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Le buone azioni che contano Le buone azioni per la crescita del nostro territorio

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Le buone azioni che danno valore al tuo futuro 

Giudi iudicarie

il

iornale delle

AGOSTO 2020 - pag.

EDITORIALE

Gli Stati Uniti alle urne di Adelino Amistadi

Siamo in piena estate e forse è opportuno che ci prendiamo una pausa. Cambiamo discorso, basta con la politica nostrana che ormai ci ha stufato, sempre le stesse cose, litigi a destra e a sinistra, giravolte e ripensamenti. Tutto un giro tondo. Di queste cose ce ne siamo occupati per mesi interi, ma sembra che non cambino mai, i soliti protagonisti nel bene e nel male, la solita solfa che ormai ci ha tediato, e allora cambiamo argomento, meglio ancora, cambiamo Paese, andiamo in America, negli Stati Uniti dove le cose sono ancora più confuse, ci sono già in itinere le elezioni per la nomina del Presidente e nel frattempo la pandemia del covid-19 sta dilagando in ogni parte degli States con centinaia di migliaia di morti e milioni di contagiati. Gli Stati Uniti mi sono sempre stati nel cuore, li ho visitati sei o sette volte, percorrendoli da nord a sud, da est a ovest, frequentando paesi e città, da New York a San Francisco, da Denver a Chicago, da Cleveland a Dallas, confermandomi sempre più nella mia prima impressione avuta con il primo viaggio da quelle parti. Gli Stati Uniti sono un enorme paese e una grandissima potenza con una popolazione di oltre 320 milioni d’abitanti dal carattere bislacco e stravagante. Accanto a città con eccellenze di modernità inimmaginabili, regnano indisturbate regioni immense ancora scarsamente abitate e dove permangono le tradizioni dei primi coloni, la loro cultura ed il loro modo di vivere, che poco hanno a che fare con la modernità. A pag. 16

Le buone azioni che contano

Le buone azioni per la crescita ������� ����������� del nostro territorio ������� ����������� ����������� ����� Le buone azioni ����������� �������

Mensile di informazione e di approfondimento

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ANNO 18 - AGOSTO 2020- N. 7 - MENSILE

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FONDATO NEL 2002 - Distribuito da

In Giudicarie tante liste uniche e rinunce dopo il Covid-19

Elezioni, difficile trovare chi vuol amministrare i Comuni

A Pagina 8

L’Aquila di San Venceslao al nostro don Marcello Farina

EUROPA

Il dono della pace di Paolo Magagnotti

A pag. 12 Attualità

Orso, diteci la vostra

A PAGINA 10

Riforma istituzionale

Le Comunità cambiano A PAGINA 6

TURISMO Le Giudicarie in numeri A pag. 28

Nei giorni scorsi l‘attenzione dei media europei è stata concentrata sulla lunga maratona diurna e notturna dei 27 capi di Stato o di governo dell’Unione europea riuniti a Bruxelles nel Consiglio europeo per trovare un accordo sui fondi da mettere a disposizione dei Paesi colpiti da coronavirus per aiutarne la ripresa economica. L’intesa, come sappiamo, è stata faticosamente raggiunta, ed ora, se nel Parlamento europeo la approverà, un’ enorme quantità di denaro potrà essere disponibile sulla base di un debito comune del quale si faranno garanti tutti gli Stati riuniti nell’Unione europea.

A pagina 15

Attualità

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LA ��������������������� LETTERA. Utetd in pericolo ������������������������������������������������� Scuola A pag. 38 ����������������������������������������������

A PAGINA 9

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SOCIETÀ Adolescenti e difficoltà sociali. ������������������������������������������������� ������������������������������ A pag. 18

A PAG. 6

ESTATE Le proposte culturali della Valle del Chiese A pag 34 PORTO FRANCO Orsi sì, orsi no A pag. 8 GIOVANI InPrendi, sei giovani per sei idee d’azienda A pag 17

PER LA VOSTRA PUBBLICITÀ SUL GIORNALE DELLE GIUDICARIE sponsorgdg@yahoo.it - 3356628973 - 338 9357093


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Rassegna Stampa

AGOSTO 2020

A cura della REDAZIONE

RASSEGNA STAMPA LUGLIO 2020

DALLE GIUDICARIE DALLA PROVINCIA Scuola, approvato il Piano operativo per le riaperture di settembre I cardini per la ripresa saranno: scuola in presenza e conferma del tempo scuola ordinario, crescita delle classi (+ 10% circa, pari a 260-70 in più rispetto a quelle attuali), riduzione del numero medio degli alunni /studenti per classe e conseguente assunzione di nuove risorse professionali, stimate in circa 500 unità. Per quanto riguarda la fascia 0-6 l’Azienda sanitaria ha definito alcune importanti indicazioni per la riapertura a settembre di questi servizi, con particolare riferimento ai rapporti educatore/ insegnante e bambini, che possono ritornare a quelli in vigore prima dell’inizio della pandemia. Sulla base di tali indicazioni per la scuola dell’infanzia la Giunta provinciale ha comunque stabilito una riduzione dei parametri attuali di bambini per sezioni, portandoli da 25 a 22 per sezione.

Una Tosa da record in 3h 28min 26 sec: Cesare Maestri con Francesco Puppi 3.173 m di altitudine. 2.100 m il dislivello. 32 i km. Un percorso con tratti tecnici, difficili, su ogni tipo di superficie (#anysurfaceavailable): asfalto, roccia, sentiero, neve. Un’impresa che ha dell’incredibile ma che i due atleti Nike Trail, Cesare Maestri e il compagno azzurro Francesco Puppi hanno sfidato segnando in 3 ore 28 minuti e 26 secondi la FKT (Fastest Known Time, il miglior tempo conosciuto) da Madonna di Campiglio alla Cima Tosa e ritorno. Apt Terme di Comano Dolomiti di Brenta, Susanna Serafini è la nuova Presidente Il CdA dell’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta ha nominato i nuovi vertici. Susanna Serafini guiderà l’azienda in questa particolare stagione. Susanna Serafini, di professione architetto, ha al suo attivo esperienze istituzionali con ruoli all’interno dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento, dove è stata consigliere e poi presidente dal 2015 al 2019. L’interesse nel dibattito per la qualità dell’architettura e dei processi ad essa correlati è ora al centro del suo impegno in organismi provinciali quale membro del Forum dell’Osservatorio del Paesaggio della Provincia di Trento. Alla vice-presidenza è stata nominata Elena Andreolli, consigliere delegato dell’Azienda Termale. Una laurea pieni voti in ingegneria gestionale con una specializzazione nella gestione dell’innovazione, è stata individuata per le competenze e l’esperienza maturata alle terme ma, prima ancora, in Trentino Sviluppo dove si è occupata di servizi a supporto della crescita delle aziende trentine per poi passare

allo start-up di impresa, accompagnando le realtà nello sviluppo del piano di business e nelle opportunità offerte dal territorio. Raffaella Marini è la nuova presidente della Famiglia Cooperativa Valle del Chiese. Testimone passato da Michele Pernisi, bilancio 2019 positivo - Cambio al vertice della Famiglia Cooperativa Valle del Chiese. La nuova presidente è Raffaella Marini. Ha raccolto il testimone di Michele Pernisi. Confermata la vicepresidente Daniela Cortella. Le due nomine in occasione della prima riunione del consiglio di amministrazione eletto dall’assemblea dei soci. La neopresidente Marini ha espresso “la volontà di impegnarsi per la valorizzazione dei punti di forza della cooperativa: il legame con i soci forte elemento identitario da rafforzare e innovare, il valore delle collaboratrici e dei collaboratori, protagonisti del servizio ai soci e clienti, la qualità dei prodotti e il marchio Coop, elemento distintivo rispetto a salute e ambiente”.

Un nuovo focolaio Covid-19 in Vallagarina Il 18 luglio è stato individuato un nuovo focolaio della malattia fra i dipendenti di un polo logistico di Rovereto: dopo i primi tre casi individuati, tutti di operai impegnati nello stesso turno notturno, sono state avviate le procedure di messa in sicurezza con tamponi effettuati su tutti gli operai della ditta e la messa in quarantena. “Ri-emergere”: i dati dei 21.626 questionari compilati durante il lockdown Dalle risposte emerge come al 62,4% dei bambini fra i 5 e gli 8 anni non sia piaciuto il “nuovo modo” di studiare e il 74,2% si è dichiarato triste del fatto di non frequentare più la scuola. I giovani fr ai 9 e 19 anni hanno sentito maggiormente la mancanza di incontrare gli amici e di potersi muovere liberamente. Dai questionari emerge che circa il 42% degli occupati ha lavorato in smart working e il 35% nella sede abituale. Quasi l’11% si trovava in cassa integrazione. Gli adulti si sono mostrati preoccupati per gli effetti che l’emergenza Covid-19 avrà sulle loro vite, sulle vite dei loro figli e dei genitori anziani. L’elemento di maggiore preoccupazione riguarda tuttavia l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle condizioni sociali e sul sistema economico provinciale, oltre che sulle modifiche delle abitudini sociali. I genitori di bambini da 0-4 anni hanno notato dei cambiamenti nei comportamenti dei propri figli: il 72,7% il maggior bisogno di vicinanza al genitore, il 50,8% esplosioni di rabbia o maggiore irritabilità, il 39,2% la perdita di abitudini, il 35,8% la difficoltà ad addormentarsi o maggiori risvegli durante la notte, il 33% la

difficoltà a rispettare i nuovi ritmi quotidiani della famiglia, il 24,9% l’aumento di paure e il 24,2% regressioni di alcuni comportamenti. Comparto turistico-ricettivo e commercio, in arrivo due bandi Sono in arrivo due bandi per gli investimenti, uno per la riqualificazione del comparto ricettivo, l’altro pensato per dare nuova linfa al piccolo commercio, di vicinato. Un milione di euro sono stati stanziati per incentivare l’apertura di piccole attività commerciali nei centri storici. Cinque milioni di euro andranno a sostenere interventi nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere: lavori di rifacimento di camere e bagni per le strutture più piccole e che più fanno fatica a investire; interventi di miglioramento di spazi comuni, hall, sale colazioni, centri benessere, spazi esterni e altri servizi che necessitano di una riqualificazione; interventi di completamento o adeguamento della struttura in risposta alle esigenze del mercato, in base quindi ai specifici target di prodotto desiderati o con l’intenzione di raggiungere particolari nicchie di mercato. Si tratta ad esempio di costruzione di centri benessere, di locali per il deposito di sci o bike, parco giochi Scuola, confermati i dirigenti scolastici per l’anno 2020-2021 La giunta provinciale, tenendo conto del quadro normativo e contrattuale, ha previsto una sostanziale continuità degli incarichi dirigenziali relativi alle istituzioni scolastiche del Trentino. Sono soltanto 11 i nuovi incarichi derivanti dai collocamenti a riposo cui si aggiungono i nuovi incarichi per tramite di assunzioni dalla graduatoria concorsuale. I nuovi incarichi riguardano l’istituto Comprensivo di Mezzocorona, dove assume l’incarico Paola Sigmund che subentra al professor Andrea Bezzi, incaricato della direzione dell’Istituto Tambosi di Trento. All’Istituto Comprensivo di Brentonico viene incaricata la professoressa Enrica Rigotti. Laura De Donno e Sandra Lucietto, assumono l’incarico, rispettivamente, per gli Istituti Comprensivi di Trento 1 e Trento 2. Le nuove assunzioni riguardano invece Maura Maino, incaricata all’Istituto Comprensivo di Ala, Romeo Collini per quello del Chiese, Luigi Vitullo per Borgo Valsugana, Stefano Morelato per Pergine 2, Gabriella Vitale per l’Istituto Comprensivo Vigolo Vattaro e Bruno Gentilini all’Istituto comprensivo Centro Valsugana. Al Liceo Prati di Trento Paola Baratter prende il posto del professor Paolo Dalvit che viene collocato a riposo.

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Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro Il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo. Per segnalare critiche, suggerimenti, disguidi nella spedizione è possibile chiamare il numero della cooperativa: 0465-326420 oppure quello del Giornale delle Giudicarie, 0465322934, oppure via mail all’indirizzo: redazionegdg@yahoo.it.


AGOSTO 2020 - pag. Maurizio Fuga

Ribalto

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AGOSTO 2020

Si avvicinano le elezioni, tanto attese dopo lo stop improvviso e a suo modo storico, causato dalla pandemia di coronavirus. Eppure, in un trend tristemente consolidato che non si scopre certo oggi ma oggi si aggrava, i candidati sono sempre meno. La disaffezione per la politica e per l’amministrare è diffusa in tutta la valle: si faticano a costruire le liste, il ricambio dei giovani è poco, tanti amministratori, in particolare fra chi più si è speso in ruoli come l’assessore, hanno deciso di lasciare dopo un mandato amministrativo. Governare è faticoso, più che in passato, le ragioni le abbiamo chieste a quattro sindaci che non parteciperanno alla prossima tornata elettorale. E partendo dall’esperienza che hanno maturato abbiamo chiesto loro di dare qualche consiglio a chi chiede il voto dei cittadini per occuparsi dell’amministrazione dei beni comuni e qualche idea a chi, in Provincia in questo caso, si sta occupando della riforma istituzionale.

Tavola Rotonda: Comuni in Giudicarie Eugenio Antolini, sindaco di Tione, eletto lo scorso anno

«Creare paesi a misura d’uomo, all’interno di un’ottica comunitaria» Com ‘è la situazione nei comuni in questa fase di post Covid? La situazione nei comuni, in questo periodo di post Covid, è buona; dal momento che si stanno mantenendo le precauzioni necessarie, dettate principalmente dai vari protocolli provinciali e nazionali, al mantenimento di un quadro generale stabile e sicuro. Che difficoltà ha incontrato nell’amministrare durante il suo mandato? Fino ad ora, nonostante le vicissitudini avverse susseguitesi negli ultimi quindici mesi, in particolare Vaia e Covid, non ho riscontrato particolari difficoltà nell’amministrazione; al contrario, questi mesi difficili hanno contribuito a fare in

particolarismi locali, guidati dalle amministrazioni comunali, possano essere protagonisti dello sviluppo socio-economico del territorio di competenza.

modo che ogni amministratore desse il meglio di sé, legando in maniera più forte e solidale i vari comuni. C’è una riforma degli enti locali in atto: le Comunità sono destinate

a cambiare, le gestioni associate sono state sospese. Cosa auspica che porti il riassetto amministrativo? Auspico che porti ad una sburocratizzazione del sistema; e che, all’interno delle varie comunità, i

Quali prospettive future hanno oggi un sindaco e la giunta comunale di incidere sul territorio che sono chiamati ad amministrare? Io credo che, oggi più che mai, le amministrazioni comunali debbano incidere sullo sviluppo del proprio territorio, sfruttando un momento storico, come quello in cui ci troviamo, in cui le comunità sono quanto mai aperte alle novità e agli investimenti socio-territoriali. Gli amministratori si devono, dunque, impegnare, in un’ottica di sviluppo sul lungo periodo, a creare paesi a misura d’uomo,

che valorizzino il singolo, ma sempre all’interno di un’ottica comunitaria. È, quindi, fondamentale, agire tempestivamente, senza demandare agli altri le questioni importanti, portando investimenti sul territorio, che valorizzino le peculiarità intrinseche di ogni comunità. Che consiglio darebbe ai futuri amministratori? L’unico consiglio che mi sento di poter dare agli amministratori del futuro è quello di cooperare tra loro in maniera solidale, senza invidie e pregiudizi, investendo le migliori risorse umane all’interno degli enti comunali e sovracomunali che mi auguro possano avere il coraggio di scelte importanti in un periodo così particolare e difficile come questo.

Guido Botteri, sindaco di Strembo, lascia dopo 35 anni in amministrazione

«Più autonomia decisionale alle giunte, che si possa almeno mettersi in gioco» Com’è la situazione nei comuni in questa fase di post Covid? La situazione è abbastanza pesante, perché non riusciamo a dare ai nostri cittadini un servizio come era prima. È chiaro che con lo smart working si lavora da casa e manca il dialogo con i cittadini. Il tema primario è quello dei tributi dove le dipendenti stanno lavorando da casa e il cittadino ha chiaramente una difficoltà a trovare tutto come si faceva prima. La situazione si sta risolvendo ma c’è stato un periodo difficile. Poi la gestione dell’azione 19 ha subito dei ritardi un po’ come tutto quanto durante il lockdown. Che difficoltà ha incontrato nell’amministrare durante il suo mandato? Il cittadino spesso non si rende cono di tanta buro-

crazia che fa ritardare servizi e opere al di là dell’impegno dell’amministratore che prova a portarle a termine. Si vorrebbe tutto e subito o almeno nei tempi che i privati hanno in mente, e da fuori non ci si rende conto dei tanti paletti che vanno superati da un amministratore pubblico anche per fare la più semplice delle cose. C’è una riforma degli enti locali in atto: le Comunità sono destinate a cambiare, le gestioni associate sono state sospese. Cosa auspica che porti il riassetto amministrativo? Io mi augurerei che si possa fare qualche passo indietro, in senso buono, e ogni amministratore potesse tornare a gestire il suo Comune con un grado di autonomia e capacità di appaltare in tempi ragionevoli superio-

re a quanto accade ora. E se lo desidera possa entrare in convenzione con i Comuni limitrofi su alcuni servizi. Quali prospettive future hanno oggi un sindaco e la giunta comunale di incidere sul territorio che sono chiamati ad amministrare? Credo che un sindaco e una giunta possano aspirare a

gestire il proprio territorio, ma serve meno burocrazia e più autonomia e autore-

volezza. La burocrazia è quella che oggi mette in crisi i comuni, grandi o piccoli che siano. Credo che quell’autonomia che avevamo una ventina di anni fa, almeno una parte, debba essere restituita agli amministratori locali: se si faranno errori poi se ne risponderà, ma almeno ci vuole lo spazio per poter provare a realizzare ciò che si ha in mente quando ci si presenta alle elezioni, cosa che oggi è difficile. Che consiglio darebbe ai futuri amministratori?

Posso augurare solo buona fortuna e di riuscire a portare a termine quello che hanno messo in programma. Che è già un successo, considerando le difficoltà dell’amministrare oggi. Un consiglio è difficile da dare, ma i nuovi è giusto che vadano avanti con quello che hanno in mente per il loro paese. Dopo 35 anni di amministratore, da consigliere a sindaco, credo che oggi i consigli vengano poco accettati quindi mi limito ad un augurio che si faccia il meglio possibile.


Tavola Rotonda: Comuni in Giudicarie Com’è la situazione nei comuni in questa fase di post Covid? Dopo un periodo veramente difficile caratterizzato da un clima di paura e di tensione per la salute propria, dei propri familiari o degli amici e anche di forte apprensione per la perdita del lavoro la situazione oggi è decisamente cambiata. Le attività lavorative sono riprese, le persone sono tornate alle loro abitudini, frequentazioni e impegni. Per alcune persone, i mesi terribili di marzo e aprile sono un ricordo ormai lontano, per altri invece quel tempo è una ferita ancora dolorosamente aperta. A ricordare comunque a tutti che quanto accaduto non è stato solo un incubo sono le mascherine che compaiono ancora sul volto della gente. La voglia di normalità e di relazioni è molto forte in tutti ma purtroppo, e questo lo vedo soprattutto nei giovani, non trova una giusta corrispondenza con il rispetto del distanziamento interpersonale o dell’uso della mascherina. E se per molti giovani sembra che tutto sia passato, in molti adulti è invece presente la paura per il futuro: vi è infatti la preoccupazione che il prossimo autunno con i primi freddi possa ritornare la diffusione del virus. Cominciare nuovamente con tutte le misure restrittive dei mesi passati sarebbe veramente un duro colpo per tutti. Che difficoltà ha incontrato nell’amministrare durante il suo mandato? Sono stati anni davvero impegnativi. Mi sono catapultato nell’esperienza di sindaco di punto in bianco senza avere fatto precedentemente un percorso politico amministratiCom ‘è la situazione nei comuni in questa fase di post Covid? Ora la situazione è molto più serena rispetto all’emergenza, ma non per questo dobbiamo pensare che sia tutto finito e abbassare la guardia. Ritengo che molti sacrifici, sociali ed economici siano stati fatti ma dobbiamo porre molta attenzione e non dimenticare quanto successo. Allo stesso modo ritengo che si debba fare uno sforzo come amministratori locali per attivare sinergie e mutualità nelle comunità che possano dare alla persone più bisognose e fragili un aiuto concreto e reale. Per quanto riguarda l’economia reale i comuni possono essere volano per investimenti in tempi brevi e dare alle nostre attività la possibilità di lavorare. Che difficoltà ha incontrato nell’amministrare durante il suo mandato? Amministrare non è cosa semplice, ma ritengo che non possiamo ridurre gli amministratori locali a dover essere gli ultimi baluardi a difendere la cosa comune e le nostre comunità.

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Il sindaco Claudio Pucci lascia il passo a Borgo Chiese

«Il primo requisito da avere per amministrare è il tempo» vo. Pur essendo consapevole di questi limiti ho accettato ugualmente di candidarmi perché credevo di potere offrire il mio contributo di mediatore in una fase delicata quale era quella della fusione dei tre comuni di Brione, Cimego e Condino. Ho faticato certamente molto. La macchina amministrativa funziona secondo meccanismi davvero complicati e spesso interdipendenti. Solo chi li vive dall’interno li conosce veramente. Da fuori tutto sembra più semplice. Il ruolo degli amministratori nelle nostre piccole comunità è davvero complesso. Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare semplicemente di “comandare”, di prendere decisioni o di decidere priorità e poi tutto fila da sé. Amministrare nelle realtà come le nostre significa dover continuamente accompagnare la macchina amministrativa in tutti gli aspetti da quelli più piccoli a quelli più grandi. Si deve costantemente verificare che tutto stia procedendo per il meglio senza intoppi. A ciò si aggiungono i continui adempimenti burocratici che richiedono tempi sempre più lunghi. Alcuni uffici poi si trovano in costante affanno perché al lavoro ordinario si aggiungono

continue urgenze. C’è una riforma degli enti locali in atto: le Comunità sono destinate a cambiare, le gestioni associate sono state sospese. Cosa auspica che porti il riassetto amministrativo? Ritengo che le Comunità di valle abbiano funzionato bene. Almeno nelle Giudicarie penso che la Comunità abbia svolto bene il proprio compito: è riuscita a gestire al meglio i vari servizi ma soprattutto è riuscita a tenere uniti i “diversi” ambiti cercando sempre di trasmettere una visione unitaria della valle. Auspico che riprendano le fusioni. Sono convinto che siano la strada giusta per affrontare il periodo storico che stiamo vivendo. Le fusioni sono per-

corsi faticosi ma permettono di avere una visione più corretta della realtà. Di fronte a un mondo sempre più interdipendente non si può pensare che ci si possa dedicare solamente al proprio piccolo territorio. Basta guardare al problema dello spopolamento. Da soli non si può farvi fronte. Mettersi insieme permette di condividere strategie, azioni e risorse. Sono convinto che si possano mantenere le persone sul territorio o attirarne di altre se si è in grado di offrire servizi efficienti e al passo con i tempi. Ciò è possibile solamente se si hanno a disposizione risorse economiche e strutture adeguate. Insomma essere uniti significa avere da una parte una visione più completa e dall’altra maggiore forza.

Quali prospettive future hanno oggi un sindaco e la giunta comunale di incidere sul territorio che sono chiamati ad amministrare? Oggi più che mai credo che un’amministrazione comunale, pur con i limiti che possa avere, sia lo strumento più concreto e influente che permette ai cittadini di abitare il territorio. Scelte politico amministrative intelligenti, lungimiranti, scelte che vanno oltre l’immediato bisogno, anche quando possono sembrare impopolari, contribuiscono da una parte a creare i presupposti per affrontare le sfide del futuro, dall’altra, quando si rivelano positive, aiutano ad acquisire un profondo attaccamento al proprio territorio e un forte senso di appartenenza alla comunità, fondamentali condizioni per vivere bene. Insomma essere amministratori è veramente una responsabilità alta. Chi se ne assume l’onere ha veramente nelle mani il futuro della propria gente. Che consiglio darebbe ai futuri amministratori? Il primo requisito che un amministratore deve avere è quello di disporre di tempo. Se un aspirante amministratore intende ricoprire ruoli operati-

vi come quello di assessore e sa di non avere molto tempo perché ha impegni inderogabili o pensa che amministrare richieda lo stesso impegno della partecipazione ad una realtà associativa o purtroppo pensa che sia sufficiente mettere a disposizione della comunità solo i ritagli del proprio tempo, secondo me, sono lapidario, è meglio che non si candidi. L’impegno nell’amministrazione pubblica e, ripeto, mi riferisco in particolare all’incarico in giunta (o anche a qualche delega particolare) richiede un importante investimento di energie. Non si possono fare le cose in maniera approssimativa. Le richieste dei cittadini e della macchina amministrativa sono sempre maggiori, complesse e diversificate. Gli amministratori poi sono spesso investiti di problematiche che neppure appartengono alla sfera pubblica ma alle quali devono in qualche modo provare a rispondere. Insomma chi decide di mettersi al servizio della propria comunità deve sapere che la legislatura che lo attende sarà un momento in cui dovrà affrontare tante problematiche, dare molto tempo ed energie con un forte senso del dovere.

Alberto Iori, sindaco di Bleggio Superiore

«Le Comunità devono diventare utility degli enti locali» Dobbiamo snellire la macchina amministrativa per non perdere l’obbiettivo più nobile di dare prospettiva alla programmazione e lungimiranza alle scelte. Molte volte per risolvere piccole problematiche, si perde la visione d’insieme delle scelte e di conseguenza si sprecano energie. C’è una riforma degli enti locali in atto: le Comunità sono destinate a cambiare, le gestioni associate sono state sospese. Cosa auspica che porti il riassetto amministrativo? Le Comunità devono svolgere un ruolo di regia e programmazione territoriale, ma devono essere guidate

dagli amministratori comunali. In questo modo le Comunità diventano delle utility degli enti locali con però una programmazione sovracomunale dei servizi, urbanistica e sociale. Sono convinto che le buone pratiche e il travaso di esperienze amministrative debbano essere messe in rete, in modo particolare ritengo che debba essere ridiscussa la modalità di raccolta dei rifiuti e riorganizzata la gestione degli appalti e dei servizi, per ottimizzare le risorse. Quali prospettive future hanno oggi un sindaco e la giunta comunale di incidere sul territorio che

in team con chiare competenze e obiettivi condivisi. Le competenze sono tante e le professionalità che bisogna interconnettere sono sempre più numerose. La capacità di tessere rapporti e sinergie è l’unica strada che permette di giungere a risultati con tempi ed energie programmati. Oggi la gestione del tempo è molto importante, delegare e lavorare in squadra è la ricetta giusta.

sono chiamati ad amministrare? Un sindaco oggi può incidere sulle scelte solamente

se determinato e preparato. La chiave di volta per un amministrazione ( sindaco e giunta ) è quella di agire

Che consiglio darebbe ai futuri amministratori? Non ho mai dato consigli, ritengo che amministrare sia un modo per dare il buon esempio e mettersi in gioco.


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Politica

AGOSTO 2020

Le Comunità continueranno a gestire i servizi sovracomunali

Gottardi: “Per la valle storiche novità in arrivo” di Denise Rocca Assessore, lei ha un progetto di riforma ambizioso per il Trentino ed è stato sindaco. Guardiamo alla situazione attuale dei comuni: quali sono le sfide che affrontano nell’amministrare il territorio? Fare il sindaco e, più in generale, fare l’amministratore in un Comune è un compito sempre più impegnativo e complicato. Le problematiche che si affrontano, il tempo da dedicare al ruolo, la burocrazia e “le carte” occupano troppe risorse rispetto al “buon senso” con il quale si potrebbe e dovrebbe operare. Negli ultimi 30 anni si è costruita una mole di leggi e regolamenti che disincentivano all’impegno pubblico e mettono a dura prova chi invece sente di volersi mettere al servizio degli altri. Per questo mi sto impegnando per rimettere i Comuni al centro del sistema dell’Autonomia trentina, eliminando procedure, regolamenti e norme in favore di maggiore capacità decisionale delle amministrazioni comunali e lasciando che possano decidere per la propria gente, senza decisioni calate dall’alto o dalla Provincia. C’è tanto bisogno di classe dirigente preparata e disponibile al bene pubblico, per questo invito i giovani all’impegno in favore degli altri…è il momento giusto! Come inciderà la riforma sugli aspetti più complessi che caratterizzano l’attuale governo dei territori? La prospettiva che mi sta a cuore è il servizio al cittadino, la qualità e l’efficienza delle risposte ed il rispondere alle esigenze delle singole persone che si rivolgono all’ente pubblico. Solitamente le riforme pensano in altre direzioni. Ritengo invece che per far “sentire” finalmente l’ente intermedio alla gente, questo debba continuare ad implementare la rete dei propri servizi.

L’assessore provinciale Mattia Gottardi rispetto ai suoi colleghi è stato più dietro le quinte rispetto ai suoi colleghi fino ad oggi: sanità e turismo hanno preso la ribalta, anche legate al periodo storico che stiamo vivendo, ma in questa estate caratterizzata dalla ripresa dopo il Coronavirus sta prendendo forma anche la riforma istituzionale. Gottardi usa una serie di parole chiave: autonomia decisionaLe Comunità di Valle sono sempre state al centro di un acceso dibattito, nel programma di questa giunta si parla di creazione di distretti. Scompariranno? L’ente intermedio è utile a gestire i servizi di area vasta e quindi non verrà abolito, anche se cambierà di certo nel suo assetto istituzionale per avvicinarlo ai suoi utenti e renderlo strumento utile anche per i Comuni. La gestione del ciclo dei rifiuti, ad esempio, delle mense scolastiche, l’edilizia abitativa, il servizio sociale e l’erogazione degli assegni di studio sono ormai servizi consolidati che non sarebbero gestibili dal singolo Comune. Razionalizzare le risorse che non sono più ricche come in passato è un tema con il quale amministratori locali e provinciali devono misurarsi. Si era pensato di farlo con le gestioni associate, con la riforma come si farà? I Comuni negli ultimi 10 anni sono stati oggetto di un vero e proprio bombardamento: tagli verticali, riforme imposte e mai condivise, blocco delle assunzioni, gestioni associate, investimenti cancellati. Le risorse sono certamente inferiori al passato. Mentre stiamo parlando, in aula di Consiglio provinciale stiamo approvando l’assestamento di bilancio e, causa Covid, le risorse sono calate di ulteriori 400 milioni. Nonostante queste difficoltà la Giunta provinciale ha riconosciuto per il 2020 ai Comuni (includendo budget 2020, ex Fim 2020, Fondo di riserva e Fondo di Sviluppo Locale) circa 100 milioni per fare investimenti oltre ad aver riformato lo scorso anno il fondo perequativo per consentire di re-

le dei Comuni, priorità alle valli, le Comunità di Valle come strumento per le amministrazioni comunali sulla gestione di servizi complessi e sovracomunali. E immagina una riforma che arrivi in aula la prossima primavera. Ciliegina sulla torta, l’assessore Gottardi, che è stato due volte sindaco a Tione, promette (senza svelarle) novità storiche per le Giudicarie. no la propria esistenza e identità, mettendoli nelle condizioni di mantenere i servizi per i cittadini sul proprio territorio. La prima parte della riforma ha previsto l’eliminazione dell’obbligo di gestione associata: i Comuni oggi possono scegliere come organizzarsi senza imposizioni. Entro l’anno definiremo il numero minimo di personale per ogni Comune consentendo nuove assunzioni in favore di servizi per i cittadini.

distribuire al meglio agli 70 milioni. Questo perché pur con minori risorse abbiamo ritenuto di investirle sul territorio attraverso i municipi. Nel calo di risorse, cambiano le priorità: per la giunta provinciale sono le valli, non posso fare anticipazioni ma in Giu-

dicarie ci saranno presto importanti, direi storiche, novità. Quali sono i principi cardine del nuovo assetto istituzionale? La parola d’ordine sarà rimettere al centro i singoli Comuni, compresi quelli più piccoli che difendo-

Si va nella direzione di più potere alla Provincia o verso una distribuzione più ampia della capacità decisionale ai singoli territori? Autonomia gestionale e decisionale: sono sempre stato contrario alle imposizioni da parte della Provincia e tale rimango. Chi meglio di chi vive e amministra un territorio ne conosce problematiche

e necessità? La Provincia ha un ruolo diverso, può e deve fare da “regista” coordinando i territori tra di loro in una visione appunto provinciale ma, nel locale, massima libertà ai Comuni. Provincia e Comuni non sono su un diverso livello gerarchico, sono sullo stesso, fanno solo cose diverse: sono due cardini della nostra Autonomia speciale e decidono insieme, come dimostra l’ottimo livello di collaborazione con il Consiglio delle Autonomie. Mi piace ricordare che sono nati prima i Comuni della Provincia. Quali sono i tempi della riforma e i passaggi necessari? Il primo passaggio tecnico avverrà nella legge di assestamento, con la nomina dei presidenti uscenti quali traghettatori delle Comunità di Valle sino a riforma avvenuta. Successivamente, entro la prossima primavera, dopo l’ulteriore confronto con territori e Consiglio delle Autonomie si arriverà prima in Prima commissione e poi in aula con il disegno di legge.


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Elezioni comunali

AGOSTO 2020

Pochi disposti a candidarsi, il Covid-19 ha peggiorato la situazione

La fatica di amministrare Iniziando in valle del Chiese, la prima situazione a rischio è quella di Bondone, dove – a fronte della decisione del sindaco uscente Gianni Cimarolli di non ricandidarsi – tutti puntavano sulla candidatura dell’assessora Chiara Cimarolli ma da quel fronte sembra esserci un forfait. Auto-esclusione che desta ancora più clamore, è stata quella del sindaco di Storo Luca Turinelli, che dopo solo una legislatura lascia la competizione annunciando che non si riproporrà e aprendo di fatto alla corsa solitaria del suo opponente Nicola Zontini. A provare a sbarrargli la strada potrebbe essere Settimo Scaglia, già sindaco nei primi anni 2000. Pure a Borgo Chiese vi sono problemi di numeri, benché si tratti, comunque di un comune di una certa dimensione per gli standard provinciali. Detto che anche qui ci si attendeva una lista unica, risultato del compattamento di opposizione e maggioranza sul candidato Roberto Spada e rilevato che anche qui come a Storo un sindaco al primo mandato come Claudio Pucci non ha dato la propria disponibilità dopo una legislatura, emerge ora che lo stesso Spada è dubbioso sulla sua candidatura e, nell’evenienza, si cercano alternative. Concreta è la possibilità che possa arrivare il Commissario anche se si parla di numerose pressioni per una ricandidatura di Giorgio Butterini, attuale presidente della Comunità. Alternative che non sembra-

Il difficile momento che ha vissuto il Paese con l’emergenza Covid-19 si riverbera giocoforza anche sulle elezioni amministrative trentine, inizialmente in programma per il 3 maggio 2020, e poi rinviate all’autunno, a data da definirsi. Recentemente, è giunto il decreto della Regione Trentino Alto Adige che ha individuato nel 20 e 21 settembre prossimo la data della tornata elettorale locale in coincidenza con il referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Ciò premesso il tempo in più passato per l’emergenza Covid-19 non ha contribuito granché alla risoluzione di tutti quei nodi sul tavolo da tempo; in tanti paesi si era infatti segnalata una no esserci a Castel Condino e a Pieve di Bono-Prezzo, con le ricandidature dei due sindaci uscenti Stefano Bagozzi e Attilio Maestri che sembrano ormai certe, ancorché accomunate da una netta difficoltà a trovare candidati consiglieri che si mettano a disposizione per partecipare alla lista. Un fenomeno rilevabile, seppur in maniera più sfumata, anche a Valdaone, dove l’uscente Ketty Pellizzari sfiderà l’ex-sindaco di Bersone Virginio Bugna, e a Sella Giudicarie, dove si rinnoverà la sfida del 2016 tra il sindaco uscente Franco Bazzoli e Ivan Bazzoli con quest’ultimo che stavolta potrà godere anche dell’appoggio del gruppo di Raffaele Armani che 4 anni fa fu protagonista di una corsa in solitaria. Spostandoci nella Busa, troviamo situazioni abbastanza definite. A Borgo Lares, dove Giorgio Marchetti si ripropone alla guida del comune supportato da una lista con molti giovani che vanno ad integrare alcuni consiglieri uscenti della scorsa legislatura, attualmente non risultano notizie di eventuali altre liste.

Pubblicità elettorale Il Giornale delle Giudicarie dichiara la propria disponibilità a pubblicare messaggi politici a pagamento delle Elezioni Comunali del 20 e 21 settembre 2020. Tali messaggi potranno essere pubblicati secondo le regole ed i criteri esposti sotto esposti. Tutti i messaggi elettorali dovranno indicare il soggetto politico committente e dovranno recare la dicitura: “Messaggio politico elettorale” in conformità con la legge che regolamenta la vendita degli spazi pubblicitari per propaganda elettorale e nel rispetto delle delibere adottate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni della Repubblica Italiana. Ai sensi del provvedimento del Garante si precisa: 1. Spazi pubblicitari offerti a tutti i Partiti - Movimenti Politici – Liste civiche 2. Periodo regolamentato per le pubblicazioni sino a 24 ore prima del giorno della consultazione. 3. Pagamento anticipato 4. Condizioni temporali di partecipazione Spazi: per uscita di settembre prenotazione entro il 15 agosto, consegna materiali entro il 20 agosto 2020. I prezzi degli spazi pubblicitari sono consultabili sul sito www.giornaledellegiudicarie.it . Per informazioni e prenotazioni : sponsorgdg@yahoo.it - Tel. 3356628973

Discorso simile per Tre Ville, con Matteo Leonardi che sembra lanciato verso il suo secondo mandato nel nuovo comune, dopo quello alla guida del comune di Ragoli nella consigliatura 2010-15. Così anche Porte di Rendena, con la candidatura del sindaco uscente Enrico Pellegrini, in continuità con la legislatura che sta volgendo al termine. Negli altri comuni della Rendena sono poche le certezze. Una di esse è la ricandidatura dell’uscente primo cittadino Marcello Mosca a Caderzone Terme, forte della prima legislatura e di un gruppo compatto che lo ha accompagnato in questi ultimi 4 anni con l’allargamento della lista che oggi include anche due giovanissimi (almeno per l’anagrafica della politica): il diciannovenne Martino Polla e la 27enne Silvia Giovanazzi Pederzolli. Dall’opposizione guidata da Emilio Mosca che aveva iniziato a lavorare su una lista, ma per ora non ci sono segnali che si sia riusciti a costruire un’alternativa. Nel comune di Bocenago il gruppo che sostiene il sindaco Walter Ferrazza è deciso a proseguire l’esperienza amministrativa ma il primo cittadino non ha ufficializzato ancora se sarà lui il leader, mentre un’altra lista si sta formando in sostegno del giovane Luca Riccadonna, vicepresidente dell’associazione Giovane Rendena. Negli altri comuni la situazione è più intricata; a cominciare da Spiazzo dove, all’annuncio del passo di lato del sindaco Michele Ongari, non ha fatto riscontro nessuna concreta iniziativa di lista; in questi ultimi giorni sembra che Barbara Tisi già candidata sindaco la scorsa volta, stia

forte difficoltà a reperire possibili candidati disposti a “metterci la faccia”, a quattro mesi di distanza la situazione è forse peggiorata, con diversi Comuni che vedranno la presenza di un lista unica e alcuni che, addirittura rischiano di non vedere nessun candidato in lizza e, a meno di soluzioni trovate in extremis, si avviano sulla strada del commissariamento. Di certo un segnale poco promettente, che evidenzia come ormai sia diventato troppo complesso esercitare ruoli di responsabilità pubblica, una frattura che forse le vicende dell’epidemia hanno pure ulteriormente contribuito ad approfondire.

organizzando una prpria lista. A Pelugo si attende conferma della ricandidatura di Mauro Chiodega, ma in generale le difficoltà di reperimento di aspiranti consiglieri riguardano anche questo paese, come molti della Rendena. Non ci sono indicazioni da parte del leader dell’opposizione Stefano Galli per ufficializzare la sfida. A Strembo ci sarà la battaglia più aspra: sono due i candidati a succedere a Guido Botteri che ha annunciato da tempo di volersi ritirare, ma non sarà una successione pacifica. Si tratta di uno scontro in “famiglia”. Infatti su fronti opposti si sono schierati i due assessori Sandro Ducoli e Manuel Gritti che oggi siedono assieme in giunta. E sarà sfida anche a Giustino, dove il sindaco uscente Joseph Masè si ripresenta con qualche nuovo innesto e incrocia sulla strada verso le elezioni Daniele Maestranzi, oggi vicepresidente della Pro loco. Nel più piccolo comune del Trentino, Massimeno, una lista è a buon punto e la convergenza è sulla figura di

Norman Masè, attualmente consigliere comunale di Giustino ma sembrerebbe possibile una seconda lista guidata da Alessandro Giacomini. A Pinzolo, è certa la ricandidatura del primo cittadino uscente Michele Cereghini, sostenuto anche dall’assessore provinciale Roberto Failoni, mentre dall’altra, quella che è stata la maggioranza a sostegno di William Bonomi per due legislature non sembra esserci ancora un candidato definito e, dopo aver valutato la candidatura di una quota rosa, ad oggi pare non vi saranno alternative. A Carisolo è data per sicura la ricandidatura di Arturo Povinelli, sindaco uscente, e anche qui probabilmente senza sfidanti. Nelle Esteriori infine, partiamo dai punti fermi: saranno della partita Monica Mattevi, sindaco uscente di Stenico ed in rampa di lancio per il terzo mandato, sembra per ora senza una lista di opposizione, e Fabio Zambotti, primo cittadino di Comano Terme, pronto per il secondo mandato con una lista in parte rinnovata mentre dall’altra parte a dare battaglia ci sarà la leader della Lega Cinzia Parisi, che dopo 4 anni fra i banchi dell’opposizione punta ad un risultato importante. Altrettanti punti fermi, ma in un altro senso si ritrovano a Fiavè, dove il sindaco uscente Angelo Zambotti ha confermato quanto già anticipato, ossia la sua non-ricandidatura. La lista di maggioranza sarà pre-

sente con l’Assessore uscente Edy Calliari mentre per la minoranza vi sarà il rientro nei giochi di Nicoletta Aloisi, ex-sindaco e determinata alla ricandidatura. Anche a San Lorenzo-Dorsino, la prima certezza è quella che il sindaco uscente Albino Dellaidotti non sarà della partita, d’altronde l’aveva anticipato quattro anni fa che sarebbe stato l’unico suo mandato a comuni di Dorsino e San Lorenzo uniti. A dare continuità al mandato doveva esserci il vicesindaco Rudy Margonari, mentre dall’altra parte ha lavorato ad una lista alternativa Samuel Cornella, uscito dalla maggioranza in carica un anno fa e appoggiato nella ricerca di candidati per una lista da Valter Berghi, leader dell’opposizione. Ma pare che non se ne faccia nulla e negli ultimi giorni sono usciti invece i nomi di Andrea Sottovia come alternativa a quello di Ilaria Rigotti, attuale assessora alle politiche sociali. Infine, a Bleggio Superiore, continuano i contatti per sostituire Alberto Iori, e pare vi sarà un’unica lista con Flavio Riccadonna, già assessore comprensoriale, come candidato sindaco. Comunque andrà, confermerà il trend di queste elezioni 2020, così segnate dal Covid-19 ma non solo, elezioni che segnalano un abbandono da parte di tanti sindaci alla prima legislatura e una generale difficoltà a trovare candidati consiglieri.

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Messaggio promozionale

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Clisium, buona la prima. Si cercano giovani La produzione avviene totalmente con viti installate sui prati della Valle del Chiese: Praso, Bersone e Storo principalmente. «La prima annata – commenta soddisfatto Nello Lolli (ex Sindaco di Praso) – è andata a ruba. 1.500 bottiglie da 0,75 litri terminate già prima di Natale. Sicuramente è stato un insperato successo quello riscontrato da Clisium. Auspichiamo che, con la seconda annata, venga confermato l’apprezzamento ricevuto inizialmente. Dopo anni di esperimenti – prosegue Lolli – siamo riusciti a produrre un vino bianco dal sapore dolciastro. Un prodotto che andrà ad arricchire l’offerta dei prodotti tipici della Valle quali i formaggi di malga e la farina gialla di Storo.» Un progetto reso possibile dall’importante sostegno economico del Consorzio dei Comuni BIM del Chie-

La prima volta è stata un successo. Ed ora, dopo una primavera trascorsa in casa causa pandemia, è pronta all’assaggio la seconda tornata. Stiamo parlando di “Clisium”, il primo vino bianco “Made in Valle del Chiese” lanciato, dopo diversi anni di studio, sperimense oggi guidato da Severino Papaleoni. «In rappresentanza dell’attuale assemblea del BIM del Chiese – afferma il presidente Papaleoni – posso esprimere tutta la nostra soddisfazione per i concreti risultati raggiunti dall’associazione Culturnova dopo anni di sperimentazioni e studi. Il sostegno del BIM del Chiese è stato confermato anno dopo anno perchè è tra gli obiettivi dell’ente garantire un recupero e un utilizzo congruo del grande patrimonio agricolo che la Valle del Chiese può disporre.» La distribuzione della seconda annata è però inizialmente slittata a causa del Covid-19. «Visto il periodo

a dir poco difficile che abbiamo vissuto – commenta il Presidente di Culturnova Nello Lolli - abbiamo ritenuto di non forzare la distribuzione e il vino è stato preparato per l’inizio di luglio. Come produzione siamo

tazioni e microvinificazioni, dall’associazione chiesana “Culturnova” oggi presieduta da Nello Lolli. A maggio 2019 ci fu la presentazione ufficiale del vino che si sposa bene con antipasti e, come i classici vini bianchi, con piatti a base di pesce.

leggermente inferiori rispetto alle 1’500 bottiglie dello scorso anno: nel 2020 siamo attorno alle 1’100 bottiglie in quanto la primavera 2020 è stata leggermente peggiore rispetto alla precedente». Ma chi sono stati i destinata-

ri di Clisium nel primo anno di distribuzione? «Molti privati – afferma Lolli - ci hanno contattato per acquistare il prodotto. C’è poi tutto il comparto dei negozi di alimentari e dei ristoranti della Valle del Chiese parte dei quali ne hanno consumato una discreta quantità. Auspichiamo che, con la seconda distribuzione, possa esserci una maggiore adesione al prodotto da parte delle strutture ricettive locali. Permettetemi però una considerazione». Prego. «I soci di Culturnova – ammette Lolli – sono tutti un pochino su di età. Il nostro prossimo grande obiettivo è quello di riuscire a coinvolgere anche le

nuove generazioni tramandando così la passione per la viticoltura e per la propria terra. Solo così potremmo garantire un futuro a Clisium e, perché no, ad altri prodotti che negli anni prossimi saranno sperimentati». Dello stesso avviso anche il Presidente del BIM del Chiese Severino Papaleoni che precisa. «In quest’ottica - commenta Papaleoni - l’assemblea del BIM ha approvato nelle settimane scorse il bando agricoltura al fine di attirare e coinvolgere i giovani agricoltori, o aspiranti tali, al fine di incrementare la coltivazione, anche vinicola, dei molti terreni presenti nell’intera Valle del Chiese. Auspichiamo – conclude Papaleoni – di poter aiutare anche l’associazione Culturnova a trovare il necessario ricambio generazionale per garantire un futuro a Clisium».


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Ambiente

AGOSTO 2020 Parliamo dell’orso, scriveteci le vostre opinioni

Life Ursus, le origini del progetto Poteva finire peggio, ma per fortuna l’orso non era di cattivo umore altrimenti sarebbero stati guai. La Provincia è subito intervenuta ordinando l’uccisione dell’orso in questione. Non l’avesse mai fatto: sono insorti gli animalisti di tutta Italia contro il presidente Fugatti, accusandolo dei più efferati crimini: “scherziamo”, “un orso non si uccide”, “tutto sommato non ha fatto neanche tanti danni”, “è da comprendere”, “è da perdonare, di sicuro non lo si può uccidere”. Per seguire l’andazzo animalista lo stesso ministro Costa ha preso posizione contro la direttiva: “L’orso non si tocca”, “l’ordinanza di Fugatti non vale”, “la competenza è mia”. Stanno ancora discutendo di chi sia la competenza, nel contempo il dibattito sugli orsi e il Trentino ha riempito le pagine dei giornali. Dopo la loro scomparsa dai nostri boschi, chi ha avuto l’idea di reintrodurli? Chi li ha voluti? C’entra ancora una volta la politica? Dopo vent’anni dall’inizio della storia, ancora molti non sanno come si sono svolte esattamente le cose nel lontano 1996. Di sicuro la politica ha fatto la sua parte. Ha voluto il ritorno degli orsi, scomparsi negli anni ‘70-80, quasi estinti a causa del progressivo abbandono dei pascoli alpini di alta quota da parte di greggi e mandrie e soprattutto a causa del mutamento del territorio che via via li ha sempre maggiormente privati dei loro spazi vitali (ormai ci sono strade asfaltate, rifugi, ristoranti raggiungibili fino in alta quota dalle automobili). Così nel 1996 ha preso avvio, mediante finanziamenti LIFE dell’Unione Europea il

di Adelino Amistadi In questi ultimi giorni s’è tornato a parlare dell’orso e delle sue avventure. È bastato che due cacciatori, che verso sera compivano un giro d’ispezione nel bosco del Monte Peller, s’imbattessero in un orso e con lui abbiano avuto uno scambio di

Progetto Ursus-tutela della popolazione di orso bruno del Brenta, più noto come Life Ursus. L’intervento di salvaguardia nei confronti del plantigrado, promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta e condotto in stretta collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, si è basato su una attenta fase preparatoria. In base ad un apposito studio di fattibilità, la reintroduzione è stata individuata come l’unico metodo in grado di riportare gli orsi sul Brenta: 9 individui (3 maschi e 6 femmine di eta compresa fra i 3 e i 6 anni) sono stati indicati come contingente minimo per la ricostruzione di una popolazione vitale sulle Alpi Centrali. Lo stesso piano aveva individuato il territorio comprendente il Trentino occidentale e le province confinati Bolzano, Brescia, Sondrio e Verona, quali zone perfettamente

idonee alla presenza degli orsi. Data la complessità dell’area e la sua estensione, sono stati chiamati a collaborare numerosi partner che hanno aiutato nell’impresa, fra i quali l’Associazione Cacciatori Trentini che collabora tutt’ora nel monitoraggio degli orsi immessi, il WWF-Trento e numerosi altri enti, organizzazioni ed associazioni di categoria. Dato l’elevato impatto emotivo della specie, la fase preparatoria del progetto aveva previsto anche la realizzazione di un sondaggio di opinione affidato all’Istituto Doxa di Milano: sono stati intervistati telefonicamente più di 1.500 abitanti della zona per verificarne la percezione nei confronti dell’orso e la possibile reazione di fronte a problemi derivanti dalla sua presenza. I risultati sono stati sorprendenti, il 70% si è dichiaratoo a favore del rilascio di orsi nell’area, addirittura l’80%

opinioni piuttosto brusco con il risultato che padre e figlio sono finiti all’ospedale con svariate ferite su tutto il corpo, ed è subito ripreso il dibattito, più vivace che mai, sull’utilità del Progetto Life Ursus.

di fronte all’assicurazione che sarebbero state adottate tutte le misure cautelative per la prevenzione di danni e gestione delle situazioni di emergenza. Provvedimenti che sono stati adeguatamente e dettagliatamente pianificati dal Parco nell’ambito delle linee guida. La fase opera-

tiva del progetto ha preso avvio nel 1999 con la liberazione dei primi due esemplari, Masun e Kirka, catturati nelle riserve di caccia della Slovenia meridionale. Tra il 2000 e il 2002 sono stati liberati altri 8 individui per un totale di 10 complessivi. Tutti gli orsi rilasciati erano stati dotati di un radiocollare e di due auricolari trasmittenti. Questi dispositivi avrebbero dovuto consentire di monitorare gli spostamenti degli animali per il periodo successivo al rilascio. Il progetto, seppure di tipo sperimentale, ha assunto di lì a poco, a seguito della spontanea ricomparsa dell’orso in territorio italiano, una valenza ben più ampia della semplice tutela della popolazione trentina: contribuire al rinsaldamento tra tutte le popolazioni ursine presenti nell’arco alpino centro-orientale. Il Progetto Life Ursus, conclusosi nel

dicembre 2004 dopo una seconda fase di finanziamenti europei ha dato i suoi frutti: grazie ad un rapido accrescimento, il nucleo di orsi dell’area Adamello Brenta è di oltre i 100 capi. (Notizie rilevate dalla Storia del progetto Life Ursus, custodita nei documenti del Parco n. 18) Adesso che abbiamo chiarito come l’orso sia tornato a popolare le nostre montagne, credo sia più facile condurre un dibattito più consapevole nello stilare, dopo circa vent’anni, il bilancio delle conseguenze positive e negative della reintroduzione degli orsi nei nostri territori. Sarebbe interessante aprire il dibattito anche fra i nostri lettori, che di sicuro dell’orso parlano in ogni dove, per conoscere come in Giudicarie la si pensi sulla situazione che s’è venuta a creare. Chi ha voglia di dire la sua, favorevole o contraria, lo faccia in totale libertà. Il nostro indirizzo già lo conoscete: redazionegdg@yahoo. it Facciamoci sentire, vi aspettiamo numerosi.


AGOSTO 2020 - pag. “Con la riforma non so se saranno più le opportunità o le perdite”

Il bilanc di Denise Rocca

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Attualità

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E don Marcello, dopo le laudatio che gli hanno reso gli onori di una vita dedicata al pensiero e alle persone, vissuta spesso controcorrente nel coraggio delle sue idee, ha risposto come nel suo stile: fra una citazione di pensatrici del calibro di Simone Veil e Hannah Arendt, di grandi menti come Dietrich Bonhoeffer ha chiuso il suo ringraziamento con una frase dell’attore Alessandro Bergonzoni: “Nella mia vita ho fatto voto di vastità”. Il suo discorso di ringraziamento è stato un concentrato del carisma di don Marcello, che fin dalle sue prime omelie ha mescolato, scandalizzando anche i sui colleghi sacerdoti, pensieri e riflessioni tratte da grandi filosofi e figure pop. Una capacità di arrivare al cuore delle vicende e delle persone che gli ha regalato l’affetto e l’attenzione del pubblico. «La ringraziamo per il suo coraggio nel prendere posizione, senza temere la solitudine e la disapprovazione di chicchessia - ha detto Alessandro Andreatta - La ringraziamo per essere un uomo del dialogo, per averci insegnato, con Martin Buber, che la libertà è un ponte, non una dimora, che il singolo è un punto di partenza, mai una meta e che la strada che porta a Dio passa per il prossimo: non esistono scorciatoie, non ci sono religione né spiritualità vere senza l’interesse per le persone reali e concrete, senza una scelta di campo inequivocabile al cospetto delle ingiustizie, delle discriminazioni, della povertà, del dolore di donne e uomini». C’erano tre sindaci che hanno governato il capoluogo alla consegna dell’Aquila di San Venceslao a don Marcello che ha dedicato 53 anni della sua vita alla città, predicando e insegnando soprattutto. Accanto ad Alessandro Andreatta anche Lorenzo Dellai e Alberto Pacher. Racconta spesso che sono due gli eventi che hanno determinato le scelte più importanti della sua vita, prendere i voti e avvicinarsi alla filosofia. Uno è il Concilio Vaticano II, iniziato nel giorno del suo 22esimo compleanno. «Sì, il Concilio Vaticano II e il ‘68 di Trento. Ho vissuto entrambi nei momenti più importanti della mia presa di coscienza sulle scelte definitive che avrei dovuto compiere per la mia vita. Il Concilio è stata una rivoluzione spirituale, una svolta nella chiesa, un modo

ll sacerdote di Balbido: «Maestro di libertà»

L’Aquila di San Venceslao a don Marcello Farina «La città premia un maestro di libertà. Tra le definizioni possibili di una personalità così multiforme questa mi sembra la più adeguata a coglierne il tratto dominante, che è il più necessario per una comunità e anche il più temuto e osteggiato. La libertà costa. È costato tanto a don Marcello essere un uomo, un professore e un maestro di libertà. Questo riconoscimento gli rende diverso di sentire la propria comunità. La chiesa prima del Concilio era una società perfetta, simile alla Repubblica di Venezia o al Regno di Francia con i suoi capi e sudditi, a primi competeva comandare ai secondi obbedire. Il mondo esterno era il nemico, la tentazione da respingere. Il Concilio Vaticano II vara una chiesa come popolo di Dio, con figli amati e accompagnati dalla tenerezza di Dio. Il Concilio Vaticano II è stato il movente principale della mia scelta di vita». E il ‘68 a Trento, quando lei era cappellano del Duomo «Il ‘68 è stato benedetto. A me ha fornito le motivazioni più urgenti di una seria riflessione culturale. Ero in Duomo a confessare la sera del controquaresimale. Mi ha colpito tantissimo un attacco a ciò che appariva certo, sperimentato, definitivo. Davvero fu per me come un invito a pensare diversamente. Un certo disagio l’avevo avuto qualche anno prima, a dire il vero, quando ero al servizio nella comunità di Arco: andavo in giro in bici e mi sentivo un extraterrestre, lontano dalla vita della gente comune. A Trento il mio senso di estraneazione divenne ancora più grave. Grazie al ‘68 nasceva una autentica necessità di cambiamento radicale in me, così nel ‘69 per trovare gli strumenti più adatti per comprendere quella realtà dove avevo accettato di vivere e lavorare da prete, mi sono iscritto alla facoltà di filosofia. Divenne poi la scelta definitiva della mia vita dedicata all’insegnamento».

giustizia». Come “maestro di libertà” Vincenzo Passerini, scrittore e già assessore all’istruzione della Provincia di Trento, ha introdotto la figura di don Marcello Farina, che ha ricevuto dalle mani del sindaco di Trento Alessandro Andreatta, nella sala di rappresentanza di palazzo Geremia, l’Aquila di San Venceslao, il maggiore riconoscimento della città.

Sopra, Don Marcello Farina, a destra Don Marcello Farina al convento dei Francescani di Campo Lomaso con padre Bonifacio Bolognani e Paolo Magagnotti (1990)

E ha iniziato l’università a Padova, di nascosto dai suoi superiori. «Studiavo nel mio tempo libero, ma da cappellano di tempo ne avevo pochissimo, devo confessare che all’inizio feci tre esami in tre anni. Ho temuto che siccome erano 19 in tutto, avrei finito l’università in pensione. In realtà nel ‘71 sono diventato insegnante delle medie e quello mi ha liberato del tempo, ho fatto 16 esami in 14 mesi e mi sono laureato nel 1974 con una tesi su Kierkegaard, il mio amore filosofico». Di cosa è più orgoglioso? «Orgoglioso, di niente, Sono consapevole di rispondere all’umanità delle persone. Penso che sia il passaggio più importante, lo sforzo di raccogliere, interpretare e anche di offrire una risposta all’umanità della gente. Il punto principale è riconoscere proprio l’umanità dell’altro e su quello impostare il discorso, credo di essere riuscito a farlo».

Ha sempre avuto rapporti ampi, e la fede non è mai stata una discriminante. Come ci è riuscito? «Non credo ai valori non negoziabili. È un concetto che mi dà un fastidio maledetto. Tutto è negoziabile, tranne l’amore». Qual è la sfida maggiore che la Chiesa di oggi si trova ad affrontare? «Per i cristiani è rendere il vangelo la parola che salvaguardia l’umanità dell’uomo. Gesù di Nazaret non fa mai un discorso religioso, ma fa sempre un discorso umano, e così cambia il mondo. Gesù non dice “costruisci il tempio” ma dice “vai in pace”, “sii guarito”: è un altro modo di concepire la religione e la fede. Penso che questo momento del cristianesimo, e in particolare del cattolicesimo, chieda una riduzione globale del clericalismo. Una chiesa clericale è sempre più insopportabile e questo suscita reazioni, anche violente, anche nei confronti del Papa.

TERRITORIO, PERSONE E COMUNITÀ.

Durante la pandemia si sono sollevate voci di cristiani, preti e cardinali dicendo che la malattia era una punizione di Dio. Così torniamo al medioevo più bieco, alle streghe. Una chiesa che torna indietro invece di guardare avanti: non è stato edificante il comportamento di tanti cristiani durante il Coronavirus, il vangelo dice ben altro: di stare acanto, di partecipare, di suggerire coraggio». Cosa significa oggi Dio? Non è tutto è da buttar via ma la religione ha fatto il suo tempo oggi e nasce qui la fede. E la fede cristiana offre in questo un elemento straordinario: il Cristianesimo non è una dottrina su Dio ma l’incontro con Cristo, con l’umanità di Dio, uno dei grandi temi teologici di oggi. Un frate, mancato di recente, abitava a Recanti, Ortensio da Spinetoli, un uomo meraviglioso, ha scritto un libricino prima di morire: “La prepotenza delle religioni”, l’ho trovato di grande interesse.

“Consumare Dio”, edito dalla Fondazione don Guetti per l’anniversario dei 130 anni della prima cooperativa di consumo è il suo ultimo libro. Lo spunto arriva da Michele Dorigatti, da direttore della Fondazione ha avuto l’idea di ragionare sul verbo consumare, uno dei verbi dell’apparato cooperativo se ci pensiamo. Lo abbiamo declinato in tanti modi e si consuma anche Dio: soprattutto la religione ha usato Dio come oggetto di consumo, mettendolo sul piatto nei momenti del bisogno come fosse un ingrediente a cui fare riferimento per superare la crisi. Tante invocazioni sullo sfondo hanno proprio questo elemento di consumare Dio nel travaglio della sofferenza, nel voler realizzare qualcosa. Poi negli ultimi duecento anni c’è stata anche la denuncia di questo consumare Dio per poter in qualche modo sacralizzare la realtà, Marx lo dice esplicitamente quando dice “Il Dio del capitalismo è il tipico Dio cristiano”, lo dice Nietzsche in una maniera straordinaria “I Cristiani sono dei risentiti”, o Freud “La religione è come narcosi”. Ma io arrivo a dire che la religione porta con sé questa tendenza a consumare la divinità, i latini avevano una bellissima frase “Fatigare deus”, un verbo tremendo. Cos’altro ha da dare don Marcello alla comunità trentina? Smetterò di insegnare fra poco, doveva essere l’ultimo anno all’Università della Terza Età, ma c’è stato il Coronavirus e abbiamo fermato tutto, allora finirò il corso che abbiamo lasciato a metà in autunno. E poi vorrò esserci per gli altri: quello è sempre importante e non si smette con l’età. Ci terrei anche a portare a termine un progetto a cui penso da qualche anno, scrivere una breve storia della filosofia del Trentino.

www.cr-adamello.it


Attualità

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Aquaclub, l’apertura dopo il Covid-19 Sostanzialmente ESCO BIM e Direzione hanno stabilito che possano essere acquistati ingressi che contemplano un tempo massimo complessivo di permanenza di due ore e mezza; l’accesso agli spogliatoi sarà consentito a non più di 15 donne e 15 uomini contemporaneamente, allo scopo di rispettare il “limite” dei cinque metri quadrati a persona; le prenotazioni e gli ingressi potranno avvenire nei seguenti orari: 10.00 - 12.30, 13.15 - 15.45 e 16.30 - 19.00; gli intervalli previsti tra le fasce temporali indicate si rendono necessari per compiere sistematicamente i lavori di pulizia e santificazione degli ambienti. Il Comune di Borgo Chiese ed ESCO, società a cui è stata affidata la conduzione di Aquaclub, sottolineano lo sforzo prodotto dagli enti della Valle del Chiese garantire che la possibilità di accedere a piscine e parco esterno sia garantita nonostante

La capillarità e la storia si vedono nei numeri. Nate come Cooperative in tutti i centri grandi e piccoli del territorio, negli ultimi trent’anni sono passate attraverso fusioni per continuare a stare in piedi. L’ambito meno toccato dai matrimoni è quello rendenero, mentre Busa di Tione, valle del Chiese e Giudicarie Esteriori hanno semplificato la situazione. Comunque, pur in presenza delle fusioni, le Cooperative di consumo stanno lavorando per tenere aperti i presidi anche nei piccoli e piccolissimi centri. E quasi sempre ci riescono. Non è un’operazione facile. Se poi ci si mette anche la pandemia... Però la reazione c’è stata, ed è stata efficace. William Collini è il presidente della Coop di Pinzolo, la più grossa del plotone con i suoi dieci punti vendita ingrosso compreso. “Dall’11 marzo – racconta – abbiamo implementato la spesa a domicilio, che facevamo già. Abbiamo servito dai 250 ai 300 clienti al giorno in tutti i nostri paesi. Certo, la spesa più grossa partiva da Pinzolo e da Campiglio. Proprio a Campiglio, fra l’altro, si erano fermati proprietari di casa che erano stati bloccati dal lockdown o che facevano smart working. Da costoro ci sono arrivati molti ringraziamenti”. “Nel periodo Covid – conferma l’ex presidente di Carisolo Modesto Povinelli - ci sono

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quaclub Valle del Chiese, dopo la forzata chiusura dovuta al lockdown, ha recentemente riaperto le porte. Naturalmente l’accesso alla struttura è regolamentato

le difficoltà del periodo, riconducibili anche al fatto che i costi di gestione dell’impianto, sostenuti dalle istituzioni territoria-

li, sono elevati e inevitabilmente risultano ancora più gravosi nel momento in cui il numero di ingressi deve obbligatoria-

da un rigido protocollo disposto per far sì che gli utenti possano accedere al centro in condizioni di sicurezza e rispettando rigorosamente le normative Covid.

mente essere contenuto negli standard riportati. Ovviamente la prerogativa di riaprire in prossimità della bella stagione

è stata determinata anche dalla volontà di offrire in particolare ai turisti delle opportunità in più e quindi rendere l’ambito locale

attrattivo, nonostante le fisiologiche criticità che la pandemia ha generato rispetto al comparto ricettivo. Nel frattempo, sono giunti alla fase conclusiva i lavori di realizzazione del centro benessere, ricavato al piano superiore. Esso è stato progettato per elevare ulteriormente la qualità dei servizi riscontrabili all’interno della struttura e offrire agli ospiti opportunità di svago e relax simili a quelle che propongono gli impianti più moderni. Gli allestimenti sono stati concepiti con molta cura dei particolari, poiché l’obiettivo è quello di proiettare fisicamente e mentalmente l’ospite in spazi diversi rispetto a quelli della quotidianità e avvicinarlo a una dimensione esotica. Per accedere all’area spa si dovrà attendere il prossimo autunno, periodo entro il quale dovranno essere definite dettagliatamente anche le modalità di gestione.

Famiglie cooperative, presenti nel momento del bisogno di Giuliano Beltrami

Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Senza voler imbastire un tessuto di retorica, va dato atto alle Famiglie Cooperative giudicariesi di aver fatto un servizio all’altezza della loro storia nel momento del bisogno, che tradotto significa nei periodi drammatici delfamiglie che si sono fermate qua. E hanno fatto la spesa da noi. Sono persone che vogliono essere coinvolte. Perciò noi vogliamo migliorare il rapporto con loro. Vengono dalle città: farli pagare con il bonifico significa dare loro fiducia. E consegnare a domicilio la spesa la stessa mattina in cui la ordinano è un servizio che apprezzano più dei nostri tradizionali soci, i quali lo ritengono un servizio dovuto”. Collini ricorda di aver chiuso l’ingrosso in quel periodo, anche perché ristoranti e alberghi erano chiusi. “Così abbiamo potuto dirottare collaboratori sui punti vendita al minuto, anche perché gli organici erano incompleti per malattie”.

Un servizio particolare è stato svolto dalla Famiglia Cooperativa di Bondo e Roncone, come ci illustra il presidente Guido Molinari: la vendita dei giornali, con consegna a domicilio nei giorni di festa, quando i negozi erano chiusi. “Abbiamo potuto contare – sottolinea – sulla collaborazione di tutte le organizzazioni che operano nella comunità: vigili del fuoco volontari,

la chiusura totale. D’altronde hanno una rete preziosa e capillare che discende da più di un secolo di storia. Rete capillare. Consideriamo che le Famiglie Cooperative sono una dozzina, con un numero di collaboratori che sfiora quota 400.

Pro Loco, Soccorso Alpino, e non vorrei dimenticare qualcuno. Di certo si è rafforzato il rapporto fra la Famiglia Cooperativa e la comunità, cosa che mi ha fatto molto piacere. Vorrei sottolineare un altro punto particolarmente importante: i lavoratori della Cooperativa hanno dato un esempio forte di dedizione, pur in presenza di paure: si pensi che è morto un nostro

consigliere di amministrazione i cui nipoti lavorano in Cooperativa. Facile immaginare la paura. Comunque alla fine non possiamo che tracciare un bilancio positivo da tutti i punti di vista, perfino da quello economico. Nel primo semestre del 2020, quello caratterizzato dall’emergenza pandemia, abbiamo visto un aumento del 30% nelle vendite. E le cose sono andate molto bene nei negozietti di Lardaro e Breguzzo, che abitualmente sono in sofferenza: d’altra parte la gente non si muoveva, perciò comperava in paese”. La spesa a domicilio... Crescenzio Zambotti, presidente della Famiglia Cooperativa di Fiavé e Cavrasto, ha il tono deciso. “Se n’è parlato

molto fra marzo e maggio dei negozi che consegnavano la spesa a domicilio. Mi ha fatto molto piacere, perché il coronavirus ha innescato un meccanismo di solidarietà che trovo importante. In fondo sembra di essere tornati ai tempi della civiltà contadina, quando eravamo tutti più poveri e più attenti al nostro vicino. Si è sentito e letto di negozi e di farmacie che consegnavano alle persone in difficoltà: anziani senza rete familiare, disabili, persone in quarantena. Ma noi lo facciamo da sempre. Ogni mattina si parte con il pane: una cinquantina di sacchetti per chi abita nelle frazioni di Fiavé: Ballino, Favrio, Stumiaga e Cornelle”. Insomma, niente di straordinario. Solidarietà, radicamento e generosità, punti fondanti della cooperazione. L’importante è che rimangano anche nel terzo millennio.


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Il Saltaro delle Giudicarie

AGOSTO 2020

Pochi minuti, e quasi ispirati dal buon Dio, si presentano camuffati da caproni l’Archimede, un pò emaciato, il lockdown l’ha tirato giù di corda, così come l’Osvaldo Caccola, sbiancato in volto da far paura. La Maroca li ha sistemati sui tre lati del tavolo di centro, e senza attendere ordini li ha riforniti del fiasco consueto. Mascherine o non mascherine i volti dei sodali s’erano rinfrancati, stavano tornado quelli di una volta: uomini intrepidi, pieni di saggia sfrontatezza. Tutto sommato l’avevano fatta franca, erano in salute, e dai primi approcci capirono che le mascherine non permettevano un dialogo facile e scorrevole “Giù le maschere, perdio, che facciamo due chiacchiere in santa pace...” inizia l’Abele. “No, le mascherine, no, tenetele...se arrivano i carabinieri ...” “Non rompere Maroca, neanche Salvini le mette in mezzo alla gente e noi dobbiamo tenerle che siamo distanti un paio di metri l’uno dall’altro?” e tirandosi su le maniche della camicia: “...che vengano che gliela spiego io...” dichiara l’Osvaldo assumendosene ogni responsabilità. E si dichiara d’accordo anche il sindaco Filippo che, giunto inaspettato, s’accomoda al tavolo. “Com’ela sindaco...è da molto che non ci vediamo, cosa c’è di nuovo a questo mondo?” “Ghe sempre la solita sega dell’orso, avrete sentito di quei due che sono stati assaliti da un’orsa in questi giorni, padre e figlio, l’orsa ha assalito il figlio e il padre è corso in suo soccorso e sono finiti tutti due all’ospedale. El Fugatti, el presidente della Giunta Provinciale ha ordinato di “mazarlo”, ma è scoppiato un gran casino, mezza Italia è insorta, l’orso non si tocca, sembra abbia detto anche il ministro Costa da Roma...” “Io non ho ancora capito chi ha voluto riportare gli orsi in Trentino, che stavano certamente meglio dov’erano e di certo non hanno chiesto loro di essere trasferiti qui da noi, cosa ca...o pensavano di fare? Va a capirla la politica...” dichiara a voce alta l’Abele sorbendo il suo secondo bicchiere. “El par che sia sta la Provincia con un progetto Europeo insieme al Parco Adamello Brenta per riportare l’ambiente alpino alla sua originaria natura, questo avrebbe qualificato tutto il turismo trentino ...” osa dire il sindaco Filippo. “La me sa na stupidada... mi me immagino i turisti a frotte arrivare a Campiglio per vedere l’orso, e chissà che contenti gli allevatori e gli agricoltori nel vedere i loro animali sbranati e le loro colture rase al suolo e le nostre famiglie di

L’orso che palle…!!!! La Maroca, ostessa d’altri tempi, sta dirigendo il traffico. Oddio, non che ci sia grande traffico in questi giorni, ma è meglio essere prudenti: mascherine, distanze, e poche storie, obbedire o fuori dalle palle. Così sembra dire con il suo volto accigliato come mai se la ricordavano in paese. L’Abele ha deciso di rompere il coso lì...come si dice,

corsa in giro per la montagna per avvicinare e far un selfie con l’orsa….” se la ride l’Archimede, il saggio. “Intanto cominciamo a dire che la nostra gente ormai ha una paura boia, il bosco che è stato la nostra casa da sempre, che abbiamo frequentato fin da piccoli per la legna, per la lettiera, per i funghi, vivevamo più nei boschi che in casa, adesso dobbiamo stare su con le orecchie, ci sono gli orsi, sembra che siamo noi gli intrusi, siamo noi che abbiamo usurpato il loro territori e quindi siamo noi a dovercene andare...” continua impavido l’Archimede. “Dammene un bicchiere che la cosa mi sta facendo incazzare...” implora l’Osvaldo Caccola che continua: “Io non dovrei più andare a funghi per non disturbare l’orso o per paura che quello mi faccia fuori…? Ho ancora in mente le manzette di mio padre, una cinquantina d’anni fa

sbranate presso la malga e mio padre disperato che non sapeva più che fare... gli orsi sono maledetti, quando hanno fame non guardano in faccia a nessuno: stalle, pollai, arnie, abitazioni e anche uomini, talvolta, tutto fa brodo...in Slovenia sono centinaia le persone invalidate o uccise dall’orso...basta, perdio, io continuerò a girare nel bosco e porto con me il fucile, se l’orso mi attacca io lo faccio secco senza chiedere il permesso a nessuno, nemmeno al ministro Costa….” “Ben detto...” è l’applauso di tutti. Ma l’Archimede , gran voltagabbana: “Ma che dite, l’orso è per natura schivo, pigro, vive appartato nutrendosi di quel che trova: mirtilli, uva spina, funghi e piccoli frutti, in questa stagione adora le ciliege, è un animale dolcissimo, ama deambulare senza meta nei boschi e nei declivi erbosi, gongola nell’acqua tersa all’inseguimento di pesci

il lockdown, o roba del genere, l’isolamento insomma e così è il primo cliente del sabato dalla Maroca. Tutto a posto, mascherina sul mento, pronta all’uso, e tanta voglia di tornare alle vecchie abitudini: bere del buon vino e fare due chiacchiere con gli amici che , secondo lui, non tarderanno a venire.

o anche delle sole ombre... solo se l’uomo li provoca allora possono debordare, ma con ragione...questo ho letto da qualche parte...” “No sa dir stupidade, quel giornale dove l’hai letto usalo per pulirti...quello che hai detto è quello che dicono gli angelici animalisti, quattro gatti anche a Trento, cittadini che la montagna l’han vista talvolta alla televisione, per loro vale l’orsetto che si portavano a letto fin da bambini, poi si sono innamorati dell’orso Yoghi e Bubu, che carini, che ognuno di loro si prenda l’orso del sesso preferito e se lo portino sul canapè... avremo risolto il problema degli orsi...ehe...no, loro se stanno nelle loro villette e che i valligiani si arrangino...” esplode l’Abele. “Animalisti, bella gente, mi piacciono, ma ho difficoltà a capirli: si radunano, una quarantina e poco più a dir il vero, spendono tempo e denaro

per difendere un’orsa la cui ferocia è documentata e comprovata. Quanti di loro mangiano bistecche, polli o prosciutti? Eppure non li ho mai sentiti protestare per l’uccisione di maiali, vacche e galline... anche per loro esistono animali di serie A e animali di serie B, valli a capire...” esplode l’Osvaldo Caccola. E ancora l’Archimede il dotto : “E pensare che lo zoologo padre del progetto LifeUrsus è convinto che il plantigrado sia una risorsa. -l’orso è una risorsa per il Trentino-...mi vien da picchiarlo...la risorsa è qualcosa che ti aiuta a fronteggiare necessità o difficoltà...non credo che l’orso ci aiuti a superare difficoltà, anzi fin’ora ne ha create in gran quantità. Non è una risorsa per le persone, sempre più numerose, che hanno subito danni alle proprie attività agrarie e di allevamento, oltre che danni alla propria per-

sona,. Non è una risorsa per la Provincia che deve esborsare somme notevoli per i rimborsi dei danni a cose, animali e persone. Oltre al mantenere una squadra agguerrita di forestali con compiti di controllo e di gestione. Non è una risorsa per i turisti e per le sempre più numerose persone che rinunciano ad andare per funghi o passeggiare nei boschi infestati di plantigradi. Dove sia la risorsa è tutto da vedere….” “Ormai il Trentino è diventato un ospizio per orsi problematici, si deve pensare qualcosa...” osa dire il sindaco Filippo. “C’è poco da pensare, già ora sono più di cento, non ci sono cifre ufficiali per non spaventare ulteriormente la nostra gente, hanno visto cucciolate un po’ dovunque, fra 6-7 anni saranno raddoppiati, oltre i 200, il territorio sarà sempre quello, ovviamente, si restringerà lo spazio a disposizione dei cittadini, della montagna, s’intende, quelli di città non avranno problemi, beati loro, io di orsi ne caricherei una cinquantina e li scaricherei nei giardini di piazza Dante, immagino già quanti animalisti accorrerebbero per sfamarli con lecca, bon-bon, chili di fragole, lamponi e vasi di miele. Vivrebbero da pascià..lo facciamo?” sbraita l’Osvaldo Caccola. E giù tutti a ridere. “ Sarebbe da fare...ma forse basterebbe attrezzarsi di un campanellino da suonare mentre si va nel bosco così l’orso sa che ci siamo e si scansa, come dicono alcune indicazione degli esperti...lo so, è tutto da ridere, ma, più seriamente, sarebbe sufficiente copiare dalla Germania dove gli orsi vengono abbattuti, come nel Colorado, in Svizzera vengono contenuti con permessi di caccia così come in Slovenia, ecco questa può essere la soluzione giusta, affidarli ai cacciatori per il contenimento così come si fa per caprioli, camosci e cervi, che dal punto di vista estetico e del pericolo, di certo meriterebbero più rispetto degli orsi. La PAT faccia qualcosa, l’orso in Trentino non interessa a nessuno e non aspettiamo il primo martire che ci lasci le penne per chiudere tutto, facciamolo subito per il bene di tutti.


Europa Un fatto ed un risultato inedito nella storia dell’integrazione europea di cui non si può che essere soddisfatti. C’è solo da sperare che i mezzi che potranno essere messi a disposizione, e di cui l’Italia, la più colpita dal virus, sarà la maggiore beneficiaria, con la possibilità di avere un’ enorme ammontare di fondi, vengano utilizzati correttamente, nel rispetto delle regole e per favorire una vera ripresa economica che ponga pure le basi per un futuro sviluppo del Paese nel contesto europeo. Al di là degli eccezionali risultati raggiunti sotto il profilo economico-finanziario, non possiamo tuttavia fare a meno di considerare e riflettere su come le trattative sono state condotte, chiedendoci se alla base vi sia stato un autentico spirito di solidarietà o se si sia trattato di una solidarietà artificiale espressa fra veti e concessioni per ottenere interessi reciproci. Qualcuno potrebbe dire che ciò non importa e che quello che conta è il raggiungimento di un risultato per avere tanti soldi a disposizione, il resto è filosofia. No, non è così. Ora serve certamente un’ importante dotazione di mezzi finanziari per far fronte alle drammatiche conseguenze della pandemia, ma il Progetto di unità europea non può reggersi solo sui fatti contingenti; l’unità europea, unica opzione per offrire le maggiori certezze possibili al futuro dei popoli europei, può reggere ed avanzare in positivo solo se retta da principi, valori e

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Il dono della pace di Paolo Magagnotti Nei giorni scorsi l‘attenzione dei media europei è stata concentrata sulla lunga maratona diurna e notturna dei 27 capi di Stato o di governo dell’Unione europea riuniti a Bruxelles nel Consiglio europeo per trovare un accordo sui fondi da mettere a disposizione dei Paesi colpiti da coronavirus per aiutarne la motivazioni che trovino spazio e forza nella convinzione e nella condivisione. La solidarietà, ad esempio, non è un principio o un sentimento da prendere a prestito secondo la convenienza del momento della circostanza; solo se insita nel modo di pensare e di agire la solidarietà può essere forza positiva nel far avanzare il processo di unità europea in maniera costruttiva, secondo i valori senza tempo che furono alla base delle lucide intuizioni e decisioni dei coraggiosi e lungimiranti padri fondatori del Progetto europeo, fra cui il nostro grande statista Alcide De Gasperi. Fondamentale nella lista dei valori che devono reggere le aspirazioni dei popoli europei e l’azione dei loro leader vi è, oltre alla democrazia, la pace nella libertà. Una pace che oggi viene troppo spesso data per scontata. Guai a pensare che questo possa essere vero!

ripresa economica. L’intesa, come sappiamo, è stata faticosamente raggiunta, ed ora, se nel Parlamento europeo la approverà, un’ enorme quantità di denaro potrà essere disponibile sulla base di un debito comune del quale si faranno garanti tutti gli Stati riuniti nell’Unione europea.

Illustrazione di Nicole Magagnotti Panizza

La storia d’Europa è stata funestata da un’ interminabile serie di guerre, culminata nei due catastrofici conflitti mondiali dello scorso secolo, sulle cui ceneri è nato quel processo di integrazione europea che ha garantito settant’anni di pace nella libertà. Di certo non sono mancati purtroppo nel Vecchio continente conflitti, come nel caso della ex Jugoslavia, dove abbiamo assistito anche a genocidi. Con il progetto di unità europea è stato tuttavia costituito un inedito presidio di pace, pace garantita negli Stati e fra gli Stati dell’Unione. Talune tensioni presenti anche in Paesi non molto distanti dai confini orientali dell’Unione europea e lo scenario internazionale non possono lasciarci del tutto tranquilli. Rapporti tesi fra potenze guidate da leader autoritari e con pochi scrupoli devono essere tutt’altro che sottovalutati. La federazione

Ospedal the primacy of perception

Le due consiglieri giudicariesi Vanessa Masè e Alex Marini Giulia Dall’Olio _ proposte JacopodeiMazzonelli

un altro paesaggio

Antica Chiesa di San Barnaba Bondo, Sella Giudicarie (TN)

Giulia Dall’Olio _ Jacopo Mazzonelli the primacy of perception _ un altro paesaggio a cura di Jessica Bianchera inaugurazione | 07.08 h18 08.08 - 13.09.2020 mar - sab h 10.30 -12 17-19 20-22 dom h 10.30 -12 16 -19 20-22

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russa dell’autoritario Putin, la Turchia del sultano Erdogan, la nuova “guerra fredda” fra gli Stati Uniti dell’imprevedibile Trump e la Cina dell’espansionista Xi Jinping, la Libia in guerra civile e la polveriera mediorientale sono solo alcuni casi, seppur particolarmente preoccupanti, che debbono imporre agli europei una forte unità perché nessun Stato d’Europa potrebbe confrontarsi da solo con sfide e minacce esterne. La colomba della pace europea, ben rappresentata nell’idea espressa nell’illustrazione di una giovane studentessa trentina della facoltà di design dell’Università di Bolzano che accompagna questo testo, potrà continuare a volare solo se tutti gli Stati dell’Unione la sosterranno con convinzione, nella speranza e con l’augurio che altri Paesi europei, avendone le condizioni, ne rafforzino il volo con l’aggiunta di altre ali, evitando la tristezza che, come nel caso del Regno Unito, vi sia la perdita di ali che ne indeboliscono la capacità di volo. Teniamocelo stretto e conserviamolo con cura questo meraviglioso dono della pace che l’Unione europea ci ha dato.


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Economia

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La discussione critica di allora non si era preoccupata tanto del nuovo gestore, ma rifletteva sulla coerenza nell’affidare un patrimonio costruito con soldi dei cittadini, tra cui alcuni avevano visto espropriati terreni e vigneti con la motivazione del bene di un servizio pubblico fondamentale come quello dei trasporti, a dei privati. Chi viaggiava già allora in Austria, Francia, Germania e Spagna si chiedeva se questo era coerente visto che non v’erano sistemi di pagamento dei pedaggi che, importato dagli Stati Uniti, era allora un modello applicato solo nel Nord Italia. A pagamento v’erano solo i tunnel del Bianco o il Ponte delle Alpi sopra Innsbruck. Perché in Italia si era applicato il modello iperliberista americano del pagamento dei pedaggi su una rete che era stata costruita comunque con soldi pubblici? E perché solo nel Centro Nord Italia? Era evidente che la politica italiana dopo la crisi del debito con la terribile svalutazione della lira nel 1992, evento che nessuno ricorda, ma che ha innescato tutta la crisi successiva fino ad oggi, aveva adottato il modello «liberal» anglosassone al posto del modello franco-renano europeo dove i servizi di pubblica utilità devono rimanere pubblici, trasporti, energ e a basso costo per favorire i settori economici produttivi. Tutta la campagna di privatizzazioni iniziate con il governo Ciampi ha avuto lo scopo di privatizzare tutte le partecipazioni statali, che

Basterebbe copiare da chi ha avuto successo

Autostrade e il dimenticato modello franco-renano di Marco Zulberti La decisione di fondare una nuova società che gestirà la rete autostradale italiana al posto di Atlantia, in una pubblic company quotata in borsa con partecipazioni miste tra pubblico e privato, come lo sono state nel passato Telecom e le tre BIN, e ancora oggi tramite il MEF, Enav, Enel, Leonardo, Rete Autostrade Mediterranee, Eni, Poste Italiane queste ultime due partecipare anche da Cassa depositi andavano a prodotti prettamente commerciali come i panettoni Motta e l’Alfa Romeo, a partecipazione nelle utilities che avrebbero dovuto rimanere dello stato, come prevede il modello francorenano adottato da Francia, Germania e Europa del Nord, quell’Europa che ora non ha debiti e viaggia a due marcie in più rispetto all’Italia, perché da loro le bollette dei servizi costano il 30% per cento in meno. Adesso tutto d’un tratto sembra che anche la classe politica italiana, la stessa che aveva applicato la lezione liberal anglosassone, si sia accorta che qualcosa in quelle liberalizzazioni non funziona. Ma erano anni che analisti attenti avevano avvisato la

politica di questo spreco di risorse che generano costi non sostenibili alle imprese che devono pagare sia la bolletta energetica che quella appunto dei trasporti. Le risposte dei politici erano che gli apparati statali erano inefficienti, dominati da scioperi, lentezze e mancanza di trasparenza negli appalti. Gli stessi che inneggiano al modello “keynesiano” che ha come riferimento comunque il sistema liberal anglo sassone, ora decidono di statalizzare rischiando il ritorno dell’inefficienza. Il progetto di adottare il, modello franco renano e far tornare le istituzioni nazionali e locali a gestire i servizi di pubblica utilità non è male. Ognuno di noi, e prima ancora l’econo-

e Prestiti che avrà un ruolo anche in questa, ha innescato dibattiti e discussioni che riportano indietro di vent’anni, quando con una decisione politica improvvisa, la concessione della rete autostradale fu affidata alla Holding della famiglia Benetton, famosa per la sua attività nel campo tessile e per le campagne pubblicitarie del loro fotografo Oliviero Toscani.

mia, vorrebbe autostrade non a pagamento, bollette elettriche ed energetiche a prezzi europei. Ma per attuare una svolta dal modello liberal al modello franco-renano, servono capitali ingenti e nello stesso tempo manager capaci di rendere efficienti apparati amministratici e bilanci che hanno vissuto di rendita grazie a

tariffe eccessive che gravano sulla spesa di famiglie e imprese. Ormai andare a Trento da Bolzano o da Milano costa più di pedaggio che di carburante. Vent’anni fa era l’opposto. Servono pertanto capitali ingenti in un momento in cui lo stato deve fronteggiare una crisi economica “epocale” dovuta al Covid-19 con un rapporto debito Pil atteso

al 160% e un debito complessivo di 2400 mld. Per questo quando poi la classe politica si muove in Europa chiedendo l’emanazione del Recovery Fund o del Mes, il risultato è quello di trovare porte chiuse. Se i governi continuano ad aumentare il debito da una parte per assistenza a pioggia, dai bonus, ai vari redditi e riforme pensionistici che non rispettano i bilanci dell’Inps, e dall’altra per mettere a punto operazioni di statalizzazione, forse dimenticano come ricordo spesso che la DDR è fallita con il 100% dell’occupazione e il 100% per cento delle aziende in mano allo stato. Si deve pertanto aver ben chiaro che cosa è il modello renano, il modello liberal anglosassone, il modello russo degli oligarchi che hanno privatizzato i servizi senza sviluppare la produzione o quello del socialismo reale, che resiste solo in Cina, ma per spiegare il perché serve un altro intervento.

EDITORIALE di Adelino Amistadi Continua dalla Prima È stata per me una grande sorpresa visitare Paesi che si rifanno al Far west, così come appaiono nei primi film western, con saloon, chiese delle più disparate sette, sceriffi e qualche pistola in meno, e più ancora mi ha stupito una chiesa enorme, a tre piani, a Denver (Colorado), in pratica tre chiese una sopra l’altra, una cattolica, una protestante e una sinagoga ebrea. Questo per dire quanto gli States siano variegati nelle loro istituzioni, un popolo fatto di mille razze, mille religioni, con storie e tradizioni provenienti da ogni parte del mondo, dove l’integrazione è ancora una montagna da scalare e dove sotto sotto, rimangono incomprensioni razziali e disuguaglianze che spesso eccedono in scontri frequenti, spesse volte cruenti, come abbiamo letto anche recentemente. In questo periodo gli Usa si stanno preparando ad eleggere il loro presidente, le elezioni si terranno il 3 novembre e già da mesi è iniziata la campagna elettorale fra i due probabili contendenti: l’attuale presidente Donald Trump e il suo antagonista il Joe Biden. È un momento fra i più importanti per l’America, riuscirà Trump a resistere nonostante le svariate gaffe, talvolta al limite della decenza, combinate nell’arco del suo mandato che sta per scadere? E Biden sarà all’altezza del suo antagonista, riuscirà ad approfittare dei tanti errori di Trump per

Gli Stati Uniti alle elezioni sconfiggerlo? L’uno e l’altro sembra non siano granché considerati dagli americani, tanto che Biden viene comunemente indicato come “asleep” - “addormentato”, dalle mie parti si direbbe “ensemenì” e Trump viene comunemente chiamato “clown”, pagliaccio. Epiteti che già segnalano la poca stima e affetto che gran parte degli americani hanno nei confronti dei due candidati. Joe Biden, democratico, è già stato vice di Obama, per due mandati. È un vecchio senatore del Delaware, settantottenne, con un curriculum assai modesto, ma comunque sempre in carriera. Vita piuttosto difficile, segnata dalla morte tragica di un figlio e della prima moglie, e dalla sua ha una coerenza insolita fra i senatori americani: non ha mai cambiato le sue idee politiche che lo segnalano come l’unico democratico che non ha mai cambiato le sue idee di socialista riformista. Ritiratosi il suo più pericoloso avversario, Sanders, uomo con molte più capacità e forza caratteriale, Biden è rimasto l’unico avversario dell’attuale presidente che comunque per lui è un “pagliaccio”. Trump, eletto nel primo mandato

nel 2016, durante la permanenza alla Casa Bianca ha dovuto superare ostacoli d’ogni genere dovuti in gran parte al suo carattere e alla sua riconosciuta arroganza. Fra i punti più salienti della sua azione politica, coerente con lo slogan che gli fece vincere le elezioni “America first” (Prima l’America!), ricordiamo l’aver snobbato il Patto Atlantico (la Nato), stringendo amicizie stravaganti con Cina, Russia, Iran ed altri per poi mandarli a quel paese dopo pochi giorni, adesso si trova invece in forte difficoltà con il Paese in rivolta per la morte di un povero afroamericano, Floyd, ammazzato dalla Polizia del Minnesota. In questi ultimi mesi poi Trump è stato la prima vit-

tima del coronavirus. Dopo averlo snobbato - parlava del virus come di un’invenzione dei democratici poi s’è spinto in dichiarazioni a dir poco improvvide, mentre il virus si espandeva con velocità impressionante e con il lockdown la disoccupazione saliva a livelli vertiginosi. Allora si è affrettato ad aprire tutto per far partire l’economia, ha funzionato, ma oggi gli Usa sono il Paese con più contagiati (2,6 milioni) e più morti (circa 130 mila) al mondo. Ora i sondaggi sono tutti a favore di Biden, i maggiori istituti di statistica americani danno Trump in svantaggio di 6-7 punti e più da Biden. Trump è finito dunque? È presto

per dirlo, la sua campagna elettorale entra in queste settimane nel vivo della tenzone, e Biden dovrà uscire dalla tana e dimostrare di che pasta è fatto. Le cose si decideranno alle urne il 3 novembre e, si presume, che la lotta sarà all’ultimo coltello, ma non si dimentichi che saranno i 538 grandi elettori e non il popolo ad eleggere il Presidente. E non è la prima volta che il candidato che ha raccolto più voti non è stato eletto Presidente: i grandi elettori sono senza vincoli di mandato e possono riservare sorprese, Hillary Clinton insegna. Come ultima, Trump avrà con sé l’attuale vice Pence, mentre Biden, si pensa, sembri preferire una donna e magari di colore, e qualcuno cita Michelle, la moglie di Obama. La lotta sarà comunque fra un “addormentato” (enseminì) e un “pagliaccio” (paiazo). Gran parte dei bianchi dicono meglio un pagliaccio che un addormentato che russa. Gli altri l’opposto. Ne parleremo ancora. Intanto noi godiamoci il nostro Giuseppe, più furbo che santo, dato che in Italia non sembra esserci di meglio.


Economia

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Geasuro euro Sempre piĂš ampi i servizi della societĂ in house di Giuliano Beltrami

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Rubrica salute

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In Italia un cittadino su sei vive con un problema oncologico o cardiovascolare

Le malattie dimenticate per il Covid-19 di Gianni Ambrosini E le altre patologie come le neoplasie, le malattie cardiovascolari, il diabete, gli interventi chirurgici, tutte le malattie croniche, le disabilità come le abbiamo curate? In Italia un cittadino su sei vive con una malattia oncologica o cardiovascolare e per loro ammalarsi di Covid-19 è un’evenienza che comporta un rischio molto elevato. A causa della pandemia molti percorsi di cura sono stati rimodulati e molti controlli clinici o esami strumentali sono stati dilazionati. Tutte le persone in trattamento attivo hanno subito delle modifiche di cura per limitare i rischi legati agli spostamenti e alle permanenze in ospedale, dove il rischio di contagio era più elevato. Per non parlare dei pazienti in cura per malattie ematologiche, molto fragili per il trapianto di midollo o per cure molto più aggressive e quindi più a rischio perché più immunodepressi; anche se, bisogna rilevarlo, i reparti ematologici sono rimasti per la maggior parte Covid-free. Nei pazienti in cura o guariti per malattie oncologiche importante e non rinviabile è il controllo clinico periodico che vale come conferma dello stato di salute ma soprattutto molte volte come conforto e rapporto preferenziale con il medico con cui si è vissuto il percorso di cura. Bene, in molte realtà compresa la nostra regionale, si sono attivati i controlli

I numeri dei contagi in Italia - in pochi usano il termine pandemia - vengono comunicati giornalmente ma senza l’enfasi di qualche settimana fa e sono riferiti in modo rassicurante. Ci sono, è vero, le differenze regionali ma sono nettamente inferiori a quelle dei Paesi vicini come la Svizzera, l’Austria, la Francia e il Belgio. Noi siamo a 5 casi positivi per 100.000 abitanti contro i 15, i 14, gli 11. La Germania è più o meno come noi, mentre la Svezia viaggia sui 70 casi ogni 100.000 abitanti, comunque lontano in telemedicina che hanno permesso di supplire ad una necessità non più rinviabile. Dall’inizio della pandemia il 20% dei pazienti oncologici non si è presentato in ospedale per paura del contagio e si calcola che si è avuta una diminuzione del 50% dei ricoveri per infarto e sono in calo quasi di un terzo i ricoveri per scompenso cardiaco, fibrillazione atriale o problemi legati a mal funzionamento dei pacemakers. I malati cardiovascolari sono 7,5 milioni e le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte (37%), mentre il 29% muore per neoplasia. Nei decessi per Covid-19 il 17% sono pazienti oncologici, ma il 70% è iperteso, il 22% è cardiopatico grave e il 16% ha uno scompenso cardiaco. Le diagnosi e le biopsie si sono ridotte del 52% nel periodo del lockdown e il ritardo degli interventi chirurgici si è avuto nel 64% dei casi. Le varie Associazioni Scientifiche hanno stilato documenti programmatici che sono al vaglio delle autorità competenti, ma tutti concordano che un bilancio critico va fatto e che va riconosciuto che rispetto al 2014 i medici

sono passati da 107.276 a 105.557, che gli infermieri sono passati da 269.151 nel 2014 a 264.703. Mancano medici, mancano infermieri e mancano 758 reparti soppressi. Mancano i soldi per la ricerca: solo lo 0,2% del PIL, e le terapie Intensive, per esempio, sono 5.000 mentre in Germania sono 30.000 e i posti letto per 1000% abitanti sono passati da 4,5 a 3,2. Un’altra considerazione del presidente del Cipomo e che ha condizionato molte delle scelte strategiche è stata l’esternalizzazione dei servizi essenziali e la privatizzazione attuata come scelta

dai 250 del Brasile. Sicuramente sono servite le misure messe in atto e di cui ci stiamo forse dimenticando troppo in fretta, come l’uso della mascherina, l’igiene delle mani e il distanziamento sociale. Arrivano anche notizie positive come quella che l’azienda americana Moderna a fine mese incomincerà la fase finale della sperimentazione clinica per il suo vaccino. La Sanità pubblica italiana ha fatto miracoli, gli elogi per il personale sanitario si sono sprecati ma … c’è un ma.

strategica gestionale, per molte realtà sanitarie anche di eccellenza (leggi regione Lombardia) a scapito delle strutture pubbliche. L’operatività ne ha risentito non poco quando si è trattato di prendere decisioni urgenti che contrastavano con le direttive generali del governo. I suggerimenti programmatici che vengono ripetuti vanno tutti nella stessa direzione: telemedicina, cure domiciliari, assistenza territoriale, medicina di precisione, integrazione ospedale medicina del territorio, infermiere di famiglia e di comunità, sostegno alla Medicina territoriale.

L’Oms ha segnalato che per effetto del Covid-19, 80 milioni di bambini con meno di 1 anno saranno a rischio per difterite, morbillo e poliomielite per l’interruzione dei servizi vaccinali in 129 paesi. La vaccinazione di massa contro il morbillo è stata sospesa in 27 paesi e quella contro la poliomielite in 38. In Italia vi è stata una breve sospensione temporanea a fine febbraio che è stata subito recuperata nel mese di marzo. Il futuro dei bambini post Covid19? Effetti indiretti saranno quelli legati alla separazione o alla perdita delle famiglie. Vi saranno un milione di morti per mancato accesso al cibo o per interruzione dei servizi sanitari essenziali, accesso ridotto ai servizi sociali, aumento del tasso di violenza domestica e sarà molto evidente quella che viene chiamata “hunger pandemic”, ovvero malnutrizione e povertà durante la gravidanza. La pandemia ha smascherato lo stato sociale e lo stato della sanità pubblica. È chiaro che, come altre volte nella storia dell’umanità, anche questa volta ne verremo fuori. Però questa volta è leggermente diverso: le nuove tecnologie ci stanno

e 45 Oltr i di ann e nza erie o p s u t e al lità ! qua izio serv

influenzando moltissimo con le loro interazioni sempre più evidenti. La soglia dell’attenzione di ognuno di noi si sta abbassando e questo ostacola la soluzione dei problemi più complessi. Le occasioni di interazione personali potrebbero diventare sempre meno frequenti perché quando si interagisce con le persone lo si fa con individui simili a sé cosicché la società si polarizza e ognuno vive sempre chiuso nel suo mondo. Trovare un terreno comune diventa sempre più difficile perché non c’è cooperazione a livello sociale. A livello superficiale gli individui sono meglio connessi ma la profondità delle interazioni sociali peggiorano. Le persone guardano al mondo attraverso lenti diverse che rendono molto difficile costruire una vita dignitosa per tutti. Nessuno può fare per sé. Tutti sanno che i risultati migliori si fondano sul lavoro comune, quindi se il messaggio dello Stato fosse univoco e l’umiltà intellettuale prevalesse questo è un momento storico che potrebbe dare inizio ad una nuova umanità, che potremmo anche chiamare Azione Collettiva.

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Azienda sanitaria

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Alla nuova Biblioteca di Tione le vaccinazioni per bambini, ragazzi e adulti A Tione le sedute vaccinali vengono fatte nella nuova Biblioteca Comunale. Gli inviti alla vaccinazione sono partiti già da alcune settimane, sia con lettera sia telefonicamente, a cominciare dalle persone che avevano già iniziato un ciclo vaccinale. Le vaccinazioni erano state sospese a fine marzo a causa dell’emergenza Covid e venivano garantite solo quelle per i bambini fino a due anni, per le donne al terzo trimestre di gravidanza e per i pazienti ad alto rischio, come gli immunodepressi. In queste settimane si è ripreso con i richiami del sesto anno di vita (difterite, pertosse, tetano, polio, morbillo, parotite, rosolia, varicella), la vaccinazione anti papilloma virus per ragazzi e ragazze nel dodicesimo anno di vita e i richiami contro tetano, pertosse, difterite,

Dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid sono riprese le vaccinazioni per i bambini, gli adolescenti e gli adulti. Alla luce delle nuove misure necessarie a prevenire la diffusione del virus, sono ovviamente cambiate le modalità organizzative: le vaccinazioni

vengono fatte in spazi ampi e ambienti idonei a mantenere il distanziamento. Grazie alla collaborazione delle comunità di valle, dei Comuni e delle associazioni di volontariato, si è riusciti ad attrezzare per l’occasioni palestre, scuole e locali simili.

polio, meningite ACWY nel quindicesimo anno di vita, nonché con le vaccinazioni degli adulti contro encefalite da zecca e, per i sessantacinquenni, herpes zoster e pneumococco. La vaccinazione contro l’encefalite da zecca è gratuita per tutti i residenti in provincia di Trento e ora può essere prenotata anche tramite CUP, collegandosi al sito https://cup.apss. tn.it o telefonando allo 0461 379400 (da cellulare) o 848 816 816 (da fisso) dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13. La vaccinazione contro la TBE prevede tre dosi, la seconda dopo 1-3 mesi dalla prima e la terza dopo 5-12 mesi dalla se-

conda. A distanza di tre anni dal ciclo primario è previsto il richiamo. Sempre in ottica preventiva Covid, una volta avuto l’appuntamento per le varie vaccinazioni si raccomanda di rispettare l’orario di convocazione e di non presentarsi con oltre cinque minuti di anticipo. Per accedere al Centro vaccinazioni allestito alla

Campagna screening comuni: quattro positivi su 3200 tamponi Sono positivi i dati dei «tamponi a tappeto» effettuati nei nove comuni delle Valli Giudicarie nella seconda metà di giugno. La rilevazione fa parte di una più ampia attività di screening che ha coinvolto 18 Comuni trentini con un indice di prevalenza del contagio superiore al 2%. I giudicariesi interessati dall’indagine sono stati 12729: 3182 i tamponi effettuati, con un’adesione del 25%. Il monitoraggio intensivo ha coinvolto tutti i cittadini presenti sul territorio comunale (non solo i residenti) con più di 14 anni. Sono stati quattro i casi positivi individuati (uno a Massimeno, uno a Bondone e due a Storo). La campagna di screening è stata realizzata in

modalità «drive through», una sorta di «pit stop tampone»: le varie famiglie sono state invitate ad andare in macchina nei punti prelievo dove veniva effettuato il tampone senza la necessità di scendere dall’auto. L’obiettivo della campagna di screening era individuare soggetti asintomatici o con pochi sintomi, ma potenzialmente contagiosi. Trovare per tempo i

positivi asintomatici permette infatti di prevenire lo sviluppo di ulteriori focolai della malattia attraverso l’isolamento precoce. I «tamponi a tappeto» hanno permesso di capire quanto il virus circola ancora nelle varie comunità delle Giudicarie. Superata la fase acuta dell’emergenza, con un andamento dell’epidemia abbastanza rassicurante e contagi giornalieri ridotti a po-

che unità, è comunque importante monitorare e studiare i territori più colpiti e raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sulla malattia e il contagio. Informazioni che il mondo scientifico può ottenere solo grazie alla collaborazione dei cittadini che stanno vivendo in prima persona questa pandemia. Le indagini di sorveglianza attiva e le campagne di screening sono importanti per avere dati di «comunità» fondamentali per la protezione della salute di tutti. I comuni delle Valli Giudicarie interessati dalla campagna sono stati: Bondone, Caderzone Terme, Castel Condino, Giustino, Massimeno, Pinzolo, Sella Giudicarie, Storo, e Valdaone.

nuova Biblioteca comunale di Tione bisogna portare con sé la scheda triage-Covid compilata, con l’indicazione di eventuali sintomi nell’ultimo mese e i contatti degli ultimi 14 giorni. La scheda è scaricabile dal sito dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (www.apss. tn.it) e disponibile in versione cartacea anche all’entrata della struttura. È consentito un solo accompagnatore solo in casi strettamente necessari (minori, non autosufficienti, fragili o con difficoltà linguistiche). I vaccini sono uno degli strumenti di salute pubblica più sicuri ed efficaci. È importante vaccinarsi non solo per un beneficio personale, ma anche e soprattutto per il bene di tutta la comunità e delle persone che per vari motivi non possono vaccinarsi

Punti prelievo: si accede solo con prenotazione Superata la fase emergenziale è ripresa gradualmente anche l’attività dei punti prelievo più periferici delle Valli Giudicarie. I prelievi del sangue sono sempre stati garantiti all’ospedale di Tione e sono ripresi anche a Pinzolo, Ponte Arche e alla Casa della salute di Storo. Per ridurre le attese ed evitare code, ai punti prelievo si accede solo con prenotazione. Si raccomanda – oltre all’utilizzo della mascherina – di non arrivare in anticipo di oltre cinque per non vanificare l’impegno e lo sforzo di tutti. Si prega inoltre di non farsi accompagnare se non in casi strettamente necessari (minori, persone non autosufficienti, fragili o con difficoltà linguistiche). È possibile prenotare i prelievi a Storo e Tione chiamando il numero 0461 371037 (lun-ven 8-18 | sabato 8-13), con le modalità on line ( TreC e Fast TreC https:// trec.trentinosalute.net/home) oppure tramite Telegram (@apsstn_bot https://telegram.me/ apsstn_bot). Per accedere ai punti prelievo di Pinzolo e Ponte Arche occorre invece fare riferimento al Servizio territoriale al numero 0465 331421 (lun-ven 9-12). A breve saranno attivati lo 0461 371037 e le modalità di prenotazione online anche per Pinzolo e Ponte Arche. (1202)


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Scuola

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Alice Riccadonna e Valentina Dal Pont studentesse modello: per loro anche la lode

Maturi, al Guetti fioccano i 100 5 APA (Liceo scientifico scienze applicate): Amadei Margot 97; Ballardini Claudio 98; Battitori Alex 65; Caola Annalisa 77; Cattafesta Davide 71; Cazzolli Guido 80; Cerritelli Alessandro 66; Cornella Davide 100; Daor Fahd 82; Donati Lorenzo 83; Grec Ilisan Oana Ariana 100; Iniguez Fusi Virginia 80; Iop Federico 82; Iseppi Davide 60; Leonardi Carlotta 89; Lorenzi Claudio 75; Mussi Consuelo 74; Paletti Gianni Alessandro 76; Pinheiro De Alencar Joao Lucas 95; Succetti Simone 86; Vaia Marco 96; Villotti Leonardo 100. 5 FMS (Corso serale Amministrazione finanza e marketing): Beltrami Valerio 70; Camerotto Chiara 72; Cereghini Alessandro 70; Cunaccia Maggie 70; Hmaidouch Abdellah 70; Maffei Sebastiano 96; Morelli Daniela 60; Mosca Elisa 75; Sommadossi Valentina 80; 5 LA (Liceo linguistico): Alberti Erica 90; Battocchi Melissa 73; Chafouk Meriam 82; Cimarrusti Carlotta 100; Clinaz Nicole 72;

di Marco Maestri Due 100/100 e lode (come lo scorso anno) ed addirittura venti 100/100. È questo il verdetto emerso dagli esami di maturità dell’Istituto Guetti di Tione. Tutti gli studenti ammessi hanno superato positivamente le prove. Le due studentesse modello dell’anno scolastico 2019-2020 sono Alice Riccadonna dell’indirizzo

liceo linguistico e Valentina Dal Pont dell’indirizzo liceo scientifico per le professioni del turismo di montagna, che hanno ottenuto la lode. Ben venti invece, molti di più rispetto ai responsi degli anni precedenti, i 100/100 e diversi altri studenti sono andati vicino al massimo dei voti.

Furlini Chiara 70; Gasperi Francesca 98; Gentilini Alessia 100; Giovanelli Beatrice 100; Gottardi Vittorio 80; Gusmerotti Enrica 85; Kaur Sukhmanpreet 78; Masè Elisa 80; Masè Martina 85; Merli Silvia 78; Riccadonna Alice 100 e lode; Rinaldi Elena 85; Salvadori Martina 78; Sottini Silvia 80; Stagnoli Eva Carlotta 80; Walteros Garcia Nikolas 88; Zanon Martina 93; 5 FMA (Tecnico Economico - Amministrazione, finanza e marketing): Achour Miriam 78; Barile Luca 74; Ferrari Aurora 72; Fostini Marco 68; Ghezzi Alessandro 100; Ghezzi Alessia 66; Maffei Marina 100; Palazzo Gabriele 99; Pellizzari Arianna 100; Rocca Walter 100; Salvaterra Veronica 66; Zontini Irene Maria 69; 5 AU (Liceo scienze umane): Alberti Giorgia 90;

Margonari Angelo 64; Mosca Enrico 98; Stefani Ilaria 84; Tavernini Samuele 90; Zamboni Filippo 72.

Bassetti Chiara 70; Boroni Angelica 72; Cozzio Anna 72; Cozzio Deborah 77; Cunaccia Valentina 99; Fiora Emma 82; Franchi Alice 90; Lombardi Samantha 74; Manente Lorenzo 100; Marchiori Aurora 68; Ongari Siria 80; Pellizzari Michela 79; Radoani Elena 88; Salvagni Ilenia 70; Scalmazzini Agnese Floriana 77; Sebastiani Roberta 85; Tisi Chiara 65; Zanetti

Sara 81. 5 SM (Liceo scientifico per le professioni del turismo di montagna): Asciana Simone 74; Ballardini Anna 100; Ballardini Tiziano 80; Bertolini Giovanni 70; Bonapace Federico 80; Campidelli Jordan 66; Dal Pont Valentina 100 e lode; Elmi Giulio 82; Ferrari Mattia 90; Gasperi Ambra 84; Marchetti Riccardo 76;

5 SA (Liceo scientifico): Bassetti Gabriele 94; Bertini Nicolò 76; Bolza Veronica 100; Brena Mariachiara 80; Butterini Leonardo 90; Cappello Giorgia 85; Cloch Alessio Diego 64; Diprè Daniele 88; Flori Giorgia 75; Lombardi Lorenzo 70; Masè Giada 88; Morelli Alessia 90; Pernisi Fabio 100. 5SB (Liceo scientifico): Armani Marcello 71; Bonomini Lorenzo 92; Cadamuro Marco 74; Campidelli Jessica 62; Caola Albino 63; Ceschinelli Davide 90; Dalponte Paolo 92; Dapreda Gabriel 68; Degasperi Daniel 70; Donati Viola 9; Gasperi Gaia 95; Maestranzi Silvia 80; Malossini Elena 65; Paoli Susanna 100; Viviani Silvia 100.

5CA (Costruzioni, ambiente e territorio): Cereghini Davide 92; Collini Luca 75; El Kamili Youssef 64; Farina Gabriel 95; Ferrari Davide 75; Ferrari Francesco 100; Ferrazza Luca 80; Ferrazza Mattia 72; Frigo Francesco 92; Gusmerotti Giacomo 70; Melzani Jacopo 76; Monfredini Luca 74; mora Aron 78; Pouli Giacomo 72; Prandini Christian 72; Rosa Mario 85; Saidi Karim 63; Speranza Matteo 100; Storani Damiano 61; Todeschini Nicola 73; Valenti Stefano 74. 5TR (Tecnico Economico – Turistico): Armani Serena 71; Bazzoli Maddalena 82; Beltrami Lisa 98; Bondi Erica 90; Bonenti Giorgia 100; Bulku Elisa 82; Carlini Alessandro 69; Cereghini Sasha 69; Cimarolli Alessia 77; Dapreda Nicole 72; Giordani Michelle 75; Lucchini Michelle 70; Maturi Serena 86; Moneghini Alessia 71; Pouli Nicole 86; Romeri Elisabetta 87; Sartori Vittoria 100; Scalmazzi Paola 70; Tonini Zoe 66; Valenti Giulia 72.

Una corsa all’ora verso il capoluogo per tutta l’estate

Nuovi orari per i trasporti verso Trento “È stato un cambiamento fortemente voluto dalla Provincia, già da un paio di anni lo volevamo introdurre e finalmente lo abbiamo attivato dice Flavio Huber, gestore dei servizi extraurbani e per i servizi mobilità turistica di Trentino Trasporti - un progetto pensato perché a differenza di altri bacini del Trentino che possono far affidamento sul servizio ferroviario, il bacino 2 è scoperto sotto quel punto di vista. Ecco perché con la Provincia si è pensato di creare un orario extraurbano potenziato”. Il nuovo orario estivo prevede intervalli regolari per gli arrivi e per le partenze delle corriere, con una corsa ad ogni ora, permettendo così una maggiore mobilità sul territorio giudicariese. Le

Una corsa all’ora, dalle 5.14 del mattino fino alle 20.45, verso Trento per tutta l’estate, per migliorare il collegamento valli-capoluogo. I nuovi orari sono entrati in vigore a partire dal 5 luglio e si andrà avanti per tutto il periodo estivo. Le modifiche sono state apportate linee principali che collegano la zona sono infatti la Trento – Tione, Tione – Campiglio, Tione – Baitoni e Trento –Riva del Garda. Il progetto è stato pensato creando un punto di interscambio a Tione, tecnicamente chiamato rendez-vous, dove ad ogni ora durante tutta la giornata è possibile trovare dei mezzi di trasporto sia in arrivo che in partenza verso o da Trento, Campiglio e Baitoni. È il primo esperimento di questo genere in Trentino. Quest’orario presenta alcune particolarità,

alle linee principali del cosiddetto bacino 2, ovvero la zona Val Rendena, Valli Giudicarie, Valle del Chiese, Vestone, Valle di Ledro, Bleggio, Banale, Ballino, Valle dei Laghi, Monte Bondone, Vallagarina, Riva del Garda e Arco.

tra cui in primo luogo gli orari della linea Trento – Tione che a Sarche si coordina con quello della linea Sarche – Trento, garantendo quindi da Sarche a Trento una corsa ogni mezz’ora, sia all’andata che al ritorno. In secondo luogo tutte le linee Trento - Tione, che precedentemente passavano alternandosi o via Saone o via Ragoli, creando non poca confusione nei turisti, con il nuovo orario passano soltanto attraverso Ragoli. Il collegamento per Saone viene comunque garantito con un pullmino che parte da Ponte Arche e che arriva a Tione. Sul sito internet di Trentino Trasporti sono riportati tutti i nuovi orari con le rispettive modifiche per ogni linea. Francesca Cristoforetti


Scuola

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Alice, che aspira a diventare una brava insegnante

100 e lode. Ci speravi, l’hai inseguito o è arrivato inaspettatamente? Cosa c’è dietro questo bel risultato? Non avrei mai immaginato di raggiungerlo: fino a meno di un mese fa il cento e lode era per me poco più che un sogno irrealizzabile. La possibilità di raggiungerlo si è prospettata solo con l’avvicinarsi del giorno dell’esame: essendo una delle ultime persone della scuola a doverlo sostenere, vedevo e sentivo i riscontri positivi dei compagni e così ho iniziato a convincermi che potevo farcela, che quel sogno poteva diventare realtà. Ovviamente c’è voluto molto studio e impegno: ma grazie alla costanza avuta nel corso dell’anno posso dire che non è stato troppo difficile.

Quali sono i segreti per arrivarci? Testa sui libri per cinque anni? La chiave è impegnarsi sempre, sin dal primo giorno di scuola. Non serve passare ore e ore a studiare il giorno

100 e lode. Ci speravi, l’hai inseguito o è arrivato inaspettatamente? Cosa c’è dietro questo bel risultato? È stato un riscontro importante e una bella conferma per l’impegno profuso durante i 5 anni, sia da parte mia che da parte degli insegnanti che ci hanno seguito costantemente e sostenuto nei passaggi formativi. Quali sono i segreti per arrivarci? Testa sui libri per cinque anni? Non esattamente: credo che sia fondamentale studiare qualcosa che piace al fine di rendere più piacevole e notevolmente meno pesante lo studio. Inoltre mi ritengo abbastanza fortunata, perché riuscendo a stare attenta in classe, memorizzo velocemente le informazioni da studiare. Se dovessi individuarli, quali sarebbero i due fattori fondamentali che ti hanno permesso di raggiungere questo risultato? Costanza e passione. La prima fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo, la seconda importantissima nei momenti più difficili, senza la quale probabilmente non si riuscirebbero a superare gli ostacoli che si presentano.

Una delle due studentesse da 100 e lode dell’anno scolastico 2019-2020 diplomatesi all’Istituto Superiore “Guetti” di Tione di Trento arriva da Rango, uno dei borghi più belli d’Italia e noto per i caratteristici mercatini natalizi, nel comune di Bleggio Superiore. Il bel

risultato è stato raggiunto da Alice Riccadonna, che ha terminato il proprio ciclo di studi superiori come meglio non poteva: 100 e lode e diploma del liceo linguistico in tasca.

prima di una qualsiasi prova. È sufficiente stare attenti a lezione e ripetere volta per volta il materiale. Se dovessi individuarli, quali sarebbero i due fattori fondamentali che ti hanno permesso di raggiungere questo bel traguardo? I due fattori principali di questo mio “successo” sono sicuramente la mia determinazione, perché mi fa sempre fare del mio meglio e mi sprona a non accontentarmi mai, e l’attitudine per lo studio. Per me non è mai stato un peso studiare e tutte le materie scolastiche mi appassionano. Quali sono gli insegnamenti che porti con te dopo questi cinque anni? Questi cinque anni mi hanno insegnato che gli sforzi

perseguire il mio stesso risultato consiglio di impegnarsi al massimo e di non farsi scoraggiare da nulla. Ciò non vale solo per il quinto anno ma anche per quelli precedenti in quanto, nel risultato dell’esame di stato, viene tenuto conto anche degli esiti del terzo e del quarto anno. Hai già le idee chiare su università e lavoro? Sin da piccola ho aspirato di diventare insegnante. Con gli anni, poi, si è aggiunta la passione per le lingue straniere. Per questo ho scelto di iscrivermi all’Università di Trento nel corso di Laurea di Lingue Moderne.

vengono sempre ripagati e che vale davvero la pena impegnarsi per qualcosa a cui si tiene veramente. Come hai vissuto l’anomalo svolgimento degli esami di maturità in piena emergenza sanitaria?

Essendo una persona estremamente ansiosa l’ho vissuta con maggiore agitazione. L’eliminazione delle due prove scritte, su cui puntavo molto, non ha di certo aiutato. Ma, in un modo o nell’altro, l’esame doveva essere fatto. La nostra ma-

turità verrà ricordata nella storia per la sua unicità. Qual è il consiglio che ti senti di dare agli studenti ambiziosi di perseguire un risultato simile? Ai ragazzi che vorranno

Qual è il tuo sogno nel cassetto? Riuscire a diventare un’ottima professoressa, magari di tedesco, con il desiderio di far appassionare i miei studenti, come i miei professori in questi anni sono riusciti a fare con me. Marco Maestri

Per Valentina un futuro da dottoressa esperta di montagna La passione, da rendenese doc, per la montagna, unita alla costanza nello studio. Sono questi i due fattori principali che hanno permesso a Valentina Dal Pont, di Caderzone Terme, di raggiungere la vetta più alta nell’esaQuali sono gli insegnamenti che porti con te? La capacità di organizzare al meglio il tempo a disposizione: avendo affrontato un percorso di studi impegnativo in cui al normale programma scolastico si aggiungono escursioni, moduli sportivi obbligatori ed allenamenti il tempo a disposizione per studiare è ridotto e va organizzato al meglio. Un’altra importante lezione che mi ha lasciato il liceo è la determinazione, fondamentale per raggiungere l’obiettivo prefissato. Come hai vissuto l’anomalo svolgimento degli esami di maturità in piena emergenza sanitaria?

me di maturità sostenuto all’istituto superiore “Guetti” di Tione di Trento: la giovane studentessa infatti che ha frequentato il liceo della montagna è una delle due ragazze che hanno ottenuto 100 e lode alla maturità. Sono stata molto contenta che ci sia stata data la possibilità di affrontare l’esame, anche se solo l’orale, in presenza. Credo sia stato importante, anche dal punto di vista umano, per rivedere i professori e far diventare l’esame il più normale possibile. Qual è il consiglio che ti senti di dare agli studenti ambiziosi per perseguire un risultato così? Credo sia importantissimo imparare a stare attenti in classe, anche se a volte non è facile se la materia non è quella che appassiona di più. Così facendo si risparmia molto tempo e i risultati sono, a parer mio, più proficui rispetto a quando si stu-

dia tutto da soli a casa. Hai già le idee chiare su università e lavoro? Mi piacerebbe molto diventare medico. Al momento, ho superato il test per ingegneria biomedica, che rimane la mia seconda scelta, in attesa del test di medicina che sarà a settembre. Qual è il tuo sogno nel cassetto? Come dicevo, mi piacerebbe diventare medico ed essere in grado di aiutare le persone che hanno traumi in montagna. La scelta di frequentare il liceo con l’indirizzo per le professioni del turismo di montagna è stata fatta in quest’ottica. Ritengo che per un medico che lavora in montagna, sia necessario conoscere l’ambiente in cui opera e sapere come muoversi. Marco Maestri


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Attualità

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L’es

Uno di Mariachiara Rizzonelli


Attualità Tutto si bloccò, nonostante l’opposizione dei sindaci di allora e della Comunità di Valle. Oggi il progetto definitivo per la posa dei feeder e il completamento dell’opera è stato presentato alla Conferenza dei sindaci giudicariesi ed è attualmente al Ministero per l’acquisizione del parere necessario a procedere con i lavori. L’ultima novità di cui si è discusso recentemente in Comunità delle Giudicarie è l’estensione del collegamento alle Giudicarie Esteriori e a Madonna di Campiglio: l’obiettivo è quello di chiudere l’anello collegando la rete giudiariese alle reti già esistenti che servono i territori confinanti, ovvero la Val di Sole e il Garda. La chiusura dell’anello permette di ovviare ai disagi che sorgerebbero in caso di interruzione dell’alimentazione. «Fin dall’inizio del mandato in Comunità di valle - dichiara il presidente Giorgio Butterini - mi sono attivato per valutare se ci fossero le possibilità di ampliare i feeder di distribuzione del gas metano verso territori che ad oggi non beneficiano del servizio. È nato un confronto che si è prolungato per anni e oggi A2A ha programmato la realizzazione dell’opera». Ad oggi, sono collegati al metano i comuni di Tione, Ragoli, Preore e Bolbe-

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Riprende la corsa del metano in Giudicarie di Denise Rocca Sul fronte della metanizzazione delle Giudicarie qualcosa si muove, dopo tanti anni di attese. La milanese A2A, che ha sviluppato la parte di rete che attualmente serve la vallata, ha inserito nella propria programmazione strategica e finanziaria la realizzazione del “feeder” - il tubo principale che porta il gas proveniente dalla provincia di Brescia - da Tione, dove oggi arriva, fino a Carisolo. no. C’è poi una rete nell’abitato di Spiazzo con l’esclusione però di Fisto. «Parallelamente al posizionamento dei feeder - prosegue Butterini - si valutano anche le opportunità di realizzazione delle prime reti di distribuzione. Se questa operazione va in porto dobbiamo essere molto fieri e orgogliosi del percorso che abbiamo condotto: credo che una rete a metano sia un’operazione strategicamente fondamentale, in primo luogo perché è energia

La posa del metano in valle era stata avviata nei primi anni Duemila, poi interrotta per l’intervento di una normativa nazionale che ha introdotto per le opere di metanizzazione il concetto di “Ambito territoriale ottimale” che, semplificando, significa che un’opera di questo tipo la si poteva realizzare solo se andava al servizio di un ambito “ottimale”, lasciando però scoperta la definizione esatta di quale esso fosse. pulita e il tema prioritario per tutti deve essere l’ecologia, e poi produce risparmi. Contento di arrivare a fine legislatura con risposte convincenti e pratiche su questo tema». Avere almeno la posa del tubo principale è un passaggio fondamentale in vista dell’affido del servizio di distribuzione che avverrà con gara da parte della Provincia per tutto il territorio trentino: per allora avere i feeder significherà essere fra i territori considerati.


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24 TRENTINO AGOSTO 2020

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Estate

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Rinnovata la gioielleria-orologeria Stedile a Madonna di Campiglio

Stedile: nel segno dell’eleganza e dello stile La boutique, punto di riferimento in ambito Trentino, è stata oggetto di un importante restyling In passato con il fondatore Giuliano Stedile, oggi con il figlio Roberto affiancato dalla gentile presenza della mamma Palmira e supportato da uno staff molto preparato, la gioielleria-orologeria di viale Dolomiti di Brenta si conferma luogo di stile e raffinatezza. Di pochi anni fa è la realizzazione di uno spazio interno dedicato agli orologi Rolex che ha permesso a Stedile di diventare uno tra gli esclusivi shop Rolex & Tudor presenti nel mondo, i soli a poter vendere orologi di questo prestigioso brand e a poterne effettuare la manutenzione. “Il nuovo progetto ha cominciato a delinearsi nell’autunno 2019 – racconta con una nota d’emozione Roberto Stedile – quando con Bruno

MADONNA DI CAMPIGLIO – È stata riaperta lo scorso 18 luglio e presentata ufficialmente agli amici, ai clienti, agli ospiti e a chi ama le cose belle e preziose, il sabato successivo. Il riferimento è all’attesa inaugurazione della nuova gioielleria-orologeria Stedile che si è nuovamente affacciata sul centro di Madonna di Campiglio con le sue peculiari caratteristiche risultato dell’unione tra e Alessandro (Martini Mobili Campiglio) abbiamo cominciato a ragionare sulle prime idee e poi a dare loro una forma sempre più definitiva. I lavori avrebbero dovuto iniziare dopo Pasqua, ma poi il dramma dell’emergenza sanitaria e il lockdown si sono presentati come un imprevisto inaspettato e di gran peso”. Niente ripensamenti, però. Roberto, con coraggio, ha confermato il progetto e appena è stato possibile ha cominciato a smontare il negozio “vecchio”. “Durante i lavori, che hanno occupato 3 mesi

interi – prosegue il proprietario – ho conosciuto professionisti di prim’ordine, una famiglia di persone straordinarie che hanno lavorato con grande attenzione per curare al meglio ogni più piccolo dettaglio. Per questo motivo ho voluto questa inaugurazione, che definirei atipica, con gli invitati più importanti che non sono i clienti top, ma gli artigiani, i nostri artigiani (Martini Mobili Campiglio, Bruno Stablum-Falegname, Troggio Graniti e Vetreria Benedetti), coloro che hanno lavorato metten-

tradizione, esclusività delle proposte – gioielli unici e di gran classe, ideali per ogni tipo di occasione – e attenzione verso il cliente. Se la “perla” ai piedi delle Dolomiti di Brenta si distingue anche per la ricercatezza e la qualità dello shopping, lo deve a negozi come questo e a commercianti come la famiglia Stedile che periodicamente investono, innovano, migliorano, cambiano.

do in campo esperienza e competenze per creare il nuovo negozio”. Gli spazi interni sono stati ridisegnati e rivestiti in legno. Lo stile è contem-

poraneo, minimalista, ma il materiale scelto per vestire la nuova boutique evoca il ricordo del bosco e della natura. Nelle vetrine, attentamente stu-

diate anche dal punto di vista tecnologico, risaltano i ripiani espositivi in granito nero. Famiglia Stedile al completo, autorità schierate, artigiani orgogliosamente presenti, clienti e amici a disegnare un abbraccio all’esterno della boutique. Il taglio del nastro rosso teso all’ingresso non può mancare e ufficializza l’inaugurazione. Poi, per tutti i presenti, a piccoli gruppi in rispetto delle normative anti Covid-19, è un tuffo nel prezioso luccichio di gioielli e orologi presentati un una location da sogno.

Nuova Gioielleria Stedile realizzata da: Martini l’Arte dell’arredo, Troggio graniti, Vetreria Benedetti, Carpenteria Metallica Seguiteci su Rai2 il 12 agosto in seconda serata nel programma “E la chiamano estate” con Federico Quaranta e Laura Forgia


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I soci dicono sì alla fusione Le assemblee si sono svolte – causa Covid con la modalità del Rappresentante Designato. L’Assemblea della Cassa Rurale Adamello, tenutasi in 1^ convocazione lo scorso 15 luglio, ha visto la partecipazione di ben 4120 soci, di questi 3096 (il 75%) si sono espressi a favore della fusione. Il 17 luglio si è invece svolta, in seconda convocazione, l’assemblea straordinaria della Giudicarie Valsabbia Paganella: 2527 i soci presenti di cui 2119 (pari all’84%) si sono espressi favorevolmente. Grande soddisfazione per il risultato raggiunto da parte dei Presidenti delle due Casse. “In questi mesi abbiamo lavorato al progetto della fusione con l’obiettivo di garantire il futuro delle Comunità e del Territorio: un progetto Le due Casse Rurali delle Giudicarie, che a breve diventeranno un’unica realtà, si stanno già attivando insieme per promuovere iniziative formative a favore del territorio. Gli avvenimenti di questo 2020 non hanno consentito di realizzare il soggiorno studio CASA LONDRA, ma i limiti imposti dalla pandemia non hanno frenato la loro volontà di proporre iniziative volte a favorire l’apprendimento di una lingua straniera, nella convinzione dell’importanza che riveste la conoscenza della lingua inglese nel mondo di oggi, offrendo questa opportunità non solo a bambini e ragazzi ma anche ad adulti di qualsiasi età. Nasce così InEnglish, la proposta di corsi di inglese on line in collaborazione con Welcome at Home e la scuola British Study Centres di Londra, che si terranno durante i mesi estivi di luglio e agosto 2020: i corsi partono tutte le settimane, gli interessati dovranno solo scegliere quando iniziare! Per i ragazzi dagli 8 ai 12 anni e dai 13 ai 15 anni viene proposto il corso “The Young Learner Class”, tenuto da insegnanti madrelingua altamente qualificati, che propongono lezioni interattive e progetti di gruppo per fare in modo che gli studenti possano

Si sono tenute a metà luglio le assemblee delle due Casse Rurali delle Giudicarie in occasione delle quali i soci di entrambe hanno confermato la fusione. Nasce così “La Cassa Rurale - Credito Cooperativo Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella - Società Cooperativa”, che con 254 collaboratori e oltre 17.000 soci conterà su una rete commerciale di 44 che, vedendo l’ampio consenso ricevuto, è stato capito, condiviso e sostenuto positivamente dai nostri Soci” – afferma la Presidente della Cassa Rurale Adamello Fabrizia Caola.

sportelli, di cui 26 nel territorio delle Giudicarie, ma con una capillare presenza anche nei territori della Paganella e della Valsabbia. Direttore della nuova Cassa sarà Marco Mariotti, attuale direttore di Adamello, mentre Vicedirettore sarà Michele Pernisi attualmente alla guida della Giudicarie Valsabbia Paganella.

proprio territorio, sia per quanto riguarda gli aspetti economici che per quanto riguarda gli aspetti sociali e culturali”. Da parte dei vertici delle due Casse la volontà di mantenere gli impegni presi nei confronti dei propri soci oltre che dare risposte concrete a quanti, legittimamente, avevano espresso dubbi su questo progetto. I prossimi passi? A settembre la firma dell’atto di fusione mentre la decorrenza effettiva della fusione è prevista dal prossimo 1^ ottobre. Per l’autunno sono programmate le assemblee territoriali ed a seguire l’assemblea elettiva per l’elezione del Consiglio di amministrazione della nuova Cassa.

Parla di cambiamento storico il Presidente Armanini “i soci ci hanno dato fiducia: a noi ora il compito di proseguire questo percorso con responsabilità, con l’obiettivo di creare una nuova Cassa Rurale solida dal punto di vista bancario e capace di rispondere in modo proattivo ai bisogni del

InEnglish, corsi di inglese online

esercitare il loro inglese in diverse situazioni della vita quotidiana. Il corso per i più giovani si tiene il martedì, il giovedì e il sabato per due settimane consecutive: gli iscritti dovranno decidere se svolgere le lezioni al mattino oppure al pomeriggio. Per i ragazzi con più di 16 anni e per gli adulti si propone il corso “The Adult Program”, che prevede lezioni interattive e la possibilità per gli iscritti di interagire con insegnanti esperti e studenti da tutto il mondo. Le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 12:50 e gli iscritti dovranno decidere se partecipare al corso di 1 settimana oppure di 2 settimane. I soci, i figli di soci e i genitori di soci hanno l’opportunità di accedere ai corsi a prezzi molto agevolati grazie all’abbattimento della quota da parte delle due Casse. Un trattamento privilegiato

viene inoltre riservato anche ai clienti e ai loro figli, ferma restando la possibilità per tutti, anche per i non clienti, di partecipare all’iniziativa. I partecipanti dovranno disporre di un’adeguata connessione internet, essere muniti di computer o tablet ed assicurarsi che audio e video del dispositivo funzionino correttamente. Prima dell’inizio del corso è prevista la somministrazione di un test di ingresso a tutti gli iscritti con lo scopo di verificare il livello di conoscenza della lingua e formare le classi. Tutte i dettagli dell’iniziativa e i form per iscriversi ai corsi sono disponibili sui siti web www. lacassarurale.it e www. cr-adamello.it . L’Ufficio Relazioni rimane a disposizione per qualsiasi informazione all’indirizzo mail relazioni@lacassarurale. it oppure telefonicamente ai numeri 0465/709383 – 0465/709360.


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Le Giudicarie in numeri

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Emergenza COVID: incidenza sulla popolazione e caratteristiche dei pazienti deceduti a cura di Virginio Amistadi A qualche mese di distanza dallo scoppio dell’emergenza COVID iniziano ad arrivare i primi report statistici relativi non solo alla numerosità ma anche alle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia. In particolare, segnaliamo la pubblicazione aggiornata al 9 luglio 2020 del “Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’inIl report conferma come l’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARSCoV-2 sia stata piuttosto elevata (80 anni) con una componente femminile leggermente inferiore rispetto a quella maschile (14.359 casi - 42,2%) e con una età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 85 – uomini 79). Dall’ analisi di 3.857 cartelle cliniche emerge come l’82% dei deceduti avesse 2 o più patologie preesistenti e il 61,4% tre o più. Nelle donne decedute il numero medio di patologie osservate è stato di 3,5 contro il 3,3 degli uomini. L’età mediana (valore centrale della distribuzione per età) dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (età mediane: pazienti deceduti 82 anni – pazienti con infezione 61 anni). I pazienti con età inferiore ai 50 anni deceduti SARSCoV-2 positivi rappresentano l’1,1% (385 casi al 9 luglio) dei 34.026 totali. I pazienti con meno di 40 anni sono 86 di cui, dalle cartelle cliniche disponibili, non avevano diagnosticate patologie di rilievo in 14. In definitiva, in termini freddamente statistici, a livello nazionale il virus ha colpito gravemente i soggetti più deboli della popolazione; in età avanzata e non in buone condizioni di salute. Per tornare ai dati locali, riportiamo di seguito un riepilogo della situazione giudicariese e trentina per comune e per ambito territoriale. Si può notare come l’incidenza di contagi sulla popolazione totale in Giudicarie abbia raggiunto, nella grande maggioranza dei casi, valori più elevati rispetto al dato trentino. Al contrario, fortunatamente, l’incidenza dei decessi risulta minore, fatta eccezione per alcuni comuni tra i quali emergono Spiazzo con una mortalità del 21% e Pieve di Bono-Prezzo con 13,1%. Al momento non sono disponibili i dati

Comune

fezione da SARS-CoV-2 in Italia” disponibile all’indirizzo: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_9_luglio.pdf L’analisi è basata su un campione di 34.026 pazienti deceduti e positivi (deceduti con positività) e pur essendo piuttosto tecnica in alcune sue parti, riporta informazioni di interesse sulle fasce di età colpite più duramente dal virus.

Pop residente

Contagi

Guariti

Decessi

Borgo Lares 710 10 10 0 Tione di Trento 3.648 68 66 2 Tre Ville 1.407 20 18 2 Giudicarie Centrali 5.765 98 94 4 Bondone 667 12 11 1 Borgo Chiese 2.015 131 120 10 Castel Condino 225 5 5 0 Pieve di Bono-Prezzo 1.446 99 84 13 Sella Giudicarie 2.946 71 70 1 Storo 4.588 128 122 6 Valdaone 1.169 32 31 1 Valle del chiese 13.056 478 443 32 Bleggio Superiore 1.557 78 72 6 Comano Terme 2.964 49 45 4 Fiavè 1.096 15 14 0 San Lorenzo Dorsino 1.567 12 9 1 Stenico 1.180 18 16 2 Giudicarie Esteriori 8.364 172 156 13 Bocenago 395 4 4 0 Caderzone Terme 674 16 15 1 Carisolo 957 17 17 0 Giustino 735 17 17 0 Massimeno 137 5 5 0 Pelugo 388 3 3 0 Pinzolo 3.047 71 65 6 Porte di Rendena 1.807 32 31 1 Spiazzo 1.262 32 25 7 Strembo 564 8 8 0 Valle Rendena 9.966 205 190 15 Valli Giudicarie 37.151 953 883 64 Provincia A. di Trento 541.098 5.359 4.860 465 Dati al 9 luglio 2020. Fonte: https://covid19trentino.fbk.eu/data/stato_comuni_td.csv per tipologia di contagiati e fascia di età. Sarebbe interessante poter integrare la tabella con i dati delle RSA e RSSA. Ad ogni modo, se, come prevedibile, la situazione locale non si discosta significativamente dal dato nazionale, l’elevata incidenza di decessi sui contagiati deve comunque essere ricondotta alla particolare aggressività del virus per le fasce più deboli della popolazione anziana.

Provincia Autonoma di Trento Lombardia Veneto Emilia-Romagna Italia

Incidenza contagi su popolazione 1,4% 1,9% 1,4% 1,7% 1,8% 6,5% 2,2% 6,8% 2,4% 2,8% 2,7% 3,7% 5,0% 1,7% 1,4% 0,8% 1,5% 2,1% 1,0% 2,4% 1,8% 2,3% 3,6% 0,8% 2,3% 1,8% 2,5% 1,4% 2,1% 2,6% 1,0%

Incidenza decessi su contagiati 0,0% 2,9% 10,0% 4,1% 8,3% 7,6% 0,0% 13,1% 1,4% 4,7% 3,1% 6,7% 7,7% 8,2% 0,0% 8,3% 11,1% 7,6% 0,0% 6,3% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 8,5% 3,1% 21,9% 0,0% 7,3% 6,7% 8,7%

Per un confronto con il dato nazionale, riportiamo di seguito in tabella i dati trentini e quelli delle regioni Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna a partire da una diversa da una diversa fonte statistica. In questo caso si nota come, a livelli di incidenza di contagi sulla popolazione totale confrontabili e non particolarmente drammatici - l’influenza colpisce mediamente ogni anno il 9% della popolazione - corri-

Pop residente

Casi totali

Dimessi Guariti

Deceduti

541.098

4.881

4.452

10.060.574 4.905.854 4.459.477 60.359.546

95.236 19.441 28.989 243.506

70.936 16.960 23.548 196.016

Incidenza decessi su popolazione /1000 0,55‰ 1,42‰ 0,69‰ 1,50‰ 4,96‰ 8,99‰ 0,34‰ 1,31‰ 0,86‰ 2,45‰ 3,85‰ 1,35‰ 0,64‰ 1,69‰ 1,55 1,48‰ 1,97‰ 0,55‰ 5,55‰ 1,51‰ 1,72‰ 0,86‰

spondano tassi di mortalità estremamente elevati. Solo il tempo poi ci spiegherà cosa sia successo il Lombardia nei giorni di picco dell’epidemia. Fuori dalle percentuali è però chiaro che lo sforzo logistico e organizzativo richiesto al sistema sanitario Lombardo per gestire 95.236 malati non può essere comparato con quello richiesto alla APSS trentina per gestirne 4.881.

405

Incidenza casi su popolazione 0,9%

Incidenza decessi su casi (%) 8,3%

Incidenza decessi su popolazione (x1000) 0,75

16.765 2.043 4.271 34.997

0,9% 0,4% 0,7% 0,4%

17,6% 10,5% 14,7% 14,4%

1,67 0,42 0,96 0,58

15 luglio 2020 - Aggiornamento casi Covid-19 - Dati aggregati quotidiani Regioni/PPAA - Ministero della Salute - Istituto Superiore di Sanità


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Corregge

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Differe 

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Cittadini residenti nel territorio della Comunità dai 6 ai 18 anni compiuti nell’anno 2020 che si iscriveranno alla Scuola Musicale Giudicarie per l’anno scolastico 2020/2021. Il limite di età è elevato a 40 anni per i cittadini disabili. Che cosa è

 

La borsa di studio è un contributo in denaro, in base ai requisiti dei richiedenti, concesso dalla Comunità delle Giudicarie per l’iscrizione alla Scuola Musicale Giudicarie per l’anno scolastico 2020/2021. Come fare a partecipare al bando

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1. Compilare gli appositi moduli di domanda reperibili sul sito della Comunità delle Giudicarie e della Scuola Musicale Giudicarie. 2. Far pervenire la domanda alla Comunità delle Giudicarie entro e non oltre le ore 12.00 di lunedì 27 luglio 2020. La domanda dovrà pervenire tramite mail (cinzia.caliari@comunitadellegiudicarie.it) oppure potrà essere consegnata direttamente agli uffici della Comunità previo appuntamento (tel. 0465/339507).

                    Il bando completo e ulteriori informazioni su www.comunitadellegiudicarie.it   

Gli uffici della Comunità sono a disposizione per ulteriori informazioni: da lunedì al giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.00 e il venerdì dalle 9.00 alle 12.00 – tel. 0465/339507 – cinzia.caliari@comunitadellegiudicarie.it. Tione di Trento, 10 giugno 2020

L’Assessore per le politiche sociali Michela Simoni


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AGOSTO 2020

Apt M. di Campiglio Pinzolo Val Rendena

Nella prima stagione post Covid-19, la proposta di nuovi servizi e iniziative per gli ospiti

Estate 2020: la vacanza diventa esperienza Tra le novità, il rinnovo della mobilità e la digitalizzazione delle prenotazioni Il calendario delle esperienze, molto apprezzato, ha debuttato con successo il primo luglio e continuerà per tutto agosto e fino a settembre. La mobilità, rinnovata con servizi digitali e trasporti semi-personalizzati, comprende anche le giornate “Green day”, sei appuntamenti sperimentali “zero traffico” programmati in Val Genova e Vallesinella. Dalle 10 alle 16 i mezzi a motore non potranno né entrare né uscire. Le due valli alpine torneranno silenziose e saranno percorribili solo a piedi o in bicicletta. LE ESPERIENZE Cancellati eventi consueti e gare sportive ad alto rischio di assembramento, il tradizionale calendario delle manifestazioni estive è stato rimodulato rispetto agli anni passati, studiando e organizzando iniziative di carattere esperienziale. Le top experience in programma sono: “Di prato in pranzo” (tutti i martedì dal 7 luglio al 25 agosto), esperienza dedicata al foraging, con passeggiata nei prati guidata da Noris Cunaccia e degustazione delle erbe selvatiche. In occasione di alcune uscite è prevista la presenza dello chef Alfio Ghezzi. “Colazioni sull’erba”, gustose colazioni in prati sempre diversi e facilmente raggiungibili della Val Rendena, alle 10.30 di tutti i mercoledì, fino al 9 settembre, in collaborazione con le Pro loco della Val Rendena. “Polenter chef” (tutti i giovedì dal 16 luglio al 10 settembre), esperienza rivolta a chi desidera imparare i segreti per fare una polenta perfetta, insieme agli esperti “polenter” della Val Rendena, in collaborazione con gli Alpini di Madonna di Campiglio, Spiazzo e Pelugo e la presenza di Agri ‘90; “Riveder le stelle” (tutti i venerdì dal 3 luglio al 28 agosto), un’indimenticabile notte in bivacco sotto il cielo delle Dolomiti di Brenta, in piena sicurezza grazie all’accompagnamento di una guida alpina; “Oh mia bella mora” (venerdì 28 agosto, 4 e 11 settembre), esperienza per conoscere da vicino la produzione del formaggio e dei latticini, insieme agli

Nell’estate del post Coronavirus, a Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, per iniziativa dell’Azienda per il Turismo, sono state introdotte proposte alternative per garantire una vacanza sicura, non solo applicando a regola d’arte norme e direttive sulla salute, ma costruendo opportunità nuove e cucite su misura dell’ospite, baricentro di una proposta turistica che si rinnova. Si è

investito su nuove modalità di fruizione del territorio mettendo in campo 100 esperienze a settimana, esperienze uniche, da vivere in sicurezza, singolarmente o insieme a pochi. Si tratta di nuove idee, nuovi modelli, un laboratorio vivo e innovativo per non perdere la preziosa occasione di trasformare la crisi di oggi in nuove opportunità per il nostro domani.

M. Berruti

un orario molto ampio: tutti i giorni dalle 8.30 fino alle 22.00 attraverso canali informativi “non tradizionali”: la live chat (con la possibilità di attivare una video chat) dalla homepage del sito web aziendale www.campigliodolomiti. it: il telefono: 0465 447501 e 0465 501007; whatsapp: 0465 447502; la e-mail: info@campigliodolomiti. it. I nuovi canali messi a disposizione, come la video chat e whatsapp, garantiscono un’assistenza personalizzata, in tempo reale e ovunque si trovi l’ospite. A Madonna di Campiglio e Pinzolo gli uffici sono gestiti tramite due sportelli informazioni affacciati all’esterno con l’aggiunta di due uffici aperti a Mavignola e Javrè. Questi gli orari: Madonna di Campiglio (8.30-12.30 e 14.3018.30), Sant’Antonio di Mavignola (14.30-18.30), Pinzolo (8.30-12.30 e 14.30-18.30) e Javrè (8.3012.30). Il materiale informativo a disposizione dell’ospite è tutto scaricabile da www. campigliodolomiti.it e consegnato solo su richiesta,

M. Simonini

P. Bisti

P. Bisti

allevatori e agli esperti casari delle aziende agricole Slow Food; infine “Albe in Malga” l’11 e 25 luglio, l’8 e il 22 agosto per vivere l’inizio del giorno come un

vero malgaro e gustare una ricca colazione con i prodotti di malga. Tutte le esperienze sono acquistabili online su

www.campigliodolomiti. it/esperienze. Informazioni con Apt Info Live: tutti i giorni dalle 8.30 alle 22.00 in live chat dal sito campigliodolomiti.it, tramite il numero whatsapp 0465 447502 e il numero di telefono 0465 447501, oppure scrivendo a info@campigliodolomiti. it.

INFO LIVE Si chiama Info Live la nuova organizzazione dell’informazione ai turisti presso i front office dell’Azienda per il Turismo nell’estate 2020. Fino al 13 settembre si sperimenteranno nuove modalità di accoglienza all’Ospite con lo staff di Apt a completa disposizione in

come previsto dalle disposizioni per il contenimento Covid-19. Tutte le novità e i prodotti/servizi principali della destinazione sono illustrati nella nuova pubblicazione “Pronti. Dolomiti. Via”, il vademecum su come vivere la vacanza a Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena nell’estate 2020.


Apt M. di Campiglio Pinzolo Val Rendena LA MOBILITÀ COMPLEMENTARE Il servizio di mobilità complementare, attivo tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, prevede la prenotazione obbligatoria e il pagamento online (tecnologicamente sviluppati dall’azienda trentina OpenMove), anche in tempo reale, tramite il sito web campigliodolomiti.it. La strada imboccata dall’Azienda per il Turismo è quella di offrire un servizio progressivamente più personalizzato, cominciando dall’orario che già da luglio potrà essere scelto dall’ospite. Una volta effettuata la prenotazione, l’utente riceverà la notifica di conferma servizio con indicazione dell’orario di pick up e del punto di raccolta insieme al biglietto. Le tratte disponibili sono: Campiglio-Vallesinella, Vallesinella-Campiglio, Vallesinella-Campo Carlo Magno (in questa tratta servizio attivo dalle 14.30 alle 18.30), Campiglio-Patascoss, PatascossCampiglio. Per quanto riguarda la Val Genova le tratte sono le seguenti: Pinzolo (Genzianella, Funivie e Carisolo-municipio) - Ponte Maria a/r con possibilità di selezionare le fermate intermedie di Ponte Verde e Ponte delle Trincee. Ponte Maria - Malga Bedole a/r con possibilità di selezionare le fermate intermedie di loc. Ragada e Caret. Pinzolo - Malga Bedole: una corsa diretta al mattino nella fascia oraria 8.30-9.30 al costo di € 10,00. Malga Bedole - Pinzolo: una corsa diretta al pomeriggio nella fascia oraria 17.30-18.30 al costo di € 10,00. Per tutte le altre tratte la tariffa è di 5 euro a tratta per persona e le corse potranno essere condivise tra più persone nel rispetto delle normative anti Covid-19. LE GIORNATE “GREEN DAY” Faranno inoltre il loro debutto le Green day: 2 giornate in Val Genova (mercoledì 29 luglio e mercoledì 12 agosto) e 3 in Vallesinella (mercoledì 22 luglio, mercoledì 5 e 19 agosto) a “zero traffico”. In questa giornata, una volta entrati in valle (entro le 10.00 massimo), non sarà più possibile riprendere l’auto fino alle 16.00. Ci si muoverà solo a piedi e in bicicletta con la possibilità di partecipare a un calendario di attività di scoperta dell’ambiente. Durante la giornata sarà possibile partecipare ad attività di scoperta dell’ambiente tra le quali le rappresentazioni teatrali delle “Sorprendenti apparizioni” curate da Roberta Bonazza e, a Vallesinella, “PARtiCOlari”: con l’aiuto di un mappa tematica si scopriranno alcuni scorci di paesaggio di questa splendida valle. Attività gratuita e senza necessità di prenotazione. QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ In Val Genova si potrà entrare in auto tutti i giorni, dalle 8.30 alle 18.30, solo dopo aver prenotato e pagato online il parcheggio, oppure utilizzando il sistema di mobilità complementare, a piedi e in bicicletta. Lo stesso metodo sarà valido a Vallesinella, dalle 6.30 alle 18.30, con chiusura all’ingresso delle automobili private a partire dalle 10.00 fino alle 16.00. Per una gestione ottimale dei mezzi in entrata e in uscita è previsto, a Vallesinella, il senso unico alternato coordinato dal personale del Parco. Per i residenti nei comuni proprietari delle aree del Parco in Val Genova e Vallesinella, il posto auto sarà gratuito con pass rilasciato dal Comune.

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La prenotazione e il pagamento dei parcheggi e delle mini navette è solo on line

La mobilità si rinnova e guarda al futuro Nuovi modi per muoversi e giornate a “traffico zero” in Val Genova e Vallesinella LE NOVITÀ L’estate 2020 sarà una nuova estate, da tanti punti di vista compreso quello della mobilità che si presenterà agli ospiti completamente rinnovata. Val Genova e Vallesinella, insieme a Patascoss-Ritorto e a Campo Carlo Magno, sono le valli e le aree dove, dal 4 luglio al 6 settembre, saranno sperimentati nuovi modi di muoversi. Verranno promosse il più possibile la mobilità attiva, a piedi e in bicicletta, e la mobilità condivisa attraverso l’attivazione di un servizio di “taxi” e minivan (da 9, 20 e 30 posti) che coinvolge l’imprenditoria privata locale dei noleggi con conducente (Ncc).

Sono tre le novità principali: la prenotazione obbligatoria con pagamento on line (www.campigliodolomiti.uit/mobilitaestate), non solo un modo per regolare i flussi di visitatori (nel rispetto delle regole anti Covid) ma anche un’opportunità per l’ospite di avere la certezza di uno spazio riservato; l’introduzione di un sistema di mobilità complementare costituito da “taxi” e minivan che cerca di assecondare le richieste dell’utente in termini di orario; la possibilità di usufruire di un servizio di e-mobility con noleggio di e-bike in alternativa all’utilizzo dell’automobile (tratta Campiglio – Vallesinella) e il noleggio di golf car “emissioni zero” per muoversi in modo sostenibile nel centro di Campiglio e Pinzolo. PATASCOSS E RITORTO A Madonna di Campiglio, nella zona di Patascoss, dal 4 luglio al 6 settembre, nell’orario 9-18, l’accesso ai parcheggi a pagamento avverrà come l’anno passato (nessuna prenotazione, pagamento con parchimetro). Il trenino non ci sarà e malga Ritorto sarà raggiungibile solo a piedi, in bicicletta oppure a bordo di una suggestiva carrozza.

P. Bisti

R. Kiaulehn

IMPIANTI A FUNE Sul fronte degli impianti a fune, da fine giugno a metà luglio sono stati aperti, sia a Pinzolo che a

Campiglio, gli impianti dedicati all’accesso alla montagna, ai rifugi, alle passeggiate più suggestive e ai trekking più emozionanti. A Campiglio sono dunque la cabinovia Grostè, Pradalago, 5 Laghi e Spinale. A Pinzolo, la telecabina Pinzolo-Prà Rodont e la seggiovia Prà Rodont-Doss. L’apertura degli impianti, sia a Campiglio che a Pinzolo, è prevista al momento fino al 6 settembre. COME PRENOTARE I tickets dei parcheggi in Val Genova e in Vallesinella si prenotano e acquistano dal sito web pnab.it e le mini-navette della mobilità complementare da campigliodolomiti.it (link diretto campigliodolomiti.it/ mobilitaestate). Il Parco Naturale Adamello Brenta ha messo a disposizione un numero di telefono dedicato “Info Mobility 2020” per la parte parcheggi, 0465 846190, attivo fino al 6 settembre con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00. Sabato e domenica dalle 8.00 alle 12.00. E-mail: mobility@pnab. it. L’Azienda per il Turismo risponderà invece per la mobilità complementare, tutti i giorni dalle 8.30 alle 22.00, tel. 0465 447501, email: info@campigliodolomiti.it, WhatsApp 0465 447502.


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Territorio

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Sono 115 gli animali uccisi dal 2014 al 2019

La strage degli innocenti sulla statale del Caffaro

Una strage che rappresenta il sintomo inequivocabile di un rapporto sempre più difficile fra uomo e animale. Non serve scomodare orsi e lupi per testimoniarlo: per quelli ci sono altri problemi ed altre ricette. In questo momento ci interessa solo la questione stradale. C’è un rimedio? Il rettore dei cacciatori cimeghesi Fabrizio Boldrini ha offerto la sua ricetta. In realtà non è tutta sua, ma gode di un “padrino” importante come l’Università di Trento. E quel che è peggio è che si tratta di una ricetta datata: circa dieci anni sulle spalle. E’ stata applicata altrove in Trentino, ma non nel Chiese, assicura Boldrini. Nulla a che vedere con gli interventi realizzati per frenare la carneficina di piccoli ed indifesi animali come rane e rospi, che nella stagione degli amori attraversavano

Centoquindici animali uccisi: 48 caprioli, 44 cervi, 14 cinghiali, 9 esemplari di fauna più piccola (lepri, volpi, tassi). Questa la contabilità della “strage degli innocenti” verificatasi fra il 2014 ed il 2019, contabilità stilata dal presidente (in termini ufficiali si chiama rettore) dell’Associazione cacciatori di Cimego consultando i registri del Corpo Forestale.

strade trafficate, finendo a migliaia sotto le ruote dei “rududù”, come chiamavano i mezzi dell’uomo i conigli di un noto romanzo. Per rospi e rane sono stati costruiti tunnel sotto l’asfalto nei punti di passaggio; sono state realizzate reti capaci di impedire l’attraversamento. Ma un cinghiale, un capriolo o, peggio, un cervo, come lo blocchi? E allora ecco la ricetta. Si potrebbe sintetizzare con uno slogan: la tecnologia al potere. Per dirla in modo semplice, posizionare sul bordo della strada dei sensori che offrono la possibilità di individuare l’animale in avvicinamento e lo

comunicano trasmettendo ai tabelloni elettronici la notizia. In questo modo gli automobilisti vengono allertati e dovrebbero alzare il piede dall’acceleratore.

115 animali uccisi; 115 macchine più o meno fuori uso, ovviamente. Perché gli animali vengono investiti dalle automobili quando attraversano la statale del Caffaro. Tre i luoghi preferiti per l’attraversamento: zona Mangianotte e distributore fra Storo e Condino; zona Alle Porte (periferia di Cimego); Cologna (frazione di Pieve di BonoPrezzo).

Diciamo dovrebbero: in caso contrario correrebbero a loro rischio e pericolo, oltre che a rischio e pericolo degli animali. Sull’inutilità delle reti. Ov-

vero come dissuadere un animale dall’attraversare la strada. Impresa impossibile. Quanto può resistere una rete? E si riesce a monitorare costantemente la situazione? Per intenderci, quando la rete si rompe chi se ne accorge? Il sito “Eledia” (per gli appassionati) fornisce le informazioni relative a Margine, il progetto che “si propone come soluzione al problema di assuefazione alla segnaletica stradale statica... L’attenzione alla segnaletica si riduce con il passare del tempo e con la continua esposizione alla stessa, anche nel caso di segnaletica luminosa che nella maggior parte dei casi

tutti i giorni dal 26 luglio al 6 settembre dalle 09.00 alle 17.00

Un viaggio nel Trentino più genuino e autentico

Visit Chiese

Visit Chiese

visitchiese

visitchiese.it

viene attivata quando un automobilista si trova nelle vicinanze del cartello. Margine consente l’interazione con la segnaletica stradale luminosa, permettendo la diversificazione del segnale rappresentato in base all’evento rilevato. Ad esempio: segnale fisso in caso di pericolo imminente, segnale lampeggiante in caso di ridotto pericolo di attraversamento stradale, segnale spento in assenza di rilevazione di movimenti nell’area monitorata”. Insomma, non resta che attendere. Nel frattempo la “strage degli innocenti” continua. Giuliano Beltrami


Arte

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L’opera di Michela Lombardi è una affascinante oscillazione fra simbolismo figurativo, dove il corpo umano e le sue metamorfosi sono al centro di misteriose e poetiche evocazioni, e sperimentazioni coloristiche, dove l’artista insegue giocosamente il fluire della materia cromatica, dirigendola sapientemente ad ottenere effetti di stupefacente impatto visivo: da una parte una vera e propria meditazione sulla corporeità, sulla sua potenza oscura e sublime, dall’altra un inno al colore ed alla sua intrinseca energia. Altrettanto pathos si ritrova nei volti di Francesca Gitti, appena abbozzati e così già “parlanti”, meglio “interroganti”, di una forza primitiva ben espressa nella sua sintesi grafica. Volti severi dove la sofferenza si cristallizza plasticamente nella traccia di una lacrima che diventa riga continua, a rendere il prolungamento di un dolore. Volti che si alzano nell’attesa, nella speranza di una risposta. “L’anima in mostra” titolava l’anno scorso felicemente un quotidiano della Valle Sabbia, recensendo una mostra della nostra artista a Vestone: il riconoscimento di un’avventura interiore che si fa emergenza espressiva. Cinzia Alessi, ovvero l’etica del riciclo che diventa estetica, assumendo così una valenza artistica. La giovane scultrice da una seconda possibilità di vita ad oggetti condannati alla discarica, riconvertendoli in senso creativo in oggetti d’arte, decontestualizzandoli dalla loro funzione uti-

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Fino al 16 agosto alla Chiesa Vecchia di Breguzzo

“E-mozioni artistiche” al femminile Espongono Michela Lombardi, Francesca Gitti e Cinzia Alessi Tre donne in Sant’Andrea, nell’antica chiesa sconsacrata di Breguzzo, la “Cesa Vecia”: una location pregnante per una mostra che comunque vuole mantenere un elemento di sacralità, com’è nello statuto dell’arte quando questa diventa grido dal profondo, tensione rinviante, sublimazione e non mera decorazione o virtuosismo tecnico. Ne sono ben consci gli organizzatori del Gruppo Culturale Bondo Breguzzo Roncone Lardaro, che si sforzano nelle loro proposte espositive di salvaguar-

Nel contesto della mostra venerdì 7 agosto alle 20.30 presentazione del libro “Incursioni& Illuminazioni - appunti sull’arte nelle Giudicarie”di Giacomo Bonazza con la presenza dell’autore. Orari apertura mostra: dal 31 luglio al 16 agosto tutti i giorni dalle 20.30 alle 22.00 sabato e domenica dalle 17.00 - 19.00 /20.30 – 22.00 a cura del Gruppo Culturale Bondo Breguzzo Roncone Lardaro

dare la sintonia e la coerenza fra contenitore e contenuto, mai banale e possibilmente originale, nel pieno rispetto della vocazione secolare di un luogo particolarmente suggestivo. Tre donne, tre universi mentali di grande complessità e sensibilità, che colorano i loro sentimenti, le loro emozioni, le loro conturbanti inquietudini, trovando nella pratica artistica una via salvifica e rigenerante; perseguendo nello stesso tempo un esito formale di assoluta qualità.

litaristica ed immettendoli nel circuito della bellezza e del decoro. In particolare è il vetro riciclato il materiale preferito delle sue manipolazioni, coloratissime e fantasiose. Uno straordinario

esempio di come la capacità di stupore e lo sguardo artistico possono partire dalle cose più umili e quotidiane. Per le tre donne l’arte viene intesa non come un’alternativa alla vita, ma un’in-

tensificazione della stessa esperienza esistenziale, che alla fine diventa generosa condivisione nel segno della bellezza. A loro la nostra gratitudine. Giacomo Bonazza

Una Summer School per una cittadinanza attiva A Borgo Lares dal 29 agosto al 4 settembre La rivista “Giovani e Comunità Locali” - nata all’interno dell’esperienza della Cooperativa di Comunità Orizzontegiovani con sede a Tione di Trento - da tre anni promuove attraverso il proprio comitato scientifico un seminario nazionale su tematiche legate al mondo giovanile ed al rapporto giovani e comunità locali. Lo scopo è offrire un’occasione di incontro fra mondo accademico, operatori del territorio, centri di ricerca e reti nazionali, mondo della scuola, amministrazioni locali, per ragionare insieme su tematiche legate al mondo giovanile (indicativamente fra i 18 ed i 30 anni) alla crescita personale, al rapporto con le comunità di riferimento, alle politiche attivate o attivabili per favorire l’inserimento dei giovani nella vita delle comunità e valorizzarne carismi, conoscenze e competenze. Più volte nel corso dei convegni è emerso

come spesso si chiede a un giovane di partecipare in maniera attiva al proprio contesto senza aver mai offerto occa-

sioni di approfondimento di cosa significa partecipazione, presupponendo che vi sia una specie di apprendimento au-

tomatico solo per il fatto di vivere in un ambiente sociale. Da qui l’idea di attivare, in concomitanza con il convegno, una Summer School di una settimana a favore di giovani che sono interessati ad approfondire tematiche legate all’assunzione di responsabilità civile e sociale nella vita di comunità locali. La Summer School è aperta a tutti i giovani interessati ed in particolare a coloro che sono già vicini a esperienze di privato sociale o istituzionali che partecipano al convegno. La Summer School è programmata e gestita dal comitato scientifico della rivista Giovani e Comunità Locali, diretto dal prof. Tiziano Salvaterra, mentre gli aspetti logistici sono coordinati dalla struttura operativa della cooperativa di comunità Orizzontegiovani. Per informazioni su programma e iscrizioni è a disposizione il sito: www.giovaniecomunitalocali.it.


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Arte

AGOSTO 2020

Si salvano i musicisti e i letterati, ma le vie dedicate alle Belle Arti sono rare

Stradari avari per il mondo dell’arte in Giudicarie di Giacomo Bonazza

Certo, gli stradari in oggetto sono perlopiù il frutto di stagioni trascorse, condizionate politicamente ed ideologicamente in senso nazionalistico, volte all’esaltazione di valori bellici e patriottici, che oggi ci appaiono in molti casi superati ed anacronistici, dove i modelli di riferimento ben poco hanno da spartire con la dimensione estetica ed i valori dello spirito. Neanche gli amministratori delle nostre povere comunità rurali si attardavano intorno a questioni toponomastiche, essendo altre le necessità impellenti da soddisfare, non primariamente quelle legate all’apparato simbolico del potere vigente. Ciò che fa specie oggidì è la latitanza e l’insensibilità delle nostre generazioni rispetto a questi aspetti, che, di contro, rivitalizzati e deideologizzati, potrebbero diventare efficaci indicatori di identità e di memoria costruttiva, partendo dal recupero delle personalità più interessanti, di ambedue i generi, che hanno segnato la nostra storia, micro e macro; lasciando infine alla fantasia e alla libertà di ogni comunità di onorare nelle piazze modelli diversi da quelli che sono stati onorati dai padri, senza per questo cedere a derive iconoclaste. Scorrendo l’elenco telefonico dei comuni giudicariesi e i relativi indirizzi, balza all’occhio la vetustà di uno stradario fermo agli “eroi”, se così si possono definire, del Risorgimento e della prima guerra mondiale; pochissime le new entries significative in questi decenni, pure sollecitate dalle nuove espansioni edilizie e dalle nuove “espansioni culturali” dovute allo stato delle ricerche storiche promosse nella nostra valle, di grande qualità e profondità; un giacimento prezioso a cui attingere anche da parte degli amministratori attuali chiamati a dar senso e memoria alle istituzioni che presiedono, tenendo conto che esiste pure una biodiversità culturale da coltivare e difendere, contro ogni tentativo di omologazione o di cedimento alla cultura del presentismo. Forse è tempo di lanciare qualche

Se misurassimo il tasso di artisticità della nostra valle in base alla quantità di intitolazioni di strade, piazze, strutture culturali ivi presenti, distribuite sui 25 comuni amministrativi, dedicate ad esponenti di quel segmento della cultura che è il mondo creativo nelle sue manifestazioni più alte, ne uscirebbe un quadro assai desolante. Passi per l’ambito letterario, dove almeno i grandissimi, alludo ai vari Dante Alighieri (9int.), Alessandro Manzoni (2int.), Giacomo Leopardi (2int.), Giovanni Pascoli (1int.), hanno qualche segnalazione accanto alle ‘glorie’ di casa Giovanni Prati (12int.), molto gettonato, si sa, non solo per i suoi meriti poetici ma in quanto icona di quella retorica patriottico-risorgi-

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mentale che informa ancora oggi gran parte della odonomastica (ossia i nomi delle vie) locale, Nepomuceno Bolognini (1int.) e Giovanni Battista Sicheri (1int.), onorati questi ultimi due, quantomeno nel loro paese natale; passi pure per l’ambito musicale, dove Giuseppe Verdi con le sue 4 intitolazioni, Giacomo Puccini (1int.), Gioacchino Rossini (1int.), Riccardo Zandonai (1int.), salvano la reputazione della categoria; non così per le arti figurative - pittura, scultura, architettura - dove unico alfiere di questo comparto espressivo rimane Giovanni Segantini con le sue 3 intitolazioni (Lodrone, Roncone, Carisolo): davvero un po’ poco per omaggiare il mondo delle Belle Arti! 1 - CARLO SARTORI - autoritratto, 1979 2- GIOVANNI SEGANTINI 3 - VIA SENZA NOME segnale anche in questa direzione, senza dimenticarsi, questa volta, di chi ha perseguito l’esperienza estetica e la bellezza artistica come motivi di elevazione individuale e collettiva, lasciandoci un’eredità visibile da custodire e valorizzare. Accanto al grande Segantini, verso il quale i tionesi hanno uno storico debito di riconoscenza per la generosità dimostrata dall’artista verso la loro comunità in occasione dell’incendio di Brevine del 1895, meriterebbero altrettanto il riconoscimento di una intitolazione, per limitarsi a qualche nome, i vari Baschenis, la straordinaria stirpe di affrescatori bergamaschi protagonisti in diverse chiese giudicariesi tra Quattrocento e Cinquecento; Lorenzo Haili, eccellente scultoreintagliatore rendenero di epoca barocca; Giovanni Maria Filippi, l’architetto lomasino che si afferma alla magnifica corte asburgica di Praga; Lucillo Grassi, l’umile pittore storese, protagonista del

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primo novecento tra Italia e Stati Uniti d’America; Carlo Donati, pittore di ascendenze bleggiane, decoratore instancabile e raffinato di edifici sacri tra Verona ed il Trentino; i più recenti Carlo Sartori e Luciano Carnessali, cantori di un’umanità semplice e solidale: tutti operatori della bellezza, che in tempi e modi diversi hanno contribuito a rendere più profondo ed universale lo sguardo sul mondo. Nel suo indimenticabile discorso in difesa dell’attività poetica, tenuto a Stoccolma nel 1975 in occasione del ritiro del Premio Nobel per la letteratura, Eugenio Montale affermava: “Sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà...”: potenza ed umiltà della dimensione artistica, quella vera, così lontana dalle logiche di dominio politico ed economico che intristiscono ed abbruttiscono la convivenza civile. Un po’ di più artisti e artiste sulle targhe delle vie e delle piazze dei nostri paesi, un po’ di generali e condottieri medagliati in meno, quelli sì protagonisti di avventure “nocive”, per non dire disumane! E poi conoscere ed amare il nostro patrimonio artistico: una mostra alla moda in meno, una visita nelle nostre chiese in più, per avvicinare e gustare la straordinaria varietà e qualità dei tesori lì nascosti, spesso impropriamente e superficialmente ritenuti arte di secondo livello. Solo attraverso questa riappropriazione avremo finalmente la possibilità di trasformare luoghi silenti e muti in tanti luoghi del cuore.


Territorio Nato nel 2018 per tutelare la biodiversità e per recuperare le antiche varietà di piante orticole e frutticole coltivate e selvatiche nelle Giudicarie, in questi primi due anni di vita il gruppo ha anche organizzato seminari e incontri sul tema della biodiversità, ha effettuato ricerche sulla coltivazione e sull’utilizzo alimentare delle piante commestibili spontanee ed ha collaborato con gruppi e associazioni che hanno le stesse finalità correlate alla biodiversità ed alla tutela ambientale. Fondatori e animatori del gruppo sono Rudi Scalfi Baito, Pierluigi Salvaterra e Felice Dorna, che hanno dato vita alle serate divulgative a Pieve di Bono, Carisolo, San Lorenzo in Banale, Pra de la Casa a Mavignola, e si sono fatti conoscere al pubblico con l’ allestimento di uno stand all’Ecofiera di montagna a Tione ad inizio ottobre 2019. Le restrizioni a causa del Coronavirus li hanno obbligati ad annullare il corso di potatura e innesti programmato in primavera, e la giornata di scambi di sementi che si sarebbe dovuta svolgere a Preore a fine aprile: tutto è rimandato a quando sarà possibile farli. Ma il Covid-19 non ha fermato l’attività del gruppo, poichè ognuno nel proprio orto ha piantato e

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Fra Preore e Tione una “fagiolara” di sementi antiche

Orti giudicariesi, preservare la biodiversità Gialli di Carisolo, zolfini di Stenico, tavele de Prec (Prezzo), stortini di Trento, gambe dele siore, fascisti blu, borlotti tardivi di Preore e Ragoli: sono vecchie varietà di fagioli che nei giorni scorsi hanno trovato dimora presso un campo nella piana coltivato, ed ora c’è stata l’iniziativa della fagiolara, che è stata realizzata anche come ritorno alla possibilità di fare attività assieme, e ha trovato spazio grazie al terreno messo a disposizione da Stefano Ballardini. Le piante utilizzate sono quelle più adatte all’habitat locale, da lungo tempo presenti sul territorio, che tendono ad ammalarsi molto meno e sono di qualità altissima. Non solo fagioli, però. Ora si cercano anche varietà di aglio, e la ricerca di piante particolari spazia fra Piemonte, Veneto e Toscana. Nei prossimi mesi il primo appuntamento di scambio

di sementi e informazioni sarà ad inizio novembre a San Michele all’Adige,

fra Preore e Tione. Questa “fagiolara” coi fiocchi, rara e preziosa che sta crescendo e nei prossimi mesi darà il raccolto, è frutto del lavoro degli appassionati del gruppo culturale “Orti Giudicariesi”.

organizzato dalla associazione “La pimpinella” di Pergine (partner del grup-

po Orti giudicariesi), che si occupa di valorizzare la biodiversità agricola e che dal 2007 ha recuperato più di centoventi varietà orticole, un’ottantina di frutticole e può fare affidamento ogni anno su circa trenta custodi volontari in tutta la provincia. Chi si autoproduce la semente di specie locali preferendole alle bustine selezionate dalle grandi multinazionali è un promotore di biodiversità, e si fa custode di un patrimonio naturalistico e paesaggistico che va preservato per le generazioni future. L’iniziativa di San Michele, che si tiene al Museo degli Usi e Co-

stumi della Gente Trentina, è unica nel panorama Trentino. Nella passata edizione ha visto più di mille persone interessate alla tutela, alla scoperta e allo scambio di semi di antiche o poco conosciute varietà di ortaggi, cereali, frutta, legumi, fiori. Le antiche varietà locali, che per adattamento al territorio sono più resistenti a parassiti e malattie, sono anche le più adatte per la coltivazione biologica e per l’orticoltura familiare. La speranza del gruppo Orti Giudicariesi è quella di continuare a farsi conoscere sempre più e coinvolgere i numerosi appassionati di orto e piante della zona. Per informazioni ci si può rivolgere al gruppo tramite l’indirizzo mail: ortigiudicariesi@gmail. com. Chiara Garroni


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Parlando giudicariese

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A 100 anni compiuti il mio desiderio più struggente

Vergót da podér fàr ensèma: “Fàr gròp” Nel raccolto silenzio della mia mansarda con tutti i libri che parlano di Giudicarie sui miei scaffali, mi viene da considerare come i Giudicariesi abbiano sempre dovuto lottare da soli, per “vegnérghen fò”, senza che nessuno sia mai venuto a dare loro una mano veramente efficace e sostanziosa. Durante gli otto secoli sotto il dominio del Principato vescovile, da parte dei poteri centrali non si è fatto altro che venire nelle vallate a raccogliere le storiche “decime”, concedendo a qualcuna delle Sette Pievi dei “privilegi” che non erano certamente del denaro sonante. (Vedi: GIANNI POLETTI, Statuti delle Giudicarie. Comunità delle Giudicarie, Tione. 2009). Come sottolinea pure lo stesso Poletti, si evidenziano assai chiare e delineanti le caratteristiche dei Giudicariesi che erano (e sono) la laboriosità, l’impegno e la tenacia che davano loro la capacità di vivere e di organizzarsi nonostante la povertà, l’indigenza e l’avarizia di un suolo tutto da dissodare - a pìc e badìl - dal fondovalle ai duemila metri, fin dove giungeva la vegetazione. Con tale sagacia e caparbietà i Giudicariesi sono sempre riuscirti “a vegnérghen fò” anche durante i periodi più amari e più disastrosi che hanno dovuto subire. Il Principato aveva concesso la piena autonomia nella gestione del territorio, ma autonomia voleva dire soltanto un chiaro ed evidente “arrangiatevi da soli”: ed i Giudicariesi si sono debitamente e saggiamente arrangiati dapprima vivendole e poi elaborando quelle norme di convivenza comunitaria trascritte negli Statuti, meglio definiti come “Regole”, mediante le quali anche le possibili divergenze (che vi sono sempre state come in qualsiasi società) dovevano risolversi in vista del “bene comune” che, come è scritto negli Statuti di Tione del 1557, “deve essere preferito al privato”: una chiara regola d’oro per tutte le generazioni dei Giudicariesi. Infatti, grazie alle “Regole” tutto il territorio comprensoriale è stato regolarmente “coltivato a puntiglio” e debitamente suddiviso, coi famosi e rari “Libro de le crós”, tre

di Mario Antolini Musón Mi sento commosso ed onorato per quanto la Redazione di questo glorioso ed affermato mensile ha scritto sulla mia persona ed a mio riguardo: un grande GRAZIE di tutto cuore alla Redazione ed alla Presidenza. Questo mensile mi ha accolto a braccia aperte e, quindi, non posso che continuare ad usule “Communitates o Universitates”, cosicché nel secolo XIX (in chiave moderna postnapoleonica) gli Asburgici non ebbero che da catalogare il territorio, già debitamente e pacificamente suddiviso, nei 91 Comuni catastali datati circa la metà del secolo decimonono e tuttora attuali. Durante il secolo XIX, il dominio dell’impero austroungarico non credo che in fatto di aiuti in denaro sonante dall’esterno non si sia particolarmente distinto, se non progettando la ferrovia Riva-DuroneTione-Pinzolo tuttavia mai realizzata a causa del primo conflitto mondiale. Da rilevare, invece, che spese per la realizzazione della carrozzabile Sarche-Tione se la dovettero addossare tutti i Comuni con traversìe non ancora del tutto conosciute, specie nei dolorosi particolari. Non sono in possesso di specifiche documentazioni, ma credo che anche il tratto PinzoloTione-Càffaro abbia subito la stessa sorte. Con l’annessione al Regno d’Italia mi sembrerebbe che qualche liretta sia approdata anche in Giudicarie sotto diverse forme, così come successivamente attraverso l’autonomia prima della Regione e poi della Provincia ma, a ben vedere, si è trattato soltanto di “mìgole a pioggia” che non hanno inciso né sulla sostanzialità del territorio, né sull’assetto amministrativo in relazione ad una reale “autonomia di gestione”. Questa mia asserzione, del tutto personale e non sostenuta da particolare documentazione ma soltanto conseguente alla mia individuale esperienza, resta tutta a mio carico e qualcuno avrà e potrà avere da ridire, ma ormai io muoio con questa mia personale convinzione di profonda amarezza, ma di orgoglio per i Giudicariesi che hanno sempre saputo arrangiarsi da soli. Le speranze di un effettivo ritorno all’autonoma gestione del territorio giudicariese - almeno per me

- erano salite al terzo cielo con l’avvento del Comprensorio intuito e istituito con reale consapevolezza del passato e lungimiranza per l’avvenire dal presidente Kessler e poi fatto mestamente languire per farlo risuscitare come Comunità delle Giudicarie. Come pubblicista, del Comprensorio ne ho vissuto giorno per giorno le fasi del suo nascere e del suo crescere, assaporando i primi studi di impostazione e di realizzazione: pochi anni realmente aperti ad una realtà fondata pure su approfonditi studi, ma con l morte di Kessler tutto andò a vuoto ed il prezioso materiale di quegli anni non so dove possa giacere dimenticato, non usufruito e carico di polvere. Fatto morire il Comprensorio ora si sta tentando di farlo resuscitare cambiandone il nome in Comunità delle Giudicarie; ma il suo cammino - mi si perdoni il pessimismo - è stato stentato, frenato dalla opprimente presenza e interferenza dei poteri provinciali, non lasciando e non donando ai Giudicariesi la verace libertà di autoorganizzarsi come ne erano stati capaci attraverso gli storici Statuti/Regole e ne saprebbero fare anche ora. Pure l’Ospedale ce l’hanno strappato dalle provvide mani dei sempre avveduti amministratori locali, lasciandolo procedere a sbalzi alternati tra un fare e non

fruire degli spazi che, da 18 anni, generosamente mi sono stati concessi per soffermarmi a scrivere ancora una volta qualcosa delle “nostre” Giudicarie da mantenere costantemente in auge conservandole il meglio possibile ed arricchendole - tutti insieme - più che si può.

fare, a un promettere e a non mantenere, che non fanno parte della mentalità, della praticità e della costanza dei “Vachér” e degli “Emigranti” (con la lettera maiuscola) tutti e sempre capaci, realmente e concretamente, “de vegnérghe fò”. I Latini usavano concludere i loro interventi con la parola “utinam”: “Che avvengo quanto auspicato”. A me non resta altro da dire. Vedranno i posteri ciò che sarà possibile, quando ormai non ci sarò più. * Da eterno illuso, prima di morire avrei ancora un sogno da lasciare in eredità se la bontà dei miei conterranei ne vorranno tener conto. Le Pievi sono rimaste il chiodo fisso dei mei studi

e delle mie convinzioni: le vedo coma le “fondamenta salde ed inamovibili” della solidarietà unitaria delle Giudicarie: fondamenta sulle quali le Giudicarie sono nate ed i Giudicariesi hanno trovato la loro ragion d’essere e di potersi e sapere consolidare come popolo ben definito ed a sé stante. Proprio le Sette Pievi sono state e ne restano l’elemento coagulante, per cui ad esse bisognerebbe ancora fare riferimento pure in maniera concretamente evidente. Da qui la mia idea di una “Festa della Pieve” da organizzarsi alternativamente ogni sette anni in ciascuna di una delle Sette Pievi storiche: Bleggio (Santa Croce), Lomaso (Vigo Lomaso), Banale (Tavodo). Condino (Condino), Bono (Creto), Tione (Tione), Rendena (Spiazzo). Se ne dovrebbe prendere cura la Comunità, come organo unitario del comprensorio territoriale, invitando “rappresentanze ufficiali” delle Sette Pievi, mentre la popolazione potrebbe essere invitta e sollecitata a parteciparvi attraverso le comuni forme di comunicazione e di informazione pubblica. La sontuosa e partecipata manifestazione potrebbe essere caratterizza in un momento religioso all’interno delle storiche ed artistiche chiese pievane con l’aggiunta di manifestazioni comunitarie rallegrate da bande e cori, da esibi-

zioni folcloristiche e sportive che certamente le Associazioni di Volontariato e gli Enti turistici saprebbero come meglio organizzare per la buona riuscita di “incontri sociali” il cui scopo ultimo sarebbe il far sì che finalmente genti di tutti gli angoli delle Giudicarie si incontrassero e si trovassero insieme al fine di conoscersi di persona; cosa che non è mai avvenuta se non, sporadicamente, quando si facevano le ormai storiche e secolari ed annuali “fiere e mercati” con file e file di mucche che si raccoglievano percorrendo a piedi le strade delle Giudicarie nelle diverse direzioni. Se le cose di mettessero al meglio si potrebbe iniziare col 2021 dalla “Pieve” scelta da chi se ne assumesse l’organizzazione. Vorrei ricordare, in proposito, i sempre ben riusciti “Concertoni giudicariesi” con tutte le bande musicali, e che ebbero grande successo nei primi decenni della seconda metà del secolo scorso. Facilmente soltanto sogni da far perdere tempo a chi mi leggesse e che, però, si esprimono nel mio eterno “podér e savér fàr gróp”. Prego le gentili Lettrici ed i cortesi Lettori di scorgervi in tutto questo mio sproloquio unicamente l’intenso mio desiderio di vedere le popolazioni delle Giudicarie sempre maggiormente propense a venirsi incontro, poiché attraverso la mutua conoscenza si ha modo di vicendevolmente conoscersi, di comprendersi e di trovare sempre qualcosa da riuscire a fare insieme; e “quan che se è ensèma l’è ’n gràn bèl”.


Arte Il difficile periodo dal quale stiamo pian piano uscendo ha messo a dura prova tutti noi, sia come singole persone che a livello di associazioni o gruppi che organizzano manifestazioni. Molti eventi sono stati cancellati o pesantemente modificati, altre attività sono state ridimensionate o penalizzate specie se organizzate in spazi chiusi o se vi fossero previsti “assembramenti”. Tuttavia alcune manifestazioni, grazie alla tenacia e alla passione degli organizzatori ma soprattutto alla possibilità di aver luogo all’aperto e in ambienti ampi, si sono potute effettuare tenendo fede al proprio calendario. Uno di questi eventi è il Simposio del Legno di Balbido e Rango, nelle Giudicarie Esteriori, che quest’anno arriva alla sua trentaduesima edizione. Il Simposio è un rinomato evento di scultura artistica a tema che ogni anno raccoglie nei caratteristici ed ameni paesi di Rango e Balbido artisti locali o provenienti da altre zone d’Italia (o del mondo), per sfidarsi a colpi di scalpello e fantasia. Nella seconda settimana di agosto, dunque, i due paeselli del Bleggio faranno da palcoscenico a questa manifestazione artistica, una delle più longeve in assoluto di questo tipo. Grazie alla passione e all’impegno degli organizzatori, il Simposio di scultura del legno si è ritagliato nel tempo un’importante fama nel panorama artistico nazionale ed internazionale: fin dalla sua nascita, nell’estate del 1989, questa manifestazione ha mostrato subito una grande attenzio-

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Dal 10 al 14 agosto

Al via il 32° Simposio del Legno a Balbido e Rango Il difficile periodo dal quale stiamo pian piano uscendo ha messo a dura prova tutti noi, sia come singole persone che a livello di associazioni o gruppi che organizzano manifestazioni. Molti eventi sono stati cancellati o pesantemente modificati, altre attività sono state ridimensionate o penalizzate specie ne alla qualità delle opere presentate e al livello degli artisti che amichevolmente si sfidavano nelle diverse giornate per realizzare la scultura più bella ed originale. Non è un caso, infatti, che l’ideatore sia stato l’artista Gianni Tosi, originario d Balbido e ora residente a Flavon, in Val di Non, che due anni prima avviò anche la realizzazione dei “Murales di Balbido”, in collaborazione con il Gruppo “La Ceppaia”. Da quest’anno, a fare da capofila all’organizzazione dell’evento, sarà il Gruppo Valorizzazione Rango in collaborazione con il Gruppo Culturale “La Ceppaia” di Balbido. Quest’ultimo, fin dall’inizio è stato il promotore e l’animatore del Simposio nella figura del Presidente, Ognibene Grazzi. Con questa edizione il Presidente Grazzi coprirà il “nuovo” ruolo di coordinatore dei due gruppi per

Il Giornale delle Giudicarie mensile di informazione e approfondimento

Anno 18 n° 8 agosto 2020 Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento Direttore responsabile: Paolo Magagnotti Coordinatore di Redazione: Denise Rocca Comitato di redazione: Elio Collizzolli, Aldo Gottardi, Matteo Ciaghi, Denise Rocca Hanno collaborato: Gianni Ambrosini, Adelino Amistadi, Mario Antolini Musòn, Enzo Ballardini, Giuliano Beltrami, Dario Beltramolli, Giacomo Bonazza, Alberto Carli, Massimo Ceccherini Podio, Francesca Cristoforetti, Chiara Garroni, Enrico Gasperi, Alfio Ghezzi, Marco Maestri, Mariachiara Rizzonelli, Tiziano Salvaterra, Alessandro Togni, Alberta Voltolini, Ettore Zampiccoli, Marco Zulberti, gli studenti dell’Istituto Guetti Per la pubblicità 3356628973 - 338 9357093 o scrivere a sponsorgdg@yahoo.it Il giornale è aperto a tutti. Per collaborare si può contattare la redazione (3286821545) o scrivere a: redazionegdg@yahoo.it Direzione, redazione via Circonvallazione, 74 - 38079 - Tione di Trento Stampato il 29 luglio 2020 da Athesia - Bolzano Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

se organizzate in spazi chiusi o se vi fossero previsti “assembramenti”. In alcuni casi invece alcune manifestazioni , grazie alla tenacia e alla passione degli organizzatori ma soprattutto alla possibilità di aver luogo all’aperto e in ambienti ampi, si sono potute effettuare tenendo fede al proprio calendario. l’organizzazione e svolgimento di tutta la manifestazione. Manifestazione che seguirà il collaudato programma, per il quale agli scultori verrà dato un tema sulla base del quale poi lavoreranno i rispettivi blocchi di legno di larice assegnati tramite sorteggio. Artisti che quest’anno saranno undici, nove uomini e due donne, “distribuiti” nelle rispettive postazioni tra Rango e Balbido e che dovranno lavorare sul tema, molto attuale, della speranza per il futuro e per un avvenire

libero dalle preoccupazioni che in quest’ultimo periodo ci hanno pesantemente afflitto. Riassumendo, il tema sarà “Andrà tutto bene”. Una manifestazione storica, dedicata alla tradizionale arte della scultura su legno, nella quale ogni anni trovano anche spazio momenti conviviali ed altri momenti culturali. Ad esempio quest’anno sarà prevista una visita al Museo della Scuola di Rango con presentazione del sito e delle ricche collezioni qui raccolte (arredi e libri scolastici d’epoca, attrezzi dei lavori rurali di un tempo, esperimenti didattici e le famose terrecotte provenienti dagli antichi forni di Rango) con il curatore Tomaso Iori a fare da Cicerone. Oppure anche la presentazione dell’ultimo libro edito dal Centro Studi Judicaria di Tione, “Muri dipinti nella Judicaria”: un’opera monumentale che raccoglie tutti gli affreschi, pitture murarie e decori profani sugli edifici delle Giudicarie, Alto Garda e Ledro e Valle dei Laghi, che sarà presentata dagli autori, Gabriella Maines e Danilo Mussi, e del Presidente Graziano Riccadonna, con particolare riferimento ai murales di Balbido. Aldo Gottardi

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La colorata matematica dell’inevitabile

In uno dei suoi fumetti più celebri, il grande disegnatore Andrea Pazienza, prematuramente scomparso nell’86 a soli 32 anni, elabora la tesi del ‘verde matematico’. Uno sconsolato professore, di fronte all’ennesima dimostrazione di beffardo menefreghismo dell’alunno Zanardi detto Zanna, cinico e cattivissimo pluriripetente dal naso a becco, gli si rivolge così: “… pure, caro Zanardi, esistono delle regole che ci vietano di confidare in un miracolo. E’ assurdo pensare di ritrovarsi un giorno colti, quando non si è mai letto un libro, o rispettati, se ci si è sempre comportati ingiustamente. Questi sono miracoli che non possono succedere. Così come dal giallo con l’azzurro nascerà sempre il verde, e non il rosa, o il marron. E’… matematico”. E’ il tema dell’inesorabilità delle conseguenze delle proprie azioni, il non aspettarsi di raccogliere qualcosa di opposto rispetto a ciò che si è sempre seminato. Vietato confidare nei miracoli. Vietato nutrire aspettative che divergano da ciò che si è e da ciò che si è fatto. Terra e cosmo obbediranno sempre alle dinamiche imposte da Dio. Il Sole sempre si leverà ad est. Questione di fisica, di matematica appunto, fatalmente spietata nel suo linguaggio che tutto spiega con la potenza sintetica delle sue formule. E = mc2. BBAAMM!!! Breve, solido ed efficace come un hashtag. Cosa c’è di più affascinante e inesorabile? Sgarbi sta al Mart come l’orso sta al Trentino. Operazioni nate dalla stessa ansia di rincorrere attrattività mediatica, e che i

cervelloni della politica locale pensavano (sbagliando) di poter gestire in scioltezza secondo le ottimistiche leggi del marketing. Nonostante la sua semplicità, la ‘mission’ rischia di ritorcersi contro come un boomerang. Che è cosa normale quando non si è capaci di prevedere le conse-

guenze delle proprie decisioni, e che invece a molti – se non a tutti - apparivano scontate. Hanno voluto importare il plantigrado. Progetto ‘Life Ursus’. Bene, bravi, bis! ..ma poi di fatto l’animale è stato umiliato riducendolo a logo promozionale per attirar turisti e vender tazze

Tutti giù per terra Tutti giù per terra di Massimo Ceccherini Podio

e cartoline, magliette e calendari. Le continue ordinanze di abbattimento (l’ultima stoppata dal Tar) sono figlie della recidiva incapacità della politica nel gestire comportamenti e riproduttività del mammifero, e hanno mostrato al mondo il vol-

to pressapochista e disumano di chi ci governa. Con enorme danno d’immagine per il Trentino. L’unico sovrappopolamento che andrebbe abbattuto è quello delle poltrone, ancor più se occupate da diversamente capaci. C’era davvero qualcuno che pensava che l’orso, gigante dal peso medio di 400 chili, e deportato dalla Slovenia con volo di sola andata a respirar l’aria del Brenta, di colpo diventasse vegano, stanziale, sessualmente inappetente e maestro di bon ton? L’orso fa l’orso. Come il lupo fa il lupo e l’ornitorinco fa l’ornitorinco. E’ matematico. Proprio come l’uomo, che spesso fa la bestia. Hanno voluto piazzare Sgarbi alla Presidenza del Mart. Cultura artistica e acume grandi almeno quanto il suo egocentrismo sfrenato. Un po’ Wanda Osiris e un po’ Puffo Brontolone, ma molto molto più incazzoso. La sua imbarazzante e disinvolta propensione al turpiloquio violento e urlato, certificato da decenni di parossismi e deliri televisivi, è notoria anche ai plancton nelle pance delle balene. E così le sue continue pantomime (l’ultima durante una seduta in Parlamento, con il nostro sbattuto fuori dall’aula ‘di peso’ dai questori, di cui resterà per sempre l’iconica e ridicola immagine degna di una Pietà michelangiolesca) hanno sedimentato col tempo una crescente irritazione nella pancia dei trentini, che ne vorrebbero la testa, ravvisando nei comportamenti del critico d’arte un’offesa alla reputazione del museo.

Troppa cementificazione in Giudicarie Sono una turista abituale delle Valli Giudicarie, dove trascorro l’estate da tanti anni con la mia famiglia. Durante i mesi del lockdown, chiusi nel no-

stro appartamento in città, abbiamo deciso finalmente di comperarci la tanto sognata seconda casa nelle zone che abbiamo sempre frequentato, tra Tione,

Saone, Ragoli o Preore. Terminato il lockdown siamo andati a Tione con l’idea di incontrare qualche immobiliare e visionare un po’ di proposte. La brutta sorpresa che abbiamo trovato è stata un enorme capannone in costruzione nella bellissima campagna tra Tione e Saone e ci è stato detto che ce ne saranno a breve in costruzione altri due!! L’unico dubbio che avevamo nel comperare casa qui era la bruttissima discarica, ma ora a questo dubbio si è aggiunta la certezza della cementificazione della campagna circostante.

Ci chiediamo se è questo quello che vuole la popolazione per il proprio

territorio, di sicuro non è quello che vogliamo noi turisti. Noi personalmente

cercheremo casa in altra zona. Maria Cristina


Opinioni a confronto BOTTA E RISPOSTA

vilgiat@yahoo.it

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Un ringraziamento ai piccoli “grandi” ospedali di valle

Caro Adelino, passato il peggio, credo sia il tempo di ringraziare coloro che meritano di essere ringraziati. Primi fra tutti i medici e gli infermieri dei nostri piccoli ospedali di valle che magari prima del virus nessuno aveva considerato per quel che facevano, ma che durante il periodo di pandemia sono stati i veri capisaldi a difesa della nostra salute. Mi riferisco alla nostre piccole realtà ospedaliere che non hanno mai smesso di funzionare nel migliore dei modi, dove medici e infermieri e tutto il personale si sono prodigati al massimo delle loro possibilità per far fronte alle nostre necessità nei momenti più difficili di quest’ultimo tragico periodo. Ezio Hai perfettamente ragione. Mai come in questo periodo abbiamo apprezzato il nostro ospedale con tutto il suo personale ed il ruolo essenziale

che esso ricopre nei momenti più delicati della vita comunitaria. E adesso la politica osa chiamarli, pare con affetto, “i nostri ospedali”, quando fino a ieri hanno cercato in tutti i modi di depotenziarli facendone una questione economica fuori luogo ed offensiva per le valli che ai loro ospedali sono legate da convinzioni profonde a garanzia della loro salute. Gli ospedali di valle sono per noi utili come il pane, e sono nostri, fondati dai nostri avi, orgogliosi d’averli e pronti a difenderne l’autonomia e la piena funzionalità, anche se spesso abbiamo gridato invano contro la politica accentratrice che per anni li ha denigrati e disprezzati con tutte le professionalità e i talenti umani che vi hanno lavorato. Mancata surroga di medici in pensione, turni difficili, assunzioni di responsabilità improprie. Nonostante protocolli che garantivano il

proseguo delle attività principali, che poi si sono dimostrati solo promesse da marinaio e nient’altro. Ora speriamo che dopo questa straordinaria emergenza la politica si ravveda ed abbia recepito la consapevolezza che si può tagliare di tutto, ma non sulla salute. Che i piccoli ospedali sono “grandi ospedali” perché grandi sono i medici e gli infermieri che ogni giorno prestano la loro opera. Confidiamo che la lezione del grande ruolo che un ospedale di valle svolge a favore dei valligiani nei momenti più tragici della loro vita, sia percepita con coscienza e responsabilità al di là degli slogan e delle prese di posizione elitarie della città. Evitiamo, almeno per la salute, che ci siano malati di serie A e malati di serie B, siamo tutti cittadini della nostra provincia, paghiamo le stesse tasse, abbiamo gli stessi diritti. Pretendiamo rispetto. Adelino Amistadi

Meno controlli post Scienziati su fronti Covid, si rischia l’in- opposti e il pubblico filtrazione mafiosa non ci capisce nulla Sembra che una delle esigenze che più vengono citate per superare la crisi economica dovuta alla pandemia che stiamo superando sia quella della sburocratizzazione, in poche parole, velocizzare senza tanti controlli le pratiche che riguardano i rapporti con la pubblica amministrazione, questo per agevolare l’apertura dei cantieri e degli appalti delle numerose opere pubbliche che sono state programmate. Io ho l’impressione che si richieda, invece, di allentare i controlli per avere le mani libere per fare i propri comodi, non è che così si favoriscono le mafie ormai diffuse in ogni parte del Paese?

A proposito di virus e di pandemia in questi giorni ne abbiamo sentite ogni giorno di nuove. Ci sono virologi che ci tranquillizzano, vedi il prof. Zangrillo, del S. Raffaele di Milano con altri colleghi altrettanto noti, che ci rassicurano garantendo che la carica virale del covid19 s’è ormai esaurita. E chi, come il prof Cresanti, artefice degli ottimi risultati ottenuti in Veneto nel contenere la pandemia, ha irriso i colleghi definendo chiacchiere le loro argomentazioni, ma noi a chi dobbiamo credere?

Ivan

In questi mesi scienziati e virologi son tutti diventati delle star a tutti gli effetti con continue apparizioni nelle trasmissioni in Tv e sui giornali, ognuno per esprimere le proprie convinzioni, non sempre concordanti fra di loro. I loro volti e i loro cognomi sono diventati ormai noti a gran parte degli italiani. Ma quando si esagera, la comunicazione fa brutti scherzi e questo sta succedendo anche agli scienziati: le loro apparizioni ora sono calate, e il pubblico che prima pendeva dalle loro labbra, ora li ascolta quasi infastidito, critico e dubbioso delle cose che dicono. C’è persino anche chi cambia canale. Probabilmente si è esagerato, sembrava che ognuno degli scienziati intervistati facesse a gara a smentire i propri colleghi e spesso si dicessero cose addirittura fra di loro contrastanti tali da disorientare totalmente gli ascoltatori. Proprio per questo, gli scienziati ultimamente sono passati di moda. Dobbiamo però dire che in questi mesi hanno aiutato tutti noi a capire qualcosa di più del maledetto e misterioso virus e a convivere con esso. D’altronde non era facile neanche per loro avere sicurezze, era qualcosa del tutto nuova con cui nessuno aveva mai avuto a che fare. E per il futuro prossimo a chi dobbiamo credere? Cerchiamo di essere ottimisti e sposiamo la tesi del prof. Zangrillo, ma senza esagerare, manteniamo alta la guardia, potremmo avere qualche sorpresa verso l’autunno, con il ritorno del freddo, speriamo di no, ma non molliamo, rispettiamo le regole e comportiamoci con coscienza e responsabilità e tutto andrà bene. Almeno lo speriamo….! (a.a)

Cominciamo col dire che i controlli sono necessari. Ma se, come accade spesso anche da noi, i controlli diventano l’alibi per non assumersi responsabilità e per non fare, allora bisogna metterci rimedio. Non possiamo pensare che ogni opera, ogni progetto, ogni cosa che si voglia fare sia una possibile fonte di malaffare, di infiltrazioni o di corruzioni. E allora meglio non fare niente o rinviare, così non si corre nessun rischio. La cultura del sospetto è quanto di peggio ci possa capitare e ci sta portando al blocco dei comuni, delle province, e delle imprese. Noi non dobbiamo eliminare i controlli. Dobbiamo snellire le procedure, renderle chiare e veloci, assegnare responsabilità e pretendere che siano esercitate. Nel rispetto delle leggi, è ovvio. Purtroppo la burocrazia, così come la conosciamo, è un incentivo al malaffare, non un antidoto. L’esistenza nel nostro paese di tanti lacci e laccioli, di norme subdole, di dubbia interpretazione, è spesso l’origine di fenomeni di corruzione. Si paga per ottenere e ci si fa pagare per concedere. E quando un sistema si regge sull’opacità delle leggi, sulla mancanza di trasparenza, su procedure farraginose e lente, è l’ambiente giusto per coltivare raggiri e far trionfare la disonestà.(a.a)

Gli amici del bar

Chiusure domenicali, una “boiata”!

Ehi Adelino che ne dici dei negozi chiusi la domenica a Trento e Rovereto? A me sembra una boiata! Roberto Non so esattamente quel che significa “boiata”, ma se è quello che penso, credo proprio di sì. È un pò come dire, la domenica è il giorno del Signore, rimanete a casa e pregate. Credo però che il Signore non esiga che si passi tutta la domenica in chiesa, anzi, la domenica è anche fatta per passarla gioiosamente con la propria famiglia, fare qualche passeggiata, visitare amici e parenti, ma anche andare in città che per noi poveri valligiani è un modo di vedere un mondo diverso. Non s’è capita la motivazione delle Provincia, forse Trento e Rovereto non saranno città turistiche(?!?), ma per noi periferici nelle città è anche bello andarci la domenica pomeriggio con la propria famiglia, è un modo di cambiare ambiente, vedere gente, aggiornarsi sulla moda esposta nelle vetrine, fare qualche piccola spesa e passare un pomeriggio serenamente. Che poi la massima preoccupazione della politica sia quella di fare in modo che il popolo la domenica debba santificare le feste, ci sorprende. Con le balle e le sciocchezze che di domenica la politica sforna da sempre un po’ su tutto il territorio, di certo non è un buon esempio da seguire nel rispetto delle feste comandate. Torniamo al buon senso ed evitiamo di complicarci la vita. Per evitare di essere ridicoli. (a.a.)


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IL CRUCIVERBA Rispondi alle domande e scopri i vantaggi della rete canalizzata a GNL di Comano Terme. (Soluzioni sotto)

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Sigla di Gas Naturale Liquefatto. Il GNL migliora la qualità dell’ … Il GNL genera emissioni di … inferiori rispetto alla maggior parte dei combustibili fossili. Sigla di Gas di Petrolio Liquefatto. Una frazione di Comano Terme raggiunta dalla rete canalizzata. Dove conserviamo il GNL.

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Giornale delle Giudicarie agosto 2020  

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