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tisce un riparo dal sole da Ovest. Del resto, nonostante il ruolo simbolico che sottende, il suo uso è estremamente puntuale essendo legato alle rappresentazioni liriche, insomma non ci si entra o esce a piacimento. Ad Est è il Palazzo Civico che, invece, ombreggia la “scala”, garantendo una circolarità di utilizzo dello spazio statico coerentemente con il movimento del sole nel cielo. I campi funzionali disegnano la piazza, sono definiti dalle scelte materiche d’ispirazione locale, che confermano i lastroni per i percorsi di bordo, e il

riuso della pavimentazione in porfido, che viene quindi recuperata. Le scelte spaziali, dicevamo, rafforzano anche le relazioni tra la piazza e gli edifici. Questi al piano terra, pubblico, si proiettano tutti come espansioni della piazza al coperto, grazie alla permeabilità con lo spazio aperto. Gli 8.000 mq espositivi delle Gallerie d’Italia, il Cortile d’Onore e le mostre temporanee in esso ospitate, il Palazzo della Ragioneria e le sue potenzialità di sviluppo promosse da parte dell’amministrazione, ispirano uno stiramento dei confini fisici a

favore di un ampliamento radiale che esprime, come rappresentato dal gruppo scultoreo di Leonardo, la visione culturale unitaria e globale della città. Questo, insieme ai lampioni liberty, disegnano a terra le ombre di un passato fortemente radicato, ma proiettato verso esigenze sicuramente modificabili nel tempo. Dalla piazza, la visuale è completamente libera ed a 360°, con i suoi 300 ml di seduta e 4.000 mq di spazio aperto, guarda tutta la sua storia, fissata nella pietra degli edifici che la rappresentano.

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