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UN, DUE, TRE, STELLA!

Il progetto elaborato per e con lo studio stARTT, prevede la rifunzionalizzazione di un vecchio fienile, dell’aia ad esso adiacente e della porzione di paesaggio circostante. Il contesto è quello delle colline di Fiesole, ampiamente descritte nella letteratura e “celebrate per il loro paesaggio, per la favorevole esposizione a mezzogiorno che, riparandole dai venti freddi del nord, le rende un ricercato soggiorno invernale”, meta ideale per puntuali gite festive in grado di offrire riparo dalle caldi giornate estive grazie ai luoghi relativamente freschi. I cieli aperti, l’amenità dei luoghi, da guardare ma anche da dove guardare il magnigifco panorama che si staglia sullo sfondo della città di Firenze e tutto intorno le innumerevoli ville che costituiscono una vera e propria estensione del capoluogo. Tuttavia, la prima cosa che ho visto di Fiesole è stato l’ufficio comunale. Nel frattempo Reny e Macarena passeggiavano lungo il Belvedere. Dario è un vero ospite e qui ci si sente come a casa. La sera, dopo una cena all’aperto nella quale mi

spiega il lavoro, ci spostiamo verso “la tazza” una piscina riscaldata poggiata su una piattaforma in legno sulla quale supini, con lo sguardo rivolto al cielo, ci godiamo, in assenza quasi totale di inquinamento luminoso, lo sciame meteorico delle perseidi: la magia delle stelle cadenti. Di giorno sono invece gli ulivi e la piegatura della terra a farla da padrona, paesaggi disegnati dalla mano di contadini sapienti mi ridestano dal torpore dei luoghi comuni. Il progetto è quello di trasformazione del fabbricato rurale, deposito dei foraggi e ricovero durante la fienagione, in agriturismo e residenza del mezzadro. L’edificio esistente si compone di tre volumi distinti che ne segnano anche la sua evoluzione storica. Il corpo centrale a tutta altezza è il più antico, ed è stato nel tempo integrato in aderenza con due ali con accesso indipendente e con funzioni di deposito e porcilaia. L’idea è stata quella di mantenere inalterata la sagoma esistente confermando anche le diverse quote di sedime; un livello sul fronte dell’aia e su

due livelli verso i colli lunati, facendo corrispondere ai salti di quota rispettivamente le funzioni notte ed il living. Il volume prisco viene aperto e collegato alle due ali estendendosi in maniera longitudinale verso il paesaggio che scorre, con le sue curve di livello, verso la residenza padronale. Un segno contemporaneo che stira e asseconda l’orografia del luogo comprimendo lo spazio del dehors che, schiacciandosi nella direzione dell’edificio, privilegia la direzione dello sguardo verso le morbide curve del paesaggio all’orizzonte. L’edificio presenta tre accessi. Uno autonomo a servizio della porzione con i due grandi varchi centinati che prevede l’utilizzo ad agriturismo e prospiciente l’aia, e due dedicati alla residenza principale di cui uno in prossimità della zona notte, dove una cabina armadio separa lo spazio distributivo dell’ingresso al piano dalla camera padronale e l’altro, alla quota inferiore, che apre con il grande portale la vista verso l’uliveto. Al piano terra troviamo il soggiorno che guarda ad ovest la valle attraverso la grande superficie trasparente e connesso, per mezzo del camino che

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