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ai piani superiori dalle quali si vede lo splendido panorama dell’area e della città. Il progetto rappresenta una proposta migliorativa alla soluzione posta a bando di gara. Questo prevedeva la realizzazione dei servizi di accoglienza, dei bagni e di un vano scala che collegasse i vari piani dell’edificio, acquisendo di fatto quasi la totalità del piano terra, dove i servizi venivano inopportunamante distribuiti, e la realizzazione di un ballatoio al piano mezzanino dalle forme morbide, il cui solaio però, insistendo per circa 1/3 sulla superficie della pianta, schiacciava la dimensione verticale del fortilizio, snaturando-

ne le sue caratteristiche. Inoltre il vano scala si sviluppa libero nello spazio senza presentare alcuna qualità, limitandosi infatti ad una serie di rampe che ruotano intorno al volume dell’ascensore, sviluppando un’area di sedime del tutto sproporzionata. L’idea progettuale prevede l’accorpamento delle funzioni, di servizio e del vano scala, in un unico elemento che si pone longitudinalmente a ridosso della parete superiore e pensato a tutt’altezza, soluzione che permette di esaltare, comprimendo lo spazio della pianta, la verticalità dell’edifico. Una parete monolitica è posta quindi parallela-

mente al lato lungo, ed all’interno di essa è stata inserita una scala lineare il cui andamento, confortato anche dalla ridotta dimensione trasversale, imprime un senso di claustrofobia, chiaramente ricercata, tanto da farlo sembrare scavato nella roccia. La grande parete è pensata come autonoma e completamente avulsa dalla preesistenza; un grande piano verticale che si impone all’interno del volume. Su questa, viene appesa a sbalzo la rampa delle scale che, salendo linearmente, impone al visitatore la comprensione dello spazio in altezza.

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