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Direttore Editoriale e Responsabile: Gennaro Montuori Vice Direttore: Carmine Montuori Hanno collaborato: A. Petrella M. Barbaro R. Sambuca S. Napolitano S. Nicolò M. Giordano In redazione: Carmine Montuori Cinzia Montuori I servizi fotografici sono di: Enzo Calone Agenzia Mosca Giorgio Esposito Ciro Esposito Renato Olimpio Aurelio Talpa Archivio Enzo Festa Copertina e poster di: Pietro Mosca Redazione e Amministrazione: Via Cesare Pavese III Trav. 2/A int. 14 MUGNANO (NA) Tel. 081.7451433 Impaginazione e ideazione grafica: Michele Montuori Stampa: Grafiche San Benedetto Via Vicinale Latina Località Case Diana 03030 Castrocielo (FR) tel 0776 3741 fax 0776 374500

EDITORIALE 5 PRIMO PIANO 6 DI GENNARO MONTUORI

DENIS MAGIC MOMENT

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AL SAN PAOLO ARRIVA IL CHIEVO L’ANNIVERSARIO 50 ANNI DEL SAN PAOLO

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I MITI AZZURRI STEFAN SCHWOCH

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NAPOLI CITTADELLA

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PARMA NAPOLI

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NAPOLI BARI

Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. 4267/92 del 28/3/92.

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CAGLIARI NAPOLI

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PUNTI PESANTI

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PAROLA AGLI EX TRIDENTE SI O NO?

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RITORNO A VIAREGGIO

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Distribuzione EVENT’S AGENCY

6 Per la pubblicità su questo mensile rivolgersi in redazione

Event’s Agency s.a.s. MUGNANO (NA) • Via Cesare Pavese, III trav. 2/A tel/fax 081 745 14 33 Gli articolisti forniscono la propria prestazione a titolo spontaneo,gratuito e assumendosi la responsabilità.

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RESPIRO AZZURRO CLUB BOLZANO

LE VOSTRE FOTO

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Per ricevere a casa UltrAzzurro basta pagare le spese di spedizione inviando un vaglia postale di € 30,00 intestato a: EVENT’S AGENCY s.a.s. Via Cesare Pavese, III Trav. n° 2/A - 80018 Mugnano (NA). Riceverai il mensile periodicamente a casa tua per un anno (escluso Luglio e Agosto). la spedizione in 24/48h lavorative è a cura del corriere espresso:

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arissimi amici, torniamo con una grandissima novità. Da oggi “UltrAzzurro Stadio” non sarà più in vendita in edicola, ma distribuito come free-press allo stadio San Paolo e dagli sponsor, sempre nella seconda decade del mese in corso. Abbiamo pensato a un'iniziativa del genere per avvicinare maggiormente il nostro giornale, già di per sé molto seguito, a tutti i tifosi azzurri che vanno allo stadio. Per quanto riguarda il calcio giocato, la gestione Mazzarri è finora indiscutibile. In due mesi esatti il tecnico ha cambiato volto alla squadra. L'imbattibilità sul campo è il segno più evidente. Sono arrivati, dopo una prima fase di assestamento, anche i gol dei bomber e soprattutto di Quagliarella, che finalmente si è sbloccato. Bene Denis, il quale ha dimostrato di saper farsi trovare pronto al momento opportuno. Anche il Pocho è tornato ad essere determinante. La nostra copertina è tutta per loro. Questo mese, inoltre, ampio spazio ai 50 anni del San Paolo e al ritorno del Napoli al torneo giovanile di Viareggio. Altri due dei nostri opinionisti fissi, Antonio Capone e Guido Postiglione, analizzano, per il nostro giornale, l'operato e le scelte di Mazzarri. Poi, l'immancabile inserto ricco di foto inedite con la cronaca delle partite e l'approfondimento sulla tattica. Vi ricordo, infine, l'appuntamento con “Tifosi Napoletani”, in onda il giovedì alle ore 20.50 su Napoli Canale 21 (viste le feste, per l’occasione andremo in onda mercoledì 23 e 30 Dicembre). Per interagire da casa e partecipare al quiz è possibile scrivere a: info@tifosinapoletani.it. Per tutti gli aggiornamenti sul Napoli potete sfogliare il nostro sito www.tifosinapoletani.it. Nel salutarvi con affetto, auguro a voi e alle vostre famiglie un Natale di pace e serenità e un felice 2010. Buona lettura e dal profondo del cuore Forza Napoli.


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opo un inizio con il freno a mano tirato dovuto in gran parte al modo di giocare di mister Donadoni, si sono gradualmente sbloccati. Ezequiel Lavezzi, Fabio Quagliarella e German Denis, insieme al grande supporto di Marek Hamsik e Christian Maggio sono ormai una macchina da guerra. Il tridente e i due centrocampisti sono andati a bersaglio 20 volte. Come lo scorso anno -e questa è una piacevole anomalia- è ancora il campione slovacco il re dei bomber con 7 reti. Seguono Quagliarella con 5, Maggio e Lavezzi con 3 e l’argentino Denis con 2 centri. Passata la fase in cui Mazzarri ha forgiato la squadra a sua immagine e somiglianza da un punto di vista caratteriale, questo è il momento in cui si iniziano a vedere anche le geometrie sul terreno di gioco. Con tutto ciò che ne consegue in termini di spettacolo e di gol. Il mese scorso scrivemmo che per completare l’opera occorrevano le reti del reparto avanzato e, da Parma in poi, hanno segnato a bersaglio Denis, due volte Quagliarella e Lavezzi. Insomma, promessa mantenuta. Con una nota positiva. Il risveglio del biondo centravanti sudamericano, protagonista di un vero e proprio “Magic Moment”. In gol contro il Milan e al “Tardini”, ha saputo aspettare il suo momento e si è fatto trovare pronto, dopo aver atteso in silenzio,

segno della maturità e dell’umiltà che lo contraddistinguono, e sopportato tanta panchina nelle prime giornate di campionato. E non vanno dimenticati gli assist d’oro a Firenze e Cagliari. E’ l’unico attaccante d’area di rigore di cui dispone Mazzarri e questo è un grande vantaggio per il giocatore. Dopo l’ottima performance contro il Bari degli ex Ventura e Perinetti, è saltata fuori la “questione” se il tridente può essere una possibilità al vaglio del tecnico azzurro e se può coesistere con Hamsik. Il fronte dei tifosi e degli esperti si è spaccato quasi a metà. Ovviamente, non dall’inizio, ma a partita in corso, noi riteniamo che Quagliarella, Lavezzi e Denis con il sostegno dello slovacco a centrocampo possano convivere senza pestarsi i piedi. Lo stabiese e il Pocho sugli esterni, con il Tanque terminale offensivo sono in grado di far male a chiunque. Di soluzione comunque ce ne sono anche altre, potendo Mazzarri sfruttare pure il ritrovato Bogliacino, autore negli ultimi tempi di due gol pesanti. Oggi contro il Chievo, German Denis, orfano, però, del proprio connazionale Lavezzi ha una grande occasione per convincere anche i più scettici e iniziare a segnare a raffica, anzi a . … carrarmato. E persuadere, a suon di gol, il Ct Maradona in vista del mondiale sudafricano.

di ANDREA PETRELLA


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nsieme alla matricola Parma, il Chievo è la vera sorpresa di questo campionato. Nella scorsa stagione, dopo quindici giornate, i veronesi erano ultimi con solo nove punti mentre adesso viaggiano nelle zone nobili della classifica e vantano addirittura 15 punti in più. La compagine veneta, tra l'altro, viene da tre vittorie consecutive ed un morale alto. Con Di Carlo i gialloblù hanno acquistato gioco, sicurezza ed entusiasmo ed in questo momento sono un brutto avversario da affrontare e ne sa qualcosa la Fiorentina. Il 4-31-2 predisposto dal tecnico gialloblù sta trovando interpreti ben disposti: il giusto mix tra giovani ed esperti con calciatori di assoluto valore per ogni reparto a partire dalla difesa dove, l'estremo difensore, Sorrentino si è dimostrato portiere di assoluta affidabilità; rognosi i due centrali Moreno e Yepes, mentre

un esterno sinistro come Mantovani farebbe sicuramente al caso di molti grandi club di serie A Napoli incluso. A centrocampo Luciano e Pinzi contribuiscono a dare rapidità, sostanza e qualità al reparto sempre pronto ad innescare le bocche da fuoco Pellissier ed Abbruscato. Pericolosità ed imprevedibilità vengono da Bentivoglio capace di giocare a ridosso delle punte ed inserirsi in maniera micidiale. Per la gara del San Paolo saranno da valutare le condizioni di Sardo, un napoletano che non vorrebbe assolutamente mancare quest'appuntamento mentre salteranno la gara Frey e Moro. Per il Chievo la gara del San Paolo sarà un vero e proprio esame di maturità nel quale Pinzi e compagni cercheranno conferme e punti.

di ANTONIO CORRADO


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a appena festeggiato i 50 anni di età, ma nei fatti ne dimostra molti di più. Lo stadio San Paolo, inaugurato il 6 dicembre 1959 per sostituire il piccolo impianto del Collana, una volta era il terzo d'Italia per numero di posti (85012 per la precisione) e comfort. Ora, dopo mezzo secolo di vita, è primo sì, ma in termini di disservizi. Ma, a parte le inefficienze, venute paradossalmente fuori dopo i lavori di ristrutturazione per Italia 90, questa volta vogliamo parlare del San Paolo come il teatro dei successi azzurri. Due scudetti, tre coppe Italia, una coppa Uefa, una Supercoppa di Lega e una coppa di Lega Anglo-Italiana sono i trofei custoditi nella bacheca del club partenopeo. Anche se alzati non tutti nel cielo di Fuorigrotta, il tempio della storia azzurra ha contribuito non poco al raggiungimento di questi traguardi. La prima grande soddisfazione proprio nel giorno dell'apertura con la

vittoria sulla Juventus (2-1) firmata da Vitali e Vinicio. Poi, tra un trofeo e l'altro la parata di grandi stelle, Pesaola, Sivori, Altafini, Jeppson, Canè, Vinicio, Sormani, Bruscolotti, capitano di lungo corso e campione di presenze (511), Iuliano, Savoldi, Krol, Maradona, Giordano, Careca, Schwoch, fino ad arrivare ai campioni dell'attualità. Non possiamo dimenticare Dolo Mistone ed Elia Greco che, insieme a Vinicio, hanno partecipato alla festa del 6 dicembre scorso organizzata dal presidente Aurelio De Laurentiis, prima di Napoli-Bari. L'inaugurazione ufficiale avvenne con ItaliaSvizzera (3-0) il 6 gennaio 1960. Tra le imprese che rimarranno per sempre scolpite nella memoria di tutti, le storiche NapoliFiorentina del primo scudetto e Napoli-Real Madrid di coppa Campioni: presenti 100 persone benchè la capienza fosse di 85mila posti dichiarati. Quando fu ultimato l'impianto si discusse non poco


sulla personalità a cui intestarlo. Alla fine la scelta cadde sull'apostolo e predicatore Paolo di Tarso, sbarcato, secondo le Sacre Scritture, a Pozzuoli intorno al 53 d.C, praticamente a poca distanza dal luogo che dopo circa 2000 anni avrebbe ospitato lo stadio. Adesso torna in auge una proposta fatta 20 anni fa: ribattezzare la struttura con il nome di Attila Sallustro, del quale nei giorni scorsi è ricorso il 101esimo anno dalla nascita. Il giocatore paraguaiano, primo vero idolo della tifoseria del Napoli, fu soprannominato il Veltro per le sue doti fisiche e tecniche. Giocò anche in Nazionale, perchè naturalizzato. Lo ingaggiò il presidente Giorgio Ascarelli. Con la maglia azzurra disputò 8 campionati gratis (!) segnando 107 reti, che gli valgono tuttora il secondo posto nella classifica dei bomber azzurri di tutti i tempi alle spalle di Maradona. Successivamente, dopo una breve esperienza come allenatore, fu

nominato direttore del San Paolo appena costruito. Ma il suo legame con la struttura di Fuorigrotta e con la città è tutto qui: qualche anno fa, gli è stata dedicata “solo” una stradina periferica del quartiere Ponticelli. Poco, troppo poco per un campione dall'animo nobile che è, e rimane, uno dei miti della storia azzurra. E allora, perchè non riprendere a discuterne seriamente? L'ipotesi, gradita anche al mondo cattolico, sarebbe una doppia intitolazione a San Paolo e Sallustro. Come tuttora esiste a Milano, allo stadio "San Siro - Giuseppe Meazza". Sì, quel Peppino Meazza, che la città meneghina, con questo gesto, ha ricordato in maniera degnamente . Un'ulteriore possibilità, invece, potrebbe prevedere l'omaggio a più campioni, dedicando loro un settore diverso dello stadio. E allora, “tribuna Sallustro, tribuna Lauro, e così via”.

di ANDREA PETRELLA


di GENNARO MONTUORI

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a militato nel Napoli appena un anno e mezzo, ma quest'arco di tempo è stato più che sufficiente per farsi amare per sempre dal pubblico azzurro. Stiamo parlando di Stefan Schwoch (nato a Bolzano il 19 ottobre 1969), il bomber della promozione in serie A con Novellino, in azzurro dal gennaio 1999 al giugno 2000. Grande trascinatore, nel campionato che vide il ritorno in massima serie degli azzurri l'attaccante realizzò 22 gol (in 35 partite), un vero record nella storia del Napoli, al pari di Vojak. In totale 28 reti in 57 partite. Un altro primato per l'attaccante altoatesino! Iniziò a segnare nel Merano nella stagione 1987-88 nel campionato interregionale per poi fare la prima esperienza da professionista l'anno seguente con la Spal in C2. A seguire, il ritorno nei dilettanti e una nuova “visita” in C2, tra le fila del Pavia per due stagioni: il suo rendimento di bomber di razza però non venne mai meno, mettendo a segno 7 gol il primo

anno in 29 incontri e 12 l'anno successivo in sole 21 partite. Nel 1994-'95 il passaggio al Livorno, sempre in C2, dove mise a segno 19 gol in 33 incontri, guidando la squadra amaranto ai play-off, prima di terminare la corsa promozione contro il Castel di Sangro. Ceduto per problemi economici al Ravenna, in serie C1, guidò i giallorossi alla conquista della promozione tra i cadetti. L'anno successivo, nel 1996, il Ravenna, pur partendo con una penalizzazione di tre punti, ottenne un importante ottavo posto, grazie anche alle sue giocate. Passato al Venezia di Zamparini, ritrovò Novellino dopo averlo avuto a Ravenna: entrambi furono protagonisti del grande salto in A dei lagunari, dopo 31 anni. Schwoch segnò 17 reti in 36 partite. Dopo un inizio di stagione non proprio brillante di tutto il Venezia, nel 1998-'99, il bomber fu ceduto al Napoli con cui debuttò il 6 gennaio 1999 contro la Lucchese al San Paolo. L'anno successivo, Schwoch ritrovò Walter Novellino e


insieme riportarono Napoli in A dopo la vittoria nella fornace di Pistoia il 4 giugno 2000. Ma dopo essere diventato un beniamino indiscusso della tifoseria, Ferlaino lo cedette al Torino per far cassa: con 8 gol in 31 incontri Schwoch diede un grande contributo alla promozione in A dei granata. Però, ancora una volta la gioia di giocare in massima serie A gli venne in qualche modo negata: passò infatti al Vicenza, che non andò oltre un piazzamento di centro classifica. Continuerà a segnare fino al 2006-2007, sempre con la casacca biancorossa, fino a diventare il quarto cannoniere di tutti i tempi della storia vicentina, superando il mitico Pablito Rossi. Il 1° giugno 2008, a quasi 39 anni, Stefan Schwoch giocò la sua ultima partita, in casa del Lecce, non riuscendo, però, a realizzare il classico gol di fine carriera. Un bomber purosangue, per noi tifosi del Napoli l'unico grande rammarico è il non averlo potuto vedere all'opera in serie A. I suoi gol avrebbero sicuramente evitato la balorda retrocessione in B. Di recente, prima che arrivasse Riccardo Bigon si era anche proposto per ricoprire l'incarico di diesse del Napoli, a conferma di un feeling che dura tuttora con la città e la squadra.

Nato a: Bolzano il: 19 Ottobre 1969 ruolo: Attaccante presenze e gol in azzurro:

57 con 28 gol vittorie in azzurro:

Promozione in A 1999/2000


Domenico Celi di Campobasso 6 Iezzo 6.5 Grava 6 Rinaudo 6 1'st Aronica 6 Contini 5.5 Zuniga 7 Amodio 6.5 Bogliacino 7.5 26’ 25'st Gargano 6 Rullo 6 16'st Hoffer 5.5 Dàtolo 5.5 Denis 6 Pià 5.5 A disp. Gianello, Maggio, Hamsik, Lavezzi. All. Mazzarri

Pierobon 6 Manucci 6 Pisani 5.5 Cherubin 6 Teoldi 5.5 Carteri 6 8'st Dalla Bona 6 Bellazzini 5.5 Musso 5.5 Volpe 6 23'st Oliveira 5.5 De Gasperi 6.5 Ardemagni 6 12'st Curiale 6 A disp. Villanova, Gorini, Iunco, Marchesan. All. Foscarini

NOTE: Spettatori 30 mila circa. Espulso al 35'st Pisani (C). Recupero 0'pt, 6'st.

di ROSA SAMBUCA

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l Napoli soffre ma vince contro il Cittadella nel quarto turno di Coppa Italia con gol di Bogliacino. Ora troverà la Juventus dell'ex storico Ciro Ferrara. Mazzarri schiera i giocatori che finora hanno trovato meno spazio e adotta un 3-4-3, con Bogliacino in cabina di regia e Zuniga al posto di Maggio. Inizia subito bene il Cittadella che, dopo 3', ci prova sugli sviluppi di un corner. Il Napoli risulta troppo lento nelle manovre e gli avversari ne approfittano per chiudere con ordine e ripartire. Al 24' pericolo per gli azzurri: tiro di Ardemagni, Iezzo non trattiene e Contini allontana. Dopo due minuti arriva il gol che sblocca il risultato: Zuniga punta il diretto avversario, palla in mezzo per Bogliacino che trova l'angolo lontano e batte il portiere veneto. Il Napoli, dopo essere partito abbastanza male, inizia a creare molti più spazi. Bene Zuniga e Bogliacino, meno Pià che si divora almeno due occasioni da gol e Amodio, costantemente in confusione. In avvio di ripresa, dentro Aronica per Rinaudo con Contini che passa al centro e Aronica sul centro-sinistra. Passano 5' che gli azzurri ci provano con Dàtolo che mette in rete, ma l'arbitro annulla per sospetto fuorigioco. Mazzarri effettua il secondo cambio: fuori Rullo, dentro Hoffer, che subito dimostra le proprie capacità, rendendo la gara briosa con le sue giocate. Zuniga dilaga sulla destra: al 29' supera due difensori e prova il tiro che però viene deviato. Al 35' espulso Pisani per fallo da ultimo uomo su Zuniga. Nonostante la superiorità numerica, il Napoli non riesce a chiudere la partita. Solo poche occasioni da segnalare come quella di Pià che, tutto solo davanti al portiere, non riesce a vedere la porta. Nel finale pericolo per gli azzurri: Curiale, di testa, spedisce clamorosamente a lato, con Iezzo battuto. Dopo 6' di recupero, finisce la gara: Napoli 1 Cittadella 0.


ARBITRO: Trefoloni di Siena 4 Mirante 6 Zaccardo 6 Dellafiore 6 Panucci 6 A. Lucarelli 6 Castellini 5 8' st Biabiany 6 Morrone 6 Dzemaili 6 Lunardini 5.5 25' st Antonelli 5.5 Amoruso 6 85’ Lanzafame 5.5 48' st Paci sv A disp.: Pavarini, Zenoni, Cordova e Budel. All. Guidolin 6

De Sanctis 6 Campagnaro 6.5 Cannavaro 6.5 Contini 6.5 Maggio 6.5 Gargano 6.5 Pazienza 6.5 37' st Cigarini sv Aronica 6 Hamsik 6.5 Quagliarella 7 43' st Grava sv Denis 7 32’ 20' st Bogliacino 6 A disp.: Iezzo, Zuniga, Hoffer e Pià. All. Mazzarri 6.5

NOTE: Spettatori 20mila circa. Angoli: 9-4. Recupero pt 1'; st 4'.

di MARIA BARBARO

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l Napoli pareggia 1-1 a Parma dopo essere stato in vantaggio per 85'. Al gol di Denis nella prima frazione, risponde l'ex Amoruso su calcio rigore nei minuti finali, concesso da Trefoloni per un fallo inesistente ai danni di Lanzafame, da parte di Aronica. Nell'occasione, l'arbitro, oltre ad aver vestito i panni di Babbo Natale con un mese di anticipo, ha espulso anche Contini per proteste. Sul prato del Tardini, si è visto all'opera un buon Napoli che non ha risentito affatto dell'assenza di Lavezzi, bloccatosi venerdì per infortunio. In attacco, così, Quagliarella ha avuto più libertà di manovra ed ha potuto duettare con Denis, ancora una volta risultato decisivo. L'unica colpa che si può muovere alla squadra azzurra, comunque a lungo padrona del campo, è il non aver chiuso la gara in precedenza. Il Parma, lontano parente di quello che ha espugnato Firenze, non ha mai tirato in porta, eccezion fatta per il calcio di rigore trasformato da Amoruso. La cronaca: al 2', Denis apre per Hamsik che serve Maggio, il cui tiro termina alto. Al 22' Quagliarella si rende pericoloso con una conclusione dai 25 metri che, però, si spegne di poco a lato. A seguire, cross di Maggio dalla destra e tocco alto di Denis. Il Napoli capitalizza le occasioni sin qui create al 32': cross di Maggio e diagonale di German Denis. Parma 0, Napoli 1. Nella ripresa, gli azzurri non chiudono il match e i gialloblu, complice l'errore grossolano di Trefoloni, raggiungono il pareggio al 40'. All'ultimo assalto, Bogliacino va vicino al gol in mezza girata. Dopo 4' di recupero, termina il match con le sacrosante proteste di giocatori e tifosi napoletani.


Romeo di Verona 6 De Sanctis 6 Campagnaro 6 27'st Bogliacino 5.5 Cannavaro 6 Grava 6 Maggio 7 71’ Gargano 6 22'st Cigarini 6 Pazienza 5 11'st Lavezzi 7 Aronica 6 Hamsik 6.5 Quagliarella 8 53’ 88’ Denis 6.5 A disp: Iezzo, Zuniga, Rullo, Hoffer. All. Mazzarri

Gillet 6 Masiello 5.5 Ranocchia 6 62’ Bonucci 6 Parisi 5 Alvarez 6.5 Donati 5 Almiron 5 Koman 5 40'st Antonelli sv 48’ Barreto 6 22'st Stellini 5 Meggiorini 5.5 31'st Kamata sv A disp: Padelli, De Vezze, Allegretti, Greco. All. Ventura

NOTE: Espulso Parisi al 65’ per doppia ammonizione e Ranocchia al 92’ per entrata pericolosa. Recupero 2'pt- 5'st.

di ROSA SAMBUCA

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l Napoli batte il Bari 3-2 nel giorno del 50esimo compleanno del San Paolo, dopo un primo tempo avaro di emozioni ed una ripresa infuocata. E' il Bari a passare in vantaggio ad inizio ripresa con Barreto. Il pareggio del Napoli è immediato con Quagliarella. Poi Ranocchia illude i suoi, alla fine gli azzurri si scatenano e ribaltano la situazione con Maggio e uno strepitoso Quagliarella. Nella prima frazione il Napoli parte bene e cerca di schiacciare il Bari nella propria metacampo. Al 5' Hamsik mette al centro ma Ranocchia salva in angolo. Il Bari si fa vedere per la prima volta all'8' con Koman che ci prova da fuori area, ma non c'è nessun problema per De Sanctis. Gli azzurri manovrano molto bene la palla, cercando di sfondare sulla fascia destra dove Parisi fa molta fatica a contenere Hamsik e Maggio. Alla mezzora pericolo per il Napoli: Alvarez recupera palla su Aronica al limite dell'area, mette in mezzo per Barreto e Campagnaro chiude in angolo. Quagliarella ci prova in diverse occasioni, sotto gli applausi scroscianti di tutto il San Paolo. Ma il Napoli non riesce a sbloccarsi e, dopo 2' di recupero, le squadre vanno a riposo sullo 0-0. In avvio di ripresa Bari in vantaggio al suo primo tiro in porta con Barreto che beffa De Sanctis in uscita. Il Napoli reagisce e al 9' pareggia con Quagliarella. Intanto Mazzarri fa entrare Lavezzi al posto di Pazienza e il San Paolo si infiamma. Appena entrato il Pocho serve Quagliarella che si gira e tira: esterno della rete. Al 17' l'1-2 dei pugliesi: respinta di De Sanctis, Ranocchia ne approfitta e segna. Al 20' Parisi trattiene Maggio, il difensore pugliese era già ammonito e viene espulso. E proprio quando il Bari rimane in 10, il Napoli colpisce con Maggio su cross di Quagliarella, riportando la situazione in parità. A questo punto Mazzarri gioca il tutto per tutto inserendo pure Bogliacino e al 43' è premiato da uno splendido gol di Quagliarella su assist di Lavezzi. Il San Paolo esplode è tutto per il bomber stabiese. Il Bari chiude la in 9 mentre il Napoli conquista l'ottavo risultato utile consecutivo.


Pierpaoli di Firenze 5.5 Marchetti 6 Pisano 5.5 22' st Dessena 6 Lopez 5.5 Canini 5 Agostini 5.5 Biondini 6 Parola 6 Lazzari 6 Cossu 6.5 44' st Jeda 6.5 89’ Matri 6.5 79’ Nenè 5.5 74’ 14' st Larrivey 6.5 A disp.: Vigorito, Astori, Barone e Brkljaca. All. Allegri 6.

De Sanctis 6 Grava 6.5 Cannavaro 6.5 Aronica 5.5 Maggio 6.5 Gargano 6.5 Pazienza 7 65’ 46' st Bogliacino 7 96’ Zuniga 6 42' st Datolo sv 21’ Lavezzi 7.5 Hamsik 7 Quagliarella 6.5 37' st Denis 6 A disp.: Gianello, Rullo, Cigarini e Pià. All. Mazzarri 6.5.

NOTE: Spettatori: 15mila circa. Espulso al 94’ Lavezzi per scorrettezze. Angoli 11-1 per il Napoli. Recupero: pt 1'; st 6'.

di ROSA SAMBUCA

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areggio rocambolesco e ricco di emozioni tra Cagliari e Napoli. Gli azzurri, dopo essersi portati sul 2-0, si fanno rimontare e vanno sotto 3-2. Nell'incandescente finale ci pensa il neoentrato Bogliacino a ribadire in rete un colpo di testa di Denis. Per Walter Mazzarri si allunga l'imbattibilità, arrivata a nove risultati utili di fila. Al 9' la prima azione: Biondini serve Cossu a sinistra, ma De Sanctis va a chiuderlo. Al 16' Napoli in vantaggio con Quagliarella, però l'arbitro vede un fuorigioco. Passa una manciata di minuti e il gol è realtà: guizzo di Lavezzi che si beve mezzo Cagliari e poi piazza il pallone alla destra di Marchetti (21'). Nella ripresa, al 9' Napoli vicino al raddoppio con un tiro da fuori di Hamsik che Marchetti mette in angolo. Il Cagliari soffre e non riesce a riorganizzarsi. Al 16' occasionissima per Hamsik, palla di poco a lato. Al 20' c'è il raddoppio meritato: angolo dello slovacco, palla al centro per Pazienza che, solo al centro dell'area, batte Marchetti sulla seconda conclusione. Alla mezzora il Cagliari riapre il match: servizio di Matri per Larrivey che anticipa Aronica e insacca. Cagliari 1, Napoli 2. I padroni di casa prendono coraggio e pareggiano al 35' con il solito Matri, al suo settimo gol consecutivo, che con un colpo di testa su cross di Agostini infila De Sanctis. Al 40' azzurri vicinissimi al 3-2: Pazienza di testa colpisce a botta sicura e Larrivey salva sulla linea. Al 45' il neoentrato Jeda trova subito la rete del 32, trasformando in gol un cross di Lazzari. Al 49' espulso Lavezzi, per aver colpito con una pallonata mister Allegri, il quale aveva volontariamente allontanato il pallone provocando la reazione del Pocho. Ma non è finita: al 50' cross di Grava, testa di Denis, Marchetti respinge, Bogliacino fa 3-3.


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on vi è dubbio alcuno che, l'avvento di Mazzarri, abbia ridato un senso alla stagione del Napoli, altrimenti anonima e deludente. Il tecnico toscano ha ridato entusiasmo e soddisfazioni al pubblico napoletano. E, alla vigilia del Natale, la compagine azzurra è riuscita a posizionarsi nel gruppone che aspira ad ottenere una piazzamento in Europa. Accolto dall'ambiente con fiducia e affetto, in molti si aspettavano che il nuovo tecnico mandasse in soffitta il mai tanto amato 3-5-2; ma, invece, così non è stato. Giustamente, l'ex trainer della Sampdoria, ha preferito affidarsi ad un modulo già conosciuto dai giocatori evitando pericolose rivoluzioni tattiche. Ma, al contempo, ha dimostrato grande sagacia tattica e grande capacità di lettura delle gare in corso. Più volte, nel corso della stessa partita, è passato dal 3-5-2 al 4-4-2 non disdegnando in qualche partita anche a ricorrere ad un vero e proprio 3-4-3, impiegando, quindi, contemporaneamente, sia Denis che Quagliarella, accanto al Pocho Lavezzi. Il resto, l'ha fatto la caparbietà che il tecnico è riuscito a trasmettere alla squadra. Un undici mai domo capace di rimonte impossibili. Tempo fa, definii Mazzarri una sorta di nuovo Mazzone, con qualche anno in meno e qualche capello in più. In effetti, i punti di contatto tra i due allenatori, non sono pochi. In primis il grande temperamento e la grande organizzazione tattica che riesce a dare alla squadra. E, fino ad ora, i risultati gli hanno dato ampiamente ragione. Il tecnico toscano, con il pari di Cagliari, ha messo insieme il nono risultato utile consecutivo e, con la gara di oggi contro il Chievo, potrebbe tranquillamente allungare la striscia. Dieci gare da imbattuto e classifica brillante. A voler analizzare il bicchiere mezzo vuoto, resta il rammarico per i punti lasciati nelle ultime due trasferte, a Parma e a Cagliari. In entrambe le circostanze il Napoli ha dominato le gare in lungo e in largo, forte ormai della nuova mentalità che porta gli


azzurri a giocarsela con chiunque anche fuori casa. Quanto sono lontane, fortunatamente, le performances del Napoli di Reja prima e di Donadoni poi, che, lontano dal S. Paolo, andavano solo ed unicamente a giocare per il “prima non prenderle”. E poi, puntualmente, le prendevano. Purtroppo, in entrambe le occasioni, la vittoria è sfuggita al Napoli per errori dei singoli che hanno vanificato quanto di buono la squadra aveva fatto nel corso delle rispettive gare. L'undici azzurro è stato beffato da gol evitabilissimi e, questa, purtroppo, sta diventando una stonata nota ricorrente. In sedici partite, il Napoli ha subito 24 reti, alla non certo brillante media di un gol e mezzo a partita. In pratica, per vincere una gara, abbiamo bisogno di realizzarne almeno due. A parziale discolpa del reparto arretrato, vi è da segnalare che spesso e volentieri è stato falcidiato da infortuni e squalifiche e che, il rinforzo per eccellenza della difesa, l'ex blucerchiato Hugo Campagnaro, è spesso assente per i noti guai muscolari. Però, però restano i punti persi. Punti che, al termine del campionato, potrebbero pesare come macigni sull'economia della classifica. Pochi giorni e si riaprirà il mercato. Si sente spesso parlare di rinforzi a centrocampo - dove effettivamente siamo un pò pochini - e in attacco. Ma forse un importante tassello in difesa sarebbe da prendere in seria considerazione. Del resto, le squadre, si costruiscono proprio a partire dal reparto arretrato. E' una zona di campo molto delicata, dove un elemento di provata esperienza, potrebbe aiutare non poco i compagni di reparto, guidandone i movimenti e i “tempi di uscita”. Più volte il patron De Laurentiis ha ribadito che nella finestra di mercato invernale non disdegnerà acquisti per poter rinforzare ulteriormente l'organico. Ormai ci siamo. Non ci resta che aspettare fiduciosi. Anche lo scorso anno, a Natale, eravamo in una buona posizione di classifica, e anche allora addetti ai lavori e non concordavano che il Napoli necessitava di rinforzi. Marino decise che stavamo bene così. Non arrivò nessuno e tutti sappiamo come andò a finire. Che l'esperienza insegni qualcosa. Ed ora, sotto con il Chievo. Sbarazziamocene e trascorriamo tutti un sereno Natale.

di STEFANO NAPOLITANO


di MARCO GIORDANO

D

ue o tre punte? Il tridente affascina e divide, solletica i palati, ed induce a riflessioni. Soprattutto divide: favorevoli e contrari, come in un referendum dove sarà difficile raggiungere un quorum. Chi vota per il partito del tridente è Antonio Capone. “Se Mazzarri trova gli equilibri -spiega l'ex attaccante azzurro- allora la soluzione delle tre punte più Hamsik è possibile. Anzi, è anche molto affascinante. Dipende dalle condizioni dei giocatori, quelli che fanno la fase offensiva e quelli che devono coprire. E' un modulo dispendioso, ci vuole una forma al top. Certo, col tridente, Quagliarella ha dimostrato di giocare meglio. Riesce a trovare sul campo la posizione che gli è più congeniale, è più incisivo. E' anche una questione di abitudine: ad Udine si scambiava spesso la posizione con Pepe e Di Natale, così aprivano varchi impressionanti nelle difese”. Resta da capire se il Quaglia debba fare l'esterno o partire da boa. “Nel ruolo di punta centrale -continua il brasiliano di Vietri sul Mare- c'è Denis. Sono convinto che Fabio debba partire esternamente. Poi, se dovesse arrivare uno come Di Natale, il discorso cambierebbe totalmente. Li c'è chi saprebbe far funzionare anche i varchi centrali e per Fabio partire da boa non sarebbe più un problema. Denis è un buon attaccante, ma se il Napoli sogna in grande ha bisogno di qualcosa in più la davanti. Per arrivare in Europa serve un attacco da almeno 50 gol, per arrivare nell'Europa che conta, servono almeno altri due campioni”.


C

hi ha la tessera del partito: “Tridente, no grazie” è un altro grande ex attaccante azzurro, Guido Postiglione. “Con Mazzarri questo gruppo ha preso autorevolezza, i ragazzi si sono sbloccati mentalmente. Ma non riesco proprio a pensare al tridente come un'ipotesi possibile, come un punto di partenza. Le partite si vincono a centrocampo, ci vuole una mediana che sappia spezzare e ricucire. Nella zona nevralgica del campo ci devono essere almeno quattro uomini, se non cinque. Con l'ipotesi tridente avremmo, invece, Hamsik a ridosso di tre punte. E' eccessivo, chi farebbe filtro? Neppure con un eventuale ritorno di Blasi penso ci sia spazio per questa idea. Poi, a gara in corso, è una storia diversa. Ma -spiega Postiglione- tutto continua a vertere su quei due equivoci tattici che nel Napoli si chiamano Hamsik e Lavezzi. Premetto che anch'io sono convinto che lo slovacco e l'argentino siano insostituibili, ma la loro presenza in campo non può che creare parecchi problemi all'allenatore. Diventa difficile giostrare con i moduli, bisogna costruire una squadra attorno alle loro caratteristiche, tenendo conto che si tratta di giovani con una buona dose di anarchia tattica”.


L

a Primavera azzurra ritorna al Torneo di Viareggio dopo due anni di assenza. Gli azzurrini, guidati dal tecnico Ivan Faustino, prenderanno parte a quella che viene considerata la più prestigiosa ed importante rassegna del calcio giovanile, che sarà disputata dal 1 al 15 Febbraio 2010 in Versilia. Un'ulteriore conferma sui passi in avanti fatti dalla società azzurra nell'ambito della ricostruzione del settore giovanile, distrutto negli anni pre e post fallimento, e visto da De Laurentiis come pietra fondamentale nella struttura della nuova società. La 62esima edizione della coppa Carnevale ci dà lo spunto per tornare su un tema da sempre al centro dell'attenzione, vale a dire il problema dei giovani nei vivai, considerate le vere e proprie fughe degli ultimi anni dei nostri talenti verso l'estero. La principale tematica da affrontare è la valorizzazione dei giovani calciatori italiani, la cui miglior vetrina è appunto il “Viareggio”, divenuto un punto fermo del calcio, perché da oltre sessant'anni è un palcoscenico speciale per tantissimi ragazzi che vogliono realizzare i loro sogni. Dal 1948, infatti, il torneo ha cominciato a raccontare storie di calcio e di viaggi, di speranza e di sogni. E non si è più fermato. Ha cambiato pelle, modificato il

regolamento per adeguarsi ai tempi moderni. Ma è rimasto al suo posto. E sugli stadi che ospitano il torneo è passata la meglio gioventù calcistica, nazionale ma non solo, e non a caso per anni su quelle tribune si sono incontrati tecnici e osservatori che hanno fatto la storia del calciomercato internazionale. Viareggio ed il suo torneo sono ormai una manifestazione di livello mondiale, un valore del calcio italiano che ha attraversato il tempo resistendo a tutto perché poggiava sulla passione ma anche sulla volontà ferrea di chi lo organizza. E' la storia dei volontari del torneo, di quei signori sconosciuti che si sono spesi per decenni sostenendo il Centro Giovani Calciatori. Grazie al loro lavoro oggi possiamo rileggere in una maniera diversa anche la storia del calcio italiano, che inevitabilmente transita dalla Versilia durante il Carnevale. Oggi le grandi società hanno riscoperto la centralità del ruolo dei settori giovanili in questo appuntamento irrinunciabile. Ci vuole solo un pizzico di coraggio in più nel lanciare i nostri ragazzi. Ed il Napoli, con il suo nuovo assetto societario, si sta riorganizzando per riuscirci al meglio. Ricordiamo che la società partenopea ha vinto il suo unico “Viareggio” nel lontano 1975, nella finale contro la Lazio vinta dagli


azzurrini per 2-1. La squadra vincitrice era formata da piccole ma grandi promesse dotate di una forte carica agonistica, con dei piedi che sapevano dare del tu ad un pallone e con un'immensa volontà di sfondare nel mondo professionistico, fatto di sogni e di speranze. Ma la realtà è stata ben diversa. Di quei venti che componevano quel fantastico gruppo (tra cui Fiore, Scarpitti, Parasmo, Masiello, Punziano, Zambon, Bacchiocchi, Armidoro, Grotta, Iovino, Coco, Sorrentino, Scandiussi, Sambuca, Bracchini, Saviano ndr), a parte una fugace apparizione di Punziano, nessuno è riuscito a sfondare e ad essere protagonista nel difficile mondo professionistico, ritrovandosi improvvisamente nell'anonimato del calcio dilettantistico. Il dibattito rimane eterno: perché a Napoli i giovani fanno fatica ad esprimersi mentre in altre società il loro inserimento risulta più semplice. Forse perché Napoli è la città d'Italia in cui è più difficile sfondare in prima squadra, o forse perché la società non ha mai dato il giusto rilievo al settore giovanile, bruciando le speranze di tante giovani promesse invece di farli maturare e crescere, proprio come è successo in passato. Ma è arrivato il tempo di una svolta. Il nuovo assetto societario, con Gigi Caffarelli nel ruolo di responsabile del settore giovanile azzurro, ha come obiettivo quello di rilanciare questo difficile settore, cercando di migliorare anno dopo anno. La risposta immediata arriva con la partecipazione della Primavera al Viareggio dopo due anni di assenza. Doveva andare via Pierpaolo Marino? E' quanto abbiamo chiesto a Gigi Caffarelli, che ha dichiarato: “No, non credo sia per questo motivo. Quando io ero allenatore della Primavera e Pierpaolo Marino era il dg del Napoli, abbiamo comunque partecipato al Viareggio. Ritrovarsi di nuovo in questa straordinaria competizione è una nota positiva e noi cercheremo di onorarla nel miglior modo possibile, con una Primavera che può dire la sua, nonostante le battute d'arresto subite ultimamente. Ci aspettiamo il meglio”. Che si chiami Coppa Carnevale o Viareggio Cup, questa competizione ritorna puntuale come sempre e si appresta a regalare le solite, uniche ed inimitabili emozioni, rimanendo un punto fermo del calcio nazionale ed internazionale.

di ROSA SAMBUCA


TORNEO DI CALCETTO 15° MEMORIAL “NADIR PALMA" PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE Sono particolarmente lieta ed onorata di porgere un cordiale saluto,a nome del direttivo del Napoli club Bolzano sezione "Respiroazzurro" e mio personale, a tutti i partecipanti ed agli sponsor del "15° MEMORIAL NADIR PALMA".dedicato a Nadir,sempre presente nel nostro ricordo. Lo sport è simbolo di gioventù perché è entusiasmo,lealtà,gioia di vivere e giocare e voi ragazzi siete messaggeri di tutto ciò. Ringrazio di cuore tutte le squadre iscritte ma anche e soprattutto i dirigenti e gli allenatori delle squadre partecipanti che si dedicano con affetto alla cura dei propri pupilli. Vi aspetto quindi al palasport di via Resia in Bolzano il 09-10-16 e 17 Gennaio 2010. Anche quest'anno ad affiancarci nella manifestazione ci saranno gli alpini di Bolzano che saranno di grande aiuto per la riuscita della manifestazione e con i quali portiamo avanti un progetto umanitario per la Tanzania. Ringrazio inoltre tutti coloro che con la loro disponibilità e magnanimità hanno permesso la diffusione di questo evento sportivo. invito i tifosi che assisteranno alle gare a dare sostegno agli atleti in campo,in modo da farli sentire dei piccoli campioni. Infine, auguro a tutti un sereno e felice 2010. IL PRESIDENTE Maria Rosaria MUSTO


inviate LE VOSTRE FOTO a: Via Cesare Pavese, III tr. 2/A int.14 - 80018 Mugnano (NA) o all’indirizzo e-mail: info@tifosinapoletani.it

Vincenzo e Gaetano due fratelli con la passione azzurra

il super tifoso del Napoli Cristian Ferrari Simone Auriemma da Cava de’ Tirreni è un super tifoso di Quagliarella e Lavezzi Giovanni e Salvatore, un solo colore ci unisce: l’azzurro!

Lanese Michele, 3 mesi, da Torre Annunziata già ama il Napoli



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