiudere! E con le strade scandalose che ci sono verso Trento, cazzi nostri!” Questa la spiegazione solida e sincera dell’ex sindaco Filippo. Finalmente la cosa è chiara per i nobili convenuti, così posso aprire la discussione popolare che è sempre alla base della democrazia, almeno in Giudicarie. “Santa Maria, ma chi è questa Borgonova che viene a darci ordini...e quella Pironi (Pironi chi?) che se la “slinguazza”...vatti a fidare delle donne, le nostre mam-

Manifesto elettorale dell’assessore Borgono Re. Era l’ottobre 2013

me partoriranno (al sicuro) in autoambulanza, pazzesco, ma a lei, all’assessora, che gliene frega, lei abita a Trento e neanche sa i disagi della periferia, furbetta...ma da dove viene, questa “scienziata”?” dice furibonda l’Orsolina ricevendo l’applauso degli amici. “E’ una dei tanti personaggi boriosi venuti in quel di Trento ai tempi del Principe, che, con le sue frustrazioni, ha portato in Provincia gente da ogni parte d’Italia, per aprirci al mondo, diceva, ma più che altro venivano per riempirsi il portafoglio...tutti bell’imbusti che ci costano un sacco di soldi in inutili consulenze, nomine nei CdA delle società sanguisughe della Provincia, ci sono ancora dappertutto e tutti ben pagati...” Così risponde Filippo infervorato. “Ma allora cosa vuole, quella, che ne sa della nostra storia, delle difficoltà del vivere in montagna, dei sacrifici fatti dai nostri genitori per costruire un Ospe-

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munità che sia, tutti movimentati e indignati per l’offesa arrecata alla nostra terra, ai benefattori del tempo andato, ai Giudicariesi d’ogni paese dell’oggi e del domani e a me, vostro Saltaro di ieri e di oggi, è stata affidata, dagli uomini eccelsi, la missione chiarificatrice sulla terra, nelle nostre valli, fra la nostra gente, per sentire, capire, giudicare il perchè di tanto fermento e di tanta eccitazione. Missione impossibile.

dale a Tione, che è sempre stato un vanto per la nostra terra? A noi l’ospedale non ce l’ha costruito la Provincia, ma ce lo siamo costruiti da soli, con i nostri sacrifici...cosa vuole questa qui? Insegnarci il catechismo? Noi stiamo bene anche senza di lei...Se ne torni a Milano!” queste le parole risentite dell’Abele, che sa quello che dice. “Santa Maria del Lares, nostra protettrice! ma davvero l’hanno studiata bella, i medici sui giornali sono stati a dir poco stolidi, tutti a dire che la maternità a Tione è pericolosa, articoloni patetici, volgarmente di parte, di gente interessata, vero e proprio terrorismo sanitario vergognoso, ma dov’era il direttore generale della sanità in questi anni, come si è permesso di lasciare la maternità di Tione ad alto rischio, perché non l’ha chiusa prima, se succedeva qualcosa ai nostri figli, chi rispondeva, e dov’erano i medici, oggi tutti contro l’ospedale di Tione, non li abbiamo mai visti, e poi siamo noi che vogliamo l’ospedale sotto casa! Vergognosi, sono loro che vogliono le partorienti fuori dal cancello delle loro ville...” L’Archimede è ormai un fiume in piena e dice cose sacrosante e continua “...e poi la colpa sarebbe delle nostre mamme, la colpa è loro, medici e politici, che hanno messo in scena una farsa meschina... cosa credevate che noi fossimo tutti imbecilli....ci credevate poveri montanari ignoranti con cui farla franca?” Il ragionamento non fa una grinza. “E’ così purtroppo,

da anni la sanità trentina è governata dai medici con i loro interessi, i politici contano come il due di coppe, sono i medici che hanno voluto la Protonterapia e che vogliono il NOT, il nuovo ospedale, opere costosissime, che non servono a nessuno, solo a loro per avere nuovi primariati, e stipendi raddoppiati. Dove sono quelli che ci promettevano mari e monti, e la Borgonovo Re che ha pescato e bene con il Pd dalle nostre parti, mica ci hanno detto del regalo che avevano in serbo! E dove sono i partiti territoriali! Hanno aspettato il momento giusto, all’inizio legislatura, cosi prima di arrivare alle prossime elezioni ci sarà passata, avremo dimenticato e torneremo a votare Pd, la Borgonovo Re, e tutti gli altri che promettono e basta...la vedremo!” Questa è la benevole minaccia dell’Arcadio, intrepido difensore del diritto di tutti. “Io non li capisco questi politici, sono davvero inaffidabili, non sanno neanche quello che si fanno. E poi parlano di risparmi! Coi vitalizi, altra ignobile farsa, hanno predicato per mesi e poi si sono tenuti quasi tutto...Tanto la gente poi dimentica! E l’assessora che vuol risparmiare a Tione? Bella questa! I suoi privilegi sì, i nostri diritti no! Doppiogiochisti, falsi moralisti, ingannatori del popolo...” la maestra Camilla non ha remissione, quello che dice ci conferma che siamo in mano a degli incompetenti, e continua “... ma mica ho capito, perchè a Cavalese, dopo aver detto che sarebbe stato chiuso come Tione, si è fatta marcia indietro? Perchè i medici vogliono andarsene a sciare l’inverno? O forse perchè sono più ricchi, e i ricchi guai a chi li tocca? O perchè sono raccomandati? Non parliamo di Cles che è da secoli privilegiata in tutti i campi, adesso poi che abbiamo il Presidente di quelle parti, Cles è fuori discussione!” “A me fa ridere quella assessora lì quando dice che bisogna chiudere perchè non

ci sono i numeri, perchè bisogna risparmiare...e allora chiuda il Mart di Rovereto, un museo che ci è costato e ci costa ogni anno un sacco di milioni perchè non lo va a vedere nessuno, fra qualche anno farà la stessa fine anche il Muse, ah...ma quello è in città e Trento è il salotto della gente bene, ricca e benpensante per sè, s’intende! Da quelle parti comandano i compagni con la loro puzza sotto il naso, cosa vuoi che gliene freghi di 38.000 montanari giudicariesi, rozzi e zoticoni, che se ne vadano al diavolo! Siamo un bacino di voti che fanno gola a tutti, poi passato lo giorno, passato lo santo... spariscono tutti e vengono solo per prenderci in giro, per fregarci!” parole sagge dell’Archimede, che non sbaglia un colpo. “Quante cose giuste abbiamo detto, chissà se arriveranno negli uffici dell’Assessora, di certo i medici ci faranno una risata, il direttore generale se ne guarderà bene dal dare le dimissioni (?), e così ci lasceranno nelle peste. Che ci sia mafia nella sanità? No, no, la signora Borgonovo Re di mafia se ne intende, se ne sarebbe accorta, per lei la mafia è solo nei nostri comuni.. mah!” così l’Osvaldo Caccola, mai così saggio. “E allora che facciamo? Senza ospedale e senza strade. Ci vogliono vedere tutti morti! Per fortuna abbiamo ancora qualcuno che ci difende, il Mario Tonina e il Gigi Olivieri, ass. della comunità, si stanno battendo come leoni. Che poi è davvero da ridere, la Comunità dovrebbe essere quella che gestisce il territorio e neanche viene consultata, ma cosa c’è a fare...chiacchiere e basta... altro che decentramento, le cose importanti se le decidono a Trento i marpioni della politica... Spetta a noi giudicariesi, infiacchiti nell’animo e nel morale, tirare fuori le palle e preparare i forconi!” conclude l’ex sindaco Filippo. “Andranno tutti a bruciare all’inferno! Politici peccatori...” conclude fra Gandino del Bleggio. E si diffusero nelle valli voci stonate che cantavano in coro: “E chi se ne frega....!”, sembrava venissero da Trento, dal regno della politica truffaldina. Si, venivano da Trento, dalle parti di piazza Dante, è stato accertato. Grazie, e a buon rendere!


Attualità

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La Comunità delle Giudicarie investe sullo sviluppo sostenibile

Un progetto da mezzo milione di euro, finanziato e promosso dalla Comunità, che punta su cicloturismo ed eBike, pesca sportiva, outdoor e iniziative di sistema funzionali alla valorizzazione e promozione del territorio «Tenuto conto che il Turismo è, e si ritiene sarà anche in prospettiva, il settore trainante dell’economia giudicariese, in termini di flussi direttamente generati ed in termini di indotto, anche alla luce del delicato momento che sta attraversando l’economia, la Comunità delle Giudicarie ha approvato nel Bilancio per l’esercizio finanziario 2014 un apposito stanziamento a supporto dell’economia e dello sviluppo sostenibile del territorio» puntualizza la presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini. Sul piatto 550 mila euro che potranno essere utilizzati dai Consorzi e dalle Apt di ambito per progetti condivisi e in linea con l’Accordo Quadro per il Piano Territoriale di Comunità. Obiettivo: costruire e finanziare un progetto “di sistema” che coinvolga tutte le Giudicarie, per favorire l’aumento dei flussi turistici, legati in particolare a forme di turismo sostenibile. «Un tentativo forte di portare avanti delle iniziative insieme su tutto il territorio puntando su attività legate alla natura e allo sport come il cicloturismo, l’eBike, la mountain bike, il downhill, la pesca, il trekking, l’extreme

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pt di ambito, Consorzi turistici e Comunità di valle insieme per un progetto di sviluppo del territorio che punta su cicloturismo ed eBike, pesca sportiva, outdoor e iniziative di sistema funzionali alla valorizzazione e promozio-

outdoor, con il canyoning e il parapendio, il bouldering ..». Il tutto per qualificare ulteriormente e progressivamente l’offerta, in particolare rispetto al target ‘famiglie’, e di favorire anche la progressiva destagionalizzazione. Tra i progetti inclusi nel protocollo, in corso di finalizzazione uno riguarda il cicloturismo e la e.bike. L’eidea è stata quella di ampliare il

target affiancando ai prodotti per il cicloturismo “classici” come le piste ciclabili e percorsi e itinerari per la mtb come il Dolomiti di Brenta Bike anche un nuovo modo e un nuovo approccio allo sport che permette anche ai meno allenati la possibilità di pedalare, puntando su l’ebike, la bici a pedalata assistita, che sta avendo un forte incremento di utenti e che apre le

ne del territorio. Un accordo per realizzare nuove iniziative che coinvolgono le Giudicarie intere, favorendo sinergie tra enti ed operatori, e mettendo al centro l’ambiente naturale e le attività all’aria aperta

porte ad un nuovo mercato. Inoltre, completano l’offerta per gli amanti delle due ruote altre attenzioni e servizi come le colonnine ripara bici o il Servizio di bicibus ormai attivo da due anni. Poi il progetto legato alla pesca, quale «strumento privilegiato per puntare alla destagionalizzazione». Il progetto prevede di rendere la pesca fruibile da una platea più am-

pia e di fornire ai pescatori le informazioni necessarie in tempo reale, prime tra tutte la possibilità di sapere se le acque del fiume sono pescabili. Per questo l’installazione di sei webcam (4 sul Sarca e 2 sul Chiese) che daranno un’immagine costante e aggiornata dello stato dell’acqua anche tramite computer o smartphone. Per questo una serie di piattaforme in zinco-legno affacciate, non solo su laghi come Cornisello, Strembo o Ponte Pià, ma anche lungo fiumi rigogliosi come Sarca e Chiese. Con l’obiettivo di facilitare l’esercizio della pesca ad anziani con problemi di deambulazione e a pescatori diversamente abili. Infine, brochure didattiche, filmati e strumenti digitali di informazione, in grado di permettere l’acquisto a distanza dei permessi di pesca e di localizzare l’itinerario del corso d’acqua tramite Gps. Sempre per gli amanti delle due ruote in progetto un percorso dedicato al downhill al

Doss del Sabion con il quale si cerca di completare l’offerta per i biker con un settore in forte espansione e che permette un divertimento adrenalinico, che in Giudicarie manca. Infine l’iniziativa boulder park: un progetto molto importante che qualifica tutta la valle del Chiese e che affianca all’arrampicata sportiva tutta una serie di attività legate all’outdoor. Un’iniziativa che va a impreziosire l’offerta di tutte le Giudicarie». Questi progetti sono “garantiti” dall’impegno espresso dai vari soggetti territoriali coinvolti e dal protocollo di intesa Turismo Giudicarie firmato dalla Presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini, dal Presidente dell’Azienda per il Turismo S.p.a. Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena Marco Mase, dalla presidente dell’Azienda per il Turismo S.p.a. Terme di Comano - Dolomiti di Brenta Iva Berasi, dal Presidente del Consorzio per il Turismo Giudicarie Centrali, Daniele Bertolini e dal Presidente Consorzio per il Turismo Valle del Chiese, Massimo Valenti.

Mobilità estiva in Giudicarie, prosegue la collaborazione tra Comunita, Comuni e Apt

«Quest’anno siamo riusciti non solo a consolidare il servizio offerto nell’estate scorsa ma a migliorarlo ed ad estenderlo anche ad altre tratte» sottolinea l’assessore della Comunità delle Giudicarie, Gianpaolo Vaia. «Abbiamo confermato il servizio di trasporto turistico Val Rendena, ad integrazione del di linea per il periodo dal 5 luglio al 31 agosto ed allineato razie alla proficua collaborazione tra la di Campiglio Pinzolo Val Rendena e i Comuni, le il servizio di trasporto tuComunità delle Giudicarie, l’Apt Terme di Giudicarie si sono dotate di un Servizio che va ad ristico di collegamento tra Comano Dolomiti di Brenta, l’Apt di Madonna impreziosire l’offerta turistica delle valli. i Comuni delle Giudicarie Esteriori, Andalo e Molveno alla data di inizio del nonché le zone dell’Altomana, martedì, giovedì, sa2014 servizio di linea per l’esta- piano della Paganella, gebato e domenica, ma è già BICIBUS te. L’economia derivata stito in sinergia con l’A. un buon primo passo, che r gio ven sab dom lun mar mer gio ven sab dom d thu fri sat sun da tale modifica è stata mon tue wed thudifri Camsat sun P.T. di Madonna va nella direzione di creare comano terme - FIAVÈ - RIVA DEL GARDA - TORBOLE sul garda impiegata per rendere più piglio e l’A.P.T. Terme di un asse tra le Giudicarie ed 14:15 16.25 18.35 comano terme STAZIONE / station 9.00 11.10 16.20 9.00 11.10 18.20 completo e maggiormente Comano, alla luce del poun bacino importante come 14:05 16.15 18.25 FIAVE` 8.45 10.55 18.05 9.15 11.25 16.35 fruibile il servizio offerto, sitivo riscontro ottenuto, quello del Garda. 14:00 16.10 18.20 BALLINO 8.40 10.50 18.00 9.20 11.30 16.40 aumentando il numero e la si è deciso di integrarlo ulQuesto servizio è la confer16.00 18.10 RIVA DEL GARDA LARGO MEDAGLIE D’ORO 9.45 17.05 8.15 10.20 17.40 15.50 18.00 frequenza TORBOLE sul garda BUS / bus park VIA MaTTEOTTI attivando 9.55 17.20 8.05 10.00 17.25 delle corse, in PARCHEGGIO teriormente, un ma della volontà di contiSi consiglia la prenotazione presso gli uffici APT /Booking required the Tourism Board office. 15.45 17.55 particolare verso Bleggio nuovo collegamento con nuare un percorso condiviso 15.35 17.45 estendi le tue pedalate! Superiore, Lundo e Fiavè. Riva del Garda, attraverso volto ad ottimizzare l’or15.25 17.35 Combina autobus e bici per esplorare e raggiungere le In merito al servizio di Fiavè e il Passo del Balliganizzazione del trasporto Dolomiti di Brenta ed il Garda con minor tempo e fatica. Vedi i nostri suggerimenti! Bici-Bus delle Dolomiti, no, con partenza da Ponte pubblico in tutte le Giudidimaro dimaro garida folgarida #mapla scorsa estate si Arche. Per contenere che già i cocarie, per garantire un colRichiedi la mappa MTB Trail Map della Comano Valle io m. di campiglio extend your pedal-powered reach! proponeva di rendere posti si è deciso di concentralegamento più completo ed fai della paganella fai della paganella Salus presso i punti Info di Comano Terme, S. Lorenzo carisolo Combine bus transit and bike ride: andalo andalo in Banale e presso i punti Info di Riva del Garda. pinzolo tenzialmente collegate e re il Servizio Bicibus nelle efficiente tra le diverse aree, molveno molveno the Dolomites and lake Garda caderzone terme are far easier to reach! spiazzo s. lorenzo s. lorenzo quindi fruibili la pista citratte Andalo-Ponte Archea favore di ospiti e residenti, #WWW limarò limarò tione comano sarche comano sarche Per itinerari e download tracce consulta la sezione clabile della Val Rendena, Sarche e Ponte Arche-Fiain particolare nei momenti terme terme vè fiavè bike del sito web www.gardatrentino.it o ballino "DAL GIORNO IN CUI MI è STATA CONCESSA L'AUTONOMIA VELOCIPEDE quella della Val di Sole, vè-Riva del Garda-Torbole di elevato flusso turistico. o tenno IL MIO TERRITORIO SI è MERAVIGLIOSAMENTE INGRANDITO" arda riva del garda quella del Basso Sarca, in quattro giorni alla settiUn servizio che guarda an(MARC AUGè | Il bello della bicicletta) torbole sul garda torbole sul garda

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Più linee e potenziato il servizio bici bus dalle Dolomiti al Garda G

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percorso BiciBus paesi principali

che ai territori vicini e alle comunità confinanti. Novità 2014 anche la reciprocità di utilizzo dei servizi di mobilità delle Giudicarie Esteriori e di quello dell’Altopiano della Paganella, per la quale il biglietto relativo alle tratte comprese nei comuni delle Esteriori costituisce titolo di viaggio idoneo (senza maggiorazioni di costi) anche per le tratte dell’Altopiano dela Paganella. Informazioni su orari, costi e modalità di servizio si possono trovare sul sito della Comunità delle Giudicarie (www.comunitadellegiudicarie.it) o richiederle presso gli uffici delle Apt di ambito. Info e orari su: www.comunitadellegiudicarie.it


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Alimentazione

AGOSTO 2014

Se l’alimentazione è il fattore ambientale più̀ importante per la salute dell’uomo, qual è il legame fra alimentazione tumore? Va fatta una premessa fondamentale: ci sono moltissimi studi che indagano le correlazioni fra alimentazione e salute, e di entità molto diverse: alcuni indagano i meccanismi molecolari, altri testano l’effetto di alcuni alimenti sugli animali, altri indagano come certe popolazioni si alimentano e quale è il loro stato di salute e infine ci sono gli “studi di intervento” nei quali si prendono dei gruppi di persone e si fa loro seguire una certa alimentazione valutando le conseguenze nel tempo. Questi ultimo sono i più affidabili, ma anche i meno facilmente attuabili per una serie di motivazioni. Chiarissimo, quindi? Questo per capire che il risultato di un singolo studio non è mai sufficiente per dire se un alimento protegge o causa il cancro. Tutti sono in un certo senso incompleti visti singolarmente, quindi quando divulghiamo le raccomandazioni in materia di alimentazione e tumori ci rifacciamo ad un report internazionale stilato dal Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF = World Cancer Research Fund) che ha messo insieme oltre 7000 studi scientifici, analizzati da oltre 150 professionisti, ai quali è stato chiesto di classificare i risultati in una serie di punti. Da questo report sono uscite 10 raccomandazioni, delle quali 8 riguardano specificatamente l’alimentazione. Partiamo dalla prima raccomandazione, mantenere un peso corporeo nella norma A parte la qualità dell’alimentazione, di cui parleremo dopo, è proprio il peso corporeo un fattore di rischio, perchè l’eccesso di grasso causa tutta una serie di squilibri ormonali che si possono correlare al cancro. Le sedi indicate si sono viste correlazioni chiare, e lo studio divide in convincenti (blu) e probabili (azzurre).

Cancro e alimentazione, i consigli dell’esperta Le otto raccomandazioni del World Cancer Research Fund di Denise Rocca

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eb e riviste sono pieni di liste più o meno miracolose con i cibi e le abitudini in grado di prevenire o al contrario favorire l’insorgenza di tumori. Raccapezzarsi da sé, è pra-

FRANCESCA GHELFI – LA SCHEDA Francesca Ghelfi è laureata Triennale in Scienze Gastronomiche e Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana. Attualmente è nutrizionista e divulgatore scientifico per il progetto SmartFood, un programma di ricerca e comunicazione dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, dedicato allo studio dei composti protettivi per la salute presenti negli alimenti di origine vegetale. Professione principale è la divulgazione delle correlazioni

tra alimentazione e salute attraverso pubblicazioni editoriali, social network, organizzazione di seminari e corsi.

Numero 2: attività fisica Certo, sia perché aiuta a mantenersi normo-peso, ma anche come fattore slegato da questo: in realtà migliora la circolazione, quindi la sensibilità ad alcuni ormoni che sono collegati ad alcuni fattori di rischio, migliora tutto il sistema gastro-intestinale. Quindi non è semplicemente un aiuto a mantenersi normo-peso, ma il movimento costante e regolare è di per sé fattore positivo Le famigerate bevande zuccherate e i cibi altamente energetici Una lattina di the freddo contiene 30 gr di zucchero, una bibita gassata delle più comuni 40gr, sono tantissimi e quasi non ci accorgiamo di assumerlo. Quando diciamo di evitarli significa che non

devono entrare nella quotidianità, quindi che questi alimenti non entrino nel carrello della spesa. Una volta ogni tanto può andare, ma non vanno inserite nella dieta quotidiana perché sono alimenti che non hanno pregi nutritivi utili e in compenso zuccheri e grassi molto elevati Frutta e verdura Alimentazione per essere salutare e preventiva dovrebbe essere composta in generale per almeno due terzi da alimenti di origine vegetale. Quindi oltre la metà alimenti che mangiamo dovrebbero essere frutta, verdura, cereali e legumi. E’ importante per la quantità di fibra: un’evidenza convincente mostrata dagli studi è che consumare 25/30 gr di fibra al giorno è pre-

Francesca Ghelfi

ticamente impossibile. Abbiamo chiesto alla dottoressa Francesca Ghelfi, nutrizionista, di provare a fare luce in questa nebbia di dati, voci, ipotesi e imprecisioni. ventivo rispetto al tumore al colon che il più frequente in Italia, ma anche nel resto dei paesi industrializzati. E non basta per raggiungere i 25/30 gr consumare le 5 porzioni al giorno di frutta e verdura raccomandate, servirebbe consumare in uno dei due pasti principali cereali integrali al posto di quelli bianchi. Tutti i tumori del tratto intestinale ne beneficiano e sono fra quelli più prevenibili, tra l’altro, con comportamenti corretti La carne? Meglio diventare vegetariani? Non serve diventare vegetariani, però ridurre il consumo di carne invece sì. Di tutte le proteine animali (formaggi, uova, pesce) il Fondo non ha trovato una correlazione chiara con l’insorgere di tumori per formulare una raccomandazione, tranne nel caso della carne rossa dove invece l’evidenza convincente è stata riscontrata nell’insorgen-

za del tumore al colon-retto: andrebbe consumata per un massimo di 200 gr alla settimana secondo le linee guida italiane. Il messaggio di base è comunque quello di variare le fonti proteiche, perchè le fonti alternative alla carne sono parecchie (pesce, uova, legumi) Alcol bandito? Nonostante ci siano alcune evidenze che mostrano un piccolo beneficio del vino rosso sul sistema cardiovascolare - il famoso bicchiere di vino rosso al giorno - è importante non dimenticarsi che l’alcol è una molecola tossica per l’organismo. La raccomandazione è piuttosto che se proprio si vuole berne, allora che sia un bicchiere di vino rosso al giorno per le donne e due per gli uomini. Ma evitare del tutto, sarebbe molto meglio. Per esempio, poco conosciuta, ma c’è una correlazione giudicata convincente fra il consumo di alcol e l’insorgenza del tumo-

LE 8 RACCOMANDAZIONI SULL’ALIMENTAZIONE DEL WORLD CANCER RESEARCH FUND 1. Mantieniti normopeso 2. Pratica uno stile di vita attivo 3. Evita bevande zuccherate ed alimenti ad alta densità energetica 4. Prediligi il consumo di alimenti di origine vegetale 5. Limita il consumo di carne rossa ed evita le carni lavorate e conservate 6. Limita il consumo di alcol 7. Limita il consumo di sale 8. Soddisfa i bisogni nutrizionali attraverso la dieta

re a seno, anche se non sappiamo ancora perchè esista questa correlazione, ma c’è. Stop al sale? Le evidenze maggiori in questo caso sono sugli alimenti conservati a sale come formaggi stagionati, salumi. E’ da notare che più della metà del sale che consumiamo giornalmente è quello nascosto negli alimenti, quindi non è tanto la quantità di sale nell’acqua della pasta, ma la cosa più utile è diminuire il consumo di questi prodotti dove la quantità di sale è nascosta e meno evidente rispetto a quando personalmente saliamo un alimento. E chi sperava di supplire al poco amore per la verdura con gli integratori, resterà deluso? Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro dice chiaramente che l’uso di integratori non è utile per diminuire il rischio di cancro. Se si ha una dieta bilanciata e non si hanno condizioni particolari, non c’è alcuna utilità nell’assumere integratori al di là della propria dieta.Questo perchè ad essere di beneficio è più un’unione di effetti che lavorano in maniera sinergica, che non una sostanza di per sè: un conto è mangiare la vitamina C in un alimento in sinergia con altre molecole presenti in quell’alimento, un altro è semplicemente assumere una pasticca di vitamina C. Quando parliamo di alimentazione, è una questione sia di quantità di sostanze che di sinergia e di effetto fra i composti.

È stata ospitata dalla “Casa terre comuni” di Darè

Una serata a Darè dedicata alla Calabria A Darè ha iniziato la propria attività la “Casa Terre Comuni”, ossia la ex struttura “Parco Estense” ora gestita dalla cooperativa sociale giudicariese che l’ha trasformata in un ambiente di accoglienza sociale e di convitto per studenti. Lunedì 21 luglio ha ospitato un gruppo di Calabresi dell’associazione “Amici del tedesco” di Crotone, per alcuni giorni ospiti dell’Istituto “Padre Monti” ad Arco”, per un incontro a suggello degli oramai lun-

ghi rapporti intercorsi fra la Cooperativa sociale giudicariese e la Cooperativa sociale nata a Crotono con le stesse finalità sociali ed economiche, impostate, al momento, soprattutto sulla ricerca di moderne forme di turismo sociale. Il gruppo calabrese era accompagnato dal suo responsabile dottor Loris Rossetto, mentre faceva gli onori di casa il professor Tiziano Salvaterra a nome dei soci di “Terre Comuni”. All’incontro erano presenti

pubblici amministratori dei Comuni di Darè e di Tione. Nei discorsi di vicendevole presentazione sono stati messi in luce gli ideali che hanno dato vita alle due cooperative sociali, ossia la possibilità di istituire continui rapporti di vicendevole conoscenza nella proiezione di far nascere nelle rispettive comunità delle iniziative capaci di esaltare la propria cultura e di instaurare capacità economiche destinata ad assicurare il sostegno finanziario dei

rispettivi Enti e dei componenti dei vari gruppi. Infatti , l’associazione calabrese ha presentato ed illustrato un proprio progetto già in atto con una struttura turistica nata, appunto, sulle forze della cooperazione, che già ha iniziato la propria attività a Crotone. Hanno coronato l’interessante scambio di idee e di programmi un momento musicale con canzoni napoletane cantate da una bellissima voce di una delle ospiti, ed una esibizione di

giovani ballerine calabresi che con grazia e leggerezza hanno soddisfatto i presenti, nei quali, tuttavia è rimasta maggiormente impressa l’atmosfera che si era creata nell’avvicinarsi e nell’incontrarsi di due identità tanto diverse - la Trentina e la Calabrese – ma unite in quella proiezione di socialità, di volersi muovere insieme, di sforzarsi nella ricerca di voci comuni che possano finalmente trovare tempi e modi per operare insieme verso le stesse mète umane

e sociali. Una boccata di aria fresca in un momento storico in cui sembrano prevalere le divisioni e gli egoismi; la sensazione che vi sono ancor persone che hanno voglia di lottare e di portare avanti convinzioni capaci di spezzare l’amara presenza dell’indifferenza, del successo momentaneo, dell’interesse fraudolento. Una di quelle serate che danno senso alla vita ed incoraggiano a credere ed a far leva sui giovani. Mario Antolini Musón


Attualità

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Ora sono sette i centri visitatori che il Parco Naturale Adamello Brenta mette a disposizione dei propri utenti

Carisolo, inaugurato il “Geopark” Come le altre dislocate sul territorio, anche la Casa Geopark di Carisolo è allestita con plastici, laboratori interattivi e postazioni multimediali per far comprendere al visitatore i temi specifici dell’ecologia e delle scienze naturali in maniera interattiva e divertente. Punto di forza dell’esposizione è la ricostruzione fedele di una grotta carsica che riproduce suoni e rumori reali. Ma ci sono anche video e riprese aeree, acquari che ricreano la vita in torrenti e nel laghi, la dinamica di creazione delle marmitte dei giganti e una selezione di minerali e fossili da esaminare da vicino sotto una lente scorrevole. I ragazzi potranno manovrare con un joystick il sorvolo virtuale delle cime e delle valli del Parco. Secondo i moderni dettami della museologia e della

di Denise Rocca Con l’inaugurazione il 19 luglio scorso della Casa del Parco Geopark di Carisolo, sono diventati 7 i centri visitatori del Parco Adamello Brenta. Quello allestito al secondo piano e nel sottotetto delle ex-scuole elementari di Carisolo è dedicato alla geologia, alle rocce, ai ghiacciai e agli ambienti acquatici del Parco riconosciuto Geoparco

dal 2008 grazie alla peculiarità di essere una delle poche aree geografiche al mondo che presenta una tale varietà di rocce e ambienti come quella che può essere osservata nei due gruppi montuosi che dominano il Parco: il gruppo dell’Adamello-Presanella e quello delle Dolomiti di Brenta, patrimonio Unesco dal 2009. l’ultima nata fra le case del parco Adamello Brenta coinvolge il visitatore in un’esperienza visuale e i più piccoli in installazioni interattive capaci di educare giocando. Il restauro delle ex-scuole è stato pianificato magistralmente, così anche l’edificio oltre ai contenuti diattici e informativi sulla geologia locale è di pregio, ma i ritardi e gli stop che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, da quando il centro è stato concepito, rendono oggi l’investimento di 2 milioni e 200mila euro, sostenuto congiuntamente da Comune di Carisolo, Parco e Provincia,

intercettando anche dei consistenti fondi europei, difficile da sostenere. Così la Casa Geopark al momento ha un’apertura limitata all’estate e alle festività natalizie e pasquali, mentre nel resto dell’anno rimarrà chiusa e visitabile a chiamata per scuole, gruppi o privati, contattando l’ente parco. Fino al 14 settembre la Casa Geopark di Carisolo sarà aperta dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 22. Il costo dell’ingresso è simbolico (1 €) mentre è gratuito per i possessori di ParcoCard e DoloMeetCard, per i bambini fino ai 12 anni accompagnati, per chi presenta ricevuta di un parcheggio/bus navetta/trenino/attività del Parco e per i residenti in uno dei 39 Comuni del Parco. (Per info: 0465.503053 – info@pnab.it).

Il Mistero dei Monti “Sui passi dei grandi pionieri”

Madonna di Campiglio e la Val Rendena omaggiano i 150 anni dalle prime esplorazioni britanniche sulle Dolomiti Le maestose montagne della Val Rendena, nel Parco Naturale Adamello Brenta, un secolo e mezzo fa furono per la prima volta mirabilmente descritte e raccontate, in straordinari diari di viaggio, dagli inventori dell’alpinismo, i britannici appunto, che mentre salivano le vette dolomitiche e i ghiacciai adamellini inconsapevolmente accesero l’alba sul turismo in montagna. Tre uomini, tre vette, una valle. Correva l’anno 1864: il 22 luglio fu il giorno dell’anglosassone John Ball (primo presidente dell’Alpine Club fondato nel 1857) che raggiunse le inesplorate guglie delle Dolomiti di Brenta e compì la traversata del gruppo dolomitico dalla Val Brenta a Molveno passando per la Bocca di Brenta; il 27 agosto fu invece l’inglese William Douglas Freshfield a conquistare la cima della Presanella, la più alta del Trentino con i suoi 3.558 m di altitudine, mentre il 16 settembre Julius von Payer, esploratore e pittore austro-ungarico, nato in Boemia, oggi Repubblica Ceca, toccò per primo la vetta dell’Adamello. Freshfield e Payer furono protagonisti, in quegli anni, di un vero e proprio duello alpinistico, una gara a chi saliva per primo le cime inviolate dell’Adamello e della Presanella. Un secolo e mezzo fa, le Dolomiti di Brenta e l’AdamelloPresanella, due gruppi mon-

Estate 2014. Una stagione speciale. A Madonna di Campiglio e in Val Rendena, in particolare a Carisolo, all’ingresso della selvaggia Val Genova, dal 19 luglio al 18 settembre, trekking in quota, tuosi così geograficamente vicini quanto geologicamente lontani, la Val Rendena disegnata in mezzo, e le valli laterali di accesso alle quote più alte, furono per la prima volta visti, esplorati e raccontati con gli occhi del viaggiatore venuto da lontano; e fatti conoscere in tutta Europa. Ball, Freshfield e Payer, nell’estate 1864, intrecciarono le loro avventure alpinistiche in Val Rendena, consegnando alla storia della montagna lo stupore di straordinarie prime visioni naturalistiche. Trekking sui passi dei grandi pionieri. In corrispondenza delle date delle tre storiche ascensioni del 1864, tre cordate ripercorreranno, con le guide alpine di Madonna di Campiglio, Pinzolo-Val Rendena, e Molveno per la traversata del Brenta, i sentieri originari seguiti dagli esploratori ottocenteschi, lungo vie selvagge e poco note, lontane dai tracciati turistici maggiormente frequentati. “Sui passi di John Ball”, riproposizione della traversata da ovest a est del Brenta, passando per la Bocca di Brenta, purtroppo compromessa dal maltempo, avrebbe dovuto tenersi il 22 luglio 2014, ripercorrendo l’itinerario seguito dall’esploratore anglosassone,

insieme a Bonifacio Nicolussi di Molveno, sulle Dolomiti di Brenta. Una breve cordata in costume d’epoca ha comunque omaggiato l’anniversario presso il rifugio Tosa-Pedrotti. “Sui passi di Freshfield”, salita impegnativa alla cima Presanella, lungo l’itinerario descritto dall’alpinista inglese nel suo diario “Italian Alps”, si svolgerà il 24 agosto 2014. Capocordata sarà un ospite d’eccezione: Mick Fowler, uno dei più grandi alpinisti al mondo, londinese, già presidente dell’Alpine Club, promotore dello stile alpino, specialista dell’arrampicata su ghiaccio e autore di epiche ascensioni nei luoghi più selvaggi e inaccessibili del mondo. Fowler, moderno Freshfield dei nostri tempi, raccoglierà il testimone del predecessore e ne ripercorrerà i passi insieme alla guide alpine locali. “Sui passi di Payer”, il 12 e 13 settembre, sarà la due giorni alpinistica dedicata alla conquista di Julius Von Payer della Cima Adamello, avvenuta con l’aiuto di due uomini di Strembo, Girolamo Botteri e Giovanni Catturani (ricordati in un monumento realizzato dal Comune di Strembo in località Ragada nella suggestiva Val Genova), precursori delle moderne guide alpine che ac-

incontri, concerti, spettacoli e mostre celebrano i 150 anni dalle prime ascensioni ed esplorazioni britanniche e austro-ungariche sulle Dolomiti di Brenta e l’Adamello-Presanella. compagnarono l’alpinista boemo in vetta. Incontri, mostre, spettacoli, concerti. Numerose altre iniziative completeranno le celebrazioni del 150° anniversario: due mostre fotografiche, rispettivamente dedicate alla nascita dell’alpinismo, “Centocinquanta. 1864 – 2014: la nascita dell’alpinismo in Trentino” (19-30 luglio, Carisolo, Casa del Geoparco) e alle Dolomiti, “Dolomiti. Arte nella Natura” (3-18 agosto, Carisolo, Casa del Geoparco. Inaugurazione alle 18.00 del 3 agosto). Poi escursioni nel Parco Naturale Adamello Brenta, serate naturalistiche e incontri culturali come la presentazione, alla presenza degli autori Fabrizio Torchio e Riccardo Decarli, del libro “Ad est del romanticismo. 1786-1901: alpinisti vittoriani sulle Dolomiti” (già tenutasi, il 19 luglio, a Carisolo), l’intervento dello studioso Enrico Grandesso sul tema “Quanto è piccolo il mondo veduto di quassù. Gli scrittori e le Alpi dall’Ottocento ad oggi” (8 agosto, Carisolo, Casa del Geoparco, ore 21.00) e la conferenza con il ricercatore e storico locale Danilo Povinelli su “Adamello. Il tempo dei pionieri” (18 agosto, Carisolo, Casa del Geoparco, ore 21.00). Ancora, “La corda dei

pionieri” all’inizio di agosto come l’incontro di approfondimento su Julius Payer tenuto da Frank Berger, studioso del Museo Storico di Francoforte, considerato uno dei più autorevoli storici polari tedeschi e profondo conoscitore di Julius Payer, che all’esplorazione dell’Artide dedicò una parte significativa della sua vita. Da segnalare, per originalità, anche, il 6 agosto, alle 17.30 presso la chiesta di Santo Stefano a Carisolo l’intervista impossibile del giornalista Franco De Battaglia a D. W. Freshfield, con l’attore Alessio Kogoj (A cura di: Roberta Bonazza - “Mistero dei Monti”). Un’estate di cultura. In Val Rendena, nell’estate 2014, un intreccio di sensibilità culturali converge verso un intento comune: portare al centro dell’attenzione la montagna in tutte le sue dimensioni. Il “Mistero dei monti”, festival culturale dell’estate campigliana, ideato e organizzato da Roberta Bonazza e Giacomo Bonazza per l’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, intitolato, nella 12ª edizione, “Happy Birthday Mountain: la grande scoperta”, incontra “Sui passi dei grandi pionieri”, rassegna di eventi dedicata alle prime, storiche esplorazioni

sulle montagne della Val Rendena. Ideata e promossa dal Comune di Carisolo con la Pro loco di Carisolo e la Fondazione Maria Pernici-Antica Vetreria e con il sostegno della Provincia autonoma di Trento, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, dell’Accademia della Montagna del Trentino e della Cassa Rurale di Pinzolo, oltre alla collaborazione dell’Azienda per il Turismo, del Parco Naturale Adamello Brenta, della Sat, delle Guide alpine di Campiglio e di quelle di Pinzolo. I due programmi si completano a vicenda e si accordano in un ideale “canto alla montagna”. La dodicesima edizione del “Mistero dei Monti”, che porta in quota, ogni anno, la cultura attraverso incontri letterari, filosofici, scientifici, percorsi in ambiente, mostre e cinema, celebra non solo i 150 anni dalla conquista delle vette sulle Dolomiti e sull’AdamelloPresanella, ma ricorda anche i 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale, i 40 anni dalla nascita di Heidi, la simpatica pastorella della celebre serie a cartoni animati prodotta dalla Taurus Film e dalla Toei animation. Tanti anniversari e compleanni a cui un “Happy Birthday Mountain” renderà omaggio. Programma completo su campigliodolomiti.it e prolococarisolo.it.


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Società

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Non che la corrente non sia mai arrivata in valle: per servire la cava Gadotti era infatti stata realizzata nel 1954 una rete elettrica aerea in bassa tensione nella valle bleggiana, rimasta attiva fino agli anni ‘70 quando i costi di mantenimento divennero troppo elevati. Da allora hanno proliferato i gruppi elettrogeni con tutte le loro controindicazioni in termini di inquinamento ambientale, anche se da alcuni anni alla malga di Stenico, all’albergo Brenta e al rifugio Ghedina sono stati realizzati dei sistemi fotovoltaici. L’attuale progetto del comune di Comano Terme esce dall’ambito di impatto ambientale nullo del progetto “Fossil Free”, visto che ci si collegherà alla rete elettrica nazionale tramite la Set, quindi si tolgono i fumi dalla valle ma la fonte fossile dell’energia rimane. Della proposta del Parco rimane invece la valenza dell’intervento per lo sviluppo turistico dell’area, per la quale comune e Parco stanno redigendo un piano: nei bilanci del Pnab è stato inserito il capitolo per l’acquisizione di una serie di manufatti di proprietà della famiglia Ghedina, con lo scopo di eliminarli, mentre sono indicate come priorità, ma per ora senza portafoglio, la valorizzazione dei manufatti di quell’industrializzazione che in Val Algone iniziò già alla fine del 1700: la “Glashuette”, la fonderia del vetro fu infatti la prima fabbrica del vetro nell’allora Tirolo. L’area era particolarmente favorevole alla lavorazione del

Al via l’elettrificazione della Val d’Algone

Un passaggio a suo modo storico per questa località di montagna: a fine ‘800 qui si produceva il vetro di Denise Rocca Era rimasta l’ultima valle trentina da elettrificare, così in qualche modo, nonostante l’entrata nella modernità e l’istituzione di un servizio, cade un mito. La Val Algone, che si sviluppa tra la forra di Ponte Pià creata dal fiume Sarca e il Passo del Gotro, chiusa tra le cime della catena del Sabbion, dei monti Tov ed Iron che la delimitano dalla Val Rendena, la lunga cresta del Castello dei Camosci ed il Sottogruppo del Vallon, dirà addio al primato e accoglierà la corrente elettrica. Siamo nella parte sud orientale del vetro grazie alla presenza del materiale siliceo, materia prima per la fabbricazione delle lastre in vetro, e dall’altra per l’ampia disponibilità di legname con il quale alimentare i forni. Il signor Bormioli vi creò così il suo business, ponendo i presupposti di una precoce esperienza industriale che continuò con alti e bassi fino al 1833. Un nuovo stabilimento venne aperto dieci anni più tardi, fino al 1877. La valle era ben lontana dai silenzi e dalla calma che la caratterizzano ai giorni nostri: fino a 200 persone erano occupate nelle diverse lavorazioni dell’industria del vetro. Negli anni ‘50 del Novecento una seconda urbanizzazione

Parco Adamello Brenta che già nel 2006 aveva iniziato a ragionare sulla sua elettrificazione: nell’ambito del piano “Fossil Free” era stato proposto un progetto preliminare che comprendeva un impianto fotovoltaico di 150 mq al Vallon, una centralina idraulica e un generatore di riserva, per un costo preventivato di circa 900mila euro, con l’obiettivo di eliminare tutti i generatori privati e fornire energia pulita. I comuni interessati alla fine non parteciparono, giudicando troppo onerosa la spesa al tempo.

L’INTERVENTO– LA SCHEDA La minoranza del gruppo Il Ponte si è fortemente opposta ai lavori di elettrificazione della Val Algone essenzialmente per un problema di costi. “In questo momento – ha dichiarato la consigliera Silvia Franceschi - spendere 1 milione di euro per pochi censiti non è una priorità, ce ne sono altre di cui occuparsi”. “La Val Algone può aspettare – ha rincarato il consigliere Michele Guetti - non sono tempi nei quali spendere i soldi in questo modo”. D’altronde, si risponde dall’altra parte, il finanziamento c’è e le risorse non si possono spostare da un capitolo all’altro dei bilanci liberamente, oltre al fatto che la Val Algone è ufficialmente frazione del comune di Comano Terme e quindi legittimata, e chi la abita, a ricevere un’infrastrutturazione adeguata. L’intervento complessivo è di 1.050.813,79

Uno scorcio della Val d’Algone

euro, finanziato al 95% da un contributo provinciale (997.500 euro) e il resto (53.500 euro) con fondi propri del comune. Gli utenti serviti sono 35 - 28 utenze private e 7 pubbliche - fra le quali un campeggio e due strutture ricettive.

industriale seguì quella del vetro: si tratta delle cave di estrazione del quarzo e del feldspato con le relative strutture relative all’attività estrattiva. L’attività estrattiva arrivò ad occupare circa 160 persone nel suo maggiore momento di espansione, e altri materiali come l’uranio furono oggetto di ricerche, considerando la ricchezza dle sottosuolo della valle. Oggi di quel tempo rimangono l’antica vetreria e la ciminiera, cimeli di quel periodo industriale poi soppiantato dagli alpeggi e le malghe dell’economia silvo-pastorale, e dai rifugi, mentre nella parte bassa della valle fino alla prima guerra mondiale furono costruite tre segherie. Questo passato industriale ed economico, oltre alle peculiarità naturali che la valle offre, sono le risorse dalle quali partire per un piano di valorizzazione turistica della Val Algone che renda più integrato l’arrivo della corrente elettrica e l’investimento necessario per l’intervento.


Cooperando

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Un nuovo strumento digitale a misura di bambino

Alla scuola dell’infanzia di Pieve di Bono si usa i-theatre Il progetto si è caratterizzato dall’introduzione, attraverso il coinvolgimento degli educatori, dello strumento i-Theatre, un gioco/laboratorio o meglio un ambiente digitale per l’apprendimento tramite gioco di invenzione narrativa; uno spazio aperto di esplorazione ed elaborazione creativa nel quale la mediazione con lo strumento consente ai bambini di sperimentarsi – nei tempi e nei modi diversi che la natura ha previsto per ciascuno – nel complesso processo di invenzione e costruzione collaborativa del linguaggio, in questo caso utilizzando l’ alfabeto della multimedialità. I bambini usano le parole, disegnano, inventano e giocano con i linguaggi anzitutto perché vogliono essere ascoltati; amano raccontare storie ed ascoltarle (tanto che spesso ne hanno, letteralmente, “fame”) perché è il loro modo di pensare e rappresentare il mondo ed è

di Alberto Carli

I-Theatre è uno strumento digitale di nuova concezione pensato per i bambina dai 4 ai 10 anni e che si innesta nel solco di un rinnovamento della didattica e delle pratiche educative, riscattando il valore del gioco come modo naturale e opportunità fondamentale che i bambini hanno per sperimentare e conoscere il mondo. Un progetto di sperimentazione, quello avviato attraverso l’uso del siun modo primario di entrare in una relazione affettiva in cui il dono del racconto ci tocca emozionalmente, ci permette di soddisfare il nostro desiderio artistico ed estetico, ci consente di esprimere noi stessi e di imparare dagli altri. Ma questa capacità embrionale ovviamente non basta; la competenza narrativa dei bambini va educata di volta in volta utilizzando le forme espressive più adatte all’età e allo sviluppo affettivo e cognitivo. Nel caso del linguaggio multimediale, con cui oggi i nostri bambini sono a contatto quotidianamente (internet, app, videogame, ecc.) servono anche gli strumenti adatti da una parte per

stimolare la creatività, per inventare e dall’altra per riflettere. Emerge con forza come la fruizione di tecnologia da parte dei ragazzi si stia pia-

stema i-Theatre, tra i più innovativi in Italia. Voluto dalla Federazione provinciale delle scuole materne di Trento e realizzato tramite il sostegno della Cooperazione Trentina e di Cassa Centrale Banca, con il supporto scientifico dell’Università La Sapienza di Roma, che ha coinvolto le scuole di Pieve di Bono oltre a quella di Tenno, Fiera di Primiero, Povo e Mezzolombardo.

no piano spostando anche ai più piccoli; vediamo infatti come i bambini di due o tre anni, siano già in grado di relazionarsi attraverso il tocco ai cellulari o ai tablet, emu-

lando i gesti dei più grandi e intuendo la possibilità di accedere a immagini, contenuti. Diventa quindi fondamentale iniziare percorsi di educazione che contemplino

l’utilizzo di strumenti digitali a partire dai più piccoli utilizzando però una tecnologia progettata come gioco, a partire dal bisogno di espressione del bambino e a servizio dell’educazione e del suo sviluppo creativo che non offra alcun contenuto precostituito ma metta a disposizione uno spazio, strumenti e modalità adeguate per la creazione e l’elaborazione di contenuti digitali (cosiddetto authoring multimediale). Una tecnologia che deve presentare tutta una serie di caratteristiche specifiche: estrema intuitività e semplicità d’uso, utilizzo di materiali naturali come il legno, valorizzazione del design per l’infanzia mirato agli aspetti estetici e percettivi dell’esperienza. Bambini ed insegnanti che hanno partecipato al progetto con i-Theatre nelle attività educative sono davvero molto contenti, e questo è un buon primo passo. Sarà davvero interessante scoprire quali altri ne verranno.


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Attualità

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La presidenza del Consiglio viene assunta secondo un sistema di turnazione della durata di sei mesi. L’Italia subentra alla Grecia nella detenzione della Presidenza che lascerà alla Lettonia ad iniziare dal 1 gennaio 2015. Il consiglio si riunisce in 10 formazioni secondo la materia che viene trattata. Le riunioni sono presiedute dal rappresentante del Governo che detiene la presidenza, ad eccezione del consiglio “Affari Esteri” che è presieduto dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell’Unione, che è pure vicepresidente della commissione europea. La presidenza del Consiglio non attribuisce al governo che la detiene particolari poteri decisionali. Il suo compito, oltre che nel presiedere le riunioni del consiglio e dei suoi organi preparatori, dei quali pianifica i lavori, consiste nel rappresentare il Consiglio stesso nelle relazioni con le altre Istituzioni dell’Unione Europea, soprattutto la Commissione ed il Parlamento Europeo. Nel corso delle varie trattative può svolgere un significativo ruolo di mediazione fra le varie posizioni politiche, cercando di giungere a compromessi. La presidenza di turno presiede pure due riunioni del Consiglio Europeo, ossia l’istituzione che si compone dei capi di Stato e di Governo dei paesi dell’Unione (nella stragrande maggioranza si tratta di presidenti del consiglio dei ministri; si parla di capi di Stato perché in taluni casi, come in Francia, il presidente della Repubblica ha particolari poteri di governo). Nel corso del semestre il presidente del Consiglio presenta due rapporti al Parlamento Europeo. Il presidente del consiglio

Presidenza italiana UE: crescita e occupazione

Nel semestre Renzi dovrà essere capace di imprimere un cambio di passo alla macchina europea

D

di Paolo Magagnotti

allo scorso 1 luglio l’Italia detiene la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, ruolo già svolto altre 11 volte in passato e che terminerà il prossimo 31 dicembre. Il consiglio dell’Unione Europea (detto anche semplicemente Con-

siglio) si compone dei rappresentanti dei Governi dei paesi dell’Unione, che attualmente sono 28. Normalmente a rappresentare i governi sono ministri, ma anche un sottosegretario potrebbe rappresentare il proprio paese all’interno del Consiglio.

dei ministri italiano ha presentato all’inizio di luglio al Parlamento a Strasburgo il programma della presidenza italiana. Crescita e occupazione hanno costituito due componenti fondamentali della proposta. Al tempo stesso è stato sottolineato come il quadro di sviluppo economico europeo in termini generali richieda pure coraggiose riforme strutturali negli Stati membri: un obiettivo che vede il governo italiano particolarmente impegnato in questo periodo viene poi affrontato il tema del “risanamento industriale”, con particolare attenzione rivolta alle piccole medie imprese che rappresentano componente fondamentale dell’intera economia europea. È stato richiesto inoltre un approfondimento delle tematiche relative all’Unione Economica e Monetaria cercando di introdurre una flessibilità che consenta investimenti produttivi. Protezione ambientale, infrastrutture e servizi digitali costitui-

Il Ministro dell’economia Padoan

scono ulteriori capitoli della proposta italiana, la quale richiede politiche per lo sviluppo sostenibile. Una particolare attenzione è stata riservata alla possibilità di sinergie positive che potranno essere create con l’EXPO Milano 2015, il cui tema centrale è ”Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, sono stati inoltre richiesti interventi per un’Europa più vicina ai cittadini, capace di realizzare uno spazio di democrazia, di diritti e di libertà. Un cambio di marcia è stato chiesto per la politica estera dell’Unione, una politica estera che sia realmente capace di affrontare le sfide globali e regionali, tenuta in particolare presenza anche la situazione migratoria che così pesantemente interessa l’Italia è stato incoraggiato il perseguimento dei negoziati di adesione con i Balcani occidentali, chiedendo pure nuovo vigore ai negoziati con la Turchia. In tale contesto è stata chiesta un’azione esterna volta a rafforzare la politica di buon vicinato quale strumento imprescindibile che deve essere utilizzato con un approc-

cio globale e coordinato con tutte le politiche dell’Unione Europea una forte politica è stata chiesta per l’intero Mediterraneo, considerato spazio vitale per tutta l’Europa. I temi posti dalla presidenza italiana all’attenzione del Parlamento europeo e contestualmente alle altre istituzioni europee che hanno titolo per intervenire sugli stessi, sono certamente attuali e richiedono azioni coraggiose. È tuttavia necessario considerare che l’Unione Europea è una realtà complessa, composita, nella quale sono presenti storie, sensibilità ed aspirazioni diverse. Pur tenendo presente che aspirazione di tutti deve essere la pace, la stabilità sociopolitica ed il benessere dei cittadini europei, nelle necessarie trattative per giungere ad accordi, i quali, è naturale, richiedono sempre compromessi politici, non ci si può imporre solamente sulle proprie idee ed esigenze. È soprattutto necessario avere una visione globale, lasciando da parte gli interessi nazionali non funzionali alla creazione di un contesto europeo ca-

pace di servire il bene di tutti e di conseguenza anche l’interesse dei singoli Stati nazionali. È inoltre necessario tenere sempre presente che l’Unione Europea, che rappresenta il più importante lungimirante progetto politico su basi democratiche che si sia verificato nella storia

dell’umanità, si compone di Stati aventi dimensione territoriale e, soprattutto composizione demografica, diverse. In merito bisogna evitare di condurre trattative solamente fra gli Stati maggiori pensando che poi quelli più piccoli ne accetteranno le decisioni. Chi è chiamato a guidare i principali rapporti politici durante una presidenza deve riservare molte attenzioni agli equilibri fra tutti gli Stati i quali devono essere rispettati nello stesso modo, prescindendo dal fatto che siano fondatori dell’Unione Europea o che, senza avere alcuna responsabilità o colpa come nel caso dei paesi dell’Europa centro-orientale, sono entrati a far parte del progetto europeo in tempi successivi. La presidenza italiana del Consiglio si svolge in un momento grave non solo per la crisi economica ma anche per le tensioni e di conflitti che si svolgono sia all’interno del Vecchio Continente sia nello scacchiere mediorientale ed africano. È necessario muoversi con determinazione ma anche con grande equilibrio, usando pure toni pacati che possono servire meglio degli slogan ad effetto la causa del progetto europeo.

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Centenario Grande Guerra

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· il 1° agosto sia la Germania che la Francia proclamano la mobilitazione generale, mentre la Germania dichiara guerra alla Russia; · il 2 agosto truppe tedesche varcano la frontiera con il Lussemburgo e lo occupano militarmente; si hanno le prime schermaglie lungo la frontiera tra Germania e Francia; segue l’ultimatum tedesco al Belgio, mentre si concreta l’alleanza turco:tedesca, ossia Germania e Impero ottomano siglano un trattato di alleanza in segreto; nello steso giorno il governo del Regno Unito ordina la mobilitazione della flotta britannica; · il 3 agosto la Germania dichiara guerra alla Francia, mentre il Regno d’Italia si proclama neutrale nonostante faccia parte della Triplice Alleanza; lo steso giorno il Belgio rigetta l’ultimatum tedesco; · il 4 agosto la Germania dichiara guerra al Belgio e lo invade, mentre il Regno Unito avanza un ultimatum nei confronti del governo tedesco chiedendo il rispetto della neutralità belga, ma davanti al rifiuto dei Tedeschi il Regno Unito dichiara guerra ala Germania; · il 5 agosto il Regno del Montenegro dichiara guerra all’Austria-Ungheria; nel contempo inizia la battaglia di Liegi con truppe tedesche che pongono l’assedio alla piazzaforte belga; · il 6 agosto l’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Russia; la Serbia dichiara guerra alla Germania; un dirigibile Zeppelin tedesco attacca la città belga di Liegi portando a termine il primo bombardamento strategico della guerra; contemporaneamente truppe francesi invadono la colonia tedesca del Togoland dando inizio alla campagna dell’Africa Occidentale; · il 7 agosto inizia la battaglia delle frontiere: truppe

GRANDE GUERRA MESE PER MESE

Agosto 1914: l’inattesa sequenza di “interventi” di Mario Antolini Musón

Terrificante il succedersi degli ultimi giorni del mese Se con la dichiarazione di guerra del 28 luglio il settimo mese 1914 è stato segnato come il mese dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, il mese di agosto 1914 è stato contrassegnato dall’espandersi di un incendio ormai sfuggito ad ogni controllo. Mentre già

le operazioni belliche cominciano la “carneficina” su vari fronti, la sequenza del succedersi dei coinvolgimenti delle Nazioni e degli Stati nell’immane flagello è davvero inimmaginabile. Infatti i giorni “fatidici” di quell’impensabile mese sono stati così raccolti nei libri di storia:

Soldati dopo la battaglia presso Mons

Uno Zeppelin tedesco

francesi invadono l’Alsazia e ingaggiano i Tedeschi nella battaglia di Mulhouse, ma sono infine sconfitte per il 10 agosto seguente; intanto i primi contingenti della British Expeditionary Force (BEF) sbarcano n Francia; · il 9 agosto il Montenegro dichiara guerra ala Germania; · l’11 agosto la Francia dichiara guerra all’AustriaUngheria; · il 12 agosto il Regno Unito dichiara guerra all’Austria-Ungheria; · il 14 agosto la battaglia

delle frontiere: truppe francesi invadono la Lorena, ma sono sconfitte dai Tedeschi per il 25 agosto seguente; · il 16 agosto la resa della piazzaforte belga di Liegi, cui segue la battaglia del Cer: prima invasione austroungarica della Serbia, conclusasi con una dura sconfitte il 19 agosto seguente; · il 17 agosto inizia l’invasione russa della Prussia Orientale: i Tedeschi ottengono una prima vittoria nella battaglia di Stallupönen, ma l’avanzata russa prosegue; · il 20 agosto i Tedeschi en-

trano a Bruxelles; i Russi sconfiggono i Tedeschi nella battaglia di Gumbinnen in Prussia orientale; · nei giorni 21-23 agosto la battaglia delle Ardenne: i Tedeschi infliggono una dura sconfitta alle forze francesi nella regione belga delle Ardenne; segue la battaglia di Charleroi: i Tedeschi sconfiggono i Francesi e continuano la loro avanzata in Belgio; · il 22 agosto l’Austria-Ungheria dichiara guerra al Belgio; · il 23 agosto il Giappone dichiara guerra alla Germania;

segue la battaglia di Mons: primo importante scontro tra Britannici e Tedeschi della guerra; la BEF rallenta la marcia delle armate tedesche attraverso il Belgio ma è costretta a ripiegare; inizia la battaglia di Galizia tra Russi e Austroungarici; prima vittoria dell’AustriaUngheria nella battaglia di Krasnik; · il 24 agosto la battaglia delle frontiere si conclude con una vittoria tedesca; inizia la “Grande ritirata”: le truppe francesi e britanniche si ritirano dal Belgio e dalla Francia settentrionale sotto i colpi dell’avanzata

tedesca; i Tedeschi pongono l’assedio alla fortezza francese di Maubeuge, che capitolerà il 7 settembre; · il 25 agosto il Giappone dichiara guerra all’AustriaUngheria; truppe britanniche dalla Nigeria invadono la colonia del Camerun tedesco; · il 26 agosto la battaglia di Tannenberg: i Tedeschi infliggono una pesante sconfitta ai Russi in Prussia orientale; quindi la battaglia di Koparóv: vittoria austroungarica sui Russi sul fronte della Galizia; poi la battaglia di Le Cateau: i Tedeschi infliggono dure perdite alla BEF; con la resa delle ultime guarnigioni tedesche gli anglo-francesi completano l’occupazione della colonia del Togoland; · il 27 agosto la marina giapponese pone il blocco al porto di Tsingtao, colonia tedesca in Cina; · il 28 agosto la battaglia di Helgoland, primo scontro navale della guerra: una squadra navale della Royal Navy britannica sconfigge una formazione tedesca; · il 30 agosto i Russi vincono la battaglia di Gnila Lipa; le armate austroungariche su fronte della Galizia iniziano una disordinata ritirata; vittoria tedesca nella battaglia di San Quintino contro gli anglo-francesi; un aereo tedesco bombarda per la prima volta Parigi; truppe neozelandesi occupano la colonia delle Samoa tedesche.

“Diari di Guerra” per ricordare A forte Corno, la Filodrammatica di Praso ha messo in scena uno spettacolo ideato da Gilberto Bazzoli

Ha riscosso un grande apprezzamento la rappresentazione teatrale “Diari di Guerra” portata in scena a Forte Corno, in Valle del Chiese, lo scorso 20 luglio dalla Filodrammatica di Praso, diretta da Giacomo Nicolini. Lo spettacolo venne ideato e programmato da Gilberto Bazzoli di Roncone, prematuramente scomparso un anno fa il giorno di Pasqua in un tragico incidente sotto una valanga in Piemonte. Andato in scena per la prima volta a Roncone lo scorso 26 aprile, lo spettacolo è stato rappresentato per merito di alcuni amici e conoscenti di Gilberto, oltre che grazie al coinvolgimento dell’Operazione Mato Grosso, della Biblioteca di Roncone e della Filodramma La Busier di Praso. A quest’ultima va il grande merito della elaborazione e interpretazione delle drammatizzazioni, articolate in sei scene.

Un momento dello spettacolo

Il desiderio di contribuire a mantenere viva la memoria sulla grande follia quale è stata la Prima Guerra Mondiale - indipendentemente dal centenario del suo inizio - e la scoperta dell’avvincente opera di Quinto Antonelli “I dimenticati della grande Guerra” nonché i racconti appas-

sionati di Francesco Bologni, cofondatore del museo della Guerra di Bersone, hanno spinto Gilberto Bazzoli a dare corso ad un programma di eventi rivolto in particolare ai suoi giovani amici dell’Operazione Mato Grosso. Nella tranquillità ed intimità di malga Val d’Avez, nel marzo del 2013, dopo una frugale cena, Gilberto aveva intrattenuto un folto gruppo di giovani con una appassionata lettura di Diari di guerra scritti da alcuni nostri soldati impegnati sul fronte galiziano. Il successo della serata ideata da Gilberto aveva indotto i presenti ad assumere l’impegno di riproporre l’evento in un contesto più allargato, introducendo anche la drammatizzazione di alcuni racconti, inserendo il tutto nei programmi operativi 2014 della Biblioteca comunale. Il racconto, portato in scena dalla Filodrammatica la Busier e dagli amici di Gilberto Bazzoli, ha svelato

il lato oscuro del mondo dorato della bella epoque e le dolorose falle che dovevano affondarlo, facendo parlare le vittime di quei deliri di potenza, i soldati sul fronte della Galizia , i profughi , la popolazione civile che ha subito le conseguenze più nefaste dell’immane conflitto. Durante la serata sono infatti state presentate alcune testimonianze di soldati trentini strappati alla loro terra e gettati nell’ingranaggio assurdo della guerra: i stralci di lettere e diari, tratti dalla pregevole pubblicazione di Quinto Antonelli “I dimenticati della Grande Guerra”. A cent’anni dallo scoppio del conflitto, questo spettacolo possa gridare l’orrore per il male cercato (spesso solo subito) dagli uomini e nello stesso tempo affermare la nostra fiducia in una vita migliore che cerca e difende in ogni azione anche minima il bene supremo della pace e della concordia.


Centenario Grande Guerra

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Anche nella nostra terra iniziano ad arrivare i primi echi lontani del conflitto che sta esplodendo su scala Europea

L’agosto 1914: le ripercussioni nel Trentino e in Giudicarie Nel frattempo il diario di Guido Boni non segnala niente di particolare nella vita tionese, mentre mons. Donato Perli comincia ad infittire le pagine del suo meticoloso manoscritto che, per il mese d’agosto 1914 porta la documentazione sotto riportata, che si dovrebbe leggere “giorno per giorno”, ossia nello specifico giorno anniversario pensando che proprio in quello stesso giorno, cent’anni fa, quelle vicende qualcuno le stava vivendo e quelle sensazioni le stava provando dentro di sé. Alle precise date, di seguito qui riportate, don Perli, quelle parole che noi oggi leggiamo le stava vergando sul suo grande registro con un vecchio pennino e poche gocce d’inchiostro. «1 Agosto. - La Russia ordinò ieri la mobilitazione generale. La Germania mobilita tantosto anch’essa. I giornali ufficiali di Vienna del 31 luglio pubblicano l’ordine imperiale della mobilitazione austro-ungarica di tutte le persone militari che non si trovano in servizio attivo, e quelle obbligate alla leva in massa fino ai 42 anni di età. 2 Agosto. - L’animazione spensierata degli ultimi

di Mario Antolini Muson Come noto quest’anno ricorre il centenario della L’8 agosto 1914 Cesare Battisti inizia la sua opera di propaganda per l’entrata in guerra dell’Italia, ed il successivo 12 agosto varca il confine e passa in Italia, per cui 25 agosto il giornale da lui diretto, «Il Popolo», cessa le sue pubblicazioni. Il 18 agosto, il gen. Tullio Marchetti (Roma 1871-Bolbeno 1955) di Bolbeno, quale capitano dell’esercito italiano alleato, viene invitato personalmente dal Maggiore comandante di tappa in Tione a giorni nella popolazione si va mitigando per dar luogo a serie riflessioni, e timori. / S’incomincia a capire la serietà del momento. Minaccia tempesta da tutte le parti! / La Germania oggi intimò la guerra alla Russia, e le truppe Germaniche passano i confini della Polonia russa. 3 Agosto. - La Germania dichiara la guerra alla Francia. La Grecia, la Svizzera e la Romania dichiarano di tenersi neutrali; l’Italia si tiene essa pure neutrale nicchiando. 5 Agosto. – L’Inghilterra dichiara la guerra alla Germania. La Germania domanda al Belgio il permesso di transitare per colà colle sue truppe verso la Francia garantendo l’integrità e l’indipendenza del Belgio e la rifusione di tutti i danni. Il Belgio richiamandosi alla sua neutralità respinse la domanda in forma di ultimatum. In seguito

partecipare al solenne banchetto in onore del genetliaco dell’imperatore Francesco Giuseppe con l’espressione: «Brinderemo ai nostri Sovrani ed alle fortune associate d’Austria e d’Italia». Questo a dimostrazione del clima ancora sereno esistente fra le due nazioni. Ma il Marchetti, ormai favorevole allo strappo della Triplice Alleanza (avvenuta con la proclamazione di neutralità il 3 agosto) ed all’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, rifiuta l’invito e si porta in Italia.

Francesco Giuseppe

a ciò l’ambasciata germanica abbandona Bruxelles. / Oggi partì da Tione il battaglione qui stazionato di Boemi. Le autorità locali e la popolazione fecero loro una dimostrazione di simpatia e di augurio. Gli appartenenti alla leva in massa, abbandonando il lavoro e le famiglie, partono in fretta per la loro

destinazione abbastanza disinvolti perché s’attendono di essere mandati solamente contro la Serbia, che da qui a un mese non dovrà più dar segni di vita, ed essi rivedranno Tione! Nelle famiglie però si sta in pena; s’interpreta la voce di guerra come la voce minacciosa di Dio, e lo è in realtà: non lo

Dieci fondamentali domande sulla guerra 1914-18 1. La guerra era davvero invitabile, a causa del militarismo, dell’imperialismo, della diplomazia segreta o della corsa agli armamenti? 2. Perché i leader tedeschi scommisero sulla guerra nel 1914? 3. Perché i leader britannici decisero di intervenire quando scoppiò la guerra sul continente? 4. La guerra, come si afferma spesso, fu veramente accolta con entusiasmo dalle popolazioni? 5. La propaganda, e in particolare la stampa, contribuì alla prosecuzione della guerra, come sosteneva Karl Kraus? 6. Perché l’enorme superiorità economica dell’impero britannico non fu sufficiente a sconfiggere le Potenze centrali con maggiore rapidità e senza l’intervento degli Stati Uniti? 7. Perché la superiorità militare dell’esercito tedesco non riuscì a garantire la vittoria sugli eserciti francese e britannico, coma la assicurò invece sulla Serbia, la Romania la Russia? 8. Perché gli uomini continuarono a combattere anche

quando, come ci raccontano i poeti di guerra, le condizioni sul campo di battaglia non erano più umanamente sopportabili? 9. Perché gli uomini smisero di combattere? 10. Chi vinse la pace, o meglio, chi finì per pagare la guerra? La via preliminare, e per dimostrare che si possono ancora fornire nuove riposte a tali questioni: vorrei sottolineare la natura contraddittoria delle convinzioni più comunemente diffuse su questo tema per come è stato e viene ricordato. La prima di queste convinzioni è che la guerra fosse orribile. La seconda è che fosse, ciononostante, inevitabile. È opportuno chiedersi quale sia l’origine di queste idee. Gli storici non devono mai dimenticare che devono davvero poco al mestiere di storico. NIALL FERGUSON, Il GRIDO dei MORTI. Mondadori Editore, Milano. Marzo 2014. Pagg. 8-9.

si volle ascoltare dal pulpito, lo si bestemmiava diabolicamente, se ne sprezzavano audacemente tutte le leggi, e Dio ora predica col cannone e chissà fin a quando e fin dove. Questa è l’ora sua. Il Decano dà in chiesa l’addio ai soldati partenti, li esorta alla fiducia in Dio, loro promette che noi qui li accompagneremo col cuore e colla preghiera. Giovani e vecchi accorrono alla chiesa a scongiurare l’imminente e pauroso flagello. Troppo tardi! / La censura militare mette il bavaglio ai giornali dell’interno, e arresta ai confini quelli del estero sicché il giornale “Il Trentino” ci porta ogni dì notizie alla spicciolata e castigate dalla Polizia. Tutti gli stati proibiscono l’esportazione dei generi alimentari: il pubblico s’allarma pel timore della carestia. Il Vescovo di Trento ordina pubbliche preghiere nella diocesi e il Papa in tutto il mondo affinché il Signore sospenda o almeno mitighi la sua collera. 7 Agosto. - La Serbia dichiara la guerra alla Germania e il Montenegro all’Austria e alla Germania. La Germania invade il Belgio che tenta di sbarrare la via e attraversa il Lussemburgo, il quale si limitò a lasciar andare. I Prussiani distruggono le fortezze di Liegi coll’aiuto dei mortai da 30,05 austriaci, e gli austriaci entrano nella Polonia russa. / La nostra popolazione lamenta la scarsezza di braccia per la raccolta dei fieni sui monti. È possibile pubblicare i movimenti delle truppe e di altre disposizioni militari. 13 Agosto. - La Francia dichiara la guerra all’Austria, e in pari tempo anche l’Inghilterra. Finora nissun fatto d’armi importante. Le navi germaniche bombardarono [Lihban] nel Baltico. La Germania semina di mine il mare del Nord. 20 Agosto. - “Il Trentino” annuncia la morte del pon-

tefice Pio X avvenuta questa mattina alle 2½ dopo 11 anni e 16 giorni di pontificato. Era nato a [Riese] nel Trevisano il 2-VI-1835 da famiglia di poveri artigiani. Fu parroco a Tombolo e Salzano; nel 1884 fu nominato vescovo di Mantova e nel 1893 patriarca di Venezia e cardinale; nel 1903 salì la cattedra di Pietro. Fu uomo umilissimo e tutto di Dio e pel prossimo. Condannò il modernismo, promosse la Comunione frequente, riformò il clero ed i seminari, e l’ufficio divino pel clero; fece progredire il lavoro per la codificazione del diritto canonico. Le sue ultime ore furono funestate dalla visione degli orrori guerreschi. Voglia impetrarci dal cielo l’abbreviazione di quest’ora di prova. 22 Agosto. - La Germania sbaraglia sui Vosgi l’ala destra francese facendo molti prigionieri e catturando 150 cannoni. Anche la Turchia continua a mobilitare. L’armata austriaca avanza in Serbia verso [Valjevo]. I Russi in Polonia emigrano in massa. / Cominciano a comparire banconote da due corone! Il Governo emise la moneteria sui crediti scaduti e su quelli scadenti fino al 30 settembre. 27 Agosto. - La Germania è prossima all’assedio di Verdun. Le mine seminate nei mari incominciano a funzionare. Anche i sottomarini germanici iniziarono la loro opera contro le navi inglesi affondandone tre. L’Austria perde la corazzata Baron Gauseh nell’Adriatico. I Prussiani espugnano la fortezza di Namur; entrano in Bruxelles; puniscono col fuoco e colle bombe Lovanio, perché quella popolazione maltrattò i Tedeschi alla loro entrata in città. 31 Agosto. - Oggi si raccoglie in Roma il Conclave per l’elezione del nuovo pontefice sommo e noi preghiamo il Signore che ci regali un papa iuxta cor [suum]. Mentre i Germanici avanzano in Francia verso Parigi, i nostri [truppe austroungariche] fin dal 26 stanno combattendo nella Polonia orientale. E sopra Leopoli una battaglia gigantesca contro i Russi, ma ..... !». A cura di Mario Antolini Musón


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Attualità

AGOSTO 2014

Sono 3 le pratiche di installazione in corso di valutazione. Ma le comunità locali hanno strumenti per “resistere”

Le antenne della telefonia “avanzano” Le antenne di telecomunicazione sono argomento spinoso e attualissimo: «La richiesta di installazioni – spiega il dirigente dell’Appa Giancarlo Anderle - è in progressivo aumento perché la tecnologia richiede un numero sempre maggiore di stazioni. Si è passati dalle 160/200 degli anni 2000 - 2005 alle 300/400 attuali”. Nel territorio delle Giudicarie, secondo i dati inseriti nel catasto provinciale delle sorgenti elettromagnetiche, risultano presenti 124 strutture (comprendenti tralicci, pali e paline), di cui: 49 strutture non ospitano impianti di telefonia, ma solo impianti di radiodiffusione televisiva e radiofonica, impianti TETRA (rete di emergenza provinciale), etc; 18 strutture ospitano sia impianti di radiodiffusione televisiva e radiofonica che impianti di telecomunicazione (telefonia); 57 strutture ospitano solo impianti di telecomunicazione (telefonia).

di Denise Rocca

L’ultima in ordine di tempo è la richiesta della compagnia telefonica Wind di realizzare un’antenna di telefonia di 18 m a Comano Terme, da localizzare nei pressi del cimitero di Cares e Ponte Arche; a Stenico la Tim voleva costruire una Ogni struttura può, e normalmente accade così, ospitare più impianti di telecomunicazione: in Giudicarie ci sono quindi in totale 84 impianti divisi in 29 di Vodafone, 19 di tim, 21 di Wind e 15 impianti H3G. Sono 3 le pratiche che intessano il territorio giudicariese attualmente in corso di valutazione in Provincia per la realizzazione di nuovi impianti di telecomunicazione o la riconfigurazione di quelli già esistenti. Nell’iter di approvazione della richiesta e il via libera per l’installazione delle antenne il potere di azione dei comuni è molto limitato. Di fatto, la valutazione in merito all’impatto paesaggistico è l’unica che spetta alle amministrazioni comunali: quindi, guardando la questione da un altro punto di vista, la motivazione di danno paesaggistico è l’uni-

struttura di 13 metri di altezza, in località Tof, nei pressi di quello che ora è diventato il percorso artistico-naturalistico di BoscoArteStenico; a Condino, ormai mesi fa, il dibattito è stato lungo e a tratti aspro su una richiesta simile.

ca opposizione concreta che i comuni possono avanzare per impedire la realizzazione di un antenna di telefonia sul proprio territorio. La ragione di questo stato di cose sta nel fatto che gli impianti fissi di telecomunicazione sono considerati, per legge, opere di infrastrutturazione del territorio e quindi derogabili dalle decisioni urbanistiche delle singole amministrazioni. E’ la legge quadro 36/2001 sulla

protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici a regolare la materia a livello nazionale. Il regolamento provinciale prevede dei criteri generali di localizzazione. I Comuni possono adottare direttive o disposizioni regolamentari, eventualmente prevedendo siti sensibili dove preferibilmente collocare o non collocare gli impianti, ma il loro potere è chiaramente molto

limitato. Ed è infatti per motivi paesaggistici che il Tar ha respinto il ricorso avanzato dalla compagnia Tim contro la delibera del comune di Stenico dell’aprile 2013 che negava la concessione edilizia per la realizzazione di un’infrastruttura di questo tipo. “Il regime di inedificabilità imposto – si legge nella sentenza del Tar - non costituisce una mera norma di dettaglio urbanistico, ma rappresenta la proiezione della tutela paesaggistica cui è dichiaratamente e finalisticamente ispirata”. I legali dell’amministrazione avevano infatti negato la concessione edilizia avanzando il parere del Servizio urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia che “in considerazione dell’importanza del luogo, della monumentalità del castello, della centralità dell’area e della visibilità

che la stazione progettata assumerebbe” aveva dato a sua volta parere negativo al procedere dei lavori. E nell’equilibrio fra la necessaria infrastrutturazione di un territorio con gli indubbi vantaggi di tipo economico e di sviluppo e la salvaguardia del potere decisionale delle Comunità sul proprio territorio e paesaggio, si muovono la normativa in materia e la sua interpretazione. Una recente sentenza del Consiglio di Stato segna un punto a favore della salvaguardia del paesaggio: “È stato di recente confermato il principio – si legge, con riferimento al Consiglio di Stato, nella sentenza del Tar che riguarda Stenico - secondo cui la compressione dei poteri urbanistici spettanti al Comune non può sospingersi fino a derogare alla disciplina posta a tutela di interessi differenziati, come quelli naturalistico-ambientali, costituenti espressione di principi fondamentali della Costituzione”.

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Attualità

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Ovvero, perchè la Germania ha vinto il mondiale e gli Azzurri sono tornati a casa dopo pochi giorni

Il pallone, mia zia Giuditta e la Merkel Un po’ come la Merkel, con i suoi tailleur stravaganti, che non s’accontenta del potere che già possiede, ma vuole lo strapotere: prima ovunque, prima della classe nell’economia e prima della classe nello sport. La zia Giuditta ne sarebbe gelosa. Ormai la Merkel passa da un trionfo all’altro, commossa, ma niente lacrime!, allo stadio in Brasile, sì è abbracciata uno per uno i suoi calciatori, alla faccia dell’Argentina e dei suoi Messi e compagnia. La signora Merkel lo sapeva, era nell’aria, quest’anno doveva essere l’anno della Germania, l’anno del quarto titolo mondiale. E l’obiettivo è stato raggiunto, secondo previsioni. Fortuna? Culo? Tutte balle! La Germania ha vinto perchè ha fatto le cose bene, fin dall’inizio. La Nazionale di solito rispecchia l’indole del Paese che rappresenta, ne è la meta-

Mia zia Giuditta era la padrona di casa. Era lei ha dettare i tempi e le cose da fare. Mia madre la riteneva infallibile e mio padre la sopportava mugugnando, ma non osava contraddirla. La zia Giuditta, che fora dell’economia e della gestione del bene comune. E la Germania del pallone è stata costruita fin dalle fondamenta per vincere, con un progetto serio che ha coinvolto tutto il mondo del calcio tedesco, ma soprattutto le società ed i loro vivai, quest’ultimi si sono dimostrati determinanti nella ricerca di talenti e nella loro formazione. I vivai della primavera in Germania sono diventati multietnici, integrando i figli di chi è arrivato da ogni parte del mondo, seguendo la loro maturazione, costruendone la personalità, rendendoli consapevoli di partecipare ad un gruppo di grande prospettiva, trovando nei loro allenatori unità d’intenti e di tattica e di testa,

la festa si vestiva come una signora anteguerra, era conscia del suo potere e cercava di esercitarlo nel miglior modo possibile, a gloria e a beneficio dei suoi famigliari.

Angela Merkel festante ad una partita del Mondiale brasiliano

fondamentali per affrontare qualsiasi impresa. Una cosa seria che ha dato frutti sorprendenti, invece l’Italia ha messo in squadra i Paletta, i Thiago Motta, prodotti spaesati di un calcio diverso. L’Italia, in quest’ultimo periodo, ha pastrocchiato, organizzandosi con superficialità e pressapochismo. I nostri club, con poche lire e

con bilanci sempre più in difficoltà, hanno importato stranieri su stranieri, puntando sull’esotico, un nome strampalato ha sempre un certo fascino, se Giaccherini si fosse chiamato Zacherigno, come diceva Conte, sarebbe ancora in Italia e giocherebbe in nazionale. E invece bisognava puntare sui vivai, per Dio, i vivai

innanzi tutto, se vogliamo risalire. In quasi tutto il mondo calcistico i ragazzi debuttano in prima squadra a 16 anni, da noi devono mettersi in coda, a volte dietro ad autentici brocchi. Manca la fiducia nei giovani, si preferisce l’usato sicuro, anche se l’usato talvolta è bolso come un ronzino. Mancano gli allenatori, che devono essere soprattutto maestri di calcio. Ci sono giocatori di serie A che non conoscono i fondamentali, hanno piedi che sono pale da sterro, perchè i “mister” badano solo alla fase atletica e a quella tattica, che sappiano o no trattare il pallone come si conviene, poco importa. Credo che a questo punto, dobbiamo prendere consapevolezza

di cosa non funziona nel nostro calcio, sembra che lo si stia facendo anche ai livelli più alti, Fgci compresa. E’ meglio fermarsi e ripartire con un altro spirito e un’altra organizzazione. Magari copiando da altri paesi, senza vergognarci. La Germania, piaccia o non piaccia, è un esempio. La sua vittoria sull’Argentina non è stata solo una partita vinta, un titolo mondiale vinto, ma lo “spot” di una nazione che è risorta dopo la guerra, applicandosi in ogni campo, nello sport, nell’economia, nei servizi, nella burocrazia. Applicandosi con serietà e convinzione, tutti, insegnando anche a noi che dalle crisi si esce insieme, con la testa e con il cuore. Questo è lo slogan della signora Merkel, ma era quel che diceva sempre anche la zia Giuditta. Adelino Amistadi

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Il Personaggio

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IL PERSONAGGIO

Dritta al bersaglio! La tionese Carmen Festi collezioni primi posti nelle gare di tiro con fucile in Italia e Austria

Esistono attività sportive che per anni accompagnano la storia e la tradizione di interi territori, e che poi purtroppo per un motivo o per l’altro si esauriscono e vanno quasi a scomparire. Ma spesso, grazie ad ap-

Carmen Festi

E’ il caso del tiro al bersaglio, attività troppo spesso associata mentalmente alla caccia, ma che vanta in realtà una dignità e un percorso proprio, ricco di storia, e che godeva nelle nostre zone di enorme diffusione e partecipazione. E uno degli alfieri più significativi e rappresentativi di questa nuova rinascita è Carmen Girardini Festi di Tione. Moglie e collaboratrice di Fausto Gianni Festi della storica armeria a Tione, già pluripremiato tiratore nei moltissimi campionati organizzati in Alto Adige e Austria, la signora Carmen ha scoperto questa sua nuova passione. E oltre alla passione ha scoperto

anche un talento naturale per questa disciplina. Si, perché fin dal suo esordio, circa otto anni fa in una gara in Austria, sono state ben poche le volte in cui non è salita sul gradino più alto del podio, sbaragliando tiratori ben più scafati, più giovani e con attrezzature più performanti. E dà del filo da torcere anche al marito, che non perde l’occasione di sfidarla sul campo ma sempre orgoglioso dei successi ottenuti dalla moglie, che aiuta e segue in ogni competizione. Una tiratrice nata. Come lei stessa afferma, parlando dei suoi esordi: “Erano molti anni che seguivo mio marito nelle gare che si facevano

in Alto Adige e in Austria, dove lo sport del tiro al bersaglio è sentito come una vera parte integrante della società e della storia locale. In questi ambienti mi è nata la curiosità di provare a sparare, anche perché (ride) alla fine senza far niente tutto il giorno mi stufavo. La prima gara alla quale ho partecipato è stata in Austria, dove ho vinto, e da allora è nata in me la passione per questo sport. E ora non ne posso fare a meno.” Si nota subito la passione della signora Carmen sentendola parlare del “suo” sport: già una signora molto vivace, quando racconta delle gare e del suo percorso agonistico, le si illuminano gli occhi. E gli

occhi si illuminano anche al marito, ben orgoglioso della sua “tiratrice prodigio”. “Devo ringraziare mio marito per l’aiuto che mi dà ogni volta nel preparare l’attrezzatura” continua Carmen “lui ha dedicato la sua vita al lavoro, che alla fine è anche la sua passione. Da molti anni partecipava alle competizioni, con ottimi risultati diventando famoso nell’ambiente. Agli inizi al sua esperienza e i suoi consigli mi hanno permesso di arrivare ai risultati che anche ora sto ottenendo”. Risultati che parlano da soli: dall’inizio di quest’anno, in tre competizioni a Varna (vicino a Bressanone), a Maniva e a Valdupo, non ha mai

passionati e all’impegno di chi non vuole rinunciare ad attività importanti sia dal lato aggregativo/sportivo che da quello storico e folcloristico, si assiste a una inversione di tendenza. mancato nessun bersaglio... e nessun primo posto. E’ anche significativo vedere che le quote rosa stanno emergendo anche in questi sport, che nell’immaginario farebbero pensare appannaggio maschile. “Già in Alto Adige il tiro al bersaglio non è visto come uno sport maschile. In area Altoatesina e soprattutto Austriaca le donne tiratrici sono moltissime. Come detto, fa parte della loro storia. In fondo anche da noi c’era questa tradizione: basti pensare che in quasi tutti i paesi della valle erano presenti aree permanenti per il tiro al bersaglio (a Tione esiste ancora il toponimo “Bersa-

glio” proprio dove sorgeva la struttura). Una tradizione che è sopravvissuta anche dopo il passaggio all’Italia, ma che si è andata perdendo dal secondo dopoguerra fino ad oggi.” Ma ora le cose stanno cambiando: “Sempre più persone, uomini e anche qualche donna, si stanno avvicinando al tiro al bersaglio. Tanto che un anno fa è nata l’Associazione Tiratori Giudicariesi, che ha già organizzato due riuscitissime edizioni con gara di tiro. Il che ci fa ben sperare per l’avvenire di questo meraviglioso sport e, perché no, della rinascita di questa nostra antica tradizione.” Aldo Gottardi

Fino al 10 agosto il Centro Studi Judicaria ospita una mostra della giovane artista tionese

Viaggio nel mondo diAlice (Valentini) Arte e creatività: qualcosa si sta muovendo, anche tra i giovani, che sempre più spesso stanno emergendo nel campo dell’arte nelle nostre valli. Una delle prime e più prolifiche tra questi giovani artisti è la tionese Alice

Valentini. Con alle spalle un curriculum scolastico improntato in campo artistico, dalle scuole superiori all’accademia d’arte, Alice si è spesso impegnata in mostre (come quella presso il Centro Studi Judicaria qualche anno fa assieme

alla sua compagna di studi ed amica Aurora Beozzo) e performance artistiche “live” (ad esempio, le installazioni nel corso della manifestazione “Botteghe Aperte” nell’agosto del 2012 e 2013). E ora uno step in più: la prima mostra personale. Dal 2 al 10 agosto a Tione presso le sale espositive del Centro Studi Judicaria, le opere della giovane artista tionese incontreranno il pubblico. Nel corso degli anni la creatività di Alice ha spaziato dalle opere su tela (con varie tecniche tra le quali tempere, pennarelli e collage), a installazioni, fino ad arrivare, nell’ultimo periodo, a sperimentare la pittura su supporti “non convenzionali”: televisori, bottiglie, vassoi e persino cofani di automobili. Chi già conosce l’arte di Alice, potrà vedere l’evoluzione del suo stile, dalle prime opere fino alle ultime, dove i colori primari giallo blu e rosso la fanno da padrone e dove si respira un certo astrattismo geometrico. Il colore

Alice Valentini

si muove in modo dinamico, passando da stesure omogenee quasi da sfondo, a nervose pennellate o

colate che rompono l’ordine e danno al tutto un movimento e una vivacità unica. Oppure l’utilizzo del pennarello nero, per linee curve, spezzate e rette, che vanno alla fine a creare forme finite e disegni molto complessi. E, sempre, presente l’originalissima “firma” dell’artista: formiche nere che solitarie o in gruppo “passeggiano” sulla tela. Quasi un simpatico esercizio per gli ospiti della mostra di riuscire a scovarle tutte.

L’arte per Alice non si ferma davanti a nulla, e chi sarà presente alla mostra avrà modo di vederlo con i propri occhi. Originalità, creatività e voglia di sperimentare: questa è l’arte secondo Alice Valentini. Consigliata a tutti gli amanti dell’arte e non: appuntamento a sabato 2 agosto alle ore 18 alle sale espositive del Centro Studi Judicaria. Aldo Gottardi


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Attualità

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“Pensione Serena”: un Hotel-Ristorante con Convitto per studenti

Da Castiglione delle Stiviere a Breguzzo Ed ecco che nel Mantovano uno zelante parroco - mons. Aldo Vignola (19081981) - avverte l’esigenza di essere sostenuto dalla solidarietà di persone disposte a partecipare alla missione pastorale dei sacerdoti cosicché, nel 1948 a Castiglione delle Stiviere, fonda un’associazione pubblica di fedeli attraverso l’istituzione canonica denominata “Opera delle Piccole Figlie della Croce” formata da persone laiche che “scelgono di vivere in comunità stabile e permanente” a servizio della Chiesa attraverso la loro scelta di dedicarsi al sostegno ed all’animazione delle parrocchie con particolare riguardo alle famiglie. Da questa nuova scintilla di vita consacrata, nel 1958, un gruppo di “suore laiche” (così impropriamente denominate) del nuovo istituto giunge a Breguzzo, chiamate dall’allora parroco don Enrico Caola, con un primo insediamento a carattere religioso nella Scuola Materna parrocchiale. Dal 1961 al 1988, sempre su invito di don Enrico, è stata aperta una maglieria

A

nni Cinquanta: secondo dopoguerra cruciale per la società e per la Chiesa; un periodo che sollecitava le persone ad impegnarsi nell’affannosa ricerca di un alcunché di nuovo e di diverso per afnei locali della parrocchia al fine di aiutare le famiglie e, soprattutto, per consentire alle persone di rimanere a Breguzzo, o addirittura di rientrare dall’estero, per lavorare la maglia nel proprio paese. Nel 1967 le religiose si lanciano nell’avventura della costruzione dell’attuale edificio “Pensione Serena” - che i Giudicariesi battezzeranno “Vaticano” data la presenza di personale religioso- per accogliere le famiglie della pianura padana, e non, che ne avrebbero usufruito per le loro vacanze in montagna. La nuova struttura, pur finalizzata allo specifico compito, venne subito aperta a chiunque, con una adeguata e compita ospitalità alberghiera arricchita da un prestigioso servizio di ristorante. Ma, nel contempo, si trattava pur sempre di una istituzione che operava a vasto raggio d’azione sia nel religioso che nel sociale, per cui le persone impegnate nella struttura alberghiera si mi-

sero immediatamente anche a diretto aiuto delle parrocchie ed, al proprio interno, si aprirono sia agli Esercizi Spirituali per anziani (di tutte le Giudicarie e giunti quest’anno - 2014 - alla 33.ma edizione) ed agli incontri di spiritualità e di aggiornamento dei sacerdoti dei quattro Decanati della zona pastorale giudicariese. Divenne pure sede di incontri informativi e di aggiornamento per ogni categoria sociale o culturale che ne abbia avuto bisogno, specie per le associazioni ed i gruppi di Volontariato. Sotto questo aspetto non possono essere lasciate nel dimenticatoio iniziative culturali come la Scuola di formazione sociale per i giovani delle Giudicarie, il Convegno Acli, il Convegno dell’associazione “ Alcoolisti anonimi”, corsi di cucina e tante altre manifestazioni e ricorrenze religiose e sociali. Da ormai 46 anni “Pensione Serena” è in piena attività, richiamando migliaia di famiglie

frontare il diversificato contesto socio-storico mediante indovinate impostazioni di vita per trasformare il passato al fine di saper e poter vivere adeguatamente il presente e costruire un potenziale sicuro avvenire. dalla pianura padana e mettendosi “a servizio” delle popolazioni locali che ne hanno apprezzato la professionalità del personale, ma soprattutto usufruendo della disponibilità delle operatrici, che non si limitano alla pura gestione alberghiera e di ristorazione, ma si riflette, socialmente ed ecclesiasticamente, anche su tutto l’ambito comprensoriale. Nel 2007, nell’ambito dell’associazione religiosa, è stata costituita la “Società cooperativa sociale onlus Piccole figlie della Croce” per il conseguimento dell’interesse

generale della comunità, attraverso la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini, per cui, nello stesso anno, la struttura di Breguzzo ha aggiunto alla propria attività di ristorazione e di ospitalità alberghiera, anche un settore per un Convitto per studenti. In esso si è attenti a curare le finalità formative dei giovani ospiti impegnati nello studio presso le istituzioni scolastiche di Tione. Il Convitto, quindi, non ha semplici scopi ricettivi, ma è stato concepito, strutturato e finalizzato all’impegno preciso di costi-

ISTITUZIONI SCOLASTICHE DI TIONE: ·Istituto di istruzione “Don Lorenzo Guetti”. Licei scientifico, delle scienze applicate, delle professioni, del turismo di montagna, linguistico e delle scienze umane; amministrazione finanza e marketing, turismo, biennio tecnologico, triennio costruzioni, ambiente e territorio. · Istituto Comprensivo di Tione. · Centro di formazione professionale Enaip. · Scuola Alberghiera Enaip. · Centro-UPT di Formazione Professionale. · Scuola Musicale Giudicarie.

tuire una “comunità educante” attraverso iniziative di carattere informativo e formativo, per le quali la direzione si avvale anche dell’apporto di personale, di esperti e di operatori educativi del territorio all’altezza dell’impegnativo compito pedagogico. A modesto giudizio di chi scrive, si è trattato, e si tratta, di un felice e provvidenziale apporto “da fuori” a sicuro arricchimento non solo turistico, ma soprattutto sociale, per tutte le Giudicarie, data la presenza e la preziosa disponibilità di persone non solo impegnate in una pura attività economica, come è naturale che sia, ma sollecitate “per vocazione” ad una visione e ad una proiezione verso la “persona”, chiunque essa sia, qualunque necessità abbia bisogno e, pertanto, sempre “servita” con finalità ideali nell’ambito di una quotidianità vissuta saldamente impostata sul contesto sociocomunitario, ossia “integrata nell’attuale società che cerca di avvicinare l’avvenire e di rendere più rapido possibile il percorso in avanti, contro tutte le forze reazionarie” (Dorothee Sölle). (mam)


Attualità

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La Val del Chiese ricorda la Grande Guerra

Forte Corno

Per il centenario in programma tante iniziative dall’8 al 10 agosto nello scenario dei Forti

Nell’anno dedicato alla commemorazione Centenario della Grande Guerra, lo sguardo dell’evento abbraccia la Valle del Chiese e le Giudicarie intere, affrontando il tema del rapporto tra guerra e informazione non solo al tempo della Grande Guerra, ma anche parlando dei conflitti di oggi che occupano quotidianamente le prime pagine dei tg. Dai servizi giornalistici e televisivi, alle letture più disparate, passando da espliciti manifesti sino agli insospettabili cartoon, la “battaglia delle parole” e la manipolazione delle informazioni, ha nei secoli condizionato l’opinione pubblica ed ancor oggi vede fronteggiarsi un vero proprio esercito di guerrieri “armati di penna”. Un tema tanto delicato quanto affascinante quello dell’informazione che verrà affrontato da molteplici punti di vista: da quello del soldato che si trova

Dall’8 al 10 agosto un appuntamento imperdibile non solo per gli amanti della storia, ma anche per le famiglie, i bambini ed i giovani. Il programma 2014 del festival storico organizzato da ormai tre anni dalfaccia a faccia con la morte e con i fantasmi della propria coscienza, da quello del bambino al quale l’irrazionalità della guerra va in qualche modo spiegata, da quello dei civili che la guerra la subiscono, a quello del reporter che la guerra la racconta, passando ancora per gli eserciti che la guerra la alimentano e sostengono. Un viaggio dentro alle coscienze, alle speranze ed alle paure, non per giudicare ma per raccontare quello che la guerra è e quello che la guerra provoca nelle persone. Come di consueto AltroTempo vuole offrire la possibilità di leggere attraverso la storia, di prendere spunto da un periodo storico per aprire a riflessioni

universali e soprattutto attuali. Nell’anno del Centenario, l’evento propone un ricco programma di eventi che animano i grandi “teatri” della valle, ancora oggi fieri e silenziosi testimoni del tempo e della storia. Forte Larino, Forte Corno ed il Cimitero monumentale austroungarico di Bondo in occasione della tre giorni, diverranno veri e propri palcoscenici su cui andranno in scena spettacoli, concerti, mostre, visite guidate animate ed attività dedicate ai più piccoli. Fra gli appuntamenti imperdibili: venerdì 8 agosto ore 20:30 al cimitero monumentale di Bondo il giornalista Rai e

l’Ecomuseo della Valle del Chiese in collaborazione con il Consorzio Turistico nello splendido Forte Larino (Lardaro), si rivolge davvero a tutti con spettacoli, visite guidate, aperitivi musicali e divulgazione. reporter di guerra Raffaele Crocco ci condurrà all’interno delle guerre di oggi, da quelle più mediatiche a quelle quasi invisibili, per parlare attraverso la sua esperienza diretta del diritto all’informazione. Sabato 9 agosto ore 11:00 (replica ore 14:30) nell’imponente Forte Corno il concerto-spettacolo multimediale “L’angelo del soldato”, un viaggio emozionale nell’anima e nella testa dei combattenti fra proiezioni multimediali e sonorità da scoprire in cuffia. Sabato 9 ore 21:00 nel parco di Forte Larino spazio alla musica con il tributo all’artista statunitense figura chiave del “movement”, il movimento di

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protesta americano “Bob Dylan” con la “Slow Train band” una delle migliori band dedicate al repertorio di Bob Dylan, tanto da essere l’unico gruppo italiano invitato al DylanFest, il prestigioso festival internazionale irlandese. Domenica 10 ore 21:00 a Forte Larino il suggestivo spettacolo “Pace in guerra”. Dalla maestria della compagnia “I teatri soffiati” un’emozionante viaggio nelle storie della gente comune e del loro sforzo eroico e sovrumano per resistere alla normale assurdità dell’odio. Sabato e domenica dalle 14:30 spazio ai bambini con divertenti attività laboratoriali tutte dedicate a loro e spettacoli di

teatro famiglie con “Alice ed i diritti delle meraviglie” e “La battaglia di Emma”. Ed ancora visite guidate alle fortezze di Larino, Corno ed al museo della grande Guerra in Valle del Chiese, escursioni, reading musicali, visite animate, mostre e percorsi espositivi visitabili dalle 10.00 del mattino sino a sera. Un festival dal programma molto inteso ed articolato, organizzato dall’Ecomuseo della Valle del Chiese grazie al sostegno del Consorzio dei Comuni B.I.M. del Chiese, del servizio attività culturali della Provincia Autonoma di Trento, della Comunità delle Giudicarie, dell’Amministrazione Comunale di Lardaro e del Coordinamento teatrale Trentino e che vede la collaborazione di più di venti soggetti fra enti culturali, associazioni e gruppi volontari. Per conoscere il dettaglio degli eventi www.ecomuseovalledelchiese.it


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Rubrica legale

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Eventuali vizi vanno denunciati entro 60 giorni dalla scoperta, entro due anni è possibile procedere ad azione nei confronti del costruttore

La responsabilità per vizi e difetti dell’immobile Il costruttore, secondo l’art. 1667 codice civile deve garantire che l’opera da lui eseguita non presenti difformità o vizi, dove per difformità si intende una discordanza dell’opera da quanto prescritto in contratto e per vizio la mancanza di qualità dell’opera rispetto alle regole dell’arte. I vizi indicati dall’art. 1667 c.c. sono vizi lievi in cui rientrano, secondo la giurisprudenza, la scorretta esecuzione degli intonaci, difetti nell’impianto elettrico, nel pavimento, nella posa degli infissi (ecc…). Il committente (colui che ha dato in appalto l’opera) dovrà, quindi, denunciare il vizio entro sessanta giorni dalla scoperta e se il costruttore non provvede alla eliminazione del vizio sarà necessario procedere ad azione giudiziaria nei suoi confronti entro due anni dalla consegna dell’opera, altrimenti l’azione sarà prescritta e non sarà più possibile agire in tal senso. Se, invece, i difetti dell’immobile sono gravi la garanzia del costruttore sarà ampliata sino ai 10 anni dalla consegna dell’immobile medesimo. L’art. 1669 codice civile disciplina la responsabilità dell’appaltatore (colui che esegue l’opera) nei confronti del committente nell’ipotesi in cui l’opera nel corso di dieci anni dal compimento, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovini in tutto o in parte ovvero presenti evidente pericolo di rovina o gravi difetti, il tutto a condizione che si tratti di vizi inerenti edifici o altre cose

immobili destinate per loro natura a lunga durata. Per difetto grave si intende quel vizio che incide sulla stabilità dell’opera che ne compromette il godimento e la destinazione. Secondo la giurisprudenza sono altresì gravi difetti quelli che alterano in modo apprezzabile la funzionalità o l’usufruibilità dell’opera stessa. Ad esempio: carenza di impermeabilizzazione tale da comportare infiltrazioni di acqua piovana, mancata coibentazione termica che comporta umidità nell’immobile, ecc... Il grave difetto va denunciato entro un anno dalla scoperta e l’azione giudiziale, in caso di inerzia del costruttore, si prescrive in un anno dalla denuncia. La denuncia può essere portata a conoscenza dell’appaltatore senza vincoli di forma anche con una semplice raccomandata . Spetta comunque al denunciante dimostrare di aver provveduto alla denuncia entro la scadenza del termine. Negli ultimi anni si è sempre più fatto uso, in caso di vizi e difetti dell’immobile, alla procedura di Accerta-

mento tecnico preventivo (ATP). Tale procedura non è volta ad ottenere una sentenza che accerti in via definitiva chi sia il responsabile del vizio e del conseguente danno con la condanna di

quest’ultimo al risarcimento, ma mira far accertare davanti al giudice la sussistenza delle problematiche denunciate nonché l’entità dei danni patiti. In sostanza l’acquirente o il committente ricorre al giudice competente affinché nomini un consulente tecnico d’ufficio (un esperto in materia) che verifichi lo stato dei luoghi e, dopo attenta analisi (anche eventualmente in contraddittorio con i consulenti di ciascuna parte), determini le cause e le responsabilità dei vizi riscontrati e, in alcuni casi, anche l’entità dei danni patiti oltre che il costo per la sistemazione dei vizi accertati. Questo procedimento ha

La presente rubrica ha quale obbiettivo quello di rispondere in maniera più concreta e semplice possibile alle svariate perplessità dei lettori in tema giuridico.Si invitano i lettori ad inoltrare le più svariate domande sull’applicazione del diritto a casi concreti al seguente indirizzo redazionegdg@yahoo. it. Le risposte ai quesiti di maggiore interesse verranno pubblicate sui successivi numeri del Giornale delle Giudicarie.Si ricorda inoltre che la presente rubrica ha carattere essenzialmente orientativo, le risposte fornite ai quesiti non devono essere intese come pareri e/o consulenze legali e non possono sostituire le prestazioni professionali erogate dal Vostro legale di fiducia. un iter molto più snello di quello ordinario in quanto, in questa fase, si vuole unicamente produrre la prova a sostegno delle ragioni del committente. Una volta che il consulente d’ufficio avrà svolto le sue indagini redigerà la propria perizia che andrà depositata in tribunale; a quel punto – alla luce di quanto affermato in tale relazione – le parti potranno trovare un accordo (stragiudiziale e quindi senza l’instaurazione di una causa giudiziale) sulla ripartizione delle responsabilità, dei risarcimenti e degli oneri di riparazione. Qualora nonostante la perizia le parti non riuscissero a trovare un accordo, sarà sempre possibile –

entro i termini di legge procedere all’azione giudiziaria vera e propria e in tale sede far valere oltre che i documenti che già erano a disposizione delle parti anche la perizia che è stata redatta dal CTU in sede di accertamento tecnico preventivo. Tale strumento permette di poter verificare in via preventiva, con tempi e costi più ridotti, i possibili esiti di una causa di merito e poter quindi valutare l’opportunità di procedere o meno in via giudiziaria. Avv. Francesca Zanoni – Ponte Arche (TN); http:// avvocatofrancescazanoni. wordpress.com/

AlleTerme il miele è protagonista A fine agosto torna il Festival organizzato dall’Ecomuseo della Judicaria Il 30 e 31 agosto, al parco delle Terme di Comano, torna il Festival del Miele di montagna e delle Erbe officinali e piante spontanee. Organizzato dall’Ecomuseo della Judicaria, dall’Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta e dall’Associazione Apicoltori trentini il festival è un mix di laboratori, degustazioni e incontri di approfondimento. Fra gli appuntamenti di maggiore interesse, sabato 30 agosto Francesco Panella, presidente di Unaapi (associazione impegnata in azioni, programmi e attività collettive di respiro nazionale per la salvaguardia di api e apicoltura) terrà un

incontro di approfondimento dal titolo “L’agricoltura del domani? Quella che non stermina le api che l’impollinano...”. Mentre la sera, alle 21, si terrà lo spettacolo La Solitudine dell’Ape - con Andrea Pierdicca e gli Yo Yo Mundi, per la regia di Antonio Tancredi. Una narrazione di parole e musica, anche ironica a tratti, per non lasciare sola l�ape e gli apicoltori nella lotta contro quel nemico moderno, intelligente, ma molto letale, che abbiamo contribuito, direttamente o indirettamente, a creare. Il festival continua la domenica mattina con l’apertura del mercatino, dove è possibile

acquistare erbe officinali e miele direttamente dai produttori del territorio. Sara presente anche lo stand della campagna Bee Life, che ha l’obiettivo di sensibilizzare e raccogliere fondi in difesa delle api e della biodiversità. Una mobilitazione dal basso che ha come protagonisti gli apicoltori e la cittadinanza, per un’agricoltura senza pesticidi killer d’api e d’insetti impollinatori. A partire dalla settimana precedente il weekend del festival, i ristoranti della zona aderenti all’iniziativa propongono speciali menu a tema dedicati alle erbe e al miele. (d.r.)


Attualità Un’accoglienza familiare e prelibati piatti tipici preparati dalla famiglia Ciaghi. Nella Casa per Ferie delle Regole si fa anche... cultura con l’associazione Crozon di Brenta Sei linde ed ammodernate camerette sono a disposizione per alpinisti, famiglie e per gruppi associativi a poca distanza dai pinnacoli del Brenta raggiungibili attraverso i solchi vallivi della Val Brenta che porta al rifugio Brentei, di Vallesinella che poi porta al rifugio Tuckett e di Valàgola che sale al rifugio Dodici Apostoli ed alla Val d’Algóne. Domenica 22 giugno è stata ufficialmente inaugurata, ma quasi in raccolto silenzio, con due particolari significativi: il compleanno del 94enne Mario Antolini quale più anziano corrispondente delle Giudicarie, sulla breccia ed a servizio di innumeri testate dal 1948 ed ancora in piena attività, e la fondazione della nuova “Società interdisciplinare Crozón di Brenta” che avrà sede nello specifico edificio e che dovrà diventare il volano coagulante di quanti si incontreranno o passeranno o sosteranno in quel luogo che dovrà, pertanto, divenire non solo riposo, distensione, divertimento, alpinismo ma soprattutto punto di acculturamento di ogni singolo aspetto delle Giudicarie nella loro globalità: dalla montagna alle vallate ed ai

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Pra’de la Casa: un’oasi alle porte della Val Brenta Le Regole di Spinale e Manez, con sede in Ràgoli, nell’ambito della valorizzazione patrimoniale degli edifici storici che possiede all’imbocco della Val Brenta poco a valle di Madonna di Campiglio, ha voluto trasformare l’antico edificio adibito a “Vivaio forestale”, in località

corsi d’acqua, dalla storia alla geografia, dalla geologia alla botanica, dall’idrografia

alla glaciologia, dalla fauna all’ecologia, dall’alpinismo agli sport di montagna alla luce della “conoscenza” e del ”rispetto”. A gestire questo “gioiello” ricostruito grande competenza architettonica e con un uso sapiente del legno di larice, la famiglia di Matteo Ciaghi, già conosciuto nell’ambito dell’informazione locale, che con la moglie Doriana e con i figli ha pensato ad un progetto di gestione della struttura basato sulla valorizzazione delle straordinarie bellezze naturali circostanti, una calda e familiare accoglienza condita con la preparazione di piatti a base di prodotti locali. Nell’edificio è stata approntata, tra l’altro, una sala di lettura, destinata anche ad incontri di studio e di convegni, dotata di una biblioteca e di moderni strumenti telematici, nella quale verranno raccolti tutti i volumi possibili e relativi alle Giudicarie, soprattutto legati al territorio, ambientalmente ricco del Parco Naturale Adamello Brenta e

“Pra de la Casa”, in accogliente “Casa per ferie” a disposizione di amanti della natura che desiderano vivere giornate serene in un’oasi incomparabile, fra i boschi che fanno da tappeto di base del Gruppo dolomitico di Brenta.

delle intere Giudicarie. Singolare l’iniziativa dell’Ente - le Regole di Spinale e Manez - responsabile di un’ampia distesa di territorio proprio nel cuore del Brenta e che comprende anche gran parte del centro turistico di Madonna di Campiglio: ossia l’aver pensato all’aspetto culturale che deve diventare il substrato determinante per riuscire a conoscere e, quindi, a salvaguardare ed a tramandare l’essenza storica

del possesso e del godimento di una “proprietà collettiva” in montagna non con la sola pretesa dello sfruttamento economico ma anche con il compito precipuo di far sì che le generazioni sappiano farsi carico dei contenuti e dei valori culturali della convivenza umana: un patrimonio che bisogna “correre” a salvaguardare affinché non vada perduto per sempre. Il “Pra de la Casa” dovrebbe diventare una baluardo di

questi intenti assunti in prima persona dalla comunità delle Regole nell’ambito politicoamministrativo, ma che devono realizzarsi nell’ambito altamente culturale anche se attraverso modalità ricreative e di evasione dal chiasso di una società del successo, del consumo e del… fracasso. La “Società Crozón di Brenta” dovrà diventare il volano di un intenso raccogliersi di persone che vorranno dedicarsi alla conoscenza ed ai valori di una territorio incomparabile e reso ancor più appetibili dai pionieri europei che 150 fa sono riusciti a far conoscere ai Giudicariesi stessi che cosa avevano a disposizione al di sopra dei duemila metri. Una struttura ricettiva unica che vale la pena di essere visitata da coloro che vogliono trascorrere alcuni giorni a contatto con la natura e che intendono approfondire la conoscenza dell’identità più vera di questi meravigliosi luoghi. Per informazioni e prenotazioni www.pradelacasa.it Un partecipante alla “inaugurazione”

CERCHIAMO RAGAZZA ALLA PARI/BAMBINAIA PER UN PERIODO IN CINA Siamo una famiglia della zona che cerca una ragazza, conosciuta come responsabile ed affidabile, maggiorenne, con buone educazione /maniere e carattere molto estroverso e solare, interessata a prendersi cura di due bambine come bambinaia o ragazza alla pari ed ad abitare in Cina, vicino a Shanghai. L’opportunità dura come minimo da questo settembre fino a fine 2014; se poi ci si trova bene può anche proseguire. La collaborazione offre molto tempo libero e la candidata avrebbe tempo di studiare/perfezionare il cinese. E’ necessario avere passaporto valido almeno sei mesi. Per contattarci se interessati si può inviare un’email a: bambcina@hotmail.com


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Attualità

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Ecco un diario di quell’esperienza straordinaria: San Francisco una città molto ricca, ma anche molto attenta ai diritti. Una penisola dove è esaurito lo spazio edificabile. Inoltre, il 27 per cento dei suoi 800 mila abitanti è milionario. In questo “quasi paradiso” venerdì 25 aprile il Console Generale d’Italia, il tionese Mauro Battocchi, ha accolto in aeroporto il coro Brenta con il suo direttore, Leone Pellegrini, dove, tra viaggiatori stupiti, ha subito intonato “L’inno al Trentino”. E’ iniziato così il tour del coro con un crescendo di emozionanti incontri e concerti in città e sulla costa californiana. La sera del 26 c’è stato l’atteso primo concerto alla Basilica Mission Dolores conosciuta pure come Mision San Francisco de Asis – in 3321 16th St. Ad accogliere il coro il Padre Superiore, l’organizzatrice della serata, la cantante lirica Maria Pignati, la scrupolosa Silvia Gardin che ha predisposto alloggi e spostamenti per tutta la California, la straordinaria Presidente del Circolo Trentino, Giuseppina Piasente, le sorelle Mary ed Eileen del Circolo Trentino ed il Console Mauro Battocchi a cui, Mirella Girardini assessore del Comune di Tione,ha donato lo stemma di Tione ed una menzione ad “Eccelso Cittadino” per il merito di una prestigiosa affermazione diplomatica ed il suo ruolo di promotore culturale all’estero. La serata in chiesa richiede canti di ispirazione religiosa anche se forti emozioni arrivano da “Quel mazzolin di fiori” e “La montanara”. Domenica 27 aprile visita alla Cattedrale di St. Mary’s

Coro Brenta, ricordando gli Stati Uniti A tre mesi di distanza la formazione corale tionese ripercorre in forma di diario un viaggio che li ha veduti ambasciatori del Trentino in America, tra canzoni ed aggregazione

È ormai un ricordo “sedimentato”, perchè sono passati tre mesi. Ma proprio per questo, a bocce ferme, resta nei coristi del Coro Brenta il vivido ricordo dell’esperienza statunitense che hanno portato a compimento dal 25

aprile al 3 maggio 2014. Un momento dai forti significati per la formazione corale giudicariese che per due settimane è diventata ambasciatrice della nostra terra e del Trentino negli Usa. Accolta da un altro tionese “doc”...

Parte del gruppo nel corso di una sosta in Arizona

Il Coro Brenta con il Console Mauro Battocchi al Golden Gate Bridge

– 1111 Gough St. Il coro canta sei canzoni al preludio della Santa Messa delle undici, due canti all’offertorio ed il canto

di chiusura. La Santa Messa è celebrata dall’Arcivescovo di San Francisco Most Rev. Salvatore Cordileone, per la

canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II. Grande soddisfazione per quanto sono apprezzati ed accolti come assoluta novità i canti del coro Brenta, riproposti anche nel momento conviviale nelle sale sottostanti la Cattedrale. Domenica pomeriggio l’indimenticabile incontro con i trentini a San Josè, bellissima

A Goteborg i “canarini” scoprono i valori dello sport “L’importante è partecipare”. Mai come in occasione del GothiaCup, il più grande torneo giovanile di calcio al mondo, tenutosi a Goteborg, in Svezia, i giovani atleti Juniores della Condinese (è la prima squadra trentina che vi prende parte) hanno toccato con mano la veridicità di questo grande motto. Di partite non ne hanno vinte neanche una. Troppo il divario tecnico con le altre squadre partecipanti, soprattutto le africane. Ma l’esperienza, lo dicono coralmente atleti e organizzatori, è di quelle da ripetere. Magari allargando il campo non solo alla Condinese. “Troppo avvincente è stata l’esperienza vissuta dai nostri ragazzi” dice chi li ha accompagnati, in questo spettacolare torneo internazionale che, al 13 al 19 luglio, ha coinvolto ben 1.645 squadre di calcio maschili e femminili. Una festa dello sport. Di suoni, di colori. Migliaia di partite disputate su meravigliosi campi disseminati in città e sobborghi, in diretta in streaming. Una manifestazione con 40 anni di storia. Che si poggia su un’organizzazione “mostruosa”. Ma soprattutto una babele di lingue, dove i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con i loro coetanei di tutto il Mondo. Accomunati dalla passione per lo sport. “E’ bello conoscere e parlare con

I giovani della Condinese

gente nuova. Parlare nuove lingue. Soprattutto l’inglese”. E’questo è il messaggio, forte, che la Condinese ha voluto lanciare ai ragazzi, assumendosi l’impegno dell’oneroso viaggio, e confidiamo che i ragazzi l’abbiano recepito. “Al cospetto di squadre impressionanti dal punto di vista tecnico/fisico/atletico - dicono gli organizzatori - era del tutto preventivabile che avremmo fatto molta fatica: tutte sconfitte, alcune anche davvero sfortunate e immeritate. Ma tant’è, e la gioia di esserci, è stata infinitamente superiore alla delusione per il risultato negativo”. “E poi l’organizzazione e l’efficienza che non ha paragone con il nostro paese”.

L’entusiasmo si taglia con il coltello. “E’ stata l’occasione per renderci conto, ahimè, dell’ampio divario che separa Svezia e Italia nello sport e nei servizi pubblici. Gli impianti sportivi numerosi e ben tenuti. La scuola che svolge un ruolo fondamentale per la promozione della pratica sportiva. Il traffico privato è quasi inesistente, stante la fitta rete di trasporti pubblici che anche i nostri ragazzi hanno imparato ad usare in piena autonomia”. In conclusione, un invito che suona come auspicio: il prossimo anno sarebbe bello ripetere l’esperienza con una rappresentativa di Valle, per dare modo di partecipare anche ad altri ragazzi giudicariesi. (e.z.)

cittadina a sud di San Francisco. Sono presenti famiglie originarie di Bondo, Roncone, Daone, Val di Ledro,Val di Non e poi Ken Borelli anima del Circolo di San Jose, il Segretario del Circolo Trentino, Donato Aspromonte, il vulcanico e onnipresente Luca Dorigatti. Tante canzoni, buon cibo, nostalgia, dialoghi nel “vecchio” dialetto e sincera amicizia. Si riparte per Santa Rosa, cittadina a nord di San Francisco. La regione è un incanto, le coltivazioni sembrano un dipinto come i prati e i giardini fioriti che circondano le caratteristiche villette poste sulla collina. L’appuntamento è presso Oakmont Village Active Adult Retirement Community Santa Rosa, Giuseppina Piasente, Presidente del Circolo Trentino, ha predisposto una serata di canti ed ottimo cibo. L’atmosfera è di quelle dove è impossibile lasciare la sala ma l’ora tarda costringe il coro a far rientro a San Francisco. Martedì 29 aprile partenza per Santa Cruz/Capitola, sono sempre ad accompagnare il coro Mary ed Eileen, Luca Dorigatti e l’instancabile Segretario del Circolo Trentino, Donato Aspromonte. Per l’ora di pranzo si giunge da “Aldo’s Restaurant” sul porto di Santa Cruz. Nel pomeriggio escursione al Sequoia Park, vi sono gli alberi più alti del mondo, misurano fino a 130 metri ed hanno la bellezza di duemila anni! A sera il coro è atteso nella Sala Eventi dell’hotel di Donato il Fairfield Inn & Suites By Mariott – 1255 41st Ave- Capitola. Sostanziosa cena, tra gli immancabili canti, ove sono presenti gli amici organizzatori del Circolo Trentino di San Francisco. Sono loro gli artefici della meravigliosa ospita-

lità di cui il coro Brenta ed il gruppo di accompagnatori ha potuto beneficiare e tutto questo grazie alla disponibilità del Console Mauro Battocchi. Il mercoledì è dedicato all’escursione sulla costa dell’oceano Pacifico. L’oceano ha onde impetuose dove si divertono centinaia di serfisti tra colonie di foche chiassose e tenaci pellicani. Il pranzo è organizzato sotto enormi alberi sulla suggestiva spiaggia, ma il tour in California è agli sgoccioli, La sera di mercoledì si parte alla volta di Las Vegas nel Nevada. Las Vegas è inutile cercare di spiegarla, bisogna vederla per rendersi conto di quanto potere ha il gioco d’azzardo. Molto diversa invece la visita al Gran Canyon National Park. Partendo da Las Vegas si arriva dopo un viaggio di oltre 400 km. attraverso il Nevada e l’Arizona sui percorsi dei camionisti che vanno dall’Atlantico al Pacifico, tra le leggende dei cercatori d’oro, gli insediamenti indiani ed i sorprendenti incontri con alci, cervi ed avvoltoi. Così si giunge alle panoramiche soste di Mather Point, Yavapai Point ed alla grande diga Hoover sul fiume Colorado. Nel nostro cuore è però rimasta la California, sono rimasti i molti trentini che con orgoglio si riconoscono ancora tali, che ci hanno accolto con affetto e tanta simpatia, che ci scrivono o che, come in questi mesi arrivano a Tione, per la nostra gioia, a trascorrere qualche momento con noi. E’ arrivato Luca Dorigatti, originario di Trento, Rinaldo Cis, ingegnere della Val di Ledro, per una escursione ai Laghi di Valbona, poi ancora Eileen che ha seguito il coro al concerto nella chiesa di Madonna di Campiglio e ne verranno ancora molti altri. Un modo stupendo per ricordare quelle giornate dove ogni uno ha vissuto delle sensazioni proprie ed indescrivibili, magari singolari ed individuali, per una storia tanto emozionante e forse per questo difficile da raccontare. Certo che l’esperienza rimarrà tra quelle indimenticabili ed il coro Brenta è riconoscente a quanti hanno prestato attenzione a questa trasferta : la “Provincia Autonoma di Trento”, il “Circolo Trentini nel Mondo”, la “Federazione Cori del Trentino”, il “Comune di Tione”. Rimarrà pure indelebile il saluto del nostro Console alla partenza dalla California: “Bravi avete cantato bene e vi siete fatti voler bene”.


Cultura/Sport

La Valvestino ha nostalgia del Trentino

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Palermo a Storo, ritiro con quattro amichevoli

Il Centenario della Guerra è occasione per ricordare un passato comune Per i fedeli sudditi dell’impero austroungarico il 18 agosto era solennemente festeggiato perché giorno genetliaco dell’imperatore Francesco Giuseppe. Infatti ne troviamo traccia anche in Giudicarie, come in uno dei volumi del gen. Tullio Marchetti di Bolbeno, il quale, riferendosi all’anno 1914 scrive: «Il Maggiore comandante di tappa in Tione mi invitò personalAltra testimonianza la troviamo nel diario di mons. Perli al 18 agosto del 1916: «Oggi onomastico dell’augusto nostro Imperatore Francesco Giuseppe I vi fu in chiesa un ufficio divino solenne colla presenza delle Autorità. Per quest’occasione furono domandati qui sei sacerdoti per la messa di oggi in diverse località militari sui monti dove si potevano sopperire i feldcurati». Dopo l’annessione del Trentino all’Italia ci siamo dimenticati tutti di tale ricorrenza, ma ecco che dalla Valvestino giunge l’invito a partecipare il 18 agosto 2014, a Moèrna, alla cerimonia del “Trentino imperiale: nel ricordo genetliaco dell’Imperatore Francesco Giuseppe”. La Valvestino si sente ancora la “Valvestino nell’impero”, ma dovrebbe ormai essere noto a tutti i Giudicariesi che la Valvesti-

no è stata ab immemorabile terra trentina, poi parte del Principato di Trento, quindi dell’impero austroungarico e passata alla Lombardia solo nel 1934. L’appartenenza alla diocesi di Trento è durata fino al 1964. Oggi è in corso la pratica governativa per riannettere la Valvestino al Trentino per oggettiva situazione storica

mente, quale capitano dell’esercito italiano alleato, a partecipare al solenne banchetto che i suoi ufficiali avrebbero tenuto il 18 agosto (genetliaco di Francesco Giuseppe) ed aggiunse: “Brinderemo ai nostri Sovrani ed alle fortune associate d’Austria e d’Italia”». Per i suoi sentimenti d’italianità, pur se ancora alleato all’Austria, Marchetti declinò l’invito.

riconoscendone la validità dell’avvenuto referendum in favore del Trentino. Interessante il programma riassunto in locandina - che si apre con gli schützen di Pinè e con la presenza della Musikkappelle Kalisberg di Civezzano. In programma pure il ricordo del genetliaco dell’Imperatore Franz Joseph e la sfilata della Corte

Asburgica. Parte della musica è affidata al “Die Verpspielten” ed all’orchestra “Marea group”. Tanta voglia di “passato”: quel passato che rimane sempre più vivo in chi è stato obbligato a lasciarselo alle spalle, e ne porta con sé il ricordo, la nostalgia e la voglia di poterlo rivivere. m.a.m.

Prosegue a gran ritmo la preparazione del Palermo di mister Beppe Iachini, dal 28 luglio al 14 agosto ospite della Valle del Chiese, sul campo Grilli di Storo tirato a lucido per l’occasione. I rosanero, reduci dalla promozione in Serie A vincendo la serie cadetta per distacco, procedono spediti nel proprio lavoro di avvicinamento agli impegni ufficiali (debutto in serie A il 31 agosto in casa con la Sampdoria), dimostrando di gradire ogni giorno di più l’ospitalità della Valle del Chiese e dell’impianto sportivo immerso nella tranquillità della Piana che accoglie i campi di grano conosciuto per la farina gialla in gran parte della Penisola e non solo. Nonostante le bizze del tempo hanno cominciato ad arrivare anche i tifosi, alcuni dalla Sicilia, altri da diverse parti d’Italia e del Trentino. La tribuna del “Grilli” di Storo ha iniziato così ad affollarsi, anche se l’attesa è tutta per le due amichevoli che capitan Barreto e compagni sosterranno nel weekend. Sabato 2 rosanero hanno giocato con l’Apollon Limassol, squadra cipriota abituale frequentatrice delle Coppe Europee, mentre il giorno dopo è in programma il big match con il Brescia, una partita da Serie A anche se le rondinelle ormai da qualche stagione sono relegate in B. Il ritiro del Palermo a Storo proseguirà poi sino al 14 agosto, con altre due amichevoli previste domenica 10 e lunedì 11 contro l’Al Ahli (squadra di Dubai che come secondo allenatore ha un certo Fabio Cannavaro, l’ultimo Pallone d’Oro italiano) e l’Al Khor (formazione del Qatar).

Visite guidate alle Chiese di Vigo e Dasindo nelle Giudicarie Esteriori

Una Pieve e un Santuario da riscoprire Dopo il grande successo dello scorso anno, vengono riproposte anche quest’anno le visite guidate alle Chiese di Vigo e di Dasindo, i due paesi che dal 1992 si sono uniti nella Festa dell’Agricoltura. Due chiese dunque vengono presentate, tanto vicine e tanto diverse, una pieve quella di Vigo e un santuario quella di Dasindo. Maestosa, severa e solenne la prima, bella, armoniosa e incantevole la seconda; fuori dal centro abitato la prima, tra le case del paese la seconda. La Pieve di San Lorenzo,è lagrande Chiesa di Vigo e l’emozione è tanta quando si scopre “lo spettacolare gioco di quattro file di colonne che delimitano le cinque navate della chiesa”, la stessa emozione che si prova quando si entra nel Duomo di Trento o in una una

Le due Chiese nel Lomaso

grande Cattedrale. Posta a breve distanza dal paese, in posizione dominante è dedicata a S.Lorenzo, patrono del paese. E’ costruita su un luogo di culto antico: lo testimoniano alcuni reperti e le piccole are trovate in zona e dedicate a divinità precristiane. Indubbiamente è la prima pieve delle Giudicarie Esteriori ed è l’unica Chiesa trentina con battistero esterno. Il portale, ricostruito, è sicuramente longobardo e probabilmente era preceduto da un piccolo nartece. Si parla poi di una ricostruzione carolingia ad aula unica nel X secolo, mentre un riscontro documentale certo è del 1207. Nel XIII secolo prese forma la chiesa romanica, a capanna, a tre navate, col tetto a capriate che poggiava direttamente sulle colonne e sui muri perimetrali. Nel XVI secolo la chiesa fu am-

pliata con la costruzione di ulteriori due navate laterali. Nello stesso secolo si operò anche una decorazione a fresco della chiesa, ma poco se ne sa e comunque non ne rimane traccia. Durante la visita verrà fatto notare come sia facile immaginare le fattezze della originaria chiesa romanica. E’ peraltro del tutto evidente come l’originaria facciata romanica, la parte in pietra a vista e con contrafforti digradanti, ben si stacchi e si differenzi dal resto della facciata facente parte del successivo ampliamento. Per quanto riguarda la Chiesa dell’Assunta, c’è un documento attesta che esisteva già nel 1251. La piccola chiesetta romanica di allora venne ampliata in epoca tardo gotica e poi assunse le sue dimensioni attuali sul finire del ‘500 ad opera di Giovanni Ma-

ria Filippi, che fuse magistralmente elementi gotici e rinascimentali. Un tesoro importante è un ciclo di affreschi attribuito a Simone II Baschenis: un’opera di alta qualità, una delle ultime prima del suo ritorno nelle valli bergamasche. Ci sono gli Apostoli, i Profeti, i Dottori della Chiesa, ma soprattutto ci sono le “Storie di Maria”, la vita della Madonna dalla nascita alla dormizione. Si nota un uso raffinato del colore ed appare certa nella struttura dell’opera la conoscenza dei nuovi canoni del rinascimento. Queste e tante altre nozioni interessanti e curiosità, sarà possibile scoprirle nei giorni 14 (Vigo) e 16 (Dasindo) agosto, con le visite guidate a partire dalle ore 17, con ritrovo davanti al Sagrato.


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Sport

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Pedalando verso la gloria Iuri Filosi, di Praso, si è classificato secondo agli europei Under 23 di ciclismo a Nyon. E su di lui si muovono le squadre dei professionisti

Iuri Filosi vive a Praso con la sua famiglia, di Praso ha tutte le peculiarità, robustezza fisica, intelligenza sveglia, tenacia da uomo di montagna, attaccamento alla sua terra come pochi, oltre ad una passione illimitata per la caccia e per la bicicletta. Passioni ereditate dal padre Lorenzo Fero, gran appassionato di caccia e di bicicletta, amico di Moser che accompagna da anni in tutte le sue scorribande ciclistiche un po’ in tutto il mondo. Così Iuri cresce con il ciclismo nel cuore e, stimolato dal padre, monta in sella fin da ragazzo mostrando particolari attitudini alla corsa, dapprima inizia con gli Amici del Pedale di Roncone, per poi proseguire con U.S. Mezzacorona a fianco di Ignazio Moser e Pasi Sandro di Storo, da ricordare in quel periodo la vittoria al Trofeo Cassa Rurale d’Anaunia, nel 2008, che lo segnalò fra i migliori aspiranti corridori della Provincia. Come juniores fu ingaggiato dalla Ausonia Pescantina dove diede prova del suo talento piazzandosi fra i primi tre in diverse corse di notevole prestigio. Poi nel 2011 Iuri sembra bloccato da un male che gli impedisci ogni impegno atletico, fu un bruttissimo periodo, proprio nel momento del suo massimo rendimento, veniva lasciato a terra. Purtroppo per mesi nessuno riusciva a dare una diagnosi precisa: ecografie, risonanze, esami clinici, tutto sembrava a posto, ma Iuri non riusciva più a pedalare. Dopo peripezie di vario genere, sempre

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opo essere stato fin da giovanissimo una speranza del ciclismo trentino, oggi è una certezza del ciclismo nazionale. Iuri Filosi di Praso, 22 anni, si è classificato 2° agli europei “under 23” di

Nyon in Svizzera, battuto allo sprint da uno dei migliori giovani ciclisti a livello europeo Stefan Kung. È una bella favola quella del nostro conterraneo che vale la pena raccontare.

Iuri Filosi

inutili, fu accompagnato dal dott: Combi, medico sociale dell’Inter. Era il gennaio 2012, e le speranze di guarigione sembravano al lumicino. Il dott. Combi comprese subito che si trattava “sport ernie”, un malanno tipico degli sportivi. Era del grasso che interferiva sui legamenti dell’inguine che bisognava esportare immediatamente. Venne operato dopo pochi giorni, e tutto andò bene anche se il recupero si dimostrò lungo e difficile. Poi il ritorno all’attività, pienamente risanato, e sono tornate per Iuri Filosi soddisfazioni che credeva ormai d’aver perso, era più forte di prima. Lo confortarono piazzamenti eccezionali nelle corse più impegnative, correva allora con la Viris Maserati, si piazzò 2° al Piccolo Giro di Lombardia,

Iuri Filosi, festeggia con i compagni

vinse la Milano – Rapallo, mai comunque piazzamenti dopo i primi cinque o sei. Ormai pienamente recuperato, va oltre confine e si confronta

con l’elite dei giovani ciclisti mondiale, arriva 4° al Giro della Malesia, chiudendo alla grande il 2013. Ma è il 2014 l’anno dei migliori risultati

e non è ancora finita. Ormai a pieno titolo nel Team Colpack, squadra di grande prestigio, vince la Piccola Sanremo, 5° al G.P. Liberazione,

XIX^ Edizione del Torneo Nazionale di Tennis Allianz a Storo

Appuntamento oramai consueto dell’estate storese quello che si è svolto presso i campi da tennis in località Piane con la disputa della 19ª edizione del Torneo nazionale di tennis Allianz, organizzata dal Tennis Club Storo e dall’agente di zona Luciano Tobaldi, riservato ai tennisti di quarta categoria e ai non classificati. Nelle diciotto precedenti edizioni il torneo storese era stato vinto per una volta dal bresciano Damiano Bertanzetti, per cinque volte dal pinzolero Roberto Failoni, due volte dal rivano Leonardo Lattisi, una volta dal condinese Angelo Bianchi, una volta dal cremonese Mauro Bosio, tre volte dall’odolese Giuseppe Tononi, una volta dal milanese Diego

Bonati, una volta dal Ledrense Luca Foresti e per tre volte dallo storese d’adozione Raffaele Cimadon. Ottima la partecipazione dei tennisti iscritti provenienti dalla Val del Chiese, dalla Val Rendena, dalla vicina Valsabbia, dalla Val di Ledro e dalle sponde del Lago di Garda, per quello che oramai è considerato uno dei maggior appuntamenti tennistici delle Giudicarie. Dopo due settimane d’incontri intensi e combattuti, alle semifinali sono giunti, Luca Foresti (T.C.Ledro) class. 4.2 che ha sconfitto Gilberto Bonapace (T.C.Pinzolo) class. 4.2 con il punteggio di 6/2 6/3 e Carlo Ballardini (T.C.Tione) class. 4.1 che

ha sconfitto Gianfranco Ferrari (T.C.Nave-Brescia) class. 4.1 con il punteggio di 6/4 6/4. Di fronte ad un folto pubblico attento e competente in una fresca serata si affrontano sul manto in erba sintetica dei campi il Località Piane i due finalisti, il tionese Carlo Ballardini e il ledrense Luca Foresti. I due contendenti si son dati battaglia a suon di servizi, volè, passanti e dopo quasi due ore di battaglia con il punteggio di 6/4 6/3 il giovane tionese Carlo Ballardini di aggiudica la diciannovesima edizione del torneo Allianz. Grande la soddisfazione e complimenti per l’ottima riuscita del

torneo, sia come partecipanti, qualità di gioco, di organizzazione e ai giudici arbitro Antonio Serafin e Sean Grassi, è stata espressa durante la cerimonia di premiazione dal presidente del Tennis Club Storo Vigilio Giovanelli (Tonela), da Luciano Tobaldi agente Allianz e dall’assessore allo sport del comune di Storo Dario Luzzani. Un ringraziamento particolare è stato espresso anche allo scultore storese Mario Brugnoni “Pae” che nel salone del circolo ha esposto un buon numero di sue opere in legno, suscitando nei tennisti e nel pubblico un grande interesse ed ammirazione. (p.f.)

3° alla Coppa Penna, 4° G.P. Brescia, poi un’ottima Velta Bidasoa in Spagna, dove per un pelo non sfiora il trionfo, dopo aver vinto due tappe ed indossato la maglia di leader, alla quarta tappa finisce 2°, dimostrando anche a livello europeo la sua caratura. A maggio vince la Pesche Nettarine, 4° al campionato Italiano a Sora, infine la chiamata al campionato europeo a Nyon in Svizzera dove arriva secondo sprintando con l’asso di casa. La medaglia d’argento più prestigiosa che ha commosso soprattutto il papà Fero che ormai intravede nel figlio l’eroe delle prossime gare ciclistiche in tutta Europa. Più saggia e paziente la mamma Nilde, a cui interessa più di ogni altra cosa la salute e l’appagamento del figlio in un mondo, quello del ciclismo, fra i più difficili da frequentare. Nel campionato europeo in Svizzera, Iuri ha dimostrato di essere molto cresciuto e di essere pronto al salto fra i professionisti: “Sapevo di poter fornire una buona prestazione, alla fine credo di aver meritato il secondo posto. Debbo dire che ad un certo punto avevo anche pensato di vincere, ma comunque sono soddisfatto d’aver compiuto in pieno il mio dovere con la maglia della nazionale “under 23”. Gareggiare per l’Italia è sempre stato il mio sogno, ci sono riuscito ed ora guardo avanti con tanta fiducia. Forse il meglio devo ancora darlo perchè sento di avere ancora molti margini di miglioramento”. Cosi si è espresso Iuri Filosi dopo la sua brillante prestazione all’Europeo. E infatti il meglio dovrà esprimerlo verso la metà di settembre a Ponferrada in Spagna, ai campionati mondiali, dove Iuri è stato chiamato dal C.T. a difendere anche in terra basca i colori nazionali. Farà sicuramente bene, e poi sarà difficile contenere oltre alla sua gioia, quella di suo padre, che della bicicletta ha fatto la passione della vita. Noi come giudicariesi lo seguiremo con particolare interesse, fieri che un nostro conterraneo sia l’alfiere del nostro ciclismo giovani e sicuri di festeggiare con lui il suo primo campionato mondiale. Nel frattempo sembra che sia già stato prenotato per passare al professionismo, addirittura dalla Team Astana, la squadra di Vincenzo Nibali, il grande di Francia, sotto la guida del magico Martinelli. Auguri Iuri, siamo tutti orgogliosi di te. (a.a.)


Associazioni La Pro Loco di Bolbeno, organizzatrice della manifestazione, cercherà di far magicamente rivivere alcuni momenti significativi della vita di un tempo: un’occasione per far riflettere e, soprattutto, per non dimenticare le tradizioni più importanti dei nostri territori. Per questo tra le antiche mura, sotto i portici e nella storica piazza centrale, verranno riproposti decine e decine di antichi mestieri ormai del tutto scomparsi o profondamente cambiati rispetto al passato. Si va dall’arrotino al calzolaio, dal maniscalco all’impagliatore di sedie, passando per il casaro, le portatrici d’acqua, le lavandaie, le merlettaie, il tombolo…e tanti altri ancora. Altra componente insostituibile di Not(t)e di Note è la musica, così tra gli scorci più affascinanti del paese suoneranno diversi grup-

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Not(t)e di note a Bolbeno Il 9 agosto va in scena la diciottesima edizione di un itinerario musicale tra le antiche mura

Da quasi vent’anni, in agosto, nel paese di Bolbeno, si svolge la manifestazione Not(t)e di Note, ormai diventata un appuntamento impedibile delle estati delle Valli Giudicarie. Musica, vecchi mestieri, prodotti tipici e i celebri “Capùs de Bolben”, rapprepi musicali, a disegnare un vero e proprio itinerario musicale tra le antiche mura. Quest’anno si esibiranno, ancora una volta, gruppi davvero rinomati tra i quali spicca la celebre “Massimo Giuntini Band” che, in accoppiata con Vincenzo Zitiello (che è stato

violinista di Franco Battiato ed ha suonato l’ arpa con Ivano Fossati) chiuderanno la manifestazione con il grande concerto delle ore 21.00. Torna inoltre la mostra dell’artista di Bolbeno Amedeo Marchetti che dal 1988 partecipa al Premio Inter-

Il 15 e 16 un evento di grande aggregazione

Festa alla Madonna del Lares Tra gli innumerevoli appuntamenti che la Pro Loco Bolbeno propone per l’estate 2014, l’ultimo, in ordine cronologico, è rappresentato dalla consueta due giorni di festa che si svolge anche quest’anno nei giorni 15 e 16 agosto presso il Santuario Madonna del Lares di Bolbeno. Il classico programma della manifestazione prevede, per mercoledì 15, la Santa

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Messa, cui farà seguito il sempre delizioso pranzo a base di polenta, braciola, salamella, cotechino, crauti, peverada e spressa preparato con premurosa cura dai celebrati “chef” della Pro Loco. Anche quest’anno vi sarà l’esibizione pomeridiana del neo costituito “Coro Cima Tosa Bolbeno” che ad ore 14.30 si esibirà all’interno della chiesetta del San-

tuario Madonna del Lares con una serie di canti di montagna. Per martedì 16 il programma è ancor più ricco visto che, oltre a pranzo e Santa Messa, grandi e piccini avranno l’occasione di partecipare alla tradizionale corsa podistica non competitiva che si disputerà nel primo pomeriggio lungo l’incantevole sentiero nei dintorni del Santuario. Da aggiungere che lungo l’intero arco delle due giornate funzionerà naturalmente un fornitissimo spaccio bar e, per i più golosi, verranno distribuite gustosissime crepes con marmellata o nutella; per gli appassionati del settore legno, sarà infine possibile misurare le proprie qualità estimatorie nell’ormai popolare gioco “Indovina il peso della legna” che tanto successo ha sempre riscontrato negli anni.

sentano gli insostituibili ingredienti di una giornata divenuta ormai un must per turisti e valligiani. Sabato 09 agosto nel piccolo paese di Bolbeno, sarà possibile passare una giornata davvero particolare in un clima di amicizia e di allegria. nazionale Giannino Grossi per pittori Naifs e nel 2002 vinse addirittura la “Lucia d’Oro”. Infine non si può dimenticare l’importanza che l’aspetto culinario riveste all’interno di questa manifestazione. Difficile infatti resistere ai piatti tipici trentini che ven-

gono proposti per la cena, preparati con cura dagli instancabili volontari della Pro loco di Bolbeno. Il menù, a base di polenta, cotechino, braciola, salamino, peverada, spressa, e funghi, sarà in grado di deliziare anche i palati più esigenti che potranno gustare inoltre

gli inconfondibili ed inimitabili “Capùs de Bolben”, le gustosissime polpette a base di pane raffermo, formaggio grana, burro, uova, erbe, coste e uva sultanina, avvolte accuratamente in foglie di vite di uva fraga. Visto il successo dello scorso anno, anche quest’anno, ad ore 18, si terrà una breve dimostrazione in piazza nella quale si mostreranno al pubblico le varie fase necessarie alla preparazione di questa specialità.


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Cultura

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Lina Faes ripercorrendo ed esplicando i suoi stati d’animo, rileggendo con parole a volte libere, altre volte rimate, l’intero mondo delle nostre montagne e le vite che l’attraversano, vuole ancora una volta con delicatezza e serenità, accompagnarci alla riscoperta della bellezza. Il volumetto composto con sobria eleganza apre con una fotografia di copertina dove una stradicciola lastricata d’antico, sinuosamente muove dal primo piano verso lontananze montane degradanti in azzurro. Un percorso di riavvicinamento. Questo sembra volerci indicare l’autrice; un sentiero lungamente calpestato dagli uomini venuti prima di noi dove, se ancora siamo in grado di immaginare, ascoltare ed accogliere, sono possibili visioni d’altre epoche, manifestazioni impalpabili di essenze ed anime. Il tono si dimostra subito riflessivo, contenuto e silenzioso e questa disposizione d’animo emerge anche fra le pagine che, con discrezione, ospitano le parole scritte in dialetto trentino (e traduzione italiana) mentre ad accompagnare si possono osservare relative fotografie particolarmente evocative.

Il suo secondo libro di poesie in dialetto trentino

Lina Faes: “Per no desmentegar” di Alessandro Togni

U

n nuovo libro, la collezione ordinata di appunti della memoria che Lina Faes Pisoni, autrice nata e residente a Fraveggio, ha voluto preparare e presentare qualche tempo fa, per riannodare le sue felicità espressive ed unire in dialogo i suoi tanti estimatori. Si chiama “Per no de“Penelade de poesia”. “Pitor, te parli coi colori – te fai sbociar i fiori, te esprimi col penel – te amiri quel che è bel”. Eccolo il linguaggio sincero di Lina Faes, la disinvoltura nello scrivere come se fosse figurare, la ricercatezza dei toni come se bagliori e serenità muovessero ad aprire la nostra percezione, soccorrendo i nostri malesseri quotidiani ed aiutandoci a respirare. Lei, poetessa, in questa occasione disposta a divenire quasi pittrice, sembra voler riconsegnare attenzioni e sensibilità attraverso la più apparentemente facile capacità comunicativa; quella di riuscire a far vedere attraverso le parole. E non solamente a riporta-

L’autrice Lina Faes

re la luce della meraviglia in coloro che già ne sono in qualche modo abitati come gli artisti ma, anche, a tutti i dimentichi della maestosità della vita e della natura. Naturalmente ogni pagina

smentegar” e naturalmente il titolo rimanda inevitabilmente a persone, cose, luoghi ed avvenimenti di un passato non troppo lontano al quale l’autrice sembra voler affidare tutta la sua volontà di narrazione, per un ritorno alle manifestazioni sensibili oggi troppo spesso lasciate cadere in oblio.

La copertina del libro

è uno schizzo emozionale a volte fragile ed evocativo, altre volte gonfio di pathos descrittivo accompagnato da un realismo quasi sempre commovente. Lo sguardo di Lina Faes sopra tutte le cose di que-

sto nostro piccolo universo, uno dei tanti universi se vogliamo ma, quello dove noi e quelli prima di noi hanno manifestato le energie e le intensità. Lei, capace di vedere e di sentire, disposta a trasformarsi in educatrice di gentilezza, per restituirci facoltà a comprendere attraverso i sentimenti. “Laghet de montagna”; “L’è primavera”; “La polenta”; “Quatro ciaciare en la stala”; “La Madonina de canal”; “La me bambola”, sono solo alcuni dei titoli poetici dedicati a questo mondo fra passato e presente, nella convinzione dell’autrice che sia un bene da trasferire anche al futuro. Il libro si compone di un

centinaio di pagine e proprio a chiusura troviamo un componimento dedicato alla terra natia… Si chiama “Nina nana en la Val dei Laghi”, una struggente e bellissima storia sussurrata con la soavità di una mamma al suo bimbo mentre si sta addormentando: “Ades te dormi caro tesor, fa tanta nana e sogni dor”. La poesia è stata musicata dal prof. Zuccante di Venezia, armonizzata e cantata dal Coro “Valle dei Laghi”. Da ricordare anche la poesia in lingua italiana “Vita in Montagna”, vincitrice il primo premio al concorso “L’agricoltura presidio della montagna” che si è svolto a Pinzolo nel 2013. In conclusione; ancora una volta la poesia di Lina Faes riesce a tenerci in trepidazione ed affascinarci con l’incanto… E tutto ci appare come quando si era bambini… Grazie Lina Faes.

Vitalizi, una riforma farsa L’EDITORIALE di Ettore Zini

Continua dalla Prima Chi è stato per due soli mandati sui banchi consiliari, invece, non potrà avere l’anticipo. Mentre il vitalizio lo avrà solo al raggiungimento dei 66 anni. In più, per questi pochi consiglieri, viene meno anche il diritto delle somme anticipate che dovranno restituire e al fondo Family. Solo per poche persone quindi è stata varata una riforma degna di questo nome. Mentre chi ha collezionato diverse legislature, se l’è cavata con sconti che intaccano solo una minima parte delle somme accumulate. Si chiude così il tiramolla sullo scandalo dei vitalizi dei nostri consiglieri provinciali e regionali che, dalla primavera scorsa, tiene banco sulle pagine dei giornali. Mettendo in fila i titoli dei quotidiani regionali che hanno seguito passo passo la “finta “ riforma, si ha la misura di quanto sconquasso questa vicenda abbia portato negli animi dei cittadini. Che, peraltro, dalla classe politica si attendevano un sussulto di dignità: qualcosa di diverso, da quella striminzita proposta di legge passata pressoché all’unanimità, senza incidere più di tanto sui copiosi vitalizi che accompagneranno le loro dorate pensioni. “Vitalizi: si vara la riforma farsa”. “Farsa in consiglio: passa la mini riforma”. “La maggioranza riduce i tagli contro i ricorsi”. “Traditi: la riforma è monca”. “Si sono persi mesi importanti per nulla”. “L’alibi dell’ostruzionismo, per salvare il bottino”. Non è stata tenera la stampa trentina nel rappresentare ciò che accadeva nel “Palazzo”. Ora, a vicenda archiviata, non rimane che

fare la conta di quanto è stato possibile rosicchiare. Rossi e Kompatscher avevano annunciato un intervento coraggioso, per ridurre quelle somme inaccettabili. Lo avevano pure gridato sulla Tv nazionale, andando in diretta da Giletti. Bisognava incidere con forti sforbiciate sui vitalizi del passato, e si doveva eliminare ogni forma di pensione elargita dalla Regione per i consiglieri in carica e per quelli che verranno. Invece, la riforma varata dal consiglio regionale è stata man mano ridimensionata, ridotta ad un’unica certezza: il taglio medio del 29% dei vitalizi anticipati a 87 ex consiglieri regionali, che comporteranno un recupero – sempre che queste persone restituiscano i soldi incamerati senza opporre contenziosi – di 10.148.000 euro, più circa 8 di Irpef. In tutto, quindi, solo 18 milioni. Resta ancora da chiarire quanto si riuscirà a recuperare dai vitalizzi attualizzati, per 40 ex consiglieri o consiglieri in carica che non hanno ancora il requisito di età per ricevere la pensione. Si tratta di quasi 20 milioni anticipati che ora dovranno restituire, finché non avranno maturato l’età della pensione. La riforma avrebbe dovuto alzare per tutti l’età pensionabile a 66 anni, con la possibilità di anticipare la pensione fino a 60 anni, rimettendoci però il 3% l’anno. Vale a dire fino al 18%. Norma però (anche questa) disattesa all’ultimo istante, con uno “sconto” dell’8% per chi ha all’attivo quattro o più legislature. In pratica, per loro, il 18% diventa il 10%. In questo gioco al ribasso - che ha permesso ai consiglieri di ridurre

all’osso il taglio dei vitalizi - c’è anche uno scandaloso emendamento che apre la possibilità, a chi ha preso gli anticipi, di non restituire le somme ricevute. Per 40 consiglieri in carica e gli ex consiglieri giovani basterà infatti motivare, anche parzialmente, l’impossibilità di restituire la quota ottenuta in acconto, per rendere arduo (se non adendo per vie legali) il recupero delle quote ricevute. Per andare nel concreto Mauro Delladio e Carlo Andreotti (4 legislature) e Pino Morandini (5 legislaturte), poiché già beneficiari del vitalizio, per il principio dei diritti acquisiti, manterranno le attualizzazioni pur decurtate del 29% medio. Delladio (il recordman) scenderà da 1,332 milioni a 860 mila euro, Andreotti da 785 a 585 mila, Morandini da 1,112 milioni a 792 mila. Delladio non avendo maturato né i 66 anni, né i 60, subirà un decurtamento del 10% dell’assegno mensile di 2.900 euro, percependone 2.610, così come molti altri colleghi, ma in alternativa potrà scegliere di ritornare al vitalizio originario tagliato del 20%. Lo stesso vale per Roberto Pinter che ha già preso anch’egli l’anticipo. Per rimanere ai politici di “casa nostra”: Eugenio Binelli da 548.832 euro ha subito una rideterminazione a 356.685 euro. Dovrà restituirne 191.331. Luca Carli da 410.832 scenderà a 291.764 (119.068 da restituire). Mentre Margherita Cogo che, aveva maturato un vitalizio di 743.712 euro, ha subito una rideterminazione a 501.639 euro, e dovrà restituirne 242.073. Tra gli anticipi da rendere

ci sono anche i 183.873 di Iva Berasi, i 167.765 di Roberto Bombarda e i 165.058 di Remo Andreolli. L’ex presidente della Provincia Dellai, che ha fatto tre legislature, ma non gode di vitalizio in quanto deputato e ancora non in età, potrà andare in pensione a 60 anni sacrificando il 12% di 2.900 euro, pari a 2.550 mensili, mentre l’attualizzazione scenderà da 572 mila a 503 mila. Dopo tante polemica e indignazione (“State dimostrando di essere qui solo per i soldi” diceva uno dei cartelli simbolo delle contestazioni davanti al Consiglio Provinciale) l’allentamento dell’opinione pubblica ha permesso ai politici di avere ancora la meglio. Si è partiti da tagli draconiani: con colpi di forbice anche del 60 e 70%. Poi si è scesi al 49%. Si è arrivati al 29%. Con penalizzazioni considerate irrisorie. E il grandissimo privilegio di andare in pensione con sei anni in anticipo, rispetto a tutti gli altri lavoratori. Una vergogna, di questi tempi. Solo da alcuni giorni il presidente del consiglio regionale Diego Moltrer ha reso noto le cifre ai sindacati, spiegando che con la riforma, rispetto alla legge 6/2012, saranno recuperati (ricorsi permettendo) 45 milioni. Una cifra rispettabile. Ma lontano mille miglia dal risparmio che si sarebbe potuto ottenere con una riforma adeguata, con trattamenti pensionistici in linea con quelli della gente comune. Non a caso, le forze sindacali e i rappresentanti delle varie categorie di lavoratori rinfacciano alla politica di aver caparbiamente voluto mantenere dei

privilegi che li squalificano agli occhi dei comuni mortali. In quanto – ha ricordato Paolo Mazzalai, presidente di Confindustria – la politica ha perso l’occasione per dare dimostrazione di capire il momento di difficoltà e di crisi che la gente sta vivendo. “Invece – spiega – hanno privilegiato un diritto acquisito, dimenticando la vera sostanza di quello che dovrebbe essere il loro compito: essere alla guida di un popolo, condividendo i momenti difficili”. Ultima ora: Pochi minuti prima di andare in stampa si apprende che sulla vicenda vitalizi ci sarebbero degli indagati in Regione. Rosa Thaler (ex presidente della Regione) e Gottfried Tappeiner presidente di Plensplan Center. Motivo? Avrebbero danneggiato la Regione per oltre 10 milioni di euro. L’ex presidente Thaler avrebbe occultato una consulenza in materia di vitalizi che avrebbe permesso all’ente Regione di non erogare e quindi di risparmiare dieci milioni e 800 mila euro. Erogati invece a 123 consiglieri provinciali. L’ipotesi accusatoria è tutta da verificare e deve passare al vaglio dei giudici. Se ne saprà di più dopo il 5 agosto. Data in cui Thaler e Tappeiner, autore della seconda perizia, saranno sentiti dalla Guardia di Finanza. La periza incriminata allungava a dismisura (di 16 anni) l’aspettativa di vita dei consiglieri regionali e indicava tassi di sconto particolarmente vantaggiosi, applicati poi ai calcoli sui vitalizi d’oro.


Attualità INIZIATIVA VALIDA

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DAL 1 LUGLIO AL 1 SETTEMBRE 2014

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La posta

AGOSTO 2014

LA POSTA

vilgiat@yahoo.it

Caro Adelino, spesso i politici, anche ai tuoi tempi, concludevano ieri e concludono oggi le loro interviste con la frase : “Ognuno, alla fine, dovrà assumersi le sue responsabilità...”. Cosa significhi però non l’ho ancora capito. Ti giri intorno e trovi ingenti opere pubbliche da finire, altre inutilizzabili, cattedrali nel deserto che gridano vendetta al cielo, sì, anche in Giudica-

Perché l’azione della magistratura contabile non persegue con più decisione queste storture amministrative?

Opere e sprechi, ma che dice la Corte dei Conti?

rie. Eppure non ho letto di politici o funzionari puniti per quei finanziamenti inopportuni a dir poco. Ma perché la Corte dei Conti, così attenta alle minuzie dei sindaci che per poche lire vengono condannati, non va a vedere chi ha autorizzato e finanziato opere così costose che poi sono risultate inutili? Un giudicariese “severo”

Amico mio, sarei anch’io severo quanto lei. E ogni volta che mi trovo davanti a questi sprechi mi viene una rabbia che non le dico. Ci vorrebbe un Tribunale speciale per controllare gli errori, i pasticci, le scelte clientelari di certi politici illuminati che finiscono sempre per essere pagate dai cittadini. E la Corte dei Conti credo abbia altri compiti. Quel che è certo è che alla

base di queste situazioni ci sono quasi sempre politici e amministratori che hanno anteposto il loro interesse elettorale infischiandosene del bene comune. Bisognerebbe promuovere un’azione giudiziaria collettiva contro costoro e far pagare loro fino all’ultimo centesimo dei soldi pubblici sprecati e gettati alle ortiche, ma non sembra possibile (?), peccato! (a.a)

Se la Messa diventa un defilè Le riforme sono urgenti, si vada avanti Ma davvero la riforma del Senato apre le porte alla “dittatura”?

Egr. sig. Amistadi, è da tempo che volevo raccontarle un fatto che mi ha dato molto fastidio e che mi ha confermato sulla disgregazione civile oltre che religiosa del nostro tempo. Era maggio e ho partecipato ad una Prima Comunione al mio paese. Siamo in chiesa, c’è un sacco di gente. Dovremmo tutti mantenere un comportamento consono, credenti o miscredenti. Siamo pur sempre in un luogo sacro. Ma non è così. Signore che scambiano la navata per un salotto mondano, gonne inguinali e tacchi da sballo. Signori alle prese con tablet e con discorsi da osteria anni settanta. Bamboccioni che giocherellano con i cellulari e i genitori che sorridono soddisfatti. Ormai siamo alla maleducazione che non risparmia niente e nessuno, vera e propria cafonaggine. Quasi quasi preferisco chiese vuote a tanta ipocrisia. Angela del Chiese Cara Angela, sottoscrivo in pieno la sua irritazione. In certe occasioni purtroppo anche le chiese si trasformano in sconfortanti passerelle della vanità, ove volgarità e indifferenza al

buon gusto ed al buon senso la fanno da padrone. Le parole del sacerdote, la celebrazione, il luogo sacro, per troppe persone, hanno perso qualsiasi significato, sono solo contorno ad una festa più profana che sacra, che, nel caso, lascerà confuso e non poco il ragazzo che per la prima volta si accinge a ricevere l’Eucarestia. Toccherà ai genitori stargli accanto e renderlo consapevole del grande passo che ha segnato la sua giovane vita. Talvolta mi chiedo se questo avviene per stupidità, ignoranza o maleducazione. Sono convinto che si tratti di tutte e tre le cose messe insieme. Forse qualcuno leggendomi non sarà della mia stessa opinione, sono in molti a ritenere che ormai così va il mondo e che occorre essere più tolleranti e farci il callo. Ma io non sono per niente d’accordo, chiamatemi pure antiquato e moralista. Nessuno ci obbliga ad andare in chiesa, ma se lo facciamo, facciamolo con il decoro ed il rispetto dovuti. Ho letto da qualche parte e condivido che la tolleranza è una grande virtù, da esercitare e coltivare. Ma è come il vino, se si esagera, poi fa male. E si trasforma in menefreghismo. (a.a.)

Caro Amistadi, da tempo sei la mia bussola per orientarmi nel mondo della politica. Non mi hai quasi mai deluso, e così oggi ti sottopongo alcune perplessità che ho maturato in questi giorni seguendo la storia senza fine della riforma del Senato della Repubblica, ciò che sta avvenendo nell’aula senatoriale, ha dell’incredibile. Ho paura anch’io che approvando frettolosamente la riforma si corra il pericolo di una deriva autoritaria, non sono d’accordo con chi dice che ormai la dittatura in Europa sia un pericolo superato. Quel che succede in Senato, per me, in questi giorni, non vuole frenare le riforme, ma con pesi e contrappesi, cercare di garantirci l’oggi e il domani liberi e sereni il tuo amico Carlo Caro amico, non c’è niente di superato, né di garantito, quando si parla di libertà e democrazia. Ma di solito, all’origine della nascita delle dittature, c’è innanzi tutto l’ “incasinamento” del sistema democratico. Se il sistema

non funziona, non sa dare risposte adeguate, nei tempi giusti, alle esigenze di cambiamento, quando a uno Stato viene impedito di fare le riforme necessarie, quando la politica e i politici hanno perso ogni credibilità, quando non si tiene conto della gente che protesta, ecco che si fa avanti il verme dell’autoritarismo. Questo è, oggi, il problema centrale dell’Italia. Già sono in molti a dire :”In Italia ci vorrebbe un De Gaulle!” Ma, credimi, l’idea che l’abolizione del Senato elettivo possa portarci su strade deviate, a me sembra una sciocchezza grande come una casa. Anzi! E che lo dicano i 5 Stelle e la Lega, simpaticamente alleati, è tutto da ridere dato che sono loro che hanno trasformato il nostro Parlamento in un verminaio senza capo nè coda. Mi preoccupa invece che nel nostro Paese stia andando un po’ tutto a catafascio: tutti comandano e nessuno obbedisce, tutti fanno gli affari propri e nessuno pensa al bene comune, tutti dicono che bisogna cambiare registro

e poi nessuno cambia, mentre sarebbe urgente rivoltare l’Italia come un calzino. L’incapacità cronica di non saper metter mano alle riforme, di non saper adeguarci ai tempi moderni in continua evoluzione, ci ha portato alla crisi in cui siamo. Purtroppo, le resistenze al cambiamento, pur essendo incomprensibili, sono sempre più forti fra quei quattro “magnaccia” che dominano, “sguazzandoci”, la politica e la burocrazia nazionale. Le riforme sono urgenti, tutte, e devono essere fatte, pur con ogni precauzione possibile, è opportuno che esse siano approfondite e discusse e soprattutto quanto più possibile condivise. Ben vengano i pesi e i contrappesi così cari ai frenatori, purché non condannino il Paese all’immobilismo e all’impotenza, davvero disastrosi in questo periodo. Il tempo del confronto deve, ad un certo punto, lasciar spazio al tempo delle decisioni e della responsabilità. La vera democrazia è questa Adelino Amistadi.

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La posta

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Punto nascite diTione liquidato troppo velocemente La testimonianza di una donna giudicariese:«Decisione troppo fredda e burocratica, senza una valutazione umana delle conseguenze» Infatti, Lei Assessora ha preso atto del calo delle nascite nell’ospedale di Tione e verificando che gli standard non erano rispettati ha fatto la cosa più semplice, quella di decidere di sopprimere il Servizio. Penso invece che Lei in 9 mesi di governo del settore della Sanità trentina avrebbe dovuto capire le criticità dell’ospedale e

Gentile Assessora Donata Borgonovo Re, c’è chi ha definito la sua decisione di chiudere il punto nascita di Tione come un atto di coraggio. Non mi sembra di poter condividere questa opinione poiché mi pare una decisione burocratica e fredda, senza una valutazione umana di ciò che rappresenta dare corso ad un insieme di iniziative tali da consentire una gestione dei Servizi efficace e sicura. In realtà, già prima di Lei erano stati assunti degli impegni tra Azien-

da sanitaria e Comunità di Valle, per migliorare il Servizio del punto nascita, che nessuno ha rispettato. Si è dunque scientemente indebolito il Servizio

il momento del parto nella vita familiare e personale. In quei momento bello e delicato si desidera il conforto di chi fa parte della tua vita ( figli e marito... ) e non è tranquillizzante percorrere e far percorrere molti chilometri a chi partorisce e ai familiari. tanto da indurre insicurezza sul futuro e contribuendo a diffondere allarmismi, cosicché più della metà delle partorienti, potendoselo permettere, ha scelto altri

vinzione che ci sia una volontà di smantellare totalmente i presidi sanitari periferici. Ed ancora una volta si conferma che la politica non si preoccupa di garantire diritti uguali ai Trentini che abitano nelle Valli rispetto a quelli che vivono in città.

ospedali. Ma ciò che preoccupa ancor di più è il clima che si respira in Valle circa l’intera struttura ospedaliera e in molti cittadini c’è la con-

Marcella Scalfi

La mia Dolomitica... è proprio mitica! Oltre ai campioni c’eravamo anche noi – diario di un normale partecipante alla gara di mtb

La macchia multicolore si allunga in un sinuoso serpentone che sguscia rapido tra le vie di Pinzolo. Poi su, verso Massimeno. Km 3: discesa. Mi lancio lungo il tracciato superando svariati corridori. Ches: Inizia la prima vera asperità di giornata: curva a sinistra, curva a destra: affrontiamo la salita verso passo Daone. Davanti a me la macchia di ciclisti che arranca occupa l’intera sede stradale. Accelero l’andatura. Mi insinuo tra maglie e biciclette con maestria: sembra il mio mestiere. Km 13: imbocchiamo una strada che da asfaltata diventa sterrata ritornando verso Bocenago. Il mio ritmo si è adeguato al flusso degli altri ciclisti. Rifiato. Il bello deve ancora venire. Km 19: l’inferno è in Val Rendena, ha il fondo in pietrisco e pendenze improbabili. Svolto a destra e me lo trovo davanti. Prendo la rampa di slancio ma mi arrendo dopo pochi metri: scendo e spingo come fanno tutti. Minuti interminabili. I polpacci sono al massimo dello sforzo per la pendenza e l’aderenza è difficoltosa. Conosco il percorso: il vantaggio di chi corre in casa. Risalgo in sella e proseguo. Km 24: il sentiero è viscido e fatico ad avanzare tra radici e sassi. Vedo la Madonna: si tratta della cappella a lei dedicata. Prato. Sentiero. Respiro profondo. Discesa infida direzione Valagola. Rimbalzo come una palla ad ogni minima asperità. Pneumatici troppo gonfi: il peso dell’inesperienza. Supero il lago. Rischio ma non cado. Ci ha pensato quella Madon-

di Andrea Tomasini Domenica 29 giugno, ore 6.00: suona la sveglia. E’ il grande giorno. E’ la mia prima partecipazione ad un evento così importante. 7.30: Pinzolo. Il clima è surreale. Si respira un intenso profumo di sport. Sistemo il mio fedele destriero. Se la caverà lungo un percorso tortuoso disseminato di sassi e radici?

Km 0: 8.30. Tutti ammassati in un recinto composto da transenne, sembriamo porcelli in attesa della mattanza. Prima partono quelli del percorso lungo (Rock). Poi partiamo noi del Pop. Davanti a me intravvedo un paio di volti noti. Li rivedrò solamente al traguardo davanti a un piatto fumante di polenta carbonera. Partiamo.

na la su. Km 38: sto salendo verso Madonna di Campiglio, la strada è sterrata e comincia una leggera ma fastidiosa pioggerellina. Dei gradoni in mezzo a una strada? Scendo. Un crampo attanaglia il mio polpaccio sinistro. Prendo la bicicletta in spalla e affronto i gradoni con la gamba buona trascinandomi quella dolorante. Riparto. Km 41: zona Fortini: rifornimento e the caldo. I “rockettari” svoltano a destra. Noi “poppisti” a sinistra. Si percorre un

pezzo di pista che in estate sotto un’incessante pioggia diviene fango. Le ruote sono incollate al terreno. Si avanza a stento. Scendo

nuovamente. La mia velocità a piedi equivale a quella di chi prova per orgoglio a pedalare. Asfalto. Rimonto in sella.

Festa dell’agricoltura, palio e poesia Va in scena a cavallo del Ferragosto la Festa dell’Agricoltura, fra Vigo Lomaso e Dasindo, da mercoledì 13 agosto a domenica 18. La fattoria degli animali, la gincana dei trattori per i bambini, il Palio dell’Assunta e il derby dei cavalli avelignesi, la cucina fornitissima di piatti tipici, la “Magnacorta dei pancelonghe del Lomas” tornano gli appuntamenti consueti di una delle feste fra le più popolari e partecipate delle Giudicarie. Torna anche la solidarietà per suor Pierina, missionaria in Sudan, che quest’anno arriverà dal Festival di beneficienza dedicato ai duetti più belli di tutti i tempi, nella prima

sera della festa. Abbinata alla manifestazione c’è in questa nuova edizione anche una novità letteraria: è stato indetto un concorso di poesie dialettali il cui vincitore verrà proclamato durante la manifestazione, in un momento specialmente dedicato alla poesia. L’associazione Festa dell’Agricoltura, in collaborazione con Co.P.A.G. e l’Unione Allevatori delle Giudicarie Esteriori organizza anche per sabato 16 agosto, alle 9.45 una conferenza di approfondimento dal titolo “Agricoltura: protagonista di futuro”. (d.r.)

Km 43: Discesa che porta verso la piana di Nambino. Bagnata sembra un’altra strada. Il fango mi schizza sugli occhiali. Li abbasso leggermente sul naso: sono divenuti dei paraspruzzi. Km 48: breve tratto in falsopiano, poi nuovamente discesa. Non è bellissima. Le braccia e le mani sono affaticate. La melma limita la visuale. Alcuni concorrenti mi superano a velocità tripla. Come fanno ad essere così freschi? Io sono finito. Riacquisto un barlume di lucidità: si tratta degli atleti del percorso “rock” di ritorno dal Graf-

fer che mi hanno raggiunto e superato come una Ferrari supererebbe un Pandino. Km 56: Mavignola. Un altro concorrente mi raggiunge. Affrontiamo l’ultimo tratto di gara insieme. E’ più possente di me. Fatico a tenere la sua ruota. Km 65: siamo sul rettilineo d’arrivo. L’uomo col pizzetto mi ha preso qualche metro nell’ultima discesa. Sono stremato. Aumento l’andatura. La sua sagoma si ingrandisce sempre più. Lo sto per raggiungere. Quaranta metri, trenta, venti. Ce l’ho nel mirino. Arriva il traguardo. Sono dietro. Ci diamo la mano. Centoundicesimo e centododicesimo: metà classifica. Non è andata male: io e il mio destriero siamo in buona salute. Due soddisfatte maschere di fango. Un grazie a tutti.

Tione, tutto pronto per il Defilè 2014 Tione, moda e una notte d’estate: questi gli ingredienti per una delle serate più attese della stagione estiva tionese. L’ormai “storico” Defilè, organizzato dall’Associazione Le Botteghe di Tione, è infatti alle porte e molti negozianti del paese si stanno preparando all’evento dove presenteranno le loro linee di abbigliamento, indossate quest’anno da modelli esclusivamente locali. Saranno infatti ragazzi e ragazze giudicariesi a portare in sfilata il tutto, e molti sono già stati “arruolati” dai tredici espositori aderenti all’iniziativa. Alle 21 di giovedì 7 agosto il centro di Tione sarà quindi animato dalla collaudatissima sfilata estiva, dove non mancherà anche qualche “sorpresina” da parte dei commercianti per tutti i presenti. La location rimane la stessa degli altri anni, ovvero la rappresentativa e coreografica piazza Cesare Battisti. In caso di maltempo l’evento si trasferirà invece al palazzetto del tennis. Tutto è stato previsto.Ma le iniziative dell’Associazione Le Botteghe di Tione non si fermano qui, e per tutto agosto il paese sarà animato da eventi a 360°, come si può evincere dal calendario eventi che riportiamo sotto. (a.g.)


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Gdg agosto 2014  
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