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Il notiziario ORGANO DEL MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI DI MESSINA

Il Notiziario Siciliano Anno 1 N. 1 gennaio 2009

Siciliano

A CENTO ANNI DAL TERREMOTO Dieci proposte su università e scuola Eluana una morte annunciata

Editoriale… “Con rabbia!” La denuncia dell’ Arcivescovo Federalismo Ragionamento laico per non togliere il Crocifisso Le origini dell M.C.L. Corso di formazione quadri dirigenti 2008/2009 Programma EFAL 2009 I nuovi organismi provinciali


Editoriale C on rabbia!

IL NOTIZIARIO SICILIANO ORGANO DEL MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI DIRETTORE: Antonino Romano

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Con rabbia!

DIRETTORE RESPONSABILE: Simona Arena

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COMITATO DI REDAZIONE: Nicola Papa Giuseppe Bottaro Massimo D’Arrigo Maria Bonarrigo Antonino Bertè Stefano Lucania Salvatore Ambrogio Fortunato Romano Pippo Previti Roberto Cerreti Pietro Caliri Franco Venutò Rossella Bottaro Leo Parisi Giusy Chiricosta Sara D’Amore Giuseppe La Ganga Benedetto Tortorella

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on il nuovo anno sociale 2008-09 “Il Notiziario Siciliano” riprende la pubblicazione in formato on-line per comunicare le iniziative del Movimento Cristiano Lavoratori di Messina, e soprattutto, per riaprire un canale di comunicazione con tutti coloro che vogliono partecipare alla vita del Movimento. In questa fase difficile della vita sociale del nostro Paese, e particolarmente di quella della nostra Provincia, c’è bisogno di un più alto grado di partecipazione popolare e di un corrispondente senso di responsabilità delle classi dirigenti per risolvere, in unità d’intenti, i gravissimi problemi del nostro tempo. Gli effetti della crisi economica mondiale aggraveranno le difficoltà dei disoccupati, dei precari, dei giovani in cerca di prima occupazione e, nell’immediato futuro, renderanno drammatiche le condizioni di vita dei poveri. Allargando lo sguardo sul resto della terra, il panorama diventa ancora più oscuro se si considerano la fame, le malattie e le guerre che affliggono tutt’ora i popoli del terzo e del quarto mondo. Ma, grandi Paesi quali la Cina, l’India, il Brasile, hanno preso decisamente la via dello sviluppo e, a patto che realizzino programmi di sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente, sarà sempre più determinante il loro contributo per la ripresa economica e per il progresso dell’umanità. C’è la fondata speranza che il mondo, e con


Noi, con rabbia, gridiamo che il Governo ha imboccato una strada sbagliata che non porterà benefici né alla nostra economia, né alle nostre popolazioni, né al sud e neppure al Nord. Non deve prevalere la logica per cui la mamma è costretta a prestare aiuto al figlio sano e ad abbandonare quello deperito. Oggi le risorse del mezzogiorno sono state distratte per risolvere le necessità di sviluppo del nord del paese in attesa dei nuovi fondi europei. È una linea politica sbagliata che recherà più danno che beneficio al Paese perché, in un periodo eccezionale, si andrà avanti a forza di priorità cosicché il sud, continuamente scartato, resterà la palla al piede dell’Italia, e, in conseguenza, l’Italia sarà la palla al piede dell’Europa. I rappresentanti meridionali nel Parlamento Nazionale, particolarmente numerosi nello

Con rabbia!

“È la solita musica”

schieramento di maggioranza, debbono far prevalere gli interessi del sud, che coincidono con quelli del Paese, e chiedere al Governo Nazionale la destinazione delle somme dovute al sud per la realizzazione del programma di opere solennemente promesso in campagna elettorale ed ancora irrealizzato. Messina tutta dovrebbe insorgere per risalire dal fondo. Messina, l’ultima nelle classifiche tra le città d’Italia, la più povera, la più svergognata, la più colonizzata, la più depredata, la più disperata,deve trovare in se la forza per risorgere. Subito deve chiedere gli stanziamenti promessi per realizzare le opere del progetto Messina, dalle opere stradali e ferroviarie connesse alla costruzione del Ponte sullo Stretto a tutte le opere necessarie per la realizzazione del corridoio Berlino-Palermo. La Sicilia, posta al centro del Mediterraneo, deve diventare il punto d’incontro dei popoli di tre continenti: l’Europa, l’Asia e l’Africa. In questo progetto il futuro di Messina e della Sicilia, Solo la miopia politica di una classe dirigente egoista e incapace e l’abulia di un popolo potrebbero accantonare questo progetto di sviluppo, con il risultato di fare scartare la Sicilia in favore di altro territorio di altro paese. Le decisioni prese in questa fase peseranno, come non mai, sulle future generazioni.

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esso il nostro Paese, uscirà presto da questa situazione di crisi. L’America ha accantonato la fallimentare amministrazione Busch e coraggiosamente ha scelto il suo nuovo leader Barack Obama per avviare una nuova fase della vita politica, economica e sociale di quella Nazione, che negli ultimi due secoli è stata il motore del progresso del pianeta. Il Governo Italiano deve affrontare la crisi con provvedimenti mirati ad aiutare le famiglie e le imprese in difficoltà e realizzando un programma di opere infrastrutturali per superare il divario dei territori sotto-utilizzati del sud nei confronti del resto del Paese e dell’Europa. Più che mai, oggi il sud deve essere considerata un’opportunità per l’Italia, così come è stata la Germania dell’est per quel Paese. Purtroppo, dopo i programmi elettorali e le belle parole dei leader, i provvedimenti che il Governo si appresta ad adottare si stanno orientando in direzione contraria, perché non affrontano seriamente i problemi delle famiglie bisognose, e perché sottraggono risorse destinate al Sud per realizzare strutture nei territori settentrionali.

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A cento anni dal terremoto di Atonino Romano

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A cento anni dal terremoto

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essina commemora in sordina per le ristrettezze economiche il centenario del terremoto del 1908, ricordando gli 80.000 morti di quella notte ed insieme la difficile esistenza di quanti sono sopravvissuti a quel tragico evento. La celebrazione di una ricorrenza luttuosa è sempre un fatto triste ma diventa opprimente se non è accompagnato dalla speranza di una nuova vita. Purtroppo dobbiamo dire che la Città, anche a causa della distruzione operata dagli eventi bellici degli anni “40, è ancora in stato comatoso e non si intravede la rinascita della nuova Messina. La città non è riuscita a risalire dal fondo e ora si ritrova negli ultimi posti delle classifiche nazionali per la qualità della vita e per tutti gli altri indici che segnano il grado di civiltà. Messina è povera e senza economia; è colonizzata politicamente; è scartata e depredata da decisioni politiche e di governo; è svergognata e sbeffeggiata dall’opinione pubblica nazionale fino al punto di essere indicata come punto di riferimento in assoluto negativo. In questa ricorrenza, la Città dovrebbe fare una riflessione approfondita sulle cause dell’attuale situazione, che non da segni di speranza. È bene dire subito e senza mezzi termini che le generazioni che si sono susseguite in tutto il

XX secolo hanno fatto ben poco per segnare la ripresa di Messina. Il fatto è che la popolazione ha sempre vissuto nel culto dell’assistenza pubblica, aspettando dallo Stato la risoluzione di tutti i problemi, dal sussidio alla casa, dal posto fisso alla mitica costruzione del Ponte sullo Stretto. Come nel “deserto dei Tartari” si è sviluppato il senso dell’attesa e non “il senso civico” che spinge alla partecipazione democratica; la gente si è adagiata nel lamento che si accompagna al disimpegno e non diventa mai protesta; non è stata sviluppata la cultura d’impresa e perciò manca la propensione alla iniziativa privata. Ovviamente, la classe dirigente, che è lo specchio della popolazione, è il frutto di questa situazione sociale, per cui non c’è da meravigliarsi se i leader politici più autorevoli - nel ventennio fascista, nel cinquantennio democristiano, e tuttora nel quindicennio Berlusconiano – sono stati espressi dal territorio provinciale. La cura ai tanti mali di Messina è presto detta: lottare l’inerzia sociale e il disimpegno politico; sviluppare il senso civico e della legalità; realizzare la partecipazione e la responsabilità democratica. Facile a dirsi, difficile a farsi. Il M.C.L. contribuirà alla rinascita di Messina attraverso la campagna “Sveglia Messina” mirata a promuovere iniziative di protesta, di proposta e di partecipazione di tutta la popolazione messinese.


U na verità scomoda! Dobbiamo liberare Messina dalla cappa massonica

Il Presidente Provinciale Nicola PAPA

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Assemblea Regionale Siciliana Gruppo parlamentare Movimento per l’Autonomia On. Fortunato Romano (Mpa)

Una verità scomoda!

sprimiamo pieno sostegno alle dichiarazione e alle posizioni assunte da Mons. Calogero La Piana. Un richiamo forte, quello dell’Arcivescovo, alla politica ma anche alle istituzioni cittadine, alcune delle quali troppo spesso non hanno risposto ai requisiti di legalità ed efficienza. Il deputato regionale Fortunato Romano (Mpa) interviene sulle parole pronunciate dall’Arcivescovo di Messina. Il tema del rilancio e dello sviluppo della Città - spiega Romano - passa attraverso il risveglio delle coscienza e l’impegno e la responsabilità di tutti i cittadini, della classe dirigente, degli amministratori, di quanti hanno responsabilità civile, sociale oltre che religiosa. Sono mali antichi con profonde radici che vanno sradicate con l’impegno di tutti, in una visione positiva del “bene comune” che possa portare a recuperare senso civico, giustizia sociale e idee nuove per lo sviluppo del territorio.

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a denuncia di una presenza diffusa della massoneria a Messina, fatta con cognizione di causa e con senso di responsabilità da Mons. La Piana, è confermata dai fatti e dalle stessa nota di commento di uno dei capi delle tre logge esistenti. Ora, i rischi che corre il dibattito che seguirà alla notizia di questa verità scomoda sono diversi: che nessuno sapeva, che nessuno dichiari la propria appartenenza, che addirittura si ribalti la responsabilità accusando il Vescovo di voler cercare un “capro espiatorio” dei mali di Messina, e comunque, assisteremo alla corsa di tanti personaggi – troppi? – a proclamare la propria estraneità alla massoneria per continuare a convivere con i tanti e arcinoti massoni, e soprattutto a condividere la loro filosofia di vita. Bisogna, invece, confessare che tutti eravamo consapevoli di questa realtà e magari che la convivenza ha provocato un assorbimento di quella cultura che porta al clientelismo come sistema di vita sociale. E da qui partire. Perché questa e la denuncia. Se non si apre un dibattito serio sull’invito accorato di mons. La Piana che ha il peso di un masso buttato nello stagno del vissuto sociale e politico della nostra città, c’è il pericolo che Messina resti nella pesante e inaccettabile situazione attuale. Il Movimento Cristiano lavoratori di Messina manifesterà tutta la sua gratitudine all’invito rivolto dall’Arcivescovo con una campagna permanente rivolta a dare la sveglia a Messina.

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F ederalismo,

verso la riforma dello Stato di Fortunato Romano

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Federalismo, verso la riforma dello stato

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a crisi finanziaria ed economica che ha investito tutto il mondo ha reso ancora più difficile la condizione di vita delle fasce più deboli delle popolazioni, ha messo in crisi l’attuale sistema capitalistico, e, probabilmente, determinerà una profonda modifica negli assetti politici ed economici interni e intenzionali. Certamente ha influito sulla elezione del nuovo Presidente Americano Barack Obama. Perciò, è bene che al più presto entriamo nell’ordine di idee che niente sarà più come prima. In Italia, si è programmata la riforma dello Stato in senso federalista prima della crisi ed è stata presentata come rimedio ai mali della questione settentrionale e della questione meridionale. È auspicabile che il Federalismo risponda a questa immensa aspettativa, ma ora va realizzato alla luce della nuova situazione. Bisogna, cioè, affrontare la crisi economica mondiale ed insieme riequilibrare il “Sistema Italia”, attraverso la costituzione di nuovi modelli politici e istituzionali, la correzione del modello economico dualistico e la revisione del modello deformato di stato sociale. Bisogna correggere i difetti delle Istituzioni, delle Amministrazioni e degli Enti, insieme alle illegalità e alle inefficienze; bisogna eliminare la spesa improduttiva di un sistema clientelare diffuso e articolato, al sud ma anche al nord; e bisogna regolare i poteri delle concentrazioni di interessi forti e degli egoismi corporativi.

La riforma dello Stato deve chiudere definitivamente il capitolo della “etica pubblica” che autorizza a privatizzare i profitti e a pubblicizzare le perdite, così come è stato per le grandi industrie, a cominciare dalla FIAT fino all’Alitalia; che fa ritenere lecito usufruire dei privilegi sproporzionati al lavoro svolto; che non fa ritenere un dovere “avere il senso dello Stato”. Così inteso il Federalismo diventerà indigesto a molti, non solo ai meridionali che sarebbero i più colpiti in base al principio base del federalismo per cui ci deve essere proporzionalità diretta tra entrate e spese pubbliche dello stesso territorio. Attualmente le entrate fiscali del Mezzogiorno, così come tutti gli indici di produzione, di reddito pro capite, etc., sono - mediamente un terzo di quelle del Nord. Per conseguenza, i trasferimenti di bilancio che lo Stato federale farebbe verso gli Enti Locali seguirebbero la proporzione di tre quarti al Nord e di un quarto al Sud. Se la riforma si limitasse ad applicare il criterio senza modificare la situazione esistente sarebbe un disastro. Ma è evidente a tutti che sarebbe un penalizzazione ingiusta e insopportabile per le popolazioni del Sud d’Italia. Non c’è bisogno di essere economisti per capire che - nello stesso tempo - sarebbe un errore gravissimo per lo sviluppo dell’economia del Paese. Se l’egoismo finanziario resta la sola forza


Federalismo, verso la riforma dello stato

impegna già le imprese di una certa dimensione. Si pensi ai flussi finanziari senza confine o alle de-localizzazione degli opifici industriali. Questi sono i due parametri del nuovo panorama per la realizzazione del federalismo nel nostro Paese. Inoltre i cattolici, sono chiamati a fornire “un’anima alla riforma federalista”, ponendo a base i valori: 1) della solidarietà, per cui la comunità nazionale deve aiutare chi ha di meno e si trova in difficoltà; 2) della sussidiarietà, per cui i corpi intermedi sono chiamati a svolgere tutte le funzioni connesse al territorio e ad adottare le decisioni nel rispetto della persona e delle identità delle popolazioni locali. Su questi obiettivi e con i tempi giusti si potrà ottenere la partecipazione di tutti i cittadini che dovranno assumere il ruolo di protagonisti responsabili del cambiamento.

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motrice della riforma federalista, è facile prevedere un esito rovinoso, non solo per il Sud ma per tutto il Paese. Perciò, deve prevalere la linea politica che realizzi il federalismo attraverso una radicale riforma delle strutture istituzionali ed economiche, incorporando insieme i valori locali e le identità popolari nel nuovo Stato democratico. Tutto questo ha bisogno di una forte determinazione politica, ma anche di profondi convincimenti popolari e di una estesa partecipazione democratica. Il tutto dovrà ruotare attorno a due parole: “glocal” e “responsabilità”. Glocal è un neologismo che sta a significare “il locale nella globalizzazione” e pone la riscoperta del “territorio come valore”, richiedendo però il superamento del concetto di limite e di municipalismo. La globalizzazione, intesa come la mondializzazione delle attività finanziarie ed economiche,

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E luana Englaro Una morte annunciata di Nicola Papa

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Eluana Englaro

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n Italia Non esiste una Legge sull’Eutanasia. In alcuni paesi della UE la legge esiste, tra i più liberali in questo tema sono Olanda, Belgio e Danimarca, ma le disposizioni sono per lo più dirette a praticare l’eutanasia per i malati in fase terminale in una malattia incurabile. Si può affermare che in nessun Paese al Mondo si potrebbe praticare l’eutanasia ad Eluana Englaro ed il fatto che altri dicono che Eluana avrebbe detto si non costituisce un Testamento Biologico valido che richiede che il soggetto in prima persona produca documenti scritti, controfirmati, depositati e controllati da una commissione di esperti che ne verifichi la validità assicurandosi in primo luogo dell’integrità psico-fisica del richiedente. In Italia abbiamo trovato l’inganno anche in assenza di legge! Ad Eluana sarà tolta la vita per sentenza dei giudici. Il primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, ha reso nota la decisione sul caso di Eluana Englaro con un comunicato. “Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si legge nella nota - hanno depositato in data odierna la sentenza n. 27145/08 che ha dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione all’ impugnazione il ricorso presentato dal Pubblico Ministero presso la Procura Generale della Corte di Appello di Milano avverso il decreto del 25 giugno - 9 luglio 2008


Eluana Englaro

La vita di Eluana Englaro, al cui dramma si è appassionata la coscienza del nostro Paese, è ormai incamminata verso la morte. Mentre partecipiamo con delicato rispetto e profonda compassione alla sua dolorosa vicenda, non possiamo fare a meno di richiamare alla loro responsabilità morale quanti si stanno adoperando per porre termine alla sua esistenza. La convinzione che l’alimentazione e l’idratazione non costituiscano una forma di accanimento terapeutico è stata più volte, anche di recente, resa manifesta dalla Chiesa e non può che essere riaffermata anche in questo tragico momento. In

tale contesto si fa più urgente riflettere sulla convenienza di una legge sulla fine della vita, dai contenuti inequivocabili nella salvaguardia della vita stessa, da elaborare con il più ampio consenso possibile da parte di tutti gli uomini di buona volontà.

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con il quale la corte di appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino della paziente, in stato vegetativo permanente”. Eluana ora è viva, respira autonomamente senza l’ausilio di macchine. L’encefalogramma non è piatto e gli occhi non sono spenti. Dopo sedici anni ha ripreso il ciclo mestruale. Come morirà Eluana Englaro? Sarà una lunga agonia, fino a ventuno giorni. Tanto occorrerà a un fisico ancora giovane e integro come quello di Eluana per spegnersi. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha detto:

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D ieci proposte

su Univesità e Scuola di Giuseppe Bottaro

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Dieci proposte su Università e Scuola

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n buon sistema universitario deve essenzialmente trasmettere il sapere dai docenti agli studenti e sviluppare la ricerca pura e applicata nel settore umanistico e in quello scientifico. La spesa pubblica per l’istruzione e la ricerca nel nostro paese in percentuale del prodotto interno lordo è del 4,9% contro il 6% della Francia, il 5,5% della Gran Bretagna, il 5,8% degli Stati Uniti, il 4,8% della Germania, il 7,5% della Svezia e il 6% del Belgio (dati CENSIS 2006). È falso, pertanto, che in Italia si spenda per istruzione e ricerca più che negli altri paesi Occidentali, risulta invece evidente che la produttività della ricerca in rapporto all’ammontare del finanziamento è di molto inferiore rispetto alle altre nazioni occidentali. Il decreto governativo 133/08 convertito in legge a ottobre dal Parlamento prevede tagli ai finanziamenti per le Università per 63 milioni di euro nel 2009, 730 e 835 milioni nel 2010 e 2011. Il blocco sostanziale delle assunzioni (ogni 5 pensionamenti di docenti vi sarà solo un’assunzione, cioè il 20%), e la

possibilità per gli Atenei di trasformarsi in Fondazioni private. Queste misure troppo penalizzanti per un settore strategico del paese, quale quello dell’Università e della ricerca scientifica, hanno scatenato la protesta di quasi tutti gli attori del mondo universitario. In effetti negli altri più importanti paesi del mondo Occidentale, dagli Stati Uniti all’Inghilterra e dalla Francia alla Germania, sono state annunciate misure che incrementeranno di molto nei prossimi anni le risorse a disposizione del mondo della ricerca e della formazione universitaria e professionale. Con il decreto d’urgenza del 6/11/08 per il diritto allo studio, il reclutamento e l’efficienza del sistema universitario il governo, venendo incontro ad alcune delle obiezioni e delle proteste di studenti, docenti e sindacati dei lavoratori, ha stabilito che gli Atenei con i conti in ordine potranno reclutare altri docenti nei prossimi anni. Per gli Atenei virtuosi, infatti, vi sarà una deroga nel 2009 al blocco del turnover che si concreterà in un 50% (un’assunzione ogni due pensio-


Dieci proposte su Università e Scuola

ri di Messina, per poter operare una riforma strategica per il paese quale quella del mondo universitario e per potenziare il sistema della ricerca e della formazione anche nel mezzogiorno d’Italia, occorre: 1) incrementare il finanziamento alle strutture sane del sapere; 2) riorganizzare le scuole di dottorato di ricerca e aumentarle di numero; 3) stimolare le imprese a finanziare la ricerca, anche con maggiori incentivi fiscali soprattutto nell’Italia meridionale; 4) aumentare le risorse per i giovani ricercatori e per quelli più produttivi e innovativi; 5) rivedere i meccanismi di aumento degli stipendi dei docenti in base alla valutazione periodica; 6) fare in modo che i criteri di economicità, ad esempio la riduzione delle sedi decentrate, si sposino con la produttività della ricerca; 7) sviluppare un sistema competitivo fra pubblico e privato, quasi inesistente in Italia; 8) incrementare la mobilità dei docenti; 9) legare in misura molto più efficace l’Università con il territorio e con le sue specificità; 10) impedire che crescano gli spazi delle baronie, del clientelismo e del malaffare riducendo le risorse agli Atenei che non combattono in maniera efficace queste negatività. Nelle ultime settimane il Ministro Gelmini, pur confermando le linee guida del suo modello di riforma della scuola, ha dimostrato di voler prendere in considerazione alcune delle critiche fondate che le erano state rivolte dai più importanti attori del sistema scolastico, stabilendo, ad esempio, di far slittare di un anno la riforma delle scuole superiori per consentire alle famiglie di essere maggiormente preparate sui principali cambiamenti (semplificazione degli indirizzi scolastici, riordino degli istituti tecnici, aumento dello studio della lingua inglese e delle materie scientifiche). Per la scuola elementare è stato stabilito che non vi sarà solo il maestro unico ma dipenderà dalla scelta delle famiglie con riferimento all’orario scolastico settimanale. Si tratta di una riforma ancora in itinere che mostrerà i suoi effetti positivi e negativi e a cui si potranno apporre i dovuti correttivi col tempo.

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namenti) con fondi straordinari per 500 milioni di euro. Sessantacinque milioni di euro saranno stanziati per gli studenti fuori sede (1700 posti letto in più) e centotrentacinque milioni di euro per gli studenti meritevoli. Con legge apposita si perfezionerà la possibilità per le Università di trasformarsi in fondazioni private. Queste misure rappresentano, indubbiamente, un primo passo importante verso quella complessa riforma del sistema universitario che appare oggi non più rinviabile. La proliferazione dei corsi di laurea anche decentrati, la bassa produttività della ricerca in rapporto agli investimenti effettuati, la poca o, come in Sicilia, quasi inesistente connessione dell’Università con le risorse del territorio, il perdurare delle baronie e della scarsa considerazione del merito, sono tutti fattori che devono essere superati per consentire al nostro paese di tornare a competere sullo scenario internazionale. A Messina, inoltre, a tutto ciò si aggiunge un contesto ambientale nel quale il sistema risulta essere in buona misura chiuso alle migliori potenzialità umane espresse dalla città e dalla provincia e troppo legato a poche importanti famiglie che occupano di generazione in generazione, e di fatto controllano, le più importanti Facoltà universitarie, finendo con lo sminuire e squalificare tutto ciò che di positivo, invece, esiste nel nostro Ateneo. Insieme alle carenze e alle tante distorsioni, infatti, vi sono all’interno dell’Università di Messina Dipartimenti sia umanistici sia scientifici che producono buona ricerca e docenti e Facoltà che realizzano buona didattica. L’analisi dell’efficienza del sistema universitario, allo stesso modo di quello scolastico, raffrontato con i maggiori paesi occidentali dimostra, quindi, che esistono poche Università eccellenti e molti Atenei con importanti problemi economici e di produttività scientifica. Così come nel sistema scolastico è evidente il divario fra i licei e gli istituti tecnico-professionali, nel mondo universitario gli Atenei delle maggiori città del centro-nord risultano essere molto più competitivi delle piccole Università del Sud. A giudizio del Movimento Cristiano Lavorato-

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R agionamento laico

per non togliere il Crocifisso di Atonino Romano

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Ragionamento laico…

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n questi giorni un giudice di Ragusa ha disposto la rimozione del Crocifisso dalle aule del tribunale della nuova sede staccata di Vittoria, perché, a suo dire, la giustizia deve essere amministrata in modo laico, mentre un simbolo religioso è discriminatorio nei confronti di chi osserva un altro credo religioso. Salta subito agli occhi il fatto che un giudice adotti un provvedimento di tale importanza giuridica e di così grande rilevanza sociale, nonostante una nota del Ministero degli Interni e una sentenza del Consiglio di Stato stabiliscano che il Crocifisso deve restare esposto nelle aule e nei luoghi pubblici. Ma tant’è, in assenza di legge, ogni decisione fa testo. E andando di questo passo, non è possibile prevedere che il Parlamento, dove in un versante regna l’anarchia dei valori e nell’altro abulia verso il sentimento religioso, emani una legge favorevole alla manifestazione della Croce. Anzi, è facile prevedere che in futuro ci sarà una proliferazione di provvedimenti simili che vietino qualsiasi manifestazione religiosa in pubblico. Le ultime notizie ci dicono che in diverse regioni del Paese è stato vietato ai ragazzi delle scuole di fare il Presepe. Non serve più di tanto indignarsi, protestare o adagiarsi nel vittimismo, quanto piuttosto capire, ragionare ed avviare un dialogo con chi la pensa diversamente da noi cat-

tolici. Perciò, non accamperemo argomentazioni religiose, ma solo ragionamenti di valore civile. Bisogna dire subito che i non credenti hanno tutto il diritto di dire come la pensano e al limite “fanno il loro mestiere quando dissacrano la religione”, ma sbagliano nel momento in cui pretendono di vietare ai cristiani di manifestare la loro religiosità. Infatti, questa pretesa, basata sull’unica argomentazione secondo cui l’esposizione del Crocefisso nelle aule pubbliche determinerebbe discriminazione in coloro che non sono credenti o professano altre credenze, crolla di fronte ad un ragionamento laico che attiene per un verso all’inviolabile diritto di tutti i cittadini italiani – compresi i cattolici - di manifestare liberamente la loro fede religiosa, e per altro verso all’indiscutibile significato di valore civile che il Crocifisso può avere anche per i non cristiani. La croce, infatti, è universalmente riconosciuta come il simbolo del riscatto di tutti gli schiavi del mondo, e rappresenta “il segno di contraddizione” della nostra epoca moderna, perché propone l’amore invece della violenza, l’uguaglianza invece della schiavitù, la fratellanza invece dell’individualismo, la solidarietà invece dell’egoismo, la libertà invece della povertà e della fame. La Croce ha valore educativo perché richiama valori civilmente rilevanti che ispirano e


Ragionamento laico…

per tutto il mondo civile e, fatto ancora più grave, farebbe un taglio esiziale alle radici della civiltà del nostro Paese e dell’Europa. Perciò, in Italia non si può, perché non servirebbe, mostrare un simbolo buddista, induista o islamico. Mentre lasciare un muro vuoto significherebbe solo rappresentare il vuoto su cui poggerebbe la nostra cultura, la nostra civiltà, e la storia del mondo a venire.

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soggiacciono il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro vivere civile. Il cristianesimo è stato per due millenni un movimento di persone e di popoli che ha dato al mondo occidentale la cultura dei diritti civili e degli istituti di democrazia fondata sull’avvenimento storico della vita, della morte e della resurrezione di Gesù Cristo. L’eliminazione del simbolo di questa storia comporterebbe un indubbio impoverimento

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Origini del M.C.L. di Atonino Romano

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Origini del m.c.l.

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e origini del Movimento Cristiano Lavoratori vanno ricercate nelle vicende sociali e politiche del “68, nel tempo cioè della rivolta degli studenti, della “conflittualità permanente” e degli scioperi politici nelle fabbriche, della protesta nelle piazze al fine di portare la “fantasia al potere” e di realizzare la rivoluzione nel Paese. Dopo il Maggio “68 arriverà l’autunno caldo, poi la strategia della tensione, quindi gli anni di piombo, fino al barbaro delitto Moro del 9 Maggio 1978. Un decennio terribile! Nella Chiesa, la fresca ventata del Concilio Ecumenico Vaticano II diventava vento di dissenso con don Milani, poi vento di protesta con don Mazzi, e infine vento impetuoso di contestazione con don Franzoni, Abate della Chiesa di S.Paolo fuori le mura di Roma. Sul versante dell’associazionismo cattolico c’era la divisione tra quanti propendevano per la “scelta religiosa” portata avanti dall’Azione Cattolica e quanti ritenevano necessario assicurare “presenza” nella società. Già al congresso delle A.C.L.I del 1966 il presidente L. Labor aveva minacciato la fine del “collateralismo” se la Democrazia Cristiana non si fosse rinnovata profondamente. Nel 1968 le A.C.L.I. e la C.I.S.L. dichiaravano l’incompatibilità fra impegno sociale e cariche politiche. Era la fine dell’unità politica dei cattolici e l’ini-

zio della diaspora dell’area cattolica con le dolorose scissioni nelle due organizzazioni. Nel seminario di studio di Vallombrosa del 1969, Labor annunciava la “scelta socialista” delle A.C.L.I.; poi lasciava la presidenza delle ACLI a Gabaglio e comunicava la costituzione dell’A.C.Pol. (Associazione culturale e politica), preludio di un nuovo partito che si chiamerà Movimento Politico dei Lavoratori (M.P.L.). Questi fatti resero impossibili le già difficili condizioni di convivenza, per cui la minoranza, che si opponeva alla scelta socialista, lasciò l’Associazione. Le ACLI di Messina condividevano il disagio sociale e politico che stava alla base della contestazione nei confronti della D.C., perciò contestavano, non tanto la “scelta socialista”, quanto piuttosto l’errore ancora più grave di “ridurre tutto alla politica, compreso il sociale” perché – dicevano - significava cedimento e adesione al pensiero marxista in contrasto col pensiero politico del cattolice-


Origini del m.c.l.

Catania con Auteri, il MoCLI, nelle Regioni del centro, dalla Toscana, all’Umbria, al Lazio, ed altre sigle in altre Regioni. La fusione in un’unica associazione nazionale avvenne con l’Assemblea costituente dell’8 Dicembre 1972 nell’Auditorium del Vaticano a Roma dove, all’unanimità, si decise il nome di “Movimento Cristiano Lavoratori” già adottato a Messina nel 1971. I primi tempi del MCL furono difficilissimi, sia per il clima sociale e politico di quegli anni, sia perché la “struttura” era rimasta alle ACLI e c’era da ripartire da zero. Nonostante tutto, il neonato MCL di Messina svolse un ruolo determinante fin dalle elezioni del 1972 in quanto si oppose capillarmente alla rielezione del deputato uscente Gerbino (80 mila preferenze nelle precedenti elezioni) capo-lista M.P.L. per la circoscrizione della Sicilia orientale. Il deludente risultato lasciò il MPL senza rappresentanza in Parlamento e il nuovo partito non riuscì a decollare nel panorama politico italiano. La sua elezione, invece, avrebbe fatto scattare il meccanismo elettorale che avrebbe assegnato almeno cinque seggi al “M. P. L.” e ci sarebbe stata una diversa composizione del Parlamento Nazionale. A conclusione di questo breve racconto di vecchi ricordi, è bene dire a chi è impegnato nel M.C.L. e nelle A.C.L.I. che il tempo ha sopito tutte le polemiche tra le due organizzazioni e che il campo sociale è vasto e incolto e richiede la presenza di tutte le persone di buona volontà.

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simo democratico e con la Dottrina Sociale Cristiana; ma, quando il Papa Paolo VI, parlò di “dramma delle ACLI” e la C.E.I dichiarò che “non avevano più l’approvazione per dirsi associazione ecclesiale”, non esitarono a seguire le altre minoranze che avevano già fatto la scissione. A Messina, le ACLI furono rifondate con la denominazione di “Movimento Cristiano Lavoratori” con atto pubblico presso il Notaio Paderni dell’8 Giugno 1971 a firma di Celi Giuseppe e altri 8. Era l’epilogo di un processo doloroso avviato in una drammatica riunione del consiglio provinciale che si era diviso a metà, con due schieramenti guidati, rispettivamente, uno da Giuseppe Celi e l’altro da Giuseppe Gerbino. Fino a poco tempo prima non era prevedibile che le ACLI di Messina - un vero e proprio monolite sotto la leadership di Celi - si potessero dividere; ed era inimmaginabile che metà del Consiglio Provinciale di Messina seguisse l’orientamento Gerbino-Labor. La spaccatura e la contrapposizione avveniva in un gruppo di uomini che aveva costruito in venti anni un’associazione veramente forte e presente nella realtà sociale e politica della Provincia di Messina. La sede centrale intervenne subito con mano pesante, nominando immediatamente un commissario. La resistenza di metà del C.P. e dell’intera Commissione Provinciale Giovanile si manifestò altrettanto decisamente con l’occupazione della sede provinciale. La trattativa che assicurava “una conduzione imparziale del breve periodo di commissariamento”, alla prova dei fatti, si dimostrò fallace ed il gruppo Celi non trovò più posto nella sede storica del Palazzo Arcivescovile di via I Settembre, ma continuò a riunirsi in un garage di via maggiore Gasparro, nei pressi di piazza Municipio. Prima erano state commissariate diverse sedi provinciali ACLI in tutta Italia per cui erano stati costituiti la FEDERACLI a Bologna con G.Bersani, a Vicenza con Dell’Armellina, a

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N otizie in breve •

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 28 SETTEMBRE 2008 HA ELETTO:

presidente del Circolo G. La Pira e dal Presidente Provinciale Nicolò Papa. Ha coordinato i lavori l’on. Fortunato Romano. Il Premio di Narrativa è stato assegnato allo scrittore Roberto Pazzi, mentre per la “Sezione lavoro” sono stati assegnati dieci premi ad altrettanti personaggi del mondo del lavoro della Provincia di Messina. Hanno contribuito alla riuscita della manifestazione la dotta relazione sul tema: “Il lavoro nella Provincia di Messina” del prof. Michele Limosani dell’Università agli Studi di Messina, la presenza di tutte le personalità premiate e la partecipazione di un numeroso e attento pubblico.

LA NUOVA PRESIDENZA PROVINCIALE: Presidente: N. Papa – V. Presidenti: P. Bottaro – M. D’Amore – M. Bonarrigo. Segretario Provinciale A. Bertè. Segretario Organizzativo: S. Lucania. Amministratore: S. Ambrogio IL NUOVO COMITATO ESECUTIVO : N. Romano: Formazione - Studi - Stampa F. Venuti: Famiglia G. La Ganga Lavoro L. Parisi: Solidarietà P. Caliri: Tempo Libero G. Chiricosta: Ambiente M. Palano: EFAL G. Lupica: Patronato SIAS P. Previti: Comune R. Cerreti: Provincia M. Palano: Assistente ecclesiastico G. Prestipino Giarritta: Giovani Auguri di buon lavoro al Rev. Sergio Siracusano nuovo responsabile diocesano della pastorale sociale e del lavoro.

La denuncia della distrazione dei “Fondi per le aree sotto-utilizzate” (F.A.S.) fatta pubblicamente dall’on. Carmelo Lo Monte si è puntualmente verificata. L’on. Micciché, vice-ministro per l’economia, ha dichiarato che la disponibilità di detti fondi, per l’anno 2009, per tutto il sud e per tutti i ministeri, è solamente di cinque milioni di euro, a causa delle decisioni del ministro per l’economia Tremonti che, a suo dire, si interessa solo della Lombardia ed è il principale nemico del sud. (sic)

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Notizie in breve

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Sabato 20 Dicembre 2008 nell’Istituto Tecnico Industriale E. Majorana di Milazzo si è svolta la ”XII Edizione del Premio GIORGIO La Pira” organizzata dal Circolo G. La Pira di Milazzo, con la collaborazione della Presidenza Provinciale di Messina. Il saluto agli intervenuti è stato dato da Stefano Merlino,

La nuova commissione provinciale ENTEL, presieduta da Pietro Caliri, ha approvato il programma di lavoro del settore “Tempo Libero” che spazia in vari settori, dal turismo sociale e religioso alla croceristica, dalla stipula di convenzioni con cinema e teatri alla realizzazione di un cineforum nei locali della “Città del ragazzo”. Una commissione speciale, poi, svilupperà le idee complesse concernenti quei programmi a medio-lungo termine che necessitano di una più ampia concertazione.

Si sono costituiti nuovi circoli a: LIBRIZZI. BASICÒ. MONTALBANO. ALÌ T.- e sono in corso di costituzione i consigli di reggenza in citta’ e in altri centri della provincia. A tutti i nuovi amici diamo un caloroso benvenuto nel M.C.L.

L’On. Fortunato Romano ha preparato la bozza di un disegno di legge che intende presentare all’A.R.S., nell’intento di poter alleviare gli effetti più pesanti prodotti sui più deboli dalla gravissima crisi economica.

Comunichiamo che il nostro amico sacerdote Marco Sprizzi ha fatto parte della delegazione della Nunziatura Apostolica del Vaticano a Washington, partecipando alla cerimonia di giuramento e di insediamento di Barak Obama.


2. Il Fondo di cui al comma 1 copre il rischio di insolvenza a favore degli Intermediari Finanziari che erogano prestiti senza garanzia a soggetti che non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari che intendano avviare una attività di lavoro autonomo per la produzione di beni o servizi. 3. Con decreto dell’Assessore Regionale al Lavoro di concerto con l’Assessore Regionale al Bilancio, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di funzionamento del fondo di cui al comma 1. 4. Il microcredito è erogato sotto forma di prestito, fino ad un massimo di euro venticinquemila, a tasso fisso, interamente rimborsabile con rate mensili di pari importo nel periodo di quattro anni, a decorrere dal semestre successivo dalla data di erogazione. 5. Al servizio di valutazione dei progetti necessario per la elargizione dei prestiti gli Intermediari Finanziari possono associare servizi aggiuntivi di consulenza, accompagnamento e tutoraggio, erogati direttamente o per mezzo di associazioni, enti no- profit e società di consulenza, avvalendosi anche del concorso finanziario delle Fondazioni Bancarie. 6. Per l’istituzione del Fondo di cui al comma 1, si procede, in via provvisoria con uno stanziamento di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 da prelevarsi dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) del P.O.R. 2007-13 e gravanti sul cap. del bilancio della Regione Siciliana. 7. La presente legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana ed entrerà in vigore

PROGRAMMA I – LA CHIESA TRASMETTE LA FEDE. LA COMUNITÀ CRISTIANA TESTIMONIA I VALORI DELLA DOTTRINA SOCIALE CRISTIANA. (Prolusione di S.E. Mons. Calogero La Piana, Arcivescovo Metropolita di Messina). 9 Febbraio 2009 II – PARTECIPAZIONE E CITTADINANZA DEI MOVIMENTI ECCLESIALI SOCIALI NELLA CHIESA LOCALE. (Rel. Prof. Don Dario Vitali – Ordinario di Ecclesiologia – Pontificia Università Gregoriana – Roma). 6 Maggio 2009 III – IL MOVIMENTO CATTOLICO IN SICILIA. (Rel. Prof. Eugenio Guccione – Ordinario Storia Dottrine Politiche, Facoltà Scienze Politiche - Università Palermo). 6 Aprile 2009 IV – LA FAMIGLIA FONDAMENTO DELLA SOCIETÀ. (Rel Prof. Dario Caroniti, Facoltà Scienze Politiche – Università di Messina – Assessore Politiche Familiari Comune Messina). 4 Maggio 2009 V – PER UN ECONOMIA ETICA E SOLIDALE (Rel. Prof. Gaetano Giunta, Presidente della fondazione Horcynus Horca) 8 Giugno 2009 VI - TERRITORIO E LAVORO. (Rel. Prof. Michele Limosani Ordinario Politiche Economiche - Direttore I.L.O. (Industrial Liason Office) - Università Messina – Esperto Programmazione Economica Provincia Regionale Messina). VII – L’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI IN SICILIA E GLI STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA. VIII – COSTRUIRE LA COMUNITÀ: L’IMPEGNO POLITICO COME LA FORMA PIÙ ALTA DELLA CARITÀ. Il corso si svolgerà a Messina con cadenza mensile a partire dal 9 Febbraio 2009 e si rivolgerà ai quadri dirigenti della città e della zona ionica. Nelle restanti settimane del mese, il corso avrà carattere itinerante con dirigenti provinciali M.C.L. che presiederanno gli incontri zonali di Milazzo, Patti e S. Agata Mil. utilizzando le relazioni presentate a Messina.

Notizie in breve

1. È istituito presso l’Assessorato Regionale Lavoro (Bilancio) un fondo di rotazione a garanzia del microcredito per l’avviamento alle attività produttive dei disoccupati da almeno 12 mesi, dei giovani inattivi o appartenenti alla categoria dei soggetti svantaggiati di cui al Regolamento (CE) n. 800 del 6 agosto 2008 residenti in Sicilia.

CORSO DI FORMAZIONE QUADRI DIRIGENTI ANNO SOCIALE 2008-09

NOTIZIARIO SICILIANO

PRESTITO AVVIAMENTO ATTIVITÀ PRODUTTIVE

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L a formazione professionale

per una politica di coesione sociale

NOTIZIARIO SICILIANO

La formazione professionale

di Rosella Bottaro

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Promuovere la formazione continua e permanente durante tutto l’arco della vita. Diminuire la percentuale di abbandoni scolastici da parte dei giovani in obbligo di istruzione. Favorire la trasformazione dei paesi membri in società tecnologicamente avanzate. Sono i tre obiettivi fondamentali che gli Stati dell’Unione Europea hanno adottato a Lisbona e che si presentano con immediatezza in una Regione Sicilia che si avvia ad impegnare le risorse del Programma Operativo 2007/2013. Adattabilità, occupabilità ed inclusione sociale sono gli assi prioritari del Fondo Sociale Europeo, rivolti in particolare alla long life-learning dei lavoratori, a favorire l’innalzamento del numero dei giovani che completano gli studi di scuola media superiore ed a sostenere politiche attive del lavoro riguardanti soggetti in condizione di svantaggio sociale. La Regione Sicilia ha adottato una strategia di spesa che prevede una formazione professionale strettamente connessa con le esigenze delle aziende che operano sul territorio, che diventeranno soggetti attivi, tramite le associazioni di categoria, nell’individuazio-

ne del reale fabbisogno formativo a livello territoriale. Protagonisti, inoltre, in un sistema formativo che pone al centro la “domanda”, saranno i giovani, che, tramite adesioni on line, permetteranno lo svolgimento di progetti competitivi. Un ruolo determinante sarà svolto dalle Agenzie Formative accreditate in grado di proporre figure professionali che anticipino, come avviene in altre regioni d’Italia e d’Europa, le richieste del mercato del lavoro e siano in grado di pianificare, unitamente a partner istituzionali, del privato sociale, dell’economia e della ricerca politiche di sviluppo territoriale, in particolare nei settori del turismo, dell’ambiente, dell’innovazione tecnologica. Si definisce così un sistema formativo integrato che contempla quali protagonisti: la Scuola, l’Università, gli Enti Locali, la Formazione Professionale e l’Impresa, che in particolare nell’Istruzione Tecnica Superiore si organizzano stabilmente sul territorio negli Istituti Tecnici Superiori. Sviluppo ed occupazione, infatti, hanno come presupposto necessario l’integrazione fra istruzione, ricerca ed innovazione.


PROGRAMMAZIONE E.F.A.L. PROVINCIALE DI MESSINA 2009 CORSI FORMAZIONE I E II LIVELLO (ETÀ SUPERIORE 18 ANNI)

ORE

SEDE

OPERATORE SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI

900

MESSINA, CAPO D’ORLANDO, GAGGI

HOSTESS E STEWARD DI BANCO

900

MESSINA

GIARDINIERE – ADD. ALLA GEST. E MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO

900

GAGGI

ACCONCIATORE II ANNO

900

MESSINA

OPERATORE DEL BENESSERE – ESTETISTA (BIENNALE)

900

MESSINA

ANIMATORE INFANZIA

530

MESSINA

ESTETISTA – SPECIALIZZAZIONE (POST QUALIFICA)

900

MESSINA

TECNICO IMPIANTISTA PANNELLI SOLARI

900

MILAZZO, CAPO D’ORLANDO

DECORATORE CERAMICA

530

GAGGII

CORSI FORMAZIONE CONTINUA E PERMANENTE

ORE

SEDE

AGGIORNAMENTO OPERATORE SOCIALE

150

MESSINA

AGGIORNAMENTO OPERATORE DELLA RISTORAZIONE

100

MESSINA

OFFICE BASE ECDL

100

MESSINA, VALDINA

OFFICE AVANZATO ECDL

100

MESSINA

COMUNICAZIONE LINGUA INGLESE

100

MESSINA, GAGGI

COMUNICAZIONE PUBBLICA

50

MESSINA

RESPONSABILE ADD. DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE MOD. A E B

30

MESSINA, VENETICO, VALDINA

RESPONSABILE ADD. DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE MOD. C

30

MESSINA

ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI

40

MESSINA, VENETICO

CORSI FORMAZIONE AMBITI SPECIALI

ORE

SEDE

ANIMATORE SOCIALE

900

MESSINA, MILAZZO

ASSISTENTE ALLA TRADUZIONE DELLA LINGUA ITALIANA DEI SEGNI

900

MESSINA

OPERATORE SOCIO-ASSISTENZIALE

900

MESSINA, MILAZZO, CAPO D’ORLANDO

Inoltre, a supporto dei Centri per l’Impiego, operano gli Sportelli di orientamento al lavoro, alla formazione ed alle professioni denominati Centro Servizi Explora ed ubicati nella città di Messina. L’E.F.A.L. Provinciale di Messina, infatti, è inserito in un sistema territoriale regionale rivolto a giovani ed adulti, disoccupati e lavoratori, soggetti svantaggiati, per informazioni, consulenze (colloquio di orientamento, bilancio delle competenze, stesura curriculum vitae, autoconsultazione, per ricerche personalizzate sulla rete internet, servizi alle imprese, ed in collaborazione con Italpros srl, per supporto all’autoimprenditorialità), analisi dei bisogni, opportunità di incontro domanda-offerta di lavoro, ed inoltre, orientamento per gli studenti delle scuole primarie e secondarie.


Il Notiziario Siciliano - M.C.L. Messina, via Romagnosi 2, Messina, Tel. 090 46535

Il Notiziario Siciiano M.C.L.  

Il Notiziario Siciliano del Movimento Cristiano Lavoratori do Messina

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