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Il Notiziario Siciliano Anno 1 N. 2 — aprile 2009

Il

notiziario Siciliano Organo del Movimento Cristiano Lavoratori di Messina

La legge sulla nostra

sicurezza!?

Foto copertina di Chiara Pilo www.flickr.com/chiapil

Fuori dalle sagrestie Braccio di ferro sui fondi FAS Commento su Svegliati Messina

Editoriale di Antonino Romano Ăˆ anche colpa nostra La stecca del tenore Fini M.P.A. con la destra alle prossime europee Crisi dei cantieri navali Rodriquez Inaugurata la scuola di formazione sociale e politica Apre lo sportello famiglia


E ditoriale

Il Notiziario Siciliano Organo del Movimento Cristiano Lavoratori Autorizzazione del Tribunale di Messina N° 207/61 del 7 Gennaio 1961 Direttore: Antonino Romano

notiziario siciliano Editoriale

Direttore Responsabile: Simona Arena

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Comitato di Redazione: Nicola Papa Giuseppe Bottaro Massimo D’Amore Mario Bonarrigo Antonino Bertè Stefano Lucania Salvatore Ambrogio Pippo Previti Roberto Cerreti Pietro Caliri Franco Venutò Rossella Bottaro Leo Parisi Giusy Chiricosta Sara D’Amore Giuseppe La Ganga Benedetto Tortorella

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e condizioni sociali, civili ed economiche della Provincia di Messina richiedono a tutti, singoli cittadini, gruppi, associazioni, movimenti laici e cattolici, riflessioni approfondite, comportamenti personali adeguati e impegni collettivi concreti. Le ricerche dell’Università, gli studi delle principali Istituzioni e i dati ISTAT., infatti, collocano Messina agli ultimi posti nelle varie classifiche nazionali, denunciando l’arretratezza delle condizioni civili e sociali della città e, contemporaneamente, rappresentando un impietoso giudizio dei fattori culturali e caratteriali negativi di noi messinesi. Ad oggi non si intravedono fattori auto-propulsivi di un risveglio sociale o di una ripresa economica, e meno che mai di una prospettiva di sviluppo civile. E sarebbe illusorio immaginare che Messina possa uscire dal tunnel, puntando sull’arrivo dei preannunciati finanziamenti di opere pubbliche. La situazione è talmente grave che solo un’analisi rigorosa degli errori del


tanti altri gruppi culturali e forze sociali della città, dirà forte

“Svegliati Messina” È auspicabile che altrettanti protocolli d’intesa tra le associazioni si costituiscano nei grossi centri della nostra Provincia.

notiziario siciliano Editoriale

passato e un progetto di grande respiro sociale farà trovare la via d’uscita. Perciò, oltre a riconoscere le responsabilità delle rappresentanze politiche, economiche, culturali e sociali, bisogna ricostituire il tessuto sociale della città, riducendo la frammentazione delle forze sociali e approntando una “struttura di partecipazione” che sia palestra di dialogo tra le associazioni e – insieme – strumento di presenza sociale con capacità di interlocuzione nella dialettica democratica. Bisogna cominciare col mettere assieme gruppi e associazioni che si richiamano ad una comune ispirazione e che, in un marcato contesto di rispetto delle identità di provenienza, possano operare per realizzare un progetto di rifondazione culturale e valoriale che contribuisca a ricostituire l’identità sociale della nuova Messina. Per questo, è stata avviata la costituzione di “Svegliati Messina” da: C.I.S.L., M.C.L., Cittadinanza Attiva, Rinnovamento dello Spirito, M.E.I.C., Alleanza Cattolica, U.C.I.D. e tanti altri gruppi, associazioni, e persone. A fondamento del percorso laico che queste Associazioni dovranno costruire c’è la comune ispirazione cristiana che ha dato i principi e i valori civili e democratici alla cultura occidentale. I primi passi di “Svegliati Messina” si orientano verso un impegno – che è proprio delle associazioni sociali – a risvegliare la coscienza civica dei messinesi e a sviluppare la loro partecipazione democratica, piuttosto che a stilare comunicati stampa zeppi di ricette e soprattutto di richieste rivolte ad altri per la risoluzione dei problemi della Città. Su queste basi il M.C.L., assieme a

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È anche colpa nostra

notiziario siciliano È anche colpa nostra

di Nino Romano

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e esigenze di Messina sono state sempre trattate dalle forze sociali e politiche, e perfino dalle istituzioni, come risultanze di studi, di analisi e di programmi da presentare in convegni, tavole rotonde e conferenze cittadine, e mai come progetti di opere da realizzare presto e bene. Si è praticata la politica degli annunci o, come si dice in gergo sportivo, si è trattato di “calcio parlato”, senza aver fatto mai una partita. È prevalsa l’apparenza sull’efficienza, con una generalizzata de-responsabilizzazione che ha fatto mancare la fase operativa di qualsiasi iniziativa. Il riscontro di questa amara verità si trova nelle condizioni di vita della po-

polazione e nelle emergenze della città. Messina si ritrova in fondo alle classifiche nazionali e nessuno si può illudere che la salvezza avverrà a mezzo dei prossimi promessi finanziamenti di grandi opere. Perciò, è necessario avere l’esatta coscienza che il “re è nudo” per colpa di tutti, per cui nessuno può chiamarsi fuori. Per troppo tempo c’è stato lo scambio delle parti in una commedia dove ciascuno è stato intento a fare il mestiere dell’altro. L’operatore sociale ha utilizzato tecniche e strategie politiche, mentre il politico si è sbizzarrito a produrre brillanti analisi sociologiche. Non si vuole, certo, tranciare un giudizio sommario su tutto il passato come un continuo bla bla bla per spocchioso


laborazione della popolazione. Si tratti delle emergenze traffico, rifiuti, legalità, ma anche della scuola, della sanità, del lavoro e dello sviluppo. Così, per affrontare l’emergenza traffico, sono certamente necessari una buona viabilità stradale, un parco autobus numeroso ed efficiente, un tram funzionante, tanti parcheggi di scambio, etc., ma se i cittadini non lasceranno la macchina a casa e se non pagheranno il biglietto dell’autobus, qualsiasi piano è destinato al fallimento. Altrettanto dicasi per l’emergenza rifiuti, che si risolverà solo se e quando la maggioranza-totalità della popolazione praticherà la raccolta differenziata. E così per tutto il resto. Perciò il M.C.L., assieme alle Associazioni di “Svegliati Messina”, sono impegnati ad affrontare le tante emergenze della Città, non solo con convegni e comunicati stampa, ma avviando iniziative sociali rivolte a sviluppare la responsabilità delle persone, il senso civico dei cittadini e la partecipazione della popolazione.

“È compito delle forze sociali promuovere il senso civico e la partecipazione dei cittadini”

notiziario siciliano È anche colpa nostra

intellettualismo o per velleitarismo politico, ma perché deve essere sentita fortemente la responsabilità di tutti per quanto è avvenuto in passato. Questo esame di coscienza collettivo deve spingere tutti a dire che è arrivato il tempo di agire concretamente, che ciascuno – forze sociali, economiche e politiche, enti e istituzioni – devono d’ora in poi guardare in casa propria e che ciascuno deve fare il proprio mestiere. Bisogna, innanzitutto, precisare che è compito della Politica trovare le soluzioni possibili per risolvere i problemi e soddisfare i bisogni della popolazione; nel contempo bisogna dire forte e chiaro che le forze sociali hanno, invece, il compito primario di animare la società, di promuovere il senso civico e sviluppare la partecipazione dei cittadini. Non c’è una prevalenza di ruolo in quanto entrambi sono necessari per promuovere lo sviluppo economico e sociale di una comunità. Qualsiasi struttura o servizio civile realizzati dalla politica non risulteranno validi e funzionali se non ci sarà la col-

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F uori dalle sagrestie di Nicola Papa

notiziario siciliano Fuori dalle sagrestie

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a relazione del prof. don Dario Vitali è stata svolta nel momento in cui abbiamo avviato l’iniziativa “Svegliati Messina” che vuole essere – insieme – palestra di dialogo tra le associazioni sociali, culturali ed ecclesiali e struttura di partecipazione con capacità di interlocuzione nella dialettica democratica per la difficile opera di rinascita della Città. Sono note e ormai consolidate le remore che la comunità cristiana frappone all’impegno dei cattolici nelle attività sociali; è un retaggio delle colpe e degli errori che i politici hanno commesso nel passato, ed anche della divisione fra quanti intendono la “scelta religiosa” come distacco dall’impegno politico e quanti sostengono la necessita della “presenza sociale” dei cattolici. Perciò è risultata quanto mai opportuna questa riflessione rivolta a richiamare gli Insegnamenti sociali della Chiesa che, per un verso affidano ai laici la realizzazione delle attività temporali e per l’altro richiedono il non

coinvolgimento della Chiesa nell’attività politica. Sono i paletti della “laicità della politica” come valore da salvaguardare, sia sul piano civile, sia sul piano religioso. Ma si tratta di un percorso tracciato su un crinale, dove un versante precipita nel clericalismo e l’altro nel laicismo, per cui sono necessari punti fermi per evitare che tanti buoni cristiani si impegnino solo in encomiabile attività di preghiera e di solidarietà corta, e che tanti altri che svolgono attività sociali e politiche siano ritenuti estranei e non trovino cittadinanza nella comunità cristiana. La lezione dell’illustre relatore ha confermato appieno la responsabilità dei laici nell’impegno sociale e politico. Nessuna novità sconvolgente per noi che abbiamo sempre ripetuto che “il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza” (V.Gaudium et spes p. 43) e che noi


“La laicità della politica è un valore da salvaguardare, sia sul piano civile, sia sul piano religioso”

notiziario siciliano Fuori dalle sagrestie

abbiamo sempre parafrasato con: “Chi non fa politica va all’inferno!”. Su questo tema il prof. Giuseppe Savagnone, svolgendo una relazione di base al convegno della Chiesa del Sud che si è tenuto a Napoli il 12 e 13 febbraio scorsi, “ha denunciato come dannoso il distacco oggi esistente nella Chiesa tra il “piano nobile”, che studia, emana documenti e pronunciamenti, ed il “piano terra” di pastorale ordinaria, in cui le idee programmate nel piano alto non arrivano quasi mai”. Sul tema serve – comunque – una riflessione e un più ampio dibattito nelle nostre comunità ecclesiali per rimuovere le resistenze all’impegno sociale e politico e far uscire fuori dalla sagrestia la folla dei cristiani della domenica. Vanno, comunque, trovati urgenti rimedi ad una situazione che debilita la presenza cristiana e rende ininfluente i principi e i valori cristiani nella società.

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B raccio di ferro sui fondi FAS di Fortunato Romano

notiziario siciliano Braccio di ferro sui fondi FAS

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mmontano a quattro miliardi e novantatre milioni di euro i fondi europei per le aree sotto-utilizzate destinate alla Sicilia, ed ancora, inspiegabilmente, non assegnate dal Governo nazionale. La stessa sorte è toccata alle altre regioni del sud; mentre strano a dirsi, tutte le regioni del nord hanno avuto i rispettivi stanziamenti, come se i loro territori fossero prevalentemente sotto-utilizzati. Eppure, la Regione Siciliana ha necessità di poter contare su questa somma per poter realizzare il piano di spesa già predisposto e regolarmente approvato dal Ministero competente. Il danno inferto alla nostra economia non è calcolabile; si pensi solo che la Regione non ha potuto varare il bilancio per il 2009 ed è stata costretta ad utilizzare l’esercizio provvisorio anche per il mese di marzo. Nonostante le animate contestazioni del Presidente Lombardo ed il voto contrario dell’Assessore Cimino al piano proposto nella Conferenza Stato-Regioni, perdura ancora oggi il comportamento

anti-meridionalista del Governo. Si parla di valutazioni politiche che motiverebbero la decisione di ritardare l’assegnazione dei fondi europei alle Regioni del Sud, tutte amministrate dalla sinistra, tranne la Sicilia. A ragione quindi, l’esecrazione unanime dei Siciliani. Unica nota stonata nel coro di proteste, un richiamo del Presidente del Senato Schifani agli errori commessi nel passato dalle Regioni del Mezzogiorno. E non si spiega perché un politico di tale livello abbia potuto sottovalutare il retro-pensiero che da sempre consegue a siffate dichiarazioni: che le risorse dello Stato vanno date a chi è “virtuoso”! Per conseguenza, l’addebito rivolto alla classe dirigente meridionale di sperperare il denaro pubblico ha avuto in passato, e continua ad avere un effetto pratico: premiare il “virtuoso Nord” e ridurre gli stanziamenti al Sud. Alla luce di questa esperienza storica, perciò, l’intervento del sen. Schifani risulta intempestivo, e peggio ancora, qualora fosse stato fatto a scusante della discriminazione praticata dal Governo


“FAS significa Fondi per Aree Sottoutilizzate oppure Furto al Sud?”

notiziario siciliano Braccio di ferro sui fondi FAS

verso le Regioni meridionali, con tutto il rispetto per l’alta carica istituzionale, sarebbe da annoverare come comportamento di stampo ascarista. Sta di fatto che, nella maglia aperta da quelle dichiarazioni, si è subito inserita la solita canea di politici e giornalisti, interessata a lucrare in rappresentanza dei poteri forti (e risultata vincente in questi 150 anni di unità nazionale), che ha gridato per l’ennesima volta allo scandalo della “spesa inutile” del Ponte sullo Stretto e perfino del corridoio 1 Berlino-Palermo. La Sicilia sta dando dimostrazione di voler applicare il principio di responsabilità che deve presiedere a qualsiasi spesa dello Stato, da ultimo con la riforma della Sanità varata dall’A.R.S. e sostenendo concretamente la riforma sul federalismo fiscale approvata dal Parlamento. Ma anche il Governo Nazionale ha il dovere della responsabilità nelle sue decisioni di spesa.

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L a legge sulla nostra sicurezza!? di Benedetto Tortorella

notiziario siciliano La legge sulla nostra sicurezza!?

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li esecrabili fatti di cronaca nera e di efferata violenza in danno delle donne hanno riportato in agenda il problema della “sicurezza” e ora il Governo e la maggioranza del Parlamento hanno deciso di dare un ulteriore giro di vite nei confronti degli stranieri. Appena un mese addietro, a Lampedusa, cinque persone si sono suicidate, e a distanza di qualche giorno un gruppo di stranieri si è barricato dentro un capannone a cui avevano appiccato il fuoco in più punti, in segno di protesta contro il rimpatrio immediato. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato la strage. Quei poveracci preferivano morire, piuttosto che tornare a casa loro! Ma la notizia non ha sconvolto il sonno degli Italiani e ormai è stata cestinata definitivamente. Ora, una legge, oltre a mettere in campo le “ronde”, autorizza i medici a denunciare gli immigrati clandestini che dovessero sottoporsi alle loro cure. Le


to mette in pericolo la salute della popolazione italiana a causa del propagarsi delle malattie delle tante persone malate e non curate. E cosa saranno costrette a fare le mamme clandestine che dovranno partorire? E cosa succederà ai loro figli? Quale sarà il destino di tanti bambini nati in Italia? Saranno apolidi? Non saranno esclusi dalla scolarizzazione? E quindi dal processo di integrazione delle nuove generazioni? Il M.C.L. non esita a denunciare la disumanità di un provvedimento che, in definitiva, risulta inutile e dannoso, in ciò confortati anche dalle accuse di “razzismo e di schiavismo” espresse dalle più alte Autorità morali mondiali: la Chiesa e l’O.N.U..

notiziario siciliano La legge sulla nostra sicurezza!?

conseguenze sono facilmente prevedibili: cure fai da te e propagarsi di malattie, anche infettive. Si dice da parte dei fautori che non è prescritto l’obbligo di denuncia, e quindi gli stranieri possono andare tranquillamente dai medici; ma è evidente che si tratta di un argomento palliativo che non resiste un solo istante di fronte alla paura del clandestino di essere denunciato. Di fronte alle paure, anche giustificate a causa degli esecrabili fatti di violenza, non ci sembra il caso di evocare l’aspetto umanitario e di richiamare i valori di solidarietà, ma di guardare anche alle conseguenze pratiche di siffatta legge. Oltre ai gravissimi rischi per la salute e la vita degli immigrati, il provvedimen-

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L a stecca del tenore Fini

notiziario siciliano La stecca del…

di Niro

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a cantato bene per tutta l’opera, ma al “do di petto” finale ha preso una stecca paurosa! Il fatto si è verificato al Congresso fondativo del “Popolo della libertà” quando il Presidente della Camera Fini ha posto la domanda: “Siamo proprio sicuri che la legge sul testamento biologico approvata dal Senato sia un esempio di laicità?”, soggiungendo: “Quan-

do si approva un precetto, si è più vicino allo Stato etico che allo Stato laico”. Secondo l’oratore, il “precetto” contenuto nella legge in esame consisterebbe nella dizione “idratazione e alimentazione non sono un accanimento terapeutico”. Ora, è di tutta evidenza che non si tratta di un precetto religioso, ma di una formulazione su cui la scienza e il senso comune concordano pienamente.


del rapporto fede-politica e la garanzia per il necessario dialogo tra i politici e tra le forze politiche, per cui si chiede una rigorosa “mediazione culturale”, ma non la rinuncia ai princìpi e ai valori. Così intesa, la laicità della politica traccia un percorso su un crinale di alta quota che fa evitare il pericolo di scivolare su uno dei due versanti costituiti dal laicismo e dall’integralismo. Perciò il rapporto tra fede e politica non deve essere annullato, ma va incrementato nella misura in cui l’etica è necessaria alla politica. E anche su questo piano la stecca dell’on. Fini, neofita dello Stato laico, ha fatto rivoltare nella tomba tanta gente, da Platone ai padri fondatori del Popolarismo Europeo. Introducendo questo argomento alla fine del suo discorso, Fini aveva detto: “in cauda venenum!”; invece ha dimostrato “in cauda limen”, perché così ha dimostrato tutti i limiti del personaggio!

“L’etica è necessaria alla politica”

notiziario siciliano La stecca del…

Ma su tutta la questione, il retropensiero laico richiede una opposizione pregiudiziale a tutto ciò che i cattolici dicono e fanno in difesa della vita. E l’on. Fini ha deciso di seguire questo andazzo. C’è da domandarsi per quali motivi. Prima di affrontare il tema della laicità dello Stato aveva trattato tutti gli argomenti alla luce di una chiara ispirazione cristiana, facendo esplicitamente richiamo alla “Carta dei valori del PPE”. Non si comprende, perciò, una presa di posizione che lo affianca al laicismo radicale e che rischia di rimettere in discussione una legge che ancora attende il voto della Camera dei deputati. Si può solo azzardare qualche spiegazione! Tutti i commentatori hanno riconosciuto che l’on. Fini ha fatto un intervento di alto livello politico, per cui si può pensare che il richiamo alla “laicità dello Stato” sia stata una “mossa” fatta per piacere a quella parte d’Italia che, un giorno si e l’altro pure, pretende che i cattolici stiano in Chiesa o al massimo nelle sagrestie e che nello Stato debbano operare “etsi Deus non daretur”! In secondo luogo, si potrebbe pensare che la nuova conversione dell’on. Fini al “popolarismo”, non gli ha fatto ancora maturare la categoria della “laicità della politica” come un valore e non come un divieto. Eppure, la formula di crociana memoria “Libera Chiesa in libero Stato” che presiede ai Patti e alla Costituzione rappresenta il valore positivo della libertà e non una gabbia in cui comprimere la Chiesa o lo Stato. La laicità della politica è una “categoria” che ha rafforzato negli anni il rapporto fecondo tra Stato e Chiesa; è stata e deve restare il criterio di misura

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C ommento su Svegliati Messina di Giuseppe Bottaro

notiziario siciliano Commento su Svegliati Messina

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l Movimento Cristiano Lavoratori di Messina ha lanciato, insieme ad altre associazioni impegnate nel sociale, la campagna “Svegliati Messina”. Con questa iniziativa vorremmo scuo­ tere i cittadini messinesi dalla loro apparentemente naturale apatia e dal desiderio di non lasciarsi coinvolgere in tutte quelle cose che non riguardano direttamente il loro “particulare”. Si potrebbe a ragione sostenere che Messina non conosca i fondamenti del “vivere civile” o che li abbia smarriti nel corso degli anni recenti. Non intendiamo qui sostenere come tanti in questo periodo che il terremoto del 1908 abbia seppellito sotto le macerie la vera “messinesità” o la capacità di amare questa città al di la degli aspetti negativi o positivi che essa esprime. Vorremmo soltanto sottolineare che a Messina, a differenza di quel che accade in altri territori, sembra impossibile mobilitare un cospicuo numero di cittadini attorno ad un valore comune da

tutelare, un bene culturale da valorizzare o ad una porzione di territorio da salvaguardare. L’unica eccezione sembra ancora restare nel forte sentimento religioso che dai primordi del cristianesimo riesce a legare i ceti popolari a quelli dirigenti della città. L’incapacità di Messina di risollevarsi dalle ultime posizioni nelle classifiche sulla qualità della vita o sulla ricchezza prodotta che si protrae ormai da decenni, a prescindere dal colore politico dell’amministrazione cittadina, non deve a nostro avviso accrescere il senso di frustrazione o disimpegno pena la possibilità non ancora svanita di veder sensibilmente migliorare il proprio futuro. Nelle ultime settimane è esplosa a Messina anche la questione dei servizi sociali. Una città che si voglia definire moderna non può assolutamente derogare al proprio ruolo in un settore vitale come quello delle politiche sociali e dei servizi a tutti quei cittadini che versano in situazioni di difficoltà. In questo settore deve ancora di più crescere l’atti-


le altre che, dal mancato risanamento alla caotica viabilità, dalla tutela del territorio fino alla difesa dell’occupazione, impediscono alla città di fare passi in avanti nell’ideale classifica di una vivibilità più a misura d’uomo. La campagna di sensibilizzazione che l’MCL di Messina, insieme con le altre associazioni, ha lanciato rimarrebbe in ogni caso un episodio sterile se non servisse a scuotere le coscienze dei cittadini e a denunciare le incapacità dei politici di riuscire a fornire risposte concrete, ma allo stesso tempo se non proponesse un percorso chiaro di sviluppo e modernizzazione della città.

notiziario siciliano Commento su Svegliati Messina

vità delle organizzazioni di volontariato, non-profit e di privato sociale che, a nostro giudizio, possono in molti casi svolgere l’attività di cura o assistenza ai soggetti deboli meglio delle istituzioni pubbliche. Nondimeno continueranno sempre ad esistere dei campi di attività e delle azioni di politica sociale che il comune di Messina deve necessariamente continuare ad erogare con maggiore efficienza rispetto al passato, senza sprechi e in collegamento sempre più stretto con le associazioni di volontariato. Il risveglio di Messina passa anche dal definitivo superamento di questa dolorosa emergenza come di tutte quel-

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Uno sguardo alla politica

notiziario siciliano Uno sguardo alla politica

di Fortunato Romano

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A novant’anni dall’appello ai “liberi e forti” di don Luigi Sturzo, come considerare le recenti scelte politiche di Raffaele Lombardo che al grande siciliano si richiama? È noto che il programma politico del M.P.A. si propone di far uscire dalla storica condizione di sottosviluppo il Sud, dando una risposta adeguata alla crisi globale che rischia di travolgere i territori con una economia debole come quella della Sicilia. Su questo obiettivo si inquadra la strenua difesa dell’Autonomia e la lotta al centralismo, la politica di rigore avviata dal Governo regionale, e perfino gli scontri all’interno della maggioranza e la stessa “alleanza di ferro” con il premier Silvio Berlusconi. Di fronte al fenomeno della globalizzazione e nel clima politico post-ideologico, che per un verso attutisce le connotazioni destra - centro - sinistra, e per l’altro esalta i contrasti tra le persone e tra gli interessi, il programma del M.P.A ha spazio e dignità politica in quanto il territorio, superando il limite e i lacci del campanilismo, assurge a valore per la difesa dell’identità e per lo sviluppo economico e sociale della sua popolazione. Ma questo disegno entra in conflitto con lo schema dei due maggiori parti-

ti – PDL e PD – che tende ad eliminare le presenze minori e a “semplificare l’attuale quadro politico” attraverso uno sbarramento elettorale del 4% da realizzare in occasione delle prossime elezioni europee. È una decisione che tende al bipartitismo, per cui le scelte possibili sono soltanto due: o confluire in uno dei due grandi contenitori, o fare alleanze per superare la soglia elettorale. Optare per la prima soluzione sarebbe come controfirmare il certificato di scioglimento del M.P.A., per cui non rimane altro da fare che trovare alleanze per superare lo sbarramento. E Raffaele Lombardo ha rivolto l’invito ad allearsi, oltre che ai partiti e ai gruppi politici autonomisti, a tutti i Presidenti delle Regioni del Sud, compreso a Niky Vendola, Presidente della Puglia ed esponente della sinistra. Ma la proposta è stata respinta perché avrebbe messo in crisi il P.D., che annovera tutti gli altri presidenti delle regioni meridionali, e poi avrebbe fatto saltare lo schema bipolare. In definitiva, è prevalsa la logica di partito che ha riportato tutti nei ranghi! I saggi antichi dicevano “primum esistere, deinde filosofare”! Si sa, poi, che la politica è l’arte del possibile.


Crisi dei cantieri navali Rodriquez Propone, invece, che le Istituzioni, assieme alle forze sociali e politiche, diano chiare e ripetute manifestazioni della volontà della Città unita nelle volontà di sconfiggere la strategia speculativa e di annullare l’atto di predazione del gruppo Colanino. Messina unita può e deve vincere questa battaglia perché l’azienda è solo posseduta dai soldi di quella holding ma è di proprietà di quel gruppo e soprattutto dell’intelligenza e della capacità di lavoro delle maestranze che l’hanno resa il simbolo della nostra Città.

notiziario siciliano Uno sguardo alla politica

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a crisi dei cantieri navali Rodriguez non è la solita vertenza di un’industria che sta mettendo in cassa integrazione 46 dipendenti e che prevedibilmente manderà a casa anche gli altri lavoratori, ma è da considerarsi un’operazione di amputazione di un arto che mutila il corpo di Messina. Il M.C.L. ritiene che non sono sufficienti le rituali dichiarazioni di solidarietà e che sarebbero velleitari e controproducenti eventuali atti di ribellione contro la proprietà e contro il Governo.

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I naugurata la scuola

di formazione sociale e politica

notiziario siciliano Inaugurata la scuola di…

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a lezione di apertura della Scuola di formazione sociale e politica sulla “Dottrina Sociale Cristiana” è stata tenuta dall’Arcivescovo di Messina Mons. Calogero La Piana il 9 Febbraio u.s. nella Cappella S.Maria dell’Arcivescovado. Erano presenti, oltre ai dirigenti provinciali e locali M.C.L., anche i dirigenti della CISL, del Forum delle Associazioni Familiari, del M.E.I.C., di Cittadinanza Attiva, di Testimonianza Cattolica e dell’UCID. In breve, diciamo che Mons. La Piana ha presentato la D.S.C. come il complesso degli insegnamenti sociali della Chiesa valido e attuale per l’impegno sociale dei laici cattolici. Ha illustrato, poi, le più importanti encicliche che propongono la centralità e la dignità della Persona, indicano i principi di uguaglianza, libertà, democrazia e pace come base della comunità civile, richiedono l’impegno per la realizzazione dei valori di solidarietà e di sus-

sidiarietà e la partecipazione popolare per la realizzazione del bene comune. Richiamando, poi, il piano pastorale 2008-09 “Risplenda la vostra luce” ha detto: “la testimonianza nel sociale curerà la promozione della cittadinanza attiva…l’educazione al senso civico, alla lettura critica delle realtà sociali, economiche e politiche.” La seconda lezione sul tema “ Partecipazione e cittadinanza dei Movimenti sociali ecclesiali nella Chiesa locale “ è stata svolta dal prof. don Dario Vitali – Ordinario di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma – autore di numerosi libri – tra cui “Sensus fidelium, una funzione ecclesiale di intelligenza della fede”, “Annuncio del Vangelo, forma Ecclesiae”, e “Le virtù teologali – fede, speranza e carità”, e di innumerevoli articoli sulla vita e sul futuro della Chiesa. La terza lezione sul tema: “Il movimento cattolico in Sicilia” sarà tenuta dal prof. Eugenio Guccione – Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche – Facoltà Scienze Politiche – Università Palermo alle ore 18 di Lunedì 6 Aprile 2009 nel salone dell’Istituto Salesiano Domenico Savio di Messina.


Apre lo sportello famiglia

Gli ambiti di competenza dello sportello famiglia riguardano: Dinamiche della famiglia (rapporti tra coniugi – rapporti genitori-figli – maltrattamenti). Consulenze legali e sulla salute. Immigrazione. Alcolismo e droga. Adozione e affido. Dispersione scolastica. Sfruttamento minorile. Disagio femminile. Pari opportunità. Tutti i servizi sono erogati a titolo gratuito.

notiziario siciliano Apre lo sportello famiglia

Il gruppo di volontariato impegnato sulle problematiche familiari ha reso operativo lo “Sportello Famiglia” nei locali della sede Provinciale M.C.L. di via Romagnoli, 2 Messina (tel. 090/46535) – nei giorni da lunedì a venerdì – dalle ore 10 alle ore 12. Lo “Sportello Famiglia” nasce come iniziativa di forte valenza sociale che trova la propria ragion d’essere nella consapevolezza che la nostra città ha bisogno di un servizio di ascolto e di sostegno rivolto a tutti i componenti della famiglia, allo scopo di proporre suggerimenti, stimolare comportamenti, realizzare momenti di confronto per affrontare stati di disagio, di crisi familiare e di isolamento sociale. Per il perseguimento degli obiettivi fissati, lo sportello si avvale di personale qualificato con il supporto di esperti nei vari settori professionali (avvocati, medici, assistenti sociali, etc.).

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Svegliati Messina Foto di Umberto Neri www.flickr.com/goldelay

Cosa debbo/posso fare per liberare la mia città

Che ora è Ultima Baraccata Scartata Colonizzata Sbeffeggiata Soffocata dalla cappa massonica e dalla piovra mafiosa

3P Partecipazione Protesta Proposta popolare

campagne Lavoro Mobilità urbana Igiene ambientale Sbaraccamento Legalità Piano strategico 2020

Il Notiziario Siciliano - M.C.L. Messina, via Romagnosi 2, Messina, Tel. 090 46535 www.mcl.messina.it


Il notiziario siciliano aprile 2009