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posizione ed avanza rispetto alla fine del piano in granito bocciardato che sfila al di là di questa. L’illuminazione della zona operativa è multipla, con linee Led a ridosso dell’intersezione tra il piano verticale ed orizzontale, e con faretti in gesso a scomparsa. Scenari multipli ma anche episodi puntuali sono enfatizzati dalla sospensione AIM della Flos sulla zona pranzo, dalle lampade da terra Stick, della Catellani o la Sampei, di Davide Groppi nella zona giorno, o la parentesi, sempre per Flos, nello spogliatoio. Tra arredi esistenti, l’impianto a tutt’aria realizzato con la tecnologia “airzone”, le lastre di gres porcellanato laminato con finitura a spacco di cava, le porte invisibili a tutt’altezza, le lame di vetro, le docce a filo pavimento, il lavabo industriale della

Moab, il tema della piega, gli accessi multipli agli ambienti, i tappeti materici della pavimentazione, tutto concorre alla definizione di uno spazio dove le vie di fuga garantiscono una sensazione di profondità, dove tutto è percorso. Lo spazio ampio del soggiorno e quello sartoriale della zona notte, dove tutto è calibrato al centimetro, sono cuciti a terra per mezzo di un parquet di noce nazionale nostalgicamente posato a spina ungherese, valorizzando la connessione longitudinale, a sua volta accentuata dalla relazione tra la cucina e la terrazza che per mezzo delle ampie vetrate condivide, all’esterno, lo spazio del living, ancora una volta, amplificandone i contenuti.

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